Pagina 842 – Calcio News 24

Modric, De Bruyne e Dzeko: la Serie A sceglie la nostalgia e l’usato garantito

In Serie A le squadre scelgono l’usato garantito, l’esperienza e l’effetto nostalgia: Modric, De Bruyne e Dzeko; intanto i giovani…

Reijnders ha salutato Milano, Kvaratskhelia è diventato Campione d’Europa lontano da Napoli. In Italia i talenti brillano per poco, mentre gli over 30 vengono accolti con entusiasmo da trionfo assicurato. Nel 2025/26 Luka Modric vestirà rossonero, Kevin De Bruyne guiderà il centrocampo del Napoli campione, Edin Dzeko è conteso da Bologna e Fiorentina. Cosa li accomuna? Oltre a una k nel nome o nel cognome e a carriere decorate di trofei, soprattutto la carta d’identità. De Bruyne compirà 34 anni a fine giugno, Dzeko andrà per i 40 a marzo, Modric li festeggerà a settembre. Sono i nuovi totem della Serie A, campionato che sembra preferire le storie da tramonto romantico alle scommesse sul futuro. Nessuno mette in discussione il valore tecnico e umano di De Bruyne e Modric: due leggende viventi, due registi che hanno ridisegnato il ruolo, portando Manchester City e Real Madrid nell’olimpo europeo. Ma il fatto che la Serie A si affidi sistematicamente a stelle al crepuscolo dice molto del suo orizzonte.

C’è un evidente fascino per il nome, per il ricordo, per l’icona. Dzeko? “Usato sicuro”, dopo aver trascinato Roma e Inter. Modric? L’ennesimo ex Real Madrid a cui affidare i ritmi del centrocampo. De Bruyne? Un colpo da titolo, ma anche una scommessa fisica, considerando gli ultimi infortuni. Nel frattempo, chi prova a emergere – vedi Reijnders – è pronto a fare le valigie, spesso senza lasciare segni indelebili. E chi invece esplode, come Kvaratskhelia, rischia di andarsene nel pieno della carriera per vincere altrove. Il dato è chiaro: in Serie A si costruisce poco e si raccoglie tardi. I club preferiscono l’usato garantito, magari per vincere subito o per tenere alto il morale della piazza. I giovani? Fanno panchina, oppure rendono bene per due stagioni prima di volare in Premier o in Bundesliga. Il caso dei tre “vecchi” illustri ne è la prova. Il calcio italiano continua ad alimentarsi di nomi, di curriculum, di memoria. Una scelta comprensibile, forse inevitabile. Ma che rischia di allontanare sempre più la Serie A da un modello virtuoso e sostenibile. Finché i fuoriclasse resteranno attratti dal nostro calcio, sarà facile esultare. Ma quanto durerà?

De Laurentiis Napoli: «De Bruyne, ecco come ci siamo arrivati; giocare in maniera chiara il mio modus vivendi, a differenza di una certa squadra del nord»

Le parole di Aurelio De Laurentiis alla presentazione del ritiro estivo del Napoli: «É stato un bel campionato, squadre deboli? Falso»

Aurelio De Laurentiis ha presentato ufficialmente i due ritiri estivi del Napoli, previsti dal 17 al 27 luglio a Dimaro Folgarida e dal 30 luglio al 14 agosto a Castel di Sangro. L’evento si è tenuto a Palazzo Petrucci, alla presenza della stampa, e ha rappresentato l’occasione per fare il punto sulla stagione appena conclusa con lo storico quarto Scudetto e sulle prospettive future, tra cui il calciomercato e l’operato di Antonio Conte.

MERITO DI CONTE SE SIAMO ARRIVATI FINO IN FONDO – «Le cose quest’anno non sono andate benissimo, sono andate di lusso. Conte ha avuto la grande capacità di far fronte a tutti quegli incidenti che possono capitare e a noi ne sono capitati tanti. E’ sempre stato all’altezza della situazione, ha sempre risolto anche quei problemi che pensavamo potessero essere di difficile risoluzione. Merito a lui se siamo arrivati fino in fondo».

E’ STATO UN BEL CAMPIONATO – «Qualcuno quest’anno ha detto che i club erano deboli. Falso, falsissimo. Il campionato era bello, con un Bologna forte, una Lazio molto forte, una Roma che con l’arrivo di Ranieri è stata da titolo. Il punteggio non conta, in Europa non ne ho visti di enormi e noi siamo anche riusciti a fare 91 punti senza vincere. E’ stato un campionato della Madonna, con tutto il rispetto della Madonna».

E’ STATO UN BEL CAMPIONATO – «Qualcuno quest’anno ha detto che i club erano deboli. Falso, falsissimo. Il campionato era bello, con un Bologna forte, una Lazio molto forte, una Roma che con l’arrivo di Ranieri è stata da titolo. Il punteggio non conta, in Europa non ne ho visti di enormi e noi siamo anche riusciti a fare 91 punti senza vincere. E’ stato un campionato della Madonna, con tutto il rispetto della Madonna”.

IL CALCIO E’ IN CRISI – «Le istituzioni calcistiche non si sono rese conto che il calcio è in crisi. Se in Inghilterra, dove c’è il campionato più ricco, si perdono 750 milioni di sterline l’anno allora vuol dire che c’è qualcosa che non funziona. Gli stati generali del calcio andrebbero aperti per chiarire che non stiamo lì a fare il teatrino degli altri».

PRIMA DI UN MESE NON SAPREMO NULLA DI MERCATO – «Non mi fate domande sul mercato, prima di un mese non ne sapremo nulla. Ogni giorno si scrive che stiamo comprando cinquanta giocatori ed io quando leggo mi faccio tante risate. Nelle ultime settimane tutti i giocatori li ha comprati il Napoli».

LA JUVE NON SEMPRE HA GIOCATO IN MODO CHIARO – «L’obiettivo dopo due Scudetti in tre anni? Non faccio mai pronostici, portano iella. Ho letto stamani su ‘Il Mattino’ che noi e la Juventus siamo stati quelli che negli ultimi dieci anni hanno raggiunto sempre i massimi livelli con una certa costanza. Poi quella del nord è una squadra che non ha sempre giocato in maniera chiara, mentre vi assicuro che il Napoli ha sempre giocato in maniera chiara, è il mio modus vivendi».

L’OPERAZIONE DE BRUYNE NATA TRE MESI FA – «L’operazione De Bruyne è nata tre mesi fa. E’ un fuoriclasse, lo sappiamo e sappiamo anche che ha una certa età. Parliamo di un tassello di inserire in una squadra che va potenziata perché la prossima stagione dovremo affrontare quattro competizioni. Ci saranno parecchie aggiunte, è un fatto matematico. A noi piace lavorare bene e non lasciare nulla al caso. Abbiate fiducia».

NON SI POSSONO AVERE SUBITO TUTTI A DISPOSIZIONE – «Anche io vorrei avere subito tutti i giocatori a disposizione, però ci sono due problemi: se vuoi spendere un 30% di più puoi anche cercarli di definire domattina, se invece vai ad una negoziazione e c’è concorrenza, è normale che la controparte provi a fare i suoi interessi. Non va nemmeno dimenticato che c’è un Mondiale per Club con 32 squadre e quindi se i nostri occhi si posassero alcuni giocatori di queste squadre, poi devi garantire loro alcune settimane di riposo anche per evitare che accadano degli incidenti. Non va desiderata la donna d’altri, ma tutti gli altri desideri li possiamo inseguire».

IL SISTEMA CALCIO E’ MALATO – «Siamo come pugili suonati che salgono sul ring senza sapere che stiamo morendo. Poi si fa il Mondiale per Club, una Champions con quattro partite in più senza fare in modo che ci sia corretta competitività all’interno del campionato e si va avanti così. Questo perché sono le istituzioni che devono sopravvivere, lasciando morti per strada. Bisogna avere le procure nelle mani non dei procuratori ma delle società. I contratti devono essere portati a otto anni in Italia e poi abbiamo il grosso problema degli stadi, ma se non togliamo le sovrintendenze e la Corte dei Conti e non diamo mano libera a chi vuole investire, non ne verremo mai a capo. Quanti stadi non sono concepiti per poter partecipare in maniera positiva alla partita di calcio. Il PSG ha totalmente a disposizione lo stadio di Parigi a fronte di un affitto da un milione e noi invece dobbiamo restituirlo un giorno dopo un evento. E’ una cosa che fa tutta la differenza del mondo. Il sistema calcio è malato, lo dimostra che il fatto che anche l’Inghilterra sia in sofferenza. In tutta Europa ci dovremmo fermare. Se c’è un campionato nel quale vince lo stesso, vuol dire che non funziona. Io quest’anno ho speso circa 300 milioni, poi arrivano squadre dalla Serie B che mi chiedono il giocatore in prestito e magari con metà stipendio pagato e a quel punto mi chiedo cosa sono venuti a fare in Serie A? Per fare un campionato competitivo servono delle credenziali, se non le hai come pensi di poter competere. Ci sono troppe partite».

CONTRARIO ALLE LUNGHE TRASFERTE – «Mi sono sempre opposto a lunghe trasferte, ne ho fatta una negli Stati Uniti e me ne sono pentito. Siamo stati in Irlanda, Inghilterra e Germania, ma poi mi sono detto che le partite si giocano nella seconda parte del ritiro perché c’è già benzina nelle gambe e sono arrivati i nuovi giocatori. Quindi ho cercato di portare squadre europee pagando loro le trasferte, anche a Castel di Sangro».

NON VENDO IL NAPOLI NEMMENO PER 2,5 MILIARDI – «Il valore del Napoli è di oltre un miliardo? Non mi sono mai preoccupato della cosa. Fino a che vivrà cercherò di mantenere il Napoli, poi saranno i miei figli a decidere e se vorranno cederlo lo faranno. Nel 2017-2018 mi offrirono 900 milioni di dollari, ma io non lo venderei nemmeno per 2,5 miliardi. Il Napoli si identifica con l’idea di napoletanità e finché potremo rappresentare questa idea noi andremo avanti».

Pallone d’oro, Deschamps e Konaté fanno il tifo per Dembele: «La sfida con la Spagna di Yamal può dare qualche risposta»

Pallone d’Oro, Deschamps e Konatè fanno il tifo per il connazionale Ousmane Dembelé dopo la vittoria della Champions League

Alla vigilia della semifinale di Nations League tra Francia e Spagna, in programma giovedì, Didier Deschamps e Ibrahima Konaté hanno parlato in conferenza stampa da Clairefontaine. Al centro dell’attenzione, le quotazioni per il Pallone d’Oro di Ousmane Dembélé, fresco vincitore della Champions League con il PSG proprio davanti allo spagnolo Lamine Yamal.

DESCHAMPS – SUL TIFO PER DEMBÉLÉ – «Ovviamente faccio il tifo per Ousmane! Sicuramente è qualcosa che vi diverte a livello mediatico, ma non è qualcosa a cui penso».

DESCHAMPS – SULLA LOTTA PER IL PALLONE D’ORO – «La Nations League può fornire alcuni elementi di risposta, anche il Mondiale per club. Non parlerò di Yamal, sarebbe metterlo in contrapposizione con Ous. Se devo scegliere, dico Ous al 100%. C’è questo Final Four che può contare o meno… Con la sua stagione, Ousmane lo merita!».

KONATÉ – SULLA SFIDA CON LA SPAGNA – «Incontro decisivo per il Pallone d’Oro tra lui e Yamal? Non lo so, è illogico voler rimettere tutto in discussione per la partita di giovedì».

KONATÉ – SU DEMBÉLÉ E YAMAL – «Quello che ha fatto Ousmane questa stagione è eccezionale. Dite che merita il Pallone d’Oro, punto e basta».

KONATÉ – SUL TALENTO DI YAMAL – «Bisogna sottolineare il talento di Yamal, non so nemmeno se Messi faceva queste cose alla sua età, ma non si può dire che tutto si deciderà giovedì».

Spettatori stadi: Serie A in crescita dietro a Germania e Inghilterra; risultato sorprendente dell’Unipol Domus

Spettatori stadi, l’analisi della stagione appena compiuta: la Serie A cresce alle spalle di Premier League e Bundesliga

La stagione 2024/25 conferma la Premier League come il campionato europeo con la media spettatori più alta: 40.476 tifosi a partita, seguita dalla Bundesliga con 38.655. La Serie A consolida la sua crescita superando per il secondo anno consecutivo i 30mila spettatori di media (30.824), e si piazza davanti a La Liga (30.016) e alla Ligue 1 (27.948). È quanto emerge dai dati diffusi da Calcio e Finanza, elaborati a partire da cifre ufficiali di club e leghe estere. In termini di riempimento degli stadi, il campionato italiano compie un ulteriore salto in avanti, raggiungendo il 92,4% di capienza media, appena dietro Bundesliga (97%) e Premier League (97,9%), ma davanti a La Liga (81%) e Ligue 1 (86,7%). Rispetto alla scorsa stagione, il tasso di riempimento della Serie A è cresciuto del +11,6%, a fronte di una stabilità o di cali negli altri tornei principali.

A livello di club, il Borussia Dortmund domina per presenze allo stadio con una media di 81.365 tifosi, davanti al Bayern Monaco (75.000) e al Manchester United (73.815). Seguono Real Madrid (72.692) e Milan (71.545), con Inter (70.124) e Roma (62.625) a completare la presenza italiana nella top 10. Allargando la classifica alle prime venti squadre per affluenza, si contano sette club della Premier League, sei della Bundesliga, tre di Serie A, tre di Liga e due di Ligue 1. Per tasso di riempimento, invece, la Bundesliga resta leader con cinque squadre al 100% e quattro al 99%. Tra le italiane, la più efficiente è il Cagliari (97,95%), seguito dal Como (97,15%), rispettivamente al 28° e 33° posto in Europa.

Casino non AAMS per tifosi: come il calcio incontra l’adrenalina del gioco

Per i veri tifosi, la passione per il calcio non si esaurisce al triplice fischio. L’adrenalina vissuta allo stadio o davanti allo schermo spesso spinge a cercare esperienze altrettanto coinvolgenti anche nel tempo libero. Ecco perché molti appassionati si avvicinano oggi ai casino non AAMS, piattaforme online che offrono un’alternativa dinamica e sicura per continuare a vivere l’emozione del gioco anche fuori dal campo.

In questo articolo scopriremo perché questi casino attirano sempre più fan italiani, quali opportunità offrono rispetto ai siti ADM e come scegliere un ambiente di gioco responsabile e adatto alle proprie esigenze.

Sport e adrenalina: un binomio naturale

Il mondo dello sport e quello del gioco condividono da sempre un elemento chiave: l’adrenalina. Che si tratti di una partita decisiva allo stadio o di una giocata al tavolo verde, la scarica di emozioni è ciò che coinvolge i tifosi e li spinge a vivere ogni esperienza con passione.

Per gli appassionati di calcio, seguire la propria squadra non è soltanto una questione di tifo, ma un vero e proprio stile di vita. In attesa del prossimo match o per celebrare una vittoria, molti cercano forme di svago che richiamino l’adrenalina del campo.

In questo contesto, i casino non AAMS rappresentano per molti una naturale estensione di questo desiderio di emozioni. Proprio come durante una partita, ogni giro di roulette o ogni mano di poker porta con sé incertezza, strategia e il brivido della possibilità.

È per questo che oggi sempre più fan del calcio italiano scelgono queste piattaforme per vivere momenti di intrattenimento paralleli alla loro passione sportiva. L’esperienza di gioco, quando vissuta con consapevolezza, può integrarsi perfettamente nella quotidianità di ogni tifoso.

Perché i tifosi scelgono casino non AAMS

Per molti appassionati di calcio, l’adrenalina non si esaurisce con il novantesimo minuto. Dopo la partita, è naturale cercare nuove occasioni di svago che richiamino le stesse emozioni vissute allo stadio. I casino non AAMS rispondono perfettamente a questo desiderio, offrendo un ambiente di gioco vario e flessibile.

Tra le motivazioni principali c’è sicuramente la possibilità di trovare giochi per tifosi personalizzati, come slot online per italiani ispirate al mondo sportivo. In parallelo, i casino online per appassionati di calcio propongono anche sezioni dedicate alle scommesse sportive non AAMS, con ampio spazio per tornei nazionali e internazionali.

Molti utenti apprezzano inoltre le scommesse calcio estere, che consentono di puntare su eventi di campionati stranieri spesso non presenti sui bookmaker ADM.

Un altro elemento distintivo è l’ampia offerta di alternative ai casino ADM, che consentono una maggiore libertà di accesso, bonus più competitivi e un’esperienza di gioco più personalizzata. Nei book non AAMS, ad esempio, è possibile trovare promozioni e quote su misura per i veri intenditori.

In definitiva, per tanti fan italiani il mondo dei casino non AAMS rappresenta un’estensione naturale della loro passione per il calcio, da vivere in piena sicurezza e sempre in modo consapevole.

Cosa sono i casino non AAMS e perché attraggono

I casino non AAMS sono piattaforme di gioco online che operano con una licenza diversa da quella rilasciata dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli (ADM), ovvero l’ente che regola il gioco legale in Italia.

Questi casino possiedono spesso licenze internazionali, come quelle emesse da autorità riconosciute quali Malta Gaming Authority (MGA) o Curacao eGaming. Ciò permette loro di offrire un’esperienza di gioco globale, molto più ampia rispetto ai limiti imposti dal sistema ADM.

Ma perché queste piattaforme stanno diventando così popolari tra i tifosi di calcio e non solo? La risposta è semplice: flessibilità, varietà e libertà di scelta.

Non parliamo solo di slot o roulette: oggi i migliori casino non AAMS integrano anche sezioni dedicate alle scommesse sportive non AAMS, permettendo ai fan di puntare sulle loro squadre del cuore, su campionati esteri e su eventi sportivi minori difficili da trovare nei bookmaker ADM.

Inoltre, questi casino propongono giochi per tifosi altamente tematizzati, con slot a tema calcistico, quiz interattivi e tornei legati a eventi sportivi reali. Un vero paradiso per gli appassionati di calcio che desiderano vivere il gioco da protagonisti anche al di fuori dello stadio.

La differenza tra ADM e non AAMS

La differenza più evidente tra un casino ADM e un casino non AAMS risiede nella regolamentazione e nei vincoli operativi.

I casino ADM devono rispettare norme molto stringenti: obbligo di SPID o CIE per accedere, limiti ai bonus, restrizioni su determinate tipologie di giochi e limiti su promozioni e cashback.

I casino non AAMS, invece, operando con licenze internazionali, possono proporre un’offerta più ampia: centinaia di varianti di slot, live casino, scommesse calcio estere su campionati di ogni livello e persino giochi innovativi non ancora presenti nei circuiti ADM.

Inoltre, l’accesso è molto più snello: basta una semplice registrazione tramite email, senza dover necessariamente passare per SPID o CIE. Questo rende l’esperienza più immediata e adatta a un pubblico che cerca semplicità e flessibilità.

Bonus, giochi e accesso libero

Un altro elemento che rende i casino non AAMS così attrattivi è la loro politica sui bonus e le promozioni.

Nei casino ADM i bonus sono fortemente limitati dalla legge: massimo una tantum all’iscrizione, con limiti sugli importi e scadenze brevi.

Nei book non AAMS e nei casino online per appassionati di calcio, invece, è comune trovare:

  • Bonus di benvenuto fino a 1000 euro
  • Giri gratuiti su slot a tema sportivo
  • Cashback settimanali
  • Programmi VIP personalizzati per i clienti più fedeli

Il tutto accompagnato da un’offerta di giochi praticamente sconfinata: migliaia di slot online per italiani, tavoli live con croupier dal vivo e piattaforme di scommesse sportive non AAMS con quote anche su campionati minori, dal calcio sudamericano alla Champions League asiatica.

E soprattutto, un grande vantaggio per i tifosi: la possibilità di accedere e giocare in qualsiasi momento, anche durante l’intervallo di una partita o nei momenti liberi, direttamente da smartphone o tablet.

L’esperienza dei fan del Bologna

A confermare questo trend ci sono storie come quella dei tifosi emiliani. In effetti, anche altri tifosi, come quelli del Bologna, sembrano apprezzare queste piattaforme, come si evidenzia da dinamiche ormai consolidate all’interno delle community sportive online.

Per molti di loro, la possibilità di trovare slot a tema sportivo, di piazzare scommesse calcio estere e di godersi un’esperienza di gioco più libera ha rappresentato un valore aggiunto.

Il calcio è fatto di passione, emozione e community: è naturale che i tifosi cerchino strumenti che li facciano sentire ancora più parte di questo mondo, anche attraverso il gioco online.

Come scegliere un casino affidabile

Chiaramente, il mondo dei casino non AAMS è vasto e non tutte le piattaforme sono uguali. Per scegliere un casino affidabile è bene seguire alcune linee guida:

  1. Licenza: verificare che il sito possieda una licenza valida (MGA, Curacao).
  2. Reputazione: leggere recensioni indipendenti e feedback di altri utenti.
  3. Pagamenti: controllare che il sito offra metodi di pagamento sicuri e trasparenti.
  4. Supporto: preferire piattaforme che offrano assistenza clienti attiva e facilmente contattabile.
  5. Responsabilità: anche su casino internazionali è importante che ci siano strumenti per il gioco responsabile, come limiti di deposito o auto-esclusione.

Scegliendo con attenzione, i tifosi possono vivere un’esperienza di gioco sicura e appagante.

Conclusione – Giocare in modo consapevole

Il mondo dei casino non AAMS rappresenta un’alternativa vibrante e dinamica per chi ama il gioco e il calcio. Con offerte più ampie, bonus più generosi e meno restrizioni burocratiche rispetto ai siti ADM, queste piattaforme rispondono perfettamente alle esigenze dei tifosi in cerca di nuove emozioni.

Tuttavia, è fondamentale approcciarsi al gioco in modo responsabile. Fissare limiti, scegliere piattaforme affidabili e ricordare che il vero obiettivo è il divertimento sono regole d’oro.

Proprio come nello sport, anche nel gioco la disciplina fa la differenza. E con il giusto equilibrio, i casino non AAMS possono diventare un ottimo modo per vivere l’adrenalina… anche fuori dal campo.

Paul Pogba vicino al rientro? Contatti avviati con una squadra, potrebbe riaffrontare i bianconeri in quella competizione

Paul Pogba vicino al rientro in campo: contatti avviati con una squadre, il centrocampista potrebbe ritrovare la Juve in una competizione

Paul Pogba è ancora senza squadra dopo aver scontato la squalifica per doping, ma il suo ritorno in campo potrebbe avvicinarsi. Secondo quanto riferisce il Daily Mail, il centrocampista francese avrebbe avuto contatti con il Monaco, mentre valuta le prossime mosse per rilanciare la propria carriera. Ufficialmente svincolato dall’1 dicembre 2024 e di nuovo eleggibile da marzo, Pogba – che ha da poco compiuto 32 anni – non gioca una partita ufficiale dal settembre 2023 contro l’Empoli, ultima apparizione con la Juventus.

Negli ultimi mesi, l’ex Manchester United si è allenato da solo per ritrovare la condizione, e nelle scorse ore ha pubblicato sui social uno scatto insieme a Paulo Dybala, attaccante della Roma, in un centro sportivo: «La Serie A ti aspetta amico», ha commentato la Joya, alimentando speculazioni su un possibile ritorno in Italia. Il Monaco, terzo nell’ultima Ligue 1 e qualificato per la fase a gironi della prossima Champions League, potrebbe offrirgli una vetrina europea e un suggestivo rientro in Francia, dove non gioca dai tempi delle giovanili al Le Havre nel 2009. In caso di trasferimento nel Principato, Pogba potrebbe affrontare la Juventus da ex in ambito continentale, a differenza del Manchester United – altra sua ex squadra – rimasto escluso da tutte le competizioni europee dopo una stagione deludente.

Como, nuova pretendente per Nico Paz: le sirene della Premier si aggiungono a Real e Inter

Nico Paz rimane uno dei profili più seguiti dal calciomercato: la rivelazione del Como piace al Real Madrid, Inter e non solo

Il Manchester United starebbe monitorando da vicino la situazione di Nico Paz, rivelazione del Como e della Serie A, con l’idea di un possibile trasferimento estivo. Come riportato da CaughtOffside, il club inglese sarebbe pronto a inserirsi nella corsa al talento argentino qualora si presentasse l’occasione. Il Real Madrid, che lo ha cresciuto nella propria cantera, potrebbe riacquistarlo attivando una clausola da 8 milioni di euro, ma l’abbondanza di talento nel nuovo progetto di Xabi Alonso potrebbe spingere il giocatore a valutare altre destinazioni con più spazio da titolare.

Paz ha disputato otto presenze con la prima squadra del Real nella stagione 2023-24, segnando anche il gol vittoria contro il Napoli in Champions League, prima di trasferirsi al Como dove è esploso sotto la guida di Cesc Fàbregas. Le sue prestazioni hanno attirato l’attenzione anche dell’Inter, con Javier Zanetti pronto ad accoglierlo come connazionale di Lautaro Martínez. Il ritorno al Santiago Bernabéu resta un’opzione concreta, ma il giovane potrebbe preferire un progetto in cui sia centrale fin da subito: in questo senso, Old Trafford rappresenterebbe un’opportunità da non sottovalutare.

Cristiano Ronaldo, la Fluminense fa un sondaggio: ecco la risposta di CR7

Il presidente della Fluminense Mario Bittencourt ha ammesso l’interesse dei brasiliani per Cristiano Ronaldo: la sua risposta

Il futuro di Cristiano Ronaldo resta al centro delle speculazioni, con il suo contratto con l’Al-Nassr in scadenza il 30 giugno e nessun rinnovo ancora ufficializzato. Tra le ipotesi circolate, si era parlato di un possibile trasferimento a una squadra impegnata nel Mondiale per Club 2025, che si disputerà negli Stati Uniti. La Fluminense, club brasiliano vincitore della Copa Libertadores, aveva sondato il terreno per un ingaggio a breve termine, motivato proprio dalla partecipazione al prestigioso torneo FIFA. Il presidente Mario Bittencourt ha confermato nel corso del podcast Setor Sul di aver contattato Jorge Mendes, ex agente di Ronaldo, per valutare la possibilità, ma la risposta è stata netta: il Brasile non rientra nei piani dell’attaccante portoghese.

L’ex di Real Madrid, Juve e Manchester United, dunque, non aggiungerà la maglia del Fluminense alla sua collezione di squadre per cui ha giocato né sembra intenzionato a spostarsi in Sudamerica, nonostante i colori del club richiamino la bandiera portoghese e l’entusiasmo che il trasferimento avrebbe generato tra i tifosi. Al momento, nessuna trattativa concreta è in corso con altri club, e resta incerta anche la sua presenza al Mondiale per Club con una squadra diversa dall’Al-Nassr. Intanto, il fuoriclasse è focalizzato sugli impegni con la nazionale: la semifinale di Nations League contro la Germania rappresenta un banco di prova decisivo. Con il passare delle settimane, la curiosità su quale sarà la prossima destinazione del cinque volte Pallone d’Oro cresce, ma una cosa è certa: il Brasile, almeno per ora, non sarà la sua prossima casa calcistica.

Cherki andrà al Manchester City? Spunta fuori una nuova indiscrezione sul fuoriclasse francese

Cherki andrà al Manchester City? Ecco le ultime indiscrezioni sul fuoriclasse francese del Lione. Le novità

Il Manchester City potrebbe presto cambiare strategia sul mercato, puntando con decisione su uno dei giovani più talentuosi del panorama europeo: Rayan Cherki. Il classe 2003, trequartista offensivo dell’Olympique Lione, è finito nel mirino del club inglese, che sta cercando di chiudere un’operazione che avrebbe del clamoroso per prospettive e qualità tecniche.

Secondo quanto riportato da L’Équipe, Cherki ha già salutato l’ambiente del Lione e si prepara a un addio che sembra ormai inevitabile. Tuttavia, nonostante i progressi registrati nella trattativa tra le due società, il giocatore non ha ancora dato il via libera definitivo al trasferimento in Premier League, prendendosi del tempo per valutare con attenzione tutte le opzioni sul tavolo.

Le parti, però, sono sempre più vicine. Il quotidiano francese rivela che il divario iniziale tra domanda e offerta si è notevolmente ridotto, e ora mancherebbero solo alcuni dettagli per raggiungere l’intesa totale. Sul piano contrattuale, l’accordo è ormai in fase avanzata, ma manca ancora la firma che suggellerebbe ufficialmente il passaggio del francese alla corte di Pep Guardiola.

Va però sottolineato che Cherki sta ascoltando anche altre proposte, provenienti da club esteri interessati al suo profilo. Il talento francese vuole fare la scelta giusta per la propria carriera, consapevole dell’importanza di un salto come quello verso la Premier League. In ogni caso, da Manchester è attesa a breve un’offerta formale destinata all’Olympique Lione, che potrebbe accelerare i tempi e spingere il giocatore verso l’Inghilterra.

Con le sue doti tecniche, la capacità di giocare tra le linee e l’esperienza già maturata in Ligue 1, Cherki rappresenterebbe un investimento strategico per il futuro del Manchester City. Guardiola potrebbe accoglierlo come nuova pedina offensiva in un reparto già ricco di talento ma sempre in evoluzione.

Kalulu Juve, quale sarà il futuro del difensore? Spunta questa indiscrezione sul riscatto dal Milan

Kalulu Juve, quale sarà il futuro del difensore bianconero dopo l’annata a Torino? Il piano anche con il Milan

Dopo settimane di attesa e indiscrezioni, ora è ufficiale: Pierre Kalulu sarà un giocatore della Juventus a titolo definitivo. Il difensore francese, arrivato a Torino la scorsa estate in prestito dal Milan, ha convinto la dirigenza bianconera a puntare su di lui anche per il futuro.

La conferma è arrivata nelle ultime ore attraverso il profilo X (ex Twitter) del giornalista esperto di calciomercato Fabrizio Romano. Secondo quanto riportato, la Juventus ha deciso di attivare la clausola di riscatto presente nel contratto, versando 14 milioni di euro nelle casse del club rossonero.

Si attende ora soltanto lo scambio e la firma definitiva dei documenti tra le due società per formalizzare il trasferimento. Un’operazione già nell’aria da tempo, ma che adesso è pronta a essere messa nero su bianco.

Kalulu, 23 anni, ha vissuto una stagionea causa di alcuni problemi fisici, ma nelle occasioni in cui è stato chiamato in causa ha mostrato affidabilità e duttilità, caratteristiche che hanno convinto la Juventus a confermarlo come parte integrante del progetto tecnico per la prossima stagione.

La sua versatilità – può giocare sia da centrale che da terzino destro – rappresenta un valore aggiunto per il reparto difensivo bianconero, che sarà rinnovato e rinforzato in vista della nuova annata.

Con il riscatto di Kalulu, la Juve inizia a muovere i primi passi concreti sul mercato estivo, puntando su giovani già pronti ma con margini di crescita importanti.

Kuwait-Palestina: dove vederla, orario e probabili formazioni

Allo Sports Club Stadium andrà in scena la sfida tra Kuwait-Palestina: le ultimissime di formazioni con orario e dove vedere il match in tv

Allo Sports Club Stadium di Madinat al-Kuwait si giocherà la sfida di qualificazione ai prossimi Mondiali tra Kuwait-Palestina. Andiamo a scoprire le ultimissime di formazione, l’orario e dove vedere la sfida.

Le probabili formazioni

Kuwait: K. Al-Rashidi; Al-Hajeri, Al-Sanea, El Ebrahim, Ghanem; Zayid, Al-Enezi; E. Al-Rashidi, Majed, Daham; Nasser.

Palestina: Hamadeh; Al-Battat, Termanini, Saleh, Khalil; Kharoub, Rashid, Zeidan, Abu Warda; Dabbagh, Faraj.

Orario e dove vederla in tv

Kuwait-Palestina si gioca alle ore 20:15 di giovedì 5 giugno per la sfida di qualificazione ai prossimi Mondiali. Verrà trasmessa in diretta in streaming e gratis per tutti sulla piattaforma ONEFOOTBALL. Non è prevista alcuna trasmissione televisiva.

Nico Paz, il gioiello del Como è conteso da diverse big. La situazione aspettando novità importanti

Nico Paz conteso da molte big estere. La situazione attuale intorno al fuoriclasse del Como. Le ultime

Il nome di Nico Paz sta rapidamente scalando le agende di mercato dei top club europei. Secondo quanto riportato da CaughtOffside, il Manchester United starebbe valutando un’offerta estiva per il giovane talento argentino, reduce da una stagione brillante tra Real Madrid e Como, e ormai diventato uno dei profili più interessanti del panorama internazionale.

Classe 2004, Paz si è formato nella prestigiosa cantera del Real Madrid, dove ha compiuto l’intero percorso giovanile fino a debuttare con la prima squadra nella stagione 2023-24. Con otto presenze all’attivo e un gol decisivo contro il Napoli in Champions League, il centrocampista offensivo ha mostrato lampi di classe e personalità, attirando l’attenzione di molti addetti ai lavori.

Nel corso della stagione, il Real ha poi deciso di cedere il giovane in prestito al Como, neopromosso in Serie A. In Lombardia, Paz ha trovato continuità, spazio e una guida d’eccezione: Cesc Fàbregas, ex stella di Arsenal, Barcellona e Chelsea, oggi figura chiave nel progetto tecnico del club lariano. Sotto la sua direzione, Nico Paz è esploso, conquistando la fiducia della piazza e degli osservatori. La sua visione di gioco, l’intelligenza tattica e la qualità tecnica gli hanno permesso di emergere come uno dei migliori prospetti della Serie A.

Proprio per questo, il Real Madrid starebbe pensando di riportarlo a casa, sfruttando una clausola di riacquisto fissata a soli 8 milioni di euro. Il nuovo allenatore dei Blancos, Xabi Alonso, si dice sia un grande estimatore del giovane argentino e ne apprezzerebbe molto l’adattabilità tattica e il potenziale a lungo termine. Tuttavia, nonostante l’interesse dei blancos, non è detto che Paz scelga il ritorno a Madrid.

Secondo fonti vicine al giocatore, infatti, Nico Paz starebbe valutando con attenzione l’idea di trasferirsi in Premier League, dove potrebbe trovare più spazio da titolare. Il Manchester United lo segue con attenzione e, qualora si presentasse l’occasione, sarebbe pronto a inserirsi nella corsa per assicurarsene il cartellino. A Old Trafford, il ventenne potrebbe avere la possibilità di imporsi in un progetto tecnico in fase di rinnovamento, ritagliandosi un ruolo da protagonista fin da subito.

Oltre allo United, si parla anche di un possibile interessamento dell’Inter, con Javier Zanetti che avrebbe dato il suo benestare a un eventuale arrivo del connazionale. L’ipotesi nerazzurra affascina, ma al momento sembra meno concreta rispetto alle altre due soluzioni.

Con diverse big europee in gioco e un potenziale enorme ancora in fase di sviluppo, il futuro di Nico Paz è tutto da scrivere. Tra un possibile ritorno al Real Madrid, la sfida in Premier League con lo United o una permanenza in Italia con l’Inter o il Como, l’estate potrebbe segnare un nuovo snodo cruciale nella carriera di uno dei giovani più promettenti del calcio europeo.

Sucic si presenta all’Inter: «Contento di essere in uno dei club più importanti d’Europa. Le mie caratteristiche…»

Sucic Inter, le prime parole del centrocampista a Inter TV dopo l’acquisto. Ecco le dichiarazioni del nuovo acquisto nerazzurro

Intervistato da Inter TV, Petar Sucic, nuovo acquisto del calciomercato Inter, ha voluto presentarsi così ai canali ufficiali della squadra.

COSA SIGNIFICA PER LA MIA CARRIERA ARRIVARE IN UN CLUB COME L’INTER? – «Per me l’Inter è uno dei più grandi Club d’Europa, quando mi si è presentata l’opportunità di venire a giocare qui non ho avuto il minimo dubbio. Volevo fortemente arrivare qui, per me è una grande opportunità, so quanto è prestigioso questo Club e cosa rappresenta e sono molto felice di essere qui».

COSA MI HA RACCONTATO CANNAVARO DEL CALCIO ITALIANO? – «Me ne ha parlato molto bene, del Campionato, di questo Club perché ha giocato qui, dell’Italia e di Milano. Abbiamo fatto una bella chiacchierata».

LE MIE CARATTERISTICHE MIGLIORI IN CAMPO? – «Non mi piace parlare molto di me stesso, sono un calciatore a cui piace giocare per la squadra, voglio aiutare il più possibile i miei compagni, farlo al massimo delle mie possibilità. Sono molto contento di essere qui, non vedo l’ora di iniziare».

COSA PENSO DI POTER IMPARARE DA CHI E’ ALL’INTER DA TANTI ANNI? – «Penso che potrò imparare molto. In questo Club ci sono dei giocatori di grande esperienza, di alto livello, che da diversi anni giocano abitualmente in Champions League, che hanno giocato Mondiali, Europei, Copa America e tutto questo conferma la loro grande esperienza: credo mi possano aiutare molto. Personalmente posso migliorare tatticamente, in difesa e anche in attacco. Non si è mai perfetti e credo che ogni giorno si debba cercare di crescere e mi impegnerò per fare esattamente così».

KOVACIC, BROZOVIC E PERISIC I CROATI DELLA STORIA DELL’INTER, SE C’È QUALCHE CARATTERISTICA IN CUI MI RIVEDO IN LORO? – «Certamente, ho parlato con loro prima di venire qui. Mi hanno confermato la grandezza di questo Club, quanto sia prestigioso e mi hanno raccontato tante cose positive. Per me la scelta è stata molto facile, mi hanno tutti augurato buona fortuna in questa mia nuova avventura».

UN MESSAGGIO PER I TIFOSI – «Non saprei come presentarmi, come ho detto prima, cercherò di fare del mio meglio e di aiutare la squadra. Darò tutto in campo, darò tutto per questo Club. Questo è sicuramente quello che si possono aspettare da me».

Oman-Giordania: dove vederla, orario e probabili formazioni

Al Qaboos Sports Complex andrà in scena la sfida tra Oman-Giordania: le ultimissime di formazioni con orario e dove vedere il match in tv

Al Qaboos Sports Complex di Mascate si giocherà la sfida di qualificazione ai prossimi Mondiali tra Oman-Giordania. Andiamo a scoprire le ultimissime di formazione, l’orario e dove vedere la sfida.

Le probabili formazioni

Oman: Al Mukhaini; Al Harthi, Al-Khamisi, Al Rushaidi, Al-Busaidi; Al Alawi, Al-Saadi; Al Yahmadi, Al-Yahyaei, Al-Mushaifri; Al Sabhi.

Giordania: Abdulaila; Nasib, Al-Arab, Abdulnadi; Haddad, Al Rashdan, Jamous, Taha; Al-Taamari, Al Mardi, Al-Nuaimat.

Orario e dove vederla in tv

Oman-Giordania si gioca alle ore 18:00 di giovedì 5 giugno per la sfida di qualificazione ai prossimi Mondiali. Verrà trasmessa in diretta in streaming e gratis per tutti sulla piattaforma ONEFOOTBALL. Non è prevista alcuna trasmissione televisiva.

Guardiola sul Mondiale per Club: «Onorato di fare questa competizione. Sugli obiettivi dico che…»

Le parole di Guardiola su quello che sarà poi il Mondiale per Club del suo Manchester City. Ecco le dichiarazioni

Tra due settimane esatte, il Manchester City sarà impegnato in una nuova avventura internazionale: il Mondiale per Club, che si disputerà negli Stati Uniti. I campioni d’Europa in carica esordiranno nel Gruppo G contro i marocchini del Wydad, prima di affrontare l’Al Ain il 23 giugno e chiudere la fase a gironi contro la Juventus, il 26 giugno.

Un torneo che rappresenta una novità assoluta nel calendario del calcio mondiale, e che Pep Guardiola guarda con grande interesse. Il tecnico dei “Citizens” ha parlato proprio in questi giorni dell’approccio con cui la squadra si presenterà a questo importante appuntamento internazionale.

«È un onore partecipare alla Coppa del Mondo per Club», ha dichiarato Guardiola. «Significa che siamo stati fortunati, perché nelle ultime stagioni siamo andati molto bene sia in Champions League che in Premier League. È qualcosa di nuovo per noi, e non vediamo l’ora di esserci. Sarebbe bello vincere questo trofeo, non posso negarlo. Ma ci sono altre 31 squadre che sognano lo stesso obiettivo. Vedremo in che condizioni arriveremo al torneo e poi affronteremo le partite una alla volta».

Le parole dell’allenatore catalano, riportate da L’Équipe, trasmettono prudenza ma anche consapevolezza del valore della propria rosa. Nonostante una stagione complicata, in cui il Manchester City ha chiuso il campionato al terzo posto – dietro Arsenal e Liverpool – e ha visto sfumare la corsa alla Champions League nei quarti di finale contro il Real Madrid, la squadra resta una delle più attrezzate al mondo.

«In ogni competizione in cui entriamo, non mi piace iniziare pensando “Dobbiamo vincerla per forza”», ha proseguito Guardiola. «Preferisco affrontare ogni torneo un passo alla volta. La priorità è arrivare nelle migliori condizioni, con il gruppo al completo e con la mentalità giusta. Solo così potremo provare a giocarcela».

Il Mondiale per Club rappresenta non solo una vetrina internazionale, ma anche una possibile occasione di riscatto per una squadra che, dopo il triplete della scorsa stagione (Premier League, FA Cup e Champions), ha vissuto un’annata meno brillante sotto il profilo dei risultati. Sollevare un trofeo internazionale a chiusura della stagione potrebbe servire a restituire entusiasmo e motivazione all’ambiente.

Il City, forte di una rosa stellare e di uno degli allenatori più vincenti della storia recente, si presenta come una delle favorite per la vittoria finale. Tuttavia, la presenza di club importanti come la Juventus, il Flamengo, il Bayern Monaco e le grandi del calcio sudamericano e asiatico, rende il torneo imprevedibile e affascinante.

La preparazione è già in corso, e da Manchester filtra grande concentrazione: Guardiola vuole arrivare pronto, perché sa bene che anche in un torneo breve i dettagli possono fare la differenza. E conquistare il titolo mondiale sarebbe il modo perfetto per riscattare una stagione sotto le aspettative.

Calciomercato Fiorentina, Krstovic obiettivo numero uno dei gigliati. Occhio però al pressing di quella rivale

Calciomercato Fiorentina, occhi puntati su Krstovic. L’interesse di quella big potrebbe ribaltare le carte in tavola

Il calciomercato Fiorentina è pronto a muoversi con decisione sul mercato estivo e tra i nomi che riscuotono maggiore interesse in casa viola c’è quello di Nikola Krstovic, attaccante montenegrino reduce da una buona stagione con la maglia del Lecce. Il centravanti classe 2000, che ha saputo imporsi in Serie A con gol pesanti e prestazioni convincenti, rappresenta un profilo ideale per il nuovo progetto tecnico che la società gigliata sta costruendo per la prossima stagione.

Il club viola segue Krstovic già da diversi mesi e lo considera una delle priorità per rafforzare il reparto offensivo. La Fiorentina ha infatti bisogno di un attaccante giovane ma già pronto, con margini di crescita e capacità di adattamento al calcio italiano. L’identikit del montenegrino sembra perfettamente in linea con queste esigenze: fisico possente, buona tecnica, senso del gol e, soprattutto, un’esperienza in Serie A che lo rende una scommessa meno rischiosa rispetto ad altri profili stranieri.

Secondo quanto riportato dal Corriere dello Sport, però, su Krstovic si è acceso anche l’interesse della Roma, con il nuovo direttore sportivo giallorosso Florent Ghisolfi che ha inserito il nome dell’attaccante nella lista dei potenziali rinforzi da mettere a disposizione di Gasperini. La concorrenza della Roma, che può vantare una maggiore visibilità europea, potrebbe rappresentare un ostacolo, ma la Fiorentina si è mossa con maggiore anticipo e potrebbe sfruttare la propria posizione per anticipare eventuali offerte capitoline.

Il nodo principale resta quello economico. Il Lecce, tramite il direttore dell’area tecnica Pantaleo Corvino, ex proprio della Fiorentina, ha fissato la valutazione del giocatore intorno ai 25 milioni di euro. Una cifra importante, soprattutto se si considera che il club salentino aveva acquistato Krstovic per meno di 5 milioni dalla Slovacchia, dimostrando ancora una volta il fiuto di Corvino per i talenti emergenti. Tuttavia, trattare con il dirigente pugliese non è mai semplice, specialmente quando c’è di mezzo un talento che può garantire un’importante plusvalenza.

La Fiorentina, per provare ad abbassare le richieste economiche, potrebbe inserire alcune contropartite tecniche, soprattutto giovani provenienti dal vivaio viola o dalla squadra Primavera. Corvino ha sempre dimostrato attenzione per i profili giovani italiani e questa potrebbe essere una leva importante per sbloccare l’affare.

Con l’arrivo imminente del nuovo allenatore e una dirigenza pronta a investire per rafforzare l’organico, la Fiorentina vuole chiudere in fretta i primi colpi per non restare indietro rispetto alle rivali. E Nikola Krstovic sembra essere in cima alla lista degli obiettivi: un profilo su cui la società viola è pronta a scommettere con convinzione.

Gravina su Acerbi: «Nessun problema! Lo sostituiremo senza alibi. Sulla sua decisione dico…»

Acerbi e la decisione di non rispondere alla convocazione. Ecco le parole del Presidente della FIGC Gabriele Gravina

Durante la conferenza stampa di presentazione delle Finali Giovanili TIM, che si terranno nella Regione Lazio, il presidente della FIGC, Gabriele Gravina, ha colto l’occasione per affrontare anche i temi di stretta attualità legati alla Nazionale maggiore. In particolare, si è soffermato sulla delicata sfida di venerdì contro la Norvegia e sulla scelta di Francesco Acerbi, difensore dell’Inter, di non rispondere alla convocazione.

Gravina ha voluto chiarire fin da subito l’importanza di restare concentrati sull’obiettivo: «Non dobbiamo cercare alibi in questo momento. La qualificazione è fondamentale e siamo tutti consapevoli delle difficoltà che stiamo vivendo, legate non solo ai numerosi infortuni, ma anche al peso accumulato da una stagione lunga e intensa, sia a livello nazionale che internazionale. Ma non possiamo permetterci di lamentarci».

Il presidente federale ha poi puntato sull’orgoglio e sull’identità che, a suo dire, hanno sempre caratterizzato la Nazionale italiana: «È un momento complicato, ma possiamo contare sull’orgoglio dei nostri ragazzi, sulla loro voglia di onorare la maglia azzurra. Quell’orgoglio deve accendere di nuovo l’entusiasmo dei tifosi, come è successo nel 2021, quando insieme abbiamo conquistato un risultato straordinario e inaspettato. Adesso dobbiamo tornare a centrare la qualificazione, che ci manca da troppo tempo».

Uno dei temi più discussi degli ultimi giorni è stata la mancata convocazione di Francesco Acerbi. Sul difensore dell’Inter Gravina è stato chiaro: «Non voglio commentare la scelta. È una valutazione personale. Ognuno ha un proprio senso di appartenenza e rispetto le sue decisioni. Posso solo esprimere dispiacere per non poter contare su di lui. Detto questo, come ha già ribadito il ct Spalletti, abbiamo altri calciatori pronti e capaci di sostituirlo degnamente».

Il numero uno della FIGC ha poi ribadito che, in una fase così cruciale, serve compattezza e determinazione: «Le condizioni oggettive le conosciamo bene, e non possiamo continuare a soffermarci solo sulle difficoltà. Altrimenti rischiamo di trascurare tutto ciò che di positivo stiamo costruendo. Ai ragazzi chiediamo di dare tutto: ora più che mai servono energia, concentrazione e spirito di sacrificio».

Gravina ha chiuso il suo intervento con un messaggio di fiducia: «Siamo in un momento in cui dobbiamo stringerci attorno alla Nazionale. Chi è stato convocato è, in questo momento, il più pronto per rappresentare l’Italia. L’obiettivo è alla nostra portata, ma servirà il massimo da parte di tutti».

Con la sfida in Norvegia ormai alle porte, il messaggio è chiaro: l’Italia vuole e deve centrare la qualificazione, senza cercare scuse.

Lautaro Martinez su Inzaghi: «Ho parlato con lui ieri e mi ha detto questa cosa. Zero titoli? Per me stagione positiva»

Lautaro Martinez, attaccante dell’Inter, sulla stagione dei nerazzurri rimarcando anche l’addio di Simone Inzaghi. Tutti i dettagli

Lautaro Martinez, attaccante e capitano dell’Inter, ha parlato ai microfoni di TycSports su quella che è stata la sua stagione.

STAGIONE DOPO LA SCONFITTA IN CHAMPIONS – «E’ stata una stagione positiva con l’Inter, abbiamo lottato per tutti i fronti, purtroppo non abbiamo vinto alcun titolo, però rimane positiva».

ADDIO INZAGHI – «Sono decisioni personali, gli ho parlato ieri, una decisione presa con i dirigenti, ora penso all’Argentina e poi al Mondiale per Club».

MASTANTUONO – «Sono contento, abbiamo molti talenti, siamo felici che siano con noi, Di Maria che è tornato in Argentina? Sono molto contento per lui, conosco la sua voglia di vincere e di tornare qui».

MONDIALE PER CLUB – «E’ un trofeo importante, lo è per noi e lo è anche per il River».

ARGENTINA – «E’ sempre bello tornare a giocare con l’Argentina, sono felice di essere tornato qui».

15 anni fa Antonio Percassi ritornò presidente dell’Atalanta: il grande percorso dello “Steve Jobs” di Bergamo

4 giugno 2010, quando l’Atalanta venne acquistata dalla Famiglia Percassi: dal rischio fallimento al tetto d’Europa

Per una grande squadra ci vuole un grande mister, ma soprattutto serve una società forte, competente e passionale. Antonio Percassi può essere considerato una sorta di Steve Jobs della bergamasca: ex calciatore nerazzurro che si è fiondato nell’imprenditoria passando da essere uno dei tanti ad uno degli uomini più ricchi d’Italia.

Competente, passionale, visionario. Negli anni 90 rilevò l’Atalanta dalla famiglia Bortolotti segnata dalla scomparsa del presidente Cesare. L’idea di Antonio era proiettata verso un calcio moderno: voleva lo stadio nuovo, portò Mino Favini a Zingonia e sognava che la sua Atalanta giocasse in Europa attraverso un calcio divertente.

A furia di correre troppo senza esperienza però ci si può far male: come con Guidolin nel 1994 dove i sogni si frantumarono, costringendo Antonio a lasciare la società. Proprio come Steve Jobs che lasciò l’Apple con la consapevolezza che le strade si sarebbero nuovamente incrociate con un altro esito.

Antonio Percassi ha dovuto aspettare il momento giusto: un caldo 4 giugno 2010, quando rilevò l’Atalanta dalla famiglia Ruggeri che si trovava in una condizione critica tra debiti, una piazza che spingeva la cessione e la retrocessione in Serie B.

Percassi tornò con maggiore esperienza cambiando radicalmente l’impronta dell’Atalanta: trasformare la Dea nella più alta rappresentazione della città di Bergamo. Acquisto e rifacimento dello stadio, strategie di marketing all’avanguardia, un Settore Giovanile in auge, investimenti mirati alla crescita con un bilancio sempre in positivo.

Stessa cosa in campo. Più stabilità in Serie A dimostrando grande forza nei momenti difficili (le due penalizzazioni nel periodo 2011-2012 e il rischio retrocessione nel 2015), fino alla realizzazione di quel sogno che nel 1993 non si era potuto concretizzare portando un certo Gian Piero Gasperini a Bergamo. Una consacrazione che ha visto l’Atalanta tornare in Europa, disputare la Champions League e, infine, il 22 maggio alzare la Coppa UEFA. Traguardo che, come per Steve Jobs, gli valse il premio di “Entrepreneur of the Year” nel mondo del calcio.

15 anni di costruzione, passione e grande professionalità, coronati dal riconoscimento di essere un modello per tutti: senza mai mettere da parte il cuore quando si tratta dell’Atalanta, nella buona e nella cattiva sorte.

IL COMUNICATO

4 giugno 2010: Antonio Percassi ne rileva il pacchetto di maggioranza e dopo 16 anni ritorna ad essere il Presidente dell’Atalanta Bergamasca Calcio.

4 giugno 2025: raccontare quindici anni di Presidenza Percassi è affare tutt’altro che semplice. O forse no. I numeri parlano da soli e non soltanto a livello di prima squadra per i prestigiosi obiettivi raggiunti, ma anche di Under 23 e Settore Giovanile. E non vanno dimenticati gli importanti investimenti effettuati: dall’acquisto dello stadio al potenziamento del Centro Bortolotti, sede degli allenamenti della maggior parte delle squadre atalantine.


Forse basterebbe dire che dal 2010 ad oggi è stato un vero e proprio crescendo di risultati e traguardi raggiunti e quindi di emozioni, soddisfazioni, ricordi…

GRAZIE DI CUORE PRESIDENTE!

Bryan Mbuemo: chi è la stella del Brentford nel mirino del Manchester United. É una scommessa da fare nel prossimo calciomercato?

Mbuemo, chi è il prossimo colpo del Manchester United? Ecco la situazione attuale in Inghilterra

Un’incredibile stagione da 20 gol con il Brentford ha proiettato Bryan Mbeumo sotto i riflettori del calciomercato, con il Manchester United che, secondo insistenti rapporti, sarebbe la sua destinazione preferita. Ma questo exploit è un episodio isolato o il segnale di una crescita definitiva verso l’élite europea? Un’approfondita analisi pubblicata da “The Analyst” di Opta il 4 giugno 2025, a firma di Ali Tweedale, sviscera numeri e contesto, ponendo la cruciale domanda: lo United dovrebbe investire una cifra importante sull’attaccante camerunense?

Chi è Bryan Mbeumo?

Bryan Mbeumo, classe 1999, è un attaccante esterno della nazionale del Camerun, attualmente pilastro del Brentford. Arrivato nel 2019 dal Troyes per una cifra allora record per i “Bees” (circa 5,8 milioni di sterline), Mbeumo è stato una scommessa vinta dall’allora co-direttore sportivo Rasmus Ankersen, il quale predisse che sarebbe diventato un giocatore di caratura mondiale. Dopo sei anni, la stagione 2024-25, con 20 reti in Premier League (la sua prima in carriera a raggiungere tale cifra), sembra aver consacrato Mbeumo, giustificando l’antica fiducia e preparando il terreno per un cospicuo ritorno economico per il Brentford.

Lo scenario del Trasferimento

L’articolo di “The Analyst” parte da una premessa: il Brentford è un “club venditore” e Mbeumo, dopo una stagione così eccezionale, è quasi certamente destinato a partire. Il Manchester United, sotto la nuova guida di Ruben Amorim, si starebbe muovendo rapidamente per risolvere i problemi della passata stagione, avendo già praticamente chiuso per Matheus Cunha dai Wolves per 62,5 milioni di sterline. Per Mbeumo, il Brentford chiederebbe una cifra analoga. La questione centrale sollevata dall’analisi è se lo United sia disposto a un altro esborso simile per un secondo attaccante in pochi giorni, e se le prestazioni di Mbeumo giustifichino tale investimento.

Un’analisi dettagliata delle Prestazioni 2024-25

L’articolo si addentra nelle statistiche di Mbeumo, evidenziando un profilo completo. Oltre ai 20 gol (quarto marcatore della Premier), ha fornito 7 assist. Ma è il dato sugli Expected Assists (xA) a colpire: con 9.3 xA, è primo in Premier League, suggerendo che avrebbe potuto ottenere più assist se i compagni fossero stati più cinici.

Il dato più dibattuto è la sua finalizzazione: 20 gol da 12.3 Expected Goals (xG), un surplus di +7.7, il più alto in Inghilterra e secondo solo a Patrik Schick (+8.5) nei top 5 campionati europei. Anche escludendo i 5 rigori (su 11 tentativi in carriera in PL, con un solo errore recente), la sua sovraperformance rispetto agli xG rimane notevole (+7.5). Questo, sottolinea l’articolo, solleva un dubbio: si tratta di un’abilità realizzativa d’élite acquisita stabilmente o di una stagione “calda”, una fiammata destinata a normalizzarsi? Essendo la prima delle sue quattro stagioni in Premier a mostrare tale discrepanza, il dubbio è legittimo.

Tuttavia, “The Analyst” argomenta che Mbeumo è molto più di un semplice finalizzatore. È un giocatore estremamente coinvolto (50.5 tocchi per 90 minuti, altissimo per un marcatore prolifico) e un eccellente portatore di palla: settimo tra gli attaccanti della Premier per “progressive carries” (267).

Ancora più impressionante è il prodotto finale di queste progressioni: 9 di esse sono terminate con un gol (primato nei top 5 campionati europei) e 2 con un assist. Il suo totale di 11 conduzioni palla al piede concluse con gol o assist lo pone al secondo posto in Europa, alla pari di Vinícius Júnior e davanti a Lamine Yamal, in compagnia di contendenti al Pallone d’Oro.

Il suo contributo non si ferma qui: Mbeumo è un lavoratore instancabile anche senza palla. È primo in Premier per corse senza palla (1.038), terzo per distanza coperta (387.6 km) e terzo per palloni recuperati nel terzo finale (32).

La decisione dello United

Un altro asso nella manica, evidenziato dall’articolo, è la sua straordinaria integrità fisica. Nella stagione 2024-25 ha saltato solo 5 minuti di Premier League, partendo titolare in tutte le 38 partite. In sei anni al Brentford, ha subito un solo infortunio significativo, giocando il 95.6% delle partite di campionato. Questa costanza sarebbe oro per uno United afflitto da infortuni e bisognoso di stabilità.

L’articolo conclude che Mbeumo – per creatività, conduzione palla, finalizzazione da progressione, lavoro sporco e affidabilità fisica – è un obiettivo comprensibilmente attraente per il Manchester United. Il club, nonostante l’assenza dalle coppe europee, mantiene un forte potere d’attrazione. L’investimento su Mbeumo sarebbe un rischio calcolato, ma con il potenziale per un enorme ritorno, data la poliedricità e l’impatto che potrebbe avere sulla squadra di Amorim.

Calciomercato Real Madrid: l’operazione di ringiovanimento è totale, addio ai trentenni. Ecco tutte le mosse dell’estate dei blancos con Xabi Alonso

Calciomercato Real Madrid, l’operazione dei blancos per potenziare ulteriormente la squadra. La situazione attuale

Il Real Madrid del presente e, soprattutto, del futuro, sta subendo una trasformazione radicale e ben definita: i calciatori trentenni sono ufficialmente una specie in via d’estinzione. La strategia del club è chiara e non viene celata: è in corso un ringiovanimento totale della rosa blanca, un cambio di paradigma mirato a costruire le fondamenta per i prossimi successi. Il segnale più forte di questa nuova era è la drastica riduzione dell’età media della squadra.

Carlos Forjanes su As ne parla diffusamente.

Una volta che due figure storiche come Luka Modrić (39 anni) e Lucas Vázquez (33 anni) concluderanno la loro brillante avventura con i Blancos (prima o dopo il Mondiale per Club), il manipolo di “over 30” ancora presenti al Bernabéu si conterà sulle dita di una mano: Thibaut Courtois, Dani Carvajal, Antonio Rüdiger, David Alaba e Ferland Mendy (che compirà 30 anni il prossimo 8 giugno). E basta. Con gli innesti già formalizzati del giovane difensore Dean Huijsen (20 anni, di ritorno dal prestito) e del forte terzino Trent Alexander-Arnold (26 anni), l’età media del gruppo scenderà a 25,3 anni. Un calo impressionante rispetto ai 28,2 anni della stagione 2022-23. L’obiettivo, ambizioso, è portarla ulteriormente al di sotto dei 25 anni.

Per raggiungere questo traguardo, il Real Madrid ha già individuato una rosa di talenti, tutti rigorosamente Under-25, pronti a “rompere il guscio” e a consacrarsi prima che il loro prezzo diventi inaccessibile. Nella lista dei desideri immediati figurano nomi promettenti: si valuta l’attivazione della clausola di riacquisto per Nico Paz (20 anni), talentuoso centrocampista cresciuto ne La Fábrica.

Per la fascia sinistra, l’identikit porta ad Álvaro Carreras (22 anni). A centrocampo, il nome che da tempo accende l’entusiasmo della dirigenza è quello di Florian Wirtz (22 anni), già stella affermata del Bayer Leverkusen; un’operazione complessa per l’alta valutazione e la forte concorrenza (su tutti il Liverpool), ma la cui giovane età permetterebbe un ammortamento pluriennale. Un’altra opzione solida per la mediana, come riportato da AS, è Angelo Stiller (24 anni) dello Stoccarda.

Questa politica non si limita ai soli acquisti. Il club punta fortemente sulla crescita interna dei giovani già in rosa. Ci si aspetta un ruolo da protagonisti per Arda Güler (20 anni) e per Endrick, che il prossimo mese compirà 19 anni. Proprio la volontà di potenziare lo sviluppo del talento turco, la “gemma ottomana”, è una delle ragioni principali dietro la decisione di non offrire a Modrić quell’ultimo anno di contratto che il croato sognava. Carlo Ancelotti, un mese fa, era stato profetico riguardo a Güler: «Penso che Arda diventerà un interno fantastico, per il futuro del Madrid sarà un giocatore molto, molto importante…». La sua trasformazione definitiva è attesa per la prossima stagione.

Parallelamente, un occhio di riguardo sarà rivolto, come da tradizione, al vivaio de La Fábrica. “Xabi” (figura chiave dello staff tecnico, presumibilmente con un ruolo decisionale sulla transizione dei giovani) monitorerà da vicino quest’estate un nutrito gruppo di canterani, tra cui Jacobo Ramón, Joan Martínez, Diego Aguado e Fortea, per delineare chi potrà gradualmente integrarsi nei piani della prima squadra.

Questo cambio di rotta radicale vede in Luka Modrić la punta di diamante di un esodo massiccio di calciatori veterani che ha caratterizzato l’ultimo triennio al Bernabéu. Nell’estate del 2023 hanno salutato Karim Benzema (35 anni), Eden Hazard (32) e Casemiro (31). Prima dell’inizio della stagione 2024-25 è toccato a Toni Kroos, Nacho Fernández e Joselu, tutti e tre con 34 anni. Per la prossima, oltre ai già citati Modrić e Lucas Vázquez, si chiuderanno capitoli importanti. Il Real Madrid volta pagina, con coraggio e visione, puntando su una nuova generazione di talenti per continuare a scrivere la storia.

Donnarumma, l’agente Raiola: «Col PSG parleremo del rinnovo. Inter? Piace, ma per ora zero assoluto»

Voci Inter e Napoli per Donnarumma: l’agente fa chiarezza dopo l’incontro in sede nerazzurra. Quale sarà il futuro dell’ex Milan

Il futuro di Gianluigi Donnarumma continua a tenere banco nel calciomercato. Dopo la recente vittoria della Champions League con il Paris Saint-Germain, le attenzioni si sono spostate sul rinnovo contrattuale del portiere italiano. Lo stesso Donnarumma, al termine della finale, aveva lasciato aperte le porte a discussioni imminenti, dichiarando a Sky Sport: «Non lo so, vediamo in questi giorni»

A fare ulteriore chiarezza è intervenuto mercoledì il suo agente, Enzo Raiola. All’uscita dalla sede dell’Inter, dove si era recato per discutere del giovane Matteo Cocchi, Raiola ha fornito aggiornamenti cruciali sulla situazione di “Gigio”. “Abbiamo festeggiato abbastanza,” ha esordito ai microfoni di Sky Sport.

“Durante la festa abbiamo avuto un po’ di confronti con la direzione tecnica del PSG, ci siamo ripromessi che a breve riparleremo di tutto senza fretta”. Le trattative per il prolungamento con il club parigino sembrano quindi avviate, seppur senza scadenze immediate.

Inevitabili le domande su un possibile interesse dell’Inter, vista la presenza dell’agente nella sede nerazzurra. Raiola ha ammesso l’apprezzamento generale per il suo assistito: “Ipotesi Inter? Gigio piace a tutti, inutile nasconderlo. Il ragazzo è ben visto, ben voluto”. Tuttavia, ha prontamente smentito qualsiasi trattativa concreta: “Che oggi ci sia qualcosa con l’Inter che possa portare avanti un discorso per Gigio, assolutamente no. Non c’è niente, zero assoluto”. Anche le suggestioni legate a un futuro al Napoli sono state liquidate con decisione: “Ieri scherzando ho detto che è pura fantasia, non c’è assolutamente niente”.

L’agente ha poi menzionato un gesto di affetto di Donnarumma, che il giorno prima della finale di Champions League ha salutato la squadra dell’Inter negli spogliatoi, sottolineando il legame con gli ex compagni. Al momento, però, il futuro di Donnarumma sembra orientato verso la permanenza a Parigi, in attesa di definire i dettagli del rinnovo.

Real Madrid, occhi su Ante Budimir: Marca rivela l’interesse per l’attaccante “alla Joselu”

Real Madrid, occhi puntati su Budimir: spunta una clamorosa indiscrezione spagnola su quello che potrebbe essere il nuovo attaccante

Il Real Madrid sarebbe già al lavoro per definire la rosa in vista della prossima stagione e, secondo quanto riportato dall’autorevole quotidiano spagnolo Marca, avrebbe individuato un nuovo obiettivo per rinforzare il proprio reparto offensivo. Il nome finito sul taccuino della dirigenza dei Blancos è quello di Ante Budimir, esperto attaccante croato reduce da una stagione particolarmente prolifica.

L’interesse del club madrileno nascerebbe dalla volontà di inserire in organico un profilo “alla Joselu”, ovvero un centravanti fisico, forte nel gioco aereo e capace di offrire una valida alternativa tattica ai talentuosi e rapidi attaccanti già presenti nella rosa di Carlo Ancelotti. Joselu Mato, nel corso della sua recente esperienza al Real Madrid, ha ampiamente dimostrato l’utilità di un finalizzatore con queste precise caratteristiche, rivelandosi spesso decisivo nel sbloccare partite intricate e nel fornire un punto di riferimento cruciale in area di rigore. L’eventuale ingaggio di Budimir andrebbe a colmare proprio questa specifica esigenza tattica.

Ante Budimir, attaccante della nazionale croata, si è messo in grande evidenza nell’ultima annata agonistica, mettendo a segno ben 21 reti. Questo impressionante bottino di gol testimonia la sua conclamata efficacia sotto porta e la sua capacità di essere un bomber affidabile. Conosciuto per la sua prestanza fisica e la sua abilità nel fare reparto anche da solo, Budimir possiede doti che si integrerebbero perfettamente con le necessità e lo stile di gioco del Real Madrid.

A rendere l’operazione particolarmente stuzzicante per le casse del club campione d’Europa è, sempre secondo le informazioni diffuse da Marca, la clausola rescissoria del giocatore, fissata a soli 8 milioni di euro. Una cifra considerata più che abbordabile, che consentirebbe al Real Madrid di aggiungere profondità e una preziosa variante offensiva al proprio scacchiere, fondamentale in vista di una stagione che si preannuncia lunga e densa di impegni su tutti i fronti.

Al momento, è bene sottolinearlo, si tratta di un’indiscrezione di mercato. Tuttavia, il profilo di Ante Budimir e il costo contenuto dell’operazione potrebbero trasformare questo interesse iniziale in una trattativa concreta nelle prossime settimane.

Calciomercato Juve, si lavora per blindare Yildiz: pronto il rinnovo anti Premier, cifre raddoppiate!

Le ultime sulle mosse della Juve per blindare Kenan Yildiz, talento classe 2005 e numero dieci bianconero. Tutti i dettagli

Kenan Yildiz continua a far parlare di sé. Il talento turco, rivelazione della stagione bianconera, è ormai diventato un punto fermo per la Juventus, che intende blindarlo a tutti i costi.

Come riportato da La Gazzetta dello Sport, la società è pronta a respingere i corteggiamenti della Premier League con un rinnovo importante. L’idea è di organizzare un nuovo summit subito dopo il Mondiale per Club, con l’obiettivo di ritoccare l’attuale contratto: per Yildiz si parla di un ingaggio che potrebbe salire fino a 3-4 milioni di euro, bonus compresi. Un segnale chiaro della fiducia del club nel suo gioiello.

Nani, arriva la verità sulla candidatura nel partito comunista portoghese

Le ultime sulla notizia circolata di una possibile candidatura di Nani, ex calciatore portoghese, nel partito comunista. I dettagli

Negli ultimi giorni è circolata online la notizia che Nani, ex attaccante di Manchester United, Sporting Lisbona, Lazio e Venezia, si sarebbe candidato alle elezioni europee con la CDU, il partito comunista portoghese. La notizia ha rapidamente fatto il giro del web, attirando curiosità e commenti, ma si tratta di una falsa informazione, benché con un piccolo fondo di verità.

Le elezioni in Portogallo si sono infatti già svolte lo scorso 18 maggio e Nani non risultava tra i candidati della CDU. Tuttavia, è vero che l’ex calciatore ha espresso in passato il proprio sostegno al partito. Già nel 2021, la sezione CDU di Seixal – città natale di Nani – aveva reso pubblico il suo appoggio, confermato anche in occasione delle ultime consultazioni. Dunque, sebbene non sia sceso direttamente in campo politico, il suo legame con la CDU resta esplicito e coerente nel tempo.

Corea del Nord-Kirghizistan: dove vederla, orario e probabili formazioni

Al Runrado Stadium andrà in scena la sfida tra Corea del Nord-Kirghizistan: le ultimissime di formazioni con orario e dove vedere il match in tv

Al Runrado Stadium di Pyongyang si giocherà la sfida di qualificazione ai prossimi Mondiali tra Corea del Nord-Kirghizistan. Andiamo a scoprire le ultimissime di formazione, l’orario e dove vedere la sfida.

Le probabili formazioni

Corea del Nord: Kang; Choe, Kuk CJ, Kim Y, Kim S; Chung-song, Kuk CK, Kim K, Il-song; Kuk-jin, Jo-guk.

Kirghizistan: Tokotaev; Mishchenko, Zarypbekov, Kozubaev, Bekberdinov, Kenzhebaev; Merk, Shukurov, Abdurakhmanov; Kojo, Alykulov.

Orario e dove vederla in tv

Corea del Nord-Kirghizistan si gioca alle ore 20:15 di giovedì 5 giugno per la sfida di qualificazione ai prossimi Mondiali. Verrà trasmessa in diretta in streaming e gratis per tutti sulla piattaforma ONEFOOTBALL. Non è prevista alcuna trasmissione televisiva.

Nuovo allenatore Atalanta, il casting post-Gasp: chi tra Thiago Motta, Ivan Juric e Raffaele Palladino? Ecco le motivazioni di ognuno di loro

Le ultime sul possibile nuovo allenatore dell’Atalanta dopo Gasperini, con un casting in corso tra tre profili. Tutti i dettagli

L’addio di Gian Piero Gasperini, ora alla Roma, impone all’Atalanta una scelta cruciale per la panchina. La Gazzetta dello Sport mette in luce tre candidature principali: Thiago Motta, Ivan Juric e Raffaele Palladino. Ognuno arriva a questa potenziale chiamata con un bagaglio di esperienze recentissime molto diverse, che ne definiscono rischi e opportunità per la Dea.

Thiago Motta: la redenzione dopo il flop juventino

Thiago Motta si presenta sul mercato degli allenatori come un nome tanto affascinante quanto reduce da una scottatura significativa. La sua avventura alla Juventus nella stagione 2024-25 si è conclusa con un “fallimento”, un esonero prematuro dopo le grandi aspettative create dal miracolo Bologna. Per l’Atalanta, la candidatura di Motta rappresenta una scommessa intrigante: ingaggiare un tecnico dal potenziale enorme, desideroso di riscatto immediato e di dimostrare che l’inciampo torinese è stato solo un incidente di percorso. La Dea potrebbe offrirgli l’ambiente ideale per rilanciarsi, puntando sulla sua filosofia di gioco innovativa, confidando che la struttura e la mentalità bergamasche possano esaltarne le qualità, magari a condizioni contrattuali più accessibili dopo la negativa esperienza juventina.

Ivan Juric: il riscatto dopo il disastro a Southampton

Ivan Juric è un altro tecnico in cerca di una seconda opportunità per rilanciare le proprie quotazioni. La sua ultima esperienza al Southampton, nella Premier League 2024-25, si è rivelata “disastrosa”: subentrato a stagione in corso, non è riuscito a invertire la rotta di una squadra in difficoltà, collezionando poche vittorie e venendo allontanato prima della fine del campionato con i Saints invischiati nella lotta per non retrocedere. Nonostante questo recente e pesante K.O. inglese, che si somma a un finale non esaltante nell’esperienza italiana precedente, il suo nome resta accostato all’Atalanta. La motivazione forte risiede nel suo DNA “gasperiniano”: se la dirigenza atalantina volesse una continuità tattica e di mentalità, Jurić rappresenterebbe la scelta più diretta. Sarebbe una scommessa sulla sua capacità di ritrovare sé stesso in un contesto più familiare e su principi di gioco che a Bergamo hanno fatto la storia.

Raffaele Palladino: il giovane che ottiene risultati

Raffaele Palladino arriva a questa potenziale chiamata con le credenziali più solide del momento. Nella stagione appena conclusa, 2024-25, alla guida della Fiorentina ha ottenuto un eccellente sesto posto in Serie A, totalizzando 65 punti e conquistando la qualificazione alla Conference League, il tutto proponendo un calcio apprezzato per organizzazione e idee. Questo risultato ne consolida l’immagine di tecnico preparato, capace di dare un’identità precisa alle sue squadre e di ottenere risultati concreti. Per l’Atalanta, Palladino rappresenterebbe una scelta di programmazione intelligente: un allenatore giovane ma già con un’esperienza significativa e positiva in un club di buon livello, pronto a raccogliere un’eredità importante portando la sua visione e il suo entusiasmo.

Calciomercato Milan, Allegri ha un nome in testa: Cambiaso, il fedelissimo da 40 milioni per la sua nuova era

Le ultime sull’interesse di calciomercato del Milan di Allegri nei confronti di Andrea Cambiaso della Juve. Tutti i dettagli in merito

Le voci di un interesse del Milan per Andrea Cambiaso, il cui valore di mercato secondo Transfermarkt si aggira attorno ai 40 milioni di euro, assumono una sfumatura decisamente più intrigante alla luce del recentissimo ritorno di Massimiliano Allegri sulla panchina rossonera. Se l’esterno della Juventus e della Nazionale è un profilo che per duttilità e qualità può certamente stuzzicare la dirigenza milanista, la presenza del tecnico livornese potrebbe trasformare una suggestione in qualcosa di più concreto.
Sotto la guida di Allegri alla Juventus, nella stagione 2023-2024, Cambiaso ha vissuto un’annata di grande crescita. L’allenatore ha saputo valorizzarne al meglio la straordinaria versatilità, impiegandolo con egual profitto su entrambe le fasce e apprezzandone l’intelligenza tattica. Allegri in passato non ha lesinato elogi per il giocatore, sottolineandone spesso la capacità di comprendere il gioco e l’affidabilità: «Cambiaso è un giocatore molto intelligente, capisce il calcio prima degli altri e sa interpretare più ruoli. È uno di quei giocatori che ogni allenatore vorrebbe», sono state parole che ben descrivono la stima del tecnico. Questa sua duttilità gli consentiva di agire sia come terzino puro, sia come esterno a tutta fascia, o all’occorrenza anche come mezzala “tattica”.

Un eventuale approdo di Cambiaso al Milan troverebbe quindi in Allegri un grande sponsor. Il tecnico ritroverebbe un giocatore che conosce a menadito, che sa come utilizzare e dal quale sa cosa aspettarsi: un elemento affidabile, disciplinato ma capace di offrire spunti offensivi. Per un allenatore che inizia un nuovo ciclo, poter contare su profili già rodati, e pubblicamente elogiati in passato per le loro qualità intellettive oltre che tecniche, è un vantaggio notevole.
Certo, l’ostacolo Juventus, unito a una valutazione di mercato importante, rimane significativo: cedere un nazionale per una cifra probabilmente non inferiore ai 40-45 milioni a una diretta concorrente, per di più allenata da un ex ingombrante, richiederebbe un investimento economico di rilievo da parte del Milan. Ma la prospettiva di una corsia potenziata da un giocatore come Cambiaso, con la benedizione e la guida di un tecnico che lo ha già esaltato, è uno scenario che infiamma il calciomercato di inizio giugno.

Emirati Arabi-Uzbekistan: dove vederla, orario e probabili formazioni

All’Al-Rashid andrà in scena la sfida tra Emirati Arabi-Uzbekistan: le ultimissime di formazioni con orario e dove vedere il match in tv

All’Al-Rashid di Dubai si giocherà la sfida di qualificazione ai prossimi Mondiali tra Emirati Arabi-Uzbekistan. Andiamo a scoprire le ultimissime di formazione, l’orario e dove vedere la sfida.

Le probabili formazioni

Emirati Arabi: Eisa; Ibrahim, Al Hammadi, Autonne, Meloni; Hunt, Nader; Caio, Lima, Al Ghassani; Bruno.

Uzbekistan: Yusupov; Alizhonov, Alikulov, Abdullaev, Khusanov, Nasrullaev; Fayzullaev, Mozgovoy, Khamrobekov, Masharipov; Abdikholikov.

Orario e dove vederla in tv

Emirati Arabi-Uzbekistan si gioca alle ore 18:00 di giovedì 5 giugno per la sfida di qualificazione ai prossimi Mondiali. Verrà trasmessa in diretta in streaming e gratis per tutti sulla piattaforma ONEFOOTBALL. Non è prevista alcuna trasmissione televisiva.

Champions League e divario economico: quando in finale partiamo battuti

Champions League: il peso schiacciante dei bilanci sul Destino delle finali europee delle italiane. L’analisi dopo il ko dell’Inter

Il calcio moderno è sempre più un affare di numeri, non solo quelli sul tabellone segnapunti, ma soprattutto quelli dei bilanci societari. La UEFA Champions League, il palcoscenico più prestigioso per club, mette a nudo queste disparità in modo eclatante, specialmente quando si arriva all’atto conclusivo. Analizzando tre finali delle ultime quattro finali che coinvolgono squadre italiane, emerge un quadro chiaro: il divario economico può essere un fattore determinante, se non decisivo.

Finale 2025: PSG-Inter, uno scontro (finanziario) impari

1° giugno 2025, finale di Champions League. Il Paris Saint-Germain, corazzata sostenuta dalla proprietà qatariota, annichilisce l’Inter con un perentorio 5-0. Al di là dell’amarezza sportiva per i nerazzurri, le cifre parlano chiaro. Il PSG, forte di ricavi operativi attestati sugli 806 milioni di euro nella stagione 2023-2024 (secondo Deloitte Football Money League 2025) e con l’obiettivo di superare il miliardo nel 2024-2025, si è presentato con una potenza di fuoco inarrivabile. Questo è il frutto di investimenti colossali, stimati in oltre 3 miliardi di euro tra acquisto del club, ricapitalizzazioni e sponsorizzazioni faraoniche.
Dall’altra parte, l’Inter, pur con una gestione virtuosa post-Suning e ricavi in crescita (attorno ai 395-400 milioni nel 2023-2024, con proiezioni ottimistiche fino a 550-600 milioni per il 2024-2025 grazie ai successi sportivi), si troverebbe a fronteggiare un divario operativo di oltre 400 milioni di euro. Una voragine che, sebbene non spieghi da sola un passivo così pesante, evidenzia una diversa capacità di costruire e sostenere rose competitive ai massimi livelli mondiali. La stanchezza di una lunga stagione per l’Inter potrebbe aver giocato un ruolo, ma la profondità e qualità della rosa parigina, frutto di questa disparità, sarebbero state decisive.

Quando la Juventus sfidò Barcellona e Real Madrid

Questa dinamica non è nuova per il calcio italiano. Facciamo un passo indietro.

  • 6 giugno 2015, Berlino: Barcellona vs. Juventus (3-1) Il Barcellona di Messi, Suárez e Neymar, autentica macchina da gol, affrontava una Juventus combattiva. Ma il divario economico era già netto: il Barça vantava ricavi per circa 560,8 milioni di euro (stagione 2014-2015), mentre la Juventus si attestava sui 323,9 milioni. Una differenza di circa 237 milioni che, nonostante una prestazione orgogliosa dei bianconeri, pesò sull’esito finale.
  • 3 giugno 2017, Cardiff: Real Madrid vs. Juventus (4-1) Due anni dopo, la Juventus, con un fatturato cresciuto a 405,7 milioni di euro (stagione 2016-2017), si ritrovò di fronte il Real Madrid, i cui ricavi toccavano i 674,6 milioni. Il gap, ancora più ampio (circa 269 milioni di euro), si manifestò soprattutto in un secondo tempo dominato dagli spagnoli, che inflissero una dura lezione ai bianconeri.

Riflessioni sul futuro del calcio europeo: competitività a rischio?

Questi esempi, culminati nel tracollo dell’Inter contro il PSG, sottolineano una tendenza preoccupante: il divario finanziario tra un’élite di super-club e il resto del panorama calcistico europeo, incluse le squadre italiane storicamente competitive, sembra ampliarsi. Se la Juventus del 2015 e 2017 riuscì comunque a raggiungere l’atto finale lottando con onore, la dimensione della sconfitta dell’Inter nel 2025 contro un PSG alla sua prima, storica affermazione (ma forte di budget stratosferici da anni) pone seri interrogativi.
La capacità di spesa quasi illimitata di club come il PSG, costruita su investimenti massicci, si traduce in rose qualitativamente e quantitativamente superiori, capaci di fare la differenza nelle partite che contano. Questo scenario mette in discussione la sostenibilità a lungo termine della competitività ai massimi livelli per i club italiani e per molte altre realtà europee, a meno di non attuare strategie finanziarie e sportive eccezionali, o di assistere a riforme strutturali del sistema calcio a livello continentale. Il rischio è una Champions League sempre più prevedibile, dominata da pochi eletti con risorse quasi illimitate.

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