Pagina 491 – Calcio News 24

Palestra Cagliari, cresce l’interesse! Gli occhi delle big sul talento 2005 al centro delle avances di mercato. E quel club…

Palestra Cagliari, il gioiello rossoblù che fa gola alle big: spunta anche un club a sorpresa, le ultimissime notizie

La finestra invernale di calciomercato si avvicina e iniziano a delinearsi i primi scenari. Secondo quanto riportato dal Corriere dello Sport, l’Inter avrebbe messo nel mirino Marco Palestra, esterno destro classe 2005 protagonista con il Cagliari. Di proprietà dell’Atalanta, il giovane laterale sta vivendo una stagione da assoluto protagonista e continua ad attirare l’interesse dei principali club italiani.

Un profilo che piace ai big Impiegato con continuità e grande personalità, Palestra aveva già attirato l’attenzione di Juventus, Napoli, Milan e Roma, con una proposta presentata da Ghisolfi lo scorso gennaio. Ora anche i nerazzurri si sono inseriti nella lista dei corteggiatori, alla ricerca di un esterno destro affidabile e di prospettiva. L’Inter, che vuole rinforzare la fascia per dare maggiore profondità alla rosa di Cristian Chivu, considera il classe 2005 il profilo ideale: dinamismo, letture difensive di qualità e ottima spinta offensiva sono le caratteristiche che hanno colpito la dirigenza.

Un patrimonio tecnico in crescita A fine stagione, Palestra farà ritorno all’Atalanta, il club che lo ha cresciuto e che oggi si ritrova tra le mani un talento dal valore in costante ascesa. Nel 2023 non erano bastati 15 milioni per convincere la Dea alla cessione; ora, alla luce delle prestazioni in Serie A, la valutazione sarebbe salita ad almeno 40 milioni di euro.

Un talento sempre più richiesto Le prove offerte con la maglia del Cagliari hanno consacrato Palestra come uno dei giovani più interessanti del campionato. La sua capacità di incidere su entrambe le fasi di gioco, unita a una maturità tattica non comune per la sua età, lo rendono un obiettivo concreto per i top club italiani. L’Inter osserva e valuta: l’assalto potrebbe concretizzarsi nelle prossime settimane, aprendo uno dei dossier più caldi del mercato invernale.

LEGGI ANCHE – Mercato Juve, Andrea Bargione consiglia: «La Juve deve migliorare la squadra. Lui è il profilo giusto» – VIDEO

Mercato Inter, questa pazza idea conquista tutti! I nerazzurri valutano il colpo già a gennaio: di chi si tratta

Mercato Inter, pazza idea dei nerazzurri che però conquista tutti! Il club sta valutando l’affondo già a gennaio: le ultime

Il pomeriggio all’Arena Garibaldi ha lasciato tracce importanti non solo sul campo, ma anche nelle strategie di mercato dell’Inter. La prestazione di Idrissa Touré, classe 1998 e tra le sorprese della stagione, ha confermato agli occhi della dirigenza nerazzurra i report entusiastici già raccolti dagli scout.

Chivu e Ausilio in osservazione Dalla panchina, Cristian Chivu ha potuto valutare da vicino la capacità del tedesco di spaccare le partite con accelerazioni e potenza fisica che hanno ricordato a molti lo strapotere atletico di Denzel Dumfries. L’allenatore nerazzurro ha dovuto più volte riorganizzare la fase difensiva per contenerne le sgroppate, mentre in tribuna Piero Ausilio seguiva con attenzione l’esterno del Pisa, già segnalato come possibile obiettivo di mercato.

Situazione fascia destra Il rendimento altalenante di Luis Henrique, ancora troppo incostante per gli standard interisti, spinge il club a valutare un profilo pronto fin da subito. Touré, alla sua prima stagione in Serie A, si sta imponendo come uno degli esterni più completi del campionato, un dato significativo considerando il recente salto di categoria.

Contratto e rapporti tra club Il contratto in scadenza nel 2027 rende il giocatore appetibile, così come gli ottimi rapporti tra Inter e Pisa, già consolidati dall’operazione che ha portato Ebenezer Akinsanmiro in prestito in Toscana. In questo quadro si inserisce anche il nome di Valentin Carboni, talento argentino di proprietà interista che al Genoa sta trovando poco spazio: il Pisa lo segue e potrebbe chiedere un’apertura per gennaio.

Possibili incastri di mercato Se Touré dovesse diventare il prescelto per rinforzare la corsia destra, l’Inter potrebbe proporre un’operazione basata su scambi o prestiti incrociati, sfruttando le sinergie già esistenti. Le prossime settimane saranno decisive per capire se l’ex Juventus Next Gen, cresciuto tra il 2018 e il 2020 nel vivaio bianconero, diventerà il rinforzo che Chivu attende per ampliare le soluzioni sulle fasce.

LEGGI ANCHE – Ultime notizie Calciomercato LIVE: tutte le novità del giorno

Calciomercato Milan: Gimenez verso l’addio, Tare studia tre alternative per gennaio! Tutti gli aggiornamenti

Calciomercato Milan, Gimenez ai saluti? Tare pronto a fare tre mosse per la finestra di gennaio. Le ultimissime

Il futuro di Santiago Gimenez al Milan sembra ormai segnato. Con il passare dei giorni, l’addio del centravanti messicano appare come l’unica strada percorribile per sbloccare il mercato rossonero. L’infortunio, più lungo del previsto, e le prestazioni deludenti nella prima parte di stagione — zero gol in Serie A e una sola rete in Coppa Italia — hanno spinto la dirigenza a riflettere. Anche le difficoltà realizzative di Christopher Nkunku hanno accelerato le manovre del direttore sportivo Igli Tare, deciso a muoversi con anticipo in vista della sessione invernale.

La cessione come chiave di mercato Come riportato dal Corriere dello Sport, la partenza del “Bebote” è considerata fondamentale per finanziare un nuovo innesto. West Ham e Sunderland dalla Premier League sono pronti a presentare offerte concrete.

Tre nomi sul taccuino di Tare La strategia del Milan resta chiara: prima vendere, poi comprare. In caso di addio di Gimenez, il club ha già individuato tre possibili sostituti:

  • Jean Philippe Mateta (Crystal Palace): il preferito per caratteristiche fisiche e tecniche, anche se l’operazione è complicata dalle richieste economiche del club inglese.
  • Niclas Fullkrug (West Ham): attaccante esperto, 32 anni, in cerca di spazio per riconquistare la Nazionale. Un profilo affidabile ma che non entusiasma pienamente la dirigenza.
  • Fabio Silva (Borussia Dortmund): talento portoghese classe 2002, poco utilizzato in Germania e desideroso di rilanciarsi a Milano.

Con Massimiliano Allegri in attesa di rinforzi, gennaio si annuncia come il mese decisivo per il futuro dell’attacco rossonero.

LEGGI ANCHE – Ultime notizie Calciomercato LIVE: tutte le novità del giorno

Mercato Juve: una big interessata a quel bianconero! Già iniziati contatti con il suo entourage. Le ultimissime

Mercato Juventus: una big mette gli occhi su un bianconero! Sono già partiti i primi contatti con il suo entourage

Il rinnovo di Kenan Yildiz con la Juventus non è soltanto una questione di cifre. Nei colloqui con la dirigenza, il giovane talento turco ha ribadito la sua volontà di essere centrale nel progetto bianconero e di contribuire alla conquista di trofei prestigiosi. Per lui, restare alla Vecchia Signora significa assumere un ruolo decisivo in una squadra sempre più ambiziosa e costruita per vincere.

Il nodo economico La distanza tra domanda e offerta resta però significativa. Yildiz chiede un ingaggio da top player, tra i 6 e i 7 milioni di euro, cifra che considera in linea con il suo valore e con lo stipendio del compagno Jonathan David. Attualmente percepisce circa 1,7 milioni più bonus, mentre la Juventus si è spinta poco sotto i 5 milioni annui. Le parti continueranno a trattare nelle prossime settimane, con l’obiettivo comune di blindare il matrimonio e respingere le avances estere.

Le tentazioni dall’estero Il talento classe 2005 è sempre più apprezzato fuori dai confini italiani. L’Arsenal ha intensificato i contatti con il suo entourage, rimanendo affascinato dalle qualità del numero 10 bianconero. Parallelamente, il Real Madrid segue con attenzione la situazione: Xabi Alonso, che lo aveva già voluto al Bayer Leverkusen, ha segnalato il suo nome alla dirigenza madrilena.

Con un contratto valido fino al 2029, la Juventus non ha fissato alcun prezzo d’uscita. Tuttavia, fino a quando non sarà raggiunto l’accordo per il rinnovo, le richieste di informazioni da parte dei grandi club europei continueranno ad arrivare.

LEGGI ANCHE – Ultime notizie Calciomercato LIVE: tutte le novità del giorno

Sampdoria, pronto un vertice in settimana! Ecco quali temi saranno affrontati: tutti i dettagli

Sampdoria, ci sarà un incontro in settimana per i blucerchiai! ecco quali saranno i temi affrontati: le ultimissime

Il Secolo XIX annuncia una notizia di grande rilievo per il mondo blucerchiato: sono stati convocati gli Stati Generali della Sampdoria. L’azionista di maggioranza Joseph Tey, figura centrale della nuova proprietà, è atteso in Italia per fare il punto su tutte le aree strategiche del club — non solo quella sportiva, ma anche governance, organizzazione interna e assetti dirigenziali.

Il summit si terrà giovedì a Milano e vedrà la partecipazione del presidente Matteo Manfredi, del plenipotenziario Nathan Walker (braccio destro di Tey), del CEO sport Jesper Fredberg e del CEO corporate Raffaele Fiorella. Un confronto ampio e delicato, con temi caldi sul tavolo: mercato, risultati e struttura societaria.

Alla riunione dovrebbe essere presente anche il direttore sportivo Andrea Mancini, responsabile delle strategie tecniche e delle scelte di mercato. Centrale sarà la discussione sul budget per la sessione invernale, con possibili ripercussioni sulla rosa affidata ad Angelo Gregucci, chiamato a risollevare la squadra in un momento complicato.

Secondo il quotidiano, la delusione di Tey per i risultati sportivi è evidente. Non mancheranno riflessioni anche su alcune sue decisioni passate, segno di un confronto destinato a essere schietto e necessario. Al centro del vertice: i rapporti tra gli azionisti, il ruolo del CDA e la definizione di una struttura dirigenziale più stabile.

Non è escluso che Tey rimanga in Italia fino a domenica per assistere al Ferraris alla sfida contro la Carrarese, match che potrebbe orientare ulteriori valutazioni. Infine, il summit sarà occasione per discutere di futuro, investimenti e direzione tecnica del progetto Sampdoria.

LEGGI ANCHE – Calendario Serie B 2025/2026: date, giornate, risultati, classifica

Kean Barcellona, incontro informale in Spagna: i blaugrana puntano sull’attaccante italiano? Le ultimissime

Kean Barcellona, il club blaugrana sta sondando il terreno con diversi giocatori e uno di questi è anche l’attaccante della Fiorentina

Il momento complesso vissuto dalla Fiorentina non riesce a spegnere del tutto il sorriso di Moise Kean. Un sorriso timido, accennato, ma comunque sincero, accompagnato da una grande determinazione. L’attaccante viola, intervenuto al Gran Galà del Calcio, ha voluto trasmettere fiducia all’ambiente in uno dei passaggi più delicati della stagione. «Stiamo attraversando un periodo complicato, ma dobbiamo restare in piedi e non arrenderci. Io cerco sempre di dare il massimo. Quando arrivano situazioni così difficili non possiamo pretendere che tutto vada come vogliamo», ha spiegato Kean, mostrando maturità e consapevolezza.

Il giocatore ha escluso che nello spogliatoio ci sia paura, parlando invece di un momento negativo da superare con lavoro e unità. «Dobbiamo dare il 100% in allenamento. Ci stiamo adattando alle idee di Vanoli e lo stiamo facendo nel modo giusto. Mi fido dei miei compagni e sono certo che insieme ne usciremo», ha aggiunto. Kean ha poi speso parole importanti per il nuovo allenatore: «Vanoli ha ambizione, noi abbiamo fiducia in lui. Speriamo ci porti sulla strada giusta». Non sono mancate neppure le lodi per Dzeko, leader dello spogliatoio: «Le sue parole servono sempre, è un condottiero. Per noi è un esempio enorme. Ci ha protetto come doveva, adesso dobbiamo rispondere sul campo».

Sul tema salvezza, Kean ha voluto allontanare qualsiasi ansia: «Se ci mettiamo certe idee in testa, non ne usciamo più. Siamo un grande gruppo e siamo ottimisti. Dobbiamo trasmettere questa mentalità a Firenze e ai tifosi. Possiamo fare grandi cose». Ripensando alla scorsa stagione, l’attaccante ha raccontato di portare con sé ricordi belli ma anche momenti difficili: «Mi aiutano a crescere. Le cose negative mi danno rabbia positiva e mi spingono a migliorarmi ogni giorno».

Nel frattempo, fuori dal campo, prende corpo un tema che nelle ultime ore ha guadagnato spazio: Kean Barcellona. In Spagna, infatti, si è parlato dell’attaccante viola dopo un incontro informale tra i suoi agenti e i dirigenti blaugrana. Un colloquio definito di routine, senza trattative né scenari immediati. Il Barcellona sta semplicemente monitorando diversi profili sul mercato internazionale, anche in previsione di possibili necessità future nel reparto offensivo.

LEGGI ANCHE >>> Ultime notizie Calciomercato LIVE: tutte le novità del giorno

Sebbene non ci sia nulla di concreto al momento, il dossier Kean Barcellona potrebbe tornare d’attualità in primavera, quando le parti potrebbero riaggiornarsi su basi più solide. Per ora resta solo un segnale: il nome di Kean continua a circolare anche oltre i confini italiani, testimonianza dell’interesse che il suo profilo continua a generare.

Generoso Rossi: «I calciatori sono diventati ormai un cattivo esempio per i bambini. Sul calcioscommesse dico una cosa»

Generoso Rossi in una lunga intervista a ‘La Gazzetta dello Sport’ ha affrontato diversi temi e ripercorso anche la sua avventura. I dettagli

Generoso Rossi è stato un portiere di provincia. Oggi su La Gazzetta dello Sport racconta la sua carriera.

IL CALCIO DI OGGI – «Onestamente mi fa schifo, è senza valori. I calciatori sono diventati cattivi esempi per i bambini. Ai miei ragazzini cerco di trasmettere qualcos’altro, ovvero di non seguire le mode, di non simulare, di non ambire al capo firmato, all’auto di lusso, alla bella vita. Cerco di insegnare a guardare oltre proprio perché da giovane ero così».

I SOLDI SPERPERATI – «Ahimè, sì. Anche se i primi stipendi, ai tempi del Bari, li mandavo a mia madre. A 12 anni ho perso mio padre e sono diventato l’uomo di casa, in quanto ho sei sorelle. Sono sempre stato uno a cui piaceva uscire e fare serata. Spesso il giovedì o il venerdì rientravo alle tre, ma in campo davo tutto e loro lo sapevano».

L’ESORDIO CON FASCETTI – «Settembre 2000, contro il Verona. Lui era un sergente buono. In campo c’era anche Cassano, mio compagno di stanza. Già allora vedeva dozzine di partite di campionati sconosciuti e non mi faceva dormire. Ma organizzavamo scherzi a chiunque. In aeroporto urlavamo i nomi della gente a casaccio, poi accusavamo gli altri compagni e ci nascondevamo. Una volta, a Lecce, imbottii l’ovatta di alcool, la misi sotto la sedia del massaggiatore e diedi fuoco a tutto».

LA RESCISSIONE A SIENA – «Colpa di una lite con Papadopulo. Prima di un Roma-Siena il preparatore dei portieri mi disse di stare concentrato, io non capii e continuai ad allenarmi. Avevo giocato 21 partite da titolare, concentrato di cosa? Alla fine, non giocai. Perdemmo 6-0 e tornai da solo, non con il pullman».

COSA DISSE A PAPADOPULO – «Che non lo sopportava nessuno e che non era sincero. Ci fu un battibecco forte, lasciai dei soldi sul tavolo e gli dissi di andarsi a comprare ciò che voleva. Ovviamente da lì non giocai più».

LA SQUALIFICA PER CALCIOSCOMMESSE – «Ero un pesce piccolo e me lo misero in quel posto. Mi hanno bruciato una carriera che prometteva bene. Ero di proprietà del Palermo. Senza quella squalifica sarei andato alla Lazio a giocarmela con Peruzzi».

LE SCOMMESSE – «Sì, ma non sulla mia squadra. Scommettevo sulla Serie C, ma non potevo farlo. Non mi sono mai venduto una partita, come altri che invece giocano ancora. Uno di questi è Masiello, ma penso anche a Fagioli. Io li avrei radiati tutti».

L’IRRUZIONE DELLA POLIZIA – «Alle 4 di mattina la polizia entrò in casa mia coi mitra e sequestrò conti bancari, telefono e computer. Fui accusato di associazione a delinquere di stampo camorristico. Non trovarono nulla».

LE INTERCETTAZIONI – «In realtà confusero espressioni dialettali con chissà cosa. Io sono napoletano, parlando con lui dicevo “hai capito, sì?”. Ma non era ciò che intendevano loro. Lo facevo per togliermelo di torno. Fui accusato di aver manovrato un Chievo-Siena finito 1-1 del 2004, e io non giocavo nemmeno. La più grande soddisfazione me la diede Delio Rossi, però. Fu chiamato a testimoniare in merito e parlò di Lecce-Palermo di Serie B, stagione 2002-03, dove centrammo la promozione. Io ero già dei rosanero, ci giocavamo tutto con loro. Vincemmo 3-0 e ne uscii da migliore in campo. Per Rossi era impossibile che uno come me potesse vendersi una partita»

Roma, gli scontri diretti sono un problema? I numeri parlano chiaro. Serve un cambio di passo anche in questo caso

Roma, gli scontri diretti restano un problema per i giallorossi. Un trend negativo già visto in passato con Fonseca e Mourinho

La Roma di Gasperini sembra rivivere l’incubo degli scontri diretti persi contro le big, un trend negativo già visto con Fonseca e Mourinho. In questa stagione, i giallorossi hanno perso tre delle quattro sfide contro le squadre che competono per la Champions League (Inter, Milan, Napoli), vincendo solo contro il Bologna. Se si considera anche il derby con la Lazio, le vittorie salgono a due.

LEGGI ANCHE >>> Ultime Notizie Serie A: tutte le novità del giorno sul massimo campionato italiano

Francesco Totti, da Miami, ha commentato la situazione, ammettendo le difficoltà negli scontri diretti ma sottolineando che la Roma è ancora a un punto dalla vetta e può dire la sua. Tuttavia, i numeri sono preoccupanti: nelle ultime tre stagioni, contro le principali rivali (Milan, Inter, Napoli, Juventus, Atalanta, Lazio), la Roma ha raccolto meno punti di tutte (27), frutto di 6 vittorie, 9 pareggi e 13 sconfitte. Le sconfitte di quest’anno sono arrivate tutte in contropiede, evidenziando le difficoltà della squadra nel gestire le marcature preventive quando pressa alto.

Il confronto con il passato è impietoso: Fonseca, in due stagioni, aveva ottenuto solo 4 vittorie in 24 partite contro le big, con una media punti di 0,83. Mourinho fece ancora peggio, con 4 successi in 30 gare e una media di 0,63. La speranza è che Gasperini riesca a invertire questa tendenza, a partire dalla prossima sfida contro la Juventus di Spalletti, un ex che gli scontri diretti li vinceva.

Stankovic sfida il suo recente passato: «Casa mia è sempre Milano. Esposito? Per me è un fratellino, ma domani ho un obiettivo»

Stankovic in un’intervista a ‘La Repubblica’ ripercorre la sua avventura in nerazzurro e svela anche i rapporti con Esposito e Chivu. Le sue parole

Filip Stankovic, portiere del Venezia, si prepara a un ritorno emozionante a San Siro per gli ottavi di Coppa Italia contro l’Inter. Figlio della leggenda nerazzurra Dejan e cresciuto calcisticamente nel vivaio interista, Filip ha raccontato a La Repubblica le sue emozioni alla vigilia del match, i ricordi d’infanzia a Milano e la sua nuova vita in laguna.

MILANO – «Sono serbo, nato a Roma. Ma casa mia è Milano. Da bambino vedevo lo stadio dalle finestre. Riconoscevo il brusio del pubblico che precede i gol. Nel palazzo vivevano altri calciatori. C’erano Brozovic e Icardi».

SI SENTE VENEZIANO – «Sempre di più. Amo i paesaggi, la gente, la corsa fino allo stadio in barca, che vorrei imparare a portare. Poi c’è il cibo. Mangio tanto radicchio. Si usa molto dove vivo, a venti minuti dal centro sportivo. La stessa distanza che percorrevo da Milano ad Appiano Gentile».

PAPA’ DEJAN E MOURINHO – «Ci portava lì a giocare dopo le vittorie dell’Inter. I miei due fratelli tiravano, io paravo. Un giorno venne a vederci Mourinho. Stava in disparte, incappucciato. Dopo averlo notato, ci impegnammo da matti. Avevo otto anni».

LEGGI ANCHE >>> Tabellone Coppa Italia 2025/2026: date, turni, partite e risultati

L’AMICO CHIVU – «Purtroppo non mi ha mai allenato, ma lo conosco, è amico di papà. Una persona speciale».

LA SFIDA CON PIO ESPOSITO – «Per me è stato un fratellino. Noi tre Stankovic uscivamo con gli Esposito, tutti insieme. Domani però voglio vincere io».

IL GIOCO DI STROPPA – «Mister Stroppa fa crescere nel gioco coi piedi, in campo e al video. Mi sento sempre più sicuro. Per un portiere la cosa più bella è percepire la fiducia dei compagni».

IL SOGNO – «Alzare la Champions, con mio fratello in squadra e papà ad allenarci. Non sarebbe un problema. Quando mi danno del raccomandato, mi motivo di più».

IDOLI – «Gioco alla play. In porta alterno Donnarumma e Oblak, miei punti di riferimento anche nella realtà».

SOMMER – «Certo che mi piace. Visto che usava occhiali per allenare i riflessi, ho cominciato anch’io, insieme a luci intermittenti e spara-palline».

Vardy Cremonese, il britannico con la doppietta contro il Bologna entra nella storia: tutti i dettagli

Vardy Cremonese, l’attaccante non è il primo britannico a firmare una doppietta in Serie A. Ecco tutti gli altri ad aver raggiunto questo traguardo

La splendida doppietta messa a segno ieri da Jamie Vardy al Dall’Ara non ha soltanto regalato una vittoria fondamentale alla Cremonese contro il Bologna, ma ha anche rispolverato un capitolo statistico di nicchia: quello dei marcatori inglesi capaci di segnare due reti in una singola partita di Serie A. Non è un evento quotidiano, ma la storia del nostro campionato è punteggiata da “Union Jack” sventolate con vigore grazie a marcature multiple.

Prima dell’eterno Vardy, l’ultimo suddito di Sua Maestà a prendersi le prime pagine per una doppietta era stato Tammy Abraham. Nella sua stagione d’esordio con la Roma (2021/22), l’ex Chelsea fu una macchina da gol, realizzando doppiette contro Empoli, Atalanta e, soprattutto, nel derby stravinto contro la Lazio nel marzo 2022, che lo consacrò idolo della Curva Sud. Più recentemente, anche un centrocampista come Ruben Loftus-Cheek si è iscritto al club, segnando due volte per il Milan proprio contro il Bologna all’inizio del 2024.

Facendo un salto indietro nel tempo, agli anni d’oro in cui la Serie A era l’ombelico del mondo calcistico, troviamo leggende d’Oltremanica. Trevor Francis, il primo giocatore da un milione di sterline, deliziò i tifosi della Sampdoria con diverse doppiette tra il 1982 e il 1986. Sull’altra sponda di Genova, ma anche al Milan, Mark Hateley lasciò il segno: celebre per il colpo di testa nel derby, “Attila” siglò anche doppiette in campionato, curiosamente una proprio contro la Cremonese nel 1985.

LEGGI ANCHE >>> Ultime Notizie Serie A: tutte le novità del giorno sul massimo campionato italiano

Ci fu poi l’eleganza di David Platt, capace di segnare due gol con il Bari contro la Roma nel 1991 prima di vestire le maglie di Juve e Samp. Andando ancora più indietro, negli anni ’60, spicca Gerry Hitchens, forse l’inglese più prolifico in Italia, per cui la doppietta era quasi un’abitudine con Inter e Torino.

Perfino meteore come Jay Bothroyd (doppietta col Perugia nel 2003) hanno avuto il loro momento di gloria. Ieri sera, Jamie Vardy ha semplicemente aggiunto il suo nome prestigioso a questa esclusiva lista di bombardieri d’esportazione.

Cagliari, Tortora: «Contro la Juve si poteva ottenere anche un pareggio. Sulla salvezza dico una cosa…»

Cagliari, il giornalista Tortora in un’intervista ha analizzato la prestazione dei sardi contro la Juventus, ma si è soffermato anche su altri temi

Intercettato dai microfoni di CagliariNews24.com, Tortora ha analizzato nei dettagli il momento dei sardi dopo la sconfitta contro la Juventus.

Il Cagliari ha affrontato la Juventus all’Allianz Stadium nell’ultimo turno di campionato mostrando carattere e grinta nonostante la sconfitta. Come giudichi la prestazione della formazione rossoblù?

«Concordo con quanto detto da Sebastiano Esposito ai microfoni di DAZN in merito al pareggio bianconero arrivato a 8′ secondi dal gol del vantaggio rossoblù: è vero che giochi con la Juventus in quello stadio, però sottolinea giustamente l’attaccante, bisognava essere più scaltri, furbi, “scugnizzi”. Detto questo il Cagliari se l’è giocata con ritmi bassi, molta tattica, senza guizzi nell’uno contro uno. La Juventus, comunque, è stata lenta e macchinosa. I rossoblù hanno giocato con le ripartenze, mentre i bianconeri conducevano il gioco, com’era prevedibile. Poi nella ripresa la formazione di Spalletti è stata brava a chiudere gli spazi agli isolani, difendendo con ordine. Partita a parte, mi piace tanto la squadra di Fabio Pisacane, con un po’ di fortuna poteva avere qualche punto in più: basti pensare all’ultima sfida casalinga con il Genoa; queste sono partite in cui perdi punti pesanti per strada. Serve pazienza, il campionato è lungo e deve restare lì, in agguato, a sfruttare ogni minimo errore dell’avversario e questa partita non era quella contro la Juve».

In cattedra, contro la formazione di Luciano Spalletti, sono saliti giovani interessanti come Marco Palestra. Cosa ne pensi dell’esterno rossoblù? Chi ti ha deluso invece?

«Palestra mi è piaciuto tanto contro la Juventus, ha fatto una partita veramente impressionante facendo impazzire Kostic sulla corsia: infatti gli ha rubato palla servendo l’assist vincente per il gol di Esposito. È il migliore del match tra le file del Cagliari. Invece chi mi ha deluso è Adopo, ha giocato male sia in costruzione che in copertura».

Quanto vedi di Fabio Pisacane nel Cagliari, quali aspetti sono migliorati e quali invece da sistemare in vista del prosieguo del campionato?

«Il Cagliari è attrezzato bene per salvarsi tranquillamente ma deve migliorare la fase realizzativa. Rispetto alle altre concorrenti per la salvezza, ha attaccanti di livello come lo stesso Esposito, Borrelli che nel match contro la Juventus non è stato servito adeguatamente ma non si può giudicare per questo, rimane un giocatore interessante. Per quanto riguarda Pisacane, lui dà sempre l’impronta caratteristica alle squadre che allena: vedasi quanto fatto con la Primavera rossoblù, vincitrice della Coppa Italia di categoria contro il Milan. In Sardegna lo conoscono bene, è un tecnico che fa giocare bene le squadre ma deve fare qualcosa dal punto di vista dei gol, lì c’è da migliorare parecchio. I gol sono pesanti alla fine del campionato. A ciò aggiungo anche la difesa, perché è fondamentale non incassare gol». LEGGI L’INTERVISTA COMPLETA SU CAGLIARINEWS24.COM

Sampdoria, il momento non è dei più semplici: la luce in fondo al tunnel non è vicina. E come lei altre ‘nobili’ sono in difficoltà

Sampdoria, la squadra di Gregucci fatica molto a ripartire. E come lei molte altre squadre sono in grossa difficoltà nonostante il passato

La Sampdoria non vede la luce in fondo al tunnel, inchiodata al penultimo posto in Serie B: un tracollo clamoroso per un club scudettato. In Italia anche la Fiorentina rischia grosso, flirtando con la retrocessione tra caos societario e tecnico.

Ma la crisi delle “nobili” è un fenomeno globale. Oltremanica, il Blackburn Rovers, ex campione d’Inghilterra, naviga nei bassifondi della seconda divisione. In Spagna, lo storico Deportivo La Coruna cerca la risalita dopo aver toccato il fondo della terza serie, mentre in Germania il glorioso Schalke 04 tenta di tornare in Bundesliga dopo anni di ascensore.

Stessa sorte per il Montpellier in Francia e il Vitesse in Olanda, caduti nelle serie cadette dopo decenni al top. L’esempio più eclatante arriva dal Brasile: il Santos di Pelé, retrocesso per la prima volta in 111 anni nel 2023, lotta ancora per salvarsi aggrappandosi al ritorno di Neymar. Il blasone non garantisce più l’immunità dal declino.

Infortunio Vlahovic, brutte notizie per il serbo: è stata presa una decisione inaspettata. Ecco i nuovi tempi di recupero

Infortunio Vlahovic, il giocatore della Juventus ha deciso di sottoporsi ad un intervento chirurgico per risolvere il problema fisico. Le ultime

L’infortunio di Vlahovic rappresenta un duro colpo per la Juventus, sia dal punto di vista tecnico sia per il percorso di crescita che l’attaccante serbo aveva finalmente intrapreso nelle ultime settimane. Dopo un periodo caratterizzato da continuità, gol e prestazioni in netto rialzo, la squadra bianconera si ritrova ora a dover fare i conti con l’assenza del giocatore che era tornato a essere il punto di riferimento offensivo. L’allenatore dovrà valutare diverse soluzioni, dall’impiego di David a quello di Openda, fino alla possibilità di riproporre Yildiz come falso nove, un’idea già presa in considerazione in passato ma mai diventata una scelta stabile.

Le alternative non mancano, ma nascono tutte dalla stessa esigenza: sostituire un calciatore che, prima dell’infortunio di Vlahovic, sembrava aver finalmente ritrovato brillantezza, incisività e fiducia. La domanda ora è inevitabile: cosa accadrà all’attacco della Juventus senza il suo bomber titolare?

Secondo le ultime indiscrezioni riportate dal Corriere dello Sport, l’infortunio di Vlahovic richiederà uno stop significativo, stimato tra i due e i tre mesi. Un periodo lungo, che costringerà il giocatore a un percorso di riabilitazione impegnativo prima di poter tornare a disposizione. A complicare ulteriormente il quadro, c’è l’ipotesi — ormai sempre più concreta — che il centravanti serbo debba sottoporsi a un intervento chirurgico.

LEGGI ANCHE >>> Ultime Notizie Serie A: tutte le novità del giorno sul massimo campionato italiano

Al giocatore è stato infatti consigliato di operarsi per trattare nel modo più completo la lesione di alto grado all’adduttore lungo della coscia sinistra, riportata durante una recente partita. La scelta di andare sotto i ferri, pur non modificando i tempi di recupero complessivi, viene considerata una garanzia per il futuro dell’attaccante: l’obiettivo è evitare ricadute, complicazioni o nuovi problemi muscolari una volta tornato in campo.

La Juventus, dal canto suo, dovrà gestire non soltanto l’assenza di un titolare indiscusso, ma anche l’impatto psicologico ed emotivo che l’infortunio di Vlahovic porta con sé. Il serbo era diventato il perno del gioco offensivo, capace di aprire spazi, dialogare con i compagni e finalizzare l’azione con continuità. Ora si apre una fase complessa in cui sarà necessario ridisegnare i meccanismi d’attacco e trovare nuove certezze.

In attesa del rientro del numero 9, i bianconeri dovranno dimostrare di saper reagire e adattarsi. L’infortunio di Vlahovic è un ostacolo pesante, ma anche un banco di prova che dirà molto sulla solidità della Juventus e sulla capacità della squadra di reinventarsi.

Roma, per Gasperini c’è un problema da risolvere: il tecnico giallorosso deve trovare una soluzione al più presto. Le ultime sul club capitolino

Roma, la sconfitta contro il Napoli apre la strada ad una nuova riflessione in casa giallorossa. La squadra sembra Soulé-dipendente

Secondo La Gazzetta dello Sport, la Roma ha un problema evidente che sta diventando una costante stagionale: la “Soulé-dipendenza”. Quando il talento argentino non si accende, l’intera manovra offensiva giallorossa si inceppa, rendendo tutto più difficile. È un copione già visto in campionato contro l’Inter e in Europa League contro Lilla e Viktoria Plzen, che si è ripetuto drammaticamente domenica sera contro il Napoli, dove la squadra è apparsa floscia e priva di energia offensiva.

Antonio Conte ha preparato la partita di domenica partendo da un ragionamento semplice: bloccare la fonte di pericolo maggiore. Il pensiero è andato subito a Matias Soulé, finora il più decisivo tra i giallorossi con 5 reti totali tra campionato e coppe, oltre ad assist pesanti nei big match contro Lazio e Fiorentina. Il tecnico del Napoli ha quindi predisposto una “gabbia” tattica specifica, affidandolo alla marcatura strenua di Buongiorno con i raddoppi costanti di Olivera. Privato dello spazio vitale per i suoi strappi, i rientri e l’uno contro uno a campo aperto, Soulé è andato in difficoltà, esattamente come successo contro l’Inter di Bastoni. La conseguenza diretta è stata la sterilità offensiva della Roma: appena due tiri in porta in tutta la gara, la peggior prestazione offensiva dallo scorso 16 marzo contro il Cagliari.

LEGGI ANCHE >>> Ultime Notizie Serie A: tutte le novità del giorno sul massimo campionato italiano

Senza gli spunti di Matias, la Roma si è arenata. Il resto del reparto avanzato non ha la stessa brillantezza né qualità: Ferguson ha fallito l’ennesima occasione per rilanciarsi, mentre elementi chiave come Dybala e Bailey sono ancora molto indietro di condizione, come sottolineato dallo stesso Gasperini a fine gara. Pellegrini ha giocato una buona partita, ma dovrebbe essere un corollario, non la soluzione principale ai problemi offensivi. L’apporto dei centravanti di ruolo, inoltre, è misero: soltanto 3 gol in due tra Ferguson e Dovbyk sono troppo pochi per sognare in grande.

I numeri certificano questa dipendenza: con 4 reti e 2 assist in Serie A, il 40% dei 15 gol totali della Roma passa dai piedi di Matias. Una percentuale significativa per una squadra che segna pochissimo. La media realizzativa attuale di 1,15 gol a partita è preoccupante e storicamente insufficiente per ambire alla zona Champions. Negli ultimi tre anni, la soglia minima per il quarto posto ha richiesto medie ben superiori (tra 1,42 e 1,58 gol a partita). Il confronto con l’estero è altrettanto impietoso: nessuna delle prime quattro squadre nei top 5 campionati europei segna poco come i giallorossi. Per invertire la rotta servono urgentemente i gol e, imprescindibilmente, serve ritrovare il miglior Soulé.

Napoli, testa alla sfida contro il Cagliari di Coppa Italia: le possibili scelte di Conte per una partita da dentro o fuori

Napoli, i partenopei contro il Cagliari non possono sbagliare per andare avanti in Coppa Italia. Le possibili scelte del tecnico leccese

Non c’è un attimo di respiro per il Napoli. Archiviata la trasferta di campionato a Roma, la squadra di Antonio Conte è tornata immediatamente al lavoro per preparare l’imminente impegno di Coppa Italia. Domani alle ore 18:00, lo stadio Diego Armando Maradona ospiterà il Cagliari per una sfida secca valida per gli ottavi di finale. In palio c’è l’accesso ai quarti in una competizione che non ammette repliche. Nonostante la collocazione oraria infrasettimanale non ideale, il pubblico napoletano risponderà presente in massa: grazie a una politica di prezzi popolari e all’inclusione della gara negli abbonamenti “full”, sono attesi circa quarantamila spettatori.

Il Corriere dello Sport scrive che se la cornice di pubblico sarà quella delle grandi occasioni, la formazione in campo sarà invece profondamente rimaneggiata. Conte è costretto a varare un turnover massiccio, dettato non tanto dalla gestione delle energie quanto da una vera e propria emergenza numerica. L’elenco degli indisponibili è lunghissimo e comprende nomi pesantissimi: oltre agli infortunati Anguissa, De Bruyne, Gilmour, Gutierrez, Lukaku e Meret, mancherà anche lo squalificato Marianucci.

LEGGI ANCHE >>> Tabellone Coppa Italia 2025/2026: date, turni, partite e risultati

Le scelte di formazione sono quindi un rebus complesso. In difesa, per completare il reparto con il sicuro titolare Juan Jesus, Conte dovrà inevitabilmente chiedere gli straordinari ad almeno due dei difensori centrali che hanno giocato domenica a Roma, scegliendo tra Rrahmani, Buongiorno, Di Lorenzo e Olivera in base alle condizioni fisiche. Sulle fasce, spazio a chi ha giocato meno: Mazzocchi dovrebbe partire titolare per la prima volta in stagione a destra, mentre a sinistra si rivedrà Spinazzola, al rientro dall’infortunio.

La situazione più critica è a centrocampo, dove Lobotka e McTominay sono reduci da un tour de force massacrante tra club e nazionali. Conte potrebbe lanciare dal primo minuto Elmas e il giovane Vergara, classe 2002 del vivaio, finora utilizzato col contagocce. Rivoluzione anche in attacco: Lucca sarà il centravanti di riferimento, affiancato dal rientrante Politano e da un altro prodotto del settore giovanile, il ventiduenne Ambrosino, pronto a sfruttare la sua grande chance in una notte da dentro o fuori.

Capello: «Non mi aspettavo il Milan in testa. Su Leao la penso come Allegri. Ecco dove lo trovo migliorato

Capello in un’intervista ai microfoni de ‘La Gazzetta dello Sport’ ha analizzato nei dettagli la stagione del Milan. Le parole dell’ex tecnico rossonero

Fabio Capello, allenatore pluriscudettato e profondo conoscitore del Milan, su La Gazzetta dello Sport analizza il momento dei rossoneri e la corsa al vertice della Serie A, tra certezze ritrovate e sorprese tattiche.

MILAN IN TESTA – «Onestamente no, non me l’aspettavo. Confidavo nelle capacità di Allegri, ma non credevo riuscisse a entrare nella testa dei giocatori così velocemente, anche considerando quel che era accaduto nel Milan dell’anno scorso. Un anno fa la squadra non sapeva assolutamente posizionarsi e difendersi. Max ha saputo dare un ordine, un equilibrio. Gli interpreti sono gli stessi dell’anno scorso ma la differenza la fanno anche Rabiot e Modric, un filtro determinante che era mancato nell’anno precedente».

L’IMPATTO DEGLI ESTERNI – «La fascia sinistra con Theo, lo ha avuto. Prima quando andava a mille, e poi l’anno scorso quando invece non andava proprio. Era diventato il punto debole della linea, dalla sua parte gli avversari venivano giù troppo facilmente e di conseguenza tanti gol arrivavano da lì. Bartesaghi invece mi piace, lo giudico per le partite che ho visto ma non solo. Ne ho parlato con Mauro Tassotti, mi ha detto che è bravo e può avere un futuro nel Milan. C’è da fidarsi di chi lo vede ogni giorno al lavoro».

LEGGI ANCHE >>> Ultime Notizie Serie A: tutte le novità del giorno sul massimo campionato italiano

LEAO CENTRAVANTI – «La penso come Max: vince chi subisce meno gol, non chi segna di più. Questo non vuol dire che davanti si possa e si debba far meglio, e mi riferisco sia al Milan che al Napoli. All’inizio vedevo Leao a disagio nel ruolo di centravanti, poi però i gol gli hanno dato fiducia, Allegri lo ha convinto e nelle ultime due partite l’ho visto davvero più sciolto, libero, allegro. E poi aiuta la squadra, partecipa, è coinvolto e probabilmente anche più fresco atleticamente: corre meno non essendo obbligato ai rientri difensivi. Ma è allo stesso modo responsabilizzato, sa che in area deve essere più cinico che mai».

IL MERCATO – «Un centravanti? E dove sono? Quelli che fanno la differenza se li tengono stretti i club che ce l’hanno, e se ce ne sono in giro arrivano prima gli inglesi, poi spagnoli e infine noi. Ma, mercato a parte, dipende dalle idee tattiche dell’allenatore: servirebbe, nel caso, un giocatore che si adatti alla sua visione di gioco. Oppure uno che faccia gol: lì non si sbaglia mai. Il calcio è una materia facile: gli attaccanti devono segnare, i portieri parare… Non è un caso che il Milan sia tornato in cima proprio ora che Maignan compie grandi interventi».
NKUNKU – «Contro la Lazio, per la prima volta, non mi è dispiaciuto, l’ho trovato coinvolto e volenteroso. Possiamo definirlo “un risveglio”. Per i gol giusto aspettarlo ancora
».

Frattesi Inter, addio sempre più vicino: la crescita di Diouf mette in seria difficoltà il centrocampista romano. Le ultimissime

Frattesi Inter, le gerarchie per il romano si complicano vista la crescita importante di Diouf. Possibile dunque una cessione direttamente a gennaio

Andy Diouf, arrivato all’Inter come oggetto misterioso, sta rapidamente guadagnando spazio e considerazione nelle gerarchie di Cristian Chivu. Dopo un paio di apparizioni convincenti, pur se in un ruolo non suo (largo a destra, addirittura quinto contro il Pisa), il centrocampista francese sta mostrando le sue qualità: fisico, passo, uno contro uno e un mancino educato. Mezz’ala destra naturale, Diouf ama partire dal centro-destra per accentrarsi, una caratteristica che potrebbe portarlo a ritagliarsi sempre più spazio, a partire già dalla sfida di Coppa Italia contro il Venezia.

Secondo il Corriere dello Sport, l’esplosione di Diouf, però, rischia di complicare ulteriormente la situazione di Davide Frattesi. Il centrocampista romano, già chiuso dalla concorrenza di Barella, Sucic, Mkhitaryan e Zielinski, vede ora la sua posizione messa a rischio anche dal nuovo arrivato. Nonostante le promesse iniziali di Chivu, che lo avevano convinto a restare dopo l’addio di Inzaghi, Frattesi ha trovato pochissimo spazio in questa prima parte di stagione: appena 390 minuti in 12 presenze, di cui solo 3 da titolare.

Con il mercato di gennaio alle porte, la situazione di Frattesi si fa sempre più delicata. Già l’anno scorso aveva pensato all’addio a metà stagione, e stavolta l’ipotesi potrebbe concretizzarsi davvero. Se Diouf dovesse continuare a convincere, lo spazio per l’ex Sassuolo si ridurrebbe ulteriormente, spingendolo inevitabilmente a fare delle riflessioni sul suo futuro. L’Inter potrebbe decidere di cederlo per fare cassa o per investire in altri reparti, mentre Frattesi potrebbe cercare una squadra che gli garantisca un minutaggio maggiore e un ruolo da protagonista.

Sampdoria, è lui l’unica nota positiva oggi in casa blucerchiata! Gregucci crede in lui, i dettagli

Sampdoria, l’unica nota lieta in casa blucerchiata: Gregucci punta su di lui! Ecco le ultimissime novità sul club di Serie B

La Sampdoria esce dal derby ligure con la testa bassa dopo la sconfitta per 1-0 contro lo Spezia al Picco. Un risultato che complica ulteriormente la stagione dei blucerchiati, ancora alla ricerca di un equilibrio che tarda ad arrivare in questo avvio di campionato. La prestazione non ha convinto, pur lasciando intravedere qualche spunto positivo.

Pafundi, la luce nel buio

Nel contesto difficile della squadra di Angelo Gregucci, a distinguersi è stato Simone Pafundi. Il fantasista classe 2006 ha mostrato carattere e determinazione, provando con le sue giocate a dare vivacità all’attacco doriano. Nonostante i limiti strutturali della squadra e la scarsa collaborazione dalle fasce, il giovane di Monfalcone è stato tra i pochi a tentare di creare pericoli concreti, confermando il suo talento tecnico e la voglia di emergere.

Ripartire dai giovani

La prova di Pafundi, pur in una serata amara, rappresenta un segnale da cui ripartire. Il Doria ha bisogno di ritrovare solidità in tutti i reparti, ma anche di valorizzare i propri giovani talenti. Dare spazio a ragazzi come l’ex Udinese potrebbe essere la chiave per invertire la rotta e rilanciare la stagione.

LEGGI ANCHE – Calendario Serie B 2025/2026: date, giornate, risultati, classifica

Esposito Cagliari, l’attaccante si è ritrovato: terzo gol e segnali positivi nello scontro contro la Juve

Esposito Cagliari, il riscatto è servito: terzo gol e segnali incoraggianti contro la Juventus. Tutti i dettagli

La sfida tra Cagliari e Juventus, valida per la 13ª giornata di Serie A, si è chiusa con una sconfitta per i rossoblù, ma non senza un segnale incoraggiante: il gol di Sebastiano Esposito. L’attaccante classe 2002, arrivato dall’Inter, ha trovato la rete contro i bianconeri, confermando di aver superato le difficoltà iniziali della stagione.

Esposito, gol e fiducia ritrovata

Quella contro la Juventus è stata la seconda marcatura consecutiva per Esposito, già a segno contro il Genoa nel turno precedente. Un segnale di crescita che testimonia la sua voglia di imporsi dopo un avvio complicato.

Non solo gol: versatilità e sacrificio

Oltre alla rete, Esposito ha mostrato grande spirito di adattamento, muovendosi su tutta la fascia e cercando palloni utili per rendersi pericoloso. Velocità, senso della posizione e determinazione lo hanno reso un punto di riferimento offensivo, nonostante i limiti strutturali della squadra.

Cagliari guarda avanti

La sconfitta non cancella l’aspetto positivo: il gol di Esposito può rappresentare una base su cui costruire. La crescita del giovane attaccante, sempre più inserito negli schemi di Fabio Pisacane, è un segnale di speranza per il futuro del Cagliari, chiamato a ritrovare fiducia e continuità nelle prossime sfide.

LEGGI ANCHE – Partite oggi, stasera e domani: guida alla Diretta TV

Mercato Inter, Ausilio parla chiaro: «Pensiamo di avere una squadra completa e competitiva per tutti gli obiettivi»

Mercato Inter, il ds nerazzurro Ausilio: «Pensiamo di avere una squadra completa e competitiva per tutti gli obiettivi»

Il direttore sportivo dell’Inter, Piero Ausilio, ha illustrato ai microfoni di Sky Sport le strategie di mercato del club nerazzurro.

MERCATO DI GENNAIO – «Noi lo dicono e lo testimoniano anche negli ultimi anni i mercati che abbiamo fatto. Siamo sempre più che mai convinti che le cose vanno a essere fatte in un certo modo durante il periodo estivo perché ci dà l’allenatore il tempo di conoscere, di lavorare e anche di aspettare qualche calciatore. Queste possibilità a gennaio non ci sarebbero. La dimostrazione non ultima la stiamo vedendo anche con Diouf, un ragazzo che è arrivato all’ultimo momento, non ha fatto la preparazione, ha avuto bisogno di conoscere i compagni, l’allenatore, i nuovi sistemi di lavoro e anche un nuovo campionato, una lingua nuova, quindi tutto un mondo diverso. Oggi qualcuno si accorge che è un buon giocatore. Magari a gennaio trovare questo tipo di opportunità diventa poi più complicato perché il tempo per inserirli, se gioca ogni tre giorni, non c’è. E onestamente al momento non esistiamo neanche la necessità. Pensiamo di avere una squadra completa e competitiva per tutti gli obiettivi che abbiamo nella prossima stagione, in questa stagione».

SU LOOKMAN – «No, penso di no. Allora, non ho mai negato quello che è stato l’interesse per Lookman. Poi, i tempi sono stati un po’ diversi rispetto a quello che invece la mediaticità che c’è stata intorno a questo calciatore e tutto quello che c’è stato poi dietro è stato un po’ diverso da quello che erano poi invece le nostre di valutazioni, di ragionamenti. C’è stato un pensiero, poi devo essere sincero, dopo il Mondiale per Club ci siamo resi conto che era complicato, difficile, forse nemmeno la cosa migliore quella di cambiare il sistema di gioco che aveva dato tante certezze e anche ottimi risultati a questa squadra. Chivu, insieme a noi, ha fatto delle valutazioni e soprattutto c’è stata anche la crescita di Pio Esposito, quindi in un 3-5-2 che è quello che stiamo adottando ormai da tantissimi anni, dai primi di Conte a Inzaghi, adesso anche con Chivu, avere quattro attaccanti come i nostri penso che siano più che sufficienti sia per questa stagione e poi vediamo prossimi anni, se questo rimane il sistema di gioco siamo assolutamente coperti, non c’è bisogno di nulla».

LEGGI LE PAROLE INTEGRALI DI AUSILIO SU INTERNEWS24

Gran Galà del Calcio 2025, Bonucci e Chiellini premiati come Legend: una reunion dal sapore di Juventus per due icone bianconere – FOTO

Bonucci e Chiellini incoronati Legend al Gran Galà del Calcio: serata speciale e reunion juventina per la storica coppia difensiva – FOTO

La città si è vestita a festa per celebrare gli “oscar” del pallone italiano. Tra i protagonisti assoluti della serata, hanno brillato Leonardo Bonucci e Giorgio Chiellini: la storica coppia difensiva della Juventus e della Nazionale, capace di scrivere pagine indimenticabili culminate con il trionfo a Euro 2020. Per loro è arrivato il prestigioso premio Legend, un riconoscimento alla carriera che consacra due monumenti del calcio italiano.

Bonucci difende l’Italia dopo la sconfitta con la Norvegia A margine della premiazione, l’attenzione si è inevitabilmente spostata sul momento delicato della Nazionale. Reduce dal pesante 4-1 subito a San Siro contro la Norvegia, l’Italia di Gennaro Gattuso è stata condannata ai playoff per i Mondiali 2026. Bonucci ha voluto smorzare le polemiche, ribadendo la fiducia nel progetto tecnico: “Sono convinto che il percorso intrapreso col mister sia quello giusto”, ha dichiarato l’ex difensore.

Verso l’Irlanda del Nord: fiducia e compattezza L’analisi di Bonucci sulla débâcle contro Haaland e compagni è stata chiara: “C’è stato l’incidente con la Norvegia, ma questo non deve smontare la sicurezza”. Per lui si è trattato di un passo falso isolato, che non rispecchia il reale valore della rosa. Lo sguardo è già rivolto al 26 marzo 2026, quando gli Azzurri affronteranno l’Irlanda del Nord nella semifinale degli spareggi. “Siamo un bel gruppo, siamo forti”, ha caricato Bonucci. “Vogliamo arrivare pronti per vincere e giocarci una grande finale”.

LEGGI ANCHE – Ultime Notizie Serie A: tutte le novità del giorno sul massimo campionato italiano

Le prime pagine sportive nazionali – 2 dicembre 2025

Le prime pagine dei quotidiani sportivi di oggi in edicola: Tuttosport, Corriere dello Sport e La Gazzetta dello Sport. I dettagli

Sono decine di migliaia le copie vendute tutte le mattine in edicola, ma un’anteprima dei principali contenuti può essere consultata già dalla sera precedente. Ecco, allora, le prime pagine dei Quotidiani Sportivi di oggi in edicola. Tuttosport, Corriere dello Sport e La Gazzetta dello Sport rappresentano i principali quotidiani sportivi in Italia.

Bologna Cremonese, Italiano nel post gara: «È normale che, dopo diverse partite ravvicinate, possa capitare di sbagliare una gara»

Bologna Cremonese, Italiano nel post partita della sfida contro i ragazzi di Nicola: «Oggi è stata una partita che è iniziata male»

Si è da poco conclusa al Dall’Ara la sfida tra Bologna e Cremonese, valida per la 13ª giornata di Serie A.

La formazione grigiorossa ha conquistato i tre punti imponendosi 3-1: decisive le reti di Payero e la doppietta di Vardy, mentre per i rossoblù è arrivato il gol della bandiera firmato da Orsolini.

Al termine dell’incontro, come di consueto, l’allenatore del Bologna Vincenzo Italiano ha rilasciato le sue impressioni ai microfoni di Dazn, analizzando la prestazione dei suoi uomini e commentando la gara appena conclusa.

PAROLE – «Oggi è stata una partita che è iniziata male, e gli errori che abbiamo commesso hanno peggiorato ulteriormente la situazione. È normale che, dopo diverse partite ravvicinate, possa capitare di sbagliare una gara. Avevamo una grande occasione per aggiungere tre punti a una classifica già straordinaria. Nonostante gli errori che ci hanno costato i primi due gol, mi tengo la reazione della squadra. É una serata da archiviare, ma già giovedì, nella sfida di Coppa Italia, avremo la possibilità di rifarci»

«Ci vuole continuità nelle prestazioni per meritarsi la maglia da titolare. Domínguez ha sempre giocato bene fino a oggi, Casale aveva fatto un buon ingresso contro l’Udinese, e Bernardeschi era stato schierato in un ruolo diverso nelle partite precedenti. Se vuoi fare un grande campionato, bisogna farsi trovare pronti anche in partite come quella di stasera»

«Abbiamo giocato la partita come dovevamo, e a parte due errori importanti, abbiamo mostrato il nostro stile: abbiamo creato tante occasioni da gol. Non perdevamo da molto tempo, e forse questa sconfitta ci farà suonare un campanello d’allarme e tornare a spingere al massimo. Per restare ai livelli più alti, queste partite vanno vinte; altrimenti rischi di allontanarti dalle squadre in vetta. Speriamo di riuscire a tornare a vincere già giovedì, in Coppa Italia».

LEGGI ANCHE – Ultime Notizie Serie A: tutte le novità del giorno sul massimo campionato italiano

Cremonese, parla Nicola: «I ragazzi hanno interpretato la gara nel migliore dei modi e sono davvero contento di portare a casa i tre punti»

Cremonese, Nicola nel post partita della sfida contro il Bologna: «I ragazzi hanno interpretato la gara nel migliore dei modi»

Si è appena conclusa al Dall’Ara la sfida tra Bologna e Cremonese, valida per la 13ª giornata di Serie A.

La partita ha visto prevalere la formazione grigiorossa con il punteggio di 3-1: decisive le reti di Payero e la doppietta di Vardy, mentre per i rossoblù è arrivato il gol di Orsolini.

Al termine dell’incontro, come di consueto, l’allenatore della Cremonese Davide Nicola ha parlato ai microfoni di Dazn, analizzando la prestazione dei suoi e rispondendo alle domande dei giornalisti.

PAROLE – «I ragazzi hanno interpretato la gara nel migliore dei modi e sono davvero contento di portare a casa i tre punti. Scendiamo sempre in campo con l’obiettivo di conquistare l’intera posta in palio. Vardy è un vero punto di riferimento per la squadra. Da allenatore posso solo dire che i grandi campioni hanno una classe incredibile e sanno già cosa fare nei momenti decisivi.

Il campione si distingue dagli altri non solo per le giocate sul campo, ma anche per l’atteggiamento: non sbagliano mai la scelta giusta, e lui è esattamente così. I complimenti vanno fatti anche ai compagni di squadra, che lo hanno accolto nel migliore dei modi e lo stanno mettendo nelle condizioni ottimali per esprimersi al massimo»

LEGGI ANCHE – Ultime Notizie Serie A: tutte le novità del giorno sul massimo campionato italiano

Del Piero parla di Napoli Juve: «Sarà una grande partita, sono due squadre con grandissima ambizione»

Del Piero, simbolo eterno della Juventus, presenta il big match di domenica al Maradona contro il Napoli: le sue parole

Un tuffo nel passato, tra i sogni di bambini che nascono su campetti polverosi e palloni che rimbalzano male. Alessandro Del Piero è tornato dove tutto ebbe inizio, ospite d’onore della tappa della Junior Tim Cup presso l’oratorio Don Guanella. Un’occasione speciale non solo per parlare di calcio, tattica e gol, ma soprattutto di educazione, regole e valori.

L’oratorio come scuola di vita Circondato dall’entusiasmo dei ragazzi, Pinturicchio ha condiviso i ricordi dei suoi primi passi, sottolineando come lo sport di base sia una palestra di vita prima ancora che di agonismo. “Lo sport è un luogo fondamentale per crescere, imparare le regole e fare comunità”, ha spiegato l’ex numero 10, ribadendo il ruolo centrale degli oratori come presidi sociali ed educativi in un calcio che spesso corre troppo veloce dimenticando le sue radici.

Lo sguardo al big match Inevitabilmente, l’attenzione si è poi spostata sull’attualità e sul prossimo appuntamento di Serie A: Napoli-Juve, in programma domenica sera al “Diego Armando Maradona”. Una sfida che Del Piero conosce bene, avendone decise tante con le sue magie. “Sarà una grande partita, sono due squadre con grandissima ambizione”, ha dichiarato a Il Mattino. L’ex capitano non ha nascosto le difficoltà della Juventus, impegnata in una rincorsa al quarto posto sotto la guida di Luciano Spalletti, contrapposta a un Napoli che continua a viaggiare nelle zone altissime della classifica.

LEGGI ANCHE – Ultime Notizie Serie A: tutte le novità del giorno sul massimo campionato italiano

Bologna Cremonese: le tre cose che non hai notato del match di Serie A

Ecco le tre curiosità sulla sfida delle ore 20.45, Bologna Cremonese: partita valida per la 13ª giornata di Serie A 2025-2026

Il netto 1-3 con cui la Cremonese ha espugnato il Dall’Ara potrebbe sembrare il risultato di una partita a senso unico, decisa dal cinismo degli attaccanti ospiti. Tuttavia, rileggendo attentamente le pieghe del match, emergono dettagli tattici ed episodi che raccontano una storia più complessa, fatta di trappole, regali difensivi e questioni di millimetri.

1. La trappola della densità e la frustrazione di Orsolini. Se il Bologna ha faticato tremendamente a creare gioco fluido, il merito va all’impostazione difensiva grigiorossa. La Cremonese ha iniziato a costringere il Bologna a giocare in spazi stretti una volta passata in vantaggio, alzando l’intensità nei contrasti e soffocando le fonti di gioco. La riprova visiva di questa difficoltà è arrivata al 42′: un Orsolini isolato è stato costretto a venire a giocare interno spalle alla porta per tentare disperatamente di aiutare una manovra che non trovava fluidità, finendo per affidarsi a cross prevedibili praticamente da fermi, come quello effettuato da Zortea al 43′ col piede debole

2. I segnali inavvertiti del Bologna. La Cremonese è stata spietata, ma la difesa rossoblù le ha steso il tappeto rosso. Prima ancora dei gol, all’11’, un errore in stop di Casale aveva già lanciato Vardy (salvataggio di Zortea dopo che l’inglese aveva superato Ravaglia). La colpa della squadra di casa è stata non avere alzato l’attenzione cogliendo immediatamente questi segnali. E se Casale è stato un disastro, non meglio ha fatto Heggem che lo ha sostituito, pure lui anticipato dall’ex Leicester sull’1-3

3. La partita dei legni (e dei brividi). Il risultato tondo maschera una gara che poteva prendere pieghe diverse per questione di centimetri. L’inizio shock con il palo “a giro” di Orsolini al 2′ minuto avrebbe potuto cambiare l’inerzia. Ma anche la Cremonese ha avuto i suoi sliding doors: il palo di Payero da corner al 57′ e, soprattutto, il brivido al 72′, quando una deviazione fortuita di Baschirotto verso la propria porta si è stampata sul legno, salvando la Cremo da un autogol che avrebbe riaperto il finale.

LEGGI ANCHE – Ultime Notizie Serie A: tutte le novità del giorno sul massimo campionato italiano

Pagelle Bologna Cremonese, ecco i TOP e FLOP della sfida di Serie A. I voti

Pagelle Bologna Cremonese: ecco i TOP e FLOP della sfida valida per la tredicesima giornata di Serie A 2025/2026. Ecco le valutazioni

Le pagelle di Bologna Cremonese terminata 1-3. Ecco i Top e i Flop della sfida che stoppa Italiano non senza sorprese e permette a Nicola di uscire con pieno merito da una recente sequenza di risultati non positivi.

TOP

Vardy (Cremonese): Il mattatore della serata. Sfrutta ogni incertezza della difesa bolognese con cinismo micidiale. Segna una doppietta decisiva: freddo sull’imbucata di Bonazzoli nel primo tempo, puntuale sul cross di Barbieri nella ripresa per il gol che taglia le gambe al Bologna. Dicasi campione.

Audero (Cremonese): Una saracinesca. Tiene a galla la Cremonese nei momenti di massima pressione del Bologna con una serie di interventi decisivi. Vola su Dominguez nel primo tempo, ma è miracoloso nel finale su Castro e Dallinga, blindando il risultato.

Orsolini (Bologna): L’ultimo ad arrendersi tra i rossoblù. Inizia colpendo un palo clamoroso, poi si carica la squadra sulle spalle realizzando il rigore che riapre momentaneamente la gara prima dell’intervallo. Pericoloso anche nella ripresa con una spettacolare sforbiciata.

Payero (Cremonese): Apre le danze sbloccando il match con un inserimento perfetto su filtrante di Bianchetti. Centrocampista totale, sfiora anche la doppietta personale colpendo un palo con una bella girata da calcio d’angolo prima di uscire acciaccato.

Barbieri (Cremonese): Spinge con costanza sulla fascia e trova il guizzo decisivo al 50′: suo l’assist al bacio, un cross al volo preciso, che permette a Vardy di segnare il gol del 3-1 e mettere in ghiaccio la partita. Incredibile come le sue pile siano cariche alla fine esattamente come all’inizio.

Miranda (Bologna): Una spina costante sulla fascia sinistra e l’unica vera fonte di gioco per i padroni di casa. Scodella in area una quantità industriale di cross invitanti per i compagni (Castro, Casale, Orsolini), che però non vengono sfruttati a dovere.

FLOP

Casale (Bologna): Un primo tempo da incubo. Al 13′ un suo liscio clamoroso lancia Vardy a tu per tu con il portiere. Soffre terribilmente la velocità degli attaccanti avversari e spreca anche un’occasione di testa in attacco. Italiano lo toglie all’intervallo per disperazione.

Dominguez (Bologna): Naufraga insieme a tutto il Bologn nella prima frazione di gioco. Un tiro parato da Audero non salva una prestazione insufficiente, terminata dopo soli 45 minuti.

Ravaglia (Bologna): Mentre il suo collega Audero compie miracoli dall’altra parte, lui si macchia di un’indecisione fatale a inizio ripresa. Colpevole, in coabitazione con Heggem, della “dormita” sul cross di Barbieri che permette a Vardy di appoggiare in rete il facile gol del 3-1.

LEGGI ANCHE – Ultime Notizie Serie A: tutte le novità del giorno sul massimo campionato italiano

Moviola Bologna Cremonese, l’episodio chiave del match di Serie A

Moviola Bologna Cremonese, l’episodio arbitrale chiave del match valido per la 13ª giornata del campionato di Serie A 2025/26

L’episodio chiave della moviola del match Bologna Cremonese, valido per la 13ª giornata della Serie A 2025/26. Dirige la sfida l’arbitro Ermanno Feliciani di Teramo.


LA MOVIOLA LIVE

PRIMO TEMPO

Il primo fallo dell’incontro lo commette Bondo su Dominguez. Il centrocampista grigiorosso fa 2 interventi scorretti nei primi 5 minuti. All’11’ deviazione di Castro parata da Audero, l’attaccante forse è in posizione di fuorigioco ma non viene segnalato. Feliciani dimentica di ammonire Terracciano su Dominguez, giusto che conceda la regola del vantaggio a favore di Odgaard, dopo però avrebbe dovuto estrarre il cartellino. Primo giallo per Pezzella a metà primo tempo su Orsolini che viene sgambettato quando gli fa passare il pallone sull’out destro. Il difensore della Cremonese protesta poi perchè un intervento a gamba tesa di Pobega non determina un’ammonizione, ma il centrocampista bolognese sembra in anticipo. Sui 2 gol in profondità della Cremonese nessun dubbio sulle posizioni dei goleador Payero e Vardy. A 30 secondi dall’intervallo Bianchetti colpisce di mano andando a contrastare Castro, è calcio di rigore. Si va al riposo con questo bilancio: 5 falli per i padroni di casa, altrettanti per gli avversari.

SECONDO TEMPO

Polemica tra Cambiaghi e Barbieri: il bolognese lo accusa senza mezzi termini di esagerare la reazione vocale su un contatto. Sul gol dell’1-3 Italiano reclama un fuorigioco che non c’è assolutamente, nè da parte di Barbieri che effettua il cross, nè di Vardy che lo finalizza in porta. Primo cartellino della ripresa per Terracciano che ferma irregolarmente una sterzata di Cambiaghi. Payero rimane a terra per una pallonata, proteste del Dall’Ara che lo considera una perdita di tempo quando si è all’ora di gioco. Curiosa scena al 71′: il rinvio di Audero colpisce proprio Feliciani. Al 77′ Orsolini finisce a terra in area di rigore ma l’arbitro è irremovibile, Terracciano entra a piedi uniti e rischia non poco. Al 92′ check su un mani di Folino in area, per Luca Marelli su DAZN è calcio di rigore, il Var non lo evidenzia. Gara corretta, sebbene spigolosa: si chiude con 13 falli del Bologna e uno in meno da parte della Cremonese.

Bologna Cremonese 1-3: vittoria importante dei ragazzi di Nicola per la salvezza! Si fermano i rossoblù di Italiano

Bologna Cremonese: segui sintesi, tabellino, cronaca e live il match della tredicesima giornata di Serie A del Dall’Ara e in campo alle 20.45

Scendono in campo alle 20.45 la sfida Bologna Cremonese per la tredicesima giornata di Serie A. Gara fondamentale per i padroni di casa, per rimanere in corsa per le zone europee, di fronte però ci sarà la Cremonese di Nicola a caccia di punti salvezza. Segui Live il match con Calcionews24.com


LIVE BOLOGNA CREMONESE

Finisce qui!

92′ FINALE ROVENTE! – Il tocco di mano in area di Francesco Folino sembrava evidente ma l’arbitro non è dello stesso avviso e fa segno di giocare.

6 minuti di recupero

83′ OCCASIONISSIMA BOLOGNA – Santiago Castro va vicino al gol. Ha ricevuto un bel passaggio in mezzo all’area e forse, avrebbe potuto far meglio invece che tirare addosso a Emil Audero.

78′ CI PROVA LA CREMONESE – Filippo Terracciano con prontezza aggancia un pallone rimbalzante non facile ma spreca mandando poi la sfera alta sopra la traversa.

70′ OCCASIONE BOLOGNA – Santiago Castro raccoglie un rimpallo fortunato in area dopo che la difesa aveva tentato di spazzare, scarta un avversario e tira alto di un soffio.

50′ GOL CREMONESE – Bel assist in area di Tommaso Barbieri per Jamie Vardy che non si fa pregare e conclude in rete all’angolino basso di destra.

Inizia il secondo tempo

Fine primo tempo

45+3 GOL BOLOGNA – Riccardo Orsolini con freddezza glaciale calcia un rigore imparabile all’angolino basso di destra, niente da fare per Emil Audero.

35′ RADDOPPIA LA CREMONESE – Grande gioco di squadra. Jamie Vardy viene liberato dall’assist di Federico Bonazzoli che non sbaglia e calcia in rete rasoterra alle spalle di Federico Ravaglia.

31′ GOL CREMONESE – Martin Payero aggancia il preciso filtrante Matteo Bianchetti e lascia partire una sassata dal limite che si insacca all’angolino basso di destra.

3′ OCCASIONE BOLOGNA – Riccardo Orsolini raccoglie palla in area e calcia con rapidità verso la porta. Il pallone però esce scheggiando il palo sinistro.

Inizia la sfida!


FORMAZIONI UFFICIALI BOLOGNA CREMONESE

BOLOGNA (4‑2‑3‑1): Ravaglia; Zortea, Casale, Lucumì, Miranda; Pobega, Moro; Orsolini, Odgaard, Dominguez; Castro. Allenatore: Vincenzo Italiano.

CREMONESE (3‑5‑2): Audero; Terracciano, Baschirotto, Bianchetti; Barbieri, Payero, Bondo, Vandeputte, Pezzella; Bonazzoli, Vardy. Allenatore: Davide Nicola

Mercato Inter, spunta un nome a sorpresa per il dopo Sommer! Nerazzurri attenti su quel portiere, le ultimissime

Mercato Inter, c’è un nome a sorpresa per il dopo Sommer! I nerazzurri adesso ha messo gli occhi su quel portiere, le novità

Il futuro di Guglielmo Vicario, attuale portiere del Tottenham, potrebbe intrecciarsi nuovamente con l’Inter nel calciomercato del 2026. Come rivelato da Fabrizio Romano sul suo canale YouTube, il club nerazzurro continua a monitorare da vicino la situazione del giocatore, nonostante le difficoltà incontrate dagli Spurs in avvio di stagione.

L’Inter aveva già manifestato un forte interesse per Vicario prima del suo approdo in Premier League, ma le restrizioni legate al Fair Play Finanziario e la cessione di André Onana avevano bloccato l’operazione. Nonostante ciò, il direttore sportivo Piero Ausilio ha sempre nutrito grande stima per il portiere italiano, e non è escluso che in futuro possano riaprirsi i contatti.

Vicario, oggi concentrato sul suo percorso con il Tottenham, resta comunque uno dei profili più seguiti dalla dirigenza nerazzurra. Qualora si presentasse l’occasione giusta, l’Inter sarebbe pronta a inserirsi nella trattativa. Pur non essendo l’unico nome sulla lista, il suo rimane uno dei più affascinanti per il futuro della porta interista.

LEGGI ANCHE – Ultime notizie Calciomercato LIVE: tutte le novità del giorno

×