Pagina 516 – Calcio News 24

Derby, Inter Milan all’insegna delle “non” coreografie? Sentite cosa si dice in questa indiscrezione

Derby senza coreografie: Inter-Milan si prepara a un San Siro più sobrio. Ecco la situazione attuale

Il Derby di Milano tra Inter e Milan si avvicina, e le curve dello stadio Meazza hanno già deciso l’approccio alla super sfida di domenica sera. A differenza delle tradizionali atmosfere da brivido che hanno reso famoso il derby in tutto il mondo, questa volta il pubblico assisterà a una partita senza le grandi coreografie che solitamente colorano San Siro.

La Curva Nord, cuore del tifo organizzato nerazzurro, ha scelto la sobrietà visiva pur mantenendo il massimo sostegno alla squadra guidata da Cristian Chivu. Secondo quanto filtrato dalle fonti, non sono state richieste alle autorità competenti le consuete autorizzazioni per le scenografie complesse che richiedono giorni di preparazione. L’idea è quella di concentrarsi sulla sostanza: cori incessanti, energia vocale e una presenza costante per spingere l’Inter verso un risultato fondamentale per la classifica. Al posto dei grandi “quadri” a tutto settore, saranno presenti semplici cartoncini colorati e teli dipinti, strumenti più immediati ma comunque efficaci per sostenere i nerazzurri.

Dalla parte opposta, la Curva Sud del Milan adotta una linea simile. Gli ultras rossoneri hanno sospeso lo sciopero del tifo che aveva caratterizzato alcune settimane della stagione, ma non sono previste coreografie elaborate o messaggi visivi complessi per la sfida cittadina. Il settore dedicato ai tifosi milanisti sarà decorato con cartoncini rossi e neri, in linea con i colori sociali, senza particolari effetti scenografici. L’attenzione, anche qui, è rivolta all’aspetto sonoro: cori, tamburi e bandiere garantiranno un’atmosfera intensa, quella tipica dei derby “vecchia maniera”, in cui la passione dei tifosi riempie ogni angolo dello stadio.

In questo contesto, il Derby di Milano promette emozioni forti non attraverso spettacoli visivi, ma grazie all’energia dei sostenitori e alla tensione in campo. La sfida tra Cristian Chivu e Massimiliano Allegri sarà vissuta intensamente dagli spettatori, con un Meazza che tornerà a vibrare di decibel e passione pura.

Insomma, domenica sera il Derby sarà caratterizzato da una formula più tradizionale: niente coreografie monumentali, ma tanto cuore, cori incessanti e l’adrenalina di una sfida che vale molto più dei tre punti. Un derby vissuto con intensità, dove la voce dei tifosi sarà protagonista assoluta, confermando che a Milano la rivalità non ha bisogno di effetti speciali per essere spettacolare.

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Rocchi sul VAR: «Sono molto ottimista sugli arbitri. Errori? Ci stanno, ma penso anche una cosa»

Rocchi sul VAR e gli arbitri: «Errori ci sono, ma il gruppo giovane cresce»

Gianluca Rocchi, designatore arbitrale della Serie A, ha fatto il punto sulla stagione in corso e sul ruolo del VAR, soffermandosi anche sull’arbitraggio di Zufferli in Juve-Torino. Ospite negli studi di Sky Sport, Rocchi ha affrontato diversi temi legati alla direzione delle partite, alla gestione del tempo effettivo e alla crescita dei giovani arbitri.

Secondo Rocchi, il numero di partite e l’impegno fisico richiesto agli arbitri è cresciuto negli ultimi anni. «Negli anni sono state aggiunte tante cose e qualcosa lasciamo per strada – ha spiegato –. In più ci sono più partite rispetto a prima e l’impegno fisico è superiore. Il trend di quest’anno è in calo rispetto alle stagioni precedenti, ma è un discorso da affrontare più con le squadre che tra noi arbitri».

Sulla differenza con la Champions League, Rocchi ha osservato: «La qualità del gioco è superiore, è oggettivo. Ci sono molte più gare belle, anche da arbitrare: se la partita fila via liscia, l’arbitro fa bella figura. Non vogliamo fischiare falli inesistenti: i ritmi li dettano i calciatori, non gli arbitri. Però la differenza tra la Champions e il nostro campionato c’è».

Il tema del tempo effettivo di gioco è sempre centrale: «Quando si dice che il numero di falli incide sul tempo effettivo, non è corretto. Per quanto riguarda il recupero, stiamo lavorando: non è detto che allungarlo aumenti il gioco effettivo. Dipende dalle squadre».

Parlando di arbitri, Rocchi ha commentato la prestazione di Zufferli in Juve-Torino: «È un giovanissimo, sta crescendo. Le squadre hanno approcciato la partita in modo diverso, ma la gestione è un elemento che accade su tutti i campi. Ho chiesto di non accentuare situazioni come colpi al viso, nate per proteggere i calciatori. Se usato male, però, il VAR diventa un boomerang anche per i giocatori: la simulazione danneggia tutti, non solo l’arbitro».

Rocchi ha poi fatto un bilancio sull’inizio di stagione e sull’utilizzo del VAR: «Con il VAR abbiamo commesso qualche errore, l’ho detto ai ragazzi. Serve a evitare errori, ma non deve sostituire l’arbitro. È un supporto fantastico, da usare al meglio. La cosa positiva è che stiamo facendo crescere un gruppo molto giovane, con arbitri poco esperti che stanno facendo grandi partite in Serie A».

Infine, sulla scelta di Sozza per il Derby di Milano, Rocchi ha chiarito: «È un ragazzo in crescita, dà grandi garanzie. Non ci interessa se sia di Milano o della provincia. I club vogliono arbitri di qualità, non guardano alla provenienza».

In sintesi, Rocchi sottolinea la crescita del gruppo arbitrale e l’importanza del VAR come strumento di supporto, ribadendo che la collaborazione tra arbitri, calciatori e squadre resta fondamentale per il buon andamento del campionato.

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Calciomercato Lecce, Tiago Gabriel nel mirino di diversi top club. La situazione non lascia dubbi

Calciomercato Lecce: Tiago Gabriel nel mirino dei top club. La situazione attuale non lascia dubbi

Il Calciomercato Lecce si accende con l’interesse dei grandi club italiani, e in particolare della Juventus e dell’Inter. Tra i nomi più chiacchierati c’è quello di Tiago Gabriel, giovane difensore portoghese classe 2004, che sta vivendo una stagione di grande crescita in maglia salentina. Il centrale del Lecce ha attirato le attenzioni della dirigenza bianconera, ma anche quella nerazzurra, con la Juventus che valuta attentamente la fattibilità dell’operazione in vista di gennaio.

Il club torinese, pur riconoscendo il talento di Tiago Gabriel, ha deciso di sondare anche altre piste per rafforzare il reparto difensivo. L’infermeria della squadra ha restituito giocatori importanti come Juan Cabal, ma le assenze prolungate di Gleison Bremer e il recente infortunio di Daniele Rugani rendono urgente l’intervento sul mercato. Per questo motivo, il neo-Amministratore Delegato Damien Comolli ha attivato i suoi canali internazionali, con particolare attenzione alla Ligue 1, alla ricerca di profili affidabili e pronti ad inserirsi rapidamente nel progetto tattico di Luciano Spalletti.

Tra le alternative di lusso per la difesa, emergono i nomi di Christian Mawissa e Charlie Cresswell. Mawissa, centrale del Monaco classe 2005, si distingue per polivalenza: può giocare anche come terzino, caratteristica che lo rende molto appetibile. Comolli lo conosce bene grazie alla sua esperienza al Tolosa e ritiene che il giovane abbia tutte le qualità per adattarsi velocemente al calcio italiano. Charlie Cresswell, invece, è un difensore inglese in forza al Tolosa, classe 2002, dotato di grande fisicità e sorprendente senso del gol, con già tre reti segnate in stagione. Entrambi i profili rappresentano valide alternative in caso di difficoltà nel portare a Torino Tiago Gabriel.

Tuttavia, il sogno rimane sempre il centrale del Lecce. I giallorossi chiedono oltre 20 milioni di euro per il trasferimento, cifra che riflette il valore del ragazzo e la sua importanza per la squadra. La Juventus dovrà affrontare la concorrenza dell’Inter, pronta a inserirsi nella corsa per Tiago Gabriel, rendendo la trattativa complessa e affascinante al tempo stesso.

Il Calciomercato Lecce diventa quindi protagonista della sessione invernale, con il club salentino pronto a valorizzare il proprio talento e le big italiane alla ricerca del difensore ideale. Tiago Gabriel resta il nome più caldo, ma le alternative francesi garantiscono alla Juventus una rete di sicurezza per blindare la difesa già a gennaio.

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Leao, addio al Milan? Quella big europea vuole fare le cose in grande e soffiare l’attaccante rossonera

Leao nel mirino del Galatasaray: il club turco studia l’assalto a gennaio. La situazione attuale

Il nome di Leao è tornato al centro dei rumors di mercato, stavolta con un intrigante collegamento con il Galatasaray. Il club turco, infatti, starebbe preparando una vera e propria offensiva in vista della sessione di gennaio, con l’obiettivo di assicurarsi uno o due innesti di altissimo profilo in grado di rafforzare la rosa e aumentare la competitività della squadra in Europa.

La Serie A, come spesso accade nei piani di mercato dei club esteri, è finita nel mirino dei dirigenti del Galatasaray, che stanno valutando diversi profili italiani e internazionali. Tra i nomi accostati recentemente, oltre ad Ademola Lookman dell’Atalanta, spicca con forza quello di Leao, attaccante portoghese del Milan. Il talento rossonero è considerato un pezzo pregiato e praticamente incedibile, ma l’interesse della società turca testimonia le ambizioni elevate del club di Istanbul.

Il possibile trasferimento di Leao al Galatasaray sarebbe un vero e proprio colpo di mercato: il giocatore, infatti, possiede qualità tecniche straordinarie, capacità di incidere sulle partite e un appeal internazionale che garantirebbe al club turco visibilità mediatica a livello globale. Un innesto del genere non solo migliorerebbe il reparto offensivo, ma rappresenterebbe anche un segnale chiaro di competitività del Galatasaray sia in campionato che in vista delle sfide europee.

La dirigenza turca, tuttavia, è consapevole delle difficoltà dell’operazione. La clausola rescissoria di Leao è molto elevata, e il Milan difficilmente lascerebbe partire il suo gioiello senza un’offerta eccezionale. Nonostante ciò, il club di Istanbul sembra intenzionato a sondare ogni margine possibile, valutando se sia possibile convincere il giocatore a considerare un progetto tecnico ambizioso e coinvolgente.

In questa fase, il Galatasaray sta pianificando investimenti significativi per gennaio, mirando a trasformare la sessione di mercato in un’occasione per rinforzare la squadra con elementi in grado di fare la differenza. Il sogno Leao, pur complesso e costoso, resta in cima alla lista dei desideri, e i prossimi mesi saranno decisivi per capire se il club riuscirà a realizzare un colpo che scuoterebbe non solo la Turchia, ma l’intero panorama europeo.

Il fascino di Leao, unito alla strategia ambiziosa del Galatasaray, conferma come la Serie A continui a rappresentare un terreno di caccia privilegiato per i club stranieri in cerca di talenti di livello mondiale.

Cagliari, cambia la storia della società rossoblu: arriva il comunicato ufficiale sulla faccenda!

Cagliari, nuovo ingresso di investitori americani: il club apre una nuova fase della sua storia

Il Cagliari ha ufficializzato una delle novità societarie più rilevanti degli ultimi anni: l’ingresso di un gruppo di investitori americani all’interno del capitale sociale del club. La notizia, comunicata nella giornata odierna, rappresenta un passo significativo per il futuro del Cagliari, sia dal punto di vista economico che strategico, aprendo scenari ambiziosi per il progetto a medio e lungo termine voluto dal presidente Tommaso Giulini.

L’accordo annunciato dal club sardo prevede l’arrivo di un gruppo di investitori facenti riferimento a Maurizio Fiori, manager di origine sarda e amministratore delegato di Praxis Capital Management. Il loro ingresso, volto all’acquisizione di una partecipazione di minoranza qualificata, nasce dalla condivisione di una visione comune riguardante lo sviluppo strutturale del Cagliari, con un focus particolare sulla realizzazione del nuovo stadio e sul consolidamento dell’intera organizzazione.

Nonostante la novità di grande impatto, Giulini continuerà a mantenere pieno controllo e guida del club. La presenza del partner internazionale, sottolinea la società, servirà a rafforzare la struttura dirigenziale e a offrire al Cagliari nuove competenze, relazioni globali e capacità di attrarre ulteriori risorse utili alla crescita. Il presidente ha accolto positivamente l’operazione, evidenziando come la visione degli investitori sia compatibile con valori, storia e identità del club rossoblù.

Lo stesso Maurizio Fiori ha espresso orgoglio per il coinvolgimento nel progetto del Cagliari. Da sardo cresciuto nel mito dello stadio e della squadra, ha definito un onore poter contribuire a un percorso così significativo, entrando a far parte della custodia di un’istituzione amatissima nell’isola e oltre. Le sue parole confermano l’intenzione di costruire un rapporto basato su rispetto, competenza e crescita condivisa.

Il signing dell’operazione è stato completato oggi. A esso seguiranno il closing definitivo e la presentazione ufficiale del nuovo investitore, una volta ricevute tutte le autorizzazioni regolamentari previste dalle norme federali e finanziarie. Il percorso di ingresso degli investitori americani nel Cagliari è stato supportato da un team di consulenti di alto livello: Hogan Lovells come advisor legale e Deloitte per la parte fiscale e finanziaria del gruppo investitore; mentre Fluorsid Group, vicina alla proprietà, è stata assistita dallo Studio BDL e dallo Studio Verna.

Con questo nuovo assetto, il Cagliari apre una fase caratterizzata da ambizioni crescenti, progettualità moderna e rinnovata solidità. L’obiettivo è chiaro: dare forza al club, alla città e a un progetto che guarda al futuro con entusiasmo e determinazione.

Calciomercato Fiorentina, Fagioli verrà ceduto a gennaio? Ecco la situazione attuale della squadra viola

Calciomercato Fiorentina: Fagioli può diventare un’occasione d’oro per gennaio

Il Calciomercato Fiorentina si avvicina e, con l’arrivo della sessione di gennaio, i viola potrebbero diventare uno dei club più attivi e al centro delle trattative. La società sta analizzando diversi profili utili a rafforzare una rosa che ambisce a compiere un salto di qualità definitivo. In questo scenario, si inserisce anche il nome di Nicolò Fagioli, che potrebbe assumere un ruolo rilevante nelle dinamiche del mercato invernale.

Fagioli, centrocampista classe 2001, non sta trovando lo spazio sperato a Firenze durante la prima parte di stagione. La concorrenza nel reparto e alcune scelte tattiche hanno limitato le sue presenze, e per questo il suo nome sta prendendo posto tra i possibili protagonisti del Calciomercato Fiorentina in uscita. Pur essendo un giocatore di talento, dotato di grande visione di gioco e precisione nei passaggi, il suo minutaggio ridotto potrebbe aprire le porte a una soluzione diversa, che soddisfi sia il club sia il calciatore.

È emerso, infatti, un forte interesse da parte di altre società che vedono in Fagioli un’ottima occasione per rinforzare la mediana. Il centrocampista non escluderebbe un trasferimento, specialmente se potesse garantirgli maggiore continuità. La Fiorentina, dal canto suo, valuta con attenzione la situazione: la possibile uscita di un giocatore giovane e di prospettiva potrebbe permettere ai viola di muoversi su altri obiettivi di mercato, potenziando il centrocampo con un profilo più pronto o più adatto alle esigenze di Italiano.

Il Calciomercato Fiorentina si preannuncia quindi molto dinamico. L’eventuale cessione di Fagioli potrebbe sbloccare nuove trattative, soprattutto perché la società sta già studiando alternative in grado di garantire qualità, intensità e capacità di inserirsi. In parallelo, la dirigenza continua a monitorare alcune piste straniere e profili emergenti, cercando opportunità che non gravino eccessivamente sul bilancio, in linea con la politica prudente del club.

Le prossime settimane saranno decisive per capire se Fagioli diventerà davvero uno dei volti principali del Calciomercato Fiorentina. La sua situazione evolverà rapidamente, anche perché gennaio offre tempi stretti e decisioni immediate. Quello che è certo è che il centrocampista è ormai al centro di valutazioni importanti, e il suo futuro potrebbe diventare una delle chiavi che orienteranno le mosse viola nel mercato invernale.

Inter, Chivu come giocherà il derby contro il Milan? Spunta fuori una postilla molto importante

Inter, niente recuperi e nessun allarme: Chivu prepara il derby con fiducia. Il punto

L’Inter prosegue la preparazione verso il derby contro il Milan senza sorprese dell’ultima ora. Alla Pinetina, nella seduta dell’antivigilia, è arrivata la conferma che Denzel Dumfries, Henrikh Mkhitaryan e Matteo Darmian non riusciranno a recuperare per la sfida di domenica. Un triplo forfait che pesa soprattutto sulle rotazioni sugli esterni e sull’esperienza complessiva del gruppo, ma che l’Inter sta gestendo con lucidità e continuità rispetto al piano di lavoro stabilito.

Cristian Chivu, infatti, ha deciso di non variare la routine che ha accompagnato l’Inter per tutta la stagione. Niente ritiro pre-gara, nessuna misura straordinaria: il derby verrà preparato come una partita qualunque, pur sapendo quanto valga per i tifosi e per la classifica. Dopo la rifinitura, i giocatori torneranno a casa, un segnale di fiducia totale nella maturità del gruppo nerazzurro. È un modo per confermare che l’Inter sa gestire la pressione e che il percorso intrapreso non deve cambiare, nemmeno in un match così carico di significati.

Il capitolo più delicato riguarda la difesa. Tra Alessandro Bastoni e Manuel Akanji resta da definire chi completerà il terzetto arretrato. L’Inter sta valutando tre profili molto diversi: Yann Bisseck, soluzione fisica e aggressiva, in continua crescita; Francesco Acerbi, il più esperto, capace di leggere i momenti più complessi della partita; e Stefan de Vrij, garanzia di ordine e posizionamento nelle sfide più difficili. La decisione definitiva arriverà solo dopo l’ultima seduta tattica, segno che la competizione interna è ancora aperta.

A centrocampo, l’Inter potrebbe puntare su Petar Sucic: il giovane croato ha dato segnali convincenti negli allenamenti e appare leggermente avanti rispetto a Piotr Zielinski. Al suo fianco ci saranno Nicolò Barella e Hakan Calhanoglu, colonne portanti del sistema di Chivu. Sulla fascia destra, invece, non ci sono dubbi: con Dumfries indisponibile, sarà Carlos Augusto a presidiare il lato, con compiti sia difensivi che di spinta.

In attacco, l’Inter ritroverà la coppia titolare: Lautaro Martinez e Marcus Thuram. Il ritorno del francese dal primo minuto è una delle notizie più positive della settimana. Thuram, dopo un periodo lontano dai riflettori, vuole riaccendere la sua stagione proprio nel teatro più caldo possibile.

Il conto alla rovescia è iniziato. L’Inter, nonostante le assenze, arriva al derby con consapevolezza, identità e la voglia di indirizzare una stagione che può ancora offrire molto.

Convocati Juve, Spalletti può sorridere! Recuperato definitivamente quel giocatore contro la Fiorentina

Convocati Juve per la Fiorentina: Vlahovic c’è, rientrano Cabal e Kelly. Spalletti ritrova il serbo

I Convocati Juve per la sfida contro la Fiorentina portano con sé diverse indicazioni importanti, soprattutto in vista di un match che può pesare sulla corsa ai piani alti della classifica. La società bianconera ha pubblicato la lista ufficiale attraverso i propri canali, confermando le attese sull’elemento più osservato dai tifosi: Dusan Vlahovic. L’attaccante serbo, che era rimasto in dubbio fino all’ultimo a causa di un sovraccarico agli adduttori rimediato durante gli impegni con la Nazionale, è stato regolarmente inserito nei Convocati Juve, segnale che Spalletti potrà contare su di lui dal primo minuto o comunque come arma a gara in corso.

La notizia del recupero di Vlahovic offre alla Juventus un riferimento fondamentale per l’attacco, soprattutto in una sfida tradizionalmente intensa come quella contro la Fiorentina. Ma le buone notizie non finiscono qui: nei Convocati Juve figurano anche Cabal e Kelly, entrambi reduci da problemi fisici che li avevano costretti a saltare diverse gare. La loro presenza amplia le rotazioni difensive e garantisce maggiore profondità allo schieramento di Spalletti, che in questa fase della stagione ha bisogno di recuperare giocatori e energie.

Assenti invece quattro elementi importanti: Bremer, Pinsoglio, Rugani e Milik. Le loro condizioni non hanno permesso di inserirli nei Convocati Juve, costringendo lo staff tecnico a fare a meno di alternative di peso in difesa e in attacco. In particolare l’assenza del difensore brasiliano riduce le opzioni al centro, mentre quella di Milik toglie una risorsa utile nelle rotazioni offensive.

Spalletti ha deciso inoltre di premiare due giovani della Juventus Next Gen: Pedro Felipe e Scaglia. La loro convocazione è un dettaglio significativo, perché mostra la volontà del club di continuare a valorizzare il progetto dei giovani anche nelle gare di grande pressione. Nei Convocati Juve compaiono dunque diversi elementi in grado di portare freschezza ed entusiasmo, caratteristiche essenziali in una trasferta complessa come quella del Franchi.

La lista completa dei Convocati Juve comprende: Perin, Gatti, Locatelli, Kelly, Conceicao, Koopmeiners, Vlahovic, Yildiz, Zhegrova, Kalulu, Di Gregorio, Adzic, Kostic, Thuram, Openda, Miretti, McKennie, Joao Mario, Cambiaso, David, Cabal, Rouhi, Scaglia e Pedro Felipe.

Con queste scelte, la Juventus si presenta a Firenze con un gruppo competitivo, ritrovando pedine fondamentali e confermando la crescita dei giovani. I Convocati Juve rappresentano quindi un mix di esperienza, recuperi importanti e nuove energie pronte a essere messe al servizio della squadra.

Milan, Bartesaghi titolare contro l’Inter? Spunta fuori una nuova indiscrezione sui rossoneri

Bartesaghi insidia Estupiñán: il Milan valuta il titolare per il derby. La corsia sinistra rossonera

Il Milan entra nelle ore decisive di preparazione verso il Derby della Madonnina, una delle sfide più attese della stagione. A tener banco nelle valutazioni dello staff rossonero c’è l’ultimo, delicato nodo tattico che riguarda la scelta del titolare sulla fascia sinistra. Una decisione che potrebbe cambiare l’equilibrio della partita e che sta catalizzando l’attenzione dei tifosi del Milan e degli addetti ai lavori.

Il duello interno è chiaro: da una parte l’esperienza internazionale di Pervis Estupiñán, arrivato per dare profondità e atletismo alla corsia; dall’altra la freschezza e l’affidabilità del giovane Davide Bartesaghi, uno dei talenti più interessanti del vivaio del Milan. Al momento, il classe 2005 sembra essere leggermente favorito, grazie alla continuità mostrata negli allenamenti e alla sua attitudine difensiva, molto apprezzata dallo staff tecnico.

Nell’ottica del Milan, puntare su Bartesaghi rappresenta più di una semplice scelta tecnica: è un messaggio. Significa credere nel settore giovanile, valorizzarlo in un contesto ad altissima pressione come il derby e investire su un profilo che garantisce disciplina posizionale e capacità di lettura delle situazioni, elementi fondamentali contro un’Inter che lavora molto sugli esterni. Estupiñán, d’altro canto, offre spinta e sovrapposizioni, ma il suo rendimento recente non è stato sempre costante, creando più interrogativi che certezze.

La scelta assume anche una dimensione psicologica importante. Inserire dal primo minuto un giovane cresciuto nel Milan, e farlo in una partita che può valere la testa della classifica, richiede coraggio e fiducia. È una mossa che consoliderebbe un’identità rossonera sempre più orientata alla crescita interna e alla meritocrazia, senza guardare troppo ai nomi o agli investimenti.

Il Milan, per affrontare l’Inter, avrà bisogno di grande equilibrio. Fermare le avanzate nerazzurre sulle fasce sarà decisivo e proprio per questo la decisione finale verrà presa solo dopo la rifinitura. Tuttavia, ogni indizio suggerisce che Bartesaghi stia realmente guadagnando terreno e che la sua presenza dal primo minuto nel derby sia oggi una possibilità concreta.

Per il Milan, sarebbe un segnale forte: affidarsi a un giovane nel momento più caldo della stagione significa credere nelle proprie idee e avere la personalità giusta per affrontare una sfida che va oltre i tre punti. Il derby, ancora una volta, diventa il palcoscenico perfetto per misurare ambizioni, coraggio e identità rossonera.

Calciomercato Juve, Kolo Muani sempre nel mirino? Intanto l’attaccante ha fatto vedere questa cosa

Recupero lampo per Kolo Muani: l’ex bianconero torna subito in campo. Dalla parentesi juventina alle nuove prospettive

Il tema del Calciomercato Juve torna d’attualità grazie alle notizie provenienti dall’Inghilterra: Randal Kolo Muani, ex attaccante bianconero, è pronto a rientrare con sorprendente rapidità dopo il recente infortunio alla mascella. L’attaccante del Tottenham, vittima di uno scontro durissimo nell’ultima gara di Premier League, sembrava destinato a uno stop prolungato. Invece, la situazione si è evoluta in modo molto più rapido del previsto.

Secondo lo staff medico del club londinese, Kolo Muani non ha avuto bisogno dell’intervento chirurgico che inizialmente era stato ipotizzato. La frattura, seppur dolorosa, può essere gestita con una mascherina protettiva, dettaglio che ha permesso al francese di tornare ad allenarsi in gruppo già pochi giorni dopo l’incidente. Un recupero lampo che ha sorpreso tutti e che permette al Tottenham di ritrovare un’opzione fondamentale in attacco, soprattutto in un momento in cui la squadra è decimata da infortuni.

Il suo rientro è molto atteso da Thomas Frank, che deve fare i conti con l’assenza contemporanea di vari profili offensivi. Muani, anche se non al 100%, rappresenta una risorsa preziosa nelle rotazioni e potrebbe persino partire titolare già nel prossimo match, indossando la maschera protettiva che lo accompagnerà nelle prossime settimane.

Il recupero immediato dell’attaccante porta con sé riflessioni anche in Italia, in particolare per chi segue con attenzione il Calciomercato Juve. Kolo Muani, infatti, ha lasciato un ricordo forte nella sua parentesi juventina, dove aveva mostrato lampi di qualità e una crescita costante. Non a caso, durante la sessione di mercato estiva, più di una voce aveva alimentato l’ipotesi di un clamoroso ritorno a Torino. La pista non si è poi concretizzata, complici le richieste elevate e il nuovo progetto tecnico bianconero, ma il nome del francese è rimasto un punto di discussione tra tifosi e addetti ai lavori.

Oggi il suo rientro improvviso e il ruolo che sta ritrovando al Tottenham non possono che riaccendere il dibattito: nell’ottica del Calciomercato Juve, Muani rappresenta uno di quei profili che avrebbero potuto fare comodo alla rosa di Thiago Motta, soprattutto per duttilità e velocità.

In Premier League, invece, potrà sfruttare questo recupero straordinario per rilanciarsi e dimostrare il proprio valore. Per la Juventus resta forse un’occasione sfumata, mentre per gli Spurs può essere l’arma in più nella corsa ai primi posti.

Real Madrid, Perez annuncia l’alleanza del futuro! Accordo con Apple per portare il metaverso nel calcio: nasce il progetto “Bernabéu Infinito”. Ecco cosa vuol dire

Real Madrid, Perez annuncia l’alleanza del futuro! Accordo con Apple per portare il metaverso nel calcio con il progetto “Bernabéu Infinito”

Come riportato da AS, Florentino Pérez ha ufficializzato un’alleanza strategica con Apple per traghettare il Real Madrid e il nuovo Santiago Bernabéu nel futuro digitale. L’obiettivo è ambiziosissimo: permettere ai tifosi di tutto il mondo di vivere le partite nel metaverso, come se fossero fisicamente seduti sugli spalti.

L’idea, annunciata già durante l’assemblea dei soci, ha preso forma negli ultimi mesi e ora è pronta a diventare realtà. In una dichiarazione rilasciata alla rivista GQ, il presidente delle merengues ha spiegato la visione del progetto: «Stiamo lavorando insieme a un progetto che inseguo da molti anni: permettere a qualsiasi tifoso di vivere l’emozione del Bernabéu come se fosse qui, allo stadio. Sarà come aprire le porte dello stadio a tutto il pianeta, senza limiti e con una qualità tecnologica che segnerà un prima e un dopo nel mondo dello sport».

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Il quotidiano ricorda come il Real Madrid abbia già una struttura interna dedicata all’innovazione tecnologica. Si tratta della Direzione di Trasformazione, reparto che dipende direttamente dal direttore generale José Ángel Sánchez. Da questa divisione è nato il progetto RM Next, focalizzato su digitale, metaverso e nuove forme di interazione globale con i tifosi.

È tuttavia Pérez in prima persona a supervisionare i negoziati con Apple per realizzare quello che all’interno del club chiamano “Bernabéu Infinito”, un’esperienza totalmente immersiva che potrebbe rivoluzionare il modo di vivere il calcio. L’idea è offrire posti virtuali differenti, dalla prima fila alle curve, a miliardi di persone simultaneamente. Per farlo, le partite dovranno essere riprese con telecamere a 360°, in aggiunta alle classiche in uso per le trasmissioni televisive.

In questo modo, chi accederà al metaverso del Real Madrid potrà vivere la partita come se fosse seduto accanto a un tifoso realmente presente al Bernabéu. In tempo reale, senza limiti geografici, con una qualità tecnologica che punta a segnare una nuova era nel mondo dello sport.

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Franco Baresi torna a Casa Milan! A tre mesi e mezzo dall’intervento ai polmoni l’ex difensore, storico capitano e vice presidente dei rossoneri torna in sede

Franco Baresi torna a Casa Milan: la leggenda del Milan fa ritorno nella sede del club dopo l’intervento ai polmoni. Il segnale per tutti i tifosi

Una notizia che scalda il cuore dei tifosi del Milan: Franco Baresi è tornato a Casa Milan. A tre mesi e mezzo dal comunicato ufficiale relativo all’intervento ai polmoni cui era stato sottoposto, la leggenda rossonera si è nuovamente vista nella sede del club, suscitando entusiasmo e grande emozione.

Il ritorno del Capitano rappresenta un passaggio simbolico e allo stesso tempo concreto: Baresi ha superato il difficile periodo post-operatorio e la sua presenza segna un momento di normalità ritrovata. Più che un’icona del passato, Baresi continua a essere una guida per la società, nella quale ricopre il ruolo di Vicepresidente Onorario. Il suo legame con il club rimane viscerale, e ogni suo gesto ha un peso specifico nell’ambiente rossonero.

Il suo arrivo a Casa Milan giunge in un momento particolarmente significativo: tra pochi giorni il Derby di Milano, una delle sfide più attese della stagione. La presenza di un simbolo assoluto come Baresi non può che rappresentare una carica emotiva per tutto l’ambiente, dalla squadra ai tifosi.

La sua leadership, inconfondibile anche lontano dal campo, continua a ispirare. Il numero 6 più iconico della storia milanista è tornato dove è sempre appartenuto. E tutta la famiglia rossonera lo accoglie con la stessa emozione di sempre: bentornato, Capitano.

Juventus premiata a Londra per i Global Football Industry Awards: il Sustainable Game Award va al progetto “Black, White & More”. Il comunicato

Juventus premiata a Londra per i Global Football Industry Awards: riconosciuta la strategia ESG del club bianconero con il progetto “Black, White & More”

Come riportato dal Daily Telegraph, la Juventus ha conquistato il Sustainable Game Award grazie al progetto strategico “Black, White & More”, imponendosi ai Global Football Industry Awards 2025, l’evento internazionale che celebra eccellenze e innovazioni in sostenibilità, tecnologia, impatto sociale e leadership. La cerimonia si è svolta ieri a Londra, con la presenza dei principali attori della trasformazione del calcio moderno.

Il premio certifica la solidità della strategia ESG (Environmental, Social, Governance) avviata dal club nel 2024 e dedicata a modelli di crescita responsabile nel calcio globale. L’iniziativa riconosce infatti le organizzazioni che investono in ambiente, comunità e pratiche etiche, contribuendo a proteggere il futuro del sistema sportivo.

IL COMUNICATO – «Juventus ha vinto il Sustainable Game Award grazie alla strategia “Black, White & More”, affermandosi ai Global Football Industry Awards 2025, l’evento internazionale presentato dal Daily Telegraph, tenutosi ieri a Londra, che celebra eccellenze e innovazioni che stanno ridefinendo il futuro del calcio in ambiti come sostenibilità, tecnologia, impatto sociale e leadership.

Il riconoscimento ottenuto dal Club conferma la solidità della strategia ESG (Environmental, Social, Governance) lanciata nel 2024, essendo infatti dedicato alle organizzazioni che promuovono una crescita responsabile e di lungo periodo nel mondo del calcio, attraverso azioni ambientali, impatto sulla comunità, pratiche etiche o modelli di business sostenibili che tutelano il futuro di questo sport, dentro e fuori dal campo.

La giuria ha valutato positivamente la visione di Juventus e il percorso intrapreso per integrare la sostenibilità in ogni dimensione del Club, dal campo alla comunità, rendendola parte integrante della cultura aziendale. Un’ulteriore conferma della qualità del lavoro svolto è arrivata con la pubblicazione del nuovo Sustainability Report, che ha reso Juventus il primo Club in Italia a rendicontare secondo la Corporate Sustainability Reporting Directive (CSRD) e gli standard europei ESRS, garantendo massima trasparenza sull’avanzamento delle attività ambientali, sociali e di governance.

«Una vittoria che ci emoziona – dichiara Greta Bodino, Chief People, Culture and ESG Officer di Juventus – perché riconosce e valorizza il lavoro straordinario di tutte le persone che credono profondamente nella sostenibilità e la rendono ogni giorno parte integrante della nostra cultura».

L’assegnazione del Sustainable Game Award è un risultato che valorizza un modello in cui i risultati sportivi e l’impegno ESG crescono insieme, contribuendo a un futuro solido e responsabile».

Convocati Bologna, le scelte di Italiano per la sfida contro l’Udinese della dodicesima giornata: la decisione su Immobile e l’assenza di Skorupski

Convocati Bologna, le scelte di Italiano per la sfida contro l’Udinese della dodicesima giornata: il tecnico ritrova il secondo portiere

Come comunicato dal Bologna tramite i propri canali ufficiali, Vincenzo Italiano ha diramato la lista dei convocati per la gara in programma domani alle 15 al Bluenergy Stadium contro l’Udinese.

La notizia principale riguarda il rinvio del rientro di Ciro Immobile, non convocato. Lo stesso Italiano, in conferenza stampa, ha spiegato che l’attaccante non si sentisse ancora pronto al 100% per la sfida. Rientra invece tra i disponibili Federico Ravaglia, che tornerà a difendere i pali dei rossoblù in virtù del forfait di Skorupski.

Di seguito l’elenco completo dei convocati:

Portieri: Happonen, Pessina, Ravaglia
Difensori: Casale, De Silvestri, Heggem, Lucumi, Lykogiannis, Miranda, Vitik, Zortea
Centrocampisti: Fabbian, Ferguson, Moro, Pobega, Sulemana
Attaccanti: Bernardeschi, Castro, Dallinga, Dominguez, Odgaard, Orsolini

Una lista che conferma le scelte di Italiano in un momento delicato della stagione, con il Bologna chiamato a dare continuità ai propri risultati per mantenere vive le ambizioni di classifica.

Soviero si racconta: «Oggi verrei arrestato in campo. Del Piero? La prese su ridere. Messina? Cercavo Coppola ma picchiai un po’ tutti. Mazzari? Scarso. E su Gasp…»

Soviero si racconta. L’ex portiere della Reggina, tra le altre, ha raccontato alcuni episodi che hanno segnato la sua carriera nei campionati italiani

Salvatore Soviero ha giocato in Serie A una sola stagione, quella del 2004-05 con la Reggina. E si è fatto notare non solo per come ha difeso la porta, ma anche per alcuni atteggiamenti aggressivi. Ad anni di distanza dice la sua in un’intervista a La Gazzetta dello Sport.

I CINQUE MINUTI – «Se mi partivano i cinque minuti non ce ne era per nessuno, ero fatto così, non mi pento di nulla. Però sono finito ai margini del pallone solo per colpa mia, non sono mai sceso a compromessi».

IL GESTO A DEL PIERO E L’ACCUSA DI OMOFOBIA – «In questi anni ho letto davvero tante cazzate. So che Alessandro l’ha presa sul ridere. Oggi verrei arrestato in campo, anche per questo ho smesso. C’è un perbenismo esagerato, non si può più dire nulla. Pensi che una volta venne il questore in spogliatoio a parlarmi dopo un’espulsione…».

INSULTI E RISSE – «Erano insulti pesanti, ma in campo si dice un po’ di tutto. Il guardalinee l’ho rivisto la settimana dopo e mi ha detto che sua mamma mi salutava. La presi a ridere. Ho avuto la sfortuna di avere una telecamera dietro di me che ha ripreso la scena. Con il Giulianova, invece, il solito blackout… mi si chiudeva proprio la vena».

A MESSINA – «Una partita assurda. Io venni espulso e dalla panchina avversaria iniziarono a dirmi che sarebbero venuti a prendermi a casa. A me? Li ho mandati a quel paese e sono corso verso di loro. Mi urlavano: “Siete retrocessi, scemo esci dal campo”. Cercavo Coppola, ma menai un po’ tutti. Saltai addosso a Bortolo Mutti, poi tirai una ginocchiata al padre di Zaniolo e stesi con due pugni un paio di membri dello staff. Partì pure una testata. Ero fuori di me».

GASPERINI – «L’ho avuto a Crotone, si incazzava se insultavo i tifosi avversari. “Mi carica mister”, gli dicevo. Non gli importava. Per lui sporcava l’immagine del club. Trovo sia un buon allenatore, che da sempre ha problemi con i giocatori di personalità. È carattere. Lui è un po’ una prima donna…».

MAZZARRI – «Era scarso come calciatore e come allenatore. Pensi che la sera venivano tutti a controllare se fossi in camera, cercando un pretesto per mandarmi via. Mazzarri ha sempre provato a mettermi contro il presidente Foti e i miei compagni».

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Torino Como, i ricordi di Luca Fusi e l’analisi del match: «Dovrei esserci, due squadre di cui conservo ricordi bellissimi. Ecco chi tiferò. Mi aspetto questo tipo di partita»

Torino Como, i ricordi di Luca Fusi e l’analisi del match. L’ex giocatore delle due squadre ha parlato al CorSera in vista dell’incrocio in campionato

Torino Como è la sfida che fa pensare a Luca Fusi, giocatore che ha militato in entrambe la squadre. Oggi ne ha parlato con il Corriere della Sera.

LA PARTITA DEL CUORE – «Lunedì dovrei essere all’Olimpico, si sfidano due squadre di cui conservo tanti ricordi bellissimi. Si tifa per un pareggio, in questi casi? Il mio cuore è sicuramente più granata… A Torino ho vissuto quattro stagioni stupende e tante esperienze uniche, con la fascia di capitano».

I MOMENTI INDIMENTICABILI – «Due su tutti. Leggere i nomi degli Invincibili del Grande Torino, a Superga: un onore incredibile, un’emozione che ti entra dentro. E poi vincere lo scudetto del 1990 nel Napoli di Maradona, il calciatore più forte del mondo. Allenarsi e giocare con lui è stato bellissimo».

MARADONA – «Marcarlo era molto difficile. Diego ti portava a spasso per il campo cercando la zona a lui più congeniale. Però, va detto, aveva sempre un gran rispetto per l’avversario».

CHE PARTITA SARÀ – «Mi aspetto un Como molto aggressivo fin dalle prime battute. Se il Toro riuscirà a superare la pressione forte e alta, troverà spazi enormi».

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SIMEONE – «L’assenza purtroppo si farà sentire, perché il Cholito stava facendo molto bene. È stato un acquisto molto importante. Incarna perfettamente lo spirito Toro. Ed è un trascinatore, sia per i tifosi che per i compagni. Ma il Toro ha comunque molti elementi affidabili».

GLI ELEMENTI AFFIDABILI – «Maripán è una certezza, sta dando continuità a una difesa che, dopo un avvio difficile, si è assestata. I risultati stanno arrivando ed è tornato l’entusiasmo. Del resto, cambiando allenatore, c’era bisogno di tempo per collaudare i nuovi meccanismi. E poi mi piace tanto Paleari che, chiamato in causa, ha risposto in modo molto positivo».

IL COMO IN ALTO – «Il Como sta costruendo un progetto importante, grazie a una proprietà che ha grande disponibilità finanziaria. Vederlo nei piani alti della classifica è molto bello. L’unico rammarico è la scarsa presenza di italiani in squadra… E la Nazionale ne paga il conto».

BARONI – «È un tecnico intelligente… Quando ci sono state le prime difficoltà, ha saputo mettersi in discussione cambiando il modulo. E poi sono contento che abbia aperto il Filadelfia ai tifosi, entrando in sintonia con l’ambiente granata: un’altra mossa azzeccata».

GLI OBIETTIVI GRANATA – «Prima di pensare all’Europa bisogna portarsi con stabilità nella parte sinistra della classifica… Prima bisogna trovare ulteriore continuità di risultati, dopodiché potremo dire: ci siamo anche noi».

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Bedford Inghilterra, il derby che divide una città: Tradizione contro Bitcoin, nel racconto di Tuttosport. Ecco cosa sta succedendo nel silenzio della provincia inglese

Bedford Inghilterra, nel silenzio della provincia inglese nasce uno scontro culturale: Bedford Town contro Real Bedford, comunità contro finanza digitale

Un articolo di Francesco Caremani su Tuttosport oggi propone un’interessante lettura di un evento che esula dal rettangolo verde. A Bedford, apparentemente tranquilla cittadina a nord di Londra, si sta consumando una battaglia culturale che va ben oltre il calcio giocato. È un derby ideologico separato solo da una fila di alberi e un vialetto d’ingresso condiviso. Da una parte c’è il Bedford Town, club storico fondato nel 1908, dove il biglietto costa ancora dieci sterline e all’intervallo si serve il tè. Dall’altra, il Real Bedford, il “Bitcoin club” che sogna la Premier League.

Il Real è la creatura visionaria di Peter McCormack, ex pubblicitario diventato milionario grazie alle criptovalute nei suoi momenti più bui. Nel 2021 ha rilevato una squadra semidilettantistica con un obiettivo ambizioso: sei promozioni in dieci anni. Tre sono già state centrate. Sostenuto finanziariamente dai celebri gemelli Winklevoss (noti per la causa contro Facebook), il club è un laboratorio a cielo aperto: capitale sostenuto dai Bitcoin, marketing aggressivo con teschi nel logo, musica rock allo stadio e un merchandising che vola oltreoceano. Un modello “NFL meets Sunday League” la cui economia dipende però pericolosamente dalla volatilità delle monete digitali.

Dall’altro lato della barricata resiste l’anima operaia del Bedford Town. Un club gestito da un comitato locale, che ha investito i propri risparmi in un nuovo campo sintetico. La tensione tra i due mondi è palpabile: McCormack aveva proposto una fusione, respinta con rabbia dai tifosi del Town al grido di «Meglio poveri ma nostri».

Mentre il Real Bedford finanzia scuole e progetta un nuovo stadio, cercando di globalizzare un marchio locale a costo della propria identità originaria, i rivali difendono fieramente la loro indipendenza in sesta serie. Bedford è oggi il microcosmo perfetto delle sfide del calcio europeo moderno: una lotta serrata tra comunità e mercato, tra le radici della tradizione e l’audacia rischiosa della finanza digitale.

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Conferenza stampa Italiano alla vigilia di Udinese Bologna: «Come sto? Meglio, mi ero preoccupato. Classifica corta, serve continuità. Immobile sta meglio, ma…»

Conferenza stampa Italiano alla vigilia di Udinese Bologna: il tecnico è tornato a parlare in un pre partita dopo i problemi di salute avuti prima della sosta

Alla vigilia della sfida valida per la dodicesima giornata di Serie A tra Udinese e Bologna, in programma sabato 22 novembre alle ore 15 al Bluenergy Stadium, Vincenzo Italiano è intervenuto in conferenza stampa dal centro tecnico Niccolò Galli.

L’allenatore rossoblù ha analizzato il proprio stato fisico dopo il recente problema di salute, la situazione della squadra, l’andamento in campionato e le difficoltà che attendono il gruppo nella trasferta di domani. Una conferenza ricca di temi, in cui il tecnico ha messo al centro l’identità del gruppo, la forza del collettivo e la necessità di mantenere continuità di rendimento.

CONDIZIONI PERSONALI – «Sono in miglioramento, ho subito una bella botta. Porterò ancora qualche strascico ma mi sento bene e pian pianino tornerò al 100%. Mi ero molto preoccupato perché per 10 giorni non sono stato bene. Ringrazio l’equipe del Sant’Orsola e il dottor Nava, mi hanno trattato perfettamente. Ho visto la gara di Bucarest e di Firenze all’ospedale e devo dire che è meglio dal vivo perché si riesce a sfogare qualsiasi situazione di nervosismo confrontandomi con lo staff e vivendo la partita. Bravo Daniel Niccolini e bravissimi i ragazzi che hanno portato rispetto allo staff ed hanno ottenuto risultati che ci hanno permesso di continuare la nostra striscia positiva. Ora è arrivato anche il freddo e dobbiamo gestire molte cose, ma i ragazzi li vedo applicatissimi».

CLASSIFICA E OBIETTIVI – «È bella, la guardiamo, ma lascia il tempo che trova. Siamo alla dodicesima giornata ed è presto per definire obiettivi. Dobbiamo alimentare tutto l’entusiasmo e la fiducia che ci hanno permesso di raggiungere risultati. Stiamo continuando a dare conferma dei risultati e sono contento perché vedo tutti coinvolti dentro al progetto e la dimostrazione è che tutti si stanno facendo trovare pronti, specie in questo momento che abbiamo diverse emergenze. Le rotazioni stanno pagando e credo che questo, soprattutto quando si gioca anche in Europa, sia fondamentale. Dobbiamo continuare ad essere questo tipo di gruppo e mostrare la capacità di essere squadra come successo con il Brann in inferiorità numerica».

IMMOBILE – «Sta meglio, ha spinto di più in questi giorni ma ancora non si sente al 100% e, di comune accordo con lui, abbiamo preferito lasciarlo qui. Nell’ultima settimana è cresciuto e sta andando oltre il timore che ha di rifarsi male. Nei giorni scorsi aveva sensazioni strane e si limitava nello spingere perché è reduce da un infortunio non da poco».

SULEMANA – «Deve farsi trovare pronto, nel momento in cui verrà chiamato in causa sono sicuro che farà bene. È un ragazzo serio che si sta allenando bene, ma nel suo ruolo in questo momento ci sono ragazzi che stanno facendo bene».

PESSINA – «Ero tranquillo quando ho dovuto scaraventarlo in campo contro il Napoli, forse quello agitato era lui. Tuttavia dopo i primi palloni toccati si è sciolto ed ha mostrato sicurezza nelle uscite. È un ragazzo che mi piace, è sempre sorridente, gli faccio tantissimi complimenti per come si sta comportando».

PAROLA SCUDETTO – «La classifica è corta, in pochissimi punti ci sono molte squadre e sono certo che chi ora sta faticando ricomincerà a fare punti. Poi adesso con i campi pesanti verranno fuori altri valori. È ancora presto per delineare la classifica, servono almeno altre 5 partite».

DOMINGUEZ – «È un ragazzo giovane. Anche Dallinga all’inizio ha faticato perché non conosceva la lingua, il metodo dell’allenatore e non aveva affiatamento con i compagni ed ora si sente un altro giocatore e un’altra persona. Penso che questo sia accaduto anche a Dominguez. Domani giocherà perché è giusto dargli questa opportunità, anche perché si è sempre allenato in silenzio ed ha subito panchine non per demeriti suoi ma perché nel suo ruolo – come per Sulemana – ci sono ragazzi altrettanto validi».

CAMBIO DI MODULO – «No. Abbiamo optato ad inizio stagione per una rosa lunga perché sapevamo che saremmo andati incontro a queste situazioni. Abbiamo deciso volutamente con la società di avere un ventaglio di scelte più ampio. Mancheranno Cambiaghi e Rowe ma abbiamo Bernardeschi e qualcuno può essere adattato da esterno, quindi penso che non si debba ricorrere ad un cambio modulo».

NUMERI DIFENSIVI – «In trasferta è sempre più difficile. Quando si affrontano squadre di un certo valore che in casa loro si esprimono al massimo delle potenzialità non è semplice, ma in generale siamo una squadra che concede poco e riesce a limitare gli avversari. Siamo il secondo attacco e la terza difesa, dobbiamo mantenere questi numeri. Ne ho parlato anche con i ragazzi. Poi ovviamente possiamo ancora crescere».

DESIDERIO PER NATALE – «Sicuramente un’infermeria svuotata e poi cercare di avere una classifica che ci faccia sorridere. Tutto quello che stiamo costruendo con i nostri tifosi dobbiamo tutelarlo. Comunque in primis vorrei avere tutti a disposizione e nessuno triste perché non può far parte del gruppo per problemi fisici».

OSSERVAZIONI DA FUORI – «All’inizio ci siamo soffermati sul fatto che stavamo iniziando ad avere percentuali basse in possesso e creavamo poche occasioni. Ci abbiamo lavorato intensamente per aggiustare queste percentuali e ci siamo riusciti. Non ci siamo soffermati sui dati in sé per sé, ma il nostro focus deve essere sul mantenere questi numeri e questo equilibrio. Orsolini si è fermato a 5 gol, ma sta spingendo per migliorarsi. In questo momento dobbiamo continuare a lavorare così in tutti e tre i reparti».

PREPARAZIONE PER UDINESE BOLOGNA – «Udine è un campo maledetto per il Bologna. È una squadra con grande fisicità e forza. In casa si esprime a livelli altissimi: ha sconfitto Atalanta e Lecce e dobbiamo cercare di non essere superficiali ma affrontarli con attenzione. Zaniolo è in grande forma ed hanno esterni imprevedibili, l’abbiamo studiata bene speriamo di mettere i frutti del lavoro domani in campo».

Napoli-Juventus biglietti: via alla prevendita per chi possiede la Fidelity Card

Sul sito ufficiale della SSC Napoli sono state comunicate le modalità di acquisto per i biglietti del big match di domenica 7 dicembre, ovvero Napoli-Juventus. Un classico del nostro campionato, che vedrà di fronte due squadre che da qui alla partitissima potrebbero vedere completamente cambiati gli scenari di inizio stagione.

Da un lato gli azzurri, con Conte che ha già preparato una rivoluzione dopo il confronto di questa settimana, dall’altro i bianconeri di Spalletti, che stanno cercando una loro dimensione in attesa del calciomercato che potrebbe portare due giocatori alla corte del tecnico toscano.

Inquadrato l’avvicinamento delle due compagini alla sfida che si terrà fra due settimane, i tifosi possono però giò acquistare i biglietti per Napoli-Juventus. Vediamo come.

Napoli-Juventus biglietti: oggi parte la prevendita per i possessori della Fidelity Card

Dalle ore 15:00 di oggi venerdì 21 novembre e fino alle ore 23:59 di giovedì 27 Novembre 2025 (ovvero, in ogni caso, fino ad esaurimento posti), i possessori di Fidelity Card “SSC Napoli Fan Stadium Card” potranno acquistare fino ad un massimo di 4 biglietti in prevendita, ad un prezzo ridotto rispetto a quello applicato durante la Fase 4 (Vendita Libera). I biglietti acquistati dovranno necessariamente essere destinati a tifosi fidelizzati, sulle cui Fidelity Card saranno caricati i biglietti in formato digitale.

Per acquistarli basta andare sul sito di Ticketone.

I prezzi per la partita Napoli-Juventus sono i seguenti:

SettoreFase 1 – 2 – 3 (abbonati, Fidelity Card e Membership Premium SSC Napoli)Fase 4 (vendita libera)
CURVE INFERIORI€ 40€ 45
CURVE SUPERIORI€ 55€ 60
DISTINTI INFERIORI€ 75€ 90
DISTINTI SUPERIORI€ 105€ 120
DISTINTI SUPERIORI PREMIUM€ 120€ 135
TRIBUNA NISIDA€ 125€ 140
TRIBUNA POSILLIPO€ 150€ 185
TRIBUNA POSILLIPO PREMIUM€ 175€ 215

Dopo la fase dedicata ai possessori della Fidelity Card, partirà la cosiddetta fase 3 dedicata ai possessori della Membership Premium SSC Napoli. Dalle 12:00 di venerdì 28 Novembre 2025 e fino alle ore 23:59 di domenica 30 Novembre 2025 (ovvero, in ogni caso, fino ad esaurimento dei posti disponibili), i possessori di una Membership Premium SSC Napoli avranno la possibilità di acquistare 1 biglietto in via prioritaria e ad un prezzo ridotto rispetto a quello applicato durante la Fase 4 (Vendita Libera), nei limiti dei posti messi a tal fine a disposizione dal club. Potranno accedere alla fase di precedenza per l’acquisto di un biglietto tutti i Member che abbiano sottoscritto la Membership Premium entro e non oltre le ore 23:59 di mercoledì 26 Novembre 2025. I Member dovranno utilizzare il numero della propria membership, disponibile nella sezione “Il mio Profilo” all’interno dell’area riservata, per poter accedere alla fase di vendita dedicata. Nel corso della fase 3, il biglietto potrà essere acquistato dai Member esclusivamente online e potrà essere caricato in formato digitale sulla Fidelity Card “Fan Stadium Card”, qualora l’acquirente ne fosse in possesso, oppure sul wallet del proprio smartphone utilizzando la modalità di acquisto Passbook.

Quando inizia la vendita libera?

In caso di disponibilità residua di biglietti e salvo diverse prescrizioni da parte delle competenti autorità, la fase di vendita libera avrà inizio alle ore 12:00 di lunedì 1 Dicembre 2025 e terminerà ad esaurimento posti (ovvero, in ogni caso, al fischio di inizio della Partita). Ogni tifoso potrà acquistare fino ad un massimo di 4 biglietti, utilizzando la modalità di acquisto Passbook che prevede il caricamento del titolo sul wallet del proprio smartphone. Allo stesso tempo il biglietto potrà essere emesso in formato cartaceo se l’acquisto avverrà presso uno dei punti vendita abilitati.

Da Graca, ex Juve, si racconta: «Nel mio momento migliore sono stato frenato dagli infortuni. A Novara mi sono ambientato subito».

Da Graca, ex Juve, si racconta. Ecco le sue parole: «Nel mio momento migliore sono stato frenato dagli infortuni. A Novara…»

Marco Cosimo Da Graca (23 anni) da gennaio gioca in Serie C, nel Novara. Ecco le parole a Tuttosport del ragazzo cresciuto nella Juventus.


LA SUA ESPLOSIONE – «A Novara mi sono ambientato subito, ho trovato il feeling giusto con la dirigenza, la famiglia Boveri che mi ha fatto sentire parte integrante del loro progetto, ho avuto il sostegno dei tifosi che mi hanno accolto al meglio e sostenuto sempre. Devo molto a questa piazza che trasmette passione genuina, che ti coinvolge, spero tanto di ripagarli entrambi con prestazioni e con gol decisivi».
GLI INFORTUNI – «Nel mio momento migliore sono stato frenato dagli infortuni, ma sapevo dentro di me che non dovevo mollare, sarebbe stato assurdo vanificare i sacrifici fatti dopo il percorso con le giovanili della Juventus sino alla Primavera, 15 gol in 17 partite tra il 2020 e il 2021, sacrifici premiati da grandi allenatori: Pirlo mi ha fatto debuttare in Coppa Italia, Allegri in Champions League. Ho vissuto anche una breve esperienza all’estero in Spagna, quando decisi di tornare in Italia, nuovamente alla Juventus, non era stato facile, ma poi è arrivata la chiamata del Novara che mi ha cambiato la vita».
LA STAGIONE DEL RILANCIO – «Il 13 novembre mio figlio Rafael ha compiuto un anno, con la mia compagna Cristina abbiamo già deciso di sposarci nel 2027, ovviamente a Palermo, io sono del quartiere Capo, una città dove mi sento a casa mia, con le persone che mi hanno visto ragazzino e vogliono bene, lasciai la Sicilia per salire a Torino quando mi prese la Juventus, ma le origini non si dimenticano mai. Sì, penso che questo campionato può essere fondamentale per la mia carriera».

RUOLO – «Sono nato prima punta, ma il mister mi ha saputo valorizzare anche da attaccante esterno, e sono felice di aver capito che anche in questa posizione posso far gol e dare una mano ai compagni, che sono tutti meravigliosi. Un gruppo giovane, con tanti nuovi, ci siamo integrati al meglio in fretta».
DOVE PUO’ ARRIVARE IL NOVARA – «Siamo da primi quattro posti e lo dimostreremo. Possiamo giocarcela con tutti, anche con le grandi, prima di fine andata affronteremo il Vicenza da noi, Cittadella da loro. Col Vicenza che domina il campionato sarà una bella sfida, proveremo ad essere i primi a batterli, invito i nostri tifosi a venire a sostenerci, è una partita da vivere con tanta gente sugli spalti, per una domenica da ricordare…»

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Milan, Allegri al lavoro per preparare il Derby contro l’Inter. Ecco chi non ci sarà, ma i rossoneri potranno contare su… Le ultime

Milan, il tecnico Max Allegri al lavoro per il Derby contro l’Inter. Gimenez non ci sarà, ma i rossoneri potranno contare su tutti

Il Milan è quasi al completo. Con il rientro degli ultimi nazionali (De Winter, Saelemaekers, Athekame e Bartesaghi), Massimiliano Allegri ha potuto finalmente iniziare a preparare il derby contro l’Inter a pieno regime. L’unico assente certo tra i rossoneri sarà Santiago Gimenez, ancora alle prese con problemi alla caviglia sinistra. Per il resto, tutti disponibili. Ecco l’analisi de La Gazzetta dello Sport di oggi.


Il tecnico livornese ha concentrato il lavoro sulla difesa, consapevole che l’Inter vanta il miglior attacco del campionato. Un’attenzione particolare è stata dedicata ai calci piazzati, punto di forza dei nerazzurri. Nonostante il Milan non abbia ancora subito gol da corner o punizione in stagione, Allegri ha insistito sulla cura dei dettagli, temendo i tiratori Calhanoglu e Dimarco e la batteria di saltatori interisti (Thuram, Bastoni, Lautaro, Carlos Augusto, Bisseck). Il sistema difensivo misto uomo-zona sarà messo alla prova: marcature dedicate per i più pericolosi e presidio di zona per neutralizzare gli inserimenti, come quello di Lautaro sul primo palo.


Altro pericolo nerazzurro sono i cross, con l’Inter prima in Serie A per gol di testa. Il Milan, la squadra che ha subito più traversoni in campionato, dovrà limitare i rifornimenti dalle fasce. Per questo, Allegri sta valutando la scelta sulla sinistra: Bartesaghi, reduce dalle fatiche con l’Under 21, offre fisicità e attenzione, mentre Estupinan, rimasto a Milanello per recuperare la forma, garantisce esperienza e velocità. Senza Dumfries tra gli avversari, l’ecuadoregno potrebbe essere favorito, anche per replicare la tattica utilizzata contro il Napoli: abbassare il laterale sinistro e la mezzala (Rabiot) per svuotare lo spazio alle spalle e favorire gli uno contro uno di Leao.


Nelle ultime sedute, Allegri proverà gli accorgimenti finali e scioglierà il dubbio sulla sinistra, ribadendo ai suoi il mantra: i campionati si vincono non subendo gol, e spesso anche i derby.

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Playoff Mondiali, ecco l’analisi sul momento della Nazionale italiana. Il punto sugli azzurri

Playoff Mondiali, l’analisi completa sul momento della Nazionale italiana: il punto di Tuttosport sugli azzurri

In vista dei cruciali playoff per i Mondiali che attendono l’Italia, Andrea Pavan firma un editoriale su Tuttosport che mette al centro la psicologia della squadra azzurra più che gli aspetti tattici. Mentre il CT Gattuso analizza la prima avversaria certa, l’Irlanda del Nord, e le possibili successive (Galles o Bosnia), Pavan sottolinea che «la dritta più semplice e dunque sensata» per affrontare queste sfide da dentro o fuori è arrivata da una vecchia gloria come Ciccio Graziani: «Sì, dobbiamo avere paura di non andare ai Mondiali. Ci aiuterà ad avere un approccio migliore, a stare concentrati, a dare il massimo».


L’editorialista argomenta che, sebbene sia tecnicamente possibile vincere dimostrando la propria superiorità fin da subito, la storia recente dell’Italia fornisce la «controprova» che la semplice convinzione di essere più forti, se si trasforma in presunzione, porta al disastro. Pavan riavvolge il nastro dei ricordi dolorosi per sostenere la sua tesi. Cita il 2017, quando sotto la guida di Ventura l’idea stessa di doversi giocare l’accesso in Russia sembrava “allucinante”, un atteggiamento che portò dritto allo «psicodramma di San Siro» contro la Svezia.


Ancora più fresca è la ferita del 2022: reduci dal trionfo europeo, che Pavan definisce «inebriante ma pure un po’ fortunello» e capace di alimentare la «superbia del nostro movimento calcistico», gli Azzurri si illusero di poter disporre facilmente della Macedonia del Nord a Palermo. Il risultato fu l’eliminazione per mano di Trajkovski, definito un «moderno Pak Doo-ik», il giocatore della Corea del Sud che nel 1966 eliminò l’Italia dal Mondiale.
La conclusione dell’editoriale è un appello accorato a imparare queste lezioni di umiltà. È necessario evitare di sottovalutare i nordirlandesi (ricordando che già nel 1958 furono fatali) e scendere in campo con la «giusta strizza». Pavan chiude con un’amara ironia sulla possibilità di giocare la finale decisiva lontano dalle mura amiche, visto i precedenti: «E pazienza se l’eventuale finale dei playoff dovremo giocarla in trasferta: a giocarle in casa, ’ste partite “facili”, s’è visto che fine abbiamo fatto».

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Bologna, parla Cremonini: «Allo stadio torno quel ragazzo che seguiva i rossoblù in trasferta e andava in curva. Coppa Italia? Notte indimenticabile»

Bologna, parla il cantante e grande tifoso Cesare Cremonini: «Coppa Italia? Notte indimenticabile». Le parole

Tra i cantati di maggior successo in Italia in questo momento, il bolognese Cesare Cremonini nutre anche una forte passione per il calcio e per altre discipline. Ne è un ritratto fedele la sua intervista odierna a La Gazzetta dello Sport.


I LUOGHI DELLO SPORT
– «Ho una vera venerazione per i luoghi dove avvengono eventi, non solo sportivi ma di qualsiasi genere. Perché credo che quando 80.000 persone si uniscono succeda qualcosa di importante che va accompagnato con il massimo impegno perché resti qualcosa di quel vissuto. Credo nell’eternità dei luoghi».
SI COMPORTA DA VERO TIFOSO – «Sì, quando sono allo stadio a vedere il Bologna. È lì che perdo spesso il controllo e mi dimentico di me, di chi sono, di chi ho intorno. Allo stadio torno quel ragazzo che seguiva i rossoblù in trasferta e andava in curva con suo fratello Vittorio a cantare».
LA COPPA ITALIA – «Una notte indimenticabile. È stata una fortuna per me esserci e poter abbracciare in campo molti giocatori di cui sono amico come Riccardo Orsolini e Lorenzo De Silvestri, vedere la loro emozione, osservare da vicino l’anima di questo Bologna».
L’ANIMA ROSSOBLÙ – «È un’anima che respira anche attraverso il comportamento e i valori che trasmette tutta la presidenza che ha una forte connessione con la tifoseria, è qualcosa che ci rende tutti orgogliosi. Bologna è tornata finalmente grande dimostrando che un calcio fatto in un ambiente sano è ancora possibile, anche oggi, non è affatto un’utopia».
KIMI ANTONELLI IN F1 «Sì, Kimi mi piace moltissimo. Ci siamo incontrati nel paddock di Misano per la MotoGP, di cui lui è appassionato, e mi è sembrato subito un ragazzo davvero speciale. Uno di quelli che rappresenta il meglio delle nuove generazioni, che può farci sognare non solo per i risultati sportivi».
LA MOTOGP SENZA VALE «Ovviamente no. È ciò che succede quando ogni grande dello sport lascia. Ma il percorso umano e professionale di Valentino ha lasciato un’eredità importantissima che ancora influenza e si respira nel paddock: è qualcosa che non passa quando una leggenda si ritira, ma che si continua a respirare nell’ambiente».
A CENA CON I CAMPIONI «È difficile, da grande appassionato di sport ne porterei molti. Ma se dovessi sceglierne tre direi Adriano Panatta, per la personalità, Alberto Tomba, per la simpatia, e Michael Jordan per la passione. Tre grandi diversi, per tre motivi diversi».

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Mercato Juve, spunta un nome CLAMOROSO per rinforzare la difesa: Comolli lo conosce, ecco chi è il nuovo OBIETTIVO dei bianconeri

Mercato Juve, difesa da rivoluzionare: spunta un nome nuovo. Comolli lo conosce bene, e ora diventa l’obiettivo dei bianconeri

La Juventus ha aperto ufficialmente la caccia a un nuovo difensore centrale. L’emergenza arretrata, aggravata dagli stop di Bremer e Rugani, spinge i bianconeri a guardare con insistenza al mercato internazionale. Luciano Spalletti attende rinforzi, e l’Amministratore Delegato Damien Comolli ha già individuato un profilo che conosce molto bene.

Secondo Tuttosport, l’ultima idea porta a Charlie Cresswell, classe 2002, colosso inglese del Tolosa. Non si tratta di un nome casuale: fu proprio Comolli, nella sua precedente esperienza in Ligue 1, a portarlo in Francia dal Leeds United. Una scommessa vinta, che ora potrebbe ripetersi a Torino.

Il rendimento di Cresswell in questa stagione ha stupito: oltre alla solidità difensiva, il centrale ha già segnato 3 reti in 13 presenze, dimostrando grande efficacia nel gioco aereo. Una qualità che si sposa perfettamente con il lavoro di Spalletti sulle palle inattive.

Concorrenza in Serie A

La Juventus, però, non è sola. Le prestazioni del difensore hanno acceso i riflettori di mezza Serie A. L’Atalanta di Raffaele Palladino si è mossa con decisione, mentre anche Milan e Como hanno chiesto informazioni. La valutazione del giocatore cresce di settimana in settimana e si profila una vera asta di mercato.

Il fattore Comolli, forte del legame già consolidato con Cresswell, potrebbe rappresentare la carta vincente per convincere il giovane inglese a vestire la maglia bianconera già a gennaio.

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Clamoroso Sinner, ha rovinato l’Italia: è una vergogna nazionale

Vergogna e Sinner, due parole che difficilmente stanno bene insieme. Eppure quanto accaduto recentemente ha reso tutto molto realistico.

Il 2025 di Jannik Sinner è stato, semplicemente, la stagione che ogni numero 1 (o aspirante tale) sogna di vivere almeno una volta nella carriera. Due Slam – Australian Open e Wimbledon – conquistati con una naturalezza che ha fatto sembrare ordinario l’eccezionale, una continuità mai vista prima nel tennis italiano e un finale di stagione che ha riscritto l’immaginario collettivo: il trionfo alle ATP Finals di Torino, davanti al suo pubblico, in una sfida che ha messo in scena il meglio che questo sport oggi può offrire.

Sinner contro Carlos Alcaraz, il nuovo “classico”, l’eredità naturale del Federer-Nadal-Djokovic che ha segnato un’epoca. A Torino, Sinner non ha soltanto vinto: ha dominato la settimana, chiudendo insieme ai 1.500 punti difesi egregiamente anche una questione simbolica, mentale e identitaria. Ha dimostrato che non c’è più un rivale più forte: c’è una rivalità vera, una corsa a due che per lunghi mesi ha visto Sinner costretto a rallentare solo a causa della squalifica per Clostebol, che gli ha sottratto tre mesi pieni di competizioni.

Ma il livello di gioco espresso è stato superiore a tutto il resto. Per rendimento, qualità e carattere, è lui il volto dell’anno. E il tennis italiano? Mai stato così in alto. Insieme a Sinner c’è un Lorenzo Musetti stabilmente in top-10, capace di prestazioni da élite sulla terra e di una crescita costante; c’è un movimento che porta in alto anche Cobolli, Darderi, Nardi, Arnaldi. Un sistema che oggi produce talento, risultati e profondità come nessun altro sport italiano è in grado di fare. Il tennis non è solo una parentesi felice: è un modello virtuoso. Ed è proprio questa eccellenza a rendere ancora più evidente la distanza con altri sport nazionali e, soprattutto, con la Nazionale Italiana di calcio.

Il calcio che si inceppa e il tennis che vola: un confronto che fa male

La fotografia è nitida, perché mentre il tennis italiano vive l’età dell’oro, la nazionale di calcio annaspa. Non è questione di talento, perché l’Italia calcistica non è certo priva di giocatori di livello. È questione di sistema. Le ultime ore hanno certificato una verità che non si può più ignorare: l’Italia non è riuscita a qualificarsi direttamente al Mondiale e dovrà passare dai playoff. Un dato che, al netto delle attenuanti, racconta più di qualsiasi analisi tecnica. Non serve puntare il dito contro Gennaro Gattuso, che da quando è subentrato ha perso solo una gara – il pesantissimo 4-1 contro la Norvegia – e ha ereditato un gruppo fragile, emotivamente instabile e incapace di reggere la pressione. Il problema è strutturale: formazione dei giovani, qualità del campionato, lentezza organizzativa, povertà nelle seconde linee. A differenza del tennis, dove chi è forte emerge da solo, nel calcio serve un sistema che scelga, sviluppi, protegga e finalizzi il talento. E l’Italia, da anni, non lo fa.

RIno Gattuso
Il calcio che si inceppa e il tennis che vola: un confronto che fa male – Calcionews24.com (Screen Youtube)

Il Mondiale a 48 squadre avrebbe dovuto facilitare il cammino. Invece ha amplificato i limiti. Contro una Norvegia solida ma non irresistibile, gli Azzurri hanno subito un 7-1 in due partite. Troppo per pensare che si tratti di coincidenze. Troppo poco per nascondersi dietro il sorteggio o il calendario. Ed ecco allora che la narrazione del “secondo posto che dovrebbe valere l’accesso diretto” evapora davanti alla realtà: l’Italia è arrivata seconda in un girone con due squadre non competitive e una terza mediocre. Le big non c’erano. Eppure non è bastato. Il tennis italiano, nel frattempo, ci ricorda un’altra verità: quando investimenti, mentalità e competenza vanno nella stessa direzione, i risultati arrivano. Quando il sistema calcio, come raccontato dalla Gazzetta dello Sport, smetterà di raccontarsi alibi e proverà a guardare negli occhi il proprio fallimento strutturale, forse potrà ripartire. Fino ad allora, sarà Sinner – e tutto ciò che rappresenta – a farci capire quanto avanti può andare lo sport italiano quando funziona davvero.

Calciomercato Milan, Thiago Silva pronta a TORNARE in rossonero? Spunta la suggestione per la difesa di Allegri: Le ultimissime

Calciomercato Milan, ipotesi Thiago Silva: suggestione di ritorno per rinforzare la difesa di Allegri. Gli aggiornamenti

Il reparto arretrato resta il vero punto debole del Milan. Oltre ai tre titolari, la rosa offre poche alternative: soltanto De Winter e il giovane Odogu, ancora senza minuti con Allegri. Una situazione che impone riflessioni urgenti sul mercato, alla ricerca di un rinforzo esperto e subito affidabile.

Il ritorno del brasiliano

Tra le ipotesi circolate, La Gazzetta dello Sport rilancia un nome clamoroso: Thiago Silva. Il difensore del Fluminense, 41 anni, rappresenterebbe un innesto di carisma e leadership immediata. Riportare a Milano una leggenda del club sarebbe una soluzione romantica ma anche concreta per tamponare l’emergenza.

Il legame con Allegri

A rendere più credibile la pista è il rapporto già collaudato con Massimiliano Allegri. Thiago Silva ha infatti lavorato con il tecnico rossonero nel suo primo ciclo al Milan, garantendo un’integrazione tattica rapida e senza frizioni. Una filosofia che si sposa con la linea dell’allenatore, da sempre incline a puntare su leader esperti per guidare il gruppo.

Una chiusura di carriera speciale

Per Thiago Silva, lasciare il Fluminense e tornare a Milano dopo 14 anni significherebbe regalarsi una chiusura di carriera di prestigio. Per il Milan, invece, sarebbe l’occasione di colmare la carenza numerica in difesa con un acquisto a basso rischio e ad alto impatto tecnico e morale.

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Inter Milan, parla l’ex nerazzurro Altobelli: «Sono un figlio di questo grande club. Gol più bello? Quello in finale mondiale con la Germania. L’avversario più difficile…»

Inter Milan, l’intervista dell’ex nerazzurro Alessandro Altobelli: «Quello in finale mondiale con la Germania. L’avversario più difficile…»

Alessandro Altobelli ha rilasciato un’intervista a La Gazzetta dello Sport sul derby tra Inter e Milan. Eccco un estratto:

RAPPORTO CON L’INTER – «Sono un figlio di questo grande club, che non mi ha dimenticato, cosa posso volere di più? Magari una vittoria nel derby di domenica sarebbe la ciliegina sulla mia torta…».

MOMENTO PIU BELLO DELLA CARRIERA – «Impossibile scegliere. L’arrivo al Latina, la firma con l’Inter davanti a Mazzola e Beltrami: da tifoso nerazzurro, ho toccato il cielo con un dito. E poi lo scudetto, il Mondiale. Ho fatto la mia parte, ma senza i compagni nulla sarebbe stato possibile. Nello spogliatoio si creano legami unici, sono in contatto con tutti: ho una chat con l’Inter dello scudetto, una coi campioni del mondo, una con gli ex Brescia…».

ALLENATORE PIU IMPORTANTE – «Bersellini. Mi ha formato anche come uomo. Costruì una grande Inter partendo da zero. Il ritorno degli stranieri azzerò il vantaggio che avevamo acquisito, avremmo potuto vincere molto di più».

GOL DELLA VITA – «Quello in finale mondiale con la Germania, Pertini che in tribuna esclama “Non ci prendono più!”. Il più bello l’ho segnato con l’Inter al Nantes: una rovesciata… sdraiato a terra».

AVVERSARI – «Gentile e Vierchowod, non ti facevano respirare. Il giorno prima di affrontarli faticavo a prendere sonno. Loro però non dormivano per tutta la notte…»

LEGGI L’INTERVISTA INTEGRALE DI ALTOBELLI SU INTERNEWS24

Come arrivare allo Stadio Artemio Franchi di Firenze: guida completa per tifosi di casa e in trasferta

Lo Stadio Artemio Franchi si trova nel quartiere Campo di Marte a Firenze, facilmente raggiungibile in auto, treno, bus e tram: dove si trova e come raggiungerlo

Raggiungere il Stadio Artemio Franchi in occasione di una partita può diventare complicato se non si conoscono bene la zona, i percorsi migliori e i collegamenti con i mezzi pubblici. Che tu sia un tifoso della Fiorentina diretto nei settori di casa o un tifoso ospite in trasferta a Firenze, questa guida ti fornisce tutte le informazioni essenziali per arrivare allo stadio senza imprevisti. Indicazioni stradali, trasporti cittadini, parcheggi e percorsi dedicati: tutto quello che serve per raggiungere il Franchi nel modo più semplice ed efficace.

Arrivo in auto: indicazioni per zona di provenienza

Da nord-est Italia (Veneto, Emilia-Romagna)

  • Percorrere l’autostrada A1 o A13/A14 fino a Firenze.
  • Uscita consigliata: Firenze Sud.
  • Seguire: Viale Giovanni Agnelli → Viadotto Marco Polo/Varlungo → Viale De Nicola → Lungarno Aldo Moro → Campo di Marte.
  • Arrivare con anticipo per trovare parcheggio.

Da nord-ovest Italia (Piemonte, Liguria)

  • Utilizzare A4/A26/A1 oppure A12 verso Firenze.
  • Seguire la segnaletica per Firenze e poi per lo Stadio Artemio Franchi.

Dal centro Italia (Roma)

  • Autostrada A1 direzione nord.
  • Uscita Firenze Sud e poi stesso percorso verso Campo di Marte.
  • Possibile traffico nelle ore pre-partita.

Dal sud Italia

  • Percorrere l’A1 verso nord fino a Firenze.
  • Uscita Firenze Sud e seguire le indicazioni per lo stadio.

Arrivo con trasporto pubblico se sei già a Firenze

Treno

La stazione più vicina è Firenze Campo di Marte. Dista circa 10–15 minuti a piedi dallo stadio.

Bus e tram

Le linee urbane come 11, 17 e 20 fermano nei pressi del quartiere Campo di Marte. Verificare orari e direzioni in base alla zona di partenza.

Taxi

Dalle principali zone della città (inclusa Santa Maria Novella) il taxi è una soluzione diretta e rapida.

Parcheggi urbani

Chi arriva in auto in città può lasciare il veicolo in aree parcheggio esterne al quartiere e proseguire con bus/tram verso lo stadio.


Accesso per tifosi di casa e tifosi ospiti

Tifosi della Fiorentina: seguire le indicazioni del club per settori, varchi d’ingresso e parcheggi riservati.

Tifosi ospiti: il settore ospiti è generalmente indicato come Curva Ospiti / CE1 o equivalente. È necessario acquistare il biglietto dedicato e utilizzare i varchi specifici.


Informazioni utili sullo Stadio Artemio Franchi

Perché lo stadio si chiama “Artemio Franchi”?

Il nome è un omaggio ad Artemio Franchi, dirigente sportivo fiorentino, presidente FIGC e figura centrale del calcio italiano.

Perché l’Artemio Franchi è a forma di “D”?

La forma deriva dal progetto originale di Pier Luigi Nervi, influenzato dalla presenza della pista di atletica e dai vincoli urbanistici dell’area.

GUARDA LA MAPPA DELLO STADIO ARTEMIO FRANCHI DI FIRENZE

Quanti posti ha lo stadio Artemio Franchi?

La capienza attuale è di circa 24.786 posti.

Quando è stato costruito lo stadio Franchi?

Lo stadio è stato inaugurato nel 1931-1932 come Stadio Comunale.

Cosa serve per entrare allo stadio?

  • Biglietto valido per il settore assegnato.
  • Documento d’identità.
  • Rispetto del regolamento sugli oggetti ammessi/non ammessi.

Dove comprare i biglietti per la Fiorentina?

  • Portale ufficiale ACF Fiorentina – sezione biglietteria.
  • Punti vendita autorizzati.
  • Per tifosi ospiti: prevendita dedicata del club ospite o della Fiorentina.

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Conferenza stampa Spalletti pre Fiorentina Juve: «Yildiz ha comportamenti da leader di squadra, è lo spacca moduli e schemi. Italia? Sono convinto che arriverà ai Mondiali»

Conferenza stampa Spalletti pre Fiorentina Juve: ecco le sue dichiarazioni alla vigilia del match di Serie A

(Andrea Bargione inviato all’Allianz Stadium) – Domani torna la Serie A dei bianconeri con la Juventus attesa sabato alle 18:00 dalla sfida contro la Fiorentina all’Artemio Franchi. 

Nel giorno di vigilia, venerdì 21 novembre, Luciano Spalletti parla in conferenza stampa alle pre 12:00 per presentare il match davanti ai media. Calcionews24 segue LIVE le sue parole.


COME STA SQUADRA – «Abbiamo lavorato anche senza diversi giocatori. Con quelli che erano qua abbiamo approfondito delle cose. Ieri già ho visto qualcosa di nuovo, sono stati attenti e hanno messo in pratica. Anche con chi aveva 10 ore di volo ha voluto esserci e abbiamo lavorato singolarmente con tutti. Oggi sono tutti a disposizione»

DIFFICOLTA’ ATTACCO – «Si fa sempre riferimento ai numeri, non possiamo fare a meno di utilizzarli. Poi il lavoro vero è un altro. E’ un discorso di creare qualcosa, riconosciuto dai giocatori per imporci al di sopra di questa linea. Io gli ho detto questo a loro: sono in linea con quello che pensavo prima, avendoli conosciuti sono contento di aver trovato quello che speravo. Noi abbiamo tante cose, sono importanti. Per ora l’attenzione nei momenti e cose che abbiamo e saperle mettere in pratica. Noi abbiamo quasi tutto»

SEGNALI CRESCITA CHE VUOLE – «Noi abbiamo delle qualità e ci dobbiamo basare su quelle. Non dobbiamo farci travolgere da alcuni periodi che attraversiamo. Alcune qualità di cui abbiamo dubbi. Soprattutto riconosce in partita il momento giusto dove far uscire le qualità»

KOOPMEINERS – «In generale non è il ruolo che cambia il giocatore, è lui che porta il suo stile di gioco. Fa vedere che conosce anche quella posizione, come i calciatori moderni che sanno adattarsi in partita. Dobbiamo capire dove sfruttare le sue qualità, perchè in queste 3 partite ha fatto vedere le sua qualità. Lui tra l’altro ha fatto bene anche dove giocava con l’Atalanta e con Gasperini, lui però è meglio se la vede la linea dei difensore e dove imbucare. E’ uno che ha un contributo dal punto di vista di esperienza e personalità alla squadra. Noi abbiamo recuperato difensori forti come Kelly e Cabal, quindi ci può essere la possibilità di vederlo a centrocampo»

FIORENTINA – «Ci sono già stato a Firenze, la conosco bene perchè il mio passato di vita ne ho consumato tantissimo lì. Accetterò qualsiasi situazione mi trovo davanti. Poi entrerò in campo da allenatore della Juventus. Per l’amore che abbiamo per questo sport bisogna dare il meglio, con quello che farebbe l’allenatore della Juve. Io ho sempre rispettato tutti, non ho debito con nessuno dal punto di vista morale e sono sereno ad essere il tecnico della Juve anche allo stadio di Firenze. Mi aspetto una grande partita dei miei calciatori, perchè non troveremo solo una grande squadra ma una città intera. Mi aspetto che si faccia vedere che siamo gente da Juventus, professionisti da Juventus»

CAMBIO MODULO – «E’ una cosa che abbiamo accennato e che dobbiamo andare a valutare. Ma ci vogliono componenti e vi vuole ancora tempo. Abbiamo fatto pochi allenamenti tutti insieme. In questa ipotesi c’è la necessità di avere più difensori a disposizione. E’ importante avere alternative, ecco»

COSE NUOVE PIACIUTE – «Avevamo solo 7-8 giocatori si possono prendere video, parti di video e analizzare tutto. Per me è un passo in avanti, il calcio è una biblioteca aperta a tutti. Si prendono delle notizie, si discute, parlando con i giocatori. Delle cose che abbiamo detto, poi il giorno hanno poi provato a metterle in pratica»

QUALITA’ UMANA E DISPONIBILITA’ GIOCATORI (COME VLAHOVIC) – «E’ questo che fa la differenza. Bisogna conoscersi , lavorare insieme e non bisogna ‘solo passarsi il pallone’. Ne abbiamo tutte le caratteristiche, lavoriamo con bravi ragazzi. Essere della Juventus non vuol dire essere presuntuosi ma anche non subirne le pressioni. La personalità è quella cosa che tu riesci a sviluppare in base al posto in cui sei, a volte si deve modificare il nostro atteggiamento alcune volte. Un po’ sana follia e creatività, quel colpo che ti fa sobbalzare. Bisogna andare a giocare in un posto dove troviamo una squadra creata per essere una squadra forte, con un allenatore che conosco che mi piace anche come atteggiamento. Un ambiente che ha un amore per la squadra di calcio, noi dobbiamo essere al top ed essere pronti al tutto. Anche ribaltare la posizione»

YILDIZ – «Sul rinnovo non spetta a me dire nulla, la guardo e la ascolto ma è la società che lavora a riguardo. Yildiz per me è facile, è lo spacca moduli e schemi e della ‘fucilata nella notte’. Dà imprevedibilità. Chiunque accende un dialogo con Yildiz, vuol dire che lo accende con la squadra. Ha comportamenti da leader di squadra, per me è il massimo»

NAZIONALE – «Non è un problema di quello che mi hanno detto o attribuito. Inutile ritorna sugi stessi discorsi. Ci siamo resi conto che il percorso sarebbe stato questo e abbiamo il nostro obiettivo. Si è materializzato il discorso dello spareggio ma tutti si sono resi conto che di là si aveva a che fare con un Nazionale forte. La nostra Nazionale è molto forte, bisogna sostenere i giocatori della Nazionale e il ct. Altri discorsi sono cose che possono disturbare. Come noi possiamo aiutarla? Volendogli bene, supportare. Voglio bene ai calciatori e a Gattuso. Da allenatore della Juve dico che se ci fosse qualcosa di cui ha bisogno la Nazionale, saremmo contenti di metterci a disposizione per le necessità che hanno per portare i contributi di tempo e disponibilità per arrivare a fare i Mondiali. Sono convinto che avverrà, ma se si può dare una mano diamola tutti insieme perchè le difficoltà ci sono, nonostante i giocatori di livello. Presi uno per uno non vedo tante differenze: Haaland e Nusa hanno qualità top, ma anche noi. Tonali, Donnarumma non ce l’ha nessuno… Bastoni, Di Lorenzo, Calafiori, Dimarco, Mancini. Abbiamo tanta roba da mettere sul piatto. In questo momento non stiamo riuscendo a prendere il meglio con continuità, ma posso continuare a voler loro bene e dar loro ciò che necessitano perché voglio che l’Italia partecipi a questo Mondiale».

Rinnovi Bologna, i felsinei vogliono blindare i proprio gioielli: il piano per prolungare il contratto di alcuni giocatori

Rinnovi Bologna, Di Vaio sta iniziando a ragionare sulla possibilità di andare a blindare alcuni giocatori. Ecco tutti i dettagli dei prolungamenti

Il Bologna vola alto in classifica e sogna in grande, ma per consolidare il progetto tecnico la dirigenza è chiamata a un massiccio lavoro diplomatico nelle prossime settimane. Tuttosport propone questa lettura della situazione. C’è praticamente una formazione intera da blindare per dare continuità al giocattolo rossoblù. La prima pietra l’hanno posata Giovanni Sartori e Marco Di Vaio con il prolungamento del portiere Lukasz Skorupski fino al 2027, un accordo che funge da apripista per il resto della rosa.

Il piano di rinnovi tocca ogni reparto. In difesa, Juan Miranda viaggia verso un’intesa fino al 2029, mentre per il greco Lykogiannīs e il leader storico De Silvestri (in primavera) si valutano prolungamenti annuali. La nota stonata riguarda Jhon Lucumì: il colombiano, già vicino all’addio in estate, ha il contratto in scadenza nel 2027 e i dialoghi per il rinnovo non decollano. Nonostante i tentativi di Saputo, una cessione estiva appare probabile.

Grande ottimismo invece a centrocampo. La priorità è chiudere entro Natale il rinnovo di Remo Freuler fino al 2028, per sventare possibili blitz della Roma di Gasperini, suo antico mentore. Lavori in corso anche per Nikola Moro (altri due o tre anni), mentre per Tommaso Pobega il riscatto obbligatorio dal Milan (7 milioni e contratto fino al 2029) scatterà automaticamente al primo punto conquistato dal Bologna dopo il 1° febbraio.

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Infine, l’attacco, dove si blindano i gioielli. Per Jens Odgaard si prospetta un accordo fino al 2029 con opzione. Tempi più brevi per Santiago Castro: rinnovo al 2030 e stipendio raddoppiato per allontanare le sirene europee. La ciliegina sulla torta sarà “Orsonaldo”: per Riccardo Orsolini è pronto un contratto “a vita” (2029 più opzione) che lo renderà il più pagato della rosa con 3 milioni a stagione.

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