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Pagelle Inter Torino: ecco i TOP, FLOP e i voti della partita

Pagelle Inter Torino 5-0: ecco qui i TOP i FLOP e i voti della partita conclusa questa sera e valida per la prima giornata di Serie A 2025/2026

Il campionato dell’Inter si apre con una vittoria schiacciante, un 5-0 sul Torino che non lascia dubbi sulla forza dei nerazzurri. La squadra di Chivu ha dominato la partita dall’inizio alla fine, dimostrando solidità e un attacco prolifico.

Il primo gol arriva al 18′ con Bastoni, che sfrutta al meglio un calcio d’angolo per sbloccare il risultato. Il raddoppio è di Thuram, che al 36′ finalizza una manovra fluida, mettendo in mostra l’ottima intesa con i compagni. Se il primo tempo è un monologo interista, il secondo non è da meno. Dopo pochi minuti, un errore difensivo del Toro spiana la strada a Lautaro Martinez per il 3-0. La doppietta personale di Thuram al 62′, arrivata di testa, chiude definitivamente i giochi. Il punteggio si arrotonda ulteriormente con il gol di Bonny, che segna il 5-0 finale, approfittando di un’altra disattenzione della difesa granata.

La squadra di Baroni non è riuscita a reggere l’urto, mostrando evidenti lacune in fase difensiva e poche idee in attacco. La delusione è stata palpabile anche tra i tifosi granata, che hanno lasciato lo stadio prima del fischio finale. Per l’Inter, invece, è un esordio perfetto che proietta la squadra con grande fiducia verso i prossimi impegni. La prestazione corale e l’efficacia dei singoli rendono i nerazzurri una delle protagoniste più accreditate di questa stagione.

TOP Lautaro/Thuram
FLOP Masina

INTER (3-5-2): Sommer 6.5; Pavard 6.5, Acerbi 6, Bastoni 7 (dal 86′ Luis Henrique SV); Dumfries 6,5, Sucic 7, Barella 6,5, Mkhitaryan 6 (dal 79′ Diouf sv), Dimarco 6.5 (dal 66′ Carlos Augusto 6); Lautaro Martinez 7 (dal 79′ Zielinski sv), Thuram 8 (dal 66′ Bonny 7). All. Chivu 7.

TORINO (4-3-3): Israel 4; Lazaro 5, (dal 80′ Pedersen SV), Coco 5, Masina 4, Biraghi 5; Casadei 5, Ilkhan 5.5 (58′ Tameze 5), Gineitis 4.5; Ngonge 6 (80′ Anjorin SV), Simeone 5 (64′ Adams 5), Vlasic 5 (58′ Aboukhlal 6.5). All. Baroni 5.

Inter Torino 5-0: Chivu a valanga riparte da Thuram e manda un segnale alla Serie A. Baroni, sei davvero questo?

Inter Torino, allo Stadio San Siro di Milano il match valido per la prima partita di Serie A: ecco sintesi, tabellino, risultato, moviola e cronaca LIVE della gara

L’Inter di Cristian Chivu per dare fin da subito un segnale alla Serie A, il Torino di Marco Baroni per sorprendere: i riflettori di San Siro questa sera si accendono sul match valido per la prima giornata di campionato. Sfida, quella tra i nerazzurri e i granata, che chiude peraltro il palcoscenico alla prima apparizione del massimo campionato italiano targato stagione 2025-2026. Vediamo cronaca, sintesi e diretta LIVE di Inter Torino.


INTER TORINO LIVE:

🛑1′ -Inizia la partita

2′ – Prima occasione per l’Inter: inizia subito forte il club nerazzurro, cross dalla sinistra di Dimarco a servire Thuram, l’attaccante impatta il pallone sul terreno ma non colpisce bene

4′ – Prova a ragionare il Torino: tiki taka nella propria metà campo dei granata

7′ – Prova a ragionare Ngonge: dopo una progressione personale l’estero granata, appena sbilanciato, perde il pallone e non risce a serivere Simeone sulla trequarti

10′ – Palleggio Inter: ora i meneghini provano a prendere le redini del gioco. Difende con ordine – per ora – la formazione di Baroni

13′ – Ci prova Lautaro: sfera a lato, colpita male dall’argentino

16′ – Gonge: sembra lui l’uomo di maggior intresse della manovre dei piemontesi. Ilkan tenta ad agire da play

⚽17′ – GOL DELL’INTER: Chivu è avanti con Bastoni!

17′ – Spizzata magistrale del nerazzurri. Il difensore è il più lesto a trovare la deviazione sul calcio d’angolo, colpo di testa perfetto che scivola in porta sul secondo palo alle spalle di Israel. Il var conferma la rete

21′ – Soffre il Torino: ora Lautaro e i suoi alzano il baricentro. Granata che sembrano in difficoltà

28′ – Gran colpo d’occhio dei tifosi granata presenti: poco più di 2000 dovrebbero essere

30′ – Si abbassano i giri del motore della sfida quando arriviamo alla mezz’ora. Ora la gara è in una fase di stallo sull’1-0

⚽ 37′ – GOL DELL’INTER: Chivu raddoppia con Thuram!

37′ – Nasce tutto da un recupero – ossigenante – palla in zona offensiva per i meneghini, complice l’errore di Masina che sbaglia il servizio. Sucic riceve dal limite, spalle alla porta, si inventa un filtrante che premia l’inserimento sulla destra di Thuram. A questo punto il francese fa quello che gli riesce meglio: calcia a incrociare col destro e pesca l’angolino basso. Il var conferma la rete.

39′ – Ci prova ancora l’Inter: Lautaro riceve spalle alla porta e calcia, Coco mura

44′ – Israel: super parata del portiere granata sul colpo di testa di Acerbi

🛑45′ – Fine primo tempo: Inter Torino 2-0


🛑45′ – Inizia il secondo tempo di Inter Torino

48′ – Sembra entrato con altro piglio il Torino: Ngonge sempre il più cercato

⚽52′ – GOL DELL’INTER: Lautaro Martinez siglia il 3-0!

52′ – Regalo della difesa piemontese Lautaro ne approfitta e mette in porta in scivolata da posizione defilata. Il var conferma la rete

58′ – Doppio cambio Torino: entrano Tameze e Aboukhlal, escono Ilkhan e Vlasic

⚽62′ – GOL DELL’INTER: poker meneghino, Thuram (doppietta) sigla il 4-0!

63′ – Solito traversone di Bastoni dalla sinistra, stacco impetuoso di Thuram che sovrasta Biraghi e mette la palla alle spalle di Israel con un colpo di testa. Notte fonda per i granata. Il var conferma la rete

64′ – Cambio Torino: entra Adams, esce Simeone

67′ – Doppio cambio Inter: entrano Carlos Augusto e Bonny, escono invece Dimarco e Thuram

68′ – Nel mare magnum di errori e imprecisioni Aboukhlal sembra il più attivo dei suoi: Il Cobra arriva due volte al tiro

70′ – Protesta dei fan granata: cori contro il patron Urbano Cairo anche

⚽72′ – GOL DELL’INTER: anche Bonny si unisce alla festa 5-0!

72′ – Altro, ennesimo, errore in costruzione di Israel e recupero alto della squadra di Chivu, c’è gioia anche per Bonny alla sua prima in maglia nerazzurra. Il var conferma la rete.

79′ – Doppio cambio Inter: escono Mkhitaryan e Lautaro, entrano Diouf e Zielinski

80′ – Doppio cambio Torino: fuori Lazaro e Ngonge, entrano Pedersen e Anjorin

82′ – Partita virtualmente chiusa, i granata (mai scesi in campo davvero) hanno perso ogni speranza. I nerazzurri giocano con il cronometro e non si prendono rischi

85′ – Cambio Inter: esce Bastoni entra

89′ – Olè del pubblico del meazza: partita virtualmente chiusa

90′ – Non ci sarà recupero

🛑90′ – Finisce qui Inter Torino. Chivu a valanga riparte da Thuram e manda un segnale alla Serie A. Baroni, sei davvero questo?


FORMAZIONI INTER TORINO:

INTER (3-5-2): 1 Sommer; 5 Pavard, 15 Acerbi, 95 Bastoni; 2 Dumfries, 8 Sucic, 23 Barella, 22 Mkhitaryan, 32 Dimarco; 9 Thuram, 10 Lautaro. A disposizione: 12 Di Gennaro, 13 J. Martinez, 6 De Vrij, 7 Zielinski, 11 Luis Henrique, 14 Bonny, 16 Frattesi, 17 Diouf, 30 Carlos Augusto, 31 Bisseck, 36 Darmian, 42 Palacios. Allenatore: Cristian Chivu.

TORINO (4-3-3): 81 Israel; 19 Lazaro, 23 Coco, 5 Masina, 34 Biraghi; 66 Gineitis, 6 Ilkhan, 22 Casadei; 26 Ngonge, 18 Simeone, 10 Vlasic. A disposizione: 1 Paleari, 71 Popa, 7 Aboukhlal, 8 Ilic, 13 Maripan, 14 Anjorin, 16 Pedersen, 19 Adams, 21 Dembelé, 61 Tameze, 80 Bianay, 83 Perciun, 91 Zapata, 92 Njie. Allenatore: Marco Baroni.

Moviola Inter Torino, l’episodio chiave del match

Moviola Inter Torino, l’episodio arbitrale chiave del match valido per la prima giornata di Serie A 2025/2026

L’episodio chiave della moviola del match Inter Torino, valido per la prima giornata di Serie A stagione 2025/2026. Dirige la sfida l’arbitro il Signor Federico La Penna.


Moviola Inter Torino:

🛑1′ -Inizia la partita

⚽17′ – GOL DELL’INTER: Chivu avanti con Bastoni!

17′ – Spizzata magistrale del nerazzurri. Il difensore è il più lesto a trovare la deviazione sul calcio d’angolo, colpo di testa perfetto che scivola in porta sul secondo palo alle spalle di Israel. Il var conferma la rete

⚽ 37′ – GOL DELL’INTER: Chivu raddoppia con Thuram!

37′ – Nasce tutto da un recupero – ossigenante – palla in zona offensiva per i meneghini, complice l’errore di Masina che sbaglia il servizio. Sucic riceve dal limite, spalle alla porta, si inventa un filtrante che premia l’inserimento sulla destra di Thuram. A questo punto il francese fa quello che gli riesce meglio: calcia a incrociare col destro e pesca l’angolino basso. Il var conferma la rete.

🛑45′ – Fine primo tempo: Inter Torino 2-0


🛑45′ – Inizia il secondo tempo di Inter Torino

⚽52′ – GOL DELL’INTER: Lautaro Martinez siglia il 3-0!

52′ – Regalo della difesa piemontese Lautaro ne approfitta e mette in porta in scivolata da posizione defilata. Il var conferma la rete

⚽62′ – GOL DELL’INTER: poker meneghino, Thuram (doppietta) sigla il 4-0!

63′ – Solito traversone di Bastoni dalla sinistra, stacco impetuoso di Thuram che sovrasta Biraghi e mette la palla alle spalle di Israel con un colpo di testa. Notte fonda per i granata. Il var conferma la rete

⚽72′ – GOL DELL’INTER: anche Bonny si unisce alla festa 5-0!

72′ – Altro, ennesimo, errore in costruzione di Israel e recupero alto della squadra di Chivu, c’è gioia anche per Bonny alla sua prima in maglia nerazzurra. Il var conferma la rete.

90′ – Non ci sarà recupero

🛑90′ – Finisce qui Inter Torino. Chivu a valanga riparte da Thuram e manda un segnale alla Serie A. Baroni, sei davvero questo?

Nulla da segnalare dalla moviola di Inter vs Torino. L’arbitro ha mantenuto bene le redini della sfida complice l’assenza di episodi particolarmente dubbi o di difficile lettura

Classifica Serie A 2025/26, ecco il tabellino post prima giornata: così dopo Inter Torino 5-0

Vediamo la classifica Serie A 2025/26, ecco il tabellino dopo la prima giornata, così si configura la graduatoria completa ai margini di Inter Torino di questa sera

La Serie A 2025/26 è iniziata con un ritmo già frenetico, e la classifica, dopo la prima giornata, promette di riservare numerose sorprese e battaglie avvincenti. L’Inter, protagonista della giornata con la vittoria per 5-0 contro il Torino, ha subito messo in chiaro le proprie ambizioni per il campionato. Con i tre punti guadagnati, i nerazzurri si piazzano momentaneamente in cima alla classifica, pronti a dare il via a una stagione che si preannuncia ricca di colpi di scena.

La prima giornata, pur essendo solo un piccolo assaggio della stagione, ha già mostrato le potenzialità delle varie formazioni, con alcune squadre che, pur senza raccogliere punti, hanno dimostrato una buona preparazione. Il campionato di Serie A, come ogni anno, si configura come una corsa serrata: i top club sono pronti a contendersi il titolo, ma il divario tra le big e le squadre di metà e bassa classifica si sta riducendo sempre di più, rendendo la lotta per il vertice e per la salvezza estremamente equilibrata.

Ogni settimana, la classifica sarà influenzata da vittorie, pareggi e sconfitte, che avranno il potere di ridefinire obiettivi e aspettative. La corsa verso lo scudetto, così come la lotta per evitare la retrocessione, terranno tutti con il fiato sospeso. I meneghini, almeno per ora, dimostra di essere una delle formazioni da tenere d’occhio, ma la stagione è ancora lunga e i colpi di scena sono dietro l’angolo. Ecco la graduatoria:

Classifica Serie A 2025/26:

Inter 3
Napoli 3,
Cremonese 3,
Roma 3,
Como 3,
Juventus 3,
Genoa 1,
Lecce 1,
Fiorentina 1,
Cagliari 1,
Pisa 1,
Atalanta 1,
Udinese 1,
Verona 1,
Bologna 0,
Inter 0,
Lazio 0,
Milan 0,
Parma 0,
Sassuolo 0,
Torino 0.

Inter, parla Marotta: «Ecco il nostro obiettivo! Chivu è il profilo giusto, la rosa è modellata così»

Inter, le parole di Beppe Marotta: «Ecco il nostro obiettivo! Chivu è il profilo giusto, la rosa è modellata così». Le sue dichiarazioni

Alla vigilia del debutto stagionale a San Siro contro il Torino, Giuseppe Marotta, amministratore delegato dell’Inter, ha rilasciato dichiarazioni significative ai microfoni di Sky Sport, delineando le ambizioni del club nerazzurro per la stagione 2025/26. Tra obiettivi, mercato e fiducia nel nuovo tecnico Cristian Chivu, il dirigente ha tracciato una linea chiara per il futuro.

Obiettivi chiari: l’Inter punta ai trofei

«L’Inter parte come ogni anno rispettando la storia e i colori di questo glorioso club», ha dichiarato Marotta. L’obiettivo è chiaro: competere per i trofei, mantenendo alta l’ambizione e la competitività. In un campionato che si preannuncia equilibrato, i nerazzurri vogliono recitare un ruolo da protagonisti, forti di una rosa rinnovata e di una guida tecnica giovane ma preparata.

Mercato sobrio e strategico: no alle follie

Marotta ha sottolineato la scelta di non cedere i top player, definendola «un atto di forza». Tra i nomi emersi, anche quello di Ademola Lookman, attaccante dell’Atalanta, ma l’operazione non è decollata: «L’Atalanta aveva il pieno diritto di non metterlo sul mercato». Il dirigente ha ribadito la fine dell’epoca delle spese eccessive, puntando su un modello sostenibile.

Giovani al centro del progetto

La nuova strategia nerazzurra si fonda sull’investimento nei giovani. «Abbiamo abbassato l’età media da 29 a 21 anni nei nuovi acquisti», ha spiegato Marotta. Quattro giovani talenti, più uno proveniente dal vivaio, sono stati integrati in prima squadra, in linea con la visione della proprietà e con l’obiettivo di costruire un futuro solido.

Cristian Chivu: identità e competenza

La scelta di Cristian Chivu come allenatore è stata ponderata. Ex difensore dell’Inter e già tecnico vincente del settore giovanile, Chivu incarna i valori del club. «Fabregas era tra i candidati, ma abbiamo scelto chi meglio rappresenta la nostra filosofia», ha aggiunto Marotta.

Thuram e Bonny: gestione dell’attacco

Infine, un commento su Marcus Thuram, attaccante francese classe 1997, e sul nuovo arrivato Bonny. «Thuram non era al 100% per problemi muscolari, ma l’attacco offre a Chivu ampie soluzioni. Con meno partite, il turnover sarà più frequente».

Harder Milan, ecco la data dello sbarco del danese a Milano! I dettagli del colpo rossonero

Harder Milan, ecco la data dello sbarco del danese a Milano! I dettagli del colpo rossonero. Le ultimissime di calciomercato

Il Milan è pronto a mettere a segno un colpo di mercato di grande rilievo: secondo quanto riportato da Calciomercato.com, Pernille Harder, stella del calcio danese, è attesa domani a Milano per sostenere le visite mediche con il club rossonero. L’attaccante classe 1992, nota per la sua versatilità offensiva e per essere una delle calciatrici più talentuose del panorama europeo, potrebbe presto vestire la maglia del Milan, segnando un passaggio chiave nella strategia di rafforzamento della squadra.

Un profilo internazionale per il nuovo Milan

Harder, ex giocatrice di Wolfsburg e Chelsea, ha dimostrato nel corso della sua carriera una straordinaria capacità di adattarsi a diversi ruoli offensivi: esterno d’attacco, trequartista o seconda punta. Dotata di tecnica raffinata, visione di gioco e un’innata propensione al gol, rappresenta un profilo ideale per un Milan che punta a tornare competitivo ai massimi livelli. Il suo arrivo sarebbe un segnale forte da parte della dirigenza, intenzionata a costruire una rosa ricca di talento e prospettiva internazionale.

Il progetto targato Tare e Allegri prende forma

L’operazione Harder si inserisce nel nuovo corso rossonero guidato dal direttore sportivo Igli Tare, già noto per le sue abilità nel mercato e nella valorizzazione dei giovani talenti. Al suo fianco, Massimiliano Allegri, tecnico esperto e vincente, tornato in panchina per dare solidità tattica e mentalità vincente alla squadra. Il duo Tare-Allegri sembra intenzionato a riportare il Milan ai vertici del calcio italiano ed europeo, puntando su giocatrici di alto profilo.

Visite mediche decisive: tifosi in attesa

La trattativa, secondo fonti vicine al club, sarebbe in fase avanzata, con un’intesa di massima già raggiunta. Le visite mediche previste per domani rappresentano un passaggio cruciale verso la conclusione dell’affare. L’entusiasmo tra i tifosi è palpabile: Harder potrebbe diventare uno dei volti simbolo della nuova era rossonera. Tutti gli occhi sono ora puntati su Milano, in attesa dell’ufficialità.

Kolo Muani Juventus, c’è il piano del club bianconero: cosa può succedere negli ultimi giorni di calciomercato! I dettagli

Kolo Muani Juventus, c’è il piano dei bianconeri: ecco cosa può succedere negli ultimi giorni di calciomercato! Le ultimissime

Il futuro dell’attacco della Juventus continua a essere uno dei temi più caldi del mercato estivo. Secondo quanto riportato da Luca Marchetti su Sky Sport, la dirigenza bianconera ha scelto di puntare con forza su Randal Kolo Muani, attaccante francese classe 1998, attualmente in forza al Paris Saint-Germain. La trattativa con il club parigino è in corso, e il giocatore ha già espresso la volontà di trasferirsi a Torino.

Kolo Muani alla Juventus: obiettivo prioritario

La Juventus ha presentato un’offerta da 55 milioni di euro, ritenuta congrua dalla società, ma il PSG continua a chiedere una cifra superiore. Nonostante le difficoltà, la volontà del club torinese è chiara: portare Kolo Muani alla corte di Igor Tudor, nuovo allenatore bianconero, noto per il suo approccio tattico aggressivo e per la valorizzazione dei giovani talenti.

Marchetti ha sottolineato come l’operazione non sia legata alla possibile uscita di Dusan Vlahovic, centravanti serbo classe 2000, al centro di numerose voci di mercato. «La Juve vuole Kolo Muani indipendentemente da Vlahovic. Se il serbo parte, meglio, ma anche in caso di permanenza l’obiettivo resta lo stesso», ha dichiarato il giornalista.

Un attacco ricco di soluzioni per Tudor

L’idea di affiancare Kolo Muani a Jonathan David, attaccante canadese del Lille, e a Kenan Yildiz, giovane talento turco classe 2005 già in orbita prima squadra, entusiasma Tudor. Il tecnico croato avrebbe così a disposizione un reparto offensivo dinamico, versatile e con caratteristiche complementari.

La strategia della Juventus è chiara: costruire un attacco moderno e competitivo, capace di affrontare le sfide della nuova stagione con ambizione. L’arrivo di Kolo Muani rappresenterebbe un investimento importante, ma anche un segnale forte della volontà del club di tornare protagonista in Italia e in Europa.

Con la trattativa in pieno svolgimento e l’interesse del giocatore già manifestato, la Juventus spinge per chiudere l’operazione. L’inserimento di Kolo Muani nel progetto tecnico di Tudor potrebbe rappresentare una svolta decisiva per il reparto offensivo bianconero, a prescindere dal futuro di Vlahovic.

Formazioni ufficiali Inter Torino: le scelte di Chivu e Baroni per la prima di Serie A

Formazioni ufficiali Inter Torino, vediamo le scelte di mister Cristian Chivu e del tecnico Marco Baroni per la prima partita di Serie A, i titolari a San Siro

L’attesa è terminata, ora possiamo dirlo per davvero. Il palcoscenico della prima giornata di Serie A si chiude con una sfida che si preannuncia dalle emozioni forti. Questa sera, alle ore 20e45 in punto, i riflettori di San Siro saranno tutti rivolti verso l’Inter di Cristian Chivu, che si prepara ad incontrare il Torino targato mister Marco Baroni. Due tra le tante squadre ad aver – a proposito di allenatori – cambiato le rispettive panchine nel corso dell’estate. Il club di Beppe Marotta ha infatti scelto di affidarsi al tecnico rumeno, mentre quello di Urbano Cairo ha puntato le proprie fiches sul mister uscente dalla Lazio. Non ci resta dunque che riportare i titolari scelti da meneghini e sabaudi per l’occasione, ora l’attesa è davvero terminata: ora a parlare sarà solo il Giuseppe Meazza. 

Le formazioni ufficiali Inter Torino:

INTER (3-5-2): 1 Sommer; 5 Pavard, 15 Acerbi, 95 Bastoni; 2 Dumfries, 8 Sucic, 23 Barella, 22 Mkhitaryan, 32 Dimarco; 9 Thuram, 10 Lautaro. A disposizione: 12 Di Gennaro, 13 J. Martinez, 6 De Vrij, 7 Zielinski, 11 Luis Henrique, 14 Bonny, 16 Frattesi, 17 Diouf, 30 Carlos Augusto, 31 Bisseck, 36 Darmian, 42 Palacios. Allenatore: Cristian Chivu.

TORINO (4-3-3): 81 Israel; 19 Lazaro, 23 Coco, 5 Masina, 34 Biraghi; 66 Gineitis, 6 Ilkhan, 22 Casadei; 26 Ngonge, 18 Simeone, 10 Vlasic. A disposizione: 1 Paleari, 71 Popa, 7 Aboukhlal, 8 Ilic, 13 Maripan, 14 Anjorin, 16 Pedersen, 19 Adams, 21 Dembelé, 61 Tameze, 80 Bianay, 83 Perciun, 91 Zapata, 92 Njie. Allenatore: Marco Baroni.

Udinese Verona 1-1: perfetto equilibrio alla Dacia Arena

A Udine il match valido per la 1ª giornata di Serie A Udinese Verona: sintesi, tabellino, risultato, moviola e cronaca LIVE

La cronaca, sintesi e diretta LIVE della partita Udinese Verona, valevole per la 1ª giornata del campionato di Serie A Enilive 2025/2026.


UDINESE VERONA CRONACA E DIRETTA LIVE

54′ VANTAGGIO UDINESE. La squadra bianconera passa in vantaggio con Lovric

53′ GIOVANE TRAVERSA. Il giocatore del Verona tenta il tiro ma finisce sul legno

50′ Bradaric salva tutto al limite dell’area sul tiro di Giovane

FINE PRIMO TEMPO

42′ Giovane tenta la conclusione. Una telefonata per il portiere.

33′ Sempre viva la squadra bianconera a fronte anche di un Verona troppo all’interno della sua area di rigore

21′ OCCASIONE BIANCONERA! Davis crossa dalla sinistra a cercare Zemura che potrebbe mettere in rete.

17′ L’Udinese prova a venire fuori dopo un breve momento d’appannamento

6′ Entrambe le squadre abbastanza contenute

E’ COMINCIATA LA PARTITA

Formazioni ufficiali Udinese Verona, gli schieramenti del match

Formazioni ufficiali Udinese Verona, le scelte dei due allenatori per il match valido per la prima giornata del campionato di Serie A

Oggi la sfida valida per la prima giornata di Serie A Udinese Verona. Di seguito le formazioni ufficiali scelte dai due allenatori.

UDINESE (3-5-2): Sava; Bertola, Kristensen, Solet; Ehizibue, Atta, Karlstrom, Lovric, Zemura; Iker Bravo, Davis
A disposizione: Nunziante, Padelli, Goglichidze, Zarraga, Kamara, Bayo, Piotrowski, Kabasele, Camara, Ekkelenkamp, Miller, Vinciati, Modesto, Pejicic
Allenatore: Kosta Runjaic

HELLAS VERONA (3-5-2): Montipò; Nuñez, Nelsson, Frese; Fallou, Serdar, Bernede, Niasse, Bradaric; Giovane, Sarr
A disposizione: Perilli, Toniolo, Oyegoke, Belghali, Livramento, Charlys, Slotsager, Kastanos, Harroui, Kurti, Ebosse, Mosquera, Lambourde, Ajayi, Mitrovic
Allenatore: Paolo Zanetti

Simonelli sulla Serie A: «Avevamo in mente di fare una rivoluzione. Ora vi sveliamo tutto»

Calciomercato, la rivoluzione mancata in Serie A: il “no” della Spagna ferma tutto

Un retroscena importante scuote il mondo del calcio: la possibilità di anticipare la chiusura del calciomercato prima dell’inizio del campionato era concreta, ma è naufragata a causa del rifiuto della Spagna. A rivelarlo è stato il presidente della Lega Serie A, Ezio Simonelli, che ha raccontato i dettagli di una trattativa internazionale avviata nei mesi scorsi.

Durante un intervento a Radio Anch’Io Sport, Simonelli ha spiegato che l’obiettivo era creare un fronte comune tra i principali campionati europei per porre fine a una situazione ormai considerata insostenibile: iniziare la stagione con le trattative di mercato ancora aperte. Il presidente ha raccontato: «Sono andato personalmente a Londra per incontrare Richard Masters, CEO della Premier League».

Accordo quasi raggiunto, ma la Liga si oppone

Simonelli ha dichiarato che Inghilterra, Germania e Francia si erano dette favorevoli alla proposta di chiudere il mercato in anticipo. Tuttavia, il progetto si è bloccato di fronte al veto della Spagna. «La Liga si è opposta, e così non è stato possibile andare avanti», ha spiegato.

Il motivo è da ricercare nella natura interconnessa dei mercati calcistici europei: se anche solo un campionato mantiene il mercato aperto, gli altri rischiano di perdere giocatori senza poterli rimpiazzare. «Se non prendiamo una decisione tutti insieme, è impossibile cambiare qualcosa. Serve un’azione coordinata», ha aggiunto Simonelli.

La speranza per il futuro

Nonostante il primo tentativo fallito, il presidente della Lega Serie A non si arrende: «Stiamo cercando di convincere il presidente della Liga, Javier Tebas. È una persona molto intelligente, ma anche molto rigida. Ci stiamo lavorando per il prossimo anno».

Nel frattempo, i club italiani si trovano ancora una volta ad affrontare l’ultima settimana di calciomercato con il campionato già iniziato. Tra trattative in corso, rose incomplete e allenatori in difficoltà, il paradosso continua a pesare sull’organizzazione della stagione.

La speranza è che questa riforma, seppur rimandata, possa finalmente vedere la luce. La Serie A, così come le altre grandi leghe, ha bisogno di certezze e stabilità. Ma per ora, resta solo un’occasione persa e una rivoluzione rimandata.

Calciomercato Lazio, una squadra prova a tutti i costi a comprare Basic. Le ultime novità

Calciomercato Lazio: l’Empoli pensa a Basic per il centrocampo. La situazione

Nuovi movimenti in uscita per il Calciomercato Lazio, che nelle ultime ore vede protagonista il nome di Toma Basic. Come riportato da Il Messaggero, il centrocampista croato sarebbe finito nel mirino dell’Empoli, club retrocesso in Serie B ma determinato a costruire una rosa competitiva per tornare subito nella massima serie.

Il club toscano è a caccia di profili esperti e affidabili per rinforzare la mediana, e Basic rappresenta una soluzione interessante: conosce bene la Serie A, ha buona struttura fisica e può garantire equilibrio tattico. Alla Lazio dal 2021, il croato non ha mai trovato continuità e, dopo stagioni sottotono, il suo futuro nella Capitale appare sempre più lontano.

Basic ai margini, occasione per il rilancio

Nel contesto del Calciomercato Lazio, la posizione di Basic è chiara: non rientra nei piani tecnici di Marco Baroni, e la società è pronta ad ascoltare offerte. L’Empoli potrebbe approfittare della situazione per chiudere un’operazione vantaggiosa negli ultimi giorni di mercato. Si valuta un prestito con diritto di riscatto, ma non è esclusa una cessione a titolo definitivo a cifre contenute.

Per Basic, la destinazione Empoli rappresenterebbe un’opportunità concreta per rilanciarsi. In Serie B avrebbe certamente più spazio, continuità e meno pressioni, in un contesto ideale per ritrovare fiducia e minutaggio. La trattativa è in fase di valutazione, ma potrebbe subire un’accelerazione nei prossimi giorni.

Lazio, priorità alle uscite nel mercato finale

La Lazio, dal canto suo, continua a muoversi sul mercato in modo strategico. Il Calciomercato Lazio in questa fase si concentra soprattutto sulle uscite, necessarie per alleggerire la rosa e aprire eventuali margini per interventi in entrata, specialmente se dovesse concretizzarsi qualche opportunità last minute.

La partenza di Basic sarebbe utile non solo sul piano tecnico, ma anche per questioni economiche: libererebbe spazio salariale e contribuirebbe a semplificare la gestione del centrocampo, attualmente troppo affollato e con poche certezze.

Con la chiusura della sessione ormai alle porte, il dossier Basic rappresenta una delle priorità in uscita. Il suo destino è sempre più lontano dalla Capitale, e il Calciomercato Lazio resta in attesa del momento giusto per affondare il colpo finale.

Asllani-Torino, ora è UFFICIALE: il centrocampista vestirà la maglia granata

Asllani-Torino, è ufficiale: il centrocampista arriva dall’Inter con diritto di riscatto

Il Torino Football Club ha ufficializzato un colpo importante in chiave presente e futura: è fatta per Asllani-Torino. Il club granata ha infatti annunciato l’arrivo di Kristjan Asllani dall’Inter, con la formula del prestito con opzione per l’acquisto a titolo definitivo. Un’operazione significativa per rinforzare il centrocampo con un profilo giovane ma già esperto, pronto a portare qualità e visione di gioco alla squadra allenata da Paolo Vanoli.

Classe 2002, nato a Elbasan, in Albania, Asllani è cresciuto nel vivaio dell’Empoli, dove ha mostrato fin da giovanissimo ottime qualità tecniche e tattiche. Ha debuttato tra i professionisti il 13 gennaio 2021 in una sfida di Coppa Italia contro il Napoli e, nella stagione successiva, si è imposto come uno dei giovani più interessanti della Serie A. Con l’Empoli ha totalizzato 27 presenze, segnando un gol e servendo due assist, prima di essere acquistato dall’Inter nel luglio 2022.

L’esperienza in nerazzurro è stata ricca di successi. In tre stagioni, il nuovo acquisto dell’Asllani-Torino ha collezionato ben 99 presenze, mettendo a segno 4 gol e servendo 5 assist. Con l’Inter ha vinto uno Scudetto nel 2024, una Coppa Italia nel 2023 e due Supercoppe italiane, oltre ad aver accumulato esperienza internazionale con 19 presenze in Champions League e la partecipazione al recente Mondiale per Club.

Anche con la nazionale albanese, Asllani è un punto fermo. Vanta 33 presenze e 3 gol con l’Albania, con la quale ha partecipato anche agli ultimi impegni ufficiali, confermandosi uno dei talenti più rappresentativi del suo Paese.

L’arrivo di Asllani rappresenta per il Torino un investimento importante, non solo in termini tecnici ma anche strategici. Il progetto Asllani-Torino mira a dare nuova linfa al centrocampo granata, offrendo a Vanoli un regista moderno, capace di costruire gioco e dettare i tempi con intelligenza e personalità.

Il club ha accolto Asllani con entusiasmo, sottolineando la fiducia in un giocatore che può fare la differenza. «Buon lavoro e Sempre Forza Toro!» si legge nella nota ufficiale.

Ora la parola passa al campo, dove Asllani-Torino è pronto a diventare una delle scommesse vincenti della stagione.

Calciomercato Atalanta, Musah a Bergamo? Possibile solo se i nerazzurri cederanno quel centrocampista. Le ultime

Calciomercato Atalanta, la situazione intorno all’effetto domino che riguarda sia Musah che Brescianini

Dopo il pareggio contro il Pisa, per il calciomercato Atalanta è tempo di capire come comportarsi a centrocampo considerando anche le prossime mosse.

Secondo quanto raccolto da CalcioNews24, l’Atalanta è pronta a comprare Musah, ma tutto dipenderà dal futuro di Brescianini. Se Marco dovesse lasciare Bergamo allora l’affare si sbloccherà: in caso contrario, rimarrà tutto invariato

Rabiot, quale sarà il futuro del centrocampista del Marsiglia? Le ultime novità

Rabiot, niente rinnovo con il Marsiglia: ora la Premier League è un’opzione concreta

Il futuro di Adrien Rabiot è di nuovo avvolto nell’incertezza. Dopo le voci insistenti su un possibile rinnovo fino al 2027 con il Marsiglia, la trattativa sembra essersi arenata a seguito degli ultimi eventi che hanno travolto il club francese. Secondo quanto riportato da L’Équipe, il centrocampista francese è ora al centro dell’attenzione di diverse squadre europee, e il suo nome è tornato prepotentemente in orbita Premier League.

Il profilo di Rabiot continua ad attirare l’interesse di società che cercano esperienza, carisma e flessibilità tattica. In particolare, due club inglesi si sarebbero già mossi con decisione: Aston Villa e West Ham United avrebbero avviato i primi contatti con Mehdi Benatia, direttore sportivo del Marsiglia, per sondare la fattibilità dell’operazione. Entrambe le squadre vogliono rafforzare il centrocampo e sono pronte ad approfittare della situazione ancora fluida che circonda il futuro di Rabiot.

Nonostante le trattative per il rinnovo con il Marsiglia sembrassero a buon punto, l’improvviso stop ha riaperto scenari internazionali per il centrocampista, il cui contratto resta in bilico. Rabiot, che vanta un palmarès importante e una carriera tra PSG, Juventus e nazionale francese, rappresenta una soluzione di grande valore per qualsiasi squadra ambiziosa. La Premier League, con i suoi ritmi elevati e le competizioni europee, potrebbe essere il palcoscenico ideale per rilanciare la sua carriera.

A rafforzare l’interesse delle inglesi ci sono anche i rispettivi avvii di stagione deludenti. Il West Ham è partito con due sconfitte pesanti, incassando otto reti e segnando appena un gol. Non va meglio all’Aston Villa di Unai Emery, ancora a secco di reti dopo un pareggio contro il Newcastle e una sconfitta con il Brentford. L’arrivo di un giocatore come Rabiot potrebbe cambiare l’inerzia e dare un’identità più solida al centrocampo.

Con la finestra estiva di mercato ancora aperta, il nome di Rabiot è destinato a rimanere al centro delle voci. Il Marsiglia spera ancora in una soluzione interna, ma la sensazione è che l’addio sia sempre più vicino. E in Premier, qualcuno è già pronto ad accoglierlo a braccia aperte.

De Bruyne sicuro: «Napoli scelta migliore che potessi fare. Il nostro obiettivo…»

De Bruyne si racconta: «Napoli la scelta migliore, ora penso anche ai miei figli»

Il nuovo centrocampista del Napoli, Kevin De Bruyne, ha rilasciato un’intervista esclusiva al Corriere della Sera, in cui ha raccontato i motivi che lo hanno spinto a dire sì al club partenopeo e iniziare una nuova avventura in Serie A dopo una lunga carriera in Premier League. Parole che confermano non solo la sua voglia di nuove sfide, ma anche una consapevolezza diversa, più matura.

Alla domanda sul perché abbia scelto proprio Napoli, De Bruyne ha risposto:
«Napoli unica offerta vera? No, opzione migliore. Le offerte sono state tante, ma ho deciso per i campioni d’Italia, giocano la Champions, e poi Conte è un allenatore magnifico. Quando sei giovane decidi solo per te, ora ho chiesto anche ai miei figli. Il più grande ha 10 anni ed è in una fase importante della crescita».

Una decisione che dunque non è solo sportiva, ma anche familiare, segno di una maturità che si riflette anche nelle sue parole sull’addio al Manchester City:
«Quando il City ha deciso di non rinnovarmi il contratto, ho iniziato a guardarmi attorno. Dopo tanto tempo non volevo più restare in Inghilterra. Tra le varie possibilità, Napoli mi è sembrata la migliore per la mia famiglia e per me come calciatore. In Serie A posso giocare ancora ad alti livelli».

E a chi lo definisce «vecchio», il classe 1991 risponde con serenità e una punta di orgoglio:
«Penso di essere più o meno lo stesso di 10 anni fa. Forse da giovane sei più dinamico, ma adesso ho più esperienza. Evolvi come giocatore: ho le mie qualità, la gente le conosce, ma anche le mie debolezze, come tutti. Non sono preoccupato né eccitato: cerco solo di fare il mio lavoro al meglio, divertendomi».

Infine, un pensiero sul suo rapporto con il calcio:
«Il calcio è la mia passione e non voglio che diventi un lavoro normale. Se lo vivi con piacere e con un sorriso, alla fine giochi meglio».

Parole chiare e ispirate da parte di un campione che si prepara a scrivere una nuova pagina della sua carriera in azzurro, con la determinazione di chi vuole ancora lasciare il segno.

Calciomercato Lazio, Rovella sarà il cardine dei biancocelesti. Il punto

Calciomercato Lazio, Rovella al centro del progetto: pronto il rinnovo fino al 2030

Il Calciomercato Lazio non si ferma ai nuovi acquisti, ma guarda anche alla valorizzazione dei talenti già presenti in rosa. Uno dei nomi più attenzionati in queste ore è quello di Nicolò Rovella, regista classe 2001 che ha mostrato sprazzi di grande qualità sin dal suo arrivo nella Capitale.

Stando a quanto riportato da Tuttosport, il presidente Claudio Lotito sarebbe pronto a offrire al centrocampista un rinnovo di contratto fino al 2030, prolungando così di ben cinque anni l’attuale accordo. Una scelta chiara, che conferma la volontà della dirigenza di costruire una Lazio del futuro con basi solide e uomini affidabili.

Rovella, cresciuto nel settore giovanile del Genoa e passato successivamente alla Juventus, è arrivato alla Lazio con grandi aspettative. Nonostante alcuni infortuni che ne hanno condizionato il rendimento, il giocatore ha convinto per intelligenza tattica, pulizia di gioco e affidabilità. Caratteristiche che lo rendono un profilo ideale per guidare il centrocampo biancoceleste nei prossimi anni.

All’interno delle strategie del calciomercato Lazio, questo possibile rinnovo si inserisce in un piano di consolidamento tecnico. In una sessione di mercato finora poco spettacolare sul fronte entrate, la società ha scelto di dare continuità ai progetti già avviati, investendo su chi ha dimostrato di poter diventare un perno dello spogliatoio.

Con un contratto fino al 2030, la Lazio non solo si garantirebbe un regista affidabile, ma si metterebbe anche al riparo da possibili assalti futuri da parte di altri club. Un aspetto da non sottovalutare, soprattutto in un contesto in cui molti giovani italiani faticano a trovare continuità nelle grandi squadre.

Il rinnovo di Rovella, se confermato, rappresenterebbe dunque una mossa strategica del calciomercato Lazio, tesa a rafforzare l’identità tecnica e la struttura del centrocampo per le prossime stagioni. Con il dualismo in atto con Cataldi, la sfida per la maglia da titolare sarà aperta, ma la fiducia della società nei confronti di Rovella è un segnale importante.

Il calciomercato Lazio, dunque, non è solo caccia a nuovi innesti, ma anche conferme pesanti. E in questo caso, Rovella sembra destinato a diventare un punto fermo della Lazio che verrà.

Piccoli-Fiorentina, tempo di visite mediche per quello che sarà il nuovo centravanti viola

Piccoli-Fiorentina, visite mediche in corso: il bomber classe 2001 è pronto a firmare fino al 2030

Il calciomercato si accende in casa viola con un’operazione che potrebbe rivelarsi fondamentale per il futuro. La trattativa Piccoli-Fiorentina è giunta ormai alla fase finale: Roberto Piccoli, attaccante classe 2001, è a Firenze per sostenere le visite mediche che precedono la firma sul contratto. L’accordo era nell’aria da giorni, ma adesso arrivano le prime conferme ufficiali, accompagnate dalle immagini del calciatore nel capoluogo toscano.

Secondo quanto riportato da Alfredo Pedullà, noto esperto di mercato, l’operazione Piccoli-Fiorentina prevede un trasferimento a titolo definitivo. Il club viola verserà circa 25 milioni di euro più bonus nelle casse del Cagliari, rendendo questo affare uno dei più onerosi nella recente storia della società gigliata. Un investimento importante, che testimonia la fiducia riposta dalla Fiorentina nel potenziale dell’attaccante bergamasco.

Il contratto che Roberto Piccoli firmerà con la Fiorentina avrà una durata fino al 30 giugno 2030. Un segnale chiaro da parte del club: si punta a costruire un progetto a lungo termine, con giovani di talento e prospettiva. La strategia viola, infatti, mira a rinnovare l’organico con elementi in grado di garantire qualità e continuità, e il profilo di Piccoli si inserisce perfettamente in questa logica.

Nato nel 2001 e cresciuto nel settore giovanile dell’Atalanta, Piccoli ha militato in diverse squadre di Serie A e B, accumulando esperienza e mostrando lampi del suo potenziale offensivo. La scorsa stagione al Cagliari è stata positiva, e ora arriva per lui la grande occasione di imporsi in una piazza ambiziosa come quella fiorentina.

L’operazione Piccoli-Fiorentina rappresenta una scommessa sul presente ma soprattutto sul futuro. La società toscana, alla ricerca di un attaccante che possa garantire gol e affidabilità, ha deciso di puntare con forza su di lui. Adesso, con le visite mediche in corso e la firma imminente, manca solo l’annuncio ufficiale per rendere l’attaccante bergamasco un nuovo giocatore della Fiorentina.

Con questo colpo, il mercato estivo dei viola acquista una nuova dimensione. La Piccoli-Fiorentina potrebbe essere una delle operazioni più interessanti della stagione, e il popolo gigliato attende con entusiasmo il suo nuovo numero nove.

Welcome back Scamacca! La rinascita in puro stile Niki Lauda: dalla caduta alla voglia di riprendersi l’Atalanta

Gianluca Scamacca ritorna a giocare all’Atalanta segnando un goal: la prima pietra verso un nuovo ciclo che lo vedrà come leader

“Credimi! Guardarti segnare tutti quei goal mentre io lottavo per sopravvivere, sei anche responsabile del mio ritorno in quel campo”. Fa piacere pensare che Gianluca Scamacca abbia detto queste parole al partente Mateo Retegui parafrasando “Rush” e il momento in cui Niki Lauda parla a James Hunt a Monza dopo mesi di sofferenza, attesa e ovviamente voglia di ritornare in campo.

Il paragone tra il centravanti dell’Atalanta e l’ex pilota di F1 della Ferrari è assai legittimo considerando che l’austriaco dall’incidente Nurburgring è rimasto fuori stringendo i denti per poter ritornare a brillare vincendo negli anni successivi mondiali e tanti gran premi. Il 2024/2025 di Scamacca è stato un calvario dove il circuito era sottoforma di stadio Tardini e nel mezzo quell’infortunio al crociato che ha visto lui lontano da una Dea che aveva bisogno dei suoi goal per provare a sperare in Serie A di vincere lo Scudetto.

La ripresa, la ricaduta, il mercato che ha visto il suo compagno di squadra andare in Arabia e poi la nuova Atalanta che con Juric si appresta a cominciare un nuovo ciclo dove si richiederà tempo, dedizione, ma soprattutto ambizione.

Nonostante contro il Pisa sia stato un misto tra due tempi opposti (primo discutibile, secondo ottimo), sfortuna, poca concretezza, Scamacca ha saputo imporsi come tra i migliori avendo la meglio sugli avversari seppur il top della forma richieda ancora qualche giornata: buoni stop, fisicità, visione e un giocatore che faceva reparto da solo. Poi ci sono quei colpi offensivi che il buon Gialunca ha fatto abituare bene l’Atalanta con il goal che portò al pareggio, più tantissime occasioni dove solo traverse e parate di Semper hanno salvato i toscani.

L’inizio di una nuova era per Scamacca che ha fatto come Niki Lauda: cadendo, rinascendo e riprendendosi quel titolo che non ha mai lasciato, con l’obiettivo di ritornare a fare grande l’Atalanta come ha sempre fatto (e continuerà a fare).

Bonazzoli: «La rovesciata? Un gesto istintivo. Nicola, un rapporto speciale, per me è un padre. E sull’Inter…»

Bonazzoli e le sue dichiarazioni ritornando a parlare della rovesciata fatta con la sua Cremonese

Un gol da cineteca, una rovesciata che ha ammutolito San Siro e ha regalato alla sua Cremonese una vittoria tanto inaspettata quanto meritata. Quella di Federico Bonazzoli non è stata solo una prodezza balistica, ma il manifesto di un talento ritrovato, la fotografia di un giocatore che, a 28 anni, sembra aver finalmente trovato il suo equilibrio. Partito come predestinato nelle giovanili dell’Inter, con un esordio in Serie A a soli 16 anni, la sua carriera è stata un percorso a ostacoli, segnata da pressioni enormi e da un potenziale a volte inespresso. Ma il ragazzo che si divertiva a fare rovesciate in casa con qualsiasi oggetto è cresciuto, è diventato uomo e ha trasformato le difficoltà in consapevolezza. A La Gazzetta dello Sport, l’attaccante della Cremonese ha descritto la sua carriera.

MESSAGGI POST-GARA – «Tanti. Amici, ex compagni. E pure ex allenatori e dirigenti del settore giovanile. Messaggi bellissimi. Un’emozione forte che tengo per me. Come quella vissuta dalla mia fidanzata e dalla mia famiglia in tribuna a San Siro. Una sensazione anche più forte della mia».

LA FELICITA’ DI UN GOL A SAN SIRO CONTRO IL MILAN DA UN INTERISTA – «Certo, ci mancherebbe. Il Milan per altro mi porta bene perché non è la prima volta che succede, ma la rivalità non c’entra. All’Inter ho vissuto 12 anni della mia vita, a San Siro ho esordito con la maglia nerazzurra, per me è uno stadio magico. All’Inter ho creato rapporti che sono ancora vivi, è il luogo del cuore, ma io sono interista a prescindere da quello che faccio in campo».

LA SUA INTER – «La mia Inter è la Cremonese. Sto bene qui e voglio stare qui. Ho imparato col tempo che guardare troppo in là, creandosi aspettative, è più un danno che altro».

IN PASSATO HA DETTO: “MI VIEN PIÙ NATURALE UNA ROVESCIATA CHE UN COLPO DI TESTA”. – «È così. Da bambino, in casa, facevo rovesciate con qualsiasi oggetto. Un gesto istintivo che mi viene naturale e mi è rimasto dentro. Non penso si possa allenare e a San Siro è uscita la mia versione migliore».

IL GOL – «Quando è partito il cross di Pezzella ho pensato “questa è perfetta”. In quell’attimo è scattato qualcosa, poi l’ho colpita troppo bene e ho subito pensato al gol. Quando provi spesso il gesto, capisci al volo se il colpo è quello giusto».

DAVIDE NICOLA – «La sua importanza va oltre il rapporto giocatore-allenatore. Lui ha un peso nella mia vita. Ci legano i momenti vissuti insieme, le esperienze condivise e lo spessore umano che ha sempre mostrato. Confesso che quando il club ha deciso di cambiare allenatore ho sperato che il futuro fosse lui».

A SALERNO HA LEGATO CON RIBERY. – «Che sento ancora. Un punto di riferimento. Ha fatto la storia del calcio ma la persona è ancora più grande del calciatore».

UNA CARRIERA INFERIORE ALLE POTENZIALITA’- «Sì e no. Di vero c’è che sin da bambino ho sempre dovuto convivere con pressioni elevate che non mi hanno fatto bene. Colpa anche mia, non ero pronto. Ho sempre cercato il mio equilibrio: c’è chi lo trova prima, chi dopo e chi non lo trova mai. Ora penso di essere al posto giusto nel momento giusto e dove merito di stare. A 28 anni, se mi guardo indietro, vedo che ho fatto 200 partite in Serie A e segnato una trentina di gol. Quello era il mio percorso. A 15 anni già si parlava di me, a 16 ho esordito nell’Inter. Una precocità che avrà fatto pensare che potessi fare 500 gare nell’Inter segnando 300 gol, ma non funziona così».

UN RMPIANTO – «In quella Inter mi sarebbe piaciuto giocarmi un po’ di più le mie carte. Ma capisco le situazioni e rispetto le scelte fatte».

IL GOL A SAN SIRO SERVIRÀ ANCHE A SCALARE LE GERARCHIE – «No. Dà però fiducia a me e alla squadra, che viene prima di tutto».

Lucumi, vero e proprio braccio di ferro con il Bologna: quella squadra insiste, ma…

Lucumi, nodo del mercato Bologna: il Sunderland insiste, ma il club resiste

In casa Bologna tiene banco il caso Lucumi, difensore colombiano al centro di un vero e proprio braccio di ferro tra il club rossoblù e il Sunderland. Dopo una stagione da protagonista, culminata con la storica vittoria della Coppa Italia, Jhon Lucumi si trova ora in una posizione delicata: da un lato il forte interesse del club inglese, dall’altro la ferma volontà del Bologna di non privarsene, almeno per ora.

Il centrale difensivo, classe 1998, è stato uno dei pilastri della retroguardia emiliana e il suo rendimento ha attirato l’attenzione di diversi club europei. Tra questi, il Sunderland ha già avanzato una proposta concreta, ma la dirigenza del Bologna sembra intenzionata a resistere. Il motivo? A pochi giorni dalla fine del mercato, trovare un sostituto all’altezza di Lucumi sarebbe un’operazione complessa, se non impossibile.

A gettare ulteriore luce sulla situazione ci ha pensato il direttore sportivo Marco Di Vaio, che ha parlato pubblicamente del comportamento esemplare del difensore colombiano:
“Jhon si sta comportando da grande professionista – ha dichiarato Di Vaio – Nonostante le voci di mercato, giocherà titolare. Questo dimostra quanto sia difficile affrontare il campionato con il mercato ancora aperto. Gli vogliamo molto bene e in questi tre anni ha dato tanto al Bologna.”

Nonostante l’interesse crescente, la trattativa è ancora lontana dalla conclusione. Secondo quanto riportato dalla Gazzetta dello Sport, il Sunderland avrebbe messo sul piatto 25 milioni di euro per assicurarsi le prestazioni di Lucumi, ma il Bologna non sembra disposto a cedere per meno di 28 milioni. Una differenza che, sulla carta, potrebbe sembrare minima, ma che in realtà riflette la determinazione della società emiliana nel non svendere uno dei suoi pezzi più pregiati.

Per ora, dunque, Lucumi resta un punto fermo nella rosa di Thiago Motta. La situazione rimane fluida e tutto può ancora succedere da qui alla chiusura del mercato, ma una cosa è certa: il Bologna non lascerà partire Lucumi senza combattere fino all’ultimo.

Rampulla: «Volevo essere Anastasi, segnai di testa con la Cremonese. Lippi in Cina spaccò la lavagna. Marotta aveva un bel sinistro…»

Un gol che ha fatto la storia, un’incursione offensiva che lo ha consegnato per sempre alla memoria collettiva del calcio italiano. Michelangelo Rampulla non è stato solo un portiere affidabile e un secondo di lusso nella Juventus dei record, ma è l’uomo che, il 23 febbraio 1992, ha infranto un tabù, diventando il primo portiere a segnare un gol su azione in Serie A. Quella rete al 90′ in un Atalanta-Cremonese ha trasformato un ragazzo partito da un paesino della Sicilia in un’icona. Ma dietro quel gesto istintivo c’è la storia di un attaccante mancato, di un padre juventino che sognava per lui un futuro alla Anastasi e di una carriera ricca di aneddoti e di maestri, da Giagnoni a Trapattoni, fino a quel Marcello Lippi che ha seguito anche nella sua avventura in Cina. Oggi, a 63 anni, l’ex portiere si racconta in un’affascinante intervista a La Gazzetta dello Sport, un viaggio che parte da una Seicento bianconera e arriva a una lavagna spaccata in due dalla rabbia del suo mentore.

DA ATTACCANTE A PORTIERE – «Comincio attaccante, ala sinistra di un 4-3-3 moderno. Ma papà, juventino da sempre, mi parla di Sentimenti IV, Combi, Anzolin… Io ho sette/otto anni e voglio essere come Anastasi, Pietruzzo è l’idolo di noi siciliani. Il mio primo allenatore mi vede con i guanti però mi dice “Tu vai in attacco”. Ma io… gli dico: mister, mio padre non vuole. È un professore di lettere, conosce mio padre e sa che è un po’ fumantino. Mi guarda e fa: “Va bene, vai in porta”».

ATALANTA-CREMONESE – «Atalanta-Cremonese, siamo sotto di un gol. C’è una punizione, è il 90’, mi decido e faccio a Giagnoni: “Mister, io vado!”. E lui: “No, no, no!”. Ma Garzilli, il mio compagno, urla: “Ti copro io”. Giagnoni allarga le braccia rassegnato. Sogno un gol in rovesciata, invece mi arriva la palla sul secondo palo e la spingo di testa con tutto me stesso».

L’ESULTANZA – «Non capisco niente, penso a tornare per non lasciare la porta vuota, quasi non mi rendo conto che è gol. La cosa divertente è che, trenta secondi dopo, c’è una situazione simile e Giagnoni mi fa: “Vai, Miche!”. Boccheggio, non ce la faccio più. “No, no, mister, non sfidiamo la fortuna…”. Purtroppo, non basta a salvarci».

GIAGNONI «Gran persona, di cuore, d’altri tempi. Arriva dopo l’esonero di Burgnich che aveva un’abitudine: concedere un bicchiere d’acqua e mezzo di vino a pasto. Giagnoni si siede a tavola per la prima volta e vede il massaggiatore che versa dalle due bottiglie. “Ma che fa?”. Gli spiegano. E lui: “Ma questi sono uomini adulti e sposati. Fateli bere”».

A VARESE C’ERA MAROTTA DS – «Diceva: “Ti fermi che tiro un po’?”. Si cambiava e veniva in campo. Aveva un bel sinistro».

COL CESENA È ANDATO A TIRARE UN RIGORE. – «E Torresin lo para. È un bel Cesena. Sbagliamo quattro rigori di fila in campionato e l’allenatore Buffoni, disperato, mi fa: “Te la senti?”. Con meno! Succede con il Monza ma all’ultimo cambio angolo: la cosa da non fare mai».

LA JUVE NEL ’92. – «Mi vuole anche la Lazio, sembra fatta, ma la Juve pensa a me come vice Peruzzi, un mostro. Incontro Zenga in tv e mi fa: “Vai alla Juve! Lascia stare il resto, è sempre la Juve”. Poi, per uno juventino come me… Dieci partite lì valgono trenta altrove: ne gioco 99. Ma la centesima per me è l’amichevole Juve-Toro del ’94 per gli alluvionati, da capitano».

TRAPATTONI – «Lo ascolto a bocca aperta, come tutti. Prima della partita ci spiega al dettaglio cosa fare. E in campo gioca con noi le partitelle: ha 50 anni ma, caspita, che grinta, tira ancora qualche scarpata».

LIPPI – «Marcello è straordinario. Non sa quante partite vinciamo grazie ai suoi discorsi motivazionali: ottiene il 200 per cento dai giocatori. In Cina siamo a un passo dallo “scudetto”, dobbiamo solo pareggiare. Spiega tutto ai ragazzi, ma dopo 8 secondi siamo sotto. Nell’intervallo rientra negli spogliatoi furibondo. Urla e spacca, anzi, frantuma la lavagna con un calcio da karate, i ragazzi sono terrorizzati. Rientrano, pareggiamo e il titolo è nostro».

Ricky Tognazzi: «Lacerato dal mio Milan, non meritava di perdere. Tifo il Diavolo per Gianni Rivera. Vlahovic? Non mi interessa che arrivi dalla Juve. Ultrà? Oggi non lo girerei, all’epoca si arrabbiò Matarrese»

Un’icona del cinema italiano, un uomo che ha ereditato dal padre Ugo non solo il talento, ma anche una viscerale passione per il calcio. Ricky Tognazzi, attore e regista di successo, vive lo sport con l’amore del tifoso e la lucidità dell’intellettuale, un mix che rende la sua analisi mai banale. La partita del cuore del padre, Milan-Cremonese, è stata per lui una sofferenza da “monogamo” rossonero, un’occasione per riflettere, con la consueta ironia, sul presente e sul passato di un calcio che ha raccontato anche sul grande schermo, con un film, “Ultrà”, che ha fatto la storia e ha scatenato polemiche feroci. In una lunga e appassionata intervista a La Gazzetta dello Sport, Tognazzi si racconta a 360 gradi: dal Milan di Allegri al ricordo di Rivera, passando per i segreti di un film cult e il sogno di portare al cinema la vita di un altro, grande campione.

LA SCONFITTA DEL MILAN CON LA CREMONESE – «Sarà che io sono monogamo, ma da milanista – anzi riverista, per me Rivera è stato l’unico vero numero 10 – sono lacerato. Abbiamo giocato meglio, meritavamo almeno il pareggio. La Cremonese ha fatto due grandi gol, quello di Bonazzoli è da cineteca, ma perdere la prima in casa così fa male. Diciamo che contro un altro avversario sarei ancora più arrabbiato, mi consolo con il cotechino di Cremona…».

ALLEGRI LA CONVINCE – «Ma sì, è un bravissimo allenatore, anche se iniziare con una sconfitta in casa con una neopromossa non fa bene. Non mi ricordo nemmeno perché se ne andò, l’isteria collettiva intorno ai tecnici è costante, alla fine è una questione di soldi, quasi sempre spesi con incoscienza».

VLAHOVIC – «Non lo conosco bene, ma se segna lo accolgo volentieri. Il fatto che venga dalla Juve non mi interessa, ormai ci sono passaggi continui anche con l’Inter. Ecco, la rivalità cittadina la sento, è un campanilismo inevitabile che fa parte del gioco. È il bello del tifo».

IL FILM CULT “ULTRÀ” – «La famosa Brigata Veleno… La Rai voleva un finale buonista, con il pentimento. Noi ci siamo riuniti anche con i ragazzi e abbiamo detto di no, volevamo il realismo più crudo. Per fortuna hanno capito. E sono riuscito anche a non farlo vietare ai minori nonostante scene e battute pesantissime».

OGGI SAREBBE DIFFICILE DA RIFARE – «Avevo capito che era un fenomeno legato alla crescita e al bisogno di questi ragazzi di identificarsi con qualcosa, di essere una parte del tutto, usando anche un linguaggio forte. Molto è simulazione. Di certo rifare quel film oggi sarebbe difficile, ora anche nel tifo dominano gli interessi economici, come dimostrano le inchieste per infiltrazioni mafiose che hanno coinvolto varie curve. I tifosi sono uno strumento per muovere denaro, prima era diverso».

IL FILM FECE ARRABBIARE PARECCHIA GENTE. – «Ci hanno sfondato tutti, non solo i romanisti che dicevano che li avevamo dipinti “come animali”. Erano arrabbiate le tifoserie di tutta Italia, ma la Sud ci riservò degli striscioni: “Tognazzi putt… lo hai fatto per la grana”. E Amendola, che lì aveva passato la vita, non poté tornarci per diversi anni. Si arrabbiò molto anche Matarrese, che era presidente della Figc: diceva che film come questi distorcevano l’immagine di un fenomeno sano e bello come il calcio».

Capello, che bordate al Milan: «Questa è la squadra dell’anno scorso. Manca personalità. Ecco cosa non ha funzionato contro la Cremonese. Ad Allegri servirebbe questo attaccante. E su Vlahović dico che…»

Capello e le sue critiche nei confronti del Milan dopo la sconfitta rossonera

Un’icona della storia rossonera, un allenatore che ha costruito il mito degli “Invincibili” e ha portato il Milan sul tetto d’Europa e del mondo. Quando parla Fabio Capello, il suo giudizio non è mai banale, la sua analisi è una sentenza. Alla vigilia di una stagione che per il Milan deve essere quella della “riscossa”, la sua voce è una delle più attese e autorevoli. Dopo la clamorosa e inaspettata sconfitta all’esordio in campionato contro la neopromossa Cremonese, “Don Fabio” su La Gazzetta dello Sport, non usa mezzi termini per descrivere i problemi di una squadra che, a suo dire, assomiglia troppo a quella della passata, disastrosa stagione. Dalla mancanza di personalità a una manovra lenta e prevedibile, passando per i difetti dei singoli e le necessità del mercato, Capello offre la sua diagnosi lucida e senza sconti, con la competenza di chi sa cosa serve per vincere con la maglia del Diavolo

IL DEBUTTO IN CAMPIONATO – «A un certo punto, vedendo la partita, ho detto a mia moglie: “questa è la squadra dello scorso anno”. Sono emersi tutti i problemi che c’erano già nella stagione passata: ritmo basso, posizionamento errato quando si perde palla e, cosa più importante, mancanza di personalità».

MODRIC E GLI ALTRI – «Lasciamo stare Modric che è la classica eccezione che conferma la regola. Per il resto, i difetti sono evidenti. Prendiamo Gimenez, sembra soffrire San Siro. E allora si torna al solito discorso: giocare con la maglia del Milan in quello stadio non è come farlo altrove».

ALLEGRI: «LA SQUADRA FATICA A PERCEPIRE IL PERICOLO». – «Ha ragione, ma tutto nasce dall’atteggiamento e dal posizionamento. Quando il Milan perde palla, è sempre fuori equilibrio e gli avversari possono sfruttare spazi e tempi, perché ripartono in quattro o cinque completamente liberi. Loftus-Cheek, per esempio, fatica a tornare e Fofana si spinge molto in avanti: gli indizi c’erano già stati contro il Bari in Coppa Italia».

MAX CURA LA FASE DIFENSIVA – «Certo, è indiscutibile. E sono sicuro che Max ci lavorerà, perché a livello tattico è il primo difetto evidente. Poi ci sono quelli dei singoli: al Milan non si marca “sentendo” l’attaccante, ma si guarda solo la palla. Allegri dovrà correggere parecchie cose, serve però la disponibilità dei calciatori. Ogni tanto sabato sera ho visto qualcuno rientrare “corricchiando”, senza la giusta cattiveria».

I ROSSONERI L’HANNO CONVINTA NELLA MANOVRA – «Ovviamente no. Se giochi a ritmo basso, tutto si complica. L’unico a provare ad accendere la luce era Modric, ma le difficoltà partivano in difesa, nell’impostazione».

ALLEGRI NON PARLA DI MERCATO – «Max ha una comunicazione differente, è sempre equilibrato e ha voluto proteggere la squadra. Ciò non significa, però, che con la dirigenza non abbia fatto sentire la propria voce. Il Milan, per esempio, contro la Cremonese non aveva un attaccante vero in panchina. Sono sicuro che qualche altro allenatore l’avrebbe fatto notare ai microfoni…».

VLAHOVIC – «L’ho detto e lo ripeto, Dusan lo vedrei bene al Milan. E poi Allegri lo conosce a fondo. Ma non voglio sostituirmi a Tare che è molto bravo a fare il suo lavoro. Sono convinto che nell’incontro di ieri Max e Igli abbiano fatto una giusta disamina di cosa serve alla squadra, poi bisogna confrontarsi naturalmente con le possibilità economiche del club».

BRUCIARE SUBITO L’ENTUSIASMO – «Il rischio c’è. Ma alla fine io resto fiducioso, proprio perché ci sono due professionisti d’eccellenza come Igli e Max. Si rimboccherà le maniche, ma dovranno farlo pure gli altri, a cominciare proprio dai giocatori».

Roma, Sancho ancora possibile? Ecco cosa filtra, per Gasperini…

Roma, il colpo Sancho è ancora possibile? Ecco cosa filtra in casa dei giallorossi, per mister Gasperini adesso…

Il mercato della Roma ha vissuto una fase particolare nel weekend, con l’interesse per Sancho che ha dominato le discussioni. Prima della partita contro il Bologna, il ds Massara ha rilasciato una dichiarazione in cui ha parlato della trattativa con l’esterno inglese, definendola una “suggestione” per mancanza di motivazioni concrete. Questo ha fatto intendere che l’operazione fosse ormai compromessa, ma nel post-gara, il tecnico Gasperini ha voluto smentire quanto dichiarato. «Tutto giusto meno che Sancho ha rifiutato la Roma», ha affermato, precisando che il calciatore non avrebbe mai rifiutato il trasferimento, ma che il problema risiedeva nelle cifre economiche della trattativa; come riportato questa mattina da il noto quotidiano Il Messaggero in edicola.

Le parole di Gasperini hanno generato una divisione tra la posizione della dirigenza, che sembra aver accantonato l’idea di Sancho, e quella del tecnico, che continua a nutrire la speranza di un colpo last-minute. Se ci fosse ancora una possibilità, infatti, l’inglese sarebbe visto come l’acquisto ideale per rinforzare l’attacco, offrendo qualità e potenziale. Tuttavia, se l’affare dovesse sfumare definitivamente, non è escluso che la Roma possa guardare altrove, valutando altri profili come Dominguez del Bologna, che non ha disputato la partita contro la Roma, ma resta una pedina interessante.

Nel frattempo, a prendersi la scena sabato è stato Koné, che con la sua prestazione ha confermato di essere ormai un elemento imprescindibile per la squadra. Nonostante qualche lacuna, come la mancanza di tiro, Koné si sta affermando come uno dei giocatori più utili della rosa. Se la Roma fosse costretta a venderlo per motivi economici in materia di calciomercato, la sua valutazione potrebbe aumentare, anche grazie a una stagione di crescita e a una vetrina importante come i Mondiali.

Sampdoria Modena, Donati spiazza tutti: mossa a sorpresa, cosa accadrà questa sera!

Sampdoria Modena si avvicina velocemente e mister Donati spiazza tutti, ecco la mossa a sorpresa, vediamo cosa accadrà questa sera!

Questa sera, tutti gli occhi saranno rivolti verso lo stadio Luigi Ferraris di Genova, dove prenderà il via la Serie BKT 2025/26 con la partita tra la Sampdoria di Massimo Donati e il Modena di Andrea Sottil. Il fischio d’inizio è previsto per le 20:30, e l’attesa è davvero alta, soprattutto tra i tifosi blucerchiati, che non vedono l’ora di vedere la loro squadra in campo per l’esordio stagionale. La Sampdoria, dopo una stagione altalenante, cercherà di ripartire con il piede giusto, mentre il Modena, che ha le sue ambizioni, non vorrà essere da meno.

L’esordio di Luigi Cherubini potrebbe essere una delle sorprese di questa partita. Secondo quanto riportato da La Gazzetta dello Sport in edicola, il giovane attaccante, arrivato in estate dalla Roma, sembra aver impressionato Donati durante la preparazione precampionato. Se le impressioni fossero confermate, Cherubini potrebbe partire titolare in una partita tanto significativa, dando subito un segnale di fiducia. La sua inclusione nell’undici iniziale rappresenterebbe una scelta audace, ma non impossibile, per il tecnico blucerchiato, che ha dimostrato di saper puntare sui giovani.

Se dovesse essere confermata, la coppia d’attacco Cherubini – Coda sarebbe una combinazione interessante, con il giovane talento a formare un binomio che unisce dinamismo e freschezza al fianco della solidità e dell’esperienza di Massimo Coda. La partita contro il Modena potrebbe diventare il banco di prova ideale per vedere se la sintonia tra i due attaccanti potrà risultare efficace. La possibilità che Cherubini, al suo esordio da titolare, si integrerà bene con Coda è affascinante, ma soltanto il campo potrà confermare le aspettative.

Se Cherubini dovesse riuscire a integrarsi con Coda, la difesa del Modena potrebbe trovarsi a fronteggiare una coppia di attaccanti capace di creare diverse difficoltà. La sfida sarà un primo test significativo per entrambe le formazioni, e se l’intesa tra i due dovesse funzionare, potrebbe davvero mettere in difficoltà il reparto difensivo avversario. Tuttavia, la vera domanda è se la pressione dell’esordio riuscirà a spingere la giovane promessa a dimostrare tutto il suo valore, facendo una differenza decisiva in campo.

Lecce Milan, Allegri prepara la mossa a sorpresa: sì, venerdì schiera quella carta!

Lecce Milan di Serie A si avvicina e mister Massimiliano Allegri prepara la mossa a sorpresa, ecco venerdì quale carta schiererà, i dettagli

Le prime giornate di campionato hanno messo in luce alcune difficoltà difensive per il Milan, costringendo il nuovo allenatore Massimiliano Allegri a intensificare il lavoro sui reparti arretrati. Sebbene la dirigenza, sotto la guida del direttore sportivo Igli Tare, stia ancora valutando possibili mosse di mercato, il tecnico livornese potrebbe concentrarsi sui difensori attualmente a sua disposizione per sistemare le problematiche in vista della prossima trasferta a Lecce. Se la squadra dovesse continuare a faticare in difesa, è possibile che Allegri chieda rinforzi in breve tempo.

Nel frattempo, Allegri sta valutando attentamente l’inserimento del giovane Koni De Winter, acquistato dal Genoa per una cifra vicina ai 22-23 milioni di euro. Nonostante non abbia ancora avuto spazio nelle prime due partite stagionali contro Bari e Cremonese, il difensore belga potrebbe avere un ruolo fondamentale nel breve periodo. Se riuscisse ad adattarsi rapidamente al gioco di Allegri, potrebbe competere per una maglia da titolare, possibilmente nel ruolo di braccetto di una difesa a tre, accanto a Tomori o Pavlovic. Se il tecnico riuscisse a integrarlo velocemente, potrebbe anche pensare a un cambiamento tattico o a una maggiore flessibilità difensiva.

Nel frattempo, mentre Allegri lavora sul campo, la dirigenza potrebbe intervenire sul mercato per risolvere le problematiche difensive emerse. Tare e i suoi collaboratori potrebbero valutare l’acquisto di un altro difensore se la situazione non dovesse migliorare, ma ogni scelta verrà presa in stretta collaborazione con l’allenatore. La coordinazione tra la dirigenza e lo staff tecnico sarà cruciale per garantire che il Milan si rafforzi nel reparto arretrato e continui a puntare a traguardi importanti.

LEGGI QUI L’ARTICOLO COMPLETO CON FOCUS IN CASA ROSSONERA VERSO IL PROSSIMO LECCE MILAN

Juventus, il Milan torna su Vlahovic? Il dettaglio parla chiaro, cosa succede

Juventus, il Milan può tornare su Dusan Vlahovic? Ecco il dettaglio parla chiaro, vediamo insieme cosa succede al bomber

Il futuro di Dusan Vlahovic è ancora incerto mentre si avvicina la fine del mercato. Secondo alcune voci riportate questa mattina in edicola da Tuttosport, il Milan potrebbe essere pronto a tornare su di lui, dopo aver visto sfumare l’arrivo di Victor Boniface. L’attaccante serbo, che attualmente milita nella Juventus, potrebbe trovarsi di fronte a una decisione importante: rimanere a Torino o accettare un trasferimento last minute.

La Juventus ha da tempo aperto alla possibilità di cedere Vlahovic, ma a una condizione ben precisa: non fare una minusvalenza rispetto ai 70 milioni spesi nel 2022 per acquistarlo dalla Fiorentina. Il club bianconero punterebbe a recuperare una cifra simile, liberandosi nel contempo di un ingaggio piuttosto elevato.

Il principale ostacolo a una possibile cessione riguarda però l’ingaggio del giocatore, che percepisce circa 12 milioni di euro netti a stagione. Una cifra che sarebbe difficile per il Milan da sostenere. Affinché l’operazione si concretizzi, Vlahovic dovrebbe accettare un sostanziale abbassamento dello stipendio, una condizione non facile ma che potrebbe aprire la strada al trasferimento.

Nel frattempo, il serbo ha ritrovato il gol nell’esordio contro il Parma, confermando il suo valore sotto porta. Tuttavia, un singolo gol non basterebbe a cambiare il suo destino: la Juventus rimane disposta a cederlo, ma la decisione finale dipenderà in gran parte da fattori economici.

Con il passare dei giorni, le probabilità che Vlahovic resti alla Juventus sembrano aumentare, a causa delle difficoltà delle altre squadre nel soddisfare le richieste economiche del club. Tuttavia, la possibilità che il Milan faccia un colpo a sorpresa negli ultimi giorni di mercato mantiene viva la speranza per un trasferimento. Se il giocatore dovesse accettare una riduzione dell’ingaggio, un futuro a San Siro potrebbe diventare realtà.

Lazio, Sarri affonda col Como: il commento dei giornali e i voti (duri) nelle pagelle in edicola!

La Lazio di mister Muarizio Sarri affonda contro il Como, ecco il commento dei giornali e i voti (duri) nelle pagelle in edicola questa mattina

La prima giornata di Serie A regala un’incredibile sorpresa, con il Como, neopromosso, che infligge una pesante lezione di calcio alla Lazio. Sotto la guida di un ispirato Cesc Fàbregas, i lariani hanno mostrato un gioco dinamico e imprevedibile, sorprendendo e disorientando gli avversari. La squadra ha evidenziato un’intesa perfetta, con ruoli che si sono mescolati fluidamente, creando un flusso offensivo inarrestabile che ha messo in difficoltà la difesa biancoceleste. L’aggressività e la velocità dei padroni di casa hanno messo in luce la statica e disorganizzata Lazio, incapace di rispondere al pressing avversario. Il Sinigaglia è stato testimone di una vera e propria dimostrazione di forza, con il Como che ha saputo premiare il proprio coraggio tattico e la preparazione atletica. Al 47′, una geniale giocata di Paz per Douvikas ha aperto le danze.

La partita ha continuato su ritmi altissimi, con il Como che ha raddoppiato su punizione grazie a un’eccezionale realizzazione di Paz, lasciando senza parole i capitolini. Il divario tecnico e fisico tra le due squadre è stato evidente per tutto l’arco dei novanta minuti: la squadra di Fàbregas ha continuato a creare occasioni da gol, come la traversa di Vojvoda, mentre la Lazio non ha nemmeno riuscito a registrare un tiro in porta. L’introduzione del VAR, con la spiegazione di una decisione arbitrale, non è riuscita a mitigare la delusione per una prestazione da dimenticare, che segna un duro colpo per le ambizioni della squadra capitolina.

L’esordio di Maurizio Sarri sulla panchina biancoceleste è stato tutt’altro che fortunato come spiega LazioNews24. La sua Lazio è apparsa completamente impotente di fronte all’ondata del Como. Nonostante il caloroso abbraccio pre-partita con il suo ex giocatore e ora collega, Fàbregas, Sarri non è riuscito a dare una direzione alla squadra, che ha mostrato una vivacità ben lontana da quella che aveva contraddistinto le sue stagioni precedenti. Il 4-3-3 della Lazio è sembrato fin troppo rigido, incapace di fronteggiare la fluidità del gioco del Como. La squadra è sembrata in ritardo su ogni pallone, sia in fase di non possesso che in quella di costruzione del gioco, e Sarri non è riuscito a trovare alcuna soluzione. Le assenze e la mancanza di rinforzi sul mercato estivo hanno sicuramente complicato il suo compito, ma la prestazione complessiva lascia molti punti interrogativi.

Alcune delle pagelle di mister Maurizio Sarri di Como Lazio 2-0 stamane in edicola:

La Gazzetta dello Sport: 5. Lazio troppo brutta per essere vera. Non è solo colpa sua, ma certe scelte (Lazzari, Cataldi) lasciano perplessi.

Il Messaggero: 5. Il Maestro stavolta è Fabregas, che nasconde la palla alla Lazio dal primo all’ultimo minuto. Rispetto alla preseason, crolla anche la fase difensiva a fronte di una fase offensiva inesistente.

Tuttsoport 5. La curiosità intorno alla Lazio si è trasformata in un’amara conferma. Esordio negativo, il Como spadroneggia e i suoi chiudono con zero tiri in porta.

Milan, ora il mercato decolla: viaggio inaspettato di Moncada, ecco il motivo!

Dopo la batosta contro la Cremonese il Milan corre ai ripari, ecco che ora il mercato decolla con il viaggio inaspettato di Moncada, il motivo

Il Milan è attivamente al lavoro per perfezionare la propria difesa, e le ultime voci di calciomercato indicano che il club rossonero sta muovendosi con grande determinazione. Con il nuovo direttore sportivo Tare e l’allenatore Allegri pronti a definire la rosa, il rafforzamento del reparto arretrato è diventato una priorità indiscutibile. Le due piste principali che hanno preso piede nelle ultime settimane sono quelle che portano a Merih Demiral e Caleb Okoli, ma il Milan non esclude altre opportunità che potrebbero presentarsi nei giorni finali del mercato.

Non sarebbe affatto da escludere – spiega calciomercato.com – che le ultime ore di calciomercato possano riservare sorprese, con nuovi nomi che potrebbero emergere come candidati per rinforzare la difesa del club. Via Aldo Rossi, storicamente un punto di riferimento per colpi a sorpresa, è in costante movimento per valutare il profilo ideale per un inserimento in un reparto che deve essere sistemato in vista delle sfide future. Le principali attenzioni restano focalizzate su Demiral e Okoli, difensori di qualità ma con caratteristiche diverse, perfetti per il tipo di gioco che Allegri intende implementare.

Demiral, noto per la sua forza fisica e il carattere battagliero, porterebbe un bagaglio di esperienza sia in Serie A che nelle competizioni internazionali. Il suo stile di gioco, aggressivo e deciso, lo rende uno dei profili più appetibili sul mercato. Al contrario, Okoli è visto come un investimento sul lungo termine. Il giovane difensore ha mostrato notevoli qualità fisiche e tecniche, guadagnandosi l’attenzione di diversi club. Per il Milan, rappresenta una possibile figura di punta per il futuro della difesa.

Nel frattempo, mentre le trattative per Demiral e Okoli continuano, il Milan non ha smesso di monitorare altre opzioni. Una fonte rivela che Comuzzo non è una priorità per il club, visto che la Fiorentina non sembra intenzionata a cederlo. Tuttavia, l’interesse si concentra su possibili “outsider” dell’ultimo minuto. Questi giocatori, che potrebbero emergere grazie a contatti improvvisi o, come suggerito dalla fonte, grazie a viaggi programmati, potrebbero rappresentare l’occasione giusta per il club rossonero.

In questo scenario, il viaggio del direttore tecnico Geoffrey Moncada a Siviglia assume un’importanza fondamentale. La visita in Spagna potrebbe aprire la porta a un profilo inatteso, un calciatore che finora non è stato accostato al Milan, ma che potrebbe rivelarsi una grande occasione. Spesso, le trattative più fruttuose nascono proprio in queste circostanze, dove un incontro diretto può fare la differenza e portare a un affare che sembrava impensabile fino a poche ore prima. Il Milan e il nuovo direttore sportivo Tare sono alla ricerca di un difensore capace di alzare il livello del reparto arretrato, rendendolo solido e affidabile come richiesto da Allegri. La tensione tra i tifosi rossoneri è palpabile, e la speranza di un grande colpo finale cresce, con il club pronto a tutto pur di accontentare il proprio allenatore e direttore sportivo, per regalare una difesa all’altezza delle ambizioni scudetto e Champions League.

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