Pagina 297 – Calcio News 24

Infortunio De Jong, problema muscolare e stop lungo: che tegola per il Barcellona! Salta anche il big match con l’Atletico Madrid

Infortunio De Jong, problema muscolare: che tegola per il Barcellona! Salta anche il big match con l’Atletico Madrid. I tempi di recupero

Brutte notizie per il Barcellona e per il tecnico Hans-Dieter Flick, allenatore tedesco alla guida dei blaugrana. Gli esami strumentali a cui si è sottoposto Frenkie de Jong, centrocampista classe 1997 e perno della mediana catalana, hanno evidenziato uno strappo muscolare che lo costringerà a fermarsi nelle prossime settimane.

Il regista olandese salterà sicuramente la sfida di campionato contro il Villarreal e anche il big match successivo contro l’Atlético Madrid di Diego Simeone, allenatore argentino noto per l’intensità del suo gioco. Un’assenza pesante per i blaugrana, che perdono qualità, dinamismo e capacità di gestione del possesso in una fase delicata della stagione.

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Flick dovrà ora ridisegnare il centrocampo, trovando soluzioni alternative per sopperire alla mancanza di uno dei suoi uomini chiave. Il recupero di De Jong sarà monitorato giorno dopo giorno dallo staff medico del club catalano.

Julian Alvarez verso l’addio all’Atletico Madrid? I numeri del momento di crisi, mentre impazzano le voci sulla prossima estate

Julian Alvarez verso l’addio all’Atletico Madrid? I numeri della crisi, mentre impazzano le voci sulla prossima estate: ecco chi lo vuole

Nonostante la vittoria per 4-1 contro il Bruges, che ha garantito al Atletico Madrid il passaggio agli ottavi di finale di Champions League, l’assenza del gol di Julian Álvarez continua a essere una nota dolente per i Colchoneros. L’attaccante argentino, pur avendo totalizzato 5 gol e 2 assist in Champions League, sta vivendo un momento difficile, con una sola rete segnata nel 2026 e un digiuno che dura ormai da novembre in Liga. L’ultima volta che Álvarez ha trovato la rete in campionato è stato nel match contro il Siviglia, ormai quasi quattro mesi fa.

Il bilancio stagionale dell’attaccante classe 2000, arrivato dal Manchester City per 75 milioni di euro, è di 13 gol in 37 presenze, un rendimento ben lontano dai 29 gol della scorsa stagione. Nonostante ciò, il giocatore è stato decisivo in Copa del Rey e ha servito un assist contro il Girona, ma le sue prestazioni sono calate, e l’ex City appare più concentrato sulle voci di mercato che sulle sue performance in campo.

Come sottolineato da Calciomercato.com, la crisi di Álvarez potrebbe dipendere anche dalle numerose speculazioni sul suo futuro. Con un contratto che lo lega all’Atletico Madrid fino al 2030, l’attaccante è uno dei giocatori più richiesti sul mercato. Le sirene lo accostano a club di primissimo livello come il PSG, il Barcellona e diverse squadre della Premier League, voci che sembrano influire sul suo stato d’animo.

Contro il Bruges, Álvarez è stato titolare ma è stato sostituito al 58′ da Antoine Griezmann, con il pubblico che lo ha accompagnato in panchina con una standing ovation. Nonostante le difficoltà, Diego Simeone, allenatore dell’Atletico Madrid, ha confermato di avere ancora fiducia nel suo attaccante, nonostante le performance superiori degli altri uomini offensivi, come Alexander Sørloth e Ademola Lookman.

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Nel frattempo, Álvarez resta tra i bomber più corteggiati, con club come Arsenal e Chelsea che lo monitorano, mentre il Barcellona sembra essere la sua destinazione preferita, come riportato dai media vicini ai blaugrana. L’attaccante argentino ha dichiarato che il punto sulla sua situazione verrà fatto solo al termine della stagione, ma la sua continuità al Barça potrebbe essere una realtà, anche alla luce della situazione di Robert Lewandowski.

Con un finale di stagione cruciale e un Mondiale all’orizzonte, Álvarez ha ancora tempo per ritrovare la forma e confermare il suo valore in uno dei club più prestigiosi d’Europa.

Formazioni ufficiali Fiorentina Jagiellonia: le scelte di Vanoli e Siemieniec

Formazioni ufficiali Fiorentina Jagiellonia: le scelte di Paolo Vanoli e Adrian Siemieniec per il playoff di ritorno di Conference League

Questa sera i viola di Vanoli saranno di scena in casa, nella partita valevole per il ritorno dei playoff di Conference League contro lo Jagiellonia, dopo la vittoria dei toscani all’andata per 0-3. Una partita fondamentale per i viola per proseguire il proprio cammino in Europa, mantenendo l’importante vantaggio maturato all’andata in Polonia.

Tutto pronto allo stadio per il fischio d’inizio dell’attesa sfida europea. La Fiorentina ospita lo Jagiellonia per l’importante gara di ritorno valida per i playoff della Conference League. Le formazioni ufficiali sono state regolarmente diramate.

Il gruppo scende in campo forte del rassicurante vantaggio accumulato nel primo round del doppio confronto calcistico. I viola provengono dalla fondamentale vittoria per 3-0 conquistata in terra polacca. In quella preziosa occasione, Ranieri, Mandragora e Piccoli avevano gonfiato la rete, indirizzando in modo deciso il discorso qualificazione a favore della compagine di casa.

Oggi, 26 febbraio, l’obiettivo è consolidare il risultato e staccare il pass per la fase successiva della competizione. Vanoli e Siemieniec hanno studiato attentamente le mosse per questo atto conclusivo. Le scelte dell’undici titolare puntano a mantenere altissima l’attenzione, evitando pericolosi cali di concentrazione che potrebbero compromettere l’ottimo lavoro svolto in trasferta. La gestione del netto vantaggio richiederà grande solidità per tutti i 90 minuti regolamentari.

In caso di esito positivo e passaggio del turno, la Fiorentina scoprirà la sua prossima avversaria domani, 27 febbraio. La cerimonia dei sorteggi di Conference League delineerà il nuovo tabellone, aprendo le porte a nuove sfide. L’ambiente attende con trepidazione il verdetto del campo per proseguire il cammino internazionale. Le due squadre si preparano a darsi battaglia, con l’obiettivo di raggiungere i rispettivi traguardi prefissati. L’attenzione è massima per confermare le gerarchie emerse nel primo incontro disputato in questa fase del torneo.

FIORENTINA (4-1-4-1): Lezzerini; Fortini, Comuzzo, Pongracic, Gosens; Mandragora; Dodò, Fabbian, Ndour, Fazzini; Piccoli. Allenatore: Vanoli.

JAGIELLONIA (4-2-3-1): Abramowicz; Wojtuszek, Vital, Pelmard, Wdowik; Mazurek, Romanczuk; Pozo, Imaz, Jozwiak; Pululu. Allenatore: Siemieniec.

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Ausilio blinda Chivu e annuncia: «Avanti con lui, è stato la nostra prima scelta! Ecco la verità su Fabregas». Poi svela il retroscena su Lautaro

Il direttore sportivo dell’Inter, Piero Ausilio, conferma la fiducia totale del club nei confronti di Cristian Chivu: le sue parole e i retroscena di mercato

Nel corso dell’intervista concessa a Marco Nosotti di Sky Sport per il format ‘Colpi da Maestro’, il direttore sportivo dell’Inter, Piero Ausilio, ha confermato la fiducia totale del club in Cristian Chivu, raccontando alcuni retroscena legati a Cesc Fabregas e a Lautaro Martinez.

FARE IL DIRETTORE SPORTIVO – «Il nostro è un mestiere sottoposto al giudizio di tutti ogni giorno, tutti si possono permettere di parlare di calcio anche se non tutti con la stessa competenza. Nel mio caso ormai sono 28 anni, se mi guardo dietro sicuramente vedo che sono stati più i successi che gli insuccessi e di questo sono contentissimo».

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FABREGAS E CHIVU – «Ho sicuramente stima di questo allenatore, è giovane, sta facendo bene e farà sicuramente una carriera brillantissima. Non c’è mai stata un’Inter vicina a Fabregas, il primo a saperlo è stato Chivu. Quando ci siamo trovati di fronte alla scelta di Inzaghi abbiamo messo sul tavolo delle idee e quella di Chivu era quella in cui credevamo di più per mille motivi. È un ragazzo incredibile, vero, lo era da calciatore, lo è adesso come uomo e anche da allenatore. Avevamo la fortuna di averlo conosciuto nel settore giovanile, la scelta di Parma è stata coraggiosa, brava la dirigenza e bravo lui, quel rischio oggi lo ha portato all’Inter. È sempre stato la nostra prima scelta, siamo andati dritti su di lui e siamo contentissimi della scelta».

LAUTARO MARTINEZ – «Mi ricordo perfettamente quel periodo, era anche un periodo difficile per l’Inter, avevamo una partita col Crotone e ho deciso di tentare l’impossibile, lui sembrava orientato all’Atletico Madrid. I rischi di non farcela erano tanti, ho rischiato e con l’aiuto anche di Milito sono riuscito. È stata un’operazione molto vantaggiosa, non costò più di 20 milioni di euro, l’avevamo chiusa anche a meno ma lui poi quella sera fece tre gol, quindi ci siamo dovuti sedere di nuovo a trattare. Oggi dopo tanti anni è il nostro capitano ed è un patrimonio del calcio. In una trattativa devi essere prima di tutto convincente con il calciatore, nel caso di Lautaro partimmo con l’accontentare prima il club».

L’INTERVISTA COMPLETA AD AUSILIO SU INTERNEWS24

Real Madrid, un tifoso fa il saluto nazista prima del match col Benfica: il club lo bandisce! Il duro comunicato

Real Madrid, un tifoso fa il saluto nazista prima del match col Benfica: il club lo bandisce! Il comunicato e la presa di posizione della società

Durante il ritorno dei playoff di Champions League tra Real Madrid e Benfica, un episodio increscioso ha coinvolto un tifoso del club spagnolo presente allo Santiago Bernabéu. Prima dell’inizio della partita, il tifoso è stato ripreso dalle telecamere mentre eseguiva un saluto nazista, un gesto che ha subito suscitato reazioni di condanna.

Il club madrileno ha prontamente reagito, diffondendo una dichiarazione ufficiale in cui condanna fermamente l’accaduto. Nella nota, il Real Madrid ha comunicato di aver richiesto alla Commissione Disciplinare del club di avviare con urgenza una procedura per l’espulsione immediata del socio coinvolto. Il tifoso è stato rapidamente identificato dal personale di sicurezza del club, che lo ha allontanato dallo stadio subito dopo il gesto.

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Il comunicato del club sottolinea che il Real Madrid respinge qualsiasi forma di espressione che inciti alla violenza e all’odio, sia nel contesto sportivo che nella società in generale. Il club ha affermato di non tollerare comportamenti che possano macchiare l’immagine di inclusività e rispetto che rappresenta.

L’episodio ha suscitato indignazione tra i tifosi e l’opinione pubblica, con molti che hanno elogiato la tempestiva reazione del Real Madrid nell’affrontare la situazione. Con il club che ha confermato di essere impegnato a mantenere un ambiente positivo e rispettoso per tutti i suoi sostenitori, la vicenda si è conclusa con l’espulsione del tifoso, ma non prima che l’incidente venisse ampiamente riportato dai media internazionali.

IL COMUNICATO – «Il Real Madrid condanna questi tipi di gesto ed espressione che incitano alla violenza e all’odio nello sport e nella società».

Sassuolo, Grosso può sorridere: due rientri importanti contro l’Atalanta! L’idea di formazione

Sassuolo, Grosso può sorridere: due rientri importanti contro l’Atalanta! Le prime idee di formazione del tecnico dei neroverdi

Il Sassuolo si prepara alla sfida di domenica contro l’Atalanta, con il ritorno di due giocatori fondamentali: Nemanja Matic, centrocampista serbo, e Tarik Muharemovic, difensore bosniaco, che hanno scontato i turni di squalifica. Tuttavia, il club dovrà fare a meno di un altro titolare in difesa come Sebastian Waluckiewicz, che è anch’esso squalificato.

Per sostituire Waluckiewicz sulla corsia destra, Woyo Coulibaly è il favorito, mentre in difesa si prevede la conferma di Ulisses Garcia a sinistra, con Muharemovic e Idzes a formare la coppia centrale. A centrocampo, Matic prenderà il posto di Lipani, mentre in attacco il tridente sarà composto da Domenico Berardi, Andrea Pinamonti e Armand Laurientè come probabile titolare.

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Con queste modifiche, il Sassuolo mira a sfruttare al meglio le sue risorse per affrontare un’Atalanta in grande forma, come dimostrato dalla straordinaria impresa di ieri sera in Champions League contro il Borussia Dortmund

Cosmi si presenta alla Salernitana: «Noi allenatori siamo malati di calcio, essere qui è un privilegio. Ecco come ho reagito alla chiamata del direttore»

Il nuovo allenatore della Salernitana, Serse Cosmi, è intervenuto alla propria conferenza stampa di presentazione: le sue parole

La conferenza stampa di presentazione di Serse Cosmi come nuovo allenatore della Salernitana, in Serie C.

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PAROLE – «Quando il direttore mi ha chiamato, ho sentito subito una scarica di adrenalina. Noi allenatori siamo un po’ malati di calcio, ci sembra di poterne fare a meno ma non è possibile. È un concetto molto importante. Impegno costante, appassionato, è una forma profonda di attaccamento che va oltre il semplice dovere. Credo che in una parola sia racchiuso il senso di quello che voglio dai miei calciatori. Gioca chi mi fa vedere che prima di essere un calciatore bravo, capisce il momento. Salerno per un calciatore, un allenatore, un direttore è un privilegio. Mi sono fatto una prima idea sulla squadra in questi giorni e sono rimasto positivamente sorpreso, anche in eccesso. Mi sembra un gruppo che ha le qualità tecniche e fisiche per non essere così distante da Benevento e Catania. Sono venuto per cercare di fare il meglio possibile, ovvero più punti possibile. Credo che ci siano le potenzialità per poter finire la stagione meglio. Al direttore ho aggiunto: adesso devo capire dov’è la fregatura. Il calcio a volte mette un po’ di polvere sotto il tappeto. Qualche problema deve esserci e, vi dico, non è il lavoro di chi mi ha preceduto che saluto e ringrazio».

Ahanor diventa maggiorenne ed è vicino ad ottenere la cittadinanza italiana: Gattuso pensa già alla convocazione per lo spareggio con l’Irlanda?

Ahanor è vicino ad ottenere la cittadinanza italiana: Gattuso pensa già a convocarlo per lo spareggio con l’Irlanda? L’idea del ct per il difensore

Gennaro Gattuso si prepara al doppio spareggio decisivo per la qualificazione ai prossimi Mondiali 2026, con la Nazionale italiana chiamata a sfidare l’Irlanda del Nord e la vincente tra Galles e Bosnia. Le semifinali si giocheranno il 26 marzo a Bergamo, con la finale il 31 marzo, e il ct sta preparando la lista dei convocati.

Tra i nomi che potrebbero entrare a far parte della selezione c’è anche Honest Ahanor, esterno classe 2008 dell’Atalanta, che sta vivendo una stagione da protagonista nella Serie A. Come riportato da La Gazzetta dello Sport, il giovane calciatore ha compiuto 18 anni lo scorso 23 febbraio e, dopo aver raggiunto la maggiore età, ha avviato i passaggi formali per ottenere la cittadinanza italiana. Nato ad Aversa da genitori nigeriani, Ahanor ha ora completato la documentazione necessaria, con la speranza di ottenere il passaporto italiano a breve.

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Il giocatore, che ha fatto il suo esordio in prima squadra con il Genoa prima di trasferirsi all’Atalanta lo scorso anno per circa 20 milioni di euro, è stato seguito da vicino dallo staff di Gattuso, che lo ha apprezzato per la sua crescita. Ahanor ha giocato 25 partite questa stagione, collezionando 16 presenze in Serie A, 7 in Champions League e 2 in Coppa Italia, segnando anche un gol contro il suo ex club.

Dopo aver vinto uno Scudetto Under 18 con il Genoa, Ahanor ha sempre messo l’Italia al primo posto nelle sue preferenze, nonostante non fosse ancora selezionabile per le squadre giovanili. Ora, con il possibile sogno di una convocazione in vista dei playoff per la qualificazione ai Mondiali, il giovane talento dell’Atalanta potrebbe essere pronto a fare il suo debutto in una competizione fondamentale per la Nazionale.

Genoa, De Rossi in conferenza in vista dell’Inter: «Norton Cuffy potrebbe non esserci, loro una squadra forte e motivata. Sul KO col Bodo Glimt penso questo»

Genoa, l’allenatore Daniele De Rossi si presenta in conferenza stampa a due giorni dalla sfida di campionato contro l’Inter

La conferenza stampa di Daniele De Rossi a due giorni da Inter Genoa, match valevole per la 27^ giornata del campionato di Serie A 2025/26.

MESSIAS – «A forza di stare fuori ha fatto amicizia col medico e ogni tanto passeggiano assieme – e no, no, Junior sta bene. Stanno fondamentalmente tutti bene, qualcuno un po’ meno, ma ancora bisogna capire. Non ci sono infortuni lunghi. Norton-Cuffy non ha una lesione grave, ma potrebbe non esserci a Milano. Vediamo in questi giorni. Otoa oggi è sceso in campo, sta lavorando sulla caviglia. Vedremo quanto diminuirà il gonfiore e quanto dolore riuscirà a sopportare».

INTER ARRABBIATA – «Penso che cambi poco, è più un’idea che ci facciamo noi prima della partita. Questa squadra sta vincendo a ripetizione campionati perché ce l’ha come obiettivo e ne ha diversi. Uno è saltato, ma l’altro rimane vivo e alla portata di una squadra come l’Inter. Avrebbero comunque avuto voglia di vincere e mantenere la loro striscia, che non so di quante vittorie sia. Squadra forte, squadra motivata. E forse c’è la cosa più pericolosa da incontrare: l’orgoglio ferito dei campioni. Si tratta di una squadra che ha vinto e sta vincendo, avrà voglia di svoltare dopo l’eliminazione in Champions».

GENOA PERFETTO – «Un Genoa perfetto non esiste, e probabilmente quello che sognerei non lo vedremo in questi mesi. Stiamo buttando giù delle buone basi. Nel primo tempo con il Torino ci siamo avvicinati alla mia idea di squadra. Siamo stati bravi a gestire la palla, molto aggressivi e abbiamo limitato le imbucate. Siamo stati una squadra attenta. Ho visto una squadra che aveva tanta voglia di vincere la partita. Ho visto una squadra cattiva, che è sempre una cosa un po’ astratta. Io ho visto una squadra così nel riscaldamento, sulla prima palla, sulla seconda palla e fino al quarantacinquesimo ha fatto un primo tempo molto vicino a quello che vorrei facessimo sempre. Non possiamo però accontentarci perché il secondo tempo è stato meno buono e meno in controllo, quando la partita doveva essere ancora più facile».

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RITORNO A SAN SIRO E ERRORE COL MILAN – «Lo trovo, oltre che bello, ricco di storia. Ho sempre l’impressione di entrare in un posto dove sono successe cose molto importanti per noi amanti del calcio. Ho vissuto giornate belle, ma anche negative. Sono più le volte che ci ho vinto, considerando che ci abbiamo affrontato sempre Inter e Milan, due squadre molto forti. Sono contento di tornarci. Se dicessi che non penso a quella serata mentirei perché noi allenatori siamo un po’ piagnucoloni, andiamo a fare l’elenco dei punti che sentiamo di dover avere indietro dal destino. Se penso a quella partita penso a sessanta minuti a grande livello, un pareggio a tempo scaduto e poi la forza di cercare di andare a provare a vincere la partita. Poi i rigori si sbagliano o si segnano. Siamo usciti moralmente con le ossa rotte, ma ci ha dato la certezza di potercela giocare contro una squadra molto forte come il Milan. Anche se poi è una squadra che a volte te la lascia per scelta, a differenza dell’Inter».

NORTON-CUFFY – «Non è l’idea di non rischiarlo: qui se bisogna rischiare, rischiamo. Ogni partita è importante. Il discorso è farcela o non farcela. Abbiamo una partita a settimana e abbiamo partite molto importanti, quindi se uno può stare in campo, si mette a disposizione. Poi può essere mia la scelta di non rischiare un giocatore perché non voglio perderlo per tanto tempo. Se c’è il rischio di perderlo per tanto tempo, il giocatore non gioca. Non vale solo per Norton-Cuffy: è stato così anche per Frendrup a Udine. Sono mie scelte. Preferisco avere un giocatore sano che un ipotetico titolarissimo che non sta benissimo. Le soluzioni sono tante, ma non sono tantissime. Sono, in ogni caso, di tutto rispetto, motivo per il quale sono tranquillo. Se non dovesse farcela Brooke (o comunque dovesse farcela e decidessi di optare per altri giocatori), i nostri quinti che hanno giocato su quella fascia – che non sappiamo più se sia la destra o la sinistra – sono di assoluta affidabilità».

MESSIAS-BALDANZI – «Non sono convinto che non sia la partita adatta. Ogni partita è adatta se hai giocatori buoni da mettere in campo, che quando c’è da tenere palla sanno tenerla, proteggerà e fare partire un contropiede e spezzare il ritmo degli avversari. Questi due giocatori, a discapito della loro immagine di giocatori offensivi e di qualità, quando li metti all’interno di un’organizzazione difensiva si sanno sacrificare e hanno capito cosa voglio da loro. Non si tratta di correre 14 chilometri come fanno Frendrup o Masini, ma occupare spazi dove vorrei che non passassero palle avversarie. Loro lo sanno fare. Devono stare bene entrambi per metterli perché non voglio entrare in campo e avere già la certezza di dover fare due cambi. Se ho la certezza di doverne fare uno, è una staffetta tra l’uno e l’altro. Questa è la lettura. La seconda lettura è chi si sposta a fare il sotto punta e chi rimane a fare la mezzala. A me piace mettere giocatori bravi e offensivi e giocare tante partite con due punte più Malinovskyi, Baldanzi, Messias non mi fa paura. Penso che sia la strada più vicina all’arrivare a fare gol e i numeri ci dicono che questa strada ripaga. In tante partite abbiamo fatto gol con Thorsby che si inseriva di testa. Ogni giocatore ha una sua chiave per andare a far male agli avversari, l’importante è che sia riconosciuta da tutta la squadra e che sia messa in atto una strategia funzionale a poter fare gol».

CATENACCIO E CONTROPIEDE – «Sono d’accordo che non siano parolacce. Hanno dimostrato che si può vincere con chiunque facendo catenaccio e contropiede. Credo che il Bødo-Glimt abbia avuto un’intensità e un’abnegazione nell’atteggiarsi in fase difensiva e riproporsi in fase offensiva lodevoli. Non è stato solo catenaccio e contropiede. Penso che l’Inter all’interno della partita avrebbe meritato di vincere: all’interno della partita catenaccio e contropiede possono funzionare, ma credo che sia riduttivo limitare una squadra come il Bødo-Glimt a queste due parole. Forse non rende loro neanche merito. Credo che l’Inter, con questo atteggiamento degli avversari e col suo atteggiamento, potesse vincere tranquillamente la partita, dopodiché gli episodi fanno la differenza. Il primo gol del Bødo-Glimt è stato un infortunio dell’Inter. A volte sembriamo molto bravi quando facciamo una strategia o una gran gara. L’allenatore del Bødo-Glimt sembra uno scienziato e Chivu un pollo, ma se guardi bene la partita ti accorgi che l’Inter la poteva vincere ampiamente. È pur vero che il Bødo-Glimt è una squadra meno forte dell’Inter, con giocatori meno costosi, quindi è un grand emerito quello di aver passato il turno. Li stimo molto per questo. Speriamo di riuscire anche noi a fare valere le nostre armi come hanno fatto loro, sia in casa che fuori».

NUMERI INTER SU PALLE INATTIVE – «Abbiamo ben chiari i numeri dell’Inter sulle palle inattive, ne abbiamo riparlato. Tocchiamo ferro e non parliamo di come abbiamo difeso sui calci piazzati ultimamente, ma possiamo ritenerci abbastanza soddisfatti. Abbiamo giocato contro squadre come il Parma, che ha giocatori molto forti e alti, e contro la Cremonese con Djuric, Thorsby, Baschirotto, giocatori che fisicamente ci mettevano ancora più paure dell’Inter. Siamo stati molto attenti, cambiando qualcosina e non concedendo nulla. Forse avevamo smesso di lavorarla quotidianamente questa roba, ma anche oggi ci siamo messi lì una mezz’oretta per parlarne. Sappiamo che l’Inter ha ottimi giocatori proprio dal punto di vista del calciare nel mezzo, oltre ad avere grandi saltatori. Col Lecce hanno dominato la partita, ma poi hanno avuto bisogno di due calci piazzati per sbloccarla. Sappiamo che è un’altra arma e la pericolosità e la grandezza dell’Inter vengono proprio da questo, dal fatto che possono far gol in tante maniere, giocare in tante maniera, fare gol con tantissimi giocatori. Siamo consapevoli che sia probabilmente la squadra più forte del campionato. Noi possiamo solo fare questo: prepararci al meglio sui loro fondamentali migliori e cercare di non allontanarci troppo da quello che invece è buono per noi per fare loro male».

Seedorf esalta McKennie: «Ha tutto! In lui rivedo me dei primi anni di carriera»

Seedorf esalta McKennie: «Ha tutto! In lui rivedo me dei primi anni di carriera». L’elogio dell’ex Milan al centrocampista della Juventus

Una nuova, grande prestazione per Weston McKennie nella vittoria della Juventus contro il Galatasaray. Il centrocampista statunitense ha giocato come terzino sinistro e, nel finale, ha segnato il gol del momentaneo 3-0, regalando un’emozione unica ai tifosi bianconeri.

L’americano ha guadagnato anche i complimenti dell’ex calciatore del Milan Clarence Seedorf, il quale, ai microfoni di Prime Video, ha lodato la sua intelligenza tattica e la versatilità nelle due fasi di gioco.

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Dopo aver vissuto stagioni incerte, McKennie è pronto a firmare un rinnovo con la Juventus fino al 2030, con un aumento sostanzioso dell’ingaggio, che passerà da 2,5 a 4 milioni di euro a stagione. La sua stagione finora conta 8 gol e 7 assist in 37 presenze totali.

PAROLE – «In lui rivedo me nei miei primi anni di carriera. C’è tutto, intelligenza tattica e voglia di mettersi a disposizione, ma soprattutto un’ottima qualità in tutte e due le fasi».

Montero Al Ittifaq, ora è ufficiale: l’uruguaiano è il nuovo allenatore di Balotelli negli Emirati Arabi! L’annuncio

Montero Al Ittifaq, è stato ufficializzato è il nuovo allenatore, guiderà la squadra di Balotelli negli Emirati Arabi! L’annuncio

Dopo l’ultima parentesi trascorsa in panchina in Italia, si apre un nuovo capitolo internazionale per la carriera di Paolo Montero. Nelle scorse ore, il tecnico uruguaiano ha ufficialmente risolto il proprio vincolo contrattuale con la Juventus ed è stato nominato nuovo allenatore dell’Al-Ittifaq, negli Emirati Arabi Uniti.

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Il progetto emiratino e l’incontro con Super Mario

A Dubai, Montero avrà il compito di risollevare le sorti della squadra e troverà subito a sua disposizione un nome illustre del calcio tricolore: Mario Balotelli.

A dare l’annuncio ufficiale dell’ingaggio del tecnico sudamericano è stato Andrea Fulco, che ha commentato così la fumata bianca: «Siamo orgogliosi di annunciare un passo fondamentale per il nostro progetto. Accogliamo Paolo Montero: una vera leggenda del calcio che ha scelto di sposare la nostra visione. La sua mentalità vincente e la sua leadership saranno determinanti. Noi ci crediamo, e adesso si lavora».

L’asse societario con il Chievo: in estate arrivano Costa e Baselli

L’Al-Ittifaq rappresenta una realtà calcistica molto particolare, essendo di proprietà dell’imprenditore italiano Pietro Laterza, già patron del rinato Chievo Verona. Questa singolare multiproprietà ha generato un vero e proprio “ponte di mercato” tra l’Italia e gli Emirati, che porterà presto alla corte di Montero altri due volti molto noti della nostra Serie A:

  • Douglas Costa.
  • Daniele Baselli.

Entrambi i giocatori hanno recentemente firmato un accordo semestrale per rilanciare il progetto del Chievo in Serie D ma, grazie a un accordo societario già prestabilito, in estate faranno i bagagli per trasferirsi definitivamente a Dubai e mettersi a disposizione di mister Montero per la prossima stagione.

Espulsione Kelly Juve Galatasaray, l’UEFA spiega il rosso diretto al difensore: «Ha messo a repentaglio l’incolumità dell’avversario!»

Espulsione Kelly Juve Galatasaray, l’UEFA ha fornito questa spiegazione dopo il rosso diretto al difensore bianconero. Ecco il comunicato

La Juventus mastica amaro al termine di una notte europea intensa ma purtroppo infruttuosa. Il successo casalingo per 3-2 ottenuto all’Allianz Stadium contro il Galatasaray non è bastato per compiere l’impresa e ribaltare il pesantissimo 5-2 subìto nella gara di andata in Turchia. A pesare come un vero e proprio macigno sul destino europeo dei piemontesi è stata l’inferiorità numerica maturata all’inizio della ripresa, un episodio che ha tagliato le gambe a una rimonta che fino a quel momento sembrava clamorosamente alla portata.

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L’episodio chiave al VAR: il rosso a Lloyd Kelly

Il momento che ha svoltato e cambiato definitivamente l’inerzia del match si è verificato al 48′ minuto di gioco. Lloyd Kelly è stato allontanato dal campo dopo una lunga e complessa on field review.

Il direttore di gara, inizialmente orientato a estrarre il secondo cartellino giallo, è stato richiamato dal VAR. Dopo aver rivisto attentamente le immagini sul monitor a bordo campo, l’arbitro ha trasformato la decisione in un’espulsione diretta, lasciando la squadra torinese in dieci uomini nel momento di massimo sforzo offensivo.

A poche ore dalla conclusione della rovente sfida calcistica, la UEFA ha diramato una nota ufficiale per motivare la severa scelta arbitrale e cercare di placare le forti polemiche scaturite. Nel comunicato istituzionale si legge testualmente: Il giocatore della Juventus, il numero 6, usando i suoi tacchetti ha avuto un forte contatto scorretto con la caviglia sinistra dell’avversario, mettendo chiaramente a repentaglio la sua incolumità”.

Secondo il massimo organismo calcistico europeo, l’intervento con i tacchetti esposti sulla delicata articolazione tibio-tarsica del difensore britannico è stato ritenuto particolarmente pericoloso, giustificando appieno il provvedimento disciplinare estremo. Nonostante il grande cuore gettato oltre l’ostacolo dai compagni, il passivo accumulato all’andata e l’uomo in meno hanno spento definitivamente i sogni di gloria. Il cammino nella competizione si interrompe dunque ai playoff: nello spogliatoio resta la consapevolezza di aver dato tutto, ma brucia il rammarico per una gestione degli episodi che ha penalizzato oltremodo il gruppo.

Chelsea, incubo infortuni per Cole Palmer: allarme dall’Inghilterra sul top player dei Blues. Stagione amara testimoniata da questi numeri!

Chelsea, allarme infortuni per Cole Palmer: incubo dall’Inghilterra sul top player dei Blues. Questi numeri lo dimostrano

Il calcio moderno sta presentando un conto salatissimo ai suoi campioni, e l’emblema di questa preoccupante saturazione atletica porta il nome di Cole Palmer. Il talento del Chelsea sta attraversando una stagione da vero incubo sul fronte fisico: una forma inevitabilmente altalenante e continui acciacchi muscolari lo hanno limitato a sole 19 presenze sulle 42 partite ufficiali disputate finora dai Blues. The Mirror fornisce questa analisi.

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Un calendario disumano e il rischio Nazionale

A lanciare un durissimo campanello d’allarme è Maheta Molango, amministratore delegato della PFA (l’Associazione dei Calciatori Professionisti del Regno Unito). Il problema di Palmer affonda le radici in un calendario calcistico diventato letteralmente senza respiro: dopo l’estenuante stagione 2023-24 e gli Europei del 2024, il trequartista inglese non ha praticamente mai staccato la spina, venendo subito catapultato nel nuovo e logorante Mondiale per Club disputato in estate con il Chelsea.

Il rischio attuale è altissimo: Palmer non rientra tra i convocati del ct inglese Thomas Tuchel dallo scorso giugno e la sua partecipazione ai Mondiali del 2026 è ora in serio pericolo. Qualora dovesse andarci, si troverebbe ad affrontare la terza estate consecutiva senza un periodo di riposo adeguato.

Il duro sfogo della PFA: “I soldi non comprano polmoni”

Intervenendo all’evento FT Live, Molango ha svelato un retroscena emblematico: “Ho visitato il ritiro del Chelsea quando sono rientrati dal Mondiale per Club a metà luglio… erano letteralmente distrutti. La gente dice che sono milionari, ed è vero, ma i soldi non ti regalano un polmone o una gamba in più. Arriva un momento in cui il fisico cede“.

Il capo del sindacato ha poi evidenziato l’enorme danno per lo spettacolo e per il pubblico: “Oggi i tifosi pagano il 100% del prezzo del biglietto, ma troppo spesso ottengono solo il 60% o il 70% dello show, perché i giocatori sono costretti a gestirsi in campo per non crollare fisicamente. Dobbiamo capire che a volte ‘meno è meglio'”.

Un’epidemia di infortuni

Il caso Palmer, purtroppo, non è isolato. Molango ha ricordato come l’ultima finestra per le Nazionali abbia registrato i dolorosi forfait di stelle assolute come Jude Bellingham, Lamine Yamal e Lucy Bronze. Il sistema calcistico ha raggiunto il punto di non ritorno.

Onana, rebus futuro: l’ex Inter ha le idee chiare ma…C’è un ostacolo sul suo sogno in vista della prossima estate!

Onana, novità sul suo futuro: l’ex Inter ha le idee chiare ma…Cosa blocca il suo sogno in vista della prossima estate!

André Onana non ha alcuna intenzione di ammainare bandiera bianca. Attualmente in “esilio” calcistico in Turchia, in prestito al Trabzonspor fino al termine della stagione, il portiere camerunese ha in mente un solo e chiaro obiettivo per la prossima estate: tornare in Inghilterra e riprendersi con le unghie e con i denti il posto da titolare a difesa della porta del Manchester United. Ecco cosa scrive The Guardian.

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La caduta e il prestito in Turchia

La storia di Onana a Old Trafford è stata finora una montagna russa di emozioni, purtroppo per lui prevalentemente negative. Arrivato dall’Inter nel luglio 2023 per l’importante cifra di 44,1 milioni di sterline e fortemente voluto dal suo mentore Erik ten Hag, il classe ’96 ha pagato a caro prezzo un rendimento troppo altalenante. Una serie di errori decisivi ha minato le sue certezze, culminando con l’esclusione decisa dal successore Ruben Amorim dopo i due gol incassati nel pareggio per 2-2 contro il Lione. Da lì, lo scorso settembre, la necessità di ritrovare serenità accettando il prestito al Trabzonspor.

L’ostacolo Lammens e la frecciata di Carrick

Nonostante la convinzione di Onana di potersi giocare le sue carte nel prossimo ritiro estivo, la strada verso la maglia numero uno è decisamente in salita. Il motivo principale si chiama Senne Lammens. Acquistato dal Royal Antwerp per 18 milioni di sterline, il ventitreenne belga ha stupito tutti, collezionando 5 clean sheet in 21 presenze di Premier League.
L’attuale tecnico ad interim, Michael Carrick, lo ha esaltato dopo l’ultima vittoria per 1-0 contro l’Everton, lanciando quella che suona come una frecciata indiretta proprio all’ex interista: “Da un portiere pretendi affidabilità. Invece di creare caos, vuoi qualcuno che lo elimini e porti calma. Senne è esattamente questo: silenzioso, ma d’acciaio”.

I conti in tasca al club

Sullo sfondo di questo duello tra i pali, il club respira sul fronte finanziario. Il Manchester United ha infatti registrato un utile netto di 4,2 milioni di sterline nel secondo trimestre (contro i 27,7 milioni di perdite dell’anno precedente). Tuttavia, il prossimo bilancio dovrà assorbire i circa 10 milioni di buonuscita versati a gennaio per l’esonero di Amorim, una spesa che si aggiunge ai 14,5 milioni sborsati a suo tempo per congedare Ten Hag e il suo staff.

Samuele Inacio, scoppia il caso tra Atalanta e Borussia Dortmund! Denuncia alla FIFA per ‘tampering’, ecco cosa è accaduto

Samuele Inacio, è caos tra Atalanta e Borussia Dortmund! Denuncia alla FIFA per ‘tampering’, cosa sta succedendo

Come raccontato in un approfondito articolo di Giorgio Di Maio su L’Ultimo Uomo, il calcio giovanile italiano si ritrova ciclicamente ad affrontare il delicato tema della “fuga dei talenti”. L’ultimo capitolo di questa saga vede l’Atalanta e il Borussia Dortmund protagoniste di una vera e propria faida legale e diplomatica per il cartellino del giovanissimo Samuele Inacio.
Tutto nasce dalla decisione del classe 2008 (figlio d’arte, il padre Pià ha giocato a Bergamo) di lasciare le giovanili nerazzurre per trasferirsi in Germania a parametro zero. Una mossa permessa dalle normative FIFA sui calciatori minorenni, ma che l’Atalanta ha vissuto come un vero e proprio scippo, tanto da spingere i vertici del club – guidati dall’ad Luca Percassi – a disertare polemicamente il consueto pranzo UEFA pre-gara in occasione della recente sfida di Champions League contro i tedeschi.

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La denuncia alla FIFA per “tampering”

L’Atalanta non si è fermata al boicottaggio istituzionale, ma ha presentato una formale denuncia alla FIFA. L’accusa mossa al Dortmund, come spiegato su L’Ultimo Uomo, è quella di tampering: i tedeschi avrebbero cioè aggirato le regole iniziando a trattare con la famiglia del ragazzo ben prima del compimento del sedicesimo anno d’età, violando le rigide normative europee e internazionali in materia.

Dal canto suo, il direttore sportivo del Borussia, Lars Ricken, respinge ogni accusa, sostenendo che l’intera procedura è stata documentata e persino validata dalla FIFA.

Il paradosso storico di Percassi

La vicenda assume contorni quasi ironici se si guarda al passato dello stesso Luca Percassi. Nel 1998, come ricorda Di Maio, l’allora diciassettenne Luca lasciò le giovanili dell’Atalanta (di cui il padre Antonio era stato presidente) per cedere alle lusinghe e ai soldi del Chelsea di Gianluca Vialli. Un percorso identico a quello di Inacio, ma che oggi, dall’altra parte della scrivania, Percassi combatte con veemenza.

La FIGC, proprio per arginare questa emorragia verso l’estero (che ha coinvolto di recente anche talenti come Reggiani e Della Rovere), ha recentemente introdotto il contratto di “apprendistato professionalizzante“, cercando di blindare i giovani fin dai 15 anni.

Nel frattempo, il campo ha dato la sua sentenza: l’Atalanta ha eliminato il Dortmund con una rimonta epica, spingendo Percassi a parlare di “giustizia divina“. Ma la battaglia politica per trattenere i giovani in Italia, avverte L’Ultimo Uomo, è ancora lunghissima e ben lontana dall’essere vinta.

Targhalline brilla con il Feyenoord: tutto sulla stellina marocchina classe 2002. Si è raccontato attraverso queste rivelazioni!

Targhalline sta brillando con il Feyenoord: le rivelazioni della stellina marocchina classe 2002. Ecco cosa ha detto!

Oussama Targhalline si sta ritagliando un ruolo sempre più speciale nel cuore pulsante del Feyenoord. Da oltre un anno a Rotterdam, e nonostante un recente infortunio che ne ha temporaneamente frenato la corsa, il centrocampista della Nazionale marocchina si sente perfettamente a casa in Olanda. In una profonda e sincera intervista concessa alle pagine di Feyenoord Magazine, il giocatore ha svelato i segreti del suo approccio al calcio, i suoi modelli di riferimento e il legame viscerale con la sua terra d’origine.

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L’elogio del lavoro oscuro

Lontano dalla frenesia per i gol e dall’ossessione per le statistiche individuali che domina il calcio moderno, Targhalline trova la sua massima vocazione nel puro sacrificio tattico.
Spirito di squadra: “Annullarmi completamente per il gruppo e rimediare agli errori dei miei compagni: è questo ciò che amo davvero fare in campo,” ha confessato con orgoglio.
Il rapporto con il gol: segnare non è minimamente una sua priorità, anzi: “Non chiedetemi come si esulta dopo una rete. Credo che mi sentirei persino a disagio, probabilmente mi limiterei ad attraversare il campo a testa bassa”.
L’arte dell’assist: la sua vera gioia risiede nella rifinitura. Preferisce di gran lunga mandare in porta un compagno, ricordando con piacere l’illuminante assist servito ad Ayase Ueda lo scorso ottobre nella sfida contro l’Utrecht.

I maestri del centrocampo

Per affinare la sua visione di gioco, il talento marocchino ha sempre studiato i più grandi interpreti europei del ruolo:
• Le leggende: è cresciuto ammirando Andrés Iniesta per l’eleganza e l’imprevedibilità dei dribbling, e Toni Kroos per la precisione ineguagliabile nei lanci lunghi.
• I riferimenti attuali: oggi, quando ha l’occasione di guardare una partita in tv, i suoi occhi sono incollati sulle geometrie di Vitinha (PSG) e Pedri (Barcellona).

Il richiamo di Casablanca e il messaggio di speranza

Appena il calendario agonistico gli concede qualche giorno di pausa, Targhalline vola in Marocco per tornare a Belyout, il quartiere di Casablanca che lo ha visto crescere. Il suo è un ritorno alle origini con un forte intento sociale: “Trovo fondamentale rappresentare il mio quartiere. Spero di poter ispirare i ragazzi: lavorando duramente e non arrendendosi mai, si possono raggiungere grandi traguardi nella vita“.

Un messaggio potente e credibile, soprattutto perché il suo destino calcistico non era affatto scritto: “Io per primo non ero predestinato a diventare un professionista. Mio padre non ha mai tirato un calcio a un pallone in vita sua, e mia madre non ne voleva assolutamente mezza del calcio”.

Roma, Dybala ci sarà contro la Juventus? Cosa è successo oggi a Trigoria, novità sulle condizioni dell’attaccante giallorosso

Roma, Dybala presente contro la Juventus? Cosa è accaduto oggi a Trigoria, ecco le condizioni dell’attaccante argentino

La Roma continua a sudare sui campi del centro sportivo di Trigoria, alzando i giri del motore in vista di uno degli appuntamenti più cruciali dell’intera stagione. Domenica sera, alle ore 20:45, i riflettori dello Stadio Olimpico si accenderanno per ospitare l’attesissimo big match contro la Juventus. Una sfida vibrante che mette in palio punti pesantissimi, un vero e proprio crocevia per la serrata corsa verso la qualificazione alla prossima edizione della Champions League.

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Il piano di recupero per Paulo Dybala

All’interno del quartier generale romanista, tutta l’attenzione dello staff medico e dei tifosi è inevitabilmente concentrata sulle condizioni di Paulo Dybala.

Il fuoriclasse sudamericano sta cercando in tutti i modi di bruciare le tappe. Nelle ultime ore, l’attaccante ha svolto un lavoro atletico personalizzato, ma aumentando notevolmente i carichi e l’intensità degli esercizi. La tabella di marcia stilata dai preparatori prevede passaggi ben precisi:

  • Monitoraggio continuo: Valutazione quotidiana delle risposte muscolari sotto sforzo.
  • Il test decisivo: L’intenzione primaria è quella di far rientrare il giocatore ad allenarsi in gruppo nella giornata di venerdì per un provino sul campo.
  • L’obiettivo finale: Strappare una convocazione fondamentale per la supersfida domenicale.

L’arma tattica a disposizione di mister Gasperini

A guidare le operazioni tattiche c’è Gian Piero Gasperini. Il tecnico spera fortemente di avere a disposizione la sua stella per affrontare i bianconeri, pur con la consapevolezza di dover gestire il rientro con estrema cautela per evitare ricadute.

Qualora il provino di venerdì dovesse dare esito positivo, Dybala si accomoderebbe inizialmente in panchina. La presenza della Joya a gara in corso potrebbe infatti rivelarsi un’arma a sorpresa letale per scardinare la retroguardia avversaria nei minuti finali, regalando imprevedibilità all’attacco romanista nella notte più attesa.

Calciomercato Inter, Oaktree prepara il colpo ad effetto da 50 milioni di euro: ma c’è bisogno del ‘sacrificio’ di un big! In tre potrebbero partire

Calciomercato Inter, Oaktree ha in mente un colpo da 50 milioni di euro: ma serve un ‘sacrificio’ di un big! In tre con le valigie

L’inaspettata e dolorosa uscita di scena dell’Inter dalla massima competizione europea per mano dei norvegesi del Bodø/Glimt non ha lasciato ferite profonde soltanto sul rettangolo verde. Il clamoroso naufragio ha immediatamente attivato i radar di Oaktree, la proprietà americana del club meneghino, decisa a rispondere alla delusione con un segnale di assoluta forza in vista della prossima sessione di calciomercato.

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Il piano di Oaktree: un colpo mediatico per il rilancio

Secondo le ultime indiscrezioni riportate dal quotidiano Tuttosport, il fondo statunitense sta seriamente valutando di mettere a segno un acquisto di altissimo profilo, sia tecnico che mediatico. L’obiettivo è duplice: risollevare immediatamente il morale di una piazza amareggiata e, allo stesso tempo, rilanciare con prepotenza le ambizioni globali del brand nerazzurro. Per raggiungere questo traguardo, la dirigenza è pronta a stanziare un investimento mirato compreso tra i 40 e i 50 milioni di euro.

Le mosse in uscita: Thuram in bilico, brilla Esposito

Tuttavia, per finanziare un’operazione di tale portata mantenendo in equilibrio i parametri finanziari, l’Inter dovrà inevitabilmente cedere uno dei suoi pezzi da novanta. L’indiziato principale per fare cassa sembra essere Marcus Thuram. La sua valutazione sul mercato si aggira intorno ai 60 milioni di euro.

A facilitare questa dolorosa rinuncia c’è la vertiginosa ascesa di Pio Esposito. Sul tavolo delle possibili partenze restano sotto la lente d’ingrandimento anche le posizioni di Yann Bisseck e di Denzel Dumfries, rientrato da poco in campo dopo un lunghissimo stop durato ben 107 giorni.

Il piano della proprietà è limpido: trasformare i mancati introiti della Champions in un’opportunità d’oro per ridisegnare il reparto offensivo. Nonostante l’ottimo ruolino di marcia in Serie A (64 punti all’attivo), la dirigenza esige una nuova stella internazionale che faccia brillare l’Inter anche oltre i confini nazionali, colmando le lacune mostrate dai leader apparsi come “fantasmi” nella notte di San Siro.

Allegri Milan, cosa sta succedendo davvero per il futuro dell’allenatore: rischio addio a fine stagione? Ultimissime novità

Allegri Milan, cosa sta accadendo per il futuro del tecnico rossonero: rischio addio a fine stagione? Ultimissimi aggiornamenti

Il deludente pareggio rimediato contro il Como e il pesante crollo interno subìto contro il Parma non hanno soltanto allontanato il sogno Scudetto per il Milan, scivolato ora a -10 dalla capolista Inter, ma hanno anche scoperchiato un vero e proprio vaso di Pandora all’interno degli uffici di via Aldo Rossi. Secondo Calciomercato.com, il futuro di Massimiliano Allegri sulla panchina rossonera per la stagione 2026-2027 non è più così granitico come il suo contratto (in scadenza nel 2027 a 5,5 milioni di euro netti a stagione) lascerebbe presagire.

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Le divergenze sul mercato e gli equilibri di potere

Alla base di questo palpabile malcontento ci sarebbero visioni nettamente opposte tra il tecnico e i vertici societari su due fronti cruciali:

  • Le scelte di mercato: Allegri avrebbe lamentato a più riprese una scarsa attenzione della dirigenza verso le sue precise indicazioni. Sia durante la sessione estiva che in quella di riparazione di gennaio, le richieste dell’allenatore per innesti di spessore in difesa e in attacco sono rimaste in gran parte inascoltate.
  • Gli equilibri societari: Si registrano evidenti frizioni tra la parte amministrativa, guidata da Giorgio Furlani e l’area tecnica coordinata da Igli Tare. Fino a oggi, Allegri ha saputo fare quadrato isolando la squadra, ma ora pretende maggiori garanzie e un peso specifico superiore nelle decisioni future.

Il patto Champions e la delicata trasferta di Cremona

Sebbene la qualificazione alla prossima edizione della Champions League rappresenti il traguardo minimo stagionale, un eventuale e clamoroso fallimento indebolirebbe fatalmente la posizione dell’allenatore. Attualmente il Milan vanta un rassicurante margine di 8 punti di vantaggio sulla Juventus quinta in classifica, ma in via Aldo Rossi il contratto in essere non viene più considerato un vincolo insuperabile in caso di tracollo sportivo.

La prossima trasferta sul campo della Cremonese diventa dunque un crocevia fondamentale: il primo passo obbligato per blindare il bilancio sportivo e, solo successivamente, sedersi attorno a un tavolo per capire se esista ancora la necessaria unità d’intenti per tornare a competere per il Tricolore.

Conferenza stampa Cuesta alla vigilia di Parma Cagliari: «Recuperiamo questi due giocatori! Dobbiamo essere consapevoli di questa cosa»

Conferenza stampa Cuesta alla vigilia di Parma Cagliari: le dichiarazioni verso il match della 27ª giornata di Serie A 2025/26

Carlos Cuesta ha parlato in conferenza stampa alla vigilia di Parma Cagliari. Queste le sue dichiarazioni.

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SETTIMANA – «Quello che ho visto è una squadra concentrata e focalizzata sull’importanza della partita di domani. Dobbiamo concentrarci su di noi ed essere consapevoli di ciò che ci porta ai risultati».

RECUPERI – «A livello di giocatori disponibili recuperiamo Circati e anche Suzuki. Domani sarà con noi».

CAGLIARI – «Loro sono una squadra molto compatta e organizzata, sono cambiati molto in questi mesi, hanno fatto grandi risultati. Sarà una gara difficile, dove dovremo essere bravi a capire i momenti e gestirli bene, approfittando delle opportunità».

MATCH POINT – «Anche vincendo non si raggiungono 36 punti in questo caso! Non mi baso sulle probabilità ma sui nostri standard, che è il lavorare bene in allenamento, crescere e fare punti domani. Tutto il resto non dipende da noi. Dobbiamo fare bene il nostro e fare punti».

LA CONFERENZA STAMPA DI CUESTA

Bargiggia: «Onore all’Atalanta, la Juve meritava di passare. Il nostro calcio deve farsi furbo. Allegri? Con la Champions rimarrà ma io non lo confermerei» – ESCLUSIVA

Bargiggia, noto giornalista, ha analizzato il momento delle italiane dopo le sfide europee e non solo: le sue dichiarazioni

Paolo Bargiggia è intervenuto in esclusiva a Calcionews24. Le sue dichiarazioni:

La corsa in Europa delle italiane ha visto passare il turno solo all’Atalanta: che bilancio fa e quanto il nostro calcio è lontano dalle altri grandi d’Europa?

«E’ passata l’Atalanta che quando ci sono stati gli accoppiamenti onestamente sembrava quella più spacciata rispetto a Juve e Inter con le rispettive avversarie. Diciamo che in generale per passare un turno di Champions e per vincere una partita, visto quanto è alto il livello, contano molto gli episodi. Quindi merito e onore all’Atalanta ma chiaramente ha avuto anche nella gara di ritorno degli episodi a suo favore, in questo senso basta vedere il tabellino e l’evoluzione della gara. La Juve invece meritava decisamente di passare a prescindere da un errore grossolano dell’arbitro ma a me non piace mai attaccarmi agli errori del direttore di gara perchè poi i temi arbitrali diventano un alibi. La Juve ha dimostrato due cose: con Spalletti ha imboccato la strada giusta, e mi aspetto in questo senso presto il rinnovo del contratto perchè altrimenti si confermerebbe una confusione e una inettitudine di questa dirigenza che non è riuscito nemmeno ad accontentarlo sul mercato invernale prendendo un attaccante dopo averne trattati quattro dopo aver completamente sbagliato il mercato estivo. Quindi la Juve, ripeto, ha sì imboccato la strada giusta con Spalletti ma ha denotato ancora una volta la mancanza di un centravanti e questo è molto grave pensando che questa estate avevi in casa Kolo Muani e avresti potuto ritrattare le condizioni. I 5 gol segnati contro il Galatasaray non sono stati segnati da nessun attaccante e questa è una cosa significativa. In generale io non sono tra quelli che piangono quando vedono risultati negativi in Champions che dicono che il nostro calcio è totalmente in crisi. Dico che il nostro calcio ha bisogno di riforme strutturali indipendentemente dai risultati ma dico anche che il nostro calcio, anche se è molto pigro sul tema riforme, almeno dovrebbe farsi furbo. Come? Riportando il campionato a 18 squadre, così da far giocare 4 gare in meno a tutti i club e, non potendo cambiare la testa di UEFA e FIFA, tornare a giocare in gara secca a Roma la Supercoppa Italiana. Essere meno assetati di milioni. La freschezza atletica è una componente fondamentale nel calcio, lo si è visto bene in Inter-Bodo. Dobbiamo farci furbi».

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L’eliminazione della Juve dopo una rimonta quasi storica può avere ripercussioni sulla corsa Champions in campionato anche in vista dello scontro diretto contro la Roma?

«L’eliminazione della Juve è pesante moralmente però paradossalmente nella serata di ieri la Juve si è ritrovata. Se avrà la forza morale e la compattezza. a prescindere da una stanchezza fisica che nella gara contro la Roma può incidere, potrà raggiungere la qualificazione in Champions League senza particolari strascichi. Certo, resta un obiettivo molto difficile».

Come giudica la stagione dell’Inter se dovesse vincere scudetto e Coppa Italia?

«Se dovesse vincere scudetto e Coppa Italia la stagione dell’Inter la giudicherei comunque positiva. E’ chiaro che questo cammino europeo è stato un pò una macchia ma era la prima stagione di Chivu e quindi ci può anche stare che un allenatore così criticato anche in maniera prevenuta secondo me ad inizio stagione, ma che nonostante poche panchine in Serie A ha dimostrato di avere coerenza e di saper farsi seguire dai giocatori, commetta degli errori. Sarebbe positiva a prescindere. Ulteriormente con la vittoria dei due trofei. Certo che con questo vantaggio, se dovesse perdere lo scudetto, anche io che spesso non guardo i risultati ma come giocano le squadre e come crescono i calciatori direi che la stagione sarebbe negativa. In generale comunque è positiva per la qualità di gioco e per quello che ha fatto vedere in Italia. In Europa non ha trovato un asset e uno standing degno delle ultime stagioni con Inzaghi».

Il Milan di Allegri riuscirà a centrare la Champions e confermerebbe il tecnico anche nella prossima stagione?

«Io non sono un estimatore del calcio di Allegri quindi io non lo riconfermerei ma personalmente non lo avrei neanche preso anche se il Milan sta facendo meglio e finirà sicuramente meglio della stagione precedente. Penso che possa riuscire a centrale la Champions League pur giocando male e pur facendo un calcio speculativo e molto difensivo. La cosa che mi sorprende è che Allegri, pur avendo degli attaccanti a disposizione, anche se non stanno tutti benissimo tra Pulisic e Leao anche se hanno preso Fullkrug, continua a giocare con lo stesso modulo conservativo. Però il campionato italiano, come abbiamo visto, ha delle squadre fin qui, eccetto l’Inter, abbastanza altalenanti e in crisi e quindi io credo che alla fine, dentro un calcio così tattico, il Milan di Allegri dovrebbe riuscire a centrare la Champions. Prossima stagione? Ha un contratto e credo che se entrerà in Champions resterà. L’unico tema che cova un pò sotto la brace è questo rapporto un pò conflittuale tra il tecnico e Tare da una parte, Furlani e Moncada dall’altro. E’ chiaro che blindando il quarto posto Allegri sarebbe più solido e forse avrebbe voglia di continuare. Bisognerà anche vedere poi quello che cova veramente. Chiaro che i risultati sostengono a volte delle situazioni critiche».

Sarei secondo lei rimarrà alla Lazio?

«Per il rapporto conflittuale che c’è tra le parti e per il fatto di aver nascosto al tecnico, dopo aver firmato, che il mercato estivo fosse bloccato direi di no. Però alla fine bisognerà vedere anche che valutazioni personali farà Sarri e se avrà delle offerte o meno. E soprattutto poi, a prescindere dalle smentite, ci sono queste voci ricorrenti che la Lazio potrebbe essere in vendita quindi dare una risposta precisa secondo me al momento è difficile».

Quali sono i movimenti di mercato intorno a Palestra?

«Palestra, che è di proprietà dell’Atalanta che è una squadra brava a cedere i propri giocatori, ha un mercato potenzialmente sconfinato. In Italia l’Inter è la squadra che si è mossa per prima ma c’è anche la Juventus che ci lavora. Però la sua valutazione credo sia oramai sui 40 milioni di euro e ricordiamo che stiamo parlando di un 2005. Si apre quindi anche il mercato della Premier e dei migliori campionati europei. Non ci sono in questo momento trattative più avanzate di altre, dipenderà anche dalle valutazioni che farà l’Atalanta col giocatore e col Cagliari».

SI RINGRAZIA PAOLO BARGIGGIA PER LA DISPONIBILITA’ DIMOSTRATA IN QUESTA INTERVISTA

Conferenza stampa Pisacane alla vigilia di Parma Cagliari: «Le assenze non sono un alibi. Torna Folorunsho mentre su Liteta posso dire questa cosa»

Conferenza stampa Pisacane alla vigilia di Parma Cagliari: le dichiarazioni verso il match della 27ª giornata di Serie A 2025/26

Fabio Pisacane ha parlato in conferenza stampa alla vigilia di Parma Cagliari. Queste le sue dichiarazioni.

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INFORTUNI – «Recuperiamo Folo, è uscito Mazzitelli, Mina è fuori, per il resto è tutto invariato. Continuiamo sulla falsariga di quanto fatto contro la Lazio nel finale. Domani valuteremo».

SITUAZIONE – «Dietro ho più soluzioni, di cui una è Rodriguez. Al netto delle assenze, la squadra si è allenata bene e sa che per ovviare a certe difficoltà bisogna essere brutti, sporchi e cattivi. L’atteggiamento farà la differenza. Il Parma è una squadra che mette in difficoltà, dovremo stare attenti alle transizioni».

PISACANE E CUESTA- «In questi cinque mesi ci siamo sentiti spesso, sappiamo le responsabilità che abbiamo. E’ un cambio generazionale di allenatori, sappiamo da dove siamo partiti e lo scetticismo che aleggiava intorno a noi. Entrambi sappiamo cosa dobbiamo fare, dobbiamo continuare così. L’importante è muovere la classifica, fare punti».

FOLORUNSHO – «Lo abbiamo perso il 21 dicembre con il Pisa, oggi non è in grado di partire dall’inizio ma può darci una mano a gara in corsa. Può aiutarci, attaccando di più la profondità con gli altri. Salvezza? E’ inutile guardare gli altri, pensiamo a noi stessi e guardiamo la classifica per muoverla».

RODRIGUEZ – «Vedendolo nel quotidiano, non penso che abbiano inciso negativamente sull’autostima le panchine. Ha personalità, entusiasmo e sa che il futuro è dalla sua. Penso che non vedo l’ora di giocare, ha questa voglia matta di mettersi in mostra; è normale che bisogna trovare un equilibrio dopo la battuta d’arresto di Genova. Juanchi sa il mio pensiero e i motivi, qualora dovesse giocare dirà la sua in termini di leadership e qualità, caratteristiche ci hanno spinto a sceglierlo».

LITETA COSA PUO’ DARE – «Sappiamo cosa può darci, si è ritrovato titolare. Non soffre l’ambiente, il contesto. Anche lui viene da un calcio diverso rispetto al nostro, ma ha una fame smisurata, vuole ribaltare il suo destino. E’ un dubbio che mi porto fino all’ultimo».

QUOTA SALVEZZA – «Non ho mai fatto tabelle da giocatore, figuriamoci da tecnico. Penso da partita in partita. Questa squadra deve capire che tutto dipende da noi, ogni gara può avvicinarci all’obiettivo. Abbiamo fatto un buon percorso di termini di gare, giovani. Cagliari vive questa passione, a volte può diventare una pressione continua, i ragazzi lo percepiscono. La serenità si trova nel breve periodo passando da quello che si vuole lasciare sul campo. Dobbiamo lavorare di giornata in giornata e vorrei esaltare il lavoro fatto dalla squadra nonostante le assenze. Non è banale avere tutte queste defezioni e giocare la mole di partite come fatto. Concentriamoci sul presente».

LA CONFERENZA STAMPA DI PISACANE

“Mezza squadra di scarsoni”: Ezio Greggio disintegra la Juve, fa anche i nomi

La grande prova contro il Galatasaray non basta al conduttore tv per salvare la squadra: per lui non sono da Juve

La Juve esce dalla Champions, ma ritrova il suo pubblico. È il minuto 119′ quando Yilmaz segna la rete del 3-2 e spegne definitivamente le speranze di rimonta bianconera.

Una rete che però fa partire un applauso spontaneo dagli spalti dell’Allianz Stadium: è il segnale che il popolo juventino ha apprezzato la prova della squadra, la capacità di andare oltre l’inferiorità numerica e sfiorare la grande impresa. La notte della grande delusione è anche quella della rappacificazione con la propria gente: dai fischi dopo il Como agli applausi di sostegno dopo il Galatasaray.

Spalletti, almeno da questo punto di vista, ha fatto centro e si è conquistato così anche la riconferma della società, come annunciato da Chiellini nel post gara. I tifosi dalla parte della Juventus, ma non tutti come testimonia il tweet pubblicato da Ezio Greggio subito dopo la partita. Il noto conduttore tv, grande tifoso bianconero, ha attaccato in maniera dura alcuni calciatori bianconeri, definendoli senza mezzi termini degli “scarsoni”.

Il tweet di Ezio Greggio contro la Juventus: salva Spalletti e pochi altri

Ezio Greggio non fa sconti e attacca duramente alcuni dei calciatori protagonisti in campo in Juventus-Galatasaray.

Si salva Spalletti, capace secondo il conduttore di trasformare mentalità e gioco, si salvano Locatelli, McKenny, Gatti, Thuram la sua prestazione è stata definita “straordinaria”, ma il resto è completamente da buttare secondo Greggio. “Una Juventus stoica, eroica e sfortunata – l’incipit del suo tweet – . Un’espulsione di nuovo discutibile. Aveva quasi fatto il miracolo giocando in 10”.

Greggio Juventus
Ezio Greggio duro sulla Juventus – Calcionews24.com

Poi la frase che certifica la distanza tra il nucleo storico e gli altri calciatori: “Con alcuni giocatori storici straordinari oggi come Locatelli, McKenny, Gatti, Thuram e altri invisibili e/o volenterosi ma scarsi che non segnano a porta vuota, che perdono la palla a centrocampo facendo segnare gli avversari”.

Quindi l’amara constatazione sulla bontà del lavoro del tecnico, ma sulla poca qualità della squadra costruita dalla società in estate: “Spalletti ha trasformato mentalità e gioco, la Juve gioca a calcio e pure bene, ma senza attaccanti e con mezza squadra fatta di scarsoni, non può fare miracoli”. Dito puntato dunque contro alcuni calciatori, con chiaro il riferimento a David e Openda, poco pericolosi sotto porta, e a Zhegrova, il cui errore sotto porta ha fatto da preludio alla rete di Osimhen. Tutti giocatori arrivati quest’estate, il cui rendimento fa finire sul banco degli imputati anche la dirigenza. La stessa che in estate dovrà dare a Spalletti una squadra capace anche di “fare miracoli” per dirla alla Greggio.

Calcio italiano in allarme rosso: dal dramma Nazionale alla disfatta europea, dentro al declino calcistico del nostro Paese!

Calcio italiano in allarme: dalla Nazionale alla disfatta europea delle nostre squadre, dentro al declino calcistico del nostro Paese!

Il calcio italiano si ritrova oggi a fare i conti con una realtà cruda e decisamente difficile da digerire per ogni appassionato. L’illusione di una rinascita strutturale è stata spazzata via da una sequenza di fallimenti sportivi che certificano una crisi sistemica ormai innegabile. Analizzando i fatti, il quadro generale è a dir poco allarmante:

Ultime Notizie Serie A: tutte le novità del giorno sul massimo campionato italiano

• L’incubo Mondiale degli Azzurri. L’Italia sarà costretta a passare ancora una volta dalle forche caudine dei play-off per sperare di qualificarsi alla prossima Coppa del Mondo. Un’eventualità che terrorizza un intero Paese, considerando che la nostra Nazionale non riesce a qualificarsi per la fase finale di un Mondiale dal lontanissimo 2014. Una ferita generazionale che fatica a rimarginarsi.
• Il tonfo del Napoli. Il club partenopeo, attualmente campione in carica della Serie A, è andato incontro a una delusione cocente, venendo inesorabilmente eliminato già nella primissima fase a girone unico della Champions League, dimostrando un’evidente incapacità di reggere il doppio fronte.
• Il disastro clamoroso dell’Inter. Quella che oggi è la corazzata del nostro calcio, nonché l’attuale capolista incontrastata della Serie A, ha subito un’umiliazione senza precedenti. I nerazzurri sono stati eliminati ai playoff dalla “Cenerentola” Bodø/Glimt, perdendo in modo netto sia la gara d’andata che il ritorno a San Siro.
• Il flop della Juventus. Al crollo interista si unisce quello della Vecchia Signora. La Juventus è stata eliminata ai playoff per mano dei turchi del Galatasaray. Pur sfiorando l’impresa al ritorno, a Istanbul si p confermata l’enorme difficoltà delle nostre big nell’imporre il proprio gioco a livello internazionale.
• L’anomalia Milan e il miracolo Atalanta. In questo scenario, l’Atalanta è rimasta l’unico club italiano ancora in corsa in Champions League. Un miracolo sportivo che stride con l’assordante silenzio del Milan: la squadra italiana più vincente nella storia della massima competizione europea quest’anno non partecipa ad alcun torneo continentale.
• Un digiuno lungo sedici anni. Il dato che chiude il cerchio è una sentenza: una squadra italiana non vince la Champions League dal 2010.

È evidente che i ritmi, l’intensità e la programmazione del resto d’Europa viaggiano attualmente a un’altra velocità rispetto alla Serie A. O no, dobbiamo essere più ottimisti?

Wirtz, clamoroso retroscena: l’agente lo aveva offerto al Real Madrid! Cosa è successo in estate prima del trasferimento al Liverpool

Wirtz, prima del trasferimento al Liverpool l’agente lo aveva offerto al Real Madrid! Cosa è accaduto in estate per il tedesco

Florian Wirtz è oggi la stella da 116 milioni di sterline (circa 135 milioni di euro) del Liverpool, ma il suo destino avrebbe potuto assumere i contorni epici del Santiago Bernabeu. Prima del suo faraonico trasferimento ad Anfield della scorsa estate, il talento tedesco era stato infatti offerto su un piatto d’argento al Real Madrid.

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The Sun scrive che a svelare questo incredibile retroscena di mercato è stato il suo stesso procuratore, Volker Struth, che a quanto pare non ha ancora abbandonato il sogno di vedere il suo assistito vestire la leggendaria camiseta blanca.

La telefonata a Xabi Alonso e il messaggio a Perez

Una clamorosa reunion con il suo ex allenatore al Bayer Leverkusen, Xabi Alonso (attuale tecnico del Real), era molto più di una semplice suggestione estiva. In un’intervista rilasciata alla Bild, Struth ha raccontato i dettagli dei frenetici giorni che hanno preceduto il passaggio di Wirtz in Premier League: “Nel periodo in cui si discuteva apertamente di un trasferimento al Liverpool o al Bayern Monaco, ho chiamato Xabi Alonso e gli ho detto chiaramente: ‘Devi portare il ragazzo con te al Real’.”

La risposta dell’allenatore spagnolo è stata diplomatica e perentoria: “Non devi dirlo a me, devi dirlo a Florentino Perez“. L’agente non se lo è fatto ripetere due volte, inviando un messaggio diretto al presidente del club spagnolo: “Caro Florentino, te l’ho già detto molte volte in passato: ho un giocatore qui che ti consiglio vivamente. Florian Wirtz rende migliore qualsiasi squadra al mondo“.

Il nodo economico e il presente ai Reds

Tuttavia, come spiegato dallo stesso procuratore, l’affare non è decollato per una questione puramente finanziaria. “Semplicemente non era il momento giusto per via della rosa e del budget. Anche le casse del Real Madrid non sono sempre traboccanti“, ha ammesso Struth, lanciando però un avvertimento per il futuro: “Il mio desiderio più grande rimane che Florian giochi lì un giorno”.

Nel frattempo, Wirtz deve concentrarsi sul presente inglese. Dopo aver faticato inizialmente a giustificare l’enorme peso del suo cartellino, il trequartista sta ritrovando la brillantezza dei giorni di Leverkusen, con un tabellino stagionale che inizia a farsi interessante:
Presenze: 35
Gol: 6
Assist: 8

Ora, nel mirino del tedesco e dei suoi compagni c’è la prossima sfida casalinga contro il West Ham, per continuare a conquistare la Kop a suon di giocate.

Calciomercato Juventus: è fatta per il rinnovo di Pinsoglio! Firma fino al 2027 per il terzo portiere bianconero, tutti i dettagli dell’accordo

Calciomercato Juventus: fatta per il rinnovo di Pinsoglio fino al 2027! Tutti i dettagli dell’accordo per il terzo portiere bianconero

In una fase di profonda riorganizzazione tecnica e di inevitabili incertezze legate al mercato, la Juventus sceglie di ripartire dalle proprie certezze interne. Mentre i vertici dirigenziali della Continassa riflettono sul futuro dei titolari, è arrivata la decisione ufficiale di prolungare il contratto di una delle figure più rappresentative del gruppo squadra, garantendo continuità e stabilità emotiva allo spogliatoio.

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Il rinnovo di Pinsoglio: un decennio a tinte bianconere

Nelle scorse ore, la società ha chiuso l’accordo per il rinnovo contrattuale di Carlo Pinsoglio.

Il nuovo contratto legherà il giocatore alla Vecchia Signora fino a giugno 2027. Non si tratta di un semplice iter burocratico, ma del giusto riconoscimento per un professionista esemplare e appassionato. Con questa firma, il classe 1990 raggiungerà lo straordinario traguardo di dieci stagioni consecutive con la maglia della Juventus (essendo stabilmente in prima squadra dal 2017). Una longevità sportiva rara ed eccezionale nel calcio moderno.

Rivoluzione tra i pali: i dubbi su Perin e Di Gregorio

La permanenza del numero 23 assume un peso specifico ancora maggiore alla luce dell’imminente “terremoto” che colpirà il pacchetto dei portieri. Durante la prossima sessione estiva, infatti, sono previsti profondi mutamenti.

Il futuro di Mattia Perin sembra ormai lontano da Torino. Allo stesso tempo, anche la conferma di Michele Di Gregorio non è del tutto certa. In questo scenario di “porte girevoli”, la gerarchia dei pali potrebbe essere totalmente riscritta sotto la vigile guida di Luciano Spalletti.

In un simile contesto di transizione, Pinsoglio avrà il delicato compito di fare da collante. Da sempre primo tifoso in panchina e saggio consigliere in allenamento, resterà alla corte di mister Spalletti pronto ad accogliere i futuri innesti, trasmettendo i valori e il DNA della “juventinità” a chiunque varcherà i cancelli dell’Allianz Stadium.

Mondiali 2026 su Dazn? Occhio al clamoroso scenario sui diritti tv: tutto passa dall’eventuale qualificazione dell’Italia!

Mondiali 2026 su Dazn? Attenzione al clamoroso scenario sui diritti tv: tutto passa dall’eventuale qualificazione dell’Italia! Ecco perché

La domanda su dove saranno trasmessi i prossimi Mondiali 2026, che si terranno in Stati Uniti, Canada e Messico dall’11 giugno al 19 luglio, sta sollevando non poche incertezze. Secondo quanto riportato da Tuttosport, Dazn sarebbe la piattaforma di streaming sportivo che potrebbe acquisire i diritti per trasmettere tutti i match del torneo, ma molto dipenderà dalla qualificazione della Nazionale italiana.

Dopo l’esperienza positiva con i Mondiali per club, sempre organizzati dalla FIFA, Dazn avrebbe ottenuto i diritti per la rassegna mondiale, ma la questione resta ancora incerta, almeno fino a quando non arriveranno annunci ufficiali. Se l’Italia riuscisse a qualificarsi (dopo lo spareggio contro l’Irlanda del Nord il 26 marzo e la possibile sfida contro la vincente di Galles o Bosnia), le partite degli azzurri dovranno essere trasmesse in chiaro, come previsto dalla normativa, per essere visibili almeno all’80% della popolazione. In tal caso, è probabile che Rai 1 prenda in carico la trasmissione delle gare, ma anche Mediaset potrebbe garantirne la diffusione.

Il precedente del Mondiale per club e l’accordo per le partite più importanti della Liga potrebbero aprire scenari interessanti, con la possibilità che Mediaset trasmetta alcuni dei match più seguiti se l’Italia si qualificherà.

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Se, invece, gli azzurri non dovessero qualificarsi, Dazn potrebbe decidere di rivendere i diritti delle migliori partite per la trasmissione in chiaro, vista l’attrattiva che un Mondiale esercita sugli spettatori. Un esempio di questo accadde nel 2018, quando Mediaset acquistò i diritti a un prezzo ridotto, nonostante l’assenza dell’Italia, ottenendo ottimi ascolti. Per il Qatar 2022, invece, la Rai tornò a trasmettere i match dopo il “colpo di scena” dell’accordo con Mediaset nel 2018.

La battaglia per la qualificazione e la distribuzione dei diritti tv è ancora aperta e, in attesa di risposte, i tifosi italiani dovranno seguire attentamente gli sviluppi.

Palestra in Nazionale? Gattuso pensa alla convocazione: il CT è rimasto stregato da sua qualità

Palestra è finito nel mirino di Gennaro Gattuso che potrebbe convocarlo per i playoff di Marzo. Il CT vede in lui un’arma tattica importante

Gattuso ha incontrato la squadra di Pisacane in ritiro a Parma per valutare i profili più interessanti in ottica Nazionale. L’osservato principale è l’esterno destro Marco Palestra che potrebbe rientrare nei convocati in vista dei playoff.

Il ritiro del Cagliari a Parma si arricchisce di una presenza d’eccezione che potrebbe spostare gli equilibri del futuro azzurro. Come riportato dall’edizione odierna del Corriere dello Sport, il CT della Nazionale italiana, Gennaro Gattuso, sarà ospite dei rossoblù per un confronto diretto con i ragazzi di Pisacane. Questo incontro, avvenuto a pochi giorni dalla sfida del Tardini, rappresenta una tappa fondamentale del tour conoscitivo che l’allenatore calabrese sta conducendo tra i principali centri calcistici europei, da Londra a Napoli, in vista dei cruciali playoff per l’accesso ai prossimi mondiali.

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L’attenzione del Commissario Tecnico è rivolta in particolare a Palestra, profilo che sembra ormai aver convinto tutti per il definitivo salto di categoria. Il giovane talento, dopo aver brillato nelle selezioni Under, è considerato un elemento funzionale per il 3-5-2 dell’Italia. La sua capacità di agire come esterno destro a tutta fascia colma un vuoto tattico importante, offrendo un’alternativa di spessore in un ruolo dove le opzioni credibili scarseggiano. Sebbene il titolare rimanga Politano con Cambiaso come prima scelta, la freschezza di Palestra stuzzica non poco lo staff tecnico azzurro.

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Nonostante la limitata esperienza internazionale, il calciatore potrebbe rientrare nella lista dei 26-27 convocati per le delicate sfide contro Irlanda del Nord, Galles o Bosnia. Il debutto ufficiale potrebbe avvenire già nella semifinale di Bergamo il prossimo 26 marzo. Gattuso vede in lui un’arma tattica importante, specialmente per la velocità nelle ripartenze, caratteristica che potrebbe rivelarsi decisiva nell’eventuale finale di Cardiff. Per il Cagliari, la crescita dei propri gioielli sotto gli occhi del CT è la conferma dell’ottimo lavoro svolto nel settore giovanile e nella valorizzazione dei nuovi talenti.

Cristiano Ronaldo in Serie B spagnola? Sì, ma come proprietario! Ufficiale l’ingresso della stella portoghese in quel club

Cristiano Ronaldo in Serie B spagnola? Sì, ma come proprietario! La stella portoghese in quel club entra come investitore dell’Almeria

A 41 anni, Cristiano Ronaldo, attaccante leggendario del Al-Nassr, continua a brillare anche in campo, segnando gol e trascinando la sua squadra al primo posto nella Saudi League con 21 gol e 2 assist. Ma la sua carriera non si ferma al calcio giocato.

Il portoghese ha infatti acquisito il 25% delle azioni della Unión Deportiva Almería, attualmente terza nella Liga Hypermotion, la seconda divisione del calcio spagnolo. L’operazione è stata realizzata tramite CR7 Sports Investments, una nuova filiale della sua società CR7 SA, che gestisce i suoi investimenti e affari.

Nel comunicato diffuso oggi, 26 febbraio, Ronaldo ha sottolineato l’ambizione di riportare Almería ai vertici del calcio spagnolo, un passo che conferma il suo impegno anche fuori dal campo, con un focus sugli investimenti sportivi.

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IL COMUNICATO – «Cristiano Ronaldo ha acquisito il 25% delle azioni dell’UD Almería tramite CR7 Sports Investments, una sussidiaria di CR7 SA, un passo importante nella continua espansione sia del club sia del portafoglio di investimenti dell’imprenditore portoghese.

Questo accordo rientra nell’ambito dell’espansione internazionale dell’entità portata avanti dal presidente Mohamed Al Khereiji attraverso il suo conglomerato aziendale SMC Group.

Mohamed Al Khereiji, presidente dell’UD Almería, ha dichiarato: “Siamo molto felici che Cristiano abbia scelto il nostro club per investire. È considerato il miglior giocatore della storia, conosce molto bene il calcio spagnolo e comprende il potenziale di ciò che stiamo costruendo qui, sia per quanto riguarda la prima squadra che il settore giovanile“.

Da parte sua, Cristiano Ronaldo ha dichiarato: “Per molto tempo, la mia ambizione è stata quella di contribuire al calcio anche oltre il campo. L’UD Almería è un club con solide basi e un chiaro potenziale di crescita. Non vedo l’ora di lavorare a fianco del team dirigenziale per supportare la prossima fase di crescita del club“»

Thuram Inter, il momento negativo è preoccupante: Chivu ha una convinzione sul motivo del calo

Thuram Inter, il momento negativo è preoccupante: Chivu spera di ritrovarlo al massimo della condizione in vista dei prossimi impegni

Inter, il rendimento dell’attaccante francese preoccupa l’ambiente nerazzurro in vista dei prossimi impegni decisivi tra campionato e Coppa Italia. Contro il Bodø/Glimt è arrivata un’altra prova opaca, ma i nerazzurri hanno bisogno del miglior Thuram in vista del derby contro il Milan.

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Il recente match di Champions League contro il Bodø/Glimt ha lasciato l’amaro in bocca non solo per il risultato, ma anche per la prestazione incolore di Marcus Thuram. L’attaccante francese, che avrebbe dovuto trascinare la squadra in una notte europea così significativa, si è limitato a qualche sporadica accelerazione, apparendo lontano parente del giocatore dominante ammirato sin dal suo sbarco a Milano. Secondo l’analisi del Corriere dello Sport, la prova opaca offerta in Champions League non è stata che la replica di quanto già visto pochi giorni prima nella sfida di campionato contro il Lecce.

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Questa flessione suggerisce che il calo di forma non sia legato all’importanza della posta in palio o alla specifica competizione, quanto piuttosto a un momento di appannamento generale. Con l’assenza forzata di Lautaro Martinez, le aspettative nei confronti di Thuram erano cresciute esponenzialmente, ma il numero 9 nerazzurro ha fallito l’appuntamento con il gol e con la prestazione. Il confronto con la versione poderosa di se stesso, capace di trascinare l’Inter verso lo scudetto della seconda stella, evidenzia oggi un’involuzione preoccupante.

La situazione richiede un’immediata inversione di tendenza. Lo staff tecnico si aspetta una risposta caratteriale forte, specialmente perché il capitano rimarrà ai box ancora per diverse settimane. Il calendario non concede soste e mette nel mirino la sfida più sentita: il derby contro il Milan. In questa fase delicata, il francese è chiamato a dimostrare di poter reggere il peso dell’attacco da solo, cercando una migliore integrazione nel nuovo assetto tattico che, finora, sembra averne limitato l’esplosività. Secondo Chivu, a limitare il rendimento del francese sarebbe il lavoro fatto in pressing offensivo, che lo porterebbe a spendere troppe energie. Per i nerazzurri, ritrovare il vero Thuram non è più solo un auspicio, ma una necessità assoluta per non perdere terreno nelle competizioni.

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