Pagina 841 – Calcio News 24

Arsenal, Barcellona e Manchester City seguono il ‘Lamine Yamal inglese’ Max Dowman, 15 anni: le contromosse dei Gunners e di Arteta

Arsenal, Manchester City e Barcellona a caccia di Max Dowman: a 15 anni è considerato una sorta di Lamine Yamal d’oltremanica

Max Dowman, nato nel 2009 a Chelmsford, è un trequartista inglese che sta emergendo come uno dei talenti più promettenti dell’Arsenal. Nonostante abbia solo 15 anni, ha già stabilito diversi record: è diventato il più giovane marcatore nella storia della UEFA Youth League a 14 anni, 8 mesi e 19 giorni, segnando contro l’Atalanta . Ha anche debuttato con l’Under-21 dell’Arsenal, diventando il più giovane a farlo . Il suo stile di gioco, caratterizzato da visione, tecnica e versatilità, gli ha valso il paragone con Kaká da parte del suo allenatore delle giovanili, Gus Oliveira . Attualmente, Dowman si allena regolarmente con la prima squadra e ha partecipato al ritiro invernale a Dubai.

Il talento di Dowman, considerato una sorta di Lamine Yamal inglese, non è passato inosservato ai grandi club europei. Come riportato da Footballtransfers il Barcellona, noto per la sua attenzione ai giovani talenti, ha espresso interesse per il giovane inglese, volendolo affiancare al proprio wonderkid. Anche il Manchester City, sempre alla ricerca di giovani promesse, ha monitorato i progressi di Dowman. Tuttavia, l’Arsenal è determinato a trattenere il giocatore, considerandolo una parte fondamentale del futuro del club e pianificando la sua integrazione graduale nella prima squadra sotto la guida di Mikel Arteta.

Zico: «Italia e Brasile dovrebbero essere al Mondiale di diritto. Vi dico qual è l’Udinese che mi è piaciuta, c’era Di Natale. Del calcio di oggi non capisco proprio una cosa…»

Le parole di Zico, leggenda del calcio brasiliano e dell’Udinese, all’inaugurazione di un murales in suo onore a Orsaria

L’arrivo di Zico all’Udinese nell’estate del 1983 fu un evento epocale, un vero e proprio sogno che si materializzava per i tifosi friulani e un colpo che scosse l’intero calcio italiano. Considerato uno dei più grandi calciatori di tutti i tempi, il “Pelé bianco” scelse la relativamente piccola Udinese per la sua avventura europea, preferendola a club ben più blasonati. Nonostante un contesto non sempre all’altezza del suo immenso talento e alcune traversie, nelle sue due stagioni in bianconero (1983-1985) Zico illuminò la Serie A con la sua classe cristallina, i suoi calci di punizione magistrali e una visione di gioco superiore, segnando 19 reti nel suo primo campionato. Il suo passaggio lasciò un’impronta indelebile, trasformando Udine nella capitale calcistica d’Italia per un breve, indimenticabile periodo e alimentando una passione che dura ancora oggi. Come ha testimoniato l’inaugurazione di un murale a lui dedicato a Orsaria, che ritrae il brasiliano mentre calcia una punizione. Il Messaggero Veneto ha raccolto le sue parole.

IL CALCIO DI OGGI – «Ci sono stati tanti cambiamenti in questi anni, ma certi concetti del nostro sport rimangono gli stessi. Nelle due aree di rigore bisogna sbagliare il meno possibile. Ecco perché non capisco quelle squadre che tengono molto il pallone nella loro area di rigore. Sembra quasi che si voglia fare di tutto per commettere degli errori. Ma cosa si vuole fare? Testare le coronarie dei tifosi?».

L’ITALIA SENZA DUE MONDIALI – «Io credo che le Nazionali che hanno fatto la storia debbano partecipare di diritto a un Mondiale. L’Italia non può contare come Andorra, il Brasile non è la Bolivia».

DI NATALE – «Lui è stato un grande a livello di numeri sia come qualità che come quantità. Mi piaceva la coppia d’attacco composta da Totò e Quagliarella con D’Agostino regista. Quella era una bella Udinese».

Lazio, sacrificio Gila per finanziare il mercato? Già scelto il successore

Lazio, Mario Gila sacrificato sul Mercato? Il PSG ci prova, i biancocelesti intanto hanno scelto il suo successore

La Lazio si prepara a un possibile sacrificio sul mercato e secondo la Gazzetta dello Sport il maggiore indiziato a partire è Mario Gila. Nonostante Maurizio Sarri, vicino al ritorno sulla panchina biancoceleste, abbia chiesto di mantenere intatta la rosa e di limitare le cessioni dei titolari, è consapevole che un’uscita eccellente potrebbe essere necessaria per finanziare nuove operazioni. In questo senso, si fa sempre più concreta la corte del Paris Saint Germain, fresco vincitore della Champions League, pronto a presentare un’offerta da 35 milioni di euro per il difensore spagnolo. Anche Manchester City e Bayern Monaco hanno osservato Gila, ma è il club francese ad aver mosso i primi passi. La trattativa è ancora nelle fasi iniziali, ma l’interesse è reale e destinato a concretizzarsi presto. Tuttavia, la cifra proposta non soddisfa la Lazio, anche perché metà dell’eventuale incasso andrà al Real Madrid, come previsto dagli accordi stipulati al momento dell’acquisto del giocatore.

In vista di una sua possibile partenza, la Lazio ha già individuato il sostituto: Diego Coppola del Verona. Il giovane difensore è da tempo nei radar biancocelesti e il suo nome resta in cima alla lista anche indipendentemente dalla cessione di Gila. La valutazione si aggira intorno ai 10 milioni di euro, ma il club capitolino punta a ridurre l’esborso economico inserendo alcune contropartite tecniche. I buoni rapporti tra Lazio e Verona, rafforzati da diverse operazioni concluse negli ultimi anni, potrebbero agevolare la chiusura dell’affare. Con queste mosse, la società cerca di garantire continuità tecnica e al tempo stesso sostenibilità economica, muovendosi con attenzione in un mercato sempre più competitivo.

Giancarlo Pasinato: «Quando Mazzola mi ha chiamato all’Inter… Laura Antonelli mi definì così. Il mio idolo era Gianni Rivera, ero milanista. Ad Ascoli una stagione terribile»

Le parole di Giancarlo Pasinato, ex campione d’Italia e vincitore di una Coppa Italia con l’Inter a cavallo degli anni ’70 e ‘ 80

Giancarlo Pasinato, nato a Cittadella il 20 settembre 1956, è una figura indimenticabile del calcio italiano, specialmente per i tifosi dell’Inter. Mediano instancabile e dotato di grande velocità, “Pasina” ha incarnato lo spirito di sacrificio e la dedizione, abbinando una corsa generosa a pregevoli qualità tecniche. La sua carriera raggiunse l’apice proprio con la maglia nerazzurra, con cui conquistò uno storico Scudetto nella stagione 1979-1980, risultando uno dei protagonisti assoluti di quel trionfo, e una Coppa Italia nel 1977-1978. Prima e dopo l’esperienza milanese, ha vestito con onore anche le maglie di Cittadella, Ascoli e Milan, lasciando ovunque il ricordo di un professionista esemplare e di un calciatore capace di infiammare le fasce laterali con la sua energia contagiosa. Oggi su La Gazzetta dello Sport sfoglia il suo album dei ricordi.

DA DOVE É PARTITO – «Dall’oratorio Pio X di Cittadella, poi l’Olimpia. Il mio primo allenatore, Bruno Cavicchiolo, mi ha comperato un paio di scarpe e mi ha detto: “Tienile bene, con queste andrai in Serie A”. Sono andato al Treviso in Serie D, ma lavoravo come operaio in un’azienda siderurgica. L’allenatore era Massimo Giacomini, facevamo quattro allenamenti alla settimana. Fabbrica e campo, dura. Il mio capo ha chiamato il presidente del Treviso: “Se è davvero bravo, fagli fare solo il calciatore”. Mi hanno dato 30 mila lire in più al mese, è cambiata la vita».

LAURA ANTONELLI – «Stava girando un film “Moglieamante”, a Treviso nel ca stello di Cison di Valmarino. C’erano anche Marcello Mastroianni e Gastone Moschin, noi eravamo in ritiro lì vicino e li abbiamo invitati a vedere una nostra partita. Sono venuti e Laura Antonelli alla fine mi ha detto: “Ma quanta forza hai? Sei un carro armato”. Era il 1977 e sono passato all’Ascoli. Una stagione, promossi in A. Una grande cavalcata. Al Del Duca, contro il Bari, segno uno dei miei bei più gol di sempre. Una corsa infinita, una ottantina di metri, mi ha dato la palla Marconcini, il nostro portiere, ho messo la freccia, ho superato diversi avversari e, sempre con il pallone davanti, sono andato in porta. Lo ricordo ancora, lo hanno trasmesso molte volte in tv, visto e rivisto».

IL PASSAGGIO ALL’INTER – «Ero in Canada, in viaggio di nozze con mia moglie Gabriella. Mi ha chiamato proprio Mazzola: “Torna subito, devi fare le visite”. Un’emozione fortissima. Ho pensato: “Qualche anno prima ero operaio in ferriera, stavo diventando giocatore dell’Inter”. Sarei tornato a nuoto».

AL MILAN IN SERIE B – «Era il 1982, sono stato chiamato da Ilario Castagner, un gran signore. Collovati non voleva giocare in serie B. Io ho detto: “Okay, va bene”. E ci sono andato, assieme ad Aldo Serena e Nazzareno Canuti. È stato molto bello anche quel campionato, San Siro era sempre pieno. I tifosi milanisti sono straordinari. Siamo ritornati subito in A, ho fatto 7 gol e mi è dispiaciuto andar via, anche perché da ragazzino ero milanista e il mio idolo era Gianni Rivera».

ASCOLI – «L’allenatore era Vujadin Boskov, sono anche diventato capitano. Vinciamo ancora, ma per me è stata una stagione terribile. Mi è crollato il mondo addosso».

De Bruyne Napoli: da Anguissa a McTominay, tutti i colpi di De Laurentiis arrivati dalla Premier League (e c’è anche qualche flop)

Napoli, De Bruyne è solo l’ultimo dei possibili colpi del mercato partenopeo sotto la guida di De Laurentiis in cui pesca dalla Premier: i precedenti

La suggestione – molto vicina alla realtà ormai – di vedere Kevin De Bruyne sbarcare all’ombra del Vesuvio direttamente dalla Premier League accende i sogni dei tifosi del Napoli e stimola una riflessione: qual è stato il bilancio del club partenopeo quando ha pescato giocatori dal campionato inglese durante l’era De Laurentiis? Un percorso fatto di trionfi, come l’impatto devastante di Anguissa e McTominay, ma anche di meteore e delusioni, a testimonianza delle difficoltà di adattamento al calcio italiano e alle pressioni di una piazza esigente.

L’Inghilterra, con i suoi ritmi forsennati e la sua vetrina internazionale, ha rappresentato un mercato da cui il Napoli ha attinto a più riprese, con esiti alterni. Andiamo a ripercorrere, in ordine cronologico o di impatto, le principali operazioni.

I successi: quando il “made in England” funziona

  • David Ospina (Arsenal, 2018-2022): Arrivato inizialmente in prestito dall’Arsenal nell’estate 2018 e poi riscattato, il portiere colombiano si è rivelato un acquisto affidabile e di grande esperienza. Nonostante qualche alternanza, ha offerto sicurezza tra i pali, contribuendo alla vittoria della Coppa Italia nel 2020. La sua leadership silenziosa e la sua professionalità sono state apprezzate.
  • André-Frank Zambo Anguissa (Fulham, 2021-presente): Forse il colpo più riuscito e di maggior impatto proveniente dal calcio inglese. Prelevato dal Fulham (allora in Championship, ma con trascorsi in Premier) nell’estate 2021, il centrocampista camerunense è diventato immediatamente un pilastro del Napoli di Spalletti, dominando fisicamente e tecnicamente in mezzo al campo e risultando cruciale nella conquista dello Scudetto 2022-2023. Un vero e proprio trascinatore.

Le scommesse positive e le buone comparsate

  • Vlad Chiricheș (Tottenham, 2015-2019): Acquistato dal Tottenham, il difensore rumeno ha trascorso quattro stagioni in azzurro. Pur non essendo sempre un titolare fisso e incappando in qualche errore di troppo, ha spesso risposto presente quando chiamato in causa, offrendo duttilità e alcune prestazioni solide, specialmente sotto la guida di Sarri.
  • Tiémoué Bakayoko (Chelsea, 2020-2021): Arrivato in prestito secco dal Chelsea per volere di Gennaro Gattuso, il mediano francese ha offerto un contributo importante in termini di fisicità e recupero palloni in quella stagione. Nonostante non sia stato riscattato, il suo apporto è stato generalmente considerato positivo.
  • Fernando Llorente (Tottenham, 2019-2021): Ingaggiato a parametro zero dopo l’esperienza al Tottenham, l’esperto attaccante spagnolo ha portato la sua esperienza e il suo peso specifico in attacco. Utile come alternativa e per sbloccare partite complicate, specialmente nel suo primo periodo, pur senza un minutaggio da protagonista.

Gli innesti più recenti (Stagione 2024-2025)

  • Scott McTominay (Manchester United, 2024-presente): Arrivato dal Manchester United nell’estate 2024, lo scozzese Scott McTominay ha rappresentato una delle sorprese più luminose e un vero e proprio pilastro del Napoli nella stagione 2024-2025. Superando ogni più rosea aspettativa, si è imposto immediatamente come titolare inamovibile nel centrocampo azzurro, impressionando per la sua straordinaria continuità di rendimento, la leadership, la capacità di abbinare una ferocia agonistica e un recupero palloni instancabile a una sorprendente vena realizzativa, con gol pesanti che hanno spesso trascinato la squadra. Il suo impatto è stato devastante, diventando ben presto un idolo dei tifosi e un punto di riferimento imprescindibile per la squadra. Senza di lui, non ci sarebbe stato il quarto scudetto.
  • Billy Gilmour (Brighton, 2024-presente): Altro scozzese prelevato dalla Premier League nell’estate 2024, il giovane regista Billy Gilmour è giunto a Napoli dal Brighton con la fama di centrocampista tecnico e dalla buona visione di gioco. Nel corso della sua prima stagione italiana, ha mostrato lampi della sua classe nel palleggio e nella costruzione dal basso, necessitando tuttavia di un naturale periodo di adattamento per trovare continuità e imporsi con decisione. Le sue qualità sono indubbie, rappresentando un investimento per il futuro su cui il club sembra puntare.

Le meteore e le delusioni: quando l’adattamento fallisce

  • Erwin Hoffer (Rapid Vienna via Chelsea, indirettamente 2009-2013, mai giocato con la prima squadra dopo il Chelsea): Sebbene il suo acquisto iniziale nel 2009 fosse dal Rapid Vienna, passò per il Chelsea che non lo tesserò mai per questioni burocratiche prima che il Napoli lo acquistasse effettivamente. Non ha mai lasciato il segno, venendo girato in prestito più volte. Un nome quasi dimenticato.
  • Andrea Dossena (Liverpool, 2010-2013): Acquistato dal Liverpool nel gennaio 2010 con buone aspettative, l’esterno mancino non riuscì mai a imporsi pienamente e a replicare le prestazioni offerte in Premier League. Dopo un buon inizio, il suo rendimento calò progressivamente.
  • Michu (Swansea City, 2014-2015): Arrivato in prestito oneroso dallo Swansea con grandi speranze dopo una stagione folgorante in Premier, lo spagnolo fu perseguitato da problemi fisici. Appena 6 presenze e nessun gol, una delle delusioni più cocenti.
  • Nathaniel Chalobah (Chelsea, 2015-2016): Giunto in prestito dal Chelsea, il giovane centrocampista inglese trovò pochissimo spazio sotto la gestione Sarri, collezionando solo una manciata di presenze. Un’esperienza formativa per lui, ma ininfluente per il Napoli.
  • Axel Tuanzebe (Manchester United, 2022): Preso in prestito secco dal Manchester United nel gennaio 2022 per puntellare la difesa, il centrale inglese di origini congolesi giocò appena due partite, senza convincere e finendo presto ai margini.
  • Tanguy Ndombele (Tottenham, 2022-2023): Arrivato in prestito con diritto di riscatto dal Tottenham, il talentuoso ma discontinuo centrocampista francese ha fatto parte della rosa che ha vinto lo Scudetto. Ha mostrato sprazzi della sua classe, ma senza mai trovare la continuità necessaria per un riscatto, alternando buone giocate a momenti di apatia.
  • Leander Dendoncker (Aston Villa, 2024): Arrivato in prestito con diritto di riscatto dall’Aston Villa nel gennaio 2024, il centrocampista belga ha trovato pochissimo spazio nella seconda parte della stagione 2023-2024, non riuscendo a incidere.
  • Hamed Junior Traorè (Bournemouth, 2024): Sbarcato a Napoli nel gennaio 2024 in prestito con diritto di riscatto dal Bournemouth, l’ex Sassuolo ha cercato di ritrovare la forma migliore dopo un periodo difficile in Inghilterra, mostrando qualche spunto interessante ma senza la continuità sperata in un contesto di squadra in difficoltà nella stagione 2023-2024.

La storia degli acquisti del Napoli dalla Premier League e, più in generale, dai campionati inglesi, è dunque un mosaico variegato. Per ogni Anguissa o McTominay capaci di diventare un idolo, ci sono stati giocatori che non hanno lasciato il segno o che sono stati frenati da infortuni e difficoltà di ambientamento. L’eventuale, e ad oggi fantascientifico, arrivo di un campione del calibro di De Bruyne aprirebbe scenari inediti, ma il passato insegna che pescare oltremanica richiede fiuto, pazienza e anche una buona dose di fortuna.

Gasperini a Roma, primo incontro con Ranieri: si delinano le linee guida del mercato

Gasperini a Roma: ufficialmente per il matrimonio di Scamacca, ma intanto ha incontrato Ranieri per delineare le mosse di mercato

Gian Piero Gasperini è arrivato a Roma, ufficialmente per partecipare al matrimonio di Scamacca, ma nei fatti per iniziare concretamente la sua nuova avventura alla guida dei giallorossi, in attesa dell’ufficialità. Prima di annunciare il nuovo incarico, l’allenatore dovrà risolvere la questione contrattuale con l’Atalanta, a cui è ancora legato fino al 2026. Intanto, come riportato da la Gazzetta dello Sport, ha già cominciato a muoversi: dopo aver preso alloggio all’Eur, è stato prelevato da un’auto del club e si è incontrato con Claudio Ranieri per un primo confronto operativo. Gasperini ha evitato la cerimonia religiosa delle nozze per non alimentare polemiche, ma ha partecipato al ricevimento, parlando anche con alcuni senatori della squadra come Pellegrini ed El Shaarawy. Con Ranieri si è discusso del ritiro estivo, previsto dal 10 luglio con una tappa a St. George’s Park in Inghilterra, e delle prime mosse tecniche e tattiche.

Sul fronte staff, Gasperini porterà con sé il fidato vice Tullio Gritti e punta a inserire anche preparatori atletici di fiducia, tra cui Mimmo Borrelli, figura chiave nel suo percorso all’Atalanta. Lo staff sarà probabilmente integrato da elementi già presenti a Trigoria, come il preparatore dei portieri Simone Farelli. In ottica rosa, si è parlato dei casi più delicati: Pellegrini, Paredes e Dovbyk non sembrano sposarsi pienamente con il sistema gasperiniano, mentre giocatori rientranti dai prestiti, come Kumbulla, saranno valutati in ritiro. Più complicata la permanenza di Hermoso, per ragioni economiche e tecniche. In difesa, tra i nomi monitorati ci sono Balerdi, Lucumì e Kossounou. In attacco si valuta il futuro di Abraham, mentre le alternative seguite sono Lucca, Krstovic, Sargent e Woltemade.

Ecuador-Brasile, la prima volta di Carlo Ancelotti: «Sarà un ottimo test»

Questa notte il debutto di Carlo Ancelotti sulla panchina del Brasile contro l’Ecuador: le parole del ct dei verdeoro

Guayaquil si prepara a ospitare una sfida cruciale per le Eliminatórias Sudamericane verso il Mondiale 2026: stanotte (alle 20:00 ora di Brasília, l’1:00 italiana di venerdì) l’Ecuador di Félix Sánchez Bas attende il Brasile di Carlo Ancelotti. Per il tecnico italiano, si tratta di uno dei primi banchi di prova significativi sulla panchina di una nazionale, un’esperienza che ha definito «molto bella per la mia carriera».

Nella conferenza stampa della vigilia, tenutasi mercoledì, Ancelotti non ha nascosto l’entusiasmo e la determinazione. «Allenare una selezione per la prima volta, e ancor più quella del Brasile, che non è una qualsiasi ma storica, mi dà una grande illusione e motivazione per fare il miglior lavoro possibile e tentare di raggiungere l’obiettivo finale» ha dichiarato l’ex allenatore del Real Madrid. Parole che trasudano consapevolezza del prestigio dell’incarico e fiducia nel materiale a disposizione: «Mi dà molta fiducia ciò che vedo, i giocatori, la voglia che hanno di vestire la maglia gialla».

Nonostante il poco tempo a disposizione per lavorare con il gruppo al completo, le aspettative di Ancelotti sul campo sono chiare: «Voglio una squadra che lotti, che giochi un buon calcio. Abbiamo molti giocatori con capacità straordinarie e vogliamo vederlo». Tuttavia, il tecnico di Reggiolo ha mostrato grande rispetto per gli avversari odierni. «L’Ecuador sta giocando bene ed è organizzato» ha ammesso, definendo la partita al Monumental Isidro Romero Carbo come «un ottimo test» per la sua Seleção. L’attenzione è dunque massima per un Brasile che, sotto la nuova guida tecnica, cerca conferme importanti nel suo cammino verso la prossima Coppa del Mondo, affrontando un avversario tradizionalmente ostico tra le mura amiche.

Norvegia Italia, i precedenti: quel pareggio a Oslo che (forse) ci insegnò a soffrire. 2005, il brodino prima del banchetto Mondiale. Quando il gioco si fa duro, la Nazionale c’è

Norvegia Italia, quando il gioco si fa duro gli Azzurri rispondo presente: i precedenti sorridono alla nostra nazionale

Vent’anni e un giorno fa, il 4 giugno 2005. Una data che ai più dirà poco, persa nel mare magnum delle partite di qualificazione che costellano il cammino verso un mondiale. Eppure, quel sabato sera all’Ullevaal Stadion di Oslo si consumò l’unico precedente in trasferta tra Norvegia e Italia valido per le qualificazioni alla Coppa del Mondo. Finì 0-0, uno di quei pareggi a reti bianche che solitamente scivolano via veloci dalla memoria. Ma col senno di poi, e con un pizzico di quella sana ironia che il calcio sa regalare, forse quel brodino nordico fu una tappa necessaria, un piccolo, grigio mattoncino sulla strada che avrebbe portato Marcello Lippi e i suoi ragazzi a tingere d’azzurro il cielo sopra Berlino.

«Intanto non perdiamo, poi si vede»: il pragmatismo di Lippi versione qualificazione.
L’Italia di Lippi arrivava a Oslo da capolista del Gruppo 5, ma la trasferta norvegese era considerata una delle più insidiose del girone. La Norvegia, pur non essendo più la squadra rocciosa e sorprendente degli anni ’90, in casa sapeva farsi rispettare, puntando sulla fisicità di giocatori come John Carew e sull’organizzazione tattica. Lippi, da vecchio lupo di mare del calcio, sapeva che in queste partite, a volte, un punto guadagnato pesa più di due persi inseguendo una vittoria aleatoria.

La partita, come da copione, non fu uno spettacolo pirotecnico. Poche emozioni vere, tanta lotta a centrocampo e difese attente a non concedere spazi. L’Italia, con Buffon tra i pali e una difesa che già iniziava a profumare di leggenda con Cannavaro e Nesta (sebbene quella sera Nesta fosse assente, giocò Materazzi accanto a Cannavaro), badò soprattutto a non prenderle. Davanti, Totti cercava l’invenzione, Gilardino e Vieri (poi sostituito da Toni) si sbattevano, ma la retroguardia scandinava tenne botta. Fu, insomma, il classico 0-0 da trasferta di qualificazione: risultato utile a muovere la classifica, morale tendente al “portiamola a casa e non se ne parli più”.

E qui scatta l’ironia del destino. Chi avrebbe mai pensato, uscendo dall’Ullevaal con quel pareggino insipido, che poco più di un anno dopo quella stessa Italia, guidata dallo stesso pragmatico condottiero, avrebbe sollevato la Coppa del Mondo giocando partite memorabili e battendo avversari ben più blasonati? Forse proprio in quella capacità di soffrire, di adattarsi, di portare a casa il risultato minimo con cinismo quando necessario, si nascondeva uno dei segreti di quella squadra. Uno “zeroazero” oggi, per poi fare il pieno di gol ed emozioni quando conta davvero. Una filosofia che, a conti fatti, si rivelò vincente.

Ma quando il gioco si fa duro… i precedenti mondiali sorridono all’Italia

Se nelle qualificazioni in terra norvegese l’Italia si accontentò di un pareggio, la musica cambia radicalmente quando si analizzano gli scontri diretti nelle fasi finali dei Mondiali. Lì, quando la posta in palio era decisamente più alta, gli azzurri hanno sempre avuto la meglio, spesso al termine di partite cariche di tensione e significato.

La prima volta fu nel lontano 1938, in Francia. Ottavi di finale: l’Italia di Vittorio Pozzo, futura bi-campione del mondo, superò la Norvegia per 2-1 solo dopo i tempi supplementari, con una doppietta di Silvio Piola. Un inizio sofferto per un torneo che si sarebbe concluso trionfalmente.

Ben più impressa nella memoria collettiva è la sfida di USA ’94. Fase a gironi, New York, un caldo torrido. L’Italia di Arrigo Sacchi, dopo la sconfitta all’esordio con l’Irlanda, era con le spalle al muro. La partita si mise subito in salita con l’espulsione di Gianluca Pagliuca dopo soli 21 minuti per un fallo di mano fuori area. Entrò Luca Marchegiani, uscì Roberto Baggio tra mille polemiche. Sembrava l’inizio della fine, e invece, in dieci contro undici per più di un’ora, l’Italia tirò fuori un orgoglio e una compattezza straordinari. Ci pensò Dino Baggio, con un colpo di testa imperioso su cross di Signori, a regalare una vittoria per 1-0 che fu ossigeno puro e che spianò la strada verso la finale di Pasadena.

Quattro anni dopo, a Francia ’98, il copione si ripeté, questa volta negli ottavi di finale. A Marsiglia, l’Italia guidata da Cesare Maldini affrontò nuovamente una Norvegia ostica. La partita fu risolta da un lampo di Christian Vieri al 18′ del primo tempo, abile a sfruttare un lancio millimetrico di Di Biagio. Un 1-0 pragmatico, “maldiniano” per eccellenza, che ci proiettò ai quarti di finale contro i padroni di casa francesi (e lì, ahinoi, la lotteria dei rigori ci fu fatale).

Insomma, da Oslo 2005 con il suo 0-0 soporifero ma utile, fino alle battaglie vinte ai Mondiali, la Norvegia ha spesso incrociato il cammino dell’Italia in momenti significativi. E se quel pareggio in qualificazione non resterà negli annali per la bellezza del gioco, forse va ricordato con un sorriso sornione: un piccolo, silenzioso passo verso la gloria più grande. Perché, a volte, per vincere i Mondiali, bisogna anche saper fare 0-0 in Norvegia.

Reijnders al Manchester City, oltremanica cresce l’entusiasmo: cifre e scelta tecnica del trasferimento

In Inghilterra cresce l’ottimismo per il trasferimento di Reijnders al Manchester City: trattativa in chiusura con il Milan

L’ipotesi di un trasferimento di Tijjani Reijnders al Manchester City sta guadagnando notevole slancio oltremanica, con diversi importanti media inglesi che ora indicano come l’affare si stia rapidamente avvicinando alle sue fasi conclusive. Il centrocampista del Milan, protagonista di ottime prestazioni in Serie A, sarebbe l’obiettivo primario di Pep Guardiola per rinforzare il suo centrocampo in vista della prossima stagione.

Secondo un dettagliato articolo di “The Guardian Football” di oggi, intitolato “Manchester City Close in on Reijnders in Reported €70 Million Deal” (“Il Manchester City si avvicina a Reijnders per una cifra riportata di 70 milioni di euro“), le trattative tra i due club si sarebbero intensificate nelle ultime 48 ore. La testata suggerisce che il City abbia presentato un’offerta che il Milan sta trovando sempre più difficile da rifiutare, ritenuta essere nell’ordine dei 60 milioni di euro di base fissa, con ulteriori 10 milioni di euro in bonus legati alle prestazioni. L’articolo sottolinea l’ammirazione di Guardiola per la versatilità di Reijnders, la sua capacità di controllare il ritmo e il suo impressionante volume di gioco, vedendolo come un innesto perfetto per lo stile del City, basato sul possesso palla e sull’alta intensità.

Altre fonti inglesi riecheggiano sentimenti simili. “Sky Sports News” ha trasmesso servizi che discutono delle “trattative avanzate” del City per il nazionale olandese, con i loro reporter che suggeriscono come i termini personali non dovrebbero rappresentare un problema, dato che Reijnders è entusiasta all’idea di un trasferimento in Premier League. Gli opinionisti del canale hanno elogiato il potenziale acquisto come un “abile mossa di mercato” che aggiungerebbe ulteriore qualità e profondità a una squadra del City già formidabile. La narrativa complessiva della stampa britannica è quella di un imminente completamento, con l’aspettativa che un annuncio ufficiale possa essere fatto nei prossimi giorni, segnando un significativo colpo di mercato per il Manchester City e un sostanziale ritorno economico per il Milan.

Juve, ufficiale il riscatto di Kalulu: il comunicato dei bianconeri

Juve, ufficiale il riscatto di Pierre Kalulu: il difensore francese è un calciatore bianconero a titolo definitivo – il comunicato

Attraverso un comunicato pubblicato sul proprio sito ufficiale la Juve ha reso noto di aver riscattato Pierre Kalulu dal Milan. Contratto fino al 2029 per il francese, con i bianconeri che hanno sborsato 14,3 milioni di euro pagabili in tre esercizi più fino a un massimo di 3 milioni di bonus.

COMUNICATO – Un primo compleanno in bianconero da ricordare per Pierre Kalulu, difensore francese che oggi compie 25 anni e che, dopo la stagione in prestito, continuerà anche in futuro a vestire la maglia della Juventus. Il giocatore classe 2000, arrivato dal Milan la scorsa estate, si è ritagliato da subito un ruolo da protagonista nella retroguardia bianconera, raccogliendo complessivamente 39 presenze in questa annata e segnando un gol, nel match in trasferta a Bergamo contro l’Atalanta. In questi giorni impegnato con la Nazionale Francese, Kalulu tornerà poi a disposizione della squadra in vista degli impegni che attendono la Juventus nelle prossime settimane – pronto ad affrontare insieme al resto del gruppo l’avventura del Mondiale per Club negli Stati Uniti. Tanti auguri di buon compleanno, Pierre!

Arabia Saudita, c’è chi dice no: in tanti in questa sessioni hanno rifiutato i miliardi dei sauditi

Arabia Saudita: nonostante le offerte da capogiro c’è chi dice no: in tanti in questa sessione hanno declinato le sirene della Saudi Pro League

C’è chi dice no: come riportato da la Gazzetta dello Sport, nonostante gli ingaggi astronomici e le offerte miliardarie, diversi campioni del calcio mondiale hanno scelto di rifiutare l’Arabia Saudita per restare nel calcio d’élite. Bruno Fernandes, capitano del Manchester United, ha detto no a un quadriennale da 25 milioni netti l’anno e 80 milioni al club, spiegando: «Voglio rimanere al livello più alto e sono felice». Dopo un confronto con l’allenatore Ruben Amorim, la società e la famiglia, ha deciso di restare, motivato dalla passione e dalla voglia di competere ai massimi livelli. Stessa scelta per Theo Hernandez, che ha preferito continuare in Europa nonostante un’offerta da 18 milioni netti l’anno dell’Al Hilal, e per Mohamed Salah, che ha rifiutato un contratto da quasi mezzo miliardo per restare al Liverpool.

Il no ai petrodollari sauditi arriva anche da Kevin De Bruyne: l’asso belga ha rivelato di aver ricevuto un’offerta che gli avrebbe garantito, in un solo anno, più di quanto guadagnato in tutta la carriera. Eppure ha preferito ai petroldollari arabi il Napoli. Scelte che parlano di ambizione, voglia di competere e desiderio di rimanere nel calcio che conta davvero. La Saudi League, nonostante un portafoglio illimitato e l’arrivo di nomi importanti come Cristiano Ronaldo, non riesce ancora a conquistare tutti. Rimane una destinazione ricca, ma non ancora all’altezza dei massimi livelli sportivi.

Simone Inzaghi e Carlo Ancelotti, Aldo Cazzullo: «Hanno fatto scelte opposte, ma non esiste il buono e il cattivo. C’è però una forte differenza tra i soldi e i sogni…»

Simone Inzaghi e Carlo Ancelotti, scelte diverse dopo Inter e Real Madrid: il commento sui due tecnici di Aldo Cazzullo

Simone Inzaghi e Carlo Ancelotti hanno deciso di lasciare rispettivamente l’Inter e il Real Madrid. Per Inzaghi si profila un futuro dorato in Arabia Saudita, alla guida dell’Al Hilal, pronto a offrirgli un progetto ambizioso e risorse illimitate. Ancelotti, invece, ha ceduto al corteggiamento del Brasile, accettando la prestigiosa panchina della nazionale verdeoro. Le motivazioni dietro queste scelte appaiono diverse, ma accomunate dalla ricerca di stimoli inediti. Sul Corriere della Sera, con un pezzo in prima pagina, parla del tema Aldo Cazzullo, giornalista a tutto tondo, che spazia dalla politica alla storia e che segue il calcio, da appassionato e tifoso juventino dichiarato. Ecco l’incipit del suo articolo:

«Le due uscite di scena non potrebbero essere più diverse. L’anziano realizza il sogno di ogni bambino: andare al Mondiale, sia pure in panchina, come allenatore. Il giovane realizza il sogno di ogni adulto: diventare multimilionario. Qual è la scelta migliore? Ovviamente, non esiste risposta. Non c’è il buono e non c’è il cattivo, in questa come in molte altre storie. Carlo Ancelotti non lavora certo gratis, e Simone Inzaghi metterà certo anche in Arabia Saudita la passione che ha sempre dimostrato. Tuttavia la distanza fa una certa impressione». La conclusione fa pendere la bilancia a favore dell’ex madridista: «Noi ci limitiamo a dire che seguiremo l’ascesa del calcio arabo con l’interesse che merita, ma ai Mondiali, Italia a parte, tiferemo Brasile, con l’incanto di quando eravamo bambini».

Norvegia, Haaland e i suoi fratelli: il tridente fa paura, ma dietro è vulnerabile: e i precedenti sorridono agli Azzurri

La Norvegia si prepara alla sfida contro l’Italia: il tidente fa paura, ma dietro è fragile e i precedenti sorridono agli Azzurri

La Norvegia sogna il suo terzo Mondiale, ma la storia le ha sempre voltato le spalle. Dopo le apparizioni a USA ’94 e Francia ’98 guidate dal ct Elgin ‘Drillo’ Olsen, con due eliminazioni agli ottavi e un’unica vittoria celebre contro il Brasile, i vikinghi tornano a sperare grazie a una generazione mai così forte. A guidare il gruppo è Erling Haaland, 24 anni, il centravanti più devastante del pianeta, affiancato dall’imponente Alexander Sorloth e supportato da Martin Ødegaard, oggi leader dell’Arsenal. Il ct Ståle Solbakken, ex giocatore della Norvegia di Olsen, ha modellato un 4-3-3 d’attacco che cerca di fondere le verticalizzazioni del passato con un possesso più ragionato. Il talento non manca, ma come segnalato da la Gazzetta dello Sport la difesa è il tallone d’Achille: i centrali Ajer e Østigård (ex Serie A) restano i punti deboli.

Nonostante i nomi altisonanti, la Norvegia ha vissuto momenti difficili. Nel girone di Nations League ha rischiato grosso, con pareggi deludenti e una pesante sconfitta per 5-1 in Austria che ha messo a rischio la panchina di Solbakken. La svolta è arrivata grazie al pareggio tra Austria e Slovenia e alla vittoria per 5-0 contro il Kazakistan con tripletta di Haaland. Ora l’entusiasmo è tornato, da Oslo al Circolo Polare Artico, trainato anche dai successi europei del Bodo/Glimt. Ma le incognite restano, e anche se l’Italia è incerottata, gli scandinavi potrebbero scegliere un approccio più prudente, temendo le ripartenze degli Azzurri.

Italia e Norvegia si sono già incontrate in due Mondiali, ed è sempre finita male per i nordici. A Marsiglia nel ’98, un gol di Vieri eliminò la Norvegia agli ottavi (la scena entrò anche nel film “Così è la vita”). Ancora più celebre il precedente del ’94, quando l’espulsione di Pagliuca costrinse Sacchi a togliere Baggio per Marchegiani. In dieci, l’Italia vinse con Dino Baggio. In entrambe le edizioni, la Norvegia uscì solo per colpa degli Azzurri. E ora sogna la rivincita.

Italia, prove generali per la Norvegia: due difese diverse provate, Tonali e Raspadori le certezze

Italia al lavoro per la sfida di domani contro la Norvegia: Spalletti ha provato due terzetti difensivi diversi, in trequarti Tonali e Raspadori

L’Italia si prepara a una sfida decisiva contro la Norvegia a Oslo, con l’obiettivo di dare una svolta positiva al cammino verso il Mondiale 2026. Nonostante le difficoltà, tra infortuni e defezioni in difesa – ultima quella di Gabbia, sostituito da Rugani – e il dubbio su Kean, uscito acciaccato dalla partitella di rifinitura, Spalletti vuole una squadra coraggiosa e propositiva. Il commissario tecnico, come riportato da la Gazzetta dello Sport, punta su un baricentro alto e su un modulo offensivo, il 3-4-2-1, per tenere lontani gli scandinavi dalla nostra area e impedire a Haaland di diventare pericoloso. Fondamentali saranno il pressing nella metà campo avversaria, la qualità tecnica a centrocampo e la capacità delle mezzali di inserirsi. Spalletti pensa anche a un attacco dinamico, con Kean o Retegui terminale offensivo, e Tonali e Raspadori a supporto. La presenza di Barella e Rovella garantirà equilibrio in fase di contenimento, con movimenti fluidi che vedranno Tonali arretrare in fase di non possesso, mentre Raspadori sarà chiamato a partecipare al pressing.

In difesa, la situazione è ancora in evoluzione: nell’ultima seduta, il ct ha provato due terzetti diversi, uno con Gatti, Rugani e Ranieri, e uno con Di Lorenzo, Coppola e Bastoni. Quest’ultimo schieramento sembra avere più chance di partire titolare, ma resta l’allenamento odierno per eventuali aggiustamenti. Bastoni potrebbe anche essere spostato al centro con Ranieri a sinistra. Nonostante le tante assenze (Calafiori, Buongiorno, Scalvini, Comuzzo, Leoni, Acerbi), Spalletti mantiene alta la fiducia nei suoi, convinto che l’Italia possa imporsi anche contro una Norvegia galvanizzata dalle prime vittorie nel girone. Per evitare l’incubo di un terzo Mondiale consecutivo da spettatori, serve una prestazione all’altezza, che restituisca fiducia e punti. La sfida con Haaland e compagni è il primo grande banco di prova: servono testa, gambe e una mentalità da grande squadra.

Milan, porte girevoli: sirene inglesi per Maignan, si cerca di trattenerlo, ma si guardano anche le alternative

Il Milan alle prese con il problema Maignan: il portiere tentato dalla Premier League, Allegri e Tare cercano di convincerlo a rimanere, ma intanto…

Il Milan si trova a gestire una nuova grana di mercato: dopo la cessione lampo di Reijnders al Manchester City, ora è Mike Maignan a essere al centro dell’interesse del Chelsea. Come riportato da la Gazzetta dello Sport i Blues hanno messo gli occhi da tempo sul portiere francese, desiderato espressamente da Maresca, ma per ora non hanno ancora presentato un’offerta ufficiale. Tuttavia, Maignan sembra orientato a un addio e sta valutando seriamente il trasferimento. Il problema è la forbice tra domanda e offerta: il Milan chiede almeno 30 milioni, mentre il Chelsea vorrebbe chiudere a una cifra compresa tra i 15 e i 20, approfittando del fatto che il contratto del giocatore scadrà nel 2026. Non c’è fretta a Londra, che intende trattare solo alle proprie condizioni, ma nemmeno il Milan appare disposto a svendere uno dei suoi big.

Nel frattempo, la dirigenza rossonera e Allegri stanno cercando di convincere Maignan a restare, considerandolo – insieme a Leao – uno dei pilastri su cui ricostruire i rossoneri. Tuttavia, in caso di addio, il Milan si sta già muovendo per trovare un’alternativa. Il nome più caldo è quello di Mile Svilar della Roma, con cui c’è già stato un contatto. Il serbo, scontento del rinnovo proposto dal club giallorosso, ha incontrato i dirigenti milanisti e ha ricevuto l’approvazione di Allegri. Il suo contratto scade nel 2027, ma la Roma potrebbe cederlo a fronte di un’offerta congrua. In alternativa, il Milan tiene d’occhio anche Elia Caprile, rientrato al Napoli dopo il prestito al Cagliari, che difficilmente eserciterà il diritto di riscatto.

Juve, riscatto Kalulu e tutto su David: ecco le prime mosse di mercato dei bianconeri

Juve al lavoro sul mercato: il riscatto di Kalulu la priorità e in attacco si vuole affondare su Jonathan David, svincolatosi dal Lille

La prima giornata operativa da direttore generale della Juve di Damien Comolli alla Continassa ha avuto un duplice valore: completare le formalità lasciate in sospeso e individuare con lucidità le priorità tecniche e strategiche. In attesa della nomina ufficiale del nuovo direttore sportivo, Comolli ha avviato contatti diretti con Igor Tudor e pranzato con Chiellini, delineando un metodo di lavoro condiviso. Come riportato da Tuttosport il nuovo dg ha ereditato il lavoro avviato da Giuntoli e lo ha tradotto subito in un atto concreto: il riscatto di Pierre Kalulu dal Milan per una cifra complessiva fino a 17 milioni di euro. Il difensore francese, già prezioso nell’ultima stagione, sarà parte integrante del nuovo progetto juventino.

Il mercato resta centrale e, al di là delle mosse più strutturate da definire in tandem con allenatore e nuovo ds, alcune trattative non possono attendere. Una di queste riguarda Jonathan David. L’attaccante canadese, svincolato di lusso dopo l’esperienza al Lille, è da tempo nel mirino della Juve, che vorrebbe evitare di disperdere quanto seminato da Giuntoli. La proposta è importante: un contratto da 5 milioni netti l’anno più un bonus alla firma tra i 7 e gli 8 milioni. Il Napoli, finora in vantaggio, ha rallentato, e la Juventus si è inserita con decisione, pur senza ancora chiudere.

David, da parte sua, si è espresso chiaramente: vuole definire il proprio futuro prima dei ritiri estivi, per ambientarsi e prepararsi al meglio. Intanto lo attende la Gold Cup con il Canada. Il profilo della Juve lo intriga, in quanto club competitivo e con ambizioni reali, ma non ci sono ancora intese definitive. La scelta arriverà a breve, e nelle sue parole si coglie la voglia di un progetto vincente: «Tutto può succedere. Bisogna solo essere preparati».

Napoli, nuovo affondo su Ndoye e non solo: Manna guarda con attenzione alla ‘via Emilia’

Napoli alla ricerca di rinforzi sulla ‘via Emilia’ tra Parma e Bologna: Ndoye l’obiettivo numero uno, poi Bonny per l’attacco, mentre nel reparto arretrato…

Il Napoli si muove con cautela ma decisione sul mercato, con il direttore sportivo Manna impegnato a valutare con attenzione le prime fasi della campagna acquisti. Due i nomi caldi lungo la “Via Emilia” secondo il Corriere dello Sport: Ange-Yoan Bonny, giovane centravanti del Parma valutato circa 25 milioni, e Dan Ndoye, esterno offensivo del Bologna che ha ben impressionato nella scorsa stagione con 9 gol e 6 assist in tutte le competizioni, compreso quello segnato al Milan in finale di Coppa Italia. Conte lo apprezza per la sua duttilità tattica, la capacità di agire su entrambe le fasce e il lavoro in entrambe le fasi di gioco. Già cercato a gennaio, Ndoye ha guadagnato centralità nelle strategie estive del Napoli, anche perché il Bologna sembra ormai pronto a cederlo. Il club azzurro è consapevole dei costi elevati ma punta a chiudere in tempi utili.

Parallelamente, si monitora il difensore Beukema e si lavora su più fronti: con il Parma, oltre a Bonny, si è discusso anche del giovane portiere Zion Suzuki, 22 anni, giapponese di nazionale ma nato negli Stati Uniti, profilo futuribile da affiancare (o alternare) a Meret. In uscita, invece, Giovanni Simeone è seguito da Genoa e Torino. Infine, il Napoli guarda anche verso Torino, dove ha messo gli occhi su Fabio Miretti: 21 anni, reduce da un prestito al Genoa, centrocampista duttile cresciuto nella Juventus Next Gen. Conosciuto bene da Manna, è un giocatore con buone doti offensive (3 gol e 3 assist) e capace di adattarsi a più ruoli in mezzo al campo. Anche su questo fronte la concorrenza non manca, ma il Napoli resta vigile e pronto ad affondare il colpo.

Fabregas Inter, ore decisive: oggi summit tra tecnico e Como, in caso di esito negativo ecco le alternative

Ore decisive per la pachina dell’Inter: Fabregas è l’indiziato numero uno, ma va abbattuto il muro comasco; intanto i nerazzurri preparano il piano B

Cesc Fabregas è sempre più al centro del progetto Inter, che lo ha individuato come prima scelta per raccogliere l’eredità di Simone Inzaghi. Dopo l’addio del tecnico piacentino, volato in Arabia Saudita, i nerazzurri guardano con decisione all’attuale tecnico del Como. Oggi sarà una giornata cruciale: il catalano incontrerà la dirigenza del club lariano per capire se ci siano margini per liberarsi dal contratto che lo lega al Como fino al 2028. In caso di esito positivo, l’Inter è pronta a ufficializzarlo già nelle prossime 24 ore. A rafforzare l’ottimismo nerazzurro, come riportato da la Gazzetta dello Sport, c’è un colloquio informale avvenuto ieri sera a Londra tra il d.s. Piero Ausilio e Fabregas, nel contesto di un convegno, che ha lasciato trapelare segnali incoraggianti, pur senza alcuna certezza definitiva. Anche se pubblicamente, nella stessa occasione, Fabregas e il presidente del Como, Mirwan Suwarso, hanno ribadito il loro impegno reciproco per un progetto a lungo termine, dietro le quinte qualcosa si sta muovendo: i dirigenti del Como avrebbero infatti già avviato sondaggi per eventuali alternative in panchina.

L’Inter ha fretta: il raduno della squadra è fissato per lunedì e mercoledì si parte per Los Angeles, dove i nerazzurri parteciperanno al Mondiale per club. Marotta vuole chiudere entro il weekend, anche per una questione d’immagine. Il club non vuole presentarsi in California con un allenatore ad interim, e punta tutto su Fabregas per un progetto ambizioso e duraturo. In caso di fumata nera, restano in piedi due sole alternative: Patrick Vieira e Cristian Chivu, soluzioni considerate di riserva ma comunque affidabili. Ora la palla è nei piedi dell’ex regista di Barça e Arsenal: deve decidere se salire sull’ottovolante nerazzurro già quest’estate o rimandare il grande salto al 2026.

Le prime pagine sportive nazionali – 5 giugno

Le prime pagine dei quotidiani sportivi di oggi in edicola: Tuttosport, Corriere dello Sport e La Gazzetta dello Sport. I dettagli

Sono decine di migliaia le copie vendute tutte le mattine in edicola, ma un’anteprima dei principali contenuti può essere consultata già dalla sera precedente. Ecco, allora, le prime pagine dei Quotidiani Sportivi di oggi in edicola. Tuttosport, Corriere dello Sport e La Gazzetta dello Sport rappresentano i principali quotidiani sportivi in Italia. Punto di riferimento ogni giorno tanto per gli addetti ai lavori quanto per gli appassionati.

De Bruyne Napoli: cosa manca per l’ufficialità dell’ex City? Le ultimissime sull’affare di mercato

De Bruyne Napoli: cosa manca per l’ufficialità dell’ex City? Le ultimissime su grande colpo di mercato dei partenopei

Il Napoli è vicino a un colpo di mercato di altissimo livello con Kevin De Bruyne, ma resta da sistemare un aspetto fondamentale: i diritti d’immagine. Il club azzurro, noto per la sua attenzione su questo tema, sta lavorando con gli agenti del giocatore per trovare un accordo definitivo. Le ultime sull’affare raccolte da Di Marzio:

LE ULTIME – Calciomercato Napoli, restano da sistemare alcuni dettagli sui diritti d’immagine per De Bruyne.

Simone Inzaghi è il nuovo allenatore dell’Al Hilal: arriva l’ufficialità del club saudita – VIDEO

Simone Inzaghi è il nuovo tecnico dell’Al Hilal: arriva anche l’ufficialità dell’ex Inter del club saudita attraverso un VIDEO

Simone Inzaghi è stato annunciato ufficialmente come nuovo allenatore dell’Al Hilal. L’ex tecnico dell’Inter ha firmato un contratto biennale con il club saudita, assicurandosi un ingaggio di 26 milioni di euro a stagione.

Dopo i successi ottenuti in Italia, Inzaghi si prepara a una nuova avventura in Medio Oriente, dove guiderà una delle squadre più prestigiose della Saudi Pro League. Il suo arrivo è visto come un passo importante per il progetto ambizioso dell’Al Hilal, che punta a dominare la scena calcistica nazionale e internazionale.

Calciomercato Lazio, i biancocelesti non mollano Junior Firpo: c’è concorrenza in Serie A, i dettagli

Calciomercato Lazio, i biancocelesti non mollano Junior Firpo: concorrenza di una squadra in Serie A, i dettagli e le ultimissime

La Lazio è al lavoro sul mercato per definire il futuro di Nuno Tavares e Luca Pellegrini. Nel frattempo, il ds Fabiani monitora da tempo Junior Firpo, terzino del Leeds, prossimo alla scadenza contrattuale.

Tuttavia, secondo il Corriere dello Sport, il club biancoceleste dovrà affrontare la concorrenza del Milan per assicurarsi il giocatore. Una situazione da seguire attentamente, anche in virtù dei due cambi in panchina delle due squadre di Serie A.

Fabregas Inter, sarà decisivo l’incontro di giovedì! Il Como resta fermo nella sua posizione, ora la palla passa al tecnico

Fabregas Inter, sarà decisivo l’incontro di giovedì! Il Como è fermo nella sua decisione, adesso la palla passa al tecnico spagnolo

Dopo i primi colloqui avvenuti in serata, la trattativa tra Cesc Fabregas e l’Inter resta aperta, ma ancora lontana dalla conclusione. Il Como, club attuale del tecnico spagnolo, mantiene una posizione ferma e non ha ancora dato il via libera all’operazione, rendendo incerta la possibile svolta. Lo riporta Fabrizio Romano su X.

L’Inter, che vede in Fabregas un profilo ideale per il futuro della squadra e per sostituire Simone Inzaghi, attende con interesse il prossimo incontro, previsto per giovedì, quando le parti si riuniranno per prendere una decisione definitiva. Il nodo principale resta il consenso del Como, che al momento non sembra intenzionato a lasciar partire il proprio allenatore.

Ora tutto dipende da Fabregas, chiamato a un ruolo chiave nelle negoziazioni. Il tecnico spagnolo dovrà valutare la situazione e decidere il prossimo passo della sua carriera. Giovedì potrebbe essere la giornata della svolta.

Cristiano Ronaldo infinito: 937 gol in carriera! Il portoghese è sempre più una leggenda senza tempo

Cristiano Ronaldo nella storia: 937 gol in carriera! Il portoghese è sempre più una leggenda senza tempo

Cristiano Ronaldo continua a riscrivere la storia del calcio. A 40 anni, l’attaccante portoghese ha raggiunto l’incredibile traguardo di 937 gol in carriera, dimostrando che il tempo non ne scalfisce la grandezza. Nonostante l’età, il fuoriclasse di Madeira resta uno dei pilastri della nazionale portoghese, guidandola con esperienza e talento.

Dai primi passi con lo Sporting Lisbona ai successi con Manchester United, Real Madrid e Juventus, Ronaldo ha sempre saputo reinventarsi, mantenendo livelli di performance straordinari. Oggi, con l’Al-Nassr e la nazionale portoghese, continua a segnare con una regolarità impressionante, aggiungendo nuovi capitoli alla sua leggendaria carriera.

Infortunio Cavani, Boca Juniors in ansia: l’attaccante salta il Mondiale per Club? Tutti gli aggiornamenti

Infortunio Cavani, Boca Juniors in ansia: l’attaccante non ce la fa per il Mondiale per Club? Tutte le ultime notizie sull’ex Napoli

Edinson Cavani è in forte dubbio per il Mondiale per Club a causa di uno strappo al polpaccio destro. L’attaccante del Boca Juniors, fermo dal 20 maggio, ha giocato solo 33 minuti nell’ultimo mese e mezzo e continua ad allenarsi separatamente.

Nella migliore delle ipotesi, potrebbe tornare in gruppo il 9 giugno, appena una settimana prima della sfida contro il Benfica, rendendo improbabile il suo impiego. Il Boca spera però di averlo a disposizione per la seconda partita del girone contro il Bayern Monaco, in programma il 20 giugno.

Mercato Milan, Tare al lavoro per risolvere la grana di un top player! Decisione ormai chiara, le ultime

Mercato Milan, il ds rossonero Igli Tare al lavoro per risolvere la grana di un top player! Decisione precisa, le ultimissime

Arriva un importante aggiornamento fornito da Nicolò Schira, giornalista esperto di calciomercato, sul proprio profilo di X in merito ai movimenti del mercato del Milan: le ultimissime

IL PUNTO– «Sarà Theo Hernandez a scegliere la soluzione ideale per il suo futuro. Altrimenti – senza club graditi – il terzino francese è disposto pure a restare al Milan fino al termine del contratto, andando via a scadenza. Milan invece punta a venderlo quest’estate. Braccio di ferro».

Sampdoria, ecco il comunicato dei legali di Luca Silvani: «In relazione al servizio de Le Iene…». I dettagli

Sampdoria, ecco di seguito il comunicato dei legali di Luca Silvani, dopo il servizio andato in onda da Le Iene. La nota

Ecco il comunicato dei legali del Responsabile del Settore Giovanile della Sampdoria Luca Silvani, Irene Rebora e Stefano Bertone, sul servizio mandato in onda da Le Iene su italia 1. I dettagli:

LA NOTA – “In relazione al servizio andato in onda durante l’ultima puntata della trasmissione di Italia 1 “Le lene’, il Dottor Luca Silvani, responsabile del settore giovanile, per il tramite dei suoi Legali di fiducia, ritiene doveroso esprimere in modo chiaro la propria estraneità ai fatti cosi come riportati all’interno del servizio, nonché a qualsiasi condotta antisportiva ed in ogni caso non conforme con i principi di correttezza e trasparenza che devono informare il mondo dello sport, in particolare quello giovanile.

La ricostruzione diffusa – nel particolare modo in cui è stato montato il servizio ed accostato alla vicenda concernente Salvatore Bagni – è assolutamente tendenziosa e nulla ha a che vedere con la realtà dei fatti. Il servizio è basato su un’interpretazione distorta di messaggistica istantanea, relativa anche ad altre posizioni regolarmente inquadrate e che nulla hanno a che vedere con questa operazione.

Il Dottor Silvani, come peraltro si evince chiaramente dal servizio mandato in onda, non ha mai autorizzato, sottoscritto o approvato alcun tipo di accordo che, direttamente o indirettamente, collegasse il tesseramento del calciatore Emanuele Profeti con una presunta sponsorizzazione, peraltro mai avvenuta.

Il Dottor Silvani declina ogni coinvolgimento e responsabilità in una vicenda che non lo riguarda per nulla, dal momento che il suo ruolo è stato solo ed esclusivamente quello di seguire un normale tesseramento, senza che ci sia stato nessun accordo preliminare con altri soggetti, né un collegamento fra tesseramento e sponsorizzazione, tanto è vero che quest’ultima, anche laddove fosse andata in porto, sarebbe ovviamente passata tramite gli uffici preposti, circostanza che emerge dalle stesse parole di Silvani nel corso del video mandato in onda.

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Paquetà, a breve la sentenza per il caso scommesse in Premier League: ecco cosa rischia!

Caso Paquetà: a breve il verdetto sul caso scommesso che ha coinvolto il calciatore: ecco cosa rischia il brasiliano ex Milan

Il ‘caso Paquetà’ vive una fase cruciale: l’udienza disciplinare sulla presunta violazione delle norme sulle scommesse da parte del centrocampista brasiliano si è da poco conclusa, e si attende ora il verdetto che potrebbe segnare profondamente la sua carriera. Lucas Paquetà, ex Milan e attualmente al West Ham, è accusato dalla Football Association inglese di aver cercato intenzionalmente ammonizioni durante le partite per trarne un guadagno illecito. L’udienza, iniziata a marzo, si è chiusa dopo diversi giorni di dibattimento e, come riportato dal Daily Mail, la sentenza potrebbe arrivare entro quattro-otto settimane. In caso di condanna, Paquetà rischia perfino la squalifica a vita, una prospettiva che pone in serio dubbio il suo futuro nel calcio professionistico.

Il West Ham, proprietario del cartellino del giocatore, ha spinto per una rapida conclusione del procedimento, consapevole delle ripercussioni che l’indagine sta avendo sul rendimento e sulla serenità di Paquetà. Il tecnico degli Hammers, Graham Potter, ha recentemente dichiarato che il brasiliano è in difficoltà a causa dei ritardi e dello stress legato alla vicenda. La situazione personale di Paquetà è stata anche espressa pubblicamente dalla moglie Maria Eduarda Fournier, che ha parlato di un “incubo” vissuto dalla famiglia. Sul campo, le tensioni sono emerse in momenti intensi come quando il giocatore si è commosso dopo un’ammonizione in una partita contro il Tottenham. L’esito dell’udienza influenzerà inevitabilmente le scelte di mercato del West Ham in vista della sessione estiva, che attendono con ansia di poter definire una strategia chiara per il futuro di Paquetà e della squadra.

Juve, ecco la prima giornata di Comolli da direttore generale dei bianconeri: ecco i temi sul tavolo

Juve, iniziata l’epoca Comolli: primo giorno alla Continassa per il dirigente francese, nuovo direttore generale dei bianconeri

È ufficialmente iniziata l’era Comolli alla Juve. Il nuovo direttore generale bianconero è arrivato questa mattina alla Continassa, dove ha subito iniziato a muoversi su più fronti. Dopo aver salutato i dipendenti, Comolli ha avuto un breve colloquio con l’allenatore Igor Tudor, rimandando a un confronto più approfondito nei prossimi giorni. Per il momento, la chiamata del presidente Elkann a Tudor ha fatto sentire al tecnico la fiducia del club, aumentando così le possibilità che l’allenatore rimanga alla guida della squadra anche nella prossima stagione. Il pranzo insieme a Giorgio Chiellini e al presidente Ferrero ha rappresentato un momento di coesione interna e di rilancio della nuova gestione.

Secondo quanto riportato da La Gazzetta dello Sport, tra le priorità di Comolli ci sono i nodi di calciomercato, in particolare la situazione dell’attacco. Al centro dell’attenzione ci sono i casi di Randal Kolo Muani e Dusan Vlahovic. Il nuovo dg vuole riaprire il dialogo con Vlahovic per un possibile rinnovo, complicato finora dall’ingaggio da 12 milioni percepito dal serbo. Un elemento che potrebbe influire sulle decisioni sarà anche l’esito del Mondiale per Club, che potrebbe cambiare gli equilibri tecnici e finanziari della rosa. Inoltre, Comolli ha manifestato interesse per il profilo di David, altro obiettivo di mercato seguito con attenzione. Infine, è attesa a breve la nomina del nuovo direttore sportivo, che rappresenterà un tassello fondamentale per completare la nuova struttura gestionale del club e supportare Comolli nelle scelte strategiche.

Venezia, Di Francesco ancora sulla panchina dei lagunari? La dirigenza vuole confermarlo, mentre il tecnico…

Venezia, dubbi sulla panchina dei lagunari in vista della prossima stagione: la società spinge per la conferma di Di Francesco, lui riflette

Il Venezia sta pianificando la prossima stagione in Serie B dopo la retrocessione e il primo nodo da sciogliere riguarda la guida tecnica. Al momento l’allenatore è ancora Eusebio Di Francesco, che la società vorrebbe confermare sulla panchina arancioneroverde. Tuttavia, la scelta finale spetta al tecnico, che ha chiesto tempo per riflettere sul proprio futuro. Come riportato da Trivenetogoal.it, questa mattina si è tenuto un incontro definito positivo tra Di Francesco e il direttore sportivo Filippo Antonelli. Il confronto è stato approfondito, ma non risolutivo: l’allenatore ha posto alcune condizioni legate al progetto tecnico e ha preso ulteriore tempo per valutare le garanzie offerte dal club.

La decisione definitiva è attesa nel weekend. Lo stesso Antonelli, nella conferenza stampa successiva alla retrocessione, aveva spiegato che il contratto biennale con Di Francesco era stato firmato senza vincoli legati alla permanenza in Serie A: «Metabolizziamo quanto successo, parliamo con il Comitato e poi parliamo con Di Francesco, ma di certo il suo futuro non è mai stato legato al risultato». Le prossime ore saranno quindi decisive per capire se il tecnico abruzzese guiderà ancora i lagunari nella stagione 2025/26.

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