Pagina 728 – Calcio News 24

Pepito Rossi, tra nostalgia, sacrifici e riscatto: «Non ho mai voluto mollare, dovevo essere io a decidere quando smettere»

Le parole di Pepito Rossi dopo il suo addio al calcio giocato: la sua storia tra nostalgia, sacrifici e riscatto

Tra i più talentuosi attaccanti della sua generazione, Giuseppe “Pepito” Rossi ha vissuto una carriera costellata da grandi promesse e infortuni devastanti. Oggi, dal New Jersey, segue con passione il suo campus per giovani calciatori. Ma il passato, con le sue luci e le sue ombre, è ancora presente. Come raccontato in un’intervista a La Gazzetta dello Sport, Pepito ripercorre i momenti chiave della sua crescita: dal primo approccio con l’Italia alla scelta sofferta di lasciare la famiglia per rincorrere un sogno, fino all’incontro con Sir Alex Ferguson e la ferocia degli allenamenti a Manchester. Ecco le sue parole a La Gazzetta dello Sport.

UN ANGOLO DI VITA DA NON RIVIVERE – «La storia la sanno tutti, e mi mette angoscia. Non ho voglia di rifare terapia. Preferisco restare qui con i ragazzi del mio campus, a guardare avanti»

L’ARRIVO A PARMA NEL 1999 – «Ogni estate partivamo da Clifton, New Jersey, e restavamo un mese e mezzo tra Fraine – il paese di mio padre – e Acquaviva di Isernia, da dove veniva mia madre. Io mi sentivo libero, adulto. Il campetto in cemento, il calcio in piazza, la musica: sembrava un altro mondo rispetto alla mia vita americana»

L’IMPATTO CON L’ITALIA – «Difficilissima. Mio padre mi portava ogni estate a una scuola calcio a Tabiano Terme, e lì mi notò un osservatore del Parma. Dentro di me non volevo andare, ma non volevo deludere papà. Ci trasferimmo a Salsomaggiore solo io e lui. Ho pianto ogni sera per un mese e mezzo. Mamma venne a trovarmi e sembrava fosse passato un secolo. Stavo bene solo in campo»

IL PASSAGGIO ALLO UNITED DI FERGUSON – «Quando mi dissero che mi voleva lo United pensai fosse uno scherzo. Era tutto vero: quattro anni di contratto, un’altra vita. Ferguson? Una figura paterna, severa e protettiva. In allenamento era un altro sport. Dovevo usare la testa, la tecnica. Non potevo permettermi di sbagliare un tocco»

UN EPISODIO EMBLEMATICO – «Roy Keane racconta nella sua autobiografia che cazziò un giovane italiano per non avergli passato la palla. Quello ero io. Dice che i miei occhi lo sfidarono. Io non ricordo nulla: ero in trance agonistica. Volevo fare carriera, a ogni costo»

LA TENTAZIONE DI MOLLARE – «Tante volte. Ma non l’ho mai detto a nessuno. Non volevo perdere. Dovevo essere io a decidere quando fermarmi. Anche dopo tutti quegli infortuni, sono sempre tornato. Alla fine ho smesso a 36 anni, con le mie ultime 5 partite alla Spal. L’ho deciso io»

COSA RESTA OGGI – «Le difficoltà ti formano. Mio padre mi ha preparato alla vita, mi ha reso pronto. La sofferenza del Pepito adolescente è servita al Pepito uomo per superare tutto il resto»

Beltran verso l’addio alla Fiorentina: il Flamengo ci prova, ma lui aspetta il River Plate

Beltran vicino all’addio alla Fiorentina: i brasiliani del FLamengo fanno sul serio, ma lui preferirebbe il ritorno a casa

Il Flamengo fa sul serio per Lucas Beltran e ha messo sul piatto 12 milioni di euro più 3 di bonus, raggiungendo così la valutazione da 15 milioni fissata dalla Fiorentina. Un’offerta che il club viola ha accolto favorevolmente, aprendo ufficialmente al dialogo con i brasiliani. Come riportato dal Corriere dello Sport, il direttore sportivo Pradè e il dirigente Goretti stanno da settimane cercando una destinazione per il classe 2000, consapevoli che non potranno ricavare una plusvalenza, avendolo acquistato per 18 milioni.

Ma ora la palla passa al giocatore. Beltran, al momento, non è convinto di trasferirsi in Brasile, preferendo aspettare sviluppi da parte del River Plate, club in cui è cresciuto. I Millonarios avevano già sondato il terreno a maggio, ma si erano scontrati con la volontà della Fiorentina di cedere l’argentino solo a titolo definitivo. Il River potrebbe tornare alla carica e questo intriga Beltran. Nel frattempo, il Flamengo è pronto a rilanciare con un ingaggio più ricco.

In caso di partenza del “Vikingo”, la Fiorentina dovrà intervenire sul mercato per sostituirlo. Le opzioni sono due: un centravanti di ruolo, come preferirebbe Stefano Pioli, o una seconda punta. Il tecnico viola, infatti, considera Dzeko un attaccante di supporto, mentre il reparto avanzato è privo di veri sostituti a Moise Kean.

Nel primo scenario, tra i profili seguiti c’è Sebastiano Esposito, in uscita dall’Inter e valutato intorno ai 10 milioni. Piace anche Cristian Volpato del Sassuolo, per il quale ci sono stati contatti recenti al Viola Park.

Nel secondo scenario, l’idea è trovare un attaccante puro. In cima alla lista c’è Cristian Shpendi del Cesena, valutato 15 milioni, seguito da Roberto Piccoli del Cagliari, osservato già in passato. Infine, è stato accostato ai viola anche Dominic Calvert-Lewin, attualmente svincolato dopo l’esperienza all’Everton.

Premier regina del mercato: in Serie A piovono milioni dall’Inghilterra (e non solo)

Calciomercato, la Premier League fa ricca la Serie A, ma non solo: ecco da dove arrivano i milioni per le squadre italiane

La Premier League si conferma ancora una volta la sovrana del calciomercato estivo. I club inglesi, forti di risorse economiche fuori scala rispetto agli altri campionati, stanno spendendo cifre astronomiche sia all’estero che in Italia. Come riportato da La Gazzetta dello Sport, sono già 180 i milioni sborsati dai club di Premier per calciatori provenienti dalla Serie A, senza contare i bonus.

In vetta agli affari c’è l’arrivo di Tijjani Reijnders al Manchester City: l’olandese è costato 55 milioni, cifra che può salire fino a 75 con i bonus. Subito dopo, il Nottingham Forest ha battuto la concorrenza del Napoli per Dan Ndoye, pagato 40 milioni più 5 di bonus e un eventuale 10% sulla rivendita. Al terzo posto, l’acquisto di Enzo Le Fée dal Sunderland: il club inglese ha versato 23,5 milioni nelle casse della Roma dopo il prestito con diritto di riscatto di gennaio.

Non solo big: anche club come Leeds e Brentford hanno fatto la spesa in Italia. L’Udinese ha incassato 18 milioni per Jaka Bijol, mentre la Fiorentina ha venduto Michael Kayode al Brentford per 17,5 milioni.

Alle spalle dell’Inghilterra, si muove con forza anche l’Arabia Saudita, che ha piazzato due colpi pesanti: Mateo Retegui, passato all’Al Qadisiyah per 68 milioni dall’Atalanta, e Theo Hernandez, convinto a lasciare il Milan per seguire Simone Inzaghi all’Al Hilal. I rossoneri hanno incassato 25 milioni, mentre il francese guadagnerà circa 20 milioni a stagione.

Anche la Liga si fa sentire: l’Atletico Madrid ha investito 20 milioni per Matteo Ruggeri, cresciuto nel vivaio dell’Atalanta, mentre il Betis ha riscattato Natan dal Napoli per 9 milioni. Più tiepidi, finora, i movimenti con Bundesliga e Ligue 1: l’unica uscita rilevante è quella di Satriano dall’Inter al Lens, per 5 milioni.

In attesa dei prossimi botti, la Serie A incassa: anche senza comprare, può respirare grazie agli assegni che arrivano da fuori.

Sarri e il rebus centrocampo: Lazio ancora a caccia dell’equilibrio giusto

Lazio, dopo la sconfitta con il Fenerbahce Maurizio Sarri è ancora alla ricerca del giusto equilibrio, specie a centrocampo

La Lazio continua il suo percorso di costruzione in vista della nuova stagione, ma il vero nodo da sciogliere resta il centrocampo. Maurizio Sarri sta concentrando i suoi sforzi sul reparto mediano, considerato decisivo per dare identità alla squadra.

La recente amichevole contro il Fenerbahce di José Mourinho, persa per 1-0, ha offerto spunti importanti. Il gol decisivo è arrivato su un grave errore in disimpegno di Guendouzi, che ha spalancato la porta a Kahveci dopo un assist di En-Nesyri. A parte questo episodio, però, la fase difensiva ha retto bene: i turchi, molto più avanti nella preparazione, hanno creato poche altre occasioni, trovando un attento Provedel e mancando di poco la porta in un paio di situazioni.

Diverso il discorso in attacco, dove la Lazio ha mostrato evidenti limiti, con appena due conclusioni (una di Dele-Bashiru, l’altra di Cancellieri) poco incisive. E proprio Dele-Bashiru è al centro del cantiere aperto a centrocampo: Sarri sta provando a trasformarlo in mezzala, ma i risultati sono ancora incerti. Il nigeriano non manca di entusiasmo: «So che seguendo Sarri posso fare grandi cose. Voglio aiutare la Lazio a tornare in Champions», ha dichiarato nel post partita.

Tuttavia, i problemi non riguardano solo Dele-Bashiru. La costruzione del centrocampo ideale è ancora lontana. Il trio Guendouzi-Rovella-Dele visto nel primo tempo non ha convinto del tutto. Cataldi potrebbe offrire più equilibrio come regista rispetto a Rovella, mentre con Dele mezzala potrebbe integrarsi meglio Vecino, soluzione che resta nel cassetto come piano B.

Infine, non è escluso un cambio di modulo, con il possibile passaggio al 4-3-1-2, che consentirebbe di inserire un trequartista e ridistribuire meglio i compiti in mediana. Una trasformazione tattica che potrebbe aiutare Sarri a trovare quella quadratura del cerchio che ancora manca.

Zanoli nel mirino del Bologna, ma il Napoli frena: si tratta sull’obbligo di riscatto

Bologna, Zanoli nel mirino dei rossoblù, ma il Napoli frena: il nodo è l’obbligo di riscatto, le ultime sulla trattativa

Come riportato da La Gazzetta dello Sport, il Bologna è fortemente interessato ad Alessandro Zanoli, laterale destro del Napoli reduce da una buona stagione al Genoa. Il club emiliano vorrebbe inserirlo nel terzetto di fascia destra con Emil Holm e Lorenzo De Silvestri, ma l’affare ha subito una frenata per divergenze sulle condizioni del trasferimento.

Il Napoli, inizialmente disponibile al prestito con diritto di riscatto, ora pretende l’obbligo. Una svolta che ha complicato la trattativa, soprattutto dopo alcune tensioni tra le due società in seguito al mancato passaggio di Ndoye, finito al Nottingham Forest. L’operazione per Zanoli sembrava vicina alla conclusione nelle ultime ore, ma al momento resta in stand-by.

Il Bologna vuole un prestito oneroso con diritto di riscatto, valutato tra i 5 e i 7 milioni, ma il Napoli è fermo sulla richiesta di un obbligo, per monetizzare subito. L’affare resta dunque aperto, ma servono nuovi contatti per trovare una sintesi tra le parti.

L’interesse per Zanoli è nato durante la trattativa separata per Sam Beukema, difensore olandese passato al Napoli per 31 milioni più 2 di bonus. I rossoblù hanno sempre voluto tenere distinti i due affari, ma la trattativa per Zanoli è diventata più complicata nelle ultime ore proprio per le nuove richieste partenopee.

Nel frattempo, il Bologna tiene sotto osservazione anche Tommaso Barbieri, classe 2002, di proprietà della Cremonese ma con la Juventus che detiene il 20% sulla futura rivendita, e continua a monitorare altri laterali come Zortea (seguito anche dalla Fiorentina), Hugo Siquet e Juanlu Sanchez del Siviglia.

Infine, resta aperto anche il dossier legato all’esterno offensivo che dovrà sostituire Ndoye: Kevin Santos, Ruben Vargas, Okafor, Lucas Cepeda, Diego Moreira ed Eguinaldo sono tra i profili valutati. La spesa prevista? Tra i 10 e i 15 milioni di euro, ma solo dopo aver sistemato il tassello del laterale destro.

Stramaccioni salva due ragazze in mare: «Non sono un eroe, l’ho fatto per istinto»

Andrea Stramaccioni ‘eroe per caso’: in vacanza in Puglia ha salvato due ragazze in mare: «Non sono un eroe, ho fatto come se ci fosse un famigliare»

Come riportato da La Gazzetta dello Sport, Andrea Stramaccioni, ex allenatore dell’Inter e ora opinionista e seconda voce di DAZN per la Serie A, si è reso protagonista di un gesto eroico durante le vacanze in Puglia, salvando due ragazze di Bolzano, di 17 e 19 anni, in difficoltà nel mare agitato del Gargano.

Il 28 luglio, nella Baia di Sfinale, tra Peschici e Vieste, Stramaccioni ha notato un’agitazione insolita in riva al mare. Era sotto l’ombrellone con la famiglia quando ha visto persone accalcarsi e sentito un bagnino fischiare insistentemente. «C’erano due ragazze che urlavano e sbracciavano. Ho capito subito il pericolo e mi sono lanciato in acqua», ha raccontato.

Le condizioni erano difficili: mare mosso, onde forti e una conformazione della baia che amplificava la corrente. Il bagnino, Antonio, era già in acqua ma senza attrezzature. «Mi ha detto di andare dalla ragazza più grande, lui avrebbe aiutato l’altra». La prima ragazza era in panico: «Le ho detto di stare calma, che in cinque minuti sarebbe finita». Dopo averla portata in salvo, Stramaccioni si è accorto che l’altra era in difficoltà estrema: “Andava giù, aveva bevuto molta acqua, era terrorizzata”.

Il salvataggio è diventato una lotta contro il tempo. «La ragazza mi trascinava, pensava che sarebbe morta. L’ho convinta a fidarsi: le ho indicato una piccola insenatura tra gli scogli e l’ho spinta lì, finendo sott’acqua. Ho perso l’orientamento, sono finito contro gli scogli, poi mi hanno lanciato una corda. Era salva. L’ho capito solo quando sono arrivato a riva».

Stramaccioni ha riportato ferite a braccia e gambe, ma la paura più grande è arrivata dopo. «Mio figlio piangeva e mi ha chiesto: ‘Papà, e se fossi morto?’». L’ex tecnico minimizza: «Non sono un eroe. Ma in quel momento ho agito come se in acqua ci fosse stata la mia famiglia».

Per il gesto, la Guardia Costiera gli ha donato la simbolica maglia rossa dei bagnini. «Lo racconto solo per ricordare una cosa: il bene più importante è uno solo, la vita».

Il genio invisibile: la leggenda di el Trinche Carlovich

La storia di Tomas “el Trinche” Carlovich: il calciatore leggenda dell’Argentina e di Rosario, che per Maradona fu il più grande che nessuno ha mai visto

Tuttosport oggi racconta una delle storie più incredibili del calcio argentino: Tomás “el Trinche” Carlovich, calciatore e fantasista, il campione che ha fatto del mistero la sua carriera.

A Rosario, negli anni Settanta, nessuno faceva tunnel. A meno che non incontrasse el Trinche. Lui li faceva doppi: avanti e indietro, con una naturalezza che sembrava magia. Nessuno capiva come ci riuscisse. Come il suo soprannome – “il Solco”, “il Taglio” – anche il suo talento sfidava la logica.

Nato il 19 aprile 1946 a Rosario, figlio di immigrati croati, Carlovich era più rosarino di chiunque altro. Giocava per amore, non per soldi. Capelli lunghi, barba incolta, classe pura. Cresciuto nel Rosario Central, venne lasciato libero e finì nella terza squadra cittadina: l’Atlético Central Córdoba, in seconda divisione.

La leggenda esplose nel 1974. Alla vigilia dei Mondiali, la Selección affrontò a Rosario una selezione locale allenata da César Menotti. Tra i convocati, un solo giocatore del Central Córdoba: el Trinche. Alla fine del primo tempo, la squadra rosarina vinceva 3-0. Carlovich bloccava l’Argentina e serviva assist dorati. All’intervallo, i tecnici della Nazionale chiesero di sostituirlo: stava umiliando la Selección. Dopo la sua uscita, finì 3-1.

Non andò mai ai Mondiali. Fu convocato una volta da Menotti, ma durante il viaggio per Buenos Aires vide delle trote nel fiume Paraná. Devìò e andò a pescare. Poi confessò: «Non ho mai preso una canna in mano».

Di lui dissero che portava a spasso la palla più che giocarla. Maradona, nel 1993, fu chiaro: «Il più grande che ha giocato a Rosario è Carlovich». E alla sua morte, nel 2020 dopo un’aggressione in bici, gli scrisse: «Sei stato più grande di me».

Come riportato da Tuttosport, oggi Carlovich riposa nella leggenda. Nessuna gloria, nessun trofeo, ma un amore eterno di chi lo ha visto incantare con un pallone tra i piedi.

Udinese Kristensen: «Sento una responsabilità molto importante, questa stagione sarà decisiva»

Le parole di Thomas Kristensen, difensore danese dell’Udinese, in vista della prossima stagione dei friulani

C’è una nuova colonna pronta a reggere il peso della retroguardia dell’Udinese: Thomas Kristensen, centrale danese classe 2002, è pronto a prendersi più responsabilità, come gli hanno chiesto sia il tecnico Runjaic sia il responsabile dell’area tecnica Gokhan Inler, che ne ha parlato pubblicamente. Alto 1.98, possente ma anche tecnico, Kristensen ha alle spalle due stagioni in Friuli e adesso sente che il momento per fare il salto è arrivato. Dopo l’addio di Bijol, sarà lui a guidare la linea difensiva bianconera. Di seguito, le parole del giocatore rilasciate in un’intervista a la Gazzetta dello Sport.

CRESCITA E RESPONSABILITÀ – «Sento una responsabilità molto importante. Sono qui da due anni e percepisco di essere cresciuto tanto. Ma ora voglio fare bene, in campo e fuori».

CONDIZIONE FISICA E RUOLO – «Ho avuto qualche problema fisico, un piccolo infortunio, ma adesso sono pronto. So di poter fare il centrale anche in una linea a quattro, come stiamo provando nel ritiro. Con l’Under 21 danese gioco così, cercando di costruire dal basso. Voglio imparare a dare più sicurezza ai miei compagni e a essere più pericoloso anche in fase offensiva».

I COMPAGNI DA CUI HA IMPARATO – «Bijol mi ha insegnato a difendere senza palla, Solet invece è molto bravo con il pallone. Parte palla al piede e salta l’uomo: è una qualità che posso sviluppare anch’io. Con la Danimarca ho provato a farlo, anche durante l’Europeo Under 21, dove purtroppo ci siamo fermati ai quarti contro la Francia».

IL SOGNO DELLA NAZIONALE – «Sì, sogno la Nazionale maggiore. So che altri giocatori dell’Udinese ci sono riusciti, come Stryger Larsen. Lo conosco, ottimo calciatore. Ora tocca a me provarci».

GLI INFORTUNI E LA STAGIONE CHE ARRIVA – «Gli infortuni dello scorso anno mi hanno un po’ frenato. Ho avuto problemi al flessore. Questa stagione sarà importante. Ho tre anni di contratto, voglio farmi trovare sempre al top».

I MODELLI E GLI ATTACCANTI PIÙ DIFFICILI – «Il mio modello? Van Dijk, facile dirlo. In Serie A invece mi piace Bastoni. Tra gli attaccanti che mi mettono più in difficoltà ci sono Zapata del Torino per la sua fisicità, ma anche i giovani Yildiz della Juventus e Neres del Napoli: sono rapidi e pericolosi».

IL NUOVO ARRIVATO BERTOLA – «Bertola? È appena arrivato, ha fatto un lavoro personalizzato, non ho ancora potuto valutarlo bene».

LA VITA A UDINE E LE ORIGINI – «Vivo bene a Udine. È una città calma e tranquilla. Sto in centro, vado spesso a mangiare. Amo il prosciutto San Daniele, la pizza… ma la vostra lasagna è il top! Aarhus, la mia città, è più grande. Lì ho una sorella più piccola e un fratello che gioca in Serie B danese, nell’Esbjerg, come portiere».

VITA PRIVATA – «Famiglia? Felicemente single. Vivo da solo, niente fidanzata». (ride)

IL GRUPPO E GLI OBIETTIVI – «In squadra ho un ottimo rapporto con Karlstrom, è sempre stato gentile con me. È un bel gruppo il nostro, e vogliamo fare uno step in più rispetto alla scorsa stagione. L’obiettivo è uno solo: fare più punti».

Premier League 2025/26: la stagione più incerta di sempre, a ferragosto inizia la caccia al Liverpool

Premier League 2025-2026, si preannuncia un campionato molto combattuto, con le big a caccia del Liverpool

Sarà una Premier League più equilibrata che mai, quella che si aprirà nella serata di Ferragosto con il Liverpool campione in carica pronto a sfidare il Bournemouth. Se lo scorso anno i Reds hanno chiuso con un mese d’anticipo, questa volta la corsa al titolo si preannuncia più serrata, con Arsenal, Manchester City e Chelsea pronte a contendere il trono alla squadra di Arne Slot. Come riportato da la Gazzetta dello Sport, nonostante un mercato da oltre 330 milioni di euro, il Liverpool non parte con un vantaggio netto.

Le prime quattro della scorsa stagione – Liverpool, Arsenal, Manchester City e Chelsea – hanno già speso quasi un miliardo di euro in questa sessione di mercato (961 milioni), cercando di colmare o ampliare il divario con le inseguitrici. I Reds hanno fatto scalpore con l’acquisto di Florian Wirtz (136 milioni, bonus inclusi), diventato il giocatore più costoso nella storia del campionato, e con l’arrivo di Hugo Ekitike per 91 milioni. Sullo sfondo c’è anche l’obiettivo Isak, per il quale il Newcastle chiede 175 milioni.

L’Arsenal ha risposto con colpi pesanti come Gyökeres e Zubimendi, mentre il Chelsea ha già speso 228 milioni e punta su nuovi innesti come Jorrel Hato e Xavi Simons. Il Manchester City, invece, ha cominciato il suo restyling con James Trafford e intende rilanciarsi dopo una stagione deludente.

Dietro il gruppo di testa, Newcastle e Tottenham devono fare i conti con rose corte e impegni europei. I Magpies hanno perso Isak ma pensano a Sesko come sostituto. Il Tottenham saluterà Son, diretto verso la MLS, e ha affidato la panchina a Thomas Frank, alla sua prima grande occasione.

Infine, il Manchester United è chiamato a rialzarsi dopo un’annata disastrosa. Fuori dalle coppe, ripartirà con Cunha, Mbeumo e il progetto targato Amorim.

In un campionato dove i valori si sono avvicinati, le prime quattro sembrano sullo stesso livello. Una stagione davvero imprevedibile è alle porte.

Dovbyk in vetrina: la Roma cerca acquirenti per il centravanti ucraino, possibile ritorno in Spagna

Roma, Artem Dovbyk verso l’addio? L’arrivo di Evan Ferguson gli toglie spazio e i giallorossi cercano acquirenti: possibile ritorno in Liga

Le amichevoli estive possono avere molti significati: per alcuni sono occasione per ritrovare la forma fisica, per altri un banco di prova tattico, per altri ancora una vetrina di mercato. È quest’ultimo il caso di Artem Dovbyk, che la Roma è pronta a rilanciare sul palcoscenico europeo, sperando in una cessione vantaggiosa. Come riportato dal Corriere dello Sport, il centravanti ucraino è tornato a disposizione dopo i problemi fisici che lo avevano limitato – in particolare un’infiammazione tendinea e un sovraccarico muscolare – ed è pronto a rientrare in campo gradualmente nelle prossime amichevoli.

Il club giallorosso ha dato mandato agli intermediari di sondare il terreno: “Venghino signori, venghino” è il messaggio lanciato, mentre Dovbyk – 28 anni, 17 gol nella passata stagione tra campionato e coppe – si prepara a mettersi in mostra. L’obiettivo è chiaro: convincere qualche club a investire sul suo profilo. Tra i possibili interessati ci sono il Villarreal, alla ricerca di un nuovo numero 9, e il Newcastle, che potrebbe muoversi in caso di cessione di Isak.

La Roma, dal canto suo, punta a recuperare l’investimento fatto solo un anno fa e non intende fare sconti: il prezzo fissato per il cartellino è di 38 milioni di euro, cifra che tiene conto anche del 10% sulla futura rivendita da versare al Girona. Non sono escluse sorprese, anzi: il ritorno proprio al Girona, che oggi non ha un centravanti di riferimento, potrebbe rappresentare una soluzione sensata per tutte le parti, anche se per ora non ci sono stati contatti concreti.

Nel frattempo, Dovbyk sarà in panchina nell’amichevole contro il Cannes e seguirà la squadra nelle successive tappe contro Lens, Aston Villa ed Everton, nella speranza di ritrovare la forma e attirare nuove offerte. La Roma osserva e aspetta: il mercato, si sa, può cambiare in un attimo.

Atalanta, caccia al nuovo centravanti: occhi su Muniz e Mateta

Atalanta, mentre prosegue la trattativa con l’Inter per Lookman, con la Dea che non concede sconti, guarda in Premier per rinforzare l’attacco

Mentre l’operazione Lookman-Inter si avvicina alla sua conclusione, la vera priorità dell’Atalanta è da tempo un’altra: individuare un nuovo centravanti da affiancare a Gianluca Scamacca, ancora reduce da un’annata complicata dal punto di vista fisico. Come riportato da la Gazzetta dello Sport, il club orobico è deciso a regalare a Juric un secondo attaccante “puro”, fondamentale per reggere i ritmi di una stagione che prevede anche l’impegno in Champions League.

I nomi caldi sul taccuino della dirigenza portano in Premier League: si tratta di Rodrigo Muniz del Fulham e Jean-Philippe Mateta del Crystal Palace. Due profili diversi ma accomunati da costi elevati e da un potenziale importante.

Il più accessibile, almeno sulla carta, sembra essere Muniz, classe 2001, autore di 8 gol nell’ultima stagione con i londinesi, pur avendo giocato solo 8 partite da titolare su 31 complessive. Il brasiliano ha espresso il desiderio di avere maggiore spazio e l’opportunità di giocare in Champions potrebbe convincerlo a cambiare aria. Tuttavia, il Fulham, che ha investito 8 milioni su di lui nel 2021 e lo considera centrale nel progetto, chiede almeno 45 milioni, dopo aver rifiutato un’offerta da 37 milioni del Leeds.

Più complessa la pista che porta a Mateta, classe 1997, reduce da 17 gol stagionali e una FA Cup vinta. Il Crystal Palace, però, spara alto: la richiesta si aggira sui 50 milioni. Il club ha già rifiutato – secondo la BBC – una proposta informale da 35 milioni proveniente proprio dall’Atalanta. A complicare il tutto c’è anche la situazione europea del club inglese, che attende il verdetto del TAS per sapere se potrà partecipare all’Europa League.

Il duello di mercato resta aperto: Muniz piace per età e prospettiva, Mateta per esperienza e rendimento. La Dea dovrà valutare bene il profilo giusto, ma l’obiettivo è chiaro: un centravanti vero per completare l’attacco.

Juanlu-Napoli, il blitz finale è pronto con il Siviglia: si chiude a 17 milioni

Il Napoli si prepara a mettere le mani su un nuovo rinforzo: blitz in casa Siviglia per il terzino Juanlu Sanchez: sul tavolo 17 milioni

Il Napoli è pronto a piazzare un nuovo colpo di mercato. Il nome è quello di Juanlu Sánchez, terzino classe 2003 del Siviglia, seguito da settimane e ormai vicino al trasferimento in azzurro. Come riportato da la Gazzetta dello Sport, il club partenopeo ha deciso di affondare il colpo dopo aver valutato a fondo la situazione con Antonio Conte.

L’offerta del Napoli – 17 milioni di euro bonus compresi – resta sul tavolo, vicina ai 20 milioni richiesti inizialmente dagli spagnoli. La distanza si è ormai ridotta e il momento per chiudere sembra arrivato. Juanlu ha già detto sì, mostrando grande entusiasmo per la possibilità di giocare in Serie A: ha voglia di misurarsi con nuove sfide e, soprattutto, di crescere sotto la guida di un tecnico come Conte.

Il Siviglia, alle prese con necessità economiche note, ha provato a dare segnali contrari, assegnando a Juanlu la maglia numero 16, quella storicamente legata ad Antonio Puerta. Ma la realtà è che il giocatore non è mai stato realmente tolto dal mercato. Il bisogno di fare cassa resta, e l’occasione Napoli è troppo concreta per ignorarla.

Giovanni Manna, d.s. azzurro, ha atteso la fine del primo ritiro per confrontarsi con Conte e valutare le alternative interne, come Zanoli e Mazzocchi. Ma tra offerte in arrivo e la necessità di gestire i carichi di lavoro di Di Lorenzo, serve un rinforzo vero. E Juanlu è il profilo giusto: giovane, duttile, proiettato verso il futuro e tecnicamente pronto.

A Siviglia ha impressionato per naturalezza e numeri: 4 gol e 4 assist, capacità di giocare sia basso che alto, grande intelligenza tattica. E soprattutto, non occupa slot in lista. Il Napoli ora prepara il blitz finale: non c’è più tempo da perdere. Juanlu è la pedina perfetta per completare la fascia destra, oggi e domani.

Lookman-Inter, ci siamo: trattativa in dirittura d’arrivo

Inter, cresce l’entusiasmo dei nerazzurri per la trattativa di Ademola Lookman: la dirigenza è fiduciosa di chiudere a breve

Ademola Lookman è sempre più vicino a vestire la maglia dell’Inter. Dopo settimane di contatti, la trattativa con l’Atalanta è entrata nella fase decisiva. Come riportato da la Gazzetta dello Sport, nella giornata di martedì è arrivata la prima offerta ufficiale dei nerazzurri: 42 milioni di euro più 3 di bonus, per un totale di 45 milioni. La risposta della Dea è attesa entro venerdì, ma le parti potrebbero incontrarsi prima, anche senza passaggi formali.

Il segnale di apertura è arrivato direttamente dall’ad bergamasco Luca Percassi, che ha confermato: «Lookman ha espresso da tempo il desiderio di partire, e l’Inter è un club amico con cui c’è un ottimo rapporto». La distanza economica — circa 5 milioni — resta, ma non è incolmabile, soprattutto considerando i buoni rapporti tra i dirigenti.

L’Inter ha scelto Lookman come rinforzo chiave per l’attacco: nessuna alternativa, neppure dopo la proposta del Chelsea per Nkunku, che è stata immediatamente scartata. Marotta e Ausilio vanno dritti sul nigeriano, considerato il profilo perfetto per il nuovo corso tecnico, disegnato anche insieme a Cristian Chivu. Sull’operazione c’è anche il via libera del fondo Oaktree, e l’intesa con il giocatore è totale: contratto fino al 2030 a 4,5 milioni netti a salire.

Nel frattempo, Lookman ha mantenuto un comportamento esemplare: si allena regolarmente a Zingonia e ha ribadito tramite i suoi agenti la volontà di trasferirsi a Milano, senza forzature o rotture. Il suo atteggiamento ha favorito un clima disteso tra le società, che adesso vogliono chiudere l’affare senza traumi.

L’Inter attende una risposta definitiva, consapevole di avere fatto tutto il possibile per regalare a Chivu il suo primo grande colpo. E Lookman, da parte sua, vuole solo l’Inter.

Modric, l’uomo dei sogni rossoneri: l’obiettivo è essere protagonista assoluto e i compagni lo eleggono già a leader

Luka Modric subito protagonista nel Milan: i tifosi impazziti e i compagni invece lo hanno già eletto come leader

Il Milan lo attende con ansia. Non solo i tifosi, ma anche Massimiliano Allegri e i suoi nuovi compagni di squadra non vedono l’ora di accogliere Luka Modric a Milanello. Questione di giorni, poi l’ex Pallone d’Oro sbarcherà nella sua nuova casa per iniziare un’avventura che promette scintille, come riportato da la Gazzetta dello Sport.

Il fuoriclasse croato, classe 1985, ha firmato un contratto annuale con opzione fino al 2027. A 39 anni compiuti e pronto a festeggiare i 40 in campo, Modric non arriva per fare da comparsa, ma con l’obiettivo di essere ancora un protagonista assoluto in rossonero. La sua professionalità è proverbiale: ha già ricevuto una tabella di lavoro personalizzata per presentarsi in perfetta forma al ritiro.

Reduce da 63 partite giocate con il Real Madrid nella scorsa stagione, Luka è motivato a guidare un Milan fuori dalle coppe europee ma con tanta voglia di riscatto. «Non voglio solo essere un Pallone d’Oro in maglia rossonera. Voglio vincere», è il messaggio chiaro del croato, sei volte campione d’Europa con il Real.

I compagni lo attendono come un leader. In uno spogliatoio che la scorsa stagione ha spesso patito l’assenza di personalità forti, Modric sarà un riferimento tecnico ed emotivo, capace di prendere in mano la squadra nei momenti chiave. Allegri, entusiasta, ha già iniziato a costruire il centrocampo attorno a lui: il ruolo principale sarà quello di mezzala, ma in alcune partite agirà da regista, al fianco o in alternativa a Ricci.

La sua presenza ha acceso anche l’entusiasmo dei tifosi: oltre 30.000 abbonamenti già rinnovati e la sua maglia, il numero 14, è già tra le più vendute. L’effetto Modric è reale e contagioso.

Luka è un vincente. Se ha scelto il Milan, è perché ha ricevuto garanzie tecniche e dirigenziali. Ora vuole restituire tutto questo sul campo. E quando inizierà a incantare con le sue magie… San Siro esploderà.

Jonathan David, l’Ice Man della Juve: «Voglio diventare uno dei migliori al mondo»

Ieri il giorno di Jonathan David alla Juve: presentazione ufficiale per l’attaccante canadese, il primo nella storia bianconera

Freddezza, ambizione e gol. Alla Juve è arrivato Jonathan David, il primo grande colpo dell’era Comolli-Chiellini, presentato ufficialmente ieri all’Allianz Stadium. Il canadese, arrivato dal Lille, è stato acquistato al termine di una trattativa lunga e complessa, come riportato da la Gazzetta dello Sport, ma rappresenta oggi il simbolo della nuova Juventus.

Nonostante fosse seguito anche da Inter, Napoli e diversi club di Premier League, David ha scelto i bianconeri: «Volevo la Juventus e sono venuto qui per diventare uno dei migliori attaccanti del mondo», ha dichiarato. L’attaccante classe 2000 ha firmato fino al 2030, con uno stipendio da 6 milioni l’anno più bonus e una commissione da 12,5 milioni. Indosserà il numero 30, in omaggio al compleanno del padre.

I numeri sono dalla sua parte: 77 gol in tre stagioni in Ligue 1, sempre oltre le 25 reti a stagione, con firme in Champions League contro Real Madrid, Liverpool, Atlético e Borussia Dortmund. «Mi chiamano Ice Man perché sono freddo nei momenti decisivi. Anche in Serie A voglio segnare almeno 25 gol», ha spiegato con sicurezza.

Alla Continassa, Chiellini lo ha accolto personalmente e Igor Tudor gli ha già indicato il suo ruolo nel 3-4-2-1: prima punta, con Yildiz e Conceiçao (o Koopmeiners) alle spalle. Ma David può anche agire da 9 e mezzo o da 10, come in nazionale. L’arrivo di Kolo Muani potrà ampliare le soluzioni offensive con un tridente esplosivo.

Il canadese ha già un obiettivo chiaro: riportare lo scudetto a Torino. «È passato un po’ di tempo dall’ultimo titolo, ma ogni stagione può essere quella buona. Bisogna avere l’ambizione di arrivare in fondo», ha detto senza esitazioni.

Da Montreal a Torino, passando per Lille, David è pronto a diventare il nuovo simbolo della Signora.

Le prime pagine sportive nazionali – 31 luglio

Le prime pagine dei quotidiani sportivi di oggi in edicola: Tuttosport, Corriere dello Sport e La Gazzetta dello Sport. I dettagli

Sono decine di migliaia le copie vendute tutte le mattine in edicola, ma un’anteprima dei principali contenuti può essere consultata già dalla sera precedente. Ecco, allora, le prime pagine dei Quotidiani Sportivi di oggi in edicola. Tuttosport, Corriere dello Sport e La Gazzetta dello Sport rappresentano i principali quotidiani sportivi in Italia.

Osimhen Galatasaray, l’ex Napoli è atterrato in Turchia: lo attendeva un bagno di folla! Le parole: «Sono tornato nel posto che amo»

Osimhen Galatasaray, l’ex attaccante del Napoli è atterrato in Turchia: lo attendeva un bagno di folla! Ecco le sue prime dichiarazioni

Dopo una lunga trattativa che ha tenuto con il fiato sospeso tifosi e addetti ai lavori, Victor Osimhen è finalmente atterrato in Turchia per unirsi al Galatasaray. L’attaccante nigeriano, classe 1998, protagonista di una stagione brillante in prestito con i giallorossi, è stato accolto calorosamente all’aeroporto di Istanbul, dove centinaia di tifosi lo hanno acclamato come una vera icona.

Il trasferimento di Osimhen, ex centravanti del Napoli noto per la sua velocità e potenza atletica, rappresenta uno dei colpi di mercato più significativi dell’estate 2025. Dopo settimane di estenuanti negoziati, il club turco ha raggiunto l’accordo definitivo con la società partenopea, chiudendo l’operazione per una cifra record di 75 milioni di euro—un primato assoluto per il calcio turco.

Struttura dell’operazione Secondo quanto riportato da Sky Sport, il pagamento sarà suddiviso in due tranche: 40 milioni di euro saranno versati immediatamente, mentre i restanti 35 milioni arriveranno entro dodici mesi. A dimostrazione della lungimiranza del Napoli, nell’intesa è stata inserita una clausola del 10% sulla futura rivendita del giocatore, potenzialmente fonte di ulteriori introiti.

Visite mediche e firma imminente Il giocatore si sottoporrà nelle prossime ore alle visite mediche, ultimo step prima della firma sul contratto pluriennale che lo legherà al Galatasaray. L’annuncio ufficiale è atteso a breve, e già si respira entusiasmo tra i supporter turchi, pronti a riabbracciare il centravanti che nella passata stagione ha segnato 18 gol in Süper Lig.

Scelta dettata dal cuore Nonostante le avances della Juventus e alcune offerte provenienti dall’Arabia Saudita, Osimhen ha espresso chiaramente la volontà di tornare a Istanbul. La sua decisione conferma il profondo legame con la piazza turca e rafforza ulteriormente l’ambizione del Galatasaray di imporsi anche a livello internazionale.

Ecco le sue prime parole al momento dell’arrivo: «Sono emozionato, non so come spiegare quello che provo. Sono tornato nel posto che amo. Vorrei ringraziare il nostro presidente, Abdullah Bey, Gardi e Okan Hoca per avermi permesso di venire qui. Sono venuto qui per dare tutto me stesso»

Arthur Juventus, due squadre hanno messo nel mirino il centrocampista brasiliano: offerta in arrivo? I dettagli

Arthur Juventus, due club hanno messo nel mirino il centrocampista brasiliano: offerta in arrivo per i bianconeri? Tutti i dettagli

Il futuro di Arthur Melo, centrocampista brasiliano classe 1996 noto per la sua tecnica e visione di gioco, appare ormai lontano dalla Juventus. Dopo aver concluso positivamente la stagione in prestito al Girona, con 31 presenze in Liga, il regista è tornato a Torino, ma resta ai margini del progetto tecnico guidato da Igor Tudor, neoallenatore bianconero con uno stile tattico più fisico e diretto.

Arthur è considerato un esubero dalla dirigenza juventina. Pur essendo ancora sotto contratto, il club è determinato a trovare una soluzione che alleggerisca il monte ingaggi e consenta di evitare minusvalenze. Secondo quanto riportato da La Gazzetta dello Sport, due club si stanno muovendo concretamente: il Betis Siviglia, già interessato da tempo, e il Besiktas, che nelle ultime ore ha richiesto informazioni sui termini di un eventuale trasferimento.

Juventus mercato: Arthur in uscita, apertura su cessione o prestito La Juventus è pronta a trattare sia una cessione a titolo definitivo che un prestito con obbligo di riscatto, a patto che il club acquirente garantisca un impegno economico chiaro. Le trattative sono ancora in fase preliminare, ma l’interesse si sta intensificando con l’avvicinarsi del mese di agosto.

Arthur punta a restare in Europa: priorità a campionati competitivi Nonostante abbia ricevuto proposte dal Sudamerica e dal Qatar, Arthur e il suo entourage mantengono la volontà di restare in Europa. Il giocatore desidera trovare spazio in un contesto competitivo dove possa sentirsi centrale nel progetto tecnico.

In attesa dell’offerta giusta, la Juventus mantiene una posizione aperta, pronta a cedere Arthur non appena si definiranno i dettagli. Il Besiktas e il Betis monitorano la situazione, mentre il centrocampista attende l’occasione per avviare una nuova esperienza professionale e rilanciare definitivamente la propria carriera.

Balotelli resta in Serie A? Raiola fa il punto sul futuro dell’attaccante ex Milan e Inter. Tutti i dettagli

Balotelli resta in Serie A? Il suo procuratore Raiola parla chiaro del futuro dell’attaccante ex Milan e Inter. Tutti gli aggiornamenti

Mario Balotelli, attaccante classe 1990 noto per il suo talento puro e le polemiche che ne hanno costellato la carriera, potrebbe aver definitivamente chiuso il capitolo italiano. A delineare il suo attuale scenario professionale è l’agente Enzo Raiola, intervistato in esclusiva da DerbyDerbyDerby.it, che ha offerto una visione chiara ma poco ottimista sul futuro del centravanti.

La scorsa stagione, dopo aver scelto di restare in Italia per motivi personali, Balotelli ha indossato la maglia del Genoa. Tuttavia, l’esperienza si è rivelata deludente: poche presenze, prestazioni altalenanti e numerose panchine. “C’è stata un’opportunità, ma le cose non sono andate come si sperava”, ha spiegato Raiola, evidenziando come il numero 45 non abbia trovato l’ambiente giusto per esprimersi.

Secondo l’agente, la porta della Serie A sembra chiusa. Non per mancanza di offerte globali, anzi: Balotelli continua ad attirare l’interesse di club esteri, ma in Italia non esistono trattative concrete. “Mario ha sempre avuto richieste dall’estero e continua ad averne”, ha precisato Raiola, “ma oggi rientrare in Serie A è difficile, soprattutto dopo l’ultima esperienza”.

Un anno fa, lo stesso Raiola aveva suggerito al giocatore di valutare con serietà le proposte internazionali. Balotelli scelse di rimanere nel Paese che lo ha visto crescere calcisticamente, una decisione rispettata ma che oggi sembra limitare le prospettive. Il procuratore sottolinea: “Ha dato tutto per dimostrare il suo valore, ma non ha trovato le condizioni ideali”.

Con nessuna trattativa avviata in Italia, le opzioni per l’ex Milan e Inter — club dove ha brillato sotto la guida di Massimiliano Allegri, oggi nuovamente allenatore rossonero — si spostano all’estero. Il nuovo corso milanista, con Igli Tare come direttore sportivo, rende improbabile un ritorno in rossonero.

Il futuro di Mario Balotelli, che ha segnato 14 reti in Nazionale, è tutt’altro che scritto. Ma una cosa è certa: le prossime pagine della sua carriera si giocheranno lontano dalla Serie A.

Kolo Muani Juve, spunta l’alternativa all’attaccante francese: c’è quella proposta, le ultimissime

Kolo Muani Juve, spunta la clamorosa alternativa all’attaccante francese: c’è quella proposta dalla Premier, le ultimissime

La Juventus si muove con determinazione nel mercato estivo in vista della stagione 2025/2026. I dirigenti bianconeri sono alla ricerca di un attaccante di alto profilo per rafforzare il reparto offensivo, e tra i nomi circolati negli ultimi giorni emerge quello di Darwin Núñez, centravanti uruguaiano classe 1999 in forza al Liverpool.

Darwin Núñez: una scommessa dal talento puro

Nonostante una stagione sottotono in Premier League, Núñez resta un profilo interessante. Arrivato al Liverpool nel 2022 dopo una brillante esperienza al Benfica, l’attaccante sudamericano ha mostrato lampi di tecnica e grande potenziale, pur faticando ad adattarsi allo stile di gioco di Jürgen Klopp. La Juventus lo vede come un’alternativa concreta a Randal Kolo Muani, attaccante francese del Paris Saint-Germain noto per la sua velocità e intelligenza tattica.

Le dichiarazioni di Gianni Balzarini: la strategia della Juve

Come riportato dal giornalista Gianni Balzarini sul suo canale YouTube, la trattativa per Kolo Muani resta la priorità assoluta per il club piemontese. Tuttavia, in caso di complicazioni, Núñez potrebbe diventare l’obiettivo principale. La formula proposta dalla Juventus prevederebbe un prestito oneroso con diritto o obbligo di riscatto, soluzione che permetterebbe di contenere i costi e mantenere flessibilità economica.

Obiettivo: attacco di qualità per la nuova stagione

La dirigenza juventina, guidata dal responsabile dell’area tecnica Comolli, sta operando con cautela, cercando opportunità che coniughino qualità e sostenibilità. L’inserimento di Núñez come possibile rinforzo testimonia l’apertura del club a diversi scenari, senza rinunciare alla competitività.

Settimane decisive in casa bianconera

Con il calciomercato che entra nel vivo, la Juventus segue da vicino altri profili offensivi, ma l’ingaggio di un centravanti resta al centro dei piani. Saranno le prossime settimane a chiarire se la Vecchia Signora punterà tutto su Kolo Muani o virerà su Darwin Núñez, che rimane una pista concreta.

Galliani Milan, tutto pronto per il suo ritorno in rossonero? Le smentite tardano ad arrivare, cosa sta succedendo

Galliani Milan, è pronto il ritorno in rossonero del dirigente? Le smentite ora tardano ad arrivare, la ricostruzione

Il calciomercato potrebbe riservare un colpo di scena non in campo, ma ai vertici societari: cresce l’attesa per un possibile ritorno di Adriano Galliani al Milan, club di cui è stato figura chiave per oltre trent’anni, contribuendo ai trionfi dell’era Berlusconi. Oggi Amministratore Delegato del Monza, società rivelazione della Serie A, Galliani ha incontrato nei giorni scorsi Gerry Cardinale, fondatore di RedBird e proprietario del Milan.

Sebbene Galliani non abbia confermato l’incontro, il suo commento (“Al momento sono AD del Monza e nulla so”) ha alimentato ulteriormente i rumors. Le sue deleghe al Monza scadono a settembre, e secondo fonti vicine al club, il ritorno potrebbe avvenire proprio in quella finestra.

Zlatan Ibrahimović, ex attaccante svedese e protagonista assoluto del Milan tra il 2010 e il 2023, oggi impegnato nel nuovo assetto dirigenziale, sarebbe tra i principali promotori della possibile operazione. L’indiscrezione, rivelata dal giornalista Enrico Currò, suggerisce che sia stato lo stesso Ibrahimović a proporre il nome di Galliani a Cardinale, riconoscendone l’esperienza, la visione strategica e la profonda conoscenza del mondo rossonero.

La prospettiva di rivedere Galliani in via Aldo Rossi ha già scatenato la fantasia dei tifosi. La sua abilità nelle trattative di mercato, il suo network internazionale e il legame emotivo con il club rappresentano una risorsa preziosa per il rilancio del Milan, oggi alla ricerca di una nuova solidità dirigenziale dopo i recenti cambiamenti.

Resta da vedere se le trattative troveranno conferma ufficiale nei prossimi mesi. Il “ritorno a Itaca” di Galliani non è solo una suggestione nostalgica, ma potrebbe trasformarsi in una strategia concreta per riportare il Milan ai vertici del calcio europeo.

Lutto nel mondo del calcio, è scomparso a 47 anni l’ex Frosinone Paolo Antonioli: il ricordo del club

Lutto nel mondo del calcio, è scomparso a soli 47 anni l’ex capitano del Frosinone Paolo Antonioli: il ricordo del club sui social

Nella storia recente del Frosinone Calcio, pochi nomi risuonano con la stessa forza e rispetto di Paolo Antonioli, difensore centrale e capitano carismatico che ha lasciato un’impronta indelebile nel cuore dei tifosi giallazzurri. Anche se ha vestito la maglia ciociara per sole due stagioni, il suo contributo si è rivelato fondamentale in momenti chiave per il club.

Antonioli, classe 1971, noto per la sua leadership in campo e la capacità di leggere il gioco con intelligenza tattica, è sceso in campo 63 volte tra il 2005 e il 2007. Quelle due annate coincisero con tappe cruciali nella crescita della Società: la prima promozione in Serie B nel 2005-2006, seguita dalla storica salvezza nella stagione successiva, in un campionato particolarmente competitivo che includeva squadre blasonate come Juventus, Napoli, Genoa, Bologna, Verona, Lecce e Bari.

In quel contesto, Antonioli si è distinto per grinta, solidità difensiva e un attaccamento alla maglia che andava oltre la semplice professionalità. Al centro della retroguardia, ha guidato con determinazione e cuore, incarnando i valori del Frosinone e contribuendo a costruire un’identità di squadra solida e combattiva.

Il suo esempio è stato un punto di riferimento per compagni e tifosi. Non solo per le prestazioni tecniche, ma per il modo in cui ha saputo rappresentare i colori giallazzurri dentro e fuori dal campo. Da leader silenzioso e instancabile, è riuscito ad entrare nel cuore della tifoseria semplicemente dando tutto, ogni singolo minuto.

Oggi, a distanza di anni, Paolo Antonioli viene ancora ricordato come una vera bandiera del Frosinone. Un simbolo di un calcio fatto di passione autentica, di uomini che diventano eroi per ciò che riescono a trasmettere. La sua storia resta un patrimonio prezioso per il club e un modello da seguire per le nuove generazioni.

Empoli, infortunio per il giovane difensore Tosto, le condizioni del calciatore. La nota

Empoli, infortunio per il giovane difensore Lorenzo Tosto, le condizioni del calciatore. La nota del club azzurro

Empoli Football Club ha comunicato ufficialmente che il difensore Lorenzo Tosto ha riportato una frattura alla falange del quinto dito del piede sinistro. Il calciatore, classe 2003 e originario di Napoli, è considerato uno dei giovani più promettenti del settore giovanile azzurro, con all’attivo diverse presenze tra Primavera e Prima Squadra.

L’infortunio è stato rilevato a seguito di esami strumentali effettuati nelle scorse ore, che hanno confermato la frattura ossea. Nonostante lo stop, il club ha fatto sapere che il giocatore ha già intrapreso il percorso riabilitativo sotto la supervisione dello staff medico dell’Empoli, con l’obiettivo di rientrare in campo nel minor tempo possibile.

Il coordinatore medico, il dottor Gianmarco Santucci, non ha rilasciato dichiarazioni ufficiali, ma fonti vicine alla società parlano di tempi di recupero stimati intorno alle 3-4 settimane, a seconda dell’evoluzione clinica. Il giocatore resterà monitorato quotidianamente presso le strutture del centro sportivo di Monteboro.

Lorenzo Tosto aveva ben impressionato nella fase iniziale del ritiro estivo, attirando l’attenzione anche del tecnico azzurro Guido Pagliuca, subentrato sulla panchina empolese a fine stagione scorsa. Pagliuca, allenatore di esperienza e noto per la sua capacità di valorizzare giovani talenti, aveva inserito Tosto nel gruppo dei convocati per le amichevoli precampionato.

L’infortunio rappresenta sicuramente un ostacolo, ma anche un’opportunità di crescita per il difensore, che potrà lavorare sull’aspetto mentale e fisico durante il periodo di stop. Il club ha confermato il pieno supporto al calciatore, il quale rimane parte integrante del progetto tecnico per la stagione 2025/2026.

COMUNICATO – Empoli Football Club comunica che gli esami strumentali eseguiti sul calciatore Lorenzo Tosto hanno evidenziato una frattura di una falange del quinto dito del piede sinistro. Il calciatore ha già iniziato il percorso riabilitativo con lo staff medico azzurro.

Carles Pérez, brutto incidente: il nuovo acquisto dell’Aris Salonicco ed ex Roma finisce in ospedale

Carles Pérez, che brutto incidente! Il nuovo acquisto dell’Aris Salonicco, ed ex calciatore della Roma, finisce in ospedale

Una vicenda singolare ha colpito nelle ultime ore Carles Pérez, esterno offensivo spagnolo classe 1998, noto per aver militato nella Roma e cresciuto nella cantera del Barcellona. Il calciatore è stato vittima di un episodio tanto curioso quanto sfortunato: sarebbe stato morso ai genitali da un cane, con conseguente ricovero ospedaliero. Secondo fonti vicine al club, le sue condizioni non destano particolari preoccupazioni, ma il recupero richiederà tempo e lo terrà lontano dal campo per un periodo non ancora definito.

Pérez ha appena iniziato una nuova fase della sua carriera calcistica trasferendosi all’Aris Salonicco, formazione della Super League greca. Il club ha puntato sull’ex Roma dopo la sua stagione in prestito al Getafe, che ha preferito non esercitare il diritto di riscatto. Il trasferimento è avvenuto sotto la supervisione di Rubén Reyes, ex direttore sportivo del Getafe, ora operativo proprio con l’Aris, che ha voluto portare con sé il giocatore in questa nuova avventura.

L’incidente rischia di compromettere l’inizio della stagione del 26enne, che avrebbe dovuto iniziare l’inserimento nel gruppo e adattarsi al nuovo contesto tecnico e tattico. Secondo quanto riportato da Marca, la dinamica dell’evento non è stata chiarita nei dettagli: sembra che l’aggressione sia avvenuta durante una passeggiata con il suo cane, ma non sono stati diffusi ulteriori particolari né una prognosi ufficiale.

Il club greco, impegnato nella preparazione estiva, segue con attenzione l’evolversi della situazione clinica dell’atleta, considerato un elemento chiave per la stagione. Una disavventura che solleva interrogativi sulla data del suo rientro e sulle soluzioni che lo staff tecnico dell’Aris sarà costretto a valutare in sua assenza.

Mazzitelli Cagliari, adesso è ufficiale: l’ex Como è un nuovo giocatore dei rossoblù. Il comunicato del club

Mazzitelli Cagliari, adesso è ufficiale: l’ex Como è un nuovo giocatore dei rossoblù. Il comunicato del club sardo

Luca Mazzitelli è un nuovo giocatore del Cagliari di Pisacane in vista della prossima stagione. La società di Giulini ha confermato l’acquisto del mediano nato a Roma, il quale arriva dal Como. Il comunicato:

COMUNICATO – Il Cagliari Calcio è lieto di annunciare l’acquisizione del diritto alle prestazioni sportive del calciatore Luca Mazzitelli dal Como, con la formula del prestito sino al termine della stagione sportiva 2025/26 con diritto di riscatto.

Classe 1995, romano, è cresciuto nelle giovanili della Roma con cui ha fatto il suo esordio in A il 18 maggio 2014, a soli 18 anni. Dopo l’esperienza a Bolzano con il Südtirol in Lega Pro, passa nell’estate 2015 al Brescia in B dove gioca 38 gare, con 5 reti e 6 assist. Le sue prestazioni non passano inosservate: viene acquistato dal Sassuolo con cui debutta contro il Lucerna nel terzo turno preliminare di Europa League.

Il 23 aprile 2017 segna la sua prima rete in A nel pareggio casalingo (2-2) contro il Napoli: in due stagioni gioca con i neroverdi 55 gare. La sua carriera prosegue nel Genoa, poi in B tra le fila dell’Entella e – dopo una nuova breve parentesi nel Sassuolo – al Pisa, dove totalizza 36 presenze, con 5 gol e altrettanti assist.

Nella stagione 2021/22 è al Monza: qui darà il suo contributo sostanziale alla promozione della squadra in A, passando dai playoff, con 31 gare, 2 reti e 6 assist. Sarà protagonista anche la stagione successiva nel Frosinone, con cui vincerà il campionato di B, centrando una nuova promozione nella massima serie.

Diventato capitano dei gialloblù, con i ciociari realizzerà la sua prima doppietta in A nel 4-2 del 17 settembre 2023, proprio contro la sua ex squadra, il Sassuolo. Chiuderà il campionato con 29 gare e 5 reti. Acquistato dal Como, ha giocato la prima parte della scorsa stagione con i lariani, per poi trasferirsi a febbraio in prestito nuovamente al Sassuolo, dove ha contribuito alla conquista della A.

Mazzitelli è un centrocampista duttile che può ricoprire tutti i ruoli della mediana: mezz’ala, interno, all’occorrenza può agire anche da play davanti alla difesa. Buona tecnica di base, forza fisica e corsa, oltre ad essere prezioso in fase di contenimento sa rendersi particolarmente utile anche in avanti, inserendosi negli spazi e andando alla conclusione grazie ad un buon tiro dalla distanza.

Esperienza e leadership, benvenuto in rossoblù Luca!

Sampdoria, le ultime sulla campagna abbonamenti. Aumentano quelli venduti: il dato clamoroso. I dettagli

Sampdoria, ecco le ultime sulla campagna abbonamenti dei blucerchiati. Aumentano quelli venduti: il dato clamoroso. Tutti i dettagli

La nuova stagione calcistica non è ancora iniziata, ma la Sampdoria ha già messo a segno un primo importante successo fuori dal campo: la campagna abbonamenti per il 2025/26 ha superato le 10.000 tessere vendute in pochi giorni, segnando un risultato straordinario che testimonia la profonda passione dei tifosi blucerchiati.

Entusiasmo alle stelle tra i sostenitori genovesi

Con un post ufficiale pubblicato sul profilo Instagram del club, la Sampdoria ha celebrato il raggiungimento di questo traguardo, trasformando il dato in un simbolo di fiducia e fedeltà. La notizia ha rapidamente acceso i riflettori sui social, diffondendosi tra la tifoseria e generando un’ondata di entusiasmo in vista della nuova annata.

L’affetto per i colori blucerchiati rimane saldo, indipendentemente dalla categoria. Questo è un segnale forte rivolto alla dirigenza e alla squadra, che potrà contare su una base solida e calorosa pronta a gremire gli spalti dello stadio Luigi Ferraris in ogni partita. L’apporto economico derivante dagli abbonamenti rappresenta inoltre un importante sostegno alla gestione societaria, mentre sul piano sportivo garantisce motivazione e slancio.

Verso una stagione ricca di emozioni

Con un tecnico esperto, la Sampdoria punta a consolidare il proprio progetto tecnico e a riconquistare posizioni di rilievo. In rosa spiccano giovani interessanti come Lorenzo Malagrida, trequartista classe 2003, che continua a crescere sotto la guida dello staff tecnico.

Un legame che va oltre il campo

Il successo della campagna abbonamenti è il riflesso tangibile di un rapporto che va oltre il calcio giocato: la Sampdoria è simbolo di identità e orgoglio per migliaia di tifosi. Un popolo pronto a rispondere presente, con la speranza di vivere una stagione fatta di vittorie, emozioni e tanto calore sugli spalti.

San Siro, il tema Euro 2032 riaccende il duro dibattito: Inter e Milan adesso spingono per lo stadio nuovo

San Siro, il tema Euro 2032 riaccende il dibattito: Inter e Milan adesso spingono per lo stadio. Tutti gli aggiornamenti

Il futuro dello stadio San Siro è appeso a un filo e l’organizzazione di Euro 2032 in Italia potrebbe diventare il catalizzatore di una svolta decisiva. Dopo anni di paralisi e indecisioni, la possibilità che Milano ospiti il torneo continentale riaccende il dibattito tra il Comune, Inter, Milan e UEFA.

Il 17 luglio, la FIGC ha presentato un dossier dettagliato sui requisiti richiesti per diventare città ospitante. Il verdetto è stato netto: lo stadio Giuseppe Meazza, noto come San Siro, non rispetta gli standard internazionali attuali. Secondo il gruppo tecnico, nemmeno una ristrutturazione basterebbe. La soluzione più praticabile rimane quella proposta da tempo dai due club: demolizione e costruzione ex novo.

Un nodo politico e tecnico

Il sindaco Beppe Sala, mediatore tra le esigenze delle società e le preoccupazioni politiche, si trova ancora in una posizione complessa. Le indagini in corso della Corte dei Conti e della Procura hanno ulteriormente congelato ogni decisione, rimandando possibili sviluppi a settembre. Il rischio di danno erariale ha finora bloccato qualsiasi avanzamento concreto.

Euro 2032: una leva decisiva

La possibilità che Milano venga esclusa da Euro 2032 potrebbe diventare un elemento chiave. Nessuno, tra Inter e Milan, ha mai seriamente valutato una ristrutturazione dell’impianto attuale: costi proibitivi e scarsi benefici. I dirigenti dei club, tra cui l’amministratore delegato dell’Inter, Giuseppe Marotta, e il presidente del Milan, Paolo Scaroni, si sono espressi apertamente a favore di un nuovo stadio moderno e multifunzionale.

Piani alternativi e tensione crescente

Mentre il Milan mantiene attivo il proprio progetto a San Donato Milanese, l’Inter osserva da vicino gli sviluppi, pronta a procedere autonomamente. La partita per il destino di San Siro è ancora aperta, ma con l’ingresso della UEFA, il tempo stringe: una mossa concreta è attesa a breve.

Lazio, al via in Turchia la seconda parte di ‘ritiro’: ecco il programma completo della tournée dei biancocelesti e Sarri…

Lazio, inizia in Turchia la seconda parte di ‘ritiro’: il programma completo della tournée dei biancocelesti e Sarri…

La Lazio ha avviato la sua mini-tournée in Turchia, una fase fondamentale nella preparazione estiva in vista dell’inizio del campionato. Il primo impegno è fissato contro il Fenerbahçe, squadra allenata da José Mourinho, noto tecnico portoghese con una lunga carriera in club come Chelsea, Inter e Real Madrid. Questa amichevole rappresenta un primo banco di prova di alto livello per i biancocelesti, dopo le prime settimane di lavoro.

L’amichevole con il Fenerbahçe — che concluderà il suo precampionato prima della sfida ufficiale in Champions League contro il Feyenoord il 6 agosto — offrirà a Maurizio Sarri, tecnico toscano e fautore di un calcio posizionale, l’opportunità di valutare i progressi del gruppo. Sarri aveva manifestato qualche perplessità sul programma delle amichevoli, stilato dalla società prima del suo arrivo, ma ora si concentra sul far crescere l’identità tattica della squadra.

Per la Lazio, questi incontri internazionali — che includono anche la seconda amichevole contro il Galatasaray prevista per il 2 agosto — servono ad alzare il livello di competitività e accelerare l’integrazione dei nuovi innesti. Lo scontro con il Galatasaray riporta alla memoria l’esordio europeo di Sarri sulla panchina laziale, datato 16 settembre 2021, terminato con una sconfitta per 1-0 causata da un errore del portiere albanese Thomas Strakosha.

La comitiva biancoceleste è partita ieri da Fiumicino alle 14:30, direzione Istanbul, dove ha preso alloggio presso il lussuoso Point Hotel Barbaros, struttura a cinque stelle con vista sul Bosforo. Gli allenamenti si tengono in un centro sportivo poco distante: oggi è in programma la rifinitura, domani lo scarico, venerdì doppia seduta e sabato mattina una sgambata prima del match serale contro il Galatasaray.

Con condizioni climatiche favorevoli — temperature tra i 21 e i 29 gradi — e sfide di livello internazionale, la Lazio punta a testare la solidità del gruppo prima del debutto in campionato contro il Como di Cesc Fàbregas, ex centrocampista di Arsenal e Barcellona.

Tomori Milan, ecco il contenuto del dialogo con il tecnico Allegri! Posizione nuova? Le prime amichevoli…

Tomori Milan, c’è il contenuto del dialogo con il tecnico Allegri! Posizione nuova per il rossonero? Le prime amichevoli…

Il nuovo Milan guidato da Massimiliano Allegri, allenatore vincitore di cinque scudetti con la Juventus e noto per la sua meticolosa organizzazione tattica, sta delineando un’identità difensiva ben precisa. Le prime amichevoli estive contro Arsenal e Liverpool hanno già fornito indicazioni chiare: la squadra rossonera vuole ritrovare compattezza e affidabilità nel reparto arretrato. Una necessità, dopo stagioni segnate da fragilità e squilibri difensivi.

Filosofia Difensiva Come Fondamento La scelta di Allegri di ricostruire partendo dalla difesa segna una svolta nella gestione tecnica del Milan. Il tecnico livornese sta puntando su un gioco meno spettacolare ma più pragmatico, volto a garantire solidità e tenuta tattica. In questo disegno si inserisce perfettamente Igli Tare, nuovo direttore sportivo con un passato alla Lazio, che ha sposato la visione del mister e sta già lavorando per portare rinforzi mirati.

Tomori “Alla Barzagli”: Un Ruolo Chiave Fikayo Tomori, difensore centrale inglese classe 1997, reduce da una stagione complicata con poche presenze e un possibile addio, è ora centrale nel progetto rossonero. Secondo La Gazzetta dello Sport, Allegri vede in lui caratteristiche simili a quelle di Andrea Barzagli, ex perno della difesa juventina e figura fondamentale nella sua prima era bianconera. Tomori è chiamato a riscattarsi e, sotto la guida di un allenatore noto per valorizzare i difensori, può ritrovare fiducia e prestazioni di alto livello.

Paragone Tattico e Prospettive Il parallelo con Barzagli non è casuale: posizionamento, affidabilità e leadership sono qualità che Allegri considera imprescindibili. Se Tomori saprà interpretare questo ruolo con disciplina e continuità, potrà diventare il fulcro della nuova retroguardia milanista. Una difesa solida, infatti, è la base per tornare competitivo in Italia e in Europa.

Sinergie Vincenti La sintonia tra Allegri, Tare e gli elementi chiave dello spogliatoio sarà determinante per il successo della nuova era del Milan. Una rinascita fondata sulla concretezza difensiva, capace di restituire ai tifosi rossoneri ambizioni e certezze.

Serie A: ecco il nuovo regolamento per il recupero delle partite nella prossima stagione! I dettagli

Serie A: ecco il nuovo regolamento approvato per il recupero delle partite nella prossima stagione! Tutti i dettagli

Il Consiglio della Lega Serie A ha approvato oggi un’importante revisione del regolamento, valida a partire dalla stagione 2025/26. Le nuove norme riguardano il recupero delle partite non iniziate e la prosecuzione di quelle interrotte, sia nel massimo campionato che nel torneo Primavera 1. L’obiettivo è garantire maggiore trasparenza e tempestività nella gestione degli imprevisti.

Partite sospese: recupero entro 24 ore

Le gare rinviate per maltempo, problemi tecnici o altri eventi di forza maggiore verranno recuperate il giorno successivo. Sono previste eccezioni solo in caso di impegni ravvicinati, sosta per le Nazionali o sanzioni disciplinari. Anche le partite interrotte riprenderanno seguendo questo principio: soltanto i minuti restanti e dal punto esatto dell’interruzione.

Date flessibili, ma fuori dalla FIFA

Se non fosse possibile giocare il giorno dopo, il match verrà riprogrammato nella prima data disponibile, evitando finestre FIFA e periodi di sovrapposizione con altri impegni sportivi. Questo per tutelare il calendario delle squadre e garantire la regolarità del torneo.

Chi può scendere in campo

Nel proseguo di una gara interrotta potranno giocare solo i calciatori già tesserati al momento dello stop, con l’aggiunta di massimo tre nuovi innesti per ciascuna squadra. Le sostituzioni già avvenute resteranno valide. Una regola che influenzerà strategie e scelte tattiche di allenatori esperti come Allegri e Sarri.

Verso un campionato più trasparente

Con queste misure, la Lega Serie A intende rendere il torneo più gestibile, equo e prevedibile. Una mossa in linea con le migliori pratiche delle principali leghe europee, per offrire a tifosi e professionisti un prodotto sempre più moderno e competitivo.

×