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Parma, infortunio per Valenti: lesione muscolare in vista della sfida con la Cremonese

Parma, brutte notizie per i ducali! Infortunio per Valenti: lesione muscolare in vista della sfida con la Cremonese. Le ultime

Il Parma Calcio è tornato ad allenarsi al Mutti Training Center di Collecchio per preparare la sfida di Serie A contro la Cremonese, in programma domenica 21 settembre alle ore 15:00. La squadra guidata dal tecnico Fabio Cuesta, allenatore argentino noto per il suo approccio tattico equilibrato, ha svolto una seduta mattutina caratterizzata da attivazione fisica e tecnica, esercitazioni con i torelli, lavoro tattico generale, partitella a campo ridotto e situazioni su palla inattiva.

Stop per Lautaro Valenti

La nota negativa della giornata riguarda Lautaro Valenti, difensore centrale argentino classe 1999, punto di riferimento della retroguardia gialloblù. Il giocatore ha riportato un problema muscolare che lo mette in dubbio per la sfida contro i grigiorossi. Gli esami strumentali hanno evidenziato una lesione di primo grado al retto femorale della coscia destra.

Il club ha comunicato che Valenti ha già iniziato il percorso riabilitativo con l’obiettivo di tornare in campo il prima possibile. Lo staff medico seguirà un programma mirato per favorire il recupero, ma i tempi di rientro dipenderanno dall’evoluzione clinica nelle prossime settimane.

Preparazione verso Parma-Cremonese

Il Parma proseguirà la preparazione con un’ulteriore seduta di allenamento prevista per sabato 20 settembre, vigilia del match. La sfida contro la Cremonese, formazione solida e ben organizzata, rappresenta un test importante per i crociati, che puntano a consolidare la propria posizione in classifica.

L’assenza di Valenti costringerà Cuesta a valutare alternative in difesa. Possibili soluzioni includono l’impiego di giocatori come Yordan Osorio, difensore venezuelano esperto e già titolare in diverse gare, o l’arretramento di un centrocampista in grado di adattarsi al ruolo.

Impatto sull’equilibrio difensivo

La perdita di un elemento come Valenti, abile nel gioco aereo e nella marcatura, potrebbe influire sull’equilibrio difensivo della squadra. Tuttavia, il Parma ha dimostrato in più occasioni di saper sopperire alle assenze grazie a un’organizzazione tattica solida e a un gruppo coeso.

La partita contro la Cremonese sarà dunque un banco di prova non solo per la squadra, ma anche per la capacità dello staff tecnico di gestire le emergenze e mantenere alta la competitività.

Inter, gestione portieri: rotazione strategica tra Sommer e Martinez in vista del futuro

Inter, gestione portieri: rotazione strategica tra Sommer e Martinez in vista del futuro. La strategia di Chivu

Secondo quanto riportato dal giornalista Pasquale Guarro su X, l’Inter ha pianificato con attenzione la gestione dei propri portieri per la stagione in corso, optando per una rotazione più frequente tra Yann Sommer e Josep Martinez rispetto al passato.

L’obiettivo della dirigenza nerazzurra è duplice: mantenere freschezza e competitività tra i pali e valutare con maggiore precisione Martinez, ex portiere del Genoa classe 1998, in vista della scadenza del contratto di Sommer a giugno. In viale della Liberazione si sta infatti decidendo se, nella prossima sessione di mercato, sarà necessario acquistare un nuovo titolare — tra i nomi monitorati c’è Elia Caprile, giovane talento dell’Empoli — o se basterà puntare su un secondo portiere affidabile.

Il caso Ajax e la gestione mediatica

A inizio stagione, Sommer — estremo difensore svizzero classe 1988, ex Bayern Monaco — era destinato a partire titolare contro l’Ajax. Tuttavia, le pressioni mediatiche attorno alla sua figura hanno spinto lo staff tecnico a rivedere i piani. Sostituirlo subito dopo Juventus-Inter avrebbe potuto essere interpretato come una punizione, rischiando di mettere in difficoltà anche Martinez. Un eventuale errore dell’ex Genoa avrebbe infatti creato una situazione con due portieri sotto pressione, scenario che la società voleva evitare.

Sommer decisivo, Martinez in rampa di lancio

La tensione si è allentata grazie a un intervento decisivo di Sommer su Godts durante Ajax-Inter, con il punteggio ancora sullo 0-0. Pochi minuti dopo, il gol di Marcus Thuram — attaccante francese classe 1997 — ha indirizzato la partita a favore dei nerazzurri.

Ora, con un clima più sereno, il momento di Martinez sembra essere arrivato. La sfida contro il Sassuolo potrebbe rappresentare per lui una grande occasione per dimostrare il proprio valore e guadagnare spazio nelle gerarchie.

Chivu pronto a dare fiducia

Il tecnico Cristian Chivu, ex difensore rumeno e oggi allenatore ad interim dell’Inter, potrebbe concedere a Martinez la maglia da titolare. La società continuerà a monitorare attentamente le sue prestazioni, consapevole che questa fase sarà cruciale per definire le strategie future tra i pali.

Formazioni ufficiali Lecce Cagliari: le scelte dei due allenatori per la terza giornata di Serie A

Formazioni ufficiali Lecce Cagliari: le scelte di Di Francesco e Pisacane, per la terza giornata di Serie A

La 4ª giornata di Serie A 2024/25 si apre allo stadio Via del Mare di Lecce, dove i giallorossi ospitano il Cagliari in una sfida che, nonostante il campionato sia appena iniziato, mette già in palio punti pesanti per la classifica.

Lecce: caccia alla prima vittoria stagionale

Il Lecce guidato da Eusebio Di Francesco, tecnico abruzzese noto per il suo calcio propositivo e la valorizzazione dei giovani, è ancora alla ricerca del primo successo in campionato. Dopo tre giornate, il bottino è di un solo punto, frutto del pareggio all’esordio per 0-0 sul campo del Genoa. La sconfitta interna contro il Milan e il pesante 4-1 incassato a Bergamo contro l’Atalanta hanno evidenziato difficoltà sia in fase difensiva che nella gestione delle partite. L’unica nota positiva è l’aver finalmente trovato la via del gol, segnale incoraggiante per il reparto offensivo.

Cagliari: entusiasmo dopo il primo successo

Situazione più serena in casa Cagliari, allenato da Fabio Pisacane, ex difensore rossoblù alla sua prima esperienza da capo allenatore in Serie A. Dopo un avvio in salita, la squadra sarda ha trovato la prima vittoria stagionale nell’ultimo turno, superando 2-0 il Parma grazie a una prestazione solida e concreta.

L’esordio di Pisacane era stato incoraggiante: 1-1 contro la Fiorentina grazie al colpo di testa vincente di Luperto, difensore centrale abile nel gioco aereo. La seconda giornata ha visto i rossoblù impegnati nella trasferta più ostica della stagione, al Maradona contro il Napoli campione in carica: una prova di carattere, interrotta solo al 90’ dal gol decisivo di Zambo Anguissa, centrocampista camerunese di grande fisicità.

Obiettivi e chiavi tattiche

Per il Lecce, la priorità sarà ritrovare compattezza difensiva e sfruttare il fattore campo, spinto dal calore del pubblico salentino. Il Cagliari, invece, cercherà di dare continuità al momento positivo, puntando sulla solidità difensiva e sulle ripartenze veloci.

Con due squadre motivate e in cerca di conferme, Lecce-Cagliari promette di essere una sfida equilibrata e combattuta, capace di offrire spunti interessanti sia per gli appassionati che per gli addetti ai lavori.

LECCE (4-3-3): Falcone; Kouassi, Tiago Gabriele, Gaspar, Gallo; Sala, Ramadani, Coulibaly; Pierotri, Stulic, Sotti. A disposizione: Fruchtl, Samooja, Ndaba, Siebert, Morente, Berisha, N’Dri, Perez, Helgason, Veiga, Banda, Camarda, Kaba, Kovac. Allenatore: Eusebio Di Francesco.

CAGLIARI (4-3-1-2): Caprile; Palestra, Mina, Luperto, Obert; Adopo, Prati, Deiola; Folorunsho; Esposito, Belotti. A disposizione: Ciocci, Sarno, Idrissi, Mazzitelli, Kilicsoy, Gaetano, J. Rodriguez, Felici, Di Pardo, Rog, Cavuoti, Zappa, Borrelli, Pavoletti Zé Pedro. Allenatore: Fabio Pisacane

Milan, il ritorno di Adriano Galliani: nuova veste e ruolo strategico per RedBird? I dettagli

Milan, il ritorno di Galliani è ancora un rebus: nuova veste e ruolo strategico per RedBird? Tutti i dettagli

Secondo quanto riportato da Tuttosport, Adriano Galliani è pronto a fare ritorno al Milan, ma non nelle vesti che i tifosi rossoneri ricordano. L’ex amministratore delegato, protagonista di oltre trent’anni di successi sotto la presidenza di Silvio Berlusconi, non entrerà nell’organigramma ufficiale del club. Il suo nuovo incarico sarà quello di superconsulente direttamente collegato alla proprietà americana RedBird Capital Partners.

Un ruolo chiave nella politica sportiva

Galliani avrà il compito di occuparsi della politica sportiva e della rappresentanza istituzionale, affiancando il presidente Paolo Scaroni nelle riunioni di Lega Serie A. Negli ultimi mesi si è parlato anche della possibilità che assuma la carica di head of football, una figura centrale che lo metterebbe in contatto diretto con la prima squadra e con l’allenatore Massimiliano Allegri, tecnico livornese classe 1967, già vincitore di sei scudetti in carriera e legato a Galliani da un rapporto di stima reciproca.

Possibile ritorno di Mauro Bianchessi

Il nuovo corso potrebbe non vedere Galliani solo. Si vocifera infatti di un possibile rientro di Mauro Bianchessi, storico responsabile del settore scouting rossonero, oggi impegnato in altre realtà calcistiche. Il suo inserimento nella struttura di Milan Futuro – il progetto dedicato alla crescita dei giovani talenti – rafforzerebbe ulteriormente l’area tecnica e dirigenziale.

I “Giorni del Condor” in una nuova versione

Il soprannome “Condor”, guadagnato da Galliani per la sua abilità nel concludere trattative di mercato all’ultimo minuto, potrebbe tornare a riecheggiare a Milanello. Tuttavia, questa volta il dirigente brianzolo opererà in una veste diversa: meno legata alla gestione quotidiana e più orientata alle strategie di lungo periodo e alle relazioni con le istituzioni calcistiche.

Tempistiche e prospettive

Il ritorno di Galliani è atteso dopo il closing per la cessione del Monza, club di cui è attualmente amministratore delegato. La sua presenza rappresenterebbe per il Milan un mix di esperienza, tradizione e conoscenza del sistema calcio italiano, elementi preziosi per una società che punta a consolidare la propria posizione ai vertici della Serie A e in Europa.

Con questa mossa, RedBird mira a rafforzare la propria governance sportiva, affidandosi a una figura di comprovata competenza per guidare il club verso nuove sfide e successi.

Lazio, Zaccagni: «Abbiamo visto questa cosa del mercato bloccato come un bicchiere mezzo pieno. Sarri? Siamo contenti che sia tornato»

Lazio, parla Zaccagni: «Abbiamo visto la cosa del mercato bloccato come un bicchiere mezzo pieno. Sarri? Contenti che sia tornato»

Il capitano della Lazio, Mattia Zaccagni, ha parlato a Dazn, in avvicinamento al derby con la Roma. Le sue dichiarazioni:

SQUADRA – «Il gruppo è quello dello scorso campionato. Abbiamo visto questa cosa del mercato bloccato come un bicchiere mezzo pieno, perché abbiamo avuto la possibilità di lavorare già dal primo giorno di ritiro di stare tutti insieme sapendo che non ci sarebbero stati nuovi arrivi o partenze. Di questo siamo contenti».

SARRI – «Sarri? È rimasto sempre lo stesso, ha la sua carica e la sua gioia che mette in campo. Siamo contenti che sia tornato, vedo che anche i nuovi stanno apprendendo velocemente quello che vuole. Sarri mi ha cambiato la carriera, soprattutto in fase realizzativa. Mi sprona sempre ad attaccare la porta, da quando c’è lui sono migliorato tanto e ho segnato di più».

FUORI DALLE COPPE – «Niente Coppe? Sicuramente avremo più energie per il campionato, però questa cosa ci pesa un po’. Eravamo abituati a giocare in Europa e dovremo tornarci il più presto possibile».

CASTELLANOS – «Castellanos? È un ragazzo serio e un grande lavoratore, si sacrifica tanto per la squadra. La rabona? Lui la fa spesso anche in allenamento e spesso e volentieri gli riesce anche bene. Continuasse a farle. Il gol contro il Verona? Lì per lì neanche me ne sono accorto che l’avesse fatta, poi me la sono trovata perfetta sul piede per controllarla e calciare in porta. Il Taty quest’anno deve arrivare almeno sopra i 15 gol, io posso garantirgli 5/6 assist».

DERBY – «l derby è una gara particolare, soprattutto qua a Roma. È partita già da inizio anno visto che si giocherà alla quarta giornata. I tifosi ci tengono tanto e anche noi ci teniamo. Non devi arrivare troppo carico perché rischi di fare qualcosa di sbagliato: va gestita la pressione, isolarsi e giocare come ci chiede il mister»

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Derby di Roma: Gasperini prepara la sfida, ma la Roma deve fare i conti con le assenze

Derby di Roma: Gasperini studia la strategia, emergenza infortuni per i giallorossi. Le ultimissime contro la Lazio

Manca sempre meno al derby di Roma, in programma domenica alle ore 12:30 allo Stadio Olimpico, e l’attesa cresce di ora in ora. La Roma di Gian Piero Gasperini, ex tecnico bergamasco noto per il suo calcio aggressivo e organizzato, ha svolto questa mattina una seduta di allenamento divisa in due fasi: prima un intenso lavoro atletico, poi esercitazioni tecniche con il pallone.

A bordocampo era presente anche Claudio Ranieri, storico allenatore giallorosso e attuale senior advisor del club, che si è intrattenuto a colloquio con Gasperini, con il capitano Lorenzo Pellegrini – centrocampista romano e simbolo della squadra – e con il direttore sportivo Frederic Massara, figura chiave nella gestione del mercato.

Le assenze pesano sulla Roma

Le notizie dall’infermeria non sono incoraggianti. Wesley, centrocampista brasiliano di grande fisicità, non ha preso parte alla seduta a causa di problemi intestinali. Fuori anche Mario Hermoso, difensore spagnolo ex Atlético Madrid, che dopo un affaticamento al polpaccio rimediato ieri ha lavorato a parte. Queste defezioni complicano le scelte di Gasperini in vista di quella che è considerata la partita più importante da quando siede sulla panchina capitolina.

Le probabili scelte di formazione

L’unica certezza tra i pali è Mile Svilar, portiere serbo che si è guadagnato la fiducia dell’allenatore grazie a prestazioni sicure. In difesa ci sarà Zeki Çelik, terzino turco apprezzato per la sua duttilità. Sulla fascia destra di centrocampo il favorito è Devyne Rensch, giovane olandese dal grande potenziale, mentre El Aynaoui agirà insieme al talentuoso argentino Matías Soulé alle spalle di Lewis Ferguson, centrocampista scozzese con spiccate doti di inserimento.

L’assenza di Paulo Dybala, fuoriclasse argentino e leader tecnico della squadra, pesa come un macigno. L’esperimento dell’“attacco leggero” visto contro il Torino non ha convinto, e per questo i giallorossi torneranno a puntare su un centravanti di riferimento. Non sarà però Artem Dovbyk, attaccante ucraino scivolato indietro nelle gerarchie.

Un derby che vale più di tre punti

Il derby con la Lazio non è mai una partita come le altre, ma questa volta il peso specifico è ancora maggiore: in palio non ci sono solo tre punti, ma anche prestigio, fiducia e slancio per il prosieguo della stagione. Gasperini e la Roma sanno che domenica servirà la partita perfetta.

Convocati Sampdoria: Donati scioglie il dubbio su Ferrari per la sfida col Monza

Convocati Sampdoria, Donati e la decisione su Ferrari: ecco la lista completa per il Monza. Tutti i dettagli

Domani pomeriggio, alle ore 17:15, lo stadio Luigi Ferraris sarà teatro di una sfida cruciale per la 4ª giornata del campionato di Serie B 2025-2026: la Sampdoria ospiterà il Monza guidato da Paolo Bianco, tecnico 47enne noto per il suo calcio organizzato e compatto.

Per i blucerchiati, allenati da Massimo Donati – ex centrocampista di Milan, Atalanta e Celtic, oggi alla sua prima stagione sulla panchina doriana – si tratta di un match fondamentale per invertire la rotta dopo un avvio di campionato altalenante. L’obiettivo è chiaro: riscattare i recenti passi falsi e continuare la corsa verso la salvezza.

onvocati e assenze: Donati punta sul gruppo

Nella giornata odierna, Donati ha diramato la lista dei convocati per la sfida contro i brianzoli. Il tecnico dovrà fare a meno di alcuni elementi chiave a causa di infortuni, ma ha ribadito la fiducia nei confronti della rosa a disposizione.

«Ogni partita è una finale – ha dichiarato l’allenatore – e dobbiamo affrontarla con determinazione e compattezza». Nonostante le defezioni, l’ex mediano conta sulla solidità del gruppo e sulla spinta del pubblico di casa.

Portieri: Coucke, Ghidotti, Ravaglia.

Difensori: Coubiș, Depaoli, Giordano, Hadžikadunic, Ioannou, Riccio, Venuti, Vulikic.

Centrocampisti: Abildgaard, Barák, Bellemo, Benedetti, Conti, Ferri, Henderson, Ricci.

Attaccanti: Cherubini, Coda, Çuni, Narro, Pafundi.

Obiettivo salvezza e sostegno dei tifosi

Per la Sampdoria, ogni punto conquistato è vitale nella lotta per restare in Serie B. Donati sa bene che il margine d’errore è minimo e che il sostegno della tifoseria sarà determinante.

I sostenitori blucerchiati, noti per la loro passione e fedeltà, sono pronti a riempire gli spalti e a spingere la squadra verso un risultato positivo. La partita di domani potrebbe rappresentare una svolta nella stagione e nelle ambizioni di salvezza del club genovese.

Convocati Juventus: Tudor contro il Verona ritrova Cambiaso e Conceicao, fuori Miretti. Ecco la lista completa

Convocati Juventus per il match col Verona: decisioni su Conceição e Miretti, un rientro chiave e gli indisponibili

Archiviata la parentesi di Champions League, la Juventus torna a concentrarsi sul campionato di Serie A. Domani pomeriggio, alle ore 18:00, i bianconeri saranno di scena allo stadio Bentegodi per affrontare l’Hellas Verona in una sfida valida per la quinta giornata. Il tecnico Igor Tudor, ex difensore croato e oggi allenatore della Juve, potrà contare su due recuperi fondamentali: Andrea Cambiaso e Francisco Conceição, entrambi inseriti nella lista dei convocati ufficiali.

Il ritorno di Andrea Cambiaso

La notizia più rilevante riguarda il rientro di Andrea Cambiaso, esterno sinistro classe 2000 e punto fermo della Nazionale italiana. Dopo aver scontato due giornate di squalifica rimediate all’esordio in campionato, il giocatore è nuovamente a disposizione anche in Serie A. Già impiegato in Champions League, Cambiaso rappresenta per Tudor il titolare designato sulla corsia mancina, elemento chiave per garantire equilibrio tattico e spinta offensiva.

Conceição recupera dall’infortunio

Accanto a Cambiaso, un’altra buona notizia per la Juventus è il recupero di Francisco Conceição, fantasista portoghese classe 2002, noto per rapidità e tecnica nello stretto. Reduce da un problema muscolare accusato durante gli impegni con la Nazionale, Conceição era rimasto in panchina per tutta la gara contro il Borussia Dortmund. Ora, completamente ristabilito, è pronto a offrire il suo contributo anche in campionato.

Assenti e situazione infermeria

Restano invece indisponibili Fabio Miretti, centrocampista italiano classe 2003, e Arkadiusz Milik, attaccante polacco esperto e prezioso in area di rigore. Entrambi proseguono il loro percorso di recupero. Fuori dai convocati anche il giovane Rouhi.

Obiettivo: quarta vittoria consecutiva

Con questi due rientri eccellenti, la Juventus si presenta a Verona con una rosa quasi al completo e ricca di alternative, condizione ideale per affrontare un avversario ostico come l’Hellas. L’obiettivo è chiaro: conquistare la quarta vittoria consecutiva in campionato e mantenere il passo delle dirette concorrenti nella corsa scudetto.

La sfida del Bentegodi si preannuncia intensa, con la squadra di Tudor determinata a dare continuità ai risultati positivi e a confermare il proprio stato di forma, sfruttando al meglio il rientro di due pedine fondamentali.

Cagliari, Borrelli: «Pisacane mi chiede di dare tutto e di non avere rimpianti. Vi dico chi è il mio idolo…»

Cagliari, le dichiarazioni di Borrelli: «Pisacane mi chiede di dare tutto e di non avere rimpianti. Vi dico chi è il mio idolo…». Le parole

Nel corso di una recente intervista concessa a SportMediaset, Gennaro Borrelli, attaccante classe 2000 del Cagliari Calcio, ha affrontato diversi temi legati alla sua carriera e al momento che sta vivendo con la maglia rossoblù. Il centravanti originario di Campobasso, arrivato in Sardegna per dare peso e fisicità al reparto offensivo, ha parlato delle richieste del tecnico Fabio Pisacane e del calciatore che considera il suo punto di riferimento.

Le richieste di Fabio Pisacane

Fabio Pisacane, ex difensore con oltre 150 presenze tra Serie A e Serie B e oggi allenatore del Cagliari, ha chiesto a Borrelli di essere più incisivo sotto porta, migliorando la fase di finalizzazione. Il tecnico, noto per il suo approccio pragmatico e diretto al gioco, punta a sfruttare al massimo le qualità fisiche e la determinazione dei suoi attaccanti. Borrelli, forte di un fisico imponente (1,94 m) e di una spiccata attitudine al duello, si trova così a dover rispondere a queste sollecitazioni, con l’obiettivo di diventare un punto di riferimento costante per l’attacco rossoblù. “Mi sento pronto a raccogliere la sfida”, ha dichiarato, sottolineando la volontà di seguire gli insegnamenti del mister per crescere partita dopo partita.

L’idolo di Borrelli: Edin Dzeko

Durante l’intervista, l’attaccante molisano ha rivelato di ispirarsi a Edin Dzeko, centravanti bosniaco attualmente in forza al Fenerbahçe e con un passato di successo in Serie A con Roma e Inter. Borrelli ha elogiato la capacità di Dzeko di essere decisivo in ogni match e la sua mentalità vincente, qualità che cerca di replicare nel proprio percorso professionale. L’attenzione ai dettagli, la costanza negli allenamenti e la freddezza sotto porta sono, secondo Borrelli, elementi fondamentali per arrivare ad alti livelli.

Prospettive future

La carriera di Gennaro Borrelli è ancora in piena fase di sviluppo, ma le sue parole e il suo atteggiamento lasciano intravedere un futuro promettente. Continuando a lavorare sulle indicazioni di Pisacane e traendo ispirazione da campioni come Dzeko, il giovane attaccante potrebbe compiere il salto di qualità necessario per affermarsi come una pedina fondamentale nel progetto tecnico del Cagliari.

PAROLE – «Mister Pisacane mi chiede di dare tutto e di non avere rimpianti alla fine della partita, lui sa da dove sono partito. Vuole che dia tutto quello che ho e che io abbia voglia di migliorarmi sempre. Idolo? Mi è sempre piaciuto Dzeko, crescendo poi – guardando lo partite – cercavo di trovare gli attaccanti con le mie stesse caratteristiche per cercasre di rubargli qualcosa».

Manchester United in crisi: incontro tra Jim Ratcliffe e Ruben Amorim per salvare la stagione

Manchester United in crisi: incontro tra Jim Ratcliffe e Ruben Amorim per salvare la stagione dei Red Devils! Le ultimissime

Momento delicatissimo in casa Manchester United. Il co-proprietario del club, Sir Jim Ratcliffe, imprenditore britannico e presidente del gruppo INEOS, si è recato al centro sportivo di Carrington per un faccia a faccia con Ruben Amorim, allenatore portoghese di 40 anni, con l’obiettivo di trovare soluzioni a un avvio di stagione disastroso.

Arrivato a novembre 2024 dopo l’addio di Erik ten Hag, Amorim – ex tecnico dello Sporting Lisbona, noto per il suo calcio offensivo e organizzato – non è ancora riuscito a invertire la rotta. La stagione 2025-2026 è iniziata nel peggiore dei modi: una sola vittoria in campionato, ottenuta in extremis contro il neopromosso Burnley, e una clamorosa eliminazione dalla Carabao Cup per mano del Grimsby Town, formazione di League Two (quarta divisione inglese).

Nonostante un mercato estivo da 214 milioni di sterline, con innesti di spessore come l’attaccante brasiliano Matheus Cunha e il ritorno in rosa di Mason Mount, i nuovi acquisti non hanno ancora inciso. Le lacune in attacco e in difesa restano evidenti, e la squadra fatica a concretizzare le occasioni create, come dimostrato dal pesante 3-0 subito nel derby contro il Manchester City.

Secondo fonti vicine al club, Ratcliffe avrebbe ribadito ad Amorim la fiducia della proprietà, ma con un obiettivo chiaro: centrare la qualificazione alle coppe europee. Un traguardo che, allo stato attuale, appare complesso ma non impossibile, considerando il potenziale della rosa.

Amorim, però, non sembra intenzionato a snaturare il proprio credo calcistico. In conferenza stampa ha dichiarato: «Capisco le critiche e le accetto. Quando vorrò cambiare la mia filosofia, lo farò. Altrimenti sono gli altri che devono adattarsi». Parole che confermano la volontà di proseguire sulla stessa linea tattica, nonostante le pressioni.

Con la Premier League già in salita e il malumore crescente tra i tifosi, il Manchester United si trova davanti a settimane decisive. La sfida sarà trovare un equilibrio tra risultati immediati e progetto a lungo termine, per evitare che la stagione si trasformi in un nuovo fallimento sportivo.

Marsiglia, De Zerbi soddisfatto: «Rosa rinforzata, Pavard e Aubameyang faranno la differenza»

Marsiglia, il tecnico De Zerbi soddisfatto: «Rosa rinforzata, Pavard e Aubameyang faranno la differenza». Le sue dichiarazioni

L’Olympique Marsiglia si prepara al prossimo Le Classique contro il Paris Saint-Germain con rinnovata fiducia. Il tecnico Roberto De Zerbi, allenatore italiano noto per il suo calcio offensivo e organizzato, ha sottolineato come la squadra sia profondamente cambiata rispetto alla scorsa stagione, diventando più solida e competitiva.

Una squadra trasformata

«Al Bernabéu non eravamo gli stessi dell’anno scorso al Vélodrome contro il PSG. Quest’anno ho una squadra forte: Nayef Aguerd (difensore centrale marocchino), Benjamin Pavard (ex Inter e campione del mondo 2018 con la Francia), Pierre-Emerick Aubameyang (attaccante gabonese ex Arsenal e Barcellona), Amine Gouiri (talento offensivo francese)… e tanti altri giocatori esperti», ha dichiarato De Zerbi. Dopo la sconfitta di misura contro il Real Madrid all’esordio in Champions League, il tecnico è convinto che l’OM abbia acquisito la maturità necessaria per competere ai massimi livelli.

Mentalità e identità di gioco

Per De Zerbi, il passo successivo è consolidare un “linguaggio universale” in campo: uno spirito di gioco condiviso e una mentalità vincente. «Dobbiamo migliorare nel gioco e nella mentalità. È un percorso, ma spero di raggiungere presto questo obiettivo», ha spiegato. L’allenatore punta a creare un’identità collettiva che vada oltre le individualità.

Arma in più: i calci piazzati

Il Marsiglia potrà contare anche sulla pericolosità sui calci piazzati. Con tiratori precisi come Mason Greenwood (attaccante inglese), Gouiri e Aubameyang, e con specialisti del gioco aereo come Pavard, l’OM può sfruttare al meglio le situazioni da corner. De Zerbi ha citato anche Leonardo Balerdi (difensore argentino), invitandolo a essere più incisivo nelle palle inattive.

Pavard, dall’Inter al Marsiglia

Prima di approdare in Ligue 1, Pavard ha vissuto un’esperienza importante in Serie A con l’Inter, dove si è distinto per solidità difensiva e capacità di inserirsi in attacco. In nerazzurro è stato un punto di riferimento della retroguardia, contribuendo a rafforzare il reparto prima del trasferimento in Francia. La sua esperienza internazionale sarà un fattore chiave nella sfida contro il PSG.

Con una rosa rinforzata e un’identità in costruzione, il Marsiglia di De Zerbi si presenta al Le Classique con l’obiettivo di mettere in difficoltà i campioni di Francia e confermare la propria crescita.

Udinese Milan, il rebus a centrocampo: Fofana o Loftus-Cheek accanto a Modric e Rabiot? Il dubbio di Allegri

Udinese Milan, il rebus a centrocampo: Fofana o Loftus-Cheek accanto a Modric e Rabiot? Il dubbio del tecnico rossonero Max Allegri

Nel Milan che si prepara alla sfida di Serie A contro l’Udinese, resta un solo nodo da sciogliere in mezzo al campo. Con Luka Modric – regista croato di classe mondiale, maestro nella gestione dei tempi di gioco – e Adrien Rabiot – mezzala francese di grande fisicità e intelligenza tattica – considerati titolari inamovibili, l’attenzione si concentra sul ballottaggio tra Youssouf Fofana e Ruben Loftus-Cheek.

Due profili opposti per un’unica maglia

La scelta di Massimiliano Allegri, tecnico livornese noto per il suo pragmatismo e la capacità di leggere le partite, non sarà un semplice turnover, ma una decisione strategica che potrebbe indirizzare l’andamento del match.

Youssouf Fofana, centrocampista francese classe 1999, è un mediano dinamico e disciplinato. La sua forza sta nella fase di interdizione: recupera palloni, protegge la difesa e garantisce equilibrio. Inserirlo dal primo minuto significherebbe puntare su solidità e compattezza, ideale in una gara in cui il controllo del centrocampo e la protezione della retroguardia potrebbero essere determinanti.

Ruben Loftus-Cheek, inglese del 1996, è invece una mezzala potente e tecnica, capace di strappare palla al piede e inserirsi con tempismo in area avversaria. La sua presenza darebbe al Milan un’impronta più offensiva, aumentando l’imprevedibilità e la capacità di creare superiorità numerica tra le linee. Con lui in campo, i rossoneri potrebbero alzare il baricentro e mettere maggiore pressione sulla difesa friulana.

Un bivio tattico per Allegri

La decisione finale di Allegri sarà indicativa dell’approccio scelto:

  • Fofana per un Milan più prudente, organizzato e attento alla fase difensiva.
  • Loftus-Cheek per una squadra aggressiva, proiettata in avanti e pronta a sfruttare ogni occasione offensiva.

Implicazioni per la partita

In un campionato sempre più equilibrato, ogni dettaglio può fare la differenza. La scelta del terzo centrocampista non influenzerà solo la fase iniziale del match, ma anche le possibili mosse a gara in corso. Contro un’Udinese solida e difficile da affrontare, il Milan dovrà trovare il giusto mix tra protezione e spinta offensiva per conquistare tre punti fondamentali nella corsa alla vetta.

Juve, Vlahovic tra mancato addio e rinnovo in stallo: tutti i retroscena e le prospettive

Juve, Vlahovic tra mancato addio e rinnovo in stallo: tutti i retroscena e le prospettive. Le ultimissime notizie

Il legame tra Dusan Vlahovic e la Juventus sembra ormai giunto al capolinea. L’attaccante serbo classe 2000, arrivato a Torino nel gennaio 2022 dalla Fiorentina per oltre 70 milioni di euro, è considerato da Igor Tudor – tecnico croato subentrato in panchina e noto per il suo calcio aggressivo – il “centravanti ideale” per caratteristiche tecniche e fisiche. Tuttavia, la realtà economica del club bianconero sta tracciando un destino diverso.

Nessun accordo per il rinnovo

Come riportato da Gazzetta.it e analizzato dal giornalista Giovanni Albanese, negli ultimi 18 mesi non si sono mai create le condizioni per un rinnovo di contratto. La situazione è ormai arrivata a un punto di non ritorno: a partire da gennaio, l’entourage del giocatore – guidato dall’agente Darko Ristic – sarà libero di trattare con altri club senza passare dalla Juventus. Un rischio enorme per la società, che potrebbe perdere a parametro zero un investimento pesante sia dal punto di vista economico che tecnico.

I retroscena di mercato

Durante l’ultima sessione estiva, Vlahovic avrebbe preso in considerazione solo poche destinazioni di alto profilo. Il sogno restava la Liga spagnola, con Barcellona e Real Madrid in cima alla lista dei desideri. Più tiepido l’interesse verso la Premier League, nonostante le avances del Newcastle United. In Italia, un tentativo concreto è arrivato dal Milan, ma l’offerta economica non è mai stata ritenuta all’altezza dalle parti coinvolte.

Un addio sempre più probabile

Salvo clamorosi colpi di scena, la prossima estate segnerà la fine dell’avventura di Vlahovic in bianconero. L’agente Ristic sarà protagonista di una vera e propria asta internazionale, con diversi top club pronti a contendersi il bomber serbo. Per la Juventus, la prospettiva di perdere un giocatore di 24 anni, nel pieno della maturità calcistica, senza alcun ritorno economico rappresenta una beffa pesante.

La stagione in corso potrebbe dunque essere l’ultima di Vlahovic a Torino. Tudor continuerà a puntare su di lui per inseguire gli obiettivi sportivi, ma il futuro sembra già scritto: il centravanti che avrebbe dovuto guidare l’attacco bianconero per anni è destinato a cambiare maglia.

Sassuolo, Walukiewicz in dubbio per la sfida con l’Inter: ecco le opzioni di Grosso

Sassuolo, Walukiewicz in dubbio per la sfida con l’Inter: ecco le opzioni del tecnico neroverde Fabio Grosso

Il Sassuolo di Fabio Grosso, tecnico campione del mondo 2006 e alla prima stagione sulla panchina neroverde, si prepara a una delle trasferte più impegnative del campionato: la sfida di San Siro contro l’Inter, valida per la 4ª giornata di Serie A. L’attenzione in casa emiliana è però rivolta alle condizioni fisiche di Sebastian Walukiewicz, difensore polacco classe 2000, arrivato in estate e recentemente adattato dal mister al ruolo di terzino destro.

Secondo quanto riportato da SassuoloNews.net, Walukiewicz è uscito all’intervallo dell’ultima gara di campionato — il successo per 1-0 contro la Lazio — a causa di un problema fisico non meglio specificato. La sua presenza contro i nerazzurri è in forte dubbio. Grosso spera di recuperarlo, ma sta già valutando le alternative in caso di forfait.

Le possibili soluzioni di Grosso

Il sostituto naturale sarebbe Woyo Coulibaly, terzino destro francese classe 1999, rientrato in Serie A dal Leicester City nelle ultime ore del mercato estivo. Giocatore rapido e fisicamente strutturato, Coulibaly garantirebbe copertura difensiva e spinta sulla fascia, caratteristiche fondamentali per affrontare un avversario del calibro dell’Inter.

Un’altra opzione, già sperimentata nel precampionato, è l’adattamento di Edoardo Iannoni, centrocampista centrale classe 2001, ex Perugia. Mezzala dinamica e dotata di buona corsa, Iannoni ha ricoperto il ruolo di terzino destro in situazioni di emergenza, offrendo prestazioni discrete. Tuttavia, schierarlo dal primo minuto in una gara di altissimo livello come quella di San Siro potrebbe rappresentare una scelta rischiosa.

Un test di maturità per il Sassuolo

La partita contro l’Inter sarà un banco di prova importante per il Sassuolo, che dovrà dimostrare solidità difensiva e capacità di adattamento. L’eventuale assenza di Walukiewicz costringerebbe Grosso a rivedere i piani tattici, puntando su soluzioni alternative per arginare le offensive nerazzurre.

Con il campionato ancora alle prime battute, la gestione delle risorse e la capacità di reagire agli imprevisti saranno decisive per il percorso dei neroverdi. Le prossime ore chiariranno se Walukiewicz potrà essere della partita o se toccherà a Coulibaly — o in extremis a Iannoni — affrontare l’arduo compito di presidiare la fascia destra contro una delle squadre più in forma della Serie A.

Runjaic: «All’Udinese serve coraggio e attenzione. Sugli infortuni dico…»

Udinese, Runjaic pronto alla sfida col Milan: «Servirà coraggio e attenzione»

Alla vigilia della sfida contro il Milan, in programma sabato alle 20:45 al Bluenergy Stadium, il tecnico dell’Udinese, Kosta Runjaic, ha parlato in conferenza stampa, analizzando il momento della squadra friulana e le insidie dell’incontro contro una delle formazioni più attrezzate del campionato.

«Abbiamo giocato solo l’8% delle partite stagionali – ha esordito Runjaic – ma il cammino dell’Udinese fin qui è stato positivo. La squadra è concentrata, lavora bene e sa che affrontare il Milan è una grande occasione. Non sarà facile, ma vogliamo fare una prestazione importante davanti ai nostri tifosi».

Il tecnico ha sottolineato quanto sia fondamentale mantenere equilibrio e costanza: «L’obiettivo è evitare alti e bassi. L’anno scorso abbiamo avuto ottimi momenti ma anche cali. Ora dobbiamo restare umili, giocare partita dopo partita con l’ambizione di vincere. Il Milan ha cambiato tanto, con un tecnico esperto come Allegri e giocatori come Modric e Rabiot che portano qualità e leadership».

Sulla formazione, Runjaic ha preferito non sbilanciarsi: «Tutti i giocatori sono a disposizione, anche Bayo e Lovric stanno recuperando bene. Abbiamo una rosa profonda, sarà importante sfruttarla nel modo giusto, soprattutto con tre gare ravvicinate in una settimana».

Parole positive anche per i nuovi arrivati. Su Miller, ha detto: «Ha talento, ma serve pazienza. Sta crescendo e stiamo seguendo con attenzione il suo inserimento». Su Zaniolo: «Sta lavorando bene, ma ha bisogno di minuti per trovare la condizione. Potrebbe trovare spazio in Coppa Italia».

Tra i singoli, Runjaic ha parlato anche di Ekkelenkamp e Kristensen: «Ekkelenkamp ha qualità, ha solo bisogno di tempo per ritrovare il ritmo dopo un infortunio. Kristensen, invece, è diventato un punto fermo dell’Udinese. È maturato molto, ed è bello vedere che si parli di lui in ottica Milan: segno che stiamo facendo bene».

Sul prossimo impegno: «Affrontare il Milan sarà una prova di maturità. Allegri è un tecnico che cura ogni dettaglio. La sua squadra è compatta, disciplinata, e sa essere letale. Noi però vogliamo giocarcela a viso aperto, con coraggio».

L’Udinese di Runjaic è pronta: il Milan è un ostacolo alto, ma anche un’occasione per misurare le proprie ambizioni.

Italiano sicuro: «Bologna, ecco quale sarà l’approccio per vincere contro il Genoa»

Bologna, Italiano in conferenza: «Contro il Genoa servirà un approccio diverso»

Alla vigilia della sfida tra Bologna e Genoa, valida per la quarta giornata di Serie A 2025/26, l’allenatore rossoblù Vincenzo Italiano ha parlato in conferenza stampa dal centro tecnico Niccolò Galli, in vista della gara di sabato 20 settembre alle ore 15 allo stadio Renato Dall’Ara.

Il tecnico del Bologna ha analizzato il momento della squadra, reduce dalla sconfitta contro il Milan: «Siamo solo alla terza giornata, ma abbiamo già individuato dove migliorare. Rispetto alla gara con il Como abbiamo fatto passi avanti, ma ci è mancata la brillantezza offensiva e la velocità nel palleggio. Domani con il Genoa dovremo essere più rapidi e concreti negli ultimi metri».

Italiano ha poi parlato dell’inserimento dei nuovi acquisti: «Stiamo lavorando ogni giorno per integrare i nuovi nel sistema di gioco del Bologna. I ragazzi sono intelligenti e volenterosi, e sono certo che presto raccoglieremo i frutti di questo lavoro, come accadde lo scorso anno con Ndoye».

Sul Genoa, prossimo avversario del Bologna, il tecnico ha le idee chiare: «È una squadra aggressiva, che pressa alta e gioca con intensità. Sarà una gara diversa da quella di Milano. Ho detto ai ragazzi che servirà partire forte e con determinazione».

Riguardo ad alcuni singoli, Italiano ha parlato di Dominguez: «Non deve migliorare nulla, deve solo farsi trovare pronto. So che sta vivendo un momento difficile, ma tornerà a fare la differenza. Lo stiamo stimolando a tornare dentro l’area e chiudere le azioni».

Buone notizie dall’infermeria per il Bologna: «Miranda sta bene, ha recuperato. Holm ha fatto il secondo allenamento con il gruppo ed è convocabile. Rowe si sta adattando e ha qualità importanti, può darci molto».

Infine, sull’attaccante Dallinga: «Troverà spazio, se non domani nelle prossime. Il calendario è fitto e tutti i ragazzi avranno occasioni per dimostrare il loro valore».

Conclude così un Vincenzo Italiano determinato, pronto a guidare un Bologna che vuole tornare a fare punti e ritrovare brillantezza, davanti ai suoi tifosi al Dall’Ara.

Allegri carica il Milan: «Abbiamo bisogno di continuità. Questi giocatori devono essere decisivi»

Milan, Allegri suona la carica: «Con l’Udinese serve continuità. È una delle quattro gare chiave della stagione»

Alla vigilia di Udinese-Milan, valida per la quarta giornata di Serie A, Massimiliano Allegri si è presentato in conferenza stampa per analizzare il momento della sua squadra. La sfida si giocherà domani sera alle 20:45 al BluEnergy Stadium di Udine.

Il tecnico del Milan, che non sarà in panchina a causa della squalifica, ha subito sottolineato l’importanza dell’appuntamento: «Affrontiamo una squadra fisica e ben organizzata. Sarà un test importante per capire se siamo sulla strada giusta. Abbiamo vinto due partite, ma questo non basta: dobbiamo trovare continuità».

Parlando della crescita della squadra, Allegri è rimasto cauto: «Non siamo guariti solo per due vittorie. Domani bisognerà accendere l’interruttore sin dal primo minuto. Le partite chiave in una stagione sono quattro: questa è una di quelle. Serviranno compattezza e lucidità».

Il tecnico ha poi fatto il punto sugli infortunati: «Leao non sarà disponibile per il Lecce, ma speriamo di averlo col Napoli. Maignan è pronto, tornerà in campo martedì. Pulisic sta bene, vedrò se farlo partire titolare o inserirlo a gara in corso».

Tra gli aspetti tattici affrontati, Allegri ha sottolineato l’importanza dell’equilibrio: «Non è solo una questione di moduli, ma di atteggiamento. Fofana, Loftus, Rabiot… tutti devono contribuire anche in zona gol. Serve che anche centrocampisti e difensori diano il loro apporto realizzativo».

In merito all’assenza per squalifica, Allegri ha ironizzato: «Sbaglio io che mi arrabbio, ma non sempre si può restare calmi. Sul VAR dico che ha migliorato il calcio, ma resta uno strumento soggettivo».

Sui singoli, parole positive per Gimenez («Sta bene, farà gol»), Modric («Un Pallone d’Oro, umile e determinante»), Ricci («Cresce ogni giorno»), e Saelemaekers («Ha tenuto equilibrio mentale per tutta la partita col Bologna»).

Infine, un pensiero sul percorso stagionale del Milan: «Questo è un ambiente dove serve equilibrio. La normalità al Milan deve essere vincere, non il contrario. La squadra sta acquisendo spirito e responsabilità. Dobbiamo fare ancora tanti punti, ma siamo sulla strada giusta».

Conferenza stampa Tudor pre Verona Juve: «Kelly? Tanta scorrettezza nei giudizi di questo ragazzo. Di Gregorio è il primo portiere. Vlahovic…»

Conferenza stampa Tudor pre Verona Juve: le sue dichiarazioni alla vigilia del match della 4ª giornata di Serie A 2025/26

(Andrea Bargione inviato all’Allianz Stadium) – Dopo la rocambolesca vittoria contro l’Inter, la Juve di Igor Tudor scende in campo al Bentegodi nel quarto match della Serie A 2025/26. Bianconeri che sfidano il Verona di Zanetti.

Nel giorno di vigilia, venerdì 19 settembre, Igor Tudor parla in conferenza stampa alle 14.00 per presentare il match davanti ai media. Calcionews24 ha seguito LIVE le sue parole.


COME STA SQUADRA – «Due partita dietro, dimenticate, c’è grande focus, sarà la terza, ma non ci sono alibi o scuse. Dobbiamo prendere quello che dobbiamo prendere»

ZHEGROVA O CONCEICAO HANNO MINUTAGGIO LUNGO – «No, vedremo cosa fare, ci sono tante soluzioni, tanti giocatori che stanno bene. C’è da fare una programmazione giusta per la partita».

GOL SUBITI – «Dipende il discorso dei gol subiti, non serve fare processi. Bisogna vedere partita per partita. Dipende da tanti discorsi, abbiamo giocato contro squadre top»

BREMER – «Vengono tutti domani, sono tutte partita importanti e vogliono tutti giocare. Bremer c’è»

KELLY  «C’è stata tanta scorrettezza nei giudizi di questo ragazzo. In 5/6 mesi ha sempre fatto bene, sono serviti due gol per far dire che sta facendo bene. Non c’è stata correttezza, bisogna avere obiettivi di valutare senza etichette. Da quando sono arrivata ha fatto benissimo, è umile, ha gamba, è serio, è giovane. Si è guadagnato tutto da solo e deve continuare così».

SCUDETTO – «Mi sento inferiore ad altri colleghi? Non mi interessa niente. Io sono l’allenatore, sono concentrato su questa squadra, paragoni tra squadre mentre quelli singoli non ha senso. Sono gusti anche, nel mio passato e quando non alleno leggo i giornali cosi vedo i commenti. Quando si critica e forte ma bisogna vivere tranquilli. Le opinioni vivono molto veloci, non tutto è bianco o nero».

DI GREGORIO – «Ci saranno turni di riposo, stessa cosa che vale per Kelly. Lui è un buon portiere ed è il primo portiere. Poi io guardo tante partite, ogni partita ci sono portieri di livello e che sbagliano. 7 gol con lui non c’entra niente, forse con lui»

CHE PARTITA SARA’ – «Si vince con la testa e con la voglia questa partita. Possiamo vincere, se ci abbassiamo però soffriamo. Serve una partita pazzesca, senza alibi».

VLAHOVIC-LOCATELLI – «Sono d’accordo di tutti questi esempi come il caso di Locatelli-Vlahovic, vogliono fare bene la stagione in molti»

ADZIC – «Sta bene ed è pronto a dare una mano».

VLAHOVIC – «Lui sta bene ed è lucido, sono dettagli tutti importanti. Elabora bene e lavora con la testa»

SORPRESO DA COME LA SQUADRA HA RECUPERATO LE PARTITE – «Son sempre sorpreso, ogni partita è una conferma di quello che tu vuoi ottenere, è un organismo vivo, bisogna annusarlo tutti i giorni. Poi escono queste due partite dopo due in cui c’è stato 1-0, 2-0, inspiegabile e incontrollabile. C’è stata la sosta per le Nazionali, ci son tanti fattori che non puoi fare niente. Esce quella voglia che è stata una cosa che abbiamo dentro, questa mentalità, questo c’è nel gruppo e bisogna mantenerlo sempre. Sorpreso non è la parola giusta per la mia sensazione».

CABAL – «Sì, sta crescendo, ci tengo tanto a lui, può fare due o tre ruoli. L’ultima non ha partecipato, conto tanto su di lui nell’annata».

TORNARE A VERONA – «Bellissima esperienza in una città meravigliosa, un’annata particolare dove mi sono divertito e abbiamo fatto bene. Ringrazio il presidente che ha parlato bene di me, con lui e D’Amico abbiamo fatto una bellissima annata»

Fiorentina, ecco il piano di Pioli per rilanciare Fagioli

Fiorentina, ecco il piano di Pioli per rilanciare Fagioli. Il tecnico viola vuole alleggerire il suo playmaker dalla troppe pressioni

Sotto la lente d’ingrandimento del Corriere Fiorentino finisce il momento delicato di Nicolò Fagioli. Il talento ex Juventus, arrivato a Firenze con grandi aspettative, sta attraversando una fase di appannamento, e il tecnico Stefano Pioli studia le contromosse per rigenerarlo in vista della delicata sfida di domenica contro il Como.

La soluzione individuata potrebbe passare da un riassetto tattico del centrocampo, una mossa pensata tanto per l’equilibrio della squadra quanto per il recupero psicologico e tecnico del giocatore. L’idea è quella di promuovere Hans Nicolussi Caviglia nel ruolo di regista, affidandogli le chiavi della manovra. Questa scelta, di conseguenza, permetterebbe a Fagioli di traslocare nella sua posizione originaria di mezzala. Un ritorno a compiti più dinamici e meno gravosi dal punto di vista della costruzione, che avrebbe il duplice scopo di alleggerire il peso delle pressioni e delle aspettative che attualmente gravano su di lui.

Liberato dai doveri primari di impostazione, Fagioli potrebbe ritrovare la brillantezza, l’estro e la capacità di inserimento che avevano convinto la Fiorentina a investire su di lui una cifra importante, vicina ai 20 milioni di euro. Un investimento che il club ha tutto l’interesse a proteggere e valorizzare.

La partita contro il Como, inoltre, non è da sottovalutare. Nonostante sia una neopromossa, la squadra lombarda è considerata da molti addetti ai lavori una vera e propria forza emergente del campionato, con le potenzialità per inserirsi nella corsa a un posto in Europa. Giocatori di qualità come Nico Paz rappresentano un pericolo offensivo concreto. Per questo, la Fiorentina dovrà dimostrare sul piano del gioco di essere superiore a un avversario ambizioso e organizzato. La sfida di domenica, quindi, diventa un banco di prova cruciale: per la squadra, chiamata a confermare le proprie ambizioni, e per Fagioli, che ha l’occasione di iniziare un nuovo capitolo della sua avventura in viola, lasciandosi alle spalle le difficoltà recenti.

Indagine segreta ultras: la Procura di Roma ha già ascoltato 4 giocatori della Lazio

Indagine segreta ultras: la Procura di Roma ascolta 4 giocatori della Lazio. L’intenzione degli inquirenti è quella di parlare con mezza squadra

Sull’onda lunga dell’inchiesta “Doppia Curva”, che ha scosso il mondo ultras di Milan e Inter, un nuovo, importante capitolo giudiziario si apre nella Capitale. La procura di Roma, infatti, ha acceso i propri fari sul complesso e talvolta opaco rapporto tra calciatori e tifo organizzato, avviando un’indagine per fare luce su eventuali episodi di minacce e pressioni esercitate da frange estreme della tifoseria. Nel mirino degli inquirenti è finito l’ambiente biancoceleste, con le forze dell’ordine che si sono già mosse concretamente.

Come riportato dal quotidiano Domani, nei giorni scorsi i carabinieri della Capitale hanno convocato e ascoltato quattro calciatori di primo piano legati alla Lazio. Si tratta dell’ex capitano Ciro Immobile, oggi in forza al Bologna, e dei giocatori attualmente in rosa Alessio Romagnoli, Ivan Provedel e Luca Pellegrini. È fondamentale precisare che i quattro non sono indagati, ma sono stati sentiti in qualità di “persone informate sui fatti”, ovvero testimoni potenzialmente a conoscenza di dinamiche e situazioni rilevanti per l’inchiesta.

Gli interrogatori sono stati tutt’altro che una formalità: alcuni si sono protratti per oltre un’ora, segno della delicatezza e della profondità delle domande poste dagli investigatori. Durante i colloqui, ai calciatori sono state mostrate diverse fotografie, un metodo utilizzato per cercare di ottenere riscontri su persone o eventi specifici. Nonostante l’insistenza degli inquirenti, però, le prime indiscrezioni che filtrano suggeriscono un sostanziale stallo: pare che i giocatori non abbiano rivelato elementi significativi o confermato le ipotesi accusatorie.

Questa apparente reticenza, tuttavia, non ha scoraggiato la procura antimafia, che ha dimostrato di voler andare fino in fondo. Lungi dal considerare chiuso il caso, gli inquirenti hanno deciso di alzare il tiro: il prossimo passo sarà quello di convocare e ascoltare metà della rosa della Lazio. Una mossa che testimonia la determinazione a squarciare il velo su possibili intimidazioni e a fare piena luce su una vicenda che getta un’ombra preoccupante sul calcio romano. L’inchiesta è solo all’inizio.

Calciomercato: derby Milan-Inter per il portiere del futuro

Calciomercato: derby Milan-Inter per il portiere del futuro. I due club pensano rispettivamente al dopo Maignan e al dopo Sommer

Elia Caprile è finito nel mirino delle due big di Milano. Secondo quanto riportato da Tuttosport, il giovane portiere del Cagliari è attentamente monitorato dagli scout di Milan e Inter, entrambe alla ricerca di un nuovo estremo difensore per la prossima stagione. La situazione contrattuale dei due titolari, Mike Maignan per i rossoneri e Yann Sommer per i nerazzurri, impone infatti riflessioni sul futuro: entrambi sono in scadenza di contratto al termine dell’attuale stagione e, ad oggi, i rispettivi rinnovi non sono ancora stati formalizzati.

Caprile, classe 2001, è uno dei profili più interessanti tra i giovani portieri italiani. Dopo essere cresciuto calcisticamente nelle giovanili del Bari e aver fatto esperienza anche all’estero, ha vissuto una stagione da protagonista lo scorso anno al Napoli (pur senza scendere in campo) e in estate è stato riscattato dal Cagliari per circa 8 milioni di euro. L’investimento dei sardi ha subito trovato riscontro sul campo: Caprile ha mostrato personalità, riflessi e buona tecnica di base, attirando l’interesse di diversi club di Serie A, tra cui anche il Torino, che aveva provato a prenderlo prima della chiusura dell’ultima sessione estiva.

Il presidente del Cagliari, Tommaso Giulini, però, ha fatto muro. Per lui, Caprile vale almeno 20 milioni di euro, cifra ritenuta congrua considerando l’età, la prospettiva e le recenti valutazioni di mercato per i portieri italiani. Una cifra che non ha spaventato Milan e Inter, entrambe decise a cautelarsi in vista delle possibili evoluzioni nei rispettivi reparti arretrati.

Per il Milan, Caprile rappresenterebbe un’alternativa giovane ma già pronta in caso di addio di Maignan, attratto dalle sirene della Premier League. L’Inter, invece, guarda al futuro considerando l’età avanzata di Sommer, che a 36 anni sta disputando una buona stagione ma non può essere il titolare a lungo termine.

Il duello è appena cominciato. Caprile osserva da Cagliari, dove intanto continua a crescere e a parare. Ma il suo nome è ormai appuntato in cima alle agende di mercatodelle due milanesi. E a gennaio o in estate, potrebbe davvero aprirsi l’asta.

Torino, Asllani svela: «Credo nel progetto Torino. Scudetto con l’Inter? Ecco cosa ho provato. E con Calhanoglu…»

Kristjan Asllani si racconta, dal passato all’Inter, la nazionale albanese, la responsabilità, la scelta del Torino e tanto altro ancora, le sue parole

Kristjan Asllani è senz’ombra di dubbio uno degli acquisti ad aver suscitato maggior interesse della passata sessione di calciomercato del Torino. Approdato all’ombra della Mole per colmare una delle (forse la principale) lacune nello scacchiere nelle mani di Marco Baroni: il play in mezzo al campo. Toccherà infatti al talento albanese brandire le redini della manovra granata nel corso della stagione appena iniziata. In attesa di far parlare il campo Asllani ha scelto di dar voce ai ricordi, le emozioni e le ambizioni nel corso dell’ultima intervista rilasciata sul portale YouYube del club calcistico piemontese. Sentiamo alcuni dei passaggi più interessanti: 

PERCHE’ ASLLANI HA SCELTO IL TORINO – «Sono voluto venire al Toro sinceramente, perché credevo in questo progetto! Mi hanno voluto fortemente anche loro, quindi per me è stata una scelta facile. Però, è anche vero che…sono stati giorni molto stressanti perché il mercato è veramente difficile. Perchè ovviamente ero all’Inter…quindi ho avuto tante offerte. All’inizio ho avuto anche paura di decidere subito di andare via, perché volevo avere un progetto tecnico che mi aiutasse soprattutto. Perché avevo bisogno di giocare e quindi ho avuto tante proposte… Mi sono preso tutta la calma del mondo però alla fine è stato molto rischioso perché ovviamente negli ultimi giorni si fa sempre più difficile. Infatti poi sono contento che sono voluto dove volevo». 

COSA L’HA CONVINTO – «È stato molto importante il pressing del presidente (Urbano Cairo, ndr), del direttore (Davide Vagnati, ndr) e dell’allenatore (Marco Baroni, ndr). Sono molto contento perché ho visto che veramente loro ci tenevano in me, credevano in me. Quindi come ho detto, è il progetto che volevo, ero contento, ho visto la mia famiglia contenta…quindi per me è tutto perfetto!»

RAPPORTO CON L’ALBANIA – «Sono nato in Albania e sono venuto in Italia a due anni. Mio papà è venuto da solo prima, è partito col gommone poi dopo siamo arrivati io e mia mamma. Però l’Albania per me è importantissima perché gioco per la nazionale albanese e veramente i tifosi sono stupendi. Ho un legame bellissimo con tutta l’Albania (ride, ndr). Ho tutti i nonni là, quindi appena ho del tempo vado a trovare i nonni perché ci tengo molto a loro, ci tengo molto alla mia famiglia, quindi per me è troppo importante l’Albania».

LA NAZIONALE E LA PARTITA CON L’ITALIA – «Ho scelto di rappresentare l’Albania perché sono albanese, però diciamo che quella partita contro l’Italia è stata bella. L’ho aspettata tantissimo e non vedevo l’ora di scendere in campo. Ho giocato con i compagni che avevo all’Inter, ho giocato con tanti ragazzi che conoscevo. Quindi è stata una bella emozione anche perchè sapevo che tanti miei amici che stanno nel mio paese in provincia di Pisa, guardavano la partita, quindi è stata un’emozione bellissima!»

IL RAPPORTO CON CALHANOGLU – «Sono stato la prima alternativa a Çalhanoğlu. Il secondo anno diciamo che è stato per me quello più positivo in campo, crescere vicino a lui è stato bellissimo. E’ un ragazzo stupendo, mi ha aiutato tutti i giorni, tutti gli allenamenti, anche fuori dal campo. Mi ha aiutato tantissimo quindi lo ringrazio. Però non solo lui, tutti i ragazzi veramente sono stati importanti per me, per la mia crescita. Adesso mi sento anche più grande come persona e come uomo, quindi sono contento di questo». 

LO SCUDETTO CON L’INTER – «Uno scudetto importantissimo…perché è stato il ventesimo (sorride, ndr). La seconda stella, la festa in pullman, tutti i tifosi in Duomo. Soprattutto anche per un tifoso possiamo dire…una roba impressionante, bellissima, incredibile»

D’Angelo: «Pio Esposito ha mentalità top. È una testardo. Una volta ci litigai perché…»

D’Angelo: «Pio Esposito ha mentalità top. È una testardo. Una volta ci litigai perché…». Le dichiarazioni del tecnico dello Spezia

Luca D’Angelo, allenatore dello Spezia, ha parlato a Tuttosport dell’esordio di Pio Esposito  in Champions League con la maglia dell’Inter.

PARTITA CONTRO L’AJAX – Ho visto certamente la partita, soddisfazione grande averlo avuto con me per circa due anni ed averlo allenato. Mi auguro che raccolga quello che merita. L’effetto? Molto bello, ma anche io in fondo ho sfruttato bene questa possibilità che lui mi ha dato. Gioca al medesimo modo? Probabilmente ogni tanto mi ascoltava. Ogni singolo giocatore, in ogni categoria, penso debba giocare alla stessa maniera, sulle sue qualità, e metterle a disposizione. Lui ha caratteristiche che esalta però con e per il collettivo.

PERCORSO ALLO SPEZIA – «Sì, tanto lavoro quotidiano, alla ricerca di miglioramento. Un esempio su tutto: a un certo punto si era messo in testa che doveva fare gol su punizione, per lui un pezzo fuori catalogo. Si mette lì anche a fine allenamento, provava e riprovava, con una testardaggine unica. Alla fine, in semifinale play off a Catanzaro, fece un gol dalla distanza da fermo incredibile. Ma è migliorato in tante cose, non solo in quello, in un arco di tempo di un anno. Questione di mentalità, ma si vedeva chiaro che era un talento e che aveva grandi prospettive».

UN ANEDDOTO SU PIO – «Insisteva ed esagerava un pò nel rimanere in campo, anche dopo la fine delle sedute, ed aveva un ginocchio mal messo; l’ho ripreso più volte ed abbiamo anche fatto qualche lite. Solo che io sarò anche aitante, ma lo era altrettanto lui, e quindi, contrariamente a quanto facevo con altri, non potevo imporre il fisico. Un giorno gliel’ho anche detto “sei l’unico che non posso minacciare fisicamente” e si mise a ridere».

Gasperini: «Spero che non sia un derby violento, ucciderebbe il calcio»

Gasperini: «Spero che non sia un derby violento, ucciderebbe il calcio». Le dichiarazioni del tecnico della Roma a due giorni dalla gara con la Lazio

A due giorni dal derby della Capitale, che vedrà la sua Roma affrontare la Lazio di Maurizio Sarri, il tecnico giallorosso Gian Piero Gasperini ha concesso un’intervista a DAZN per analizzare i temi della stracittadina e fare il punto sul suo avvio di stagione.

L’allenatore ha subito sottolineato l’importanza di una partita che va oltre i novanta minuti, definendo il peso della rivalità cittadina. «È una partita importante, particolare, alcuni dicono giustamente che è una partita a sé, per quello che si porta dietro nelle settimane successive, in città c’è questa grande rivalità».

Gasperini ha poi lanciato un forte e sentito appello alla serenità, auspicando un clima diverso rispetto alle recenti edizioni del derby, segnate da tensioni e violenza. «Quello che mi auguro è che sia un derby sì combattuto, dove tutti cercheranno di fare il massimo, ma rispetto agli ultimi derby che ci sia un po’ più serenità fuori, prima e dopo le partite. Che prevalga lo sfottò ma che non si sfoci nei termini della violenza, è qualcosa che uccide il calcio».

Non è mancato un pensiero per il suo avversario in panchina, Maurizio Sarri, con cui si rinnova una sfida basata sulla stima reciproca. «Sarà bello incontrarci in questo derby di Roma, noi che ci affrontiamo da tanti anni, sempre con grande rispetto reciproco, sempre con la consapevolezza di incontrare un avversario difficile, una squadra organizzata, una squadra con dei concetti chiari. Mi auguro che venga fuori una partita molto bella per il pubblico, che possa onorare i concetti di entrambi degli allenatori».

Spostando il focus sulla sua squadra, Gasperini ha espresso soddisfazione per questi primi mesi di lavoro. «Sono molto contento di come tutti hanno lavorato in questi primi due mesi, è stato importante stabilire un contatto efficace subito. Per me è sempre stato così, i risultati te li costruisci strada facendo».

Infine, una riflessione sulla sua nuova avventura professionale e sull’intenzione di portare a Roma il suo marchio di fabbrica. «Questa è la mia carriera. È stato così quando ho iniziato nel Crotone, a Genova, Bergamo, ovunque sono stato. I concetti che mi hanno permesso di arrivare fino a questo punto e quindi sono quelli che cercherò di proporre alla Roma anche se ovviamente il calcio va avanti, si aggiorna e bisogna essere sempre attenti a ogni piccolo cambiamento».

Decimo Memorial Don Aldo Rabino, il ricordo che unisce: così il calcio granata (e non solo) in campo per solidarietà – FOTO

L’evento, che ha onorato il ricordo del cappellano del Torino, ha visto in campo ex giocatori e tifosi del Toro contro la Rappresentativa della Padania No Limits, unendo sport, solidarietà e memoria

A dieci anni dalla scomparsa il ricordo di Don Aldo Rabino non sbiadisce. Anzi, se possibile, si rafforza ancora, legando per l’ennesima volta a doppio nodo il mondo dello sport (quello del pallone in modo particolare) con quello della solidarietà. Sabato 13 settembre 2025 l’impianto sportivo CENTROCAMPO, in quel di Via Petrella 40 a Torino, ha ospitato la decima edizione del “MEMORIAL DON ALDO RABINO”. Un evento che ogni anno celebra la figura e la memoria dell’indimenticato cappellano del Torino Calcio, nonché fondatore della storica Associazione O.A.S.I.

Il vero “Top player” della giornata è stato il sentimento di inclusione, protagonista in una partita che ha visto scendere in campo due formazioni a dir poco uniche, portavoci di un messaggio profondo. Da una parte, una selezione di ex giocatori e tifosi del Torino Calcio. Mentre dall’altra la Rappresentativa della Padania No Limits di Calcio Integrato, parte della Padania Football Association, una squadra composta da atleti con disabilità, affiancati da alcuni giocatori normodotati. L’evento ha dimostrato ancora una volta come l’attività sportiva possa agire da ponte, permettendo così di superare ogni barriera e unendo persone accomunate da un’unica grande passione.

La partita, disputata all’insegna del fair play e della consueta correttezza che contraddistingue questa cerimonia, ha regalato tanto spettacolo ed altrettante emozioni. Il campo, un sintetico da 11 ridotto nelle sue dimensioni per l’occasione, ha visto entrambe le squadre impegnate in un match ricco di gol. Nello specifico, il risultato finale ha sorriso alla Padania Fa – No Limits, che si è imposta per ben 7 a 3 contro gli avversari. A mettersi in evidenza tra i marcatori granata sono stati Mammola (autore di una doppietta) e Capra Seb, mentre per la Padania No Limits sono andati a centro Trolese (una tripletta per lui), Nirta (una doppietta), Vada e Gardino Pie.

La manifestazione ha potuto contare anche sulla presenza di numerose figure di assoluto rilievo nel panorama calcistico piemontese, non a caso, profondamente legate al mondo del Torino Calcio. Tra gli ospiti, il “Poeta del Goal” Claudio Sala, storico capitano dello Scudetto del 1975-76 nonchè colonna portante dello scacchiere sabaudo per oltre due lustri di anni; peraltro – doverso sottolinearlo – sempre in prima linea in occasione dei vari Memorial dedicati a Don Aldo che si sono succeduti negli anni. Presente anche il noto cantautore torinese Francesco Trimani, autore di numerosi brani (rigorosamente a tinte granata), alcuni dei quali diventati dei veri e propri ‘inni’ per i supporters, come “Grande Torino” e “A Torino c’è”.

Un ringraziamento particolare è stato rivolto alla disponibilità e alla sensibilità palesata dal signor Piero Volpi, presidente della società A.S.D. CENTROCAMPO, che ha concesso l’impianto per l’incontro. Un plauso necessario anche all’organizzazione di Roberto Capra dell’INDIVIDUAL SOCCER ROBY. Una menzione doverosa infine anche per le società che hanno concesso i propri giocatori alla Rappresentativa della Padania FA – No Limits. Vale a dire: Juventus For One, Torino FD, Terzo Tempo, Insuperabili e Filadelfia Team For Disabled.

In fin dei conti il verdetto partorito dal rettangolo verde del campo da calcio – circostanza più che preziosa nell’attuale panorama del pallone – è passato persino in secondo piano. In favore dello spirito di fratellanza e quello dell’inclusione: il vero cuore di questa indimenticabile giornata che abbiamo brevemente ripercorso. Insomma, manco a dirlo l’appuntamento col “MEMORIAL DON ALDO RABINO” è già fissato per la prossima edizione, quella targata 2026. Il conto alla rovescia per un nuovo tributo a Don Aldo Rabino è iniziato. E voi siete pronti a segnarlo sul caledario?

Setti: «A Tudor non importa dei soldi. Ricordo quando mi strappò il contratto davanti…»

Setti: «A Tudor non importa dei soldi. Ricordo quando mi strappò il contratto davanti…». Le dichiarazioni dell’ex presidente del Verona

Maurizio Setti, ex presidente del Verona, è stato intervistato da Tuttosport di Igor Tudor, attuale allenatore della Juventus che ha condiviso con lui un’esperienza importante a livello sportivo e umano in gialloblù. Ecco tutti i retroscena sul tecnico croato raccontati dal dirigente.

TUDOR – «Penso che Tudor non abbia ancora finito di crescere, ma la Juve è il suo ambiente, farà grandi cose. Lo apprezzo perché sa sdrammatizzare. Un po’ di cazzeggio, a volte, ti fa vedere la realtà in maniera più serena. Mi parlava della Croazia, dei suoi viaggi, del cibo. Aveva una profonda cultura del riposo ed era distaccato dai soldi. Dava importanza alla qualità della vita sua e dei suoi giocatori. Di lui avrò sempre un ricordo speciale. Partiamo da un presupposto: lui è un uomo molto sereno. Vive la vita meglio rispetto ad altri allenatori che ho avuto. A fine anno, quando ci siamo trovati e gli ho spiegato che avrei dovuto cedere i big, lui aveva già il contratto automaticamente rinnovato dopo la salvezza. Io gli dissi: “Ti sconsiglio di restare qui, perché non so quanti giocatori sarà costretto a cedere”. Lui mi ha guardato, mi ha abbracciato e ha strappato il contratto, rinunciando ai soldi. Non lo dimentico. Dopo un mese lo chiama il Marsiglia e gli scrivo: “Dio vede e provvede, la vita ti sta portando in Champions League”. Tudor è un uomo di spessore, una persona rara da trovare nel mondo del calcio».

RAPPORTO COI GIOCATORI – «Lui coi calciatori non è assolutamente intransigente. Anzi, sostiene tutti. E sbraita raramente. Per esempio Juric e Mandorlini si infiammavano molto più facilmente, Igor invece è più riflessivo. Lui, a differenza di altri, sa contare fino a dieci prima di parlare. Non è una cosa da poco».

ALLENAMENTI – «Mi stupiva nella gestione della settimana: rispetto ad altri cercava a volte di far rallentare i ritmi. Non era ossessionato. Aveva capito che la squadra rendeva e lasciava il guinzaglio lungo, non era un martello. D’Amico a volte sperava che la squadra lavorasse di più, lui era abituato a Juric. Poi, però, in campo quel Verona ha fatto cose pazzesche. Ha avuto ragione Tudor nella gestione, per questo penso sia l’allenatore ideale per una grande squadra».

Sampdoria, la contestazione dei tifosi arriva anche al Salone Nautico

Sampdoria, la contestazione dei tifosi arriva anche al Salone Nautico. Tensione e malcontento dilaganti in casa blucerchiata

La sconfitta contro il Cesena e l’ultimo posto in classifica con zero punti sono stati la goccia che ha fatto traboccare un vaso già colmo di frustrazione. La profonda frattura tra la tifoseria della Sampdoria e la proprietà è esplosa ieri sera in una protesta plateale, sintomo di un malcontento che affonda le sue radici nella disastrosa stagione passata e in un’estate vissuta con la sensazione di un drastico ridimensionamento.

L’occasione per manifestare il dissenso è stata un evento con gli sponsor organizzato dal club al Salone Nautico. Mentre all’interno del Mar Bistrot si svolgeva la presentazione della terza maglia alla presenza di alcuni dirigenti, tra cui l’ex portiere Christian Puggioni, all’esterno si è radunato un centinaio di tifosi blucerchiati. L’assenza delle figure apicali della società non ha fatto che acuire la rabbia dei sostenitori, che hanno marciato esponendo uno striscione dal messaggio inequivocabile: “Società: brindisi con gli sponsor? Non c’è un c..zo da brindare, indegni”.

A questo si sono aggiunti cori durissimi, gli stessi che avevano già risuonato a Marassi dopo il ko di sabato: “Via gli infami dalla Sampdoria” e “Società, ci avete rotto il c..zo”. La protesta non si è limitata a slogan e striscioni. In Piazzale Kennedy, i tifosi hanno avuto brevi ma tesi confronti con l’amministratore delegato Raffaele Fiorella e con il coordinatore dell’area tecnica Gianni Invernizzi. Dialoghi che non sono serviti a placare gli animi, ma che hanno reso ancora più evidente la distanza tra le parti.

Questa contestazione, però, è solo l’inizio. Dopo le iniziative della Sud e dei Federclubs, lunedì è prevista una nuova mobilitazione guidata da figure storiche del tifo come Bosotin. Nel mirino resta una gestione percepita come distante, inadeguata a rappresentare la tradizione e le esigenze della Sampdoria. La pressione è destinata a salire ulteriormente, con proteste annunciate anche in occasione della prossima trasferta a Monza, dove la squadra sarà chiamata a una reazione disperata per conquistare i primi punti e provare a invertire una rotta che, dopo poche giornate, appare già drammaticamente compromessa.

Evelina Christillin: «Per la Superlega piansi al cimitero. Da allora mai più allo Stadium per la Juventus»

Evelina Christillin: «Per la Superlega piansi al cimitero. Da allora mai più allo Stadium per la Juventus». Le dichiarazioni

Un fiume di ricordi, aneddoti e confessioni a cuore aperto. Evelina Christillin, figura storicamente legata alla famiglia Agnelli e alla Juventus, ha concesso una lunga intervista a La Gazzetta dello Sport in cui ha ripercorso alcuni dei momenti più iconici e drammatici della storia bianconera, offrendo una prospettiva unica e personale.

Gianni Agnelli, scomparso nel 2003, come avrebbe vissuto Calciopoli nel 2006?
«Credo che si sarebbe comportato come suo nipote John Elkann, da lui scelto come erede alla guida della famiglia. Nel 2006, al processo sportivo, l’avvocato Zaccone, difensore della Juve, disse che la retrocessione in Serie B con penalizzazione sarebbe stata una pena accettabile e questo significa qualcosa. Penso che l’Avvocato, con la morte nel cuore, avrebbe detto la stessa cosa».

Moggi continua a professarsi innocente.
«Dal suo punto di vista, fa bene, tanti tifosi sono con lui e non si può dire che da altre parti non sia successo nulla, mi riferisco per esempio al passaporto falso di Recoba dell’Inter. A me sembrava evidente già allora che la Juve godesse di una certa sudditanza psicologica da parte degli arbitri».

Con la vicenda SuperLega, nel 2021, lei si è trovata al centro della tempesta perfetta, tra il cuore – la Juve della famiglia Agnelli – e il lavoro di allora, la sua figura di membro Uefa nel consiglio Fifa. Andrea Agnelli aderì nottetempo alla SuperLega, Ceferin presidente Uefa gridò al tradimento.
«Sono uscita umanamente a pezzi da quella storia. È stata una notte tragica, nella war room Uefa a Montreux in Svizzera. Ceferin riceveva telefonate da Macron e da Boris Johnson. Molti pensavano che io fossi la serpe in seno, la traditrice per conto di Andrea Agnelli. Non era vero. Chiesi a Ceferin se dovessi dimettermi e lui mi disse: ‘Assolutamente no, so che ci sei fedele’. Io non sapevo nulla della fuga in avanti di Andrea. Ritornai a Torino da sola, in auto, e in Valle d’Aosta feci una deviazione, salii a Issime, il villaggio in cui sono seppelliti i miei genitori. Andai al cimitero e davanti alla loro tomba mi sfogai, piansi, parlai con loro. Da allora non sono più andata alla Stadium a seguire la Juve. Ho fatto un’eccezione per la partita di addio della mia amica Sara Gama delle Women».

I suoi rapporti con Andrea Agnelli oggi?
«Andrea vive in Olanda. Ci vediamo a Sestriere. Le sue bambine e le mie nipoti sono iscritte allo stesso sci club. Ci salutiamo. Io gli voglio bene come sempre e non può essere diversamente, non posso che essere grata alla famiglia Agnelli per tutto quello che ho ricevuto da loro. Ho un meraviglioso rapporto con Allegra, la madre di Andrea. Quando sono stata male, a dicembre, si è fatta in quattro per accogliermi all’ospedale oncologico di Candiolo. Ho la Juve nel cuore e l’avrò sempre, ma nei giorni della SuperLega lavoravo per l’Uefa e dovevo essere leale all’Uefa».

Atalanta, Scalvini e De Ketelaere infortunati: le ultime sui tempi di recupero

Atalanta, Scalvini e De Ketelaere infortunati: le ultime sui tempi di recupero. Entrambi sono usciti malconci dalla trasferta di Parigi

Una notte da incubo a Parigi, le cui conseguenze vanno ben oltre il pesante passivo di 4-0. L’esordio in Champions League contro i campioni del Paris Saint-Germain lascia all’Atalanta non solo l’amarezza per una sconfitta netta, ma anche una vera e propria emergenza infortuni. La squadra di Gasperini è tornata dalla Francia con il morale a terra e due titolarissimi in meno, Giorgio Scalvini e Charles De Ketelaere, usciti malconci dalla sfida del Parco dei Principi.

Dopo una giornata di terapie, gli esami strumentali svolti questa mattina hanno finalmente chiarito l’entità dei rispettivi problemi, portando un sospiro di sollievo per uno e una diagnosi più severa per l’altro. Le buone notizie riguardano De Ketelaere: il bollettino medico ha escluso lesioni per l’attaccante belga, che ha riportato un risentimento fasciale al muscolo ileo psoas sinistro. Le sue condizioni verranno monitorate giorno per giorno, ma il pericolo di un lungo stop è stato scongiurato. Una notizia cruciale per Gasperini, che in vista della trasferta di domenica a Torino deve già rinunciare a Scamacca ma può contare sul rientro in gruppo di Ademola Lookman, pienamente recuperato e pronto a giocare.

Decisamente più grave, invece, il verdetto per Giorgio Scalvini. Per il difensore della Nazionale gli esami hanno evidenziato una lesione muscolo-fasciale di primo grado all’adduttore lungo di destra. Un infortunio sfortunato, avvenuto pochi minuti dopo il suo ingresso in campo nel finale di partita. I tempi di recupero stimati si aggirano intorno ai 15-20 giorni, un’assenza pesante che lo costringerà a saltare un ciclo di partite cruciali. Scalvini mancherà sicuramente contro il Torino, nella delicata sfida contro la Juventus di sabato 27 settembre, e nel secondo, fondamentale impegno di Champions League contro il Club Brugge, in programma il 30 settembre. La difesa si ritrova così in piena emergenza: escludendo il giovanissimo Ahanor, Gasperini ha a disposizione i soli Kossounou, Djimsiti e Hien per affrontare le prossime, impegnative settimane.

Vicario: «La Premier mi ha cambiato, non mi pongo limiti. Consiglio a Donnarumma? Gli auguro…»

Vicario: «La Premier mi ha cambiato, non mi pongo limiti. Consiglio a Donnarumma? Gli auguro…». Le parole del portiere del Tottenham

L’ascesa di Guglielmo Vicario non conosce soste. In soli due anni ha completato un percorso fulmineo, passando dalla provincia di Empoli alla ribalta della Champions League come numero uno del Tottenham. Arrivato due anni fa nella competitiva Premier League, il portiere 28enne cresciuto a Udine nel mito di Buffon ha dovuto sgombrare il campo da ogni scetticismo. Ora non solo ha dimostrato di meritare un posto tra i migliori, ma è la sua mentalità, una fame insaziabile che non gli permette di accontentarsi, a promettere di spingerlo ancora più in alto. Il suo stato di forma eccezionale è specchio di quello del Tottenham, reduce dal successo sul Villarreal e capace di ottenere quattro vittorie nelle ultime cinque uscite, mantenendo sempre la porta inviolata. L’obiettivo è proseguire la marcia già da domani, quando il campionato li vedrà impegnati sul campo del Brighton. Si è raccontato a La Gazzetta dello Sport.

Guglielmo, è arrivata anche la prima volta in Champions. Com’è andata?
«È andata benissimo. Grande prova di tutti, è stato importante per me finire la partita con la porta inviolata. Il livello in questa competizione è alto: sapevamo di incontrare una squadra tosta che sa giocare a calcio e siamo contenti di essere partiti bene».

Cosa rende la Champions una competizione diversa dalle altre?
«Non è solo sentire la musichetta all’inizio, che comunque ti da emozioni differenti. Si vede che il livello è più alto: senza nulla togliere a chi partecipa all’Europa League, ogni partita qui è ad un livello differente. Fortunatamente noi giochiamo in un campionato super competitivo che ogni weekend ci mostra il livello a cui dobbiamo competere: arriviamo sicuramente più pronti e sappiamo quali prestazioni dobbiamo fornire».

Quattro volte la porta inviolata in cinque partite: cosa è cambiato nel Tottenham?
«È cambiato il riuscire a riconoscere le diverse fasi della partita: capire quando bisogna andare forte a pressare alto, e quando bisogna coprire meglio il campo. In generale c’è più attenzione nel difendere l’area anche perché abbiamo più chiarezza di quelle che sono le diverse fasi senza palla. Contro il Villarreal abbiamo concesso qualche transizione di troppo e bisogna togliere un po’ di speranza agli avversari quando vanno in contropiede, ma in generale è stata un’ottima prestazione difensiva di squadra e dobbiamo continuare in questo modo».

Inizia il terzo anno in Premier e sembra sempre più a suo agio.
«Sì. Mi sento diverso da quando sono arrivato, dal punto di vista della fiducia, della leadership e di tante cose extra campo. È normale, sono contento, però non bisogna fermarsi e non bisogna accontentarsi: il calcio è così e le insidie sono dietro l’angolo, bisogna vivere il momento ma stando sempre svegli e consci di quello che può arrivare».

Portiere titolare del Tottenham, sicurezza in Premier, ora anche la Champions: come si migliora?
«Godendosi il momento senza porsi dei limiti. Io due anni fa giocavo in un piccolo club in Italia che mi ha dato tantissimo e in due stagioni sono riuscito a vincere una competizione europea. Quest’anno c’è la voglia di riscattarsi in Premier, la novità della Champions per tanti di noi, un allenatore nuovo come Frank che ci ha portato grande entusiasmo e idee differenti che stiamo cercando di mettere in pratica giorno dopo giorno con tanta attenzione e partecipazione. Sono tante novità, tante cose belle: sono convinto che abbiamo davanti una grande stagione».

In tutti questi miglioramenti, quanto vi ha dato vincere l’Europa League lo scorso anno?
«Vincere ti da sicuramente una dimensione diversa, probabilmente anche agli occhi degli altri. E un po’ di sano rispetto: noi avevamo un po’ questa cosa, anche dentro il club, di essere quelli che arrivavano sempre lì ma poi non vincevano, invece adesso ce l’abbiamo fatta. Questo ci ha sbloccati un po’: ci siamo tolti un peso di dosso, quindi adesso possiamo andare avanti consci delle nostre forze. E anche con degli obiettivi, che teniamo per noi e che vogliamo assolutamente raggiungere».

Un consiglio a Donnarumma su come essere un grande portiere anche in Premier l’ha dato?
«Gigio lo sa già. È un grandissimo portiere, io non gli devo dare consigli. Anzi, sono contento di averlo visto debuttare domenica: ha fatto una grandissima partita e sono contento che abbia cominciato alla grande. Gli auguro il meglio, ci vediamo in Nazionale: ridiamo, scherziamo sempre e siamo grandi amici. Questa è la nostra forza».

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