Caso Kalulu, interviene il Ministro dello Sport, Andrea Abodi: la dura critica alla FIGC per la decisione di respingere il ricorso della Juventus
Il caso relativo all’espulsione di Pierre Kalulu durante la sfida tra Inter e Juventus continua a far discutere l’opinione pubblica. Il Ministro dello Sport, Andrea Abodi, è intervenuto sulla discussa decisione della FIGC di respingere il ricorso per il cartellino rosso causato dalla simulazione di Alessandro Bastoni.
Come riportato dall’agenzia ANSA, il rappresentante del governo ha dichiarato di rispettare la scelta istituzionale, pur non comprendendola affatto. Secondo la sua visione, considerando l’evidente errore già pagato dal calciatore con l’allontanamento dal campo, la federazione calcistica avrebbe dovuto dimostrare maggiore coraggio annullando la sanzione.
PAROLE – «La scelta della FIGC di non togliere la squalifica a Kalulu la rispetto ma non la comprendo. Nel momento in cui diventa evidente e chiaro che c’è stato un errore, che è stato già pagato dal giocatore perché è stato espulso, io mi permetto di dire che forse un po’ di coraggio in più sarebbe stato opportuno».
Tresoldi svela: «Sogno di giocare nel Milan, ci penso ogni mattina quando mi sveglio!». Le parole del giovane attaccante del Club Brugge
Nicolò Tresoldi sta vivendo un momento d’oro con il Club Brugge. L’attaccante ha concesso un’intervista a SportWeek in cui ha svelato i suoi obiettivi futuri, a partire dal grande desiderio di vestire un giorno la maglia del Milan.
Il giocatore ha ammesso apertamente che diventare il nuovo numero nove della formazione rossonera è un pensiero fisso quotidiano e il sogno sportivo che lo spinge a lavorare duramente ogni giorno, pur trovandosi attualmente benissimo nella società belga.
Durante il colloquio, il centravanti ha chiarito in via definitiva anche la sua posizione riguardo alla Nazionale. Nonostante le origini sarde e argentine, continuerà a rappresentare la Germania, federazione che lo ha fatto sentire subito importante e apprezzato. La scelta è stata pesantemente influenzata dalla totale indifferenza dell’Italia. L’atleta non ha nascosto infatti una certa delusione per non aver mai ricevuto alcuna chiamata esplorativa da Coverciano, un segnale di interesse che si sarebbe francamente aspettato dopo gli importanti gol messi a segno in Champions League.
FUTURO AL MILAN? – «Un futuro da 9 dei rossoneri? È il sogno che mi spinge a lavorare duramente tutti i giorni. Qui al Bruges mi trovo molto bene, e so anche che la strada davanti è ancora lunga. Però il sogno di giocare nel Milan è qui, dentro la testa. Ci penso ogni mattina non appena mi sveglio».
GIOCARE PER LA NAZIONALE ITALIANA? – «L’Italia è l’Italia, anni fa però ho preso la decisione di giocare per la Germania. Mi hanno mostrato un percorso, mi sono subito sentito amato, anche dalla federazione. Per un giocatore è importante. Da Coverciano non ho mai ricevuto chiamate, dunque per adesso vado avanti con la Germania. Se mi sarei aspettato una chiamata? Sinceramente sì. Comunque sia ho fatto due gol in Champions e tutto… Una chiamata anche solo per conoscerci mi avrebbe fatto piacere».
Juventus, il futuro di Vlahovic prende una piega inattesa: niente Premier, ma un’opzione che può cambiare tutto.
La Juventus guarda avanti, però lo fa con una consapevolezza che pesa come un macigno. Mentre Spalletti lavora sul campo per dare continuità e identità alla squadra, la dirigenza è già immersa nelle strategie di mercato.
Perché è chiaro a tutti che il prossimo anno servirà una rosa più profonda, più equilibrata, più pronta a competere su più fronti. Eppure, mentre si pianificano arrivi e si valutano rinforzi, c’è anche una partenza che sembra quasi scritta.
NIente Premier per Vlahovic
Non è un mistero che Dusan Vlahovic sia al centro di riflessioni importanti. Il suo contratto con la Juventus si avvicina alla scadenza e le trattative per un rinnovo, almeno finora, non hanno portato a sviluppi concreti. Senza ombra di dubbio è una situazione che impone scelte rapide, perché il rischio di perdere un asset a parametro zero è uno scenario che il club vuole evitare. Però la vicenda non è così lineare come poteva sembrare fino a qualche settimana fa.
Molti avevano dato per scontato un futuro in Premier League. Il profilo di Vlahovic, fisico, potente, abituato ai ritmi intensi, sembrava perfetto per il calcio inglese. E invece, a sorpresa, l’Inghilterra potrebbe non essere la sua destinazione. Nelle ultime ore è emerso uno scenario che cambia le prospettive e apre a un’ipotesi decisamente suggestiva.
Il nome dell’attaccante serbo è tornato con forza nei radar del Barcellona. Secondo quanto riportato dal quotidiano spagnolo Sport, Vlahovic sarebbe considerato una priorità per rinforzare l’attacco blaugrana. Il club catalano è alla ricerca di un profilo che possa raccogliere l’eredità di Robert Lewandowski e garantire continuità realizzativa nel medio periodo. E l’ex Fiorentina, per caratteristiche e margini di crescita, risponde perfettamente all’identikit.
Vlahovic al Barcellona, ultima voce di mercato (Foto IG @vlahovicdusan – calcionews24.com)
La notizia più interessante, però, riguarda la volontà del giocatore. Sempre secondo le indiscrezioni provenienti dalla Spagna, Vlahovic avrebbe già espresso il desiderio di vestire la maglia del Barça. Il suo entourage avrebbe ricevuto indicazioni chiare: attendere un segnale definitivo da parte del club catalano. La decisione potrebbe iniziare a prendere forma già a marzo, quando il Barcellona definirà le priorità operative per la prossima stagione.
Naturalmente non è tutto così semplice. Al Camp Nou, infatti, la pianificazione sportiva è fortemente condizionata dalla situazione economica. La famosa regola dell’1:1 impone che ogni operazione in entrata sia bilanciata da una cessione o da un risparmio equivalente. Questo significa che l’eventuale arrivo di Vlahovic dovrà inserirsi in un equilibrio finanziario molto delicato.
Per la Juventus lo scenario è complesso ma anche chiaro. Spalletti, dal canto suo, attende sviluppi mentre prova a valorizzare al massimo le risorse a disposizione. Perché al di là delle voci, c’è un campo che chiede risposte immediate.
Il colpo di scena, dunque, potrebbe non arrivare dalla Premier, ma dalla Catalogna. E se davvero Vlahovic dovesse scegliere il Barcellona, si aprirebbe un nuovo capitolo per tutte le parti in causa. La Juventus dovrà reagire con lucidità, il Barça fare i conti con i propri limiti economici e il serbo decidere se quella blaugrana sarà davvero la maglia del suo futuro.
Probabili formazioni Lecce Inter, Chivu ha scelto la coppia d’attacco: sorpresa a centrocampo! Le idee per sopperire alle assenze
L’Inter guidata da Cristian Chivu atterra nel Salento con l’obbligo categorico di voltare immediatamente pagina dopo il pesante e inaspettato tracollo per 3-1 subito in Norvegia. Con un bottino di 61 punti in classifica e un rassicurante vantaggio di sette lunghezze sul Milan, i nerazzurri cercano la grande fuga a più dieci in un pomeriggio che si preannuncia complesso. La trasferta pugliese è infatti caratterizzata da un’emergenza senza precedenti, che colpisce in particolar modo il centrocampo e il reparto avanzato.
La notizia decisamente più pesante per tutto l’ambiente meneghino riguarda ovviamente Lautaro Martinez. Il capitano è stato fermato da un fastidioso risentimento al soleo che lo terrà ai box per almeno un mese, costringendolo a saltare sfide cruciali come l’atteso ritorno europeo contro il Bodø e l’importantissimo Derby di campionato. Oltre all’attaccante, mancheranno per squalifica anche Barella e Calhanoglu, con quest’ultimo ancora alle prese con noiosi problemi fisici da smaltire.
Per sopperire a queste defezioni, il tecnico della Beneamata prepara diverse novità di formazione. Rispetto alla complicata serata di Champions League, tornano in campo dal primo minuto Bisseck, Dimarco e Thuram per garantire la necessaria solidità ed esperienza. A centrocampo, la vera sorpresa è rappresentata dal lancio del giovane Diouf, che agirà accanto a Mkhitaryan e Sucic. Sulle corsie esterne spazio dal primo minuto a Dimarco e Luis Henrique.
In attacco, le scelte della compagine lombarda sono praticamente obbligate: la coppia inedita sarà composta da Thuram e Pio Esposito. Il classe 2005, reduce dal gol in Europa, dovrà guidare il reparto orfano del numero dieci. Dall’altra parte, il Lecce di Di Francesco, privo di Camarda e Berisha, cercherà preziosi punti salvezza puntando forte sulla velocità di Sottil, in ballottaggio con Banda, e sul peso offensivo di Cheddira.
Probabili formazioni Lecce Inter
LECCE (4-2-3-1): Falcone; Veiga, Siebert, Tiago Gabriel, Gallo; Coulibaly, Ramadani; Pierotti, Gandelman, Sottil; Cheddira. All. Di Francesco.
INTER (3-5-2): Sommer; Bisseck, De Vrij, Darmian; Dimarco, Sucic, Mkhitaryan, Diouf, Luis Henrique; Thuram, Pio Esposito. All. Chivu.
L’allenatore del Parma, Carlos Cuesta, è intervenuto in conferenza stampa per presentare la sfida di Serie A contro il Milan
La conferenza stampa di Carlos Cuesta alla vigilia di Milan Parma, match valevole per la 26^ giornata del campionato di Serie A 2025/26. Queste le dichiarazioni del tecnico dei ducali.
IL PARMA NON HA NULLA DA PERDERE? COME SI CAMBIA QUESTA IDEA? – «Facendo il nostro meglio, approcciando con equilibrio ma con la certezza che dobbiamo andare a San Siro a fare punti. Dobbiamo approcciare con massima concentrazione e volontà di dare continuità».
L’ASSENZA DI CIRCATI E GLI ALTRI INFORTUNATI – «C’è da valutare anche la disponibilità di Ndiaye. Ci saranno anche Drobnic e Mena Martinez della Primavera. Dobbiamo ancora fare l’ultimo allenamento. Approcceremo la partita provando a sfruttare al massimo i nostri punti di forza».
CHE PARTITA MI ASPETTO – «Loro hanno una linea molto chiara ma anche molta variabilità, hanno profili di giocatori diversi. Sappiamo la qualità dell’avversario ma anche che possiamo approcciare la gara con la convinzione di andare a fare risultato».
SE TEMO IL CLIMA CHE SI E’ CREATO DOPO GLI SCANDALI ARBITRALI? – «Noi ci concentriamo sul nostro: fare prestazione ed essere competitivi. Questo è ciò che dipende da noi. Non ci dobbiamo lasciar influenzare dall’ambiente, anche dal nostro ambiente intendo. Può essere che ci siano certe percezioni sulla nostra classifica ma noi dobbiamo concentrarci sui fatti».
SUZUKI – «Ancora non si è allenato con la squadra, sta facendo individualizzato».
Cancelo, dentro al momento del portoghese dopo il suo ritorno al Barcellona. Cosa sta succedendo davvero per il terzino
Il mercato di riparazione invernale ha riportato un volto noto all’ombra del Camp Nou, ma finora la mossa non ha portato i dividendi tecnici sperati. Nel mese di gennaio, il Barcellona ha ufficializzato il ritorno di João Cancelo. Il laterale portoghese ha deciso di lasciare i milioni dell’Al-Hilal e la Saudi Pro League per rimettersi in gioco nel calcio europeo che conta. Tuttavia, il suo secondo capitolo in maglia blaugrana si sta rapidamente trasformando in un caso spinoso.
Il mistero del minutaggio: ai margini del progetto
Le aspettative al momento del suo sbarco in Catalogna erano quelle di un innesto pronto all’uso, capace di elevare immediatamente il tasso qualitativo della manovra offensiva sulle corsie esterne. La realtà del campo, invece, racconta una storia diametralmente opposta e certifica una bocciatura tecnica quasi totale. Nelle ultime tre uscite ufficiali del Barcellona, Cancelo ha collezionato la miseria di 12 minuti complessivi. Un impiego col contagocce che lo relega di fatto in fondo alle gerarchie difensive, alimentando dubbi sulla sua tenuta atletica e sulla sua reale utilità per la squadra.
L’ombra di Mendes e la rabbia dei tifosi
Di fronte a questa gestione, la piazza catalana ha iniziato a mugugnare pesantemente. Secondo quanto riportato dall’autorevole quotidiano sportivo spagnolo AS, molti sostenitori del Barça ritengono che l’operazione di mercato non sia nata da una reale necessità tecnica, ma da opache dinamiche di “palazzo”.
Nel mirino della critica è finito il rapporto strettissimo tra Joan Laporta e Jorge Mendes, il potentissimo e influente super-agente lusitano che cura gli interessi di Cancelo. L’ipotesi, che serpeggia tra i tifosi e trova eco sui media, è che il trasferimento dall’Arabia Saudita sia stato motivato più dalla volontà di consolidare i rapporti diplomatici ed economici tra il presidente e il procuratore, piuttosto che da una precisa richiesta tecnica. Una situazione tesa che rischia di rendere l’acquisto di Cancelo un vero e proprio boomerang mediatico.
Sassuolo, Domenico Berardi ha raggiunto 128 gol in Serie A: superato Shevchenko, agganciato Rivera. I dati del numero 10 neroverde
Ci sono gol che pesano nell’economia di una partita, e ci sono gol che riscrivono letteralmente gli almanacchi del calcio. Quello messo a segno da Domenico Berardi rientra senza dubbio in questa seconda, prestigiosissima categoria. Nel netto 3-0 inflitto dagli emiliani all’Hellas Verona, il numero 10 neroverde ha tagliato un traguardo statistico clamoroso, che lo proietta nell’élite assoluta del nostro campionato.
Con la rete che ha fatto esplodere di gioia il pubblico di casa, contribuendo in maniera decisiva ad affondare la formazione scaligera, Berardi ha raggiunto quota 128 gol nel massimo campionato italiano. Un numero impressionante, costruito anno dopo anno con la stessa casacca, che gli permette di piazzarsi al 47° posto nella classifica dei migliori marcatori di tutti i tempi della Serie A.
Superato “Sheva”, agganciato il “Golden Boy”
Il peso specifico di questo traguardo è dato dall’incredibile caratura dei campioni con cui il talento calabrese si sta confrontando. Toccando quota 128, Berardi ha infatti agganciato una vera e propria icona del calcio: Gianni Rivera. Il celebre “Golden Boy” condivide ora questo gradino della classifica all-time con l’attaccante del Sassuolo.
Ma non è tutto. Grazie a questa marcatura, Berardi si è lasciato definitivamente alle spalle un altro mostro sacro dell’area di rigore: Andriy Shevchenko. L’indimenticabile fuoriclasse ucraino è stato superato, rimanendo fermo a quota 127 reti nel campionato italiano.
Una rarità nel calcio moderno
In un’epoca calcistica dominata dalle plusvalenze e dai continui trasferimenti, l’impresa di Domenico Berardi rappresenta una meravigliosa anomalia. I 128 gol segnati in Serie A, tutti con i colori del Sassuolo, testimoniano non solo la classe cristallina del giocatore, ma anche un attaccamento alla maglia che lo fa entrare di diritto nella storia del calcio italiano.
Allegri Fabregas, il giornalista Sandro Sabatini ha tuonato così dopo l’acceso dibattito avvenuto durante Milan Como
L’infuocato post-partita di San Siro tra Milan e Como continua a far discutere e a dividere l’opinione pubblica. La lite nel tunnel degli spogliatoi tra i due allenatori è balzata agli onori della cronaca, ma c’è chi ritiene che il vero scandalo si sia consumato sul rettangolo verde. Attraverso il proprio canale YouTube, Sandro Sabatini ha risposto alle domande dei tifosi, analizzando con estrema durezza l’episodio che ha scatenato la bufera.
Il gesto in campo: “Inaccettabile anche in Terza Categoria”
Sabatini ha voluto spostare l’attenzione dalla rissa sfiorata in sala stampa alla scintilla originaria che ha infiammato gli animi. Al centro della polemica c’è l’intervento di Cesc Fàbregas che ha fisicamente ostacolato un giocatore avversario a bordo campo.
“Mi sembra incredibile che si rischi di far passare in primo piano il bisticcio davanti alla sala stampa”, ha dichiarato il giornalista. “Quello che è gravissimo è ciò che è successo in campo. L’allenatore che tocca e mette le mani addosso al giocatore della squadra avversaria è qualcosa di inaudito. Non può accadere neanche in Terza Categoria, figuriamoci in Serie A”.
Il cortocircuito arbitrale e il rosso ad Allegri
L’affondo di Sabatini si estende poi a quello che ritiene un vero e proprio cortocircuito della squadra arbitrale e del VAR. L’episodio, infatti, è costato l’espulsione diretta a Massimiliano Allegri reo di aver protestato troppo animatamente.
“In Premier League o in qualsiasi altro campionato ci sarebbe stato il rosso diretto per Fàbregas”, ha tuonato Sabatini. “Invece l’arbitro non si è accorto di nulla, il quarto uomo è rimasto silente, il VAR non ha segnalato l’episodio e l’assistente ha taciuto. Ha protestato Allegri, è stato espulso lui, e in campo è rimasto Fàbregas. Ma che roba è?”.
Le scuse di Fàbregas: “Esercizio di ipocrisia”
Infine, il commentatore ha bocciato senza appello le giustificazioni offerte dall’allenatore spagnolo nel post-gara: “Calma con le scuse. O sono sincere e sensate, oppure diventano solo un esercizio di ipocrisia. Le scuse non lavano tutto”. Un commento tranchant che testimonia come le scorie di questa partita siano destinate a far discutere ancora a lungo.
Calciomercato Atalanta: Ederson ha dato questa risposta all’offerta dell’Atletico Madrid. Ecco cosa può succedere in vista della prossima estate
Il calciomercato non dorme mai. Mentre le squadre sono concentrate sugli impegni cruciali di questa intensa stagione agonistica, le dirigenze lavorano sottotraccia per programmare il futuro. In casa Atalanta, la notizia più rovente di queste ore riguarda il probabile addio di uno dei pilastri assoluti della mediana nerazzurra. L’asse tra Bergamo e la Spagna si è infatti improvvisamente scaldato, delineando un trasferimento che ha il sapore del grande salto.
L’intesa con i Colchoneros: contratto fino al 2031
Secondo quanto riportato da Nicolò Schira, è stato raggiunto un accordo totale tra l’entourage del giocatore e i vertici dell’Atletico Madrid in vista della prossima sessione estiva. Il protagonista di questa maxi-operazione è Ederson. Il centrocampista brasiliano avrebbe già detto sì alla destinazione iberica.
I termini personali concordati con i Colchoneros certificano lo status raggiunto dal giocatore: sul tavolo c’è un contratto a lunghissimo termine con scadenza fissata a giugno 2031. Il brasiliano andrebbe a percepire uno stipendio da top player pari a 4 milioni di euro netti a stagione, a cui andranno sommati vari bonus legati al rendimento individuale e agli obiettivi di squadra.
Il piano di Simeone e la trattativa con la Dea
La scelta di puntare con tanta decisione sul classe ’99 porta la firma inequivocabile di Diego Pablo Simeone. L’allenatore argentino dell’Atletico ha individuato nell’atalantino il profilo perfetto per dare nuova linfa e muscoli al suo centrocampo.
Ora, però, la palla passa ai club. Se l’accordo con il giocatore è ormai blindato, gli spagnoli dovranno trovare l’intesa economica con l’Atalanta. Sotto la sapiente guida di Gasperini prima e Palladino poi la valutazione di Ederson è schizzata alle stelle. La dirigenza orobica non farà sconti e si prepara a incassare una cifra monstre per liberare il suo gioiello.
Stadio Flaminio, Gualtieri: «È positivo che la Lazio si voglia dotare di un impianto proprio e che intenda ristrutturare un gioiello»
Roberto Gualtieri, sindaco di Roma, ha concesso un’intervista al Corriere della Sera in cui ha affrontato diversi temi legati alla città e alle prospettive dei prossimi anni. Tra gli argomenti più significativi è emerso quello dei nuovi impianti sportivi, inclusa la situazione dello stadio della Lazio. La società biancoceleste ha infatti presentato un progetto per il recupero e la riqualificazione del Flaminio, proponendolo come sede futura delle proprie partite casalinghe.
PAROLE – «È molto positivo che la Lazio si voglia dotare di un impianto proprio e che intenda ristrutturare un gioiello come il Flaminio, che da anni è chiuso e versa nel degrado. Adesso ci sarà la conferenza dei servizi preliminare che consentirà di esaminare nel dettaglio i vari aspetti del progetto. Noi lavoreremo con lo stesso impegno messo sul progetto della Roma».
Gualtieri ha espresso fiducia sui tempi di costruzione dei due nuovi impianti, sostenendo che completare sia lo stadio della Roma sia quello della Lazio entro il 2032 è del tutto realistico. Una scadenza che non è casuale: coincide infatti con il calendario legato alla candidatura di Roma per ospitare gli Europei del 2032, un appuntamento che renderebbe la Capitale uno dei centri nevralgici della competizione qualora l’assegnazione venisse confermata.
Leao Milan, la sua permanenza a giugno è tutt’altro che certa. La dirigenza valuta ogni scenario! Le ultimissime
Il futuro di Rafael Leão al Milan appare oggi più incerto che mai. Pur restando, per qualità e potenziale, il talento più luminoso della rosa, il suo status di giocatore “intoccabile” sembra essersi incrinato. In un intervento a Sempre Milan, il giornalista Peppe Di Stefano ha delineato un quadro sorprendente sul ruolo attuale del numero 10, evidenziando come la percezione interna nei suoi confronti sia cambiata rispetto alle stagioni passate.
Il nuovo corso targato Allegri e il ridimensionamento di Leao
A Milanello gli equilibri si sono modificati e il rapporto tra Massimiliano Allegri e Leão riflette questa evoluzione. Il portoghese non è più considerato un titolare inamovibile: gli infortuni ricorrenti ne hanno limitato la continuità e le scelte tattiche del tecnico hanno portato a una revisione del suo peso nel progetto.
Parallelamente, la dirigenza ha iniziato a valutare con maggiore apertura l’ipotesi di una cessione: davanti a un’offerta importante, il club non escluderebbe di sedersi al tavolo delle trattative, anche per reinvestire su profili più funzionali al nuovo ciclo, come Kean o Vlahović. La fragilità fisica mostrata negli ultimi mesi ha inciso ulteriormente sul giudizio complessivo, aprendo scenari che fino a poco tempo fa sembravano impensabili.
Calciomercato Roma, pronte alla sfida di mercato con la Juve: Senesi del Bournemouth è l’obiettivo individuato dai giallorossi
La Roma e la Juventus si stanno contendendo punti pesanti in campionato e, allo stesso tempo, obiettivi importanti sul mercato. La squadra di Gian Piero Gasperini conserva un leggero vantaggio su quella di Luciano Spalletti nella corsa al quarto posto, posizione che garantirebbe l’accesso alla prossima Champions League e inciderebbe in modo diretto sulle strategie estive. I bianconeri hanno già messo gli occhi su Zeki Çelik, in scadenza nel 2026 e quindi libero di accordarsi con un altro club a partire dal prossimo gennaio, mentre un altro duello si profila all’orizzonte per un profilo difensivo di grande interesse.
Il nome caldo è quello di Marcos Senesi, centrale argentino del Bournemouth, anch’egli in scadenza nel 2026. Arrivato in Premier League nel 2022 dopo le esperienze con Feyenoord e San Lorenzo, ha accumulato numeri importanti tra Inghilterra e Olanda, mostrando continuità e leadership. Secondo Il Corriere dello Sport, la Roma ha iniziato a sondare il terreno per il difensore, che percepisce circa 3 milioni a stagione, pur consapevole della concorrenza della Juventus. In casa giallorossa non è esclusa una cessione nel reparto arretrato per generare una plusvalenza: tra i possibili partenti figurano N’Dicka, Ghilardi e Ziolkowski.
Parallelamente, la Roma sta lavorando ai rinnovi di Gianluca Mancini e Bryan Cristante, con prolungamento fino al 2029 e opzione per un’ulteriore stagione. Restano invece fermi i dialoghi con i big in scadenza nel 2026: Pellegrini, Dybala ed El Shaarawy non hanno ancora ricevuto una chiamata dalla società per discutere un nuovo accordo, lasciando aperti diversi scenari per il futuro.
Kalulu Bastoni, Vaciago: «L’unico che non ha combinato niente, non può giocare. Bastoni, che ha simulato e poi esultato oggi gioca»
L’editoriale di Guido Vaciago su Tuttosport è un atto d’accusa durissimo contro un sistema che, nel tentativo di proteggere i propri protocolli, finisce per soffocare il buon senso. Il “caso Kalulu” viene sviscerato non solo come un errore di campo, ma come la fotografia nitida di un calcio italiano rimasto al palo.
Lo “scarabocchio” del sistema Vaciago apre con un riassunto che mette a nudo l’assurdità della situazione: «Quindi, riassumiamo: Kalulu, l’unico che non ha combinato niente di male, oggi non può giocare; Bastoni, che ha simulato e poi si è bullato della cosa esultando, oggi gioca regolarmente; La Penna… probabilmente ha smesso di fischiare ad alto livello per un bel po’». Il giudizio complessivo è senza appello: «Se, unendo i puntini delle ultime vicende, vi apparirà uno scarabocchio brutto e incomprensibile, non avete sbagliato niente. È il sistema calcio che sta sbagliando tutto (o quasi)».
Un diritto “medievale” Il cuore della polemica riguarda il rifiuto della grazia da parte della FIGC. Vaciago definisce la procedura juventina come un «iter di diritto medievale», in cui si è evidenziata «l’acclarata ingiustizia» subita dal difensore francese. Eppure, il pollice verso di Gravina è arrivato implacabile: «Gravina ha girato inesorabilmente all’ingiù il suo pollice. Così l’ingiustizia continua, il buon senso soffoca». La paura della Federazione di creare un precedente viene smontata pezzo per pezzo: quante volte, infatti, si verificano contemporaneamente l’ammissione di colpa del simulatore e quella dell’arbitro? Elementi che rendono il caso «se non proprio unico, almeno difficilmente ripetibile».
Il paragone impietoso con la Premier L’analisi si sposta poi sulla cultura sportiva. Mentre in Italia si combattono “guerre sante” sui media, in Inghilterra si punisce. I numeri citati da Vaciago sono impietosi: «Quindici ammonizioni per simulazione sono state comminate in Italia dal 2023-24 a oggi, cioè in due stagioni e mezzo. Lo stesso identico numero… è stato comminato in Premier League dall’inizio della stagione in corso». In Inghilterra il simulatore è schifato, qui gli si grida «buttati» dagli spalti.
Governance e modernità perduta Il pezzo si chiude con una riflessione amara su una governance che definisce «poco preparata, quasi mai laureata, con poca conoscenza delle lingue». Il caso Kalulu, per quanto “minuscolo”, diventa «dannatamente esemplare del perché il calcio italiano si è impantanato perdendo terreno rispetto alla galoppante modernità degli ultimi vent’anni». Un mondo dove si preferisce zittire un dirigente avversario chiamandolo «giovane» piuttosto che affrontare le riforme necessarie.
Celik Roma, resta nella Capitale e blinda il suo presente: niente intese altrove, i giallorossi al centro del progetto
Celik sta vivendo una stagione di forte crescita e continuità, diventando una pedina sempre più importante nella Roma di Gian Piero Gasperini. Le sue prestazioni, unite a un contratto in scadenza nel 2026, hanno attirato l’interesse di diversi club, che monitorano con attenzione la situazione del laterale turco in vista delle prossime sessioni di mercato.
Parallelamente, il suo nome è stato accostato con insistenza alla Juventus, con alcune indiscrezioni che parlavano addirittura di un accordo già definito per l’estate. A spegnere queste voci è però intervenuto il suo agente, Fazıl Özdemir, che ha smentito ogni trattativa già chiusa e ridimensionato i rumors sul futuro del giocatore.
PAROLE – «Le voci secondo cui Zeki avrebbe raggiunto un accordo con un club non sono accurate. Attualmente gioca per un club importante, ed è naturale che squadre importanti in Italia e Inghilterra mostrino interesse per un giocatore che compete a questo livello e che il suo nome sia associato a tali club.
Il suo contratto con la Roma scade a fine stagione; tuttavia, nutre grande rispetto per il club. In questa fase non si concentra su questioni contrattuali o di mercato. La sua piena attenzione e il suo impegno sono rivolti a supportare la Roma nel raggiungimento dei suoi obiettivi. Riteniamo che tutte le altre questioni saranno affrontate e risolte a tempo debito, in modo professionale e rispettoso».
Infortunio Lautaro Martinez, stop pesante e fino a sei partite a rischio per il capitano. Tutti gli aggiornamenti e le ultime
La situazione di Lautaro Martínez si è trasformata in un vero campanello d’allarme per l’Inter, proprio alla vigilia di un periodo fitto di impegni decisivi. Gli esami svolti all’Humanitas di Rozzano hanno confermato un risentimento al soleo della gamba sinistra, un infortunio che per un attaccante esplosivo come l’argentino rappresenta un ostacolo serio.
Tempi di recupero e partite a rischio
Secondo le stime riportate, i tempi di recupero per questo tipo di problema muscolare vanno dalle 4 alle 5 settimane. Tradotto nel calendario nerazzurro, significa che Lautaro rischia di saltare:
Lecce
Genoa
Como
Atalanta
Bodo/Glimt (ritorno dei playoff)
Milan nel derby dell’8 marzo
Il rientro più realistico, allo stato attuale, sarebbe a fine marzo, con la speranza di riaverlo almeno per la trasferta di Firenze o per il big match contro la Roma ad aprile.
Lautaro proverà comunque a forzare i tempi, come da sua indole, ma due appuntamenti restano particolarmente critici.
Ottavi di Champions: anche in caso di rimonta contro il Bodo/Glimt, l’argentino rischierebbe di saltare sia l’andata (10-11 marzo) sia il ritorno (17-18 marzo).
Derby di Milano: la sua assenza nella stracittadina sarebbe un colpo durissimo, quasi più del problema fisico. Al momento, un recupero per l’8 marzo viene definito un vero e proprio miracolo.
Un dato pesa ulteriormente: da quando Lautaro è all’Inter, i nerazzurri hanno affrontato il Milan senza di lui solo due volte, una per scelta tecnica di Spalletti e una per squalifica.
Le soluzioni di Chivu senza il capitano
Cristian Chivu dovrà ora ridisegnare l’attacco per un mese complicatissimo, facendo leva:
sui 61 punti già conquistati in campionato,
sulla crescita di Pio Esposito,
sull’impatto di Bonny, chiamato a un salto di responsabilità.
L’obiettivo è mantenere la rotta fino al rientro del leader tecnico ed emotivo della squadra.
Italia, per i playoff mondiali c’è un solo nome in rampa di lancio: a Coverciano è già scattato la curiosità. Le ultime
L’azzurro del Napoli e quello della Nazionale non sono mai stati così vicini. Mentre la squadra di Antonio Conte si prepara allo spareggio Champions contro l’Atalanta, il CT Rino Gattuso osserva con trepidazione: tra un mese l’Italia si giocherà il tutto per tutto nei playoff mondiali per evitare l’onta della terza esclusione consecutiva. In questo scenario, il nome nuovo che sta facendo sussultare Coverciano è quello di Antonio Vergara.
Antonio Vergara: l’ascesa del “Profeta in patria” Non è roba per tutti imporsi a Napoli essendo napoletani, ma il talento di Frattaminore sta riscrivendo le gerarchie. Con una personalità fuori dal comune, Vergara ha inanellato tre gol consecutivi in tre competizioni diverse, tutti sotto le luci del Maradona.
• La missione di Bonucci: Gattuso fa sul serio e ha inviato Leonardo Bonucci a Genova per visionarlo da vicino. Nonostante una prova meno brillante del solito, Vergara ha trovato il guizzo per il rigore decisivo, confermando di avere il “killer instinct” che serve ai grandi. • Dal sogno alla realtà: Con una sola presenza nell’Under 19, Vergara era ai margini del giro azzurro fino a un mese fa. Oggi, complice la cura Conte che gli ha trasmesso “fame” e umiltà, la sua prima chiamata in Nazionale maggiore appare imminente. Verso Napoli-Atalanta: emergenza e redenzione Il big match di domani contro la Dea sarà il terreno di prova definitivo. Il Napoli dovrà probabilmente fare a meno di McTominay (problema muscolare, si punta a non rischiarlo per il finale di stagione).
• La formazione: In mezzo al campo agiranno Elmas e Lobotka, con il giovane Alisson Santos pronto a sostenere Vergara tra le linee. In attacco, confermatissimo Hojlund. • I senatori azzurri: Conte ha rigenerato Leonardo Spinazzola, tornato ai livelli di Euro 2020, e si affida alla costanza di Matteo Politano. Entrambi sono pilastri anche per Gattuso. • Difesa e porta: Sotto i riflettori c’è Alessandro Buongiorno, a caccia di una prestazione d’autorità dopo un periodo altalenante, mentre Alex Meret continua il duello a distanza con Carnesecchi per il ruolo di terzo portiere in Nazionale.
Gattuso prenderà appunti pesanti domani: la “missione mondiale” dell’Italia passa inevitabilmente dallo stato di grazia dei blocchi delle grandi di Serie A.
Mercato Milan, all’assalto di Moise Kean: maxi investimento e pedina a sorpresa per convincere la Fiorentina
Il Milan sta entrando in una fase decisiva del proprio progetto tecnico in vista dell’estate 2026, con il reparto offensivo al centro delle strategie di mercato. Nonostante l’arrivo invernale di Niclas Füllkrug, la dirigenza rossonera vuole affiancare all’attaccante tedesco un profilo più giovane, già pronto per guidare l’attacco del futuro. In cima alle preferenze di Massimiliano Allegri c’è Moise Kean, oggi protagonista con la Fiorentina e punto fermo della Nazionale, giocatore che il tecnico conosce bene dai tempi della Juventus.
Secondo le indiscrezioni, i contatti tra il Milan e l’entourage del giocatore, rappresentato da Alessandro Lucci, sono già iniziati. L’operazione, però, è complessa: Kean è considerato un elemento centrale nel progetto viola e la sua valutazione è elevata.
Clausola rescissoria: 62 milioni di euro, valida solo per l’estero.
Obiettivo del Milan: abbassare l’esborso economico proponendo 30–35 milioni cash più una contropartita tecnica di valore.
La chiave dell’affare: Francesco Camarda
Il nome che potrebbe sbloccare la trattativa è quello di Francesco Camarda, classe 2008, oggi al Lecce ma fermo per un infortunio alla spalla. Il giovane attaccante piace molto alla Fiorentina e il Milan starebbe valutando una cessione a titolo definitivo, mantenendo però un diritto di recompra dal 2028. Una soluzione che permetterebbe al ragazzo di crescere con continuità senza perdere il controllo sul suo futuro.
Kean, numeri e prospettive
In Toscana Kean sta vivendo un periodo di grande maturità: 33 gol in 71 presenze e un ruolo da leader tecnico. È anche il giocatore più pagato della rosa viola (4,5 milioni netti), ma la possibilità di ritrovare Allegri e la vetrina del Milan potrebbero rappresentare un richiamo forte.
Il bivio per Camarda
Il futuro del giovane talento rossonero è a un punto di svolta. Come spiegato dal suo agente Beppe Riso, il rientro dall’operazione alla spalla è previsto per aprile. In estate il Milan dovrà scegliere tra:
un nuovo prestito per garantirgli minuti e continuità (finora solo 988’ tra i professionisti);
l’inserimento nell’operazione Kean, sacrificio doloroso ma potenzialmente decisivo per portare a casa il nuovo centravanti titolare.
Champions League, Fabio Capello indica la via: la strategia di Don Fabio per ribaltare i playoff della competizione
Fabio Capello non è tipo da “mission impossible”. Nonostante i risultati d’andata lascino poco spazio all’immaginazione — con l’Inter affondata in Norvegia, l’Atalanta al palo contro i tedeschi e la Juve travolta dal ciclone Galatasaray — “Don Fabio” disegna la mappa per la tripla rimonta italiana in questo complicato 2026. Tre ricette diverse, condite dalla solita schiettezza, per provare a ribaltare i playoff di Champions. Ecco la sua analisi per La Gazzetta dello Sport:
COME SI RIBALTA IL BODO/GLIMT «I nerazzurri devono tornare a trovare il loro gioco con una regia sapiente e Dimarco a sinistra: così ritrova anche il gioco e la pericolosità. Non avendo Lautaro, deve giocare di più sulle fasce, è fondamentale. È una squadra che gioca molto corta e pressa molto quando ricevi palla: l’Inter deve essere molto brava ad aprire il gioco, soprattutto perché loro sui cross vanno in difficoltà». CHI SCHIERARE DAVANTI NELLO SCACCHIERI DI CHIVU «Ha tre punte e sono tutte brave, quindi dipende dalla stanchezza, dalla fisicità e dalla voglia che c’è in ognuno di questi calciatori. Sia Esposito che Thuram possono fare male sui palloni alti». QUANTO È TOSTO IL BORUSSIA DORTMUND «È molto più completa, ha qualità e forza, sa stare in campo. È seconda in Germania e questo ne fa comprendere il valore». IL FATTORE POSITIVO PER PALLADINO «Sul fatto di giocare in casa: è importante che i tifosi aiutino. Il problema dell’Atalanta è che ci vorrà attenzione a giocare uomo contro uomo con una squadra molto veloce nell’uno contro uno e con attaccanti difficili da marcare. È alto il rischio del contropiede. Per tutte e tre la cosa più importante è non incassare un gol anche se bisogna segnare per recuperare il risultato. È un peccato non avere Raspadori e De Ketelaere: sarebbe potuto arrivare il colpo di fantasia per sbloccare il risultato». SPERANZA JUVENTUS: DA DOVE SI PARTE «Al rilassamento del Galatasaray, che può pensare di aver già superato il turno, bisogna metterli subito in difficoltà perché un rilassamento può giocare a favore della Juve. Dipenderà da chi recupera e chi mette in campo Spalletti. I giocatori di prima scelta fanno la differenza». L’IMPORTANZA DI RECUPERARE BREMER «È fondamentale per la velocità negli spazi di Osimhen e Yilmaz, che ha causato diverse ammonizioni all’andata: appena è uscito Bremer, è successo di tutto». FINALMENTE CON JONATHAN DAVID DAL 1′ «Beh, senza centravanti è dura recuperare (ride, ndr). Il falso 9 va bene per lo show o se è uno tra Totti e Messi… David è un centravanti di ruolo ed è abituato a giocare in quella posizione, quindi rende meglio di altri: è stato acquistato perché ha segnato tanti gol e, anche se non sta rendendo come pensava, conosce meglio la posizione». YILDIZ «Può esser decisivo: non è questione di essere trascinatore, ma fare la differenza con qualità».
Lazio, Zaccagni è tornato: Sarri valuta il rientro immediato dell’esterno biancoceleste. Ecco le ultime novità
Le ricadute fisiche di Mattia Zaccagni hanno complicato il lavoro di Maurizio Sarri, già alle prese con una stagione piena di intoppi. Dal 20 dicembre a oggi il capitano ha vissuto un periodo difficile tra due squalifiche, una panchina forzata e uno stiramento, con appena tre gol in 19 presenze in Serie A, l’ultimo segnato contro il Cagliari lo scorso 3 novembre.
Zaccagni torna ora tra i convocati proprio contro il Cagliari. Sarri ha valutato l’idea di schierarlo titolare, ma la gestione richiede prudenza: dopo i sardi arriveranno la trasferta di Torino e l’andata della semifinale di Coppa Italia contro l’Atalanta. L’orientamento è quello di reinserirlo gradualmente, concedendogli minuti a gara in corso, anche se l’emergenza sugli esterni lo rende una tentazione forte per completare il tridente con Isaksen e Maldini.
Le alternative, infatti, non convincono: Maldini è spesso adattato da centravanti, Pedro è fuori, Noslin rende meglio subentrando e Cancellieri non dà garanzie a sinistra. Per questo, ogni volta che Zaccagni torna disponibile, diventa automaticamente una risorsa preziosa e quasi inevitabile per Sarri.
Bastoni Inter, tutto pronto per il rinnovo! Marotta e Ausilio al lavoro per il nerazzurro. Ecco il retroscena sul centrale
Alessandro Bastoni viene riportato al centro del progetto Inter dopo le tensioni seguite al derby d’Italia e al caso Kalulu, con il club deciso a blindarlo per il futuro. Il difensore ha mostrato maturità dopo l’episodio di Bodø, scusandosi pubblicamente e rafforzando un rapporto con la società che continua a considerarlo assolutamente incedibile.
Bastoni verso il rinnovo: l’Inter punta al 2030
Secondo quanto riferito da TMW, tra aprile e maggio partiranno i contatti per prolungare il contratto del classe ’99, oggi in scadenza nel 2028. L’obiettivo è estendere l’accordo fino al 2030, respingendo l’interesse dei top club inglesi. Manchester United e Liverpool hanno manifestato apprezzamento, mentre il Tottenham aveva già sondato il terreno in passato, ma l’Inter non prenderebbe in considerazione neppure offerte da 70-80 milioni.
Un pilastro tecnico e identitario
Vice-capitano insieme a Barella e Dimarco, Bastoni è un punto fermo nello scacchiere di Cristian Chivu. Con i nerazzurri saldamente a quota 61 punti, la volontà comune è quella di proseguire insieme, consolidando il ruolo del difensore come cardine della retroguardia del presente e del futuro.
Arbitri Serie A, caos totale: polemiche, errori e credibilità a pezzi. L’analisi a cura del giornalista Andrea Bargione
Il giornalista Andrea Bargione, attraverso i canali social di CalcioNews24.com, analizza in profondità lo stato di salute del settore arbitrale italiano, soffermandosi su diversi temi che in questi giorni stanno alimentando il dibattito pubblico.
Secondo l’analisi di Bargione, le polemiche arbitrali continuano a crescere: dal post Inter‑Juve ai casi di Genoa‑Napoli (rigore Vergara) e Parma‑Verona (rosso a Orban), la sensazione è quella di un sistema in affanno. Le scelte di Rocchi non convincono, soprattutto quando ammette un errore ma critica il giocatore per simulazione. Anche l’annuncio allo stadio dopo il VAR divide: più che nuove procedure, servirebbe una preparazione migliore.
La qualità degli arbitri è considerata in calo: niente ritiri, meno allenamenti, difficoltà nel ricambio. Da qui l’idea del professionismo, vista come unica via per risalire. A pesare è anche la credibilità del movimento, già scossa dalla squalifica di 13 mesi del presidente AIA. Sul piano tecnico regna confusione, soprattutto sui falli di mano, interpretati in modo diverso da arbitro a arbitro.
In questo quadro serve un riassetto immediato e maggiore trasparenza, anche da parte dei giocatori, pur se il calcio italiano sembra culturalmente poco pronto a questo passo.
Calciomercato Milan, occhi di una big per un difensore rossonero per l’estate: ecco cosa può succedere
La direzione sportiva del Liverpool ha iniziato a muovere i primi passi concreti per il mercato estivo del 2026. L’obiettivo numero uno per la difesa ha un nome e un cognome ben precisi: Fikayo Tomori. Il centrale del Milan, ormai ventottenne e nel pieno della maturità agonistica, è considerato il profilo ideale per guidare la retroguardia dei Reds nel prossimo ciclo tecnico. Ecco l’analisi di Fichajes.net
Anfield chiama, Konaté tentenna L’accelerazione su Tomori non è casuale. Il Liverpool sta affrontando una fase di incertezza legata al futuro di Ibrahima Konaté, finito nuovamente nel mirino del Real Madrid. Il club inglese è stato chiaro: la festività di Pasqua è il termine ultimo fissato per ricevere una risposta alla proposta di rinnovo contrattuale. Se il francese dovesse rifiutare, scatterebbe immediatamente il piano per riportare in Premier League l’ex canterano del Chelsea.
L’erede di Virgil van Dijk La missione del Liverpool va oltre la semplice sostituzione di un partente; l’obiettivo è trovare l’erede naturale di Virgil van Dijk. Tomori rispecchia perfettamente l’identikit cercato dalla segreteria tecnica:
• Velocità e anticipo: Caratteristiche fondamentali per mantenere la linea difensiva alta tipica del gioco dei Reds. • Esperienza internazionale: Gli anni al Milan e le battaglie in Champions League lo hanno forgiato come leader. • Affidabilità: Nella stagione in corso ha già collezionato 22 presenze in Serie A, dimostrando una solidità che ha stregato gli osservatori di Anfield.
Il muro del Milan e il sogno “Three Lions” Nonostante un contratto fino al 2027, l’operazione non si preannuncia semplice. Il Milan sta infatti lavorando a un prolungamento per blindare il giocatore e alzare il prezzo del cartellino. Se nel 2024 la sua valutazione toccava i 60 milioni di euro, oggi si aggira intorno ai 35 milioni, una cifra decisamente più accessibile per le big inglesi come Tottenham e Aston Villa, pronte a dare battaglia al Liverpool.
Dal canto suo, Tomori vede il ritorno in patria come l’unica via per convincere il CT dell’Inghilterra. Con sole 5 presenze in nazionale, il difensore cerca una vetrina più prestigiosa per diventare un punto fermo dei Three Lions. Il treno che porta a Merseyside è di quelli che passano una volta sola: la palla ora passa ai club, ma il destino della difesa inglese sembra destinato a decidersi sull’asse Milano-Liverpool.
Galante su Genoa Torino: «Un match intenso. Petrachi un direttore molto bravo. Il lavoro di De Rossi mi piace». Le parole
Fabio Galante è l’uomo dei due mondi. Tra Genoa e Torino ha speso otto anni della sua carriera, collezionando 226 presenze che sono entrate di diritto nel romanzo della sua vita. Oggi, da attento opinionista, su La Gazzetta dello Sport analizza una sfida che profuma di storia ma che mette in palio punti pesantissimi per la sopravvivenza in questa Serie A 2026.
IL PESO DI GENOA-TORO «Sarà un match intenso, attento… chi vincerà farà un bel balzo in avanti in classifica. Nella zona in cui si lotta nessuno può stare tranquillo e c’è molto equilibrio: il fatto che oggi la terzultima sia la Fiorentina a 21 punti dà un motivo di preoccupazione a tutti, perché la Viola ha nelle proprie corde la possibilità di fare 4-5 vittorie. Se il Toro dovesse farcela a Marassi si metterebbe sereno». COME USCIRE DALLA CRISI GRANATA «A questo punto, io credo che la strada sia quella di costruire un corpo unico: società, squadra, tifosi e città, tutti uniti. Ci deve essere un blocco compatto, senza crepe. Ormai i mercati sono passati, la realtà è questa e bisogna calarsi in essa con coraggio. So che i tifosi sono arrabbiati, ma questo non è il momento di prendersela con l’allenatore o la società: ora concentriamoci sul campionato». PETRACHI «Considero Gianluca Petrachi un direttore molto bravo, poi lui conosce molto bene l’ambiente Toro. Il direttore è una risorsa in più, ha i modi e l’esperienza per contribuire a creare quel blocco unico di cui parlavo prima». BARONI «Quando c’era una situazione difficile due grandi allenatori che ho avuto al Toro, Mondonico e Camolese, dicevano: “Dobbiamo fare le cose più semplici possibili”. Ad esempio, oggi siamo un po’ tutti abituati a giocare sempre la palla partendo dalla difesa, magari in un ambiente caldissimo come sarà Marassi lo facciamo la metà del solito. Anche il difensore deve fare il suo e mettere la famosa testa nel carrarmato per essere concentrato dalla prima palla». L’UOMO DELLA PROVVIDENZA «Il Toro ha tanti uomini a cui potersi aggrappare, da Vlasic a Maripan. Ma io d’ora in avanti punto su Simeone che ha risolto i suoi problemini fisici: per lo spirito che ha e per le sue caratteristiche, spero che sia il colpo di mercato della primavera del Toro e che sia capace di portare entusiasmo e passione. Adesso servono i gol del Cholito». DE ROSSI «Il lavoro di De Rossi mi piace tanto. Mi sta piacendo nella comunicazione, nella gestione, nel modo di far giocare il Genoa. Si è incarnato totalmente nel club, trasmette la sensazione di aver trovato la sua piazza. Per la sua passione e il modo di fare, mi ricorda un’icona della storia genoana: il grande Franco Scoglio. Si vede che la Genova rossoblù è tutta con lui, i giocatori sono pronti a dare l’anima».
Caso Kalulu, Ivan Zazzaroni prende posizione sulla richiesta di “grazia” della Juventus dopo il rosso in Inter Juve al francese
L’editoriale di Ivan Zazzaroni sul Corriere dello Sport affronta con la consueta verve e un pizzico di provocazione il “caso Kalulu”, sollevando un velo sulla rigidità di un sistema che fatica a correggere i propri errori. Il direttore mette subito le mani avanti con ironia: «Nonostante sia il viceré dei Visiegotici (il sovrano è facilmente identificabile) non mi prendo il merito dell’iniziativa promossa dalla Juventus per vedersi restituire Kalulu».
La mossa del dirigente Comolli, scaturita subito dopo il concitato Inter-Juve, ha visto il club bianconero attendere l’iter formale prima di chiedere la grazia per “accertata ingiustizia”. Zazzaroni si confessa divertito, avendo già espresso sui social il proprio disappunto per «gli automatismi, i paradossi, l’ottusità di una giustizia sportiva ridicola». Il paradosso, secondo il giornalista, è che pur essendo l’errore arbitrale conclamato, il giocatore debba comunque scontare la pena. La sua analogia è tagliente: «È come se, verificato che non hai commesso il furto del quale eri accusato, ti facessero trascorrere una settimana in galera».
Il precedente Lukaku e la strategia legale Zazzaroni intravede nella mossa juventina un «sottile intento provocatorio», basato su un precedente illustre. Durante uno scontro di Coppa Italia, infatti, «la Federcalcio graziò Lukaku, espulso per aver protestato platealmente contro gli insulti razzisti… L’intervento di Gravina, sollecitato da opinione pubblica e media, quella volta fu immediato e risolutivo». Proprio su questo binario la Juventus ha «armato i suoi avvocati», cercando una coerenza di giudizio che tuttavia non è arrivata.
Una norma da cambiare Sebbene la richiesta sia stata rigettata, per Zazzaroni il tema resta urgente e richiede una correzione regolamentare immediata. L’editoriale si chiude con una riflessione che va oltre il rettangolo verde, assumendo i toni di un dovere civile: «Perché quando l’ingiustizia diventa legge, la protesta e una profonda riflessione diventano doveri». Un richiamo alla logica in un sistema che, troppo spesso, preferisce la burocrazia del fischietto alla verità del campo.
Lecce, Pantaleo Corvino si racconta alla Gazzetta: «Il Lecce ha la nona migliore difesa del campionato. Inter? Sarà dura»
Pantaleo Corvino, per molti “l’uomo delle plusvalenze e del territorio”, ha trasformato il Lecce in un laboratorio di eccellenza calcistica. Dal 2022 a oggi, il club salentino ha dimostrato che si può restare in Serie A facendo quadrare i conti, scovando talenti in ogni angolo del globo e valorizzando il vivaio. Alla vigilia della sfida contro l’Inter capolista di Chivu, il responsabile dell’area tecnica giallorossa traccia il bilancio di un quadriennio che lui stesso definisce storico. Ecco le sue parole a La Gazzetta dello Sport:
COSA É CAMBIATO IN QUESTI ANNI «Il Lecce, innanzitutto. Abbiamo costruito un percorso fondato sulla patrimonializzazione: da noi i giovani giocano e crescono. Il calcio vero è questo e i risultati sportivi ed economici ci danno ragione. Abbiamo conquistato tre salvezze consecutive e uno scudetto Primavera. Considerando la promozione del 2022, per noi è come aver vinto cinque campionati». LA SFIDA ALL’INTER DI CHIVU «Sarà una gara dura, il pronostico appare scontato. La squadra di Chivu è scivolata in Champions, ma sta dominando il campionato con merito e sono certo che ribalterà pure il risultato nel ritorno contro il Bodo Glimt. Quanto a noi, la storia è sempre la stessa: il Lecce è Davide e l’Inter è Golia. Dobbiamo rimboccarci le maniche, perché ogni tanto può soccombere persino Golia…». LA SVOLTA GIOVANILE DELLE BIG «Mi fa piacere, però mi sembra quasi normale. Anche nel calcio le società sono aziende e, in quanto tali, devono puntare alla sostenibilità. L’unica strada per avere i conti in regola porta ai giovani e alla loro valorizzazione. Certo, serve coraggio, soprattutto se sei un grande club. La gente parla di mancanza di infrastrutture, ma se oggi ci sono pochi giovani il problema è culturale. Posso farvi una domanda? In Italia tutti parlano di una svolta che passi da nuove attrezzature e dalla costruzione di centri sportivi: vent’anni fa, quando abbiamo alzato la Coppa del Mondo, la situazione era migliore? Non credo. Piuttosto, è cambiato il concetto di periferia e i bambini non scendono più in strada a giocare, però quello è solo il primo aspetto sul quale bisogna intervenire. L’altro, più evidente, riguarda l’evoluzione culturale dei club, frutto dei social network». L’INFLUENZA DEI SOCIAL SUL MERCATO «In passato la gente parlava di calcio al bar o nelle piazze, mentre oggi il commento è sempre dietro l’angolo, visibile a tutti. Il tifoso pensa al risultato, è giusto così, ma ho l’impressione che troppi club oggi si facciano condizionare da ciò che si legge in giro. Se i tifosi vogliono tutto e subito, le società operano per provare ad accontentarli. Così, però, perdono di vista l’importanza che un giovane può avere nel lungo periodo». PIO ESPOSITO «Per me è strepitoso. Nel 2025 sono stato inserito nella giuria del Premio Pablito e l’ho votato come migliore Under 20 italiano. Al di là delle doti fisiche e tecniche, mi stupisce per la sua fame. Ha senso del gol e soprattutto tanta rabbia nell’andare a cercarlo». GANDELMAN «Lo seguivamo da tempo, conosco i suoi agenti. Il ragazzo si è detto convinto dalla città e dal progetto, ma non avevo dubbi sul fatto che si sarebbe ambientato in fretta. Segnava tanto anche con il Gent, i numeri parlavano per lui. Siamo andati sul sicuro, con Gandelman come con Stulic». IL MURO DIFENSIVO «Il Lecce ha la nona migliore difesa del campionato, ciò significa che stiamo provando a salvarci puntando sulla fase difensiva. Le squadre sono come delle coperte: se le tiri da un lato, dall’altro resta qualcosa in meno. I nostri attaccanti risentono di uno stile di gioco efficace, però meno offensivo rispetto al passato». SI ASPETTAVA UNA LOTTA SALVEZZA DURA «Certo che sì. Tutte le dirette concorrenti hanno potuto investire molto più di quanto abbiamo fatto noi. Dal Pisa alla Cremonese, passando per Verona, Sassuolo, Cagliari e Parma. Sarà dura, ma noi abbiamo fatto il massimo per rimanere competitivi, trattenendo i nostri talenti anche di fronte a offerte importanti». TIAGO GABRIEL «Lui (Tiago Gabriel), come Berisha e Falcone, ormai è sulla bocca di tutti. Sono pronti per il salto di qualità, però alle loro spalle ci sono tanti altri talenti che abbiamo voluto tenere per sognare la salvezza».
Le prime pagine dei quotidiani sportivi di oggi in edicola: Tuttosport, Corriere dello Sport e La Gazzetta dello Sport. I dettagli
Sono decine di migliaia le copie vendute tutte le mattine in edicola, ma un’anteprima dei principali contenuti può essere consultata già dalla sera precedente. Ecco, allora, le prime pagine dei Quotidiani Sportivi di oggi in edicola. Tuttosport, Corriere dello Sport e La Gazzetta dello Sport rappresentano i principali quotidiani sportivi in Italia.
La Juventus si muove sempre con più intensità verso un calciatore in particolare: pronti 12 milioni di euro d’ingaggio.
Se è vero che i più recenti errori arbitrali hanno senza la benché minima ombra di dubbio danneggiato la Juventus a livello sportivo, lo è altrettanto il fatto che ai bianconeri manchino sicuramente non pochi innesti un po’ in tutti i reparti della rosa messa a disposizione di Luciano Spalletti.
A partire dalla difesa, che forse è il reparto che ha fatto maggiore fatica e mostrato più difficoltà in assoluto per quanto riguarda la stagione attualmente corrente. L’attacco, a partire dall’arrivo del tecnico toscano, è migliorato nettamente, e anche il centrocampo ha dimostrato di essere più che all’altezza della Juventus, soprattutto pensando a Locatelli e McKennie. Ma la difesa è ancora fin troppo traballante, e i tanti gol subiti ne sono la dimostrazione più chiara e plateale possibile.
Ecco perché Comolli e colleghi stanno effettivamente cercando soluzioni di un certo livello e categoria in questo senso in vista delle prossime settimane e mesi. L’estate può portare consiglio e rinforzi, come quello adocchiato dalla dirigenza juventina recentemente: facciamo in particolar modo riferimento a Marcos Senesi.
Juventus su Marcos Senesi: i dettagli
Secondo quanto riportato da Tuttosport e Nicolò Schira, la Juventus punta fortemente su Marcos Senesi, calciatore che partirà sicuramente a parametro zero in estate. Di recente ci sarebbero stati altri colloqui tra i bianconeri e l’entourage del calciatore, e altri sono previsti in vista delle prossime ore per arrivare a una quadra generale e giungere così facendo a un accordo di massima fra le parti.
La Juventus su Senesi (www.calcionews24.com – X Marcos Senesi)
Per assicurarsi il difensore argentino, a Torino intendono proporre un contratto quadriennale da tre milioni di euro netti a stagione. La Juventus si sta muovendo velocemente per Senesi, onde evitare una guerra di offerte che potrebbe nascere già nelle prossime settimane. E assicurarsi un nuovo difensore, in vista della prossima stagione, che potrebbe aiutare non poco il club attualmente al quinto posto in campionato.
Un interesse, questo, che non stupisce più di tanto. Ciò che è apparso abbastanza chiaro negli ultimi anni, è il problema della fase difensiva per la Juventus, che intende cambiare le cose in ottica 2026/27. Nella speranza di agguantare la qualificazione alla prossima edizione della Champions League, certo, ma qualora questo non accadesse è sicuro che una svolta dalle parti di Torino dovrà pur avvenire, quantomeno in riferimento alla retroguardia difensiva del club piemontese.
Infortunio Lautaro, aumenta la speranza in casa Inter? La notizia dall’Argentina sui tempi di recupero: può rientrare già per quella data!
Il tema principale in casa Inter ruota attorno alle condizioni di Lautaro Martinez, talentuoso e carismatico attaccante argentino. Il giocatore è risultato assente nell’allenamento odierno a causa dell’affaticamento muscolare al soleo patito nella fredda trasferta in Norvegia contro il Bodo Glimt, un fastidioso problema che lo terrà purtroppo lontano dal campo per alcune fondamentali settimane.
Il bomber dei nerazzurri sarà rivalutato attentamente dallo staff medico della Beneamata all’inizio della prossima settimana. L’idea della società meneghina è quella di procedere con la massima cautela, gestendo il recupero senza alcuna fretta. L’obiettivo della dirigenza è non affrettare i tempi, evitando l’errore dello scorso anno, quando il sudamericano recuperò a tempo di record per giocare contro il Barcellona in Europa. Lo stop per il trascinatore del Biscione dovrebbe aggirarsi prudenzialmente intorno al mese di riposo. Questo prolungato lasso di tempo gli farà saltare l’attesissimo derby contro il Milan, storico rivale, privando la compagine lombarda del suo principale e letale terminale offensivo per la sentita stracittadina milanese.
Nonostante il comprensibile pessimismo in Italia, in Sudamerica regna invece un diffuso ottimismo. Come riportato accuratamente dall’emittente TyC Sports, in Argentina sono assolutamente certi che il leader risponderà regolarmente alla prestigiosa chiamata della nazionale. L’Albiceleste è infatti attesa dall’affascinante Finalissima contro la Spagna, una sfida di cartello che metterà di fronte i campioni della Copa América e i trionfatori di UEFA EURO 2024. La partita si svolgerà ufficialmente il prossimo ventisette marzo. Essendo fissata tra oltre un mese, l’attaccante avrà a disposizione tutto il tempo necessario per recuperare la forma e guidare con la consueta classe la propria nazione verso l’ennesima affermazione sportiva di livello internazionale.
L’allenatore del Sassuolo, Fabio Grosso, ha voluto dire la sua dopo il successo ottenuto stasera in campionato contro l’Hellas Verona
Intervenuto nel corso del postpartita di Sassuolo Verona, il tecnico dei neroverdi, Fabio Grosso, commenta così la vittoria per 3 a 0 rimediata nel match valevole per la 26^ giornata di Serie A 2025/26.
SUL MATCH – «Sono contento, la partita di oggi nascondeva tantissime difficoltà ma siamo stati bravi a soffrire pizzicando gli avversari nei momenti decisivi grazie al lavoro dei nostri attaccanti».
SE SPERAVO DI POTER ESSERE A QUESTO LIVELLO? – «Questo è un livello altissimo per dove arriviamo noi, poi abbiamo belle qualità: siamo un mix che deve amalgamarsi bene, in alcuni momenti abbiamo sofferto, in altri abbiamo raccolto quanto seminato. Non era scontato, anzi era molto difficile e ce lo godiamo. Continueremo a lavorare per farci trovare pronti».
LE DIFFICOLTÀ INCONTRATO NELLA PRIMA PARTE DEL MATCH – «La partita stasera era difficile perché loro ci aggredivano e poi cercavano la profondità, nella prima parte abbiamo faticato poi per la grande disponibilità dei giocatori offensivi abbiamo trovato le distanze giuste e siamo stati bravi a punirli portando a casa una partita molto difficile e bella».
L’ATTACCO STA FACENDO LA DIFFERENZA? – «Davanti abbiamo qualità: Berardi ha avuto grande continuità, ha recuperato molto bene dall’infortunio. Pinamonti ha grandissime qualità, molte di più di quelle che ha fatto vedere finora ma può fare ancora tanto anche se pochi hanno i suoi numeri. Laurienté ha sempre alternato, nell’ultimo mese ha fatto uno step importante sul piano della continuità e gli sta permettendo di fare partite piene, può ambire a fare una carriera importante».
GATTUSO CHIAMERÀ BERARDI IN NAZIONALE? – «Lui sa tutto quello che serve, ci affidiamo alle sue intuizioni e facciamo tutti il tifo per fare questo passo che ci manca».
PINAMONTI? – «Copia e incolla con la risposta di prima».
L’allenatore dell’Hellas Verona, Paolo Sammarco, ha voluto dire la sua dopo la sconfitta rimediata in campionato contro il Sassuolo
Intervenuto nel corso del postpartita di Sassuolo Verona, il tecnico degli scaligeri, Paolo Sammarco, commenta così la pesante sconfitta per 3 a 0 rimediata nel match valevole per la 26^ giornata di Serie A 2025/26.
ANALISI – «L’approccio è stato buono però dopo un 3-0 sembra ridicolo parlare di questo, abbiamo fatto degli errori anche individuali grossolani e contro una squadra come il Sassuolo lo paghi caro».
SE MI PREOCCUPA LA MANCATA REAZIONE? – «Sicuramente è preoccupante, abbiamo fatto fatica a reagire. C’era la volontà di riprenderla dopo un buon primo tempo, poi abbiamo preso quel terzo gol in contropiede. In questo momento è difficile reagire, ma dobbiamo farlo per forza».
QUESTIONE MENTALE O DI CAMPO? – «Entrambe, speriamo che ci siano diverse soluzioni dalla prossima settimana perché eravamo veramente contati. La testa fa la differenza in questi momenti, dobbiamo restare uniti per cercare di fare risultati».