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Milan Pisa, voglia di primo posto in classifica per i rossoneri! Allegri al lavoro tra conferme e un possibile nuovo esordio…

Milan Pisa, i rossoneri vogliono la prima posizione in classifica! Allegri al lavoro tra conferme e un possibile nuovo esordio… Le ultime

Il Milan si prepara ad affrontare il Pisa a San Siro venerdì sera con l’opportunità di conquistare temporaneamente la vetta della Serie A. I rossoneri, con cinque vittorie nelle prime sette partite, possono allungare di quattro punti in attesa degli altri match, incluso Napoli-Inter. Sulla carta, una partita casalinga contro l’ultima in classifica sembrerebbe agevole, ma il precedente con la Cremonese ha mostrato le insidie delle neopromosse, specialmente in un periodo di nuova crisi infortuni per il Diavolo.


Le chiavi della partita: Leao-Gimenez contro l’esperienza di Albiol
Gran parte delle speranze milaniste ricadono sulla coppia d’attacco formata da Rafael Leao e Santiago Gimenez. Entrambi sono stati decisivi nella rimonta contro la Fiorentina, con Leao autore di una doppietta (il suo primo gol in casa dopo 17 mesi e il rigore decisivo) e Gimenez che si è procurato il penalty, cercando ora il suo primo gol in campionato. Sarà un duello affascinante tra il portoghese e il messicano contro la coppia difensiva del Pisa, Raul Albiol e Simone Canestrelli. Il quarantenne Albiol, all’esordio contro il Verona, sarà l’ancora difensiva, mentre Canestrelli, pilastro della promozione e sempre presente, dovrà contenere Leao, che dovrebbe agire sulla sua fascia.


Nzola e l’esordio di De Winter
Sul fronte opposto, M’Bala Nzola guiderà l’attacco del Pisa, una squadra che finora ha segnato solo due gol in Serie A. Nzola, che gioca a sinistra nella coppia offensiva, sarà il principale pericolo per la difesa milanista. Sarà interessante vedere come si comporterà Koni De Winter, al suo esordio da titolare dopo l’arrivo al Milan. Allegri ha scelto di far riposare Tomori, offrendo al giovane belga l’occasione di affermarsi e neutralizzare la minaccia di Nzola.
Battaglie a centrocampo e sulle fasce


A centrocampo, oltre all’importanza di Modric o all’opportunità per Ricci, la partita potrebbe essere decisa dal duello fisico tra Youssouf Fofana e Ebenezer Akinsanmiro. Il francese, ormai titolare fisso sotto Allegri, svolge un lavoro oscuro ma fondamentale, anche in un ruolo più avanzato come contro la Fiorentina. Akinsanmiro, talento nigeriano di 20 anni del Pisa, ha già impressionato e sarà pronto alla battaglia. Infine, sulle fasce, si preannuncia un confronto interessante tra Davide Bartesaghi e Idrissa Touré. Bartesaghi, titolare inaspettato data l’assenza di Estupinan per infortunio alla caviglia, ha offerto prestazioni positive. Il suo avversario sarà Touré, un difensore tedesco di 27 anni, rapido e fisico, che il Pisa di Gilardino cercherà di sfruttare come sbocco offensivo. Un duello tra due esterni “giganti” rispetto alla norma, che potrebbe regalare scintille.

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Flachi: «Italia? Gattuso il ct giusto. Per lo scudetto ecco la mia favorita, mentre Fiorentina e Samp…» – ESCLUSIVA

Francesco Flachi in esclusiva, dalla sua favorita per la lotta scudetto alle difficoltà di Atalanta e Fiorentina, ma anche la Nazionale e tanto altro

Le squadre che hanno segnato la sua carriera – Fiorentina e Sampdoria – non sono partite bene. La prima occupa il diciottesimo posto in Serie A, la seconda la medesima casella della classifica ma in Serie B. Francesco Flachi però, ha la preziosa capacità di analizzare ambo le situazioni con lucidità; competente ed efficace con le parole come tante volte in passato lo è stato sotto porta coi piedi. Sentiamo cosa ha raccontato in esclusiva l’ex calciatore, spaziando anche sui principali temi legati al contesto nostrano. L’intervista in esclusiva a Calcionews24.

Buongiorno Francesco. Iniziamo dalla Serie A, cosa l’ha stupita?
«Forse a inizio campionato pensavo che la Roma, cambiando allenatore e modulo, avrebbe fatto un po’ più di fatica. Invece mi ha stupito, perché è partita bene, a prescindere dall’ultima partita che ha perso. Sul Milan invece, penso che sia una delle favorite insieme a Napoli e Inter. Anche perché ha la possibilità di non giocare le coppe. Poi per i giocatori che ha, il centrocampo che ha… può lottare fino alla fine!»

Quindi nel podio scudetto di Francesco Flachi abbiamo Milan, Napoli e Inter?
«Sì sì, anche se – forse – il Napoli è un po’ superiore a tutti».

Non ha citato la Juventus…
«Mi sembra un po’ indietro rispetto alle altre. Qualcosina indietro. L’Atalanta invece secondo me ancora non è “gasperiniana”, ma penso che quando entreranno nella giusta mentalità potrà andare anche lei ad infierire».

Subito sotto ecco Bologna e Como, saranno le sorprese?
«Sicuramente sono squadre che hanno la qualità per creare problemi alle grandi. Forse più il Bologna, che ha più esperienza. Il Como invece è un gruppo un po’ più giovane… anche se è vero che hanno qualità impressionanti e un allenatore bravo. E ricordiamoci che giovani vivono di entusiasmo! Ci sono delle situazioni dove l’entusiasmo ti può portare a fare grandi cose».

Cosa succede invece alla ‘sua’ Fiorentina?
«Non è partita bene, però di “positivo” c’è che è successo all’inizio, quindi ha tutto il tempo di recuperare. È una squadra che ha cambiato tanto, quindi ci vuole tempo. Ora deve trovare un’identità forte. Ma nel calcio tutto può succedere, a volte basta un episodio, basta una partita per uscire».

Vale anche per la Sampdoria?
«Non lo so, non te lo so dire sai. Un po’ gli spettri dell’anno scorso, un po’ la fragilità a livello mentale di questi giovani. A volte quando vai in difficoltà sotto più aspetti questo si riflette in campo. Io mi auguro che ora l’arrivo di Foti possa dare quel qualcosa in più, anche se poi tocca ai giocatori uscire da questa situazione. Perchè ho visto una Sampdoria davvero in difficoltà, su tutti i fronti! Ho visto la gara contro l’Entella… i giocatori devono uscire da questa situazione. Anche perché la Samp è retrocessa due volte negli ultimi quattro anni, anche se poi l’ultima è stata ripescata e poi si è salvata».

A proposito di allenatori, Gattuso invece sembra partito col piede giusto… anche se l’impressione è che ci sia ancora un ‘gap’ coi nostri competitor storici
«Siamo ancora indietro, ma non so quale sia la soluzione. Per arrivare a quei livelli devi avere anche delle qualità che forse in questo momento l’Italia non ha. Penso che questo sia l’allenatore giusto per risollevare la Nazionale. E non dimentichiamo che dietro Rino c’è Buffon, c’è Bonucci: insomma, ex giocatori che sono stati dei campioni. Quindi possono andare anche a toccare delle situazioni personali: nel parlare di calcio, nel motivare, nel far capire determinate cose ai giocatori».

Si ringrazia Francesco Flachi per la gentilezza e la disponibilità mostrate nel corso di questa intervista.

Conferenza stampa Gregucci: «Marassi, nelle difficolta, dimostra che questo popolo è attaccatissimo alla squadra»

Conferenza stampa Gregucci, le parole del neo tecnico della Sampdoria. Ecco le sue dichiarazioni alla vigilia del suo esordio

Angelo Gregucci, allenatore della Sampdoria, ha preso la parola in conferenza stampa alla vigilia della sfida contro il Frosinone, valida per la 9ª giornata del campionato di Serie BKT 2025/26. Queste le sue parole:

TRASMISSIONE VALORI – «Sotto l’aspetto tattico in percentuale minima. Sotto il profilo psicologico la squadra deve assumersi le proprie responsabilità».

REPARTO OFFENSIVO – «Non è la priorità in questo momento. Dobbiamo cercare di essere un gruppo unito, con la testa e lucidità. Quando c’e un cambio di guida tecnica un gruppo cerca di avere una reazione, ma deve essere una reazione lucida. Nel calcio moderno non è importante chi inizia la partita ma chi la finisce».

FERRARI – «Non mi piace parlare di singoli, Alex è un professionista esemplare. E’ uno dei riferimenti della squadra. Ha avuto la sfortuna di avere qualche infortunio grave».

FERRI – «L’intera rosa si è disposta molta bene, tutti hanno dato disponibilità massima, anche lui».

MARASSI – «Marassi, nelle difficolta, dimostra che questo popolo è attaccatissimo alla squadra. L’anno scorso nel momento più difficile contro la Salernitana sentendo l’inno mi veniva da piangere. Dobbiamo aiutarci tutti. Poi nel gioco del calcio ci sta esprimere la propria disapprovazione».

LEGGI LA CONFERENZA STAMPA GREGUCCI COMPLETA SU SAMPNEWS24

Hojlund Napoli, l’attaccante ci sarà nella sfida contro l’Inter? Ecco la decisione sull’ex Red Devils: le ultimissime notizie

Højlund Napoli, niente Inter per l’ex Red Devils: Conte perde il suo bomber titolare e adesso studia le possibili contromosse

Il Napoli dovrà fare a meno di Rasmus Højlund nella sfida di domani contro l’Inter. L’attaccante danese non ha ancora recuperato dall’affaticamento muscolare che lo tiene fermo ormai da tre partite consecutive. Dopo il forfait contro il Torino e la trasferta di Champions a Eindhoven, anche il big match del Maradona vedrà i partenopei privi del loro centravanti titolare.

Per Antonio Conte si tratta di un’assenza pesante, soprattutto in un momento delicato della stagione. Il Napoli è chiamato a rialzarsi dopo le ultime battute d’arresto, mentre l’Inter arriva a Fuorigrotta con il vento in poppa: sette vittorie consecutive tra campionato e coppa hanno consolidato la squadra di Inzaghi in vetta alla classifica e ne hanno rafforzato le ambizioni.

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Sul tavolo restano due opzioni principali per l’attacco azzurro. La più naturale porta a Lorenzo Lucca, sostituto designato di Højlund. L’attaccante italiano, però, non vive un momento brillante e la recente espulsione in Europa non ha certo aiutato la sua fiducia. L’alternativa, più intrigante dal punto di vista tattico, è quella di un “falso nueve”: in questo caso il candidato principale è David Neres, esterno rapido e tecnico, capace di muoversi tra le linee e creare imprevedibilità contro la solida retroguardia nerazzurra.

La decisione finale arriverà soltanto a ridosso del fischio d’inizio, ma una cosa è certa: l’assenza di Højlund costringe Conte a reinventare il suo Napoli proprio alla vigilia di una delle partite più attese della stagione. Una sfida che, al di là dei nomi, promette spettacolo e tensione, con due squadre determinate a dimostrare la propria forza.

Conferenza stampa Chivu: «Napoli? Sarà una partita combattuta, entrambe le squadre vorranno dire la loro. Milan Como a Perth? Io ho imparato a non lamentarmi»

Conferenza stampa Chivu alla vigilia di Napoli Inter: le parole del tecnico nerazzurro alla vigilia dell’8ª giornata di Serie A 2025/26

Alla vigilia di Napoli Inter, valida per l’8ª giornata di Serie A 2025/26, Cristian Chivu presenta la sfida in conferenza stampa. L’appuntamento delle ore 14:00: ecco le parole riprese da InterNews24.

QUALI INSIDIE PER LA PARTITA COL NAPOLI? – «C’entra poco quello che è accaduto. Ciò che è conta è che si affrontano la squadra campione d’Italia con la vice-campione d’Italia. Sono convinto che le ambizioni sono altissime da entrambe le parti, sarà una partita combattuta dove entrambe le squadre vorranno dire la loro ambizione, la loro voglia di portare a casa il risultato».

LA SCELTA DI CONCEDERE UN GIORNO DI RIPOSO EXTRA ALLA SQUADRA – «A me sembra normale un giorno di riposo. Il miglior allenamento per una squadra è il riposo. Veniamo da un periodo dove molti di loro hanno fatto 10 giorni di ritiro in nazionale e a casa non ci sono mai stati perché sono arrivati a Milano e siamo partiti per Roma, siamo rientrati alle 5 di mattina e il giorno dopo siamo partiti per il Belgio, dove abbiamo passato due giorni lì non avendo la possibilità di rientrare subito dopo la partita. Mi sembrava giusto staccare un po’, concedere ai ragazzi una giornata insieme alle famiglie. A volte bisogna staccare e non pensare sempre alle solite cose, io mi fido della loro professionalità e della loro responsabilità. Siccome si gioca tanto, a volte è difficile fare allenamenti per preparare meglio la partita».

SU MILAN COMO A PERTH? – «Io ho imparato a non lamentarmi. Nella vita è uno spreco di energie lamentarsi e trovare sempre le cose negative, bisogna vedere anche il lato positivo, qualora ci fosse. Poi non sta a me: io ho fatto un’amichevole a Bengasi in Libia e non mi sono lamentato, sono andato felicemente là. E’ un’opportunità per far vedere che il calcio è internazionale, che siamo professionisti e abbiamo il dovere di fare determinate cose. Poi sta ad un allenatore e ad una società gestire le risorse e le energie. Magari impareremo a fare cose per il bene della squadra, dandogli qualche giorno in più di riposo».

LEGGI LA CONFERENZA STAMPA COMPLETA DI CHIVU SU INTERNEWS24

Chiesa torna a brillare! E’ il miglior calciatore di settembre del Liverpool: un premio che conferma il momento d’oro dell’attaccante ex Juve – FOTO

Chiesa eletto miglior giocatore di settembre: l’ex giocatore della Juventus illumina il Liverpool e conquista l’Inghilterra

Federico Chiesa sta vivendo il momento più brillante della sua avventura inglese. Arrivato al Liverpool nell’agosto 2024 dopo l’esperienza alla Juventus, l’attaccante italiano è stato eletto giocatore del mese di settembre dai tifosi dei Reds. Un riconoscimento che premia un avvio di stagione esplosivo, nonostante il suo ruolo resti ancora quello di “arma dalla panchina”.

Dopo un primo anno complicato, il classe 1997 ha cambiato passo. Le sue prestazioni hanno convinto i supporter, che lo hanno premiato con il 34% dei voti, davanti a compagni del calibro di Alisson Becker e Ryan Gravenberch. Un risultato straordinario, considerando che Arne Slot lo utilizza soprattutto a gara in corso, vista la feroce concorrenza nel reparto offensivo.

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Numeri da fuoriclasse

In appena 216 minuti giocati, Chiesa ha già firmato 2 gol e 3 assist, superando l’intero bottino della scorsa stagione. La sua media è impressionante: un contributo decisivo ogni 43 minuti. Dalla rete all’esordio contro il Bournemouth, ai due assist in Coppa di Lega, fino al passaggio vincente nel big match contro il Manchester United, il suo impatto è stato devastante e costante.

La spinta dei tifosi

Di fronte al premio, Chiesa ha mostrato mentalità da leader: «Preferirei non ottenerlo e vincere più partite», ha dichiarato, ringraziando i tifosi per il sostegno. Ma proprio i supporter del Liverpool sono ora i primi a chiedere a gran voce la sua presenza da titolare.

Intanto, a Torino, la Juventus osserva da lontano la rinascita del suo ex gioiello: un talento ritrovato che sta conquistando la Premier League con giocate decisive, anche partendo dalla panchina. La sfida a Slot è lanciata: Chiesa non vuole più essere solo un’arma in corsa, ma un protagonista dall’inizio.

Lazio Juve, parla Guendouzi: «Abbiamo la qualità per vincere contro i bianconeri. Dovremo giocare di squadra, come accaduto nel primo tempo di Bergamo»

Lazio Juve, manca ormai pochissimo alla grande sfida di Serie A. Ecco le dichiarazioni del centrocampista Guendouzi

A pochi giorni dal big match dell’Olimpico contro la Juventus, Matteo Guendouzi ha rilasciato alcune dichiarazioni attraverso il match program ufficiale pubblicato su sslazio.it. Il centrocampista francese, ormai colonna del centrocampo biancoceleste, ha fatto il punto sul momento della squadra, tra ambizioni, fiducia e la voglia di centrare obiettivi importanti.

«Sappiamo che ci aspetta una sfida contro una grande squadra come la Juventus», ha spiegato Guendouzi. «Ma giochiamo davanti ai nostri tifosi e vogliamo vincere. Dobbiamo risalire in classifica e abbiamo tutte le qualità per riuscirci. Sarà una gara complicata, ma crediamo nelle nostre possibilità».

Il francese ha riconosciuto il valore dei bianconeri, sottolineando però la forza del gruppo laziale: «La Juve vive un momento difficile, ma resta piena di campioni. Giocano uomo contro uomo, un po’ come l’Atalanta, e per questo dovremo restare compatti. Quando la Lazio è unita, come nel primo tempo di Bergamo, può mettere in difficoltà chiunque».

Nonostante i recenti problemi legati agli infortuni, Guendouzi mantiene ottimismo: «Abbiamo avuto qualche intoppo, ma lo spirito del gruppo è rimasto alto. Stiamo andando nella direzione giusta e credo che contro la Juventus possiamo ottenere un grande risultato».

La sfida con i bianconeri avrà per lui un significato speciale: «Sarà la mia presenza numero 100 con la Lazio. È un orgoglio enorme: in poco più di due anni ho costruito un legame forte con questo club. Spero di giocare tante altre partite e vincerne il più possibile, a partire da questa».

Nel corso dell’intervista, Guendouzi ha avuto parole di elogio anche per il connazionale Dembélé, fresco vincitore del Pallone d’Oro: «Se lo merita, è un calciatore straordinario. Giocare con lui in Nazionale è un onore, gli auguro di continuare a vincere».

Guardando al futuro, il centrocampista non ha dubbi: «Il mio obiettivo è fare bene con la Lazio e meritarmi la convocazione per il prossimo Mondiale. Per tornare in Nazionale devo dare tutto qui».

Infine, ha ribadito la sua ambizione in biancoceleste: «Voglio vincere con questa squadra e riportare la Lazio in Europa. Lavoriamo ogni giorno per raggiungere traguardi importanti e regalare soddisfazioni ai nostri tifosi».

Con la sua grinta e la sua determinazione, Guendouzi si prepara così a guidare la Lazio in una sfida che può segnare la stagione.

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Marchisio: «Tudor? Da tifoso mi auguro sia la persona giusta. Yildiz un ragazzo con la testa a posto. Sulla Serie A…» – VIDEO

Marchisio si racconta durante l’evento Rigenerate Care Torino. Le parole dell’ex centrocampista bianconero a Torino

Claudio Marchisio, ex centrocampista della Juventus e della Nazionale, ha preso la parola durante l’evento Rigenerate Care Torino, un’iniziativa dedicata a temi di sostenibilità, salute e rigenerazione urbana. Ecco un estratto delle parole raccolte da Juventusnews24:

SERIE A – «Negli anni si sta riequilibrando a un livello medio, non più alto. Questo comporta ad avere difficolta a raggiungere il traguardo della Champions e la Juve rientra in questo gruppo. Non sarà una stagione semplice, tante squadre se la giocheranno fino all’ultimo ma serve equilibrio»

TUDOR – «Da tifoso mi auguro sia la persona giusta, ad oggi è lui l’allenatore. Bisogna dargli fiducia e stare vicino alla squadra sperando possa trovare la soluzione il prima possibile. Credo che cerca di aiutare la squadra e la sua posizione, ma la Juve non deve mai trovare alibi. Deve solo trovare la sua strada e fare come l’altra sera a Madrid. Mi auguro che quella reazione lì diventi qualcosa di concreto partita dopo partita»

YILDIZ CAPITANO – «Ero lì, parlavamo proprio di questo. È un ragazzo così giovane, sicuramente sarà stato felicissimo di indossare la fascia al Bernabeu ma ragioniamo anche sulle pressioni che può avere. Ma lui è un ragazzo con la testa a posto, non è stata una partita semplice ma sono felice per lui sperando che possano essercene tantissime altre»

LEGGI L’INTERVISTA COMPLETA A MARCHISIO SU JUVENTUSNEWS24

Cagliari, Pisacane in conferenza stampa: «Per me si tratta della terza finale. Infermeria? Mina e Deiola non ci saranno. Ecco le loro condizioni»

Cagliari, Pisacane ha parlato in conferenza stampa alla vigilia del match contro il Verona. Una sfida fondamentale per il prosieguo della stagione.

Alla vigilia della sfida contro il Verona Fabio Pisacane, tecnico del Cagliari, ha parlato in conferenza stampa. Le sue parole.

INFERMERIA – «E’ bello perché ogni settimana bisogna partire dall’infermeria, sembra un paradosso, ma fa parte di questo sport. Radunovic, Pintus e Di Pardo rimangono ai box. Si aggiungono Mina e Deiola. Yerry ha avuto un risentimento al bicipite femorale, non c’è la voglia di insistere e rischiamo di essere nel mezzo. Deiola lo abbiamo gestito, ma anche lì non bisogna avere questa frenesia che porta il giocatore a stare nel mezzo. E’ giusto riprendere il filo quando stanno bene: è quello che conta più di tutto. Per me è la terza finale di queste otto partite: viviamo un campionato nel campionato dove c’è bisogno di furore, di energia. Vorrei che questa energia venga messa su ciò che possiamo costruire e non temere. E’ l’andata di una finale (nessuno me ne voglia). Si prepara la gara come tutte le altre, ma stando attento a tutti i dettagli. Troveremo un avversario di tutto rispetto».

VERONA – «Il Verona è una squadra collaudatissima perché lo scorso anno aveva lo stesso tecnico e ha fatto un campionato dove ha sofferto parecchio. Ha un organico per rimanere in Serie A, oggi ha un concetto sottoforma di metodologia collaudato e rinforzato. I giocatori si sono fatti apprezzare, fa riflettere il fatto che sia una delle squadre con il XG più alto. Bisogna rimanere verticali, prendere spunti, oltre che studiare l’avversario. E’ necessario avere un barlume di realtà e non di fantasia».

DIFESA – «Portiamo avanti un discorso dal 10 luglio: prima dalle caratteristiche dei giocatori che abbiamo dentro. Cambia se l’avversario gioca in un modo o nell’altro. Per esempio, ho sentito che attacca molto la profondità, pertanto l’impostazione della partita dipende non da Mina, ma dagli avversari».

CAPACITA’ DI FARE GOL- «Sicuramente non condannando i giocatori se sbagliano specie negli ultimi 20 metri. Rischiamo sennò di mettere i ragazzi di sentire questo bisogno a tutti i costi di fare gol. Ciò vale per la Roma, l’Udinese etc. Il problema è non arrivare, ma bisogna creare queste occasioni. Contro il Bologna abbiamo creato dei problemi in base alla strategia che avevamo; mettendo più punti abbiamo creato di meno. I gol arriveranno quando meno te lo aspetti: sono regole non scritte che esistono da sempre». LEGGI TUTTA LA CONFERENZA STAMPA SU CAGLIARINEWS24.COM

Lombardo Sampdoria, i tifosi sperano in un suo ritorno. Intanto, però, a livello societario è arrivato un’altra figura. Di chi si tratta e il ruolo che coprirà

Lombardo Sampdoria, cresce l’attesa per il ritorno dell’ex bandiera blucerchiata. Intanto, però, è in arrivo un altro innesto.

La Sampdoria sta vivendo un momento di grande trasformazione. Dopo un avvio complicato di stagione in Serie BKT 2025/26, il club ha affidato la guida tecnica al duo formato da Angelo Gregucci e Salvatore Foti, con l’obiettivo di rilanciare la squadra e riportarla nelle zone alte della classifica. Tuttavia, il nome che più fa sognare i tifosi resta uno solo: Attilio Lombardo.

Il possibile ritorno di Lombardo alla Sampdoria rappresenta un tema caldissimo in casa blucerchiata. L’ex esterno, simbolo di grinta e professionalità, è molto richiesto dalla piazza, che lo considera una vera e propria bandiera del club. Già in passato ha avuto ruoli di rilievo nello staff tecnico doriano, e il suo rientro sarebbe accolto con grande entusiasmo da squadra e tifosi. La società, intanto, sta lavorando per valutare tempi e modalità di un suo inserimento all’interno del nuovo progetto tecnico.

Nel frattempo, lo staff guidato da Gregucci e Foti si arricchisce con un’importante novità: l’arrivo di Gauthier Vanderloock, analista dei dati belga di 30 anni. Il giovane professionista, che vanta esperienze di alto livello, in particolare con l’Anderlecht, lavorerà fianco a fianco con il direttore sportivo Fredberg, con il quale ha già collaborato in passato.

L’obiettivo dell’Udinese — pardon, della Sampdoria — è chiaro: introdurre un approccio più moderno e scientifico alla gestione tecnica e tattica del gruppo. Vanderloock porterà un metodo basato sull’analisi avanzata dei dati, utile per ottimizzare il rendimento dei singoli giocatori e migliorare la strategia di squadra. Un passo in avanti importante verso una Sampdoria più efficiente, capace di unire tradizione e innovazione.

Tuttavia, il pensiero dei tifosi rimane rivolto a Lombardo. La sua conoscenza dell’ambiente, la mentalità vincente e la forte identità blucerchiata potrebbero rappresentare l’elemento decisivo per ridare fiducia e stabilità al gruppo. In un momento in cui la Sampdoria cerca punti e continuità, il suo contributo potrebbe fare la differenza non solo sul piano tecnico, ma anche su quello emotivo.

Mentre si attende l’ufficialità del suo ritorno, cresce l’entusiasmo attorno al nome di Lombardo. La speranza è che l’ex bandiera possa presto tornare a vestire i colori della Sampdoria, questa volta in panchina, per guidare la rinascita di un club che vuole tornare grande. LEGGI ANCHE >>> Ultime Notizie Serie A: tutte le novità del giorno sul massimo campionato italiano

Udinese, Runjaic in conferenza stampa: «Il pareggio a Cremona è stato meritato. Vogliamo tornare al successo in casa. Su Davis…»

Udinese, Runjaic carica la squadra: «Contro il Lecce vogliamo una vittoria in casa». Le parole del tecnico alla vigilia della sfida di campionato.

Alla vigilia della sfida tra Udinese e Lecce, l’allenatore Kosta Runjaic ha parlato in conferenza stampa presentando il match e analizzando il momento della squadra bianconera. Dopo il pareggio contro la Cremonese, il tecnico tedesco si è detto soddisfatto della reazione dei suoi ma ha sottolineato la necessità di migliorare sotto diversi aspetti.

«Contro la Cremonese abbiamo avuto alti e bassi, ma il pareggio è stato meritato», ha spiegato Runjaic. “Siamo andati subito in svantaggio su calcio da fermo contro una squadra solida, ma ho apprezzato la reazione e l’energia dei ragazzi. L’Udinese vuole sempre vincere, anche se dobbiamo lavorare sull’equilibrio. L’atteggiamento però è quello giusto».

Il tecnico ha ribadito l’importanza di sfruttare le occasioni create: «Abbiamo avuto chance contro Verona, Cagliari e Cremonese, ma non siamo stati abbastanza concreti. In Serie A è difficile segnare, per questo serve maggiore lucidità negli ultimi metri. Domani vogliamo ottenere un grande risultato davanti ai nostri tifosi».

Runjaic ha poi parlato della crescita della rosa e delle nuove sfide di questa stagione: «La Serie A di quest’anno è ancora più competitiva. Tutte le squadre lottano fino all’ultimo, ma l’Udinese ha una rosa profonda che ci permette di cambiare spesso interpreti. Kabasele, Okoye, Zanoli e Goglichidze stanno trovando la forma migliore, mentre Davis sta recuperando bene e potrebbe partire titolare. Anche Bayo sta crescendo nella sua prima esperienza italiana».

Sulla gestione del centrocampo, il tecnico ha spiegato: «Miller, Karlstrom e Atta stanno facendo progressi. Voglio vedere cooperazione tra centrocampisti ed esterni. Abbiamo un buon possesso palla, ma ora dobbiamo trasformarlo in occasioni pericolose. L’anno scorso i gol dal centrocampo sono stati pochi: serve più coraggio e decisione».

Parlando del prossimo avversario, Runjaic ha mostrato rispetto ma anche fiducia: «Il Lecce ha un chiaro sistema di gioco e terzini molto offensivi. Tuttavia, il focus è su di noi. Dobbiamo essere forti nei duelli e concentrati dal primo all’ultimo minuto. Giochiamo in casa, e vogliamo trasformare la Dacia Arena in un fortino difficile da espugnare».

Infine, il tecnico dell’Udinese ha lanciato un messaggio alla squadra e ai tifosi: «L’obiettivo è migliorare le prestazioni casalinghe rispetto alla scorsa stagione. Se continuiamo a crescere e a lavorare con questa mentalità, possiamo essere all’altezza di qualsiasi avversario in Serie A». LEGGI ANCHE >>> Ultime Notizie Serie A: tutte le novità del giorno sul massimo campionato italiano

Sommer Inter, il portiere ripercorre la sua carriera e svela anche dove giocherà in futuro: «E’ presto per dirlo. A Milano sto bene, ma…»

Sommer Inter, il portiere che unisce concentrazione, famiglia e passione. L’estremo difensore si sofferma anche sulla sua esperienza in nerazzurro.

Yann Sommer, protagonista tra i pali dell’Inter, ha raccontato a Panorama alcuni aspetti della sua vita dentro e fuori dal campo, offrendo un ritratto autentico del campione svizzero che ha conquistato i tifosi nerazzurri con la sua professionalità e serenità.

Una famiglia di portieri
La carriera di Sommer all’Inter affonda le radici in una tradizione familiare: «Mio padre e mio zio giocavano in porta, anche se non a livelli altissimi. Crescendo tra guanti e palloni, la curiosità mi ha spinto a provarci, e da allora non ho più lasciato i pali». Una passione nata in casa e trasformata in una carriera di successo.

Il legame con la Svizzera
Quando non è impegnato con l’Inter, Sommer ama tornare tra le montagne della sua Svizzera. «Le nostre montagne sono splendide in ogni stagione, ma in autunno diventano magiche. Con mia moglie Alina e le nostre figlie Mila e Nayla siamo stati a Sankt Moritz, a pochi passi da Milano. Passeggiate, cavalli, laghi e trekking: è un modo per ricaricare le energie». Lo snowboard resta una passione sospesa finché dura la carriera da calciatore, ma le sue bambine già si divertono sulla neve.

Yoga, concentrazione e gioco con i piedi
Per il portiere dell’Inter, la concentrazione è tutto. «Lo yoga mi aiuta a mantenere equilibrio mentale e fisico. In campo comunico molto, senza mai arrabbiarmi». Sommer sottolinea anche l’importanza del gioco con i piedi: «Oggi ai portieri viene chiesto di impostare. Spesso mi alleno con i compagni in mezzo al campo per abituarmi alle situazioni di partita».

Spot, passioni e futuro
Dopo lo spot con Michelle Hunziker, Sommer ha mostrato anche il suo lato più leggero: «È stato divertente, ma per ora resto concentrato sull’Inter». Sul futuro dopo il calcio, non ha certezze: «Allenatore? Non credo. Ma nella vita ci sono molte strade».

Cucina, musica e famiglia
Lontano da San Siro, Sommer ama cucinare — passione ereditata dal padre — e ascoltare musica. «Suono il piano e i bonghi. A casa avevamo tanti vinili: il mio artista preferito è Bruce Springsteen».

La vita a Milano
«Vivo in centro e sto benissimo. Le mie figlie vanno a scuola, e spesso giochiamo al Parco Sempione. Se solo ci fosse un po’ meno traffico…». scherza Sommer.

Tra professionalità, equilibrio e famiglia, Sommer è diventato un punto fermo dell’Inter, un portiere che unisce rigore svizzero e cuore italiano. LEGGI ANCHE >>> Ultime Notizie Serie A: tutte le novità del giorno sul massimo campionato italiano

Cagliari, Copparoni analizza: «Perdere Belotti è stata dura, era un punto di riferimento. Caprile? Tra gli italiani in Serie A è il migliore di tutti»

Copparoni, doppio ex di Cagliari e Verona, ha parlato alla vigilia della sfida del Bentegodi: ecco le sue parole

Il Cagliari di Fabio Pisacane si prepara alla sfida di domenica 26 ottobre contro l’Hellas Verona guidato da Paolo Zanetti. In vista del match, ai microfoni de La Nuova Sardegna è intervenuto Renato Copparoni, portiere che in carriera ha vestito entrambe le maglie.

Il ricordo di Copparoni

Copparoni debuttò in Serie A con i rossoblù il 13 maggio 1973, per poi chiudere la sua lunga avventura calcistica proprio a Verona nella stagione 1987-88. Tra i momenti più iconici della sua carriera spicca la parata sul rigore di Diego Maradona, rimasta impressa nella memoria dei tifosi.

Lunedì l’ex estremo difensore festeggerà i suoi 73 anni, occasione perfetta per ripercorrere una carriera costellata di interventi decisivi e grandi soddisfazioni. Ecco alcune delle sue parole rilasciate in vista della sfida tra due squadre che hanno segnato la sua storia calcistica.

BELOTTI – «Con il Bologna il Cagliari ha anche segnato, pure giocando con Esposito falso nueve. Gol annullato, è vero. Ma per un episodio abbastanza casuale. Perdere Belotti è stata dura, era un punto di riferimento. Magari in una gara come quella con il Verona, che si può giocare alla pari, personalmente schiererei due punte. Anche per far capire all’avversario di non avere paura».

CAPRILE – «Al momento tra gli italiani in Serie A è senza ombra di dubbio il migliore di tutti. E’ un portiere complesso secondo il mio parere. Non va in Nazionale perché gli altri, rispetto a lui, hanno esperienza internazionale. Anche se Meret ad esempio ora non sta nemmeno giocando. Ma sono sicuro che, se Caprile dovesse andare in una squadra come il Milan e giocare le coppe europee, la convocazione sarebbe inevitabile. E’ davvero un ottimo portiere. Ora sta facendo esperienza, poi arriverà anche il momento della maglia azzurra. Magari anche con il Cagliari: sarebbe un giusto premio».

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Romania, cambio di panchina: Mandorlini lascia il CFR Cluj, un ex Lazio è il nuovo tecnico dell’Universitatea. I dettagli

Scossa a Cluj: via Mandorlini dal CFR, l’Universitatea riparte con l’ex difensore della Lazio Cristiano Bergodi. Tutti i dettagli

Andrea Mandorlini non è più l’allenatore del CFR Cluj. Il club romeno ha deciso di sollevare dall’incarico il tecnico italiano dopo la sconfitta per 1-0 sul campo del Petrolul.

Ex difensore di Torino, Atalanta, Ascoli, Inter e Udinese, Mandorlini vanta una lunga carriera in panchina in Italia, dove ha guidato Triestina, Vicenza, Atalanta, Bologna, Padova, Siena, Sassuolo, Verona, Genoa, Cremonese e Mantova. In Romania aveva già scritto pagine importanti con il Cluj: nel 2009/2010 conquistò campionato, coppa e supercoppa nazionale. Era poi tornato nella stagione 2023/2024 e, più recentemente, dal 23 agosto 2025, subentrando a Dan Petrescu dopo l’eliminazione europea contro l’Hacken (7-2).

Il bilancio della sua terza avventura, però, è stato deludente: appena 8 punti in 8 giornate, frutto di una sola vittoria, 5 pareggi e 2 sconfitte. La squadra si trova attualmente all’undicesimo posto con 13 punti in 13 partite complessive di campionato.

Bergodi all’Universitatea Cluj

Nell’altra metà della città, invece, arriva un nuovo volto italiano: Cristiano Bergodi. L’ex difensore di Lazio, Pescara e Padova conosce bene la Romania, dove ha già allenato numerose squadre tra cui National Bucarest, CFR Cluj, Rapid Bucarest, Politehnica Iasi, Steaua Bucarest, Targu Mures, Voluntari, Universitatea Craiova e Sepsi. In Italia ha guidato Imolese, Sassuolo, Modena, Pescara e Brescia.

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Milan Pisa, streaming LIVE e diretta tv: dove vedere la sfida di San Siro! Tutti i dettagli

Milan Pisa streaming LIVE e diretta tv: dove vederla, con la sfida di San Siro valida per l’8ª giornata di Serie A 2025/26

L’ottava giornata di Serie A si apre con il più classico dei testacoda. A San Siro il Milan capolista ospita il Pisa fanalino di coda, in una sfida che mette di fronte due realtà agli opposti della classifica.

I rossoneri, primi con 16 punti e reduci dalla rimonta vincente contro la Fiorentina, cercano continuità: Allegri punta al settimo risultato utile consecutivo per consolidare il primato e dare ulteriore slancio alla corsa scudetto.

Situazione diametralmente opposta per il Pisa, ancora a caccia della prima vittoria dal ritorno in Serie A. Gilardino prova a scuotere i suoi e a invertire una rotta che li vede fermi all’ultimo posto, con la necessità di dare un segnale forte per riaccendere speranze e classifica.

DOVE VEDERE MILAN PISA

• Orario: 20:45

• Canale TV: DAZN, Sky Sport Uno, Sky Sport Calcio, Sky Sport 4K e Sky Sport 251

• Streaming: DAZN, Sky Go, NOW

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Flaminio Lazio, la nuova sfida di Lotito: trasformare lo stadio simbolo nella nuova casa dei biancocelesti

Flaminio Lazio: il futuro dello stadio al centro del confronto tra Lotito e Comune: la partita è ancora tutta da giocare

Il progetto Flaminio Lazio torna a infiammare il dibattito politico e sportivo della Capitale. Claudio Lotito, presidente e senatore, non allenta la pressione sul Campidoglio: l’obiettivo è ottenere il via libera definitivo alla riqualificazione dello storico impianto firmato dai Nervi e trasformarlo nella nuova casa biancoceleste, ma alle condizioni fissate dalla società.

Il nodo centrale è la formula giuridica. Lotito insiste sul diritto di superficie e non su una semplice concessione d’uso: una differenza cruciale che consentirebbe alla Lazio di iscrivere lo stadio a bilancio come bene patrimoniale, rafforzando così la propria posizione nei confronti degli istituti di credito. Solo in questo modo, sostiene il patron, il club potrà presentare un piano economico-finanziario solido e ottenere i finanziamenti necessari per un investimento stimato in 430 milioni di euro.

Il sindaco Roberto Gualtieri, pur in assenza di una richiesta formale, ha deciso di muoversi in anticipo. Ha incaricato l’avvocatura capitolina di redigere un parere giuridico da sottoporre al direttore generale Ruberti, con l’obiettivo di chiarire margini e rischi dell’operazione. Il Campidoglio è consapevole che il dossier Flaminio rappresenta un banco di prova delicato, non solo per la città ma anche per la gestione futura dei beni pubblici.

L’amministrazione comunale, dal canto suo, guarda con favore alla possibilità di restituire vita a un impianto simbolo dell’architettura sportiva italiana, oggi in stato di abbandono. Restano però da affrontare questioni complesse: vincoli urbanistici, tutela storico-artistica e compatibilità ambientale del progetto. Lotito chiede tempi rapidi e garanzie certe, mentre il Comune procede con cautela per evitare precedenti rischiosi.

Se l’accordo dovesse andare in porto, il Flaminio diventerebbe il primo stadio di proprietà di una squadra romana, segnando una svolta storica per la Lazio e per l’intero panorama sportivo della Capitale. Per ora, la partita si gioca tra scrivanie e pareri legali, ma sullo sfondo resta intatta la speranza dei tifosi: vedere il Flaminio rinascere, illuminato dai colori biancocelesti nel cuore di Roma.

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Tudor Juventus, l’esonero resta una possibilità in caso di altri passi falsi. La posizione del club bianconero e cosa succederà nelle prossime settimane

Tudor Juventus: la posizione del tecnico bianconero continua ad essere sotto la stretta osservazione del club. Le ultime.

La posizione di Tudor resta sotto stretta osservazione dopo la trasferta europea a Madrid. Nonostante la sconfitta contro il Real, il tecnico croato ha mostrato segni di resilienza, guidando la squadra a una prestazione di carattere che ha alleviato, almeno temporaneamente, le pressioni sul suo futuro. La dirigenza bianconera, secondo quanto riportato da Tuttosport, non ha intenzione di operare ribaltoni immediati, ma la fiducia accordata a Tudor è ora strettamente legata ai risultati delle prossime settimane.

La prestazione contro il Real Madrid è stata vista come un segnale positivo: la squadra ha mostrato coesione, grinta e capacità di lottare fino all’ultimo minuto. Questo ha convinto la società che il gruppo sia ancora compatto e segua le indicazioni del proprio allenatore. Tuttavia, il quadro generale resta critico: la Juventus non ha ancora invertito la rotta in Serie A e in Champions League, e le prossime partite diventano decisive per confermare la solidità della guida tecnica.

Le prossime tre sfide di campionato assumono un’importanza cruciale per Tudor . Il tecnico croato dovrà affrontare la trasferta contro la Lazio, il match casalingo con l’Udinese e un’altra trasferta contro la Cremonese. Questi incontri rappresentano un vero spartiacque: risultati positivi potrebbero consolidare la sua posizione, mentre eventuali passi falsi potrebbero costringerlo a rivedere drasticamente il suo futuro. La società attende da Tudor una svolta concreta, non solo prestazioni di orgoglio come quella di Madrid, ma soprattutto punti e continuità nei risultati.

Il percorso di Tudor è reso ancora più delicato dalle condizioni contrattuali. Il tecnico croato ha un contratto fino al 2027, e eventuali decisioni di esonero comporterebbero costi elevati, anche considerando altri membri dello staff come Thiago Motta. Nonostante ciò, la pressione è alta: tifosi, stampa e società chiedono risposte immediate. La fiducia concessa dopo Madrid è chiara, ma non illimitata. Tudor dovrà dimostrare di poter guidare la squadra verso un cambio di passo, trasformando la prestazione di orgoglio in una serie di risultati concreti.

In sintesi, il futuro di Tudor resta appeso a un filo: la panchina è sicura per ora, ma le prossime partite saranno decisive. La società osserva, i tifosi sperano, e l’allenatore croato sa che il tempo per confermare la sua capacità di guidare la Vecchia Signora non è infinito. La svolta è attesa, e solo i risultati potranno stabilire se Tudor continuerà a essere la guida tecnica della squadra. LEGGI ANCHE >>> Ultime notizie Calcio Estero: tutte le novità del giorno provenienti da tutto il mondo

Inter, Pandev: «Bonny e Pio Esposito il futuro dei nerazzurri. Chivu? Da allenatore mi ha sorpreso. Ecco con chi vedo delle somiglianze»

Inter, Pandev ai microfoni de ‘La Repubblica’ analizza il momento dell’Inter e si sofferma anche su Chivu e su alcuni giocatori.

Ai microfoni de La Repubblica Goran Pandev è ritornato sulla sua esperienza in nerazzurro esaltando anche Chivu.

ANEDDOTO SUL TRIPLETE – «Uno su tutti: la semifinale con il Barcellona nel 2010. All’andata mi faccio male, provo a recuperare per il ritorno, non ci riesco. Vado da Mourinho e lui, invece di preoccuparsi, sghignazza: aveva già pensato di far giocare Chivu esterno d’attacco. È andata bene, visto che ci è toccato difendere, specialmente dopo l’espulsione di Motta. La carbonara prima delle partite? Verissimo. All’inizio mi stupivo. Alla Lazio andavamo avanti a bresaola. Ma quell’Inter era un gruppo di campioni, per cui conta più la serenità rispetto ai cinquanta grammi di peso in meno».

SI IMMAGINAVA CHIVU DA ALLENATORE? – «Allora no, lo confesso. Ma aveva carisma. Devi averlo per essere capitano della Romania. In cosa ricorda Mourinho? Nella comunicazione, tanto coi calciatori quanto con la stampa. È abile, ironico, efficace».

BONNY – «Nei miei ultimi mesi da calciatore, a Parma, abbiamo giocato insieme. Era giovane, ma già grande. Lui e Pio Esposito sono il futuro dell’Inter, ma anche il presente. E insieme funzionano». LEGGI LE DICHIARAZIONI COMPLETE DI PANDEV SU INTERNEWS24

Benitez Panathinaikos, è ufficiale l’arrivo in panchina del tecnico spagnolo: i dettagli del contratto e gli obiettivi che si è posto il club greco

Benitez Panathinaikos: il ritorno di Rafa nel calcio europeo. Il tecnico spagnolo è pronto ad iniziare questa nuova avventura in Grecia

Rafa Benitez torna a sedersi su una panchina dopo due anni di pausa: il celebre allenatore spagnolo guiderà il Panathinaikos nel campionato greco. L’annuncio del club di Atene ha subito acceso l’entusiasmo dei tifosi, che sperano di vedere il ritorno di un tecnico di grande esperienza e carisma. Il Panathinaikos, attualmente impegnato anche in Europa League, ha sinora collezionato una vittoria e due sconfitte nella competizione continentale, segno di un inizio di stagione ancora da consolidare.

Benitez, 65 anni, porta con sé un curriculum prestigioso: ha guidato club di assoluto rilievo come Real Madrid, Inter, Liverpool, Chelsea, Napoli, Valencia, Everton e Newcastle, e più recentemente ha allenato il Celta Vigo. Durante la sua carriera ha ottenuto riconoscimenti importanti, tra cui due titoli di Allenatore UEFA dell’Anno nel 2004 e 2005. L’anno più memorabile rimane il 2005, quando sollevò la Champions League con il Liverpool nella leggendaria finale di Istanbul contro il Milan, una vittoria entrata nella storia del calcio mondiale.

Oltre alla Champions League, Benitez ha vinto due Coppe UEFA, con Valencia e Chelsea, e la Coppa Italia con il Napoli nel 2014. Questi successi confermano la sua abilità nel gestire squadre in competizioni sia nazionali sia europee, rendendolo la scelta ideale per un club come il Panathinaikos, che punta a rinnovarsi e a tornare competitivo ai massimi livelli.

Il club greco ha scelto Benitez per avviare una vera e propria ristrutturazione tecnica e tattica, con l’obiettivo di riportare il Panathinaikos alla vittoria della Super League greca, un titolo che manca nelle bacheche del club dal 2010. L’arrivo dello spagnolo rappresenta quindi una svolta strategica: non solo per i risultati immediati, ma anche per rilanciare l’immagine e l’organizzazione del club nel lungo periodo.

Il contratto firmato da Benitez lo legherà al club fino al 2028, con un compenso annuo di 3,5 milioni di euro. L’accordo riflette la fiducia del club nel progetto dello spagnolo e nella sua capacità di costruire una squadra competitiva, capace di contendere la leadership della Super League e ottenere risultati in Europa League.

Con il ritorno di Rafa Benitez, il Panathinaikos si prepara a vivere una nuova era: un mix di esperienza internazionale, leadership consolidata e ambizione. I tifosi greci attendono con entusiasmo di vedere come il tecnico spagnolo riuscirà a trasformare la squadra, riportandola ai vertici del calcio ellenico e rendendo il club nuovamente protagonista anche sul palcoscenico europeo. LEGGI ANCHE >>> Ultime notizie Calcio Estero: tutte le novità del giorno provenienti da tutto il mondo

Milan, dalla dirigenza si continua a predicare calma: le prossime sfide si preannunciano fondamentali per continuare a coltivare il sogno Scudetto

Milan, prudenza e concentrazione: Allegri guida i rossoneri verso la continuità. La società preferisce non volare troppo in alto.

Il Milan continua a guidare la classifica di Serie A, ma a Milanello regna prudenza e concentrazione. La società e l’allenatore Massimiliano Allegri condividono una linea chiara: non lasciarsi travolgere dall’entusiasmo del primato e continuare a lavorare con metodo, partita dopo partita. La dirigenza del club, infatti, ha ribadito più volte la fiducia piena nel tecnico, considerandolo il vero artefice della partenza positiva dei Rossoneri.

Ieri, l’amministratore delegato Furlani e il direttore sportivo Tare hanno fatto visita a Milanello per un pranzo di lavoro con Allegri. L’incontro ha rafforzato la convinzione della società: il tecnico rappresenta «il colpo più importante dell’ultimo mercato», capace di imprimere una marcia in più al Milan e di trasformare la squadra in una compagine solida e competitiva. Secondo i dirigenti, la filosofia di Allegri è la chiave del successo: equilibrio tra entusiasmo e prudenza, gestione intelligente delle energie e attenzione ai dettagli tattici.

Nonostante il primato, a Milanello vige una regola ferrea: niente discorsi su scudetto o successi futuri. Il Mister mantiene la squadra con i piedi per terra, ribadendo costantemente al gruppo che il focus deve restare sulle prossime partite. La strategia di Allegri mira a proteggere la concentrazione dei giocatori e a evitare che l’euforia per la classifica influenzi negativamente la continuità dei risultati.

La società ha sposato completamente questa filosofia. La linea condivisa tra dirigenza e tecnico si traduce in un approccio equilibrato sia dentro che fuori dal campo: il Milan punta a mantenere costanza di rendimento e a consolidare il primato, senza farsi distrarre dalle pressioni mediatiche o dai pronostici. L’obiettivo principale resta la qualificazione alla Champions League, con il campionato vissuto come un percorso di crescita progressiva.

Questa intesa tra società e allenatore rappresenta un fattore di stabilità fondamentale per il Milan. Il rapporto basato sulla fiducia e sulla condivisione della strategia comunicativa e sportiva consente alla squadra di lavorare con serenità, di affrontare ogni partita con il giusto approccio e di costruire le basi per una stagione lunga e competitiva. La combinazione tra gestione prudente, disciplina tattica e talento dei giocatori fa del Milan una delle formazioni più solide del campionato, pronta a difendere la leadership con costanza e determinazione. LEGGI ANCHE >>> Ultime notizie Calciomercato LIVE: tutte le novità del giorno

Sampdoria, l’infortunio di Coucke preoccupa il club doriano: come sta l’estremo difensore e quando rientrerà a disposizione di Gregucci

Sampdoria, nuovo corso tecnico e aggiornamenti sugli infortunati per ritrovare continuità. Restano da valutare le condizioni di Coucke.

Dopo l’esonero di Massimo Donati, la Sampdoria ha intrapreso un nuovo percorso affidandosi al duo formato da Angelo Gregucci e Salvatore Foti. L’obiettivo principale del club blucerchiato è dare una scossa alla squadra e invertire la rotta in un momento delicato della stagione di Serie BKT 2025/26. La società punta su disciplina, spirito di gruppo e motivazione per far ritrovare fiducia ai giocatori, alle prese con prestazioni altalenanti nei turni precedenti.

Il nuovo staff tecnico della Sampdoria sta lavorando intensamente a Bogliasco per ricompattare l’ambiente e imprimere un’identità chiara alla squadra. Gregucci e Foti puntano a creare un equilibrio tra esperienza e dinamismo, cercando di sfruttare al meglio le caratteristiche dei calciatori a disposizione. La priorità è ritrovare solidità in campo, sia in fase difensiva che nella costruzione del gioco, in vista dei prossimi impegni di campionato.

Tra i giocatori più attesi in questa fase di rilancio c’è Gaetan Coucke, portiere belga classe 1998, arrivato in estate per rinforzare il reparto difensivo della Sampdoria. Coucke ha dovuto affrontare un periodo di stop a causa di fastidi al ginocchio, ma le ultime notizie dall’infermeria sono incoraggianti. Il numero uno blucerchiato sta seguendo con attenzione il protocollo di riabilitazione, alternando terapie mirate e lavoro personalizzato, con l’obiettivo di tornare quanto prima a disposizione dello staff tecnico.

Nonostante non sia ancora stata fissata una data precisa per il rientro, le sensazioni restano positive. Coucke proseguirà con un programma graduale che lo porterà prima a riprendere l’attività individuale e poi a reintegrarsi completamente nel gruppo. Il recupero del portiere è considerato fondamentale dalla società, che vede nella stabilità difensiva uno dei punti chiave per affrontare al meglio le prossime sfide.

In casa Sampdoria, quindi, l’attenzione è concentrata su due fronti: il consolidamento del nuovo corso tecnico e la gestione degli infortunati. Solo unendo questi due elementi sarà possibile restituire fiducia e continuità alla squadra, elementi essenziali per affrontare un campionato di Serie BKT lungo e competitivo. Gregucci e Foti puntano a imprimere una mentalità vincente e a trasformare la Sampdoria in una formazione solida e affidabile, pronta a lottare su tutti i fronti. LEGGI ANCHE >>> Ultime notizie Calciomercato LIVE: tutte le novità del giorno

Cagliari, a Verona un passaggio fondamentale per la salvezza. Le ultime idee di Pisacane per ritornare dal Bentegodi con i tre punti

Cagliari pronto alla sfida contro l’Hellas Verona: Pisacane punta su continuità e difesa solida. Una sfida da non sbagliare per i punti salvezza

Il Cagliari di Fabio Pisacane si prepara con grande determinazione alla sfida di domenica 26 ottobre contro l’Hellas Verona, in programma alle ore 15:00 allo stadio Bentegodi, per l’8ª giornata del campionato di Serie A 2025/26. Dopo alcune difficoltà nelle prime giornate, la squadra isolana cerca riscatto e vuole ritrovare continuità di risultati per consolidare la propria posizione in classifica.

Un elemento incoraggiante per il Cagliari arriva dai precedenti storici contro i gialloblù. Nella scorsa stagione, i rossoblù hanno infatti ottenuto due vittorie nette contro l’Hellas Verona, senza subire gol in entrambe le partite. Questo dato dimostra come la squadra sarda abbia saputo mettere in difficoltà i veneti, imponendo il proprio ritmo e mantenendo una difesa ben organizzata.

Con un’altra vittoria domenica, il Cagliari potrebbe ottenere tre successi consecutivi contro il Verona in Serie A, un risultato che non si verifica dalla stagione 1971-1972. Un traguardo storico che confermerebbe il buon feeling della squadra isolana contro gli scaligeri e potrebbe dare ulteriore slancio alla stagione in corso, rafforzando morale e fiducia nei propri mezzi.

Oltre ai risultati, la solidità difensiva resta un obiettivo primario per il Cagliari. Finora, la squadra non ha mai registrato tre clean sheet consecutivi contro il Verona in Serie A, e la partita di domenica rappresenta un’opportunità concreta per invertire questa statistica. Pisacane, ex difensore di lungo corso, sottolinea da sempre l’importanza di mantenere la porta inviolata, soprattutto nelle trasferte delicate, dove l’avversario può sfruttare il fattore campo.

La preparazione del Cagliari in vista della trasferta a Verona si concentra quindi su due aspetti fondamentali: la capacità di segnare e creare occasioni, e la necessità di consolidare una difesa compatta e affidabile. L’allenatore sta lavorando su schemi tattici mirati a ridurre gli spazi concessi agli avversari e a garantire che i trequartisti e gli attaccanti siano sempre supportati dalla linea difensiva.

Il match contro l’Hellas Verona diventa così cruciale per il Cagliari, non solo per la possibilità di ottenere punti importanti in classifica, ma anche per continuare a costruire una squadra equilibrata e solida. Riuscire a portare a casa un risultato positivo consoliderebbe il percorso dei rossoblù e rafforzerebbe la fiducia della squadra nelle proprie capacità, ponendo basi solide per il prosieguo del campionato. LEGGI ANCHE >>> Ultime notizie Calciomercato LIVE: tutte le novità del giorno

Genoa, Vieira prepara una piccola rivoluzione in vista del Torino: quel giocatore cambierà ruolo per provare a dare la svolta definitiva alla stagione

Genoa, Vieira studia cambi e moduli in vista della trasferta contro il Torino. Il tecnico del ‘Grifone’ ha idee molto chiare sul futuro.

Il tecnico del Genoa, Thiago Vieira, sta valutando alcune modifiche sia negli uomini sia nel modulo in vista della delicata trasferta contro il Torino, in programma tra due giorni. La squadra rossoblù potrà contare su un’importante spinta dei tifosi: sono infatti previsti oltre 3mila sostenitori a incitare il Genoa allo stadio Olimpico Grande Torino, un fattore che potrebbe fare la differenza in un match cruciale per le ambizioni della squadra.

Secondo quanto riportato da Tuttosport, Vieira sta considerando di passare dal tradizionale 4-2-3-1 a schemi alternativi, come il 4-3-1-2 o il 4-3-2-1, per migliorare la fluidità offensiva e la gestione della palla. L’obiettivo del tecnico è semplice: far giocare più vicini trequartisti e attaccanti, aumentando le combinazioni in zona gol e riducendo gli spazi concessi agli avversari.

Uno dei nodi principali riguarda la posizione di Malinovskyi e Carboni. Finora il trequartista esterno, Carboni, ha faticato e non ha reso secondo le aspettative, mostrando difficoltà nell’adattarsi al ruolo. Per questo motivo Vieira potrebbe decidere di spostarlo in una posizione più centrale, dietro la punta o le punte, così da valorizzare le sue caratteristiche offensive. In alternativa, il tecnico potrebbe affidarsi a Malinovskyi in quella zona, per cercare maggiore creatività e imprevedibilità.

Le scelte di modulo e di uomini saranno fondamentali per il Genoa, soprattutto considerando la necessità di ottenere punti importanti in trasferta. Vieira punta a un approccio aggressivo e compatto, con i centrocampisti e gli attaccanti più vicini tra loro per creare superiorità numerica in fase offensiva e favorire le combinazioni rapide. La possibilità di passare al 4-3-1-2 o al 4-3-2-1 riflette la volontà di rendere il gioco più dinamico e di trovare soluzioni alternative quando gli avversari chiudono gli spazi.

Il match contro il Torino rappresenta quindi un test significativo per Vieira e per il Genoa: il tecnico deve decidere quale assetto tattico garantisca la migliore risposta della squadra, sia in fase difensiva sia in fase offensiva, e allo stesso tempo valorizzi le qualità dei singoli. L’obiettivo è chiaro: dare continuità ai risultati e sfruttare al massimo il sostegno dei tifosi per conquistare un successo esterno che potrebbe rilanciare le ambizioni dei rossoblù nel campionato. LEGGI ANCHE >>> Ultime notizie Calciomercato LIVE: tutte le novità del giorno

Sarri Lazio, alta tensione a Formello. L’addio resta sul tavolo. Il tecnico ha dato un ultimatum alla società altrimenti sarà separazione

Sarri Lazio: tensioni e mercato, il futuro del tecnico al vaglio. L’allenatore toscano di aspetta delle risposte dalla società entro gennaio

A Formello si respira un’aria elettrica. I rapporti tra Lotito, Sarri e Fabiani appaiono oggi contrapposti, nonostante i sorrisi e le dichiarazioni di circostanza che cercano di mascherare la realtà dei fatti. Secondo quanto riportato dal Corriere dello Sport, non c’è stato alcun incontro ufficiale tra i tre protagonisti, e nemmeno il tanto atteso faccia a faccia chiarificatore tra Sarri e il direttore sportivo. La storia di incomprensioni e tensioni interne si ripete, e solo il tempo dirà come evolveranno i rapporti tra le parti.

Il rinnovo firmato da Sarri alla Lazio a luglio, che ha trasformato il contratto biennale in un accordo di convivenza, ha segnato un passo importante ma delicato. Da un lato, il rinnovo è stato un atto riparatorio per le iniziali tensioni; dall’altro, finché non ci sarà un chiarimento definitivo, è probabile che continueranno le schermaglie dialettiche e le allusioni tra le parti. Una vittoria contro la Juventus potrebbe rappresentare un primo segnale positivo per smorzare questa tensione e riportare serenità nello spogliatoio e nella dirigenza.

Il vero banco di prova per il rapporto tra Sarri e la Lazio sarà il mercato. Il tecnico toscano vuole maggiore voce in capitolo sulle strategie della squadra e ha già espresso le sue priorità, con Insigne in cima alla lista dei desideri. Gennaio sarà quindi un mese decisivo: determinerà non solo la capacità della società di assecondare le richieste di Sarri, ma anche l’evoluzione della convivenza tra allenatore e dirigenza. Il mercato di metà stagione sarà il termometro dei rapporti interni e offrirà indicazioni importanti sul futuro del tecnico.

Il rinnovo lampo e il ritorno alla guida della squadra nella Capitale rendono improbabile che Sarri possa tirarsi indietro, così come appare difficile immaginare che Lotito rinunci all’allenatore dopo averlo riportato alla Lazio. A metà dicembre, la società definirà quali margini di manovra avrà sul mercato, e da questo dipenderanno le strategie future sia sul campo che fuori. Il percorso di Sarri alla Lazio resta dunque in bilico tra risultati, mercato e rapporti interni, con la speranza di trovare equilibrio tra ambizioni sportive e gestione societaria.

Il futuro del tecnico toscano e della squadra gialloblù sarà chiarito passo dopo passo, con ogni partita e ogni trattativa di mercato a pesare sulle scelte definitive della Lazio. LEGGI ANCHE >>> Ultime notizie Calciomercato LIVE: tutte le novità del giorno

Roma, il flop in Europa League fa male: Gasperini chiamato al riscatto immediato in campionato. E c’è un altro problema da risolvere

Roma, serve un segnale dai centravanti dopo il passo falso contro il Viktoria Plzen. I giallorossi si augurano di poter cambiare trend in poco tempo

«Serve un esame di coscienza, in tanti non fanno gol da troppo tempo». Le parole di Gasperini dopo la sconfitta contro il Viktoria Plzen suonano come un campanello d’allarme per la Roma. Ancora una volta la squadra giallorossa va sotto nel punteggio, reagisce con intensità e crea occasioni, ma non riesce a concretizzare. Al centro delle critiche rimangono i due centravanti: Artem Dovbyk ed Evan Ferguson. Fin qui, il loro contributo è stato insufficiente, lasciando la Roma in difficoltà nella fase offensiva.

Il problema dei gol a lungo assenti pesa sull’Olimpico. Non è un caso che Gasperini abbia sottolineato la necessità di un attaccante capace di incidere. Che giochi Dovbyk, come nella gara contro il Viktoria Plzen, o Ferguson, la sostanza non cambia: la Roma fatica a rendere produttivo il reparto offensivo. Massimiliano Gallo, sul Corriere dello Sport, parla di una squadra contratta, con poche idee e incapace di sviluppare un gioco fluido. Una prestazione lontana dal livello mostrato contro l’Inter, dove la Roma aveva evidenziato qualità e buona organizzazione, pur senza trovare il risultato pieno.

Il gol del 2-1 contro il Viktoria Plzen, arrivato su rigore trasformato da Dybala, ha evitato una sconfitta più netta, ma non basta a rassicurare. La squadra giallorossa, infatti, deve guardare con attenzione al percorso europeo, che si annuncia complesso e pieno di insidie. La Roma dovrà affrontare due trasferte in Scozia contro Glasgow e Celtic, affrontare i danesi del Midtjylland e lo Stoccarda, per poi chiudere il girone in casa contro il Panathinaikos. Ogni partita sarà un test importante per verificare la capacità dei giallorossi di sbloccarsi in attacco.

Gasperini, consapevole delle difficoltà, spera che prima o poi qualcuno là davanti riesca a incidere. Il momento è delicato, e la mancanza di continuità nei gol rischia di compromettere il cammino europeo della Roma. Serve dunque un segnale chiaro dai centravanti e da tutto il reparto offensivo, per trasformare il potenziale in concretezza. Solo così la Roma potrà ritrovare fiducia, fluidità e capacità di competere sia in Serie A sia in Europa.

La stagione è ancora lunga, ma le settimane a venire saranno decisive: la squadra giallorossa ha bisogno di ritrovare equilibrio e incisività per non compromettere obiettivi ambiziosi. LEGGI ANCHE >>> Ultime notizie Calciomercato LIVE: tutte le novità del giorno

Dzeko Fiorentina, a Vienna il bosniaco si è preso la scena con l’ennesima prestazione di livello. Ora ha un obiettivo molto chiaro: ecco quale

Dzeko Fiorentina: il “Diamante bosniaco” torna a brillare sotto il cielo di Vienna. L’attaccante ora punta a convincere Pioli

Trentanove anni, sette mesi e sei giorni, ma ancora la stessa fame di gol. Edin Dzeko continua a essere sinonimo di concretezza e carisma, e la sua ultima prova lo conferma pienamente. Nella serata piovosa di Vienna, il gol del 2-0 firmato da Dzeko ha permesso alla Fiorentina di blindare il successo contro il Rapid, dopo la rete iniziale di Ndour. Una vittoria costruita con equilibrio e personalità, in cui l’attaccante bosniaco ha mostrato di poter ancora essere decisivo ai massimi livelli.

Per Dzeko, quello dell’Allianz Stadion è stato il secondo gol stagionale: il primo era arrivato nel 3-2 del preliminare di ritorno contro il Polissya. Stavolta, schierato accanto a Piccoli, il centravanti ha saputo alternare i movimenti da finalizzatore puro a quelli di rifinitore, dimostrando una crescente intesa con il compagno di reparto. Emblematico anche il gol: un destro preciso nato dal cross del giovanissimo Niccolò Fortini, classe 2006, che ha servito l’assist al veterano bosniaco. Un passaggio di testimone simbolico tra il futuro e la storia recente del calcio europeo.

Soprannominato in patria Bosanski dijamant, “il diamante bosniaco”, Dzeko continua ad arricchire una carriera straordinaria: 29 gol in Champions League, 24 in Europa League e Coppa UEFA, e ora 3 in Conference League. Numeri da bomber di razza, che raccontano un percorso costellato di reti e leadership. Tuttavia, per Dzeko e per la Fiorentina, la sfida più importante inizia ora: quella del campionato. In Serie A, infatti, l’ex Fenerbahce è stato finora impiegato col contagocce — appena 61 minuti distribuiti in sei presenze, mai oltre un tempo di gioco, come accaduto contro il Napoli.

Il tecnico Pioli sa bene di poter contare su un giocatore di esperienza e qualità, ma servirà inserirlo con continuità nel progetto tattico viola. La Fiorentina, che ambisce a una stagione da protagonista in Italia e in Europa, ha bisogno di un Dzeko capace non solo di segnare, ma anche di guidare il reparto offensivo con la sua intelligenza tattica.

A Vienna si è visto un Dzeko in evidente crescita fisica e mentale: 76 minuti di gioco, grande lucidità e presenza costante in entrambe le fasi. La sua prova è stata uno dei segnali più positivi per i gigliati. Se continuerà su questa strada, il “diamante bosniaco” potrà tornare a brillare anche in Serie A, regalando alla Fiorentina gol, esperienza e la mentalità del grande campione. LEGGI ANCHE >>> Ultime notizie Calciomercato LIVE: tutte le novità del giorno

Acerbi Inter, il difensore resta al centro del progetto nerazzurro. In viale della Liberazione si ha una idea molto chiara sul centrale

Acerbi Inter, il futuro è un’incognita: possibile addio a fine stagione. La separazione al termine del campionato non è da escludere.

Il binomio Acerbi Inter continua a essere sinonimo di solidità e affidabilità. Nonostante i suoi 37 anni, Francesco Acerbi rimane uno dei pilastri della difesa nerazzurra e un punto di riferimento nello spogliatoio di Chivu. La sua esperienza, unita a una condizione fisica invidiabile, ha permesso all’Inter di mantenere un equilibrio difensivo di altissimo livello anche nelle gare più complicate. Tuttavia, secondo quanto riportato dagli esperti di mercato Fabrizio Romano e Matteo Moretto, questa potrebbe essere l’ultima stagione del difensore con la maglia dell’Inter.

Arrivato a Milano inizialmente in prestito dalla Lazio, Acerbi si è conquistato sul campo la conferma definitiva. Da allora ha collezionato prestazioni impeccabili, risultando decisivo in Champions League e in campionato. Il suo apporto in termini di carisma e concentrazione ha contribuito in maniera determinante al successo del progetto nerazzurro. Ma, nonostante la stima che società e allenatore nutrono nei suoi confronti, le prime valutazioni sul futuro sono già iniziate.

L’Inter, sempre attenta a pianificare il rinnovamento della rosa, sta infatti monitorando diversi profili per il reparto arretrato. Tra i nomi accostati al club c’è quello di Kim Min Jae, attualmente al Bayern Monaco. Il difensore sudcoreano rappresenta un obiettivo affascinante ma complesso: l’operazione è frenata dall’alto ingaggio del giocatore, stimato intorno ai 9 milioni di euro annui, cifra difficile da sostenere per le casse dell’Inter. Un eventuale arrivo di Kim, o di un profilo simile, potrebbe dunque aprire definitivamente la strada all’addio di Acerbi a fine stagione.

Per il momento, però, il focus resta sul presente. Acerbi è ancora una coppia vincente: il difensore continua a dare tutto in campo, incarnando alla perfezione i valori di grinta e dedizione che caratterizzano la squadra di Inzaghi. Ogni sua prestazione conferma quanto sia difficile sostituirlo, ma il tempo impone riflessioni a lungo termine.

Il futuro resta incerto: Acerbi potrebbe decidere di concludere la carriera all’Inter o di intraprendere una nuova avventura, magari all’estero o in una piazza meno impegnativa. Quel che è certo è che, finché indosserà la maglia nerazzurra, continuerà a rappresentare un esempio di professionalità e un pilastro della difesa. Il connubio Acerbi Inter resta oggi una delle certezze più solide del calcio italiano. LEGGI ANCHE >>> Ultime notizie Calciomercato LIVE: tutte le novità del giorno

Napoli, testa alla sfida contro l’Inter: Conte deve fare i conti ancora con l’emergenza in difesa. Intanto il tecnico leccese ha scelto chi giocherà in porta

Napoli, Conte prepara la sfida all’Inter: Meret verso la titolarità, Rrahmani ancora in dubbio. Le ultime sulla squadra partenopea

Il Napoli di Antonio Conte è al lavoro per affrontare la delicatissima sfida di campionato contro l’Inter, in programma sabato 25 ottobre allo stadio Diego Armando Maradona. La partita, valida per la decima giornata di Serie A, rappresenta un crocevia importante per i partenopei, chiamati a dare continuità ai progressi visti nelle ultime uscite e a misurarsi con una delle squadre più in forma del torneo.

A Fuorigrotta si respira un clima di attesa e curiosità. I tifosi del Napoli vogliono capire quali saranno le scelte tattiche di Antonio Conte, alle prese con qualche dubbio di formazione ma determinato a schierare la miglior squadra possibile. Secondo quanto riportato da Il Mattino, il tecnico salentino starebbe pensando di confermare Alex Meret tra i pali, dopo i buoni segnali mostrati in allenamento. Il portiere friulano sembra pronto a riprendersi la maglia da titolare, garantendo solidità e affidabilità al reparto difensivo.

Situazione più complessa, invece, per Amir Rrahmani. Il difensore kosovaro, fermo da oltre un mese e mezzo, potrebbe tornare tra i convocati ma solo per accomodarsi in panchina. L’obiettivo dello staff medico del Napoli è di averlo pienamente disponibile per la successiva sfida contro il Lecce. Il suo rientro graduale è considerato fondamentale per la tenuta difensiva della squadra, soprattutto in vista del calendario fitto di impegni che attende gli azzurri.

Conte, da parte sua, sta lavorando per ricompattare un gruppo che ha mostrato segnali di crescita ma anche momenti di fragilità. L’allenatore del Napoli sa bene che affrontare l’Inter richiede equilibrio tattico e intensità mentale: servirà una squadra corta, aggressiva e capace di sfruttare al meglio la velocità dei suoi esterni.

La partita contro i nerazzurri rappresenta un test importante non solo per la classifica, ma anche per la credibilità del progetto tecnico del Napoli. Vincere al Maradona significherebbe lanciare un segnale forte al campionato e consolidare la fiducia tra squadra e tifoseria.

Il Napoli è pronto alla battaglia: Conte chiede concentrazione, i giocatori rispondono con impegno e determinazione. Sabato sera a Fuorigrotta andrà in scena una sfida che potrà dire molto sul futuro immediato della stagione partenopea. LEGGI ANCHE >>> Ultime Notizie Serie A: tutte le novità del giorno sul massimo campionato italiano

Ziyech Wydad, è ufficiale il ritorno in Marocco dell’ex Chelsea. I dettagli dell’accordo e l’annuncio del club di Casablanca

Ziyech Wydad, il ritorno del “mago” a casa: il Marocco accoglie il suo eroe. Ecco tutti i dettagli dell’accordo con il club di Casablanca

Dopo una lunga carriera nei principali campionati europei, Hakim Ziyech torna finalmente alle origini. Il Wydad Casablanca, storico club marocchino e simbolo del calcio africano, ha ufficializzato il suo arrivo a parametro zero, accendendo l’entusiasmo dei tifosi e di tutto il paese. L’annuncio, diffuso sui canali social del club, recita: “Il mondo attende… Il mago è arrivato. Ziyech al Wydad”. Accompagnato da un video celebrativo, il messaggio è diventato virale in poche ore, segnando l’inizio di una nuova era per il club biancorosso.

Il binomio Ziyech Wydad rappresenta molto più di un semplice trasferimento di mercato. È il ritorno simbolico di un campione che, pur essendo nato nei Paesi Bassi, non ha mai dimenticato le proprie radici marocchine. Con la maglia della nazionale, infatti, Ziyech è stato tra i protagonisti della storica cavalcata del Marocco ai Mondiali del 2022 in Qatar, dove la squadra di Regragui è diventata la prima selezione africana di sempre a raggiungere la semifinale.

A 32 anni, dopo esperienze in Olanda, Inghilterra, Turchia e Qatar, il fantasista ha deciso di tornare a casa per chiudere il cerchio. Il suo percorso è stato costellato di successi e momenti indimenticabili: dagli esordi con l’Heerenveen e il Twente, all’esplosione con l’Ajax, dove incantò l’Europa con le sue giocate in Champions League; poi il passaggio al Chelsea, con cui vinse anche la Champions nel 2021, e la parentesi al Galatasaray, prima dell’avventura in Qatar con l’Al-Duhail.

Ora, la sfida si chiama Wydad Casablanca. Il club punta su Ziyech per riportarsi ai vertici del calcio africano dopo stagioni altalenanti, e per tornare a competere per la CAF Champions League. L’arrivo del numero 22 è visto come un colpo di prestigio, ma anche come un segnale forte: il calcio marocchino vuole valorizzare i suoi talenti e riportarli a casa.

Per Ziyech, questa avventura rappresenta un nuovo inizio. Vuole rilanciare la propria carriera, ma soprattutto dare qualcosa in più al suo Paese, dentro e fuori dal campo. Il connubio Ziyech-Wydad unisce talento, esperienza internazionale e orgoglio nazionale — una combinazione che promette di far sognare di nuovo tutto il Marocco. LEGGI ANCHE >>> Ultime notizie Calciomercato LIVE: tutte le novità del giorno

Calciomercato Milan, Tare ha due chiari obiettivi per gennaio: il piano del direttore sportivo rossonero per rinforzare la rosa di Allegri

Calciomercato Milan: Allegri chiede rinforzi, Kim Min-Jae e Icardi i sogni per gennaio. Le idee in casa rossonera sul futuro sono molto chiare.

Il calciomercato Milan entra nel vivo in vista della sessione invernale. I rossoneri, primi in classifica e determinati a consolidare la propria leadership, guardano con attenzione alla sfida casalinga contro il Pisa, ma la mente della dirigenza è già proiettata a gennaio. L’obiettivo è chiaro: rinforzare la rosa per alimentare concretamente le ambizioni Scudetto e affrontare al meglio la seconda parte di stagione.

Come riportato da Calciomercato.it, il tecnico Massimiliano Allegri ha avanzato una richiesta esplicita alla società: servono “un paio di rinforzi” per rendere il Milan competitivo su tutti i fronti. Il focus principale del calciomercato Milan riguarda la difesa, reparto che necessita di esperienza e solidità.

Kim Min-Jae il sogno per la difesa rossonera

Il nome più affascinante resta quello di Kim Min-Jae, difensore sudcoreano del Bayern Monaco ed ex Napoli. Il suo profilo piace ad Allegri per caratteristiche e leadership: il tecnico toscano lo considera l’uomo ideale per guidare la retroguardia a tre, modulo che ha ridato equilibrio e risultati alla squadra. Tuttavia, l’operazione non è semplice: Kim ha un ingaggio elevato e un contratto lungo con i bavaresi, ma il Milan conta sulla possibilità che il giocatore voglia rilanciarsi dopo un periodo da riserva.

Parallelamente, il calciomercato Milan tiene vive altre opzioni: Joe Gomez del Liverpool è una pista più accessibile, mentre in Serie A restano sotto osservazione Kristensen e Solet dell’Udinese e Gila della Lazio.

Le manovre per l’attacco: Icardi e le tentazioni estere

Non solo difesa. Anche l’attacco è oggetto di riflessione. Il “sogno” di gennaio si chiama Mauro Icardi, oggi al Galatasaray ma sempre nel radar rossonero. Il centravanti argentino rappresenta l’esperienza e il fiuto del gol che mancano alla squadra nei momenti chiave. In prospettiva estiva, invece, si guarda con curiosità a Dusan Vlahovic, possibile colpo a parametro zero.

Dal mercato estero arrivano altre suggestioni: Zirkzee, Gabriel Jesus e persino l’idea “alla Beckham” di portare Son Heung-Min a Milano per un periodo limitato.

Il calciomercato Milan di gennaio, dunque, si preannuncia strategico: Allegri vuole innesti mirati per continuare a sognare lo Scudetto. La dirigenza è pronta a cogliere ogni occasione per trasformare un sogno di mezza stagione in una realtà da titolo. LEGGI ANCHE >>> Ultime notizie Calciomercato LIVE: tutte le novità del giorno

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