Pagina 19 – Calcio News 24

Roma, Manchester United in pressing su Koné: servono 50 milioni per convincere i giallorossi

Roma, Manchester United pronto all’assalto per Manu Koné: la richiesta è chiara, servono almeno 50 milioni

Manu Koné continua a rappresentare una pedina centrale nel progetto della Roma, ma il suo futuro resta uno dei principali interrogativi degli ultimi giorni di mercato. La posizione del club giallorosso, però, è netta: il centrocampista francese non partirà per un’offerta inferiore ai 50 milioni di euro.

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Secondo quanto riportato dal Corriere dello Sport, il Manchester United starebbe preparando una proposta con l’obiettivo di avvicinarsi alla valutazione fissata dalla Roma. I tempi sono stretti, con la chiusura della sessione estiva ormai vicina, ma il club inglese starebbe considerando concretamente la possibilità di presentare un’offerta.

A incidere sulla trattativa sarà anche la volontà di Koné. Il francese sarebbe intenzionato a respingere eventuali destinazioni, fatta eccezione per una possibile chiamata del Paris Saint-Germain, club al quale sarebbe particolarmente legato.

Qualora il centrocampista dovesse restare nella Capitale, potrebbe inoltre aprirsi il capitolo rinnovo e adeguamento dell’ingaggio. Attualmente Koné guadagna circa 2,8 milioni di euro netti a stagione, mentre il suo contratto con la Roma è valido fino al 2029.

Le prossime ore saranno dunque decisive per capire se il Manchester United passerà dalle valutazioni ai fatti e proverà davvero a soddisfare le richieste economiche della Roma.

Juventus, valzer dei portieri: con Vicario cambia tutto e prende quota il ritorno di Emil Audero

Juventus, cambia il futuro tra i pali: Audero può tornare in bianconero dopo l’arrivo di Vicario

Grandi manovre in casa Juventus per definire il futuro del reparto portieri. Con l’arrivo di Guglielmo Vicario, la dirigenza bianconera sta pianificando le prossime mosse, in uno scenario che potrebbe portare a un vero e proprio valzer tra i pali.

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L’effetto domino in uscita

Il mercato in uscita potrebbe modificare profondamente le gerarchie alle spalle del nuovo titolare. Michele Di Gregorio è infatti finito nel mirino del Marsiglia, oltre al sondaggio del Monza, e potrebbe lasciare Torino per trasferirsi in Francia. Da valutare anche la situazione di Mattia Perin, che ha ricevuto un contatto dal Palermo. Qualora entrambe le operazioni andassero a buon fine, la Juventus sarebbe costretta a tornare sul mercato per individuare un vice affidabile per Vicario.

Audero torna nei radar bianconeri

È proprio in questo contesto che, secondo Gianluca Di Marzio, prende quota la pista Emil Audero. Per il portiere sarebbe un vero e proprio ritorno a casa, visto che ha mosso i primi passi nel calcio professionistico proprio nel settore giovanile juventino.

La candidatura di Audero, però, non sarebbe legata soltanto agli aspetti tecnici. Il suo eventuale ritorno garantirebbe alla Juventus anche un importante vantaggio strategico e burocratico: essendo cresciuto nel vivaio bianconero, il portiere potrebbe occupare una casella preziosa nella compilazione delle liste per la Serie A e soprattutto per le competizioni europee.

Torino, Darmian sempre più vicino al ritorno in granata: trattativa in corso per un contratto annuale a costo zero

Torino, si scalda la pista Darmian: il ritorno in granata è sempre più vicino, si tratta per un anno

Il Torino accelera per Matteo Darmian e si avvicina sempre di più al ritorno dell’esterno italiano in maglia granata. Il giocatore, classe 1989, è attualmente svincolato dopo la conclusione della sua esperienza con l’Inter e rappresenta quindi una possibile operazione a parametro zero.

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Secondo quanto riferito da Fabrizio Romano, la società piemontese è concretamente al lavoro per riportare a Torino il calciatore, già protagonista in granata tra il 2011 e il 2015. La trattativa è in corso e sul tavolo ci sarebbe l’ipotesi di un contratto della durata di un anno.

Darmian, grazie alla sua esperienza, duttilità e affidabilità, potrebbe rappresentare un rinforzo prezioso per la squadra, offrendo diverse soluzioni sulla fascia e in difesa.

Il Torino prova dunque a chiudere un’operazione dal forte valore simbolico, ma anche interessante dal punto di vista economico. Il ritorno non è ancora definito, ma la trattativa procede: Darmian è sempre più vicino a un nuovo capitolo della sua storia granata.

Orsolini Bologna, il matrimonio continua! Rinnovo fino al 2031 per un’autentica firma da bandiera

Orsolini Bologna, accordo per il rinnovo di contratto fino al 2031 per l’esterno rossoblù

Il matrimonio sportivo tra Riccardo Orsolini e il Bologna è destinato a proseguire su basi ancora più solide, consolidando una delle storie di appartenenza più significative del calcio italiano contemporaneo. La dirigenza felsinea e i rappresentanti del calciatore hanno infatti perfezionato ogni dettaglio dell’accordo per il prolungamento contrattuale, blindando l’esterno d’attacco ed evitando qualsiasi sirena di mercato in vista delle prossime stagioni secondo Sky.

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I dettagli dell’intesa: contratto blindato fino al 2031

La fumata bianca è arrivata al termine di una trattativa condotta con la volontà condivisa di prolungare un percorso iniziato anni fa. La firma apposta sul nuovo documento legherà l’ala marchigiana alla società emiliana fino al 30 giugno 2031. Questo prolungamento su scala pluriennale equivale a un vero e proprio patto di fidelizzazione, a dimostrazione di come l’atleta consideri il club rossoblù la piazza ideale per esprimere la fase centrale e matura della propria carriera. Da parte sua, la proprietà garantisce al giocatore una centralità assoluta all’interno delle gerarchie tecniche e delle strategie future.

Storia di una bandiera: dai primi passi ai record in rossoblù

La sigla sul rinnovo consacra definitivamente l’esterno offensivo come autentico punto di riferimento per l’intero ambiente bolognese. Sbarcato in Emilia nel corso della stagione 2017/18, il classe 1997 ha vissuto una maturazione costante che lo ha visto trasformarsi da giovane promessa a certezza assoluta del campionato. I numeri testimoniano in maniera inconfutabile l’impatto avuto sulla storia recente del club:

  • Consistenza sul campo: Un totale di 273 presenze ufficiali accumulate con la casacca emiliana tra tornei nazionali e coppe.
  • Incisività sotto porta: Ben 75 gol realizzati, una cifra che lo colloca tra i marcatori più prolifici della storia recente della squadra.
  • Leadership nello spogliatoio: Un ruolo da trascinatore e carismatico punto di congiunzione tra gruppo, staff tecnico e tifoseria.

Prospettive e stabilità per la rosa emiliana

Garantirsi la permanenza a lunghissimo termine di una figura così rappresentativa consente al Bologna di affrontare le imminenti sfide stagionali con una colonna portante già solida e rodata. La certezza di poter contare sulla classe, sulle accelerazioni e sull’esperienza di Orsolini rappresenta la migliore garanzia per proseguire il percorso di crescita ai vertici del calcio italiano.

Lione, esordio da sogno per Openda! Subito gol al Fenerbahce per l’ex Juventus

Lione, Lois Openda lascia subito il segno all’esordio: gol contro il Fenerbahce per l’ex Juventus

Inizio da incorniciare per Loïs Openda nella sua nuova avventura con la maglia dell’Olympique Lione. Il centravanti belga, trasferitosi in prestito dalla Juventus durante l’attuale finestra estiva per trovare maggiore continuità sul rettangolo verde, ha impiegato pochissimi minuti per mettersi in evidenza e conquistare la fiducia del suo nuovo ambiente. Alla primissima apparizione ufficiale con la compagine transalpina, la punta ha subito lasciato la propria firma con una marcatura pesante e d’autore.

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Il sigillo decisivo nei preliminari di Champions League

L’allenatore dei francesi Paulo Fonseca non ha esitato a lanciarlo dal primo minuto nell’impegnativa gara d’andata dei preliminari di Champions League, disputata sul caldissimo campo dei turchi del Fenerbahce. In un’atmosfera ambientale particolarmente complessa, l’attaccante ha dimostrato un’immediata intesa con i nuovi compagni di reparto e un cinismo di altissimo profilo sotto porta.

Al 40′ della prima frazione di gioco, l’ex calciatore bianconero si è smarcato con grande tempismo nel cuore dei sedici metri avversari. Sfruttando al meglio un millimetrico traversone scodellato dalla trequarti dal compagno Corentin Tolisso, il classe 2000 ha svettato imperiosamente di testa, indirizzando il pallone nell’angolo alle spalle dell’estremo difensore di casa con un’incornata precisa che ha sbloccato l’incontro e portato in vantaggio il club francese.

Un riscatto personale dopo la parentesi a Torino

La rete messa a segno al debutto costituisce un segnale chiarissimo inviato sia alla dirigenza torinese sia al panorama calcistico continentale. Dopo la parentesi vissuta all’ombra della Mole — caratterizzata da un utilizzo discontinuo e da difficoltà nell’impostazione tattica —, il centravanti intende ritrovare la brillantezza e la continuità realizzativa che ne avevano decretato l’ascesa a livello internazionale nelle stagioni precedenti.

L’immediato feeling dimostrato con lo scacchiere tattico del Lione e la freddezza evidenziata nella prima fondamentale uscita europea rappresentano la migliore premessa per un’annata da assoluto protagonista. In vista della sfida di ritorno e del prosieguo della campagna continentale, la potenza e il fiuto del gol di Openda si preannunciano già come un fattore determinante per le ambizioni del Lione.

Calciomercato Fiorentina, duello tra Torino e Hull City per Niccolò Fortini: i granata stuzzicano particolarmente il classe 2006

Calciomercato Fiorentina, Niccolò Fortini è nel mirino di Torino e Hull City: qual è la posizione del classe 2006 sul suo futuro

Il futuro di Niccolò Fortini continua a rappresentare uno dei nodi più avvincenti di questa sessione estiva di calciomercato. Il promettente esterno difensivo, classe 2006 di proprietà della Fiorentina, non ha ancora sciolto le riserve sul percorso da intraprendere per il prosieguo della propria crescita. Nonostante il pressante interesse giunto d’oltremanica, il giovane atleta preferisce vagliare con estrema prudenza ogni opzione sul tavolo, prendendosi il tempo necessario prima di concedere un’apertura formale ai club interessati. Lo riporta Gianluca Di Marzio.

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Il corteggiamento dell’Hull City e la sirena d’oltremanica

Dall’Inghilterra è giunto un affondo concreto da parte dell’Hull City, compagine militante nel campionato britannico che ha individuato nel gioiello della cantera gigliata il rinforzo ideale per la propria batteria d’esterni. La prospettiva di cimentarsi in un torneo fisico e competitivo come quello d’oltremanica costituisce una vetrina di notevole spessore, ma la giovane promessa non ha ancora dato il proprio benestare al trasferimento a titolo definitivo nel Regno Unito.

La tentazione Torino e la permanenza in Italia

A frenare la pista estera è stato il deciso inserimento del Torino. La possibilità di rimanere nel massimo campionato italiano e indossare la casacca granata esercita un fascino crescente sulla mente del calciatore, sempre più attratto dall’idea di proseguire la maturazione nel panorama calcistico nazionale. La dirigenza del club piemontese sta lavorando a stretto contatto con la società toscana per impostare l’operazione sulla base di un prestito con diritto di riscatto, formula gradita ai granata per saggiare il potenziale del ragazzo sul lungo periodo.

Giornate decisive per la scelta del talento viola

Con entrambe le società in piena corsa e fortemente determinate ad assicurarsi le sue prestazioni, la decisione finale spetterà ora al diretto interessato. Per la Fiorentina, l’obiettivo primario resta quello di garantire al proprio tesserato un contesto capace di offrirgli continuità di minutaggio e un ruolo centrale nel progetto sportivo. I prossimi giorni saranno dunque determinanti per capire se il futuro di Fortini parlerà inglese o se la sua carriera proseguirà all’ombra della Mole.

Allarme Bayern Monaco, nuovo problema fisico per Jamal Musiala: ansia in casa bavarese per le condizioni del tedesco. Arriva il suo annuncio!

Altro infortunio in casa Bayern Monaco per Jamal Musiala: le sue condizioni e cosa sta succedendo

Clima di forte apprensione nell’ambiente del Bayern Monaco attorno alle condizioni di salute di Jamal Musiala. Il gioiello della compagine bavarese ha infatti subito un nuovo e preoccupante stop nel corso dell’ultima sfida non ufficiale della formazione di Monaco, alimentando forti dubbi sui suoi attuali livelli di tenuta atletica.

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Il nuovo episodio nel test contro l’Heidenheim

Nel corso del test match amichevole disputato contro l’1. FC Heidenheim, il giovane fantasista è stato costretto ad abbandonare la contesa soltanto pochissimi minuti dopo aver fatto il suo ingresso sul terreno di gioco a gara in corso. La delicatezza del momento è apparsa evidente fin dai primi istanti: i componenti del personale medico sono corsi tempestivamente sul rettangolo verde per prestare soccorso, mentre i compagni di squadra si sono posizionati attorno al giocatore per schermarlo dagli sguardi e dalle telecamere. Una volta completati i primi accertamenti rapidi sul prato, il trequartista ha imboccato la via verso gli spogliatoi accompagnato dallo staff sanitario, apparendo vistosamente provato e stordito.

Il precedente crollo e la seduta individuale

Questo ulteriore inconveniente va ad appesantire un quadro clinico già finito sotto osservazione di recente. Soltanto qualche giorno prima, infatti, il talento tedesco era caduto a terra improvvisamente a ridosso del fischio finale della gara amichevole vinta per 3-1 dai bavaresi contro l’RB Lipsia. Gli strascichi di quel malore avevano poi impedito al calciatore di presenziare alla tradizionale giornata di presentazione del gruppo di fronte alla tifoseria presso il campus della società, costringendolo a svolgere unicamente una seduta di lavoro differenziato e individuale. Il nuovo stop rimette ora in discussione l’effettiva disponibilità del classe 2003.

La spiegazione della dirigenza con Max Eberl

A fare il punto sulla delicata situazione è arrivato l’intervento del direttore sportivo dei bavaresi, Max Eberl, che ai microfoni del quotidiano BILD ha rilasciato le seguenti dichiarazioni sulla vicenda: “Jamal ne parlerà nei prossimi giorni. Ne eravamo a conoscenza e siamo consapevoli della situazione. Jamal si esprimerà. È nello spogliatoio, si sta cambiando e facendo la doccia”.

Ecco il comunicato di Musiala: «Prima di tutto – sto bene! Sopra ogni cosa, sono incredibilmente grato per tutti i vostri messaggi e il vostro supporto! Capisco che molti di voi sono preoccupati. Voglio tranquillizzare quelle preoccupazioni oggi e spiegare un po’ di più: mi è stata diagnosticata una serie di episodi brevi e temporanei di assenza che sono facilmente trattabili e sono causati da una disfunzione neurologica. Questi possono portare ai momenti che si sono verificati di recente, come contro il Lipsia e ora a Heidenheim. So che possono sembrare spaventosi a prima vista – ma per me, al momento, sono semplicemente parte della mia vita quotidiana. Sto ricevendo le migliori cure mediche possibili a questo riguardo, e sono molto ottimista. FC Bayern e le persone a me più vicine sono sempre al mio fianco e mi sostengono in questo percorso.

Quello che è importante è che non c’è alcun rischio aggiuntivo per la salute oltre a questo. In stretta consultazione e comunicazione regolare con gli specialisti, è stato mio desiderio personale affrontare questa sfida e, con l’approvazione degli specialisti neurologici, continuare a fare ciò che mi aiuta di più nel mio recupero: semplicemente vivere la mia vita quotidiana e continuare a perseguire la mia passione di giocare a calcio. Ho assunto la responsabilità di quella decisione. Nel complesso, ho una sensazione molto positiva e sono su una buona strada. Quello che mi aiuta di più lungo il cammino è continuare a inseguire vittorie e titoli con la mia squadra, con il vostro incredibile supporto. Spero che questo vi aiuti a capirmi meglio. Allo stesso tempo, chiedo la vostra comprensione per il fatto che vorrei continuare a tenere questa questione all’interno del cerchio dei miei confidenti più stretti, del club e degli esperti.

Grazie mille»

Circati lascia il Parma e vola al Benfica, è fatta! Cifre e dettagli del trasferimento del difensore australiano

Circati Benfica: è fatta! Accordo trovato con il Parma per il trasferimento del difensore australiano

Il calciomercato estivo registra un’operazione di rilievo in uscita per il calcio italiano: Alessandro Circati è pronto a vestire la maglia del Benfica. La trattativa tra il Parma e il prestigioso club portoghese si è conclusa positivamente dopo il raggiungimento di un accordo verbale. L’operazione a titolo definitivo porterà nelle casse dei crociati una cifra di 20 milioni di euro più bonus, garantendo una plusvalenza da record per la società emiliana e un salto di qualità fondamentale per la carriera del giovane. Lo riporta Fabrizio Romano.

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La crescita nel Parma e il benestare del difensore

Il difensore centrale australiano, in possesso anche del passaporto italiano, si è imposto nelle ultime stagioni come uno dei prospetti arretrati più interessanti ed affidabili del panorama continentale. Dotato di un’imponente stazza fisica, di grande tempestività negli interventi e di una spiccata personalità nella gestione del pallone in fase di impostazione dal basso, il classe 2003 ha attirato l’attenzione dei principali osservatori europei. Di fronte al forte interesse e al progetto tecnico illustrato dalle Aquile di Lisbona, è arrivato il tempestivo via libera dal giocatore, entusiasta all’idea di mettersi alla prova nella Liga Portugal e di competere sui palcoscenici europei.

I dettagli economici e le fasi conclusive del trasferimento

L’offerta formulata dai lusitani ha soddisfatto appieno le richieste della dirigenza del Parma, premiando il lavoro svolto dal club nella valorizzazione dei propri giovani. Con l’intesa ormai definita tra tutte le parti in causa, gli uffici legali delle due società sono al lavoro per completare lo scambio formale della documentazione. Nelle prossime ore il calciatore volerà in Portogallo per sottoporsi alle consuete visite mediche di rito e porre la firma sul contratto che lo legherà ufficialmente alla compagine di Lisbona per le prossime stagioni.

Palermo, Perin idea concreta per la porta: apertura del giocatore, la Juve valuta la formula

Palermo su Mattia Perin dopo l’infortunio di Joronen: contatti avviati, nodo ingaggio e possibile operazione in prestito con riscatto

Il Palermo si muove con decisione sul mercato dei portieri e ha individuato in Mattia Perin uno dei profili principali per rinforzare il reparto. Secondo quanto riportato da Sportitalia, il club rosanero ha avviato contatti concreti per il portiere della Juventus, diventato potenzialmente sacrificabile dopo l’arrivo ufficiale di Guglielmo Vicario.

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La necessità del Palermo nasce soprattutto dall’infortunio di Joronen, costretto a fermarsi almeno fino a novembre per un problema alla spalla rimediato in Coppa Italia contro il Lecce. La società siciliana, intenzionata a costruire una squadra competitiva per puntare al ritorno in Serie A, vuole quindi intervenire rapidamente.

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Palermo-Perin, apertura del portiere al trasferimento

Da parte di Perin sarebbe già arrivata una prima apertura al possibile trasferimento in Sicilia. Il portiere ex Genoa valuterebbe positivamente il progetto rosanero, soprattutto davanti alla prospettiva di un contratto fino al 2029 da circa 2 milioni di euro a stagione.

Proprio l’ingaggio rappresenta però uno dei principali aspetti da definire. I contatti tra Palermo, Juventus e l’entourage del giocatore sono orientati a trovare un equilibrio economico che possa rendere sostenibile l’operazione.

Se le distanze verranno ridotte, il club allenato da Filippo Inzaghi potrebbe provare ad accelerare.

Perin al Palermo, le possibili formule dell’operazione

La prima soluzione valutata dal Palermo sarebbe un acquisto a titolo definitivo, ma molto dipenderà dalle richieste della Juventus.

In alternativa potrebbe prendere corpo l’ipotesi di un prestito con diritto di riscatto, eventualmente trasformabile in obbligo al raggiungimento di determinate condizioni. Tra i parametri potrebbero rientrare il numero di presenze del portiere e soprattutto la promozione del Palermo in Serie A.

Juventus, l’arrivo di Vicario cambia le gerarchie

L’arrivo di Vicario ha modificato profondamente gli equilibri tra i pali della Juventus. L’ex Tottenham è destinato a essere il nuovo titolare di Luciano Spalletti, mentre Carlo Pinsoglio resterà come terza scelta.

Restano quindi da definire le posizioni di Perin e Michele Di Gregorio. Proprio le difficoltà nel piazzare quest’ultimo, anche a causa dell’ingaggio, potrebbero spingere la Juventus a valutare con maggiore attenzione una cessione di Perin.

Il Palermo resta quindi alla finestra, ma la pista è concreta: il giocatore ha aperto, i contatti sono partiti e ora servirà trovare la formula giusta per provare a chiudere l’operazione.

Milan, Cardinale batte un altro colpo e rompe gli indugi: l’arrivo di Moreira cambia il mercato rossonero

Milan, l’investimento da oltre 60 milioni potenziali per Diego Moreira rappresenta un segnale forte della proprietà dopo settimane di apparente immobilismo

Per quasi quaranta giorni il mercato del Milan ha trasmesso una sensazione di attesa. Poche operazioni, molte valutazioni e la percezione che ogni investimento dovesse essere preceduto da una cessione. Poi è arrivata l’accelerazione per Diego Moreira, operazione che può superare complessivamente i 60 milioni di euro e che cambia inevitabilmente la lettura dell’estate rossonera.

Al di là del valore tecnico del giocatore, il significato dell’affare riguarda soprattutto Gerry Cardinale e il messaggio lanciato dalla proprietà. Questa volta il Milan non ha aspettato un’occasione favorevole, ma ha deciso di investire con decisione su un profilo considerato strategico.

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Milan-Moreira, un investimento che cambia il giudizio sul mercato

Nelle ultime settimane una parte dell’ambiente rossonero aveva manifestato perplessità per un mercato apparentemente bloccato. Il club sembrava concentrato soprattutto sulla sostenibilità economica e poco disposto a sostenere operazioni particolarmente onerose.

L’arrivo di Moreira modifica almeno in parte questo scenario. Lo Strasburgo aveva fissato una valutazione importante e il Milan, invece di abbandonare la trattativa, ha scelto di accelerare.

È proprio questo uno dei segnali maggiormente richiesti alla proprietà: non spendere senza criterio, ma essere pronta a investire quando viene individuato un calciatore ritenuto determinante per il progetto.

Cardinale, un segnale di ambizione ma il mercato non è finito

Un singolo acquisto non può naturalmente cancellare tutti i dubbi emersi durante l’estate. Il Milan deve ancora completare la rosa, risolvere alcune situazioni in uscita e dimostrare che l’investimento su Moreira non rappresenti un episodio isolato.

Il prezzo, inoltre, non garantisce automaticamente il rendimento sul campo. Sarà il giocatore a dover dimostrare di valere la fiducia ricevuta, mentre la società dovrà accompagnare questo investimento con altre scelte coerenti.

Resta però un elemento evidente: dopo settimane di prudenza, Cardinale ha deciso di alzare il livello dell’investimento.

Milan, adesso servono altre conferme

La vera valutazione sul mercato rossonero arriverà soltanto alla chiusura della sessione. Moreira, però, rappresenta già un cambio di passo importante.

Il Milan ha scelto di non limitarsi alle opportunità, ma di creare le condizioni per assicurarsi uno dei propri obiettivi principali. Un segnale di ambizione che dovrà adesso essere accompagnato dagli ultimi rinforzi e, soprattutto, dai risultati.

Per Cardinale è soltanto un primo esame superato. Ma dopo settimane di attesa, il Milan ha finalmente battuto un pugno sul tavolo del mercato.

Real Madrid, Mourinho si presenta: «Questa fase è più speciale della prima». Il messaggio ai giocatori

José Mourinho torna sulla panchina del Real Madrid: contratto fino al 2029 e parole cariche di entusiasmo durante la presentazione ufficiale al Bernabeu

Giornata di presentazioni in casa Real Madrid, dove José Mourinho ha iniziato ufficialmente il suo secondo mandato sulla panchina dei blancos. Il presidente Florentino Perez ha accolto nuovamente il tecnico portoghese, che ha firmato un contratto valido fino al 30 giugno 2029.

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Nel corso della cerimonia Mourinho ha ricevuto alcuni doni simbolici prima di parlare davanti ai media, raccontando le emozioni legate al ritorno in un club che ha segnato una parte importante della sua carriera.

Mourinho e il ritorno al Real Madrid

L’ex allenatore di Inter e Roma ha spiegato come questa seconda esperienza a Madrid abbia per lui un significato ancora più profondo rispetto alla prima.

«La prima volta che sono arrivato a Madrid ero il top a livello professionale. Ma ora oltre a quello c’è anche l’aspetto emotivo e affettivo, quindi penso che questa fase sia più speciale della prima».

Per Mourinho il ritorno al Real rappresenta però anche una nuova responsabilità, con l’obiettivo di costruire una squadra ambiziosa e una mentalità condivisa da tutto l’ambiente.

Mourinho: lavoro, responsabilità e ambizione

Il tecnico portoghese ha quindi chiarito quali saranno i principi alla base del suo nuovo percorso alla guida dei blancos.

«Sento che questa è una missione e che va oltre le parole. Sono qui per aiutare tutti a migliorare e per creare una cultura del lavoro, della responsabilità e dell’ambizione».

Parole che delineano subito il tipo di approccio che Mourinho vuole trasmettere alla squadra e all’intero club.

Il messaggio di Mourinho ai giocatori del Real Madrid

Il nuovo allenatore ha infine rivolto un messaggio diretto ai suoi calciatori, sottolineando il peso della maglia e l’importanza di rappresentare il Real Madrid ogni giorno.

«Ho anche il desiderio di instillare la responsabilità e l’onore di lavorare per il Real Madrid. La cosa più importante è lavorare per il Real Madrid, e voglio che sia così per tutti a Valdebebas. Quello che posso dire alla gente è che sono uno di voi, lo sono sempre stato da quando me ne sono andato».

Per Mourinho comincia così un nuovo capitolo della sua storia con il Real Madrid, questa volta con un legame emotivo ancora più forte e con l’obiettivo di riportare il club ai massimi livelli.

Fiorentina, Joao Mario si presenta: «Ora ho molta voglia di dimostrare il mio calcio». Poi Grosso, la Juventus e il futuro

Joao Mario parla da nuovo giocatore della Fiorentina: il passato alla Juventus e al Bologna, il rapporto con Fabio Grosso, la concorrenza e non solo

Joao Mario si è presentato ufficialmente come nuovo giocatore della Fiorentina. Nel corso della conferenza stampa, il terzino portoghese ha ripercorso la sua esperienza in Italia, soffermandosi sulle difficoltà incontrate alla Juventus, sul successivo passaggio al Bologna e sulle motivazioni che lo hanno convinto ad accettare il progetto viola.

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Spazio anche al rapporto con Fabio Grosso, alla concorrenza con Alex Jimenez, alla possibilità di tornare in Nazionale e alla speranza di trasformare il prestito alla Fiorentina in una permanenza definitiva.

Joao Mario tra Juventus, Bologna e Fiorentina

L’ESPERIENZA ALLA JUVENTUS – «L’anno scorso alla Juventus c’era un campo diverso da quello portoghese. Mi sono dovuto adattare in un nuovo paese, nel calcio ci sono molti fattori che non sono funzionati. Ma ho sempre cercato di dare il meglio. Non ho giocato quanto mi aspettavo alla Juve per sono andato a Bologna per dimostrare che potevo essere utile in Serie A. Lì le cose sono migliorate. È stata una scommessa vinta. Ora ho molta voglia di dimostrare il mio calcio».

Il portoghese ha poi tranquillizzato sulle proprie condizioni fisiche, dopo essere stato gestito con cautela negli ultimi giorni.

LE CONDIZIONI FISICHE – «È stato per prevenzione e voglio essere già pronto per la Roma».

Joao Mario e il contributo offensivo

Uno degli aspetti più interessanti del suo gioco riguarda la capacità di accompagnare l’azione e incidere negli ultimi metri, come già mostrato con il primo assist in maglia viola.

ASSIST E PROPENSIONE OFFENSIVA – «Io non ho fatto patti. Io ho un gioco offensivo e spero di poter aiutare la squadra in questo senso. Posso fare assist, segnare, faccio il meglio per aiutare la squadra. Sono contento dell’assist, ma il gesto di Moise è stato incredibile».

L’adattamento alla Serie A

L’esperienza italiana ha obbligato Joao Mario a modificare alcune caratteristiche del proprio calcio, confrontandosi con un campionato più tattico e fisico rispetto a quello portoghese.

LA CRESCITA IN ITALIA – «Uscire dalla confort zone è stato importante. Ho imparato tanto sul calcio italiano, che è un calcio più tattico e fisico. Posso miglioare molto in questo campionato e farò di tutto per poter crescere e dare il massimo per la Fiorentina dato che sono qui per questo».

LE DIFFERENZE CON IL PORTOGALLO – «In Serie A ci sono soluzioni offensive più difficili da trovare. Io cerco di trovare le soluzioni in base alle mie caratteristiche. Qui ci sono giocatori top, e per me è una grande sfida».

Gli obiettivi con la Fiorentina e la Nazionale

L’ambizione non manca, anche se il portoghese preferisce procedere gradualmente senza fissare immediatamente traguardi precisi per la stagione.

GLI OBIETTIVI DELLA FIORENTINA – «La Fiorentina è una squadra che è partita forte, il progetto mi è piaciuto moltissimo. Sto affrontando questa sfida con entusiasmo. Gli obiettivi li costruiremo partita per partita».

Tra i traguardi personali c’è anche quello di riconquistare spazio con la Nazionale portoghese.

IL RITORNO IN NAZIONALE – «Sì assolutamente, è una mia ambizione. Chiaramente farò sempre di tutto per raggiungere questo obiettivo».

Joao Mario e la fase difensiva

Il terzino ha sottolineato anche i progressi compiuti nella fase senza pallone, uno degli aspetti fondamentali per imporsi definitivamente in Serie A.

I MIGLIORAMENTI DIFENSIVI – «Io cerco di migliorare tutti i giorni e anche nell’anno che ho passato qui ho fatto progressi. Ma spero di continuare a farlo sotto questo aspetto».

Il rapporto con Fabio Grosso

Particolare entusiasmo emerge parlando di Fabio Grosso e delle idee tattiche del nuovo allenatore viola.

LE IDEE DI GROSSO – «Lui è giovane, con idee nuovo che ama un calcio offensivo e vuole una squadra intensa: è attraente per me essere allenato da lui. Penso che con lui possa esserci una buona stagione. Ha uno stile di gioco ideale per noi: non vedo l’ora di cominciare. Indicazioni con il Benevento? Grosso vuole equilibrio, io e l’altro terzino ci dobbiamo alternare in fase difensivo e offensivo per compensarci».

La concorrenza con Alex Jimenez

L’arrivo alla Fiorentina porta con sé anche una concorrenza importante sulle corsie laterali. Joao Mario considera però la presenza di Alex Jimenez uno stimolo ulteriore.

LA CONCORRENZA CON JIMENEZ – «Alex è un ottimo giocatore, con qualità. E questo è molto positivo per la squadra. Per miglioare e superare giorno dopo giorno le difficoltà. Io posso giocare sia alto che basso sia a destra che a sinistra ma anche come esterno alto. Ho già parlato di questo col mister, me lo ha chiesto. In passato ho fatto anche questi ruoli».

La duttilità potrebbe dunque rappresentare una delle armi principali del portoghese, utilizzabile sia sulle due fasce sia in posizione più avanzata.

Joao Mario spera di restare alla Fiorentina

Infine, il nuovo giocatore viola ha raccontato cosa lo abbia convinto ad accettare la proposta della Fiorentina e non ha nascosto la volontà di trasformare questa esperienza in qualcosa di duraturo.

IL PROGETTO E IL FUTURO IN VIOLA – «Mi è piaciuto il progetto e l’ambizione del club. Siamo una squadra con grande qualità e questo è importante per mantenere sempre alta competitività: è segno che siamo una grande squadra ed è motivo di orgoglio. Sono qui in prestito, cercherò di fare una grande stagione e spero vivamente di rimanere».

Vicario ufficiale alla Juventus: la vera storia di sacrifici e resilienza del nuovo portiere bianconero – VIDEO di Marco Baridon

Vicario è ufficialmente il nuovo portiere della Juventus: una storia di sacrifici e resilienza – VIDEO di Marco Baridon

Il percorso che ha condotto Guglielmo Vicario a difendere i pali della Juventus è un racconto di tenacia, sacrificio e tappe conquistate sul campo senza sconti. Muovendo i primi passi nel settore giovanile dell’Udinese, la presenza di coetanei di livello come Alex Meret, Simone Scuffet e Samuele Perisan ne ha inizialmente limitato lo spazio. L’amarezza si è concretizzata durante un provino con il Pordenone, concluso con un giudizio perentorio: «Lascia stare, non giocheresti mai». Senza perdersi d’animo, il portiere friulano ha scelto di ripartire dal basso, firmando a 18 anni con il Fontanafredda in Serie D. In assenza di un’automobile propria, affrontava ogni giorno un tragitto di oltre 60 chilometri combinando autobus e treni pur di svolgere le sedute d’allenamento senza trascurare gli studi.

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La gavetta tra i professionisti, l’Azzurro e l’impegno sociale

La determinazione dell’estremo difensore ha premiato una crescita costante e graduale, maturata attraverso le esperienze con le maglie di Venezia, Perugia, Cagliari ed Empoli. Curiosamente, la parabola dell’atleta non ha mai attraversato la trafila delle selezioni giovanili nazionali. Il debutto con la Nazionale maggiore è giunto soltanto all’età di 26 anni, quando il commissario tecnico Luciano Spalletti lo ha schierato da titolare nell’amichevole vinta per 2-0 contro l’Ecuador. Parallelamente al terreno di gioco, la figura dell’atleta si è distinta per una spiccata sensibilità umana: nel 2022 ha accolto nella casa di famiglia a Udine i profughi ucraini Hanna e il piccolo Milan, aiutando il bambino nell’apprendimento della lingua italiana.

Il fenomeno “Venom”, il trionfo al Tottenham e la svolta bianconera

Soprannominato Venom per la straordinaria reattività nelle uscite — simboleggiata dalla celebre tripla parata eseguita nel giro di tre secondi contro la Roma —, il classe 1996 è noto anche per la cura maniacale dell’attrezzatura, dimostrata riconoscendo a occhi chiusi i modelli di guantoni durante un blind test. Nell’estate del 2023 si è concretizzato il trasferimento al Tottenham, favorito da un colloquio diretto con il tecnico Ange Postecoglou che lo ha convinto al punto da ammettere: «Sarei andato in Inghilterra anche a piedi».

A Londra, primo friulano a calcare i prati della Premier League, è diventato ben presto un idolo dei tifosi, che gli hanno dedicato un coro intonato sulle note di Volare di Domenico Modugno. L’esperienza d’oltremanica è culminata con la conquista della Europa League 2024/25, trofeo che ha preceduto il definitivo ritorno in Italia per indossare la maglia della Juventus.

Calciomercato Como: accelerata per Ricci! Contatti nelle ultime ore con il Milan, su cosa si sta lavorando per la fumata bianca

Calciomercato Como: accelerata per Samuele Ricci! Contatti avvenuti con il Milan, cosa sta succedendo nella trattativa

Il Como spinge con decisione sull’acceleratore per assicurarsi le prestazioni di Samuele Ricci, avviando un nuovo round di trattative con il Milan. I nuovi contatti avvenuti nelle ultime ore secondo Romano e Moretto testimoniano la ferma volontà della società lariana di regalare alla propria rosa un innesto di grande qualità per la mediana, con le due società attualmente impegnate in colloqui diretti per trovare il punto d’incontro definitivo.

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La formula dell’accordo: il nodo centrale della negoziazione

Nel dialogo serrato tra i due club, la formula dell’accordo sarà il fattore chiave per sbloccare positivamente l’operazione. Le dirigenze stanno lavorando per individuare la struttura contrattuale più idonea, capace di bilanciare le esigenze di bilancio del Como con le garanzie economiche e di valorizzazione pretese dal Milan. Sul tavolo delle negoziazioni si valutano diverse opzioni, tra le quali spiccano l’ipotesi di un prestito con diritto di riscatto oppure un obbligo condizionato al raggiungimento di determinati traguardi sportivi nel corso della stagione.

Pieno gradimento del giocatore e termini personali già archiviati

Un tassello decisivo a favore del buon esito della trattativa è rappresentato dalla totale disponibilità manifestata dal centrocampista. Ricci ha dato il suo ok ad unirsi al Como, attratto dalla solidità del progetto societario e dalle prospettive tecniche offerte dal club lombardo. Sul fronte dell’ingaggio e della durata del contratto non si registrano complicazioni: i termini personali non sono un problema, grazie all’intesa di massima già raggiunta tra la dirigenza e l’entourage del calciatore.

L’impatto di Ricci nello scacchiere tattico del Como

L’eventuale tesseramento del mediano azzurro garantirebbe un salto di qualità notevole per il reparto centrale della squadra:

  • Geometria e visione di gioco: Abile nel dettare i tempi della manovra, offre un’eccellente pulizia nei passaggi e capacità di gestione del pallone sotto pressione.
  • Dinamismo e interdizione: Oltre alle qualità tecniche, garantisce un apporto fondamentale in fase di non possesso e nel recupero palla.
  • Continuità d’impiego: La piazza lariana rappresenterebbe l’ambiente ideale per trovare un minutaggio costante da titolare e consolidare il proprio percorso di crescita.

Con il gradimento del giocatore già formalizzato, le prossime ore saranno determinanti per comprendere se Como e Milan riusciranno a definire i dettagli sulla formula del trasferimento e giungere alla fumata bianca.

Clamoroso Torino, offerta rifiutata del Partizan Belgrado per Ognjen Ugresic!

Torino, offerta al Partizan Belgrado per Ognjen Ugresic che è stata rifiutata! Ecco cosa è successo

Calciomercato Torino ultimissime: il Torino prosegue la propria ricerca di giovani profili ad alto potenziale sul panorama internazionale, mettendo nel mirino uno dei prospetti più interessanti del calcio balcanico. La dirigenza granata ha infatti bussato alle porte del Partizan Belgrado per Ognjen Ugrešić, brillante talento serbo classe 2006. La trattativa ha tuttavia riscontrato un primo ostacolo significativo: la società di Belgrado ha rifiutato un’offerta da circa 6 milioni di euro presentata dal club piemontese secondo Orazio Accomando. La posizione dei vertici serbi resta rigida, con una richiesta di 8 milioni di euro cash per concedere il via libera al trasferimento.

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Chi è Ognjen Ugrešić: carriera e caratteristiche del talento serbo

Nato nel 2006 e cresciuto nel prestigioso vivaio del Partizan Belgrado — storicamente una delle fucine di campioni più rinomate del continente —, Ognjen Ugrešić si è rapidamente imposto come uno dei profili più promettenti della sua generazione. Le sue prestazioni nel settore giovanile e nelle selezioni nazionali giovanili della Serbia ne hanno messo in luce una maturità calcistica superiore rispetto alla giovane età.

Dal punto di vista tattico e strutturale, Ugrešić incarna la figura del centrocampista moderno e completo:

  • Struttura fisica e dinamismo: Possiede un’imponente stazza atletica che gli consente di dominare i duelli individuali in mezzo al campo e di garantire sostanza sia in fase di interdizione sia nei recuperi palla.
  • Qualità tecnica e geometria: Dotato di un’ottima visione di gioco e di una personalità spiccata nel gestire la sfera sotto pressione, si distingue per la pulizia nei passaggi e per la capacità di verticalizzare l’azione con grande precisione.
  • Duttilità tattica: Capace di agire sia da mediano davanti alla difesa sia da mezzala d’inserimento, dimostra grande intelligenza nelle letture difensive e tempi d’inserimento senza palla.

Gli scenari di mercato e la tradizione granata

L’affondo per il gioiello del Partizan si inserisce nella collaudata strategia del Torino, da sempre attento ai talenti provenienti dal bacino dei Balcani per arricchire il proprio organico. La distanza di 2 milioni di euro tra la prima proposta avanzata dai granata e le pretese economiche dei serbi non appare incolmabile. I prossimi giorni chiariranno se la dirigenza piemontese deciderà di effettuare il rilancio decisivo per accontentare le richieste del Partizan e chiudere l’operazione. Sul giocatore c’è anche il Paok.

Blitz dell’Udinese, è fatta per Jovan Milosevic! Chi è il nuovo attaccante dei friulani, storia e identikit tecnico

L’Udinese ha preso Jovan Milosevic dello Stoccarda! Chi è, storia e caratteristiche tecniche

Calciomercato Udinese ultimissime: l’Udinese piazza un colpo strategico in prospettiva per il proprio reparto d’attacco: la trattativa per assicurarsi Jovan Milosevic è da considerarsi ufficialmente chiusa secondo Matteo Moretto. Il club friulano ha impresso un’accelerazione decisiva nelle ultime ore, inserendosi con forza nella corsa al calciatore di proprietà dello Stoccarda. A sbloccare definitivamente l’operazione è stata la presentazione di un’offerta scritta formulata direttamente alla società tedesca, una mossa fulminea che ha consentito ai bianconeri di anticipare e superare la concorrenza del Braga. Il promettente centravanti è atteso in Italia nelle prossime ore per sottoporsi alle consuete visite mediche di rito e firmare il contratto.

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Chi è Jovan Milosevic: profilo, carriera e caratteristiche del talento serbo

Nato nel luglio del 2005 a Cacak, Jovan Milosevic è considerato uno dei prospetti più nitidi del calcio balcanico emersi negli ultimi anni. Cresciuto nel settore giovanile della Vojvodina, si è fatto conoscere a livello internazionale nel maggio del 2022, trascinando la nazionale Serbia Under 17 fino alle semifinali dell’Europeo di categoria. In quella manifestazione si è laureato capocannoniere del torneo realizzando ben 5 reti in 5 incontri, prestazione che ha convinto lo Stoccarda a investire sul suo cartellino nell’estate del 2023.

Dal punto di vista strutturale e tattico, Milosevic incarna il profilo della punta centrale moderna:

  • Fisicità e dominanza aerea: Alto 192 centimetri, possiede una struttura imponenziale che gli consente di proteggere la palla, fare da riferimento per il gioco di sponda e dominare nei duelli fisici con i difensori avversari.
  • Qualità tecnica e mobilità: A dispetto del fisico possente, vanta una discreta sensibilità con il piede destro, un’ottima coordinazione nello stretto e una propensione a dialogare con i compagni lontano dall’area di rigore.
  • Fiuto del gol: Mostra una spiccata freddezza al momento della conclusione, abbinata a un posizionamento intelligente sugli sviluppi dei traversoni.

L’operazione condotta dalla dirigenza friulana si inserisce perfettamente nella storica filosofia del club, da sempre rinomato per la capacità di individuare giovani talenti internazionali prima della loro definitiva consacrazione. Per lo scacchiere tattico bianconero, l’arrivo dell’attaccante serbo garantisce freschezza, centimetri e un alto margine di miglioramento nel lungo periodo.

Mercato Bologna, interesse del Betis per Nicolò Cambiaghi: attesa la prima offerta, ecco la posizione del club rossoblù!

Mercato Bologna, Nicolò Cambiaghi è finito nel mirino del Betis: pronta la prima offerta, tutti i dettagli

Calciomercato Bologna ultimissime notizie: la sessione estiva di calciomercato del Bologna entra in una fase cruciale, bilanciando l’inserimento dei nuovi acquisti con la gestione dei pezzi pregiati presenti in organico. Dopo aver effettuato una profonda ristrutturazione della propria prima linea grazie agli arrivi di Artem Dovbyk dalla Roma e di Roberto Piccoli dalla Fiorentina, la dirigenza emiliana inizia a concentrare la propria attenzione anche sul capitolo delle possibili cessioni.

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Il Betis spinge per Cambiaghi: atteso l’affondo spagnolo

I riflettori della Liga spagnola si sono accesi in maniera concreta su Nicolò Cambiaghi secondo Gianluca Di Marzio. Il club andaluso del Betis ha infatti manifestato un forte gradimento per le caratteristiche dell’esterno offensivo italiano e si appresta a formulare una prima proposta ufficiale. La presentazione formale dell’offerta economica è calendarizzata per la giornata di martedì 18 agosto, data in cui gli emissari della società iberica recapiteranno sul tavolo dei rossoblù i dettagli della propria proposta.

La posizione del Bologna e il futuro dell’esterno

Nonostante il forte interesse proveniente dalla Spagna, la società felsinea mantiene una posizione di grande fermezza. Allo stato attuale, Cambiaghi non è considerato in uscita dai piani tecnici della squadra emiliana. La dirigenza valuta il giocatore come una risorsa estremamente preziosa all’interno delle rotazioni offensive, specialmente alla luce dell’impegnativa stagione e dei molteplici impegni ufficiali in calendario.

Tuttavia, di fronte all’arrivo formale della proposta finanziaria, il club adotterà una linea di pragmatismo:

  • Valutazione della proposta: La società provvederà a esaminare l’offerta del Betis soltanto dopo il suo effettivo deposito, analizzando l’importo fisso e la presenza di eventuali bonus.
  • Centralità nel progetto: L’eventuale via libera alla partenza sarà comunque subordinato alle valutazioni dello staff tecnico e alla sostenibilità complessiva dell’operazione.
  • Prospettive di mercato: Un peso rilevante lo avranno anche le decisioni dell’atleta in merito all’opportunità di cimentarsi in un campionato estero di primissimo livello.

I prossimi giorni saranno dunque determinanti per comprendere se l’interesse degli spagnoli porterà all’apertura di una trattativa concreta o se l’attaccante continuerà a essere un perno dell’attacco rossoblù per l’imminente stagione.

Lecce, Tiago Gabriel lascia il ritiro a pochi giorni dall’esordio in Serie A contro il Venezia: il motivo

Lecce, perché Tiago Gabriel ha lasciato il ritiro del club salentino a pochi giorni dal match di Serie A contro il Venezia

Il sipario sta per alzarsi sulla nuova stagione della Serie A 2026/2027, pronta a regalare emozioni fin dal weekend inaugurale. Tra le sfide più delicate del primo turno spicca il confronto diretto in chiave salvezza tra Venezia e Lecce, con la formazione salentina impegnata a gestire una breve parentesi logistica riguardante il difensore Tiago Gabriel.

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Lieto evento in casa salentina: Tiago Gabriel in permesso

A pochissimi giorni dal fischio d’inizio del debutto ufficiale in campionato, la società pugliese ha concesso una breve parentesi di riposo a uno dei pilastri del proprio reparto arretrato. Il centrale portoghese Tiago Gabriel è stato infatti autorizzato dalla dirigenza giallorossa ad assentarsi dal ritiro per quarantotto ore a causa di impellenti e lieti motivi personali. La decisione è legata alla nascita imminente del figlio del calciatore, con la moglie in procinto di partorire. La dirigenza e lo staff tecnico hanno mostrato immediata sensibilità verso le esigenze del tesserato, accordando il via libera temporaneo per consentirgli di stare accanto alla famiglia in questo momento fondamentale.

Presenza confermata per la sfida di domenica

Nonostante l’allontanamento temporaneo dal gruppo in preparazione, la disponibilità del difensore per l’esordio stagionale in laguna non appare minimamente a rischio. Salvo imprevisti dell’ultima ora, l’atleta rientrerà tempestivamente a disposizione dell’allenatore Eusebio Di Francesco per svolgere le ultime sedute tattiche prima del match contro il Venezia, fissato per domenica 23 agosto alle ore 18:30. Per la guida tecnica dei pugliesi si tratta di un’ottima notizia, vista la centralità che la colonna lusitana riveste nello scacchiere difensivo della squadra.

Al via la corsa per la salvezza e le prime risposte dal campo

Il confronto in terra veneta rappresenta un banco di prova immediato e di notevole rilevanza per entrambe le compagini, determinate a muovere subito la classifica per iniziare al meglio il percorso verso la permanenza nella massima serie. L’avvio del torneo porta con sé sempre grande curiosità: dai volti nuovi pronti a mettersi in mostra per la prima volta nel calcio italiano ai protagonisti reduci da un’ottima annata precedente. Per il Lecce, presentarsi ai nastri di partenza con l’organico al completo e il morale alto sarà fondamentale per affrontare le insidie della nuova stagione.

Guardiola, il divorzio e il dolore raccontato al Manchester City: «Non voglio bravi giocatori, voglio giocatori con passione»

Pep Guardiola si racconta nel documentario All or Nothing: la separazione da Cristina Serra, gli sfoghi con il Manchester City e il bisogno di fermarsi dopo dieci anni in Inghilterra

Il lato più personale di Pep Guardiola emerge con forza nella serie Amazon dedicata al Manchester City. L’allenatore spagnolo ha utilizzato anche la dolorosa separazione dall’ex moglie Cristina Serra per spiegare ai propri calciatori quanto ritenga fondamentale la passione, dentro e fuori dal campo.

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Dopo una sconfitta contro la Juventus in Champions League nella stagione 2024/25, Guardiola si rivolse infatti alla squadra facendo riferimento direttamente alla propria situazione familiare.

Guardiola, il divorzio e il discorso ai giocatori

IL DIVORZIO E LA PASSIONE – «Ho divorziato dalla donna più bella del pianeta: è mia moglie, o meglio, la mia ex moglie. E sapete perché? La amo incredibilmente, ma abbiamo perso la passione».

Subito dopo arrivò il collegamento con il calcio.

IL MESSAGGIO ALLA SQUADRA – «Lei mi ama, sì, ma abbiamo perso la passione. Ed è così che si gioca a calcio. Si gioca per qualcosa che si ha dentro, ma dov’è la passione? Nella vita, qualunque cosa tu faccia, falla con passione. Non voglio bravi giocatori, voglio giocatori con passione».

La crisi personale si intrecciò così con quella sportiva. Dopo un altro ko europeo, contro il Bayer Leverkusen, Guardiola mostrò nuovamente tutta la propria frustrazione.

LO SFOGO CON IL CITY – «Lascio la mia vita, il mio divorzio, la mia famiglia lontana… e tutto per voi. E cosa restituite? La prestazione di m…. che avete fatto. È una vergogna, ragazzi. E sapete cosa succederà: avrete un nuovo allenatore».

Guardiola e la necessità di fermarsi

Nel documentario lo spagnolo ammette apertamente quanto gli ultimi anni lo abbiano segnato anche lontano dal terreno di gioco.

LA FELICITÀ – Alla domanda «Sei un uomo felice», Guardiola risponde: «Nel mio lavoro, sì».

Dopo la conclusione della lunga esperienza al Manchester City e il mancato approdo sulla panchina dell’Italia, il tecnico sembra ora intenzionato a concedersi una pausa.

IL FUTURO – «Non so nemmeno io cosa farò. Sarà difficile tornare: ho bisogno di riflettere su molte cose avvenute nella mia vita personale. Ho bisogno di ritrovare me stesso in cose diverse. Ho bisogno di sedermi e staccare la spina per un po’. Questo è uno degli obiettivi principali».

Sul futuro resta aperta anche l’ipotesi di una riconciliazione con Cristina Serra, mentre Guardiola dovrà capire se e quando la nostalgia del calcio e della vittoria lo spingerà nuovamente verso una panchina.

Hossam Hassan, lite tra l’ex moglie e l’attuale compagna: il CT dell’Egitto sviene durante le vacanze

Hossam Hassan protagonista di un curioso episodio fuori dal campo: il commissario tecnico dell’Egitto avrebbe perso i sensi dopo una lite tra l’ex moglie e l’attuale compagna

Disavventura decisamente insolita per Hossam Hassan, leggenda del calcio egiziano e attuale commissario tecnico della Nazionale dell’Egitto. Il CT dei Faraoni, reduce dall’ottimo percorso disputato ai Mondiali 2026, sarebbe stato protagonista di un episodio poco piacevole durante le proprie vacanze estive.

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L’Egitto aveva superato il girone con Belgio, Nuova Zelanda e Iran, eliminando successivamente l’Australia ai rigori prima di arrendersi all’Argentina negli ottavi di finale, al termine di una partita persa in rimonta per 3-2.

Hossam Hassan, cosa sarebbe successo nel resort

Secondo quanto riferito da Sky News Arabia, Hassan si trovava in vacanza insieme alla propria moglie quando, nello stesso resort, avrebbe incontrato anche la sua ex moglie.

Tra le due donne sarebbe nata inizialmente una discussione, degenerata successivamente fino a un possibile contatto fisico. Il commissario tecnico egiziano avrebbe quindi cercato di intervenire per riportare la calma.

La tensione del momento avrebbe però avuto conseguenze sullo stesso Hassan, che sarebbe improvvisamente svenuto perdendo i sensi. Fortunatamente, secondo quanto emerso, l’episodio non avrebbe provocato conseguenze particolari e le condizioni dell’allenatore non desterebbero preoccupazione.

L’Inter manda un chiaro messaggio: Pio Esposito blindato fino al 2031 e stipendio più che raddoppiato. Alcune considerazioni sull’operazione

Inter-Pio Esposito, accordo vicino per il nuovo contratto: il centravanti classe 2005 salirà a poco più di 2,5 milioni di euro a stagione

L’Inter ha deciso di puntare con sempre maggiore convinzione su Francesco Pio Esposito. Il centravanti classe 2005 è ormai diventato una presenza importante all’interno della rosa nerazzurra e il club vuole blindarlo anche sul piano contrattuale. L’accordo per il rinnovo fino al 2031 è infatti in fase di definizione, con un significativo adeguamento dell’ingaggio.

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Una scelta che rappresenta un messaggio preciso sia al giocatore sia alle società che negli ultimi mesi hanno mostrato interesse nei suoi confronti. Dalla Premier League si è parlato anche di possibili offerte da 70-80 milioni di euro, ma l’Inter non ha mai realmente aperto alla possibilità di una cessione.

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Pio Esposito, stipendio oltre i 2,5 milioni

Attualmente Esposito percepisce circa 1,2 milioni di euro a stagione, uno degli stipendi più bassi della rosa nerazzurra. Con il nuovo contratto la cifra dovrebbe salire a poco più di 2,5 milioni annui, premiando così la crescita mostrata nel corso dell’ultima stagione.

Non si tratta di un ingaggio fuori scala rispetto alle gerarchie dello spogliatoio, ma di un importante riconoscimento per un calciatore che in pochissimo tempo ha saputo ritagliarsi uno spazio sempre più significativo.

Il rinnovo rappresenta quindi un investimento sulla continuità e sul potenziale di un attaccante che, a 21 anni, sembra ancora avere ampi margini di miglioramento.

Inter, la crescita di Pio Esposito con Chivu

Solo due stagioni fa Esposito giocava in Serie B con lo Spezia. Da allora il suo percorso è stato rapidissimo. Nella prima vera stagione con la maglia dell’Inter ha chiuso il campionato con 7 gol e 4 assist in Serie A, numeri che gli hanno permesso di aumentare la propria considerazione all’interno del progetto tecnico.

Un ruolo importante nella sua crescita lo ha avuto Cristian Chivu, allenatore che lo conosce da tempo e che lo ha seguito già nel percorso giovanile.

Esposito si è stabilito come prima alternativa offensiva a Lautaro Martinez e Marcus Thuram, precedendo nelle gerarchie anche Ange-Yoan Bonny. Parallelamente è cresciuta anche la sua importanza con la Nazionale italiana, fino a conquistare spazio nell’attacco azzurro.

Il rinnovo come segnale per il futuro

L’Inter considera quindi Pio Esposito uno dei giocatori sui quali costruire il futuro. Il prolungamento fino al 2031 e l’aumento dello stipendio vanno letti proprio in questa direzione: una crescita graduale, senza accelerazioni eccessive, ma accompagnata da segnali concreti di fiducia.

Il prossimo passo sarà confermarsi ad alti livelli e continuare ad aumentare il proprio peso all’interno della squadra. Per il club nerazzurro la strategia appare chiara: proteggere uno dei principali talenti italiani senza alterare gli equilibri salariali della rosa, mantenendo al centro il rendimento sul campo e la crescita stagione dopo stagione.

Torino, idea Sebastiano Esposito per l’attacco: pro e contro dell’operazione e come giocherebbe con Abate

Torino su Sebastiano Esposito: il Cagliari può aprire al prestito, ecco perché il classe 2002 potrebbe essere utile nel sistema di Ignazio Abate

Calciomercato Torino FC ultimissime: il Torino guarda a Sebastiano Esposito per completare il proprio reparto offensivo. Come riferito da Sky Sport, il classe 2002 è una delle ultime idee della dirigenza granata, che starebbe valutando la possibilità di impostare l’operazione sulla base di un prestito. Molto dipenderà dalla posizione del Cagliari, con il quale l’attaccante ha ormai rotto: qualora il club sardo decidesse di aprire a questa formula, il Torino potrebbe approfondire concretamente la trattativa.

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Dal punto di vista tecnico, Esposito rappresenterebbe però un innesto particolare. Non sarebbe necessariamente il nuovo centravanti titolare, ma un giocatore capace di aumentare le alternative a disposizione di Ignazio Abate grazie alla sua duttilità e alla capacità di muoversi tra le linee.

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Torino-Esposito, perché può funzionare nel 3-4-2-1 di Abate

Il Torino sta prendendo forma soprattutto attraverso il 3-4-2-1, sistema nel quale Abate può schierare due giocatori alle spalle del centravanti. Proprio quella potrebbe essere la zona ideale per Esposito.

Il classe 2002 sa abbassarsi per partecipare alla costruzione offensiva, ricevere tra centrocampo e difesa avversaria e successivamente attaccare l’area. Non è una prima punta classica chiamata a vivere esclusivamente dentro i 16 metri, ma un attaccante che rende meglio quando può muoversi liberamente e dialogare con i compagni.

In questo senso potrebbe alternarsi con giocatori come Vlasic, Casadei, Oristanio, Njie e Aboukhlal (quest’ultimo, in uscita), dando ad Abate una soluzione offensiva differente.

Sebastiano Esposito insieme a Simeone: la soluzione più interessante

L’ipotesi tatticamente più intrigante sarebbe quella di vedere Esposito accanto a Giovanni Simeone.

Il Cholito potrebbe occupare i difensori centrali, attaccare l’area e garantire maggiore presenza nei duelli, mentre Esposito avrebbe libertà di muoversi alle sue spalle o lateralmente, cercando combinazioni e inserimenti.

Abate potrebbe utilizzare questa coppia anche in un 3-4-1-2, con Vlasic in posizione di trequartista. Una soluzione che aumenterebbe la qualità tecnica del reparto e consentirebbe a Esposito di non dover sostenere da solo il peso dell’attacco.

Torino, i vantaggi dell’arrivo di Esposito

Il principale punto a favore sarebbe la duttilità tattica. Esposito può agire da seconda punta, sottopunta o centravanti mobile e permetterebbe al Torino di cambiare struttura offensiva anche durante la stessa partita.

C’è poi la sua esperienza. Pur avendo soltanto 24 anni, ha già vestito le maglie di Inter, Basilea, Anderlecht, Bari, Sampdoria, Empoli e Cagliari, confrontandosi con campionati e contesti differenti.

Nell’ultima Serie A ha realizzato 7 gol, dopo gli 8 segnati con l’Empoli nella stagione precedente. Non numeri da bomber assoluto, ma un rendimento che conferma una discreta capacità di arrivare alla conclusione.

I dubbi: Esposito non è un centravanti puro

Il principale rischio sarebbe quello di attribuirgli un ruolo che non corrisponde pienamente alle sue caratteristiche.

Se il Torino cercasse semplicemente un’alternativa pura a Simeone, Esposito potrebbe non essere la soluzione ideale. Da numero 9 può essere utilizzato, ma perde parte della propria efficacia quando deve giocare stabilmente spalle alla porta o occupare da solo l’area di rigore.

Anche la continuità realizzativa resta un aspetto sul quale può crescere. I 7 gol dell’ultima stagione sono un dato positivo, ma non garantiscono automaticamente una produzione da doppia cifra.

A questo si aggiunge una concorrenza già importante nelle zone offensive, soprattutto considerando la presenza di diversi giocatori capaci di muoversi alle spalle della punta.

Come si integrerebbe nel Torino di Abate

Il ruolo più naturale sarebbe quindi quello di seconda punta o sottopunta nel 3-4-2-1, con la possibilità di affiancare Simeone nel 3-4-1-2.

Esposito potrebbe dare al Torino maggiore qualità negli ultimi 30 metri, collegando centrocampo e attacco e aggiungendo imprevedibilità tra le linee.

L’eventuale prestito ridurrebbe inoltre i rischi dell’operazione. Per il Torino potrebbe rappresentare una scommessa interessante, a patto di utilizzarlo per ciò che è realmente: un attaccante tecnico e associativo da affiancare a Simeone, più che un centravanti chiamato a sostituirlo.

FIGC, Diana Bianchedi racconta il nuovo incarico in Nazionale: «La maglia azzurra è per tutti»

Diana Bianchedi, nuova capodelegazione della Nazionale italiana, racconta la chiamata di Giovanni Malagò, il rapporto con il CONI, con Mancini e Ranieri

Diana Bianchedi è pronta a iniziare la sua nuova esperienza come capodelegazione della Nazionale italiana. Scelta dal nuovo presidente della FIGC Giovanni Malagò, l’ex campionessa di scherma ha raccontato alla Gazzetta dello Sport come è nata la proposta, soffermandosi anche sui possibili punti di contatto con il suo attuale incarico di vicepresidente vicaria del CONI.

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Una scelta che punta ad avvicinare ulteriormente il calcio alle altre discipline sportive, portando all’interno della Nazionale l’esperienza e i valori maturati da Bianchedi durante la sua carriera.

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Bianchedi e la chiamata di Malagò

La dirigente ha ricordato le circostanze particolari nelle quali ha ricevuto la proposta del presidente federale.

LA TELEFONATA DI MALAGÒ – «Ero praticamente nella giungla quando ho ricevuto la telefonata di Malagò che mi prospettava questo ruolo e i valori che rappresenta. Sono stata molto entusiasta sin da subito, ma per colpa di una connessione che non funzionava, non sono riuscita a gestire al meglio la comunicazione e non siamo entrati nei dettagli tecnici».

Uno dei temi da chiarire riguarda adesso la compatibilità tra il nuovo ruolo in FIGC e quello ricoperto all’interno del CONI.

IL RAPPORTO CON IL CONI – «Avrei voluto parlare con più calma insieme al presidente Bonfiglio, che mi ha scelta come vicepresidente vicaria e a cui sono molto riconoscente. Insieme ci siamo presi del tempo per capire cosa comporti quest’incarico, lo abbiamo fatto in questi giorni e lo faremo di persona. Esamineremo tutto, e se qualcosa non fosse compatibile con il mio ruolo apporteremo le opportune modifiche. Vogliamo fare in modo che la proposta che mi è stata fatta sia un mezzo per unire lo sport, non una strumentalizzazione per dividere».

Bianchedi e la «rivoluzione culturale» della FIGC

Per Bianchedi, il progetto di Malagò può rappresentare soprattutto un modo per ridurre le distanze tra il calcio e le altre realtà dello sport italiano.

IL NUOVO INCARICO – «Malagò ha parlato di rivoluzione culturale, due parole toste per avvicinare due mondi, calcio e altri sport, che oggi sono un po’ lontani. Appena è uscita la notizia mi hanno scritto tanti atleti di altre discipline, come Sofia Goggia o Arianna Fontana, tutti entusiasti: è un modo per dire prendiamoci per mano e condividiamo il piacere e la bellezza di vestire la maglia azzurra».

La scelta ha inevitabilmente generato anche discussioni, considerando un percorso professionale sviluppato prevalentemente lontano dal mondo del calcio.

LO SCETTICISMO SULLA SCELTA – «Io non voglio convincere nessuno, e da atleta non penserò mai di avere una medaglia in tasca ancor prima di gareggiare. Il mio ruolo, a livello istituzionale, sarà quello di unire il mondo del Coni e il mondo del calcio, perché la maglia azzurra è per tutti».

Il valore della maglia azzurra

Uno degli obiettivi principali sarà quello di rafforzare il senso di appartenenza alla Nazionale, soprattutto nelle nuove generazioni di calciatori.

IL SOGNO DELLA NAZIONALE – «Io parto dal presupposto che anche i nuovi calciatori abbiano il sogno della maglia azzurra. Ora va rispolverato. Non devo insegnare niente a nessuno: il mio è un ruolo di rappresentanza, ma di rappresentanza del valore di quella maglia, che rispetto da quando in terza media scrivevo i temi su Franco Baresi».

I contatti con Mancini e Ranieri

Bianchedi ha inoltre già iniziato a muovere i primi passi verso il nuovo incarico, entrando in contatto con Roberto Mancini e Claudio Ranieri.

I PRIMI CONTATTI – «Ho sentito subito Mancini e Ranieri quando ero in Malesia via messaggio, ci vedremo. Ma prima voglio incontrare il presidente del CONI Buonfiglio».

La nuova capodelegazione guarda quindi con fiducia alla sfida che l’attende, con un obiettivo ben preciso per il futuro della Nazionale.

LA SFIDA E IL MONDIALE – «Sono prontissima per il mondo del calcio. Non ci sono sfide facili ma non sono spaventata. Affronterò tutto con entusiasmo, ma anche con la giusta attenzione per fare meno errori possibile. Lavoreremo di squadra così tra quatttro anni i rafazzi di oggi potranno vedere l’Italia al Mondiale».

Napoli, Favasuli si presenta: «Da uno come Allegri posso solo imparare». Poi il sogno Nazionale e il modello Di Lorenzo

Costantino Favasuli racconta il suo arrivo al Napoli, il rapporto con Allegri, l’esempio Di Lorenzo e gli obiettivi per il futuro: le sue parole

Costantino Favasuli è pronto a iniziare la sua nuova avventura con il Napoli. Il club azzurro lo ha acquistato con la formula del prestito da 1 milione di euro, accompagnato da un successivo obbligo di riscatto da 6 milioni al quale potrà aggiungersi un ulteriore bonus. Intervistato dal Corriere dello Sport, il nuovo giocatore azzurro ha parlato dell’imminente incontro con Massimiliano Allegri, del modello rappresentato da Giovanni Di Lorenzo, della Nazionale e del percorso che lo ha condotto fino a Napoli.

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Favasuli e il Napoli: l’attesa per Allegri

Il primo pensiero del classe 2004 è rivolto al nuovo allenatore, dal quale spera di poter apprendere il più possibile.

IL RAPPORTO CON ALLEGRI – «Se ho parlato con Allegri? Non ancora, ma sono impaziente. Da uno come lui posso solo imparare, penso che quello che ha fatto nel mondo del calcio sia sotto gli occhi di tutti. Io devo solo mettermi a disposizione e farmi trovare pronto».

Un riferimento fondamentale sarà inoltre Di Lorenzo, punto fermo del Napoli e giocatore dal quale Favasuli vuole apprendere quotidianamente.

IL MODELLO DI LORENZO – «Di Lorenzo è un giocatore incredibile e un grandissimo professionista. Con lui posso migliorare tanto, mi basterà guardarlo. È difficilissimo, ma sarebbe pazzesco fare lo stesso percorso, nel Napoli e magari anche in Nazionale visto che ha vinto l’Europeo. Lui e il nostro agente mi hanno fatto una videochiamata dal ritiro. Crescere alle spalle di uno dei migliori terzini d’Europa sarà bellissimo».

Favasuli tra Nazionale e sogno Mondiale

Tra i momenti più importanti della sua giovane carriera c’è stata anche la prima convocazione con la Nazionale maggiore, arrivata a giugno.

L’ESORDIO IN NAZIONALE – «Un sogno. Ero in macchina, mi chiama Cherubini della Roma e mi dice: “Guarda Instagram, c’è scritto che sei stato convocato”. Non ci potevo credere, pensavo all’Under 21. Ho chiamato subito papà. Mondiali 2030? Ecco un altro mio sogno, ma andiamo piano. Lavorerò anche per questo e per vivere notti come quelle europee».

Favasuli e l’importanza di Aquilani

Nel suo percorso ha avuto un ruolo fondamentale Alberto Aquilani, che lo ha allenato prima nelle giovanili della Fiorentina e successivamente al Catanzaro.

IL RAPPORTO CON AQUILANI – «Mi ha allenato alla Fiorentina, nelle giovanili, e poi lo scorso anno a Catanzaro, gli devo tantissimo. E anche al suo staff. All’inizio a Firenze non ero simpaticissimo agli altri, sono un po’ chiuso ed ero un po’ egoista in campo. Poi hanno imparato tutti a volermi bene perché sono un generoso».

Idoli, ruolo e mentalità

Favasuli ha raccontato anche i propri riferimenti calcistici e l’evoluzione tattica che lo ha portato a trovare sulla fascia destra la posizione nella quale si sente maggiormente a proprio agio.

GLI IDOLI E IL RUOLO – «Idoli? Zambrotta. Poi Neymar e Cancelo. Un po’ mi piace il basket, ma mi basta anche una partita di Serie B di calcio e sono contento. Ho iniziato a sinistra, poi ho fatto la mezzala e adesso sto a destra. È la posizione che preferisco. Sono un maniaco del lavoro, per me l’importante è migliorarmi».

Favasuli: il Napoli davanti alle altre offerte

Il nuovo acquisto azzurro ha confermato di aver ricevuto altre proposte, ma l’opportunità di trasferirsi al Napoli ha immediatamente avuto la precedenza.

LE ALTRE OFFERTE E LA SCELTA DEL NAPOLI – «Qualcuna, ma quando ho saputo che c’era questa occasione non ho pensato ad altro. Se mi torna in mente il mio paese di tremila abitanti, se mi rivedo bambino in piazza e penso che adesso mi aspetta una delle squadre più importanti del mondo quasi mi confondo. Ecco perché spero con tutto il cuore che altri ragazzi della mia terra possano avere questa occasione. I talenti ci sono».

Le origini calabresi e il desiderio di essere un esempio

Favasuli non dimentica la Calabria e le proprie radici. Il giocatore vorrebbe diventare un punto di riferimento per i giovani della sua terra, convinto che il talento non manchi nonostante le difficoltà strutturali.

LE ORIGINI E LA CALABRIA – «L’importante è non perdere mai la strada. Forse mancano le strutture ma ci sono tanto talento e tanta fame. La mia è enorme. Forse è un problema culturale, a me piacerebbe essere un esempio e fare qualcosa per la mia gente e la mia terra. Restituire un po’ dell’amore che mi è stato dato, magari per aiutare i giovani del mio paese».

Il ricordo dell’esperienza al Catanzaro

Prima di concentrarsi definitivamente sul Napoli, Favasuli ha dedicato un pensiero anche alla precedente esperienza al Catanzaro, ringraziando società, città e tifosi per un percorso che considera indimenticabile. Resta soltanto il rimpianto per la promozione in Serie A sfumata nel finale.

IL RIMPIANTO PER LA PROMOZIONE – «Peccato per la mancata promozione in A, magari se la partita di ritorno fosse durata dieci minuti in più ce l’avremmo fatta perché il Monza era sotto pressione».

Un epilogo che, secondo Favasuli, non cancella quanto costruito durante la stagione. Ora per il giovane esterno si apre un nuovo capitolo: quello con il Napoli di Allegri, con l’obiettivo di crescere alle spalle di Di Lorenzo e provare a conquistarsi spazio anche ai massimi livelli.

Corinthians, Depay rinnova fino al 2028: accordo raggiunto dopo le tensioni degli ultimi giorni

Memphis Depay resta al Corinthians: l’olandese accetta di ridurre le richieste economiche e prolunga il contratto fino al 2028

Sembrava ormai vicino all’addio, invece Memphis Depay continuerà la propria avventura con il Corinthians. L’attaccante olandese ha raggiunto un accordo con il club brasiliano per il rinnovo del contratto fino al 2028, mettendo così fine alle tensioni emerse negli ultimi giorni tra le parti.

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La permanenza dell’ex Manchester United e Lione non era affatto scontata. Inizialmente la società di San Paolo aveva infatti deciso di non procedere con il prolungamento per ragioni economiche, provocando la dura reazione dello stesso Depay, che aveva accusato pubblicamente il Corinthians di non aver rispettato gli accordi presi, definendo il comportamento del club «inaccettabile».

Corinthians-Depay, decisivo il nuovo confronto

La situazione è cambiata dopo un incontro diretto tra il giocatore e la dirigenza. A confermare la fumata bianca è stato il presidente Omar Stabile, che ha spiegato come Depay abbia accettato di ridimensionare in maniera significativa le proprie richieste economiche.

«È stato un lavoro difficile, ma alla fine tutto si è risolto. Abbiamo avuto un incontro personale e Memphis è riuscito a ridurre cifre che il suo entourage inizialmente non poteva accettare. Abbiamo fatto ciò che era meglio per il Corinthians, soprattutto dal punto di vista finanziario», ha dichiarato il numero uno del club.

Depay, un rinnovo dal valore di oltre 22 milioni

Secondo ESPN Brasil, il nuovo accordo avrebbe un valore complessivo vicino ai 22,4 milioni di euro, cifra nella quale sarebbero compresi anche gli arretrati salariali e i diritti d’immagine. Resterebbero invece esclusi eventuali bonus legati al raggiungimento di determinati risultati sportivi.

Depay è arrivato al Corinthians nel 2024 e nel giro di due anni è diventato uno dei principali riferimenti della squadra. Il suo bilancio parla di 79 presenze, 20 gol e 15 assist.

Depay resta protagonista in Brasile

Il contributo dell’olandese non si è limitato ai numeri individuali. Con il Corinthians ha infatti partecipato alla conquista della Coppa del Brasile 2025 e della Supercoppa brasiliana 2026.

Dopo giorni nei quali la separazione sembrava sempre più probabile, Depay e Corinthians hanno dunque trovato il punto d’incontro: l’attaccante resterà a San Paolo almeno fino al 2028, continuando a essere uno dei simboli del progetto tecnico del club.

Belgio, Rudi Garcia spiega l’addio alla Nazionale: «Non volevo fare una scelta di comodità»

Belgio, l’ex CT Garcia racconta i motivi della separazione dopo il Mondiale e torna anche sui problemi fisici che hanno condizionato la squadra

Rudi Garcia non è più il commissario tecnico del Belgio. Il contratto dell’allenatore francese è terminato al termine del Mondiale e, dopo un confronto con la Federazione, le parti hanno deciso di non proseguire insieme. Intervistato da L’Equipe, Garcia ha spiegato le ragioni della scelta e tracciato un bilancio della sua esperienza sulla panchina dei Diavoli Rossi.

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Garcia e l’addio al Belgio

L’ex CT ha ammesso che avrebbe voluto continuare soprattutto per il rapporto costruito con il gruppo, ma ha preferito chiudere il proprio percorso senza scegliere la soluzione più semplice.

L’ADDIO ALLA NAZIONALE – «Sarei rimasto volentieri per i giocatori e per lo staff tecnico, ma non volevo fare una scelta di comodità. Volevo far uscire dalla porta principale le ultime leggende di questa squadra. La missione è stata compiuta».

Belgio, Garcia torna sugli infortuni

Garcia si è soffermato anche sui numerosi problemi fisici che hanno condizionato il rendimento della squadra durante il suo mandato, citando in particolare il caso di Jérémy Doku.

GLI INFORTUNI E LO STAFF MEDICO – «Avremmo potuto fare meglio senza tutti i problemi legati agli infortuni e alle malattie, come nel caso di Jérémy Doku. Ho chiesto allo staff medico di gestire queste situazioni. Sono persone competenti nel loro settore, ma manca loro una vera esperienza quotidiana all’interno dei club professionistici. Con un vissuto diverso avrebbero potuto avere valutazioni e atteggiamenti differenti, anche grazie alla mia esperienza nell’alto livello».

Si chiude così l’esperienza di Rudi Garcia con il Belgio, con il tecnico convinto di aver portato a termine il compito affidatogli e pronto ora a valutare una nuova tappa della propria carriera.

Roma, adesso Gasperini ha davvero tutto: la squadra prende forma e i giallorossi possono puntare in alto

Il mercato sta consegnando a Gasperini gli uomini necessari per costruire una Roma finalmente modellata sulle sue idee di calcio

Roma news calciomercato: c’è un momento, durante ogni estate, in cui un allenatore smette di guardare il mercato e comincia finalmente a guardare la propria squadra. Per Gian Piero Gasperini, quel momento sembra essere arrivato. L’arrivo di Rodrigo Mora rappresenta infatti un altro tassello di una costruzione che sta progressivamente mettendo nelle mani del tecnico giallorosso il materiale necessario per fare il suo calcio.

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Non è una questione di nomi da copertina o di una semplice campagna acquisti. Il punto è soprattutto la possibilità di costruire una rosa con caratteristiche compatibili con le idee di Gasperini: intensità, aggressività, corsa, qualità e disponibilità al sacrificio. Elementi indispensabili per un sistema che richiede tanto ai propri interpreti, ma che proprio per questo può diventare estremamente efficace quando tutti i meccanismi funzionano.

Mora è l’ennesimo segnale di una Roma che vuole alzare l’asticella

L’operazione per il talento portoghese va letta anche in questa prospettiva. Rodrigo Mora non arriva semplicemente come investimento per il futuro: è un giocatore che porta tecnica, fantasia e imprevedibilità, qualità che possono diventare preziose all’interno di una squadra chiamata a proporre un calcio intenso ma non privo di soluzioni offensive.

E soprattutto, il mercato della Roma sembra raccontare una cosa precisa: Gasperini non dovrà più adattarsi continuamente a ciò che ha a disposizione. Al contrario, può iniziare a plasmare la squadra secondo la propria idea.

È una differenza enorme.

La Roma può diventare una delle grandi protagoniste del prossimo campionato

Se il tecnico riuscirà a trasferire rapidamente le proprie idee alla squadra, i giallorossi possono legittimamente candidarsi come una delle prime forze del prossimo campionato. Non significa necessariamente partire con l’obbligo di vincere, ma avere ambizioni concrete e soprattutto la possibilità di competere stabilmente ai vertici.

La vera sfida sarà trasformare il potenziale in continuità. Gasperini conosce bene il percorso necessario: allenamento, intensità, automatismi e una precisa identità tattica. Ma stavolta sembra avere una rosa costruita con maggiore attenzione alle sue esigenze.

Ed è proprio questo il passaggio che può cambiare la prospettiva della Roma. Una squadra forte non nasce soltanto dalla somma dei singoli giocatori, ma dalla capacità dell’allenatore di portarli dentro un’idea comune.

Ora la parola passa al campo

Le aspettative, inevitabilmente, aumenteranno. E forse è giusto così. La Roma ha scelto Gasperini proprio per compiere un salto di qualità e il mercato gli sta mettendo a disposizione gli strumenti per riuscirci.

Adesso non ci sono più alibi: il materiale c’è, l’allenatore anche e la concorrenza è avvisata.

La Roma può finalmente cominciare a fare il calcio di Gasperini. E se il tecnico riuscirà a mettere rapidamente ordine, intensità e identità dentro questa squadra, pensare ai giallorossi come a una seria candidata alle posizioni di vertice non sarà affatto un azzardo.

Rafael Leao e il conto del mercato: nessun top club, tante parole e ora serve un bagno d’umiltà

A due settimane dalla chiusura della sessione estiva, Leao si ritrova davanti a uno scenario molto diverso da quello immaginato a giugno

Il mercato, prima o poi, presenta sempre il conto. E oggi, 18 agosto, quel conto sembra essere arrivato anche a Rafael Leao. Il portoghese, protagonista nei mesi scorsi di dichiarazioni e segnali che lasciavano intendere la volontà di cambiare aria, si trova ancora al Milan, mentre all’orizzonte non si intravede quel top club europeo pronto a investire cifre importanti per portarlo via da San Siro.

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È questo il dato più significativo. Non le voci sul Galatasaray, non i contatti con club dell’Arabia Saudita, ma l’assenza, almeno fino a oggi, di una grande società europea disposta a trasformare l’interesse in una proposta concreta.

A giugno sembrava tutto apparecchiato per l’addio

Il tema non è mettere in discussione il talento di Leao. Il portoghese ha qualità straordinarie, accelerazioni devastanti e colpi che pochi giocatori possono permettersi. Ma il mercato estivo sta dimostrando che il talento, da solo, non basta.

A giugno sembrava quasi scontato che la separazione dal Milan fosse destinata a concretizzarsi. Le intenzioni di cambiare squadra erano state fatte filtrare con grande chiarezza e sembrava soltanto questione di trovare il club disposto a raccogliere la sfida economica.

Poi, però, sono passate le settimane. E il grande acquirente non si è materializzato.

Il mercato ha risposto nel modo più semplice: nessuno ha ancora bussato davvero

Il Milan continua a mantenere una posizione molto chiara: per cedere Leao servono condizioni economiche precise e onerose. Ed è proprio qui che si trova il punto centrale della vicenda.

Se nessun top club ha presentato un’offerta all’altezza, forse è arrivato il momento per il portoghese di chiedersi perché. Il calcio di vertice è spietato: reputazione, talento e potenziale devono essere accompagnati da continuità, rendimento e disponibilità del mercato a investire cifre enormi.

Leao può certamente sostenere di meritare una grande squadra. Ma deve essere quella grande squadra a decidere di puntare su di lui, non il giocatore a stabilire unilateralmente quale debba essere il proprio prossimo livello.

Il bagno d’umiltà può diventare la vera svolta

A circa due settimane dalla chiusura della sessione estiva, Leao ha ancora tutto il tempo per cambiare il finale della storia. Ma forse ciò che gli serve davvero è un bagno d’umiltà.

Restare al Milan non sarebbe necessariamente una sconfitta. Potrebbe diventare l’occasione per trasformare le parole in fatti: tornare protagonista, trascinare la squadra, aumentare la propria continuità e dimostrare sul campo di essere pronto per quel top club che oggi non sembra disposto a fare il passo decisivo.

Anche perché il mercato non mente. Può essere crudele, può essere lento, può cambiare improvvisamente direzione. Ma quando mancano offerte concrete, il messaggio è piuttosto evidente.

Il conto è arrivato. Ora tocca a Leao decidere come pagarlo.

Roma, colpo Rodrigo Mora: accordo con il Porto, il talento portoghese è pronto a sbarcare nella Capitale

Tutto fatto per il classe 2007 Rodrigo Mora: operazione da 25 milioni, ma i giallorossi potranno acquisire il 100% del cartellino con un ulteriore investimento

La Roma è ormai a un passo dall’accogliere Rodrigo Mora. Secondo quanto riferito da Fabrizio Romano, il club giallorosso e il Porto hanno raggiunto un accordo verbale per il trasferimento del giovane talento portoghese, al termine di una trattativa lunga e particolarmente articolata.

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L’operazione prevede un investimento iniziale di 25 milioni di euro a titolo definitivo, con i Dragões che conserveranno il 50% sulla futura rivendita del giocatore. Nell’intesa è stata però inserita una particolare clausola: la Roma potrà acquisire economicamente il 100% del cartellino, eliminando la percentuale del Porto, attraverso il pagamento di altri 25 milioni di euro.

Gli ultimi dettagli sono stati risolti e anche il presidente del Porto, André Villas-Boas, ha firmato i documenti necessari per completare l’operazione.

Decisiva, inoltre, la volontà di Mora, che ha spinto per il trasferimento nella Capitale. Il classe 2007 è atteso oggi a Roma per sottoporsi alle visite mediche e completare gli ultimi adempimenti burocratici prima della firma.

Il talento portoghese potrà così iniziare la sua nuova avventura agli ordini di Gian Piero Gasperini, pronto a mettersi a disposizione della Roma.

Kessié Juventus al traguardo: cosa manca per la definitiva fumata bianca nell’operazione

Kessié Juventus, parti ormai vicinissime: cosa resta da risolvere prima della fumata bianca per il centrocampista

Il calciomercato della Juventus entra nella sua fase più calda con la ferma intenzione di completare l’operazione ritenuta prioritaria dalla dirigenza: l’ingaggio di Franck Kessie. Negli ultimi giorni si è registrato un tentativo di disturbo messo in atto dalla Roma, arrivata a sondare il terreno per capire la fattibilità di un inserimento a sorpresa. La risposta del centrocampista ivoriano è stata tuttavia netta e perentoria. Come riferito da Tuttosport, in una chiamata diretta avvenuta a metà settimana con la dirigenza e lo staff tecnico bianconero, il calciatore ha spazzato via ogni dubbio, mantenendo la promessa fatta in estate e confermando la Juventus al primo posto assoluto.

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Sacrifici contrattuali e la mediazione con Atangana

La trattativa per portare il classe 1996 a Torino ha richiesto mesi di lavoro sotterraneo, caratterizzati dalla grande pazienza del giocatore e del suo procuratore George Atangana. Pur di vestire la maglia bianconera e garantire sostanza a un reparto bisognoso di stabilità, il mediano ha accettato rinunce economiche e contrattuali considerevoli.

Tra i punti cardine dell’intesa figura la disponibilità ad accettare un accordo biennale invece che triennale, inserendo l’opzione per il terzo anno vincolata al raggiungimento di specifici traguardi sul campo. Parallelamente, Kessié ha accettato un’importante riduzione sulle cifre del bonus alla firma, oltre a mantenere congelate le opzioni arrivate da altri club rivali.

Il premio alla firma e l’accelerazione per Spalletti

L’ultimo reale scoglio rimasto sul tavolo delle trattative riguarda la gestione finanziaria del premio alla firma. La società torinese intende dilazionarne il pagamento o legarlo all’eventuale prolungamento per l’anno successivo, mantenendo un profilo di gestione sostenibile per rispettare i parametri del settlement agreement firmato con la UEFA. L’entourage del calciatore preferirebbe un versamento immediato, ma l’ultimo summit operativo di Milano ha registrato passi avanti decisivi verso la fumata bianca.

La dirigenza ha così scelto di accelerare i tempi senza attendere le cessioni in uscita. L’innesto dell’ivoriano regalerà allo scacchiere tattico di Luciano Spalletti quella struttura fisica ed atletica che il mister richiede da tempo per affrontare la stagione. L’obiettivo è chiudere l’accordo entro il fine settimana, forti della totale serenità garantita dalla parola data dal giocatore.

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