Pagina 635 – Calcio News 24

Huijsen padre: «Juve, la cessione di Dean è stata uno shock. Il Real Madrid era il sogno. Lui non è Beckenbauer, ma i suoi obiettivi sono…»

Huijsen padre: «Juve, la cessione di Dean è stata uno shock. Il Real Madrid era il sogno. Lui non è Beckenbauer, ma i suoi obiettivi sono…». Le dichiarazioni

Il passaggio di Dean Huijsen dal piccolo Bournemouth al galattico Real Madrid è stata una delle operazioni più importanti di questa estate. A raccontarci tutto a Tuttosport è il papà-agente Donald Caspar Huijsen detto Donny, che si concentra soprattutto sulla cessione da parte della Juventus. Ecco le sue verità

LO SHOCK DELLA CESSIONE DALLA JUVENTUS
«È stato un vero shock. Non ci potevamo credere, ci siamo rimasti di sasso. Male, troppo male. Un giorno nero. Bruttissimo. Un fulmine a ciel sereno. Ma perché? Ci chiedevamo senza poter comprendere i motivi della separazione forzata. Dean stava a meraviglia a Torino, parla benissimo italiano, era apprezzato e ben voluto da tutti. Dallo staff ai compagni di squadra, da tutto il mondo Juve fino al magazziniere. Giuntoli è stato categorico e Motta brutale quando gli hanno detto che non avrebbe più fatto parte del progetto e che doveva andarsene, che non aveva più il permesso di allenarsi con la prima squadra».

IL PASSAGGIO AL BOURNEMOUTH
«Però partecipante al campionato più ricco e competitivo del mondo. Il migliore. Abbiamo intravisto l’opportunità della titolarità in Premier League con la possibilità, stimolante e avvincente, di affrontare attaccanti di valore assoluto a cominciare da Haaland, Salah e Isak. Inoltre il direttore del Bournemouth è il portoghese Tiago Pinto, ex Roma. Si profilava insomma un percorso di crescita significativo per Dean che in effetti ha poi disputato 32 partite con 3 gol e 2 assist in maglia “Cherry”. Più altre 3 gare in FA Cup per un totale di 2.800 minuti in campo. Prestazioni eccellenti che gli sono valse l’ingaggio da parte del club più celebre e vincente del pianeta terra. Lo volevano tante “big” del calcio europeo (Chelsea, Liverpool, Bayern, Borussia Dortmund, Arsenal, Tottenham, Newcastle United, ecc.) ma lui ha declinato garbatamente ogni offerta aspettando che arrivasse “quella” squadra, il “team” dei suoi sogni, il più grande e più affascinante: il Real Madrid».

GIUNTOLI E MOTTA
«Lui e Motta non sono propriamente da annoverare tra i miei migliori amici… ».

IL PASSAGGIO DA MALAGA AD AMSTERDAM DA BAMBINO
«Decisivo forse no, però rilevante sì. Lui ha così assimilato le caratteristiche del calcio olandese, lo stile offensivo dell’Ajax, e l’intensità del “fútbol” spagnolo. Dopodiché quando è passato alla Juve ha accorpato le peculiarità del calcio italiano: tattica e difesa. Un “mix” molto importante. È un ragazzo che sa ascoltare: ha appreso molto dagli insegnamenti di Mourinho suo mentore alla Roma. E adesso sta imparando tanto agli ordini di Xabi Alonso a Madrid».

LA FORZA MENTALE
«Non c’è una data, una partita o un allenamento preciso. È stata una progressione, un crescendo, un’escalation costante. Dai primi calci in casa e al parco con me – l’ho fatto migliorare tantissimo nel destro perché lui è un mancino naturale – alla scuola calcio, al Málaga, eccetera. Al di là della sua altezza (197 centimetri) e delle qualità tecniche, gli allenatori che ha avuto hanno sempre sottolineato la sua forza mentale».

IL NUOVO BECKENBAUER
«C’è da essere lusingati per un accostamento così prestigioso. Forse per l’eleganza di Dean in campo, la sua sicurezza nel controllo della palla, le chiusure e gli anticipi sugli attaccanti. Mio figlio però non è mica “Kaiser Franz”… È un ragazzo che non si monta la testa, semmai tutto il contrario. Lui punta caparbiamente al miglioramento, a essere solo sè stesso, magari a far sì che un giorno i bambini possano considerarlo un esempio da imitare, chissà un loro idolo… ».

GLI IDOLI D’INFANZIA
«Da piccolino suo zio Ruud Krol, leggenda del calcio “Oranje” e dell’Ajax che ha militato anche nel Napoli. Ha sposato Yvonne, sorella minore di mio padre. Poi crescendo, ormai trasferitosi in Spagna, ha eletto come idolo Sérgio Ramos, ex leader della difesa madridista e popolarissimo in Andalusia essendo nato in provincia di Siviglia».

“MARADONNY” IL MIO SOPRANNOME
«Ah sì, vero, ma era una cosa nata così per divertimento fra i tifosi. Nessun giocatore al mondo può essere paragonato al più grande di tutti i tempi, perché Diego era unico.

“CHILL GUY” IL SOPRANNOME DI DEAN
Chill Guy, tipo il “meme” Internet. In sintesi un ragazzo tranquillo, rilassato, amichevole. Senza stress».

DOUÉ
«Faccio i complimenti al francese per la sua brillante stagione con il Paris Saint-Germain. I risultati e i successi conseguiti sono lì a dimostrarlo. Quanto a mio figlio, al primo anno in Premier League ha giocato così bene da meritarsi l’ingaggio da parte del Real Madrid. Qualcosa conterà, no? E infatti ho notato che nell’attuale “ranking” di Football Benchmark pubblicato su Tuttosport, occupa il quarto posto su 100 candidati. Se si considera che il leader Yamal non potrà più essere eletto in quanto già vincitore, ecco che Dean sale sul podio: mica male… ».

LA SCELTA DELLA NAZIONALE SPAGNOLA
«Lui s’è trasferito in Andalusia da bimbo. Ha compiuto il percorso scolastico e calcistico in Spagna dove ha cominciato a giocare a 5 anni nell’accademia del Costa Unida di Marbella prima di essere tesserato dal Málaga. Si sente spagnolo. O comunque più spagnolo che olandese. Quando è stato ingaggiato nelle giovanili della Juve, la Federcalcio olandese lo ha selezionato per le Rappresentative Under 17 poi 18 e 19. Ma nella primavera 2024, mentre era alla Roma e aveva già ottenuto il nuovo passaporto, ha accettato di buon grado la convocazione nell’Under 21 spagnola scartando l’Olanda. Nel marzo scorso l’esordio non ancora ventenne con le “Furie Rosse” del ct De la Fuente. Si giocava a Rotterdam proprio contro la Nazionale del nostro Paese natale, andata dei quarti di Nations League (2-2 il risultato). Entrò nel finale del primo tempo al posto di Cubarsí, infortunato. E fu accolto da bordate di fischi. A ogni pallone che toccava, lo stadio inveiva contro di lui. Quindi nessun rimpianto da parte nostra».

L’AMICIZIA CON YILDIZ
«Sono tuttora molto amici, hanno legato subito nelle giovanili della Juve. Si sentono praticamente ogni giorno al telefono. Hanno creato una chat di gruppo, c’è anche il bosniaco Tarik Muharemović ora al Sassuolo. Stanno già cominciando gli sfottò in vista di Real Madrid-Juventus del prossimo 23 ottobre in Champions… Io e suo papà Engin ci frequentavano spesso a Torino. Sua moglie Beate è tedesca quindi non c’erano problemi di lingua perché olandese e tedesco sono lingue molto simili. A Dean, che continua a leggere Tuttosport sul suo smartphone come del resto faccio anch’io, piaceva frequentare i ristoranti di Marchisio e di Bonucci. Il “Legami” a Garino, frazione di Vinovo, e il “Lève” di fronte alla vecchia sede della Juventus in corso Galileo Ferraris».

LA MIA “MAGNIFICA OSSESSIONE” A VINOVO
«Un giorno mi sono procurato un paio di cesoie e mi sono messo a tagliare l’erba alta che copriva parzialmente la visione del “training”. Poi in un campo da tennis lì vicino ho trovato una sedia da arbitro, ovviamente alta, così potevo seguire perfettamente ogni allenamento. E chissenefrega se qualche volta pioveva… Ero diventato una sorta di beniamino per tutti al JTC di Vinovo: dagli allenatori ai “vigilantes”, dagli inservienti agli addetti al refettorio… ».

OBIETTIVI A BREVE TERMINE
«È umile, non corre dietro alle ragazze, ma è concentratissimo sulla sua professione ed è anche molto ambizioso. Oltre a sognare il Golden Boy quest’anno, ultima sua occasione perché nel 2026 non potrà più essere candidato dato che compirà 21 anni, lui vuole vincere possibilmente tutto: Liga, Champions, Supercoppa e Copa del Rey con il Real Madrid e la Coppa del Mondo con la Spagna… ».

De Bruyne gelato da Conte: «Ha preso la persona sbagliata». Perché il belga non ha digerito il cambio… Retroscena

De Bruyne gelato da Conte: «Ha preso la persona sbagliata». Perché il belga non ha digerito il cambio… Retroscena sulla rabbia di Kevin

Anche nelle serate più amare, la classe dei campioni illumina il campo. Il Napoli esce sconfitto da San Siro, ma Kevin De Bruyne ha provato a lasciare il segno tentando di prendersi la squadra sulle spalle, prima con la qualità e poi con il carattere.

Fin dal primo tempo, ha cercato di innescare i compagni con i suoi celebri lanci millimetrici, eredità degli anni al Manchester City. Non tutto è riuscito alla perfezione, ma un suo assist al bacio per Di Lorenzo, poco prima dell’intervallo, aveva fatto gridare al gol. Nella ripresa, con il Napoli in superiorità numerica, è salito ulteriormente in cattedra. Freddissimo dal dischetto, si è preso la responsabilità del rigore che ha riaperto la partita: ha atteso quasi sei minuti prima di poter calciare, ma ha spiazzato Maignan con una calma glaciale, segnando il suo terzo gol in campionato e confermandosi capocannoniere della squadra.

Il suo spirito da leader è emerso anche dopo il gol, quando ha evitato polemiche con il portiere avversario per affrettare la ripresa del gioco. La sua fame, però, non si è placata. E quando Conte lo ha sostituito a dieci minuti dalla fine, a differenza di quanto accaduto a Manchester contro i suoi ex tifosi, stavolta non l’ha presa bene. Con la squadra in undici contro dieci, avrebbe voluto restare in campo per completare la rimonta, per lottare fino all’ultimo su ogni pallone come faceva, sulla sponda opposta, il suo rivale Modrić. A spiegarlo è il Corriere dello Sport. La sua plateale disapprovazione, andando dritto in panchina senza salutare l’allenatore, non è passata inosservata.

La risposta di Antonio Conte in conferenza stampa è stata tanto gelida quanto diretta, un messaggio inequivocabile al suo fuoriclasse. «Mi auguro fosse contrariato per il risultato perché se era contrariato per qualche altra cosa ha preso la persona sbagliata».

Moviola Milan Napoli: Chiffi nell’occhio del ciclone tra rigori negati e rossi assegnati. E i giornali si dividono

Moviola Milan Napoli: Chiffi nell’occhio del ciclone tra rigori negati e rossi assegnati. E i giornali si dividono nella valutazione dell’arbitro

MOVIOLA MILAN NAPOLI – Il direttore di gara Chiffi finisce al centro delle polemiche dopo Milan-Napoli, con i maggiori quotidiani sportivi italiani che mostrano visioni divergenti sui momenti chiave della partita. L’arbitro è apparso incerto, spesso in attesa del supporto dal VAR, e le sue decisioni hanno generato più di un legittimo dubbio.

IL RIGORE NEGATO SU MCTOMINAY: UN ERRORE GROSSOLANO?
Il primo episodio contestato arriva al 37’ del primo tempo. Per il Corriere dello Sport, il contatto Tomori-McTominay è “da rigore”, con il difensore rossonero che affronta “in maniera scomposta” l’avversario e “non prende mai il pallone”. Chiffi decide di non decidere e, “il VAR (peggio) avalla la decisione sbagliata”. Tuttosport rincara la dose, assegnando un netto 4.5 a Chiffi e affermando che “il contatto Tomori-McTominay nel pt è da rigore”. La Gazzetta dello Sport, invece, pur riconoscendo il contatto (“gamba destra su coscia sinistra”), lo definisce di “lieve intensità” e spiega che il “Var Marini avalla, non potendo stabilire l’intensità”. Tre giudizi molto diversi su un episodio che avrebbe potuto cambiare la partita.

IL RIGORE E IL ROSSO A ESTUPIÑÁN: IL VAR SALVA O CONFONDE?
Al 9’ del secondo tempo, un episodio vede Chiffi protagonista di una decisione cruciale. Su un cross di Politano, Di Lorenzo viene trattenuto da Estupiñán. Per il Corriere dello Sport, “l’incerto Chi resta silente, aspetta (al solito) il suggerimento che arriva da Alassio, assegna il rigore e mostra il giallo, ma la trattenuta non è un intervento genuino sul Dogso. OFR e rosso”. La Gazzetta dello Sport concorda sul giudizio finale, definendo “giusti rigore e rosso (dopo revisione al monitor) per trattenuta su Di Lorenzo di Estupinan che, disinteressandosi del pallone, nega una chiara occasione da gol”, ma critica Chiffi per non averlo visto “in diretta”. Tuttosport si allinea, affermando che “Giusto quello assegnato, il Var gli suggerisce di aggiungere il rosso a Estupinan”. In questo caso, il VAR sembra aver corretto o quantomeno supportato la decisione, ma la condotta di Chiffi resta oggetto di critiche per la sua passività.

MODRIC-ANGUISSA: RISCHIO MA NON PUNIBILE
Il contatto Modric-Anguissa, pur essendo considerato “rischioso” dal Corriere dello Sport, viene ritenuto non punibile, una valutazione su cui le altre fonti non si soffermano, suggerendo un accordo implicito su questo frangente.

In definitiva, la partita di Chiffi è segnata da indecisione e dalla necessità del supporto VAR, che, a seconda delle interpretazioni, lo ha salvato da errori più gravi o ha solo evidenziato la sua mancanza di “centralità” nella direzione della gara. Rocchi, il designatore arbitrale, è atteso a una Open VAR che, come ironizza il Corriere dello Sport, “dirà che è andato tutto bene”, nonostante le evidenti discrepanze di giudizio emerse tra le testate.

Liverpool beffato dal Crystal Palace: le parole di Van Dijk dicono tutto sul momento dei Reds!


Van Dijk ammette gli errori: «Serve autocritica, ma niente panico»

Dopo la sconfitta casalinga contro il Crystal Palace in Premier League, il capitano del Liverpool Virgil Van Dijk ha parlato con franchezza, facendo autocritica e invitando la squadra a mantenere la lucidità. Il difensore olandese ha sottolineato come, nonostante la delusione per il risultato, sia fondamentale restare concentrati e non farsi travolgere dalle emozioni.

«La sfida più grande adesso è restare calmi,» ha dichiarato Van Dijk. «L’ho detto molte volte: non bisogna mai esaltarsi troppo nelle vittorie, né lasciarsi abbattere nelle sconfitte. Dobbiamo rimanere equilibrati, lavorare sodo e non farci influenzare da ciò che dice il mondo esterno.»

Il centrale ha ammesso che la prestazione della squadra è stata al di sotto delle aspettative, e che il Liverpool non ha affrontato il match con il giusto atteggiamento: «Sapevamo tutti che potevamo e dovevamo fare meglio. Siamo delusi, non solo per la sconfitta, ma per come abbiamo interpretato la partita. A dire il vero, anche un pareggio sarebbe stato troppo generoso per quanto visto in campo.»

Nonostante il passo falso, Van Dijk ha cercato di trasmettere fiducia, pur riconoscendo l’urgenza di migliorare rapidamente: «Non credo ci sia motivo di allarmarsi, ma dobbiamo reagire in fretta. Martedì ci attende una trasferta molto impegnativa in Turchia contro il Galatasaray in Champions League, e dobbiamo essere pronti. Partite come quella di oggi possono capitare, ma dobbiamo assicurarci che resti un episodio isolato.»

Il capitano ha poi dato merito al Crystal Palace, sottolineando come la squadra londinese abbia dimostrato grande solidità: «C’è un motivo se sono imbattuti da 18 partite. Sono compatti, ben organizzati, difendono con disciplina e sono pericolosi in contropiede. Ma alla fine tutto parte da noi: siamo stati poco precisi, lenti e prevedibili.»

Le parole di Van Dijk suonano come un richiamo alla responsabilità collettiva e all’equilibrio emotivo. Il Liverpool, in piena corsa su più fronti, dovrà reagire subito per non compromettere la stagione. La prossima sfida di Champions sarà già un banco di prova importante per testare la capacità della squadra di rialzarsi dopo un colpo inaspettato.

Kane, goal e un nuovo grande record con il Bayern Monaco. Ecco quale

Harry Kane trascina il Bayern e tocca quota 100 gol: «Orgoglioso di questo traguardo»


L’attaccante inglese celebra la vittoria sul Werder Brema e un record personale raggiunto in tempi record: «Prestazione dominante, continuiamo così»

Dopo la convincente vittoria del Bayern Monaco contro il Werder Brema, Harry Kane ha espresso grande soddisfazione per la prestazione della squadra e per i suoi traguardi personali. L’attaccante inglese, protagonista del match, ha analizzato l’andamento della partita sottolineando alcuni aspetti chiave.

«È stata una prestazione eccellente» ha dichiarato Kane nel post-partita. «Siamo partiti molto bene e, a essere sinceri, avremmo potuto concretizzare di più nei primi minuti. Ho avuto alcune buone occasioni che non sono riuscito a sfruttare, ma poi siamo cresciuti con il passare dei minuti, diventando sempre più pericolosi e solidi.»

Il Bayern ha controllato il gioco per gran parte dell’incontro, mostrando autorità sia in fase offensiva che difensiva. Secondo Kane, il gol arrivato nel momento giusto ha rappresentato una svolta determinante. «Segnare quando serve fa la differenza. Inoltre, abbiamo concesso davvero poco agli avversari e gestito bene il possesso palla. Abbiamo dominato il match e questo dimostra il nostro stato di forma attuale. Dobbiamo proseguire su questa strada.»

Al di là della prestazione collettiva, la serata è stata speciale anche per un traguardo personale: Kane ha infatti raggiunto quota 100 gol con la maglia del Bayern Monaco, un risultato straordinario ottenuto in appena 104 partite.

«È un numero pazzesco, persino per me» ha ammesso con un sorriso. «Raggiungere i 100 gol con questo club è qualcosa di cui vado molto fiero. Far parte di una squadra così prestigiosa e riuscire a contribuire in modo così significativo è un grande onore. Ogni partita è un’opportunità per migliorarsi e aiutare i compagni, e sapere di aver già lasciato un segno importante nella storia recente del Bayern mi rende davvero orgoglioso.»

Il centravanti inglese, arrivato dal Tottenham tra grandi aspettative, sta mantenendo e superando le promesse, diventando rapidamente un punto di riferimento per l’attacco bavarese. Il suo rendimento è la testimonianza di una perfetta integrazione nel sistema di gioco della squadra e della sua straordinaria capacità realizzativa.

Con questo stato di forma, Kane e il Bayern guardano con ottimismo ai prossimi impegni, consapevoli del loro potenziale e determinati a continuare su un percorso vincente.

Milan, primato in classifica e nuove consapevolezze: è gioia in casa rossonera

Milan, vittoria da scudetto: il cuore oltre l’ostacolo

Il Milan dimostra ancora una volta di avere un’anima forte e un cuore da grande squadra. In dieci uomini, i rossoneri riescono nell’impresa di battere il Napoli per 2-1, agganciando la vetta della classifica e rilanciando ufficialmente la propria candidatura per lo scudetto. Il titolo scelto da QS per la prima pagina di oggi è emblematico: “Milan, cuore da scudetto”, una sintesi perfetta di una serata epica a San Siro.

Nonostante l’inferiorità numerica, il Milan non si è mai arreso, dimostrando grinta, organizzazione e spirito di sacrificio. I rossoneri hanno saputo soffrire nei momenti più delicati della gara e hanno risposto con freddezza e lucidità alle occasioni avute. Un segnale importante al campionato e agli avversari diretti.

Al termine della partita, Massimiliano Allegri ha mantenuto un profilo prudente: “L’importante è che l’obiettivo sia comune: tornare a giocare la Champions League il prossimo anno. Ora godiamoci questa vittoria, ma da domani si torna subito a lavorare”. Parole che riflettono il desiderio di non perdere la concentrazione, pur consapevoli della portata di questo successo.

La classifica sorride anche alla Roma, che insieme a Milan e Napoli occupa la vetta. Ma la prestazione del Milan, contro una diretta concorrente, ha un peso specifico superiore. Il segnale lanciato da San Siro è chiaro: questo Milan può lottare per lo scudetto.

Nel frattempo, anche l’altra sponda di Milano vive un momento positivo. L’Inter, guidata da Chivu, sembra aver ritrovato compattezza e motivazioni. “Chivu da leader: la nuova cura risveglia l’Inter” è il titolo scelto per raccontare il buon momento nerazzurro, attesi domani dalla sfida di Champions contro lo Slavia Praga.

Tornando al Milan, i quotidiani sportivi non hanno dubbi: la prova di forza contro il Napoli è una delle migliori finora viste in stagione. Il Corriere della Sera titola: “Max resta in 10 ma vince lo stesso”, mentre La Gazzetta dello Sport sottolinea: “Milan da leoni”.

In un campionato sempre più equilibrato, il Milan continua a essere protagonista. Il cuore rossonero ha battuto forte, e oggi più che mai San Siro sogna in grande.


Le prime pagine sportive nazionali – 29 settembre 2025

Le prime pagine dei quotidiani sportivi di oggi in edicola: Tuttosport, Corriere dello Sport e La Gazzetta dello Sport. I dettagli

Sono decine di migliaia le copie vendute tutte le mattine in edicola, ma un’anteprima dei principali contenuti può essere consultata già dalla sera precedente. Ecco, allora, le prime pagine dei Quotidiani Sportivi di oggi in edicola. Tuttosport, Corriere dello Sport e La Gazzetta dello Sport rappresentano i principali quotidiani sportivi in Italia.

Conte: «Stiamo concedendo troppi gol. I cambi sono stati giusti»

Antonio Conte, tecnico del Napoli, ha parlato a Dazn dopo la sconfitta di San Siro col Milan. Le dichiarazioni del tecnico dei partenopei

Antonio Conte, tecnico del Napoli, ha parlato a Dazn dopo la sconfitta col Milan.

PRESTAZIONE – «Dispiace aver concesso subito un gol. I primi due gol a livello di squadra potevamo fare sicuramente meglio. Ma di solito quando si prende un gol o c’è una cannonata imparabile o ci sono situazioni da migliorare. Partire qua a San Siro andando sotto dopo 4 minuti non era semplice. Abbiamo fatto la partita nel primo tempo, la squadra è piaciuta. Abbiamo pressato alto, abbiamo creato situazioni da gol. Poi ci sta sicuramente e c’è da lavorare e migliorare. Ultimamente abbiamo concesso qualche gol in più vedendo i due gol col Pisa, i due gol di oggi e il gol con la Fiorentina. La parte difensiva è sempre stata la nostra forza, dovremo essere bravi a migliorare. Venire qua con questa prestazione e giocare con questa qualità contro il Milan, che è una squadra tosta e forte fisicamente. Se si chiude diventa difficile… Ci deve dare buone sensazioni a livello di squadra. Dobbiamo lavorare e migliorare dove si deve migliorare».

GOL SUBITI – «Partiamo dal presupposto che questa è la prima sconfitta su cinque partite. Ricevuta comunque a San Siro contro il Milan, non contro l’ultima della classe. Il Milan ha qualità importante a centrocampo e davanti, ci sta che ti fanno due gol. I ragazzi sanno che come squadra bisogna fare meglio, non come reparto. Un po’ di attenzione e concentrazione… Perché poi sul 2-0 era dura e ci siamo rimessi a giocare e a fare quello per cui lavoriamo. Abbiamo creato delle situazioni ma alla fine devi anche fare gol».

MARIANUCCI – «Per quanto riguarda Mariannuci è un calciatore che è stato comprato dal Napoli, fa parte della rosa. Non è in lista Champions, mercoledì non avrebbe giocato. Si sta allenando bene, si è guadagnato questa possibilità. È un calciatore che ha grandi potenzialità, ci può stare nella nostra rosa. Oggi ha meritato la chance. Sicuramente mercoledì speriamo che non accada niente a Juan Jesus e Beukema perché abbiamo solo loro due. Di Lorenzo è squalificato, Spinazzola e Olivera bisogna vedere, hanno affaticamenti. Quando si gioca ogni tre giorni e viene colpita tutta la difesa devi fare valutazioni attenta. La nostra fortuna passerà dalla crescita dei giocatori arrivati quest’anno: hanno bisogno di tempo e di crescita. Sono contento della prestazione di Luca, lo aiuterà a crescere. Gutierrez era alla prima partita da mesi, anche con lui abbiamo forzato la situazione. Non c’erano terzini sinistri, anche Mazzocchi recuperava da un problema».

CAMBI – «I cambi… Ho cercato di mettere giocatori freschi per l’uno contro l’uno perché il Milan si chiudeva molto. Ho cambiato l’attaccante con Lucca e niente… Uno fa i cambi per cercare di fare qualcosa di buono. Penso siano stati cambi giusti».

Allegri: «Vittoria meritata, faremo altre partite di sofferenza. Leao deve ritrovare la condizione. Modric è talmente intelligente…»

Allegri: «Vittoria meritata, faremo altre partite di sofferenza. Leao deve ritrovare la condizione. Modric è talmente intelligente…». Le parole del tecnico del Milan

Massimiliano Allegri, tecnico del Milan, ha parlato a Dazn dopo la vittoria col Napoli

PRESTAZIONE – «Sono contento perché era un test importante e difficile contro un Napoli di grande qualità. Abbiamo fatto un buon primo tempo, nel secondo con l’espulsione abbiamo allenato la fase difensiva. Quando difendi in un certo modo difficilmente prendi gol o concedi chiare occasioni. I ragazzi sono stati bravi, godiamoci questa vittoria e poi pensiamo all’ultima partita prima della sosta».

SPIRITO – «Dobbiamo continuare a lavorare, è un passettino in avanti. È una vittoria meritata contro un grande Napoli, fosse finita in pareggio non sarebbe successo niente visto quello che è successo in campo. Dobbiamo avere questa voglia, faremo altre partite di sofferenza. Se giochiamo con questo spirito possiamo portarle a casa. Comunque abbiamo anche Leao che è in ritardo di condizione, comunque sta crescendo bene. Ci sono buoni propositi».

MODULO – «Sinceramente dalla prima partita contro l’Arsenal in pre-campionato. Giocavamo coi due trequarti e il doppio mediamo, con Leao di punta. Poi dipende dalle caratteristiche di uno dei due trequartisti che può essere anche una mezzala. Lavoriamo in allenamento per vedere se ci sono anche delle soluzione diverse».

LEAO – «Davanti abbiamo lui, Gimenez, Pulisic, Nkunku e Loftus. L’importate è che tutti migliorino la condizione. Soprattutto Leao, mi dispiace per Nkunku che non ha giocato e che ha grande qualità. Gimenz ha fatto bene L’importante è che tutti corrano molto, oggi era una partita differente perché siamo rimasti in dieci».

MODRIC – «Luka è talmente intelligente, in Serie A davanti alla difesa dà qualità e si gestisce meglio. È intelligente nelle chiusure. Lui è bravo nelle palle di intercetto che ti aprono il contropiede. Anche Ambrosini era bravo davanti alla difesa, un po’ meno di qualità».

CREMONESE – «Avevamo subito due gol su due cross. Abbiamo subito più tiri in porta col Bari, con la Cremonese siamo stati disattenti ma la prestazione c’era stata. Poi giocando insieme si migliora».

JUVENTUS-MILAN – «Non ci sto pensando, sarà una bella partita, meravigliosa. Ne ho fatte un po’ di qui e un po’ di là. Sarà anche divertente. Prima qui, poi lì, poi di nuovo qui».

Milan-Napoli 2-1: Saelemaekers-Pulisic e resistenza in dieci. Allegri aggancia Conte

Milan Napoli 2-1: Saelemaekers-Pulisic e resistenza in dieci. Allegri aggancia Conte. I partenopei la riaprono soltanto col rigore di De Bruyne

La Serie A ha un nuovo padrone, anzi tre. In un San Siro infuocato, il Milan gioca una partita di intelligenza e sacrificio, batte il Napoli per 2-1 e aggancia in vetta alla classifica proprio i partenopei e la Roma, infiammando la corsa allo Scudetto. La squadra di Allegri domina per un tempo, soffre con l’uomo in meno nella ripresa e alla fine porta a casa una vittoria pesantissima, decisa dalle fiammate dei suoi uomini di maggior talento.

Il match si sblocca dopo appena tre minuti. Christian Pulisic, in serata di grazia, accelera sulla trequarti, spacca in due la difesa del Napoli e serve sul secondo palo un pallone che Alexis Saelemaekers deve solo spingere in rete. È il gol che indirizza la partita. Il Milan si chiude con ordine, annulla le fonti di gioco di Conte e riparte con veleno. Al 31′, arriva il meritato raddoppio: Fofana lavora un buon pallone al limite e serve Pulisic, il cui tiro, deviato da Juan Jesus, beffa Meret per il 2-0.

Nella ripresa, il copione cambia radicalmente. Un tiro di McTominay viene respinto da Maignan, sulla palla si avventa Di Lorenzo ma viene strattonato da Estupiñán. L’arbitro concede il rigore e il giallo, ma il VAR è perentorio: è chiara occasione da gol, il cartellino diventa rosso. Dal dischetto, Kevin De Bruyne non sbaglia e riapre la partita.

L’ultima mezz’ora è un assedio del Napoli all’area rossonera. Il Milan in dieci uomini si difende con eroismo, concedendo poco ma rischiando tantissimo quando il neo-entrato Neres colpisce un palo esterno a Maignan battuto. Ma il fortino rossonero regge fino alla fine. Il Milan vince, sogna e lancia un messaggio al campionato: per il titolo, quest’anno, ci sarà da lottare fino all’ultimo respiro.

Lazio, alla fine la spunta Sarri: Basic reintegrato, tagliato lui per fargli spazio

Lazio, alla fine la spunta Sarri: Basic reintegrato, tagliato lui per fargli spazio. La decisione definitiva in casa biancoceleste

Alla fine, la decisione è arrivata. A poco più di ventiquattr’ore dalla delicata sfida di campionato contro il Genoa, in casa Lazio si è risolto uno dei casi più spinosi delle ultime settimane. La società biancoceleste ha comunicato ufficialmente la reintegrazione nella lista Serie A di Toma Basic, centrocampista croato che era stato escluso a inizio stagione. A fargli spazio, come previsto, è l’infortunato Fisayo Dele-Bashiru, il cui problema fisico si è rivelato il fattore scatenante per il cambio in corsa.

La mossa, dettata dall’emergenza a centrocampo, sembra rappresentare una vittoria della linea tecnica di Maurizio Sarrisulla dirigenza. Non è un mistero che l’allenatore spingesse per avere un’opzione in più in mediana, mentre il direttore sportivo Angelo Fabiani appariva più cauto su questa soluzione, forse in attesa di capire i reali tempi di recupero di Dele-Bashiru o di valutare altre piste per il mercato di gennaio. Alla fine, l’urgenza ha prevalso, sbloccando una situazione che teneva il giocatore ai margini del progetto.

La conferma è arrivata attraverso una nota ufficiale del club, che ha formalizzato il cambio presso la Lega Serie A:

«La S.S. Lazio comunica che, a seguito dell’infortunio occorso al calciatore Fisayo Dele-Bashiru, è stata richiesta la sostituzione temporanea nella lista ufficiale depositata presso la Lega Serie A. Al suo posto è stato inserito il calciatore Toma Basic, che da oggi entra a far parte della lista disponibile per le gare ufficiali del campionato».

Per Toma Basic si apre dunque un capitolo inaspettato della sua avventura in biancoceleste. Da esubero a risorsa reintegrata, ora avrà il compito di ripagare la fiducia di Sarri e dimostrare sul campo di poter essere un elemento prezioso per la Lazio.

Calciomercato Inter: Akanji ha già convinto tutti. Presa questa decisione

Calciomercato Inter: Akanji ha già convinto tutti. Presa questa decisione sul futuro del difensore svizzero arrivato al City

Un impatto immediato, devastante. Manuel Akanji non ha avuto bisogno di tempo per adattarsi: si è preso l’Inter in poche settimane, diventando un pilastro insostituibile della difesa di Cristian Chivu. Arrivato nell’ultimo giorno di mercato dal Manchester City, nell’operazione che ha sbloccato il passaggio di Benjamin Pavard al Marsiglia, il difensore svizzero ha dimostrato fin da subito il suo valore, non saltando nemmeno un minuto nelle sfide cruciali contro Juventus, Sassuolo e Cagliari in campionato, e contro l’Ajax in Champions League.

Un rendimento talmente elevato che, secondo quanto riportato dall’esperto di mercato Fabrizio Romano, avrebbe già convinto la dirigenza di Viale della Liberazione a prendere una decisione definitiva sul suo futuro. Nonostante la formula del trasferimento sia un prestito con diritto di riscatto, che si trasforma in obbligo solo a determinate condizioni (il 50% delle presenze stagionali e la vittoria dello Scudetto), l’intenzione del club è chiara: Akanji sarà un giocatore dell’Inter a titolo definitivo, a prescindere da tutto.

La società nerazzurra è pronta a versare i circa 15 milioni di euro pattuiti con il Manchester City per assicurarsi un giocatore considerato fondamentale per il presente e per il futuro. La sua duttilità è una delle doti più apprezzate: perfetto nel ruolo di “braccetto” di destra nella difesa a tre, nei piani del club viene visto anche come il potenziale leader centrale della retroguardia di domani, grazie a doti tecniche, fisiche e di leadership che hanno convinto tutti.

Questa mossa, in realtà, non fa che accelerare un piano che l’Inter aveva già in mente da tempo. Come svelato da Romano, il club aveva già lavorato per ingaggiare Akanji a parametro zero nel 2026, una volta scaduto il suo contratto con i Citizens. La volontà del giocatore, che aveva messo in stand-by altre trattative per aspettare i nerazzurri, è stata esaudita in anticipo, creando un’unione che sembrava scritta nel destino e che ora è pronta a diventare un pilastro del futuro dell’Inter.

Lione, Fonseca vola in Ligue 1: primato e clean sheet in serie

Lione, Fonseca vola in Ligue 1: primato e clean sheet in serie per l’ex allenatore del Milan che condivide la vetta della classifica col PSG

Solidità, cinismo e una difesa impenetrabile. Il Lione di Paulo Fonseca è la grande sorpresa di questo avvio di stagione in Ligue 1. Con cinque clean sheet nelle prime sei giornate di campionato (sei su sette, considerando l’Europa League), i rossoblù hanno espugnato anche il difficile campo del Lille e si sono presi la vetta della classifica in coabitazione con il Paris Saint-Germain. Un capolavoro inaspettato, costruito sulle ceneri di un’estate rivoluzionaria e sull’incredibile solidità difensiva impartita dal tecnico portoghese.

Nulla lasciava presagire un inizio simile. La scorsa estate, il club ha vissuto un cambio di proprietà, con il passaggio da John Textor a Michele Kang, e un calciomercato dettato dalla necessità di risanare i conti. Cessioni dolorose ma necessarie, come quelle di Cherki, Mikautadze, Benrahma e altri talenti, hanno portato nelle casse oltre 100 milioni di euro, di cui solo un terzo è stato reinvestito. Eppure, Fonseca ha trasformato la necessità in virtù, creando un gruppo compatto e quasi invalicabile.

La squadra subisce pochissimo (solo 3 gol, tutti nella sconfitta contro il Rennes) e vince spesso “di corto muso”, come dimostrano i tanti 1-0 contro avversari del calibro di Lens, Marsiglia e, ultimo in ordine di tempo, il Lille del suo predecessore Genesio. Per Fonseca è una rivincita personale. Dopo l’anonima e difficile parentesi alla guida del Milan, conclusa a metà della scorsa stagione prima di essere sostituito da Conceição con una squadra che avrebbe incassato ben 43 gol in Serie A, il tecnico sta dimostrando tutto il suo valore. Sta replicando il miracolo difensivo già compiuto a Lille, quando portò il club in Champions League con la miglior retroguardia del campionato. Un’organizzazione tattica perfetta che sta facendo sognare un’intera città e che ha già cancellato le delusioni del passato.

Infortunio De Ketelaere, nuovo stop per il belga. I dettagli e i temi di recupero

Infortunio De Ketelaere, nuovo stop per il belga. I dettagli e i temi di recupero relativi al guaio muscolare che ha colpito l’atalantino

La sfortuna si accanisce ancora su Charles De Ketelaere. Appena rientrato tra i convocati e tornato in campo per una mezz’ora nel pareggio di ieri sera contro la Juventus, l’attaccante belga dell’Atalanta è costretto a un nuovo stop. Le sensazioni negative hanno trovato conferma oggi: il problema muscolare che lo aveva fermato a metà settembre non è ancora del tutto superato.

Il bollettino medico parla chiaro: si tratta dello stesso risentimento fasciale al muscolo ileo psoas sinistro accusato dopo la trasferta di Champions League contro il Paris Saint-Germain lo scorso 17 settembre. Non è una vera e propria ricaduta, sottolinea lo staff medico, ma una guarigione che non si era completata al 100%. Le sollecitazioni della partita contro la Juventus hanno fatto riemergere il fastidio, consigliando ora la massima prudenza. Il giocatore si fermerà fino alla completa risoluzione del quadro clinico, con un rientro previsto, con ogni probabilità, solo dopo la sosta per le nazionali di ottobre.

Una tegola pesantissima per il giocatore e per l’Atalanta. De Ketelaere era infatti in lizza per una maglia da titolare martedì sera, in quella che sarebbe stata la sua partita del cuore: la prima storica gara casalinga dei nerazzurri in Champions League, al Gewiss Stadium, proprio contro il suo ex Club Brugge. Un appuntamento che ora dovrà saltare, così come la successiva sfida di campionato contro il Como.

Si tratta di un duro colpo per il fantasista belga, che sperava di essersi messo alle spalle il problema, e per Gian Piero Gasperini, che perde una delle sue pedine più importanti per due impegni ravvicinati e significativi. L’obiettivo ora è recuperarlo pienamente, senza fretta, per averlo a disposizione al meglio per il resto della stagione.

Scaroni: «Stadio? Credo che domani il Comune prenderà una decisione saggia per il calcio italiano»

Scaroni: «Stadio? Credo che domani il Comune prenderà una decisione saggia per il calcio italiano». Le dichiarazioni del presidente del Milan

Vigilia di un giorno cruciale, forse quello decisivo, per il futuro dello stadio di Milano. Domani, il Consiglio Comunale è chiamato a esprimersi su un progetto che da anni tiene banco, e il presidente del Milan, Paolo Scaroni, è intervenuto ai microfoni di DAZN per fare il punto della situazione, esprimendo una fiducia che suona anche come un appello alla responsabilità.

Per Scaroni, la votazione di domani rappresenta la potenziale conclusione di un percorso iniziato molto tempo fa, un momento chiave non solo per Milan e Inter, ma per l’intero sistema calcistico nazionale. «Domani è la fine mi auguro di un lungo percorso che ho iniziato tanti anni fa, credo che domani il Consiglio Comunale prenderà una decisione saggia e varerà una decisione saggia per i due club e per il calcio italiano. Un passaggio fondamentale che mi auguro che domani avverrà».

Il presidente ha poi risposto con fermezza ai dubbi sollevati sulla trasparenza delle proprietà dei club, un tema che ha alimentato il dibattito nelle ultime settimane. Scaroni ha chiarito senza esitazioni la posizione del Milan. «Per quanto riguarda il Milan è molto semplice. Il Milan è di proprietà di RedBird che è di proprietà del signor Gerry Cardinale che vediamo spesso e che conosciamo un po’ tutti. Il tema della trasparenza non riesco a capirlo. Per quanto riguardo l’Inter parleranno loro, ma la loro situazione è analoga alla nostra».

Infine, ha ribadito la sua convinzione in un esito positivo, sottolineando le conseguenze disastrose che un eventuale stop al progetto comporterebbe. Le sue parole sono un monito sulle enormi responsabilità in gioco. «Siamo fiduciosi perché se dovessero sollevarsi problemi perderemmo tutti: squadre, Milano, l’Italia, il calcio italiano. Non vedo chi si potrebbe prendere la responsabilità di creare un danno di questo tipo». Un messaggio forte e chiaro: bloccare il nuovo stadio significherebbe danneggiare un intero sistema, una responsabilità che, secondo Scaroni, nessuno dovrebbe voler assumere.

Camarda in pieno recupero manda in estasi il Lecce: 2-2 col Bologna al Via del Mare

Camarda in pieno recupero manda in estasi il Lecce: 2-2 col Bologna al Via del Mare. Il classe 2008 la impatta last second dalla panchina

Un finale da film, un pareggio che sa di giustizia e uno stadio in visibilio. Lecce e Bologna si dividono la posta in palio al termine di una partita spettacolare, terminata 2-2 grazie a un colpo di testa all’ultimo respiro del giovane Francesco Camarda. Una gara vibrante, in cui i salentini hanno colpito tre legni e si sono visti rimontare e superare, prima di trovare la forza per un’impresa finale che ha premiato il loro coraggio e punito un Bologna a due facce.

Sotto una pioggia battente, il Lecce di Di Francesco parte a mille, aggredendo un Bologna sorpreso e compassato. Al 13′, dopo una grande parata di Skorupski, è Lassana Coulibaly a sbloccare il risultato, approfittando di un’incertezza della difesa rossoblù. I padroni di casa dominano, sfiorano il raddoppio con una traversa colpita da Morente e sembrano in totale controllo. Ma il Bologna, quasi dal nulla, trova la fiammata per rientrare: Kouassi atterra Dallinga in area, è rigore netto. Dal dischetto, Riccardo Orsolini è glaciale, segna il suo 68° gol in Serie A con il Bologna e supera una leggenda come Giuseppe Signori.

La ripresa si apre sulla stessa falsariga, con il Lecce che colpisce un altro palo con Coulibaly. Il Bologna, però, cresce e si affida alle parate decisive di uno straordinario Skorupski, che nega il gol a Gallo con un intervento prodigioso. La beffa per i salentini si materializza quando il neo-entrato Jens Odgaard trova la deviazione vincente che porta in vantaggio gli ospiti. Sembra finita, ma il Lecce non si arrende. Nel finale assedio, Pierotti colpisce il terzo legno della giornata. All’ultimo secondo, su calcio d’angolo, il giovanissimo Camarda, in prestito dal Milan, si libera della marcatura di Miranda e con un’incornata da centravanti vero firma il meritatissimo 2-2, mandando in estasi il “Via del Mare”.

Manna: «Coi nuovi serve pazienza, non negatività. Vogliamo difendere lo scudetto. Io legato ad Allegri»

Manna: «Coi nuovi serve pazienza, non negatività. Vogliamo difendere lo scudetto. Io legato ad Allegri». Le parole del direttore sportivo del Napoli

Minuti carichi di tensione a San Siro, dove sta per andare in scena il big match della quinta giornata di Serie A tra Milan e Napoli. Prima del fischio d’inizio, il direttore sportivo dei partenopei, Giovanni Manna, è intervenuto ai microfoni di DAZN per fare il punto sulle strategie e le ambizioni del club campione d’Italia in carica.

Il primo tema toccato è stato quello della costruzione della rosa e della necessità di avere pazienza con i nuovi innesti, arrivati per allungare e potenziare una squadra che ha cambiato molto negli ultimi due anni. «Noi abbiamo portato avanti questa cosa di allungare la rosa anche l’anno scorso, soprattutto per le seconde linee. Sono arrivati nove giocatori, in due anni ne abbiamo cambiati un numero importante. La crescita del Napoli passa dalla crescita di questi giocatori che devono fare esperienza, ci vuole pazienza: bisogna restare tranquilli e non essere negativi se fanno male in questa partita perché siamo sicuri che ci potranno dare una mano».

Inevitabile poi parlare dello status del Napoli, che si presenta a San Siro da capolista e con il tricolore sul petto. Manna ha le idee chiare: l’obiettivo è difendere il titolo con le unghie e con i denti. «Noi ci siamo conquistati lo scudetto sul campo, normale che vogliamo difendere con determinazione giorno per giorno. Ci sono squadre forti, ma dobbiamo pensare solo a noi stessi, siamo consapevoli di avere una ottima squadra. La Champions League è un’altra cosa, ci sono squadre di livello più alto. Sarà un bel campionato, ci faremo trovare pronti: vogliamo difendere lo Scudetto».

Infine, una nota personale sulla sfida nella sfida con Massimiliano Allegri, tecnico del Milan con cui Manna ha condiviso un percorso professionale alla Juventus. «Sì, l’ho visto prima insieme a Conte. E’ una persona alla quale sono legato, è di un livello alto e gli auguro di fare un bel campionato, ma a partire da domani. Il Milan sarà un bell’avversario». Un attestato di stima che testimonia il grande rispetto tra i due club, pronti a darsi battaglia in campo per obiettivi altissimi.

Pioli convinto: «Fino ad oggi più segnali positivi che negativi»

Pioli convinto: «Fino ad oggi più segnali positivi che negativi». Le dichiarazioni del tecnico della Fiorentina dopo il pari col Pisa

Un derby toscano teso, falloso e senza gol. La Fiorentina non va oltre lo 0-0 contro il Pisa e sprofonda in una crisi di risultati che assume contorni storici. Quella attuale è infatti la peggior partenza del club nell’era dei tre punti; inoltre, era dalla stagione 1977-78 che la squadra viola non chiudeva le prime cinque giornate di campionato senza nemmeno una vittoria. Nonostante questo, il tecnico Stefano Pioli, intervenuto ai microfoni di DAZN, cerca di non fare drammi, analizzando la prestazione con lucidità e provando a guardare avanti con fiducia.

L’allenatore parte dalla constatazione di una partita ben interpretata ma sterile in attacco. «Forse è mancato il gol perchè la squadra l’aveva interpretata bene, – spiega – è un derby sentito, è stata una partita fallosa giocata da due squadre in una posizione di classifica complicata».

Nonostante i numeri impietosi, Pioli si sforza di trovare segnali incoraggianti. «L’abbiamo interpretata come volevamo ma dovevamo essere più pericolosi. Ho visto cose comunque positive. Ora dobbiamo solo insistere perchè non è la partenza che volevamo ma i segnali per oggi sono più positivi che negativi». La strada per migliorare, però, è ancora lunga e il tecnico ne è consapevole. «Dobbiamo sistemare certe situazioni, diventare più squadra, arrivare prima sulla palla e avere più personalità dalla trequarti in su. Dobbiamo migliorare sui dettagli perchè le prestazioni sono in crescendo: cercare più 1vs1, più tiri in porta, cercare di determinare qualcosa di più sulla trequarti. Quando inizi un percorso è così ma siamo sulla buona strada».

Durante il match, l’allenatore ha richiamato spesso i suoi centrocampisti, svelando poi il motivo tattico. «Li chiamavo spesso perché il Pisa era molto aggressivo quando uscivamo fuori e, quindi, dovevamo tenere la palla più dentro al campo, siamo usciti troppe volte con i terzi sugli esterni e il Pisa portava pressione forte».

Ora la testa va all’Europa, un’occasione per ritrovare vittoria e morale. La Fiorentina esordirà in Conference League contro il Sigma Olomouc. «La mentalità deve essere sempre la stessa. La prima partita di Conference League in casa è importante per iniziare bene nella competizione che è un nostro obiettivo».

Formazioni ufficiali Milan-Napoli: le scelte di Allegri e Conte

Formazioni ufficiali Milan Napoli: le scelte di Allegri e Conte per il super big match di Serie A in programma questa sera a San Siro

L’attesa è finita. In una San Siro vestita a festa, va in scena una delle sfide più attese della stagione, un confronto che profuma già di Scudetto: Milan contro Napoli. La quinta giornata di Serie A mette di fronte due corazzate in stato di grazia, guidate da due allenatori vincenti come Massimiliano Allegri e Antonio Conte, pronti a darsi battaglia in un match che non ha bisogno di presentazioni.

Il Milan arriva all’appuntamento sull’onda dell’entusiasmo. La cura Allegri sembra aver rigenerato l’ambiente rossonero, capace di infilare quattro vittorie consecutive tra campionato e Coppa Italia. Il Diavolo appare trasformato, solido e consapevole della propria forza, con il rientro di Rafael Leao che aggiunge ulteriore qualità a una rosa stellare. L’obiettivo è chiaro: battere i Campioni d’Italia in carica per lanciare un messaggio inequivocabile a tutto il campionato.

Dall’altra parte, il Napoli di Conte si presenta a San Siro da capolista a punteggio pieno. Un rullino di marcia impressionante, con quattro vittorie nelle prime quattro giornate, frutto di un gioco già ben assimilato e di una mentalità feroce. Nonostante un’emergenza difensiva che ha costretto il tecnico a scelte obbligate, gli azzurri cercano la quinta sinfonia consecutiva in quella che si preannuncia come la prova di maturità definitiva, un esame per capire se questa squadra può davvero riconfermarsi al vertice del calcio italiano.

Le formazioni ufficiali di Milan-Napoli:

MILAN (3-5-2): Maignan; Tomori, Gabbia, Pavlovic; Saelemaekers, Fofana, Modric, Rabiot, Estupinan; Pulisic, Gimenez. Allenatore: Massimiliano Allegri.

NAPOLI (4-1-4-1): Meret; Di Lorenzo, Marianucci, Juan Jesus, Gutierrez; Lobotka; Politano, Anguissa, De Bruyne, McTominay; Hojlund. Allenatore: Antonio Conte.

Gilardino: «Pareggio sta stretto al Pisa. Negato un rigore evidente»

Gilardino: «Pareggio sta stretto al Pisa. Negato un rigore evidente». Le parole del tecnico dopo lo 0-0 contro la Fiorentina

Un misto di orgoglio, rammarico e amarezza. Sono questi i sentimenti che animano Alberto Gilardino, tecnico del Pisa, al termine del combattutissimo derby toscano pareggiato contro la Fiorentina. Intervenuto ai microfoni di DAZN, l’allenatore ha elogiato senza riserve la prestazione dei suoi ragazzi, sottolineando però come il risultato finale non renda pienamente giustizia a quanto visto in campo, anche a causa di alcuni episodi arbitrali molto contestati.

La sensazione predominante è quella di aver perso due punti, con la prestazione che lascia ben sperare per il futuro. «Sicuramente il pareggio ci va un po’ stretto per la partita che abbiamo fatto, abbiamo avuto diverse situazioni come il palo e la traversa. Alcuni episodi sono stati dubbi, ma devo fare i complimenti ai ragazzi. Con questo tipo di intensità e mentalità presto arriveranno le vittorie. C’è grande certezza, grande desiderio di starci appieno in questo campionato e vedo la mentalità dei ragazzi che cresce. Non era semplice oggi giocare questa partita contro questa Fiorentina ma l’abbiamo fatto alla grande, siamo stati compatti e abbiamo creato occasioni. Dispiace perché non siamo riusciti a conquistare la vittoria, però sono orgoglioso di loro».

Oltre alla sfortuna per i legni colpiti, a pesare sul bilancio finale sono due decisioni arbitrali che Gilardino fatica a digerire. Il tecnico non usa mezzi termini per esprimere il suo dissenso, pur mantenendo un tono composto ma deciso. «Sul gol di Meister non condivido questa regola, non la condivido nel calcio. L’accettiamo con amarezza, ma c’era una mano in area di rigore su un cross di Bonfanti ed è molto chiaro». Un’analisi lucida che non cerca alibi, ma che evidenzia la frustrazione per episodi che hanno inevitabilmente condizionato una partita in cui il suo Empoli avrebbe meritato, per gioco e occasioni create, l’intera posta in palio.

Infortunio Belotti, confermate le pessime sensazioni: c’è lesione del crociato

Infortunio Belotti, confermate le pessime sensazioni: c’è lesione del crociato. Ecco l’amaro responso degli esami strumentali

Il timore si è trasformato in una terribile realtà. Le sensazioni negative che avevano accompagnato l’uscita dal campo di Andrea Belotti durante la partita di ieri sera contro l’Inter hanno trovato la più dura delle conferme. Per l’attaccante del Cagliari e per tutto l’ambiente sardo, la giornata di oggi ha portato con sé la notizia peggiore: il responso degli esami strumentali sul suo ginocchio sinistro è impietoso e preannuncia un lunghissimo stop.

La diagnosi, arrivata nel pomeriggio, ha confermato le preoccupazioni che già filtravano dalla mattinata, gettando un’ombra sulla stagione della squadra di Fabio Pisacane. L’infortunio riportato dal “Gallo” è tra i più seri per un calciatore: lesione del legamento crociato anteriore. Un verdetto che significa intervento chirurgico e un percorso di riabilitazione che lo terrà lontano dai campi per molti mesi, mettendo di fatto fine alla sua stagione.

La conferma definitiva è arrivata tramite una nota ufficiale pubblicata dal club rossoblù:

«A seguito dell’infortunio riportato ieri in gara, Andrea Belotti è stato sottoposto nella giornata odierna ad esami diagnostici ed accertamenti strumentali che hanno evidenziato la lesione del legamento crociato anteriore del ginocchio sinistro. Il calciatore svolgerà nei prossimi giorni ulteriori accertamenti e visite specialistiche».

Si tratta di una doccia gelata, una beffa atroce per un giocatore che a Cagliari sembrava aver finalmente ritrovato la sua dimensione e il sorriso dei giorni migliori. Il suo ottimo avvio di stagione, impreziosito dalla doppietta decisiva nella vittoria contro il Lecce, lo aveva reso il leader tecnico e carismatico della squadra. Ora, nel momento più bello, arriva questo stop forzato che rappresenta un colpo durissimo per le ambizioni del Cagliari e per un attaccante che stava tornando a ruggire come ai vecchi tempi.

Fiorentina, Pioli sotto accusa. Nel mezzo anche un record negativo in casa viola


Fiorentina, Pioli sotto accusa: il peggior inizio del 21° secolo. La situazione attuale

La Fiorentina continua a deludere e il pareggio nel derby contro il Pisa, valido per la quinta giornata di Serie A, non fa che confermare le difficoltà della squadra viola. Il Derby dell’Arno, tornato in scena nella massima serie dopo ben 34 anni, doveva rappresentare un’occasione di riscatto, ma si è rivelato invece l’ennesimo passo falso. La Fiorentina, apparsa lenta e priva di idee, può addirittura considerarsi fortunata ad essere uscita dall’Arena Garibaldi con un punto, visto che alcuni episodi nella ripresa – se interpretati diversamente dal VAR – avrebbero potuto condannarla alla sconfitta.

Sul banco degli imputati finisce inevitabilmente Stefano Pioli, allenatore della Fiorentina, la cui gestione in questo avvio di stagione sta sollevando non pochi interrogativi. I numeri parlano chiaro: si tratta del peggior avvio di campionato per i gigliati nell’intero arco del 21° secolo. Nelle prime cinque giornate, mai la squadra toscana aveva raccolto meno di 5 punti. Il precedente record negativo era proprio di cinque punti in tre occasioni diverse, ma l’attuale Fiorentina di Pioli è riuscita a fare peggio, fermandosi a soli 3 punti in 5 partite.

Un dato ancora più preoccupante se si considera l’epoca dei tre punti a vittoria: mai prima d’ora la Fiorentina aveva collezionato così pochi punti in avvio. La squadra sembra smarrita, senza una precisa identità tattica, e i segnali positivi intravisti nelle scorse stagioni sotto la guida di Pioli sembrano ormai un lontano ricordo.

Il pareggio contro un Pisa organizzato ma sicuramente non irresistibile aumenta la frustrazione dei tifosi viola, che iniziano a chiedersi se l’attuale allenatore sia ancora la figura giusta per guidare questo gruppo. La fiducia della dirigenza non è infinita, e il nome di Pioli inizia a essere sempre più spesso associato alle voci di un possibile esonero.

La Fiorentina ha adesso bisogno di una scossa, di una reazione immediata per non perdere contatto con le zone nobili della classifica. Il tempo per recuperare c’è, ma serve una svolta netta. E tutto dipenderà, ancora una volta, dalle scelte di Stefano Pioli e dalla sua capacità di ridare anima e gioco a una Fiorentina che, ad oggi, sembra aver perso entrambe.

Nzola rammaricato: «Stiamo crescendo come Pisa. Manca il goal, ma credo che…»


Nzola: «Il Pisa cresce, manca solo il gol. Con questo pubblico possiamo sognare»

Dopo il pareggio nel derby toscano contro la Fiorentina, l’attaccante del Pisa, M’Bala Nzola, ha commentato la prestazione ai microfoni di DAZN. Una gara intensa, combattuta fino all’ultimo minuto, ma che ha lasciato un retrogusto amaro per la squadra nerazzurra, ancora alla ricerca della prima vittoria in campionato.

«Siamo stati sfortunati, ma il gruppo è in crescita costante. Abbiamo creato occasioni importanti, ci è mancato solo il gol per portare a casa i tre punti», ha dichiarato Nzola, visibilmente determinato a dare di più nelle prossime giornate. «Con un po’ più di cinismo sotto porta, possiamo battere chiunque. Dobbiamo solo continuare a lavorare e restare uniti».

Il centravanti angolano, arrivato in estate per dare peso e profondità all’attacco del Pisa, è diventato rapidamente un punto di riferimento nello scacchiere offensivo. Le sue giocate, la sua fisicità e la capacità di aprire spazi per i compagni stanno dando nuova linfa alla squadra nerazzurra.

Nzola ha poi speso parole di grande stima per il giovane Akinsanmiro, autore di una prestazione brillante: «È troppo forte, lo sappiamo tutti. Ha qualità straordinarie e gioca con grande personalità. Sono sicuro che sentiremo parlare molto di lui in futuro. Giocare con talenti così ti stimola a fare sempre meglio».

Oltre al campo, l’attaccante ha voluto elogiare anche il calore dei tifosi pisani: «Il pubblico è stato straordinario, ci ha spinti per tutta la gara. Giocare all’Arena Garibaldi con questo tifo è un’emozione unica. Speriamo di poter regalare presto tante soddisfazioni a questa gente. Lavoriamo ogni giorno anche per loro».

Il Pisa, con questo pareggio, conferma di essere una squadra in costruzione, ma con ottime prospettive. Il tecnico ha più volte ribadito l’importanza di dare tempo ai nuovi innesti, e la crescita di giocatori come Nzola è un segnale incoraggiante.

Il prossimo impegno vedrà il Pisa affrontare una diretta concorrente per la zona playoff, e sarà l’occasione perfetta per sbloccare la classifica. Con un Nzola sempre più coinvolto nel progetto e un gruppo in crescita, i nerazzurri possono guardare al futuro con fiducia.

Gasperini: «La nostra è una squadra solida, ma la Roma deve gestire quella cosa»


Gasperini: «Roma solida, ma dobbiamo gestire meglio la fatica». La situazione

Al termine della vittoria contro l’Hellas Verona, il tecnico Gian Piero Gasperini ha commentato ai microfoni di DAZN la prestazione della sua Roma, sottolineando luci e ombre della gara. Il 2-0 finale è arrivato grazie a un gol di Dovbyk, porta inviolata e primo posto momentaneo in classifica, ma Gasperini non è del tutto soddisfatto.

«Una vittoria importante, e sono contento per il risultato, per il gol di Dovbyk e per come abbiamo difeso», ha detto Gasperini. «Tuttavia ho visto alcuni giocatori faticare, specie stasera. È la prima volta che affrontiamo tre partite in una settimana, e probabilmente non tutti hanno recuperato come avrei voluto. Qualche scoria fisica resta, e dobbiamo tenerne conto nelle prossime gare».

Il tecnico ha evidenziato anche come la squadra, pur dominando alcuni momenti, abbia mostrato difficoltà sia in fase offensiva che difensiva: soprattutto nel primo tempo sono emersi problemi nei movimenti preventivi dei difensori, nelle marcature preventive e nella capacità di anticipare sull’avversario. «Quando non sei brillante come al solito, anche squadre meno pericolose riescono a creare occasioni», ha aggiunto Gasperini.

Particolarmente elogiato il portiere Svilar, protagonista di parate decisive che hanno contribuito a mantenere la porta inviolata. «Svilar oggi è stato monumentale, forse si parla poco del suo valore reale. È una garanzia: parate che fanno la differenza, tempismo, reattività. Quando serve, risponde presente».

Il tecnico ha poi fatto il punto sul momento della Roma: primo posto in classifica, a pari punti o vicino ad altre squadre forti. Nonostante le difficoltà fisiche, Gasperini guarda avanti con fiducia: «Questa classifica è meritata, ma non facciamo voli pindarici. Il campionato è lungo, ci sono tante partite, impegni. Dobbiamo continuare a costruire, a migliorare, a recuperare chi è infortunato».

Tra i giocatori sottolineati da Gasperini c’è anche Pellegrini, che ha fornito una prova piena, dimostrando di avere anche fisicamente la forza per reggere i 90 minuti. E c’è spazio anche per i giovani: Ziolkowski ha fatto il suo debutto, definito dal tecnico un ragazzo di prospettiva che potrà dare qualcosa in più nel corso della stagione.

Gasperini non dimentica che la fatica accumulata, le partite ravvicinate e le rotazioni obbligate possono incidere. «É importante vedere chi sta bene, chi può dare il massimo e chi ha bisogno di respiro. È un momento di crescita anche sotto questo profilo».

Alla fine il messaggio di Gasperini è chiaro: la Roma sta bene, il lavoro fatto finora è apprezzabile, ma attenzione a non sottovalutare il peso della condizione fisica e della gestione della rosa. L’obiettivo è ambizioso, ma serve equilibrismo tattico e mentale per restare al vertice.

Zanetti sicuro: «Peccato per la sconfitta, ma per il Verona sono convinto di una cosa»


Verona, Zanetti fiducioso nonostante la sconfitta: «La strada è quella giusta»

Dopo la sconfitta per 2-0 contro la Roma allo Stadio Olimpico, il tecnico del Verona, Paolo Zanetti, ha analizzato la prestazione della sua squadra ai microfoni di DAZN. Nonostante il risultato negativo, l’allenatore si è detto soddisfatto dell’atteggiamento e della crescita continua del gruppo.

«Abbiamo fatto una grande partita, ma non è bastato. Il Verona ha mostrato intensità, idee e carattere, ma di fronte abbiamo trovato una Roma molto cinica. Avevo chiesto continuità e, sotto questo aspetto, sono contento: è la terza gara consecutiva in cui mettiamo in campo il massimo. Il risultato è negativo, ma vedo tanti segnali positivi.»

Zanetti ha poi parlato delle prossime gare che attendono i gialloblù: «Ora abbiamo davanti tre partite fondamentali. Questa deve essere la base di partenza. Abbiamo lavorato tanto per dare un’identità precisa al Verona, e finalmente si comincia a vedere. Dobbiamo salvarci attraverso prestazioni solide, fatte di sacrificio e organizzazione. Finora abbiamo raccolto meno di quanto meritato, ma questo deve spingerci a lavorare ancora più duramente.»

Il tecnico ex Venezia e Empoli ha anche fatto un confronto con la scorsa stagione: «La sensazione è che questo gruppo sia più facile da plasmare. Abbiamo ripartito da zero, con ragazzi affamati e con talento, pronti a mettersi in gioco. Il Verona che sto vedendo mi segue in ogni dettaglio, e questo è fondamentale per costruire un percorso che ci porterà all’obiettivo finale: la salvezza.»

Su alcuni singoli, come Orban e Giovane, Zanetti si è detto fiducioso: «Hanno tutto per esplodere. Anche senza gol stanno impressionando, vuol dire che hanno qualità. Il gol arriverà, ci vuole solo tempo, fiducia e un pizzico di fortuna. L’importante è creare occasioni, poi i dettagli faranno la differenza.»

Con questa sconfitta, il Verona resta a secco di punti contro una big, ma può guardare avanti con fiducia. L’impronta di Zanetti si vede sempre di più, e l’ambiente gialloblù sembra compatto e motivato per affrontare le prossime sfide decisive.


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Formazioni ufficiali Lecce Bologna, le scelte in vista del match


Lecce Bologna, formazioni ufficiali: le scelte di Di Francesco e Italiano per la sfida al Via del Mare

Tutto pronto allo Stadio Via del Mare per il match tra Lecce e Bologna, valido per la quinta giornata di Serie A 2025/2026. Fischio d’inizio alle ore 18:00 per una sfida che promette equilibrio e intensità, con entrambe le squadre desiderose di raccogliere punti importanti in ottica classifica.

Il tecnico del Lecce, Eusebio Di Francesco, conferma il suo ormai consolidato 4-3-3, puntando sulla solidità difensiva e sulle ripartenze veloci. In porta c’è il titolare Falcone, protetto dalla linea a quattro composta da Kouassi, Gaspar, Tiago Gabriel e Gallo. A centrocampo fiducia a Coulibaly, Ramadani e Berisha, mentre in attacco spazio al tridente formato da Morente, Stulic e Pierotti. Un mix di esperienza, gioventù e talento per provare a scardinare la retroguardia rossoblù.

Sul fronte opposto, il Bologna di Vincenzo Italiano scende in campo con il suo classico 4-2-3-1. Tra i pali confermato Skorupski, mentre la difesa è composta da Holm, Heggem, Lucumí e Miranda. In mediana spazio a Ferguson e Moro, chiamati a garantire equilibrio e copertura. Sulla trequarti agiranno invece Orsolini, Fabbian e Rowe, a supporto dell’unica punta Dallinga, pronto a sfruttare ogni occasione utile in area di rigore.

La sfida Lecce Bologna rappresenta un banco di prova importante per entrambe le squadre. I salentini cercano continuità dopo un inizio di campionato altalenante, mentre i rossoblù vogliono confermare i progressi visti nelle ultime uscite. La gara potrebbe decidersi a centrocampo, dove i duelli tra Ramadani e Ferguson, o tra Berisha e Moro, saranno determinanti per il controllo del gioco.

Occhi puntati anche su alcuni singoli: da una parte Stulic, che ha già mostrato sprazzi di grande classe, dall’altra Orsolini, leader tecnico del Bologna e capace di cambiare il volto di una partita con una sola giocata.

Lecce Bologna è dunque più di una semplice sfida di metà classifica: è uno scontro tra due filosofie di gioco, tra allenatori ambiziosi e gruppi in costruzione. Il campo dirà chi avrà la meglio, ma lo spettacolo, al Via del Mare, è garantito.

LECCE (4-3-3): Falcone; Kouassi, Gaspar, Tiago Gabriel, Gallo; Coulibaly, Ramadani, Berisha; Morente, Stulic, Pierotti. All. Di Francesco.

BOLOGNA (4-2-3-1): Skorupski; Holm, Heggem, Lucumi, Miranda; Ferguson, Moro; Orsolini, Fabbian, Rowe; Dallinga. All. Italiano.

Zaniolo sicuro: «Dobbiamo reagire come fa una grande squadra. Ecco cosa è andato storto»


Zaniolo analizza la sconfitta: «Dobbiamo reagire, non cerchiamo alibi»

Dopo la sconfitta per 3-1 contro il Sassuolo, il centrocampista dell’Udinese, Nicolò Zaniolo, è intervenuto in conferenza stampa per commentare la prestazione della squadra e il suo stato di forma. Il numero 22 bianconero ha parlato con lucidità, sottolineando l’importanza degli episodi nella gara, ma senza nascondere le responsabilità del gruppo.

«Oggi è stata una partita decisa dagli episodi – ha dichiarato Zaniolo –. Nei primi minuti abbiamo avuto delle occasioni importanti: io stesso ho avuto una palla buona per segnare, poi Kristensen ha sfiorato il gol. Ma subito dopo siamo andati sotto 2-0, ed è stata una mazzata. Non siamo stati reattivi, eravamo troppo passivi. La partita che avevamo preparato era un’altra».

Zaniolo non ha nascosto la delusione per il risultato, ma ha voluto ringraziare i tifosi dell’Udinese, che nonostante la sconfitta hanno continuato a sostenere la squadra: «I tifosi erano giustamente arrabbiati alla fine. Non abbiamo fatto una bella partita, e le critiche vanno accettate. Ma ci tengo a ringraziarli perché ci seguono sempre con grande passione».

Interpellato sul suo stato fisico, Zaniolo ha ammesso di non essere ancora al massimo: «Non sono al top, ma sto lavorando ogni giorno per tornare al 100%. Il campionato è lungo e ci saranno tante partite in cui potremo riscattarci. Intanto, analizzeremo gli errori commessi e penseremo già alla prossima sfida contro il Cagliari».

Sul possibile rigore non concesso, l’ex Roma e Galatasaray ha commentato con equilibrio: «Il contatto l’ho sentito, sono arrivato prima sulla palla e poi ho subito il tocco. Di solito il VAR interviene in questi casi, ma evidentemente l’arbitro ha visto diversamente. In ogni caso, non possiamo aggrapparci a questi episodi: dobbiamo guardarci dentro e capire cosa non ha funzionato».

Zaniolo si è detto determinato a contribuire alla crescita dell’Udinese, sia sul piano personale che collettivo: «Dobbiamo crescere come squadra, e io per primo voglio fare di più. Serve più attenzione, più aggressività. Le qualità le abbiamo, ma senza atteggiamento non bastano. Ora testa bassa e lavorare».

Il campionato è ancora lungo, e Zaniolo vuole essere uno dei protagonisti della riscossa friulana.

Runjaic rammaricato: «Udinese, così non va. Occorre crescere sotto quell’aspetto»


Runjaic analizza la sconfitta: «L’Udinese deve crescere, ma niente scuse»

Dopo la sconfitta per 3-1 contro il Sassuolo, l’allenatore dell’Udinese, Kosta Runjaic, ha parlato in conferenza stampa affrontando con lucidità il momento complicato della squadra. Il tecnico tedesco non si è nascosto e ha riconosciuto i limiti evidenziati durante la gara, senza però cercare alibi.

«Quando si perde, è facile puntare il dito contro gli episodi o gli arbitraggi, ma io credo sia più utile guardare dentro la nostra prestazione» – ha dichiarato Runjaic. «Abbiamo avuto diverse occasioni nitide all’inizio con Zaniolo e Kristensen. Avremmo potuto indirizzare la partita in altro modo. Riguardo ai rigori, specialmente il secondo episodio su Solet, credo ci sia stato un contatto evidente, ma non posso cambiare nulla. Il VAR è uno strumento importante, ma la sua interpretazione resta a volte poco chiara».

L’Udinese ha faticato a contenere un Sassuolo cinico e organizzato, e lo stesso Runjaic ha sottolineato come i problemi principali siano nati dalla gestione difensiva. «Il primo gol nasce da una semplice palla lunga: l’abbiamo gestita male e ci è costata cara. Nella ripresa ho visto un’Udinese diversa, ma non abbastanza solida. Abbiamo lasciato troppi spazi e subito azioni evitabili. È frustrante, e sono arrabbiato anche con me stesso. Devo trovare soluzioni migliori».

Sul piano tattico, l’allenatore ha provato a cambiare modulo nella ripresa per rimettere in carreggiata la gara: «Ho cercato di dare un impulso diverso alla squadra, di aumentare l’intensità e la presenza in zona offensiva, ma alla fine non è bastato. Abbiamo pagato ogni errore».

Un aspetto chiave, secondo Runjaic, è la necessità di migliorare la fase difensiva: «Nelle ultime due partite abbiamo incassato sei gol, e questo è inaccettabile. Il gioco offensivo è importante, ma senza una base solida in difesa non si va lontano. Stiamo lavorando molto su questo con il gruppo, che è giovane e ha potenziale. Ma servono attenzione, cattiveria e responsabilità».

L’Udinese è attesa ora da una reazione immediata. Runjaic, nonostante la delusione, si mostra fiducioso: «Abbiamo dimostrato, in altre partite, di poter competere a buoni livelli. Questa sconfitta deve farci crescere. Il campionato è lungo e possiamo ancora dire la nostra».

Grosso soddisfatto: «Importante questa vittoria per il Sassuolo»


Sassuolo, Grosso soddisfatto dopo la vittoria: «Vittoria pesante, gruppo in crescita»

Il Sassuolo conquista una vittoria preziosa al Mapei Stadium contro l’Udinese, nel match valido per la quinta giornata di Serie A. A fine partita, il tecnico Fabio Grosso si è presentato in conferenza stampa per commentare la prestazione dei suoi ragazzi, sottolineando l’importanza del successo ottenuto.

«Le vittorie in questo campionato arrivano solo attraverso prestazioni di alto livello – ha dichiarato Grosso – e oggi voglio fare i complimenti alla squadra. Non era facile: siamo partiti male, concedendo troppo nei primi minuti, ma dopo i due gol iniziali abbiamo saputo gestire meglio. A parte un paio di episodi evitabili, abbiamo concesso poco. Nel secondo tempo siamo stati meno squadra, c’è stata più individualità, ma il finale è stato molto positivo e ci teniamo stretta questa vittoria».

Il tecnico del Sassuolo ha poi parlato dei singoli, in particolare di Koné e Iannoni, protagonisti della gara: «Ismael ha un grande potenziale, si sa inserire bene e ha ottime doti tecniche e fisiche. Lo stiamo aiutando a integrarsi con gli attaccanti. Iannoni ha fatto una partita solida e, come gli altri offensivi, si è sacrificato anche in fase difensiva. Sono soddisfatto del loro atteggiamento».

Non poteva mancare una menzione per Domenico Berardi, autore dell’ennesimo assist della sua carriera: «È in compagnia di nomi come Messi, Suarez e Neymar per numero di gol e assist. È un giocatore intelligente, riempie la partita con qualità e presenza. Pensavo fosse stanco, invece mi ha detto che aveva ancora energia».

Grosso ha anche commentato le proteste dell’Udinese per alcuni episodi arbitrali: «Dal campo mi sono sembrate decisioni rapide, forse affrettate. Ma non mi piace parlare di arbitri, preferisco concentrarmi sul nostro lavoro. Oggi sono felice anche per mio figlio, che sta facendo il suo percorso in un ambiente sano».

Infine, sull’atteggiamento del gruppo e sulla gestione della concentrazione: «Proviamo ogni giorno a trasmettere ai ragazzi la capacità di leggere i momenti. Il primo gol nasce da un’azione fluida, l’ultimo da un cross su cui avevamo lavorato. I cambi? Sono felice che abbiano avuto un impatto positivo, ma il merito va sempre a chi scende in campo».

Con questa vittoria, il Sassuolo di Grosso dà un segnale forte e mostra segnali di crescita importanti, in vista delle prossime sfide di campionato.

Pisa Fiorentina 0-0: è crisi viola. Per i nerazzurri un buon punto

In Toscana il match valido per la giornata di Serie A Pisa Fiorentina: sintesi, tabellino, risultato, moviola e cronaca LIVE

La cronaca, sintesi e diretta LIVE della partita Pisa Fiorentina, valevole per la giornata del campionato di Serie A Enilive 2025/2026.

PISA FIORENTINA CRONACA E DIRETTA LIVE

Una partita molto aperta alla quale c’è botta e risposta: prima Kean risponde a Nzola, poi lo stesso grande ex colpisce di testa la traversa sfiorando il vantaggio. Dopo di che la Fiorentina prende ancora coraggio e spinge molto sulle fasce laterali tra Gosens e Dodò: nel mezzo anche il salvataggio di Semper su Nicolussi Caviglia. Nella ripresa ci si mette di mezzo pure il fuorigioco che annulla due reti di Kean. A beffare la squadra viola potrebbe pensarci un altro ex come Juan Cuadrado, ma tra lui e il goal c’è di mezzo il palo. Finisce 0-0 un match che vede la Fiorentina entrare nella crisi.

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