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Roma Verona 2-0: Altro successo per gli uomini di Gasperini

All’Olimpico il match valido per la giornata di Serie A Roma Verona: sintesi, tabellino, risultato, moviola e cronaca LIVE

La cronaca, sintesi e diretta LIVE della partita Roma Verona, valevole per la giornata del campionato di Serie A Enilive 2025/2026.

ROMA BOLOGNA CRONACA E DIRETTA LIVE

PRIMO TEMPO

La Roma parte subito all’attacco e Dovbyk dopo sette minuti porta in vantaggio la squadra di Gian Piero Gasperini. Tuttavia il Verona reagisce e si fa pericoloso prima con Orban e poi e Belghali: con Svilar che deve stare attento. Dall’altra capitan Pellegrini prova a spingere, ma il primo tempo finisce 1-0 per i giallorossi.

SECONDO TEMPO

Nella ripresa il Verona continua a spingere dove tra i tanti spicca Giovane che sfiora addirittura il pareggio, nel mezzo una Roma che prova a resistere. Tuttavia i giallorossi si riprendono sotto tutti i punti di vista: andando a segno con un grandissimo Soulé. Finisce 2-0 per i giallorossi.

Sassuolo Udinese 3-1, dominio totale dei neroverdi che fanno un balzo importante in classifica


Sassuolo Udinese 3-1: vittoria importante per i neroverdi, friulani ancora al palo

Al Mapei Stadium di Reggio Emilia si è giocata una sfida intensa e ricca di gol tra Sassuolo e Udinese, valida per la quinta giornata di Serie A. Il match Sassuolo Udinese si è concluso con un netto 3-1 in favore dei padroni di casa, che hanno così ottenuto la loro seconda vittoria stagionale.

Il Sassuolo parte fortissimo e mette subito le cose in chiaro: al minuto 8 è Laurienté a sbloccare il risultato con una conclusione precisa che batte il portiere friulano. Passano solo quattro minuti e Koné firma il raddoppio, approfittando di una disattenzione difensiva dell’Udinese. Il primo tempo del match Sassuolo Udinese si chiude quindi con i neroverdi avanti per 2-0, grazie a un approccio aggressivo e organizzato.

Nella ripresa, l’Udinese prova a riaprire la partita. Al 55’ è Davis a trovare il gol dell’1-2 con un bel colpo di testa che riaccende le speranze per la formazione di Runjaic. I friulani alzano il ritmo, ma non riescono a trovare il pareggio, anche grazie alla buona tenuta difensiva del Sassuolo.

Al minuto 79, Fabio Grosso decide di inserire Iannoni. Una mossa che si rivela decisiva: dopo appena due minuti dal suo ingresso, il centrocampista sigla il gol del definitivo 3-1, chiudendo virtualmente la gara Sassuolo Udinese.

Con questo successo, il Sassuolo sale a 6 punti in classifica e si porta momentaneamente al 12° posto, in attesa dei risultati delle altre partite domenicali. Un’iniezione di fiducia importante per i neroverdi, che nella prossima giornata affronteranno in trasferta l’Hellas Verona.

Situazione opposta per l’Udinese, che incassa la seconda sconfitta consecutiva dopo il pesante 3-0 subito dal Milan. I bianconeri restano fermi a 7 punti e scivolano al 10° posto, mostrando evidenti difficoltà difensive: sono infatti sei i gol subiti nelle ultime due gare. Il tecnico Runjaic dovrà lavorare sulla tenuta della squadra in vista della prossima sfida, in programma domenica prossima contro il Cagliari nell’anticipo delle 12.30.

La partita Sassuolo Udinese conferma il momento delicato dei friulani e rilancia le ambizioni del Sassuolo, apparso finalmente più solido e concreto.

Pisa Fiorentina, tensione tra le due tifoserie. Fermati molti ultras viola: ecco perché


Pisa Fiorentina: tensione alle stelle, ultras viola fermati dalla polizia. La situazione

Alta tensione in città in vista del derby tra Pisa e Fiorentina, una sfida che va ben oltre il campo da gioco e che ha scatenato momenti di forte preoccupazione nelle ore precedenti al fischio d’inizio. La partita Pisa Fiorentina, attesissima da entrambe le tifoserie, ha richiesto un imponente dispiegamento di forze dell’ordine per garantire la sicurezza pubblica.

Secondo “Il Tirreno” situazione è degenerata già nella mattinata di domenica 28 settembre, quando circa un centinaio di ultras della Fiorentina ha raggiunto Pisa, posizionandosi nella zona del mercato di via Paparelli, non lontano dallo stadio. I tifosi viola, molti dei quali armati di bastoni e mazze, hanno intonato cori provocatori contro i rivali nerazzurri, facendo esplodere petardi e mostrando uno striscione polemico contro il caro biglietti nei settori popolari.

La situazione stava per degenerare quando, secondo una prima ricostruzione riportata da Il Tirreno, i due gruppi di tifosi si sono avvicinati pericolosamente nella zona compresa tra via Carducci e via Leopardi, a pochi passi dalla piazza del mercato. Il rischio di scontri diretti era altissimo, ma l’intervento tempestivo della polizia ha impedito il contatto fisico tra le due tifoserie, contenendo la tensione in una zona già sotto osservazione speciale.

Anche l’area de La Fontina, alle porte della città, è stata interessata da momenti di forte allarme. In tutta la città, infatti, il dispositivo di sicurezza predisposto per il derby Pisa Fiorentina è stato attivato fin dalle prime ore del mattino, con controlli, perquisizioni e blocchi stradali volti a prevenire incidenti.

Il match Pisa Fiorentina, valido per la stagione in corso, non è solo una sfida calcistica ma anche un evento ad alto rischio per l’ordine pubblico. Le autorità hanno invitato i tifosi a mantenere la calma e a vivere l’evento con spirito sportivo, ma le premesse hanno purtroppo mostrato il contrario.

Con la città blindata, resta alta l’attenzione delle forze dell’ordine per evitare nuovi episodi violenti prima e dopo la partita. Il derby Pisa Fiorentina, da sempre sentito, si conferma tra i più delicati del panorama calcistico toscano.

Pio Esposito, primo gol in Serie A: un momento storico per l’Inter e per la famiglia Esposito

Inter, Pio Esposito entra nella storia: il gol al Cagliari lo porta tra i 4 marcatori italiani più giovani di sempre in nerazzurro

Il gol segnato da Francesco Pio Esposito, attaccante classe 2005 cresciuto nel settore giovanile dell’Inter, non è soltanto una gioia personale e familiare, ma rappresenta anche un piccolo pezzo di storia per il club nerazzurro. Con la rete realizzata contro il Cagliari, il giovane centravanti è infatti diventato il quarto calciatore italiano nato negli anni 2000 più giovane a segnare in Serie A con la maglia dell’Inter.

Una classifica speciale di giovani marcatori nerazzurri

Secondo i dati raccolti da Sky Sport, davanti a lui ci sono tre nomi che evocano ricordi importanti per i tifosi interisti.

  • Sebastiano Esposito – fratello maggiore di Pio, oggi attaccante del Cagliari – che trovò il gol a soli 17 anni e 172 giorni.
  • Mario Balotelli, attaccante cresciuto anche lui ad Appiano Gentile, che andò a segno a 17 anni e 238 giorni, diventando una delle più grandi promesse del calcio italiano.
  • Marco Davide Faraoni, difensore e centrocampista classe 1991, che firmò la sua prima rete in nerazzurro a 20 anni e 74 giorni.

Con il gol arrivato a 20 anni e 91 giorni, Pio Esposito si inserisce in questa speciale graduatoria, confermando una tradizione familiare che lega il cognome Esposito ai colori nerazzurri.

Un gol dal valore simbolico

Il giovane attaccante, già lanciato da Cristian Chivu – ex difensore rumeno e oggi allenatore della Primavera interista – durante il Mondiale per Club, ha trovato continuità di prestazioni e ora anche il primo sigillo in Serie A. Segnare davanti al fratello Sebastiano, avversario con la maglia del Cagliari, ha reso il momento ancora più speciale e carico di significato.

La rete, arrivata all’82’ minuto della sfida all’Unipol Domus, ha chiuso definitivamente la partita dopo l’iniziale vantaggio firmato da Lautaro Martínez, capitano e leader offensivo dell’Inter. Un gol liberatorio, che mette fine a settimane di attesa e che potrebbe aprire una nuova fase della carriera di Pio Esposito.

L’eredità e il futuro

Questo dato statistico conferma come l’Inter continui a investire sui giovani italiani, offrendo spazio e fiducia a talenti che possono rappresentare il futuro del club e della Nazionale. Per Pio Esposito, il cammino è appena iniziato: i tifosi nerazzurri sognano che questa prima rete sia soltanto l’inizio di una lunga serie di successi.

Atletico Real Madrid, 75 anni dopo: da Herrera a Simeone, la manita che entra nella leggenda

Dal Mago Herrera al Cholo Simeone: l’Atletico riscrive la storia del derby con cinque gol al Real Madrid

L’Atlético Madrid ha scritto una pagina memorabile della sua storia recente con il clamoroso 5-2 inflitto al Real Madrid. Una vittoria che non solo rilancia le ambizioni dei colchoneros in una Liga iniziata con qualche difficoltà, ma che riporta alla mente un precedente lontanissimo: erano infatti 75 anni che l’Atlético non segnava almeno cinque reti ai rivali cittadini in una partita ufficiale.

Un successo che profuma di storia

L’ultima volta che l’Atlético Madrid riuscì a travolgere il Real con un punteggio simile risale al 1950, un anno che rimase scolpito nella memoria dei tifosi rojiblancos. In quell’occasione, la squadra allora guidata da Helenio Herrera, il leggendario allenatore argentino naturalizzato francese soprannominato Il Mago per la sua abilità tattica e carismatica, riuscì a imporsi due volte con risultati roboanti.

A febbraio del 1950, al Metropolitano, l’Atlético superò il Real con un netto 5-1, approfittando di un momento complicato per i blancos, reduci da una crisi economica legata alla costruzione del nuovo stadio. Pochi mesi dopo, a novembre, arrivò un altro trionfo: un incredibile 3-6 all’Estadio de Chamartín, l’impianto che in seguito sarebbe stato ribattezzato Santiago Bernabéu.

Il peso simbolico della vittoria

Il 5-2 di ieri non è soltanto un risultato eclatante, ma anche un segnale forte per il campionato. L’Atlético, che aveva iniziato la stagione con qualche passo falso, dimostra di avere ancora tutte le carte in regola per competere ai massimi livelli. La squadra di Diego Simeone, tecnico argentino noto per il suo stile grintoso e difensivo ma capace di trasformarsi in spietato realismo offensivo, ha mostrato una versione scintillante, capace di colpire con cinismo e qualità.

Una rivalità eterna

Il derby di Madrid è da sempre una delle sfide più sentite del calcio spagnolo. Ogni vittoria assume un valore che va oltre i tre punti, e quella dell’Atlético resterà impressa come una delle più significative dell’era moderna. Dopo 75 anni, i colchoneros hanno riscritto la storia, riportando alla memoria le gesta di Herrera e regalando ai tifosi una notte che difficilmente sarà dimenticata.

Addio a Carlo Sassi, storico volto della Domenica Sportiva e inventore della moviola in Italia

È morto Carlo Sassi, il pioniere della moviola e protagonista della Domenica Sportiva. Il calcio italiano piange il giornalista

Il giornalismo sportivo italiano piange la scomparsa di Carlo Sassi, figura storica della televisione e inventore della celebre moviola, lo strumento che ha cambiato per sempre il modo di raccontare il calcio in TV. Nato a Milano il 1° ottobre 1929, Sassi iniziò la sua carriera come calciatore dilettante prima di approdare in Rai nel 1960. Da subito entrò nello staff della trasmissione La Domenica Sportiva, dove introdusse l’uso delle immagini al rallentatore per analizzare le azioni più controverse delle partite.

L’esordio della moviola: il derby di Milano del 1967

Il debutto ufficiale della moviola avvenne il 22 ottobre 1967, in occasione del derby tra Inter e Milan. Protagonista fu il cosiddetto “gol fantasma” di Gianni Rivera, elegante centrocampista rossonero e Pallone d’Oro 1969, la cui rete non fu convalidata dall’arbitro. Quell’episodio segnò l’inizio di una rivoluzione televisiva: da allora la moviola divenne un appuntamento fisso, capace di alimentare discussioni infinite tra tifosi, giornalisti e addetti ai lavori.

Una carriera tra Rai e programmi cult

Inizialmente Sassi curò la rubrica insieme a Bruno Pizzul, storica voce del calcio italiano e telecronista di numerosi Mondiali ed Europei. Successivamente divenne titolare di “Pronto moviola”, spazio in cui commentava personalmente gli episodi più discussi, spesso confrontandosi con i calciatori coinvolti.

Sassi rimase a La Domenica Sportiva fino al 1991, per poi affiancare Sandro Ciotti, giornalista e radiocronista dalla voce inconfondibile, nella conduzione di Quasi Gol. Negli anni successivi collaborò anche con Fabio Fazio, conduttore televisivo e autore, e con Marino Bartoletti, giornalista sportivo e direttore di testate, nel programma cult “Quelli che il calcio”, dal 1993 al 2001.

L’eredità di Carlo Sassi

Grazie a Carlo Sassi, la moviola è diventata un simbolo del calcio italiano, anticipando di decenni l’introduzione della tecnologia VAR. La sua intuizione ha trasformato il modo di vivere le partite, portando il pubblico dentro le decisioni arbitrali e rendendo il dibattito sportivo più acceso e partecipato.

Con la sua scomparsa, il mondo del giornalismo sportivo perde non solo un innovatore, ma anche un narratore capace di unire tecnica, passione e spettacolo.

Real Madrid in ansia: infortunio per Carvajal, un mese di stop. A rischio la sfida di Champions contro la Juve

Infortunio Carvajal, Real Madrid nei guai: il terzino spagnolo rischia di saltare la Champions League con la Juventus

Non c’è pace per il Real Madrid. L’infermeria dei Blancos continua a riempirsi e a complicare i piani di Xabi Alonso, tecnico basco arrivato sulla panchina madrilena per dare nuova solidità alla squadra. Dopo gli stop di Antonio Rüdiger, difensore centrale tedesco ex Chelsea, e di Trent Alexander-Arnold, terzino inglese noto per la sua spinta offensiva, ora si ferma anche Dani Carvajal, veterano spagnolo classe 1992 e punto di riferimento della fascia destra.

Lesione al soleo: tempi di recupero e rischi per la Champions

Il club ha comunicato ufficialmente la diagnosi: lesione al muscolo soleo della gamba destra. Secondo quanto riportato dall’esperto di mercato Fabrizio Romano, Carvajal dovrà restare fermo per circa quattro settimane. Una tempistica che mette seriamente a rischio la sua presenza nel big match di Champions League contro la Juventus, in programma il 22 ottobre al Santiago Bernabéu.

Per Alonso si tratta di un colpo durissimo: la sua linea difensiva titolare è praticamente azzerata. Con Rüdiger, Alexander-Arnold e ora Carvajal indisponibili, il tecnico dovrà ridisegnare completamente il reparto arretrato, inventando soluzioni d’emergenza in una delle sfide più delicate della stagione.

Una difesa da reinventare

La situazione assume i contorni di una vera e propria emergenza. Alonso, ex centrocampista di Real Madrid e Liverpool, dovrà affidarsi a seconde linee e giovani della cantera per fronteggiare l’attacco bianconero. Una scelta obbligata che rischia di pesare non solo sul match contro la Juve, ma anche sulle prossime gare di Liga.

La Juve di Tudor intravede un’occasione

Dall’altra parte, la notizia cambia radicalmente le prospettive della Juventus. La squadra allenata da Igor Tudor, tecnico croato noto per il suo calcio aggressivo e fisico, si troverà di fronte un Real Madrid rimaneggiato. La trasferta del Bernabéu, che sulla carta appariva come la più proibitiva del girone, si trasforma ora in una sfida aperta.

Affrontare un “gigante ferito” offre ai bianconeri una chance inaspettata: sfruttare le difficoltà difensive del Real per strappare punti preziosi e avvicinarsi con decisione alla qualificazione agli ottavi di Champions League.

Nico Gonzalez all’Atletico Madrid: rendimento, clausola da 34 milioni e le parole su Juve e Simeone…

Atletico Madrid, Nico Gonzalez convince: tutti i dettagli sul prestito dalla Juventus, la clausola riscatto e le sue parole..

Un affare da 34 milioni di euro che potrebbe incidere in modo significativo sul bilancio della Juventus. La cessione di Nico Gonzalez, attaccante argentino classe 1998 ed ex Fiorentina, all’Atletico Madrid non è ancora definitiva: il riscatto obbligatorio da parte del club spagnolo è infatti legato a una clausola precisa, che dipende dal minutaggio e dalla continuità del giocatore in Liga.

La clausola delle 21 presenze

Perché il trasferimento diventi permanente, Gonzalez dovrà disputare almeno il 60% delle partite di campionato con la maglia dei “Colchoneros”. In termini pratici, significa collezionare almeno 21 presenze, con un minutaggio minimo di 45 minuti per gara. Se la condizione verrà rispettata, nelle casse della Juventus entreranno 32 milioni di euro, che si aggiungeranno al milione già incassato per il prestito oneroso e a un ulteriore milione legato a bonus. L’operazione complessiva raggiungerebbe così i 33-34 milioni di euro, una plusvalenza importante per la società bianconera.

L’avvio a Madrid

L’esperienza di Gonzalez a Madrid è iniziata con il piede giusto. L’attaccante ha già collezionato 4 presenze, di cui 3 valide ai fini della clausola (contro Villarreal, Maiorca e Real Madrid), tutte con un minutaggio superiore ai 45 minuti. Un segnale positivo per l’Atletico e per il tecnico Diego Simeone, allenatore argentino noto per la sua disciplina tattica e la capacità di valorizzare i giocatori offensivi nel suo sistema di gioco.

Un affare tecnico ed economico

La Juventus osserva con attenzione l’evoluzione della situazione. La continuità di Gonzalez in Spagna non rappresenta soltanto una questione tecnica per l’Atletico, ma anche un fattore economico cruciale per il futuro dei bianconeri, che puntano a chiudere l’operazione con un incasso rilevante.

Le parole del giocatore

Dopo la vittoria per 5-2 contro il Real Madrid, Gonzalez ha dichiarato a Mediaset: «Voglio giocare di nuovo come quando ero alla Fiorentina. Simeone crede in me e mi fa sentire sicuro. Alla Juve non mi sentivo me stesso, ma questo è il calcio: le situazioni cambiano velocemente. Ora sono felice qui».

Un messaggio chiaro: il talento argentino sembra aver ritrovato fiducia e continuità. Se manterrà questo ritmo, la Juventus potrà presto incassare un tesoretto fondamentale per il proprio bilancio.

Lutto nel mondo del giornalismo, si è spento Furio Focolari: il ricordo della Lazio

Addio a Furio Focolari, il giornalismo sportivo in lutto: il commosso saluto nella nota della Lazio

La S.S. Lazio ha voluto rendere omaggio a Furio Focolari, giornalista sportivo di grande esperienza e volto noto del panorama televisivo e radiofonico, scomparso nelle ultime ore. Focolari, oltre a essere una delle voci più riconoscibili del giornalismo calcistico italiano, era anche un tifoso appassionato dei colori biancocelesti.

Attraverso un comunicato ufficiale pubblicato sul proprio sito, la società capitolina ha espresso il proprio cordoglio: “La S.S. Lazio esprime le più sentite condoglianze per la scomparsa di Furio Focolari, icona del giornalismo sportivo italiano e grande tifoso biancoceleste. In questo momento di profondo dolore, il Presidente, lo staff, i giocatori e l’intera comunità della S.S. Lazio si stringono con affetto attorno alla famiglia”.

Un messaggio che sottolinea il legame speciale tra Focolari e la Lazio, un rapporto fatto di passione, critica costruttiva e amore autentico per la maglia. La sua carriera lo ha visto protagonista in televisione, in radio e sulla carta stampata, sempre con uno stile diretto e riconoscibile, capace di coinvolgere il pubblico e di raccontare il calcio con competenza e passione.

Il ricordo del giornalista arriva in un momento particolare per la squadra allenata da Maurizio Sarri, tecnico toscano che ha fatto della disciplina tattica e del gioco corale la sua filosofia.

La figura di Furio Focolari resterà impressa nella memoria collettiva non solo per la sua professionalità, ma anche per la passione autentica con cui ha raccontato il calcio e la Lazio. La sua voce, spesso critica ma sempre sincera, ha accompagnato generazioni di tifosi, diventando un punto di riferimento nel panorama sportivo italiano. La sua scomparsa lascia un vuoto profondo, ma il suo esempio continuerà a ispirare giornalisti e appassionati di sport.

Formazioni ufficiali Sassuolo Udinese, le scelte di Grosso e Runjaić per la sfida

Formazioni ufficiali Sassuolo Udinese, ecco di seguito le scelte dei due tecnici Grosso e Runjaić per la sfida di Serie A

Domenica 28 settembre alle ore 12:30 il Mapei Stadium di Reggio Emilia ospiterà Sassuolo–Udinese, sfida valida per la 5ª giornata di Serie A 2025/26. Una partita che mette di fronte due squadre reduci da percorsi differenti ma accomunate dalla necessità di dare continuità ai propri risultati.

Sassuolo: serve una svolta dopo un avvio difficile

Il Sassuolo, attualmente 14° in classifica, arriva al match con un bilancio poco incoraggiante: tre sconfitte e una sola vittoria nelle prime quattro giornate. La squadra allenata da Fabio Grosso, ex difensore campione del mondo con l’Italia nel 2006, deve reagire dopo una settimana complicata. I neroverdi sono infatti reduci dall’eliminazione in Coppa Italia, maturata con un pesante 3-0 sul campo del Como, e dalla sconfitta in campionato contro l’Inter (2-1 a San Siro).

Il tecnico romano punta a ritrovare solidità difensiva e maggiore incisività in attacco, affidandosi ai suoi uomini chiave come Domenico Berardi, capitano e simbolo del club, e al giovane centravanti Andrea Pinamonti, chiamato a sbloccarsi dopo un avvio sottotono.

Udinese: buon inizio, ma stop con il Milan

Diverso il cammino dell’Udinese, guidata dal tecnico croato Kosta Runjaić, allenatore noto per la sua organizzazione tattica e la valorizzazione dei giovani. I friulani hanno raccolto due vittorie, un pareggio e una sconfitta nelle prime quattro giornate, mostrando solidità e buone trame offensive.

In Coppa Italia i bianconeri hanno superato il Palermo per 2-1, ma in campionato sono reduci da un pesante ko interno contro il Milan (0-3), che ha interrotto la striscia positiva iniziata con il pareggio contro il Verona e proseguita con i successi contro Inter e Pisa.

Runjaić punterà sulla qualità dei centrocampisti e sull’esperienza degli attaccanti, per cercare di espugnare il Mapei Stadium.

Un match dal peso specifico importante

Sassuolo-Udinese non è solo una sfida di metà classifica: i tre punti in palio possono cambiare il volto della stagione di entrambe le squadre. I neroverdi cercano riscatto davanti al proprio pubblico, mentre i friulani vogliono confermare la crescita sotto la guida di Runjaić.

Con due allenatori ambiziosi e giocatori di qualità in campo, la partita promette intensità e spettacolo.

LE FORMAZIONI UFFICIALI

SASSUOLO (4-3-3): Muric; Walukiewicz, Idzes, Muharemovic, Doig; Vranckx, Matic, Konè; Berardi, Pinamonti, Laurienté. Allenatore: Fabio Grosso.

UDINESE (3-5-2): Sava; Palma, Kristensen, Solet; Zanoli, Piotrowski, Karlstrom, Atta, Zemura; Zaniolo; Davis. Allenatore: Kosta Runjaić.

Napoli, difesa decimata: debutto di Gutierrez contro il Milan dopo gli stop di Spinazzola e Olivera

Conte perde Spinazzola e Olivera: il Napoli lancia Gutierrez dal primo minuto a San Siro. Le ultimissime

Il Napoli si presenta al primo grande appuntamento della stagione, la sfida di questa sera a San Siro contro il Milan, con una lunga lista di indisponibili che complica i piani di Antonio Conte. L’allenatore salentino, arrivato in estate per rilanciare le ambizioni azzurre, dovrà fare i conti con un reparto difensivo ridotto all’osso.

Emergenza sulla corsia sinistra

Oltre ad Alessandro Buongiorno, difensore centrale ex Torino fermo da settimane, e ad Amir Rrahmani, pilastro kosovaro della retroguardia, nelle ultime ore si sono aggiunti anche Leonardo Spinazzola, esterno sinistro della Nazionale italiana, e Mathías Olivera, terzino uruguaiano di grande affidabilità. Entrambi non hanno preso parte alla partenza per Milano, lasciando Conte senza alternative naturali sulla fascia mancina.

La scelta del tecnico sembra ricadere su Miguel Gutiérrez, terzino spagnolo classe 2001 acquistato dal Girona ad agosto. Mancino di spinta, reduce da un intervento alla caviglia destra a luglio, non ha ancora esordito in maglia azzurra: per lui si prospetta dunque un debutto di grande responsabilità, non solo in Serie A ma anche in vista della delicata sfida di Champions League della prossima settimana contro lo Sporting Lisbona.

Difesa da ricostruire

Il reparto arretrato del Napoli appare completamente rimaneggiato. Giovanni Di Lorenzo, capitano e terzino destro della Nazionale italiana, è l’unico superstite della linea titolare. Al centro ci sarà spazio per Sam Beukema, difensore olandese arrivato dal Bologna, affiancato con ogni probabilità da Juan Jesus, brasiliano di esperienza, favorito sul giovane Marianucci (non inserito nella lista UEFA, così come Pasquale Mazzocchi).

Ballottaggio in porta

Tra i pali, Alex Meret, portiere friulano campione d’Italia nel 2023, sembra in vantaggio su Vanja Milinković-Savić, estremo difensore serbo arrivato in estate dal Torino.

Un test cruciale

La partita contro il Milan rappresenta un banco di prova fondamentale per Conte e per un Napoli costretto a reinventarsi. La gestione dell’emergenza difensiva sarà decisiva non solo per il risultato di San Siro, ma anche per il prosieguo della stagione, con l’Europa che incombe e la necessità di ritrovare certezze in un reparto oggi in piena emergenza.

Serie A, Pisa Fiorentina: le scelte di Pioli e Gilardino, torna Comuzzo, Gudmundsson vicino a Kean

Pisa Fiorentina: probabili undici e novità, Comuzzo titolare, Gudmundsson favorito in attacco

La sfida tra Pisa e Fiorentina torna dopo oltre trent’anni e promette scintille. Non si tratta solo di un derby toscano: i tre punti in palio pesano come macigni in chiave salvezza, con entrambe le squadre alla ricerca di riscatto.

Come arriva il Pisa

Il tecnico nerazzurro deve fare i conti con diverse assenze pesanti. Calvin Stengs, fantasista olandese, resterà fuori a lungo dopo l’operazione in Finlandia. Indisponibili anche il terzino Esteves e il giovane centrocampista Denoon.

Dopo l’ampio turnover in Coppa Italia (sconfitta 1-0 contro il Torino), in campionato torneranno i titolari. Possibile conferma del 3-5-2: tra i pali ci sarà Adrian Semper, portiere croato affidabile e reattivo. In difesa spazio a Simone Canestrelli (centrale di grande fisicità), al veterano Caracciolo e a uno tra Bonfanti e Lusuardi.

Sulle corsie laterali rientrano Idrissa Touré, esterno di spinta, e Mehdi Léris, giocatore duttile capace di coprire tutta la fascia. In mezzo agiranno Michel Aebischer, regista svizzero, Marius Marin, capitano e uomo d’ordine, e il giovane Akinsanmiro, centrocampista di grande corsa. In attacco, al fianco di M’Bala Nzola (punta angolana ex Fiorentina), ballottaggio tra Moreo e Tramoni.

Come arriva la Fiorentina

Per i viola di Stefano Pioli, allenatore esperto e pragmatico, la trasferta di Pisa rappresenta un crocevia fondamentale. La Fiorentina non ha ancora trovato la vittoria in campionato e un successo all’Arena Garibaldi sarebbe vitale per risalire la classifica.

In difesa tornerà titolare il giovane Comuzzo, affiancato da Pongracic e Ranieri, davanti al nuovo portiere David De Gea, campione spagnolo ex Manchester United. A centrocampo confermati Mandragora (metronomo mancino), Nicolussi Caviglia (ex Juventus, dinamismo e qualità) e Fazzini, con Dodò e Robin Gosens sulle fasce.

Resta da sciogliere il nodo tattico: 3-5-2 o 4-4-2. Nel secondo caso, Comuzzo agirebbe da terzino destro e Fazzini verrebbe avanzato come esterno. In attacco, accanto a Moise Kean (punta azzurra dal grande potenziale), dovrebbe rivedersi Albert Gudmundsson, fantasista islandese, favorito su Piccoli e Dzeko.

Modric al Milan, la rivelazione da Milanello: il gesto che fa impazzire i rossoneri

Luka Modric, il segreto del suo impatto al Milan: l’aneddoto che emoziona i tifosi. Tutti i dettagli sui rossoneri

L’arrivo di Luka Modric, centrocampista croato classe 1985 e vincitore del Pallone d’Oro 2018, ha rappresentato per il Milan molto più di un semplice rinforzo tecnico. Voluto dal direttore sportivo Igli Tare, l’ex stella del Real Madrid è stato scelto per dare qualità ed esperienza al centrocampo guidato da Massimiliano Allegri, allenatore toscano noto per la sua disciplina tattica e la capacità di valorizzare i campioni.

Etica del lavoro e dedizione quotidiana

Secondo quanto riportato dal giornalista Peppe Di Stefano, Modric si è distinto fin dai primi giorni a Milanello per un approccio professionale esemplare: “È il primo ad arrivare e l’ultimo ad andare via. Non è una frase fatta”. Una routine che dimostra non solo la sua volontà di mantenersi competitivo nonostante l’età, ma anche la perfetta sintonia con la filosofia di sacrificio e concentrazione che Allegri sta cercando di trasmettere alla squadra.

Il croato, con la sua leadership silenziosa e il costante impegno negli allenamenti, è diventato un punto di riferimento tecnico e morale per i compagni.

Umiltà e rapporto con i tifosi

Oltre al rendimento in campo, Modric ha conquistato i cuori dei tifosi rossoneri grazie alla sua disponibilità. Ogni giorno, all’ingresso o all’uscita da Milanello, si ferma per salutare i sostenitori presenti, concedendo foto e autografi senza distinzione. Un gesto semplice, ma raro per un campione del suo calibro, che rafforza il legame tra squadra e tifoseria.

Il valore per il progetto Milan

Per Allegri, Modric rappresenta il prototipo del campione maturo: conosce i segreti della vittoria e li trasmette ai più giovani, diventando un modello dentro e fuori dal campo. Le sue prestazioni in Serie A, unite alla professionalità quotidiana, lo rendono il leader ideale per guidare il centrocampo rossonero.

Il DS Igli Tare, artefice del suo arrivo, può dirsi soddisfatto: non solo ha portato a Milano un giocatore di classe mondiale, ma anche un esempio di comportamento che rafforza la cultura del club. La costanza e l’umiltà di Modric sono la chiave della sua longevità e un patrimonio prezioso per il futuro del Milan.

Sampdoria, Donati alle prese con gli infortunati: le ultime verso la 6ª giornata di Serie B

Sampdoria, emergenza infortuni: gli aggiornamenti sui giocatori in vista della 6ª giornata. Le ultimissime

La Sampdoria torna subito in campo dopo il pareggio contro il Bari e prepara la delicata sfida contro il Catanzaro, valida per la 6ª giornata di Serie B. I blucerchiati, guidati da Massimo Donati, ex centrocampista con esperienze in Serie A e Scozia, oggi alla sua prima stagione sulla panchina doriana, affrontano un momento complicato sul fronte degli infortuni.

Emergenza infortuni: Malanca e Pedrola out, Ferrari in dubbio

Il tecnico dovrà fare i conti con diverse assenze pesanti. Lorenzo Malanca, giovane difensore centrale classe 2004, resterà ai box per un infortunio che lo terrà lontano dal campo a lungo. Stesso destino per Estanis Pedrola, esterno offensivo spagnolo del 2003, giocatore rapido e imprevedibile, considerato uno degli elementi di maggiore fantasia della rosa. Entrambi non saranno disponibili contro il Catanzaro, costringendo Donati a rivedere gli equilibri della formazione titolare.

Qualche speranza resta invece per Alex Ferrari, difensore esperto classe 1994, fermato da un problema muscolare nelle ultime settimane. Lo staff medico monitorerà le sue condizioni fino all’ultimo allenamento, ma la sua presenza resta in forte dubbio. In caso di forfait, il reparto arretrato dovrà affidarsi a soluzioni alternative.

Catanzaro, avversario ostico

Il match contro il Catanzaro di Vincenzo Vivarini, squadra che ha iniziato bene la stagione, si preannuncia complesso. I calabresi hanno costruito la loro identità su intensità e qualità offensiva, caratteristiche che potrebbero mettere in difficoltà una Samp ancora alla ricerca della giusta solidità.

Per i blucerchiati sarà fondamentale mantenere compattezza difensiva e sfruttare al meglio le occasioni in avanti, dove giocatori come Fabio Borini, attaccante d’esperienza con trascorsi in Premier League, sono chiamati a fare la differenza.

Il Ferraris attende risposte

Lo stadio Luigi Ferraris si prepara ad accogliere una sfida che rappresenta un vero banco di prova per la Sampdoria. Dopo un avvio di campionato al di sotto delle aspettative, Donati chiede ai suoi uomini fiducia e spirito di gruppo. L’obiettivo è trasformare le difficoltà in motivazioni, conquistare la prima vittoria stagionale e ridare entusiasmo a un ambiente che attende segnali di rilancio.

Lazio, futuro incerto per Tavares: Sarri studia le mosse in vista del Genoa

Lazio, Tavares sotto esame: Sarri pronto a scegliere l’esterno per il Genoa. Le ultimissime sui biancocelesti

Il futuro di Nuno Tavares, terzino sinistro portoghese classe 2000 arrivato alla Lazio in prestito dall’Arsenal, è diventato uno dei temi più discussi in casa biancoceleste. L’errore commesso nel derby contro la Roma, che ha favorito il gol decisivo del capitano giallorosso Lorenzo Pellegrini (centrocampista classe 1996), ha lasciato pesanti conseguenze non solo sul risultato, ma anche sulla fiducia nei confronti del giocatore.

Un episodio che pesa sul morale

Dopo l’episodio, Tavares è apparso disorientato e privo della giusta reazione. Rimproverato dai compagni in campo, è stato sostituito all’intervallo dal tecnico Maurizio Sarri, allenatore toscano classe 1959, che ha preferito non rischiare ulteriormente. Non è ancora chiaro se il difensore abbia lasciato lo stadio Olimpico prima del triplice fischio o se sia rimasto negli spogliatoi fino al termine della gara.

La scelta di Sarri in vista del Genoa

Nelle prossime ore Sarri dovrà prendere una decisione cruciale in vista della sfida contro il Genoa: confermare Tavares, dandogli l’opportunità di riscattarsi, oppure puntare su Luca Pellegrini, terzino italiano classe 1999 cresciuto nel settore giovanile della Roma, subentrato con personalità nel derby. Secondo quanto riportato dal Corriere dello Sport, l’allenatore biancoceleste è consapevole di non poter “perdere” nessun elemento della rosa e per questo la gestione del caso sarà improntata all’equilibrio, evitando fratture nello spogliatoio.

Dall’impatto iniziale al calo di rendimento

Solo un anno fa Tavares aveva conquistato i tifosi laziali con accelerazioni e assist preziosi: ben otto nei primi due mesi con la maglia biancoceleste. Un impatto devastante che aveva acceso l’entusiasmo dei sostenitori. Tuttavia, i problemi fisici e la mancanza di continuità hanno progressivamente ridotto la sua brillantezza, fino all’attuale momento di difficoltà.

Un bivio decisivo

Oggi il portoghese si trova davanti a un bivio: riconquistare la fiducia dell’ambiente o rischiare di scivolare ai margini del progetto tecnico. La scelta di Sarri contro il Genoa potrebbe rappresentare un segnale forte sul futuro del terzino, chiamato a dimostrare di poter ancora essere una risorsa importante per la Lazio.

Lecce Bologna, Italiano sceglie Dallinga come arma in attacco

Bologna, sfida al Lecce: Italiano lancia Dallinga dal primo minuto. Le ultimissime sulla sfida di Serie A

Dopo la delusione europea, il Bologna è pronto a voltare pagina. La squadra rossoblù, guidata da Vincenzo Italiano, tecnico siciliano noto per il suo calcio propositivo e offensivo, torna in campo in Serie A con l’obiettivo di riprendere la corsa in campionato. L’avversario di giornata sarà il Lecce di Eusebio Di Francesco, allenatore abruzzese che ha costruito la propria carriera su un gioco dinamico e verticale, capace di esaltare la velocità dei suoi esterni.

La sfida al Via del Mare

Il match si giocherà allo stadio Via del Mare di Lecce, un campo tradizionalmente ostico per chiunque. I giallorossi salentini, sostenuti dal calore del pubblico di casa, cercano punti preziosi per allontanarsi dalla zona retrocessione. Il Bologna, invece, vuole confermare le proprie ambizioni europee e riscattare la sconfitta subita in Europa League, che ha lasciato qualche scoria emotiva nello spogliatoio.

Italiano e la carta Dallinga

Secondo le anticipazioni, Vincenzo Italiano sarebbe pronto a schierare dal primo minuto Thijs Dallinga, attaccante olandese classe 2000 arrivato in estate dal Tolosa. Dallinga, centravanti fisico ma anche dotato di buona tecnica, rappresenta un’arma in più per l’attacco rossoblù, soprattutto contro una difesa come quella leccese che spesso concede spazi in profondità. La scelta di puntare su di lui è stata evidenziata anche da La Repubblica – edizione Bologna, che in prima pagina ha titolato: “Contro il Lecce Italiano gioca la carta Dallinga”.

Le chiavi tattiche

Il Bologna dovrebbe confermare il consueto 4-3-3. Occhi puntati anche su Riccardo Orsolini, esterno offensivo italiano capace di incidere con dribbling e conclusioni dalla distanza. Dall’altra parte, Di Francesco pronto a mettere in difficoltà la squadra di Italiano.

Obiettivi e motivazioni

Per il Bologna la parola d’ordine è riscatto: conquistare i tre punti significherebbe restare agganciati al treno europeo e dare un segnale di solidità dopo la parentesi negativa in coppa. Il Lecce, invece, punta a sfruttare il fattore campo per mettere in difficoltà una delle squadre più in forma del campionato.

Una sfida che promette spettacolo, con due allenatori dal credo offensivo e con tanti protagonisti pronti a lasciare il segno.

Cagliari in ansia: infortunio al ginocchio per Belotti, attesi gli esami. Le ultime

Cagliari, infortunio al ginocchio per Belotti nella sfida contro l’Inter di Chivu, sono attesi gli esami. Le ultimissime

Momenti di forte preoccupazione in casa Cagliari dopo la sfida disputata alla Unipol Domus contro l’Inter di Cristian Chivu, tecnico rumeno subentrato in panchina quest’anno. Durante il match, infatti, Andrea Belotti, attaccante classe 1993 arrivato in estate in Sardegna per guidare l’attacco rossoblù, è stato costretto a lasciare il campo a causa di un problema al ginocchio sinistro.

L’infortunio del “Gallo”

Belotti, ex Torino e Roma, ha avvertito un dolore improvviso che non gli ha permesso di proseguire la gara. Una tegola pesante per Fabio Pisacane, allenatore sardo ed ex difensore rossoblù, che aveva puntato molto sull’esperienza e sul fiuto del gol del “Gallo” per trascinare la squadra in questo avvio di stagione di Serie A.

Nel post partita, Pisacane ha spiegato che l’attaccante ha riferito di aver sentito un “crac” al ginocchio dopo una distorsione. Parole che inevitabilmente alimentano i timori sull’entità dell’infortunio e che lasciano in sospeso il futuro immediato del bomber.

Esami strumentali nei prossimi giorni

Il club ha già programmato per Belotti accertamenti medici approfonditi, indispensabili per stabilire l’entità della lesione ed escludere ipotesi più gravi. Solo dopo i controlli sarà possibile avere un quadro chiaro sui tempi di recupero e sulle possibilità di rivederlo presto in campo con la maglia del Cagliari.

Un’assenza pesante per i rossoblù

L’infortunio di Belotti rappresenta un campanello d’allarme per il Cagliari, che rischia di perdere uno dei suoi uomini più rappresentativi. In queste prime giornate, l’attaccante ha già dimostrato di poter essere un punto di riferimento per il reparto offensivo, unendo sacrificio, leadership e senso del gol.

La società e i tifosi attendono ora con apprensione il responso degli esami, sperando che non si tratti di uno stop lungo. Nel frattempo, Pisacane dovrà valutare le alternative a disposizione per non perdere incisività in attacco, in attesa di buone notizie sul recupero del suo bomber di esperienza.

Villarreal Juve, il punto sugli infortunati: Bremer e Thuram preoccupano, Conceição dà fiducia

Juventus, emergenza infortuni: Bremer e Thuram a rischio per il Villarreal, Conceição recupera

Archiviato il pareggio contro l’Atalanta, la Juventus torna subito a concentrarsi sulla Champions League. Mercoledì sera, all’Allianz Stadium di Torino, i bianconeri ospiteranno il Villarreal in una sfida già decisiva per il cammino europeo. Una partita che l’allenatore Igor Tudor, ex difensore croato e oggi tecnico della Juve, prepara con qualche preoccupazione legata alle condizioni fisiche di due titolari fondamentali.

Infortuni Juventus: Bremer e Thuram in dubbio

Le attenzioni dello staff medico sono rivolte a Gleison Bremer, difensore brasiliano classe 1997, leader della retroguardia juventina. Il centrale si è fermato per un affaticamento muscolare e verrà monitorato giorno per giorno. La sua presenza contro gli spagnoli è fortemente a rischio, anche per via del grave infortunio al crociato che lo aveva già tenuto fermo la scorsa stagione.

Situazione simile per Khéphren Thuram, centrocampista francese del 2001 e figlio d’arte, che ha lasciato il campo contro l’Atalanta per un fastidio al polpaccio. Le prossime 48 ore saranno decisive per capire se potrà essere a disposizione. Per Tudor, perdere contemporaneamente il pilastro difensivo e il motore del centrocampo rappresenterebbe un colpo durissimo in vista di un match così delicato.

Le buone notizie dall’attacco: Conceição recuperato

Se la difesa e la mediana destano preoccupazioni, dall’attacco arrivano segnali incoraggianti. Francisco Conceição, esterno offensivo portoghese classe 2002, non era stato convocato contro l’Atalanta per scelta precauzionale, al fine di completare il recupero dal precedente infortunio. La gestione si è rivelata efficace: l’ex Ajax sarà regolarmente disponibile per la Champions League, offrendo a Tudor un’arma in più in fase offensiva.

Juventus-Villarreal: una sfida cruciale

La partita contro il Villarreal, squadra spagnola nota per la sua solidità tattica e pericolosità nelle competizioni europee, rappresenta un crocevia fondamentale per la stagione della Juventus. L’eventuale assenza di Bremer e Thuram rischia di complicare i piani, ma il rientro di Conceição potrebbe dare nuova linfa al reparto offensivo.

La Juventus si prepara dunque a una sfida ad alta tensione, con l’obiettivo di superare gli ottavi di finale e confermare le proprie ambizioni europee. I prossimi aggiornamenti sugli infortuni saranno decisivi per capire con quale formazione Tudor potrà affrontare il Villarreal.

Bastoni resta all’Inter: rifiutata la Premier League, il retroscena svelato da Moretto

Inter, Bastoni dice no alla Premier League: il difensore ha le idee chiare sul suo futuro. Le ultimissime notizie

Nel panorama del calciomercato estivo, uno dei nomi più discussi è stato quello di Alessandro Bastoni, difensore centrale classe 1999, punto fermo dell’Inter e della Nazionale italiana. Secondo quanto rivelato dal giornalista Matteo Moretto, esperto di trattative e collaboratore di Fabrizio Romano, il giocatore ha ricevuto l’interesse di diversi club di primo piano, in particolare dalla Premier League, campionato che da anni osserva con attenzione i talenti italiani.

Nonostante le sirene inglesi, la posizione del calciatore è rimasta chiara e inequivocabile: Bastoni vuole continuare a vestire la maglia nerazzurra. Cresciuto nel settore giovanile dell’Atalanta, il difensore è approdato all’Inter nel 2017 e, dopo un periodo di crescita e maturazione, è diventato uno dei simboli della squadra. Oggi rappresenta una colonna portante della retroguardia interista, apprezzato non solo per la sua solidità difensiva e la capacità di impostare l’azione dal basso, ma anche per la leadership che ha saputo sviluppare negli anni.

Il legame con l’Inter è forte e radicato. Bastoni, infatti, non ha mai nascosto il suo attaccamento al club e alla città di Milano, dove ha trovato l’ambiente ideale per crescere sia come calciatore che come uomo. La sua scelta di rifiutare le offerte provenienti dall’estero conferma la volontà di proseguire un percorso già ricco di soddisfazioni, che lo ha visto protagonista nella conquista di scudetti, coppe nazionali e in importanti campagne europee.

Secondo Moretto, il difensore ha respinto con fermezza ogni approccio, ribadendo la sua priorità: restare all’Inter. Una decisione che rappresenta un segnale importante per la dirigenza e per i tifosi, che vedono in lui uno dei pilastri su cui costruire il futuro del club.

Guidato oggi da Cristian Chivu, ex difensore rumeno e attuale allenatore del settore giovanile interista, Bastoni è considerato un esempio per i più giovani e un leader silenzioso nello spogliatoio. La sua fedeltà alla maglia nerazzurra rafforza ulteriormente la sua centralità nel progetto tecnico e societario.

Difficilmente, dunque, il difensore cambierà casacca nei prossimi mercati, a meno di scenari imprevisti. Per l’Inter e per i suoi tifosi, la permanenza di Bastoni è una garanzia di continuità e solidità, elementi fondamentali per affrontare le sfide future.

BASTONI INTER – «In estate è stato sondato da diversi club, molto importanti, soprattutto in Premier: ma la sua volontà è sempre stata chiara, restare all’Inter. E’ legatissimo al club e ai suoi compagni, difficilmente lascerà l’Inter nel giro dei prossimi mercati: ma il retroscena è che ha sempre detto di no ai club che si sono avvicinati perché la sua priorità è sempre stata restare in nerazzurro»

Milan Napoli, Allegri prepara la sfida scudetto: due ballottaggi e il ritorno di Leao

Milan Napoli, Allegri scioglie gli ultimi dubbi: formazione quasi fatta. Leao torna tra i convocati

Il Milan si prepara a vivere una serata di grande calcio: questa sera lo stadio San Siro ospiterà il primo vero scontro diretto della stagione contro il Napoli, campione d’Italia in carica. Per i rossoneri, guidati da Massimiliano Allegri — tecnico esperto e tattico raffinato — si tratta di un test fondamentale per confermare la crescita dopo un avvio incerto. Dopo la sconfitta all’esordio contro la Cremonese, il Diavolo ha reagito con quattro vittorie consecutive tra Serie A e Coppa Italia, mantenendo la porta inviolata in tutte le occasioni. Un segnale di solidità che alimenta le ambizioni milaniste.

Leao Rientra: Allegri Lo Gestisce con Prudenza

La notizia più attesa è il ritorno tra i convocati di Rafael Leao, attaccante portoghese classe ’99, elemento chiave nel progetto tecnico rossonero. Assente dalla prima gara stagionale per un infortunio al polpaccio, Leao è stato reintegrato dopo 45 giorni di stop. In conferenza stampa, Allegri ha chiarito che il numero 10 non partirà titolare: “Rafa ci sarà, ma giocherà solo gli ultimi venti minuti”. Una scelta dettata dalla volontà di preservare il talento lusitano per le prossime sfide decisive.

Formazione Milan: Due Ballottaggi da Sciogliere

La formazione rossonera è quasi definita, con due dubbi residui. A centrocampo, il duello è tra Youssouf Fofana, mediano francese di grande fisicità, e Ruben Loftus-Cheek, centrocampista inglese più offensivo e tecnico. Entrambi potrebbero alternarsi nel corso del match per garantire equilibrio e dinamismo.

In attacco, Santi Gimenez — punta messicana in crescita — è insidiato da Christopher Nkunku, attaccante francese rapido e imprevedibile, reduce da una buona prova in Coppa Italia. Il resto dell’undici sarà composto dai pilastri rossoneri: la difesa a tre consolidata, il centrocampo affidato alla regia di Luka Modric e alla grinta di Adrien Rabiot, e la velocità dell’americano Christian Pulisic sulla fascia.

Il Milan è pronto a sfidare il Napoli con rinnovata fiducia e una rosa in ripresa. Il ritorno di Leao, seppur parziale, potrebbe essere la scintilla decisiva in una gara che promette spettacolo e intensità.

Le prime pagine sportive nazionali – 28 settembre 2025

Le prime pagine dei quotidiani sportivi di oggi in edicola: Tuttosport, Corriere dello Sport e La Gazzetta dello Sport. I dettagli

Sono decine di migliaia le copie vendute tutte le mattine in edicola, ma un’anteprima dei principali contenuti può essere consultata già dalla sera precedente. Ecco, allora, le prime pagine dei Quotidiani Sportivi di oggi in edicola. Tuttosport, Corriere dello Sport e La Gazzetta dello Sport rappresentano i principali quotidiani sportivi in Italia.

Cagliari Inter, le dichiarazioni del tecnico Pisacane rossoblu nel post gara

Le dichiarazioni di Pisacane dopo quella che è stata la partita di Serie A Cagliari Inter

Ai microfoni di DAZN, l’allenatore Pisacane ha voluto rilasciare qualche dichiarazione su Cagliari Inter di Serie A.

LE DICHIARAZIONI – «»

INFORTUNIO BELOTTI – «Speriamo che non sia nulla di grave. La salute di Andrea viene prima di tutto. E’ un giocatore importante, di cuore».

PARTITA – «Io sono soddisfatto perché la mia squadra ha dato tutto, resta quello che di buono dobbiamo prendere e ripartire. Di fronte avevamo una squadra allestita per affrontare tutte le competizioni, sono dei campioni in tutti i reparti. Faccio i complimenti all’Inter perché ha vinto meritatamente facendo una grandissima partita per cui, se non l’avessa fatta non lo so come sarebbe andata. Noi ci prendiamo lo spirito, la reazione, la disposizione in campo fino all’ultimo. Ci ha rispettato, ha fatto una grandissima gara ed è giusto complimentarsi perché hanno ottenuto i tre punti. Io mi concentrerei sul sistema adottato dall’inizio, pensavamo di fare una partita davanti alla nostra gente con atteggiamento e attitudine diversa. E’ normale che pagavamo un po’ i due trequartisti perché quando si alzavano i due trequartisti con Barella, Lautaro e Thuram, faticavamo a filtrare in campo, per cui siamo tornati poi a quello che ci aveva dato maggiore soddisfazione in queste partite avendo un vertice basso e magari alzando Folo dietro Esposito. Folo ha caratteristiche offensive che ci permettono di strappare, avere gamba. E’ cambiato il piano tattico, facevamo uscire le due mezze sui due centrali, i braccetti Bastoni e Akanji. ».

Chivu post Cagliari Inter: «Contenti di averla sbloccata subito. Su Esposito…»

Le dichiarazioni di Chivu dopo quella che è stata la partita di Serie A Cagliari Inter

Ai microfoni di DAZN, l’allenatore Chivu ha voluto rilasciare qualche dichiarazione su Cagliari Inter di Serie A.

LE DICHIARAZIONI – «»

L’ANALISI DEL MATCH – «Bisogna capire quello che l’avversario concede, ci hanno sorpreso col cambio modulo: ma i principi sono rimasti quelli. L’abbiamo sbloccata subito ma non siamo riusciti a chiuderla: poi un po’ di sofferenza c’è, hanno preso entusiasmo mettendo attaccanti. Poi l’abbiamo chiusa, siamo contenti per la vittoria».

PIO ESPOSITO – «Andiamo piano, è un 2005: ha tutto il futuro davanti, deve continuare come sta facendo. Tutti riconoscono le sue qualità, ma ha margini e serve che rimanga coi piedi per terra. Io ho parlato di lui tre mesi fa: mi sta sorprendendo, sta facendo veramente bene. Ma andiamo piano, non rischiamo di pretendere troppo perché gioca per la squadra, sa fare certe cose, non ha paura di niente. Ha qualità, ha sangue freddo in area: sono contento si sia sbloccato, magari è più sereno».

CENTROCAMPO E LE SCELTE – «Sappiamo tutti quello che sono per qualità, esperienza e per tutto quello che possono dare. Hanno fatto tante giocate di prima e occupato bene lo spazio, con lavoro in fase difensiva anche: hanno qualità, sono bravi come lo sono anche Zielinski, Diouf, Frattesi e Sucic. Ho mille scelte da fare in base alle partite, all’avversario e alla meritocrazia: mi mettono in difficoltà. La frase ai tifosi ad Appiano? Niente da aggiungere (ride, ndr)».

Bologna, servono i goal per risollevare la classifica. Il punto in vista della gara contro il Lecce


Bologna, a Lecce per cambiare marcia: servono i gol di tutti. La situazione attuale

Il Bologna è chiamato a reagire. Dopo un avvio di stagione altalenante, la squadra di Vincenzo Italiano è attesa da un test importante sul campo del Lecce. Finora, in cinque giornate, i rossoblù hanno raccolto 6 punti e realizzato soltanto tre gol: troppo poco per una formazione ambiziosa come quella felsinea. Come sottolinea il Corriere dello Sport, serve una svolta immediata e, soprattutto, servono i gol di tutti.

La trasferta di Lecce rappresenta un’opportunità, ma anche un banco di prova complicato. Il Bologna, infatti, non ha ancora segnato neanche una rete lontano dal Dall’Ara, un dato che preoccupa lo staff tecnico e che rischia di rallentare la corsa verso l’obiettivo salvezza e, possibilmente, qualcosa in più. Italiano lo sa bene, e sta lavorando intensamente per trovare soluzioni offensive alternative in attesa del rientro di Ciro Immobile, previsto solo a fine ottobre.

Nel frattempo, la responsabilità di andare in gol ricade su altri interpreti. Riccardo Orsolini e Castro sono già andati a segno, ma non possono bastare. L’allenatore del Bologna si aspetta risposte concrete anche da Odgaard, Bernardeschi, Rowe e Dallinga, tutti finora sotto le aspettative in zona offensiva. I numeri parlano chiaro: per puntare in alto serve una produzione offensiva più ampia e condivisa.

Contro un Lecce solido e ben organizzato, sarà fondamentale l’atteggiamento mentale, oltre alla tenuta fisica. Italiano sta valutando alcune rotazioni, consapevole che la gestione delle energie sarà cruciale in questo periodo intenso. La trasferta al Via del Mare arriva in un momento delicato e potrebbe dire molto sullo stato attuale del gruppo rossoblù.

Il tecnico chiede più cattiveria sotto porta e una maggiore partecipazione offensiva da parte di centrocampisti e attaccanti. Il Bologna ha dimostrato di saper costruire buone trame di gioco, ma finora è mancata la finalizzazione. In attesa del ritorno di Immobile, sarà quindi determinante l’apporto di tutti gli uomini d’attacco.

L’obiettivo a Lecce è chiaro: tornare a casa con tre punti e, soprattutto, ritrovare il gol. Solo così il Bologna potrà davvero invertire la rotta e iniziare a risalire la classifica con convinzione.

Calciomercato Lazio, Milinkovic Savic pronto al grande ritorno in biancoceleste? Il punto


Calciomercato Lazio, sogno Milinkovic-Savic: ipotesi ritorno già a gennaio

Il nome di Sergej Milinkovic-Savic continua a infiammare i sogni dei tifosi biancocelesti. Secondo quanto riportato da Tuttosport, il centrocampista serbo starebbe seriamente valutando l’idea di lasciare l’Al-Hilal e l’Arabia Saudita già nel prossimo mercato invernale. Una notizia che riapre scenari affascinanti nel mondo del calciomercato Lazio, dove il ritorno del “Sergente” rappresenta più di un semplice desiderio nostalgico.

Milinkovic-Savic ha lasciato la Lazio nell’estate del 2023 per una cifra importante, ma il legame emotivo con la squadra e con i tifosi non si è mai spezzato. Il suo trasferimento in Arabia Saudita è stato spinto principalmente da ragioni economiche, ma dal punto di vista sportivo il salto non ha portato le soddisfazioni sperate. Nonostante le sue buone prestazioni e una condizione fisica ancora ottima, Milinkovic sente il bisogno di tornare a misurarsi in un contesto più competitivo.

In questo scenario, il calciomercato Lazio potrebbe riservare una clamorosa sorpresa. La Juventus e l’Inter seguono con interesse l’evoluzione del contratto del serbo – in scadenza nel 2026 – ma la suggestione di un ritorno alla corte biancoceleste non è affatto tramontata. Come riportato anche da Fabrizio Romano, il contratto con l’Al-Hilal potrebbe diventare oggetto di discussione nei prossimi mesi: «Milinkovic-Savic dovrà fare una scelta», ha affermato l’esperto di mercato.

E se quella scelta dovesse riportarlo a Roma, la Lazio avrebbe l’opportunità di riabbracciare uno dei suoi simboli più amati. Il centrocampo biancoceleste, attualmente orfano di leadership e qualità, beneficerebbe enormemente dell’esperienza e del carisma di Milinkovic, che conosce perfettamente l’ambiente e i meccanismi della squadra.

Ovviamente, per il calciomercato Lazio, l’ipotesi più concreta sembra essere quella di un possibile ritorno in estate, magari a condizioni favorevoli o addirittura a parametro zero. Tuttavia, se si aprisse uno spiraglio già a gennaio, la dirigenza dovrebbe farsi trovare pronta, cogliendo un’occasione che potrebbe cambiare il volto della stagione.

Il ritorno di Milinkovic-Savic alla Lazio sarebbe più di un colpo di mercato: sarebbe un segnale forte alla tifoseria e un atto d’amore verso un progetto che vuole tornare a sognare in grande.

Calciomercato Milan, obiettivo prendere Scamacca a gennaio? Le ultime novità


Calciomercato Milan: caccia al bomber per gennaio, Fratini svela gli obiettivi

Manca meno di un mese alla chiusura ufficiale del calciomercato estivo, ma in casa Milan l’attenzione è già proiettata alla sessione invernale. Il calciomercato Milan si prepara ad essere protagonista anche a gennaio, con un obiettivo ben preciso: rinforzare il reparto offensivo con un centravanti di livello internazionale.

Dopo un avvio di stagione positivo e una rosa che ha già mostrato segnali incoraggianti, la dirigenza rossonera vuole dare a Massimiliano Allegri — tecnico che ha saputo restituire compattezza e spirito alla squadra — un attaccante in grado di completare il puzzle offensivo. Il nome giusto, però, dovrà rispondere a caratteristiche ben precise.

A parlare delle strategie del calciomercato Milan è stato il noto talent scout Michele Fratini, intervenuto in esclusiva durante la trasmissione TiAmoCalciomercato.it, sul canale YouTube di CMIT. Le sue parole offrono uno spaccato interessante su ciò che bolle in pentola a Casa Milan.

«La priorità assoluta del Milan è trovare un attaccante che sappia sfondare le difese, un bomber vero», ha dichiarato Fratini. «Non basta un centravanti statico o di manovra, serve un finalizzatore puro, un giocatore che possa garantire gol con continuità e decisione. Il Milan vuole un profilo che possa fare la differenza anche nelle partite più bloccate».

Il focus del calciomercato Milan si concentra quindi su un profilo che unisca potenza, velocità e senso del gol. La dirigenza è al lavoro per individuare il giocatore ideale, con particolare attenzione ai campionati esteri dove si potrebbero trovare occasioni importanti a condizioni favorevoli. L’idea è di anticipare la concorrenza e chiudere un colpo strategico prima che i prezzi si alzino nel pieno della sessione invernale.

Allegri, dal canto suo, ha già dato indicazioni chiare: per continuare a lottare su più fronti, servirà un attaccante in grado di alternarsi con Giroud (che non può reggere tutti gli impegni) e dare profondità all’intero reparto offensivo.

Il calciomercato Milan si prepara dunque a un gennaio rovente. I tifosi sperano in un colpo da sogno, mentre la dirigenza lavora con discrezione ma determinazione. L’obiettivo è chiaro: regalare ad Allegri quel “grande bomber” che può fare la differenza nella seconda parte della stagione.

Manchester United buco nero: altro dramma. I tifosi chiedono l’esonero di Amorim

Manchester United buco nero: altro dramma, il disastro dei Red Devils in numeri. E i tifosi chiedono l’esonero di Amorim

Un’altra partita, un’altra sconfitta. Il vento gelido che soffia sul Manchester United non accenna a placarsi e, anzi, diventa sempre più impetuoso. Questa volta è il Brentford a infliggere una lezione severa ai Red Devils di Rúben Amorim, imponendosi per 3-1 e facendo ripiombare il club in una crisi che assume contorni drammatici. Il successo illusorio contro il Chelsea è già un lontano ricordo: la sesta giornata di Premier League ha mostrato ancora una volta tutte le fragilità di una squadra senza identità e senza certezze.

La partita si è compromessa in appena venti minuti, sotto i colpi di un scatenato Thiago, autore di una doppietta che ha messo in ginocchio la difesa dello United, apparsa ancora una volta impreparata e disattenta. In entrambi i gol, sono emersi gravi errori individuali, prima di Maguire e poi di de Ligt, a testimonianza di una fragilità che va oltre i dettami tattici. Il primo gol stagionale di Sesko ha provato a riaccendere la speranza, ma il rigore fallito da Bruno Fernandes nella ripresa ha spento ogni velleità, prima che Jensen chiudesse definitivamente i conti in contropiede.

Le critiche si concentrano inevitabilmente su Amorim. Dal suo arrivo nel novembre 2024, il tecnico portoghese ha tentato di imprimere una filosofia di costruzione più metodica, abbandonando il gioco di transizione del suo predecessore, ten Hag. Tuttavia, i risultati sono impietosi: i dati offensivi sono in calo e, paradossalmente, la squadra subisce più gol.

Le statistiche del suo mandato sono da incubo: in 33 partite di campionato, lo United non ha mai vinto due gare consecutive, ha perso più della metà degli incontri (17 sconfitte, con una percentuale di vittoria del 27,2%) e viaggia a una media punti da bassa classifica. A fine partita, le parole di Amorim non hanno calmato gli animi: «È dura perdere di nuovo, ma dobbiamo pensare alla prossima». Una dichiarazione che ha scatenato la furia dei tifosi sui social, dove l’hashtag #AmorimOut è tornato a imperversare. La proprietà, per ora, conferma la fiducia, ma la panchina del tecnico lusitano non è mai stata così traballante.

Marotta: «Chivu sta lavorando molto bene, trovo azzardate alcune valutazioni sull’Inter. San Siro? Spero che i nostri politici capiscano che…»

Marotta: «Chivu sta lavorando molto bene, trovo azzardate alcune valutazioni sull’Inter. San Siro? Spero che i nostri politici capiscano che…». Parla il presidente nerazzurro

Beppe Marotta, presidente dell’Inter, ha parlato ai microfoni di Sky Sport prima della gara contro il Cagliari, valida per la quinta giornata di Serie A, soffermandosi su tre temi centrali: il lavoro di Cristian Chivu, la gestione societaria e il futuro dello stadio di San Siro.

IL GIUDIZIO SU CHIVU – «L’impressione su Chivu è molto positiva: lo conoscevamo bene. Non è stato solo un calciatore vincente ma anche un ottimo allenatore nelle giovanili. A Parma ha dato risultati e questo depone, il suo profilo è adatto al nostro modello partito quest’anno, un nuovo ciclo: sta lavorando molto bene. Trovo azzardate alcune valutazioni da chi non vive la quotidianità: l’allenatore non è solo quello della domenica, ma è quello che lavora in settimana. Lui in tutti gli aspetti supera nettamente la sufficienza, siamo contenti».

Marotta ha voluto sottolineare la bontà del lavoro del tecnico rumeno, promosso in prima squadra dopo l’esperienza positiva con le giovanili. Secondo il presidente, le critiche arrivate dall’esterno non tengono conto del lavoro quotidiano svolto con il gruppo, che invece rappresenta un punto di forza per il nuovo progetto tecnico.

LA GESTIONE SOCIETARIA – «Io ho le spalle tantissimi anni, sono anche un po’ stanco ma ho uno strumento importante come l’esperienza, che va di passo con la competenza. Noi lavoriamo molto bene insieme sia nel rapporto con la proprietà che tra noi: tutte le decisioni sono state prese insieme, deve essere così. Io sono fautore della delega, una società moderna deve decidere collegialmente».

Il numero uno nerazzurro ha quindi rivendicato l’efficacia del modello di gestione basato sulla condivisione e sul lavoro di squadra, mettendo in risalto la sintonia tra la proprietà e la dirigenza.

IL FUTURO DI SAN SIRO – «Spero che i nostri politici capiscano che Milano ha l’esigenza di un nuovo stadio, o perlomeno Inter e Milan. Noi vorremmo trasformare questa esigenza in un patrimonio per Milano: è giusto che la prelazione della costruzione del nuovo stadio sia vista all’interno del Comune. Se non fosse così, dovremo colmare quest’esigenza, che rappresenta un gap coi competitor europei: lo rappresenta con tutti, negli ultimi 10 anni sono stati costruiti 53 stadi, in Italia solo 2. Da noi lo stadio trova difficoltà ad essere realizzato».

Juric: «Ho sempre fatto bene, a Roma buttato là e lasciato solo. Ahanor mi sta impressionando»

Juric: «Ho sempre fatto bene, a Roma buttato là e lasciato solo. Ahanor mi sta impressionando». Le parole del’ tecnico dell’Atalanta

Un punto prezioso all’Allianz Stadium, ma anche un pizzico di rammarico per quella che poteva essere una vittoria di prestigio. È questo lo stato d’animo di Ivan Juric, tecnico dell’Atalanta, che ha commentato ai microfoni di DAZN l’1-1ottenuto sul campo della Juventus. L’allenatore ha analizzato con lucidità una partita dai due volti, lodando la crescita della sua squadra ma non nascondendo il rimpianto per le occasioni sprecate.

«I primi 20′ meglio loro, dopo invece per noi grande rammarico perché dopo il gol abbiamo avuto 3/4 situazioni per raddoppiare. Non avevo la sensazione di poter prendere gol, ma traiamo spunti positivi da questa partita, va bene. Ci mancano i due punti contro il Pisa, siamo soddisfatti e prepariamo la gara contro il Bruges».

Juric ha poi elogiato la prestazione di alcuni singoli, a partire dal giovane difensore Isebor Ahanor, sempre più una certezza del pacchetto arretrato. «Ha fatto bene a Parigi, benissimo col Torino, oggi di nuovo. Mi ha fatto una grandissima impressione in questi primi mesi, ha voglia di imparare e migliorare. Ora deve rimanere lucido, ma non ho grossi dubbi su questo».

Parole di stima anche per l’autore del gol, Ibrahim Sulemana, un giocatore che unisce quantità e potenziale. «Grandissimi margini di miglioramento, può fare meglio nella finalizzazione e nelle scelte ma ha un grande posizionamento in fase di non possesso e di lui ci si può fidare».

Infine, una riflessione personale sul suo percorso, che lo ha visto superare anche momenti difficili, come quelli della passata stagione, uscendone rafforzato. «Per anni ho fatto molto bene, l’anno scorso non sono arrivati i risultati ma sono state esperienze che mi hanno rinforzato, ho visto la Premier, sono stato a Roma con grandi giocatori nonostante sia stato buttato là e lasciato da solo». Una dimostrazione di carattere che il tecnico sta trasmettendo alla sua Atalanta, sempre più a sua immagine e somiglianza.

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