Formazioni ufficiali Torino Modena, ecco le scelte di mister Marco Baroni e Andrea Sottil per la Coppa Italia questa sera
Finalmente ci siamo, l’attesa – ora possiamo dirlo per davvero – è finita. Questa sera, alle 21:15 in punto, lo Stadio Olimpico Grande Torino ospiterà uno dei primi appuntamenti (e più attesi) della stagione: il match di Coppa Italia tra Torino e Modena. Gli uomini in maglia granata, allenati da mister Marco Baroni (arrivato quest’estate dalla panchina della Lazio), faranno il loro debutto ufficiale in una competizione che promette emozioni, mentre dall’altra parte, i ragazzi di Andrea Sottil sono pronti a dare il massimo per superare l’ostacolo e proseguire in tal modo il cammino. Chi uscirà vincitore da questa sfida avrà il privilegio di affrontare il Pisa, che ieri ha avuto la meglio sul Cesena ai rigori, regalando così un ulteriore capitolo alla competizione. Un match che si preannuncia intenso, da vivere sotto il cielo di Torino con il pubblico che dovrebbe toccare quota 12mila spettatori (non male considerando il giorno). L’attesa cresce mentre il calcio d’inizio si avvicina. Nel frattempo, le due squadre hanno già diramato le formazioni ufficiali attraverso i loro portali, con i rispettivi titolari pronti a scendere in campo per dare il massimo. Da notare come tra le fila del club sabaudo sia nuovamente presente Duvan Zapata, convocato per una gara ufficiale a quasi un anno di distanza dall’ultima volta. Non resta che scoprire chi avrà la meglio in questa sfida di Coppa Italia, un incontro che promette spettacolo e passione.
Zalewski è un nuovo giocatore dell’Atalanta. Ecco il comunicato ufficiale sul nuovo esterno
IL COMUNICATO
Dopo quelli di Kossounou, Kamaldeen Sulemana, Ahanor e Sportiello, Nicola Zalewski è il quinto acquisto a titolo definitivo di Atalanta BC in questa sessione estiva della campagna trasferimenti. Il Club nerazzurro ne ha acquisito il diritto alle prestazioni sportive da FC Internazionale Milano.
L’esterno di centrocampo italo-polacco, che ha scelto il 59 come numero di maglia, ha al suo attivo già 95 presenze in Serie A nonché 26 in UEFA Europa League e 7 in UEFA Conference League, competizione quest’ultima vinta con la Roma nel maggio del 2022. Un bagaglio di esperienza notevole, a soli 23 anni, nobilitato ulteriormente non solo dalle 2 presenze in Champions League e dalle altrettante al Mondiale per Club, ma anche dalla partecipazione con la Nazionale polacca ai Mondiali in Qatar nel 2022 e agli Europei del 2024 in Germania. Con la Nazionale polacca ha sin qui totalizzato 29 presenze e segnato 3 gol.
Nato a Tivoli il 23 gennaio 2002, inizia la sua formazione calcistica a soli sei anni in provincia di Roma dapprima nella ASD Poli e poi allo Zagarolo. Il suo precoce talento viene notato dalla Roma, dove milita per dieci anni nel settore giovanile fino a debuttare in Prima Squadra il 6 maggio 2021, a 19 anni, nella gara di ritorno delle semifinali di UEFA Europa League. Il 9 maggio seguente esordisce anche in Serie A nel vittorioso match contro il Crotone.
All’inizio della stagione 2021/22 viene inserito stabilmente in prima squadra, e il 25 maggio 2022 disputa da titolare la vittoriosa finale di UEFA Conference League contro il Feyenoord.
Nella stagione successiva, sempre in forza alla Roma in cui viene spesso impiegato come titolare (34 volte in 45 presenze fra campionato e UEFA Europa League), segna la sua prima rete in Serie A il 12 marzo 2023 contro il Sassuolo.
L’1 febbraio 2025 si trasferisce a titolo temporaneo all’Inter: il giorno seguente, nel derby di campionato contro il Milan, serve l’assist decisivo per il definitivo 1-1. L’11 maggio, invece, segna la sua prima rete con l’Inter nel successo per 2-0 in casa del Torino. A fine stagione scorsa l’Inter lo riscatta a titolo definitivo dalla Roma.
In possesso di doppia cittadinanza, sceglie di rappresentare calcisticamente il Paese di origine dei suoi genitori, vale a dire la Polonia, con la quale fa il suo debutto il 5 settembre 2021. Gioca due partite al Mondiale in Qatar del 2022 e tre gare all’Europeo del 2024 in Germania, manifestazione quest’ultima in preparazione alla quale segna la sua prima rete con la Polonia il 10 giugno 2024, in occasione dell’amichevole vinta per 2-1 contro la Turchia.
La famiglia Percassi, quella Pagliuca e tutto il Club nerazzurro rivolgono un caloroso benvenuto a Nicola, augurandogli le migliori soddisfazioni – personali e di squadra – in maglia nerazzurra.
Calciomercato Roma: Pellegrini verso l’addio, sirene dalla Premier e ipotesi Fiorentina
Il Calciomercato Roma entra nel vivo e una delle questioni più delicate riguarda il futuro del capitano Lorenzo Pellegrini. Il centrocampista, classe 1996, ha ancora un anno di contratto con il club giallorosso, ma secondo fonti vicine alla società, la possibilità di un addio a fine estate si fa sempre più concreta. Il giocatore vorrebbe restare per rilanciarsi dopo una stagione complicata, ma la dirigenza sembra aver già preso una direzione diversa.
A far luce sulla situazione ci ha pensato Ivan Zazzaroni, direttore del Corriere dello Sport, che in un post Instagram ha scritto parole nette: «Il futuro di Lorenzo alla Roma è scritto da mesi: il contratto, peraltro importante, non gli sarà rinnovato». Una dichiarazione che pesa molto all’interno del panorama del Calciomercato Roma, considerando il ruolo simbolico che Pellegrini ricopre all’interno dello spogliatoio.
Nonostante il legame con la città e il club, Pellegrini è consapevole che la sua permanenza sia tutt’altro che garantita. Zazzaroni ha aggiunto: «Sono affezionato a lui, bravissimo ragazzo, e mi piace il suo calcio tecnico. Vive l’ormai prossima separazione con grande disappunto, continuando tuttavia a pensare di poter recuperare il rapporto».
Le squadre interessate non mancano. In Inghilterra, sia il West Ham che il Tottenham hanno effettuato dei primi sondaggi, mentre in Italia è la Fiorentina ad aver mostrato un interesse concreto. Queste opzioni rappresentano possibili destinazioni all’interno di un Calciomercato Roma che si preannuncia turbolento per quanto riguarda le uscite illustri.
Zazzaroni ha poi concluso con un pensiero personale ma significativo: «Nell’anno del Mondiale ha bisogno di giocare. Da amico (lo dico con un filo di presunzione), gli auguro di trovare lo spazio che insegue. Da giornalista, lo invito a guardare oltre la Roma».
Il Calciomercato Roma, dunque, potrebbe presto vedere l’uscita di scena del suo capitano, simbolo della romanità calcistica degli ultimi anni. Un addio che sarebbe doloroso per tifosi e ambiente, ma forse necessario per entrambe le parti. Nei prossimi giorni, la situazione potrebbe evolversi rapidamente.
Reginaldo su Kean: «Può ripetersi, ha tutto per fare una grande stagione»
Reginaldo, ex attaccante brasiliano della Fiorentina, è intervenuto ai microfoni di Radio FirenzeViola per analizzare la situazione attuale della squadra viola, soffermandosi in particolare sul potenziale offensivo e sul ruolo chiave che Kean potrebbe avere nella prossima stagione.
«Sento buone vibrazioni attorno a questa Fiorentina – ha dichiarato Reginaldo –. La squadra è ben organizzata e pronta a mettere in difficoltà chiunque. C’è una base solida e si vede l’impronta di Pioli, che sta lavorando bene anche sul piano mentale».
Tra i temi più caldi c’è ovviamente l’attacco viola, dove si prospetta un tridente intrigante composto da Kean, Dzeko e Gudmundsson. Un trio che secondo Reginaldo può funzionare: «Sì, possono giocare insieme. Non solo hanno qualità per segnare in ogni momento, ma sanno anche sacrificarsi nella fase difensiva. Kean in particolare ha imparato a lavorare per la squadra, e questo è un segnale importante di maturità».
Interrogato sulle prospettive individuali di Kean, l’ex viola si è mostrato molto fiducioso: «Quest’anno sarà osservato speciale dai difensori, ma lui ha tutto per confermarsi. Il fatto di essere rimasto a Firenze è fondamentale: l’ambiente lo sostiene, i tifosi lo adorano, e lui sente questa fiducia. Ha lo stimolo giusto per continuare a crescere».
Uno degli obiettivi più ambiziosi per Kean potrebbe essere la conquista della classifica marcatori. Anche in questo caso, Reginaldo non si è nascosto: «Certo che può puntare alla vetta. Ha trovato equilibrio e continuità. Se mantiene questa costanza, può tranquillamente ripetere – o addirittura migliorare – quanto fatto nella scorsa stagione».
Il futuro di Kean sembra quindi legato a doppio filo al rendimento della Fiorentina. La sua crescita come uomo squadra, la sintonia con Pioli e l’inserimento in un attacco ben assortito lo rendono uno dei punti di riferimento del progetto viola. I tifosi si aspettano molto da lui, ma Kean ha dimostrato di sapere reggere la pressione e di avere ancora margini di miglioramento.
Con queste premesse, il nuovo campionato potrebbe essere l’occasione perfetta per vedere un Kean ancora più protagonista.
Mercato Toro, il registra Caviglia può realmente cambiare le carte in tavola della squadra granata? Ecco la situazione
Un regista per la rivoluzione tattica, un talento per alzare il livello del centrocampo. Come riportato dall’esperto di mercato Gianluca Di Marzio, il Torino fa sul serio per Hans Nicolussi Caviglia e continua a lavorare con il Venezia per portare il giovane play in granata. L’interesse del club non è casuale, ma legato a una precisa esigenza del tecnico Marco Baroni: trovare un regista di qualità che gli consenta di abbandonare il modulo attuale per passare a un più propositivo 4-3-3.
Nicolussi Caviglia, classe 2000, è reduce da una stagione da assoluto protagonista con la maglia del Venezia, in cui ha finalmente mostrato tutto il suo potenziale. Cresciuto nelle giovanili della Juventus, ha trovato in laguna la continuità e la fiducia che gli erano mancate, diventando il perno del centrocampo. Nell’ultimo campionato di Serie A ha collezionato 35 presenze, impreziosite da 4 gol e 3 assist, affermandosi come uno dei migliori interpreti del ruolo.
La sua è stata una crescita esponenziale: ha dimostrato di essere un regista moderno, capace di unire visione di gioco e intelligenza tattica a un contributo concreto in zona gol, specialmente sui calci piazzati, dove si è rivelato un vero specialista. La trattativa, però, non è semplice.
Il Venezia, che in questa sessione ha già realizzato cessioni importanti, non ha alcuna intenzione di “svendere” il suo gioiello. I contatti tra le parti sono proseguiti anche nelle ultime ore, ma non c’è ancora un’intesa sulla formula. Il Torino spinge per un prestito con diritto di riscatto, mentre il club veneto preferirebbe una cessione a titolo definitivo per monetizzare al massimo. Sul giocatore, inoltre, si registra anche l’interesse di altri club. Il tempo stringe e il Toro deve decidere se affondare il colpo per assicurarsi il metronomo su cui costruire il suo nuovo progetto tattico.
Calciomercato Bologna: Asllani vicino ai rossoblù, trattativa in fase avanzata con l’Inter
Il Calciomercato Bologna è pronto a regalare un rinforzo importante per la mediana: Kristjan Asllani è sempre più vicino a vestire la maglia rossoblù. Il centrocampista albanese classe 2002, attualmente all’Inter, è da tempo finito nel mirino della dirigenza felsinea, intenzionata a puntare su di lui per rafforzare il centrocampo in vista della stagione 2025/26, che vedrà il club impegnato anche in Europa.
Dopo due stagioni a Milano, Asllani è alla ricerca di maggiore spazio e continuità. All’Inter ha infatti faticato a imporsi come titolare, chiuso dalla concorrenza nel reparto di centrocampo. Ora, il Calciomercato Bologna rappresenta per lui un’occasione ideale per rilanciarsi in un ambiente competitivo, ma capace di valorizzare i giovani.
Secondo quanto riportato dal giornalista esperto di mercato Fabrizio Romano, la trattativa tra Bologna e Inter è in fase avanzata. I contatti tra l’entourage del giocatore e il club rossoblù stanno proseguendo spediti: si lavora sugli ultimi dettagli legati all’ingaggio e alla durata del contratto, con ottimismo da entrambe le parti.
Sul piano economico, l’operazione si aggira attorno ai 10 milioni di euro. L’Inter, inoltre, otterrà una percentuale del 40% sulla futura rivendita del cartellino, una clausola che evidenzia la fiducia del club nerazzurro nel potenziale di crescita del centrocampista albanese. Per il Bologna, si tratterebbe di un investimento strategico, in linea con la filosofia societaria che punta su profili giovani e di prospettiva.
Il tecnico rossoblù è stato informato passo dopo passo sull’evoluzione della trattativa e avrebbe già dato il suo benestare. Asllani, dal canto suo, sarebbe entusiasta della possibilità di lavorare in un contesto che potrebbe offrirgli minuti importanti e un ruolo centrale nel progetto tecnico.
Con questo possibile colpo, il Calciomercato Bologna conferma l’ambizione della società: costruire una rosa competitiva senza rinunciare alla sostenibilità economica, puntando su giovani talenti che possano crescere e affermarsi. L’arrivo di Asllani darebbe maggiore dinamismo e qualità al centrocampo, rappresentando un passo concreto verso il rafforzamento della squadra in vista della nuova stagione.
Calciomercato Como: Laporte nel mirino, pronto un contratto triennale
Il Calciomercato Como entra nel vivo con un nome di grande prestigio che potrebbe infiammare l’ambiente lariano: Aymeric Laporte. Il difensore centrale spagnolo, classe 1994, è attualmente legato all’Al Nassr da un contratto fino al 30 giugno 2026, ma starebbe trattando la risoluzione anticipata con il club saudita. Una scelta che potrebbe aprire le porte a un ritorno in Europa, dove diversi club stanno monitorando la situazione, tra cui proprio il Como.
Secondo quanto riportato da Tuttosport, il Como avrebbe già pronta un’offerta triennale per convincere Laporte ad accettare la sfida della Serie A. L’obiettivo è quello di portare in rosa un profilo di altissimo livello, capace di alzare fin da subito la qualità e l’esperienza del reparto difensivo. Fabregas, che guida il progetto tecnico del club, avrebbe individuato proprio in Laporte il tassello mancante per costruire una retroguardia solida e competitiva in vista della prossima stagione.
Il Calciomercato Como si conferma dunque molto attivo, con un progetto ambizioso che guarda ai grandi nomi per consolidarsi nella massima serie. Laporte, dal canto suo, potrebbe essere attratto dall’idea di tornare a giocare in un campionato europeo competitivo e in un ambiente stimolante, dove ritroverebbe anche una guida tecnica come Fabregas, con cui condivide la mentalità vincente e un background internazionale.
La carriera di Aymeric Laporte parla da sola. Cresciuto nell’Athletic Club, ha debuttato con la seconda squadra per poi imporsi come titolare nella formazione basca, collezionando 222 presenze e 10 gol. Successivamente, è passato al Manchester City, dove ha vinto tutto: sei Premier League, una Champions League, due FA Cup, quattro Carabao Cup e due Community Shield, totalizzando 180 presenze e 12 reti. Con l’Al Nassr, club saudita in cui milita attualmente, ha giocato 69 partite e segnato 9 gol. Con la nazionale spagnola, ha vinto un Europeo e una Nations League.
Nonostante l’interesse anche da parte dell’Athletic Club per un suo ritorno, il Calciomercato Como resta più che mai attento e attivo. L’obiettivo è chiaro: chiudere un colpo da sogno che porterebbe sul lago un campione dal curriculum straordinario, pronto a scrivere una nuova pagina della sua carriera in Italia.
Manchester United in crisi totale. L’ex stella attacca così l’ambiente dopo la lunga crisi
Un inizio che sa di beffa, una sconfitta di misura che pesa come un macigno e riapre ferite mai del tutto rimarginate. La nuova stagione del Manchester United di Rúben Amorim è iniziata esattamente come era finita la precedente: con una sconfitta. Lo 0-1 contro l’Arsenal a Old Trafford non è solo un passo falso, ma la quindicesima battuta d’arresto in 28 partite di Premier League per il tecnico portoghese, un record negativo che, come sottolineato dalla stampa inglese, sta mettendo a dura prova la pazienza di un ambiente già esasperato. Dopo la partita, Amorim ha provato a difendere i suoi: «Sono molto orgoglioso dei ragazzi». Parole che hanno scatenato l’ira funesta di una leggenda del club, Roy Keane. L’ex capitano, oggi opinionista per Sky Sports, non ha usato mezzi termini per demolire l’atteggiamento del tecnico: «Continuo a sentire gente che si dice orgogliosa della prestazione, quando invece ha perso la partita. A un certo punto, per vincere nel calcio, bisogna segnare dei gol, non solo giocare bene. Rúben Amorim ha disputato 28 partite di Premier League e ha ottenuto solo 27 punti». Una sentenza impietosa, che fotografa un fallimento statistico senza precedenti: mai nessun allenatore di un club non neopromosso aveva raggiunto così in fretta le 15 sconfitte. Il tempo, per Amorim, stringe. Arrivato nel novembre 2024 con l’aurea del predestinato, dopo aver incantato l’Europa con il suo Sporting Lisbona (capace persino di battere 4-1 il City di Guardiola), non è ancora riuscito a trasmettere la sua mentalità vincente. Il deludente 15° posto della scorsa stagione e la finale di Europa League persa contro il Tottenham pesano come un macigno. La sua promessa di fine anno, «i giorni belli stanno arrivando», suona oggi come una beffa per i tifosi dei Red Devils, costretti ancora una volta a fare i conti con una crisi che sembra non avere fine.
Mercato Roma, il club giallorosso e quella che è stata la trattativa per portare Sancho
Un incubo senza fine, un talento cristallino intrappolato in una prigione dorata. Come riportato da talkSPORT e confermato da Fabrizio Romano, Jadon Sancho ha rifiutato un’altra via d’uscita dal Manchester United, dicendo “no” a un’offerta da 20 milioni di sterline presentata dalla Roma. L’ostacolo, ancora una volta, non è stato il club, ma l’impossibilità di trovare un accordo sui termini personali. Una decisione che prolunga una delle saghe più tristi e complesse del calcio inglese, con un giocatore di 25 anni che rischia di vedere la sua carriera precipitare.
La situazione di Sancho a Manchester è ormai insostenibile. Messo ai margini del progetto dal nuovo tecnico Rúben Amorim, non ha neanche un numero di maglia per la nuova stagione. Eppure, nonostante questo status da “separato in casa”, continua a rifiutare le destinazioni che non ritiene all’altezza. Secondo l’esperto di mercato Ben Jacobs, Sancho è convinto che arriveranno offerte migliori e per questo ha respinto non solo la Roma, ma anche l’interesse dei club turchi. Un’attesa rischiosa, che ricalca un copione già visto.
Anche il suo ritorno in prestito al Chelsea, dove pure ha mostrato sprazzi del suo talento (5 gol e 10 assist in 42 presenze), si era concluso con un nulla di fatto. I Blues, pur avendo un obbligo di riscatto, hanno preferito pagare una penale di 5 milioni di sterline per non finalizzare l’acquisto, a causa delle difficoltà nel trovare un accordo sull’ingaggio.
Arrivato allo United nel 2021 dal Borussia Dortmund come uno dei talenti più luminosi d’Europa, la sua carriera si è progressivamente spenta, tra incomprensioni tattiche e la rottura definitiva con Erik ten Hag. Ora, con il no alla Roma, il suo futuro è un rebus sempre più indecifrabile.
Carlo Laudisa e la sua opinione riguardante l’infortunio di Romelu Lukaku. Le parole
Un infortunio che riscrive il mercato, un domino di attaccanti che si innesca a due settimane dalla chiusura delle trattative. L’infortunio di Romelu Lukaku è una tegola pesantissima per il Napoli, un “bel guaio” che, come analizzato dal giornalista ed esperto di mercato Carlo Laudisa a Stile TV, costringe il club campione d’Italia a una corsa contro il tempo per trovare un sostituto all’altezza. In un intervento durante la trasmissione “Salite sulla Giostra”, Laudisa ha dipinto un quadro complesso, un intrigo di mercato che coinvolge più club e che rende la scelta del Napoli “difficilissima”.
L’EMERGENZA ATTACCO PER IL NAPOLI – «Infortunio Lukaku? Il Napoli ha venduto Raspadori, Simeone e Cheddira, e in questo momento non è facile trovare un attaccante che fra tre mesi diventerà la terza scelta. Quello di Lukaku è un bel guaio, e ora la scelta del Napoli è difficilissima. Lukaku è stato decisivo per la vittoria dello scudetto del Napoli. Adesso tocca a Lucca, ma il mercato dei campioni d’Italia regalerà un’altra sorpresa. Stavolta obbligata».
L’INTRIGO DEI BOMBER: DA KRSTOVIĆ A ZIRKZEE – «Il nome più semplice da prendere potrebbe essere Krstović del Lecce, ma nelle ultime ore l’Atalanta si è vista la porta chiusa in faccia dal Fulham per Muniz, e oggi è orientata a rivolgersi al Lecce per Krstović. Anche Gasperini a Roma vuole Krstović, al posto di Dovbyk. Ipoteticamente in questo giro l’ucraino potrebbe venire a Napoli, ma non sappiamo se piace a Conte. Gasperini vuole un attaccante di movimento che apra gli spazi, cosa che Dovbyk non fa. Per la stessa ragione, non sono sicuro che possa piacere a Conte. Jackson e Zirkzee? Non sappiamo se Chelsea e Manchester United li cederebbero in prestito. Jackson è un attaccante potente che somiglia a Lukaku e Lucca, Zirkzee è un giocatore raffinatissimo che dialoga molto con i compagni ma che frequenta poco l’area, non so quindi se può essere lui il profilo giusto per Conte».
IL MERCATO DEL CENTROCAMPO E LA LOTTA SCUDETTO – «Chiesa potrebbe ancora interessare al Napoli, ma il Liverpool incredibilmente lo ha dichiarato incedibile. A centrocampo credo che resista la candidatura di Musah, che ieri è entrato nel finale. Nel Milan c’è abbondanza a centrocampo, e una plusvalenza farebbe bene al club, dunque mi sembra un nome ancora possibile. È presto per i pronostici sullo scudetto, ma l’infortunio di Lukaku è un rompicapo pesante per il Napoli».
Razzismo calcio, ecco cosa ha insegnato il calcio inglese. La situazione e il racconto
Un episodio vergognoso, una condanna esemplare che lancia un messaggio forte contro il razzismo. Come riportato dal quotidiano inglese The Express, un uomo di 47 anni è stato arrestato e successivamente bandito a vita da tutti gli stadi del Regno Unito per aver rivolto abusi razzisti all’attaccante del Bournemouth, Antoine Semenyo, durante la partita inaugurale della Premier League contro il Liverpool. Un provvedimento durissimo, che testimonia la tolleranza zero del calcio inglese di fronte a un fenomeno che continua a macchiare lo sport. I fatti sono avvenuti al 29′ minuto del primo tempo ad Anfield. Semenyo, attaccante ghanese di 25 anni, è stato preso di mira da un tifoso. L’episodio non è passato inosservato: il giocatore ha immediatamente interrotto il gioco per segnalare l’abuso all’arbitro, che ha a sua volta fermato la partita per permettere l’intervento degli steward e della polizia. L’uomo è stato subito individuato, arrestato e successivamente rilasciato su cauzione, ma con una condizione pesantissima: il divieto assoluto di accedere a qualsiasi stadio di calcio del Regno Unito. L’incidente ha scosso profondamente il mondo del calcio inglese, riaccendendo il dibattito sulla necessità di misure ancora più severe per estirpare il razzismo dagli stadi. Per Antoine Semenyo, reduce da una stagione in cui si è imposto come uno dei giocatori più importanti del Bournemouth, è stato un battesimo amaro per la nuova stagione. La reazione immediata e compatta di compagni, avversari e istituzioni, però, ha dimostrato che la lotta contro la discriminazione resta una priorità assoluta per la Premier League. Un episodio grave, che ha però generato una risposta forte e unanime: il razzismo non ha posto, né in campo né sugli spalti.
La battaglia di De Laurentiis e l’esito di una guerra che finisce con una semplice multa
Un ricorso alla giustizia ordinaria che si trasforma in una multa salata e in una sconfitta politica. Il presidente del Napoli, Aurelio De Laurentiis, e il suo club sono stati sanzionati dalla FIGC per la violazione del “vincolo di giustizia”, una delle regole fondamentali dell’ordinamento sportivo.
La vicenda, che si è conclusa con un patteggiamento, vede il presidente costretto a pagare una multa di 22.223 euro e la società a versarne 54.445. Al centro del contendere, il tentativo, fallito, di De Laurentiis di bloccare l’elezione di Ezio Simonelli alla presidenza della Lega Serie A.
I fatti, come ricostruiti, risalgono al 20 dicembre 2024. In quella data, il presidente del Napoli depositò un ricorso d’urgenza presso il tribunale ordinario di Milano, un’azione legale mirata a «inibire al dott. Ezio Simonelli l’esercizio delle funzioni di Presidente di Lega Serie A e di ostacolare l’accertamento del requisito della sua indipendenza».
Una mossa forte, che di fatto bypassava gli organi della giustizia sportiva per rivolgersi direttamente a quella civile, contravvenendo a una norma cardine del sistema. Il tribunale, il 2 gennaio successivo, rigettò l’istanza, ma la Procura Federale, nel frattempo, aveva già aperto un fascicolo.
Al patron azzurro è stata contestata la violazione di due articoli del codice di giustizia sportiva: il 4, che impone ai tesserati «lealtà, probità e correttezza», e soprattutto il 34, che regola il “vincolo di giustizia”, ovvero l’obbligo di esaurire tutti i gradi della giustizia sportiva prima di potersi rivolgere a un tribunale ordinario.
Il patteggiamento ha evitato conseguenze più pesanti, come una possibile inibizione, ma la multa rappresenta un segnale politico forte da parte della Federazione, una sconfitta per De Laurentiis nella sua perenne battaglia contro il “sistema” e un monito per chiunque in futuro voglia seguire la stessa strada.
Lukaku fuori 3 mesi. Come si comporterà adesso la squadra partenopea? Le novità
Una tegola pesantissima, un fulmine a ciel sereno che costringe i campioni d’Italia a tornare di corsa sul mercato. La diagnosi per l’infortunio di Romelu Lukaku è la peggiore possibile: «lesione di alto grado del retto femorale della coscia sinistra». Un verdetto che significa uno stop di almeno tre mesi e che priva Antonio Conte del suo punto di riferimento offensivo proprio alla vigilia dell’inizio del campionato.
Come riportato oggi da Repubblica, il Napoli è ora costretto a correre ai ripari per colmare un vuoto che il solo Lorenzo Lucca non può riempire.
La strategia del DS Manna, secondo il quotidiano, è chiara: cercare un attaccante di spessore in prestito, magari pescando tra gli esuberi dei top club europei. La Premier League è il terreno di caccia principale. I nomi più caldi sono quelli di Joshua Zirkzee e Rasmus Højlund del Manchester United, anche se sul danese è forte la concorrenza del Milan. Dal Chelsea, invece, spunta di nuovo l’ipotesi Nicolas Jackson, un profilo che il Napoli seguiva già prima di chiudere l’operazione Lucca.
Ma non si guarda solo all’estero. Anche in Italia ci sono due piste concrete. La prima porta ad Artem Dovbyk, centravanti ucraino in uscita dalla Roma, che rappresenterebbe un’occasione interessante. La seconda è quella che conduce al montenegrino Nikola Krstović del Lecce, un giocatore più giovane ma dal grande potenziale.
Il tempo stringe, il Napoli deve decidere in fretta. L’assenza di Lukaku, uomo simbolo dello scudetto, è un handicap enorme. La palla ora passa a Lucca, ma il mercato dei campioni d’Italia, spinto dalla necessità, è pronto a regalare un’ultima, obbligata sorpresa.
Calciomercato Roma, per i giallorossi è una grandissima occasione da cogliere al volo
Un talento inglese nel mirino della Serie A, un duello di mercato che infiamma l’asse tra Bologna e Roma. Come riportato dall’esperto di mercato Gianluca Di Marzio, i due club italiani sono in forte pressing su Jonathan Rowe, giovane e talentuoso attaccante esterno classe 2003 di proprietà dell’Olympique Marsiglia. Un profilo moderno, veloce e tecnico, che si è messo in luce nell’ultima stagione sotto la guida di Roberto De Zerbi e che ora è pronto per il grande salto in un campionato top.
Il Bologna si è mosso per primo, avviando i contatti da diversi giorni per provare a chiudere l’operazione. Il club rossoblù, che ha costruito la sua nuova identità puntando su giocatori di qualità e di respiro internazionale, vede in Rowe l’interprete perfetto per il gioco di Vincenzo Italiano, un’ala capace di creare superiorità numerica e di essere decisivo negli ultimi trenta metri. Tuttavia, l’accordo con il giocatore non è stato ancora trovato, un’incertezza che ha lasciato la porta aperta all’inserimento di una rivale potente.
La Roma, infatti, dopo aver incassato il “no” da Jadon Sancho, ha virato con decisione sul 22enne inglese. Il direttore sportivo Frederic Massara sta lavorando per superare la concorrenza del Bologna, forte di un progetto tecnico ambizioso e della possibilità di offrire al giocatore un palcoscenico importante. Rowe, reduce da una stagione al Marsiglia in cui ha collezionato 3 gol e 4 assist, è un profilo che piace molto a Gasperini per la sua duttilità e per la sua capacità di attaccare la profondità. Con un curriculum che vanta già 39 gol in carriera e 3 reti con la maglia dell’Inghilterra Under 21, è considerato uno dei talenti più pronti della sua generazione. La battaglia è aperta, con Bologna e Roma pronte a sfidarsi per assicurarsi uno dei gioielli più luminosi del mercato europeo.
L’esordio da incubo di Gyokeres con l’Arsenal. La situazione
Un esordio in sordina, zero tiri in porta e una sostituzione che ha fatto storcere il naso a molti. La prima partita in Premier League di Viktor Gyökeres con la maglia dell’Arsenal non è stata quella che i tifosi si aspettavano. Il centravanti svedese, pagato 64 milioni di sterline e arrivato con l’etichetta di bomber implacabile, ha faticato a incidere nel big match di Old Trafford contro il Manchester United, alimentando i dubbi sulla sua tenuta in un campionato top. Ma a spegnere sul nascere le critiche e a difendere a spada tratta il nuovo compagno ci ha pensato uno dei leader della squadra: Bukayo Saka.
In un’intervista post-partita, l’ala inglese ha offerto una lettura completamente diversa della prestazione di Gyökeres, elogiandone lo spirito di sacrificio e la capacità di lottare contro i difensori avversari. «Sono rimasto impressionato da lui, ha combattuto per noi», ha dichiarato Saka. «È stata dura, una grande battaglia là davanti. Penso che abbia fatto bene. La sua prestazione ci dà qualcosa su cui costruire e sono sicuro che lo aiuterà per la prossima settimana. Si è inserito bene, come gli altri ragazzi».
Parole che suonano come un’investitura e un invito alla calma. Gyökeres, 27 anni, ha avuto solo due settimane di allenamento completo con la squadra a causa di una trattativa che si è protratta a lungo. Il suo è un grande salto, dallo Sporting Lisbona a uno dei campionati più difficili del mondo, ed è normale che abbia bisogno di un periodo di adattamento. Mentre i tifosi si interrogano sulla bontà di un investimento così oneroso per un giocatore ancora da testare a questi livelli, Saka non ha dubbi.
La sua difesa pubblica è un segnale forte: lo spogliatoio è con il suo nuovo numero 9, convinto che, una volta trovata la condizione migliore, dimostrerà tutto il suo valore.
Lookman, ad oggi fase di stallo tra Atalanta e Inter. A breve può esserci la conclusione definitiva di questa situazione
Se da una parte l’Atalanta si sta preparando per la nuova stagione, dall’altra invece c’è ancora da capire quale sarà la situazione Lookman-Inter.
Secondo quanto raccolto da CalcioNews24, oggi la situazione Lookman è in fase di stallo. Non ci sono nuove offerte da parte dell’Inter e l’Atalanta rimane ferma delle sue idee senza scendere a compromessi.
A breve però ci saranno novità dove non sono da escludere certi scenari: compresa una permanenza (con possibili conseguenze). Staremo a vedere come si evolverà la situazione.
Calciomercato Juventus: cosa manca per chiudere il colpo O’Riley. Il giocatore danese ha già un’intesa di massima con i bianconeri
La Juventus si prepara a un possibile colpo a centrocampo: Matt O’Riley, centrocampista danese in forza al Brighton, scalpita per vestire la maglia bianconera. Come riferisce Tuttosport, un accordo di massima con il giocatore è già stato trovato, segnale che i bianconeri non vogliono farsi cogliere impreparati nel caso in cui si concretizzi la cessione di Douglas Luiz al Nottingham Forest.
O’Riley, centrocampista offensivo con una buona visione di gioco e una spiccata capacità di inserimento, rappresenta un profilo gradito a Igor Tudor, che ne apprezza duttilità e caratteristiche tecniche. Il Brighton valuta il suo cartellino attorno ai 30 milioni di euro, una cifra che la Juventus considera impegnativa ma non impossibile, soprattutto se si concretizzerà la partenza di Luiz.
L’uscita del centrocampista brasiliano, infatti, libererebbe sia spazio salariale che risorse economiche utili per andare all’assalto di O’Riley. Per il momento, i bianconeri mantengono i contatti con gli inglesi, consapevoli che la trattativa potrà entrare nel vivo non appena si sbloccheranno le operazioni in uscita.
Il calciomercato Juve resta quindi in fermento: O’Riley vede la Serie A come un’opportunità di crescita e spinge per il trasferimento, mentre la Juventus si prepara a cogliere l’occasione al momento giusto. I prossimi giorni, con lo snodo legato a Douglas Luiz, saranno decisivi per capire se il danese potrà vestire la maglia bianconera già da questa stagione.
Infortunio Lukaku, il comunicato: c’è lesione alla coscia. Necessaria consulenza chirurgica… Il Napoli deve tornare sul mercato
Il verdetto tanto temuto è arrivato, ed è impietoso. Il Napoli, tramite una nota ufficiale, ha comunicato l’esito degli esami strumentali a cui si è sottoposto Romelu Lukaku in seguito all’infortunio rimediato nell’amichevole contro l’Olympiacos. Le speranze di un problema di lieve entità sono state spazzate via da una diagnosi che conferma la gravità della situazione e preannuncia un lungo stop per il centravanti belga.
Questo il bollettino medico diffuso dal club nel primo pomeriggio di oggi: «In seguito all’infortunio rimediato nel match contro l’Olympiacos, Romelu Lukaku si è sottoposto, presso il Pineta Grande Hospital, a esami strumentali che hanno evidenziato una lesione di alto grado del retto femorale della coscia sinistra. Il calciatore azzurro ha già iniziato l’iter riabilitativo e sarà sottoposto anche a consulenza chirurgica».
Le parole chiave sono due e non lasciano spazio a interpretazioni ottimistiche: “lesione di alto grado”, che indica un danno muscolare significativo, e la necessità di una “consulenza chirurgica”, che apre alla possibilità di un intervento e, di conseguenza, a tempi di recupero che si misurano in mesi, non in settimane.
Inevitabilmente, la notizia ha scatenato un terremoto che dall’infermeria si è propagato immediatamente all’area mercato. L’infortunio di Lukaku va a incidere in maniera drammatica sulle strategie del Napoli. Con le partenze estive di Raspadori and Simeone, Mister Conte si ritrova con il solo Lorenzo Lucca come centravanti di ruolo. Una soluzione insufficiente per affrontare una stagione che vedrà il club impegnato su due fronti, campionato e Champions League.
Quella che fino a pochi giorni fa era una rosa quasi completa, ora si trova in piena emergenza offensiva. L’acquisto di una prima punta non è più un’opzione, ma un’esigenza assoluta. La dirigenza è ora impegnata in una disperata corsa contro il tempo: con soli 13 giorni alla chiusura del mercato, trovare un profilo di qualità, disponibile e a condizioni ragionevoli, sarà un’impresa tutt’altro che semplice.
Calciomercato Como: obiettivo Laporte per la difesa di Fabregas. Il centrale spagnolo vuole tornare in Europa dopo l’esperienza all’Al-Nass
Il Como non ha alcuna intenzione di fermarsi e, dopo aver sbalordito la Serie A con il colpo Alvaro Morata, continua a operare sul mercato in grande stile, sognando un altro nome di caratura internazionale. La neopromossa squadra lariana, guidata dalle ambizioni di Cesc Fàbregas, sta infatti lavorando per portare sulle rive del lago un difensore di primissimo livello: Aymeric Laporte.
Il centrale spagnolo, ex colonna del Manchester City di Guardiola, è pronto a concludere la sua breve parentesi in Arabia Saudita con l’Al-Nassr e ha espresso il chiaro desiderio di rientrare nel calcio europeo per competere di nuovo ai massimi livelli. Cogliendo l’opportunità, il Como si è mosso con decisione, mettendo sul piatto un contratto triennaleper convincere il giocatore a diventare il nuovo leader della difesa. L’operazione, come riportato da Sky Sport, sarebbe un’ulteriore, clamorosa dimostrazione della forza del progetto lombardo.
Tuttavia, la strada per arrivare a Laporte non è priva di ostacoli. Sulle tracce del difensore, infatti, si è mosso con forza anche l’Athletic Club, il club che lo ha lanciato nel grande calcio. L’ipotesi di un romantico ritorno a Bilbao, dove è cresciuto e si è affermato, rappresenta una tentazione molto forte per il giocatore, che si trova ora di fronte a un bivio: abbracciare un nuovo ed entusiasmante progetto in Italia o tornare alle proprie radici.
Il potenziale arrivo di Laporte a Como sarebbe l’ennesimo tassello di una vera e propria rivoluzione. Sarebbe il tredicesimo acquisto di un’estate scoppiettante e, dato ancora più significativo, il quinto acquisto spagnolo, a testimonianza di una chiara identità tecnica e culturale che Fàbregas sta imprimendo alla squadra. Indipendentemente da come si concluderà la trattativa, la sola intenzione di puntare a un profilo di questo calibro è un messaggio inequivocabile a tutta la Serie A: il Como non è qui per una semplice comparsata.
Calciomercato Inter, strategia chiara: assalto a lui a prescindere da Pavard. Il club nerazzurro è pronto a regalarsi un colpo in difesa
L’Inter ha definito la sua priorità per le ultime settimane di mercato: rinforzare e ringiovanire il reparto difensivo. La dirigenza nerazzurra, come spiega La Gazzetta dello Sport, ha deciso di intervenire con un innesto di qualità indipendentemente dalla partenza di Benjamin Pavard. Si tratta di una mossa strategica, non di una semplice sostituzione, dettata dalla volontà di dare nuove energie a una retroguardia solida ma che necessita di freschezza per il futuro.
Il profilo ricercato è chiaro: un difensore centrale attorno ai 25 anni, che combini affidabilità immediata e potenziale di crescita, in linea con la politica societaria. In cima alla lista dei desideri c’è Oumar Solet dell’Udinese. L’ex Salisburgo, seguito da tempo dal DS Ausilio, ha convinto tutti nella sua prima stagione in Serie A, brillando per personalità e strapotere fisico. La sua prestazione al Meazza contro l’Inter lo scorso marzo, impreziosita da un gol, è stata la sua consacrazione. L’Udinese lo valuta tra i 20 e i 25 milioni, una cifra che l’Inter considera congrua, ma l’operazione è frenata da una delicata questione extra-campo: da maggio, il giocatore è sotto indagine per presunta violenza sessuale. A causa di questa situazione, la formula più probabile resta quella di un prestito con diritto di riscatto, per tutelare il club.
L’alternativa principale porta in Spagna, a Loic Badé del Siviglia. Anche lui venticinquenne, ha visto il suo valore crescere dopo la convocazione nella nazionale francese, con il club andaluso che ora chiede circa 30 milioni di euro. Sul giocatore si è mosso con forza il Bayer Leverkusen, ma un recente raffreddamento della trattativa potrebbe aprire uno spiraglio per l’Inter, che resta vigile.
Mentre si lavora sull’erede, si cerca una sistemazione per Benjamin Pavard, per cui si punta a incassare tra i 18 e i 20 milioni. Su di lui ci sono il Galatasaray, il Lilla (dove ritroverebbe l’amico Giroud) e il club saudita Neom, allenato da Christophe Galtier. Proprio Galtier ha commentato l’interesse per il difensore: «Pavard è un giocatore fantastico, lo conosco bene. Abbiamo cercato di convincerlo a venire, ma ha molte offerte e forse vuole restare in Europa perché a fine stagione c’è il Mondiale». Una dichiarazione che sembra spingere Pavard verso un futuro ancora nel calcio europeo, liberando il posto per il nuovo volto della difesa nerazzurra.
Sancho gela la Roma: rifiutata l’offerta dei Friedkin. Ultime sul futuro dell’esterno del Manchester United che ha detto no ai giallorossi
Doccia fredda per la Roma e per i suoi tifosi. Quando l’operazione sembrava entrata nella sua fase più calda, è arrivata la brusca e definitiva frenata: Jadon Sancho non andrà alla Roma. L’esterno inglese del Manchester United ha deciso di non dare l’ok al trasferimento in giallorosso, facendo saltare un’operazione su cui il DS Massara e l’allenatore Gasperini avevano investito tempo ed energie.
Secondo quanto riportato da Sky Sport e confermato nei dettagli dall’esperto di mercato Fabrizio Romano, il problema non è sorto tra i club, bensì tra la Roma e il giocatore stesso. Infatti, mentre l’intesa tra la società giallorossa e il Manchester United era stata trovata — con gli inglesi pronti ad accettare un’offerta complessiva attorno ai 25 milioni di euro (tra prestito e riscatto) — è venuto a mancare l’accordo sui termini personali con Sancho. Nonostante il pressing e la chiamata diretta di Gasperini, che gli aveva illustrato la centralità che avrebbe avuto nel progetto, l’attaccante ha rifiutato la proposta.
Si chiude così una delle piste più affascinanti del mercato romanista, con il giocatore che ora valuta altre opzioni. Sullo sfondo rimane l’interesse del Besiktas, ma anche in questo caso la volontà di Sancho è chiara. Il club turco sarebbe disposto a soddisfare le richieste del Manchester United, ma l’inglese al momento non intende considerare un trasferimento in Turchia prima della fine di agosto, tenendo aperta quella porta solo come ultima opzione, visto che il mercato turco chiude il 12 settembre.
La Roma, dal canto suo, non ha tempo per le recriminazioni ed è concentrata su un altro obiettivo. Archiviata la delusione per Sancho, ora tutte le energie della dirigenza sono concentrate sul chiudere al più presto l’operazione per Leon Bailey dall’Aston Villa, che a questo punto diventa la priorità assoluta per rinforzare le corsie offensive a disposizione di Gasperini.
Calciomercato Milan: Okafor a un passo dalla cessione. L’ultima offerta del Leeds per l’attaccante che sembra ormai con la valigia
La finestra di mercato estiva entra nella sua fase più calda, e il Milan si prepara a salutare un altro suo attaccante. Il futuro di Noah Okafor sembra ormai segnato e si trova in Inghilterra, con il Leeds United a un passo dal chiudere l’operazione. A dare l’aggiornamento decisivo è stato il noto esperto di mercato Fabrizio Romano, che tramite il suo profilo X (ex Twitter) ha annunciato i dettagli di un’offerta che sembra aver convinto tutti.
Il Leeds ha presentato al Milan una proposta concreta del valore di oltre 20 milioni di euro, una cifra che, dopo settimane di trattative, ha convinto la dirigenza rossonera a dare il via libera alla cessione. La mossa del club inglese è dettata dalla forte volontà di rinforzare il proprio reparto offensivo con un profilo giovane, dinamico e di talento come quello dello svizzero.
Per il giocatore, le condizioni sono già definite. A Okafor è stato proposto un contratto a lungo termine, valido fino a giugno 2029 con un’opzione per un’ulteriore stagione, fino al 2030. Un accordo che testimonia la fiducia del Leeds nelle sue qualità e la volontà di farne un punto fermo del progetto tecnico. La trattativa sembra aver ricevuto anche il decisivo via libera del giocatore, che si è detto convinto della destinazione inglese.
Un ruolo cruciale nella chiusura dell’affare lo sta avendo l’allenatore del Leeds, Daniel Farke, che sta spingendo molto per avere Okafor in rosa. La sua insistenza ha accelerato le tempistiche, portando le parti a un passo dalla fumata bianca. Ora, si attendono solo i dettagli finali per poter chiudere l’operazione in maniera definitiva.
Il precampionato delle 20 squadre di Serie A: ritiri, date, partite e risultati. Amichevoli estive 2025
Le 20 squadre di Serie A hanno già concluso le vacanze e si stanno ritrovando in ritiro per preparare al meglio la nuova stagione. Amichevoli estive 2025: in vista dell’inizio del prossimo campionato, fissato per il fine settimana del 24 agosto, le diverse formazioni affineranno la loro preparazione in amichevoli estive con avversarie italiane ed estere.
Ogni club ha programmato diversamente il proprio percorso di avvicinamento all’inizio della stagione ufficiale: alcuni preferiscono affrontare avversari di basso spessore, altri cimentarsi subito in test internazionali. Ecco il quadro completo delle amichevoli estive 2025 programmate dalle 20 squadre di Serie A con i rispettivi risultati e dove vederle in tv e streaming.
Ecco l’arrivo di Zalewski: nuovo esterno dell’Atalanta. Tempo di visite mediche per l’ex interista
Zalewski per l’Atalanta è un giocatore importante: la fascia sinistra ora è definitivamente completata e ora sta a Ivan Juric sgrezzarlo nella maniera migliore, considerando anche il grande investimento di 16 milioni (versati nelle casse dell’Inter).
Oggi ha svolto le visite mediche all’Ospedale Sant’Ambrogio di Milano per la prima parte, per poi svolgere gli ultimi test a Bergamo.
ZALEWSKI-ATALANTA, LE CARATTERISTICHE
Zalewski. L’esterno ambidestro italo-polacco ha al suo attivo già 93 presenze in Serie A nonché 26 in UEFA Europa League e 7 in UEFA Conference League, competizione quest’ultima vinta con la Roma nel maggio del 2022. Un bagaglio di esperienza notevole, a soli 23 anni, nobilitato ulteriormente non solo dalle 2 presenze in Champions League e dalle altrettante al Mondiale per Club, ma anche dalla partecipazione con la Nazionale Polacca ai Mondiali in Qatar nel 2022 e agli Europei del 2024 in Germania.
Zeman, il figlio Karel: «Papà sta meglio, ha smesso di fumare. Moratti lo voleva all’Inter, Moggi non è il nemico». L’intervista al Corriere della Sera
In un’intervista al Corriere.it tra calcio e vita privata, Karel Zeman, figlio di Zdenek, offre un ritratto intimo del padre e del loro rapporto.
Karel Zeman, suo papà Zdenek come sta? «L’ictus e le due ischemie lo hanno molto debilitato, ma è in progressivo miglioramento grazie a tanta fisioterapia. Di certo dovrà continuare a farla per molto tempo…».
Fuma ancora? «No, no… ha smesso dopo il ricovero al Policlinico Gemelli, nel febbraio 2025».
Senza pallone, cosa fa ora? «Direi il nonno, si gode mia figlia Gioia, tre anni. La vede spessissimo, anche qui in Sicilia dove stiamo trascorrendo l’estate tra Marsala e Mazara del Vallo, e dice che gli cambia la giornata».
La chiama qualcuno per avere notizie di suo padre? «Tanti suoi ex giocatori. Tra le ultime telefonate, quelle di Eusebio Di Francesco e Giovanni Stroppa. Beppe Signori è in contatto con mia mamma Chiara».
Karel, il suo primo ricordo di papà qual è? «A due anni mi lanciava per aria e mi afferrava all’ultimo. Pensavo che mi sarei spiaccicato a terra. Mamma era terrorizzata ma lui voleva che io sfidassi il pericolo. Fatto sta che ci divertivamo e io lo amavo per questo».
La prima volta assieme allo stadio? «Il 3 marzo 1981 alla Favorita per Palermo-Milan finito 3-1. Avevo quattro anni e papà all’epoca allenava le giovanili dei rosanero».
Ma quando gli ha detto «papà voglio fare l’allenatore?» lui che ha risposto? «Testuale: “Nooo. Concorderei su qualunque tua altra scelta, ma io ho lavoro nel calcio e so cosa c’è nel calcio. Te lo sconsiglio”…».
Lei però ha insistito… «Avevo già deciso, avevo riflettuto. Ero agli inizi, lo invitai per una settimana a vedere come allenavo le giovanili del Boiano e lui, dopo averlo fatto, mi disse: “Va bene, lo puoi fare”. Oggi? Certo, mi ispiro a lui. Di me, sono orgoglioso di una cosa: in classifica, lascio le squadre un po’ meglio di quando me le affidano».
È vero che Massimo Moratti avrebbe voluto Zdenek all’Inter? «Sì, si erano anche incontrati, ne avevano parlato. Però come spesso accadde con altri presidenti tipo Zamparini, poi nel richiamarlo gli fu spiegato che “per altri motivi” non era possibile».
Sintetizzi Calciopoli… «Io credo che in tutti gli ambiti non ci sia una pulizia assoluta, sarebbe ipocrita dire il contrario: ma quello che succede nel calcio, nel bene e nel male succede dappertutto. Talvolta si fa passare tutto in cavalleria e talvolta invece ci si rende conto che la situazione magari sta degenerando e c’è bisogno di un freno. Ribadisco: succede nel calcio, succede dappertutto».
Ma di Luciano Moggi, che con suo padre ebbe infinite e ruvide polemiche, che pensa?«Mi è capitato di avere a che fare con lui al Lavello, in Basilicata. Io allenavo e lui era consulente: non lo vedo sicuramente come il nemico. Ci siamo confrontati come due persone di calcio normalmente fanno. Rispetto alla conoscenza che ne ho avuto è una persona che con me si è comportata molto bene, mi ha anche chiesto di papà».
La frase che Zdenek le dice in questi giorni? «M’incoraggia: “Adesso che io sono fermo, dimostra che sei tu il vero Zeman”».
Diarra fa causa alla FIFA: vuole 65 milioni di euro. Il motivo della richiesta di risarcimento danni. L’ex giocatore è sostenuto dalla FIPRO
Il “caso Diarra” vive una nuova, clamorosa svolta. L’ex centrocampista francese Lassana Diarra ha ufficialmente richiesto un risarcimento danni di 65 milioni di euro lordi (pari a 35 milioni netti) nei confronti della FIFA e della Federcalcio belga. L’annuncio, arrivato tramite un comunicato stampa diffuso proprio nella giornata di oggi, lunedì 18 agosto, rappresenta l’ultimo capitolo di una battaglia legale decennale, sostenuta con forza da FIFPRO Europe e FIFPRO World.
La vicenda affonda le sue radici in una controversia di dieci anni fa, quando Diarra interruppe il suo contratto quadriennale con il Lokomotiv Mosca. La FIFA etichettò la sua mossa come una rottura “senza giusta causa”, condannandolo a una sanzione di 10 milioni di euro e a una sospensione sportiva. A rendere la situazione insostenibile fu l’articolo 17 del regolamento FIFA, che introduceva una “responsabilità solidale”: qualsiasi nuovo club avesse tesserato Diarra sarebbe diventato corresponsabile del debito, un meccanismo che di fatto lo rese iningaggiabile, bloccandone la carriera.
Il punto di svolta è arrivato lo scorso ottobre, quando la Corte di Giustizia Europea ha emesso una sentenza storica, stabilendo che tali norme violano principi fondamentali del diritto comunitario, ovvero la libera circolazione dei lavoratori e la libera concorrenza. La Corte ha definito i criteri della FIFA per calcolare le indennità «vaghi, imprevedibili e non trasparenti», ribadendo che anche nel calcio vigono le normali leggi sul lavoro.
Dopo mesi di silenzio da parte delle istituzioni calcistiche, Diarra ha deciso di passare all’azione, forte di una valutazione dei danni effettuata da Compass Lexecon, leader mondiale del settore. Nel suo comunicato, il calciatore ha spiegato le ragioni della sua lotta.
«Sono passati più di 11 anni. Lo faccio per me stesso ma anche per tutti i giocatori emergenti e meno conosciuti. Io sono riuscito a resistere alla FIFA perché ho avuto una buona carriera», afferma il francese. E aggiunge: «La FIFA e la Federcalcio belga hanno perso davanti alla CGUE. Su tutta la linea! Successivamente, la FIFA ha modificato il proprio regolamento, ma ha deciso di farlo in modo non conforme ai rigorosi requisiti imposti dalla sentenza della CGUE».
Infine, Diarra conclude con amarezza: «Ho aspettato qualche mese prima di riavviare il procedimento nazionale in Belgio. Ho pensato che la FIFA e la Federazione belga mi avrebbero contattato per trovare una risoluzione amichevole. Non è stato così. È un loro diritto, ma riflette una persistente cultura di disprezzo per lo Stato di diritto e per i giocatori, nonostante il messaggio cristallino inviato dalla CGUE». La sua battaglia, ora, non è più solo personale, ma un simbolo per i diritti di tutti i calciatori.
Calciomercato Napoli, ecco Gutierrez: visite mediche. Ma non è finita qui… Il ds Manna ha diverse trattative in fase avanzata
Un doppio colpo spagnolo per blindare le fasce e un nuovo assalto al centrocampo per accontentare Antonio Conte. Come riportato oggi dal Corriere dello Sport, il mercato del Napoli è in piena ebollizione e sta per regalare al tecnico i rinforzi richiesti per ridisegnare la squadra. Il DS Manna ha accelerato in modo decisivo su due fronti, assicurandosi due dei terzini più promettenti de LaLiga e continuando a lavorare su un mediano di qualità e prospettiva.
Il primo, grande colpo è ormai ufficiale: Miguel Gutiérrez è un nuovo giocatore del Napoli. Questa mattina l’esterno sinistro, classe 2001, sarà a Villa Stuart per le visite mediche, prima della firma su un contratto che lo legherà al club fino al 2030. L’operazione con il Girona, come scrive il quotidiano, è stata definita «sulla base di 18 milioni più uno di bonus». Conte avrà a disposizione «uno dei giocatori più decisivi in termini di assist della Liga nel suo ruolo», anche se dovrà attenderlo: operato alla caviglia, sarà pronto solo da settembre.
Ma non è finita qui. Il Napoli ha intenzione di chiudere «entro questa settimana anche per l’arrivo di Juanlu Sánchez dal Siviglia». Per il terzino destro, 22 anni, è stata decisiva la volontà del giocatore, che «ha rifiutato la Premier, vuole solo il Napoli oppure resterà in Liga». L’offerta azzurra da 17 milioni è sul tavolo, si discute sulla percentuale di rivendita, ma la fumata bianca sembra vicina.
Con le fasce sistemate, Manna lavora per il centrocampo. Il nome in pole position è quello di Andy Diouf, nazionale Under 21 francese del Lens. Il Napoli ha già un’intesa con il giocatore per un quinquennale e ha presentato una prima offerta da circa 20 milioni. C’è ancora distanza con il club francese, ma la trattativa prosegue. Il «nuovo Napoli prende sempre più forma», tassello dopo tassello.
Benitez: «Ecco la mia favorita tra Napoli e Inter. Modric e De Bruyne faranno la differenza. La Juve invece…». Le dichiarazioni del tecnico
Un “señor” della panchina, un allenatore che ha vinto ovunque, lasciando un’impronta indelebile anche in Italia con Napoli e Inter. Rafa Benítez, dalla sua casa di Madrid, non smette di studiare, di analizzare, di “divorare” calcio. Con la Serie A ormai alle porte, l’esperto tecnico spagnolo ha concesso una lunga e lucida intervista a La Gazzetta dello Sport, offrendo la sua prospettiva unica sulla lotta al vertice. Per lui, il campionato che sta per iniziare ha già due grandi favorite, protagoniste di un “derby del cuore” che lo lega a un passato di trionfi e di emozioni. Dalla consacrazione di Conte alla magia di De Bruyne, passando per le incognite di Milan e Juventus, Benítez disegna la mappa di una Serie A che si preannuncia più combattuta che mai.
LE FAVORITE PER LO SCUDETTO – «Probabilmente, la solita sfida tra Napoli e Inter. In questo momento, quando mancano una o due settimane alla chiusura del mercato, mi sembrano le squadre più complete. Qualche altro colpo potrebbe modificare lo scenario alle spalle di queste due grandi, che comunque restano le protagoniste annunciate».
PIÙ NAPOLI O PIÙ INTER? – «Chi vince lo scudetto si ritrova sempre indicato come favorita, quasi per legge. Ed è giusto, anche in considerazione degli investimenti che hanno allungato l’organico di Conte. Però non bisogna dimenticare che per un anno intero quasi tutti abbiamo indicato l’Inter come una superpotenza. Il valore dei calciatori non si è modificato. Però Conte ha dodici mesi di suo alle spalle e ha saputo intervenire dove riteneva opportuno».
LA SFIDA (QUASI) ALLA PARI – «Un leggero vantaggio va assegnato al Napoli, per le cose che sappiamo: perché ha vinto ed è giusto; perché ha ancora Conte in panchina e ciò diventa obbligatoriamente un fattore; perché ha un’idea forte dal punto di vista calcistico e lo sta confermando con il mercato, pieno di scelte condivisibili. E poi c’è la continuità, un gruppo di sette-otto atleti che erano già in maglia azzurra con Spalletti. Sarà Napoli-Inter comunque».
L’IMPATTO DI DE BRUYNE – «Siamo al cospetto di un centrocampista di rara intelligenza. È un uomo in grado di fare la differenza. Ha una personalità dominante, diventerà il riferimento certo di una squadra alla quale la personalità non è mai mancata, ereditata da un allenatore che sa come si vince».
COSA MANCA ALL’INTER DI CHIVU – «È complicato calarsi all’interno di una squadra senza farne parte. Ma la struttura dell’Inter è potente, l’attacco ha una sua consistenza internazionale. E poi sono state indirizzate operazioni in prospettiva: lo è Bonny, per esempio, che alle spalle di Lautaro e di Thuram può solo imparare in fretta».
LE DIFFICOLTÀ DEL MILAN – «Il Milan ha la storia che parla per sé e un allenatore, Allegri, che ha riempito un’era in Italia con i suoi trionfi. Ha perso Reijnders e Theo Hernandez, dal punto di vista tecnico e caratteriale sono assenze che si avvertono. Però c’è Modric e per lui – classe cristallina – vale il discorso fatto per De Bruyne: ci possono essere pregiudizi, ripensando all’età dell’uno e dell’altro, ma ci sono calciatori che grazie al talento sanno sopperire eventualmente a qualche limite atletico lasciando correre il pallone».
LA JUVENTUS – «Vive un periodo di transizione, evidentemente, ma avendo un organico di rispetto. Un anno fa ha perso Bremer subito, non ha mai avuto il vero Koopmeiners, ha quindi dovuto rinunciare a figure carismatiche. Li ritrova entrambi e però ha bisogno di completarsi. Lo farà, perché un club del genere non si lascia condizionare. E fino al 31 agosto qualcosa succederà».
LA SQUADRA CHE LO STUZZICA – «La Roma di Gasperini, indubbiamente. Ritrovarsi un allenatore del genere, porta benefici, e non bisogna poi ignorare la presenza di Claudio Ranieri. L’Atalanta di Gasp è stata un modello europeo e il suo lavoro ha consentito risultati insospettabili. Certo, la ricostruzione ha bisogno di tempo che non è semplice accorciare, ma è chiaro che la statura dell’architetto finisce per diventare centrale».
Infortunio Leao, Cremonese a rischio per Rafa? Cosa filtra sulle condizioni dell’esterno portoghese fattosi male con il Bari
L’allarme è scattato a Milanello e i tifosi rossoneri sono con il fiato sospeso. Rafael Leao, l’indiscusso talento portoghese e uno dei pilastri del Milan, ha dovuto abbandonare il campo al 17° minuto della partita di ieri, appena tre minuti dopo aver aperto le marcature al 14°. Il motivo? Un infortunio al polpaccio che lo ha costretto a fermarsi, generando immediata preoccupazione tra lo staff tecnico, i compagni e, naturalmente, i milioni di sostenitori del Diavolo.
Le prime sensazioni, stando a quanto anticipato da MilanNews24, parlano di un indurimento del muscolo. Si tratta di una prima diagnosi che, seppur meno grave di uno strappo o una lesione, non tranquillizza del tutto. Nelle prossime ore il giocatore sarà sottoposto a ulteriori controlli strumentali per fare piena chiarezza sulle sue condizionie stabilire l’effettiva entità del problema. La risonanza magnetica, o ecografia, sarà fondamentale per definire i tempi di recupero e capire per quanto tempo il Milan dovrà fare a meno del suo numero 10.
L’immagine di Rafael Leao che zoppica vistosamente uscendo dal campo non è passata inosservata, alimentando l’ansia generale. Una camminata non naturale è un segnale evidente di un problema muscolare che, anche se non gravissimo, necessita di riposo e trattamenti adeguati. La sua assenza, anche per un breve periodo, rappresenterebbe un duro colpo per il nuovo allenatore del Milan, Massimiliano Allegri, che sta cercando di plasmare la sua squadra e che fa affidamento sulle straordinarie qualità di Leao per la fase offensiva.
L’importanza di Rafael Leao per il Milan è fuori discussione. Le sue accelerazioni fulminanti, la sua capacità di saltare l’uomo e la sua visione di gioco sono elementi cruciali per l’attacco rossonero. Senza di lui, Allegri dovrà rivedere parte della sua strategia offensiva, sperando che il recupero sia il più rapido possibile. Anche il nuovo Direttore Sportivo del Milan, Igli Tare, sarà attento agli sviluppi di questa situazione. Se l’infortunio dovesse rivelarsi più serio del previsto, Tare potrebbe dover valutare con l’allenatore e la dirigenza eventuali interventi sul mercato per coprire un vuoto potenzialmente significativo.
La speranza è che si tratti solo di un indurimento temporaneo e che Rafael Leao possa tornare a disposizione al più presto. Il polpaccio è un muscolo delicato per i calciatori, e la cautela è d’obbligo per evitare ricadute. I tifosi milanisti attendono con ansia gli aggiornamenti ufficiali, sperando che l’incubo di un lungo stop per il loro campione possa svanire presto. Il club, come sempre, agirà con la massima professionalità per garantire a Leao le migliori cure e un recupero ottimale. La stagione è lunga e la presenza di Leao in campo è un fattore determinante per le ambizioni del Milan.
Calciomercato Roma: Gasperini al telefono con Sancho. Ha provato a convincerlo così, il tecnico scende in campo in prima persona
La Roma vive giorni frenetici sul mercato, impegnata su un doppio fronte offensivo che si muove a due velocità completamente diverse. Da una parte c’è un affare virtualmente concluso, dall’altra una trattativa complessa e delicata che ha richiesto l’intervento diretto dell’allenatore. I protagonisti sono Leon Bailey e Jadon Sancho: il primo ha già svuotato l’armadietto all’Aston Villa, pronto a sbarcare nella Capitale; il secondo, invece, è in piena riflessione dopo aver parlato al telefono con Gian Piero Gasperini.
L’operazione per portare Leon Bailey in giallorosso è ormai ai dettagli. L’attaccante giamaicano ha dato il suo convinto assenso al trasferimento, ha già salutato compagni e staff tecnico ed è in attesa del via libera definitivo per imbarcarsi su un volo diretto a Ciampino. L’accordo con l’Aston Villa è stato raggiunto sulla base di un prestito oneroso da 3-4 milioni di euro con obbligo di riscatto fissato a 20 milioni. Il suo arrivo è imminente, con lo sbarco a Roma previsto tra questa sera di lunedì e martedì mattina.
Ben più articolata è la caccia a Jadon Sancho. Il DS Massara ha compiuto un lavoro eccellente, strappando al Manchester United un accordo per un prestito oneroso con diritto di riscatto a 25 milioni di euro. Tuttavia, manca l’elemento fondamentale: il “sì” del giocatore. Per questo, Gasperini è sceso in campo in prima persona, contattando telefonicamente l’esterno inglese. Il tecnico gli ha illustrato la centralità che avrebbe nel suo progetto tattico, promettendogli un ruolo da protagonista per rilanciarsi dopo anni difficili. Gasp ha usato la sua esperienza all’Atalanta come esempio, spiegando come i suoi metodi abbiano valorizzato numerosi talenti offensivi. Lo riporta il Corriere dello Sport.
La proposta della Roma è chiara: offrire a Sancho un nuovo trampolino di lancio per ritrovare lo smalto dei tempi d’oro al Borussia Dortmund. Proprio il club tedesco, però, rappresenta l’ostacolo più grande, poiché lo sta tentando per un clamoroso ritorno a casa. Sancho, pur avendo gradito la chiamata di Gasperini, ha chiesto ancora qualche giorno per decidere. La Roma ha fretta, anche perché i segnali di un addio di Sancho a Manchester sono inequivocabili: lo United non gli ha assegnato un numero di maglia e lui, dal canto suo, ha cancellato tutti i suoi post calcistici da Instagram, un chiaro segnale della sua voglia di un “reset”. Ora si attende solo la sua scelta finale.