Pagina 649 – Calcio News 24

Calciomercato Cagliari, Caprile nel mirino di una big italiana. La situazione in casa rossoblu


Calciomercato Cagliari: Caprile nel mirino dell’Inter dopo un inizio di stagione convincente

Il nome di Elia Caprile comincia a circolare con insistenza tra gli addetti ai lavori, e il Calciomercato Cagliari potrebbe presto animarsi attorno al giovane portiere classe 2001. L’estremo difensore, protagonista di un avvio di stagione positivo con la maglia dei rossoblù, è finito sotto osservazione da parte dell’Inter. Secondo quanto riportato da Nicolò Schira, un osservatore nerazzurro era presente al “Via del Mare” durante la gara contro il Lecce per monitorare da vicino la sua prestazione.

Arrivato al Cagliari nel gennaio 2025, Caprile ha subito convinto per maturità, personalità e capacità di guidare il reparto difensivo. Cresciuto tra Napoli e Bari, si è inserito rapidamente negli schemi della squadra di Fabio Pisacane, dimostrando ottimi riflessi, buon posizionamento e un’eccellente lettura delle situazioni di gioco. Non a caso, il suo nome sta emergendo come uno dei più interessanti tra i giovani portieri italiani.

Nel contesto del Calciomercato Cagliari, l’interesse dell’Inter rappresenta un segnale importante: il club rossoblù è tornato a essere una fucina di talenti in grado di attirare le big del campionato. I nerazzurri sono alla ricerca di un profilo giovane e affidabile tra i pali, in grado di garantire solidità per il futuro, ed Elia Caprile sembra avere tutte le carte in regola per rispondere a queste esigenze.

Per il Cagliari, questa attenzione rappresenta sì un’opportunità economica, ma anche una sfida gestionale: trattenere Caprile o monetizzare al momento giusto senza compromettere la competitività della rosa. In ogni caso, il Calciomercato Cagliari dovrà essere gestito con grande equilibrio dalla dirigenza, consapevole che il valore del portiere può crescere ulteriormente nel corso della stagione.

Con la Serie A 2025/26 ancora lunga, Caprile ha davanti a sé l’occasione di consolidare il proprio status e attirare nuovi interessamenti. Se le prestazioni continueranno su questi livelli, il suo nome sarà tra i più discussi nel prossimo Calciomercato Cagliari, diventando un asset importante sia in chiave tecnica che economica per il club isolano.

Allegri, cosa è successo durante Udinese Milan? Spunta fuori una nuova indiscrezione


Allegri, un leone in gabbia: la passione del tecnico rossonero non conosce sosta

Massimiliano Allegri ha vissuto un pomeriggio particolarmente intenso durante la sfida tra Udinese e Milan, costretto a osservare i suoi giocatori dalla tribuna stampa del “BluEnergy Stadium” per via di una squalifica. Lontano dalla panchina, ma mai davvero distante dalla partita, Allegri è apparso come un leone in gabbia: irrequieto, frustrato, sempre in movimento. Il giornalista Antonello Gioia ha ben descritto la scena, sottolineando come l’allenatore non riuscisse a contenere l’irritazione, soprattutto dopo il terzo gol subito dalla sua squadra.

Dal primo tempo si sono manifestati segnali di nervosismo, ma è nella ripresa che Allegri ha dato sfogo a tutta la sua insofferenza. L’esultanza per il gol di Pulisic non ha attenuato il malumore del tecnico, visibilmente infastidito non tanto dal punteggio quanto dall’atteggiamento disattento dei suoi. Le sbavature difensive e la scarsa applicazione in alcune fasi del gioco sono state motivo di dure reazioni da parte di Allegri, che ha più volte lasciato la sua postazione per sfogarsi fisicamente, sbattendo i pugni e protestando a voce alta.

Questa tensione evidenzia un tratto distintivo del carattere di Allegri: l’intransigenza. L’allenatore non tollera cali di concentrazione, nemmeno quando il risultato sembra acquisito. Per lui, ogni minuto conta, ogni dettaglio va curato. È proprio questa mentalità a fare la differenza in una squadra che punta a vincere su ogni fronte. La richiesta di perfezione di Allegri non è solo un capriccio tecnico, ma una filosofia che coinvolge tutta la gestione sportiva, condivisa anche dal direttore sportivo Tare.

Il messaggio di Allegri è chiaro: il Milan deve imparare a essere continuo, solido, mentalmente presente fino al fischio finale. Superficialità e leggerezze non sono ammesse, nemmeno in vantaggio di tre gol. L’episodio vissuto in tribuna, quindi, non è solo una parentesi di nervosismo, ma una dichiarazione d’intenti.

In definitiva, Allegri rappresenta la fame, la disciplina e l’ambizione di un Milan che non può permettersi pause. Il suo comportamento è la sintesi di una leadership che pretende il massimo, sempre. Con Allegri alla guida, il messaggio è inequivocabile: per vincere, non si può mai abbassare la guardia.

Verona, quanto starà fuori Gagliardini? Spuntano le indiscrezioni sul centrocampista

Verona, emergenza a centrocampo: infortunio Gagliardini meno grave del previsto

Il Verona di Paolo Zanetti si prepara ad affrontare un banco di prova durissimo: la sfida contro la Juventus. La gara, in programma allo Stadio Bentegodi, vedrà i gialloblù privi di alcuni elementi importanti, a cominciare da Roberto Gagliardini, alle prese con un infortunio che lo terrà lontano dai campi ancora per qualche settimana.

Secondo quanto riportato dal Corriere di Verona, le prime valutazioni sull’infortunio di Gagliardini sembrano meno gravi del previsto. Il centrocampista ex Inter, uscito malconcio dalla partita contro la Cremonese, ha riportato una lussazione alla spalla destra, che fortunatamente è stata ridotta manualmente senza necessità di intervento chirurgico. Le prime indicazioni parlano di un possibile rientro entro un mese, anche se saranno gli esami strumentali e la visita specialistica in programma nei prossimi giorni a stabilire con precisione i tempi di recupero.

Nel frattempo, Gagliardini dovrà indossare un tutore per stabilizzare l’articolazione e proseguirà con un percorso riabilitativo specifico. L’infortunio di Gagliardini rappresenta un problema serio per Zanetti, che perde una pedina fondamentale proprio in un momento delicato della stagione. Il suo apporto in termini di esperienza e equilibrio in mezzo al campo si stava rivelando cruciale per il progetto tecnico dell’Hellas.

Contro la Juventus, quindi, il Verona dovrà fare a meno non solo di Gagliardini, ma anche di Suslov e Mosquera, ancora ai box. C’è invece un cauto ottimismo per il recupero di Fallou, il cui rientro sarà valutato nei prossimi giorni. Da monitorare anche le condizioni di Harroui, che sta lavorando a parte. Notizie positive arrivano da Valentini, che potrebbe essere convocato e partire dalla panchina.

La squadra si sta allenando allo Sporting Center Paradiso, dove Zanetti sta lavorando intensamente per trovare soluzioni alternative in vista della trasferta contro i bianconeri. Nonostante l’assenza di diversi titolari, il tecnico è deciso a mettere in campo una formazione competitiva.

In conclusione, l’infortunio di Gagliardini complica i piani del Verona, ma lo staff medico e tecnico resta fiducioso in un recupero entro i tempi previsti. La speranza è di rivederlo protagonista in campo già a ottobre, pronto a dare il suo contributo nella lotta salvezza.

Vlahovic-Juve, rinnoverà l’attaccante bianconero a cifre più basse?

Vlahovic-Juve: il futuro è un rebus, nessun segnale di rinnovo per quanto riguarda il centravanti

Nonostante un rendimento da top player europeo, il futuro di Dusan Vlahovic alla Juve è sempre più incerto. L’attaccante serbo, reduce da un inizio di stagione brillante e con una media gol da vero bomber, si trova al centro di voci contrastanti che agitano l’ambiente bianconero. Se da un lato i tifosi sperano di costruire un ciclo vincente attorno a lui, dall’altro la realtà economica e contrattuale racconta una storia ben diversa.

Secondo le ultime indiscrezioni riportate dal giornalista Gianni Balzarini, la situazione tra Vlahovic e la Juve è in fase di stallo totale. Nonostante si sia parlato a lungo della possibilità di un rinnovo con ingaggio spalmato su più anni, il club non avrebbe ancora avanzato alcuna proposta concreta al giocatore. “Non c’è mai stata una trattativa vera – ha dichiarato Balzarini – non è mai partita una proposta in tal senso della Juventus”. Parole che suonano come una doccia fredda per i sostenitori della Vecchia Signora.

Questa mancanza di iniziativa da parte della società apre scenari tutt’altro che rassicuranti. Con un contratto in scadenza nel 2026 e un ingaggio elevato, Vlahovic rischia di diventare un nodo economico difficile da gestire per la Juve, soprattutto in un periodo in cui il club sta cercando di rientrare nei parametri di sostenibilità finanziaria.

L’ipotesi più concreta, a questo punto, è quella di una separazione al termine della stagione. “La sensazione – prosegue Balzarini – è che le parti si saluteranno a fine stagione, anche a parametro zero”. Uno scenario che rappresenterebbe una vera beffa per la Juventus, considerando l’investimento iniziale di oltre 70 milioni di euro per portarlo via dalla Fiorentina.

Non è esclusa, però, la possibilità che la Juve decida di anticipare i tempi, valutando una cessione già nel mercato di gennaio, anche a una cifra inferiore rispetto al suo valore reale, pur di evitare un addio gratuito.

In questo momento, il futuro di Vlahovic alla Juve appare avvolto da molte ombre e poche certezze. La dirigenza è chiamata a una decisione rapida: rinnovare, cedere o rischiare di perdere un patrimonio tecnico ed economico senza contropartita.

Le prime pagine sportive nazionali – 21 settembre 2025

Le prime pagine dei quotidiani sportivi di oggi in edicola: Tuttosport, Corriere dello Sport e La Gazzetta dello Sport. I dettagli

Sono decine di migliaia le copie vendute tutte le mattine in edicola, ma un’anteprima dei principali contenuti può essere consultata già dalla sera precedente. Ecco, allora, le prime pagine dei Quotidiani Sportivi di oggi in edicola. Tuttosport, Corriere dello Sport e La Gazzetta dello Sport rappresentano i principali quotidiani sportivi in Italia.

Marelli su Verona-Juve: «Per me il rigore non c’è e Orban andava espulso»

Marelli su Verona-Juve: «Per me il rigore non c’è e Orban andava espulso». Le dichiarazioni dell’ex arbitro sugli episodi

La Juventus rallenta la sua corsa, fermandosi sull’1-1 al Bentegodi contro un ottimo Verona e interrompendo la striscia di tre vittorie consecutive. Oltre al risultato, a far discutere sono stati almeno due episodi arbitrali chiave, analizzati nel post-partita dall’ex arbitro Luca Marelli per Dazn.

Il primo caso riguarda il calcio di rigore che ha permesso al Verona di pareggiare. La decisione è arrivata dopo una On-Field Review per un tocco di braccio di Joao Mario. Marelli si è detto in totale disaccordo con la scelta dell’arbitro, spiegando nel dettaglio la sua visione.

«Il calcio di rigore per il Verona viene fischiato dopo on-field review per tocco di braccio di Joao Mario. Si capisce subito l’atteggiamento di Joao Mario rispetto al pallone: chiude gli occhi, non sa assolutamente dove si trova il pallone. Perché? Perché Nelsson, davanti a lui, salta, non tocca il pallone che spiove all’improvviso nei pressi di Joao Mario che sicuramente tocca il pallone ma non lo vede neanche».

L’analisi di Marelli prosegue, rafforzando il concetto di non punibilità del fallo: «Io non sono d’accordo con questa decisione perché a mio parere si tratta di un pallone inaspettato e il braccio non è punibile in questa situazione. Joao Mario non può sapere da dove sarebbe arrivato il pallone, perché davanti a lui c’è Nelsson. Il movimento dovrebbe contare, ma è un braccio che tende a rientrare verso la figura, verso l’interno. Questo a mio parere è un pallone totalmente inaspettato, per cui non punibile».

Altro episodio molto discusso è stato il contatto tra Orban e Gatti, sanzionato solo con un cartellino giallo. Anche in questo caso, il parere dell’esperto è netto.

«Da rosso? La discussione è aperta. Quello che abbiamo visto è la decisione del giallo e il VAR non interviene. Orban guarda solo Gatti, era sua intenzione colpirlo al volto o prendere posizione? La sensazione è che vada proprio a mirare il volto. Perché non è stato richiamato? Perché il colpo non è stato diretto al volto, ma ho toccato la spalla quindi rimane una decisione di campo. Ma rimangono tanti dubbi. A mio parere la decisione corretta doveva essere il cartellino rosso. Il giallo è uno sconto su quello che sarebbe potuto essere».

Runjaic: «Non stupitevi, l’Udinese può perdere col Milan. È la migliore squadra che abbiamo visto»

Kosta Runjaic, allenatore dell’Udinese, ha parlato al termine della sconfitta interna col Milan. Le dichiarazioni del tecnico dei friulani

Kosta Runjaic, allenatore dell’Udinese, ha parlato a Dazn al termine della sconfitta interna col Milan. Le dichiarazioni del tecnico dei friulani.

PRESTAZIONE – «Abbiamo fatto degli errori evitabili in possesso palla che hanno regalato vantaggi al Milan. Poi il 2-0 concesso dopo pochi secondi dall’inizio del secondo tempo è stato il momento di rottura del match che non siamo più riusciti a indirizzare. Abbiamo avuto troppo timore, tanti singoli non hanno dimostrato la loro qualità, con poca energia. Il Milan ha tanti giocatori di grande livello con buona disciplina. Probabilmente è la migliore squadra che abbiamo visto in questo inizio di campionato. Non stupitevi, col Milan si può anche perdere. Ci sono tanti giocatori nuovi che hanno bisogno di tempo per essere integrati. Non è questione di modulo, siamo partiti col 4-4-2, ma di approccio alla partita».

Landucci: «Partita molto seria. Pulisic un cecchino anche in allenamento. E Rabiot è mostruoso»

Marco Landucci, vice allenatore del Milan, ha parlato a Dazn al termine della partita vinta con l’Udinese. Le dichiarazioni

Marco Landucci, vice allenatore del Milan, ha parlato a Dazn al termine della partita vinta con l’Udinese. Le dichiarazioni.

PRESTAZIONE – «Stasera abbiamo fatto una partita molto seria con grande rispetto dell’Udinese. Abbiamo avuto voglia e spirito di gruppo. Complimenti a tutti, abbiamo fatto un’ottima partita tecnicamente. Stasera festeggiamo e martedì pensiamo al Lecce in Coppa Italia».

PULISIC – «Oltre al calciatore che conosciamo tutti, è una persona umile. Un campione che si allena come un ragazzino. È un esempio. Lui mi emoziona, mi fa ricordare di quando ero giovane e giocavo. È una persona incredibile. Vorrei parlare di tutta la squadra ma lui quando tira in porta in allenamento è micidiale, un cecchino. I suoi dati parlano per lui».

INSERIMENTI – «Nel calcio se non ti muovi… Ti vengono tutti a prendere. Correre in avanti ti crea delle soluzioni per te o per altri giocatori. Se corri in avanti crei degli spazi. Rabiot ha fatto una partita mostruosa. Mi sono anche arrabbiato perché andava troppo avanti, mi ha detto che voleva fare gol. Forse ha fatto bene perché ne abbiamo fatti tre. Lo chiamo ‘messieur’ in campo. Con lui siamo insieme da tanto, siamo fortunati».

Inter, Chivu prepara il turnover col Sassuolo: Pio Esposito ancora titolare

Inter, Chivu prepara il turnover col Sassuolo: Pio Esposito ancora titolare. Le ultime sulle scelte del tecnico nerazzurro

Dopo la boccata d’ossigeno europea ad Amsterdam, per l’Inter è tempo di rituffarsi sul campionato, dove le ultime due sconfitte consecutive hanno lasciato il segno. Contro il Sassuolo, domani a San Siro, Cristian Chivu chiede alla sua squadra di mostrare gli stessi progressi visti in Champions League, insistendo sui concetti a lui più cari: mentalità, carattere e un atteggiamento propositivo.

Il tecnico rumeno, in questi mesi, ha vestito i panni dell’allenatore e dello psicologo, lavorando a stretto contatto con ogni singolo giocatore per costruire un gruppo coeso e convinto. “Manca poco”, ha confidato, segno che la squadra sta iniziando a recepire i suoi dettami. Dal punto di vista tattico, le richieste sono chiare: maggiore verticalità e una ricerca immediata della profondità per gli attaccanti.

Principi che dovranno essere messi in pratica da una formazione che si preannuncia largamente rimaneggiata. Visto l’accumulo di impegni, Chivu è pronto a un massiccio turnover. La prima grande sorpresa sarà tra i pali, con l’esordio stagionale di Josep Martinez. Lo ha lasciato intendere lo stesso allenatore in conferenza stampa con una battuta: a chi gli chiedeva lumi sia sul portiere che su Lautaro, ha risposto sibillino: “Sicuramente domani giocherà un Martinez”.

L’altro Martinez, il “Toro”, non dovrebbe infatti essere della partita. Le sue condizioni sono in miglioramento, ma al suo posto ci sarà spazio per il giovane Pio Esposito, dopo l’ottima prova in Champions. Le novità non finiscono qui: in difesa si rivedrà Bisseck sul centro-destra, a centrocampo ci sarà una chance per Sucic, mentre sulla fascia destra Darmian è pronto a far rifiatare Dumfries. Una mini-rivoluzione per ritrovare la vittoria anche in Serie A. A riportarlo è calciomercato.com.

Premier League, follia a Old Trafford: 2 rossi e 3 cambi in 20′. Lo United piega il Chelsea 2-1

Premier League, follia a Old Trafford: 2 rossi e 3 cambi in 20′. Lo United piega il Chelsea 2-1 grazie ai gol di Bruno Fernandes e Casemiro

Una partita completamente folle a Old Trafford regala al Manchester United un fondamentale successo per 2-1 contro il Chelsea, permettendo ai Red Devils di riscattare la recente sconfitta nel derby. Il match sarà ricordato per un primo tempo ai limiti dell’incredibile, segnato da due espulsioni, polemiche e le drastiche e precoci scelte del tecnico dei Blues, Enzo Maresca.

La gara si infiamma dopo appena quattro minuti, quando il portiere del Chelsea, Sanchez, viene espulso per un fallo su Mbeumbo, lasciando i suoi in dieci. La reazione di Maresca è immediata e radicale: fuori sia Pedro Neto che Estevao per riequilibrare la squadra. Lo United approfitta subito della superiorità numerica e al 14′ passa in vantaggio con il suo capitano, Bruno Fernandes, che firma il suo 100° gol con la maglia dei Red Devils. La girandola di cambi prosegue al 21′, quando un visibilmente contrariato Cole Palmer lascia il posto ad Andrey Santos, completando tre sostituzioni in appena un quarto d’ora di gioco effettivo.

Sembra finita quando Casemiro, al 37′, raddoppia per lo United con un colpo da maestro. Ma il centrocampista brasiliano diventa protagonista anche in negativo: al quinto di recupero del primo tempo, rimedia il secondo cartellino giallo e viene espulso, ristabilendo la parità numerica in campo.

Nella ripresa, con le squadre in dieci contro dieci, gli animi si placano. Il Chelsea prova a rientrare in partita e accorcia le distanze all’80’ con un gol di Chalobah, che promette un finale di fuoco. Nonostante la pressione finale, lo United resiste e porta a casa una vittoria pesantissima. Con questo successo, i Red Devils salgono a 7 punti, portandosi a una sola lunghezza proprio dal Chelsea.

Zanetti: «Verona di carattere. E abbiamo tirato in porta più della Juventus…»

Zanetti: «Verona di carattere. E abbiamo tirato in porta più della Juventus…». Le dichiarazioni del tecnico scaligero dopo il pareggio

Un Paolo Zanetti visibilmente soddisfatto si è presentato ai microfoni di Dazn per commentare il prezioso pareggio per 1-1 che il suo Verona ha strappato alla Juventus. Il tecnico ha elogiato la grande prestazione dei suoi uomini, sottolineando la crescita di una squadra capace di mettere in difficoltà una delle grandi del campionato con organizzazione e personalità.

L’allenatore gialloblù ha analizzato con orgoglio una partita giocata alla pari contro un avversario di altissimo livello, evidenziando i progressi del suo gruppo e la solidità difensiva, pur riconoscendo la necessità di essere più cinici in attacco.

«Non so se questo Verona si possa definire divertente, sicuramente abbiamo carattere. Secondo risultato utile contro una squadra tostissima, terza bellissima prestazione su quattro gare. Per vincere bisogna segnare, ora stiamo tirando tantissimo, ma per centimetri manca il gol. Continuiamo a lavorare. Oggi abbiamo tirato addirittura più della Juve, ma siamo bravi a concedere poco. Oggi abbiamo fatto la gara perfetta dal punto di vista tecnico e tattico, abbiamo concesso un gol solo a questi avversari che qualche giorno fa ne hanno segnati quattro all’Inter».

Zanetti ha poi chiarito il piccolo malinteso avvenuto in campo al momento del calcio di rigore, trasformando un potenziale screzio in un segnale positivo di grande voglia di fare da parte dei suoi giocatori.

«Sul rigore non ci sono retroscena, avevo scritto che a calciare sarebbe stato Orban, giovane non aveva letto. Si è scusato in spogliatoio, anche se per me non c’è da scusarsi, vedo due giocatori che voglio dare il massimo. Avevo deciso che avrebbe tirato Orban, giovane non aveva capito. Questo è positivo, tutti voglio dare tutto. Oggi ho visto lo spirito giusto per vincere le partite».

Infine, una lode speciale per il suo attaccante, protagonista della serata: «Orban? Quanta generosità, è un trascinatore, prende l’iniziativa e spesso inventa. Mi piace così, sarà importante per noi».

Infortunio Bremer? Spavento per i tifosi della Juventus nel post Verona

Infortunio Bremer? Spavento per i tifosi della Juventus nel post Verona: il difensore brasiliano si è accasciato a terra. Le sue condizioni

Un sospiro di sollievo in casa Juventus. L’allarme scattato per le condizioni di Gleison Bremer subito dopo la partita contro l’Hellas Verona è completamente rientrato. Le immagini del difensore brasiliano accasciato a terra sul prato del Bentegodi, durante il lavoro di defaticamento, avevano fatto il giro dei social in pochi minuti, generando un’ondata di preoccupazione tra i tifosi.

La paura era più che giustificata, alimentata dal ricordo del gravissimo infortunio della scorsa stagione. La rottura del legamento crociato aveva costretto il centrale a uno stop lunghissimo, condizionando pesantemente il cammino della squadra di Tudor. Vedere quelle immagini ha riacceso immediatamente i peggiori timori di una possibile ricaduta.

Tuttavia, come appreso da Juventusnews24, la realtà è fortunatamente molto meno grave. Per Bremer non risulta alcun problema fisico. Il giocatore era semplicemente affaticato al termine dell’intenso lavoro atletico svolto con i compagni non impiegati nel match e si è seduto per qualche istante solo per riprendere fiato.

L’episodio si ridimensiona quindi a un semplice momento di stanchezza, che rientra perfettamente nel programma di gestione stilato per lui dallo staff tecnico. La decisione di Igor Tudor di non schierarlo contro il Verona era stata presa proprio in quest’ottica: un turno di riposo programmato per riportarlo gradualmente al 100% della forma, dopo aver disputato per intero le prime quattro, intense partite della stagione.

Salvo sorprese, Bremer tornerà regolarmente al suo posto al centro della difesa già a partire dalla prossima sfida di campionato, in programma sabato prossimo all’Allianz Stadium contro l’Atalanta.

Calendario Serie A: l’altra polemica di Tudor che chiama in causa il Napoli

Calendario Serie A: l’altra polemica di Tudor che chiama in causa il Napoli. Le parole in conferenza stampa del tecnico ella Juventus

Un Igor Tudor furente si presenta in conferenza stampa dopo la partita della sua Juventus al Bentegodi contro il Verona. Il tecnico croato è un fiume in piena, e la sua rabbia non si limita alla direzione arbitrale di Rapuano, già aspramente criticata per due episodi chiave: il calcio di rigore concesso ai padroni di casa per un fallo di mano di Joao Mario ravvisato dal VAR e, soprattutto, la mancata espulsione di Orban.

L’allenatore bianconero, infatti, ha allargato il suo sfogo a un tema più ampio e strategico: la gestione del calendario da parte della Lega Serie A, accusando una disparità di trattamento rispetto ai diretti rivali per il titolo, come il Napoli. Secondo Tudor, questa presunta mancanza di equità rischia di avere un impatto diretto sull’esito del campionato.

Le sue parole, rilasciate nella pancia del “Bentegodi”, sono state dirette e polemiche: «La partita col Verona si poteva giocar domani. Il Napoli giocherà 3 gare in 9 giorni, noi invece in 7: questo incide. Serve uguaglianza. Inutile negarlo: queste cose alla lunga cambiano la classifica. Bisogna dirlo: perché se si sta zitti e buoni…»

Il riferimento è chiarissimo. La Juventus è stata costretta a un vero e proprio tour de force, giocando tre partite decisive in appena sette giorni: sabato 13 settembre contro l’Inter, martedì 16 in Champions League contro il Borussia Dortmund e oggi, sabato 20, contro il Verona. Un calendario molto più compresso rispetto a quello del Napoli, che ha disputato il suo trittico di impegni (Fiorentina, Manchester City e Pisa) su un arco di nove giorni, dal 13 al 22 settembre. Una denuncia forte, quella di Tudor, destinata a far discutere e ad alzare la tensione ai vertici del calcio italiano.

Sampdoria, crisi profonda: 4 ko su 4. Donati a un passo dall’esonero e tifosi in rivolta

Sampdoria, crisi profonda: 4 ko su 4. Donati a un passo dall’esonero e tifosi in rivolta… Situazione sportivamente drammatica in casa blucerchiata

La crisi della Sampdoria assume contorni storici. La sconfitta per 1-0 subita a Monza, decisa da un gol dell’ex Agustin Alvarez, sancisce la quarta sconfitta in altrettante partite di Serie B, inchiodando i blucerchiati all’ultimo posto in classifica a zero punti. Si tratta della peggior partenza nella storia del club, una situazione che mette a serissimo rischio la posizione del tecnico Massimo Donati.

La partita dell’U-Power Stadium è stata l’emblema del momento nero della squadra: un rigore fallito da Barak nel primo tempo e l’espulsione di Cherubini due minuti dopo hanno spianato la strada al Monza, portando alla dura contestazione dei 2.500 tifosi presenti nel settore ospiti.

Scelto in estate dalla nuova proprietà guidata da Nathan Walker e Jesper Fredberg, Donati era già stato in bilico dopo la sconfitta con il Modena, ma aveva incassato una fiducia a tempo. Ora, come riportato da Sky Sport, la dirigenza è in profonda riflessione e l’esonero appare un’ipotesi concreta. Nel post-partita, il tecnico ha escluso l’idea di un ritiro punitivo, definendolo inutile e controproducente.

La tensione, però, non è limitata al campo. La tifoseria è in aperta contestazione con la società. Giovedì scorso, una delegazione de La Sud ha protestato duramente durante un evento con gli sponsor, esponendo striscioni e intonando cori contro la dirigenza. Il clima è rovente e per martedì 23 settembre è stata indetta una riunione alla Gradinata Sud per decidere le prossime mosse della protesta. Una notte di riflessione attende la Sampdoria, con il futuro di Donati e del club appeso a un filo.

Nicola: «Cremonese encomiabile sin qui, con Vardy dobbiamo stare attenti…»

Nicola: «Cremonese encomiabile sin qui, con Vardy dobbiamo stare attenti…». Le parole in conferenza stampa verso il Parma

In vista della quarta giornata di Serie A, che vedrà la Cremonese affrontare l’insidiosa trasferta di Parma, il tecnico grigiorosso Davide Nicola ha fatto il punto sulla condizione della squadra. L’allenatore dovrà fare a meno di due pedine importanti come Vardy e Sarmiento, non convocati per la sfida, ma ha voluto innanzitutto elogiare la mentalità del suo gruppo in questo avvio di stagione.

«I ragazzi sono stati encomiabili fin qui, credono in maniera incredibile a quello che stiamo facendo. Abbiamo iniziato questa avventura con uno spirito incredibile, e questa qualità sarà fondamentale per mettere in pratica le idee che abbiamo in mente».

Successivamente, Nicola è entrato nel dettaglio della situazione di alcuni singoli, spiegando le ragioni delle assenze e annunciando un paio di recuperi imminenti. La gestione dei carichi di lavoro, specialmente per i nuovi arrivati, è una priorità per lo staff tecnico.

«È stata una settimana impegnativa come sempre, ma anche molto utile: abbiamo riprogrammato alcune situazioni individuali. Incontreremo una squadra che ha giocato due giorni prima di noi, ma siamo comunque riusciti ad impostare bene il lavoro, preparandoci al prossimo impegno. C’è grande voglia di integrare il più velocemente possibile Vardy e Sarmiento e dobbiamo stare attenti, senza esagerare: i carichi di lavoro svolti sin qui rischiavano di diventare poco sostenibili e quindi hanno fatto un’altra tipologia di esercizi per prevenire gli infortuni. Sono affaticati e per questa settimana proseguiranno nella preparazione in programma per loro, mentre Barbieri finalmente potrà aggregarsi alla squadra e potrà respirare il clima partita che manca da un po’. In più Payero la settimana prossima sarà abile e arruolato, è circa all’80%».

Infine, il tecnico ha presentato la sfida contro il Parma, mostrando grande rispetto per la forza dell’avversario e per il lavoro del suo allenatore.

«Mi aspetto una squadra molto forte, l’ho studiata con grande attenzione e devo dire che in questo momento è presto per guardare la classifica, siamo all’inizio di un campionato lungo e tosto. Ci sono squadre che non c’entrano nulla con quello che è il nostro obiettivo, lo stesso Parma ha poco a che fare con l’obiettivo che ci riguarda. Sono una squadra forte, costruita bene e hanno un allenatore che personalmente mi piace, sia nel modo di porsi sia per il percorso che ha potuto fare come vice al fianco di grandi tecnici. Sicuramente sarà una squadra con un’identità precisa, che alterna il palleggio all’attacco della verticalità e ha giovani di livello. L’anno scorso dissi lo stesso per il Como e penso che quest’anno varrà per il Parma, noi abbiamo bisogno di fare questa partita nel miglior modo possibile perché sfideremo una formazione dalle qualità tecniche importanti».

Tudor furibondo: «Arbitraggio vergognoso. Rigore solo se non hai mai giocato, e se non dai il rosso a Orban…»

Tudor furibondo: «Arbitraggio vergognoso. Rigore solo se non hai mai giocato, e se non dai il rosso a Orban…». Parla il tecnico della Juventus

Igor Tudor ha parlato ai microfoni di DAZN nel post-partita di Verona Juve: tutte le dichiarazioni sul match di Serie A. Il tecnico croato è rabbioso per l’arbitraggio di Rapuano.

PAROLE – «Avrei voluto aver avuto più energia oggi. Abbiamo fatto 3 partite in sette giorni e oggi vorrei avere un altro arbitro. Sono d’accordo, non abbiamo fatto una grande partita ma prendiamo questo punto».

SUGLI EPISODI – «Il rigore dato è vergognoso, non esistono. Lo possono solo dare chi non ha mai giocato a calcio. E poi il rosso a Orban, mi ha detto che non l’ha caricato ma se non dai a questo rosso è una vergogna. Non so cosa dire. Ci è mancata energia ma alla fine è per queste due cose che si decidono le partite. Due decisioni completamente sbagliate».

SULLA PRESTAZIONE – «Ci è mancata energia, per noi questa partita era importante. Ci è mancata questa energia, non ho niente da dire ai ragazzi volevano spingere e dare tutto, ci è mancata un po’ questa cosa. Qualcuno che si accende, in avanti e in mezzo si poteva e si doveva fare meglio. Non sono arrabbiato perché è così. Abbiamo i nostri pregi e difetti, non si possono vincere tutte le partite. Zhegrova non sta ancora bene e deve lavorare per una condizione in cui fare la differenza. Con Openda e David bisogna adottare un sistema diverso, non possiamo aspettarci che Adzic ci risolvi ogni partita. Volevamo spingere e non siamo riusciti, questi siamo noi».

Moviola Verona-Juventus, Gazzetta: Rapuano insufficiente. Rigore c’è, manca il rosso a Orban

Moviola Verona Juventus, Gazzetta: Rapuano insufficiente. Rigore c’è, manca il rosso a Orban. L’analisi degli episodi arbitrali

Un primo tempo letteralmente folle allo Stadio Bentegodi tra Verona e Juventus, dove a farla da padrone non è stato solo lo spettacolo in campo, ma soprattutto una serie di decisioni arbitrali che hanno generato grande confusione. Secondo l’analisi de La Gazzetta dello Sport, la gestione del direttore di gara è apparsa incerta fin dai primi minuti, culminando in tre episodi chiave che hanno pesantemente condizionato la frazione di gioco.

La spirale di errori inizia con un’ammonizione unilaterale a Gatti, coinvolto in un battibecco con Bradaric, che invece viene graziato. Poco dopo, l’episodio più clamoroso: l’arbitro non si avvede di un netto fallo di mano in area di João Mário, il cui braccio largo aumenta il volume corporeo in modo decisivo. Correttamente, il VAR Aureliano richiama il direttore di gara al monitor per l’On-Field Review, che porta all’assegnazione del calcio di rigore.

È qui, però, che la situazione diventa surreale. Utilizzando il nuovo sistema di annuncio al pubblico, l’arbitro definisce il tocco “evidente” e, commettendo un errore macroscopico, lo attribuisce al giocatore numero 15, Kalulu, anziché al vero colpevole, il numero 25, João Mário. Dal dischetto, Orban non sbaglia, siglando il pareggio al 44′.

L’errore più grave, tuttavia, arriva nel finale di tempo. Lo stesso Orban si rende protagonista di una gomitata volontaria ai danni di Gatti. I replay, chiarissimi, mostrano l’attaccante disinteressarsi del pallone per colpire direttamente l’avversario. Inspiegabilmente, l’arbitro opta solo per il cartellino giallo, e ancora più gravemente, il VAR non interviene per correggere quella che appare come una chiara espulsione mancata. Paradossalmente, in questo clima di tensione, a farne le spese è il ds gialloblù Sogliano, che viene espulso per proteste.

Gasperini: «Derby? Conta solo vincere. Pellegrini deve diventare un atleta»

Gasperini: «Derby? Conta solo vincere. Pellegrini deve diventare un atleta». Le parole del tecnico della Roma verso la stracittadina

Alla vigilia di una delle partite più sentite della stagione, il tecnico della Roma, Gian Piero Gasperini, ha presentato in conferenza stampa il derby della Capitale contro la Lazio, in programma domani alle 12:30. L’allenatore giallorosso ha analizzato il momento della squadra, soffermandosi sul significato della stracittadina e sulle condizioni di alcuni giocatori chiave, con Wesley e Hermoso in forte dubbio e il capitano Lorenzo Pellegrini pronto a dare il suo contributo.

Interrogato sul peso specifico del derby, Gasperini ha subito chiarito la sua filosofia, sottolineando come solo un risultato conti davvero in partite come questa. «I derby che restano sono quelli che vinci, quelli che pareggi non te li ricordi e quelli che perdi li dimentichi. L’unica cosa che rimane è la vittoria. Giocare presto è inusuale ma è una parte della stagione dove forse le squadre sono più rivolte a pensare di costruirsi e migliorarsi, il calendario ha detto questo e va bene. Questa partita alza subito l’attenzione. La Lazio è un’ottima squadra con un grande allenatore. Non ha fatto mercato ma non ha venduto nulla, è rimasta una squadra che aveva raggiunto risultati molto buoni. Rispetto il loro valore, è una partita assolutamente di livello».

Un passaggio fondamentale della conferenza ha riguardato il capitano, Lorenzo Pellegrini, e il suo pieno recupero. Gasperini ha speso parole importanti, elogiandone il potenziale ma lanciando anche una sfida. «Per me è un giocatore forte, potenzialmente molto forte. Vale lo stesso discorso che facevo per Dybala. Si sta allenando da tanto, non ha problemi di inserimento nella squadra. Quando giocherà? Non lo so ma è pronto. Cosa mi aspetto da lui? Che diventi un grande atleta, oltre alle qualità. Un giocatore di alto livello perché le sue potenzialità sono altissime e non so perché non lo è stato. Lo è stato a tratti qualche anno fa. È un giocatore seguito dalla Nazionale, Gattuso lo aspetta. C’è bisogno di altre condizioni, ha 29 anni, può fare tutto. In quel ruolo più avanzato è più forte. Domenica ha giocato El Aynaoui, forse ha bisogno di tempo. Lì ci può giocare Pisilli o Cristante che ha fatto 13 gol un anno. Pellegrini ha le caratteristiche ma devo verificare altre cose: io lo recupero, va bene per la società e per il pubblico? Se ormai è inviso a società e pubblico non posso farlo. A me serve il miglior Pellegrini, altrimenti diventa un problema e vado su un altro giocatore. Al momento devo recuperare tutti».

Meno certezze arrivano dal fronte dell’infermeria, in particolare per Wesley e Hermoso. «Wesley ha avuto una ricaduta, una gastroenterite gli ha causato dei problemi. Ci sono ancora 24 ore vedremo se starà meglio. Hermoso vediamo oggi sul campo, non ci sono indicazioni molto positive ma sono ancora fiducioso».

Infine, un’analisi sulla fase offensiva, dove il tecnico ha richiamato l’intera squadra a una maggiore responsabilità collettiva. «Di sfortuna non parlerei. La fase offensiva va fatta tutti insieme, non si può dare la colpa solo agli attaccanti. Anche in fase difensiva conta l’apporto di attaccanti e centrocampisti. Quando segni pochi gol devi trovare altre situazioni, costruire meglio e creare buone situazioni per gli attaccanti. Per quello che abbiamo visto finora, lì dobbiamo cercare di fare meglio. Globalmente però, è troppo facile dare la colpa solo agli attaccanti».

Formazioni ufficiali Udinese-MIlan: le scelte di Runjaic e Allegri

Formazioni ufficiali Udinese MIlan: le scelte di Runjaic e Allegri in vista del match in programma questa sera alle 20.45

A circa un’ora dal fischio d’inizio di Udinese-Milan, match in programma alle 20:45, Kosta Runjaic e Marco Landucci, sostituto dello squalificato Allegri in panchina, hanno diramato le formazioni ufficiali:

UDINESE (3-5-2): Sava; Ehizibue, Kristensen, Solet; Zarraga, Atta, Ekkelenkamp, Karlstrom, Zemura; Bravo, Davis. A disp.: Nunziante, Venuti, Goglichdize, Gueye, Zaniolo, Kamara, Bertola, Palma, Buksa, Piotrowski, Kabasele, Miller, Zanoli, Modesto. All. Runjaic

MILAN (3-5-2): P. Terracciano; Tomori, Gabbia, Pavlovic; Saelemaekers, Fofana, Modric, Rabiot, Estupinan; Pulisic, Gimenez. A disp.: Torriani, Pittarella; De Winter, Odogu, Athekame, Bartesaghi; Ricci, Loftus-Cheek; Nkunku, Balentien. All. Landucci

Juric: «PSG non è tragedia. Lookman c’è, vediamo se da titolare»

Juric: «PSG non è tragedia. Lookman c’è, vediamo se da titolare». Le parole del tecnico dell’Atalanta alla vigilia della gara contro il Torino

Alla vigilia della sfida contro il Torino, è il tecnico dell’Atalanta, Ivan Juric, a presentare la partita in conferenza stampa. Il punto di partenza è la recente prestazione europea contro il PSG, una partita che, nonostante il risultato, deve servire da lezione e da stimolo per il futuro imminente della squadra.

«La partita contro il PSG deve darci una grande forza, era una squadra fenomenale, ho visto tanti giocatori che reggono, la squadra è già motivatissima, non dobbiamo farne una tragedia, si va avanti», ha esordito il tecnico, sottolineando la necessità di voltare subito pagina e concentrarsi sul campionato.

Archiviata l’Europa, Juric si è soffermato sulla gestione della rosa e sul recupero Lookman, descrivendone il percorso di reintegro. «Nel calcio moderno di oggi che circonda i ragazzi a volte succedono queste cose, ha parlato da solo con me, con lo staff, con i giocatori, spiegandogli tutto, lo hanno accolto bene, da domani comincerà a essere disponibile per le partite, l’autonomia non è al massimo, si allena da solo e con la Primavera da tanto, ma ora comincia a essere disponibile e in questi giorni che si allena in gruppo sta bene. Certi momenti ci mancava l’imprevedibilità, la qualità, l’incisività di vincere le gare, quindi vediamo, ci devo pensare se partirà titolare, è un po’ in debito di ossigeno, vedremo se giocherà all’inizio o dopo».

Particolarmente dettagliata l’analisi sulla situazione degli infortunati, un punto cruciale per le prossime scelte. «La perdita di Scalvini mi brucia perché non l’avevo fatto giocare troppo apposta venendo da un doppio infortunio, ma alla fine è inutile pensare troppo a dosare le energie visto che l’ho messo in campo poco e sono bastati 3 minuti e si è fatto comunque male, anche Zalewski l’anno scorso non aveva mai i 90 minuti, ma non penso a quello. Ederson rientrerà prima di Kolasinac, ha già cominciato ieri a correre, Kolasinac invece si allena con la Primavera, fa i primi possessi ma non credo si possa rivedere prima della sosta, vedremo ma non vogliamo accelerare troppo i tempi. Scamacca settimana prossima proverà a correre, poi vediamo come evolve ma per ora non ha ancora corso. De Ketelaere invece già oggi proverà a fare allenamento e in base a quello deciderò se portarlo».

Infine, uno sguardo al campo e agli accorgimenti tattici richiesti. «Vorrei giocare bene dall’inizio, dobbiamo stare attenti ai lanci dei portieri avversari, alla seconda palla, se non la conquisti poi diventa difficile, chiaro che quando calano gli altri nella ripresa allora noi usciamo. Sulla fascia sinistra in questo periodo vogliamo lavorare più con Maldini in quella zona anche Lookman, Krstovic a Parigi è subentrato e ha tenuto tanti palloni ma può migliorare in zona gol».

Vinicius Junior rimarrà al Real Madrid? Spunta fuori un nuovo retroscena

Vinícius Junior, il Real Madrid è in allerta: rinnovo bloccato e futuro in bilico

La situazione contrattuale di Vinícius Junior sta diventando una vera e propria fonte di preoccupazione per il Real Madrid. Nonostante il brasiliano abbia un accordo in essere fino a giugno 2027, le trattative per un rinnovo più adeguato alle sue aspettative sembrano essersi arenate. Come riportato dal quotidiano spagnolo AS, le negoziazioni tra il club e l’entourage del giocatore sarebbero bloccate da settimane, con l’ultimo incontro terminato senza accordo a causa delle condizioni economiche ritenute insufficienti dalla parte del calciatore.

Ma non si tratta solo di cifre. A rendere più complesso il quadro è anche l’arrivo in panchina di Xabi Alonso, che ha portato una ventata di novità sul piano tattico. Il nuovo allenatore, infatti, ha introdotto un sistema di gioco più strutturato e collettivo, che chiede agli esterni offensivi – come Vinícius – un maggiore sacrificio difensivo. Questa nuova impostazione, meno centrata sulle iniziative individuali, sta limitando le libertà offensive del brasiliano, costringendolo a un ruolo più disciplinato tatticamente.

Il malumore di Vinícius è cresciuto soprattutto dopo l’esclusione a sorpresa dalla formazione titolare nella prima gara di Champions League, in cui è partito dalla panchina. Un segnale che il numero 7 potrebbe aver interpretato come una perdita di centralità nel progetto tecnico. Se la situazione non dovesse migliorare nei prossimi mesi, non è da escludere un addio già nel mercato di gennaio.

Sullo sfondo rimane sempre viva l’ipotesi di un’offerta milionaria proveniente dall’Arabia Saudita, ma il desiderio di Vinícius resta quello di continuare a Madrid. Tuttavia, il tempo stringe: senza un accordo concreto e un riconoscimento del suo ruolo chiave, il rischio che si arrivi a una rottura nei prossimi mesi è reale.

Paradossalmente, tutto questo accade in un momento positivo per il Real Madrid, che in campionato ha ottenuto quattro vittorie su quattro e ha iniziato bene il cammino europeo. Ma, dietro i risultati, il caso Vinícius resta uno dei dossier più delicati sul tavolo della dirigenza, e la sua permanenza nella capitale spagnola non è più una certezza assoluta.

Bologna Genoa, le parole di Vieira nel post gara rossoblu

Le dichiarazioni di Vieira dopo quella che è stata la partita di Serie A Bologna Genoa

Ai microfoni di DAZN, l’allenatore Vieira ha voluto rilasciare qualche dichiarazione su Bologna Genoa di Serie A.

LE DICHIARAZIONI – «Sono dispiaciuto di non portare punti a casa, perché contro un buon Bologna abbiamo giocato una gara coraggiosa, mantenendo ordine ed equilibrio, fronteggiandoli a viso aperto. Ci mancano punti, ma ho visto determinazione ed entusiasmo e sono felice di quello che abbiamo fatto vedere contro una squadra anche complicata da affrontare. È un calciatore con tanta energia, ha sempre la gamba per arrivare al posto giusto. Può giocare su entrambe le fasce, fare il terzino sinistro. Sta facendo bene per la squadra»

Italiano, le dichiarazioni del tecnico rossoblu post Bologna Genoa

Le dichiarazioni di Italiano dopo quella che è stata la partita di Serie A Bologna Genoa

Ai microfoni di DAZN, l’allenatore Italiano ha voluto rilasciare qualche dichiarazione su Bologna Genoa di Serie A.

LE DICHIARAZIONI – «Ho incontrato adesso un calciatore del Genoa, ho detto che il rigore è un episodio che capita. Lo scorso anno ci è successa la stessa contro la Roma. Stanno diventando punibili e purtroppo dobbiamo accettare queste decisioni. È stata comunque una partita bella e intensa, va dato merito al Genoa che ha fatto una grande gara ma anche a noi che non abbiamo mollato dopo il gol dello svantaggio. Dobbiamo continuare a lavorare e a crescere, sono tre punti importantissimi. Il mio invito alla calma dopo l’1-0? Quel ‘calma’ lo tiro fuori perché vedevo una squadra diversa rispetto a quella delle gare precedenti. Eravamo vivi, stavamo giocando e ribattendo colpo su colpo. Il Genoa non ti fa giocar bene, partita sporca e non bellissima, ma siamo stati bravi a stare sereni e dentro la partita. Il fatto che i due centrali di difesa siano nuovi, ma anche Zortea, Rowe, Bernardeschi: qualcosina va ancora assimilato. Stiamo crescendo, i nuovi stanno alzando l’attenzione e la condizione. È un piccolo mattoncino in più oggi, possiamo creare ancora più situazioni, ho visto un passo in avanti. Castro? Santi è guarito. Ha giocato tre mesi con un piede, ne ha prese di botte sul collo del piede. Sono malanni che ti fanno calciare male, che non ti permettono di essere in condizione. È tornato a essere forte, dinamico, bravo a coprire il pallone. È tornato il vero Castro”»

Convocati Cremonese, le scelte di Davide Nicola in vista del match contro il Parma

Convocati Cremonese: i 23 scelti da Nicola per la sfida col Parma. La situazione attuale

La Cremonese ha ufficializzato la lista dei convocati per la sfida contro il Parma, valida per la quarta giornata del campionato di Serie A Enilive 2025/26. L’incontro è in programma domani, sabato 21 settembre, alle ore 15:00 allo stadio Tardini. A comunicarlo è stato il club grigiorosso attraverso i propri canali ufficiali.

Sono 23 i convocati della Cremonese, scelti dal tecnico Davide Nicola, che dovrà fare a meno di alcuni elementi importanti, ma potrà contare su un gruppo competitivo e ben distribuito tra i reparti.

Portieri:

Audero, Silvestri, Nava

Difensori:

Pezzella, Barbieri, Baschirotto, Bianchetti, Floriani Mussolini, Ceccherini, Terracciano, Faye, Folino

Centrocampisti:

Zerbin, Collocolo, Vandeputte, Grassi, Bondo, Lordkipanidze

Attaccanti:

Johnsen, Moumbagna, Vazquez, Bonazzoli, Sanabria

Tra i convocati della Cremonese non figura Jamie Vardy, ancora alle prese con un problema fisico. A confermare l’assenza è stato lo stesso Nicola in conferenza stampa: «C’è grande voglia di integrare sia Vardy che Sarmiento nel gruppo, ma al momento dobbiamo essere prudenti. I carichi di lavoro svolti finora rischiavano di diventare troppo pesanti, per cui abbiamo optato per un programma specifico di prevenzione infortuni. Sono affaticati e proseguiranno la preparazione individuale anche questa settimana».

Buone notizie invece per Barbieri, che torna nell’elenco dei disponibili: «Finalmente potrà respirare di nuovo il clima partita», ha aggiunto Nicola. Anche Payero, ancora assente, è sulla via del rientro: «Dalla prossima settimana sarà arruolabile, è già intorno all’80% della condizione».

I convocati della Cremonese rappresentano un mix tra esperienza e giovani promesse. In particolare, in attacco, Nicola potrà contare su un reparto vario e completo, con giocatori come Sanabria, Bonazzoli e Johnsen pronti a dare il loro contributo. A centrocampo, occhi puntati su Grassi e Collocolo, mentre in difesa ci sarà nuovamente spazio per Faye e Baschirotto.

La Cremonese si prepara così a un test importante sul campo del Parma, con l’obiettivo di dare continuità al buon inizio di stagione. La lista dei convocati della Cremonese è il primo passo per costruire la prestazione: parola ora al campo.

Sarri sul derby: «Partita particolare. La Lazio ora ha bisogno di riscattarsi»

Sarri e il derby della Capitale: emozioni, strategie e sfide per la Lazio. La situazione

Dopo la sconfitta contro il Sassuolo, la Lazio si prepara ad affrontare uno degli appuntamenti più attesi della stagione: il derby della Capitale contro la Roma di Gian Piero Gasperini. A guidare i biancocelesti in questa sfida cruciale è Maurizio Sarri, che alle 15:00 di oggi terrà la conferenza stampa dal Centro Sportivo di Formello per presentare la partita.

Sarri ha spiegato come le emozioni siano altissime, sottolineando l’importanza di mantenere concentrazione e motivazione: «Il derby è una partita particolare, una delle più sentite e seguite in Europa. Le emozioni e l’adrenalina sono altissime, dobbiamo canalizzarle per farne un’arma in campo». Il tecnico ha anche aggiornato sulle condizioni degli infortunati: Castellanos sembra recuperabile, Rovella sarà valutato nelle prossime ore, mentre Patric potrebbe sedere in panchina più per simbolismo che per un ruolo da protagonista.

Sull’avversario, Sarri riconosce la forza fisica e l’aggressività della Roma di Gasperini: «Le squadre di Gasperini sono fisiche e aggressive, e sarà necessario giocare a un livello tecnico molto alto per contrastarle». Tuttavia, il tecnico della Lazio non si preoccupa di chi sia favorito: «Non mi interessa chi sia favorito, conta solo che la mia squadra lotti per il proprio popolo per tutta la partita».

Il discorso di Sarri si concentra anche sul gioco: «Domenica scorsa abbiamo affrontato un blocco difensivo basso e abbiamo fatto fatica a penetrare. Ho chiesto più coraggio, più decisione nelle scelte, e di attaccare gli spazi piuttosto che palleggiare senza concretezza». Per lui, la differenza nel preparare il derby è soprattutto emotiva e motivazionale, con un livello di attenzione superiore da parte di tutti.

Riguardo alle sue esperienze passate, Sarri non nasconde l’impatto emotivo che il derby ha avuto su di lui, ricordando la sconfitta che lo ha segnato profondamente: «Il derby si gioca per vincere, è una partita in cui non si può sbagliare nulla».

Infine, sul contributo di Pedro, il tecnico si mostra fiducioso ma cauto: «Pedro sarà importante, ma decideremo se schierarlo dall’inizio o a gara in corso». Sul clima particolare della sfida e l’orario insolito delle 12:30, Sarri critica la scelta, ma invita la squadra a non farsi distrarre.

In vista del derby, il messaggio di Sarri è chiaro: serve grinta, concentrazione e cuore per conquistare una vittoria che per la Lazio significa molto più di tre punti.

Formazioni Ufficiali Verona Juve, le scelte in vista del match di Serie A

Formazioni ufficiali Verona Juve, le scelte in vista del match tra gialloblu e bianconeri. Il punto

Oggi la sfida valida per la quarta giornata di Serie A Verona Juve. Ecco gli schieramenti del match.

HELLAS VERONA (3-5-2): Montipò; Nuñez, Nelsson, Frese; Belghali, Serdar, Akpa Akpro, Bernede, Bradaric; Giovane, Orban. All. Zanetti A disp. Perilli, Toniolo, Yellu, Sarr, Slotsager, Kastanos, Ebosse, Niasse, Bella-Kotchap, De Battisti, Ajayi, Al-Musrati, Vermesan.

JUVENTUS (3-4-2-1): Di Gregorio; Kalulu, Gatti, Kelly; Joao Mario, Locatelli, Thuram, Cambiaso; Conceicao, Yildiz; Vlahovic. All. Igor Tudor. A disp. Perin, Pinsoglio, Bremer, Koopmeiners, Zhegrova, Adzic, Kostic, Openda, McKennie, Rugani, David, Cabal

Bologna Genoa 2-1: Grande vittoria last minute dei rossoblu con Orsolini

In Emilia Romagna il match valido per la 4ª giornata di Serie A Bologna Genoa: sintesi, tabellino, risultato, moviola e cronaca LIVE

La cronaca, sintesi e diretta LIVE della partita Bologna Genoa, valevole per la 4ª giornata del campionato di Serie A Enilive 2025/2026.


BOLOGNA GENOA CRONACA E DIRETTA LIVE

PRIMO TEMPO

Primi 45 minuti che vedono il Genoa attaccare e sfiorare più volte il goal prima con Ellertsson e Martin: quest’ultimo con una conclusione ben bloccata da SKorupski. Dall’altra parte un Bologna abbastanza macchinoso che riesce a produrre solo in minima parte il gioco. Uno 0-0, per 45 minuti, scritto nella pietra.

SECONDO TEMPO

Ripresa ancora con il Genoa in avanti considerando ovviamente il pressing sulle fasce. Ancora una volta ci mette la mano Skorupski a salvare due volte: prima su Ellertsson e poi su Colombo che a botta sicura sciupa una grande occasione. Lo stesso Ellertsson che sigla però il goal del vantaggio, per poi essere raggiunto da Castro. Il Bologna prende coraggio e riesce poi a vincere la partita con un rigore segnato da Orsolini.

Grosso: «Noi vogliamo giocarcela alla pari dell’Inter. Il Sassuolo deve puntare su quella cosa»

Grosso: «Il Sassuolo deve crederci, anche contro una grande come l’Inter». Le parole

Alla vigilia della sfida tra Inter e Sassuolo, il tecnico neroverde Fabio Grosso ha parlato in conferenza stampa, illustrando lo stato della squadra e le sue sensazioni in vista di una partita tra le più complesse del campionato.

«Siamo consapevoli delle difficoltà, ma il Sassuolo non parte mai battuto», ha dichiarato Grosso, mostrando la determinazione con cui la squadra si prepara a sfidare l’Inter a San Siro. «Partecipiamo da neopromossi, ma con l’umiltà e il coraggio possiamo competere. Ogni gara è un’occasione per dimostrare che siamo all’altezza di questa Serie A».

Sulla gestione del gruppo, l’ex campione del mondo è stato chiaro: «Ho 26 ragazzi a disposizione e tutti meritano fiducia. Alcuni hanno fatto una cavalcata straordinaria per portarci fin qui, altri aspettano il loro momento. La scelta della formazione è sempre figlia del lavoro settimanale». Riguardo a Thorstvedt, Grosso ha aggiunto: «Sta meglio, ma non è ancora il momento di affidargli una maglia da titolare».

Fabio Grosso, che in carriera ha vestito anche la maglia dell’Inter, ha ricordato con affetto quell’esperienza: «Un anno intenso, condiviso con grandi campioni. Abbiamo vinto la Supercoppa, ho ricordi bellissimi di Moratti e del club. Milano ha un posto speciale nel mio cuore: è lì che è nato anche mio figlio».

Parlando dell’avversario, Grosso non ha nascosto il rispetto per la forza dell’Inter: «È una squadra completa, pericolosa su palla inattiva, con centrocampisti di altissima qualità. Ma anche loro lasciano spazi, e il Sassuolo dovrà essere bravo a riconoscere i momenti giusti. Servirà resistere, sbagliare poco e giocare con coraggio».

Il tecnico ha anche elogiato Matic: «Giocatore fuori categoria per noi, ma anche un uomo di valore. Sta aiutando tanto il gruppo con la sua esperienza».

Infine, sulla gestione del centrocampo e delle alternative: «Abbiamo soluzioni con Lipani, Boloca, Iannoni, oltre a Thorstvedt. Nessuno è escluso per motivi diversi da quelli tecnico-tattici. Il nostro obiettivo resta la salvezza e tutti devono sentirsi protagonisti».

Con grande concretezza, Grosso conferma l’identità del suo Sassuolo: squadra compatta, determinata e mai rinunciataria, anche quando l’avversario si chiama Inter.

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