Pagina 814 – Calcio News 24

Amichevole Atalanta, ad agosto si vola in Germania per affrontare una big. Il comunicato

Amichevole Atalanta, ad agosto si vola in Germania per affrontare il Lipsia

Alla Red Bull Arena di Lipsia, l’Atalanta fa tappa per affrontare i padroni di casa del RB Lipisa, sabato 2 agosto, in un’amichevole dal sapore di Champions League.

L’annuncio arriva direttamente con un comunicato della Dea che sul proprio sito ufficiale ha reso noto anche i costi dei biglietti per assistere alla sfida, parte della preparazione estiva del club, alla prima stagione con Juric in panchina.

COMUNICATO – «Nel novero di amichevoli in fase di definizione per la preseason 2025/2026, l’Atalanta farà tappa in Germania, dove sabato 2 agosto sarà di scena alla Red Bull Arena di Lipsia (calcio d’inizio alle ore 15) per affrontare la locale formazione tedesca, che nell’ultima edizione della Bundesliga si è classificata al settimo posto. È stata inoltre semifinalista della Coppa di Germania, mentre nella UEFA Champions League 2024/2025 non è andata oltre la prima fase, meglio conosciuta come League Phase.

La vendita dei biglietti sarà attiva a partire da inizio luglio. Per il settore ospiti della Red Bull Arena l’RB Lipsia mette a disposizione 2500 tagliandi, di cui 549 con posti a sedere (€ 20) e 1951 in piedi (€ 15).

Nelle prossime settimane verranno fornite ulteriori e più dettagliate informazioni.»

Calciomercato Udinese, il Leeds ha l’accordo con Bijol! Accordo per un quadriennale, ma c’è distanza tra i club

Calciomercato Udinese, il Leeds ha l’accordo con Bijol! Accordo per un quadriennale, ma c’è distanza tra i club

Il Leeds United ha messo nel mirino Jaka Bijol, difensore centrale dell’Udinese, come primo obiettivo per rinforzare il reparto arretrato in vista della prossima stagione. Il club inglese ha già presentato una prima offerta ufficiale, che però è stata rifiutata dalla società friulana.

Il 25enne difensore sloveno, reduce da una buona stagione in Serie A, ha più volte espresso il desiderio di intraprendere una nuova avventura e sarebbe entusiasta dell’approdo in Inghilterra. Secondo quanto riportato da leedsunited.news, Bijol avrebbe già dato la sua parola al Leeds, confermando la volontà di trasferirsi durante la sessione estiva di calciomercato.

Le parti avrebbero già trovato un’intesa personale: per Jaka Bijol è pronto un contratto quadriennale fino al 2029, a conferma della fiducia riposta dal club inglese nel suo potenziale. Il difensore è considerato un profilo ideale per il progetto tecnico del Leeds, soprattutto in caso di promozione in Premier League.

Nonostante l’accordo con il giocatore, la trattativa con l’Udinese si presenta tutt’altro che semplice. La dirigenza bianconera, infatti, valuta Bijol una pedina importante e non ha intenzione di svenderlo. La distanza tra domanda e offerta rimane significativa, anche se il Leeds sembra intenzionato a tornare alla carica con una proposta migliorata.

Acquistato dall’Udinese nel 2022, Bijol ha collezionato numerose presenze da titolare, distinguendosi per fisicità, senso della posizione e leadership difensiva. Il suo profilo è seguito anche da altri club europei, ma il Leeds sembra essere in netto vantaggio grazie alla volontà espressa dal giocatore.

Il futuro di Jaka Bijol resta dunque al centro delle dinamiche di mercato. Riuscirà il Leeds a convincere l’Udinese a cedere il suo difensore chiave?

Bundesliga: il trono dei bomber tra conferme, sorprese e rivoluzioni. Kane vince ancora, ma non è lui il vero protagonista dell’anno…

Bundesliga: il trono dei bomber tra conferme, sorprese e rivoluzioni. Kane vince ancora, ma non è lui il vero protagonista dell’anno…

La lotta per il titolo di capocannoniere della Bundesliga, il prestigioso Torjägerkanone, è da sempre uno degli spettacoli più avvincenti del calcio tedesco. Confrontando la classifica finale della stagione 2023-24 con quella del 2024-25, emerge un panorama radicalmente trasformato.

Se alcuni nomi familiari continuano a dominare, molti protagonisti della passata stagione sono scomparsi dai radar, sostituiti da volti nuovi e da giocatori che hanno compiuto un incredibile salto di qualità.

Un’analisi approfondita rivela tendenze, trasferimenti azzeccati e un ricambio generazionale che rende il campionato tedesco imprevedibile e affascinante.

Chi è migliorato: L’ascesa dei nuovi protagonisti

La palma del giocatore maggiormente migliorato spetta senza dubbio a Patrik Schick. L’attaccante del Bayer Leverkusen, assente dalla top 10 nella stagione precedente, è esploso nel 2024-25 con 21 gol, trascinando la sua squadra e candidandosi seriamente al titolo di capocannoniere. La sua rinascita è emblematica della continuità del progetto tecnico del Leverkusen. Un altro nome che spicca è quello di Jonathan Burkardt del Magonza. Passare da un ruolo secondario a segnare 18 gol in Bundesliga è un’impresa straordinaria, che testimonia una maturazione tecnica e mentale impressionante. Anche Tim Kleindienst, dopo il trasferimento al Borussia Mönchengladbach, ha dimostrato di poter mantenere un’alta media realizzativa (16 gol) anche in un club con maggiori pressioni, confermandosi come un centravanti affidabile e letale. Questi giocatori non si sono limitati a migliorare le proprie statistiche; hanno ridefinito le gerarchie offensive del campionato.

Chi è peggiorato: calo fisiologico o cambio di rotta?

Il nome più illustre in questa categoria è, paradossalmente, Harry Kane. Sebbene 26 gol rappresentino un bottino da fuoriclasse, segnano un calo netto rispetto alle 36 reti della sua stagione d’esordio. Questo “peggioramento” statistico potrebbe essere legato a dinamiche di squadra diverse nel Bayern Monaco o a un semplice assestamento dopo un’annata da record. Tuttavia, il dato più eclatante è la scomparsa totale di quasi metà della top 10 del 2023-24. Giocatori come Loïs Openda (24 gol l’anno prima), Deniz Undav (18), Maximilian Beier (16), Andrej Kramarić (15), Victor Boniface (14) e Donyell Malen (13) non figurano più nelle posizioni di vertice.

Le novità: volti nuovi e trasferimenti vincenti

Il calciomercato interno alla Bundesliga ha rimescolato le carte in modo decisivo. Serhou Guirassy, dopo una stagione fenomenale allo Stoccarda (28 gol), si è trasferito al Borussia Dortmund e ha continuato a segnare a raffica (21 gol), dimostrando di essere un bomber di caratura internazionale. Il suo ex club, lo Stoccarda, non è rimasto a guardare: ha perso Guirassy ma ha trovato in Ermedin Demirović (prelevato dall’Augusta) e nel giovane Nick Woltemade una nuova e prolifica coppia d’attacco, capace di segnare 27 gol in due. L’Eintracht Francoforte ha fatto un doppio colpo, portando in alto sia Omar Marmoush che il nuovo acquisto Hugo Ekitike, entrambi a quota 15 gol. La vera sorpresa di mercato è però Michael Olise: il suo impatto al Bayern Monaco è stato immediato, con 12 gol che lo inseriscono subito tra i migliori, affiancando un sempre più decisivo Jamal Musiala.

Oltre i numeri: cosa ci dicono le statistiche (e non solo)

Un’analisi più attenta, che va oltre il semplice conteggio dei gol, rivela dettagli interessanti. Nella stagione 2024-25, ben 9 dei 26 gol di Harry Kane sono arrivati su calcio di rigore, una percentuale (35%) molto più alta rispetto alla stagione precedente (8 su 36, ovvero il 22%). Questo potrebbe indicare una maggiore dipendenza del Bayern dagli undici metri. Al contrario, la performance di Patrik Schick è ancora più impressionante se si considera che i suoi 21 gol sono stati tutti segnati su azione, senza alcun rigore. Questo dato lo qualifica come il finalizzatore “puro” più letale del campionato. Anche l’exploit di Guirassy al Dortmund è notevole perché avvenuto cambiando sistema di gioco, confermando la sua eccezionale capacità di adattamento.

UFFICIALE – Empoli, svelato il nuovo allenatore! Guido Pagliuca firma fino al 2027 con i toscani. Sarà il post D’Aversa

Empoli, svelato il nuovo allenatore! Guido Pagliuca firma fino al 2027 con i toscani. Sarà il post D’Aversa

Con la retrocessione in Serie B arrivata nell’ultima giornata della passata stagione, e l’addio alla guida della Prima squadra di D’Aversa, l’Empoli ha avviato la ricerca per il nuovo allenatore che avrebbe avuto il compito di riportare in massima serie i toscani.

Oggi è arrivato l’annuncio da parte della formazione azzurra: sarù Guido Pagliuca, ex allenatore della Juve Stabia, che guiderà l’Empoli nel campionato di Serie B 2025-2026.

COMUNICATO – «Empoli Football Club comunica che Guido Pagliuca è il nuovo allenatore della Prima Squadra.

Il tecnico ha firmato un contratto fino al 30 giugno 2027

Nato a Cecina il 17 febbraio 1976, Guido Pagliuca inizia il suo percorso in panchina nei settori giovanili di Rosignano Sei Rose e Cecina, club che nel 2007 gli affida la guida della prima squadra in Serie D. Tre anni dopo approda al Borgo a Buggiano, con cui ottiene subito la promozione tra i professionisti. In seguito guida il Gavorrano in Lega Pro, poi il Bogliasco, prima di arrivare alla Lucchese nella stagione 2013/14: anche in questo caso centra la promozione, vincendo il campionato di Serie D. Dopo le esperienze sulle panchine di Imolese, Real Forte Querceta e Ghivizzano, nell’ottobre 2019 diventa vice allenatore della Cremonese in Serie B. Il suo percorso prosegue alla guida della Pianese in Serie D, e successivamente di Lucchese e Siena in Serie C. Nell’estate del 2023 firma con la Juve Stabia, con cui conquista la promozione in Serie B. Con i campani ha chiuso lo scorso campionato al quinto posto, centrando i play-off».

Nico Williams è molto più dei gol, molto più degli assist. Come decodificare il genio dello spagnolo

Nico Williams è molto più dei gol, molto più degli assist. Come decodificare il genio dello spagnolo

Giudicare Nico Williams basandosi esclusivamente su gol e assist è come leggere solo il titolo di un libro e pretendere di conoscerne la trama. Il suo valore non risiede nel prodotto finale, ma nel processo caotico e inarrestabile che lo precede.

Con la sua velocità esplosiva e un’abilità quasi impareggiabile nell’uno contro uno, Williams è un catalizzatore di gioco. La sua funzione principale non è segnare, ma deformare la struttura difensiva avversaria.

É una parte dell’analisi proposta da Scouted, che prosegue approfondendo il concetto. Quando riceve palla, attira costantemente il raddoppio di marcatura. Questo “effetto gravità” è un contributo invisibile alle statistiche, ma fondamentale per la squadra: crea spazi enormi che i compagni possono attaccare.

Il gol descritto contro l’Inghilterra è l’emblema del suo stile: la sua corsa non è solo un movimento verso la porta, ma un’azione che apre il campo e genera l’occasione stessa. Per ogni suo tiro, ci sono tre o quattro dribbling che hanno mandato in tilt la difesa, costringendo gli avversari a rompere le linee e a perdere le posizioni.

Inoltre, i dati avanzati raccontano una storia diversa. Metriche come gli Expected Assists (xA) dimostrano che la qualità dei suoi passaggi crea occasioni da gol con una frequenza molto più alta di quanto i suoi assist reali suggeriscano, indicando una scarsa finalizzazione da parte dei compagni. È un leader europeo per dribbling riusciti e per progressione palla al piede.

Il club che deciderà di pagare la sua clausola non acquisterà i suoi 10 contributi diretti ai gol della scorsa stagione. Acquisterà un’arma tattica, un generatore costante di superiorità numerica e la paura che infonde nei difensori. Si paga per il pericolo, per la minaccia costante. E in un calcio dove lo spazio è il bene più prezioso, chi lo crea vale oro.

Calciomercato Sassuolo, i neroverdi nella corsa per Goglichidze. Su di lui anche tre big, sfida alla concorrenza!

Calciomercato Sassuolo, i neroverdi nella corsa per Goglichidze. Su di lui anche tre big, sfida alla concorrenza!

Il nome di Saba Goglichidze è sempre più al centro delle trattative di calciomercato estivo. Il giovane difensore georgiano classe 2004, in uscita dall’Empoli dopo la retrocessione in Serie B, sta attirando l’attenzione di diversi club di Serie A. Il suo valore di mercato è attualmente stimato tra i 7 e gli 8 milioni di euro.

Tra le squadre italiane interessate a Goglichidze ci sono Roma, Fiorentina, Lazio e Parma, che nei giorni scorsi hanno chiesto informazioni sul giocatore senza però avanzare offerte ufficiali. Tuttavia, l’elenco delle pretendenti sembra destinato ad allungarsi ulteriormente.

Secondo quanto riportato da Il Resto del Carlino, anche il Sassuolo sarebbe fortemente interessato al difensore, e starebbe valutando l’ipotesi di un contratto triennale fino a giugno 2028 per assicurarsene le prestazioni. Una mossa che potrebbe permettere al club neroverde di superare la concorrenza e chiudere l’operazione in tempi brevi.

Durante la stagione appena conclusa, Saba Goglichidze ha collezionato 36 presenze, di cui 33 in Serie A, confermandosi come uno dei giovani più promettenti del campionato. A gennaio era stato vicino alla Roma, ma i giallorossi alla fine hanno preferito puntare su Victor Nelsson del Galatasaray. Curiosamente, anche lo stesso club turco aveva tentato di prendere Goglichidze in prestito a febbraio, dopo la chiusura della finestra di mercato.

Arrivato a Empoli a parametro zero nel gennaio 2024, dopo la scadenza del contratto con il Torpedo Kutaisi, Goglichidze rappresenta una sicura plusvalenza per il club toscano. Ora il suo futuro sembra essere sempre più lontano dalla Toscana, ma ancora tutto è aperto.

Italia, Buffon contrario a Mancini. Il retroscena che ha portato Gattuso sulla panchina della Nazionale

Italia, Buffon contrario a Mancini. Il retroscena che ha portato Gattuso sulla panchina della Nazionale

È ufficiale: Gennaro Gattuso è il nuovo commissario tecnico dell’Italia. L’annuncio è arrivato nella giornata di ieri da parte della FIGC, che ha confermato l’ex allenatore di Napoli e Milan come guida della Nazionale maggiore. La presentazione ufficiale del nuovo selezionatore azzurro è in programma giovedì prossimo a Roma, in una conferenza stampa che darà ufficialmente il via al nuovo corso tecnico.

Ma dietro la nomina di Gattuso si cela un retroscena che ha fatto molto discutere. Secondo quanto riportato da Il Giornale, tra i nomi valutati dalla Federazione c’era anche quello di Roberto Mancini, in un possibile clamoroso ritorno sulla panchina azzurra dopo l’addio nel 2023. Tuttavia, questa ipotesi non avrebbe trovato il favore di tutti.

In particolare, a opporsi con fermezza al ritorno di Mancini sarebbe stato Gigi Buffon, attuale capo delegazione della Nazionale. L’ex portiere, stando alle ricostruzioni giornalistiche, avrebbe addirittura posto un vero e proprio veto su Mancini, minacciando di dimettersi dal proprio incarico qualora l’ex tecnico campione d’Europa fosse stato richiamato.

La posizione netta di Buffon avrebbe così influenzato la scelta della FIGC, che ha deciso di puntare su una figura diversa ma comunque molto legata agli Azzurri: Gattuso, campione del mondo nel 2006 e simbolo di grinta e determinazione. Il suo arrivo rappresenta un cambio di rotta, anche in termini di approccio e personalità.

Il nuovo commissario tecnico dell’Italia avrà ora il compito di rilanciare la Nazionale, riportarla tra le grandi d’Europa e preparare al meglio il percorso verso i prossimi impegni internazionali, a partire dalla qualificazione ai Mondiali 2026.

Nei prossimi giorni, occhi puntati su Roma per la prima uscita pubblica di Gattuso CT Italia e le sue prime dichiarazioni ufficiali.

Serie B, UFFICIALE: sarà Sottil il nuovo allenatore del Modena! Firmato un biennale – La nota

Modena, UFFICIALE: sarà Sottil il nuovo allenatore! Firmato un biennale – La nota

Lo ha annunciato con una nota ufficiale il club. Andrea Sottil è il nuovo allenatore del Modena!

L’ex allenatore dell’Udinese sostituirà Paolo Mandelli, tornato ad allenare la Primavera, a partire dalla prossima stagione.

COMUNICATO – «Il Modena FC comunica di aver affidato la guida tecnica della Prima Squadra ad Andrea Sottil, che ha firmato un contratto biennale con il club gialloblù: è il 106° allenatore della storia del club.

Classe 1974, originario di Venaria Reale, Andrea Sottil vanta un’importante carriera nel calcio italiano, prima da difensore centrale e poi da allenatore. Cresciuto calcisticamente nel Torino, ha vestito in Serie A e B le maglie di Fiorentina, Atalanta, Udinese, Reggina, Genoa, Catania e Rimini, totalizzando oltre 400 presenze da professionista.

Appesi gli scarpini al chiodo, nel 2011 Sottil ha intrapreso un percorso da tecnico in continua crescita, togliendosi diverse soddisfazioni. Nel 2015/16 ha guidato il Siracusa alla vittoria del campionato di Serie D. Nella stagione successiva, sempre con il club siciliano, ha centrato uno storico 4° posto al debutto tra i professionisti, qualificandosi ai playoff per la Serie B.

Nel 2017/18 ha condotto il Livorno alla promozione in Serie B, vincendo il Girone A della Serie C. Un altro traguardo importante è arrivato nel 2020/21, quando è subentrato il 23 dicembre alla guida dell’Ascoli ultimo con 6 punti in classifica, portando la squadra alla salvezza diretta grazie ad uno strepitoso girone di ritorno. Nella stagione successiva chiude al 6° posto, guadagnandosi l’accesso ai playoff con i bianconeri marchigiani.

Infine, nel 2022/23 ha esordito in Serie A alla guida dell’Udinese, con cui è stato protagonista di uno straordinario avvio di stagione: sei vittorie consecutive, comprese quelle contro Inter e Roma, e un campionato chiuso con una salvezza tranquilla e la valorizzazione di numerosi giocatori. Nell’ultima stagione ha preso il posto di Andrea Pirlo sulla panchina della Sampdoria, guidando fino a dicembre i blucerchiati.

Ad Andrea Sottil il più sincero in bocca al lupo dal presidente Carlo Rivetti e da tutta lo società: benvenuto in gialloblù!

La composizione dello staff tecnico sarà comunicata nelle prossime settimane, così come sarà prevista, nello stesso periodo, la presentazione ufficiale del nuovo allenatore alla stampa».

Los Angeles FC al Mondiale per Club da ripescata. Il sogno di Palencia: «Questi soldi non si guadagnano neanche vincendo 8 campionati»

Los Angeles FC al Mondiale per Club da ripescata. Il sogno di Palencia: «Questi soldi non si guadagnano neanche vincendo 8 campionati»

Sergi Palencia, terzino spagnolo del LAFC, si prepara ad affrontare una sfida storica: questa sera, la sua squadra debutterà contro il Chelsea nel primo turno del nuovo Mondiale per Club FIFA. Una partita che segna un momento importante non solo per la carriera del giocatore, ma per tutto il calcio statunitense.

In un’intervista a MARCA, Palencia ha commentato non solo l’aspetto sportivo del torneo, ma anche quello economico, sottolineando come negli Stati Uniti lo sport sia vissuto in maniera profondamente diversa rispetto all’Europa:

PAROLE – «Sapete già com’è lo sport negli Stati Uniti. Qui lo sport è un business e uno spettacolo. Ci sono molti soldi in gioco. Basta guardare i contratti NBA o di football americano per rimanere a bocca aperta. Qui i club sono spesso visti più come aziende. In Spagna, l’approccio è più emotivo o culturale. Non si possono vincere i soldi del Mondiale per Club nemmeno vincendo la CONCACAF Champions League o otto campionati consecutivi».

Secondo il difensore, le entrate economiche del Mondiale per Club sono talmente elevate da superare perfino i premi di vittorie come la CONCACAF Champions League o otto campionati nazionali consecutivi.

Dal punto di vista sportivo, Palencia ha sottolineato quanto sia incredibile che il LAFC, nato solo otto anni fa, possa oggi competere con giganti del calcio mondiale:

ANCORA – «Sarà un torneo davvero speciale, soprattutto per come sono andate le cose. Con quella sanzione contro il Club León, abbiamo improvvisamente sentito parlare della possibilità di partecipare al Mondiale per Club. All’inizio, pensavamo di essere destinati direttamente al torneo perché eravamo secondi in Champions League CONCACAF, e ci siamo detti: “Abbiamo vinto alla lotteria!”. Ma poi è stata organizzata questa partita contro il Club América, che è stata spettacolare. Quest’opportunità è caduta dal cielo.

Questo club è stato fondato solo otto anni fa, quindi avere l’opportunità di competere a questo livello, contro i migliori al mondo, è enorme. È un’opportunità per il nome del club di iniziare a farsi conoscere a livello internazionale, di aumentare il suo valore e di attirare l’attenzione. Sappiamo che ci sono differenze e vogliamo davvero vederne la portata»

Il giocatore ha concluso esprimendo orgoglio e ambizione, affermando che partecipare alla FIFA Club World Cup è una chance unica per far conoscere il nome del LAFC a livello globale e misurarsi contro le realtà più affermate del calcio mondiale.

Calciomercato Como, si cerca in Spagna. Dal Real Betis occhi puntati su Abde e Ricardo Rodriguez!

Calciomercato Como, si cerca in Spagna. Dal Real Betis occhi puntati su Abde e Ricardo Rodriguez!

Il calciomercato del Como è in pieno fermento. Dopo aver ufficializzato l’arrivo di Martin Baturina dalla Dinamo Zagabria per 25 milioni di euro, già diventato uno dei colpi più importanti dell’estate, il club guidato da Cesc Fabregas continua a sondare il mercato per rinforzare ulteriormente la rosa.

Tra i nomi sul taccuino dei dirigenti spicca quello di Abde Ezzalzouli, esterno offensivo marocchino attualmente al Real Betis. Ma non è il solo giocatore del club spagnolo finito nel mirino lariano. Secondo quanto riportato da Il Giorno, il Como starebbe valutando anche Ricardo Rodriguez, esperto difensore svizzero classe 1992.

Per Rodriguez, nato a Zurigo ma con origini cilene, si tratterebbe della terza esperienza in Serie A. In Italia ha già vestito le maglie del Milan (dal 2017 al 2020) e del Torino, dove ha giocato fino all’estate 2024. Il suo profilo garantirebbe solidità e leadership a un reparto difensivo che punta a competere ad alti livelli.

Sempre in entrata, il Como tiene d’occhio il mercato offensivo. Un altro nome accostato ai lariani è quello di Roberto Piccoli, attaccante classe 2001, attualmente in prestito al Cagliari ma di proprietà dell’Atalanta. Il club sardo sarebbe pronto a riscattarlo per 12 milioni di euro, ma secondo il quotidiano ci sarebbe anche l’interesse concreto del Como, insieme ad altre squadre italiane.

Il calciomercato Como si conferma dunque molto attivo e ambizioso. Dopo la promozione in Serie A, la società vuole costruire una squadra competitiva puntando su giocatori d’esperienza internazionale come Rodriguez, giovani talentuosi come Baturina e profili di prospettiva come Ezzalzouli e Piccoli.

Restano attesi nuovi sviluppi nei prossimi giorni, con la sensazione che il Como non abbia ancora finito di sorprendere.

Roma, pre-campionato internazionale per i giallorossi! Quattro amichevoli tra Germania, Francia e Inghilterra. Queste le avversarie

Roma, pre-campionato internazionale per i giallorossi! Quattro amichevoli tra Germania, Francia e Inghilterra

La Roma affronterà un calendario estivo ricco di impegni, con sfide internazionali che serviranno a testare il livello della squadra in vista della nuova stagione di Serie A. Di seguito le amichevoli già ufficializzate:

  • 26 luglio, ore 18:00 – Kaiserslautern vs Roma, al Fritz-Walter Stadion di Kaiserslautern (Germania)
  • 2 agosto, ore 18:00 – Lens vs Roma, al Bollaert Stadium di Lens (Francia)
  • 6 agosto, ore 19:30 – Aston Villa vs Roma, al Poundland Bescot Stadium di Walsall (Inghilterra)
  • 9 agosto, ore 15:00 – Everton vs Roma, all’Hill Dickison Stadium di Liverpool (Inghilterra)

Roma che avvierà a Trigoria il suo ritiro il 13 luglio, per poi stabilirsi dal 2 all’8 agosto, la Roma svolgerà un ritiro in Inghilterra presso il prestigioso St. George’s Park di Burton upon Trent, centro tecnico della nazionale inglese, ideale per prepararsi al meglio.

Il club ha annunciato che il programma della pre-stagione Roma potrebbe subire aggiornamenti, con ulteriori amichevoli da definire. Intanto, i tifosi possono già segnare sul calendario le prime tappe del nuovo corso targato Gasperini Roma.

Rovella Lazio, possibile separazione? L’Inter propone un incredibile scambio con Frattesi! Le ultime

Rovella Lazio, possibile separazione? L’Inter propone un incredibile scambio con Frattesi! Le ultime

Il calciomercato della Lazio entra nel vivo, e tra le operazioni più discusse in queste ore c’è una possibile trattativa con l’Inter che potrebbe portare a uno scambio di centrocampisti di alto livello. Al centro dell’attenzione ci sono Nicolò Rovella e Davide Frattesi, due talenti del calcio italiano che potrebbero presto scambiarsi la maglia.

Secondo quanto riportato da Il Messaggero, la Lazio starebbe valutando seriamente l’ipotesi di cedere Rovella all’Inter in cambio proprio di Frattesi. L’idea, partita da Milano, sembra non dispiacere alla dirigenza biancoceleste, che sarebbe pronta a riflettere su questo affare per rinforzare il centrocampo in vista della stagione 2025/26.

Rovella, arrivato alla Lazio con grandi aspettative, ha vissuto una stagione di alti e bassi. Nonostante le sue qualità tecniche e tattiche siano indiscutibili, la sua continuità di rendimento ha lasciato qualche dubbio. Dall’altra parte, Frattesi è considerato un profilo dinamico e più incline al gioco offensivo, caratteristiche che potrebbero adattarsi meglio alle esigenze tattiche di Sarri.

Lo scambio Rovella Frattesi rappresenterebbe un’operazione di alto profilo, sia dal punto di vista tecnico che economico. Entrambe le società potrebbero trarre beneficio da questa trattativa, puntando su giocatori giovani, italiani e con ampi margini di crescita.

I prossimi giorni saranno decisivi per capire se questa suggestione diventerà realtà o resterà solo una delle tante voci di calciomercato. La Lazio, intanto, resta vigile e aperta a nuove opportunità per costruire una rosa competitiva per la prossima Serie A.

Juve, pronti 150 milioni per il mercato? Tutto dipende dalle cessioni

Juve, pronta un’estate importante sul mercato: con le cessioni il budget può arrivare a milioni: ecco chi può partire

La Juve si prepara a un’estate caldissima con l’obiettivo dichiarato di tornare a competere per i trofei. La dirigenza guidata da Damien Comolli, come riportato dal Corriere dello Sport, punta a costruire una rosa ambiziosa per Igor Tudor, partendo da un budget iniziale di 50-60 milioni, che potrebbe salire fino a 150 grazie alle cessioni e agli eventuali introiti del Mondiale per Club. In uscita ci sono diversi nomi pesanti: Douglas Luiz e Vlahovic sono in cima alla lista, con quest’ultimo destinato alla cessione a un anno dalla scadenza del contratto. Anche Kostic, Milik, Perin e Mbangula potrebbero lasciare Torino, mentre Rugani sembra l’unico con buone possibilità di restare, data la sua esperienza e il possibile ruolo da guida per i più giovani. Attenzione anche a Kelly, per cui la Juve attende un’offerta soddisfacente.

Parallelamente, la società lavora per blindare Kenan Yildiz, considerato il volto del futuro bianconero: il giovane attaccante vuole restare e i dialoghi per il rinnovo sono in corso. Più complicate, invece, le trattative con Gatti, con cui c’è distanza economica, e McKennie, ritenuto comunque prezioso per la sua duttilità. Sul mercato in entrata, la Juventus punta con decisione su un centrocampista e un attaccante: Frattesi, Ederson e Tonali sono i profili valutati per la mediana, mentre in avanti si spera di trattenere Kolo Muani in prestito dal PSG. Se Vlahovic dovesse partire, il sogno resta Victor Osimhen, anche se la clausola rescissoria vale solo per l’estero e servirebbe trattare direttamente col Napoli. La Juventus vuole costruire un mix di giovani talenti e certezze esperte per riportarsi stabilmente ai vertici.

Fiorentina Dzeko, accordo raggiunto: i numeri del suo biennio nel Fenerbahce confermano che è ancora al top

Fiorentina, accordo raggiunto con Edin Dzeko: tanti gol ed esperienza a disposizione di Pioli: i dettagli del contratto

La Fiorentina riporta in Serie A Edin Dzeko: secondo Tuttosport l’attaccante bosniaco, reduce da due ottime stagioni al Fenerbahce, ha trovato l’accordo con il club viola su un contratto annuale con opzione per il secondo, legata al numero di presenze, e un ingaggio tra 1,5 e 2 milioni netti più bonus. Dopo il tentativo del Bologna, è stato decisivo l’intervento del ds Pradè per chiudere l’operazione. A 39 anni, Dzeko accetta il ruolo di vice Kean e si mette a disposizione di Stefano Pioli, pronto a iniziare il suo secondo ciclo a Firenze. Con 46 reti e 18 assist in 99 presenze col Fenerbahce, Dzeko ha mantenuto standard elevati, disputando 53 partite solo nell’ultima stagione e chiudendo come secondo miglior marcatore della Super Lig per partecipazione a gol, dietro solo a Tadic.

Il ritorno in Italia chiude un cerchio iniziato nel 2015 con la Roma, dove ha segnato 85 gol in 199 presenze di Serie A (119 in totale con i giallorossi), laureandosi capocannoniere nel 2016/17. All’Inter, dal 2021, ha aggiunto 20 reti in 68 apparizioni. Con 105 gol in 267 partite complessive, Dzeko è uno degli attaccanti stranieri più prolifici nella storia del campionato. In Nazionale, è il miglior marcatore di sempre della Bosnia con 68 gol in 141 presenze, l’ultimo dei quali segnato contro San Marino nelle qualificazioni ai Mondiali 2026. Oltre al peso realizzativo, la Fiorentina punta sulla sua esperienza e leadership per arricchire lo spogliatoio, offrendo una risorsa preziosa anche in ottica europea.

Gattuso in Nazionale, Condò: «Non è il migliore, ma è migliore di come lo si racconta»

Le parole di Paolo Condò sulla scelta della federazione di affidare la panchina della Nazionale Italiana a Gennaro Gattuso

Nel suo editoriale per il Corriere della Sera, Paolo Condò ha commentato con tono critico ma non liquidatorio la nomina di Gennaro Gattuso a commissario tecnico della Nazionale italiana. Il giornalista ha sottolineato come l’assenza di entusiasmo unanime rappresenti quasi un segnale positivo rispetto a precedenti scelte frettolose, pur ribadendo che esistevano alternative più forti se si fosse pianificato con maggiore anticipo. Condò non nega alcune qualità di Gattuso, ma si interroga sulla reale solidità del progetto costruito intorno alla sua figura, e sul valore simbolico – e tecnico – di un ritorno in blocco della generazione 2006. Di seguito le sue parole.

SCELTA DI GATTUSO – «È già una buona cosa che la nomina di Rino Gattuso non venga salutata da un coro entusiastico, com’era successo con Spalletti per la fresca impresa col Napoli e l’ansia di maledire Mancini, ma sia discussa e anche criticata: se l’unanimismo ci ha portati sull’orlo di un nuovo baratro, ben vengano i dubbi».

CHE ALLENATORE É – «Gattuso è un allenatore migliore di come lo descrive l’ormai soffocante retorica del ringhio e della maglia sudata, ma non è il meglio che c’era su piazza un mese fa, quando Gravina si sarebbe dovuto porre il problema di cosa fare in caso di flop in Norvegia».

ALTERNATIVA – «Lasciando stare Ancelotti, Gravina avrebbe potuto bloccare Allegri, la cui qualità di lettura delle partite – preziosissima in Nazionale – non teme rivali. Viceversa ciò che in azzurro è possibile fare fino a un certo punto, costruire un progetto di gioco, è un aspetto del mestiere che non lo ha mai entusiasmato. Sarebbe stata una scelta win-win».

RANIERI – «La stessa idea di Ranieri per avere chance di riuscita andava preparata per tempo. Ma è andata così, e oggi Gattuso è il nuovo ct, par di capire il frontman di un gruppo di lavoro imperniato sui campioni del 2006, che in tanti si divertono a irridere per le disavventure vissute in panchina».

Fiorentina, per il vice Kean si cerca un profilo esperto: Dzeko e Immobile i favoriti, ma se parte l’attaccante…

Fiorentina, per il vice Kean si cerca un profilo di esperienza: Dzeko e Immobile i favoriti, ma i piani possono cambiare in caso di partenza di Moise

La Fiorentina sta valutando diverse opzioni per il ruolo di vice Kean, qualora il centravanti piemontese dovesse restare. I nomi principali sul taccuino di Pradè sono due veterani d’esperienza internazionale: Ciro Immobile ed Edin Dzeko. Il primo, classe 1990, ha appena concluso una stagione positiva al Besiktas con 19 gol in 41 presenze, ma ha ancora un anno di contratto a 6 milioni di euro netti. I viola gli avrebbero offerto un biennale per riportarlo in Serie A, un’opportunità gradita all’ex laziale, anche se resta da superare la concorrenza del Milan, che con Allegri potrebbe accelerare l’operazione. Dzeko, invece, è attualmente svincolato dopo l’esperienza al Fenerbahce: anche lui spinge per un accordo biennale, ma la Fiorentina vorrebbe cautelarsi offrendo un contratto annuale con opzione. In alternativa, restano in lizza due profili più giovani ma meno convincenti: il greco Fotis Ioannidis, per cui il Panathinaikos chiede molto, e Cristian Shpendi del Cesena.

Tuttavia, il nodo principale potrebbe essere proprio la permanenza di Moise Kean. L’attaccante ha una clausola rescissoria da 52 milioni di euro attiva dall’1 al 15 luglio e secondo quanto riportato dal Corriere dello Sport, l’Al-Qadsiah – club della Saudi Pro League – starebbe valutando seriamente il pagamento della clausola per portarlo in Arabia Saudita. I primi contatti tra la dirigenza saudita e l’entourage del giocatore sono già stati avviati, segno di un’operazione che potrebbe entrare nel vivo nelle prossime settimane. Se Kean dovesse partire, la Fiorentina si troverebbe costretta a rivoluzionare il proprio attacco, accelerando su almeno uno tra Immobile e Dzeko o virando su nomi più giovani, ma di prospettiva immediata.

Mondiale per Club, anche Luis Enrique e Vitinha si lamentano del caldo: «Orario improponibile, così è dura»

Mondiale per Club, nonostante la vittoria contro l’Atletico Madrid il PSG si lamenta dell’orario: «Fa troppo caldo per giocare nel pomeriggio»

Il debutto stellare del Paris Saint-Germain nel Mondiale per Club, con un netto 4-0 sull’Atletico Madrid, è stato oscurato dalle polemiche sul clima estremo in cui si è giocata la partita. La gara, disputata a mezzogiorno a Pasadena, si è svolta sotto un sole implacabile, con temperature vicine ai 40°C e un’umidità al 60%, condizioni considerate proibitive per il calcio d’élite. La decisione della FIFA di programmare i match a orari favorevoli al pubblico europeo – replicando la fascia serale della Champions League – ha scatenato critiche da parte di allenatori e giocatori, preoccupati per la salute e la prestazione in campo. Luis Enrique e Vitinha hanno sottolineato quanto il caldo abbia inciso sul rendimento, mettendo in discussione la qualità stessa dello spettacolo.

Nonostante la larga vittoria, l’allenatore del PSG ha rimarcato che è praticamente impossibile mantenere ritmi elevati in simili condizioni ambientali. Anche l’Atletico Madrid ha mostrato segni di sofferenza fisica, e Marcos Llorente ha ribadito il disagio vissuto in campo. Il calendario non aiuta: Real Madrid e Al Hilal giocheranno a Miami alle 15:00 locali, con condizioni simili a quelle di Pasadena. Vinicius Jr. ha già lanciato l’allarme, mentre il PSG tornerà in campo contro il Botafogo sempre a Pasadena, ma in prima serata. L’Atletico invece si sposterà a Seattle, dove il clima sarà decisamente più favorevole, con massime attese intorno ai 19°C. Le lamentele sollevano interrogativi sulla gestione del torneo e sull’opportunità di dare priorità ai diritti televisivi rispetto alla sicurezza dei protagonisti in campo.

LUIS ENRIQUE – «La partita è stata chiaramente influenzata dalla temperatura. L’orario è ottimo per chi guarda in Europa, ma le squadre stanno soffrendo. È impossibile giocare a ritmi alti per 90 minuti».

VITINHA – «Certo che è difficile. Lo è per entrambe le squadre, forse un po’ di più per l’Atletico che non ha il possesso. Per me è dura correre dietro alla palla. Fa molto caldo a quest’ora. Sono tutto rosso. È stato davvero difficile, ma stiamo cercando di recuperare al massimo perché in questa fase della stagione può fare la differenza».

VINICIUS JR. – «Fa molto caldo. La partita è alle 15 e dobbiamo essere pronti, sarà davvero dura».

Bayern Monaco, Harry Kane a secco nel 10-0 a Auckland: la risposta dell’attaccante inglese

Bayern Monaco, Harry Kane è rimasto a secco nel 10-0 dei bavaresi contro Auckland City: l’attaccante però è concentrato già sulla prossima sfida

Il Bayern Monaco ha scritto la storia del Mondiale per Club travolgendo l’Auckland City con un incredibile 10-0 nel match d’esordio. Una vittoria-record che ha visto Jamal Musiala protagonista con una tripletta, mentre Thomas Müller, Kingsley Coman e Michael Olise hanno firmato una doppietta ciascuno. L’ultimo gol è arrivato da Sacha Boey, mentre è rimasto a secco Harry Kane, il grande atteso. Nonostante l’assenza dal tabellino, il bomber inglese ha mostrato serenità e soddisfazione per la prestazione collettiva, lodando l’esordio convincente della squadra di Vincent Kompany. Su Instagram, ha scritto: «Tre punti e una partenza forte nel Mondiale per Club».

Il risultato è entrato di diritto nella storia della competizione: mai nessuna squadra aveva vinto con un margine così ampio nel Mondiale per Club, considerando anche le edizioni precedenti al nuovo formato. Per il Bayern si tratta inoltre della seconda vittoria più larga nel nuovo millennio, dopo il 12-0 rifilato al Bremer SV in Coppa di Germania nel 2021. Il successo rafforza le ambizioni dei bavaresi, appena laureatisi campioni di Germania, e li lancia come una delle favorite per il titolo mondiale. Kane, a caccia del suo primo gol nel torneo, avrà una nuova occasione nella prossima sfida contro il Boca Juniors, in programma venerdì al Hard Rock Stadium di Miami.

Pioggia, campo e spalti: i protagonisti di Palmeiras Porto commentano i problemi della sfida al Mondiale per Club

Palmeiras Porto tra caldo, manto erboso non al top e spalti mezzi vuoti e dispersivi: le parole dei protagonisti del match

Palmeiras Porto al Mondiale per Club è stato segnato da un’insolita protagonista: la pioggia. Il caldo soffocante e le condizioni del terreno di gioco hanno influito sul ritmo della partita, al punto che sia i tecnici che i giocatori hanno ironizzato sull’effetto benefico del maltempo. Le critiche non sono mancate nemmeno per la scelta della FIFA riguardo all’erba del campo e alla gestione degli spalti in uno stadio semi vuoto ma dispersivo.

ABEL FERREIRA – «Non so chi sia il santo patrono della pioggia, ma dopo che ha piovuto siamo riusciti a giocare meglio».

ESTEVAO – «Penso che il campo avrebbe dovuto essere irrigato un po’ di più perché la palla rotolava lentamente e questo influenza il ritmo della partita. È stato così per noi e per il Porto. Quando ha iniziato a piovere, la palla rotolava un po’ più velocemente».

ABEL FERREIRA – «Lo stadio è enorme. 46.000 è un numero elevato, ma forse avrebbero potuto chiudere il terzo livello e mettere tutti gli spettatori nel primo e nel secondo, in modo che fosse più compatto».

Udinese, settimana decisiva per decidere il futuro della proprietà: rinviato l’incontro tra la famiglia pozzo e il fondo Guggenheim

Udinese, rimandato l’incontro tra la famiglia Pozzo e il fondo Guggenheim per il passaggio di proprietà

La settimana appena iniziata potrebbe essere decisiva per il futuro dell’Udinese. Come riportato da Il Gazzettino del Friuli Venezia Giulia, l’incontro previsto in Lussemburgo per formalizzare la cessione del club è stato rinviato di qualche giorno, segnale di un’intesa non ancora completa o forse di nuovi ostacoli emersi all’ultimo momento. Tuttavia, la trattativa tra la famiglia Pozzo e il fondo americano Guggenheim Partners, guidato dall’amministratore delegato Mark Walter, non è considerata a rischio: è semplicemente in fase di pausa.

I prossimi giorni chiariranno se questo stato di stand-by sarà superato oppure se l’attuale proprietà resterà ancora alla guida della società friulana. Non si può quindi escludere che la stagione 2025/26 inizi ancora sotto il controllo dei Pozzo, con un eventuale passaggio di consegne che potrebbe concretizzarsi solo a campionato in corso.

Manchester United, Onana decisivo per convincere Mbeumo: segno di permanenza coi Red Devils

Manchester United, i Red Devils si affidano ad Onana per convincere il compagno di nazionale Mbeumo: segnale della sua permanenza?

Il Manchester United continua a muoversi sul mercato e, dopo l’ingaggio di Matheus Cunha, punta a rafforzare il reparto offensivo con Bryan Mbeumo del Brentford. Secondo quanto riportato dal Manchester Evening News, il portiere dei Red Devils André Onana avrebbe avuto un ruolo attivo nel cercare di convincere il compagno di nazionale camerunense a trasferirsi a Old Trafford, nonostante l’interesse del Tottenham. L’episodio rientra in una strategia ben collaudata dal club inglese, che spesso sfrutta i ritiri delle nazionali per avvicinare i possibili obiettivi di mercato. La relazione tra Onana e Mbeumo, cementata in nazionale, potrebbe quindi rivelarsi un fattore decisivo per il buon esito dell’operazione.

Intanto, nonostante alcune voci su una sua possibile partenza, l’ex Inter sembra destinato a restare a Manchester, anche se le sue dichiarazioni restano caute: «Andrò via? Non lo so, vedremo!». Nel caso in cui Mbeumo non dovesse accettare l’offerta, lo United ha comunque già individuato delle alternative, tra cui Antoine Semenyo del Bournemouth ed Eberechi Eze del Crystal Palace. Dopo una stagione 2025-26 deludente, l’allenatore Amorim è determinato a rinforzare la rosa in vista della prossima annata. Il primo appuntamento sarà il match amichevole contro il Leeds, previsto in Svezia nel mese di luglio, che segnerà l’inizio di una pre-season cruciale per testare i nuovi innesti e il progetto tecnico.

Salernitana, ritorno in ambulanza per i calciatori, la società chiede un rinvio del ritorno dei playout: cosa è successo

Salernitana, ritorno da incubo dopo la sconfitta contro la Samp nell’andata dei playout di Serie B: mezza squadra in ospedale, ecco cosa è successo

La Salernitana ha vissuto un grave episodio di intossicazione alimentare al rientro dalla trasferta di Genova, dove aveva perso 2-0 la gara d’andata del playout di Serie B contro la Sampdoria. Durante il volo di ritorno, ben 21 tesserati tra giocatori e membri dello staff si sono sentiti male dopo aver consumato una cena al sacco. Al loro arrivo all’aeroporto di Salerno sono intervenute diverse ambulanze, con 16 persone trasportate e ricoverate presso gli ospedali “Ruggi” di Salerno e “Santa Maria della Speranza” di Battipaglia. Altri due casi si sono aggiunti nelle ore successive, aggravando la situazione. La Salernitana ha annullato l’allenamento previsto per il giorno seguente e ha attivato le procedure sanitarie e legali previste in questi casi.

Alla luce dell’accaduto, il club campano ha chiesto ufficialmente il rinvio della gara di ritorno, programmata per venerdì 20 giugno allo Stadio Arechi. In un comunicato, la Salernitana ha dichiarato di aver informato la Lega Serie B e di voler tutelare la salute dei propri tesserati oltre che gli interessi sportivi della società. L’amministratore delegato Maurizio Milan ha parlato di una situazione molto seria che mette a rischio la regolarità del finale di stagione, spiegando come diversi giocatori non siano in condizioni nemmeno di riprendere gli allenamenti. La Lega, secondo quanto trapelato, avrebbe mostrato un’apertura preliminare alla possibilità di rinviare il match, in attesa degli esiti delle verifiche sull’accaduto. La Salernitana resta quindi in attesa di una decisione ufficiale mentre cerca di recuperare fisicamente e mentalmente in vista del possibile spareggio salvezza decisivo.

Il Como parte forte sul mercato: ufficiale l’arrivo di Martin Baturina

Nuovo acquisto del Como: in arrivo dalla Dinamo Zagabria, è il primo colpo dei lariani, che confermano le loro ambizioni anche per la prossima stagione

Il Como ha ufficializzato l’arrivo del talento croato Martin Baturina, che diventerà a tutti gli effetti un nuovo giocatore lariano dal 1° luglio 2025. Il centrocampista, classe 2003, ha firmato un contratto fino al 2030, segnando un colpo ambizioso per il progetto guidato da Cesc Fàbregas. Cresciuto nel settore giovanile della Dinamo Zagabria, Baturina vanta già una carriera di tutto rispetto: 165 presenze, 22 gol, quattro campionati croati, due Coppe nazionali e due Supercoppe. Ha inoltre maturato 38 apparizioni in competizioni UEFA, con prestazioni notevoli contro avversari come Milan e Monaco, a conferma del suo spessore internazionale.

L’allenatore Cesc Fàbregas ha espresso grande entusiasmo per l’acquisto, definendo Baturina un giocatore completo: tecnico, intelligente, forte nei contrasti e capace di incidere nei momenti decisivi. Nell’ultima stagione con la Dinamo, il croato ha aggiunto al suo curriculum quattro gol e otto assist, ribadendo il suo ruolo chiave nel cuore del gioco. Anche lo stesso Baturina si è detto entusiasta della nuova avventura: ha sottolineato l’ambizione del progetto Como e la bellezza della città, dichiarandosi pronto a iniziare un nuovo capitolo della sua carriera in Serie A. Il suo arrivo rafforza ulteriormente la squadra comasca, che continua a costruire una rosa competitiva con profili giovani e di qualità.

Napoli, Manna pronto a soddisfare la richiesta di Conte per l’attacco: concorrenza bruciata

Napoli, vicino alla chiusura per il nuovo rinforzo di calciomercato in attacco: si tratta della prima scelta del tecnico Antonio Conte

Il Napoli è vicino a chiudere il colpo Lorenzo Lucca dall’Udinese per rinforzare l’attacco in vista della nuova stagione, secondo quanto riportato dalla Gazzetta dello Sport. L’attaccante classe 2000, reduce da un’ottima annata culminata con la convocazione in Nazionale, è da tempo nel mirino di diverse big italiane, ma adesso il club partenopeo sembra aver sbaragliato la concorrenza. L’operazione si basa su un trasferimento a titolo definitivo, senza formule ibride: l’accordo tra le parti potrebbe chiudersi attorno ai 30 milioni di euro, bonus inclusi. Lucca ha già dato il suo assenso al trasferimento, spinto dalla possibilità di giocare in Champions League e dalla volontà di lavorare con Antonio Conte, tecnico che lo ha espressamente richiesto. Il direttore sportivo Giovanni Manna ha appoggiato con convinzione la scelta.

L’arrivo di Lucca rappresenta una strategia precisa del Napoli: affiancare a Romelu Lukaku un centravanti alternativo ma di qualità, per gestire al meglio gli impegni tra Serie A e coppe europee. Il belga è stato un perno insostituibile nella passata stagione, ma l’intensità del calendario 2025–26 impone una rotazione più equilibrata. In uscita c’è Giovanni Simeone, destinato a lasciare il club dopo due stagioni vissute ai margini. Su di lui c’è l’interesse concreto del neopromosso Pisa, pronto a offrirgli spazio e centralità. Il passaggio di consegne tra Simeone e Lucca si inserisce in un progetto tecnico che punta a mantenere alto il livello della rosa senza perdere compattezza né ambizione. L’incontro tra Napoli e Udinese in programma in settimana potrebbe sancire la fumata bianca definitiva per il passaggio dell’ex Ajax alla corte di Conte.

Milan, Leao e Theo Hernandez in uscita? Si pensa ad un clamoroso doppio scambio

Milan, si ragiona ad un suggestivo doppio scambio in caso di uscita di Theo Hernandez e Leao: ecco le squadre e i nomi coinvolti

Il Milan potrebbe essere protagonista di due clamorose operazioni di mercato basate su scambi di altissimo profilo. Secondo SportMediaset, prende corpo l’idea di uno scambio tra i rossoneri e la Juve che vedrebbe Dusan Vlahovic approdare a Milano e Theo Hernandez prendere la via opposta verso Torino. Per ora si tratta di semplici sondaggi e non di trattative avviate, ma entrambi i giocatori sembrano orientati verso un cambio di maglia. La valutazione dei cartellini è relativamente simile (30 milioni per Vlahovic, 25 per Theo), ma l’ostacolo principale riguarda gli ingaggi: il serbo guadagna 12 milioni netti a stagione, una cifra fuori portata per il Milan, che potrebbe però offrirgli 6 milioni spalmati su più anni; Theo, dal canto suo, chiede un contratto da 6 milioni netti, la stessa cifra richiesta anche per il suo rinnovo con il Diavolo.

Nel frattempo, Mundo Deportivo rilancia un’altra ipotesi suggestiva: uno scambio tra Rafa Leao e Ronald Araujo, che coinvolgerebbe Milan e Barcellona. Il club blaugrana è alla ricerca di un esterno offensivo per accontentare le richieste del nuovo tecnico Hansi Flick, e Leao è un vecchio pallino del direttore sportivo Deco. Il centrale uruguaiano Araujo, stimato da Allegri, rappresenterebbe un rinforzo ideale per la difesa milanista. Tuttavia, il Milan continua a considerare Leao incedibile a meno di offerte irrinunciabili, e per ora l’idea rimane una suggestione senza sviluppi concreti. Entrambe le ipotesi, in ogni caso, testimoniano la disponibilità del Milan a valutare scambi importanti per rafforzare la rosa senza operare investimenti netti troppo onerosi.

La storia di Conor Tracey, portiere di Auckland City: «Dovrò fare attenzione a bollette e affitto, ma per giocare con il Bayern…»

La storia di Conor Tracey, portiere dell’Auckland City che lavora come magazziniere ed è ricorso a ferie non pagate per giocare contro il suo idolo

Conor Tracey, 28enne portiere dell’Auckland City, ha vissuto un’esperienza indimenticabile alla Coppa del Mondo per Club 2025. Lavoratore a tempo pieno in un’azienda farmaceutica in Nuova Zelanda, ha deciso di prendersi una pausa dal proprio impiego per inseguire il sogno di sfidare i grandi del calcio mondiale. Per partecipare al torneo, ha combinato ferie pagate e congedo non retribuito, ben consapevole dei sacrifici economici da affrontare. Tracey, che riceve solo 150 dollari a settimana dal club semiprofessionistico, si è trovato davanti avversari come Bayern Monaco, Benfica e Boca Juniors: una sfida da Davide contro Golia, culminata in un pesante 0-10 contro i bavaresi, ma anche con sette parate che hanno dimostrato tutto il suo valore.

Lontano dai riflettori dei top player milionari, la sua storia è un inno alla passione autentica per lo sport. Tracey ha mostrato determinazione, lucidità e spirito di sacrificio, portando in campo il cuore di chi gioca per amore del calcio. L’incontro con il suo idolo, Manuel Neuer, ha coronato un’avventura che resterà impressa nella sua memoria. Oltre alla fatica fisica e mentale di allenarsi dopo lunghe giornate di lavoro, Conor ha saputo trovare le motivazioni giuste per competere ad altissimo livello. Di seguito le sue parole a fine partita.

«Dovrò fare attenzione alle spese per l’affitto e le bollette, ma giocare contro Bayern, Benfica e Boca Juniors vale assolutamente ogni sacrificio. A volte è difficile ricordare perché lo fai, perché è un lavoro duro. Ci vuole una grande forza mentale».

Sebastiano Rossi: «A Sacchi devo molto, è stato il mio maestro; rimpianti? USA 94, ma con me non credo sarebbe andata diversamente»

Le parole di Sebastiano Rossi, ex portiere del Milan di Sacchi e Capello, che si racconta in una intervista a la Gazzetta dello Sport

Sebastiano Rossi, portiere icona del Milan degli Invincibili di Fabio Capello. Gigante tra i pali, detentore per oltre 20 anni del record di imbattibilità in Serie A con 929 minuti. Oggi si è raccontato a La Gazzetta dello Sport.

IL RIMPIANTO MONDIALE – «Parlo per me. Ho detto, e lo ripeto, che mi sarebbe piaciuto giocare anche il Mondiale nel 1994. Avevo vinto lo scudetto e la Coppa dei Campioni con il magico Milan. Ricorda? Atene, il 4-0 al Barcellona. Ma il ct Sacchi ha fatto altre scelte. Ha convocato la difesa del Milan, il centrocampo del Milan, ma non il portiere del Milan. Non ci sono rimasto bene, ma me ne sono fatto una ragione. Insomma, dai, sarebbe stato bello giocare e magari vincere anche un Mondiale. Sai che triplete…».

USA ’94, UN DUBBIO – «Non so se sarebbe andata diversamente, chissà. Ma nella vita tutto è sempre stato possibile. Io sono arrivato dal Cesena al Milan, chi lo immaginava?».

IL DEBITO CON SACCHI – «Molto. È il mio primo maestro, abbiamo vinto il campionato Primavera con il Cesena, una persona straordinaria».

L’AMORE GIOVANILE – «Sì, volevo piantare tutto. Avevo 15 anni e avevo preso una cotta tremenda per una ragazza. Non volevo più giocare, non me ne fregava più niente, pensavo solo a lei. Arrigo mi convinse a continuare».

IL CONSIGLIO DELL’AMICO – «Mi ha parlato da amico, da fratello. Mi diceva: “Ma scusa, non puoi fare due cose insieme? L’amore è bello, Seba, ma anche l’amore per il calcio non è da buttar via”. Aveva ragione. Arrigo è un grande, gli sono riconoscente. Come con il presidente Berlusconi».

COSA É RIMASTO DI BERLUSCONI – «I ricordi. E sono soltanto belli. Lui ci voleva bene, ci difendeva, ci aiutava, nel momento del bisogno era sempre presente. Berlusconi era grande e ha fatto grande il Milan. Noi eravamo i suoi ragazzi, io ero felice di stare con lui, in quella squadra. Ci ha fatto diventare Invincibili. E io ero il portiere».

PORTIERE FREDDO O CALDO? – «Molto freddo, anche se c’è chi sostiene il contrario. Ancora dicono che litigavo con tutti. Non è vero».

L’EPISODIO CON BUCCHI – «È successo una volta. Sa quante partite ufficiali ho fatto col Milan? 330. Può succedere, questione di adrenalina. Mi sono incazzato, e sa perché? Dopo il gol su rigore di Nakata, Bucchi è venuto a prendersi il pallone dentro la mia porta. La mia. Non si fa così. Gli ho dato un colpetto, ho pagato, mi sono beccato cinque giornate, io non ho mai voluto perdere».

LA “GUERRA” TRA I PALI – «Allora, chiariamo: io non ho fatto la guerra a nessuno. C’erano competizione e rivalità, questo sì. Giocavamo sempre per vincere, io per non prendere gol, anche nelle partitelle di allenamento. Non c’era seduta che uno di noi non uscisse con una ammaccatura o un taglio: funzionava così ed era bellissimo. Mi sono sempre impegnato e divertito, anche quando andavo in panchina. Ero al Milan, con giocatori e allenatori straordinari».

IL GRANDE MILAN DI CAPELLO – «Ho lavorato con Bigon, Lippi, Sacchi e altri. Ho imparato da tutti. Con Fabio Capello è stata un’altra storia. Era diverso, perché era diverso quel Milan. C’era sempre, mi piace ricordarlo, il profumo della vittoria. Sono state stagioni particolari, indimenticabili. Eravamo bravi ragazzi».

FUORI DAL CAMPO – «Ho fatto qualche cazzata, in gioventù e anche dopo. Chi non la fa? Chi non sbaglia? Fuori sono una persona normale, con pregi e difetti. Ho fatto la mia vita, ho pagato quello che dovevo pagare. Ho divorziato da mia moglie 20 anni fa, non ho figli. Non mi sono risposato. Ma la mia fedina penale è pulitissima. Non prendo nemmeno multe per divieto di caccia e pesca. Sono sempre dentro l’acqua».

SGUARDO AL PRESENTE – «Guardo poco calcio, quasi niente. Mi fermo ogni tanto a dare un’occhiata ai portieri, così per deformazione professionale. Mi piace Donnarumma, è il più bravo. Poi Carnesecchi e Meret. Sono loro il futuro».

IL FUTURO DI SEBA ROSSI – «La caccia nelle valli di Comacchio, la pesca in mare con la mia barca. No, non è una grande barca, prendiamo qualche orata, qualche branzino. È una barca intelligente, mi porta in giro e io mi sento libero».

Vlasic, l’uomo dai mille volti per il nuovo Torino di Baroni: trequartista, ala o seconda punta? Il tecnico studia il rebus per valorizzare il suo jolly

Torino, Baroni inizia a disegnare la sua squadra: al centro dei pensieri del tecnico c’è Vlasic, jolly offensivo prezioso per la sua duttilità

Un attore versatile, pronto a interpretare ogni personaggio che il copione richiede. La Gazzetta dello Sport definisce così uno dei gioielli di casa granata. Il talento di Nikola Vlašić è da sempre la sua duttilità, una qualità che il nuovo allenatore del Torino, Marco Baroni, si appresta a studiare per costruire la sua squadra. Il croato, nel corso della sua carriera, ha ricoperto quasi ogni ruolo dal centrocampo in su, ma è risaputo che la sua zona di comfort è la corsia centrale, da trequartista, dove può essere nel vivo del gioco, abbassarsi a prendere palla e spingersi fino alla porta avversaria. Tuttavia, come dimostrato nella seconda parte della scorsa stagione, la sua efficacia non si limita a una singola posizione. Ora, la domanda che circola nell’ambiente granata è una sola: come vorrà utilizzarlo Baroni?

Al momento, tutto è scritto sulla sabbia. Il mercato sta definendo la rosa e il tecnico ha appena preso contatto con la sua nuova realtà. Le vere decisioni verranno prese a partire dal ritiro di Prato allo Stelvio (14-26 luglio), ma sul tavolo ci sono già diverse ipotesi. La più immediata, e forse la più logica, sarebbe confermare Vlašić nel ruolo di trequartista alle spalle della punta, in un sistema 4-2-3-1 che darebbe continuità a quanto di buono fatto vedere dal croato nel girone di ritorno. In quella posizione, Vlašić ha impressionato non solo per la qualità, ma per il suo continuo movimento e la sua abnegazione nella fase di non possesso, unendo creatività e sacrificio. Un giocatore responsabilizzato in quel ruolo è un valore aggiunto indiscutibile.

Tuttavia, Baroni potrebbe avere idee diverse, influenzate dalla sua recente esperienza alla Lazio. Lì, il tecnico si affidava a un “sottopunta” come Boulaye Dia, giocatore con caratteristiche molto più offensive rispetto a Vlašić. Se Baroni volesse un profilo simile anche a Torino, per il croato si aprirebbero le porte di un impiego sulle fasce. Non sarebbe una novità: Vlašić ha giocato spesso da esterno destro ai tempi dell’Hajduk Spalato e dell’Everton, e da ala sinistra nell’ultima stagione al West Ham prima di arrivare al Toro. L’importanza che Baroni dà al gioco sulle corsie laterali, come visto con Zaccagni e Isaksen alla Lazio, potrebbe spingerlo a sfruttare la duttilità di Vlašić proprio in quella zona del campo.

Le sue migliori prestazioni recenti, però, sono arrivate giocando da trequartista o addirittura da seconda punta, come nel derby di ritorno contro la Juventus, quando segnò uno straordinario gol da fuori area. Questa sua capacità di essere letale anche più vicino alla porta aggiunge un’ulteriore variabile al rebus tattico. Tutto potrebbe essere nuovamente ridiscusso qualora Baroni decidesse di optare per un 4-3-3, modulo che cambierebbe completamente le dinamiche offensive. Il futuro tattico è ancora tutto da scrivere, ma una certezza c’è: Nikola Vlašić è pronto ad adattarsi e a essere protagonista, qualunque sia la scelta del suo nuovo allenatore

Calciomercato Bologna: Italiano blinda la difesa ma trema per Lucumí, c’è una clausola non trattabile. Il sostituto è già stato individuato, gioca in Bundesliga

Calciomercato Bologna, la dirigenza rossoblù al lavoro per provare a blindare Lucumì: in caso di addio però è pronto il piano B

Il Bologna di Vincenzo Italiano lavora per consolidare il proprio reparto difensivo, ma deve fare i conti con le sirene di mercato che suonano insistenti per Jhon Lucumí. Mentre Nicolò Casale è considerato un punto fermo dal tecnico e Martin Erlić è più orientato verso l’uscita, è il difensore colombiano il pezzo pregiato al centro di numerose attenzioni. Dopo una stagione da protagonista, Lucumí ha attirato l’interesse di diversi club di Premier League, di squadre turche e, in Italia, della Roma, alla ricerca di un centrale affidabile e già abituato alla Serie A.

La posizione del Bologna, tuttavia, è chiara e irremovibile. Il club non ha intenzione di sedersi al tavolo delle trattative: chi vuole Lucumí dovrà versare per intero i 28 milioni di euro previsti dalla sua clausola rescissoria. Una cifra non negoziabile che testimonia la volontà dei rossoblù di trattenere il giocatore, cedendolo solo di fronte a un’offerta a cui non potrebbero opporsi.

La dirigenza bolognese, però, non si sta facendo trovare impreparata. Consapevole del rischio concreto di perdere il suo difensore, si è già mossa per individuare il sostituto ideale. Secondo diverse fonti, il candidato numero uno è Diogo Leite, difensore centrale portoghese in forza all’Union Berlino. Mancino come Lucumí, rappresenterebbe un rimpiazzo perfetto dal punto di vista tattico. Il Bologna avrebbe già avanzato una prima offerta al club tedesco per sondare il terreno. La strategia è chiara: sperare di trattenere Lucumí, ma con un piano B già avviato per non rimanere scoperti.

Calciomercato Premier League, si riparte dopo la strana pausa: dopo la mini-finestra per il Mondiale per Club, da oggi il via alla vera estate di colpi milionari

Calciomercato Premier League: dopo la prima – anomala – finestra di mercato in vista del Mondiale per Club, oggi si apre in Inghilterra la finestra estiva

Dopo alcuni giorni di attesa, il calciomercato in Premier League è di nuovo ufficialmente aperto. A partire da oggi, lunedì 16 giugno, i club inglesi possono tornare ad acquistare e vendere giocatori, in una finestra che si protrarrà fino al 1° settembre. Se questa riapertura può sembrare strana, è perché l’estate 2025 ha introdotto un calendario del tutto anomalo, la cui principale causa è la prima edizione del nuovo e allargato Mondiale per Club FIFA, che si sta svolgendo proprio in questi giorni negli Stati Uniti.

Per comprendere la situazione, bisogna fare un passo indietro. Per permettere ai club partecipanti al torneo di rinforzare le proprie rose e registrare i nuovi acquisti in tempo per la competizione, è stata istituita una “finestra di mercato eccezionale” dal 1° al 10 giugno. Sebbene le rappresentanti inglesi al Mondiale per Club siano solo Chelsea e Manchester City, la Premier League ha concesso a tutte e 20 le squadre del campionato la possibilità di operare in questo breve lasso di tempo. A causa delle normative che impongono una durata massima per una singola sessione di mercato, non è stato possibile tenere aperta la finestra dal 1° giugno fino a settembre. Si è quindi optato per una soluzione inedita: una mini-sessione di dieci giorni, una breve pausa, e ora la riapertura della finestra principale, quella tradizionale.

Diversi club non hanno perso tempo e hanno approfittato di questa opportunità per anticipare alcune operazioni chiave. Il colpo più significativo di questa prima fase è stato senza dubbio quello che ha portato Trent Alexander-Arnold al Real Madrid. Il club spagnolo, anch’esso partecipante al Mondiale, ha pagato una cifra al Liverpool per assicurarsi il giocatore prima della scadenza naturale del suo contratto (fissata per il 30 giugno), potendolo così schierare fin da subito nel torneo. Insieme a lui, i Blancos hanno registrato anche Dean Huijsen, difensore ex Juve proveniente dal Bournemouth. Molto attivo anche il Chelsea, che ha messo sotto contratto e registrato per la competizione diversi giovani talenti come Liam Delap, Dario Essugo, Mike Penders e Mamadou Sarr. Fa storia a sé il caso di Estevao Willian: il suo trasferimento al Chelsea è già definito, ma il giovane brasiliano giocherà il Mondiale con il suo attuale club, il Palmeiras, per poi trasferirsi a Londra a torneo concluso.

Ora che la finestra di mercato principale è di nuovo operativa, ci si aspetta un’accelerazione decisa delle trattative. I colpi messi a segno a inizio giugno sono stati solo un antipasto. Con una lunga volata fino al 1° settembre, tutti i club, da quelli di vertice a quelli di media-bassa classifica, avranno il tempo di definire le proprie strategie e completare le rose. L’anomalia del doppio mercato è alle spalle: da oggi, si torna a fare sul serio con la prospettiva di un’estate ricca di trasferimenti milionari.

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