Pagina 664 – Calcio News 24

Iuliano sicuro: «Contatto con Ronaldo? Se solo Birindelli e Torricelli avessero fatto il loro lavoro…»

Iuliano sicuro: «Contatto con Ronaldo? Se solo Birindelli e Torricelli avessero fatto il loro lavoro…». L’ex juventino torna sul tormentato episodio del ’98

Ci sono ferite nel calcio che, semplicemente, non si rimarginano mai. Cicatrici che, a distanza di decenni, continuano a bruciare e a dividere. L’esempio più emblematico nella storia della Serie A moderna è senza dubbio Juventus Inter del 1998, una partita il cui esito e le cui polemiche hanno definito un’intera epoca. Al centro di tutto, l’iconico e famigerato contatto in area tra il difensore bianconero Mark Iuliano e l’attaccante nerazzurro Ronaldo, il Fenomeno. Un rigore chiesto a gran voce dall’Inter e mai concesso, un episodio che ancora oggi accende gli animi e alimenta un dibattito infinito.

A gettare nuova benzina su questo fuoco mai sopito è stato proprio uno dei protagonisti principali, lo stesso Mark Iuliano. Intervenuto alla trasmissione sportiva 7Gold, l’ex difensore ha analizzato diversi temi di attualità, prima di tornare inevitabilmente su quella storica vicenda. Ha promosso la nuova Juventus di Tudor, sottolineandone l’approccio empatico e atletico, ha commentato i problemi difensivi dell’Inter, difendendo il giovane Bisseck definito come «il miglior prospetto a livello europeo per quel ruolo» e ha mostrato fiducia nel Milan di Allegri.

Ma è quando il discorso è tornato a quel pomeriggio del 1998 che Iuliano ha riaffermato la sua posizione, senza filtri o rimpianti. Alla domanda su cosa cambierebbe di quella partita, la sua risposta è stata secca, un manifesto della mentalità vincente di quella squadra: «Niente, rifarei tutto perché abbiamo vinto».

Tuttavia, ha poi aggiunto un dettaglio inedito, una prospettiva che sposta parzialmente l’attenzione e la responsabilità di quell’intervento al limite, rivelando un retroscena mai raccontato prima. Secondo la sua versione, la situazione non si sarebbe nemmeno creata se non fosse stato per una mancanza dei suoi compagni di reparto. Le sue parole esatte sono state: «Se Birindelli e Torricelli avessero fatto il loro lavoro… Non ci sarebbe stato nessun caso». Una dichiarazione che non cancella la polemica, ma aggiunge un nuovo capitolo a una storia che, evidentemente, è destinata a non avere mai una fine.

Calciomercato Napoli: si lavora a un doppio rinnovo a vita. I dettagli

Calciomercato Napoli: si lavora a un doppio rinnovo a vita. Il club azzurro vuole blindare due dei protagonisti assoluti degli scudetti

Il Napoli è al lavoro per blindare i suoi gioielli e costruire una base solida per il futuro, con la dirigenza impegnata su più fronti per definire i rinnovi contrattuali di alcuni pilastri della squadra. La situazione è in continuo fermento e il primo tassello del domino è ormai pronto a cadere: si tratta di Matteo Politano, la cui firma su un nuovo accordo è questione di giorni, se non di ore.

Per l’esterno d’attacco si profila un vero e proprio patto a vita con i colori azzurri. A 32 anni, Politano ha scelto Napoli non solo come piazza calcistica, ma come casa. La decisione di mettere radici in città, culminata con il matrimonio celebrato nella splendida cornice della Costiera, è la testimonianza più chiara del suo legame con il territorio. La sua volontà è quella di continuare a sfrecciare sulla fascia destra del Maradona finché le gambe glielo consentiranno. L’intesa è stata trovata sulla base di un prolungamento fino al 2028, quando avrà 35 anni, con un ingaggio ritoccato che si attesterà intorno ai 3 milioni di euro a stagione. Un accordo che sa di consacrazione definitiva per uno dei protagonisti dello scudetto.

Una volta archiviata e ufficializzata la pratica Politano, il club, secondo quanto riportato dall’edizione odierna de La Gazzetta dello Sport, concentrerà le sue attenzioni su altri due elementi chiave dello scacchiere tattico: Frank Anguissa e Amir Rrahmani.

Per quanto riguarda il centrocampista camerunense, la strada è già ben delineata. Durante la scorsa primavera, il Napoli ha esercitato con soddisfazione reciproca l’opzione per il rinnovo automatico fino al 2027. Questo, però, è visto da entrambe le parti solo come un passaggio intermedio. A breve, ma senza alcuna urgenza, la dirigenza si siederà al tavolo con l’entourage del giocatore per discutere un ulteriore prolungamento. Anche per Anguissa, l’intenzione è quella di avvicinarsi alla fine della carriera all’ombra del Vesuvio, in una città che lo ha accolto quattro anni fa e dalla quale non ha mai voluto separarsi, resistendo anche a importanti tentazioni di mercato. La sua permanenza è considerata strategica per garantire equilibrio e forza fisica alla mediana.

Calciomercato Roma: Koné ancora nel mirino dell’Inter. Il piano di Marotta

Calciomercato Roma: Koné ancora nel mirino dell’Inter. Il piano di Marotta per portare il centrocampista in nerazzurro

Anche se il sipario sul calciomercato estivo è ufficialmente calato, le strategie delle grandi squadre non si fermano mai. In casa Inter, in particolare, la dirigenza continua a lavorare per plasmare la rosa secondo le precise indicazioni del nuovo tecnico, Cristian Chivu. Al centro dei pensieri nerazzurri c’è un nome che è diventato una vera e propria ossessione tattica: Manu Koné. Il centrocampista francese della Roma è identificato come il perno insostituibile per attuare la rivoluzione tattica voluta dall’allenatore, ovvero il passaggio a un dinamico modulo 3-4-2-1.

La trattativa per portare Koné a Milano è stata il tormentone dell’estate e, come rivela La Gazzetta dello Sport, la storia è tutt’altro che conclusa. Solo poche settimane fa, durante il periodo di Ferragosto, l’accordo sembrava a un passo. Marotta e Ausilio avevano ottenuto un via libera “straordinario” dalla proprietà Oaktree per un investimento superiore ai 40 milioni di euro, una cifra fuori standard che sottolineava l’importanza cruciale del giocatore nel progetto tecnico. L’affare era spinto dalla nota necessità della Roma di fare cassa, ma un improvviso dietrofront dalla Capitale, alimentato anche dalla forte protesta della tifoseria, ha bloccato tutto.

Tuttavia, il “no” della Roma poggia su fondamenta fragili. I numeri del Fair Play Finanziario sono ostinati e il club dei Friedkin ha l’obbligo di reperire circa novanta milioni di euro entro il 30 giugno, in gran parte tramite cessioni. Questa spada di Damocle finanziaria è ben nota all’Inter, che attende pazientemente che la Roma sia costretta ad abbassare le sue difese e riaprire il dialogo. Per il momento, Koné continua a essere un pilastro per la squadra di Gasperini, ma resta il “centurione” sacrificabile per eccellenza.

Chivu, nel frattempo, ha dovuto fare di necessità virtù. Al posto dell’agognato Koné, è arrivato dal Lens il talentuoso Andy Diouf, costato 25 milioni. Un ottimo acquisto, che però non possiede ancora le caratteristiche per consentire il definitivo passaggio a una mediana a due. Per questo, l’Inter continuerà a utilizzare il collaudato centrocampo a tre. Il progetto di cambiamento, però, guarda al lungo periodo: tra un anno, quando veterani come Mkhitaryan saluteranno, si riaprirà la caccia. Sebbene la Roma abbia altri gioielli da sacrificare, da Svilar a Soulé, nessuno brilla come Manu Koné, il sogno interista non di una, ma di ben due estati.

Adli all’Al Shabab, ora è anche ufficiale: quanto incassa il Milan

Adli all’Al Shabab, ora è anche ufficiale: quanto incassa il Milan. Il centrocampista francese si trasferisce nel campionato saudita

Il campionato saudita accoglie un nuovo talento proveniente dalla Serie A, segnando la fine di un’avventura italiana dal potenziale mai del tutto sbocciato. Con un annuncio tanto solenne quanto evocativo, «È arrivato un nuovo maestro», il club dell’Al-Shabab ha ufficializzato l’acquisto a titolo definitivo di Yacine Adli dal Milan. Il centrocampista francese, dopo aver trascorso l’ultima stagione in prestito alla Fiorentina, lascia così il calcio europeo per iniziare un nuovo capitolo della sua carriera nella Saudi Pro League.

L’operazione, conclusasi sulla base di 7 milioni di euro bonus inclusi, rappresenta una plusvalenza per le casse del Milan. Una cifra inferiore rispetto ai circa 10 milioni pattuiti con la Fiorentina per il diritto di riscatto, un’opzione che il club del presidente Commisso, in pieno accordo con il giocatore stesso, ha scelto di non esercitare al termine del prestito. Questa decisione ha di fatto riaperto le porte del mercato per Adli, rientrato temporaneamente alla base a Milanello prima che si concretizzasse l’offerta araba.

Prima di voltare pagina, il centrocampista ha voluto dedicare un sentito e appassionato messaggio d’addio al mondo rossonero attraverso i suoi canali social, parole che testimoniano un legame profondo mai scalfito dalle difficoltà professionali. «Grazie mille per l’amore che voi tifosi mi avete sempre dato. Ve lo dico, state dietro Allegri e alla squadra perché meritano il vostro sostegno. Sono stato è sarò sempre un milanista, ho sempre dato tutto per quella maglia e questo nessuno me lo toglierà». Un congedo che suona come una dichiarazione d’amore eterno, unito a un invito all’unità rivolto alla tifoseria, a sostegno del tecnico e del gruppo. Si chiude così l’esperienza di Adli in Italia, un percorso fatto di attese e speranze, ma che ora lo proietta verso una nuova sfida, dove è atteso come il “maestro” designato per orchestrare il centrocampo dell’Al-Shabab.

Calciomercato Bologna: arriva la risposta definitiva all’Al Hilal per Castro

Calciomercato Bologna: arriva la risposta definitiva all’Al Hilal per Castro. Il club saudita aveva cercato un assalto last minute

l calciomercato saudita si infiamma nelle sue ore conclusive e la Serie A si conferma uno dei terreni di caccia preferiti. L’Al Hilal, guidato in panchina da Simone Inzaghi, è impegnato in una disperata corsa contro il tempo per assicurarsi un nuovo centravanti prima della chiusura della finestra di trasferimenti, prevista per oggi, giovedì 11 settembre. Dopo la recente cessione del bomber serbo Aleksandar Mitrovic, passato all’Al Rayyan, il club di Riad ha la necessità impellente di trovare un sostituto all’altezza.

Nelle ultime ore, l’obiettivo principale era diventato un giovane talento del nostro campionato: Santiago Castro del Bologna. L’interesse, emerso nella giornata di ieri, mercoledì 10 settembre, grazie alle indiscrezioni del giornalista argentino Cesar Luis Merlo, si è rapidamente trasformato in un’offensiva concreta. Come confermato anche dall’esperto di mercato Fabrizio Romano, l’Al Hilal ha avviato contatti formali con la dirigenza del Bologna per sondare il terreno e tentare di strappare il giocatore.

Tuttavia, il tentativo saudita si è scontrato contro un muro invalicabile. La risposta del club rossoblù è stata tanto rapida quanto categorica: un “no” secco e deciso. Il Bologna ha dichiarato Santiago Castro assolutamente incedibile, chiudendo la porta a qualsiasi tipo di negoziazione fin dal primo istante. La posizione della società emiliana è più che comprensibile: Castro rappresenta un investimento cruciale per il presente e per il futuro. Acquistato nel 2024 dal Velez per una cifra importante, circa 15 milioni di euro, il classe 2004 è reduce da una stagione di ambientamento più che positiva, in cui ha messo a segno 8 gol in 36 presenze in Serie A.

Il tecnico Vincenzo Italiano lo considera un elemento fondamentale nelle rotazioni offensive della squadra, destinato a giocarsi il posto con Thijs Dallinga e a dare il cambio a un centravanti esperto come Ciro Immobile, non appena quest’ultimo si sarà ripreso dal suo infortunio. Sfuma dunque la pista che porta all’attaccante argentino, ma non la necessità dell’Al Hilal, che dovrà ora scandagliare furiosamente il mercato nelle poche ore rimaste per non lasciare a Simone Inzaghi un vuoto difficilmente colmabile in attacco.

Juventus, alla Continassa impressionati da Zhegrova: «Questo è forte davvero»

Juventus, alla Continassa impressionati da Zhegrova: «Questo è forte davvero». L’esterno appena arrivato dal Lille impressiona i nuovi compagni

L’attesa in casa Juventus sta raggiungendo livelli altissimi, con una curiosità palpabile per vedere all’opera i volti nuovi arrivati proprio sul gong del calciomercato: Lois Openda e, soprattutto, Edon Zhegrova. È in particolare l’esterno kosovaro, prelevato dal Lille, a catalizzare l’entusiasmo della tifoseria bianconera. Zhegrova appartiene a quella categoria di calciatori capaci di infiammare il pubblico, di accendere la partita con una giocata imprevedibile, e a Torino sono convinti che il suo enorme potenziale sia ancora in gran parte da scoprire.

Mentre Openda si è aggregato al gruppo soltanto martedì, di ritorno dagli impegni con la sua nazionale, Zhegrova ha già avuto modo di assaggiare il prato della Continassa per qualche giorno in più. Questo gli ha permesso di iniziare a prendere confidenza con il nuovo ambiente e di mettere subito in mostra lampi del suo talento. La Juventus stessa ha alimentato l’hype dei tifosi pubblicando alcuni video dell’ultimo allenamento, in cui il tecnico Igor Tudor ha finalmente potuto lavorare con la rosa al completo. Tra le immagini più condivise, spicca una super giocata di Zhegrova durante una partitella a campo ridotto: un recupero fulmineo su Koopmeiners, seguito da una progressione palla al piede e concluso con un gol. Un’azione che, da sola, è bastata per accendere la fantasia del popolo juventino.

Ma l’entusiasmo non si limita ai tifosi. Secondo quanto riportato dal Corriere della Sera, l’impatto di Zhegrova è stato devastante anche all’interno del centro sportivo. Avrebbe impressionato tutti, dallo staff tecnico ai nuovi compagni di squadra, uno dei quali si sarebbe lasciato scappare un commento eloquente: «Questo è davvero forte». Un biglietto da visita eccezionale per un giocatore che, paradossalmente, non disputa una partita ufficiale dallo scorso dicembre. Nonostante la lunga inattività, le sue condizioni fisiche sembrano essere sorprendentemente buone, probabilmente perché ha svolto quasi tutta la preparazione estiva con il Lille e solo le dinamiche di mercato ne hanno impedito l’impiego nelle prime uscite stagionali.

In vista del big match contro l’Inter, appare comunque improbabile un suo impiego dal primo minuto. Chiaramente, non può avere i novanta minuti nelle gambe e rischiarlo subito sarebbe controproducente. Tuttavia, la sua convocazione è quasi certa e, complice anche un piccolo problema fisico che potrebbe tenere fuori Conceicao, aumentano esponenzialmente le possibilità di vederlo in campo per uno spezzone di partita, pronto a far brillare gli occhi dei suoi nuovi tifosi.

Rabiot-Milan, il centrocampista atterra a Milano


Rabiot-Milan, è ufficiale: il francese atterra a Milano e si prepara a iniziare la nuova avventura

Il matrimonio tra Rabiot e il Milan è finalmente realtà. Dopo settimane di trattative e indiscrezioni, Adrien Rabiot è sbarcato a Milano, pronto a vestire la maglia rossonera. Il centrocampista francese è atterrato nelle scorse ore all’aeroporto di Malpensa, con un volo privato partito da Parigi. Al suo arrivo ha rilasciato le prime parole da nuovo giocatore del Diavolo: «Sono molto contento. Forza Milan!», un messaggio che ha subito infiammato i tifosi milanisti.

L’operazione Rabiot-Milan rappresenta un colpo di grande spessore per la formazione allenata da Massimiliano Allegri. Dopo aver terminato gli impegni con la Nazionale francese, il centrocampista ha finalmente raggiunto Milanello per iniziare ufficialmente la sua nuova avventura. Rabiot porterà in dote esperienza internazionale, qualità tecniche, fisicità e quella versatilità che da tempo mancava nel cuore del centrocampo rossonero.

Il tecnico Allegri è stato uno dei principali sponsor del trasferimento. Dopo averlo allenato alla Juventus, il mister conosce perfettamente il valore e le caratteristiche di Rabiot. Non a caso, il progetto Rabiot-Milan è nato proprio da una richiesta specifica del tecnico toscano, che ha visto nel francese il profilo ideale per completare il suo centrocampo. Il ruolo di Igli Tare, nuovo direttore sportivo, è stato altrettanto determinante: l’accordo è stato raggiunto dopo un lavoro di precisione e pazienza.

Il centrocampista classe 1995 andrà ad affiancare elementi come Reijnders, Loftus-Cheek e Bennacer, formando un reparto completo e competitivo su più fronti. Con l’inizio degli allenamenti a Milanello, Rabiot avrà l’occasione di integrarsi nel gruppo e di entrare nei meccanismi tattici della squadra.

Il progetto Rabiot-Milan non è solo un’operazione di mercato, ma una dichiarazione di ambizione da parte del club rossonero. L’obiettivo è chiaro: tornare protagonisti in Italia e in Europa. E con un rinforzo del calibro di Rabiot, le possibilità di centrare gli obiettivi stagionali aumentano notevolmente.

I tifosi rossoneri, ora, attendono solo di vederlo in campo con la maglia del Milan. Il conto alla rovescia per l’esordio ufficiale è iniziato: l’era Rabiot-Milan può davvero cominciare.

Felipe Melo polemico: «Addio Fiorentina? Vi svelo cosa mi disse Corvino per farmi andare via»


Felipe Melo: «Amo la Fiorentina, Firenze è nel mio cuore. Ma anche l’Inter è casa»

L’ex centrocampista brasiliano Felipe Melo, che ha lasciato un segno indelebile nella Fiorentina, è tornato a parlare del suo passato italiano in un’intervista rilasciata a La Gazzetta dello Sport. Oggi, lontano dai riflettori della Serie A, Felipe Melo continua a seguire con passione il calcio italiano: «Mi tengo sempre aggiornato, guardo le partite, prendo appunti e studio. L’Italia mi è rimasta nel cuore».

Felipe Melo ha raccontato anche un curioso retroscena legato al suo trasferimento nel 2009. «È vero che l’Inter mi voleva già allora, ma alla fine andai alla Juventus. Ricordo che Pantaleo Corvino mi disse chiaramente: “O vai a Torino o vai a Torino. Non hai alternative”. Alla fine, i bianconeri pagarono la clausola da 25 milioni e inserirono Marchionni nell’affare». Quell’addio improvviso alla Fiorentina non fu ben digerito dai tifosi viola: «Firenze non la prese bene, mi contestò molto. Ma io ho sempre portato rispetto. Lì è nata la mia prima figlia, ho vissuto momenti bellissimi, e ho amato lo stadio Franchi come pochi altri posti al mondo».

Nonostante le polemiche dell’epoca, Felipe Melo conserva un legame speciale con la Fiorentina: «Se oggi devo scegliere le due squadre italiane a cui tengo di più, dico senza dubbio la Viola e, ovviamente, l’Inter. Sono le due esperienze che più mi hanno segnato, anche se in modo diverso».

Durante il suo periodo a Firenze, Felipe Melo si è imposto come uno dei centrocampisti più completi della Serie A, un mix di tecnica, grinta e carisma che ancora oggi i tifosi viola ricordano con affetto e un pizzico di nostalgia. Il suo passaggio alla Juventus fu visto come un tradimento, ma il brasiliano non ha mai nascosto il suo attaccamento alla maglia viola: «Alla Fiorentina devo tanto. È stata la mia porta d’ingresso nel grande calcio europeo. Senza Firenze, forse la mia carriera avrebbe preso un’altra direzione».

Felipe Melo oggi guarda con attenzione anche all’attuale progetto Fiorentina, tra ambizioni europee e nuove sfide. E se il passato non si cancella, l’amore per la Viola resta una costante nella vita del guerriero brasiliano.

Calciomercato Inter, Marotta ha intenzione di comprare a tutti i costi quel difensore. Il punto


Calciomercato Inter: occhi puntati su Joel Ordóñez, il giovane talento del Brugge

Il calciomercato Inter non si ferma mai, nemmeno a sessione chiusa. I nerazzurri stanno già lavorando in prospettiva futura, con l’obiettivo di ringiovanire e rafforzare il reparto difensivo. Il nome caldo è quello di Joel Ordóñez, promettente difensore centrale classe 2004 attualmente in forza al Club Brugge. Secondo quanto riportato dall’esperto di mercato Fabrizio Romano, l’Inter sta monitorando con attenzione l’ecuadoriano, valutandolo come un possibile colpo per l’estate 2025.

Ordóñez era già stato seguito con interesse nella finestra estiva appena conclusa. Il giocatore era stato molto vicino al trasferimento, prima in Arabia Saudita e poi all’Olympique Marsiglia, ma nessuna delle trattative è andata a buon fine. Il calciomercato Inter, però, non ha perso di vista il profilo del difensore sudamericano, considerandolo una pedina ideale per avviare un processo di rinnovamento nel pacchetto arretrato.

La strategia della dirigenza nerazzurra è chiara: inserire giovani talenti in un reparto ancora molto affidabile ma con elementi ormai avanti con gli anni, come Francesco Acerbi e Stefan de Vrij. Senza perdere solidità e compattezza, l’Inter vuole costruire una nuova base difensiva per restare competitiva sia in Italia che in Europa.

Joel Ordóñez ha già messo insieme 84 presenze con la maglia del Club Brugge, segnando 4 gol e fornendo 2 assist. Numeri importanti per un centrale ancora giovanissimo. Cresciuto calcisticamente nell’Independiente del Valle, il difensore ha attirato l’attenzione di numerosi club europei anche grazie alle sue prestazioni con la nazionale dell’Ecuador, dove ha già collezionato 10 presenze. In Champions League ha disputato 12 gare, accumulando esperienza internazionale fondamentale per un profilo così giovane.

Nel panorama belga, Ordóñez è considerato uno dei gioielli del Brugge, insieme al centrocampista svizzero Jashari, altro obiettivo a lungo seguito dai nerazzurri. Tuttavia, come dimostrato proprio nel caso di Jashari, convincere il club belga a privarsi dei suoi talenti non è mai facile, soprattutto quando non c’è reale necessità di vendere.

Il calciomercato Inter guarda avanti: Ordóñez rappresenta un investimento futuribile, ma già oggi si sta lavorando per anticipare la concorrenza. L’obiettivo è chiaro: assicurarsi un difensore moderno, fisico e con grande margine di crescita, per costruire la difesa nerazzurra del domani.

Ghoulam critica il Napoli: «Mi aspettavo molto di più dagli azzurri. Ecco cosa farà Antonio Conte»


Ghoulam: «Napoli forte ma mercato non brillante. Conte può fare la differenza»

L’ex terzino del Napoli, Faouzi Ghoulam, ha parlato al Corriere dello Sport delle prossime sfide europee e del momento che stanno vivendo le big italiane, con uno sguardo particolare rivolto alla sua ex squadra, protagonista di un’estate intensa tra cambiamenti e grandi aspettative.

Interpellato sulla nuova stagione, Ghoulam non ha nascosto un pizzico di perplessità: «Dal Napoli mi aspettavo qualcosa in più sul mercato. Non so se questa rosa sarà in grado di gestire al meglio tre competizioni. La società ha speso tanto, ma il mercato è fatto anche di occasioni e opportunità che a volte non si concretizzano».

Pur con qualche riserva sulla campagna acquisti, l’ex esterno sinistro si dice comunque fiducioso per il futuro del Napoli sotto la guida di Antonio Conte: «Conte è un allenatore incredibile. Ha vinto lo scudetto con una rosa corta e piena di infortuni, e riesce sempre ad adattare il suo sistema di gioco ai calciatori che ha a disposizione. Guardate cosa sta facendo ora: riesce a far coesistere profili diversi come McTominay e De Bruyne mantenendo equilibrio. È un vero fuoriclasse in panchina».

Parlando più in generale della scena europea, Ghoulam ha indicato il Paris Saint-Germain come una delle squadre più attrezzate, ma ha criticato apertamente la gestione di Donnarumma: «Il PSG ha sbagliato gravemente nel metterlo in discussione. Parliamo di uno dei tre portieri più forti al mondo, che sarà anche nella top 10 del Pallone d’Oro. Non si può trattare così un simbolo della squadra. È stata una scelta inspiegabile».

Tornando in Italia, l’ex difensore del Napoli ha detto la sua anche sull’Inter, protagonista di due finali in un anno solare: «Al Mondiale per Club ho tifato Inter, hanno fatto qualcosa di straordinario. Inzaghi è stato coraggioso e chiaro sugli obiettivi, e la squadra lo ha seguito. Ora con Chivu si apre un nuovo ciclo, ma resta da vedere come reagirà il gruppo. Se superano la prima fase europea, possono puntare in alto. E per me restano i favoriti per lo scudetto».

Il Napoli, intanto, si prepara a vivere una stagione ricca di sfide. Con Conte in panchina e una rosa piena di talento, il club partenopeo punta a essere protagonista su tutti i fronti, nonostante le incognite del mercato.

Genoa, Ottolini sicuro: «Ci siamo rinforzati e possiamo dire la nostra. Su Vieira dico che…»


Genoa, il ds Ottolini: «Squadra forte, sarà dura batterci. Su Frendrup e Vasquez…»

Il Genoa si prepara ad affrontare la nuova stagione con ambizioni e consapevolezza. A fare il punto della situazione è il direttore sportivo Marco Ottolini, che in un’intervista a Il Secolo XIX ha raccontato le scelte di mercato, il lavoro svolto in sinergia con il tecnico Patrick Vieira e il futuro di alcuni giocatori chiave.

«Credo che abbiamo costruito una squadra forte, equilibrata, capace di giocarsela con chiunque. Non sarà facile per nessuno batterci», ha dichiarato Ottolini, evidenziando la solidità del progetto tecnico del Genoa. Una squadra che, dopo il ritorno in Serie A e una stagione di assestamento, vuole consolidare la propria posizione nella massima serie.

Grande fiducia anche nel tecnico Vieira: «È al centro di ogni decisione. Ogni acquisto è stato valutato e condiviso con lui e il suo staff. È un allenatore molto richiesto, e confermarlo è stato fondamentale. La continuità ci ha permesso di iniziare prima, sia sul piano della preparazione che del mercato. Alla lunga, questo sarà un vantaggio competitivo per il Genoa».

Un passaggio importante riguarda anche i pezzi pregiati della rosa. Su Frendrup, Ottolini è stato chiaro: «Le offerte ricevute non rispecchiavano il suo reale valore. Inoltre, Morten non ha mai manifestato la volontà di andare via. È rimasto sempre professionale, e siamo contenti che sia ancora con noi».

Discorso simile per Vasquez: «Trattenerlo non è stato semplice, l’interesse su di lui era alto. Ma sarebbe partito solo davanti a un’offerta irrinunciabile, cosa che non è mai arrivata. Johan sa che questa è una stagione chiave in vista del Mondiale, e ha scelto di restare al Genoa. Tra pochi giorni annunceremo anche il suo rinnovo fino al 2028».

Ottolini ha poi fatto il punto sui rinnovi contrattuali in sospeso: «Per Fini manca solo la firma, mentre con Martin stiamo lavorando per trovare un nuovo accordo. Lo stesso vale per Thorsby e altri giocatori: analizzeremo ogni situazione con attenzione».

Il Genoa, dunque, prosegue il suo percorso con una base solida, idee chiare e un gruppo compatto. La stagione che sta per cominciare si preannuncia importante per il Grifone, che vuole continuare a crescere e sorprendere.

Infortunio Leao, ko fatale per l’attaccante: salterà la gara con il Bologna. Le ultime


Infortunio Leao: niente Bologna, Allegri costretto a reinventare l’attacco del Milan

L’infortunio di Leao continua a condizionare i piani del Milan. L’attaccante portoghese non sarà a disposizione per la sfida di domenica contro il Bologna. Nonostante gli esami clinici abbiano confermato la guarigione completa dal problema al polpaccio destro, il numero 10 rossonero non è stato convocato per precauzione. Come riportato da Gazzetta.it, Leao ha ancora sensazioni poco rassicuranti a livello muscolare: sente il muscolo “bloccato” e non completamente sciolto. Di conseguenza, lo staff medico e tecnico ha preferito evitare rischi e rinviare il rientro.

L’infortunio di Leao si conferma dunque un nodo delicato in questa fase iniziale della nuova gestione firmata Massimiliano Allegri. Il tecnico toscano, appena arrivato sulla panchina del Milan, dovrà ridisegnare l’attacco senza uno dei giocatori più determinanti della rosa. La velocità, l’imprevedibilità e la capacità di saltare l’uomo di Leao sono qualità uniche, difficilmente replicabili da altri interpreti.

La decisione di non rischiarlo conferma la nuova filosofia di lavoro introdotta da Allegri: massima attenzione alla condizione fisica dei singoli e gestione prudente dei recuperi. Il Milan è in fase di ricostruzione e l’obiettivo è quello di arrivare a primavera con tutti i titolari in forma, evitando ricadute che possano compromettere la stagione.

In parallelo, il club si muove sul mercato. Il nuovo direttore sportivo Igli Tare, al lavoro per dare ad Allegri una rosa più completa, sta valutando diverse opzioni per rinforzare l’attacco, proprio alla luce dell’infortunio di Leao. L’intenzione è quella di affiancare al portoghese alternative valide, capaci di garantire continuità anche in sua assenza.

Contro il Bologna, l’assenza di Leao potrebbe dare spazio a chi finora ha avuto meno minutaggio. È un’opportunità per testare soluzioni nuove e verificare la reale profondità della rosa. Allegri potrà sfruttare il momento per valutare profili come Okafor o Chukwueze, in cerca di conferme.

L’infortunio di Leao non sembra grave, ma la prudenza è d’obbligo. I tifosi rossoneri sperano di rivedere presto il loro fuoriclasse in campo, al massimo della condizione. Perché un Milan competitivo ha bisogno del miglior Leao, ma anche di una squadra in grado di reggere l’urto quando lui non c’è.

Juve Inter, Mutu chiaro: «Bianconeri completi, ma i nerazzurri hanno in mano quel vantaggio»


Juve-Inter, parla Adrian Mutu: «Bianconeri più completi, Inter più automatizzata». La situazione

A pochi giorni dall’attesissimo big match di Serie A Juve-Inter, a parlare è un doppio ex molto particolare: Adrian Mutu. L’ex attaccante romeno, intervistato da Tuttosport, ha offerto una panoramica interessante sulle due squadre, analizzando il presente, i nuovi acquisti e le differenze tra gli ambienti juventino e nerazzurro.

Ricordi juventini – «I primi giorni alla Juventus sono stati un’esperienza forte. A Torino capisci subito quanto pesi quella maglia. È tutto organizzato al dettaglio, ogni aspetto è sotto controllo. Non lasciano nulla al caso», racconta Mutu. Un ricordo che conferma quanto la Juve abbia sempre rappresentato un modello di rigore e professionalità.

L’Inter invece… – «Con l’Inter è stato diverso. L’impatto è stato più caloroso, più ‘umano’, direi. L’ambiente era quasi familiare, e in campo ho trovato un gruppo molto unito», ha aggiunto Mutu, tracciando un confronto tra i due spogliatoi che si affronteranno nel prossimo Juve-Inter.

Lotta in attacco – Sulle potenzialità offensive delle due formazioni, Mutu non ha dubbi: «La Juventus oggi ha più soluzioni rispetto all’anno scorso. Cambia gli interpreti, ma resta efficace. È una squadra più completa. L’Inter, invece, mi sembra più rodata nei meccanismi. Ha automatismi consolidati».

Su Openda e Zhegrova – Analizzando alcuni volti nuovi del campionato, Mutu spende parole importanti: «Openda è un colpo vero: dà profondità e velocità, ma sa anche dialogare. Non è solo contropiede. Zhegrova, invece, è imprevedibile: può spaccare una partita con una giocata, ma deve trovare continuità».

Paragone con Yildiz – «Io avevo un’eleganza naturale, Kenan Yildiz invece è più verticale, più moderno. Ma ha estro, e questo conta». Tuttavia, Mutu avverte su un possibile ostacolo per il giovane turco: «Con tutti questi attaccanti, il rischio che Yildiz trovi meno spazio c’è. Ma un talento come lui troverà sempre il modo di incidere».

Il lavoro di Tudor – Infine, uno sguardo sulla nuova impronta tattica: «Tudor ha portato intensità, aggressività nel recupero palla. La Juve prova a comandare di più la partita, non si limita più solo ad aspettare».

Il confronto Juve-Inter si preannuncia come uno dei momenti clou della stagione, e con due squadre così diverse ma forti, l’equilibrio potrebbe decidersi proprio nei dettagli di cui parla Mutu.

Chiesa, obiettivo provare a prendersi il Liverpool: nel mezzo una scelta clamorosa dei Reds!


Chiesa resta al Liverpool: niente addio, nonostante l’esclusione dalla Champions

Federico Chiesa sta attraversando un momento delicato della sua carriera, ma non per questo ha perso lucidità o determinazione. Escluso dalla lista UEFA per la fase a gironi della Champions League, l’esterno offensivo italiano ha comunque ribadito con forza la sua volontà: rimanere al Liverpool. Una scelta non scontata, soprattutto in un periodo in cui le pressioni esterne e le offerte non sono mancate.

Nonostante l’estate calda, tra voci e sondaggi dalla Serie A, Chiesa ha preferito non lasciare il Liverpool. E anche negli ultimi giorni, quando si sono fatte avanti squadre come il Besiktas o alcuni club della Saudi Pro League, la risposta è stata sempre la stessa: no, grazie. Il mercato in Turchia e Arabia Saudita si è chiuso senza colpi di scena: Chiesa resta fedele al suo progetto con i Reds.

L’esclusione dalla Champions League poteva rappresentare un motivo per cambiare aria, ma Chiesa ha deciso di restare a Liverpool per dimostrare il proprio valore anche in Premier League. Il suo gol decisivo contro il Bournemouth, arrivato da subentrato, è stato un segnale chiaro: il talento c’è, la voglia anche. E nonostante le difficoltà, Chiesa continua a lavorare duramente per guadagnarsi spazio e fiducia.

Il tecnico Arne Slot ha speso parole importanti per Chiesa, sia pubblicamente che nello spogliatoio. Il giocatore italiano spera che queste dichiarazioni si traducano presto in minuti e opportunità reali. La sua permanenza al Liverpool non è frutto del caso, ma di una scelta precisa: crescere, migliorare e ritagliarsi un ruolo da protagonista in uno dei club più importanti d’Europa.

Dietro al rifiuto di tornare in Serie A o di trasferirsi in campionati più esotici, c’è una convinzione profonda: Liverpool è il posto giusto per Chiesa, nonostante tutto. E anche se per ora dovrà rinunciare alla Champions, l’obiettivo è farsi trovare pronto per ogni occasione, costruendo un futuro solido in maglia Reds.

In un calcio sempre più fluido, dove i cambi di maglia sono all’ordine del giorno, la scelta di Chiesa di restare al Liverpool rappresenta una rarità: quella di un calciatore che crede ancora nel progetto e nella crescita personale.

Torino, nuovo corteo della tifoseria: nel mirino (ancora) il presidente Urbano Cairo

La tifoseria del Torino annuncia un nuovo corteo di protesta, ecco tutti i dettagli dell’evento, nel mirino ancora una volta il presidente del club Urbano Cairo

Da Torino Atalanta a Torino Atalanta, un anno dopo la storia sembra ripetersi. I tifosi granata sono pronti ad organizzare una nuova marcia (la terza negli ultimi 13 mesi se consideriamo anche quella dello scorso 4 maggio) per esprimere il proprio dissenso nei confronti della dirigenza del club piemontese; ergo nei confronti della figura di Urbano Cairo. Nella tarda serata di ieri alcuni gruppi del tifo organizzato sabaudo hanno diramato un volantino tramite le rispettive pagine social. Un manifestino che lascia spazio a poche, pochissime, interpretazioni.  

Il titolo si mostra decisamente perentorio: ‘Cairo vattene’, un accostamento di parole diventato in breve tempo il leitmotiv di cori e striscioni per coloro che appunto contestano l’operato a tinte granata dell’editore alessandrino. Subito sotto ecco una vignetta con il profilo del Presidente stilizzato a mo’ di pagliaccio (con tanto di naso rosso e occhi truccati). Ancora sotto l’immagine marcatamente provocatoria, cinque righe di testo seguite da ulteriori tre. «Da vent’anni Urbano Cairo tiene il Torino fermo, senza ambizione, senza futuro. Basta promesse vuote, basta mediocrità: il Toro merita rispetto. Il Toro è della sua gente… Ora è il momento di far sentire la nostra voce, uniti e compatti. Saremo in marcia per difendere la dignità del Toro» si legge nel primo blocco. «Ritrovo ore 10 davanti allo stadio Filadelfia. Partenza corteo: ore 12 direzione stadio. Il Torino siamo noi!!!» nel secondo. 

L’appuntamento lanciato dallo spicchio più caldo della tifoseria è dunque a domenica 21 settembre 2025, poche ore prima della sfida di Serie A – valida per la terza giornata del campionato – in programma contro l’Atalanta. Se tutto si svolgerà come l’anno scorso (era il 25 agosto del 2024 e anche in quel caso i club coordinarono un corteo nei momenti antecedenti alla gara coi bergamaschi), la fiumana di supporters partirà dallo Stadio Filadelfia per poi raggiungere l’Olimpico Grande Torino (luogo del match), snodandosi per Via Tunisi. 

La contestazione di buona parte dei tifosi del Torino verso l’imprenditore di Masio si trova dunque dinanzi ad un nuovo capitolo della sua storia. Nel ‘24 fu l’improvvisa cessione di Bellanova (ironia del destino proprio alla Dea) ad acutizzare il già difficile rapporto tra Cairo e fan. Quest’anno, una sessione di mercato che evidentemente non sembra aver soddisfatto a pieno la tifoseria, unita ai risultati sportivi non così incoraggianti inanellati dalla squadra di Marco Baroni in questo avvio. Per quanto, come anticipato, la ferita che divide le due parti affonda radici ben più profonde e appare oggi più che mai apparentemente insanabile. L’augurio, in ogni caso, è che sulla scia di quanto accaduto coi cortei precedenti anche quello previsto tra una dozzina di giorni possa svolgersi senza problemi di ordine pubblico. E che, naturalmente, non venga mai valicato il labile confine della (legittima) contestazione.  

Le prime pagine sportive nazionali – 11 settembre 2025

Le prime pagine dei quotidiani sportivi di oggi in edicola: Tuttosport, Corriere dello Sport e La Gazzetta dello Sport. I dettagli

Sono decine di migliaia le copie vendute tutte le mattine in edicola, ma un’anteprima dei principali contenuti può essere consultata già dalla sera precedente. Ecco, allora, le prime pagine dei Quotidiani Sportivi di oggi in edicola. Tuttosport, Corriere dello Sport e La Gazzetta dello Sport rappresentano i principali quotidiani sportivi in Italia.

Calciomercato Inter: il Galatasaray tornerà alla carica per Calhanoglu a gennaio?

Calciomercato Inter: il Galatasaray tornerà alla carica per Calhanoglu a gennaio? Le ultimissime sui nerazzurri

Il futuro di Hakan Calhanoglu, regista classe 1994 e leader tecnico dell’Inter, resta uno dei temi più caldi in vista della prossima finestra di mercato. Dopo i tentativi falliti dell’estate, il Galatasaray è pronto a un nuovo assalto per riportare il centrocampista della Nazionale turca a Istanbul già a gennaio.

Secondo quanto riportato dal portale turco Sabah, Calhanoglu avrebbe deciso di non rinnovare il contratto con i nerazzurri, in scadenza a giugno 2026, individuando proprio l’inverno come l’occasione ideale per concretizzare il ritorno in patria.

Il precedente tentativo estivo

Durante l’ultima sessione di mercato, il Galatasaray aveva spinto fino all’ultimo giorno utile, il 2 settembre, per chiudere l’operazione, in vista della consegna della lista UEFA. L’Inter, reduce da una stagione di vertice e guidata allora da un progetto tecnico solido, aveva però respinto ogni offerta, ritenendo Calhanoglu troppo importante per l’equilibrio della squadra.

Il piano del Galatasaray per gennaio

Come riportato da calciomercato.com, il club giallorosso ha individuato gennaio come il momento giusto per affondare il colpo. L’obiettivo è sfruttare la volontà del giocatore, che percepisce un ingaggio di circa 6,5 milioni di euro a stagione, per abbassare la valutazione del cartellino a circa 10 milioni di euro. Una cifra ritenuta sostenibile dalla dirigenza turca per chiudere l’affare.

La posizione del giocatore

Calhanoglu, punto fermo della Nazionale turca e colonna dell’Inter di Cristian Chivu (allenatore subentrato in panchina), non ha mai nascosto il legame con Istanbul e il desiderio di vestire nuovamente la maglia giallorossa. Sarebbe persino disposto a ridursi l’ingaggio pur di agevolare il trasferimento. Per lui, gennaio rappresenta forse l’ultima grande occasione per un ritorno in patria in tempi favorevoli.

L’ostacolo Inter

La società nerazzurra considera il numero 20 un pilastro della mediana, sia per qualità tecnica che per personalità. Una sua cessione a stagione in corso costringerebbe il club a intervenire sul mercato, operazione complessa e rischiosa.

Con il mercato invernale alle porte, lo scenario resta aperto: il Galatasaray prepara l’assalto, Calhanoglu spinge per il trasferimento, ma l’ultima parola spetterà all’Inter. Gennaio si preannuncia un mese decisivo per il futuro del regista turco.

Cagliari, Esposito: «E’ una piazza importante con tanti tifosi, tanta pressione e mi piace, quindi sono voluto venire fortemente qua»

Cagliari, Esposito: «E’ una piazza importante con tanti tifosi, tanta pressione e mi piace, quindi sono voluto venire fortemente qua». Le parole

Si avvicina il prossimo appuntamento del Cagliari nel campionato di Serie A 2025/26. Nel frattempo, la serata odierna ha regalato ai tifosi un momento speciale con il Meet & Greet organizzato presso lo Store rossoblù di Piazza L’Unione Sarda. Protagonisti dell’evento due volti molto attesi: Sebastiano Esposito, attaccante classe 2002 con esperienza in Serie A e all’estero, e Gabriele Zappa, terzino destro classe 1999 già punto fermo della formazione isolana. Ecco le parole dell’attaccante:

TRATTATIVA – «Diciamo che sono state delle settimane abbastanza lunghe per me perché comunque la trattativa sembrava non finire mai, però, la mia volontà si è fatta valere. Alla fine ho ottenuto quello che volevo»

PIAZZA – «Sicuramente ne ho sentito parlare perché tanti amici hanno giocato qua. I compagni di squadra mi hanno parlato bene della piazza, ho giocato anche io contro il Cagliari a Cagliari. Mi ricordo bene. E’ una piazza importante con tanti tifosi e aspettative, tanta pressione e questo mi piace, quindi sono voluto venire fortemente qua».

SPOGLIATOIO – «Nello spogliatoio bene perché conoscevo tanti ragazzi che giocavano qua. La frase più famosa che ho sentito dire era che Cagliari era la Nazionale della Sardegna, tutti i sardi tifano il Cagliari o comunque c’è tutta la popolazione dietro questi colori. E’ una cosa bellissima! Quest’anno speriamo di portarceli tutti dietro».

GOL – «Sicuramente far gol è un’emozione unica, è il senso di questo sport e attendo, appunto, di far gol. Spero di farne il prima possibile senza fretta perché conta il risultato, non il gol».

RAPPORTO PISACANE – «Il rapporto con il mister è bellissimo, parliamo un po’ la stessa lingua, tra virgolette lo stesso dialetto, mi sprona tutti i giorni! Ciò è quello che mi serve, anche per questo è stata una scelta voluta venire qua perché da fuori si vedeva che era un allenatore con carattere, che non le manda a dire. Pisacane è un ottimo allenatore, è alla prima esperienza, però ha già giocato in palcoscenici del genere importanti in Serie A e ci darà una grande mano».

LEGGI L’INTERVISTA COMPLETA DI ESPOSITO SU CAGLIARINEWS24

Juventus, rinnovo in vista per Kenan Yildiz: il talento turco al centro del progetto bianconero

Juventus, rinnovo a un passo per Kenan Yildiz: il talento turco è adesso al centro del progetto bianconero. Tutti i dettagli

La Juventus entra in una fase cruciale sul fronte rinnovi contrattuali. Archiviata la sessione estiva di calciomercato, il Direttore Generale Damien Comolli – dirigente francese noto per la sua strategia metodica e a lungo termine – può ora concentrare le proprie energie sulle conferme dei giocatori chiave. In cima alla lista c’è Kenan Yildiz, attaccante turco classe 2005, considerato uno dei prospetti più promettenti del panorama europeo.

Secondo quanto riportato dall’esperto di mercato Fabrizio Romano, durante l’estate il Chelsea aveva manifestato un forte interesse per Yildiz. La Juventus, però, ha scelto di blindarlo, rifiutando qualsiasi approccio e ribadendo la volontà di costruire il futuro attorno a lui. Con il mercato chiuso, la trattativa per il rinnovo entra ora nella sua fase decisiva, con l’obiettivo di garantire stabilità e continuità a un calciatore su cui Igor Tudor – allenatore croato, ex difensore bianconero – punta molto per la stagione 2025/2026 e oltre.

Comolli ha seguito un piano preciso: prima completare le operazioni in entrata e uscita, poi dedicarsi ai rinnovi, in quello che lui stesso definisce uno stile di gestione “molto francese”. Ora, con la rosa definita, il club può affrontare le trattative interne con maggiore serenità, mettendo al centro i propri pilastri tecnici.

Il rinnovo di Yildiz non rappresenta soltanto una mossa per trattenere un talento di valore, ma anche un segnale forte ai tifosi e allo spogliatoio: la Juventus vuole costruire un progetto a lungo termine basato su giovani di qualità. L’adeguamento dell’ingaggio e delle condizioni contrattuali servirà a consolidare la sua permanenza, prevenendo possibili assalti futuri da parte di club stranieri.

Oltre all’aspetto tecnico, l’operazione ha un significato simbolico: confermare le proprie stelle emergenti significa dare continuità al percorso avviato con Tudor, rafforzare l’identità del club e mantenere alta la competitività sia in Serie A che in campo europeo. La Vecchia Signora dimostra così di voler unire crescita dei giovani, solidità societaria e ambizione sportiva, elementi fondamentali per il futuro bianconero.

Premier League, che scandalo! Incriminato un ex arbitro: indagini in corso, le ultimissime

Premier League, che scandalo! Incriminato un ex arbitro: indagini in corso, ecco cosa è successo. Tutti i dettagli

Nuovo terremoto nel calcio inglese. L’ex arbitro di Premier League David Coote, 43 anni, originario di Collingham (Nottinghamshire), è stato formalmente incriminato per la produzione di un’immagine indecente di un minore. La notizia, confermata dalla BBC e dalla polizia del Nottinghamshire, getta ulteriori ombre sulla carriera dell’ex direttore di gara, già al centro di controversie negli ultimi anni.

Secondo quanto riferito dalle autorità, l’accusa riguarda un file video recuperato dagli investigatori lo scorso febbraio. La definizione di “produzione di immagine indecente” include azioni come download, condivisione o salvataggio di materiale pedopornografico. Coote è stato formalmente incriminato il 12 agosto e dovrà comparire giovedì davanti al tribunale dei magistrati di Nottingham. Attualmente si trova in libertà vigilata e provvisoria.

Un passato recente segnato da scandali

La carriera di Coote aveva già subito un duro colpo nel dicembre 2024, quando la PGMOL (Professional Game Match Officials Limited), l’organizzazione che gestisce gli arbitri professionisti in Inghilterra, lo licenziò dopo la diffusione di un video in cui avrebbe pronunciato commenti denigratori nei confronti del Liverpool e del suo ex allenatore Jürgen Klopp – tecnico tedesco che ha guidato i Reds a una Champions League (2019) e a un titolo di Premier League (2020).

Per quello stesso episodio, la Football Association (FA) gli inflisse una sospensione di otto settimane nell’agosto successivo. Inoltre, Coote era stato squalificato dalla UEFA fino al 30 giugno 2026 dopo la diffusione di un altro video in cui appariva mentre sniffava una sostanza bianca durante Euro 2024 in Germania.

Indagini in corso

La polizia del Nottinghamshire ha precisato che, nonostante la gravità delle accuse, Coote non è stato arrestato. Le indagini proseguono e ulteriori dettagli potrebbero emergere durante l’udienza.

Questo nuovo caso rischia di segnare in modo definitivo la reputazione dell’ex arbitro, che aveva diretto numerosi incontri di alto profilo in Premier League e in competizioni europee.

Mercato Bologna: l’Al Hilal punta Santiago Castro, ma i rossoblù resistono! La situazione

Mercato Bologna: l’Al Hilal ha messo nel mirino Santiago Castro, ma i rossoblù per ora resistono! Le ultimissime

L’Al Hilal, ambizioso club saudita allenato da Simone Inzaghi (ex tecnico di Inter e Lazio), ha messo nel mirino Santiago Castro, giovane attaccante argentino classe 2004 del Bologna. La notizia è stata rivelata dal giornalista sudamericano Cesar Luis Merlo, esperto di calciomercato, secondo cui la società araba avrebbe già presentato un’offerta formale, restando ora in attesa del via libera del giocatore.

L’obiettivo dell’Al Hilal è trovare un accordo con la dirigenza rossoblù, ma la trattativa si presenta complessa. Il mercato in entrata per la Serie A è infatti già chiuso, e il Bologna non avrebbe la possibilità di sostituire Castro con un nuovo acquisto. Una cessione in questa fase rischierebbe di indebolire il reparto offensivo, già in emergenza: Ciro Immobile (bomber della Nazionale italiana, arrivato in estate) è fermo ai box per infortunio, mentre Thijs Dallinga (centravanti olandese ex Tolosa) sta ancora recuperando da problemi fisici.

Castro, arrivato a Bologna dal Vélez Sarsfield nel gennaio 2024, si è rapidamente imposto come uno dei punti fermi dell’attacco di Vincenzo Italiano, tecnico noto per il suo calcio propositivo e offensivo. Con la maglia rossoblù ha collezionato finora 56 presenze, realizzando 11 gol e fornendo 11 assist. In Argentina aveva già mostrato il suo talento, segnando 9 reti in 64 partite con il Vélez. È stato anche convocato dalla Nazionale maggiore, pur senza esordire.

L’Al Hilal, che negli ultimi anni ha investito pesantemente per portare in Arabia Saudita campioni di livello internazionale, vede in Castro un profilo giovane ma già pronto per il grande salto. Tuttavia, la posizione del Bologna appare ferma: il club di Joey Saputo non sembra intenzionato a privarsi del suo attaccante in un momento così delicato della stagione.

Con la finestra di mercato saudita in chiusura imminente, le prossime ore saranno decisive per capire se l’offerta dell’Al Hilal riuscirà a far vacillare la resistenza rossoblù o se Santiago Castro continuerà a vestire la maglia del Bologna, confermandosi pedina centrale del progetto tecnico di Italiano.

Calciomercato Milan: Tare sorpreso, quel rossonero avrebbe già firmato un pre-contratto per gennaio! I dettagli

Calciomercato Milan: Tare sorpreso, quel giocatore avrebbe già firmato un pre-contratto per gennaio! Le ultimissime sui rossoneri

Secondo quanto riportato da Calciomercato.it, il portiere francese Mike Maignan, 29 anni, si starebbe preparando a lasciare il Milan al termine della stagione. L’estremo difensore, arrivato in rossonero nel 2021 dal Lille e protagonista di 166 presenze con uno Scudetto e una Supercoppa italiana in bacheca, è considerato uno dei migliori portieri al mondo per reattività e leadership. Nonostante il suo ruolo da capitano e la professionalità dimostrata, l’addio sembra ormai probabile, con il Chelsea in pole position per assicurarselo.

Le indiscrezioni rivelano che un trasferimento a Londra era già vicino la scorsa estate: Maignan aveva raggiunto un accordo personale con i Blues, ma la trattativa si è arenata per la mancata intesa economica tra i club. Sotto la guida del nuovo tecnico rossonero Massimiliano Allegri, 57 anni, il portiere ha continuato a garantire prestazioni di alto livello, ma il rinnovo del contratto — in scadenza a giugno 2026 — è fermo. La rottura sarebbe arrivata dopo che la dirigenza ha modificato i termini di un accordo già definito, irritando il giocatore, che ora valuta di partire a parametro zero nell’estate 2026.

Dal Regno Unito, TBR Football conferma il forte interesse del Chelsea. Il nuovo allenatore Enzo Maresca, 44 anni, avrebbe chiesto espressamente Maignan, rinunciando all’acquisto di altri portieri nell’ultima finestra di mercato. L’obiettivo dei Blues è far firmare al francese un pre-contratto già a gennaio 2026, per averlo gratis dal 1° luglio.

Il Milan, intanto, si muove per il dopo-Maignan. Il direttore sportivo Igli Tare, ex dirigente della Lazio, avrebbe individuato in Zion Suzuki, 22 anni, portiere giapponese del Parma nato in New Jersey, il profilo ideale. Valutato tra i 20 e i 25 milioni di euro, Suzuki è considerato un portiere moderno, abile con i piedi e dotato di ottimi riflessi. La sua giovane età, il costo contenuto e l’elevato potenziale di rivendita si sposano con la nuova strategia rossonera, orientata su talenti emergenti.

L’eventuale addio di Maignan segnerebbe la fine di un ciclo vincente e l’inizio di una nuova era tra i pali del Milan, con Suzuki pronto a raccoglierne l’eredità.

Sampdoria Cesena: Donati studia la mossa a sorpresa per l’attacco, le ultimissime

Sampdoria Cesena: Donati studia la mossa a sorpresa per l’attacco, le ultimissime direttamente da Bogliasco

Con l’avvicinarsi della sfida di Serie B tra Sampdoria e Cesena, in programma sabato 13 settembre, l’allenatore blucerchiato Massimo Donati – ex centrocampista di lungo corso, oggi alla guida tecnica della squadra – sta valutando nuove soluzioni per potenziare il reparto offensivo.

Durante la seduta di allenamento odierna, il tecnico ha sorpreso tutti provando un tandem d’attacco inedito: Massimo Coda e Antonin Barak. Secondo quanto riportato da Il Secolo XIX, questa scelta potrebbe rappresentare una svolta tattica importante, capace di offrire maggiore imprevedibilità e incisività in fase realizzativa.

Coda e Barak: esperienza e qualità al servizio della Sampdoria

Massimo Coda, 36 anni, è uno degli attaccanti più prolifici della Serie B negli ultimi anni. Conosciuto per il suo straordinario fiuto del gol e la capacità di colpire in qualsiasi momento, è reduce da stagioni in cui ha costantemente superato la doppia cifra di reti. La sua presenza in area garantisce peso offensivo e concretezza.

Al suo fianco, Antonin Barak, 29 anni, centrocampista offensivo ceco arrivato a Genova negli ultimi giorni di mercato. Giocatore tecnico e versatile, Barak può agire da trequartista o sottopunta, collegando centrocampo e attacco e creando occasioni per i compagni grazie alla sua visione di gioco e alla precisione nei passaggi.

La combinazione tra la fisicità e l’istinto realizzativo di Coda e la creatività di Barak potrebbe rivelarsi decisiva per scardinare la difesa del Cesena.

Aspettative e prospettive tattiche

La possibile scelta di Donati è accolta con entusiasmo dai tifosi blucerchiati, che vedono in questa coppia un mix ideale di esperienza, tecnica e personalità. L’obiettivo è trovare il giusto equilibrio in una fase cruciale della stagione, dove ogni punto può fare la differenza nella corsa alle posizioni di vertice.

La partita contro il Cesena sarà un banco di prova importante per testare le nuove dinamiche di gioco e verificare la capacità della squadra di adattarsi a un assetto più offensivo. Come sempre, il pubblico di Marassi sarà pronto a sostenere la Sampdoria con passione, sperando che la mossa Coda-Barak possa regalare spettacolo e, soprattutto, tre punti fondamentali.

Infantino non ha dubbi: «La Serie A è la Lega della mia vita. La Refcam è un’innovazione spettacolare»

Infantino svela: «La Serie A è la Lega della mia vita. La Refcam è un’innovazione spettacolare». Le sue dichiarazioni

Il presidente della FIFA Gianni Infantino, massimo dirigente del calcio mondiale dal 2016, ha fatto visita questa mattina alla sede della Lega Calcio Serie A. Ad accoglierlo, il presidente Ezio Simonelli, l’amministratore delegato Luigi De Siervo e l’Head of Competitions Andrea Butti.

Ai microfoni di Radio TV Serie A, Infantino ha espresso il suo legame personale con il campionato italiano: “La Serie A è la Lega della mia vita, fin da quando ero bambino. L’ho sempre seguita e continuerò a farlo: è la Lega del cuore. Come presidente FIFA, il mio obiettivo è avere tante leghe competitive nel mondo, non una sola dominante”.

Innovazione tecnologica: debutta la Refcam in Juventus-Inter

Durante l’incontro, Infantino ha commentato anche l’imminente introduzione della Refcam in Serie A Enilive, che farà il suo debutto nel big match Juventus – Inter. La Refcam, già sperimentata con successo al Mondiale per Club, è una telecamera installata sull’arbitro che offre riprese in soggettiva, restituendo la prospettiva di gioco dal campo. “Bisogna offrire sempre di più al pubblico e ai tifosi. La Refcam è un’innovazione spettacolare: permette di vedere ciò che l’arbitro vede – e a volte ciò che non può vedere – rendendo l’esperienza ancora più immersiva”, ha dichiarato Infantino, complimentandosi con la Lega per il lavoro svolto.

Simonelli: “Un incontro simbolico e strategico”

Il presidente della Lega Serie A, Ezio Simonelli, ha sottolineato l’importanza storica della visita: “Accogliere per la prima volta un presidente FIFA nella nostra sede è un passaggio simbolico di grande rilevanza. L’incontro si è svolto in un clima cordiale e costruttivo, affrontando temi strategici per il futuro del calcio. Il dialogo con le istituzioni internazionali è fondamentale per rafforzare il posizionamento globale della Serie A”.

Un segnale per il futuro del calcio italiano

La visita di Infantino rappresenta un riconoscimento del ruolo centrale della Serie A nel panorama calcistico internazionale. Con l’introduzione di tecnologie come la Refcam e il costante dialogo con la FIFA, il campionato italiano punta a coniugare tradizione e innovazione, rafforzando la propria competitività e attrattiva a livello mondiale.

Juventus e Adidas presentano la terza maglia 2025/26: un omaggio al Piemonte – VIDEO

Juventus e Adidas presentano la terza maglia 2025/26 per la stagione dei bianconeri: un omaggio al Piemonte – VIDEO

La Juventus e adidas hanno svelato ufficialmente la nuova terza maglia per la stagione 2025/26, un kit che rende omaggio al Piemonte e alla sua tradizione vinicola, uno dei simboli culturali e paesaggistici più riconoscibili della regione.

Un design ispirato alla terra di origine

Il nuovo kit completa il progetto narrativo dedicato all’Eccellenza Italiana, iniziato con la maglia casalinga ispirata alla moda e proseguito con la divisa da trasferta che celebrava l’estate italiana. La terza maglia si distingue per una raffinata grafica che richiama il colore dell’uva matura, sviluppata su una base che unisce nero, bordeaux e verde scuro. Il risultato è una divisa elegante e moderna, pensata per essere indossata sia in campo sia nel tempo libero, trasformandosi in un vero capo di tendenza.

Dettagli premium e tecnologia avanzata

Il design è arricchito da un colletto a V e dal celebre logo Trefoil di adidas, simbolo di stile e tradizione sportiva. La versione authentic, indossata da campioni come Dusan Vlahović (attaccante serbo, classe 2000, punto di riferimento offensivo bianconero) e Kenan Yildiz (esterno offensivo numero 10, noto per velocità e dribbling), integra le più recenti tecnologie per garantire leggerezza, traspirabilità e prestazioni ottimali. La versione replica, destinata ai tifosi, utilizza tessuti traspiranti di alta qualità per assicurare comfort in ogni occasione.

Il completamento del kit

La divisa è abbinata a pantaloncini e calzettoni neri, impreziositi da dettagli color avorio e verde scuro, in perfetta armonia con la maglia.

Disponibilità e debutto in campo

La nuova terza maglia è già disponibile sull’online store ufficiale della Juventus e nei punti vendita autorizzati. Il debutto sul campo è atteso in una delle prossime sfide di Serie A, sotto la guida di Tudor.

Con questo nuovo kit, la Vecchia Signora rafforza il legame con il proprio territorio, portando l’eleganza e la tradizione piemontese sui palcoscenici più prestigiosi d’Italia e d’Europa.

Tajani annuncia undici ambasciatori dello sport: ecco tutti i nomi presenti

Tajani annuncia undici ambasciatori dello sport: ecco tutti i nomi presenti, tutti i dettagli e la lista completa

L’attaccante della Nazionale italiana Sofia Cantore entra ufficialmente nel gruppo dei nuovi ambasciatori della diplomazia dello sport, iniziativa promossa dal ministro degli Esteri Antonio Tajani per valorizzare l’immagine dell’Italia nel mondo attraverso le eccellenze sportive.

Cantore, classe 1999, ha compiuto in estate una scelta storica: lasciare la Juventus Women per approdare al Washington Spirit, diventando la prima calciatrice italiana a giocare nella National Women’s Soccer League (NWSL), il campionato professionistico femminile statunitense considerato tra i più prestigiosi e competitivi a livello globale. Un traguardo che le ha permesso di affermarsi non solo come talento del calcio, ma anche come simbolo di determinazione e apertura internazionale.

Il programma della diplomazia dello sport coinvolge figure di spicco provenienti da discipline diverse, unite dall’obiettivo di promuovere il “Sistema Italia” all’estero. Tra i nuovi ambasciatori figurano ex campioni come Gianfranco Zola, oggi vicepresidente della Lega Pro, Vincenzo Montella, commissario tecnico della Turchia, e Gigi Di Biagio, già ct dell’Under 21 azzurra. Accanto a loro, nomi di rilievo come il giovane talento della Formula 1 Kimi Antonelli, il campione mondiale di pattinaggio su ghiaccio Maurizio Margaglio, il tre volte oro olimpico nel tiro a segno Niccolò Campriani – oggi vicepresidente e direttore sport dell’Olimpiade di Los Angeles 2028 – e professionisti di alto profilo come Gianluca Pascucci (NBA), Alessandro Calbucci (beach tennis), Dario Capelli (sci paralimpico) e Carola Saletta (hockey su ghiaccio).

“Devono mettere la loro personalità al servizio del Paese, utilizzando la notorietà per far conoscere l’Italia e favorirne la crescita anche attraverso lo sport”, ha dichiarato Tajani.

Per Alessandro Orlandi, fondatore di Assist Women e manager di Cantore, si tratta di un riconoscimento che va oltre il campo: “Sofia è una fonte d’ispirazione per lo sport femminile italiano e incarna il sogno di un’intera generazione di calciatrici. Rappresenta al meglio i valori del nostro Paese negli Stati Uniti e nel mondo”.

Con questa nomina, Sofia Cantore rafforza il proprio ruolo di ambasciatrice del calcio femminile e diventa un punto di riferimento per la promozione dell’Italia attraverso lo sport, unendo talento, passione e spirito internazionale.

Arrestato tifoso del Real Oviedo per insulti razzisti a Mbappé durante la sfida contro il Real Madrid

Arrestato tifoso del Real Oviedo per insulti razzisti a Mbappé durante la sfida contro il Real Madrid. Le ultimissime notizie

La Polizia Nazionale spagnola ha arrestato un tifoso del Real Oviedo accusato di aver compiuto gesti e suoni a sfondo razzista durante la partita contro il Real Madrid, disputata il 24 agosto allo stadio Carlos Tartiere. L’episodio, avvenuto nel settore dei sostenitori locali, è stato confermato dalla Questura Superiore delle Asturie, che ha precisato come l’uomo sia stato identificato grazie all’analisi di immagini e video raccolti durante l’incontro.

Secondo le autorità, al 37° minuto di gioco – in concomitanza con l’esultanza per il primo gol del Real Madrid, firmato da Kylian Mbappé, attaccante francese campione del mondo nel 2018 e stella della nazionale transalpina – il tifoso avrebbe imitato movimenti e versi di una scimmia, gesto chiaramente offensivo e discriminatorio. L’episodio è stato denunciato ufficialmente dalla Liga de Fútbol Profesional (LFP) subito dopo la gara.

Il sospettato, una volta individuato, è stato convocato presso la sede della polizia, dove ha rilasciato una dichiarazione. Successivamente, è stato messo a disposizione del primo Giudice Istruttore di Oviedo con l’accusa di reato contro l’integrità morale e reato d’odio.

Oltre all’arresto, le autorità hanno proposto una sanzione amministrativa per violazione della Legge contro la violenza, il razzismo, la xenofobia e l’intolleranza nello sport. Tale normativa prevede, per le infrazioni molto gravi, multe comprese tra 60.000 e 650.000 euro, oltre al divieto di accesso agli impianti sportivi per un periodo determinato.

La Questura ha inoltre ricordato che, secondo il Codice Penale spagnolo, i reati motivati dall’odio possono comportare una pena detentiva fino a tre anni di carcere.

L’episodio si inserisce in un contesto di crescente attenzione verso il contrasto al razzismo negli stadi spagnoli, con la LFP e le autorità impegnate a perseguire con fermezza comportamenti discriminatori. Il caso di Oviedo, che coinvolge un giocatore di fama mondiale come Mbappé, rischia di diventare un precedente importante nella lotta contro l’intolleranza nel calcio professionistico.

Allenamento Lecce: Camarda torna a disposizione, Pierret ai box per affaticamento

Allenamento Lecce: Camarda torna a disposizione, Pierret ai box per affaticamento. Le ultimissime sui giallorossi

Prosegue senza sosta la preparazione dell’U.S. Lecce in vista dei prossimi impegni di campionato. La squadra guidata da Eusebio Di Francesco, tecnico abruzzese noto per il suo calcio propositivo e l’attenzione alla crescita dei giovani, si è ritrovata questa mattina al Centro Sportivo di Martignano per una nuova sessione di allenamento.

L’allenamento odierno ha visto il rientro in gruppo di Mamadou Coulibaly, centrocampista senegalese classe 1999, reduce dagli impegni con la propria Nazionale. Il giocatore ha svolto l’intera seduta insieme ai compagni, segnale positivo per lo staff tecnico che potrà contare sulla sua fisicità e capacità di interdizione a centrocampo.

Buone notizie anche per l’ex Milan Francesco Camarda, giovane attaccante italiano considerato uno dei prospetti più interessanti del panorama nazionale, che ha lavorato regolarmente con il resto della squadra. La sua presenza in gruppo rappresenta un’ulteriore opzione offensiva per Di Francesco, sempre attento a valorizzare il talento dei più giovani.

Situazione diversa invece per Lameck Kaba, centrocampista guineano, e Alexis Pierret, mediano francese. Entrambi hanno svolto un programma di lavoro differenziato: per Pierret, in particolare, lo staff medico ha optato per un carico ridotto a causa di un affaticamento muscolare. Le loro condizioni saranno monitorate nei prossimi giorni per valutarne il pieno recupero.

Il Lecce, attualmente impegnato a consolidare la propria identità tattica e migliorare la condizione fisica generale, guarda con attenzione al calendario. La preparazione proseguirà domani con un allenamento pomeridiano sempre presso il Centro Sportivo di Martignano, struttura che rappresenta il cuore pulsante delle attività quotidiane della squadra.

Con il campionato che entra nel vivo, la gestione delle energie e il recupero degli infortunati diventano aspetti fondamentali per affrontare al meglio le prossime sfide. I tifosi giallorossi, sempre vicini alla squadra, attendono con trepidazione di vedere in campo un Lecce competitivo e determinato, capace di lottare su ogni pallone e regalare emozioni al Via del Mare.

Milan Bologna: le ultime verso la sfida di Serie A, tutti gli aggiornamenti

Milan Bologna: le ultimissime verso la sfida che si terrà domenica in Serie A, tutti gli aggiornamenti

Il Bologna prosegue la preparazione in vista della sfida di domenica contro il Milan a San Siro, terza giornata di Serie A. La squadra di Vincenzo Italiano, tecnico apprezzato per il suo calcio offensivo e organizzato, ha svolto una seduta caratterizzata da attivazione atletica, esercitazioni tecniche e una partitella a campo ridotto, come riportato nel comunicato ufficiale del club.

Dopo la sosta per le Nazionali, sono rientrati in città diversi protagonisti. Giovanni Fabbian, giovane centrocampista in crescita, Riccardo Orsolini, esterno offensivo e punto di riferimento dell’attacco rossoblù, Ferguson, dinamico centrocampista scozzese, Remo Freuler, regista svizzero di grande esperienza, Nikola Moro, mediano croato, Massimo Pessina, difensore centrale affidabile, e Martin Vitik, giovane talento ceco, hanno ripreso ad allenarsi con il gruppo. Sul fronte infermeria, Emil Holm, terzino svedese, e Nicolò Casale, difensore centrale italiano, hanno svolto lavoro differenziato, mentre Tommaso Pobega ha proseguito in palestra. Terapie invece per Ciro Immobile, ex bomber della Lazio in fase di recupero, e per il centrocampista ghanese Ibrahim Sulemana.

In casa Milan, Allegri può sorridere per le prestazioni dei suoi giocatori impegnati in giro per il mondo, come Santiago Gimenez e Christian Pulisic, entrambi protagonisti con le rispettive Nazionali. Ma la situazione di Rafael Leao resta un punto interrogativo pesante. L’attaccante portoghese, fermo dal 17 agosto per un’elongazione al polpaccio, non è ancora pronto per il rientro. In settimana era previsto il suo ritorno in gruppo, ma lo staff medico ha preferito adottare maggiore prudenza. Secondo le ultime indicazioni, il rischio che salti anche Milan-Bologna è concreto.

Leao aveva già saltato le prime due gare di campionato contro Cremonese e Lecce, rinunciando anche alla convocazione del Portogallo. Il problema muscolare non sembra del tutto risolto e Allegri potrebbe dover rinunciare ancora alla sua stella offensiva proprio nella gara che segna il ritorno in campo dopo la sosta. Una sfida che, per entrambe le squadre, rappresenta un banco di prova importante per misurare ambizioni e condizione fisica in questa fase iniziale della stagione.

Eriksen riparte dal Wolfsburg: il centrocampista danese torna protagonista in Bundesliga

Eriksen riparte dal Wolfsburg: il centrocampista ex Inter torna protagonista in Bundesliga. Tutti i dettagli

Il futuro di Christian Eriksen è finalmente deciso. Il centrocampista danese, 33 anni, ex Manchester United e Inter, ha trovato un accordo con il Wolfsburg e si appresta a iniziare una nuova avventura in Bundesliga. Secondo fonti vicine al club e confermate dalla stampa danese, l’ufficialità è attesa a breve: il giocatore sta completando le visite mediche e, subito dopo, firmerà il contratto che lo legherà alla squadra tedesca.

Eriksen, classe 1992, è uno dei calciatori più rappresentativi della Danimarca, con oltre 120 presenze in nazionale e una carriera che lo ha visto protagonista in Premier League e Serie A. Dotato di grande visione di gioco, precisione nei passaggi e abilità sui calci piazzati, il regista danese ha vestito maglie prestigiose come quelle di Ajax, Tottenham, Inter e Manchester United, vincendo trofei nazionali e internazionali.

Uno dei fattori determinanti per il suo arrivo in Germania è la presenza in panchina di Petar Christensen, allenatore connazionale, che ha spinto per il suo ingaggio. Il Wolfsburg, storicamente attento al mercato danese, conta già in rosa cinque giocatori provenienti dalla stessa nazione: Joakim Mæhle (terzino destro ex Atalanta), Jonas Wind (centravanti di fisico e tecnica), Jesper Lindstrøm (trequartista arrivato dal Napoli), Andreas Skov Olsen (esterno offensivo ex Club Brugge) e Adam Daghim (giovane talento offensivo).

Durante l’estate, per Eriksen si era parlato anche di un possibile trasferimento al Wrexham, club gallese neopromosso in Championship e di proprietà degli attori Ryan Reynolds e Rob McElhenney. Tuttavia, il suo agente aveva chiarito che il giocatore desiderava restare in un campionato di prima divisione, pur lasciando aperta la porta ad altre opzioni.

Con l’approdo al Wolfsburg, Eriksen avrà l’opportunità di rilanciarsi in un contesto competitivo, portando esperienza, qualità e leadership a una squadra che punta a tornare stabilmente nelle zone alte della classifica di Bundesliga e a qualificarsi per le competizioni europee.

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