Pagina 877 – Calcio News 24

Psg Inter, Hakimi non è preoccupato: «Finale? Sono tranquillo. Non ho ancora sentito i miei ex compagni»

Psg Inter, Hakimi non è preoccupato per la finale di Champions. Le dichiarazioni del terzino in vista della finale

Ai microfoni di Sky Sport è intervenuto in un intervista Achraf Hakimi, terzino o esterno del Paris Saint-Germain, finalista di Champions League, non che ex giocatore dell’Inter, avversaria in finale.

FINALE – «Sono tranquillo, cerco di fare quello che faccio tutti i giorni senza cambiare niente. Nel 2018 ho vinto una Champions ma ero giovane, ora sono più esperto e tranquillo».

EX COMPAGNI – «Non li ho ancora sentiti, magari ci sentiremo dopo la partita di Serie A dell’Inter. Aspetto a parlare con Lautaro perchè è concentrato sul Como».

DUMFRIES – «Segnare in una difesa a 5 è più facile, ora sto a 4 ed è diverso. È un grandissimo giocatore, è bravissimo nel gioco aereo. Se potessi rubargli qualcosa è il colpo di testa».

Alessio Vacca in esclusiva a Juventusnews24: «Quest’anno abbiamo giocato l’uno per l’altro. 16 gol? Avevo più responsabilità addosso» – VIDEO

Una percentuale importante della stagione sontuosa di Alessio Vacca con la Juve Primavera va data a mister Francesco Magnanelli che lo ha aiutato a trovare la miglior versione di se stesso.

Il classe 2005 l’ha trovata, realizzando 16 gol in regular season del campionato Primavera, lasciandosi alle spalle gli infortuni e rinascendo e lo ha raccontato in un intervista esclusiva da Marco Baridon a Juventusnews24.

I primi anni alla Juventus

Iniziamo a scandire le tappe. La stagione 2019/2020 ha segnato il tuo approdo alla Juventus, dal Novara. La scintilla è scattata già in quell’estate, perché hai preso parte e vinto la Wanda Football Cupa a Madrid e sei stato nominato miglior giocatore del torneo. Non male come inizio, no? Ci racconti quell’esperienza, quella chiamata per aggregarti ai bianconeri, come andò?

«Quel torneo penso sia uno dei ricordi più belli che ho nel calcio: dal Novara in cui giocavo contro Juventus e Torino sono andato a disputare una manifestazione con squadre del calibro dell’Atletico Madrid, per me inarrivabili. Siamo riusciti a vincerlo: oltre a tutta l’ansia che avevo, è andata bene e sono riuscito anche a vincere il premio grazie alla squadra».

La Juve Primavera 2024/25 vista da Alessio Vacca

Arriviamo al presente e a questa stagione con l’Under 20. Mi focalizzo subito a livello collettivo sulla squadra: gruppo giovane, nuovo allenatore, in cosa secondo te avete fatto la differenza nel percorso di maturazione che vi ha portato a chiudere la regular season al quinto posto e centrare i playoff? Riavvolgi il nastro e pensa all’inizio della stagione: dove siete veramente cresciuti?

«Secondo me lo step che abbiamo fatto è di giocare l’uno per l’altro. Siamo molto più squadra, molto più uniti, tutti lottiamo per un unico obiettivo. Ossia quello dei playoff che fortunatamente siamo riusciti a raggiungere ma perché tutti andavamo verso un’unica strada. Quella è la crescita più grande».

QUI L’INTERVISTA ESCLUSIVA SCRITTA DI ALESSIO VACCA A JUVENTUSNEWS24

Catanzaro-Spezia: dove vederla, orario e probabili formazioni

Al Nicola Ceravolo andrà in scena la sfida di Serie B Catanzaro-Spezia: le ultimissime di formazioni con orario e dove vedere il match in tv

Al Nicola Ceravolo di Catanzaro in scena la gara tra Catanzaro-Spezia, valevole per i playoff di Serie B. Andiamo a vedere chi scenderà in campo e dove si potrà vedere l’incontro.

Le probabili formazioni

CATANZARO (3-5-2): Pigliacelli; Brighenti, Scognamillo, Bonini; Cassandro, Pompetti, Petriccione, Pontisso, Quagliata; Iemmello,Biasci. All. Caserta.

SPEZIA (3-5-2): Gori; Wisniewski, Hristov, Mateju; Elia, Kouda, Nagy, Bandinelli, Aurelio; Esposito P., Lapadula. All. D’Angelo.

Orario e dove vederla in tv

Catanzaro-Spezia si gioca alle ore 20:30 di mercoledì 21 maggio per i playoff di Serie B. Verrà trasmessa in esclusiva DAZN. Per vedere la partita in streaming, DAZN permette la visione anche sul proprio sito ufficiale o sull’app scaricabile su Pc, tablet e smartphone.

Tottenham Manchester United: dove vederla, orario e probabili formazioni

Allo Stadio San Mames la sfida di Europa League Bodo Glimt-Tottenham: le ultime di formazioni con orario e dove vedere il match in tv

Allo Stadio San Mames di Bilbao si giocherà la finale di Europa League Tottenham Manchester United. Andiamo a scoprire le ultimissime di formazione, l’orario e dove vedere la sfida.

Le probabili formazioni

TOTTENHAM (4-3-3): Vicario; Pedro Porro, Romero, Van de Ven, Udogie; Sarr, Bissouma, Bentancur; Johnson, Solanke, Son. All. Postecoglou.

MANCHESTER UNITED (3-4-3): Onana; Yoro, De Ligt, Maguire; Mazraoui, Ugarte, Casemiro, Dorgu; Diallo, Hojlund, Fernandes. All. Amorim.

Orario e dove vederla in tv

Tottenham Manchester United si gioca alle ore 21:00 di mercoledì 21 valida per la finale di Europa League. Verrà trasmessa in diretta in esclusiva su Sky Sport. In streaming sarà disponibile anche su Sky Go e Now Tv.

Pescara-Vis Pesaro: dove vederla, orario e probabili formazioni

Allo Stadio Adriatico andrà in scena la sfida di Serie C Pescara-Vis Pesaro: le ultime di formazioni con orario e dove vedere il match in tv

Allo Stadio Adriatico di Pescara si giocherà la gara valevole per i playoff di Serie C tra Pescara-Vis Pesaro. Andiamo a scoprire le ultimissime di formazione, l’orario e dove vedere la sfida.

Le probabili formazioni

PESCARA (4-3-3): Plizzari; Pierozzi, Pellacani, Lancini, Moruzzi; Meazzi, Squizzato, Dagasso; Merola, Ferraris, Cangiano. All. Baldini.

VIS PESARO (3-4-1-2): Vukovic; Ceccacci, Coppola, Bove; Zoia, Pucciarelli, Paganini, Cannavò; Di Paola; Okoro, Nicastro. All. Stellone.

Orario e dove vederla in tv

Pescara-Vis Pesaro si gioca alle ore 20:00 di mercoledì 21 maggio per i playoff del campionato di Serie C. Verrà trasmessa in esclusiva Sky su Sky Sport. Per vedere la partita in streaming, sarà possibile per i clienti su Sky su Sky GO e per i clienti NOW TV.

Torino, l’ipoteca sullo Stadio Olimpico non verrà rinnovata: le parole del Sindaco Lo Russo e cosa può accadere ora

Torino, l’ipoteca sullo Stadio Olimpico Grande Torino non verrà rinnovata, ecco le parole del Sindaco Lo Russo e cosa può succedere ora

Arrivano preziose novità per quanto concerne il futuro dello Stadio Olimpico Grande Torino. L’Agenzia delle Entrate ha accolto l’istanza presentata dal sindaco Stefano Lo Russo per il non rinnovamento dell’iscrizione ipotecaria che gravava sull’Impianto sportivo di Via Filadelfia. Ricordiamo che da inizio 2025 il primo cittadino era al lavoro con la società di Urbano Cairo per trovare una nuova ‘sistemazione’ al Grande Torino, capace di superare il mero accordo di contratto d’affitto (in scadenza con le ipoteche) tra Palazzo Civico e il club di Via Viotti. 

Si tratta di una questione ‘chiave’, che si lega – a detta di molti – anche al futuro dello stesso Torino. Nel calcio moderno, sempre più concentrato sul potenziale business capace di svilupparsi intorno all’evento sportivo, la possibilità di avere un impianto di proprietà potrebbe attrarre nuovi investitori (in Italia e non solo). Certo, tutto presumibilmente passerà prima dalle mosse di Urbano Cairo. L’attuale presidente della squadra è chiamato a prendere una decisione importante in merito all’eventuale acquisto dello Stadio al più presto. Vediamo l’annuncio di Lo Russo tramite i propri social media: 

LO RUSSO SULLO STADIO OLIMPICO GRANDE TORINO – «Nel mandato di un sindaco, ci sono momenti che rimangono impressi nella memoria. Oggi è uno di quei momenti, una giornata che ricorderò a lungo. La richiesta che ho presentato all’agenzia dell’entrate è stata accolta e l’ipoteca sullo Stadio Olimpico Grande Torino non verrà rinnovata.

Sono davvero emozionato: abbiamo fatto un passo importante, che parla di futuro ma anche di memoria, un passo che per me e per tanti torinesi ha un valore profondo. Lo Stadio Olimpico non è solo cemento e gradinate: è storia, sport, comunità, è un simbolo che significa moltissimo per i torinesi. Oggi, da Sindaco, sento la responsabilità e l’onore di restituire a questo luogo la possibilità di scrivere nuove pagine».

Caso Brescia, Lubrano: «Realistico il -4, ci sono questi precedenti. Ampliamento Serie B difficile per un motivo»

Le parole di Enrico Lubrano, noto avvocato, sul caso Brescia che sta sconvolgendo la Serie B nelle ultime settimane. I dettagli

Enrico Lubrano, noto avvocato, ha parlato al Secolo XIX del caso Brescia che sta sconvolgendo la Serie B nelle ultime settimane.

PENALIZZAZIONE – «La disciplina di settore prevede che in caso di mancato versamento delle ritenute Irpef e dei contributi Inps si applica una sanzione della penalizzazione in classifica. Ci sono stati dei casi analoghi nei quali è stata quantificata in due punti di penalizzazione per ogni inadempimento, come avvenuto, in quest’ultima stagione, nei casi di Ternana e Cosenza, con decisioni assunte dalla Giustizia Federale e confermate sia dal Collegio di Garanzia dello Sport che dal TAR Lazio: di conseguenza, nel caso del Brescia, è realistico che possa essere emanata una penalizzazione di 4 punti».

COSA DEVE FARE LA LEGA – «Questa decisione, che potrebbe essere assunta entro la fine di maggio, è immediatamente esecutiva. Di conseguenza, appena emanata la decisione di primo grado, la relativa sanzione si applicherebbe con immediatezza alla classifica e la Lega di B dovrebbe riformulare retrocessioni e playout, a svantaggio del Brescia e a vantaggio delle altre società, a cominciare dalla Sampdoria che ha chiuso al terzultimo posto il campionato e ora accederebbe ai playout».

AMPLIAMENTO SERIE B – «Ritengo molto difficile l’ipotesi di un ampliamento dell’organico del campionato, in quanto lo stesso è specificamente precluso dall’art. 49 delle NOIF della Figc: è una situazione che si potrebbe verificare soltanto laddove la Lega rideterminasse la classifica e le relative retrocessioni e playout sulla base della decisione del Tribunale Federale Nazionale e questa fosse poi “ribaltata” nei gradi successivi di giudizio, ipotesi remota alla luce dei precedenti che ho richiamato: solo in tale caso, la Lega potrebbe essere obbligata a un ampliamento dell’organico del campionato di Serie B, per ottemperare a eventuali decisioni della Giustizia Sportiva sopravvenute».

Como, Suwarso: «L’Europa non è ancora il nostro obiettivo, vi spiego il progetto. Nico Paz? La verità con il Real Madrid è questa»

Le parole di Mirwan Suwarso, presidente del Como, sul progetto dei lariani ed il futuro di Nico Paz. Tutti i dettagli in merito

Mirwan Suwarso, presidente del Como, ha parlato a La Gazzetta dello Sport del progetto del club.

PROGETTO – «Questa esperienza ha qualcosa di magico. Quando siamo arrivati non sognavamo di diventare un’organizzazione e un club così grandi. Addirittura arrivare in Serie A. Siamo entrati in questa comunità e ora sentiamo di aver guadagnato la sua fiducia. Ci auguriamo di portare avanti questo sogno più a lungo possibile. Guardando indietro, forse il ricordo più forte è la promozione in Serie B durante il Covid, quando tutti quanti erano costretti a restare in casa e le partite si giocavano in tristi stadi vuoti. Ricordo l’ultima partita con l’Alessandria e tifosi che sono usciti lo stesso per fare festa con noi».

NICO PAZ – «Non ho sentito nessuno del Real. Nico Paz attualmente è un giocatore del Como fino a prova contraria».

OBIETTIVO EUROPA – «Non è il nostro target, ma se arriva la prendiamo volentieri…».

FABREGAS – «Mi sento in mezzo a questo bellissimo percorso e cerco di alzare il livello che questa squadra merita per la storia che ha. Yeremay? Sì, ci piace, lo stiamo seguendo, è forte».

YEREMAY – «Sì, ci piace, lo stiamo seguendo, è forte».

Greatti racconta il Cagliari dello Scudetto: «Riva ed io eravamo fratelli, ma avremmo potuto vincere di più. C’è una cosa che finì male»

Le parole di Ricciotti “Riccio” Greatti, ex calciatore del Cagliari dello Scudetto, sui suoi ricordi legati al club rossoblù. I dettagli

Ricciotti “Riccio” Greatti, classe 1939, friulano di Basiliano ma cagliaritano d’adozione, è stato il numero 10, la mente illuminata, del Cagliari che nel 1970 conquistò uno storico Scudetto. Oggi, come riportato nell’intervista a La Gazzetta dello Sport del 21 maggio 2025, vive ancora a Cagliari, gestendo la sua agenzia di assicurazioni, e ricorda con lucidità e passione un’epoca irripetibile del calcio italiano e sardo. Un’epopea fatta di amicizia fraterna, allenamenti supplementari e anche qualche episodio controverso.

GLI INIZI E L’ARRIVO A CAGLIARI – «Da ragazzo facevo l’attaccante e segnavo tanto. Nasco attaccante puro, seconda punta. I primi passi li ho mossi lì, vicino a casa, a Spilimbergo. A 17 anni andai a Firenze. Ero un ruspante, ma alla cultura ci tenevo. Giocavo per pura passione, ma studiavo pure. Ho debuttato in A, poi ho fatto le esperienze al Palermo, breve, e alla Reggiana, dove rimasi tre anni. Nel 1963 il Cagliari versa 32 milioni di lire alla Reggiana e la porta in Sardegna. Arrivammo io, Gigi Riva e Renzo Cappellaro, un centravanti che doveva essere il titolare, era stato capocannoniere della B. Aveva il 9. Infatti Riva, che aveva l’11, per quattro domeniche fece la riserva. Eravamo tutti attaccanti fortissimi, ma con quel due mi adattai in… spostandomi a centrocampo. L’imbecille sono stato io. E abbiamo fatto la storia».

IL RAPPORTO CON GIGI RIVA – «Eravamo fratelli. Due persone simili. Riservate. Abbiamo giocato sempre insieme a Cagliari. Eravamo ambiziosi. E ogni sera ci fermavamo all’Amsicora a tirare, a calciare, fare cross. Noi e il portiere Reginato. Il custode Contardo verso le sette e mezzo veniva a dirci che aveva moglie e figli e doveva cenare. E noi lì… Non volevamo andar via. Poi tornavamo in foresteria. Io dormivo, loro giocavano a carte, fumavano, fino alle 2, le 3 del mattino. Gigi rompeva con le carte. Arrivava anche la polizia».

LO SCUDETTO DEL 1970 – «Pensi che, dopo il trionfo, dall’ultima trasferta a Torino atterrammo a Decimomannu perché a Elmas c’era troppa gente. Una roba da film. Eravamo fortissimi. La palla l’avevamo sempre noi, non ricordo sconfitte in casa. Gli avversari ci temevano. Era un gruppo tosto e unito. Chi non si inseriva veniva redarguito. Ho sempre avuto un carattere forte, qualcuno per il “cravattino” l’ho preso e qualche ceffone l’ho dato. In campo ero fastidioso perché volevo sempre vincere».

LO SCUDETTO “FREGATO” DEL 1969 E L’ARBITRO LO BELLO – «Sicuramente avremmo vinto di più senza l’infortunio di Riva. Ricordi sempre che uno scudetto, quello del 1969, ce lo hanno fregato. A Concetto Lo Bello strappai la giacchetta nera».

LA NAZIONALE E I MOSTRI SACRI – «Avevo davanti Mazzola e Rivera. Proprio per questo. Loro due. Chi li muoveva da lì? Mazzola più fisico, Rivera più tecnico. Bravissimi entrambi. Il ct Valcareggi mi diceva “Che faccio?”. Sono stati però avversari leali, che quando ci dovevano incontrare in campo prima del via ci dicevano: “Oggi con voi è dura, eh”».

IL LEGAME CON CAGLIARI E LA SARDEGNA – «Non esiste un popolo così. Mi sono innamorato di una donna speciale. Ho trovato dei fratelli. Persone che sono un po’ come i friulani. Amo tutto di Cagliari: la gente, la città, il Poetto, il Margine Rosso dove ho una villa».
«Il presidente Arrica mi vendette al Vicenza. Voleva fare l’affare. Rifiutai. Avevo ancora tre anni di contratto. Andai nel suo ufficio per dargli un cazzotto. Gigi disse: “Io rimango”. E noi: “Rimaniamo tutti”. Era lui il nostro trascinatore».

IL POST-CARRIERA E IL CAGLIARI DI OGGI – «Presi Reginato con me, in ritiro era il compagno di camera. Non si è mai staccato da me. Facemmo il boom [con l’agenzia di assicurazioni]. La gente si metteva nelle scale per aspettarmi e sottoscrivere il contratto di assicurazione. Io arrivavo e mettevo la firma. Alle partite del Cagliari non vado, soffro troppo. In tv guardo dei pezzettini. Dico che lottare sempre per non retrocedere non va bene. Mi è piaciuto Claudio Ranieri, che ho ritrovato. Apprezzo Pavoletti, mi sembra intelligente, bravo, onesto, un grande uomo. Merita Cagliari, di cui è l’ultimo vero simbolo».

Serie A, le designazioni della 38ª giornata: le scelte sugli arbitri per lo scudetto!

L’AIA ha reso note le designazioni arbitrali per la trentottesima giornata del campionato di Serie A. Ecco tutti i dettagli in merito alle scelte

Ecco le designazioni arbitrali della 38ª giornata di Serie A da parte dell’AIA. Di seguito, gli arbitri chiamati a dirigere le partite.

COMO – INTER     Venerdì 23/05 h.20.45

MASSA

PERROTTI – ROSSI L.

IV:      SACCHI

VAR:     MAZZOLENI

AVAR:       PEZZUTO

NAPOLI – CAGLIARI      Venerdì 23/05 h.20.45

LA PENNA

GIALLATINI – COLAROSSI

IV:      MARCHETTI

VAR:     PATERNA

AVAR:       ABISSO

BOLOGNA – GENOA      Sabato 24/05 h.18.00

MONALDI

MONDIN – BELSANTI

IV:       MASSIMI

VAR:      PEZZUTO

AVAR:        GARIGLIO

MILAN – MONZA      Sabato 24/05 h.20.45

RUTELLA

PRENNA – ARACE

IV:     SANTORO

VAR:     GHERSINI

AVAR:     GUIDA

ATALANTA – PARMA      h. 20.45

MARINELLI

BRESMES – VOTTA

IV:      PRONTERA

VAR:     GARIGLIO

AVAR:     SOZZA

EMPOLI – H. VERONA      h. 20.45

DOVERI

ALASSIO – BACCINI

IV:     FELICIANI

VAR:     MARINI

AVAR:      GHERSINI

LAZIO – LECCE       h. 20.45

FABBRI

CARBONE – PERETTI

IV:       AYROLDI

VAR:     MERAVIGLIA

AVAR:     PICCININI

TORINO – ROMA     h. 20.45

DI BELLO

CECCONI – BHARI

IV:     COSSO

VAR:      CHIFFI

AVAR:       PATERNA

UDINESE – FIORENTINA      h. 20.45

MARCENARO

TOLFO – POLITI

IV:       GIUA

VAR:      ABISSO

AVAR:      MAZZOLENI

VENEZIA – JUVENTUS     h. 20.45

COLOMBO

COSTANZO – PASSERI

IV:     FOURNEAU

VAR:     DI PAOLO

AVAR:       GUIDA

Juve Stabia-Cremonese: dove vederla, orario e probabili formazioni

Al Romeo Menti la sfida di Serie B Juve Stabia-Cremonese: le ultime di formazioni con orario e dove vedere il match in tv

Al Romeo Menti di Castellammare di Stabia si giocherà la gara valevole per i playoff di Serie B tra Juve Stabia-Cremonese. Andiamo a scoprire le ultimissime di formazione, l’orario e dove vedere la sfida.

Le probabili formazioni

JUVE STABIA (3-4-1-2): Thiam; Ruggero, Peda, Bellich; Floriani Mussolini, Mosti, Pierobon, Rocchetti; Piscopo; Adorante, Candellone. All. Pagliuca.

CREMONESE (3-5-2): Fulignati; Folino, Ravanelli, Ceccherini; Gelli, Pickel, Majer, Valoti, Azzi; Bonazzoli, De Luca. All. Stroppa.

Orario e dove vederla in tv

Juve Stabia-Cremonese si gioca alle ore 20:30 di mercoledì 21 maggio per i playoff di Serie B. Verrà trasmessa in diretta in esclusiva su Sky Sport. In streaming sarà disponibile anche su Sky Go e Now Tv.

La Grande Inter, Bedin: «Annullai Eusebio, di San Siro ricordo una cosa»

Le parole di Gianfranco Bedin, ex calciatore della Grande Inter di Helenio Herrera, sui suoi ricordi legati al club nerazzurro

A dieci giorni dalla finale di Champions League che vedrà l’Inter affrontare il PSG (31 maggio 2025), La Gazzetta dello Sport ha incontrato Gianfranco Bedin, indimenticato mediano della Grande Inter di Helenio Herrera. Nato a San Donà di Piave nel 1945, Bedin, soprannominato “Bedo”, ha legato la sua carriera ai colori nerazzurri dal 1964 al 1974, vincendo tre Scudetti, una Coppa dei Campioni e una Coppa Intercontinentale. Il suo racconto parte proprio dalla magica notte europea del 1965, un trionfo che ha segnato la storia del club.

ESORDIO IN COPPA DEI CAMPIONI – «Nell’autunno del 1964. L’Inter gioca in casa contro la Dinamo Bucarest e vince 6-0. Nel ritorno riposano diversi titolari e un’ora prima della partita Herrera mi dice: “Cambiati, tocca a te”. Avevo 19 anni, giocavo un po’ più avanti e sono arretrato. Mi sono messo a fare il mediano, a marcare. Era un altro calcio: il 2 sull’11, il 5 sul 9, il 3 sul 7. Il 6 faceva il libero. Il 4 era la mia maglia, andavo sul 10».

I GRANDI NUMERI 10 MARCATI – «Sì, veri, difficili e spesso impossibili. Ho marcato Pelé, due volte contro il Santos. Quando c’era il derby, Gianni Rivera. Poi Gunther Netzer contro il Borussia Moenchengladbach ed Helmut Haller alla Juventus. Ne ho visti e seguiti tanti e forti. Soprattutto inseguiti, perché scappavano, sgusciavano via».

LA MARCATURA SU GIANNI RIVERA – «Gianni non sopportava di essere toccato e io gli stavo addosso, gli tiravo la maglia, lo pizzicavo e lui si innervosiva. Non ero “crudele”, come ha scritto qualcuno. Ma il mio lavoro era quello: dovevo fermarlo, oppure anticiparlo. Facevo così con tutti, eh?».

LA FINALE COPPA DEI CAMPIONI 1965: INTER-BENFICA E LA SFIDA CON EUSEBIO – «Freschissimi, come se fosse ieri. Mamma mia! Ho giocato tre finali di Coppa dei Campioni, le due contro il Celtic nel 1967 e contro l’Ajax nel 1972 sono andate male, eravamo anche molto stanchi. Ma la vittoria contro il Benfica, quella sera, quella notte, mi ripaga di tutte le amarezze».

COSA LE DISSE HERRERA – «Aveva i suoi slogan. Tipo: “non credo alla sconfitta”. O “chi non dà tutto, non dà niente”. E noi abbiamo dato davvero tutto. L’anima, la maglia, il cuore. Era una notte buia e tempestosa. Tutti aspettavano il re, Eusebio, e invece è arrivato Bedo».

COME FERMO’ EUSEBIO – «Ogni mediano sa che il modo migliore per rubare un pallone è arrivare un attimo prima. E, io, diciamolo, ci sono riuscito, aiutato anche dal campo, San Siro era un lago, mai vista tanta acqua in vita mia. E tante luci. Centomila accendini accesi. Sì, centomila, perché sotto c’erano circa trentamila persone in piedi. E l’Inter ha vinto la seconda Coppa dei Campioni consecutiva, contro Eusebio e non solo. Quel Benfica era uno squadrone».

IL RAPPORTO CON HELENIO HERRERA – «Helenio Herrera spesso ci faceva fare del lavoro supplementare. Diceva: “Io vi alleno prima la testa, poi le gambe, dovete diventare più veloci. E tu, Bedin, anche nelle marcature”».

AMICIZIA CON JAIR – «Sì, andavamo insieme in auto ad Appiano, era un ragazzo meraviglioso, un brasiliano allegro».

I SUCCESSI CON LA GRANDE INTER – «Grazie a tutti, dalla società ai compagni e ai tifosi. Eravamo qualcosa di speciale, eravamo la Grande Inter».

LA “FAME” DEI GIOCATORI DI QUELL’INTER – «Molti di noi erano poveri, come Jair in Brasile. Qualcuno veniva dalla miseria. Io a San Donà abitavo in una baraccopoli. La chiamavano “Mauthausen”. Quando pioveva entrava l’acqua in casa, io da ragazzo andavo a fare il cottimista nella fabbrica delle carrozzine: più ruote montavo, più soldi portavo a casa. Il calcio era l’unica possibilità di fuga. Io volevo arrivare, sono arrivato. Di corsa e continuo a correre. Mai fermarsi».

Audace Cerignola-Atalanta U23: dove vederla, orario e probabili formazioni

Al Domenico Monterisi va in scena la sfida di Serie C Audace Cerignola-Atalanta U23: le ultime di formazioni con orario e dove vedere il match in tv

Al Domenico Monterisi di Cerignola si giocherà la gara valevole per i playoff di Serie C tra Audace Cerignola-Atalanta U23. Andiamo a scoprire le ultimissime di formazione, l’orario e dove vedere la sfida.

Le probabili formazioni

AUDACE CERIGNOLA (3-5-2): Greco; Ligi, Gonnelli, Romano; Volpe, Sainz-Maza, Capomaggio, Tascone, Russo; D’Andrea, Salvemini. All. Raffaele.

ATALANTA U23 (3-4-1-2): Vismara; Obric, Del Lungo, Ceresoli; Bergonzi, Panada, Gyabuaa, Bernasconi; Cassa; Vavassori, Vlahovic. All. Modesto.

Orario e dove vederla in tv

Audace Cerignola-Atalanta U23 si gioca alle ore 20:00 di mercoledì 21 maggio per i playoff del campionato di Serie C. Verrà trasmessa in esclusiva Sky su Sky Sport. Per vedere la partita in streaming, sarà possibile per i clienti su Sky su Sky GO e per i clienti NOW TV.

Renato Veiga Juventus, altro contatto col Chelsea: la valutazione degli inglesi e i sondaggi per il difensore. La situazione

Renato Veiga Juventus, contatto col Chelsea: la valutazione degli inglesi e i sondaggi per il difensore. La situazione e le ultime in casa bianconera

Alfredo Pedullà ha fornito aggiornamenti significativi sul futuro di Renato Veiga, difensore del Chelsea attualmente in prestito alla Juventus. Altre squadre hanno manifestato interesse per il giovane portoghese. Le ultimissime

PAROLE – «Renato Veiga: i dialoghi Juventus-Chelsea sono stati fin qui molto interlocutori. I Blues danno una valutazione alta e sono arrivati altri importanti sondaggi. Ieri l’ultimo contatto, le parti si raggiorneranno».

Paolo Rossi: «L’Inter quest’anno mi ha fatto divertire, ma lo scudetto è andato. Inzaghi avrebbe bisogno dei miei consigli…»

Le parole di Paolo Rossi, noto attore e tifoso dell’Inter, sulla stagione dei nerazzurri ad una giornata dal termine della Serie A

Mentre il campionato di Serie A 2024-2025 si avvia al suo ultimo, decisivo atto, con la lotta scudetto tra Napoli e Inter che tiene banco, La Gazzetta dello Sport del 20 maggio 2025 ha intercettato l’attore e regista Paolo Rossi, noto e appassionato tifoso nerazzurro, per raccogliere le sue impressioni e il suo stato d’animo in vista del “pazzo venerdì” che assegnerà il tricolore.

COMO-INTER – «Non la vedrò. Non in diretta, quantomeno. Il venerdì sono sul palco a provare (sabato sera va in onda su Rai 3 Un alieno in patria, con Peter Gomez e Mariela Moreno, ndr), ma avrò il telefono in tasca e in qualche modo mi aggiornerò. Se gioca l’Inter il telefono è sempre lì, anche quando recito Amleto».
LOTTA SCUDETTO – «Poi è tornato davanti il Napoli. Ormai è fatta». (Alla domanda se pensa che il discorso sia definitivamente chiuso, aggiunge:) «Non importa cosa penso io, è fondamentale che la pensino così i miei amici napoletani».
FINALE CHAMPIONS CON IL PSG – «Siamo di nuovo lì, per la seconda volta in tre anni, non abbiamo niente da perdere. Ripeto, l’Inter quest’anno mi ha fatto divertire, è rimasta in corsa per tutto e adesso si gioca scudetto e Coppa dei Campioni all’ultima partita. Meglio di così non si può».
DOPPIA FEDE E MILAN FUTURO – «Siccome sono bigamo, tifo Inter ma tengo anche per la Spal, direi che siamo andati alla grande. Hanno mandato in Serie D il Milan Futuro, il delitto perfetto».
CONSIGLI A INZAGHI – «Bravo, bravissimo Simone, io rimango sempre a disposizione per dargli qualche consiglio da attore per gestire meglio la voce. Sulla fonetica non posso aiutarlo, ma sulla voce sì».

Vicenza-Crotone: dove vederla, orario e probabili formazioni

Al Romeo Menti andrà in scena la sfida di Serie C Vicenza-Crotone: le ultime di formazioni con orario e dove vedere il match in tv

Al Romeo Menti di Vicenza si giocherà la gara valevole per i playoff di Serie C tra Vicenza-Crotone. Andiamo a scoprire le ultimissime di formazione, l’orario e dove vedere la sfida.

Le probabili formazioni

Vicenza (3-4-2-1): Confente; Laezza, Leverbe, Sandon; Talarico, Ronaldo, Carraro, Costa; Della Morte, Rauti; Morra. All. Vecchi

Crotone (4-2-3-1): D’Alterio; Guerin, Armini, Cocetta, Giron; Gallo, Stronati; Silva, Tumminello, Vitale; Gomez. All. Longo.

Orario e dove vederla in tv

Vicenza-Crotone si gioca alle ore 20:00 di mercoledì 21 maggio per i playoff del campionato di Serie C. Verrà trasmessa in esclusiva Sky su Sky Sport. Per vedere la partita in streaming, sarà possibile per i clienti su Sky su Sky GO e per i clienti NOW TV.

Siani: «Biglietto pronto per Napoli-Cagliari, faremo un altro film sullo scudetto! La differenza quest’anno è stata una»

Le parole di Alessandro Siani, noto attore e grande tifoso del Napoli, sul possibile scudetto degli azzurri contro il Cagliari

L’attesa per la partita che potrebbe consegnare al Napoli il suo secondo Scudetto negli ultimi tre anni (il quarto della sua storia) si fa sempre più spasmodica in città. La Gazzetta dello Sport, nell’edizione del 20 maggio 2025, ha raccolto le emozioni e le scaramanzie di un tifoso d’eccezione, l’attore, regista e comico Alessandro Siani, per capire come sta vivendo queste ore che precedono la sfida casalinga contro il Cagliari.

PAURA, OTTIMISMO O SCARAMANZIA? – «Avevo un amico alle Medie che, durante le gare del Napoli se ne stava fermo, non si muoveva dalla posizione assunta al primo gol. Rimaneva immobile per tutto il resto della partita, fino a quando non segnavamo di nuovo. La sua scoliosi è valsa due scudetti!».
DOMENICA SERA ERA A PARMA, ORA LE TOCCA ESSERE VENERDÌ AL MARADONA. IL BIGLIETTO CE L’HA? – «A Parma…? Io veramente mi sono sentito sulle montagne russe. Ad un certo punto non si è capito più nulla. Il cuore andava a velocità doppia. L’Inter ha segnato, la Lazio ha pareggiato, l’Inter ha segnato di nuovo, la Lazio ha pareggiato, no ci sta il Var, no qua ci sta il rigore, no hanno tolto il rigore. Quando è finita, il Pronto Soccorso era sold out!!! Per venerdì, con il biglietto, serve la prenotazione al Cardarelli».
SCELGA UN UOMO TESTIMONIAL DEL NAPOLI DI QUEST’ANNO. – «Quando la società acquista un calciatore, noi tifosi lo adottiamo e lo facciamo diventare un figlio, un nipote, uno di famiglia. Solo quí ti può venire l’idea di chiamare un giocatore McFratm, personaggio simbolo per forza. Ma devo dire che De Laurentiis è stato bravissimo a ripartire da un allenatore particolare, il Conte di Montecristo, uno che l’affascina di più?».
LO SCUDETTO? – «È una magnifica botta di vita per noi dei supereroi: vincere è sempre difficile, se succede, stavolta ci possiamo fare un altro film: “I fantastici 4”. Ho ammirato il gioco di Sarri, lo spettacolo di Spalletti. La grinta di Conte ha fatto la differenza».

Ternana-Giana Erminio: dove vederla, orario e probabili formazioni

Al Libero Liberati andrà in scena la sfida di Serie C Ternana-Giana Erminio: le ultime di formazioni con orario e dove vedere il match in tv

Al Libero Liberati di Terni si giocherà la gara valevole per i playoff di Serie C tra Ternana-Giana Erminio. Andiamo a scoprire le ultimissime di formazione, l’orario e dove vedere la sfida.

Le probabili formazioni

Ternana (3-4-2-1): Vannucchi; Donati, Capuano, Fazzi; Casasola, De Boer, Vallocchia, Tito; Curcio, Cicerelli; Cianci. All. Liverani.

Giana Erminio (3-5-2): Mangiapoco; Alborghetti, Scaringi, Ferri; Caferri, Lamesta, Marotta, Nichetti, De Maria; Tirelli, Stuckler. All. Chiappella.

Orario e dove vederla in tv

Ternana-Giana Erminio si gioca alle ore 20:00 di mercoledì 21 maggio per i playoff del campionato di Serie C. Verrà trasmessa in esclusiva Sky su Sky Sport. Per vedere la partita in streaming, sarà possibile per i clienti su Sky su Sky GO e per i clienti NOW TV.

Torino, compleanno per Urbano Cairo: il messaggio del club per il patron – FOTO 

Torino, compleanno in casa dei granata, vediamo il messaggio del club piemontese per il patron Urbano Cairo. Il comunicato e il post direttamente dai social

«Tutto il Torino Football Club, dai Consiglieri di Amministrazione al più giovane bimbo della Scuola Calcio, festeggia il Presidente Urbano Cairo, che oggi compie 68 anni». Recita così il comunicato apparso fin dalle prime ore dell’alba stamane sui portali ufficiali del Torino Fc. Oggi, mercoledì 21 maggio 2025, come facilmente intuibile dalle tre righe sopra riportate il numero uno del club di Via Viotti Urbano Cairo spegne 68 candeline sulla torta di compleanno. 

Dal 2 settembre 2005 alla guida della scuderia calcistica piemontese, Cairo (editore e imprenditore) è il patron più longevo della storia granata; dopo aver superato lo scorso dicembre il presidente dell’ultimo scudetto Orfeo Pianelli. Ermetico il messaggio spuntato sui social della compagine per l’occasione: «Buon compleanno Presidente!», con tanto di emoji a mo’ di torta e toro stilizzato ad accompagnare le lettere battute. Complice con ogni probabilità la contestazione che coinvolge attualmente buona parte dei tifosi del Torino nei confronti dell’operato del classe ‘57 di Masio, i commenti relativi ai post sulle stesse piattaforme sono stati disabilitati. Vediamo la foto pescata in questo caso direttamente da Instagram:

Serie A, Rampulla sulla corsa Champions: «Situazione incerta: tutte e tre hanno le qualità per farcela»

Le parole di Michelangelo Rampulla, ex secondo portiere della Juve, sulla corsa per la Champions League e il quarto posto

Michelangelo Rampulla ha parlato a La Stampa in vista dell’ultima giornata di Serie A, quando domenica si deciderà la corsa Champions League, con il quarto posto ancora in ballo tra Juve, Roma e Lazio. Di seguito le sue parole.

LOTTA SERRATA PER IL QUARTO POSTO – «Sì, perché tutte e tre le squadre che si giocano il quarto posto hanno delle rose all’altezza della situazione e questa situazione così incerta fotografa alla perfezione l’equilibrio che c’è stato».

CHI HA PIÙ POSSIBILITÀ – «La premessa doverosa è che tutte le gare vanno giocate e che di facile non c’è nulla. Gli impegni più difficili sono quelli di Juventus, che gioca contro un Venezia che proverà a salvarsi fino alla fine, e Roma col Torino, nonostante i granata non abbiano più nulla da chiedere alla classifica. Ma questo campionato ci insegna che nessuno vuole fare brutta figura».

STAGIONE DELLA JUVENTUS – «Alla fine della fiera tutte hanno qualcosa da recriminare, tutte avrebbero pensato e sperato di fare qualche punto in più. Credo che l’obiettivo della società fosse quello di arrivare in Champions: sono ancora in corsa e sono anche sicuro che l’anno venturo proveranno a fare un ulteriore step di crescita».

RIMONTA DELLA ROMA – «Ranieri, ovunque ha allenato, ha sempre fatto grandi cose e per l’ennesima volta ha dimostrato di essere un tecnico di altissimo profilo. Probabilmente hanno perso tempo inizialmente, con risultati che non erano allineati a quelli di una rosa che ha grande qualità. Certo, nessuno si sarebbe aspettato diciannove risultati di fila e una rimonta di questo genere, ma questo rende ancor di più l’idea di quanto sia stato importante il lavoro di Ranieri».

RUOLO DELLA LAZIO – «Il campionato della Lazio e più in generale tutta la stagione è di massimo rispetto. E come nel caso della Roma, anche qui i meriti dell’allenatore sono tanti. Baroni, alla prima esperienza in una grande piazza, ha dimostrato quali e quante siano le sue capacità».

FUTURO DELLA JUVENTUS – «La Juve al proprio interno ha delle persone che sanno benissimo quello che dovranno fare. Credo avranno già individuato come apportare eventuali migliorie: sono certo che sarà una Juve ancora più competitiva di quella attuale».

Roma, continua la ricerca del successore di Ranieri: il no di Klopp, Gasperini non si scopre, il sogno però rimane lui

La Roma al lavoro per individuare il prossimo tecnico dopo l’imminente addio di Claudio Ranieri: tutti i nomi in ballo per la panchina

La Roma saluta Claudio Ranieri con un tributo emozionante: l’ultima partita all’Olimpico del tecnico romano, vinta 3-1 contro il Milan, è stata un’autentica festa giallorossa, tra cori, coreografie e commozione. Ranieri, pronto a lasciare la panchina a fine stagione, affiancherà la dirigenza nella scelta del suo successore, mentre i tifosi si interrogano con ansia su chi guiderà la squadra nella prossima annata. I nomi circolano da settimane, e lo scenario resta apertissimo: la società si muove tra suggestioni, sogni e possibili colpi di scena, con l’obiettivo di dare continuità al progetto e rilanciare le ambizioni della squadra.

Il nome più clamoroso è quello di Jürgen Klopp, appena uscito dall’esperienza al Liverpool. Alcune testate parlano addirittura di un accordo raggiunto, ma l’agente del tecnico ha smentito categoricamente ogni trattativa. Cauto anche Gian Piero Gasperini, che, premiato al TELENORD – Gianni Di Marzio, ha evitato ogni conferma sul possibile trasferimento a Roma, mentre l’Atalanta gli ha proposto un rinnovo fino al 2027. Il vero sogno della società resta Massimiliano Allegri, tecnico esperto e senza squadra dopo la chiusura dell’avventura con la Juventus: i Friedkin sperano di convincerlo con un progetto ambizioso. Intanto, tra le opzioni più giovani e moderne, spunta anche Francesco Farioli, che si è dimesso dalla panchina l’Ajax dopo un finale di stagione deludente e già nel mirino di altri club europei. La scelta, insomma, sarà decisiva per il futuro della Roma: il casting è aperto e la nuova era sta per iniziare.

Conte, Scudetto e addio? Rapporti ai minimi termini con De Laurentiis; la Juve rimane alla finestra

Napoli, i dubbi sul futuro di Antonio Conte: addio dopo la sfida contro il Cagliari di venerdì? I retroscena sul rapporto con ADL

A Napoli, oltre alla febbre per un possibile secondo scudetto in tre anni, aleggia un’altra domanda cruciale: Antonio Conte resterà o se ne andrà? Ufficialmente, il tecnico è legato al club fino al 2027 e non sono arrivate conferme di un addio imminente. Tuttavia come riportato da Tuttosport, le voci interne raccontano una realtà diversa, fatta di distanze sempre più evidenti tra l’allenatore e la dirigenza. Dopo un mercato invernale deludente, segnato dalla cessione di Kvaratskhelia al PSG, ci sarebbe stato un colloquio chiarificatore – e forse conclusivo – tra Conte e De Laurentiis, con un addio mai dichiarato ma sostanzialmente consumato. Da allora, i rapporti si sarebbero limitati alla gestione ordinaria, mentre le scelte di mercato in vista della prossima stagione (nomi come De Bruyne, Chiesa, David) sembrano provenire direttamente dal DS Manna, non da Conte.

Intanto, altre squadre stanno monitorando la situazione: su tutte la Juve, che sogna un clamoroso ritorno dell’uomo che l’aveva riportata al vertice e che aveva lasciato bruscamente nel 2014. A Napoli, invece, si evita il tema: nello spogliatoio regna un silenzio rispettoso, ma anche una malinconia palpabile, perché nessuno sa se Conte guiderà ancora la squadra. La sfida decisiva contro il Cagliari – già salvo ma con tanti ex azzurri in campo – si giocherà in un Maradona stracolmo e ribollente, con biglietti esauriti anche nel settore ospiti, concesso ai tifosi partenopei vista l’assenza dei sostenitori sardi. La Lega ha preparato tutto per una festa scudetto a Napoli, ma se servirà uno spareggio, tutto verrà rinviato. La squadra spera di vincere, anche per regalare a Conte un titolo che potrebbe convincerlo, forse, a restare.

Europa League, Tottenham e Manchester United alla ricerca di riscatto: alzare la coppa per salvare la stagione

Europa League, questa sera Tottenham e Manchester United si giocano il titolo: una vittoria per poter riscattare la stagione

Tottenham e Manchester United si giocano tutto nella finale di Europa League in programma stasera a Bilbao: una sorta di “uscita gratis di prigione” in stile Monopoli per due club che hanno vissuto una delle stagioni peggiori della loro storia recente. Chi vince non solo alza un trofeo europeo, ma conquista anche un posto nella prossima Champions League, irraggiungibile via campionato, e si garantisce prestigio e introiti vitali per rilanciarsi. La posta in palio è altissima: soldi, credibilità e una narrazione positiva per ripartire. Entrambe hanno già vinto la competizione – gli Spurs negli anni ’70 e ’80, lo United nel 2017 – ma oggi quella coppa vale molto più di un titolo da aggiungere in bacheca. È il lasciapassare per salvare una stagione fallimentare, in cui entrambe si sono rivelate “prime tra i non retrocessi”.

Per il Tottenham, alla vigilia di un cambio in panchina (Postecoglou è destinato all’addio, con Iraola, Silva e Farioli in pole per sostituirlo), la vittoria sarebbe una redenzione attesa da anni: riscattare un’identità da eterna incompiuta e rompere la maledizione che ha visto anche campioni come Harry Kane partire senza trofei. Il portiere Guglielmo Vicario ha parlato di un sogno da realizzare per entrare nella storia del club. Lo United, che sotto Amorim ha già pianificato un mercato ambizioso, potrebbe dare inizio a un nuovo ciclo proprio da questa coppa: in Europa League non ha mai perso e vuole concludere in gloria. La sfida sarà anche simbolica: due club feriti, due tifoserie stanche, una sola coppa. Chi la solleverà potrà guardare avanti, l’altro dovrà continuare a fare i conti con un presente da dimenticare.

Parolo consiglia il Milan: «Con Tare un professionista con grande voglia, per il club sarà un plus»

L’ex centrocampista, che Tare portò alla Lazio, analizza il profilo del DS albanese, a un passo dalla firma con i rossoneri

Il Milan sembra aver scelto il suo nuovo Direttore Sportivo: Igli Tare. L’accordo con l’ex DS della Lazio, come riportato da La Gazzetta dello Sport, sarebbe a un passo, con un contratto triennale pronto per essere firmato. Ma che tipo di dirigente è Tare e cosa può portare al club rossonero in questa fase di necessaria ricostruzione? Per capirlo, il quotidiano ha interpellato Marco Parolo, ex centrocampista di Lazio e Nazionale, oggi commentatore tecnico per Dazn, che con Tare ha condiviso sette anni in biancoceleste, dal 2014 al 2021, dopo essere stato acquistato proprio dal dirigente albanese.

COSA PUÒ DARE TARE AL DIAVOLO? – «Il Milan si assicurerà un professionista che ha grande voglia di ripartire e di tornare nel mondo del calcio. Sarà un plus per il club: arriverà con una grande carica di energia dopo aver studiato e continuato ad aggiornarsi in queste due stagioni in cui è stato fermo. Dopo aver lavorato quindici anni a Roma, ha allargato i suoi orizzonti e si è costruito un’esperienza approfondendo il calcio europeo».

QUALI SONO LE SUE MIGLIORI DOTI? – «Carisma, autorevolezza e idee chiare».

COM’È TARE NELLO SPOGLIATOIO? – «Cerca il dialogo, vuole capire i giocatori, conoscerli anche fuori dal campo ed entrare nella loro testa. È uno da bastone e carota, ma quando usa il bastone, te lo dà forte nei denti (ride, ndr). E soprattutto ha lo stesso modo di comportarsi con tutti, compresi i senatori. Mi ricordo discussioni anche con Klose e con Luis Alberto quando facevano qualcosa che non gli piaceva».

SFURIATE AL GRUPPO NE RICORDA? – «Sfuriate no, ma sapeva come farsi sentire. Alzava la voce quando voleva farti capire chi stavi rappresentando o quando notava atteggiamenti da correggere».

SI È ARRABBIATO ANCHE CON LEI? – «Certo. Quando ho avuto una flessione, ha saputo toccare le corde giuste e farmi ripartire. C’era un rapporto di stima reciproca e insieme abbiamo sempre cercato un modo per migliorare la squadra, ma quando doveva dirmi qualcosa, me lo diceva».

CON L’ALLENATORE COME LAVORA? – «Gli fa sentire costantemente la sua presenza e con lui ha un confronto continuo. È sempre presente a guardare l’allenamento e i suoi sono due occhi in più, utili per capire il momento che attraversano i singoli. Quando arrivavi a Formello lui c’era già e quando andavi via, era sempre lì».

ALLA LAZIO TARE È DIVENTATO FAMOSO PER I COLPI DI MERCATO – «Ha avuto tante intuizioni importanti: giocatori pagati poco e valorizzati negli anni. Ha scommesso su Luis Alberto che la prima stagione ha fatto i conti con problemi di ambientamento e a gennaio voleva andarsene. Lo ha convinto a rimanere e pochi mesi dopo è esploso. Milinkovic lo ha strappato alla Fiorentina ed è diventato il suo ‘figlioccio’. A Tare piacciono i calciatori che hanno fisico, forza e qualità».

COME FA TARE AD ARRIVARE PER PRIMO AI TALENTI SCONOSCIUTI? – «Guarda tanti video e segue tutti i campionati, senza tralasciare niente. Alla Lazio prima e durante le sessioni di mercato si chiudeva ogni giorno in una stanza con un match analyst per valutare le caratteristiche dei possibili acquisti. Una volta, prima di prenderlo, mi fece vedere un video di Caicedo spiegandomi come lo vedeva nella Lazio».

FARE MERCATO AL MILAN SENZA LE COPPE EUROPEE NON SARÀ FACILE. – «Dovrà cambiare la prospettiva perché in un top club è necessario fare uno scouting per individuare il profilo giusto. A lui piace basarsi sulle sue intuizioni, sul suo ‘occhio’, ma ci sono anche i meta dati».

QUAL È LA SFIDA PIÙ GRANDE CHE LO ASPETTA? – «Dovrà essere bravo a costruirsi un rapporto con i giocatori e guadagnarsi la loro stima. Alla Lazio ha vinto qualche trofeo, ma il suo palmarès non è ricco di scudetti. Ciò premesso, ha tutto per farsi ben volere dai leader dello spogliatoio rossonero, proprio come succedeva alla Lazio».

COSA FARÀ CON THEO E LEÃO? – «Di certo avrà dei colloqui con loro e farà chiarezza. Per lui la priorità è sempre il club: se un giocatore prova a mettersi al di sopra di tutti, è difficile che vada d’accordo con Tare e che resti. Se lo conosco bene, si sarà già fatto un’idea sui calciatori da prendere e quelli da cedere: lui il calcio lo conosce. Anche il Milan…».

Serie A, quando lo Scudetto si decide all’ultima giornata: dal diluvio di Perugia al 5 maggio

Serie A, lo Scudetto si decide negli ultimi novanta minuti: è successo solo 27 volte nella storia del campionato italiano: i precedenti

Venerdì sera Napoli e Inter si giocano lo scudetto all’ultima giornata, con i partenopei avanti di un punto e favoriti, ma con la tensione alle stelle. Secondo le previsioni, a Napoli il cielo sarà coperto, sereno invece a Como: piccoli segnali che evocano grandi ricordi. Come racconta la Gazzetta dello Sport, nessuno dimentica il 14 maggio 2000, quando un nubifragio sospese Perugia-Juve e regalò lo scudetto alla Lazio. Anche allora, Inzaghi e Conte erano duellanti a distanza, oggi lo sono ancora: ruoli invertiti, stesso pathos. Nella storia della Serie A, lo scudetto si è deciso all’ultima giornata 27 volte: solo in quattro casi, come potrebbe accadere ora, l’inseguitrice ha avuto la meglio. Ma mai la capolista ha perso il titolo in casa all’ultimo turno, come rischia ora il Napoli al Maradona contro il Cagliari. Le probabilità sorridono agli azzurri, ma il calcio italiano ha già vissuto epiloghi beffardi e clamorosi ribaltoni.

Tre episodi restano scolpiti nella memoria: nel 1967, l’Inter di Herrera crollò a Mantova su un errore del portiere Sarti e consegnò il titolo alla Juve; nel 1973, il Milan di Rocco affondò a Verona (5-3), superato ancora dai bianconeri; e nel 2002, l’Inter di Ronaldo perse 4-2 con la Lazio e fu scavalcata da Juventus e Roma. Proprio in quel match, segnò anche un ispirato Poborsky, che il giorno prima aveva promesso il successo all’amico Nedved. Oggi, il copione è pronto per un nuovo finale imprevedibile: il Napoli sogna il quarto scudetto della sua storia, l’Inter punta al sorpasso, e lo spettro dello spareggio incombe. Emozioni, pioggia e ricordi: la tradizione della volata tricolore si arricchisce di un nuovo, attesissimo capitolo.

Corsa Scudetto, tutto in 90′: venerdì sera di decide la lotta per il titolo, ecco come seguire Napoli e Inter in contemporanea

Venerdì sera si decide la lotta Scudetto: tutte le informazioni sulle sfide Napoli Cagliari e Como Inter – ecco come seguirle

Per la prima volta nella storia, lo scudetto si deciderà con due partite isolate, in contemporanea e senza interferenze: Napoli Cagliari e Como Inter si giocheranno venerdì sera alle 20.45, mentre tutte le altre gare si disputeranno nel weekend. La scelta della Lega nasce dalla necessità di lasciare spazio a un eventuale spareggio scudetto e di concedere all’Inter più tempo per preparare la finale di Champions contro il PSG. I nerazzurri avevano chiesto di giocare giovedì, ma il Napoli ha preferito venerdì per poter eventualmente festeggiare in un giorno non lavorativo, e così è stato deciso. In città sono stati installati maxi-schermi per una potenziale festa, mentre a Milano prevale la delusione per il pari interno con la Lazio. Nessuna rivoluzione nei preparativi: ritiro per il Napoli a Pozzuoli, mentre l’Inter resterà alla Pinetina, a pochi chilometri dal Sinigaglia, nella trasferta più breve della sua stagione. Entrambe le squadre mantengono la solita routine, senza cambiamenti tattici o logistici.

La copertura mediatica sarà imponente, con DAZN che trasmetterà le due gare in esclusiva. A Napoli la telecronaca sarà affidata a Pierluigi Pardo con Marco Parolo, con Diletta Leotta e Ciro Ferrara a bordo campo; a Como ci saranno Edoardo Testoni ed Emanuele Giaccherini. Michele Dalai, direttore editoriale della piattaforma, ha anticipato una doppia conduzione incrociata dai due stadi, evitando lo studio centrale per mantenere il focus sulle emozioni in tempo reale. Inoltre, sarà attivo un terzo canale con Zona Gol per seguire entrambi i match. Anche la radio seguirà in diretta la serata: su Rai Radio 1, Zona Cesarini offrirà collegamenti alternati con i radiocronisti Repice e Bisantis. Come racconta la Gazzetta dello Sport, si preannuncia una notte unica, vissuta tra mare e lago, con le emozioni che rimbalzeranno tra due città e milioni di tifosi.

Calciomercato Milan: Igli Tare ha le idee chiare: tutti i nomi nel mirino del ds in caso di approdo in rossonero

Calciomercato Milan, si va verso Igli Tare come direttore sportivo e il dirigente ex Lazio ha le idee chiare: ecco tutti i nomi

Lo aspetta una missione complicata, ma Igli Tare ha le idee chiare: se diventerà il nuovo uomo mercato del Milan, come è probabile secondo la Gazzetta dello Sport, il progetto punterà su un’identità più italiana, sia in panchina che nello spogliatoio. È questo il concetto emerso nei lunghi colloqui con l’a.d. Giorgio Furlani, con cui i contatti sono continui. L’obiettivo è costruire una squadra composta da giocatori giovani, affamati, esplosivi e con buona conoscenza della Serie A. In caso di partenza di Theo Hernandez, il nome caldo per la fascia sinistra è Destiny Udogie del Tottenham, già seguito ai tempi della Lazio. A destra, ma più avanzato, piace Dan Ndoye del Bologna, pupillo di Italiano, mentre a centrocampo l’interesse ricade su Jens Odgaard, sempre dal club emiliano. Tre profili accomunati da un calcio ad alta intensità che piace sia a Tare che all’eventuale nuovo tecnico. In difesa, occhi puntati su Mario Gila, già portato alla Lazio, e su Luiz Felipe, rientrato in Europa dopo l’esperienza saudita. In chiave futura, piacciono Comuzzo, Leoni e Coppola, giovani italiani dal grande potenziale.

In attacco, l’idea è Lorenzo Lucca dell’Udinese: centravanti fisico, giovane, con margini di crescita, in un reparto dove oggi manca un profilo simile. Resta in standby l’ipotesi di scambio con la Roma tra Abraham e Saelemaekers, mentre un’altra suggestione porta a Federico Chiesa, che potrebbe cercare rilancio dopo stagioni complicate tra Juventus e Liverpool. Tare, esperto in operazioni di questo tipo, osserva con interesse. Infine, il sogno: Sergej Milinkovic-Savic. Tare l’ha scoperto e valorizzato alla Lazio, ma strapparlo all’Al-Hilal, dove guadagna cifre astronomiche, appare oggi poco realistico. Più probabile che si cerchi un centrocampista dalle caratteristiche simili, per completare un Milan più fisico, dinamico e competitivo.

Dino Zoff: «Napoli favorito, Conte è una garanzia; Juve, senza Champions è imperdonabile, Ranieri va studiato…»

Dino Zoff ha parlato al La Stampa di questo finale di campionato, quando a 90′ dalla fine ci sono ancora in palio tantissime cose da decidere. Di seguito le sue parole.

SI STA DIVERTENDO – «Sì, molto. Quando tutto è in gioco non ci si può annoiare».

BASTA PASSAGGI INDIETRO – «Basta con i passaggi all’indietro… Ce l’ho con chi li chiama in causa, spesso, per usare i piedi: in porta si va per parare, il resto appartiene a una svolta che non mi piace».

SCUDETTO AL NAPOLI – «Dire Napoli è la cosa più ovvia, ma il Napoli ha un punto in più a una gara dalla fine: è favorito».

PRESSIONE SUL NAPOLI – «Alla pressione ci pensa Antonio: uno come lui è la garanzia migliore per tenere tutti con i piedi per terra e sintonizzati sul Cagliari».

SCUDETTO CON PIÙ VALORE – «Sì, se Conte dovesse portare il Napoli al titolo di campione d’Italia, il successo avrebbe un significato maggiore».

SE VINCONO È UN MIRACOLO – «Guardate la classifica degli azzurri un campionato fa. E guardate cosa è accaduto a gennaio: se non sbaglio, a Conte hanno venduto un tale di nome Kvaratskhelia. Se vincono è un miracolo».

INZAGHI ALL’INTER – «Non mi stupisce il suo cammino da allenatore: quando l’ho avuto in gruppo mi colpivano la sua preparazione e la cura per i particolari. Bravo».

QUARTO POSTO CHAMPIONS – «Se lo deve aggiudicare la Juve: per i bianconeri fallire l’obiettivo minimo sarebbe imperdonabile».

GIUDIZIO SU TUDOR – «Aspettiamo Venezia. Nell’attesa, mi sento di dire che ha lavorato bene, molto: ha fatto quello che gli è stato chiesto, ha rimesso in ordine cose che non andavano, ha restituito un bel po’ di energia al gruppo».

YILDIZ E LA NUMERO DIECI – «Yildiz ha numeri importanti, qualità e voglia di emergere: giocare con la dieci della Juve non è facile, dà l’impressione di sopportarne il peso».

CHANCE PER LA LAZIO – «Difficile, non impossibile. E comunque andrà a finire, la Lazio può essere soddisfatta della stagione».

RANIERI E LA ROMA – «Ranieri andrebbe fatto studiare a Coverciano».

COSA SERVE NEL CALCIO – «Nel calcio non servono i fenomeni o i geni. Serve altro».

L’ESEMPIO RANIERI – «Equilibrio, saggezza, esperienza e normalità. Ranieri merita gli applausi di tutti».

GLI ECCESSI NON MI PIACCIONO – «Gli eccessi non mi sono mai piaciuti: ne vedo in ogni situazione. Quando si esagera, non mi diverto più».

TROPPO USO DEL VAR – «Sì».

IL COMO DI FABREGAS – «Il Como è la squadra a cui assegnerei il mio personale Oscar: bello da vedere, coraggioso, mai banale. Fabregas avrà un grandissimo futuro».

NO AI RETROPASSAGGI – «Chi sta in porta deve parare, usare le mani: vedo troppi retropassaggi per coinvolgere il portiere nella ripartenza del gioco».

POSSESSO PALLA SOPRAVVALUTATO – «Perché parlarne così tanto? Puoi tenere la palla a lungo senza creare pericoli o guadagnare spazio. Ribadisco, stop agli eccessi».

CHI VINCE LO SCUDETTO – «Non sarà facile battere il Cagliari, ma dico Napoli».

JUVE DEVE VINCERE – «A Venezia, la Juve non può non vincere vista la posta in palio».

THIAGO MOTTA – «Non lo so. È andata così».

Italiano ha scelto Bologna! Il tecnico al lavoro per il rinnovo con alcune richieste alla società: ecco di cosa si tratta

Vincenzo Italiano sempre più vicino al rinnovo con il Bologna: dopo la vittoria della Coppa Italia le parti al lavoro – ecco le sue richieste

Il Bologna accelera per blindare Vincenzo Italiano. Come riportato dal Corriere dello Sport, oggi a Casteldebole è previsto un incontro decisivo tra i vertici rossoblù – Fenucci, Sartori e Di Vaio – e l’agente del tecnico, Francesco Caliandro, per porre le basi dell’estensione contrattuale. Nonostante l’attuale accordo in scadenza nel 2026, il club intende mettere nero su bianco il prima possibile, sia per garantire continuità al progetto sia per spegnere le voci che vorrebbero Italiano accostato a panchine come quelle di Napoli, Milan o Roma. La volontà di entrambe le parti è chiara: proseguire insieme un cammino che ha già regalato ai tifosi la qualificazione alle coppe europee e una Coppa Italia, con il tecnico protagonista dentro e fuori dal campo grazie a una personalità calda e coinvolgente, in perfetta sintonia con la piazza felsinea.

Due i temi principali sul tavolo del confronto. Da un lato, il rafforzamento tecnico della squadra: Italiano è consapevole che alcune cessioni importanti saranno inevitabili, ma chiederà garanzie su sostituti all’altezza, vista la crescente ambizione del club. Dall’altro, l’adeguamento economico del contratto: dopo una stagione straordinaria, è lecito attendersi un aumento dell’ingaggio e bonus ritoccati. Una fumata bianca immediata non è scontata, ma la base per l’accordo è solida. D’altronde, la storia recente insegna: allenatori come Ulivieri, Mazzone, Mihajlovic e Pioli hanno lasciato un segno a Bologna proprio grazie alla loro empatia, più di tecnici puramente vincenti ma distaccati. In attesa della firma, è stato ufficializzato anche il riscatto di Nicolò Casale per 7,5 milioni di euro: sarà legato al Bologna fino al 2028.

Le prime pagine sportive nazionali – 21 maggio

Le prime pagine dei quotidiani sportivi di oggi in edicola: Tuttosport, Corriere dello Sport e La Gazzetta dello Sport. I dettagli

Sono decine di migliaia le copie vendute tutte le mattine in edicola, ma un’anteprima dei principali contenuti può essere consultata già dalla sera precedente. Ecco, allora, le prime pagine dei Quotidiani Sportivi di oggi in edicola. Tuttosport, Corriere dello Sport e La Gazzetta dello Sport rappresentano i principali quotidiani sportivi in Italia. Punto di riferimento ogni giorno tanto per gli addetti ai lavori quanto per gli appassionati.

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