Pagina 840 – Calcio News 24

Calciomercato Cagliari, come ci si comporterà con Nadir Zortea? Una big sull’esterno

Calciomercato Cagliari, si alza il muro per l’esterno Nadir Zortea. Una big è fortemente interessata al ragazzo. Le ultime

Con l’arrivo dell’estate, le squadre di Serie A iniziano a pianificare le mosse per il prossimo calciomercato. Le novità non mancano, soprattutto per quanto riguarda le panchine, molte delle quali saranno protagoniste di cambiamenti significativi. In questo scenario, il Bologna sembra voler proseguire sulla strada della continuità: il club emiliano, infatti, è sempre più orientato a ripartire con Vincenzo Italiano alla guida tecnica della squadra.

Nel frattempo, la dirigenza rossoblù si sta già muovendo per rinforzare l’organico in vista della stagione 2025-2026. Uno dei nomi finiti sul taccuino del direttore sportivo Giovanni Sartori è quello di Nadir Zortea, esterno attualmente in forza al Cagliari. Il calciatore, reduce da una stagione molto positiva con la maglia dei sardi, ha attirato l’interesse di diversi club, ma il Bologna sembra particolarmente interessato.

Zortea è un profilo che Sartori conosce bene, avendolo già seguito ai tempi dell’Atalanta. Questa familiarità potrebbe rappresentare un vantaggio nella trattativa. Secondo quanto riportato da Il Resto del Carlino, il Bologna sta seriamente valutando la possibilità di portarlo sotto le Due Torri, anche per dare maggiore profondità e qualità sulle fasce.

Il mercato è ancora in fase preliminare, ma le manovre iniziano a delinearsi. Se da un lato si lavora per confermare la guida tecnica, dall’altro si cercano rinforzi mirati che possano alzare il livello della rosa. L’eventuale arrivo di Zortea rappresenterebbe un’operazione coerente con la filosofia del club: puntare su giocatori giovani ma già rodati in Serie A, capaci di offrire rendimento immediato e margini di crescita.

Calciomercato Parma, visite mediche per il centrocampista Ordonez (aspettando il nuovo tecnico)

Calciomercato Parma, visite mediche per il centrocampista argentino. Nuovo colpo in vista (aspettando il nuovo allenatore)

Mentre in casa Parma proseguono le indiscrezioni sul futuro allenatore, il club emiliano si muove anche sul fronte dei nuovi innesti. In queste ore i riflettori si sono accesi sull’arrivo di Christian Ordoñez, giovane centrocampista argentino acquistato dal Velez Sarsfield durante la sessione invernale di calciomercato.

Secondo quanto riportato da molti media emiliani, il talento classe 2004 è finalmente sbarcato a Parma nella giornata di ieri, pronto a cominciare la sua avventura in maglia crociata. Considerato uno dei prospetti più promettenti del panorama sudamericano, Ordoñez è un centrocampista moderno, dotato di buona tecnica e visione di gioco, capace di ricoprire più ruoli in mediana.

Nella mattinata odierna, il giovane argentino si è recato presso una clinica specializzata per sostenere le consuete visite mediche. I controlli sono stati superati senza intoppi, aprendo così la strada alla firma del contratto che lo legherà ufficialmente al Parma fino al 30 giugno 2030. Si tratta di un investimento importante da parte della società ducale, che ha deciso di puntare con decisione sul talento sudamericano: per assicurarsi le sue prestazioni, il club ha infatti versato una cifra superiore agli otto milioni di euro.

Il lungo contratto firmato da Ordoñez conferma la volontà della dirigenza di costruire un progetto tecnico a lungo termine, puntando su giovani di qualità e prospettiva. L’arrivo del centrocampista va a rinforzare ulteriormente una rosa già ricca di talento e proiettata verso traguardi ambiziosi, dopo la promozione in Serie A.

In attesa di conoscere il nome del nuovo allenatore, che guiderà la squadra nel massimo campionato italiano, l’approdo di Ordoñez rappresenta un primo tassello importante nella costruzione della rosa per la stagione 2025-2026. I tifosi crociati possono dunque guardare con fiducia al futuro, sperando che l’argentino si riveli all’altezza delle aspettative e possa diventare un punto fermo del centrocampo gialloblù.

Serie B, il comunicato UFFICIALE sui Playout del campionato cadetto. La situazione attuale

Serie B, il comunicato UFFICIALE tra date e orari sui PlayOut. Il punto sulla situazione delle squadre coinvolte

Novità importanti sulle date e gli orari dei play out validi per la permanenza in Serie BKT dove sono da valutare Frosinone, Salernitana, Sampdoria e Brescia. Ecco il comunicato del campionato cadetto.

«Dopo aver preso atto delle risultanze del Consiglio Federale del 26 maggio, in considerazione dei procedimenti in essere dinanzi agli organi di giustizia sportiva endofederale, tenuto conto della proroga dei termini della FIGC del 27 maggio e delle soste nazionali, la Lega B comunica le date delle gare di Playout ed i relativi orari: domenica 15 giugno 2025 (andata) – 17ª vs 16ª – ore 20.30, venerdì 20 giugno 2025 (ritorno) – 16ª vs 17ª – ore 20.30. Gli abbinamenti delle gare di Playout saranno oggetto di successiva e separata comunicazione».

Chivu Inter, il DNA e il Triplete. Il suo percorso per arrivare al sogno della prima squadra

Chivu Inter, il DNA del Triplete per cercare di riportare la squadra nerazzurra sempre più in alto. La situazione

Il nome di Cristian Chivu, leggenda del Triplete nerazzurro, risuona con forza crescente nei corridoi di Viale della Liberazione. Non più solo come un glorioso ricordo da giocatore, ma come il profilo emergente, oggi in pole position, per raccogliere un’eredità pesante: la guida tecnica della prima squadra dell’Inter. Un percorso, il suo da allenatore, costruito con pazienza, dedizione e successi significativi nelle giovanili del club, che ora sembra pronto a sfociare nel palcoscenico più prestigioso.

La transizione da difensore di caratura mondiale a tecnico promettente è iniziata ufficialmente nel 2018, quando Chivu ha appeso gli scarpini al chiodo e ha subito intrapreso il cammino da allenatore, partendo, come è giusto che sia per chi vuole imparare il mestiere dalle fondamenta, dal settore giovanile dell’Inter. Ha iniziato con l’Under 17, per poi passare all’Under 18 e infine approdare alla guida della Primavera nella stagione 2021-2022. È qui che il suo talento e la sua visione hanno iniziato a brillare con prepotenza.

La filosofia di gioco di Chivu si è progressivamente delineata, mostrando un interessante connubio tra la solidità difensiva che ne ha caratterizzato la carriera da calciatore e una mentalità propositiva, moderna. «Voglio una squadra che sappia cosa fare con la palla, che sia coraggiosa e che cerchi di imporre il proprio gioco», ha dichiarato in più occasioni.

Le sue squadre Primavera hanno spesso mostrato un calcio organizzato, con una costruzione dal basso ragionata ma pronta a verticalizzare, e un pressing alto volto al recupero immediato del pallone. Non un integralista di un singolo modulo, Chivu ha dimostrato flessibilità, adattando spesso il sistema (dal 3-5-2 al 4-3-1-2 o 4-3-3) alle caratteristiche dei giocatori a disposizione, un segno di intelligenza tattica e pragmatismo.

Il culmine del suo lavoro con la Primavera è arrivato proprio al termine della sua prima stagione, nel giugno 2022, con la conquista dello Scudetto di categoria. Una cavalcata trionfale, suggellata dalla vittoria in finale contro la Roma.

Quella partita, vinta 2-1 in rimonta nei tempi supplementari, è forse una delle “migliori” della sua giovane carriera da tecnico, non solo per il trofeo alzato, ma per come la squadra ha saputo soffrire, reagire e alla fine trionfare, mostrando carattere e assimilazione dei principi del proprio allenatore. In quella stagione emersero talenti come Cesare Casadei (poi ceduto al Chelsea) e Giovanni Fabbian, valorizzati dal lavoro del tecnico romeno.

«Ai ragazzi chiedo prima di tutto di essere uomini, di avere rispetto e di lavorare duro. Il talento da solo non basta», è un altro dei suoi mantra, sottolineando l’importanza della crescita umana oltre che tecnica.

Un’altra partita simbolo potrebbe essere un derby vinto con autorità o una trasferta europea in Youth League dove la squadra ha mostrato personalità internazionale, a testimonianza di una mentalità vincente che Chivu ha cercato di trasmettere fin da subito. La sua gestione del gruppo è descritta come esigente ma giusta, con un focus sulla disciplina e sulla cultura del lavoro, elementi che lui stesso ha incarnato da giocatore.

Il legame viscerale con l’Inter è un altro fattore che gioca a suo favore. «L’Inter per me è una seconda pelle, una famiglia» ha affermato, e questa appartenenza, unita alla stima della dirigenza e alla sua capacità di lavorare con i giovani (un aspetto sempre più cruciale nel calcio moderno per la sostenibilità dei club), lo rendono un candidato ideale. La sua ascesa ricorda quella di altri grandi ex diventati allenatori di successo nel proprio club.

Certo, il salto dalla Primavera alla prima squadra di un club ambizioso come l’Inter è enorme, e rappresenterebbe una scommessa. Ma è una scommessa calcolata, basata su un percorso di crescita costante, su risultati concreti e su una filosofia di gioco che ben si sposa con le ambizioni e l’identità del club. Se il suo nome è davvero in cima alla lista, è perché Cristian Chivu, passo dopo passo, ha dimostrato di avere la stoffa, la visione e il cuore nerazzurro per sognare in grande, questa volta dalla panchina.

Luciano Spalletti contro Acerbi: «Gli farò capire a modo mio il rispetto! Quel gesto con il telefono non mi è piaciuto»

Luciano Spalletti risponde così alle provocazioni del difensore dell’Inter Francesco Acerbi. Le parole

Luciano Spalletti, commissario tecnico della Nazionale italiana, è tornato a parlare della vicenda che lo ha visto coinvolto con Francesco Acerbi, difensore dell’Inter. Intervistato da Sky Sport, il ct azzurro ha dichiarato: «Un giorno Acerbi mi spiegherà dove gli ho mancato di rispetto. E io gli dirò la mia opinione su cosa significhi rispetto, soprattutto per quello che ha fatto a me e alla Nazionale». Parole che lasciano intendere che la frattura tra i due non si sia ancora ricomposta.

Spalletti ha poi commentato anche un gesto social di Roberto Mancini, ex ct dell’Italia, che aveva messo «mi piace» a un post critico nei suoi confronti. Il tecnico toscano ha sdrammatizzato con ironia: «Qualcuno gli ha rubato il telefono e gli sta mettendo like apposta per farlo sembrare in cattiva luce. Ormai i telefoni vengono hackerati facilmente, non potrei pensarla diversamente».

Intanto, cresce l’attesa per la delicata sfida contro la Norvegia, decisiva per la qualificazione al prossimo Mondiale. Spalletti ha trasmesso grande determinazione alla vigilia: «Questa può essere la partita che ci porterà al Mondiale. La affronteremo con tutte le nostre qualità e con grande voglia».

Il ct ha anche commentato l’infortunio dell’attaccante Moise Kean, sottolineando lo spirito del gruppo: «Kean ha avuto un problema, ma nessuno lascia il ritiro. Siamo tutti felici di giocare una gara così importante. C’è tensione, ma anche grande entusiasmo. Avevamo tanti giocatori in quel ruolo, e ora non devo più scegliere chi mandare in tribuna. Saremo in 21 e tutti saranno coinvolti».

Un altro tema delicato è quello legato alla difesa, falcidiata dagli infortuni. Spalletti ha confermato di aver già deciso chi affiancherà Di Lorenzo e Bastoni nel reparto arretrato: «Ho già scelto. Potrebbe esserci lo stesso Bastoni in una posizione diversa, oppure Coppola o Rugani. Su Rugani ho parlato più volte con Farioli, che me ne ha sempre parlato benissimo. So che il sogno di Daniele era quello di tornare in Nazionale, e si è meritato questa opportunità».

Il gruppo è dunque compatto, motivato e pronto ad affrontare una delle partite più importanti degli ultimi anni. Ora la palla passa al campo: contro la Norvegia ci si gioca molto più di tre punti, ma un intero futuro azzurro.

Torino, Baroni lascia il Filadelfia: «Siamo pronti!» – VIDEO

Il nuovo allenatore del Torino Marco Baroni ha lasciato lo Stadio Filadelfia, il video e il racconto della prima giornata in granata

(Lorenzo Bosca – Inviato allo Stadio Filadelfia. Nel tardo pomeriggio odierno, dopo quasi cinque ore all’interno del Filadelfia, Marco Baroni ha lasciato il centro sportivo del Torino.

Oltre aver visitato la struttura e fatto il punto della situazione insieme al dt Davide Vagnati (ed il suo braccio destro Emiliano Moratti) l’ex tecnico della Lazio ha intrattenuto un primo colloquio con Perr Schuurs e Duvan Zapata: i due granata infortunati rimasti in Piemonte in questi giorni. Presenti per l’occasione con loro anche alcuni dirigenti del club sabaudo, ad accogliere il nuovo arrivato. Inizia così la prima giornata del tecnico di Firenze all’ombra della Mole Antonelliana, chiamato a raccogliere l’eredità lasciata dal predecessore Paolo Vanoli. Il video dalle telecamere di Calcionews24 presente sul posto.

Gyökeres, la confessione a Vogue: «Non giocherò mai più al freddo!». Quali sono i club favoriti per l’acquisto dello svedese

Gyokeres, la confessione di Vogue sul fuoriclasse dello Sporting Lisbona. Ecco le parole

Viktor Gyökeres, considerato il nuovo faro della nazionale svedese dopo il ritiro di Zlatan Ibrahimović, è uno dei nomi caldi sul taccuino di molti club. L’attaccante, protagonista di una stagione brillante che lo ha consacrato come stella del calcio nordico, ha recentemente concesso un’intervista alla rivista di moda Vogue, offrendo spunti interessanti sul suo futuro e alimentando, non poco, le speranze di tanti tifosi.

Interrogato sui persistenti rumors di mercato che lo circondano da mesi, Gyökeres ha cercato di glissare, commentando con un velo di scetticismo la natura delle notizie sportive odierne: «Oggi le notizie sportive escono 24 ore su 24, e si inventano temi semplicemente per mantenere il ciclo in marcia».

Ha poi condiviso riflessioni personali, evidenziando le piacevoli differenze riscontrate nello stile di vita portoghese rispetto a quello svedese: «In Svezia, la gente lavora duro durante la settimana e socializza solo nei weekend. Qui [in Portogallo] c’è più vita durante la settimana. Cenano con amici, un bicchiere di vino anche di lunedì. Mi piace».

Ma è una frase specifica sul suo futuro a suonare come musica per le orecchie dei club spagnoli. Dopo aver sperimentato la vita in un clima mite, l’idea di un ritorno in Svezia o in altri paesi dalle temperature simili non sembra allettarlo: «Dopo aver vissuto in un paese caldo, sarebbe difficile».

Queste parole assumono un peso specifico se si considera che, secondo le indiscrezioni, alcuni club inglesi precedentemente interessati (come Arsenal, che pare virare su Sesko, e Chelsea, orientato su Delap) si starebbero progressivamente defilando dalla corsa al centravanti svedese. L’Atletico Madrid vigila sull’evoluzione della situazione, ben sapendo che non si deciderà in tempi rapidi

Tanti dubbi (della piazza) sul nuovo allenatore dell’Atalanta, ma anche all’arrivo di Gasperini ci furono critiche in estate

Tanti dubbi sul nuovo allenatore dell’Atalanta da parte della piazza, ma quale fu la reazione all’arrivo di Gasperini nel 2016?

Con il conclave dell’Atalanta appena concluso per il nuovo allenatore, la piazza attende in un misto di ansia, panico e curiosità su chi sarà il successore di Gasperini.

“Juric non va bene. Thiago Motta idem per il motivo X. Palladino non ne parliamo. Percassi e Pagliuca non sono ambiziosi! Con questi nomi si ritorna alla mediocrità ecc…”. La tifoseria nerazzurra sarà anche tra le prime in termini di sostegno, ma i giudizi pre stagionali sono sempre all’insegna del bipolarismo emotivo (legittimo solo se costruttivo). Tuttavia sta situazione fa sorgere una domanda: quali furono le reazioni della piazza atalantina nell’estate del 2016 quando arrivò Gasperini?

Il miglior tecnico della storia nerazzurra avrà ricevuto sicuramente lodi e sano ottimismo per tutta l’estate? Niente di tutto ciò. Già, perché nel giugno del 2016 l’Atalanta si trovò in un momento particolare: serviva un nuovo ciclo, bisognava capire che passo si volesse fare e nel mezzo il mercato di gennaio dove le cessioni di Moralez e Grassi a Reja aveva creato non poche polemiche alla piazza all’insegna del grido “mancanza di ambizioni”.

La tifoseria aveva tantissimi dubbi, e paradossalmente l’arrivo di Gasperini intensificarono essa a suon di critiche talmente elevate che persino i genoani invasero i social atalantini per “tranquillizzare” tutti quanti.

Quali furono le accuse di allora? Paradossali, ma semplici: “Mancanza di ambizione! Allenatore che fa bene solo al Genoa. Finirà esonerato dopo tre partite! Mette i giocatori nelle posizioni sbagliate. Gasp-Percassi e la stagione disastrosa è servita, Atalanta con la difesa a tre? Richiamate Colantuono”. E l’estate fu tutta così, figuriamoci nelle prime partite quando Gasp ne perse 4 su 5: poi la storia ha intrapreso un capitolo importante.

Certo, è chiaro che il nuovo allenatore dell’Atalanta dovrà essere carismatico e all’altezza come Gasp, ma ciò che successe 9 anni fa cosa testimonia? I giudizi devono essere sempre fatti alla fine, soprattutto quando si tratta di una panchina molto calda come quella dell’Atalanta. Considerando che la società avrà il dovere di mantenere un livello importante.

Platini Shevchenko: alleanza contro Ceferin per una rivoluzione Uefa? Ecco cosa scrivono in Spagna

Platini Shevchenko: alleanza contro Ceferin per una rivoluzione Uefa? Ecco cosa scrivono in Spagna

L’assoluzione giudiziaria di Michel Platini nel caso della presunta frode FIFA potrebbe innescare un vero e proprio terremoto ai vertici del calcio europeo.

Secondo quanto riportato dal quotidiano spagnolo Mundo Deportivo, l’ex numero 10 della Juventus e della nazionale francese, Michel Platini, sarebbe già al lavoro per costruire un fronte d’opposizione all’attuale presidente UEFA, Aleksander Ceferin.

Al suo fianco, una figura di spicco come Andrij Shevchenko, attuale presidente della federcalcio ucraina.

Platini e Shevchenko, che ovviamente necessitano del consenso delle 55 federazioni membre UEFA, starebbero collaborando con Takis Baltakos, ex presidente della federcalcio greca, indicato come possibile leader di questo movimento alternativo. Aleksander Ceferin guida la UEFA ininterrottamente dal 2016, con rielezioni nel 2019 e 2023 avvenute presentandosi come unico candidato. Sebbene il suo mandato scada nel 2027, il gruppo di opposizione intende muovere i primi passi già a settembre 2025, sondando il terreno tra le federazioni. Non è da escludere, secondo le indiscrezioni, il tentativo di presentare una mozione di sfiducia per anticipare la fine della presidenza Ceferin.

Un elemento cruciale in questa potenziale battaglia per la leadership UEFA sarà la posizione della FIFA e del suo presidente, Gianni Infantino. Le cronache recenti descrivono un rapporto teso (“ai ferri corti”) tra Infantino e Ceferin, suggerendo che il presidente della FIFA potrebbe vedere con favore un cambio al vertice dell’organo europeo. Tuttavia, resta da decifrare come Infantino reagirebbe a un ritorno di Platini sulla scena politica calcistica di primo piano.

I due hanno infatti lavorato insieme in UEFA (Platini presidente, Infantino segretario generale) fino alla sospensione del francese nel 2015, un passato che aggiunge complessità a uno scenario già carico di tensione e potenziali colpi di scena per il futuro della governance del calcio europeo.

Bologna 2024-25: i 5 migliori gol della stagione della squadra di Italiano. Il migliore è un attaccante italiano

Bologna 2024-25: i 5 migliori gol della stagione della squadra di Italiano

La stagione 2024-2025 del Bologna sarà ricordata per tanti motivi: la passione del Dall’Ara, le giocate corali e, soprattutto, per perle di rara bellezza che hanno fatto sobbalzare i tifosi e spellare le mani agli appassionati.

Scegliere solo cinque gemme da un tesoro così ricco è impresa ardua, quasi ingrata verso prodezze rimaste escluse. Ma ci abbiamo provato, selezionando cinque istantanee di pura magia calcistica che meritano un posto d’onore nell’album dei ricordi rossoblù. Allacciate le cinture, si parte per un viaggio nelle emozioni più forti di quest’annata e scegliete voi quel che preferit

5° POBEGA in Juventus-Bologna
Quindicesima giornata, lo scenario è quello prestigioso dell’Allianz Stadium contro la Juventus. Il Bologna, sotto nel punteggio, non demorde e regala una sinfonia. L’azione che porta al gol è da manuale del calcio champagne: Santiago Castro riceve palla al limite dell’area, spalle alla porta, marcato da Gatti. Sembra un’azione destinata a spegnersi, ma l’argentino ha un altro copione in mente. Con una finta di corpo disorienta il difensore e, con un colpo di tacco geniale, fa passare il pallone tra le gambe del bianconero. Un tunnel che è un’opera d’arte, un invito a nozze per l’accorrente Tommaso Pobega. Il centrocampista, a tu per tu con Perin, non si scompone e con un delizioso “cucchiaio” scavalca il portiere, depositando in rete il pallone del pareggio. Un gol che racchiude tutto: l’astuzia sudamericana di Castro e la freddezza elegante di Pobega, il tutto contro un avversario storico.

4° ODGAARD in Bologna-Monza
Ventunesima giornata, il Bologna ospita il Monza. È una di quelle partite in cui serve il colpo del singolo per sbloccare equilibri tattici. Jens Odgaard decide di salire in cattedra. L’azione si sviluppa con un fraseggio rapido, Dominguez serve il danese con un assist nel breve, quasi a invitarlo a inventare. Odgaard non se lo fa dire due volte: con un tocco felpato, doma la sfera e, con un gesto tecnico sopraffino, se la alza quel tanto che basta per coordinarsi. Prima che il pallone tocchi terra, il suo sinistro esplode in una volée diagonale che non lascia scampo al portiere avversario. Una rete definibile “capolavoro” già dalla sua descrizione, un mix perfetto di controllo orientato e capacità balistica, che dimostra la classe cristallina dell’attaccante.

3° ORSOLINI in Bologna-Inter
Quando si parla di gol iconici, la sforbiciata ha sempre un posto speciale. Se poi arriva in una partita sentita come quella contro l’Inter, e risulta decisiva, entra di diritto nella leggenda. Trentatreesima giornata, il Bologna affronta i nerazzurri in un Dall’Ara gremito. La partita è tesa, bloccata sullo 0-0. Sugli sviluppi di una rimessa laterale, un pallone spiove in area, deviato di testa da Bisseck. La sfera si impenna, sembra preda facile per la difesa, ma Riccardo Orsolini ha letto la traiettoria con l’istinto del predatore. Si coordina in un lampo, stacca da terra e, con una spettacolare sforbiciata in diagonale, incrocia il pallone mandandolo a morire nell’angolino. È il gol dell’1-0, una prodezza che fa venire giù lo stadio, un gesto tecnico e atletico che unisce potenza e grazia, firmato dal numero sette rossoblù.

2° NDOYE in Bologna-Napoli
Ci sono gol belli, gol importanti, e poi ci sono i gol come quello di Dan Ndoye contro il Napoli alla trentunesima giornata. Definirlo semplicemente “capolavoro” è quasi riduttivo per l’audacia e l’unicità del gesto. Su un cross teso dal fondo di Odgaard, la palla arriva veloce verso il primo palo. Ndoye, con le spalle quasi alla porta e marcato stretto, invece di cercare una soluzione convenzionale, opta per l’impensabile: un colpo di tacco al volo. La sfera, colpita con incredibile precisione, si stampa sulla parte interna della traversa, rimbalza sulla linea e, grazie a un effetto quasi magico impresso dall’attaccante svizzero, carambola dolcemente in rete. Un gol che sfida le leggi della fisica e dell’ordinario, un momento di pura ispirazione che lascia tutti a bocca aperta, tifosi avversari compresi.

1° ORSOLINI in Genoa-Bologna
Al vertice della nostra classifica, un gol che racchiude l’essenza del calcio nella sua forma più spettacolare, firmato ancora da Riccardo Orsolini. Trentottesima giornata, ultima di campionato in trasferta contro il Genoa. Su un lancio lungo dalle retrovie di Casale, Orsolini scatta sul filo del fuorigioco. Il controllo di petto in corsa è già da cineteca, un velluto che addomestica la sfera preparandola alla conclusione. Senza farla cadere, mentre ancora viaggia a grande velocità, “Orso” lascia partire un tiro al volo di collo pieno che si infila sotto la traversa interna, baciandola prima di gonfiare la rete. Una prodezza che unisce tecnica individuale sopraffina, coordinazione mostruosa in piena corsa e una potenza balistica devastante. Un gol da rivedere e rivedere, la degna chiusura di una stagione di prodezze.

    Chivu Inter, l’annuncio di Di Marzio: «Ora è lui il favorito, inizia la trattativa con il Parma. Ecco cosa servirà»

    Chivu Inter, l’annuncio di Gianluca Di Marzio sullo scatto dell’ex difensore come favorito per la panchina dei nerazzurri. I dettagli

    Prosegue a ritmo spedito la ricerca del nuovo allenatore dell’Inter che dopo l’addio di Simone Inzaghi lavora per il ruolo di nuovo allenatore anche in vista del Mondiale per club che i nerazzurri inizieranno tra pochi giorni.

    Gianluca Di Marzio ha fornito un importante aggiornamento a Sky Sport sul nuovo allenatore dell’Inter dopo le difficoltà legate a Cesc Fabregas. Il nuovo favorito è infatti Cristian Chivu del Parma.

    CHIVU INTER – «L’Inter ha avvisato il Parma di voler puntare su Chivu in panchina per la prossima stagione. È questo la novità che si apprende nel pomeriggio di giovedì 5 giugno, dopo il “no” incassato dai nerazzurri dal Como per Cesc Fabregas. Marotta e la dirigenza punteranno dunque ora forte sull’allenatore del Parma, che in passato – da giocatore – ha vinto il triplete nell’Inter di Mourinho».

    LE MOSSE PER LIBERARLO – «Dopo metà stagione al Parma in Serie A, con cui ha centrato l’obiettivo salvezza, l’Inter ha deciso di puntare sull’allenatore rumeno per la propria panchina. Nerazzurri che stanno provando a finalizzare la trattativa, con l’ex giocatore che è scattato davanti a tutti nella corsa per diventare allenatore dell’Inter».

    Calciomercato Fiorentina, in attesa dell’allenatore si cercano rinforzi in attacco: Dzeko e Thauvin i preferiti

    Calciomercato Fiorentina, in attesa dell’allenatore si cercano rinforzi in attacco: Dzeko e Thauvin i preferiti

    La Fiorentina inizia a muoversi sul fronte del calciomercato estivo, in attesa di sciogliere il nodo legato alla scelta del nuovo allenatore. Il nome più caldo per la panchina viola è quello di Stefano Pioli, ex tecnico del Milan, attualmente libero dopo l’esperienza in Arabia Saudita con l’Al Nassr. I contatti sono in corso e la pista appare concreta, anche se restano vive le alternative rappresentate da Thiago Motta, Farioli e Vieira.

    Fiorentina, caccia a un nuovo attaccante: occhi su Dzeko

    Sul mercato giocatori, la priorità del direttore sportivo Daniele Pradè è quella di affiancare un altro attaccante a Moise Kean, per dare più soluzioni offensive a una rosa che ha mostrato limiti nella scorsa stagione. Tra le ipotesi più affascinanti c’è Edin Dzeko: l’attaccante bosniaco, classe 1986, è in scadenza di contratto con il Fenerbahce e valuta le offerte per il suo futuro. La Fiorentina sta monitorando la situazione, valutando sia la fattibilità economica sia la disponibilità del giocatore, che potrebbe garantire esperienza e gol.

    Un altro nome caldo in casa Fiorentina è quello di Florian Thauvin, attuale capitano dell’Udinese. L’esterno offensivo francese è apprezzato per la sua duttilità tattica: può essere impiegato in diversi ruoli del reparto avanzato, in base al modulo che sceglierà il futuro tecnico. L’Udinese ha recentemente esercitato l’opzione di rinnovo automatico del contratto fino al giugno 2026, ma la Fiorentina resta vigile sull’evoluzione della trattativa.

    Nazionali, Danilo preoccupato dal Brasile: «Siamo un disastro. Difficile dirlo, ma ad oggi non possiamo vincere il Mondiale»

    Nazionali, Danilo preoccupato dal Brasile. Dure dichiarazioni del difensore ex Juve, Real e City nei confronti della nazionale di cui è capitano

    Dichiarazioni che non vanno per il sottile da parte di Danilo, ex difensore di Real Madrid, City e Juventus, attuale giocatore del Flamegno e capitano della Nazionale di calcio brasiliana, che ai microfoni di Romario TV ha analizzato il momento del Brasile attaccando duramente la squadra.

    MOMENTO – «Voglio dire, credo in tutto nel calcio. È persino difficile dirlo, perché diranno che il capitano della nazionale brasiliana dirà che il Brasile non può vincere la Coppa del Mondo. Oggi, così com’è, se guardi la nazionale brasiliana, è un disastro. Ora avremo un nuovo allenatore, amministrativamente ci ritroviamo con non so cosa».

    RISULTATI – «Dicendo: ‘Ah, il Brasile ha vinto 2-0, ma ha giocato male’. ‘Ah, il Brasile non sta giocando bene’. Anch’io voglio giocare bene, tutti vogliono giocare bene, non vogliono faticare. Ma, tra non vincere e giocare un bel calcio o vincere e non giocare bene, preferisco vincere. Scusa, sono una di quelle persone. Avere una figura come Ancelotti ti dà sicuramente più supporto, più rispetto. Credo che ci sarà pressione su di lui per ottenere risultati e forse alleggerirà un po’ la pressione sui giocatori. Ma noi, come atleti, dobbiamo anche dire: ‘Aspetta un attimo, l’allenatore è il massimo, dobbiamo trovare un modo, perché è cambiato allenatore diverse volte e le cose non sono migliorate».

    ANCELOTTI – «Come allenatore, come trofei vinti, come rispetto, non c’è niente da dire. E credo che riacquisterà parte del rispetto che la squadra brasiliana ha perso negli ultimi tempi. Sia in termini di dinamiche in campo, di partita, nei confronti con gli arbitri, nei confronti con altri allenatori e altri giocatori. E anche esternamente, la questione amministrativa, ciò che il mondo vede della squadra brasiliana».

    PRECEDENTI DICHIARAZIONI – «Nessuno sa cosa succederà. Ma credo davvero che le cose possano migliorare molto da qui al prossimo anno. Dipende dai giocatori, da Ancelotti, dalla capacità di proteggersi da tutto ciò che accade fuori dal campo. La capacità di proteggersi dalle critiche, dalle aspettative, perché sono devastanti».

    Hellas Verona: al via i lavori per l’installazione delle nuove luci al ‘Bentegodi’, ma c’è un malus! Veneti in trasferta nelle prime tre gare

    Hellas Verona: al via i lavori per l’installazione delle nuove luci al ‘Bentegodi’, ma c’è un malus! Veneti in trasferta nelle prime tre gare

    L’Hellas Verona guarda già alla prossima stagione, con attenzione sia al calciomercato sia alla logistica. Oltre alla pianificazione tecnica, la società e il Comune di Verona stanno preparando un restyling dello stadio Marcantonio Bentegodi, pronto a essere ammodernato in vista del nuovo campionato di Serie A.

    Secondo quanto riportato da L’Arena, sono stati programmati interventi di routine finalizzati all’adeguamento dell’impianto alle nuove normative, in particolare per quanto riguarda l’illuminazione. I lavori, richiesti dalla Lega Serie A, prevedono un investimento di circa 1,4 milioni di euro, già stanziati dal Comune nel 2022.

    Nuovo impianto di illuminazione LED allo Stadio Bentegodi

    L’intervento principale riguarda il sistema di illuminazione dello stadio Bentegodi. Verranno rimossi i 216 proiettori attuali, ormai obsoleti, per far posto a 144 nuove luci a LED. Queste luci, oltre a garantire una qualità superiore, sono conformi agli standard richiesti per le competizioni internazionali. I nuovi corpi illuminanti saranno installati direttamente sulla copertura dell’impianto.

    Hellas Verona: inizio di stagione lontano dal Bentegodi

    A causa dei lavori, l’Hellas Verona sarà costretto a giocare lontano dalle mura amiche per l’inizio della stagione 2025/26. Proprio come accaduto lo scorso anno contro il Napoli, la squadra non potrà esordire al Bentegodi. La prima gara ufficiale di Coppa Italia e le prime due giornate di Serie A si disputeranno in trasferta, come confermato dalla stampa locale.

    Questo restyling rappresenta un passo importante verso la modernizzazione dell’impianto, con l’obiettivo di rendere lo stadio Bentegodi sempre più competitivo e al passo con gli standard europei.

    Allenatore Inter, il Parma corre ai ripari! I crociati pronti a blindare Chivu: può saltare un’altra pista dei nerazzurri

    Allenatore Inter, il Parma corre ai ripari! I crociati pronti a blindare Chivu: può saltare un’altra pista dei nerazzurri

    È iniziato il vertice tra il Parma e Cristian Chivu. Per il tecnico, che non è presente fisicamente all’incontro, c’è il suo manager Pietro Chiodi, come riferisce La Gazzetta dello Sport.

    Giò in giornata dovrebbero sciogliersi tutti i dubbi sul futuro dell’allenatore rumeno, che il club crociato ha scelto per guidare un nuovo progetto tecnico della durata di due anni.

    La trattativa per il rinnovo del contratto, già raggiunto la scorsa settimana fino al 2027, sembrava infatti in dirittura d’arrivo, ma nelle ultime ore è spuntata una variabile che potrebbe cambiare tutto.

    L’Inter è alla ricerca di un nuovo allenatore dopo l’addio di Simone Inzaghi e ha messo nel mirino proprio Chivu, già alla guida della Primavera nerazzurra in passato. Il club nerazzurro ha inoltre ricevuto il rifiuto del Como per Cesc Fabregas e ora valuta seriamente il ritorno in casa dell’ex difensore. La sensazione che filtra è che però sia già troppo tardi…

    Donnarumma sente il richiamo dell’Italia: «Serie A? Le porte sono aperte, prima o poi torno. Le critiche? Mi… asciugano»

    Donnarumma e il richiamo dell’Italia: «Serie A? Le porte sono aperte, prima o poi torno. Le critiche? Mi… asciugano»

    Le dichiarazioni riprese da Tuttosport di Gianluigi Donnarumma, riguardanti il suo futuro come portiere del Psg, passando dal finale di stagione vissuto con i francesi e i prossimi impegni tra Nazionale e Mondiale per Club.

    FIDUCIA NEL GRUPPO – «Perché c’è un obiettivo che non va assolutamente fallito, andare al Mondiale. Dobbiamo riuscirci tutti insieme, noi e la nostra gente. Siamo una squadra giovane con un allenatore fortissimo, possiamo crescere tanto, meritiamo fiducia».

    IL NO DI ACERBI – «Di sicuro Ace ci avrebbe fatto comodo, ma ognuno di noi è responsabile delle proprie azioni. Chi viene qui sa che deve dare tutto. È un orgoglio incredibile far parte della Nazionale, fin da bambino sogni di indossare questa maglia e di darle tutto».

    AFFRONTARE HAALAND – «L’attaccante norvegese è fra i migliori al mondo ma non c’è preoccupazione, semmai tensione perché è una sfida importante, in ballo c’è il Mondiale. Vero che c’è un po’ di emergenza ma siamo pronti e decisi a fare di tutto per portarla a casa».

    TROPPI GIUDIZI FRETTOLOSI – «Bisogna trovare un equilibrio. Dopo il ko con la Germania ho letto cose che non mi sono piaciute. Siamo una squadra che lotta sempre e ha un futuro importante. Abbiamo bisogno del supporto dei tifosi per fare grandi cose».

    IL MOMENTO PIÙ BELLO – «Sì ma non solo per le vittorie. Sono riuscito a superare momenti difficili, specie dal punto di vista morale. Non è facile tornare nel proprio Paese e non venire accolti come meriti. Ora sono contento di aver ritrovato fiducia, equilibrio, mentalità e aver convinto tutti gli italiani».

    MERITI DI LUIS ENRIQUE – «Con lui sono migliorato in tutto: impegno, dedizione in ogni allenamento, crescita mentale. E alla squadra lui ha dato tranquillità ed equilibrio: fa sentire tutti importanti».

    COMMENTO DI BARTHEZ – «Le critiche asciugano (ride). Battute a parte, da professionista ho sempre cercato di dare importanza al mio corpo oltre che alla testa e negli anni sono maturato. Ora riesco a gestire meglio le partite».

    RINCONTRARE GLI INTERISTI – «Nulla. C’era stato un grande abbraccio a Monaco a fine gara, mi ha fatto piacere. Non nascondo di aver fatto fatica a godermi pienamente la vittoria della Champions perché dall’altra parte c’erano dei fratelli con cui ho lottato e condiviso tanto. Ora dobbiamo tutti pensare solo alle prossime due partite».

    FUTURO AL PSG – «Non lo sapevo. Comunque io a Parigi sto bene poi sarà la società a decidere se rinnovarmi o no il contratto. Sono pronto a tutto ma ora la mia prima opzione è restare dove sono, mi trovo bene con i compagni e i tifosi mi apprezzano. Spero di restare lì per tanti anni».

    UN GIORNO IN ITALIA – «Ma sì. Forse fra qualche anno potrà cambiare qualcosa, non chiudo le porte, l’Italia è la mia casa. Adesso però mi godo il momento sentendo la fiducia di tutto il mondo del Psg».

    CONTRO HAALAND IN CHAMPIONS – «Lui mi ha già fatto gol in Champions, è un attaccante incredibile. Mi preparerò come sempre anche se contro simili avversari c’è una tensione maggiore, occorrerà stare particolarmente attenti ma anche tranquilli, evitando che ogni corner, ogni punizione si trasformino in uno stress continuo».

    AMMIRAZIONE PER SINNER – «Jannick è un grandissimo amico, mi sorprende la sua forza mentale, la capacità di non farsi condizionare da niente e da nessuno. È una dote che dovremmo rubargli: se riesci a non farti condizionare da pubblico e arbitro parti già in vantaggio e non sprechi energie inutili».

    COSA PORTARE DAL PSG – «Tranquillità e spensieratezza. E la voglia di dare tutto in campo da squadra. Perché si vince e si perde sempre tutti insieme».

    Allenatore Inter, salgono le quotazioni di Thiago Motta! L’ex Juve possibile nome per la panchina: stuzzicato Marotta

    Allenatore Inter, salgono le quotazioni per il ritorno di Thiago Motta! L’ex Juve possibile nome per la panchina

    L’Inter è alla ricerca del nuovo allenatore dopo l’addio di Simone Inzaghi, e la lista dei candidati si fa sempre più articolata. Al momento, secondo quanto riportato da Alfredo Pedullà di SportItalia, Patrick Vieira sembra essere in vantaggio su Cristian Chivu, già alla guida della Primavera nerazzurra e oggi vicino al Parma, che lo vuole per un progetto biennale.

    Nei giorni scorsi, però, sarebbero stati proposti anche altri profili, tra cui quello di Thiago Motta. L’allenatore italo-brasiliano è reduce da una stagione deludente alla Juventus, dove era approdato tra grandi aspettative ma è stato esonerato a marzo dopo una serie di risultati negativi e un ambiente sempre più teso. Nonostante ciò, il suo nome resta sul taccuino nerazzurro, anche per via della sua conoscenza dell’ambiente e delle idee di gioco. Proposto anche Roberto Farioli, fresco di esperienza all’Ajax. Dopo il rifiuto del Como per Fabregas, l’Inter valuta con attenzione tutte le opzioni per ripartire con un nuovo progetto

    Daniele Tognaccini, il preparatore atletico che ha rivoluzionato lo sport moderno: «La sfida? Giocatori che muovono masse così grosse. Tra fisico e talento scelgo…»

    Daniele Tognaccini, il preparatore atletico che ha rivoluzionato lo sport moderno, intervistato da Tuttosport

    Daniele Tognaccini non è solo un preparatore atletico: è una figura chiave nella rivoluzione scientifica dello sport moderno.

    Co-fondatore di MilanLab insieme a Jean-Pierre Meersseman, ha trasformato il modo in cui si monitora e si ottimizza la condizione fisica degli atleti, integrando dati biometrici, prevenzione degli infortuni e personalizzazione degli allenamenti.

    Nato da un’intuizione di Adriano Galliani, MilanLab ha rappresentato un punto di svolta nell’approccio medico-sportivo. Nessuno meglio di Tognaccini, quindi, può raccontare cosa rende Erling Haaland un fuoriclasse fisico: un “mostro” atletico che l’Italia dovrà affrontare nella delicata sfida di Oslo. Di seguito le sue parole a Tuttosport.

    PERCHÉ È SPECIALE HAALAND – «Perché è un atleta alto 194 centimetri per 94 chili che ha una grandissima intelligenza motoria, una coordinazione favolosa, un controllo del corpo in volo ottimale e va pure velocissimo. In più, come tutti i grandi attaccanti, possiede quel sesto senso che gli permette di essere al posto giusto e al momento giusto».

    IL CALCIATORE DEL FUTURO – «Giocatori così ne troveremo sempre di più perché il calcio negli ultimi 10-15 anni è cresciuto sia in centimetri sia in chili. E Haaland muove forze importantissime con un controllo motorio eccezionale».

    GLI SPORT ALTERNATIVI – «C’è l’imbarazzo della scelta. Sicuramente nella velocità come centometrista dove avrebbe raggiunto picchi altissimi. Ma pure nel basket».

    LA SFIDA FISICA PER I PREPARATORI – «Giocatori che muovono masse muscolari così grosse bisogna farli lavorare molto di più degli altri, come il Lukaku della situazione che con Conte va sempre meglio rispetto agli altri allenatori perché lo fa lavorare tanto».

    IL SEGRETO AL CITY – «Max Sala, un professionista che abbiamo “allevato” noi a MilanLab, mi dice che Haaland è un ragazzo straordinario, con una volontà incredibile e tantissima voglia di lavorare. Non a caso riesce a giocare più dell’80% delle partite con il City e dagli infortuni recupera molto velocemente».

    LA FIRMA DI MILANLAB – «Sicuramente Max l’abbiamo cresciuto noi: è arrivato nel 2003 e ha fatto cinque anni da noi. Poi ha fatto una bella esperienza in Qatar e ora è lì al City ormai da una vita ed è bravissimo».

    I PARAGONI POSSIBILI – «Da un punto di vista prettamente fisico direi Jaap Stam […] Il paragone con Ibra è quello più calzante per ruolo, anche se Zlatan era più forte dal punto di vista tecnico».

    LA QUALITÀ PIÙ IMPRESSIONANTE – «Lui ha in quelle che io chiamo “entrate sensoriali” una delle sue qualità migliori, ovvero lui percepisce immediatamente cosa succederà e quindi si posiziona subito bene con il corpo».

    COME SI FERMA – «Da solo non lo marchi… Devi fare una strategia lavorando sulle situazioni […] Se l’affronti uomo a uomo difficilmente puoi trovare uno che riesca a limitarlo».

    FISICO O TALENTO? – «Il fisico conta sempre di più nello sport, ma il calcio in questo è democratico, vedi quello che sta facendo Lamine Yamal».

    L’ULTIMO PENSIERO – «Sono contento per il mio amico Mino Raiola che purtroppo non è più tra noi: un’altra volta ancora si è dimostrato un genio nel puntare su di lui».

    Juve o Napoli? No! David allontana la Serie A e si espone ancora sul suo futuro. La scelta del bomber canadese è…

    Juve o Napoli? No! David allontana la Serie A e si espone ancora sul suo futuro. Le dichiarazioni del bomber canadese

    Uno dei nomi caldi per il calciomercato Juve è quello di Jonathan David, attaccante del Lille che ha salutato recentemente il club francese. Da qui a dire che potrà approdare in bianconero o in un altro club di Serie A, però, ce ne passa. Questo concetto è stato esternato dallo stesso attaccante canadese in un’intervista a The Athletic. Ecco le parole del bomber, conteso anche dal Napoli. La sua preferenza sembra essere orientata verso quel torneo.

    DAVID JUVENTUS – «Un accordo con Napoli o Juve? Nessun accordo. Il Napoli è una squadra che ha appena conquistato la Serie A, e immagino che non si accontentino di una sola vittoria, pensando “ok, adesso va bene così”. È un club ambizioso, pronto a competere anche in Champions League».

    SERIE A O PREMIER LEAGUE? – «La Serie A? Quando confronto la Serie A con la Premier League, noto che la Premier ha ritmi più veloci, con continui cambi di ritmo e azione. La Serie A può essere altrettanto dinamica, ma è molto più tattica, quasi come una partita a scacchi».

    TEMPISTICHE TRASFERIMENTO – «Le tempistiche del mio trasferimento? Ovviamente il mio obiettivo è trovare un accordo prima dell’inizio della preparazione estiva, così da potermi ambientare e iniziare a lavorare con i nuovi compagni».

    Calciomercato Lazio, adesso è UFFICIALE! La prima operazione estiva dei biancocelesti è il riscatto di Nuno Tavares

    Calciomercato Lazio, adesso è UFFICIALE! Riscatto Nuno Tavares dall’Arsenal. L’annuncio del club

    Grande notizia per i tifosi della Lazio che possono gioire per una ghiande novità! Quest’oggi la società capitolina ha infatti chiuso un grande accordo che potrà dare il proprio contributo anche nella prossima stagione di Serie A.

    Nuno Tavares Lazio è realtà! Il club ha infatti ufficializzato attraverso i propri canali ufficiali l’acquisto a titolo definitivo del laterale portoghese ex Arsenal! Il comunicato:

    In stagione Taveres ha giocato 2028 minuti, tra Serie A, Europa League e Coppa Italia per i biancocelesti, servento 9 assist, dei quali 8 in campionato.

    Dopo una prima parte di stagione ad altissimi livelli, con anche 2 premi MVP, il terzino si è però fermato spesso per gli infortuni che ne hanno limitato il rendimento nel finale di stagione.

    Quando ha giocato, le prestazioni sono ugualmente rimaste soddisfacenti e da qui nasce la fiducia trovata per il riscatto del cartellino del giocatore.

    Serie A e Coppa Italia 2025-2026, parte il countdown! Decise le date della prossima stagione: ecco quando si parte

    Serie A e Coppa Italia 2025-2026: decise le date della prossima stagione! Ecco quando si parte

    Mancano due mesi e mezzo all’inizio del prossimo campionato di Serie A. Nella mattinata odierna, infatti, la Lega di Serie A ha reso note le date della stagione 2025-2026.

    Il campionato si aprirà, al netto di anticipi e posticipi, il 24 agosto e si concluderà il 24 maggio 2026. Saranno quattro le soste per le Nazionali, con la prima fissata subito, il 7 settembre, poi ancora il 12 ottobre, la terza il 16 novembre e l’ultima il 23 marzo.

    Solo due, infine, i turni infrasettimanali: il primo il 29 ottobre (è un mercoledì) e il secondo martedì 6 gennaio.

    Ma non solo. La Lega ha ufficializzato anche le date relative alla Coppa Italia. Il torneo partirà già il 10 agosto con il turno preliminare e si proseguirà la domenica successiva (il 17) con i trentaduesimi.

    Sedicesimi che si disputeranno mercoledì 24 settembre con gli ottavi di finale, che saranno sempre a gara secca, saranno spalmati fra il 3 e il 17 dicembre. Più date anche nei quarti divisi fra il 4 l’11 febbraio. Le semifinali si giocheranno su andata a ritorno e si giocheranno il 4 marzo a il 22 aprile mentre la finale sarà il 13 maggio.

    Le tappe della Serie A 2025-2026:

    Inizio – 24/08/2025

    Sosta per le Nazionali – 07/09/2025

    Sosta per le Nazionali – 12/10/2025

    Turno infrasettimanale – mercoledì 29/10/2025

    Sosta per le Nazionali – 16/11/2025

    Turno infrasettimanale – martedì 6/01/2026

    Sosta per le Nazionali – 29/03/2026

    Ultima giornata – 24/05/2026

    Le tappe della Coppa Italia 2025-2026

    Turno Preliminare: domenica 10/08/2025

    Trentaduesimi: domenica 17/08/2025

    Sedicesimi: mercoledì 24/09/2025

    Ottavi di finale: mercoledì 03/12/2025 e mercoledì 17/12/2025

    Quarti di finale: mercoledì 04/02/2026 e mercoledì 11/02/2026

    Semifinali (andata): mercoledì 04/03/2026

    Semifinali (ritorno): mercoledì 22/04/2026

    Finale: mercoledì 13/05/2026

    Italia, la maledizione infortuni continua: contro la Norvegia fuori anche Kean! L’attaccante lascia il ritiro della nazionale

    Italia, la maledizione infortuni continua. Si ferma anche Moise Kean che lascia il ritiro con la Nazionale

    A poche ore dal match che si terrà domani sera tra Norvegia e Italia per la qualificazione al prossimo Mondiale, nonché primo di due match che vedrà gli azzurri protagonisti tra il 6 e il 9 giugno, Luciano Spalletti dovrà fare a meno anche di Moise Kean che per infortunio, questa mattina, ha lasciato il ritiro.

    L’attaccante della Fiorentina ha, infatti, rimediato un risentimento muscolare alla coscia destra durante l’allenamento di ieri e rientrerà a casa viola per sottoporsi agli accertamenti strumentali del caso.

    L’episodio è il quarto in pochi giorni dopo gli infortuni di Buongiorno, Gabbia e Locatelli degli scorsi giorni, e costringerà il Ct a nuove modifiche tattiche in vista delle sfide contro Norvegia e Moldavia.

    Per la gara di domani contro gli scandinavi, in particolare, Spalletti ha scelto il 3-4-2-1 di avanzare un centrocampista sulla linea della trequarti nel ruolo di incursore avanzato, per fare coppia con uno tra Raspadori e Orsolini (favorito l’attaccante del Napoli) alle spalle della prima punta, per la quale a questo punto è certa la presenza di Mateo Retegui.

    Novità arrivano anche nei test difensivi dall’allenamento a Coverciano di ieri, con Spalletti che ha provato Gatti sul centro destra, con Bastoni a sinistra e Coppola e Rugani provati come centrale della difesa a 3.

    Le ipotesi sono dunque:

    ITALIA VERSIONE UNO (3-4-2-1): Meret; Gatti, Rugani, Ranieri; Cambiaso, Barella, Ricci, Udogie; Frattesi, Raspadori; Retegui.

    ITALIA VERSIONE DUE (3-4-2-1): Donnarumma; Di Lorenzo, Coppola, Bastoni; Zappacosta, Casadei, Rovella, Dimarco; Orsolini, Tonali; Kean.

    Allenatore Inter, il Como dice no per Fabregas: comunicato il rifiuto ai nerazzurri! L’annuncio del presidente Suwarso

    Allenatore Inter, il Como dice no per Fabregas: comunicato il rifiuto ai nerazzurri! L’annuncio del presidente Suwarso

    Fabregas Inter, il Como dice no. L’annuncio ufficiale del presidente della squadra lombarda, Mirwan Suwarso, che ha affermato senza mezzi termini la chiusura della trattativa tra l’allenatore e l’Inter.

    Le parole riportate da TMW. DICHIARAZIONI – «Abbiamo comunicato il nostro rifiuto direttamente al presidente dell’Inter, che lo ha riconosciuto con la cortesia e la chiarezza che ci si aspetta tra club che nutrono reciproco rispetto. Per questo motivo, trattiamo le voci insistenti sul loro interesse per il nostro allenatore come pura fantasia — difficilmente qualcuno insisterebbe dopo una risposta tanto chiara. Soprattutto un club del calibro dell’Inter»

    Italia, Donnarumma consola i compagni interisti: difficile gioire per quella Champions

    Italia, Barella, Bastoni, Dimarco e Frattesi arrivano in ritiro dopo la sconfitta in finale di Champions: la volontà è mettersi la delusione alle spalle

    I quattro interisti reduci dalla delusione della finale di Champions persa contro il PSG – Barella, Bastoni, Dimarco e Frattesi – sono arrivati a Coverciano martedì sera per preparare la sfida dell’Italia contro la Norvegia. Nonostante il morale basso, si sono messi subito a disposizione di Spalletti, mostrando impegno e attaccamento alla maglia azzurra. Il c.t. li ha incontrati individualmente per sostenerli e verificarne soprattutto la tenuta psicologica, ricevendo rassicurazioni sulla loro volontà di scendere in campo già a Oslo. Anche il presidente Gravina ha voluto far sentire la sua vicinanza con gesti affettuosi, consapevole del momento difficile. Intanto Donnarumma, che quella coppa l’ha vinta, ha raccontato di aver faticato a godersi il successo proprio per l’amicizia che lo lega ai compagni sconfitti.

    Per ora, nessuno dei quattro ha parlato pubblicamente: l’obiettivo è rispondere sul campo e provare a cancellare l’amarezza con una buona prestazione in Nazionale. L’argomento Champions rimane un tabù, e tutti stanno cercando di voltare pagina in vista del Mondiale per Club e della prossima stagione con l’Inter, che si aprirà anche con il nodo allenatore ancora da sciogliere. Il calcio impone di reagire in fretta, ma l’eco della sconfitta è ancora forte: dopo la delusione di Istanbul 2023, speravano in una rivincita che invece si è trasformata in un’altra notte da dimenticare.

    Calciomercato Bologna, si guarda in casa Juve: Miretti, Mbangula e anche un altro ex bianconero

    Calciomercato Bologna, per il centrocampo si guarda in casa Juve: Miretti e Mbangula nel mirino, piace anche un altro ex bianconero

    Il Bologna, forte della qualificazione alla prossima Europa League grazie alla conquista della Coppa Italia, si è subito messo al lavoro per rafforzare la rosa in vista della nuova stagione. Come riportato dal Corriere dello Sport la coppia Sartori-Di Vaio è attiva su più fronti, anche con missioni “a sorpresa” come quella recente in Argentina. L’obiettivo è pianificare con precisione ogni reparto, dal portiere – considerando le tentazioni arabe per Skorupski – all’attacco. Il centrocampo resta una delle priorità: confermati Freuler e Ferguson, e probabili le permanenze di Moro e Aebischer, si cercano almeno due rinforzi, un centrale e un mediano tecnico. Le difficoltà di interlocuzione con l’Inter per Fabbian e Francesco Pio Esposito, dovute all’attuale vuoto tecnico dopo l’addio di Inzaghi, hanno spinto il Bologna a guardare altrove.

    Tra le idee principali per la mediana spicca Sven Mijnans, classe 2000 dell’AZ Alkmaar: mancino duttile e dotato di visione di gioco, è un pallino di Sartori da tempo e potrebbe rappresentare anche un’alternativa offensiva. Sul fronte italiano, i rossoblù seguono con interesse Fabio Miretti, rientrato alla Juventus dopo il prestito al Genoa: mezzala adattabile, già provato da mediano da Allegri, offre dinamismo e tecnica. Un’altra opzione è Nicolussi Caviglia, altro ex bianconero e gradito a Italiano, che potrebbe aggiungere qualità e senso del gol al reparto, pur non avendo una grande fisicità. Infine, resta viva la pista Asllani: dopo due anni da comprimario all’Inter, il regista albanese cerca spazio da titolare, ma ogni trattativa coi nerazzurri è congelata. Da segnalare anche un sondaggio per Samuel Mbangula, esterno offensivo classe 2004 della Juventus, autore di un gol decisivo contro i rossoblù che ha fatto colpo su Italiano.

    Baroni Torino, ufficiale: è il nuovo tecnico dei granata – il comunicato

    Marco Baroni è il nuovo tecnico del Torino: ufficiale il suo arrivo ai granata, dove ha firmato per un biennale

    Il Torino ha ufficializzato l’arrivo di Marco Baroni come nuovo allenatore della Prima Squadra a partire dal 1° luglio 2025. Il tecnico ha firmato un contratto biennale. Tra i suoi successi spiccano la storica promozione in Serie A del Benevento nel 2016/17 e quella con il Lecce nel 2021/22. Reduce dall’esperienza alla Lazio, Baroni è stato accolto dal presidente Cairo con un caloroso benvenuto. Di seguito il comunicato del club.

    «Il Torino Football Club è lieto di annunciare che dal primo luglio 2025 la guida tecnica della Prima Squadra sarà affidata a Marco Baroni. L’allenatore ha firmato un contratto biennale.
    Marco Baroni è nato l’11 settembre 1963 a Firenze. Ex calciatore, di ruolo difensore, ha debuttato nel calcio professionistico con la Fiorentina, in Serie A, nella stagione 1981-1982, prima tappa di una lunga carriera, conclusa nel 2000, impreziosita da uno Scudetto e da una Supercoppa italiana con il Napoli. Come allenatore vanta 25 anni di professione, con un’esperienza maturata a partire dalla Rondinella (passando dal ruolo di calciatore a quello di tecnico) sino alla stagione appena conclusa con la Lazio. Tra i risultati ottenuti spiccano, tra gli altri, la vittoria dei playoff di Serie B con il Benevento nella stagione 2016/17, traguardo storico perché per la prima volta ha aperto le porte della serie A al Club sannita. E poi nella stagione 2021-22 la promozione in A con il Lecce, vincendo il campionato cadetto.
    Il Presidente Urbano Cairo accoglie Marco Baroni con il più cordiale: “Benvenuto al Torino! Buon lavoro e Sempre Forza Toro!”
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    Inter, ecco perchè Fabregas è il primo nome per sostituire Inzaghi: una nuova filosofia per rilanciare i nerazzurri

    Cesc Fabregas è il primo nome per la panchina dell’Inter: ecco come la sua proposta di calcio ha convinto i nerazzurri a scommettere su di lui

    Nonostante un ciclo di Simone Inzaghi che ha riportato l’Inter ai vertici italiani e a un passo dal tetto d’Europa, nel mondo del calcio le riflessioni sul futuro e sull’evoluzione tecnico-tattica non si fermano mai. In un’ipotesi affascinante emerge la figura di Cesc Fàbregas come potenziale, rivoluzionario successore sulla panchina nerazzurra. Ma quali motivazioni tattiche e filosofiche potrebbero spingere una dirigenza, anche quella di un club vincente, a considerare un profilo come quello dell’ex fuoriclasse spagnolo, attualmente alla guida del Como?

    La risposta risiede principalmente in una potenziale ricerca di un’identità di gioco ancora più orientata al dominio del possesso palla e a una manovra offensiva estremamente palleggiata e tecnica, principi che Fàbregas ha incarnato da giocatore e che sta cercando di infondere nelle sue prime esperienze da allenatore. Simone Inzaghi ha costruito un’Inter formidabile, pragmatica, capace di verticalizzazioni letali e di una solidità difensiva basata sul suo collaudato 3-5-2. Le sue squadre sono macchine da gol che sfruttano splendidamente le corsie esterne e la forza fisica e tecnica dei suoi attaccanti, con una transizione rapida difesa-attacco. Tuttavia, in alcune fasi o contro determinati avversari, la manovra può apparire meno fluida nel palleggio stretto o nella capacità di scardinare difese ultra-chiuse attraverso una ragnatela di passaggi insistita e paziente.

    Qui si inserirebbe la filosofia di Fàbregas. Cresciuto nelle cantere di Barcellona e Arsenal, e poi protagonista con Chelsea, Monaco e la nazionale spagnola, Cesc è stato uno dei massimi interpreti del calcio di posizione e di possesso. La sua visione di calcio, presumibilmente, punterebbe a un controllo quasi ossessivo del pallone, con una costruzione dal basso ancora più elaborata, un baricentro tendenzialmente più alto e una ricerca costante della superiorità numerica a centrocampo. Si potrebbe ipotizzare un passaggio a un 4-3-3 o a un 3-4-3 dove i principi di gioco guarderebbero più al modello “guardiolista” o a quello dell’Arsenal di Wenger, con enfasi sulla tecnica individuale, sui movimenti senza palla degli interni e sulla capacità di creare densità in zona palla per poi liberare rapidamente il lato debole.

    Dal punto di vista tattico, ciò implicherebbe una valorizzazione diversa del centrocampo. Se con Inzaghi i quinti sono fondamentali per l’ampiezza e le mezzali hanno compiti di inserimento e copertura, con Fàbregas il cuore del gioco batterebbe ancora di più nei piedi dei centrocampisti centrali, chiamati a un fraseggio continuo e a dettare i tempi con maggiore autorità. Giocatori come Hakan Çalhanoğlu potrebbero essere ulteriormente esaltati in un ruolo da regista puro, mentre profili come Nicolò Barella o Henrikh Mkhitaryan (o loro eventuali successori) dovrebbero adattarsi a un gioco di posizione più codificato, con meno libertà di sganciamento verticale immediato e più partecipazione alla manovra corale.

    Un’altra motivazione potrebbe essere la volontà di sviluppare un “marchio di fabbrica” calcistico ancora più riconoscibile a livello internazionale, associato a un’estetica di gioco specifica. L’Inter di Inzaghi è stata efficace, ma l’idea di un calcio “spettacolo” basato sul possesso palla ha sempre un grande fascino e potrebbe essere vista come un ulteriore step evolutivo per il brand Inter.

    Certo, la scelta di Fàbregas rappresenterebbe un azzardo enorme. La sua esperienza da allenatore è ancora limitata, soprattutto a livelli così alti, e sostituire un tecnico come Inzaghi con una scommessa sarebbe una decisione coraggiosa. Tuttavia, la storia del calcio è ricca di scommesse vinte basate su una visione chiara e sulla fiducia in principi di gioco innovativi. L’Inter che pensa a Fàbregas sarebbe un’Inter che non si accontenta dei risultati presenti, ma che sogna un futuro calcistico con un’impronta stilistica ancora diversa, forse più radicale, figlia della scuola di pensiero di uno dei centrocampisti più intelligenti della sua generazione. Un sogno, forse, ma con radici tattiche e filosofiche ben precise.

    Cristiano Ronaldo Jr, che debutto con il Portogallo U15! Vittoria da sotto età al torneo Markovic, Martinez: «Impressionato dal talento e non solo»

    Cristiano Ronaldo Jr ha guidato il Portogallo U15 alla vittoria di un importante torneo internazionale: la classe del padre e non solo

    Cristiano Ronaldo Jr ha fatto il suo debutto con la Nazionale U15 del Portogallo, contribuendo alla vittoria del prestigioso torneo internazionale Vlatko Markovic in Croazia. Presente sugli spalti anche la nonna, Dolores Aveiro, che ha assistito a una prestazione brillante del giovane talento: rapidità, tecnica e fiuto del gol sembrano essere eredità dirette dal padre.

    Il CT della Nazionale maggiore, Roberto Martinez, ha commentato positivamente l’approccio del ragazzo: «È stato molto bello vedere l’atteggiamento di Cristiano Jr, cosa non semplice con i riflettori puntati addosso in una gara Under 15. Dobbiamo dargli spazio».

    Il figlio di CR7, attualmente 14enne, è tesserato come il padre per l’Al-Nassr in Arabia Saudita e potrebbe un giorno giocare insieme a lui anche in nazionale. È idoneo a rappresentare cinque paesi: Portogallo, USA, Spagna, Inghilterra e Capo Verde, ma sembra aver scelto di seguire le orme del padre in maglia lusitana. Intanto, anche il futuro di Ronaldo senior resta in bilico, con voci che lo vedono in uscita dal club saudita.

    Torino, ufficiale l’esonero di Paolo Vanoli: il comunicato del club granata – FOTO 

    Torino, ufficiale l’esonero di Paolo Vanoli dal club granata, ecco la nota della società di Via Viotti, il messaggio per l’ex tecnico

    Ora è ufficialmente finita. Tramite un comunicato apparso sui propri portali il Torino Fc ha reso noto l’esonero di Paolo Vanoli. Dopo una sola stagione l’ex tecnico di Venezia e Spartak Mosca saluta l’ombra della Mole insieme al suo staff. Decisivo, in tal senso, un finale di stagione ritenuto dal club di Via Viotti evidentemente non all’altezza delle aspettative ed un rapporto con il presidente Urbano Cairo che (soprattutto negli ultimi mesi appunto) aveva palesato alcune crepe. Ecco il messaggio d’addio, imminente invece quello relativo all’arrivo del successore Marco Baroni: 

     
     
     
     
     
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    TORINO – «Il Torino Football Club e il tecnico Paolo Vanoli non proseguiranno insieme nel prossimo campionato. La Società desidera ringraziare Vanoli e il suo gruppo di lavoro per l’impegno e la dedizione dimostrati in questa stagione in granata e augura loro il meglio nel prossimo futuro»

    Fiorentina, pressing sull’Udinese per Thauvin: i viola lo considerano un’alternativa più vantaggiosa a Gudmundsson

    Fiorentina, in attesa di conoscere il nuovo allenatore, si lavora sui rinforzi: piace Thauvin dell’Udinese, un’alternativa più economica a Gudmundsson

    La Fiorentina è ancora alla ricerca di un allenatore dopo le dimissioni improvvise di Raffaele Palladino. Tra i nomi che circolano a Firenze ci sono Stefano Pioli – ipotesi più concreta al momento – Francesco Farioli e Alberto Gilardino, quest’ultimo benvoluto per il suo passato da attaccante viola. In attesa della fumata bianca per la guida tecnica, la società inizia a valutare le prime mosse sul mercato: come riportato da la Gazzetta dello Sport tra le idee più calde c’è quella che porta a Florian Thauvin, classe ’93, campione del mondo con la Francia nel 2018 e attuale numero 10 dell’Udinese, fermo da marzo per una fascite plantare.

    Il futuro di Thauvin dipenderà anche dalle vicende societarie in casa bianconera: i Pozzo sono infatti vicini alla cessione del club al fondo Guggenheim e i dettagli dell’operazione restano da definire. Parallelamente, il direttore tecnico Gianluca Nani sta lavorando su diverse cessioni: i difensori Bijol e Solet e l’attaccante Lucca sono le tre plusvalenze più attese, con un possibile incasso complessivo di circa 80 milioni. Finora non si è parlato di una partenza di Thauvin, che ha ancora un anno di contratto a poco meno di 2 milioni l’anno e che intende rientrare a luglio in ritiro. Tuttavia, la possibilità di tornare a giocare in Europa potrebbe rappresentare una tentazione.

    La Fiorentina lo considera un’alternativa più economica ad Albert Gudmundsson, il cui riscatto dal Genoa comporterebbe un ulteriore esborso di 17 milioni oltre ai 7 già pagati. Nonostante il valore del giocatore islandese sia riconosciuto, l’impatto non ha convinto del tutto. Thauvin, in questo senso, rappresenterebbe un’operazione più vantaggiosa, ma ogni scelta sarà legata prima alla nomina del nuovo tecnico e alla gestione dei 15 giocatori di rientro dai prestiti. L’unico certo di restare è Kouame, reduce da un grave infortunio al ginocchio.

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