Pagina 785 – Calcio News 24

Juve Vlahovic, parti sempre più distanti: la società valuta quella soluzione

La Juve spinge per la cessione di Vlahovic, l’attaccante prende tempo, ma le parti sono distanti: la società valuta una soluzione drastica

Il futuro di Dusan Vlahovic alla Juve è sempre più incerto. Nonostante i due gol messi a segno al Mondiale per Club, il club bianconero non ha cambiato idea: l’attaccante serbo non rientra nei piani per la prossima stagione. Il contratto in scadenza nel 2026 e l’elevato ingaggio (destinato a salire fino a 12 milioni annui) pesano troppo sul bilancio della società, che spinge per una cessione immediata.

La situazione, però, è tutt’altro che semplice. L’ex Fiorentina ha già rifiutato l’offerta del Fenerbahce di Mourinho, dimostrando scarsa voglia di lasciare Torino. L’idea di restare un altro anno, incassare fino all’ultimo euro e poi scegliere liberamente la prossima destinazione a parametro zero, non è affatto gradita alla dirigenza. Uno scenario che rischia di compromettere anche il mercato in entrata: senza la partenza di Vlahovic, l’arrivo di Jonathan David diventerebbe complicato sul piano salariale. E lo stesso discorso vale per l’operazione Kolo Muani, per cui il PSG potrebbe aprire solo in caso di prestito con riscatto dilazionato.

A completare il quadro ci sono le trattative in corso con il Porto per Francisco Conceiçao, con i lusitani che continuano a chiedere almeno 30 milioni. Un investimento insostenibile se il serbo dovesse restare a libro paga.

Per questo, secondo La Gazzetta dello Sport, la Juventus starebbe valutando una misura drastica: l’esclusione di Vlahovic dalla rosa, come già accaduto con Federico Chiesa all’arrivo di Thiago Motta. Una mossa che potrebbe forzare la mano al giocatore e indurlo ad accettare una cessione o, almeno, a rinegoziare il proprio contratto al ribasso. Il tempo stringe, e la rottura tra Vlahovic e la Juve sembra sempre più difficile da sanare.

Inter Fluminense a rischio stop e sospensioni: si rigioca a Charlotte e il bollettino meteo preoccupa

Inter Fluminense, la partita a rischio lunghe sospensioni per l’allerta maltempo a Charlotte: le previsioni lasciano poco ottimismo

L’attesa per Inter Fluminense è accompagnata da un crescente clima di incertezza. Il match, valido per gli ottavi di finale del Mondiale per Club, si giocherà a Charlotte, in Carolina del Nord, ma rischia seriamente di essere interrotto o rinviato a causa delle condizioni meteo estreme previste nella zona. Lunedì 30 giugno è infatti stata diramata un’allerta per rischio fulmini, con temperature percepite superiori ai 38 gradi e temporali violenti in arrivo.

Il problema non è nuovo: lo stesso stadio ha già ospitato il travagliato Benfica-Chelsea, interrotto per oltre due ore a pochi minuti dalla fine. Una situazione che ha spinto l’allenatore dei Blues, Enzo Maresca, a esprimere dure critiche: «Posso capire uno stop per la sicurezza, ma se succede ogni partita allora questa non è la sede giusta per un torneo del genere».

Il protocollo in vigore negli Stati Uniti è rigido: alla prima scarica elettrica rilevata entro un raggio di 12 km dallo stadio, la gara viene immediatamente sospesa. La ripresa è consentita solo dopo 30 minuti senza fulmini nell’area. In questi casi, tifosi e squadre devono trovare riparo, e la durata dello stop resta indefinita.

Non è un caso isolato. Diverse partite del Mondiale per Club hanno subito interruzioni, da Ulsan-Mamelodi a Orlando (un’ora di stop), a Benfica-Auckland (due ore). Lo stesso potrebbe accadere in Inter-Fluminense, la cui programmazione è già condizionata dai bollettini meteo. E la prospettiva per il futuro non è rosea: i Mondiali del 2026, anch’essi previsti in estate negli USA, potrebbero essere ancora più colpiti da eventi climatici simili.

Il rischio è che un torneo così prestigioso venga regolarmente compromesso da stop imprevedibili e lunghi, minando la continuità delle gare e l’esperienza di pubblico e squadre.

Benfica Chelsea, quasi cinque ore di partita: ecco altre partite lunghe come maratone

Benfica Chelsea, l’ottavo di finale del mondiale per Club è durato quasi 5 ora dal fischio d’inizio a quello finale: ecco altri precedenti

L’ottavo di finale del Mondiale per Club Benfica Chelsea, giocatasi ieri sera, è già entrata nella storia come una delle partite più lunghe mai giocate in ambito professionistico. Fischio d’inizio alle 22.00, fischio finale alle 02.44 del mattino seguente, per un totale di 4 ore e 44 minuti tra tempo regolamentare, supplementari e una lunghissima sospensione per maltempo. Una durata eccezionale che ha pochi precedenti di altre maratone calcistiche che hanno sfidato il tempo.

Nel calcio professionistico il record più celebre resta quello del Stockport County – Doncaster Rovers del 1946: una sfida di coppa che, finita 2-2 al 90’, proseguì con 203 minuti di gioco effettivo, senza che nessuno riuscisse a segnare. L’arbitro fu costretto a sospenderla per oscurità: ai tempi non c’erano i riflettori.

Tra i dilettanti il primato assoluto appartiene all’Oxford City – Alvechurch del 1971 (FA Cup): servirono sei replay e 11 ore complessive di gioco per decidere il vincitore. È tuttora la serie più lunga di sempre in una singola eliminatoria.

Nel mondo del calcio giovanile, rimane nella memoria il caso del Senegal – Costa d’Avorio ai Mondiali U20 del 2005: interrotta più volte per blackout e pioggia torrenziale, si concluse solo tre giorni dopo il calcio d’inizio.

Infine, per pura resistenza fisica, il Guinness World Record va al match benefico Hotspur vs Hungerford (2016): 108 ore consecutive di partita, senza fini agonistici ma con finalità solidali. Benfica-Chelsea non ha toccato questi estremi, ma entra di diritto nella galleria delle partite leggendarie: una notte lunga quasi quanto un sogno.

Calciomercato Roma, idea Tagliafico a zero: può essere il sostituto di Angelino, la situazione

Le ultime sulle mosse di calciomercato della Roma, con l’interesse nei confronti di Nicolas Tagliafico a parametro zero. I dettagli

La Roma sta valutando Nicolas Tagliafico come possibile rinforzo per la difesa, secondo quanto riportato dal Corriere dello Sport. Il terzino sinistro argentino è in uscita dal Lione, retrocesso in Ligue 2 per motivi finanziari, ed è in scadenza di contratto: potrebbe quindi arrivare a parametro zero, un’occasione interessante sul mercato.

Il profilo di Tagliafico piace molto a Gasperini, che lo vedrebbe bene come centrale mancino nel suo 3-4-2-1, ruolo già ricoperto da Kolasinac all’Atalanta. Campione del mondo con l’Argentina e ancora parte integrante della nazionale – è stato titolare lo scorso 6 giugno – il difensore possiede anche il passaporto italiano, dettaglio utile in ottica lista UEFA. Tuttavia, la Roma dovrà decidere se affondare il colpo: il Siviglia è in pressing e sarebbe pronto a offrirgli un contratto triennale.

Calciomercato Napoli, non tramonta la pista Nunez: il Liverpool spara alto, le cifre

Le ultime sulle mosse di calciomercato del Napoli, con l’obiettivo Darwin Nunez dal Liverpool. Tutti i dettagli in merito all’operazione

Secondo quanto riportato da Fabrizio Romano, l’interesse del Napoli per Darwin Nunez è concreto: l’attaccante uruguaiano piace moltissimo sia al club che ad Antonio Conte. Il gradimento da parte del giocatore è totale: Nunez sarebbe entusiasta di approdare al Napoli. Tuttavia, la trattativa si presenta complicata.

I due club si sono incontrati durante la settimana, ma al momento restano distanti. Il Liverpool chiede una cifra compresa tra i 65 e i 70 milioni di euro come base d’asta, mentre il Napoli parte da una proposta più bassa. Oltre al cartellino, sarà necessario trovare un equilibrio anche sull’ingaggio del calciatore. I tempi per una chiusura, quindi, non saranno brevi.

Formazioni ufficiali PSG-Inter Miami, le scelte dei tecnici

Formazioni ufficiali PSG-Inter Miami, le scelte degli allenatori per il match valido per il Mondiale per Club. Tutti i dettagli in merito

Alle 18:00 la sfida valida per gli ottavi di finale del Mondiale per Club tra PSG-Inter Miami. Di seguito le formazioni ufficiali scelte dai due allenatori.

PSG (4-3-3): Donnarumma; Hakimi, Marquinhos, Pacho, Nuno Mendes; Fabián Ruiz, Vitinha, João Neves; Kvaratskhelia, Doué, Barcola. Allenatore: Luis Enrique.

A disposizione: Safonov, Tenas, Beraldo, Mbaye, Kamara, Hernandez, Zaire-Emery, Lee Kang-In, Mayulu, Ramos, Dembélé.

INTER MIAMI (4-4-2): Ustari; Weigandt, Falcon Picart, Allen, Jordi Alba; Allende, Redondo, Busquets, Segovia; Messi, Suarez. Allenatore: Javier Mascherano.

A disposizione: Rios, Yarbrough, Aviles, Cremaschi, Leo Afonso, Martinez, Morales, Obando, Picault, Rodriguez, Sailor.

Flamengo-Bayern Monaco: dove vederla, orario e probabili formazioni

All’Hard Rock Stadium la sfida del Mondiale per Club Flamengo-Bayern Monaco: le ultime di formazioni con orario e dove vedere il match in tv

All’Hard Rock Stadium di Miami si giocherà la gara valevole per gli ottavi di finale del Mondiale per Club tra Flamengo-Bayern Monaco. Andiamo a scoprire le ultimissime di formazione, l’orario e dove vedere la sfida.

Le probabili formazioni

Flamengo (4-2-3-1): Rossi; Wesley, Danilo, Pereira, Ayrton; Pulgar, Jorginho; Gerson, De Arrascaeta, Luiz Araujo; Plata. Allenatore: Kasmirski.

Bayern Monaco (4-2-3-1): Neuer; Laimer, Upamecano, Stanisic, Guerreiro; Kimmich, Pavlovic; Olise, Muller, Sane; Kane. Allenatore: Kompany.

Orario e dove vederla in tv

Flamengo-Bayern Monaco si gioca alle ore 22:00 di sabato 29 giugno per gli ottavi di finale del Mondiale per Club. Verrà trasmessa gratuitamente in streaming su DAZN tramite il sito ufficiale o sull’app scaricabile su Pc, tablet e smartphone.

PSG-Inter Miami: dove vederla, orario e probabili formazioni

Al Mercedes-Benz Stadium la sfida del Mondiale per Club PSG-Inter Miami: le ultime di formazioni con orario e dove vedere il match in tv

Al Mercedes-Benz Stadium di Atlanta si giocherà la gara valevole per gli ottavi di finale del Mondiale per Club tra PSG-Inter Miami. Andiamo a scoprire le ultimissime di formazione, l’orario e dove vedere la sfida.

Le probabili formazioni

Paris Saint-Germain (4-3-3): Donnarumma; Hakimi, Marquinhos, Pacho, Nuno Mendes; Joao Neves, Vitinha, Fabian Ruiz; Doué, Ramos, Barcola. Allenatore: Enrique.

Inter Miami (4-4-2): Ustari; Weigandt, Fray, Falcon Picart, Allen; Allende, Cremaschi, Busquets, Segovia; Messi, Suarez. Allenatore: Mascherano.

Orario e dove vederla in tv

PSG-Inter Miami si gioca alle ore 18:00 di domenica 29 giugno per gli ottavi di finale del Mondiale per Club. Verrà trasmessa gratuitamente in streaming su DAZN tramite il sito ufficiale o sull’app scaricabile su Pc, tablet e smartphone.

Diritti TV Ligue 1, è rottura totale: Canal+ abbandona la Lega, a rischio la visione del campionato

Diritti TV Ligue 1, adesso è rottura totale: Canal+ abbandona la Lega francese, a rischio la visione del campionato

Il calcio francese sprofonda nel caos a poche settimane dall’inizio della nuova stagione. Con una mossa clamorosa, il gruppo Canal+ ha annunciato di aver “gettato la spugna“, chiudendo definitivamente la porta alla distribuzione della nuova catena televisiva creata dalla Lega di calcio professionistica (LFP) per trasmettere la Ligue 1. La notizia, comunicata dal presidente di Canal+ Maxime Saada, lascia la lega senza un partner di riferimento e con un futuro televisivo avvolto nella più totale incertezza.


Il punto di rottura principale, secondo Saada, è il prezzo.
La LFP puntava a un abbonamento di circa 20 euro al mese per la sua nuova catena, una cifra giudicata “troppo elevata” da Canal+, soprattutto considerando che l’offerta non sarebbe completa: un incontro a giornata per la prossima stagione è infatti detenuto da beIN Sports. Nonostante Canal+ avesse presentato due diverse proposte di distribuzione, una esclusiva e una non, il disaccordo sul costo si è rivelato insormontabile.


Questa rottura è l’ultimo capitolo di una saga disastrosa per la LFP. Dopo il fallimento dell’accordo con la piattaforma DAZN a inizio maggio, la lega aveva optato per una soluzione drastica: creare una propria catena proprietaria al 100%. Un progetto ambizioso che, però, ora appare fragile e senza il muscolo distributivo che solo un colosso come Canal+ avrebbe potuto garantire, forte di una base di abbonati stimata tra 800.000 e 1 milione.
Mentre Saada nega ogni «voglia di vendetta» per le passate dispute, la realtà è che la Ligue 1, il cui inizio è fissato per il 15 agosto, si trova ora in una corsa disperata contro il tempo per trovare un modo di essere trasmessa ai tifosi, evitando un blackout che avrebbe conseguenze catastrofiche.

Elliott, Hutchinson e Rowe: chi sono i tre Leoni che hanno deciso la finale Inghilterra Germania dell’Europeo Under 21

Elliott, Hutchinson e Rowe: ecco chi sono i tre Leoni che hanno deciso la finale Inghilterra Germania dell’Europeo Under 21. L’analsi

L’Inghilterra si conferma la superpotenza del calcio giovanile europeo, conquistando il suo secondo titolo Under 21 consecutivo in una finale thrilling contro la Germania. Un trionfo che porta la firma indelebile di tre giocatori, tre talenti diversi per caratteristiche e percorso che hanno impresso a fuoco il loro nome sulla partita più importante. Se il successo è figlio di un grande collettivo, i gol di Harvey Elliott, Omari Hutchinson e Jonathan Rowe rappresentano le tre anime di questa squadra: la classe del leader, la fantasia dell’individualista e il cuore del gregario diventato eroe.

  1. Harvey Elliott – Il leader tecnico
    Non è più una promessa, ma una solida certezza del Liverpool e il faro di questa nazionale. Elliott ha giocato un torneo da leader assoluto, culminato con il gol che ha aperto le marcature in finale, un inserimento perfetto concluso con la freddezza del veterano. Durante tutta la competizione è stato il metronomo della squadra, abbassandosi a prendere palla e dettando i tempi con una qualità di palleggio e una visione di gioco di categoria superiore. La stagione 2024-25, in cui si è ritagliato uno spazio importante ad Anfield, gli ha conferito una maturità e una consapevolezza che si sono viste tutte. Non ha solo illuminato il gioco, ma ha anche lottato con grinta, dimostrando di essere un centrocampista totale, pronto per un ruolo da protagonista anche nella nazionale maggiore.
  2. Omari Hutchinson – La scheggia imprevedibile
    Se Elliott è la ragione, Hutchinson è la follia. L’ala di proprietà del Chelsea è stato l’uomo capace di spaccare le partite con l’imprevedibilità del suo dribbling. Il suo gol in finale è l’istantanea del suo talento: un guizzo che ha lasciato sul posto i difensori tedeschi prima di battere il portiere. Dopo l’ottima stagione in prestito all’Ipswich Town, nel 2024-25 ha continuato il suo percorso di crescita (sempre in prestito in Premier League), confermandosi come un’ala moderna, capace di creare superiorità numerica e di essere una minaccia costante. Mancino che gioca a destra per rientrare e calciare, la sua velocità e la sua sfrontatezza sono state un’arma fondamentale per l’attacco inglese, l’elemento di caos necessario per scardinare le difese più organizzate.
  3. Jonathan Rowe – L’eroe che non ti aspetti
    Ogni favola ha bisogno di un eroe a sorpresa, e in questa finale il ruolo è toccato a Jonathan Rowe. Entrato dalla panchina all’inizio dei tempi supplementari, gli sono bastati due minuti e un solo tocco per diventare l’uomo del destino, con l’incornata che ha regalato il titolo all’Inghilterra. La sua è la storia di una crescita costante e meritata. Dopo essersi messo in luce nel Norwich City, nella stagione 2024-25 ha vissuto un’importante esperienza in prestito all’Olympique Marsiglia, misurandosi con un calcio fisico e tattico che lo ha fatto maturare enormemente. Rowe è un esterno di grande corsa, sacrificio e intelligenza tattica, capace di abbinare un lavoro instancabile in fase difensiva a inserimenti offensivi sempre pericolosi. Il suo gol non è un caso, ma il giusto premio per un giocatore di grande applicazione, che rappresenta l’anima operaia e vincente di questi Giovani Leoni.

Klopp ammette il dubbio su Slot e il Liverpool campione: «Per un attimo mi sono chiesto se…». La sua risposta è da brividi

Jürgen Klopp ammette il dubbio su Slot e il Liverpool campione: «Per un attimo mi sono chiesto se…». Le dichiarazioni

Arne Slot ha compiuto l’impossibile. In una sola stagione, la sua prima ad Anfield, ha vinto tante Premier League quante ne ha vinte Jürgen Klopp in quasi nove anni, portando il Liverpool a un trionfo tanto inatteso quanto dominante. Partiti senza i favori del pronostico, i Reds hanno messo in scena una cavalcata quasi perfetta, costruita sulle solide fondamenta lasciate dal tecnico tedesco. Ma come ha vissuto questo successo immediato e travolgente proprio l’uomo che Slot ha sostituito, una leggenda vivente del club?


La risposta, di una sincerità disarmante, è arrivata in un’intervista al quotidiano tedesco Welt. Klopp ha rivelato di aver avuto un momento di riflessione molto umano, un breve dubbio di fronte all’incredibile exploit del suo successore. «Per essere onesto: quando le cose sono iniziate così bene con lui, per un breve istante mi sono chiesto, come persona, se fossi davvero felice che le cose stessero così», ha confessato Klopp. Un’ammissione che mostra il lato più intimo di un gigante, subito seguita da una risposta che ne testimonia la grandezza d’animo: «Sì, è davvero una bella cosa, mi rende felice»


Queste parole non sono di circostanza. Klopp ha sottolineato di essere rimasto in ottimi rapporti con il club e con molti giocatori, a testimonianza di un legame che non si è spezzato. La vittoria di Slot, per certi versi, è anche la sua. È la prova che il suo lavoro ha creato una cultura e una squadra talmente forti da poter continuare a vincere, replicando la leggendaria transizione tra Bill Shankly e Bob Paisley che diede inizio all’epoca d’oro del Liverpool. La reazione di Klopp non è quella di un predecessore geloso, ma di un architetto orgoglioso di vedere la sua creazione non solo sopravvivere, ma prosperare.

Calciomercato Milan Guirassy, il Diavolo vuole il re dei bomber d’Europa, ma il prezzo svelato dal Dortmund è troppo alto. Le ragioni del Sì e quelle del No

Calciomercato Milan Guirassy, il Diavolo vuole il re dei bomber d’Europa! Il prezzo svelato dal Dortmund è troppo alto. Le ragioni dell’operazione

L’interesse del Milan per Serhou Guirassy non è più una discussione su un’opportunità di mercato, ma è entrato nella dimensione dei sogni proibiti. La stagione 2024-25 ha trasformato l’attaccante guineano da ottimo bomber di Bundesliga a stella di prima grandezza del calcio mondiale. Il suo passaggio estivo al Borussia Dortmund è stato il preludio a un’annata trionfale, culminata con la vittoria del titolo di capocannoniere della Champions League. Questo traguardo lo ha proiettato in un’élite di attaccanti per cui i top club europei sono disposti a fare follie.


Per il Milan, la questione è ora drammaticamente diversa. Non si tratta più di valutare i rischi di un giocatore esploso tardi o di calcolare i costi accessori di una clausola abbordabile. La clausola non esiste più. Esiste una trattativa quasi impossibile con un club, il Dortmund, che non ha bisogno di vendere e un giocatore, Guirassy, che a 29 anni siede al tavolo dei più grandi. L’interrogativo per la dirigenza rossonera è brutale: ha senso anche solo considerare un’operazione che sfonderebbe ogni parametro del club, o bisogna rassegnarsi al fatto che certi giocatori sono, semplicemente, fuori portata?


Due ragioni per il ‘sì’: il sogno di un top player globale

  1. Un campione d’Europa per tornare a vincere. Il primo motivo è la statura del giocatore. Essere capocannoniere della Champions League significa aver segnato con continuità contro le difese più forti del pianeta, nei palcoscenici più importanti, sotto la pressione più alta. Guirassy non è più una scommessa, è un top player certificato. Acquistarlo non significherebbe solo prendere un bomber, ma ingaggiare un uomo capace di cambiare il destino di una squadra. Per un Milan che vuole tornare a essere protagonista avere in rosa chi ha dominato quella competizione è un valore aggiunto inestimabile, un segnale di ambizione per tutta la piazza.
  2. La mentalità del leader che alza il livello Oltre ai gol, un’impresa del genere porta con sé un bagaglio di leadership e mentalità vincente. Guirassy ha dimostrato di poter essere il faro offensivo di una squadra in una cavalcata europea. Porterebbe a Milanello una consapevolezza nei propri mezzi che forse oggi manca, diventando un punto di riferimento per i compagni più giovani. Sarebbe un leader tecnico e carismatico, un giocatore abituato a caricarsi la squadra sulle spalle nei momenti che contano. Il suo arrivo alzerebbe istantaneamente il livello degli allenamenti, delle aspettative e della fame di vittoria dell’intero gruppo.

Due ragioni per il “no, grazie”: un’operazione fuori da ogni logica

  1. Un costo da fuoriclasse che sfonderebbe ogni parametro. Il Borussia Dortmund, dopo averlo preso dallo Stoccarda, ora detiene un asset di valore mondiale. Per privarsi del capocannoniere della Champions, la richiesta partirebbe da una base non inferiore ai 70-80 milioni di euro. Una cifra che rappresenta, da sola, quasi l’intero budget di mercato del Milan. Investire una somma simile per un singolo giocatore di 29 anni sarebbe una rottura totale e assoluta con la politica di sostenibilità finanziaria del club. Significherebbe rinunciare a rinforzare altri reparti e scommettere l’intero futuro a breve termine su un solo uomo.
  2. L’ingaggio da Premier League e lo spogliatoio a rischio. Il nuovo status di Guirassy gli permette di ambire a uno stipendio da élite europea. Le sue richieste si allineerebbero a quelle dei migliori attaccanti della Premier League, ovvero nella fascia degli 8-10 milioni di euro netti a stagione. Offrire un simile ingaggio non solo sarebbe un’eccezione, ma creerebbe un precedente pericoloso, destinato a far saltare gli equilibri salariali dello spogliatoio.

Calciomercato: sembrava un talento perduto dopo la Premier, ma la Fiorentina ora lo vuole. Il motivo? I suoi numeri dell’ultima stagione sono più che positivi…

Calciomercato: sembrava un talento perduto dopo la Premier, ma la Fiorentina ora lo vuole. Il motivo? I suoi numeri…

Un nome che evoca fantasia, dribbling e un talento purissimo. Hamed Junior Traorè, centrocampista ivoriano classe 2000, è tornato prepotentemente nei radar della Serie A, con la Fiorentina in prima fila per riportarlo in Italia. Un ritorno che avrebbe il sapore della consacrazione per un giocatore che il nostro campionato lo conosce benissimo.


Cresciuto in Italia, Traorè muove i primi passi nel settore giovanile dell’Empoli, dove il suo talento cristallino emerge con prepotenza, tanto da esordire in Serie A a soli 18 anni. La sua agilità e la capacità di saltare l’uomo attirano l’attenzione del Sassuolo di De Zerbi, l’ambiente ideale per la sua crescita. In neroverde, per tre stagioni e mezzo, si afferma come uno dei centrocampisti più interessanti del campionato, unendo alla tecnica una crescente intelligenza tattica e collezionando oltre 100 presenze e 18 gol.


Il suo percorso lo porta poi in Premier League, al Bournemouth, un’esperienza complicata da un difficile ambientamento e da un problema di salute (la malaria) che ne frena l’ascesa. Dopo un breve e poco incisivo prestito al Napoli, è nella stagione 2024-25 che Traorè si ritrova e si rilancia. Mandato in prestito all’Auxerre, in Ligue 1, vive un’annata da protagonista assoluto, mettendo a segno 9 gol e 2 assist e ritrovando la brillantezza dei giorni migliori.


Tecnicamente, Traorè è una mezz’ala offensiva che può agire anche da trequartista
. Dotato di un baricentro basso e di una grande forza nelle gambe, è difficilissimo da fermare nell’uno contro uno. La sua qualità principale è la conduzione palla al piede, con cui crea superiorità numerica. Se in passato peccava di concretezza, l’ultima stagione in Francia ha mostrato un giocatore più maturo e consapevole, capace di essere decisivo anche in zona gol. Per la Fiorentina sarebbe un innesto di qualità e dinamismo per illuminare il centrocampo.

Sampdoria, fissato il budget per il nuovo tecnico: ecco la cifra impostata, tutti gli aggiornamenti

Sampdoria, fissato il budget per il nuovo allenatore: c’è la cifra impostata, ecco tutti gli aggiornamenti sul club di Serie B

La Sampdoria è nel pieno della pianificazione per la prossima stagione, con il presidente Matteo Manfredi impegnato nella riorganizzazione societaria insieme al direttore sportivo Andrea Mancini. Tra i nodi più importanti c’è la scelta del nuovo allenatore. Il favorito è Salvatore Foti, attuale vice di José Mourinho, che potrebbe vivere la sua prima esperienza da tecnico principale in Serie B.

Tuttavia, la decisione non è ancora definitiva e si attende un incontro tra le parti per valutare la fattibilità dell’accordo, anche dal punto di vista economico. In questo senso, riporta Il Secolo XIX, il presidente Manfredi avrebbe fissato un budget contenuto per l’ingaggio, pari a circa 150 mila euro netti, complice l’assenza di nuovi investimenti da parte del proprietario Joseph Tey. Nei prossimi giorni si attende una possibile svolta: Foti, molto legato alla Sampdoria per il suo passato da calciatore, potrebbe considerare questa opportunità come trampolino per affermarsi definitivamente nel ruolo di primo allenatore.

Flamengo Bayern, anima contro macchina, samba contro pressing: ecco come Brasile e Germania preparano la supersfida del Mondiale per Club

Flamengo Bayern, samba contro pressing: ecco come Brasile e Germania preparano la supersfida del Mondiale

La sfida di stasera a Miami tra Flamengo e Bayern Monaco non è solo un ottavo di finale del Mondiale per Club, ma un classico scontro di civiltà calcistiche. Da una parte la passione, la tecnica e l’imprevedibilità del Sudamerica; dall’altra la potenza fisica, l’organizzazione e la mentalità schiacciasassi dell’Europa. Una contrapposizione che infiamma i tifosi e che viene alimentata, con argomenti opposti, dai media dei due paesi, impegnati in una battaglia narrativa per accreditare la propria squadra come favorita.


In Brasile: La fede nella “mística” e nel talento
In Brasile, la stampa fa appello all’anima, alla storia e a quella “mística” che avvolge il Manto Sagrado del Flamengo. Il portale Globo Esporte, uno dei più seguiti, spinge sul concetto di identità collettiva che trascende la tattica. Un recente editoriale sottolineava: «Il Bayern ha un sistema, il Flamengo ha una causa. In campo non vanno undici giocatori, ma il sentimento di 40 milioni di persone. Questa è una forza che nessuna lavagna tattica può calcolare o contenere».


Sulla stessa linea, il quotidiano sportivo Lance! punta sulla superiorità del genio individuale rispetto alla rigidità degli schemi europei, ricordando le imprese passate. Un commentatore ha scritto: «I tedeschi parlano di pressing e transizioni, ma il loro calcio è un’equazione. Il nostro è poesia. Cercano di ingabbiare la partita nella logica, ma un dribbling di Arrascaeta o un’invenzione di Pedro non appartengono alla logica, appartengono alla storia del calcio brasiliano. Il Bayern è il favorito della ragione, il Flamengo è il candidato del cuore e della gloria».


In Germania: la certezza nella qualità e nella logica
Di tenore completamente opposto la narrazione in Germania, dove pragmatismo e fiducia nella propria superiore organizzazione la fanno da padrone. La prestigiosa rivista Kicker ha analizzato la partita con la consueta lucidità tattica, sminuendo il fattore emotivo: «Il rispetto per il Flamengo è dovuto, ma il calcio moderno premia l’efficienza, non il romanticismo. La superiorità atletica del Bayern e la sua capacità di mantenere un’intensità altissima per 90 minuti sono destinate a soffocare il ritmo più compassato dei brasiliani. La partita si deciderà nella zona nevralgica del campo, dove la struttura bavarese è semplicemente di un’altra categoria».


Ancora più diretto e senza filtri il tabloid Bild, che usa toni quasi bellicosi per infondere sicurezza. In un pezzo intitolato «La macchina da guerra bavarese contro i ballerini di samba», si legge: «C’è grande ammirazione per la loro storia, ma la tradizione non vince le partite. La nostra mentalità ‘Mia san mia’ è l’antidoto perfetto per un calcio che si affida alle fiammate. Mentre loro cercano l’azione da copertina, il Bayern eseguirà il suo piano con la precisione di un chirurgo. Non è arroganza, è la consapevolezza di una forza costruita su anni di dominio».
Anima contro macchina, “causa” contro piano. La battaglia delle narrazioni è già iniziata. Ora, la parola passa al campo dell’Hard Rock Stadium.

Hernanes attacca la Juve: «Sono stato un po’ deluso delle scelte che ha fatto Tudor pensando agli ottavi…»

Hernanes attacca la Juve dopo il City: «Sono stato un po’ deluso delle scelte che ha fatto Tudor pensando agli ottavi…». Le dichiarazioni

Durante un intervento su Sportitalia, Hernanes ha analizzato l’andamento della Juventus nel Mondiale per Club, evidenziando luci e ombre nel percorso dei bianconeri. L’ex centrocampista ha elogiato l’approccio convincente mostrato nelle prime due partite contro Al Ain e Wydad Casablanca, sottolineando l’atteggiamento determinato e l’efficacia del gioco. Tuttavia, ha espresso forte preoccupazione per la prestazione contro il Manchester City, definita deludente sotto molti aspetti. In vista dell’attesissima sfida con il Real Madrid, Hernanes ha lanciato un campanello d’allarme. Le parole:

HERNANES – «La Juve nelle prime due partite mi ha fatto divertire, ha giocato molto bene. Ma sono stato un po’ deluso delle scelte che ha fatto Tudor pensando agli ottavi. Hanno perso male, hanno perso energia positiva. E ora c’è il Real».

Mercato Cagliari, un club di Serie A segue il profilo di Zortea! Tutti i dettagli sulla possibile trattativa

Mercato Cagliari, una squadra di Serie A segue con attenzione il profilo di Zortea! Ecco gli ultimi aggiornamenti sulla possibile trattativa

Il mercato continua a regalare colpi di scena e l’ultima attenzione si concentra su Nadir Zortea, esterno classe ’99 protagonista di una stagione brillante al Cagliari con 6 reti e 2 assist in 35 presenze. La sua versatilità tattica e l’efficacia sia in fase offensiva che difensiva lo rendono appetibile per diversi club.

Il Torino è stato il primo a sondare il terreno, ma la valutazione di circa 10 milioni di euro e la concorrenza agguerrita della Fiorentina rendono l’operazione tutt’altro che semplice. L’interesse crescente potrebbe sfociare in un’asta tra le contendenti, con sviluppi attesi nei prossimi giorni. Lo riporta l’edizione odierna di Tuttosport.

Inter Fluminense, si va verso il rinvio del match a causa dell’allerta fulmini? Ecco cosa succede, le novità

Inter Fluminense, possibile verso il rinvio della partita a causa dell’allerta fulmini? Ecco cosa può succedere, le ultimissime

Si avvicina l’attesissimo ottavo di finale del Mondiale per Club tra Inter e Fluminense, e La Gazzetta dello Sport ha rivelato alcuni retroscena interessanti legati al contesto in cui si giocherà la partita. A Charlotte, sede dell’incontro, le misure di sicurezza in caso di temporale sono rigorosissime, senza margini di flessibilità. Le temperature torride, che raggiungono i 35°C, hanno spinto le autorità locali a raccomandare di evitare le uscite nelle ore più calde della giornata, ossia tra le 12 e le 16.

Nonostante ciò, il match dell’Inter è previsto proprio per le 15 ora locale (le 21 in Italia), orario fissato con largo anticipo dalla FIFA. Per adattarsi al caldo estremo, la squadra nerazzurra ha scelto di posticipare la sessione di allenamento pomeridiana alle 17. A preoccupare di più, però, è il rischio fulmini. Un recente episodio tra Londra e Lisbona ha già evidenziato la severità del regolamento in vigore al Bank of America Stadium: se un fulmine viene rilevato entro 12,7 km, la partita viene immediatamente sospesa e il pubblico invitato a rifugiarsi in aree protette.

Calciomercato Milan, Colombo lascia subito i rossoneri? C’è l’interesse di un club di Serie A! Le ultime

Calciomercato Milan, Colombo lascia subito i rossoneri? C’è l’interesse concreto di un club di Serie A! Le ultimissime

Il Genoa accelera le operazioni di mercato con un focus mirato sul reparto offensivo, rimasto privo di un punto di riferimento dopo l’addio di Andrea Pinamonti. L’attaccante ha fatto ritorno al Sassuolo al termine del prestito, lasciando un vuoto rilevante nell’attacco rossoblù.

Secondo quanto riportato da Il Secolo XIX, un suo ritorno al “Grifone” sembra al momento poco realistico: le richieste economiche del Sassuolo per il classe ’99 sono troppo elevate rispetto alle attuali risorse del club. Di conseguenza, la dirigenza ligure sta valutando profili alternativi, più accessibili sia dal punto di vista finanziario sia sotto il profilo tecnico. In questo contesto, il profilo che emerge con maggiore evidenza è quello di Lorenzo Colombo. L’attaccante di proprietà del Milan ha fatto ritorno al club rossonero dopo una stagione a Empoli che, per rendimento e continuità, non ha pienamente rispettato le aspettative.

Torino, Ricci al Milan? I granata saranno il club meno ‘italiano’ in Serie A. Ecco i dati

Con Samuele Ricci al Milan il Torino sarebbe il club con la percentuale più bassa di italiani della Serie A appena conclusa, il punto sul colpo di mercato e l’analisi dei dati 

Sembrano sempre più lontani i tempi in cui la Nazionale poteva contare su ben dieci dei propri undici titolari provenienti dal Grande Torino. Era l’11 maggio del 1947 e contro l’Ungheria gli azzurri schieravano una formazione interamente granata, eccezion fatta per il portiere (lo juventino Sentimenti). Un record mai più eguagliato, impossibile anche solo immaginare al giorno d’oggi, a maggior ragione in una Serie A dove più del 66% degli atleti sono di origine straniera (numero Transfermarkt). Un dato ancora più emblematico se si considera lo stesso club piemontese, attualmente tra i meno ‘italiani’ nella composizione della propria rosa. E con numeri destinati a mutare nei prossimi giorni. 

E’ notizia di queste ore infatti l’imminente trasferimento di Samuele Ricci al Milan. Il capitano del Torino – una volta tornato dalle vacanze a inizio della prossima settimana – firmerà un contratto nuovo di zecca con i meneghini, per un colpo che porterà nelle casse della società di Via Viotti circa 25 milioni di euro, bonus compresi. Quella dell’ex Empoli rappresenta la terza cessione consecutiva di un ‘nazionale granata’, dopo le dipartite di Alessandro Buongiorno e Raoul Bellanova nella passata stagione. 

Bene, sottraendo Ricci dalla rosa del Torino che ha partecipato alla stagione del massimo campionato italiano che si è appena concluso (quello targato 2024-25 naturalmente), i calciatori non italiani tesserati diventerebbero l’86,2% (dall’83,3% con l’ex Empoli in squadra). In questa particolare classifica il Toro ‘staccherebbero’ così il Lecce (85,3 % per i pugliesi), pareggiando l’Udinese al primo posto (i friulani sono a quota 86,7%). Numeri che ovviamente verranno stravolti dalla sessione di calciomercato che andrà in scena quest’estate. 

Ricci Torino

Sia messo a verbale: l’alta percentuale di stranieri in un team non deve per forza essere considerato quale un fattore marcatamente negativo, anzi! Si allinea però perfettamente alla tendenza (legittima e sempre più costante) delle squadre italiane di ampliare le proprie mire verso terreni di caccia esteri, piuttosto che favorire l’inserimento di giovani nostrani dei rispettivi vivai.

Quanto al caso specifico del Torino, più che delle scelte in materia di trattative del club il passaggio di Ricci in rossonero testimonia (qualora ce ne fosse ancora il bisogno) la progressiva perdita di appeal dei granata verso i calciatori più promettenti del proprio arsenale. Spesso – una volta dimostrato ciò di cui sono capaci – questi si trovano ‘costretti’ alla ricerca di un salto di qualità che non potrebbero in alcun modo raggiungere restando all’ombra della Mole. D’altronde, mentre i suoi ex compagni Buongiorno e Bellanova a dicembre lottavano per lo scudetto rispettivamente con Napoli e Atalanta, il centrocampista di Pontedera era impegnato nella corsa per non retrocedere. Il che la dice lunga.

Inter Mondiale per Club, l’analisi di Palmeri: «L’Inter ha rimesso in carreggiata un Mondiale nato malissimo contro il Monterrey»

Inter Mondiale per Club, l’analisi di Tancredi Palmeri: «L’Inter ha rimesso in carreggiata un Mondiale nato malissimo contro il Monterrey». Le parole

Il giornalista Tancredi Palmeri, in un pezzo pubblicato su Sportitalia, ha analizzato l’evoluzione del Mondiale per Club, evidenziando come il torneo sia entrato nella sua fase cruciale: quella ad eliminazione diretta. Ecco l’analisi sui nerazzurri:

L’ANALISI DI PALMERI – «No, non è calcio estivo. È ovvio che il Mondiale per Club non possa avere lo stesso livello di intensità agonistica delle competizioni durante la stagione, ma allo stesso tempo è altrettanto evidente quanto le squadre siano comunque determinate alla conquista. L’Inter ha rimesso in carreggiata un Mondiale nato malissimo contro il Monterrey. Davanti ai giapponesi e soprattutto nella partita da caccia all’uomo contro il River Plate, la reazione prima di orgoglio, poi di mentalità e di calcio, ha portato al risultato tanto atteso quanto a un certo punto inaspettato fino a 20 minuti dalla fine della seconda partita. E adesso l’appetito vien mangiando, perché il Fluminense è esattamente quello che ci si aspettava a questo punto della competizione. Per carità, è assolutamente possibile uscire, ma meglio non si poteva sperare. E vista la situazione, se Paris Saint-Germain e Real Madrid sono i valori assoluti, il Manchester City travolgente contro la Juventus invece è comunque un essere in divenire. Lo è assolutamente anche l’Inter, ma il dovere, tanto negli Ottavi quanto soprattutto eventualmente nei Quarti, è quello di giocarsela. È cresciuto in casa Pio Esposito, che in verità l’occasione l’avrebbe meritata a prescindere da quanto fatto in questo Mondiale, ed è una iniezione davvero di fiducia anche per tutti gli altri, quando le opzioni di attacco sembravano inaridirsi in parallelo con la la defezione e il prossimo addio di Calhanoglu».

Mercato Lazio, possibile colpo dalla Serie B per un biancoceleste? Ecco chi è e tutti i dettagli

Mercato Lazio, possibile colpo dalla Serie B per un calciatore biancoceleste? Ecco di chi si tratta e tutti gli aggiornamenti

Il calciomercato della Lazio torna a scaldarsi, con il club capitolino impegnato a migliorare l’indice di liquidità per poter operare con maggiore libertà. Secondo quanto riportato da TuttoMercatoWeb.com, lo Spezia avrebbe messo nel mirino un giovane talento di rientro dal prestito: si tratta di Gabriele Artistico, attaccante centrale classe 2002, individuato come possibile erede di Francesco Pio Esposito.

Reduce da un’annata divisa tra Juve Stabia e Cosenza, Artistico ha collezionato complessivamente 33 presenze e 7 reti. Ora spetta a Maurizio Sarri valutarne il potenziale in ritiro: se dovesse ritenere che non sia ancora pronto per il palcoscenico della Serie A, si aprirebbero con sempre maggiore concretezza le porte per una nuova avventura in Serie B.

Inter, la rivelazione di Zalewski: «Arrivato ad Appiano è scattato qualcosa. Spero di dare tanto, Chivu mi ha colpito per un aspetto»

Inter, la rivelazione di Zalewski: «Arrivato ad Appiano è scattato qualcosa. Spero di dare tanto, Chivu mi ha colpito per un aspetto»

Al Corriere della Sera alla vigilia del match del Mondiale per Club contro il Fluminense, Nicola Zalewski si è raccontato a cuore aperto, dall’infanzia fino al suo presente all’Inter con Chivu.

ANCHE IO, COME PIO, HO ESORDITO CON LA ROMA RISULTANDO DECISIVO CON LO UNITED – «Sì, con mezzo gol…».

CONSIGLI PER PIO ESPOSITO? – «Tutti abbiamo visto le sue qualità l’anno scorso allo Spezia e ora che l’ho conosciuto, posso dire che ha anche tante qualità umane. Il consiglio è quello di non smettere mai di lavorare, perché arriveranno i momenti difficili. È successo a me e vale per tutti».

È STATA LA MIA DUTTILITÀ A CONVINCERE L’INTER A RISCATTARMI? – «Penso di sì. Il fatto di poter giocare in più ruoli e di aver segnato a Torino nella prima partita da trequartista, giocando bene anche a Como, è stato importante».

L’ESORDIO CON L’INTER CON QUELL’ASSIST PER IL GOL DI DE VRIJ NEL DERBY – «Appena ho messo piede ad Appiano, in me è scattato qualcosa di speciale, non solo a livello di campo, ma anche nel rapporto con le persone. Ho lavorato dal primo giorno per rimanere. E non lo considero un punto di arrivo».

L’ESITO DELLA CHAMPIONS CI FARÀ PUNTARE CON PIÙ FORZA ALLO SCUDETTO? – «La Champions resta una competizione dove vogliamo arrivare più avanti possibile, poi sappiamo che ci sono tante squadre forti. La sconfitta è stata pesante, però è stata già un po’ digerita: riprenderemo il nostro percorso».

PER ME UN RITORNO ALLE ORIGINI NEL RUOLO DI TREQUARTISTA – «Fino alla Primavera giocavo lì, ma in prima squadra cambia tutto, il ritmo e la fisicità. Negli ultimi tre anni sono stato impiegato da quinto di centrocampo e mi sono trovato molto bene anche lì. So che suona banale, ma gioco dove vuole l’allenatore».

DESTRO O SINISTRO NON FA DIFFERENZA, SE CI HO LAVORATO O SE E’ UN DONO?– «È una dote naturale».

COSA MI HA COLPITO NELL’IMPATTO CON CHIVU? – «L’aspetto comunicativo, il rapporto umano che crea».

SE HO PARLATO CON CHIVU DI MOURINHO? – «No, ma ci sarà occasione».

IO CONTRARIO AL TERMINE ‘PREDESTINATO’? – «La gente pensa che il talento basti per sfondare: trascura tutto il sacrificio quotidiano che c’è dietro».

COME SI FA A NON SCIUPARE IL TALENTO E A RESISTERE ALLE TENTAZIONI DI UNA GIOVENTÙ COME TUTTE LE ALTRE? – «La domanda che ti devi fare è: cosa vuoi fare da grande? Io volevo fare questo».

È ANCHE PER QUESTA MENTALITÀ CHE CR7 È UN IDOLO? – «Sì, a livello mentale lui è fuori dal comune».

LA MIA INFANZIA A POLI, DOVE HO IMPARATO A GIOCARE IN STRADA – «Sì, c’è solo un campo comunale e non potevamo consumarlo».

SE SENTO CHE ALCUNE MIE ABILITA’ NASCONO DALLA STRADA? – «Sì, sicuramente se sono qui adesso è grazie anche a quei momenti lì, vissuti da bambino. E a quel contesto».

DA POLI A TRIGORIA QUASI 3 ORE DI STRADA – «Fa parte delle cose che la gente non vede: finita la scuola i miei genitori mi venivano a prendere, pranzavo nel tragitto e poi dopo l’allenamento facevo i compiti. Dalle superiori ho iniziato la scuola a Trigoria e mi sono diplomato».

SE E’ VERO CHE MIO PADRE ERA INTERISTA, PRIMA DI DIVENTARE ROMANISTA GRAZIE A ME? – «Sì, a Poli c’erano tanti interisti e quando è arrivato in Italia lo è diventato anche lui».

LA MORTE DI MIO PADRE – «Non è facile, ma papà aveva costruito una famiglia forte e ci ha dato dei grandi valori. Mi sento anche di ringraziare Mourinho, perché mi ha aiutato tanto in quel periodo. E non parlo di calcio».

SE MI CAPITA MAI DI PARLARE CON MIO PADRE NELLA MIA TESTA? – «Praticamente ogni giorno. So comunque quanto è orgoglioso di me e ogni tanto penso: chissà se fosse qui… Però credo nel destino: se una cosa deve succedere, succede».

NONNA, MAMMA E SORELLA MAGGIORE DI DIECI ANNI: UNA MIA EVENTUALE FIDANZATA QUANTI ESAMI DEVE SUPERARE? – «Bella domanda, ma vale soprattutto per mia sorella: è lei che mi sta più dietro su queste cose…».

SENTO DI DOVER SUPERARE ALTRI ESAMI PER CRESCERE ANCORA? – «I margini di crescita ci sono anche a 30 o 40 anni e a questa Inter penso e spero di dare tanto. Di sicuro metterò tutto me stesso in ogni minuto che giocherò»

Mondale per Club, Ivan Zazzaroni: «Ha ragione Klopp, Infantino ha stravolto i calendari. Ma un vincitore c’è e ha fatto bene a puntare sul calcio nel periodo estivo»

Mondale per Club, Ivan Zazzaroni: «Ha ragione Klopp, Infantino ha stravolto i calendari. Ma un vincitore c’è e ha fatto bene a puntare sul calcio nel periodo estivo»

Il nuovo Mondiale per Club, con il suo formato allargato a 32 squadre, ha scatenato un’ondata di critiche da parte di figure di spicco del calcio mondiale. L’allenatore Jürgen Klopp si è distinto come una delle voci più forti, definendo il torneo «una follia assoluta» e «la peggior idea mai sperimentata nel calcio».

La sua principale preoccupazione, condivisa da altri tecnici e giocatori come Raphinha, riguarda il calendario insostenibile e il sovraccarico fisico e mentale imposto ai calciatori, con un conseguente aumento esponenziale del rischio di infortuni.

Le critiche non si limitano solo al benessere degli atleti, ma si estendono alla svalutazione dello spettacolo e alla mancanza di considerazione da parte della FIFA. Sul Corriere dello Sport, è intervenuto con un’editoriale il direttore Ivan Zazzaroni, fortemente critico sulla manifestazione, che ha individuato il vero vincitore di questo periodo: «Infantino, capace di modificare la geografia del calcio (l’Arabia partecipa alla Gold Cup riservata ai Paesi del Nord e Centro America) se n’è fottuto dei calendari, dei campionati, degli atleti, della loro salute. Riempirà di milioni le società più ricche dopo aver iscritto squadre che non avevano alcun titolo per esserci (l’Inter Miami perché gli serviva Messi), cambiato le regole e inventato norme ad hoc (estensione del mercato, le liste variabili, le ammonizioni onerose) e insomma dopo averne fatte di ogni: gli effetti del Trump’s tournament pagato dai sauditi Aramco e Pif si avvertiranno da ottobre.

Se c’è un vincitore, almeno in Italia, questi è Mediaset (ascolti superiori alle previsioni) che già in passato investì con successo sul Mondiale senza azzurri puntando sulla fame di calcio degli appassionati che in estate non si perdono nemmeno Milan-Cologno Monzese».

Calciomercato Milan, Tare torna su un vecchio pupillo. Valutazzione monstre, ma… Tutte le novità

Calciomercato Milan, Tare torna su un vecchio pupillo. Valutazzione monstre, ma… Tutte le novità

Il calciomercato del Milan è entrato nel vivo, con l’obiettivo prioritario di trovare il giusto centravanti che possa incarnare lo stile di Giroud, simbolo d’esperienza e carisma nell’attacco rossonero. La dirigenza, guidata da figure come Igli Tare, sta sondando il mercato europeo alla ricerca di un profilo completo: capace di garantire gol, presenza fisica e leadership.

Tra i nomi accostati al Milan in queste settimane figurano profili di alto livello come Dusan Vlahovic della Juventus e Darwin Núñez del Liverpool, oltre ai sogni difficili da realizzare come Viktor Gyökeres dello Sporting Lisbona. Restano vive anche le piste italiane, su tutte quella che porta a Mateo Retegui del Genoa, già protagonista in Serie A e in Nazionale.

L’ultimo nome a riaccendere l’interesse dei tifosi rossoneri è quello di Serhou Guirassy, attaccante classe 1996 oggi in forza al Borussia Dortmund. Già osservato speciale del Milan nel 2023, quando brillava con la maglia dello Stoccarda, Guirassy ha confermato le sue qualità anche in giallonero, attirando nuovamente l’attenzione del club di via Aldo Rossi.

Tuttavia, come riportato dal Corriere dello Sport, la pista si è improvvisamente raffreddata per motivi economici. Il Borussia Dortmund avrebbe infatti fissato una valutazione intorno ai 70 milioni di euro, cifra ritenuta fuori portata dal budget stanziato dal Milan per il nuovo centravanti.

Nonostante l’interesse tecnico per Guirassy – attaccante potente, efficace sotto porta e capace di giocare anche da esterno – la società rossonera prosegue nella sua strategia di sostenibilità finanziaria, valutando alternative più accessibili.

Il Milan continua quindi la ricerca del centravanti ideale per il progetto tecnico di Fonseca, consapevole che sul mercato non mancano opzioni valide, ma che ogni investimento deve essere coerente con la visione economica del club.

Calciomercato estero, Woltemade ha detto sì al Bayern Monaco. Si tratta con lo Stoccarda per chiudere l’operazione

Calciomercato estero, Woltemade ha detto sì al Bayern Monaco. Si tratta con lo Stoccarda per chiudere l’operazione

Il Bayern Monaco è pronto ad affondare il colpo per Nick Woltemade, attaccante classe 2002 dello Stoccarda. I bavaresi, secondo quanto riportato da Fabrizio Romano, hanno già raggiunto un’intesa personale con il giovane talento tedesco per un contratto quinquennale fino al 2030, dimostrando grande fiducia nel suo potenziale e nella sua crescita.

Il prossimo passo per il Bayern sarà ora trovare un accordo con lo Stoccarda, che detiene il cartellino di Woltemade fino al 30 giugno 2028. La trattativa si preannuncia tutt’altro che semplice: il club svevo considera l’attaccante incedibile, a meno di offerte irrinunciabili.

Stando a quanto trapela dalla stampa tedesca, lo Stoccarda avrebbe fissato una valutazione monstre da 100 milioni di euro, rendendo l’operazione particolarmente onerosa per il Bayern Monaco. Tuttavia, la volontà del giocatore potrebbe fare la differenza: Woltemade avrebbe già espresso il desiderio di trasferirsi a Monaco, attratto dalla possibilità di giocare in Champions League e crescere in un ambiente di altissimo livello.

Il giovane centravanti tedesco è reduce da una stagione straordinaria: 17 gol e 3 assist in 33 presenze ufficiali, numeri che lo hanno consacrato come uno dei migliori talenti emergenti della Bundesliga. La sua crescita costante lo ha messo nel mirino del CT Julian Nagelsmann, con l’obiettivo concreto di conquistare una convocazione per i Mondiali 2026.

Lo Stoccarda considera Woltemade un elemento chiave del proprio progetto tecnico e spera di trattenerlo almeno per un’altra stagione, ma la pressione del Bayern Monaco potrebbe accelerare la cessione. Le prossime settimane saranno decisive per capire se l’affare si concretizzerà o se il club bavarese dovrà virare su altri obiettivi.

Lazio, Zazzaroni si sbilancia: «Sarri sta per tentare un esperimento che ha pochissimi precedenti»

Lazio, Zazzaroni si sbilancia: «Sarri sta per tentare un esperimento che ha pochissimi precedenti»

Nel fondo pubblicato sul Corriere dello Sport, Ivan Zazzaroni, ha parlato della situazione della Lazio, a rischio blocco del calciomercato e il possibile addio che nelle scorse ore era maturato intorno alla figura di Maurizio Sarri, che ha poi invece confermato la permanenza.

LE PAROLE DEL GIORNALISTA – «Bella sfida, grossa sfida. Una sfida da Sarri e in fondo anche da Lazio. A 66 anni Maurizio sceglie di restare: in verità credo che non abbia mai pensato seriamente di abbandonare. Certo, quando ha saputo dopo un mese del blocco totale del mercato c’è rimasto malissimo: non ha gradito l’omissione presidenziale, si è sentito preso in giro, ma ha accettato le scuse e indossato le mutande di piombo (…).

Alla Lazio sta per tentare un esperimento che ha pochissimi precedenti: se non interverranno novità (al momento sono da escludere) Sarri allenerà un gruppo alla cui costruzione non ha partecipato, diventando così il garante unico dei tifosi. Punterà comunque a un obiettivo concreto, provando a salvare Lotito da nuove contestazioni e si farà Lazio in tutto e per tutto (…).

Senza coppe, né denari, chiedendo al presidente di non cedere i migliori (ci mancherebbe) Sarri si ispirerà a Kierkegaard per il quale «non è il cammino che è difficile, è la difficoltà che è il cammino».

Cristiano Ronaldo snobba il Mondiale per Club: «Ho ricevuto delle offerte, ma non aveva senso»

Cristiano Ronaldo snobba il Mondiale per Club: «Ho ricevuto delle offerte, ma non aveva senso»

Ai microfoni di Al Nassr TV, canale ufficiale dell’Al Nassr, squadra in cui milita attualmente, Cristiano Ronaldo ha parlato della sua possibilità di partecipare al Mondiale per Club, ma anhce della scelta fatta di rimanere in Arabia Saudita.

DICHIARAZIONI – «Ho ricevuto alcune offerte per giocare il Mondiale per Club, ma penso che non avesse senso, perché preferisco riposare bene, prepararmi bene, perché questa stagione sarà molto lunga, visto che è anche la stagione del Mondiale alla fine».

Nella stessa occasione, Cristiano Ronaldo ha ribadito anche la volontà di proseguire ancora un anno con il club per raggiungere la convocazione in nazionale e prendere parte ai Mondiali 2026.

Jorginho ci crede ancora: «Italia? Non rifiuterei mai una convocazione. Gattuso è un allenatore importante»

Jorginho crede ancora alla Nazionale. Le dichiarazioni del centrocampista ex Napoli in un’intervista a La Repubblica

In un intervista per La Repubblica Jorginho ha detto la sua sulla situazione del calcio italiano e in particolare della Nazionale, non negando un suo possibile ritorno.

DICHIARAZIONI – «Siamo sorpresi e dispiaciuti un po’ tutti, perché l’Italia deve stare nell’élite del calcio mondiale».

CHIAMATA GATTUSO – «No, ma fino a quando giocherò ad altri livelli, sarà sempre un onore rappresentare il paese che amo e che mi ha dato l’opportunità di vivere il mio sogno. Se il ct pensa che potrei essere utile non mi tirerò indietro: non rifiuterei mai una convocazione. Vincere il Mondiale col Flamengo potrebbe servirmi a convincerlo, è una buona vetrine».

PROBLEMI NAZIONALE – «Domanda difficile e risposta complessa. Facendo anche il confronto con l’Inghilterra, si vede però che i giovani non vengono mai fuori, quindi c’è una motivazione profonda che parte da lontano. Però poi vedi che l’Inter gioca due finali di Champions in tre anni e fai un po’ fatica a definire il calcio italiano in crisi».

GATTUSO ALLENATORE – «E’ un allenatore importante, di carattere, che può tirare fuori tante cose dai ragazzi, credo sia capace di ricavare il meglio. Ma poi alla fine sarà il risultato a contare. Secondo me si può ancora andare al Mondiale: le cose per l’Italia non sono mai state facili, abbiamo sempre dovuto sudare, sudare, sudare, è stata sempre una fatica. Però fa parte del gioco e bisogna crederci. Io ci credo».

Inter, Valentin Carboni racconta: «Io interista al 100%, ecco il ruolo che preferisco. Resto? Non so. L’infortunio mi ha cambiato, Chivu mi dice sempre…»

Inter, Valentin Carboni si racconta. Le dichirazioni del centrocampista intervistato da La Gazzetta dello Sport

Intervistato a La Gazzetta dello Sport Valentin Carboni ha parlato del suo momento di forma dopo il rientro dall’infortunio condito dal gol vittoria allo scadere contro gli Urawa Reds che ha di fatto permesso ai nerazzurri di superare il girone, alla vigilia di Inter Fluminense, gara valevole per gli ottavi di finale del Mondiale per Club.

COME VIVO QUESTO RITORNO DOPO 8 MESI COSI’ DURI? – «In realtà neanche me l’aspettavo. L’infortunio è stata una botta durissima, riuscire a trovare spazio e segnare va oltre i desideri che avevo prima della partenza. A me bastava solo tornare a essere un calciatore. Prima dell’operazione la carriera era andata così in fretta che, magari, avevo fatto un po’ di fatica a gestirla, ma ora so che tutto capita per una ragione nella vita. Anche se ho sofferto tanto, in questo intervento al crociato vedo quasi del buono. Mi ha aiutato a maturare e a migliorare dove serviva: sono diventato più completo come persona e come calciatore. Mi sento più forte muscolarmente e nella mentalità, più motivato di quanto fossi prima».

SE RIPENSO MAI AL MARSIGLIA? – «Non posso sapere come sarebbe andata senza l’infortunio. Di certo, era una grandissima opportunità per fare il salto, anche perché De Zerbi mi voleva particolarmente, ma è andata diversamente, ora riparto con entusiasmo da questo Mondiale bellissimo. Abbiamo pure giocato contro una grande d’Argentina, ma io sono interista al 100%».

IN CHE RUOLO MI TROVO PIÙ A MIO AGIO? – «In teoria, sono un trequartista, un enganche come si dice in Argentina. Ma è difficile oggi trovare squadre che giochino con uno dietro alle punte, per questo i giocatori come me si spostano spesso sulla mezzala. Forse in futuro mi vedo in questa posizione, magari con proiezione offensiva».

SE SENTO CHE E’ IL MOMENTO GIUSTO PER EMERGERE, ORA CHE STA CAMBIANDO LA POLITICA SUI GIOVANI ALL’INTER? – «È un buon momento, magari ci “vedono” di più rispetto a quanto capitava prima e poi adesso c’è Chivu, abituato a lavorare con i ragazzi e a lanciarli. Noi dobbiamo solo spingere al massimo per avere le nostre chance: se le meriteremo, arriveranno. Ma ricordandoci sempre che questa è l’Inter: con tanti campioni non è mai facile emergere e, a volte, è necessario farsi le ossa altrove per poi tornare».

SE PENSO CHE ANDRÒ DI NUOVO IN PRESTITO? – «Non so, è presto per parlarne, ora c’è il Mondiale e poi il ritiro della prossima stagione per stare in gruppo. Qualunque sarà la soluzione, so che l’Inter crede e ha sempre creduto in me, come Chivu».

PRIMO INCONTRO CON CHIVU – «Avevo 16 anni, era gennaio: mi ha chiamato in Primavera sotto età e subito mi ha fatto esordire. Mi ha dato fiducia dal primo istante, lo ringrazierò sempre. Ora che l’ho ritrovato, è cambiato, in meglio: con gli anni ha fatto più esperienza da tutti i punti di vista e ha un grande staff che lo aiuterà. A me chiede quello che chiedeva prima: vuole che giochi felice, che mi diverta e, magari, che vada più al tiro».

COSA MI DICE LAUTARO? – «È un capitano e un esempio, con le parole e con i fatti. Era felicissimo per il mio gol, lui c’era ad Appiano mentre facevo riabilitazione. Sa quello che ho passato e cosa significhi per me essere qua».

COSA SI PROVA A SENTIRE DIRE A MESSI “QUESTO RAGAZZO E’ DIVERSO DAGLI ALTRI”? – «È stato incredibile, ma in quel momento non me ne rendevo conto perché tutto andava veloce. Quando stai male, invece, ripensi alle cose belle: durante la riabilitazione, per tirarmi su, tornavo ad ascoltare quei complimenti. Ricordo quando mi chiamò prima della Coppa America. Un giorno vorrei indossare di nuovo la maglia della nazionale».

I TIFOSI INTERISTI SOGNANO UN ATTACCO CON ME E PIO ESPOSITO? – «Abbiamo la stessa età e un’amicizia lunga, stiamo bene fuori dal campo, ma dentro ci capiamo al volo: ci piace proprio giocare uno con l’altro. L’ho conosciuto nell’U16, siamo cresciuti insieme. Sono felice per tutto quello che gli sta succedendo, se lo merita».

IN UN 3 VS 3 CHI VINCONO, GLI ESPOSITO O I CARBONI? – «Noi, chiaro (ride, ndr). Mio fratello Franco lo conoscete, ma sta arrivando anche Cristiano: è nato a Catania, ha un sinistro simile al mio, adesso inizierà la U17. La cosa bella è che anche i nostri genitori e quelli di Pio si conoscono benissimo».

ESISTE DAVVERO LA RIVALITA’ FRA FRATELLI? – «L’ho chiesto a Pio: mi ha detto che competere con Seba è un po’ strano, ma bello. Anche noi Carboni cerchiamo di migliorarci insieme, se possibile senza litigare (ride, ndr)».

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