Pagina 661 – Calcio News 24

Calciomercato, il Chelsea ha già piazzato il primo colpo per il 2026: è ufficiale

Calciomercato, il Chelsea ha già piazzato il primo colpo per il 2026: è ufficiale. Preso il talento dello Strasburgo, società che appartiene allo stesso consorzio

Il Chelsea ha definito il futuro del suo attacco assicurandosi Emmanuel Emegha, che si unirà al club nel 2026 con un contratto di sette anni. L’attaccante olandese classe 2003, attualmente capitano dello Strasburgo, resterà in prestito in Alsazia per altre due stagioni, una decisione che ha spinto i Blues a non intervenire sul mercato nonostante l’infortunio di Liam Delap. Emegha ha scelto il Chelsea preferendolo ad altre offerte da club di Premier e Champions League, forte di un’ottima stagione passata con 14 goal in 27 presenze e un brillante inizio di campionato.

Questa operazione evidenzia la stretta sinergia tra Chelsea e Strasburgo, entrambi sotto il controllo del consorzio BlueCo. La strategia ha alimentato il malcontento dei tifosi francesi, che percepiscono il loro club come una succursale del Chelsea. L’asse di mercato è stato intenso: Ben Chilwell si è trasferito a titolo definitivo in Francia, mentre giovani talenti come Mike Penders e Kendry Paez hanno fatto il percorso inverso prima di essere girati in prestito allo stesso Strasburgo.

La gestione ha generato casi complessi, come quello del difensore Ishe Samuels-Smith. Acquistato dallo Strasburgo per 6,5 milioni di sterline, è stato immediatamente riacquistato dal Chelsea e girato in prestito allo Swansea City, una mossa legata all’eccessiva concorrenza nel club alsaziano.

La vicenda si inserisce nel più ampio dibattito sulle multiproprietà nel calcio europeo. A differenza di Manchester City (Girona) e Manchester United (Nizza), che hanno dovuto sospendere i trasferimenti diretti per partecipare alle coppe europee fino a settembre 2025, Chelsea e Strasburgo possono continuare a operare, a condizione di rispettare i reali valori di mercato nelle loro transazioni, mantenendo un canale privilegiato che continua a far discutere.

Calcio femminile, 90 minuti per decidere chi andrà in Final 4 di Serie A Women’s Cup: la situazione

Calcio femminile, 90 minuti per decidere chi andrà in Final 4 di Serie A Women’s Cup: la situazione prima dell’ultima giornata dei gironi

Tutto in novanta minuti. Nel fine settimana si deciderà il quadro completo della Final Four della Serie A Women’s Cup, con due squadre pronte a raggiungere Inter e Lazio nell’evento in programma a Castellamare di Stabia (23-27 settembre). I riflettori sono puntati sulla terza e ultima giornata della fase a gironi, che promette spettacolo e verdetti fino all’ultimo secondo.

La sfida più attesa è senza dubbio lo scontro diretto di domenica alle 15 tra Roma e Sassuolo. Al Tre Fontane si gioca per il primo posto nel Gruppo C: chi vince si qualifica. Per le giallorosse di Alessandro Spugna, forti di 17 risultati utili consecutivi contro le emiliane, è l’occasione per blindare il passaggio del turno. Il match vedrà anche la sfida a distanza tra le giovanissime bomber Giulia Galli (classe 2008) e Manuela Perselli (2006).

L’altra via per la qualificazione è la combattutissima volata per il posto di miglior seconda. In pole position ci sono Juventus e Fiorentina, entrambe a 3 punti. Le bianconere apriranno il programma sabato alle 12.30 contro il Napoli, obbligate a vincere e a curare la differenza reti, fattore che potrebbe rivelarsi decisivo. Le viola, invece, ospiteranno il Genoa domenica alla stessa ora. Per il Sassuolo, in caso di mancata vittoria contro la Roma, le speranze di qualificazione dipenderanno proprio dai risultati di queste due dirette concorrenti. Lo stesso dicasi per le giallorosse in caso di ko.

Tra gli altri match, l’Inter (già qualificata) ospita il Como, mentre il Milan, unico club già eliminato, cerca il riscatto contro la Ternana. Le partite di cartello Juventus-Napoli e Roma-Sassuolo saranno trasmesse in diretta su Sky Sport Uno e NOW.

GIRONE A
LAZIO 6 (già qualificata da prima)
JUVENTUS 3 (DR +1)
NAPOLI 1 (DR -1)
PARMA 1 (DR -2)

GIRONE B
INTER 6 (già qualificata da prima)
FIORENTINA 3 (DR 0)
GENOA 1 (DR -1)
COMO 1 (DR -2)

GIRONE C
ROMA 6 (DR +3)
SASSUOLO 4 (DR +2)
TERNANA 1 (DR -2)
MILAN 0 (DR -3)

Sassuolo-Lazio, invasione biancoceleste a Reggio Emilia: saranno in 6 mila

Sassuolo Lazio, invasione biancoceleste a Reggio Emilia: saranno in 6 mila i tifosi capitolini pronti a sostenere la squadra di Sarri

Nonostante un’estate difficile, la passione dei tifosi della Lazio non conosce ostacoli. La fede biancoceleste si prepara a manifestarsi con un’autentica invasione in vista della trasferta di domani a Reggio Emilia, dove è attesa un’ondata di circa seimila sostenitori per la sfida al Mapei Stadium. Il settore ospiti da quattromila posti è andato esaurito in un lampo, così come un pacchetto aggiuntivo di biglietti, e si stima che oltre mille tifosi saranno sparsi in altre zone dello stadio, confermando un seguito che non si vedeva da tempo, superando persino i numeri della scorsa stagione di Champions. Lo riporta Il Messaggero.

Questo esodo è solo l’ultimo capitolo di un amore incondizionato, che lo scorso anno ha visto i laziali registrare numeri record in trasferta, con 3.500 tifosi a Parma e 2.500 a Bologna e Monza, nonostante boicottaggi e ben sette partite con trasferta vietata.

Ma la febbre biancoceleste non si limita alle partite fuori casa. Anche l’Olimpico è pronto a diventare una bolgia per il derby di domenica prossima: con 32mila biglietti già venduti, si prevede un’affluenza di 61mila spettatori, di cui ben 38mila di fede laziale.

Questo entusiasmo è il riflesso di una campagna abbonamenti straordinaria. Ad oggi, sono state sottoscritte 29.163 tessere, il secondo miglior risultato dell’era Lotito. Il record assoluto di 30.333, stabilito nella stagione 2023/24 dopo il secondo posto in classifica, è ormai a un passo. Entro lunedì, questo traguardo sarà quasi certamente superato, a testimonianza di un tifo che va oltre il calciomercato e che dimostra ancora una volta la sua infinita fedeltà.

Napoli, Conte pronto a lanciarlo dal 1′ con la Fiorentina: profumo di esordio

Napoli, Conte pronto a lanciarlo dal 1′ con la Fiorentina: profumo di esordio per uno dei nuovi acquisti del mercato estivo partenopeo

Dopo una lunga attesa di 127 giorni, per Sam Beukema è finalmente arrivato il momento di prendersi il Napoli. L’infortunio del compagno di reparto Amir Rrahmani gli ha inaspettatamente spalancato le porte dell’esordio, un’occasione che il difensore olandese, fedele alla sua regola di “farsi trovare pronto”, attendeva con pazienza e professionalità fin dal suo arrivo in estate. A scriverlo è Il Mattino.

Il suo acquisto, costato oltre 30 milioni di euro dopo una complessa trattativa con il Bologna, rappresentava uno dei due grandi obiettivi del club per rinforzare la difesa. Beukema è arrivato a Castel Volturno con le credenziali di un centrale moderno, capace di imporsi in Serie A e di brillare anche in Champions League. Nonostante ciò, nelle prime uscite stagionali il tecnico Antonio Conte ha preferito affidarsi alle gerarchie preesistenti, schierando Juan Jesus e suscitando qualche interrogativo tra i tifosi.

Tuttavia, il profilo di Beukema è quello del prototipo di difensore che piace a Conte. È un giocatore chiave nella costruzione dal basso (1.12 giocate offensive a partita), solido nei contrasti (2,63 duelli vinti a gara) e dotato di grande precisione, con un 86% di passaggi riusciti. Lo stesso allenatore ha recentemente dichiarato: “Ora avremo bisogno di tutti”, segnalando che il momento dell’olandese è finalmente giunto.

L’attesa non è stata passiva. Fin dal ritiro di Dimaro, Beukema ha lavorato incessantemente, affiancando agli allenamenti di squadra un fisioterapista personale che lo segue da Rimini e uno chef privato per curare ogni dettaglio della preparazione. Un professionista esemplare che nel frattempo ha abbracciato la vita napoletana, senza mai perdere di vista l’obiettivo. Ora tocca al campo: “l’olandese volante” è pronto a prendersi la difesa.

Onana paperone al Trabzonspor: sarà tra i più pagati della Super Liga turca

Onana paperone al Trabzonspor: sarà tra i più pagati della Super Liga turca. Il portiere camerunense guadagnerà di più che al Manchester United

Un colpo di mercato importante per il calcio turco: André Onana è diventato un nuovo giocatore del Trabzonspor. L’operazione, che porterà ha portato camerunense a lasciare il Manchester United per trasferirsi in Turchia, è stata una delle più sorprendenti di questa sessione di mercato, soprattutto per i suoi incredibili dettagli economici.

Secondo le ultime indiscrezioni riportate da Fabrizio Romano, Onana non solo diventerà il calciatore più pagato nella storia del Trabzonspor, ma si posizionerà anche tra i top earner dell’intera Super Lig. La vera notizia, tuttavia, è che il suo ingaggio complessivo supererà quello che percepiva al Manchester United. Questo sarà possibile grazie a una struttura contrattuale particolarmente vantaggiosa, che include un ricchissimo bonus alla firma e una serie di premi legati a obiettivi personali e di squadra, capaci di far lievitare in modo significativo lo stipendio base.

Il club turco sta quindi mettendo a segno un’operazione di enorme prestigio, assicurandosi un portiere di caratura internazionale nel pieno della sua maturità agonistica e strappandolo a uno dei club più importanti al mondo. Una mossa che testimonia le grandi ambizioni del Trabzonspor, deciso a competere ai massimi livelli sia in campionato che nelle coppe.

L’impatto di Onana potrebbe essere immediato. L’accordo è talmente vicino alla conclusione che si ipotizza già un suo possibile esordio nel sentitissimo derby contro il Fenerbahçe. Schierarlo in una partita così importante sarebbe una chiara dichiarazione d’intenti, presentando subito ai tifosi il nuovo leader tecnico e carismatico della squadra.

Nico Gonzalez: «Ho insistito per essere all’Atletico. Ecco quali sono i miei obiettivi»

Nico Gonzalez: «Ho insistito per essere all’Atletico. Ecco quali sono i miei obiettivi». Le dichiarazioni dell’esterno argentino dopo il trasferimento dalla Juventus

Dopo appena un anno dal suo arrivo alla Juventus, l’avventura di Nico Gonzalez in bianconero è già terminata. Acquistato dalla Fiorentina per 33 milioni di euro, l’attaccante argentino non ha convinto, concludendo una stagione negativa che lo ha portato a trasferirsi all’Atletico Madrid negli ultimi giorni del mercato estivo.

Nella conferenza stampa di presentazione come nuovo giocatore dei colchoneros, Gonzalez ha commentato proprio il suo recente passaggio da Torino a Madrid, voltando pagina dopo la deludente esperienza italiana per iniziare un nuovo capitolo della sua carriera in Liga.

DALLA JUVENTUS ALL’ATLETICO – «È successo un po’ di tutto, la storia è lunga…Si è chiuso tutto all’ultimo momento, io stesso ho insistito per essere qui. L’Atletico Madrid è un grande club, avevo grande voglia di essere qui e sono davvero entusiasta. So che posso dare il meglio qui, spero che sia così».

OBIETTIVI – «Ho obiettivi personali, ma penso di più al gruppo, che è il modo in cui si cresce. Siamo l’Atleti e puntiamo ad arrivare il più in alto possibile».

Questi i dettagli e le cifre dell’operazione, comunicate direttamente dalla Juventus al momento del trasferimento: “Juventus Football Club S.p.A. comunica di aver raggiunto un accordo con la società Club Atlético de Madrid per la cessione, a titolo temporaneo fino al 30 giugno 2026, dei diritti alle prestazioni sportive del calciatore Nicolás Iván González, a fronte di un corrispettivo di € 1 milione. Tale corrispettivo potrà essere aumentato, nel corso della durata del contratto di prestazione sportiva con il calciatore, per un ammontare non superiore a € 1 milione, al raggiungimento di determinati obiettivi sportivi

L’accordo prevede inoltre l’obbligo da parte dell’Atlético de Madrid di acquisire a titolo definitivo i diritti alle prestazioni sportive del giocatore al verificarsi di determinate condizioni nel corso della stagione sportiva 2025/2026. Il corrispettivo pattuito per l’eventuale cessione definitiva è pari a € 32 milioni, pagabili in tre esercizi”.

Bove, lettera commovente alla Fiorentina: «Mi piace pensare che la nostra storia non finisca qui…»

Bove, lettera commovente alla Fiorentina: «Mi piace pensare che la nostra storia non finisca qui…». Le parole dell’ex centrocampista viola

Con una lunga e sentita lettera pubblicata su Instagram, Edoardo Bove ha voluto ringraziare la Fiorentina e i suoi tifosi, ripercorrendo un legame diventato indissolubile. Il rapporto tra il centrocampista e il mondo viola si è trasformato in qualcosa di speciale a partire dal 1° dicembre 2024, giorno del drammatico malore accusato durante la partita contro l’Inter. Da quel momento, l’affetto della città, della squadra e della tifoseria lo ha avvolto in un abbraccio indimenticabile.

Il suo forte legame con l’ambiente è stato testimoniato anche dalla visita al Viola Park di giovedì 11 settembre, dove ha salutato i suoi ex compagni. A seguire, ha affidato ai social il suo messaggio carico di gratitudine. Nelle sue parole emerge un sentimento profondo, un ringraziamento sincero per il supporto ricevuto nel momento più difficile. La lettera non è un semplice addio, ma il tributo a una connessione umana che va oltre il campo, cementata dalla solidarietà e dall’affetto.

La lettera di Bove alla Fiorentina

“Cara ACF Fiorentina,

ti ringrazio dal profondo del cuore.

Mi sei stata vicina nel momento più difficile della mia vita e questo non lo dimenticherò mai.

Ci abbiamo provato in tutti i modi…

Mi piace pensare però, che la nostra storia insieme non finisca qui!

Cari Fiorentini,

in così poco tempo, siete riusciti ad occupare un posto speciale nel mio cuore.

Porterò sempre con me il vostro amore incondizionato.

Il nostro spirito guerriero mai sarà domato!

Cara Firenze,

sono arrivato in un momento di debolezza e mi hai fatto subito sentire a casa.

Poi sono caduto, e mi hai dato la forza di Rialzarmi.

Te ne sarò per sempre grato!

Firenze

sei stata due volte Rinascita”.

Milan, una buona notizia per Allegri: in attesa di Leao lui è recuperato

Milan, una buona notizia per Allegri: in attesa di Leao lui è recuperato. Le ultime da Milanello verso la sfida contro il Bologna

Arrivano notizie agrodolci da Milanello per Massimiliano Allegri, che in vista della sfida di domani sera contro il Bologna può tirare un sospiro di sollievo a metà. La buona notizia riguarda il pieno recupero di Pervis Estupiñán: il terzino sinistro del Milan ha superato l’affaticamento muscolare accusato con la nazionale ecuadoriana, si è allenato regolarmente in gruppo e sarà a disposizione dal primo minuto. Il suo rientro è fondamentale, soprattutto perché per rivedere in campo Rafael Leão bisognerà attendere almeno un’altra settimana; l’obiettivo dello staff medico è riaverlo per la trasferta di Udine. Lo scrive La Gazzetta dello Sport.

Se l’assenza del portoghese pesa, a caricare l’attacco rossonero ci ha pensato il Messico. Santiago Gimenez è tornato dalla nazionale galvanizzato dal gol segnato alla Corea del Sud, una pregevole rete di mancino che ha interrotto un lungo digiuno. L’ultima volta che “El Bebote” aveva segnato in una gara ufficiale era stato proprio contro il Bologna nello scorso campionato. Un segno del destino che lo proietta verso una maglia da titolare, con la speranza di ripetersi contro lo stesso avversario.

Per il resto, la formazione dovrebbe ricalcare quella vista a Lecce, con un cambio certo: al posto di Musah, ceduto all’Atalanta, agirà uno tra Rabiot e Pulisic. In difesa, scalpita per il debutto il giovane Koni De Winter, che potrebbe far rifiatare un Pavlovic reduce dagli impegni con la Serbia. Allegri, tuttavia, scioglierà gli ultimi dubbi sul terzetto offensivo solo dopo la rifinitura di domattina, valutando attentamente tutte le opzioni per tornare alla vittoria.

Gasperini: «Difficile prevedere dove possa arrivare la Roma in questa stagione»

Gasperini: «Difficile prevedere dove possa arrivare la Roma in questa stagione». Le dichiarazioni del tecnico giallorosso verso il Torino

A due giorni dalla sfida contro il Torino, in programma domenica 14 settembre, il tecnico della Roma, Gian Piero Gasperini, ha analizzato il momento della squadra. I giallorossi arrivano alla terza giornata di Serie A con il morale alto, forti di un avvio di stagione perfetto che li ha visti conquistare due vittorie nelle prime due partite. Le sue parole ai microfoni di Sky Sport.

OBIETTIVI – «È stato veramente importante stabilire un contatto efficace subito. Il risultato di questa stagione è difficile da prevedere dopo solamente due partite, ma credo sia sempre stato così per me: i risultati li costruisci strada facendo. Inizialmente è complicato fissare degli obiettivi chiari, ma man mano che giochi le gare, che capisci quanto miglioriamo noi e quanto siano forti gli avversari, puoi avere le idee più chiare».

SERIE A EQUILIBRATA – «Questo è un campionato molto più equilibrato, probabilmente ancora più dell’anno scorso, perché tante squadre si sono rinforzate: non solo le prime della classifica, ma anche le immediate inseguitrici e persino quelle della parte bassa. Tutto ciò renderà la vita difficile per tutti».

Pavard, debutto da sogno al Marsiglia per l’ex Inter: gol al Lorient

Pavard, debutto da sogno al Marsiglia per l’ex Inter: gol al Lorient. Il difensore francese ha subito ripagato De Zerbi che l’ha schierato titolare

Debutto da sogno per Benjamin Pavard con la maglia del Marsiglia. Il difensore francese, arrivato dall’Inter nell’ultimo giorno di mercato, ha bagnato la sua prima partita con un goal, contribuendo alla netta vittoria per 4-0 contro il Lorient. Schierato da centrale di destra nella difesa a quattro del tecnico Roberto De Zerbi, Pavard ha siglato di testa la rete del 2-0, sfruttando un corner battuto da Greenwood. Proprio l’inglese aveva aperto le marcature su rigore dopo appena dieci minuti, in seguito a un’espulsione che ha lasciato gli ospiti in inferiorità numerica.

La partita è stata a senso unico: dopo il goal di Pavard, Angel Gomes ha firmato il tris prima dell’intervallo. Nella ripresa, il sigillo finale è arrivato da Aguerd al 93′. La gara ha visto in campo anche altre vecchie conoscenze della Serie A come Kondogbia (ex Inter), Weah (ex Juventus) ed Emerson Palmieri (ex Roma). Ora per il Marsiglia si profilano due sfide di altissimo livello: martedì la trasferta di Champions League contro il Real Madrid e domenica il big match di campionato in casa contro il PSG.

Pavard ha lasciato l’Inter dopo due stagioni e 70 presenze, in cui ha segnato un solo goal, curiosamente di testa e in Champions League contro la sua ex squadra, il Bayern Monaco. Il suo trasferimento in Francia è avvenuto sulla base di un prestito oneroso da 2,5 milioni di euro, con un diritto di riscatto fissato a 15 milioni. Per il difensore, un contratto da 5 milioni di euro netti a stagione e un inizio più che promettente con la sua nuova squadra.

Queste le parole del difensore a Ligue 1+ dopo il match: «Sono molto contento del mio primo gol qui al Vélodrome, così come di questo gol. Mia moglie era in tribuna. Sono molto orgoglioso, ma anche della squadra perché abbiamo giocato una grande partita. Non li abbiamo sottovalutati e, nonostante il cartellino rosso, abbiamo continuato a giocare la nostra partita, quindi sono molto orgoglioso della squadra. Ora riposeremo, perché ci aspettano partite importanti. La pressione costante? È una richiesta dell’allenatore: giocare partite di possesso palla non appena perdiamo la palla, per cercare di riconquistarla il più velocemente possibile».

Inter, Lautaro senza sosta: 14 ore di volo e un solo allenamento. Ma con la Juve ci sarà

Inter, Lautaro senza sosta: 14 ore di volo e un solo allenamento. Ma con la Juve ci sarà in una sfida che per lui è un tabù

ppena rientrato da un volo intercontinentale di 14 ore, con un solo vero allenamento nelle gambe. Per chiunque sarebbe il momento di tirare il fiato, ma non per Lautaro Martínez. Il capitano dell’Inter non conosce pause quando c’è di mezzo la sua squadra e, dopo un breve confronto con il tecnico Cristian Chivu, ha spinto al massimo per guidare i nerazzurri nel sentitissimo derby d’Italia contro la Juventus. Ne scrive La Gazzetta dello Sport.

La sua leadership è il faro di un’Inter che, dopo il crollo con l’Udinese, cerca certezze. Ma se il cuore del “Toro” è fuori discussione, i numeri raccontano una storia diversa, soprattutto quando l’avversario è bianconero. La Juventus rappresenta per lui un vero e proprio tabù: in 14 partite di campionato, ha segnato appena due gol, con una media realizzativa di una rete ogni 518 minuti. Un rendimento non all’altezza della sua fama, il secondo peggiore contro qualsiasi squadra di Serie A.

Questa sera, Lautaro è chiamato a un cambio di passo. La sfida è trasformare queste statistiche negative in benzina per una prestazione da leader anche nel tabellino. C’è un precedente incoraggiante: nella stagione della seconda stella, segnò un gol pesantissimo contro la Juve proprio al rientro dalla nazionale.

La partita di Torino sarà anche un derby sudamericano nel derby, con l’attesissimo duello contro la roccia difensiva Bremer. Per il capitano nerazzurro non è solo una questione di tre punti: è una missione personale per invertire la tendenza, zittire i numeri e dimostrare che la sua immensa dedizione può finalmente tramutarsi in gol decisivi anche contro la rivale di sempre.

Juventus, mossa a sorpresa di Tudor con l’Inter: ecco la ‘tudorata’

Juventus, mossa a sorpresa di Tudor con l’Inter: ecco la ‘tudorata’ in vista dell’attesissimo derby d’Italia dello Stadium

La sorpresa di Igor Tudor per il Derby d’Italia è servita: a guidare l’attacco della Juventus contro l’Inter, questa sera, sarà Dušan Vlahović. Una scelta forte, una “tudorata” che ribalta le gerarchie della vigilia e premia il momento di forma smagliante del centravanti serbo, preferito a Jonathan David per la sua prima partita da titolare in questa stagione. A riportarlo è La Gazzetta dello Sport.

Questa decisione rappresenta il culmine di una clamorosa rimonta personale per DV9. Dopo un’estate turbolenta, segnata dalla rottura sul rinnovo contrattuale e da un rapporto teso con i tifosi, Vlahović ha saputo riconquistare tutti a suon di gol. Decisivo da subentrato sia contro il Parma che contro il Genoa, ha trasformato i fischi in applausi, dimostrando sul campo di essere l’uomo più in forma. Una condizione confermata dallo stesso Tudor, che in conferenza ha dichiarato: «Dušan non è mai stato così bene».

La scelta del tecnico croato non è solo un segnale di fiducia, ma anche una mossa tattica precisa. L’idea è sfruttare dall’inizio l’impatto e l’esperienza di Vlahović, che in questa supersfida ha già segnato 3 gol, per poi utilizzare nella ripresa le altre armi a disposizione. La panchina bianconera, infatti, è un arsenale di lusso, con Jonathan David pronto a subentrare e il nuovo acquisto Loïs Openda alla sua prima convocazione.

Per Vlahović, che in estate ha rifiutato le offerte di Milan e Fenerbahçe per giocarsi le sue carte a Torino, la sfida contro l’Inter è l’occasione perfetta per completare la sua rinascita e riprendersi il ruolo di leader indiscusso dell’attacco juventino.

Conte: «I nuovi sono pronti, ma servirà pazienza. Fantacalcio? Siamo all’assurdità»

Conte: «I nuovi sono pronti, ma servirà pazienza. Fantacalcio? Siamo all’assurdità». Le dichiarazioni del tecnico del Napoli

Antonio Conte, tecnico del Napoli, ha parlato in conferenza stampa per presentare la sfida di questa sera con la Fiorentina. Le sue parole.

PRIMO SNODO STAGIONALE – «E’ arrivato il momento della verità. Inizieremo a giocare ogni tre giorni e sicuramente sarà una stagione complessa per noi perché nelle prime due patite ci siamo basati più sulle certezze dell’anno scorso».

INSERIMENTO NUOVI – «Ora ci saranno da inserire i ragazzi nuovi. Ci vorrà pazienza, ci vorrà comprensione nel caso in cui dovessero esserci degli errori. Chiaramente questi ragazzi arrivano con grandi aspettative che porta la maglia che ha uno scudetto. Dobbiamo essere tolleranti nei giudizi. Abbiamo cercato di completare la rosa per affrontare la nuova stagione con tanti impegni, cosa che l’anno scorso non abbiamo fatto. Avevamo la necessità di completarla».

CRESCITA – «Sarà l’anno in assoluto più complesso. Sono arrivati tanti ragazzi nuovi in una piazza importante, dove oggi ci sono delle aspettative alte perché c’è stato lo scudetto, anche se inaspettato. I ragazzi avranno bisogno di tempo. Da parte mia devo cercare di migliorare questi ragazzi nel minor tempo possibile. Il gruppo base deve dare una mano perché siamo al secondo step del progetto e lo stiamo facendo con lo scudetto sul petto: cosa non preventivabile».

FORMAZIONE – «L’assenza di Rrahmani sarà importante dato che l’anno scorso le ha giocate tutte. E’ uno dei perni di questa squadra, ma, come ho detto prima, giocando ogni tre giorni più le Nazionali, il rischio infortuni sarà più alto. Abbiamo cercato di prepararci a queste eventualità. Sono arrivati Beukema e Marianucci, già domani potremo vedere in campo i nuovi. Abbiamo anche la necessità di farli giocare».

FANTACALCIO – «Siamo arrivati all’assurdità anche. Ci chiedono tramite tutti di far giocare qualcuno. Pensate se posso stare ad ascoltare chi gioca al fantacalcio…».

BUONGIORNO – «Viene da un’operazione. Aveva recuperato, ha lavorato queste due settimane. E’ pronto per giocare. Gli manca il campo da un bel po’, è tanto che non gioca da titolare, ma tutte queste sono incognite che devono essere messe in preventivo e affrontate».

ELMAS E HOJLUND – «Sono stati anche in Nazionale. Li ho visti bene. Sono pronti. Più ci si sarà spazio per lavorare, più ci saranno miglioramenti. Ma noi ne abbiamo bisogno subito».

MERET E MILINKOVIC – «Abbiamo ottimi portieri. Alex è una garanzia, è stato il portiere dei due scudetti e in più ora abbiamo preso Vanja. Viene da una realtà diversa. Sta lavorando, si sta integrando e cercheremo di trovare tempo e modo per dargli spazio. Ha caratteristiche diverse rispetto a Mere».

FIORENTINA – «Sono nella Fiorentina stessa. Negli ultimi tre anni ha fatto due finali europee e una semifinale e una finale di Coppa Italia. Ha affrontato sempre l’impegno europeo, ottenendo anche ottimi risultati. C’è una base importante. Hanno fatto un ottimo mercato. La considero una delle sette-otto squadre che lotteranno per dare fastidio».

ANGUISSA – «C’è stato l’infortunio di Lukaku quindi abbiamo dovuto sopperire a questo infortunio, facendo qualcosa di diverso. Alcune strategie, quindi, sono state riviste. Elmas è stato preso proprio perché è molto duttile e può ricoprire diversi ruoli, come l’esterno e il centrocampista. Ha giocato martedì, ci ha messo un po’ per tornare, ma si è allenato quindi è a disposizione. Sta bene».

Le prime pagine sportive nazionali – 13 settembre 2025

Le prime pagine dei quotidiani sportivi di oggi in edicola: Tuttosport, Corriere dello Sport e La Gazzetta dello Sport. I dettagli

Sono decine di migliaia le copie vendute tutte le mattine in edicola, ma un’anteprima dei principali contenuti può essere consultata già dalla sera precedente. Ecco, allora, le prime pagine dei Quotidiani Sportivi di oggi in edicola. Tuttosport, Corriere dello Sport e La Gazzetta dello Sport rappresentano i principali quotidiani sportivi in Italia.

Flachi: «Sono rimasto un po’ spiazzato dalla partenza della Sampdoria. I nuovi arrivi…»

Flachi si racconta: «Sono rimasto un po’ spiazzato dalla partenza della Sampdoria. I nuovi arrivi…». Le sue dichiarazioni

Francesco Flachi, storico attaccante della Sampdoria e autentica icona del tifo blucerchiato, resta una figura indelebile nella memoria dei sostenitori doriani. Con 280 presenze ufficiali, 110 gol e 18 assist in maglia Samp, Flachi è stato per anni il punto di riferimento dell’attacco, capace di unire tecnica, fiuto del gol e un legame viscerale con la tifoseria.

In un’intervista esclusiva a Sampnews24, l’ex numero 10 ha analizzato il momento che sta vivendo la squadra, soffermandosi sul lavoro del nuovo allenatore Massimo Donati, ex centrocampista di talento con un passato in Serie A e oggi chiamato a guidare la rinascita doriana. Le sue parole:

Come vede questo momento della Sampdoria dopo una stagione faticosa da digerire per i tifosi? Come giudica la partenza dei blucerchiati di Massimo Donati?

«Sono rimasto un po’ spiazzato dalla partenza della Sampdoria, sono partiti alcuni giocatori mentre ne sono arrivati altri che hanno fatto bene nella scorsa stagione. I nuovi arrivi potrebbero aiutare ad invertire la rotta sotto tutti i punti di vista, portano motivazioni, entusiasmo e cambiamenti. Non vivendo la situazione da dentro non è neanche facile capire qual è il problema. Si portano gli strascichi dall’anno scorso, da queste cose bisognerebbe imparare per migliorare e far si che non succedano più. Non è una situazione facile neanche per Donati perchè, se vai a vedere la partita con lo Spezia o il primo tempo con il Modena, hanno fatto bene. Questa squadra è fragile mentalmente, l’allenatore dovrà essere bravo a lavorare perché penso che ci sia bisogno di entusiasmo. La Sampdoria è da un paio d’anni che non riesce a vincere con continuità le partite al Ferraris. E’ una cosa che non va bene, è dalle partite che si giocano in casa che si deve partire per costuire il tutto!».

La società ha scelto di puntare su un profilo giovane: come valuta la scelta di affidarsi al suo ex compagno (stagione 2003-04 n.d.r.) Massimo Donati?

«Quando giocava con me si vedeva che fosse una persona intelligente, anche dal punto di vista della tattica; poi i centrocampisti sono predisposti a fare gli allenatori. Ha fatto il suo percorso anche andando ad allenare fuori e, vedendo i risultati, non mi pare che stesse facendo male. Penso che ci stia la scelta fatta dalla Sampdoria di decidere di virare su di lui, si possono fare queste scommesse sugli allenatori giovani: io gli auguro tutto il bene!».

LEGGI L’INTERVISTA ESCLUSIVA A FLACHI SU SAMPNEWS24

Nicolas Pépé, rinascita in Liga: il Villarreal ritrova un leader offensivo

Nicolas Pépé, rinascita in Liga: il Villarreal ritrova un leader offensivo. Il dato sull’ex Arsenal, tutti i dettagli

Dopo anni complessi tra Premier League e prestiti poco incisivi, Nicolas Pépé sembra aver ritrovato la sua dimensione ideale. L’ala ivoriana, 30 anni, ex stella del LOSC Lille e protagonista di un trasferimento record all’Arsenal nel 2019, ha vissuto stagioni altalenanti tra Londra, OGC Nizza e Trabzonspor. Oggi, però, al Villarreal CF sta vivendo una vera e propria seconda giovinezza.

Dalla difficoltà alla rinascita

Già nella scorsa stagione in LaLiga EA Sports, Pépé aveva dato segnali di ripresa: 3 gol e 6 assist in 28 presenze, numeri che testimoniavano un ritorno di fiducia e continuità. Ma è in questo avvio di campionato 2025/26 che l’ivoriano sta facendo la differenza. In sole tre partite ha realizzato due reti e fornito un assist, contribuendo in maniera decisiva alle due vittorie e al pareggio ottenuti dal “Submarino Amarillo” nelle prime uscite ufficiali.

Il riconoscimento di LaLiga

Le sue prestazioni non sono passate inosservate: LaLiga EA Sports, in collaborazione con EA, lo ha nominato “Giocatore del Mese di agosto”. Un premio che certifica il suo crescente peso nell’attacco giallo e il ruolo centrale che gli ha ritagliato Unai Emery, 53 anni, tecnico spagnolo noto per la sua meticolosa preparazione tattica e la capacità di valorizzare i talenti offensivi.

Un ruolo chiave nello scacchiere di Emery

Pépé, con la sua velocità, il dribbling e la capacità di incidere negli ultimi metri, è diventato un punto di riferimento per il Villarreal. Emery lo utilizza come esterno alto nel 4-3-3, sfruttandone la capacità di creare superiorità numerica e di finalizzare. La sua esperienza internazionale, maturata tra Ligue 1, Premier League e competizioni europee, rappresenta un valore aggiunto per una squadra che punta a confermarsi ai vertici della Liga e a competere in Europa.

Obiettivi e prospettive

Se manterrà questo rendimento, Pépé potrà non solo rilanciare definitivamente la propria carriera, ma anche trascinare il Villarreal verso traguardi ambiziosi. La sua rinascita è la dimostrazione che, con il contesto giusto e la fiducia dell’allenatore, un campione può ritrovare la propria miglior versione.

Milan, rosa ridotta e strategia mirata? Allegri punta sulla qualità e sui giovani, i dettagli

Milan, rosa ridotta e strategia mirata? Il tecnico rossonero Massimiliano Allegri punta sulla qualità e sui giovani, tutti i dettagli

Il Milan ha scelto per questa stagione una gestione della rosa in netta controtendenza rispetto agli ultimi anni. Niente più organici extralarge: la squadra, impegnata esclusivamente in Serie A, Coppa Italia e Supercoppa Italiana, conta appena 22 giocatori, di cui 19 di movimento. Una scelta che abbandona il concetto di “sovrabbondanza” che in passato aveva persino portato a escludere elementi dalla lista Champions League.

La filosofia di Allegri: coesione e attenzione ai dettagli

Il tecnico Massimiliano Allegri, 57 anni, noto per il suo pragmatismo tattico e la gestione meticolosa del gruppo, ha voluto fortemente questa impostazione. Senza impegni europei infrasettimanali, l’allenatore preferisce lavorare con un nucleo ristretto, così da curare ogni singolo giocatore sotto il profilo tecnico, fisico e mentale.

In caso di emergenze dovute a infortuni o squalifiche, il club attingerà al Milan Futuro, la squadra giovanile che rappresenta il serbatoio di talenti rossoneri. Un esempio concreto è arrivato con la convocazione dell’attaccante Ezechiel Balentien, 19 anni, per la trasferta di Lecce. L’obiettivo è far crescere i giovani a stretto contatto con la prima squadra, accelerandone il percorso di maturazione.

La rosa 2025/26 del Milan

Portieri: Mike Maignan (francese, classe ’95, leader difensivo), Tommaso Terracciano (italiano, affidabile secondo portiere), Lapo Torriani (giovane prospetto). Difensori: Fikayo Tomori (inglese, rapido e aggressivo), Koni De Winter (belga, versatile), Matteo Gabbia (italiano, prodotto del vivaio), Strahinja Pavlovic (serbo, fisico imponente), Odogu (talento emergente), Pervis Estupiñán (ecuadoriano, spinta sulla fascia), Athekame (giovane in crescita), Davide Bartesaghi (italiano, terzino sinistro). Centrocampisti: Luka Modric (croato, campione d’esperienza), Samuele Ricci (italiano, regista moderno), Youssouf Fofana (francese, dinamico), Ardon Jashari (svizzero, equilibratore), Ruben Loftus-Cheek (inglese, fisicità e tecnica), Adrien Rabiot (francese, box-to-box). Attaccanti: Santiago Giménez (messicano, bomber d’area), Rafael Leão (portoghese, estro e velocità), Christian Pulisic (statunitense, dribbling e inserimenti), Alexis Saelemaekers (belga, duttilità), Christopher Nkunku (francese, fantasia offensiva), Ezechiel Balentien (giovane promessa).

Una scommessa calcolata

Questa strategia, seppur rischiosa in caso di emergenze prolungate, riflette la fiducia del club nel proprio progetto tecnico e nella qualità dei giocatori scelti. La stagione dirà se il Milan di Allegri, con una rosa compatta e un occhio di riguardo per i giovani, saprà trasformare questa filosofia in risultati concreti.

Udinese Pisa: out Idrissa Gueye, Zaniolo carica l’ambiente bianconero

Udinese Pisa: out Idrissa Gueye, Zaniolo carica l’ambiente bianconero. Le ultimissime notizie sulla sfida di Serie A

L’Udinese di Kosta Runjaic, tecnico tedesco classe 1971 alla sua prima esperienza in Serie A, dovrà fare a meno di Idrissa Gueye nella sfida contro il Pisa. L’attaccante senegalese, 24 anni, arrivato nelle ultime ore di mercato dal Metz, non ha ancora completato le pratiche per il visto di lavoro. Essendo extracomunitario, non è ancora autorizzato a scendere in campo in Serie A. La sua presentazione ufficiale alla stampa è prevista per domani, mentre l’esordio dovrebbe avvenire a partire dalla prossima settimana.

Entusiasmo alle stelle dopo il colpo a San Siro

L’ambiente friulano vive un momento di grande euforia, complice la prestigiosa vittoria per 2-1 a San Siro contro l’Inter. Un successo che ha dato fiducia alla squadra e ai tifosi, proiettando l’Udinese verso un avvio di stagione ambizioso.

Protagonista della giornata è stato Nicolò Zaniolo, trequartista classe 1999, ex Roma e Aston Villa, che ha spiegato le ragioni della sua scelta: «Avevo bisogno di sentirmi apprezzato e l’Udinese mi ha voluto fortemente». Parole che confermano la determinazione del giocatore a rilanciarsi dopo stagioni altalenanti.

L’obiettivo: tornare in Nazionale

Zaniolo non nasconde il sogno di tornare a vestire la maglia della Nazionale italiana, ma è consapevole che il primo passo sarà imporsi con continuità in Friuli. Per farlo, dovrà ritrovare la condizione migliore e garantire prestazioni di alto livello.

Il talento ligure si vede principalmente come esterno destro o trequartista, ruoli che gli permettono di attaccare la porta e sfruttare la sua tecnica in velocità. Tuttavia, ha dichiarato di essere pronto a ricoprire anche il ruolo di centravanti, pur preferendo non giocare spalle alla porta e lontano dall’area avversaria.

Prossimi impegni e prospettive

L’assenza di Gueye contro il Pisa costringerà Runjaic a rivedere le rotazioni offensive, ma l’arrivo di Zaniolo e il clima positivo nello spogliatoio lasciano ben sperare. L’Udinese punta a confermare il buon momento e a consolidare la propria posizione in classifica, con l’obiettivo di lottare per un piazzamento europeo.

Con un mix di giovani talenti e giocatori esperti, la squadra friulana sembra pronta a recitare un ruolo da protagonista in questa stagione di Serie A.

Joao Mário, dall’Istanbul all’Atene: l’ex Inter approda all’AEK in prestito. La nota del club

Joao Mário, dall’Istanbul all’Atene: l’ex giocatore dell’Inter approda all’AEK in prestito. La nota ufficiale del club

Dalla Turchia alla Grecia, nuova avventura per João Mário Naval da Costa Eduardo, centrocampista portoghese classe 1993 ed ex Inter. Dopo una stagione al Besiktas, il giocatore lascia Istanbul per vestire la maglia dell’AEK Atene nella stagione 2025/26. L’operazione tra i due club si è conclusa con la formula del prestito fino a giugno 2026, come confermato dal comunicato ufficiale della società greca.

Il comunicato dell’AEK “L’AEK FC annuncia il trasferimento dell’esterno della nazionale portoghese João Mário Naval da Costa Eduardo in prestito dal Besiktas” – si legge nella nota diffusa dal club ateniese.

Una carriera tra top club europei Cresciuto nel vivaio dello Sporting CP, João Mário ha esordito in prima squadra accumulando 127 presenze e 16 gol, intervallate da un prestito al Vitória Setúbal (16 presenze). Nel 2016 il passaggio all’Inter, dove ha vissuto un’esperienza altalenante: 69 partite e 4 reti in tre stagioni. Seguono i prestiti al West Ham United (14 presenze, 2 gol) e alla Lokomotiv Mosca (22 presenze, 1 gol).

Nel 2021 il trasferimento a titolo definitivo al Benfica, con cui ha disputato 149 gare e segnato 36 gol, diventando uno dei leader tecnici della squadra. L’ultima tappa, prima dell’approdo in Grecia, è stata al Besiktas, dove ha collezionato 45 presenze e 10 reti, confermandosi centrocampista offensivo di qualità e visione di gioco.

Un colpo di mercato last minute Il trasferimento di João Mário all’AEK arriva nelle ultime ore utili di calciomercato in Grecia, che chiude ufficialmente oggi, 12 settembre. L’innesto del portoghese rappresenta un rinforzo di spessore per la squadra ateniese, impegnata sia in campionato che nelle competizioni europee.

Obiettivi e prospettive Con la sua esperienza internazionale e la capacità di agire sia da mezzala che da esterno offensivo, João Mário potrà dare un contributo immediato alla formazione allenata da Matías Almeyda, tecnico argentino noto per il suo calcio aggressivo e dinamico. L’AEK punta a confermarsi ai vertici della Super League greca e a ben figurare in Europa, contando sull’impatto di un giocatore abituato a palcoscenici di alto livello.

Il sipario sul calciomercato ellenico sta per calare, ma ad Atene la stagione si apre con un colpo che promette di accendere l’entusiasmo dei tifosi gialloneri.

Derby d’Italia: l’Inter è arrivata a Torino, Chivu pronto a sfidare la Juve di Tudor – VIDEO

Derby d’Italia: l’Inter è arrivata questa sera a Torino, il tecnico Chivu pronto a sfidare la Juventus di Igor Tudor – VIDEO

(Andrea Bargione inviato a Torino) – L’Inter è sbarcata a Torino nella serata di venerdì 12 settembre, attorno alle ore 20:00, accolta da un gruppo di tifosi entusiasti che ha voluto trasmettere tutto il proprio calore alla squadra in vista del primo Derby d’Italia della stagione. Il match contro la Juventus, in programma sabato 13 settembre alle ore 18:00 all’Allianz Stadium, rappresenta uno snodo cruciale per entrambe le formazioni nella terza giornata di Serie A 2025/26.

Atmosfera carica e presenza istituzionale

All’esterno dell’hotel che ospita il ritiro nerazzurro, cori e applausi hanno accompagnato l’arrivo del pullman dell’Inter. Tra i presenti anche il presidente Giuseppe Marotta, figura chiave nella dirigenza interista, che ha voluto manifestare il proprio sostegno alla squadra in un momento delicato. La sua presenza è stata interpretata come un gesto di leadership e unità, volto a rafforzare il gruppo alla vigilia di una delle sfide più sentite dell’anno.

Cristian Chivu, il tecnico al debutto nel Derby da allenatore

Cristian Chivu, ex difensore centrale rumeno e oggi allenatore dell’Inter, si prepara a vivere il suo primo Derby d’Italia da tecnico. Dopo la sconfitta contro l’Udinese prima della sosta per le Nazionali, il tecnico nerazzurro è chiamato a dare una risposta forte. Con il rientro di Lautaro Martínez, attaccante argentino e capitano della squadra, e la probabile titolarità di Marcus Thuram, l’Inter punta su un attacco di qualità e dinamismo.

Juventus a punteggio pieno, Inter chiamata al riscatto

La Juventus, guidata da Igor Tudor, arriva all’appuntamento con due vittorie su due e una rosa galvanizzata. L’Inter, invece, ha bisogno di ritrovare fiducia e compattezza. Dopo la cena e l’ultima riunione tecnica, la squadra si è ritirata in albergo per prepararsi mentalmente alla sfida.

Derby d’Italia 2025: orario, luogo e aspettative

Il fischio d’inizio è previsto per sabato 13 settembre alle ore 18:00. Il Derby d’Italia, giunto alla sua 185ª edizione in Serie A, promette spettacolo e tensione. L’Inter è pronta a sfidare i suoi eterni rivali: la battaglia è cominciata.

Infortunio Pavoletti, quanto starà fuori il centravanti del Cagliari? Le ultime novità


Cagliari senza Pavoletti contro il Parma: il capitano ancora out per infortunio

Il Cagliari dovrà fare a meno di Leonardo Pavoletti per la prossima sfida contro il Parma a causa di un nuovo problema fisico. L’attaccante classe 1988 e capitano rossoblù continua infatti a lavorare con un programma personalizzato e non sarà convocato dal tecnico Fabio Pisacane, che da poco ha preso le redini della squadra.

L’infortunio Pavoletti si conferma un grosso ostacolo per il Cagliari in questa fase delicata della stagione. Il centravanti, pilastro e leader del gruppo grazie alla sua esperienza e carisma, non è ancora riuscito a recuperare pienamente dai problemi muscolari che lo affliggono da inizio campionato. Lo staff medico del club sta seguendo con estrema attenzione il suo percorso di recupero, preferendo non forzare i tempi per evitare rischi peggiori. Al momento, infatti, i tempi di rientro rimangono incerti, e l’attaccante prosegue con sedute differenziate per smaltire l’infortunio.

L’assenza di Pavoletti contro il Parma rappresenta un colpo duro per il Cagliari, che perde il suo uomo simbolo in attacco. Leonardo è infatti noto per la sua abilità nel gioco aereo, il suo senso del gol e la capacità di fare reparto anche da solo. Con più di 100 presenze in maglia rossoblù, il capitano è un punto di riferimento sia dentro che fuori dal campo, e la sua mancanza si farà sentire in termini di leadership e concretezza offensiva.

Fabio Pisacane dovrà quindi riorganizzare il reparto offensivo per affrontare una squadra come il Parma, che arriva al match in buona forma. Le alternative per il tecnico non mancano, ma il gioco dovrà inevitabilmente adattarsi senza l’apporto del bomber. Si potrebbe puntare su un attacco più dinamico, con giocatori rapidi e tecnici capaci di sfruttare la profondità e mettere in difficoltà la difesa avversaria.

La partita contro i ducali sarà un banco di prova importante per il Cagliari, che dovrà dimostrare di poter mantenere la competitività anche senza il suo capitano. I tifosi, dal canto loro, attendono con ansia notizie sul recupero di Pavoletti, sperando di rivederlo presto in campo per guidare la squadra verso risultati importanti. L’infortunio del numero 9 resta dunque un tema centrale nel cammino rossoblù e sarà decisivo capire quando potrà tornare a disposizione.

Calciomercato Inter, Marotta ha tutto chiaro: vuole portare a Milano quel grande difensore


Calciomercato Inter: occhi puntati su Dayot Upamecano per rinforzare la difesa

Il calciomercato Inter si muove con decisione pensando al futuro della difesa nerazzurra. Con l’esperienza di Francesco Acerbi che piano piano sta diventando un valore meno duraturo, la società è già al lavoro per assicurarsi un rinforzo di altissimo profilo per la prossima stagione. Il nome più caldo in questo momento è quello di Dayot Upamecano, colosso difensivo del Bayern Monaco, che rappresenta il primo obiettivo per dare solidità e qualità al reparto arretrato.

Upamecano, classe 1998, è considerato uno dei migliori difensori centrali in circolazione. La sua esperienza in Bundesliga, con il Lipsia prima e il Bayern poi, unita alle numerose partite in Champions League, lo rendono un profilo di grande affidabilità. Il suo contratto con il club tedesco scade nel 2026, e nonostante il Bayern voglia blindarlo su indicazione del tecnico Vincent Kompany, l’Inter continua a seguire con attenzione la situazione, mantenendo vivi i contatti con gli agenti del calciatore. La testata Tuttosport ha sottolineato come l’interesse nerazzurro per Upamecano sia concreto e costante.

La necessità di un rinforzo in difesa è ormai evidente per il gruppo guidato da Cristian Chivu. Francesco Acerbi, seppur importante per la sua esperienza, non può garantire un futuro lungo e stabile per la retroguardia nerazzurra. Upamecano rappresenta quindi una soluzione ideale: non solo per la sua forza fisica e la capacità di lettura del gioco, ma anche per la sua maturità a livello internazionale, confermata dalla partecipazione a due finali di Champions League con la maglia del Bayern Monaco.

Il fascino del progetto Inter è cresciuto negli ultimi anni, anche grazie ai successi ottenuti sul palcoscenico europeo. Questo ha reso la società milanese sempre più appetibile per i top player, che vedono nel club un ambiente ideale per crescere e vincere. La dirigenza, con Marotta e Ausilio in prima linea, è pronta a sfruttare ogni opportunità qualora il Bayern dovesse esitare nel rinnovare il contratto di Upamecano.

In conclusione, il calciomercato Inter sta vivendo una fase di grande fermento, con l’obiettivo chiaro di costruire una difesa solida e competitiva per il presente e il futuro. Dayot Upamecano è il profilo più seguito e potrebbe rappresentare il tassello decisivo per migliorare la squadra, confermando le ambizioni nerazzurre in Italia e in Europa.

Lookman rientra? Ecco cosa filtra ad oggi in casa Atalanta sull’attaccante nerazzurro

Lookman verso il rientro: l’Atalanta spera di recuperarlo per il match contro il Lecce

A meno di 48 ore dal fischio d’inizio della sfida tra Atalanta e Lecce, in programma al New Balance Stadium di Bergamo, i riflettori restano puntati sulle condizioni di Ademola Lookman. L’esterno offensivo nigeriano, tra i protagonisti più attesi della stagione nerazzurra, è ancora in dubbio per la gara di domenica, ma gli ultimi aggiornamenti lasciano spazio a un cauto ottimismo.

Secondo quanto riportato da TuttoMercatoWeb, la squadra si è ritrovata oggi sui campi di Zingonia per la consueta sessione di allenamento, durante la quale Lookman ha svolto un lavoro personalizzato. Si tratta di un passo importante per valutare le sue condizioni fisiche, dopo i problemi che lo hanno tenuto fuori nelle scorse settimane.

Le prossime 24 ore saranno decisive per capire se Lookman potrà tornare a disposizione di Gian Piero Gasperini. Il tecnico spera di poterlo almeno convocare, anche se un impiego dal primo minuto appare oggi complicato. La sua presenza, però, sarebbe fondamentale per dare imprevedibilità e profondità all’attacco atalantino, soprattutto contro un Lecce organizzato e difficile da affrontare.

Lookman decisivo per l’Atalanta

Il rientro di Lookman rappresenterebbe una notizia importantissima per l’Atalanta, che ha bisogno della sua qualità e delle sue accelerazioni per dare continuità ai risultati. In questa prima parte di stagione, il nigeriano ha già dimostrato di essere in ottima forma, contribuendo con gol e assist alla manovra offensiva della Dea. La sua assenza si è fatta sentire, e il suo possibile ritorno potrebbe coincidere con un ulteriore salto di qualità per la squadra bergamasca.

Situazione infortunati: il punto da Zingonia

Nel frattempo, restano ancora ai box diversi altri giocatori. Kolasinac continua a svolgere lavoro individuale, mentre Ederson, Bakker e Scamacca hanno proseguito con le terapie previste dai rispettivi programmi di recupero. Nessuno dei tre sarà probabilmente disponibile per domenica.

La squadra tornerà in campo domani, sabato 13 settembre, nel pomeriggio per la rifinitura. Sarà l’ultimo allenamento utile per capire se Lookman potrà essere inserito tra i convocati e, magari, scendere anche in campo a gara in corso.

Liverpool, Slot spiega: «Ecco perché ho escluso Chiesa dalla lista Champions»

Liverpool, Slot spiega: «Ecco perché ho escluso Chiesa dalla lista Champions». Le dichiarazioni del tecnico dei Reds in conferenza stampa

Alla vigilia della ripresa del campionato, che vedrà il Liverpool impegnato in una sfida cruciale di Premier League, a tenere banco in conferenza stampa è stata una delle decisioni più discusse di questo inizio di stagione: la mancata inclusione di Federico Chiesa nella lista UEFA per la Champions League. Una scelta che ha sorpreso tifosi e addetti ai lavori, e sulla quale il tecnico dei Reds, Arne Slot, ha voluto fare chiarezza con parole dirette e sentite.

Interrogato sull’argomento, l’allenatore olandese non si è nascosto, mostrando grande empatia per la situazione del giocatore italiano ma, al tempo stesso, ribadendo la complessità del suo ruolo. La sua spiegazione ha messo in luce il lato umano di una decisione prettamente tecnica, dettata probabilmente da rigidi vincoli numerici e da precise strategie per la campagna europea. Slot ha sottolineato il peso della sua scelta, un momento delicato nella gestione del gruppo.

«È stata una decisione difficile per me, ed è difficile per lui. Ovviamente non era felice di questa scelta, ma ne ha capito le motivazioni».

Con queste parole, il tecnico ha ammesso il dispiacere del giocatore, ma ha anche evidenziato la maturità di Chiesa nell’accettare le gerarchie e le esigenze del club. La parte più significativa del suo intervento, però, ha riguardato la reazione del calciatore, un segnale forte per tutto l’ambiente. Slot ha elogiato la professionalità del suo attaccante, confermando che il suo impegno non verrà meno.

«Mi ha dato la risposta che vuoi sentire da un giocatore e si farà trovare pronto per aiutarci nelle altre coppe e in Premier League».

Un attestato di stima che chiude il caso e rilancia il ruolo di Chiesa come risorsa significativa per le competizioni nazionali, dove il suo talento sarà importante per dare l’assalto ai trofei domestici.

Verona, Montipò pronto a scrivere la storia del calcio gialloblu. Ecco un nuovo record!


Verona, Montipò entra nella storia: già nella top ten per presenze in Serie A

Con il rinnovo di contratto fino al 2028, Lorenzo Montipò si candida a diventare uno dei giocatori più rappresentativi della storia del Verona. Il portiere gialloblù, arrivato nel 2021, ha già collezionato 146 presenze in Serie A con la maglia dell’Hellas, entrando ufficialmente nella top ten dei calciatori più presenti nella massima serie con il club veneto.

Il Verona, storicamente legato a figure iconiche del calcio italiano, potrebbe presto aggiungere Montipò alla lista dei suoi simboli. Con il nuovo accordo, il portiere ha ribadito la sua volontà di legarsi a lungo al progetto gialloblù, dimostrando attaccamento alla maglia e grande professionalità. Un segnale importante anche per i tifosi, che vedono in lui una garanzia tra i pali e un punto fermo per le stagioni future.

La classifica dei giocatori con più presenze in Serie A nella storia del Verona vede al primo posto Emiliano Mascetti con 232 presenze. Dietro di lui nomi storici come Darko Lazovic (193), Paolo Sirena (173) e Sergio Maddè (166). Con le sue 146 presenze, Montipò è attualmente ottavo, ma potrebbe presto superare Roberto Tricella (148) e Antonio Di Gennaro (149), continuando la sua scalata nella storia del club.

Ecco la top ten aggiornata delle presenze in Serie A con la maglia del Verona:

  1. Emiliano Mascetti – 232
  2. Darko Lazovic – 193
  3. Paolo Sirena – 173
  4. Sergio Maddè – 166
  5. Domenico Volpati – 166
  6. Antonio Di Gennaro – 149
  7. Roberto Tricella – 148
  8. Lorenzo Montipò – 146
  9. Davide Faraoni – 144
  10. Silvano Fontolan – 143

Se dovesse mantenere la titolarità nelle prossime stagioni, Montipò potrebbe addirittura insidiare il primato di Mascetti. Un traguardo ambizioso, ma non impossibile, considerando la sua costanza di rendimento e il ruolo centrale che ha assunto nel progetto tecnico del Verona.

Il futuro del portiere è quindi sempre più legato al club scaligero, che punta su di lui non solo come numero uno, ma anche come figura simbolica. In un’epoca in cui le bandiere sono sempre più rare, la storia tra Montipò e il Verona rappresenta un legame solido e ricco di significato per squadra e tifosi.

Curva Sud Milan, continua lo sciopero del tifo? La decisione in vista delle prossime trasferte

Curva Sud Milan: aggiornamenti su trasferte e situazione a San Siro. La situazione attuale

Attraverso una storia pubblicata su Instagram, la Curva Sud Milan ha aggiornato i tifosi sulle prossime partite e sulle tensioni ancora in corso con la società. In particolare, ha confermato la diserzione della trasferta allo Juventus Stadium, per il quinto anno consecutivo. Il motivo? L’obbligo di registrazione al sito della Juventus per poter acquistare i biglietti, modalità giudicata dalla Curva come “vergognosa” e inaccettabile.

Ma i problemi non si limitano alle trasferte. Anche in occasione di Milan-Bologna, previsto a San Siro, la Curva Sud Milan non sarà attiva nel tifo organizzato. La situazione, secondo quanto comunicato, sarebbe addirittura peggiorata rispetto alle prime due partite casalinghe contro Bari e Cremonese. Una scelta amara, ma ritenuta necessaria viste le restrizioni imposte dalla società, che hanno colpito direttamente il cuore del tifo rossonero.

Già ad agosto, la Curva aveva annunciato l’intenzione di non sostenere la squadra in modo organizzato, criticando la linea dura del club. Tra le motivazioni: il divieto d’ingresso per molti striscioni storici, l’assenza di risposte da parte della società sulle nuove proposte e l’esclusione di alcuni esponenti dalla possibilità di abbonarsi al secondo anello blu, tradizionalmente occupato dalla Curva.

Marco Pacini, volto noto della Curva Sud Milan, ha spiegato la situazione in un’intervista al canale YouTube di Luca Serafini. Secondo Pacini, la società ha agito sulla base di segnalazioni delle forze dell’ordine relative a episodi come la contestazione a Casa Milan, il corteo prima della finale di Coppa Italia e il presidio fuori dal carcere di San Vittore. Tutte manifestazioni pacifiche e autorizzate, dove – come sottolinea Pacini – non si sono verificati atti di violenza.

“Non posso nemmeno esprimere un’opinione lecita senza rischiare conseguenze”, ha dichiarato, criticando la comunicazione tardiva del divieto di accesso per determinati striscioni, come quello storico con la bandiera di Kilpin, giudicato “legato alla Curva Sud”.

La frattura tra la Curva Sud Milan e la società sembra quindi lontana dalla risoluzione, con effetti visibili dentro e fuori lo stadio.

Cagliari, Pisacane: «A Parma con lucidità e coraggio, abbiamo raccolto meno di quanto meritassimo. Belotti ci ha scelto»

Pisacane: «A Parma con lucidità e coraggio, abbiamo raccolto meno di quanto meritassimo. Belotti ci ha scelto». Parla il tecnico del Cagliari

Fabio Pisacane, tecnico del Cagliari, ha presentato la sfida della Domus con il Parma, valida per la terza giornata del campionato di Serie A 2025-2026.

SOSTA – «E’ stata una settimana dove abbiamo potuto lavorare su alcune cose che dovevamo migliorare, quando non hai i Nazionali è difficile farlo. Abbiamo lavorato con chi c’era sull’aspetto atletico e non solo».

SOSTA ED ULTIMI ARRIVATI – «Sono felice degli ultimi arrivati, i difensori Zé Pedro e Rodriguez hanno freschezza, Belotti ci ha scelto – facendo dei sacrifici – e ne siamo orgogliosi: sono felice di averlo ritrovato. Tutti e tre potranno darci il loro contributo».

SQUADRA E YERRY MINA – «I nazionali quando vanno via è un peccato, però è buono per loro. Noi nella sosta con loro non possiamo migliorare alcune cose, ma siamo felici del gol di Yerry per esempio. Tutti vogliono giocare, anche chi arriva dall’altra parte del mondo: nessuno vuole prendersi un giorno di riposo. Mina è tornato con entusiasmo, vincere non ti farà sentire la fatica; domani vederete se giocherà o meno titolare con il Parma».

INFORTUNATI E BELOTTI – «Abbiamo perso Luvumbo, era entrato bene in queste ultime due partite, ma in questo momento siamo comunque in sovrannumero. Belotti sta bene fisicamente, l’ho trovato meglio di come mi aspettassi: non è un giocatore al tramonto, ha una voglia matta, sembra un ragazzino! Potrebbe giocare dal primo minuto, mi ha impressionato la sua voglia di rialzarsi. Zappa ha avuto questa contusione che stiamo gestendo, è a disposizione per i Parma».

PARMA – «Ci vogliono coraggio e lucidità, vogliamo vincere, ma possiamo controllare solo alcune cose. La partita ci mette davanti una squadra attrezzata con un allenatore preparato che vuole dimostrare. Pressano alto per giocare subito in transizion, è la loro migliore qualità e dovremo essere bravi ad essere corti! E’ una gara difficile, lo sono tutte in Serie A, mi aspetto che la squadra confermi quanto fatto vedere fino ad oggi. Abbiamo raccolto meno di quanto meritassi, i ragazzi stanno bene: tranne Luvumbo sono tutti arruolabili!».

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D’Amico: «Casi Lookman e Koop duri da gestire. Ecco il mio miglior colpo. Milan? Lette troppe cose»

D’Amico: «Casi Lookman e Koop duri da gestire. Ecco il mio miglior colpo. Milan? Lette troppe cose». Le dichiarazioni del direttore sportivo dell’Atalanta

In un’intervista concessa a La Gazzetta dello Sport, il direttore sportivo dell’Atalanta, Tony D’Amico, ha toccato diversi argomenti: partendo dai suoi trascorsi da calciatore, il focus si è poi spostato sulle attuali strategie di mercato del club, con un approfondimento sulla sua sinergia lavorativa con la famiglia Percassi.

COLLABORAZIONE CON PERCASSI – «Difficile all’inizio, molto formativa: a Verona ero troppo istintivo a volte, mi è servito a disciplinarmi. Ma i miei principi restano gli stessi: lealtà, rispetto, l’importanza di risolvere problemi quotidiani».

VOCI SUL MILAN – «Ho letto troppe cose: di sicuro non mi sono mai sentito, neanche per un giorno, fuori dall’Atalanta».

MIGLIOR COLPO – «Il colpo più importante? Quello che verrà. Potrei dire Amrabat preso in prestito e rivenduto a 20 milioni. Ma anche Zaccagni, trovai la chiave per aiutarlo a maturare caratterialmente. In ordine d’importanza non saprei scegliere. Il rimpianto? Quando ero a Verona, Scamacca: non spinsi abbastanza per prenderlo dal Sassuolo. Un aneddoto? Io e Margiotta chiusi in una stanza di un hotel a Milano dalle 12 all’una di notte per strappare Dawidowicz al Palermo, vietando ai suoi agenti di usare i telefoni, senza mangiare. E preso il giocatore ripartiamo, ma buchiamo in tangenziale: bloccati fino alle quattro del mattino».

KOOPMEINERS E LOOKMAN – «Casi molto simili e non piacevoli da vivere. Devi gestire l’oggi dimenticando che sono ragazzi con cui ieri hai vissuto mille cose. Sei costretto ad andare oltre certe emozioni che hai ancora addosso: è dura».

Papu Gomez: «Squalificato due anni per uno sciroppo, chi si droga prende sei mesi»

Papu Gomez: «Squalificato due anni per uno sciroppo, chi si droga prende sei mesi». Lo sfogo dell’ex fantasista argentino dell’Atalanta

L’ex fantasista dell’Atalanta, Alejandro “Papu” Gomez, tornato in campo con la maglia del Padova dopo aver scontato due anni di squalifica per l’assunzione involontaria di una sostanza vietata, si è raccontato ai microfoni di Julian Polo, ospite del suo format “De Visitante” su Youtube.

SQUALIFICA – «I primi mesi furono durissimi perché non capivo perché stesse succedendo a me, proprio nel mio momento migliore. Ero al top dopo aver vinto un Mondiale. Ero frustrato con tutti: col calcio e col sistema. Non mi faccio la vittima, la responsabilità è stata tutta mia. Il problema fu aver preso uno sciroppo per la tosse che non dovevo, ma ho scontato due anni di squalifica. Chi prende droghe o fuma uno spinello prende sei mesi. Io per uno sciroppo per mio figlio ho preso due anni. Chi capisce? Ho accettato la situazione e ora sto lottando per tornare. All’inizio mi costava guardare il calcio, spegnevo la Tv. Mi sono isolato e ho lavorato con uno psicologo. Era un circolo dal quale non riuscivo a uscire. Ma lavorando, lavorando e lavorando, sono riuscito a liberarmi».

ARGENTINA – «Quando Scaloni mi chiamava, venivo da essere il giocatore del mese della Serie A a settembre e ottobre. Fui convocato e non giocai nemmeno un minuto. Era difficile, perché condividevo ruolo con i migliori al mondo. Ma mai un atteggiamento negativo, mai niente. Capiva il mio ruolo e voleva solo che fossi lì. Avrei voluto giocare di più. Alla fine ho partecipato alla Copa América, dimostrando che potevo essere importante. Scaloni come persona? Era insopportabile, ma in senso positivo. Sempre attivo, pieno di energia. Scherzava, si allenava, sempre a mille. Era molto amato nello spogliatoio. Quando arrivai all’Atalanta, mi trasferii nello stesso quartiere e vivevamo vicini. Ogni giorno eravamo insieme. Mi aiutò dal primo giorno in tutto: a comprare l’auto, a cercare casa».

ROMERO – «Mi ricordo che Scaloni stava cercando un difensore sinistro. Io non ero ancora convocato. Stavano osservando Palomino all’Atalanta. Scaloni venne a vederlo, me lo disse e io gli dissi “prenditi Cuti perché è un fenomeno”. Non mi disse nulla. Io pensavo “chiama anche me”. Alla fine convocò prima a me e una o due chiamate dopo chiamò anche Cuti».

Slovacchia campione d’Europa 49 anni dopo: la UEFA riconosce il titolo del ’76

Slovacchia campione d’Europa 49 anni dopo: la UEFA riconosce il titolo del ’76. Corretta un’anomalia storica, sull’albo d’oro c’era solo la Repubblica Ceca

Dopo quasi mezzo secolo di attesa e dibattiti, la UEFA ha finalmente corretto un’anomalia storica, riconoscendo ufficialmente anche alla Slovacchia la vittoria del Campionato Europeo del 1976. Quel trionfo, entrato nella leggenda del calcio per l’iconico rigore a “cucchiaio” di Antonin Panenka che piegò la Germania Ovest, era stato finora attribuito esclusivamente alla Repubblica Ceca, erede designata dopo la dissoluzione della Cecoslovacchia nel 1993.

La decisione iniziale dell’organo calcistico europeo non era mai stata digerita a Bratislava. La Slovacchia, infatti, rivendicava con forza il proprio ruolo fondamentale in quella vittoria, un contributo tutt’altro che secondario: ben sette degli undici titolari che scesero in campo nella finale di Belgrado provenivano da club e vivai slovacchi. Per decenni, quel titolo è stato sentito come proprio, ma mai riconosciuto nei registri ufficiali. Ora, dopo anni di ricorsi, l’UEFA ha accolto le istanze slovacche, restituendo a Bratislava l’eredità di un successo indimenticabile.

Quella della Cecoslovacchia del 1976 fu una vera e propria favola sportiva. Partita da outsider in una fase finale ospitata in Jugoslavia, la squadra sorprese prima la favoritissima Olanda in semifinale con un netto 3-1, per poi guadagnarsi la sfida contro i campioni del mondo in carica della Germania Ovest. La finale di Belgrado rimane ancora oggi una delle più emozionanti di sempre: la Cecoslovacchia andò in vantaggio per 2-0, subì la furiosa rimonta tedesca fino al 2-2 e, dopo aver resistito stoicamente nei tempi supplementari, portò la contesa ai calci di rigore.

Fu proprio dal dischetto che la storia del calcio cambiò per sempre. Sull’ultimo, decisivo tiro, Antonin Panenka si presentò di fronte al leggendario portiere Sepp Maier e, invece di calciare con potenza, beffò il mondo intero con un tocco morbido e centrale, un gesto tecnico folle e geniale che da allora porta il suo nome.

Questo tardivo ma giusto riconoscimento arriva in un momento particolarmente felice per il calcio slovacco. La nazionale, guidata dal CT italiano Francesco Calzona, sta vivendo un periodo di grande entusiasmo, culminato con la recente e prestigiosa vittoria contro la Germania nelle qualificazioni al Mondiale 2026. Un successo che, unito a questo trofeo finalmente iscritto nel proprio palmarès, proietta la Slovacchia in una nuova dimensione di consapevolezza e prestigio internazionale.

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