Pagina 63 – Calcio News 24

Il futuro di Michael Olise: incontro decisivo con il Bayern dopo i Mondiali

Dopo una stagione da protagonista in Bundesliga e un Mondiale da incorniciare, Olise valuta il prossimo passo della sua carriera

Michael Olise è reduce da una stagione calcistica semplicemente sensazionale con la maglia del Bayern Monaco. L’esterno offensivo francese si è consacrato come uno dei talenti più decisivi dell’intera Bundesliga, mettendo a referto numeri eccezionali e prestazioni di altissimo profilo in ogni competizione in cui è sceso in campo.

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Un momento magico che non si è affatto interrotto: anche sul prestigioso palcoscenico internazionale, Olise si sta confermando come una delle stelle più brillanti della nazionale francese durante l’attuale Coppa del Mondo (a eccezione dell’ultima gara col Paraguay, decisamente sotto tono). Parallelamente, il suo Bayern Monaco ha ritrovato la vetta del calcio tedesco. Sotto la sapiente guida tecnica di Vincent Kompany, i bavaresi hanno riconquistato il titolo in Bundesliga e completato un fantastico Double nazionale trionfando anche nella DFB-Pokal.

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Forte di questi straordinari successi, il club tedesco ha approcciato la sessione estiva con la ferma intenzione di mantenere intatta l’ossatura della squadra. Tuttavia, le prestazioni dominanti di Olise non sono passate inosservate, attirando inevitabilmente i radar dei più grandi top club europei.

Sirene di mercato e un contratto da rivedere

Le voci sul suo futuro a lungo termine continuano a crescere vertiginosamente. Secondo quanto riportato dal quotidiano spagnolo AS, il ventiquattrenne ha già informato la dirigenza bavarese della sua volontà: organizzare un summit ufficiale per discutere la permanenza, ma solo dopo la conclusione del Mondiale. Olise desidera comprendere a fondo la visione del club e quale ruolo centrale abbiano in mente per lui, prima di prendere decisioni definitive sul prossimo capitolo della sua carriera.

Il giocatore e il suo entourage si siederanno al tavolo per valutare con attenzione ogni opzione, alla luce di una crescita tecnica che ha ampiamente superato le aspettative iniziali. Il Bayern Monaco avrà la precedenza e sarà la prima società ad ascoltare le richieste del transalpino.

Nonostante la fiducia legata all’attuale contratto, la dirigenza tedesca è perfettamente consapevole che l’accordo firmato due anni fa non rispecchia più il reale status da fuoriclasse assoluto che Olise ha ormai raggiunto. Le pretendenti, intanto, restano in agguato: il Real Madrid osserva l’evolversi della situazione con grande interesse, così come il Paris Saint-Germain e diverse superpotenze della Premier League, pronte ad approfittare di un’eventuale rottura.

Dragusin alla Fiorentina, colpo a sorpresa dal Tottenham: accordo per il ritorno in Serie A

Dragusin alla Fiorentina, colpo a sorpresa dal Tottenham: accordo per il ritorno in Serie A del difensore ex Juve e Genoa. I dettagli

Colpo a sorpresa della Fiorentina, che ha definito l’arrivo di Radu Dragusin dal Tottenham. Come riportato da Fabrizio Romano, il club viola ha raggiunto un accordo verbale per il trasferimento del difensore romeno, pronto a tornare in Serie A con la formula del prestito con obbligo di riscatto.

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L’operazione è stata impostata su un prestito oneroso da 1,5 milioni di euro, con obbligo di riscatto fissato a 17,5 milioni al termine della stagione. Una cifra complessiva appena sotto i 20 milioni, che permette alla Fiorentina di rinforzare il reparto arretrato con un profilo già abituato al calcio italiano.

Per il direttore sportivo Fabio Paratici si tratta anche di un ritorno importante: fu proprio lui a portare Dragusin al Tottenham dal Genoa nel gennaio 2024. Ora il centrale classe 2002 è pronto a iniziare una nuova fase della carriera a Firenze.

Dragusin Fiorentina, visite mediche e ritorno in Italia

La Fiorentina ha già prenotato le visite mediche per Dragusin a inizio settimana. Il difensore avrebbe chiesto al Tottenham di essere lasciato partire per tornare in Italia e il club inglese ha accettato la soluzione proposta dai viola.

Dopo un’esperienza londinese complicata, anche a causa di un brutto infortunio al ginocchio e di uno spazio inferiore alle aspettative, il centrale romeno cerca ora rilancio in Serie A. Firenze può rappresentare il contesto ideale per ritrovare continuità, fiducia e centralità tecnica.

Dragusin Fiorentina, il percorso tra Juventus, Sampdoria e Genoa

Cresciuto nel settore giovanile della Juventus, Dragusin ha completato il percorso tra Under 17, Next Gen e prima squadra. L’esordio in bianconero è arrivato il 2 dicembre 2020, a soli 18 anni, in Champions League contro la Dynamo Kiev. Con la Juventus ha totalizzato 232 minuti, prima dei prestiti a Sampdoria e Salernitana.

La svolta è arrivata al Genoa, prima in Serie B e poi in Serie A. Con i rossoblù è stato protagonista della promozione e successivamente della grande crescita che ha attirato l’interesse di club come Bayern Monaco e Tottenham.

Ora il ritorno in Italia con la Fiorentina: un colpo costruito sottotraccia da Paratici e destinato a rinforzare in modo significativo la difesa viola.

Stati Uniti, clamorosa decisione della FIFA che sospende la squalifica di Balogun: sarà disponibile contro il Belgio

Colpo di scena verso i quarti di finale dei Mondiali, la FIFA revoca la squalifica a Balogun: l’attaccante degli Stati Uniti giocherà contro il Belgio

Clamoroso sviluppo al Mondiale 2026 in vista dell’ottavo di finale tra Stati Uniti e Belgio. La FIFA ha deciso di sospendere la squalifica di Folarin Balogun, espulso durante il sedicesimo di finale contro la Bosnia per un intervento su Tarik Muharemovic, difensore del Sassuolo.

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L’attaccante di proprietà del Monaco sarà quindi regolarmente a disposizione del ct Mauricio Pochettino per la sfida contro il Belgio, in programma nella notte italiana. Una decisione inattesa, soprattutto perché il cartellino rosso era arrivato dopo revisione al VAR da parte dell’arbitro Raphael Claus.

Balogun Stati Uniti, cosa prevede l’articolo 27

La decisione della FIFA si basa sull’articolo 27 del codice disciplinare, che consente all’organo giudicante di sospendere in tutto o in parte l’esecuzione di una sanzione. Nel regolamento si legge che «l’organo giudiziario può decidere di sospendere, in tutto o in parte, l’esecuzione di un provvedimento disciplinare. Se chi beneficia di una sanzione sospesa commette un’altra infrazione di natura e gravità simili durante il periodo di prova – si legge, infatti, ancora nel regolamento -, la sospensione sarà revocata dall’organo giudiziario e la sanzione sarà applicata senza pregiudizio per eventuali sanzioni aggiuntive imposte per la nuova infrazione».

In sostanza, il cartellino rosso resta, ma la squalifica viene sospesa con la condizionale. Balogun, già autore di 3 gol in questo Mondiale, potrà così collezionare una nuova presenza nella competizione.

Balogun Stati Uniti, la ricostruzione e il precedente Ronaldo

Secondo quanto riferito da The Athletic, la Commissione disciplinare della FIFA ha applicato una possibilità prevista dal regolamento, pur in assenza di un ricorso formale per cancellare la squalifica. Un precedente recente riguarda Cristiano Ronaldo, espulso nelle qualificazioni Mondiali contro l’Irlanda e squalificato per tre giornate, due delle quali comminate con la condizionale.

Balogun Stati Uniti, la reazione di Trump e il caso politico

La vicenda ha assunto anche contorni politici. Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha commentato su Truth la decisione della FIFA: «Grazie alla FIFA per aver fatto ciò che è giusto e aver rimediato ad una grande ingiustizia».

Secondo Talksport, Trump avrebbe chiamato personalmente il presidente FIFA Gianni Infantino per fare pressione sul caso Balogun. Una ricostruzione che la FIFA non ha confermato, rivendicando l’indipendenza della propria Commissione disciplinare. Il caso resta comunque destinato a far discutere, per la portata della decisione e per il momento delicatissimo del torneo.

Greenwood, la Roma resta in corsa: il Marsiglia chiede 50 milioni, concorrenza estera in aumento

Greenwood, la Roma non molla: il Marsiglia chiede 50 milioni mentre cresce la concorrenza internazionale sul talento inglese

La Roma continua a muoversi per Mason Greenwood. Nonostante le voci di mercato e i tentativi di diversi club stranieri, i giallorossi non hanno mai allentato la presa: il dialogo con l’entourage del giocatore e con l’Olympique Marsiglia prosegue, senza pause.

Nelle ultime ore si è parlato di accelerazioni da parte di Fenerbahçe e Atlético Madrid, in momenti diversi, ma la situazione — filtrano fonti vicine alla trattativa — resta aperta e senza un club realmente in vantaggio. Anche alcune società della Saudi Pro League stanno valutando se entrare nella corsa.

🟦 La posizione del Marsiglia: servono 50 milioni

A fare il punto è stato il presidente dell’OM, Stephan Richard, in un’intervista a La Provence. Secondo quanto riportato da Fabrizio Romano, il Marsiglia non intende scendere dalla sua richiesta: 50 milioni di euro per lasciar partire Greenwood.

Una cifra importante, soprattutto considerando che il club francese ha necessità di fare cassa, ma che al momento nessuno ha ancora messo sul tavolo.

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PAROLE – «Dobbiamo separarsi da alcuni giocatori per ristabilire l’equilibrio finanziario e ridurre drasticamente il monte ingaggi, non possiamo mantenere una rosa con un monte stipendi da 100 milioni all’anno. La situazione attuale ci obbliga a un profondo rinnovamento della rosa, ma detto questo mi rifiuto di vendere i nostri migliori giocatori a un prezzo di saldo».

Gasperini lo vuole: Greenwood è la prima scelta

Per la Roma, Greenwood è la prima richiesta di Gian Piero Gasperini, che cerca un profilo con quelle caratteristiche per completare il tridente. Il giocatore piace, il contatto è costante, ma la concorrenza internazionale e la valutazione dell’OM rendono la trattativa complessa.

Sule ci ripensa: dopo il ritiro torna in campo… ma riparte dai dilettanti

Niklas Süle torna a sorpresa in campo dopo il ritiro: ripartirà dal SV Tiefenbach, scegliendo il calcio dilettantistico

A soli due mesi dall’addio al calcio professionistico, Niklas Süle ha sorpreso tutti: il richiamo del campo è stato troppo forte e il difensore tedesco ha deciso di rimettersi gli scarpini. Niente riflettori della Bundesliga, però. A 30 anni, l’ex Bayern e Dortmund ripartirà dalla Kreisliga, uno dei campionati dilettantistici tedeschi, vestendo la maglia del SV Tiefenbach, club del Baden‑Württemberg.

«Voglio il calcio vero, quello senza business»: il racconto di Süle

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Una scelta romantica, dettata solo dalla passione. Süle lo ha spiegato a Sky Sport DE, raccontando il desiderio di vivere il calcio da una prospettiva diversa: «Sono molto felice di poter finalmente vivere il calcio da una prospettiva completamente diversa: lì dove conta solo e unicamente lo sport in sé, e non il business o i soldi. Inoltre, al SV Tiefenbach giocano due dei miei migliori amici, uno dei quali è anche l’allenatore. Dopo 13 anni da professionista, poter scendere in campo con i miei amici e godermi appieno la gioia di questo sport meraviglioso è per me un regalo assoluto»

Un ritorno alle origini, lontano dalle pressioni e vicino alle persone che lo hanno accompagnato fuori dai grandi palcoscenici.

Una carriera piena di trofei

Il nuovo capitolo di Süle arriva dopo una carriera vissuta ai massimi livelli del calcio europeo. Dal Rot‑Weiß Walldorf all’Hoffenheim, passando per Bayern Monaco e Borussia Dortmund, il difensore ha costruito un palmarès impressionante:

  • 5 Bundesliga
  • 2 Coppe di Germania
  • 4 Supercoppe tedesche
  • 1 Champions League
  • 1 Supercoppa UEFA
  • 1 Mondiale per Club

Con la Nazionale tedesca (49 presenze, 1 gol) ha vinto la Confederations Cup 2017 e conquistato l’argento alle Olimpiadi di Rio 2016.

Ora conta solo il divertimento

Süle apre così un capitolo completamente nuovo: niente pressioni, niente business, solo calcio puro. Un ritorno alle radici che racconta molto del suo rapporto con questo sport.

Gavi incorona Cristiano Ronaldo: «E’ uno dei migliori giocatori della storia e può fare la differenza»

Gavi non ha dubbi su CR7: «E’ uno dei migliori giocatori della storia e può fare la differenza in qualsiasi momento»

Alla vigilia della sfida tra Spagna e Portogallo, in programma lunedì 6 luglio alle 21.00 ora italiana, Gavi ha concesso un’intervista a Mundo Deportivo. Il centrocampista della Roja ha analizzato la partita che attende la sua nazionale e si è soffermato anche su Cristiano Ronaldo, uno dei protagonisti più attesi del match. Le parole:

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SU CR7 «Cristiano Ronaldo un ostacolo per la sua nazionale? Lo sento sempre dire, ma da persone che non fanno parte della sua squadra, dai tifosi. Chi invece è nella sua squadra ha un immenso rispetto per lui. Ovviamente, Cristiano è uno dei migliori giocatori della storia e può fare la differenza in qualsiasi momento».

SUL PORTOGALLO – «Chiaramente sono l’avversario più ostico che abbiamo affrontato finora. Sono un’ottima squadra, con buoni giocatori. Però sappiamo quello che dobbiamo fare e lavoriamo tutti insieme per vincere questa partita»

SULLA PRESTAZIONE AL MONDIALE – «Sono un giocatore molto passionale in campo, gioco sempre al massimo per la mia squadra a volte anche entrando con decisione nei contrasti. Ci sono sempre persone a cui questo non piace e che si arrabbiano. Ho già detto un paio di volte che sono qui per aiutare la squadra. So che l’allenatore ha fiducia in me, l’ha sempre avuta. Questo è un Mondiale e i Mondiali si vincono quando si resta uniti nella buona e nella cattiva sorte. Abbiamo una rosa molto ampia, con molti buoni giocatori, e in qualsiasi momento ogni giocatore può farsi avanti e dare il suo contributo».

Enock Barwuah raggiunge Balotelli: i fratelli di nuovo insieme all’Al‑Ittifaq

Enock Barwuah raggiunge Balotelli: i fratelli tornano a giocare insieme all’Al‑Ittifaq, ricomponendo una coppia già vista

Enock Barwuah giocherà ancora una volta al fianco di suo fratello Mario Balotelli: l’attaccante bresciano è pronto a unirsi all’Al‑Ittifaq, negli Emirati Arabi Uniti, riaccendendo una coppia che aveva già fatto parlare di sé ai tempi dell’Adana Demirspor nella stagione 2021‑2022.

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Ritiro in Piemonte, poi la nuova avventura

Barwuah verrà aggregato al ritiro del club del presidente Laterza a Bardonecchia, in Piemonte, prima di partire per la nuova esperienza nel Golfo. Per lui si chiude così il capitolo Desenzano, culminato con la storica promozione in Serie C.

Non solo Enock: altri volti noti in arrivo

In questa nuova fase all’Al‑Ittifaq ci saranno anche giocatori reduci dal ChievoVerona nell’ultima stagione:

  • Daniele Baselli
  • Douglas Costa

Un gruppo di profili esperti e internazionali che va a rinforzare la squadra e che ritroverà Balotelli in un contesto tecnico ambizioso.


Il tifoso ferito nel derby Toro Juve, Marco Basoccu: «Tornare allo stadio? Non me la sento, sono ancora troppo scosso»

Marco Basoccu, tifoso ferito durante Toro Juve: «Tornare allo stadio? Non me la sento, sono ancora troppo scosso»

Marco Basoccu, il 36enne tifoso juventino rimasto gravemente ferito alla testa prima dell’ultimo derby di Torino, ha raccontato a Tuttosport le sue sensazioni dopo aver finalmente scongiurato il peggio. Un episodio che ha scosso l’ambiente bianconero e che Basoccu, ancora provato ma lucido, ha voluto ripercorrere spiegando come sta vivendo questi giorni e cosa significhi essersi lasciato alle spalle il momento più difficile.

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PAROLE – «L’avevo capito, soprattutto basandomi sulle testimonianze ricevute. Come sto? Bene, almeno fisicamente: di tanto in tanto ho qualche mal di testa e avrò comunque un altro intervento, programmato per settembre. Spero diventi presto un brutto ricordo, per adesso sto cercando di recuperare le forze e non sono ancora rientrato al lavoro. Vivo alla giornata e aspetto sviluppi»

ANDARE ALLO STADIO? – «Onestamente, non me la sento di tornare a seguire le partite: sono ancora troppo scosso e le dinamiche accertate non hanno aiutato. La verità è che poteva capitare a chiunque: questa cosa mi spaventa più di tutte le altre»

PAROLE PAPA’ – «Non c’era nulla da sedare, figuriamoci. Perciò bisogna capire se sia stato un diktat dall’alto oppure un’azione del singolo. Marco e chi era con lui si stavano spostando pacificamente. Sarebbe bello avere una spiegazione, anche solo per capire. Ma non c’è alcuna intenzione di incontrare l’agente responsabile: aveva l’opportunità di pentirsi e di chiarire. Ora dovrà invece risponderne in maniera coercitiva. Mi lascia senza parole sapere che a ferire sia stato un poliziotto».

Messico Inghilterra: quando nel 1966 Bobby Charlton fece capire che era l’anno giusto per i Maestri del calcio

Da Wembley 1966 al calore del Mondiale 2026: una sfida dal sapore antico a ruoli invertiti

Oggi, nel mitico e infuocato catino dell’Estadio Azteca, Messico e Inghilterra si incrociano in una sfida da dentro o fuori valida per gli ottavi di finale dei Mondiali 2026. Un match carico di tensione calcistica e grandi aspettative, che vede i padroni di casa spinti dal calore travolgente del proprio pubblico contro la nazionale dei Tre Leoni, determinata a confermarsi ai massimi livelli. Sebbene la differenza di valori parli chiaro – l’Inghilterra è quarta nel ranking Fifa, il Messico è 10 posti più sotto – c’è da constatare come il percorso finora sia stato decisamente più favorevole ai nordamericani, che non solo hanno vinto 4 gare su 4, ma non hanno neanche incassato un gol.

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Se è vero che l’Azteca richiama agli inglesi la famosa Mano de Dios di Maradona e la conseguente eliminazione al Mondiale del 1986, oer trovare l’incrocio più iconico e denso di significato tra queste due squadre in una Coppa del Mondo, bisogna necessariamente riavvolgere il nastro di sessant’anni esatti.

Era l’estate del 1966. L’Inghilterra ospitava il torneo e, proprio come il Messico di oggi, godeva dell’inestimabile vantaggio casalingo. Era la seconda giornata del Girone A. Gli inglesi, reduci da un deludente 0-0 contro l’Uruguay, cercavano disperatamente il riscatto davanti agli ottantamila spettatori di Wembley. Sotto la direzione impeccabile dell’arbitro italiano Concetto Lo Bello, i britannici s’imposero per 2-0, ma senza affatto incantare. Fu una prestazione a tratti opaca e confusa, farcita di passaggi sbagliati ed errori banali, contro un Messico rinunciatario che puntava palesemente al pareggio, affidandosi alle isolate sortite offensive di Borja e Favilla.

A sbloccare la situazione e a togliere le castagne dal fuoco ci pensò la leggenda Bobby Charlton al 37′, con un formidabile diagonale scagliato da oltre trenta metri che fulminò l’incolpevole portiere Calderon dopo una lunga discesa centrale, nella quale fece pensare che avrebbe tirato di sinistro per poi scegliere con successo l’altro piede (sarà interessante verificare se stanotte Bellingham potrà godere di altrettanta libertà). Nella ripresa, dopo vari tentativi a vuoto, Roger Hunt sigillò il raddoppio al 75′ ribadendo in rete una respinta corta del stavolta incerto Calderon su un tiro di Jimmy Greaves. Quella vittoria “sporca” ma di vitale importanza proiettò improvvisamente l’Inghilterra in cima alle quote dei bookmaker londinesi e, poche settimane più tardi, alla conquista della sua prima e unica Coppa Rimet.

Oggi, esattamente sessant’anni dopo quel trionfo, il palcoscenico geografico ed emotivo si è completamente ribaltato. Non c’è margine per le sbavature di quel vecchio pomeriggio londinese. All’Azteca, il Messico cercherà la sua storica vendetta sportiva, mentre l’Inghilterra proverà a dimostrare che la storia, in fondo, sa ripetersi anche dall’altra parte dell’oceano e che è pronta a riannodarsi con quell’unico trionfo Mondiale, anche se il percorso è ancora molto lungo.

Anguissa verso il Besiktas? Italiano punta il centrocampista del Napoli: De Laurentiis fissa il prezzo

Anguissa verso il Besiktas? Italiano punta il centrocampista del Napoli: De Laurentiis fissa il prezzo, obiettivo cessioni per i partenopei

Il Napoli lavora sul mercato con una priorità chiara: alleggerire la rosa e ridurre il peso economico sul bilancio prima di affondare per nuovi acquisti. Massimiliano Allegri attende almeno un innesto per reparto, ma non si opporrà alla partenza di alcuni giocatori che nell’ultimo ciclo sono stati centrali.

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Tra questi c’è anche Frank Zambo Anguissa, centrocampista camerunese classe 1995, che avrebbe manifestato ancora una volta la volontà di lasciare gli azzurri. Il suo futuro è dunque uno dei dossier più caldi in casa Napoli, soprattutto perché il club vuole monetizzare da una cessione senza concedere sconti.

Anguissa Besiktas, Italiano prova il colpo dalla Serie A

Nelle ultime ore si è mosso il Besiktas di Vincenzo Italiano, intenzionato a pescare profili importanti dalla Serie A per costruire una squadra capace di competere con Galatasaray e Fenerbahce. Il club turco avrebbe già avviato un primo contatto con gli agenti di Anguissa, ma per entrare davvero nel vivo della trattativa servirà una proposta ufficiale al Napoli.

Il centrocampista rappresenterebbe un rinforzo di grande esperienza per il Besiktas: fisicità, capacità di inserimento, intensità e conoscenza del calcio di alto livello sono caratteristiche che lo rendono un profilo ideale per il progetto di Italiano.

Anguissa Besiktas, la richiesta del Napoli

Secondo quanto riportato da Sportmediaset, la posizione di Aurelio De Laurentiis è molto chiara. Nonostante il contratto di Anguissa sia in scadenza il 30 giugno 2027, il presidente del Napoli non ha alcuna intenzione di aprire a una cessione a prezzo ridotto.

La valutazione fissata dal club azzurro è di almeno 15 milioni di euro cash. Chi vorrà acquistare Anguissa dovrà quindi presentare un’offerta concreta e immediata. Il Besiktas osserva e prepara le prossime mosse, ma il Napoli resta fermo sulla propria linea: nessuno sconto per uno dei centrocampisti più importanti della rosa.

Brasile-Norvegia: il fantasma di Marsiglia ’98 aleggia sugli ottavi di stasera

Ventotto anni dopo la storica impresa scandinava, le due nazionali si ritrovano in una sfida da dentro o fuori: è di nuovo Brasile Norvegia

C’è una magia particolare quando il tabellone di un Mondiale decide di rimettere di fronte due squadre legate da un filo invisibile ma indissolubile. La sfida di oggi tra Brasile e Norvegia, valida per gli ottavi di finale, non è solo una partita cruciale per il prosieguo del torneo, ma è un vero e proprio tuffo nel passato che risveglia emozioni e ricordi contrastanti. Impossibile, infatti, per i tifosi e gli appassionati non tornare con la mente a quel 23 giugno 1998.

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A Marsiglia, nell’ultima giornata della fase a gironi di Francia ’98, andò in scena uno dei più incredibili colpi di scena della storia della Coppa del Mondo. Il Brasile di Ronaldo “Il Fenomeno”, Campione in carica, era già matematicamente qualificato e sicuro del primo posto nel girone. Affrontava una Norvegia spalle al muro, obbligata a vincere per sperare nel passaggio del turno. Quando Bebeto sbloccò il match al 78′ incrociando di testa, il destino degli scandinavi sembrava ormai segnato (di quel gol è memorabile il numero del funambolico Denilson che cade col pallone tra i piedi, si rialza e mette al centro un pallone solo da spingere dentro). Ma il calcio vive di strappi epici: all’83’ Tore André Flo trovò il pareggio con una splendida azione personale, e all’89’, un calcio di rigore trasformato con freddezza glaciale da Kjetil Rekdal regalò alla Norvegia un clamoroso 2-1 e lo storico accesso agli ottavi. Dove, guarda un po’ gli scherzi del destino, trovò esattamente l’Italia pronta ad eliminarli, laddove adesso, invece, è esattamente successo il contrario con il complessivo 7-1 tra andata e ritorno rimediato durante le qualificazioni (altri tempi, altro secolo, altra Nazionale, decisamente).

Quella notte francese non fu solo un miracolo sportivo, ma consolidò una statistica quasi surreale: la nazionale maggiore norvegese è una delle pochissime al mondo a vantare un record storico di imbattibilità contro i maestri brasiliani. Una vera e propria “bestia nera”, capace di imbrigliare la fantasia verdeoro con fisicità, rigore tattico e un cinismo spietato.

Oggi, però, il copione e la posta in palio sono radicalmente diversi. Non ci sono calcoli da fare o primati nel girone da amministrare: è una gara da dentro o fuori. Il Brasile scenderà in campo non solo per conquistare l’accesso ai quarti di finale, ma anche per sfatare un tabù che dura da decenni, esorcizzando quel fastidioso fantasma del ’98. Dall’altra parte, la Norvegia cercherà di attingere a quello stesso spirito guerriero per compiere una nuova, titanica impresa. La storia è pronta per essere aggiornata, tra Vinicius e Haaland o altri eroi che sapranno ergersi a protagonisti della sfida. Curiosamente entrambe le squadre arrivano da un sedicesimo vinto 2-1: i verde-oro sul Giappone, dopo essersi trovati in svantaggio; la Norvegia sulla Costa d’Avorio, con una rete nel finale del suo gigantesco bomber del Manchester City.

Torino, anche Bianay Balcot riparte in anticipo: Abate lo valuterà a Pinzolo

Il giovane difensore ha iniziato i lavori al Filadelfia insieme ai big per mettersi alle spalle un’annata sfortunata a Mantova

Il Torino scalda i motori in vista della prossima stagione e il centro sportivo del Filadelfia si popola giorno dopo giorno. Tra i calciatori che hanno deciso di interrompere in anticipo le vacanze per presentarsi tirati a lucido al raduno c’è anche Come Bianay Balcot. Il terzino destro si è unito a un gruppo già nutrito e composto da elementi di spicco della prima squadra e giovani promesse, all’interno del quale figurano già i nomi di Duván Zapata, Pietro Pellegri, Zakaria Aboukhlal, Faustino Anjorin, Carrascosa e Cacciamani. Sotto lo sguardo attento dello staff medico e atletico granata, il gruppo viene sottoposto a sessioni mirate di idro-kinesiterapia in acqua, un lavoro specifico e propedeutico alla ripresa dei carichi pesanti in campo.

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Il vero e proprio spartiacque della preparazione estiva scatterà ufficialmente lunedì 13 luglio, data d’inizio del ritiro in alta quota a Pinzolo. In Trentino, Bianay Balcot prenderà parte attiva a tutte le sessioni in montagna agli ordini del nuovo allenatore granata, Ignazio Abate. Il tecnico valuterà da vicino i suoi progressi, la tenuta fisica generale e l’attitudine tattica, analizzando lo stato del suo percorso di crescita per comprendere quali possano essere le prospettive all’interno del progetto tecnico del club.

Per il giovane difensore francese, la preparazione estiva rappresenta l’occasione ideale per il riscatto dopo un’annata complessa e fortemente condizionata dalla sfortuna. La scorsa stagione è stata infatti vissuta su un doppio binario: nella prima metà ha militato in Serie C con la maglia della Ternana, raccogliendo quindici presenze complessive (di cui sei da titolare) per un totale di 553 minuti. Nel mercato invernale è poi arrivato il salto di categoria grazie al trasferimento in prestito al Mantova, in Serie B. Un’avventura, quest’ultima, purtroppo interrottasi quase subito a causa di un grave infortunio che lo ha costretto ai box fino al termine del campionato, dopo aver collezionato appena sette minuti nelle prime due partite. Ora, ristabilitosi completamente, il nativo di Saint-Mandé punta a rimettersi in mostra. Il suo futuro a lungo termine resta ancora da scrivere, ma per lui si prospetta una nuova esperienza temporanea, molto probabilmente ancora in cadetteria, per ritrovare minutaggio e fiducia.

Renard, addio ufficiale alla Tunisia dopo il Mondiale: il ct lascia dopo appena due partite

Renard e la Tunisia, avventura già finita dopo l’eliminazione: il ct saluta dopo esser subentrato a Lamouchi a Mondiale in corso

Si chiude dopo appena due partite l’avventura di Hervé Renard sulla panchina della Tunisia. Il tecnico francese ha annunciato ufficialmente il proprio addio dopo l’eliminazione della nazionale tunisina dal Mondiale, arrivata al termine di una fase a gironi estremamente complicata.

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Renard era stato chiamato durante il torneo per provare a cambiare il corso della competizione, subentrando a Sabri Lamouchi, esonerato dopo il primo incontro. Il cambio in panchina, però, non ha prodotto la reazione sperata. La Tunisia ha infatti perso entrambe le gare successive del girone, uscendo sconfitta contro Giappone e Olanda con lo stesso risultato: 3-1.

Un bilancio pesante, che ha portato alla separazione immediata tra il commissario tecnico e la federazione tunisina. La missione di Renard, arrivato con l’obiettivo di tenere viva la speranza qualificazione, si è dunque conclusa senza riuscire a evitare l’eliminazione.

Renard Tunisia, il messaggio di addio del tecnico francese

Come riportato dall’ANSA, l’ormai ex ct ha voluto salutare la Tunisia con un messaggio di ringraziamento nei confronti della federazione e della nazionale. Queste le sue parole:

«Prima della mia partenza, desidero rivolgere i miei più sinceri ringraziamenti alla federazione per avermi dato l’opportunità di partecipare alla Coppa del Mondo. È stato un grande onore allenare la nazionale tunisina e vivere questa esperienza indimenticabile. Auguro il meglio alla nazionale e sono certo che continuerà a svilupparsi, a rendere felici i suoi tifosi e a scrivere pagine luminose nella sua storia».

Parole di rispetto e gratitudine, nonostante un’esperienza breve e sportivamente negativa. Renard ha scelto di chiudere senza polemiche, sottolineando l’onore di aver guidato la selezione tunisina in una competizione prestigiosa come la Coppa del Mondo.

Tunisia, ora si apre una nuova fase

Per la Tunisia comincia adesso una fase di valutazione interna. Dopo l’esonero di Lamouchi e il rapido addio di Renard, la federazione dovrà individuare una nuova guida tecnica per ricostruire il progetto della nazionale.

L’eliminazione mondiale lascia inevitabilmente delusione, ma anche la necessità di ripartire con una programmazione più stabile e una scelta tecnica capace di garantire continuità.

Unai Simon incorona Lamine Yamal e Pau Cubarsi: «Mi sorprende la loro età»

La Spagna si appresta ad affrontare il Portogallo nella sfida dentro-fuori per il Mondiale: le parole del portiere Unai Simon

La Spagna si prepara ad affrontare il banco di prova più arduo del suo Mondiale 2026: la super sfida degli ottavi di finale contro il Portogallo. Un incontro che ha tutto il sapore della rivincita per gli uomini di Luis de la Fuente, sconfitti proprio dai lusitani nelle finali di UEFA Nations League dello scorso anno.

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Per superare il temibile ostacolo portoghese e staccare il pass per i quarti di finale, la Roja si affiderà ancora una volta al talento cristallino dei suoi enfant prodige di proprietà del Barcellona: l’esterno Lamine Yamal (18 anni) e il solido difensore Pau Cubarsi (19 anni).

Le parole di elogio e lo stupore di Unai Simon

Nella conferenza stampa della vigilia, il portiere e leader spagnolo Unai Simon ha speso parole al miele per i due giovanissimi compagni di squadra. Interrogato sul probabile e infuocato duello sulla fascia tra Lamine Yamal e il terzino portoghese Nuno Mendes, e sulla presunta necessità di spronare il ragazzo a sacrificarsi in copertura, l’estremo difensore è stato categorico: «Non c’è bisogno di convincerlo di nulla, voi all’esterno avete un’immagine diversa dalla nostra. Lui è decisivo in fase offensiva, ma ci dà una mano enorme anche in difesa. Ha tanta voglia di dimostrare il suo valore, ne è consapevole e lo dice apertamente».

Simon ha poi esteso i complimenti a Pau Cubarsi, pilastro della retroguardia: «Non ci interessano le valutazioni esterne, noi conosciamo benissimo il suo valore. Lo sa anche il mister, ed è questo che conta per davvero. Spesso mi sorprendo per la loro età e per la straordinaria maturità con cui gestiscono certe pressioni».

I pilastri di de la Fuente

Finora, il rendimento dei due talenti blaugrana è stato imprescindibile. Cubarsi si è imposto come uno dei difensori più impenetrabili del Mondiale, sfoggiando una disciplina eccezionale e contribuendo in maniera netta ai quattro clean sheet consecutivi messi a referto dalla Spagna.

Dall’altra parte, Lamine Yamal, arrivato al torneo in fase di recupero da un infortunio, sta trovando la sua forma migliore, come dimostra il meritato premio di “Man of the Match” conquistato nei sedicesimi contro l’Austria. Ora arriva la prova del nove: Cubarsi avrà l’arduo compito di arginare Cristiano Ronaldo, mentre Lamine proverà a far impazzire la difesa lusitana. Il futuro iridato della Spagna passa inesorabilmente dai loro piedi.

Chi è Diego Moreira? D’Amico in missione per regalare l’esterno a Gasperini: come potrebbe integrarsi nella Roma

Chi è Diego Moreira? D’Amico in missione per regalare l’esterno a Gasperini: l’ultima idea per la Roma. Caratteristiche tecniche e fisiche

La Roma continua a muoversi sul mercato tra vincoli di bilancio e priorità tecniche indicate da Gian Piero Gasperini. Il nuovo direttore sportivo Tony D’Amico lavora per individuare profili funzionali al progetto giallorosso, con l’attacco che resta un reparto centrale nelle valutazioni: il rinnovo di Paulo Dybala e l’arrivo di un’ala capace di giocare a sinistra sono tra i temi più caldi.

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Non c’è però solo il fronte offensivo. Gasperini avrebbe chiesto anche un esterno di fascia sinistra con caratteristiche più complete, in grado di alternarsi o sostituire Angelino, le cui condizioni fisiche restano da monitorare. L’arrivo di un profilo mancino e dinamico consentirebbe inoltre a Wesley di tornare stabilmente sulla corsia destra. In quest’ottica, secondo Il Messaggero, il nome seguito con attenzione è quello di Diego Manuel Jadon da Silva Moreira, esterno classe 2004 dello Strasburgo.

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Moreira Roma, una famiglia legata al calcio

Diego Moreira è nato in Belgio nel 2004 e proviene da una famiglia profondamente legata al calcio. Il nonno Helmut Graf ha avuto una lunga carriera tra Düsseldorf e Standard Liegi, prima di diventare allenatore. Il padre Almami Moreira, portoghese originario della Guinea-Bissau, ha giocato in club come Boavista, Amburgo, Standard Liegi e Partizan Belgrado.

Nel calcio attuale ci sono anche due cugini: Eric da Silva Moreira, oggi sotto contratto con il Nottingham Forest, e Carlos Mané, cresciuto nello Sporting Lisbona e reduce dall’esperienza al Kayserispor.

Moreira Roma, carriera tra Belgio, Portogallo, Chelsea e Strasburgo

Il percorso di Moreira è stato molto internazionale. Cresciuto nello Standard Liegi, si è trasferito giovanissimo al Benfica, dove ha completato una parte importante della propria formazione. Successivamente è stato acquistato dal Chelsea, ma con i Blues non ha trovato vero spazio in prima squadra.

Dopo un prestito al Lione, la svolta è arrivata con il trasferimento allo Strasburgo, club nel quale ha trovato continuità e centralità. Con i francesi ha completato una stagione di grande crescita, chiusa con 42 presenze, 5 gol e 9 assist tra campionato e coppe. Numeri che hanno aumentato l’attenzione attorno al suo profilo e lo hanno trasformato in uno degli esterni più interessanti del panorama europeo.

Moreira Roma, caratteristiche tecniche e fisiche

Moreira è un esterno mancino, moderno e molto duttile. Può giocare da ala, da quinto a tutta fascia o anche da terzino in una linea a quattro, anche se quest’ultima soluzione andrebbe verificata nel contesto tattico della Serie A.

Le sue qualità principali sono dribbling, progressione palla al piede, capacità di attaccare l’uomo e forza nelle conduzioni lunghe. Non è un giocatore statico: ama ricevere largo, puntare il diretto avversario e creare superiorità numerica. Fisicamente abbina rapidità, resistenza e buona capacità di coprire tutta la corsia, aspetto fondamentale per un sistema esigente come quello di Gasperini.

Moreira Roma, come si integrerebbe con Gasperini

Gasperini Lecce Roma (1)
Moreira Roma, come si integrerebbe con Gasperini – CalcioNews24.com

Nella Roma di Gasperini, Moreira potrebbe diventare un profilo prezioso soprattutto da quinto sinistro. In un sistema a tre, avrebbe il compito di dare ampiezza, spingere alto, attaccare lo spazio e allo stesso tempo abbassarsi in fase difensiva.

Il suo arrivo permetterebbe alla Roma di avere un esterno più verticale, aggressivo e adatto alle richieste atletiche del tecnico. Il nodo resta economico: secondo Il Messaggero, la valutazione dello Strasburgo sarebbe alta, intorno ai 40 milioni di euro, anche per la presenza del gruppo BlueCo, intenzionato a valorizzare il giocatore. Per questo servirà un lavoro diplomatico importante, con Jorge Mendes chiamato eventualmente a facilitare il dialogo tra le parti.

Tevez: «Ct Italia? Antonio Conte tutta la vita! Spalletti? Non mi piace, non ha sangue»

Tevez: «Ct Italia? Antonio Conte tutta la vita! Spalletti? Soltanto lui può tirarvi fuori da questa situazione. Non mi piace, non ha sangue»

Carlitos Tevez, ex attaccante argentino della Juventus e oggi allenatore libero dopo l’esperienza al Talleres, ha assistito da spettatore alla sfida dei sedicesimi tra l’Albiceleste di Scaloni e Capo Verde, giocata a Miami. Al termine della partita, mentre lasciava lo stadio, Tevez si è fermato a parlare con i media presenti, commentando la prestazione dell’Argentina e il clima del Mondiale ma non solo

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PAROLE – «La partita? Non bene, stasera. Non bene per niente. Abbiamo solo Messi, siamo solo Messi, un dono di Dio. Ma avete visto che goal ha fatto? Leo non è di questo mondo. Meno male che c’è lui»

ITALIA – «È incredibile che l’Italia non sia qui, l’avete finalmente scelto il ct? Antonio Conte tutta la vita. Soltanto lui può tirarvi fuori da questa situazione. Farebbe già bene al primo anno, lui ha sempre fatto così. Poi bisogna vedere come vanno il secondo e il terzo, ma dovete puntare su di lui a occhi chiusi. È stato il miglior allenatore che ho avuto. Allegri? Anche lui è molto bravo, mi sono trovato bene. Però è vero, qualche volta l’ho accusato di essere troppo difensivista. Come Scaloni, no? Lasciamo stare. Piuttosto, ho visto che come direttore tecnico potreste prendere Maldini. Ecco, in quel ruolo lui è il massimo, basta vedere cosa ha fatto al Milan. L’ho conosciuto di persona, è veramente in gamba. Se riusciste a fare l’accoppiata Conte-Maldini, sareste a posto»

JUVE – «Ho visto che la Juve non è andata in Champions. Che disastro. Dovrà ricostruire un’altra volta. Spalletti? Non mi piace. Perché non ha sangue. Conte ha sangue. A me piace la gente che ha sangue. Mettete Conte a guidare la Nazionale e lui ne saprà tirare fuori. I calciatori bravi dovete costruirveli».

Il Barcellona piomba su Leao! Il flirt torna vivo: il Milan fissa il prezzo

Il Barcellona rilancia per Rafael Leao: corteggiamento riaperto e valutazione rossonera definita

Il Barcellona torna a guardare con interesse a Rafael Leao. Un vecchio corteggiamento che può riaccendersi proprio mentre il Milan considera il numero 10 in uscita, nonostante l’arrivo di Rúben Amorim sulla panchina rossonera.

Le fiammate di Leao al Mondiale — l’ultima l’assist decisivo per Gonçalo Ramos, nuovo acquisto del Milan, nel successo del Portogallo contro la Croazia — non hanno cambiato la posizione del club, ma hanno riacceso i riflettori del mercato. Tra questi, anche quelli del Barça, che dopo l’operazione da 70‑89 milioni per Anthony Gordon è ancora alla ricerca di un altro rinforzo offensivo.

Il Barça torna su Leao: l’apertura di Mundo Deportivo

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L’edizione odierna di Mundo Deportivo apre con il rinnovato interesse del Barcellona per Leao. Non è la prima volta: già la scorsa estate il portoghese era stato accostato ai blaugrana insieme a Luis Díaz e Nico Williams, prima che il club virasse su Marcus Rashford per ragioni economiche (prestito con diritto di riscatto dal Manchester United).

Ora il quotidiano catalano, riprendendo anche indiscrezioni italiane, inserisce di nuovo Leao tra i profili valutati da Hansi Flick per l’attacco.

Il Milan fa il prezzo: 60‑70 milioni

Che Leao sia sul mercato non è un segreto. Il Milan valuta il suo cartellino 60‑70 milioni di euro, una cifra molto distante:

  • dai 150 milioni della clausola rescissoria,
  • dai 120 milioni richiesti due estati fa.

La posizione del Barcellona: ostacolo prezzo, idea prestito con obbligo

Il problema per il Barça è proprio la cifra. Il club ha rifiutato di pagare 30 milioni al Manchester United per riscattare Rashford, e affrontare un’operazione da 60‑70 milioni è complicato.

Ma la porta non è chiusa: Mundo Deportivo ipotizza un prestito con obbligo di riscatto a fine stagione, formula che potrebbe rendere l’affare più sostenibile. Il Milan, secondo il quotidiano, non scarterebbe questa possibilità.

Leao e le alternative: Premier e Liga nel mirino

Leao, sotto contratto fino al 2028, resta concentrato sul Mondiale e guarda a campionati competitivi come Premier League e Liga.

Ad oggi, però, le opzioni concrete sono altre:

  • sondaggi di Galatasaray e Fenerbahçe,
  • un interesse superficiale del Tottenham di De Zerbi, che lo considera ma non lo mette in cima alla lista (davanti ci sono Kroupi del Bournemouth e Savinho del Girona).


Klopp nuovo ct della Germania: accordo raggiunto, ora si definiscono i dettagli

Accordo chiuso: Jurgen Klopp sarà il nuovo ct della Germania, ora si limano gli aspetti contrattuali

Jürgen Klopp sarà il nuovo commissario tecnico della Germania: l’accordo è arrivato e il tecnico ha già dato il suo sì. Restano da definire alcuni aspetti — durata del contratto, struttura del progetto tecnico e modalità della sua uscita dal RB Group — ma la direzione è tracciata: Klopp guiderà la Nazionale tedesca.

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Le ultime mosse del RB Group

Il gruppo aveva valutato Oliver Glasner come possibile sostituto, ma l’allenatore ha scelto di firmare con il Nottingham Forest, chiudendo definitivamente quella pista.

Klopp torna in panchina

Dopo la lunga esperienza al Liverpool e il periodo di pausa, Klopp è pronto a rimettersi in gioco: la Germania riparte da lui, dal suo carisma e da un progetto che punta a ricostruire identità e competitività.


Lucumi sull’interesse della Juve: «Ora sono al Mondiale, non è il momento di parlarne. Quando tornerò in Italia…»

Lucumi si sofferma sull’interesse di mercato della Juventus nei suoi confronti: «Ora sono al Mondiale, non è il momento di parlarne»

Jhon Lucumí sta vivendo un Mondiale da assoluto protagonista con la Colombia. Il centrale del Bologna ha giocato tutte le partite, restando fuori dagli undici titolari solo in una occasione, e si prepara ora alla sfida contro la Svizzera, che vale un posto nei quarti di finale contro una tra Argentina ed Egitto.

Nelle ultime ore, il centrale ha rilasciato un’intervista a La Gazzetta dello Sport, parlando anche del suo futuro e del momento che sta vivendo.

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PAROLE – «Siamo molto soddisfatti ma non è finita qui. Vogliamo andare avanti nella competizione. I tifosi creano un’atmosfera bellissima, sembra di giocare in casa ogni partita. Vogliamo regalare alla nostra gente tanta felicità. 

Vincere il Mondiale? Inutile pensarci, dobbiamo concentrarci su una partita per volta. Interesse della Juve? Ora sono al Mondiale, non è il momento di toccare certe questioni. Quando tornerò in Italia parleremo di tutto»

Sarri pensa a Gudmundsson: possibile tentativo dell’Atalanta per l’islandese viola

Sarri vuole Albert Gudmundsson: secondo La Nazione l’Atalanta studia il colpo di mercato dall’Artemio Franchi

Il futuro di Albert Gudmundsson potrebbe accendersi già nei prossimi giorni, e a muovere le acque potrebbe essere proprio Maurizio Sarri. Secondo quanto riportato da La Nazione, il tecnico — oggi all’Atalanta — avrebbe un rapporto di stima profonda con l’islandese, un feeling che nasce da lontano e che chi conosce bene l’allenatore conferma senza esitazioni.

Sarri ci aveva pensato già alla Lazio

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Chi segue da vicino le dinamiche del tecnico racconta che Sarri avrebbe voluto Gudmundsson anche alla Lazio, ma le condizioni non erano le stesse:

  • alla Lazio il mercato era frenato da Lotito e dai paletti economici e strategici del club;
  • all’Atalanta, invece, la struttura societaria è più flessibile e pronta a cogliere opportunità.

Per questo, la settimana che si apre — quella delle prime corse al Viola Park — potrebbe portare una scossa importante sul futuro dell’islandese.

L’Atalanta valuta il colpo: Sarri pronto a spingere

La possibile accelerazione potrebbe arrivare proprio da Sarri, che potrebbe consigliare ai dirigenti nerazzurri di sondare la volontà della Fiorentina e capire quali margini esistano per una trattativa.

A fare la differenza, però, saranno le cifre: Gudmundsson è un talento vero, un giocatore che non può cambiare maglia con formule low‑cost o valutazioni ridotte. La Fiorentina lo considera un asset importante e non intende svenderlo.

Il nodo resta economico

La domanda e l’offerta saranno decisive. Gudmundsson è un profilo che può spostare gli equilibri, e per questo la Fiorentina non accetterà proposte al ribasso. L’Atalanta osserva, Sarri spinge, e l’islandese potrebbe diventare uno dei nomi caldi delle prossime settimane.


Mbappé parla chiaro: «Se bisogna mettere le mani nel fango, le mettiamo. Pensavano che saremmo venuti in smoking»

Mbappé non ha dubbi: «Se bisogna mettere le mani nel fango, le mettiamo. Pensavano che saremmo venuti in smoking»

La Francia ha conquistato i quarti di finale del Mondiale battendo il Paraguay 1‑0 grazie al rigore trasformato da Kylian Mbappé, ma il post‑partita del numero 10 è stato tutt’altro che sereno. Ai microfoni di M6, il capitano dei Bleus ha raccontato una gara segnata da provocazioni, interventi duri e comportamenti antisportivi da parte degli avversari.

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PAROLE – «Se bisogna mettere le mani nel fango, le mettiamo. Non abbiamo alcun problema al riguardo. Sapevamo che tipo di partita ci aspettava. Penso che oggi sia andata proprio bene, sia per la partita in sé che per come l’abbiamo giocata: abbiamo dimostrato di non essere solo una squadra capace di praticare un calcio offensivo.»

«Pensavano che saremmo venuti in smoking, che saremmo venuti solo a fare belle azioni e uno-due. Sappiamo giocare anche il calcio sporco. L’abbiamo fatto oggi, abbiamo vinto e anche in questo siamo stati migliori di loro».

Suzuki prende quota: il portiere del Parma conquista la Juventus. E’ l’alternativa a Vicario e Martinez

Il talento giapponese Suzuki è tra i principali candidati per difendere la porta della Juventus nella prossima stagione

La Juventus continua a monitorare con grande attenzione il profilo di Zion Suzuki, uno dei giovani portieri più promettenti del panorama europeo. L’estremo difensore del Parma sta guadagnando posizioni nelle valutazioni della dirigenza bianconera, che lo considera una valida soluzione per il presente e soprattutto per il futuro.

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Classe 2002, Suzuki ha impressionato sia con la maglia del Parma nell’ultima stagione di Serie A sia con la nazionale giapponese. I suoi riflessi, la sicurezza nelle uscite, la personalità e la capacità di guidare il reparto difensivo hanno attirato l’interesse di numerosi club, confermando una crescita costante.

Il Parma, però, non ha intenzione di privarsi facilmente del proprio numero uno. La valutazione del cartellino si aggira intorno ai 30 milioni di euro, una richiesta sostenuta dall’età del giocatore, dal contratto in scadenza nel 2029 e dal forte interesse proveniente anche dalla Premier League.

Pur restando sullo sfondo rispetto ad altri nomi più esperti, Suzuki rappresenta un investimento strategico e di prospettiva. La Juventus continua a seguirne gli sviluppi e, se le piste alternative dovessero complicarsi, il portiere giapponese potrebbe diventare il profilo ideale su cui costruire il futuro tra i pali bianconeri.

Dybala sempre più vicino al rinnovo con la Roma: firma attesa al rientro nella Capitale

L’intesa è a un passo: Gasperini considera Paulo Dybala centrale nel progetto giallorosso della prossima stagione

Il futuro di Paulo Dybala sembra essere sempre più legato alla Roma. Il rinnovo di contratto è ormai nelle fasi finali e l’annuncio ufficiale potrebbe arrivare a breve. L’attaccante argentino è pronto a proseguire la sua avventura in giallorosso, aprendo un nuovo capitolo della sua esperienza nella Capitale.

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L’accordo tra le parti è ormai vicino alla definizione. Il nuovo contratto dovrebbe prevedere un prolungamento di un anno, con un’opzione unilaterale a favore del club per estendere ulteriormente il rapporto di un’altra stagione. Restano da sistemare soltanto alcuni dettagli relativi ai bonus, agli ultimi aspetti contrattuali e all’adeguamento economico richiesto dalla Joya.

La trattativa ha vissuto alcuni momenti di riflessione. Dopo aver ricevuto la proposta della società, Dybala si è preso qualche giorno in Argentina, insieme alla famiglia, per valutare soprattutto la durata dell’accordo, inizialmente ritenuta inferiore alle sue aspettative. Nonostante ciò, la volontà di restare alla Roma non è mai venuta meno.

Un ruolo determinante lo ha avuto anche Gian Piero Gasperini, che considera il fantasista argentino una delle colonne portanti del nuovo progetto tecnico. La fiducia dell’allenatore ha convinto definitivamente Dybala, atteso nella Capitale tra pochi giorni con l’obiettivo di trovare il rinnovo già definito e dover soltanto apporre la firma sul nuovo contratto.

Cambia tutto per Nkunku: Amorim punta su di lui per il nuovo progetto

Il tecnico portoghese rilancia il francese Nkunku: anche Pulisic resta centrale nel progetto rossonero

Il futuro di Christopher Nkunku al Milan sembra aver preso una direzione completamente diversa rispetto a quanto ipotizzato fino a poche settimane fa. Dopo una stagione caratterizzata da prestazioni discontinue e da un rendimento al di sotto delle aspettative, l’attaccante francese era considerato uno dei principali candidati a lasciare il club durante il mercato estivo.

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L’arrivo in panchina di Ruben Amorim, però, ha cambiato gli scenari. Il nuovo allenatore rossonero considera Nkunku una pedina fondamentale per il suo sistema di gioco e lo immagina nel ruolo di trequartista, insieme a Christian Pulisic, alle spalle del nuovo centravanti Gonçalo Ramos. Una soluzione che potrebbe valorizzare al meglio le caratteristiche tecniche e offensive del francese.

Anche la posizione di Pulisic, finito recentemente al centro di alcune indiscrezioni di mercato, appare ormai definita. L’esterno statunitense è ritenuto un elemento imprescindibile per il futuro del club e non rientra nei piani di una possibile cessione.

La volontà della proprietà, guidata da Gerry Cardinale, è infatti quella di costruire il nuovo corso del Milan attorno ai suoi giocatori più rappresentativi. Con Amorim al timone, Nkunku, Pulisic e Gonçalo Ramos sono destinati a diventare i punti di riferimento del progetto tecnico rossonero.

Inter, Provedel è pronto: spunta anche il retroscena sul piano B della porta

L’Inter definisce l’arrivo di Ivan Provedel: Tzolakis era l’alternativa in caso di mancato accordo

L’Inter si prepara ad accogliere Ivan Provedel, ormai destinato a diventare un nuovo giocatore nerazzurro. Dopo una trattativa non semplice con la Lazio, il club milanese ha trovato l’intesa definitiva e, salvo sorprese, il portiere sarà a Milano nei prossimi giorni per sostenere le visite mediche e completare l’iter che porterà alla firma del contratto.

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L’estremo difensore arriverà per una cifra vicina ai 3 milioni di euro e sottoscriverà un accordo triennale con un ingaggio di circa 1,5 milioni di euro a stagione. Un investimento che conferma la volontà della società di rafforzare il reparto con un profilo affidabile e già esperto del campionato italiano.

Nel frattempo emerge anche un interessante retroscena di mercato. Qualora la trattativa con la Lazio non fosse andata a buon fine, la dirigenza nerazzurra aveva già individuato un’alternativa concreta. Il nome seguito con particolare attenzione era quello di Konstantinos Tzolakis, giovane portiere dell’Olympiacos, considerato un’opzione credibile per il futuro della porta interista.

Alla fine, però, la scelta è ricaduta su Provedel, ritenuto il profilo ideale per garantire esperienza, affidabilità e continuità. La prossima settimana dovrebbe quindi segnare l’inizio ufficiale della sua nuova avventura con la maglia dell’Inter.

Paraguay Francia, la partita di Olise: il focus sulla prestazione dell’attaccante

Paraguay Francia, la partita di Olise: ecco l’analisi completa della prestazione dell’attaccante agli ottavi di finale del Mondiale

Uno dei protagonisti di Paraguay Francia, la gara valida per gli ottavi di finale del Mondiale 2026, è senza dubbio Michael Olise, attuale leader della classifica assistman di questa edizione del torneo a quota 5. Ecco la sua prestazione odierna nel dettaglio.

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La partita di Olise


PRIMO TEMPO

É lui a battere il calcio d’inizio lanciando il pallone a ridosso della linea di fondo. Nelle fasi iniziali sembra agire preferibilmente a destra, lasciando il centro della trequarti a Dembélé, ma ovviamente dovrebbe essere una situazione momentanea, lui ha il potere di spaziare dove vuole. Al 13′ parte e fa salire la squadra, un contrasto le getta a terra, continua a stazionare sulla fascia anche per dialogare frequentemente con Kounde. Al 17′ Dembélé lo trova in area di rigore, il fantasista non riesce a tenere la palla. Ancora imbeccato dal compagno, Olise tenta un cross che viene ribattuto in angolo. Al 29′ ancora scambi con Dembélé, il 7 mette il pallone in mezzo e nessuno raccoglie l’idea. Al 36′ dalla trequarti mette in area una palla da punizione, difesa del Paraguay in difficoltà, ne nasce un angolo. Al 37′ viene fermato su un dribbling al centro, non sta mettendo in mostra gli spunti dell’ultima gara. Stesa situazione qualche minuto dopo, sta patendo i raddoppi. Si va all’intervallo sullo 0-0, finora Francia (e Olise) molto al di sotto degli standard abituali, sta incidendo sicuramente anche il grande caldo.

SECONDO TEMPO

Primo pallone toccato, non passa con Cubas. Successivamente fallo tattico su di lui per evitare che la Francia esca bene dalla propria metà campo. Al 49′ prova a passare in mezzo a due, operazione che non riesce. Al 55′ non riesce a tenere in campo un pallone non facile da controllare. Poco dopo bene nel partecipare con due tocchi veloci a un’azione che porta all’ennesimo corner per la Francia. Buono il triangolo per mandare Digne sul fondo, ma non si passa fino a quando Mbappé non riuscirà a sbloccare dal dischetto la gara. All’84 Olise va via bene e ritarda lo scarico, pochi secondi dopo c’è un fallo su di lui: insomma, si accende a intermittenza e non ci sono giocate decisive. Molti tocchi ravvicinati con il nuovo entrato Cherki per fare passare il tempo con il pallone tra i piedi. Al 91′ ancora un fallo di Galarza su Olise. Battuto male un corner indiretto, la Francia concede al Paraguay una possibilità offensiva. Ammonito Olise per un litigio con Galarza che “sviene” senza che ci sia nient’altro se non una trattenuta di maglia. La Francia va avanti, Olise non ha fatto certo una grande partita ma tra caldo soffocante e gioco duro degli avversari non era certo semplice riuscire a brillare oggi.

Pagelle Paraguay Francia: i TOP e i FLOP della sfida valida per gli ottavi di finale del Mondiale

Pagelle Paraguay Francia: i Top e Flop dei protagonisti del match, valido per gli ottavi di finale dei Mondiali 2026

Pagelle Paraguay Francia: i Top e Flop dei protagonisti del match, valido per gli ottavi di finale dei Mondiali 2026.

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Ecco i Top e i Flop della sfida degli ottavi di finale tra Paraguay e Francia, terminata 0-1 con il gol su rigore di Mbappé.

I Top

  • Kylian Mbappé (Francia). È l’uomo del destino per i Bleus. Si prende la responsabilità del rigore pesantissimo che sblocca un match complicato e lo trasforma con freddezza. Oltre al gol (il suo diciannovesimo nella storia dei Mondiali), sfiora più volte il raddoppio, fermato solo da un immenso portiere avversario. Viene ripetutamente preso di mira dalla difesa paraguayana, ma non perde mai la bussola, ridendosela fino all’ultimo secondo
  • Juan Gill (Paraguay). Se il Paraguay resta in partita fino all’ultimo secondo di recupero, il merito è quasi esclusivamente suo. Compie una parata strepitosa su una botta da fuori di Koné e si supera al 96′ con un doppio intervento miracoloso su Mbappé. Una prestazione da incorniciare. Ne sentiremo parlare anche in Italia per il calciomercato.
  • Manu Koné (Francia). Nel piattume generale e offensivo del primo tempo della Francia, il centrocampista romanista è l’unico a provarci con insistenza dalla distanza (insieme a Rabiot). Nella ripresa è ancora lui a confezionare la prima vera palla gol della gara con un bolide da fuori area. Corsa, dinamismo e pericolosità. Deschamps voleva esattamente questo insieme di contributi.

I Flop

  • L’atteggiamento offensivo del Paraguay. Il piano tattico di Alfaro è chiaro: 5-4-1 tutto rintanato nella propria metà campo per chiudere gli spazi alla Francia e puntare su lanci per Enciso, lasciato però troppo solo. Una strategia che produce pochissimo: due tiri velleitari da lontano nel primo tempo e nessun vero brivido corso da Maignan (eccezion fatta per una facile parata su Mauricio all’89’ scaturita da un errore di Upamecano).
  • L’arbitro Ilgiz Tantashev. Il direttore di gara uzbeko perde ben presto il polso di una partita che rischia di incattivirsi eccessivamente. Decisamente rivedibile la gestione dei cartellini e dei contatti: ignora un colpo al petto di Galarza su Mbappé nel primo tempo, lascia correre su un paio di interventi ruvidi sempre sul capitano francese e su Doué nella ripresa, e non sanziona un’entrataccia sulla caviglia di Olise al 91′. Ok il gioco fluido, ma certi non fischi sono sembrati assurdi.
  • Ousmane Dembelé (Francia). Partita opaca per l’esterno offensivo di Deschamps. Prova ad accendersi a tratti sulla fascia destra, ma non riesce quasi mai a creare superiorità numerica o pericoli concreti nell’area avversaria, venendo spesso disarmato dai difensori paraguayani. Viene sostituito all’84’ da Cherki.
  • Il primo tempo della Francia. Nonostante un clamoroso predominio nel possesso palla (90% a 10% nei primi cinque minuti) e del campo, i Bleus producono un primo tempo scialbo, lento e senza idee , affidandosi esclusivamente a tiri dalla lunga distanza. Un dato emblematico: Expected Goals fermo a 0.2 nei primi 45 minuti, neanche un tiro in porta e non capitava dal 2006 al Mondiale (primo tempo di Francia-Brasile).

De Siervo, il messaggio a Malagò: «Nuova collaborazione per il calcio italiano»

L’amministratore delegato della Lega Serie A, Luigi De Siervo, esprime la propria fiducia nel nuovo corso federale guidato da Malagò

Ai margini dell’evento benefico organizzato da Alessandro Moggi, è intervenuto Luigi De Siervo, amministratore delegato della Lega Serie A. Diversi i temi affrontati dal dirigente, a partire dal nuovo corso federale guidato da Giovanni Malagò, passando per il rapporto tra FIGC e Serie A, il momento della Nazionale italiana e la questione legata al calendario del campionato.

Ultime Notizie Serie A: tutte le novità del giorno sul massimo campionato italiano

De Siervo ha espresso fiducia nei confronti del nuovo presidente federale, sottolineando il clima positivo respirato nei primi passaggi istituzionali. Queste le sue parole:

«Ha grande esperienza ed è iniziato tutto con il piede giusto. In settimana c’è stato un bellissimo Consiglio federale, con grande partecipazione e collaborazione. Ora è chiamato a fare le prime scelte: mi auguro che quanto pianificato possa vedere la luce al più presto».

De Siervo Serie A, il rapporto con la FIGC

L’amministratore delegato della Lega Serie A si è poi soffermato sul rapporto tra il massimo campionato italiano e la Federazione, evidenziando la necessità di costruire un sistema più equilibrato e funzionale.

Secondo De Siervo, alcune difficoltà della Nazionale hanno radici lontane e riguardano anche il peso della Serie A all’interno dell’organizzazione del calcio italiano. Il dirigente ha spiegato:

«Le origini di questa fase di appannamento della Nazionale risalgono a vent’anni fa, alla riforma Melandri del 2006. La Serie A in questi anni è stata marginalizzata e i risultati sono sotto gli occhi di tutti. Non è un tema di prepotenza, ma di organizzazione del sistema. Da questa nuova collaborazione possono nascere cose positive per tutto il calcio italiano».

Un passaggio significativo, che conferma la volontà della Lega Serie A di avere un ruolo più centrale nel processo di rilancio complessivo del movimento.

De Siervo Serie A, il tema Nazionale

Spazio anche alla situazione della Nazionale italiana, reduce da anni complessi e chiamata a ritrovare identità, risultati e senso di appartenenza. De Siervo ha sottolineato la responsabilità condivisa dell’intero sistema calcio:

«C’è grande voglia e grande bisogno di azzurro. Ci sono generazioni che non hanno mai visto l’Italia giocare un Mondiale: è una responsabilità che dobbiamo assumerci tutti. Il sistema sta facendo un’analisi profonda e anche la Serie A farà la sua parte».

Parole che richiamano l’urgenza di una ripartenza concreta, con la Serie A pronta a contribuire al percorso di rilancio degli azzurri.

De Siervo Serie A, calendario e stage della Nazionale

Infine, De Siervo ha affrontato il nodo del calendario, tema sempre più delicato tra impegni di club, competizioni internazionali e necessità della Nazionale. Il dirigente ha ricordato come gli spazi siano sempre più ridotti:

«Il calendario è scandito più dalle coppe internazionali che dal campionato ed è sempre più compresso. Non può essere spostato come spesso si racconta. Sugli stage, la Serie A aveva dato una disponibilità di massima, ma oggi tanti giocatori sono all’estero e diventa tutto più complicato. Bisogna fare tesoro degli spazi disponibili e portare i ragazzi nella condizione giusta al momento giusto».

Il messaggio è chiaro: serve una programmazione condivisa e realistica, capace di conciliare le esigenze della Serie A, della FIGC e della Nazionale italiana.

Moviola Paraguay Francia: gli episodi dubbi del match diretto da Ilgiz Tantashev

Moviola Paraguay Francia: gli episodi dubbi del match, valido per gli ottavi di finale dei Mondiali 2026

Moviola Paraguay Francia: gli episodi dubbi del match diretto dall’arbitro Ilgiz Tantashev, valido per gli ottavi di finale dei Mondiali 2026.

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PRIMO TEMPO

Al 7′ un blocco porta Koné a stare per terra qualche secondo, l’arbitro non interrompe il gioco. Contatti e spinte su un pallone vagante in area Paraguay tra Gustavo Gomez e Rabiot, il milanista finisce a terra senza che ci siano gli estremi per un intervento arbitrale. Primo ammonito del match è Barcola che al 19′ prende con la punta dello scarpino Caceres, veloce in una sterzata verso l’interno: il giocatore del Paraguay non disdegna un certo effetto scenico… Al 33′ protesta Saliba per il fallo accordatogli su Enciso, lo accusa di avere simulato. Polemico Maignan che si sente ostacolato da Velazquez al rinvio. Gli animi si accendono presto, con Mbappé che reagisce a una trattenuta iterata da Cubas, si crea un principio di rissa, poi i due li si vede anche sorridere, il che non toglie che il sudamericano meritasse un cartellino. Schiaffo di Galarza sul braccio di Mbappé in corsa, Kylian resta a terra, l’arbitro ben posizionato non dice nulla. Recupero con i canonici 3 minuti. Si va al riposo, finora un match spigoloso che l’arbitro uzbeko non ha diretto applicando sempre lo stesso metro e ha lasciato correre abbastanza: 10 i falli finora fischiati.

SECONDO TEMPO

Tantashev non vede un controllo di braccio per Mbappé lanciato a rete da un rinvio di Maignan, un errore abbastanza grave se non avesse rimediato la difesa del Paraguay. Molto strana la regola del vantaggio data per un fallo di Cubas su Doue al limite, il giocatore sudamericano è piuttosto impunito nei suoi interventi. A metà ripresa, dribbling a ripetizione ancora del subentrato Doue, Diego Gomes lo colpisce alla gamba senza toccare il pallone, logico che l’arbitro venga richiamato al monitor, non ci dovrebbero essere dubbi, il rigore è assolutamente netto. I giocatori del Paraguay cercano di rinviare l’esecuzione andando a disturbare, non basta per evitare la trasformazione di Mbappé, oltre al fatto che Velazquez prova a scavare il dischetto. Ennesimo fallaccio di Cubas su Rabiot che resta a terra, ancora nuovamente perdonato il centrocampista sudamericano, una situazione che sta assumendo tratti paradossali. Mbappé commette fallo e Caceres si vendica con una tacchettata, viene considerato tutto lecito. Dopo l’1-0 il gioco è molto spezzettato. All’81 giallo giusto per Koné nettamente in ritardo su Caceres. Extra-time di addirittura 10 minuti. Al 91′ ancora un fallo di Galarza su Olise che meritava un cartellino. Altro contatto Galarza-Kounde a palla lontana, anche stavolta nessuna decisione. Ammonito Olise per un litigio con Galarza che “sviene” senza che ci sia nient’altro se non una trattenuta di maglia. Poco dopo il giocatore del Paraguay è di nuovo a terra in area di rigore. Si chiude la gara con 24 falli, 3 ammoniti solo della Francia, una prestazione totalmente insufficiente da parte di Tantashev.

Mercato Monza, Juric cerca un portiere esperto e pensa a Montipò: idea Okoli per la difesa

Mercato Monza, Juric cerca un portiere esperto e pensa a Montipò: idea Okoli per la difesa. Le mosse dei brianzoli per il prossimo anno

Il Monza lavora sul mercato con l’obiettivo di costruire una rosa adatta alle idee di Ivan Juric. Una delle priorità riguarda il ruolo di portiere, reparto nel quale il club brianzolo vuole inserire un profilo affidabile e già pronto.

Il nome da seguire è quello di Lorenzo Montipò, estremo difensore in uscita dall’Hellas Verona. Il classe 1996, originario di Novara, conosce bene la Serie A e ha già lavorato con Juric durante l’esperienza del tecnico a Verona. Un dettaglio non secondario, perché potrebbe favorire l’eventuale inserimento nel progetto biancorosso.

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Lunedì Montipò incontrerà il proprio agente per valutare le proposte arrivate e capire quale possa essere la soluzione migliore per il futuro.

Monza, idea Okoli per rinforzare la difesa

Secondo quanto riferito dalla Gazzetta dello Sport, il Monza guarda anche alla difesa e valuta il possibile ritorno in Italia di Caleb Okoli. Il centrale classe 2001 è reduce dall’esperienza inglese con il Leicester, club con cui ha ancora 3 anni di contratto.

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