Pagina 650 – Calcio News 24

Grosso: «Noi vogliamo giocarcela alla pari dell’Inter. Il Sassuolo deve puntare su quella cosa»

Grosso: «Il Sassuolo deve crederci, anche contro una grande come l’Inter». Le parole

Alla vigilia della sfida tra Inter e Sassuolo, il tecnico neroverde Fabio Grosso ha parlato in conferenza stampa, illustrando lo stato della squadra e le sue sensazioni in vista di una partita tra le più complesse del campionato.

«Siamo consapevoli delle difficoltà, ma il Sassuolo non parte mai battuto», ha dichiarato Grosso, mostrando la determinazione con cui la squadra si prepara a sfidare l’Inter a San Siro. «Partecipiamo da neopromossi, ma con l’umiltà e il coraggio possiamo competere. Ogni gara è un’occasione per dimostrare che siamo all’altezza di questa Serie A».

Sulla gestione del gruppo, l’ex campione del mondo è stato chiaro: «Ho 26 ragazzi a disposizione e tutti meritano fiducia. Alcuni hanno fatto una cavalcata straordinaria per portarci fin qui, altri aspettano il loro momento. La scelta della formazione è sempre figlia del lavoro settimanale». Riguardo a Thorstvedt, Grosso ha aggiunto: «Sta meglio, ma non è ancora il momento di affidargli una maglia da titolare».

Fabio Grosso, che in carriera ha vestito anche la maglia dell’Inter, ha ricordato con affetto quell’esperienza: «Un anno intenso, condiviso con grandi campioni. Abbiamo vinto la Supercoppa, ho ricordi bellissimi di Moratti e del club. Milano ha un posto speciale nel mio cuore: è lì che è nato anche mio figlio».

Parlando dell’avversario, Grosso non ha nascosto il rispetto per la forza dell’Inter: «È una squadra completa, pericolosa su palla inattiva, con centrocampisti di altissima qualità. Ma anche loro lasciano spazi, e il Sassuolo dovrà essere bravo a riconoscere i momenti giusti. Servirà resistere, sbagliare poco e giocare con coraggio».

Il tecnico ha anche elogiato Matic: «Giocatore fuori categoria per noi, ma anche un uomo di valore. Sta aiutando tanto il gruppo con la sua esperienza».

Infine, sulla gestione del centrocampo e delle alternative: «Abbiamo soluzioni con Lipani, Boloca, Iannoni, oltre a Thorstvedt. Nessuno è escluso per motivi diversi da quelli tecnico-tattici. Il nostro obiettivo resta la salvezza e tutti devono sentirsi protagonisti».

Con grande concretezza, Grosso conferma l’identità del suo Sassuolo: squadra compatta, determinata e mai rinunciataria, anche quando l’avversario si chiama Inter.

Chivu sicuro: «Inter, hai qualità per essere all’altezza della situazione. Su Lautaro…»

Chivu: «L’Inter ha qualità e merita fiducia. Lautaro? Capitano vero»

Alla vigilia della sfida tra Inter e Sassuolo, valida per la quarta giornata di Serie A 2025/26, Cristian Chivu ha parlato in conferenza stampa trasmettendo fiducia, grinta e un messaggio chiaro: «Questa squadra ha attributi, qualità e merita rispetto».

Maturità e concretezza sono le parole chiave dell’ex difensore nerazzurro, oggi allenatore dell’Inter. «La maturità va abbinata alla concretezza e alla capacità di leggere i momenti della partita – ha spiegato Chivu – Solo così si portano a casa i risultati».

Sulla scia del «rumore dei nemici» reso celebre da Mourinho, Chivu non si è tirato indietro: «Fa parte del gioco. Ma io penso solo al mio lavoro e a difendere un gruppo che merita. Questa è l’Inter, una squadra forte, di cui tutti parlavano fino a marzo. Non possiamo dimenticarlo per qualche risultato negativo».

Grande spazio anche a Lautaro Martinez, punto di riferimento e leader: «Si è allenato, si è messo sempre a disposizione, anche quando non stava bene. È questo che deve fare un capitano. Ha mostrato cosa significa essere parte dell’Inter».

Interpellato sulla possibile titolarità di Josep Martinez, Chivu ha scherzato: «Un Martinez giocherà, questo è certo», lasciando ancora dubbi sulla formazione.

In merito a Pio Esposito, il tecnico nerazzurro ha espresso grande stima: «Lo conosco da quando aveva 13 anni. È cresciuto tanto, ha fatto vedere il suo valore anche al Mondiale per Club. Se è rimasto all’Inter, è perché lo ha meritato sul campo».

Sui nuovi e i giovani, come Luis Henrique e Diouf, Chivu ha sottolineato l’importanza dell’allenamento quotidiano: «Tutti avranno il loro momento, ma le scelte si fanno in base alla visione tattica e al momento della squadra».

Infine, sul piano mentale: «Motivazione e mentalità sono fondamentali per una squadra come l’Inter. I giocatori sono esseri umani prima che campioni. Serve sostegno, fiducia e l’ambiente giusto per esprimersi al meglio».

Con queste parole, Chivu ha ribadito la sua identità: un tecnico concentrato sul collettivo, fedele alla maglia e consapevole del valore dell’Inter. Ora parola al campo, per una sfida che promette intensità e risposte importanti.

Torino, Baroni in conferenza pre Atalanta: «Partita fondamentale, noi ancora in costruzione. L’attacco a due e la squadra di Juric…»

Marco Baroni in conferenza stampa, ecco le dichiarazioni del tecnico granata alla viglia della sfida valida per la quarta di Serie A Torino Atalanta

(Lorenzo Bosca – Inviato allo Stadio Olimpico Grande Torino). Prendere il volo o ricominciare tutto da capo. Torino Atalanta può essere un crocevia, senza mezze misure, per la stagione di Marco Baroni e dei suoi ragazzi. Il successo confezionato nell’ultima di Serie A contro la Roma ha allontanato più di qualche nuvola nera – figlie di un avvio di stagione tutto sommato complicato – dal cielo del Filadelfia. Ora, un risultato simile contro la squadra allenata da Ivan Juric, andrebbe a comprovare il percorso di crescita maturato nelle ultime settimane. Al contrario, una prestazione sotto le aspettative farebbe carambolare nuovamente Giovanni Simeone e i suoi nel limbo della metà-bassa della classifica. Insomma, tutto o nulla per l’ex mister della Lazio che proprio in previsione del match valido per la quarta partita di campionato interviene oggi in conferenza stampa. Vediamo alcune delle dichiarazioni rilasciate dal tecnico in sala stampa.

La conferenza stampa di Marco Baroni alla vigilia di Torino Atalanta:

La sfida di domani è una prova del nove? Può dare una misura delle ambizioni?

«E’ una partita importante, fondamentale. Perché giochiamo contro un avversario forte che da due anni gioca 50 partite all’anno. Più quelle della nazionale. Quindi la nostra attenzione è rivolta esclusivamente a queste gara, troveremo una squadra in salute»

Domanda di CalcioNews24: uno dei temi più gettonati delle ultime conferenze stampa è il passaggio ad un attacco a due punte con Simeone e Adams, può essere la partita giusta?

«Tutti parlano di Adams e Simeone, ci sono squadre con centravanti strapagati… no stiamo cercando di trovare un equilibrio di squadra, che viene prima di tutto e prima di qualsiasi aspetto personale. I miei calciatori lo sanno. In questo momento stiamo lavorando sulla compattezza e sull’identità, quando ce l’avremo i due potranno giocare insieme».

Quanti sono e quali sono i sistemi di gioco che la squadra possiede?

«Allora, io parto da un presupposto: siamo in costruzione. In assemblaggio. Come vi ho già detto, sono arrivati in corso di mercato alcuni giocatori con poco minutaggio. Stiamo lavorando per trovare un’identità forte di squadra. In questa parte di campionato la cosa più importante è trovare una solidità di squadra. Nel pre campionato avevo già provato alcune situazioni, noi poi saremo dentro un nostro sistema ma che sia poi funzionale alle qualità dei ragazzi. Quindi io non vedo nessun problema se in questo momento abbiamo optato per delle soluzioni in virtù di questa solidità e di questo equilibrio che sono primarie per la squadra».

Chi può dare una mano dietro e può essere adattato? Magari Tameze…

«Assolutamente, Tameze ha fatto già 28 partite in questo ruolo. Ma non escludo che ci possa essere anche una variante da questo punto di vista. Perchè ripeto la cosa importante secondo me al di là del sistema è l’interpretazione della partita, la squadra ha interpretato molto bene la partita a Roma. La cosa importante sarà l’atteggiamento, l’attenzione, la ferocia agonistica che dovremo mettere in campo contro una squadra forte come l’Atalanta»

Un eventuale ritorno alla difesa a quattro?

«Non lo escludo, ripeto, con la Fiorentina la squadra ha giocato col 4-3-3 tenendo bene il campo. A Roma c’erano delle esigenze nella gestione dei trequartisti. Da questo punto di vista c’è ancora una seduta che andremo a fare tra poco, poi farò delle valutazioni»

Buongiorno Baroni, cosa manca a Casadei per crescere ancora?

«Manca il lavoro, un percorso. Negli ultimi quattro anni come ho già detto non aveva giocato molto. E’ un giocatore di grande energia, di spazio. E’ un giocatore che mi ha sorpreso per la dedizione, l’attenzione con cui lavora. Questo per noi è fondamentale. Lui ha dei margini di miglioramento importanti. E su quelli sia io che il mio staff vogliamo lavorare»

A che punto è il rientro per Zapata? E Masina invece?

«Io Zapata lo porto con noi in panchina, proprio perché ci può dare un contributo. Sta lavorando, sta lavorando duro per colmare quel gap che manca. Questo lo fa con gli allenamenti. Serve quello lì. Per quanto riguarda Masina no».

Mister Baroni, domani ci sarà una contestazione dei tifosi contro il presidente prima della partita. Voi come la vivete?

«Io ho già parlato più volte dell’attenzione dei tifosi, si gioca per loro. Io e il mio staff siamo rivolti alla parte tecnica, al miglioramento costante della squadra. Perché solo attraverso il miglioramento, quindi arrivare a una proposta di gioco e i risultati…è lì dentro che poi possiamo mettere d’accordo tutti. E la mia attenzione è davvero rivolta solo alla crescita della squadra, al lavoro»

Che Atalanta si aspetta?

«L’ho già detto prima. E’ una squadra abituata a fare queste partite, con tantissimi calciatori di qualità. Mi aspetto una squadra che sta bene. Loro stanno facendo un percorso importante di Champions, queste partite sono abituati sicuramente a giocarle»

Aboukhlal può diventare determinante a partita in corso?

«Guarda, in questa squadra non ci sono giocatori più bravi a subentrate. Nelle prime 3 partite si sono alternati 20 giocatori, 16 di questi sono partiti almeno una volta titolari. A me piace pensare come vi ho già detto che oramai il calcio, lo dicono le statistiche, gli ultimi quarti di partita sono i più importanti. Lui è un ragazzo che sta crescendo e presto sono convinto che ci darà il suo contributo dal primo minuto»Come procede il rientro di Masina?«Più volte io l’ho chiesto alla mia società e ora lo ripeto di fare un comunicato medico. Perché è una parte che spetta a loro. Da questo aspetto credo che lui ancora sia nella parte fisioterapica, vediamo poi per la prossima settimana eventualmente».

Huijsen, spunta il retroscena: prima del Real Madrid, era a un passo da quel club…

Huijsen, spunta il retroscena di mercato: prima del Real Madrid, era a un passo da quel club… Tutti i dettagli

Un retroscena di mercato svela quanto Dean Huijsen, giovane difensore centrale classe 2005, fosse già nel mirino dei top club europei prima di approdare al Real Madrid. Cresciuto nel settore giovanile della Juventus, Huijsen è stato a un soffio dal firmare con il Paris Saint-Germain. A rivelarlo è il suo agente, Ali Barat, in un’intervista a Footmercato.

Il PSG e l’intuizione di Luis Campos

Secondo Barat, Luis Campos, direttore sportivo del PSG e noto per il suo fiuto nello scoprire talenti, fu tra i primi a intuire il potenziale del difensore olandese naturalizzato spagnolo. «Il PSG era una vera opzione», ha dichiarato l’agente, confermando che la trattativa era concreta. Huijsen, esploso nella Juventus Next Gen in Serie C, era già conteso da alcune delle squadre più prestigiose d’Europa.

Una scelta di progetto, non di ingaggio

Nonostante l’offerta economica del club parigino fosse allettante, Huijsen ha scelto Madrid per motivi tecnici e di prospettiva. «Dean credeva di avere maggiori possibilità di giocare regolarmente al Real Madrid che a Parigi», ha spiegato Barat. «A questo livello, le decisioni non si basano solo sull’offerta più alta, ma sul miglior percorso di carriera possibile».

La scelta riflette una maturità rara per un calciatore di appena 19 anni, che ha preferito un progetto sportivo solido alla semplice logica del guadagno immediato.

Il ruolo di Xabi Alonso e la prospettiva di crescita

Determinante, secondo l’entourage del giocatore, anche la possibilità di lavorare sotto la guida di Xabi Alonso, ex centrocampista di Real Madrid, Liverpool e Bayern Monaco, oggi allenatore apprezzato per la sua visione tattica e la capacità di valorizzare i giovani. Per Huijsen, crescere in un contesto tecnico di altissimo livello rappresenta un passo fondamentale nella sua carriera.

Orgoglio bianconero

Per la Juventus, che lo ha formato e lanciato nel calcio professionistico, la vicenda è motivo di orgoglio. Il club torinese ha visto un proprio talento diventare oggetto di desiderio dei giganti del calcio mondiale. La scelta finale di Huijsen testimonia un percorso di crescita che, grazie anche agli anni passati alla Vecchia Signora, lo ha già reso un calciatore consapevole e pronto per le sfide più importanti.

Calciomercato, che colpo del Palermo: ufficiale l’acquisto di Bereszyński, il comunicato

Calciomercato, che colpo del Palermo: adesso è ufficiale l’acquisto di Bereszyński, il comunicato dei rosanero

Il Palermo FC ha ufficializzato l’ingaggio di Bartosz Bereszyński, difensore polacco classe 1992, svincolato dopo l’ultima esperienza con la UC Sampdoria. L’arrivo del giocatore rappresenta un rinforzo di spessore per la squadra allenata da Filippo Inzaghi, tecnico piacentino ed ex bomber di Milan e Juventus, che potrà contare su un elemento di grande duttilità e affidabilità.

Bereszyński, terzino destro di ruolo ma capace di adattarsi anche come centrale difensivo, vanta una lunga carriera in Serie A e oltre 50 presenze con la nazionale polacca, con cui ha partecipato a Europei e Mondiali. Cresciuto calcisticamente nel Legia Varsavia, è approdato in Italia nel 2017, diventando un punto fermo della retroguardia blucerchiata. La sua esperienza, unita alla capacità di interpretare più ruoli, lo rende un profilo ideale per dare solidità e alternative tattiche alla formazione rosanero.

L’operazione si è concretizzata dopo alcune settimane di trattative e attese burocratiche: il via libera definitivo è arrivato nella giornata di ieri, permettendo al club siciliano di annunciare ufficialmente il nuovo acquisto.

Con l’arrivo di Bereszyński, il Palermo prosegue nella strategia di rafforzamento della rosa per affrontare al meglio la stagione in corso. Inzaghi, noto per il suo approccio offensivo ma attento all’equilibrio difensivo, potrà ora contare su un calciatore capace di garantire esperienza internazionale e leadership nello spogliatoio.

L’obiettivo del club, sostenuto dal City Football Group, è quello di consolidare la propria posizione in campionato e puntare a traguardi ambiziosi. L’innesto del difensore polacco si inserisce perfettamente in questo progetto, portando qualità, carisma e una mentalità vincente maturata in anni di competizioni di alto livello. I tifosi rosanero attendono ora di vedere Bereszyński in campo con la maglia del Palermo, pronti ad accoglierlo al Renzo Barbera per la sua nuova avventura calcistica in Sicilia.

COMUNICATO – Il Palermo FC comunica di aver acquisito le prestazioni sportive di Bartosz Bereszyński, svincolatosi dall’UC Sampdoria. A Bartosz il benvenuto a Palermo da parte del City Football Group, del presidente Mirri e di tutta la famiglia rosanero.

Lazio, parla Pedro: «Il derby è una partita diversa, è molto importante per noi, per i tifosi, per la città e per la società»

Lazio, Pedro: «Il derby è una partita diversa, è molto importante per noi, per i tifosi, per la città e per la società». Le sue dichiarazioni

A pochi giorni dal derby della Capitale, l’attaccante della Lazio Pedro – con un passato anche nella Roma – ha rilasciato alcune dichiarazioni ai microfoni di Dazn. Ecco un estratto delle sue parole:

PAROLE – «Abbiamo iniziato male, soprattutto dopo la brutta sconfitta contro il Sassuolo. Ora abbiamo l’opportunità di giocare il derby, sarà difficile, tosto, ma stiamo lavorando bene e speriamo di fare una bella prestazione per portare a casa il risultato. Il derby è una partita diversa, è molto importante per noi, per i tifosi, per la città e per la società. Sono sempre pronto, è una gara speciale che mi piace tanto giocare. Spero di fare una bella prestazione e di aiutare la squadra, per vincere ci serviranno forza e mentalità. Il derby di Roma si vive con più passione e più intensità delle altre partite. Se ne parla da tante settimane, già da inizio stagione. La gente ne parla sempre in tutti i posti, stanno vivendo una situazione difficile e fanno un grande sforzo per venire a vederci e a sostenerci. Noi dobbiamo dare una bella risposta e dare tutto in campo, senza dubbio».

CANZONE CARRA’ – «La canzone della Carrà? La conoscevo, l’avevo già sentita. Non pensavo che sarebbe diventata così importante per me, che sarei finito a ballarla con tutti i tifosi sotto la Curva Nord a fine partita o anche per strada. È una cosa bellissima che porto sempre nel cuore. Se vinciamo il derby la canto sicuro (ride, ndr.)».

MINUTI IN CAMPO – «È difficile gestire il minutaggio. Magari a volte stai bene, sei in forma e vuoi giocare di più. Per avere questo ruolo e subentrare spesso bisogna gestire bene la situazione mentalmente, capire che devi entrare a gara in corso per aiutare la squadra, lavorare su pochi minuti e stare sempre al massimo. Poi bisogna avere anche una buona condizione fisica, perché l’età per me inizia a farsi sentire. Ma se si parla con l’allenatore e con i preparatori, tutto questo si può gestire bene. Ci sono anche giocatori più avanti con l’età che stanno molto bene come Modric, che ha fatto una grande carriera, è in forma e tiene ancora un livello alto. Bisogna avere sotto controllo tutto, come il riposo e il mangiare bene. Solo così si può allungare la carriera».

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Inter, occhi puntati su Caprile: il portiere del Cagliari nel mirino per la prossima stagione? Il retroscena

Inter, occhi su Caprile: il portiere del Cagliari nel mirino per la prossima stagione? Il retroscena di mercato

L’Inter continua a seguire con grande attenzione Elia Caprile, portiere classe 2001 del Cagliari Calcio, protagonista di un avvio di stagione brillante in Serie A 2025/26. Secondo quanto riportato dal giornalista Nicolò Schira, un osservatore nerazzurro era presente ieri sera allo stadio Via del Mare di Lecce per visionare da vicino le prestazioni dell’estremo difensore durante la sfida esterna contro i salentini.

Un talento in crescita tra i pali rossoblù

Caprile, nato a Verona ma cresciuto calcisticamente tra i settori giovanili di Napoli e Bari, è approdato al Cagliari nel gennaio 2025. Alto 191 cm, si distingue per reattività, ottimi riflessi e capacità di lettura delle situazioni di gioco. In queste prime giornate ha mostrato sicurezza nelle uscite e abilità nel guidare la linea difensiva, conquistando la piena fiducia dell’allenatore Fabio Pisacane, ex difensore e bandiera del club sardo.

La sua crescita costante lo ha reso uno dei prospetti più interessanti tra i giovani portieri italiani, attirando l’attenzione di club di vertice come l’Inter, alla ricerca di un profilo affidabile per il futuro. La presenza di uno scout nerazzurro in tribuna conferma la volontà della dirigenza meneghina di valutare Caprile come possibile rinforzo, sia per affiancare i portieri già in rosa sia per garantire un ricambio generazionale di qualità.

L’interesse dell’Inter e le strategie del Cagliari

Per il Cagliari, l’attenzione di un top club come l’Inter rappresenta un riconoscimento del valore del giocatore e del lavoro svolto dal settore tecnico. La società rossoblù, consapevole dell’importanza di Caprile per la squadra, dovrà gestire con cautela eventuali trattative, bilanciando le esigenze di mercato con quelle sportive.

Se l’interesse nerazzurro dovesse concretizzarsi, Caprile potrebbe diventare uno dei giovani italiani più richiesti nella prossima finestra di mercato. Il Cagliari, dal canto suo, valuterà eventuali offerte senza compromettere il rendimento immediato della squadra, puntando a valorizzare ulteriormente il portiere nel corso della stagione.

La Serie A 2025/26 sarà dunque un banco di prova fondamentale per Elia Caprile, chiamato a confermare le sue qualità e a dimostrare di poter competere stabilmente ai massimi livelli del calcio italiano.

Inter Miami, cresce l’attesa per il rinnovo di Lionel Messi: le parole di Mascherano

Inter Miami, cresce l’attesa per il rinnovo di Lionel Messi: le dichiarazioni del tecnico argentino Mascherano

Negli ultimi giorni si fanno sempre più insistenti le voci su un possibile rinnovo di contratto tra Lionel Messi, fuoriclasse argentino e campione del mondo 2022, e l’Inter Miami, club della Major League Soccer. L’attuale accordo tra il numero 10 e la franchigia della Florida scadrà a dicembre, ma la dirigenza sembra intenzionata a blindare il proprio gioiello per prolungarne la permanenza negli Stati Uniti.

Secondo fonti vicine alla società, l’Inter Miami considera Messi non solo un leader tecnico in campo, ma anche un ambasciatore del calcio americano a livello globale. Il suo arrivo, avvenuto nell’estate 2023, ha infatti contribuito a un aumento significativo di visibilità, biglietti venduti e interesse mediatico per la MLS.

Durante un recente evento di presentazione della sua nuova bevanda sportiva, Messi – che in carriera ha vinto sette Palloni d’Oro e ha scritto pagine indelebili con il Barcellona e la nazionale argentina – non ha rilasciato dichiarazioni ufficiali sulle trattative in corso. Un silenzio che alimenta ulteriormente le speculazioni sul suo futuro.

A commentare la situazione è stato Javier Mascherano, attuale allenatore dell’Inter Miami ed ex compagno di squadra di Messi sia al Barcellona che in nazionale. Pur evitando di entrare nei dettagli, Mascherano ha espresso il proprio auspicio: “Non parlerò di rumors e non spetta a me condividere queste notizie. Ma se il rinnovo andasse in porto, sarebbe un momento fantastico”.

Il tecnico argentino ha poi aggiunto che una permanenza prolungata di Messi sarebbe “una storia straordinaria per il calcio americano” e un valore inestimabile per la storia del club e per lo sviluppo del movimento calcistico negli Stati Uniti.

L’eventuale rinnovo di Lionel Messi con l’Inter Miami rappresenterebbe un colpo strategico non solo per la squadra, ma per l’intera MLS, che punta a consolidare la propria crescita e attrarre sempre più campioni internazionali.

Per ora, i tifosi restano in attesa di un annuncio ufficiale, sperando che il legame tra Messi e Miami possa continuare a scrivere nuove pagine di storia.

Ancelotti Brasile, il ct osserva i talenti brasiliani: nel mirino anche Serie A e Champions League

Ancelotti Brasile, il ct dei verdeoro osserva i talenti brasiliani: nel mirino c’è anche la Serie A e Champions League

La Confederazione calcistica brasiliana (CBF) ha diffuso un elenco di partite internazionali che saranno monitorate con particolare attenzione dallo staff del commissario tecnico Carlo Ancelotti, allenatore italiano di grande esperienza e attuale guida della Seleção. L’obiettivo è valutare le prestazioni dei calciatori brasiliani impegnati tra Sudamerica ed Europa, in vista delle prossime convocazioni.

Partite sotto osservazione

Non solo sfide di cartello del Brasileirão e della Copa Libertadores, ma anche incontri di Serie A, Champions League ed Europa League. La strategia della CBF punta a un monitoraggio capillare, includendo match che vedono protagonisti club italiani o squadre europee con giocatori brasiliani di interesse.

A coordinare il lavoro di scouting ci saranno figure chiave come Rodrigo Caetano (coordinatore esecutivo), Cícero Souza (braccio destro di Ancelotti), Juan Santos (coordinatore tecnico), gli analisti delle prestazioni Bruno Baquete e Thomaz Araújo, il preparatore atletico Cristiano Nunes e Cláudio Taffarel, ex portiere campione del mondo e oggi responsabile della preparazione dei portieri.

Match già disputati

Tra le gare già visionate spiccano:

  • 13 settembre – Juventus-Inter all’Allianz Stadium, con protagonisti come Bremer (difensore bianconero) e Carlos Augusto (esterno nerazzurro).
  • PSG-Atalanta del 16 settembre, con Marquinhos in difesa e Raphinha in avanti.
  • Juventus-Borussia Dortmund, Bayern-Chelsea e Real Madrid-Olympique Marsiglia, tutte ricche di talenti verdeoro.
  • Newcastle-Barcellona del 18 settembre, con Raphinha tra i più osservati.

Gare da disputare

In agenda figurano sfide di altissimo livello:

  • 21 settembre – Arsenal-Manchester City e il derby Lazio-Roma
  • 27 settembre – Atlético Madrid-Real Madrid e Brentford-Manchester United.
  • 30 settembre – Atalanta-Bruges e Chelsea-Benfica.
  • 1 ottobre – Monaco-Manchester City.

Obiettivo: Qatar 2026

Questa attività di osservazione rientra nel piano di Ancelotti per costruire una rosa competitiva in vista delle qualificazioni ai Mondiali 2026. L’attenzione verso i brasiliani che militano in Europa conferma la volontà della CBF di integrare al meglio esperienza internazionale e talento sudamericano.

Manchester United Chelsea: Amorim non cambia idea nonostante le pressioni: ecco cosa ha detto

Manchester United Chelsea: Amorim non cambia idea nonostante le pressioni: ecco cosa ha detto il tecnico dei Red Devils

Il Manchester United si prepara ad affrontare il Chelsea in una sfida di Premier League che si preannuncia delicatissima per i Red Devils. La squadra di Manchester, reduce da un avvio di stagione complicato, ha raccolto appena 4 punti nelle prime quattro giornate e arriva da una pesante sconfitta per 3-0 nel derby contro il Manchester City, un risultato che ha acceso i riflettori sulla panchina e alimentato le voci di un possibile cambio di rotta.

Al centro dell’attenzione c’è Ruben Amorim, 39 anni, tecnico portoghese arrivato in estate con l’obiettivo di riportare il club ai vertici. Nonostante le indiscrezioni su un possibile esonero e le pressioni interne, Amorim ha ribadito con fermezza la propria filosofia di gioco, escludendo qualsiasi modifica tattica dettata dalla paura o dalla necessità di “sopravvivere” nel breve termine.

Durante la conferenza stampa della vigilia, il tecnico ha risposto in maniera netta alle voci secondo cui Sir Jim Ratcliffe, azionista di riferimento del club, vorrebbe un passaggio al modulo 3-4-2-1: “No, no, no. Nessuno, nemmeno il Papa, mi farà cambiare. Questo è il mio lavoro, la mia responsabilità, la mia vita. Non cambierò nulla”.

Amorim ha spiegato che la sua posizione non nasce da arroganza, ma dalla necessità di mantenere credibilità agli occhi dei giocatori: “Se fossi un calciatore e vedessi il mio allenatore cambiare modulo solo per le pressioni esterne, lo guarderei in modo diverso. Sto facendo le cose a modo mio e spero di avere il tempo per ottenere i risultati”.

Il match contro il Chelsea, guidato da Mauricio Pochettino, rappresenta quindi un crocevia fondamentale: una vittoria potrebbe rilanciare la stagione e rafforzare la posizione dell’allenatore, mentre un altro passo falso rischierebbe di aumentare le tensioni all’interno dell’ambiente.

Con l’Old Trafford pronto a spingere la squadra, la sfida tra Manchester United e Chelsea non sarà solo una partita di Premier League, ma anche un banco di prova decisivo per il futuro di Ruben Amorim e per la credibilità del suo progetto tecnico.

Zaniolo Milan, la verità sul tentativo di Maldini: le condizioni dell’affare mancato! Il retroscena

Zaniolo Milan, il sogno di Maldini: retroscena e condizioni dell’affare mai concluso. Il clamoroso retroscena

La vicenda che lega Nicolò Zaniolo, fantasista italiano classe 1999 noto per tecnica e potenza fisica, al calciomercato del Milan è un capitolo intriso di fascino e rimpianti. Un affare mai concretizzato, ma che ha alimentato le cronache di ogni sessione di mercato per anni. Alla base di questo interesse c’era la volontà di due figure simbolo della recente storia rossonera: Paolo Maldini, ex capitano e poi direttore tecnico, e Frederic Massara, direttore sportivo dal 2019 al 2023. Entrambi vedevano in Zaniolo un talento capace di dare imprevedibilità e qualità all’attacco.

L’intuizione di Maldini e Massara

Maldini e Massara hanno costruito un Milan competitivo puntando su giovani di prospettiva e investimenti mirati. In questo contesto, l’attenzione verso Zaniolo non era casuale: il giocatore, allora alla AS Roma, rappresentava il profilo ideale per il loro progetto tecnico. Secondo quanto riportato da Gazzetta.it, i contatti con il club giallorosso e con l’entourage del calciatore erano costanti, anche dopo il trasferimento del centrocampista offensivo al Galatasaray, esperienza che non ha pienamente rispettato le aspettative.

Un sogno interrotto

Il desiderio di Maldini di riportare Zaniolo in Serie A si è infranto con il suo improvviso addio al Milan, avvenuto nell’estate 2023. L’uscita di scena della storica coppia dirigenziale ha segnato un cambio di rotta nelle strategie di mercato. Con l’arrivo di Igli Tare, ex direttore sportivo della Lazio, il club ha virato verso altri obiettivi.

La nuova era: l’arrivo di Pulisic

La scelta è ricaduta su Christian Pulisic, esterno offensivo statunitense classe 1998, ex Chelsea e Borussia Dortmund. Giocatore rapido, duttile e con esperienza internazionale, Pulisic occupa la stessa zona di campo di Zaniolo ma offre caratteristiche differenti: velocità, dribbling e capacità di inserirsi senza palla. Il suo acquisto non è stato un ripiego, bensì una decisione strategica per garantire immediatezza di rendimento e leadership tecnica.

Il “sogno Zaniolo” si è spento, ma il Milan ha trovato in Pulisic una nuova stella su cui puntare. La sua presenza ha già portato valore aggiunto alla squadra, confermando la capacità del club di rimanere competitivo ai massimi livelli, anche cambiando rotta rispetto ai piani iniziali.

Verona Juve, Marchisio: «Ho fatto un ritiro con Igor nel 2006 da giocatore, vi racconto. Koopmeiners? Sembra bloccato mentalmente. Quell’aneddoto su Mandzukic…»

Verona Juve, l’intervista di Marchisio: «Ho fatto un ritiro con Igor nel 2006 da giocatore, vi racconto. Su Koopmeiners…». Le parole

L’ex centrocampista della Juventus, Claudio Marchisio, ha rilasciato oggi un’intervista alla Gazzetta dello Sport in vista della partita in programma alle 18 al Bentegodi tra Verona e Juve. Ecco un estratto delle parole dell’ex centrocampista bianconero.

JUVE – «Se non stai bene come gruppo e dal punto di vista mentale certe partite non le recuperi, a maggior ragione in Champions. Alcuni giudizi arbitrali non hanno certamente agevolato contro il Borussia Dortmund. Qualcosa va registrato: nel dna Juventus c’è il non subire goal. La Juve ha fatto dei grandi investimenti in attacco con David, Openda e Zhegrova»

TUDOR – «Ho fatto un ritiro con Igor nel 2006 da giocatore. Era il dodicesimo uomo: giocava in ruoli diversi, aveva il vizio del goal ed era carismatico: una certezza. Sta mostrando queste abilità anche da allenatore. La Juventus ha fatto bene a confermarlo. Ora deve trovare continuità nei risultati fino a Natale per avere la certezza di qualificarsi in Champions. Se sarà così e la Juve sarà incollata al Napoli sognare sarà giusto nella seconda parte. Il gruppo è vero ed ha carattere però per vincere si devono subire pochi goal. Le rimonte contro Inter e Borussia alla lunga non pagheranno. Gli avversari devono capire che da qui non si passa»

KOOPMEINERS – «Sembra bloccato mentalmente, ha paura di sbagliare. Deve liberarsi la testa. A centrocampo io confido nel rientro di Miretti. In questo momento a Tudor serve equilibrio e Locatelli garantisce maggiore filtro in coppia con Thuram. Pensate però che Conte ha cambiato modulo per non rinunciare a Vidal. Arturo aveva il fuoco dentro, era contagioso come Tevez»

MANDZUKIC – «Ogni tanto lo chiamo: ‘Mario sei ancora vivo? Non sento parlare di te’, lui scherzando mi risponde: ‘Model come va sui social?’. Mario era così anche quando giocavamo, il suo posto era l’ultimo vicino alle docce e la maggior parte del tempo teneva aperto lo sportello dell’armadietto per nascondersi e farsi gli affari propri. Quando però veniva tirato in mezzo aveva sempre la battuta pronta»

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Monza Sampdoria: si avvicina la super sfida di Serie B: le probabili formazioni

Monza Sampdoria: si avvicina la grande sfida di Serie B: le probabili formazioni e le scelte di Bianco e Donati

Manca poco al calcio d’inizio di Monza-Sampdoria, sfida valida per la quarta giornata di Serie B 2025/26, in programma questa sera all’U-Power Stadium. Due squadre con obiettivi diversi ma entrambe determinate a conquistare punti preziosi: il Monza per consolidare il rendimento casalingo, la Sampdoria per invertire un avvio di stagione complicato.

Monza: Bianco punta sul 3-4-2-1

Il Monza di Paolo Bianco – tecnico classe 1977, ex difensore con esperienze in Serie A e B – dovrebbe confermare il modulo 3-4-2-1. In porta ci sarà Mamadou Thiam, estremo difensore senegalese affidabile e protagonista di una solida scorsa stagione in cadetteria.

La linea difensiva a tre sarà composta da Filippo Delli Carri (centrale fisico e abile nel gioco aereo), Armando Izzo (esperto difensore ex Torino) e Tommaso Lucchesi (giovane in crescita).

A centrocampo spazio a Giulio Birindelli (esterno di spinta), Matteo Pessina (capitano e regista della manovra), Pedro Obiang (centrocampista di equilibrio con lunga esperienza internazionale) e Gabriel Azzi (laterale rapido e offensivo).

Sulla trequarti agiranno Dany Mota (attaccante tecnico e imprevedibile) e Gianluca Caprari (giocatore di fantasia e finalizzazione), pronti a supportare l’unica punta Alvarez, centravanti argentino incisivo in area di rigore.

Sampdoria: Donati conferma il modulo

La Sampdoria di Massimo Donati – ex centrocampista con oltre 400 presenze tra Serie A e campionati esteri – dovrebbe schierarsi anch’essa con il 3-4-2-1. Tra i pali Arnaud Bodart Coucke, portiere belga reduce dall’esordio in maglia blucerchiata.

In difesa Alessandro Riccio (centrale giovane ma già affidabile), Dennis Hadzikadunic (nazionale bosniaco al debutto in campionato) e Vulikic (difensore roccioso).

A centrocampo Fabio Depaoli (esterno di corsa e cross), Oliver Abildgaard (mediano danese di fisico e interdizione), Liam Henderson (centrocampista scozzese di qualità) e Lorenzo Venuti (laterale duttile).

Sulla trequarti Antonín Barák (centrocampista offensivo ceco, forte negli inserimenti) e Lorenzo Cherubini (giovane talento) supporteranno Medjon Cuni, attaccante albanese in cerca di conferme.

Chiave tattica e fattori decisivi

La partita si preannuncia equilibrata: il Monza cercherà di sfruttare il fattore campo e la qualità offensiva, mentre la Sampdoria punterà su compattezza e ripartenze. Gestione del possesso, precisione sotto porta e solidità difensiva saranno determinanti per decidere l’esito del match.

MONZA (3-4-2-1): Thiam; Delli Carri, Izzo, Lucchesi; Birindelli, Pessina, Obiang, Azzi; Mota, Caprari; Alvarez. All. Bianco.

SAMPDORIA (3-4-2-1): Coucke; Riccio, Hadzikadunic, Vulikic; Depaoli, Abildgaard, Henderson, Venuti; Barak, Cherubini; Cuni. All. Donati.

Napoli, Di Lorenzo si scusa dopo l’espulsione contro il Manchester City: «Colpa mia, ma ci rifaremo»

Napoli, Di Lorenzo dopo l’espulsione contro il Manchester City: «Colpa mia, ma ci rifaremo». Le parole del capitano azzurro

Serata amara per il Napoli all’Etihad Stadium. La squadra di Conte, tecnico dei partenopei è pronto a rilanciare le ambizioni europee degli azzurri, è uscita sconfitta 2-0 dal Manchester City nei quarti di finale di Champions League. Un match condizionato dall’espulsione al 21’ del primo tempo di Giovanni Di Lorenzo, capitano e terzino destro della Nazionale italiana, per un fallo da ultimo uomo su Erling Haaland, il bomber norvegese capocannoniere della competizione.

Il rosso diretto ha costretto il Napoli a giocare in inferiorità numerica per oltre 70 minuti, compromettendo l’equilibrio tattico e favorendo il dominio della formazione di Pep Guardiola, allenatore catalano noto per il suo calcio offensivo e il possesso palla asfissiante. Le reti decisive sono arrivate nella ripresa, firmate da due stelle dei Citizens, che hanno messo in discesa la qualificazione per gli inglesi in vista del ritorno.

Al termine della gara, Di Lorenzo ha affidato ai social un messaggio di scuse rivolto a tifosi e compagni: “Da capitano mi prendo la responsabilità. Mi dispiace per aver complicato il nostro ritorno in Champions League. Orgoglioso dei miei compagni che hanno lottato fino all’ultimo minuto. Abbiamo altre 7 partite e sono sicuro che dimostreremo il nostro valore. Forza Napoli”.

Parole che testimoniano il senso di leadership e autocritica del difensore, punto fermo del Napoli campione d’Italia nella scorsa stagione. L’episodio del cartellino rosso, arrivato in un momento cruciale della partita, sarà inevitabilmente al centro delle analisi tecniche nei prossimi giorni.

Per il Napoli, la strada si fa in salita: servirà una prestazione perfetta nella prossima gara di Champions al Diego Armando Maradona. Conte dovrà studiare soluzioni alternative per sopperire all’assenza del suo capitano, squalificato, e trovare il modo di arginare la potenza offensiva del City.

La sfida resta aperta, ma il margine di errore è ormai ridotto al minimo. I tifosi azzurri, però, conoscono bene la resilienza della loro squadra e sperano in una notte europea capace di riscrivere la storia.

Atalanta, stop per Scalvini: 20 giorni di assenza. Lookman può essere l’arma in più a Torino?

Atalanta, altro stop per Scalvini: 20 giorni di assenza. Lookman può essere l’arma in più a Torino? Le ultimissime

L’Atalanta di Juric, reduce dalla pesante sconfitta per 4-0 contro i campioni d’Europa del Paris Saint-Germain, si prepara a una trasferta delicata in casa del Torino. La squadra bergamasca, dopo un avvio di campionato sottotono, è chiamata a ritrovare compattezza e identità di gioco.

Emergenza in difesa: fuori Scalvini

La notizia più pesante riguarda Giorgio Scalvini, difensore centrale classe 2003 e punto fermo della retroguardia nerazzurra, costretto a fermarsi per circa venti giorni a causa di un infortunio. La sua assenza si aggiunge a quella di Charles De Ketelaere, trequartista belga arrivato dal Milan, ancora indisponibile.

Torino-Atalanta: sfida ad alta intensità

Domani, allo Stadio Olimpico Grande Torino, i granata di Baroni— tecnico croato noto per il suo calcio aggressivo e organizzato — cercheranno di sfruttare il momento di difficoltà degli avversari. Tra le possibili scelte di Juric potrebbe esserci Lazar Samardžić, talento serbo capace di inventare tra le linee.

Lookman, il jolly offensivo

In casa Atalanta, l’attenzione è puntata su Ademola Lookman, attaccante nigeriano classe 1997, reduce da un’estate complicata ma tornato ad allenarsi regolarmente con il gruppo. Lookman, autore di una stagione 2022/23 da protagonista con gol pesanti in Serie A ed Europa League, potrebbe partire dalla panchina ma non è escluso un suo impiego dal primo minuto. La sua velocità e capacità di puntare l’uomo potrebbero rivelarsi decisive per scardinare la difesa granata.

Obiettivo: ritrovare ordine e fiducia

Per Gasperini, la priorità sarà ricompattare la squadra dopo le ultime delusioni. La trasferta di Torino rappresenta un banco di prova importante per misurare la condizione fisica e mentale dei nerazzurri. Un risultato positivo permetterebbe di rilanciare le ambizioni europee e di ritrovare fiducia in vista dei prossimi impegni.

Con Scalvini ai box e De Ketelaere ancora fermo, l’Atalanta dovrà fare affidamento sulla profondità della rosa e sulla capacità di reagire nei momenti difficili. E chissà che proprio Lookman non possa essere la carta vincente per invertire la rotta.

Fiorentina Como, Pioli cerca il rilancio in campionato: le possibili scelte di formazione

Fiorentina Como, Pioli cerca il rilancio in campionato: le possibili scelte di formazione dei viola in Serie A

La Fiorentina di Stefano Pioli, allenatore ex Milan noto per il suo approccio tattico equilibrato e la valorizzazione dei giovani, si prepara alla sfida contro il Como valida per la quarta giornata di Serie A. Il match è in programma domani allo stadio Artemio Franchi di Firenze e rappresenta un crocevia importante per i viola, ancora a caccia del primo successo stagionale in campionato.

“Voglio una Fiorentina vincente – ha dichiarato Pioli alla vigilia – ci manca la vittoria in Serie A. Quella di domenica deve essere una nuova opportunità. Resto convinto che chi gioca meglio abbia più possibilità di vincere: vogliamo essere pronti”.

Cambi in vista a centrocampo

Il tecnico è intenzionato a introdurre alcune novità per aumentare la qualità della manovra. In particolare, potrebbe affidare le chiavi del centrocampo a Hans Nicolussi Caviglia, regista valdostano classe 2000, tra i più brillanti nella mezz’ora finale contro il Napoli.

Ai suoi lati agiranno Rolando Mandragora, centrocampista mancino di grande esperienza, e Nicolò Fagioli, giovane mezzala dotata di ottima visione di gioco. Sulle corsie esterne confermati Dodô, terzino brasiliano rapido e offensivo, e Robin Gosens, laterale tedesco abile negli inserimenti.

Difesa a tre confermata

Nonostante qualche incertezza nelle ultime uscite, Pioli dovrebbe confermare la difesa a tre composta da Lorenzo Comuzzo, difensore centrale classe 2005 in crescita, Marin Pongračić, roccioso nazionale croato, e Luca Ranieri, centrale mancino affidabile. Tra i pali ci sarà David De Gea, portiere spagnolo ex Manchester United, arrivato in estate per dare esperienza internazionale al reparto.

Attacco: Kean punto fermo, ballottaggio Gudmundsson-Piccoli

In avanti, Moise Kean, attaccante italiano potente e veloce, sarà il riferimento centrale. Al suo fianco è ballottaggio tra Albert Gudmundsson, fantasista islandese dal dribbling imprevedibile, e Roberto Piccoli, punta fisica e abile nel gioco aereo.

La sfida contro il Como rappresenta per la Fiorentina un’occasione cruciale per invertire la rotta e ritrovare fiducia. Con il sostegno del pubblico del Franchi e le novità studiate da Pioli, l’obiettivo è chiaro: conquistare la prima vittoria in Serie A 2025/26 e rilanciare le ambizioni stagionali.

Lazio Roma, si avvicina il derby della Capitale: le ultimissime da Formello

Lazio Roma, si avvicina il derby della Capitale: le ultimissime notizie sui biancocelesti di Sarri da Formello

La Lazio di Maurizio Sarri, allenatore toscano celebre per il suo calcio organizzato e verticale, prosegue la preparazione in vista del derby contro la Roma, appuntamento cruciale della stagione. La notizia principale riguarda Nicolò Rovella, centrocampista classe 2001 dotato di visione di gioco e precisione nei passaggi, tornato ad allenarsi in gruppo nel pomeriggio dopo uno stop per problemi fisici. La sua presenza dal primo minuto resta però in dubbio: decisive saranno le sensazioni nella rifinitura di domani, prevista subito dopo la conferenza stampa di Sarri alle ore 15.

Cataldi favorito in regia

Per il ruolo di regista, il vantaggio è attualmente di Danilo Cataldi, centrocampista romano cresciuto nel vivaio biancoceleste. La sua esperienza e la profonda conoscenza dei meccanismi tattici di Sarri lo rendono la scelta più probabile per guidare la manovra.

Centrocampo: duello sulla mezzala sinistra

L’altro nodo riguarda la mezzala sinistra. In corsa ci sono Fisayo Dele-Bashiru, centrocampista nigeriano classe 2001 dalla grande fisicità, e Aymen Belahyane, giovane talento marocchino con ottima tecnica individuale. Entrambi si contendono un posto accanto a Mattéo Guendouzi, centrocampista francese ex Arsenal, considerato l’unico inamovibile del reparto.

Ancora indisponibile Matías Vecino, mediano uruguaiano di lunga esperienza internazionale: pur essendo guarito dall’infortunio muscolare rimediato ad agosto, non è ancora pronto per il rientro e salterà anche la sfida con la Roma.

Attacco: Pedro insidia Cancellieri

In avanti, Pedro Rodríguez, attaccante spagnolo campione del Mondo 2010 e d’Europa 2012, è in corsa per una maglia da titolare al posto di Matteo Cancellieri, esterno offensivo italiano classe 2002. Il tridente dovrebbe essere completato da Taty Castellanos, attaccante argentino recuperato da un affaticamento agli adduttori, e da Mattia Zaccagni, esterno mancino tra i più incisivi della scorsa stagione.

Difesa confermata, emergenza sugli esterni

Il reparto arretrato dovrebbe essere confermato: Adam Marušić e Nuno Tavares sulle fasce, Mario Gila e Alessio Romagnoli al centro, davanti a Ivan Provedel, portiere rivelazione della Serie A 2022/23.

Assente certo Manuel Lazzari per una lesione al soleo, resta in dubbio Patric, difensore spagnolo, per la convocazione.

Con il derby alle porte, Sarri dovrà sciogliere gli ultimi dubbi nelle prossime ore, nella speranza di recuperare elementi chiave per una sfida che vale molto più di tre punti.

Inter, l’analisi dell’avvio di stagione con Chivu: continuità e prime differenze rispetto a Inzaghi

Inter, l’avvio di stagione con Chivu: continuità e prime differenze rispetto a Inzaghi. L’analisi della Gazzetta

L’inizio di stagione dell’Inter guidata da Cristian Chivu, ex difensore romeno e bandiera nerazzurra tra il 2007 e il 2014, oggi alla sua prima esperienza sulla panchina della prima squadra, è stato oggetto di un’analisi approfondita da parte de La Gazzetta dello Sport. Subentrato in estate a Simone Inzaghi, tecnico piacentino che ha portato l’Inter a vincere trofei in Italia e a raggiungere una finale di Champions League, Chivu ha preso le redini dopo una breve parentesi al Parma.

Secondo il quotidiano, nonostante il cambio in panchina, la squadra ha mantenuto una struttura tattica simile al recente passato, con variazioni limitate. Le differenze principali riguardano la gestione della costruzione dal basso e l’intensità del pressing offensivo.

Costruzione dal basso: approccio più rapido

Con Inzaghi, il portiere svizzero Yann Sommer, campione d’Europa con il Bayern Monaco prima di approdare a Milano, era spesso coinvolto nel palleggio in area per avviare l’azione. Una strategia che ha dato risultati ma che, nella finale di Champions persa contro il Paris Saint-Germain, si è rivelata rischiosa. Chivu non ha abbandonato del tutto questa soluzione, ma l’ha resa più veloce e selettiva: viene utilizzata soprattutto sulle rimesse dal fondo o in situazioni di pressing avversario, riducendo i tempi di manovra.

Pressing alto e aggressività

Sul fronte opposto, il nuovo allenatore ha aumentato l’intensità del pressing nella metà campo avversaria. Un esempio lampante si è visto contro l’Ajax, quando l’attaccante francese Marcus Thuram, ex Borussia Mönchengladbach, e il giovane talento Pio Esposito hanno guidato la pressione sui difensori olandesi, costringendoli a errori in fase di impostazione.

I numeri del baricentro

Le statistiche confermano queste tendenze: nelle prime tre giornate di Serie A, il baricentro medio dell’Inter con Chivu si è alzato a 55 metri, rispetto ai 51 della scorsa stagione con Inzaghi. In Champions League, però, la squadra ha mostrato maggiore prudenza: ad Amsterdam il baricentro è sceso a 49 metri, segnale di un approccio più attendista in trasferta.

L’analisi evidenzia come l’Inter di Chivu, pur mantenendo l’impianto tattico ereditato da Inzaghi, stia iniziando a sviluppare tratti distintivi. Un equilibrio tra continuità e innovazione che sarà decisivo per il prosieguo della stagione, sia in Serie A che in campo internazionale.

Calciomercato Milan: il retroscena sull’offerta per Nicolussi Caviglia svelato da Antonelli, i dettagli

Calciomercato Milan: spunta il retroscena sull’offerta per il centrocampista ex Juve Nicolussi Caviglia svelato da Antonelli, le ultime

Il calciomercato del Milan continua a riservare sorprese e retroscena. In un recente incontro con la stampa, Filippo Antonelli, direttore sportivo e general manager del Venezia, ha rivelato un episodio inaspettato legato all’ultima sessione invernale di mercato. L’occasione era la conferenza pre-partita di Serie B contro il Cesena, ma il discorso si è presto spostato su Hans Nicolussi Caviglia, centrocampista classe 2000, ex Juventus e Venezia, oggi alla Fiorentina.

Antonelli, noto per la sua franchezza, ha raccontato che l’interesse per il giovane mediano non proveniva solo dal club viola. «Nicolussi Caviglia aveva espresso la volontà di andare. Non sono sorpreso: c’è l’ambizione personale, la fama», ha dichiarato. Poi la rivelazione che ha acceso il dibattito tra tifosi e addetti ai lavori: «A gennaio abbiamo rifiutato un’offerta del Milan».

Secondo indiscrezioni, la trattativa sarebbe stata sostenuta direttamente dall’amministratore delegato rossonero Giorgio Furlani, alla ricerca di un profilo giovane e dinamico per rinforzare la mediana. Il Milan, oggi allenato da Massimiliano Allegri, avrebbe messo sul tavolo una cifra importante, confermando la strategia societaria di puntare su talenti emergenti. Tuttavia, il Venezia decise di trattenere il giocatore almeno fino al termine della stagione, considerandolo un elemento chiave per l’obiettivo salvezza.

La situazione è cambiata quando si è fatta avanti la Fiorentina di Vincenzo Italiano, impegnata nelle competizioni europee. La prospettiva di giocare su un palcoscenico internazionale ha convinto Nicolussi Caviglia a scegliere il trasferimento in viola. «Poi è arrivata la Fiorentina, che fa le coppe europee. Non so quanto trattenere il ragazzo davanti a queste proposte fosse conveniente», ha ammesso Antonelli.

Alla fine, la cessione è avvenuta di comune accordo, con il Venezia che ha cercato di ottenere le migliori condizioni economiche possibili. «Ci ho provato a trattenerlo, ma abbiamo accettato alle nostre condizioni. Fino alla fine abbiamo battagliato per ottenere il massimo», ha concluso il dirigente.

Questo retroscena non solo conferma l’attenzione del Milan verso giovani di prospettiva, ma evidenzia anche la capacità del Venezia di valorizzare i propri talenti, massimizzando il ritorno economico dalle cessioni. Un episodio che arricchisce il mosaico del calciomercato italiano e che potrebbe avere sviluppi nelle prossime sessioni.

Juventus, in arrivo nel 2026 una maglia celebrativa blu in stile anni ’70 – FOTO

Juventus, in arrivo la prossima stagione una maglia celebrativa blu in stile anni ’70 – FOTO

Le indiscrezioni sulle future divise della Juventus continuano a far discutere i tifosi. L’ultima novità, riportata dal portale La Maglia Bianconera, riguarda un progetto speciale previsto per l’estate 2026: una maglia celebrativa di colore blu, ispirata alle storiche divise da trasferta degli anni Settanta. Non sarà indossata in campo, ma proposta come capo lifestyle, pensato per celebrare un’epoca d’oro del club bianconero.

Un omaggio firmato Adidas Originals

Secondo le prime informazioni, Adidas, sponsor tecnico della Juventus dal 2015, realizzerà il modello sotto il marchio Adidas Originals, riconoscibile dal logo con il trifoglio. Questo dettaglio conferma la natura “casual” della maglia, lontana dalle esigenze tecniche del gioco. Il design riprenderà fedelmente uno dei kit away della prima metà degli anni ’70, caratterizzato da un elegante girocollo. A differenza dell’originale, sarà arricchito da tre stelle dorate sul petto, simbolo dei più di 30 Scudetti conquistati nella storia del club.

Il richiamo alla storica vittoria di Bilbao

La scelta del blu non è casuale: richiama immediatamente la Coppa UEFA 1977, primo trofeo europeo della Juventus, vinta nella finale di ritorno al San Mamés contro l’Athletic Bilbao. In quella squadra militavano campioni come Dino Zoff, portiere e capitano simbolo di affidabilità, e Marco Tardelli, centrocampista grintoso destinato a diventare una leggenda azzurra. All’epoca la divisa presentava un colletto a polo, ma il nuovo modello si inserisce in una serie di omaggi a quell’era indimenticabile.

Strategia nostalgia per la stagione 2026/27

Questa operazione sembra parte di una strategia più ampia. Secondo i rumors, anche la prima maglia della stagione 2026/27 sarà ispirata al kit del 1976/77, quello indossato da una delle squadre più forti della storia bianconera, guidata in panchina da Giovanni Trapattoni, allenatore capace di coniugare solidità difensiva e talento offensivo.

I tifosi juventini possono quindi aspettarsi un vero e proprio tuffo nel passato, con divise che uniscono tradizione e modernità. La maglia blu celebrativa, destinata a diventare un pezzo da collezione, rappresenterà non solo un omaggio alla storia del club, ma anche un simbolo di identità per chi vive la Juventus non solo come squadra, ma come passione senza tempo.

Le prime pagine sportive nazionali – 20 settembre 2025

Le prime pagine dei quotidiani sportivi di oggi in edicola: Tuttosport, Corriere dello Sport e La Gazzetta dello Sport. I dettagli

Sono decine di migliaia le copie vendute tutte le mattine in edicola, ma un’anteprima dei principali contenuti può essere consultata già dalla sera precedente. Ecco, allora, le prime pagine dei Quotidiani Sportivi di oggi in edicola. Tuttosport, Corriere dello Sport e La Gazzetta dello Sport rappresentano i principali quotidiani sportivi in Italia.

Lecce Cagliari, le dichiarazioni di Pisacane nel post partita

Le dichiarazioni di Pisacane dopo quella che è stata la partita di Serie A Lecce Cagliari

Ai microfoni di DAZN, l’allenatore Pisacane ha voluto rilasciare qualche dichiarazione su Lecce Cagliari di Serie A.

VITTORIA – «Per noi era l’andata di una finale. La vittoria ci fa lavorare serenamente, con fiducia. Questa partita è una tappa importante, non ci salviamo stasera, ma ci dà entusiasmo per lavorare meglio».

BELOTTI – «Ho ricevuto la sua telefonata dalla quale traspariva l’entusiasmo per rilanciarsi. Quando ho visto quest’energia mi ha convinto. Si è inserito subito, stasera ha fatto quello che gli riesce meglio».

PARTITA – «Stasera abbiamo fatto cose buone e altre meno buone, saranno queste ultime che ci aiuteranno a migliorare. Dobbiamo lavorare sugli aspetti negativi. Siamo soddisfatti di come è andata la partita».

ADOPO – «Questa sera ha sbagliato i primi due passaggi e ha perso autostima. Sono contento di altre cose che ha fatto. Non si calpesta i piedi con Palestra. Avevamo preparato il piano partita, abbiamo avuto dei vantaggi quando abbiamo allargato Palestra. Adopo è un giocatore valido, una partita così e così ci sta. Ma i giudizi sono prematuri a inizio campionato».

Di Francesco, le dichiarazioni del tecnico pugliese post Lecce Cagliari

Le dichiarazioni di Di Francesco dopo quella che è stata la partita di Serie A Lecce Cagliari

Ai microfoni di DAZN, l’allenatore Di Francesco ha voluto rilasciare qualche dichiarazione su Lecce Cagliari di Serie A.

ANALISI – «Il secondo tempo per 25 minuti abbiamo avuto l’occasione più importante con Morente e poi abbiamo preso il rigore nell’azione successiva, Tiago poteva accompagnare il calcio invece che entrare. Non si capisce se ha preso la palla. Nel primo tempo c’è stata una partita aperta. Nella seconda frazione di gioco avevamo trovato più equilibri difensivi e da un gol mangiato si è andati a un gol subito. Loro si sono chiusi bene e abbiamo fatto fatica a trovare delle occasioni».

TERZA SCONFITTA CONSECUTIVA – «Dopo una sconfitta bisogna fare tantissime analisi su tanti fattori come scelte, sistema di gioco e tanto altro. Abbiamo perso duelli di troppo, specialmente a destra con Palestra e la sua gamba. Dovevamo scappare in anticipo, dettagli che fanno la differenza, è difficile da modificare durante la partita. Mi dispiace per la gente non aver dato la gioia almeno di non perdere. Abbiamo concesso con facilità questo calcio di rigore».

Biglietti Roma Verona, ecco tutte le informazioni per quanto riguarda il settore ospiti

Biglietti Roma Verona, ecco tutte le informazioni su costi, modalità e disponibilità per il Settore Ospiti

In vista del match tra Roma e Verona, valido per la prossima giornata di Serie A e in programma domenica all’Olimpico, sono stati ufficializzati costi e modalità di acquisto dei biglietti Roma Verona, in particolare per quanto riguarda il Settore Ospiti.

L’Hellas Verona, attraverso una nota pubblicata sul proprio sito ufficiale, ha comunicato che i biglietti Roma Verona riservati ai tifosi gialloblù sono già disponibili all’acquisto. I tagliandi possono essere acquistati sul circuito Vivaticket, partner ufficiale per la distribuzione, sia online che presso i punti vendita autorizzati sparsi su tutto il territorio nazionale.

Il prezzo stabilito per ogni biglietto del settore ospiti è di 30 euro, a cui vanno aggiunte le commissioni di prevendita previste dal servizio Vivaticket. La disponibilità complessiva è pari a 3.500 biglietti, una capienza significativa che permetterà ai tifosi veronesi di essere presenti in massa per sostenere la squadra in una trasferta affascinante e complessa contro la Roma.

È importante sottolineare che l’acquisto dei biglietti Roma Verona per il settore ospiti sarà possibile fino alle ore 19:00 di sabato, ovvero il giorno precedente alla gara, come previsto dalle normative vigenti in materia di ordine pubblico e sicurezza negli stadi. Al momento dell’acquisto sarà necessario fornire i dati anagrafici dell’utilizzatore del tagliando, e in alcuni casi potrebbe essere richiesto anche il documento d’identità.

Al momento, non risultano limitazioni legate a tessere del tifoso o restrizioni regionali, ma è sempre consigliabile consultare il sito ufficiale dell’Hellas Verona o di Vivaticket per eventuali aggiornamenti, soprattutto in vista di possibili disposizioni delle autorità competenti.

Il match tra Roma e Verona si preannuncia ad alta intensità, e la richiesta di biglietti Roma Verona è attesa in forte crescita nei prossimi giorni, specie con l’avvicinarsi della data dell’incontro. Si invita quindi chi fosse interessato ad acquistare il proprio tagliando con largo anticipo, per evitare il rischio del sold out.

La passione dei tifosi ospiti sarà un elemento chiave nel contesto di una sfida dal grande valore sportivo e simbolico, e i biglietti Roma Verona rappresentano l’occasione per vivere dal vivo un grande spettacolo di Serie A.

Allenamento Atalanta, quali sono le novità in vista della gara contro il Toro? Il punto

Allenamento Atalanta: le ultime novità in vista della sfida contro il Torino

Prosegue la preparazione dell’Atalanta in vista della delicata sfida contro il Torino, in programma domenica alle ore 15. La squadra di Juric è tornata al lavoro nel pomeriggio e l’allenamento Atalanta ha riservato alcune indicazioni importanti sullo stato fisico di alcuni giocatori chiave, a cominciare da Ederson e Kolasinac, entrambi ancora non al meglio.

Durante l’allenamento Atalanta pomeridiano, il centrocampista brasiliano Ederson ha svolto lavoro individuale, seguendo il proprio programma di recupero. Le sue condizioni vengono monitorate giorno dopo giorno e, sebbene non sia ancora al 100%, il suo recupero sta proseguendo in linea con le aspettative dello staff medico. Anche Sead Kolasinac ha svolto una sessione di lavoro individuale in campo, segno che si sta avvicinando al rientro, ma resta in dubbio per la trasferta di Torino.

Terapie invece per altri tre calciatori importanti: Charles De Ketelaere, Gianluca Scamacca e Mitchel Bakker non hanno preso parte all’allenamento Atalanta con il resto del gruppo e si sono sottoposti a cure fisioterapiche per smaltire i rispettivi problemi fisici. La loro presenza contro il Torino resta in forte dubbio, in particolare quella del trequartista belga.

L’Atalanta ha anche rilasciato aggiornamenti ufficiali sulle condizioni di De Ketelaere e Giorgio Scalvini, entrambi usciti acciaccati dalla sfida di Champions League contro il Paris Saint-Germain. Secondo quanto comunicato dal club orobico, De Ketelaere soffre di un risentimento fasciale al muscolo ileopsoas sinistro. Le sue condizioni saranno rivalutate quotidianamente, ma appare difficile un suo recupero in tempo per la partita di domenica.

Più lunga, invece, la degenza prevista per Scalvini, a causa di una lesione muscolo-fasciale di primo grado all’adduttore lungo destro. I tempi di recupero stimati sono di circa 18-20 giorni, il minimo sindacale per questo tipo di infortunio.

L’allenamento Atalanta proseguirà anche nella giornata di domani, sempre nel pomeriggio, con l’obiettivo di valutare le condizioni di tutti gli infortunati e di affinare la preparazione in vista del match contro una squadra solida come il Torino. Lo staff medico e tecnico resta in allerta, nella speranza di recuperare almeno uno dei big a disposizione.

Gasperini e quella che sarà Lazio Roma: la situazione attuale dei giallorossi

Lazio Roma, come stanno i giallorossi? Le ultime novità sulla squadra di Gasperini

Manca davvero poco al grande appuntamento: Lazio‑Roma, il derby della Capitale, è ormai alle porte e si sente già il fermento. Domenica alle 12:30 all’Olimpico le due squadre si sfideranno per il primato d’onore e per far valere orgoglio e supremazia cittadina. Stamattina la Roma si è preparata con una seduta di allenamento Lazio‑Roma molto intensa: prima lavoro atletico, poi esercizi con il pallone per curare movimenti e schemi.

Presenti a bordocampo, oltre a mister Gian Piero Gasperini, anche il senior advisor Claudio Ranieri, con parole di incoraggiamento e confronto tecnico‑tattico rivolto anche a Lorenzo Pellegrini e al direttore sportivo Frederic Massara: elementi che contano nello spogliatoio giallorosso.

Le notizie che arrivano però non sono tutte positive per la Roma. Wesley continua a non allenarsi con il gruppo a causa di problemi intestinali, mentre Mario Hermoso dopo l’affaticamento al polpaccio di ieri ha svolto lavoro individuale oggi. In questo scenario, è lecito domandarsi chi scenderà davvero in campo nel match più atteso da quando Gasperini siede sulla panchina capitolina.

Unica certezza per il tecnico è il portiere: Svilar partirà tra i pali. In difesa ci sarà Celik, a completare la linea arretrata. A centrocampo possibile spazio per Rensch sulla fascia destra, mentre El Aynaoui agirà insieme a Soulé dietro l’unica punta, che secondo le indicazioni è Ferguson.

La Roma dal canto suo è chiamata a tornare a un attacco con riferimento fisso: l’esperimento dell’attacco “leggero” contro il Torino non ha dato i frutti sperati, e così Gasperini potrebbe tornare a soluzioni più tradizionali. Dovbyk, al momento, non è in cima alle gerarchie offensive: è ormai chiaro che non sarà lui la prima scelta come punta centrale per Lazio‑Roma.

In casa Lazio c’è grande aspettativa: Sarri e i suoi giocatori studiano attentamente la Roma, pur fiduciosi. Il derby può essere una partita decisiva, un’occasione per rilanciare il morale e rimarcare la superiorità dentro e fuori dal campo.

La partita Lazio‑Roma, dunque, non è solo una questione di tredici punti o di classifica: è una questione di identità, prestigio, e cuore. Sarà un confronto che peserà sulla stagione, che darà forza ai vincenti e metterà alla prova chi non saprà gestire la pressione.

Roma, Gasperini e la situazione in vista del Derby contro la Lazio. Il punto

Gasperini e le intenzioni della Roma in vista del Derby. Le ultime novità

Manca davvero poco al grande appuntamento: Lazio‑Roma, il derby della Capitale, è ormai alle porte e si sente già il fermento. Domenica alle 12:30 all’Olimpico le due squadre si sfideranno per il primato d’onore e per far valere orgoglio e supremazia cittadina. Stamattina la Roma si è preparata con una seduta di allenamento Lazio‑Roma molto intensa: prima lavoro atletico, poi esercizi con il pallone per curare movimenti e schemi.

Presenti a bordocampo, oltre a mister Gian Piero Gasperini, anche il senior advisor Claudio Ranieri, con parole di incoraggiamento e confronto tecnico‑tattico rivolto anche a Lorenzo Pellegrini e al direttore sportivo Frederic Massara: elementi che contano nello spogliatoio giallorosso.

Le notizie che arrivano però non sono tutte positive per la Roma. Wesley continua a non allenarsi con il gruppo a causa di problemi intestinali, mentre Mario Hermoso dopo l’affaticamento al polpaccio di ieri ha svolto lavoro individuale oggi. In questo scenario, è lecito domandarsi chi scenderà davvero in campo nel match più atteso da quando Gasperini siede sulla panchina capitolina.

Unica certezza per il tecnico è il portiere: Svilar partirà tra i pali. In difesa ci sarà Celik, a completare la linea arretrata. A centrocampo possibile spazio per Rensch sulla fascia destra, mentre El Aynaoui agirà insieme a Soulé dietro l’unica punta, che secondo le indicazioni è Ferguson.

La Roma dal canto suo è chiamata a tornare a un attacco con riferimento fisso: l’esperimento dell’attacco “leggero” contro il Torino non ha dato i frutti sperati, e così Gasperini potrebbe tornare a soluzioni più tradizionali. Dovbyk, al momento, non è in cima alle gerarchie offensive: è ormai chiaro che non sarà lui la prima scelta come punta centrale per Lazio‑Roma.

In casa Lazio c’è grande aspettativa: Sarri e i suoi giocatori studiano attentamente la Roma, pur fiduciosi. Il derby può essere una partita decisiva, un’occasione per rilanciare il morale e rimarcare la superiorità dentro e fuori dal campo.

La partita Lazio‑Roma, dunque, non è solo una questione di tredici punti o di classifica: è una questione di identità, prestigio, e cuore. Sarà un confronto che peserà sulla stagione, che darà forza ai vincenti e metterà alla prova chi non saprà gestire la pressione.

Sassuolo, si può sognare? Ecco una ripresa importante in casa neroverde

Sassuolo: dopo le difficoltà iniziali, la reazione in vista del prossimo impegno. La situazione attuale

Da qualche tempo l’aria nel quartier generale del Sassuolo al Mapei Football Center è diventata un po’ più tesa. Le due sconfitte consecutive hanno attenuato l’entusiasmo che aveva accompagnato il ritorno in Serie A dopo la promozione. La prima, prevista contro il Napoli, non aveva sorpreso troppo; la seconda, invece, contro la Cremonese, ha colpito più duramente.

Ritornare nella massima serie si sta dimostrando più complesso del previsto per il Sassuolo, una realtà con storia e aspirazioni importanti. Spesso, dopo una stagione dominata in Serie B, le attese sono elevate, e gli ostacoli sono numerosi. Il calendario iniziale non ha dato tregua: affrontare Napoli, Lazio e Inter nelle prime quattro partite significa confrontarsi subito con high-profile del campionato. È una partenza che mette a dura prova qualsiasi squadra che ambisca a restare competitiva.

La sconfitta a Cremona rischiava di lasciare un segno profondo nel morale neroverde: errori, timori e alcune disattenzioni hanno reso più amaro il risultato. Ma in casa Sassuolo non si è persa la fiducia. Il match successivo, proprio contro la Lazio, ha offerto una risposta preziosa. Pur non vincendo, il livello di prestazione – soprattutto nella fase di pressione, nella tenuta difensiva e nei ripiegamenti – ha mostrato segnali di carattere. È in quei momenti che si vede la maturità di un gruppo, e gli uomini di Grosso hanno saputo riaffermarsi, dimostrando di poter reggere il confronto anche contro avversarie più quotate.

La reazione contro la Lazio è servita non solo a limitare i danni in classifica, ma anche a ripristinare fiducia negli ambienti interni e nei tifosi. Nel Sassuolo si respira un ritrovato spirito combattivo: le difficoltà iniziali sembrano aver acceso una consapevolezza diversa, una voglia di non mollare che forse mancava nelle ultime settimane.

Ora la sfida è guardare avanti: la prossima partita potrebbe essere un punto di svolta, un segnale che il Sassuolo non solo vuole restare in Serie A, ma intende farlo con ambizione. Serve continuità, serve mettere insieme una serie di prestazioni convincenti. Il tecnico Grosso dovrà riprendere da quanto di buono visto contro la Lazio, limare gli errori e lavorare sulla solidità mentale della squadra nei momenti difficili.

Se il Sassuolo riuscirà a trovare equilibrio e fiducia, la stagione potrà prendere pieghe interessanti: nonostante i rivali quotati, la squadra ha le potenzialità per sorprendere e per conquistare punti che, finora, sembravano fuori portata. Il percorso è appena all’inizio, ma la reazione contro la Lazio ha indicato la strada giusta.

Luca Zidane sceglie l’Algeria: dal sogno di Zinedine alla possibile convocazione in nazionale

Luca Zidane verso la nazionale algerina: il figlio di Zinedine vicino alla convocazione. Tutti gli aggiornamenti

I tifosi dell’Algeria hanno a lungo sognato di vedere un Zidane con la maglia verde. Quel desiderio, mai realizzato con l’ex Juve e Real Madrid Zinedine, potrebbe ora concretizzarsi grazie a suo figlio Luca Zidane, portiere classe 1998 del Granada CF. La FIFA ha ufficializzato sul proprio sito il cambio di nazionalità sportiva del 27enne, che potrà così rappresentare la nazionale algerina, salutando definitivamente la Francia.

Dalla Francia alla Liga: la carriera di Luca Zidane

Nato a Marsiglia il 13 maggio 1998, Luca è cresciuto calcisticamente in Spagna, entrando nel settore giovanile del Real Madrid nel 2014. Con i Blancos ha militato fino al 2019, prima di vestire le maglie di Racing Santander, Rayo Vallecano, SD Eibar e, dal luglio 2024, del Granada CF, club della Liga spagnola.

Sul fronte internazionale, il portiere ha rappresentato quasi tutte le selezioni giovanili francesi: 3 presenze con l’Under 16, 14 con l’Under 17, 6 con l’Under 18, altrettante con l’Under 19 e una con l’Under 20 nel 2018. Nonostante questo percorso, non è mai stato convocato dal commissario tecnico Didier Deschamps, campione del mondo 2018, per la Nazionale maggiore.

La scelta dell’Algeria e il legame familiare

La decisione di Luca è fortemente legata alle origini del padre, Zinedine Zidane, leggenda del calcio mondiale e icona della nazionale francese, nato a Marsiglia da genitori algerini. Il passaggio alla nazionale nordafricana ha suscitato entusiasmo tra i tifosi dei Fennecs, che vedono in lui un potenziale rinforzo di spessore in vista delle qualificazioni al Mondiale 2026.

Prossime sfide e concorrenza in porta

Il commissario tecnico Vladimir Petkovic, ex allenatore della Svizzera e della Lazio, potrà ora inserire Luca nella lista dei convocati per le prossime gare: il 9 ottobre contro la Somalia e il 14 ottobre contro l’Uganda. Resta da capire se il nuovo arrivato riuscirà a contendere il posto da titolare ad Alexis Guendouz, attuale numero uno dell’MC Alger.

Con questa scelta, Luca Zidane apre un nuovo capitolo della sua carriera, unendo il proprio percorso professionale a un’eredità familiare che in Algeria ha un valore simbolico enorme. I prossimi mesi diranno se riuscirà a trasformare il sogno dei tifosi in realtà.

Parma, infortunio per Valenti: lesione muscolare in vista della sfida con la Cremonese

Parma, brutte notizie per i ducali! Infortunio per Valenti: lesione muscolare in vista della sfida con la Cremonese. Le ultime

Il Parma Calcio è tornato ad allenarsi al Mutti Training Center di Collecchio per preparare la sfida di Serie A contro la Cremonese, in programma domenica 21 settembre alle ore 15:00. La squadra guidata dal tecnico Fabio Cuesta, allenatore argentino noto per il suo approccio tattico equilibrato, ha svolto una seduta mattutina caratterizzata da attivazione fisica e tecnica, esercitazioni con i torelli, lavoro tattico generale, partitella a campo ridotto e situazioni su palla inattiva.

Stop per Lautaro Valenti

La nota negativa della giornata riguarda Lautaro Valenti, difensore centrale argentino classe 1999, punto di riferimento della retroguardia gialloblù. Il giocatore ha riportato un problema muscolare che lo mette in dubbio per la sfida contro i grigiorossi. Gli esami strumentali hanno evidenziato una lesione di primo grado al retto femorale della coscia destra.

Il club ha comunicato che Valenti ha già iniziato il percorso riabilitativo con l’obiettivo di tornare in campo il prima possibile. Lo staff medico seguirà un programma mirato per favorire il recupero, ma i tempi di rientro dipenderanno dall’evoluzione clinica nelle prossime settimane.

Preparazione verso Parma-Cremonese

Il Parma proseguirà la preparazione con un’ulteriore seduta di allenamento prevista per sabato 20 settembre, vigilia del match. La sfida contro la Cremonese, formazione solida e ben organizzata, rappresenta un test importante per i crociati, che puntano a consolidare la propria posizione in classifica.

L’assenza di Valenti costringerà Cuesta a valutare alternative in difesa. Possibili soluzioni includono l’impiego di giocatori come Yordan Osorio, difensore venezuelano esperto e già titolare in diverse gare, o l’arretramento di un centrocampista in grado di adattarsi al ruolo.

Impatto sull’equilibrio difensivo

La perdita di un elemento come Valenti, abile nel gioco aereo e nella marcatura, potrebbe influire sull’equilibrio difensivo della squadra. Tuttavia, il Parma ha dimostrato in più occasioni di saper sopperire alle assenze grazie a un’organizzazione tattica solida e a un gruppo coeso.

La partita contro la Cremonese sarà dunque un banco di prova non solo per la squadra, ma anche per la capacità dello staff tecnico di gestire le emergenze e mantenere alta la competitività.

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