Pagina 20 – Calcio News 24

Leao Milan, il futuro si infiamma: Galatasaray in attesa, ma l’Arabia Saudita può far decollare la trattativa

Rafael Leao, il futuro del portoghese al Milan è sempre più incerto: tra Galatasaray e Arabia Saudita si apre un nuovo scenario di mercato.

Il futuro di Rafael Leao potrebbe vivere una svolta nelle prossime ore. A fare il punto è Fabrizio Romano, che ha riportato nuove indiscrezioni sul possibile addio dell’attaccante portoghese al Milan.

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Secondo l’esperto di mercato, l’investimento dei rossoneri per Diego Moreira potrebbe rappresentare un segnale importante e favorire un’accelerazione sul fronte della cessione di Leao. Il Galatasaray resta interessato e continua a monitorare la situazione, ma l’attesa prolungata avrebbe iniziato a irritare il giocatore, rendendo necessaria una mossa più decisa da parte del club turco.

La novità più significativa riguarda però l’Arabia Saudita. Alcuni club sauditi avrebbero infatti già contattato l’entourage del portoghese, facendo emergere una pista che potrebbe diventare concreta nelle prossime settimane.

Il Milan, dal canto suo, mantiene una posizione chiara: per lasciar partire Leao servirà un’offerta all’altezza delle richieste economiche, considerate molto elevate e precise, della società rossonera. La partita resta dunque apertissima: Galatasaray e Arabia Saudita sono alla finestra, ma servirà un’accelerazione per arrivare alla fumata bianca.

Aboukhlal verso l’Elche: Torino al lavoro per un prestito con diritto di riscatto

Torino‑Elche, contatti per Aboukhlal: operazione possibile in prestito con diritto di riscatto

Il Torino, reduce dal successo in Coppa Italia contro la Carrarese, continua a muoversi con decisione anche sul mercato. E uno dei nomi più caldi in uscita è quello di Zakaria Aboukhlal. L’esterno classe 2000, arrivato la scorsa estate con grandi aspettative, potrebbe lasciare i granata dopo una stagione da 15 presenze complessive.

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In queste ore sono in corso contatti concreti tra Torino ed Elche per un trasferimento in prestito con diritto di riscatto, formula che includerebbe anche una percentuale sulla futura rivendita. Il giocatore è legato al club fino al 2029, ma la volontà di trovare continuità e minuti sta spingendo verso una soluzione diversa. Lo riporta Sky Sport.

Aboukhlal porta con sé un percorso ricco di esperienze. Cresciuto nei settori giovanili di Willem II e PSV, ha esordito in Eredivisie nel maggio 2019 contro l’AZ Alkmaar, club che lo ha poi acquistato pochi mesi dopo. Con l’AZ ha disputato tre stagioni, totalizzando 90 presenze e partecipando anche alle competizioni europee.

Nel 2022 è passato al Tolosa, dove ha vissuto il periodo più brillante della sua carriera: 83 presenze, 25 gol, 9 assist e la conquista della Coppa di Francia 2023. A livello internazionale, dopo le giovanili con i Paesi Bassi, ha scelto il Marocco, con cui conta 22 presenze e 3 gol.

Nel Torino di Abate, però, il suo spazio si è ridotto. Il tecnico lo ha impiegato per soli 22 minuti nella sfida di Coppa Italia contro la Carrarese, un segnale chiaro di come il giocatore non sia al centro del progetto tecnico. Da qui la necessità di trovare una nuova destinazione che possa rilanciarlo.

L’Elche è oggi la pista più concreta: il dialogo tra i club è attivo, la formula è definita e la volontà del giocatore è quella di tornare protagonista. Il Torino, intanto, valuta l’operazione come un modo per alleggerire la rosa e liberare spazio per un nuovo innesto offensivo.

Chiuso lo scambio tra Venezia e Verona: Montipò in Laguna, Lella in gialloblù

Scambio Montipò Lella chiuso: Venezia e Verona definiscono l’operazione a titolo definitivo

La trattativa che porterà Lorenzo Montipò al Venezia è arrivata al punto di svolta decisivo. Nelle ultime ore, come riportato da Sky Sport, gli arancioneroverdi hanno accettato di modificare la formula dell’operazione, passando da un’ipotesi iniziale più prudente a un acquisto a titolo definitivo. Una scelta che accontenta sia il giocatore sia l’Hellas Verona, desideroso di liberarsi di uno degli ingaggi più pesanti della rosa.

La decisione del Venezia chiude di fatto il cerchio: dopo Cheikh Niasse, Sean Sogliano piazza un altro esubero, alleggerendo ulteriormente il monte stipendi e completando un’operazione che nelle ultime settimane aveva visto un continuo scambio di documenti e telefonate tra le parti.

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Montipò a Venezia, Lella a Verona: scambio definito

Parallelamente, si muove anche il Verona. Nunzio Lella compirà il percorso inverso, trasferendosi in gialloblù a titolo definitivo. Il centrocampista classe 2000 era già stato individuato come profilo utile per completare il reparto di Baroni, e l’incastro con Montipò ha accelerato la chiusura.

Nella giornata di oggi, i contatti tra i due club si sono intensificati fino a raggiungere l’intesa totale: lo scambio Montipò‑Lella è ufficialmente chiuso, con il portiere pronto a iniziare la sua nuova avventura in Laguna e il centrocampista a inserirsi nel progetto tecnico del Verona.

Un’operazione che sistema due esigenze

Il Venezia ottiene un portiere affidabile e già pronto per la Serie A, mentre il Verona si assicura un centrocampista duttile e funzionale. Un affare costruito passo dopo passo, che risolve due situazioni rimaste in sospeso e permette a entrambi i club di entrare nella fase finale del mercato con una casella in meno da riempire.

Milan Juve, intreccio di mercato: Nico González in cambio di Fofana o Tomori

Milan Juventus, pronto un clamoroso scambio last minute? Nico González proposto per Fofana o Tomori

A una settimana dall’inizio del campionato, sia il Milan che la Juventus si ritrovano con esuberi ancora in rosa e con situazioni che rischiano di trasformarsi in opportunità di mercato incrociate. Rúben Amorim e Luciano Spalletti stanno gestendo casi diversi ma con un filo conduttore comune: giocatori fuori dai piani tecnici che, con il passare dei giorni, potrebbero diventare occasioni per le rivali. In casa rossonera il nome più evidente è Youssouf Fofana, mentre a Torino continua a tenere banco la posizione di Nico González.

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La Juventus guarda ai tagli del Milan: Fofana e Tomori nel mirino

Spalletti è stato chiaro: vuole due giocatori “fotocopia” per ogni ruolo, così da creare competizione interna e alzare il livello complessivo della rosa. Da settimane la Juventus cerca un centrocampista centrale fisico, capace di fare da schermo davanti alla difesa e alternarsi con Locatelli e Thuram. Il preferito resta Franck Kessié, ma la decisione di Amorim di inserire Fofana nella lista dei cedibili ha cambiato gli scenari: gli agenti del francese hanno già contattato la dirigenza bianconera proponendo un trasferimento a Torino.

Parallelamente, prevedendo le possibili uscite di Gatti e Rugani, la Juventus valuta anche un difensore destro di piede. È tornato così il nome di Fikayo Tomori, anche lui in uscita dal Milan e considerato un profilo utile per completare il reparto.

Il Milan valuta Nico González: rivoluzione sulla trequarti

Il Milan sta preparando una rivoluzione sulla trequarti. Pulisic è l’unico certo della conferma, con Loftus‑Cheek jolly, mentre Nkunku e Leão restano in uscita e andranno sostituiti. Il colpo Moreira può giocare sia dietro la punta che da esterno a tutta fascia, ma non basta: serve un altro mancino offensivo.

Qui entra in scena Nico González, rientrato dal prestito all’Atlético Madrid e deciso a tornare da Simeone. Ha già comunicato a Spalletti di non voler restare alla Juventus e i suoi agenti, in attesa di capire se esiste un ultimo spiraglio per riportarlo a Madrid, lo hanno proposto anche al Milan. I rossoneri non hanno chiuso la porta: il profilo piace, soprattutto per caratteristiche tecniche e duttilità.

Scambio last minute?

Secondo Tuttosport, con il mercato che si avvicina alla chiusura, l’idea di uno scambio diretto Fofana – Nico González sta iniziando a prendere forma. La differenza di valutazione tra i due cartellini esiste, ma non è insormontabile. Lo scenario è ancora tiepido, non caldo, ma facilmente percorribile. E lo stesso discorso potrebbe valere anche per Tomori, qualora la Juventus decidesse di affondare.

Il finale di mercato potrebbe dunque regalare un incrocio sorprendente tra Milan e Juventus, con esuberi che diventano opportunità e con due allenatori pronti a cogliere l’occasione giusta per completare le rispettive rose.

Chiesa cerca ‘casa’: possibile ritorno in Serie A per l’ex Juventus

Federico Chiesa, caccia alla nuova destinazione: l’ex giocatore della Juventus potrebbe tornare in Serie A

Federico Chiesa è di nuovo ai margini del Liverpool. Il finale di pre‑stagione ha confermato ciò che già si era intuito nelle scorse settimane: l’esterno italiano, di proprietà della Juventus, non rientra nelle priorità tecniche di Andoni Iraola. Il tentativo del giocatore di rimettersi in discussione si è scontrato con due ostacoli evidenti.

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Il primo è il ruolo: Iraola lo sta impiegando spesso da prima punta, una posizione che non valorizza le sue qualità e che ne limita l’impatto. Il secondo è il mercato: i Reds stanno per chiudere l’arrivo di Bradley Barcola dal PSG, un profilo che occupa esattamente la zona di campo di Chiesa e che ne riduce ulteriormente lo spazio.

La doppia amichevole contro il Como ha certificato il suo status attuale. Chiesa è stato utilizzato quasi esclusivamente con la squadra delle riserve, con minutaggio ridotto e senza segnali di rilancio. Se dovesse restare ad Anfield, il suo impiego sarebbe nuovamente marginale, esattamente come nella scorsa stagione.

A inizio mercato, Chiesa aveva scelto di aspettare il Liverpool, pur lasciando aperta la porta a un ritorno in Serie A, perfino alla Juventus che lo aveva scaricato. Oggi, però, il suo nome è tornato prepotentemente nel giro delle big italiane. Nelle ultime ore è spuntata anche l’Inter, che dopo la virata strategica sul colpo in attacco sta valutando seriamente il profilo dell’esterno azzurro.

I nerazzurri cercano un giocatore “alla Lookman” o “alla Thuram”: uno capace di attaccare la verticalità, saltare l’uomo, creare superiorità e muoversi con continuità negli spazi. Chiesa, per caratteristiche, risponde perfettamente a questo identikit. L’essere italiano rappresenta un ulteriore vantaggio in termini di liste, e la possibilità di cogliere un’occasione low cost a fine mercato è un elemento che la dirigenza interista sta valutando con attenzione.

Il quadro è chiaro: Chiesa è ai margini del Liverpool, l’Inter cerca un colpo offensivo con quelle caratteristiche, e la Juventus non si opporrebbe a una cessione.

Napoli, colpo Badiashile: operazione definita, le cifre e la formula dell’accordo

Napoli, affare Benoît Badiashile chiuso: prestito oneroso e diritto di riscatto, Allegri pronto ad accoglierlo

Il Napoli e il Chelsea hanno chiuso in queste ore gli ultimi dettagli per il trasferimento di Benoît Badiashile in azzurro: l’operazione è definita, manca soltanto l’arrivo del difensore in Italia, previsto per domani. Lo riporta Sky Sport.

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La tempistica, però, rende complicato immaginare che il francese possa svolgere le visite mediche nella stessa giornata di Favasuli: i tempi sono stretti e il club sta già valutando una programmazione separata.

L’accordo finale tra le parti è stato limato senza l’inserimento di bonus o condizioni particolari. La formula scelta è quella del prestito oneroso da 3 milioni di euro, con diritto di riscatto fissato a 27 milioni. Una struttura chiara, lineare, che permette al Napoli di aggiungere subito un difensore di livello alla rosa e di mantenere margini di manovra per il futuro.

Allegri, che ha spinto per avere un rinforzo immediato nel reparto arretrato, è pronto ad accogliere Badiashile e inserirlo nel nuovo sistema difensivo. Il francese arriva per dare fisicità, velocità e capacità di uscita palla al piede, caratteristiche che il tecnico considera fondamentali per completare il pacchetto arretrato.

Il Napoli, dunque, chiude una delle operazioni più attese della sua estate: Badiashile è pronto a iniziare la sua avventura in Serie A e a diventare un tassello centrale del progetto tecnico azzurro.

Niente piste italiane per Fullkrug: l’ex Milan sceglie il ritorno in Germania

Niklas Fullkrug, niente ritorno in Italia: sfumano le possibilità Lazio e Venezia, l’ex attaccante del Milan riparte dal Werder Brema

I sei mesi di Niklas Fullkrug al Milan, da gennaio a giugno, non sono bastati per lasciare un’impronta sulla Serie A né per convincere il club rossonero a puntare su di lui nel futuro. Terminato il prestito, il centravanti tedesco è rientrato al West Ham, con cui ha ancora un anno di contratto, ma il suo destino non sarà in Premier League: gli Hammers hanno già aperto alla cessione e nelle ultime ore la situazione si è definitivamente sbloccata.

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Nonostante i contatti e i sondaggi arrivati dall’Italia, Fullkrug non vestirà né la maglia della Lazio né quella del Venezia. Il classe 1993 era stato proposto ai biancocelesti, che stanno cercando un profilo diverso e continuano a lavorare su Mauro Icardi, mentre il Venezia aveva valutato l’idea di aggiungere un attaccante esperto al reparto di Stroppa. Nessuna delle due piste, però, ha preso forma concreta: entrambe le società hanno scelto di non affondare il colpo e il giocatore ha preferito guardare altrove.

Nella mattinata di oggi, invece, si è registrata l’accelerazione decisiva: Werder Brema e West Ham hanno intensificato i contatti, trasformando un interesse già noto in una trattativa reale. Nel pomeriggio è arrivata la fumata bianca che chiude il cerchio: Fullkrug torna ufficialmente in Germania, nel club che lo ha visto crescere, esplodere e diventare uno dei centravanti più riconoscibili del calcio tedesco.

Il suo percorso, fatto di salite, ripartenze e un lungo giro tra Bundesliga, Premier League e Serie A, si conclude così dove tutto era iniziato. Per la terza volta, il Werder Brema riaccoglie il suo “panzer”, pronto a rimettersi al centro del progetto tecnico e a ritrovare continuità in un ambiente che conosce alla perfezione.


Roma, pista Fofana sempre più concreta: chi è il talento seguito dal club giallorosso

La Roma accelera su Fofana: apertura del talento del Lione, valutazione pesante e nuovi incastri sul caso Mora

La Roma non si concentra soltanto su Rodrigo Mora: il club giallorosso, consapevole che l’operazione potrebbe ancora incontrare ostacoli, ha già iniziato a muoversi su altre soluzioni per rinforzare la corsia sinistra offensiva.

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Tra le alternative più concrete è tornato a prendere quota il nome di Malick Fofana, talento classe 2005 del Lione, proposto alcune settimane fa e oggi considerato una delle piste più credibili in caso di mancato arrivo dell’argentino. La valutazione del giovane esterno è elevata, compresa tra i 35 e i 40 milioni di euro, ma la Roma ha già avviato i primi contatti con il suo entourage.

L’agente del giocatore ha dato una chiara apertura alla possibilità di trasferirsi in Serie A, segnale che ha spinto la dirigenza giallorossa a considerare Fofana come una reale alternativa e non più come un semplice nome sullo sfondo. La società vuole farsi trovare pronta nel caso in cui la trattativa per Mora dovesse complicarsi, e la disponibilità del giocatore rappresenta un elemento strategico non da poco.

Chi è Fofana?

Dal punto di vista tecnico, Fofana è un profilo che si incastra perfettamente nelle esigenze di Gasperini. Ala sinistra a piede invertito, ama partire largo per poi accentrarsi, sfruttando il destro per calciare o rifinire l’azione. È un esterno moderno, rapido, verticale, capace di creare superiorità numerica e di attaccare la profondità con continuità. Nel sistema di gioco del tecnico, soprattutto nel 3‑4‑2‑1, potrebbe interpretare più ruoli: da esterno puro, da trequartista che parte dal centro per muoversi tra le linee, e persino da falso nove in situazioni di emergenza. La sua duttilità, unita alla capacità di dribblare in velocità e proteggere il pallone, lo rende un profilo ideale per una squadra che vuole aumentare imprevedibilità e qualità nell’ultimo terzo di campo.

La Roma, dunque, continua a lavorare su Mora ma non vuole restare scoperta. Fofana è una pista concreta, con margini di crescita enormi e caratteristiche perfette per il progetto tecnico giallorosso. Se l’operazione Mora dovesse rallentare o saltare, la società è pronta a virare con decisione sul talento del Lione, che potrebbe diventare molto più di un semplice piano B.

Il Como fa sul serio: alla Fiorentina la prima proposta per Moise Kean

Moise Kean, il Como adesso rompe gli indugi: alla Fiorentina arriva la prima offerta per aprire la trattativa

Il Como fa un grande passo nella corsa a Moise Kean: presentata alla Fiorentina la prima offerta formale, un segnale chiaro della volontà del club di Cesc Fàbregas di affondare il colpo per il nuovo centravanti. La proposta, strutturata in modo da aprire la trattativa senza esporsi subito con cifre troppo elevate, prevede 30 milioni complessivi, suddivisi in 5 milioni di prestito oneroso e 25 milioni di obbligo di riscatto. È il primo step concreto dopo settimane di contatti, sondaggi e valutazioni interne: il Como vuole Kean, e ora lo ha messo nero su bianco. Lo riporta Sky Sport.

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La posizione della Fiorentina

La risposta della Fiorentina, però, non è cambiata rispetto alle scorse settimane. Il club viola considera Kean un elemento centrale del progetto tecnico e non ha alcuna intenzione di aprire a una cessione sulla base di queste cifre. La linea è chiara: Kean parte solo davanti a un’offerta davvero importante, superiore ai 40 milioni e con una struttura economica più solida rispetto a prestito + obbligo.

La Fiorentina ha sempre ribadito che la volontà primaria è ripartire dal giocatore, valorizzarlo e renderlo uno dei punti di riferimento della nuova stagione. L’idea di cederlo non è esclusa, ma deve essere giustificata da un’operazione che rispecchi il valore del classe 2000, reduce da una stagione complessa ma ancora considerato un profilo di alto livello.

Il Como deve rilanciare

La prima offerta è servita a rompere il ghiaccio, ma non sarà sufficiente. Il Como, che ha già mostrato ambizione e solidità economica nelle ultime sessioni, dovrà rilanciare se vuole davvero far vacillare la Fiorentina. Il club lariano ha un progetto chiaro: costruire una squadra competitiva, giovane e con margini di crescita, e Kean rappresenta esattamente quel tipo di profilo. L’idea di affiancarlo a un reparto offensivo già ricco di qualità è una delle priorità di Fabregas, che considera l’attaccante un elemento ideale per il suo sistema di gioco.

Lo scenario

La trattativa è ufficialmente aperta, ma ancora lontana dalla fase decisiva. Il Como ha fatto il primo passo, la Fiorentina ha risposto con fermezza, e ora si attende il secondo affondo del club lombardo. La sensazione è che il Como non si fermerà qui: il progetto è ambizioso, la volontà è forte e la dirigenza è pronta a tornare alla carica con una proposta più convincente.

Justin Njinmah, chi è l’attaccante del Werder Brema che piace alla Fiorentina: velocità e duttilità per Grosso. Ecco dove può giocare

Fiorentina, occhi su Justin Njinmah: il classe 2000 del Werder Brema può diventare una nuova soluzione offensiva per Fabio Grosso

La Fiorentina non ha ancora concluso il proprio mercato. Dopo una profonda rivoluzione della rosa e numerosi innesti messi a disposizione di Fabio Grosso, il club viola continua a valutare opportunità per completare il reparto offensivo. Secondo quanto riportato dalla Bild, uno dei nomi seguiti è quello di Justin Njinmah, attaccante classe 2000 del Werder Brema.

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Il tedesco di origini nigeriane rappresenta un profilo particolare: non è un centravanti tradizionale, ma un giocatore rapidissimo, verticale e utilizzabile in più posizioni dell’attacco.

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Justin Njinmah, la carriera tra Werder e Borussia Dortmund

Nato ad Amburgo il 15 novembre 2000, Njinmah cresce nell’Eimsbütteler TV e successivamente nell’Holstein Kiel, prima di entrare nell’orbita del Werder Brema.

È con la seconda squadra dei biancoverdi che comincia a mettersi seriamente in evidenza. Nella prima parte della stagione 2021/22 segna 14 gol in Regionalliga Nord, conquistando grande visibilità.

Nel gennaio 2022 firma da professionista e passa in prestito al Borussia Dortmund II. Con la formazione giallonera disputa due stagioni importanti in 3. Liga, accumulando 51 presenze e 18 reti e arrivando anche al debutto in Bundesliga con la prima squadra.

Nell’estate 2023 torna al Werder e conquista definitivamente spazio nel massimo campionato tedesco.

Njinmah, l’esplosione in Bundesliga

Nel 2023/24 colleziona 24 presenze in Bundesliga, realizzando 6 gol e 2 assist. Nell’annata successiva arrivano invece 3 reti e 3 assist in 26 partite.

La stagione 2025/26 lo vede aumentare ulteriormente il proprio minutaggio: 33 presenze e 5 gol, con quasi 2.000 minuti complessivi.

Non sono numeri da bomber puro, ma confermano la crescita di un attaccante capace di incidere soprattutto attraverso movimenti, strappi e capacità di creare profondità.

Che giocatore è Justin Njinmah

La caratteristica principale di Njinmah è senza dubbio la velocità. Nell’ultima Bundesliga ha raggiunto una punta superiore ai 36 km/h, collocandosi tra i giocatori più rapidi del torneo.

È particolarmente pericoloso quando può attaccare lo spazio alle spalle della difesa. Ama partire leggermente defilato per poi stringere verso la porta, utilizzando accelerazione e cambio di passo per sorprendere il diretto avversario.

Il destro è il piede naturale, ma negli anni ha migliorato anche l’utilizzo del sinistro. Possiede un dribbling essenziale e funzionale: non cerca continuamente la giocata spettacolare, ma utilizza il controllo e l’uno contro uno per guadagnare metri.

Può giocare da ala, seconda punta o centravanti mobile, caratteristica che aumenterebbe le soluzioni offensive a disposizione di Grosso.

Caratteristiche fisiche e aspetti da migliorare

Njinmah presenta una struttura atletica e asciutta, con un fisico costruito soprattutto per esaltare esplosività e rapidità. Non è un attaccante dominante nei duelli aerei né un centravanti chiamato a giocare costantemente spalle alla porta.

Proprio questi sono alcuni aspetti sui quali può ancora crescere. Deve migliorare nella protezione del pallone, nel gioco associativo in spazi ridotti e soprattutto nella continuità sotto porta.

Quando trova campo aperto può diventare devastante; contro difese basse, invece, deve ancora sviluppare maggiore qualità nelle combinazioni strette.

Come potrebbe giocare nella Fiorentina di Grosso

Nella Fiorentina di Fabio Grosso, Njinmah offrirebbe diverse possibilità. Nel 4-3-2-1 potrebbe partire alle spalle di Moise Kean, interpretando però il ruolo più come attaccante di profondità che come trequartista.

Nel 4-3-3 sarebbe invece utilizzabile da esterno offensivo, con libertà di attaccare centralmente l’area. Potrebbe infine diventare un’alternativa allo stesso Kean come numero 9 rapido e mobile.

Proprio la convivenza con Kean potrebbe rappresentare la soluzione più interessante: il centravanti italiano impegnerebbe fisicamente i difensori, mentre Njinmah potrebbe sfruttare gli spazi con i suoi inserimenti.

Per la Fiorentina sarebbe quindi un innesto già pronto ma ancora migliorabile: 25 anni, esperienza in Bundesliga, duttilità e soprattutto una velocità capace di aggiungere alla squadra di Grosso una minaccia costante in profondità.

Atalanta, occhi su Charlie Rosenqvist: chi è il talento svedese classe 2007 che può partire dall’Under 23

Atalanta-Rosenqvist, contatti per il giovane attaccante del Kalmar: 7 gol in Allsvenskan e debutto già arrivato con la Svezia Under 21

L’Atalanta continua a guardare con attenzione ai giovani talenti europei e l’ultima idea porta a Charlie Rosenqvist, attaccante svedese classe 2007 di proprietà del Kalmar FF. Come riferito da Fabrizio Romano, sono in corso contatti per capire la fattibilità dell’operazione. Il club bergamasco lo considera un investimento in prospettiva, da valutare tra prima squadra e Under 23.

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A soli 19 anni, Rosenqvist ha già conquistato un posto da protagonista nel massimo campionato svedese e attirato l’attenzione grazie soprattutto a velocità, movimenti senza pallone e capacità realizzativa.

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Charlie Rosenqvist, la carriera nel Kalmar

Nato il 1° maggio 2007, Rosenqvist muove i primi passi nell’Hossmo BK prima di entrare, a soli 9 anni, nel settore giovanile del Kalmar. Percorre tutta la trafila dell’academy fino ad affacciarsi alla prima squadra nel 2025, stagione nella quale debutta tra i professionisti e contribuisce al percorso culminato con la promozione in Allsvenskan.

Il club lo aveva già descritto come un giocatore offensivo «veloce e aggressivo», caratteristiche confermate dalla sua successiva crescita.

Nel marzo 2026 firma il primo contratto con la prima squadra fino al 2028, dopo un precampionato particolarmente positivo.

Rosenqvist, 7 gol in Allsvenskan a 19 anni

La stagione 2026 rappresenta quella della vera esplosione. Rosenqvist ha raccolto 17 presenze da titolare in Allsvenskan, realizzando 7 gol e un assist.

Numeri importanti considerando l’età e la limitata esperienza accumulata fino a pochi mesi prima. Il giovane svedese ha segnato in modi differenti, mostrando capacità di attaccare l’area, coordinazione nella conclusione e anche una discreta efficacia nel gioco aereo.

Le prestazioni gli sono valse inoltre il salto direttamente nella Svezia Under 21, pur senza essere precedentemente passato stabilmente dalle selezioni Under 17 e Under 19. Il debutto è arrivato a giugno contro la Finlandia.

Che giocatore è Charlie Rosenqvist

Rosenqvist è un attaccante destro, utilizzabile sia come ala sia in posizione più centrale. Parte spesso dalla fascia destra, ma interpreta il ruolo con mentalità offensiva, cercando continuamente gli spazi alle spalle della difesa.

Il suo punto di forza principale è l’attacco della profondità. Possiede buona velocità sul medio-lungo, legge bene i movimenti dei compagni e sa entrare in area con tempi da centravanti.

Non è quindi il classico esterno che vive esclusivamente di dribbling. Rosenqvist cerca soprattutto la porta, mostrando fiuto del gol, aggressività e movimenti senza pallone già evoluti per la sua età.

Caratteristiche fisiche e margini di crescita

Con circa 1,76 metri per 65 kg, presenta una struttura ancora leggera e destinata a svilupparsi. La rapidità e il baricentro basso lo aiutano nei cambi di direzione, ma il passaggio al calcio italiano richiederebbe una crescita nella protezione del pallone e nei duelli fisici.

Dovrà migliorare anche nel gioco spalle alla porta e nella qualità nello stretto contro difese chiuse.

Proprio per questo l’Atalanta Under 23 potrebbe rappresentare una tappa ideale. Rosenqvist avrebbe la possibilità di adattarsi gradualmente al calcio italiano continuando a giocare con continuità. Il suo identikit resta estremamente interessante: 19 anni, esperienza già maturata tra i professionisti, 7 gol in Allsvenskan e un potenziale ancora ampiamente sviluppabile.

Barcellona, Joao Cancelo è tornato: «Sono molto felice di essere qui, sono dove voglio essere. Ecco cosa ho detto a Deco»

Barcellona, terza avventura in blaugrana per Joao Cancelo: il portoghese ha rinunciato a parte dello stipendio pur di tornare

Giornata particolarmente intensa in casa Barcellona. Mentre il club blaugrana attende anche l’arrivo di Rodri, l’attenzione si è concentrata sul ritorno di Joao Cancelo, atterrato in città nel primo pomeriggio per iniziare ufficialmente la sua nuova esperienza in Catalogna.

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Per il terzino portoghese si tratta della terza avventura con il Barça, una destinazione fortemente voluta dopo l’esperienza all’Al Hilal.

Barcellona, Cancelo racconta la sua scelta

Subito dopo l’arrivo, Cancelo ha parlato ai giornalisti presenti, spiegando quanto fosse determinato a vestire nuovamente la maglia blaugrana.

«Sono molto felice di essere qui, sono dove voglio essere. Mi sono allenato separatamente per una settimana, ho detto a Deco che o sarei venuto qui o sarei rimasto lì (all’Al Hilal, ndr) per un anno senza giocare a riscuotere lo stipendio. Ho rinunciato a parte del mio stipendio ma era per firmare con il Barça. È un club molto speciale, sono qui per aiutare e spero di vincere molti titoli. Stiamo formando una grande squadra».

Parole che confermano quanto Cancelo abbia spinto personalmente per il trasferimento, arrivando anche a rinunciare a una parte dell’ingaggio pur di tornare al Barcellona. Ora il portoghese è pronto a rimettersi a disposizione del club con l’obiettivo di contribuire alla corsa ai trofei.

Como, nuove regole allo stadio: abbonamenti a rischio dopo troppe assenze e stop ai colori delle squadre avversarie – VIDEO di Chiara Aleati

Como, il nuovo regolamento del Sinigaglia fa discutere: controlli sugli abbonati e limitazioni per i tifosi ospiti fuori dal settore dedicato

Il Como si prepara a una stagione caratterizzata da una domanda di biglietti particolarmente elevata e ha deciso di introdurre nuove regole per gestire l’accesso allo stadio Sinigaglia. L’obiettivo dichiarato è favorire la presenza effettiva dei tifosi di casa ed evitare che posti molto richiesti rimangano inutilizzati.

Le modalità scelte dal club, però, stanno facendo discutere.

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Como, cosa cambia per gli abbonati

Secondo il nuovo regolamento, un abbonato che dovesse saltare più di tre partite casalinghe senza aver preventivamente informato la società e senza una motivazione ritenuta valida potrebbe andare incontro a conseguenze sul proprio abbonamento e, soprattutto, sulla possibilità di rinnovarlo nella stagione successiva.

Una scelta pensata per contrastare il fenomeno dei seggiolini vuoti, ma che apre inevitabilmente un dibattito sul rapporto tra club e tifosi.

La domanda centrale resta infatti: “Se io ho comprato 19 partite, devo essere libero di decidere se andarci oppure no?”

Durante una stagione possono intervenire esigenze lavorative, familiari, problemi di salute, distanza o semplicemente imprevisti. Il punto controverso riguarda quindi fino a che livello una società possa intervenire sull’utilizzo di un posto già acquistato attraverso un abbonamento.

Como, vietati i colori avversari fuori dal settore ospiti

L’altra novità riguarda i sostenitori delle squadre avversarie. Fuori dal settore ospiti, il Como non consentirà l’accesso a persone che indossino maglie, sciarpe o altri simboli chiaramente riconducibili al club rivale. In alcune circostanze potrebbe essere disposto anche l’allontanamento dallo stadio durante la partita.

La finalità è preservare sicurezza, atmosfera e identità del Sinigaglia. Anche in questo caso, però, emerge un confine delicato tra tutela dell’ambiente e libertà individuale degli spettatori.

Como, tra tutela del tifoso e nuove restrizioni

Il club lariano prova dunque a gestire una situazione particolare, determinata da posti limitati e richiesta altissima. Le misure puntano a garantire uno stadio pieno e prevalentemente occupato dai sostenitori del Como.

Rimane però aperto l’interrogativo sulla proporzionalità delle restrizioni. Il rischio percepito è quello di trasformare il concetto di “proteggere il tifoso” in quello di “controllare il tifoso”.

E il dibattito è destinato a continuare: “se avete pagato un abbonamento, è giusto che una società possa stabilire quante partite dovete vedere? E vietare i colori avversari fuori dal settore ospiti protegge lo stadio oppure va troppo oltre?”

Atalanta, Kristensen si presenta: «Ho scelto l’Atalanta perché è una grande squadra, Sarri mi ha convinto»

Atalanta, Thomas Kristensen racconta i motivi della scelta nerazzurra: da Sarri al rapporto con Samardzic fino agli idoli Kompany e Touré

Giornata di presentazioni in casa Atalanta. Oggi, lunedì 17 agosto il club nerazzurro ha presentato ufficialmente Thomas Kristensen, difensore danese arrivato dall’Udinese per rinforzare il reparto arretrato a disposizione di Maurizio Sarri e raccogliere anche l’eredità del partente Djimsiti.

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Ad aprire la conferenza è stato Cristiano Giuntoli, che ha sottolineato come il centrale, pur provenendo da un sistema difensivo a tre, venga considerato un profilo adatto alla nuova linea a quattro dell’Atalanta.

Kristensen e la scelta dell’Atalanta

LA SCELTA DELL’ATALANTA – «Ho scelto l’Atalanta perché è una grande squadra, conosciuta anche a livello europeo. So che dovrò passare da una difesa a 3 a un modulo con la linea a 4, io principi però sono simili. Giovedì, nel playoff di Conference League, è importante far bene e continuare a crescere, non vedo l’ora di giocare in Europa».

Parole che testimoniano l’ambizione del nuovo difensore nerazzurro, chiamato a inserirsi rapidamente nei meccanismi di Sarri in vista anche del primo importante appuntamento europeo della stagione.

Kristensen saluta l’Udinese e ritrova Samardzic

Il danese ha poi ricordato il percorso vissuto in Friuli e parlato dell’accoglienza ricevuta nel nuovo spogliatoio.

L’UDINESE E IL NUOVO SPOGLIATOIO – «Ringrazio l’Udinese per il percorso fatto insieme, arrivare qui è un passo in avanti fatto nella mia carriera. Il mio obiettivo è dare il mio contributo. Sono stato accolto bene dallo spogliatoio, sono stati giorni difficili e pieni di novità. Con il resto del gruppo mi sto trovando bene. Samardzic? Laki è un ragazzo che già conosco ed è speciale. Sono contento di ritrovarlo, ci siamo sentiti spesso nell’ultimo periodo».

La presenza di Lazar Samardzic, già conosciuto ai tempi dell’Udinese, potrà quindi favorire ulteriormente il suo inserimento nel gruppo.

Kristensen, il numero 31 e l’importanza di Sarri

In chiusura, Kristensen ha raccontato anche alcuni aspetti personali, dalla scelta del numero di maglia fino ai propri riferimenti calcistici.

IL NUMERO 31, GLI IDOLI E SARRI – «Ho scelto il numero 31 per mio fratello, anche lui calciatore nella seconda divisione danese. I miei idoli sono Kompany e Touré. Le squadre di Sarri sono sempre molto organizzate, i suoi valori si rispecchiano nelle sue squadre. Lui mi ha convinto a scegliere l’Atalanta, mi ha spiegato quanto sia ambizioso questo progetto. Essere alto e prestante è sicuramente un vantaggio nel ruolo di difensore. Hojlund mi ha parlato molto bene di questo club».

Per Kristensen comincia così una nuova fase della carriera, con l’obiettivo di adattarsi rapidamente alla difesa a quattro e diventare un riferimento dell’Atalanta di Sarri.

Chi è Nathan Gassama, il centrale mancino del Baltika che può raccogliere l’eredità di Lucumí: carriera, caratteristiche e punti di forza

Bologna, dopo la cessione di Lucumí alla Juventus spunta Nathan Gassama: il centrale mancino del Baltika è l’ultima idea per la difesa

Il Bologna continua a lavorare alla ricerca di un nuovo difensore dopo la cessione di Jhon Lucumí alla Juventus. Tra i profili finiti sul taccuino della dirigenza rossoblù c’è ora Nathan Gassama, centrale del Baltika Kaliningrad. A riportare l’interesse è Sportitalia.

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Classe 2001, mancino e dotato di una struttura fisica importante, Gassama rappresenterebbe una soluzione interessante per sostituire il colombiano, pur avendo caratteristiche differenti. Ma chi è il difensore che potrebbe approdare in Serie A?

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Nathan Gassama, la carriera dalla Francia alla Russia

Nato il 5 gennaio 2001 a Évry, in Francia, Gassama cresce calcisticamente nella periferia parigina prima di entrare nel 2017 nel settore giovanile del Nantes. Con i Canaris completa buona parte della propria formazione, passando dalle categorie giovanili alla seconda squadra.

Successivamente si trasferisce al Troyes, dove nella stagione 2021/22 raccoglie soprattutto esperienza con la formazione B, senza però riuscire a trovare continuità in Ligue 1.

La necessità di giocare con maggiore regolarità lo porta quindi al Cholet, nel National francese. Nel gennaio 2023 arriva la prima esperienza fuori dalla Francia con lo Slavia Sofia, in Bulgaria.

È però il trasferimento al Baltika Kaliningrad, nell’agosto dello stesso anno, a cambiare realmente il percorso della sua carriera.

Gassama protagonista con il Baltika

In Russia, Gassama trova continuità e responsabilità. Nella prima stagione disputa 15 partite di campionato e 7 di coppa, confrontandosi con la Russian Premier League.

Dopo la retrocessione del Baltika, nel 2024/25 diventa uno dei punti fermi della squadra: colleziona 29 presenze e 2 gol, contribuendo alla vittoria del campionato di seconda divisione e all’immediata promozione nella massima serie.

La stagione 2025/26 rappresenta un ulteriore salto di qualità. Il difensore raccoglie circa 24 presenze, fornendo anche 3 assist e confermando una notevole efficacia nel gioco aereo. Nei minuti trascorsi in campo il Baltika mantiene inoltre più volte la porta inviolata, con Gassama tra i principali riferimenti della retroguardia.

Anche l’avvio del 2026/27 è stato positivo, con 2 assist nelle prime 4 giornate.

Gassama e la Nazionale del Mali

Nato in Francia, il centrale ha scelto di rappresentare il Mali a livello internazionale. La prima convocazione arriva nel novembre 2025, prima dell’inserimento nella rosa per la Coppa d’Africa.

Il salto in Nazionale ha rappresentato un altro riconoscimento della crescita vissuta in Russia, permettendogli di confrontarsi con avversari di livello internazionale e di aumentare ulteriormente il proprio bagaglio di esperienza.

Che giocatore è Nathan Gassama

Il primo elemento che colpisce è inevitabilmente la struttura fisica. Gassama misura circa 1,92 metri per 83 kg, possiede leve lunghe ed è particolarmente efficace nei duelli aerei.

Il gioco di testa è probabilmente la sua qualità principale, sia nella propria area sia sulle situazioni da fermo offensive. A questo aggiunge aggressività nell’anticipo, capacità di uscire dalla linea per attaccare l’avversario e una buona presenza nei contrasti.

Il fatto di essere mancino naturale rappresenta un altro elemento interessante. Può giocare da centrale sinistro in una difesa a quattro oppure come braccetto di centrosinistra in una linea a tre, mantenendo comunque una discreta duttilità all’interno del reparto.

In possesso tende a cercare una giocata piuttosto verticale. Quando trova spazio non disdegna la conduzione palla al piede e prova a far avanzare l’azione, anche se non può ancora essere considerato un vero regista difensivo.

Gassama, cosa deve migliorare

Il principale interrogativo riguarda inevitabilmente il salto di livello verso la Serie A. La maggior parte della carriera di Gassama si è sviluppata tra categorie minori francesi, Bulgaria e Russia.

Nel campionato italiano dovrebbe aumentare soprattutto la qualità della prima costruzione sotto pressione, velocizzare le letture e migliorare nella gestione degli attaccanti più rapidi sul breve.

Il fisico gli permette spesso di rimediare a situazioni complicate, ma contro avversari tecnicamente superiori diventerebbero ancora più importanti posizionamento e scelta dei tempi.

Perché Gassama può essere il profilo giusto per il Bologna

Dopo l’addio di Lucumí, il Bologna cerca un centrale capace di occupare naturalmente il centrosinistra della difesa. Gassama risponde all’identikit per piede preferito, struttura e aggressività.

Rispetto al colombiano sarebbe un difensore più fisico e dominante nel gioco aereo, ma meno raffinato nella gestione del pallone. Anche economicamente potrebbe rappresentare un investimento sostenibile: nelle scorse settimane il Baltika avrebbe valutato il proprio centrale intorno ai 5 milioni di euro.

Non sarebbe dunque una copia di Lucumí, ma una soluzione differente e potenzialmente funzionale: 25 anni, mancino naturale, nazionale del Mali, 1,92 metri e ancora la possibilità di crescere tatticamente in un campionato più competitivo. È su queste caratteristiche che il Bologna ha acceso i riflettori.

Borussia Dortmund, colpo Konstantelias tra tensioni e proteste: il PAOK saluta il suo gioiello

Giannis Konstantelias lascia il PAOK e firma con il Borussia Dortmund: operazione da 26 milioni più bonus e contratto quinquennale

Calciomercato in tempo reale: Giannis Konstantelias è ormai un nuovo giocatore del Borussia Dortmund, ma il suo trasferimento dal PAOK Salonicco alla Bundesliga è stato accompagnato da momenti di forte tensione in Grecia.

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Secondo quanto ricostruito dalla stampa greca, una parte della tifoseria del PAOK avrebbe provato a ostacolare la partenza del fantasista. Alcuni sostenitori si sarebbero radunati nei pressi dello stadio, mentre un altro episodio sarebbe avvenuto direttamente in aeroporto.

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Konstantelias, tensione con i tifosi del PAOK

Secondo le ricostruzioni, un tifoso avrebbe fermato Konstantelias chiedendogli di partecipare a una videochiamata per spiegare direttamente ai sostenitori le ragioni della scelta di lasciare Salonicco.

Un clima particolarmente acceso, ma non del tutto nuovo. Già nella scorsa estate, quando il giocatore era stato vicino allo Stoccarda, una parte della tifoseria aveva manifestato una forte contrarietà alla possibile cessione. In quella circostanza, sempre secondo i media locali, le pressioni attorno alla società contribuirono al successivo stop dell’operazione.

Questa volta, però, il trasferimento è arrivato fino in fondo.

Borussia Dortmund, visite superate e contratto di cinque anni

Le firme sono state completate, comprese quelle del PAOK, mentre Konstantelias ha superato senza problemi le visite mediche in Germania e ha sottoscritto un contratto quinquennale con il Borussia Dortmund.

Il club tedesco verserà 26 milioni di euro di parte fissa, ai quali potranno aggiungersi fino a 6 milioni di bonus. La cifra complessiva dovrebbe quindi attestarsi tra i 29 e i 30 milioni di euro, in base al raggiungimento degli obiettivi previsti nell’accordo.

Il PAOK conserverà inoltre una percentuale del 15% sulla futura rivendita del nazionale greco.

Konstantelias, nuova avventura in Bundesliga

Per il giocatore è previsto uno stipendio lordo compreso tra 3 e 4 milioni di euro a stagione. Dopo essere stato a lungo uno dei simboli tecnici del PAOK, Konstantelias è dunque pronto ad affrontare la prima grande esperienza fuori dalla Grecia.

Il Borussia Dortmund punta sulla sua qualità tra le linee e sulla sua capacità di creare superiorità negli ultimi metri. Per il talento greco comincia ora una nuova fase della carriera, dopo un addio diventato decisamente più movimentato del previsto.

Milan, colpo Diego Moreira: accordo con lo Strasburgo da 50 milioni più bonus

Milan-Diego Moreira, operazione chiusa per l’esterno belga classe 2004: Jorge Mendes decisivo nella trattativa

Calciomercato Milan ultimissime in tempo reale: il Diavolo piazza un colpo importante per rinforzare il reparto offensivo. I rossoneri hanno raggiunto l’accordo definitivo con lo Strasburgo per Diego Moreira, esterno mancino belga di 22 anni già protagonista con la propria Nazionale al Mondiale.

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L’operazione, come riferito da Fabrizio Romano, è stata definita sulla base di circa 50 milioni di euro più bonus, ai quali si aggiungerà anche una percentuale sulla futura rivendita in favore del club francese. La trattativa, entrata rapidamente nella fase decisiva, è stata condotta con Jorge Mendes nel ruolo di intermediario.

Milan, Diego Moreira pronto per le visite mediche

Il giocatore aveva già manifestato la propria totale apertura al trasferimento in rossonero, facilitando così il raggiungimento dell’intesa. Dopo l’accordo tra i club, il Milan sta ora organizzando le visite mediche e gli ultimi passaggi necessari prima della firma e dell’annuncio ufficiale.

Lo Strasburgo aveva precedentemente respinto anche una proposta importante della Roma, pari a 35 milioni più 10 di bonus e il 10% sulla futura rivendita.

Il Milan ha quindi deciso di accelerare con un investimento ancora più consistente, assicurandosi un esterno giovane, internazionale e considerato funzionale al nuovo progetto tecnico.

Calciomercato internazionale, effetto domino tra PSG, Liverpool e Premier: da Barcola a Gakpo, quanti incastri in attacco

Calciomercato, il PSG cambia volto in avanti e può innescare una lunga catena di movimenti tra Europa, Arabia Saudita e Qatar

News calciomercato internazionale: il mercato degli attaccanti entra in una fase particolarmente movimentata e gli ultimi colpi del Paris Saint-Germain rischiano di innescare un vero effetto domino. Come riportato da Calciomercato.com, i campioni d’Europa hanno già rinforzato pesantemente il reparto offensivo con gli arrivi di Maghnes Akliouche dal Monaco, Ferran Torres dal Barcellona e Mika Godts dall’Ajax.

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Investimenti importanti, con cifre intorno ai 50 milioni di euro per ciascuna operazione, destinati ad aumentare ulteriormente la concorrenza alle spalle di Desiré Doué, Ousmane Dembélé e Khvicha Kvaratskhelia.

PSG, Barcola e Mbaye possono partire

Con così tanti innesti, il PSG potrebbe aprire alcune porte in uscita. Tra i nomi più caldi ci sono Bradley Barcola e Ibrahim Mbaye, entrambi finiti nel mirino del Liverpool.

Proprio dai Reds potrebbe partire un altro movimento importante: Cody Gakpo piace infatti al Tottenham di Roberto De Zerbi, che continua a valutare anche Savinho del Manchester City.

Tottenham, Al-Hilal e Aston Villa: gli incastri

Savinho è seguito pure dall’Al-Hilal, che tiene in considerazione anche Pedro Neto del Chelsea. Il club saudita si muove inoltre per il ruolo di centravanti: con Karim Benzema indicato tra i possibili partenti e Victor Osimhen considerato un obiettivo estremamente complicato, l’alternativa porta a Ollie Watkins dell’Aston Villa.

Gli inglesi, dal canto loro, stanno valutando Nicolas Jackson, rientrato al Chelsea dopo il prestito al Bayern Monaco e già conosciuto da Unai Emery ai tempi del Villarreal.

Martinelli e Batshuayi, altre piste calde

Il mercato si muove anche fuori dall’Europa. Gabriel Martinelli, esterno brasiliano dell’Arsenal, è entrato nel radar dell’Al-Sadd in Qatar.

In Arabia Saudita, invece, l’Abha Club ha messo a segno il colpo Michy Batshuayi, prelevato dall’Eintracht Francoforte.

Il quadro è dunque quello di un mercato sempre più intrecciato: ogni arrivo può liberare spazio per una cessione e ogni uscita può aprire una nuova trattativa, soprattutto nei reparti offensivi delle grandi squadre europee.

Everton su Assane Diao, primi contatti con il Como: i Friedkin pensano al talento senegalese

Everton-Assane Diao, i Toffees sondano il terreno con il Como: Matteo Moretto conferma i primi contatti per l’esterno classe 2005

I Friedkin tornano a muoversi sul mercato, ma questa volta la Roma non è coinvolta. La famiglia americana, proprietaria anche dell’Everton, ha infatti messo gli occhi su Assane Diao, uno dei talenti più interessanti del Como.

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Secondo quanto riferito da Matteo Moretto, i Toffees avrebbero già preso informazioni con il club lariano per comprendere la situazione dell’esterno senegalese. Al momento si tratta soltanto di contatti esplorativi e non è ancora stata impostata una vera trattativa, ma l’interesse proveniente dalla Premier League è concreto.

Everton su Assane Diao, il Como valuta il futuro

Diao è arrivato al Como nel gennaio 2025, quando il club lombardo lo ha prelevato dal Real Betis. L’impatto con la Serie A è stato immediato: nei primi tre mesi in Italia il classe 2005 ha realizzato 8 gol in 15 presenze, diventando rapidamente uno degli elementi più imprevedibili della squadra.

La sua prima stagione italiana si è però chiusa in anticipo a causa di una frattura al piede, che gli ha impedito di disputare le ultime cinque partite.

Diao, talento frenato dagli infortuni

Proprio la condizione fisica ha rappresentato finora il principale limite nella crescita del giovane attaccante. Nell’ultima stagione Diao ha raccolto appena 20 presenze, saltando altre 23 gare per differenti problemi fisici.

Quando è stato disponibile, però, le qualità non sono mai state in discussione. Velocità, capacità di saltare l’uomo, attacco della profondità e presenza negli ultimi metri hanno continuato a renderlo uno dei profili più interessanti della rosa del Como.

L’Everton vuole ora capire se esistano le condizioni per portarlo in Premier League. Molto dipenderà dalla posizione del club lariano, che dovrà decidere se considerare Diao un elemento centrale del proprio progetto oppure se ascoltare eventuali offerte importanti.

Per ora non c’è ancora una trattativa avanzata, ma il primo passo è stato compiuto: l’Everton ha acceso i riflettori su Assane Diao e il suo futuro potrebbe diventare uno dei temi delle ultime settimane di mercato.

Il San Paolo tenta Jamie Vardy! I brasiliani sognano il colpo a zero, mossa a sorpresa per l’attaccante

Il San Paolo vuole Jamie Vardy! Il club brasiliano pensa all’attaccante inglese, ecco cosa sta succedendo dopo lo svincolo dalla Cremonese

Il panorama del calciomercato internazionale regala un clamoroso e inaspettato scenario d’oltreoceano. Secondo Fabrizio Romano, il San Paolo ha infatti allacciato i primi contatti ufficiali con Jamie Vardy, proponendogli di trasferirsi in Sudamerica a parametro zero. L’ambiziosa società brasiliana ha messo in atto un vero e proprio blitz a sorpresa nel tentativo di persuadere il leggendario centravanti del Leicester City a intraprendere un’inedita e affascinante avventura nel massimo campionato brasiliano.

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La mossa a sorpresa del club brasiliano

La manovra condotta dai vertici della società di San Paolo testimonia la ferma volontà del calcio sudamericano di attrarre profili dotati di sconfinata caratura internazionale e ricchi d’esperienza europea. L’eventuale tesseramento di un interprete carismatico e vincente come il bomber britannico rappresenterebbe non soltanto un innesto di assoluta qualità per la linea d’attacco del Tricolore Paulista, ma anche un’operazione dal grandissimo impatto mediatico e d’immagine su scala globale. La dirigenza brasiliana ha già formulato le prime manifestazioni d’interesse verso l’entourage del calciatore, illustrando i dettagli di un progetto sportivo pronto a garantire al centravanti un ruolo di primissimo piano.

Riflessioni in corso: Vardy valuta le diverse opzioni sul tavolo

Dal canto suo, lo storico perno delle Foxes non ha ancora sciolto le riserve sul proprio domani professionale. Attualmente agente libero dopo la gloriosa pagina scritta con la casacca del Leicester City — club con il quale ha conquistato una leggendaria Premier League e infranto numerosi record di marcature — e l’avventura italiana alla Cremonese, l’esperto attaccante sta esaminando con estrema attenzione le molteplici proposte ricevute. L’ipotesi di cimentarsi nel campionato brasiliano affascina l’atleta, ma al momento la decisione finale sul suo futuro club non è stata ancora presa. Il giocatore intende valutare attentamente ogni aspetto personale e professionale insieme alla propria famiglia prima di effettuare la scelta definitiva.

Gli scenari imminenti per la carriera dell’attaccante

I prossimi giorni si preannunciano decisivi per capire se il pressing esercitato dal San Paolo si tradurrà in un’intesa formale o se il centravanti preferirà optare per proposte alternative sul panorama mondiale. Nel frattempo, la sola suggestione di vedere il centravanti inglese calcare i terreni di gioco della Serie A brasiliana ha già scatenato l’entusiasmo dei sostenitori paulisti.

Sergio Busquets comincia la carriera da allenatore e torna blaugrana! È il nuovo assistente del Barcellona B

Sergio Busquets cambia vita: l’ex centrocampista inizia la sua carriera da allenatore tornando al Barcellona

Sergio Busquets muove ufficialmente il primo, fondamentale passo verso una nuova vita professionale sul rettangolo di gioco, intraprendendo la carriera in panchina. Lo storico centrocampista spagnolo ha infatti formalizzato l’accordo che lo legherà al Barcellona B in qualità di assistente allenatore, sancendo un suggestivo e attesissimo ritorno al club che ne ha consacrato l’immenso talento nel corso dell’ultimo ventennio.

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Il lavoro con Juliano Belletti e il percorso verso la licenza

Nel suo nuovo incarico all’interno dello staff della seconda squadra blaugrana, l’ex mediano lavorerà a stretto contatto con Juliano Belletti, attuale guida tecnica del gruppo ed ex terzino celebre per la rete decisiva nella finale di Champions League del 2006. Questa esperienza pratica sul campo affiancherà l’impegno teorico del classe 1988: l’ex capitano catalano sta infatti portando avanti il processo di studi e formazione accademica necessario per ottenere la sua licenza ufficiale di allenatore, titolo indispensabile per poter dirigere autonomamente una formazione professionale in futuro.

Una mente tattica d’eccezione per i talenti della cantera

L’ingresso di un profilo della statura di Busquets nello staff della squadra riserve costituisce un valore aggiunto incalcolabile per lo sviluppo dei giovani atleti della Masia. Nel corso della sua epopea da calciatore, il nativo di Sabadell è stato universalmente riconosciuto come un vero e proprio “allenatore in campo”, grazie a un’intelligenza tattica superiore, alla perfetta lettura delle linee di passaggio e a una spiccata capacità di dettare i tempi della manovra. La sua presenza fornirà agli elementi della cantera un punto di riferimento di straordinario spessore umano e tecnico.

La tradizione delle panchine blaugrana

La scelta di muovere i primi passi da tecnico nella filiera giovanile ricalca una consolidata tradizione in casa catalana, già intrapresa con successo da illustri predecessori. Il Barcellona B si conferma un laboratorio fondamentale non soltanto per forgiare i campioni di domani, ma anche per formare le guide tattiche del futuro. L’abbinamento tra l’esperienza di Belletti e il sapere calcistico di Busquets garantirà alla seconda squadra una gestione di alto profilo, permettendo al neo collaboratore di apprendere le dinamiche della gestione dello spogliatoio e porre le basi per un brillante futuro sul rettangolo verde.

Calciomercato Genoa, rinforzo in arrivo sulla fascia: ecco Ignace Van der Brempt dal Como. Tutti i dettagli dell’operazione

Calciomercato Genoa, Ignace Van der Brempt diventerà un nuovo acquisto dei rossoblù dal Como

Il calciomercato del Genoa si accende con una decisa accelerata per puntellare il reparto arretrato e le corsie esterne in vista degli impegni stagionali. Il club ligure è infatti vicinissimo ad assicurarsi le prestazioni di Ignace Van der Brempt, promettente laterale destro attualmente in forza al Como. Secondo quanto riportato dalla redazione di Sky Sport, la dirigenza rossoblù ha impresso un cambio di marcia fondamentale nelle ultime ore, portando la negoziazione alle battute conclusive e distanziando la possibile concorrenza.

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I dettagli dell’operazione: prestito con obbligo di riscatto

L’impalcatura economica e contrattuale del trasferimento è stata definita nei dettagli dalla dirigenza del Grifone, brava a fiutare l’occasione. Le due società hanno infatti trovato una quadra tecnica e finanziaria sulla base di un prestito con obbligo di riscatto a condizioni favorevoli per la compagine genovese. Questa specifica formula permetterà al club ligure di dilazionare l’esborso economico per il cartellino del giocatore, garantendosi fin da subito un innesto di assoluta qualità senza gravare in modo immediato ed eccessivo sul bilancio della sessione estiva. La sinergia tra i due club ha facilitato l’intesa, supportata anche dalla ferma volontà dell’atleta di sposare il progetto tecnico rossoblù.

Manca solo l’ok finale del Como per la fumata bianca

Nonostante l’evidente ottimismo che filtra dagli uffici genovesi e l’accordo di massima già raggiunto tra gli emissari del Grifone e l’entourage del calciatore, l’operazione non può ancora considerarsi chiusa al cento per cento. Per arrivare al tradizionale scambio dei documenti e all’annuncio ufficiale, infatti, manca solamente l’ok definitivo del Como. La società lariana sta definendo gli ultimi passaggi burocratici e sistemando le proprie dinamiche interne prima di concedere il definitivo via libera alla partenza del laterale. La sensazione generale, tuttavia, è che l’affare sia ormai in dirittura d’arrivo e che l’ostacolo possa essere superato in tempi molto brevi.

Un jolly prezioso per lo scacchiere tattico rossoblù

L’imminente sbarco di Van der Brempt all’ombra della Lanterna rappresenterebbe un’aggiunta strategica di grandissimo valore per lo staff tecnico. Il laterale vanta infatti una notevole duttilità tattica: nasce come terzino destro di spinta, ma possiede la fisicità, il passo e le doti atletiche necessarie per agire con disinvoltura come esterno a tutta fascia, garantendo un apporto costante in entrambe le fasi di gioco. Nelle prossime ore si attende il semaforo verde per permettere al ragazzo di mettersi in viaggio verso la Liguria, sostenere le consuete visite mediche di rito e mettersi a disposizione del suo nuovo allenatore.

Rodrigo Mora alla Roma, è fatta! Accordo trovato con il Porto per il nuovo acquisto giallorosso

Rodrigo Mora alla Roma, accordo trovato per il trasferimento dell’esterno portoghese dal Porto

Calciomercato Roma ultimissime oggi: la Lupa si appresta a definire uno dei colpi più attesi della propria sessione estiva di trasferimenti, avvicinandosi a grandi passi alla chiusura dell’affare Rodrigo Mora. Il club capitolino e la dirigenza del Porto hanno infatti raggiunto un accordo di massima per il passaggio nella capitale del giovanissimo trequartista lusitano. In queste ore, gli uffici legali delle due società sono al lavoro a ritmo serrato per lo scambio della documentazione ufficiale, fase fondamentale per definire ogni dettaglio burocratico e sancire la definitiva fumata bianca.

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L’imminente arrivo a Roma e le visite mediche

La negoziazione tra le parti ha ormai imboccato la dirittura d’arrivo. Non appena arriverà l’ok definitivo a tutte le clausole contrattuali inserite nei testi d’intesa, il tesseramento potrà dirsi formalmente concluso. A quel punto, il calciatore portoghese riceverà l’autorizzazione per volare in Italia, dove affronterà le visite mediche di rito prima di porre la propria firma sul contratto che lo legherà ufficialmente alla compagine giallorossa.

Dettagli tattici e valore dell’operazione

L’innesto del trequartista risponde alla precisa volontà della dirigenza e della guida tecnica di aggiungere imprevedibilità, rapidità e qualità al reparto d’attacco. Tra le giovani promesse più contese del panorama europeo, il classe 2007 offre diverse opzioni nello scacchiere tattico:

  • Abilità tra le linee: Dotato di una notevole visione di gioco e grande controllo palla nello stretto, risulta particolarmente efficace nell’ultimo passaggio.
  • Dribbling e punto nell’uno contro uno: La sua freschezza atletica e la velocità d’esecuzione consentono di creare costante superiorità numerica sulle corsie offensive.
  • Progetto a lungo termine: L’operazione testimonia la strategia societaria mirata a investire su profili emergenti di grande prospettiva internazionale.

Le prossime ore decisive per la chiusura

Mentre il lavoro dei legali prosegue senza sosta dietro le quinte per ultimare le pratiche amministrative, l’ambiente romanista attende soltanto la definitiva fumata bianca. Salvo imprevisti burocratici dell’ultimo minuto, il trasferimento si avvia alla sua naturale conclusione, regalando alla squadra un ulteriore rinforzo di spicco per affrontare le sfide stagionali.

Inchiesta arbitri, anche la Procura FIGC orientata verso l’archiviazione! Novità VAR e la corsa alla presidenza AIA

Inchiesta arbitri, la Procura FIGC va verso l’archiviazione dell’indagine! Cosa succede per il VAR e la corsa alla presidenza AIA

L’indagine sulla classe arbitrale sul versante della giustizia sportiva si avvia verso una rapida e indolore conclusione. Stando a quanto rivelato dall’edizione del quotidiano Il Giornale, la Procura federale della FIGC sta maturando la decisione di archiviare il fascicolo, allineandosi all’esito già emerso nell’ambito del procedimento penale coordinato dalla Procura di Milano.

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Nessun illecito disciplinare: la decisione del procuratore Chinè

Il dossier è stato attentamente vagliato dal procuratore federale Giuseppe Chinè, chiamato a valutare le carte riguardanti la posizione dell’ex designatore Gianluca Rocchi, nei cui confronti la magistratura ordinaria aveva originariamente ipotizzato il reato di frode sportiva. L’analisi minuziosa delle intercettazioni e del materiale probatorio non ha evidenziato condotte idonee ad aprire un’azione disciplinare, con la sola eccezione di alcuni contatti telefonici addebitati ad Andrea Butti, dirigente della Lega Serie A, ritenuti unicamente “inopportune”.

Nel corso dell’istruttoria, gli organi inquirenti federali hanno ascoltato anche diversi direttori di gara estranei all’inchiesta milanese, al fine di verificare la presenza di eventuali condizionamenti esterni. Le testimonianze raccolte non hanno fatto emergere alcuna forma di pressione o condotta alterata sulle direzioni di gara. Un quadro che trova piena conferma nelle recenti parole pronunciate da Daniele Orsato, nuovo vertice della CAN, al termine del raduno estivo di Cascia: «Non c’è nulla di cui dobbiamo vergognarci!».

Le novità operative: il programma Open VAR e la gestione del monitor

Sul piano strettamente organizzativo, la nuova stagione porterà comunque significative novità nella gestione del settore arbitrale:

  • Conferma di Open VAR: Il format settimanale trasmesso su DAZN per analizzare gli episodi contestati della Serie A resta confermato. La partenza slitterà dopo il terzo turno di campionato per sole esigenze tecniche.
  • Revisioni al VAR ridotte: Superata la linea guidata da Rocchi del «meglio una revisione in più che una in meno», la gestione Orsato imporrà un cambio di passo: il richiamo al monitor avverrà unicamente per correggere sviste evidenti e palesi.
  • Nuova figura di raccordo: I club non potranno contattare direttamente il designatore; le relazioni con le società e i media verranno curate dal direttore tecnico Domenico Messina.

Il panorama politico dell’AIA e le prossime elezioni

Sul fronte istituzionale si preannunciano grandi manovre all’interno dell’Associazione Italiana Arbitri. In vista dell’assemblea elettiva fissata per il 10 ottobre, l’attuale vicepresidente Francesco Massini ha formalizzato la propria candidatura alla presidenza, dando il via alla competizione per il rinnovo dei vertici federali.

Dramma per il Cagliari, Yael Trepy in terapia intensiva: grave incidente in piscina per l’attaccante

Cagliari in ansia per le condizioni di Yael Trepy: l’attaccante è ricoverato in terapia intensiva dopo un grave incidente in piscina

Ore di grande apprensione in casa Cagliari per le condizioni salute di Yael Trepy. Il giovanissimo attaccante della formazione sarda si trova attualmente ricoverato nel reparto di terapia intensiva presso l’ospedale Santissima Annunziata di Sassari, a causa delle conseguenze di un drammatico incidente in piscina che lo ha visto rischiare l’annegamento all’interno di una residenza privata situata nella rinomata zona della Costa Smeralda.

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La ricostruzione dei fatti e la corsa in ospedale

In base alle prime ricostruzioni effettuate sui fatti avvenuti intorno alle ore 18, il calciatore si sarebbe inavvertitamente spostato verso il punto della vasca in cui il fondale risulta più profondo. La situazione è precipitata rapidamente poiché il giovane non sarebbe in grado di nuotare, trovandosi così in immediata e grave difficoltà. Dopo essere stato prontamente estratto dall’acqua, la delicatezza del quadro clinico ha richiesto l’intervento d’urgenza dei sanitari del 118. Considerata la gravità dello stato di salute dell’atleta, i soccorritori hanno provveduto a intubare il giocatore prima di effettuare il trasporto d’urgenza tramite elisoccorso verso il nosocomio sassarese.

Il profilo del giovane talento rossoblù

Classe 2006, il ventenne di nazionalità francese si è affacciato nel panorama del grande calcio nell’ultima annata, bagnando il proprio esordio in Serie A con la divisa del Cagliari e firmando la rete del definitivo pareggio nei minuti conclusivi della sfida contro la Cremonese. A testimonianza della considerazione riposta nei suoi confronti dallo staff tecnico, la punta era scesa in campo dal primo minuto nella recente vittoria conquistata dai rossoblù nei trentaduesimi di Coppa Italia contro l’Arezzo.

Il comunicato ufficiale del Cagliari Calcio

A seguito del tragico evento, la società isolana ha diramato una nota ufficiale per fare chiarezza sul momento e testimoniare la propria vicinanza al ragazzo: «Il club è in costante contatto con la struttura sanitaria e con la famiglia del calciatore e segue con la massima attenzione l’evolversi delle sue condizioni. In questo momento ogni pensiero del Cagliari Calcio è rivolto a Yael e ai suoi familiari. Il club invita inoltre al massimo rispetto della loro privacy e comunicherà eventuali aggiornamenti quando disponibili».

Clamoroso Malagò, la Procura del CONI ha ordinato alla FIGC di indagare sulla sua elezione! Cosa sta succedendo

Malagò, la Procura del CONI ha ordinato alla FIGC di aprire un’indagine sulla sua elezione! Novità importantissime

Superata la gestione relativa alla nomina del Commissario Tecnico della Nazionale, la presidenza di Giovanni Malagò al vertice della FIGC si trova al centro di due distinte questioni di natura regolamentare e giuridica. Il primo fronte riguarda l’assegnazione dell’incarico di capo delegazione degli azzurri a Diana Bianchedi, nomina contestata dal CONI per un potenziale conflitto d’interessi legato al suo ruolo di vicepresidente vicario nel Comitato Olimpico. Il secondo nodo, di gravità decisamente superiore, mette invece in discussione la regolarità della stessa elezione di Malagò alla guida della Federcalcio.

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Il ricorso di Miele e la richiesta della Procura Generale dello Sport

La vicenda nasce dalle iniziative legali promosse dall’avvocato ed ex tesserato laziale Renato Miele, la cui candidatura alla presidenza federale era stata esclusa per il mancato raggiungimento del sostegno minimo delle componenti. La contestazione verte sul presunto mancato tesseramento FIGC del presidente, requisito imprescindibile previsto dall’articolo 29 dello Statuto per poter correre alla carica suprema.

Sebbene i primi gradi della giustizia endofederale abbiano respinto l’istanza, la Procura generale dello Sport ha riaperto il caso sollecitando il procuratore federale Giuseppe Chiné. Attraverso un intervento del procuratore Ugo Taucer riportato da Calcio e Finanza, la Procura ha invitato formalmente il collega «a iscrivere il fascicolo di un procedimento nel rispetto di quanto disposto ex art. 47, comma 1, del Codice della Giustizia Sportiva, al fine di poterne accertare la veridicità di quanto sostenuto dal ricorrente, acquisendo il tesseramento di cui trattasi con i relativi termini di decorrenza, ai fini delle conseguenti valutazioni».

I rilievi procedurali e le prospettive di commissariamento

L’organo di controllo dello sport ha messo in luce una generale carenza di approfondimento, lamentando il «mancato deposito di atti oggettivi in proposito» e rilevando come «non risulta essere stata attivata alcuna iniziativa di competenza amministrativa della Procura federale». Tale passaggio impone dunque una verifica formale finora mai effettuata sulla reale sussistenza e sulla datazione dell’iscrizione del dirigente.

Dal canto suo, Via Allegri ribadisce che l’attuale presidente «è stato ritenuto candidabile dagli uffici». Un’eventuale conferma dell’irregolarità potrebbe tuttavia determinare la decadenza del mandato, spingendo verso l’annullamento della tornata elettorale e il successivo commissariamento della FIGC. Il calendario prevede un passaggio cruciale il prossimo 11 settembre dinanzi alla Corte Federale, in attesa di capire se la vicenda si sposterà successivamente sul piano della giustizia amministrativa presso il TAR del Lazio.

Leao, no alla Serie A! Vari tentativi di un club italiano respinti, il portoghese guarda altrove

Niente Italia per Leao: nonostante i contatti insistenti da un club di Serie A, il portoghese vuole un’altra soluzione

Rafael Leão resta uno dei dossier più intricati del mercato rossonero: il portoghese non ha ancora individuato una destinazione e il Milan, pur avendo abbassato le pretese a una valutazione di circa 40 milioni, non ha ricevuto offerte concrete e in linea con le proprie richieste.

Le ultime settimane hanno confermato un quadro chiaro: Leão non vuole trasferirsi in Turchia, ha già detto no sia al Fenerbahçe sia al Galatasaray, e non considera appetibile nemmeno una permanenza in Serie A. Il suo obiettivo è attendere una proposta di livello superiore, preferibilmente dalla Premier League o dalla Liga, ma ad oggi nessun club di prima fascia si è mosso con decisione.

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La posizione del Milan

Il Milan ha progressivamente rivisto la valutazione del giocatore: dai 60 milioni iniziali, la cifra considerata accettabile è scesa verso i 40-45 milioni, ma solo per una cessione a titolo definitivo. La società ha respinto tutte le proposte arrivate dalla Turchia, comprese quelle da 30-35 milioni e il tentativo da 40 milioni del Galatasaray, giudicate insufficienti rispetto al valore del numero 10.

Il club non apre a formule creative come prestiti con diritto o obbligo di riscatto: serve liquidità immediata per reinvestire sul mercato.

Il rifiuto della Turchia

Leão ha fatto sapere al suo entourage di non voler accettare offerte dalla Süper Lig, nonostante gli ingaggi molto elevati proposti. Secondo Sky Sport ed Eurosport, il portoghese ha rifiutato sia il Fenerbahçe sia il Galatasaray, preferendo attendere una chiamata da un top club europeo.

MORETTO: «Abbiamo ricevuto diverse domande su Leao ma non ci risulta che possa giocare alla Fiorentina il prossimo anno. Ha ricevuto diversi approcci da una squadra italiana ma al momento Leao non apre all’opzione trasferimento in Italia. Inoltre anche a livello economico si tratta di un’operazione difficilmente praticabile».

ROMANO: «C’è da aggiungere che Leao chiaramente ha detto di voler lasciare l’Italia e provare un campionato diverso. Vedremo se arriverà l’offerta giusta al Milan, perché è il Milan che comanda».

Si sblocca il valzer dei portieri: Suzuki all’Aston Villa, Vicario alla Juve! E Di Gregorio?

Valzer dei portieri finalmente sbloccato: Suzuki vola in Premier, Vicario approda alla Juve e Di Gregorio ora deve cambiare squadra

Zion Suzuki è ormai a un passo dall’Aston Villa: il portiere giapponese ha sostenuto questa mattina le visite mediche, primo passo verso la firma che lo porterà ufficialmente in Premier League. Il club inglese ha chiuso l’accordo con il Parma sulla base di 30 milioni di euro più 5 milioni di bonus, una cifra che conferma quanto Suzuki fosse considerato uno dei profili più interessanti del mercato europeo. L’intesa è stata confermata anche con il giocatore, nonostante il mancato trasferimento di Dibu Martínez alla Juventus, elemento che avrebbe potuto rallentare l’operazione ma che non ha cambiato la volontà dell’Aston Villa di puntare forte sul classe 2002.

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Il mancato arrivo di Dibu Martínez alla Juventus

Il domino dei portieri che avrebbe potuto coinvolgere Suzuki si è fermato proprio sulla trattativa tra Juventus e Aston Villa per Martínez. I bianconeri avevano individuato l’argentino come primo obiettivo per la porta, ma le due società non sono riuscite a trovare un accordo economico: il club inglese non ha aperto alla formula proposta dalla Juve e ha mantenuto una posizione rigida sul prezzo del cartellino. Il mancato accordo ha chiuso definitivamente la pista, costringendo la Juventus a virare su altre soluzioni.

La Juventus chiude per Vicario

Con Martínez sfumato, la Juventus ha accelerato su Guglielmo Vicario, portiere del Tottenham, con cui è stato raggiunto un accordo totale nelle ultime ore. Vicario diventerà il nuovo numero uno bianconero, una scelta che garantisce affidabilità immediata, esperienza internazionale e continuità tecnica. La Juve ha deciso di puntare su un profilo già pronto, capace di inserirsi rapidamente nel sistema di gioco e di dare stabilità a un reparto che aveva bisogno di una guida chiara.

Il futuro di Di Gregorio

L’arrivo di Vicario cambia inevitabilmente gli equilibri interni: Michele Di Gregorio, attuale portiere della Juventus, dovrà ora trovare una nuova sistemazione. Il club lo considera cedibile e il giocatore è consapevole che, con Vicario titolare designato, lo spazio per lui sarebbe minimo. Si aprono quindi scenari di mercato: Di Gregorio ha estimatori in Serie A e all’estero, e la Juventus valuterà la soluzione migliore per non svalutare un portiere che ha ancora mercato e margini di crescita.

Un mercato dei portieri che cambia volto

La mattinata di Suzuki all’Aston Villa, il mancato arrivo di Martínez alla Juve e la chiusura per Vicario sono tasselli di un mercato dei portieri che sta vivendo un’estate di incastri complessi. La Juventus ha trovato la sua soluzione, l’Aston Villa ha blindato il futuro con Suzuki, e ora resta da capire quale sarà la prossima destinazione di Di Gregorio.

Il silenzio di Gasperini nasconde una pressione crescente: così ha spinto il club a cambiare passo sul mercato

La Roma sotto pressione: l’inquietudine di Gasperini ha acceso il confronto interno e spinto il club verso una svolta di mercato

Gasperini e la Roma, un equilibrio fragile: dietro il silenzio del tecnico c’è un malumore crescente sulle tempistiche del mercato giallorosso. La scelta di non esporsi pubblicamente, di evitare dichiarazioni fragorose e di mantenere un profilo basso, non deve ingannare: dentro Trigoria, Gian Piero Gasperini si è fatto sentire eccome, come riferito dal Corriere dello Sport. Prima e dopo Ferragosto, il tecnico ha chiesto con forza una svolta immediata, convinto che la Roma stesse rallentando troppo su un tema per lui cruciale: l’arrivo dell’ala destra che dovrà affiancare Dybala alle spalle di Malen.

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Il malumore di Gasperini

La Roma ha inseguito questo profilo per settimane, passando da Greenwood a Summerville, poi virando su Godts, El Mala, Alajbegovic, fino alla tortuosa pista Nusa. Un’Odissea che ha coinvolto anche Rodrigo Mora, con occhi strizzati a Fofana, Nkunku e Gboho nei giorni più complessi dei rapporti col Porto. Un percorso lungo, frammentato, che ha alimentato l’inquietudine di Gasperini: una benzina che, se portata davanti ai microfoni, avrebbe incendiato il dibattito pubblico. Il tecnico ha scelto il silenzio, ma dentro la società ha chiesto chiarezza, velocità e decisione.

Le tempistiche, il vero nodo

Gasperini si aspettava un mercato più rapido, soprattutto dopo la qualificazione in Champions League, che ha garantito nuove risorse, e dopo l’arrivo di figure dirigenziali di peso:

  • il diesse D’Amico, da lui stimato e voluto;
  • il nuovo amministratore delegato, con poteri ampi e ruolo di tramite con la proprietà.

Eppure, i problemi della scorsa stagione si sono ripresentati: ogni operazione della Roma diventa improvvisamente complicata, i club venditori alzano i prezzi e i tempi si dilatano. Il tecnico chiedeva un trequartista offensivo già a fine luglio, all’inizio del ritiro in Galles. Invece è partito per Cardiff con il solo Santiago Castro, teorico vice‑centravanti, e con Koulierakis arrivato in corsa come alternativa a Hermoso. Molina, titolare designato a destra, ha giocato la sua prima amichevole soltanto due giorni fa. Rodrigo Mora, salvo intoppi, arriverà nella settimana che porta al debutto contro la Fiorentina.

Un mese dopo, la stessa richiesta

«Dobbiamo essere più veloci sul mercato», aveva detto Gasperini il 18 luglio. Un mese dopo, se avesse parlato, avrebbe probabilmente ripetuto lo stesso concetto con toni più duri. Perché, al di là di Mora, il tecnico si aspettava un salto di qualità nelle dinamiche operative del club. La Roma vuole essere ambiziosa, ma per Gasperini l’ambizione deve tradursi in rapidità, programmazione e capacità di chiudere le operazioni nei tempi giusti.

La Roma sta davvero compiendo lo step di crescita che Gasperini si aspettava? La risposta arriverà nelle prossime settimane, quando il mercato sarà chiuso e il campo inizierà a parlare. Ma una cosa è certa: il silenzio del tecnico non è sinonimo di serenità, bensì di attesa. E l’attesa, per un allenatore che vive di ritmo e programmazione, è la vera nemica dell’ambizione.

Frosinone, lo sfogo di Alvini: «Sono arrivati dei giocatori che io non ho chiesto, mi devo adattare e lavorare con loro»

Frosinone, lo sfogo del tecnico Massimiliano Alvini in conferenza: «Sono arrivati dei giocatori che io non ho chiesto»

Il Frosinone prosegue il suo cammino in Coppa Italia senza incontrare ostacoli, superando con un netto 4‑1 la Juve Stabia e confermando le buone sensazioni di questo avvio di stagione. Una vittoria larga, convincente, che però non ha impedito a Massimiliano Alvini di mantenere la sua consueta lucidità nel post‑partita: l’allenatore giallazzurro ha analizzato con attenzione la prestazione, evidenziando sia gli aspetti positivi sia alcune situazioni da migliorare, soprattutto nella fase difensiva.

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PAROLE SUL MERCATO – «Sono giocatori arrivati che io non ho chiesto, mi devo adattare alle caratteristiche. Bisogna sapersi adattare e lavorareMi sono spiegato male, volevo intendere che li devo allenare e conoscere. Il significato è quello: io non sono stato coinvolto, e con Castagnini siamo stati coinvolti su quelli che erano i giocatori dell’anno scorso che abbiamo confermato. Il resto sono tutti giocatori arrivati e tu, allenatore, devi capirne le caratteristiche. Ci vorrà del tempo, dei mesi, per poterli poi integrare e farli rendere al meglio»

VITTORIA E FASE DIFENSIVA «Il resoconto della partita è che c’è un risultato positivo: il passaggio del turno. Questo era importante e significativo per poter dare un significato al lavoro fatto, quindi vincere era davvero importante. Sono contento di questo e della continuità dimostrata. Analizzando la partita abbiamo commesso qualche errore di troppo. Sulla fase difensiva abbiamo concesso di più oggi che con la Lazio, e va capito il motivo ma non sono preoccupato. Per i nuovi, bisogna metterli in condizione il prima possibile. Ancora non siamo al livello che voglio, c’è da lavorare tanto»

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