Pagina 578 – Calcio News 24

Formazioni Ufficiali Parma Como, le scelte per il match

Formazioni ufficiali Parma Como, le scelte in vista del match di Serie A. Il punto

Oggi la sfida valida per l’attuale giornata di Serie A Parma Como. Ecco gli schieramenti del match.

Parma (3-5-2): Suzuki; Delprato, Circati, Valenti; Britschgi, Bernabé, Keita, Estévez, Ordonez; Cutrone, Pellegrino

Como (3-5-1-1): Butez; Smolčić, Diego Carlos, Kempf; Vojvoda, Perrone, Caqueret, Da Cunh, Alberto Moreno; Nico Paz; Morata

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Formazioni Ufficiali Udinese Lecce, le scelte per il match

Formazioni ufficiali Udinese Lecce, le scelte in vista del match di Serie A. Il punto

Oggi la sfida valida per l’attuale giornata di Serie A Udinese Lecce. Ecco gli schieramenti del match.

Udinese (3-5-2): Okoye; Goglichidze, Kabasele, Solet; Zanoli, Ekkelenkamp, Karlstrom, Atta, Kamara; Zaniolo, Davis. A disposizione: Sava, Padelli, Lovric, Zarraga, Gueye, Bertola, Bayo, Palma, Buksa, Ehizibue, Piotrowski, Zemura, Miller, Modesto. All. Runjaic

Lecce (4-3-3): Falcone; Veiga, Gaspar, Gabriel, Gallo; Helgason, Ramadani, Berisha; Pierotti, Stulic, Morente. A disposizione: Fruchtl, Samooja, Ndaba, Siebert, Sala, N’Dri, Banda, Kouassi, Camarda, Coulibaly, Pierret, Kaba, Maleh. All. Di Francesco 

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Convocati Bologna, le scelte in casa rossoblu per il match contro la Fiorentina

Convocati Bologna: la lista di Niccolini per la trasferta contro la Fiorentina. La situazione

Il Bologna si prepara alla sfida contro la Fiorentina con una lista di giocatori selezionati da Daniel Niccolini pronta a scendere in campo. La squadra rossoblù si presenta con un gruppo completo, seppur con alcune assenze forzate, che saranno decisive per il modulo e le scelte tattiche dell’allenatore.

Per quanto riguarda i portieri, i convocati Bologna includono Pessina, Ravaglia e Skorupski, pronti a garantire sicurezza tra i pali. La difesa sarà invece composta da un gruppo eterogeneo che unisce esperienza e freschezza atletica: Casale, De Silvestri, Heggem, Holm, Lucumi, Lykogiannis, Miranda, Vitik e Zortea sono i difensori a disposizione di Niccolini. Questi elementi offriranno copertura e dinamismo, permettendo al tecnico di adattarsi alle strategie offensive della Fiorentina.

A centrocampo, i convocati Bologna comprendono Fabbian, Ferguson, Freuler, Moro, Pobega e Sulemana, pronti a garantire equilibrio tra interdizione e costruzione di gioco. La loro versatilità sarà fondamentale per supportare l’attacco e mantenere solidità nelle fasi di non possesso.

In attacco, la lista dei convocati Bologna vede nomi di grande qualità e imprevedibilità: Bernardeschi, Cambiaghi, Castro, Dallinga, Dominguez, Orsolini e Rowe. Questi attaccanti rappresentano le principali opzioni offensive di Niccolini e saranno chiamati a creare pericoli costanti alla difesa avversaria, sfruttando velocità, tecnica e capacità di finalizzazione.

Tra le note negative della lista dei convocati Bologna c’è l’assenza di Jens Odgaard, che non sarà disponibile a causa dei postumi di una contusione al ginocchio sinistro rimediata durante l’allenamento di giovedì. Il danese resta un elemento chiave per l’attacco del Bologna, e la sua assenza obbliga Niccolini a rivedere alcune soluzioni offensive, privilegiando i giocatori più pronti e in forma.

La lista dei convocati Bologna riflette quindi un equilibrio tra esperienza e giovani di prospettiva, con Niccolini pronto a sfruttare al meglio le caratteristiche dei suoi giocatori. L’obiettivo è quello di affrontare la Fiorentina con una squadra compatta e capace di reagire alle difficoltà, puntando su intensità e organizzazione in campo. Ogni reparto avrà un ruolo chiave per garantire un Bologna competitivo e determinato a ottenere punti preziosi in trasferta.

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Calciomercato Roma, Zirkzee richiesto da Gasperini per gennaio. La situazione attuale

Calciomercato Roma: Gasperini chiede rinforzi in attacco, nel mirino Kalimuendo e Zirkzee

Il calciomercato Roma entra già nel vivo, con la dirigenza giallorossa pronta a intervenire per risolvere uno dei problemi più evidenti di questo inizio stagione: la mancanza di gol. Dopo dieci partite, la squadra di Gian Piero Gasperini fatica a trovare la via della rete, nonostante una manovra offensiva che spesso riesce a costruire occasioni importanti. Il vero problema, come sottolineato anche dall’ambiente, risiede nei centravanti: Artem Dovbyk ed Evan Ferguson non stanno riuscendo a incidere.

Il bilancio parla chiaro: un solo gol complessivo dei due attaccanti in tutte le competizioni. La Roma crea, arriva con facilità negli ultimi venti metri, ma fallisce regolarmente in fase di finalizzazione. Gasperini ha cercato di proteggere pubblicamente i suoi giocatori, ma la delusione è palpabile. L’Olimpico, giovedì sera, ha fischiato Dovbyk dopo un’altra prova sottotono, segno di un rapporto ormai incrinato.

Il tecnico, pur apprezzando l’impegno, è consapevole che serva una svolta. Ferguson, ancora alla ricerca della giusta condizione fisica e mentale, appare spesso fuori dal gioco e poco integrato nei meccanismi tattici. Dovbyk, invece, pur avendo segnato contro il Verona, non ha trovato continuità. Il risultato è un attacco sterile: appena cinque reti tra campionato e coppe, tre delle quali realizzate da Soulé e solo due da veri centravanti.

La dirigenza, guidata da Massara, ha quindi deciso di muoversi con decisione sul calciomercato Roma, già in vista della sessione invernale. Gli obiettivi principali sono due: Arnaud Kalimuendo e Joshua Zirkzee. Entrambi stanno trovando poco spazio in Premier League e potrebbero accogliere con entusiasmo un trasferimento nella Capitale. Kalimuendo, acquistato dal Nottingham Forest per circa 30 milioni, non ha giocato nelle ultime quattro partite; Zirkzee, invece, è ai margini del progetto del Manchester United, con appena 82 minuti all’attivo.

Massara studia la formula giusta: un prestito con diritto di riscatto è l’opzione più concreta, in modo da garantire a Gasperini un rinforzo immediato senza appesantire il bilancio. L’obiettivo è chiaro: ridare pericolosità e fiducia al reparto offensivo, permettendo alla Roma di tornare a competere ai livelli che le competono.

Con ancora due mesi all’apertura della finestra di gennaio, il calciomercato Roma promette scintille: l’attacco sarà il primo reparto a essere rivoluzionato, con l’intento di trovare finalmente il goleador che manca ai giallorossi da troppo tempo.

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Piqué risponde ancora al Real Madrid: «Noi rubiamo? Ora basta! Adesso parlo io, e su Yamal…»

Piqué risponde alle accuse del Real Madrid e celebra Yamal: “A Madrid lo vorrebbero tutti”

L’ex difensore del Barcellona difende il club catalano dalle polemiche e parla del futuro del giovane talento blaugrana, simbolo della nuova generazione del Barça.

Gerard Piqué ha parlato nel giorno immediatamente precedente il big match tra Real Madrid e Barça, affrontando con franchezza alcune delle tensioni storiche tra i due club e soffermandosi anche sul talento emergente Lamine Yamal. L’ex difensore blaugrana, oggi presidente della Kings League, ha voluto chiarire il punto di vista del Barça sulle critiche rivolte al club da parte dei madrileni: «Ci dicono che rubiamo, ma noi rispondiamo che è una versione infondata».

Quando è stato chiesto a Piqué che cosa rappresenti Yamal per i blaugrana, la risposta è stata altrettanto netta: «Lamine è qualcosa di speciale. A Madrid sarebbero felici di averlo. Se viene criticato? È comprensibile: in un club come il Real le attese sono immense». Il riferimento è chiaro: Yamal è visto come un talento purissimo, capace di offrire visione di gioco e personalità in campo, e il Barça è ben consapevole che potrebbe non trattenere per sempre un ragazzo tanto promettente.

Piqué ha poi commentato la trasformazione complessiva del calcio moderno, ricordando che, ai suoi tempi, molti giocatori affrontavano le partite in condizioni ben diverse rispetto ad oggi: «Ho giocato con compagni che fumavano due sigarette prima della partita. Oggi, se non sei al massimo ogni giorno, non puoi competere. I giovani arrivano con un approccio diverso: curano ogni aspetto della preparazione».

La sua dichiarazione risuona come un mix di orgoglio e avvertimento: il Barça non indietreggia dinanzi alle accuse, ma aspira a costruire un futuro in cui giovani come Yamal possano essere protagonisti. Allo stesso tempo, Piqué suggerisce che la gestione del talento non è eterna: «Non sappiamo per quanto tempo potremo ancora godercelo», ha ammesso riguardo a Yamal, sottolineando la delicatezza del momento e l’importanza di gestire bene le prospettive del ragazzo.

In sintesi, Piqué ha voluto restituire dignità al modo di operare del Barça, riaffermando che l’accusa di “rubare” non rende giustizia a quanto costruito dal club catalano. E nel contempo ha acceso i riflettori sul futuro, incarnato da un Yamal che già oggi viene considerato una stella di domani e un potenziale oggetto del desiderio del Real Madrid.

Napoli, Conte rivoluziona tutto in vista della gara contro l’Inter? La situazione

Napoli, Conte prepara la rivoluzione tattica per sfidare l’Inter: emergenza infortuni e nuovo modulo

Il Napoli si avvicina al big match contro l’Inter in un momento particolarmente complicato, segnato da numerosi infortuni che stanno mettendo a dura prova le scelte di Antonio Conte. L’allenatore azzurro dovrà infatti rinunciare a diversi titolari, ridisegnando completamente la formazione per cercare di mantenere alta la competitività.

L’elenco degli indisponibili è lungo e pesante: Rasmus Hojlund non ha recuperato da un affaticamento muscolare, mentre Alex Meret è stato costretto allo stop a causa di una frattura al piede destro. A loro si aggiungono le assenze di Stanislav Lobotka, Amir Rrahmani, Romelu Lukaku e Contini, che riducono drasticamente le opzioni a disposizione del tecnico. Una situazione di vera e propria emergenza per il Napoli, chiamato comunque a reagire contro una delle squadre più in forma del campionato.

Conte studia un nuovo Napoli

Di fronte a queste difficoltà, Conte ha deciso di mettere in campo un “piano alternativo”, sperimentando una soluzione tattica diversa dalle prime giornate di Serie A. Non ci sarà un centravanti di ruolo: il tecnico ha scelto di affidarsi a David Neres come falso nove, al centro di un sistema offensivo più fluido e dinamico. L’attaccante brasiliano dovrà muoversi tra le linee, creando spazi e opportunità per gli inserimenti dei compagni, in un Napoli che punterà molto sulla velocità e sull’imprevedibilità.

La panchina vedrà invece Lucca pronto a subentrare nel corso della partita, mentre Conte si affiderà ai suoi uomini di maggiore esperienza per guidare il nuovo assetto.

Il modulo del Napoli per l’Inter

Il Napoli dovrebbe scendere in campo con un 4-1-4-1 innovativo e flessibile: tra i pali ci sarà Milinkovic-Savic, protetto da una linea difensiva formata da Di Lorenzo, Juan Jesus, Buongiorno e Spinazzola. Davanti alla difesa agirà Gilmour, incaricato di dare equilibrio e impostare la manovra, mentre in mediana ci saranno Politano, Anguissa, De Bruyne e McTominay, pronti a supportare Neres nel ruolo di falso nove.

Emergenza e fiducia

Nonostante le assenze, Conte ha trasmesso fiducia all’ambiente azzurro, convinto che il gruppo possa reagire con compattezza e determinazione. Il Napoli, chiamato a dimostrare carattere e spirito di sacrificio, vuole trasformare l’emergenza in un’opportunità per riscoprire la propria identità e dare un segnale forte in una gara che può valere molto più dei tre punti.

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Infortunio Jashari, pronto il rientro del centrocampista rossonero. La situazione in casa Milan

Infortunio Jashari: il centrocampista del Milan verso il rientro, tifosi in delirio per il suo messaggio social

L’infortunio Jashari sembra ormai alle spalle: il centrocampista del Milan è pronto a tornare in campo e a dare nuova linfa al centrocampo rossonero. Dopo settimane di stop, Ardon Jashari ha fatto sognare i tifosi con un messaggio inequivocabile pubblicato sui social: una clessidra e un paio di scarpini, simbolo dell’attesa ormai agli sgoccioli e della voglia di tornare protagonista. Bastano pochi elementi per infiammare l’ambiente milanista, che attende con ansia il rientro di uno dei suoi giocatori più importanti.

L’infortunio di Jashari lo ha costretto a restare lontano dai campi per diverse settimane, creando non pochi problemi a Massimiliano Allegri. Il tecnico rossonero considera il giovane centrocampista svizzero una pedina chiave per l’equilibrio tattico della squadra, grazie alla sua capacità di unire corsa, intensità e qualità nel palleggio. La sua assenza si è fatta sentire soprattutto nelle ultime uscite, in cui il Milan ha faticato a gestire il ritmo della partita e a mantenere solidità nella zona nevralgica del campo.

Il rientro di Jashari, previsto nei prossimi giorni, viene vissuto come un vero e proprio “acquisto” di gennaio per i rossoneri. Il suo ritorno offrirà infatti nuove soluzioni ad Allegri, che potrà alternarlo con altri centrocampisti e gestire meglio le energie di un gruppo provato da impegni ravvicinati e da una lunga serie di acciacchi fisici. Il Milan, in questo momento, ha bisogno di ritrovare compattezza e dinamismo, e l’apporto di Jashari potrebbe rivelarsi determinante per ritrovare equilibrio e fluidità di manovra.

Dal punto di vista tattico, il ritorno di Jashari permetterà al tecnico di sperimentare nuovamente moduli più offensivi, sfruttando la sua capacità di recupero palla e la rapidità nelle transizioni. In fase di non possesso, il suo pressing alto e la capacità di leggere le linee di passaggio avversarie sono armi fondamentali per dare stabilità a tutta la squadra.

Il Direttore Sportivo Tare, insieme allo staff medico, ha seguito da vicino ogni fase del recupero, assicurandosi che il centrocampista potesse rientrare solo al 100% della forma. Ora la corsa contro il tempo è finita: Jashari è pronto a tornare e a prendersi di nuovo il suo posto nel cuore del centrocampo rossonero. Dopo settimane di attesa, l’infortunio Jashari diventa solo un ricordo, e il Milan può finalmente riabbracciare uno dei suoi talenti più preziosi.

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Pepe difende Tudor: «La storia bianconera non si cambia. Per la Juve lui…»

Pepe difende la Juve ma lancia un messaggio a Tudor: «La storia bianconera non si cambia»

Simone Pepe, ex esterno offensivo della Juventus, è tornato a parlare del presente bianconero e dell’operato di Igor Tudor, attuale allenatore della squadra. Intervistato da Tuttosport, l’ex giocatore ha espresso grande rispetto per l’allenatore croato, ma anche qualche riserva sulle sue recenti dichiarazioni.

«Non sono d’accordo con tutto ciò che dice Tudor», ha ammesso Pepe. «La storia della Juve non si cambia: questo club vive per vincere. Alla Juventus ti ricordano solo se porti a casa i trofei».

Il legame con Conte e il Dna Juve

Ripercorrendo la sua carriera, Pepe ha ricordato l’emozione della firma con la Juve e l’impatto di Antonio Conte: «È stato l’uomo più importante della mia carriera. Con Conte abbiamo capito cosa significa il Dna Juve: sacrificio, mentalità e vittoria. Ricordo ancora le ripetute sotto 40 gradi a Philadelphia: dopo quella fatica, lui ci disse che aveva capito di avere degli eroi in squadra».

L’ex esterno ha poi ricordato l’importanza dello spogliatoio in quegli anni, con campioni come Vidal, Pirlo e Chiellini: «Quando arrivò Vidal, ci chiedemmo tutti da che pianeta fosse. Aveva un motore incredibile, come pochi».

Il momento attuale della Juventus di Tudor

Parlando della Juventus attuale, Pepe ha sottolineato le difficoltà del nuovo corso targato Tudor: «Vedo le stesse fragilità di inizio ciclo che avevamo noi. Ma la società fa bene a difendere Tudor: ricostruire richiede tempo, compattezza e fiducia. Serve tornare a essere una famiglia».

Secondo Pepe, la presenza di Chiellini in società può essere un punto di forza: «Con Giorgio ho condiviso tanto. Ha un’autorevolezza naturale e sa sempre quando intervenire. Se c’è lui, il cuore Juve batte ancora».

«Proteggere Tudor e ripartire insieme»

Pepe invita l’ambiente bianconero a restare unito: «Dopo la gara di Madrid ho visto segnali positivi. La Juve è tornata umile e concentrata. Ma bisogna proteggere Tudor in tutto e per tutto: anche se non sempre condivido le sue parole, in questo momento serve coesione. Quando ricostruisci, l’unità è tutto».

L’ex giocatore chiude con un messaggio chiaro: «Accontentarsi non è da Juve. Ma con Tudor e un gruppo compatto, la squadra può tornare presto ai livelli che le competono».


Sassuolo, Grosso: «Contro la Roma capiremo il nostro valore. Su quel giocatore dico questo»

Sassuolo, Grosso carica la squadra: “Contro la Roma dovremo toccare i nostri picchi”. Le parole

Il Sassuolo si prepara a una sfida impegnativa contro la Roma, e l’allenatore Fabio Grosso ha parlato in conferenza stampa alla vigilia del match, trasmettendo fiducia ma anche consapevolezza delle difficoltà che attendono i neroverdi.

Grosso ha sottolineato come la squadra stia seguendo un percorso di crescita continua, in cui ogni partita rappresenta una tappa importante: «Quello che è successo prima non conta, dobbiamo concentrarci solo su ciò che ci aspetta. Siamo contenti del lavoro che stiamo facendo, ma contro la Roma servirà una prestazione di altissimo livello. Affronteremo una grande squadra, con un allenatore preparato, e dovremo toccare i nostri picchi per portare a casa un risultato positivo».

L’allenatore del Sassuolo ha poi chiarito che non ama definire queste partite come “esami di maturità”, ma piuttosto come tappe di un cammino tecnico e mentale: «Non ci sono esami, solo momenti di crescita. Ogni sfida ci mette di fronte a ostacoli diversi, e contro una squadra come la Roma sarà fondamentale il coraggio. Dovremo fare una gara intensa, compatta e di grande qualità, mettendo in campo il meglio che abbiamo sia a livello individuale che collettivo».

Sul fronte degli infortuni, Grosso ha confermato che ci saranno assenze pesanti: «Muharemovic non sarà disponibile. Abbiamo fuori anche Tarik, Satalino, Boloca e Pieragnolo, mentre Skjellerup ha avuto un fastidio in settimana. Nonostante questo, il gruppo è motivato e chi scenderà in campo saprà farsi trovare pronto».

Il tecnico ha poi analizzato le difficoltà tattiche della sfida, consapevole della forza dell’avversario: «Sappiamo che la Roma è una squadra di grande qualità fisica e tecnica. Pensare di resistere per novanta minuti solo difendendo sarebbe impossibile. Dovremo essere bravi a soffrire nei momenti giusti, ma anche ad attaccare e creare pericoli quando avremo il pallone. Il Sassuolo ha le qualità per mettere in difficoltà chiunque, ma servirà la partita perfetta».

Grosso ha chiuso con un bilancio sui progressi della squadra: «Siamo tra le formazioni più concrete del campionato e abbiamo già collezionato diversi clean sheet. Questo significa che la solidità sta crescendo. È su questa base che dobbiamo costruire la nostra identità e valorizzare le qualità offensive dei nostri giocatori».

Con queste parole, Fabio Grosso ha voluto trasmettere fiducia e determinazione a tutto l’ambiente Sassuolo, pronto a dare battaglia all’Olimpico per confermare i segnali di crescita mostrati nelle ultime settimane.

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Malesani: «Pioli? Credo che il problema alla Fiorentina sia questo»

Malesani si esprime così sulla Fiorentina e ovviamente sulla sfida contro il Bologna

Alberto Malesani, vincitore della Coppa UEFA col Parma e riconosciuto precursore tattico, su La Gazzetta dello Sport analizza il momento di Fiorentina e Bologna, due piazze che ha vissuto da tecnico. Con la sua visione acuta, elogia Vincenzo Italiano, critica le incertezze di Stefano Pioli e indica i giocatori chiave per entrambe le squadre.


VINCENZO ITALIANO – «Ita è bravo. Molto bravo. Non c’è niente da dire. Lo ha dimostrato, sbaglia raramente, sa mettere quello in cui crede a disposizione dei giocatori, ha un’idea precisa e coraggio. Ovviamente gli faccio un grande in bocca al lupo per la guarigione: Vincenzo Italiano, Ita, incide, evidentemente anche da lontano…».


STEFANO PIOLI – «Stefano Pioli? Ho l’idea che non sia ancora riuscito a trovare il suo undici, la base dalla quale partire. E magari nemmeno l’assetto per poter decollare. Ma ehi, calma, parliamo di un bravo allenatore che guida una squadra forte, quindi…»


LE VITTORIE IN COPPA IN SETTIMANA – «Una spinta emozionale enorme. Il Bologna sta esprimendo un calcio più internazionale anche per il fatto che Italiano sa preparare sfide-duelli, l’uno contro uno, quelle in cui o la va o la spacca; nelle finali con la Fiorentina fu anche sfortunato ma la Coppa Italia vinta la stagione scorsa dimostra il suo ottimo lavoro. Lo conosco bene: era già un giocatore che “leggeva”, studiava, molto attento alle situazioni tattiche, intelligente, oltre che importante».


IL MOMENTO VIOLA – «Non dimentichiamoci di una cosa: Pioli è Pioli un allenatore che ha saputo dimostrare qualcosa eh… Credo che l’ambiente gli voglia comunque bene, e questo è assolutamente importante. Ma se non vinci succede così, ti criticano, Firenze poi è particolarmente umorale. Il concetto legato al fatto dell’essere benvoluto è comunque un aspetto da non trascurare: per uscirne presto e anche bene può aiutare. E anche molto. L’ultima posizione in classifica? E’ stato anche sfortunato, non dimentichiamolo, ma riparliamone fra 4-5 giornate del dove sarà la Fiorentina: credo non certamente lì…»


LA DIFFERENZA TRA I DUE CLUB – «Ho l’impressione che Pioli debba ancora ingranare, quindi inquadrare il gruppo di riferimento attorno al quale costruire definitivamente, col quale sviluppare le proprie idee. E forse anche il modulo giusto per far sì che tutto si esprima al meglio. Ma Firenze è questa, o ti ama o ti odia: io ho avuto la fortuna di essere amato ma il popolo fiorentino, più di quello bolognese, ama divertirsi. A Bologna piace il bel calcio ma se non succede non ne fa una tragedia; Firenze, invece, se non c’è il divertimento non ti perdona. Quanto ai rossoblù c’è una persona in società che lavora benissimo e anche in silenzio: trovando primi attori e co-protagonisti alla perfezione, quindi titolari e validissime alternative, si chiama Giovanni Sartori e non lo scopro certamente io».


I GIOCATORI DETERMINANTI – «Scelgo Moise Kean sicuramente: mi piace, mi piace davvero molto. L’anno scorso con Raffaele Palladino ha avuto grossi benefici, ha momenti in cui è assolutamente dominante, ma gli altri devono aiutarlo ad esserlo sempre, a far sì che possa mettere in moto la propria macchina che è fra le migliori. Nel Bologna ci sono tanti giocatori che sceglierei, mi faccia pensare un attimo… Riccardo Orsolini vive anni ottimi, Santiago Castro mi piace molto, Odgaard sa essere importantissimo; ma alla fine scelgo quel giocatore del quale “Ita” fa quasi mai a meno, Remo Freuler: un maestro, c’è sempre e comunque, anche quando non lo vedi».

Milan, insufficiente il rendimento dopo il pareggio di ieri? L’editoriale

Il Milan deve fare molto di più rispetto alla concorrenza? Ecco la situazione

Dopo l’inaspettato pareggio per 2-2 con il Pisa, Franco Ordine, nel suo editoriale per il Corriere dello Sport, pone l’accento sulla cifra tecnica complessiva del Milan, ritenendola insufficiente per ambire a grandi traguardi, nonostante il vantaggio di giocare una sola partita a settimana. La gestione della rosa da parte di Allegri, con soli 19 giocatori di movimento, si rivela un limite evidente, tanto che «basta avere 4-5 assenti per ridurre anche la panchina a un paio di sostituti veri». Questa situazione, lungi dall’essere un alibi, evidenzia le colpe di un Milan «troppo pigro» che rischia di incassare critiche e sconfitte inaspettate.
Il pareggio subito contro il Pisa, dopo un iniziale vantaggio di Leao, è visto come l’inevitabile conseguenza di un atteggiamento troppo prudente:

«Il pareggio di Cuadrado sembra quasi , sufficiente in altre occasioni». L’idea di tirarsi indietro dopo un gol non può essere l’unica soluzione tattica. Le assenze pesano, in particolare quelle di Rabiot, «perfetto equilibratore del centrocampo» che non trova in Ricci un sostituto all’altezza, e Pulisic, il goleador più efficiente della squadra.
Allegri, non a caso, continua a ribadire l’obiettivo della Champions League (74 punti), nonostante il gol lampo di Leao che ha illuso su un facile successo. Il pareggio, pur arrivato alla fine di un «assedio cieco e poco geometrico», può essere considerato un «punto utile, un premio inatteso oltre che una batosta evitata». Questo risultato, infatti, solleva interrogativi sulla solidità del primato e sulla gestione di un gruppo ridotto nei numeri e, soprattutto, nella tecnica e nella personalità.
Se Leao, con i suoi recenti squilli, è capace di mascherare altre lacune, la partita contro il Pisa ha evidenziato i limiti di un centravanti che non riesce a guadagnarsi spazio e a esprimersi al meglio. La questione di fondo, secondo Ordine, rimane aperta: «E cioè quando il Milan deve fare la partita, quando deve imporre ritmo e geometrie, quando deve far valere la differenza di cifra tecnica, vista e segnalata solo in due esponenti, Leao e Modric, beh allora qualche altro limite per una potenziale capolista si intravede». In sintesi, il Milan deve fare i conti con la sua realtà: una rosa numericamente e qualitativamente limitata che fatica a imporre il proprio gioco e a mantenere la concentrazione per tutti i 90 minuti.

Fiorentina Bologna, i rossoblu devono far attenzione a quel precedente

Fiorentina Bologna e un precedente da non sottovalutare per la squadra rossoblu


La sfida Fiorentina Bologna si presenta come uno degli incroci più interessanti del campionato, non solo per il valore delle due squadre, ma anche per la storia che accompagna questo confronto. Secondo quanto riportato da Il Resto del Carlino, c’è un precedente che riporta la mente al lontano 1977, quando la Fiorentina visse un avvio di stagione molto simile all’attuale: sette giornate senza vittorie e una crisi di risultati che trovò sollievo proprio nella gara contro il Bologna. All’epoca, i viola riuscirono a imporsi per 1-0 grazie a un gol di Orlandini, rompendo un digiuno che rischiava di diventare pesante.

Oggi, quasi cinquant’anni dopo, la storia sembra voler ripetersi. Anche in questa stagione la Fiorentina fatica a trovare il successo, e l’incontro con il Bologna rappresenta una possibile svolta. Il clima a Firenze è teso: la squadra di Italiano (o del suo eventuale successore) non riesce a concretizzare il proprio gioco, e il “Franchi” attende una reazione decisa.

Dall’altra parte, il Bologna arriva alla sfida con rinnovato entusiasmo. I rossoblù hanno mostrato solidità e carattere, confermando quanto di buono fatto nella scorsa stagione. La squadra emiliana è una delle più organizzate del campionato, con un reparto offensivo in crescita e un centrocampo capace di dominare il ritmo della partita. Nonostante la tradizione sfavorevole al “Franchi” – dove la Fiorentina ha vinto la maggior parte dei confronti – il Bologna sa che il momento è propizio per invertire la tendenza.

Il bilancio dei confronti Fiorentina Bologna parla chiaro: oltre settanta incontri in Serie A, con i viola avanti nel numero di vittorie. Tuttavia, negli ultimi anni la distanza si è accorciata, grazie a una serie di partite equilibrate, spesso decise da episodi. Anche in questa occasione, l’aspetto psicologico potrebbe fare la differenza: la Fiorentina ha perso diversi punti nei finali di gara, mentre il Bologna è una delle squadre più efficaci nei minuti che precedono l’intervallo, con quattro reti segnate in quel frangente di gioco.

In vista di questo nuovo capitolo del derby dell’Appennino, entrambe le squadre hanno molto da dimostrare. La Fiorentina cerca il riscatto per rilanciarsi in classifica, mentre il Bologna punta a confermare la propria crescita e a sfruttare le incertezze viola. Se la storia ha un senso, come suggerisce Il Resto del Carlino, la sfida Fiorentina Bologna promette di essere, ancora una volta, un crocevia di emozioni, rivalità e rinascita calcistica.


Napoli Inter, la vittoria dipenderà dai diversi duelli in campo. Le possibili mosse di Conte e Chivu per prendersi la vetta della classifica in solitaria per una notte

Napoli Inter, grande attesa per il big match di questa sera. In palio la vetta della classifica solitaria in attesa della Roma domani.

Napoli-Inter è la sfida della giornata, ancora di più dopo il pareggio del Milan: chi vince tra Conte e Chivu approfitta del regalo di Gilardino e si va a piazzare in testa alla classifica, in attesa di sapere se la Roma domani andrà ad agganciarsi in caso di vittoria sul campo del Sassuolo. Al Maradona sarà una partita con all’interno diverse sfide. Ecco un’analisi de La Gazzetta dello Sport sui tanti motivi di interesse dell’incontro.

1) Politano vs Dimarco. «É un confronto che si decide sui centimetri del primo passo: se uno scatta, l’altro faticherà a stargli dietro. E in una partita di dettagli, la loro fascia di competenza può diventare la sorgente dalla quale sgorgano i palloni giusti».

2) De Bruyne vs Barella. «Parlando di attualità, i due calciatori vivono momenti opposti: De Bruyne non ha ancora convinto appieno il Napoli e soprattutto Conte, alimentando persino dubbi sull’opportunità del suo arrivo, nonostante le 3 reti segnate in campionato e i 2 assist dorati contro lo Sporting in Champions. Barella invece è l’architrave della struttura costruita da Chivu, tanto da regista quanto da mezzala: a Bruxelles ha riposato proprio per essere fresco allo stadio Maradona».

3) Gilmour vs Calhanoglu. «L’Inter porta bene a Billy Gilmour, che da quando è in Italia ha sempre giocato da titolare contro i nerazzurri. Un anno fa, come oggi, l’occasione gliela diede un infortunio a Lobotka. E così toccò a Billy marcare molto da vicino Hakan Calhanoglu. Che nel frattempo, nonostante una nuova stagione e un nuovo allenatore sulla panchina interista, non ha cambiato le buone e vecchie abitudini: è sempre lui il faro dell’Inter, centro di gravità del gioco nerazzurro».

4) Beukema vs Bonny. «Il difensore del Napoli sta faticando a garantire quella solidità che il Napoli sembra aver perso dopo l’infortunio di Rrahmani. La punta ex Parma, invece, gara dopo gara sta dimostrando di non soffrire di vertigini e di poter essere un’alternativa di valore alla Thula». LEGGI ANCHE >>> Ultime Notizie Serie A: tutte le novità del giorno sul massimo campionato italiano

Tudor Juventus, la società ha preso una decisione: il messaggio al tecnico croato è molto chiaro. Le ultimissime sul club bianconero

Tudor Juventus, la sfida della verità: la crisi non si arresta. Il tecnico croato non può permettersi errori contro la Lazio. Ecco i dettagli.

La Juventus attraversa un momento nero, con risultati che fanno preoccupare tifosi e dirigenza. Il digiuno di vittorie si protrae da sette partite consecutive tra Serie A e Champions League, un’astinenza che dura ormai dal 13 settembre, giorno del pirotecnico 4-3 contro l’Inter. Cinque pareggi e due sconfitte hanno accompagnato la squadra di Tudor, mettendo l’allenatore croato sotto pressione e costringendo la società a valutare attentamente la situazione.

Il momento critico ricorda le difficoltà vissute dalla Juventus nella stagione 2008/09, quando Claudio Ranieri guidava la squadra. Allora la Signora mise insieme otto partite senza vittorie tra aprile e maggio, un record negativo che Tudor rischia di eguagliare se domani sera contro la Lazio non arriveranno i tre punti. La memoria storica dei tifosi torna inevitabilmente a quei giorni difficili, aumentando la tensione attorno a Tudor.

Nonostante i risultati, la dirigenza per ora conferma la fiducia all’allenatore. Dopo un incontro con tutta la squadra, i vertici bianconeri hanno ribadito che il sostegno a Tudor c’è, ma a una condizione: servono immediatamente segnali di svolta. Una vittoria contro la Lazio non è più solo un obiettivo, ma un vero e proprio ultimatum per riportare fiducia e morale all’interno dello spogliatoio e tra i tifosi. La comunicazione interna della società è chiara: la pazienza ha un limite, e Tudor è chiamato a invertire la rotta senza indugi.

La trasferta contro la Lazio diventa così la partita della verità per Tudor Juventus. Il tecnico non può più permettersi alibi, nemmeno considerando le difficoltà degli avversari, anch’essi alle prese con problemi di formazione. I bianconeri devono scendere in campo con determinazione, lucidità e organizzazione tattica per ottenere i tre punti e interrompere la striscia negativa.

Oltre all’aspetto sportivo, la posta in gioco è anche psicologica: un successo rilancerebbe la squadra e darebbe nuova fiducia a Tudor, rafforzando la sua posizione e evitando che la crisi peggiori ulteriormente. La stagione della Juventus resta lunga, ma ogni partita persa rischia di compromettere obiettivi importanti, come la qualificazione alla Champions e la rincorsa allo Scudetto.

In sintesi, per Tudor, la sfida contro la Lazio non è solo un match da vincere: è un banco di prova per dimostrare capacità di gestione, leadership e di rimettere in carreggiata una squadra finora deludente. La risposta arriverà domani all’Olimpico, tra pressione, nervi tesi e la voglia di far tornare la Vecchia Signora a sorridere. LEGGI ANCHE >>> Ultime Notizie Serie A: tutte le novità del giorno sul massimo campionato italiano

Sampdoria, la decisione della FIGC sul passaggio interno di quote societarie: buone notizie per il club doriano. Ecco le sanzioni

Sampdoria, la FIGC decide: niente penalizzazione, solo multe e inibizioni per i dirigenti. Ecco le decisioni prese dalla Giustizia Sportiva.

Buone notizie per la Sampdoria, che può tirare un sospiro di sollievo dopo settimane di incertezza. La giustizia sportiva ha infatti emesso il verdetto sull’indagine relativa al passaggio interno di quote societarie, avvenuto nell’autunno del 2024. Come riportato da Primocanale.it, le sanzioni comminate dalla FIGC si sono rivelate lievi, scongiurando la temuta penalizzazione in classifica per il club blucerchiato.

Multe per la dirigenza della Sampdoria

Le figure di vertice della Sampdoria sono state colpite da sanzioni economiche ma non da provvedimenti sportivi più pesanti. Il presidente Matteo Manfredi, protagonista della fase di rilancio della società, e l’amministratore delegato Raffaele Fiorella dovranno pagare un’ammenda di 12 mila euro ciascuno. Si tratta di un provvedimento che, seppur significativo, non compromette la stabilità finanziaria del club.

L’indagine della Procura Federale

La Procura Federale aveva acceso i riflettori sull’acquisizione del 58% delle quote della Sampdoria da parte della KickOff Ventures, società riconducibile all’imprenditore di Singapore Joseph Tey. L’inchiesta verteva su presunte irregolarità nella trasmissione della documentazione necessaria all’approvazione dell’operazione, presentata — secondo la Federazione — in ritardo o in modo incompleto.

Nonostante ciò, gli organi della FIGC hanno riconosciuto che non vi erano elementi tali da configurare una violazione grave delle norme federali, evitando quindi una sanzione che avrebbe potuto influire direttamente sul campionato della Sampdoria.

Inibizioni e ammenda per il club

Oltre alle multe, la giustizia sportiva ha disposto tre mesi di inibizione per alcune figure centrali nell’operazione societaria. Tra queste figurano Nathan Waker, rappresentante degli azionisti della Doria, lo stesso Joseph Tey e i legali rappresentanti della KickOff Ventures, Elena Guaraldi e Pierre Xavier Goffinet.

Alla Sampdoria, invece, è stata inflitta una multa di 7.500 euro come persona giuridica. Un provvedimento minimo, che permette alla società di concentrarsi pienamente sul campo e sul suo obiettivo stagionale: riportare entusiasmo e stabilità dopo mesi turbolenti.

Per i tifosi blucerchiati arriva dunque una notizia rassicurante: la Sampdoria non subirà penalizzazioni sportive e potrà continuare il proprio percorso senza intoppi in classifica. Una piccola vittoria amministrativa che restituisce serenità a tutto l’ambiente doriano. LEGGI ANCHE >>> Ultime Notizie Serie A: tutte le novità del giorno sul massimo campionato italiano

Milan, il pareggio contro il Pisa ha evidenziato un problema: l’idea di Allegri in vista del calciomercato di gennaio

Milan, allarme rosa corta: Allegri chiede rinforzi per evitare un crollo di rendimento. Il tecnico ha le idee chiare su come muoversi a gennaio.

La deludente prestazione del Milan contro il Pisa, terminata con un pareggio per 2-2 a San Siro, ha acceso più di un campanello d’allarme. Non si tratta solo di una questione di tattica o di forma fisica, ma di una problematica strutturale: la rosa a disposizione di Massimiliano Allegri è troppo corta per sostenere una stagione lunga e impegnativa.

Secondo l’analisi di Gazzetta.it, la panchina del Milan si è rivelata “cortissima”. Al netto dei due portieri di riserva, Terracciano e Pittarella, i giocatori di movimento disponibili erano pochissimi: Nkunku, Tomori, Athekame, Odogu e Sala. Una lista che evidenzia chiaramente la scarsità di alternative affidabili per il tecnico rossonero.

Durante la sfida con il Pisa, Allegri ha effettuato soltanto due sostituzioni, un segnale evidente della difficoltà nel trovare ricambi in grado di incidere davvero. Nella ripresa, quando il Milan aveva bisogno di forze fresche e qualità per ribaltare il risultato, le opzioni erano limitate e la squadra è sembrata priva di soluzioni offensive convincenti.

Questo scenario, sottolinea il quotidiano sportivo, è una diretta conseguenza della mancata qualificazione alla Champions League. L’assenza dal palcoscenico europeo più prestigioso ha comportato una significativa riduzione delle entrate, limitando di fatto il budget per il mercato estivo. Il Milan ha dovuto operare con prudenza, rinunciando a investimenti pesanti e concentrandosi su operazioni di basso profilo o su giovani da valorizzare nel tempo.

La mancanza di profondità, però, si sta ora trasformando in un problema concreto. Con una stagione fitta di impegni e l’obiettivo di rimanere in corsa per lo Scudetto, affidarsi sempre agli stessi titolari diventa rischioso. Gli infortuni, la stanchezza e i cali di forma possono facilmente compromettere il rendimento complessivo della squadra.

Allegri, da parte sua, ha già fatto sapere di attendersi “un paio di rinforzi a gennaio”. L’obiettivo è dare respiro a un gruppo che, pur mostrando carattere e qualità nei suoi uomini chiave, non può competere ai massimi livelli senza un’adeguata profondità di organico.

Il Milan dovrà quindi muoversi con decisione nella prossima finestra di mercato, per evitare che la mancanza di alternative si trasformi in un limite insormontabile. La corsa al vertice passa anche – e forse soprattutto – da lì. LEGGI ANCHE >>> Ultime notizie Calciomercato LIVE: tutte le novità del giorno

Cremonese, Rampulla: «Conosco molto bene Nicola. Può ottenere degli ottimi risultati con i grigiorossi. Sull’inizio di campionato dico che…»

Cremonese, Rampulla in un’intervista parla della squadra lombarda e anche della situazione di Nicola. Ecco le parole dell’ex portiere.

Il primo gol di un portiere nel campionato italiano lo ha segnato lui, Michelangelo Rampulla, in un’Atalanta-Cremonese, determinando il pari dei grigiorossi nelle battute finali dell’incontro. Oggi le due squadre si affrontano a Cremona e lui ne parla con La Gazzetta dello Sport.

23 FEBBRAIO 1992 – «Eravamo sotto. Si era agli sgoccioli e ci fischiano una punizione sulla destra. Mentre vado su guardo la panchina, Giagnoni mi fa segno “No, No!”, poi però allarga le braccia rassegnato. Garzilli mi dice: “Vai, provaci, ti copro io!”. Volevo colpire staccando alto di testa, poi vedo che la punizione di Chiorri sta andando lunga, mi scaravento sul secondo palo: gol».

LA CREMONESE DI OGGI – «Ottimo impatto per una neopromossa, dimostra una solidità non banale. Questi punti, in ottica salvezza, sono pesantissimi. Il primo grande segreto è il cavalier Arvedi. Una proprietà così è una garanzia».

DAVIDE NICOLA – «Ero nel suo staff a Salerno come preparatore dei portieri e ottenemmo una salvezza miracolosa. Davide è capace, molto preparato e aggiornato».

VARDY OPERAZIONE AZZECCATA – «Direi di sì. É e diventerà il valore aggiunto». LEGGI ANCHE >>> Ultime Notizie Serie A: tutte le novità del giorno sul massimo campionato italiano

Napoli Inter, Careca gioca il big match del Maradona: «La squadra di Conte non è quella che ha giocato in Olanda. Contro i nerazzurri un giocatore sarà decisivo»

Napoli Inter, l’ex attaccante azzurro Careca ai microfoni de ‘La Gazzetta dello Sport’ si è soffermato sul big match previsto in serata.

Careca è stato uno dei bomber che hanno fatto meglio in Italia, contribuendo a fare diventare ancora più grande il Napoli di Maradona. Oggi su La Gazzetta dello Sport c’è una sua intervista che spazia tra lo ieri e l’oggi, rappresentato dalla sfida con l’Inter alle ore 18.

NAPOLI-INTER – «Giocare con il tricolore sul petto, soprattutto in Italia, non è facile, anche noi dopo il successo del 1990 non siamo riusciti a ripeterci e abbiamo vissuto una stagione molto complicata. Attraversare un momento di difficoltà come questo è normale, penso che il Napoli lo avesse messo in conto all’inizio, ma non saranno due sconfitte consecutive a far cambiare gli obiettivi alla squadra: è ancora in posizione di altissima classifica, rivincere lo scudetto si può. Non bisogna deprimersi per niente, neanche in Europa…»

IL PSV HA INDEBOLITO IL NAPOLI – «No, l’obiettivo del Napoli in stagione deve essere anche la Champions. La squadra non è quella vista contro il Psv…».

CAMPIONI – «Ogni epoca ha i suoi, di campioni. Noi abbiamo vinto in Europa, la Coppa Uefa allora era una competizione difficile quasi come questa Champions, e avevamo giocatori incredibili: non parlo solo di Diego, sarebbe troppo facile. Ma questo Napoli sarebbe un progetto interessante: non si può giudicare sul breve periodo, ma guardare da lontano, altrimenti la squadra non avrebbe vinto due scudetti in tre anni. Pensateci, è eccezionale. Questa è l’era di Aurelio De Laurentiis, sarà ricordato come il presidente che ha fatto grande il Napoli. I tifosi si meritano di sognare come in questo periodo, hanno la squadra per farlo, e niente può far sognare come le coppe europee».

COSA PIACE DEL NAPOLI DI OGGI – «De Bruyne è appena arrivato e sta cercando di integrarsi al meglio: se ci mettiamo a criticare uno come il belga, allora è finita. Parliamo di una star, di un vincente: il suo posto in campo lo troverà sempre. L’uomo decisivo resta McTominay, che mi colpisce per le doti fisiche e per la capacità di inserimento: è un centrocampista tanto alto quanto rapido, imprevedibile in area. Spesso l’anno scorso era lui il vero attaccante. Se McTominay è pienamente integrato nel sistema di Conte, De Bruyne col tempo riuscirà a fare lo stesso». LEGGI ANCHE >>> Ultime Notizie Serie A: tutte le novità del giorno sul massimo campionato italiano

Sarri Lazio, è rottura con Lotito? Le ultimissime sul club biancoceleste dopo il vertice di Formello al quale ha preso parte anche Fabiani

Sarri Lazio, vertice con Lotito: infortuni, mercato e chiarimenti nello spogliatoio biancoceleste. Aria di tensione nel club.

In casa Lazio è scoppiato un piccolo terremoto interno. La lunga serie di infortuni che ha colpito la squadra ha spinto Claudio Lotito a intervenire in prima persona per fare chiarezza. Nella giornata di ieri, come riportato da Il Messaggero, si è tenuto un incontro nel tardo pomeriggio tra Maurizio Sarri, il presidente Lotito e il direttore sportivo Fabiani, un vertice che segna un momento cruciale nella stagione biancoceleste.

Il tema principale del faccia a faccia è stato inevitabilmente quello degli infortuni, che stanno complicando il cammino della squadra in campionato e in Europa. Lo stesso Sarri, da sempre molto attento alla preparazione atletica, ha voluto difendere il suo metodo, ricordando che i suoi programmi di lavoro sono stati in passato premiati anche dalla UEFA per l’efficienza e la modernità. Tuttavia, la società ha chiesto spiegazioni precise: l’ampliamento dello staff medico doveva rappresentare un miglioramento, non un problema, e ora si vuole capire cosa non stia funzionando.

Nel corso del summit si è discusso anche della gestione dei carichi di lavoro da parte del preparatore Losi, ritenuti da alcuni troppo intensi. Sarri non ha nascosto la sua irritazione per le critiche, sottolineando che la sua filosofia non cambierà: intensità, ritmo e concentrazione restano i pilastri del suo calcio.

Ma non si è parlato solo di emergenze fisiche. La riunione è servita anche per un necessario chiarimento personale tra allenatore e dirigenza, dopo le frecciatine lanciate pubblicamente da Sarri nelle ultime settimane. Lotito ha voluto ristabilire un clima di collaborazione, fondamentale in vista del mercato invernale.

Proprio il calciomercato è stato l’altro grande tema del vertice. Sarri ha ribadito la necessità di rinforzi, chiedendo con forza l’arrivo di un esterno offensivo e di un’ala di qualità. I nomi sul tavolo sono quelli di Lorenzo Insigne e Ilic, due profili che il tecnico conosce bene e ritiene ideali per il suo gioco.

C’è inoltre piena sintonia sui giocatori in uscita: Belahyane e Noslin potrebbero lasciare Formello a gennaio per fare spazio ai nuovi innesti. Quello di ieri, però, è stato solo il primo incontro di una serie: il dossier “Sarri Lazio” resta aperto e sarà approfondito ulteriormente man mano che si avvicinerà la finestra di mercato. LEGGI ANCHE >>> Ultime Notizie Serie A: tutte le novità del giorno sul massimo campionato italiano

Cagliari, Borrelli: «L’esordio in Serie A una emozione sicuramente grandissima. Vi svelo perché ho scelto di venire in Sardegna»

Cagliari, l’attaccante Gennaro Borrelli ha parlato ai microfoni della Serie A soffermandosi sui motivi che lo hanno spinto a dire di sì ai sardi.

Gennaro Borrelli, attaccante del Cagliari, ha rilasciato in un’intervista ai microfoni di Hunger and Belief, trasmesso sul canale YouTube della Serie A. Ecco cosa ha detto.

ESORDIO – «Sicuramente è stata un’emozione grandissima perché l’esordio in Serie A non è una cosa che succede tutti i giorni. La cosa che mi è piaciuta di più e mi ha dato l’emozione più forte è il fatto che in tribuna ci fosse tutta la mia famiglia e tutti i miei amici, perché Frosinone comunque è vicino Napoli e anche tutte le persone che hanno condiviso con me questo lungo viaggio è partito con Pescara ed è arrivato quel giorno con il debutto nel massimo campionato».

FIORENTINA – «Il mister non anticipa mai la formazione, però avevo intuito qualcosa. Poi l’ufficialità c’è stata il giorno della gara. E’ stata un’emozione bella, goduta dal primo all’ultimo secondo».

BRESCIA – «Mi ero ambientato benissimo, anche con la città. Mi trovato molto bene dopo aver conosciuto tante persone veramente amanti del Brescia. Dispiace per quello che abbiamo passato tutti, per la gente di Brescia».

CAGLIARI – «E’ una delle società che mi ha cercato durante questa sessione di mercato. E’ stato il progetto più ambizioso e bello, mi sono sentito di sposarlo appieno grazie anche alla volontà del presidente, del direttore e del mister. Sono contentissimo di essere qui e mi trovo veramente molto bene, quindi spero di fare il massimo per questa città e questa maglia». LEGGI L’INTERVISTA COMPLETA SU CAGLIARINEWS24.COM

Calciomercato Roma, a gennaio un attaccante per Gasperini: Massara vuole quel giocatore per rinforzare la rosa. I dettagli della trattativa

Calciomercato Roma, Gasperini chiede rinforzi: l’obiettivo principale è Zirkzee. Ecco le ultime notizie su questa possibile trattativa.

La Roma di Gian Piero Gasperini sta attraversando un momento complicato, soprattutto sul piano offensivo. Il tecnico giallorosso, arrivato con l’obiettivo di dare alla squadra un’identità chiara e aggressiva, comincia a perdere la pazienza di fronte alla sterilità del reparto d’attacco. Il problema non è solo la mancanza di gol, ma anche le scelte sbagliate dei singoli. Movimenti sbagliati, azioni troppo orizzontali e poca cattiveria sotto porta: è questa l’analisi impietosa del tecnico dopo la deludente prestazione contro il Viktoria Plzen, terminata con una rete di Dybala su rigore.

Durante la gara, Soulé e Bailey hanno spesso preferito la conclusione da lontano invece di puntare l’area, mentre Dovbyk – con appena un gol in dieci presenze stagionali – fatica a trovare fiducia e spazio. Anche Ferguson appare in calo, sia fisico che mentale, e lo stesso Dybala, pur in ripresa, non può risolvere da solo i problemi offensivi della squadra. Gasperini, nelle ultime conferenze, ha sottolineato ciò che più lo preoccupa: “Manca coraggio, nessuno entra in area, nessuno cerca la battaglia”.

Di fronte a questa situazione, il tema del calciomercato della Roma torna prepotentemente al centro del dibattito. Secondo La Repubblica, la dirigenza giallorossa starebbe valutando un intervento deciso già nella finestra di gennaio. L’obiettivo numero uno è Joshua Zirkzee, attaccante olandese di proprietà del Manchester United. Non si tratta di un centravanti classico, ma di un giocatore moderno, capace di legare il gioco e far rendere meglio i compagni.

Il calciomercato della Roma dovrà però fare i conti con i limiti imposti dal fair play finanziario UEFA. Per questo motivo, i Friedkin stanno studiando una formula sostenibile: un prestito semestrale con la Roma pronta a coprire metà dell’ingaggio del giocatore, circa 1,75 milioni di euro. L’olandese, dal canto suo, vedrebbe l’approdo nella Capitale come un’occasione ideale per rilanciarsi e guadagnare un posto ai prossimi Mondiali.

Tutto dipenderà dalle mosse delle altre squadre e dalle decisioni dello United, ma a Trigoria cresce la fiducia. Gasperini vuole un innesto che possa cambiare volto all’attacco e restituire coraggio ai suoi. E il nome di Zirkzee, sempre più caldo nelle cronache di calciomercato della Roma, sembra essere quello giusto per accendere di nuovo l’entusiasmo dei tifosi giallorossi. LEGGI ANCHE >>> Ultime notizie Calciomercato LIVE: tutte le novità del giorno

Napoli, lo storico massaggiatore dei partenopei rivive le sfide con l’Inter: «Se dico epiche non esagero. Ero la vittima preferita degli scherzi di un nerazzurro»

Napoli, l’ex massaggiatore Carmando ai microfoni de La Gazzetta rivive le sfide contro l’Inter dei suoi tempi e non mancano retroscena.

Mercoledì prossimo Salvatore Carmando, storico massaggiatore del Napoli, compirà 82 anni. Nel giorno della sfida con l’Inter, La Gazzetta dello Sport lo ha intervistato per capire il fascino e la storia del match.

NAPOLI-INTER DEI SUOI TEMPI – «Se dico epiche non esagero. Quelle degli Anni ’80, ovviamente, con l’avvento di quel genio di Maradona».

A MILANO SI PERDEVA – «Tranne l’anno del primo scudetto, finì 1-0 per loro. In quello dei due scudetti ci andò peggio, 3-1. Mi mettevano in croce, i miei amici».

FACCHETTI E PRISCO – «Già prima della gara, quando arrivavo, c’erano Giacinto Facchetti e l’avvocato Prisco che mi attendevano. Era un una specie di agguato amichevole, ce ne dicevamo tante ma sempre abbracciati. Era un appuntamento fisso e goliardico. A nessuno di noi mancava la battuta facile».

ZENGA – «Quando eravamo in Nazionale, Zenga mi tormentava, ero la sua vittima preferita. E io replicavo: guarda che non lo faccio venire a Napoli. Ahimè, non venne. Non ci fu verso alcuno segreto. Una volta lo voleva Maradona, si adoravano. C’era una stima umana e professionale fortissima, un legame vero. Sarebbe stato un colpo clamoroso, perché Walter è stato tra i più grandi di sempre». LEGGI ANCHE >>> Ultime Notizie Serie A: tutte le novità del giorno sul massimo campionato italiano

Bonny Inter, spunta un retroscena di calciomercato: quella big voleva l’attaccante francese. Ecco come i nerazzurri sono riusciti a battere la concorrenza

Bonny Inter, dal duello di mercato con il Napoli alla guida dell’attacco nerazzurro. Il francese poteva giocare la partita con la maglia azzurra.

Questa sera Bonny sarà ancora una volta il punto di riferimento offensivo della squadra di Cristian Chivu. Con l’infortunio di Marcus Thuram, l’attaccante francese affiancherà Lautaro Martínez nel big match contro il Napoli, club che in estate aveva provato con forza a strapparlo al Parma prima del suo approdo in nerazzurro. Una sfida dal sapore particolare, dunque, per Ange-Yoan Bonny, oggi protagonista dell’attacco dell’Inter ma a un passo, solo pochi mesi fa, dal vestire l’azzurro del Napoli.

Secondo quanto raccontato da Gianluca Di Marzio, il mercato estivo è stato teatro di un vero e proprio duello tra Inter e Napoli per assicurarsi Bonny. Dopo la finale di Champions League, entrambi i club avevano individuato nel talento del Parma il rinforzo ideale per il futuro. Il direttore sportivo dell’Inter, Piero Ausilio, incontrò personalmente il giocatore, mentre l’allora dirigente partenopeo Giovanni Manna preferì contattarlo tramite videochiamata. Il prezzo fissato dal Parma era di circa 35 milioni di euro, cifra che non spaventò i nerazzurri.

Il turning point della trattativa arrivò con la nomina di Chivu a tecnico dell’Inter. Il rumeno, convinto delle qualità di Bonny Inter, spinse con decisione per accelerare i tempi. In un incontro notturno, Ausilio chiuse di fatto l’operazione, mentre il Napoli continuava a valutare altre alternative come Darwin Núñez e Lorenzo Lucca, poi acquistato dai partenopei. Da quel momento, la strada di Bonny si tinse di nerazzurro.

L’arrivo del giovane francese ha portato freschezza e potenza fisica all’attacco dell’Inter. Bonny ha rapidamente conquistato la fiducia di compagni e tifosi, grazie a prestazioni convincenti e una dedizione totale al progetto tecnico di Chivu. L’intesa con Lautaro Martínez cresce partita dopo partita, e il duo si candida a essere una delle coppie più temute della Serie A.

Quella contro il Napoli rappresenta più di una semplice partita: è la resa dei conti tra presente e passato, tra la squadra che lo corteggiava e quella che ha creduto davvero in lui. Bonny vuole confermare di essere stata la scelta giusta per un club che punta in alto e che, con il suo talento, sogna di restare protagonista in Italia e in Europa. LEGGI ANCHE >>> Ultime notizie Calciomercato LIVE: tutte le novità del giorno

Juventus, Tudor contro la Lazio prepara l’ennesima rivoluzione. David favorito su Vlahovic come punta. Sulla trequarti…

Juventus: rivoluzione tattica in vista della Lazio, David favorito su Vlahovic per il ruolo da numero nove. Le possibili scelte di Tudor.

La Juventus si prepara a voltare pagina dopo la delusione europea di Madrid. Igor Tudor, subentrato con l’obiettivo di dare un’identità più aggressiva e moderna alla squadra bianconera, sta studiando una piccola ma significativa rivoluzione tattica in vista della sfida contro la Lazio. L’allenatore croato vuole dare una scossa alla manovra offensiva della Juventus, puntando su un modulo più dinamico e su interpreti in grado di muoversi con maggiore libertà tra le linee.

Secondo quanto riportato da La Gazzetta dello Sport, il nuovo disegno tattico prevede l’utilizzo di due trequartisti alle spalle di una punta centrale. È una scelta che segna un netto cambio di rotta rispetto al recente passato, in cui la Juventus aveva spesso puntato su un doppio attacco più statico. Ora Tudor chiede velocità, fluidità e intensità.

A destra dovrebbe agire Conceiçao, mentre sul versante opposto troverà spazio Kenan Yildiz, sempre più al centro del progetto tecnico. Il giovane talento turco, reduce da prestazioni convincenti, avrà libertà totale di muoversi tra le linee e di sfruttare il suo estro per creare superiorità numerica. La sua capacità di inventare e di cambiare ritmo rappresenta una delle chiavi del nuovo volto offensivo della Juventus.

Il ruolo di punta centrale, invece, sembra destinato a vivere un avvicendamento importante. Jonathan David sarebbe infatti in vantaggio su Dusan Vlahovic per il ruolo da numero nove. L’attaccante canadese, più mobile e abile nel dialogo con i compagni, risponde meglio alle esigenze del nuovo sistema pensato da Tudor. La sua capacità di pressare alto e di attaccare la profondità potrebbe rivelarsi determinante contro una Lazio che tende a soffrire le squadre aggressive.

La Juventus di Tudor, quindi, si avvia verso una trasformazione profonda: meno rigidità, più imprevedibilità e una maggiore connessione tra i reparti. L’obiettivo è chiaro — ritrovare entusiasmo, qualità e continuità nei risultati. Dopo le difficoltà europee, il tecnico croato vuole restituire alla Juventus un’identità coraggiosa, capace di esaltare i giovani e di valorizzare al meglio il potenziale offensivo della rosa.

La sfida con la Lazio sarà il primo banco di prova per questa nuova Juventus, che sogna di tornare protagonista in Italia e in Europa attraverso una rivoluzione fondata su gioco, intensità e coraggio. LEGGI ANCHE >>> Ultime Notizie Serie A: tutte le novità del giorno sul massimo campionato italiano

Le prime pagine sportive nazionali – 25 ottobre 2025

Le prime pagine dei quotidiani sportivi di oggi in edicola: Tuttosport, Corriere dello Sport e La Gazzetta dello Sport. I dettagli

Sono decine di migliaia le copie vendute tutte le mattine in edicola, ma un’anteprima dei principali contenuti può essere consultata già dalla sera precedente. Ecco, allora, le prime pagine dei Quotidiani Sportivi di oggi in edicola. Tuttosport, Corriere dello Sport e La Gazzetta dello Sport rappresentano i principali quotidiani sportivi in Italia.

Milan, Modric parla chiaro: «È solo colpa nostra se non abbiamo vinto: non abbiamo fatto abbastanza per vincere»

Il centrocampista del Milan Luka Modric analizza il pareggio di San Siro contro il Pisa: ecco le sue dichiarazioni

Ai microfoni di Sky, al termine del 2-2 tra Milan e Pisa, Luka Modric, centrocampista rossonero, ha commentato così la prestazione della squadra. Le sue dichiarazioni:

PARTITA – «Ci aspettavamo questa partita, sono venuti a difendere e a renderci la vita difficile. È solo colpa nostra se non abbiamo vinto: non abbiamo fatto abbastanza per vincere la gara. Abbiamo perso due punti importanti oggi. Queste partite in casa, con tutto il rispetto per il Pisa, devi vincerle».

MARCATURA STRETTA – «È giusto, mi devo adattare. Dobbiamo in generale giocare meglio: abbiamo fatto cose buone, creato molte occasioni ma non abbiamo segnato. Ma per il resto mi devo adattare».

LEGGI ANCHE – Milan Pisa 2-2: Athekame salva i rossoneri, solo un pareggio la squadra di Allegri

Milan Pisa, Allegri nel post partita: «Siamo contenti del pareggio preso alla fine. Stasera abbiamo sbagliato e dobbiamo riflettere»

Milan Pisa, il tecnico rossonero Massimiliano Allegri parla nel post partita dopo la prestazione contro i nerazzurri di Gilardino

Intervenuto ai microfoni di Sky Sport al termine della sfida contro il Pisa, l’allenatore rossonero Massimiliano Allegri ha commentato così la prestazione della sua squadra. Le sue parole:


PAROLE – «Siamo contenti del pareggio preso alla fine. Stasera abbiamo sbagliato e dobbiamo riflettere, lavorare sulle cose non andate. In vantaggio dovevamo portarci sul 2-0, nello stesso tempo eravamo troppo lunghi: le due punte erano lontano dai centrocampisti e in mezzo al campo c’erano troppi buchi. Dopo l’1-0 non siamo rimasti compatti e ci siamo allungati. Negli ultimi cinque minuti ci sono due cose che vanno migliorate: in quel momento lì bastano due azioni per vincere la partita ma in quei momenti lì non si deve perdere la testa, perché Pavlovic ha dovuto rincorrere Nzola».

MILAN SOFFRE CON SQUADRE CON BLOCCO BASSO – «Non è questione di coincidenza: è questione di crescita e capire i momenti della partita. Una volta in vantaggio bisognava essere più lucidi e veloci».

MERITI DEL PISA O DEMERITI DEL MILAN – «Entrambe le cose. Il Pisa ha fatto la sua buona partita, ha sfruttato bene le nostre pecche. Quando avevano palla loro ci allungavamo troppo e non possiamo farlo. Dopo l’1-0 era il momento in cui raddoppiare, abbiamo avuto situazioni in area dove potevamo essere più lucidi. Su questo bisogna continuare a lavorare e migliorare».

LEGGI TUTTE LE PAROLE DI ALLEGRI SU MILANNEWS24

Milan Pisa, Gilardino analizza: «Non so se sono più arrabbiato per il risultato o felice per la prestazione. Se ci avessero detto che…»

Milan Pisa, il tecnico dei nerazzurri Alberto Gilardino parla nel post partita dopo la prestazione contro i rossoneri di Allegri

“Ai microfoni di Sky, dopo il pareggio tra Milan e Pisa, l’allenatore dei toscani ed ex bomber rossonero Alberto Gilardino ha commentato:


PAROLE – RISULTATO – «Non so se sono più incazzato per il risultato o felice per la prestazione. Se ci avessereo detto che venivamo a San Siro a fare una partita del genere. Devo dire solo bravi alla squadra, dopo un primo tempo normale abbiamo fatto una ripresa con personalità e coraggio. Peccato perché avevamo la partita in pungo. Ci portiamo a casa questo grande punto, è una grandissima iniezione di coraggio. Dedichiamo questo punto ai tanti tifosi che non sono potuti venire».

DOPPIO ATTACCANTE – «Sono strategie nella preparazione delle partite. Stasera siamo stati efficaci, anche aggiungendo un centrocampista nel secondo tempo. I ragazzi mi hanno sempre dato grande disponibilità. Dobbiamo continuare a pensare positivo e lavorare: è l’unica medicina che conosco».

OTTIME PARTITE CON LE BIG – «Va detto che abbiamo sempre giocato contro squadre di medio-alta classifica. Contro squadre come Verona o l’Udinese dobbiamo migliorare con la palla tra i piedi, nella struttura. Non è semplice per chiunque giocare contro blocchi bassi ma in questa squadra ci sono margini di miglioramento. Vero anche che contro le big abbiamo fatto buone partite e di sostanza».

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Milan Pisa, gol di Leao convalidato dal VAR: spiegato l’episodio del fuorigioco di Pavlovic! I dettagli

Milan Pisa, il VAR conferma la rete del momentaneo vantaggio di Leao: chiarito il caso fuorigioco di Pavlovic

Il Milan ha impiegato appena sette minuti per sbloccare la sfida contro il Pisa a San Siro, anticipo dell’ottava giornata di Serie A 2025/26. A firmare il vantaggio è stato Rafael Leao, che dopo la doppietta alla Fiorentina ha trovato la sua terza rete stagionale.

L’azione nasce da un calcio di punizione battuto corto: Ricci serve Leao sulla sinistra, il portoghese punta Bonfanti, si accentra e lascia partire un destro a giro imprendibile per Semper.

Il gol è stato però sottoposto a revisione VAR per la posizione di Strahinja Pavlovic, scattato in fuorigioco al momento del tiro. Pur non toccando il pallone, il difensore ha effettuato un movimento che poteva interferire con il portiere.

Dopo un rapido check, la rete è stata confermata: secondo le nuove linee guida dell’AIA, infatti, quando la conclusione arriva da lontano e la visuale del portiere non è ostruita, il gol viene convalidato. Pavlovic è passato davanti a Semper solo a tiro già partito, senza impedirgli di vedere la traiettoria.

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Tonali Newcastle, rinnovo fino al 2029 con gli ingles: arriva l’annuncio di Howe che gela i sogni di quel top club di Serie A

Tonali Newcastle: gli inglesi blindando l’ex Milan: rinnovo fino al 2029, l’annuncio di Howe spegne le speranze della Juventus

Adesso è ufficiale: Sandro Tonali ha prolungato il suo contratto con il Newcastle fino al 2029, con opzione per un’ulteriore stagione. La conferma è arrivata direttamente dal tecnico Eddie Howe, alla vigilia della sfida contro il Fulham. Una mossa che blinda il centrocampista italiano e complica i piani delle pretendenti, Juventus in primis.

Howe: “Un gesto che dimostra il suo carattere”

«È corretto», ha dichiarato Howe in conferenza stampa, confermando l’accordo. L’allenatore ha raccontato anche un retroscena significativo: «Ci sono state molte discussioni, soprattutto sul piano economico. Sandro ha rinunciato volontariamente a parte dell’ingaggio, un gesto che dice molto sul suo carattere».

Il legame con il club

Howe ha sottolineato come il supporto del Newcastle sia stato decisivo durante il periodo difficile della squalifica: «Sandro ha sentito l’affetto di tutti. Quel sostegno lo ha aiutato a rialzarsi e oggi ne vediamo i frutti in campo». Un rapporto rafforzato, che ha portato a un rinnovo voluto da entrambe le parti.

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Dubbio Fulham, ma futuro scritto

Resta incerta la sua presenza contro il Fulham: «Si è allenato, ma non era al 100%», ha spiegato Howe. Al di là della singola partita, però, il messaggio è chiaro: il futuro del classe 2000 è a tinte bianconere e non quelle della Juve.

Juve, sogno sempre più lontano

Per i bianconeri, che da tempo sognano di riportarlo in Italia, la notizia è una doccia fredda. Il rinnovo non lo rende incedibile, ma ne conferma la valutazione altissima (circa 100 milioni) e la ferma volontà del Newcastle di non privarsene. La strada verso il grande obiettivo juventino si fa ancora più impervia.

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