Pagina 676 – Calcio News 24

Sánchez lascia l’Udinese e torna in Liga: ufficiale il passaggio al Siviglia. Il comunicato

Alexis Sánchez lascia la Serie A e l’Udinese e torna in Liga: ufficiale il passaggio al Siviglia. Il comunicato del club

Alexis Sánchez, attaccante cileno classe 1988 soprannominato El Niño Maravilla per il suo talento e la capacità di decidere le partite, saluta nuovamente la Serie A. Dopo un’annata complessa con l’Udinese, segnata da infortuni e da un rapporto mai decollato con l’allenatore tedesco Kosta Runjaic – tecnico noto per il suo approccio tattico rigoroso – il fuoriclasse sudamericano riparte dalla Spagna, firmando con il Siviglia FC.

Il club andaluso, sei volte vincitore dell’Europa League, ha annunciato ufficialmente l’arrivo di Sánchez a mercato chiuso, confermando un contratto annuale con opzione per un’ulteriore stagione. L’operazione si è conclusa a parametro zero, dopo la rescissione consensuale con l’Udinese.

Un ritorno in un campionato conosciuto

Per Alexis Sánchez si tratta di un ritorno in LaLiga, dove aveva già militato con il Barcellona tra il 2011 e il 2014, conquistando una Liga, una Coppa del Re e una Supercoppa di Spagna. In quell’esperienza, il cileno aveva messo in mostra velocità, dribbling e fiuto del gol, qualità che il Siviglia spera di ritrovare per rinforzare il reparto offensivo.

COMUNICATO DEL CLUB – Il Siviglia e l’Udinese Calcio hanno raggiunto un accordo per l’acquisto dell’attaccante cileno Alexis Sánchez per una stagione al club sivigliano. Con una carriera che pochi possono eguagliare e avendo giocato per molti dei più grandi club del mondo del calcio, Alexis arriva al Nervión per portare la sua esperienza e il suo istinto da goleador.

Il suo palmares include, tra gli altri trofei: un campionato spagnolo, una Coppa del Re, due Coppe d’Inghilterra, due scudetti, due Coppe Italia, una Supercoppa Europea, un Mondiale per Club e due Coppe America con il Cile , con cui ha collezionato 168 presenze con la nazionale maggiore

Calciomercato: la FIFA blocca il ritorno di Laporte all’Athletic Bilbao. Il comunicato

Calciomercato: che caos! La FIFA ha bloccato il ritorno di Laporte all’Athletic Bilbao. Il comunicato ufficiale

Il ritorno di Laporte, difensore centrale francese naturalizzato spagnolo, attualmente in forza all’Al-Nassr in Arabia Saudita, all’Athletic Bilbao è stato ufficialmente bloccato dalla FIFA. L’ex giocatore del Manchester City, accostato anche al calciomercato della Juventus, dovrà attendere: l’operazione non è andata a buon fine a causa del mancato rilascio del Certificato di Trasferimento Internazionale (ITC). I dettagli:

COMUNICATO – L’Athletic Club desidera informare i suoi membri e tutti i suoi tifosi che la FIFA ha negato la richiesta della Federcalcio spagnola (RFEF) di ottenere il Certificato di Trasferimento Internazionale (ITC) dalla Federcalcio dell’Arabia Saudita, al fine di poter effettuare l’incorporazione del giocatore Aymeric Laporte. L’elenco dei fatti è il seguente:

1.- Il 1° settembre ed entro il periodo di registrazione dei giocatori consentito dal regolamento, il giocatore Aymeric Laporte Fevre, il club dell’Arabia Saudita Al-Nassr Football Club e l’Athletic Club hanno accettato il trasferimento del giocatore all’Athletic Club, subordinatamente al soddisfacimento di determinate condizioni.
2.- L’Athletic Club ha caricato la richiesta di trasferimento sulla piattaforma FIFA TMS il 1° settembre, anche se non è stato possibile completarla nella sua interezza in quella data per motivi al di fuori del suo controllo e fattori esterni al di fuori del suo controllo.
3.- Il 2 settembre, la RFEF ha chiesto alla FIFA di autorizzare un’eccezione di convalida per ottenere il Certificato di Trasferimento Internazionale dalla Federcalcio dell’Arabia Saudita, in modo che il giocatore possa essere registrato dall’Athletic Club.
4.- La RFEF ha comunicato il 3 settembre via e-mail all’Athletic Club che la FIFA nega la richiesta fatta e la possibilità di ottenere il Certificato di Trasferimento Internazionale.

L’Athletic Club continua a lavorare per portare a termine con successo la volontà delle tre parti (Al-Nassr, giocatore e Athletic Club) e sta studiando tutte le possibilità all’interno del quadro giuridico esistente.

In ogni caso, l’Athletic Club desidera informare che se il giocatore D. Aymeric Laporte non si unisce definitivamente all’Athletic Club, gli accordi sono privi di effetti di alcun tipo tra le parti, senza alcuna conseguenza economica di alcun tipo per la nostra entità, nel rispetto delle condizioni sospensive dei contratti tra l’Athletic Club, Al-Nassr e il giocatore.

Atlético Madrid, Simeone lavora su Ruggeri: difesa sotto la lente in vista delle grandi sfide

Atlético Madrid, Simeone lavora sull’ex Atalanta Ruggeri: difesa sotto la lente in vista delle grandi sfide. I dettagli

Diego Simeone, allenatore argentino dell’Atlético Madrid e simbolo della filosofia “cholista”, non perde tempo. Con ben nove nuovi innesti in rosa – tra cui il giovane attaccante Carlos Martín – il tecnico è chiamato a trovare rapidamente la formula vincente per rendere competitiva la squadra. La pausa per le nazionali si sta rivelando un’occasione preziosa: senza la pressione delle partite ufficiali, Simeone sta organizzando sedute di allenamento personalizzate per i singoli giocatori.

Dopo aver lavorato su Santiago Cardoso, centrocampista uruguaiano, e Conor Gallagher, dinamico mediano inglese, è arrivato il turno di Matteo Ruggeri, terzino sinistro italiano classe 2002 ex Atalanta, rimasto a Madrid poiché non convocato dal commissario tecnico Gennaro Gattuso.

Per Ruggeri, Simeone ha preparato una vera e propria lezione di tattica difensiva. L’obiettivo è chiaro: anticipare l’avversario diretto, riducendo al minimo tempo e spazio di manovra. Un aspetto fondamentale in vista delle prossime sfide di alto livello. Contro il Liverpool, ad esempio, il laterale italiano potrebbe trovarsi di fronte Mohamed Salah, fuoriclasse egiziano e tra i migliori esterni offensivi al mondo.

Durante le partitelle, Simeone corregge costantemente i movimenti del suo difensore: se l’azione parte dalla fascia opposta con Marcos Llorente, Ruggeri deve stringere la posizione come un centrale; se invece la manovra si sviluppa sul suo lato, deve spingere alto, trasformandosi in un’ala aggiunta. Un punto di forza già evidente è la sua capacità di crossare con precisione. Nell’ultima gara di Liga contro l’Alavés, entrato al 72’ al posto di David Hancko, Ruggeri ha contribuito a rendere la corsia mancina più pericolosa, dialogando con Antoine Griezmann e Giacomo Raspadori.

L’attacco dell’Atlético non desta particolari preoccupazioni, ma la difesa resta il reparto su cui lavorare. Ruggeri deve imparare a reggere l’urto fisico e tecnico di avversari di caratura internazionale, chiudendo gli spazi e scegliendo i tempi giusti per l’intervento. Simeone lo sa bene: per riportare i colchoneros ai vertici, la priorità è ricostruire una solidità difensiva che sia marchio di fabbrica.

Moratti, migliorano le condizioni di salute dell’ex presidente dell’Inter

Moratti, migliorano le condizioni di salute dell’ex presidente dell’Inter. Le ultimissime sull’ex numero uno dei nerazzurri

Le condizioni di salute di Massimo Moratti, storico ex presidente dell’Inter e figura chiave nei successi nerazzurri degli ultimi decenni, stanno registrando segnali incoraggianti. Moratti, 80 anni, è stato ricoverato lo scorso 27 agosto 2025 all’Istituto Clinico Humanitas di Rozzano a causa di una polmonite. Dopo giorni di terapia intensiva e intubazione, l’ex dirigente ha lasciato il reparto critico, segnando un passo importante nel suo percorso di recupero.

Secondo quanto riportato da Sky Sport, il quadro clinico di Moratti sta migliorando in maniera progressiva. Dopo una fase di stabilizzazione, i medici hanno ritenuto possibile il trasferimento in un reparto a minore intensità di cure, segnale che la situazione è sotto controllo. I familiari, che lo hanno assistito costantemente durante il ricovero, hanno potuto parlare con lui negli ultimi giorni, confermando i progressi.

Nonostante il miglioramento, l’ex presidente rimane sotto stretta osservazione. I medici si dichiarano cautamente ottimisti, sottolineando che il percorso di guarigione richiederà ancora tempo e monitoraggio. La famiglia Moratti, da sempre molto riservata, ha espresso fiducia in una completa ripresa.

Moratti è ricordato dai tifosi nerazzurri come l’uomo che ha riportato l’Inter ai vertici del calcio italiano ed europeo, culminando con il Triplete del 2010 sotto la guida di José Mourinho, allenatore portoghese noto per il suo carisma e le sue vittorie in diversi campionati europei. Durante la sua presidenza (1995-2013), il club ha conquistato cinque scudetti consecutivi, quattro Coppe Italia, una Champions League e un Mondiale per club.

La notizia del miglioramento ha suscitato grande sollievo tra amici, tifosi e personalità del mondo sportivo. Numerosi messaggi di affetto sono giunti sui social e attraverso i media, a testimonianza dell’enorme stima di cui Moratti gode non solo nell’ambiente calcistico, ma anche nella società civile.

Il proseguimento del recupero sarà seguito con attenzione nei prossimi giorni, ma il segnale positivo della sua uscita dalla terapia intensiva ha già sollevato il morale di chi gli è vicino. I tifosi dell’Inter e il mondo del calcio sperano di rivedere presto Massimo Moratti in buona salute.

Roma, tentato furto nella villa di Wesley a Casal Palocco: vigilante sventa il colpo

Roma, tentato furto nella villa di Wesley a Casal Palocco: vigilante sventa il colpo. Le ultimissime notizie

Momenti di alta tensione martedì sera a Casal Palocco, elegante quartiere residenziale della Capitale, dove è stato sventato un tentativo di furto nella villa di Wesley, esterno destro brasiliano dell’AS Roma e nazionale verdeoro, attualmente impegnato in Sud America con la Seleção per le qualificazioni ai Mondiali.

L’irruzione dei ladri

Secondo quanto riportato dal Corriere della Sera, intorno alle 19:30 un gruppo di malviventi, composto probabilmente da tre persone, avrebbe fatto irruzione nella proprietà del calciatore approfittando della sua assenza. I ladri sarebbero entrati dal giardino, puntando direttamente al box auto dove era parcheggiata anche un’Audi di proprietà del giocatore.

L’intervento decisivo del vigilante

I movimenti sospetti non sono sfuggiti al vigilante privato in servizio nella zona. L’uomo, notando l’attività anomala, è intervenuto prontamente sorprendendo i malintenzionati e costringendoli alla fuga. Secondo le prime ricostruzioni, il vigilante si sarebbe fisicamente frapposto tra i ladri e l’auto, impedendo loro di portare a termine il colpo. La sua prontezza ha evitato non solo il furto, ma anche possibili danni più gravi all’abitazione.

Indagini in corso

Sul posto sono intervenuti i Carabinieri, che hanno immediatamente avviato le indagini. Gli investigatori stanno acquisendo e analizzando i filmati delle telecamere di videosorveglianza della villa e dell’intero quartiere, nella speranza di identificare i responsabili. Al momento non è chiaro se la banda avesse pianificato l’azione studiando i movimenti della famiglia di Wesley o se si sia trattato di un blitz improvvisato.

Sicurezza nelle aree residenziali

L’episodio riaccende il dibattito sulla sicurezza nelle zone residenziali di Roma, spesso prese di mira da bande specializzate in furti in abitazione. La vicenda mette in evidenza l’importanza della vigilanza privata e della collaborazione tra cittadini e forze dell’ordine per prevenire reati di questo tipo.

Grazie al coraggio e alla rapidità di intervento del vigilante, il tentativo di furto è stato sventato, lasciando però aperti interrogativi sulle modalità operative della banda e sulla necessità di rafforzare ulteriormente i sistemi di sicurezza nelle abitazioni di personaggi noti.

Cagliari, lavoro intenso al CRAI Sport Center durante la sosta per le Nazionali. Il report

Cagliari, lavoro intenso al CRAI Sport Center durante la sosta per le Nazionali. Il report della squadra rossoblù

Approfittando della pausa del campionato di Serie A per gli impegni delle Nazionali, il Cagliari Calcio prosegue senza sosta la propria preparazione al CRAI Sport Center. Sotto la guida di Fabio Pisacane, ex difensore rossoblù e oggi allenatore ad interim della prima squadra, il gruppo ha svolto una seduta mattutina ad alta intensità, mirata a mantenere elevati standard fisici e tecnici in vista della ripresa del torneo.

Allenamento diviso tra palestra e campo

La giornata è iniziata in palestra, dove i giocatori hanno eseguito esercizi mirati allo sviluppo della forza muscolare. Un lavoro fondamentale per costruire una solida base atletica e ridurre il rischio di infortuni, soprattutto in un campionato lungo e impegnativo come la Serie A.

Successivamente, la squadra si è spostata sul campo per una sessione interamente dedicata al pallone. Il focus principale è stato sulla tecnica individuale, con esercitazioni di uno contro uno per migliorare la capacità di saltare l’avversario e creare situazioni di superiorità numerica. Questi esercizi, tipici della metodologia di Pisacane, puntano a rendere la squadra più incisiva nella fase offensiva.

La seduta si è conclusa con un lavoro di resistenza specifica, studiato per affinare la condizione aerobica e garantire prestazioni costanti per tutti i 90 minuti di gioco.

Obiettivi e programmazione verso la ripresa

Per domani, giovedì 4 settembre, è in programma una nuova seduta mattutina. Lo staff tecnico, composto da collaboratori esperti in preparazione atletica e tattica, intende sfruttare al massimo questa fase di pausa agonistica per consolidare la condizione fisica e perfezionare i meccanismi di gioco.

L’obiettivo dichiarato è arrivare pronti e competitivi alla ripresa del campionato, quando il Cagliari dovrà affrontare sfide cruciali per la propria classifica. La squadra, che in questa stagione punta a una salvezza tranquilla e a valorizzare giovani talenti, sta lavorando con determinazione per trasformare la sosta in un’opportunità di crescita.

Sampdoria, mercato chiuso ma occhi sugli svincolati: nel mirino Dawidowicz, le ultime

Sampdoria, calciomercato chiuso ma occhi sugli svincolati: nel mirino Dawidowicz, le ultimissime suo blucerchiati

Il calciomercato estivo si è ufficialmente concluso, ma la Sampdoria non ha intenzione di abbassare la guardia. Secondo quanto riportato da Il Secolo XIX, la dirigenza blucerchiata sta monitorando con attenzione il mercato degli svincolati, alla ricerca di rinforzi utili a completare la rosa a disposizione di Massimo Donati, allenatore classe 1981, ex centrocampista di Milan e Atalanta, alla sua prima stagione sulla panchina doriana.

Rosa da completare: priorità alla difesa

Nonostante gli innesti estivi, la squadra presenta ancora alcune lacune, soprattutto nel reparto arretrato. L’obiettivo della società è individuare profili affidabili, con esperienza e prontezza atletica, capaci di inserirsi immediatamente nel gruppo. Il mercato dei giocatori senza contratto offre un’opportunità strategica: rinforzare la rosa senza costi di cartellino, aggiungendo profondità e alternative in ruoli chiave, elemento fondamentale in un campionato lungo e competitivo come la Serie B.

Pawel Dawidowicz, esperienza e fisicità per la retroguardia

Tra i nomi valutati, spicca quello di Pawel Dawidowicz, difensore centrale polacco classe 1995, svincolato dopo cinque stagioni all’Hellas Verona. Con oltre 100 presenze in Serie A e un passato anche nella nazionale polacca, Dawidowicz è un giocatore solido, dotato di fisicità imponente (189 cm), abilità nel gioco aereo e buona lettura difensiva. La sua esperienza internazionale e la capacità di guidare la linea arretrata lo rendono un profilo ideale per colmare le incertezze mostrate dalla Samp nelle prime giornate di campionato.

Valutazioni in corso e tempi decisivi

La dirigenza doriana sta analizzando ogni aspetto dell’operazione: dalle condizioni fisiche del giocatore alle richieste economiche, passando per la compatibilità tattica con il sistema di gioco di Donati. L’interesse per Dawidowicz è concreto e, secondo indiscrezioni, una decisione definitiva potrebbe arrivare nelle prossime settimane.

L’obiettivo è chiaro: consegnare all’allenatore un rinforzo di spessore che possa alzare il livello della squadra e permettere alla Sampdoria di competere ai vertici della Serie B. Con il campionato appena iniziato e una stagione lunga davanti, ogni mossa di mercato potrebbe rivelarsi decisiva per le ambizioni blucerchiate.

Calciomercato Inter: il futuro di Hakan Calhanoglu tra sogni turchi e realtà nerazzurra

Calciomercato Inter: il futuro di Hakan Calhanoglu tra sogni turchi e realtà nerazzurra. Le ultimissime notizie

Il futuro di Hakan Calhanoglu, centrocampista turco classe 1994 e pilastro dell’Inter, è stato uno dei temi caldi delle ultime settimane di mercato. Nonostante il giocatore avesse manifestato la volontà di trasferirsi al Galatasaray, l’operazione non è andata in porto. Secondo quanto riportato dal quotidiano turco Sabah, il club di Istanbul aveva avviato contatti diretti e approfonditi con il regista nerazzurro, soprattutto dopo l’arrivo di İlkay Gündoğan, esperto centrocampista tedesco di origini turche, ingaggiato in estate dai “CimBom”.

La volontà di lasciare Milano

Fonti vicine al calciatore rivelano che Calhanoglu, capitano della Nazionale turca e leader tecnico dell’Inter, aveva già comunicato alla dirigenza la sua intenzione di tornare a giocare in patria. Il legame con il tecnico Cristian Chivu, ex difensore rumeno e attuale allenatore nerazzurro, è sempre stato solido: il mister ha più volte espresso stima per il numero 20, considerandolo un elemento imprescindibile. Una sua partenza avrebbe rappresentato un colpo pesante per la mediana interista e un rinforzo di alto livello per il Galatasaray.

La richiesta economica dell’Inter

Il nodo principale è stato di natura economica. L’Inter non ha aperto alla cessione per meno di 25 milioni di euro, cifra ritenuta eccessiva dal club turco. Di fronte a questa valutazione, il Galatasaray ha deciso di interrompere le trattative. Calhanoglu, pur disposto a ridursi l’ingaggio per favorire il trasferimento, non ha potuto superare lo scoglio imposto dalla società milanese.

Situazione attuale e prospettive future

Archiviata la trattativa, Calhanoglu resta un punto fermo del progetto tecnico di Chivu. La sua capacità di impostare il gioco, unita alla visione tattica e alla solidità difensiva, lo rendono una pedina fondamentale nello scacchiere nerazzurro. Tuttavia, la sua permanenza non è accolta con entusiasmo da tutta la tifoseria, divisa tra chi lo considera insostituibile e chi avrebbe preferito monetizzare la sua cessione.

Il futuro del centrocampista resta aperto: eventuali sviluppi dipenderanno dalle strategie di mercato dell’Inter e dalle opportunità che potrebbero presentarsi nelle prossime sessioni.

Pavlovic Milan, svelato il retroscena: un club inglese ha tentato il colpo! I dettagli

Pavlovic Milan, ecco svelato il retroscena: un club inglese aveva tentato il colpo. Le ultimissime sui rossoneri

Il Crystal Palace è in piena emergenza difensiva. La perdita del centrale brasiliano Igor ha lasciato un vuoto importante nel reparto arretrato e il club londinese, guidato dall’allenatore austriaco Oliver Glasner – tecnico noto per il suo calcio propositivo e organizzato – è alla ricerca urgente di rinforzi.

Secondo quanto riportato da Sky Sports, l’obiettivo principale resta Strahinja Pavlovic, difensore centrale serbo classe 2001 del Milan, ex Salisburgo, apprezzato per fisicità, abilità nel gioco aereo e capacità di impostazione dal basso.

Un interesse di lunga data

Il Crystal Palace aveva già sondato il terreno per Pavlovic in passato, senza però arrivare a un accordo. Ora, con la necessità di un rinforzo immediato, il club inglese sembra pronto a tornare alla carica. Pavlovic rappresenta il profilo ideale per Glasner: giovane, di prospettiva e già con esperienza internazionale.

La posizione del Milan

La trattativa, tuttavia, si preannuncia complessa. Il Milan, sotto la nuova direzione sportiva di Igli Tare – dirigente noto per la sua gestione oculata del mercato – e con Massimiliano Allegri tornato in panchina, non sembra intenzionato a privarsi del giocatore. Allegri, che punta a costruire una difesa solida e affidabile, considera Pavlovic un elemento chiave per il futuro rossonero.

Il club di via Aldo Rossi sta lavorando per allestire una rosa competitiva in vista della prossima stagione e la cessione di un talento in crescita come Pavlovic non rientra nei piani tecnici.

L’offerta del Crystal Palace

Per convincere il Milan, il Crystal Palace dovrà mettere sul tavolo un’offerta molto importante. Le indiscrezioni parlano di una cifra superiore ai 20 milioni di euro, ma anche in questo caso la risposta potrebbe essere negativa. I rossoneri, infatti, non hanno fretta di vendere e preferirebbero trattenere il difensore per favorirne la crescita in maglia rossonera.

Situazione in evoluzione

La finestra di mercato è ancora lunga e tutto può succedere. Se da un lato il Crystal Palace ha un bisogno urgente di un centrale e Pavlovic è il nome in cima alla lista di Glasner, dall’altro il Milan appare determinato a blindare uno dei suoi gioielli più promettenti. La prossima mossa spetta al club londinese: presentare un’offerta irrinunciabile o virare su altri obiettivi.

Kolo Muani Juve: trattative, dubbi e la svolta Openda. Ecco cosa è successo dietro le quinte

Kolo Muani Juve: trattative, dubbi e la svolta Openda. Ecco cosa è successo dietro le quinte. Tutti i dettagli sui bianconeri

Il calciomercato della Juventus ha vissuto settimane di attesa e trattative serrate attorno al nome di Randal Kolo Muani, attaccante francese classe 1998, noto per la sua rapidità e capacità di attaccare la profondità. L’epilogo, però, è stato un clamoroso colpo di scena: il giocatore non vestirà la maglia bianconera, ma quella del Tottenham Hotspur.

Dopo giorni di contatti, il Paris Saint-Germain ha posto condizioni economiche proibitive per la Juventus: 60 milioni di euro per un prestito con obbligo di riscatto, più un ingaggio da 8 milioni netti a stagione. Una cifra ritenuta eccessiva dalla dirigenza bianconera, che, pur interessata al francese, ha dovuto fare i conti con i propri limiti di bilancio. L’insistenza del club torinese non è bastata: la trattativa si è arenata, complicando il mercato di fine agosto.

La svolta: Openda e Zhegrova per rinforzare l’attacco

Di fronte all’impossibilità di chiudere per Kolo Muani, la Juventus ha virato su soluzioni più sostenibili. Sono così arrivati Loïs Openda, attaccante belga classe 2000, esplosivo e duttile, e Edon Zhegrova, ala destra kosovara del 1999, dotata di tecnica sopraffina e dribbling incisivo.

Il costo complessivo dei due acquisti si avvicina alla cifra richiesta dal PSG per Kolo Muani, ma con un monte ingaggi decisamente inferiore. Una strategia che ha permesso alla Juventus di rinforzare il reparto offensivo mantenendo equilibrio tra qualità e sostenibilità economica.

Il blitz del Tottenham

Mentre a Torino si cercava una soluzione alternativa, il Tottenham ha agito in silenzio. Il club londinese ha approfittato dello stallo tra Juventus e PSG, chiudendo per Kolo Muani con un prestito secco. Una mossa rapida che ha beffato i bianconeri, ormai convinti di poter riaprire la trattativa.

La Lazio piange Vito D’Amato: scompare a 81 anni l’ex attaccante biancoceleste

Addio a Vito D’Amato, storico bomber della Lazio: il club biancoceleste lo ricorda con commozione

Il calcio italiano saluta con commozione Vito D’Amato, ex attaccante di Lazio, Inter e Roma, scomparso all’età di 81 anni. Nato a Gallipoli nel 1944, D’Amato è stato un centravanti veloce, istintivo e dotato di un innato senso del gol, capace di lasciare un segno profondo soprattutto con la maglia biancoceleste.

Dalle giovanili alla consacrazione in biancoceleste

Cresciuto nel vivaio della S.S. Lazio, percorse tutte le tappe del settore giovanile distinguendosi per tecnica e fiuto sotto porta. L’esordio in Serie A arrivò nella stagione 1963-64, quando l’allenatore argentino Juan Carlos Lorenzo, maestro di disciplina tattica e organizzazione difensiva, lo lanciò in prima squadra. Tra il 1963 e il 1967 collezionò 79 presenze e 13 reti, diventando un punto fermo dell’attacco laziale. Il momento più iconico della sua avventura in biancoceleste fu il derby del 1965, quando un suo gol regalò alla Lazio una vittoria storica contro la Roma, consegnandogli un posto speciale nel cuore dei tifosi.

L’esperienza all’Inter e il ritorno a Roma

Terminata l’avventura con la Lazio, D’Amato approdò all’Inter di Helenio Herrera, il leggendario “Mago” del calcio italiano, celebre per il “catenaccio” e la gestione carismatica dello spogliatoio. Pur restando poco tempo in nerazzurro, ebbe l’occasione di confrontarsi con una delle squadre più forti d’Europa dell’epoca. Successivamente tornò nella Capitale, questa volta per vestire la maglia della Roma, completando così un percorso raro e prestigioso: giocare per entrambe le squadre della città eterna, un traguardo che pochi calciatori possono vantare.

IL RICORDO DEL CLUB – La S.S. Lazio partecipa commossa al dolore della famiglia dell’ex attaccante biancoceleste Vito D’Amato. Nato a Gallipoli, si trasferì giovanissimo a Roma con la famiglia. Formatosi nel settore giovanile della Lazio, approdò poi in prima squadra, dove rimase fino al 1967: il suo nome rimarrà nella storia del Club per aver siglato il gol decisivo nel derby del 10 ottobre 1965 La dirigenza, la squadra e tutta la Società esprimono un sentito e profondo cordoglio alle persone a lui care.

Hojlund entusiasta: «Napoli, sono pronto a dare tutto per te. Rispetto a tre anni fa…»


Hojlund: «Napoli, che emozione! Sono pronto a dare tutto per questa maglia»

Prime parole da giocatore del Napoli per Rasmus Hojlund, nuovo rinforzo in attacco per la squadra partenopea. Dopo le visite mediche a Villa Stuart e la firma sul contratto, l’ex attaccante di Atalanta e Manchester United è stato presentato ufficialmente dal club azzurro attraverso un video pubblicato sui canali social. Hojlund, visibilmente emozionato, ha condiviso tutta la sua gioia per questa nuova sfida nel campionato italiano.

«Sono molto emozionato, il Napoli è un club straordinario. Ha vinto lo scudetto e so bene quanto i tifosi siano calorosi. Per me è un grande onore poter indossare questa maglia e rappresentare una città così appassionata», ha dichiarato Hojlund nel video di presentazione.

Hojlund, tra Premier League e ritorno in Italia

Dopo l’esperienza in Premier League con il Manchester United e le sfide in Champions League, Hojlund torna in Serie A con un bagaglio di esperienza notevolmente arricchito. «Ho seguito la gara con il Cagliari da un ristorante, non vedevo l’ora di essere qui. Ora torno in Italia come un calciatore più maturo. Ho imparato molto in Inghilterra e sono pronto a dimostrarlo in campo», ha raccontato il centravanti danese.

Il classe 2003 ha poi promesso massimo impegno: «In campo do sempre tutto, e continuerò a farlo. Il mio obiettivo è segnare, aiutare la squadra e contribuire al raggiungimento di ogni traguardo possibile. Non vedo l’ora di cominciare».

Hojlund stregato da Napoli e dai suoi tifosi

Ma ciò che ha colpito più di tutto Hojlund è stata l’atmosfera unica della città e l’amore dei tifosi. «I tifosi sono incredibili. Ho avuto modo di vederli allo stadio Maradona e anche camminando per le strade della città. Vivono il calcio con una passione che non avevo mai visto prima. Non vedo l’ora di giocare la mia prima partita davanti a loro», ha detto con entusiasmo.

Infine, un pensiero sulla città: «Napoli è bellissima, vibrante, vera. Sono sicuro che vivrò emozioni uniche qui».

Con le idee chiare e la grinta giusta, Hojlund si prepara a scrivere una nuova pagina della sua carriera, con l’azzurro come nuovo colore del suo futuro.


Ancelotti esalta il Brasile: «Abbiamo identità. Vogliamo vincere il Mondiale e su Neymar…»


Ancelotti traccia la rotta per il Brasile: «Scelte tecniche, identità di gioco e un solo obiettivo: vincere il Mondiale»

Alla vigilia del match contro il Cile, valido per le qualificazioni ai Mondiali 2026, Carlo Ancelotti ha preso la parola in conferenza stampa per fare chiarezza su scelte, obiettivi e filosofia tattica della sua Seleção. L’allenatore italiano, chiamato a guidare una delle nazionali più esigenti al mondo, ha affrontato subito il tema più delicato: l’esclusione di Neymar.

«Neymar ha detto che si tratta di una scelta tecnica, ed è vero. Nessun problema fisico, ma una valutazione complessiva basata su condizione atletica, concorrenza interna e strategia. Nessuno mette in dubbio il suo talento, ma oggi abbiamo almeno 70 giocatori che meritano di ambire alla nazionale», ha spiegato Ancelotti, sottolineando quanto sia ampio e competitivo il bacino di talenti brasiliani.

Ancelotti e l’identità tattica del nuovo Brasile

Il CT si è poi soffermato sull’identità tattica che vuole imprimere alla squadra: solidità, velocità e disciplina. «Contro il Paraguay ho visto una squadra viva, equilibrata e aggressiva. Il nostro obiettivo è essere intensi senza perdere lucidità nella gestione del pallone», ha detto Ancelotti, confermando la volontà di costruire una nazionale moderna, capace di adattarsi ma con una chiara impronta di gioco.

Tra i giovani lanciati da Ancelotti spicca Estevao, elogiato per la sua versatilità: «È un esterno, ma può anche muoversi tra le linee. Ha caratteristiche simili a Vinicius e Raphinha, il tipo di giocatore che oggi fa la differenza». Inoltre, ha annunciato Joao Pedro come centravanti titolare per la sfida contro il Cile.

L’obiettivo è uno: riportare il Brasile sul tetto del mondo

Con lo sguardo rivolto al Mondiale del 2026, Ancelotti ha rivelato di avere già una rosa ben delineata in mente: «L’errore più grande sarebbe sbagliare la lista dei 25. La qualità individuale non manca, ma sarà la forza del gruppo a determinare il nostro successo».

Infine, un messaggio che racchiude la pressione e l’ambizione di un’intera nazione: «Il Brasile non vince il Mondiale da 24 anni. È arrivato il momento di tornare a scrivere la storia. La responsabilità è enorme, ma la motivazione lo è ancora di più».

Con Ancelotti alla guida, il Brasile sembra avere finalmente un condottiero capace di coniugare esperienza, pragmatismo e ambizione.

Salah sicuro: «Miglioreremo partita dopo partita. Ora dobbiamo solo fare questa cosa»


Salah: «Con Ekitike ancora tutto nuovo, ma miglioreremo presto». La situazione attuale

Mohamed Salah ha parlato apertamente del suo rapporto in campo con il nuovo attaccante del Liverpool, Hugo Ekitike, durante un’intervista rilasciata al canale YouTube Men in Blazers. Il fuoriclasse egiziano ha spiegato che, nonostante il talento del giovane francese, l’intesa tra i due è ancora in fase di costruzione.

«Per il momento non ho ancora compreso tutte le connessioni,» ha ammesso Salah. «Con Darwin, Lucho o Diogo sapevo già dove trovarli in campo. Con Hugo è ancora tutto nuovo. A volte vuole il pallone tra i piedi, altre negli spazi.»

Queste parole evidenziano la fase di adattamento che la squadra sta attraversando, con Salah che si trova a gestire dinamiche offensive diverse rispetto al passato. Tuttavia, l’egiziano non è preoccupato. Anzi, si è detto convinto che con il tempo l’intesa con Ekitike crescerà fino a diventare un punto di forza del Liverpool.

Salah ed Ekitike: una coppia da costruire

Nonostante le difficoltà iniziali, Salah ha confermato che lui e Ekitike stanno lavorando duramente per migliorare la sintonia, sia in campo che fuori:

«Cerchiamo di capirci meglio durante gli allenamenti, rivediamo i video, e il manager ci mostra i movimenti giusti da fare. So che presto lo comprenderò meglio e questo mi aiuterà anche a migliorare le mie prestazioni.»

E nonostante il periodo di rodaggio, Ekitike ha già lasciato il segno con due gol in Premier League, dimostrando di avere le qualità per imporsi. Salah, forte della sua esperienza e del suo istinto calcistico, vuole sfruttare al massimo il potenziale del nuovo compagno.

Salah e l’arrivo di Isak: nuove sfide

Oltre al lavoro con Ekitike, Salah ha parlato anche dell’arrivo di Alexander Isak, nuovo numero 9 dei Reds. L’inserimento di un altro attaccante potrebbe rendere più complessa l’alchimia nel reparto offensivo, ma Salah resta fiducioso:

«La competizione è sana. Dobbiamo trovare il giusto equilibrio tra esperienza e freschezza. Con Ekitike e Isak possiamo diventare davvero pericolosi.»

La determinazione di Salah è chiara: vuole continuare a essere il leader offensivo del Liverpool, contribuendo alla crescita dei nuovi arrivati e puntando a rendere i Reds ancora protagonisti in Inghilterra e in Europa.

Sancho, rivelato un colpo di scena! Sentite cosa ha appena detto Fabrizio Romano


Sancho, nessun commento da Boehly: la verità sul caso svelata da Fabrizio Romano

Nelle ultime ore, il nome di Jadon Sancho è tornato prepotentemente al centro dell’attenzione, non tanto per le sue prestazioni in campo quanto per una presunta dichiarazione che avrebbe coinvolto il proprietario del Chelsea, Todd Boehly. Secondo alcune fonti italiane, il magnate americano avrebbe rilasciato delle affermazioni riguardanti proprio Sancho e la sua tormentata estate di mercato. Ma la realtà è un’altra: si tratta di una bufala smentita con fermezza.

A chiarire la situazione ci ha pensato Fabrizio Romano, tra i giornalisti di mercato più autorevoli a livello internazionale. Attraverso i suoi canali ufficiali, Romano ha categoricamente negato che Todd Boehly abbia mai parlato di Sancho o rilasciato interviste ai media italiani. Nessuna dichiarazione, nessun virgolettato: solo disinformazione, probabilmente nata dal clamore che ancora circonda il futuro del calciatore inglese.

La smentita ufficiale: Boehly non ha mai citato Sancho

“Fake news”, ha fatto intendere Romano, che ha bollato le presunte parole attribuite a Boehly come completamente inventate. La notizia, circolata rapidamente soprattutto in Italia, è stata così smentita alla radice. Il patron del Chelsea non ha espresso alcun giudizio sul trasferimento di Sancho né ha voluto commentare i movimenti di mercato che lo riguardano.

Sancho e il mercato: una telenovela chiusa all’ultimo respiro

Il nome di Sancho è stato uno dei più chiacchierati della sessione estiva di calciomercato. Dopo una stagione complicata al Manchester United, l’ala classe 2000 era finita nel mirino di diversi club, tra cui Juventus e Roma. Le trattative, però, si sono rivelate complesse, tra richieste economiche elevate e dubbi legati alla condizione fisica del giocatore.

Alla fine, in una mossa a sorpresa, Sancho ha accettato il trasferimento in prestito all’Aston Villa, beffando così le squadre italiane che avevano sperato fino all’ultimo di accoglierlo. Un colpo di scena che ha chiuso una delle telenovele di mercato più seguite dell’estate.

Grazie all’intervento di Fabrizio Romano, ora c’è chiarezza anche sulle voci di contorno. Il futuro di Sancho è ancora in Premier League, e ogni speculazione sulle parole di Boehly può essere archiviata come semplice invenzione.

Cancellieri, quanto il mercato bloccato diventa una grande opportunità per la Lazio


Cancellieri pronto a prendersi la Lazio: è lui la scommessa di Sarri per la stagione 2025/2026

Dopo un’annata difficile e lontana dagli standard degli ultimi anni, la Lazio riparte con nuove ambizioni e un progetto che guarda al futuro. Al centro di questa nuova visione c’è Matteo Cancellieri, giovane talento romano classe 2002, che punta a diventare protagonista nella squadra guidata da Maurizio Sarri.

Arrivato nella Capitale con grandi aspettative, Cancellieri ha vissuto una stagione 2024/2025 caratterizzata da alti e bassi. Pochi minuti, prestazioni altalenanti e difficoltà a imporsi con continuità. Ma ora, tutto può cambiare. Il tecnico toscano ha deciso di puntare forte su di lui: crede nelle sue qualità tecniche, nella sua duttilità e nel suo potenziale ancora inespresso.

Cancellieri, il talento romano pronto a esplodere

Cresciuto tra Roma e Verona, Cancellieri conosce bene il contesto della Serie A e ha accumulato l’esperienza necessaria per affrontare una stagione da protagonista. Durante l’estate ha lavorato duramente per farsi trovare pronto: allenamenti mirati, intensità, concentrazione. Ora è pronto a raccogliere i frutti di questo impegno.

Sarri lo considera una pedina importante del suo scacchiere: Cancellieri può agire sia come esterno d’attacco che da trequartista, adattandosi alle esigenze della squadra. La sua versatilità rappresenta un’arma preziosa per la nuova Lazio, chiamata a reinventarsi dopo l’addio di alcuni senatori dello spogliatoio.

Cancellieri, personalità e ambizione per rilanciare la Lazio

Oltre al talento, quello che colpisce di Cancellieri è la sua determinazione. Ha dichiarato più volte di voler diventare un punto di riferimento per la Lazio del presente e del futuro. Il 2025/2026 potrebbe essere l’anno della consacrazione: ha la fiducia dell’allenatore, una tifoseria pronta a sostenerlo e un contesto in cui può crescere senza pressioni eccessive.

Con la Lazio in cerca di una nuova identità e desiderosa di tornare a competere in Europa, Cancellieri ha l’opportunità di prendersi la scena e diventare uno dei volti simbolo della rinascita biancoceleste. Il treno è in partenza: sta a lui salirci sopra e dimostrare di meritare un posto tra i titolari.

Nicolussi Caviglia si presenta alla Fiorentina: «Contento di essere qui. Voglio raggiungere quell’obiettivo»


Fiorentina, Nicolussi Caviglia si presenta: «Scelta convinta, voglio crescere qui»

Nicolussi Caviglia è ufficialmente un nuovo giocatore della Fiorentina e si è presentato in conferenza stampa con grande entusiasmo, pronto a iniziare questa nuova avventura in maglia viola. Il centrocampista, cresciuto nel vivaio della Juventus, ha spiegato i motivi della sua scelta, parlando anche dei suoi obiettivi personali e del legame con alcuni ex compagni di squadra.

«Quando è arrivata la proposta della Fiorentina non ho avuto dubbi», ha dichiarato Nicolussi Caviglia. «Avevo ricevuto interessamenti da altre squadre, ma questa mi è sembrata subito l’opportunità giusta per crescere. La Fiorentina è un club dove si lavora bene, con una struttura seria e un progetto tecnico stimolante. Sono convinto di poter dare il mio contributo e crescere ulteriormente».

Tra i temi toccati, anche il suo rapporto con Moise Kean, attaccante ritrovato a Firenze: «Con Kean ho un legame forte, ci conosciamo dai tempi dei pulcini. Sono molto felice di ritrovarlo, so quanto si trovi bene alla Fiorentina e spero che anche quest’anno possa fare la differenza».

Parlando del suo ruolo in campo, Nicolussi Caviglia ha evidenziato la sua duttilità: «Posso giocare sia in un centrocampo a due che a tre. Mi piace agire da vertice basso, ma mi adatto alle esigenze del mister. Con Fagioli ho già giocato in Primavera e credo possiamo coesistere bene anche qui».

Il centrocampista ha ricordato anche i suoi ex allenatori: «Da Allegri ho imparato tanto sulla gestione dei momenti della partita. Con Di Francesco, invece, ho lavorato molto sulla visione di gioco e sulla leadership. Sono stati entrambi fondamentali per il mio percorso».

Il passaggio dalla Juventus al Venezia lo scorso anno è stato importante: «Mi ha dato continuità e fiducia. Ora, però, lo step successivo è la Fiorentina. Devo confermare quanto di buono fatto e dimostrare di meritare questa maglia».

Sul piano personale, Nicolussi Caviglia ha le idee chiare: «Ogni giorno cerco di migliorarmi, soprattutto nella fase difensiva. Lavoro molto su letture e posizionamenti. Anche gli aspetti che riescono bene vanno perfezionati, perché nel calcio non si smette mai di crescere».

Con entusiasmo e determinazione, Nicolussi Caviglia si prepara così a scrivere una nuova pagina della sua carriera alla Fiorentina, con l’obiettivo di diventare un punto fermo del centrocampo viola.

Calciomercato Verona, il bilancio di Sogliano sulla sessione estiva della squadra gialloblu


Calciomercato Verona: il bilancio di Sogliano tra occasioni sfumate e fiducia nel gruppo

Il calciomercato Verona si è chiuso dopo settimane di trattative intense e valutazioni strategiche. Il direttore sportivo Sean Sogliano ha tracciato un bilancio approfondito, analizzando non solo le operazioni concluse, ma anche quelle che, per varie ragioni, non si sono concretizzate.

Tra le trattative più discusse c’è stata sicuramente quella per Tommaso Baldanzi, considerato un profilo in grado di alzare il livello tecnico della rosa. Il Verona aveva avviato contatti concreti e il giocatore si era detto entusiasta della destinazione. Tuttavia, nelle ore finali del mercato, il club che ne deteneva il cartellino ha cambiato idea, bloccando la cessione. Un’occasione sfumata che, secondo Sogliano, avrebbe rappresentato un valore aggiunto, ma non un’operazione indispensabile.

Anche la pista Faivre era stata esplorata a fondo, ma il trasferimento non si è concluso. Il DS ha sottolineato come l’obiettivo principale resti quello di portare a Verona giocatori realmente convinti del progetto, evitando acquisti dettati solo da opportunità dell’ultimo minuto.

Sul fronte del mercato degli svincolati, Sogliano non esclude nuovi innesti, ma solo se funzionali alla squadra. Il club dispone ancora di alcuni slot disponibili in lista, ma l’intenzione è quella di procedere con attenzione, valutando solo chi possa portare un reale contributo.

Riguardo alla rosa attuale, il direttore sportivo ha evidenziato come il giudizio definitivo lo darà solo il campo. Il gruppo è composto da molti volti nuovi, ma le prime indicazioni sono state positive. Dopo una buona prestazione a Udine, la sconfitta contro un avversario più forte ha generato critiche premature. Per Sogliano, il lavoro quotidiano sarà fondamentale per creare un’identità di squadra.

Il calciomercato Verona ha dovuto fare i conti anche con il nuovo assetto societario guidato da Presidio Investors. Nonostante le aspettative di molti tifosi, non ci sono stati cambiamenti radicali nelle possibilità economiche. Il focus, ha ribadito Sogliano, è stato quello di costruire una squadra competitiva ma sostenibile, anche a costo di alcune rinunce.

In chiusura, il DS ha ribadito la volontà del club di affrontare una stagione difficile con umiltà, spirito di sacrificio e grande unità d’intenti. Il Verona, pur senza nomi altisonanti, vuole essere protagonista attraverso il lavoro, la coesione e la determinazione.

Allenamento Bologna, il punto sugli infortunati: hanno recuperato quei giocatori?


Allenamento Bologna, ripresa a Casteldebole in vista del Milan. La situazione attuale

Dopo tre giorni di riposo concessi dallo staff tecnico, il Bologna è tornato al lavoro con un’intensa seduta di allenamento presso il centro sportivo di Casteldebole. La squadra guidata da Vincenzo Italiano ha iniziato a preparare la delicata trasferta di San Siro contro il Milan, in programma il 14 settembre, subito dopo la pausa per gli impegni delle Nazionali.

La seduta di oggi ha segnato ufficialmente la ripresa delle attività dopo la sosta, anche se Mister Italiano ha dovuto fare i conti con un gruppo ridotto. Ben dodici giocatori della rosa sono infatti attualmente impegnati con le rispettive selezioni nazionali, un chiaro segnale del livello raggiunto dalla rosa rossoblù. A questi si aggiungono tre elementi infortunati, di cui due in fase avanzata di recupero.

Nel report ufficiale pubblicato dal club, si legge: «Sono ripresi questa mattina, senza i tanti ragazzi convocati dalle Nazionali, gli impegni dei rossoblù verso la trasferta di Milano. Attivazione atletica per il gruppo di Mister Italiano, quindi esercitazioni tecnico-tattiche e partitella a campo ridotto».

L’allenamento del Bologna si è dunque articolato in diverse fasi: dopo il consueto riscaldamento atletico, i giocatori presenti hanno preso parte a esercitazioni tecnico-tattiche studiate per mantenere alta l’intensità anche in assenza di una parte importante della rosa. La seduta si è conclusa con una partitella a campo ridotto, utile per consolidare i meccanismi di gioco.

Per quanto riguarda la situazione degli infortunati, Emil Holm e Nicolò Casale hanno svolto un lavoro differenziato sul campo, segnale che il loro rientro si avvicina. Terapie invece per Ciro Immobile, il cui recupero verrà valutato con maggiore attenzione nei prossimi giorni.

L’allenamento del Bologna in questa fase della stagione è particolarmente importante per tenere alta la concentrazione in vista di un calendario impegnativo. Il match contro il Milan rappresenta una sfida di alto livello e servirà un gruppo unito e ben preparato, anche dal punto di vista fisico e mentale.

Mister Italiano continuerà a lavorare nei prossimi giorni con il gruppo a disposizione, in attesa del rientro dei nazionali, per presentarsi al meglio all’appuntamento di San Siro.

Calendario Serie A 2025/2026, ecco tutti gli anticipi e posticipi dalla quarta alla dodicesima giornata

Calendario Serie A 2025/2026, ecco tutti gli anticipi e posticipi fino alla dodicesima giornata

Attraverso un comunicato ufficiale, la Lega Serie A ha pubblicato anticipi e posticipi fino alla dodicesima giornata di campionato.

SERIE A ENILIVE 2025/2026 ANTICIPI/POSTICIPI E PROGRAMMAZIONE TELEVISIVA DELLE GARE

4ª GIORNATA
19/09/2025 Venerdì 20.45 Lecce-Cagliari DAZN
20/09/2025 Sabato 15.00 Bologna-Genoa DAZN
20/09/2025 Sabato 18.00 Verona-Juventus DAZN
20/09/2025 Sabato 20.45 Udinese-Milan DAZN/SKY
21/09/2025 Domenica 12.30 Lazio-Roma DAZN
21/09/2025 Domenica 15.00 Cremonese-Parma DAZN
21/09/2025 Domenica 15.00 Torino-Atalanta DAZN
21/09/2025 Domenica 18.00 Fiorentina-Como DAZN/SKY
21/09/2025 Domenica 20.45 Inter-Sassuolo DAZN
22/09/2025 Lunedì 20.45 Napoli-Pisa DAZN/SKY

5ª GIORNATA
27/09/2025 Sabato 15.00 Como-Cremonese DAZN
27/09/2025 Sabato 18.00 Juventus-Atalanta * DAZN
27/09/2025 Sabato 20.45 Cagliari-Inter DAZN/SKY
28/09/2025 Domenica 12.30 Sassuolo-Udinese DAZN
28/09/2025 Domenica 15.00 Pisa-Fiorentina DAZN
28/09/2025 Domenica 15.00 Roma-Verona DAZN
28/09/2025 Domenica 18.00 Lecce-Bologna DAZN/SKY
28/09/2025 Domenica 20.45 Milan-Napoli* DAZN
29/09/2025 Lunedì 18.30 Parma-Torino DAZN
29/09/2025 Lunedì 20.45 Genoa-Lazio DAZN/SKY


6ª GIORNATA

03/10/2025 Venerdì 20.45 Verona-Sassuolo DAZN/SKY
04/10/2025 Sabato 15.00 Lazio-Torino DAZN
04/10/2025 Sabato 15.00 Parma-Lecce DAZN
04/10/2025 Sabato 18.00 Inter-Cremonese DAZN
04/10/2025 Sabato 20.45 Atalanta-Como DAZN/SKY
05/10/2025 Domenica 12.30 Udinese-Cagliari DAZN
05/10/2025 Domenica 15.00 Bologna-Pisa DAZN
05/10/2025 Domenica 15.00 Fiorentina-Roma DAZN
05/10/2025 Domenica 18.00 Napoli-Genoa DAZN/SKY
05/10/2025 Domenica 20.45 Juventus-Milan * DAZN

7ª GIORNATA
18/10/2025 Sabato 15.00 Lecce-Sassuolo DAZN
18/10/2025 Sabato 15.00 Pisa-Verona DAZN
18/10/2025 Sabato 18.00 Torino-Napoli DAZN
18/10/2025 Sabato 20.45 Roma-Inter* DAZN/SKY
19/10/2025 Domenica 12.30 Como-Juventus DAZN
19/10/2025 Domenica 15.00 Cagliari-Bologna DAZN
19/10/2025 Domenica 15.00 Genoa-Parma DAZN
19/10/2025 Domenica 18.00 Atalanta-Lazio DAZN/SKY
19/10/2025 Domenica 20.45 Milan-Fiorentina DAZN
20/10/2025 Lunedì 20.45 Cremonese-Udinese DAZN/SKY
34/121

8ª GIORNATA

24/10/2025 Venerdì 20.45 Milan-Pisa DAZN/SKY
25/10/2025 Sabato 15.00 Parma-Como DAZN
25/10/2025 Sabato 15.00 Udinese-Lecce DAZN
25/10/2025 Sabato 18.00 Napoli-Inter* DAZN
25/10/2025 Sabato 20.45 Cremonese-Atalanta DAZN/SKY
26/10/2025 Domenica 12.30 Torino-Genoa DAZN
26/10/2025 Domenica 15.00 Sassuolo-Roma DAZN
26/10/2025 Domenica 15.00 Verona-Cagliari DAZN
26/10/2025 Domenica 18.00 Fiorentina-Bologna DAZN/SKY
26/10/2025 Domenica 20.45 Lazio-Juventus * DAZN

9ª GIORNATA

28/10/2025 Martedì 18.30 Lecce-Napoli DAZN
28/10/2025 Martedì 20.45 Atalanta-Milan DAZN
29/10/2025 Mercoledì 18.30 Como-Verona DAZN
29/10/2025 Mercoledì 18.30 Juventus-Udinese DAZN
29/10/2025 Mercoledì 18.30 Roma-Parma DAZN/SKY
29/10/2025 Mercoledì 20.45 Bologna-Torino DAZN
29/10/2025 Mercoledì 20.45 Genoa-Cremonese DAZN
29/10/2025 Mercoledì 20.45 Inter-Fiorentina DAZN/SKY
30/10/2025 Giovedì 18.30 Cagliari-Sassuolo DAZN
30/10/2025 Giovedì 20.45 Pisa-Lazio DAZN/SKY

10ª GIORNATA

01/11/2025 Sabato 15.00 Udinese-Atalanta DAZN
01/11/2025 Sabato 18.00 Napoli-Como DAZN
01/11/2025 Sabato 20.45 Cremonese-Juventus DAZN/SKY
02/11/2025 Domenica 12.30 Verona-Inter DAZN
02/11/2025 Domenica 15.00 Fiorentina-Lecce DAZN
02/11/2025 Domenica 15.00 Torino-Pisa DAZN
02/11/2025 Domenica 18.00 Parma-Bologna DAZN/SKY
02/11/2025 Domenica 20.45 Milan-Roma DAZN
03/11/2025 Lunedì 18.30 Sassuolo-Genoa DAZN
03/11/2025 Lunedì 20.45 Lazio-Cagliari DAZN/SKY

11ª GIORNATA

07/11/2025 Venerdì 20.45 Pisa-Cremonese DAZN/SKY
08/11/2025 Sabato 15.00 Como-Cagliari DAZN
08/11/2025 Sabato 15.00 Lecce-Verona DAZN
08/11/2025 Sabato 18.00 Juventus-Torino * DAZN
08/11/2025 Sabato 20.45 Parma-Milan DAZN/SKY
09/11/2025 Domenica 12.30 Atalanta-Sassuolo DAZN
09/11/2025 Domenica 15.00 Bologna-Napoli DAZN
09/11/2025 Domenica 15.00 Genoa-Fiorentina DAZN
09/11/2025 Domenica 18.00 Roma-Udinese DAZN/SKY
09/11/2025 Domenica 20.45 Inter-Lazio * DAZN

12ª GIORNATA

22/11/2025 Sabato 15.00 Cagliari-Genoa DAZN
22/11/2025 Sabato 15.00 Udinese-Bologna DAZN
22/11/2025 Sabato 18.00 Fiorentina-Juventus * DAZN
22/11/2025 Sabato 20.45 Napoli-Atalanta DAZN/SKY
23/11/2025 Domenica 12.30 Verona-Parma DAZN
23/11/2025 Domenica 15.00 Cremonese-Roma DAZN
23/11/2025 Domenica 18.00 Lazio-Lecce DAZN/SKY
23/11/2025 Domenica 20.45 Inter-Milan * DAZN
24/11/2025 Lunedì 18.30 Torino-Como DAZN/SKY
24/11/2025 Lunedì 20.45 Sassuolo-Pisa DAZN

Calciomercato Sassuolo, pronto il rinnovo fino al 2029 di quel giocatore. Le ultime


Calciomercato Sassuolo: Thorstvedt verso il rinnovo e il rientro in campo

Il calciomercato Sassuolo non si è chiuso con la fine della finestra estiva. Il club neroverde continua a muoversi attivamente, soprattutto sul fronte dei rinnovi contrattuali e della gestione dei giocatori infortunati. Un nome che rappresenta entrambe le priorità della dirigenza è quello di Kristian Thorstvedt, centrocampista norvegese classe 1999.

Secondo quanto riportato da SassuoloNews.net, il Sassuolo è molto vicino a rinnovare il contratto di Thorstvedt fino al 2029, con opzione per il 2030. Un segnale forte da parte della società, che crede fermamente nel talento e nel potenziale del giocatore, nonostante il lungo stop causato da un infortunio al tallone, subito a gennaio scorso. L’accordo attuale scadeva nel 2027, ma il club vuole blindarlo per il futuro, seguendo la linea tracciata con il recente rinnovo di Domenico Berardi.

L’operazione si inserisce a pieno titolo nelle strategie di calciomercato del Sassuolo, che non riguardano solo nuovi acquisti e cessioni, ma anche la valorizzazione e la stabilizzazione dei profili già presenti in rosa. In questo senso, la conferma di Thorstvedt rappresenterebbe un passo importante nella costruzione del Sassuolo del futuro.

Sul piano fisico, le notizie sono altrettanto incoraggianti. Thorstvedt ha infatti ricominciato ad allenarsi con il gruppo, seppur con un programma progressivo e personalizzato. Dopo l’intervento chirurgico che lo ha tenuto lontano dai campi per diversi mesi, il suo rientro è previsto entro la fine di settembre. Lo staff medico e tecnico del Sassuolo monitora con attenzione le sue condizioni, ma l’ottimismo è crescente.

Il ritorno del centrocampista norvegese rappresenterebbe un valore aggiunto anche in chiave tattica per l’allenatore, che potrà contare su un giocatore completo, capace di inserirsi in fase offensiva ma anche di dare equilibrio al centrocampo. Il suo recupero, unito al rinnovo in fase di definizione, rende Thorstvedt uno dei nomi più caldi del calciomercato Sassuolo, anche in un periodo in cui il mercato è ufficialmente chiuso.

La sensazione è che il Sassuolo stia lavorando in modo strategico, non solo per rinforzarsi ma anche per trattenere i suoi talenti più promettenti. E in questo scenario, il caso Thorstvedt è emblematico.

Yamal sicuro: «Barcellona, con te voglio conquistare subito questi obiettivi»


Yamal, tra sogni e maturità: «Voglio la Champions con il Barça e vincere il Mondiale con la Spagna»

Lamine Yamal continua a stupire il mondo del calcio con il suo talento precoce e la sua maturità fuori dal comune. A soli 18 anni, è già una pedina fondamentale per il Barcellona e la Nazionale spagnola. In vista delle prossime sfide internazionali contro Bulgaria e Turchia, Yamal ha rilasciato un’intervista a RTVE, toccando diversi temi tra ambizioni personali, dinamiche di spogliatoio e gestione della pressione mediatica.

Parlando della stagione in corso, Yamal ha espresso chiaramente i suoi obiettivi: «Vincere la Champions League con il Barça sarebbe qualcosa di incredibile. Ogni calciatore sogna il Pallone d’Oro, ed essere già nell’elenco a 18 anni è un riconoscimento importante. Spero un giorno di poterlo vincere».

Il giovane esterno ha poi commentato le recenti dichiarazioni dell’allenatore Hansi Flick dopo il pareggio contro il Rayo Vallecano: «Non è stata una questione di ego. Semplicemente non abbiamo cominciato la stagione con la stessa intensità dell’anno scorso. È normale arrabbiarsi dopo un pareggio, ma abbiamo comunque raccolto sette punti su nove in trasferte complicate. Dobbiamo solo ritrovare il nostro livello».

Dal punto di vista umano, Yamal ha mostrato grande sensibilità e spirito di squadra: «Siamo un gruppo giovane e molto unito. Se qualcuno decide di andare via, è per scelta personale. L’importante è che Nico e Fermín siano felici, noi possiamo solo sostenerli».

Riguardo alla pressione mediatica, Yamal ha dimostrato una maturità sorprendente: «Ultimamente si parla più di ciò che faccio fuori dal campo che delle mie prestazioni. Ma non mi influenza. Ascolto solo le persone del mio circolo di fiducia. Non mi sentirete mai dire che sono felice o triste per ciò che viene detto da altri. Io seguo il mio percorso, ed è questo che mi ha portato fin qui».

Infine, sul ruolo in Nazionale, Yamal ha ammesso: «Non mi aspettavo di arrivare così presto. Abbiamo una squadra forte, in grado di vincere il Mondiale, ma tutto dipenderà dalla nostra concentrazione. Sono grato al CT Luis de la Fuente, che ha sempre saputo proteggermi con le parole giuste».

Con i piedi ben saldi a terra ma lo sguardo rivolto ai grandi palcoscenici, Yamal è pronto a scrivere nuove pagine della sua giovane e brillante carriera.

Allenamento Lecce, come sta Camarda dopo la sessione di oggi? Le ultime


Allenamento Lecce: seduta ad Acaya con assenze e programmi personalizzati

Prosegue il lavoro del Lecce sotto la guida di Eusebio Di Francesco, che questa mattina ha diretto una nuova seduta di allenamento ad Acaya, presso il Golf Resort & SPA, quartier generale dei giallorossi. La squadra salentina si è ritrovata per proseguire la preparazione in vista dei prossimi impegni stagionali, nonostante le numerose assenze legate alle convocazioni internazionali.

All’allenamento del Lecce di oggi non hanno partecipato diversi elementi chiave, impegnati con le rispettive Nazionali. Si tratta di Banda, Berisha, Coulibaly, Gaspar, Helgason, Pérez, Štulić e Tiago Gabriel, tutti attualmente fuori per rispondere agli impegni con le selezioni dei loro Paesi. Un’assenza importante che ha ridotto le alternative a disposizione del tecnico, costretto a lavorare con un gruppo parzialmente ridotto.

Oltre ai convocati, hanno saltato l’allenamento del Lecce anche Jean e Marchwiński, per motivi non specificati dal club, mentre Camarda e Ramadani sono rimasti a riposo. Discorso diverso per Kaba, che ha seguito un programma personalizzato di lavoro fisico, segno che lo staff tecnico sta monitorando attentamente la sua condizione per garantire un pieno recupero.

Nonostante le defezioni, Eusebio Di Francesco ha continuato a imprimere i suoi concetti tattici e a consolidare i meccanismi di gioco con i calciatori a disposizione. Il focus principale dell’allenamento Lecce è stato sull’intensità, sulla gestione del possesso palla e sui movimenti difensivi, in un contesto dove anche i giovani e le seconde linee hanno avuto l’opportunità di mettersi in mostra.

Per la giornata di domani, lo staff tecnico ha previsto un’ulteriore sessione di allenamento pomeridiana ad Acaya, sempre nella splendida cornice naturale che da tempo ospita la preparazione della squadra. Il programma continuerà a variare in base alle condizioni fisiche dei singoli giocatori e al calendario degli impegni nazionali e internazionali.

L’allenamento del Lecce resta un punto centrale del progetto tecnico di Di Francesco, che sta lavorando per costruire una squadra compatta, organizzata e pronta a esprimere un calcio propositivo. Anche con un organico parzialmente ridotto, il lavoro quotidiano non si ferma, segno della volontà del gruppo di farsi trovare pronto alla ripresa del campionato.

Donnarumma entusiasta: «Contento di essere al Manchester City. Con la Nazionale voglio raggiungere quell’obiettivo»


Donnarumma: «City, che emozione! Ora voglio riportare in alto l’Italia»

Gianluigi Donnarumma ha parlato in conferenza stampa a poche ore dalle sfide decisive contro Estonia e Israele, valide per la qualificazione ai Mondiali. Il nuovo portiere del Manchester City si è detto entusiasta della nuova avventura sotto la guida di Pep Guardiola, senza nascondere le emozioni provate nel lasciare il PSG.

«Guardiola mi ha voluto fortemente e questo mi ha reso orgoglioso. Arrivare al City, il club più forte al mondo, è motivo di grande felicità», ha detto Donnarumma, che ha sottolineato come il passaggio in Premier League sia stato vissuto in modo simile a quello del 2021, quando firmò col PSG mentre era in Nazionale. «Questa volta ho chiesto io di firmare in ritiro, magari porta fortuna anche stavolta», ha scherzato.

Interrogato sul rapporto con Luis Enrique, l’ex portiere del Milan ha mantenuto toni diplomatici: «È stato diretto fin dal primo giorno. Ognuno fa le sue scelte, ma il supporto dei miei compagni mi ha fatto capire quanto ho dato a Parigi. Questo conta più di tutto».

Donnarumma ha poi parlato del suo rapporto con Gattuso, nuovo CT della Nazionale: «Lo conosco bene dai tempi del Milan. Ci sta trasmettendo energia, ci sta facendo sentire tutti importanti. La priorità è tornare ad avere quella voglia e quella compattezza che ci è mancata, come ha detto anche Rovella».

Riguardo alle critiche sul suo gioco con i piedi, Donnarumma ha risposto con serenità: «So che posso migliorare e con Guardiola sarà possibile farlo. Non ho mai pensato di essere scarso, cerco solo di aiutare la squadra».

Il portiere azzurro ha inoltre ribadito la sua fiducia nella Serie A e nella crescita del calcio italiano: «Il talento c’è, basta crederci. Abbiamo una Nazionale forte, giovane, e con il tempo possiamo ottenere grandi risultati».

Infine, Donnarumma ha voluto mandare un messaggio toccante: «Siamo tutti con il piccolo Thomas. Gli mando un abbraccio forte e lo aspettiamo presto a Coverciano».

Con le idee chiare e un nuovo capitolo appena iniziato, Donnarumma si prepara a guidare l’Italia verso un futuro ricco di ambizioni e voglia di riscatto.


Lookman reintegrato in casa Atalanta? Mola può cambiare volto alla Dea, ma prima deve chiedere scusa (se vuole ritornare)

Lookman reintegrato? L’Atalanta ha dato un segnale, ma dipenderà tutto dal ragazzo: la questione campo e la chiarezza con il mondo nerazzurro

Un segnale forte. Se fino a due settimane fa l’Atalanta aveva attuato metaforicamente la prima parte della Bibbia “tanto dolore hai dato, tanto dolore pagherai”, ora invece la Dea è un po’ nei panni di Gesù che porge l’altra guancia al suo Giuda nonostante il cosiddetto “tradimento”: quell’Ademola Lookman che ha fatto tanto discutere questa estate tra calciomercato, fughe improvvise da Bergamo, post polemici e una piazza (squadra compresa) influenzata dal comportamento dell’eroe di Dublino.

Ieri è stata pubblicata la lista UEFA 2025/2026, e la scelta di inserire Ademola Lookman ha diviso enormemente la critica atalantina: da una parte chi ritiene imperdonabile il suo atteggiamento, dall’altra invece (visti i risultati in Serie A con Juric) riabbraccerebbe il numero 11.

Come sempre l’oggettività sta nel mezzo. Lookman è il giocatore più forte dell’Atalanta. Il Kobe Bryant nerazzurro, colui che può cambiare il volto di una squadra, e in una Dea che ad oggi pecca di dinamismo (nonostante il buon attacco) darebbe un grande contributo seppur le sue condizioni siano da valutare: non ha fatto la preparazione e nemmeno un minuto di amichevoli.

Tuttavia rimane il rovescio della medaglia, alias il comportamento poco professionale che ha avuto. Certo, la multa salta, lo stipendio dimezzato e l’allenamento individuale fino a data da destinarsi sono un segnale forte da parte della famiglia Percassi, ma non basta. Un giocatore non può battere i piedi, sparire per due settimane senza avvisare, polemizzare per poi essere perdonato limitandosi alle “punizioni” citate prima.

Ademola Lookman, se vuole ritornare grande a Bergamo, deve chiarire con tutto il mondo Atalanta prendendosi le sue responsabilità chiedendo scusa ad una piazza che è stata vittima di queste vicissitudine, e che non esiterebbe due volte a criticarlo fortemente al primo passaggio sbagliato.

Errare è umano. Se il reintegro verrà attuato, sarà un percorso graduale e tortuoso, ma l’Atalanta sa come trattare nella maniera migliore questi problemi uscendone sempre vincitrice, seppur ora il futuro di Lookman dipenda soltanto da Lookman stesso.

Sala tuona: «Nessuno sconto a Milan e Inter per San Siro. Rimpiango le proprietà Moratti e Berlusconi»

Sala tuona: «Nessuno sconto a Milan e Inter per San Siro. Rimpiango le proprietà Moratti e Berlusconi». Le dichiarazioni del sindaco

La vicenda legata alla vendita di San Siro resta al centro del dibattito politico e sportivo a Milano. Il sindaco Beppe Sala ha ribadito la linea del Comune, che in questi giorni sta esaminando il dossier da portare alla Giunta e successivamente al Consiglio comunale.

Il primo cittadino ha escluso qualsiasi ipotesi di agevolazioni economiche per Inter e Milan, sottolineando che le spese saranno condivise solo in base alle norme di legge e alle richieste specifiche legate al progetto. Sala ha espresso la volontà di arrivare a un accordo con i club, ma ha anche precisato che la decisione finale spetterà al Consiglio comunale.

Il sindaco ha inoltre evidenziato come le attuali proprietà dei due club vedano il calcio soprattutto come business, a differenza delle gestioni storiche di Massimo Moratti e Silvio Berlusconi. Se la vendita non sarà approvata, la questione passerà al prossimo sindaco. Queste le sue dichiarazioni riportate dall’Ansa.

NIENTE SCONTI A INTER E MILAN PER SAN SIRO – «Non ci sarà nessuno sconto, ma c’è la compartecipazione alle spese che deriva o da quello che dice la legge sulle bonifiche o da nostre richieste, come ad esempio sullo spostamento dello stadio. Lo sconto, però, è zero».

LA SPERANZA DI UN ACCORDO – «Spero che arriveremo a un accordo finale con i club. È chiaro che ognuno fa la sua parte ma credo che un sindaco di fronte a un problema che ci siamo trovati, e che non avremmo voluto, non si debba girare dall’altra parte e debba prendere una posizione precisa. Quando si vende un bene patrimoniale importante come lo stadio deve decidere il Consiglio comunale, io voglio essere a posto con la coscienza, di avere fatto il mio lavoro e consegnare al Consiglio il dossier, poi lui deciderà”. “Io lo consegno consigliando l’approvazione, ma da lì in poi non posso fare più nulla, sarà l’Aula che deciderà sé questa cessione ha senso o meno».

RIMPIANGERE LE VECCHIE PROPRIETÀ MORATTI E BERLUSCONI – «Possiamo rimpiangere le proprietà alla Moratti e alla Berlusconi, io rimpiango Moratti e gli mando un abbraccio ma così è oggi. Queste proprietà, più che la passione per il calcio, lo considerano una occasione di business. Mi sto esprimendo in maniera decisa, poi ognuno si prenderà la priorità responsabilità: se il Consiglio non dovesse approvare la vendita di San Siro sarà un problema che si prenderà il prossimo sindaco. Non è che le squadre decideranno con facilità di fare finta di niente. Noi andremo avanti».

Calciomercato Palermo, Inzaghi tra certezze e spine. Verre blocca l’arrivo di quello svincolato

Calciomercato Palermo, Inzaghi tra certezze e spine. Verre blocca l’arrivo di quello svincolato in casa rosanero. Le ultimissime

Una difesa che torna a essere un bunker, un mercato che vive le sue ultime, frenetiche ore. Come analizzato dal Corriere dello Sport, il Palermo di Filippo Inzaghi riparte da una certezza ritrovata: la solidità difensiva. Dopo due stagioni da incubo, in cui i rosanero avevano incassato la cifra record di 100 gol, le prime uscite ufficiali hanno mostrato un’inversione di tendenza netta, con un solo (auto)gol subito in tre partite. Un dato confortante, frutto del lavoro martellante del tecnico sui meccanismi e sull’equilibrio di una squadra che ora sembra aver ritrovato la sua anima.

Ma se in campo le cose sembrano funzionare, fuori la situazione è in piena ebollizione. La partenza di Magnani, destinato alla Reggiana, ha aperto una falla al centro della difesa, un vuoto che il DS dovrà colmare con un profilo “over” di esperienza. I nomi sul taccuino sono quelli di Arturo Calabresi del Pisa e di Andrea Meroni, che potrebbe arrivare proprio in uno scambio con la Reggiana. A questi si aggiunge l’emergenza portieri, con la necessità di trovare un vice-Joronen affidabile dopo le partenze degli altri numeri 12.

Il vero nodo da sciogliere, però, resta quello di Valerio Verre. Il centrocampista è fuori dal progetto tecnico, ma continua a rifiutare ogni destinazione, creando una situazione di stallo che blocca il mercato in entrata. La sua partenza, infatti, libererebbe un ingaggio pesante e permetterebbe di chiudere per lo svincolato Bartosz Bereszyński. Intanto, la città risponde con un entusiasmo travolgente: per la sfida contro il Frosinone, si va verso un’altra notte da “Favorita”, con oltre 30.000 spettatori. Un segnale chiaro: Palermo crede nel progetto e sogna una stagione da protagonista, in attesa degli ultimi, decisivi colpi di mercato.

Trevisani: «Bremer incredibile, porta più di 10 punti. Pure Kelly insieme a lui non sembra un somaro…»

Trevisani: «Bremer incredibile, porta più di 10 punti. Pure Kelly insieme a lui non sembra un somaro…». Le parole del noto opinionista

Un’analisi netta, potente e supportata dai numeri. Parlando nel salotto di “Fontana di Trevi”, format di Cronache di Spogliatoio, il telecronista e opinionista Riccardo Trevisani ha tessuto le lodi di Gleison Bremer, difensore della Juventus, elevandolo a un livello superiore e identificandolo come il fattore più determinante nei recenti successi della squadra bianconera. Secondo Trevisani, l’impatto del centrale brasiliano non si limita alla semplice performance individuale, ma trasforma l’intera fase difensiva e, di conseguenza, il rendimento di tutta la squadra, con un’influenza che si traduce direttamente in punti in classifica.

Partendo da un dato statistico impressionante, Trevisani ha costruito un vero e proprio elogio della centralità di Bremer nel progetto juventino, arrivando a ipotizzare che la scorsa stagione avrebbe potuto avere un esito completamente diverso se il difensore non avesse subito il grave infortunio al ginocchio. La sua presenza, secondo l’analisi, è un vero e proprio amuleto di invincibilità per la porta difesa da Di Gregorio.

«Bremer è un giocatore talmente straordinario che, dallo scorso campionato, la Juventus con il brasiliano in campo non prende gol da 8 partite. È più di un quinto di campionato, più del 20%. Non so se ci rendiamo conto della portata di questo numero. La Juve con un Bremer col crociato funzionante, l’anno scorso, avrebbe fatto un altro campionato. Al di là delle colpe che ci sono dell’allenatore. In queste non solo la Juve non ha mai preso gol, ma non ricordo nemmeno parata di Di Gregorio. Bremer sposta il mondo, più di 10 punti. È un giocatore incredibile, anche per quello che fanno gli altri vicino a lui. Kelly ha fatto due partite di calcio con lui e forse non è così un somaro. O forse vicino a lui nessuno sembra un somaro».

Le parole di Trevisani evidenziano un concetto chiave: il “fattore Bremer”. Non si tratta solo di un difensore che vince i duelli individuali, ma di un leader in grado di elevare il rendimento dei suoi compagni di reparto. L’esempio di Lloyd Kelly è emblematico: un buon giocatore che, al fianco del brasiliano, acquisisce una sicurezza e un’efficacia superiori. L’analisi dipinge Bremer come un pilastro insostituibile, un giocatore il cui valore va oltre il campo, rappresentando la vera chiave della solidità difensiva della Juventus di oggi e di domani.

Ambrosini non si capacita: «Ma perché il Milan non ha preso Leoni!?»

Ambrosini non si capacita: «Ma perché il Milan non ha preso Leoni!?». Le dichiarazioni dell’ex centrocampista rossonero sul mancato colpo

Una riflessione strategica, una critica costruttiva che suona come un’occasione persa. Massimo Ambrosini, storica bandiera del Milan e oggi apprezzato opinionista, ha offerto un’analisi tagliente sul mercato rossonero durante il suo intervento a “Elastici”, format di Cronache di Spogliatoio. Prendendo spunto dalle valutazioni di mercato dei giocatori attualmente in rosa, l’ex centrocampista ha messo in discussione una scelta specifica della dirigenza, proponendo un’alternativa che, a suo dire, avrebbe rappresentato un investimento logico e lungimirante per la difesa.

Il ragionamento di Ambrosini parte dalla cessione di Malick Thiaw, da cui il club ha incassato intorno ai 42 milioni di euro. Una cifra che, secondo l’ex capitano rossonero, avrebbe dovuto innescare una riflessione strategica sul mercato in entrata, portando a un talento italiano che si è recentemente trasferito in Premier League: Giovanni Leoni, ora al Liverpool. Con la sua consueta schiettezza, Ambrosini ha espresso il suo rammarico per quella che considera una grande opportunità mancata.

«Sai cosa avrei fatto io? E non capisco perché non sia stato fatto. Il Milan vede Thiaw a 42 milioni… Ma perché non prendi Leoni? Perché non prendi Leoni? Il Liverpool lo ha pagato 35. Sarebbe stata una grande scommessa. Però prendi un ragazzo giovane e italiano che comunque ha fatto partite importanti in Serie A. Nel calcio ci si parla, che questo ragazzo fosse forte Andrea Pirlo – quando allenava la Sampdoria – me lo ha detto al secondo giorno di allenamento e poi me lo hanno confermato diverse persone. Io un ragionamento di quel tipo lo avrei fatto».

Le parole di Ambrosini non sono solo un’opinione, ma un vero e proprio teorema di mercato. Sottolineano non solo la logica finanziaria – reinvestire una cifra simile su un profilo di prospettiva – ma anche l’importanza dello scouting e della conoscenza diretta del talento. L’aneddoto su Andrea Pirlo, che aveva individuato le qualità di Leoni in tempi non sospetti, è la prova che certi talenti sono noti nell’ambiente ben prima del loro exploit definitivo. Il rammarico di Ambrosini è quello di un club che, a suo avviso, avrebbe potuto e dovuto agire con maggiore prontezza, assicurandosi un giovane difensore italiano dal futuro assicurato.

Mercato Parma, dalla Florida con furore: la scommessa a stelle e strisce del Parma di Krause. Ecco Cremaschi

Mercato Parma, dalla Florida con furore: la scommessa a stelle e strisce del Parma di Krause. Ecco Benjamin Cremaschi

Benjamin Cremaschi è un nuovo giocatore gialloblù. Chi è il talento che ha lasciato la “comfort zone” di Miami per conquistare la Serie A.

Un rinforzo a stelle e strisce, un talento cresciuto all’ombra di Lionel Messi per illuminare il centrocampo del Parma. Come riportato dalla stampa sportiva, il club ducale ha messo a segno un colpo di grande prospettiva, assicurandosi dall’Inter Miami il giovane nazionale statunitense Benjamin Cremaschi. Un’operazione che porta in Serie A uno dei talenti più interessanti del calcio nordamericano, un ragazzo di vent’anni che, dopo oltre 100 presenze in MLS, ha scelto l’Italia per mettersi alla prova e uscire dalla sua “comfort zone”.
L’arrivo di Cremaschi non è solo un’operazione tecnica, ma anche simbolica: è il primo giocatore statunitense dell’era Krause, un innesto che aggiunge qualità e un sapore internazionale a una mediana già ben assortita. Lo stesso giocatore, sui social, ha salutato la sua ex squadra con parole cariche di emozione e di ambizione: «Non è stata una decisione facile perché questa società mi ha visto crescere. Ora dovrò affrontare nuove sfide e uscire dalla comfort zone». Un messaggio chiaro, che testimonia la voglia di un ragazzo pronto a misurarsi con le pressioni e le difficoltà del calcio italiano, dopo aver completato un corso accelerato al fianco del più grande di tutti.
Ma il mercato del Parma non si è fermato qui. Oltre a Cremaschi, è stato presentato anche un altro, importante rinforzo per l’attacco: Gaetano Oristanio. L’ex Cagliari ha spiegato la sua scelta con parole che sono una vera e propria investitura per il progetto tecnico di Carlos Cuesta: «Avevo delle alternative, ma ho deciso di venire qui per il progetto e per le idee. Da Cuesta ho intercettato subito energia e positività». Con questi due nuovi innesti e in attesa del collaudo nell’amichevole di domani contro l’Entella, il Parma si prepara alla trasferta di Cagliari con una rosa più profonda, più ricca di qualità e con la consapevolezza di poter recitare un ruolo da protagonista in questa Serie A.

×