Pagina 1086 – Calcio News 24

Manchester United in crisi, Reds al centro delle critiche: statistiche catastrofiche per due ex Serie A

Crisi profonda per l’attacco del Manchester United, Hojlund e Zirkzee al centro delle critiche

Le scelte di mercato del Manchester United sono sotto accusa, su tutte gli acquisti di Hojlund e Zirkzee. La crisi dello United è frutto di una grande lacuna in fase offensiva. Rasmus Hojlund e Joshua Zirkzee non stanno contribuendo in modo significativo alla stagione dei Reds e le cifre spese per i due ex Serie A fanno discutere molto in Inghilterra.

Per il centravanti danese lo United ha sborsato circa 75 milioni di euro all’Atalanta ma il suo impatto è stato catastrofico: ha realizzato solo due gol in 21 partite di Premier League. L’olandese, invece, da inizio stagione ha realizzato solo tre gol in 26 presenze. L’avventura dell’olandese in Inghilterra è costellata di errori o occasioni sprecate e prestazioni al di sotto delle aspettative.

Liga Spagola, Antony brilla col Real Betis: numeri impressionanti per l’ex Manchester United

L’attaccante brasiliano ex Manchester United sta stupendo tutti da quando è approdato in Spagna: raggiunti 5 tra gol e assist in 6 gare

L’attaccante brasiliano Antony si è reso ancora protagonista nel successo del Real Betis contro il Getafe: Antony ha fornito un assist nella vittoria per 2-1 ma ha lasciato i compagni in dieci con un’espulsione rimediata nei minuti di recupero che lo costringerà a saltare il Real Madrid.

Il 24enne con l’assist di domenica ha realizzato tre reti e due assist in appena sei partite con la maglia del Betis. Arrivato in prestito dal Manchester United a gennaio, l’esterno offensivo sta avendo un impatto positivo in Spagna.

Lazio, Baroni alla vigilia del match di Coppa Italia: «Non deve essere un alibi, vi dico quali sono i nostri obiettivi»

L’allenatore biancoceleste ha parlato alla vigilia del match di Coppa Italia contro l’Inter e della situazione Castellanos. Le parole

Il tecnico della Lazio Marco Baroni ha parlato alla vigilia del match di Coppa Italia contro l’Inter in programma domani sera a San Siro. Baroni ha parlato della preparazione alla sfida contro Inzaghi e dell’infortunio che ha colpito Castellanos. A seguire le sue parole.

COPPA ITALIA – «Ci teniamo a fare bene, andiamo a Milano per passare il turno non per fare presenza. Non c’è rivalsa per il 6-0, in qualche modo ci è stato utile, andiamo con grande umiltà ma con la nostra identità, fatta di ritmo, coraggio: dobbiamo stare dentro questa identità»

MODULO – «Centrocampo a 3 contro Inter? Possibile ma dobbiamo valutare perché anche Dele-Bashiru sarà fuori. Identità vuol dire anche che non si perda l’equilibrio indipendentemente se ci sarà un centrocampista o un giocatore più offensivo».

CASTELLANOS – «Accettiamo le critiche post Venezia ma per me è stata comunque una partita matura, su questi campi non è facile per nessuno. Castellanos fuori un mese? Non deve essere un alibi, tutti dobbiamo dare qualcosa in più. La classifica si guarda alla fine: farlo ora sarebbe un inutile spreco di energie. Gli obiettivi non si cambiano in corsa: per Juve, Milan o Atalanta è stato così, per noi no. Vogliamo restare dove siamo».

Monza Torino, Ilic torna per il match? Le parole di Cairo, un retroscena e cosa filtra dal Fila

Monza Torino di Serie A si avvicina, vediamo la situazione relativa al granata Ivan Ilc, le parole di Urbano Cairo, i dettagli e cosa filtra dal Filadelfia

Smaltita e assimilata la vittoria per due reti a una contro il Milan, Paolo Vanoli si appresta a tornare al lavoro tra le mura del Filadelfia. Il successo ottenuto coi meneghini ha ‘spazzato’ via qualche nuvola grigia dalle parti della Mole, donato nuova linfa vitale al gruppo granata e relegato la delusione di Bologna (sfida persa allo scadere causa un autogol di Biraghi) ad un semplice ricordo. Da domani però, è tempo di un nuovo capitolo in Serie A per Valsic e compagni, da domani è tempo di pensare a Monza Torino. Così, alle gioie regalate dall’ultima apparizione casalinga subentrerà l’impegno quotidiano nel proprio centro sportivo. 

A tal proposito, proprio in previsione della gara in programma in terra brianzola, Vanoli potrebbe poter contare su di una freccia in più nel proprio arsenale. Di chi parliamo? Naturalmente di Ivan Ilic. Il centrocampista granata è stato ad un passo da lasciare il Piemonte nell’ultima sessione di calciomercato. O forse anche meno, dal momento che l’ex Verona si era già imbarcato con un biglietto di sola andata per la Russia, prima che – per ragioni ancora non del tutto note – il trasferimento allo Spartak Mosca saltasse a pochi istanti dalla canonica firma. 

Su quanto accaduto a Ilic si ha avuto modo di esprimersi anche lo stesso patron del Torino Urbano Cairo. Rispondendo ad una domanda di CalcioNews24 proprio ai margini del match col Milan l’editore ha confermato: «Ilic? E’ è tornato. È un giocatore fortissimo, il mister è ben lieto di averlo». Prima della chiosa: «Alla fine chiaramente deve ritornare in condizione, ma ha delle qualità notevoli. Avere un centrocampo con lui, Casadei, Ricci, Gineitis, Linetty e Tameze è importante e sono tutti molto giovani».

Ilic

Insomma, salvo colpi di scena (il condizionale rimane comunque un prezioso alleato in questi casi) domani al Filadelfia anche Ilic prenderà parte alla seduta prevista agli ordini di mister Vanoli verso Monza Torino. Tutt’altra questione invece, sarà capire se il serbo riuscirà o meno a ritagliarsi uno spazio nell’arco della partita. Dopo le noie muscolari accusate a inizio gennaio e gli ultimi eventi che per ovvie ragioni gli hanno impedito di presenziare agli allenamenti, il classe 2001 dovrà per prima cosa ritrovare la giusta forma fisica. Solo a quel punto per lui si potrà pensare ad un completo reinserimento nel centrocampo sabaudo, scompartimento che ha visto però da poco approdare un interprete in più: Cesare Casadei.

GUARDA QUI IL VIDEO: URBANO CAIRO COMMENTA TORINO MILAN, L’INTERVISTA AL PRESIDENTE GRANATA DOPO IL MATCH

Juventus, le ultime dall’infermeria: novità per due giocatori bianconeri usciti malconci dalla sfida contro il Cagliari

All’indomani della vittoria contro il Cagliari, il club bianconero deve valutare le condizioni di Cambiaso e Douglas Luiz

All’indomani della vittoria contro il Cagliari grazie alla rete di Dusan Vlahovic, è tempo di valutazioni per la Juventus. In mattina il difensore Nicolò Savona, che non ha preso parte alla trasferta in Sardegna, si è sottoposto ad alcuni esami al J Medical: esami che hanno evidenziato una elongazione del bicipite femorale della coscia destra.

Per quato riguarda Douglas Luiz e Andrea Cambiaso, entrambi sostituiti nella gara contro il Cagliari, le condizioni sono diverse: l’esterno italiano, uscito per un sovraccarico alla zona pubica, non ci sarà bisogno di visite, mentre per Douglas Luiz, uscito a causa di un problema al flessore, sosterrà gli esami nella giornata di domani.

Atalanta, Gasperini e il possibile addio in estate: c’è già stato un contatto con un’altra squadra di Serie A

L’attuale allenatore dell’Atalanta ha affermato che non rinnoverà il contratto con i bergamaschi in scandenza nel 2026 e ci sarebbero stati già dei contatti con la Roma

Nella conferenza stampa pre Empoli di sabato, Gasperini ha precisato che non rinnoverà il contratto con i bergamaschi in scandenza nel 2026. L’ allenatore non solo ha confermato che non ci sarà un rinnovo, ma che potrebbe anche interrompersi la collaborazione già questo giugno.

La risposta di Luca Percassi non si è fatta attendere, Infatti, ai microfoni di DAZN, l’attuale Ds bergamasco ha confermato le parole di Gasperini. Ma quali potrebbero essere le destinazioni per Gasperini in estate? Secondo alcune voci la Roma avrebbe contattato il tecnico bergamasco e ci sarebbe stato già un contatto con Claudio Ranieri per sondare la sua disponibilità.

Inter, novità sulle condizioni di Thuram: il francese spera di esserci contro il Napoli e spinge per accelerare il rientro

Il francese spinge per esserci sabato contro il Napoli: il giocatore nerazzurro nonostante il giorno libero si allena ad Appiano

Nonostante l’infortunio alla caviglia non sembra dar pace a Marcus Thuram, Il numero 9 nerazzurro vorrebbe esserci per la sfida contro il Napoli di Antonio Conte. Per questo il giocatre dell’Inter, di comune accordo col club, ieri insieme al compagno Carlos Augusto, si è allenato ad Appiano Gentile per continuare col programma personalizzato nonostante il giorno libero concesso da Simone Inzaghi.

Secondo quanto riportato da Tuttosport, «la personalissima sfida scudetto di Marcus Thuram è già iniziata. Nella testa del figlio d’arte, alle prese con i fastidi alla caviglia sinistra, non c’è la semplice convocazione per la partita contro i partenopei, ma la volontà di arrivarci, con abnegazione e sacrificio dei prossimi allenamenti, al 100%, ossia in una condizione tale in cui possa provare a determinare al Maradona».

Inter, Inzaghi si prepara alla partita di sabato contro il Napoli: Quale sarà il piano di Inzaghi? E la contromossa di Conte?

Sabato andrà in scena Napoli-Inter, partita cruciale per la vetta della Serie A. Quale sarà il piano di Inzaghi? E la contromossa di Conte?

Sabato 1 marzo allo Stadio Diego Armando Maradona andrà in scena una gara da dentro o fuori, una partita fondamentale per la vetta del Campionato di Serie A. Sabato sarà Napoli contro Inter, Conte contro Inzaghi, un testa a testa che va avanti da settembre.

Con la sconfitta di Como, ora sono i nerazzurri a guidare la classifica, almeno fino a sabato. Secondo quanto riportato dalla Gazzetta dello Sport, «il tonfo del Napoli a Como si è sentito nitidamente anche ad Appiano Gentile che dista solo 15 km. Sul piano del morale e della classifica, quindi, l’Inter si presenterà a Napoli in vantaggio. Senza scordare però che pure Conte ha una sua ricca vena di perfidia. La strana ammissione di debolezza, quasi simile a una resa, potrebbe avere il fine di aumentare la sicurezza dell’Inter che, quando eccede in consapevolezza, come ha spiegato Mkhitaryan, dà il peggio di sé. Vedi certi incroci stagionali con Milan e Juve. Conte poi è maestro a trasformate la delusione in rabbia buona».

Milan, cambio ruolo per Moncada: con l’annuncio del nuovo DS, ecco cosa può accadere all’attuale Direttore Tecnico rossonero

Con l’imminente nomina del nuovo Direttore Sportivo rossonero, l’attuale DT Moncada potrebbe diventare il nuovo capo dello scouting

Marzo sarà un mese cruciale per il Milan. Come riferito dal giornalista Pietro Mazzara, l’imminente nomina del un nuovo Direttore Sportivo da parte del presidente rossonero Cardinale porterà dei cambiamenti all’interno dell’organigramma societario. Su tutti, dovrebbe cambiare anche il ruolo di Geoffrey Moncada, attuale direttore tecnico rossonero.

L’arrivo del nuovo DS dovrebbe portare a un ritorno di Geoffrey Moncada nel ruolo di capo dello scouting con un rapporto diretto e fiduciario con il direttore. Le prossime settimane saranno decisive e l’annuncio del nuovo DS ci sarà entro la fine di marzo.

Milan, Cardinale annuncio a breve per il nuovo direttore sportivo: vnel frattempo salgono le quotazioni di quel candidato

Il presidente del Milan Gerry Cardinale, è pronto ad annunciare il prossimo direttore sportivo del Milan

Manca poco per conoscere chi sarà il nuovo direttore sportivo del Milan. Come riferito dal giornalista Pietro Mazzara, il presidente del Milan Gerry Cardinale, è pronto ad annunciare il prossimo direttore sportivo del Milan.

Entro la fine di marzo è attesa la decisione finale per conoscere il nuovo direttore sportivo del Milan. Sembrano alzarsi le possibilità di un approdo in rossonero di Paratici, mentre rimane vivo il nome di Berta così come quelli di Tare e Modesto. Ma non sono da escludere alcuni nomi a sorpresa.

Coppa Italia, Inzaghi studia la formazione per la partita contro la Lazio: dubbi di formazione per la sfida di coppa

Coppa Italia, Inzaghi studia la formazione per la sfida contro la Lazio di Baroni: dubbi per il tecnico nerazzurro per la sfida di domani in coppa

Domani sera a San Siro Inter e Lazio si sfideranno per i Quarti di Finale di Coppa Italia. Con la sfida di domani e il dig match di sabato contro il Napoli di Conte, Inzaghi starebbe pensando a diversi cambi rispetto all’undici sceso in campo contro il Genoa. Rimane al momento un solo grande dubbio, legato alle condizioni di uno dei calciatori attualmente acciaccati.

Secondo la Gazzetta dello Sport, Inzaghi ruoterà con cambi in tutti i reparti: De Vrij potrà riprendere il comando del trio davanti a Martinez dopo tre partite iniziate in panchina: Acerbi rifiaterà per Napoli. Probabile anche l’inserimento di Bisseck al posto di Bastoni. A sinistra toccherà a Zalewski, ma in mezzo occorrerà aspettare l’allenamento di oggi: se Frattesi avrà recuperato dal fastidio dell’altro giorno giocherà, diversamente Barella è a rischio straordinari. Zielinski potrà fare riposare Mkhitaryan mentre Calhanoglu potrebbe fare il percorso inverso: dalla panchina col Genoa al ritorno dal 1’ con la Lazio. In avanti Inzaghi ragiona anche sulla coppia Arnautovic-Taremi».

Torino, al Robaldo nascono le tribune: ecco tutte le novità e cosa accadrà nei prossimi mesi – VIDEO 

Torino, al centro sportivo Robaldo nascono le tribune, ecco lo stato dei lavori, tutte le novità e cosa accadrà nei prossimi mesi, il video

(Lorenzo Bosca – Inviato al centro sportivo Robaldo). Dopo i campi da calcio spuntano anche le tribune al centro sportivo Robaldo. La futura casa del settore giovanile granata prende forma e dopo anni – lunghissimi – di attesa ora sembra crescere a grande velocità.

Ma andiamo con ordine. Che cos’è il Robaldo? Semplice, si tratta, come anticipato, di un centro sportivo (in costruzione naturalmente) che trova ubicazione nell’area delimitata dal Fiume Sangone e Via Artom. Un fazzoletto di terra situato nella zona sud del capoluogo piemontese tanto per intenderci. Bene, il Torino detiene la concessione del bando per tale terreno dal lontano 2016 e nel dicembre del 2023 ha inaugurato il cantiere per la riqualificazione del territorio e la realizzazione del progetto presentato in comune.

Nell’idea del club di Via Viotti, una volta ultimato, il Robaldo sarà destinato ad accogliere le formazioni giovanili della società calcistica piemontese: dall’under 12 sino alla Primavera. A loro disposizione ecco quattro campi da calcio, tre dei quali a misura regolamentare. Un progetto che andrebbe ad incastonarsi nella più grande visione di una ‘cittadella granata’, come confermato dal Sindaco Stefano Lo Russo recentemente: «Stiamo lavorando per poter dare corso a quella che, nel nostro programma, è il progetto della Cittadella del Torino, iniziata sbloccando l’iter della riqualificazione del Centro Sportivo Robaldo che era fermo da tanti anni e che procede secondo il cronoprogramma stabilito verso il prossimo 4 maggio».

Dopo l’inaugurazione al solo scopo celebrativo del primo terreno di gioco l’ultimo quattro di maggio, la conclusione dei lavori è quindi prevista per il prossimo anniversario del ricordo di Valentino Mazzola e i suoi. A tal riguardo, come appurato nel video realizzato da Calcionews24, negli ultimi giorni sono state edificate alcune delle tribune presenti alle estremità dei rettangoli verdi. Possibile che nei prossimi giorni si proceda quindi con l’ultimazione delle varie strutture (a partire dal blocco di uffici sino agli spogliatoi), mentre già da tempo hanno trovato la luce gli stessi campi da calcio e le ‘canoniche’ panchine a bordo di questi. Insomma, in casa Torino si lavora ed ora il conto alla rovescia segna meno sessantanove giorni.

Juventus, infortunio Savona: elongazione del bicipite femorale per il terzino. I dettagli e i possibili tempi di recupero

Infortunio Savona, elongazione del bicipite femorale per il terzino: in mattinata la Juventus ha pubblicato il comunicato e i possibili tempi di recupero del giocatore

Il terzino bianconero Nicolò Savona questa mattina ha effettutato delle visite mediche per chiarire l’entità del suo ultimo problema fisico e calcolare gli eventuali tempi di recupero. Il giocatore è arrivato attorno al J Medical poco prima delle 10. Il club bianconero ha pubblicato un comunicato in cui ha reso note le condizioni del giocatore. Secondo la Gazzetta dello Sport, si teme uno stop di 15 per Savona.

COMUNICATO – Nicolò Savona, che non aveva preso parte alla trasferta di Cagliari a causa di un fastidio muscolare alla coscia destra, è stato sottoposto questa mattina ad accertamenti diagnostici presso il J|medical. Gli esami hanno evidenziato una elongazione del bicipite femorale della coscia destra.

Venezia, nota della proprietà: «La società ribadisce con fermezza il proprio impegno costante a garantire la crescita a lungo termine»

I lagunari hanno annunciato di essere pienamente impegnati nella costruzione di una squadra competitiva: le parole

Il direttore sportivo del Venezia Filippo Antonelli, nonostante i risultati non positivi delle ultime partite, ha ribadito il grande impegno da parte della società per il futuro della squadra ed ha annunciato di essere pienamente impegnata nella costruzione di una squadra competitiva. Inoltre, la società ha rilasciato un comunicato.

LE PAROLE – «Le recenti prestazioni del Venezia FC non hanno rispecchiato le aspettative dei tifosi: il Gruppo Proprietario, la squadra e lo staff condividono questa delusione. Nonostante le difficoltà che il club ha dovuto affrontare finora in questa stagione, ci sono ancora 12 partite da giocare e ogni componente del Venezia FC lotterà con determinazione per la permanenza in Serie A. La proprietà rimane pienamente impegnata nella costruzione di una società competitiva che si affermi nella massima serie, seguendo un approccio sostenibile che evidenzi la stabilità finanziaria. Sono sicuro che il gruppo dei proprietari a brevissimo chiarirà quale sarà la strategia per il futuro».

COMUNICATO – «Il Comitato Operativo (OpCo) del Gruppo di Proprietà del Venezia FC ribadisce con fermezza il proprio impegno costante a garantire la crescita a lungo termine, il successo sportivo e la stabilità finanziaria della società. L’OpCo continuerà a sostenere il Direttore Sportivo Filippo Antonelli e lo staff tecnico nei loro sforzi per aiutare la squadra a raggiungere i propri obiettivi in questa stagione e oltre».

Come già noto, il Venezia FC S.p.A. è controllato da un consorzio di investitori, nessuno dei quali detiene più del 15% delle quote. Il Gruppo Proprietario è rappresentato dal Comitato Operativo che governa collettivamente la società in collaborazione con il team di gestione esecutiva di Venezia. I membri dell’OpCo hanno competenze in ambito sportivo, commerciale, infrastrutturale e finanziario che rafforzano il processo decisionale e la pianificazione strategica. Gli sforzi coordinati dei membri dell’OpCo sono una fonte di forza e stabilità per il club.

Inter, Marotta: «Quando si parla di Inter si parla di una squadra con milioni di supporter nel mondo…»

Il presidente dell’Inter Giuseppe Marotta del ruolo di presidente e della valenza sociale dello sport e dell’Inter in particolare. Le parole

Il presidente dell’Inter Giuseppe Marotta è intervenuto all’evento “Costituzione e sport” a Palazzo Lombardia. Marorra nell’evento ha parlato del ruolo di presidente e della valenza sociale dello sport e dell’Inter in particolare. A seguire le sue parole.

RUOLO DI PRESIDENTE – «Quando si parla di presidente dell’Inter si parla di una squadra che ha milioni di supporter nel mondo. Non tutti riconoscono la valenza sociale che l’Inter rappresenta, noi abbiamo una filiera di squadra di donne e uomini, tutto questo per avere 700 tesserati. Abbiamo una responsabilità sociale nei loro confronti».

LO SPORT – «I genitori spesso impongono nei ragazzi delle aspettative pesanti, noi ci troviamo a gestire queste situazioni. Dobbiamo essere capaci, siamo dotati di profili professionali. Nell’Inter c’è una selezione molto forte, non possiamo mai perdere di vista la nostra mission, ovvero considerare lo sport come palestra di vita. Non ci riusciamo spesso perché i genitori impongono aspettative fuori luogo. È un ruolo molto delicato, non solo di formazione sportiva».

Calciomercato svincolati, scaduto l’ultimo termine per le squadre di Serie A: gli ultimissimi colpi last minute

Calciomercato svincolati: scaduto il termine ultimo per le squadre di Serie A per tesserare i calciatori senza squadra: ecco cosa è successo

Si è conclusa ieri sera a mezzanotte l’ultima finestra di calciomercato per permettere alle squadre di Serie A di ingaggiare gli svincolati.

Il Verona ha chiuso in extremis per Luan Patrick, centrale classe 2002 ex Atletico Paranaense. L’Udinese invece non è riuscita a chiudere per Valentin Gomez, nonostante le visite mediche delle scorse settimane: l’ex Velez non arriva in Friuli.

Atalanta, lo Scudetto un sogno da realizzare tutti insieme: società, Gasperini, giocatori e tifosi (remare nella stessa direzione)

La vittoria a Empoli che da all’Atalanta una conferma: serve remare nella stessa direzione per lo Scudetto. Mister, società, giocatori e pubblico

Una vittoria di tutti contro tutti, il ruggito di un’Atalanta che come Aslan nelle Cronache di Narnia scende in campo e contro catastrofismi, polemiche e disfattismi si fa sentire nell’unico modo più concreto: vincendo e dominando.

Una delle settimane più delicate di sempre: la soglia dell’attenzione che è passata dall’eliminazione in Champions alla questione Lookman e poi il non rinnovo di Gasperini che potrebbe aprire nuovi scenari, il tutto con uno strato di malcontento e catastrofismo social dove pure una parte di tifo bergamasco urlava al “ritorno alla mediocrità”.

Poi ci si ricorda che conta il campo: l’unico posto dove si conquistano i punti. L’Atalanta domina lanciando al Castellani due messaggi: la Dea è ancora in corsa per lo Scudetto, ma soprattutto che per trasformare l’impossibile in realtà occorrerà virare tutti nella stessa direzione.

Dalla parte del mister? Dei giocatori? Della società? No, contano tutti perché tutti compongono l’Atalanta: il triangolo del fuoco nerazzurro dove senza uno di questi elementi non si può comporre l’incendio necessario per sbaragliare la concorrenza.

Gasperini Lookman? Un maestro che sta facendo qualcosa di straordinario (critiche tattiche e comunicative a parte) e dall’altra il giocatore più forte della rosa (seppur possa fare degli errori), e se con grande probabilità non andranno a cena insieme devono comportarsi da professionisti lottando per un bene comune, così come tutta la squadra.

Una società solida, i giocatori che devono sudare ascoltando ogni indicazione, il mister che deve assemblare il meccanismo riadattandosi nei momenti difficili, il pubblico che deve essere sempre presente lasciando il disfattismo e le assenze sugli spalti ai soli occasionali: il bene dell’Atalanta viene prima di tutto, e lo Scudetto si può raggiungere solo tutti insieme, nessuno escluso. Tutti dalla stessa parte.

Bernede Verona, da oggetto misterioso a uomo copertina contro la Fiorentina – le pagelle

Bernede Verona, le pagelle del francese tornato dal prestito in Svizzera e che ha deciso la sfida contro la Fiorentina

Tornato dal prestito in Svizzera e alla terza presenza Bernede si prende il palco del Bentegodi con il gol che decide Verona Fiorentina. Di seguito le sue pagelle.

LA GAZZETTA DELLO SPORT 7 – «Nella giocata decisiva ci sono freddezza ed eleganza. Bell’ingresso».

CORRIERE DELLO SPORT 7.5 – «Al posto gusto nel momento giusto: con un gol d’autore. E pesantissimo».

TUTTOSPORT 7.5 – «Dispensa giocate di qualità e realizza il gol decisivo in pieno recupero».

L’ARENA 7 – «C’è poco da fare, il suo dribbling è micidiale come l’aver piazzato quella palla alle spalle di De Gea. Il trequartista francese da oggetto misterioso diventa l’uomo copertina dopo avere toccato solo tre palloni. Bravissimo per come ha confezionato la rete della vittoria».

Palladino, il futuro in quattro partite: la panchina traballa, le prossime saranno decisive

Fiorentina, la panchina di Palladino traballa: le prossime quattro partite decisive per il tecnico, serve tornare a vincere oppure…

Dopo il ko di ieri la panchina di Raffaele Palladino traballa ancora di più. La dirigenza della Fiorentina dopo il terzo ko consecutivo avrebbe dato un ultimatum al tecnico.

Come riportato da Nicolò Schira le prossime quattro partite saranno decisive: Lecce, Panathinaikos, Napoli e Juve: serve ritrovare prestazione, ma soprattutto il risultato, se no potrebbe arrivare anche un esonero.

Mazzarri, domani il giorno decisivo: volo a Teheran per chiudere con l’Esteghlal, le ultime

Mazzarri sempre più vicino al trasferimento in Iran: domani incontro decisivo per chiudere con l’Esteghlal

Walter Mazzarri è sempre più vicino ad accettare l’offerta degli iraniani dell’Esteghlal. Come riportato da Nicolò Schira domani è atteso un incontro a Teheran tra il tecnico e la dirigenza del club per chiudere l’affare.

«FC Esteghlal hanno aumentato la loro offerta per convincere e far firmare Walter Mazzarri . Gli è stato offerto un contratto fino a giugno 2027 con uno stipendio totale € di 4,5 milioni. È previsto un incontro martedì a Teheran per cercare di chiudere l’affare»

Gravina: «Per Euro 2032 siamo a buon punto, ma ora dobbiamo accellerare. Multiproprietà? Ecco cosa faremo»

Le parole di Gabriele Gravina: «Euro 2032, siamo a buon punto, ma ora dobbiamo accelerare per la questione stadi»

Gabriele Gravina, presidente della FIGC, ha parlato al Corriere del Mezzogiorno. Di seguito le sue parole.

STABILITA’ – «Agiremo su due livelli, uno interno al mondo del calcio e l’altro esterno coinvolgendo gli stakeholder, partendo dal Governo. Vogliamo proseguire nel percorso di rendere stabile e sostenibile il calcio professionistico e consolidare il grande lavoro che si sta facendo nei vivai italiani, perché i giovani rappresentano il futuro di questo sport».

RICHIESTE ALLA POLITICA – «Alla politica chiediamo l’adozione di alcune proposte che possano offrire un contributo a questo importante processo di evoluzione: il riconoscimento del tax credit per investimenti virtuosi nei settori giovanili e nelle infrastrutture; il reinvestimento di una percentuale dei proventi delle scommesse sul calcio, con destinazione vincolata in investimenti nei settori giovanili, nel calcio femminile e nell’impiantistica, associando percorsi di contrasto alla ludopatia; una diversa e più efficiente forma di agevolazione fiscale per le società che scelgono di tesserare calciatori di primo livello residenti all’estero».

NUOVA CHAMPIONS – «La nuova formula delle varie coppe europee è un grande successo, tanto che la UEFA sta già pensando di vendere i diritti per i sei anni successi a quelli già contrattualizzati. L’inevitabile contrazione delle risorse televisive sarà l’argomento dei prossimi anni, bisogna prenderlo come uno sprone a rinnovarsi, anche trovando formule di ancora maggiore appeal».

EURO 2032 – «Sono fiducioso, anche se dobbiamo accelerare. Fra un anno e mezzo dobbiamo indicare cinque stadi alla UEFA, siamo a buon punto. Ciò non toglie che sul tema degli impianti servirebbe un impulso deciso da parte del Governo e del Parlamento per snellire la burocrazia e facilitare il finanziamento di nuove strutture odi opere di rinnovamento. È uno dei temi che ho inserito nel programma e anche uno dei più urgenti».

MULTIPROPRIETA’ – «L’istituto sarà dismesso. La modifica della norma è stata concordata con l’attuale proprietà che ha ricostruito il club, investendo in prima persona. Il tema delle multiproprietà è attenzionato anche in campo internazionale e si sta progressivamente andando proprio in questa direzione. Bari è una piazza di primissimo piano, lo dice la tradizione e soprattutto la straordinaria passione della sua gente. Senza entrare in dinamiche societarie che non mi competono, dico solo che le potenzialità di questo territorio ne fanno una vera e propria perla del Sud Italia».

Neymar rinasce e stupisce in brasile: contro l’Internacional Limeira segna con direttamente da angolo – VIDEO

Neymar, gol olimpico con il Santos: in brasile O’Ney è rinato: in sei minuti già più minuti di due anni in Arabia Saudita – VIDEO

Con il ritorno in Brasile al Santos, Neymar ha ricominciato a giocare e divertire i tifosi dopo gli anni in Arabia Saudita, in cui in due anni ha giocato appena 428′ – solo 7 partite –: dal suo ritorno con i paulisti le partite sono già sei, 432 minuti, tre assist e due gol, l’ultimo ieri sera contro l’Internacional Limeira.

Dopo aver servito Soares per l’1-0, c’è anche il gol olimpico per O’Ney, il primo direttamente dalla bandierina della sua carriera che vale il momentaneo 2-0. Il 3-0 lo firma di nuovo Soares, ancora su assist di Neymar.

Fiorentina, notte in ospedale per Moise Kean: dopo la paura il sospiro di sollievo, ecco come sta

Fiorentina, le condizioni di Moise Kean dopo l’infortunio contro il Verona: i primi esami medici fanno tirare un sospiro di sollievo

Dopo alcuni minuti di paura al Bentegodi, la Fiorentina può tirare un sospiro di sollievo per le condizioni di Moise Kean. Nella sconfitta di ieri contro il Verona l’attaccante viola ha spaventato i suoi tifosi dopo essere andato a terra dopo il contatto fortuito con Dawidowicz che lo ha colpito alla testa con una ginocchiata. uscito in barella dal campo tra il silenzio dei tifosi in apprensione e poi con un applauso di vicinanza.

Come riportato dal Corriere dello Sport la prima prognosi per l’attaccante, rimasto a Verona sotto osservazione in ospedale, è di trauma cranico: i primi esami però sono negativi e fanno tirare un sospiro di sollievo. Possibile già oggi le dimissioni dall’ospedale e il rientro a Firenze, dove sarà però sottoposto a nuovi esami.

Prandelli: «Il calcio si gode, non si vende. Firenze nel cuore, la Juve non era un gruppo, ma in campo era un’altra cosa»

Cesare Prandelli si racconta a 360°: «Puoi scomporre i principi, ma i concetti sono quelli, il calcio non si vende, si gode»

Cesare Prandelli si è raccontato in una lunga intervista a La Stampa, in cui ha parlato di vari argomenti: dalla vita personale tra la salute e la morte di sua moglie, gli anni tra Atalanta, Fiorentina, Juve e il calcio di oggi. Di seguito le sue parole.

COME È CAMBIATO DOPO LA MORTE DI SUA MOGLIE – «Eh, eh, sicuramente. È una domanda che non mi è mai stata fatta. Sì, è tutto cambiato, ma poi cerchi di avere equilibrio anche per la famiglia. Però cambia tutto: prospettive, abitudini, tutto.»

COME STA DOPO I PROBLEMI DI SALUTE – «Diciamo che sto molto meglio. Poco tempo fa ho avuto una fortissima e improvvisa polmonite. Sono stati bravi i medici dell’ospedale civico di Brescia. Li devo ringraziare. Sono stato fortunato, adesso sto finalmente bene.»

IL GRUPPO DELLA JUVENTUS IN CUI HA GIOCATO – «Degli anni con la Juve ricordo un gruppo che non è mai stato unito. C’erano i giovani, gli intermedi e i senatori. Ma quando si scendeva in campo diventavamo una cosa sola. Poi, dopo la partita, manco ci salutavamo. Nel tempo, nella mia carriera, quando sentivo e sento ancora parlare di gruppo facevo fatica a raccontare di quegli anni in bianco e nero. Ci sono tanti modi di fare gruppo, non bisogna per forza andare a cena ed essere amici.»

IL SUO LEGAME CON CREMONA E BERGAMO – «A Cremona all’inizio andavo a scuola, poi papà morì e in fin di vita mi disse di non lasciare il calcio. Mi ha convinto lui perché non avevo tutte ste motivazioni. Mia madre, senza bei voti, non mi mandava agli allenamenti. Ci pensò la società, mi aiutarono con la scuola Luzzara e Miglioli, persone super, perché per il calcio facevo troppe assenze. Anche a Bergamo ho trovato un’altra famiglia straordinaria, i Bortolotti, riferimenti umani che mi sono portato dietro per sempre. Con Cesare eravamo veramente amici.»

L’ESPERIENZA DELL’HEYSEL – «Ah beh, tutto. È stata una tragedia gigantesca. Lo stadio non era idoneo, dovevano controllare persino i calcinacci, ma niente. Ricordo benissimo che eravamo nello spogliatoio e vedevamo soltanto uno spicchio della curva inglese. All’improvviso entrarono centinaia di tifosi. Li facemmo passare perché erano bianchi, erano terrorizzati. Urlavano: morti, morti, morti. È stato angosciante. Non vedevano nemmeno, chessò, Platini, Boniek e altri campioni. Boniperti, altro signore vero, decise di non giocare, ma poi le solite dinamiche politiche… Il delegato Uefa spiegò che bisognava giocare altrimenti la situazione poteva peggiorare. Mah. Altra cosa da smentire: assolutamente falso che abbiamo festeggiato. Ci hanno costretti ad andare sotto la curva con la coppa per tenere tranquilli i tifosi.»

GLI INIZI DA ALLENATORE ALL’ATALANTA – «Ho smesso di giocare presto per un problema al ginocchio. Facevo un lavoro più che altro tecnico. C’era un grande e unico spogliatoio per i vari tecnici e c’era una grande famiglia. Tutti insieme appassionatamente. Io, Finardi, Vavassori, Perico, Modenesi, Rubagotti, Savoldi, Gustinetti. Un solo progetto condiviso da tutti. E Mino (Favini) era giustamente fissato. Tecnica, tecnica, tecnica e solo tecnica. Ecco, da qui si dovrebbe ricominciare. Dai settori giovanili, dalla tecnica, abolendo moduli e sistemi di gioco fino ai quattordici anni.»

L’ESPERIENZA AL PARMA E IL MANCATO APPRODO IN CHAMPIONS – «A Parma ho fatto due anni straordinari, era una squadra rivoluzionata e giovanissima. Siamo arrivati due volte quinti, a un punto dalla Champions, l’ultimo anno mancata per una partita persa con l’Inter grazie a un gol di Adriano che gli avevamo appena venduto. Dopo capitò il crack Parmalat e mi dispiace immensamente perché avevo un rapporto ottimo con la famiglia Tanzi, soprattutto con Stefano, un amico.»

L’ADDIO ALLA ROMA PER STARE VICINO A SUA MOGLIE – «Roma era un sogno, ma è successo quello che si sa. Manuela ebbe una recidiva, non potevo lasciarla sola, le cure erano importanti, toste. Alla Roma c’era la famiglia Sensi e Franco Baldini. Sono stati meravigliosi. Tutti. Salutai i ragazzi senza dire di Manuela, non capivano, ma quando hanno saputo mi hanno fatto delle bellissime telefonate.»

IL RAPPORTO SPECIALE CON FIRENZE – «Decisamente. Firenze è entrata, ci è rimasta e resterà sempre nel cuore tanto che vivo qui da allora. Ci sono amori che nascono spontaneamente, senza costrizione, senza costruzione. Il primo anno arrivammo subito in Champions ma nel secondo ci furono le sentenze per la cosiddetta Calciopoli. La sera eravamo improvvisamente in B a causa della penalizzazione. Era il giorno della presentazione della squadra ai tifosi. Erano tutti con la radiolina all’orecchio. Aspettavano notizie, non capivano, erano preoccupati. Mi sono sentito di parlare dal profondo dell’anima. Dissi loro che non potevo sapere che cosa sarebbe successo, ma che io sarei rimasto su quella panchina. Anche i ragazzi mi restarono accanto e da lì nacque questo rapporto incredibile con i tifosi viola. Che, ovvio, erano orgogliosi dei risultati e del bel gioco, ma Firenze ti ama se sei un uomo e se la rispetti. Il resto viene dopo.»

LE ESPERIENZE ALL’ESTERO – «In Turchia ci furono promesse non mantenute, il presidente venne cacciato dal socio, la nuova proprietà cambiò l’allenatore ma mi mandarono via con il Galatasaray secondo in classifica. Alla fine vinsero e mi fecero una dedica che apprezzai moltissimo. A Valencia diedi le dimissioni dopo due mesi e mezzo perché non vennero mantenuti accordi tecnici, insomma le solite cose. All’estero, secondo me, o vai per soldi o perché hai una grande delusione. Questo è il mio caso. Lotito mi convinse ad andare alla Lazio ma mi tenne ventiquattro giorni prigioniero, ribadisco il termine prigioniero. Mi telefonava tutti i giorni raccomandandosi di non ascoltare altre proposte che arrivavano, invece, eccome se arrivavano. Poi presero Simone (Inzaghi). Così scappai letteralmente all’estero alla prima proposta.»

LA SUA IDEA DI CALCIO – «A volte mi chiamano i miei ex giocatori. L’ultimo è stato Frey. Dice: ‘Mister, ma legge e sente commentatori che applaudono alla costruzione dal basso? Ma a Parma giocavamo così vent’anni fa.’ Ha ragione Seba. Facevo così anche a Firenze e, attenzione, allora i calciatori non potevano entrare in area per palleggiare con il portiere. Nel calcio puoi scomporre i principi, ma i concetti sono quelli. Creare superiorità, attaccare la profondità, avere equilibrio. Le cosiddette marcature preventive… Anche quelle le utilizzavamo decenni fa. Un po’ di responsabilità l’hanno anche i commentatori che vogliono vendere un prodotto. Ma il calcio non si vende, si gode. Troppi commenti, abbiamo perso l’emozione per un gesto tecnico. Una volta ci si ricordava della rovesciata di Vieri, del tacco di Mancini, della corsa di Vialli. Adesso sono soltanto statistiche, vedi il possesso palla. Ecco, che palle!»

Calciomercato Milan, in estate rivoluzione: da colonne della squadra al possibile addio: il futuro di Theo, Mike e Rafa

Calciomercato Milan, da incedibili e colonne dei rossoneri a possibili partenti in estate: Rafa Leao, Mike Maignan e Theo Hernandez, rivoluzione a giugno?

Come riportato dalla Gazzetta dello Sport, il calciomercato del Milan si prepara ad una vera e propria rivoluzione in vista della prossima estate.

Maignan-Theo-Leao: il Milan vende le stelle. Mike rinnovo e addio. Buio Hernandez. Anche Rafa ai saluti Il portiere un tempo intoccabile ora rischia. Il terzino se ne andrà, pure il 10 in uscita. Gli ultimi tre mesi di stagione, tra campionato e Coppa Italia, saranno dunque decisivi.

Burdisso: «Ranieri? Ero sicuro che con lui la Roma sarebbe rinata: sogno lavorare insieme a De Rossi»

Le parole di Nicolas Burdisso: «De Rossi per carisma e leadership potrebbe allenare ovunque, sogno di lavorare con lui in futuro»

Nicolas Burdisso ha rilasciato una lunga intervista a il Messaggero: Roma, De Rossi, futuro e tanto altro, ecco le sue parole.

IL SUO PENSIERO SULLA ROMA DI RANIERI – «Sapevo che con Ranieri sarebbe rinata, perché conosco bene i suoi punti di forza. Sa amalgamare un gruppo e trascinarlo avanti. Lo ha saputo sempre fare. Ora sta trovando fiducia e risultati, visto che la squadra è buona. La cosa più bella, comunque, è che la gente sia tornata ad affezionarsi.»

IL RAPPORTO CON RANIERI NEL 2011 – «C’erano state frizioni interne e io mi ero permesso di dirgli in faccia quello che pensavano tanti. E lui lo ha apprezzato perché era per il bene di tutti. Non erano cose sul piano tecnico, ma aspetti legati alla gestione di un gruppo che pochi mesi prima aveva sfiorato lo scudetto. Se si è in costante frizione, è impossibile migliorare.»

I CALCIATORI POSSONO FAR LICENZIARE UN ALLENATORE – «Non credo. I calciatori d’oggi sono diversi. Faccio fatica a pensare che possano rivoltarsi contro un allenatore. Ma chi è in panchina è un uomo più solo rispetto al passato e deve essere più preparato. Non può pensare a tutto. Vedi, spesso i d.s. sono giudicati solo dal mercato, invece ha molti altri compiti fra cui anche quello di migliorare l’allenatore, non escluso dal punto di vista tecnico. Ciò che conta è risolvere i suoi problemi esterni per farlo concentrare solo sul campo.»

SI ASPETTAVA L’ESONERO DI MOURINHO – «No. José aveva compiuto un lavoro pazzesco. Qualcosa forse si era rotto, ma aveva fatto cose fantastiche.»

E QUELLO DI DE ROSSI – «Mi è dispiaciuto molto per come è andato via Daniele, perché secondo me era l’uomo giusto per questa piazza.»

DE ROSSI POTREBBE TORNARE AD ALLENARE LA ROMA – «Non parlo come suo amico, ma da dirigente: penso che Daniele, per leadership e competenze, sia pronto per fare l’allenatore in qualsiasi squadra al mondo.»

HA MAI PENSATO DI LAVORARE CON DE ROSSI – «Sì, e sono sicuro che prima o poi succederà, perché ci fidiamo l’uno dell’altro. E poi la nostra amicizia aiuta. L’estate scorsa, però, la Roma non mi aveva contattato. Altre squadre invece sì.»

I DIRIGENTI CHE L’HANNO COLPITA DI PIÙ – «Con Pradè abbiamo fatto un gran lavoro. In passato direi Oriali, Sabatini e Baldini, pur con le loro differenze.»

IL MIGLIOR ALLENATORE ITALIANO – «Inzaghi, Conte e Italiano sono bravissimi, ma Gasperini è un genio.»

IL SUO TECNICO IDEALE PRENDENDO IL MEGLIO DI QUELLI AVUTI – «Io sono stato fortunato, perciò direi che in un mix userei: per spiegare i concetti Carlos Bianchi, per la gestione Luis Enrique, per gli allenamenti Bielsa, per la preparazione del match Gasperini, per la comunicazione Mourinho, per il carisma Maradona.»

PRONOSTICO PER SCUDETTO E CHAMPIONS – «Dico una tra Inter e Napoli. E in Europa punto su Inter, Atletico Madrid, Real e Liverpool.»

LA ROMA GIOCHERÀ IN EUROPA IL PROSSIMO ANNO – «Probabile, se in Coppa e campionato manterrà questo ritmo.»

DYBALA È UN PROBLEMA O UNA SOLUZIONE PER LA ROMA – «Lo avete visto col Porto? Paulo è sempre e solo una soluzione. Poi sta alla competenza di un direttore inserire il suo talento in un progetto sportivo.»

IL DERBY PIÙ INTENSO TRA QUELLI CHE HA VISSUTO – «Boca-River non è una partita, è follia. Il più intenso forse Roma-Lazio, un gradino al di sotto quello della Lanterna.»

LAVOREREBBE PER LE RIVALI DELLE SUE SQUADRE – «In alcune non andrei, ma lascio a lei indovinare quali. In altre direi ok, perché forse non sono troppo identificato con le rivali.»

IL SUO FUTURO PROFESSIONALE – «Ho già dei contatti, e ne sono orgoglioso perché significa che il mio lavoro è stato apprezzato. Vorrei operare in Italia, Inghilterra, Spagna e anche Francia. In questo anno di stop ho visto tanto calcio e stabilito rapporti per poi scegliere allenatori, dirigenti e calciatori. Ho esaminato molti giovani talenti, ma non mi chieda nomi. Sono segreti del mestiere.»

DIVENTERÀ UN D.S. PIÙ VINCENTE DI QUANTO LO È STATO DA CALCIATORE – «So che l’asticella è molto alta, ma voglio provarci. Ad esempio a vincere la Champions, che mi è mancata. E ci penso spesso.»

CHE LIBRO STA LEGGENDO – «‘Nexus’, di Harari. Lo leggo in inglese così mi tengo in allenamento».

Udinese Europa? Bortoluzzi ci crede: «Una partita alla volta, come con Guidolin»

Udinese, le parole di Diego Bortoluzzi, ex vice allenatore dei friulani ai tempi di Guidolin, sull’obiettivo qualificazione in Europa

Diego Bortoluzzo, vice di Guidolin all’Udinese dal 2010 al 2014 ha parlato al Messaggero Veneto dopo la vittoria contro il Lecce e il sogno dei friulani di tornare in Europa.

LA VITTORIA CONTRO IL LECCE – «Ho visto una formazione solida, capace di condurre la partita per alcune fasi di gioco. A volte si è spenta e ha subìto il Lecce, ma forse perché, in generale, si fida della sua fase difensiva, che è molto buona. Vedo una certa tranquillità, dettata dalla buona posizione in classifica, ma ripeto: l’aspetto che più mi ha colpito è la compattezza in tutti i reparti.»

IL MERCATO ESTIVO DELL’UDINESE – «Ritengo che il mercato fatto dalla società durante la scorsa estate sia stato ottimo. Ogni anno la dirigenza è capace di scovare giocatori di spessore. Ho visto la gara con l’Atalanta dello scorso gennaio, quando sono stato colpito in particolare da Kristensen: era già in Friuli, ma nella circostanza ho notato un calciatore davvero forte.»

L’UDINESE PUÒ PUNTARE ALL’EUROPA? – «È un sogno che si può coltivare, anche perché davanti ai bianconeri ci sono formazioni che hanno qualche pausa. Per puntare alla qualificazione alle coppe, e i bianconeri a riguardo ci devono credere, bisogna avere continuità. La si trova facendo leva sulla tranquillità, sul fatto che nessuno chiede di centrare per forza quest’obiettivo, nonché sul fatto che la squadra è forte fisicamente. Importante è che non si verifichino infortuni.»

I PROSSIMI TRE IMPEGNI SONO ABORDABILI – «Come ordinava Guidolin, una partita alla volta. Certo è che se l’Udinese, in questo trittico di gare, riesce a conquistare 7 punti, può guardare in alto. A ogni incontro va messo un mattoncino per inseguire un traguardo che, se tagliato, sarebbe grandioso, anche alla luce di come si era chiuso il precedente campionato.»

IL CASO DEL RIGORE AL VIA DEL MARE – «L’importante è chiarirsi all’interno dello spogliatoio. Si tratta di una vicenda che si può sistemare subito: se le persone sono intelligenti, si può sistemare qualsiasi cosa. Runjaic in campo ha fatto ciò che doveva fare.»

LE SOMIGLIANZE CON L’UDINESE DEL 2010-11 – «Il Niño Sanchez! La sua classe c’è sempre. Detto ciò, certamente la nostra squadra disponeva di tanta qualità in ogni reparto e aveva un grande allenatore.»

Bologna, Colomba rasserena l’ambiente: «Il ko con il Parma non deve allarmare, contro il Milan sarà diverso, ecco perchè»

Bologna, le parole dell’ex allenatore Franco Colomba dopo la sconfitta contro il Parma: «Niente allarmismi, pensiamo al Milan: sarà diversa»

Franco Colomba, ex calciatore e allenatore del Bologna, ha commentato al Resto del Carlino la sconfitta dei rossoblù contro il Parma. Di seguito le sue parole, in vista anche del recupero di giovedì di Serie A contro il Milan.

IL KO DI PARMA DEVE ALLARMARE – «No, perché là davanti frenano tutte: vedi il Milan che si è suicidato col Torino, la Lazio che non è riuscita a battere il Venezia, la Fiorentina piegata dal Verona. E ancora più su perfino il Napoli è caduto col Como».

IN COSA È MANCATO IL BOLOGNA – «Fino al rigore di Bonny aveva fatto le cose giuste, proponendosi bene a destra con Ndoye e chiudendo il Parma nella sua metà campo. Una volta sotto non ho visto il solito Bologna: possesso palla lento, poca profondità, scarsa brillantezza. Mentre il Parma ha giocato la partita che ti aspetti quando cambi l’allenatore: coperto, guardingo, palla lunga e pedalare».

IL BOLOGNA SOFFRE CONTRO LE PICCOLE – «Le grandi ti attaccano e ti lasciano spazi, come prevedo che accadrà giovedì col Milan. Con squadre che si chiudono gli spazi devi essere bravo a conquistarteli e l’assenza di Odgaard, che nel nuovo ruolo dietro la punta è diventato un giocatore chiave, si fa sentire».

IL CASO ARBITRALE SU CANCELLERI – «Abisso per il Bologna con i suoi errori è diventato quasi puntuale. Non parlo del rigore, perché ormai col Var fischiano rigori di ogni tipo. Ma l’intervento di Cancellieri già ammonito su Cambiaghi è il classico fallaccio. Non estrarre il giallo è un errore».

LA SFIDA DI GIOVEDÌ CONTRO IL MILAN – «Il Milan vive un momento di grande confusione, ma la qualità non gli manca. Se il Bologna lo affronta come sa, anche a costo di avere un atteggiamento umile da provinciale, penso che potrà trarre vantaggi dal precario equilibrio difensivo dei rossoneri».

LA SCONFITTA DI PARMA COMPLICA LA CORSA PER L’EUROPA – «Questo Bologna sono sicuro che in campionato ci proverà fino alla fine. Ma poi c’è l’opzione Coppa Italia: in Europa ci puoi arrivare anche alzando quel trofeo. Intanto godiamoci la doppia semifinale».

Como, le stelle ora sono in campo, Nico Paz e Diao illuminano il Sinigaglia – le pagelle

Como, le stelle non sono più solo in tribuna: Nico Paz e Assane Diao accendono la fantasia dei tifosi, le loro pagelle contro il Napoli

A inizio stagione, quando la squadra faticava e sembrava che l’impatto con la Serie A fosse troppa cosa per il Como, si guardava in tribuna per vedere le stelle. Ieri sugli spalti era attesa Emma Roberts – nipote di Julia e protagonista di American Horror Story – che ha già prestato la faccia alla presentazione del terzo kit dei lariani, ma gli sguardi di tutti erano sulle stelle vere della squadra: Nico Paz e Assane Diao. 18 milioni per il talentuosissimo duo: bravo il ds Ludi ad aver trovato il colpaccio, bravo Fabregas per aver dato subito fiducia ai due che insieme fanno l’età di Modric, 39 anni. Di seguito le loro pagelle nella vittoria contro il Napoli.

NICO PAZ

LA GAZZETTA DELLO SPORT 7.5 – «Delizie tecniche, assist-decisivo, ma soprattutto un sacrificio totale al servizio della squadra che promette un futuro radioso».

CORRIERE DELLO SPORT 7 – «Falso nove, vero talento. Si dedica a Lobotka, svaria e regala a Diao l’assist del 2-1: è il centrocampista più giovane a contare almeno 10 partecipazioni al gol nei cinque tornei top d’Europa (6 reti e 4 assist)».

TUTTOSPORT 7.5 – «Il gioiellino non delude mai. Marcato a vista, spesso si fa beffe di Di Lorenzo e di chi gli capita a tiro. Non segna, ma fornisce l’assist decisivo a Diao».

QS 7 – «Primo tempo in ombra, la sua classe esplode nella ripresa, suo il passaggio millimetrico per Diao».

CORRIERE DELLA SERA 7 – «Togliergli palla è praticamente impossibile, il talento del Real dispensa qualità in ogni giocata. Quella per il gol di Diao è una delizia».

DIAO

LA GAZZETTA DELLO SPORT 7 – «Primo tempo difficile. Cresce fino alla gloria del gol: e sono 5. Tre nelle ultime 3 di campionato. Una deflagrazione».

CORRIERE DELLO SPORT 7 – «Falso nove, vero talento. Si dedica a Lobotka, svaria e regala a Diao l’assist del 2-1: è il centrocampista più giovane a contare almeno 10 partecipazioni al gol nei cinque tornei top d’Europa (6 reti e 4 assist)».

TUTTOSPORT 7 – «Il miglior acquisto di gennaio per rendimento in serie A. Se la gioca forse con Kolo Muani: 5 gol in 8 presenze».

QS 7.5 – «Imprendibile per Di Lorenzo, nel primo tempo era l’unico a mettere in difficoltà i partenopei. Il gol sancisce la prestazione».

CORRIERE DELLA SERA 7 – «Il mercato di gennaio non offre soltanto occasioni in saldo. 19 anni, avanza senza paura: 5 gol in 8 gare. Gli basta una giocata».

Corsa Scudetto, Sacchi: «Atalanta terzo incomodo, senza coppe poi… Inter la più attrezzata a vincere, ma…»

Corsa Scudetto, le parole di Arrigo Sacchi sul duello a tre per il titolo che vede protagonista Inter, Napoli e Atalanta

La corsa Scudetto è sempre più una questione a tre fra Inter, Napoli e Atalanta. A la Gazzetta dello Sport Arrigo Sacchi ha fatto i conti su come i bergamaschi possono rientrare a pieno titolo e sperare di competere fino alla fine per la vetta. Di seguito le sue parole.

L’ATALANTA PUÒ DAVVERO COMPETERE PER LO SCUDETTO – «La squadra di Gasperini è uscita dalla Coppa Italia e dalla Champions League. Adesso metteranno tutte le loro energie per arrivare al titolo, ne sono convinto. La vittoria di Empoli dice che l’ambiente è sano, che la demoralizzazione per l’uscita dalla Champions è stata assorbita e che quelle piccole discussioni interne sono state superate. Per me, l’Atalanta si giocherà lo scudetto fino all’ultimo.»

L’ATALANTA PUÒ APPROFITTARE DI NAPOLI-INTER PER ACCORCIARE – «L’Atalanta è a tre punti dalla capolista Inter, non certo un’enormità. Quindi ritengo che tutto sia possibile. Sabato c’è il duello di Napoli e l’Atalanta è impegnata in casa contro il Venezia… I bergamaschi ce la possono fare per varie ragioni.»

QUALI SONO I PUNTI DI FORZA DELLA SQUADRA DI GASPERINI – «Sono quattro. A Bergamo c’è un club solido, con dirigenti competenti che sanno proteggere l’ambiente e aiutare allenatore e giocatori. Questa è la prima ragione che fa dell’Atalanta una squadra modello. La seconda: l’allenatore è bravo e sceglie i calciatori con cui deve lavorare. Terzo motivo: a Bergamo ci sono persone affidabili, che non tradiscono nel momento del bisogno. Quarto motivo, ma non certo ultimo: il gioco. L’Atalanta è una squadra compatta, che si muove in modo armonioso sul campo. Attaccano in undici e difendono in undici. Questo stile mi piace e mi auguro che Gasperini, autentico maestro, continui la sua opera straordinaria a Bergamo. L’Atalanta è un esempio per tutta l’Europa.»

L’INTER E IL NAPOLI HANNO PIÙ ESPERIENZA NELLA LOTTA AL VERTICE. QUESTO PUÒ FARE LA DIFFERENZA – «L’Inter, l’ho detto in tempi non sospetti, è la squadra più attrezzata per vincere, ma questo non significa che vincerà. Ha organizzazione, esperienza e ha anche speso tanto sul mercato. L’impegno in Champions, tuttavia, può essere una distrazione e può sottrarre energie fisiche e psicologiche.»

COME VEDE IL NAPOLI DOPO LA SCONFITTA DI COMO – «Vediamo cosa combina sabato contro l’Inter. A Como ha preso una brutta botta e mi dispiace, perché Conte e i suoi ragazzi avevano fatto una vera impresa a stare lì davanti. Ora Antonio dovrà ritrovare quella brillantezza di gioco che lo ha portato al vertice. Ce la può fare, ma in questo momento noto una flessione.»​

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