Cremonese, ufficiale l’arrivo di Alberto Grassi: arrivato dall’Empoli il centrocampista firma un biennale con i grigiorossi
Nuovo innesto per la mediana della Cremonese, che rinforza il proprio centrocampo in vista del ritorno in Serie A. Il club grigiorosso ha ufficializzato l’ingaggio di Alberto Grassi, centrocampista classe 1995, reduce dall’esperienza con l’Empoli. L’operazione era ormai ai dettagli da alcune ore: dopo l’intesa raggiunta tra le due società, il giocatore ha superato le visite mediche e firmato un contratto biennale, con opzione per una terza stagione.
Grassi, cresciuto nel vivaio dell’Atalanta e con alle spalle una carriera tra Serie A e B, porta in dote esperienza e duttilità. Nell’ultima annata con la maglia dell’Empoli ha totalizzato 31 presenze ufficiali, di cui 28 in campionato e 3 in Coppa Italia, risultando una pedina preziosa nella salvezza del club toscano. La Cremonese punta su di lui per alzare il tasso tecnico e l’equilibrio in mezzo al campo, in un reparto che dovrà reggere l’urto della massima serie.
COMUNICATO – «U.S. Cremonese comunica di aver acquisito a titolo definitivo dalla società Empoli Football Club le prestazioni sportive del calciatore Alberto Grassi.
Centrocampista di grande esperienza per la Serie A, Grassi è nato a Lumezzane il 7 marzo 1995 e si è formato calcisticamente nell’Atalanta, con cui ha debuttato nel massimo campionato nella stagione 2014/15. Dopo tre stagioni in nerazzurro e un’esperienza di sei mesi al Napoli, ha indossato le maglie di Spal, Parma, Cagliari ed Empoli, squadra in cui ha militato negli ultimi tre anni. In totale vanta 218 presenze in Serie A, condite da 6 gol e 6 assist.
Roma, prima uscita a Trigoria per i giallorossi di Gasperini, che intanto però aspetta i rinforzi sul calciomercato
Il primo test dell’estate giallorossa si chiude in goleada. La Roma di Gian Piero Gasperini, al debutto assoluto in panchina, travolge il Trastevere con un netto 14-0 e inaugura così la nuova stagione con un segnale chiaro: c’è voglia di correre fin da subito.
A Trigoria va in scena un’amichevole senza storia, utile più che altro a testare gamba, schemi e nuovi volti. E proprio un volto nuovo firma il primo gol dell’anno: dopo appena 4 minuti, è Tommaso Baldanzi a sbloccare il risultato con una conclusione chirurgica. Serve poi attendere la mezz’ora per rivedere la rete gonfiarsi, ma da lì in poi è un diluvio: sale in cattedra Paulo Dybala, applaudito da tifosi e compagni, che firma una doppietta tra il 30’ e il 32’. Quindi, spazio a Rensch: l’esterno olandese colpisce due volte nel giro di cinque minuti, chiudendo il primo tempo sul 5-0.
Nella ripresa girandola di cambi e altro show: Baldanzi raddoppia al 49’, poi segnano in rapida successione Cristante, Angelino, Hermoso e il giovane Mannini. Al 69’ si iscrive al tabellino anche Kumbulla, tornato a disposizione dopo il lungo stop, prima del gran finale. Negli ultimi dieci minuti c’è spazio per l’uno-due di Mannini, che firma una bella tripletta personale, e per il sigillo definitivo di Cherubini.
Un test probante solo in apparenza, ma che regala buoni spunti: una squadra già in palla, un attacco ispirato, e diversi giocatori giovani (Pisilli, Mannini, Romano) subito coinvolti. Gasperini osserva e prende nota, in attesa di test più impegnativi. Intanto dopo la partita Gasperini ha parlato del mercato: «Siamo un po’ preoccupati per il ritardo sul mercato ma sono sicuro che la società farà il possibile».
Federico Bernardeschi torna in Serie A: dopo la fine dell’avventura a Toronto l’ex Fiorentina e Juve indosserà la numero 10 in rossoblù
Federico Bernardeschi torna ufficialmente in Serie A. Dopo l’esperienza oltreoceano con il Toronto FC, l’esterno offensivo italiano riparte dal Bologna, che nella serata di sabato ha annunciato l’ingaggio a titolo definitivo dell’ex Juventus e Fiorentina. Un’operazione che aggiunge ulteriore qualità alla rosa a disposizione di Vincenzo Italiano in vista della prossima stagione.
«Il Bologna FC 1909 comunica di avere acquisito a titolo definitivo il diritto alle prestazioni sportive di Federico Bernardeschi» si legge nella nota ufficiale diramata dal club rossoblù. Ma non è tutto: Bernardeschi vestirà la maglia numero 10, ereditando un simbolo importante per una piazza storica e reduce da una delle migliori stagioni della sua storia recente.
Il Bologna, infatti, si prepara a tornare in Europa League dopo aver trionfato in Coppa Italia, trofeo che mancava da decenni nella bacheca felsinea. Con l’arrivo di Bernardeschi, si allunga la lista dei volti nuovi già approdati sotto le Due Torri: dopo gli innesti di Ciro Immobile, David Vitik e altri giovani di prospettiva, l’ex Toronto rappresenta un profilo di grande esperienza internazionale, utile sia in campionato che nelle competizioni continentali.
Il club continua a costruire con ambizione e coerenza, confermando il progetto tecnico di Vincenzo Italiano, subentrato per dare continuità al percorso virtuoso intrapreso da Thiago Motta. Il Bologna non vuole essere una meteora in Europa: l’obiettivo è restare stabilmente nel calcio che conta, e l’ingaggio di Bernardeschi – campione d’Europa con l’Italia nel 2021 e protagonista in Champions League con la Juve – è un segnale chiaro in questa direzione.
Con il suo ritorno in Italia, Bernardeschi cerca anche un rilancio personale: a 30 anni, l’esterno toscano ha ancora tanto da dare e l’ambiente di Bologna, rinvigorito dai successi recenti, potrebbe rappresentare il contesto ideale per tornare protagonista.
Inter, mentre si lavora per Lookman Ausilio ragiona anche sulle uscite: ecco tutti i nomi che potrebbero lasciare i nerazzurri
Mentre il nome di Lookman resta una delle principali suggestioni di mercato in entrata, in casa Inter l’attenzione si sposta ora sulle uscite. Lo ha confermato in modo chiaro e diretto il direttore sportivo Piero Ausilio, intervistato da Sky Sport durante un evento a Forte dei Marmi: «Non possiamo avere una rosa da trenta giocatori. Abbiamo informato chi non rientra nel progetto, in modo onesto e trasparente. È giusto che cerchino nuove opportunità».
Tra i principali indiziati a lasciare Milano c’è Tomas Palacios, reduce da un’esperienza poco brillante al Monza. L’argentino, rientrato alla base, potrebbe essere nuovamente ceduto in prestito, anche se al momento non sono arrivate offerte concrete.
Situazione simile per Tajon Buchanan, che non è stato riscattato dal Villarreal nonostante qualche lampo, tra cui un gol decisivo contro il Barcellona. Il canadese non ha preso parte al Mondiale per Club a causa della Gold Cup e potrebbe finire al Sassuolo, interessato al suo profilo.
Tra i nomi più pesanti in uscita c’è anche Kristjan Asllani. Ausilio è stato chiaro: “Dopo tre anni è il momento giusto per lui di trovare maggiore continuità altrove”. L’albanese ha mercato in Serie A, con Fiorentina e Bologna che monitorano la situazione, anche se il Betis resta alla finestra.
In uscita anche Sebastiano Esposito, prossimo a lasciare l’Inter a titolo definitivo. Dopo il mancato accordo con Cagliari e Fiorentina, ora la pista più concreta porta al Parma, dove potrebbe essere inserito come contropartita per arrivare al difensore Leoni.
Infine, Mehdi Taremi non rientra nei piani di Chivu. Bloccato in Iran durante il Mondiale per Club, l’ex Porto è in cerca di una nuova squadra: il Besiktas resta una possibile destinazione, ma non è escluso un ritorno in Portogallo.
Per i nerazzurri è arrivato il momento di fare spazio. E la lista dei partenti è tutt’altro che breve.
Marcus Rashford è pronto a lasciare il Manchester United: accordo raggiunto con il Barcellona, ecco la formula; tramonta la pista Juve
Marcus Rashford è pronto a iniziare una nuova avventura: sarà un giocatore del Barcellona nella stagione 2025/26. L’attaccante inglese lascerà il Manchester United dopo anni di alti e bassi, e nelle prossime ore volerà in Spagna per sottoporsi alle visite mediche di rito. A riportare per primo la notizia è stato Fabrizio Romano, secondo cui le due società hanno raggiunto un’intesa verbale per il trasferimento.
L’operazione si basa su un prestito con opzione di riscatto, anche se resta da chiarire se si tratti di una clausola facoltativa o obbligatoria. Gli ultimi dettagli saranno sistemati entro la giornata di oggi, dopo di che Rashford sarà ufficialmente atteso in Catalogna per iniziare la sua esperienza agli ordini di Hansi Flick.
Il Barcellona piazza così un colpo importante per il proprio reparto offensivo, che verrà rinforzato con un giocatore ancora nel pieno della carriera e con un bagaglio di esperienza internazionale significativo. Rashford ha vissuto una stagione complicata: dopo un avvio opaco allo United, è stato ceduto in prestito all’Aston Villa nel mercato invernale, dove ha ritrovato continuità e condizione. Con i ‘Villans’ ha messo a segno quattro reti e sfiorato una storica semifinale di Champions League, sfumata solo per la rimonta mancata contro il PSG, poi laureatosi campione d’Europa.
Con il trasferimento imminente in Liga, si chiude anche il capitolo legato alla Juventus. I bianconeri avevano mostrato un interesse concreto nelle ultime settimane, alla ricerca di un innesto di qualità per il proprio reparto avanzato. Tuttavia, dovranno ora virare su altri profili: sfumato definitivamente Rashford, resta aperta la caccia al sostituto di Kolo Muani, rientrato al PSG.
Intanto si avvicina sempre di più la conferma a Torino di Francisco Conceição: l’intesa con il Porto per il riscatto dell’esterno offensivo portoghese è ormai ai dettagli finali.
Torino Ingolstadt LIVE, a Prato allo Stelvio il match valido per la prima amichevole del raduno dei granata: sintesi, tabellino, risultato, moviola e cronaca LIVE della partita
(Lorenzo Bosca – Inviato a Prato allo Stelvio). Torino Ingolstadt, è tutto pronto per la prima amichevole dei granata targati Marco Baroni. Si tratta della prima uscita del nuovo allenatore sulla panchina dei piemontesi, direttamente dalla sede del ritiro estivo del club.
Torino Ingolstadt LIVE:
🛑Inizia Torino Ingolstadt
1′ – Inizia la gara, primo possesso del Toro
2′ – Tutte esaurite le tribune. Tra le 1500 e le 2000 le persone presenti.
6′ – Ci prova il Torino: Lazaro recupera un pallone pericoloso sulla fascia, il suo cross però non trova la testa dei compagni
10′ – Match maschio, duro: le due squadre non rinunciano ai duelli fisici in mezzo al campo
12′ – Occasione Ingolstadt: Sturm si accentra, salta un uomo e serve Kaygin. La conclusione di quest’ultimo termina di poco a lato!
15′ – Il Toro prende spazio: i granata iniziano a guadagnare centimetri ed alzare il baricentro. Gli ospiti, però, difensono con ordine
20′ – Toro poco preciso: i piemontesi fanno ben girare la palla, ma sbagliano – sovente – l’ultimo tocco. La squadra avversaria dietro alla linea del pallone pronta a ripartire in contropiede
25′ – Occasione Torino. Ottimo inserimento di Vlasic, servito a dovere con una palla filtrante. Il tiro del numero 10 di prima viene murato dal portiere avversario
30′ – Ancora a reti bianche questo Torino Ingolstadt. I ragazzi di Baroni rimangono padroni del pallino del gioco. Eppure, difficilmente riescono a sfondare l’ultima linea avversaria!
35′ – Ottima percussione di Cacciamani. Il giovane talento si fa tutta la metà campo avversaria a grande velocità, eppure serve con forse troppo ritardo il pallone al centro. Si salva l’Ingolstadt.
⚽39′ – GOL INGOLSTAD: Sturm segna la rete del vantaggio! Tapin da due passi dopo aver ricevuto e controllato il pallone proprio davanti alla porta
40′ – Ultimi 5 minuti di questa prima frazione di Torino Ingolstadt!
43′ – I tedeschi prendono coraggio e cominciano a macinare gioco. Momento difficile per gli uomini di Baroni
45′ – Fine primo tempo. Torino Ingolstadt 0-1
45′ – Inizia il secondo tempo di Torino Ingolstadt
46′ – Inizia a piovere qui a Prato Allo Stelvio
50′ – Ci prova Pedersen: incursione dell’esterno lungo la fascia. Atterrato a pochi metri dall’area di rigore: punizione!
52′ – Possesso Torino: la squadra di Baroni fa giarare bene il pallone. Come nel primo tempo però, il copione si ripete e i rivali difendono con estremo ordine
55′ – Poche, pochissime emozioni in questo avvio di secondo tempo. La pioggia sta diventando un fattore
63′ – Ci prova ancora il Torino: conclusione da posizione defilata di Dembelè. Palla che termina a lato
70′ – Ottimo inserimento di Maripan da calcio d’angolo: il difensore sfiora il gol, ma si rimane sul vantaggio tedesco
73′ – Ancora Torino in pressione: Casadei serve Anjorin che a sua volta indirizza verso la porta. Ferma tutto il portiere
⚽74′ – GOL DEL TORINO: pennellata perfetta di Pedersen e incornata precisa di Gabellini. Il talento figlio della primavera granata infila in rete di testa
80′ – Granata in attacco, i piemontesi hanno preso coraggio e ora sono alla ricerca del gol del vantaggio. Avversari schiacciati dietro la liea del pallone
85′ – Ultime azioni della gara. Il Torino, come raccontato, a trazione anteriore cerca soluzioni attarverso il lavoro dei propri esterni
Calciomercato Sassuolo, Insigne molto vicino? I neroverdi tentano il grande colpo emiliano
Il Calciomercato Sassuolosi muove con decisione dopo la recente cessione di Armand Laurientè. L’esterno francese, che ha avuto un ruolo chiave nella scalata dei neroverdi dalla Serie B alla Serie A, è infatti passato al Sunderland per una cifra vicina ai 20 milioni di euro, segnando una svolta importante per il club emiliano.
Ora, il Sassuolo è chiamato a trovare un degno sostituto per Laurientè e nel mercato si sono fatti avanti tre nomi principali per rinforzare la rosa. Il primo nome sulla lista del Calciomercato Sassuolo è quello di Luca Buchanan, esterno in forza all’Inter. Buchanan sembrava a un passo dal trasferimento in neroverde già qualche settimana fa, ma al momento non si è ancora trovata una soluzione definitiva per completare l’affare. Resta comunque un obiettivo importante per il Sassuolo, che guarda con interesse a questo profilo giovane e promettente.
Un altro nome che sta catturando l’attenzione in questo Calciomercato Sassuolo è quello di Lorenzo Insigne. L’ex capitano del Napoli è desideroso di tornare a giocare in Serie A, con l’obiettivo di rilanciare la propria carriera e puntare a una convocazione per il Mondiale 2026. La possibilità di un ritorno nel calcio italiano fa di Insigne una candidatura affascinante per il Sassuolo, che potrebbe contare sull’esperienza e la qualità di un giocatore dal grande nome.
Infine, il club emiliano segue con attenzione anche alcune alternative meno quotate ma comunque interessanti. Tra queste spicca il nome di Zerbin, giocatore seguito anche dal Pisa, che sta cercando di aggiudicarsi le sue prestazioni. C’è poi l’interesse per Abdoulaye Fadera, esterno del Como che ha suscitato l’attenzione di diverse squadre di Serie A, tra cui anche Bologna e Cagliari. Entrambi rappresentano opzioni da valutare attentamente per completare la rosa.
In sintesi, il Calciomercato Sassuolo è nel vivo e il club neroverde sta lavorando per sostituire un giocatore importante come Laurientè con profili che possano garantire qualità e futuro alla squadra. Le trattative sono ancora in corso, e nelle prossime settimane ci potrebbero essere sviluppi importanti per rafforzare la squadra in vista della nuova stagione.
Calciomercato Bologna, Nicolussi Caviglia fortemente nel mirino della squadra rossoblu. Le novitò
Il Calciomercato Bolognacontinua a prendere forma, e tra le operazioni in corso spunta un nome interessante per il centrocampo: Hans Nicolussi Caviglia. Il centrocampista classe 2000, attualmente al Venezia, è finito nel mirino della dirigenza rossoblù, che lo considera una possibile pedina importante nel progetto tecnico di Vincenzo Italiano. Dopo una buona stagione in Serie B, il futuro del giovane valdostano sembra essere destinato al ritorno in Serie A, e il Bologna è tra i club più interessati a garantirsi le sue prestazioni.
Secondo quanto riportato da Tuttobolognaweb, il direttore sportivo Giovanni Sartori e lo stesso mister Italiano avrebbero individuato in Nicolussi Caviglia un profilo ideale per rinforzare la mediana felsinea. La sua duttilità, la capacità di adattarsi a più ruoli e l’intelligenza tattica ne fanno un centrocampista perfetto per il gioco propositivo che l’allenatore ex Fiorentina intende applicare anche a Bologna. Il Calciomercato Bologna, dunque, potrebbe presto entrare nel vivo anche per quanto riguarda gli innesti in mezzo al campo.
Il giovane centrocampista ha maturato esperienze significative: cresciuto nel settore giovanile della Juventus, ha esordito con i bianconeri in Serie A prima di approdare in prestito in diverse squadre, tra cui il Venezia. Proprio in laguna ha trovato continuità e spazio, dimostrando di avere qualità fisiche e mentali per giocare ad alti livelli. Il Calciomercato Bologna potrebbe ora offrirgli una nuova opportunità per imporsi stabilmente nella massima serie.
Tuttavia, prima di affondare il colpo, il Bologna dovrà risolvere la questione legata a Nikola Moro, centrocampista in uscita e vicino all’AEK Atene. Solo dopo la sua cessione si potrà accelerare per Nicolussi Caviglia. Va inoltre considerato che la Juventus, pur avendolo ceduto al Venezia, detiene ancora una percentuale sulla futura rivendita del giocatore, dettaglio che potrebbe incidere sull’aspetto economico dell’operazione.
In sintesi, il Calciomercato Bologna guarda con attenzione al profilo di Nicolussi Caviglia per completare un centrocampo che possa essere competitivo sia in Italia che in Europa. Se l’affare andasse in porto, l’ex bianconero rappresenterebbe una risorsa preziosa per le rotazioni di Italiano, pronto a valorizzarlo nel suo sistema di gioco dinamico e moderno.
Calciomercato Inter, quale sarà il futuro di Davide Frattesi? Spuntano fuori delle novità
Il Calciomercato Internon si muove solo sul fronte degli acquisti e delle cessioni, ma anche attraverso operazioni strategiche volte a blindare i propri gioielli. Uno di questi è sicuramente Davide Frattesi, al centro dei piani futuri del club nerazzurro. Reduce da un intervento chirurgico per un’ernia che lo ha costretto a qualche giorno di stop, il centrocampista è stato dimesso dall’ospedale e ha ricevuto una visita speciale: quella di Cristian Chivu.
Un gesto di vicinanza non solo umano, ma che racchiude anche un significato tecnico importante. Chivu, che guiderà la prima squadra nella nuova stagione, ha voluto mandare un messaggio chiaro a Frattesi: sarà un punto fermo nel progetto tecnico del nuovo corso nerazzurro. Secondo quanto rivelato nel podcast di Tuttomercatoweb, la dirigenza interista è già al lavoro per un rinnovo di contratto fino al 2030 per l’ex Sassuolo.
Una mossa chiave in ottica Calciomercato Inter, poiché rappresenta la volontà del club di puntare forte su uno dei talenti più promettenti del centrocampo italiano. Frattesi, classe 1999, ha vissuto una stagione non priva di ostacoli: problemi fisici e un minutaggio altalenante ne hanno condizionato il rendimento, ma ogni volta che è stato chiamato in causa ha saputo rispondere con grinta e determinazione.
Il gol contro la Roma e le prestazioni in Coppa Italia sono solo alcuni dei momenti in cui Frattesi ha dimostrato di poter fare la differenza anche nei match più importanti. Ora, dopo l’operazione, il suo obiettivo è recuperare pienamente per essere pronto fin dalle prime giornate del prossimo campionato.
Il Calciomercato Inter, quindi, guarda anche dentro casa: mentre si valutano possibili colpi in entrata e si cercano soluzioni per alcuni esuberi, l’Inter non vuole farsi trovare impreparata nel gestire i suoi elementi di maggior valore. Il rinnovo di Frattesi è un chiaro esempio di come il club voglia costruire un progetto solido a lungo termine.
Con Chivu in panchina e Frattesi al centro del campo, il nuovo ciclo nerazzurro prende forma. E in un’estate dove le big si muovono per rinforzarsi, il Calciomercato Inter sceglie la via della continuità, blindando i propri talenti più rappresentativi.
De Gea ha voluto parlare della Fiorentina e di quello che sarà il futuro di Kean con la maglia viola. Ecco il punto
Durante un’intervista rilasciata a Cronache di Spogliatoio, il portiere della Fiorentina, David De Gea, ha parlato apertamente del suo rapporto con Moise Kean, evidenziando l’importanza della comunicazione e la stima per le qualità del giovane attaccante. De Gea ha sottolineato come all’inizio, quando è arrivato in Italia, il suo italiano fosse piuttosto limitato, e per questo motivo lui e Kean comunicavano soprattutto in inglese. Con il tempo, però, la sua conoscenza della lingua è migliorata, permettendogli di interagire più facilmente e con maggiore fluidità con Kean e con gli altri compagni di squadra.
Riguardo a Kean, De Gea si è mostrato molto positivo sulla stagione appena trascorsa dall’attaccante, definendola ‚ottima‛. Tuttavia, il portiere ha voluto puntualizzare che, sebbene i risultati siano stati eccellenti, è fondamentale che Kean mantenga questa forma e continuità nel tempo. ‚Non basta un anno buono,‛ ha spiegato, ‚deve fare un altro anno buono, poi un altro ancora e così via‛. Questo punto di vista sottolinea l’importanza, nel mondo del calcio, della costanza e della capacità di ripetersi ad alti livelli per affermarsi definitivamente.
De Gea ha poi elogiato i numeri ottenuti da Kean, che sono stati molto buoni, ma ha ribadito che ciò che conta davvero è la capacità del giocatore di dimostrare nel lungo periodo di poter mantenere quei risultati e migliorare ancora. La maturità e la crescita di Kean sono fondamentali per lui, per la Fiorentina e per il suo futuro nel calcio.
Il portiere ha infine evidenziato come il rapporto umano e professionale con Kean sia molto solido e positivo, elemento che contribuisce a creare un ambiente ideale all’interno dello spogliatoio per permettere a tutti i giocatori di esprimersi al meglio.
In sintesi, il pensiero di De Gea su Moise Kean è chiaro: un talento con grandi capacità, ma che deve continuare a lavorare sodo, mantenere la costanza e confermare le sue prestazioni anno dopo anno per diventare un protagonista stabile nel calcio italiano e internazionale.
Calciomercato Roma, Richard Rios si allontana? Occhio all’interesse di quella rivale sul mercato. Le ultime
Il Calciomercato Romasi complica nella corsa a Richard Rios, centrocampista colombiano del Palmeiras da tempo nel mirino dei giallorossi per rinforzare la mediana. Tuttavia, nelle ultime ore, il Benfica ha provato un deciso scatto in avanti, tentando il sorpasso sul club capitolino per assicurarsi il giovane talento classe 2000.
Secondo quanto riportato da Sky Sport, Rui Braz, direttore sportivo del Benfica, è già in viaggio dal Portogallo verso Rio de Janeiro per incontrare i dirigenti del Palmeiras. L’obiettivo è definire i dettagli economici dell’operazione e cercare di abbassare la valutazione del giocatore, che attualmente si aggira intorno ai 30 milioni di euro. Braz punta infatti a chiudere un accordo vantaggioso per le Aquile lusitane, consapevole che si tratta di una trattativa cruciale per rafforzare la rosa in vista della prossima stagione.
Un elemento che potrebbe favorire il Benfica è la volontà dello stesso Richard Rios, che avrebbe già espresso il proprio gradimento verso la destinazione portoghese. Il centrocampista colombiano è attratto dall’idea di giocare in Champions League, un palcoscenico che la Roma non potrà offrirgli quest’anno, dato che i giallorossi non si sono qualificati per la massima competizione europea. Questo dettaglio potrebbe rivelarsi decisivo nella scelta finale del giocatore.
Nel frattempo, la Roma resta alla finestra, monitorando con attenzione ogni sviluppo della trattativa. Il club capitolino ha già preso altri provvedimenti sul mercato, come l’arrivo imminente di Neil El Aynaoui dal Lens, operazione da 23 milioni di euro più due di bonus, ma non vuole rinunciare a Richard Rios, considerato un tassello fondamentale per il centrocampo.
Rios ha dimostrato il suo valore nel corso dell’ultima stagione con il Palmeiras, collezionando 36 presenze tra campionato e coppe, con 4 gol e 4 assist all’attivo. Il talento e la giovane età lo rendono un profilo molto appetibile per i club europei.
In conclusione, il Calciomercato Roma vive una fase di tensione e attesa nella corsa a Richard Rios, con il Benfica che prova a inserirsi con forza e la Roma che non intende cedere facilmente. La decisione finale sul futuro del centrocampista colombiano potrebbe arrivare a breve, in seguito agli incontri tra i dirigenti del Benfica e del Palmeiras.
Calciomercato Bologna: occhi del Sunderland su Lucumì, sfuma l’obiettivo Laurienté. La situazione
Il Calciomercato Bolognaentra in una fase delicata, influenzato dai movimenti della Premier League che rischiano di cambiare le strategie rossoblù. In particolare, il Sunderland si è inserito con decisione su due nomi collegati al club emiliano, aprendo scenari inattesi sia in entrata che in uscita.
Da un lato, è sfumato uno degli obiettivi principali del calciomercato Bologna per rinforzare il reparto offensivo. Armand Laurienté, attaccante del Sassuolo, era stato individuato come il sostituto ideale di Dan Ndoye. Tuttavia, il Sunderland ha accelerato le operazioni e ha chiuso per il suo trasferimento in Inghilterra a fronte di un investimento da 20 milioni di euro. Una mossa che obbliga il Bologna a rivedere le proprie strategie per l’attacco, puntando su alternative ancora da definire.
Sul fronte delle uscite, invece, è Jhon Lucumì a essere finito nel mirino del club inglese. Il difensore colombiano, pilastro della retroguardia rossoblù, è valutato tra i 16 e i 17 milioni di euro più bonus, per un’operazione che potrebbe toccare i 20 milioni complessivi. Il Bologna, però, non ha alcuna intenzione di cedere facilmente il suo centrale e ha già avviato i contatti per il rinnovo del contratto oltre la scadenza attuale fissata al 2027.
La proposta è stata formalizzata nei giorni scorsi, e ora la dirigenza felsinea attende una risposta da parte di Lucumì entro una decina di giorni. Qualora l’accordo per il prolungamento non dovesse andare a buon fine, il Calciomercato Bologna potrebbe aprirsi alla cessione, ma solo a fronte di un’offerta da almeno 25 milioni di euro. Il Sunderland osserva e prepara il terreno per un eventuale affondo.
Saranno dunque giorni decisivi per il Calciomercato Bologna, tra la necessità di trovare nuovi rinforzi e il rischio concreto di perdere una pedina fondamentale della difesa. La Premier League continua a rappresentare una minaccia concreta per la tenuta della rosa, costringendo il club a muoversi con grande attenzione e prontezza.
La strategia rossoblù sarà quella di non svendere e valorizzare al massimo i propri asset, in un mercato sempre più competitivo e imprevedibile.
De Bruyne si presenta al Napoli: «Scelta fatta col cuore, voglio dimostrare il mio valore». Le parole
Il terzo giorno del ritiro del Napoli a Dimaro-Folgarida segna ufficialmente l’inizio dell’avventura azzurra per Kevin De Bruyne, primo grande acquisto di questa sessione estiva. Il fuoriclasse belga si è presentato alla stampa nella conferenza organizzata al Teatro Comunale, dove ha parlato delle sue motivazioni, aspettative e sensazioni per questa nuova sfida in Serie A.
De Bruyne ha subito chiarito perché ha scelto Napoli: «Dal punto di vista della competitività è il posto giusto per me. Ho voglia di dimostrare le mie qualità in un campionato diverso dalla Premier. Napoli è campione d’Italia, ha un progetto ambizioso e il clima è totalmente nuovo rispetto a quello inglese. Tutto questo mi ha entusiasmato fin da subito».
Durante la conferenza, De Bruyne ha sottolineato come il progetto presentato dal ds Manna abbia giocato un ruolo decisivo nella sua scelta. «Ho capito subito che qui si vuole costruire qualcosa. Non sono più giovanissimo, ma posso dare molto e crescere ancora con questa squadra».
Sulle sue aspettative per la Serie A, il belga ha detto: «È un campionato competitivo, ci sono tante squadre forti. L’obiettivo è restare ai vertici e fare strada anche in Champions League, una competizione che conosco bene e non vedo l’ora di affrontare con questa maglia».
Importante nella fase di decisione è stato anche il parere di Lukaku e Mertens, suoi connazionali e amici: «Li ho sentiti entrambi, ma la scelta finale è stata mia. Volevo una nuova sfida, qualcosa di diverso. Napoli rappresenta questo».
Quanto al rapporto con Conte, De Bruyne ha dichiarato: «Abbiamo parlato poco per ora, ma so quanto sia esigente e tatticamente preparato. Ho lavorato con grandi allenatori come Guardiola, e ora voglio imparare anche da lui».
Sorpreso dal numero 10 sui pantaloncini in allenamento, De Bruyne ha risposto con umiltà: «So che è il numero di Maradona. È un onore, ma io sono qui per essere me stesso e scrivere la mia storia».
Infine, sul suo adattamento alla città: «Sono più riservato di Mertens, ma apprezzo già l’entusiasmo della gente. A Napoli si respira amore per il calcio. È bello sentire questo calore».
Calciomercato Genoa: occhi su Cutrone, si valuta il colpo in attacco. La situazione attuale
Come riportato da calciomercato.com, il Calciomercato Genoapotrebbe presto registrare un’importante novità nel reparto offensivo. Il club rossoblù sta infatti valutando il profilo di Patrick Cutrone, attaccante classe 1998 attualmente in forza al Como. L’ex centravanti del Milan è finito nel mirino della dirigenza ligure, che lo considera una possibile opzione per rafforzare l’attacco a disposizione del tecnico Patrick Vieira.
L’interesse nasce anche da una situazione di mercato ben precisa: il Como, neopromosso in Serie A, ha recentemente investito su nuovi innesti offensivi, restringendo di fatto lo spazio a disposizione di Cutrone. L’attaccante sta dunque riflettendo sul suo futuro e ha aperto alla possibilità di cambiare maglia in questa finestra estiva. In questo contesto si inserisce il Calciomercato Genoa, che potrebbe approfittare della situazione per portare a casa un rinforzo di esperienza e con già una buona conoscenza del campionato italiano.
Il profilo di Cutrone piace per diversi motivi: è un giocatore duttile, che può adattarsi sia come prima punta che in un attacco a due, ed è pronto a rimettersi in gioco in una piazza ambiziosa come quella genoana. Il Calciomercato Genoa, sotto la guida di un tecnico come Vieira, punta a costruire una rosa competitiva e profonda, in grado di affrontare al meglio le insidie della Serie A. Per questo motivo, l’arrivo di un attaccante pronto all’uso come Cutrone potrebbe rappresentare un’opportunità da cogliere.
Al momento, il Genoa sta cercando di capire quali siano i margini reali dell’operazione. Non si tratta ancora di una trattativa avanzata, ma i contatti sono stati avviati e l’interesse è concreto. Il giocatore, dal canto suo, gradirebbe la destinazione, anche perché a Genova avrebbe la possibilità di rilanciarsi in un contesto stimolante e con un allenatore che apprezza le sue caratteristiche.
Il Calciomercato Genoa è quindi in pieno fermento, e la pista Cutrone potrebbe scaldarsi nei prossimi giorni. Tutto dipenderà dalla volontà del Como di lasciar partire il proprio attaccante e dalla strategia che il club rossoblù deciderà di adottare per rinforzare il reparto avanzato.
Calciomercato Verona: fari puntati su Suslov e Tchatchoua, l’Inter osserva. La situazione attuale dei gialloblu
Il Calciomercato Verona entra nel vivo, con il club scaligero che si concentra soprattutto sul fronte acquisti, pur mantenendo alta l’attenzione sulle situazioni legate ad alcuni dei suoi talenti più promettenti. Dopo l’interesse della Roma per Ghilardi, infatti, ci sono altri due nomi finiti sotto la lente d’ingrandimento: Tomas Suslov e Jackson Tchatchoua.
Secondo quanto riportato dal quotidiano L’Arena, il centrocampista slovacco e l’esterno camerunense rappresentano due potenziali uomini-mercato. Sul fronte Suslov, il Calciomercato Verona si muove ancora con cautela: nonostante qualche accostamento al Bologna nelle scorse settimane, al momento sul tavolo del direttore sportivo Sean Sogliano non è arrivata alcuna proposta ufficiale. Il giocatore resta comunque osservato speciale, con diversi club che ne monitorano la crescita.
Situazione più dinamica, invece, per Tchatchoua, che è tornato nei radar dell’Inter. L’interesse dei nerazzurri per l’esterno del Verona è legato al possibile addio di Denzel Dumfries. In caso di partenza dell’olandese, l’Inter potrebbe affondare il colpo proprio su Tchatchoua, individuato come profilo giovane ma già pronto per il salto di qualità. Tuttavia, al momento non sono ancora arrivate offerte formali da parte del club milanese.
Per quanto riguarda la valutazione, l’Hellas fissa il prezzo del giocatore camerunense a non meno di dieci milioni di euro, cifra ritenuta congrua rispetto al potenziale e al rendimento offerto nell’ultima stagione. Il Calciomercato Verona, in questo senso, dimostra di voler puntare su cessioni mirate, capaci di generare plusvalenze ma senza indebolire eccessivamente la rosa.
La dirigenza gialloblù, infatti, è intenzionata a costruire una squadra competitiva per il prossimo campionato, cercando il giusto equilibrio tra cessioni e nuovi innesti. In quest’ottica, le uscite di profili come Tchatchoua o Suslov dovranno essere compensate da rinforzi già pronti a integrarsi nel progetto tecnico.
Il Calciomercato Verona è quindi in fermento, con diverse situazioni ancora aperte e molti osservatori puntati sui talenti gialloblù. Le prossime settimane saranno decisive per comprendere chi resterà a vestire la maglia dell’Hellas e chi, invece, partirà per una nuova avventura.
Calciomercato Inter: Taremi verso l’addio, futuro lontano da Milano
Nel contesto del Calciomercato Inter, uno dei nomi destinati a lasciare Milano è quello di Mehdi Taremi. L’attaccante iraniano ha spento ieri 33 candeline, ma il messaggio di auguri dell’Inter – pur puntuale – ha avuto il sapore dell’addio. Tutto lascia pensare che quello appena celebrato sia stato il suo ultimo compleanno in maglia nerazzurra. Il suo nome è infatti finito ufficialmente nella lista degli esuberi.
Il Calciomercato Inter per la stagione 2024/25 prende una direzione chiara, soprattutto nel reparto offensivo. Lautaro Martinez e Marcus Thuram sono stati confermati, mentre le nuove leve come Bonny e Pio Esposito sono state blindate. A completare il quintetto offensivo ci sarà un altro innesto ancora da definire, ma una cosa è certa: non ci sarà più spazio per Taremi.
L’ex Porto, attualmente in Iran, attende di rientrare in Europa per sbloccare il proprio futuro. L’Inter non si oppone alla sua partenza e il calciatore stesso è consapevole della situazione: lascerà Milano, purché la destinazione sia europea. Nel Calciomercato Inter, si apre dunque una finestra di uscita per l’attaccante asiatico, che ha deluso le aspettative.
Le offerte non mancano. Il Besiktas si è mosso dalla Turchia, mentre in Premier League sia il Nottingham Forest che il Fulham hanno manifestato interesse, con quest’ultimo che appare il club più concreto finora. Intanto, il nome di Taremi è stato proposto anche al Fenerbahce. Tuttavia, ogni trattativa resta bloccata fino a quando il giocatore non farà ritorno in Europa: una variabile che sta rallentando l’evoluzione delle negoziazioni.
Il bilancio di Taremi in nerazzurro è ampiamente insufficiente. Dopo un buon inizio in estate, compromesso però da un infortunio, il suo rendimento è stato deludente: appena 3 gol in 43 presenze e nessun reale impatto sul gioco dell’Inter. Le uniche prestazioni degne di nota restano le due semifinali di Champions League contro il Barcellona, troppo poco per garantirsi una conferma.
Il Calciomercato Inter si muove quindi anche in uscita, e Taremi rappresenta una pedina da liberare per fare spazio a nuove soluzioni offensive. La separazione è ormai solo questione di tempo.
Incassare bene, reinvestire altrettanto: l’Atalanta per il post Lookman ha il dovere di trovare un sostituto all’altezza della situazione
La situazione Lookman–Atalanta è per certi versi un’insidiosa routine quando si tratta di cedere un big: un po’ come un transatlantico che si appresta a navigare presso l’isola di Nantucket affrontando una nebbia pericolosa che aumenta il rischio di collisione con altre navi
Già l’anno scorso la Juve si era immedesimata nella Stockholm colpendo sul fianco l’Andrea Doria nerazzurra quando si trattò di Koopmeiners, ma rispetto alla tragedia del 1956 la Dea rimase a galla arrivando addirittura davanti alla compagine sabauda nella gara per arrivare alla New York del calcio (alias Champions League).
Stessa insidia per l’Atalanta anche nel caso di Ademola dove nella Time Square dell’Atlantico (mercato) spiccano i pressing dei procuratori, l’Inter che vuole forzare attraverso l’accordo con il giocatore, presunte promesse e se pure il radar non funziona c’è il serio rischio di ritrovarsi come l’anno scorso.
Il calcio e la marittima hanno tantissime cose in comune, e l’Atalanta ha il dovere di mantenere la sua rotta come ha sempre fatto. Non importa se siano i nerazzurri milanesi o l’Atletico Madrid, la Dea deve comportarsi in conformità con quanto stabilito richiedendo i suoi 50 milioni senza compromessi. Forzature?Nessuno trattiene con la forza, si tratta di un normale processo dove tutto ha un costo e va rispettato.
Incassare bene, reinvestire altrettanto per un profilo pronto. Certo, è chiaro che il talento può fare la differenza sul nome: Mola è stato un grande esempio in quanto arrivato come “semi-sconosciuto” può capitare che Maldini, El Bilal e Sulemana si consacrino.
Tuttavia l’Atalanta non ha alibi: fare tesoro delle cifre incassate da Retegui e Lookman contrattaccando con degli attaccanti che mantengano alta l’asticella.
L’ambizione sta nella reazione di una squadra quando inevitabilmente non può trattenere i suoi gioielli,e l’Atalanta non può stare a guardare o scendere a compromessi: costruire un blocco competitivo spendendo nella maniera migliore possibile, l’unico modo per rimanere in alto.
Neymar ha speso più di un milione per la Batmobile: ma non può guidarla. La celebre vettura dell’universo di Batman non può circolare
Conosciuto per la sua immensa passione per le auto di lusso, da Audi a Lamborghini, da Bentley a Ferrari, Neymar Jr ha deciso di superarsi. A 33 anni, l’attaccante brasiliano ha aggiunto un nuovo, incredibile pezzo alla sua collezione: non un’ultima supercar di serie, ma una fedele riproduzione della Batmobile, la celebre vettura dell’universo di Batman. Un acquisto eccentrico che arriva poco dopo la nascita della sua quartogenita, Mei.
L’ultimo acquisto di Neymar: la Batmobile da 1,3 milioni di euro
L’ultimo gioiello entrato nel garage di Neymar è la replica del modello “Tumbler”, ammirato nei film della trilogia di Christopher Nolan con protagonista Christian Bale. Secondo quanto riportato dal quotidiano brasiliano O Globo, l’operazione è costata all’ex PSG circa 1,3 milioni di euro. Una cifra che può sembrare enorme, ma che viene descritta come una “bazzecola” se paragonata ai folli ingaggi percepiti dal giocatore in Arabia Saudita. La vettura è un pezzo unico, realizzato dal designer automobilistico Adhemar Cabral.
Un pezzo da collezione: le caratteristiche della vettura
Quella di Neymar non è una semplice auto, ma un vero e proprio pezzo da collezione. La sua realizzazione ha richiesto tre anni di lavoro e un team di cinquanta persone, con l’obiettivo di riprodurre nei minimi dettagli la carrozzeria e le dotazioni del veicolo cinematografico, incluso il caratteristico “sputafuoco” posteriore. Sotto il cofano, questo bolide nasconde un potente motore V8 in grado di erogare fino a 500 cavalli di potenza.
Il paradosso: un bolide da 500 Cv che non può circolare
La vera beffa, però, è che, nonostante la sua potenza, la Batmobile di Neymar non potrà mai sfrecciare per le strade. Per legge, infatti, la vettura non è omologata per la circolazione su strade pubbliche. Si tratta quindi di un acquisto puramente espositivo, un incredibile “giocattolo” per adulti destinato a rimanere nel garage di casa, a testimonianza della passione e dell’eccentricità di uno dei calciatori più famosi al mondo.
Calciomercato Inter: Leoni sotto traccia, ma serve questo tesoretto per arrivare al giovane centrale che ha una valutazione da top
“No a trattative eterne”, ma anche un freno momentaneo sul mercato in entrata. Dal suo intervento a un evento benefico a Marina di Massa, il direttore sportivo dell’Inter, Piero Ausilio, ha dettato la linea per la difesa: prima vendere, poi comprare. Come riportato da calciomercato.com, il reparto arretrato è al momento troppo affollato, e questo blocca ogni possibile nuovo innesto, incluso l’assalto al grande obiettivo Giovanni Leoni.
Il freno su Leoni: prima sfoltire la difesa
Quando i giornalisti hanno chiesto di Giovanni Leoni, Ausilio ha volutamente schiacciato il piede sul freno. Il motivo è semplice: la difesa dell’Inter conta attualmente otto elementi (da Pavard a Bastoni, passando per Acerbi e De Vrij) e l’obiettivo è consegnare al tecnico Chivu una rosa snella di 25-26 giocatori. Di conseguenza, il focus attuale della dirigenza è interamente sulle cessioni. L’interesse per Leoni, classe 2006 del Parma, è fortissimo e confermato, ma l’operazione è momentaneamente in stand-by.
Il sogno Leoni: valutazione e piano di finanziamento
Nonostante la frenata pubblica, l’Inter continua a coltivare segretamente il sogno Leoni. Il club nerazzurro segue il ragazzo dai tempi della Sampdoria ed è definitivamente convinto del suo enorme potenziale. La sua valutazione, però, è da top player: oscilla tra i 30 e i 35 milioni di euro. Per racimolare questo tesoretto e fare spazio in rosa, l’Inter ha in programma le cessioni di giocatori come Asllani, Stankovic ed Esposito.
La pista Esposito-Parma: un affare slegato da Leoni
Proprio in quest’ottica, si è aperta una nuova, interessante pista di mercato. Nelle ultime ore, infatti, sono arrivate conferme sull’interesse del Parma per il nerazzurro Sebastiano Esposito. I ducali sembrano fare sul serio, al punto da voler portare avanti la trattativa indipendentemente dall’affare Leoni. I due discorsi potrebbero quindi rimanere slegati, con Esposito (valutato 6-7 milioni) che non vuole attendere agosto per la sua nuova sistemazione. La sua cessione potrebbe essere il primo passo per l’Inter per iniziare a costruire il tesoretto necessario per l’assalto a Leoni.
Calciomercato Roma, si allontana Rios: questo club balza in pole per il centrocampista brasiliano. Preso intanto El Ayanoui dal Lens
La Roma piazza il colpo a centrocampo e definisce il suo primo grande rinforzo per la mediana di Gian Piero Gasperini. Dopo settimane di trattative su più fronti, i giallorossi hanno chiuso l’accordo per l’arrivo di Neil El Ayanoui dal Lens. Questa mossa, di fatto, cambia radicalmente lo scenario per un altro obiettivo del club, Richard Rios, la cui pista si sta improvvisamente complicando.
Colpo a centrocampo: definito l’arrivo di El Ayanoui
La dirigenza giallorossa ha rotto gli indugi, chiudendo l’operazione per il talentuoso centrocampista classe 2001. L’accordo con il Lens è stato raggiunto sulla base di 23 milioni di euro di parte fissa più 2 milioni di bonus. El Ayanoui è ora atteso a breve nella Capitale per sostenere le visite mediche e firmare il contratto che lo legherà alla Roma. Con questo acquisto, il club si assicura un giocatore di qualità e prospettiva, superando le difficoltà incontrate in altre negoziazioni.
Si complica la pista Rios: il braccio di ferro con il Palmeiras
L’arrivo di El Ayanoui è infatti la conseguenza diretta del lungo “tira e molla” con il Palmeiras per Richard Rios. I giallorossi, infastiditi dalla rigidità del club brasiliano, hanno deciso di virare su un altro obiettivo. Il Palmeiras ha sempre richiesto 30 milioni di euro senza parti variabili, mentre l’offerta della Roma aveva raggiunto quella cifra solo attraverso l’inserimento di bonus. Nonostante Rios avesse dato la sua priorità al club capitolino, il mancato accordo tra le società ha bloccato tutto.
L’inserimento del Benfica: la rivelazione di Fabrizio Romano
Questo stallo ha aperto le porte a un’altra pretendente. Come riporta l’esperto di mercato Fabrizio Romano, il Benfica è tornato con forza sul giocatore. Il direttore sportivo del club portoghese, Rui Braz, è pronto a volare in Brasile in questo weekend per avviare la trattativa. Il Palmeiras avrebbe informato il Benfica che la Roma non ha presentato l’offerta richiesta, dando di fatto via libera ai lusitani. L’acquisto di El Ayanoui da parte della Roma, a questo punto, potrebbe convincere Rios ad aprire definitivamente le porte al Benfica.
Italia femminile, Giugliano: «Voci dell’Arabia sono vere. Dobbiamo imparare a gestirle». Le dichiarazioni della centrocampista
Manuela Giugliano, centrocampista dell’Italia femminile e della Roma, è stata intervistata dal Corriere dello Sport.
SEMIFINALI – «È un piccolo passo verso il grandissimo sogno che abbiamo tutte. Ma la cosa più bella è l’emozione che siamo riuscite a trasmettere alle persone che sono a casa, a quelle che ci hanno visto per la prima volta. Abbiamo fatto appassionare tantissima gente, questa è sicuramente la conquista più grande».
SEGRETO ITALIA – «In realtà non ci sono segreti. Essere sempre unite, in qualsiasi situazione, anche quando le cose non sono perfette, ci ha aiutato ad arrivare fino a qui».
OFFERTA DALL’ARABIA – «Le voci sono vere, ma assolutamente non mi hanno distratto dall’obiettivo che avevo in mente. Ne approfitto per dire che comunque dobbiamo iniziare a crescere anche su questo aspetto. Con i maschi accadono tutti i giorni episodi del genere, quindi sta anche nella mentalità, nella professionalità della calciatrice gestire queste cose, gestire le emozioni, gestire tutto quello che viene. In questo momento sono in Nazionale e penso solo alla Nazionale: l’ho dimostrato in campo. Le voci sono fuori, le valuteremo nel momento giusto».
INGHILTERRA – «Ho guardato a occhi apertissimi la partita tra Svezia e Inghilterra. Non avrei mai voluto incontrare nessuna delle due, sono sincera, però penso che poter dimostrare il nostro valore contro una grandissima squadra come l’Inghilterra sia fantastico. Tireremo fuori il meglio».
VOTO AL PROPRIO EUROPEO – «Non sono partita alla grande ma penso che le giocatrici come me vengono fuori quando si entra nel vivo del torneo. Contro la Norvegia ho dimostrato il mio valore. Siamo solo all’inizio. Come voto, comunque, vado per il 7».
ADDIO ALLA NAZIONALE POST EUROPEO? – «Quello che di bello mi riserverà il futuro non lo so ancora, ma voglio dare la certezza assoluta che non lascerò la Nazionale a breve. Ovviamente quando arriverà quel giorno il primo a saperlo sarà il ct. Sono molto felice del mio percorso in azzurro, tra poco arriverò alle 100 presenze. Non lascio nulla».
Calciomercato Inter: accordo totale con Lookman. Ma l’Atalanta chiede lui che è incedibile per le strategie del club milanese
L‘Inter accelera per il suo grande obiettivo in attacco, ma il direttore sportivo Piero Ausilio detta la linea e mette fretta all’Atalanta: “No a trattative eterne”. Il messaggio è chiaro: Ademola Lookman è il prescelto per rinforzare il reparto offensivo, ma il club nerazzurro non intende farsi trascinare in una negoziazione infinita e sta già lavorando su piste alternative di altissimo livello.
L’accordo con Lookman e la distanza con l’Atalanta
La parte più semplice dell’operazione è già stata definita. L’Inter ha raggiunto un’intesa totale con l’attaccante nigeriano classe 1997, trovando un accordo per un ricco contratto quinquennale fino al 2030, con un ingaggio da 4 milioni di euro netti a stagione più bonus a salire. Il vero ostacolo, al momento, è la distanza economica tra i due club. L’Inter ha messo sul tavolo un’offerta da 40 milioni di euro, mentre l’Atalanta continua a chiederne almeno 50. Un gap di 10 milioni che le parti stanno cercando di colmare.
Le contropartite tecniche: Esposito incedibile, si offre Asllani
Per cercare di sbloccare la situazione, si è parlato anche di possibili contropartite tecniche. I Percassi, in modo un po’ provocatorio, hanno chiesto all’Inter il giovane centravanti Pio Esposito, rientrato dal prestito allo Spezia. La risposta di Viale della Liberazione è stata un “no” secco: il classe 2005 è considerato incedibile. L’Inter, dal canto suo, ha messo sul piatto il cartellino del centrocampista albanese Kristjan Asllani, profilo che potrebbe interessare la Dea. Tuttavia, la sensazione è che l’affare si chiuderà con un conguaglio economico.
La chiusura a 45 milioni e le alternative di lusso
A prescindere dalle contropartite, l’intesa potrebbe essere trovata a metà strada. Una volta che Ausilio avrà definito alcune cessioni minori, l’Inter è pronta a rilanciare per arrivare a una cifra vicina ai 45 milioni di euro più bonus. Nel frattempo, il club si tutela monitorando le alternative: piacciono l’argentino Nico Gonzalez della Juventus e il belga Lois Openda del Lipsia. Intanto, Lookman si è fermato per una leggera lesione al polpaccio (2-3 settimane di stop), un intoppo che non preoccupa e che, si spera, possa essere superato con una nuova maglia addosso.
Calciomercato Napoli: Conte ora vuole lui, ma la trattativa è in salita. Il tecnico chiede un altro esterno offensivo, il Bologna ora però fa muro
La strada che porta a Dan Ndoye si fa sempre più in salita per il Napoli. L’esterno svizzero del Bologna è l’obiettivo numero uno indicato da Antonio Conte per rinforzare l’attacco, ma la trattativa con il club emiliano è complessa e lontana da una rapida soluzione. Come riporta il quotidiano partenopeo Il Mattino, a complicare i dialoghi non c’è solo la distanza economica, ma anche le scorie lasciate dal recente braccio di ferro per il difensore Beukema.
Conte vuole solo Ndoye, ma la trattativa è bloccata
Antonio Conte ha le idee chiare: per la sua fascia vuole Dan Ndoye. Questa sua insistenza sta spingendo la dirigenza del Napoli a concentrare i propri sforzi sul giocatore del Bologna, ma l’operazione al momento è bloccata. Il traguardo non è affatto vicino e, secondo le ultime indiscrezioni, è difficile che ci possa essere una svolta a breve. Il motivo risiede in un “solco profondo” che separa le posizioni dei due club, sia sulla valutazione del cartellino sia sulla volontà del giocatore.
La distanza economica tra Napoli e Bologna
Il principale ostacolo è di natura economica. Il Bologna, forte della grande stagione disputata dal suo giocatore, ha fissato un prezzo molto alto per il suo cartellino: la richiesta è di 50 milioni di euro. Una cifra che il Napoli non intende pagare. L’offerta del club di De Laurentiis, infatti, è al momento ferma a una cifra compresa tra i 30 e i 32 milioni di euro. La distanza di quasi 20 milioni tra domanda e offerta rende impossibile, ad oggi, immaginare una chiusura dell’affare.
La posizione del Bologna e il precedente Beukema
A rafforzare la posizione del Bologna c’è anche il comportamento del giocatore. A differenza di quanto accaduto con Beukema, la società emiliana ha ribadito che Ndoye non ha chiesto la cessione, un fattore che toglie al Napoli una leva importante nella trattativa. Inoltre, i rapporti tesi dopo l’affare relativo al difensore olandese non aiutano a fluidificare i dialoghi, rendendo ogni passo della negoziazione ancora più complicato.
Calciomercato Lazio: Insigne subito, ma ad allenarsi. L’ultima richiesta di Sarri in vista del semaforo verde di gennaio
Il calciomercato Lazio vive delle forti pressioni di Maurizio Sarri, che continua a insistere con la società per un grande obiettivo: riportare in Serie A Lorenzo Insigne. Il talento napoletano è attualmente svincolato e rappresenta una ghiotta occasione che il tecnico toscano non vuole lasciarsi sfuggire, tanto da aver elaborato un piano preciso per battere la concorrenza e averlo subito a disposizione.
Il piano di Sarri: allenamenti a Formello in attesa di gennaio
La strategia di Sarri è chiara. Nonostante le complessità burocratiche che, nel migliore dei casi, permetterebbero di tesserare Insigne solo a gennaio (qualora il mercato venisse sbloccato dopo il 30 settembre), il tecnico lo vorrebbe immediatamente aggregato alla squadra. L’idea è di fargli iniziare subito gli allenamenti a Formello, con le opportune coperture assicurative, per permettergli di integrarsi con i compagni, assimilare gli schemi e mantenere la forma fisica, in modo da essere pronto a scendere in campo appena possibile. Lo riporta Il Messaggero.
L’apertura di Insigne e la concorrenza dalla Serie A
Dal canto suo, Lorenzo Insigne ha mostrato un’importante apertura verso il progetto della Lazio. Nonostante sia corteggiato da diversi club di Serie A, tra cui Udinese, Parma e Sassuolo, sarebbe disposto ad attendere fino a gennaio per poter vestire la maglia biancoceleste e tornare a lavorare con un allenatore che conosce bene e che lo stima profondamente. Questa sua disponibilità rappresenta un fattore chiave che potrebbe favorire la buona riuscita dell’operazione.
La palla passa a Lotito: la decisione finale
Nonostante l’insistenza di Sarri e la volontà del giocatore, l’operazione non è ancora decollata. Ora la palla passa definitivamente al presidente Claudio Lotito. Sarà lui a dover dare il via libera definitivo, valutando l’impegno economico e strategico di un’operazione così strutturata. Il futuro di Lorenzo Insigne alla Lazio è, di fatto, appeso alla sua decisione.
Mauro: «Alla Juve servirebbe uno zoccolo duro italiano. Ma Fagioli, Rovella e Kean sono andati via». Le dichiarazioni dell’ex calciatore
L’ex calciatore e opinionista Massimo Mauro, in un’intervista concessa all’edizione odierna de La Gazzetta dello Sport, ha analizzato due dei temi più delicati per il presente e il futuro della Juventus: la complessa gestione del contratto di Dusan Vlahovic e la necessità di ricostruire un’identità italiana all’interno dello spogliatoio. L’analisi di Mauro si rivolge direttamente alla nuova dirigenza, evidenziando le difficoltà ereditate dal passato.
Il caso Vlahovic e l’identità della squadra
Al centro delle preoccupazioni c’è la situazione del centravanti serbo, una “gatta da pelare” che richiede diplomazia per evitare danni reciproci. Allo stesso tempo, Mauro sottolinea la sua preoccupazione per la mancanza di uno “zoccolo azzurro”, ritenuto fondamentale per superare i momenti di difficoltà, e lancia una frecciata alla gestione dei giovani talenti italiani cresciuti nel club e poi ceduti.
L’analisi di Massimo Mauro
Ecco il suo pensiero, riportato integralmente, sulla situazione della Juventus, dal caso Vlahovic alla composizione della rosa:
«Comolli eredita questa situazione dal passato, dalla gestione di Vlahovic dello scorso anno: non si può trattare così un calciatore che è un capitale importante della società. Club e giocatore devono trovare un compromesso, è antipatico quando si arriva all’ultimo anno di contratto e non si vuole firmare: non si premiano gli sforzi del club a fare un contratto simile. E vanno considerate le difficoltà di Dusan negli ultimi anni. Ci sono gli ingredienti per farsi male a vicenda e invece dovrebbero venirsi incontro. Il braccio di ferro con il Psg per Randal Kolo Muani? A me piace, la Juventus deve avere due centravanti importanti per essere competitiva su tutti i fronti: lui e David andrebbero bene, ma Vlahovic è una bella gatta da pelare. Mi preoccuperei di altro in questo momento. Speriamo che Bremer torni al 100%, la difesa sarebbe a posto. Mi piacerebbe che tornasse a esserci uno zoccolo azzurro. In uno spogliatoio è importantissimo perché, nelle difficoltà, chi conosce la storia del club in cui gioca è avvantaggiato nel risolvere i problemi. Ma, date le fatiche enormi della Nazionale, come faccio a dire alla Juve di prendere italiani forti? Serve trovarli o crescerli: lo ha fatto, però purtroppo Fagioli, Rovella e Kean sono andati via».
È morto Sergio Campana all’età di 91 anni, lutto nel mondo del calcio. Fu fondatore dell’AIC (Associazione Italiana Calciatori)
Lutto nel mondo del calcio italiano. È morto questa notte, all’età di 91 anni, l’avvocato Sergio Campana, fondatore e storico presidente dell’Associazione Italiana Calciatori (AIC). La sua scomparsa, come comunicato dalla stessa AIC, è avvenuta alle 3:45 nella sua città natale, Bassano del Grappa, in una casa di cura dove era ricoverato da alcune settimane a seguito di un peggioramento delle sue condizioni di salute.
Una vita per i diritti dei calciatori
Sergio Campana è stato una figura rivoluzionaria per il calcio italiano. Dopo una carriera da calciatore in Serie A come centravanti di Lanerossi Vicenza e Bologna, e una laurea in Legge, nel 1968 fondò insieme a icone come Gianni Rivera e Sandro Mazzola l’AIC, il sindacato dei giocatori che avrebbe guidato per ben 43 anni, fino al 2011. La sua presidenza è legata a battaglie storiche per il riconoscimento dei diritti dei calciatori, lotte che hanno cambiato per sempre il sistema. Indimenticabile il primo, storico sciopero del 1974, quando i giocatori ritardarono l’inizio delle partite di 10 minuti in difesa di un collega, affermando un principio di tutela fino ad allora impensabile.
Il cordoglio dell’Assocalciatori
L’AIC ha annunciato la sua scomparsa con una nota carica di dolore, ricordando il suo ruolo fondamentale nella storia dell’associazione e del calcio.
“L’Associazione Italiana Calciatori con grande dolore annuncia la scomparsa dell’Avvocato Sergio Campana, storico Presidente e fondatore. Il Consiglio Direttivo, i collaboratori e i dipendenti tutti si stringono alla famiglia in questo particolare momento”.
Gravina (FIGC): Con lui i calciatori hanno acquisito dignità»
Anche la FIGC, attraverso le parole del presidente Gabriele Gravina, ha espresso il proprio cordoglio, sottolineando l’impatto epocale dell’operato di Campana.
«Ci sono persone che lasciano un segno profondo con la loro esistenza e Sergio Campana è sicuramente una di queste – afferma il Presidente della Figc Gabriele Gravina – in un momento così doloroso, il mio cordoglio e la mia vicinanza vanno ai famigliari e agli amici dell’Associazione Italiana Calciatori, di cui è stato fondatore e vera e propria anima per oltre 43 anni. La sua eccezionale attività nel corso degli anni ha consentito ai calciatori di avere un ruolo sempre più importante e di acquisire una dignità formale che prima non gli veniva riconosciuta. Professionista di valore, anche in virtù del suo grande spessore umano, ha contribuito allo sviluppo del calcio italiano nel suo complesso. Sotto la sua guida illuminata, l’Assocalciatori ha lavorato per vedere riconosciuti diritti che oggi sembrano scontati, ma che invece sono il frutto della visione e della determinazione politica dell’Avvocato».
Infortunio Dovbyk: subito una tegola per Gasperini che non lo avrà per la prima amichevole stagionale. I tempi di recupero
Il ritiro della Roma a Trigoria inizia nel peggiore dei modi per il nuovo tecnico Gian Piero Gasperini. Proprio alla vigilia del primo test stagionale, in programma oggi pomeriggio contro il Trastevere, arriva una tegola dall’infermeria: il centravanti Artem Dovbyk si è fermato a causa di un infortunio muscolare, lasciando l’allenatore con un attacco improvvisamente a corto di uomini.
Problema muscolare per Dovbyk: salta il Trastevere
L’attaccante ucraino, classe 1997, ha accusato un problema muscolare alla coscia durante una delle intense sessioni di allenamento della prima settimana di lavoro a Trigoria. Lo staff medico ha fermato immediatamente il giocatore, che non sarà dunque a disposizione di Gasperini per la prima uscita stagionale della squadra giallorossa, l’amichevole delle 18 contro il Trastevere. Un’assenza pesante, che costringerà il tecnico a rivedere i suoi piani.
Attesa per gli esami: si valutano i tempi di recupero
La preoccupazione principale, ora, è capire la reale entità del danno. Secondo quanto riportato dall’edizione odierna de Il Tempo, nella giornata di oggi sono previsti gli accertamenti strumentali del caso. Gli esami chiariranno la gravità del problema muscolare e permetteranno di stabilire con precisione i tempi di recupero, con la speranza che non si tratti di uno stop di lunga durata che possa compromettere la preparazione estiva del centravanti.
Emergenza attacco per Gasperini
La notizia dell’infortunio di Dovbyk è una vera e propria doccia fredda per Gasperini, che si trova a fronteggiare una vera e propria emergenza nel reparto offensivo. Con le partenze di Tammy Abraham ed Eldor Shomurodov, e con Paulo Dybala ancora impegnato in un percorso di recupero personalizzato dopo l’infortunio subito a marzo, l’allenatore si ritrova di fatto senza attaccanti di ruolo a disposizione, un problema non da poco all’inizio di un nuovo progetto tecnico.
Savicevic approva Vlahovic al Milan: «Vi spiego perché ci spero». Le dichiarazioni dell’ex fantasista rossonero sul possibile affare
Dejan Savićević, soprannominato “Il Genio“, è stato uno dei più talentuosi e imprevedibili fantasisti del calcio europeo a cavallo tra gli anni ’80 e ’90. Nato in Montenegro, ha raggiunto la fama internazionale con la Stella Rossa di Belgrado, guidandola alla storica vittoria della Coppa dei Campioni nel 1991.
Il suo nome è però legato indissolubilmente al Milan di Fabio Capello. Con la maglia rossonera ha incantato San Siro grazie a una classe cristallina, dribbling fulminanti e una visione di gioco geniale, vincendo tre Scudetti. Indimenticabile la sua prestazione nella finale di Champions League del 1994, suggellata da un iconico gol a pallonetto contro il Barcellona. La Gazzetta dello Sport lo ha intervistato su temi dell’attualità rossonera.
VLAHOVIC AL MILAN? – «Quest’anno, fra impegni con la Federazione e congressi Uefa e Fifa, ho visto poco calcio italiano. Ma Vlahovic mi piace, lo conosco: è giovane, ha 25 anni, forte, ha senso del gol, ha notevoli margini di miglioramento. Aveva fatto cose molto buone con la Fiorentina e anche, mi pare, con Allegri alla Juve».
DI NUOVO CON ALLEGRI – «Chissà. Ma ci va? La Juve lo dà via? Lo spero che il Milan lo prenda, per lui e per Allegri. Max mi è simpatico e non soltanto perché è tornato ad allenare il Milan. Contro di lui ho esordito in Serie A, a Pescara nel 1992. Abbiamo vinto 5-4. E Allegri ha segnato il suo primo gol proprio contro di noi. Al pronti via, una partita pazza, la ricordo molto bene, Franco Baresi ha fatto due autoreti nel giro di quattro minuti. Incredibile. Poi Marco Van Basten, fatto meno incredibile e scontato, ha segnato tre gol, alla sua maniera».
ALLEGRI – «Cosa devo pensare? Parlano i risultati. Al primo anno ha vinto con il Milan, nella Juve ha dominato. È un bravissimo tecnico, conosce il calcio, conosce gli uomini, sa gestire le situazioni. Io penso che farà bene anche nel prossimo Milan, che è ancora in costruzione. Vediamo».
Calciomercato Juventus: accordo con Sancho, il giocatore ha scelto i bianconeri. Due cessioni non semplicissime per ‘sbloccarlo’
Jadon Sancho ha scelto il suo futuro: vuole la Juventus. L’attaccante inglese, ormai fuori dal progetto tecnico del Manchester United, spinge per approdare a Torino e ha già trovato un’intesa di massima con il club bianconero. Tuttavia, l’operazione è tutt’altro che chiusa. La Juventus è al momento bloccata dalla necessità di cedere alcuni giocatori per rientrare nei limiti del budget.
L’intesa tra Sancho e la Juventus: i dettagli del contratto
Dopo aver solo sfiorato la maglia bianconera un anno fa, Sancho non vuole perdere una seconda occasione. Il 25enne, secondo sogna l’Italia e ha dato mandato ai suoi agenti di trovare un accordo con la Juventus. Secondo quanto riferisce Tuttosport, l’entourage del calciatore è stato a Torino in settimana per definire i termini di un contratto quadriennale da 6 milioni di euro netti a stagione più bonus. Consapevole delle difficoltà del club, Sancho si è detto disposto persino a dimezzarsi l’ingaggio attuale pur di facilitare il trasferimento, rifiutando le avances del Nottingham Forest.
Il blocco della Juventus: prima vendere, poi comprare
L’entusiasmo del giocatore si scontra però con le esigenze di bilancio della Juventus. La dirigenza, guidata dal direttore generale Comolli, è costretta a rallentare l’operazione. Il motivo, spiega La Gazzetta dello Sport, risiede negli importanti esborsi già sostenuti in questa sessione di mercato, tra cui i riscatti di Di Gregorio, Kalulu, Kelly e Nico Gonzalez, a cui si sommano i 12,5 milioni di commissioni per l’affare Jonathan David. Prima di poter investire nuovamente, il club ha la necessità di incassare.
Le cessioni chiave per sbloccare l’affare
Il via libera per l’arrivo di Sancho è dunque legato a due cessioni in particolare. La prima, ormai in dirittura d’arrivo, è quella di Timothy Weah, destinato al Marsiglia. La seconda, più complessa, riguarda Douglas Luiz, conteso da tre club inglesi e dalla cui partenza la Juventus conta di ricavare una cifra importante. Solo dopo aver completato queste operazioni, Comolli potrà tornare a trattare con il Manchester United.
La trattativa con il Manchester United
I contatti tra i due club sono già stati avviati. La Juventus ha presentato una proposta iniziale di 15 milioni di sterline, più bonus, e si è detta disposta a partecipare al pagamento della buonuscita che lo United deve al giocatore. L’offerta è sul tavolo, ma per renderla concreta serve che la Juventus acceleri sul fronte delle uscite.
Torino, Duvan Zapata suona la carica e motiva i compagni dal ritiro di Prato allo Stelvio, ecco le dichiarazioni del capitano dei granata
(Lorenzo Bosca – Inviato a Prato Allo Stelvio). 287 e 37: sono questi i numeri di Duvan Zapata. Il primo fa riferimento ai giorni trascorsi dall’infortunio dell’attaccante del Torino (era il 5 ottobre del 2024 e si giocava contro l’Inter a San Siro). Il secondo, a quelli che mancano alla primissima partita ufficiale dei granata in Serie A (ironia del destino, sempre e proprio contro i meneghini il prossimo 25 di agosto).
Certo, sembrerebbe alquanto proibitivo avventarsi in azzardate previsioni, per affermare se l’attaccante colombiano sarà presente o meno all’appuntamento. Quel che è certo, è che l’ex Atalanta sta impegnando ogni singola risorsa a propria disposizione per tornare a calcare i manti erbosi del nostro campionato (e riempire le rispettive reti di gol) il prima possibile.
«Sono molto emozionato e non vedo l’ora di tornare perché piano piano sto tornando a sentirmi me stesso», afferma sicuro il numero 91 dal ritiro di Prato allo Stelvio. Nell’alta Val Venosta – dove il Torino sta macinando chilometri sulle gambe proprio per non farsi trovare impreparato alla stagione che verrà – le parole di Zapata risuonano come una melodia di fiducia per tifosi (e compagni) . Vediamo le dichiarazioni rilasciate dall’attaccante raccolte da CalcioNews24 presente all’evento.
Le parole dell’attaccante del Torino Duvan Zapata:
Buongiorno Duvan Zapata, è un piacere vederti qui. Hai già notato delle differenze tra quello che ti chiedeva Vanoli e quello che ti chiede Baroni?
«Sì, penso che il mister abbia le idee chiare e anche una sua filosofia. Eh…ci sono differenze, i due allenatori per me sono diversi anche se è vero che stiamo lavorando con il modulo con il quale i ragazzi hanno finito la stagione scorsa. Ci sono concetti diversi, c’è anche un modo di lavorale diverso. Per rispondere alla tua domanda: sì, ci saranno modifiche sul modo di giocare che faremo».
Puoi essere più specifico su queste differenze?
«No no…a me in particolare non ha chiesto ancora niente da fare sul campo. E poi andare nello specifico riguarda l’allenatore. Però noi sicuramente ci abitueremo bene alle sue idee e ai suoi concetti. Si vede già fin da questo inizio di preparazione che i ragazzi si stanno abituando. Alla fine penso che sia una questione d’abitudine. Questo periodo ci serve anche per prepararci bene. Domani (oggi, ndr) faremo la prima amichevole, quindi sicuramente già lì saranno messe in pratica le cose sulle quali ci stiamo allenando».
Finalmente è tornato a giocare con la palla, com’è stata questa attesa?
«Sì sì…io comunque già stavo lavorando con palla anche nel periodo in cui i ragazzi erano in vacanza. Però ora che, diciamo, piano piano mi sto inserendo nel gruppo è un’emozione. E’ bello ritornare a competere e allenarmi con loro. La cosa importante, che mi rende contento, è che sono in crescita. Come hai detto sono i primi allenamenti con loro quindi mi sono sentito bene quindi andrò in crescita. E spero di continuare così!».
Ci racconta l’orgoglio di indossare la fascia da Capitano? Come interpreta questo ruolo?
«Sì, dalla stagione scorsa sono il capitano e come ho detto anche prima per me è un orgoglio. Mi hanno scelto come capitano, non me l’aspettavo ed è stato per me un po’ una sorpresa, però ho preso la fascia con molta responsabilità, una responsabilità che ci vuole quando si è il capitano di un club storico e importante com’è il Torino. E per me più che capitano mi considero un leader nel trascinare i ragazzi, dando l’esempio, anche perché sono quasi il più vecchio. Solo Antonio Donnarumma ha un anno più di me poi sono io il più vecchio per cui sento di avere anche questa responsabilità.
Ce l’avevo già alla mia prima stagione quando ero appena arrivato al Torino, allora ero io il più vecchio, c’era ancora mister Juric. E già lì sentivo di avere la responsabilità di trascinare i ragazzi dando l’esempio ogni giorno sia durante gli allenamenti sia fuori dal campo, che è forse anche più importante. E niente…spero di continuare a trascinare i ragazzi e di svolgere bene questo ruolo».
Come ha passato questi mesi lontano dal campo?
«Sono stati mesi duri, soprattutto all’inizio, l’inizio è duro. Ma a questo punto dico che il tempo è passato veloce. È vero che in quei momenti soffri…la riabilitazione, anche perché dopo l’intervento devi imparare di nuovo a camminare. Quel momento è duro e pensi che si è appena all’inizio, ma poi man mano passa il tempo cominci a sentirti meglio. Ringrazio la mia famiglia che mi è stata vicina e anche tutto il mondo Torino mi è stato vicino. Mano a mano ad arrivare a questo momento. Sono molto emozionato e non vedo l’ora di tornare perché piano piano sto tornando a sentirmi me stesso. Però la sto prendendo anche con calma e rispetto ogni step, però sì: non vedo l’ora di tornare in campo e fare la prima partita, soprattutto segnare il primo gol».
Nel frattempo la società le ha rinnovato il contratto, ci parli di questo gesto? E quanto l’ha aiutata leggere i nomi dei caduti del Grande Torino a Superga
«Sì: la società ha fatto un bellissimo gesto nel rinnovarmi il contratto in un momento in cui ero infortunato quindi li ringrazio adesso e li avevo già ringraziati prima per questo bel gesto. Adesso dipende solo da me ripagare sul campo tutto questo affetto, come facevo già prima. Poi a Superga è stato un momento speciale soprattutto viverlo da capitano. Lo avevo già vissuto non da capitano, nella mia prima stagione quando c’era Buongiorno e vedere Alessandro a Superga mi ha aiutato ad essere un po’ più preparato quando è toccato a me. Proprio perchè avevo già vissuto l’ambiente e com’era la cerimonia. Comunque affrontarla da capitano è stata una bella emozione, è stato uno dei momenti più belli che ho avuto nella mia carriera. E niente, spero di poter ripetere anche in questa stagione l’anno prossimo!».
A Zapata piace definirsi un leader, ci racconta l’ambiente che ha percepito in questi giorni di ritiro col Torino?
«Sì, l’ambiente è molto positivo e i ragazzi sono motivati a fare una buona preparazione e lo si vede già in questi primi allenamenti che stanno già spingendo forte. Siamo consapevoli che questa è una parte importante della stagione per poi avere continuità durante tutta la stagione. Diciamo che adesso è il momento di mettere benzina e quindi lo stiamo facendo. I ragazzi sono molto motivati e positivi, quindi bisogna avere questa continuità».
L’inizio del campionato d’altronde sarà duro, il Torino incontrerà subito squadre forti…
«Sì, lo sappiamo. Siamo già consapevoli di questo. Ci stiamo appunto preparando per essere all’altezza di questo campionato e di questa stagione che sarà comunque un’altra stagione importante e sarà un altro campionato duro perché tutte le squadre si stanno rinforzando molto bene. Oramai non è un segreto, tu prendi il cellulare e vedi come si muovono e cosa succede nel calciomercato. Quindi siamo consapevoli di questo e ci stiamo preparando per essere pronti per la prima partita».
Cm Torino 03/09/2023 – campionato di calcio serie A / Torino-Genoa / foto Cristiano Mazzi/Image Sport
nella foto: Duvan Zapata
Un dato: Luca Toni a 38 anni giocando nel Verona diventò capocannoniere in Serie A, Fabio Quagliarella a 36. Tu pensi ogni tanto a questo traguardo? E, ti senti tra gli attaccanti più forti del nostro campionato?
«Sì, lo sento sempre ogni giorno! Poi però la realtà dice un’altra cosa: che sono infortunato, che non gioco da tanti mesi. Però le motivazioni io ce le ho dentro e mi danno la forza per migliorare ogni giorno e per dimostrare tutte le mie capacità che magari ho dimostrato fino adesso. Perché no? Un attaccante sogna sempre, almeno personalmente il mio obiettivo è sempre stato di fare doppia cifra. Da quando sono arrivato in Italia ho visto che questo è molto importante qui. Magari in altri campionati è meno fondamentale, ma dopo tanti anni qui in Italia ho capito che un attaccante forte va almeno in doppia cifra ogni anno. Quindi sì, uno dei miei obiettivi personali è questo. Come attaccante lavoro per riuscirci».
Che idea ha sulla passata stagione del Torino? Dopo il suo infortunio la squadra ha patito tanto…
«Sì, io penso che nel gruppo la stagione scorsa ha lasciato qualche cosa. Tutti i momenti di difficoltà che abbiamo avuto, questa stagione devono servirci a cercare di migliorare. Soprattutto dobbiamo essere più continui perché nella stagione scorsa avevamo iniziato bene e poi dopo abbiamo avuto un periodo con difficoltà e abbiamo fatto fatica a ripartire. A gennaio l’arrivo dei ragazzi nuovi ci ha dato una spinta e sembrava che partissimo ancora, però poi abbiamo perso la continuità. In questa stagione sarà fondamentale avere continuità, anche nei momenti di difficoltà. Ci stiamo quindi allenando, anche mentalmente. La stagione scorsa ci ha lasciato un insegnamento, una lezione, che deve servirci da lezione per cercare di non ripetere quest’anno».
Questo periodo difficile è figlio di un ‘infortunio, in squadra c’è un altro compagno – Perr Schuurs – che è fuori da molto più tempo di lei. C’è un messaggio che vorrebbe mandargli?
«Sì, resilienza! So che prima o poi lui tornerà e ci darà una mano in campo. Il messaggio non è solo per lui ma anche per tutti gli infortunati che non si sono ancora lasciati dietro i loro infortuni. E questo vale anche per me visto che ancora non sono tornato a giocare con i compagni una partita ufficiale o un’amichevole. Penso che la testa faccia tutto e lui ci ha fatto capire in tutto questo periodo che mentalmente è forte. Quindi abbiamo la speranza che torni in campo con noi».
Quanto è stata importante la famiglia Zapata in questo periodo buio?
«Sì, sì, è fondamentale. Avere un sostegno in casa è stato importante. I miei bambini sono già grandi e quindi capiscono molto di più, tutto l’ambiente. Loro insieme a mia moglie mi sono sempre stati vicini. Anche, come ho detto, tutto il mondo Torino e gli amici. Tutto questo ti dà ancora più forza perché ti fa capire che tutto l’ambiente ancora crede in te. Ti fa capire che l’infortunio è qualcosa di momentaneo. Personalmente ho affrontato questo periodo sapendo che è momentaneo. Io ho fede che tornerò a far vedere tutta la mia forza in campo e le mie capacità».
I tifosi qua la amano tantissimo, si sente di mandargli un messaggio?
«I tifosi voglio ringraziarli perché anche nel brutto periodo dell’infortunio mi sono stati vicini. Anche quando li incontro al bar o al ristorante o per strada mi fanno capire il loro amore e il loro affetto. Come capitano voglio dire ai tifosi di non smettere di credere in questa squadra. Anche se ci sono momenti di difficoltà come li abbiamo avuti. Questi ragazzi sentono i momenti e i tifosi sono le persone che sempre ti danno la speranza e la spinta. Ai tifosi dico: non lasciateci mai, non smettete di credere in noi, in questa squadra e nei compagni».
Questo è un momento magico, non solo per il rientro in campo ma anche perchè diventerà presto papa…
«Sì, mia moglie è incinta di sei mesi (sorride, ndr). All’inizio pensavamo fosse un maschio, ora invece è una femmina…diciamo che il ginecologo ci aveva un po’ confusi. E’ una principessa. La cosa importante è che sia sana, la stiamo aspettando con grande amore».
Termina la conferenza stampa dell’attaccante del Torino Duvan Zapata