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Pioli prima di Fiorentina Lecce: «Partita importante e complicata, serve lucidità. Dzeko ha esperienza e qualità. È una presenza in più in area di rigore»

Pioli prima di Fiorentina Lecce ha parlato ai microfoni di DAZN nel prepartita, analizzando le scelte di formazione e l’approccio richiesto ai suoi giocatori

Intervenuto ai microfoni di DAZN pochi minuti prima dell’inizio della sfida contro il Lecce, Stefano Pioli ha presentato l’impegno della sua Fiorentina, chiamata a una prova di maturità dopo un periodo difficile. Il tecnico viola ha sottolineato la necessità di mantenere equilibrio e concentrazione, evidenziando come la gara presenti diverse insidie.

SULLA PARTITA – «È una partita molto importante, l’abbiamo preparata con grande attenzione. Dobbiamo essere molto lucidi, capire che sarà una partita complicata, nervosa. Dobbiamo cercare negli episodi di essere migliori dei nostri avversari».

SULLE SCELTE DI FORMAZIONE – «Partita delicata, Dzeko ha esperienza e qualità. È una presenza in più in area di rigore. Penso possa essere giusto».

Pioli ha spiegato la scelta di affidarsi a Edin Dzeko accanto a Moise Kean, sottolineando il peso dell’esperienza del bosniaco in una gara che si preannuncia fisica e combattuta. L’assenza di Robin Gosens, sostituito dal giovane Fortini, rappresenta un’altra sfida da gestire per la formazione viola.

SULL’OBIETTIVO DELLA FIORENTINA – «Non è personale, ma quello di tutta la Fiorentina: vincere».

In chiusura, Pioli ha ribadito l’importanza della vittoria come obiettivo comune per rilanciare entusiasmo e fiducia, consapevole che un successo contro il Lecce potrebbe segnare un punto di svolta nella stagione della Fiorentina.

Conferenza stampa Criscito pre Genoa Sassuolo: «Serve una partita da Genoa, vogliamo riportare i tifosi dalla nostra parte. Ecco cosa abbiamo chiesto alla squadra»

Conferenza stampa Criscito, allenatore ad interim del Genoa, che ha parlato alla vigilia della sfida contro il Sassuolo valido per la decima giornata

Alla vigilia della sfida contro il Sassuolo, in programma lunedì sera, Domenico Criscito ha presentato in conferenza stampa il match del suo Genoa, chiamato a reagire dopo la sconfitta di mercoledì. Il tecnico ad interim, che guida la squadra insieme a Roberto Murgita, ha parlato con lucidità e determinazione della necessità di ritrovare fiducia e compattezza all’interno del gruppo.

SUL MOMENTO DELLA SQUADRA – «Dopo la sconfitta di mercoledì è normale essere tristi ma ho visto i ragazzi motivati a cambiare rotta. La gara di domani è importante, dobbiamo fare una bella prestazione e sarebbe bello portare punti a casa».

SU COSA È STATO CHIESTO ALLA SQUADRA – «Abbiamo chiesto alla squadra di liberare la testa. Sappiamo che i tifosi sono delusi e li rivogliamo portare dalla nostra parte. Bisogna dare in campo tutto quello che abbiamo e fare una partita da Genoa».

Criscito ha ribadito l’importanza dell’aspetto mentale, sottolineando come l’obiettivo principale sia ritrovare l’identità e lo spirito combattivo tipico del club rossoblù.

SULLA LEADERSHIP E L’ESPERIENZA NEL GRUPPO – «Questa squadra ha tanti leader. Ci sono tanti calciatori che hanno giocato partite internazionali e hanno tanta esperienza. Poi ci sono altri giocatori che sono qui da tanti anni come Ekuban e Sabelli che sanno cosa significa cosa è il Genoa e indossare la maglia rossoblù. Quando hai delle responsabilità a volte è difficile ma ieri in allenamento trascinavano gli altri e per noi è importante».

SU EKUBAN E SABELLI – «Ieri ho parlato con tanti giocatori e se perdi tante partite all’ultimo un problema c’è. Tranne contro Cremonese e Lazio, la prestazione c’è sempre stata. Qualcosa va cambiato comunque. Entrare in campo decisi e cattivi perché i primi dieci-quindici minuti o i primi dieci-quindici minuti sono importanti».

Pagelle Verona Inter, ecco i TOP e FLOP della sfida della decima giornata di Serie A

Pagelle Verona Inter, ecco i TOP e FLOP della sfida della decima giornata di Serie A andato in scena al Bentegodi e terminato 1-2 per i nerazzurri

Le pagelle di Verona Inter, match della decima giornata di Serie A 2025/2026, del Bentegodi. Match che ha visto i nerazzurri esultare sul punteggio di 2-1 grazie alla rete di Zielinski e l’autorete di Frese al 94′ che devia in porta il colpo di testa di Pio Esposito. Nel mezzo, inutile, il gol del pareggio di Giovane.

Ecco le nostre pagelle del match.

VERONA (3-4-2-1): Montipò 6; Nelsson 6.5, Bella-Kotchap 6.5, Bradaric 6; Belghali 6, Bernede 5.5, Gagliardini 6, Akpa-Akpro 6, Frese 5.5; Giovane 6.5, Gift-Orban 6. Subentrati: 73′ Niasse 6, 73′ Mosquera 5.5, 80′ Sarr sv, 88′ Harroui sv.

INTER (3-5-2): Sommer 6.5; Akanji 6.5, Bisseck 6.5, Bastoni 6.5; Luis Henrique 6.5, Zielinski 6.5, Calhanoglu 7, Sucic 7, Carlos Augusto 6.5; Lautaro Martinez 5, Bonny 6. Subentrati: 55′ Dumfries 5.5, 55′ Barella 6.5, 55′ Pio Esposito 6, 65′ Dimarco 6, 88′ Frattesi sv.

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Moviola Verona Inter, il difensore nerazzurro stende Giovane in una ripartenza a campo aperto: per Doveri è solo ammonizione, ma il Verona protesta

Episodio controverso durante Verona–Inter allo stadio Bentegodi, con protagonista Yann Bisseck, difensore tedesco classe 2000 dei nerazzurri. L’azione incriminata è avvenuta al 66′, nel corso del secondo tempo e sul risultato di 1-1, quando il giovane Giovane ha anticipato un retropassaggio di Sucic a metà campo, proiettandosi in una pericolosa ripartenza uno contro uno verso la porta difesa da Yann Sommer.

A fermarlo, con un intervento deciso e falloso, è stato proprio Bisseck, che ha impedito all’attaccante gialloblù di involarsi verso l’area interista. L’arbitro Daniele Doveri, posizionato a pochi metri dall’azione, ha valutato l’intervento come fallo tattico e ha estratto il cartellino giallo, tra le proteste vibranti dei giocatori e del pubblico veronese.

La decisione di Doveri ha subito acceso il dibattito. Molti osservatori e tifosi hanno ritenuto che ci fossero gli estremi per un cartellino rosso, vista la posizione centrale del campo e l’assenza di altri difensori nerazzurri tra Giovane e Sommer. Tuttavia, secondo la valutazione arbitrale, la distanza dalla porta e la possibilità di recupero da parte di Sucic, in rientro sull’azione, hanno spinto il direttore di gara a propendere per la semplice ammonizione.

Solo giallo, dunque, per il centrale tedesco dell’Inter che tira un sospiro di sollievo e lascia la sua squadra ancora in lotta per i tre punti a soli 15 minuti dalla fine dell’incontro.

Formazioni ufficiali Fiorentina Lecce: Le scelte di Pioli e Di Francesco

Formazioni ufficiali Fiorentina Lecce: Le scelte di Pioli e Di Francesco in vista del match di oggi

Mancano poche ore al fischio d’inizio di Fiorentina-Lecce, una sfida importante per entrambe le squadre in cerca di punti per consolidare la loro posizione in campionato. Ecco le formazioni ufficiali con cui le due squadre scenderanno in campo allo stadio Artemio Franchi, con i rispettivi allenatori, Pioli per la Fiorentina e Di Francesco per il Lecce, che hanno deciso di puntare su schieramenti molto differenti.

Formazione ufficiale Fiorentina (3-5-2)

Per la Fiorentina, il tecnico Stefano Pioli schiera la sua squadra con un 3-5-2, un modulo che punta sulla solidità difensiva e sulla capacità di sviluppare il gioco dalle corsie esterne. In porta ci sarà De Gea, portiere esperto che avrà il compito di difendere la porta viola. La difesa a tre sarà composta da Pongracic, Comuzzo e Ranieri, con il compito di fermare le offensive del Lecce e garantire sicurezza in retrovia.

A centrocampo, Pioli ha scelto di schierare una formazione compatta, con Dodo e Fortini sulle fasce, pronti a spingere in attacco, mentre Ndour, Nicolussi e Fagioli agiranno in una zona centrale ricca di qualità e dinamismo, cercando di gestire i ritmi del gioco e supportare la fase offensiva. In attacco, il duo Kean-Dzeko è pronto a fare la differenza: Kean con la sua velocità e Dzeko con la sua esperienza e abilità nel gioco aereo.

Formazione ufficiale Lecce (4-3-3)

Il Lecce di Eusebio Di Francesco, invece, scende in campo con un 4-3-3. In porta ci sarà Falcone, fondamentale nelle ultime partite per mantenere il Lecce in partita con parate decisive. La difesa a quattro sarà composta da Veiga e Gaspar sulle fasce, con Tiago Gabriel e Gallo nel cuore della retroguardia. Un reparto che dovrà affrontare con attenzione l’attacco della Fiorentina e mantenere la propria organizzazione difensiva.

A centrocampo, Di Francesco ha scelto Coulibaly, Ramadani e Berisha, un trio di giocatori con grande interdizione e capacità di impostare il gioco. Infine, in attacco, il tridente composto da Banda, Stulic e Morente avrà il compito di mettere in difficoltà la difesa della Fiorentina, cercando di sfruttare la velocità e la tecnica per creare occasioni da gol.

Le aspettative per la partita

Entrambe le squadre sono pronte a dare il massimo in questa partita. La Fiorentina vuole proseguire la sua corsa verso i piani alti della classifica, mentre il Lecce cercherà di strappare punti importanti in trasferta per consolidare la sua posizione in Serie A. Con queste formazioni ufficiali, ci si aspetta una sfida equilibrata, ricca di emozioni e strategie tattiche. Chi avrà la meglio? Lo scopriremo sul campo.

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Formazioni ufficiali Torino Pisa: le scelte di Baroni e Gilardino per il match

Formazioni ufficiali Torino Pisa, ecco le scelte e i titolari di mister Marco Baroni e Alberto Gilardino in vista del match di Serie A. Il punto

(Lorenzo Bosca – Inviato allo Stadio Olimpico Grande Torino). L’attesa è (quasi) finita: tra una manciata di minuti o poco più si accenderanno i riflettori dello Stadio Olimpico Grande Torino per la sfida tra il Torino di Marco Baroni e il Pisa di Alberto Gilardino. Parliamo del match, naturalmente, valido per la decima giornata di Serie A in programma alle 15 in punto.

Il Torino sta vivendo un momento positivo e dopo un inizio di stagione altalenante può – complice la striscia di risultati utili inanellata nell’ultimo mese – portarsi clamorosamente a ridosso delle zone più nobili della classifica. Guai però a sottovalutare un avversario come quello toscano, come confermato dallo stesso Baroni ieri in conferenza. Il Pisa infatti, torna in campo con la necessità di ottenere quella prima vittoria in Serie A che continua a sfuggire. La squadra di Gilardino ha dimostrato un carattere indomito, capace di strappare pareggi importanti anche contro le big (vedi Lazio e Milan). I toscani punteranno sulla compattezza difensiva e sulle ripartenze per tentare lo “scherzetto” (visto che siamo in tema Halloween) ai piemontesi. Si prevede un confronto tattico e combattuto, non ci resta che dare un’occhiata alle formazioni ufficiali Torino Pisa.

FORMAZIONI UFFICIALI TORINO PISA:

Torino (3–4-1-2): Paleari; Ismajli, Maripan, Coco; Pedersen, Ilic, Casadei, Lazaro; Vlasic; Adams, Simeone. A disposizione: Popa, Siviero, Masina, Ilkhan, Anjorin, Dembele, Ngonge, Asllani, Biraghi, Tameze, Gineitis, Zapata, Njie.
Allenatore: Baroni.

Pisa (3-5-2): Semper; Calabresi, Caracciolo, Canestrelli; Touré, Akinsanmiro, Hojholt, Leris; Vural, Moreo; Meister. A disposizione: Nicolas, Scuffet, Angori, Marin, Tramoni, Cuadrado, Buffon, Nzola, Aebischer, Piccinini, Albiol, Denoon, Kandje, Bonfanti, Lorran.
Allenatore: Gilardino.

Pisacane sicuro: «Al Cagliari chiedo questo contro la Lazio per risollevarci! Il nostro obiettivo sarà…»

Pisacane: «Affrontare la Lazio con determinazione, vogliamo fare punti»

In vista della gara contro la Lazio, Fabio Pisacane, allenatore del Cagliari, ha incontrato i giornalisti in conferenza stampa per analizzare la situazione della sua squadra e preparare al meglio la sfida. Il tecnico rossoblù ha parlato delle condizioni fisiche del gruppo, degli infortuni e della preparazione tattica per la partita in programma allo Stadio Olimpico.

La condizione della squadra

Pisacane ha iniziato la conferenza con un bilancio sulla condizione fisica e mentale dei suoi giocatori: «La squadra sta bene, è unita e consapevole di non aver giocato al meglio contro il Sassuolo. Mi dispiace per aver deluso i tifosi, ma da domani lavoreremo per correggere gli errori fatti. Non possiamo permetterci di abbassare la guardia, dobbiamo restare concentrati, soprattutto all’inizio di questa stagione».

Gli infortuni

Il tecnico ha poi aggiornato sulla situazione degli infortunati. «Mina è a pieno regime e, se non ci saranno intoppi, sarà disponibile per la partita contro la Lazio. Ciocci, invece, non partirà con noi, ha subito una distorsione alla caviglia stamattina. Sarno sarà il terzo portiere», ha spiegato Pisacane. Riguardo alla Lazio, il mister ha aggiunto: «Affrontiamo una squadra di grande valore, con un tecnico preparato e calciatori forti. Abbiamo preparato la partita per cercare di mettere in difficoltà la Lazio e portare a casa punti».

L’assenza di Luperto

Una delle preoccupazioni di Pisacane riguarda l’assenza di Luperto, fondamentale nella scorsa stagione per la salvezza del Cagliari. «Luperto è un giocatore importante, lo sappiamo tutti. Quest’anno ha avuto qualche difficoltà, e ci sono stati momenti in cui non era al meglio, ma bisogna fare delle scelte. Adesso senza Luperto e Mina, facciamo fatica, ma cerchiamo di fare il meglio con quel che abbiamo», ha dichiarato il tecnico.

L’analisi della Lazio

Pisacane ha poi parlato della Lazio, avversario impegnativo: «Nonostante le assenze che la Lazio sta affrontando, è una squadra che vorrà sicuramente fare bene davanti al suo pubblico. Il campionato è difficile e mi aspetto che la squadra lotti fino alla fine, non vogliamo essere una vittima sacrificale. Abbiamo bisogno di mettere in campo la stessa determinazione mostrata nelle prime partite».

Il ruolo di Felici e il modulo

Il tecnico ha anche discusso delle scelte tattiche, in particolare sull’impiego di Felici. «Felici può giocare dal primo minuto, specialmente in casa. In questo momento, però, è più utile come subentrante. Contro il Sassuolo ha dato un buon contributo, merita sicuramente di partire titolare, come è successo contro il Bologna». Per quanto riguarda il modulo, Pisacane ha ribadito la sua preferenza per la difesa a quattro: «Questo è il sistema che prediligo, ma mi piace anche costruire con la difesa a tre, portando un terzino e un centrocampista sulla linea avversaria. La squadra è nata per giocare con la difesa a quattro, ma toccherà a me mettere i ragazzi nelle condizioni migliori».

Altri temi: Gol subiti e gestione della squadra

Pisacane ha concluso parlando della necessità di migliorare la solidità difensiva. «Abbiamo subito troppi gol, specialmente da situazioni da palla inattiva. Dobbiamo evitare questi errori, dispiace averli commessi, anche se la squadra in generale sta lavorando bene. Recuperando gli infortunati, mi auguro che possiamo tornare a essere solidi come nelle prime partite».

Il Cagliari si prepara a una sfida difficile contro la Lazio, ma con la determinazione di far bene e portare a casa punti importanti. Pisacane è pronto a fare affidamento sulla grinta e la volontà della sua squadra per affrontare il difficile compito.

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Criscito sicuro: «Genoa, ora è tempo di rimboccarsi le maniche! Ai tifosi posso dire una cosa»

Criscito: «Non c’è tempo per le emozioni, la maglia del Genoa va onorata»

Domenico Criscito è una figura emblematica del Genoa, e nel corso della sua carriera ha sempre mostrato grande dedizione e attaccamento alla maglia rossoblù. A pochi giorni dal termine della sua avventura calcistica con il club ligure, il capitano ha voluto fare il punto sulla sua carriera e sul significato di indossare la maglia del Genoa. «Non c’è tempo per le emozioni», ha dichiarato Criscito, che ora ha un obiettivo preciso: onorare la maglia fino all’ultimo momento, senza rimpianti.

L’Addio di Criscito: Un Capitano con il Cuore Rossoblù

Domenico Criscito ha sempre rappresentato una delle colonne portanti della difesa del Genoa, con una carriera che lo ha visto protagonista in numerose stagioni della Serie A. Il difensore, che ha indossato la maglia rossoblù in diverse occasioni, ha vissuto momenti di grande gioia ma anche periodi difficili. Ma, nonostante tutto, il suo attaccamento al Genoa è sempre stato incrollabile. In vista della sua ultima stagione con il club, Criscito ha voluto esprimere il suo impegno per il finale di carriera: «La maglia del Genoa va onorata, non c’è spazio per le emozioni, bisogna pensare solo a dare tutto per questa squadra».

Il Messaggio di Criscito al Genoa e ai Tifosi

Il capitano rossoblù ha voluto anche ringraziare i tifosi del Genoa per l’affetto ricevuto nel corso degli anni. «Il legame con i tifosi è qualcosa che va oltre il calcio. Siamo una grande famiglia e questo legame mi ha dato sempre una forza incredibile», ha detto Criscito. Nonostante il suo imminente addio al calcio giocato, il difensore ha ribadito di voler chiudere la sua carriera con dignità e professionalità, dando il massimo fino all’ultimo minuto.

Il Genoa sta attraversando una fase importante della sua stagione e Criscito, pur essendo vicino alla fine della sua carriera, ha un ruolo cruciale nello spogliatoio. Il suo esempio di dedizione e spirito di sacrificio è fondamentale per il gruppo, soprattutto per i giocatori più giovani, che possono imparare molto da un leader come lui.

Un Capitano che Non Dimentica

Criscito ha dato tanto al Genoa e ai suoi tifosi, ed è certo che il suo nome rimarrà nella storia del club. Nonostante l’emozione per il suo addio, il difensore ha ribadito che, per lui, il lavoro e la responsabilità di onorare la maglia sono le priorità. Il capitano, infatti, ha sempre preferito parlare con i fatti, sul campo, piuttosto che cedere alle emozioni. La sua eredità sarà difficile da eguagliare, ma il Genoa potrà sempre contare sul ricordo di un grande campione che ha dato tutto per la sua squadra.

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Vanoli Fiorentina, il tecnico era in cima alla lista con Pradè ds. Ora il passo indietro del dirigente ha cambiato tutto. Le ultimissime sulla panchina

Vanoli Fiorentina, il tecnico era il preferito di Pradè. L’ex Torino resta comunque in corsa, ma tutto può succedere dopo il Lecce.

La situazione in casa Fiorentina continua a essere in costante evoluzione, e il futuro della panchina viola resta più incerto che mai. Negli ultimi giorni, il nome di Paolo Vanoli è tornato prepotentemente al centro delle discussioni come possibile successore dell’attuale tecnico. Prima del terremoto Pradè, infatti, Vanoli Fiorentina era considerato il candidato principale per guidare la squadra nella prossima stagione, grazie alla sua esperienza e alla conoscenza del calcio italiano, oltre al legame con i giovani talenti del vivaio.

Vanoli Fiorentina: perché era in cima alla lista

L’ex tecnico e giocatore, noto per la sua capacità di valorizzare i giovani e di costruire squadre organizzate e aggressive, era il nome in cima alla lista dei dirigenti viola. La sua candidatura era considerata solida, soprattutto in un momento in cui l’ipotesi di un ritorno di Palladino aveva già incontrato resistenze e una certa freddezza da parte della dirigenza. Vanoli Fiorentina, invece, rappresentava una soluzione credibile e con una visione a lungo termine, capace di garantire continuità e stabilità in un contesto che aveva bisogno di certezze.

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Le ultime novità sul futuro della panchina

Tuttavia, le recenti vicende legate alla gestione tecnica e alle scelte societarie hanno rimesso tutto in discussione. Come riportato dal Corriere Fiorentino, la situazione è in rapida evoluzione e nessuna ipotesi può più essere considerata definitiva. Anche Vanoli Fiorentina, che fino a pochi giorni fa sembrava vicino all’accordo, deve ora confrontarsi con nuovi scenari e possibili alternative, in un contesto che resta fluido e incerto.

Il punto di forza di Vanoli

Uno degli elementi che rende la candidatura di Vanoli particolarmente interessante è la sua capacità di coniugare esperienza e attenzione ai giovani. La Fiorentina, società da sempre attenta al settore giovanile e alla crescita dei talenti, potrebbe trarre grandi benefici dalla gestione di un tecnico come Vanoli, capace di costruire un progetto ambizioso ma sostenibile. La sua conoscenza del calcio italiano e la reputazione positiva tra i giocatori sono elementi che lo rendono ancora oggi un nome di spicco per la panchina viola.

In sintesi, Vanoli resta un’opzione concreta per la dirigenza, anche se il futuro rimane tutto da scrivere. La società dovrà prendere decisioni importanti nelle prossime settimane, valutando con attenzione le alternative e cercando di garantire stabilità a una squadra che vuole ritrovare competitività e continuità nel prossimo campionato.

Infortunio Kelly, la Juventus spera nel recupero immediato del suo difensore: come sta il centrale inglese e quando dovrebbe rientrare

Infortunio Kelly, la Juventus spera di poter recuperare il difensore in poco tempo vista anche l’emergenza che c’è in quel ruolo.

L’esordio di Luciano Spalletti sulla panchina della Juventus è stato segnato da una vera emergenza difensiva, e la situazione non sembra migliorare. A complicare i piani del tecnico, infatti, si aggiunge l’infortunio di Kelly, che continua a preoccupare lo staff bianconero. Dopo aver saltato la trasferta di Cremona, il difensore inglese è in forte dubbio anche per la prossima sfida, fondamentale per la stagione juventina. Come riportato da La Gazzetta dello Sport, l’ex Bournemouth sta affrontando un problema fisico che rischia di tenerlo fuori per un periodo più lungo del previsto.

Infortunio Kelly: aggiornamenti sulle condizioni del difensore

La mancata convocazione di Kelly per la prima di Spalletti non è stata una scelta tecnica, ma una diretta conseguenza del suo infortunio di Kelly. Inizialmente si era parlato di semplice affaticamento muscolare, ma le ultime informazioni parlano di un fastidioso mal di schiena, capace di comprometterne la disponibilità. Questa assenza aggrava ulteriormente una difesa già in emergenza, con Bremer e Cabal indisponibili e la squadra costretta a reinventare la linea difensiva.

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Fino a poco tempo fa, Lloyd Kelly era un punto fermo del reparto difensivo: presente in tutte le partite stagionali, il centrale inglese era diventato una vera guida per un reparto orfano dei suoi titolari. La sua assenza ha costretto Spalletti a schierare soluzioni alternative, come l’adattamento di Koopmeiners nel ruolo di braccetto sinistro, una mossa necessaria ma non ideale per la continuità della squadra.

Infortunio Kelly: rischio anche per le prossime sfide

Ora l’attenzione è tutta rivolta al prossimo impegno in Champions League, quando la Juventus affronterà lo Sporting Lisbona all’Allianz Stadium. La presenza di Kelly per questo match è ancora incerta: lo staff medico valuta il recupero giorno per giorno, senza voler rischiare peggioramenti, vista la delicatezza del mal di schiena che ne ha causato l’infortunio di Kelly.

Spalletti incrocia le dita: perdere Kelly per la seconda partita consecutiva sarebbe un colpo durissimo, costringendo il tecnico a confermare l’assetto d’emergenza già visto a Cremona, con Koopmeiners o il trio Gatti-Rugani-Kalulu. Il recupero del difensore inglese resta quindi cruciale per ridare solidità a una difesa in difficoltà e per affrontare un periodo decisivo della stagione bianconera. La Juventus attende con ansia aggiornamenti sulle condizioni di Kelly, consapevole che la sua disponibilità può fare la differenza.

Verona Inter, Zanetti: «Affrontiamo una squadra molto forte. Noi dobbiamo pensare alla prestazione. Ecco cosa ho chiesto ai miei giocatori»

Verona Inter, le dichiarazioni di Paolo Zanetti a pochi minuti dal match del ‘Bentegodi’. Cosa ha detto il tecnico degli scaligeri.

A pochi minuti dalla sfida fra Verona ed Inter Paolo Zanetti, tecnico degli scaligeri, ha parlati ai microfoni di Dazn.

INTER – «Incontriamo una squadra prima in tutti i parametri, tra le top cinque in Europa. Noi dobbiamo pensare alla nostra prestazione e mettere in campo tutto quello che abbiamo. Lo abbiamo già fatto, e oggi dobbiamo rifarlo contro l’Inter».

OBIETTIVO DELLA GARA – «I miei giocatori cosa devono fare? Devono portare a casa i punti. Stiamo cercando di costruire un’identità chiara, anche se la classifica non ci piace. La squadra ha dimostrato potenzialità, ci crede: dobbiamo tenere d’occhio il nostro cammino ed essere più precisi per fare gol». LEGGI LE DICHIARAZIONI COMPLETE SU INTERNEWS24.COM

Verona Inter, Chivu: «La continuità non è mai scontata. E noi possiamo fare ancora meglio di quanto visto fino ad oggi. Su Bonny e Sucic dico che…»

Verona Inter, Chivu a pochi minuti dal match del Bentegodi ha parlato ai microfoni di Dazn. Ecco le parole del tecnico nerazzurro.

Cristian Chivu, allenatore dell’Inter, ha parlato ai microfoni di Dazn a pochi minuti dalla sfida contro il Verona.

PRESTAZIONE – «La reazione non è mai scontata, come non lo è la continuità. Bisogna avere una buona prestazione anche oggi, forse aggiungere qualcosa perché sta nel nostro DNA quello di poter far meglio».

BONNY E SUCIC – «Sono bravi come lo è anche Luis Henrique, come lo sono altri giovani come Pio Esposito e lo stesso Diouf, anche se abbiamo avuto poco modo di vederlo arriverà anche il suo tempo. Ho un gruppo di giocatori fantastici che mettono tutto quello che hanno a disposizione del gruppo e continuano a credere nel nostro progetto e nel nostro sogno». LEGGI LE DICHIARAZIONI COMPLETE DI CHIVU SU INTERNEWS24.COM

Hernanes ripercorre la sua carriera in Italia: dalla Lazio all’Inter passando anche per la sua esperienza con la Juventus

Hernanes in una lunga intervista a ‘La Gazzetta dello Sport’ ha ripercorso la sua carriera in Italia fra aneddoti, emozioni e anche qualche piccolo particolare.

Intervistato dalla Gazzetta dello Sport, Hernanes si è raccontato, tornando sui momenti più importanti della sua carriera, a partire dall’addio alla Lazio fino all’esperienza all’Inter e oltre.

Riguardando il suo passaggio dalla Lazio, Hernanes confessa l’emozione provata: «Il mio addio alla Lazio? Lo ricordo con grande emozione. Tre anni e mezzo straordinari, il mio miglior calcio. Quando decisi di partire, sapevo che era il momento giusto, ma lasciare la Lazio fu davvero doloroso. Ricordo un episodio: avevo promesso a un ragazzo di regalargli le mie scarpe, e quando me lo disse scoppiammo a piangere. Nei giorni successivi ricevetti migliaia di messaggi dai tifosi, ne salvai molti e li conserverò per sempre».

Parlando del suo approdo all’Inter, Hernanes lo definisce un’esperienza formativa: «Arrivai all’Inter con l’idea di restare a lungo e vincere lo scudetto. Non andò come speravo. L’unico rimpianto? Aver esultato con una capriola all’Olimpico contro la Lazio, anche se fu solo un gesto di gioia. Il mio addio alla Lazio aveva segnato un momento emotivo forte». L’ex centrocampista brasiliano sottolinea come l’esperienza a Milano gli abbia permesso di crescere e adattarsi a nuove responsabilità in campo.

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Sul periodo alla Juventus, Hernanes ricorda: «La Juve era una vera e propria azienda. Allegri mi fece fare il regista, ruolo che inizialmente non mi piaceva, ma che cambiò la mia visione del calcio. La squadra era incredibile, soprattutto la BBC in difesa e le scintille tra Chiellini e Mandzukic. Ricordo Higuain: dopo un mese di precampionato senza gol, segnò tre reti in tre minuti in una partitella. Un fenomeno. Lasciai la Juventus per andare in Cina perché ero fuori dai piani di Allegri».

Non mancano i momenti più dolorosi: Hernanes cita il 7-1 subito dal Brasile nella semifinale del Mondiale 2014 contro la Germania. «Sottovalutammo i tedeschi e dipendevamo troppo da Neymar. Fu una lezione di umiltà», spiega.

Infine, sul tema della valutazione della sua carriera, Hernanes afferma di non sentirsi sottovalutato: «All’Inter fui pagato 15 milioni, una cifra giusta per quel periodo, ma con i valori odierni sarei costato molto di più».

Dalla Lazio all’Inter, passando per la Juventus e il Mondiale, Hernanes traccia così un percorso di emozioni, scelte e consapevolezza, confermandosi come uno dei centrocampisti più intelligenti e apprezzati del calcio italiano recente.

Verona Inter, le formazioni ufficiali: le scelte di Zanetti e Chivu per il match del ‘Bentegodi’

Verona Inter, le formazioni ufficiali. Zanetti e Chivu hanno reso note le scelte per il match delle 12:30. Non mancano le sorprese fra i nerazzurri.

Verona ed Inter aprono la domenica di Serie A. I nerazzurri devono vincere per accorciare ancora di più sul Napoli. Gli scaligeri sono a caccia di una impresa per provare a lasciare la zona rossa della classifica.

VERONA (3-4-2-1): Montipò; Nelsson, Bella-Kotchap, Bradaric; Belghali, Bernede, Gagliardini, Akpa-Akpro, Frese; Giovane, Gift-Orban. Allenatore: Paolo Zanetti

INTER (3-5-2): Sommer; Akanji, Bisseck, Bastoni; Luis Henrique, Zielinski, Calhanoglu, Sucic, Carlos Augusto; Lautaro Martinez, Bonny. Allenatore: Cristian Chivu

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Zaniolo Udinese, il giocatore italiano sta ritornando ai suoi livelli. Le prestazioni gli consentiranno di ritornare a vestire la maglia della Nazionale?

Zaniolo Udinese, il giocatore sta sempre diventando sempre più il trascinatore del club bianconero. Prestazioni di assoluto livello.

La vittoria dell’Udinese contro l’Atalanta ha un chiaro protagonista: Nicolò Zaniolo. Il gol decisivo è arrivato grazie a un bolide di prima intenzione, sotto la traversa, su assist perfetto di Kamara. Un gesto tecnico che ha siglato il match e ha confermato come l’arrivo di Zaniolo a Udine stia portando nuova linfa alla squadra. La prestazione del numero dieci non è stata solo una questione di talento: dietro c’è impegno, dedizione e la volontà di integrarsi completamente nel progetto bianconero.

Arrivato all’Udinese, Zaniolo ha dimostrato umiltà e professionalità. Ha accolto le regole del tecnico Runjaic, mettendosi subito al servizio della squadra. Non è stato un semplice acquisto di prestigio: l’ex Roma e Galatasaray ha mostrato la determinazione di chi vuole crescere, lavorando in silenzio e cercando di ripagare la fiducia della società. Questo approccio ha subito creato sintonia con i compagni e con l’allenatore, facilitando l’inserimento in un gruppo già consolidato.

La partita contro l’Atalanta ha rappresentato un punto di svolta nella stagione dell’Udinese. Zaniolo ha saputo farsi trovare pronto nei momenti chiave, incidendo non solo con il gol, ma anche con giocate di qualità, dribbling efficaci e capacità di tenere palla. La sua presenza ha dato alla squadra più dinamismo e pericolosità in avanti, elementi che erano mancati in precedenza. La rinascita di Zaniolo, quindi, coincide con un passo avanti della squadra friulana: i punti conquistati contro una delle squadre più competitive della Serie A evidenziano come l’ex romanista possa davvero fare la differenza.

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Inoltre, la fiducia che Zaniolo sta costruendo all’Udinese è un fattore fondamentale per il prosieguo della stagione. Il giocatore ha dimostrato di saper reagire alle difficoltà e di voler rilanciare la propria carriera con determinazione. La combinazione tra talento naturale e mentalità professionale lo rende uno dei punti di riferimento della squadra. I tifosi bianconeri, così, possono iniziare a vedere in lui non solo un grande acquisto, ma anche un leader tecnico capace di cambiare l’inerzia di una partita.

In sintesi, l’esperienza di Zaniolo si conferma positiva: gol decisivo, prestazioni di qualità e integrazione perfetta nel gruppo. Il futuro della squadra passa anche attraverso il contributo di Zaniolo, che sta lentamente riconquistando fiducia e continuità, diventando un vero protagonista del progetto bianconero. La partita contro l’Atalanta ha rappresentato solo il primo passo di una stagione che potrebbe vedere l’ex romanista al centro delle fortune dell’Udinese.

Calciomercato Milan, a gennaio arriverà un attaccante. Tanti i profili sul taccuino di Tare, ma c’è un nome che continua ad essere in cima alla lista

Calciomercato Milan, i rossoneri a gennaio prenderanno un attaccante e c’è un profilo che continua ad interessare molto al club meneghino.

La sfida di stasera tra Milan e Roma a San Siro non è soltanto un big match di campionato: porta con sé anche un forte retrogusto di calciomercato del Milan. Nel corso degli anni, i due club hanno spesso intrecciato le proprie strategie di mercato, con l’ultimo esempio concreto rappresentato dallo scambio di prestiti tra Alexis Saelemaekers e Tammy Abraham, che ha evidenziato la capacità delle società di trovare soluzioni condivise.

Guardando al futuro, l’asse Milano-Roma potrebbe animarsi nuovamente già a gennaio. La Repubblica ha parlato de “Il gioco dei 9”, sottolineando come il prossimo mercato invernale possa vedere nuovi movimenti tra le due società. E il tema principale resta il reparto offensivo, dove sia il Milan sia la Roma cercano rinforzi concreti per migliorare le proprie soluzioni in attacco.

Calciomercato Milan, Giménez-Dovbyk: un’idea che ritorna

Una delle trattative più interessanti sul tavolo è quella che vede protagonisti Santiago Giménez e Artem Dovbyk. L’idea di uno scambio tra i due attaccanti era già stata valutata la scorsa estate, ma si era arenata per questioni legate all’inserimento di un’opzione di riscatto per il messicano, non accettata dal Milan. Oggi, con un dialogo ripreso tra i club, l’ipotesi torna d’attualità e potrebbe concretizzarsi nel prossimo calciomercato Milan, soprattutto se le prestazioni degli attaccanti attuali non dovessero convincere appieno le dirigenze.

Alternative e giovani talenti

Nel frattempo, il Milan non punta tutto su Dovbyk. La dirigenza rossonera sta infatti monitorando altri profili per rinforzare il reparto offensivo. Tra le alternative più concrete spiccano Joaquin Panichelli dello Strasburgo e Jonathan Burkardt dell’Eintracht Francoforte, due giocatori già osservati attentamente dagli scout del club meneghino.

Non solo mercato immediato: il Milan guarda anche al futuro, con l’occhio rivolto ai giovani di prospettiva. Uno dei nomi più interessanti è Kader Meité, classe 2007 del Rennes, autore fin qui di un gol e un assist in nove partite con i rossoneri francesi. Il giovane franco-ivoriano rappresenta un’opzione di grande prospettiva e potrebbe rientrare nei piani futuri del club, sia in ottica prima squadra sia per il lavoro di sviluppo nel settore giovanile.

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In sintesi, il prossimo calciomercato del Milan si annuncia intenso e strategico: tra possibili scambi con la Roma, alternative già individuate e talenti emergenti da seguire, i rossoneri cercano soluzioni per rinforzare l’attacco e costruire una squadra competitiva per il presente e il futuro. La partita di stasera non è solo una sfida sul campo, ma anche un’occasione per osservare da vicino quei giocatori che potrebbero diventare protagonisti nei prossimi movimenti di mercato.

Como, la maledizione dei rigori: l’errore di Morata conferma il trend negativo per la squadra di Fabregas. Ecco le ultime

Como, i lariani stanno facendo davvero molta fatica dal dischetto. Una maledizione a cui Fabregas deve porre fine in qualche modo.

Il Como continua a trascinarsi dietro un curioso e amaro primato in Serie A: quello dei rigori sbagliati. Con l’ultimo errore di Álvaro Morata nella sfida contro il Napoli al Diego Armando Maradona, la formazione lariana ha raggiunto quota sei penalty consecutivi falliti nel massimo campionato, consolidando una statistica che ormai appare quasi come una maledizione dal dischetto.

La serie negativa del Como affonda le radici lontano, addirittura nella stagione 2002-2003, l’ultima disputata dai lariani in Serie A prima del ritorno nella massima serie della scorsa stagione. In quell’annata, tre rigori sbagliati aprirono una sequenza che nessuno avrebbe immaginato potesse durare oltre vent’anni. Il primo errore fu di Nicola Caccia, che fallì contro il Parma il 9 febbraio 2003. Poi toccò a Nicola Amoruso contro l’Inter il 16 marzo 2003, e nuovamente allo stesso Amoruso contro il Modena il 27 aprile 2003. Una serie di episodi che sembrava destinata a rimanere storia, ma che il destino ha riportato in primo piano.

Dopo il ritorno del Como in Serie A, la “maledizione” è riemersa con forza. Nella scorsa stagione, Patrick Cutrone contro l’Udinese e Nico Paz contro il Lecce fallirono i loro tentativi dal dischetto, allungando la striscia negativa. Ieri, contro il Napoli, Morata, pur conquistandosi il penalty, si è fatto ipnotizzare dal portiere avversario Vanja Milinkovic-Savic, portando a sei i rigori consecutivi sbagliati dai lariani. Un dato che pesa psicologicamente sulla squadra e sui tifosi, che sperano in un’inversione di tendenza.

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Nonostante questo problema, il Como ha dimostrato solidità e carattere sul campo, strappando un punto prezioso a Napoli. Tuttavia, la difficoltà dal dischetto rimane evidente e rischia di condizionare alcune partite chiave. Proprio per questo, l’allenatore Fabregas potrebbe decidere di lavorare intensamente sugli undici metri in allenamento, cercando di spezzare la catena negativa e restituire fiducia ai calciatori.

I tifosi del Como, dal canto loro, incrociano le dita: dopo sei errori consecutivi, è arrivato il momento che la fortuna cambi e che i rigori tornino a sorridere ai colori lariani. La squadra, consapevole delle difficoltà, continuerà a lottare in campo e a cercare punti preziosi, sperando che la “maledizione dei rigori” possa finalmente interrompersi.

Genoa, chi dopo Vieira? Il casting per il tecnico è aperto. Sono quattro i profili al vaglio della società. E attenzione anche ad una pista estera

Genoa, prosegue la ricerca del nuovo allenatore. Sono quattro i nomi vagliati dalla società. Ma non sono escluse delle sorprese.

Ieri si è chiuso un capitolo importante per il Genoa: l’addio di Vieira alla guida tecnica ha aperto ufficialmente il toto panchina. Ora la società deve decidere come muoversi per trovare un nuovo allenatore in grado di guidare la squadra nella parte cruciale della stagione. La Gazzetta dello Sport ha provato a delineare diversi scenari, sottolineando che il futuro del Genoa potrebbe dipendere da scelte sia interne sia esterne.

Per il momento, la gestione del club sarà affidata a una coppia di fatto: Murgita e Criscito. I due, che oggi terranno la conferenza stampa prima della partita di domani contro il Sassuolo a Reggio Emilia, potrebbero rimanere in carica anche oltre questo impegno. La loro presenza temporanea garantisce continuità e una certa stabilità in un momento delicato per il Genoa, mentre la dirigenza lavora dietro le quinte per individuare il nuovo tecnico.

Sul fronte degli allenatori, diversi nomi circolano come possibili candidati per la panchina del Genoa. Tra questi figurano De Rossi, Palladino, Vanoli e Gotti, tutti profili considerati affidabili dalla società per affrontare le prossime sfide. È probabile che la decisione finale venga presa solo dopo la gara al Ferraris contro la Fiorentina, un match che potrebbe rappresentare un punto di svolta sia per la classifica sia per le scelte tecniche. La pausa del campionato, immediatamente successiva, potrebbe offrire il tempo necessario per definire il nuovo progetto tattico e gestionale della squadra.

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In parallelo, l’arrivo del nuovo direttore sportivo Lopez, nominato ufficialmente ieri, introduce un elemento di incertezza e di potenziale sorpresa per il Genoa. Il ds potrebbe infatti proporre un nome estero, capace di portare una visione diversa e innovativa alla squadra. Questa mossa, se confermata, segnerebbe un cambiamento importante nella gestione tecnica del club, aprendo scenari che fino a poche settimane fa sembravano improbabili.

Insomma, il futuro del Genoa passa ora attraverso una combinazione di stabilità temporanea e scelte strategiche per il lungo periodo. La società dovrà bilanciare la necessità di continuità con la ricerca di un tecnico capace di imprimere una svolta immediata alle prestazioni della squadra. Tra la gestione provvisoria di Murgita e Criscito, la possibile decisione dopo il match contro la Fiorentina e il possibile colpo estero del ds Lopez, il Genoa vive un momento di transizione che potrebbe ridefinire le ambizioni della stagione in corso.

Bologna, Freuler inamovibile a centrocampo: Italiano deve sciogliere un ballottaggio a tre per affiancarlo. C’è un grande favorito fra i rossoblù

Bologna, Freuler è inamovibile nel club felsineo. Ma Italiano è chiamato a sciogliere le riserve per ritrovare i tre punti e rilanciarsi.

Con una stagione così intensa, il Bologna deve gestire al meglio le rotazioni, soprattutto a centrocampo, dove Remo Freuler è il giocatore di movimento più impiegato dalla squadra. Dopo aver osservato dalla panchina i primi 67 minuti della partita contro il Torino, Freuler è pronto a tornare titolare nella sfida di oggi contro il Parma, a conferma del ruolo centrale che ricopre nel progetto tecnico di Bologna.

Tre candidati per una maglia

Con Freuler confermato in mezzo al campo, il tecnico dovrà scegliere il compagno di reparto. Attualmente, i candidati sono tre: Ferguson, Nikola Moro e Tommaso Pobega. Sullo sfondo c’è anche Sulemana, rientrato in gruppo da circa tre settimane: l’attaccante potrebbe scendere in campo solo per spezzoni di partita, se le condizioni fisiche lo permetteranno.

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Le possibilità dei tre centrocampisti titolari per la partita tra Parma e Bologna sono equilibrate. Contro il Torino, Italiano ha schierato Ferguson e Moro dall’inizio, lasciando Pobega in panchina. La scelta del tecnico mantiene alta la competizione tra i giocatori, incentivando un ritmo elevato anche negli allenamenti. Pobega, dopo essere partito titolare nella prima giornata contro la Roma, ha avuto poco spazio, collezionando solo quattro subentri e diverse panchine. Per tornare tra i titolari, l’ex Milan e Torino dovrà superare la concorrenza di Ferguson e Moro, e attualmente sta lavorando intensamente per guadagnarsi più minuti sul campo.

Nikola Moro in pole

Tra i tre candidati, al momento sembra che Nikola Moro abbia un leggero vantaggio per partire titolare. Il centrocampista croato sta trovando continuità di rendimento e, quando è sceso in campo dall’inizio, il Bologna non ha mai perso: in campionato sono arrivate tre vittorie e due pareggi, mentre in Europa League il successo a Bucarest contro lo Steaua ha confermato la sua importanza.

Questi dati lo rendono il favorito per la maglia da titolare, anche se la possibilità di sorprese rimane concreta. Ferguson e Pobega possono ancora aspirare a un posto da titolare, soprattutto se Italiano deciderà di cambiare assetto tattico o di sorprendere l’avversario. In ogni caso, la gestione del centrocampo sarà fondamentale per le ambizioni stagionali del Bologna, che punta a mantenere stabilità e qualità in tutte le competizioni.

Con la rotazione studiata attentamente e l’impiego strategico di Freuler, Moro, Ferguson e Pobega, il Bologna affronta le prossime sfide con la possibilità di sfruttare al meglio il proprio potenziale e mantenere alta la competitività.

Juric Atalanta, esonero possibile? Le due partite per il tecnico croato dovrebbero essere decisive. L’indiscrezione

Juric Atalanta: tra difficoltà e scelte decisive, il futuro si decide nelle prossime settimane. L’esonero è una possibilità da tenere in considerazione.

L’Atalanta sta attraversando un periodo complicato: la squadra non riesce a vincere dal 30 settembre, e lo scudo dell’imbattibilità stagionale è ormai caduto. L’allenatore Ivan Juric Atalanta si trova di fronte a sfide decisive nei prossimi otto giorni, con due partite chiave contro Marsiglia e Sassuolo che potrebbero dire molto sul futuro della squadra e sulla sua permanenza a Bergamo.

Secondo quanto riportato da La Gazzetta dello Sport, Juric ha ammesso di aver visto per la prima volta un’Atalanta negativa. Una constatazione che mette in evidenza come il percorso del tecnico stia incontrando ostacoli imprevisti rispetto alle stagioni precedenti. Nonostante ciò, la figura di Gasperini resta una presenza ingombrante nella storia del club, e il confronto con il passato risulta inevitabile.

Il problema principale della squadra, secondo le analisi degli esperti, è la perdita della sua identità offensiva. L’Atalanta non sembra più la macchina da calcio rapido e incisivo che aveva contraddistinto le gestioni precedenti: gli attaccanti vengono schierati numerosi ma raramente messi in condizione di segnare, e la squadra appare spesso spenta atleticamente. Una situazione che, nelle parole dei commentatori, nulla ha a che vedere con lo spirito gasperiniano, basato su intensità, pressing e fluidità offensiva.

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Per Juric, l’obiettivo immediato è trovare soluzioni concrete che permettano alla sua Atalanta di ritrovare equilibrio e competitività. La sfida contro il Marsiglia in Europa League sarà un banco di prova importante: il tecnico cercherà di ritrovare motivazioni e ritmo, puntando su una squadra più compatta e pronta a creare occasioni. Successivamente, il confronto interno con il Sassuolo offrirà un ulteriore indicatore sulla capacità del gruppo di rispondere alle difficoltà.

Il futuro di Juric all’Atalanta non dipende solo dai risultati immediati, ma anche dalla percezione di una squadra che deve ritrovare entusiasmo e identità. La pressione è alta, ma il tecnico conta sull’esperienza e sulla determinazione dei suoi giocatori per superare questo momento critico.

In sintesi, la situazione dell’Atalanta sotto Juric è complessa: serve un cambio di passo sia sul piano fisico che mentale. Marsiglia e Sassuolo saranno due veri e propri crocevia: da questi incontri dipenderà non solo la classifica, ma anche la valutazione complessiva del lavoro di Juric , chiamato a riportare la squadra su binari vincenti e a ridare fiducia a una tifoseria sempre esigente.

Infortuni Napoli, Conte è in emergenza: il tecnico dei partenopei deve verificare le condizioni di quei due giocatori per la sfida di Champions League

Infortuni Napoli: i dubbi su Gilmour e Spinazzola in vista della Champions. Le ultime sulle condizioni dei due giocatori dopo ieri.

Il Napoli deve lasciarsi alle spalle lo 0-0 casalingo contro il Como e concentrarsi subito sulla prossima sfida europea. Martedì sera, la squadra guidata da Antonio Conte affronterà l’Eintracht Francoforte in una partita già decisiva per il prosieguo del cammino in Champions League. Tuttavia, la preparazione al match è condizionata dai recenti infortuni Napoli che hanno interessato due giocatori chiave della rosa.

Durante l’incontro contro il Como, sia Billy Gilmour sia Leonardo Spinazzola hanno dovuto abbandonare il campo per problemi fisici. Il centrocampista scozzese è stato sostituito a causa di un guaio muscolare, mentre il terzino sinistro continua a convivere con fastidi al pube, un problema che si trascina da diverso tempo. L’entità degli infortuni lascia aperti molti interrogativi in vista della trasferta tedesca: al momento, la presenza di Gilmour contro l’Eintracht appare molto improbabile, mentre Spinazzola potrebbe quantomeno figurare tra i convocati.

Secondo le ultime notizie del club, Stanislav Lobotka è pienamente recuperato e dovrebbe partire dal primo minuto contro i tedeschi. Il regista slovacco rappresenta quindi una pedina fondamentale per Conte, che punta a un Napoli aggressivo e ordinato per conquistare i tre punti e alimentare la speranza di qualificazione ai play-off di Champions.

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Per quanto riguarda Spinazzola, la situazione è più complessa. L’ex Roma continua a ricevere cure mirate e a sostenere sedute di allenamento personalizzate. Antonio Conte ha comunque avuto riscontri positivi dalle prestazioni di Miguel Gutierrez, che potrebbe fungere da alternativa valida qualora il terzino non dovesse essere disponibile al 100%. La decisione finale sulle convocazioni arriverà nella giornata di domenica 2 novembre, quando lo staff medico valuterà le condizioni sia di Spinazzola sia di Gilmour.

I recenti infortuni del Napoli mettono in luce quanto la rosa sia attualmente vulnerabile e quanto sia importante gestire al meglio i giocatori chiave per gli impegni ravvicinati. L’attenzione della società è massima, poiché il club vuole arrivare al match contro l’Eintracht nelle migliori condizioni possibili, evitando ulteriori stop che compromettano il cammino europeo.

In sintesi, il Napoli deve fare i conti con alcune assenze forzate ma anche confidare nei rientri di Lobotka e nella disponibilità, almeno parziale, di Spinazzola. La sfida di martedì rappresenta un vero e proprio banco di prova: gestire gli infortuni del Napoli sarà decisivo per mantenere vive le speranze di qualificazione e proseguire la stagione europea con ambizioni concrete.

Fiorentina, da lunedì sarà rivoluzione: Commisso dovrà scegliere il nuovo direttore sportivo. E su Pioli…

Fiorentina in crisi: addio Pradè alla vigilia dello scontro salvezza col Lecce. E per il ruolo di direttore sportivo il casting è aperto.

La Fiorentina vive ore di grande tensione e incertezza. Alla vigilia di una sfida cruciale contro il Lecce, definita “da vita o morte” dopo la sconfitta con l’Inter, il club viola è scosso dall’addio del direttore sportivo Daniele Pradè, che ieri ha rassegnato le dimissioni. La decisione, maturata dopo una notte tormentata, è stata accolta dalla società con favore, ma segna il primo atto di una crisi interna che potrebbe non essere isolata.

Il malumore a Firenze si è tradotto anche in manifestazioni di protesta diffuse in città: la Curva Fiesole ha affisso striscioni polemici contro la società, l’allenatore e persino il Comune, accusato di ritardi nei lavori di ristrutturazione dello stadio Artemio Franchi. Il dissenso dei tifosi viola si è fatto sentire con forza, in linea con lo stato d’animo di una comunità che appare sempre più delusa dai risultati sul campo.

In una nota ufficiale, la Fiorentina ha comunicato: «La società, di comune accordo, ha interrotto in data odierna il rapporto professionale con il direttore sportivo Daniele Pradè. Il presidente Rocco Commisso, insieme a sua moglie Catherine e al direttore generale Alessandro Ferrari, ringraziano Pradè per gli anni trascorsi insieme con passione e professionalità».

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La tempistica dell’addio, a poche ore dalla sfida col Lecce, rende la situazione ancora più delicata. Pradè ha voluto comunicare personalmente la propria decisione ai giocatori e a Stefano Pioli presso il centro sportivo di Bagno a Ripoli, sottolineando la necessità di una reazione immediata della squadra. I numeri parlano chiaro: 4 punti conquistati in 9 partite, un rendimento assolutamente insufficiente, soprattutto considerando gli investimenti sul mercato estivo, pari a 92 milioni di euro.

Al momento, la gestione tecnica è affidata a Goretti, già vice di Pradè, mentre la società valuta nomi per sostituire il direttore sportivo: tra i papabili figurano Giuntoli, Petrachi, Meluso e Macia. La partita contro il Lecce, in programma alle 15, assume quindi un significato cruciale: non solo per la classifica, ma anche per la credibilità e la stabilità interna della Fiorentina.

Il club viola è chiamato a reagire immediatamente, trovando punti e serenità, per evitare che una crisi iniziata fuori dal campo si rifletta ulteriormente sui risultati. La sfida col Lecce sarà il primo banco di prova per capire se la Fiorentina è capace di risollevarsi e riprendere il cammino verso la salvezza senza ulteriori tensioni interne.

Sampdoria, contro il Mantova è vietato sbagliare: Gregucci è orientato a confermare il 3-5-2. Le ultime sulle possibili scelte del tecnico dei doriani

Sampdoria Mantova, match decisivo al Ferraris: i blucerchiati cercano la svolta in Serie B. Le ultimissime sul match delle 19:30.

Lo stadio Luigi Ferraris di Genova si prepara a una serata di grande calcio e tensione. Alle 19:30 la Sampdoria affronta il Mantova in una sfida che potrebbe rappresentare un vero crocevia per la stagione. I blucerchiati, reduci da prestazioni in crescita ma ancora in cerca di continuità, hanno bisogno di una vittoria per rilanciarsi nella parte medio-alta della classifica di Serie B e ritrovare entusiasmo tra i tifosi.

Sampdoria, equilibrio e identità nel 3-5-2

Il tecnico Angelo Gregucci sembra aver individuato nella formula del 3-5-2 la chiave per restituire equilibrio e solidità alla Sampdoria. Il modulo, già collaudato nelle ultime giornate, permette di proteggere meglio la difesa e allo stesso tempo garantire ampiezza e qualità in fase di costruzione. Secondo Tuttosport, l’assetto con tre centrali difensivi e un centrocampo denso consente di affrontare le partite con maggiore compattezza, elemento fondamentale in un torneo lungo e impegnativo come la Serie B.

Il lavoro tattico di Gregucci ha portato a una squadra più ordinata e capace di interpretare entrambe le fasi di gioco con maggiore maturità. Ora serve trasformare questa crescita strutturale in risultati concreti: il Ferraris attende segnali forti, e la Sampdoria sa che non può più permettersi passi falsi.

Continuità tecnica e fiducia nel gruppo

L’allenatore blucerchiato è orientato a confermare in blocco l’undici visto a Empoli, dando fiducia a chi ha mostrato spirito di sacrificio e disciplina tattica. La Sampdoria vuole costruire un’identità riconoscibile, basata su stabilità e coesione, due ingredienti fondamentali per affrontare un campionato equilibrato come la Serie B.

Il gruppo, pur giovane e ancora in crescita, sembra aver recepito i principi del tecnico, che punta su compattezza e mentalità collettiva per uscire dalle zone pericolose della classifica.

Il Mantova come test di maturità

L’avversario di giornata, il Mantova di Davide Possanzini, rappresenta un ostacolo insidioso. La squadra virgiliana ha dimostrato solidità e capacità di adattamento, e la Sampdoria dovrà affrontarla con la massima attenzione. Tre punti sarebbero fondamentali per rilanciare la corsa dei blucerchiati e restituire fiducia a un ambiente che non ha mai smesso di sostenere la squadra.

Il Ferraris, ancora una volta, sarà il teatro di una sfida che può segnare la rinascita della Sampdoria: una gara da vincere per il presente e per il futuro del club.

Calciomercato Inter, per quel giocatore è derby con il Milan. Le possibili mosse di Marotta per anticipare i rossoneri già a gennaio

Calciomercato Inter: occhi su Oumar Solet per la difesa del futuro. Ma c’è da superare l’ostacolo Milan. Le ultime sul centrale dell’Udinese.

Il calciomercato dell’Inter entra nel vivo con la dirigenza nerazzurra già proiettata verso la costruzione della rosa del futuro. Tra i reparti sotto osservazione c’è la difesa, settore che nei prossimi anni necessiterà di un ricambio generazionale. Con Francesco Acerbi e Stefan de Vrij in scadenza di contratto nel 2026 e un’età non più giovanissima, la società di Viale della Liberazione sta valutando diversi profili giovani ma già pronti per un salto in una grande squadra.

In cima alla lista dei desideri dell’Inter c’è Oumar Solet, difensore centrale francese attualmente in forza all’Udinese. Classe 2000, Solet è un giocatore moderno: fisico imponente, buona velocità e capacità di impostare l’azione da dietro. Queste caratteristiche lo rendono ideale per la difesa a tre di Cristian Chivu, che predilige centrali in grado di adattarsi a più ruoli. Come riportato da Tuttosport, l’interesse dell’Inter è concreto e risale già alla scorsa estate, quando i dirigenti avevano iniziato a seguirlo con particolare attenzione.

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Tuttavia, il calciomercato Inter dovrà fare i conti con la concorrenza. Sulle tracce del talento francese si è infatti inserito anche il Milan, pronto a dare battaglia ai cugini per assicurarsi il giocatore. I rossoneri vantano un rapporto privilegiato con l’agente di Solet, Gordon Stipic, lo stesso che sta negoziando in questi giorni il rinnovo di contratto di Alexis Saelemaekers fino al 2030. Questo legame potrebbe facilitare un eventuale dialogo tra Stipic e la dirigenza milanista, permettendo al club di via Aldo Rossi di tentare un colpo a sorpresa e soffiare l’obiettivo all’Inter.

Ma sul futuro di Solet pesa una questione extra-campo che rischia di frenare ogni trattativa. Il difensore è infatti coinvolto in un’indagine della Procura di Udine per presunta violenza sessuale, circostanza che ha indotto sia Inter che Milan a muoversi con grande cautela. Nessuno dei due club, al momento, intende affondare il colpo in attesa di conoscere gli sviluppi dell’inchiesta.

In casa Inter, dunque, Solet resta un nome in evidenza sul taccuino di Marotta e Ausilio, ma non l’unico. Il calciomercato dell’Inter continuerà a monitorare diversi giovani difensori europei, con l’obiettivo di garantire continuità e qualità a un reparto che, nei prossimi anni, dovrà rinnovarsi senza perdere solidità ed esperienza.

Cagliari, Pisacane ha un grande dubbio per la sfida contro la Lazio: ecco cosa filtra sulla possibile scelta del tecnico dei sardi

Cagliari: sfida impegnativa all’Olimpico contro la Lazio nel monday night di Serie A. Per Pisacane il grande dubbio riguarda Mina.

Tempo di trasferta importante per il Cagliari, che si prepara a vivere una serata di grande calcio nella capitale. Lunedì 3 novembre 2025, con fischio d’inizio alle 20:45, la squadra rossoblù affronterà la Lazio allo Stadio Olimpico di Roma nel monday night valido per la decima giornata di Serie A. Una partita dal peso specifico notevole per il gruppo allenato da Fabio Pisacane, deciso a riscattare la recente sconfitta casalinga e a dimostrare di poter competere ad alti livelli anche lontano dalla Sardegna.

Il Cagliari arriva a questo appuntamento con la consapevolezza di dover affrontare un avversario di qualità, ma anche con la fiducia di chi sa di poter mettere in difficoltà qualsiasi squadra con organizzazione e intensità. In queste ore, Pisacane sta definendo le ultime scelte tattiche in vista della rifinitura, da cui emergeranno gli undici titolari che scenderanno in campo all’Olimpico.

Una delle notizie più incoraggianti riguarda il rientro di Yerry Mina, difensore centrale colombiano che ha finalmente recuperato la migliore condizione fisica. Dopo essere rimasto in panchina contro il Sassuolo, l’ex Barcellona ed Everton è pronto a riprendersi un posto da titolare al centro della retroguardia. La sua presenza rappresenta un elemento chiave per il Cagliari, che potrà contare su un giocatore forte fisicamente, abile nel gioco aereo e capace di guidare il reparto difensivo con esperienza internazionale.

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Dal punto di vista tattico, la sfida tra Cagliari e Lazio si preannuncia interessante. I rossoblù dovranno essere bravi a contenere il possesso palla rapido e verticale tipico del gioco di Sarri, cercando di chiudere gli spazi centrali e ripartire con velocità. La solidità difensiva sarà fondamentale, così come la capacità di sfruttare le palle inattive e le occasioni in contropiede.

Per il Cagliari, questa partita non è soltanto un banco di prova tecnico, ma anche un test di carattere e maturità. Uscire con un risultato positivo dall’Olimpico significherebbe dare continuità al progetto di Pisacane e rafforzare la fiducia del gruppo in vista delle prossime sfide. I rossoblù vogliono dimostrare di poter essere protagonisti, affrontando la Lazio con coraggio, determinazione e spirito di squadra.

Infortuni Lazio, brutte notizie per Sarri: nessun recupero prima della sosta. Quei due giocatori hanno messo nel mirino la partita contro il Lecce

Infortuni Lazio: Sarri spera nella sosta per recuperare i suoi uomini. Il tecnico biancoceleste deve aspettare il 23 novembre per avere dei rientri.

Cagliari, Inter e poi la sosta. Maurizio Sarri continua a fare i conti con una situazione complicata sul fronte infortuni Lazio, ma guarda con fiducia alla pausa di due settimane dedicata alle nazionali. Il tecnico biancoceleste stringe i denti e spera che questo periodo possa finalmente segnare la fine dell’emergenza, consentendogli di recuperare elementi fondamentali in vista della ripresa del campionato.

Dopo la sosta, il 23 novembre, la Lazio tornerà in campo all’Olimpico contro il Lecce. L’obiettivo di Sarri è chiaro: avere più alternative e, soprattutto, poter contare di nuovo su Valentin Castellanos, uno dei giocatori più attesi nel rientro dagli infortuni.

Secondo quanto riportato dal Corriere dello Sport, il “Taty” è il più vicino al recupero completo. L’attaccante argentino ha quasi smaltito la lesione al retto femorale che lo tiene fermo dal match contro l’Atalanta e potrebbe tornare a disposizione subito dopo la sosta. Il suo ritorno darebbe nuova linfa all’attacco biancoceleste, apparso spesso privo di incisività nelle ultime settimane.

Tra le buone notizie sul fronte infortuni Lazio, c’è anche quella riguardante Nuno Tavares. Il terzino sinistro, alle prese con una lesione al soleo sinistro, sta approfittando della pausa per completare il recupero. Anche lui dovrebbe essere pronto per la sfida contro il Lecce, regalando a Sarri un’opzione importante sulla fascia.

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Diverso, invece, il discorso per gli altri acciaccati. Cancellieri dovrà attendere ancora: il giovane esterno offensivo ha bisogno di più tempo per ristabilirsi completamente e il suo rientro è previsto non prima di dicembre.

Sul fronte di Nicolò Rovella, la situazione è più delicata. Il centrocampista ex Monza sta seguendo una terapia conservativa per superare la pubalgia, un problema che lo tormenta da settimane. Il giocatore vorrebbe rientrare già contro l’Inter, ma lo staff medico biancoceleste non intende forzare i tempi. È probabile, dunque, che anche lui torni in campo solo dopo la sosta, nella gara interna contro il Lecce.

In conclusione, la pausa per le nazionali rappresenta un momento cruciale per risolvere gli infortuni della Lazio. Sarri spera di ritrovare un gruppo più completo e competitivo, pronto a ripartire con energie rinnovate nella seconda parte di stagione.

Juventus, buona la prima di Spalletti: il tecnico bianconero ha portato diverse novità non solo dal punto di vista tattico. E sul futuro…

Juventus, l’era Spalletti inizia tra emergenza e coraggio tattico. Inizia molto bene l’avventura del tecnico toscano con i bianconeri.

L’era di Luciano Spalletti sulla panchina della Juventus è cominciata nel modo più complesso possibile: una sola seduta d’allenamento completa e un’infermeria piena di nomi pesanti. La Juventus è infatti costretta a fare a meno di Bremer, Yildiz e Kelly, oltre a diversi giocatori non ancora al meglio della condizione. Eppure, l’esordio ufficiale a Cremona, terminato con una vittoria per 2-1, ha offerto subito segnali incoraggianti sul lavoro del nuovo tecnico.

Come evidenziato da La Gazzetta dello Sport, la “prima” di Spalletti è stata “buona” nonostante le difficoltà. Ciò che ha colpito maggiormente sono state due mosse tattiche a sorpresa, capaci di dare un’impronta immediata alla nuova Juventus.

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La mossa Koopmeiners

La prima intuizione di Spalletti riguarda Teun Koopmeiners, spostato in una posizione del tutto inedita. Il tecnico, che lo aveva presentato come mezzala o mediano, ha deciso di utilizzarlo come braccetto sinistro nella difesa a tre, accanto a Gatti e Kalulu. Una soluzione d’emergenza, nata dalle assenze nel reparto difensivo, ma che si è rivelata vincente.

Il centrocampista olandese, adattato con intelligenza, ha offerto solidità e qualità nell’impostazione, garantendo alla Juventus un’uscita pulita del pallone e una fase difensiva ordinata. Non è detto che diventi una scelta stabile, ma l’esperimento ha funzionato e ha mostrato la flessibilità tattica che Spalletti intende introdurre nella sua Juventus.

McKennie, il “tuttocampista” di Spalletti

L’altra novità riguarda Weston McKennie, schierato come trequartista destro nel 3-4-3, ma con un compito molto più complesso. L’americano doveva accentrarsi in fase di possesso e agire da mezzala aggiunta in non possesso, un ruolo ibrido che ha interpretato alla perfezione.

Secondo l’analisi dei quotidiani sportivi, McKennie è stato il vero equilibratore della Juventus, capace di collegare difesa e centrocampo e di inserirsi con tempi perfetti. Una prestazione di grande intelligenza tattica che ha confermato la fiducia dell’allenatore nei suoi confronti.

In soli novanta minuti, Spalletti ha dovuto reinventare la Juventus, trasformando le emergenze in opportunità. Con coraggio e idee chiare, ha ottenuto i primi tre punti e, soprattutto, ha dato un segnale forte: questa Juventus è pronta a cambiare volto, adattarsi alle difficoltà e ripartire, con la sua nuova guida in panchina.

Roma, contro il Milan in palio la vetta che manca ormai da dieci anni. Gasperini richiede alla sua squadra un nuovo step: ecco quale

Roma, i giallorossi sognano la vetta della classifica solitaria a dieci anni di distanza. Il Milan, però, resta un avversario molto ostico.

La vigilia di Milan-Roma si apre con un’immagine leggera e curiosa: un piccolo gattino grigio che interrompe l’allenamento a Trigoria, strappando un sorriso persino a Gasperini. Ma dietro quella scena di quotidiana serenità si nasconde una realtà molto più complessa. La Roma che si presenta a San Siro non è soltanto una squadra in crescita: è un cantiere aperto, un gruppo che cambia volto di settimana in settimana pur mantenendo intatta la propria identità.

In nove giornate di campionato, il tecnico non ha mai schierato lo stesso undici iniziale. La Roma è diventata un laboratorio tattico in continua evoluzione, dove moduli e interpreti ruotano con fluidità, ma senza che l’allenatore parli di vero e proprio turnover. È piuttosto una ricerca costante di equilibrio offensivo, resa più complicata dall’assenza di un centravanti pienamente adatto ai principi di gioco che Gasperini vuole imprimere alla Roma: aggressiva, verticale, capace di recuperare palla in avanti e colpire in velocità.

La sfida con il Milan assume un peso specifico enorme: in palio c’è il primo posto solitario in classifica, un traguardo che alla Roma manca da dieci anni. Raggiungerlo avrebbe un valore simbolico e tecnico insieme, perché sancirebbe la maturità di una squadra che ha imparato a vincere anche nelle difficoltà. La Roma di oggi non è ancora perfetta, ma ha trovato una continuità di risultati impressionante: nel 2025 ha conquistato ben 70 punti, più di Napoli e Inter, e questo dato racconta meglio di ogni altro la solidità del progetto giallorosso.

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Nonostante una rosa corta in alcuni ruoli chiave, la Roma ha costruito la propria forza su compattezza e spirito di gruppo. Ogni giocatore, anche chi parte dalla panchina, si sente parte di un percorso condiviso. Il tecnico ha saputo dare fiducia ai giovani, rinnovare le gerarchie e mantenere alto il livello di concentrazione. È questa la nuova anima della Roma: meno legata ai nomi, più alla mentalità.

Oggi, a San Siro, la Roma avrà l’occasione di confermare la sua ambizione e di dimostrare che non si tratta solo di una bella favola di inizio stagione. Perché questa Roma, che sorride con un gattino sul campo e combatte con orgoglio in ogni partita, sembra pronta a scrivere davvero una nuova pagina della sua storia.

Le prime pagine sportive nazionali – 2 novembre 2025

Le prime pagine dei quotidiani sportivi di oggi in edicola: Tuttosport, Corriere dello Sport e La Gazzetta dello Sport. I dettagli

Sono decine di migliaia le copie vendute tutte le mattine in edicola, ma un’anteprima dei principali contenuti può essere consultata già dalla sera precedente. Ecco, allora, le prime pagine dei Quotidiani Sportivi di oggi in edicola. Tuttosport, Corriere dello Sport e La Gazzetta dello Sport rappresentano i principali quotidiani sportivi in Italia.

Vandeputte su Cremonese Juve: «Peccato per la sconfitta. Penso che dobbiamo proseguire si questa cosa»

Le dichiarazioni del calciatore grigiorosso dopo quella che è stata la partita di Serie A Cremonese Juve

Ai microfoni di DAZN, il giocatore grigiorosso Vandeputte ha voluto rilasciare qualche dichiarazione su Cremonese Juve di Serie A.

RUOLO A CENTROCAMPO – «Mi trovo bene, sono a disposizione del mister. È stato un primo tempo in cui dovevamo avere più coraggio, il gol dopo 2 minuti cambia la partita. Sono ripartiti spesso su palle perse, su errori nostri. Nel secondo tempo abbiamo avuto più coraggio, abbiamo tirato di più, il secondo gol è arrivato nel momento sbagliato, nonostante questo ci abbiamo creduto ma non è andata».

SCONFITTA PER DETTAGLI – «Il primo gol dopo due minuti è stato per rimpallo, siamo stati sfortunati perché eravamo messi bene. Il rimpallo è arrivato dove si trovava Kostic, il secondo gol uguale, un rimpallo arrivato a Cambiaso. Nonostante la sconfitta possiamo essere orgogliosi della prestazione, abbiamo alzato il livello, il ritmo. Ma è una prestazione buona della squadra».

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