Pagina 652 – Calcio News 24

Calciomercato Inter, Gazzetta: nessuno nel club è pentito di aver rinunciato a Lookman. Il motivo

Calciomercato Inter, Gazzetta: nessuno nel club è pentito di aver rinunciato a Lookman. Il motivo è legato al rendimento di Pio Esposito

Nella notte vittoriosa dell’Inter ad Amsterdam, valida per l’esordio in Champions League, i riflettori si sono presi di diritto la doppietta di Thuram, ma a brillare di una luce speciale è stata anche la stella nascente di Pio Esposito. Al suo esordio da titolare a soli vent’anni nella massima competizione europea, il giovane attaccante non ha impressionato solo per le qualità tecniche, ma ha stupito l’Europa intera per una maturità e un’applicazione tattica degne di un veterano.

Un dato, più di ogni altro, fotografa la sua incredibile prestazione alla Cruijff Arena: con 11.570 metri percorsi, Esposito è stato il giocatore dell’Inter ad aver coperto più campo. Come sottolinea La Gazzetta dello Sport, primeggiare in questa speciale classifica è un’anomalia per un centravanti, essendo una prerogativa di centrocampisti e instancabili esterni. Questa statistica è la prova tangibile di una dedizione totale alla squadra, di una capacità innata di unire intensità e resistenza al servizio del collettivo. È questo spirito di sacrificio, unito a un talento cristallino, che ha fatto immediatamente innamorare i tifosi nerazzurri, scatenando una vera e propria “Pio-mania” sui social media e attirando gli elogi di esperti come Fabio Capello, che già ne pronostica un futuro in Nazionale.

Di fronte a questa improvvisa ondata di popolarità, il ragazzo, cresciuto nel mito dell’Inter come i suoi fratelli calciatori, ha mostrato un’umiltà esemplare: «Ho solo vent’anni, devo migliorare in tutto», ha dichiarato a fine gara, quasi schernendosi. Questa mentalità è esattamente ciò su cui l’Inter ha scommesso. La sua ascesa, infatti, non è casuale, ma il frutto di una precisa strategia societaria. Dopo i 19 gol segnati in prestito allo Spezia, la dirigenza gli ha fatto firmare un contratto di cinque anni, gratificandolo in anticipo sulla sua esplosione.

Ma la mossa più significativa è stata un’altra: l’Inter ha deliberatamente scelto di non affondare il colpo per Ademola Lookman, nonostante l’interesse. L’arrivo dell’attaccante dall’Atalanta avrebbe spinto il tecnico Chivu a modificare il sistema di gioco, relegando di fatto Esposito a un ruolo marginale o a un nuovo prestito. La dirigenza, guidata da Marotta e Ausilio, ha invece deciso di puntare tutto sul suo gioiello, investendo il budget per rafforzare altre zone del campo. Una scelta coraggiosa che, alla luce della notte di Amsterdam, appare già ampiamente ripagata. L’Inter si gode il suo nuovo potenziale simbolo, consapevole di averci visto lungo.

Luis Alberto al veleno: «Dirigenza Lazio non capisce di calcio. Sui rinnovi mancano di rispetto»

Luis Alberto al veleno: «Dirigenza Lazio non capisce di calcio. Sui rinnovi mancano di rispetto». Le parole dell’ex trequartista biancoceleste

In una lunga intervista al Messaggero Luis Alberto, oggi all’Al-Duhail, non si è risparmiato qualche stoccata nei confronti della Lazio, sua vecchia società a cui comunque resta molto legato affettivamente.

Con Sarri è stato odi et amo… 
«Perché abbiamo un carattere simile, ma come in tutte le relazioni sane abbiamo preso la strada giusta».

Durante la pausa per il Mondiale 2022 stava per lasciare la Lazio: cosa successe? 
«Volevo andare via perché non trovavo continuità, ma quando ho comunicato il mio pensiero a Sarri mi ha risposto: “Tu non vai da nessuna parte. Per come ti stai allenando la formazione sarà Luis Alberto più altri dieci”. E così fu».

E invece nell’estate del 2023?
«Lì dipendeva tutto dal rinnovo. Ogni giorno cambiavano le carte in tavola, ma il mister è sempre stato dalla mia parte».

Che ne pensa del suo ritorno a Formello? 
«Sarri deve avere determinati giocatori per fare il proprio calcio. Ha trovato una squadra costruita per un altro tecnico e senza poter fare acquisti. Però lui è un maestro e di sicuro troverà un modo per cambiare qualcosa in base al gruppo che ha, ma i giocatori dovranno mettersi a disposizione».

Con la dirigenza invece l’amore non è mai sbocciato…
«Ha sbagliato tante cose. Secondo me i tre momenti cruciali sono stati l’addio di Inzaghi, quello di Tare e infine quello di Sarri. Lì si era capito che non si sarebbe andati da nessuna parte. In più quando subentra gente che ci capisce tanto di calcio diventa tutto più difficile e ora lo sarà ancora di più».

Si spieghi… 
«O rinnovano tutto o sarà dura. Menomale che c’è un allenatore che dice quello che pensa e capisce di calcio, almeno lui. Ma se il resto delle persone non lo seguono…».

Galliani a un passo dal Milan: sarà superconsulente Redbird e aiuterà anche Allegri

Galliani a un passo dal Milan: sarà superconsulente Redbird e aiuterà anche Allegri. Si aspetta l’ufficialità del sul ritorno in rossonero

Un tempo, i “giorni del Condor” erano sinonimo dell’assalto finale al calciomercato di fine agosto. Oggi, a fine settembre, quel soprannome iconico torna a riecheggiare nei corridoi di Casa Milan, ma non per un colpo di mercato, bensì per il ritorno del suo artefice: Adriano Galliani è pronto a riabbracciare il mondo rossonero.

L’operazione, che da settimane aleggiava nell’ambiente, è ormai entrata nella sua fase finale e attende solo un ultimo, decisivo passaggio per concretizzarsi. La condizione imprescindibile è il closing per la cessione del Monza, che vedrà il club brianzolo passare dalle mani di Fininvest al fondo americano Beckett Layne Ventures. Secondo le indiscrezioni riportate da Tuttosport, la scadenza è fissata per la prossima settimana, presumibilmente entro venerdì 26 settembre. Una volta formalizzato il cambio di proprietà, l’attuale amministratore delegato sarà libero di lasciare il suo incarico e iniziare un nuovo capitolo della sua carriera, tornando là dove ha costruito la sua leggenda.

Questo ritorno è stato fortemente caldeggiato da due figure di spicco dell’universo milanista. Il primo è Zlatan Ibrahimović, che nel suo nuovo ruolo di consigliere di RedBird ha suggerito direttamente a Gerry Cardinale di riportare a bordo l’esperienza e la competenza di Galliani. Il secondo è l’allenatore Massimiliano Allegri, con cui Galliani ha sempre mantenuto un eccellente rapporto fin dai tempi del suo primo ciclo sulla panchina del Diavolo (2010-2014). Nonostante le recenti dichiarazioni di circostanza con cui Galliani ha provato a smorzare le voci, tutto indica che l’accordo sia già definito e in attesa solo dell’ufficialità.

Ma quale sarà il suo ruolo? Non si tratterà di un inserimento nell’organigramma societario tradizionale. Galliani, similmente a Ibrahimović, sarà legato direttamente alla proprietà e opererà come un superconsulente di RedBird. I suoi compiti spazieranno dalla politica sportiva, affiancando il presidente Paolo Scaroni nelle dinamiche della Lega Serie A, alla rappresentanza istituzionale. Si è parlato anche di un ruolo da “head of football”, che lo vedrebbe più a contatto con la squadra e con lo stesso Allegri, agendo da collante tra la proprietà e l’area tecnica.

Nel suo ritorno, Galliani potrebbe non essere solo: si fa infatti il nome di Mauro Bianchessi, per anni fidato responsabile dello scouting rossonero, che potrebbe essere reintegrato nella struttura di Milan Futuro. I documenti sono pronti. L’attesa è quasi finita. I giorni del Condor stanno per tornare.

Di Gregorio sotto pressione: 4 errori in 2 partite. La Juve gli dà fiducia a scadenza

Di Gregorio sotto pressione: 4 errori in 2 partite. La Juve gli dà fiducia a scadenza, anche alla luce dell’investimento da 37 milioni

Partite pirotecniche, ricche di gol ed emozioni, perfette per gli spettatori neutrali ma capaci di generare più di un’ansia nei tifosi. Le ultime due uscite della Juventus di Igor Tudor, il 4-3 sull’Inter e il rocambolesco 4-4 con il Borussia Dortmund, sono state esattamente questo: uno spettacolo travolgente con ben quindici reti segnate, ma anche un campanello d’allarme. Se da un lato i quattro punti conquistati contro avversari di alto livello rappresentano un bottino positivo, dall’altro le sette reti incassate in 180 minuti hanno inevitabilmente acceso i riflettori su Michele Di Gregorio, guardiano della porta bianconera.

Come scrive La Gazzetta dello Sport nessuno intende addossare all’ex portiere del Monza la colpa esclusiva di ogni gol subito; è evidente che l’intera fase difensiva orchestrata da Tudor necessiti ancora di importanti registrazioni. Tuttavia, in diverse occasioni, sia in campionato che in Champions League, Di Gregorio è apparso insicuro e meno reattivo del solito. Contro l’Inter, pur senza colpe evidenti, ha dato l’impressione di poter fare di più su almeno due delle tre reti nerazzurre, al netto delle amnesie difensive che hanno liberato Calhanoglu al tiro e lasciato Thuram indisturbato in area di rigore.

La serata contro il Borussia Dortmund, però, è stata decisamente più problematica. Incolpevole sulla prodezza balistica di Adeyemi, Di Gregorio aveva già fatto tremare l’Allianz Stadium con un’uscita avventata che aveva portato al palo di Beier. Successivamente, è rimasto immobile sulla conclusione non irresistibile di Nmecha per il momentaneo 1-2 e ha commesso l’errore più grave sul gol del 2-3, quando Yan Couto lo ha fulminato sul suo palo, un peccato capitale per un portiere del suo livello.

In casa Juventus, tuttavia, non è tempo di processi. La dirigenza e lo staff tecnico intendono proteggere un giocatore su cui hanno investito in modo massiccio: un’operazione da quasi 37 milioni di euro tra cartellino, commissioni e ingaggio lordo per cinque anni. L’investimento testimonia la fiducia nel potenziale di Di Gregorio, ma alza inevitabilmente l’asticella della pressione. La maglia della Juventus ha un peso specifico diverso e, in una fase in cui il club punta a ripristinare le sue storiche ambizioni, non sono ammessi margini d’errore prolungati. Ora spetta a Michele isolarsi dalle critiche, concentrarsi sul lavoro e ritrovare quella serenità e quella sicurezza che sono un requisito imprescindibile per difendere la porta della Signora. Tornare al suo miglior livello non è un’opzione, ma un obbligo.

Guardiola: «Conte in dieci si è difeso benissimo. Io non ci sarei riuscito»

Guardiola: «Conte in dieci si è difeso benissimo. Io non ci sarei riuscito». Le dichiarazioni del tecnico del Manchester City dopo il Napoli

Dopo un avvio di campionato incerto, con due sconfitte in quattro partite, il Manchester City di Pep Guardiola risponde presente nel suo esordio in Champions League, superando il Napoli per 2-0. Sebbene la vittoria sia netta, per valutare il reale stato di forma dei campioni d’Europa bisognerà attendere test più probanti, dato che la partita è stata pesantemente condizionata dall’espulsione di Di Lorenzo dopo soli venti minuti, che ha spianato la strada ai padroni di casa.

Il risultato, tuttavia, è di fondamentale importanza: tre punti, porta inviolata e una differenza reti di +2 che proietta subito il City in testa al girone. Al di là del tabellino, Guardiola si sofferma sulla crescita della sua squadra, notando un cambio di passo a livello mentale e di approccio. «La squadra, nelle ultime due partite, ha acquisito un’altra sensazione: compostezza in difesa e in attacco, il nostro linguaggio del corpo è incredibilmente buono» ha dichiarato il tecnico, sottolineando come questa iniezione di fiducia sia cruciale in vista del big match contro l’Arsenal del 21 settembre. «Andare lì con queste sensazioni è molto meglio».

A decidere la sfida sono state le reti di Haaland e Doku. Guardiola ha speso parole di grande elogio per il belga, autore del raddoppio. «Negli spazi stretti è infermabile». Applausi anche per Erling Haaland, arrivato al traguardo dei 50 goal in Champions League. «Cosa posso dire? I numeri parlano da soli. Erling è migliorato e sono fortunato ad averlo e vorrei solo congratularmi con lui». Infine, una riflessione su Phil Foden, per sottolineare l’importanza del fattore umano nel gruppo. «È un ragazzo che ha bisogno di sentirsi accolto, sotto tutti gli aspetti: dai suoi compagni, da me, dal club. Quando ciò accade Phil risponde come il giocatore che è…».

Dopo l’intervista alla tv britannica, Guardiola ha parlato ai microfoni di Sky Sport per raccontare la partita contro il Napoli: «Non era facile battere il Napoli, anche in dieci si sono difesi benissimo» le dichiarazioni di Pep. «In questo Conte è bravissimo, io non sarei stato capace di fare altrettanto con la mia squadra…».

E ancora: «Noi non abbiamo fatto un calcio noioso ma abbiamo sempre avuto intenzione di far goal: quando l’abbiamo sbloccata è stata più facile. Siamo felici per il successo: l’anno scorso abbiamo iniziato contro l’Inter e non siamo riusciti a vincere, quest’anno l’abbiamo fatto».

Conte: «Il rosso ha cambiato la partita, già era difficile in 11. Sostituzione De Bruyne? Mi dispiace ma…»

Conte: «Il rosso ha cambiato la partita, già era difficile in 11. Sostituzione De Bruyne? Mi dispiace ma…». Le parole del tecnico del Napoli

Un esordio amaro per il Napoli di Antonio Conte in Champions League. All’Etihad Stadium, la corazzata del Manchester City si impone per 2-0, ma la partita è stata irrimediabilmente condizionata da un episodio chiave avvenuto nei primi minuti di gioco. L’allenatore azzurro, nel consueto colloquio post-partita con i microfoni di Sky, non nasconde il rammarico per come si è evoluto il match, individuando nel cartellino rosso la vera sliding door della serata.

Conte analizza con lucidità l’impatto dell’inferiorità numerica sulla prestazione e sul risultato finale. «Certo che l’espulsione ha cambiato la partita… Già è difficile venire qui e provare a strappare punti in 11 contro 11, figuriamoci in 10. C’è amaro in bocca. In tanti mesi abbiamo subito una sola espulsione, oggi 20 minuti e un rosso. Mi è dispiaciuto per De Bruyne, era nel suo vecchio stadio, ma non ho potuto fare altrimenti. A volte il Diavolo ci mette la coda».

Nonostante la delusione, il tecnico salentino trova spunti positivi, soprattutto ripensando all’approccio iniziale e alla reazione della squadra. «Onestamente nei primi minuti ho avuto la sensazione che avessimo preparato bene la partita, che potessimo arrivare a far loro male. Le espulsioni incidono tanto, anche sulle valutazioni che poi si vanno a fare sul livello delle due squadre. Dopo un po’ subentra la stanchezza, infatti al 70′ ho fatto tre cambi per far entrare gente fresca. Politano non è un quinto, si abbassa quando deve ma se deve stare lì è sacrificato, è stato difficile per lui. Ma sono contento dell’abnegazione, della mentalità e della voglia che i ragazzi hanno mostrato. Esco comunque con sensazioni positive, anche sul cammino europeo».

La strategia, basata sull’aggressività e sui duelli individuali, è stata stravolta, costringendo il Napoli a una gara di puro contenimento e ripartenza. «Alla fine quando si mette così sei costretto a difenderti. Prendiamo gol quando vogliamo andare a pressare sul fallo laterale. Abbiamo impostato una partita sui duelli e ci siamo ritrovati costretti a fare difesa e ripartenze. Quando abbiamo cercato di aggredirli abbiamo subito, puniti dalla nostra stessa generosità. Ero più arrabbiato per il finale contro la Fiorentina».

Le prime pagine sportive nazionali – 19 settembre 2025

Le prime pagine dei quotidiani sportivi di oggi in edicola: Tuttosport, Corriere dello Sport e La Gazzetta dello Sport. I dettagli

Sono decine di migliaia le copie vendute tutte le mattine in edicola, ma un’anteprima dei principali contenuti può essere consultata già dalla sera precedente. Ecco, allora, le prime pagine dei Quotidiani Sportivi di oggi in edicola. Tuttosport, Corriere dello Sport e La Gazzetta dello Sport rappresentano i principali quotidiani sportivi in Italia.

Atalanta, Lookman torna in gruppo: si chiude il caso di mercato e quell’intreccio con l’Inter

Atalanta, Lookman torna in gruppo e a disposizione del tecnico Juric: si chiude il caso di calciomercato e quell’intreccio con l’Inter

Dopo settimane di tensioni e indiscrezioni di mercato, Ademola Lookman, attaccante nigeriano classe 1997, è tornato ad allenarsi con il gruppo dell’Atalanta. Il rientro segna, almeno per il momento, la fine della lunga telenovela estiva che lo aveva visto al centro di una trattativa tra Bergamo e Milano.

L’ex Leicester City, protagonista della scorsa stagione con gol e assist decisivi, era rimasto lontano dal campo per diverse settimane a causa dell’interesse concreto dell’Inter, che aveva individuato in lui il rinforzo ideale per il reparto offensivo. La rottura con la società bergamasca era diventata evidente: Lookman aveva espresso pubblicamente il desiderio di trasferirsi e aveva saltato i ritiri estivi, inviando segnali inequivocabili a tifosi e dirigenza.

Il mancato trasferimento e il caso mediatico

Secondo quanto riportato da Calciomercato.com, a metà luglio era stato raggiunto un accordo tra il giocatore e il club nerazzurro di Milano: contratto pluriennale da circa 4,5 milioni di euro netti a stagione, subordinato però all’intesa con l’Atalanta. Nonostante un’offerta vicina ai 45 milioni complessivi, la dirigenza bergamasca aveva respinto la proposta. La reazione di Lookman era stata immediata: rimozione di ogni riferimento alla “Dea” dai social e, il 3 agosto, una richiesta ufficiale di cessione tramite un lungo post su Instagram.

Il confronto con Juric e la reintegrazione

Dopo la sosta, è arrivato il faccia a faccia con Ivan Juric, nuovo allenatore dell’Atalanta, noto per il suo approccio diretto e per l’attenzione alla disciplina di squadra. Juric aveva ribadito pubblicamente l’importanza di valori umani e spirito di gruppo, sottolineando che il giocatore avrebbe dovuto dimostrare piena concentrazione e appartenenza al club prima di tornare a disposizione. Anche Luca Percassi, amministratore delegato, aveva confermato la linea societaria: priorità alla coesione e all’impegno totale.

Verso la trasferta di Torino

Il ritorno in gruppo apre ora alla possibilità di una convocazione già per la prossima sfida di Serie A contro il Torino. L’obiettivo, per Lookman e per l’Atalanta, è lasciarsi alle spalle due mesi di incertezze e riportare serenità nello spogliatoio. I tifosi sperano di rivedere presto il talento nigeriano decisivo in campo, pronto a dare il suo contributo alla corsa europea della squadra nerazzurra.

Classifica FIFA aggiornata: l’Italia guadagna terreno, cambia la Top 10 mondiale! I dettagli

Nuovo ranking FIFA: balzo in avanti per l’Italia, tutte le novità in classifica. Tutti gli aggiornamenti e i dettagli sugli azzurri

L’effetto Gattuso si fa sentire subito. Dopo appena due partite alla guida della Nazionale, Gennaro Gattuso, ex centrocampista campione del mondo nel 2006 e simbolo di grinta e determinazione, riporta l’Italia tra le prime dieci del calcio mondiale. Nel nuovo ranking FIFA, pubblicato oggi, gli Azzurri guadagnano una posizione, passando dall’undicesimo al decimo posto. Un segnale forte, che certifica la bontà del nuovo corso e restituisce entusiasmo a un ambiente che negli ultimi anni aveva vissuto più ombre che luci.

Il merito di questa risalita è legato alle due vittorie consecutive nelle qualificazioni ai Mondiali. Prima il successo contro l’Estonia, ottenuto con una prestazione solida e concreta, poi quello contro Israele, in cui la squadra ha mostrato compattezza e qualità. Sei punti pesantissimi che hanno permesso a Gattuso di iniziare la sua avventura nel migliore dei modi. Tra i protagonisti spiccano i bianconeri Manuel Locatelli, regista capace di dare ordine e visione di gioco; Federico Gatti, difensore centrale dal fisico imponente e dall’ottimo senso della posizione; e Andrea Cambiaso, esterno versatile e instancabile, capace di coprire tutta la fascia.

Il ranking FIFA non racconta però solo la storia dell’Italia. In vetta c’è stato un cambio importante: la Spagna balza al primo posto, superando la Francia, ora seconda, e i campioni del mondo in carica dell’Argentina, scivolati al terzo gradino del podio. Un segnale di quanto il panorama calcistico internazionale sia in continua evoluzione.

Per gli Azzurri, il ritorno nella Top 10 è molto più di un dato statistico: è una boccata d’ossigeno e un’iniezione di fiducia. Dopo le delusioni e le mancate qualificazioni, la Nazionale ha intrapreso un nuovo percorso, fondato sull’intensità, sulla compattezza e sulla valorizzazione dei giovani talenti, senza rinunciare all’esperienza dei veterani.

La strada verso la qualificazione ai prossimi Mondiali è ancora lunga, ma l’avvio è promettente. Con il carisma di Gattuso in panchina e un gruppo che sembra aver ritrovato identità e spirito di squadra, l’Italia punta a tornare protagonista assoluta del calcio internazionale. Il decimo posto è solo il primo passo: l’obiettivo è scalare ancora posizioni e riportare gli Azzurri ai vertici del mondo.

Manchester City Napoli 2-0, Guardiola batte Conte: ecco come è andata la sfida di Champions

Manchester City Napoli 2-0, Guardiola batte Conte: ecco come è andata la prima partita di Champions dei partenopei

Il debutto di Antonio Conte sulla panchina del Napoli in Champions League 2025/26 si trasforma in una serata complicata all’Etihad Stadium. Il Manchester City di Pep Guardiola, campione d’Inghilterra in carica, si impone 2-0 grazie alle reti di Erling Haaland e Jérémy Doku, ma l’episodio chiave arriva già al 20’, con l’espulsione di Giovanni Di Lorenzo, capitano azzurro.

L’avvio e la svolta al 20’

Il Napoli parte con un piano tattico preciso: marcature a uomo e verticalizzazioni rapide, affidandosi in porta a Vanja Milinkovic-Savic (ex Torino) per la sua abilità nel gioco lungo. Nei primi minuti, occasioni da entrambe le parti: Tijjani Reijnders (ex Milan) impegna il portiere azzurro, mentre Sam Beukema sfiora il gol di testa, trovando la risposta di Gianluigi Donnarumma.

La partita cambia volto al 20’: Phil Foden serve in profondità Haaland, Di Lorenzo interviene in scivolata senza toccare il pallone e lo atterra. L’arbitro Felix Zwayer, richiamato dal VAR, cambia la decisione iniziale e mostra il rosso diretto. Conte corre ai ripari inserendo Mathías Olivera e spostando Leonardo Spinazzola a destra, sacrificando il rientrante Kevin De Bruyne, applaudito dal pubblico di casa.

L’assedio del City e le parate di Milinkovic-Savic

Con l’uomo in più, il Manchester City aumenta la pressione. Tra il 38’ e il 42’ Milinkovic-Savic compie quattro interventi decisivi, negando il gol a Haaland e compagni. Nel recupero, Matteo Politano salva sulla linea un tiro di Bernardo Silva, mantenendo lo 0-0 all’intervallo.

Haaland e Doku decidono la sfida

Nella ripresa il copione non cambia: City in attacco, Napoli chiuso nella propria metà campo. Al 53’ Conte passa alla difesa a cinque, ma tre minuti dopo il muro crolla: cross perfetto di Foden e colpo di testa vincente di Haaland per l’1-0. Al 65’ Doku, ala belga classe 2002, firma il raddoppio con una splendida azione personale e un sinistro preciso da posizione defilata.

Il finale scorre senza ulteriori emozioni. Il Manchester City conquista i primi tre punti del girone, mentre il Napoli torna a casa con la consapevolezza di aver giocato quasi tutta la partita in inferiorità numerica.

Empoli, ufficiale l’arrivo di Flavio Bianchi: l’attaccante classe 2000 firma da svincolato

Serie B, l’Empoli si rinforza in avanti: preso lo svincolato Flavio Bianchi. La nota ufficiale del club

Calciomercato Empoli – Rinforzo importante per il reparto offensivo azzurro. L’Empoli Football Club ha annunciato l’ingaggio di Flavio Bianchi, attaccante italiano classe 2000, svincolato dopo l’ultima esperienza con il Brescia Calcio in Serie B.

Il profilo di Flavio Bianchi

Nato a Genova il 24 gennaio 2000, Bianchi è una punta moderna, capace di giocare sia come centravanti che come seconda punta, dotata di buona tecnica e fiuto del gol. Cresciuto nel settore giovanile del Genoa CFC, ha avuto anche una parentesi nella Primavera del Torino FC, dove ha affinato le proprie qualità realizzative.

L’esordio tra i professionisti

La prima vera stagione da protagonista arriva nel 2020/21 con la Lucchese in Serie C: 32 presenze, 13 reti e 2 assist, numeri che lo mettono subito in evidenza tra i giovani più promettenti della categoria.

Il debutto in Serie A e il ritorno al Genoa

Nella stagione successiva, Bianchi rientra al Genoa e fa il suo esordio in Serie A contro l’Inter. Il primo gol nella massima serie arriva proprio contro l’Empoli, in un 2-2 che resterà nella sua memoria. A gennaio 2022 passa in prestito al Brescia, club con cui disputa anche le tre stagioni successive in Serie B. Con le Rondinelle colleziona complessivamente 112 presenze, confermandosi un attaccante affidabile e continuo.

Cosa porta all’Empoli

Con l’arrivo di Flavio Bianchi, l’Empoli si assicura un giocatore giovane ma già esperto, con oltre 140 partite tra i professionisti. La sua duttilità tattica e la capacità di attaccare la profondità potrebbero rivelarsi armi preziose per il tecnico azzurro.

L’operazione, a parametro zero, rappresenta un colpo a basso rischio e potenzialmente ad alto rendimento per il club toscano, che punta a rinforzare il reparto offensivo in vista della nuova stagione di Serie A.

COMUNICATO – Empoli Football Club comunica che Flavio Bianchi è un nuovo calciatore azzurro. Cresciuto nel settore giovanile del Genoa e dopo una parentesi nella Primavera del Torino, Flavio fa l’esordio nei professionisti nella stagione 2020/21 con la Lucchese in Serie C: un campionato da 32 presenze, 13 gol e 2 assist. L’anno seguente Bianchi rientra al Genoa, debutta in Serie A nel match contro l’Inter e segna la sua prima rete in massima serie nel 2-2 proprio con l’Empoli. A gennaio 2022 Flavio passa in prestito al Brescia in Serie B, club con cui disputa anche le successive tre stagioni per un bilancio complessivo di 112 presenze

Champions League, emozione e applausi per Kevin De Bruyne nel ritorno a Manchester

Kevin De Bruyne, emozioni e applausi nel ritorno a Manchester per la Champions League: tutti i dettagli

La serata di Champions League tra Manchester City e Napoli ha regalato emozioni non solo per il valore della sfida, ma anche per il ritorno all’Etihad Stadium di Kevin De Bruyne, centrocampista belga classe 1991, considerato uno dei migliori interpreti del ruolo a livello mondiale.

Al momento dell’inno della Champions, le due squadre si sono schierate a centrocampo: da una parte il City, club con cui De Bruyne ha scritto pagine indelebili della propria carriera; dall’altra il Napoli, sua nuova squadra e ultima tappa di un percorso calcistico straordinario. Sul volto del fuoriclasse belga si leggeva un pizzico di emozione, inevitabile in una notte così speciale.

Dieci anni di trionfi in maglia Sky Blue

Arrivato al Manchester City nel 2015, De Bruyne ha trascorso un decennio indimenticabile con la maglia Sky Blue, collezionando 422 presenze, 108 gol e 177 assist. Sotto la guida di Pep Guardiola, tecnico catalano noto per il suo calcio offensivo e innovativo, il belga ha vinto tutti i trofei disponibili: dalla Premier League alla FA Cup, dalla Carabao Cup alla tanto attesa Champions League.

Oggi, però, De Bruyne veste l’azzurro del Napoli, club allenato da Antonio Conte, stratega pugliese famoso per la sua intensità tattica e la capacità di motivare i giocatori. I tifosi partenopei sperano che l’emozione del ritorno a Manchester non condizioni la sua prestazione in una gara cruciale per il passaggio del turno.

L’abbraccio dei tifosi del Manchester City

A rendere la serata ancora più intensa ci ha pensato il pubblico dell’Etihad. I tifosi del Manchester City hanno accolto il loro ex capitano con applausi e cori, dimostrando un affetto che va oltre i colori. In curva è apparso anche uno striscione emblematico: “King Kev, Once a Blue, Always a Blue”, un tributo che sintetizza il legame indissolubile tra il giocatore e la sua ex squadra.

Per De Bruyne, la sfida contro il City non è stata solo una partita di Champions League, ma un viaggio emotivo tra passato e presente. Un momento che resterà impresso nella memoria di chi ama il calcio e riconosce il valore di un campione capace di lasciare un segno ovunque giochi.

Cremonese, Vardy in dubbio per la sfida contro il Parma: risentimento muscolare per l’attaccante inglese

Cremonese, Vardy in dubbio per la sfida contro il Parma in Serie A: problema muscolare per l’attaccante inglese

La Cremonese rischia di dover rinunciare a Jamie Vardy, esperto attaccante inglese classe 1987 e leggenda del Leicester City, nella delicata sfida di Serie A in programma domenica contro il Parma.

Il club grigiorosso ha comunicato sul proprio sito ufficiale che il giocatore è stato sottoposto a esami strumentali nelle ultime ore a causa di un piccolo risentimento muscolare. Lo staff medico monitorerà la situazione nei prossimi giorni, con un ulteriore test fisico previsto alla vigilia del match.

Un debutto da titolare ancora rimandato

L’attesa per vedere Vardy dal primo minuto in campionato era alta, ma il suo esordio da titolare in Serie A dovrà probabilmente attendere. Arrivato in estate dopo una carriera straordinaria in Premier League, culminata con la storica vittoria del Leicester nel 2016, Vardy ha già portato entusiasmo e carisma nello spogliatoio della Cremonese.

Fin dal suo arrivo, l’attaccante ha voluto sottolineare il proprio approccio al calcio: «Porto il cuore in mano e do il 100%, qualsiasi cosa accada. Non importa quale sia la situazione, che si tratti di vincere o perdere, basta dare il massimo».

L’impegno verso i tifosi

Interrogato sulle sue ambizioni, Vardy è stato chiaro: «Affronto ogni partita una alla volta, passo dopo passo, assicurandomi di dare il 100% per tutti i 90-95 minuti. Se lo fai, i risultati arrivano: è una garanzia. Prima di tutto dobbiamo assicurarci di rimanere in Serie A, poi potremo costruire su questo».

Un’assenza pesante in un match cruciale

La possibile assenza di Vardy rappresenterebbe un duro colpo per la Cremonese, impegnata in una sfida importante per la corsa salvezza. Il Parma, allenato da Cuesta, è una squadra solida e in forma, e il contributo di un attaccante d’esperienza come Vardy avrebbe potuto fare la differenza.

Lo staff tecnico dovrà quindi valutare alternative in attacco, puntando su altri elementi per guidare il reparto offensivo. La decisione definitiva sulla presenza di Vardy arriverà solo dopo gli ultimi test fisici, ma i tifosi grigiorossi sperano di vederlo presto protagonista sul campo.

Sampdoria, sfida decisiva in Serie B: sabato la trasferta contro il Monza. Le ultimissime

Sampdoria, sfida decisiva in Serie B: sabato la trasferta contro il Monza. Le ultimissime dalla seduta odierna di allenamento

La Sampdoria si prepara a un appuntamento fondamentale nel campionato di Serie B: sabato, alle ore 17.15, i blucerchiati affronteranno il Monza all’U-Power Stadium. La formazione ligure, reduce da un periodo complesso, è consapevole che ogni punto conquistato può risultare decisivo per risalire la classifica e allontanarsi dalle zone pericolose.

Allenamento intenso al “Mugnaini”

Al centro sportivo “Mugnaini” di Bogliasco, l’atmosfera è carica di tensione ma anche di concentrazione. Sotto la guida di Massimo Donati, allenatore subentrato per rilanciare la squadra e noto per il suo approccio pragmatico e attento alla fase difensiva, la Sampdoria ha svolto una seduta mattutina ad alta intensità.

L’allenamento è iniziato con esercizi di attivazione muscolare, seguiti da specifiche esercitazioni tecnico-tattiche per affinare i meccanismi di gioco. La sessione si è conclusa con partitelle a tema ad alta intensità, utili per simulare le situazioni di gara e valutare la condizione fisica dei giocatori.

Rientro importante: Ioannou torna in gruppo

La notizia più positiva della giornata riguarda il ritorno in gruppo di Nikolas Ioannou, esterno cipriota classe 1995, calciatore duttile e rapido, apprezzato per la sua spinta offensiva e la solidità in fase difensiva. Dopo aver smaltito la botta rimediata contro il Cesena, Ioannou ha preso parte all’intera seduta, fornendo a Donati un’opzione in più in vista della sfida di Monza.

Il suo rientro rappresenta un rinforzo prezioso per il reparto arretrato, che nelle ultime settimane ha dovuto fare i conti con assenze pesanti. La sua presenza offre al tecnico la possibilità di variare il modulo e adattare la strategia in base alle esigenze della partita.

Monza, avversario di spessore

Il Monza, allenato da Paolo Bianco, ex difensore centrale con esperienza in Serie A e oggi tecnico attento alla costruzione dal basso, è una squadra temibile, capace di unire qualità tecnica e solidità difensiva.

Un test di carattere per il Doria

La preparazione proseguirà nei prossimi giorni con la stessa intensità. La Sampdoria sa che il cammino in Serie B è lungo e insidioso, ma la determinazione non manca. La trasferta in Brianza sarà un banco di prova per il carattere e la compattezza del gruppo, chiamato a dimostrare sul campo il proprio valore per conquistare un risultato positivo e rilanciarsi in classifica.

Inter, buone notizie per Chivu: Lautaro Martinez e Darmian verso il rientro

Inter, buone notizie per il tecnico nerazzurro Chivu: Lautaro Martinez e Darmian verso il rientro in campo

Arrivano segnali incoraggianti da Appiano Gentile per Cristian Chivu, allenatore dell’Inter ed ex difensore rumeno di grande esperienza internazionale. In vista dei prossimi impegni di Serie A e Champions League, due pedine fondamentali della rosa nerazzurra sono vicine al rientro: Lautaro Martinez e Matteo Darmian.

Il capitano Lautaro Martinez, attaccante argentino classe 1997 e leader tecnico ed emotivo della squadra, aveva saltato la trasferta europea contro l’Ajax a causa di un fastidio alla schiena. Secondo quanto riportato da Sky Sport, il numero 10 ha svolto lavoro personalizzato in palestra e potrebbe tornare ad allenarsi con il gruppo già domani. Il suo recupero rappresenta un rinforzo cruciale per il reparto offensivo, soprattutto in un momento in cui l’Inter punta a ritrovare continuità realizzativa.

Anche Matteo Darmian, laterale italiano classe 1989, apprezzato per la sua duttilità tattica e affidabilità difensiva, è sulla via del recupero dopo aver saltato la stessa gara di Champions. L’ex Manchester United ha lavorato sul campo con esercizi mirati, segnale che i problemi alla schiena sono in fase di risoluzione. Il suo rientro offrirà a Chivu più opzioni sulla fascia destra, garantendo equilibrio tra fase difensiva e spinta offensiva.

La condizione fisica di entrambi sarà monitorata attentamente nei prossimi giorni, ma le indicazioni sono positive. Non è escluso che Lautaro possa essere convocato già per il prossimo match di campionato, riducendo le preoccupazioni legate alla sua assenza e aumentando il potenziale offensivo della squadra.

Questi aggiornamenti arrivano in un momento chiave della stagione. L’Inter, reduce dalla vittoria in Champions League contro l’Ajax, ha ritrovato fiducia e mira a consolidare il proprio rendimento sia in campo nazionale sia in Europa. Il ritorno di due giocatori chiave come Lautaro e Darmian potrebbe rappresentare un vero turning point, aumentando le possibilità di ottenere punti preziosi e affrontare con maggiore serenità le prossime sfide.

Il club nerazzurro, come da prassi, procederà con cautela, reinserendo gradualmente i due calciatori per evitare ricadute. Ma il segnale è chiaro: l’Inter si prepara a riabbracciare due protagonisti fondamentali per il prosieguo della stagione.

Calciomercato Juve, il caso O’Riley: dal Brighton al Marsiglia, il retroscena che ha cambiato tutto

Calciomercato Juve beffata, O’Riley al Marsiglia: svelato il retroscena francese dell’ultimo giorno di mercato

Il calciomercato regala spesso colpi di scena, ma la vicenda di Matt O’Riley, centrocampista danese classe 2001, resterà tra le più sorprendenti dell’ultima giornata di trattative. Seguito a lungo dalla Juventus come rinforzo ideale per il centrocampo di Igor Tudor (allenatore croato, ex difensore bianconero), il giocatore ha invece firmato in extremis per l’Olympique Marsiglia, trovando subito un debutto di lusso: la Champions League al Santiago Bernabéu contro il Real Madrid.

Il retroscena: la rottura con il Brighton

Secondo quanto riportato dal quotidiano francese La Provence, la svolta è arrivata a seguito di un acceso confronto tra O’Riley e Fabian Hürzeler, giovane tecnico tedesco del Brighton & Hove Albion. La lite, avvenuta a pochi giorni dalla chiusura del mercato, ha incrinato definitivamente il rapporto tra giocatore e allenatore. Fino a quel momento, il club inglese aveva respinto ogni offerta, blindando il proprio centrocampista.

La frattura interna ha però cambiato tutto, aprendo improvvisamente alla cessione e mettendo O’Riley sul mercato a poche ore dal gong finale.

L’affare lampo del Marsiglia

In questo contesto si è inserito con prontezza il Marsiglia, reduce dalla cessione di Adrien Rabiot al Milan. Il direttore sportivo Medhi Benatia (ex difensore marocchino di Roma e Juventus) ha colto l’occasione, chiudendo l’operazione in meno di 24 ore con la formula del prestito secco. Un’azione rapida e decisiva che ha permesso al club francese di assicurarsi un talento in grado di alzare subito il livello della squadra.

Un esordio da ricordare

Nemmeno il tempo di ambientarsi e O’Riley è stato subito schierato titolare nella sfida di Champions League contro il Real Madrid. Giocare al Bernabéu, per un giovane centrocampista cresciuto tra Fulham e MK Dons prima dell’esperienza al Celtic e al Brighton, è stato un battesimo europeo di altissimo livello.

La delusione della Juventus

Per la Juventus, che aveva individuato in O’Riley il profilo perfetto per dare qualità e dinamismo alla mediana, si tratta di una beffa. Le alte richieste economiche del Brighton avevano bloccato la trattativa per settimane, ma la rottura improvvisa con Hürzeler ha creato un’occasione “last minute” che il Marsiglia è stato più rapido a sfruttare.

Un colpo sfumato sul filo di lana, che lascia ai bianconeri il rammarico di aver visto volare via uno dei principali obiettivi di mercato proprio all’ultimo istante.

Botafogo, clamoroso crollo: dal 3-0 al pareggio in 16′! Altro notte da dimenticare per Ancelotti

Botafogo, che crollo! Dal 3-0 al pareggio. Altro partita no per Ancelotti e altra notte da dimenticare per il figlio di Carlo

Un’altra serata amara per Davide Ancelotti, giovane tecnico italiano del Botafogo, incapace di portare a casa la vittoria nonostante un vantaggio di tre reti. Davanti al pubblico dell’Estádio Nilton Santos, i campioni sudamericani uscenti sembravano aver già archiviato la pratica Mirassol nei primi 45 minuti, grazie alle reti dell’ala venezuelana Jefferson Savarino, del centravanti brasiliano Rafael Ramos e del difensore goleador Luis Montoro.

La rimonta shock del Mirassol

Il secondo tempo, però, ha raccontato un’altra storia. Gli ospiti, squadra rivelazione del campionato paulista, hanno trovato il pareggio in appena 16 minuti, approfittando di un calo di concentrazione e di una difesa carioca in evidente difficoltà. Il 3-3 finale ha lasciato l’amaro in bocca ai tifosi e ha alimentato i dubbi sul momento di forma della squadra.

Classifica e crisi di risultati

Con questo pareggio, il Botafogo resta in quinta posizione in classifica, piazzamento che al momento garantirebbe l’accesso ai preliminari di Copa Libertadores. Tuttavia, il trend recente è preoccupante: eliminazione agli ottavi di Libertadores, uscita ai quarti di Copa do Brasil e due gare consecutive senza vittorie in campionato.

Pressione su Ancelotti e malumore dei tifosi

La posizione del figlio dell’ex Milan Carlo Ancelotti, appare ora traballante. Intervistato a fine gara, ha dichiarato: «Sentire la pressione è un privilegio, significa che sono in un club grande, con molte aspettative e abituato a vincere». Parole che non sembrano però placare il malcontento della tifoseria.

Il dato sugli spettatori è eloquente: solo 6.724 presenti sugli spalti, record negativo stagionale in campionato, segnale di una crescente disaffezione verso la squadra.

Voci di mercato: Rangers alla finestra

Intanto, dalla Scozia arrivano indiscrezioni importanti: i Glasgow Rangers, storica formazione della Premiership, avrebbero inserito Ancelotti in cima alla lista dei candidati per la panchina. Un’eventuale offerta potrebbe aprire scenari inattesi per il futuro del tecnico e del Botafogo.

Lionel Messi verso il rinnovo con l’Inter Miami: sarà l’ultimo capitolo della carriera

Messi verso il rinnovo con l’Inter Miami: sarà l’ultimo capitolo della carriera. Tutti i dettagli sul fenomeno argentino

Secondo quanto riportato da ESPN, Lionel Messi, fuoriclasse argentino e sette volte Pallone d’Oro, sarebbe vicino a prolungare il proprio contratto con l’Inter Miami, club della Major League Soccer fondato da David Beckham. L’accordo, ormai in fase avanzata, potrebbe sancire la permanenza definitiva del campione in Florida, trasformando questa esperienza nell’ultimo capitolo della sua leggendaria carriera.

Trattativa ai dettagli finali

Le negoziazioni tra il numero 10 e la dirigenza del club sono a buon punto, con la volontà condivisa di chiudere l’intesa nel minor tempo possibile. Non è escluso che il nuovo contratto includa anche un ruolo dirigenziale o ambassador per Messi una volta appesi gli scarpini al chiodo, garantendo così un legame duraturo con la franchigia. Una volta firmato, l’accordo dovrà essere ratificato dalla MLS per l’approvazione ufficiale.

Numeri da fuoriclasse

Arrivato a Miami nel luglio 2023, Messi – oggi 38enne – sta disputando la sua terza stagione con la maglia rosa e nera. In 75 presenze ufficiali ha realizzato 62 gol e fornito 30 assist, confermandosi il leader tecnico e carismatico della squadra. Il contratto attuale scade il 31 dicembre, ma il rinnovo sembra ormai una formalità.

Ingaggio record in MLS

Messi è attualmente il giocatore più pagato della lega, con un compenso annuo di 20,45 milioni di dollari tra parte fissa e bonus. Una cifra che lo pone nettamente davanti al secondo nella classifica degli stipendi, il centrocampista spagnolo Sergio Busquets – ex capitano del Barcellona e compagno di lunga data di Messi – che percepisce 8,77 milioni di dollari.

Un’eredità che va oltre il campo

Oltre ai successi sportivi, l’impatto di Messi sull’Inter Miami e sulla MLS è stato enorme: aumento degli abbonamenti, crescita dell’audience televisiva e un’attenzione mediatica senza precedenti per il calcio statunitense. Il rinnovo non solo garantirebbe continuità tecnica alla squadra, ma consoliderebbe anche il progetto di espansione del brand Inter Miami a livello globale.

Se l’accordo verrà ufficializzato nei prossimi giorni, i tifosi potranno continuare a sognare con il loro idolo, mentre Messi si prepara a scrivere le ultime pagine di una carriera che ha già segnato la storia del calcio mondiale.

Lazio, problemi di salute per Lotito? Il numero uno biancoceleste non ci sta: «Notizie false e prive di ogni fondamento»

Lazio, problemi di salute per Claudio Lotito? Il numero uno biancoceleste non ci sta: «Notizie false e prive di fondamento». Le sue dichiarazioni

Nelle ultime ore, alcune indiscrezioni diffuse sui social e riprese da testate online hanno alimentato dubbi sulle condizioni di salute del presidente della S.S. Lazio, Claudio Lotito. Alla guida del club dal 2004, il numero uno biancoceleste ha scelto di intervenire personalmente per smentire le voci e rassicurare tifosi e investitori.

«Le voci che mi vorrebbero malato sono totalmente false e prive di ogni fondamento» – ha dichiarato in una nota ufficiale. Lotito ha inoltre affrontato il tema delle recenti telefonate private rese pubbliche, definendole «conversazioni diffuse senza alcuna autorizzazione». A tal proposito, ha reso noto di aver incaricato i propri legali di rivolgersi al Garante della Privacy e all’Autorità Giudiziaria per la tutela dei suoi diritti.

Con questa presa di posizione, il presidente intende chiudere ogni polemica e riportare il dibattito sui risultati sportivi e sul percorso di crescita della società, ribadendo l’obiettivo di mantenere la Lazio competitiva in Italia e, in prospettiva, anche in Europa.

NOTA DEL CLUB – “In relazione ad alcune notizie circolate nelle ultime ore, desidero precisare quanto segue.

Le voci che mi vorrebbero malato sono totalmente false e prive di ogni fondamento.

Per quanto riguarda le telefonate rese pubbliche, si tratta di conversazioni private diffuse senza alcuna autorizzazione. Ho dato mandato ai miei legali di rivolgersi al Garante della Privacy e all’Autorità Giudiziaria per la tutela dei miei diritti.

È evidente come tali notizie, artefatte e prive di verità, abbiano il solo scopo di destabilizzare l’ambiente e l’immagine della S.S. Lazio, società quotata in Borsa e quindi sottoposta a regole di massima trasparenza e responsabilità.

Sono felice di confermare ai nostri tifosi che continuerò ancora a lungo a guidare la S.S. Lazio con la stessa determinazione e lo stesso senso di responsabilità che mi hanno sempre contraddistinto, continuando in una gestione solida che porterà il Club a operare con forza e stabilità per altri 125 anni di storia”.

Manchester City Napoli, le formazioni ufficiali: ecco le scelte di Guardiola e Conte

Manchester City Napoli, le formazioni ufficiali: ecco le scelte di Guardiola e Conte per l’esordio in Champions League

Tutto pronto all’Etihad Stadium per l’esordio in UEFA Champions League 2025/26 del Napoli di Antonio Conte, tecnico pugliese noto per la sua intensità tattica e la capacità di trasformare le squadre in macchine da risultati, contro il Manchester City di Pep Guardiola, allenatore catalano considerato uno dei maestri del calcio moderno per il suo stile di gioco basato sul possesso palla e la costruzione dal basso.

Si tratta di un test immediatamente probante per gli azzurri, chiamati a misurarsi con una delle formazioni più quotate d’Europa. La sfida ha un sapore speciale: Conte e Guardiola si ritrovano di fronte per la prima volta in una competizione europea, dopo i precedenti incroci in Premier League quando l’italiano guidava prima il Chelsea e poi il Tottenham. Il bilancio sorride a Conte, avanti 4 vittorie a 3 nei confronti diretti.

Come arrivano le squadre

Il Napoli, campione d’Italia in carica, ha iniziato la stagione di Serie A con tre vittorie su tre, mostrando solidità difensiva e un attacco già in forma. L’obiettivo è confermare anche in Europa la crescita vista in patria e provare a superare i quarti di finale raggiunti nel 2023.

Il Manchester City, campione d’Inghilterra in carica, ha vissuto un avvio di stagione altalenante in Premier League, con due vittorie e due sconfitte nelle prime quattro giornate. Le battute d’arresto contro Tottenham e Brighton sono state compensate dal successo nel derby contro lo United. Guardiola ha integrato nuovi innesti in rosa, ma la squadra è ancora alla ricerca della massima fluidità di gioco.

MANCHESTER CITY (4-1-4-1): Donnarumma; Khusanov, Dias, Gvardiol, O’Reilly; Rodri; Bernardo, Reijnders, Foden, Doku; Haaland.  Allenatore: Pep Guardiola.

NAPOLI (4-1-4-1): Milinkovic-Savic; Di Lorenzo, Beukema, Buongiorno, Spinazzola; Lobotka; Politano, Anguissa, De Bruyne, McTominay; Højlund.  Allenatore: Antonio Conte.

Milan, condizioni di Rafael Leao: le ultime novità sull’infortunio e i tempi di recupero

Rafael Leao, news dall’infermeria del Milan: condizioni e possibili tempi di rientro. Le ultimissime notizie

Il Milan è immerso in ore di intenso lavoro in preparazione alla delicata sfida di sabato sera contro l’Udinese al Bluenergy Stadium, valida per il campionato di Serie A. I rossoneri, guidati dal direttore sportivo Igli Tare, dovranno fare a meno del proprio allenatore Massimiliano Allegri, tecnico livornese noto per la sua esperienza e capacità tattica, che non potrà sedere in panchina a causa della squalifica rimediata dopo l’espulsione nella gara contro il Bologna.

Pavlovic torna ad allenarsi in gruppo

Una nota positiva arriva dal fronte infortuni. Secondo quanto riportato da MilanNews24, il difensore serbo Strahinja Pavlovic, classe 2001 e punto di forza della retroguardia, ha completato l’intera seduta di allenamento con il gruppo. Il suo recupero rappresenta un passo importante per il reparto difensivo, che potrà contare su un elemento fisico e abile nel gioco aereo.

Leao e Maignan, recupero in corso

Le attenzioni dei tifosi sono tutte per Rafael Leao, attaccante portoghese classe 1999, tra i giocatori più talentuosi e decisivi della rosa. L’ex Lille ha proseguito il proprio programma di recupero con un allenamento individuale. L’obiettivo è rientrare il prima possibile, ma lo staff medico mantiene un approccio prudente per evitare ricadute che potrebbero allungare i tempi di stop.

Situazione simile per Mike Maignan, portiere francese e leader difensivo, che sta svolgendo un lavoro personalizzato sul campo. La sua presenza tra i pali è fondamentale per il Milan, e il club spera di riaverlo al 100% della condizione fisica al più presto.

Sfida cruciale per il campionato

Nonostante le assenze pesanti di Allegri e Leao, la squadra rossonera resta determinata a mantenere il passo in campionato. La trasferta di Udine sarà un banco di prova importante per valutare la profondità della rosa e la capacità del gruppo di reagire alle difficoltà.

Il Milan sa che una vittoria al Bluenergy Stadium non solo consoliderebbe la propria posizione in classifica, ma invierebbe anche un segnale forte alle dirette concorrenti nella corsa allo scudetto.

Torino, quanto affetto per Ismajli e Aboukhlal: il racconto dell’evento – VIDEO

Quanto affetto a Torino per Ardian Ismajli e Zakaria Aboukhlal, ecco foto e video esclusivi dell’evento e i retroscena dell’incontro odierno, cosa è successo ai due in maglia granata

(Lorenzo Bosca – Inviato al Torino Fc Store di Corso Agnelli a Torino). Poco più di un centinaio – forse centocinquanta – tifosi del Torino questo pomeriggio hanno accolto con grande affetto ed entusiasmo Ardian Ismajli e Zakaria Aboukhlal presso il Torino Fc Store di Corso Agnelli. L’occasione è stata quella offerta dal Meet and Greet (dall’inglese, letteralmente, “incontra e saluta”) organizzato dal club calcistico piemontese nel proprio punto vendita che trova ubicazione a due passi dallo Stadio Olimpico Grande Torino. I due calciatori, approdati sul posto qualche giro d’orologio dopo le 18, hanno così firmato le proprie cartoline, immortalato foto, scattato selfie e scambiato qualche battuta con i sostenitori; cercando naturalmente di accontentarli tutti. 

Il difensore kosovaro naturalizzato albanese e l’esterno olandese naturalizzato marocchino sono due degli ultimi arrivati in casa Torino, entrambi capitolati all’ombra della Mole nella finestra di calciomercato che si è appena conclusa. Sia Ismajli che Aboukhlal (quest’ultimo è subentrato nella ripresa) sono reduci dal ‘sacco di Roma’: il successo conquistato dalla formazione sabauda ai danni di quella allenata da Gian Piero Gasperini lo scorso fine settimana nella Capitale. 

Dopo un inizio di stagione tutto sommato complicato per gli uomini di Baroni (vedi l’esordio con ko per 5-0 contro l’Inter), ora tocca a loro due dare continuità all’ultima vittoria. Domenica al Grande Torino arriverà l’Atalanta targata Ivan Juric, reduce peraltro dall’impegno europeo infrasettimanale contro i transalpini del Paris Saint Germain. Ecco per Ismajli e Aboukhlal dunque, un pieno carica di motivazione extra dallo stesso pubblico che tra una manciata di giorni sarà allo Stadio desideroso di godersi una prestazione di livello da parte dei propri beniamini. Vediamo qui riportati video e foto ripresi dalle telecamere di CalcioNews24 presente sul posto questo pomeriggio per raccontare quanto accaduto.

Vlahovic e quella Juve che ha sempre bisogno di lui. La situazione

Juve, Vlahovic si riprende la scena: titolare a Verona dopo la notte da campione

Una notte da incorniciare per rilanciare la propria carriera in maglia Juve. Dusan Vlahovic ha vissuto un momento da protagonista assoluto nella sfida di Champions League contro il Borussia Dortmund, segnando una doppietta e servendo l’assist decisivo per il gol del pareggio. Un 4-4 pirotecnico che ha portato i bianconeri a strappare un punto prezioso in Europa e che ha riacceso i riflettori sull’attaccante serbo.

Secondo quanto riportato da Sportmediaset, il tecnico della Juve, Igor Tudor, sarebbe pronto a premiare la grande prestazione del numero 9. Per la prossima sfida di campionato contro l’Hellas Verona, in programma sabato alle ore 18:00, Vlahovic dovrebbe partire titolare al centro dell’attacco bianconero.

La Juventus si trova in un momento delicato della stagione e la rinascita di Vlahovic rappresenta un’ottima notizia per tutto l’ambiente. Entrato dalla panchina contro il Dortmund, il classe 2000 ha cambiato il volto della partita: due gol da centravanti puro e un assist decisivo per Kelly hanno ribaltato completamente le sorti di una gara che sembrava compromessa. Una prestazione che ha messo in discussione le gerarchie offensive della Juve.

Fino a poche settimane fa, Vlahovic sembrava destinato a un ruolo marginale nella nuova Juventus di Tudor, spesso chiuso da Jonathan David. Ma ora i ruoli potrebbero invertirsi: con David reduce da una prova opaca e affaticato dalle fatiche europee, sarà probabilmente lui a lasciare spazio al serbo.

Quella che sembrava una storia finita – dopo un’estate vissuta quasi da separato in casa – si sta trasformando in una seconda occasione per Vlahovic, che ha trovato nella Juve nuova fiducia e motivazione. La concorrenza interna ha acceso il fuoco giusto, e ora l’ex Fiorentina appare pronto a riprendersi un ruolo da protagonista.

La Juve osserva con interesse e fiducia: ritrovare un centravanti in forma come Vlahovic potrebbe essere la chiave per affrontare con ambizione sia il campionato che l’Europa. A Verona, sarà ancora lui a guidare l’attacco, con l’obiettivo di confermare che la nuova vita in bianconero è appena cominciata.

Mourinho, arriva al Benfica tra entusiasmo e polemiche sul suo recente passato in Turchia

José Mourinho si presenta così al Benfica: tra passato e presente dell’allenatore portoghese

José Mourinho è stato presentato oggi pomeriggio come nuovo allenatore del Benfica, e le sue parole hanno già fatto parlare molto. Il tecnico portoghese, tornato alla guida di uno dei club più prestigiosi del mondo, ha mostrato emozione, responsabilità e voglia di fare bene fin da subito.

Mourinho ha ammesso che, nonostante il cuore pieno di sentimenti, l’esperienza lo aiuta a gestire la pressione. «Sono l’allenatore di uno dei club più grandi del mondo. Sono passati 25 anni, ma non sono qui per celebrare la mia carriera», ha detto. Il tecnico ha ricordato che, in tutti questi anni, ha potuto guidare squadre di altissimo livello, ma che nessun club lo ha fatto sentire «più onorato, responsabile o motivato» quanto il Benfica. Parole forti che evidenziano il legame speciale che Mourinho ha già instaurato con la società lusitana.

Sul fronte professionale, Mourinho ha parlato del momento che vive. Ha ammesso che alcuni periodi della sua carriera sono stati meno fortunati, ma che questi momenti lo hanno portato a giocare due finali europee negli ultimi cinque anni. Arriva al Benfica in una fase diversa, sia come persona sia come allenatore: «Sono più altruista, meno egocentrico, penso meno a me stesso e al bene che posso fare agli altri».

Riguardo al progetto tecnico, Mourinho ha spiegato che non intende rivoluzionare tutto in una volta. Vuole prima costruire nel profilo emotivo: far sentire ai giocatori che non sono soli ma che rappresentano milioni di tifosi. Dal punto di vista tattico, ha detto, si muoverà con cautela: non vuole distorcere l’essenza del club, riconoscendo che chi lo ha preceduto, Bruno Lage, ha fatto bene.

Questa nuova esperienza segna un ritorno “a casa” per Mourinho, che si dice motivato più che mai. Ha assicurato che non concluderà la carriera né ora né a breve, ma solo quando avrà perso la passione che ancora oggi lo spinge. E ha aggiunto: «Il presidente sa che è vero… Ciò che è cambiato è che oggi ho più fame di quanto non ne avessi 25 anni fa».

Riguardo al suo contratto con il Benfica, Mourinho ha spiegato di averlo solo firmato, non redatto, ma di aver controllato che abbia «una solida base etica». Dice di voler restare fedele ai suoi principi, alla sua ossessione di sempre: vincere la prossima partita.

Ha parlato infine dell’accoglienza che si aspetta in trasferta: anche se tornerà a Porto, da avversario, non crede che mancheranno il rispetto reciproco, pur consapevole che l’ambiente sarà caldo. Per Mourinho il Benfica ha tutte le condizioni per ambire al titolo, ha fiducia nello spogliatoio e promette impegno totale: «Non prometto di diventare campione, ma sono convinto che possiamo e dobbiamo diventarlo».

Convocati Cagliari, in vista della sfida contro il Lecce ecco le scelte di Pisacane

Convocati Cagliari: fuori Luvumbo, tornano Pavoletti e Rodriguez per la sfida contro il Lecce

La Serie A è pronta a riaccendersi con l’anticipo del venerdì sera tra Lecce e Cagliari, valido per la quarta giornata di campionato. In vista della delicata trasferta al Via del Mare, il tecnico rossoblù Fabio Pisacane ha ufficializzato la lista dei convocati del Cagliari, composta da 26 giocatori. Una selezione che presenta alcune novità, sia in entrata che in uscita, rispetto alle precedenti partite.

Spicca tra gli assenti il nome di Zito Luvumbo, ancora alle prese con il recupero dalla lesione distrattiva di basso grado agli adduttori della coscia destra. L’attaccante angolano, grande protagonista nella passata stagione, non è ancora pronto per rientrare in gruppo e resta ai box. Out anche Nicola Pintus e Joseph Liteta, due giovani che non faranno parte della spedizione pugliese.

In compenso, nella lista dei convocati del Cagliari tornano due elementi di grande esperienza: Juan Rodriguez e soprattutto Leonardo Pavoletti, che dopo il lungo stop sarà finalmente a disposizione per dare il suo contributo in attacco. Il capitano rossoblù rappresenta un’arma importante per Pisacane, sia dal punto di vista tecnico che sul piano della leadership.

Di seguito l’elenco completo dei convocati del Cagliari per la sfida contro il Lecce:

Portieri: Caprile, Ciocci, Sarno
Difensori: Palestra, Idrissi, Luperto, Di Pardo, Rodriguez, Yerry Mina, Zappa, Ze Pedro, Obert
Centrocampisti: Mazzitelli, Adopo, Gaetano, Deiola, Prati, Felici, Rog, Folorunsho
Attaccanti: Kilicsoy, Belotti, Cavuoti, Borrelli, Pavoletti, Esposito

Il Cagliari, reduce da un avvio di campionato complicato, cerca punti fondamentali per risalire la classifica e ritrovare fiducia. La gara contro il Lecce, squadra aggressiva e ben organizzata, sarà un test importante per valutare il reale stato di forma del gruppo sardo.

Con un mix di giovani talenti e ritorni eccellenti, la lista dei convocati del Cagliari dimostra la volontà di affrontare la partita con determinazione e profondità di organico. Pisacane si affiderà all’esperienza dei veterani e alla voglia di emergere dei più giovani per portare a casa un risultato positivo.

Mourinho, UFFICIALE il suo arrivo al Benfica. Ecco il comunicato sull’allenatore portoghese

Mourinho torna a casa: ufficiale il suo approdo al Benfica fino al 2027. La situazione

Ora è ufficiale: José Mourinho è il nuovo allenatore del Benfica. Lo “Special One” aggiunge un altro capitolo alla sua straordinaria carriera tornando là dove tutto è cominciato. L’annuncio è arrivato attraverso un comunicato ufficiale diffuso alla Commissione di mercato portoghese, confermando così le indiscrezioni delle ultime ore.

Nel comunicato si legge: «Sport Lisboa e Benfica informa di aver raggiunto un accordo con l’allenatore José Mário dos Santos Mourinho Félix per un contratto in vigore fino alla fine della stagione sportiva 2026/27». Una nota che segna un ritorno carico di significato: Mourinho siederà nuovamente sulla panchina del club che, 25 anni fa, gli diede la prima opportunità nel calcio professionistico. All’epoca fu un’avventura breve ma fondamentale, che lo lanciò verso una carriera fatta di trionfi europei e successi nei top campionati.

Il nuovo contratto prevede però una clausola particolare: al termine della stagione 2025/26, entrambe le parti — Mourinho e il club — avranno la possibilità di interrompere anticipatamente il rapporto, lasciando così aperta una finestra per eventuali cambi di scenario.

Per Mourinho, che ha recentemente guidato la Roma in Serie A e il Fenerbahçe in Turchia, si tratta di una sfida affascinante e carica di aspettative. Il ritorno in patria è stato accolto con entusiasmo sia dai tifosi che dagli addetti ai lavori, curiosi di vedere come il tecnico portoghese saprà riportare il Benfica ai vertici del calcio europeo. A 62 anni, Mourinho non ha perso la sua proverbiale voglia di vincere, e questa nuova avventura rappresenta anche un’occasione di riscatto dopo alcune stagioni altalenanti.

Ma non sarà una sfida solo interna. Il Benfica, con Mourinho in panchina, affronterà anche la Champions League, e tra le partite più attese figura lo scontro con la Juventus, previsto all’Allianz Stadium il prossimo 21 gennaio. Un test importante per valutare subito la competitività del suo nuovo progetto tecnico.

In definitiva, il ritorno di Mourinho al Benfica chiude idealmente un cerchio, riportando uno degli allenatori più iconici del calcio moderno nel club dove tutto ebbe inizio. E per lo “Special One”, ogni nuovo inizio è sempre un’occasione per stupire.

Atalanta, novità importante su Ademola Lookman. Cosa è successo all’attaccante?

Atalanta, il ritorno di Lookman dopo il caos estivo: Juric ritrova un’arma fondamentale

Dopo la pesante sconfitta in Champions League contro il Paris Saint-Germain, l’Atalanta prova a voltare pagina con una notizia positiva: il ritorno in gruppo di Ademola Lookman. L’attaccante nigeriano è tornato ad allenarsi con i compagni questa mattina, per la prima volta dopo l’esplosione del caso legato al mercato estivo che lo aveva tenuto ai margini. Una novità importante per l’ambiente bergamasco, soprattutto in un momento complicato tra risultati altalenanti e diversi infortuni in attacco.

Il rientro di Lookman non è solo una buona notizia dal punto di vista tecnico, ma anche dal punto di vista gestionale. La sua reintegrazione nel gruppo è stata resa possibile grazie alla mediazione diretta di Stephen Pagliuca, comproprietario del club, arrivato a Bergamo proprio per sbloccare la situazione. La sua presenza e il lavoro dietro le quinte hanno convinto il giocatore a tornare a pieno regime, lasciandosi alle spalle tensioni e incomprensioni con la società.

Ora la palla passa a Ivan Juric, chiamato a decidere se e come utilizzare Lookman già dalla prossima sfida di campionato. L’Atalanta sarà di scena domenica alle 15 sul campo del Torino, mentre sabato 27 settembre è in programma un altro appuntamento di peso, sempre a Torino, contro la Juventus. Considerate le assenze nel reparto offensivo, Lookman rappresenta una risorsa fondamentale per dare nuova linfa all’attacco nerazzurro.

Intanto, sul fronte infortuni, continua il lavoro differenziato per diversi giocatori. Sead Kolasinac si è allenato individualmente, mentre Ederson ha seguito un programma personalizzato. Restano in terapia Gianluca Scamacca e Mitchell Bakker, così come Charles De Ketelaere e Giorgio Scalvini, usciti malconci dal confronto europeo con il PSG. Entrambi saranno sottoposti a esami strumentali per valutare l’entità degli infortuni.

In questo contesto, il ritorno di Lookman può rappresentare la scossa giusta per un’Atalanta in cerca di stabilità e risultati. Dopo settimane vissute tra incertezze e voci di mercato, il talento ex Lipsia e Leicester è pronto a riprendersi il suo spazio, offrendo a Juric quella qualità offensiva che è mancata nelle ultime uscite. Un ritorno che potrebbe cambiare il volto della Dea nel momento più delicato della stagione.

Di Francesco chiarisce: «Lecce, ora serve più equilibrio per ritornare a vincere. Cagliari? Penso che…»

Lecce, Di Francesco fa il punto prima del Cagliari: «Serve equilibrio, non esistono partite facili»

Alla vigilia di Lecce-Cagliari, il tecnico dei giallorossi Eusebio Di Francesco ha parlato in conferenza stampa, affrontando diversi temi legati alla crescita della squadra, agli errori da correggere e alle aspettative per il prossimo impegno. Con il calendario che propone ora sfide più alla portata sulla carta, il Lecce è chiamato a capitalizzare le occasioni per fare punti, ma il mister invita alla cautela: «In Serie A non esistono partite abbordabili. Ogni gara ha la sua storia, e anche contro il Cagliari servirà il massimo impegno».

Il tecnico ha analizzato la prestazione contro l’Atalanta, sottolineando come il Lecce abbia mostrato buone cose nei primi 35 minuti, soprattutto in fase offensiva, ma con qualche disattenzione di troppo in difesa: «Abbiamo prodotto gioco, ma dobbiamo essere più determinati sotto porta. Serve compattezza e lucidità, soprattutto dopo aver subito un gol. Gli errori individuali vanno corretti con il supporto dei compagni: è questa la mentalità che voglio vedere».

Parlando dell’assetto tattico, Di Francesco ha spiegato di essere ancora alla ricerca del giusto equilibrio: «Ramadani sta trovando continuità, stiamo impostando Berisha come play, ma ci vuole tempo. Il calendario iniziale non ci ha aiutato, ma non voglio usarlo come alibi. Alla fine contano i risultati, non solo il bel gioco. A volte bisogna essere anche sporchi per portare a casa i tre punti».

Sulle palle inattive, l’allenatore del Lecce ha posto l’accento sull’importanza della concretezza: «I piazzati contano tantissimo oggi. Difenderli bene e sfruttarli può fare la differenza, e stiamo lavorando molto su questo aspetto».

Riguardo alla definizione del match col Cagliari come una «finale», Di Francesco risponde con ironia: «Se fosse una finale, ne avremmo 35. È una partita importante contro una diretta concorrente, ma serve equilibrio anche nella comunicazione. Il Cagliari è una squadra esperta, organizzata, con giocatori come Mina, Luperto e un portiere che gioca da veterano».

Infine, sulla crescita dell’identità del Lecce, il tecnico sottolinea: «Stiamo assimilando concetti importanti. Serve continuità all’interno della partita e più consapevolezza. Sul tiro da fuori? Sì, lavoriamo anche su quello. Helgason, Berisha e Ramadani hanno buone soluzioni. Ma calciare da lontano deve essere una scelta, non un gesto di disperazione».

Napoli, Conte sfida Guardiola: un confronto all’insegna dei grandi numeri

Napoli, Conte e la sfida europea: il confronto (possibile) con Guardiola

Quando si parla di grandi allenatori, è facile cadere nella trappola dei confronti assoluti. Da una parte Pep Guardiola, icona del calcio europeo e tre volte campione in Champions League. Dall’altra, Antonio Conte, oggi alla guida del Napoli, tecnico dalla mentalità vincente ma con ancora qualcosa da dimostrare in campo internazionale. Ridurre tutto a “mondi opposti” però è fuorviante. Il punto, semmai, è un altro: Conte al Napoli ha una grande occasione per riscrivere la sua storia europea, e lo sa benissimo.

Il palmarès di Guardiola in Europa è impressionante: 112 vittorie su 181 partite in Champions, una percentuale del 61%. I numeri di Conte, per ora, sono lontani: 15 vittorie su 42 partite (35%). Ma qui entra in gioco il contesto. Le squadre guidate dallo spagnolo – Barcellona, Bayern Monaco, Manchester City – sono state spesso favorite per arrivare in fondo. Il percorso di Conte, oggi al timone del Napoli, è stato molto più articolato, con club che raramente partivano con i favori del pronostico.

Eppure c’è un dato interessante che dà fiducia ai tifosi del Napoli: negli scontri diretti, Conte ha un bilancio positivo contro Guardiola. Su sette confronti ufficiali, l’allenatore italiano ha vinto quattro volte contro le tre dello spagnolo. Un risultato che lo mette in un club molto ristretto: tra gli allenatori che hanno sfidato Guardiola almeno cinque volte, solo Luis Enrique e Jurgen Klopp possono vantare un bilancio favorevole. Dunque, l’idea di un Napoli competitivo in Europa sotto la guida di Conte non è utopia: è una possibilità concreta.

Nel suo primo vero ballo europeo con il Napoli, Conte dovrà dimostrare che anche in Champions può lasciare un’impronta importante. In campionato, i suoi numeri parlano chiaro: ha chiuso al primo posto sette volte in quindici stagioni da allenatore. Ma in una piazza come Napoli, reduce da uno scudetto storico e affamata di gloria continentale, è l’Europa il terreno su cui si misurerà il vero salto di qualità.

Il confronto con Guardiola resta ingombrante, ma stimolante. E forse è proprio questa la sfida che può accendere la nuova era del Napoli targato Conte.

Infortunio Kean, la Fiorentina prega il rientro dell’attaccante. Le ultime novità sul centravanti

Infortunio Kean: la Fiorentina resta in ansia per le condizioni dell’attaccante

L’infortunio Kean, o meglio il problema fisico che ha colpito l’attaccante in questi giorni, continua a tenere in allerta l’ambiente della Fiorentina. Anche se non si tratta di un infortunio muscolare o traumatico, l’assenza di Moise Kean dagli allenamenti preoccupa lo staff tecnico e i tifosi. Ieri il centravanti ex Juventus non ha preso parte alla seduta al Viola Park a causa di un forte stato febbrile, facendo scattare qualche campanello d’allarme.

Al momento non c’è ancora un bollettino medico ufficiale che parli di un vero e proprio infortunio, ma la condizione fisica dell’attaccante viola è sotto osservazione. Secondo quanto riportato dal Corriere Fiorentino, anche per oggi è molto probabile un nuovo forfait. L’infortunio Kean, seppur legato a un malessere temporaneo, rischia comunque di avere ripercussioni concrete in vista del prossimo impegno di campionato.

La Fiorentina è attesa dalla sfida contro il Como, in programma domenica, e la presenza di Kean è fondamentale per gli equilibri offensivi della squadra. Se lo stato febbrile dovesse persistere anche domani, venerdì, l’eventualità di un’assenza comincerebbe a diventare più concreta. Al momento si parla ancora di semplice precauzione, ma la situazione potrebbe evolvere rapidamente.

L’infortunio Kean, pur non essendo di natura traumatica, rappresenta una variabile importante per mister Italiano, che dovrà valutare soluzioni alternative in attacco nel caso in cui il centravanti non dovesse recuperare in tempo. La speranza è che già da domani l’attaccante possa tornare ad allenarsi almeno parzialmente, per rientrare nei piani tattici in vista del match contro i lombardi.

Va detto che solo un malessere davvero acuto può costringere un calciatore professionista come Kean a uno stop totale. In questo senso, la febbre alta registrata nelle ultime ore ha imposto riposo assoluto, segno che le condizioni non vanno sottovalutate. La Fiorentina, intanto, resta in attesa di aggiornamenti, consapevole dell’importanza del giocatore e della necessità di non forzare i tempi di recupero.

Nelle prossime 24-48 ore si capirà se quello che oggi viene ancora definito un semplice episodio influenzale si trasformerà in un infortunio Kean vero e proprio, con effetti sul match di domenica.

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