Pagina 697 – Calcio News 24

Calciomercato Fiorentina, Mandragora e quel rinnovo ancora da stilare. Quando si concluderà la situazione?

Calciomercato Fiorentina: Mandragora resta centrale nel progetto, si decide dopo l’estate

Il Calciomercato Fiorentina continua a muoversi con attenzione, non solo in entrata e in uscita, ma anche nella gestione dei giocatori già in rosa. Tra i nomi più discussi in questa fase c’è quello di Rolando Mandragora, centrocampista classe 1997 che rappresenta una pedina fondamentale nello scacchiere viola. Il giocatore, legato al club di Rocco Commisso con un contratto valido fino al 2026, ha nel suo accordo una clausola che potrebbe prolungarne la permanenza a Firenze fino al 2027. Tale estensione scatterebbe in automatico nel caso in cui il calciatore collezionasse almeno 25 presenze da almeno 45 minuti nella stagione 2025-2026.

Tuttavia, secondo quanto riportato da LabaroViola, la dirigenza gigliata ha deciso di rimandare ogni valutazione sul suo futuro a dopo la fine della sessione estiva di calciomercato. Una scelta strategica, dettata dalle possibili opportunità che potrebbero emergere negli ultimi giorni di agosto, sempre movimentati per le trattative dell’ultima ora.

Mandragora non è sul mercato: Pioli lo vuole in rosa

Nel panorama del Calciomercato Fiorentina, Mandragora non figura tra i possibili partenti. L’ex centrocampista di Juventus e Torino non è considerato un esubero e, anzi, rappresenta un punto fermo per il tecnico Stefano Pioli. Il nuovo allenatore viola ha già espresso la volontà di trattenere il giocatore in rosa e, secondo fonti vicine all’ambiente gigliato, lo vede come un potenziale titolare per il suo progetto tecnico-tattico.

Il regista campano è apprezzato per la sua capacità di dettare i tempi di gioco, per l’equilibrio che garantisce in mezzo al campo e per la sua intelligenza tattica. Caratteristiche che fanno di lui un profilo prezioso, in una Fiorentina che vuole alzare il livello delle proprie ambizioni sia in Serie A che nelle competizioni europee.

Calciomercato Fiorentina: una scelta ponderata per il centrocampo

La gestione di Mandragora è un chiaro esempio della prudenza con cui si muove il Calciomercato Fiorentina. Nessuna cessione affrettata, ma valutazioni attente legate a dinamiche tecniche e strategiche. Solo a sessione conclusa si capirà se il centrocampista resterà al centro del progetto oppure se si apriranno scenari alternativi. Per ora, il messaggio è chiaro: Mandragora non si tocca.

Cristiano Ronaldo si guadagna la finale di Supercoppa Araba, ma il protagonista assoluto è stato un ex Milan. Decide Joao Felix, l’Al-Nassr vince 2-1 sull’Al-Ittihad

Cristiano Ronaldo si guadagna alla grande la finale di Supercoppa Araba. L’ennesima impresa

La prima semifinale della Supercoppa araba, disputata a Hong Kong, ha espresso un verdetto a sorpresa. Non perché abbia vinto l’Al-Nassr di Cristiano Ronaldo sui campioni in carica dell’Al-Ittihad, ribaltando le gerarchie maturate nello scorso campionato, ma perché la squadra di Jorge Jesus ha avuto la meglio su quella di Laurent Blanc giocando un tempo e mezzo in inferiorità numerica.

Ecco cosa è successo. La gara si accende subito: l’Al-Nassr va avanti al decimo minuto grazie a una combinazione perfetta: inserimento da sinistra di Marcelo Brozovic, palla in mezzo per la girata al volo di Mané che va a bersaglio anche per la reattività non propriamente perfetta del portiere Yousef. Cinque minuti e arriva l’1-1: ottimo il taglio in profondità di Moussa Diaby, che regala a Bergwijn il più comodo dei palloni da mettere in porta. La svolta si ha poco dopo, quando un effervescente Mané va a colpire con una tacchettata il portiere avversario: la decisione del Var è sacrosanta, il rosso è doveroso.

In 11 contro 10 sono i gialloblu ad esaltarsi. Non patiscono l’uomo in meno, si confermano meglio organizzati, propongono un Simakan che giganteggia in difesa. Gli effetti si vedono nella ripresa, quando di fatto non corrono rischi e fanno maturare la differenza (di valori? Di condizione? Vedremo nel corso della stagione). In cattedra sale Joao Felix.

L’ex Milan entra come protagonista dei tre episodi decisivi. Al 62′ approfitta dell’assist di Cristiano Ronaldo, che va via in profondità, buca la difesa altissima e regala la rete al compagno. Gol annullato e poi “salvato”, il fuorigioco non c’è. Poco dopo, parti rovesciate: Joao Felix colpisce con un destro chirurgico, ma un precedente fallo di CR7 viene scovato dal Var e rende la giocata inutile: il pestone nei confronti di Fabinho, in effetti, è visibile. Infine, ancora Joao Felix colpisce un palo dopo avere aggirato il portiere. Che l’Arabia Saudita riesca a rivalutare un indubbio talento?

Gutierrez-Napoli: ora è UFFICIALE l’acquisto del nuovo giocatore azzurro. La nota

Gutierrez-Napoli: è ufficiale, il terzino spagnolo è un nuovo giocatore azzurro. La nota

Il club partenopeo dà ufficialmente il benvenuto a Miguel Gutiérrez Ortega. Con un comunicato pubblicato sui canali ufficiali, la SSC Napoli ha annunciato l’acquisto a titolo definitivo del giovane talento spagnolo, proveniente dal Girona. L’operazione, che rappresenta uno dei movimenti più interessanti di questa sessione di mercato, conferma la volontà della società di puntare su giocatori di qualità e prospettiva. Il binomio Gutierrez-Napoli nasce quindi con grandi aspettative, sia da parte della tifoseria che dello staff tecnico.

Nato il 27 luglio 2001, Gutiérrez è cresciuto nel vivaio del Real Madrid, dove ha compiuto tutto il percorso formativo giovanile. Tra i momenti più significativi della sua carriera in bianco, spicca la vittoria della UEFA Youth League nel 2020, torneo in cui il terzino sinistro fu protagonista assoluto con una rete decisiva in finale contro il Benfica.

Gutierrez-Napoli: una carriera in ascesa

L’esordio tra i professionisti arriva nell’aprile 2021 con la maglia del Real Madrid, nel match vinto in trasferta contro il Cadice. Nell’estate dell’anno successivo, Miguel Gutiérrez sceglie di trasferirsi al Girona, dove si impone come titolare fisso e raccoglie numeri di rilievo: 113 presenze, 6 gol e 18 assist in due stagioni di Liga.

Il suo percorso è stato ulteriormente impreziosito dall’esperienza con la nazionale spagnola, con cui ha conquistato la medaglia d’oro alle Olimpiadi di Parigi 2024, segnando anche una rete nel match contro la Repubblica Dominicana.

Gutierrez-Napoli: colpo di qualità per la fascia sinistra

L’arrivo di Miguel Gutiérrez rappresenta un investimento importante per il Napoli, che inserisce in rosa un giocatore moderno, veloce, tecnico e già abituato a palcoscenici internazionali. La nuova coppia Gutierrez-Napoli promette di offrire dinamismo e qualità lungo la corsia mancina, rispondendo alle esigenze tattiche del nuovo allenatore.

Con questa operazione, la società partenopea dimostra ancora una volta attenzione al futuro, puntando su un profilo giovane ma già rodato. I tifosi azzurri possono guardare con entusiasmo alla nuova stagione: Gutierrez-Napoli è un progetto appena iniziato, ma già carico di potenziale.

Criscitiello svela: «Ausilio e le sirene arabe, se il ds dell’Inter lascia il sostituto sarebbe…»

Criscitiello svela: «Ausilio e le sirene arabe, se il ds dell’Inter lascia il sostituto sarebbe…». Le dichiarazioni del noto giornalista

Il destino di Piero Ausilio, storico direttore sportivo dell’Inter, potrebbe presto cambiare direzione. Secondo quanto riportato dal direttore di Sportitalia, Michele Criscitiello, il dirigente è al centro di una riflessione personale dopo aver ricevuto una proposta importante dall’Arabia Saudita. Da oltre vent’anni in nerazzurro, Ausilio ha attraversato diverse ere societarie – da Marco Branca a Walter Sabatini fino a Beppe Marotta – riuscendo sempre a restare un punto fermo nelle strategie del club.

Il dirigente sta valutando se accettare le ricche offerte provenienti dall’estero o continuare la sua lunga avventura a Milano. In caso di addio, la società avrebbe già pronta la soluzione interna: Dario Baccin, attuale vice direttore sportivo, che ha svolto un ruolo chiave nello sviluppo della squadra Under 23, diventata una realtà competitiva in Serie C.

Un possibile cambio ai vertici che potrebbe ridisegnare i piani futuri della dirigenza nerazzurra.

PAROLE – «Prima di chiudere il mercato l’Inter farà i colpi che deve fare e questa lunga lista di errori sarà solo un ricordo. Però i fatti sono chiari e non possiamo ignorarli. Se a Marotta hanno dato il 2% della società, allora, ad Ausilio dovrebbero dare il 5% delle azioni. Tanti anni passati fedelmente dietro la scrivania a ricoprire tutti i ruoli. Da Branca a Sabatini fino a Marotta. Quello che doveva sparire alla fine era sempre lui, invece, Piero ha superato tutte le mareggiate e oggi riflette se accettare i soldi arabi oppure continuare ad avere il posto fisso all’Inter. Roba che Checco Zalone, in confronto, è un pivello. Se Ausilio se ne va, il sostituto è già in casa: Dario Baccin, dirigente bravo e preparato: dietro alla costruzione della rosa dell’Inter Under 23 c’è lui e fidatevi che l’Inter in Lega Pro sta facendo uno squadrone. Magra consolazione. Nel deserto di Monza ci sarà un’Inter che trionferà con tutti. I problemi, però, riguardano i piani alti».

Calciomercato Milan: si riapre a sorpresa la pista Rabiot. Le ultime

Calciomercato Milan: si riapre a sorpresa la pista Rabiot. Le ultime sul possibile affare tra l’OM e i rossoneri. Il giocatore è momentaneamente fuori squadra

Il Milan guarda al mercato per rinforzare il proprio centrocampo e, secondo quanto riferito da Orazio Accomando di SportMediaset, ha messo gli occhi su Adrien Rabiot. Il centrocampista francese, attualmente in forza al Marsiglia, è reduce da un forte litigiodurante la prima partita di campionato, un episodio che ha acceso un campanello d’allarme e spinto i rossoneri a sondare il terreno per un possibile trasferimento.

L’interesse del Milan per Rabiot non è una novità, dato che il giocatore è un pallino di Massimiliano Allegri. Il tecnico rossonero lo ha avuto alle sue dipendenze durante il suo periodo alla Juventus e ne conosce alla perfezione le qualità, la versatilità e il potenziale. Nonostante la sua fama di giocatore dal carattere non sempre facile, la fiducia di Allegri in Rabiot è un fattore cruciale che spinge il club a valutare questa operazione.

L’operazione, sebbene difficile, non è impossibile. I contatti con l’entourage del giocatore e con il Marsiglia ci sono stati, e il Milan sta cercando di capire la fattibilità economica del colpo. I costi elevati e la valutazione del club francese sono l’ostacolo principale, ma la situazione interna di Rabiot al Marsiglia potrebbe aprire a scenari inaspettati.

Il sondaggio rossonero è un segnale di ambizione e della volontà di Allegri di avere a disposizione giocatori di alto livello, in grado di fare la differenza sia in Serie A che nelle competizioni europee. A quasi 350 parole, questo pezzo evidenzia come il Milan, con la supervisione di Allegri, stia esplorando opzioni per un possibile colpo di mercato a centrocampo, con Rabiot in cima alla lista.

Calciomercato Juventus: nuovi contatti per Zhegrova. Una cessione per sbloccarlo

Calciomercato Juventus: nuovi contatti per Zhegrova. Una cessione per sbloccarlo, l’esterno del Lille sta diventando una pista concreta

La Juventus accelera per regalare a Igor Tudor il rinforzo tanto desiderato sugli esterni: il nome in cima alla lista è sempre quello di Edon Zhegrova. Secondo quanto riportato da Tuttosport, i dialoghi con il Lille sono proseguiti in maniera intensa anche nelle ultime ore, facendo registrare un’importante apertura da parte del club francese, che ora sembra disposto a venire incontro alle esigenze di bilancio della società bianconera.

La novità più significativa è l’apertura del Lille a una formula di trasferimento più flessibile. Se inizialmente la richiesta era per una cessione a titolo definitivo, ora si ragiona concretamente sulla base di un prestito oneroso con obbligo di riscatto. Questa soluzione permetterebbe alla Juventus di dilazionare l’impatto economico dell’operazione, posticipando l’esborso maggiore al prossimo esercizio. La condizione posta dal Lille è chiara: l’importo complessivo dell’affare dovrà comunque raggiungere una valutazione di almeno 20 milioni di euro.

Per rendere tecnicamente possibile questa struttura, le parti starebbero lavorando a un “rinnovo ponte” del contratto di Zhegrova con il club francese. L’attuale accordo, in scadenza nel 2026, verrebbe prolungato di un’ulteriore stagione, consentendo così al Lille di cederlo in prestito senza rischiare di perderlo a parametro zero tra un anno.

L’insistenza per l’esterno kosovaro risponde a una precisa richiesta tattica di Igor Tudor. L’allenatore vede in Zhegrova – giocatore rapido, tecnico e abile nel saltare l’uomo – il profilo ideale per alzare il tasso di imprevedibilità dell’attacco. Con i progressi mostrati da Koopmeiners nel nuovo ruolo di mediano, la dirigenza ha deciso di concentrare le proprie risorse economiche sulle fasce, e il talento del Lille è l’obiettivo designato.

Sebbene la trattativa sia complessa e la Juventus monitori anche altre piste, la volontà comune sembra quella di trovare un’intesa. L’eventuale cessione di un pezzo pregiato come Nico Gonzalez o Douglas Luiz potrebbe fornire la liquidità necessaria per chiudere definitivamente l’operazione e consegnare a Tudor una delle pedine chiave per plasmare la nuova fisionomia offensiva della sua Juventus.

Infortunio Leao: c’è il bollettino, out con la Cremonese. I tempi di recupero

Infortunio Leao: c’è il bollettino, out con la Cremonese. I tempi di recupero dell’attaccante portoghese del Milan

l Milan dovrà fare a meno di Rafael Leao per l’esordio stagionale in Serie A. L’attaccante portoghese ha rimediato un trauma elongativo al polpaccio destro durante la recente partita di Coppa Italia contro il Bari. La notizia, che era già nell’aria dopo la sua uscita dal campo, è stata confermata dagli esami medici, lasciando i tifosi rossoneri con un’inevitabile amarezza. La sua assenza è un duro colpo per la squadra di Massimiliano Allegri, che perde uno dei suoi giocatori più talentuosi e determinanti proprio nel momento in cui avrebbe avuto più bisogno del suo estro e della sua imprevedibilità.


Verso Lecce: valutazioni giorno per giorno

Il trauma elongativo è un infortunio che richiede cautela e, per questo, lo staff medico del Milan ha deciso di non correre alcun rischio. Leao non sarà disponibile per il match contro la Cremonese, e le sue condizioni verranno valutate giorno per giorno in vista del successivo impegno in trasferta contro il Lecce. L’obiettivo è quello di non affrettare il rientro e di permettere al giocatore un pieno recupero, evitando il rischio di ricadute che potrebbero compromettere una parte maggiore della stagione.

La speranza è che il polpaccio di Leao risponda bene alle terapie e che il suo rientro avvenga nel più breve tempo possibile. La sua assenza aprirà sicuramente a nuove soluzioni tattiche per Allegri, che avrà la possibilità di testare diverse formazioni e di dare spazio ad altri elementi della rosa. I tifosi sperano che questo infortunio sia solo un piccolo ostacolo e che il loro campione possa tornare presto a incantare il pubblico di San Siro.

Calciomercato Verona, Tchatchoua vola in Premier League: è ufficiale

Calciomercato Verona, Tchatchoua vola in Premier League: è ufficiale il trasferimento in Inghilterra dell’esterno classe 2001

Dopo giorni di attesa, è arrivata stamattina la conferma ufficiale: Jackson Tchatchoua saluta la Serie A per intraprendere una nuova avventura in Premier League. Il Wolverhampton ha infatti annunciato l’acquisto a titolo definitivo dall’Hellas Verona del versatile esterno classe 2001.

L’operazione, che segna un passo importante per la carriera del giocatore nato in Belgio ma nazionale camerunese, si è conclusa per una cifra di 12,5 milioni di euro. Tchatchoua, che lascia Verona dopo due stagioni di crescita costante, si è legato ai Wolves con un contratto quinquennale, valido fino al 2030, che gli garantirà un ingaggio di circa 2 milioni di euro a stagione. Per l’Hellas si tratta di un’altra plusvalenza significativa, a conferma del modello del club nel valorizzare e poi cedere i propri talenti.

IL COMUNICATO – I Wolves hanno rafforzato le loro opzioni difensive con l’ingaggio di Jackson Tchatchoua dall’Hellas Verona, squadra di Serie A, con un contratto di cinque anni.

Il terzino destro nato in Belgio, il cui contratto include un’opzione di 12 mesi, è un nazionale camerunense e arriva dopo due anni trascorsi nella massima serie del calcio italiano, dove la scorsa stagione è stato riconosciuto come il giocatore più veloce della Serie A.

Il 23enne ha iniziato la sua carriera da senior con lo Charleroi in Belgio, debuttando quattro anni fa e già allora, quando era ancora adolescente, giocava come terzino e forniva assist.

Il primo goal da senior è arrivato in trasferta contro il Genk da destra, mentre il secondo è arrivato da sinistra contro l’RFC Seraing, dimostrando la velocità e la versatilità di Tchatchoua.

Durante la sua seconda stagione con lo Charleroi, Tchatchoua si è dichiarato disponibile per il Camerun e, dopo essere stato convocato nel gruppo under 23, ha fatto il suo debutto nella nazionale maggiore in una partita di qualificazione alla Coppa del Mondo contro Capo Verde nel giugno 2024.

Il suo esordio internazionale avvenne con l’Hellas Verona, dove inizialmente si era trasferito in prestito. Tchatchoua realizzò un assist al debutto contro il Frosinone e impressionò abbastanza contro le squadre d’élite italiane da guadagnarsi il trasferimento a titolo definitivo.

La scorsa stagione, il giovane è stato un titolare fisso per il club e la nazionale, giocando complessivamente 43 partite, mentre il Verona ha mantenuto il suo status di Serie A e il Camerun si è assicurato un posto nella Coppa d’Africa di dicembre.

Tchatchoua, che la scorsa stagione ha raggiunto la velocità massima in Serie A con 36,3 km/h, ha concluso la stagione con due gol e tre assist, l’ultimo dei quali nella sua ultima partita di Serie A per il club contro l’Empoli a maggio, prima del suo trasferimento al Molineux.

Donadoni: «Modrić, l’età non conta, sarà decisivo. Allegri una garanzia. E su Højlund e lo scudetto penso questo…»

Donadoni: «Modrić, l’età non conta, sarà decisivo. Allegri una garanzia. E su Højlund e lo scudetto penso questo…». Parla l’ex centrocampista rossonero

Una leggenda che ha scritto pagine indimenticabili della storia rossonera, un campione che sa cosa significa vincere con quella maglia. Roberto Donadoni, protagonista assoluto del Milan degli “Immortali” di Sacchi e degli “Invincibili” di Capello, è una delle voci più autorevoli per analizzare il nuovo corso del club. Di fronte all’arrivo di un fuoriclasse del calibro di Luka Modrić, un’operazione che ha acceso l’entusiasmo ma anche qualche dubbio legato all’età, l’ex ala rossonera, in un’intervista a La Gazzetta dello Sport, offre la sua prospettiva unica. Con la lucidità di chi ha vissuto spogliatoi stellari e la passione di un cuore che batte ancora per il Diavolo, Donadoni promuove a pieni voti il colpo di mercato, analizza le prospettive della squadra e lancia un messaggio chiaro: con Allegri e un campione come il croato, sognare non è proibito.

L’IMPORTANZA DI MODRIĆ ANCHE FUORI DAL CAMPO – «Ma un campione come Luka sarà fondamentale anche fuori dal campo, nel lavoro a Milanello, come punto di riferimento dei compagni più giovani. Questa è una cosa difficile da quantificare, ma di grandissima importanza».

MODRIĆ SARÀ UN TITOLARE – «Dipenderà ovviamente dalla condizione fisica e dalle scelte di Massimiliano Allegri. Sicuramente il croato ha una tale conoscenza del gioco, esperienza e personalità da poter fare la differenza in Serie A anche a quasi 40 anni. L’età ovviamente può pesare sulla quantità del suo impiego, non però sulla qualità: lo abbiamo visto pure l’altra sera in Coppa Italia con il Bari. E poi non va dimenticato che il Milan è senza le coppe, Modric avrà una settimana di tempo per rifiatare tra una partita e l’altra».

IL GIUDIZIO SU HØJLUND – «Centravanti giovane, che ha già assaggiato la Serie A e questo è un bene. Poi ogni attaccante ha peculiarità importanti, ma molti non tengono conto quanto sul rendimento di una punta sia importante il lavoro collettivo della squadra. Ecco, Hojlund mi sembra proprio il classico giocatore che finalizza la manovra dei compagni, con caratteristiche ben definite. Non è il tipo che si crea occasioni da solo, magari partendo in solitaria e dribblando gli avversari. Non dimenticherei però anche Gimenez, che è partito con la testa giusta».

DOVE VEDE IL MILAN NELLA GRIGLIA SCUDETTO – «Io penso e spero possa aver imparato dagli errori del passato, così da imitare il Napoli di Conte dello scorso campionato. In questo senso, Allegri è una garanzia e in più, la qualità in squadra c’è. Non è una missione impossibile».

CHI SI GIOCHERÀ LA VITTORIA DEL CAMPIONATO – «Il Napoli campione si è rinforzato ed è favorito. L’Inter ha cambiato guida, ma resta l’Inter. Un po’ più dietro vedo Juve, Roma e Atalanta. Anche se non c’è un divario netto tra chi parte davanti e le altre».

Fenerbahce Benfica, in Champions il derby del cuore di Mourinho: 25 anni dopo

Fenerbahce Benfica, il derby del cuore di Mourinho: 25 anni dopo, la sua ex squadra sulla strada per la Champions. Il racconto di un incrocio che sa di destino


Un derby del cuore che vale una stagione, un incrocio che sa di storia e di futuro. Come analizzato oggi da La Gazzetta dello Sport, il playoff di Champions League regala una delle sfide più affascinanti e cariche di significato: a Istanbul, il Fenerbahçe di José Mourinho affronta il Benfica, il club con cui, esattamente 25 anni fa, lo Special One iniziò la sua leggendaria carriera da allenatore. Un ritorno al passato che si trasforma in un bivio cruciale: in palio c’è un posto nel “gruppone” da 36 squadre della nuova Champions League.

La sfida si preannuncia equilibrata e tesa. Il Fenerbahçe arriva a questo appuntamento dopo aver eliminato il Feyenoord in un turno preliminare spettacolare, dimostrando una ritrovata solidità e un mercato ambizioso, con gli innesti di giocatori come l’esterno inglese Archie Brown e il bomber Jhon Durán. L’obiettivo dichiarato di Mourinho è riportare il club turco nella fase a gironi della Champions, da cui manca addirittura dalla stagione 2008-09. Il Benfica di Bruno Lage, dal canto suo, ha superato senza affanni il Nizza e si presenta forte di un’identità consolidata e di un mercato che ha aggiunto qualità a una rosa già competitiva, con l’arrivo del centrocampista Ricardo Rios e del bomber croato Franjo Ivanović.

I precedenti sorridono a Mourinho, che contro la sua ex squadra ha collezionato 6 vittorie, 2 pareggi e una sola sconfitta. Ma il Benfica, con il bomber greco Pavlidis in stato di grazia, è un avversario temibile, specialmente nel ritorno che si giocherà al Da Luz. A rendere ancora più pepata la sfida, c’è un intrigo di mercato: il Fener, infatti, avrebbe presentato un’offerta da 20 milioni per l’esterno turco del Benfica, Aktürkoğlu. Una partita nella partita, per una notte che promette scintille.

Bergomi: «Trap mi voleva alla Juve. Zoff convinse Bearzot. Per Radice ho pianto, grande stima per Simoni. Matthäus un leader unico, mi disse “Ora segno io” e lo fece»

Bergomi: «Trap mi voleva alla Juve. Zoff convinse Bearzot». Le parole della bandiera interista, oggi opinionista e telecronista per Sky

“Ragazzo, scaldati”. Con queste due parole, a 18 anni, è iniziata la sua leggenda. Beppe Bergomi non è stato solo un calciatore, ma un pezzo di storia del calcio italiano, un’icona che ha attraversato vent’anni di Inter e ha alzato al cielo una Coppa del Mondo quando era ancora un ragazzino con i baffi. “Lo Zio” è una delle ultime, vere bandiere, un uomo la cui serietà e il cui carisma lo hanno reso un punto di riferimento per generazioni. Oggi, da apprezzato e lucidissimo opinionista di Sky, continua a raccontare il calcio con la competenza di chi lo ha vissuto da protagonista assoluto. Su La Gazzetta dello Sport, Bergomi apre l’album dei suoi ricordi, un viaggio che parte dai campetti dell’oratorio e arriva alla notte magica del Bernabéu, passando per i maestri che lo hanno formato, i campioni con cui ha giocato e quel legame indissolubile con l’Inter, la sua unica, grande famiglia.

DINO È ZOFF, IL CAPITANO – «Aveva 40 anni, io 18. Non gli davo del lei, ma era un leader, bastavano due parole. Nelle prime partitelle mi disse subito: “Non stare sulla linea, vai a marcare in area”. Credo che Zoff sia dietro anche al resto del mio Mondiale. Dopo il Brasile pensavo di giocare, ma Bearzot mi fa: “Con la Polonia sei in panchina, hanno una punta sola”. Lo ringrazio, si figuri mister, sono già contento, gli dico. Passa Zoff: “Beppe, i rinvii lunghi domani li fai tu, ho un dolorino”. Io? Ma se non gioco? Alla riunione tecnica sono in formazione… Bearzot si confrontava sempre con Dino».

I SUOI ALLENATORI – «Radice è l’unico per cui ho pianto quando scoprii che sarebbe andato via. Con Trap i cinque anni più belli all’Inter. Grande motivatore. Arriva e mi fa: “Beppe, ora basta andare con il culo per terra”. Mi voleva alla Juve. Avevo vent’anni, prima di un Juve-Inter entro a riscaldarmi, mi incrocia e fa: “Verresti alla Juve?”. E io: “Veramente sto bene all’Inter…”. Lui: “Fai bene, Beppe”. Aveva capito».

ORRICO, BAGNOLI E SIMONI – «Con Orrico eravamo pronti ad accettare il cambiamento: non riuscimmo. Bagnoli faceva il calcio di oggi nel ’92, difesa a tre pura. Mi volevano Roma e Lazio: “Ma ti dove voeuri andà?”. Simoni arrivò che avevo 35 anni, indicò il campo e disse: “Siete tutti uguali. Chi merita gioca”. Riconquistai la Nazionale, gli sarò sempre grato, è nel mio cuore».

I PIÙ FORTI CON CUI HA GIOCATO? – «Ronaldo aveva tecnica in velocità senza eguali. Matthäus un leader unico. Perdiamo 1-0 dopo il primo tempo, ho la testa tra le mani: “Ehi, che c’è? Ora segno io. Segnò”. Non studiava il calendario: “Dove siamo domenica? Ah, a Lecce? Vinciamo!”. Finì 3-0»

Lookman ritorna a Zingonia: l’epilogo di una situazione tanto evitabile per il ragazzo (e l’Atalanta esce a testa alta)

Ademola Lookman ritorna a Zingonia: nel mezzo le conseguenze dell’Atalanta e il suo futuro

Epilogo di una delle situazioni più controverse nella storia dell‘Atalanta: conclusa con il ritorno di Ademola Lookman a Zingonia (con tanti peccati addosso). Il Pinocchio che ritorna dalla fata con una tagliuola dopo aver fatto il Melampo con l’Inter; il Mola prende la parte nella Bibbia di uno dei fratelli che dopo aver sperperato il suo patrimonio (in questo caso morale) ritorna a casa, e dall’altra parte non può aspettarsi la famiglia Percassi sacrificare il capretto più grasso per far festa.

La reazione della società potrebbe essere ricondotta al capitolo 22, versetto 23 dell’Esodo: “La mia ira si accenderà, e io vi trafiggerò con la spada; e le vostre mogli saranno vedove, e i vostri figli orfani”. Magari non in maniera così esagerata, ma comunque una presa di posizione forte per il comportamento tanto immaturo e per certi versi da commediante di Lookman: andato via nell’ombra da Bergamo battendo i piedi, rinnegando con certi atteggiamenti tutto quello che è stato con l’Atalanta, voltando le spalle ad una Bergamo che lo ha reso grande.

Grande, com’è stata la società che ha ribadito il concetto “pagare moneta, vedere cammello” alla quale si è tutelata, ma ora sorge una dubbio: quale sarà il futuro di Lookman all’Atalanta al di là della multa salata? Ovviamente chi si presenterà a Bergamo con 50/55 milioni di euro avrà il ragazzo, però se nel caso Ademola dovesse rimanere all’Atalanta ci sarà tanto da lavorare per riprendersi tutto (o almeno la metà di quello che ha buttato via).

Non si può pensare che la vicenda finisca a tarallucci e vino dove basta solo pagare una sanzione economica, bensì servirà compiere degli atti dovuti: chiedere scusa a tutto al mondo Atalanta e poi cominciare dall’inizio tutta quella preparazione che non ha fatto e poi (forse) ritornare in rosa.

Una situazione che segna il brutto epilogo di una stella ormai caduta, dall’altra però con una menzione ad un’Atalanta che esce a testa alta nonostante la turbolenza estiva.

Roma, rottura shock con Pellegrini. L’addio è sempre più vicino

Roma, rottura shock con Pellegrini. L’addio è sempre più vicino. L’ingaggio, la fascia e il rapporto con Gasperini: ecco perché la sua avventura in giallorosso è finita

Un amore al capolinea, una storia che rischia di chiudersi nel modo più amaro. Come riportato oggi dal Corriere dello Sport, tra la Roma e il suo capitano, Lorenzo Pellegrini, c’è sempre più «aria di divorzio». Con un contratto in scadenza il prossimo 30 giugno e nessuna proposta di rinnovo sul tavolo, il club e il giocatore stanno già sondando il mercato alla ricerca di una soluzione che eviti un epilogo burrascoso. Una separazione che nasce da un mix di ragioni tecniche, economiche e da un feeling mai sbocciato con il nuovo corso.

Le cause di questo progressivo allontanamento sono diverse e profonde. Innanzitutto, il rapporto con il nuovo tecnico, Gian Piero Gasperini, di fatto mai iniziato. Pellegrini, operato a maggio al retto femorale, ha saltato l’intera preparazione estiva e il suo rientro in gruppo continua a slittare, previsto non prima di fine agosto. A questo si aggiunge la questione della fascia da capitano: con il nuovo criterio basato sulle presenze, il numero 7 si ritroverebbe a essere la terza scelta, un declassamento simbolico ma pesante. Infine, c’è il nodo economico: il suo ingaggio da 6 milioni di euro netti a stagione non è più considerato «sostenibile» dalla società in tempi di spending review.

Dal canto suo, Pellegrini non ha mai nascosto il suo desiderio di restare. «Spero ovviamente con tutto me stesso di restare, ma non decido solo io», ha ammesso, consapevole della delicatezza della situazione. Mentre continua a lavorare duramente per recuperare, il suo entourage ha iniziato a guardarsi intorno. L’ingaggio proibitivo rende quasi impossibile una permanenza in Italia (nonostante un timido sondaggio della Fiorentina), mentre dalla Premier League si sono già mossi il West Ham e il Tottenham. La Roma e il suo capitano sono a un bivio: il rischio di arrivare a fine contratto da separati in casa è sempre più concreto.

Caressa: «Caso Donnarumma? Paga le sue scelte. Cosa cambia se in banca hai 110 o 140 milioni!?»

Caressa: «Gattuso darà emozione, Donnarumma paga le sue scelte. Con Bergomi come fratelli». Le dichiarazioni del celebre telecronista

La sua voce ha raccontato un’era del calcio italiano, ha fatto da colonna sonora a trionfi mondiali, europei e a notti di Champions indimenticabili. Fabio Caressa non è solo un telecronista, ma un pezzo della nostra cultura sportiva, un narratore che ha saputo evolversi con il gioco, rinnovando il linguaggio e creando uno stile unico e riconoscibile. La sua simbiosi con Beppe Bergomi è diventata leggenda, una “vecchia coppia” alla Jack Lemmon e Walter Matthau che ha accompagnato le domeniche di milioni di tifosi. Ma dietro il professionista c’è l’uomo, il ragazzo che imitava Enrico Ameri nelle sue telecronache a Subbuteo e che, con studio e passione, è arrivato a festeggiare un Mondiale e un Europeo dal posto più bello, quello del commentatore. Oggi, alla vigilia di una nuova, intensa stagione su Sky, Fabio Caressa si racconta in una lunga e appassionata intervista a La Gazzetta dello Sport, un viaggio tra i ricordi, i segreti del mestiere e una lucida analisi sul calcio di oggi, dalla Serie A alla Nazionale, fino al controverso caso Donnarumma.

COME SI STA PREPARANDO ALLA NUOVA STAGIONE – «In estate fondamentalmente mi riposo, con un occhio alle amichevoli per capire come giocheranno le squadre e quale sviluppo possa avere la stagione. Devo dire che quest’anno mi sembra tutto molto confuso… C’è stato pure l’infortunio di Lukaku, è impossibile fare una griglia di partenza, ci sono troppe cose da fare sul mercato. Il Napoli finora è la squadra che si è mossa meglio, ma Juve e Inter devono completarsi, mentre del Milan mi intriga il cambio di posizione di Leao».

LA NAZIONALE DI GATTUSO – «L’Italia deve aggrapparsi a quello che può darle Rino come compattezza, che si era un po’ persa. Ma la situazione non è per niente facile. Gattuso secondo me può ridare emozione alla Nazionale e noi le cose migliori le abbiamo fatte proprio quando siamo riusciti a toccare certe corde. Su questo Rino è l’uomo giusto».

IL CASO DONNARUMMA – «Io l’ho sempre difeso perché credo sia il più forte portiere del mondo, però certe scelte di vita portano anche a un certo percorso di vita. Mi spiego: se fai scelte economiche, come quella di andare al Psg e non rimanere al Milan, lo stesso potranno fare i club che ti hanno acquistato. Da questo punto di vista non possiamo parlare di sentimenti… Molti giocatori si muovono in una direzione meramente economica, senza pensare ad arricchirsi come uomini e calciatori. Mi auguro che soprattutto i giovani capiscano che in questo modo mettono a repentaglio la loro felicità. Che poi mi chiedo, nella vita, se in banca hai 110 milioni o 140, ma che te cambia??».

ERA IL CLASSICO BAMBINO CHE IMITAVA BRUNO PIZZUL? – «A dire il vero preferivo Ameri… Le prime telecronache le ho fatte durante le sfide a Subbuteo tra mio fratello Maurizio e il mio migliore amico Pietro. Poi nell’86 ho seguito un corso con Michele Plastino, giornalista sportivo romano, e ho iniziato a fare sul serio. Prima radiocronaca Cesena-Lazio di Serie B nel 1987, prima telecronaca una gara del Leeds nel 1991. Ho avuto la fortuna di essere spesso al posto giusto, alla fine ho fatto 5 Mondiali di cui uno vinto, 4 Europei con un’altra vittoria, tante finali di Champions e Europa League».

LE TRE TELECRONACHE DEL CUORE? – «Ovviamente Italia-Germania 2006, Italia-Inghilterra finale dell’Europeo post Covid e poi Liverpool-Borussia Dortmund, quarto di finale di Europa League 2016 con i Reds che rimontano da 1-3 a 4-3, partita epica»

IL RAPPORTO CON BEPPE BERGOMI – «Siamo fratelli. Per i miei 25 anni di matrimonio accanto alla torta per me e Benedetta (Parodi, ndr) ce n’era una più piccola per i 25 anni con Beppe. Anche se fuori dal lavoro non ci vediamo spesso, siamo in simbiosi totale, una vecchia coppia alla Jack Lemmon e Walter Matthau. È forse la persona che sa più della mia vita in assoluto».

Lazio, tutti i dubbi di Sarri verso l’esordio con il Como

Lazio, tutti i dubbi di Sarri verso l’esordio con il Como. Il tecnico ha diversi ballottaggi da sciogliere, in tutti i reparti

Con l’avvio della nuova stagione di Serie A ormai imminente, l’allenatore della Lazio, Maurizio Sarri, si trova di fronte a diversi bivi cruciali per definire l’undici titolare che affronterà il Como nella prima giornata. Secondo quanto riportato dal Corriere dello Sport, sono ben quattro le posizioni ancora in bilico nella mente del tecnico, che sembra orientato a privilegiare l’esperienza e l’affidabilità dei suoi veterani per l’esordio in campionato. I dubbi riguardano ruoli chiave come il portiere, il terzino destro, il regista e il centravanti.

Tra i pali, la competizione tra Ivan Provedel e Christos Mandas è stata serrata per tutto il precampionato, con Sarri che ha concesso a entrambi un minutaggio quasi identico. Tuttavia, per la prima sfida ufficiale, la scelta dovrebbe ricadere su Provedel. L’idea del tecnico è quella di alternare i due portieri nel corso della stagione, ma se l’ex Spezia riuscirà a ritrovare la forma smagliante delle sue prime annate in biancoceleste, diventerà difficile per il collega greco scalzarlo dalla posizione di titolare.

Un rebus più complesso riguarda la linea difensiva. Sulla corsia destra, Adam Marusicappare in vantaggio su Manuel Lazzari. La situazione al centro, però, potrebbe rimescolare le carte: con Alessio Romagnoli squalificato, Patric infortunato e Samuel Gigot ai margini del progetto, gli unici centrali a disposizione sono Rasmus Provstgaard e Mario Gila. Questa emergenza potrebbe spingere Sarri a schierare Lazzari a destra per conservare Marusic come preziosa opzione di riserva da poter adattare al centro in caso di necessità.

A centrocampo, il ruolo di regista è diventato un’incognita dopo l’addio di Marco Baroni(probabile refuso per un altro giocatore o riferimento a un cambio di gerarchie). Nicolò Rovella non è più considerato un titolare inamovibile, soprattutto dopo il ritorno a pieno regime di Danilo Cataldi. Sarri li ha alternati costantemente durante le amichevoli e sembra intenzionato a scegliere il titolare di partita in partita, basandosi sulle caratteristiche dell’avversario da affrontare.

Infine, l’attacco, dove il posto da prima punta è ancora tutto da assegnare. Sia Taty Castellanos che Boulaye Dia hanno deluso nel precampionato, concludendo tutti i test estivi senza segnare neppure una rete. Entrambi hanno lavorato molto per la squadra, agendo più da centravanti di manovra, ma la loro scarsa vena realizzativa costringerà Sarri a una riflessione approfondita fino all’ultimo momento prima di decidere chi guiderà l’attacco biancoceleste contro il Como.

Infortunio Lukaku, Andrea Carnevale: «Che botta! Ma Lucca è forte sul serio. E sul mercato del Napoli mi aspetto questo»

Infortunio Lukaku, Andrea Carnevale: «Che botta! Ma Lucca è forte sul serio. E sul mercato del Napoli mi aspetto questo». Le parole dell’ex bomber

Un bomber che ha scritto la storia, un dirigente che sa riconoscere il talento. Andrea Carnevale è stato uno dei protagonisti del Napoli di Maradona, un centravanti moderno e altruista che con i suoi gol ha contribuito alla conquista di due scudetti e una Coppa UEFA. Oggi, da capo scout dell’Udinese, è uno degli osservatori più attenti e competenti del calcio italiano, un uomo che di attaccanti se ne intende. Di fronte alla notizia del grave infortunio di Romelu Lukaku, una tegola che ha scosso l’ambiente partenopeo, la sua analisi non è mai banale. In un’intervista esclusiva a La Gazzetta dello Sport, l’ex bomber azzurro analizza la difficile situazione che attende la squadra di Conte, promuove a pieni voti il suo “erede” designato, Lorenzo Lucca, e offre la sua prospettiva su come superare un’emergenza che rischia di compromettere la stagione dei campioni d’Italia.

COME SI AFFRONTA UN INFORTUNIO COSÌ PESANTE – «Prima cosa: va affrontata l’amarezza del momento. Vale per Lukaku e per il club. Poi si passa alla parte operativa. Non è cinismo».

COSA PERDE IL NAPOLI SENZA LUKAKU – «Non solo i gol di un centravanti che, pur nelle difficoltà della sua prima stagione, ha saputo essere decisivo per vincere il titolo. I quattordici gol e gli assist hanno avuto un peso ma poi ciò che ha inciso è stata la sua personalità. Quando si parla di leader del Napoli si pensa a Lukaku».

COME SI RECUPERA DA UN INFORTUNIO DEL GENERE – «Con la volontà, che ad un uomo di quella portata non manca mai. E devitando di forzare i tempi, ma questo non è neppure il caso che lo dica: lo sa bene lo staff medico di una società così importante e lo sa bene Romelu».

COME SI SOSTITUISCE BIG ROM – «Non è semplice trovare uno che gli somigli, al di là del prezzo. Ma io conosco benissimo Lorenzo Lucca, qua all’Udinese ha dimostrato di essere forte, ma forte sul serio. Quando abbiamo deciso di acquistarlo, non ci siamo lanciati in una scommessa. Lo volevamo anni fa, quando era al Palermo, poi al mercato non sempre succedono le cose che desideri. È arrivato con qualche stagione di ritardo ma siamo felici di aver contribuito alla sua escalation».

L’IDENTIKIT DI LORENZO LUCCA – «Ha fatto passi da gigante. È cresciuto in misura significativa, dodici reti in campionato e due in coppa Italia. È un centravanti che ti dà un’identità, proprio come Lukaku, e però non si ferma su cliché prevedibili: lui la porta la vede, la sente, la demolisce».

Calciomercato Juventus: no a 25 milioni dell’Al Ahli per Locatelli. Ma a quella cifra…

Calciomercato Juventus: no a 25 milioni dell’Al Ahli per Locatelli. Ma a quella cifra… La situazione del centrocampista è da approfondire

Il futuro di Manuel Locatelli rischia di diventare un tema caldo del mercato estivo della Juventus. Il centrocampista della Nazionale, punto di riferimento per il tecnico Igor Tudor, è finito nel mirino del calcio saudita, creando un bivio strategico per la dirigenza bianconera, combattuta tra la volontà di confermare un pilastro della squadra e la necessità di finanziare la propria campagna acquisti.

Secondo quanto riportato da Tuttosport, il club saudita dell’Al Ahli ha mosso i primi passi ufficiali, presentando alla Continassa una prima offerta formale da 25 milioni di euro. La risposta della Juventus è stata tanto rapida quanto decisa: un “no” secco, con la proposta rispedita al mittente perché ritenuta ampiamente insufficiente. Per la Vecchia Signora, infatti, Locatelli non è un giocatore sul mercato, e la sua valutazione non scende al di sotto dei 40 milioni di euro. Solo di fronte a una cifra di tale portata, il club potrebbe sedersi al tavolo per discutere una possibile cessione.

La posizione del club è rafforzata sia dall’importanza del giocatore, ritenuto cruciale per la costruzione del gioco e per la sua leadership all’interno dello spogliatoio, sia dalla volontà dello stesso Locatelli. Il centrocampista, legato alla Juventus da un contratto fino al 2028, si trova molto bene a Torino e non ha manifestato alcuna intenzione di lasciare il progetto bianconero.

Tuttavia, la situazione rimane fluida. La necessità della Juventus di realizzare plusvalenze per equilibrare i conti e finanziare altri colpi di mercato rende il club potenzialmente vulnerabile di fronte a un’offerta irrinunciabile. L’Al Ahli, dal canto suo, non sembra intenzionato a desistere. Le indiscrezioni parlano di un possibile e imminente rilancio, con una nuova proposta che potrebbe avvicinarsi sensibilmente alla soglia dei 40 milioni. Un’offerta di quella portata diventerebbe “difficilmente ignorabile” per la dirigenza juventina. I prossimi giorni saranno quindi decisivi per capire se l’assalto saudita si concretizzerà, aprendo un nuovo capitolo per il centrocampo bianconero, o se Manuel Locatelli resterà il faro della squadra di Tudor.

Calciomercato Milan: Okafor al Leeds, ci siamo. Le cifre dell’affare

Calciomercato Milan: Okafor al Leeds, ci siamo. Le cifre dell’affare, ecco la proposta che ha vinto la resistenza dei rossoneri

Ci siamo: Noah Okafor è pronto a salutare il calciomercato Milan per approdare in Premier League. Secondo quanto riportato da Gianluca Di Marzio sul suo profilo Instagram, è tutto fatto per il trasferimento dell’attaccante svizzero al Leeds United. Nelle casse del club rossonero, guidato dal neo Direttore Sportivo Igli Tare e dall’allenatore Massimiliano Allegri, entreranno 21 milioni di euro, inclusi i bonus, una cifra significativa che ha spinto il Milan ad accettare la proposta inglese.

Il futuro di Okafor a Milano sembrava incerto fino a poche settimane fa. Arrivato con grandi aspettative, l’attaccante non aveva pienamente convinto nella sua prima stagione. Tuttavia, il pre-campionato appena concluso aveva riacceso le speranze dei tifosi milanisti e dello staff tecnico. Okafor si è infatti distinto con prestazioni di alto livello, culminate in quattro gol: una doppietta mozzafiato contro il Liverpool in un’amichevole di lusso e un’altra doppietta contro il Perth Glory, dimostrando un’ottima condizione fisica e un ritrovato feeling con il gol. Queste performance avevano notevolmente aumentato le sue chance di rimanere nella rosa a disposizione di mister Allegri, che sembrava aver trovato un giocatore su cui contare per il reparto offensivo.

Eppure, il calciomercato è imprevedibile e le dinamiche possono cambiare rapidamente. L’offerta sostanziosa del Leeds United ha completamente ribaltato la situazione. Il club inglese, evidentemente deciso a rafforzare il proprio attacco con un elemento di qualità e prospettiva, ha presentato una proposta economica ritenuta irrinunciabile dalla dirigenza del Milan. Già da qualche giorno, peraltro, circolavano voci insistenti su un accordo imminente tra l’ex Salisburgo e il club britannico, che ora trovano piena conferma.

Nelle prossime ore, Okafor è atteso in Inghilterra. Il programma prevede le visite mediche di rito, passaggio fondamentale prima della firma sul contratto che lo legherà ufficialmente al Leeds. Questo trasferimento rappresenta un’importante opportunità per il giocatore, che avrà la possibilità di misurarsi in uno dei campionati più competitivi del mondo, la Premier League, e un’iniezione di liquidità per il Milan. Il club rossonero, con il DS Tare al timone del mercato, potrà ora reinvestire la cifra incassata per puntellare ulteriormente la squadra di Allegri, alla ricerca di nuovi profili che possano contribuire agli obiettivi stagionali. La partenza di Okafor apre dunque nuove prospettive e strategie per il Milan, che si prepara a un finale di mercato intenso.

Calciomercato Roma: Sancho complicato, spunta l’idea Nico Gonzalez

Calciomercato Roma: Sancho complicato, per i giallorossi spunta l’idea Nico Gonzalez, in uscita dalla Juventus. Lo vuole anche l’Atletico

Dopo aver sostanzialmente definito di Leon Bailey (atteso oggi in Italia) dall’Aston Villa, la Roma è ora focalizzata sulla ricerca del secondo attaccante esplicitamente richiesto dal tecnico Gian Piero Gasperini. Il percorso per arrivare all’obiettivo principale, Jadon Sancho del Manchester United, si sta tuttavia rivelando più complesso del previsto. Sull’esterno inglese, infatti, si è registrato il forte inserimento del Besiktas, con migliaia di tifosi turchi che hanno invaso i suoi profili social per convincerlo ad accettare un’offerta che soddisferebbe le richieste economiche dei Red Devils.

L’ostacolo maggiore, al momento, è la volontà dello stesso Sancho. Messo ai margini del progetto tecnico di Ruben Amorim al Manchester United, il giocatore vuole valutare con la massima calma tutte le opzioni disponibili. Ha fatto sapere di non voler prendere in considerazione un trasferimento in Turchia prima della chiusura dei principali mercati europei, inclusa la Serie A. La Roma resta quindi in corsa, ma la trattativa non è semplice. La valutazione di 20 milioni di euro è ritenuta accessibile, ma resta da trovare un’intesa sull’ingaggio del calciatore.

Per via di queste difficoltà, come riportato da Tuttosport, la dirigenza giallorossa tiene aperta una prestigiosa alternativa che porta a Nico Gonzalez della Juventus. Paradossalmente, l’operazione per l’argentino risulta più costosa: il direttore generale bianconero, Damien Comolli, parte da una richiesta di 30 milioni di euro. Nonostante il tecnico Tudor lo abbia impiegato da titolare nella recente amichevole contro l’Atalanta, ottenendo un assist, è ormai chiaro che Gonzalez non sia considerato incedibile.

Sull’ex Fiorentina è molto forte anche l’interesse dell’Atletico Madrid, con l’allenatore Diego Simeone avvistato a Torino. Tra i due club è aperto anche un dialogo per il laterale Nahuel Molina, che potrebbe fare il percorso inverso. Gian Piero Gasperini è un estimatore di lunga data di Gonzalez, tanto da averlo individuato come potenziale sostituto di Ademola Lookman ai tempi dell’Atalanta. La formula per sbloccare la cessione, sia per la Roma che per l’Atletico, sarebbe quella del prestito oneroso con obbligo di riscatto, magari legato al raggiungimento di determinati obiettivi. Se la Juventus dovesse cedere l’argentino, si fionderebbe su Molina o, per un profilo più offensivo, su Edon Zhegrova del Lille.

Calciomercato Inter: perché è saltato l’affare Lookman. Tutti i motivi e il retroscena su Esposito

Calciomercato Inter: perché è saltato l’affare Lookman con l’Atalanta dopo il lungo stallo. Tutti i motivi e il retroscena su Esposito

Dopo oltre un mese di trattative e continui contatti, la telenovela legata ad Ademola Lookman sembra essere arrivata al capitolo finale. L’attaccante nigeriano classe 1997, protagonista con l’Atalanta nelle ultime stagioni, non vestirà la maglia dell’Inter. La dirigenza del calciomercato Inter ha infatti scelto di interrompere in modo definitivo l’inseguimento al giocatore, preferendo concentrare le proprie risorse su rinforzi in altri reparti.

Perché l’Inter ha detto stop a Lookman

Secondo quanto riportato da La Gazzetta dello Sport, la decisione è maturata per una combinazione di fattori. Da un lato, l’Atalanta non ha mai arretrato dalla sua valutazione superiore ai 45 milioni di euro, bonus inclusi, considerata eccessiva dai dirigenti di Viale della Liberazione. Dall’altro, i tempi lunghi della trattativa hanno inciso sulle strategie del club, che non voleva rimanere intrappolato in un braccio di ferro senza fine.

Inizialmente l’Inter aveva trovato un’intesa di massima con l’entourage di Lookman per un contratto quinquennale da 4,5 milioni a stagione. Tuttavia, l’inflessibilità della Dea e le nuove esigenze emerse con il lavoro quotidiano di Cristian Chivu hanno modificato le priorità.

La nuova direzione del mercato nerazzurro

Con l’avanzare della preparazione estiva, l’allenatore romeno ha spinto per concentrare gli investimenti su centrocampo e difesa, settori ritenuti più bisognosi di qualità e profondità. L’inserimento convincente di giovani come Pio Esposito, attaccante classe 2005, e l’adattamento di Bonny hanno inoltre ridotto l’urgenza di un grande colpo in attacco.

Ad Appiano Gentile è emersa così una linea comune tra Chivu, il presidente Giuseppe Marotta e il direttore sportivo Piero Ausilio: la priorità diventa un centrocampista fisico e dinamico, in grado di dare equilibrio a una squadra che vuole essere aggressiva e verticale. Un identikit che ricorda molto da vicino Manu Koné, 24enne mediano francese seguito con attenzione, ritenuto più funzionale al progetto e con margini di crescita futuri.

Una scelta strategica per il futuro

Il no definitivo a Lookman non rappresenta quindi una rinuncia alla qualità, ma piuttosto una ricalibrazione delle strategie. La società vuole puntare su profili giovani, rivendibili e adatti al nuovo modello di gioco. L’attacco resterà affidato a Lautaro Martinez e Marcus Thuram, con l’aggiunta di nuovi innesti in mediana e difesa per completare una rosa che Chivu considera ancora in evoluzione.

Calciomercato Napoli: Hojlund diventa priorità, è sfida al Milan. La situazione

Calciomercato Napoli: Hojlund diventa priorità, è sfida al Milan. La situazione legata all’uscita dell’attaccante del Manchester United

Il Napoli si trova ad affrontare un serio rompicapo a meno di due settimane dalla chiusura del calciomercato. Il grave infortunio occorso a Romelu Lukaku, perno centrale dell’attacco designato da Antonio Conte, ha costretto la dirigenza a una corsa contro il tempo per trovare un sostituto all’altezza, un centravanti in grado di non far rimpiangere la potenza e la caratura del belga. Con le prime giornate di campionato alle porte, il club non può permettersi di lasciare il solo Lorenzo Lucca a reggere il peso di un reparto offensivo che, nei piani del tecnico, doveva essere imperniato sull’ex attaccante dell’Inter.

La triade decisionale del club, composta dal presidente De Laurentiis, dal ds Manna e dallo stesso Conte, sta vagliando una rosa di profili per individuare la soluzione più adatta. In cima alla lista delle preferenze è balzato prepotentemente il nome di Rasmus Hojlund. Il centravanti danese, classe 2003, è un profilo che convince per caratteristiche fisiche e tecniche: potenza, velocità e una spiccata capacità di attaccare la profondità. Queste qualità lo rendono un sostituto quasi naturale di Lukaku, permettendo a Conte di non dover stravolgere l’impostazione tattica provata e riprovata durante la preparazione estiva. Lo riporta il Corriere dello Sport.

La pista che porta a Hojlund è resa concreta dalla sua situazione al Manchester United. Considerato un esubero dal nuovo tecnico Ruben Amorim, che non lo ha convocato per la prima di campionato, il giocatore è stato di fatto messo sul mercato. I Red Devils hanno aperto a una cessione in prestito oneroso, sulla base di 5-6 milioni di euro immediati, con un diritto di riscatto fissato tra i 35 e i 40 milioni. Su questa trattativa si era mosso per primo il Milan, ma l’inserimento deciso del Napoli ha riaperto i giochi.

Parallelamente, il ds Manna esplora altre opzioni. Il sogno Joshua Zirkzee sembra irrealizzabile, data la ferma volontà dello United di non privarsene. Più complesso il discorso per Nicolas Jackson del Chelsea: nonostante il costo elevato (oltre 55 milioni), i Blues potrebbero considerare una formula in prestito. Sul taccuino figurano anche nomi che militano in Serie A, come Nikola Krstovic, per cui il Lecce chiede 25 milioni, Andrea Pinamonti del Sassuolo e persino Dusan Vlahovic della Juventus, oltre allo svizzero Breel Embolo del Monaco. La scelta finale sarà cruciale per definire le ambizioni del Napoli nella stagione che sta per cominciare.

Torino, Cairo tra (nuovo) modulo e mercato: i 3 segnali lanciati dal patron

Urbano Cairo tra il nuovo modulo del Torino e gli obiettivi – ora mutati – di calciomercato, ecco i tre segnali lanciati dal patron granata dopo il match col Modena

(Lorenzo Bosca – Inviato allo Stadio Olimpico Grande Torino). Mancano quindici rintocchi alla mezzanotte quando Urbano Cairo raggiunge la sua postazione auto nell’antistadio del Grande Torino. Prima di salire a bordo di un’Audi dai vetri oscurati l’imprenditore si intrattiene con alcuni dei giornalisti presenti sul posto, a cento metri di distanza – nella sala conferenze dello stesso impianto sportivo – Marco Baroni sta fornendo invece agli altri cronisti (quelli non impegnati ad ascoltare il Presidente, si capisce) la propria disamina della partita che si appena conclusa. Parole diverse, ovviamente, ma un unico comune denominatore: il grande, grandissimo, sospiro di sollievo che entrambi hanno tirato al triplice fischio di una gara che si era complicata (forse) ben oltre le aspettative. 

Al di là dell’1-0 (rete di Vlasic a inizio ripresa), il vero – inopinabile – verdetto che Torino Modena di Coppa Italia ha emesso ieri sera è che: i granata (ad ora) non sono pronti. Alt! Parliamo sempre di calcio d’agosto sia chiaro: gambe pesanti, strascichi della preparazione estiva, nuovi schemi, dettami di gioco inediti, conditi dall’inserimento simultaneo di tanti innesti nello scacchiere titolare. Eppure, a fronte di un avversario sulla carta più debole, le lacune palesate dai piemontesi sul rettangolo verde devono fare riflettere. «È una squadra che deve avere un play. Diciamo che Casadei, Gineitis, Anjorin sono tutte mezzali», spiega Cairo. E’, assolutamente vero, aggiungiamo noi. Per quanto – a conti fatti – a pronunciare quelle parole è chi il play dovrebbe (o avrebbe dovuto) pescarlo nel mare magnum del calciomercato estivo.

Meglio allora quando il 4-2-3-1 dell’esordio lascia spazio ad un meno spregiudicato 4-3-3, con l’ingresso di Emirhan İlkhan a cucire gli spazi tra i reparti e donare nuova linfa alla manovra baroniana. «L’ unico che può fare il play è Ilic, che però è anche lui più una mezzala. Quando è entrato Ilkhan ha dettato i tempi. E avere la copertura di un play davanti alla difesa è anche buono» prosegue l’editore di Masio. E sul turco: «Se può essere la sorpresa del Torino? È un ragazzo che ha avuto un infortunio importante. Ha molta voglia, è un 2004. L prendemmo 3 anni fa, come se fosse un 2007 di oggi. L’abbiamo mandato in prestito, tra la Sampdoria e la Turchia dove ha fatto un buon campionato. Poi si è fatto male purtroppo, ma adesso è pronto per far vedere delle cose buone. Poi sarà il mister a decidere che spazio dare, ma l’ho visto fare davvero bene».

Dal dettaglio all’universale, il focus del multilaterale con Cairo si sposta così al campo delle trattative. «I due obiettivi di mercato preannunciati nella presentazione di Baroni erano il terzino sinistro e l’attaccante esterno, ora – quest’ultimo – è ancora un obiettivo?», gli viene chiesto. Risposta: «Abbiamo pensato di giocare in un modo – a due in mezzo in campo – però poi avendo troppe mezzali non puoi giocare a due. Di esterni ne abbiamo abbastanza: Ngonge, Aboukhlal, Njie, Vlasic. Allora oggi è molto meglio pensare a qualcuno in mezzo al campo. [… ] poi il terzino sinistro ci serve, sì». Dunque, il diktat sembra tracciato: il Torino nell’ultimo scorcio di mercato a disposizione proverà ad acquistare un centrocampista in grado di coordinare il gioco e con esso anche un terzino. Basterà per ovviare alle difficoltà palesate, specialmente in difesa? Difficile dirlo. «Se in difesa servirà solo il terzino? Non lo so. La squadra è un tutt’uno, se il centrocampo non ti fa filtro, l’attacco degli indiani, la difesa va in difficoltà. Se hai un filtro davanti è più facile. Però ora ci ragioniamo, quello si può fare lo facciamo. Fatto trenta facciamo trentuno, abbiamo speso trenta milioni…se c’è da spendere qualcosa in più faremo». E la chiosa: «Perchè vorrei fare una squadra che mi faccia divertire».

GUARDA QUI L’INTERVISTA IN FORMATO VIDEO: LE DICHIARAZIONI DEL PATRON GRANATA URBANO CAIRO DOPO TORINO MODENA. IL FILMATO



Le prime pagine sportive nazionali – 19 agosto 2025

Le prime pagine dei quotidiani sportivi di oggi in edicola: Tuttosport, Corriere dello Sport e La Gazzetta dello Sport. I dettagli

Sono decine di migliaia le copie vendute tutte le mattine in edicola, ma un’anteprima dei principali contenuti può essere consultata già dalla sera precedente. Ecco, allora, le prime pagine dei Quotidiani Sportivi di oggi in edicola. Tuttosport, Corriere dello Sport e La Gazzetta dello Sport rappresentano i principali quotidiani sportivi in Italia.

Torino, Cairo post Modena: «Contento per Simeone, bello rivedere Zapata. Mercato? Agiremo così» – VIDEO

Urbano Cairo commenta Torino Modena, tra calciomercato e analisi sulla squadra di Marco Baroni, ecco il video esclusivo, l’intervista al patron granata

(Lorenzo Bosca – Inviato allo Stadio Olimpico Grande Torino). Urbano Cairo tira un grande, enorme, sospiro di sollievo: alla fine il suo Torino questa sera è riuscito a superare l’ostacolo Modena, assicurandosi così il primo turno di Coppa Italia. Merito di Nikola Vlasic e della sua ribattuta in rete (su una respinta del portiere avversario) che confeziona il successo granata in una gara che – specialmente nel primo tempo – sembrava essersi messa in salita. Tra promesse di calciomercato e indicazioni sul modulo ecco che l’editore di Masio si è soffermato a parlare con i giornalisti presenti nell’antistadio dell‘Olimpico Grande Torino proprio ai margini del match. Il video esclusivo ripreso dalle telecamere di CalcioNews24. 

Torino, Baroni in conferenza post Modena: «Tanti cambiamenti, sul mercato siamo in contatto con la società. Maripan? Ecco perchè non ha giocato»

Marco Baroni commenta Torino Modena, ecco le dichiarazioni del tecnico granata ai margini della partita di Coppa Italia, sentiamo alcune delle sue parole

(Lorenzo Bosca – Inviato allo Stadio Olimpico Grande Torino) E alla fine il Torino non ha fallito il primo impegno ufficiale della sua stagione. Merito di Nikola Vlasic, abile nello sfruttare una ribattuta fortuita a inizio secondo tempo e infilare in rete la palla che è valsa l’1-0 nella sfida di questa sera contro il Modena. Marco Baroni vince così contro l’omologo Andrea Sottil e si assicura il passaggio del turno in Coppa Italia. Un grande (enorme) sospiro di sollievo, per una gara che – nelle sue prime battute – sembrava essersi posta in salita. Bene così, anche se ci sarà da lavorare e non poco al Fila. Sentiamo dunque la conferenza stampa dell’ex allenatore della Lazio, ecco alcuni estratti del suo intervento dopo il match:

A che punto è il Torino di mister Baroni verso il campionato?

«Dobbiamo farci trovare pronti. Non mi piacciono le solite frasi fatte, non mi piace dire ‘Ci vuole tempo’. Non abbiamo tempo e dobbiamo correre. È una squadra che ha cambiato tanto, ci sono stati arrivi da poco tempo, dobbiamo inserirli velocemente, dobbiamo recuperare qualche giocatore, ma questo lo sappiamo. In questo momento è attraverso l’atteggiamento, la prestazione e la voglia che si può sopperire a qualche carenza tecnica, di sviluppo, di manovra. Bisogna mettere dentro del lavoro, ma sono fiducioso. Dobbiamo farci trovare pronti e lo faremo assolutamente».

La conferenza stampa di Marco Baroni dopo Torino Modena:

«Non voglio ridurre il tutto questo. Nel primo tempo c’erano diversi fattori. Ci sono tanti cambiamenti e informazioni che arrivano. I ragazzi cambiano modo di giocare, ci sono tanti cambiamenti, informazioni che arrivano. Nel primo tempo eravamo in difficoltà dal punto di vista della gestione tecnica. Nel secondo, con il centrocampista in più che si è abbassato, siamo migliorati anche nelle distanze, eravamo più raccolti e la squadra ha giocato, ha la qualità per farlo. Io andrò incontro alle esigenze della squadra. L’ho sempre fatto».

Mister Baroni, come mai Maripan non è sceso in campo? Scelta dettata dalla condizione o tecnica?

«No, assolutamente, è una scelta in funzione della condizione. Avendo un sinistro ho preferito far giocare un altro. Guillermo rimane un giocatore importantissimo, ma anche lui è particolarmente carico di lavoro. Quando alleggerirà i lui i carichi sarà dei nostri».

Cosa manca dal mercato a questo Torino?

«Non mi piace parlare di mercato. Noi siamo in stretto contatto con proprietà e direttore. Ogni gara è un oggetto di valutazione. Sappiamo di cosa ancora ha bisgono la squadra, ma ci si confronta poi anche con le soluzioni che il mercato ci offre. Da questo punto di vista valutiamo insieme sotto tutti gli aspetti».

Torino Modena 1-0: Vlasic trasforma i fischi in applausi, Baroni vince (a fatica) e riabbraccia Zapata

Torino Modena, allo Stadio Olimpico Grande Torino il match valido per il primo turno di Coppa Italia: sintesi, tabellino, risultato, moviola e cronaca LIVE della partita

(Lorenzo Bosca – Inviato allo Stadio Olimpico Grande Torino). Ci siamo, ora del condizionale possiamo fare a meno, ora alle parole subentrerà il campo. E’ tutto pronto per il calcio d’inizio di Torino Modena, è tutto pronto per l’inizio di una nuova stagione! Questa sera alle 21e15 in punto va in scena il primo turno della Coppa Italia tra le mura dello Stadio Olimpico Grande Torino. Da una parte i granata di Marco Baroni (arrivato dalla Lazio all’ombra della Mole quest’estate a colmare il posto vacante lasciato libero dall’esonerato Paolo Vanoli), dall’altro i gialloblù di mister Andrea Sottil (ex della partita). Non ci resta che attendere il calcio d’inizio, ecco: vediamo cronaca, sintesi e diretta LIVE della partita.


TORINO MODENA 1-0 LIVE:

🔴Inizia il match!

1′ – Più che discreta la cornice di pubblico (considerando giorno, momento e partita): sono circa 12mila i tifosi del Torino presenti

5′ – Inizio lento: ambo le squadre sembrano studiare l’avversario in questi primi giri d’orologio, tanto fraseggio per entrambe

6′ – Primo calcio d’angolo Modena: palla alta per tutti!

10′ – Possesso Torino: la squadra di Baroni mantiene ora il pallino del gioco

13′ – OCCASIONE MODENA: lampo sugli sviluppi di calcio d’angolo, para Israel

17′ – Cresce il Modena! Tanto possesso avversario, granata “spaesati”

21′ – Bella incursione dei padroni di casa, Pedersen serve Ngonge: sfera in angolo

23′ – Ci prova ancora il Torino: Casadei tenta la conclusione, sfera a lato!

25′ – cooling break, qualche secondo di pausa per i giocatori in campo

28′ – Cresce la spinta del pubblico che capisce il momento di difficoltà dei ragazzi di Marco Baroni. E dalle tribune ‘piovono’ anche cori contro il patron Urbano Cairo

38′ – OCCASIONE MODENA: Santoro si libera alla conclusione, Israel risponde ancora presente

39′ – Modena ancora in pressione

40′ – Fischi del Grande Torino: solo il Modena in campo, granata completamente fuori dal gioco!

45′ – Assegnati 3 minuti di recupero!

🔴45 + 3′ – Fine primo tempo! Torino Modena 0-0


🔴45′ – Inizia il secondo tempo di Torino Modena

45′ – Cambio Torino: esce Aboukhlal, dentro İlkhan

46′ – Messaggio netto di Baroni: il tecnico vuole un cambio di registro dopo la prima frazione

⚽51′ – GOL DEL TORINO: ha segnato Vlasic!

51′ – I padroni di casa si portano avanti grazie ad un’azione personale del neo entrato İlkhan. Il turco percorre 30 metri palla al piede e calcia. Sulla ribattuta ecco Vlasic che a porta sguarnita non può sbagliare. Gol valido

55′ – Prova a riorganizzarsi il Modena: Sottil chiama a rapporto i suoi

57′ – E’ tornato, quasi d’incanto, l’entusiasmo al Grande Torino: ora il pubblico culla e incita i piemontesi

60′ – Doppio cambio Torino: Lazaro al posto di Pedersen, Simeone al posto di Adams

61′ – Ovazione per Simeone all’ingresso in campo!

66′ – Cambi in arrivo anche per il Modena

67′ – Ecco i cambi, sono addirittura tre il Modena: escono Gliozzi, Defrel e Pyyhtia, al loro posto Mendes, Di Mariano e Magnino

75′ – Altro cambio per il Modena: fuori Zampano, entra Zanimacchia

75′ – secondo Cooling break

80′ – Il Torino prova ad addormentare la partita: il Modena, dal canto suo, sembra aver perso la brillantezza del primo temp

88′ – Cambio Torino: fuori Ngonge, dentro Zapata

88′ – Momento a dir poco magico per il Torino: piovono applausi, grida e cori per Duvan Zapata: il colombiano torna in campo in una gara ufficiale a quasi un anno dall’ultima volta

90′ – Assegnati cinque minuti di recupero

🔴90 + 5′ – Finisce qui: Torino Modena termina 1-0. Decide il gol di Vlasic

Capitolo moviola: nulla da segnalare, buon lavoro del direttore di gara complice la penuria di episodi particolarmente di difficile valutazione


Torino (4-2-3-1): Israel; Pedersen, Masina, Coco, Biraghi; Casadei, Gineitis; Ngonge, Vlasic, Aboukhlal; Adams. A disposizione: Paleari, Popa, Ilkhan, Ilic, Maripan, Anjorin, Sazonov, Simeone, Lazaro, Dembélé, Tameze, Bianay Balcot, Perciun, Zapata. Allenatore: Baroni.

Modena (3-5-2): Chichizola; Tonoli, Adorni, Nieling; Beyuku, Pyyhtia, Gerli, Santoro, Zampano; Gliozzi, Defrel. A disposizione: Pezzolato, Bagheria, Pergreffi, Magnino, Caso, Mendes, Massolin, Nador, Di Mariano, Oliva, Cotali, Cauz, Olivieri, Sarris, Zanimacchia. Allenatore: Sottil. 

Pagelle Torino Modena 1-0, i TOP e i FLOP e i voti del match di Coppa Italia

Pagelle Torino Modena 1-0, ecco qui i TOP e i FLOP della partita, vediamo i voti della partita valida per il primo turno di Coppa Italia disputata oggi

Torino Modena nel segno di Nikola Vlasic. Il club granata non brilla, non domina e, anzi, rischia – in più di un’occasione – di subire gol dai ragazzi allenati da Andrea Sottil. Poi è bastato il guizzo vincente del numero 10 per regalare il primo successo in una gara ufficiale a Marco Baroni. Ecco le pagelle ai margini della sfida di Coppa Italia.

TOP: Ilkhan
FLOP: Aboukhlal

TORINO Israel 6.5, Pedersen 5.5 (dal 60′ Lazaro 6), Masina 5.5, Coco 5.5, Biraghi 6, Casadei 6, Gineitis 6 (dall’80’ Anjorin sv), Aboukhlal 5 (dal 46′ Ilkhan 7), Vlasic 7, Ngonge 5 (dall’87’ Zapata sv), Adams 5 (dal 60′ Simeone 6), Baroni 5.5.

MODENA Chichizola 6, Tonoli 6, Adorni 6, Nieling 6, Beyuku 6, Santoro 6.5, Gerli 6.5 (dall’80’ Massolin sv), Pyyhtia 5.5 (dal 66′ Magnino 6), Zampano 6.5 (dal 74′ Zanimacchia 5.5), Gliozzi 5.5 (dal 66′ Di Mariano 5.5), Defrel 6 (dal 66′ Pedro Mendes 5.5), Sottil 5.5.

Moviola Torino Modena, l’episodio chiave del match

Moviola Torino Modena, l’episodio arbitrale chiave del match valido per il primo turno della Coppa Italia 2025/2026

L’episodio chiave della moviola del match Torino Modena, valido per il primo turno della Coppa Italia 2025/2026. Dirige la sfida l’arbitro Paride Tremolada di Monza.


MOVIOLA TORINO MODENA:

🔴Inizia il match!

45′ – assegnati 3 minuti di recupero!

🔴45 + 3′ – Fine primo tempo! Torino Modena 0-0

🔴45′ – Inizia il secondo tempo di Torino Modena

⚽51′ – GOL DEL TORINO: ha segnato Vlasic!

51′ – I padroni di casa si portano avanti grazie ad un’azione personale del neo entrato İlkhan. Il turco percorre 30 metri palla al piede e calcia. Sulla ribattuta ecco Vlasic che a porta sguarnita non può sbagliare. Gol valido

90′ – Assegnati cinque minuti di recupero

🔴90 + 5′ – Finisce qui: Torino Modena termina 1-0. Decide il gol di Vlasic

Nulla da segnalare dalla moviola di Torino vs Modena, l’arbitro conduce la gara con sicurezza. Facilitato dalla penuria di episodi paticolarmente sospetti o di difficile valutazione

Romero sposa il Tottenham: «Una seconda casa. Voglio raggiungere quel grande obiettivo»


Romero rinnova con il Tottenham: «Questo club è casa mia. Voglio vincere ancora»

Il futuro di Romero non è mai stato così chiaro. Dopo settimane di voci di mercato che lo vedevano nel mirino dell’Atletico Madrid, il difensore argentino ha messo definitivamente a tacere ogni indiscrezione: ha rinnovato il contratto con il Tottenham e si è preso, simbolicamente e non solo, la guida dello spogliatoio con la fascia da capitano. Il club inglese non ha comunicato la durata precisa dell’accordo, ma si parla di un impegno a lungo termine.

Un doppio passo importante che conferma quanto Romero sia centrale nel progetto Spurs: prima l’investitura come capitano, dopo l’addio di Son, e ora il rinnovo che lo legherà a lungo al club di Londra. Un segnale forte, anche in chiave Premier League, che il Tottenham vuole ripartire proprio dalla solidità difensiva dell’ex Atalanta.

A margine dell’annuncio ufficiale, Romero ha espresso tutta la sua soddisfazione ai canali del club: «Sono davvero felice qui. Per me il Tottenham è il miglior club del mondo. Queste due settimane, tra la fascia da capitano e il rinnovo, sono state incredibili. È una decisione fantastica per me e per la mia famiglia».

Parole che lasciano intendere quanto forte sia il legame tra Romero e l’ambiente Spurs. Il difensore ha anche rivolto un pensiero speciale ai tifosi: «Il mio messaggio per loro è semplice: grazie. Grazie per il supporto quotidiano, per l’affetto in ogni partita. Per me è qualcosa di importante, e lo è anche per tutta la squadra».

Uno dei momenti più emozionanti per Romero è arrivato proprio nella prima giornata di Premier, quando ha indossato la fascia da capitano entrando in campo con suo figlio: «È stato speciale. Essere capitano per la prima volta, e farlo accanto a mio figlio, è stato un momento che non dimenticherò mai. Amo il calcio e amo questo club».

Guardando alla nuova stagione, Romero non nasconde le ambizioni: «Dopo aver vinto l’Europa League, vogliamo continuare. Il calcio è fatto di alti e bassi, ma restare uniti è la chiave. Perché non vincere ancora? Un altro trofeo sarebbe fantastico per tutti».

Il messaggio è chiaro: Romero non solo resta, ma vuole guidare il Tottenham verso nuove vittorie.

Lookman-Inter, tutto finito. L’attaccante per ora rimane alla corte dell’Atalanta


Lookman-Inter, sogno finito: l’Atalanta lo trattiene, l’Inter cambia strategia

Il tormentone di mercato che ha accompagnato l’estate nerazzurra si è ufficialmente concluso: il sogno Lookman–Inter è sfumato. Secondo quanto riportato da Sky Sport, l’Inter ha comunicato all’Atalanta di aver abbandonato definitivamente la pista che portava all’attaccante nigeriano, classe 1997. Considerato a lungo un obiettivo concreto per rinforzare il reparto offensivo, Lookman non rientra più nei piani tecnici della società milanese.

A spiegare i motivi di questa decisione è stato il giornalista Luca Marchetti, intervenuto proprio sulle frequenze di Sky: «Non serve più un attaccante esterno e questo è stato chiaramente comunicato anche all’Atalanta. La trattativa per Lookman non è decollata sia per l’elevata valutazione imposta dalla Dea, sia perché, confrontandosi con Cristian Chivu, l’Inter ha capito di dover puntare su un altro tipo di giocatore».

Il dietrofront sull’operazione Lookman ha avuto un effetto a catena. Con l’affare ormai archiviato, si sono sbloccati i contatti tra Inter e Atalanta per il trasferimento in prestito di Nicola Zalewski, in arrivo a Bergamo. Secondo Sky, se la trattativa per Lookman fosse rimasta aperta, sarebbe stato difficile trovare un’intesa per altri giocatori, proprio per la complessità del dialogo tra i due club.

Dopo una stagione brillante con l’Atalanta, nella quale ha messo in mostra tutto il suo talento e il suo impatto offensivo, Lookman resterà dunque a disposizione di Gian Piero Gasperini, salvo proposte clamorose dall’estero. L’attaccante nigeriano si conferma pedina centrale del progetto bergamasco, mentre l’Inter guarda altrove per completare la rosa.

Il cambio di rotta è chiaro: l’Inter non cerca più un esterno offensivo come Lookman, ma un profilo diverso, probabilmente un centrocampista con qualità tecniche e capacità di inserimento. Una scelta maturata anche attraverso il confronto diretto tra dirigenza e mister Chivu, sempre più coinvolto nelle decisioni strategiche di mercato.

Per i tifosi interisti, la fine dell’operazione Lookman rappresenta la chiusura definitiva di una pista che ha alimentato speranze e discussioni per settimane. Ora, tutte le attenzioni si spostano sul nuovo obiettivo, con la certezza che il nome di Lookman non sarà più al centro del mercato nerazzurro.

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