Pagina 812 – Calcio News 24

Calciomercato Parma, Leoni rischia di lasciare l’Emilia? Due big italiane sul giocatore

Calciomercato Parma: Leoni nel mirino di Milan e Inter, si accende il derby per il talento classe 2006. La situazione dei crociati

Il Calciomercato Parma entra nel vivo e lo fa con uno dei nomi più interessanti del panorama italiano: Giovanni Leoni. Il giovane difensore classe 2006, reduce da un ottimo girone di ritorno con i gialloblù nella sua prima stagione in Serie A, ha attirato l’attenzione delle due grandi di Milano, Inter e Milan, pronte a sfidarsi in un vero e proprio derby di mercato.

Secondo quanto riportato dalla Gazzetta dello Sport, l’Inter risulta al momento in vantaggio nella corsa al difensore, grazie ai primi contatti già avviati con la dirigenza emiliana. Tuttavia, nelle ultime ore anche il Milan ha deciso di fare sul serio, manifestando un forte interesse per il giovane talento cresciuto calcisticamente nel settore giovanile del Padova.

La combinazione di tre caratteristiche – giovane età, nazionalità italiana e grandi potenzialità – rende Leoni un profilo molto appetibile per le big della Serie A. Il Calciomercato Parma, dunque, potrebbe presto trovarsi al centro di un’asta che potrebbe far lievitare sensibilmente il valore del cartellino del giocatore.

Il Parma, che ha investito su Leoni versando 4,8 milioni di euro (più 3,5 milioni di bonus e una percentuale del 10% sulla futura rivendita alla Sampdoria), per ora fa muro. La società emiliana ritiene che un altro anno di crescita al Tardini possa giovare sia al ragazzo sia alla sua valutazione futura, evitando un salto troppo precoce che potrebbe rallentarne lo sviluppo.

Tuttavia, il rischio che la cifra offerta da Inter o Milan diventi irrinunciabile è concreto. Secondo la Gazzetta, la valutazione di Leoni potrebbe presto superare i 20 milioni di euro, cifra che spingerebbe il calciomercato Parma a una riflessione più approfondita. In un mercato dove i giovani italiani di talento sono merce rara, il centrale difensivo rappresenta un’occasione che i top club non vogliono lasciarsi sfuggire.

Il Calciomercato Parma si conferma quindi strategico non solo in entrata, ma anche in uscita, con Giovanni Leoni che rischia di diventare il nome caldo dell’estate. Tutto dipenderà dalle prossime mosse di Milan e Inter e dalla volontà del club gialloblù di puntare ancora sul suo gioiello.

Calciomercato Lecce, tifosi preoccupati per la possibile cessione di quel giocatore. La situazione!

Calciomercato Lecce: Falcone nel mirino di Juventus e Torino, futuro in bilico. Ecco la situazione

Il Calciomercato Lecce entra nel vivo e si preannuncia come un’estate lunga e ricca di decisioni cruciali per la dirigenza salentina. Dopo aver festeggiato la terza salvezza consecutiva in Serie A, il club giallorosso ha iniziato immediatamente a pianificare la prossima stagione, con l’obiettivo dichiarato di consolidarsi ulteriormente nella massima serie e puntare a una quarta permanenza.

Una delle questioni principali che il calciomercato Lecce dovrà affrontare riguarda il futuro di Wladimiro Falcone, estremo difensore che da tre stagioni rappresenta una garanzia tra i pali. Le sue prestazioni, sempre solide e affidabili, hanno attirato l’attenzione di diversi club importanti del panorama italiano, tanto da renderlo uno dei nomi più caldi del Calciomercato Lecce.

Secondo quanto riportato da Tuttosport, la Juventus avrebbe inserito Falcone nella lista dei candidati per il ruolo di secondo portiere alle spalle di Michele Di Gregorio, destinato a essere il titolare nella prossima stagione. Con Mattia Perin pronto a lasciare Torino, i bianconeri valutano diversi profili, tra cui Caprile (Cagliari), Provedel (Lazio) e lo stesso Falcone, che piace per affidabilità ed esperienza.

Non solo la Juventus: anche il Torino si è mosso in ottica Falcone. Il club granata, ora guidato proprio da Marco Baroni, ex allenatore del Lecce, potrebbe puntare forte sul portiere romano qualora venisse confermata la partenza di Vanja Milinkovic-Savic. Baroni conosce bene le qualità di Falcone, avendolo allenato nella stagione 2022/23, e lo vedrebbe come un profilo ideale per difendere i pali granata.

Per ora si tratta di voci, ma è evidente che il nome di Falcone ha acquisito grande peso all’interno del Calciomercato Lecce. La sua partenza, se confermata, obbligherebbe il club salentino a cercare un sostituto all’altezza, in grado di garantire continuità in un ruolo così delicato.

Il futuro del portiere resta ancora da scrivere, ma dopo tre anni in continua crescita, per Wladimiro Falcone potrebbe essere arrivato il momento di una nuova avventura. Intanto, il Lecce si prepara a tutte le eventualità, consapevole che blindare o sostituire un portiere del genere sarà una delle sfide principali di questo calciomercato.

Calciomercato Genoa, quale sarà il futuro di Vasquez? Ecco la decisione definitiva del giocatore rossoblu

Calciomercato Genoa: Vasquez verso il rinnovo fino al 2028, respinte le avances di Inter e Milan. La situazione

Il Calciomercato Genoa ruota intorno a una delle pedine più solide della passata stagione: Johan Vasquez. Il difensore messicano, attualmente con la sua nazionale in occasione della Gold Cup – anche se solo da spettatore a causa di un infortunio alla caviglia rimediato alla penultima giornata di campionato – è al centro di un’importante trattativa con il club rossoblù.

Secondo quanto riportato da Il Secolo XIX, il calciomercato Genoa è pronto a blindare Vasquez con un rinnovo di contratto fino al 2028, con un sensibile adeguamento dell’ingaggio, attualmente fissato attorno al milione di euro annuo. Una mossa chiara da parte della società ligure, che vuole costruire il futuro partendo da certezze, puntando sulla continuità e sulla crescita del gruppo a disposizione di Alberto Gilardino.

Nonostante le attenzioni di club importanti come Inter e Milan, che negli ultimi mesi hanno sondato il terreno per il centrale difensivo mancino, Vasquez non sembra intenzionato a lasciare il Grifone. Il calciatore ha le idee chiare: vuole restare a Genova per continuare il suo percorso di crescita e arrivare al Mondiale 2026 con la maglia del Messico da protagonista, consapevole che per ottenere la convocazione e un ruolo da titolare serve giocare con regolarità.

Questa scelta riflette anche la fiducia che il difensore ripone nel progetto tecnico del Genoa. Dopo una stagione positiva, la società vuole confermarsi e migliorarsi nella prossima Serie A, e il rinnovo di Vasquez rappresenta un segnale importante, tanto in termini tecnici quanto in chiave Calciomercato Genoa.

Con il prolungamento del contratto ormai in fase avanzata, il calciomercato Genoa potrebbe allontanare definitivamente le sirene del mercato e concentrarsi sul rafforzamento di altri reparti. Vasquez, intanto, proseguirà la sua fase di recupero, con l’obiettivo di tornare al top della condizione per l’inizio del ritiro estivo.

Il Calciomercato Genoa dunque parte dalle conferme, con l’intento di consolidare una rosa che ha dimostrato compattezza e spirito. E Johan Vasquez, con il suo carisma e la sua affidabilità, sarà ancora una colonna della difesa rossoblù.

Calciomercato Fiorentina, una big pronta a soffiare Kean alla squadra viola. Arriva la proposta

Calciomercato Fiorentina, il Milan punta Kean, Allegri lo vuole con sé. Il piano della squadra viola

Il Calciomercato Fiorentina si accende attorno al nome di Moise Kean, attaccante arrivato recentemente a Firenze ma già finito nel mirino di un grande club di Serie A. Secondo quanto riportato da Sportmediaset, il nuovo allenatore del Milan, Massimiliano Allegri, avrebbe chiesto alla dirigenza rossonera di tentare l’assalto al bomber viola per rafforzare il reparto offensivo in vista della prossima stagione.

Allegri conosce molto bene Kean, avendolo già allenato durante il suo secondo ciclo alla Juventus, e ne è un grande estimatore. Il tecnico livornese vorrebbe affiancarlo al nuovo attaccante centrale Santiago Gimenez, formando così una coppia d’attacco giovane ma già di alto livello. La richiesta dell’ex allenatore bianconero è chiara: portare a Milano un attaccante che conosca il calcio italiano e che sia pronto a esplodere definitivamente in un ambiente competitivo.

Tuttavia, il trasferimento di Kean non sarà semplice. Il contratto che lo lega al calciomercato Fiorentina prevede una clausola rescissoria da 52 milioni di euro, valida esclusivamente per le prime due settimane di luglio. Questo dettaglio rende il margine d’azione per il Milan piuttosto ristretto, costringendo la dirigenza a muoversi in tempi rapidi se vuole davvero accontentare il proprio allenatore.

Per provare ad abbassare il costo dell’operazione, i rossoneri stanno studiando delle contropartite tecniche che possano convincere la società viola. Tra i nomi proposti figurano Ismaël Bennacer, centrocampista reduce da un’esperienza in prestito in Ligue 1 con il Marsiglia, e il terzino Filippo Terracciano, arrivato al Milan dal Verona e molto apprezzato da Vincenzo Pioli, tecnico che prenderà le redini del calciomercato Fiorentina nella prossima stagione.

Il Calciomercato Fiorentina dunque potrebbe presto essere scosso da una trattativa di primo piano. La cessione di Kean rappresenterebbe una mossa sorprendente, soprattutto considerando che il club gigliato punta su di lui per costruire il nuovo progetto tecnico. Tuttavia, davanti a un’offerta convincente, la società potrebbe anche decidere di monetizzare e reinvestire su altri profili funzionali al gioco di Pioli.

Il futuro di Kean è ancora incerto, ma è chiaro che il Calciomercato Fiorentina sarà tra i più caldi dell’estate. Le prossime settimane saranno decisive per capire se l’attaccante vestirà ancora la maglia viola o se sarà protagonista di una nuova avventura rossonera, sotto la guida del suo mentore Allegri.

Calciomercato Lazio, quali sono i rinforzi necessari per Maurizio Sarri? Ecco la grande lista

Calciomercato Lazio: obiettivo rinforzi, ecco i nomi sul taccuino biancoceleste. La situazione attuale

Il Calciomercato Lazio entra in una fase strategica e decisiva. La società capitolina sta lavorando con determinazione per costruire una rosa più competitiva e profonda, capace di affrontare al meglio la prossima stagione di Serie A. L’obiettivo è chiaro: tornare a lottare stabilmente per le posizioni di vertice in classifica. Per riuscirci, sarà necessario agire con precisione sul mercato, individuando rinforzi in grado di alzare il livello tecnico e garantire alternative valide in ogni reparto.

Secondo quanto riportato dall’edizione odierna del Corriere dello Sport, nelle ultime ore c’è stato un importante confronto tra le figure chiave della dirigenza biancoceleste. Il presidente Claudio Lotito, il tecnico Sarri e il direttore sportivo Angelo Fabiani si sono sentiti telefonicamente per fare il punto sul Calciomercato Lazio e condividere strategie, priorità e profili da seguire.

Uno dei primi reparti su cui la Lazio vuole intervenire è la fascia difensiva, in particolare quella sinistra. Tra i nomi monitorati spicca Fabiano Parisi, attualmente alla Fiorentina. Il giovane terzino, già accostato più volte ai biancocelesti in passato, piace per la sua duttilità e capacità di spinta. Non è però l’unica opzione: tra i profili internazionali seguiti ci sono anche Emerson Palmieri, campione d’Europa con l’Italia e ora in forza al West Ham, e Ben Chilwell, terzino del Chelsea (non Crystal Palace, come erroneamente riportato da alcune fonti), valutato attentamente per la sua esperienza in Premier League.

Il centrocampo è l’altro reparto sotto osservazione. Il Calciomercato Lazio si concentra qui su tre nomi in particolare. Il primo è Ruben Loftus-Cheek, reduce da una buona stagione con il Milan ma il cui futuro potrebbe essere lontano da San Siro. Il secondo profilo è quello di Giovanni Fabbian, protagonista al Bologna e seguito anche dalla Fiorentina. Fabbian piace per la sua crescita costante e l’ottima capacità di inserirsi negli spazi. Infine, c’è l’idea Tommaso Fazzini dell’Empoli, centrocampista giovane ma già maturo, seguito anche da Torino e Bologna.

Il lavoro della Lazio in questa sessione di mercato non si limiterà a singoli colpi isolati. L’intenzione è costruire una rosa più completa, che possa offrire rotazioni adeguate durante tutta la stagione, considerando anche l’impegno in più competizioni. Il Calciomercato Lazio dovrà tenere conto delle uscite, ma anche dell’inserimento di elementi funzionali al gioco del nuovo tecnico Baroni.

Confronti, trattative e valutazioni sono in corso. La dirigenza biancoceleste vuole muoversi con intelligenza, evitando spese eccessive ma puntando su profili di qualità. I prossimi giorni saranno cruciali per capire quale direzione prenderà il Calciomercato Lazio, tra possibili sorprese e operazioni già impostate.

Una cosa è certa: la Lazio vuole tornare a essere protagonista, e per farlo ha bisogno di un mercato all’altezza delle sue ambizioni.

Calciomercato Pisa, assalto per comprare Zerbin. Uno dei tantissimi colpi estivi dei nerazzurri

Calciomercato Pisa: assalto a Zerbin, idea Simeone e nuovi movimenti in difesa

Il calciomercato Pisa entra nel vivo con una serie di operazioni mirate a rinforzare la rosa in vista della prossima stagione. Tra i nomi più caldi in queste ore c’è quello di Alessio Zerbin, attaccante di proprietà del Napoli. Il club nerazzurro ha già da alcune settimane messo gli occhi sul giocatore, presentando una proposta concreta al Napoli: prestito con diritto di riscatto, una formula che consentirebbe ai toscani di valutare il calciatore nel corso della stagione con la possibilità di acquisirlo a titolo definitivo.

Tuttavia, la trattativa si è complicata: secondo le ultime indiscrezioni, anche il Lecce si sarebbe inserito con decisione nella corsa a Zerbin. Il tecnico salentino Eusebio Di Francesco, che ha già allenato l’esterno offensivo lo scorso anno al Venezia, ha chiesto espressamente il suo ritorno, considerando il profilo del classe ’99 ideale per il suo progetto tecnico. Il Napoli, da parte sua, preferirebbe cedere Zerbin con la formula del prestito secco, senza opzioni per il riscatto, complicando così i piani del Pisa.

Ma il calciomercato Pisa non si limita a Zerbin. Sempre in contatto con il club partenopeo, i nerazzurri starebbero portando avanti un dialogo, tra alti e bassi, per tentare il colpo Giovanni Simeone. Una trattativa molto più complessa, ma che testimonia l’ambizione della società toscana. Ben più difficile, invece, appare al momento l’arrivo di Pasquale Mazzocchi, anche lui del Napoli, ma su cui le parti restano distanti, soprattutto per quanto riguarda l’ingaggio.

Sul fronte difensivo, il Calciomercato Pisa offre sviluppi interessanti. Resta viva la pista che porta a Obaretin, giovane difensore di proprietà del Napoli, considerato un’alternativa concreta al rientrante Nicholas Bonfanti dell’Atalanta. Quest’ultimo, però, è seguito con grande attenzione anche dal Como, che potrebbe inserirsi nei prossimi giorni.

Infine, tra le trattative aperte resta sul tavolo anche il nome di Liberato Cacace, terzino sinistro dell’Empoli. Secondo quanto riportato da SestaPorta.News, il Pisa continua a monitorare la situazione dell’esterno neozelandese, che potrebbe rappresentare un rinforzo utile per completare la linea difensiva.

Il Calciomercato Pisa è quindi in pieno fermento: tra obiettivi ambiziosi e operazioni in entrata mirate, la dirigenza nerazzurra si muove con l’intento di consegnare a mister Aquilani una rosa competitiva per puntare in alto.

La priorità dell’Atalanta sul mercato si chiama difesa: servono almeno due innesti tra rinnovamenti e qualche cessione

Calciomercato Atalanta, il reparto difensivo sarà una delle priorità nerazzurre questa estate per consolidare la rosa

Il calciomercato dell’Atalanta sarà fondamentale per capire l’identità in vista della prossima stagione. Tuttavia tra mille ipotesi c’è una certezza su cui la Dea non può permettersi esitazioni: investire nella difesa. Se in altri reparti si può assistere a un possibile effetto domino, la retroguardia invece necessita di molti interventi.

Hien, Kolasinac, Scalvini, Djimsiti, Toloi, Kossounou, Godfrey e poi il giovane Bonfanti. All’apparenza potrebbe sembrare numeroso, ma se si esclude il possibile riscatto del livoriano, la situazione si presenta come un mix di gru, betoniere e operai nerazzurri in attesa delle direttive del “capocantiere”.

Godfrey è in uscita, Toloi ha già lasciato la Dea, Djimsiti non è certo di rimanere, e al di là delle voci di mercato Hien su Scalvini, le condizioni fisiche di Kolasinac sono da valutare. Il bosniaco sarà un “Rambo” nella gestione del dolore, ma l’età e la sua tenuta fisica non possono essere ignorati.

L’Atalanta in rosa ha bisogno di almeno cinque difensori affidabili, con la possibilità di allargare la coperta a sei: inserendo un giovane come Bonfanti oppure riadattando certi giocatori come per esempio De Roon e Bellanova.

Campagna acquisti? Ad oggi serve acquistare almeno due nuovi difensori, puntando su profili giovani ma già con esperienza in ambito europeo (tra i seguiti da citare Ordonez e Solet). La difesa ha bisogno più di ogni altra cosa un beneficio a lungo termine: l’acquisto di Kossounou rappresenta esattamente quella strada che l’Atalanta è chiamata a percorrere con convinzione.

Altri colpi in difesa? Dipenderà da chi concretamente lascerà Bergamo. Le tempistiche saranno cruciali per evitare di trovarsi a dover completare il reparto all’ultimo momento.

Un cantiere a cielo aperto la difesa dell’Atalanta, che oggi è l’area con la più alta priorità d’intervento. Tra certezze, esperienza e nuove leve, la Dea ha bisogno di consolidarsi: a cominciare dalle sue mura.

Fluminense Borussia Dortmund: dove vederla, orario e probabili formazioni

Al MetLife Stadium va in scena la sfida del Mondiale per Club Fluminense Borussia Dortmund: le ultime di formazioni con orario e dove vedere il match in tv

Al MetLife Stadium di East Rutherford (New Jersey) si giocherà la gara valevole per la prima giornata della fase a gironi del Mondiale per Club tra Fluminense Borussia Dortmund. Andiamo a scoprire le ultimissime di formazione, l’orario e dove vedere la sfida.

Le probabili formazioni

FLUMINENSE (4-2-3-1): Fabio; Samuel Xavier, Thiago Silva, Freytes, Fuentes; Martinelli, Hercules; Arias, Ganso, Serna; Everaldo. All. Renato Gaucho.

BORUSSIA DORTMUND (3-4-2-1): Kobel; Sule, Anton, Bensebaini; Ryerson, Gross, Nmecha, Svensson; Brandt, Adeyemi; Guirassy. All. Kovac.

Orario e dove vederla in tv

Fluminense Borussia Dortmund si gioca alle ore 18:00 di martedì 17 giugno per la prima giornata della fase a gironi del Mondiale per Club. Verrà trasmessa in chiaro per tutti su Italia 1. Per vedere la partita in streaming, sarà disponibile su DAZN per gli abbonati tramite il sito ufficiale o sull’app scaricabile su Pc, tablet e smartphone.

Buffon saluta Luciano Spalletti: «Grazie di tutto! Hai onorato l’Italia con responsabilità»

Buffon saluta Spalletti: «Hai servito l’Italia con passione e responsabilità»

Nel momento in cui si chiude ufficialmente il capitolo di Luciano Spalletti alla guida della Nazionale italiana, arriva anche il saluto pubblico di una figura simbolo del calcio azzurro: Gianluigi Buffon. L’ex portiere e attuale capodelegazione della Nazionale ha scelto di affidare a un lungo post su Instagram il suo messaggio di commiato e gratitudine verso l’ormai ex commissario tecnico.

«Caro Luciano – scrive Buffon – ho scelto di aspettare qualche giorno per non scrivere a caldo, ma ci tenevo a ringraziarti pubblicamente e personalmente per il tuo lavoro in questi anni alla guida della Nazionale». Parole semplici ma cariche di significato, che confermano il rispetto profondo che Buffon nutre nei confronti di Spalletti, nonostante l’epilogo amaro del suo percorso in azzurro.

Spalletti, arrivato dopo l’era Mancini, ha preso in mano una Nazionale in un momento critico, con l’obiettivo di rilanciarla dopo la mancata qualificazione al Mondiale e le difficoltà vissute sul piano del gioco e dei risultati. «Hai affrontato questa sfida con passione, competenza e grande senso di responsabilità – scrive ancora Buffon – in un momento delicato per il calcio italiano. Senza mai perdere di vista la tua visione e l’umanità che ti ha sempre accompagnato».

Il rapporto tra Buffon e Spalletti è stato costruito su basi solide, fatte di rispetto reciproco e condivisione di valori. Nelle parole dell’ex numero uno della Nazionale c’è spazio anche per un bilancio umano, oltre che sportivo: «Abbiamo condiviso momenti belli e altri più difficili, ma sempre con la consapevolezza di essere al servizio di qualcosa che va oltre il campo: la maglia azzurra, che rappresenta la nostra Italia».

La chiusura del messaggio è un augurio sincero: «Un grande in bocca al lupo per il tuo futuro, umano e professionale». Un saluto che va oltre le dinamiche del calcio e sottolinea la stima che l’ex portiere della Juve Buffon ha maturato nei confronti di Spalletti, nonostante un’esperienza breve e complicata alla guida della Nazionale.

Con queste parole, Buffon restituisce dignità e riconoscimento al lavoro di Spalletti, che lascia la panchina dell’Italia con la consapevolezza di aver dato tutto in un contesto non facile.

Gyokeres andrà alla Juve? Quel fattore potrebbe complicare ulteriormente la trattativa

Gyokeres, la Juventus si complica la vita: lo Sporting fa muro e la concorrenza aumenta in ottica calciomercato

Il nome di Viktor Gyokeres continua a tenere banco in ottica calciomercato, ma per la Juventus la strada che porta all’attaccante svedese dello Sporting Lisbona si fa sempre più in salita. A rivelarlo è il quotidiano portoghese A Bola, che nelle ultime ore ha tracciato un quadro decisamente complicato per i bianconeri.

Il vero ostacolo, come spesso accade in queste trattative di alto livello, non è solo la valutazione economica imposta dallo Sporting, ma anche la crescente concorrenza. Su Gyokeres, infatti, si stanno muovendo con decisione altre tre big europee (e non solo): il Manchester United, l’Atletico Madrid e l’Al Ahli dell’Arabia Saudita. Tre club con risorse importanti e con progetti sportivi ambiziosi, pronti a contendere il centravanti classe 1998 alla Juventus.

Lo Sporting, dal canto suo, resta fermo sulla richiesta: per strappare Gyokeres dal José Alvalade servono 80 milioni di euro. Una cifra elevata, che rispecchia la grande stagione disputata dal calciatore in Portogallo, dove ha messo a segno gol a raffica attirando l’attenzione dei top club europei. Nessuno sconto, quindi, né aperture a formule dilazionate: solo cash e nessuna trattativa al ribasso.

Per la Juventus, che pure ha manifestato più volte un forte interesse verso Gyokeres, la situazione si complica ulteriormente. Il club bianconero sta lavorando per rafforzare l’attacco in vista della prossima stagione, ma le disponibilità economiche non permettono follie, specialmente considerando che il mercato estivo sarà orientato anche su altri ruoli da sistemare. In più, il nuovo corso tecnico voluto da Giuntoli e dal futuro allenatore dovrà essere coerente anche con il bilancio.

Il pressing di squadre come United e Atletico, che possono garantire stipendi più alti e una maggiore potenza finanziaria, rischia di rendere il sogno Gyokeres sempre più lontano. L’inserimento dell’Al Ahli, poi, aggiunge una variabile esotica ma concreta: il club saudita sarebbe disposto a soddisfare in pieno le richieste dello Sporting e a offrire un contratto faraonico al giocatore.

In questo scenario complesso, il futuro di Gyokeres resta avvolto nell’incertezza. Quel che è certo è che, se la Juventus vorrà davvero arrivare al centravanti svedese, dovrà alzare l’asticella e affrontare una vera e propria asta internazionale.

Chivu orgoglioso: «Inter, siamo pronti a dare tutto. Sono curioso di vedere questi giocatori»

Chivu: «Orgoglioso di esordire con l’Inter al Mondiale per Club. Siamo pronti a dare il massimo». Le parole dell’allenatore nerazzurro

In vista del prestigioso Mondiale per Club, Cristian Chivu ha rilasciato un’intervista a Sport Mediaset in cui ha condiviso emozioni, aspettative e prime impressioni da allenatore dell’Inter. L’ex difensore nerazzurro, ora alla guida della prima squadra, è pronto a scrivere un nuovo capitolo della sua carriera, iniziando proprio da un palcoscenico internazionale di grande rilievo.

Per Chivu l’esordio sulla panchina dell’Inter coinciderà con il debutto nel torneo contro il Monterrey, avversario temibile nella fase iniziale del Mondiale per Club. «Non è tanto l’emozione quanto la voglia e la curiosità di affrontare una competizione nuova per tutti – ha detto Chivu –. È qualcosa di inedito, e proprio per questo ha un grande fascino. La stagione 2024-2025 si concluderà proprio con questa manifestazione, e vogliamo arrivarci nella nostra miglior versione. Cercheremo di rappresentare al meglio l’identità dell’Inter costruita negli ultimi anni e dimostrare di essere all’altezza di un torneo così importante».

Nei primi giorni di preparazione, Chivu ha potuto lavorare finalmente con il gruppo al completo: «Abbiamo riaccolto i nazionali solo da due giorni, dopo che hanno goduto di qualche giorno in più di riposo rispetto a chi ha concluso la stagione con la finale di Monaco. L’obiettivo è stato quello di ritrovare entusiasmo e nuove motivazioni in vista del Mondiale. La risposta della squadra è stata straordinaria: tutti si sono messi subito a disposizione, nonostante le delusioni e le cicatrici rimaste da un finale di stagione non semplice. Ma il passato è alle spalle. L’Inter vuole continuare a competere ai massimi livelli, su ogni campo».

Riguardo all’impostazione tattica, Chivu ha offerto una visione moderna: «Si dà troppa importanza ai numeri e ai moduli. La nostra sarà una squadra fluida, che mantiene i propri principi, ma che ne aggiungerà anche di nuovi. Il lavoro fatto negli ultimi anni è stato di qualità e va rispettato. Il nostro compito sarà quello di migliorare ciò che esiste, senza stravolgerlo».

Chivu ha anche commentato l’arrivo dei nuovi acquisti, Petar Sucic e Luis Henrique, due giovani talenti che potrebbero avere spazio proprio nel torneo internazionale: «Sono appena arrivati e stanno entrando gradualmente nei nostri meccanismi. Luis Henrique ha avuto qualche giorno in più di vacanza, ora si sta ambientando e lavorando per raggiungere la condizione migliore. Petar, invece, viene da un periodo attivo con la Nazionale ed è già più pronto fisicamente. Sicuramente, nel corso del Mondiale per Club, avremo modo di vedere entrambi all’opera».

Cristian Chivu, figura storica dell’Inter sia da giocatore che ora da allenatore, si prepara quindi a guidare i nerazzurri in una delle competizioni più affascinanti del panorama calcistico mondiale. Con determinazione, rispetto per il passato e uno sguardo rivolto al futuro, Chivu vuole lasciare subito il segno sulla panchina dell’Inter. E per farlo, punta su gruppo, identità e lavoro continuo.

Il Mondiale per Club segnerà l’inizio ufficiale della sua avventura: un banco di prova importante, che il tecnico romeno vuole affrontare con tutto lo spirito nerazzurro.

Ranieri svela: «Il mio rifiuto alla Nazionale? Ora vi dico la verità. Lusingato della chiamata, ma…»

Claudio Ranieri: «Rispetto l’Italia, ma sono della Roma». Nessun rimpianto per la panchina azzurra per il dirigente giallorosso

In occasione della presentazione ufficiale di Gian Piero Gasperini come nuovo allenatore della Roma, Claudio Ranieri è tornato brevemente al centro dell’attenzione. Le sue parole, pronunciate con la solita eleganza e misura, hanno riportato sotto i riflettori la scelta, recente e significativa, di rifiutare la panchina della Nazionale italiana dopo l’esonero di Luciano Spalletti.

«Si è detto tanto, tenetevi quello che si è detto. Da parte mia non dico nulla», ha commentato Ranieri con tono calmo ma deciso, lasciando intendere che il clamore mediatico suscitato dalla proposta della FIGC non ha mai cambiato la sua posizione. Una dichiarazione breve, ma sufficiente per ribadire un concetto a cui il tecnico romano tiene molto: il suo legame con la Roma viene prima di tutto.

«Rispetto l’Italia – ha aggiunto Ranieri –, ma sono della Roma». Una frase semplice, eppure carica di significato. In un momento in cui la Nazionale era alla ricerca di stabilità e identità, il nome di Ranieri era circolato con insistenza come possibile guida tecnica, capace di portare equilibrio, esperienza e autorevolezza. La FIGC, secondo fonti vicine alla federazione, avrebbe fatto più di un tentativo per convincerlo, ma la risposta è stata sempre la stessa: no, grazie.

Questa decisione, per quanto possa sembrare sorprendente, si inserisce perfettamente nel percorso umano e professionale di Claudio Ranieri. Dopo una carriera ricca di successi in Italia e all’estero – dal miracolo Leicester alla salvezza con il Cagliari fino alla Roma – Ranieri ha più volte dimostrato di agire seguendo la propria coerenza e il proprio cuore, piuttosto che le logiche del potere o della carriera.

Il suo attaccamento alla Roma, società in cui è cresciuto calcisticamente e che ha allenato in momenti difficili e delicati, non è mai stato solo di facciata. «Sono della Roma», ha ribadito, quasi a voler spiegare che ogni scelta, anche la più difficile, parte da quel sentimento viscerale per i colori giallorossi. Non è un caso che Gasperini, durante la sua prima conferenza da allenatore romanista, abbia elogiato il lavoro fatto da Ranieri nei mesi precedenti, definendolo una base solida da cui ripartire.

Il rifiuto della panchina azzurra, dunque, non è un atto di chiusura verso il calcio italiano, ma una dimostrazione ulteriore del profilo etico di Ranieri, uomo di valori e di appartenenze vere. In un calcio dove spesso i rapporti si riducono a contratti e convenienze, la scelta di dire “no” alla Nazionale per fedeltà alla Roma rappresenta quasi un’eccezione romantica.

Mentre la FIGC ha virato verso altri profili, e mentre la Roma apre un nuovo capitolo sotto la guida di Gasperini, il nome di Ranieri resta ben impresso nei cuori dei tifosi giallorossi. Non tanto per ciò che ha detto, ma per ciò che continua a rappresentare: un allenatore che ha messo il rispetto, l’identità e l’amore per la maglia davanti a ogni altra ambizione.

In un calcio sempre più dominato dalla logica del risultato, Ranieri rimane una figura rara. E la Roma, ancora una volta, può dirsi orgogliosa di averlo avuto come guida.

Gasperini si presenta alla Roma: «Sempre avuto feeling con i tifosi giallorossi. Ranieri mi ha detto questo, e su Dybala…»

Gasperini, nuovo allenatore della Roma, si presenta così alla squadra giallorossa. Ecco le dichiarazioni complete

Gian Piero Gasperini è stato presentato ufficialmente come nuovo allenatore della Roma. In conferenza stampa, l’ex tecnico dell’Atalanta ha tracciato le linee guida del suo progetto in giallorosso, parlando di ambizioni, mercato e del rapporto con la proprietà Friedkin. Fin dalle prime parole è emersa tutta la determinazione del tecnico piemontese, pronto a scrivere una nuova pagina importante della sua carriera.

«Ho parlato con Ranieri, che mi ha raccontato il percorso fatto in questi anni – ha dichiarato Gasperini –. I Friedkin sono molto coinvolti, passano tanto tempo sulla Roma, con grande entusiasmo e ambizione. Hanno visto in me una figura con cui costruire qualcosa. Abbiamo discusso delle difficoltà che il mercato può presentare, ma la proprietà è forte: vuole investire in modo sostenibile per riportare la Roma ai vertici.»

Sulla pressione della piazza, Gasperini ha le idee chiare: «Mi mettete tutti in guardia, ma la pressione qui è anche una forza. Vedo entusiasmo e voglia di fare bene. Se in passato ci sono state difficoltà, vanno corrette. I risultati si costruiscono, come ha fatto il Napoli con lo Scudetto o il PSG in Europa. Se lavoriamo bene, possiamo migliorare la Roma.»

Un passaggio fondamentale è stato dedicato al rapporto con i tifosi: «Il feeling c’è sempre stato, ma contano i risultati. Bisogna partire da quello che ha fatto Claudio Ranieri, che ha dimostrato come la squadra conti più dei singoli. È da lì che dobbiamo ripartire. Serve concretezza, non programmi decennali: bisogna crescere passo dopo passo.»

Sul futuro di Paulo Dybala, Gasperini ha detto: «Spero stia bene fisicamente, è fondamentale. Ma come lui, tanti altri. Dobbiamo avere una squadra dove tutti spingono nella stessa direzione. I singoli vanno valorizzati, ma è l’insieme che fa la differenza. Questo è sempre stato il mio modo di lavorare.»

A chi gli riconosce la capacità di aver valorizzato grandi attaccanti, Gasperini risponde con umiltà: «Erano forti anche prima, io ho solo cercato di tirar fuori il meglio. Le mie squadre segnano tanto, fa parte del mio gioco. Partiamo da ciò che abbiamo, poi valuteremo il mercato.»

Sugli obiettivi stagionali, Gasperini non si nasconde: «Il massimo sarebbe tornare in Champions League. Lo Scudetto? È presto per parlarne. Intanto dobbiamo costruire una base solida, con giovani e calciatori di esperienza, per arrivare un giorno a trattare anche profili oggi fuori portata.»

Alla domanda su cosa sia cambiato rispetto all’esperienza all’Inter, Gasperini ha spiegato: «Oggi sento l’urgenza di dare segnali forti, di creare identità e portare tutti dalla stessa parte. Il campionato è competitivo, le rivali crescono. Servono coesione, mentalità e una squadra con una sua forza interna.»

Sul fronte mercato, non chiude a nulla: «Ci saranno ingressi, ma partiamo da ciò che c’è. Servono calciatori internazionali, ma anche profili emergenti da costruire in casa. Questo è il progetto. Cristante e Mancini ne sono un esempio. Non dobbiamo accontentarci, nemmeno a 30 anni.»

Con Gasperini, la Roma punta su un tecnico esperto e visionario, pronto a coniugare ambizione e sostenibilità. Il nuovo corso è cominciato.

Calciomercato Verona, UFFICIALE la cessione di Diego Coppola. Quella squadra ha acquistato il difensore

Calciomercato Verona, Diego Coppola ceduto a titolo definitivo al Brighton. Ecco il comunicato ufficiale della squadra gialloblu

Il Calciomercato Verona registra una cessione importante in difesa: Diego Coppola è ufficialmente un nuovo giocatore del Brighton & Hove Albion. Il trasferimento è stato confermato dal club inglese dopo che il giovane difensore italiano ha sostenuto e superato le visite mediche nella serata di ieri. A rendere nota la notizia è stato lo stesso Hellas Verona, con un comunicato ufficiale pubblicato attraverso i propri canali.

Questo il testo del comunicato del club scaligero: “Hellas Verona FC comunica di aver ceduto a Brighton & Hove Albion Football Club – a titolo definitivo – il diritto alle prestazioni sportive del difensore italiano Diego Coppola. Hellas Verona FC saluta e ringrazia Diego, augurandogli le migliori soddisfazioni per il prosieguo della sua carriera.”

Si chiude così un capitolo significativo per il giovane classe 2003, cresciuto nel vivaio gialloblù e protagonista di una rapida ascesa nel calcio italiano. Coppola era considerato uno dei talenti più promettenti del settore giovanile del Verona, e il suo passaggio in Premier League rappresenta sia un’occasione di crescita professionale per il calciatore, sia un’operazione rilevante per le casse del club.

L’operazione si inserisce in un contesto di rinnovamento e riorganizzazione che caratterizza il Calciomercato Verona in questa finestra estiva. La dirigenza sta lavorando su più fronti, con l’obiettivo di costruire una rosa competitiva ma anche sostenibile dal punto di vista economico. La cessione di Coppola, che rappresenta una plusvalenza importante per il club, rientra pienamente in questa strategia.

Il difensore, che nelle ultime stagioni ha collezionato diverse presenze in Serie A, era seguito da numerosi club italiani (Milan e Juve) e stranieri, ma a spuntarla è stato il Brighton, società che da anni investe con lungimiranza su giovani talenti europei. Per Coppola si tratta di una grande occasione: potrà misurarsi con il calcio inglese in uno dei campionati più competitivi al mondo, e al tempo stesso mettersi in mostra in una squadra nota per valorizzare i giovani.

Con questa partenza, il Calciomercato Verona dovrà ora concentrarsi su come rimpiazzare Coppola in difesa. La ricerca di un sostituto è già in corso e non si escludono movimenti nelle prossime settimane. Nel frattempo, la società saluta uno dei suoi prodotti più brillanti con orgoglio, consapevole di aver formato un giocatore pronto per il salto internazionale.

Il Calciomercato Verona continua, dunque, tra cessioni strategiche e nuove opportunità in arrivo.

Calciomercato Bologna, occhi puntati su Fazzini. Tutto dipenderà da una trattativa molto delicata

Calciomercato Bologna, Fazzini in cima alla lista, ma occhio alla concorrenza e i possibili piani B della squadra rossoblu. Le ultime

Il calciomercato Bologna entra nel vivo e i dirigenti rossoblù, Giovanni Sartori e Marco Di Vaio, stanno lavorando con attenzione per rafforzare il centrocampo in vista della prossima stagione. In cima alla lista dei desideri c’è Jacopo Fazzini, giovane talento dell’Empoli, considerato la prima scelta per sostituire Giovanni Fabbian, qualora l’Inter decidesse di esercitare il diritto di recompra entro il 1° luglio.

Il futuro di Fabbian, infatti, rappresenta il primo nodo cruciale del calciomercato Bologna. L’Inter ha tempo fino alla mezzanotte del 30 giugno per riacquistare il centrocampista classe 2003 per 12 milioni di euro. Se ciò dovesse avvenire, il calciomercato Bologna sarebbe costretto a intervenire prontamente per trovare un sostituto all’altezza. In questo scenario, Fazzini diventa un nome caldissimo.

Il centrocampista dell’Empoli piace molto anche ad altri club di Serie A. Secondo quanto riportato dal Corriere dello Sport, sia la Lazio che la Fiorentina sono interessate al giocatore. Maurizio Sarri, attualmente senza panchina ma vicino a nuovi progetti, aveva già messo gli occhi su di lui, mentre Stefano Pioli, prossimo tecnico della Viola, è un estimatore storico di Fazzini fin dai tempi in cui sedeva sulla panchina toscana. La sua duttilità tattica – può giocare da mezzala, trequartista e mediano – lo rende un profilo ideale per diversi moduli di gioco.

Tuttavia, il calciomercato Bologna ha anche delle alternative in caso la corsa a Fazzini non dovesse andare a buon fine. Il secondo nome sulla lista è Sven Mijnans, centrocampista olandese di 25 anni in forza all’AZ Alkmaar. Mijnans è un giocatore più fisico rispetto a Fazzini, ma garantisce dinamismo e capacità di inserimento, caratteristiche che si adattano bene al tipo di gioco richiesto da Italiano, o dal suo eventuale successore.

La terza opzione, più offensiva, è Tomas Suslov, slovacco classe 2003 attualmente al Verona. Suslov è un centrocampista con spiccate doti offensive, spesso utilizzato come trequartista ma in grado di ricoprire anche ruoli da mezzala avanzata. Il suo profilo è più atipico rispetto agli altri due, ma rappresenta un’alternativa interessante per dare imprevedibilità al reparto.

Il calciomercato Bologna quindi si muove su più fronti, con grande attenzione alla gestione delle tempistiche. Tutto dipenderà dalla decisione dell’Inter su Fabbian. Se il club nerazzurro deciderà di non esercitare il diritto di recompra, i rossoblù potrebbero trattenere un giocatore già integrato nel sistema. In caso contrario, Sartori e Di Vaio dovranno agire con prontezza per non farsi trovare impreparati.

Con il club qualificato alla Champions League e con nuove ambizioni europee, il calciomercato Bologna dovrà essere all’altezza delle aspettative. I nomi sul tavolo ci sono, la strategia è chiara: costruire un centrocampo giovane, tecnico e flessibile. Fazzini, Mijnans o Suslov: la nuova pedina rossoblù verrà scelta con cura, ma sempre all’interno di una visione precisa e coerente con il progetto di crescita del club.

Roma, Ghisolfi addio dopo solo un anno: al suo posto i Friedkin pensano a Massara

Si separano dopo appena un anno le strade di Ghisolfi e della Roma: al suo posto potrebbe tornare Massara, in giallorosso dal 2011 al 2019

Le strade della Roma e di Florent Ghisolfi potrebbero separarsi dopo appena un anno. Come riportato da Matteo Moretto, il club giallorosso sta valutando un cambio nella direzione sportiva e il nome in cima alla lista è quello di Frederic Massara. Per l’ex dirigente del Milan si tratterebbe di un ritorno, avendo già lavorato a Trigoria dal 2011 al 2019 in una lunga esperienza condivisa con Sabatini e poi Monchi. I Friedkin riflettono sull’opportunità di affidarsi a una figura più navigata e già collaudata nel contesto romanista, anche alla luce delle difficoltà riscontrate nell’ultima stagione.

Massara, artefice con Maldini del Milan campione d’Italia nel 2022, era stato seguito anche dalla Juventus per il ruolo di nuovo direttore sportivo. Tuttavia, la pista bianconera si è raffreddata nei giorni scorsi, lasciando margine alla Roma per muoversi con decisione. Il suo profilo, apprezzato per equilibrio, competenza e conoscenza del mercato italiano e internazionale, convince la proprietà americana, che vede in lui l’uomo giusto per rilanciare il progetto giallorosso.

Zaccardo: «In Italia i giovani pagano l’ossessione per la vittoria; Gattuso? Situazione delicata, lui sa come muoversi»

Le parole di Cristian Zaccardo, campione del mondo nel 2006, sulla scelta dell’Italia da ripartire con Gattuso in panchina

Cristian Zaccardo, in una intervista a Tuttosport ha parlato della scelta della nazionale di affidare la panchina a Gattuso. Di seguito le sue parole anche sul momento del calcio italiano.

ALLENATORE COME I SUOI COMPAGNI – «Tra questi ci sono pure io, anche se, dopo aver fatto il corso a Coverciano con gli altri, il patentino non l’ho mai ritirato. Allenare è una vocazione, è un lavoro stressante perché sai di essere una persona sola quando siedi su una panchina e che sei il primo a pagare se le cose vanno male».

COSA HA INSEGNATO LIPPI AI CAMPIONI DEL MONDO – «Lui si è posto con noi da persona intelligente quale è: quando hai a che fare con tanti campioni, non devi porti come un professore, ma devi dare organizzazione ed entrare nella testa dei calciatori. Lui ha creato prima di tutto un gruppo importante di uomini, conquistando la nostra fiducia. E quando un allenatore riesce a far scattare quel tipo di alchimia ha già vinto, prima di andare in campo».

TANTI CAMPIONI, NON FACILI DA GESTIRE – «In quella Nazionale c’erano tanti campioni, vero. Metterli insieme però non è facile perché si gioca in undici e un bravo allenatore deve essere capace a gestire chi trova meno spazio, motivandolo. E in questo Lippi era un maestro».

GATTUSO COMMISSARIO TECNICO – «Beh, mi auguravo che prima o poi un mio ex compagno andasse ad allenare la Nazionale… Ed è toccato a Rino».

UNA SITUAZIONE COMPLESSA – «Sì, però lui è abituato a trovarsi sempre di fronte a situazioni delicate: il suo percorso di allenatore lo dimostra. La situazione non è semplicissima, però lui è un allenatore che riesce a dare il meglio nelle difficoltà, quindi speriamo che riesca a ridare entusiasmo e continuità di risultati a questa Nazionale perché ne abbiamo tutti bisogno».

LE DOTI DI GATTUSO ALLENATORE – «È umile ed è una persona diretta: lui dice sempre in faccia quello che pensa e questa, per un allenatore, è una qualità importante perché aiuta a costruire un rapporto sano con i giocatori, nel bene o nel male. Inoltre è un uomo che vive di passioni e si metterà sicuramente 24 ore su 24 a disposizione dell’Italia».

SU COSA RIPARTIRE PER RILANCIARE L’ITALIA – «Le qualità ci sono in squadra, quindi deve spingere sul lato motivazionale».

QUALITÀ IN CALO O PROBLEMI DI CONTESTO – «Per me non è così: è vero che qualche anno fa avevamo più top player, mentre oggi abbiamo ottimi calciatori. Però non è passato tanto tempo dagli Europei vinti con Mancini. Quando avevamo una Nazionale che non perdeva mai e giocava un buon calcio. Questo vuol dire che il materiale per fare bene c’è: bisogna invece ritrovare l’atmosfera giusta e deve essere bravo Rino a ricrearla».

COME RICREARE L’ATMOSFERA GIUSTA – «Puntare sulla testa, far capire ai giocatori che indossare quella maglia è il top e io so bene cosa voglia dire sentire l’inno prima di una partita. Poi deve puntare sul gruppo, come aveva fatto Lippi».

TROPPI STRANIERI O MANCANZA DI CORAGGIO – «Se un ragazzo è forte, gioca. La differenza è piuttosto culturale: da noi c’è molta più pressione, più stress, c’è l’ossessione della vittoria unita all’incubo per la sconfitta. E questo rende più difficile inserire i giovani: noi, per esempio, i 2005-2006 li usiamo in Primavera, mentre all’estero li fanno giocare in prima squadra. Però, a livello di Nazionali giovanili, non siamo certo inferiori agli altri: questo vuol dire che la qualità c’è anche oggi in Italia».

Torino, Cairo insiste per Jeremia Recoba: la trattativa e un fattore che ‘agevola’ il figlio del Chino

Torino, il club di Urbano Cairo insiste per Jeremia Recoba, ecco il punto sulla trattativa e un fattore che può agevolare il passaggio del figlio d’arte

Un’idea ancora in fase embrionale, un classico rumors di calciomercato in salsa estiva o poco più, ma che è bastato per catturare l’attenzione mediatica dei tifosi del Torino (e non solo). I granata starebbero valutando un colpo suggestivo: portare all’ombra della Mole Antonelliana Jeremia Recoba, figlio dell’indimenticato ‘Chino’. 

Era il 2007 quando i piemontesi ingaggiarono proprio il padre in prestito dall’Inter. Un ‘colpo mediatico’ venne definito quello messo a segno all’epoca dal neo presidente del club Urbano Cairo. Bene, quasi vent’anni dopo potrebbe essere il turno dell’ ‘erede’. 

Jeremia è nato a Como l’8 ottobre del 2003. 22 candeline ancora da spegnere per lui, ne aveva soffiate appena 4 quando seguì il papà durante l’esperienza sabauda. Guai però a parlare di favoritismi per via del cognome che porta cucito sulle spalle della maglietta. Centrocampista offensivo (all’occorrenza esterno) dal piede destro raffinato, ha collezionato 24 presenze e 5 reti con il Nacional di Montevideo, dimostrando un discreto potenziale. 

Il valore del cartellino si aggira attualmente intorno ai 2 milioni, complice il contratto col club uruguayo in scadenza a dicembre. Il passaporto comunitario invece – spiega l’edizione torinese di Repubblica – potrebbe agevolare la trattativa. In attesa di capire se il Torino vorrà effettivamente premere il piede sull’acceleratore l’auspicio pare chiaro a tutti: che in caso di semaforo verde Recoba jr possa marcare un’impronta più solida di quella – deludente – lasciata dal padre al Toro. 

Gattuso in Azzurro, Gilardino al Pisa, De Rossi al Parma: ecco cosa fanno gli altri Azzurri del mondiale 2006

Gattuso in Nazionale, Gilardino al Pisa e De Rossi in Serie A: cosa stanno facendo i campioni del mondo del Mondiale 2006?

Alberto Gilardino è pronto a diventare ufficialmente l’allenatore del Pisa, un ritorno quasi domestico secondo la Gazzetta dello Sport per l’ex centravanti del Mondiale 2006, che vive con la famiglia a Forte dei Marmi, a pochi chilometri dallo stadio. Il club toscano ha già raggiunto un’intesa di massima con il tecnico, che firmerà un contratto biennale con opzione per un terzo anno. Gilardino ha già cominciato a lavorare con la dirigenza per costruire la rosa: chiesti rinforzi in difesa, come il centrale norvegese Ostigard, e pedine duttili a centrocampo come Vural, in arrivo dal Frosinone. Il modulo preferito dovrebbe essere un 3-5-1-1 o 3-4-2-1, con la suggestione Giovanni Simeone in prestito dal Napoli per guidare l’attacco.

Intanto Daniele De Rossi è uno dei nomi più caldi per la panchina del Parma, che deve sostituire Cristian Chivu, destinato all’Inter. Dopo i primi contatti con l’ad Federico Cherubini, De Rossi si è detto disponibile, ma c’è da risolvere il nodo economico: il tecnico è ancora sotto contratto con la Roma fino al 2027 a cifre importanti. Il presidente Kyle Krause vorrebbe offrirgli un progetto triennale incentrato sui giovani, puntando alla stabilità in Serie A. La decisione finale è attesa entro pochi giorni, ma l’interesse è concreto.

Tra gli altri campioni del mondo 2006, molti sono rimasti nel calcio. Buffon è capodelegazione azzurro, Grosso è salito in A col Sassuolo, Gattuso è il nuovo ct e Pirlo ha allenato Juve e Samp. Cannavaro è stato in Cina e all’Udinese, Camoranesi è fermo, mentre Nesta, Inzaghi, Barzagli e Oddo hanno trovato ruoli tra panchina e federazione. Totti si è dedicato alla consulenza per calciatori, Toni è opinionista così come Del Piero, che fa la spola tra Sky e CBS, Perrotta e Zambrotta collaborano con la Figc. Una generazione che continua a incidere, da protagonisti, anche dopo aver appeso gli scarpini al chiodo.

Italia, Lippi promuove la scelta di Gattuso: «Felicissimo per lui, farà benissimo in Azzurro»

Le parole di Marcello Lippi, ex ct dell’Italia campione del mondo nel 2006, sulla decisione di affidare la panchina Azzurra di Gattuso

Marcello Lippi benedice la nomina di Gennaro Gattuso come nuovo commissario tecnico della Nazionale con parole di stima e affetto. I due condividono un passato glorioso, segnato dalla vittoria del Mondiale 2006 in Germania, e un rapporto che va oltre il campo. «L’ho chiamato subito per fargli i complimenti e dirgli due cose che restano tra noi», ha raccontato l’ex ct a la Gazzetta dello Sport, aggiungendo: «Sono felicissimo per lui. Non immagina quanto. È una persona vera, un tecnico bravissimo. Serio, preparato, grintoso. Un leader. Farà benissimo in azzurro». Le qualità umane e professionali di Gattuso, secondo Lippi, lo rendono l’uomo giusto per guidare l’Italia: un incarico che rappresenta «la gioia più grande» per chi lo ha vissuto in prima persona.

Oltre all’affetto, c’è anche una sintonia profonda nel modo di intendere il calcio. Lippi non si limita a fare gli auguri, ma individua una continuità tra sé e Gattuso: «Mi somiglia. Ho trovato in lui punti in comune per il carattere e per i rapporti con i giocatori. Ha un modo di gestire la squadra che somiglia al mio». Non solo grinta, dunque, ma anche idee: «Le sue squadre non sono solo agonismo, ma giocano, costruiscono dal basso». In un periodo in cui tanti campioni del 2006 si sono reinventati allenatori, da Grosso a De Rossi, da Pirlo a Cannavaro, Lippi indica in Gattuso il più vicino al suo modello. E conclude con ottimismo: «Farà di tutto per andare al Mondiale».

Italia Under 21, contro la Spagna sfida tra filosofie per il primo posto del girone: la difesa Azzurra è un muro

Italia Under 21, questa sera contro la Spagna in palio c’è il primo posto nel girone: Nunziata si affida ad una difesa ancora a 0 gol subiti

L’Italia Under 21 arriva all’ultima gara del girone A dell’Europeo già qualificata ai quarti e senza aver ancora subito gol, grazie a una difesa solida (Zanotti-Coppola-Pirola-Ruggeri) e alle prodezze del portiere Desplanches. La sfida contro la Spagna, anche lei a quota cinque titoli continentali, mette di fronte due filosofie calcistiche opposte: gli Azzurrini fondano la loro forza sulla fase difensiva, mentre la Rojita predilige l’attacco, con già 5 gol segnati nel torneo. I 4 gol subiti dall’Italia nel lungo percorso di qualificazione e fase finale sono arrivati sempre in assenza di almeno uno dei cinque titolarissimi. La sfida, pur non decisiva per il passaggio del turno, vale il primo posto nel girone e sarà un test importante in vista del prosieguo della competizione.

Vista la qualificazione anticipata e il calendario serrato, il ct Carmine Nunziata approfitterà della partita per ruotare la rosa e risparmiare i diffidati. In rifinitura si è provato il passaggio alla difesa a tre, con pressioni alte e una maggiore copertura nella propria metà campo. Ghilardi e Coppola, compagni al Verona – anche se il secondo è pronto a trasferirsi al Brighton -, saranno titolari, mentre in mediana spazio a Bianco e Doumbia, con Pisilli trequartista alle spalle di Ambrosino e Fazzini. Nunziata garantisce: «Farò qualche cambio, ma metterò comunque la formazione migliore». Anche la Spagna effettuerà rotazioni, come confermato dal ct Santi Denia, già protagonista con la Rojita alle Olimpiadi 2024. «Servirà la partita perfetta per battere l’Italia», ha dichiarato Denia, riconoscendo la solidità e la tradizione azzurra. Fischio d’inizio alle 21 a Trnava, con 13.400 biglietti già venduti: l’atmosfera è da grande sfida.

Borussia Dortmund, ecco l’American Jobe: il fratello di Bellingham fa il suo esordio con la Fluminense

Borussia Dortmund, oggi il debutto al Mondiale per Club: per i gialloneri prima da titolare per Jobe Bellingham

Al MetLife Stadium di East Rutherford, il Borussia Dortmund presenta il suo primo colpo estivo: Jobe Bellingham, 19 anni, fratello minore di Jude, ex idolo giallonero e ora al Real Madrid. Acquistato per circa 30 milioni dal Sunderland, dove ha collezionato 43 presenze e 4 gol in Championship, Jobe ha già conquistato ambiente e compagni: è ben integrato, si allena con personalità e potrebbe partire titolare nel debutto al Mondiale per Club contro il Fluminense. Il tecnico Niko Kovac, subentrato a Nuri Sahin lo scorso gennaio, ha guidato una straordinaria rimonta in Bundesliga, chiudendo quarto dopo essere stato undicesimo. In Champions, il suo Dortmund ha spaventato il Barcellona con un 3-1 casalingo firmato da una tripletta di Serhou Guirassy (34 gol stagionali), dopo lo 0-4 dell’andata. Proprio l’attaccante guineano è l’uomo più temuto dal Flu.

Il Fluminense, campione della Libertadores 2023, arriva con ambizioni e qualche dubbio. L’argentino German Cano, autore di 84 gol tra il 2022 e il 2023, è in forse per infortunio, così come l’ala Keno. In compenso ci sarà il 40enne Thiago Silva, l’ex Milan tornato al Flu nell’estate 2024 dopo la lunga carriera europea. Il tecnico Renato Portaluppi – ex idolo del Grêmio e vecchia conoscenza della Serie A – guida una squadra sesta nel Brasileirao ma in crescita, anche grazie al passaggio agli ottavi di Coppa Sudamericana. Il difensore Nonato ha dichiarato che il gruppo ha studiato a fondo il Borussia e Guirassy in particolare, preparandosi con serietà. Il Dortmund parte favorito, ma i brasiliani promettono battaglia: «Siamo fiduciosi, conosciamo il nostro potenziale e faremo una grande partita».

Mondiale per Club, le brasiliane incantano: qualità e personalità di Palmeiras, Botafogo e Flamengo

Mondiale per Club: un pareggio e due vittorie per le squadre brasiliane: il Palmeiras sfiora il colpaccio con il Porto; ottime prove di Botafogo e Flamengo

Tra le squadre che stanno convincendo di più in questo avvio di Mondiale per Club ci sono le squadre brasiliane, che hanno impressionato per qualità tecnica, ritmo alto e personalità, sia contro avversari europei, nordamericani e africani. Il Palmeiras inaugura il suo torneo con un pareggio spettacolare contro il Porto, in una partita senza reti ma ricca di emozioni. I ragazzi del Verdão – capitanati dal solido Gustavo Gomez e con il talento cristallino di Estevão, già promesso al Chelsea – hanno dominato sul piano del gioco e delle occasioni, centrando anche un palo con Murilo nel finale. Nonostante il 2007 del Palmeiras e il suo coetaneo Rodrigo Mora del Porto non abbiano trovato la via del gol, hanno acceso il match con giocate da highlights. I migliori in campo, però, sono stati i due portieri: Weverton (Palmeiras) e Claudio Ramos (Porto), decisivi con interventi da veterani. Il tifo del Palmeiras, instancabile e colorato, ha fatto il resto, guadagnandosi gli elogi come miglior curva del torneo.

Il Botafogo risponde con tre punti pesanti contro i padroni di casa dei Seattle Sounders, battuti 2-1 in un Lumen Field gremito. La squadra brasiliana ha costruito la vittoria nel primo tempo con due colpi di testa: il primo del giovanissimo Jair Cunha, al debutto in gol, e il secondo di Igor Jesus, sempre su cross dalla destra. Nella ripresa, i Sounders hanno alzato i giri, trovando il gol con Cristian Roldan (deviato proprio da Igor Jesus) e sfiorando più volte il pari. Ma il Botafogo ha resistito all’assalto finale grazie alle parate di John Victor e alla gestione del pallone da parte di Cabral e Correa, entrambi entrati nella seconda parte. Due prove convincenti per le brasiliane, diverse per stile ma accomunate da solidità, talento e ambizione. E questa notte il Flamengo ha completato il primo ottimo tris verdeoro con una vittoria netta sui tunisini dell’Esperance: De Arrascaeta e Araujo hanno confezionato per i carioca, che ora sono pronti allo scontro decisivo con il Chelsea.

Mastantuono, la Last Dance con il River Plate inizia stasera con l’Urawa Reds: i nerazzurri osservano

Ultimo giro di Mastantuono con la maglia del River Plate prima di accasarsi al Real Madrid: oggi inizia con l’Urawa Reds, mentre l’Inter osserva

Franco Mastantuono è pronto a salutare il River Plate con il suo talento inconfondibile prima di trasferirsi al Real Madrid, dove approderà ad agosto, appena compiuti 18 anni. Il giovane trequartista argentino, capace di accendere gli stadi con il suo sinistro fatato, ha già incantato nel Superclasico contro il Boca con una punizione che ha ricordato Messi, suo grande idolo. La sua precocità è impressionante: è il più giovane ad aver segnato un gol ufficiale con il River, il più giovane ad aver colpito nel derby contro il Boca, e il terzo più giovane a debuttare con i Millonarios. Il Real l’ha strappato alla concorrenza globale per 63,2 milioni complessivi, un investimento su un talento che può agire da trequarti o accentrarsi partendo da destra. A valorizzarlo è stato anche Marcelo Gallardo, tornato alla guida del River, che lo ha lanciato e protetto nel suo percorso.

Mastantuono inizierà la sua last dance con il River nel Mondiale per Club, dove i Millonarios sfidano stasera gli Urawa Red Diamonds al Lumen Field di Seattle. L’Inter osserverà da vicino, pronta ad affrontarlo nel terzo match del girone: come riportato da la Gazzetta dello Sport infatti sarà con ogni probabilità la sfida decisiva per il primo posto. Il River non è solo Mastantuono: vanta un mix di giovani promesse e nomi esperti come Franco Armani, Montiel, Borja, Enzo Perez, Lanzini e i difensori Pezzella e Martinez Quarta. Da non dimenticare Facundo Colidio, ex Primavera nerazzurra tra il 2017 e il 2019. Con un palmarès da gigante (38 campionati e 4 Libertadores), il River è l’avversario più pericoloso per l’Inter nella fase a gironi e si candida a essere protagonista assoluto del torneo.

Inter, Chivu studia la formazione per il suo debutto sulla panchina: si riparte dal 3-5-2?

Christian Chivu prepara il suo debutto sulla panchina dell’Inter contro il Monterey: si riparte dalla certezza del 3-5-2

L’Inter prepara il suo debutto al Mondiale per Club: all’UCLA, sede del ritiro estivo dell’Inter, come racconta la Gazzetta dello Sport si incrociano autografi, selfie e scelte cruciali. Gli studenti neolaureati festeggiano con entusiasmo, come i tifosi sudamericani al passaggio di Lautaro, mentre Barella è il più richiesto tra gli italiani. Nel frattempo, Cristian Chivu riflette sul suo esordio da allenatore della prima squadra dopo aver vinto tutti i debutti da calciatore. In bilico tra tradizione e innovazione, l’ex difensore deve decidere la formula giusta per un’Inter in piena fase di adattamento: l’assenza di Calhanoglu e Zielinski apre il ballottaggio tra Asllani e il rampante Sucic, che potrebbe affiancare Barella in una mediana a due. Ma l’ipotesi più concreta resta il 3-5-2, con Mkhitaryan jolly tra centrocampo e trequarti.

Sulle fasce, Dimarco è a corto di energie e Carlos Augusto scalpita per un posto, mentre a destra l’infortunio muscolare di Dumfries apre le porte all’eterno Darmian, favorito sul giovane Luis Henrique. Anche in attacco ci sono incognite: Thuram, reduce da acciacchi, potrebbe partire dalla panchina lasciando spazio a Esposito, visto che Taremi, è bloccato a Teheran. Per Chivu, queste prime settimane di gestione sono un esame complesso: tra esperimenti tattici e condizioni fisiche non ottimali, ogni scelta potrebbe diventare determinante per impostare il nuovo corso dell’Inter.

Il Bologna ci riprova per Diogo Leite: è lui il sostituto di Lucumì, le ultime

Il Bologna punta su Diogo Leite come sostituto di Lucumì: dopo un tentativo fallito la scorsa estate i rossoblù tornano alla carica

Un anno fa il Bologna aveva sondato l’Union Berlino per Diogo Leite e Robin Gosens, ma senza successo. Oggi la pista Leite si è riaperta: secondo la Gazzetta dello Sport il difensore portoghese, in scadenza tra un anno e deciso a non rinnovare, è tornato nel mirino del club emiliano, soprattutto perché Jhon Lucumí sembra destinato a lasciare. La clausola rescissoria del colombiano è di 28 milioni e su di lui ci sono club inglesi, turchi e anche la Roma. Il Bologna, nel frattempo, sta cercando di blindare Sam Beukema con un rinnovo fino al 2029 per respingere l’interesse del Napoli, e valuta l’ex compagno Idzes come eventuale alternativa. Per Leite è stata avanzata un’offerta informale da 8 milioni, considerata troppo bassa dall’Union, che chiede circa 13 milioni, pur avendo pagato il giocatore 7,5 nel 2022.

Leite, classe 1999, 30 presenze nell’ultima stagione e un gol al Borussia Dortmund, ha già giocato in Portogallo e in Germania, e ha espresso il desiderio di provare nuove esperienze. É seguito da diversi club in Premier, Bundesliga e Ligue 1. Il Bologna, però, resta in corsa e spera che l’imminente uscita di Lucumí liberi lo spazio per l’affondo. Il difensore ha raccontato recentemente la sua esperienza con Bonucci all’Union, sottolineando quanto abbia imparato dalla scuola difensiva italiana, che potrebbe ritrovare tornando in Serie A. Ritrovare anche Gosens, oggi alla Fiorentina, sarebbe come chiudere un cerchio iniziato dodici mesi fa. Ora, molto dipenderà dalla cessione del colombiano e dalla capacità del Bologna di alzare la propria offerta per anticipare la concorrenza.

Milan, contatti con il Bayer Leverkusen per Xhaka e Thiaw, ma non si parla di scambio: le ultime

Milan, contatti ben avviati con il Bayer Leverkusen per Xhaka, ma non solo: i tedeschi chiedono informazioni su Thiaw

Nelle prossime ore i contatti tra Milan e Bayer Leverkusen si intensificheranno, coinvolgendo non solo Granit Xhaka ma anche Malick Thiaw. Come riportato da la Gazzetta dello Sport i due club potrebbero trattare separatamente le operazioni: i tedeschi vogliono subito il difensore rossonero per rimpiazzare Tah, mentre il Milan intende monetizzare le uscite, senza urgenza di bilancio dopo la cessione di Reijnders. Xhaka ha già dato disponibilità a trasferirsi in Serie A, affascinato dalla maglia rossonera. Il Milan è pronto a offrire una decina di milioni più bonus per il regista svizzero, il cui contratto con il Bayer scade nel 2028. Il club tedesco, però, vuole trattenerlo come nuovo leader tecnico dopo gli addii di Frimpong, Tah e (probabilmente) Wirtz. Anche Ten Hag si è espresso in favore della sua permanenza.

Parallelamente, il Bayer Leverkusen spinge per Thiaw, valutato intorno ai 20 milioni più bonus, cifra inferiore rispetto ai 35 richiesti dal Milan nella scorsa estate. In mezzo al campo, invece, i rossoneri vedono Xhaka come perfettamente compatibile con Modric e parte di una mediana che potrebbe includere anche Fofana e uno tra Rabiot, Guerra o Jashari. Sullo spagnolo del Valencia, Guerra, il Milan ha già pronta un’offerta da 18 milioni più 2 di bonus, ancora lontana dai 25 richiesti dal club spagnolo, che deve inoltre riconoscere il 30% di una futura rivendita al Villarreal. La pista Jashari del Bruges rimane viva, ma più defilata. Il mercato rossonero è entrato nel vivo, con l’obiettivo di costruire una squadra competitiva anche senza i ricavi della prossima Champions.

Roma, oggi il giorno di Gasperini: dal gruppo ai giovani fino al rapporto da costruire con i tifosi

Roma, inizia oggi l’avventura di Gasperini in giallorosso con la conferenza stampa di presentazione: ecco i cinque punti del suo ciclo

Gian Piero Gasperini comincia ufficialmente oggi la sua avventura alla Roma, presentandosi in conferenza stampa. Dopo nove anni a Bergamo, inizia per lui un nuovo ciclo, affiancato da Claudio Ranieri che ne ha caldeggiato l’arrivo. I Friedkin gli hanno affidato un progetto triennale con obiettivi ambiziosi: riportare il club in Champions League e conquistare almeno un trofeo. Come riportato dal Corriere dello Sport Gasp ha già iniziato a studiare la squadra e da metà luglio lavorerà sul campo con un gruppo che vuole mantenere solido, partendo dai big e resistendo alle offerte per i più ambiti (N’Dicka, Koné, Soulé). Cessioni mirate – come Angeliño o Zalewski – serviranno a finanziare i rinforzi. Il tecnico chiede quattro o cinque innesti funzionali: un difensore centrale, un esterno destro, un centrocampista, una seconda punta e un vero centravanti. Niente rivoluzioni immediate, ma una costruzione graduale, con ogni sessione di mercato pensata per rendere la rosa sempre più adatta al suo calcio offensivo e aggressivo.

Una parte importante del progetto sarà dedicata alla valorizzazione dei giovani e al rafforzamento dello scouting. Alcuni ragazzi della Primavera (Mannini, Romano, Camara) saranno aggregati al ritiro con la prima squadra, e Gasperini – notoriamente abile nel lanciare talenti – vuole sfruttare questa risorsa. Inoltre, stop a ruoli forzati e adattamenti: ogni giocatore dovrà giocare nel suo ruolo naturale, per massimizzare il rendimento e garantire competitività interna. Il rapporto con i tifosi, inizialmente tutto da costruire, sarà un altro punto chiave. Il passato da avversario verrà presto dimenticato se saprà portare in campo un’identità forte, in grado di accendere l’Olimpico. Il primo alleato, Ranieri, è già un ponte verso la Curva. L’entusiasmo della campagna abbonamenti conferma che l’ambiente è pronto a seguirlo: ora tocca a Gasperini far battere il cuore giallorosso.

Napoli, prosegue lo shopping made in UK: nel mirino Nunez, Sancho e Grealish

Il Napoli continua a guardare in Premier League per il calciomercato: Nunez, Grealish e Sancho i profili per rinforzare l’attacco

Il Napoli, secondo quanto riportato dal Corriere dello Sport, si muove con decisione sul mercato per potenziare il reparto offensivo. L’obiettivo principale è Darwin Nuñez del Liverpool: centravanti uruguaiano da 50 milioni di euro, 26 anni il 24 giugno, fisico imponente e gran voglia di sentirsi centrale in un progetto. Il club di De Laurentiis ha avviato contatti anticipati rispetto alla concorrenza – che include anche Milan e Al-Nassr – e monitora attentamente l’evolversi della situazione. Parallelamente, resta calda la pista che porta a Lorenzo Lucca dell’Udinese: 12 gol in stagione, costa 30 milioni e piace da tempo. Per completare il tridente, il Napoli guarda anche a profili da esterno sinistro a piede invertito, congeniali al gioco di Conte. In cima alla lista ci sono Lookman, valutato 50-60 milioni dall’Atalanta, ma tentato dall’Atletico Madrid, e Noa Lang del PSV, ora più accessibile dopo un no a gennaio: trattativa possibile tra i 25 e i 30 milioni.

Il club azzurro, riporta ancora il Corriere dello Sport, esplora inoltre le piste inglesi. Una suggestione è Jack Grealish, proposto dal Manchester City dopo una stagione opaca. Più concreta, però, appare l’opzione Jadon Sancho: 25 anni, reduce dal prestito al Chelsea (42 presenze, 5 gol), in uscita dal Manchester United. Il Napoli ne valuta la fattibilità economica. In secondo piano ma non dimenticato resta anche Dan Ndoye del Bologna, mentre l’eventuale arrivo di Lookman sarebbe complicato dalla sua partecipazione alla prossima Coppa d’Africa. Il Napoli sembra intenzionato a fornire a Conte un attacco ricco di soluzioni, tra potenza, tecnica e duttilità, puntando su nomi internazionali per tornare subito competitivo.

La Juve fa sul serio per Gyokeres: ecco la formula per convincere lo Sporting (ma il suo futuro è legato a Vlahovic)

La Juve in prima fila per Gyokeres: l’offerta per convincere lo Sporting e l’attaccante svedese ad accettare il bianconero

La Juve è la squadra più determinata nella corsa a Viktor Gyökeres, attaccante dello Sporting, che inizialmente sognava la Premier League e l’Arsenal, ma ora si sta convincendo del progetto bianconero. Il club portoghese, pur avendo fissato una clausola da 100 milioni, è disposto a trattare per una cifra attorno ai 70, a condizione di evitare scontri. Secondo il Corriere dello Sport i bianconeri, forti di una progettualità chiara e di risorse economiche pronte grazie ai premi Champions e al Mondiale per club, propongono una formula da 60 milioni più 10 di bonus legati a obiettivi realistici. Gyökeres, autore di 54 gol nell’ultima stagione, è considerato un finalizzatore moderno, paragonabile a Haaland per movimenti e freddezza sotto porta.

Il suo arrivo, però, dipende dal destino di Vlahovic: finché il serbo – il più pagato della Serie A – resterà a Torino, non ci saranno margini per un investimento così oneroso. Comolli sarebbe pronto a offrire allo svedese un contratto da 7-7,5 milioni netti, cifra importante ma sostenibile solo in caso di cessione di Dusan. Parallelamente, la Juve continua a sondare anche Osimhen, tentato dall’Al-Hilal, e lo svincolato Jonathan David, a cui sono stati proposti 6 milioni più bonus. Anche Retegui resta sul taccuino, ma l’Atalanta ne fa una valutazione altissima. Intanto, lo Sporting si muove per il dopo-Gyökeres, trattando Romulo Cardoso dal Göztepe. La sensazione è che la Juve, al netto delle incertezze, stia facendo sul serio come nessun altro.

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