Pagina 64 – Calcio News 24

Il Como non molla Chalobah, nuova offerta al Chelsea: rilancio da 30 milioni più bonus

Il Como non molla Chalobah, nuova offerta al Chelsea: rilancio da 30 milioni più bonus per convincere i Blues. La strategia

Il Como è pronto a tornare alla carica per Trevoh Chalobah. Secondo quanto riferito da Valentina Mariani di Sky Sport, tra lunedì 6 e martedì 7 luglio il club biancoblù presenterà al Chelsea una nuova offerta da 30 milioni di euro più 5 di bonus per provare a chiudere l’operazione.

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La squadra di Cesc Fabregas si era già mossa nei giorni scorsi per il difensore inglese, mettendo sul tavolo una proposta da 28 milioni più 2 di bonus. Il Chelsea, però, ha respinto l’offerta, restando fermo alla propria valutazione da 35 milioni di euro.

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Chalobah Como, l’Inter resta alla finestra

Il Como vuole anticipare la concorrenza e continua a lavorare con decisione sul centrale classe 1999, considerato un profilo ideale per alzare il livello del reparto arretrato. La nuova proposta si avvicina sensibilmente alle richieste del Chelsea e potrebbe rappresentare un passaggio chiave nella trattativa.

Sul futuro di Chalobah, però, resta da monitorare anche l’Inter. I nerazzurri seguono il giocatore e stanno valutando se presentare una prima offerta ufficiale ai Blues. Il gradimento per il difensore c’è, ma al momento il Como sembra essersi mosso con maggiore concretezza.

Chalobah Como, la stagione del difensore inglese

Trevoh Chalobah arriva da una stagione importante con la maglia del Chelsea. Tra campionato e coppe, il centrale inglese ha raccolto 47 presenze e segnato 3 gol, confermandosi un elemento affidabile e prezioso anche sui calci piazzati.

Le sue prestazioni con i Blues gli sono valse anche la convocazione con l’Inghilterra al Mondiale. Finora Chalobah non ha ancora debuttato nella competizione, ma Thomas Tuchel lo considera una soluzione utile per solidità difensiva, fisicità e pericolosità nell’area avversaria.

Chalobah Como, il Mondiale dell’Inghilterra

L’Inghilterra punta a vincere il Mondiale dopo le due finali europee perse contro Italia nel 2021 e Spagna nel 2024. La nazionale di Kane vuole lasciarsi alle spalle l’etichetta degli «eterni secondi» e proseguire il proprio cammino.

Dopo la vittoria per 4-2 contro la Croazia, il pareggio con il Ghana e il successo per 2-0 contro Panama, gli inglesi hanno superato il Congo ai sedicesimi grazie alla doppietta di Kane. Agli ottavi affronteranno il Messico all’Estadio Azteca.

Liberali verso il Como, Ludi conferma: «Siamo abbastanza avanti». Poi risponde su Chalobah

Il direttore sportivo del Como, Carloalberto Ludi, ha risposto ad alcune domande legate al mercato dei lariani soffermandosi su Liberali e Chalobah

Il Como continua a muoversi con decisione sul mercato e uno dei nomi più caldi resta quello di Mattia Liberali. A parlarne è stato il direttore sportivo Carloalberto Ludi, ospite all’evento United for Meyer, dove ha fatto il punto sulle strategie del club e sulle prossime mosse in vista della nuova stagione.

Il dirigente lariano ha confermato lo stato avanzato della trattativa per il giovane talento italiano, individuato come profilo ideale per il progetto tecnico di Cesc Fabregas. Queste le sue parole davanti ai cronisti presenti:

«Per Liberali siamo abbastanza avanti. Lo vogliamo firmare, è un talento italiano e lo abbiamo preso perché è forte e crediamo che sia ideale per il sistema di gioco di Cesc».

Come emerso nelle ultime ore, Liberali dovrebbe firmare con il Como un contratto da un milione netto più bonus per 5 anni, confermando la forte volontà del club di investire su uno dei profili più interessanti del panorama italiano.

Como mercato, l’orgoglio di Ludi per il progetto

Ludi si è poi soffermato sulla crescita del Como, diventato un club sempre più attrattivo anche per giocatori e figure tecniche di primo piano. Il direttore sportivo ha sottolineato il valore della permanenza di Fabregas e la scelta di talenti come Nico Paz e Liberali.

«Como così appetibile? Motivo di grandissimo orgoglio, non banale che uno come Fabregas voglia restare, è uno dei più forti al mondo. Lo stesso posso dire di Nico Paz, come che Liberali ci scelga, è una direzione in cui lavoriamo da anni ormai. Oggi ce lo restituiscono praticamente.

Pronti per la Champions? Non lo siamo, lo saremo, ci rimboccheremo le maniche per esserlo. Siamo anche oltre le più rosee aspettative, ci adeguiamo e saremo pronti, la Champions è un’opportunità e vogliamo godercela fino in fondo. In Serie A sarà ancora più sfidante dell’anno scorso, vogliamo farci trovare pronti».

Chalobah Como, Ludi non si sbilancia

Tra i temi affrontati anche quello legato a Trevoh Chalobah, difensore del Chelsea accostato al Como nelle ultime settimane. Ludi ha evitato di parlare apertamente di trattativa, limitandosi però a riconoscere il valore del giocatore.

«Settimana importante per Chalobah e rilancio in vista? È molto forte, posso dire questo, non c’è trattativa, non c’è negoziazione, non posso dire di più. È sicuramente un giocatore interessante.

Palestra al Chelsea e non all’Inter? Penso che la Premier League dal punto di vista finanziario e progettuale sia avanti a tutti, ma l’Italia comunque nelle difficoltà trova soluzioni interessanti come vediamo. Attraverso il lavoro torneremo, come sempre».

Il Como prosegue dunque il proprio lavoro tra giovani di prospettiva, ambizioni europee e possibili colpi internazionali. La pista Liberali è sempre più concreta, mentre su Chalobah il club resta prudente ma attento.

Pagelle Canada Marocco: Ounahi e Bounou super, i TOP e i FLOP

Pagelle Canada Marocco: i Top e Flop dei protagonisti del match, valido per gli ottavi di finale dei Mondiali 2026

Pagelle Canada Marocco: i Top e Flop dei protagonisti del match, valido per gli ottavi di finale dei Mondiali 2026.

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Ecco l’analisi dei Top e dei Flop della sfida tra Canada e Marocco, terminata 0-3. Un passivo forse troppo severo per i nordamericani, che premia la straordinaria maturità e il cinismo dei nordafricani emersi con prepotenza nella ripresa.

I Top

  • Azzedine Ounahi (Marocco). Il vero mattatore dell’incontro. Nel momento di maggiore difficoltà per i suoi, sblocca la partita a inizio ripresa con un tiro potente e preciso all’angolino, sfruttando un perfetto schema su punizione. Poi, all’82’, chiude i conti finalizzando un contropiede letale. Cinismo allo stato puro e anche un pizzico di fortuna perché poco prima della rete del vantaggio rischia su una trattenuta che poteva costargli il secondo giallo se non avesse avuto la prontezza di riflessi di non insistere.
  • Soufiane Rahimi (Marocco). Entrare a freddo al 22′ del primo tempo per l’infortunato Saibari non era facile in una partita così bloccata. Ci mette fisicità, “cattiveria” sportiva e determinazione. Prima fa tremare la traversa di testa, poi si toglie la soddisfazione di segnare la rete del definitivo 3-0 in pieno recupero.
  • Brahim Diaz e Achraf Hakimi (Marocco). Si dividono i meriti della costruzione dei gol. Hakimi è geniale nell’inventare l’assist a rimorchio su punizione per l’1-0 di Ounahi. Diaz, dopo un primo tempo in ombra e con qualche errore di misura di troppo, sale in cattedra nella ripresa quando si aprono gli spazi, fornendo gli assist per il secondo e il terzo gol.
  • Yassine Bounou (Marocco). Se il Marocco è riuscito a resistere all’ottimo primo tempo del Canada, gran parte del merito è del suo portiere, decisivo e reattivo, in particolare su un’incursione di Oluwaseyi nei primi minuti, allargando la gamba per intercettare il tiro.

I Flop

  • La sterilità offensiva del Canada. La squadra nordamericana gioca un eccellente primo tempo. Il 4-4-2 è compatto, i giocatori mettono in campo aggressività, corsa e grande determinazione. Tuttavia, peccano clamorosamente di lucidità negli ultimi venti metri. Jonathan David perde spesso l’attimo giusto in area e, una volta in svantaggio, la squadra perde gli equilibri sbilanciandosi fatalmente.
  • L’approccio iniziale del Marocco. I nordafricani hanno regalato praticamente l’intero primo tempo agli avversari. La squadra è apparsa compassata, lunga (con le punte staccate dal centrocampo) e incapace di produrre giocate pulite. Una sufficienza che contro avversari più cinici del Canada si sarebbe potuta pagare a caro prezzo.
  • Il nervosismo del primo tempo. La frustrazione del Marocco e l’aggressività del Canada hanno generato una prima frazione spigolosa, caratterizzata da ben cinque cartellini gialli e persino un accenno di rissa tra Hakimi e Laryea (entrambi ammoniti).
  • La sfortuna di Ismael Saibari (Marocco). Non è un flop tecnico, ma sicuramente l’elemento più sfortunato del match. La sua partita dura appena 22 minuti, costretto a uscire per un problema muscolare ai flessori avvertito proprio durante l’unico scatto in profondità provato fino a quel momento.
  • Nota a margine: Curiosa, ma sintomatica della disperazione agonistica canadese, la scelta del portiere Maxime Crépeau di spingersi in area avversaria sui calci d’angolo già dal 93′, con largo anticipo rispetto alle consuetudini, visto che la partita ha avuto il suo triplice fischio di chiusura 5 minuti dopo.

Mahrez lascia l’Al-Ahli: ufficiale l’addio dopo tre stagioni

Mahrez saluta l’Al-Ahli, finisce l’avventura in Arabia Saudita per l’ex Manchester City: il comunicato ufficiale del club

Si chiude ufficialmente l’esperienza di Riyad Mahrez con la maglia dell’Al-Ahli. Il club saudita ha annunciato l’addio dell’esterno algerino attraverso un comunicato ufficiale, salutando uno dei giocatori più rappresentativi degli ultimi anni.

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Arrivato dal Manchester City nell’estate del 2023, Mahrez ha vissuto tre stagioni da protagonista con l’Al-Ahli, lasciando un segno importante sia in termini di rendimento individuale sia per i successi conquistati dalla squadra. In totale, l’ex City ha raccolto 122 presenze in tutte le competizioni, con 37 gol e 46 assist.

Mahrez Al-Ahli, il comunicato ufficiale del club

Questo il messaggio pubblicato dall’Al-Ahli per salutare Riyad Mahrez:

«L’Al Ahli annuncia la partenza della stella algerina Riyad Mahrez, al termine di un capitolo indimenticabile iniziato con il suo arrivo dal Manchester City nell’estate del 2023. Durante le sue tre stagioni con l’Al Ahli, Mahrez ha collezionato 122 presenze in tutte le competizioni, segnando 37 gol e fornendo 46 assist, affermandosi come uno dei giocatori più influenti del club in questo periodo. Mahrez ha svolto un ruolo importante in diversi successi dell’Al Ahli, in particolare:

  • Titoli AFC Champions League Elite nel 2024-2025 e 2025-2026.
  • Supercoppa saudita nel 2025.
    Il contributo di Riyad Mahrez con la maglia dell’Al Ahli sarà sempre ricordato con orgoglio e gratitudine. L’Al Ahli gli augura un continuo successo e il meglio per il prossimo capitolo della sua carriera calcistica
    ».

Per Mahrez si apre ora un nuovo capitolo della carriera, dopo un percorso ricco di numeri, trofei e centralità tecnica in Arabia Saudita.

Stones l’occasione a parametro zero per l’Inter: Chalobah resta caro, spunta l’alternativa inglese

L’obiettivo dell’Inter in questa sessione estiva di mercato è quello di comprare due difensori: John Stones torna a proporsi ai nerazzurri

L’Inter lavora su più tavoli per completare la nuova difesa. Dopo aver indirizzato l’operazione Khalaili per sostituire il partente Denzel Dumfries, il club nerazzurro ha iniziato a concentrarsi anche sul reparto arretrato, destinato a cambiare volto dopo gli addii di Acerbi, De Vrij e Darmian.

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Il riscatto di Akanji dal Manchester City ha rappresentato un primo passaggio importante, mentre per il momento sono state respinte le avances arrivate per Bastoni e Bisseck. La sensazione, però, è che dal mercato arriveranno almeno due rinforzi per completare il reparto a disposizione di Cristian Chivu.

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Stones Inter, la pista Chalobah resta complicata

Uno dei nomi seguiti con maggiore attenzione resta Trevoh Chalobah, centrale inglese di proprietà del Chelsea. L’Inter è in corsa, ma deve fare i conti con la concorrenza del Como, pronto a rilanciare dopo aver già superato i nerazzurri nella corsa a Nico Paz.

Il club londinese valuta Chalobah tra i 35 e i 40 milioni di euro. Il Como prepara una nuova offerta da 30 milioni più 5 di bonus, mentre l’Inter non ha ancora formalizzato una vera proposta. Dalla parte nerazzurra ci sarebbe il gradimento del giocatore, ma le cifre rendono l’operazione complessa.

Stones Inter, offerto il difensore ex Manchester City

Proprio per questo l’Inter valuta anche piste alternative. Come riportato da Matteo Moretto, ai dirigenti nerazzurri sarebbe stato nuovamente offerto John Stones, centrale inglese classe 1994 reduce dall’esperienza al Manchester City.

Il difensore è attualmente svincolato e cerca un club competitivo, impegnato in Champions League e in grado di lottare per trofei. Una situazione che ricorda, per certi versi, l’operazione Akanji, arrivato proprio dal club inglese.

Stones Inter, nodo ingaggio e decisione dopo il Mondiale

Il tema principale riguarda l’ingaggio. Stones percepiva cifre molto alte a Manchester, ma per la sua nuova avventura sarebbe disposto a trattare su basi inferiori rispetto ai circa 10 milioni guadagnati finora. La richiesta sarebbe quella di un contratto biennale con opzione per una terza stagione.

Restano però dubbi legati alla sua tenuta fisica, dopo una stagione condizionata da diversi infortuni muscolari. Anche per questo l’Inter, così come Juventus e Napoli, non ha ancora affondato il colpo. Il futuro di Stones verrà deciso soltanto dopo il Mondiale, con il difensore concentrato sull’Inghilterra.

Onana al Trabzonspor, adesso è ufficiale il ritorno in prestito dal Manchester United

Onana torna Trabzonspor, nuova avventura in Turchia per il portiere camerunese che saluta il Manchester United per un nuovo prestito

Il Manchester United ha ufficializzato il trasferimento in prestito di André Onana al Trabzonspor per l’intera stagione 2026/27. L’operazione verrà completata una volta ottenute le consuete autorizzazioni internazionali e dopo la registrazione del giocatore, passaggi necessari per rendere pienamente operativo il trasferimento.

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Per il portiere camerunese si tratta di un ritorno al Papara Park, dove aveva già giocato nella scorsa stagione sempre con la formula del prestito. Una scelta che conferma la volontà del club turco di puntare ancora su un estremo difensore di esperienza internazionale e quella dello United di garantirgli continuità in un contesto già conosciuto.

Onana Trabzonspor, i numeri della scorsa stagione

La precedente esperienza di Onana al Trabzonspor è stata positiva. Il portiere ha raccolto 40 presenze tra tutte le competizioni, diventando uno dei protagonisti della stagione del club turco. Il suo rendimento ha contribuito al terzo posto conquistato in Süper Lig e al successo nella Coppa di Turchia, traguardo che ha rafforzato il legame tra il giocatore e l’ambiente.

Dopo un’annata vissuta da titolare, il ritorno in Turchia rappresenta per Onana una nuova occasione per giocare con continuità e consolidare il proprio percorso lontano da Manchester.

Onana Trabzonspor, il percorso al Manchester United

Arrivato al Manchester United nell’estate del 2023, André Onana ha totalizzato complessivamente 102 presenze con la maglia dei Red Devils. Dopo il buon rendimento mostrato in Turchia, il club inglese ha scelto di concedergli un’altra stagione in prestito al Trabzonspor, dove il camerunese potrà ritrovare spazio e centralità.

Nel proprio comunicato ufficiale, il Manchester United ha salutato il portiere augurandogli il meglio per la nuova stagione. Per Onana si apre così la seconda esperienza consecutiva con il club turco, in un ambiente che lo conosce già e nel quale avrà nuovamente la possibilità di essere protagonista.

Moviola Canada Marocco: gli episodi dubbi del match diretto da Michael Oliver

Moviola Canada Marocco: gli episodi dubbi del match, valido per gli ottavi di finale dei Mondiali 2026

Moviola Canada Marocco: gli episodi dubbi del match diretto dall’arbitro Michael Oliver, valido per gli ottavi di finale dei Mondiali 2026.

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PRIMO TEMPO

La prima situazione importante si ha al 7′, con Ounahi che prende una botta in testa, Oliver ci mette troppo tempo a fermare il gioco. Approccio di gara molto determinato da parte del Canada, match comunque molto corretto a eccezione degli interventi su Hakimi, che guadagna due falli nel giro di pochi minuti. Al 20′ giallo per Halhal, che entra in netto ritardo su Oluwaseyi, Oliver vuol far capire che questi contatti non sono accettabili e, a tal proposito, ferma il gioco non concedendo la regola del vantaggio. Al 37′ Buchanan supera Mazraoui che lo atterra, l’arbitro concede fallo senza prendere ulteriori provvedimenti. Al 39′ si scatena una rissa dopo che Hakimi fa una spinta eccessiva su Laryea che reagisce, intervengono un po’ tutti e Oliver punisce i due, anche perché si è dovuto mettere in mezzo proprio fisicamente per evitare che vadano a contatto. Quarto cartellino dell’incontro per David, che va a trattenere Diaz bravo ad accelerare dopo una sterzata. Ancora un giallo per Ounahi che interviene da dietro, si sta facendo molto pesante il bilancio disciplinare per entrambe le squadre. Il gioco spezzetato produce un extra-time di 6 minuti. Ancora un’ammonizione per il Marocco, il reo è El Khannouss che non frena la sua corsa. Si va al riposo dopo ben 6 ammonizioni e 21 falli, una cifra abnorme, con una netta sproporzione: 15 commessi dal Canada, 6 dal Marocco.

SECONDO TEMPO

La ripresa si conferma agonistica come la prima frazione di gioco. Ounahi rischia il secondo giallo con una trattenuta che molla a un certo punto. Il Canada protesta a lungo appena dopo, quando proprio lui firma il vantaggio marocchino. La punizione che origina il gol nasce un fallo netto di De Fougerolles su Rahimi, un intervento da arancione. Cade Buchanan in area di rigore per spinta di Halhal, situazione “sanata” dalla posizione di fuorigioco del canadese. Ammonito al 67′ Larin che non ferma il suo slancio e va dritto su su Bono, la voglia di gol lo porta a travolgerlo. Inspiegabile l’assenza di cartellino per l’ex Fiorentina Amrabat, che vistosi superato da Eustaquio lo tratttiene poco prima che entri in area. Sono ben 8 i minuti di recupero. La sfida finisce con un numero di falli spropositato, non in linea con la tendenza del Mondiale: 38, 24 dei quali commessi dal Canada e 14 dal Marocco. Ben 8 gli ammoniti, nessuno dei giocatori che hanno preso il giallo era in diffida.

Il paradosso del Mondiale di Trump: la nazionale USA è un monumento all’immigrazione

Il Mondiale di Trump è un paradosso per Donald Trump: la nazionale USA è un monumento all’immigrazione. La curiosità

C’è un cortocircuito affascinante e al tempo stesso ironico che attraversa i Mondiali del 2026 negli Stati Uniti. Come sottolineato dalla stampa internazionale, la squadra che sta tenendo vivo l’entusiasmo del pubblico di casa rappresenta la smentita vivente dell’attuale retorica politica di Donald Trump. Mentre il Presidente fa della lotta all’immigrazione il proprio cavallo di battaglia, la Nazionale americana è guidata da un commissario tecnico argentino, Mauricio Pochettino, e si regge quasi interamente sul talento e sui sacrifici dei figli di chi è arrivato da oltreoceano.

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Le radici plurali: da Weah a Pepi

Gli esempi all’interno dello spogliatoio si sprecano e raccontano storie di frontiere e incroci di culture. Ricardo Pepi, cresciuto a El Paso, è figlio di immigrati. Timothy Weah, figlio del leggendario George (ex Pallone d’Oro e poi Presidente della Liberia), incarna perfettamente questa natura multiculturale. Non è un caso che proprio Weah sia stato tra i giocatori più a disagio quando alla squadra è stato comunicato l’obbligo di fare visita alla Casa Bianca, commentando con un laconico e sincero: “Non ho avuto scelta“. Questa è una Nazionale tenuta insieme dalle idee di un allenatore straniero, ma che porta fieramente incise addosso le proprie origini plurali.

Il caso Balogun

Il simbolo più eloquente di questo paradosso politico e sportivo è però Folarin Balogun. L’attaccante, in possesso di ben tre passaporti, è diventato cittadino americano venticinque anni fa quasi per caso. Sua madre, di origini nigeriane, si trovava in visita a Brooklyn e non poté imbarcarsi sul volo di ritorno per Londra a causa della gravidanza troppo avanzata. Due mesi dopo il parto, madre e neonato fecero ritorno in Inghilterra.

Oggi, questo dettaglio anagrafico pesa come un macigno. Senza il diritto di cittadinanza per nascita — il celebre ius soli che Trump vorrebbe abolire e che proprio la Corte Suprema ha recentemente impedito di smantellare — Balogun non vestirebbe la maglia a stelle e strisce. Nonostante un torneo in cui non sono mancati i momenti di tensione in campo, tra cui un’espulsione arrivata tramite VAR, Balogun resta un idolo per i tifosi. L’immagine di fondo è potente: l’America esulta per una squadra che è, di fatto, un monumento all’immigrazione. Resta solo da chiedersi se Trump, finora assente dagli stadi, deciderà mai di andare ad ammirarla da vicino.

Canada Marocco: da Doha a oggi, il sapore di una grande rivincita

Canada Marocco assume i contorni di una grande rivincita dopo quanto successo a Doha nel 2022. Il déjà-vu della sfida dei Mondiali

Quattro anni dopo essersi affrontate nell’ultima e decisiva giornata della fase a gironi in Qatar, Canada e Marocco tornano a incrociare i tacchetti. Questa volta la posta in palio è ancora più alta: la gara di oggi apre ufficialmente gli ottavi di finale di questo Mondiale. Per i nordamericani è l’occasione perfetta per vendicare la sconfitta subìta nel 2022; per i Leoni dell’Atlante, la chance di confermarsi sul palcoscenico internazionale e accreditarsi come una nazionale che può ambire a ripetere l’impresa di 4 anni fa, quando arrivò fino in semifinale.

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Ma facciamo un salto indietro a quella partita di quattro anni fa, una sfida che ha scritto la storia di entrambe le nazionali.

Il dominio marocchino e l’illusione canadese

Il Marocco approcciò quella sfida con la ferocia di chi voleva dominare il girone. Pronti, via e al 4′ arrivò il vantaggio: una grave leggerezza in disimpegno del portiere canadese Milan Borjan fuori dai pali regalò ad Hakim Ziyech un’occasione d’oro. L’esterno non se la fece scappare, insaccando di prima con un pallonetto vellutato dalla distanza. Entrambi i protagonisti di quell’incredibile azione non fanno più parte delle nazionali di oggi.

Al 23′, il raddoppio: lancio millimetrico di Achraf Hakimi a premiare l’attacco alla profondità di Youssef En-Nesyri, che con un preciso tiro superò ancora Borjan, confermandosi un attaccante di valore (lo scorso gennaio, nel mercato di riparazione, la Juventus lo ha cercato invano). Sembrava il preludio a una vittoria in totale scioltezza, ma al 40′ il Canada riaprì i giochi. Su un cross teso di Samuel Adekugbe dalla sinistra, Nayef Aguerd deviò la palla nella propria porta, ingannando un incolpevole Bounou e cambiando i piani della formazione africana. Lo sfortunato protagonista doveva far parte della spedizione attuale, ma un infortunio recente lo ha portato a non poter partecipare e a essere sostituito da Marwane Saadane.

Cuore, traversa e un baluardo di nome Amrabat

Nella ripresa, il Canada (alla ricerca disperata del suo primo, storico punto ai Mondiali) alzò il baricentro e andò a un passo dal pareggio. L’episodio chiave arrivò al 71′: sugli sviluppi di un corner, il colpo di testa di Atiba Hutchinson si stampò su una clamorosa traversa, rimbalzando sulla linea (per metà la sfera era dentro…) prima che Alistair Johnston, da pochissimi passi, incornasse alto sopra il montante.

Nonostante la grande sofferenza nella mezz’ora finale, il Marocco portò a casa una vittoria di puro cuore. A brillare fu soprattutto la grandissima prestazione di Sofyan Amrabat, un vero baluardo in fase di interdizione e il primo regista di ogni trama offensiva. Quella gara consacrò i nordafricani come grande rivelazione del torneo, condannando i canadesi a chiudere il girone a zero punti.

Oggi, il copione si rinnova in una gara da dentro o fuori. Chi scriverà il prossimo capitolo?

Luce in fondo al tunnel per Wesley: recupero lampo per il brasiliano dopo l’infortunio, ecco quando lo ritroverà Gasperini

Wesley si è reso protagonista di un vero e proprio recupero lampo dall’infortunio pre Mondiale. Quando tornerà in campo con la Roma

Il conto alla rovescia sta per esaurirsi in casa Roma. Manca ormai pochissimo all’inizio ufficiale del ritiro estivo giallorosso, un momento cruciale per tracciare le linee guida della nuova stagione. Tra i corridoi di Trigoria l’atmosfera è densa di aspettative, soprattutto grazie alle ottime notizie che arrivano direttamente dall’infermeria. Secondo quanto riportato dall’edizione odierna del Corriere dello Sport, il club capitolino si appresta infatti a riabbracciare Wesley, l’esterno che purtroppo ha visto sfumare la grande opportunità di partecipare ai Mondiali a causa di un pesante e sfortunato stop fisico.

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Il raduno al Fulvio Bernardini e la nuova era Gasperini

La data ufficiale da cerchiare in rosso sul calendario è il prossimo 13 luglio. Quel giorno, la Roma si ritroverà ufficialmente presso il centro sportivo Fulvio Bernardini per dare il via ufficiale alla prima fase della preparazione atletica.

Sarà il primo, fondamentale mattone della stagione per il tecnico Gian Piero Gasperini, pronto ad accogliere e valutare da vicino il primo blocco del gruppo squadra. In questa fase iniziale, l’allenatore giallorosso lavorerà intensamente con tutti i calciatori che non sono stati impegnati nella rassegna iridata oltreoceano, potendo così impostare con la necessaria calma i propri esigenti concetti tattici e i carichi di lavoro atletici.

Wesley brucia le tappe: il programma speciale per il rientro

Tra i primissimi calciatori a varcare i cancelli di Trigoria ci sarà proprio Wesley. Il giocatore ha vissuto un’estate complessa dal punto di vista emotivo: una severa lesione muscolare gli ha impedito di partecipare al Mondiale, costringendolo a rinunciare alla convocazione proprio a un passo dal debutto. Tuttavia, l’esterno non si è lasciato abbattere e ha sfruttato il periodo estivo per accelerare i tempi.

Il brasiliano ha infatti seguito meticolosamente un programma di recupero specifico, lavorando duramente e senza mai interrompere le sessioni di fisioterapia e potenziamento, anche durante le settimane di vacanza concesse al resto della rosa. Questo percorso intenso è stato affrontato con un unico grande obiettivo: mettersi alle spalle il tempo perduto e farsi trovare subito pronto per la nuova avventura nella Capitale.

I tempi di rientro: Gasperini intravede il traguardo

Ad oggi, i segnali che filtrano dall’ambiente giallorosso sono estremamente incoraggianti. Le risposte del fisico di Wesley ai carichi di lavoro personalizzati sono ottime e il processo di guarigione della lesione procede secondo i programmi stabiliti dallo staff medico.

L’obiettivo ormai dichiarato del calciatore è quello di bruciare le tappe per rimettersi completamente a disposizione di Gasperini nel giro di poche settimane. Per la Roma si tratterà del primo vero “rinforzo” stagionale, un profilo di spinta e qualità che potrebbe rivelarsi un’arma tattica fondamentale nello scacchiere del nuovo allenatore.

Vergogna social dopo Olanda Marocco: la Federazione olandese denuncia insulti razzisti

Olanda Marocco, la Federazione olandese ha denunciato insulti razzisti dopo il match dei sedicesimi dei Mondiali

L’eliminazione dell’Olanda dalla Coppa del Mondo 2026 ha lasciato uno strascico decisamente amaro, e non solo per mere questioni sportive. Al termine della vibrante e tesa sfida degli ottavi di finale contro il Marocco, conclusasi con una sconfitta per 3-2 alla lotteria dei calci di rigore (dopo l’1-1 maturato nei tempi regolamentari e supplementari), il web si è trasformato nell’ennesimo, triste palcoscenico per l’odio e l’intolleranza.

I bersagli di questa vile ondata di insulti discriminatori e razzisti sono stati Justin Kluivert, Crysencio Summerville e Quinten Timber, colpevoli unicamente di aver fallito i propri tiri dal dischetto. Mentre Wout Weghorst e Teun Koopmeiners sono riusciti a realizzare le rispettive conclusioni per gli Oranje, gli errori del trio hanno spianato la strada al successo della nazionale africana, sigillato dalle esecuzioni perfette di Rahimi, Talbi e Saibari. Una delusione calcistica che, in modo del tutto inaccettabile, ha scatenato la parte più tossica dei social network.

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La Federazione calcistica dei Paesi Bassi (KNVB) ha deciso di non restare a guardare. Dopo aver prontamente segnalato la valanga di commenti al Meld.Online Discriminatie — l’agenzia olandese preposta alla raccolta di segnalazioni per crimini d’odio e razzismo su internet — i vertici del calcio olandese hanno compiuto un passo ulteriore e decisivo, presentando una denuncia penale formale.

Purtroppo, non è mai possibile essere completamente esaustivi nell’individuare e combattere ogni singolo commento razzista online“, ha fatto sapere la Federazione attraverso un comunicato ufficiale. “Tuttavia, la Federazione vuole mandare un segnale estremamente chiaro: esistono dei limiti inviolabili e, per coloro che decidono di oltrepassarli, ci saranno delle conseguenze reali“.

L’esposto ufficiale si configura come “denuncia di insulto collettivo contro le persone che hanno pubblicato commenti razzisti online riguardanti la nazionale olandese“. La KNVB ha inoltre confermato di essere in stretto e costante contatto con il Pubblico Ministero, a cui sta inoltrando tutti i profili e i casi passibili di procedimenti penali.

Un’azione forte e doverosa per ricordare che il calcio, pur nutrendosi di grande passione, non deve mai diventare un pretesto per lo sfogo di discriminazioni e razzismo dietro allo scudo di uno schermo.

Giallo per Tagliafico durante Argentina Capo Verde: non ha rispettato il protocollo IFAB. Cosa è successo

Tagliafico si è reso protagonista di un vero e proprio giallo durante Argentina Capo Verde: il protocollo IFAB non è stato rispettato

Il match tra Argentina e Capo Verde si è ufficialmente consacrato come uno degli incontri più spettacolari, intensi ed emozionanti di questi Mondiali 2026. La selezione africana è riuscita a gettare il cuore oltre l’ostacolo, alzando un autentico muro difensivo impreziosito dalle miracolose parate di Vozinha. Una resistenza eroica che è stata capace di imbrigliare i fitti attacchi guidati da Leo Messi, trascinando la contesa fino ai tempi supplementari e mantenendo incredibilmente vivo il sogno di un clamoroso passaggio del turno.

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Adrenalina pura nei supplementari: decide l’autogol di Diney

I trenta minuti di extra-time si sono trasformati in un finale al cardiopalma in cui è successo praticamente di tutto. A sbloccare l’equilibrio ci ha pensato Lisandro Martinez al 92′, portando provvisoriamente in vantaggio l’Albiceleste. Capo Verde, tutt’altro che domato, ha risposto colpo su colpo trovando un il pari con Cabral, gol che ha fatto esplodere la gioia dei tifosi africani. A decidere l’infuocato match è stato però un episodio sfortunatissimo nelle battute conclusive: l’autogol di Diney che ha regalato il definitivo 3-2 all’Argentina, spezzando le speranze della nazionale capoverdiana.

La ricostruzione del caso Tagliafico al minuto 115

Oltre alle tantissime emozioni sul terreno di gioco, il post-partita è stato pesantemente infiammato da una fitta scia di polemiche per un presunto errore nell’applicazione del regolamento. Sotto la lente d’ingrandimento della moviola è finito un episodio avvenuto precisamente al 115‘ del secondo tempo supplementare.

Nel corso di una concitata mischia nell’area di rigore dell’Argentina, il difensore Nicolas Tagliafico ha riportato una piccola emorragia al naso in seguito a un duro scontro aereo. Dopo che il calciatore è stato prontamente soccorso dallo staff medico, il direttore di gara Fischer gli ha chiesto di uscire temporaneamente dal terreno di gioco per sostituire la maglia sporca di sangue, come previsto dalle norme vigenti. Con il gioco fermo in attesa della battuta di un calcio d’angolo per Capo Verde, il direttore di gara ha però atteso che Tagliafico completasse il cambio e rientrasse in campo prima di fischiare la ripresa del gioco.

Le proteste di Capo Verde e il protocollo IFAB

Proprio questa gestione del tempo ha scatenato la forte indignazione e le accese lamentele da parte della panchina e dei giocatori di Capo Verde. Secondo il protocollo IFAB, infatti, un calciatore che viene soccorso dai medici all’interno del rettangolo verde sarebbe dovuto rimanere out dal campo per almeno 1 minuto dopo la ripresa del gioco, costringendo la propria squadra a difendere in momentanea inferiorità numerica.

Fischer non ha applicato questa specifica procedura di attesa a gioco avviato, congelando invece l’azione del corner e permettendo all’Argentina di non rimanere in 10 in un momento cruciale del match. Un episodio da moviola che lascia una profonda ferita e tantissimo amaro in bocca a un Capo Verde autore di un’impresa solo sfiorata.

Salah e la rivoluzione verde: come la dieta a base vegetale ha trasformato il Principe d’Egitto

La dieta a base vegetale ha trasformato Mohamed Salah: ecco la rinascita del Principe d’Egitto

Considerando i molteplici benefici per la salute derivanti da un’alimentazione a base vegetale, sorprende scoprire quanto siano rari i calciatori vegani in Premier League. Tra i 528 professionisti a tempo pieno nel massimo campionato inglese, l’unico vero vegano dedicato è Tom King, portiere di riserva dell’Everton, che ha cambiato dieta nel 2022 per ridurre le infiammazioni muscolari dopo una serie di infortuni. Facendo un passo indietro, troviamo Héctor Bellerín, Chris Smalling e Fabian Delph, ma i numeri rimangono estremamente bassi.

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L’anomalia nel calcio d’élite: un “reset” per i campioni

Questo significa forse che eliminare la carne sia controproducente per le intense esigenze fisiche di un atleta d’élite? Alla domanda ha risposto Ballondor.com con un’analisi articolata. Gli studi confermano che una dieta vegetale comporta minori riserve di creatina, essenziale per forza e scatti, mentre pollo e pesce offrono profili di amminoacidi cruciali per la riparazione muscolare. Tuttavia, considerare il veganismo un’opzione inferiore è un errore.

Esiste infatti una tendenza recente tra i fuoriclasse: abbracciare un rigido vegetarianismo in modo temporaneo, quasi per “resettare” il proprio corpo. Sergio Agüero lo ha fatto nell’ultima fase della sua carriera, raccontando di sentirsi “più leggero e veloce“. Lo stesso vale per Kevin De Bruyne e Ilkay Gündogan: i due ex compagni del Manchester City, secondo il loro chef personale, amavano periodi di dieta vegana per ricaricarsi prima di reintrodurre le carni bianche.

Danny Webber, nutrizionista sportivo, spiega il fenomeno: “I calciatori notano enormi benefici passando da una dieta tradizionale a un approccio più vegetale. Si sentono più energici e recuperano prima, riducendo il rischio di infortuni, grazie a una maggiore varietà di nutrienti, legumi e cereali integrali“. Il problema resta il mantenimento della massa muscolare, più difficile da gestire senza le proteine animali. Ecco perché molti usano la dieta verde solo come fase transitoria.

La svolta di Salah: la nutrizione come chiave per la longevità

C’è però un’eccezione straordinaria. Nell’estate del 2020, Mohamed Salah era all’apice della carriera, reduce da Palloni d’Oro sfiorati e dal trionfo in Premier League. Negli spogliatoi lo chiamavano scherzosamente “Mo Salad” per la sua maniacale attenzione all’alimentazione. Spinto dal suo attivismo per il benessere animale e dalla consapevolezza del tempo che passa, Salah ha fatto una scelta radicale: tagliare la carne, concentrandosi su un mix ricco di fibre, verdure, frutta e noci, concedendosi solo occasionalmente del pesce (diventando di fatto pescetariano).

I risultati di questa dedizione sono innegabili. Nella straordinaria stagione 2024/25, a 32 anni compiuti, Salah ha registrato numeri spaventosi, superando le 50 partecipazioni al gol tra tutte le competizioni e dominando i premi di fine anno.

È vero che l’attaccante egiziano è sempre stato un talento sensazionale, ma lui stesso collega in modo diretto questa longevità sportiva al cambio di dieta. “Gli addominali si fanno prima in cucina, non in palestra. Devi mangiare bene”, ha dichiarato di recente, consigliando ai compagni più giovani di evitare grano, latticini e di “rimanere sulle cose verdi“.

La scelta di Salah di affidarsi a una dieta quasi interamente a base vegetale ha allungato e migliorato la fase finale della sua carriera. Visti i risultati strabilianti del “Principe d’Egitto”, tra i quali il beffardo cucchiaio nel rigore di ieri con l’Australia, quanti altri calciatori decideranno presto di seguire il suo esempio?

Argentina agli ottavi, ma Messi striglia la squadra: «Tante cose brutte da correggere»

L’Argentina supera Capo Verde per 3-2 solo ai tempi supplementari. Messi avverte i compagni: «Nessuno regala niente in questo Mondiale»

L’Argentina prosegue il suo cammino nella Coppa del Mondo 2026, ma lo fa con una fatica che in pochissimi avrebbero osato pronosticare. All’Hard Rock Stadium di Miami, l’Albiceleste ha dovuto sudare le proverbiali sette camicie per piegare l’eroica resistenza di Capo Verde, imponendosi per 3-2 solamente dopo i tempi supplementari. Una maratona calcistica che ha garantito l’accesso agli ottavi, ma che ha lasciato profonde riflessioni nello spogliatoio sudamericano, guidato da un Lionel Messi estremamente schietto.

Al termine dell’incontro, il fuoriclasse di Rosario non ha usato mezzi termini per analizzare la prestazione del gruppo. Anziché limitarsi ai soliti festeggiamenti di rito, la Pulce ha preferito tirare le orecchie ai suoi compagni: “Oggi ci siamo sforzati molto, come sempre, giocando a tratti bene e a tratti male. L’importante ora è riposare e pensare a ciò che verrà, cercando di prendere gli aspetti positivi della gara“. Tuttavia, il capitano ha subito evidenziato il rovescio della medaglia: “Oltre alla qualificazione ci sono cose buone da salvare, ma abbiamo l’assoluta necessità di correggere i nostri difetti che, a dire la verità, oggi sono stati davvero troppi”.

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Nonostante l’amara autocritica, Messi ha voluto rendere omaggio allo splendido torneo di Capo Verde, vera rivelazione arrivata ai sedicesimi contro ogni aspettativa: “Sapevamo che sarebbe stata durissima. Questa squadra non era rimasta imbattuta contro Spagna e Uruguay per puro caso. Pensavamo di aver fatto il più difficile sbloccando il match con il primo gol, convinti che da lì in poi ci saremmo rilassati trovando il nostro gioco. Invece è accaduto l’esatto opposto: abbiamo perso il possesso della palla, ci siamo abbassati, non abbiamo portato una buona pressione e loro ne hanno approfittato capitalizzando i propri punti di forza“.

Il monito finale del dieci argentino suona come una vera e propria chiamata alle armi per il prosieguo dell’avventura iridata: “Questo è un torneo a eliminazione diretta e nessuno regala assolutamente nulla. È un Mondiale estremamente equilibrato e complesso: ogni singola partita, da qui alla fine, sarà una vera e propria battaglia“.

Francia Paraguay: il ricordo dell’incubo del 1998, quando Chilavert fece tremare tutti

Stasera la Francia ha un brutto ostacolo. E non solo perché il Paraguay ha già eliminato la Germania…

L’incrocio tra Francia e Paraguay negli ottavi di finale dei Mondiali 2026 non è una semplice partita di calcio. Il match, in programma proprio oggi, 4 luglio, a Filadelfia, riaccende immediatamente ricordi indelebili legati a una delle sfide più iconiche e sudate della storia della Coppa del Mondo, riportando le lancette dell’orologio indietro di quasi trent’anni.

Il fantasma di Lens

È impossibile per i tifosi transalpini non ripensare a quel celebre 28 giugno 1998. In un pomeriggio dal caldo asfissiante allo stadio Bollaert di Lens, la nazionale francese, che di lì a poco si sarebbe laureata campionessa del mondo, si scontrò contro l’impenetrabile muro dell’Albirroja. Fu una gara di pura sofferenza per i padroni di casa, paralizzati dal timore di dover affrontare l’iconico portiere José Luis Chilavert alla lotteria dei calci di rigore. Ci sono immagini indelebili di quel giorno: le parate in serie del mito del Paraguay e i suoi continui baci a un’immaginetta sacra; la disperazione di Zidane, che non era sceso in campo a causa di una squalifica rimediata scioccamente nel girone, e che pertanto si sentiva in colpa per quanto la sua squadra non stesse riuscendo a fare.

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A togliere le castagne dal fuoco ci pensò il difensore Laurent Blanc, nel cuore dei tempi supplementari, siglando il decisivo “Golden Goal” che fece esplodere di gioia una nazione intera. Negli anni successivi, i protagonisti di quella cavalcata ricordarono quella specifica sfida come il momento più critico e complesso di tutto il torneo, ammettendo di aver vacillato contro un avversario ostico, schierato a protezione della propria area e disposto a lottare con il coltello tra i denti su ogni singolo pallone.

Mbappé contro il muro sudamericano

Oggi, in terra americana, la sceneggiatura tattica sembra promettere una riedizione quasi perfetta di quel copione. Il Paraguay che si appresta a sfidare Kylian Mbappé e la corazzata francese si presenta con un DNA che ricalca fedelmente quello dei suoi eroici predecessori. Il punto di forza assoluto della compagine sudamericana rimane una difesa granitica, unita a un’organizzazione collettiva totalmente votata al sacrificio.

Le chiavi tattiche della sfida odierna:

  • Pazienza contro solidità. L’attacco stellare e veloce della Francia dovrà trovare il modo di scardinare un blocco basso e compatto, evitando di cadere nella frustrazione se il gol non dovesse arrivare nei primi minuti. Cosa che finora non è successa: davanti la squadra di Deschamps sembra assolutamente convinta dei propri mezzi, anzi, si esalta azione dopo azione anche quando non vanno a buon fine.
  • Guerra di nervi e fisicità. Il Paraguay proverà a trascinare l’incontro sul piano del logoramento fisico e mentale, chiudendo gli spazi e sfruttando le palle inattive per sorprendere i Bleus.

In questo Mondiale 2026, l’Albirroja sogna di capovolgere la storia e vendicare il 1998. La Francia, dal canto suo, sa bene che per puntare al tetto del mondo deve prima sopravvivere all’insidiosa trappola sudamericana.

Chi è Ale Gomes, difensore classe 2008 acquistato dal Venezia dal Saragozza. La storia e l’identikit tecnico

Chi è Ale Gomes: la storia e le caratteristiche tecniche del difensore classe 2008 acquistato dal Venezia dal Saragozza

Il Venezia continua a dimostrare una straordinaria lungimiranza sul fronte del calciomercato, mettendo a segno un colpo di assoluta prospettiva per la propria linea difensiva. Il club lagunare ha infatti ufficializzato l’innesto di Ale Gomes, promettente difensore classe 2008 prelevato a titolo definitivo dal Real Saragozza. Un’operazione intelligente, che certifica la volontà della dirigenza arancioneroverde di anticipare la fitta concorrenza europea, assicurandosi uno dei profili futuribili più interessanti del calcio spagnolo.

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I numeri al Real Saragozza e l’impatto precoce

Nonostante la giovanissima età, Gomes vanta già un’esperienza formativa di grandissimo spessore all’interno di un settore giovanile d’élite come quello del club aragonese. A testimonianza del suo precoce talento e di una maturità caratteriale decisamente fuori dal comune, il giovane centrale ha saputo ritagliarsi uno spazio da assoluto protagonista nell’ultima annata agonistica: il talento iberico ha collezionato 23 gettoni con il club spagnolo.

Questi numeri, accumulati in un contesto competitivo, evidenziano come lo staff tecnico del Saragozza non abbia avuto alcun timore ad affidargli responsabilità importanti, ricevendone in cambio prestazioni solide, pulite e continue.

Caratteristiche tecniche: l’identikit del difensore moderno

Dal punto di vista tattico, Ale Gomes incarna perfettamente l’identikit del difensore moderno. Cresciuto nella prestigiosa scuola calcistica spagnola, il classe 2008 abbina una struttura fisica importante a un’eccellente pulizia tecnica nella costruzione dal basso. Tra le sue doti principali spiccano:

  • Grande senso della posizione e intelligenza tattica;
  • Abilità nei duelli aerei e tempismo perfetto nell’anticipo;
  • Ottima visione di gioco per far ripartire l’azione da dietro.

Il progetto del Venezia: crescita e valorizzazione

L’approdo in Italia rappresenta per il diciottenne il trampolino di lancio ideale. Il Venezia ha storicamente dimostrato di saper pescare e valorizzare i giovani talenti stranieri, offrendo loro l’ambiente perfetto per maturare senza l’assillo immediato della pressione mediatica.

Gomes verrà inizialmente inserito nel percorso di inserimento graduale del club, pronto a studiare i ritmi del calcio italiano e a confermare tutte le straordinarie promesse mostrate in Spagna, con l’obiettivo di diventare un pilastro della retroguardia arancioneroverde.

Amatucci al Deportivo, vicinissimo l’addio del giovane centrocampista alla Fiorentina: accordo trovato, cosa manca per la fumata bianca

Amatucci al Deportivo, il centrocampista lascia la Fiorentina: accordo trovato, ultimissimi dettagli prima dell’ufficialità

Le manovre di calciomercato entrano in una fase caldissima e i destini dei giovani talenti italiani iniziano a incrociarsi con le ambizioni dei club esteri. In questo scenario, il futuro del centrocampista azzurro Lorenzo Amatucci sembra essere sempre più lontano da Firenze e dalla Serie A, con una suggestiva avventura nel calcio spagnolo che si profila all’orizzonte. Il Deportivo La Coruña, storica compagine iberica comunemente nota come Dépor, ha infatti rotto gli indugi per assicurarsi le prestazioni sportive del promettente regista di proprietà della Fiorentina. Lo riporta Matteo Moretto.

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L’intesa tra il Dépor e il centrocampista

La dirigenza del club spagnolo ha lavorato sotto traccia nelle ultime settimane per presentare al calciatore un progetto tecnico stimolante e di lungo periodo. Un corteggiamento serrato che ha rapidamente dato i suoi frutti: è stato trovato un accordo verbale con il giocatore.

Il classe 2004, cresciuto nel florido settore giovanile viola, ha accolto con grande entusiasmo la prospettiva di un secondo trasferimento in Spagna, convinto che il calcio iberico possa valorizzare ancor di più le sue spiccate doti tecniche, la sua visione di gioco e la sua innata capacità di dettare i ritmi della manovra in mezzo al campo.

Trattative serrate: manca l’ultimo via libera della Fiorentina

Sistemati i dettagli relativi all’ingaggio e alla durata del contratto con l’entourage del ragazzo, l’attenzione delle diplomazie di mercato si è ora spostata interamente sull’asse tra la Spagna e la Toscana. Per sancire la definitiva fumata bianca dell’operazione, ora manca solo il sì della Viola.

Le sensazioni complessive che filtrano dagli ambienti vicini alla trattativa rimangono ampiamente positive: i due club sono in negoziati avanzati e stanno limando gli ultimi dettagli economici per giungere alla formale stesura dei documenti.

Il profilo di Amatucci: un talento per la mediana

Regista difensivo dotato di ottima personalità, Amatucci si è messo in luce nelle passate stagioni come uno dei profili più interessanti della formazione Primavera della Fiorentina, guadagnandosi anche le prime chiamate in prima squadra e una presenza costante nelle Nazionali giovanili italiane. Nelle ultime stagioni ha giocato in prestito alla Ternana, alla Salernitana e al Las Palmas, mettendo in luce tutta la sua qualità nel percorso di crescita intrapreso. L’esperienza 2.0 in Spagna al Deportivo rappresenterebbe per lui il palcoscenico ideale per completare il percorso di maturazione calcistica e misurarsi con un calcio tattico e tecnico. L’accordo definitivo potrebbe essere formalizzato già nei prossimi giorni.

Svolta per la panchina della Germania: Klopp apre alla Nazionale dopo l’addio di Nagelsmann! C’è il comunicato ufficiale della DFB

Jurgen Klopp vicino a diventare il nuovo ct della Germania? Il comunicato ufficiale della DFB e qual è la posizione del tecnico tedesco

Clamoroso scossone nel panorama del calcio internazionale. La Germania potrebbe presto accogliere uno dei manager più vincenti, iconici e carismatici della storia recente. Jürgen Klopp ha infatti ufficialmente aperto alla possibilità di diventare il nuovo commissario tecnico della selezione tedesca, raccogliendo l’eredità lasciata dal recente addio di Julian Nagelsmann. L’ex allenatore del Liverpool ha confermato in prima persona che la macchina diplomatica è già in movimento e che i primi contatti ufficiali con i vertici della DFB sono stati avviati con successo.

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Il vincolo con la Red Bull e l’apertura alla DFB

Intervenuto ai microfoni di Magenta Sport, il tecnico nativo di Stoccarda ha fatto immediata chiarezza sulla propria situazione contrattuale, senza nascondere il forte fascino esercitato dalla panchina della propria nazionale in un momento così delicato. Klopp ha dichiarato:

“Il momento forse non è perfetto, ma è sicuramente migliore rispetto al passato. Al momento ho un contratto con la Red Bull e vorrei rispettare gli impegni presi. Dall’altro lato però, ho già dato la mia disponibilità a parlare con la DFB”

Il nodo societario e la necessità di una svolta

Nonostante il forte gradimento reciproco, l’operazione necessita ancora di alcuni passaggi formali non scontati. L’allenatore ha infatti l’esigenza di trovare una quadra con la multinazionale austriaca prima di poter formalizzare qualsiasi tipo di accordo definitivo con la federazione.

L’allenatore ha poi proseguito:

“Prima di arrivare a qualsiasi accordo dovrò però confrontarmi con il mio capo, Oliver Mintzlaff. Comunque la Nazionale tedesca si trova in un momento decisivo della sua storia e serve assolutamente una svolta per tornare ai livelli a cui siamo stati abituati in passato”

Il comunicato ufficiale della Federcalcio tedesca

La conferma dell’accelerazione per portare l’ex tecnico dei Reds alla guida della squadra quattro volte campione del mondo è arrivata anche attraverso i canali istituzionali. Subito dopo la fine del ciclo targato Nagelsmann, la stessa Federcalcio tedesca aveva rotto gli indugi, annunciando pubblicamente come Klopp rappresenti l’assoluto profilo prescelto per avviare il nuovo corso tecnico.

Questa la nota ufficiale diffusa dalla federazione:

“Per quanto riguarda la nomina del nuovo allenatore, la dirigenza della DFB avvierà ora un dialogo con Jürgen Klopp , il quale ha già manifestato la sua disponibilità generale ad assumere l’incarico”

I prossimi giorni saranno decisivi per capire se le parti riusciranno a trovare l’intesa definitiva per quello che si preannuncia come il matrimonio dell’anno.

Aquilani si presenta al Sassuolo: «Porto entusiasmo e desiderio, ecco la mia idea di calcio. L’addio di Carnevali è stato una novità»

Aquilani, nuovo allenatore del Sassuolo, si è presentato in conferenza stampa come nuovo allenatore dei neroverdi. Le sue dichiarazioni

Il Sassuolo volta pagina e inaugura ufficialmente una nuova era tecnica. Presso la sala stampa del Mapei Football Center si è tenuta la conferenza stampa di presentazione di Alberto Aquilani, nuovo allenatore neroverde chiamato a guidare il club in Serie A dopo la grande scorsa stagione sotto la guida di Fabio Grosso.

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Il benvenuto della proprietà e gli obiettivi societari

Come riportato da Sassuolonews.net, ad aprire l’incontro è stato il presidente Carlo Rossi, che ha espresso profonda soddisfazione per il ritorno del tecnico, già calciatore neroverde in passato: “È un piacere poter presentare insieme a Veronica Squinzi Alberto Aquilani, un allenatore che ha già fatto parte della famiglia neroverde. Averlo qui rappresenta quanto Sassuolo apprezzi le sue qualità umane e non solo tecniche. Ritrovarlo con noi è motivo di grande soddisfazione e mi auguro che si possano scrivere pagine importanti con Alberto, nel solco della tradizione del Sassuolo. Il club ha sempre creduto negli allenatori nel corso della storia, questo ha permesso a molti allenatori di utilizzare il nostro club come trampolino di lancio e siamo convinti che lui abbia le qualità per proseguire questo percorso”.

Anche Veronica Squinzi ha preso la parola per confermare la totale vicinanza e solidità della proprietà Mapei, annunciando l’acquisto di nuovi terreni per ampliare le strutture del club. Subito dopo, il direttore sportivo Francesco Palmieri ha delineato la missione stagionale: Presentiamo oggi Alberto Aquilani, un allenatore grandissimo con grandissime idee, innovative, è un ragazzo speciale, ha una gran voglia di far bene e noi tutti cercheremo di fare le cose per bene con l’intento di fare una buona squadra in primis per restare nella massima serie perché lo scivolone di qualche anno fa è stato duro da digerire. Siamo stati bravi a ripartire con grande forza, grazie anche a una grandissima proprietà e speriamo di continuare con i nostri valori”.

Le parole di Aquilani: ambizione, tattica e il post-Carnevali

Prendendo la parola, Alberto Aquilani ha espresso tutto il suo entusiasmo per l’inizio di questa prestigiosa avventura professionale: Sono felice e onorato di essere qui, è un posto che ho conosciuto da calciatore dove ho potuto apprezzare tutte queste qualità che sono state elencate, qualità rare oggi nel mondo del calcio. Arrivo da un ruolo differente e spero che restino gli aggettivi che hanno utilizzato. Ringrazio il presidente e il direttore per l’opportunità incredibile che mi è stata data”.

L’ex centrocampista ha poi spiegato la sua filosofia calcistica e l’approccio tattico che intende proporre alla squadra: Io porto entusiasmo, il desiderio. L’ambizione di allenare in Serie A lo porto da quando sono piccolo perché qualsiasi persona che si affaccia a fare calcio sogna di fare la Serie A e per me oggi è motivo d’orgoglio. Ho delle idee da proporre ma non ho un mio calcio, ho delle idee chiare che mi piacerebbe trasferire a tutti i componenti del club, alla squadra, ai tifosi. Il calcio oggi è in evoluzione, va avanti, ti deve porre curiosità giornaliera e questo si lega a un gruppo coeso che si crea in maniera forte perché se si condivide poi l’idea si possono avere più risultati. Modulo? Questa squadra è abituata a giocare a 4, io non vengo e dico voglio giocare a 3, sicuramente i principi di gioco sono chiari e in base a quello che sarà decideremo”.

Infine, Aquilani ha commentato serenamente l’addio dello storico dirigente Giovanni Carnevali, passato alla Juventus: Io ho iniziato a parlare con Carnevali e per me è stata una novità quando lui è andato alla Juve e questo non toglie di una virgola al mio pensiero. Posso fare una battuta che mi ha fatto il direttore Palmieri e mi ha detto ‘ti devi preoccupare solo se vanno via gli Squinzi’. Sappiamo tutti quello che ha fatto Carnevali, ho un rapporto con lui, ci siamo sentiti diverse volte con lui anche nel mio post da calciatore, credo sia giusto però guardare avanti, si apre una nuova era e dobbiamo andare avanti.

La linea sul calciomercato resta condivisa con la dirigenza per puntellare la rosa nei ruoli attualmente ritenuti più carenti.

Trevisani tuona: «Chiunque sia sano di mente vede la difficoltà deambulatoria di Cristiano Ronaldo in campo»

Trevisani spiazza tutti: «Chiunque sia sano di mente vede la difficoltà deambulatoria di CR7 in campo». Le sue parole

Intervenuto in diretta su Cronache di Spogliatoio insieme a Emiliano Viviano, l’ex difensore di Milan e Atalanta Mattia Caldara e il giornalista Riccardo Trevisani hanno condiviso le loro opinioni su Cristiano Ronaldo in vista della sfida poi vinta dal Portogallo contro la Croazia nei sedicesimi di finale del Mondiale. Le sue parole:

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PAROLE – «Chiunque sia sano di mente vede la difficoltà deambulatoria di Cristiano Ronaldo in campo, non è in discussione. Poi arriva un pallone in area e fa goal, gli arriva sulla testa e fa goal, tira un rigore e fa goal.

Se tu oggi fai tirare una punizione a Totti o Del Piero può darsi che facciano ancora goal, non è che il tempo che passa ti rende inabile alla vita, semplicemente non fai lo scatto, non vai a pressare, non ti proponi cinquanta volte, non puoi fare delle cose, ma non è che smetti di segnare. Quindi quando vedi Ronaldo fare due goal all’Uzbekistan che segnerebbe anche Giorgino (sic) bendato, non è che Ronaldo is back, chiunque può fare is back con l’Uzbekistan.

Sono cinque anni che Ronaldo non c’è più come lo conoscevamo. Non si può guardare questa roba qua».

Bufera in Turchia post‑Mondiale: ville ai giocatori e rabbia popolare, mentre Montella e Calhanoglu finiscono nel mirino

Turchia nel caos: la Federazione regala ville, tifosi furiosi. E intanto si infiamma il caso Montella‑Calhanoglu

La Turchia ha vissuto un Mondiale deludente, eliminata addirittura prima della terza giornata del girone nonostante il ripescaggio delle migliori terze. A Istanbul la mancata qualificazione alla fase a eliminazione diretta ha scatenato critiche e polemiche, con molti tifosi che chiedevano l’esonero di Vincenzo Montella.

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Il presidente federale Ibrahim Hacıosmanoğlu, però, ha scelto la linea della continuità: «Resterà al suo posto. Sono convinto che, se fossimo andati avanti, avremmo superato almeno un paio di turni. E non è vero che subisce l’influenza di Calhanoglu».

Le accuse interne e il caso Calhanoglu

Tra le contestazioni più forti rivolte a Montella c’è quella secondo cui Hakan Calhanoglu avrebbe inciso sulle scelte di formazione. Secondo alcune indiscrezioni, il centrocampista dell’Inter avrebbe avuto un’accesa discussione con Orkun Kökçü prima della partenza per gli USA, con il padre del giocatore del Besiktas coinvolto nella vicenda. Da lì sarebbero nate le insinuazioni sul presunto condizionamento del ct.

Hacıosmanoğlu, però, ha smentito tutto: nessuna interferenza, nessuna frattura interna.

Le “ville promesse”: confermate

Altro tema caldo: le ville promesse ai giocatori impegnati nelle qualificazioni Mondiali. Secondo alcune voci, le case sarebbero state previste in un’area protetta, scatenando ulteriori polemiche.

Il presidente federale ha chiarito: «Quell’area non è un sito storico. Tutti i permessi sono stati ottenuti e la costruzione inizierà. Darò sicuramente quelle ville ai calciatori, proprio come promesso».

La federazione ha ricevuto 14 milioni di dollari di bonus FIFA, integrati con fondi propri e distribuiti equamente tra tutti i convocati delle qualificazioni.

Le ville sorgeranno nella Baia di Mandalay, nel Golfo di Güllük, tra Milas e Bodrum: una zona rinomata per mare incontaminato, archeologia e turismo nautico. Un luogo ideale per smaltire la delusione mondiale.

Francia, doppio forfait a poche ore dal Paraguay: fuori Tchouaméni e Thuram

Francia, doppio stop prima del Paraguay: Tchouaméni e Thuram non saranno disponibili per gli ottavi del Mondiale

La Francia di Didier Deschamps arriva alla sfida contro il Paraguay con due assenze pesanti. Dopo il netto 3‑0 alla Svezia nei sedicesimi, i Bleus si preparano a un ottavo di finale delicato al Lincoln Financial Field di Philadelphia (calcio d’inizio alle 23:00 italiane), contro una squadra capace di eliminare la Germania ai rigori.

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Tchouaméni KO nell’ultimo allenamento

Il primo stop è quello di Aurélien Tchouaméni: il centrocampista del Real Madrid ha riportato un infortunio alla coscia durante la rifinitura e non sarà disponibile. Tchouaméni era partito titolare in tre delle prime quattro partite del Mondiale (Senegal, Norvegia, Svezia), rappresentando una delle certezze del centrocampo francese.

Al suo posto è pronto Manu Koné, già schierato dal primo minuto contro l’Iraq nella fase a gironi accanto a Rabiot.

Thuram non recupera: ancora fuori

Non ci sarà neppure Marcus Thuram. L’attaccante dell’Inter è alle prese con un problema al polpaccio che lo aveva già escluso contro la Svezia. Secondo L’Équipe, non si è ancora allenato con il gruppo e continuerà il programma personalizzato.

Deschamps ha confermato: “Sta meglio, ha ripreso a correre, ma non è ancora pronto.”

Fin qui Thuram ha giocato solo un minuto in tutto il Mondiale, entrando nel finale della gara contro l’Iraq.

Francia in emergenza, Paraguay in fiducia

La Francia arriva dunque con due assenze pesanti in una gara che vale l’accesso ai quarti di finale del Mondiale 2026. Il Paraguay di Gustavo Alfaro, forte dell’impresa contro la Germania, rappresenta un avversario insidioso e in fiducia.

Chi è Inao Oulai: alla scoperta del gioiello ivoriano nel mirino della Fiorentina

Inao Oulaï, talento 2006 della Costa d’Avorio: perché la Fiorentina lo ha messo nel mirino. I dettagli

La Costa d’Avorio si è fermata ai sedicesimi contro la Norvegia di Haaland, ma non sempre serve arrivare in fondo per lasciare un segno. Tra gli Elefanti, infatti, una storia ha attirato l’attenzione di diversi club europei: quella di Christ Ravynel Inao Oulaï, centrocampista classe 2006 del Trabzonspor, uno dei profili più interessanti messi in mostra dalla nazionale ivoriana. Tra le società che si sono mosse c’è anche la Fiorentina, pronta a inserirsi nella corsa nonostante la concorrenza.

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Il prezzo del talento

Il Trabzonspor ha fissato la valutazione: 23‑25 milioni di euro. Una cifra importante, ma coerente con la crescita di un ragazzo che ha già mostrato:

  • personalità,
  • qualità tecnica,
  • maturità tattica non comune per la sua età.

La Fiorentina vuole costruire una squadra competitiva per Fabio Grosso, e Oulaï rientra perfettamente nella categoria dei giocatori che possono essere un investimento per il presente e soprattutto per il futuro.

La storia di Oulai: dai campi di terra rossa all’Europa

Nato il 6 aprile 2006 a Yopougon, Oulaï è l’ultimo di undici figli e ha conosciuto il calcio per strada, a piedi nudi, sulla terra. Il talento emerge presto e lo porta alla JMG Academy di Abidjan, la scuola fondata da Jean‑Marc Guillou che ha formato campioni come Gervinho e Yaya Touré.

Proprio Touré è il suo modello: per questo Oulaï ha scelto il numero 42 al Trabzonspor. Alla JMG Academy l’allenamento è particolare e durissimo: si gioca a piedi nudi, gli scarpini si conquistano solo dimostrando pieno controllo del pallone. Oulaï supera ogni tappa e arriva in Europa.

L’arrivo nel calcio europeo

Il primo club a puntare su di lui è il Bastia, dove colleziona:

  • 16 presenze,
  • 1 gol in Ligue 2.

Nell’estate successiva il Trabzonspor investe sul suo talento e lo blinda fino al 2030. In Turchia l’impatto è immediato:

  • 25 presenze,
  • 2 gol,
  • 4 assist, oltre al contributo nella vittoria della Coppa di Turchia. Numeri che confermano un profilo già pronto per palcoscenici più grandi.

Un dettaglio da limare

Se c’è un aspetto su cui può crescere, è la gestione dell’aggressività:

  • 8 ammonizioni al Bastia,
  • 11 nella stagione turca. Segnale di un centrocampista che non si tira indietro nei duelli, ma che deve migliorare nella pulizia dei contrasti.

La Fiorentina entra nella corsa

Dopo gli arrivi di Thorstvedt e Koleosho, la Fiorentina valuta anche Oulaï per rinforzare la rosa. Il prezzo è alto, ma il talento è di quelli destinati a muovere il mercato estivo. I viola osservano, studiano la fattibilità e provano a inserirsi: Oulaï è uno dei nomi più caldi della sessione.

Juventus, lavoro sottotraccia: Goretzka torna nel mirino, Suzuki idea per la porta

Bianconeri al lavoro sotto traccia: Goretzka idea per il centrocampo, Suzuki nuova pista per il ruolo di portiere


La Juventus non ha ancora acceso il mercato, ma si muove con costanza dietro le quinte. Il nuovo amministratore delegato Giovanni Carnevali sta cercando di conciliare esigenze economiche e richieste tecniche di Luciano Spalletti, che vuole una squadra competitiva e più fisica in mezzo al campo.

Priorità: centravanti e portiere

Le urgenze restano due:

  • un centravanti (la distanza con Kolo Muani persiste),
  • un portiere bravo con i piedi per impostare da dietro.

Ma Spalletti ha chiesto anche uno-due rinforzi di personalità e fisicità a centrocampo.

Goretzka, contatti riattivati

In quest’ottica è tornato d’attualità il nome di Leon Goretzka. Il suo contratto con il Bayern Monaco è scaduto il 30 giugno 2026, rendendolo oggi uno svincolato di lusso. Finora il tedesco aveva messo al centro il Mondiale con la Germania, ma l’eliminazione contro il Paraguay ha riaperto il dossier futuro.

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Secondo Sky Sport, la Juventus ha riattivato i contatti con l’entourage del classe 1995, già sondato dalla precedente dirigenza. Carnevali vuole capire:

  • richieste economiche,
  • fattibilità dell’operazione,
  • disponibilità del giocatore a firmare senza Champions League.

Goretzka era stato a lungo un obiettivo del Milan e una richiesta esplicita di Allegri, ma i rossoneri si sono sfilati dopo la rivoluzione estiva. Oggi potrebbe essere un nome anche per il Napoli.

Le cifre restano alte:

  • contratto triennale da 7 milioni netti a stagione,
  • 10 milioni di bonus alla firma. Parametri che la Juve, ad esempio, non ha voluto concedere a Vlahovic.

Portiere: Vicario in vantaggio, ma spunta Suzuki

Parallelamente, la Juventus cerca il nuovo numero uno. I nomi in cima alla lista sono:

  • Guglielmo Vicario – al momento favorito;
  • Emiliano Martínez – pista complessa ma viva.

Nelle ultime ore è emerso anche Zion Suzuki del Parma, protagonista di un ottimo Mondiale con il Giappone e autore di due stagioni convincenti in Emilia.

Il giapponese piace anche in Premier:

  • Aston Villa,
  • Leeds, che lo considera prima scelta.

Secondo il Corriere dello Sport, la Juve potrebbe valutare Suzuki solo se non riuscisse ad arrivare a Vicario o Martínez. I rapporti con il Parma — guidato dall’ex bianconero Federico Cherubini — sono ottimi, come dimostra il recente trasferimento di Daffara.

Venezia, doppio movimento in entrata: Rrahmani lunedì alle visite, martedì tocca ad Ale Gomes

Venezia, doppio colpo in arrivo: Rrahmani atteso lunedì per le visite, martedì sarà il turno di Ale Gomes

Il Venezia continua a costruire la squadra per la prossima stagione in Serie A, dopo la promozione ottenuta vincendo il campionato di B. Il club lagunare procede spedito sul mercato e nelle ultime ore ha definito due operazioni importanti.

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Rrahmani, accordo chiuso: visite mediche lunedì

Come anticipato, Venezia e Sparta Praga hanno raggiunto l’accordo per Albion Rrahmani, che sarà il nuovo centravanti della squadra. Il classe 2000 è atteso lunedì 6 luglio per i test fisici e le visite mediche. Lo riporta Di Marzio.

La sua stagione è stata positiva:

  • 9 gol
  • 2 assist
  • 29 presenze in campionato A cui si aggiungono 1 gol e 1 assist nelle 7 gare di Conference League. Numeri che confermano la crescita del kosovaro e la sua capacità di incidere in area di rigore.

Ale Gomes in arrivo: visite martedì

Non solo attacco: martedì arriverà in Italia anche Ale Gomes, difensore classe 2008 proveniente dal Real Saragozza. Il giovane talento ha già collezionato 23 presenze nella scorsa stagione con il club spagnolo, mostrando personalità e margini di crescita notevoli.

Venezia sempre più attivo

La società lagunare continua a muoversi con decisione, alternando colpi d’esperienza e investimenti sui giovani. Rrahmani e Gomes rappresentano due tasselli chiave per una rosa che vuole essere competitiva sin da subito in Serie A.

Derby Torino Juve, tifoso colpito da un lacrimogeno: chiesti i domiciliari per un agente del reparto mobile

Tifoso ferito prima del derby Torino‑Juve: la Procura chiede i domiciliari per un agente coinvolto

La Procura di Torino ha richiesto la misura degli arresti domiciliari per l’agente del reparto mobile ritenuto responsabile del ferimento di Marco Basoccu, tifoso juventino colpito alla testa da un lacrimogeno poco prima del derby Torino‑Juventus del 24 maggio allo stadio Grande Torino.

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Secondo il procuratore capo Giovanni Bombardieri e il sostituto Paolo Scafi, il poliziotto avrebbe sparato il lacrimogeno ad altezza d’uomo, colpendo il 36enne ultrà bianconero. A indirizzare l’inchiesta verso questa ricostruzione sarebbero stati sia i filmati acquisiti dalla magistratura sia le testimonianze dei colleghi dell’agente coinvolto.

Basoccu, rimasto in condizioni critiche, era stato ricoverato in terapia intensiva alle Molinette e dimesso un mese fa, dopo un lungo periodo di osservazione.

L’interrogatorio davanti al gip

Venerdì 3 luglio l’agente si è presentato davanti al gip del Tribunale di Torino per l’interrogatorio preventivo, difendendosi dall’accusa di lesioni aggravate. Nei prossimi giorni il giudice deciderà se accogliere o meno la richiesta di domiciliari avanzata dai pm.

COMUNICATO – “La Procura della Repubblica, a seguito di complesse e meticolose indagini delegate alla Squadra mobile della Questura di Torino e svolte con grande professionalità ed impegno, ha ricostruito, allo stato degli atti e fatte salve le successive valutazioni di merito, un quadro indiziario grave per il tragico ferimento del tifoso juventino in occasione del derby del 24 maggio scorso, a carico di un operatore di polizia in forza al V Reparto mobile di Torino, in servizio di ordine pubblico in quella circostanza“.

Attraverso l’analisi di un’enorme mole di immagini, acquisite da impianti di videosorveglianza pubblica e privata nonché da droni utilizzati per finalità di ordine pubblico, attraverso la raccolta di numerose testimonianze, specie di diversi operatori della Polizia di Stato presenti sul posto, ed il supporto di consulenze tecniche, è stato possibile riferire, sempre allo stato degli atti, il colpo che ha attinto alla testa il giovane tifoso, ferendolo gravemente, alla esplosione di un lacrimogeno lanciato, in maniera non conforme alle modalità previste, dall’operatore della Polizia di Stato incurante delle possibili gravissime conseguenze. È stata dunque chiesta la misura degli arresti domiciliari per l’agente, che è già stato sottoposto all’interrogatorio preventivo previsto dalla legge“. 

 “La attenta e minuziosa ricostruzione dei fatti, operata con grande professionalità e senza risparmio di energie dalla Squadra mobile di Torino coordinata da questa Procura della Repubblica, ha, quindi, consentito, allo stato degli atti, di riferire la specifica condotta criminosa all’operatore di polizia nei cui confronti è stata richiesta al Gip del Tribunale in sede l’applicazione della misura cautelare custodiale degli arresti domiciliari, e nei cui confronti si è svolto, a cura del Gip competente, l’interrogatorio preventivo previsto dalla legge, ed al cui esito ha riservato ogni decisione“.

Si rammenta che, nel rispetto del principio di presunzione di innocenza, il soggetto indagato e nei cui confronti è stata svolta richiesta di applicazione di misura cautelare personale non è da ritenersi responsabile dei fatti che gli vengono allo stato addebitati sino ad eventuale sentenza definitiva di condanna”.

Genoa, accelerata su Dovbyk: De Rossi lo vuole per guidare l’attacco

Prestito approvato dalla Roma: il Genoa di De Rossi adesso accelera per Dovbyk, ecco tutti gli aggiornamenti

Il Genoa è al lavoro per consegnare a Daniele De Rossi un rinforzo di peso in attacco. Il nome in cima alla lista resta Artem Dovbyk, profilo su cui la dirigenza rossoblù sta avanzando con decisione.

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Pressing di De Rossi, apertura della Roma

Come anticipato nei giorni scorsi, la Roma ha aperto alla formula del prestito, e anche l’attaccante ucraino si sta gradualmente convincendo. Decisivo il ruolo di De Rossi, che lo ha già allenato durante la sua esperienza giallorossa e sta spingendo personalmente per portarlo a Genova.

Una stagione complicata alle spalle

Dovbyk arriva da un’annata segnata dagli infortuni:

  • prima uno stiramento,
  • poi un nuovo problema alla coscia,

due stop che lo hanno costretto a saltare 34 partite tra campionato e coppe. Un vero calvario, vissuto mentre la Roma conquistava la qualificazione in Champions League senza poter contare su di lui. Il futuro: perché il Genoa è la soluzione

Restare a Roma appare difficile:

  • lo spazio è ridotto,
  • il feeling con Gasperini non è mai sbocciato,
  • le gerarchie sono chiare: prima Malen, poi gli altri.

In questo scenario, l’ex Girona rischia di scivolare ai margini del progetto giallorosso. La chiamata del Genoa rappresenta quindi l’occasione ideale per riscattarsi, ritrovare continuità e rilanciarsi dopo un anno complicato.

Svizzera Colombia agli ottavi: Arias decide, Ghana fuori con rimpianti

La Colombia passa di misura: Arias abbatte il muro del Ghana e agli ottavi sarà sfida alla Svizzera con possibile incrocio sull’Argentina

La Colombia di Néstor Lorenzo completa il quadro degli ottavi di finale dei Mondiali 2026: sarà sfida contro la Svizzera, dopo il successo di misura ottenuto contro il Ghana. A decidere la gara dei 16esimi è stato un guizzo di Jhon Arias nei primi minuti, sufficiente per blindare la qualificazione dei Cafeteros.

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Arias colpisce subito, gara in salita per il Ghana

L’avvio è stato ruvido e spezzettato: Cordoba e Senaya sono costretti al cambio per infortunio. Il sostituto di Cordoba, Suarez, si rivela però decisivo: suo il cross dalla destra che al 14’ permette ad Arias di firmare il gol che indirizza la partita.

Da quel momento il Ghana prova a reagire, ma la difesa colombiana — una delle più solide del torneo — regge senza sbandare, mentre davanti i Cafeteros sfiorano più volte il raddoppio.

Ati‑Zigi tiene in vita il Ghana

Il portiere ghanese Ati‑Zigi è protagonista di almeno tre interventi decisivi:

  • su Suarez,
  • su Mojica,
  • e su Luis Díaz, al quale nella ripresa viene anche annullata una rete.

Nonostante gli sforzi, il Ghana non riesce a trovare il pareggio e la Colombia porta a casa la vittoria con il minimo scarto.

Ora la Svizzera

Il successo permette ai Cafeteros di accedere agli ottavi, dove affronteranno la Svizzera in un incrocio che promette equilibrio e intensità. La Colombia arriva con fiducia, forte di una difesa solida e di un Arias in grande forma.

Mondiali 2026, Argentina avanti con fatica: Capo Verde sfiora la clamorosa impresa

Capo Verde sfiora l’impresa: l’Argentina passa solo ai supplementari e ora agli ottavi troverà l’Egitto di Salah

La nazionale di Scaloni raggiunge gli ottavi di finale solo nei tempi supplementari, al termine di una partita molto più complicata del previsto contro Capo Verde. Gli africani, già capaci di fermare Spagna e Uruguay, hanno messo in seria difficoltà l’Argentina di Leo Messi, confermandosi una delle sorprese più luminose del Mondiale.

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Una sfida che premia entrambe le squadre

Nel Mondiale delle sorprese può accadere anche che la nazionale con il ranking più basso giochi alla pari con i campioni in carica. L’Argentina avanza, ma lo fa soffrendo:

  • Messi è il più attivo, trascinatore tecnico e emotivo;
  • Lisandro Martínez firma gol e assist, risultando decisivo nei momenti chiave;
  • nei supplementari arriva la testata vincente di Cuti Romero, che chiude la partita e salva la Selección da un finale potenzialmente drammatico.

Dall’altra parte, Capo Verde esce a testa altissima: la squadra di Bubista ha giocato senza paura, portando la partita ai supplementari e sfiorando una delle imprese più clamorose della competizione.

Prossimo avversario: l’Egitto di Salah

Agli ottavi l’Argentina affronterà l’Egitto di Momo Salah, in una sfida che promette intensità e talento. Scaloni dovrà però riflettere sulle difficoltà emerse: la Selección è avanti, ma non ancora convincente.


Le prime pagine dei quotidiani sportivi – 4 luglio 2026

Le prime pagine dei quotidiani sportivi di oggi in edicola: Tuttosport, Corriere dello Sport e La Gazzetta dello Sport. I dettagli

Sono decine di migliaia le copie vendute tutte le mattine in edicola, ma un’anteprima dei principali contenuti può essere consultata già dalla sera precedente. Ecco, allora, le prime pagine dei Quotidiani Sportivi di oggi in edicola. Tuttosport, Corriere dello Sport e La Gazzetta dello Sport rappresentano i principali quotidiani sportivi in Italia.

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