Pagina 50 – Calcio News 24

Fonseca torna sul Milan: «Cardinale ha dato il benvenuto ad Amorim a Milanello. Quando arrivai io non c’era nessuno»

Fonseca torna a parlare della sua esperienza rossonera: «Cardinale ha dato il benvenuto ad Amorim a Milanello. Con me nessuno»

Paulo Fonseca torna a guardare al passato e riavvolge il nastro della sua avventura al Milan. In un’intervista concessa a SportWeek, l’allenatore portoghese ha raccontato alcuni retroscena della sua esperienza in rossonero, soffermandosi sulle dinamiche interne e sulle difficoltà incontrate nel corso del suo lavoro.

Fonseca era stato chiamato nel luglio 2024 con una missione chiara: cambiare volto alla squadra, imprimere una nuova identità tecnica e tattica. Un compito tutt’altro che semplice da portare a termine in tempi brevi, soprattutto in un contesto che richiedeva interventi profondi e una ricostruzione graduale.

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PAROLE – «Sono deluso perché due anni fa venni chiamato per cambiare lo stile di gioco della squadra. ‘Vogliamo che il Milan diventi dominante, che abbia la palla e giochi nella metà campo avversario’ mi fu detto. Perfetto risposi, è la mia stessa idea di calcio. La verità è che per cambiare ci vuole tempo e giocare questo calcio in Italia non è facile” ha detto. “Per riuscirci bisogna cambiare prima di tutto la testa dei giocatori. Io ero avviato su su quella strada e, dopo di me, non ho mai più visto il Milan esprimere la qualità di gioco mostrata con il sottoscritto in panchina».

MILAN – «Sono andato via molto calmo perché ho fatto di tutto per cambiare il Milan. Per difenderlo. Sono uscito con la coscienza a posto perché ho sempre messo il Milan davanti a tutti. Ho sempre difeso il club prima dei giocatori, che non sono più importanti del Milan. In Italia, invece, spesso i giocatori “pesano” più del club. Se qualcuno, pure forte, non meritava, con me non giocava. Sono stato criticato, ma io ho avuto il coraggio di difendere il Milan. Spero che tutti abbiano capito che non puoi permetterti di avere elementi che non danno tutto per il Milan»

AMORIM – «Ho visto che Amorim è arrivato a Milanello e c’era Cardinale ad attenderlo. Quando arrivai io non c’era nessuno. È difficile uscire con sentimenti negativi, ho lavorato con persone fantastiche. Non parlo di giocatori o dirigenti, ma del personale di Milanello»

ESPERIENZA IN ITALIA – «Io ho una passione per l’Italia, ma la vostra filosofica calcistica non si vede da nessun altra parte. Non si valorizza il bel calcio, conta solo vincere. Però mai dire mai. Roma? Sono stati due anni meravigliosi. La squadra ha giocato benissimo, alla prima stagione abbiamo fatto 70 punti: solo Gasperini ha superato quella soglia»

GLI ESEMPI – «Mourinho era un punto di riferimento per tutti. Uno che ammiro è Jorge Jesus: da lui ho imparato molto. Ma il più grande di tutti resta Pep Guardiola»

LIONE – «È un grande club. Abbiamo cominciato la stagione in seconda divisione, retrocessi d’ufficio per problemi finanziari. Sono stati venduti i più forti. Abbiamo costruito una squadra giovane, giocato un calcio ambizioso e raggiungo una qualificazione alla Champions inimmaginabile a inizio stagione. Cresceremo un passo alla volta»

PSG, Kolo Muani ai margini: allenamenti con le giovanili mentre la Juve continua il pressing

PSG, Kolo Muani sempre più ai margini: relegato alle giovanili mentre la Juventus intensifica il pressing

Il futuro di Randal Kolo Muani resta sospeso, quasi appeso a un filo. Sessione dopo sessione, il francese continua a essere uno dei nomi più discussi negli uffici della Juventus: un vero pallino della dirigenza bianconera, che sogna di riportarlo a Torino dopo i sei mesi vissuti tra gennaio e giugno 2025.

Rientrato a Parigi dopo il prestito annuale al Tottenham, il classe 1998 è ormai completamente fuori dal progetto tecnico del PSG di Luis Enrique. Tutte le parti coinvolte attendono di trovare una soluzione che soddisfi ogni esigenza, anche perché la volontà del giocatore è chiarissima: la Juventus è l’unica destinazione che Kolo Muani prende in considerazione per il prosieguo della sua carriera.

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Fuori dal progetto

Come riportato da Fabrizio Romano sul suo canale YouTube, la situazione ha appena vissuto un nuovo capitolo. Kolo Muani si sta allenando con l’Under 19 del PSG, segnale inequivocabile della decisione presa dallo staff tecnico e condivisa dalla dirigenza e dalla proprietà.

Il club parigino ha comunicato agli agenti del giocatore, tramite una call ufficiale, che il francese è in vendita e deve trovare una nuova sistemazione già in questa sessione estiva. I contatti con la Juventus restano costanti, ma la trattativa non è ancora arrivata alla quadra definitiva.

La distanza tra Juve e PSG

Da separato in casa, Kolo Muani attende sviluppi. Con la Juventus, infatti, è già stata raggiunta un’intesa di massima sui termini contrattuali: il giocatore vuole tornare a vestire la maglia bianconera e ha dato piena disponibilità.

Il nodo resta economico. Il PSG valuta il cartellino tra 45 e 50 milioni di euro, mentre la Juventus non intende superare quota 40 milioni, bonus compresi. Una forbice che al momento impedisce la fumata bianca, ma che la dirigenza bianconera sta cercando di colmare lavorando su modalità di pagamento e percentuali di rivendita future.

Trattativa viva, servirà pazienza

La pista resta aperta e l’affare è tutt’altro che tramontato. La Juventus continua a muoversi con costanza e metodo, consapevole che la volontà del giocatore rappresenta un fattore decisivo.

Servirà però pazienza per sciogliere tutti i nodi e arrivare alla chiusura: la telenovela Kolo Muani è destinata a proseguire ancora, con Torino che resta l’unico orizzonte del centravanti francese.

Messi parla di Yamal: «E’ uno dei migliori al mondo. La nostra foto insieme rappresenta la vita»

Messi in conferenza ha parlato di Lamine Yamal: «E’ uno dei migliori al mondo. La nostra foto rappresenta la vita»

È Lionel Messi l’uomo più atteso della finale Mondiale: ancora una volta, per la terza finale iridata della sua carriera, il fuoriclasse argentino si prepara a guidare la sua nazionale in una notte che può diventare storica.

In conferenza stampa, l’ex Barcellona ha analizzato la partita e ha parlato anche del suo atteso duello con Lamine Yamal, uno dei talenti più luminosi della nuova generazione.

Messi ha raccontato sensazioni, aspettative e clima della vigilia, consapevole che il mondo del calcio guarda soprattutto a lui. Le sue parole:

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PAROLE – «Lamine è un grande giocatore che ho seguito molto perché indossa la maglia di un club che amo e gli auguro sempre il meglio. È un punto di riferimento mondiale ad appena 19 anni, ha tutta la carriera davanti. Ha già una grande opportunità di ottenere qualcosa di storico, cercheremo di fare il massimo in modo che non mostri la sua versione migliore e debba rimandare l’appuntamento con il titolo mondiale. La Spagna, comunque, ha altri grandi giocatori, ma pure noi abbiamo le nostre armi»

LA FAMOSA FOTO INSIEME – «La nostra famosa foto insieme? La verità è che quell’immagine è pazzesca perché rappresenta la vita. È stata scattata quando lui era un bambino molto piccolo e ora ci affrontiamo nella finale di Coppa del Mondo: pazzesco. Lamine è uno dei migliori al mondo»

IL SEGRETO – «Siamo cresciuti giocando a calcio con molta passione, con tanta voglia di divertire e divertirci, qualunque fosse il luogo: una scuola, una strada, un campo vero. Abbiamo iniziato tutti in una squadra di quartiere e poi abbiamo scritto la nostra storia. Non pensiamo mai alla pressione, la assimiliamo come qualcosa di naturale e ci preoccupiamo solo di giocare e divertirci. Siamo un gruppo competitivo, vogliamo vincere ma ci sono gli avversari con i nostri stessi obiettivi e non sempre si può ottenere ciò che si vuole. Da ragazzo ho imparato che si perde più di quanto si vince e questo mi ha fatto crescere come persona e come giocatore».

Napoli, Buongiorno verso lo stop: rischio intervento e tre nomi sul tavolo! Gatti, Solet e Tiago Gabriel

Napoli, allarme Buongiorno: rischio intervento e difesa da rinforzare. Gatti torna d’attualità, osservati speciali Solet e Tiago Gabriel

Il ritiro del Napoli si apre con una notizia che rischia di complicare i piani di Antonio Conte. Alessandro Buongiorno sta infatti facendo i conti con un problema al ginocchio che necessita di ulteriori accertamenti per capire se sarà indispensabile un intervento chirurgico. Le prime valutazioni non parlano di un infortunio grave, ma la situazione viene monitorata con grande attenzione: il difensore si è già sottoposto agli esami e nelle prossime ore arriveranno indicazioni più precise sui tempi di recupero.

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Un’eventuale operazione cambierebbe inevitabilmente le strategie di mercato del club, costringendo il Napoli a intervenire con decisione sul reparto arretrato.

Secondo La Gazzetta dello Sport, la società ha già iniziato a valutare alcune alternative nel caso in cui Buongiorno dovesse fermarsi a lungo. Tra i profili monitorati figurano Federico Gatti della Juventus, Oumar Solet dell’Udinese e Tiago Gabriel del Lecce. Tre nomi diversi per caratteristiche e costi, ma accomunati dalla possibilità di garantire solidità immediata alla difesa di Conte.

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Il Napoli attende ora il responso definitivo sugli esami di Buongiorno: solo allora potrà capire se sarà necessario accelerare sul mercato o se basterà una gestione conservativa per riportare il difensore in gruppo.

Fiorentina Oulai, ci siamo: visite mediche e firma attese nelle prossime ore

Fiorentina, Oulai vestirà la maglia viola: visite mediche e firma attese già nelle prossime ore per il colpo di mercato

Il trasferimento di Oulai alla Fiorentina è ormai alle battute finali. Dopo giorni caratterizzati da continui avvicinamenti, frenate improvvise e verifiche contrattuali, l’attaccante ha ricevuto il via libera per partire verso l’Italia, dove lo attende la sua nuova avventura in maglia viola. La partenza è imminente e rappresenta il passo decisivo verso la chiusura di un’operazione che la Fiorentina ha costruito con pazienza e determinazione.

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Oggi sono fissate le visite mediche e la firma sul contratto, che sanciranno ufficialmente il suo arrivo. Il club viola ha investito in maniera significativa: l’accordo prevede 25 milioni di euro, 4 milioni di bonus e un 10% sulla futura rivendita, formula che testimonia la volontà della società di puntare su un profilo considerato strategico per il progetto tecnico.

Le ultime ore: cautela, verifiche e contatti continui

Oulai ha voluto procedere con estrema attenzione prima di dare l’ok definitivo. Il giocatore, non completamente convinto della versione del contratto preparata dai suoi procuratori, ha scelto di farlo controllare da un avvocato di fiducia a Istanbul. Una decisione che ha rallentato leggermente la chiusura, ma che conferma la volontà del calciatore di tutelarsi in ogni dettaglio.

Oulai si è recato personalmente nello studio legale, mantenendo un contatto costante con tutte le parti coinvolte — Fiorentina, procuratori e intermediari — per evitare ulteriori intoppi e arrivare alla definizione dell’accordo in modo chiaro e trasparente.

La Fiorentina attende il suo nuovo rinforzo

In casa viola c’è grande attesa: l’arrivo di Oulai rappresenta uno dei colpi più rilevanti dell’estate, sia per l’investimento economico sia per le caratteristiche del giocatore, considerato ideale per ampliare le soluzioni offensive a disposizione dello staff tecnico.

La Fiorentina ha lavorato con decisione per superare gli ostacoli dell’ultima fase e ora attende soltanto l’arrivo del calciatore per completare l’iter formale. Una volta superate le visite mediche, la firma chiuderà definitivamente una trattativa complessa, ma ritenuta fondamentale per il futuro della squadra.

Cagliari, ritorno di fiamma per Bowie: lo scozzese nel mirino anche del Sassuolo

Cagliari, pista Keiron Bowie è di nuovo calda: lo scozzese torna nel mirino dei rossoblù mentre il Sassuolo rilancia

Il Cagliari torna a guardare con attenzione a Kieron Bowie. Il mancato tesseramento di Andrea Belotti ha riaperto la pista che porta all’attaccante scozzese del Verona, già valutato nelle scorse settimane per completare il reparto offensivo di Fabio Pisacane. Bowie, classe 2002, è un profilo che piace da tempo al direttore sportivo Pietro Accardi, attratto dalla sua struttura fisica, dalla giovane età e dai margini di crescita.

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La situazione, però, rischia di trasformarsi in un vero testa a testa di mercato, perché anche il Sassuolo ha deciso di inserirsi nella corsa. I neroverdi, secondo quanto riportato da Gianluca Di Marzio, starebbero lavorando a una proposta più articolata che includerebbe anche **Samuele Mulattieri****, elemento che potrebbe rendere l’offerta particolarmente interessante per l’Hellas Verona.

Cagliari–Sassuolo: duello aperto per Bowie

Il Sassuolo valuta una formula complessa, con Mulattieri come possibile pedina per facilitare l’operazione. Molto dipenderà dalle richieste economiche del Verona e dalla disponibilità dei giocatori coinvolti. Il Cagliari, dal canto suo, non vuole farsi sorprendere: Accardi sa che occorre muoversi rapidamente per evitare che la concorrenza prenda il sopravvento.

Nuovi contatti in arrivo

Nei prossimi giorni sono previsti nuovi colloqui con l’entourage di Bowie e con la dirigenza dell’Hellas. Il Cagliari vuole capire se esistono margini concreti per impostare una trattativa sostenibile e se il giocatore è disposto ad abbracciare il progetto rossoblù, che gli garantirebbe spazio e continuità.

La società sarda cerca un attaccante capace di offrire soluzioni diverse dopo lo stop su Belotti. Bowie, per caratteristiche, risponde al profilo individuato: fisico, profondità, possibilità di agire da riferimento centrale.

La corsa entra nel vivo

La sfida tra Cagliari e Sassuolo è destinata a diventare uno dei temi caldi dei prossimi giorni di mercato. Al momento non ci sono accordi definitivi e la trattativa non è ancora nella fase conclusiva. I prossimi contatti chiariranno se il ritorno di fiamma del Cagliari potrà trasformarsi in un tentativo concreto di chiusura.

Bowie, intanto, resta uno dei nomi più caldi del mercato rossoblù.

Quanto dura l’intervallo della finale dei Mondiali? Decisione ufficiale della FIFA, ecco cosa succederà durante Spagna Argentina

Quanto dura l’intervallo della finale dei Mondiali? La FIFA ha stilato il programma ufficiale di quanto accadrà durante Spagna Argentina

La grandiosa finale dei Mondiali di calcio che vedrà contrapposte Argentina e Spagna si avvicina a grandi passi. Il fischio d’inizio è fissato per domenica 19 luglio alle ore 21:00 italiane nella prestigiosa cornice del MetLife Stadium in New Jersey. In vista dell’attesissimo match, la Fifa ha voluto fare definitiva chiarezza sull’organizzazione del maxi evento spettacolare previsto tra il primo e il secondo tempo, confermando che l’atteso show durerà soltanto 17 minuti. Si tratta di un incremento minimo di appena due minuti rispetto alla canonica pausa regolamentare, una decisione concordata per non penalizzare l’andamento della sfida.

Stando alle comunicazioni ufficiali inviate dalla federazione internazionale ai team di Spagna e Argentina, l’intervallo speciale sarà strutturato al millesimo: 11 minuti di esibizione pura e 6 minuti interamente dedicati alle frenetiche operazioni di montaggio e smontaggio del palco. Nonostante il tempo ridotto, il cast artistico si preannuncia stellare e di impatto planetario. Durante l’evento saliranno infatti sul palco icone della musica mondiale come Shakira, Madonna e Justin Bieber, pronte a infiammare gli spalti prima del rientro in campo delle squadre.

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Condizioni del terreno di gioco e la gestione del tempo di gara

Subito dopo la conclusione dell’halftime show, gli addetti ai lavori procederanno a innaffiare accuratamente il terreno di gioco. Questa misura si è resa necessaria poiché nelle precedenti sfide disputate al MetLife Stadium il manto erboso è apparso eccessivamente asciutto e sensibilmente più lento del solito, condizionando la fluidità della manovra.

Inoltre, per tutelare la salute dei calciatori, durante la finale scatteranno due hydration break a metà di ciascuna frazione di gioco, come già avvenuto nel corso di tutto il torneo. A causa di queste interruzioni e della pausa prolungata, la durata complessiva dei soli tempi regolamentari si attesterà attorno alle 2 ore.

Allerta meteo e qualità dell’aria: nessun rischio per la finale

Nessun pericolo, invece, sul fronte ambientale. Nonostante i timori della vigilia legati alle dense nubi di fumo generate dagli incendi in corso nell’Ontario, in Canada, il regolare svolgimento del match di domenica non è assolutamente a rischio. La qualità dell’aria nello stato del New Jersey non desta preoccupazioni per gli atleti e per il pubblico secondo quanto riferito da Espn. Anche se nelle ultime ore le amministrazioni locali di New York e del New Jersey hanno diramato alcune allerte sanitarie precauzionali, i modelli meteorologici indicano un netto miglioramento e condizioni del tutto favorevoli per la serata della finalissima.

La macchina organizzativa sta monitorando l’evoluzione climatica con la massima attenzione. “Abbiamo un rappresentante del Servizio Meteorologico Nazionale che opera direttamente presso la sede della Fifa per seguire la situazione minuto per minuto“, ha dichiarato ufficialmente in conferenza stampa Andrew Giuliani, direttore esecutivo della task force della Casa Bianca per i Mondiali. Sulla scorta di queste rassicurazioni e dei dati attuali, la Fifa ha confermato in toto il programma originario della manifestazione senza apportare alcuna modifica.

Finisce l’era Deschamps per la Francia, giù il sipario dopo 14 anni da ct: «La Nazionale è la cosa più bella che mi sia capitata»

Didier Deschamps lascerà la Francia dopo la fine dei Mondiali. Ecco le sue parole d’addio alla Nazionale transalpina

Un momento storico e carico di profonda commozione sta per consumarsi nel panorama del calcio internazionale. Dopo un ciclo leggendario durato ben 14 anni, Didier Deschamps si prepara a salutare ufficialmente la panchina della Francia. Il commissario tecnico transalpino ha annunciato la conclusione della sua straordinaria avventura alla guida della selezione francese, chiudendo un capitolo indimenticabile che lo ha visto imporsi come leader assoluto, prima sul rettangolo verde da capitano e poi in panchina come guida tecnica.

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Nel corso dell’ultima conferenza stampa pre Inghilterra (finalina terzo/quarto posto), l’allenatore ha voluto tracciare un bilancio intimo e sincero del suo lunghissimo percorso con la federazione, dichiarando: “La nazionale è la cosa più bella che mi sia capitata, ha preso 25 anni della mia vita e questo lascia il segno”.

L’atto finale ai Mondiali contro l’Inghilterra

Il destino ha stabilito che l’ultimo capitolo della sua gloriosa gestione si consumi all’interno di una cornice di altissimo livello. La imminente sfida per il terzo/quarto posto del Mondiale che vedrà i transalpini opposti all’Inghilterra rappresenterà infatti l’ultima volta in cui Deschamps siederà sulla panchina dei Bleus. Una finalina per il podio iridato che assume così un valore simbolico enorme, trasformandosi nel tributo collettivo a un uomo capace di ridefinire la storia calcistica della propria nazione.

Deschamps ha affrontato i media con la consueta lucidità e con quel pragmatismo che ne ha sempre contraddistinto la carriera, non nascondendo però un velo di nostalgia per l’imminente distacco: “So che domani calerà il sipario; nessuno piangerà qui, ma la nazionale francese mi mancherà”.

L’onore della maglia: l’ultimo appello alla squadra

Nonostante l’atmosfera inevitabile da fischio finale, l’attenzione del tecnico è rimasta focalizzata al cento per cento sull’importanza dell’impegno sportivo e sul valore della rappresentanza istituzionale. Il timoniere dei francesi ha infatti lanciato un ultimo e vibrante messaggio ai suoi calciatori in vista del match contro i rivali storici d’oltremanica.

Per il tecnico, difendere i colori della selezione non è mai stato un dovere leggero, bensì un privilegio assoluto legato a un profondo rigore morale: “Quando si fa parte della Nazionale francese si hanno dei doveri. Faremo di tutto affinché tutto vada per il meglio. Abbiamo una responsabilità nei confronti di milioni di francesi“, ha concluso fermamente il ct prima di congedarsi.

Con questo richiamo all’orgoglio e al rispetto per il proprio popolo si chiude la gestione di uno dei commissari tecnici più vincenti della storia del calcio, lasciando in dote alla federazione un’eredità sportiva e umana difficilmente eguagliabile.

Clamoroso Cagliari, salta il tesseramento di Belotti! L’annuncio ufficiale di Accardi e i motivi dello stop nelle negoziazioni

Salta il tesseramento di Belotti al Cagliari. Ecco l’annuncio ufficiale di Accardi e perché si sono fermate le negoziazioni

Clamoroso colpo di scena nel calciomercato del Cagliari. Il club rossoblù ha deciso ufficialmente di non procedere al tesseramento dell’attaccante italiano Andrea Belotti per la prossima stagione agonistica. A spiegare i dettagli e i motivi di questa dolorosa e inaspettata scelta è stato il direttore sportivo della società sarda, Pietro Accardi, intervenuto direttamente ai microfoni di Sky Sport. Una decisione drastica, presa di comune accordo con lo staff societario, che modifica sensibilmente le strategie per il reparto offensivo dell’isola.

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Le parole del ds Accardi a Sky Sport

La dirigenza isolana aveva l’assoluta intenzione di puntare sulla centralità e sull’esperienza del centravanti, ma i controlli clinici effettuati negli ultimi giorni hanno purtroppo stravolto i piani di mercato.

Belotti si è fatto apprezzare molto dal punto di vista umano, ma è stato sfortunato dal punto di vista tecnico. La volontà era quella di ripartire da lui e concedergli questa opportunità, ma purtroppo dopo visite approfondite i tempi si sono del tutto allungati e abbiamo pensato che non fosse opportuno continuare. A malincuore, perché teniamo al ragazzo, abbiamo fatto questa scelta per il bene del Cagliari”, ha dichiarato apertamente il dirigente rossoblù ai microfoni televisivi.

I motivi della decisione: il verdetto di Villa Stuart

Il dietrofront definitivo del club sardo è strettamente legato ai riscontri emersi durante un supplemento di visite mediche eseguite nel corso della settimana presso la nota clinica Villa Stuart a Roma. La legittima cautela della società deriva dal delicato storico clinico recente del calciatore.

Lo scorso 27 settembre 2025, infatti, Belotti aveva subìto un gravissimo infortunio al ginocchio, riportando la lesione del legamento crociato. Dopo un lungo e faticoso percorso di riabilitazione, l’attaccante era riuscito a tornare a disposizione del tecnico Fabio Pisacane il successivo 4 aprile nel match contro il Sassuolo. Tuttavia, nel finale della scorsa stagione, il giocatore era riuscito a collezionare solamente pochissimi spezzoni di partita, senza mai ritrovare la piena continuità agonistica.

La reazione del calciatore di fronte al dietrofront

I nuovi esami clinici approfonditi hanno purtroppo evidenziato un allungamento imprevisto dei tempi necessari per il totale recupero della condizione ideale, spingendo il Cagliari a tutelarsi per l’inizio del campionato. Nonostante l’amarezza per il mancato accordo, tra le parti è rimasto un rapporto di profonda trasparenza e stima reciproca.

Come specificato dallo stesso Accardi, il bomber ha accettato il responso medico con estrema professionalità: “È un ragazzo maturo e ha capito il motivo della decisione. Aveva dimostrato di volersi mettere a disposizione, ma nessuno si aspettava questo epilogo“. Si chiude così, prima ancora di iniziare, l’avventura in Sardegna del Gallo, che dovrà ora attendere il totale recupero fisico prima di trovare una nuova sistemazione.

L’Aston Villa ufficializza Manzambi: il gioiellino svizzero è un nuovo giocatore dei Villans! Tutti i dettagli del trasferimento

L’Aston Villa ha ufficializzato l’arrivo di Johan Manzambi dal Friburgo: tutti i dettagli del colpo dei Villans attraverso il comunicato

L’Aston Villa ha annunciato ufficialmente il tesseramento a titolo definitivo di Johan Manzambi, puntellando il proprio reparto di metà campo con uno dei profili più interessanti e promettenti del calcio europeo. Il club di Birmingham ha definito ogni dettaglio del trasferimento permanente con il Friburgo, assicurandosi le prestazioni del calciatore per le prossime stagioni. Questa operazione di mercato rappresenta un chiaro segnale delle ambizioni della dirigenza dei Villans, decisa a consolidare la propria posizione di vertice in Premier League e nelle competizioni internazionali attraverso l’innesto di giovani di primissimo livello.

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Dalla Coppa del Mondo FIFA 2026 al grande salto nel calcio inglese

Il profilo di Johan Manzambi è quello di un atleta già pronto per i palcoscenici più importanti del mondo, nonostante la giovanissima età. Il centrocampista elvetico, di soli 20 anni, ha infatti appena vissuto una vetrina internazionale straordinaria, avendo rappresentato la propria Nazionale maggiore durante la recente Coppa del Mondo 2026.

Con ben 16 presenze già all’attivo con la maglia della Svizzera, il giocatore si è imposto all’attenzione dei principali osservatori del continente grazie a una maturità tattica e a una personalità fuori dal comune, doti che lo hanno reso un elemento di assoluto affidamento per la selezione del suo Paese.

Protagonista in Europa: il premio della UEFA e la finale di Istanbul

La crescita esponenziale del calciatore si è consacrata definitivamente nel corso dell’ultima stagione calcistica in Germania. Manzambi è stato infatti il trascinatore indiscusso del Friburgo nella memorabile cavalcata europea che ha portato il club tedesco fino alla finale di Europa League.

Il suo contributo è stato a dir poco fondamentale, in particolare durante la semifinale del torneo, dove ha messo a segno una rete fondamentale per regalare ai tedeschi il pass per l’atto conclusivo di Istanbul, dove si è consumato proprio l’incrocio sul campo contro l’Aston Villa. Grazie alle sue prestazioni di altissimo livello, il centrocampista è stato ufficialmente nominato giovane calciatore dell’anno dell’Europa League, a testimonianza di un impatto devastante a livello continentale.

Le origini nelle Academy e le prospettive tattiche a Birmingham

Il percorso formativo di Manzambi è iniziato nei prestigiosi settori giovanili del Servette e, successivamente, dello stesso Friburgo. Questa duplice scuola calcistica gli ha permesso di svilupparsi come un centrocampista creativo moderno, dotato di un’eccellente visione di gioco, abilità nel palleggio e grande propensione all’assist.

Il club inglese ha voluto dare il suo speciale benvenuto al nuovo innesto, convinto che le sue caratteristiche si sposeranno alla perfezione con i ritmi intensi del calcio britannico. Con questo acquisto, l’Aston Villa si assicura una pedina di immenso talento sia per il presente che per il futuro.

Chi è Mika Godts, il piano b di D’Amico per la Roma qualora saltasse Summerville: ecco perché piace a Gasperini

Mercato Roma, Summerville prende tempo: Godts è l’alternativa che intriga Gasperini. Ecco chi è il talento dell’Ajax

La Roma continua a lavorare per Crysencio Summerville, ma la trattativa con il West Ham non è ancora entrata nella fase decisiva. Il prezzo del cartellino è ormai definito: il club inglese non può andare oltre i 45 milioni di euro, cifra legata alla clausola rescissoria dell’esterno olandese. Il vero nodo, però, resta il consenso del giocatore.

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La società giallorossa avrebbe messo sul tavolo un ingaggio da circa 4,5 milioni di euro netti a stagione, la stessa cifra che era stata inizialmente pensata per Mason Greenwood. La Roma, però, non intende spingersi oltre, anche per preservare gli equilibri interni dello spogliatoio.

Ultime notizie Calciomercato LIVE: tutte le novità del giorno

Secondo La Gazzetta dello Sport, il ds Tony D’Amico non vuole restare bloccato troppo a lungo: se l’affare Summerville non dovesse sbloccarsi entro lunedì, il club potrebbe iniziare a valutare con decisione soluzioni alternative.

Roma mercato, Summerville prende tempo e D’Amico valuta il piano B

Summerville, complice la retrocessione del West Ham e il possibile interesse di altri club di Premier League, sta cercando di capire se possano aprirsi scenari economicamente più vantaggiosi. Una strategia legittima, ma che rischia di mettere alla prova la pazienza della dirigenza giallorossa.

Tra i profili seguiti con attenzione c’è Mika Godts, esterno belga classe 2005 dell’Ajax. Secondo il Corriere dello Sport, la sua valutazione si aggira tra i 35 e i 40 milioni di euro, una cifra importante ma inferiore rispetto a quella necessaria per arrivare a Summerville.

Mika Godts Roma, chi è il talento dell’Ajax

Mika Godts è nato il 7 giugno 2005 a Lovanio, in Belgio. Alto 1,76 metri, destro naturale, gioca principalmente da ala sinistra, posizione dalla quale può rientrare sul piede forte per calciare o rifinire. Può agire anche più vicino alla trequarti, ma la corsia mancina resta il suo habitat naturale.

Il suo percorso è iniziato in Belgio, tra Anderlecht e Genk. Con il Jong Genk si è messo in mostra prima del trasferimento all’Ajax nel gennaio 2023. Ad Amsterdam ha completato un percorso graduale: prima il Jong Ajax, poi l’ingresso stabile nella prima squadra, fino a diventare uno dei talenti offensivi più interessanti dell’Eredivisie.

Mika Godts Roma, qualità tecniche e caratteristiche fisiche

La stagione 2025/26 è stata quella della consacrazione: 17 gol, 12 assist, 2.686 minuti giocati, oltre a una produzione offensiva molto alta tra tiri, occasioni create e dribbling. Numeri che raccontano un esterno capace di incidere non solo nell’uno contro uno, ma anche negli ultimi metri.

Godts è rapido, tecnico e verticale. Ama ricevere largo, isolarsi contro il difensore e creare superiorità con accelerazioni e cambi di ritmo. Non è un profilo fisicamente dominante, ma compensa con agilità, baricentro basso e capacità di cambiare direzione in pochi metri.

Roma mercato, perché Godts piace a Gasperini

Nel sistema di Gian Piero Gasperini, Godts potrebbe agire da esterno offensivo sinistro, seconda punta larga o trequartista laterale. Rispetto a Summerville avrebbe meno esperienza in campionati fisici, ma porterebbe freschezza, gol, imprevedibilità e margini di crescita.

Per la Roma, il belga rappresenta un investimento importante ma sostenibile: giovane, produttivo e ancora migliorabile. Se l’affare Summerville dovesse complicarsi definitivamente, Godts potrebbe diventare il nome forte per rilanciare il mercato offensivo giallorosso.

Zidane Francia, futuro già scritto: sarà lui il nuovo ct dopo Deschamps

Zidane Francia, accordo pronto fino al 2030 per il nuovo commissario tecnico: sarà l’erede di Didier Deschamps! I dettagli

La Francia deve ancora assorbire la delusione per l’eliminazione in semifinale ai Mondiali, ma il futuro della panchina dei Bleus sembra ormai definito. Sabato 18 luglio la Nazionale francese affronterà l’Inghilterra nella finale per il terzo posto, ultima tappa del ciclo di Didier Deschamps.

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Una volta terminata la competizione iridata, toccherà a Zinedine Zidane prendere in mano la squadra. L’ex tecnico del Real Madrid è pronto a diventare il nuovo commissario tecnico della Francia, aprendo una nuova fase per una delle Nazionali più competitive del panorama internazionale.

Zidane Francia, staff definito e firma vicina

Secondo quanto riportato da Fabrizio Romano, Zidane avrebbe già definito il proprio staff e nel corso di questo mese firmerà il contratto che lo legherà alla Federazione francese fino al 2030.

Zizou guiderà la Francia nei prossimi grandi appuntamenti: dalla Nations League a Euro 2028, fino al Mondiale 2030. Un progetto di lungo periodo, costruito attorno a una figura simbolo del calcio francese e mondiale.

Oulaï Fiorentina, giallo di mercato e disavventura: retroscena clamoroso sul mancato arrivo a Firenze

Oulaï Fiorentina, la trattativa con il Trabzonspor si complica? Intanto il centrocampista è stato “rapito” per un breve periodo

La trattativa tra Fiorentina e Trabzonspor per Christ Inao Oulaï si trasforma in un vero e proprio giallo di mercato. Il centrocampista classe 2006, finito da giorni nel mirino del club viola, non è sbarcato a Firenze come inizialmente previsto e nelle ultime ore dalla Turchia sono emersi retroscena sorprendenti.

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L’operazione, già complessa per costi, formula e presenza di diversi intermediari, si sarebbe complicata ulteriormente a causa di quanto accaduto durante il viaggio del giocatore. Secondo quanto svelato dal giornalista Yağız Sabuncuoğlu, Oulaï sarebbe atterrato a Istanbul proveniente da Abidjan, in Costa d’Avorio, ma allo scalo non avrebbe trovato gli emissari del Trabzonspor.

Ad attenderlo, secondo questa ricostruzione, ci sarebbero stati soggetti che si sarebbero presentati come delegati del club turco. Una volta salito in auto, il centrocampista sarebbe stato spinto a riconsiderare il possibile trasferimento alla Fiorentina, con la prospettiva dell’inserimento di altre società interessate.

Oulaï Fiorentina, intervento del Trabzonspor

Il Trabzonspor, che avrebbe dovuto accogliere il giocatore per poi eventualmente instradarlo verso l’Italia in caso di accordo definitivo con la Fiorentina, sarebbe riuscito a rintracciare Oulaï soltanto in un secondo momento.

Il club turco avrebbe poi messo in sicurezza il calciatore e sarebbe pronto ad avviare azioni legali contro eventuali nuove interferenze nella trattativa. Una situazione delicata, che inevitabilmente rallenta i tempi dell’operazione e impone massima cautela a tutte le parti coinvolte.

Oulaï Fiorentina, riflessioni in corso sul mercato viola

La Fiorentina resta interessata a Oulaï, ma sta valutando con attenzione ogni aspetto dell’affare. Il giocatore piace per età, talento e margini di crescita, ma l’investimento sarebbe importante anche dal punto di vista strategico.

L’eventuale arrivo del classe 2006 comporterebbe infatti l’utilizzo dell’ultimo slot da extracomunitario disponibile nella rosa viola. Per questo la dirigenza sta riflettendo se affondare definitivamente il colpo o se destinare quel budget a un rinforzo per le corsie esterne.

Il dossier resta dunque aperto, ma il caso delle ultime ore ha reso la trattativa decisamente più intricata.

Maldini e Leonardo a Coverciano: parte il nuovo corso della Nazionale, attesa per la scelta del nuovo ct

Maldini e Leonardo, prima uscita pubblica e ufficiale a Coverciano: inizia oggi il nuovo corso della Nazionale

È iniziata ufficialmente la nuova avventura di Paolo Maldini e Leonardo nel cuore tecnico del calcio italiano. Il nuovo direttore tecnico e presidente del Club Italia, insieme al suo consulente di fiducia, si sono recati per la prima volta a Coverciano, centro federale da cui dovrà prendere forma il nuovo progetto della Nazionale.

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Dopo l’incontro andato in scena ieri a Milano, Maldini e Leonardo hanno fatto il loro ingresso nel quartier generale azzurro per programmare le prime mosse del nuovo corso voluto dal presidente della FIGC Giovanni Malagò. L’occasione è stata un incontro con i rappresentanti dell’Associazione Italiana Calciatori, mentre all’interno del centro tecnico federale era in corso anche il percorso riservato agli aspiranti nuovi allenatori.

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Una prima uscita ufficiale dal forte valore simbolico, anche perché arriva in una fase decisiva per la scelta del prossimo commissario tecnico.

Nazionale, attesa per il nuovo ct

Le prossime ore e il fine settimana potrebbero portare novità importanti sul nome dell’allenatore chiamato a guidare l’Italia. Alcune suggestioni sembrano essersi raffreddate, a partire da Pep Guardiola, che ha spiegato di non avere fretta di tornare in panchina.

La corsa, al momento, sembra restringersi soprattutto a due soluzioni. Da una parte c’è Roberto Mancini, profilo sostenuto da Malagò per conoscenza, esperienza e costi. Un suo ritorno arriverebbe a quattro anni dalle dimissioni dell’agosto 2022.

Dall’altra parte prende quota una strada meno convenzionale, sulla quale Maldini e Leonardo avrebbero iniziato a riflettere negli ultimi giorni.

Nazionale, Pirlo resta una suggestione forte

Tra gli indiziati c’è Andrea Pirlo, oggi allenatore dello United FC negli Emirati Arabi Uniti, con contratto fino al 2027. L’ex centrocampista si trova attualmente in Lettonia con la sua squadra per il ritiro, ma la possibilità di diventare ct dell’Italia lo affascina.

Simbolo della Nazionale nei primi anni Duemila e protagonista del Mondiale 2006, Pirlo rappresenterebbe una scelta di identità e prospettiva.

Malagò e la linea condivisa

Sul tema del nuovo ct, Malagò ha chiarito recentemente la linea della Federazione.

«Sulla scelta del prossimo c.t. non ci sono stati contatti con allenatori antecedenti ai colloqui con Paolo e Leonardo. Altrimenti saremmo partiti malissimo, avrei subito tradito le logiche che ci hanno portato ad aprire questo rapporto».

L’obiettivo è arrivare a un nome condiviso entro l’inizio della prossima settimana. La nuova Nazionale riparte da Coverciano, con Maldini e Leonardo chiamati subito alla prima grande decisione.

Mbappé carica la Francia: «Deschamps merita il massimo, vogliamo il terzo posto»

Mbappé suona la carica per la Francia, le parole prima della finalina contro l’Inghilterra: le dichiarazioni del centravanti

Kylian Mbappé ha parlato in conferenza stampa alla vigilia della finalina del Mondiale contro l’Inghilterra. Dopo la delusione per la mancata qualificazione alla finale, la Francia vuole chiudere il torneo con una vittoria e conquistare il terzo posto.

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Il capitano francese ha dedicato parole importanti a Didier Deschamps, arrivato all’ultima partita del suo percorso sulla panchina dei Bleus. Mbappé ha sottolineato il peso della storia scritta dal ct, sia da calciatore sia da allenatore, chiedendo alla squadra un ultimo sforzo per onorare il suo ciclo.

«Per noi francesi, Deschamps non è cambiato. Sia come giocatore che come allenatore ha scritto una storia meravigliosa. Ora gli resta solo una partita, quindi cercheremo di dare il massimo, perché se lo merita. Anche i tifosi meritano di godersi una vittoria che ci porti al terzo posto in questo Mondiale».

Mbappé Francia, ultimo obiettivo Mondiale

La sfida contro l’Inghilterra diventa dunque l’ultima occasione per chiudere con orgoglio un percorso comunque importante. La Francia vuole salutare Deschamps nel modo migliore, regalando ai tifosi una vittoria e un piazzamento sul podio mondiale.

Lautaro Martinez trascina l’Argentina in finale: «È il gol più importante della mia carriera»

Lautaro Martinez, gol decisivo e lacrime dopo Inghilterra-Argentina: le parole dell’attaccante e capitano dell’Inter

Lautaro Martinez si è preso la scena nella semifinale del Mondiale tra Argentina e Inghilterra. Entrato all’81’, l’attaccante dell’Inter ha toccato appena due palloni: con il primo ha segnato il gol che ha mandato la Seleccion in finale. Un momento enorme, raccontato dallo stesso capitano nerazzurro in un’intervista concessa a La Gazzetta dello Sport.

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Il giorno dopo la partita, Lautaro ha vissuto un vortice di emozioni: la gioia per la rete decisiva, le lacrime nello spogliatoio, il pensiero alla famiglia e la consapevolezza che ora manca soltanto l’ultimo passo contro la Spagna, campione d’Europa.

EMOZIONE – «Ho pianto tanto nello spogliatoio, è qualcosa di incredibile. Abbiamo dimostrato ancora una volta di saper andare avanti e superare ogni difficoltà».

Lautaro Martinez, il pensiero alla famiglia

Il primo pensiero dell’attaccante argentino è andato alla famiglia, punto di riferimento costante del suo percorso umano e professionale.

FAMIGLIA – «Per la famiglia. Per mia mamma che ho appena chiamato e sta lavorando. Quando scendo in campo penso soltanto ai miei figli che mi hanno cambiato la vita, a mia moglie. Tutto quello che faccio è per loro. E poi mio padre, che è il principale responsabile di questo percorso. Mi ha insegnato a comportarmi da persona matura, a essere un lavoratore. La nostra è una famiglia unita sia nei momenti belli sia in quelli difficili».

DIFFICOLTÀ – «Noi abbiamo avuto dei problemi, ma i miei genitori non mi hanno mai fatto mancare un piatto in tavola e un pallone. Provo tanta gratitudine nei loro confronti e orgoglio e felicità per tutto ciò che ho vissuto fin da bambino».

Lautaro Martinez, il gol più importante

La rete contro l’Inghilterra ha un valore speciale per Lautaro, non soltanto per il peso tecnico, ma anche per il significato simbolico.

GOL DECISIVO – «Significa tantissimo perché vale la qualificazione alla finale. È un gol che tutti gli argentini avrebbero voluto segnare e l’ho fatto io. Appena la palla è entrata non ho capito più nulla. Sono andato a cercare subito la mia famiglia che era lì, vicino a quella porta. È il gol più importante della mia carriera insieme a quello segnato nella finale di Coppa America».

CURIOSITÀ INTERISTA – «E aveva la maglia blu e il numero 22 come me. Il destino mi ha regalato una storia bellissima».

Il riferimento è a Javier Zanetti, ultimo argentino ad aver segnato all’Inghilterra in un Mondiale prima di Lautaro.

Lautaro Martinez, il rapporto con la panchina

Pur essendo stato decisivo da subentrato, Lautaro non ha nascosto la difficoltà di partire dalla panchina. L’attaccante ha però ribadito il proprio spirito competitivo e la volontà di aiutare sempre la squadra.

MINUTAGGIO – «Beh, per quanto voglia sempre dare il massimo e aiutare la squadra a prescindere dai minuti che mi sono concessi, la verità è che chiunque desidera giocare dall’inizio».

PANCHINA – «Non sono contento quando non gioco, se non vado in campo mi arrabbio anche nel mio club, dove comunque gioco sempre. È il mio spirito competitivo che viene fuori. Qui siamo tutti forti, però l’allenatore deve sceglierne undici. Ho vissuto un periodo molto difficile, ma in quei momenti bisogna abbassare la testa, lavorare, correre, avere umiltà e sacrificarsi per la squadra. Poi i premi arrivano e questo gol è un riconoscimento che ho sempre sognato, per tutto il lavoro fatto fin da quando ero bambino. Io so solo che do il massimo anche se gioco un minuto, tre o cinque».

Lautaro Martinez, l’Argentina non molla mai

La semifinale sembrava ormai indirizzata verso l’Inghilterra, ma l’Argentina ha confermato ancora una volta la propria capacità di restare dentro la partita fino all’ultimo.

FIDUCIA – «Per noi non è mai un problema credere nelle nostre qualità. Quello è il primo passo, il resto viene dopo. L’Argentina ha vinto una partita molto difficile. Nel primo tempo è stata complicata, perché l’Inghilterra ci ha pressato bene. Nel secondo tempo si era messa male perché loro sono passati in vantaggio e si sono chiusi in difesa convinti di controllare la situazione. Noi, però, siamo riusciti a gestire la gara con più calma, tenendo il possesso del pallone e creando tante occasioni».

SVOLTA – «Quando Enzo Fernandez ha realizzato il pareggio, grazie alla nostra spinta e al sostegno della gente tutto è diventato più semplice. Alla fine siamo riusciti a segnare anche il secondo gol nei minuti di recupero e da lì è stata pura felicità. Ed è tutto merito di questo gruppo che, di fronte alle avversità, continua ad andare avanti e non molla mai. Abbiamo Leo Messi, il migliore del mondo, come esempio».

Lautaro Martinez, ora la finale contro la Spagna

La prossima sfida sarà contro la Spagna, una delle squadre più forti e continue del panorama internazionale. Lautaro riconosce il valore dell’avversario, ma preferisce rimandare l’analisi della finale.

SPAGNA – «Un avversario di grandissimo livello, una squadra che non perde da 37 partite e che ha giocatori straordinari. Le difficoltà saranno tante, ma non è ancora l’ora di pensarci. Ora è il momento di riposare, di recuperare le energie. Dopo una vittoria come questa è giusto godersi la soddisfazione, perché quello che stiamo ottenendo è speciale. Tornare a disputare una finale dopo tre anni e mezzo, da campioni in carica, è un traguardo eccezionale».

Lautaro Martinez, orgoglio Argentina verso la finale

Il capitano dell’Inter ha chiuso sottolineando il tratto più forte dell’Argentina: la capacità di non arrendersi mai, anche nelle partite più complicate.

ORGOGLIO – «Il fatto che non molliamo mai. Ma è difficile da dire in questo momento. Ci sono tante sensazioni: felicità, orgoglio per tutto quello che ho detto prima, per i sacrifici che si fanno e per quanto sia duro arrivare a un’altra finale. È complicato mantenere sempre un livello così alto, la voglia di competere, di andare avanti e ottenere risultati».

GRUPPO – «È vero, però la squadra è sempre riuscita a tirare fuori qualcosa di speciale nei momenti più complicati. Contro l’Inghilterra, lo abbiamo fatto ancora una volta, abbiamo ribaltato il nostro destino nei minuti finali. Questo dice tantissimo del nostro gruppo: è una squadra che non si accontenta, che vuole sempre di più, che spinge per continuare a migliorare e a vincere. Ed è questo ciò che conta».

L’Argentina torna così in finale da campione in carica, trascinata da un gruppo che continua a trovare risorse nei momenti più difficili. E da un Lautaro Martinez che, con due tocchi e un gol, ha scritto una delle pagine più importanti della propria carriera.

Gosens saluta i tifosi della Fiorentina: «Qui ho lasciato la vita, questa storia meritava un finale diverso»

Gosens saluta i tifosi della Fiorentina: «Qui ho lasciato la vita, questa storia meritava un finale diverso». La lettera social del tedesco

Robin Gosens è pronto a diventare un nuovo giocatore dello Schalke 04. Il laterale tedesco, escluso dal ritiro della Fiorentina e fuori dal progetto tecnico di Paratici, ha salutato i tifosi viola con una lettera pubblicata sul proprio profilo Instagram.

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IL MESSAGGIO – «Quando due anni fa ho avuto la possibilità di giocare per la Fiorentina ero felice. Non avrei mai potuto immaginare quanto sarei diventato ancora più felice nel corso del tempo. Abbiamo trovato una casa.

Il primo anno qui è andato incredibilmente bene. Il secondo incredibilmente male. Ma quello che non è mai cambiato è il fatto che ogni singolo giorno ho lasciato qui la mia vita. In campo e fuori. E che mi sono sempre comportato in modo corretto – nei confronti di tutti.

Oggi si chiude un capitolo che non pensavo si sarebbe chiuso. Non cosi, non in questo modo e nemmeno con queste dinamiche. Arriva inaspettato, ed è proprio per questo cosi doloroso.

Negli ultimi giorni ho passato molto tempo a riflettere,perché il nostro cuore è molto legato a questa città e a questa società. Sono andato ad allenarmi senza creare caos e ancora sto provando a capire cosa è successo in cosi poco tempo. La drastica decisione di escludermi dalla rosa mi ha colpito profondamente, perché credevo che questa storia avrebbe meritato un fine diverso. Le società vogliono giustamente identificazione, riconoscenza, rispetto e impegno – questo però vale anche viceversa. Io credo di aver sempre dato tutto questo.

Avrei voluto tanto lottare per il mio posto. Ma lottare ha senso solo se esiste una possibilità di vincere.

Da parte mia me ne vado con gratitudine. Gratitudine per il tempo intenso e bellissimo trascorso in questa società, in questa città incredibile.
E me ne vado con la consapevolezza di aver lasciato qui la mia vita e il mio cuore in ogni singolo secondo.
Grazie a tutti che mi hanno sostenuto qui e che hanno reso questa esperienza cosi speciale. I miei ragazzi, che sono diventati dei fratelli per me. I magazzinieri, i cuochi e i camerieri. Ogni singolo allenatore con il suo staff, da cui ho sempre potuto imparare qualcosa. Lo staff medico senza il quale non sarebbe stato possibile giocare e che l’anno scorso ha ricevuto troppe critiche (tante ingiuste).
I tifosi che mi hanno dato la sensazione che quello che faccio ha un senso e che mi hanno fatto sentire a casa dal primo minuto. E a Rocco e la sua famiglia che mi hanno dato questa opportunità qui.

Per fortuna il mio destino mi porta all’inizio. Li dove l’amore per questo Sport per me è nato e dove il cammino per realizzare il mio sogno è iniziato.
Vi voglio bene, a presto.

Robin».

Torino, intervento riuscito alla spalla per Israel: ora la cessione può complicarsi

Israel Torino, operazione alla spalla perfettamente riuscita ma la cessione del portiere può slittare nella finestra invernale

Franco Israel si è sottoposto nella giornata di ieri a un intervento chirurgico alla spalla sinistra presso la Clinica del Remei di Barcellona. L’operazione, eseguita in artroscopia, è perfettamente riuscita e il portiere uruguaiano sarà dimesso nelle prossime ore.

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Il classe 2000 inizierà poi il percorso di riabilitazione al centro Fisio&Lab di Torino, con l’obiettivo di recuperare gradualmente dopo uno stop che si preannuncia comunque significativo.

Per il Torino, la situazione di Israel rappresenta un tema delicato anche in chiave mercato. Il portiere non è stato convocato per il ritiro estivo agli ordini di Ignazio Abate e il suo futuro sembrava destinato a essere lontano dal club granata.

Israel Torino, la cessione può slittare

Secondo quanto sottolinea il Corriere di Torino, il lungo stop legato all’intervento rischia ora di complicare la cessione di Israel. Il portiere uruguaiano era arrivato come scommessa tecnica, ma nella scorsa stagione non è riuscito a consolidarsi come titolare.

Dopo poche giornate dall’inizio del campionato, infatti, aveva perso il posto, finendo progressivamente ai margini delle gerarchie. La mancata convocazione per il ritiro ha confermato la volontà del club di valutare soluzioni diverse, ma l’operazione alla spalla potrebbe rallentare tutto.

A questo punto, non è escluso che un’eventuale partenza possa slittare al mercato invernale, quando le condizioni fisiche del giocatore saranno più chiare e il quadro delle opportunità potrà essere rivalutato.

Torino mercato, Petrachi cerca un nuovo portiere

Nel frattempo, il direttore sportivo Gianluca Petrachi continua a lavorare per individuare un «portiere di primissimo livello», indicato come una delle priorità del mercato granata. Il Torino vuole rinforzare il reparto con un profilo affidabile, in grado di dare sicurezza alla squadra di Abate fin dall’inizio della stagione.

Intanto il club ha ufficializzato l’arrivo di Diego Mascardi, portiere classe 2006 originario di Carrara. Il giovane estremo difensore è già al lavoro nel ritiro di Pinzolo, dove inizierà il proprio percorso all’interno del gruppo granata.

La situazione tra i pali resta dunque in evoluzione: Israel pensa al recupero, mentre il Torino continua a muoversi per completare il reparto.

Morte Bagnoli, il ricordo di Nicola Berti a Internews24: «Era una grandissima persona» – ESCLUSIVA

L’ex centrocampista dell’Inter Berti rende omaggio al tecnico scomparso e ripensa alla corsa scudetto della stagione 1992/93

La scomparsa di Osvaldo Bagnoli ha suscitato profonda commozione nel mondo del calcio italiano. L’ex allenatore, entrato nella storia per l’indimenticabile scudetto conquistato con il Verona nella stagione 1984/85, ha lasciato un segno anche nelle altre piazze in cui ha lavorato, tra cui l’Inter, guidata nella stagione 1992/93 fino a un sorprendente secondo posto alle spalle del Milan.

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A ricordarlo è stato Nicola Berti, che ai microfoni di Internews24 ha ripercorso quei mesi vissuti in nerazzurro, soffermandosi sia sulle qualità umane del tecnico sia su quella memorabile rincorsa al vertice del campionato.

LE SUE PAROLE – «Si, Osvaldo è una grandissima persona. Non di tante parole, ma di fatti importanti. Avevamo fatto un campionato magico, stavamo recuperando il Milan, c’era il derby a poche giornate dalla fine, che feci gol io, e poi pareggiò Gullit e basta, arrivammo a un pelo dalla rimonta. Saremmo andati a un punto dalla rimonta, adesso sono passati tanti anni non ricordo se saremmo andati a un punto o due punti, ma avevamo fatto un campionato molto decente, bello. Ma lui era una grande persona ed era voluto bene da tutti, e basta. Più di così… dispiace».

Futuro Salah, l’agente: «Potremmo scoprirlo molto presto». L’Europa si allontana

L’attaccante egiziano Salah è stato accostato anche alla Juventus, ma la destinazione più probabile sembra essere tra Arabia Saudita e MLS

Il futuro di Mohamed Salah continua ad alimentare indiscrezioni e speculazioni dopo la conclusione della sua esperienza con il Liverpool. L’attaccante egiziano, oggi svincolato, non ha ancora sciolto le riserve sulla prossima squadra, ma nuovi segnali arrivano direttamente dal suo entourage.

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L’agente del classe 1992, Ramy Abbas Issa, ha pubblicato un messaggio sul proprio profilo X che lascia intendere come una decisione possa essere ormai vicina: «Non sappiamo ancora dove giocherà Mohamed la prossima stagione, ma potremmo scoprirlo molto presto. Non è nel nostro stile avviare trattative con club in cui Mohamed non vorrebbe giocare, solo per il gusto di fare rumore».

Nelle ultime settimane il nome di Salah è stato accostato anche alla Juventus, ma questa ipotesi appare sempre meno concreta. Salvo clamorosi cambi di scenario, il fuoriclasse egiziano non dovrebbe proseguire la propria carriera in Europa.

Le opzioni considerate più credibili portano infatti verso la Saudi Pro League oppure la Major League Soccer, due campionati pronti a garantirgli un contratto di altissimo livello economico. Nonostante l’età, Salah continua infatti a essere uno dei calciatori più richiesti sul mercato internazionale e potrebbe ancora assicurarsi un ingaggio da autentico top player.

Milan in attesa: Ibrahimovic insiste, Modric è pronto a decidere il suo futuro

Il club rossonero compatto per trattenere il fuoriclasse croato Modric: dopo Cardinale e Amorim, anche Ibrahimovic è intervenuto personalmente

Il Milan continua a lavorare con determinazione per convincere Luka Modric a proseguire la sua avventura in rossonero. La decisione definitiva del centrocampista croato è attesa a breve, dopo che il giocatore aveva scelto di rinviare ogni valutazione fino al termine del Mondiale.

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Secondo quanto riportato dalla stampa croata, anche Zlatan Ibrahimovic, oggi consulente della proprietà RedBird, avrebbe contattato Modric in ben due occasioni, ribadendogli quanto il club desideri la sua permanenza. Un gesto che conferma la volontà della società di trattenere uno dei leader tecnici e carismatici della squadra.

Prima dell’intervento dello svedese, si erano già mossi il proprietario Gerry Cardinale e il nuovo allenatore Ruben Amorim, che considera il campione croato una figura fondamentale per il progetto tecnico. Il tecnico portoghese ha infatti spiegato di aver parlato più volte con il giocatore, sottolineando come la sua esperienza rappresenti un valore imprescindibile, pur senza immaginare un impiego in ogni partita.

La famiglia del centrocampista potrebbe avere un peso importante nella scelta finale. Sul tavolo restano diverse possibilità: continuare al Milan, intraprendere una nuova esperienza oppure chiudere la carriera e iniziare un nuovo percorso dirigenziale. Intanto, in casa rossonera cresce l’attesa per una risposta che dovrebbe arrivare nei prossimi giorni.

Conferenza stampa Spalletti: «Vlahovic? I nostri direttori hanno le porte aperte sempre, ma bisogna citofonare…»

Conferenza stampa Spalletti: il tecnico bianconero ha presentato la prossima stagione dei bianconeri. Le sue parole

(inviato all’Allianz Stadium) – La stagione della Juventus 2026/27 è ufficialmente cominciata e Luciano Spalletti è pronto a presentarla in conferenza stampa.

Alla vigilia della prima amichevole stagione con il Basilea, il tecnico bianconero incontra i media alle 15.00 all’Allianz Stadium. Juventusnews24 segue LIVE le sue parole.

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IL PENSIERO PER BALDINI – «Mando un pensiero a Silvio Baldini per la scomparsa della cara figlia Valentina. Un abbraccio grande da me, la mia famiglia e da tutta la Juventus».

INIZIO STAGIONE – «I primi giorni si sono sviluppati tutti seguendo un copione ordinato e organizzato. Li ho ritrovati consapevoli di ciò che non siamo riusciti a fare nello scorso campionato ma altrettanto consapevoli di quelle che sono le nostre possibilità e di quello che possiamo andare a fare. Ci sono state prestazioni di assoluto livello che hanno determinato questa consapevolezza, come però ci sono state prestazioni al di sotto di quelle che possiamo permetterci. È lavorando su questi difetti che poi dobbiamo andare a preparare la prossima stagione».

PRIMI GIORNI DI LAVORO INSIEME  «Il mio pensiero va sempre al mio operato e cosa potevo fare meglio o che potevo fare in modo differente. Noi viviamo di risultati, per cui il pensiero è andato a organizzare tutto in maniera che si possa avere un percorso differente dall’inizio, da domani perchè troveremo una squadra che è avanti sulla preparazione visto che tr auna settimana iniziano il campionato. Abbiamo analizzato quello che è successo, che non siamo riusciti a fare la passata stagione, però la strada in cui siamo è quella giusta. Conta però il passo che stiamo facendo e come dovremo farlo da ora in poi. Saper mettersi dritti sui pedali e strappare quando dobbiamo è la cosa più importante. Noi dobbiamo essere bravi a fare questi strappi, la Juve non può stare alla ruota».

CARATTERE – «Io devo allenare meglio della scorsa stagione, lo ripeto. Sappiano tutti che la nostra rosa ha bisogno di essere rafforzata o potenziata e in alcune caselle anche forse completata. Lo sappiamo tutti, forse, lo sappiamo tutti tutti. Bisonga fare un lavoro profondo, sapendo che quello che ci può mettere in difficoltà sono le tempistiche dettate dal Mondiale. Poi quando inizierà il campionato i tempi per lavorare saranno pochi. Siamo al cooling break del calciomercato, c’è ancora un po’ di tempo e di lavoro da fare ma siamo tutti molto organizzati e molto convinti sulla strada da percorrere e le cose da fare».

OBIETTIVI – «Stiamo analizzando un campionanto in cui non abbiamo raggiunto il risultato, ma non un campionato sbagliato. C’è da migliorare in alcuni momenti, di avere sempre lo stesso livello di prestazione, qualità che abbiamo avuto nelle prestazioni. Noi siamo convinti che se lavoreremo nella maniera giusta possiamo andare a competere per arrivare in Champions League e vogliamo anche competere anche per l’alta classifica ma non dobbiamo sbagliare nel percorso. Per parlare di altre cose, di Scudetto, siamo abbastanza distanti».

RIENTRO PRESTITI E THURAM – «Il calciomercato non è più solo comprare e vendere ma anche ridare la possibilità di comprare e vendere. Noi questi ultimi dobbiamo valutarli con attenzione. Non li conoscevo prima ma li ho trovati stimolati a farsi apprezzare. Thuram? Deve seguire questo lavoro differenziato e in questo momento sta trovando dei miglioramenti su quella che è la sua difficoltà che gli ha creato problemi nel finale dell’anno scorso.».

MERCATO E VLAHOVIC – «Mercato? C’è un lavoro importante da fare ma sono tranquillo che verrà fatto. Noi vogliamo mettere a posto con quello che ci manca e siamo tutti in sintonia sulla direzione da seguire. Le difficoltà, in base alla scorsa stagione e le richieste di mercato, ci saranno ma i direttori li vedo occupati e sono sereno. Vlahovic? Ci sono tanti aspetti, quello tecnico l’ho detto. Dopo che ho finito il mercato, non ci ho riparlato e non parlo di dettagli economici, ma lui sa cosa penso. I nostri direttori hanno le porte aperte sempre, ma bisogna citofonare però (ride ndr)».

YILDIZ – «Abbiamo uno staff di primissimo livello, lo aspettiamo a braccia aperte perchè per noi è molte cose. E, per i discorsi e pensieri fatti, Yildiz tornerà subito in gruppo. Aveva bisogno di riposo e questo gli ha portato giovamento per quello che ci siamo detti. Se ci sarà bisogno gli verrà dato un lavoro programmato per le sue necessità e si seguirà la strada oltre che con la squadra anche personalizzato per mettergli a disposizione tutto il meglio che gli possiamo dare».

CELIK, EKHATOR E I ‘CEDIBILI’ – «Celik è un calciatore di carattere, affidabile, un guerriero e qui penso sia stata una buona idea prenderlo. Non avrà problemi di inserimento, perchè è esperto e un buonissimo ragazzo. Ekhator è un potenziale importante, bravi i direttori a portarlo a casa. E’ un attaccante moderno, ha le caratteristiche di un numero 9 completo. E’ giovane, deve crescere e bisogna lavorare ma su delle caratteristiche è forte in maniera visibile, le ha da quando è nato però deve fare un percorso di completamente, E’ molto stimolato abbiamo parlato in allenamento e gli brillano gli occhi per far parte della Juve. Il mercato aperto può condizionare, con cui dobbiamo convivere. Possibile che parta qualche giocatore, visto il non risultato dell’anno scorso, possibile che dobbiamo vendere qualcuno ma poi ci faremo trovare pronti per avere una rosa completa. Quello che è successo ieri denota quello che fanno le società forti e che sa sorprenderti. Dire in anticipo i nomi dei giocatori che si prendono complica le trattative».

GARANZIE AVUTE DALLA SOCIETA’ – «Io ho sempre avuto un rapporto con tutti i dirigenti e direttori con cui ho lavorato in carriera. Con qualcuno ho avuto anche punti di vista differenti, ma parlo di giocatori e non di dirigenti con la società. Sono cose che sono successe e probabilmente la difficoltà quando entri in corsa non hai molto tempo di instaurare rapporti. François era con me in tutti i momenti della giornata, il direttore Comolli veniva spessissimo a stare con noi. Per me tutto regolare. Con Carnevali e Massara ci conosciamo bene, con Massara ci ho lavorato e conosco il suo livello top nel fare il direttore. Con Carnevali non ci ho mai lavorato ma la stima reciproca ci unisce da anni e ci fa stare in perfetta confidenza. Loro sono persone che si fan descrivere con il loro passato. Di loro nutro perfetta fiducia che poi si vadano a mettere quei mattoncini e completare quelle caselle di cui abbiamo bisogno per avere una rosa forte che ci permetta di avere delle aspirazioni importanti. Questo aspetto qui, il campo e la scrivania, possono determinare molto in funzione di quella che sarà la nostra qualità di calcio e di squadra nel prossimo campionato».

Szoboszlai rinnova con il Liverpool: i Reds lo blindano con un ingaggio da top player, tutti i dettagli del nuovo contratto!

Szoboszlai ha rinnovato con il Liverpool e i Reds gli hanno offerto un ingaggio da autentico top della rosa. Ecco i dettagli del nuovo contratto

Il Liverpool blinda uno dei suoi gioielli più preziosi a centrocampo. Nella giornata di oggi è arrivata la firma sul nuovo contratto di Dominik Szoboszlai, un tassello di fondamentale importanza per blindare il futuro della squadra ad Anfield. Secondo Fabrizio Romano, è tutto fatto per il prolungamento del centrocampista ungherese, che si lega al club inglese con un accordo a lungo termine.

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I dettagli del nuovo accordo: cifre e scadenza fino al 2031

La firma odierna rappresenta un segnale chiarissimo da parte della dirigenza del Liverpool. Il nuovo vincolo contrattuale avrà una durata importante, con una scadenza fissata a giugno 2031. Questa estensione non solo testimonia la totale fiducia riposta nelle doti tecniche e atletiche del calciatore, ma lo colloca ufficialmente al centro del progetto tecnico del club per i prossimi anni.

Oltre alla durata del legame, l’adeguamento economico è altrettanto significativo. Grazie a questo rinnovo, infatti, Szoboszlai entra a far parte dei giocatori più pagati dei Reds, raggiungendo lo status salariale finora riservato esclusivamente ai leader storici e ai top player assoluti della rosa. Si tratta di un riconoscimento economico meritato per un calciatore che ha saputo imporsi fin dal suo arrivo in Inghilterra per personalità, dinamismo e straordinarie qualità balistiche.

La centralità di Szoboszlai nel centrocampo dei Reds

Da quando ha vestito per la prima volta la maglia dei Reds, l’ungherese ha dimostrato di essere l’interprete ideale del calcio moderno ad alta intensità. La sua capacità di unire la fase di ripiegamento a quella di inserimento offensivo, unita a un tiro dalla distanza micidiale e a una visione di gioco fuori dal comune, lo ha reso rapidamente un idolo dei tifosi e un elemento insostituibile dello scacchiere tattico.

Trattenerlo fino al 2031 consente al Liverpool di respingere sul nascere l’interesse delle altre grandi potenze del calcio europeo, sempre vigili sui migliori profili in circolazione. La sua permanenza assicura continuità, solidità e freschezza a un reparto che punta a rimanere estremamente competitivo sia in Premier League che nelle coppe europee.

Una mossa strategica per il futuro del club

Con questa operazione di mercato, la proprietà ribadisce la propria ambizione di rimanere ai vertici del calcio mondiale nel lungo periodo. L’ufficialità della firma chiude ogni possibile speculazione e proietta la squadra verso una programmazione stabile, mettendo le chiavi del gioco saldamente nelle mani del talento ungherese.

Il Real Madrid continua a sognare Olise: è l’ossessione di Florentino Perez! Il francese ha già preso una decisione

Il Real Madrid spinge per Michael Olise: Florentino Perez ossessionato dal suo acquisto! Cosa sta succedendo

Il mercato dei Blancos potrebbe presto infiammarsi con un colpo sensazionale. Secondo Fabrizio Romano, il Real Madrid sarebbe infatti pronto all’attacco per assicurarsi le prestazioni di Michael Olise, qualora l’operazione si rivelasse concretamente fattibile. L’esterno offensivo, attualmente in forza al Bayern Monaco, è finito prepotentemente nel mirino del club spagnolo, pronto a compiere passi decisi per portarlo al Santiago Bernabéu.

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Florentino Pérez e il sogno del nuovo “Galattico”

Dietro questa clamorosa indiscrezione di mercato c’è la forte spinta del presidente delle Merengues. Florentino Pérez considera infatti Olise la sua vera ossessione, l’obiettivo dei sogni per il Real Galactico a cui aveva fatto riferimento nel corso del mese di giugno, nonostante le smentite arrivate nelle settimane successive.

Secondo le ricostruzioni, Pérez sarebbe letteralmente innamorato del talento francese, reputandolo il profilo perfetto per elevare ulteriormente il tasso tecnico e la spettacolarità della rosa a disposizione di Mourinho.

Il muro del Bayern Monaco e la proposta di rinnovo

La trattativa si preannuncia tuttavia estremamente complessa a causa della ferrea posizione del club tedesco. Il Real Madrid si dice pronto a inviare un’offerta in qualsiasi momento per testare la resistenza dei bavaresi, ma il Bayern Monaco continua a fare muro. La dirigenza del club tedesco insiste nel considerare Olise rigorosamente incedibile.

I bavaresi non hanno alcuna intenzione di privarsi del proprio gioiello e, al contrario, sono intenzionati a blindarlo proponendogli un nuovo adeguamento contrattuale. Una decisione definitiva in merito al futuro del calciatore è attesa a stretto giro e vedrà coinvolti in prima persona sia il giocatore stesso che i suoi agenti nei prossimi giorni.

La volontà del giocatore: la rivelazione di L’Équipe

A sparigliare le carte in tavola e ad accendere le speranze del club spagnolo è stata la prestigiosa prima pagina del quotidiano sportivo francese L’Équipe. Secondo quanto riportato dalla nota testata giornalistica, la volontà dell’esterno d’attacco sarebbe chiarissima: Olise vuole il Real Madrid.

La determinazione del calciatore a vestire la maglia blanca potrebbe giocare un ruolo cruciale nello sbloccare la trattativa, costringendo il Bayern Monaco a vacillare di fronte a un’offerta economica irrinunciabile da parte di Florentino Pérez. I prossimi giorni si preannunciano decisivi sull’asse Madrid-Monaco.

Morte Osvaldo Bagnoli, il ricordo di Loris Boni: «Un grande uomo e un grande allenatore» – ESCLUSIVA

Morte Osvaldo Bagnoli, Loris Boni ha ricordato così l’allenatore in esclusiva a Calcionews24 dopo la sua scomparsa

La scomparsa di Osvaldo Bagnoli ha lasciato un vuoto incolmabile nel cuore di tutti gli appassionati di calcio in Italia. Il leggendario tecnico, capace di firmare lo storico scudetto dell’Hellas Verona nel 1985, si è spento all’età di 91 anni, lasciando un’eredità sportiva e umana straordinaria. In queste ore di profondo cordoglio, tutto il mondo del pallone si è unito per rendere omaggio a un simbolo indiscusso di umiltà, competenza e signorilità.

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Tra le testimonianze più toccanti arrivate dal mondo degli ex calciatori spicca quella di Loris Boni. L’ex centrocampista, noto per il suo passato con la maglia della Roma, ha avuto il privilegio di essere guidato dal tecnico milanese durante la comune esperienza professionale vissuta sulla panchina del Mantova.

Il messaggio di Loris Boni a Calcionews24

Raggiunto in esclusiva dalla redazione di Calcionews24, Loris Boni ha voluto dedicare un pensiero intimo e colmo di ammirazione al suo ex allenatore. Le sue parole descrivono perfettamente l’impatto emotivo che la perdita di una figura del genere esercita su chi ha avuto la fortuna di conoscerla da vicino, dentro e fuori dal rettangolo verde:

“Quando se ne vanno personaggi dello sport come lui …. Ci deve essere un momento di riflessione , di grande rispetto per un grande uomo e grande allenatore … L’ho conosciuto e rispettato”

Un tributo sincero che mette in evidenza la statura morale di Bagnoli, un professionista da sempre stimato unanimemente per la sua totale assenza di retorica e per la straordinaria capacità di farsi amare dai propri giocatori attraverso l’esempio e il lavoro quotidiano.

Un legame nato a Mantova nel segno del rispetto

Il rapporto di stima reciproca tra Boni e il tecnico si era cementato proprio a Mantova, una delle tappe del lungo viaggio calcistico di Bagnoli prima di raggiungere i palcoscenici più gloriosi della Serie A. Già in quella piazza, il mister aveva mostrato quel pragmatismo, quell’onestà intellettuale e quel profondo valore umano che lo avrebbero successivamente reso eterno agli occhi del panorama calcistico nazionale.

La perdita del “Mago della Bovisa” non colpisce soltanto le tifoserie delle squadre che ha guidato verso traguardi storici, come Verona, Genoa o Inter, ma tocca nell’orgoglio chiunque creda nei valori più puri dello sport. La dichiarazione rilasciata da Loris Boni restituisce l’immagine nitida di un calcio d’altri tempi che oggi perde uno dei suoi padri fondatori più colti e silenziosi, un uomo capace di lasciare un’impronta indelebile nella memoria dei suoi ex atleti.

L’Atletico Madrid blinda Julian Alvarez! Il CEO Gil Marin tuona: «Non vogliamo cederlo! Non accetteremo neanche offerte da 200 milioni»

L’Atletico Madrid non vuole vendere Julian Alvarez! Il CEO Gil Marin è uscito allo scoperto per svelare la posizione sull’argentino

Il futuro di Julián Álvarez si tinge definitivamente di biancorosso, ponendo fine a una delle telenovele più calde della sessione estiva. Il CEO dell’Atlético Madrid, Miguel Ángel Gil Marín, ha infatti alzato una vera e propria trincea di mercato attorno al fortissimo attaccante argentino, spegnendo sul nascere ogni possibile indiscrezione legata a una sua imminente partenza. Nelle ultime ore, le voci insistenti di un forte interessamento da parte del Barcellona avevano infiammato l’ambiente e fatto sperare i tifosi catalani, ma la risposta della dirigenza dei Colchoneros è arrivata in maniera perentoria, blindando il calciatore nella capitale spagnola.

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La posizione ufficiale dell’Atlético Madrid: accordo totale sul futuro

La dirigenza madrilena ha voluto chiarire la situazione in modo netto, bloccando sul nascere qualsiasi tentativo di inserimento da parte delle altre big europee e ribadendo la totale centralità del campione del mondo all’interno del progetto tecnico. Gil Marín ha confermato pubblicamente di aver già comunicato la ferrea volontà societaria a tutte le parti in causa, non lasciando spazio a interpretazioni:

“La mia posizione è chiara, la posizione del club è chiara. L’abbiamo fatto sapere al giocatore, ai suoi rappresentanti e al presidente del Barcellona”.

Per i vertici dell’Atlético, la punta rappresenta la colonna portante su cui costruire i successi dei prossimi anni, il terminale offensivo ideale per la filosofia di gioco della squadra. Il legame tra il calciatore e la piazza viene considerato strategico e indissolubile:

“Non ho assolutamente dubbi che l’Atlético sia il posto giusto al mondo per Julián, e che Julián sia il centravanti perfetto per l’Atlético Madrid. Vogliamo tenerlo”.

La replica a Joan Laporta: una resistenza senza confini

Il duello di mercato a distanza con il club blaugrana si è arricchito di una dura replica da parte dell’amministratore delegato dei madrileni. Gil Marín ha risposto direttamente alle recenti esternazioni della dirigenza catalana in merito alle disponibilità economiche e ai limiti fissati per l’operazione:

“Recentemente ho sentito il presidente dire che l’offerta che ha fatto all’Atlético Madrid non era illimitata. La mia unica risposta è che la nostra risposta è illimitata”.

Il concetto di incedibilità è stato poi blindato con una dichiarazione stringata e categorica, che non ammette repliche:

“NON vogliamo cederlo”.

No a cifre astronomiche: rifiutati fino a 200 milioni di euro

A dimostrazione di quanto l’Atlético Madrid consideri il proprio gioiello totalmente fuori dal mercato, il CEO ha voluto svelare la portata economica delle proposte virtuali rispedite al mittente, sottolineando che nessuna somma di denaro, per quanto fantascientifica, potrà far vacillare la proprietà in questa sessione di calciomercato:

“Non abbiamo accettato un’offerta di 100 milioni di euro, e non accetteremo una di 150 milioni di euro o anche 200 milioni di euro”.

Con questa presa di posizione ufficiale, l’Atlético Madrid chiude la porta a tripla mandata. Il Barcellona e le altre pretendenti dovranno rassegnarsi: l’attaccante argentino non si muove.

Inter su Djed Spence: assalto all’esterno dopo il grande Mondiale ma c’è un ostacolo a frenare l’affare

Inter sulle tracce di Djed Spence dopo l’ottimo Mondiale. Quali sono però le difficoltà prima della fumata bianca

La sontuosa prestazione sfoderata contro l’Argentina ha spazzato via le ultime riserve sul venticinquenne Djed Spence. Secondo Tuttosport è lui l’obiettivo prioritario dell’Inter per rinforzare una corsia destra che sembra colpita da una vera e propria maledizione dopo la cessione di Denzel Dumfries al Real Madrid. Sfumati infatti il colpo Palestra, che ha rifiutato il trasferimento, e Khalaili, fermato da problemi cardiaci, i nerazzurri sono pronti a tornare alla carica per l’esterno del Tottenham. Pur non avendo la raffinatezza tecnica dei due profili sfumati, Spence garantisce una forza fisica devastante, un’aggressività innata e una velocità tra le migliori in Premier League, caratteristiche perfette per il gioco di Cristian Chivu.

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La valutazione degli Spurs e il nodo economico

I primi contatti esplorativi tra l’Inter e il Tottenham sono andati in scena a inizio settimana, ma la trattativa vera e propria decollerà dopo la finale per il terzo e quarto posto del Mondiale, che vedrà l’Inghilterra opposta alla Francia. La duttilità di Spence, capace di agire con disinvoltura su entrambe le fasce, ha fatto ulteriormente lievitare il suo prezzo di mercato. Nelle prime interlocuzioni di martedì – in cui gli inglesi avevano proposto anche il nome di Cristian Romero – gli Spurs chiedevano tra i 35 e i 40 milioni di euro. Ora, complice l’interesse di alcune rivali di Premier League, la richiesta si è assestata stabilmente sui 40 milioni per un giocatore ritenuto comunque in uscita, data l’abbondanza sulle corsie del Tottenham con Porro, Udogie e il neoacquisto Robertson.

Il benestare di Oaktree e le piste alternative

La palla passa ora alla dirigenza nerazzurra e a Oaktree. La proprietà americana dovrà decidere se autorizzare un investimento così oneroso, specie dopo aver rinunciato a Trevoh Chalobah (ora destinato al Como) proprio perché i 35 milioni richiesti dal Chelsea erano giudicati eccessivi. Spence, tuttavia, rispecchia l’identikit di giocatore giovane e futuribile gradito alla nuova proprietà, e ha già dato il suo gradito “sì” al trasferimento, desideroso di tornare in Italia dopo la parentesi al Genoa nel 2024 per vincere lo scudetto da titolare.

Nel caso in cui l’affare dovesse sfumare, l’Inter ha già pronte alcune opzioni più accessibili sul piano economico:

  • Vanderson (Monaco);
  • Read (Feyenoord);
  • Belghali (Verona).

Resta invece più defilato l’oneroso Guela Doué, valutato anch’egli 35-40 milioni dallo Strasburgo.

Addio a Osvaldo Bagnoli: il gigante che dipinse lo scudetto più bello e romantico di sempre

Osvaldo Bagnoli è scomparso all’età di 91 anni, portando con sé una scia di ricordi meravigliosi del suo Scudetto vinto a Verona

Il calcio italiano si ferma, avvolto in un velo di profonda commozione. Si è spento all’età di 91 anni, presso l’ospedale Borgo Roma di Verona, una delle figure più romantiche, schiette e leggendarie del nostro sport: Osvaldo Bagnoli. Con la sua scomparsa, il mondo del pallone perde non solo un tecnico straordinario, ma l’ultimo vero interprete di un calcio d’altri tempi, fatto di poche parole, straordinaria dignità e imprese destinate a rimanere scolpite nell’eternità.

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L’architetto del miracolo Hellas Verona

La carriera di Bagnoli rimarrà per sempre indissolubilmente legata alla straordinaria favola dell’Hellas Verona della stagione 1984-1985. In un’epoca calcistica dominata dai giganti del calcio mondiale, il tecnico milanese seppe plasmare un gruppo perfetto, capace di conquistare uno storico e leggendario scudetto.

Quella squadra, guidata in campo dal carisma di campioni del calibro di Preben Elkjær e Hans-Peter Briegel, ma cementata dal pragmatismo tattico e dall’umanità del suo allenatore, realizzò quella che tuttora è considerata la più grande e poetica impresa nella storia della Serie A. Un miracolo sportivo irripetibile, costruito sul valore del lavoro, sull’umiltà e su una coesione di spogliatoio senza precedenti.

Un uomo d’altri tempi, tra concretezza e silenzio

Ma l’eredità di Osvaldo Bagnoli va ben oltre la bacheca dei trofei. Soprannominato affettuosamente “lo Svizzero” per la sua proverbiale precisione, o semplicemente “il Mago della Bovisa” dal quartiere operaio milanese in cui era cresciuto, Bagnoli ha incarnato l’antidivo per eccellenza. In un calcio che cominciava a cedere al fascino dei riflettori e della spettacolarizzazione mediatica, lui rispondeva con il silenzio operoso, il rispetto sacro per i tifosi e un’infinita onestà intellettuale.

Ha guidato con successo grandi piazze come il Genoa, condotto fino a una storica semifinale di Coppa UEFA, e l’Inter, ma è a Verona che ha trovato la sua vera dimensione dell’anima, diventandone cittadino onorario e simbolo eterno di un intero popolo.

Un vuoto incolmabile nel cuore dello sport

Oggi la città scaligera piange il suo condottiero più amato, e con essa l’intero Paese si unisce nel ricordo di un vero signore della panchina. Con Osvaldo Bagnoli se ne va un pezzo di storia, una pagina bellissima di un calcio romantico che non esiste più, ma il cui ricordo continuerà a brillare per sempre nel cuore di chiunque ami i valori più puri dello sport.

Giustizia sportiva sotto choc: la sentenza UE su Agnelli e Arrivabene abbatte l’autonomia federale

Giustizia sportiva rivoluzionata dalla sentenza UE su Agnelli e Arrivabene: cosa è stato deciso e i prossimi passi

«Exsurge Domine, sorgi o Signore, […] un cinghiale è entrato nella vigna». Inizia così l’articolo de La Stampa, dedicato alla sentenza di ieri: richiamando la storica bolla papale di Leone X del 1520 contro Lutero, si può ben inquadrare la portata dello sconquasso che sta travolgendo la giustizia sportiva italiana. Il “cinghiale” che ha scardinato un sistema ormai fragile è la sentenza della Corte di Giustizia dell’Unione Europea sui ricorsi di Andrea Agnelli e Maurizio Arrivabene contro le squalifiche per il caso plusvalenze-Juventus. Un verdetto che cancella definitivamente il principio di autonomia assoluta difeso fino a oggi dalle federazioni.

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Dall’inchiesta Prisma a Lussemburgo

La vicenda nasce nel maggio 2021, quando l’inchiesta “Prisma” della Procura di Torino accende i fari sui bilanci della Juventus. Il percorso sportivo — tra proscioglimenti, riaperture del processo e le dimissioni del Cda bianconero a inizio 2023 — porta alle inibizioni di 24 mesi per il presidente Agnelli e 16 per l’ad Arrivabene, sanzioni confermate dal Coni ed estese a livello globale dalla Fifa.

Sembrava la parola fine, ma i due dirigenti scelgono di ricorrere al Tar del Lazio. Il tribunale amministrativo, rilevando come il blocco dell’attività lavorativa in tutta Europa potesse violare le libertà fondamentali dell’Unione, dispone il rinvio pregiudiziale a Lussemburgo.

La svolta: le sanzioni devono essere proporzionate

La risposta della Corte UE è netta: vietare l’esercizio di un’attività professionale in tutti gli Stati membri calpesta il diritto alla libera circolazione dei lavoratori. Sebbene il calcio mantenga il diritto di darsi regole per garantire la stabilità finanziaria, le sanzioni devono essere «proporzionate, coerenti e basate su criteri trasparenti e oggettivi». Soprattutto, i cittadini devono disporre di un ricorso giuridico effettivo davanti a un giudice statale indipendente per chiedere l’immediato annullamento della squalifica.

Cosa cambia adesso: i tre pilastri della rivoluzione

Le federazioni non avranno più l’ultima parola e dovranno riformare i propri ordinamenti per evitare che ogni sanzione venga azzerata dai giudici amministrativi:

  • Il giudice “esterno”. La giustizia sportiva deve consentire agli individui di rivolgersi a un tribunale ordinario competente ad annullare le sanzioni e a disporre misure cautelari d’urgenza.
  • Indipendenza dalle pressioni interne. Va garantita la totale indipendenza dei giudici federali da pressioni esterne, specialmente da parte delle organizzazioni sportive che li nominano e possono revocarli.
  • Controllo giurisdizionale. Devono essere assicurate tutte le necessarie garanzie procedurali, in particolare il rispetto del diritto alla difesa, sotto un effettivo controllo degli atti.

Grave lutto per Silvio Baldini: addio alla figlia Valentina di soli 30 anni

Silvio Baldini ha tragicamente perso la figlia Valentina, scomparsa all’età di 30 anni. Grave lutto per il ct dell’Italia Under 21

Un’ondata di profonda commozione sta attraversando l’intero movimento calcistico italiano, unito nel mostrare massima vicinanza a Silvio Baldini. Il commissario tecnico dell’Italia U21 si trova ad affrontare la prova più dolorosa e drammatica della propria vita in seguito alla prematura scomparsa della figlia Valentina, spentasi all’età di trent’anni.

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Si tratta di un evento tragico che supera per importanza qualsiasi dinamica agonistica e che ha generato un’immediata mobilitazione di affetto da parte di colleghi, tifosi e addetti ai lavori. Per il tecnico toscano, infatti, la stabilità e la cura dei propri affetti hanno da sempre costituito la colonna portante dell’esistenza, posizionandosi molto prima degli impegni sul rettangolo verde. In queste ore difficili, l’attenzione collettiva si concentra sull’enorme sofferenza di un padre privato di una figura essenziale del proprio quotidiano.

La forza di Valentina: una compagna e una maestra di vita

La ragazza aveva dovuto fare i conti fin dalla nascita con la tetraparesi spastica, una patologia neurologica particolarmente complessa che ne ha condizionato costantemente il cammino. Nonostante le oggettive difficoltà imposte dalla malattia, l’allenatore dell’Italia U21 ha sempre tratteggiato il ritratto di una figlia capace di porsi come una straordinaria e inesauribile fonte di ispirazione e coraggio.

Nel corso degli anni, durante i vari interventi concessi agli organi di stampa, l’allenatore ha spesso ribadito come proprio l’esempio quotidiano della giovane lo avesse aiutato a ridimensionare l’importanza del mondo del pallone. Sotto questa luce, le vittorie sul campo, i passaggi a vuoto e lo stress associato alla gestione delle squadre perdevano di rilievo di fronte alle autentiche sfide affrontate giorno dopo giorno nel contesto familiare.

Un dono d’amore e dignità oltre il mondo del calcio

Rifiutando fermamente l’idea di considerare la patologia come un ostacolo invalidante, il tecnico toscano ha costantemente descritto la presenza della figlia come una benedizione in grado di elargire dignità, affetto sincero e audacia. Questo vissuto ha influenzato in maniera determinante il suo approccio professionale, portandolo a valutare ogni successo sul campo come un elemento secondario rispetto ai sentimenti più veri.

Anche nei passaggi più riflessivi e poetici che hanno storicamente caratterizzato la sua comunicazione, il pensiero della primogenita emergeva in modo naturale. Oggi quel legame indissolubile assume un valore ancora più solenne, mentre lo sport nazionale si ferma per stringersi intorno all’uomo. L’eredità morale e l’umanità testimoniate da Baldini in questi anni rappresentano un insegnamento destinato a rimanere scolpito nella memoria di tutti.

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