Pagina 18 – Calcio News 24

Juve alla ricerca di un attaccante, tra le idee spunta anche Retegui

La Juventus va a caccia del nuovo attaccante: per Tuttosport spunta anche il nome dell’ex Atalanta Retegui

La Juventus valuta un colpo last minute per completare il reparto offensivo e consegnare a Spalletti un nuovo numero 9. Dopo gli arrivi di Randal Kolo Muani ed Ekhator, il club bianconero vuole aggiungere un’altra alternativa in attacco e ha individuato in Joshua Zirkzee la prima scelta. L’olandese è in uscita dal Manchester United e piace anche al Napoli, ma resta il profilo più gradito alla dirigenza.

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Tra le opzioni considerate, come riportato da Tuttosport, c’è anche Mateo Retegui, oggi all’Al‑Qadisiya dopo le esperienze con Genoa e Atalanta. Un nome che la Juventus conosce bene e che continua a stimare: ha già dimostrato di saper incidere nel nostro campionato, diventandone addirittura capocannoniere nel 2024‑2025. L’ostacolo, però, è evidente: i costi. Retegui percepisce 20 milioni netti a stagione in Saudi Pro League, cifra fuori portata per qualsiasi club europeo. Nonostante ciò, il suo nome non è stato depennato: resta nella lista, perché il giocatore tornerebbe volentieri in Italia e sarebbe disposto a ridurre l’ingaggio.

La Juventus ha già monitorato Retegui lo scorso gennaio e il suo nome è tornato d’attualità ora che la frattura alla tibia del 20 aprile è alle spalle: lunedì ha segnato una doppietta in King’s Cup contro l’Al‑Tal, confermando di essere pienamente recuperato. Carnevali e Giovanni Manna e Ottolini stanno valutando costi, formule e margini, consapevoli che il contratto del giocatore (in scadenza nel 2029) complica ulteriormente la trattativa.

Il vero nodo, però, è Jonathan David. Il canadese è fuori dal progetto di Spalletti, ma continua a rifiutare ogni proposta: vuole restare a Torino e giocarsi le sue carte dopo una prima stagione deludente che considera un semplice periodo di adattamento. Finché David non partirà, la Juventus non potrà affondare per Zirkzee, Retegui o Alexander Sørloth, altra pista mai del tutto tramontata.

Senza una cessione, ogni operazione in entrata per il ruolo di centravanti resta economicamente insostenibile. I bianconeri osservano, studiano le possibilità e attendono che il mercato si sblocchi: solo allora potrà arrivare il colpo finale.

Serafini in esclusiva a Milannews24: «Moreira è stato una specie di blitz. Gila uno dei migliori in Serie A. Su Leao…» – VIDEO

Serafini ha parlato in esclusiva a Milannews24: «Moreira una specie di blitz. Gila uno dei migliori in Serie A. Su Leao la penso così» – VIDEO

In un’intervista esclusiva concessa a MilanNews24, il giornalista Luca Serafini offre una lettura approfondita del momento che sta attraversando il Milan, soffermandosi sulle scelte di mercato e sulle dinamiche interne che stanno accompagnando la costruzione della squadra. Un’analisi che arriva in una fase delicata della programmazione rossonera, segnata da decisioni strategiche e da una struttura societaria ancora in evoluzione.

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Ciao Luca, ovviamente partiamo da quella che è stata la notizia che ha un po’ squassato l’estate del Milan dopo 40 giorni di stasi dall’ultimo acquisto, quello di Mario Gila, all’arrivo di Diego Moreira. Volevo un tuo parere su quest’operazione: ti ha sorpreso per le modalità o se possiamo ormai dire che questo è il modus operandi del Milan in questa sessione estiva?

Risposta

«Le modalità ovviamente hanno sorpreso un po’ tutti sia per il nome non troppo conosciuto, anche se un talento in prospettiva, soprattutto per la cifra e soprattutto per le modalità.

Questo è stato una specie di blitz, cotto e mangiato e si somma anche a due acquisti molto onerosi come quello di Gila e di Goncalo Ramos che portano l’esborso in questo mercato molto alto. La squadra è affidata anche in fase di mercato ad Amorim che evidentemente la sta costruendo secondo i suoi dettami. Rimangono delle lacune strutturali, l’assenza in particolare di un direttore sportivo che possa aiutare nelle cessioni.

L’anno scorso Tare brillò per le cessioni e per i giocatori e i movimenti in uscita del Milan sistemando molti esuberi che erano anche un po’ datati, mentre invece questa struttura che manca di questa figura crea delle difficoltà perché il mercato è fatto di cessioni oltre che di acquisti. Però per esaminare soltanto il bicchiere mezzo pieno ci sono tre innesti nuovi che sono una percentuale molto alta in una squadra di calcio ovviamente. Siamo ancora in attesa di Rabiot in particolare e di Pulisic, quindi sostanzialmente la squadra comincia a prendere forma con dei giocatori che vuole Amorim, dei quali si fida.

Sono portoghesi, il Milan ha questa natura brasiliana, in Brasile si può parlare portoghese, quindi qualche assonanza c’è. Vediamo se riuscirà a recuperare anche l’ultimo portoghese che è al Milano da tanti anni come Leao, ma comunque insomma i segnali sono incoraggianti della costruzione della squadra fino adesso».

Tu hai citato due temi molto importanti e molto caldi relativi al Milan, quelli dell’assenza di un direttore sportivo in primis e quella sul futuro di Leao successivamente. Partiamo dalla prima, è vero che probabilmente il Milan è una società un po’ particolare da questo punto di vista perché appunto non ha la figura tradizionale del direttore sportivo che sicuramente soprattutto in uscita può pesare, ma in entrata non pensi che snellire in questo modo le operazioni non possa poi far sì che gli acquisti, gli obiettivi indicati da Amorim arrivino con la giusta velocità rispetto alle solite tarantelle a cui abbiamo assistito in questi anni. L’esempio più recente è sicuramente Jashari

«Come detto, intanto c’è da analizzare il fatto che molte operazioni sono iscritte a Jorge Mendes, io in questo non trovo niente di scandaloso perché tutti i club e tutti i dirigenti sono legati a filo diretto con qualche procuratore, tutti i club di Serie A, molti dipendono proprio dalle loro scelte, voglio dire in qualche caso sono presi per mano dai procuratori che impongono certe scelte, impongono certe uscite, impongono certi allenatori, impongono certi giocatori. Jorge Mendes è un professionista di levatura internazionale assoluta, fa gli affari suoi come gli faceva il buon Mino Raiola, come li fanno tutti quelli che fanno quel mestiere, io non ci trovo niente di scandaloso soprattutto in assenza di un direttore sportivo.

Poi sulla fulmineità, evidentemente Gerry Cardinale si è scottato parecchio in questi anni, si è sentito spernacchiato allo stadio e dalla stampa italiana e anche dei riflessi americani che sono stati pesanti rispetto alla sua immagine e quindi ha fatto piazza ulita, una piazza pulita che è stata inizialmente di pancia e non si addice molto a un imprenditore o a uno che fa il mestiere di Cardinale che dovrebbe essere molto riflessivo perché quando si lavora nella finanza, negli investimenti bisogna essere sempre molto riflessivi.

Quel repulisti di maggio ha creato degli sfasamenti, soprattutto per quello che riguarda la struttura, ma adesso bisogna assistere a questa nuova fase. Dal punto di vista sportivo, dal punto di vista della costruzione della squadra, augurandoci Goncalo Ramos, lo conoscevamo già e sapevamo che era un ottimo giocatore. Lo spazio che ha trovato o non trovato nel Paris Saint-Germain è molto relativo, persino nella nazionale portoghese che è strutturata in una certa maniera ed era ancora crocifissa Cristiano Ronaldo, però il valore del giocatore è assoluto.

Gila è considerato uno dei migliori giocatori della Serie A, dei difensori della Serie A, già dall’anno scorso con la Lazio e adesso vediamo questo Moreira che ha delle doti che vanno studiate. Non aveva un’eco e una visibilità così ampia, anche perché lo Strasburgo ne ha relativa, è ancora un giocatore in erba, è ancora un giocatore che ha dei numeri ovviamente ridotti rispetto a quella che era a sua età, però è un profilo molto interessante e se i giovani sono bravi si prendono e poi si fanno giocare».

Sempre rimanendo al mercato, visto che entriamo nelle due settimane clou, quelle che poi porteranno appunto alla fine della sessione estiva, dove ti aspetti al netto delle cessioni di cui abbiamo già parlato e che ci dovranno sicuramente essere anche a livello numerico per sfoltirla questa rosa, gli interventi, gli ultimi interventi del Milan, a me per esempio viene in mente in primis un difensore, anche se ne prenderei due e sulla tre quarti in riferimento poi al futuro di Leao. Chi giocherà secondo te contro il Torino?

«Sono due domande molto complesse nel senso che non so in che condizione è Moreira, se è in grado di giocare dal primo minuto, non so in che condizione sia Rabiot, come rientrera Pulisic e quindi non so che formazione giocherà Torino, onestamente non lo so.

Però rispetto alla prima domanda credo che Moreira possa essere un’opportunità sulla fascia sinistra dove il Milan ha assolutamente bisogno di un giocatore di peso perché Estupinan non è un giocatore da Milan e secondo me fatica ad essere un giocatore di Serie A rispetto a quello che noi abbiamo visto in questi mesi e anche in queste ultime settimane. Bartesaghi è un giocatore che ancora deve crescere, deve formarsi ma non può essere da solo, deve avere qualcuno se come penso e spero Estupinan verrà ceduto.

Non so appunto se Moreira è un giocatore che possa fare quella fascia ma sarebbe una squadra un pochettino sbilanciata perché se tu è a destra hai Chukwueze, a sinistra Moreira, sono due giocatori con una prevalenza offensiva e quindi in mezzo bisogna lavorare molto a meno che con Rabiot e Modric per esempio giochi Loftus-Cheek che rientra un po’ o lo stesso Pulisic.

Insomma va equilibrata questa squadra però secondo me la prima grande esigenza è quella di trovare un titolare sulla fascia sinistra sempre che Amorim non consideri Moreira questo acquisto che mancava».

LEGGI L’INTERVISTA COMPLETA DI SERAFINI SU MILANNEWS24

Bologna Gassama, passi avanti concreti: il centrale piace a Tedesco

Bologna, avanti tutta per Nathan Gassama, difensore che milita nel Baltika club di Premier League russa: intesa sempre più vicina

Il Bologna, dopo la cessione di Jhon Lucumí alla Juventus, ha avviato le manovre per rinforzare il reparto difensivo e ha individuato in Nathan Gassama uno dei profili più convincenti per completare la linea arretrata di Domenico Tedesco. Il centrale classe 2001, attualmente al Baltika nella Premier League russa, è entrato con decisione nel mirino dei rossoblù, che nelle ultime ore hanno intensificato i contatti e stanno portando avanti una trattativa considerata ormai in fase avanzata.

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Gassama, difensore franco‑maliano dotato di una struttura fisica imponente — 1,92 metri di altezza — rappresenta un profilo coerente con le esigenze del Bologna, alla ricerca di un giocatore capace di garantire solidità, presenza nei duelli e margini di crescita. Il club emiliano, dopo aver salutato Lucumí, ha bisogno di un innesto immediato per mantenere equilibrio e profondità nel reparto, e il nome del centrale del Baltika è diventato rapidamente una delle piste più calde.

Nell’ultima stagione, Gassama ha collezionato 30 presenze complessive tra campionato e Coppa di Russia, confermandosi come uno dei punti fermi della squadra e attirando l’attenzione di diversi osservatori europei. Il Bologna, però, si è mosso con anticipo e ora si trova in posizione favorevole per provare a chiudere l’operazione, forte di un progetto tecnico che punta a valorizzare giovani difensori con caratteristiche moderne.

La trattativa procede con ritmo costante e il club rossoblù vede nel giocatore un elemento ideale per completare la rosa, soprattutto in un momento in cui Tedesco ha bisogno di alternative affidabili per gestire una stagione che si preannuncia intensa. Gassama, dal canto suo, osserva con interesse la possibilità di approdare in Serie A, un salto di qualità che potrebbe rappresentare la svolta della sua carriera.

Nicolas Jackson Napoli, contatti confermati: prima serve una cessione

Nicolas Jackson‑Napoli, pista aperta ora più che mai: gli azzurri attendono una cessione per affondare il colpo

Il Napoli, dopo l’addio di Romelu Lukaku, ha intensificato la ricerca del nuovo centravanti da affiancare a Rasmus Højlund, lavorando su più piste e mantenendo aperti diversi scenari. Tra i nomi valutati dalla dirigenza azzurra non c’è soltanto Gabriel Jesus: nelle ultime ore sono stati confermati da Di Marzio anche nuovi contatti per Nicolas Jackson, profilo che il club segue da tempo e che continua a essere considerato una soluzione credibile per completare il reparto offensivo.

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Il vero nodo, però, resta la situazione in uscita. Il Napoli deve prima liberare spazio e risorse, con le posizioni di Noa Lang e Lorenzo Lucca ancora da definire. Finché non verrà finalizzata almeno una cessione, il club di Aurelio De Laurentiis non potrà affondare il colpo per un nuovo attaccante, indipendentemente dal profilo scelto. È una condizione imprescindibile che sta rallentando ogni tipo di operazione.

La pista Jackson, nello specifico, presenta un’ulteriore variabile che complica il quadro. Il senegalese, reduce da una stagione in prestito al Bayern Monaco, è rientrato al Chelsea e viene considerato cedibile. Tuttavia, nelle ultime ore si è inserito anche l’Aston Villa, che sta sondando diversi centravanti in vista dell’eventuale partenza di Ollie Watkins. Se il club inglese dovesse accelerare, il Napoli rischierebbe di perdere terreno, motivo per cui la tempistica diventa un fattore decisivo.

Jackson, classe 2001, arriva da un’annata importante: ha disputato il Mondiale 2026 con il Senegal, collezionando quattro presenze e un assist, e con il Bayern Monaco ha chiuso la stagione con undici gol e quattro assist in trentaquattro partite complessive. Con il Chelsea ha già messo in bacheca un Mondiale per Club e una Conference League, confermandosi un profilo giovane ma già abituato ai palcoscenici internazionali.

Il Napoli lo considera un’opzione concreta e adatta alle esigenze tecniche di Højlund e del sistema di gioco, ma tutto dipende dalle cessioni e dalla concorrenza inglese. La trattativa resta aperta, i contatti sono vivi, ma servirà il momento giusto per trasformare l’interesse in un’operazione reale.

Immobile: «Il solo che mi pare in grado di fare il mio percorso è Pio Esposito»

Ciro Immobile non ha dubbi: «Il solo che mi pare in grado di fare il mio percorso è Pio Esposito». Le sue dichiarazioni

Ciro Immobile, ormai lontano dal calcio giocato, ha scelto di raccontare la sua visione sul momento degli attaccanti italiani. Dopo aver annunciato pochi giorni fa il proprio ritiro, l’ex centravanti della Lazio — uno dei bomber più prolifici della storia recente della Serie A — ha parlato a So Foot analizzando le difficoltà strutturali del movimento e la mancanza di veri eredi nel ruolo. Le sue parole:

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PAROLE – «Il problema in Italia è la base, sono le strutture. Una squadra come il Paris FC ha uno stadio moderno, con i tifosi che sono accolti bene e possono creare un ambiente speciale. Se la Lazio avesse uno stadio come quelli di Strasburgo e Lione, cambierebbe tutto. In Italia siamo in ritardo sotto questo punto di vista. Poi, la gran parte delle cose che so fare le ho imparate per strada quando ero ragazzino. So che i tempi sono cambiati, che i giovani non giocano più per strada: è una frase sentita mille volte, ma bisogna che i giocatori di oggi e quelli di domani abbiano ben in testa che lo scopo resta quello di divertirsi, ovunque tu decida di giocare».

PARAGONE CON I GIOVANI – «Da noi oggi non c’è nessuno che abbia i miei numeri di quando vincevo la classifica dei marcatori, nonostante dovessi vedermela con gente come Higuain e Toni, che segnava ad occhi chiusi. Quando iniziai, anche l’attaccante del Genoa segnava 12-13 gol facilmente, come pure Maccarone, Di Michele, Lucarelli che giocavano a Siena, Livorno o Palermo. Per tutti loro era una cosa normale»

COSA VOGLIONO GLI ALLENATORI – «Ma forse oggi sono gli allenatori a chiedere cose diverse, considerando l’attaccante innanzitutto come un regista avanzato più che un bomber. Prima si chiedeva gli attaccanti di finire le azioni, di mettere la palla dentro. Oggi, un allenatore è contento se l’attaccante ha fatto giocare la squadra, che segni o no»

PIO ESPOSITO «Il solo che mi pare in grado di fare il mio percorso è Pio Esposito, ma pure lui cerca prima l’azione decisiva che il gol puro e duro»

Joronen, attesa per gli esami: il Palermo valuta Sportiello e Semper. Si allontana Perin

Palermo in ansia per Joronen: Sportiello e Semper salgono nelle preferenze. Si allontana invece Mattia Perin

Cresce l’apprensione attorno alle condizioni di Jesse Joronen e il Palermo si prepara a intervenire sul mercato per tutelarsi. Il portiere finlandese sarà sottoposto a nuovi esami nelle prossime ore e il club rosanero attende gli esiti con grande attenzione: qualora dovessero emergere problemi tali da comprometterne la disponibilità, la dirigenza è pronta a muoversi immediatamente per rinforzare il reparto.

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In questo scenario, avanzano con decisione i profili di Marco Sportiello e Michael Semper. Entrambi rappresentano soluzioni concrete e già valutate con attenzione dal Palermo, che sta monitorando la situazione per farsi trovare pronto in caso di necessità. Sportiello garantirebbe esperienza e affidabilità, mentre Semper offrirebbe un’alternativa più giovane ma già collaudata in Serie A e B: due piste che restano vive e che potrebbero diventare prioritarie se gli esami di Joronen dovessero confermare criticità.

Si complica invece la strada che porta a Mattia Perin. Le richieste economiche della Juventus sono state giudicate troppo alte dal Palermo, che al momento considera l’operazione non sostenibile. Perin resta un profilo stimato, ma la distanza tra le parti è significativa e ha portato il club rosanero a concentrarsi su alternative più accessibili.

Secondo quanto riportato da Sky Sport, il Palermo si muoverà con tempestività non appena avrà un quadro chiaro sulle condizioni di Joronen. La priorità è garantire stabilità tra i pali e non correre rischi in vista dell’inizio della stagione: per questo la dirigenza ha già individuato le soluzioni più percorribili e si prepara a intervenire se necessario.

Como in pressing su Diego Carlos: il Parma prepara la contro mossa

Como Parma, sfida per Diego Carlos: i lariani provano ad accelerare per riportarlo in biancoblu

Diego Carlos è tornato al centro del mercato italiano, con Como e Parma pronti a sfidarsi per assicurarsi il difensore brasiliano. Il classe 1993, rientrato al Fenerbahçe dopo l’esperienza positiva vissuta proprio con Cesc Fabregas, potrebbe presto riabbracciare la Serie A: il suo nome è infatti uno dei più caldi delle ultime ore.

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Il Como sta lavorando con decisione per provare a chiudere l’operazione nei prossimi giorni. L’obiettivo dei lariani è riportare Diego Carlos alla corte di Fabregas, che lo conosce bene e ne apprezza leadership, fisicità e capacità di guidare la linea difensiva. Il club lombardo vuole anticipare la concorrenza e ha già avviato i contatti necessari per definire la struttura dell’affare, convinto che il brasiliano possa rappresentare un rinforzo di alto profilo per la nuova stagione.

Ma il Parma non è intenzionato a restare a guardare. Gli emiliani, dopo una prima fase di osservazione, nella serata di ieri hanno manifestato un interesse concreto per il centrale, entrando di fatto nella corsa. Il club gialloblù considera Diego Carlos un profilo ideale per aggiungere esperienza internazionale e solidità a una rosa che punta a consolidarsi nella massima serie. La volontà del Parma è chiara: non lasciare campo libero al Como e provare a inserirsi con forza nella trattativa.

La situazione, dunque, è in pieno sviluppo. Il Como ha il vantaggio della conoscenza reciproca tra giocatore e allenatore, oltre a un progetto tecnico che ha già dimostrato di valorizzare profili esperti e di livello europeo. Il Parma, però, è un concorrente credibile: ha disponibilità, ambizione e la volontà di costruire una squadra competitiva per la stagione alle porte.

Nelle prossime ore sono attesi nuovi contatti, con i due club pronti a muoversi per capire margini, costi e volontà del giocatore. Diego Carlos osserva, consapevole che il suo futuro potrebbe riportarlo in Italia, dove ha lasciato ottimi ricordi e dove entrambe le società sono pronte a offrirgli un ruolo centrale.

Milan Como, trovato l’accordo per Ricci: definita la formula del prestito

Accordo di massima tra Milan e Como per Samuele Ricci: operazione verso la chiusura definitiva

Il Milan e il Como hanno raggiunto un accordo di massima per il trasferimento di Samuele Ricci in maglia lariana. L’operazione, riportata da Sky Sport, si basa sulla formula del prestito con diritto di riscatto, con il Como pronto a farsi carico dell’intero stipendio del centrocampista. Per la chiusura definitiva manca soltanto l’uscita di un giocatore, condizione necessaria per liberare lo spazio utile all’inserimento di Ricci nella rosa.

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Il Como accelera: Ricci primo rinforzo per la mediana

Il club lombardo ha individuato Ricci come profilo ideale per aumentare qualità, ordine e personalità in mezzo al campo. La trattativa ha preso velocità negli ultimi giorni, complice la volontà del giocatore di accettare una nuova sfida dopo una stagione complessa al Milan. Il Como, dal canto suo, ha mostrato grande determinazione nel chiudere l’operazione, convinto che Ricci possa diventare un punto di riferimento tecnico e tattico per la squadra.

La stagione di Ricci al Milan: luci, ombre e poche certezze

Arrivato la scorsa estate con aspettative importanti, Ricci ha vissuto un’annata molto diversa da quella immaginata. Allegri non lo ha impiegato con continuità nella stagione. Ricci ha mostrato ordine, disciplina e una buona lettura delle situazioni, ma non è riuscito a imporsi come titolare fisso.

Nella seconda metà dell’anno il suo minutaggio è ancor più calato: la crescita di alcuni compagni, l’alternanza dei moduli e qualche problema fisico lo hanno relegato a un ruolo più marginale. Ha chiuso la stagione con un numero limitato di presenze, senza riuscire a lasciare un’impronta significativa nelle partite chiave.

Nonostante ciò, all’interno del club il giudizio su Ricci resta positivo: il Milan continua a considerarlo un giocatore di prospettiva, ma ritiene che un’esperienza con maggiore continuità possa accelerarne la crescita. Da qui la scelta di aprire al prestito, mantenendo comunque il controllo sul suo futuro tramite il diritto di riscatto.

Un’operazione che soddisfa tutti

Il Como ottiene un centrocampista di qualità, il Milan libera spazio e permette a Ricci di ritrovare minuti e fiducia, mentre il giocatore può rilanciarsi in un contesto ambizioso e in crescita. La chiusura è vicina: manca solo l’ultimo incastro, poi Ricci potrà iniziare la sua nuova avventura.

Fortini verso il Torino: trovato l’accordo verbale con la Fiorentina

Accordo Torino Fiorentina: Fortini pronto al passaggio in granata. Colpo di mercato fatto, Abate pronto ad abbracciare l’ex viola

Il Torino e la Fiorentina hanno raggiunto un accordo verbale per il trasferimento di Niccolò Fortini, segnando un passaggio chiave nelle strategie di mercato dei granata in questa fase finale di agosto. Lo riferisce Di Marzio.

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L’esterno classe 2006, uno dei profili più interessanti della nuova generazione viola, si prepara a compiere il primo vero salto della sua carriera: prima il rinnovo con la Fiorentina, poi il trasferimento in prestito al Torino, formula che consente ai granata di inserirlo nel progetto tecnico di Ignazio Abate senza affrontare subito un investimento pesante.

La trattativa ha vissuto un’accelerazione decisiva nelle ultime ore, soprattutto grazie alla volontà del giocatore. Fortini, infatti, ha scelto il Torino come destinazione prioritaria, nonostante la concorrenza dell’Hull City, club che aveva manifestato interesse concreto e che sembrava pronto a chiudere. La preferenza del ragazzo ha cambiato gli equilibri: una presa di posizione chiara, che ha permesso alle due società di trovare rapidamente un’intesa sulla struttura dell’operazione.

Per il Torino si tratta di un innesto strategico: Fortini è un esterno duttile, capace di giocare su entrambe le fasce e di adattarsi a più sistemi di gioco. Abate lo considera un profilo ideale per aumentare le rotazioni e la qualità sulle corsie, soprattutto in un contesto in cui il club sta lavorando per completare la rosa con giovani di prospettiva e grande margine di crescita.

La Fiorentina, dal canto suo, ottiene un rinnovo che tutela il valore del cartellino e un prestito che garantisce minuti e continuità a un talento che rischiava di trovare poco spazio in viola. L’operazione, ora in fase di definizione burocratica, rappresenta un incastro perfetto tra esigenze tecniche, volontà del giocatore e strategie di mercato dei due club.

Benfica, colpo in difesa: ufficiale l’arrivo di Circati dal Parma

Alessandro Circati approda al Benfica, adesso è ufficiale: operazione da 20 milioni per il Parma. La nota del club

Alessandro Circati è un nuovo giocatore del Benfica. Il difensore classe 2003 lascia il Parma e approda in Portogallo in un’operazione da circa 20 milioni di euro, cifra che rappresenta una plusvalenza importante per il club emiliano.

L’accordo tra il giocatore e il Benfica era già stato raggiunto nei giorni scorsi, mentre nella giornata di ieri è arrivata anche l’intesa definitiva tra le due società. Oggi è arrivato l’annuncio ufficiale del club portoghese, che accoglie il centrale australiano dopo 126 presenze con la maglia del Parma.

Un trasferimento di peso, che chiude una delle operazioni più rilevanti dell’estate per il club emiliano e apre una nuova fase della carriera di Circati, pronto a misurarsi in un contesto europeo di alto livello.

Ultime notizie Calcio Estero: tutte le novità del giorno provenienti da tutto il mondo

COMUNICATO – “Parma Calcio 1913 comunica di aver ceduto a titolo definitivo allo SL Benfica le prestazioni sportive del difensore Alessandro Circati.

Arrivato a Parma nel 2021 nella formazione Primavera, già nella stagione successiva viene aggregato alla Prima Squadra e fa il suo esordio in Serie B.

Dopo essere entrato stabilmente nel gruppo dei professionisti, Alessandro colleziona complessivamente 96 presenze con la maglia del Parma, di cui 37 in Serie A, realizzando 2 reti e risultando tra i protagonisti non solo della vittoria della Serie B 2023/24, ma anche delle salvezze delle due stagioni successive.

Nel corso della sua esperienza in gialloblu, Circati ha inoltre fatto il proprio esordio con la Nazionale australiana, con cui ha raggiunto quota 17 presenze e 1 gol, prendendo parte anche al percorso di qualificazione e alla fase finale dell’ultima World Cup.

Il Presidente Kyle J. Krause, il CEO Federico Cherubini e tutta la famiglia Parma Calcio rivolgono ad Alessandro un sincero ringraziamento e gli augurano le migliori soddisfazioni per il prosieguo della sua carriera”.

Bayern Monaco, Hoeness in ansia per Musiala: «Vado a letto la sera con questo pensiero»

Jamal Musiala, nuovo malore contro l’Heidenheim dopo quello accusato con il Lipsia: il presidente Uli Hoeness esprime tutta la propria preoccupazione

Grande apprensione in casa Bayern Monaco per le condizioni di Jamal Musiala. Il numero 10 bavarese ha accusato un nuovo malore durante la sfida contro l’Heidenheim, pochi giorni dopo un episodio analogo verificatosi nell’amichevole contro il Lipsia.

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Musiala si era accasciato al suolo anche in quella circostanza, facendo scattare immediatamente l’allarme. Il calciatore tedesco ha successivamente spiegato attraverso i propri canali social che gli sono state diagnosticate assenze temporanee, di breve durata e considerate curabili, legate a disfunzioni neurologiche.

Bayern Monaco, Hoeness vicino a Musiala

Sulla delicata situazione è intervenuto anche il presidente del Bayern Monaco, Uli Hoeness, che ai microfoni di RTL non ha nascosto lo shock per quanto accaduto nuovamente al talento tedesco.

«Sono rimasto senza parole, cosa che succede abbastanza raramente. Il fatto che sia successo di nuovo quattro giorni dopo mi ha lasciato senza parole. Vado a letto la sera con questo pensiero e mi sveglio la mattina con il pensiero di lui. C’è un sostegno incondizionato per Jamal».

Parole che testimoniano il forte sostegno del club nei confronti di Musiala, diventato negli ultimi anni uno dei simboli del Bayern.

Musiala, il Bayern attende nuovi controlli

La priorità resta adesso la salute del giocatore. Lo staff medico continuerà a seguire attentamente la situazione, con l’obiettivo di comprendere pienamente le cause degli episodi e stabilire i tempi necessari prima di un eventuale ritorno in campo.

In casa Bayern, dunque, ogni valutazione sportiva passa in secondo piano: Musiala dovrà essere accompagnato nel percorso medico senza alcuna fretta, con il pieno sostegno della società.

Sassuolo, Belghali sempre più vicino: intesa con il Verona sulla base di Iannoni più 6 milioni

Sassuolo-Belghali, passi avanti decisivi nella trattativa con il Verona: Edoardo Iannoni pronto a fare il percorso inverso

Il Sassuolo accelera con decisione per Rafik Belghali, diventato il principale obiettivo della dirigenza neroverde per rinforzare la corsia laterale. Nella giornata di oggi è andato in scena un nuovo incontro con il Verona, che ha permesso alle due società di compiere importanti passi avanti verso la definizione dell’operazione.

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Il summit, come rivelato da Sky Sport, ha confermato la volontà comune di arrivare alla fumata bianca e, secondo quanto emerso, la trattativa sarebbe ormai entrata nella sua fase conclusiva.

Sassuolo-Belghali, Iannoni nell’operazione con il Verona

La formula individuata prevede anche l’inserimento di Edoardo Iannoni, centrocampista destinato a compiere il percorso inverso e trasferirsi al Verona.

Oltre al cartellino di Iannoni, il Sassuolo dovrebbe riconoscere al club gialloblù un conguaglio economico di circa 6 milioni di euro più bonus. Una struttura che consentirebbe alle due società di soddisfare le rispettive esigenze tecniche e di mercato.

Belghali rappresenta da tempo una delle priorità dei neroverdi, che vogliono aggiungere qualità e spinta sulla fascia.

Sassuolo, nuovo contatto per chiudere Belghali

La trattativa non è ancora formalmente conclusa, ma il clima tra le parti è decisamente positivo. Per la giornata di domani è già previsto un nuovo contatto tra Sassuolo e Verona, con l’obiettivo di sistemare gli ultimi dettagli economici e contrattuali.

Se non emergeranno nuovi ostacoli, l’operazione potrebbe quindi arrivare rapidamente alla definizione. Il Sassuolo è pronto a chiudere per Belghali, mentre Iannoni si prepara alla possibile nuova esperienza in maglia gialloblù.

Roma, Fonseca frena sul mercato di Fofana: «Penso che sarà con noi anche al ritorno col Fenerbahce»

Malick Fofana verso la sfida decisiva di Champions con il Lione: Paulo Fonseca conta ancora sul talento belga seguito anche dalla Roma

Il Lione potrebbe affidarsi ancora a Malick Fofana nella sfida decisiva contro il Fenerbahçe. Dopo l’1-1 maturato nella gara d’andata del playoff di Champions League, il tecnico dei francesi Paulo Fonseca ha lasciato intendere che il gruppo a disposizione per il ritorno dovrebbe restare sostanzialmente invariato.

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Una notizia che assume un peso importante anche in chiave calciomercato, considerando il forte interesse che nelle ultime settimane si è sviluppato intorno al classe 2005. Tra i club che seguono con attenzione il giovane esterno offensivo c’è anche la Roma, alla ricerca di nuovi rinforzi per il proprio reparto avanzato.

Lione, Fonseca conta ancora su Fofana

Intervenuto ai microfoni di Canal+, Fonseca è stato interrogato sulla possibilità di avere ancora Fofana a disposizione per il ritorno del 26 agosto al Groupama Stadium.

«Penso di sì. Secondo le informazioni che ho, avremo gli stessi giocatori per la seconda partita».

Il tecnico portoghese ha quindi sottolineato quanto sia importante affrontare un appuntamento di questo livello con l’intero gruppo a disposizione.

«È molto importante. Tutti i giocatori sono importanti, ma è ancora più importante averli tutti per la prossima partita».

Roma-Fofana, il mercato resta sullo sfondo

Le parole di Fonseca non chiudono necessariamente a una possibile cessione, ma confermano come il Lione consideri ancora Fofana pienamente coinvolto almeno fino al ritorno contro il Fenerbahçe.

Per la Roma, dunque, potrebbe essere necessario attendere ancora prima di capire se ci saranno margini per accelerare. Il talento belga resta uno dei profili più interessanti sul mercato grazie alle sue caratteristiche: velocità, uno contro uno, cambio di passo e duttilità offensiva.

Fofana, uno dei talenti più interessanti del Lione

Arrivato al Lione dal Gent nel 2024, Fofana ha rapidamente guadagnato spazio e considerazione all’interno del club francese.

La sua capacità di partire largo, puntare il diretto avversario e creare superiorità lo rende un giocatore particolarmente appetibile per diverse big europee. Per il momento, però, l’obiettivo immediato resta la Champions: il Lione vuole superare il Fenerbahçe e Fonseca sembra intenzionato a sfruttare fino in fondo anche il talento del giovane belga.

Atalanta, Sarri suona la carica alla vigilia dell’Hapoel: «Avversario difficile, per noi è una partita importante. De Ketelaere assenza pesante»

Atalanta-Hapoel Tel Aviv, Maurizio Sarri presenta l’andata del playoff di Conference League e fa il punto sulla squadra nerazzurra

È tutto pronto per l’esordio stagionale dell’Atalanta di Maurizio Sarri. Giovedì 20 agosto la Dea affronterà l’Hapoel Tel Aviv nella gara d’andata del playoff di Conference League, primo appuntamento ufficiale della nuova annata.

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Alla vigilia della sfida, il tecnico toscano è intervenuto ai microfoni di Sky Sport, soffermandosi sulle difficoltà dell’incontro, sulla condizione della squadra e sull’assenza di Charles De Ketelaere. Spazio anche a una riflessione sulle favorite per il campionato e al mercato, con Sarri che ha ribadito la propria fiducia nel direttore sportivo Cristiano Giuntoli.

Atalanta-Hapoel, Sarri avverte i suoi

L’allenatore nerazzurro non vuole sottovalutare l’avversario, anche perché l’Atalanta arriva alla sfida con meno minuti nelle gambe rispetto agli israeliani.

«Affrontiamo un avversario difficile in un momento storicamente delicato per le squadre italiano. Il percorso è appena iniziato, sarà lungo. Ci preoccupa la qualità degli avversari e il fatto che hanno più partite di noi nelle gambe. Questa per noi è una partita importante e va trattata come singolo evento. Dalle undici di domani sera poi penseremo al Sassuolo. De Ketelaere? Quando manca un giocatore di quel livello è sempre pesante. A che punto è l’Atalanta? A livello di favoriti per il campionato il livello è chiaro. C’è una squadra su tutte e tante altre che possono competere. Romagnoli? Mi sembrerebbe indelicato parlare di giocatori che appartengono ad altre squadre. La certezza che ho è Giuntoli, mi sento sereno con lui».

Sarri tra De Ketelaere, campionato e mercato

L’assenza di De Ketelaere rappresenta inevitabilmente un problema per la Dea, chiamata comunque a partire con il piede giusto nella doppia sfida europea.

Sarri ha preferito non sbilanciarsi sulle gerarchie del campionato, limitandosi a sottolineare come ci sia una squadra davanti alle altre e un gruppo di inseguitrici pronte a competere.

Sul mercato, invece, nessun commento specifico su Romagnoli, ma un messaggio molto chiaro: la piena fiducia in Giuntoli. L’obiettivo immediato, però, resta uno solo: superare l’Hapoel e avvicinarsi alla fase principale della Conference League.

Lazio, Bamba Dieng in pole per l’attacco: chi è il senegalese, carriera, caratteristiche e confronto con Icardi e Pinamonti

Lazio su Bamba Dieng: visite mediche fissate, il centravanti ex Lorient e Marsiglia può diventare il nuovo rinforzo offensivo di Gattuso

La Lazio accelera per Bamba Dieng. Dopo le difficoltà incontrate per arrivare a Mauro Icardi e gli ostacoli economici emersi nella trattativa per Andrea Pinamonti, il club biancoceleste ha virato con decisione sull’attaccante senegalese, attualmente svincolato dopo la conclusione della sua esperienza al Lorient.

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Come riportato da Matteo Moretto, Dieng sosterrà domani le visite mediche con la Lazio, con controlli particolarmente approfonditi al ginocchio. Il classe 2000 arriva da una stagione molto positiva, chiusa con 15 gol in 25 partite con il Lorient, e rappresenterebbe un profilo completamente diverso rispetto agli altri centravanti valutati da Gennaro Gattuso.

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Bamba Dieng, chi è il nuovo obiettivo della Lazio

Il nome completo è Cheikh Ahmadou Bamba Mbacke Dieng. Nato a Pikine il 23 marzo 2000, è un centravanti senegalese destro naturale, alto circa 1,78 metri e dotato di una struttura atletica compatta ed esplosiva.

Non è il classico numero 9 fisico che vive spalle alla porta. Dieng costruisce gran parte della propria pericolosità sulla rapidità, sull’attacco della profondità e sui movimenti senza pallone.

Muove i primi passi nell’ASC Sonacos prima di entrare giovanissimo nell’academy del Diambars. La stagione 2019/20 rappresenta il primo vero trampolino: realizza 12 gol in 14 partite, imponendosi come uno dei giovani più interessanti del calcio senegalese.

Dieng, dal Marsiglia al Lorient

Nel 2020 arriva in Francia grazie all’Olympique Marsiglia. Dopo il passaggio dalla seconda squadra, conquista spazio tra i professionisti soprattutto con Jorge Sampaoli.

Con il Marsiglia mette insieme complessivamente 54 presenze, 11 gol e 4 assist, partecipando anche al percorso europeo concluso in semifinale di Conference League nel 2022. Proprio in quella stagione realizza contro lo Strasburgo una spettacolare rovesciata premiata come gol più bello della Ligue 1.

Nel gennaio 2023 passa al Lorient. La sua esperienza viene però condizionata da alcuni problemi fisici e anche il successivo prestito all’Angers non gli consente inizialmente di trovare la continuità sperata.

La svolta arriva nell’ultima stagione. Tornato al Lorient, Dieng ritrova brillantezza e soprattutto gol, chiudendo con 15 reti in 25 presenze e mostrando nuovamente quelle qualità che avevano attirato l’attenzione durante gli anni di Marsiglia.

Bamba Dieng e il Senegal: Coppa d’Africa e Mondiali

La carriera di Dieng comprende già traguardi importanti anche con la Nazionale.

Con il Senegal ha conquistato la Coppa d’Africa 2022, segnando negli ottavi contro Capo Verde e realizzando anche uno dei rigori nella finale vinta contro l’Egitto.

Ha inoltre partecipato al Mondiale 2022, trovando la rete contro il Qatar, ed è stato convocato nuovamente dal Senegal per il Mondiale 2026.

Che giocatore è Bamba Dieng

La sua caratteristica più evidente è la verticalità. Dieng ama partire sul limite del fuorigioco e attaccare immediatamente lo spazio alle spalle dei difensori.

È particolarmente efficace nelle transizioni, quando può correre verso la porta e sfruttare accelerazione e cambio di passo. Può agire da centravanti, ma nel corso della carriera è stato impiegato anche più largo.

Tra i suoi punti di forza ci sono la velocità in campo aperto, i movimenti diagonali, l’aggressività nell’attacco dell’area, la rapidità nella conclusione e la disponibilità nel pressing.

Non è invece un attaccante particolarmente raffinato nella costruzione. Può migliorare nella protezione del pallone spalle alla porta, nelle sponde e nel gioco contro difese molto basse.

Un altro aspetto da monitorare è quello fisico: nel corso della carriera ha affrontato diversi stop e proprio per questo le visite mediche con la Lazio avranno un peso particolare.

Dieng, Icardi e Pinamonti: le differenze

I tre centravanti hanno caratteristiche molto differenti.

Icardi rappresenta soprattutto il finalizzatore d’area, specialista nel movimento negli ultimi metri e nell’anticipare il difensore. Dieng garantisce molta più corsa e profondità, ma possiede meno esperienza e mestiere dentro l’area.

Pinamonti è invece maggiormente strutturato fisicamente, può offrire più gioco spalle alla porta e rappresentare un riferimento centrale sui palloni diretti.

Dieng è quello più rapido, mobile e verticale. La sua eventuale scelta indicherebbe quindi anche un orientamento tattico preciso della Lazio: meno centravanti statico e maggiore ricerca degli spazi.

Come potrebbe giocare nella Lazio di Gattuso

Nel sistema di Gattuso, Dieng potrebbe essere utilizzato come punta chiamata ad allungare le difese e ad attaccare immediatamente dopo una riconquista.

Con compagni capaci di servirlo rapidamente nello spazio, il senegalese potrebbe diventare particolarmente pericoloso. Contro squadre molto chiuse, invece, dovrebbe migliorare nel gioco associativo e nella gestione del pallone in zone congestionate.

La sintesi è chiara: Icardi offre soprattutto gol e mestiere d’area, Pinamonti struttura e gioco da centravanti, Dieng velocità e profondità. Con le visite mediche ormai programmate, proprio quest’ultimo è diventato il nome più caldo per il nuovo attacco della Lazio.

Atalanta, Ederson alla vigilia dell’Hapoel: «Possiamo fare meglio dell’anno scorso». Poi il mercato e il rinnovo

Atalanta-Hapoel Tel Aviv, Ederson presenta il match di Conference League e ribadisce il proprio legame con il club nerazzurro

Alla vigilia della sfida di Conference League contro l’Hapoel Tel Aviv, Ederson ha parlato in conferenza stampa facendo il punto sulle ambizioni dell’Atalanta e sul proprio futuro.

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Il centrocampista brasiliano ha sottolineato la volontà della squadra di migliorare ulteriormente rispetto alla passata stagione, senza però fissare obiettivi troppo lontani prima dell’esordio ufficiale europeo.

Atalanta, Ederson tra Champions e futuro

Ederson ha parlato anche delle possibilità dell’Atalanta di tornare a competere per un posto in Champions League, concentrandosi però soprattutto sul presente.

«Se possiamo giocare la Champions? Possiamo fare meglio dell’anno scorso, ma dipenderà molto dalla squadra e su cosa riusciremo a fare quest’anno. Quella di domani sarà la nostra prima partita, in futuro si vedrà. Il mercato? Sul mercato si dice tanto, ma sono argomenti che ho sempre parlato con la società: ora penso all’Atalanta rinnovando il contratto con questo club. Un rinnovo lungo vuol dire anche responsabilità più alta, e sarò sempre pronto a dare tutto per l’Atalanta stessa».

Parole importanti soprattutto sul fronte mercato. Nonostante le indiscrezioni delle ultime settimane, Ederson ha ribadito la propria centralità nel progetto nerazzurro e la volontà di continuare a dare tutto per il club dopo il rinnovo del contratto.

Mancini giura amore: «Io ho un rapporto speciale e la Roma me la sento dentro»

Gianluca Mancini non ha dubbi e spegne definitivamente le voci di mercato: «Io ho un rapporto speciale e la Roma me la sento dentro»

Gianluca Mancini resta alla Roma e guarda già alla nuova stagione. Dopo un’estate movimentata, segnata da voci insistenti su un possibile addio e perfino da un’ipotesi di approdo all’Inter a parametro zero, il difensore ha scelto di proseguire la sua avventura nella capitale.

In un’intervista rilasciata a Sky Sport, Mancini ha parlato delle sensazioni in vista del campionato e delle ambizioni personali e della squadra, ribadendo la volontà di essere un punto fermo del progetto giallorosso.

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PAROLE – «La Champions League era un inseguimento che facevamo da un po’ di anni. Non vediamo l’ora di partecipare a questa competizione. Preparazione di Gasperini? Penso che tutte le preparazioni siano toste. Quando si riparte con il caldo è difficile, noi come gruppo seguiamo alla lettera ciò che ci dice di fare. Adesso che la preparazione è finita non vediamo l’ora di iniziare. Il sogno della proprietà è vedere una Roma forte e competitiva, lo hanno sempre dimostrato. Noi ci impegniamo sul campo cercando di dare il massimo»

POSSIBILE ADDIO «Al cuore non si comanda. Io ho un rapporto speciale e la Roma me la sento dentro. Volevo fortemente rimanere con il mister e con i miei compagni. Quando fai parte di una famiglia è difficile andarsene. Agli occhi di tutti l’Inter parte sempre come favorita, poi ci sono tantissime altre squadre che daranno l’anima e tra queste ci siamo noi. Il nostro obiettivo è ragionare come gruppo partita dopo partita. Ci saranno momenti belli e momenti brutti, l’idea sarà quella di migliorarsi sempre senza mai accontentarsi. Nuovi acquisti? Io, Cristante, Dybala, Pellegrini, parliamo molto con i nuovi. Mora è arrivato stamattina ha fatto il primo allenamento e ci sarà modo di parlare con lui. Quando giocammo contro il Porto mi fece una grande impressione».

Lukaku durissimo: «Napoli? E’ stato l’anno peggiore della mia vita»

Lukaku non usa mezzi termini: «Napoli? E’ stato l’anno peggiore della mia vita». Le sue dichiarazioni ad una tv belga

Romelu Lukaku, oggi attaccante del Fenerbahçe, è tornato a parlare alla TV belga del suo percorso recente, dopo le esperienze con Inter, Roma e Napoli e il trasferimento di questa estate dal club partenopeo alla Turchia. Le sue dichiarazioni, riportate da SportMediaset, sono destinate a far discutere: il belga ha affrontato temi legati alle sue scelte, alle difficoltà degli ultimi mesi e ai motivi che lo hanno spinto a cambiare ancora maglia.

Un intervento diretto, senza filtri, che riapre inevitabilmente il dibattito attorno alla sua carriera e alle sue ultime stagioni in Italia.

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PAROLE – «”Ho firmato per una stagione con un’opzione per un’altra, spero di poter onorare questi due anni, dopodiché tornerò a casa – spiega l’attaccante belga, classe 1993 -. Sarò presto ancora in forma, ho sempre detto che voglio continuare fino al 2030, anche con la Nazionale. Dopo, sarà game over: ci sono tanti giocatori che riescono a giocare a calcio fino a 40 anni. È una questione di mentalità: se dai sempre retta alle opinioni altrui diventi infelice, ma io mi prendo cura di me stesso. Ora sono tornato»

ULTIMA STAGIONE A NAPOLI «E’ stato l’anno peggiore della mia vita»

NUOVO INIZIO – «Perché ho scelto di andarmene? Ho sentito delle cose e sono state fatte delle scelte… Tutto qui. Se è andata così, allora è stato meglio per me andarmene. L’affermazione che non sono in forma è semplicemente falsa. Probabilmente l’hanno detto in Italia per boicottarmi. Sono al 100% in forma per giocare»

Manchester United, rivoluzione a centrocampo: trattativa aperta per Carlos Baleba

Calciomercato Manchester United, nuovo assalto a centrocampo: Baleba dopo Santos e Tielemans

Il Manchester United continua a lavorare per completare la rivoluzione a centrocampo e il nome in cima alla lista, in queste ore, è quello di Carlos Baleba. Il club inglese sta trattando l’arrivo del talento del Brighton, individuato come il terzo rinforzo per una mediana completamente rinnovata.

Nuovo centrocampo, terzo tassello

Dopo aver rinunciato alla pista Ederson dell’Atalanta, lo United ha già investito cifre importanti:

  • 56,3 milioni di euro per Andrey Santos (classe 2004) dal Chelsea
  • 41 milioni di euro per Youri Tielemans (classe 1997) dall’Aston Villa

Baleba sarebbe il terzo innesto, un profilo giovane, fisico e dinamico, perfetto per il nuovo progetto tecnico.

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Le certezze: Bruno Fernandes e Mainoo

Il portoghese Bruno Fernandes è destinato a restare, considerato un pilastro del nuovo ciclo. Blindato anche Kobbie Mainoo (classe 2005), che ha firmato un contratto fino al giugno 2031, confermando la volontà del club di costruire attorno a lui.

Le uscite: Casemiro saluta

In uscita, invece, c’è stato il divorzio con Casemiro (classe 1992). L’ex Real Madrid si è svincolato a parametro zero e ha scelto di trasferirsi negli Stati Uniti, dove giocherà all’Inter Miami accanto a Messi.

Il quadro è chiaro: lo United vuole un centrocampo nuovo, più giovane e più dinamico. Baleba è il prossimo obiettivo per completare il puzzle.

Torino, accelerata su Fortini: Pedersen verso l’Hull City per sbloccare l’incastro

Fortini torna nei radar di mercato del Torino: si apre quindi una possibile uscita di Pedersen per favorire l’operazione

Il Torino si prepara a vivere giorni bollenti di mercato, con la dirigenza intenzionata ad accelerare per consegnare a Ignazio Abate una rosa più completa e funzionale possibile. Tra i nomi tornati con forza sul tavolo c’è quello di Niccolò Fortini, esterno classe 2006 della Fiorentina, rientrato nei radar dopo alcune settimane di silenzio. Il suo profilo è considerato ideale per ampliare le soluzioni sulle fasce, soprattutto in un contesto in cui il Torino sta valutando un possibile incastro con Marcus Pedersen.

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Abate cerca da tempo un esterno destro con caratteristiche diverse rispetto al norvegese, che dopo una stagione in crescendo e un buon Mondiale ha attirato l’interesse di diversi club, in particolare in Premier League.

Secondo quanto riportato da Orazio Accomando, il Torino potrebbe cedere Pedersen all’Hull City e utilizzare parte dell’operazione per affondare su Fortini, in uscita dalla Fiorentina e con contratto in scadenza nel 2027. Gli inglesi avevano già provato a muoversi sul talento classe 2006, ma senza ottenere un sì dal giocatore: l’eventuale arrivo di Pedersen potrebbe dunque sbloccare più di un incastro.

Il Torino, dal canto suo, segue Fortini da tempo. Le valutazioni della Fiorentina sono sempre state elevate, ma la decisione del ragazzo di non rinnovare ha aperto spiragli importanti. Fortini è un jolly prezioso: può giocare su entrambe le fasce, adattarsi a più sistemi e garantire quella duttilità che Abate considera fondamentale, soprattutto nelle gare in cui cambia assetto tattico in corsa.

Per rendere praticabile l’operazione, però, servirebbe un rinnovo temporaneo del contratto con la Fiorentina, così da permettere un trasferimento in prestito con diritto di riscatto. Una formula che piace al Torino, ma che richiede tempi tecnici e accordi non semplici da definire.

La trattativa, dunque, è aperta ma tutt’altro che immediata. Fortini rappresenta un obiettivo concreto, Pedersen una possibile chiave per sbloccare l’incastro, e il Torino si prepara a giorni decisivi per capire se questo doppio movimento potrà davvero prendere forma.

Mazzola: «L’Avvocato Gianni Agnelli mi offrì il doppio dello stipendio ma dissi no. L’Inter è la squadra che mi ha salvato»

L’ex Inter Sandro Mazzola si è raccontato alla Gazzetta dello Sport: «L’Inter è la squadra che mi ha salvato». Le sue parole

Sandro Mazzola ripercorre la sua vita nerazzurra: prima in campo, poi dietro la scrivania. In una lunga intervista concessa a La Gazzetta dello Sport, l’ex bandiera dell’Inter ha raccontato il proprio percorso, dagli anni da fuoriclasse con la maglia nerazzurra fino al ruolo da dirigente che ha segnato la seconda parte della sua storia nel club.

Un racconto che unisce memoria, emozioni e visione, e che restituisce l’immagine di uno dei simboli più profondi dell’Inter. Le sue dichiarazioni:

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PAROLE – «L’Inter è la squadra che mi ha salvato. Dopo la tragedia di Superga in cui persi mio padre Valentino, Benito Lorenzi venne a Cassano con scarpe e pallone: papà lo aveva aiutato a esordire in Nazionale e lui volle aiutare i suoi figli. Diventammo mascotte dell’Inter a 8-9 anni e Angelo Moratti ci dava il premio partita anche a noi: erano soldi vitali. Il Mago Helenio Herrera mi cambiò il carattere: non volevo fare il centravanti, lui capì come sfruttarmi. Fu un innovatore, ci metteva a dieta, ma Luisito Suarez, il nostro Maestro, nascondeva salame e prosciutto in camera. Non eravamo lenti, anzi verticalizzavamo più di oggi»

«Quando mamma seppe la cifra che strappai ad Allodi nel primo contratto disse: “Hai capito male, sono troppi…”. Angelo Moratti regalava ai giocatori più rappresentativi una Mercedes e a me una monetina d’oro per i goal importanti. Massimo continuò: a Natale tre monetine a me e una a mio figlio. I Moratti sono una seconda famiglia, come l’Inter: in nerazzurro ho passato 50 anni da mascotte a giocatore, poi dirigente con Fraizzoli e Massimo»

AGNELLI – «L’Avvocato Gianni Agnelli mi offrì il doppio dello stipendio, un’agenzia di assicurazioni e una concessionaria Fiat. Mamma disse: “Tuo padre si rivolterebbe nella tomba”. Rifiutai. La Juve tornò quando ero dirigente con Fraizzoli e dissi un altro no: col cuore rifarei entrambe le scelte”. Avevo comprato Platini, poi Fraizzoli rinunciò, e conservo il contratto firmato da Falcao, rimasto nel cassetto dopo l’intervento di Andreotti. Ricordo con piacere Zenga, aiutato a ripartire dalla Sambenedettese: nel suo carattere non credeva nessuno. Ma il capolavoro si chiama Ronaldo. Seppi che voleva lasciare Barcellona, lo incontrai e disse: “Ok director, vengo a Milano”. Che soddisfazione quando la Federazione accettò l’1+8 per Zamorano»

RETROSCENA – «Io e Facchetti eravamo diversi, ma rivali mai. Quando Herrera mi diede la fascia, Giacinto era già capitano della Nazionale e forse ci rimase male. Per qualche giorno ci fu tensione, poi restammo soli, parlammo e ci abbracciammo. Fuori ci frequentavamo poco, ma allora si correva dalle famiglie. Chiedo scusa a Boninsegna: lui scherza dicendo che lo mandai via io. Non è vero, ma nello scambio con Anastasi avrei potuto oppormi e non lo feci, pensando convenisse all’Inter. E a Gigi Simoni: dopo la Coppa Uefa avevo l’accordo con Zaccheroni, che poi firmò col Milan. Quando Massimo decise di esonerare Gigi, ero contrario ma rispettai le gerarchie. Non lo meritava: era un uomo giusto e un grande tecnico»

Juve, non solo Vicario: ecco perchè Audero può essere il colpo giusto per i bianconeri

Juve, Vicario non basta: ecco perché Audero può diventare la scelta più intelligente per la porta bianconera

Dopo settimane di trattative, tentativi e incastri, la Juventus ha finalmente trovato il suo nuovo portiere titolare: Guglielmo Vicario. L’ex Tottenham arriva a Torino con una formula estremamente vantaggiosa: prestito gratuito fino al 30 giugno 2027, con diritto di riscatto fissato a 8 milioni, più 2 milioni di bonus legati agli obiettivi stagionali . Una soluzione che permette ai bianconeri di garantirsi un numero uno affidabile, esperto e già pronto per la Serie A, senza appesantire il bilancio.

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Vicario sarà il naturale sostituto di Michele Di Gregorio, ormai destinato a lasciare Torino: il portiere classe 1997 è infatti vicino al trasferimento al Marsiglia, che lo considera il nuovo titolare dopo l’addio di Rulli . Con Di Gregorio in uscita, la Juventus deve ora completare il reparto con un vice all’altezza, capace di garantire affidabilità e continuità.

PERIN-PALERMO

Ed è qui che si apre il nuovo capitolo: Mattia Perin. Il portiere, dopo otto anni in bianconero, è finito nel mirino del Palermo, club ambizioso che vuole tornare grande e che ha individuato in lui il profilo ideale per difendere la porta rosanero. I contatti sono già avviati: il Palermo ha proposto un prestito con diritto di riscatto, che diventerebbe obbligo in caso di promozione in Serie A. Il giocatore ha aperto alla possibilità di trasferirsi, attratto dalla prospettiva di tornare titolare.

PERCHE’ AUDERO SAREBBE LA SCELTA GIUSTA

Con Perin e Di Gregorio in uscita, la Juventus deve intervenire di nuovo sul mercato. Il nome in cima alla lista è Emil Audero, portiere del Como e cresciuto proprio nel settore giovanile bianconero. Una scelta che non è solo tecnica, ma anche strategica: Audero, essendo “club trained”, non graverebbe sulla lista over né in Serie A né in Champions League, un vantaggio fondamentale per la compilazione delle liste europee . Inoltre, il suo profilo è considerato ideale per affiancare Vicario: affidabile, esperto, già pronto e perfettamente integrabile nello spogliatoio.

La Juventus, dunque, si prepara a una vera rivoluzione tra i pali: Guglielmo Vicario sarà il nuovo titolare, mentre Michele Di Gregorio è destinato al Marsiglia e Mattia Perin è sempre più vicino al Palermo, che lo considera il primo obiettivo per la propria porta. In questo scenario, i bianconeri dovranno tornare sul mercato per individuare un vice affidabile, e il profilo in cima alla lista è Emil Audero, cresciuto nel settore giovanile juventino e ideale per motivi tecnici e regolamentari. A completare il reparto resterà Carlo Pinsoglio, confermato come terzo portiere e figura fondamentale nello spogliatoio.

Una ricostruzione totale, nata dalla necessità di ridurre il monte ingaggi, ottimizzare le liste e garantire a Spalletti un reparto portieri finalmente solido, equilibrato e competitivo. La Juventus ha trovato il suo numero uno: ora deve completare il puzzle.

Torino, mercato in fermento: Adams può partire, torna il nome di Esposito e spunta l’idea Joselu

Torino, dopo l’arrivo di Lucas Perri il focus si sposta sull’attacco: Petrachi valuta uscite e nuovi innesti per rinforzare la squadra di Abate

Il Torino è pronto ad accelerare sul mercato. Dopo la sfida contro la Carrarese, Ignazio Abate era stato molto chiaro sulla necessità di inserire nuovi rinforzi in rosa e la dirigenza granata sta lavorando per accontentarlo.

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Il primo tassello è stato individuato tra i pali: Lucas Perri è atteso dal Leeds con la formula del prestito oneroso da 1 milione di euro, accompagnato da un diritto di riscatto fissato a 14 milioni. Adesso, però, l’attenzione del direttore sportivo Gianluca Petrachi si sposta soprattutto sul reparto offensivo.

Torino, Adams può partire: Hull City e Cagliari interessati

Molto dipenderà dalle cessioni. Che Adams non è considerato incedibile e, secondo quanto riportato da Tuttosport, nelle ultime ore sia l’Hull City sia il Cagliari avrebbero chiesto informazioni sull’attaccante scozzese.

Proprio l’interesse dei rossoblù avrebbe riportato d’attualità il nome di Sebastiano Esposito, già seguito dal Torino nella prima parte dell’estate.

La situazione del classe 2002 è cambiata dopo la rottura con il Cagliari e il club granata avrebbe riallacciato i contatti. Tra le ipotesi valutate ci sarebbe anche quella di un possibile scambio con Adams, scenario che potrebbe permettere a entrambe le società di sistemare il proprio reparto offensivo.

Torino, proposto anche Joselu per l’attacco

Non c’è però soltanto Esposito tra i nomi valutati. Al Torino sarebbe stato proposto anche Joselu, centravanti spagnolo classe 1990, attualmente svincolato dopo l’esperienza in Qatar con l’Al-Gharafa.

Il suo curriculum è di grande livello. Con la Spagna ha conquistato una Nations League e un Europeo, mentre a livello di club può vantare, tra gli altri trofei, due Liga, una Supercoppa e una Champions League.

Joselu ha inoltre vestito la maglia del Real Madrid in due differenti periodi, prima tra il 2010 e il 2012 e successivamente nella stagione 2023/24. Complessivamente con i Blancos ha realizzato 19 gol e 3 assist in 51 presenze.

Il Torino continua quindi a valutare più strade: prima serviranno alcune uscite, poi Petrachi potrà affondare il colpo per regalare ad Abate un nuovo attaccante.

Lecce, Fadera può essere il sostituto di Banda: contatti avviati con il Como

Lecce su Alieu Fadera: il club salentino lavora per l’esterno gambiano dopo il caso Banda, dialoghi già in corso con il Como

Il Lecce guarda avanti e si muove sul mercato per trovare un possibile sostituto di Lameck Banda. Mentre il club salentino continua a gestire una situazione ormai sempre più delicata legata all’esterno offensivo, la dirigenza ha iniziato a valutare concretamente nuovi profili per rinforzare la fascia.

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Tra i nomi finiti nel mirino c’è quello di Alieu Fadera, esterno gambiano classe 2001 di proprietà del Como. Secondo quanto riportato da Sky Sport, i due club hanno già avviato i contatti e stanno provando a capire se esistano le condizioni per arrivare a un accordo.

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Lecce-Fadera, dialoghi già avviati con il Como

Fadera rappresenta un profilo particolarmente interessante per il Lecce per caratteristiche e duttilità. L’esterno è infatti in grado di agire su entrambe le corsie offensive, garantendo velocità, profondità e capacità di attaccare gli spazi.

Il giocatore è rientrato al Como dopo l’esperienza della scorsa stagione in prestito al Sassuolo, dove ha collezionato 28 presenze e 2 gol.

Ora il suo futuro potrebbe essere nuovamente lontano dal club lariano. Il Como sta infatti valutando una nuova sistemazione per il classe 2001 e il Lecce, al momento, rappresenta una delle piste più concrete.

Fadera possibile erede di Banda

La situazione di Banda spinge inevitabilmente il Lecce a tutelarsi. Il club vuole evitare di arrivare alle ultime battute del mercato senza un’alternativa pronta e per questo sta lavorando su un profilo che possa garantire caratteristiche simili.

Fadera, per qualità atletiche e propensione offensiva, potrebbe inserirsi bene nel sistema dei giallorossi. La sua capacità di puntare l’uomo, accelerare in campo aperto e attaccare la profondità lo rende un’opzione adatta a una squadra che cerca imprevedibilità sulle corsie.

Lecce, il mercato può accelerare

La trattativa è ancora in fase di sviluppo e molto dipenderà dalle richieste del Como e dalla formula dell’eventuale operazione.

I contatti, però, sono già partiti e il nome di Alieu Fadera è diventato uno dei più caldi per l’attacco del Lecce. Il club salentino continuerà a lavorare nelle prossime ore per capire se potrà trasformare il primo sondaggio in una vera trattativa e consegnare così un nuovo esterno offensivo alla squadra.

Arbitri Serie A: ufficiali le designazioni della 1ª giornata. Chi è stato scelto per l’inizio della stagione 2026/27

Arbitri Serie A: sono state ufficializzate le designazioni della 1ª giornata del campionato 2026/27. Chi è stato scelto per tutte le sfide

Attraverso il proprio sito ufficiale, l’AIA ha reso note le designazioni arbitrali per la 1ª giornata di Serie A del campionato 2026/2027.

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INTER – MONZA     Sabato 22/08 h. 18.30

MARINELLI

DI GIOIA – PALERMO

IV:      DI MARCO

VAR:     GARIGLIO

AVAR:      MARINI

UDINESE – COMO      Sabato 22/08 h. 18.30

ARENA

MONDIN – LAUDATO

IV:      CHIFFI

VAR:     CAMPLONE

AVAR:      RUTELLA

GENOA – NAPOLI     Sabato 22/08 h. 20.45

DI BELLO

ROSSI M. – DEI GIUDICI

IV:       MANGANIELLO

VAR:      MERAVIGLIA

AVAR:       COSSO

PARMA – CAGLIARI    Sabato 22/08 h. 20.45

PERENZONI

MASTRODONATO – POLITI

IV:     DOVERI

VAR:      DIONISI

AVAR:     PEZZUTO

FROSINONE – JUVENTUS    h. 18.30

AYROLDI

ROSSI L. – MORO

IV:      MARIANI

VAR:     MARINI

AVAR:    PICCININI

VENEZIA – LECCE     h. 18.30

RAPUANO

TRINCHIERI – CECCON

IV:     ALLEGRETTA

VAR:     GHERSINI

AVAR:      ABISSO

ATALANTA – SASSUOLO    h. 20.45

CREZZINI

MELI – FONTEMURATO

IV:     PAIRETTO

VAR:     GIUA

AVAR:     MAGGIONI

TORINO – MILAN     h. 20.45

ZUFFERLI

BERCIGLI – ZINGARELLI

IV:     MASSA

VAR:      MAZZOLENI

AVAR:       SANTORO

BOLOGNA – LAZIO      Lunedì 24/08 h. 18.30

MARESCA F.

CECCONI – BIANCHINI

IV:       FELICIANI

VAR:      DI PAOLO

AVAR:      MASSIMI

ROMA – FIORENTINA    Lunedì 24/08 h. 20.45

MARCENARO

LO CICERO – ROSSI C.

IV:     FABBRI

VAR:    ABISSO

AVAR:      GIUA

FIGC, Petrucci difende il nuovo corso: «Se eleggi Malagò devi accettare le scelte di Malagò». Poi Mancini, Maldini e Bianchedi

Gianni Petrucci promuove le prime decisioni della nuova FIGC: sostegno a Malagò e Mancini, poi il giudizio sul caso Maldini e sulla scelta di Diana Bianchedi

Gianni Petrucci si schiera apertamente a favore del nuovo corso della FIGC. L’ex presidente del CONI, intervistato dal QS, ha analizzato le prime decisioni prese dal presidente federale Giovanni Malagò, soffermandosi in particolare sul ritorno di Roberto Mancini sulla panchina della Nazionale, sulla vicenda che ha coinvolto Paolo Maldini e sulla scelta di Diana Bianchedi come capo delegazione dell’Italia.

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Petrucci difende Malagò e la scelta di Mancini

Secondo Petrucci, una volta affidata la guida della Federazione a Malagò è necessario riconoscergli piena autonomia nelle decisioni strategiche, compresa quella relativa al commissario tecnico.

LA SCELTA DI MANCINI – «Io sono d’accordo con la scelta di Mancini, che diritto hanno i club di dire se sono d’accordo o no? Se eleggi Malagò devi accettare le scelte di Malagò».

L’ex numero uno del CONI si è espresso anche sulla separazione tra la FIGC e Paolo Maldini, senza considerare quanto accaduto come un errore del nuovo presidente.

IL CASO MALDINI – «Malagò ha ritenuto in quel momento che con lui potesse esserci un dialogo diverso, così non è stato, ma questi non sono errori».

Petrucci difende Mancini dalle critiche

Il ritorno di Roberto Mancini sulla panchina azzurra ha generato discussioni anche per le modalità con cui si era conclusa la sua precedente esperienza. Petrucci, però, respinge le critiche rivolte al tecnico e sottolinea soprattutto i risultati ottenuti in passato con l’Italia.

LE CRITICHE A MANCINI – «Tutti bravi a dire che ha tradito per i soldi: lui ha vinto, gli altri no, allora va bene».

Bianchedi e il ruolo del CONI

Nell’intervista c’è spazio anche per la nomina di Diana Bianchedi come capo delegazione della Nazionale. Petrucci ritiene che sulla compatibilità del nuovo incarico con il ruolo ricoperto dalla dirigente all’interno del CONI debba essere il presidente Buonfiglio ad avere l’ultima parola.

L’ex dirigente sportivo ha infine affrontato anche il tema della mancata qualificazione dell’Italia al Mondiale, difendendo l’operato dell’ex presidente federale Gabriele Gravina e richiamando una celebre frase di Francesco De Gregori.

LA DIFESA DI GRAVINA – «Non si giudica neanche un presidente (Gravina, ndr), da un calcio di rigore. Non lo ha sbagliato lui».

Petrucci manda dunque un messaggio chiaro: il nuovo corso della FIGC deve essere giudicato attraverso il lavoro e i risultati, lasciando a Malagò la possibilità di portare avanti le proprie scelte.

Atalanta, occhi su Anguissa: Giuntoli e Sarri provano l’inserimento sul centrocampista del Napoli

Atalanta su Zambo Anguissa, contratto in scadenza nel 2027 e rinnovo ancora da definire: il Napoli vuole trattenerlo ma la Dea osserva

L’Atalanta guarda con attenzione in casa Napoli. Dopo l’interesse per Noa Lang, seguito anche da Ajax e Galatasaray, il club bergamasco avrebbe messo nel mirino anche André-Frank Zambo Anguissa.

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Secondo quanto riportato dal Corriere dello Sport, il centrocampista camerunese piace particolarmente al direttore sportivo Cristiano Giuntoli e all’allenatore Maurizio Sarri, due grandi ex del Napoli che conoscono bene il valore del giocatore.

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Atalanta-Anguissa, la situazione contrattuale

Anguissa è legato al Napoli fino a giugno 2027 e percepisce circa 2,2 milioni di euro netti a stagione. Arrivato nel 2021 dal Fulham, prima in prestito e poi a titolo definitivo, ha collezionato 175 presenze, mettendo insieme 15 gol e 20 assist e contribuendo alla conquista di due Scudetti e una Supercoppa italiana.

Per ora si sarebbe trattato soprattutto di una prima manifestazione d’interesse. I contatti con l’entourage e con il Napoli non sarebbero ancora entrati in una fase realmente avanzata.

Napoli, Allegri vuole trattenere Anguissa

Il nodo principale è rappresentato dalla volontà del Napoli e soprattutto di Massimiliano Allegri, che considera Anguissa un elemento centrale del proprio progetto tecnico e non avrebbe alcuna intenzione di privarsene.

Parallelamente resta aperta la trattativa per il rinnovo. Sul tavolo ci sarebbe una proposta fino al 2030, mentre la distanza riguarda principalmente l’ingaggio. L’entourage del giocatore avrebbe chiesto un aumento nell’ordine dei 700-800 mila euro a stagione, senza che sia stato ancora trovato un punto d’incontro.

È proprio in questa fase di stallo che l’Atalanta starebbe provando a inserirsi, forte della disponibilità economica della proprietà.

Giuntoli cerca un centrocampista per l’Atalanta

Il nome di Anguissa entra così nella lista di Giuntoli dopo il mancato assalto ad Ardon Jashari, rimasto al Milan. L’Atalanta vuole aggiungere qualità ed esperienza alla mediana e il camerunese rappresenterebbe un profilo di primissimo livello.

Nel frattempo il Napoli continua a muoversi anche sul mercato. Dopo Costantino Favasuli, è arrivato il momento di Benoit Badiashile, pronto a sostenere le visite mediche prima del trasferimento dal Chelsea.

In attacco resta invece in cima alla lista Gabriel Jesus, mentre le alternative conducono a Nicolas Jackson e Joshua Zirkzee. Prima, però, serviranno alcune uscite: oltre a Lang, restano da definire le situazioni di Obaretin, Ngonge e Lucca.

Aston Villa, doppio colpo ufficiale: arrivano Ruggeri e Suzuki

L’Aston Villa ufficializza Matteo Ruggeri dall’Atletico Madrid e Zion Suzuki dal Parma: due nuovi rinforzi per la squadra di Unai Emery

Doppia operazione ufficiale per l’Aston Villa, che continua a muoversi con decisione sul mercato. Il club di Birmingham ha annunciato gli acquisti di Matteo Ruggeri e Zion Suzuki, arrivati rispettivamente dall’Atletico Madrid e dal Parma.

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Due rinforzi importanti per Unai Emery, che potrà contare su nuove soluzioni sia sulla corsia sinistra sia tra i pali. L’arrivo di Ruggeri permette in particolare ai Villans di sostituire Lucas Digne, trasferitosi al PSG.

Il mercato dell’Aston Villa prosegue dunque dopo gli arrivi di Manzambi, Joao Gomes e il prestito di Garnacho.

Aston Villa, ufficiale Matteo Ruggeri

Matteo Ruggeri lascia l’Atletico Madrid dopo una sola stagione e si trasferisce a titolo definitivo in Premier League.

Nel comunicato ufficiale, il club inglese ha presentato così il terzino italiano:

«L’Aston Villa è lieto di annunciare l’acquisto di Matteo Ruggeri dall’Atlético Madrid. Vincitore della UEFA Europa League con l’Atalanta nel 2024, il terzino sinistro ha completato un trasferimento permanente. Il ventiquattrenne Ruggeri è cresciuto all’accademia dell’Atalanta, disputando oltre 100 presenze e sollevando trofei europei prima di completare il trasferimento all’Atletico la scorsa estate.

A livello internazionale, ha rappresentato l’Italia in diversi livelli giovanili ma, nonostante sia stato convocato, non ha ancora debuttato nella squadra degli Azzurri.

Benvenuto, Matteo!».

Aston Villa, arriva anche Zion Suzuki

Ufficiale anche l’acquisto di Zion Suzuki, portiere giapponese reduce dall’esperienza in Serie A con il Parma. Il suo nome era stato accostato anche al PSG, prima del definitivo inserimento dell’Aston Villa.

Il club inglese ha annunciato così il nuovo estremo difensore:

«L’Aston Villa è lieta di annunciare l’acquisto di Zion Suzuki dal Parma. L’internazionale giapponese, che ha rappresentato il suo paese alla Coppa del Mondo FIFA 2026, arriva con trasferimento definitivo. Nato negli Stati Uniti, il portiere è cresciuto a Urawa, in Giappone, debuttando con gli Urawa Red Diamonds a soli 16 anni. Dopo una breve esperienza in Belgio con il Sint-Truiden, ha trascorso le ultime due stagioni con il Parma nella Serie A italiana.

Uno dei prospetti più brillanti del gioco nella sua posizione, Suzuki è stato convocato 22 volte a livello senior dai Samurai Blue.

Benvenuto, Zion!».

Con Ruggeri e Suzuki, l’Aston Villa aggiunge così due profili già pronti ma con ulteriori margini di crescita, ampliando le soluzioni a disposizione di Emery.

Napoli, ufficiale Favasuli: il giovane talento firma per cinque anni

Napoli, ufficiale l’arrivo di Costantino Favasuli: accordo quinquennale e nuova scommessa per il futuro azzurro

Costantino Favasuli è ufficialmente un nuovo giocatore del Napoli. L’operazione è stata definita e il giovane calciatore ha sottoscritto con il club azzurro un contratto della durata di cinque anni.

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La società partenopea ha così deciso di puntare con convinzione sul talento italiano, assicurandosi un profilo considerato interessante in prospettiva. L’accordo rappresenta un investimento sul presente e soprattutto sul futuro, con Favasuli pronto a iniziare la sua nuova avventura all’ombra del Vesuvio.

Il quinquennale sottoscritto con il Napoli testimonia la fiducia riposta nel giocatore e la volontà del club di costruire nel tempo un percorso di crescita. L’arrivo di Favasuli si inserisce quindi nella strategia azzurra di valorizzazione dei giovani e di costruzione di una rosa competitiva anche guardando alle prossime stagioni.

Per il calciatore si apre ora una nuova pagina della carriera, con l’opportunità di misurarsi con una realtà di primo livello e di continuare il proprio percorso di crescita.

L’operazione è dunque ufficialmente conclusa: Favasuli è un giocatore del Napoli e ha firmato fino al 2029, pronto a mettersi a disposizione del club azzurro.

Roma, Manchester United in pressing su Koné: servono 50 milioni per convincere i giallorossi

Roma, Manchester United pronto all’assalto per Manu Koné: la richiesta è chiara, servono almeno 50 milioni

Manu Koné continua a rappresentare una pedina centrale nel progetto della Roma, ma il suo futuro resta uno dei principali interrogativi degli ultimi giorni di mercato. La posizione del club giallorosso, però, è netta: il centrocampista francese non partirà per un’offerta inferiore ai 50 milioni di euro.

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Secondo quanto riportato dal Corriere dello Sport, il Manchester United starebbe preparando una proposta con l’obiettivo di avvicinarsi alla valutazione fissata dalla Roma. I tempi sono stretti, con la chiusura della sessione estiva ormai vicina, ma il club inglese starebbe considerando concretamente la possibilità di presentare un’offerta.

A incidere sulla trattativa sarà anche la volontà di Koné. Il francese sarebbe intenzionato a respingere eventuali destinazioni, fatta eccezione per una possibile chiamata del Paris Saint-Germain, club al quale sarebbe particolarmente legato.

Qualora il centrocampista dovesse restare nella Capitale, potrebbe inoltre aprirsi il capitolo rinnovo e adeguamento dell’ingaggio. Attualmente Koné guadagna circa 2,8 milioni di euro netti a stagione, mentre il suo contratto con la Roma è valido fino al 2029.

Le prossime ore saranno dunque decisive per capire se il Manchester United passerà dalle valutazioni ai fatti e proverà davvero a soddisfare le richieste economiche della Roma.

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