Pagina 308 – Calcio News 24

Cagliari, Angelozzi fiducioso: «Essendo giovani può capitare qualche passaggio a vuoto. Sui nuovi arrivati e sulla squadra posso dire questa cosa»

Angelozzi, direttore sportivo del Cagliari, ha parlato prima del match contro la Lazio. Queste le sue dichiarazioni

Guido Angelozzi, direttore sportivo del Cagliari, ha parlato a DAZN prima del match contro la Lazio. Le sue parole.

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GIOVENTÙ E RISCATTO – «Essendo una squadra giovane può capitare qualche volta che c’hai qualche passaggio a vuoto per cui ci siamo dimenticati della partita col Lecce, dobbiamo pensare alla partita con la Lazio. Non sarà facile, però è importante che facciamo una bella prestazione».

ULTIME PARTITE – «Sono delle partite che magari capita che abbiamo preso quattro gol in due partite, però se andiamo indietro a Genova ne abbiamo presi tre in una partita nella quale giocavano dei giocatori che sono andati via. Noi siamo molto fiduciosi della squadra, dei giocatori nuovi che sono arrivati, dell’allenatore, per cui siamo abbastanza sereni e andiamo avanti. Può capitare di perdere le partite però non fa niente. L’importante è riprendersi»

Moviola Lecce Inter: il VAR cancella la perla di Dimarco, gli episodi dubbi del match sotto la direzione di Manganiello

Moviola Lecce Inter: gli episodi dubbi del match, valido per la 26ª giornata di Serie A 2025/26

L’Inter supera l’ostico ostacolo Lecce imponendosi per 2-0 nel finale grazie alle reti di Henrikh Mkhitaryan e del subentrato Manuel Akanji. La sfida, tatticamente intensa, ha richiesto una direzione molto attenta da parte dell’arbitro Gianluca Manganiello. Il fischietto piemontese ha risposto presente, mostrando polso fermo e coerenza per tutti i 95 minuti, ben coadiuvato dalla sala VAR.

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L’episodio chiave: il gol annullato a Dimarco (52′)

Il momento più delicato e discusso per la squadra arbitrale si materializza al 52′. Federico Dimarco addomestica un pallone al limite dell’area e lo spedisce nell’angolino basso con una conclusione da vero campione.

La gioia dell’Inter, però, viene interrotta quasi subito. Manganiello, in costante contatto con la sala video, ferma il gioco per valutare un sospetto fuorigioco nell’azione che ha portato al tiro. Dopo un rapido e accurato check tecnologico, la rete viene annullata. Una chiamata complessa a occhio nudo, ma corretta e risolta in modo impeccabile dalla tecnologia.

Gestione disciplinare: severità e coerenza

Fin dai primissimi minuti, Manganiello ha fatto capire alle due squadre di non voler tollerare il gioco duro, optando per un metro di giudizio severo ma equo:

  • 10′ – Giallo per de Vrij: Giusta l’ammonizione per Stefan de Vrij. La sua entrata è oggettivamente troppo ruvida e il cartellino è ineccepibile.
  • 17′ – Giallo per Tiago Gabriel: Nessun dubbio anche sul provvedimento disciplinare per il giocatore del Lecce, sanzionato per aver atterrato un avversario in modo irregolare.
  • 88′ – Giallo per Bastoni: Nel finale concitato, inevitabile l’ammonizione per Alessandro Bastoni, reo di non poter evitare un fallo tattico evidente.

Proteste e chiamate al limite

Molto reattivo l’assistente di linea al 24′, quando viene fermato Marcus Thuram per una posizione di offside davvero millimetrica, confermata poi dai replay. Al 74′, brivido nell’area dell’Inter per una furibonda mischia: i giocatori di Eusebio Di Francesco chiedono a gran voce un calcio di rigore, ma Manganiello è in ottima posizione, valuta i contatti come regolari dinamiche di gioco e fa ampi cenni di proseguire senza esitazioni.

Pagelle Lecce Inter: Mkhitaryan-Akanji decisivi dalla panchina, non basta il solito Falcone VOTI

Pagelle Lecce Inter: i voti e i giudizi ai protagonisti del match, valido per la 26ª giornata di Serie A 2025/26

Pagelle Lecce Inter: i voti e i giudizi ai protagonisti del match, valido per la 26ª giornata di Serie A 2025/26

Lecce: Falcone 7; Veiga 6.5, Gaspar SV (4’ Siebert 6), Tiago Gabriel 6.5, Gallo 5.5; Coulibaly 6 (83’ Stulic SV), Ramadani 5.5; Pierotti 5.5 (83’ Ndri SV), Gandelman 5.5 (59’ Ngom 6), Sottil 5.5 (59’ Banda 6); Cheddira 5. All. Di Francesco 6

Inter: Sommer 6; Bisseck 6, De Vrij 6 (61’ Akanji 7), Bastoni 6 (88’ Carlos Augusto SV); Luis Henrique 6 (69’ Diouf 6), Frattesi 5.5, Zielinski 6.5, Sucic 5.5 (61’ Mkhitaryan 7), Dimarco 7; Thuram 5.5 (69’ Bonny 6), Esposito 6. All. Chivu 7

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Formazioni Cagliari Lazio: le scelte di Pisacane e Sarri per il match di Serie A

Formazioni Cagliari Lazio: le scelte di Pisacane e Sarri per il match di Serie A, valido per la 26ª giornata 2025/26

Manca poco al fischio d’inizio dell’attesa sfida tra il Cagliari guidato da Fabio Pisacane e la Lazio del maestro Maurizio Sarri. Entrambe le formazioni arrivano a questo appuntamento con un disperato bisogno di punti per rilanciare le rispettive ambizioni in campionato.

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Un momento delicato: caccia ai tre punti

La Lazio si presenta in Sardegna per cancellare la recente delusione patita contro l’Atalanta. Il ruolino di marcia degli uomini di Sarri è stato finora al di sotto delle aspettative: nelle ultime cinque giornate di campionato è arrivata una sola vittoria, ottenuta lo scorso 30 gennaio allo Stadio Olimpico contro il Genoa di Daniele De Rossi.

Dall’altra parte, il clima in casa rossoblù non è certamente più sereno. Il Cagliari è reduce da due pesanti sconfitte consecutive, entrambe con il risultato di 2-0: la prima contro la Roma di Gian Piero Gasperini, la seconda contro il Lecce di Eusebio Di Francesco.

Le formazioni ufficiali: chance per Maldini, muro rossoblù

Per scardinare la difesa avversaria, mister Pisacane opera qualche cambio mirato, affidandosi in avanti al giovane Sebastiano Esposito e a Semih Kılıçsoy. In casa Lazio, la grande notizia è il rientro dalla squalifica di Alessio Romagnoli. In attacco, Sarri punta sulla qualità di Daniel Maldini e sulle accelerazioni di Mattia Zaccagni.

Ecco gli schieramenti per la gara:

  • CAGLIARI (4-3-3): Caprile (giovane portiere di grande reattività); Zé Pedro, Dossena, Mina, Obert; Adopo, Mazzitelli, Sulemana; Palestra, Kılıçsoy, Esposito. Allenatore: Fabio Pisacane.
  • LAZIO (4-3-3): Provedel (estremo difensore affidabile); Marušić, Romagnoli, Provstgaard, Pellegrini; Belahyane, Rovella, Taylor; Isaksen, Maldini, Zaccagni. Allenatore: Maurizio Sarri.

Montero risolve il contratto con la Juventus: pronta la panchina dell’Al‑Ittifaq di Balotelli. I dettagli

Montero pronto a chiudere con la Juve: per lui si apre la panchina dell’Al‑Ittifaq di Balotelli. Tutti i dettagli

Paolo Montero è pronto a rimettersi in gioco. Dopo l’ultima esperienza sulla panchina della Juventus Next Gen e oltre un anno lontano dai campi, l’allenatore uruguaiano si prepara a ripartire dagli Emirati Arabi Uniti: ad attenderlo c’è l’Al‑Ittifaq, club di seconda divisione in cui milita anche Mario Balotelli.

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Dopo una lunga parentesi in Sudamerica e un passaggio alla Sambenedettese, Montero era tornato in Italia per guidare la Primavera della Juventus, con cui aveva ottenuto risultati importanti. Proprio quei progressi gli erano valsi la chiamata in prima squadra per le ultime due giornate della stagione 2023/2024, dopo l’esonero di Massimiliano Allegri. L’anno successivo era stato promosso alla guida della Next Gen, ma l’avventura non aveva preso la piega sperata: in 15 partite erano arrivati una sola vittoria e dieci sconfitte, numeri che avevano convinto la dirigenza a esonerarlo e a richiamare Massimo Brambilla.

Da allora Montero era rimasto senza panchina, almeno fino a questo febbraio. Ora è pronto a risolvere il contratto con la Juventus e a unirsi all’Al‑Ittifaq, club di proprietà italiana. Oltre a Balotelli, in estate potrebbe ritrovare altre due vecchie conoscenze del calcio italiano: Douglas Costa e Daniele Baselli, attualmente al Chievo ma destinati a trasferirsi negli Emirati a luglio grazie a un accordo già definito tra le due società, entrambe controllate dall’imprenditore Pietro Laterza. A riportarlo è Gianluca Di Marzio.

Juve Como, fischi assordanti all’Allianz dopo il ko con i lariani: la reazione di Yildiz sorprende tutti

Juve Como, fischi assordanti all’Allianz dopo il ko con i lariani: il gesto di Yildiz sorprende e spiazza l’intero pubblico bianconero

Il pomeriggio dell’Allianz Stadium si è trasformato in una vera e propria debacle. Il triplice fischio di Juve‑Como non ha soltanto certificato una sconfitta inattesa contro la squadra di Cesc Fabregas, ma ha anche acceso la contestazione dei tifosi bianconeri, visibilmente irritati per una prestazione opaca e priva di mordente.

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Al termine del match, la squadra è stata accolta da una pioggia di fischi sotto la curva, segnale inequivocabile del malcontento crescente. In questo clima teso, il gesto di Kenan Yildiz — che ha chiesto scusa ai sostenitori — ha rappresentato un momento di responsabilità e maturità, pur restando un atto simbolico in un contesto di forte delusione.

La caduta interna contro il Como conferma il periodo complicato vissuto dalla Juventus. Se l’umiltà mostrata da Yildiz è stata apprezzata, non basta però a calmare la frustrazione di un ambiente stanco di prestazioni sottotono e risultati che non rispecchiano le aspettative. La tifoseria chiede una scossa, e il tempo per ritrovarla sembra sempre più ridotto.

Premier League, esplode il caso fuorigioco semi‑automatico: gli arbitri spingono per una tecnologia più rapida

Premier League, il fuorigioco semi‑automatico finisce sotto accusa: gli arbitri vogliono un sistema più efficiente

In un momento in cui in Serie A infuriano le polemiche arbitrali e, più in generale, l’AIA vive una fase delicata, anche la Premier League inizia a mostrare crepe significative. La particolarità, però, è che questa volta non sono i club a contestare il sistema arbitrale: sono gli stessi direttori di gara inglesi a nutrire dubbi sul fuorigioco semi‑automatico, mettendo in discussione l’affidabilità della tecnologia.

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Secondo quanto riportato da Telegraph Sport, gli arbitri della Premier avrebbero perso fiducia nel sistema, al punto da chiedere ai club un cambio di rotta. La scintilla è stata l’attesa di cinque minuti e mezzo per valutare un fuorigioco nella semifinale di Carabao Cup tra Newcastle e Manchester City, episodio che ha evidenziato limiti nella fluidità del gioco e nella sicurezza del giudizio finale. A ciò si aggiunge il timore dei fischietti britannici di finire nel mirino dei tifosi quando le analisi VAR si prolungano, soprattutto in situazioni complesse che coinvolgono più giocatori o angoli di ripresa ostruiti.

Il tema è da tempo sul tavolo delle istituzioni calcistiche inglesi, ma l’episodio in Carabao Cup ha accelerato il dibattito, anche perché il sistema avrebbe inizialmente fallito nel rilevare correttamente la posizione di Haaland nell’azione incriminata. A complicare il quadro c’è la scelta della Premier di utilizzare due tecnologie diverse per VAR e fuorigioco semi‑automatico: Hawk‑Eye per il primo, Genius Sports per il secondo, che richiede circa 30 iPhone per stadio. Una decisione che molti contestano, soprattutto dopo che la promessa di ridurre drasticamente i tempi di valutazione non è stata mantenuta, come dimostrato anche dal recente caso nella semifinale di Copa del Rey tra Atletico Madrid e Barcellona, con un check durato quasi otto minuti.

Napoli, nasce il merchandising 3.0: la maglia azzurra in un’icona di stile globale, ecco chi è l’anima creativa del club

Napoli lancia il merchandising 3.0: la maglia azzurra diventa icona globale. Svelata la mente creativa dietro la rivoluzione del club

Valentina De Laurentiis è l’anima creativa e la forza tranquilla dietro la rivoluzione estetica del Napoli. Psicologa di formazione e madre di due figli, ha abbandonato la sua “comfort zone” nel 2020 per costruire un ponte tibetano verso il futuro del club come executive board member. Dalla sua visione, e da una sana dose di “follia” condivisa con il padre Aurelio, è nato il merchandising 3.0: un modello di auto-produzione unico al mondo che ha trasformato la maglia azzurra in un’icona di stile globale. Ecco le sue parole a La Gazzetta dello Sport:

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IL PRIMO INCONTRO COL NAPOLI «Al San Paolo mi si diede per la prima volta nel 1994, con amiche che mi trascinarono da Capri, dove eravamo in vacanza».
LA SVOLTA DEL 2020 «Erano le terribili ore del Covid, nelle quali ebbi modo di riscoprire il piacere della famiglia, quella sensazione che ti dà stare tutti assieme, colazione-pranzo-cena. Ma eravamo in un inferno, l’essere umano e la sua condizione sottosopra e a rischio…».
L’IDEA DI AUTO-PRODURRE LE MAGLIE «Papà mi dice: ti devo parlare. Ero appena laureata in psicologia, neo-mamma di Auro. E papà mi fa: ho appena chiuso con Robe di Kappa e ho bisogno di te. Auto-produciamoci le maglie. A chiunque, del club, sembrò una scelta assurda ma io e lui assieme veniamo considerati amabilmente i due pazzi. E ci siamo avventurati in questo universo».
UN MARE MAGNUM TEMPESTOSO «Siamo stati coraggiosi, ci siamo tuffati in un mare magnum tempestoso, l’abbiamo attraversato con grandi bracciate: non è facile attrezzarsi tra il Bangladesh, la Cina, la Turchia e chiaramente l’Italia. E affrontare i dazi ma anche avere collegamenti internazionali in un settore che non ci apparteneva. Papà è un manager davvero straordinario, il visionario che viene raccontato ma anche di più».
L’UNICA DONNA TRA SEI “MASCULI” «Sono la “selvaggia” di casa, anticonformista che potrebbe uscire anche in ciabatte. Ma sono timida, anche se mi sto sciogliendo. Io a mio padre è difficile dica di no, gli devo riconoscere una leadership manageriale di rilievo, sia nel cinema che nel calcio».
IL SODALIZIO CON EA7 «La fusione con le idee di EA7 ha creato una linea che varia e continua a conquistare. Papà chiamò immediatamente Armani, quando volle inseguire questa nuova via, e devo dire che ci ha visto giusto. Io ci metto del mio, ma con la riservatezza e l’umiltà che mi appartengono».
IDENTITÀ E BELLEZZA DI NAPOLI «Napoli è identità storico-culturale, un patrimonio umanitario in cui esiste il calcio come sovrastruttura trasversale che ha pochi paragoni. La sfilata del secondo scudetto è stata struggente, un’immagine potente veicolata in ogni continente. Dietro una maglia deve esserci per forza il richiamo per questa città straordinariamente bella e ricca di energia, di talenti».
CONQUISTARE IL MONDO «La prossima missione? Conquistare il mondo, commercialmente dico. I dati ci dicono che in Campania abbiamo avuto riscontri oggettivamente imponenti; che in Europa possiamo ritenerci soddisfatti ma adesso bisogna andare oltre e per farlo è necessario produrre in hub esterni».
PRESIDENTE «Se mai dovesse succedere, sarebbe un onore che richiederebbe impegno. Il pilastro del Napoli si chiama Aurelio De Laurentiis, che sogna uno stadio nuovo e sempre azzurro, come lo è ormai da anni e anni. La storia racconta con i due scudetti e l’esemplare conduzione finanziaria di cosa sia stato capace Adl»

Fabregas esulta dopo Juve Como: «Loro sono il Real Madrid d’Italia!n Ecco qual è stata la chiave della vittoria»

L’allenatore del Como, Cesc Fabregas, ha voluto dire la sua dopo il successo ottenuto oggi in campionato contro la Juventus

Intervenuto nel corso del postpartita di Juve Como, il tecnico bianconero Luciano Spalletti ha commentato così la sconfitta maturata nel 26° turno del campionato di Serie A 2025/26. Queste le sue dichiarazioni ai microfoni di Sky Sport.

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QUATTRO PUNTI FRA MILAN E JUVE – «Non benissimo perché vogliamo sempre il massimo Oggi abbiamo fatto una bella prestazione, mi è piaciuto molto l’atteggiamento della squadra. Quando a Torino il portiere ha fatto una sola parata significa che la squadra è molto solida. Non abbiamo avuto molto tempo per preparare la partita. Ho chiesto alcune cose. Parliamo di una squadra che deve trovare continuità per diventare forte. Non mi serve andare a Napoli e fare una grande prestazione e poi non giocare bene con la Fiorentina, dopo a Milano di nuovo bene e calare successivamente».

LA CHIAVE DELLA VITTORIA – «La chiave della vittoria era fare il secondo gol. Anche lo scorso anno contro le grandi eravamo partiti segnando, ma poi non siamo riusciti a raddoppiare. Loro sono troppo forti e con la qualità che hanno ti penalizzano. Oggi siamo stati bravi a farlo e abbiamo gestito bene dopo lo 0-2. Poi di fronte avevamo la Juventus, giocano in casa, devono vincere, devono attaccare, ma siamo stati bravi in tutte le fasi».

Queste, invece, le sue dichiarazioni ai microfoni di Dazn.

ANALISI – «Restare dentro la gara è fondamentale se vuoi vincere questo tipo di partite contro una squadra fortissima, che ha svoltato col nuovo mister. La squadra ha fatto una partita top e una cosa diversa rispetto alle altre partite, che è stato fare il secondo gol. Quando giochi contro questi avversari e non fai il secondo gol ti mangiano, il mio portiere ha fatto solo una parata in tutta la partita e questo vuol dire che i ragazzi hanno fatto una grandissima partita».

COME SI GESTISCE UNA PARTITA COSI’ IMPORTANTE? – «Quando giochi questo tipo di partite ci sono momenti nei quali il giocatore tecnico deve gestire la partita, abbiamo bisogno di gente con coraggio e personalità per trovare le soluzioni che proviamo in settimana. Poi si possono fare scelte diverse in base alla gara, nel calcio di oggi diventa fondamentale perché ci sono 100 partite dentro 90 minuti. I ragazzi sono stati bravi a competere bene, per me la Juventus è il Real Madrid d’Italia: fare una prestazione così mi rende orgoglioso».

LA RIPARTENZA DEL 2-0 COME QUELLE DI WENGER? – «Wenger è il mio maestro, come un secondo papà per me. Lavorava molto nelle transizioni, nel calcio moderno sono molto importanti e ho imparato tanto da lui».

LA CHAMPIONS DIVENTA ORA UN OBIETTIVO? – «Per la Champions non rispondo, mi piacerebbe rispondere tra due o tre anni: un anno e mezzo fa eravamo in Serie B. Dobbiamo restare calmi, continuare a crescere e creare un’identità ancora più forte per vincere più partite possibili».

SI PUÒ VINCERE ANCHE SENZA NICO PAZ? – «L’assenza di Nico Paz è un altro passo avanti, perché lui gioca praticamente sempre, è un giocatore fantastico però la squadra è riuscita a vincere anche senza di lui».

Infortunio Gaspar, cambio obbligato dopo pochissimi minuti dall’inizio di Lecce Inter: cos’è successo

Infortunio Gaspar, cambio obbligato dopo pochissimi minuti dall’inizio di Lecce Inter: cos’è successo. Grande apprensione tra i salentini

La sfortuna colpisce Kialonda Gaspar in avvio di partita. Il difensore del Lecce ha riportato un serio problema fisico alla 1 azione della sfida contro l’Inter, obbligando la sua squadra a effettuare una sostituzione a freddo.

Dopo un deciso tackle per fermare Thuram, il centrale della formazione salentina è rimasto dolorante a terra accusando un forte dolore al ginocchio a causa di un movimento innaturale. Lo staff medico è intervenuto tempestivamente sul terreno di gioco, ma la situazione è apparsa subito chiara, impedendo all’atleta di continuare il match di campionato contro i nerazzurri.

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Al suo posto, l’allenatore Eusebio Di Francesco ha immediatamente inserito Siebert. Ora c’è inevitabile apprensione in tutto l’ambiente pugliese in vista dei decisivi esami strumentali. I test medici previsti per le prossime 24 o 48 ore chiariranno con precisione l’entità del danno articolare e stabiliranno i reali tempi di recupero per il difensore.

Spalletti dopo Juve Como: «Prestazione condizionata dal primo gol, Di Gregorio non ha più responsabilità di altri! Per la corsa Champions…»

L’allenatore della Juventus, Luciano Spalletti, ha voluto dire la sua dopo la sconfitta rimediata oggi in campionato contro il Como

Intervenuto nel corso del postpartita di Juve Como, il tecnico bianconero Luciano Spalletti ha commentato così la sconfitta maturata nel 26° turno del campionato di Serie A 2025/26. Queste le sue dichiarazioni ai microfoni di Dazn.

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COSA SUCCEDE – «La prestazione viene condizionata dal primo goal e sono sempre gli episodi. Nel riprenderla vai ad essere lungo e largo in base a dove vogliono andare loro. Fai le pressioni individuali e ti portano in giro loro con palleggio e possesso e poi diventa tutto più difficile. Poi è successo 13 volte che al primo tiro in porta prendi goal ed è chiaro che se succede ci sono delle difficoltà».

ERRORI – «Quando perdi entusiasmo si è visto, in un periodo eravamo entusiasti e abbiamo fatto partite bellissime, poi viene meno il sostegno della  personalità e dell’autostima e poi quegli errori che fai ti costano subito l’andare sotto e diventa difficile reagire dal punto di vista mentale. Funziona così nella testa dei giocatori ci sono troppe pressioni per i risultati e questi episodi fanno la differenza».

MANCATA REAZIONE – «Autostima, autoconvinzione di avere possibilità. Fino ad un po’ di tempo a questa parte lo avevamo nel mirino e lo avevamo portato a casa. Quando viene a  mancare un po’ di autorevolezza e convinzione. Oggi abbiamo sbagliato una miriade di passaggi in mezzo al campo che i miei giocatori non sbagliano perché io li conosco bene».

DI GREGORIO – «Di Gregorio è in linea con i compagni. Non ha più responsabilità degli altri. Commette un errore come si commettono in altre occasioni e si prende goal. Poi probabilmente poteva fare meglio ma anche noi potevamo fare meglio a difendere e a non perdere la palla. Sempre suddivise in  maniera comune le situazioni che si subiscono».

CORSA CHAMPIONS – «Si deciderà da quella che è la nostra convinzione. Il nostro avversario verso la Champions siamo noi stessi: se rimettiamo a posto delle cose a livello tecnico e mentale si va a giocare, se il livello è questo le perdi e non puoi ambire a nessun risultato».

Marotta annuncia: «Lautaro? Sono certo che anticiperà i tempi! Sul campo del Bodo rispondo così»

Il presidente dell’Inter, Beppe Marotta, ha voluto dire la sua poco prima dell’inizio del match di campionato contro il Lecce

Intervenuto nel corso del prepartita di Lecce Inter, il presidente dei nerazzurri, Beppe Marotta, ha presentato così la sfida valevole per la 26^ giornata del campionato di Serie A 2025/26. Queste le sue dichiarazioni ai microfoni di Dazn, tornando sull’infortunio di Lautaro e sulle condizioni precarie del campo della trasferta in Norvegia contro il Bodo Glimt.

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FASTIDIO PER IL CAMPO DI BODO? – «Dobbiamo adattarci al calendario e a questi terreni: non è un terreno bellissimo, anzi, ma la logica di far partecipare queste squadre porta anche a giocare su questi campi. Nessun commento particolare, se non il rammarico per l’infortunio di Lautaro: era difficile giocarci ma non è un’alibi. Tranquilli non lo siamo ed è giusto non esserlo per rispetto di Lecce e Bodo: ma accanto alla tranquillità deve esserci forte determinazione. Queste partite non sono passeggiate: ci mancano alcuni giocatori, ma chi giocherà darà il massimo. Col Lecce bisogna avere forti motivazioni. Poi da domani si penserà a martedì».

COME STA LAUTARO E COS’HA DETTO AL GRUPPO SQUADRA? – «E’ il nostro capitano e lo è con grande merito: è rammaricato, sia al campo ieri che oggi ha manifestato la sua vicinanza e motivazione alla squadra. Normale che soffrirà: auspichiamo possa riprendere al più presto ma andiamo cauti perché un problema muscolare è sempre serio e dovremo vedere la reazione. Ma è tenace e sono certo che anticiperà i tempi».

Di Francesco prima di Lecce Inter: «Fare risultato con le grandi? Lavoriamo per questo! Coulibaly è importante per un motivo»

L’allenatore del Lecce, Eusebio Di Francesco, ha voluto dire la sua prima del calcio d’inizio del match di campionato contro l’Inter

Intervenuto nel corso del prepartita di Lecce Inter, il tecnico dei salentini, Eusebio Di Francesco, ha presentato così la sfida valevole per la 26^ giornata del campionato di Serie A 2025/26. Queste le sue dichiarazioni ai microfoni di Dazn.

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FARE RISULTATO NEI BIG MATCH? – «Lavoriamo per questo. Per quello credo che questa sia per noi una grande opportunità. Sapendo che avremo di fronte la prima della classe, la più forte, quella che ha dimostrato di avere più qualità sotto tutti i punti di vista. Noi dobbiamo mettere in campo la nostra passione, il nostro orgoglio e l’atmosfera dei tifosi».

CORAGGIO – «Sicuramente sì, ce ci mettiamo lì ad aspettare diventa difficile. Il coraggio deve essere alla base della mia squadra. E’ una mentalità su cui stiamo lavorando tanto. Oggi reggere nei primi 50-60 minuti sarà fondamentale».

COULIBALY – «Io non lo sottovaluto, l’ho messo quasi sempre in campo dall’inizio. Ha caratteristiche differenti, ha grande continuità all’interno della gara, ha grande dinamicità we comincia anche a vedere la porta rispetto agli anni passati. Noi abbiamo bisogno dell’inserimento dei centrocampisti, specie nel nostro sistema di gioco».

Moviola Juve Como, l’episodio arbitrale chiave del match: ecco cos’è successo

Moviola Juve Como: l’episodio arbitrale chiave del match dell’Allianz Stadium valido per la 26ª giornata del campionato di Serie A 2025/26

L’episodio chiave della moviola del match Juve Como, valido per la 26ª giornata della Serie A 2025/26. Dirige la sfida l’arbitro Doveri.

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La direzione dell’arbitro Doveri nella sfida tra la Juventus e la formazione lariana, terminata sul punteggio di 0-2, ha registrato qualche sbavatura che non ha però inciso sul risultato. Nel 1° tempo il Como protesta per un tocco sospetto di Kelly in area, ma Luca Marelli conferma la regolarità dell’intervento.

Nella ripresa arriva l’espulsione per Alessio Lucarelli dalla panchina ospite a causa di continue proteste. Manca invece un fischio al limite e un cartellino giallo per un fallo di Perrone su Thuram al minuto 58. Il raddoppio siglato da Caqueret risulta assolutamente regolare. Al minuto 73 l’unico ammonito del match è Locatelli: il centrocampista dei bianconeri era diffidato e salterà la gara contro la Roma.

Pagelle Juve Como: Openda assente, Di Gregorio da incubo! Brillano Vojvoda e Caqueret

Pagelle Juve Como, i voti e i giudizi ai protagonisti del match dell’Allianz Stadium, valido per la 26ª giornata di Serie A 2025/26

Pagelle Juve Como: i voti e i giudizi ai protagonisti del match, valido per la 26ª giornata di Serie A 2025/26. Ecco i voti ai calciatori in campo.

Juventus (3-4-2-1): Di Gregorio 4.5; Gatti 5.5, Kelly 5.5, Koopmeiners 5.5; McKennie 5, Thuram 5 (74′ Boga 6), Locatelli 5.5, Cambiaso 5.5 (83′ Kostic s.v.); Miretti 5.5 (46′ Conceiçao 6), Yildiz 6 (84′ Adzic s.v.); Openda 5 (74′ David 5.5). All. Spalletti.

Como (4-2-3-1): Butez 6; Smolcic 6.5, Ramon 6.5, Kempf 6.5, Valle 6; Perrone 6.5, Da Cunha 7 (73′ Van der Brempt 6); Vojvoda 7 (73′ Diego Carlos 6) , Caqueret 7 (86′ Moreno s.v.), Baturina 6 (60′ Sergi Roberto 6.5); Douvikas 6.5 (86′ Morata s.v.). All. Fabregas.

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Formazioni ufficiali Lecce Inter: le scelte di Di Francesco e Chivu

Formazioni ufficiali Lecce Inter: le scelte di Eusebio Di Francesco e Cristian Chivu per la sfida della 26^ giornata di Serie A 2025/26

La 26 giornata di Serie A prosegue con l’attesa sfida tra Lecce e Inter. Entrambe le squadre arrivano da ottimi risultati, avendo battuto rispettivamente il Cagliari e la Juventus. Sono state appena comunicate le distinte ufficiali con gli 11 titolari scelti dai tecnici Eusebio Di Francesco e Cristian Chivu per guidare i salentini e la formazione nerazzurra.

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LECCE (4-2-3-1): 30 Falcone; 17 Danilo Veiga, 4 Gaspar, 44 Tiago Gabriel, 25 Gallo; 29 Coulibaly, 20 Ramadani; 50 Pierotti, 16 Gandelman, 23 Sottil; 99 Cheddira. A disposizione: 1 Fruchtl, 32 Samooja, 3 Ndaba, 5 Siebert, 6 Sala, 8 Fofana, 9 Stulic, 11 N’Dri, 13 Perez, 14 Helgason, 18 Jean, 19 Banda, 36 Marchwinski, 79 Ngom. Allenatore: Eusebio Di Francesco.

INTER (3-5-2): 1 Sommer; 31 Bisseck, 6 De Vrij, 95 Bastoni; 11 Luis Henrique, 16 Frattesi, 7 Zielinski, 8 Sucic, 32 Dimarco; 9 Thuram, 94 Esposito. A disposizione: 12 Di Gennaro, 13 J.Martinez, 14 Bonny, 15 Acerbi, 17 Diouf, 22 Mkhitaryan, 25 Akanji, 30 Carlos Augusto, 36 Darmian, 43 Cocchi, 57 Kaczmarski, 58 Topalovic. Allenatore: Cristian Chivu.

Infortunio Baturina, costretto al cambio in Juve Como: cosa filtra sulle sue condizioni

Infortunio Baturina, costretto al cambio in Juve Como: cosa filtra sulle condizioni fisiche del centrocampista croato. L’entità del problema

Arrivano brutte notizie in casa Como a causa di un inaspettato stop fisico. Martin Baturina è stato infatti costretto ad abbandonare il terreno di gioco al minuto 59 della sfida di campionato contro la Juventus, lasciando il posto al compagno di squadra Sergi Roberto.

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L’episodio si è verificato in modo del tutto fortuito. Durante il normale svolgimento di un’azione, il centrocampista del Como si è accasciato a terra da solo, accusando in maniera evidente un fastidioso problema muscolare. In un primo momento, il calciatore ha stoicamente provato a stringere i denti, rimanendo sul rettangolo verde e continuando a giocare pur zoppicando in modo vistoso. Tuttavia, il dolore si è rivelato insostenibile, rendendo inevitabile la sostituzione immediata per non aggravare la situazione.

L’allarme è scattato immediatamente all’interno dello staff medico della formazione lombarda. Le condizioni dell’atleta dovranno essere rivalutate con estrema attenzione nel corso dei prossimi 2 o 3 giorni attraverso esami strumentali approfonditi, al fine di stabilire con esattezza l’entità del danno e i relativi tempi di recupero.

Conferenza stampa Runjaic pre Bologna Udinese: «Abbiamo bisogno di Davis, ecco come sta Solet»

Conferenza stampa Runjaic pre Bologna Udinese: le parole del tecnico dei friulani alla vigilia del match del 26° turno di Serie A 2025/26

Kosta Runjaic ha fatto il punto sulla situazione medica in vista del match tra l’Udinese e il Bologna. Il mister spera di recuperare Solet, da poco tornato ad allenarsi parzialmente. Con i rientri di Zaniolo, Bayo e Gueye, le alternative per la formazione friulana aumentano. Si attende fiduciosi il ritorno a pieno regime di Davis, mentre Buksa è pienamente a disposizione e si candida per una maglia da titolare fin dal primo minuto. Queste le sue dichiarazioni in conferenza a due giorni dalla sfida del 26° turno di Serie A.

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PAROLE – «Solet? Ha svolto oggi la prima seduta leggera d’allenamento, se domani riuscirà ad allenarsi al meglio allora sarà della partita. Sono contento che possa dare il suo contributo, con Zaniolo, Bayo e Gueye abbiamo ora qualche alternativa. Sperando che nel corso delle settimane Davis si unisca di nuovo preso al gruppo squadra, è un giocatore di cui abbiamo bisogno. Buksa è a disposizione, potrebbe anche partire titolare».

Infortunio Gila, brutte notizie per Sarri e per la Lazio: slitta il rientro del difensore?

Infortunio Gila, brutte notizie per Sarri e per la Lazio: slitta il rientro del difensore? Le novità dall’infermeria dei biancocelesti

Maurizio Sarri, esperto allenatore, dovrà affrontare una pesante assenza per i futuri impegni stagionali della Lazio. L’allenatore sarà costretto a rinunciare a Mario Gila, roccioso difensore, uscito acciaccato all’intervallo dell’ultima e dispendiosa sfida contro l’Atalanta. Secondo quanto riportato sulle pagine del Corriere dello Sport, i recenti esami strumentali hanno purtroppo confermato una fastidiosa infiammazione tendinea al ginocchio sinistro.

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Le condizioni dell’atleta verranno valutate quotidianamente dallo staff sanitario della società capitolina. Il rischio di un forfait prolungato è altissimo: il giocatore salterà quasi certamente l’insidiosa trasferta di domenica primo marzo contro il Torino. La preoccupazione principale dell’ambiente biancoceleste riguarda però la semifinale d’andata di Coppa Italia, da disputare ancora contro la formazione bergamasca. Indipendentemente dai tempi di recupero, il calciatore non arriverà certamente al top della forma per questo appuntamento cruciale.

Sacchi sulle italiane ai playoff di Champions: «Le partite d’andata ci hanno detto una cosa. Juve? Tanti passi indietro! L’assenza di Lautaro non peserà per un motivo»

L’ex allenatore, Arrigo Sacchi, ha detto la sua sulle sconfitte rimediate da Inter, Juve e Atalanta nell’andata dei playoff di Champions League

In un 2026 che ha visto le nostre “tre sorelle” barcollare pesantemente nelle gare d’andata dei playoff di Champions League, Arrigo Sacchi non accetta l’idea di un funerale anticipato. Per lui, il calcio è come la vita: una questione di distanze, coraggio e, soprattutto, di quel “gioco” che spesso viene sacrificato sull’altare dell’individualismo. Ecco le sue riflessioni espresso sulle colonne della Gazzetta dello Sport.

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IL MANTRA DELLA SPERANZA – «Come si dice in questi casi? Crederci sempre, mollare mai. Rientra nel comportamento del perfetto sportivo. Guardate che cosa è successo alle Olimpiadi: atleti che, magari, partivano sfavoriti, dopo una grande rimonta si sono presi la medaglia d’oro e altri che erano sicuri di vincere sono rimasti giù dal podio. Capita. In questo caso, la penso come Boskov che diceva: partita finita quando arbitro fischia. E qui ci sono ancora le sfide di ritorno da disputare, quindi c’è spazio per la speranza».

LA JUVENTUS – «Spalletti ha detto che la Juve, in Turchia, ha fatto tre passi indietro: è stato generoso. Io di passi indietro ne ho visti di più. Ma adesso non è questo il punto su cui focalizzare l’attenzione. L’ambiente si deve compattare, gli egoismi si devono mettere da parte e credo che, se la Juve gioca come ha fatto contro l’Inter prima dell’espulsione di Kalulu, ce la possa fare. Non è semplice recuperare tre gol, ma io sono convinto che, magari con un gol subito in avvio di partita, l’impresa ci possa stare».

L’UOMO SU CUI PUNTARE PER L’IMPRESA BIANCONERA – «Uno solo: il gioco. Basta con la nostra abitudine di cercare sempre il salvatore della patria. È il gioco a fare la differenza, le partite dell’andata l’hanno dimostrato. E Spalletti, alla Juventus, un gioco l’ha dato: solo che a volte i suoi ragazzi se lo dimenticano».

L’INTER NON È MESSA BENE – «Verissimo, ma io penso che nella sconfitta dei nerazzurri un ruolo notevole lo abbiano giocato gli aspetti ambientali: il freddo e il campo sintetico. A San Siro sarà un’altra musica».

L’ASSENZA DI LAUTARO – «Ci sarà Pio Esposito? Sì? E allora si può stare tranquilli, l’attacco è ben coperto. Piuttosto, mi preme che la difesa e il campo non concedano quelle ripartenze che sono state letali lassù in Norvegia. Se vince con due reti di scarto l’Inter va ai supplementari e, a mio avviso, tra i nerazzurri e il Bodo, per quanto i norvegesi mi abbiano impressionato positivamente, due gol ci stanno tutti. Cosa fondamentale: non farsi prendere dalla frenesia, farsi trascinare dal pubblico, ma senza mai perdere i riferimenti e le giuste distanze in mezzo al campo. Questa sfida si vince in mezzo, credetemi».

L’ATALANTA – «Qui è necessaria una premessa. L’Atalanta ha perso 2-0 in casa di un club che frequenta abitualmente la Champions League e attualmente è secondo in Bundesliga. Secondo me, il Borussia Dortmund è superiore, però i bergamaschi sono… bergamaschi. E quindi hanno carattere, si sacrificano, lottano, combattono. Devono aggredire dal primo all’ultimo minuto. Il pressing, contro il Dortmund, può essere l’arma vincente. A patto che venga fatto bene, e non soltanto sporadicamente».

UN’ELIMINAZIONE DI MASSA… «Non voglio pensarci, perché ragionare in termini negativi non aiuta. Le partite d’andata hanno detto che siamo indietro rispetto alle squadre straniere, ma aspettiamo quelle di ritorno prima di fare il funerale. Gli italiani, intesi come popolo, nei momenti di difficoltà riescono a tirare fuori risorse impensabili. Lo dice la storia, non solo quella calcistica».

Milan, Allegri in conferenza alla vigilia del Parma: «Pulisic e Leao stanno meglio, c’è una cosa di Pavlovic che mi fa arrabbiare»

L’allenatore del Milan, Massimiliano Allegri, si è presentato in conferenza stampa alla vigilia del match di campionato contro il Parma

La conferenza stampa di Massimiliano alla vigilia di Milan Parma, match valevole per la 26^ giornata del campionato di Serie A 2025/26. Queste le dichiarazioni del tecnico dei rossoneri.

L’IMPORTANZA DELLA PARTITA CONTRO IL PARMA – «Molto importante perché più avanti andiamo e più le partite diventano importanti. Mancano 13 partite, quindi ci sono 39 punti a disposizione. Speriamo di farne il più possibile. Parlare di quello che è successo non ha senso, parliamo della partita di domani, perché il Parma sta facendo buone cose. Quindi è una squadra difensivamente molto bravi, così come sulle palle inattive. Bisognerà fare una partita molto ordinata e compatta».

BOLLETTINO MEDICO E MODRIC – «Sul bollettino: stiamo tutti bene. Anche Pavlovic, che sembrava a rischio perché abbiamo temuto una rottura del perone. Gli altri stanno tutti bene. Pulisic e Leao meglio, soprattutto Pulisic. Siamo contenti, perché avere tutti a disposizione è importante perché i cambi sono molto importanti. Il Parma è una squadra che nell’ultima mezz’ora ha fatto molti gol, quindi bisognerà fare una partita molto buona. Modric? Speriamo che continui così fino alla fine. Giocatore straordinario. Non ci sono parole per descriverlo, io mi emoziono un po’ quando parlo di lui. Campioni del genere sono d’insegnamento a tutti».

SUL NERVOSISMO POST-COMO – «No, assolutamente. Il campionato è ancora lungo, mancano 13 partite. Noi dobbiamo fare il nostro dovere, a partire dal battere il Parma. Mi dispiace domani non essere in partita. Non commento e non dico altro, quindi passiamo oltre. Per noi queste due partite sono molto importanti, così come il derby e le altre, fino a che non abbiamo centrato l’obiettivo. L’Inter sta viaggiando molto forte, e con 13 partite a disposizione, a una media di 2 punti a partita, superano i 90. 88/90. Quindi per noi arrivare a 90, da 54 che ne abbiamo, dobbiamo fare 36 punti, quindi 12 vittorie e una sconfitta. Se poi l’Inter casca di sotto non siamo bravi a sfruttare quello che può essere i loro errori, la responsabilità è nostra, ma l’Inter è la netta favorita per lo scudetto».

SETTIMANA COMPLICATA PER GLI ARBITRI – «Non possono usare la prova TV per certe situazioni, si va avanti così. Se queste cose si prendono come un’opportunità è importante, ma se si lasciano andare e non prendiamo queste cose come opportunità di crescita rimaniamo sempre gli stessi. Dagli sbagli bisogna migliorare. Le cose che succedono devono essere viste come opportunità di crescita, quindi non ci lamentiamo se rimaniamo indietro».

SUGGERIMENTI PER IL FUTURO DEL CALCIO – «Così su due piedi è difficile dire cosa bisogna fare. Ho sempre detto, e ripeto, che sull’oggettività bisogna cercare di arrivare a non sbagliare. Sulla soggettività ci saranno sempre decisioni che possono accontentare uno e scontentare l’altro. Sull’utilizzo del VAR, eccetera, si possono migliorare tante cose e lo faranno nel migliore dei modi».

SULLA RIMONTA SCUDETTO – «C’è solo una cosa che si può fare: filotto di vittorie noi mentre gli altri un filotto di pareggi».

IL COMPORTAMENTO DELLA PANCHINA – «A parte gli episodi che ci sono durante la stagione, dove c’è un po’ più di tensione, io credo che la nostra panchina deve avere un comportamento corretto ed educato per far sì che gli arbitri possano arbitrare bene e prendere le decisioni giuste. Poi capita, come successo mercoledì, dove anche io mi altero, e quindi succedono anche queste cose. Però la mia indicazione a tutti quelli che sono in panchina è quello di essere educati».

SUI CENTROCAMPISTI – «Fofana? Questione di tempo di inserimento. Le nostre mezzale stanno migliorando molto. Rabiot già lo aveva di suo, Fofana era abituato a giocare in un centrocampo a due. Per quanto riguarda Ricci, l’altro gioco ha giocato non al meglio perché siamo stati colpiti da alcuni sintomi influenzali. Il ragazzo, e i ragazzi, sono da ringraziare per la partita che hanno fatto».

SITUAZIONE ARBITRALE MERCOLEDÌ – «Le cose che sono successe non possiamo cambiarle. Mi sono raccomandato alla squadra che bisogna pensare alle cose da fare, ovvero vincere le partite, tutti insieme, per arrivare all’obiettivo. Le cose societarie, politiche, non ci riguardano. Quando arriviamo in questo momento della stagione c’è molta più pressione per i 4 posti Champions. Quindi bisogna solo pensare a lavorare. Basso profilo? Non dobbiamo avere un dispendio di energie nervose. Poi società e dirigenti hanno altro a cui pensare, ma noi dobbiamo pensare solo al campo. Poi comunque domani è importante, ci sono in palio i 3 punti. Mettiamoci un obiettivo: dobbiamo arrivare a 60 punti. Raggiunti questi, puntiamo alla Champions. Dobbiamo avere dei micro obiettivi che ci permetteranno di arrivare a macro obiettivi».

MODRIC E RABIOT: GIOCATORI DA MOTIVARE? – «Non è che devono essere lasciati stare perché sono grandi giocatori. Più è alto il livello e più l’apprendimento è veloce. Modric ha 40 anni, Rabiot è cresciuto tantissimo, molto più forte rispetto a quando era alla Juventus. Ci sono dei giocatori con caratteristiche diverse, con capacità di apprendimento diverse. Ma comunque io penso che i giocatori non vadano ingabbiati».

SUL MILAN IN CHAMPIONS – «Perché mancano ancora tante partite, abbiamo ancora tre scontri diretti, Napoli, Atalanta, Juventus ed Inter, quindi quattro. Sono stati su 13 partite. Quindi dobbiamo mantenere il profilo basso. Facciamo un passettino domani».

SULLA QUESTIONE PAVLOVIC – «Pavlovic mi fa arrabbiare sui controlli. Il resto è un giocatore che tutto quello che ha mette in campo. Mi piace molto, come giocatore e ragazzo».

Bazzani: «L’Inter ha ancora chance di passare il turno il Champions League. Scudetto? Tutto aperto ma in futuro il Milan dovrà colmare questo gap» – ESCLUSIVA e VIDEO

Bazzani, ex calciatore e noto opinionista, ha analizzato in esclusiva a Calcionews24 la situazione delle italiane tra Serie A e Champions League

Fabio Bazzani ha parlato in esclusiva a Calcionews24. Le sue dichiarazioni tra Champions League, Serie A e non solo:

Partiamo da un’analisi delle gare in Champions League delle italiane incappate in tre sconfitte pesanti. Quante chance pensi abbiano Inter, Juve e Atalanta di passare il turno?

«Sono tre partite che hanno palesato delle difficoltà di gestione. Sono gare che per certi versi non dico si assomiglino ma i secondi tempi sono stati abbastanza decisivi in negativo perchè la Juve poi è deragliata nel secondo tempo dopo l’espulsione, non è riuscita a gestire l’inferiorità numerica. Forse poteva provare, nell’inferiorità numerica, a tamponare un pò la situazione e non a comprometterla, non dico definitivamente, ma comunque sia in gran parte con tutti quei gol subiti. Allo stesso modo l’Inter. I nerazzurri secondo me nel primo tempo non avevano fatto male, avevano anche avuto la palla per andare in vantaggio ad inizio secondo tempo col palo di Lautaro e poi ha subito quella che comunque è una partita un pò anomala e atipica perchè su quel campo lì, è inutile girarci intorno, devi non solo adeguarti ma devi cercare di limitare i danni perchè loro sono più abituati e hanno un’altra marcia e un’altra convinzione oltre ad essere una discreta squadra anche a livello tecnico. Però è chiaro che il campo lo conoscono a memoria, hanno dei vantaggi e l’Inter nel secondo tempo ha sofferto abbastanza. Non dico che la qualificazione sia compromessa perchè in casa dell’Inter sicuramente le dinamiche saranno diverse, il campo è diverso, però è chiaro che si sono messi nella condizione di non poter sbagliare praticamente niente perchè anche se sei più forte non è facile ribaltare due gol di vantaggio per andare al supplementare e poi doverne fare un altro. L’Inter quindi ha ancora delle possibilità ma si è complicata la vita non poco, la Juve deve fare un’impresa. Per quanto riguarda l’Atalanta, ha sofferto molto la maggiore forza del Borussia in casa, non è riuscita a opporsi ad una squadra che è abituata a questo tipo di partite. Diciamo che è ancora aperta ma vedo una situazione molto simile a quella della Juve, serve una mezza impresa. In definitiva diciamo che non sono state tre belle partite, delle tre la squadra che ha più chance è l’Inter».

In casa Inter si è fermato Lautaro Martinez. Quanto può spostare l’assenza dell’argentino in ottica qualificazione e in ottica corsa scudetto nonostante i 7 punti di vantaggio sul Milan?

«Sicuramente è un’assenza che peserà non solo dal punto di vista tecnico ma anche di leadership perchè Lautaro è un trascinatore ed è il capitano. Però se c’è una cosa che l’Inter ha migliorato rispetto allo scorso anno sono le alternative in attacco. L’Inter per me ha 7 punti di vantaggio sul Milan per un semplice motivo: Bonny e soprattutto Pio Esposito stanno dando molte più garanzie di quelle date lo scorso anno da Correa, Taremi e Arnautovic. Motivo per cui credo che i nerazzurri possano sopperire all’assenza di Lautaro per quanto riguarda il campionato perchè comunque 7 punti non sono un margine definitivo per dire di aver vinto lo scudetto ma sicuramente sono un margine molto rassicurante anche perchè poi abbiamo visto che le altre, Milan in primis, non è che possono vincere tutte le partite. Per quanto riguarda la Champions, nella partita di ritorno è un’assenza che peserà però l’Inter, con un Thuram che magari può tornare ai suoi livelli e un Pio Esposito che è in grandissima fiducia fisica e mentale Bonny come alternativa ha secondo me le armi per ribaltare la partita. Quindi l’Inter può gestire la sua assenza su entrambi i fronti».

Passando al Milan di Allegri: credi che questo distacco di 7 punti dall’Inter possa portare ad un calo di motivazioni in casa rossonera e più in generale come pensi che i rossoneri debbano muoversi sul mercato estivo per colmare il gap con i nerazzurri?

«Parto dalla seconda domanda. Il gap principale tra le due squadre al momento lo vedo in attacco perchè l’Inter come abbiamo detto può partire da alcune certezze come Lautaro e Thuram e gente da dietro pronta ad inserirsi. Basta vedere i numeri. Il Milan oggi non ce l’ha quelle certezze. Per un motivo o per un altro gli è mancato il centravanti di riferimento. Leao, che comunque sta facendo bene, è stato trasformato in centravanti. Quindi il Milan non parte con la certezza di avere il centravanti che realizza sempre. I gol infatti se li sono suddivisi: è partito Pulisic all’inizio, poi ha avuto problemi fisici così come Leao. Gimenez è stato operato, poi è arrivato Fullkrug ma è chiaro che non può impattare subito. Quindi è lì che deve intervenire. Per il resto il Milan sta facendo delle ottime cose. E’ partito con l’obiettivo di riconquistare la Champions e lo sta facendo in pieno. E’ secondo in classifica. Il distacco è di 7 punti ma va dato merito all’Inter che ha avuto un ruolino di marcia incredibile, come quello di Inzaghi nell’anno della seconda stella. Il Milan con l’attuale rendimento nel campionato dello scorso anno sarebbe a 2-3 punti dal primo posto e quindi una squadra arrivata ottava Allegri l’ha trasformata nella mentalità. Ha poco da rimproverarsi quindi non c’è il rischio che il Milan perda morale e vada in sfiducia perchè l’Inter è 7 punti avanti. Il Milan il suo lo sta facendo. Non era costruito per vincere lo scudetto da favorito. E’ lì e con questa mentalità riuscirà a raggiunque il proprio obiettivo. Chi poteva stare dietro l’Inter come rosa era il Napoli che però ha avuto mille infortuni e non ce l’ha fatta. Ma il Milan deve essere contento di quanto fatto come adesso perchè come organico non partiva alla pari dell’Inter».

Per quanto riguarda la corsa Champions, al momento il duello per l’ultimo posto, col Como un pò staccato, sembra essere appannaggio di una tra Roma e Juve. Chi vedi favorita tra le due e più in generale dove pensi che la Juve debba intervenire sul mercato per colmare il gap con le rivali?

«La Juve deve alzare un pò in generale lo spessore dei giocatori, acquistando calciatori che sappiano sopportare le pressioni che ci sono in una squadra come quella bianconera. La Juve oggi è una buona squadra con valori tecnici buoni che Spalletti è riuscito a tirar fuori. Ovviamente in questo momento c’è qualche problema nei gol subiti perchè la squadra si è un pò disunita perchè Spalletti ha provato a portare una proposta di calcio un pò più costruttiva, un pò più coraggiosa, però poi io credo che vada puntellata con giocatori di qualità un pochino superiori, abituati a giocare per gli obiettivi che ha in mente Spalletti. Quindi sicuramente l’attacco quest’anno è stato un peso per la Juve, tutto il potenziale offensivo su cui si è investito non ha ripagato. Un pò adesso David sta dando dei segnali. Anche dietro secondo me un pezzo di un certo tipo ci vuole. Va un attimino rialzato il livello di personalità di alcuni calciatori e io credo che bisognerebbe farlo ripartendo da Spalletti che ha avuto un ottimo impatto ma che, come detto, ha bisogno di gente abituata a lottare per un certo tipo di obiettivi e con la maglia della Juventus. Per quanto riguarda la corsa Champions, io la vedo molto aperta fino alla fine. E’ chiaro che bisognerà capire cosa farà la Juve in Champions League perchè se dovesse uscire il preparare una partita a settimana qualche vantaggio potrebbe darglielo. Il Napoli questo lo fa già ma ha avuto un infortunio dietro l’altro. Adesso ha avuto quello di Rrhamani. La Roma è una squadra che con Gasperini e grazie a Malen ha colmato la lacuna che aveva da inizio campionato. Gasperini peraltro ha avuto un impatto straordinario. Io credo che sarà una lotta veramente fino all’ultima partita e attenzione al Como che anche se è un pò staccato è lì e guarda interessato. Non va escluso perchè anche se magari avendo anche la semifinale di Coppa Italia non è una squadra abituata a certi livelli ma se becca la giornata giusta può fare risultato con tutti».

L’ultima sfida tra Fabregas e Allegri, a prescindere dalle tensioni che ci sono state tra i due, ha riaperto la diatriba tra risultatisti e giochisti. Tu da che parte ti schieri?

«Io non mi schiero. Credo che alla fine tutti vogliano il risultato. Semplicemente ci sono allenatori che credono in un certo tipo di filosofia e altri che credono in un’altra. Ci sono allenatori molto più pratici e concreti rispetto ad altri che vogliono perseguire il risultato attraverso un proprio stile di gioco che credono sia la strada migliore per ottenere il risultato, non perchè vogliono sentirsi dire bravi, avete fatto bene anche se non hai fatto il risultato. Il fine ultimo è lo stesso per tutti. Non ho mai visto un giochista andar via col sorriso dopo aver perso una partita! Idem un risultista, se vogliamo dare queste etichette. Fabregas e Allegri hanno sicuramente delle visioni differenti e quando sono differenti è chiaro che possano esserci delle diversità di vedute».

Passando alla Lazio: su quali tasti pensi debba battere Sarri da qui alla fine per motivare una squadra che probabilmente ha come obiettivo “solo” quello della Coppa Italia?

«Credo che Sarri debba battere sul tasto su cui ha battuto fino adesso, cioè quello di far stare unito lo spogliatoio nelle difficoltà cercando di andare oltre le vicissitudini e questo clima che si è creato tra tifoseria laziale e Lotito che fa giocare la squadra in un Olimpico vuoto. Questo credo sia stato il punto di forza tra Sarri e la squadra, cioè quello di cercare di compattarsi in un’annata molto difficile. Sono riusciti ad andare a vincere ai rigori a Bologna e garantirsi una semifinale di Coppa Italia che sicuramente è una nota di prestigio. Avranno la semifinale contro l’Atalanta, possono provare a giocarsela e credo che tutte le energie saranno convogliate lì perchè è chiaro che in campionato la scalata all’Europa è diventata ormai quasi impossibile ma Sarri stesso ci sta continuando a dire che non può essere l’obiettivo vedendo come è stata strutturata la Lazio quest’anno. Però poi alla fine in un’annata che è tuttora molto difficoltosa potresti avere la chance di giocarti una finale a Roma. Chiaro che l’Atalanta è un avversario scomodo però penso che la Lazio darà tutto e anche di più per regalarsi un raggio di sole all’interno di una stagione complicatissima».

Oltre a Fabregas tra gli allenatori giovani si sta imponendo anche Pisacane a Cagliari…

Pisacane sicuramente sta facendo molto bene, è una scommessa vinta dal presidente Giulini perchè poi dopo ha costruito una squadra giovane con un allenatore giovane che aveva studiato bene e conosciuto in Primavera. Gli ha dato le chiavi. E c’è stata anche la bravura di costruire uno staff di gente esperta, penso a Giacomo Murelli, vice storico di Pioli, come secondo allenatore e Luca Bucci preparatore dei portieri. Pisacane all’interno di questo contesto ha messo in campo le sue idee, ha credibilità nei confronti della squadra e quindi è stato molto bravo come impatto in questo primo anno di Serie A. Un altro allenatore giovane che cito è Fabio Grosso che sta facendo un ottimo lavoro con una neopromossa in Serie A».

Chiudiamo con la Sampdoria: dopo il mercato di gennaio la situazione sembra decisamente migliorata…

«La Sampdoria sembrerebbe sulla via della guarigione. Il mercato di gennaio pare aver portato quel contributo necessario, Brunori su tutti, per permettergli di mettere la testa fuori dall’acqua e di respirare un pò. La Sampdoria è sempre stata sott’acqua in questo periodo. Sembrerebbe che le ultime due vittorie abbiano aiutato. E’ presto per dirlo perchè la Serie B resta una brutta bestia però mi sembra incanalata nella maniera giusta. Sta facendo tornare Marassi un fattore: un pubblico del genere chiaro che lo devi sfruttare. Non credo che possa rivedere la zona playoff ma mettersi comunque in una zona tranquilla che la tenga lontano dalle sabbie mobili della zona playout o retrocessione».

SI RINGRAZIA FABIO BAZZANI PER LA DISPONIBILITA’ CONCESSA IN QUESTA INTERVISTA

Conferenza stampa Gasperini pre Roma Cremonese: «Dybala non ci sarà e nemmeno Soulé! Totti? Quanto casino per questa cosa!»

Conferenza stampa Gasperini pre Roma Cremonese: le parole del tecnico dei giallorossi alla vigilia del match di campionato

La conferenza stampa di Gian Piero Gasperini alla vigilia di Roma Cremonese, match valevole per la 26^ giornata del campionato di Serie A 2025/26.

SU PELLEGRINI – «Pellegrini non è in calo, ma magari che è un po’ meno brillante. Però io l’ho visto bene e già domani, nelle prossime gare, lui ha sicuramente dato un contributo determinante anche in termini di continuità a questa squadra e tornerà a farlo».

ZARAGOZA – «Zaragoza, dobbiamo anche dargli un attimo di tempo: appena è arrivato l’abbiamo inserito subito, con una partita, poi un’altra presenza, poi ancora dall’inizio. Ha delle caratteristiche molto valide, che ha già fatto intravedere. Poi, sulla continuità e sull’inserimento definitivo con la squadra, valuteremo nelle prossime partite».

LA GESTIONE DEI DIFFIDATI – «Domani i tre punti sono fondamentali, quindi dobbiamo cercare di giocare al meglio, al massimo, con grande determinazione, perché non ti regalano nulla: tutte le partite sono difficili da vincere e non possiamo guardare più in là della gara di domani».

DYBALA – «Paulo domani non farà parte della partita, sta continuando a recuperare e sono veramente dispiaciuto per lui, come per gli altri. Anche Paulo si sta applicando al massimo per cercare di essere presente, però ha ancora un fastidio che glielo impedisce. È molto concentrato nel tentativo di recuperare il prima possibile».

INFORTUNI – «Beh, è tipico del gioco del calcio, è sempre stato così. Adesso ancora di più, perché le partite sono veramente tante e, come abbiamo detto, la stragrande maggioranza degli infortuni avviene in gara, visto che si gioca a ritmi molto alti e a volte non si riesce a recuperare al meglio. Per quanto riguarda noi, ho 14-15 giocatori che raramente si sono infortunati, e qui tocco ferro. Però ci sono stati casi come Dovbyk, Ferguson, Bailey, adesso Dybala, e magari ne dimentico qualcuno: questi hanno avuto infortuni molto lunghi. Se vai a conteggiare le giornate perse, parliamo di giocatori che sono stati fuori tanti mesi e questo incide inevitabilmente. Di riflesso, tra difesa, centrocampo ed esterni, nell’arco di 40, 50 partite – e magari 60 se arrivi fino in fondo – può capitare che un giocatore come Koné salti due partite, ed è ormai nella normalità. Il problema è quando hai infortuni che durano settimane, addirittura mesi: quello sì che pesa».

SOULE’ – «Soulé è stato fermo tutta la settimana, quindi domani non sarà della partita. Speriamo possa esserlo nelle prossime».

POLEMICHE ARBITRALI? – «Io ho toccato solo alcuni argomenti, e non erano riferiti a episodi specifici, tra l’altro nemmeno legati alla Roma, ma in generale a situazioni che possono essere più o meno favorevoli. Mi riferivo esclusivamente ai falli di mano e ai contatti, che sono gli aspetti che stanno creando problemi e che, secondo me, generano le maggiori discussioni. Si tratta di difficoltà di interpretazione: per gli arbitri, per il pubblico, per i giocatori e per gli allenatori. Questo è un regolamento che oggi non è più condiviso da molti, o quantomeno viene interpretato in modi troppo diversi, fino a giustificare tutto e il contrario di tutto. Il mio intervento era riferito a questo, non a episodi più o meno vantaggiosi per una squadra o per un’altra».

TOTTI? – «Ma quanto casino per questa cosa. Anche se fossimo andati a cena non ci sarebbe stato assolutamente nulla di male, perché è capitato tante volte di andare a cena con diverse persone. È una situazione che è venuta fuori così, ma io non ne ho mai parlato né con la società né con Ranieri. Però per me è una grande risorsa, una grandissima risorsa. Io avevo anche delle idee, ma non ne ho mai parlato: è una storia che è stata tirata fuori. Non ne abbiamo parlato con Ranieri, quindi non so bene come si possa sviluppare. Però io la vedo in questo senso: può essere anche una bella opportunità. La vedo bene, sinceramente».

OBIETTIVO – «Ci tengo a dire una cosa: la società e anche Ranieri stesso, non solo in presentazione ma ripetutamente in questi mesi, hanno sempre parlato di un anno di transizione, di crescita, di costruzione. Quando parlo di Champions non è perché lo dica solo io: per me esiste solo quello, non esiste altro. Io ho lasciato la Champions per venire qui, e mi manca molto, perché è la competizione più bella da giocare. Se qualcuno pensa di mettermi pressione parlando di Champions, si sbaglia di grosso, perché l’obiettivo è mio per primo. Poi bisogna fare i conti con Juventus, Napoli, Atalanta e altre squadre: quello è il gruppo con cui ci si gioca il traguardo.

Io sono venuto qui per costruire qualcosa di forte, non per mettere le mani avanti e dire “quest’anno no, l’anno prossimo vediamo. Tutto quello che è stato fatto in questi mesi, compresi il mercato di agosto e quello di gennaio, per me va in quella direzione. Che in questa città non si possa lavorare non è vero. È difficile lavorare bene, ma non per colpa della città. Dobbiamo lavorare bene qui dentro, fare le cose giuste. La città è sempre piena allo stadio, c’è entusiasmo anche per partite come Cremonese o Juventus. Il punto è lavorare bene dentro il club».

COSA MIGLIORARE – «È difficile per qualunque squadra. Anche altre hanno perso giocatori importanti, però è chiaro che noi in questo momento abbiamo quattro giocatori fuori nello stesso reparto e non sappiamo se e quando li recupereremo. Questo è l’unico punto. Chiuso questo aspetto, stiamo cercando di accelerare il più possibile la crescita di Venturino e di Vaz. Se non fossero arrivati loro sarebbe stato sicuramente più problematico, perché alternative vere non ne avevamo. Il rischio, infatti, è di non recuperare nessuno degli infortunati e speriamo almeno di non perderne altri. Tra quindici giorni torneremo a giocare anche le coppe e quindi avremo di nuovo tre partite a settimana. Per questo motivo stiamo cercando di velocizzare la maturazione e la prestazione di Venturino e di Vaz: in questo momento le alternative sono solo ed esclusivamente loro due. Allo stesso tempo, però, dobbiamo stare attenti a non pretendere troppo da ragazzi così giovani».

Spalletti pre Juve Como: «David non sta molto bene! Oggi giochiamo contro una squadra di pari livello, vi spiego la scelta su Openda»

L’allenatore della Juventus, Luciano Spalletti, si è espresso così pochi minuti prima dell’inizio del match di campionato contro il Como

Intervenuto nel corso del prepartita di Juventus Como, il tecnico dei bianconeri, Luciano Spalletti, ha presentato così la sfida del 26° turno di Serie A 2025/26. Queste le sue dichiarazioni ai microfoni di Dazn.

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PARTITA – «Oggi giochiamo con una squadra di pari livello, un po’ per la qualità della società e un po’ per la qualità di Cesc che è un allenatore molto capace. Oggi abbiamo qualche defezione come hanno tutte le squadre e cerchiamo di creare meno squilibrio possibile. Noi dobbiamo giocare con questi tre centrali e fare le scalate lunghe verso i loro terzini. Voi spesso commentate i risultati delle partite, quando sono così equilibrate si risolvono con l’episodio. Oggi per il periodo che stiamo attraversando non dobbiamo mettere la partita su questo livello di turbolenza. Oggi ci vuole una partita di sostanza, barattiamo un po’ di fantasia con questo»

OPENDA – «Ci aspettiamo come sempre che sono una squadra bella e aggressiva, lo dicono i numeri e i fatti. Ogni tanto ci sarà da andare velocemente dall’altra parte e lui ha quelle caratteristiche, poi David non sta molto bene»

Fabregas a Dazn: «Saelemaekers? Chiedo scusa, ma se il Milan ha pareggiato non è per questo! Sono giovane e devo imparare, mi piacerebbe tantissimo giocare oggi»

L’allenatore del Como, Cesc Fabregas, ha voluto dire la sua poco prima del calcio d’inizio del match di campionato contro la Juventus

Intervenuto nel corso del prepartita di Juventus Como, il tecnico dei lariani, Cesc Fabregas, ha presentato così la sfida del 26° turno di Serie A 2025/26, tornando anche sulla polemica di pochi giorni fa per la sua trattenuta su Saelemaekers nella sfida contro il Milan. Queste le sue dichiarazioni ai microfoni di Dazn.

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LA POLEMICA PER LA MIA TRATTETUNA SU SAELEMAEKERS CONTRO IL MILAN – «Si è vero, sono stato il primo a raccontare cosa è successo. Non posso toccare un giocatore, mai nella vita e ho chiesto subito scusa. Dopo si può massacrare di più o meno, si possono cercare scuse perché il Milan ha pareggiato col Como, ma il risultato non ha nulla a che fare con questo. Io chiedo scusa. Prova tv? Io accetterei tutto, perché sono il primo a sapere di aver sbagliato. Questo è il calcio, sono molto giovane e sono qui per imparare, la perfezione non esiste. Essere qui per noi dopo 64 ore, venire da Milano e venire qua a Torino… Questa è la storia. La Juve, una squadra e uno stadio incredibili, è una grande prova per noi».

4 PARTITE IN 11 GIORNI – «Cambia la mentalità, la stanchezza fisica… La forza e la motivazione bisogna trovarle nella testa. Ma chi non sarebbe motivato nel giocare qui? Io sono invidioso, mi piacerebbe tantissimo giocare. Arriviamo da 8 settimane nelle quali abbiamo giocato 12 partite, questo fa parte del calcio e del livello al quale un giorno noi vogliamo arrivare. Una grande prova per noi».

LA CHIAVE A CENTROCAMPO? – «Sicuramente, come sempre nel calcio. In mezzo al campo hai la possibilità di dimostrare se sei più forte dell’avversario. Parliamo sempre delle due aree, ma quante volte si arriva in un’area o nell’altra comparando a quanto si gioca a centrocampo? Faremo la nostra partita».

Prandelli incorona Vergara: «Ha la stessa cazzimma di Insigne, il suo caso ci spinge a fare una riflessione in Federcalcio»

L’ex ct della Nazionale, Cesare Prandelli, si è espresso così sull’esplosione di Antonio Vergara con la maglia del Napoli, paragonandolo ad Insigne

A Il Mattino, Cesare Prandelli, esperto allenatore, ha esaltato il momento del Napoli e l’esplosione di Vergara, promettente fantasista. Il mister rivede nel ragazzo la stessa forte determinazione che lo portò a convocare Lorenzo Insigne, ex capitano azzurro, ai Mondiali. Per l’ex CT, imporsi nello stadio campano dimostra maturità, un segnale affinché il sistema calcio abbia finalmente più pazienza con i giovani in rampa di lancio.

L’ex selezionatore ha lodato le prestazioni della formazione partenopea, elogiando l’esterno Alisson e Rasmus Hojlund, potente attaccante moderno. Parole al miele sono arrivate anche per Giovane, duttile centrocampista che, guidato da Antonio Conte, carismatico tecnico salentino, compirà sicuramente step di crescita decisivi per la sua carriera.

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VERGARA – «Ha quella cazzimma che mi stregò di Insigne e che mi spinse a portarlo con me in Brasile, nel Mondiale del 2014. Se uno fa quelle giocate con la maglia pesantissima del Napoli addosso e in uno stadio come il Maradona è pronto per qualsiasi tipo di avventura. È una cosa che ci spinge a riflettere: prima a 18-19 anni se non portavano risultati, venivano abbandonati. Il caso Vergara ci porta a fare valutazioni differenti anche in Federcalcio. Si può sbocciare anche a 22-23 anni, quindi non devi perderli o abbandonarli troppo presto come si faceva una volta: dobbiamo imparare ad aspettare di più, con maggiore pazienza».

SU ALISSON, HOJLUND E GIOVANE – «Sono rimasto colpito l’altra sera dalla prova di Alisson contro la Roma. Ma non solo lui: Hojlund ha le movenze dell’attaccante moderno, alto, potente. E anche Giovane, con Conte, farà sicuramente degli step di crescita importanti. Quando trovi ragazzi che hanno tecnica, hanno gamba, il sistema di gioco non è più così importante, bisogna solo trovare delle soluzioni per assecondare queste qualità».

Insulti razzisti a Maignan, archiviate le accuse per i 5 tifosi dell’Udinese: il motivo

Insulti razzisti a Maignan, archiviate le accuse per i 5 tifosi dell’Udinese: il motivo della decisione presa dal Gip di Udine. Cos’è successo

Il caso relativo agli insulti razzisti rivolti a Mike Maignan durante la partita tra Udinese e Milan del 20 gennaio 2024 si chiude in sede penale. Secondo quanto riportato nell’edizione odierna del Messaggero Veneto, il Gip del tribunale di Udine ha infatti archiviato in via definitiva la posizione delle cinque persone indagate per l’accaduto.

L’episodio aveva causato la temporanea sospensione della gara dopo le vivaci proteste in campo del portiere. Le forze dell’ordine avevano subito individuato e denunciato i responsabili, prontamente puniti con un Daspo di cinque anni e con la durissima esclusione a vita dallo stadio stabilita dal club friulano.

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Per la giustizia, però, alla spiacevole vicenda manca la necessaria diffusione del consenso tra il resto del pubblico presente nella Curva Nord. I cori discriminatori contro l’estremo difensore della squadra rossonera sono stati considerati del tutto isolati. Pur essendo un comportamento moralmente inaccettabile, il fatto configurerebbe al massimo l’ingiuria aggravata dall’odio razziale, un reato che risulta già ampiamente depenalizzato all’interno del nostro ordinamento giuridico.

Formazioni ufficiali Juventus Como: le scelte di Spalletti e Fabregas

Formazioni ufficiali Juventus Como: le scelte di Luciano Spalletti e Cesc Fabregas per la sfida della 26^ giornata di Serie A 2025/26

La ventiseiesima giornata di Serie A prosegue con la delicata sfida tra Juventus e Como, entrambe in cerca di riscatto dopo gli scivoloni contro Inter e la Fiorentina. Sono state diramate le distinte ufficiali: nei bianconeri spicca la titolarità di Openda in avanti. Resta fuori Conceicao, mentre Miretti affianca Yildiz. Di seguito le scelte di Spalletti e Fabregas.

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JUVENTUS (3-4-2-1): Di Gregorio, Gatti, Kelly, Koopmeiners; McKennie, Locatelli, Thuram, Cambiaso; Miretti, Yildiz; Openda. A disposizione: Perin, Pinsoglio, Conceicao, Zhegrova, Boga, Adzic, Kostic, David, Cabal, Rizzo. Allenatore: Spalletti.

COMO (4-2-3-1): Butez; Smolcic, Ramon, Kempf, Valle; Perrone, Da Cunha (C); Vojvoda, Caqueret, Baturina; Douvikas. A disposizione: Tornqvist, Vigorito, Cavlina, Morata, Sergi Roberto, Lahdo, Rodriguez, Alberto Moreno, Kuhn, Diego Carlos, Addai, Van Der Brempt. Allenatore: Fabregas.

Caso Kalulu, Abodi critico: «Non comprendo la scelta della FIGC di respingere il ricorso! Con un po’ di coraggio in più…»

Caso Kalulu, interviene il Ministro dello Sport, Andrea Abodi: la dura critica alla FIGC per la decisione di respingere il ricorso della Juventus

Il caso relativo all’espulsione di Pierre Kalulu durante la sfida tra Inter e Juventus continua a far discutere l’opinione pubblica. Il Ministro dello Sport, Andrea Abodi, è intervenuto sulla discussa decisione della FIGC di respingere il ricorso per il cartellino rosso causato dalla simulazione di Alessandro Bastoni.

Come riportato dall’agenzia ANSA, il rappresentante del governo ha dichiarato di rispettare la scelta istituzionale, pur non comprendendola affatto. Secondo la sua visione, considerando l’evidente errore già pagato dal calciatore con l’allontanamento dal campo, la federazione calcistica avrebbe dovuto dimostrare maggiore coraggio annullando la sanzione.

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PAROLE – «La scelta della FIGC di non togliere la squalifica a Kalulu la rispetto ma non la comprendo. Nel momento in cui diventa evidente e chiaro che c’è stato un errore, che è stato già pagato dal giocatore perché è stato espulso, io mi permetto di dire che forse un po’ di coraggio in più sarebbe stato opportuno».

Tresoldi svela: «Sogno di giocare nel Milan, ci penso ogni mattina quando mi sveglio! Ecco come mai non gioco con l’Italia»

Tresoldi svela: «Sogno di giocare nel Milan, ci penso ogni mattina quando mi sveglio!». Le parole del giovane attaccante del Club Brugge

Nicolò Tresoldi sta vivendo un momento d’oro con il Club Brugge. L’attaccante ha concesso un’intervista a SportWeek in cui ha svelato i suoi obiettivi futuri, a partire dal grande desiderio di vestire un giorno la maglia del Milan.

Il giocatore ha ammesso apertamente che diventare il nuovo numero nove della formazione rossonera è un pensiero fisso quotidiano e il sogno sportivo che lo spinge a lavorare duramente ogni giorno, pur trovandosi attualmente benissimo nella società belga.

Durante il colloquio, il centravanti ha chiarito in via definitiva anche la sua posizione riguardo alla Nazionale. Nonostante le origini sarde e argentine, continuerà a rappresentare la Germania, federazione che lo ha fatto sentire subito importante e apprezzato. La scelta è stata pesantemente influenzata dalla totale indifferenza dell’Italia. L’atleta non ha nascosto infatti una certa delusione per non aver mai ricevuto alcuna chiamata esplorativa da Coverciano, un segnale di interesse che si sarebbe francamente aspettato dopo gli importanti gol messi a segno in Champions League.

FUTURO AL MILAN? – «Un futuro da 9 dei rossoneri? È il sogno che mi spinge a lavorare duramente tutti i giorni. Qui al Bruges mi trovo molto bene, e so anche che la strada davanti è ancora lunga. Però il sogno di giocare nel Milan è qui, dentro la testa. Ci penso ogni mattina non appena mi sveglio».

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GIOCARE PER LA NAZIONALE ITALIANA? – «L’Italia è l’Italia, anni fa però ho preso la decisione di giocare per la Germania. Mi hanno mostrato un percorso, mi sono subito sentito amato, anche dalla federazione. Per un giocatore è importante. Da Coverciano non ho mai ricevuto chiamate, dunque per adesso vado avanti con la Germania. Se mi sarei aspettato una chiamata? Sinceramente sì. Comunque sia ho fatto due gol in Champions e tutto… Una chiamata anche solo per conoscerci mi avrebbe fatto piacere».