Pagina 17 – Calcio News 24

Benitez non ha dubbi: «La Fiorentina mi ha stupito, darà fastidio. Il Como può confermarsi, ecco chi è la mia favorita per lo Scudetto»

Rafa Benitez, ex allenatore, ha parlato così della nuova Serie A 2026/27 pronta a cominciare. Ecco le sue dichiarazioni

A La Gazzetta dello Sport, Rafa Benitez ha fatto le carte alla Serie A 2026/27. Le sue dichiarazioni.

Ultime Notizie Serie A: tutte le novità del giorno sul massimo campionato italiano

CHI STA MEGLIO «L’Inter ha stravinto il titolo e ora ha inserito spessore atletico con Stones ed energia con Spence e Jones. Chi ha lo scudetto sul petto deve essere considerato favorito per diritto ma qui siamo in presenza anche di altro, alla luce degli interventi di Marotta e di Ausilio: c’è un organico larghissimo, tra campo e panchina, con gente come Lautaro, Thuram, Pio Esposito, Calhanoglu, Zielinski, Dimarco, Barella che danno forza e questi tre acquisti che portano la cultura della Premier League. Direi che è stato un lavoro ben fatto».

NAPOLI «Lievemente staccato, avendo dovuto frenare nella campagna acquisti. Allegri ha vinto come nessuno negli ultimi quindici anni, sa dunque come si fa. Se hai De Bruyne, Lobotka, McTominay, Di Lorenzo, Hojlund non puoi impressionarti. E non lo farà certamente Max che sa gestire splendidamente il capitale umano a disposizione ed è abituato alle pressioni. Se hai messo assieme sei scudetti, vuol dire che hai dentro di te qualcosa di speciale».

CORSA A DUE?«La Juve riparte e ha avuto modo di progettare con Spalletti i rinforzi, ha messo Kolo Muani e Alajbegovic davanti, dove già aveva Yildiz. In difesa, hanno aggiunto Vicario e Lucumi. E Spalletti è stato quello che ha riportato lo scudetto a Napoli dopo 33 anni. Non lo riterrei un dettaglio, anzi».

ROMA – «Che ha ottenuto una qualificazione in Champions insospettabile. Ora ha probabilmente bisogno ancora di qualcuno ma pure la Roma ha avuto idee nette: Castro in attacco, Rodrigo Mora e Molina da sistemare in quel puzzle che ha sempre Dybala, Koné, Malen e una consistenza che è figlia di un anno con Gasp».

FABREGAS E SARRI – «Il Como è bello da vedere, dispensa allegria, mi sembra che esistano i presupposti per confermarsi e continuare a piacere. E l’Atalanta vorrà essere tutto questo e tornare protagonista come è stata recentemente. Sarà interessante».

MILAN – «Devono aver avvertito la necessità. Il mutamento è stato generale, sia in società che in panchina con Amorim che in campo. Gonçalo Ramos è una garanzia in area di rigore; Diego Moreira consente di provare varie soluzioni; e Gila dà contributo ad un settore in cui certe carenze si sono avvertite. Ma qui l’interrogativo più grosso riguarda Leao: che cosa succederà, resterà o andrà via? E questo discorso un po’ sposta l’analisi. Però siamo in presenza di un club che ha fatto la storia del calcio mondiale con Sacchi e Capello, certe tracce restano, e anche certe tendenze».

CHI L’HA STUPITO«La Fiorentina, capace di ribaltarsi senza indugi, di andare alla ricerca di calciatori pure di prospettiva come Mastantuono: se sei passato dal Real Madrid vuol dire che hai inevitabilmente qualcosa di particolare. E poi c’è Oulai, mi incuriosisce vederlo in Italia. Questa squadra darà fastidio».

Calciomercato Torino che si accende! Ufficiale Fortini, si lavora per Braganca ed Esposito. Novità importanti

Calciomercato Torino: ufficiale Fortini dalla Fiorentina, Braganca è il nome nuovo e si continua a lavorare per Sebastiano Esposito

Il calciomercato del Torino entra nel vivo con l’ufficializzazione di un nuovo rinforzo per le corsie esterne e la prosecuzione di importanti trattative per la mediana e l’attacco. La società granata ha infatti definito l’ingaggio di Niccolò Fortini, proveniente dalla Fiorentina. Prima di completare il suo passaggio sotto la Mole, il giovane calciatore ha sottoscritto un prolungamento contrattuale con il club viola con nuova scadenza fissata nel 2030.

Ultime notizie Calciomercato LIVE: tutte le novità del giorno

Il comunicato ufficiale per l’arrivo di Fortini

Il trasferimento del calciatore si è concretizzato sulla base di un prestito oneroso con opzione di riscatto a favore della società piemontese. A confermare l’esito positivo dell’operazione è stato lo stesso club granata attraverso una nota diffusa sui propri canali istituzionali: “Il Torino Football Club è lieto di annunciare di aver acquisito dall’ACF Fiorentina, a titolo oneroso e temporaneo con opzione per l’acquisto definitivo, il diritto alle prestazioni sportive del calciatore Niccolò Fortini“. Un innesto di prospettiva e dinamismo che va ad arricchire la batteria dei laterali a disposizione dello staff tecnico.

Obiettivo Braganca per la mediana del Torino

Oltre all’ufficializzazione dell’esterno, la dirigenza granata continua a muoversi con determinazione per sbloccare altri colpi in entrata. Secondo Gianluca Di Marzio, per la linea mediana il nome in cima alla lista dei desideri è Daniel Braganca, centrocampista classe 1999 attualmente in forza allo Sporting CP. Il regista portoghese è reduce da una stagione positiva con la maglia del club di Lisbona, impreziosita da un bottino di 6 gol in 24 partite totali disputate tra le varie competizioni. La sua qualità nell’impostazione e la spiccata intelligenza tattica rappresenterebbero un innesto di grande spessore per alzare il livello del reparto centrale.

Attacco granata: contatti in corso per Sebastiano Esposito

Parallelamente alle manovre a metà campo, la dirigenza piemontese resta estremamente attiva per rinforzare il reparto avanzato, proseguendo i dialoghi per Sebastiano Esposito, profilo in uscita dal Cagliari. L’intenzione della società del presidente Urbano Cairo è quella di chiudere l’operazione sulla base di un prestito, cercando al contempo di facilitare l’accordo provando a inserire il cartellino di Zakaria Aboukhlal come contropartita tecnica nella trattativa. I prossimi giorni saranno decisivi per comprendere se la proposta incontrerà il gradimento della dirigenza isolana per portare la punta a Torino.

Capello lancia l’Inter: «Non ha avversari per lo Scudetto, ma in Champions l’obiettivo minimo sono i quarti! Jones acquisto giusto per questo motivo»

Fabio Capello, ex allenatore ed ora opinionista, ha inquadrato così la situazione dell’Inter tra campo e mercato

L’ex allenatore Fabio Capello, intervenuto sulle colonne de La Gazzetta dello Sport, ha tracciato un quadro dettagliato del mercato estivo condotto dall’Inter, promuovendo l’operato della dirigenza e del tecnico Cristian Chivu.

Ultime Notizie Serie A: tutte le novità del giorno sul massimo campionato italiano

I nuovi acquisti sotto la lente: Jones, Stones e Spence

Secondo il commentatore, l’arrivo di Jones rappresenta l’ultimo tassello di un organico altamente competitivo: “Mancava qualcosa a centrocampo, di un certo peso specifico. Jones porta fisico e personalità. Sulla carta è tutto giusto, la società ha rinforzato bene la squadra e quest’acquisto è il completamento ideale. Poi ovviamente bisognerà aspettare che il giocatore si inserisca nella nuova squadra per valutarlo in modo completo. Ma la sensazione è positiva. Chivu ha grande abbondanza e non solo in questo reparto. L’Inter deve convincersi di poter essere protagonista in tutte le competizioni”.

Spazio poi all’analisi tattica sulle altre novità della rosa nerazzurra, con un occhio di riguardo per l’adattamento difensivo e per le corsie esterne: “A centrocampo è più facile integrarsi e credo, quindi, che Jones farà bene. Per quanto riguarda Stones, invece, ha caratteristiche particolari: è più bravo a far giocare la squadra che a difendere. Non a caso Guardiola a volte lo schierava a centrocampo. L’Inter dietro dovrà stare molto attenta a coprire gli spazi e a schermare gli avversari. Spence, infine, ha un compito difficile perché Dumfries era una garanzia. Lui e Dimarco sapevano arrivare in area al momento giusto e con grande pericolosità”.

La corsa Scudetto e le ambizioni in Champions League

In chiave campionato, la formazione nerazzurra parte in cima alla griglia delle favorite. Per Capello, in Italia la squadra di Chivu “non dovrebbe avere avversari: avrà solo la necessità di stare attenta a non distrarsi nelle partite teoricamente facili. Alle sue spalle, la squadra più pronta anche perché non ha cambiato niente è la Roma. Il Napoli è sullo stesso livello dei giallorossi, ma bisognerà capire quanto il gruppo entrerà in sintonia con le richieste di Allegri“.

Per quanto concerne il percorso europeo, l’obiettivo minimo fissato dall’ex tecnico parte dai “l quarti di finale. – risponde ancora Capello – Poi sappiamo che molto dipende dai sorteggi e dai momenti di forma, oltre che dagli episodi: la Champions spesso sfugge ai pronostici per questi motivi. Però Chivu ha la possibilità di fare turnover e dosare le energie dei giocatori più importanti in modo che restino in buone condizioni fino a maggio. L’attacco è una garanzia: Lautaro è un capitano vero, Thuram un’ottima spalla, Pio e Bonny sono preziosi. L’unico punto interrogativo è la reazione quando dovrà soprattutto difendere, però con la palla al piede i difensori nerazzurri sono i migliori al mondo. Sarà determinante il filtro a centrocampo. E’ necessario che Calhanoglu torni sui suoi livelli migliori, quando era tra i primi tre interpreti al mondo nel suo ruolo. Il vero problema dell’Inter sarà la scarsa abitudine a giocare ad alta velocità, perché in Italia non succede. E a proposito: mi auguro di vedere in Serie A una direzione diversa da parte degli arbitri che non devono fischiare ogni contatto né intervenire quando un giocatore si butta per terra”.

Modric al centro del nuovo Milan di Amorim, spunta anche la suggestione Nazionale. Oggi faccia a faccia Cardinale-esuberi, e Leao…

Modric centrale nel nuovo Milan di Amorim, ecco la suggestione Nazionale. Faccia a faccia tra Cardinale e gli esuberi, mentre il futuro di Leao…

Nonostante le quasi 41 candeline che spegnerà a inizio settembre, Luka Modric continua a essere il perno centrale e l’uomo guida del Milan. In vista dell’esordio in campionato contro il Torino, il nuovo tecnico rossonero Ruben Amorim non ha dubbi: le chiavi della mediana secondo La Gazzetta dello Sport saranno affidate all’ex Pallone d’Oro, confermando la centralità già vista nella precedente gestione di Massimiliano Allegri.

Ultime notizie Calciomercato LIVE: tutte le novità del giorno

La scelta di restare al Milan e la fiducia di Amorim

Dopo un’estate ricca di riflessioni sul proprio futuro, il centrocampista croato ha scelto di proseguire l’avventura a Milano, spinto dalla volontà di competere ad altissimi livelli e dichiarando di essere rimasto “per vincere”. Nemmeno il trasferimento della famiglia a Madrid per motivi scolastici ha scalfito la sua determinazione. Rientrato dagli impegni internazionali, il regista si è subito distinto nei test contro Inter, Chelsea e Manchester United, indossando anche la fascia da capitano in assenza di Mike Maignan.

La stima di Amorim nei suoi confronti era emersa già all’inizio del raduno estivo, quando il tecnico aveva spiegato: “Lo ritengo fondamentale, non vi dico che potrà giocare tutte le partite ma specialmente all’inizio può darci una grande mano“. Tra l’allenatore portoghese e il trequartista esiste una curiosa sintonia anagrafica, essendo entrambi classe 1985, unita alla condivisione di un’identica visione tattica sul campo.

La corte della Croazia e i nodi di mercato a Milanello

Sullo sfondo rimane la tentazione del ritorno in Nazionale croata. Il neo commissario tecnico Slaven Bilic sta spingendo per convincere il veterano a fare un passo indietro rispetto all’addio annunciato dopo i Mondiali: “Una delle prime cose che farò sarà parlare con Modric, mi piacerebbe che continuasse con la nazionale“. Un eventuale rientro aggiungerebbe impegni a un calendario già fitto tra Serie A ed Europa League, ma la decisione finale spetterà esclusivamente al giocatore.

Parallelamente, la quotidianità della squadra è scandita dalla presenza del patron Gerry Cardinale a Milanello per un vertice ad alto livello con la dirigenza e la rosa. Al centro dell’attenzione c’è il futuro di Rafael Leao, per il quale le indiscrezioni del Corriere dello Sport evidenziano: “Oggi faccia a faccia con Leao: solo il Gala“. Contestualmente, la società intende applicare la linea dura con gli esuberi in rosa — tra cui figurano Fofana, Tomori e Nkunku — chiamati ad accettare una cessione o a rischiare l’esclusione dal progetto tecnico.

Calciomercato Juventus, sliding doors: fuori Arthur e dentro Kessié! Poi altri due colpi last minute per Spalletti

Calciomercato Juventus, Arthur risolve il contratto e Kessié aspetta! Poi due colpi last minute per Spalletti

L’imminente ufficialità della risoluzione del contratto di Arthur sblocca finalmente il mercato in uscita della Juventus, garantendo un risparmio d’ingaggio da circa 4 milioni di euro lordi e liberando uno slot fondamentale in rosa. Dopo aver già investito oltre 100 milioni di euro per assicurarsi le prestazioni di Vicario, Lucumi, Celik, Alajbegovic, Ekhator e Kolo Muani, la dirigenza composta da Giovanni Carnevali, Ricky Massara e Marco Ottolini punta a completare l’organico a disposizione del tecnico Luciano Spalletti con gli ultimi tre innesti della sessione estiva secondo La Gazzetta dello Sport.

Ultime notizie Calciomercato LIVE: tutte le novità del giorno

Esportare per acquistare: le uscite per l’autofinanziamento

La strategia per il finale di mercato è chiara: prima si vende, poi si compra. L’addio del centrocampista brasiliano è soltanto la prima tessera di un mosaico che richiede ulteriori uscite per alleggerire il monte ingaggi e fare cassa:

  • Teun Koopmeiners: Finito ai margini del progetto tecnico dopo annate difficili
  • Jonathan David: La sua cessione è cruciale sul piano economico (percepisce 6 milioni di euro più bonus) e fondamentale per liberare spazio in avanti.
  • Juan Cabal e Nico Gonzalez: Entrambi figurano sulla lista dei cedibili per trovare sistemazioni che garantiscano risorse fresche o margine di manovra.

Il restyling in mediana e l’asse per l’attacco

In mezzo al campo, l’obiettivo numero uno ha un nome ben preciso: Franck Kessie. L’ex mediano del Milan, attualmente svincolato, spinge forte per ritrovare Massara e salire sul treno bianconero, mentre la principale alternativa risponde al profilo di Leon Goretzka.

Per il reparto offensivo, la dirigenza ha un patto d’intesa con Joshua Zirkzee. Chiuso al Manchester United dopo il reintegro di Rashford, l’attaccante olandese ha espresso pieno gradimento per il trasferimento a Torino. I Red Devils hanno aperto alla formula del prestito, ma la Juventus deve affrettare i tempi per superare i sondaggi del Napoli e definire la partenza di David.

La caccia al terzino sinistro

L’ultimo tassello individuato da Spalletti riguarda la corsia mancina, dove serve un elemento capace di alternarsi con Andrea Cambiaso. Il nome in cima alla lista delle preferenze è quello dello spagnolo Hugo Bueno, ma restano vive anche opzioni low cost o in prestito come Emerson Palmieri, già guidato in passato dal tecnico toscano ai tempi della Roma.

Roma, maxi investimento da 150 milioni nell’anno del Centenario! Due squadre per Gasperini tra Serie A e Champions League

Roma, 150 milioni spesi in vista del Centenario per consegnare due squadre a Gasperini tra Serie A e Champions League. L’analisi

Un piano di rafforzamento imponente per proiettare la Roma in una nuova dimensione internazionale. La proprietà americana guidata da Dan e Ryan Friedkin ha stanziato un investimento complessivo da 150 milioni di euro per completare l’organico a disposizione del tecnico Gian Piero Gasperini, ponendo le basi per un ciclo vincente in vista dell’anno del Centenario e della posa della prima pietra dello stadio di Pietralata nel 2027.

Ultime notizie Calciomercato LIVE: tutte le novità del giorno

I numeri del mercato: oltre 149 milioni per la rosa

L’impegno economico profuso dalla dirigenza d’oltremare testimonia una strategia chiara e priva di esitazioni secondo La Gazzetta dello Sport. Le operazioni chiuse e in via di definizione compongono un quadro finanziario di primissimo livello:

  • I riscatti e i colpi chiusi: 25 milioni per il riscatto di Malen, 35 milioni per Castro, 16,5 milioni per Koulierakis, 13 milioni per Molina e 25 milioni per Mora.
  • I prossimi innesti: A queste cifre si sommano i 35 milioni destinati all’operazione Fofana e le risorse per l’esterno di centrocampo Luis Henrique, trattativa da condurre senza la necessità di cedere pezzi pregiati come Koné.

L’esborso complessivo raggiunge così i 149,5 milioni di euro, portando la spesa totale della gestione Friedkin dal 2020 a oltre un miliardo di euro. Un segnale fortissimo per l’intero ambiente giallorosso, pronto a rispondere presente garantendo il primo sold out stagionale allo Stadio Olimpico nella sfida di campionato contro la Fiorentina.

La rosa raddoppiata: due opzioni per ogni ruolo

L’obiettivo primario della campagna acquisti è stato quello di mettere nelle mani di Gasperini un organico completo per affrontare il doppio fronte campionato-Champions League, integrando la struttura da “instant team” con profili di elevata freschezza atletica. La rosa offre ora una doppia alternativa di assoluto valore per ogni posizione: Svilar (Gollini) tra i pali; Mancini (Ghilardi), Ndicka (Ziolkowski) e Hermoso (Koulierakis) in difesa; Molina (Rensch) e Wesley (Luis Henrique) sulle corsie esterne; Cristante (El Aynaoui) e Koné (Pisilli) in mediana; Dybala (Mora), Soulé-Pellegrini (Fofana) e Malen (Castro) nel reparto avanzato.

Giovani d’assalto per la crescita del club

Oltre alla competitività immediata, la visione strategica societaria guarda con attenzione al domani. L’inserimento dei nuovi acquisti ha abbassato l’età media dell’organico a circa 25 anni, portando a 12 il numero complessivo di Under 25 in squadra — tra cui spiccano Mora (19 anni), Castro (21), Koulierakis (22), Soulé (23) e Koné (25). Una programmazione accurata destinata a garantire continuità di rendimento, aumentando la pericolosità offensiva e la solidità del gruppo.

Pagelle Atalanta Hapoel Tel Aviv, i voti dopo il match d’andata dei playoff di Conference League

Conference League, pagelle Atalanta Hapoel Tel Aviv: i migliori e i peggiori dell’andata dei playoff

L’Atalanta di Maurizio Sarri, ancora lontana dalla miglior condizione e con diversi automatismi da registrare, non va oltre uno 0-0 opaco contro l’Hapoel Tel Aviv nell’andata dei playoff di Conference League. Un risultato che lascia tutto aperto in vista del ritorno, ma che evidenzia come la squadra nerazzurra debba ancora crescere molto sul piano fisico e tattico.

La partita parte subito in salita per l’Atalanta: dopo pochi minuti Giorgio Scalvini, difensore classe 2003 e perno della retroguardia, è costretto a uscire per un problema alla caviglia. Al suo posto entra Thomas Kristensen, nuovo acquisto chiamato a gestire la linea difensiva in una serata complicata. I ritmi restano bassi, le occasioni scarseggiano e l’Hapoel si difende con ordine, lasciando pochi spazi agli uomini di Sarri.

Il più pericoloso dei nerazzurri è Gianluca Scamacca, centravanti fisico e tecnico, che prova a creare superiorità ma senza trovare la giocata decisiva. L’occasione più nitida del primo tempo, però, è degli israeliani: Emmanuel Boateng, attaccante rapido e imprevedibile, sfrutta un varco centrale e si presenta davanti a Marco Carnesecchi, che salva il risultato con un intervento decisivo. È la parata che tiene l’Atalanta in equilibrio all’intervallo.

La qualificazione si deciderà tra una settimana in Israele: l’Atalanta dovrà presentarsi con più brillantezza, maggiore precisione e una condizione fisica più vicina agli standard richiesti da Sarri.

Ultime Notizie Serie A: tutte le novità del giorno sul massimo campionato italiano

ATALANTA – Carnesecchi 7; Bellanova 5.5, Kossounou 5, Scalvini 6 (26′ Kristensen 5), Bernasconi 5.5; Samardzic 5 (78′ Pasalic 6), Gaetano 6, Ederson 6; Zalewski 6 (78′ Cassa 6.5), Scamacca 6.5 (63′ Krstovic 6.5), Raspadori 5.5.

HAPOEL TEL AVIV – Tzur 7; Coco 6 (89′ Piven sv), Moyembo 6, Chico 6, Leidner 5.5 Falcao 6, Kraev 6; Owusu 6 (65′ Buskila 6), Alkoukin 6 (89′ Lemkin sv), Altman 6.5 (63′ Silva 6); Boateng 6.5 (76′ Dappa 6).

Moviola Atalanta Hapoel Tel Aviv: tutti gli episodi del playoff di Conference League

Moviola Atalanta‑Hapoel: analisi completa degli episodi del playoff di Conference League

La moviola di Atalanta–Hapoel Tel Aviv, playoff di Conference League, restituisce una partita intensa ma senza episodi realmente controversi, con l’arbitro sempre in controllo e pochi momenti da interpretare.

Ultime Notizie Serie A: tutte le novità del giorno sul massimo campionato italiano

Il match si apre con il fischio iniziale e scorre senza particolari tensioni fino al primo episodio degno di nota: al 24’, l’Hapoel costruisce una grande occasione con Emmanuel Boateng, attaccante rapido e potente, che conclude verso il palo sinistro. Marco Carnesecchi, portiere dell’Atalanta, risponde con un intervento straordinario, perfettamente regolare e privo di contatti dubbi.

Pochi minuti dopo, al 26’, l’Atalanta perde Giorgio Scalvini per un problema fisico: il difensore classe 2003 non riesce a proseguire e viene sostituito da Kristensen. Nessuna irregolarità, solo un episodio di gioco. Al 32’ arriva il primo cartellino della serata: Andrian Kraev, centrocampista dell’Hapoel, entra duro e protesta, ma il giallo è corretto.

Il finale di primo tempo vede protagonista Giacomo Raspadori, attaccante tecnico e mobile: al 44’ controlla in area e calcia rasoterra, trovando la risposta in tuffo del portiere Assaf Tzur. Anche qui tutto regolare. La prima frazione si chiude al 45+3’ senza interventi del VAR.

La ripresa si apre con un altro giallo, questa volta per Raspadori al 48’: trattenuta evidente, decisione giusta. Al 54’ viene ammonito anche Omri Altman, trequartista dell’Hapoel, per un intervento in ritardo.

Al 63’ l’Atalanta inserisce Nikola Krstovic, attaccante fisico e potente, mentre l’Hapoel effettua una doppia sostituzione. Nessun episodio da moviola, solo rotazioni tecniche. Al 75’ Boateng è costretto a uscire per infortunio: anche qui nessuna irregolarità.

Il finale è tutto dell’Atalanta: all’88’ Krstovic sfiora il gol con un tiro che esce di poco, mentre al 90+1’ lo stesso attaccante e Raspadori impegnano Tzur con due interventi decisivi. Il portiere israeliano è impeccabile, nessun contatto sospetto.

Il match si chiude al 90+4’ senza ulteriori episodi dubbi. L’arbitraggio è stato coerente, con cartellini corretti e nessuna situazione da VAR realmente rilevante. Una partita intensa, ma limpida dal punto di vista regolamentare.

Il bilancio 2026 del Fenerbahce è in rosso: perdita netta per la società turca, ecco cosa emerge

Conti Fenerbahçe 2026: il titolato club turco chiude in rosso, ecco cosa viene fuori dal bilancio

Il Fenerbahçe ha chiuso la stagione 2025/26 con un quadro economico complesso: ricavi in aumento, ma costi cresciuti in modo ancora più rapido, fino a generare una perdita netta di 74 milioni di euro. È quanto emerge dal bilancio consolidato al 31 maggio 2026, che include anche Fenerium, la società che gestisce il merchandising ufficiale del club.

Ultime notizie Calcio Estero: tutte le novità del giorno provenienti da tutto il mondo

Negli ultimi anni le società turche hanno investito pesantemente sul mercato, attirando giocatori di alto profilo con stipendi competitivi. Il Fenerbahçe, che ha puntato su calciatori come Sebastian Szymański, centrocampista polacco noto per la qualità tecnica, e su diversi profili provenienti dai principali campionati europei, ha beneficiato di vantaggi fiscali e sponsorizzazioni, ma ha visto lievitare i costi in modo significativo.

Ricavi in crescita: merchandising e sponsor trainano il fatturato

Il club ha registrato un fatturato di 13,57 miliardi di lire turche, pari a circa 242 milioni di euro, con una crescita vicina al 20% rispetto all’anno precedente. La principale fonte di ricavi è il merchandising, che ha generato 76 milioni di euro, seguito da pubblicità, sponsorizzazioni e naming rights, saliti a 66 milioni (+46%).

Stabili i ricavi da stadio (57,5 milioni), mentre sono aumentati i premi legati alle competizioni (23,5 milioni). In lieve calo i diritti televisivi, scesi a poco più di 12 milioni.

Costi fuori controllo: stipendi e ammortamenti pesano sul bilancio

Le spese operative hanno raggiunto 372 milioni di euro, con un incremento del 44%. La voce più pesante riguarda gli stipendi, saliti a 173 milioni di euro, cifra che supera i 185 milioni considerando tutto il personale. Il numero dei tesserati è cresciuto da 578 a 653, con i calciatori sotto contratto passati da 50 a 77.

Ancora più rilevante l’aumento degli ammortamenti: da 43 a 78 milioni di euro, quasi raddoppiati. Gli investimenti sui cartellini — circa 130 milioni di euro — hanno portato il valore netto della rosa a 187,3 milioni.

Plusvalenze e patrimonio netto: luci e ombre

Le plusvalenze, pari a 51,5 milioni, hanno attenuato solo in parte il rosso. Tra le operazioni più rilevanti figurano le cessioni di Yusuf Akçiçek, giovane attaccante turco, e di Szymański.

Nonostante la perdita, il patrimonio netto è tornato positivo (125 milioni) grazie agli aumenti di capitale per oltre 220 milioni di euro, che hanno permesso di azzerare il debito bancario.

Il Fenerbahçe chiude così un esercizio in chiaroscuro: ricavi solidi, ma costi della rosa in forte accelerazione, un tema centrale per la sostenibilità futura del club.

Il Parco dei Principi è impraticabile: il PSG costretto a iniziare la Ligue 1 fuori casa. I possibili motivi

Caldo estremo, campo ko al Parco dei Principi: il Paris Saint‑Germain debutta in trasferta in Ligue 1

Il Parco dei Principi, storico stadio del Paris Saint‑Germain, vive una situazione senza precedenti: il terreno di gioco è talmente compromesso da non poter ospitare la prima gara di Ligue 1.

Un fungo comparso nelle scorse settimane, seguito da ripetute ondate di caldo estremo, ha devastato il manto erboso fino a renderlo impraticabile. La LFP, la lega calcio francese, ha quindi disposto l’inversione di campo: il debutto stagionale del PSG si giocherà a Rennes, come previsto dal regolamento quando la squadra ospitante non può garantire condizioni adeguate.

Ultime notizie Calcio Estero: tutte le novità del giorno provenienti da tutto il mondo

La crisi climatica ha avuto un impatto diretto e sorprendente. Di norma, i giardinieri del Parco dei Principi lasciano che l’erba si indebolisca durante l’estate per poi rigenerarsi e diventare più resistente nel corso della stagione, quando il PSG — guidato da Luis Enrique, tecnico spagnolo noto per il suo calcio di possesso — affronta un calendario fitto di impegni. Questa volta, però, il caldo eccezionale ha distrutto il manto in modo irreparabile: sarà necessario sostituirlo completamente.

Sabato scorso il club ha informato la LFP, che martedì ha effettuato un’ispezione ufficiale. Il responso è stato netto: il campo “non consente di garantire la sicurezza dei giocatori”. Non solo il Parco dei Principi è inutilizzabile, ma anche lo stadio Jean Bouin, casa del Paris FC, è stato danneggiato dal caldo. Qui si sta lavorando per rendere il terreno praticabile in vista della seconda giornata, quando il Paris ospiterà il Nizza.

Rinviare la partita era un’opzione, ma avrebbe complicato ulteriormente un calendario già congestionato per il PSG, impegnato su più fronti. La LFP ha quindi scelto l’unica alternativa possibile: la gara si disputerà domenica 23 agosto alle 20.45 al Roazhon Park di Rennes.

Il regolamento stabilisce che l’inversione non influenzerà il resto del calendario: la sfida di ritorno del 6 marzo 2027 potrebbe comunque giocarsi a Rennes, ma la decisione definitiva sarà presa più avanti.

La vicenda, oltre a essere un caso unico nella storia recente della Ligue 1, evidenzia l’impatto crescente delle condizioni climatiche sul calcio professionistico e apre interrogativi sul futuro della manutenzione dei campi in Francia e in Europa.

Nicolas Jackson, non solo Serie A! E’ anche nel mirino dell’Atletico Madrid ma il Chelsea ha le idee chiare

Nicolas Jackson, l’Atlético Madrid entra in scena: il Chelsea ha idee chiare sul futuro dell’attaccante senegalese

L’Atlético Madrid accelera sul mercato per trovare un attaccante, complice l’infortunio di Sørloth e la condizione ancora lontana dal top di Julián. Il club rojiblanco ha individuato in Nicolas Jackson il profilo ideale per rinforzare il reparto offensivo e nelle ultime ore ha deciso di muoversi con decisione: Mateu Alemany, responsabile dell’area professionistica, è volato a Londra giovedì per provare a chiudere l’operazione con il Chelsea.

Ultime notizie Calcio Estero: tutte le novità del giorno provenienti da tutto il mondo

Alemany, presente al Metropolitano per la gara contro il Málaga, è partito la mattina seguente da Barajas con l’obiettivo di accelerare la trattativa. Jackson, reduce da una stagione in prestito al Bayern Monaco, è considerato la prima scelta per l’attacco dell’Atlético, nonostante il budget limitato dopo l’investimento su Cuti Romero (33 milioni più 7 di bonus). Il club spagnolo sta cercando condizioni favorevoli, puntando su formule creative e sulla disponibilità del Chelsea a coprire parte dell’ingaggio.

La concorrenza secondo Marca, però, è forte. L’Aston Villa, allenato da Unai Emery — lo stesso tecnico che lanciò Jackson al Villarreal — è in corsa e valuta il senegalese come possibile sostituto di Ollie Watkins, corteggiato dall’Arabia Saudita. Una situazione che complica ulteriormente il lavoro dell’Atlético, già alle prese con un mercato segnato da inflazione e valutazioni sempre più elevate. Alemany lo ha ribadito a Movistar: «È tutto complicato. Il mercato è diventato difficile, e ogni anno lo è di più perché c’è troppo denaro in circolazione».

Per questo l’Atlético sta provando a ottenere Jackson in prestito, confidando nella volontà del giocatore di tornare in Spagna, dove si è affermato con il Villarreal prima del trasferimento al Chelsea per circa 37 milioni di sterline. Dopo due stagioni in Premier League e un passaggio al Bayern, il senegalese vede con favore l’idea di tornare nella Liga e ritrovare continuità.

Il club madrileno vuole inserirlo accanto a Julián e Sørloth per completare un reparto offensivo che necessita di immediate risposte. La trattativa è complessa, ma l’Atlético ha deciso di provarci fino in fondo, convinto che Jackson possa essere il rinforzo giusto per il presente e per il futuro.

Manchester City sulle tracce di Allan del Palmeiras! È lui il sostituto ideale di Savinho, c’è già il sì dell’esterno

Manchester City vuole Allan del Palmeiras! È il sostituto ideale di Savinho, l’esterno ha già aperto al trasferimento in Premier League

Il Manchester City ha iniziato a muovere i primi passi concreti sul mercato per rinforzare il proprio reparto d’attacco, mettendo nel mirino uno dei giovani più interessanti del panorama sudamericano. La dirigenza dei Citizens ha infatti allacciato i primi contatti ufficiali con il Palmeiras per raccogliere informazioni dettagliate su Allan, ala offensiva classe 2003. Il profilo del ventiduenne brasiliano è stato individuato dai vertici del club britannico come la priorità assoluta per sostituire Savinho ed ereditare il suo ruolo nello scacchiere tattico della squadra. Lo riporta Santi Aouna.

Ultime notizie Calcio Estero: tutte le novità del giorno provenienti da tutto il mondo

Le trattative sul prezzo e la spinta del giocatore

I primi colloqui avviati tra la società inglese e il club paulista hanno riguardato principalmente la valutazione economica del cartellino. Nonostante le richieste di partenza della società proprietaria del giocatore, in casa Manchester City si filtra un forte filtro di fiducia riguardo alla possibilità di trovare un’intesa a cifre più contenute. La convinzione degli inglesi di avere un ampio margine di negoziazione nasce soprattutto dalla volontà del calciatore di trasferirsi in Premier League. L’esterno ha già manifestato un chiaro gradimento per il salto nel calcio europeo, fattore che potrebbe mettere pressione al Palmeiras e spingerlo ad ammorbidire le pretese economiche.

Caratteristiche tecniche e prospettive nel calcio europeo

A ventidue anni, Allan si è messo in luce nel campionato brasiliano come un profilo moderno e di grande prospettiva, attirando l’attenzione dei principali scout continentali:

  • Dribbling e accelerazione: Un interprete di fascia capace di spaccare le difese avversarie grazie a una notevole velocità di passo e un’ottima abilità nell’uno contro uno.
  • Duttilità d’attacco: La capacità di occupare con disinvoltura entrambe le corsie esterne, dote fondamentale per integrarsi nei meccanismi di rotazione dei Citizens.

L’eventuale affondo per il talento verdeoro confermerebbe la linea strategica del Manchester City, da tempo attento ai migliori prospetti del calcio sudamericano per garantire freschezza e imprevedibilità alla propria rosa. Le prossime settimane saranno decisive per verificare se i contatti preliminari si trasformeranno in una trattativa ufficiale capace di portare il giocatore in Inghilterra.

Sanabria all’SC Internacional, ufficiale! L’attaccante riparte dal Brasile dopo la stagione deludente alla Cremonese

Sanabria all’SC Internacional, è stato ufficializzato il trasferimento dell’attaccante dalla Cremonese. Nuova avventura in Brasile

L’esperienza di Antonio Sanabria con la casacca della Cremonese si chiude ufficialmente dopo un solo anno. L’attaccante paraguaiano è stato ceduto a titolo definitivo allo Sport Club Internacional di Porto Alegre, società attualmente posizionata al sedicesimo posto nella graduatoria del massimo torneo brasiliano. Per la punta si spalancano così le porte di una nuova avventura in Sudamerica, formalizzata attraverso la firma di un contratto triennale con scadenza nel 2029.

Ultime notizie Calciomercato LIVE: tutte le novità del giorno

Un’esperienza in grigiorosso al di sotto delle aspettative

L’approdo del centravanti all’ombra del Torrazzo si era concretizzato la scorsa estate al termine di una complessa e prolungata trattativa di mercato, sfociata nella sigla di un accordo iniziale valido fino al 2028. Le elevate aspettative della vigilia sono state tuttavia smentite dai riscontri del campo: l’impatto con la realtà lombarda si è rivelato avaro di soddisfazioni per entrambe le parti coinvolte.

I dati numerici legati alla sua permanenza testimoniano le difficoltà incontrate nell’adattamento ai meccanismi della squadra:

  • Minutaggio ridotto: Un totale di sole 15 presenze complessive accumulate nell’arco dell’intero campionato, divise tra gare iniziate dal primo minuto e subentri dalla panchina.
  • Scarso apporto offensivo: Un bottino finale fermo a un solo gol e un solo assist a referto.
  • Calo nelle gerarchie: Una progressiva perdita di minutaggio e centralità all’interno dello scacchiere tattico della guida tecnica.

Il declino nel finale di stagione e il rilancio in Brasile

Il cammino dell’attaccante si è trasformato in un’annata amara sia per le ambizioni personali del giocatore sia per il pubblico di fede grigiorossa. La parabola flessiva del suo rendimento, evidenziatasi già nella prima fase della stagione, lo ha visto scivolare gradualmente indietro nelle preferenze dell’allenatore, fino a trovarsi ai margini delle rotazioni nelle battute conclusive del torneo.

La cessione all’Internacional di Porto Alegre consente alla Cremonese di rimodulare il proprio reparto d’attacco e alleggerire la struttura salariale, offrendo al contempo a Sanabria l’opportunità di ritrovare continuità, fiducia e senso del gol nel campionato brasiliano.

Manchester United a sorpresa su Alejandro Balde! Lui vuole restare al Barcellona ma…Ecco la posizione dei blaugrana

Manchester United vuole Alejandro Balde! Ecco la posizione del Barcellona sul futuro del proprio esterno sinistro

Il Manchester United si conferma tra i club più attivi sulle dinamiche del mercato internazionale, concentrando le proprie risorse sulla ricerca di un nuovo terzino sinistro. Dopo aver indirizzato i propri sforzi primari sulla trattativa per Carlos Baleba, la dirigenza dei Red Devils ha individuato nel rafforzamento della corsia mancina la priorità assoluta per completare lo scacchiere tattico, posizionando il profilo di Alejandro Balde in cima alle preferenze della propria area tecnica secondo Fabrizio Romano.

Ultime notizie Calcio Estero: tutte le novità del giorno provenienti da tutto il mondo

I primi contatti con l’entourage dell’esterno

Nel corso delle ultime giornate si sono registrate le prime chiamate esplorative con l’entourage del difensore di proprietà del Barcellona. L’intento della società britannica è quello di verificare la reale fattibilità dell’operazione, acquisendo informazioni dettagliate sui costi del cartellino e sulle condizioni contrattuali richieste per concretizzare il trasferimento. L’innesto del prospetto spagnolo garantirebbe all’organico di Manchester una risorsa di grande dinamismo, capace di abbinare un’ottima spinta offensiva a una solida tenuta difensiva sulla fascia.

La posizione del giocatore e l’apertura del Barcellona

La posizione dell’atleta resta legata all’attaccamento ai colori blaugrana. Balde è felice al Barcellona, piazza nella quale si è affermato come uno dei giovani più promettenti del panorama continentale. Ciononostante, la dirigenza catalana non considera il calciatore del tutto inamovibile: la società spagnola sarebbe infatti pronta a valutare una sua partenza qualora dovesse pervenire un’offerta economica particolarmente consistente. Le necessità finanziarie del club di Barcellona potrebbero dunque spalancare le porte a un negoziato con la Premier League.

Un rinforzo strategico per le ambizioni inglesi

Per il club di Old Trafford, l’arrivo di uno specialista nel ruolo di terzino sinistro rappresenta un passaggio cruciale per garantire profondità e qualità alla rosa. Se le interazioni iniziali con l’entourage del giocatore dovessero dare riscontri positivi, i vertici del Manchester United potrebbero formalizzare una proposta ufficiale nei confronti del club catalano, trasformando uno dei sondaggi più caldi delle ultime ore in una trattativa concreta.

Pedro Obiang è il nuovo Direttore Sportivo del Monza. Dal campo alla scrivania: dopo 16 anni di carriera, nuova vita per l’ex centrocampista

Pedro Obiang è ufficialmente il nuovo Direttore Sportivo del Monza. Nuova vita per l’ex centrocampista dopo 16 anni di carriera

Un’importante novità dirigenziale segna il percorso societario del Monza: la dirigenza brianzola ha ufficialmente affidato l’incarico di Direttore Sportivo a Pedro Obiang. L’ormai ex centrocampista, al termine di un lungo e prestigioso cammino sul prato verde, inizia un capitolo inedito della propria carriera professionale all’interno dell’organigramma del club, passando dalla gestione delle dinamiche di spogliatoio alla pianificazione strategica dietro la scrivania.

Ultime Notizie Serie A: tutte le novità del giorno sul massimo campionato italiano

Dalla promozione sul campo alla carriera dirigenziale

La decisione segna il congedo definitivo dal calcio giocato per l’ex mediano, che ha vissuto la sua ultima annata proprio con la casacca biancorossa nel corso della stagione 2025-26. Un campionato vissuto da protagonista primario e culminato con la conquista della promozione in Serie A. Nell’arco della sua ultima annata da calciatore, Obiang è sceso in campo in 36 occasioni mettendo a segno 2 reti, rivelandosi una pedina determinante per il raggiungimento del traguardo societario. Concluso un percorso lungo 16 anni di carriera vissuti ai massimi livelli del calcio italiano ed europeo, la scelta di chiudere con l’attività agonistica si è intrecciata con l’immediata assegnazione di un ruolo di rilievo dirigenziale.

Una nuova sfida per il futuro del club

La proprietà lombarda ha identificato nell’ex tesserato il profilo ideale a cui affidare la guida dell’area tecnica e la gestione delle future sessioni di mercato. La chiamata da parte della società costituisce un attestato di fiducia nei confronti di una figura stimata per equilibrio e visione di gioco. Obiang si appresta ad affrontare questa stimolante avventura dirigenziale con la volontà di mettere a disposizione dell’ambiente la propria profonda conoscenza delle dinamiche calcistiche, portando con sé le doti di carisma, professionalità e dedizione che ne hanno sempre contraddistinto la traiettoria da calciatore.

Continuità e prospettive per la massima serie

L’ingresso del neo dirigente nei quadri operativi garantisce immediatezza e stabilità alla pianificazione del club biancorosso. La familiarità con l’ambiente e la diretta comprensione delle esigenze della squadra permetteranno al nuovo Direttore Sportivo di intervenire con tempestività sia nella valorizzazione dell’organico esistente, sia nell’individuazione dei rinforzi necessari per affrontare le prossime sfide nel massimo campionato.

Morata proposto a Lazio e Genoa: la risposta dei due club per l’approdo dell’attaccante

Morata è stato proposto a Lazio e Genoa: ecco cosa hanno risposto i due club sull’attaccante spagnolo

Il nome di Alvaro Morata torna a scuotere le dinamiche del calciomercato estivo italiano. Secondo Matteo Moretto, il profilo dell’esperto centravanti spagnolo è stato recentemente offerto sia alla Lazio sia al Genoa. Nonostante la caratura internazionale del giocatore, allo stato attuale entrambe le piste si presentano come strade del tutto non percorribili per le due società italiane.

Ultime notizie Calciomercato LIVE: tutte le novità del giorno

I sondaggi con Lazio e Genoa e le prime risposte negative

La ricerca di una punta d’esperienza in grado di assicurare carisma e peso d’attacco ha spinto diversi operatori di mercato a sondare il terreno con la dirigenza capitolina e con quella ligure. Per il club biancoceleste, l’innesto dello spagnolo avrebbe potuto rappresentare una soluzione di spessore per affrontare le competizioni stagionali, mentre per il Grifone l’arrivo di un attaccante del suo calibro avrebbe costituito un vero e proprio colpo da novanta per far sognare la tifoseria.

Tuttavia, le risposte giunte da entrambe le sponde sono state fredde. Sia la dirigenza romana sia quella genovese hanno declinato la proposta, fermando sul nascere qualsiasi potenziale trattativa e ritenendo l’affare del tutto impraticabile.

I nodi dell’operazione: ingaggio elevato e filosofie societarie

Alla base del doppio no ci sono motivazioni prevalentemente di natura finanziaria e strategica. Il nodo principale resta legato all’ingaggio del calciatore, del tutto fuori dai parametri finanziari e dal tetto stipendi fissato da entrambe le proprietà. Inoltre, la visione dei due club si scontra con la carta d’identità dell’atleta:

  • Sostenibilità economica: Gli stipendi percepiti da Morata nelle ultime stagioni superano di gran lunga le disponibilità attuali di Lazio e Genoa.
  • Progetti orientati ai giovani: Sia i capitolini sia i liguri stanno concentrando le proprie risorse su profili più giovani da valorizzare nel tempo.
  • Esigenze tattiche: Gli staff tecnici cercano caratteristiche fisiche e dinamiche differenti per completare i rispettivi reparti offensivi.

Quale futuro per l’attaccante spagnolo?

Con le opzioni Lazio e Genoa definitivamente tramontate, l’entourage del centravanti spagnolo dovrà guardare altrove per individuare una sistemazione gradita. Con il mercato ancora in pieno svolgimento, la caccia a una squadra in grado di soddisfare le richieste economiche e le ambizioni dell’attaccante resta aperta su altri contesti internazionali.

Palhinha al Benfica, è fatta! Naufragato il trasferimento all’Aston Villa, il centrocampista torna in Portogallo. Cifre e dettagli

Palhinha al Benfica, accordo trovato con il Bayern Monaco per il trasferimento del centrocampista portoghese. Cifre e dettagli

Il Benfica mette a segno un’operazione di notevole spessore per la propria mediana: João Palhinha è pronto a vestire la casacca delle Aquile. Il club lusitano ha infatti raggiunto un accordo verbale con il Bayern Monaco per il trasferimento a titolo definitivo del centrocampista portoghese, definendo una trattativa lampo che riporta il mediano in patria dopo la parentesi vissuta nel massimo campionato tedesco. Lo riporta Fabrizio Romano.

Ultime notizie Calcio Estero: tutte le novità del giorno provenienti da tutto il mondo

Le cifre dell’operazione e l’iter burocratico con Rui Costa

L’intesa economica tra le due società è stata impostata su una base fissa di 14 milioni di euro, a cui si aggiungeranno ulteriori 5 milioni di euro di bonus vincolati al raggiungimento di determinati traguardi e obiettivi sportivi. Nelle prossime 24 ore è previsto lo scambio formale dei documenti tra la dirigenza bavarese e il presidente del Benfica, Rui Costa, al fine di formalizzare l’operazione in ogni singolo dettaglio burocratico e contrattuale.

La svolta decisiva è arrivata a seguito del via libera definitivo concesso dallo stesso calciatore. Il mediano ha accolto con grande entusiasmo la prospettiva di diventare il perno centrale dello scacchiere tattico di Lisbona, dando immediata disponibilità al perfezionamento dell’intesa.

Dalla fumata nera con l’Aston Villa al rientro in Portogallo

Il blitz decisivo dei lusitani si è concretizzato subito dopo il definitivo naufragio della pista Aston Villa. La compagine britannica, che nelle settimane precedenti aveva mostrato un concreto interesse per il tesserato del Bayern, non è riuscita a trovare la quadra per la chiusura dell’affare, lasciando campo libero al perentorio inserimento delle Aquile.

L’ingaggio dell’ex centrocampista bavarese garantisce al reparto mediano di Lisbona un profilo dotato di eccezionali doti di interdizione, grande fisicità e provata esperienza internazionale:

  • Schermo difensivo e recupero palla: Un incontrista puro in grado di proteggere la linea arretrata e spezzare le trame di gioco avversarie.
  • Maturità ad alti livelli: Un bagaglio tecnico e caratteriale accumulato tra Premier League, Bundesliga e coppe europee, oltre alle apparizioni con la propria selezione nazionale.

Con il gradimento del giocatore già formalizzato e l’accordo economico siglato tra i due club, l’ambiente di Lisbona attende soltanto l’arrivo dell’atleta in città per lo svolgimento delle consuete visite mediche di rito e la successiva firma del contratto ufficiale.

Como, Fabregas verso l’esordio: «È una stagione dove devono prendersi responsabilità. Hanno fatto un capolavoro finora, ma adesso devono accettare cosa comporta»

Como, Cesc Fabregas ha parlato così in vista dell’esordio in Serie A contro l’Udinese. Le sue dichiarazioni in conferenza stampa

In vista dell’imminente debutto in campionato contro l’Udinese, la guida tecnica del Como, Cesc Fabregas, ha fatto il punto sul percorso di maturazione della propria squadra, chiamata ad affrontare un’annata densa di appuntamenti storici. L’allenatore ha evidenziato l’esigenza di resettare i successi passati per affrontare il nuovo ciclo: “È stata una bella crescita, poi alla fine la salvezza è la salvezza. Quest’anno si inizia da zero. Zero partite, zero punti. Tutte le squadre crescono, fanno mercato, vediamo come si partirà. Piano piano dobbiamo ritrovare chi eravamo l’anno scorso e provare a migliorare. Questa è una stagione molto speciale, facciamo tre competizioni, mai fatto prima d’ora. Abbiamo una squadra giovanissima, alcuni calciatori e membri dello staff non le hanno mai affrontate. Giocheremo ogni tre giorni. Ci sono tantissime incognite. La prima stagione di tante, ma niente pressione. La Champions è un regalo, ma Serie A e Coppa Italia sono molto importanti”.

Ultime Notizie Serie A: tutte le novità del giorno sul massimo campionato italiano

Le insidie del mercato aperto e la sfida all’Udinese

Analizzando la sovrapposizione tra le trattative di trasferimento e le gare ufficiali, il tecnico spagnolo ha espresso il proprio punto di vista sulle difficoltà di gestione del gruppo: “Non mi piace, ma a nessuno piace. Magari c’è un giocatore qui che tra 2-3 settimane giocherà da un’altra parte. Sappiamo però che è così. Aspettiamo che il mercato si chiuda velocemente, in 12-15 o 20 giocatori. Ora ci sono tanti dubbi, uno che ti dice una cosa o l’altra. Non è bello nemmeno per loro che sono amici, quando sanno che qualcuno andrà via. Un giorno cambieranno le regole e saremo più felici”.

Spostando il focus sul primo avversario stagionale, la compagine lariana dovrà fare i conti con un’antagonista solida, pur potendo fare affidamento sulle proprie pedine principali: “Udinese squadra forte forte, in tutti gli aspetti. Tutta la squadra si conosce, tantissimo, da anni e con un allenatore preciso tutti insieme. Una squadra molto molto fisica, che gioca bene. Una partita dove metteremo tantissima attenzione, sarà una bella sfida. Sono convintissimo che se non saremo al top sarà una partita dove rischieremo di perdere punti. Nico Paz avrebbe potuto giocare 45 minuti, lui si sentiva un po’ affaticato a livello muscolare ma è normale. Non volevamo rischiare, ha giocato quanto doveva. Tutti sono a disposizione. Potrebbe giocare con l’Udinese”.

La crescita dei giovani e l’identità tattica

L’allenatore ha poi riservato parole di stima per il rendimento del giovane Liberali: “Sono molto contento, davvero. Vederlo giocare a quel livello con Arsenal e Liverpool… poi è un ragazzo eccezionale. Sono molto contento. Quanto sarà lunga questa strada dipende da lui, ma se continua così sicuramente porterà tante cose a noi”.

La risposta caratteriale emersa durante le amichevoli precampionato rappresenta la base d’impostazione per il futuro: “La personalità. Siamo andati a giocare contro Arsenal e Liverpool. È stata una partita incredibile. Ora abbiamo una squadra qua che lotta. Ho sentito una squadra con identità. Per la Champions non posso dire che siamo all’inizio, ma piuttosto al principio di un processo. Il risultato è importante sì, ma non è tutto. Dobbiamo sviluppare questi ragazzi giovani, adesso arriveranno squadre di Premier League e ti faranno sentire che alcuni possono andare anche in squadre importanti. Io verrò giudicato, ma nessuno mi farà cambiare la direzione per la costruzione di un’identità. La squadra e il club hanno una base importante”.

In conclusione, la guida lariana ha stimolato i propri elementi più giovani a compiere il definitivo salto di qualità sul piano mentale: “Al 100% me lo aspetto. Lo devono fare, per forza. Sono in un contesto che non esiste, o almeno esiste ma in pochi posti. Ogni volta arriva gente ancora più giovane e devono crescere in fretta. Mi piace perché è una stagione dove devono prendersi responsabilità. Hanno fatto un capolavoro finora, ma adesso in questa posizione devono accettare cosa comporta. L’atmosfera sarà più difficile da gestire, anche la parte emozionale al Parco dei Principi o al Santiago Bernabéu dove non ti stanchi di giocare. Ce ne sono tanti che quest’anno dovranno prendere peso e fare passi più avanti”.

Joao Cancelo torna al Barcellona: ufficiale l’accordo, il portoghese firma un contratto triennale

Cancelo-Barcellona, nuova avventura in blaugrana: il portoghese torna in Catalogna con un accordo fino al 2029

È ufficiale il ritorno di João Cancelo al Barcellona. Il club catalano ha definito l’accordo con il terzino portoghese, che si prepara così a iniziare una nuova esperienza con la maglia blaugrana. Per il giocatore è una nuova opportunità in un ambiente che già conosce, dopo la precedente esperienza vissuta in Catalogna.

LEGGI ANCHE: le ultime di calcio estero

Cancelo ha firmato un contratto della durata di tre anni, legandosi al Barcellona fino al 30 giugno 2029. Una scelta che conferma la volontà della società di puntare nuovamente sulle qualità del laterale portoghese, considerato un elemento capace di offrire spinta, qualità tecnica e duttilità tattica.

Il suo ritorno rappresenta un’operazione importante anche dal punto di vista tecnico. Cancelo può infatti garantire diverse soluzioni grazie alla capacità di giocare su entrambe le fasce e di interpretare il ruolo con caratteristiche particolarmente offensive. La sua abilità nel portare palla, creare superiorità e partecipare alla costruzione del gioco può diventare un’arma preziosa per il Barcellona.

Dopo le esperienze maturate ai massimi livelli del calcio europeo, il portoghese torna dunque a vestire la maglia blaugrana con l’obiettivo di essere nuovamente protagonista.

João Cancelo è ufficialmente un nuovo giocatore del Barcellona: contratto triennale e nuova sfida in Catalogna.

Emerson Palmieri alla Juventus: affare intelligente o soluzione di ripiego? I pro e i contro del possibile arrivo in bianconero

Emerson Palmieri alla Juventus: esperienza e affidabilità bastano per conquistare la fascia sinistra?

La Juventus è al lavoro sul mercato e tra i nomi valutati per la fascia sinistra c’è quello di Emerson Palmieri. I contatti con il Marsiglia riguarderebbero un’operazione da circa 6 milioni di euro, mentre lo stipendio del giocatore, intorno ai 3 milioni di euro a stagione, rientrerebbe nei parametri economici del club bianconero. A facilitare l’operazione potrebbe inoltre essere l’ottimo rapporto tra le due società.

LEGGI ANCHE: le ultime di calciomercato

Ma Emerson Palmieri sarebbe davvero la scelta giusta per la Juventus? La risposta, a mio avviso, è sì, ma con alcune importanti riserve.

I motivi per cui Emerson Palmieri può essere un buon acquisto

Il primo elemento a favore è senza dubbio il rapporto qualità-prezzo. Spendere circa 6 milioni per un giocatore con una lunga esperienza internazionale rappresenterebbe un investimento relativamente contenuto. La Juventus, soprattutto in una fase nella quale deve prestare attenzione ai costi, avrebbe l’opportunità di aggiungere un elemento esperto senza affrontare un esborso particolarmente pesante.

C’è poi il fattore esperienza. Emerson Palmieri ha giocato in contesti di alto livello, sia nei club sia con la Nazionale italiana. È un calciatore abituato alla pressione, alle competizioni europee e alle partite che richiedono un livello di concentrazione superiore. Per una Juventus che vuole tornare stabilmente ai vertici, avere giocatori capaci di gestire determinati momenti può essere un valore aggiunto.

Un altro punto interessante è la sua duttilità tattica. Emerson può interpretare il ruolo di terzino sinistro, ma all’occorrenza può essere utilizzato anche in una posizione più prudente. Questa caratteristica potrebbe risultare utile all’interno di una rosa che deve affrontare molte partite e diversi sistemi di gioco.

Infine, c’è un aspetto spesso sottovalutato: l’affidabilità. Non sarebbe un acquisto da costruire completamente, ma un giocatore già formato, che conosce il calcio italiano e non avrebbe bisogno di un lungo periodo di adattamento.

I dubbi: età, prospettive e rendimento

Il principale contro riguarda però la prospettiva dell’investimento. Emerson Palmieri non sarebbe una scelta orientata soprattutto al futuro. La Juventus spenderebbe poco per il cartellino, ma si assicurerebbe un giocatore che rappresenta più una soluzione per il presente che un investimento destinato a crescere di valore.

È proprio questo il punto centrale della valutazione. Se la Juventus cerca un terzino sinistro capace di garantire continuità immediata, esperienza e solidità, Emerson può avere senso. Se invece l’obiettivo è costruire una rosa giovane e aumentare il valore degli asset, probabilmente esistono profili più interessanti.

Anche sul piano atletico bisogna interrogarsi. Il ruolo del terzino moderno richiede intensità, velocità, capacità di percorrere la fascia per novanta minuti e continuità fisica. Non è detto che Emerson possa garantire sempre lo stesso rendimento in un calendario particolarmente fitto.

C’è poi un altro interrogativo: quanto può incidere realmente in fase offensiva? La Juventus avrebbe bisogno di un esterno capace non soltanto di difendere bene, ma anche di creare superiorità, accompagnare l’azione e produrre occasioni. Emerson offre equilibrio, ma non necessariamente quel salto di qualità offensivo che potrebbe servire alla squadra.

La mia opinione: sì, ma a una condizione

Personalmente, considero Emerson Palmieri una scelta sensata per la Juventus, soprattutto se l’operazione dovesse realmente chiudersi intorno ai 6 milioni di euro. Non lo considererei però il colpo destinato a risolvere definitivamente il problema della fascia sinistra.

La sua acquisizione avrebbe senso soprattutto come operazione a basso rischio, capace di garantire esperienza, affidabilità e conoscenza del campionato. La Juventus potrebbe così assicurarsi un giocatore pronto, senza investire cifre elevate.

Il vero errore sarebbe considerarlo l’unica soluzione. Emerson dovrebbe essere un tassello, non necessariamente il punto d’arrivo. Se affiancato a un profilo più giovane e di prospettiva, potrebbe diventare una scelta molto interessante: esperienza da una parte, futuro dall’altra.

In definitiva, per 6 milioni di euro il rischio sarebbe relativamente basso, mentre i benefici potrebbero essere immediati. La domanda, però, non è soltanto se Emerson Palmieri sia un buon terzino. La domanda è se sia il terzino di cui la Juventus ha realmente bisogno. E su questo, qualche dubbio rimane.

Roma, frenata per Malick Fofana: il Lione spara alto, affare ancora in bilico

Fofana Roma, intesa col giocatore ma manca l’accordo con il Lione: la richiesta da 35 milioni frena l’affare

La Roma continua a lavorare sul fronte Malick Fofana, ma al momento non si registrano passi avanti decisivi nella trattativa con il Lione. Secondo quanto riferito da Fabrizio Romano, il club francese ha fissato una richiesta di 35 milioni di euro più bonus, una cifra considerata troppo elevata dalla Roma.

LEGGI ANCHE: le ultime di calciomercato

La distanza tra le società resta quindi significativa e, per ora, non c’è ancora il via libera definitivo per la conclusione dell’operazione. Sul fronte del giocatore, invece, la situazione è diversa: l’accordo tra Fofana e la Roma è stato raggiunto già da diversi giorni.

Manca però ancora l’intesa tra i due club, elemento fondamentale per permettere all’affare di decollare definitivamente. La trattativa resta dunque aperta, ma tutt’altro che definita.

La Roma dovrà valutare se avvicinarsi alle richieste del Lione oppure provare a ottenere condizioni economiche più favorevoli. Al momento, quindi, il trasferimento di Fofana in giallorosso non è sicuro e serviranno ulteriori contatti tra le società per capire se ci saranno margini per arrivare alla fumata bianca.

    Orsolini Bologna, avanti insieme fino al 2031: il club rossoblù blinda il suo attaccante simbolo

    Orsolini e il Bologna, una storia destinata a continuare: ufficiale il prolungamento del contratto fino al 30 giugno del 2031

    Il Bologna FC 1909 annuncia di aver trovato l’intesa con Riccardo Orsolini per estendere il rapporto contrattuale con l’attaccante. Il nuovo accordo lega il giocatore al club rossoblù fino al 30 giugno 2031, consolidando ulteriormente un percorso iniziato ormai diversi anni fa.

    LEGGI ANCHE: le ultime di calciomercato

    La società emiliana ha scelto dunque di blindare uno dei protagonisti più importanti della propria rosa, assicurandosi la continuità di un calciatore che nel tempo è diventato un punto di riferimento per la squadra e per l’ambiente. Orsolini continuerà così a vestire la maglia del Bologna, proseguendo una storia caratterizzata da gol, prestazioni, personalità e un forte legame con i colori rossoblù.

    Il prolungamento rappresenta un segnale significativo da parte della società, che conferma la volontà di costruire il proprio futuro puntando anche sulle proprie certezze. Per Orsolini, invece, si tratta di una nuova dimostrazione di fiducia e della possibilità di continuare a essere protagonista del progetto bolognese ancora per molti anni.

    Il futuro di Orsolini sarà quindi ancora rossoblù, con il contratto che accompagnerà l’attaccante fino all’estate del 2031.

    Chi è Oussama Targhalline, centrocampista che sta facendo girare la testa ad Atalanta e Bologna

    Chi è Oussama Targhalline, la storia del centrocampista che piace ad Atalanta e Bologna

    Si accende la contesa di mercato attorno alle prestazioni sportive di Oussama Targhalline, centrocampista di nazionalità marocchina di proprietà del Feyenoord. Il rendimento mostrato nell’ultimo campionato ha attirato le attenzioni di svariati club continentali, pronti a sfidarsi per il suo cartellino. In prima fila sul prospetto classe 2002 figura attualmente l’Hull City, società britannica ai nastri di partenza della Premier League che ha già recapitato due proposte ufficiali alla dirigenza di Rotterdam per sbloccare il trasferimento.

    Ultime notizie Calciomercato LIVE: tutte le novità del giorno

    Il forte pressing del club inglese deve tuttavia fare i conti con la concorrenza di importanti realtà del panorama europeo. Sulle tracce del giocatore secondo Gianluca Di Marzio si registrano infatti i sondaggi di Atalanta e Bologna, società da sempre molto attente ai profili dinamici per la propria mediana, oltre all’interesse del Porto guidato in panchina dall’allenatore Francesco Farioli. Al momento il calciatore sta analizzando con attenzione ogni singola opzione per il proprio futuro prima di assumere una decisione finale, che dovrà in ogni caso riscuotere il benestare della società olandese con cui è attualmente sotto contratto.

    Chi è Oussama Targhalline: profilo, statistiche e rendimento al Feyenoord

    Nato nel 2002 e considerato uno dei prospetti più promettenti del calcio marocchino, il mediano si è trasferito al Feyenoord nella scorsa sessione estiva di trasferimenti arrivando dai francesi del Le Havre. Nel corso dell’ultima stagione con la casacca della compagine di Rotterdam, il calciatore è riuscito ad ritagliarsi uno spazio importante all’interno dell’organico, affermandosi come una risorsa preziosa nelle rotazioni tattiche sia nel torneo locale sia nei contesti internazionali.

    I dati statistici accumulati durante la sua esperienza nei Paesi Bassi ne testimoniano la costante crescita:

    • Impatto in Eredivisie: Ha collezionato un bilancio di 25 presenze complessive, impreziosite da 2 gol e 4 assist messi a referto.
    • Esperienza nelle coppe europee: Ha disputato 7 gare in Europa League, competizione nella quale ha mostrato grande maturità e personalità nella gestione dei ritmi di gara.

    Caratterizzato da una buona visione di gioco unita a spiccate attitudini nel recupero del pallone, il tesserato dei biancorossi incarna il profilo del centrocampista moderno capace di garantire equilibrio e sostanza. Con l’affondo dell’Hull City e l’interesse delle compagini italiane e portoghesi, i prossimi giorni saranno decisivi per comprendere quale sarà la sua prossima destinazione.

    Calciomercato Lazio, è fatta Sutalo dall’Ajax! Cifre e dettagli. Saltato clamorosamente il tesseramento di Bamba Dieng

    Calciomercato Lazio, arriva Sutalo dall’Ajax! Tutti i dettagli dell’affare. Salta clamorosamente il trasferimento di Bamba Dieng

    La sessione di calciomercato della Lazio vive una giornata di fortissimi scossoni, contrassegnata da importanti novità su due diversi fronti negoziali. La società capitolina ha praticamente concluso la trattativa per rinforzare la propria retroguardia assicurandosi il centrale croato Josip Sutalo dall’Ajax. Al contempo, si registra una clamorosa fumata nera nel reparto d’attacco, dove l’operazione che avrebbe dovuto portare a Roma lo svincolato Bamba Dieng è ufficialmente tramontata dopo i controlli clinici. Lo riporta Fabrizio Romano.

    Ultime notizie Calciomercato LIVE: tutte le novità del giorno

    Sutalo verso la Capitale: cifre e dettagli dell’intesa con l’Ajax

    La dirigenza biancoceleste ha raggiunto un accordo con la società di Amsterdam per il trasferimento del classe 2000. L’operazione è stata impostata su un prestito oneroso da 3 milioni di euro, al quale si aggiunge un’opzione di riscatto fissata a 7,5 milioni di euro. Nel contratto concordato tra le parti sono stati inclusi diversi bonus e una clausola sulla futura rivendita pari al 10%, che garantirà ai Lancieri un ritorno economico in caso di un successivo trasferimento del tesserato.

    L’arrivo del difensore della Nazionale croata garantisce alla rosa biancoceleste fisicità, tempismo negli interventi e buona abilità nella costruzione dal basso, offrendo allo staff tecnico un’alternativa di grande spessore internazionale per la linea difensiva.

    Controlli sanitari negativi: affare saltato per Bamba Dieng

    Ha avuto invece un epilogo del tutto inaspettato la pista che portava all’ingaggio di Bamba Dieng. L’attaccante senegalese, giunto in Italia da svincolato per sostenere i test di rito e porre il proprio sigillo sul contratto, non ha ottenuto il via libera dello staff medico al termine degli accertamenti fisici svolti presso la struttura sanitaria del club.

    Di fronte all’assenza delle indispensabili garanzie idoneative, la dirigenza della Lazio ha preferito ritirare la propria proposta, portando al definitivo naufragio della trattativa. Dieng non vestirà dunque la maglia delle Aquile e la società romana sarà ora costretta a tornare sul mercato per individuare un profilo alternativo con cui completare l’organico offensivo.

    Mercato Como: pronto il rilancio per Moise Kean, la Fiorentina fissa il prezzo! Svelata la posizione dei viola sul futuro dell’attaccante

    Mercato Como: la Fiorentina ha fissato il prezzo per Moise Kean. Ecco pronto il rilancio dei lariani per l’attaccante classe 2000

    Il Como non molla la presa e riprova l’affondo per assicurarsi le prestazioni sportive di Moise Kean, studiando una proposta economica decisamente più corposa dopo il primo e secco rifiuto incassato dalla società gigliata. La dirigenza toscana ha infatti rispedito al mittente l’iniziale bozza recapitata all’attenzione del dirigente Fabio Paratici: un prestito con obbligo di riscatto strutturato su una base di 5 milioni subito più ulteriori 25 alla conferma, cifra giudicata del tutto inadeguata rispetto al valore di mercato della punta. Di fronte alla bocciatura della prima offerta, i vertici lombardi si sono subito messi al lavoro per strutturare un nuovo rilancio.

    Ultime notizie Calciomercato LIVE: tutte le novità del giorno

    La posizione del giocatore e il feeling con il gol

    Dal canto suo, l’attaccante classe 2000 — subito a segno nel rotondo 4-1 inflitto al Benevento nei trentaduesimi di Coppa Italia — mantiene una postura di totale professionalità, lasciando la gestione del proprio futuro interamente nelle mani dei club. Il centravanti non intende forzare alcuna rottura con la Fiorentina, ma al contempo non chiude affatto le porte alla destinazione lariana, con la quale non vi sarebbero complicazioni per trovare un accordo sui termini del contratto personale. Spetta quindi interamente alla società acquirente formulare una proposta in grado di soddisfare le pretese della proprietà Viola.

    Le pretese della Fiorentina e le tempistiche dell’operazione

    La linea strategica dei toscani resta estremamente chiara: con la sola eccezione di Ndour considerato del tutto inamovibile, nessun elemento è ritenuto incedibile a prescindere, ma la partenza del nuovo numero 9 avverrà soltanto a fronte di cifre davvero importanti. Per strappare il bomber a Firenze serve una cifra vicina ai 45 milioni di euro, motivo per cui il club del Lago dovrà incrementare l’offerta di almeno 10 milioni per poter quantomeno avviare una trattativa formale. Inoltre, la dirigenza gigliata pretende di risolvere la questione entro il fine settimana, così da concentrare l’attenzione dell’ambiente esclusivamente sul debutto stagionale di campionato contro la Roma, in programma lunedì sera. Il pallino del gioco resta a Como, ma è la Fiorentina a stabilire le regole del gioco.

    Sozza fa chiarezza: «Non mi sono mai sentito sgradito da qualcuno! Il caso intercettazioni non ci condiziona anche se…»

    Sozza, arbitro milanese, ha fatto chiarezza sull’inchiesta arbitri che ha colpito l’AIA negli ultimi mesi. Ecco le sue dichiarazioni

    Alla vigilia dell’avvio della nuova stagione, il fischietto milanese Simone Sozza è tornato a fare chiarezza sulla complessa vicenda che ha riguardato il settore arbitrale nei mesi scorsi. Il dossier, definitivamente archiviato dalla Procura di Milano per la totale assenza di riscontri inerenti all’ipotesi di frode sportiva, aveva sollevato accese discussioni attorno all’AIA. Il direttore di gara, pronto ad inaugurare il suo ottavo campionato consecutivo nella massima serie, ha rilasciato un’intervista al quotidiano Il Messaggero per analizzare il momento della classe arbitrale.

    Ultime Notizie Serie A: tutte le novità del giorno sul massimo campionato italiano

    Studio del regolamento e la risposta sul caso Rocchi

    Parlando dell’imminente avvio del torneo, il fischietto lombardo ha rimarcato l’intensa preparazione teorica e atletica svolta dai direttori di gara per farsi trovare pronti di fronte alle recenti modifiche tattiche e normative: “Sarà una stagione ricca di novità sul piano tecnico e del regolamento. Noi arbitri, però, siamo molto preparati e abbiamo studiato tanto in vista dell’inizio dell’annata”.

    Sollecitato sul polverone mediatico che ha sfiorato il designatore Gianluca Rocchi e le dinamiche interne all’associazione, Sozza ha ribadito la totale concentrazione del gruppo sull’attività sul rettangolo verde: “Il caso delle intercettazioni non ci condiziona, anche se ovviamente la vicenda non fa piacere. A noi arbitri, che abbiamo la testa solo al campo, non ci importa: il nostro pensiero è quello di allenarci, prepararci e arbitrare bene le gare“.

    Voci di corridoio e la difesa delle prestazioni

    L’arbitro ha colto l’occasione anche per smentire seccamente le indiscrezioni uscite sul suo conto durante le settimane più turbolente, riguardanti presunte simpatie o antipatie nei suoi confronti all’interno della struttura federale: “Se mi son mai sentito gradito o sgradito? No, nella maniera più assoluta. Se qualcuno dovesse dire che sono gradito o sgradito a qualcuno non sarebbe importante per me”.

    A chiusura del suo intervento, il direttore di gara ha rivendicato la massima serenità morale con cui affronta la propria professione, indicando quale sia l’unico aspetto in grado di generare rammarico nel lavoro della domenica: “Personalmente credo nell’idea secondo la quale male non fare, paura non avere. Per cui, quando non dici nulla fuori posto e sei giusto, non devi avere ansia. Il più grande fastidio? Quando veniamo attaccati sulla nostra qualità, sulla nostra performance e sul nostro rendimento nelle partite“.

    Serie A, parte la strategia per i diritti TV: bando post‑2029 entro fine anno

    Diritti TV Serie A: il futuro si decide entro la fine dell’anno, via al bando 2029‑2034. Cosa può succedere

    In Lega Serie A si guarda già oltre l’avvio del campionato: l’attenzione è puntata sul 2029, anno in cui scadranno gli attuali accordi per i diritti televisivi e partirà un nuovo ciclo di commercializzazione. Oggi il sistema prevede che DAZN trasmetta tutte le 380 partite e Sky ne condivida 114 in co‑esclusiva, un modello che resterà in vigore per altre tre stagioni. Ma dietro le quinte si lavora già al futuro.

    Ultime Notizie Serie A: tutte le novità del giorno sul massimo campionato italiano

    Secondo quanto riportato da Il Sole 24 Ore, la Lega sta definendo il bando per il quinquennio 2029‑2034, con l’obiettivo di far partire la gara entro la fine dell’anno, tra autunno e inizio inverno. Sarà quello il momento decisivo per capire quanto varrà la Serie A per i broadcaster e se nuovi attori — come Amazon, Paramount Skydance, Disney o Netflix — decideranno di entrare nella competizione per i diritti del calcio italiano. Una variabile che potrebbe cambiare radicalmente gli equilibri del mercato audiovisivo.

    Le linee guida del bando sono già al vaglio di Antitrust e Agcom, che stanno effettuando le verifiche necessarie. Verrà confermata la no‑single‑buyer rule, che impedisce l’esclusiva totale a un solo operatore, mentre sarà formalizzata la possibilità di co‑esclusiva. Resterà anche la clausola estrema: se le offerte non dovessero soddisfare le aspettative, la Lega potrà ricorrere al proprio canale a pagamento.

    Il tema è centrale per i club, perché i diritti domestici rappresentano la principale fonte di ricavi. L’attuale ciclo 2024‑2029 garantisce circa 900 milioni l’anno: 700 da DAZN e 200 da Sky, meno dei 927,5 milioni medi del ciclo precedente, anche se l’accordo con DAZN include un meccanismo di revenue sharing che potrebbe aumentare gli introiti.

    Parallelamente, la Lega sta lavorando sul fronte internazionale. Per il dossier dei diritti esteri si è affidata a J.P. Morgan, che presenterà i primi risultati a fine settembre. Oggi il mercato internazionale porta circa 250 milioni l’anno, ma la crescita dell’8% negli ascolti dell’ultima stagione è un segnale incoraggiante: ora bisognerà trasformare questo dato in valore concreto per il ciclo 2029‑2034.

    La partita dei diritti TV è appena iniziata, ma il futuro del calcio italiano — economico e competitivo — passerà inevitabilmente da qui.

    Milan su Cacciamani: sfida aperta alla Roma, Cissè può entrare nell’operazione

    Rebus sul futuro di Alessio Cacciamani, il Milan rilancia: Roma avvisata, Cissè chiave per convincere il Torino

    La corsa ad Alessio Cacciamani si allarga: oltre alla Roma, anche il Milan ha messo gli occhi sul talento classe 2007 del Torino. Secondo quanto riportato da Toro.it, il club rossonero sta valutando il profilo dell’esterno — già seguito da Gasperini e D’Amico — non solo per l’immediato, ma anche in ottica futura.

    Cacciamani, reduce da una stagione di alto livello alla Juve Stabia e campione d’Italia Under 18 nel 2025, non è considerato incedibile: Cairo è disposto ad ascoltare offerte, ma pretende una cifra adeguata al valore del giocatore.

    La Roma, che aveva messo sul tavolo 12 milioni più il 10% sulla futura rivendita, si è vista respingere la proposta: il presidente granata ne chiede 20. Entro fine settimana è atteso un rilancio giallorosso da 15 milioni più percentuale, mentre il Milan si prepara a entrare ufficialmente nella contesa.

    Ultime Notizie Serie A: tutte le novità del giorno sul massimo campionato italiano

    La carta Cissè per convincere il Torino

    Il Milan, che in questa sessione ha puntato su profili costosi e soprattutto stranieri, deve iniziare a programmare il futuro anche in ottica liste. Per questo Cacciamani è considerato uno dei migliori prospetti italiani da inserire nel progetto. I rossoneri potrebbero sfruttare la carta Alphadjo Cissè, richiesto dal Torino in prestito: un’operazione parallela che potrebbe facilitare i rapporti e garantire al Milan una sorta di prelazione sul giovane esterno, capace di giocare sia a tutta fascia sia come attaccante largo.

    Cacciamani vuole continuità

    L’arrivo di Fortini dalla Fiorentina — prestito a 1 milione con diritto fissato a 8 e percentuale sulla rivendita — rischia di ridurre ulteriormente lo spazio di Cacciamani al Torino. Il giocatore, convocato da Baldini per l’amichevole contro la Grecia a luglio, non vuole frenare la propria crescita: cerca un progetto che gli garantisca minuti e responsabilità.

    La sua prima vera stagione tra i professionisti, con 37 presenze, 2 gol, 2 assist e 2630 minuti alla Juve Stabia, ha confermato il suo potenziale. Ora vuole compiere un salto: diventare un’opzione credibile anche per la Nazionale e non vivere un anno da comprimario.

    Roma o Milan, la scelta dipenderà dal progetto tecnico e dalla possibilità di giocare con continuità. Cacciamani lo ha già deciso: non vuole restare a guardare gli altri.


    Juve alla ricerca di un attaccante, tra le idee spunta anche Retegui

    La Juventus va a caccia del nuovo attaccante: per Tuttosport spunta anche il nome dell’ex Atalanta Retegui

    La Juventus valuta un colpo last minute per completare il reparto offensivo e consegnare a Spalletti un nuovo numero 9. Dopo gli arrivi di Randal Kolo Muani ed Ekhator, il club bianconero vuole aggiungere un’altra alternativa in attacco e ha individuato in Joshua Zirkzee la prima scelta. L’olandese è in uscita dal Manchester United e piace anche al Napoli, ma resta il profilo più gradito alla dirigenza.

    Ultime Notizie Serie A: tutte le novità del giorno sul massimo campionato italiano

    Tra le opzioni considerate, come riportato da Tuttosport, c’è anche Mateo Retegui, oggi all’Al‑Qadisiya dopo le esperienze con Genoa e Atalanta. Un nome che la Juventus conosce bene e che continua a stimare: ha già dimostrato di saper incidere nel nostro campionato, diventandone addirittura capocannoniere nel 2024‑2025. L’ostacolo, però, è evidente: i costi. Retegui percepisce 20 milioni netti a stagione in Saudi Pro League, cifra fuori portata per qualsiasi club europeo. Nonostante ciò, il suo nome non è stato depennato: resta nella lista, perché il giocatore tornerebbe volentieri in Italia e sarebbe disposto a ridurre l’ingaggio.

    La Juventus ha già monitorato Retegui lo scorso gennaio e il suo nome è tornato d’attualità ora che la frattura alla tibia del 20 aprile è alle spalle: lunedì ha segnato una doppietta in King’s Cup contro l’Al‑Tal, confermando di essere pienamente recuperato. Carnevali e Giovanni Manna e Ottolini stanno valutando costi, formule e margini, consapevoli che il contratto del giocatore (in scadenza nel 2029) complica ulteriormente la trattativa.

    Il vero nodo, però, è Jonathan David. Il canadese è fuori dal progetto di Spalletti, ma continua a rifiutare ogni proposta: vuole restare a Torino e giocarsi le sue carte dopo una prima stagione deludente che considera un semplice periodo di adattamento. Finché David non partirà, la Juventus non potrà affondare per Zirkzee, Retegui o Alexander Sørloth, altra pista mai del tutto tramontata.

    Senza una cessione, ogni operazione in entrata per il ruolo di centravanti resta economicamente insostenibile. I bianconeri osservano, studiano le possibilità e attendono che il mercato si sblocchi: solo allora potrà arrivare il colpo finale.

    Serafini in esclusiva a Milannews24: «Moreira è stato una specie di blitz. Gila uno dei migliori in Serie A. Su Leao…» – VIDEO

    Serafini ha parlato in esclusiva a Milannews24: «Moreira una specie di blitz. Gila uno dei migliori in Serie A. Su Leao la penso così» – VIDEO

    In un’intervista esclusiva concessa a MilanNews24, il giornalista Luca Serafini offre una lettura approfondita del momento che sta attraversando il Milan, soffermandosi sulle scelte di mercato e sulle dinamiche interne che stanno accompagnando la costruzione della squadra. Un’analisi che arriva in una fase delicata della programmazione rossonera, segnata da decisioni strategiche e da una struttura societaria ancora in evoluzione.

    Ultime Notizie Serie A: tutte le novità del giorno sul massimo campionato italiano

    Ciao Luca, ovviamente partiamo da quella che è stata la notizia che ha un po’ squassato l’estate del Milan dopo 40 giorni di stasi dall’ultimo acquisto, quello di Mario Gila, all’arrivo di Diego Moreira. Volevo un tuo parere su quest’operazione: ti ha sorpreso per le modalità o se possiamo ormai dire che questo è il modus operandi del Milan in questa sessione estiva?

    Risposta

    «Le modalità ovviamente hanno sorpreso un po’ tutti sia per il nome non troppo conosciuto, anche se un talento in prospettiva, soprattutto per la cifra e soprattutto per le modalità.

    Questo è stato una specie di blitz, cotto e mangiato e si somma anche a due acquisti molto onerosi come quello di Gila e di Goncalo Ramos che portano l’esborso in questo mercato molto alto. La squadra è affidata anche in fase di mercato ad Amorim che evidentemente la sta costruendo secondo i suoi dettami. Rimangono delle lacune strutturali, l’assenza in particolare di un direttore sportivo che possa aiutare nelle cessioni.

    L’anno scorso Tare brillò per le cessioni e per i giocatori e i movimenti in uscita del Milan sistemando molti esuberi che erano anche un po’ datati, mentre invece questa struttura che manca di questa figura crea delle difficoltà perché il mercato è fatto di cessioni oltre che di acquisti. Però per esaminare soltanto il bicchiere mezzo pieno ci sono tre innesti nuovi che sono una percentuale molto alta in una squadra di calcio ovviamente. Siamo ancora in attesa di Rabiot in particolare e di Pulisic, quindi sostanzialmente la squadra comincia a prendere forma con dei giocatori che vuole Amorim, dei quali si fida.

    Sono portoghesi, il Milan ha questa natura brasiliana, in Brasile si può parlare portoghese, quindi qualche assonanza c’è. Vediamo se riuscirà a recuperare anche l’ultimo portoghese che è al Milano da tanti anni come Leao, ma comunque insomma i segnali sono incoraggianti della costruzione della squadra fino adesso».

    Tu hai citato due temi molto importanti e molto caldi relativi al Milan, quelli dell’assenza di un direttore sportivo in primis e quella sul futuro di Leao successivamente. Partiamo dalla prima, è vero che probabilmente il Milan è una società un po’ particolare da questo punto di vista perché appunto non ha la figura tradizionale del direttore sportivo che sicuramente soprattutto in uscita può pesare, ma in entrata non pensi che snellire in questo modo le operazioni non possa poi far sì che gli acquisti, gli obiettivi indicati da Amorim arrivino con la giusta velocità rispetto alle solite tarantelle a cui abbiamo assistito in questi anni. L’esempio più recente è sicuramente Jashari

    «Come detto, intanto c’è da analizzare il fatto che molte operazioni sono iscritte a Jorge Mendes, io in questo non trovo niente di scandaloso perché tutti i club e tutti i dirigenti sono legati a filo diretto con qualche procuratore, tutti i club di Serie A, molti dipendono proprio dalle loro scelte, voglio dire in qualche caso sono presi per mano dai procuratori che impongono certe scelte, impongono certe uscite, impongono certi allenatori, impongono certi giocatori. Jorge Mendes è un professionista di levatura internazionale assoluta, fa gli affari suoi come gli faceva il buon Mino Raiola, come li fanno tutti quelli che fanno quel mestiere, io non ci trovo niente di scandaloso soprattutto in assenza di un direttore sportivo.

    Poi sulla fulmineità, evidentemente Gerry Cardinale si è scottato parecchio in questi anni, si è sentito spernacchiato allo stadio e dalla stampa italiana e anche dei riflessi americani che sono stati pesanti rispetto alla sua immagine e quindi ha fatto piazza ulita, una piazza pulita che è stata inizialmente di pancia e non si addice molto a un imprenditore o a uno che fa il mestiere di Cardinale che dovrebbe essere molto riflessivo perché quando si lavora nella finanza, negli investimenti bisogna essere sempre molto riflessivi.

    Quel repulisti di maggio ha creato degli sfasamenti, soprattutto per quello che riguarda la struttura, ma adesso bisogna assistere a questa nuova fase. Dal punto di vista sportivo, dal punto di vista della costruzione della squadra, augurandoci Goncalo Ramos, lo conoscevamo già e sapevamo che era un ottimo giocatore. Lo spazio che ha trovato o non trovato nel Paris Saint-Germain è molto relativo, persino nella nazionale portoghese che è strutturata in una certa maniera ed era ancora crocifissa Cristiano Ronaldo, però il valore del giocatore è assoluto.

    Gila è considerato uno dei migliori giocatori della Serie A, dei difensori della Serie A, già dall’anno scorso con la Lazio e adesso vediamo questo Moreira che ha delle doti che vanno studiate. Non aveva un’eco e una visibilità così ampia, anche perché lo Strasburgo ne ha relativa, è ancora un giocatore in erba, è ancora un giocatore che ha dei numeri ovviamente ridotti rispetto a quella che era a sua età, però è un profilo molto interessante e se i giovani sono bravi si prendono e poi si fanno giocare».

    Sempre rimanendo al mercato, visto che entriamo nelle due settimane clou, quelle che poi porteranno appunto alla fine della sessione estiva, dove ti aspetti al netto delle cessioni di cui abbiamo già parlato e che ci dovranno sicuramente essere anche a livello numerico per sfoltirla questa rosa, gli interventi, gli ultimi interventi del Milan, a me per esempio viene in mente in primis un difensore, anche se ne prenderei due e sulla tre quarti in riferimento poi al futuro di Leao. Chi giocherà secondo te contro il Torino?

    «Sono due domande molto complesse nel senso che non so in che condizione è Moreira, se è in grado di giocare dal primo minuto, non so in che condizione sia Rabiot, come rientrera Pulisic e quindi non so che formazione giocherà Torino, onestamente non lo so.

    Però rispetto alla prima domanda credo che Moreira possa essere un’opportunità sulla fascia sinistra dove il Milan ha assolutamente bisogno di un giocatore di peso perché Estupinan non è un giocatore da Milan e secondo me fatica ad essere un giocatore di Serie A rispetto a quello che noi abbiamo visto in questi mesi e anche in queste ultime settimane. Bartesaghi è un giocatore che ancora deve crescere, deve formarsi ma non può essere da solo, deve avere qualcuno se come penso e spero Estupinan verrà ceduto.

    Non so appunto se Moreira è un giocatore che possa fare quella fascia ma sarebbe una squadra un pochettino sbilanciata perché se tu è a destra hai Chukwueze, a sinistra Moreira, sono due giocatori con una prevalenza offensiva e quindi in mezzo bisogna lavorare molto a meno che con Rabiot e Modric per esempio giochi Loftus-Cheek che rientra un po’ o lo stesso Pulisic.

    Insomma va equilibrata questa squadra però secondo me la prima grande esigenza è quella di trovare un titolare sulla fascia sinistra sempre che Amorim non consideri Moreira questo acquisto che mancava».

    LEGGI L’INTERVISTA COMPLETA DI SERAFINI SU MILANNEWS24

    ×