Pagina 663 – Calcio News 24

Juve, Tudor a DAZN: «Da quando ho iniziato ad allenare a 31 anni ho sognato di allenare la Juventus»

Juve, Tudor si racconta a DAZN: «Da quando ho iniziato ad allenare a 31 anni ho sognato di allenare la Juventus». Le dichiarazioni

A due giorni dal big match tra Juventus e Inter, le telecamere di DAZN, accompagnate dall’ex difensore e opinionista Ciro Ferrara, hanno fatto tappa alla Continassa per un’intervista esclusiva al tecnico bianconero Igor Tudor. Ecco i passaggi più significativi delle sue dichiarazioni:

COSA RAPPRESENTA LA JUVE – «Per me rappresenta veramente una parte della vita, mi ha costruito tanto come persona e anche nel lavoro di mister. Se posso dire personalmente la Juve è una parte di me».

L’ARRIVO ALLA JUVE – «La Juve in quegli anni vinceva in Champions, era una cosa irreale. Era una cosa molto particolare vedere Zidane allenarsi solo in un campo con gente che lo preparava. Sono cose che a me sono rimaste di quegli anni là. Portavamo sempre la porta noi e anche i palloni noi. Adesso sono in 30 a portare la porta e i palloni. Tempi diversi. Adesso è molto più difficile».

RICORDI DI QUEL GRUPPO – «Voglio parlare di Birindelli, Pessotto, Montero, Ferrara e Del Piero. Alex si arrabbiava molto se si perdeva anche solo la partitella in allenamento. Il famoso stile Juventus. Io nella vita faccio sempre la stessa cosa, insegno con i fatti e con gli esempi. Poche parole e coerenza di non girare la testa quando qualcuno sbaglia. Stare sempre sul pezzo in allenamento, la partita è la cosa più facile».

RECUPERO BREMER – «Ha un’importanza enorme sotto tutti i punti di vista: come giocatore e come leader. Lo spogliatoio ha bisogno di lui e del suo carisma. È un ragazzo buono come il pane, si mette sempre a disposizione. Con Ferrara e Montero sarebbe stato titolare? A due forse no, ma a tre si (ride ndr)».

PRIMO GIORNO DA ALLENATORE – «Bellissime sensazioni, perchè io ho giocato poco da calciatore, ho smesso presto per i problemi alle caviglie. Ho sempre avuto questa cosa di non aver dato tutto quello che potevo e da quando ho iniziato ad allenare a 31 anni ho sognato di allenare la Juventus, mi sentivo in debito con questo club».

LEGGI L’INTERVISTA COMPLETA DI TUDOR SU JUVENTUSNEWS24

La Roma celebra i 90 anni di Giacomo Losi: intitolato un campo allo storico capitano giallorosso

La Roma celebra i 90 anni di Giacomo Losi: intitolato un campo allo storico capitano giallorosso. Tutti i dettagli

In occasione del novantesimo anniversario della nascita di Giacomo Losi, l’AS Roma ha voluto rendere omaggio a uno dei simboli più amati e rappresentativi della propria storia. Difensore roccioso e capitano carismatico, Losi è entrato nella Hall of Fame giallorossa nel 2012, a coronamento di una carriera leggendaria. Il comunicato del club giallorosso:

COMUNICATO – “Il nome di Giacomo Losi è scritto da oggi nel Centro Sportivo Fulvio Bernardini su una grande targa posizionata sul viale che porta ai campi, ben visibile ai calciatori della prima squadra e a quelli del settore giovanile per ricordare loro l’esempio di fedeltà e di attaccamento alla maglia che lo ha contraddistinto. Un’autentica bandiera del Club che, in 455 partite giocate sempre con inconfondibile tenacia e condotta inappuntabile, ha indossato per 299 volte la fascia di capitano alzando al cielo la Coppa delle Fiere nel 1961 e per ben due volte la Coppa Italia, nel 1964 nel 1969. La cerimonia d’intitolazione del campo a Giacomo Losi si è svolta a Trigoria l’11 settembre – poche ore dopo il novantesimo anniversario della sua nascita – alla presenza della moglie, dei figli e dei nipoti, accolti a nome della Proprietà da Claudio Ranieri, Bruno Conti e Ricky Massara. Non poteva mancare anche chi, a vario titolo, ha frequentato Core de Roma nel corso della sua vita e fa parte della grande famiglia giallorossa come Giancarlo De Sisti, Daniele De Rossi, Giuseppe Tamborini, Sebino Nela, Paolo Alberto Faccini e molti altri. Per inaugurare ufficialmente il campo, i due nipoti Giacomo e Marco Losi sono stati invitati a giocare con alcune delle legend presenti sfidando una formazione composta da una selezione dello staff tecnico del settore giovanile (agli ordini di Federico Balzaretti e Simone Perrotta). Un’occasione speciale per calciatori come Candela, Aldair, Pizarro, Cerci, Scarchilli, Romondini e Quadrini per tornare a giocare insieme e rendere omaggio alla memoria di un altro capitano e atleta straordinario che, dopo Fulvio Bernardini, Agostino Di Bartolomei e Amedeo Amadei, verrà ricordato all’interno del complesso che ospita la sede del Club“.

Milan in festa, 40° compleanno per Modric, il suo messaggio è chiaro: «Voglio vincere trofei!»

Milan in festa, 40° compleanno per Modric, il suo messaggio è chiaro: «Voglio vincere trofei!». Il racconto della giornata del croato

Un pomeriggio a Milanello non è fatto solo di allenamenti intensi e preparazione tattica. Lo dimostra la celebrazione organizzata per il 40° compleanno di Luka Modric, centrocampista croato e Pallone d’Oro 2018, arrivato in estate al Milan per portare esperienza e qualità.

La squadra si è riunita sul campo rialzato del centro sportivo per rendere omaggio al nuovo compagno, trasformando la routine post-allenamento in un momento di leggerezza e sorrisi. Modric, visibilmente emozionato, ha spento le candeline su una torta preparata appositamente per lui, accolto da applausi e cori.

A rendere l’atmosfera ancora più speciale, la presenza del nuovo direttore sportivo Igli Tare, ex dirigente della Lazio noto per il suo fiuto sul mercato, e del neoallenatore Massimiliano Allegri, tecnico livornese al ritorno in rossonero dopo anni di successi in Italia e in Europa. La loro partecipazione ha sottolineato la vicinanza della dirigenza e dello staff tecnico alla squadra.

Dopo i ringraziamenti, Modric ha pronunciato parole che hanno colpito tutti: “Grazie per gli auguri, è bello essere qui e festeggiare il mio compleanno con voi. Voglio solo un regalo quest’anno: vincere dei trofei con la squadra. Tutto qua.”

Una frase semplice, ma dal forte valore simbolico. In un’epoca in cui il calcio è spesso dominato da contratti e cifre, il fuoriclasse croato ha ribadito che la vera ricompensa è il successo sportivo. La sua mentalità vincente, forgiata da anni di trionfi con il Real Madrid, rappresenta un esempio per i compagni più giovani e un invito a puntare sempre al massimo.

L’arrivo di Modric, fortemente voluto da Tare e Allegri, ha portato non solo tecnica sopraffina, ma anche leadership e cultura del lavoro. Con Allegri in panchina, maestro nella gestione dei campioni, e la visione strategica di Tare, il Milan sembra avere tutte le carte in regola per tornare ai vertici del calcio italiano ed europeo.

La festa di compleanno, oltre a essere un momento di svago, si è trasformata in un segnale chiaro: lo spogliatoio è unito e motivato. I tifosi rossoneri possono sognare in grande, forti delle parole di un campione che, a 40 anni, ha ancora fame di vittorie.

Juventus, Comolli chiarisce: «Le voci di discussioni con il presidente del PSG sono false!»

Juventus, il dg bianconero Comolli non ci sta e chiarisce: «Le voci di discussioni con il presidente del PSG sono false!». Le parole

Prima della conferenza stampa dedicata alla presentazione ufficiale di Edon Zhegrova e Loïs Openda, il Direttore Generale della Juventus, Damien Comolli, ha preso la parola per introdurre l’incontro e fare il punto sulle recenti mosse di mercato del club bianconero.

Comolli, dirigente francese con una lunga esperienza internazionale ha aperto il suo intervento sottolineando l’importanza di mantenere un equilibrio tra obiettivi sportivi e sostenibilità finanziaria. Un concetto che, secondo il dg, è stato alla base di ogni decisione presa in questa sessione di mercato.

PAROLE – «Buongiorno a tutti. Prima di sentire Lois e Edon, vorrei iniziare con una breve introduzione.Vorrei ringraziare i giocatori che ci hanno lasciato, per il contributo al club, auguro loro il meglio per il futuro e la carriera. Abbiamo cercato di trovare l’equilibrio tra la situazione finanziaria con il FFP dell’UEFA, dobbiamo analizzare attentamente le nostre finanze e creare una rosa competitiva. La squadra è competitiva ma abbiamo cercato di rafforzare la rosa, trovando l’equilibrio tra obiettivi sportivi e finanziari. Abbiamo l’opzione per Openda, abbiamo acquisito Conceicao e i diritti di Jonathan. Una delle cose che volevamo raggiungere era quella di tenere la spina dorsale della squadra, abbiamo una squadra molto competitiva e quindi non eravamo a nostro agio nel cedere alcuni giocatori che avranno un grande ruolo nel futuro. Chi arrivava doveva avere un ruolo fondamentale nella squadra e così abbiamo fatto. Abbiamo deciso chi tenere in previsione di questo ragionamento. Le voci di discussioni con il presidente del PSG sono false. Siamo sempre stati rispettosi dei big club e lo stesso vale per il PSG».

Il messaggio del Direttore Generale è chiaro: la Juventus vuole restare protagonista in Italia e in Europa, ma senza rinunciare a una gestione responsabile. La presentazione di Zhegrova e Openda rappresenta un tassello importante di questa strategia, che mira a coniugare talento, esperienza e solidità economica.

Padova, Kevin Varas si racconta: «Convinto che il ritorno della tifoseria potrà coinvolgere tutti. Se faccio gol…» – VIDEO

Padova, il centrocampista Kevin Varas si racconta al al podcast de Il Mattino di Padova: «Convinto che il ritorno dei tifosi potrà coinvolgere tutti»

Debutta “Gildo”, il podcast dedicato al Calcio Padova. Alla conduzione Leandro Barsotti, affiancato da Stefano Volpe, con l’ospite della settimana: il centrocampista biancoscudato Kevin Varas.

Varas tra i protagonisti del Padova nella scorsa stagione e pedina versatile anche per Andreoletti in Serie B si è raccontato al podcast de Il Mattino di Padova. Ecco alcuni suoi passaggi:

ESORDIO FROSINONE – «Se dovessi fare gol contro il Frosinone come fare l’esultanza? Andando a correre sotto la Tribuna Fattori. Confesso che siamo emozionati. Tornare a giocare in casa e ritrovare i tifosi sarà stupendo, oltre che un aiuto in più in campo. Non vediamo l’ora che inizi la partita anche per il tifo padovano al completo. Sono convinto che il ritorno della tifoseria organizza potrà coinvolgere tutti gli spettatori, sarà una bella atmosfera.»

CAPITANO – «Con Crisetig in panchina e il Papu Gomez, che sarebbe il vice, ancora indisponibile, il tecnico ha scelto di farlo fare a me. Questo è un orgoglio e una grande responsabilità. Fuori dal campo scherzo e sono un giocherellone, ma in campo mi trasformo completamente, divento serio, e indossare la fascia mi spinge ad essere sempre più un esempio per i compagni di squadra»

RIGORISTA? «Gara di rigori in allenamento? No, noi li proviamo, poi quelle sono scelte che fa il mister. Come li sceglie il mister? Questo non ti so dire (ride ndr). Fortin? Non me ne ha ancora parato uno! Però l’attaccante vive per il gol quindi è normale».

NAZIONALE – «Possono chiamarmi sia Ecuador che l’Italia, ho entrambi i passaporti. La Nazionale ecuadoriana sta facendo bene, c’è Caicedo e alcuni giocatori interessanti. Siamo qualificati secondi dopo la Nazionale argentina».

PADOVA E FUTURO – «Padova è bella come città, quando l’ho girata e l’ho conosciuta ha dei bei posti. Qui sto bene e nel calcio però non si sa mai. Voglio rimanere qui. Città dei miei sogni? In qualche isola in Sudamerica (ride ndr)».

Thiago Silva, leggenda senza tempo: a 41 anni guida il Fluminense e il Brasile…

Thiago Silva, l’ex Milan è una leggenda senza tempo: a 41 anni guida il Fluminense e la nazionale brasiliana…

A quasi 41 anni, Thiago Silva continua a dimostrare perché è considerato uno dei migliori difensori della sua generazione. L’ex colonna del Milan e del Chelsea, oggi leader del Fluminense, ha trascinato la squadra carioca alla semifinale di Copa do Brasil grazie a una prestazione da incorniciare. Nel match di ritorno contro il Bahia, il centrale brasiliano ha siglato il gol del 2-0, decisivo per ribaltare la sconfitta dell’andata e conquistare la qualificazione.

Un difensore goleador

Con questa rete, Thiago Silva ha raggiunto quota 62 gol in carriera, eguagliando lo spagnolo Gerard Piqué. Nel XXI secolo, solo due difensori hanno fatto meglio: l’olandese Virgil van Dijk (67) e l’inarrivabile Sergio Ramos (148). Numeri che confermano la straordinaria longevità e incisività offensiva del capitano del Flu.

Gli elogi di Renato Portaluppi

Al termine della partita, l’allenatore del Fluminense, Renato Portaluppi – ex attaccante e icona del calcio brasiliano – non ha risparmiato complimenti: “Thiago Silva è stato di nuovo un mostro. Gioca benissimo, è un leader. Quando dico che merita di giocare un Mondiale, non lo dico tanto per dire. Oggi ha dato un’altra lezione magistrale di calcio.”

Un messaggio diretto a Carlo Ancelotti, futuro commissario tecnico della nazionale brasiliana, affinché consideri il veterano per la prossima Coppa del Mondo 2026 in Nord America.

Il dibattito in Brasile

Le parole di Portaluppi hanno acceso la discussione in patria. Il giornalista di ESPN Pedro Ivo Almeida ha sottolineato: “Se discutiamo se Neymar possa giocare un Mondiale, perché non Thiago Silva? Se un giocatore con un profilo mediatico diverso facesse il 20% di quello che fa Thiago, le proteste sarebbero ancora più forti.”

Un monumento della Seleção

Con 113 presenze, Thiago Silva è il quinto giocatore più presente nella storia della Seleção. Ha disputato quattro Mondiali, l’ultimo in Qatar nel 2022, dove la sua avventura si è conclusa ai quarti contro la Croazia.

La sua carriera, costellata di successi e leadership, sembra lontana dal tramonto. E ora, a nove mesi dal calcio d’inizio della Coppa del Mondo, il Brasile si interroga: rivedremo Thiago Silva con la maglia verdeoro?

Infortunio Luvumbo, come sta l’attaccante del Cagliari? La situazione attuale


Infortunio Luvumbo: l’attaccante del Cagliari a rischio per la sfida contro il Parma

Il Cagliari potrebbe dover rinunciare a uno dei suoi elementi più brillanti in vista della terza giornata di Serie A 2025/26. L’infortunio di Zito Luvumbo, rimediato durante la pausa per le Nazionali, tiene in ansia lo staff tecnico e i tifosi rossoblù. L’attaccante angolano, infatti, ha riportato una lesione distrattiva di basso grado agli adduttori della coscia destra mentre era impegnato con la selezione dell’Angola.

Luvumbo lavora a parte: condizioni incerte

Nella giornata di oggi, Luvumbo ha svolto una seduta di allenamento personalizzata, lontano dal resto del gruppo. Lo staff medico del Cagliari ha preferito non forzare i tempi, optando per un programma individuale di recupero. Il fastidio muscolare persiste e, ad oggi, la sua presenza contro il Parma – in programma sabato 13 settembre alla Unipol Domus – appare fortemente in dubbio.

L’infortunio di Luvumbo rappresenta un problema significativo per il tecnico Fabio Pisacane, che dovrà rivedere le scelte offensive in vista del match contro i crociati. L’assenza dell’angolano, considerato uno dei calciatori più esplosivi e talentuosi della rosa, potrebbe costringere l’allenatore ad adattare il modulo e puntare su soluzioni alternative in attacco.

Pisacane studia le alternative

Nel caso in cui Luvumbo non recuperasse in tempo, Pisacane dovrà decidere se affidarsi a giocatori più esperti o concedere spazio a qualche giovane. In ogni caso, sarà una decisione delicata, perché l’infortunio di Luvumbo priva il Cagliari di una delle sue frecce più veloci e pericolose. La sua capacità di spaccare le difese avversarie in velocità è un’arma tattica che difficilmente può essere replicata da altri elementi della rosa.

Attesa per aggiornamenti sul recupero

Nei prossimi giorni sono attesi aggiornamenti ufficiali sulle condizioni del giocatore. Il club monitorerà quotidianamente lo stato fisico dell’angolano e valuterà l’evoluzione del quadro clinico. I tifosi sperano di rivederlo presto in campo, ma l’infortunio di Luvumbo potrebbe tenerlo fuori ancora per qualche settimana, a seconda della risposta del muscolo al lavoro personalizzato.

Nel frattempo, al Cagliari non resta che prepararsi al meglio per il Parma, con o senza il suo numero 77.

Corvino: «Lecce, punterai molto su qualità. Krstovic? Dico che per lui…»


Corvino: «Il Lecce punta sulla qualità, non importa se italiana o straniera» Il responsabile dell’area tecnica giallorossa parla così

Il Lecce continua a far parlare di sé, non solo per il rendimento in campo ma anche per il lavoro attento della sua dirigenza. In un’intervista rilasciata a Radio Kiss Kiss Napoli, Pantaleo Corvino, responsabile dell’area tecnica del club salentino, ha affrontato diversi temi legati alla sua squadra, al calciomercato e alla prossima sfida contro l’Atalanta.

Uno dei punti centrali dell’intervista è stato Nikola Krstovic, attaccante montenegrino protagonista con la maglia del Lecce. Corvino ha commentato: «È un attaccante con la A maiuscola. Mi preoccupa perché spesso gli ex segnano contro le loro vecchie squadre e ora affronteremo l’Atalanta. Speriamo che stavolta questa regola non si applichi». Krstovic, infatti, è passato in passato anche dal club bergamasco e ora cercherà conferme in maglia giallorossa.

Lecce e il dibattito sugli stranieri: «Conta la qualità»

Corvino ha poi risposto a chi critica il Lecce per il largo impiego di giocatori stranieri, rivendicando con forza le scelte societarie:
«Chi sostiene che bisognerebbe dare più spazio agli italiani, dimentica una cosa fondamentale: in campo va chi ha qualità. Non esistono italiani bravi che restano fuori solo perché stranieri occupano il loro posto. Un esempio è Camarda, che gioca perché è forte, non perché italiano».
E ha aggiunto: «Il Lecce non guarda al passaporto, ma al talento. Se un giocatore è forte ed è utile alla nostra causa, viene preso, sia esso italiano o straniero».

Napoli e calciomercato: «Conte ha valorizzato una rosa già forte»

Corvino ha anche parlato del Napoli, elogiando il lavoro di Antonio Conte e della dirigenza partenopea:
«La rosa era già di livello altissimo. Se vinci uno scudetto, non è per caso. Conte ha saputo esaltare questo gruppo dopo una stagione deludente, riportandolo dove merita».

Ha concluso sottolineando l’impegno richiesto dalle tante competizioni: «Con le coppe europee serviva allargare la rosa e il Napoli ha fatto un ottimo lavoro sul mercato, investendo in modo intelligente».

Il Lecce, con la guida esperta di Corvino, resta dunque un esempio di progettualità nel panorama italiano, capace di unire giovani talenti, lavoro sul campo e scelte tecniche lungimiranti.

Torino, Cairo senza veli: «Contestazione? Come un acufene, mi sono abituato». E i tifosi organizzano un nuovo corteo di protesta

Urbano Cairo non usa giri di parole, ecco l’intervento del Presidente del Torino sulla contestazione, nel frattempo i tifosi granata organizzano l’ennesima marcia di protesta

Domenica 21 settembre 2025 sarà una data tutt’altro che banale per la sponda granata del Po. Alle 15 in punto i ragazzi allenati da Marco Baroni sfideranno infatti l’Atalanta di Ivan Juric, mentre qualche ora prima i tifosi del club calcistico piemontese (o perlomeno buona parte di essi) organizzeranno un corteo di protesta nei confronti del patron Urbano Cairo proprio nei pressi dello Stadio Olimpico Grande Torino. 

Del volantino fatto circolare da alcuni gruppi organizzati sulle rispettive pagine social ne avevamo già parlato stamane. «Da vent’anni Urbano Cairo tiene il Torino fermo, senza ambizione, senza futuro. Basta promesse vuote, basta mediocrità: il Toro merita rispetto. Il Toro è della sua gente… Ora è il momento di far sentire la nostra voce, uniti e compatti. Saremo in marcia per difendere la dignità del Toro» si legge nel dépliant redatto nelle ultime ore dallo spicchio più caldo della tifoseria organizzata, con tanto di caricatura stilizzata dell’editore alessandrino conciato a mo’ di pagliaccio. E ancora, sotto l’immagine volutamente provocatoria: «Ritrovo ore 10 davanti allo stadio Filadelfia. Partenza corteo: ore 12 direzione stadio. Il Torino siamo noi!!!»

Quello di domenica si prospetta dunque l’ennesimo capitolo del travagliato rapporto tra il presidente Cairo e i supporters del Torino. Da tempo infatti una percentuale decisamente alta di questi ultimi chiedono a gran voce una cessione della società da parte dell’imprenditore approdato sul trono granata 20 anni or sono. Una ferita che affonda radici profonde, che appare apparentemente insanabile e sulla quale ha avuto modo di esprimersi questo pomeriggio lo stesso patron. «Io rispetto i tifosi, rispetto le contestazioni. Secondo me quello che non funziona di una contestazione durante una partita è il fatto che praticamente la tua squadra non la sostieni» ha spiegato nel merito Cairo in occasione del suo intervento al Festival della Comunicazione

E ancora: «Perché se tu continui a fare ‘Cairo vattene’, ‘Cairo di qua’, ‘Cairo di là’, evidentemente non sostieni la squadra! Per me è diventata quasi un acufene. La contestazione durante la partita è una specie di acufene: mi ci sono abituato» la chiosa. La battuta del patron di Masio ha suscitato applausi e sorrisi da parte della platea presente, tutt’altra reazione – immaginiamo – avranno avuto i tifosi del Torino collegati in streaming sui portali dell’evento o che leggeranno in forma scritta le sue dichiarazioni.

Donnarumma: «Orgoglioso di vestire la maglia del Manchester City. Voglio raggiungere quell’obiettivo»


Donnarumma: «Orgoglioso di essere al Manchester City, voglio scrivere la storia». Il portiere italiano si presenta così

Gianluigi Donnarumma ha rilasciato le sue prime dichiarazioni da nuovo portiere del Manchester City, affidando al sito ufficiale del club inglese le sue sensazioni dopo l’arrivo in Premier League. L’ex numero uno del PSG e del Milan si è detto entusiasta della nuova avventura, determinato a lasciare il segno anche con la maglia dei Citizens.

«Sono davvero felice ed emozionato di essere qui, in uno dei migliori club del mondo», ha dichiarato Donnarumma. «Il Manchester City ha una storia importante alle spalle, ma soprattutto ha una mentalità vincente. So di avere una grande responsabilità, ma sono orgoglioso di far parte di questo progetto e pronto ad aiutare la squadra a continuare a vincere».

Il passato e la crescita

Nel suo discorso, Donnarumma ha anche voluto ricordare le tappe fondamentali della sua carriera, ringraziando i club che lo hanno lanciato e consacrato: «Il Milan e il PSG mi hanno dato tanto, sia dal punto di vista calcistico che umano. Ho vinto diversi trofei e fatto esperienze indimenticabili. Sarò sempre grato a entrambe le società per avermi permesso di crescere e diventare il portiere che sono oggi».

Nonostante la riconoscenza verso le sue ex squadre, il presente parla inglese: «Ora sono totalmente concentrato sul City. Voglio scrivere la storia qui, diventare un punto di riferimento per i tifosi e vincere il più possibile».

Un nuovo inizio

Donnarumma si è detto colpito dall’ambiente trovato a Manchester: «Lo stadio, il centro sportivo, le persone che lavorano qui… tutto trasmette professionalità e passione. Ho portato con me la mia famiglia per il primo giorno al club e siamo rimasti tutti impressionati. L’accoglienza è stata fantastica: sembra davvero di essere in una grande famiglia».

Il portiere della Nazionale italiana ha poi concluso l’intervista con uno sguardo al futuro: «Essere qui è un sogno che si realizza. Voglio vincere trofei, lavorare duramente ogni giorno e rendere orgogliosi i tifosi. Il mio obiettivo è chiaro: fare la storia con questa maglia».

Con queste parole, Donnarumma inaugura ufficialmente la sua nuova avventura in Inghilterra, pronto a difendere la porta del Manchester City con la stessa determinazione che lo ha reso uno dei migliori portieri al mondo.

Joao Mario ha scelto la sua nuova destinazione. Ecco dove giocherà

Joao Mario pronto per l’AEK: nuova tappa in Grecia per l’ex Inter. Il centrocampista portoghese saluta il Besiktas e riparte dalla Super League greca

Joao Mario è pronto a scrivere un nuovo capitolo della sua lunga carriera. Il centrocampista portoghese classe 1993, attualmente in forza al Besiktas, sta per diventare un nuovo giocatore dell’AEK Atene. Secondo quanto trapela da fonti vicine al club greco, l’accordo tra le parti è stato definito sulla base di un prestito secco e l’ufficialità potrebbe arrivare entro poche ore, visto che il calciomercato in Grecia resta aperto fino al 12 settembre.

Dopo un percorso ricco di esperienze internazionali, Joao Mario si prepara dunque a sbarcare in Super League, aggiungendo la Grecia alla lunga lista di Paesi in cui ha militato.

Una carriera tra grandi club e palcoscenici importanti

Joao Mario ha iniziato la propria avventura calcistica nelle giovanili dello Sporting CP, dove ha fatto il suo debutto tra i professionisti e ha collezionato ben 127 presenze e 16 reti, divise su due parentesi, intervallate da un prestito al Vitoria Setubal.

Il salto nel grande calcio europeo è arrivato nel 2016 con il trasferimento all’Inter, che lo ha acquistato per oltre 40 milioni di euro. Tuttavia, la sua esperienza in nerazzurro è stata altalenante: 69 presenze e 4 gol, senza mai riuscire a imporsi completamente come titolare fisso.

Sono seguite varie esperienze in prestito: in Premier League con il West Ham (14 presenze e 2 gol) e in Russia con la Lokomotiv Mosca (22 presenze, 1 gol).

Successivamente, Joao Mario è tornato in patria per vestire la maglia del Benfica, dove ha vissuto una delle stagioni migliori della sua carriera: 149 presenze totali e 36 gol, diventando un punto di riferimento nel centrocampo delle Águias.

Nell’ultima stagione si è trasferito in Turchia al Besiktas, con cui ha collezionato 45 presenze e 10 reti, confermandosi un centrocampista ancora affidabile nonostante i 32 anni di età.

Calciomercato: l’AEK approfitta delle ultime ore per chiudere

Con il calciomercato greco ancora aperto, l’AEK ha deciso di affondare il colpo per assicurarsi Joao Mario. Il giocatore porterà esperienza, visione di gioco e versatilità in un centrocampo che punta a fare bene in campionato e nelle competizioni europee.

Una nuova sfida attende Joao Mario: la Grecia è pronta ad accoglierlo.

Allenamento Atalanta, come si sta evolvendo la situazione a Zingonia? Il punto

Allenamento Atalanta, come si sta svolgendo la situazione in quel di Zingonia? Le ultime

Atalanta, preparazione in corso per la sfida contro il Lecce: rientrano i Nazionali
Verso la 3ª giornata di Serie A Enilive 2025/26: ancora terapie per Ederson e Scamacca, Jurić valuta le condizioni del gruppo

L’Atalanta prosegue la marcia d’avvicinamento alla sfida contro il Lecce, valida per la 3ª giornata della Serie A Enilive 2025/26. Mister Ivan Jurić e il suo staff hanno diretto una nuova sessione di allenamento nel pomeriggio al Centro Bortolotti di Zingonia, dove i nerazzurri stanno preparando ogni dettaglio in vista del match in programma domenica 14 settembre alle ore 15 allo Stadio di Bergamo.

La seduta ha visto l’ulteriore reintegro dei giocatori rientrati dagli impegni con le rispettive Nazionali. In particolare, oggi hanno fatto ritorno in gruppo Odilon Kossounou e Lazar Samardžić, che potranno così riprendere il lavoro con il resto della squadra e mettersi a disposizione per il prossimo impegno casalingo contro i salentini.

Il rientro più atteso è però quello di Ademola Lookman, previsto per la giornata di domani, venerdì 12 settembre. L’attaccante nigeriano ha disputato entrambe le gare con la sua Nazionale e sarà valutato al rientro per capire se potrà essere schierato dal primo minuto o eventualmente partire dalla panchina.

Situazione infortuni: chi è a rischio per Atalanta-Lecce

Non mancano però le note dolenti in casa Atalanta. Anche nella seduta odierna, Sead Kolasinac ha svolto un allenamento individuale in campo, segnale che il suo recupero è in fase avanzata, ma non ancora completo. Il difensore bosniaco potrebbe essere convocato, ma la sua presenza dal primo minuto resta in dubbio.

Più complicata la situazione per altri tre elementi chiave: Ederson, Gianluca Scamacca e Daley Sinkgraven Bakker hanno continuato le terapie in infermeria. Per loro non è previsto un rientro a breve termine e difficilmente saranno disponibili per la gara contro il Lecce. Jurić dovrà quindi studiare soluzioni alternative, soprattutto in attacco, dove Scamacca rappresentava una pedina importante nel suo scacchiere.

Ultimi preparativi a porte chiuse

La rifinitura decisiva per Atalanta-Lecce è in programma domani pomeriggio, sempre al Centro Sportivo di Zingonia e rigorosamente a porte chiuse, per permettere a Jurić di lavorare con concentrazione e riservatezza sul piano tattico. A due giorni dal match, l’Atalanta continua a prepararsi con determinazione per mantenere il passo nelle zone alte della classifica.

Juventus, Conceicao in dubbio per il derby d’Italia: valutazioni in corso, le ultimissime

Juventus, Conceicao in dubbio per il derby d’Italia di sabato sera: valutazioni in corso, le ultimissime notizie

Il recupero di Francisco Conceição, giovane esterno offensivo portoghese classe 2002, continua a tenere banco in casa Juventus in vista del delicatissimo derby d’Italia contro l’Inter, in programma sabato sera. Il talento lusitano, noto per la sua rapidità e abilità nel dribbling, sta seguendo un programma di allenamento individuale dopo aver accusato un problema muscolare nei giorni scorsi.

Secondo quanto riportato da Juventusnews24, Conceição non ha preso parte alla seduta di gruppo con i compagni, segnale che alimenta i dubbi sulla sua disponibilità per il big match contro i nerazzurri. La società bianconera, consapevole dell’importanza del giocatore nel sistema offensivo, sta adottando un approccio estremamente cauto per evitare ricadute e garantire un pieno recupero.

Derby d’Italia: Conceição a rischio, Tudor valuta le alternative

La situazione verrà rivalutata nelle prossime ore, ma al momento la presenza di Conceição resta fortemente in bilico. Il tecnico Igor Tudor, subentrato in panchina per dare nuova linfa alla squadra, sa bene quanto sia fondamentale avere tutti gli uomini a disposizione per affrontare l’Inter, diretta concorrente nella corsa scudetto.

In caso di forfait, Tudor potrebbe affidarsi a Teun Koopmeiners, centrocampista olandese dalle spiccate doti offensive, schierandolo in una posizione più avanzata per sopperire all’assenza del portoghese. Altre opzioni tattiche sono al vaglio dello staff tecnico, che monitora costantemente le condizioni degli altri infortunati.

Juventus-Inter: una sfida decisiva per la vetta

La possibile assenza di Conceição rappresenta un ostacolo significativo per la Juventus, che punta a consolidare la propria posizione nelle zone alte della classifica. Nonostante la giovane età, il portoghese ha già dimostrato di poter incidere nei momenti chiave, grazie alla sua imprevedibilità e capacità di creare superiorità numerica.

In attesa di aggiornamenti ufficiali, la Juventus si prepara a uno degli appuntamenti più importanti della stagione, con l’obiettivo di recuperare almeno uno degli elementi chiave e affrontare l’Inter con il massimo potenziale disponibile.

Sampdoria, parla Barak: «Vedo il mio arrivo alla Samp come una grande opportunità»

Sampdoria, parla Barak: «Vedo il mio arrivo alla Samp come una grande opportunità». Le dichiarazioni del neo acquisto

Antonin Barak, centrocampista offensivo ceco classe 1994, è uno degli ultimi colpi di mercato messi a segno dalla Sampdoria. Arrivato a Genova nell’ultima giornata di calciomercato, il giocatore ha spiegato in un’intervista a La Gazzetta dello Sport le ragioni che lo hanno spinto ad accettare la proposta del club blucerchiato, attualmente impegnato nella risalita dalla Serie B.

Chi è Antonin Barak: profilo del centrocampista ceco

Barak ha iniziato la sua carriera in patria, distinguendosi con il FK Příbram e lo Slavia Praga, prima di approdare in Serie A nel 2017 con l’Udinese. Da lì, ha vestito le maglie di Lecce, Verona e Fiorentina, dimostrando qualità tecniche e tattiche che lo hanno reso un centrocampista completo, capace di agire sia da mezzala che da trequartista. Con oltre 30 presenze nella nazionale ceca, Barak porta con sé un bagaglio di esperienza internazionale che sarà prezioso per la Sampdoria.

 La scelta di Barak: fiducia nel progetto tecnico della Sampdoria

Durante l’intervista, Barak ha sottolineato come la sua decisione non sia stata dettata solo da esigenze di mercato, ma da una profonda convinzione nel progetto tecnico proposto dalla società.

Obiettivi e ruolo nella squadra: leadership e motivazione

Barak ha espresso la volontà di diventare un punto di riferimento per i compagni più giovani, mettendo a disposizione la sua esperienza e il suo spirito competitivo, evidenziando il suo impegno nel contribuire al rilancio della Sampdoria in Serie B.

PAROLE – «A livello personale vedo il mio arrivo alla Samp come una grande opportunità. Credo di poter aiutare il club e la squadra così come loro potranno fare con me, alla ricerca di grandi prestazioni per alzare il livello collettivo e personale. Ho grande fame, per questo ho accettato questa sfida».

Sampdoria e Barak: una nuova sfida per tornare in alto

Con l’arrivo di Antonin Barak, la Sampdoria aggiunge qualità e personalità al proprio centrocampo. I tifosi blucerchiati possono guardare con ottimismo alla stagione, contando su un giocatore motivato e pronto a lasciare il segno. Un innesto strategico che potrebbe rivelarsi decisivo nella corsa verso la promozione.

Genoa, il ds Ottolini blinda Frendrup e Vasquez:«Le proposte che ci sono arrivate non erano all’altezza»

Genoa, il ds Ottolini blinda Frendrup e Vasquez:«Le proposte che ci sono arrivate non erano all’altezza». Le sue dichiarazioni

Il Genoa ha scelto la continuità e la solidità per affrontare la nuova stagione di Serie A. In un’intervista rilasciata a Il Secolo XIX, il direttore sportivo Marco Ottolini ha chiarito la posizione del club riguardo due dei suoi giocatori più ambiti: Morten Frendrup e Johan Vasquez.

Morten Frendrup, centrocampista danese classe 2001, è stato uno dei protagonisti della scorsa stagione. Dinamico, instancabile e tatticamente intelligente, Frendrup ha attirato l’interesse di diversi club, tra cui l’Inter. Tuttavia, Ottolini ha spiegato che le offerte ricevute non rispecchiavano il reale valore del giocatore. Situazione analoga per Johan Vasquez, difensore centrale messicano classe 1998, noto per la sua aggressività e capacità di lettura del gioco. Anche su di lui si sono accesi i riflettori di diversi club, ma il Genoa ha deciso di trattenerlo.

Il dirigente rossoblù ha sottolineato come queste scelte siano parte di una strategia chiara: costruire una squadra competitiva, equilibrata e capace di affrontare qualsiasi avversario. Con Frendrup e Vasquez confermati, il Genoa dimostra ambizione e determinazione, puntando su giocatori chiave per consolidare la propria posizione in Serie A e guardare con fiducia al futuro.

SU FRENDRUP E VASQUEZ – «Le proposte che ci sono arrivate non erano all’altezza di quello che per noi è il valore del giocatore, abbiamo deciso di confermarlo. E Morten non ci ha mai chiesto di andare via, si è sempre comportato con grande professionalità: siamo felici di averlo ancora. Lo stesso vale per Vasquez, non è stato facile tenerlo qui perché l’interesse nei suoi confronti era alto ma sarebbe partito solo di fronte a offerte irrinunciabili. Tutto si è bloccato ai primi colloqui, Johan sa che è l’anno del Mondiale e qui sta bene».

Robinho Jr nel mirino di Liverpool e Chelsea: il talento brasiliano pronto a sbarcare in Europa

Robinho Jr è finito nel mirino di Liverpool e Chelsea: il giovane talento brasiliano pronto a sbarcare in Europa

Nel panorama del calcio internazionale potrebbe presto emergere un nuovo nome destinato a far parlare di sé: Robson Jr Guglielmetti de Souza, meglio conosciuto come Robinho Jr. Classe 2007, attaccante brasiliano dalle spiccate doti tecniche e figlio dell’ex stella di Real Madrid, Milan e Manchester City, Robinho, il giovane talento è attualmente sotto contratto con il Santos FC, storico club brasiliano noto per aver lanciato leggende come Pelé e Neymar.

Secondo quanto riportato da fonti inglesi, Robinho Jr sarebbe finito nel radar di due giganti della Premier League: Liverpool e Chelsea. Entrambi i club avrebbero manifestato interesse concreto per il giovane attaccante, che ha già fatto il suo debutto in prima squadra nel Brasileirão, collezionando tre presenze nella stagione in corso. Un segnale importante per un giocatore che, a soli 18 anni, mostra già una maturità calcistica fuori dal comune.

Il Liverpool, guidato da Arne Slot, ex tecnico del Feyenoord noto per il suo gioco offensivo e la valorizzazione dei giovani, avrebbe inviato osservatori in Brasile per monitorare da vicino le prestazioni di Robinho Jr. Anche il Chelsea, attualmente impegnato in un profondo rinnovamento della rosa sotto la guida di Enzo Maresca, ex allenatore del Leicester City, starebbe valutando il profilo del giovane brasiliano come possibile investimento per il futuro.

Robinho Jr si distingue per la sua rapidità, il dribbling secco e la visione di gioco, caratteristiche che ricordano da vicino quelle del padre, protagonista indiscusso del calcio europeo negli anni 2000. La sua crescita nel vivaio del Santos e il precoce inserimento in prima squadra lo rendono uno dei prospetti più interessanti del calcio sudamericano.

Con l’interesse di club di primo piano come Liverpool e Chelsea, il futuro di Robinho Jr potrebbe presto tingersi d’Europa. Gli appassionati di calcio e gli osservatori di mercato sono già in allerta: il prossimo gioiello brasiliano è pronto a brillare sotto i riflettori internazionali.

Thiago Alcántara torna al Barcellona: nuovo ruolo nello staff tecnico di Flick

Thiago Alcántara torna al Barcellona ma non da giocatore: ecco quale sarà il nuovo ruolo nello staff tecnico di Flick

Il Barcellona ufficializza il ritorno di Thiago Alcántara, ex centrocampista spagnolo di origini brasiliane, che ha vestito la maglia blaugrana dal 2005 al 2013. Dopo una carriera che lo ha visto protagonista con Bayern Monaco e Liverpool, Alcántara entra ora a far parte dello staff tecnico della prima squadra, guidata dal nuovo allenatore Hansi Flick, ex commissario tecnico della Germania e vincitore della Champions League con il Bayern nel 2020.

Secondo quanto riportato nella nota ufficiale del club catalano, Alcántara ha iniziato il suo primo giorno di lavoro come assistente tecnico. Il suo compito sarà quello di affiancare Flick nella preparazione tattica e negli allenamenti quotidiani, portando in dote la sua profonda conoscenza del gioco e l’esperienza maturata in oltre un decennio ai massimi livelli europei.

Il comunicato del Barça recita: “Thiago Alcántara ha iniziato oggi a lavorare sul campo come membro dello staff tecnico della prima squadra. Il suo ruolo comprenderà il supporto agli aspetti tattici e la preparazione degli allenamenti, apportando la sua esperienza e la sua visione di gioco per arricchire il lavoro quotidiano della squadra”.

Intanto, il club ha fornito aggiornamenti sulle condizioni del gruppo squadra. Dopo la pausa per le nazionali, sono rientrati diversi giocatori, tra cui Marcus Rashford (attaccante inglese), Jules Koundé (difensore francese), Raphinha (ala brasiliana), Andreas Christensen (difensore danese), Ronald Araújo (difensore uruguaiano) e Roony Bardghji (giovane talento svedese). Raphinha e Araújo, ultimi ad arrivare, hanno svolto una sessione di recupero prima di unirsi al gruppo.

Presenti anche alcuni elementi della squadra B, come Dro, Toni e Jofre. Frenkie de Jong (centrocampista olandese), Alejandro Baldé (terzino spagnolo) e Gavi (centrocampista spagnolo) si sono allenati a parte, con de Jong che ha svolto parte della seduta sull’erba, segnale positivo verso il pieno recupero.

Con l’ingresso di Alcántara nello staff e il ritorno dei nazionali, il Barcellona si prepara a riprendere la stagione con rinnovata energia e ambizione.

Caso Mudryk: Shevchenko e la Federcalcio ucraina nel mirino per presunto doping

Caso Mudryk: che caos! Shevchenko e la Federcalcio ucraina nel mirino per presunto doping. Le ultimissime notizie

Il mondo del calcio è scosso da un caso che coinvolge Mykhailo Mudryk, giovane attaccante ucraino del Chelsea, e l’ex leggenda del Milan Andriy Shevchenko, oggi presidente della Federcalcio ucraina (UAF). Secondo le ultime indiscrezioni, lo Shakhtar Donetsk starebbe valutando un’azione legale contro la UAF e lo stesso Shevchenko per presunte responsabilità nel caso di doping che ha coinvolto Mudryk.

Mudryk, classe 2001, è stato acquistato dal Chelsea nel gennaio 2023 per una cifra complessiva di 100 milioni di euro (70 milioni fissi e 30 di bonus). Il talento ucraino, noto per la sua velocità e abilità nel dribbling, è attualmente sospeso dopo essere risultato positivo al meldonium, una sostanza vietata dalla Football Association inglese. La squalifica potrebbe arrivare fino a quattro anni, mettendo a rischio la sua carriera e i bonus previsti nel contratto di trasferimento.

Secondo quanto riportato dal giornalista ucraino Igor Burbas, il presunto episodio di doping sarebbe avvenuto durante un raduno della nazionale ucraina. Burbas ha dichiarato che Shevchenko avrebbe autorizzato l’iniezione di cellule staminali a Mudryk, una pratica che l’ex attaccante avrebbe già utilizzato personalmente per motivi di ringiovanimento.

Le accuse, se confermate, potrebbero avere ripercussioni legali e finanziarie significative. Lo Shakhtar Donetsk, club che ha formato Mudryk, potrebbe chiedere un risarcimento alla Federcalcio ucraina per la perdita dei 30 milioni di bonus legati al rendimento del giocatore in Premier League. La decisione finale spetterà al Tribunale Arbitrale dello Sport (TAS) di Losanna, che dovrebbe pronunciarsi entro la fine dell’anno.

Il caso Mudryk rappresenta uno dei più delicati scandali sportivi dell’anno, con implicazioni che vanno ben oltre il campo da gioco. Gli occhi del mondo del calcio restano puntati su Londra e Kiev, in attesa di sviluppi ufficiali.

Arsenal, accelerata per il rinnovo di Saliba: offerta quinquennale per blindare il difensore

Arsenal, accelerata per il rinnovo di Saliba: offerta quinquennale per blindare il difensore. Le ultimissime sugli inglesi

L’Arsenal ha avviato le trattative per il rinnovo contrattuale di William Saliba, difensore centrale francese classe 2001, attualmente legato al club londinese fino al 2027. Il giocatore, considerato uno dei pilastri della retroguardia dei Gunners, è al centro di un progetto di consolidamento voluto fortemente dal tecnico Mikel Arteta.

Arteta, ex centrocampista spagnolo e attuale allenatore dell’Arsenal dal 2019, ha più volte sottolineato l’importanza di Saliba non solo per la solidità difensiva, ma per l’equilibrio complessivo della squadra. Da quando è stato integrato stabilmente nella rosa, il francese ha formato una coppia difensiva di alto livello con Gabriel Magalhães, contribuendo a rendere l’Arsenal una delle squadre più difficili da superare in Premier League.

Per evitare di arrivare alla prossima estate con il contratto a un solo anno dalla scadenza, il club ha deciso di anticipare i tempi e ha presentato un’offerta di rinnovo quinquennale. Secondo quanto riportato da Footmercato, i rappresentanti del giocatore stanno valutando la proposta, che potrebbe includere anche un significativo adeguamento salariale rispetto all’attuale ingaggio di circa 190.000 sterline a settimana.

Il rinnovo di Saliba rappresenta una priorità strategica per l’Arsenal, che ha già blindato altri elementi chiave come Gabriel e Myles Lewis-Skelly. Tuttavia, sullo sfondo resta il forte interesse del Real Madrid. Il club spagnolo, guidato da Xabi Alonso, ex centrocampista e ora allenatore emergente, segue da mesi l’evolversi della situazione contrattuale del difensore francese. In caso di mancato accordo, i Blancos potrebbero tentare l’assalto già nella prossima finestra estiva di mercato.

Con l’obiettivo dichiarato di tornare a vincere la Premier League, l’Arsenal punta a mantenere intatta la sua ossatura difensiva. Il rinnovo di William Saliba, giovane ma già esperto e affidabile, sarebbe un passo fondamentale in questa direzione.

Atletico Madrid, occhi su Akgun: osservatori in Turchia per l’esterno del Galatasaray

Atletico Madrid, occhi su Akgun: osservatori in Turchia per l’esterno del Galatasaray. Le ultimissime di mercato

L’Atletico Madrid guarda con attenzione al mercato turco in vista della sessione invernale, e secondo quanto riportato dal quotidiano sportivo Takvim, il club spagnolo avrebbe messo nel mirino Yunus Akgun, esterno offensivo classe 2000 attualmente in forza al Galatasaray. Il giovane talento turco, noto per la sua rapidità e capacità di creare occasioni da gol, è stato osservato da emissari dell’Atletico durante la recente sfida amichevole tra Turchia e Spagna, disputata a Konya e conclusasi con una netta vittoria della Roja.

Il club madrileno, alla ricerca di rinforzi per il reparto offensivo, sembra intenzionato a seguire da vicino il rendimento di Akgun nelle prossime partite di Super Lig e Champions League. L’obiettivo è quello di valutare una proposta concreta già nel mercato di gennaio. Tuttavia, la trattativa si preannuncia complessa: il Galatasaray, club campione di Turchia, non è disposto a privarsi facilmente di uno dei suoi elementi più promettenti, e l’allenatore Okan Buruk — ex centrocampista della nazionale turca e tecnico molto stimato per il suo lavoro con i giovani — considera Akgun una pedina fondamentale nel suo scacchiere tattico.

Solo un’offerta economicamente rilevante potrebbe convincere la dirigenza giallorossa a lasciar partire il giocatore a metà stagione. Akgun, reduce da una stagione brillante con 12 gol e 14 assist in 43 presenze, ha finora totalizzato 18 reti e 22 assist in 109 partite con il Galatasaray. Il suo percorso professionale include anche esperienze con l’Adana Demirspor — dove ha segnato 16 gol in 70 gare — e con il Leicester City, club inglese con cui ha collezionato 29 presenze e 2 reti.

Con il mercato alle porte, il nome di Yunus Akgun potrebbe diventare uno dei più caldi per l’Atletico Madrid, che continua a monitorare il profilo del giovane turco per rafforzare la propria rosa in vista della seconda parte della stagione.

Conferenza stampa Zhegrova: «Felice di essere alla Juve, con l’Inter non ci sarò». Openda: «La mia posizione è il numero 9. Uno dei miei idoli…»

Conferenza stampa Zhegrova e Openda: la presentazione dei nuovi acquisti bianconeri, arrivati nell’ultimo giorno di mercato dal Lipsia e Lille

(inviato all’Allianz Stadium) – Due grandi colpi delle ultime ore del calciomercato Juve: Edon Zhegrova e Lois Openda. Arrivati dal Lipsia e dal Lille, vengono presentati oggi in conferenza stampa alle 14.30. Juventusnews24 segue LIVE le loro parole. 

COMOLLI –  «Prima di sentire i due giocatori nuovi. Voglio però prima ringraziare tutti i giocatori che abbiamo ceduto e auguriamo a loro tutto il meglio possibile. Abbiamo cercato di agire nel rispetto del Fair Play Finanziario, dovevamo valutare attentamente tutti i parametri e rafforzare la rosa. Noi abbiamo l’opzione per Openda, così come Conceicao e David a titolo definitivo. Volevamo mantenere la spina dorsale della squadra, non eravamo a nostro agio per cedere i giocatori e volevamo solo aggiungere giocatori fondamentali. Openda e Zhegrova? Siamo entusiasti di loro e della loro scelta. La creatività di Zhegrova, l’estro l’ho potuto ammirare da vicino quando ero a Tolosa. Con Openda, abbiamo visto la sua qualità realizzativa e il fatto che sia un giocatore che può giocare in diversi ruoli. Speravamo di fare prima con i tempi i due trasferimenti, ecco perchè ci siamo mossi tardi sul mercato. Aspettavamo la situazione Nico Gonzalez che si sbloccasse. Con entrambi abbiamo parlato da settimane e poi abbiamo chiuso nelle ultime ore. Lo stile di gioco era ideale per il nostro gioco. Non ho avuto nessuna discussione con il presidente del PSG, nessun articolo o voci sono fondate. E’ tutto falso. Sono un grande sostenitore dei grandi club, con i quali ho avuto sempre buoni rapporti. Posso dirvi che abbiamo concluso il mercato con successo, ci sentiamo più forti e abbiamo tenuto che volevamo tenere e i nuovi che volevamo. Così come chi è tornato di nuovo alla Juventus. Vlahovic ha capacità uniche ad esempio, in campionato e in Champions, contenti anche per Cabal. Siamo una squadra giovane, l’abbiamo fatto con intenzione, con qualità quantità. Sono molto contento per come abbiamo condotto il calciomercato. Ringrazio anche la proprietà, l’impegno è stato fantastico e con grande presenza e disponibilità. Questo dimostra il grande impegno per la Juventus, adesso lascio la parola ai giocatori.».

Prende la parola Zhegrova:

COME SONO ANDATI I PRIMI GIORNI – «Sono molto felice di essere alla Juve, giorni grandiosi. Un grande benvenuto e buon feedback».

COSA TI HA CONVINTO PER LA JUVE E IL RUOLO DI DAVID – «E’ il club che mi ha convito, volevo venire n un grande club. Conosco David e so che ha qualità e penso di poter dare il mio contributo».

INFORTUNI – «Fisicamente ho avuto periodi difficili, sto bene e mi alleno regolarmente. Penso che molto presto potrò riprendere e torna in campo».

QUALITA’ JUVE – «Penso che la Juve abbiamo grande qualità, è una squadra che vuole vincere ma certamente vogliamo vincere».

IMPRESSIONE CLUB – «Quando ho giocato contro la Juve è stata una partita importante. Sono molto contento di essere qui, il lavoro è differente rispetto a prima. Non vedo l’ora di cominciare a giocare alla Juventus.».

RAPPORTO RAMA – «Lui è una grande tifoso della Juve, era molto contento. Volevamo farmi il passaporto albanese. Sono grato per questo, rappresento tutte le comunità albanese e si certo gli darò la maglia (ride ndr)».

TRATTATIVA – «Come ho detto, la Juve è un grande club. Un sogno che diventava realtà, sono molto contento».

SOPRANNOME – «Quando uso questo soprannome (Leone) dico mentalmente. Mi rappresenta molto.».

SENSAZIONE JUVE E CONSIGLI TUDOR – «Ho appena cominciato allenarmi martedì, con la squadra e ho parlato con l’allenatore. Vedremo dove vuole che giocherò.».

JUVE-INTER – «Sì ne ho parlato con il tecnico, non farò parte della sfida ma so che la partita è importante. Darò il mio sostegno».

Prende la parola Openda:

ATMOSFERA STADIUM – «Mi aspetto una grande partita e intensa, sarà dura per noi. Sono pronto a giocare la prima partita. Come tutti i miei compagni siamo pronti.».

POSIZIONE PREFERITA – «La mia posizione è il numero 9, come attaccante. Ma anche stare sulla fascia, a destra e sinistra. Insomma muovermi parecchio».

IDOLO – «Juventus è uno dei grandi club in Italia, venire qui scelta normale. So che grandi giocatori hanno giocato qui. Zlatan Ibrahimovic ad esempio è una fonte di ispirazione.».

INCONTRO BREMER – «So che so è successo dopo quella partita di Champions, ci siamo sentiti. Ne parleremo, è una grande persona e grande calciatore.».

MISSIONE ALLA JUVE? – «So che non è facile in questo campionato, qui posso portare il mio contributo e vedremo cosa succederà sabato. Vogliamo vincere questa partita».

TUDOR – «Lui sa qual è la mia posizione preferita, sa che sono flessibile. Vedremo cosa succederà , ma dove lui vorrà io giocherò».

ARRIVO IN ITALIA TAPPA IMPORTANTE – «Ho giocato in Francia, Germania e Belgio, in grandi squadre. Adesso sono qui in Italia e qui posso e voglio fare bene. Contento di essere in Italia e alla Juve ».

NUMERI – «Penso che devo lavorare su alcuni aspetti, qui imparerò il necessario per diventare più completo».

SFIDA SERIE A– «So che sarà molto dura, pronto per ogni partita che affronteremo. Tutti saremo pronti per sfidare i nostri avversari».

REPARTO AVANZATO PIENO – «Ci sono molti attaccanti , come David e Vlahovic, chiaro che non giocherò tutte le partite e penso che questo possa spronare tutti a dare il massimo».

PERCENTUALE DI RIPRESA– «A questo livello è molto utile riprendersi in fretta, andare avanti e garantire ottime prestazioni. Darò il contributo a tutta la squadra, sto bene fisicamente e mentalmente per dare aiuto alla squadra».

Nainggolan: «McTominay? Io nel mio prime ero un’altra cosa… E Hojlund vale Kristović»

Nainggolan: «McTominay? Io nel mio prime ero un’altra cosa… E Hojlund vale Kristović» Le dichiarazioni dell’ex Roma

Ospite del podcast FantaLab, l’ex centrocampista Radja Nainggolan ha offerto i suoi consueti giudizi schietti e diretti su alcuni protagonisti della Serie A, a partire da Scott McTominay del Napoli, recentemente premiato come miglior giocatore della scorsa stagione.

Su Scott McTominay: Infastidito da un paragone con il suo stile di gioco, Nainggolan ha commentato: «Scusami, eh… ma su quel paragone proprio non sono d’accordo. Al mio prime ero un’altra cosa». L’analisi sullo scozzese è proseguita in modo critico: «Lì non giocava perché scarso… non è un palleggiatore e nemmeno è forte tecnicamente. Per il Fantacalcio va bene perché fa gol ma se è per questo in una stagione ne ho fatti 11 e mi sa che lui ancora non c’è arrivato». Ha poi aggiunto: «McTominay è un giocatore perfetto per il gioco di Antonio Conte perché si sa inserire bene. Se è per questo anche Giaccherini lo sapeva fare… lo scozzese non ha le qualità di Vidal, non è un giocatore che ti distribuisce il gioco, non è un giocatore che ti fa recuperare palla e te la mette da una parte».

Su Moise Kean: Per l’attaccante della Juventus, reduce da una doppietta in Nazionale, il giudizio è stato lapidario: «È sopravvalutato».

Su Rafael Leão: Più articolato il pensiero sulla stella del Milan: «Per me è un giocatore con i colpi dal campione ma li fa vedere troppo poco. Quindi devo dire che sopravvalutato? No. Devo dire che è sottoval’utato? No, perché poi comunque ha tanta qualità. Diciamo che è rimandato: è un giocatore forte… quando vuole risolvere la partita la risolve, solo che la risolve troppo poco per le qualità che ha».

Su Rasmus Højlund: Infine, una bocciatura netta per il nuovo attaccante del Napoli: «Non mi piace. È un corridore, un lavoratore ma quanti attaccanti sono così? È come un Kristović, è un altro che lavora, fa tutto, fa i suoi gol, sì, però spalle alla porta è poca roba. Nelle grandi squadre secondo me devi saper giocare a calcio».

Calciomercato Juventus, clamoroso: si pensa a lui per il dopo Vlahovic

Calciomercato Juventus, clamoroso: si pensa a lui per il dopo Vlahovic. I piani per sostituire il serbo al termine della prossima stagione

Con un futuro che appare già scritto, la Juventus si muove d’anticipo per non farsi trovare impreparata. Il matrimonio con Dusan Vlahovic sembra destinato a concludersi alla naturale scadenza del contratto, fissata per giugno 2026, una data che per la dirigenza bianconera rappresenta un appuntamento da pianificare con la massima attenzione. L’addio del centravanti serbo lascerà un vuoto significativo nel reparto avanzato di Igor Tudor, che necessiterà di un nuovo leader tecnico e carismatico, capace di garantire goal e leadership.

Per questo motivo, il dossier sul tavolo della Continassa è già ricco di profili interessanti. L’identikit del potenziale sostituto non ricalca necessariamente le caratteristiche fisiche di Vlahovic; il club sta infatti valutando attaccanti con qualità differenti. In cima alla lista dei desideri, secondo quanto riportato da Tuttosport, c’è un nome che da tempo orbita intorno all’universo bianconero: Ademola Lookman.

L’attaccante nigeriano dell’Atalanta è un vecchio pallino della Juventus, che già in passato aveva monitorato la sua situazione, così come l’Inter, che aveva tentato un approccio concreto nella scorsa sessione di mercato. Attualmente Lookman è stato reintegrato in gruppo dal tecnico Juric, ma la rottura estiva con l’ambiente bergamasco appare difficile da ricucire completamente. Tra infortuni e la Coppa d’Africa che lo terrà lontano da Bergamo per un lungo periodo, il suo futuro sembra sempre più lontano da tinte nerazzurre. Questa situazione complessa potrebbe favorire una sua partenza già a gennaio e la Juventus è pronta a cogliere l’occasione, convinta che ci siano i presupposti tecnici ed economici per avviare una trattativa con la famiglia Percassi. Il suo arrivo anticipato porterebbe in dote un profilo che si sposerebbe alla perfezione con le altre punte in rosa, come David e Openda.

Tuttavia, la strategia bianconera non si limita a un solo obiettivo. Il nuovo responsabile dell’area tecnica, Comolli, e il suo staff stanno monitorando un’ampia gamma di attaccanti. In Italia, piacciono anche Gianluca Scamacca, compagno di squadra di Lookman, Santiago Castro del Bologna e Mateo Pellegrino. Lo sguardo è rivolto anche all’estero, con nomi del calibro di Joshua Zirkzee del Manchester United, Gonçalo Ramos del PSG, e i giovani talenti George Ilenikhenadel Monaco ed Emanuel Emegha dello Strasburgo.

Dazn, accordo con Mediaset: le partite de La Liga anche in chiaro

Dazn, accordo con Mediaset: le partite de La Liga anche in chiaro. Nelle case di tutti i tifosi sei delle partite di cartello del massimo campionato iberico

Una notizia di grande rilievo per tutti gli appassionati di calcio internazionale in Italia: una selezione dei match più prestigiosi de LaLiga spagnola sbarca in chiaro sulle reti Mediaset. Questo è il risultato di un nuovo accordo strategico di sublicenza siglato tra DAZN e Mediaset, che porterà nelle case di tutti i tifosi sei delle partite di cartello del massimo campionato iberico.

DAZN, che detiene i diritti di trasmissione di tutta LALIGA EASPORTS in Italia fin dal 2018 con un accordo che la lega alla competizione fino al 2029, consolida così la sua partnership con il gruppo di Cologno Monzese. Mentre la piattaforma di streaming continuerà a essere la casa di tutte le 380 partite della stagione per i propri abbonati, l’intesa permetterà a Mediaset di trasmettere in co-esclusiva e in chiaro sei incontri di altissimo profilo. Tra questi figureranno le sfide più attese e dal maggior appeal globale, come l’iconico “Clásico” tra Real Madrid e Barcellona e l’infuocato derby della capitale spagnola.

Questo accordo è stato accolto con grande favore da entrambe le parti. Stefano Azzi, CEO di DAZN Italia, ha commentato: «L’accordo con Mediaset rafforza una partnership strategica, consolidata anno dopo anno dai risultati di successo ottenuti che portano valore aggiunto a entrambe le realtà coinvolte. DAZN è ormai la piattaforma di riferimento de LALIGA EASPORTS e lo sarà, in Italia, fino al 2029. Parliamo di un campionato in cui militano alcuni dei calciatori più forti al mondo e che rappresenta uno dei diritti premium più importanti per noi».

Sulla stessa linea Stefano Sala, CEO di MFE Adv, che ha aggiunto: «Dal 2021 abbiamo sviluppato la partnership con Dazn sempre con una prospettiva strategica di valorizzazione del calcio come piattaforma imprescindibile di comunicazione per raggiungere tutti i target. Dalla centralità della Serie A in Italia con ascolti in crescita in questo inizio stagione fino al successo internazionale in Italia e in Spagna del Mondiale FIFA per Club, che sulle reti Mediaset ha raggiunto oltre 50 milioni di persone nei 2 paesi, fino a questa scelta di valorizzare le 6 migliori partite della Liga, dal Clasico Real Madrid-Barcelona al derby di Madrid – partite che gli appassionati di calcio, uno sport sempre più a respiro internazionale, non mancheranno di premiare con i loro ascolti».

Edgar Davids truffato da un’amica: rubate 37 opere d’arte

Edgar Davids truffato da un’amica: rubate 37 opere d’arte all’ex centrocampista di Milan, Juventus e Inter. L’accaduto

Una storia surreale, un’incredibile vicenda di fiducia tradita che ha per protagonista l’ex centrocampista della Juventus, Edgar Davids. Mentre il campione olandese continuava la sua vita, la sua pregiata collezione d’arte contemporanea veniva sistematicamente smantellata e venduta alle sue spalle, senza che lui potesse minimamente sospettare di nulla. A orchestrare la truffa, una persona a lui vicinissima, un’amica di famiglia così fidata da possedere le chiavi di uno dei suoi appartamenti a Londra.

L’autrice del furto e della frode è Nabila Habiby, una donna che era entrata a far parte della cerchia più intima di Davids. Il rapporto era talmente stretto che, per un periodo, l’ex calciatore l’aveva addirittura ospitata nella sua villa, affidandole in seguito il compito di prendersi cura della sua vecchia casa nel nord di Londra, dopo il suo trasferimento in un nuovo appartamento. Invece di custodire i suoi beni, tra il 2014 e il 2016, la donna ha abusato di quella fiducia in modo spudorato, rubando ben 37 opere d’arte dalla collezione. I pezzi venivano poi dati in pegno, fruttandole un guadagno illecito di quasi 200.000 euro, prima di finire definitivamente all’asta, il tutto all’insaputa del legittimo proprietario, che credeva la sua collezione al sicuro in un deposito a Enfield.

La scoperta è avvenuta nel 2017 nel modo più casuale e moderno possibile. Un potenziale acquirente, interessato a un’opera messa all’asta, ha notato il nome di Davids sul retro di un pezzo e ha deciso di contattarlo direttamente tramite un messaggio su Instagram per chiederne la storia. Per l’ex giocatore di Juventus, Barcellona e Tottenham è stata una doccia fredda, il momento in cui l’intero castello di menzogne è crollato.

Il danno non è stato solo economico, ma soprattutto emotivo, una profonda ferita inferta da chi considerava un’amica. Il caso è stato portato in tribunale e la sentenza, attesa per il prossimo novembre, condannerà la donna per frode, chiudendo il capitolo legale di una vicenda che ha del clamoroso.

Velasco: «Inter? Mai capito cosa volesse Moratti, mi pagava per non lavorare»

Velasco: «Inter? Mai capito cosa volesse Moratti, mi pagava per non lavorare». L’intervista al ct dell’Italvolley femminile

Fresco del trionfo al Mondiale sulla panchina dell’Italia femminile di pallavolo, il leggendario Julio Velasco si concede un momento per guardare al passato, riscoprendo un capitolo della sua carriera spesso trascurato: quello nel mondo del calcio italiano. Sebbene la sua fama sia indissolubilmente legata alla pallavolo, il tecnico argentino ha infatti vissuto due significative, seppur brevi, parentesi in Serie A a cavallo tra la fine degli anni ’90 e l’inizio del nuovo millennio.

La sua prima avventura fu di stampo dirigenziale: nel 1998, accettò la sfida propostagli dal presidente Sergio Cragnotti, assumendo l’incarico di direttore generale della Lazio. Un ruolo di alto profilo che lo vide passare dal campo alla scrivania. Due anni più tardi, nel 2000, fu invece il presidente dell’Inter, Massimo Moratti, a volerlo nel suo club, questa volta con una mansione più tecnica come responsabile dell’area fisico-atletica della squadra.

Due esperienze distinte in due club storici, che Velasco ha recentemente ricordato e analizzato nel corso di una lunga intervista concessa al quotidiano Il Corriere dello Sport, offrendo la sua prospettiva su quelle avventure che lo videro tentare di applicare la sua vincente metodologia al complesso mondo del pallone.

LAZIO – «Mi fermai un anno dopo la Lazio che lasciai perché avevo capito che sarebbe finita malissimo. E feci lo stesso dopo l’Inter. Cragnotti scelse me e Zoff, facendolo presidente, forse perché eravamo due figure pulite e spendibili. Con lui riuscii a lavorare. Ma, come ho detto, mi resi conto dei problemi e rinunciai a quattro anni di contratto».

INTER – «All’Inter c’era confusione e poco dopo l’esonero di Lippi salutai. Non ho mai capito cosa volesse Moratti da me. Continuò a pagarmi per non lavorare. C’è di peggio? Sono d’accordo».

Agostinelli: «Con mio figlio sono morto anche io a metà. Cocaina nella stanza? Quello che si è letto è vero»

Agostinelli: «Con mio figlio sono morto anche io a metà. Cocaina nella stanza? Quello che si è letto è vero». La toccante intervista all’ex giocatore

Con un ricco passato da centrocampista e ben 171 partite disputate in Serie A, Andrea Agostinelli si è raccontato in una recente intervista per il Corriere della Sera. Oggi 68enne, l’ex giocatore di club come Lazio, Napoli, Pistoiese, Atalanta e Avellino ha toccato diversi temi, ma l’articolo si concentra su due argomenti di particolare rilievo: le sue parole sul figlio e il legame con la Lazio. Proprio con la maglia biancoceleste, Agostinelli ha giocato per quattro stagioni, dal 1975 al 1979, mettendo insieme 91 presenze e segnando 3 gol.

Nel 2014 suo figlio Gianmarco muore a 33 anni in una camera d’albergo a Montecatini
«Quando vivi una tragedia simile, per metà muori anche tu, non ti risollevi più. È un fatto innaturale, una parte del cuore va in necrosi. Il dolore si può imparare solo a gestirlo. Il tempo non cancella niente».

Nella stanza la polizia rilevò anche della cocaina.
«Tutto quello che si è letto purtroppo è vero».

Quando ha iniziato a farne uso?
«Nel 2003, mentre allenavo il Napoli. E pensare che in casa mia non era mai entrato nulla, neanche una sigaretta. Quando io e mia moglie lo scoprimmo, si giustificò: “Lo fanno tutti”. Lo abbiamo mandato in comunità, attraverso le mie conoscenze si è fatto strada nel calcio. Aveva anche esordito in C2».

Si è colpevolizzato?
«Anche delle cose più piccole. Più volte mi sono chiesto: “E se non lo avessi lasciato da solo quella notte?”. Pistoia è dove ho ottenuto i successi più belli, volevamo tornare a vivere lì. All’indomani avrebbe dovuto visitare un’agenzia immobiliare».

Si è mai arrabbiato con lui?
«Non ha capito il valore della vita. Ma non c’è un momento della giornata in cui non lo pensi».

Come ha reagito al dolore?
«Non me ne facevo una ragione. “Perché a me?», mi domandavo. A Pistoia fatico a tornare. Ho tanti amici che mi aspetterebbero a braccia aperte. Ma è ancora dura».

Lei era considerato l’erede di Re Cecconi.
«Stesso ruolo ma caratteristiche diverse. Un ragazzo eccezionale, una persona buona. Quando lo ammazzarono ero in ritiro a Santa Margherita Ligure con l’U21, stavo giocando a carte. Poi la tragica notizia. Mi diceva sempre. “Guarda che nel calcio non ti aiuterà nessuno”. Lo dico sempre ai miei calciatori. Mors tua vita mea”.

La sua Lazio era una gabbia di matti.
«Mai vissuto un giorno tranquillo, lineare. Durante le partitelle le risse erano continue, ho visto picchiarsi anche allenatore e magazziniere. Poi però la domenica eravamo tutti uniti. Una volta partimmo in pullman per una trasferta. Noto che tre o quattro compagni seduti in fondo iniziano a caricare le armi: “Ma dove andiamo, in guerra?”, mi chiedo. Poi cominciano a sparare in aria. Guardo fuori dal finestrino e noto un piccolo aereo che ci stava sorvolando. Era Gigi Martini, che oltre a essere calciatore era anche un pilota».

Calciomercato Lazio, sfumato Simic: torna di moda lui per la difesa

Calciomercato Lazio, sfumato Simic: torna di moda lui per la difesa. L’esigenza di un rinforzo in quel reparto resta prioritaria in casa biancoceleste

La ricerca di un rinforzo difensivo per la Lazio si fa sempre più intensa in vista della sessione di mercato di gennaio. Dopo aver visto sfumare in extremis l’obiettivo Jan-Carlo Simic, la dirigenza biancoceleste è stata costretta a riorientare rapidamente la propria strategia. Il giovane difensore serbo, infatti, è stato ceduto dall’Anderlecht al club saudita dell’Al-Ittihad, che ha messo sul piatto un’offerta irrinunciabile da 20 milioni di euro più bonus, chiudendo l’operazione in meno di 24 ore e spiazzando di fatto il club capitolino.

L’esigenza di regalare a Maurizio Sarri un nuovo centrale rimane però una priorità assoluta per il presidente Lotito e il direttore sportivo Fabiani. Per questo, è tornato di moda un nome già in passato accostato all’ambiente laziale: quello di Wout Faes, roccioso difensore belga in forza al Leicester. Il classe 1998 è stato nuovamente proposto alla società biancoceleste, rappresentando un’opportunità di mercato intrigante. A riportarlo è il Corriere dello Sport.

La situazione del giocatore in Inghilterra potrebbe favorire una trattativa. Faes ha perso il posto da titolare nelle gerarchie delle Foxes e, nonostante un contratto in scadenza nel 2027, il Leicester sembra intenzionato a monetizzare la sua cessione tra la finestra invernale e la prossima estate per evitare una svalutazione. L’operazione, tuttavia, presenta delle complessità. Per portare Faes a Roma, è necessario un investimento di almeno 10 milioni di euro per il suo cartellino. Inoltre, il giocatore dovrebbe accettare una riduzione del suo attuale ingaggio da 3 milioni di euro netti a stagione.

Sul tavolo della dirigenza è in corso una valutazione approfondita. Se da un lato Faes rappresenta un profilo di caratura ed esperienza internazionale, pronto per essere inserito subito negli schemi di Sarri, dall’altro la politica del ds Fabiani è notoriamente orientata verso profili più giovani e di prospettiva. Nonostante questo, la necessità di un rinforzo immediato sta spingendo il club a considerare seriamente questa pista.

Di Canio: «Napoli favorito, l’unica che ha comprato titolari. L’Inter ritrovi fame, l’anno scorso ha preso schiaffi da tutti»

Di Canio: «Napoli favorito, l’unica che ha comprato titolari. L’Inter ritrovi fame, l’anno scorso ha preso schiaffi da tutti». Le parole dell’ex attaccante

Paolo Di Canio, ex attaccante della Lazio e attuale opinionista Sky Sport, ha parlato così della Serie A a La Stampa.

FAVIRITA – «Tutti hanno preso qualcosa di importante, ma in poche hanno trovato titolari. Tra queste il Napoli, che vedo in pole. Perché quando vinci, se mantieni staff tecnico, società e allenatore in simbiosi, parti sempre avanti. Il Napoli ha trovato questa continuità, dovendo solo aggiungere pedine mirate».

NAPOLI – «Forse è l’unica squadra che ha inserito profili europei subito pronti a essere titolari. Certo, è rimasto proprio perché ha capito che qui avrebbe potuto ricevere ciò che chiedeva. Per esempio De Bruyne, anche se alla sua età dovrà inserirsi in un contesto totalmente diverso da quello del City, ma è un campione che ha il dominio del gioco e lo controlla senza rincorrere l’avversario. Poi il Napoli è intervenuto subito dopo l’infortunio di Lukaku, è arrivato Hojlund, che sul mercato era quello che dovevi prendere, perché i più forti erano già stati presi, e a quelle cifre non si trovava altro. Ma è un grande colpo, conosce l’Italia, è giovane, ha fisicità».

INTER – «Che deve ritrovare fame, nelle partite decisive dell’anno scorso le è mancata. Ha preso schiaffi nei derby, con la Juve, con la Lazio. In Champions ha fatto bene perché i giocatori si caricano da soli, ma in campionato è mancata rabbia. Chivu sta cambiando più di quanto non si dica, chiede più verticalizzazioni e fa bene: ha gente che può correre e attaccare la profondità. Ora serve la disponibilità dei giocatori. C’è chi dice che manca ancora qualcosa, ma alla fine ha preso giocatori in tutti i ruoli, Diouf e Sucic sono giovani ma con esperienze internazionali, Pio Esposito – che è una bestia – e Bonny sono attaccanti veri, Akanji era la migliore soluzione disponibile per il dopo Pavard».

JUVENTUS – «Ancora dietro ma mi piace. Tudor è uno serio, lavora con equilibrio, senza cercare scuse, coinvolge tutti e la gestione di Vlahovic lo dimostra. Forse non propone un calcio spettacolare, ma è concreto. La sua è una squadra che sta tornando competitiva. In Champions magari sarà dura, ma in campionato darà fastidio a tutti. Intanto ha ritrovato Bremer. Di sicuro ha tante alternative in attacco. Pensiamo a Openda, è un giocatore diverso dagli altri, in Italia può fare la differenza. Lo abbiamo visto anche contro Inter e Juve nella scorsa Champions, è un giocatore che strappa negli ultimi 40 metri, può spezzare la partita se si integra velocemente e sta bene, sapendo che Tudor non gli permetterà di gigioneggiare come poteva fare al Lipsia. Gioca sulla stessa corsia di Yildiz ma penso possa adattarsi all’occorrenza, diventando un titolare come David. Poi bisognerà valutare l’impatto di Vlahovic: è rimasto, è partito forte, dirà la sua».

Chelsea accusato dalla FA: 74 violazioni. Quasi tutte risalgono alla gestione Abramovich

Chelsea accusato dalla FA: 74 violazioni. Quasi tutte risalgono al periodo che va da 2010 al 2016, sotto la gestione Abramovich

Con un comunicato ufficiale diramato in data odierna, giovedì 11 settembre 2025, la Football Association (FA) ha reso noto di aver mosso formali accuse nei confronti del Chelsea FC per molteplici violazioni dei regolamenti federali.

In totale, sono state contestate al club londinese 74 infrazioni. Le presunte violazioni coprono un arco temporale che va dal 2009 al 2022, con un’attenzione particolare agli eventi accaduti nel periodo compreso tra le stagioni sportive 2010/11 e 2015/16, nel periodo in cui il club era gestito da Roman Abramovich.

Le aree normative interessate dalle accuse includono le procedure relative agli agenti dei calciatori, le modalità di collaborazione con gli intermediari e le norme sugli investimenti di terze parti nei diritti economici dei giocatori.

Di seguito, il comunicato ufficiale integrale diffuso dalla FA.


Comunicato ufficiale della FA sulle 74 accuse mosse al Chelsea – 11 settembre 2025:

“Il Chelsea FC accusato di aver violato i regolamenti della FA.

La Football Association ha oggi accusato il Chelsea FC di violazioni dei Regolamenti J1 e C2 del Regolamento degli Agenti Calcistici della FA, dei Regolamenti A2 e A3 del Regolamento della FA sul Lavoro con gli Intermediari, e dei Regolamenti A1 e B3 del Regolamento della FA sugli Investimenti di Terze Parti sui Calciatori.

In totale, sono state mosse 74 accuse contro il Chelsea FC. La condotta oggetto delle accuse va dal 2009 al 2022 e si riferisce principalmente a eventi accaduti tra le stagioni sportive 2010/11 e 2015/16.”

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