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Calciomercato Sampdoria, è ufficiale l’arrivo di Henderson: ecco il comunicato del club blucerchiato

Calciomercato Sampdoria, ci siamo! Adesso è ufficiale l’acquisto di Henderson: ecco la nota del club blucerchiato

La Sampdoria ha ufficializzato l’ingaggio di Liam Henderson, centrocampista scozzese classe 1996, in un’operazione a titolo definitivo che rafforza il reparto mediano in vista della stagione 2025/2026. Il trasferimento, anticipato da diverse indiscrezioni di mercato, rappresenta un tassello importante nel progetto tecnico del club blucerchiato.

Chi è Liam Henderson: profilo del nuovo acquisto

Nato a Livingston il 25 aprile 1996, Henderson è un centrocampista moderno e dinamico, capace di interpretare più ruoli nella zona nevralgica del campo. Cresciuto calcisticamente in Scozia, ha maturato una significativa esperienza in Italia, vestendo le maglie di Bari, Hellas Verona, Lecce e, più recentemente, Empoli. Con gli azzurri ha disputato stagioni solide in Serie A, distinguendosi per visione di gioco, intensità e capacità di inserimento.

I dettagli del contratto: accordo fino al 2027 con opzione

Il giocatore ha firmato un contratto che lo legherà alla Sampdoria fino al 30 giugno 2027, con un’opzione di rinnovo fino al 2028, subordinata a specifiche condizioni. L’intesa conferma la volontà della dirigenza doriana di puntare su profili affidabili e di esperienza per costruire una rosa competitiva. L’operazione, condotta in modo mirato, si inserisce in una strategia di rafforzamento del centrocampo, reparto chiave per il tecnico Massimo Donati.

Massimo Donati e il progetto Sampdoria

Donati, ex centrocampista con un passato in Serie A e Scozia, oggi alla guida tecnica della Sampdoria, potrà contare su un elemento duttile e già abituato al calcio italiano. Henderson si propone come mezzala capace di agire sia in un centrocampo a tre che in soluzioni più fluide, offrendo equilibrio e qualità.

Un innesto strategico per il rilancio

Con l’arrivo di Henderson, la Sampdoria compie un passo deciso verso il consolidamento della rosa. Il club punta a un campionato ambizioso, e l’acquisizione del centrocampista scozzese rappresenta un investimento tecnico e progettuale. La sua esperienza e versatilità saranno fondamentali per affrontare le sfide della nuova stagione. Il comunicato:

COMUNICATO – L’U.C. Sampdoria comunica di aver acquisito a titolo definitivo i diritti alle prestazioni sportive del calciatore Liam Henderson (nato a Livingston, Scozia, il 25 aprile 1996). Il centrocampista si è legato al club blucerchiato fino al 30 giugno 2027 (con rinnovo a condizione fino al 30 giugno 2028).

Roma, sospiro di sollievo per Evan Ndicka: escluse lesioni dopo l’infortunio contro il Lens

Roma, buone notizie per Gasperini! Sospiro di sollievo per Evan Ndicka: escluse lesioni dopo l’infortunio contro il Lens. I dettagli

Buone notizie per Gian Piero Gasperini, nuovo allenatore della Roma, e per i tifosi giallorossi: Evan Ndicka non ha riportato lesioni. Il difensore centrale ivoriano, classe 1999, si era infortunato durante l’amichevole disputata sabato 2 agosto contro il Lens, lasciando il campo al 40’ del primo tempo. Secondo quanto riportato da Sky Sport, gli esami strumentali effettuati nelle ore successive hanno escluso problematiche muscolari o articolari di rilievo, permettendo così alla società capitolina di tirare un sospiro di sollievo.

Ndicka, arrivato alla Roma nel 2023 dopo l’esperienza all’Eintracht Francoforte, è considerato uno dei pilastri della difesa giallorossa. La sua uscita anticipata dal campo aveva destato preoccupazione, soprattutto in vista dell’inizio della nuova stagione. Il giocatore aveva chiesto il cambio in seguito a un fastidio muscolare, lasciando spazio a Mario Hermoso, difensore spagnolo ex Atlético Madrid, che ha ben impressionato Gasperini per la sua solidità e capacità di impostazione.

Gasperini, tecnico piemontese noto per il suo calcio propositivo e per la valorizzazione dei giovani, ha preso le redini della Roma con l’obiettivo di riportare il club ai vertici della Serie A. La sua gestione, già nelle prime uscite estive, sta mostrando segnali di rinnovamento tattico e di attenzione alla condizione fisica dei giocatori.

Il recupero di Ndicka rappresenta un tassello fondamentale per la costruzione della nuova Roma. La sua presenza garantisce esperienza internazionale e affidabilità nel reparto arretrato, qualità indispensabili per affrontare una stagione che si preannuncia intensa, tra campionato e impegni europei.

Con l’esclusione di lesioni, Ndicka potrà tornare presto a disposizione di Gasperini, continuando la preparazione estiva con il gruppo. Una notizia che rassicura lo staff tecnico e i tifosi, ansiosi di vedere la nuova Roma prendere forma.

Criscito non dimentica: «Mi aveva preso il Genoa, stavo diventando un calciatore. Ecco un aneddoto curioso»

Criscito non dimentica: «Mi aveva preso il Genoa, stavo diventando un calciatore. Ecco un aneddoto curioso». Le dichiarazioni del difensore

In una lunga intervista concessa a La Gazzetta dello Sport, Domenico Criscito, ex difensore e capitano del Genoa, ha ripercorso le tappe più significative della sua carriera, offrendo uno spaccato autentico e toccante della sua vita nel mondo del calcio. Oggi allenatore nel settore giovanile rossoblù, Criscito ha condiviso emozioni, ricordi e ambizioni, svelando anche un curioso aneddoto legato al suo arrivo a Genova e al tecnico del Cagliari, Fabio Pisacane.

L’arrivo a Genova e l’incontro con Fabio Pisacane

Uno dei momenti più intensi dell’intervista riguarda i primi passi di Criscito nel calcio professionistico. Nato a Cercola, in provincia di Napoli, Criscito si trasferì a Genova a soli quindici anni per inseguire il sogno di diventare calciatore. “Ero sul treno notturno da Napoli a Genova, insieme ad altri ragazzi, tra cui Fabio Pisacane”, ha raccontato. Pisacane, oggi allenatore del Cagliari ed ex difensore con una carriera tra Serie A e B, condivideva con Criscito quell’esperienza fatta di adrenalina, entusiasmo e timori.

Quel viaggio, segnato da sogni e incertezze, rappresenta per Criscito il momento in cui si sentì per la prima volta “un calciatore”. La presenza di Pisacane, oggi collega nel mondo della panchina, aggiunge un tocco di nostalgia e destino a quel ricordo, evidenziando un legame profondo nato ben prima che le loro strade si separassero.

La nuova carriera da allenatore e l’obiettivo Serie A

Conclusa la carriera da giocatore, Criscito ha scelto di restare nel mondo del calcio, intraprendendo il percorso da allenatore. Attualmente guida una formazione giovanile del Genoa, club con cui ha vissuto alcune delle pagine più importanti della sua carriera. Il suo obiettivo? Arrivare un giorno ad allenare in Serie A. Le sue parole:

ARRIVO A GENOVA – «Avevo quindici anni, ero sul treno notturno che da Napoli porta a Genova. Con me c’erano altri ragazzi, anche Fabio Pisacane, che oggi allena il Cagliari. C’era adrenalina, l’entusiasmo che si ha a quell’età, ma anche il timore di un mondo nuovo che mi aspettava. Mi aveva preso il Genoa, stavo diventando un calciatore»

Mercato Milan, Newcastle su Thiaw: i rossoneri resistono all’assalto inglese. E Allegri…

Mercato Milan, il Newcastle piomba su Thiaw: i rossoneri adesso resistono all’assalto inglese. E Massimiliano Allegri…

Il Newcastle United non intende rinunciare a Malick Thiaw, giovane difensore centrale del Milan, classe 2001, protagonista di una crescita esponenziale da quando è approdato in rossonero nell’estate 2022. Secondo quanto riportato dal giornalista di mercato Matteo Moretto, il club inglese è pronto a intensificare i contatti con la dirigenza milanista per cercare di sbloccare una trattativa che si preannuncia tutt’altro che semplice.

Thiaw, nazionale tedesco e pilastro della retroguardia rossonera, è considerato un elemento chiave per il presente e il futuro del Milan. Dotato di grande forza fisica, ottimo senso della posizione e maturità tattica, il difensore ha attirato l’interesse di diversi club europei. Il Newcastle, forte di ingenti risorse economiche e ambizioni da vertice in Premier League, è disposto a presentare un’offerta “fuori mercato”, come definita da Moretto, pur di convincere il Milan a cedere uno dei suoi talenti più promettenti.

Tuttavia, la posizione del club di Via Aldo Rossi è chiara. Con l’arrivo di Igli Tare come nuovo Direttore Sportivo, noto per la sua abilità nel costruire squadre solide e competitive, e Massimiliano Allegri come allenatore, esperto stratega con una visione tattica ben definita, il Milan ha avviato un progetto tecnico basato sulla continuità e sulla valorizzazione dei giovani. Thiaw rientra pienamente nei piani della nuova gestione, rappresentando un tassello fondamentale della difesa.

La cessione del difensore tedesco comporterebbe non solo una perdita tecnica, ma anche la necessità di trovare un sostituto all’altezza in un mercato sempre più inflazionato. Per questo motivo, la dirigenza rossonera si mostra irremovibile, a meno di ricevere una proposta economicamente spropositata, tale da consentire un reinvestimento adeguato.

Il Newcastle potrebbe tentare di fare leva sulla volontà del giocatore e su un contratto più vantaggioso, ma il Milan ha già dimostrato in passato di saper resistere alle pressioni di mercato. Nei prossimi giorni si attendono sviluppi, ma al momento Malick Thiaw resta saldamente al centro del progetto rossonero targato Tare-Allegri.

Milan, Jashari si presenta: «È fantastico essere qua! Voglio riportare questo Club e questa squadra dove merita di essere»

Milan, Jashari si presenta: «È fantastico essere qua! Voglio riportare questo Club dove merita di essere». Le sue prime parole

Il Milan accoglie con entusiasmo Ardon Jashari, giovane centrocampista svizzero classe 2005, che ha scelto i colori rossoneri per dare una svolta alla sua carriera. Nella sua prima intervista ufficiale da giocatore del Milan, Jashari ha mostrato grande determinazione e ambizione, dichiarando: “È fantastico essere qua… Voglio riportare questo Club e questa squadra lì dove merita di essere: vincere titoli, vincere partite. Darò tutto”.

Una scelta di cuore e di progetto

Nonostante l’interesse di diversi club europei, il Milan ha avuto la meglio grazie a un progetto convincente. “Quando ho visto che il Milan era interessato mi sono sentito orgoglioso, ma è stato il progetto che hanno prospettato a me e alla mia famiglia a convincermi”, ha spiegato il centrocampista, che ha militato nel Lucerna in Super League svizzera. La passione per il Milan, tramandata in famiglia, ha avuto un ruolo decisivo: “È sempre stato un sogno fin da bambino… Il sogno è diventato realtà”.

Profilo tecnico e caratteristiche in campo

Jashari si definisce un “giocatore completo”, in grado di contribuire sia in fase difensiva che offensiva. “Fisicamente posso dare una mano in entrambe le fasi, così come posso fornire l’assist decisivo nelle zone calde. Penso che questi siano i miei punti di forza con cui posso aiutare la squadra”. La sua versatilità e intelligenza tattica lo rendono un profilo ideale per il centrocampo rossonero, in cerca di nuova linfa.

Ispirazioni e idoli: da Baggio a Modric

Tra le sue fonti di ispirazione figurano due leggende del calcio italiano: Roberto Baggio, ex fantasista del Milan noto per la sua classe cristallina, e Andrea Pirlo, regista elegante e simbolo della visione di gioco. Ma l’emozione più grande per Jashari è quella di condividere il campo con Luka Modric, centrocampista croato e vincitore del Pallone d’Oro: “Iniziare la mia avventura qui con un giocatore incredibile che ha vinto così tanto può solo aiutarmi”.

La maglia numero 30: un tributo a Messi

Jashari ha scelto la maglia numero 30, in onore di Lionel Messi e come portafortuna personale. “Voglio renderlo un numero storico”, ha promesso, pronto a scrivere nuove pagine nella storia del Milan.

Calciomercato Torino, adesso è ufficiale: Simeone è il nuovo attaccante dei granata, la nota del club

Calciomercato Torino, è ufficiale: Giovanni Pablo Simeone è il nuovo attaccante dei granata, il comunicato del club

Giovanni Simeone è un nuovo volto del Torino! Dopo il suggestivo spoiler in stile tango argentino, il club granata ha ufficializzato l’arrivo dell’attaccante proveniente dal Napoli. Il trasferimento avviene con la formula del prestito, accompagnato da un obbligo di riscatto condizionato. Un colpo di mercato che promette grinta e gol sotto la Mole! La nota del club:

COMUNICATO – “Il Torino Football Club è lieto di annunciare di aver acquisito dalla Società Sportiva Calcio Napoli, a titolo temporaneo con obbligo di acquisto al verificarsi di una condizione, il diritto alle prestazioni sportive del calciatore Giovanni Pablo Simeone, che ha firmato un contratto fino al 30 giugno 2028, con opzione per la stagione successiva.


Simeone è nato a Buenos Aires, in Argentina, il 5 luglio 1995. È cresciuto calcisticamente nelle giovanili del River Plate, dove ha giocato in prima squadra per due stagioni e vinto un campionato, una Copa Sudamericana e un Copa Libertadores. Nell’estate 2015 è stato ceduto al Banfield, dove ha messo a segno 12 reti in 36 gare. Nel 2016 è approdato in Italia, al Genoa: alla prima stagione ha messo a referto 36 presenze condite da 13 reti e 2 assist. L’anno successivo, dopo aver disputato ancora una partita di Coppa Italia in maglia rossoblù, è stato ingaggiato dalla Fiorentina: in Toscana ha collezionato 80 presenze, segnato 22 reti e servito 8 assist. Successivamente ha vestito le maglie di Cagliari (72 gare, 18 gol e 6 assist) e Verona (35 presenze, 17 reti e 6 assist). Nell’agosto del 2022 è stato acquistato dal Napoli: con i partenopei Simeone ha esordito in Champions League – segnando subito una rete nel 4-1 contro il Liverpool – e ha vinto due Scudetti, nel 2023 e nel 2025.
Per lui, che con la Nazionale Under 20 ha vinto il Campionato sudamericano nel 2015 risultando il capocannoniere della competizione, anche 6 partite e un gol con l’Argentina.


Tutto il Torino Football Club accoglie Giovanni Simeone con un caloroso benvenuto: buon lavoro e Sempre Forza Toro!”.

Una “10” da riportare grande dopo il Papu Gomez: Samardzic e il suo primo bilancio con l’Atalanta

Il primo bilancio di Lazar Samardzic dopo le prime amichevoli dell’Atalanta

All’Atalanta, nonostante i risultati straordinari tra Serie A e Champions League, è sempre presente qualche numero di maglia molto particolare legata non solo alla sua importanza, ma anche per l’eredità lasciata e mai pienamente compensata: una sorta di maledizione con il passare degli anni. Era capitato ai tempi con la “9” dove ci vollero 11 anni dal 2008 (Zampagna) e un Luis Muriel in forma per trovare un giocatore in grado di reggere tale peso.

Dal 9 ad un altro numero che per l’Atalanta è stregato da ben 4 anni: la “10”. Da quando è andato via il Papu Gomez, tale maglia ha visto tanti passaggi di consegne senza successo: da Boga a Touré fino a Zaniolo. Oggi la scelta ricade Samardzic, colui che ha necessità di dimostrare di essere grande tra i grandi: ad oggi il simbolo del mancato salto di qualità nerazzurra e una delle pedine offensive che divide la critica orobica.

La domanda però sorge spontanea: dopo tre amichevoli qual è il primo riscontro su Lazar? Abbastanza alterno. Dai flop contro l’Under 23 e il Monza fino ad arrivare alla straordinaria partita contro il Lipsia dove dietro le due punte ha fatto la differenza, mettendo in evidenza un fattore molto importante.

Seppur l’ex Udinese debba metterci un po’ più di cattiveria e precisione con la palla tra i piedi, dall’altra il numero 10 ha dimostrato che la sua posizione in campo fa la differenza: schierato davanti largo nel 2-1 diventa macchinoso, lento e assai spaesato; discorso diverso quando invece è molto più accentrato dove è lui a dettare i ritmi avendo maggior libertà tra centrocampo e attacco, non a caso con CDK e Scamacca il ragazzo troverebbe pane per i suoi denti, e per certi versi riprendendo le orme del Papu come tipologia di “tuttocampista”.

Tutto nelle mani non soltanto di Juric (che può farlo diventare un nuovo Vlasic), ma soprattutto sue per trovare la consacrazione: consentendo all’Atalanta di avere l’ennesimo rinforzo offensivo (mercato a parte) per una stagione dove deve essere a tutti i costi protagonista.

Stanciu Genoa, la presentazione: «Una scelta facile, mi ha convinto questo giocatore. I tifosi qui sono incredibili. E il mio idolo è lui…»

La presentazione di Stonciu come nuovo calciatore del Genoa. Ottimo potenziale per Vieira

Un leader silenzioso, un centrocampista creativo e un uomo che mette la famiglia e la disciplina al primo posto. Il Genoa ha presentato il suo nuovo numero 8, il nazionale rumeno Nicolae Stanciu, un colpo di esperienza e qualità per la mediana di Patrick Vieira. Arrivato dopo un Europeo da protagonista, in cui ha incantato tutti con un gol meraviglioso contro l’Ucraina, Stanciu si è raccontato in una lunga intervista ai canali ufficiali del club. Dalle origini umili in un piccolo villaggio della Romania al calcio giocato per strada, fino ai consigli che gli hanno cambiato la vita e alla scelta, convinta e voluta, di vestire la maglia del Grifone, emerge il ritratto di un giocatore maturo, pronto a prendersi le sue responsabilità e affascinato dall’atmosfera di Marassi.

LE ORIGINI E IL NUMERO 8 – «Il mio nome è Stanciu Nicolae Claudiu. Sono nato in Romania il 7 maggio del ’93 e ho scelto il numero 8 perché sono un centrocampista e penso che mi si addica. Ho un soprannome, normalmente mi chiamano Niku, o da uno o due anni in nazionale o gli amici più stretti mi chiamano “N”».

UN’INFANZIA PER STRADA – «Sono cresciuto in un piccolo villaggio a 18 chilometri dalla mia città, Alba. Ho iniziato a giocare a calcio a 11 anni in modo organizzato, prima giocavo solo per le strade del mio villaggio. A 11 anni sono andato a scuola in città e ho iniziato ad allenarmi in modo organizzato».

TRE AGGETTIVI PER DESCRIVERSI – «Come persona, penso che sarebbero calmo, gentile e leale. Come calciatore, disciplinato, creativo e passionale».

IL CONSIGLIO PIÙ IMPORTANTE – «Il miglior consiglio che ho ricevuto è stato quello di credere in me stesso e, più tardi, di essere disciplinato».

IL GOL E L’ASSIST PIÙ BELLI – «Il mio miglior assist penso sia stato quando giocavo nello Slavia Praga, in una partita contro il Baník Ostrava. E il mio miglior gol, di sicuro, devo mettere quello dell’Europeo 2024 contro l’Ucraina».

UN IDOLO INASPETTATO – «In realtà ho un idolo. Dico Iniesta, perché è un ragazzo che lavora sodo e che fa di tutto per la sua squadra».

LA PASSIONE PER IL TENNIS E LA FAMIGLIA – «Mi piacciono molti sport, ma guardo soprattutto tennis e basket. Alcaraz e Sinner, è bello che ci sia questa rivalità. Prima giocavo a tennis con i miei amici, ma ora il tempo libero che ho mi piace passarlo con mia moglie e le nostre figlie».

PERCHÉ HA SCELTO IL GENOA – «Onestamente, per me è stata una scelta ovvia. Anche se avevo altre opzioni e la gente mi consigliava di andare altrove, ho deciso da solo di voler venire qui a giocare per il Genoa. È stata una decisione facile. Ho iniziato a informarmi di più sul club, ho chiesto a giocatori che sono stati qui come Radu Drăgușin e George Pușcaș».

LE PRIME IMPRESSIONI SUL CLUB E SULLA CITTÀ – «Ho parlato con il presidente prima di firmare, mi ha raccontato del club, di come si vive qui a Genova. Molti compagni della mia nazionale mi hanno detto che qui, in casa nostra, c’è una delle migliori atmosfere d’Italia ed è difficile per gli avversari venire qui perché i nostri tifosi sono davvero incredibili. La città è bella, non ho ancora avuto tempo di uscire e vedere molto, ma mi piace già. Il tempo è fantastico e va tutto bene».

Calciomercato Udinese, Zanoli sempre nel mirino dei bianconeri. La situazione sulla trattativa


Calciomercato Udinese: sondaggio per Zanoli del Napoli, si cerca un rinforzo sulla destra

Il Calciomercato Udinese entra nel vivo e la società friulana continua a muoversi con grande determinazione per rafforzare la rosa in vista della nuova stagione. Secondo quanto riportato da Sky Sport, nelle ultime ore l’Udinese avrebbe effettuato un sondaggio per Alessandro Zanoli, terzino destro di proprietà del Napoli, attualmente in uscita dal club partenopeo.

Il giocatore, classe 2000, non rientra nei piani tecnici del nuovo Napoli e potrebbe dunque partire a titolo definitivo. L’interesse dell’Udinese si inserisce in un contesto più ampio, dove il club bianconero sta cercando di intervenire con decisione sulle fasce difensive, in particolare quella destra. Proprio in quel ruolo, al momento, il tecnico friulano può contare su Kingsley Ehizibue e Rui Modesto, ma l’intenzione è quella di aumentare la competitività interna e offrire maggiori soluzioni tattiche.

Il profilo di Zanoli risponde perfettamente alle esigenze del club: giovane, con margini di crescita importanti, già con esperienza in Serie A e con caratteristiche fisiche e tecniche ideali per il gioco sulle corsie laterali. L’Udinese, da sempre attenta ai giovani talenti, vede in lui una possibile pedina preziosa per il presente e per il futuro.

Il Calciomercato Udinese, quindi, si conferma attivo e strategico, orientato non solo al rafforzamento immediato ma anche alla valorizzazione di profili futuribili. L’eventuale arrivo di Zanoli potrebbe rappresentare un’operazione interessante sia dal punto di vista tecnico che economico, considerando la possibilità di acquisire il giocatore a titolo definitivo, in un momento in cui il Napoli è disposto ad ascoltare offerte concrete.

Non si tratta ancora di una trattativa avanzata, ma il sondaggio effettuato dalla dirigenza friulana testimonia la volontà del club di non farsi trovare impreparato e di cogliere eventuali opportunità di mercato prima della concorrenza. Ulteriori sviluppi sono attesi nei prossimi giorni, quando il Calciomercato Udinese potrebbe entrare in una fase ancora più calda, con nuovi colpi in entrata e possibili uscite.

Resta da capire se il Napoli aprirà effettivamente alla cessione e a quali condizioni economiche. Ma una cosa è certa: il nome di Zanoli è ora sul taccuino dell’Udinese, e il Calciomercato Udinese è pronto a sorprenderci ancora.

Torino, Simeone al Fila: ecco l’arrivo per la firma – VIDEO

Giovanni Simeone è arrivato al Filadelfia, ecco il colpo del Torino, l’ingresso per la firma e la reazione dei tifosi. Il video

(Lorenzo Bosca – Inviato a Torino). Prosegue come da programma il primo giorno di Giovanni Simeone al Torino. Eccoci dunque arrivati alla seconda tappa dell’inserimento del nuovo attaccante di Marco Baroni nella realtà granata.

Riavvolgiamo quindi il nastro di quanto accaduto fino ad oggi. Per prima cosa, il Cholito, ha fatto tappa presso l’Istituto Medicina dello Sport questa mattina intorno alle 8e30. Con lui, alcuni dirigenti del club calcistico piemontese, oltre fotografi e videomaker della società per immortalare il momento. Nella struttura che si affaccia su Via Filadelfia il bomber ha svolto le visite mediche di rito, per convalidare le proprie condizioni di salute e ottenere così l’idoneità sportiva necessaria per svolgere l’attività agonistica.

Una volta terminato l’iter, l’atleta si è spostato in uno degli Hotel presenti nel capoluogo piemontese per godersi alcuni momenti di necessario riposo. Poi, raggiunte le 17, il classe 1995 ha fatto (finalmente) il suo ingresso allo Stadio Filadelfia, non prima di essere nuovamente passato all’Istituto Medicina per un secondo – e conclusivo – check medico.

Nel video ripreso dalle telecamere di CalcioNews24 sul posto, ecco dunque il bomber ex Napoli varcare l’ingresso del centro sportivo da Via Spano a bordo di un’auto dai vetri oscurati. Dentro l’impianto presenti il dt Davide Vagnati, il braccio destro Emiliano Moretti, una parte del suo entourage. Fuori dai cancelli color granata circa una dozzina di tifosi ad attendere la punta. Tra le mura del Fila Simeone firmerà un contratto triennale con un ingaggio netto intorno agli 1,5 milioni di euro a stagione. Ora del condizionale non ne abbiamo più bisogno: il Cholito day è (quasi) concluso e Baroni può abbracciare il suo nuovo attaccante.

LEGGI QUI DETTAGLI, RETROSCENA E TUTTE LE INFORMAZIONI SUL PASSAGGIO DI SIMEONE DAL NAPOLI AL TORINO

Tottenham individuato l’erede di Son: è un brasiliano del Manchester City. Guardiola non vuole cederlo, lo considera importante per il futuro

Tottenham, individuato nella maniera migliore possibile l’erede di Son. Ecco le novità importanti in ottica mercato

Un vuoto da colmare, un’eredità pesantissima da raccogliere che definirà il futuro del club. La partenza di Heung-min Son, che ha salutato il Tottenham dopo anni da capitano e simbolo per iniziare una nuova avventura in MLS con i Los Angeles FC, ha lasciato una voragine tecnica ed emotiva nell’attacco degli Spurs. Come riportato da diverse fonti inglesi, tra cui GivemeSport, la dirigenza del club londinese si è mossa con decisione per trovare un erede all’altezza, e il nome in cima alla lista dei desideri è quello di Savinho, giovane e talentuoso esterno brasiliano di proprietà del Manchester City.

Il profilo del 21enne è esattamente quello che il Tottenham sta cercando: un’ala veloce, abile nel dribbling e capace di creare superiorità numerica, un giocatore in grado di spaccare le partite con la sua imprevedibilità e il suo estro tipicamente brasiliano. Dopo una stagione strepitosa in prestito al Girona, altro club della galassia del City Football Group, Savinho ha dimostrato di essere pronto per il grande salto in Premier League.

Sebbene non sia ancora stata avviata una trattativa formale, l’interesse del club londinese è concreto e la valutazione interna del giocatore è altissima. Savinho è considerato il profilo ideale per aprire una nuova era, per raccogliere il testimone di un’icona come Son e diventare il nuovo punto di riferimento offensivo della squadra.

Tuttavia, la strada per arrivare al brasiliano è tutt’altro che in discesa. L’ostacolo principale ha un nome e un cognome: Pep Guardiola. Il tecnico del Manchester City, infatti, non avrebbe alcuna intenzione di privarsi di quello che considera un “investimento a lungo termine” e un pilastro del futuro del club.

Guardiola crede fermamente nel potenziale di Savinho e lo vede come un elemento chiave per la sua squadra. Cederlo, per di più a una diretta rivale in Premier League, sarebbe una mossa strategicamente autolesionista. Di fronte a questa chiusura totale, il Tottenham dovrà presentare un’offerta irrinunciabile per provare a far vacillare le certezze del City. La trattativa è in una fase preliminare, ma una cosa è certa: gli Spurs hanno scelto il loro erede, e faranno di tutto per portarlo a Londra.

Calciomercato Cremonese, Terracciano vicino? Le ultime novità in casa grigiorossa


Calciomercato Cremonese: occhi su Terracciano e Bondo del Milan, affondo imminente

Il Calciomercato Cremonese entra nel vivo, con il club grigiorosso che si sta muovendo con determinazione per costruire una rosa competitiva in vista del ritorno in Serie A. Secondo quanto riportato da La Gazzetta dello Sport, la neopromossa ha messo nel mirino due giovani talenti del Milan: Filippo Terracciano e Warren Bondo.

Entrambi i giocatori sembrano destinati a lasciare il club rossonero durante questa sessione di mercato, anche alla luce della nuova stagione priva di impegni europei per il Milan. Con meno partite in calendario, è infatti improbabile che Massimiliano Allegri possa garantire loro lo spazio necessario per crescere, motivo per cui la dirigenza rossonera sarebbe disposta a cederli, almeno in prestito. La Cremonese, in cerca di profili giovani ma già rodati in Serie A, avrebbe colto l’occasione.

Il Calciomercato Cremonese si conferma quindi molto attivo e strategico, con l’obiettivo di consegnare a mister Davide Nicola una squadra equilibrata e pronta a lottare per la salvezza. Secondo la rosea, l’operazione per Terracciano e Bondo sarebbe in fase avanzata e i due potrebbero raggiungere la squadra già il 12 agosto, pochi giorni prima dell’impegno ufficiale in Coppa Italia contro il Palermo.

Terracciano, arrivato al Milan dal Verona a gennaio scorso, è un jolly difensivo e a centrocampo, dotato di buona tecnica e visione di gioco. Bondo, invece, è un centrocampista dinamico e aggressivo, già seguito dalla Cremonese nella scorsa stagione. Entrambi rappresenterebbero innesti importanti sia per l’immediato che in ottica futura.

Il Calciomercato Cremonese è in fermento e, dopo la promozione conquistata con una stagione brillante in Serie B, la società lombarda non vuole farsi trovare impreparata al salto di categoria. L’idea è costruire un mix tra esperienza e gioventù, puntando su profili motivati e pronti a mettersi in mostra.

Con l’arrivo probabile di Terracciano e Bondo, la Cremonese potrebbe compiere un doppio colpo che andrebbe a rafforzare la mediana e offrire soluzioni tattiche importanti a Nicola. I prossimi giorni saranno decisivi per chiudere l’accordo e proseguire un Calciomercato Cremonese sempre più ambizioso e orientato alla crescita sostenibile.

Pallone d’Oro, la lista ha dimenticato i difensori! La polemica sugli esclusi eccellenti

Pallone d’oro, quanti difensori sono stati dimenticati. Si è accesa la polemica

Marquinhos, Pacho, Bastoni, Courtois: tanti i giocatori ignorati. E il detentore Rodri non c’èCome ogni anno, la lista dei 30 candidati al Pallone d’Oro scatena non solo sogni e pronostici, ma anche polemiche e dibattiti. L’edizione del 2025, come riportato dal media francese Footmercato, non fa eccezione. Nonostante il dominio del Paris Saint-Germain, che piazza ben nove giocatori tra i finalisti, le assenze eccellenti fanno discutere e lasciano l’amaro in bocca a molti tifosi, che vedono esclusi alcuni dei protagonisti assoluti della passata stagione.Il paradosso più grande arriva proprio da Parigi. In una squadra che ha vinto tutto, stupisce non trovare i due pilastri della difesa, il capitano Marquinhos e il suo partner Willian Pacho. Entrambi sono stati fondamentali nella conquista della Champions League e dei titoli nazionali, e la loro esclusione, insieme a quella di un giocatore prezioso come Bradley Barcola (21 gol e 21 assist), appare difficilmente giustificabile.Ma le polemiche non si fermano alla Francia. L’Inter, finalista del Mondiale per Club, vede nominati solo Dumfries e Lautaro Martínez. Restano fuori nomi del calibro di Hakan Çalhanoğlu, Nicolò Barella e Alessandro Bastoni, tutti autori di una stagione straordinaria. Stessa sorte per il Barcellona, che oltre ai tre candidati, lamenta l’assenza di leader difensivi come Iñigo Martínez e Pau Cubarsí. Sorprende anche l’esclusione di Thibaut Courtois del Real Madrid, considerato da molti uno dei migliori portieri al mondo, e quella di Julián Álvarez, bomber dell’Atlético Madrid da 29 gol stagionali.Infine, tra gli assenti illustri spiccano Jamal Musiala del Bayern, che paga un infortunio nel finale di stagione, e soprattutto il detentore del trofeo, Rodri, fermato da un grave infortunio al ginocchio. A loro si aggiungono, per il secondo e terzo anno consecutivo, le due leggende che hanno segnato un’epoca: Lionel Messi e Cristiano Ronaldo. La loro assenza, ormai, non fa quasi più notizia e certifica il definitivo passaggio a una nuova generazione di fenomeni.

Calciomercato Lecce, una big italiana punta a comprare sia Krstovic che Pierotti. La situazione


Calciomercato Lecce: la Roma osserva Pierotti, occhi anche su Krstovic. La situazione attuale

Il Calciomercato Lecce continua a far parlare di sé, con diversi giocatori giallorossi finiti nel mirino di club di Serie A. L’ultimo nome a emergere è quello di Santiago Pierotti, esterno offensivo argentino classe 2001, attualmente sotto contratto con il Lecce. Secondo quanto riportato da Gianlucadimarzio.com, sarebbe proprio la Roma ad aver mostrato interesse per il giovane talento sudamericano.

La società capitolina, alla ricerca di rinforzi per le fasce offensive, avrebbe effettuato un sondaggio per il calciatore, che nella scorsa stagione ha messo in mostra buone qualità tecniche e fisiche. Pierotti è arrivato a gennaio in Salento e, nonostante il breve tempo di adattamento, ha già attirato l’attenzione di diversi osservatori grazie alla sua velocità, capacità di dribbling e intelligenza tattica.

Al momento, però, non ci sarebbero offerte ufficiali da parte della Roma, così come per un altro profilo molto apprezzato in casa Lecce: Nikola Krstovic. L’attaccante montenegrino, autore di una stagione positiva e con ampi margini di crescita, rimane uno dei pezzi più ambiti del club salentino. Anche su di lui ci sarebbero stati dei sondaggi, ma senza che si sia arrivati a una proposta concreta.

Il Calciomercato Lecce, quindi, si trova in una fase delicata: da una parte la necessità di trattenere i propri talenti per garantire continuità al progetto tecnico, dall’altra la consapevolezza che alcuni giocatori, come Pierotti e Krstovic, possano rappresentare vere e proprie opportunità economiche in entrata. La dirigenza giallorossa, guidata dal DS Trinchera, valuterà con attenzione le eventuali proposte, cercando di non impoverire troppo la rosa a disposizione di Luca Gotti.

Intanto, il club continua anche a lavorare sul fronte degli acquisti, cercando rinforzi mirati in vista della nuova stagione di Serie A. Ma è chiaro che molto dipenderà anche dalle possibili uscite, soprattutto se dovessero concretizzarsi gli interessi di club come la Roma.

Il Calciomercato Lecce è dunque in fermento: i prossimi giorni saranno decisivi per capire se l’interesse per Pierotti e Krstovic si trasformerà in una trattativa vera e propria o se i due rimarranno ancora protagonisti con la maglia giallorossa.

Calciomercato Napoli: le fasce parlano spagnolo. Conte si regala la spinta di Gutiérrez e Juanlu

Calciomercato Napoli, Conte ha in mano una fascia molto interessante. La situazione

Un doppio investimento da quasi 40 milioni per ridisegnare le corsie esterne. Un doppio colpo spagnolo per blindare le fasce e regalare ad Antonio Conte le armi necessarie per il suo calcio. Il mercato del Napoli è entrato nella sua fase più calda e, come riportato da diverse fonti, il DS Manna sta per chiudere due operazioni in entrata che ridisegneranno il volto della squadra. Dalla Spagna, infatti, sono in arrivo due dei terzini più promettenti de LaLiga: Juanlu Sánchez dal Siviglia e Miguel Gutiérrez dal Girona.

La trattativa più avanzata è quella per il terzino sinistro. Il Napoli ha già raggiunto un accordo verbale con il Girona per Gutiérrez sulla base di circa 20 milioni di euro. L’intesa è totale e mancano solo gli ultimi dettagli burocratici prima di poter considerare l’affare concluso. Gutiérrez, classe 2001, è un esterno di grande spinta e qualità tecnica, un profilo perfetto per il 3-5-2 di Conte, capace di garantire ampiezza e cross per gli attaccanti.

Parallelamente, il club azzurro sta sferrando l’assalto decisivo per il terzino destro. Dopo un lungo corteggiamento, il Napoli è a un passo da Juanlu Sánchez. L’ultima offerta presentata al Siviglia è di 17 milioni di euro cash, senza bonus. A fare la differenza, in questo caso, è la ferma volontà del giocatore: Juanlu sta spingendo con forza per il trasferimento in Italia e ha già rifiutato un’offerta del Wolverhampton, comunicando al suo club di voler solo il Napoli.

La palla ora è al Siviglia, che deve dare l’ok definitivo, ma la sensazione è che la fumata bianca sia ormai imminente. Con questo doppio colpo da quasi 40 milioni, De Laurentiis lancia un segnale forte al campionato: il Napoli di Conte fa sul serio.

Morata-Como, fumata bianca sempre più vicina per la squadra lombarda. Le novità


Morata-Como: l’affare è vicino, colpo da sogno per i lariani. La situazione attuale dei comaschi

Il calciomercato estivo entra nel vivo con una notizia che scuote la Serie A: l’operazione Morata-Como è ormai a un passo dalla chiusura. Secondo quanto riportato dal giornalista Fabrizio Romano, il club lariano avrebbe raggiunto un accordo verbale con il Galatasaray per interrompere il prestito dell’attaccante spagnolo, aprendo così la strada al trasferimento in Lombardia. La cifra richiesta per completare l’affare si aggira intorno ai 5 milioni di euro, un investimento importante per una neopromossa, ma che dimostra la chiara ambizione del Como.

Il trasferimento di Alvaro Morata rappresenterebbe un colpo sensazionale per il club, pronto a riaffacciarsi in Serie A dopo anni di assenza. L’attaccante classe ’92 vanta un curriculum di alto livello, avendo vestito maglie prestigiose come quelle di Real Madrid, Juventus, Chelsea, Atlético Madrid e recentemente anche il Milan, dove ha concluso la scorsa stagione.

La trattativa Morata-Como, secondo le fonti vicine al club, dovrebbe concludersi con la formula del prestito con obbligo di riscatto, una soluzione che consente al Como di distribuire l’investimento nel tempo e, al contempo, garantirsi un attaccante di esperienza e qualità. L’arrivo dello spagnolo sarebbe un segnale chiaro: il Como non è tornato in Serie A per fare da comparsa.

In parallelo, il Milan sta vivendo una fase di profondo rinnovamento. L’arrivo di Igli Tare come direttore sportivo e di Massimiliano Allegri in panchina ha cambiato le strategie del club rossonero. La scelta di lasciar partire Morata, seppur indirettamente, rientra nella ridefinizione del progetto tecnico.

Per il Como, l’affare Morata-Como va oltre il semplice impatto tecnico. Si tratta di un’operazione che potrebbe portare benefici in termini di immagine, esperienza e leadership nello spogliatoio. Morata non è solo un goleador, ma anche un professionista con esperienza internazionale, in grado di guidare i compagni nei momenti chiave della stagione.

L’eventuale chiusura del trasferimento rafforza anche un’altra tendenza: oggi anche le neopromosse italiane sono pronte a investire per costruire squadre competitive. Il Morata-Como è il simbolo di una Serie A che torna ad attrarre grandi nomi, anche fuori dai top club.

I tifosi lariani sognano: con Morata, il Como può davvero puntare in alto.

Pallone d’Oro 2025, svelate le nomination per quanto riguarda le migliori squadre


Pallone d’Oro 2025: svelate le nomination per il miglior club dell’anno. La situazione attuale

Il prestigioso Pallone d’Oro 2025, assegnato da France Football, non si limita a premiare i singoli calciatori: tra i riconoscimenti più attesi c’è anche quello dedicato al “Men’s Club of the Year”, il premio per il miglior club al mondo della scorsa stagione. Nelle scorse ore, attraverso i profili social ufficiali del Pallone d’Oro 2025, sono state finalmente annunciate le nomination per questa categoria.

Cinque i club selezionati, in rappresentanza di quattro diversi campionati internazionali, scelti per i risultati sportivi, il valore del progetto tecnico e l’impatto complessivo avuto nella stagione 2024-2025. Ecco i candidati al titolo di Club dell’Anno:

  • Barcellona (Spagna)
  • Botafogo (Brasile)
  • Chelsea (Inghilterra)
  • Liverpool (Inghilterra)
  • Paris Saint-Germain (Francia)

La presenza del Barcellona tra i finalisti è legata al ritorno alla vittoria nella Liga e al percorso solido nelle coppe europee. Il club catalano ha confermato la propria rinascita sotto la guida tecnica di Hansi Flick, mostrando una crescita continua e un’identità di gioco riconoscibile.

Grande sorpresa della lista è il Botafogo, squadra brasiliana che ha dominato il campionato nazionale e riportato entusiasmo e attenzione sulla Serie A brasiliana. La nomination è il riconoscimento di un progetto sportivo ambizioso che ha riportato il club tra le eccellenze del calcio sudamericano.

L’Inghilterra è rappresentata da due club: il Chelsea, vincitore della Conference League e protagonista anche al Mondiale per Club, e il Liverpool, trionfatore in Premier League. Entrambe le squadre hanno mostrato forza, profondità di rosa e visione a lungo termine.

Infine, il Paris Saint-Germain è entrato nella lista grazie alla vittoria in Champions League, il titolo più ambito in Europa, e a una stagione ricca di trofei sia a livello nazionale che internazionale, grazie al lavoro di Luis Enrique.

La cerimonia di consegna del Pallone d’Oro 2025, in programma come da tradizione a Parigi, si preannuncia spettacolare. Il riconoscimento al miglior club sarà uno dei momenti più attesi, in una serata che celebra il meglio del calcio mondiale.

Il Pallone d’Oro 2025 continua così a confermarsi non solo come premio individuale, ma come vera e propria vetrina dell’eccellenza calcistica globale.

Allenamento Atalanta, come stanno in questo momento Kossounou e Zappacosta? Le novità

Allenamento Atalanta, quali sono in questo momento le condizioni di Kossounou e Zappacosta?

Come stanno Kossounou e Zappacosta? Oggi l’Atalanta ha fatto una seduta di scarico, domani verranno fatte ulteriori valutazioni. Da considerare che ieri Davide ha riscontrato un fastidio all’anca destra, mentre per Odilon si tratta di una gestione fisiologica dei carichi di lavoro. Ecco il comunicato

IL COMUNICATO

Dopo l’amichevole di mercoledì con il Monza, i nerazzurri sono tornati al lavoro questa mattina al Centro Bortolotti per proseguire la preparazione di questa preseason 2025/26.

Nella giornata di domani, venerdì 8 agosto, per i nerazzurri di mister Jurić è in programma una seduta di lavoro al mattino, prima della partenza nel pomeriggio per Colonia dove sabato 9 agosto affronteranno la squadra di casa al RheinEnergieStadion (calcio d’inizio alle ore 15.30) per il secondo test-match internazionale in Germania dopo quello di settimana scorsa a Lipsia.

Pallone d’Oro, Arne Slot nominato il miglior allenatore del 2025. Una grande impresa per il Liverpool


Pallone d’Oro: Arne Slot nominato Allenatore dell’Anno dopo una stagione da protagonista

Il Pallone d’Oro non è solo il premio al miglior calciatore del mondo: ormai da anni, France Football ha ampliato il suo prestigioso riconoscimento includendo anche altre categorie, tra cui quella dedicata al miglior tecnico. E proprio in questo contesto, arriva la meritata candidatura di Arne Slot come Allenatore dell’Anno per l’edizione del Pallone d’Oro 2025.

Una nomination che corona una stagione memorabile per il tecnico olandese, protagonista di un’annata da sogno sulla panchina del Liverpool. Slot, approdato nel club inglese dopo l’esperienza al Feyenoord, ha impresso fin da subito il suo marchio alla squadra, portandola a trionfare in Premier League e mostrando un calcio moderno, organizzato e spettacolare.

La sua candidatura al Pallone d’Oro nella categoria allenatori non è una sorpresa per chi ha seguito da vicino la sua crescita negli ultimi anni. Slot ha dimostrato non solo grandi capacità tattiche, ma anche una straordinaria abilità nella gestione dello spogliatoio, valorizzando giovani talenti e dando nuova linfa a giocatori già affermati. Il suo Liverpool è stato ammirato in tutta Europa per equilibrio, intensità e capacità di adattamento.

Nel gruppo dei candidati per il Pallone d’Oro 2025 figura accanto a nomi di grande calibro come Luis Enrique, vincitore della Champions League con il PSG, Antonio Conte, artefice dello scudetto con il Napoli, Hansi Flick, dominatore della Liga con il Barcellona, ed Enzo Maresca, che ha guidato il Chelsea a importanti successi internazionali.

Il riconoscimento al miglior allenatore dell’anno, all’interno della cerimonia del Pallone d’Oro, assume un valore sempre più importante, perché premia chi, spesso dietro le quinte, costruisce i successi delle grandi squadre. E Arne Slot, con i suoi risultati e il suo stile, rappresenta pienamente questa figura.

In attesa della cerimonia ufficiale del Pallone d’Oro 2025, che si terrà come da tradizione a Parigi, la candidatura di Slot rafforza ulteriormente la sua reputazione a livello mondiale. Il tecnico olandese è ormai entrato nel gotha del calcio internazionale e, indipendentemente dal risultato finale, la sua stagione resterà impressa nella memoria degli appassionati.

Pallone d’Oro 2025, come sono andati gli italiani? Ecco la nomination che ha stupito tutti!


Pallone d’Oro 2025: le nomination ufficiali tra sorprese e conferme, spiccano anche gli italiani

È ufficialmente iniziata la corsa al Pallone d’Oro 2025. Come ogni anno, la rivista France Football ha svelato i primi nomi in lizza per il prestigioso premio individuale, che incorona il miglior calciatore del mondo. In attesa della lista completa dei 30 finalisti per il Pallone d’Oro vero e proprio, sono già stati annunciati i candidati per gli altri riconoscimenti collegati: il Premio Kopa per il miglior Under 21, il Premio Yashin per il miglior portiere e il Premio Johan Cruyff per il miglior allenatore dell’anno.

Anche nel 2025, l’Italia avrà una presenza importante nella cerimonia del Pallone d’Oro 2025. Tra i candidati al premio per miglior tecnico dell’anno ci sono Antonio Conte e Enzo Maresca. Il primo ha riportato il Napoli sul tetto d’Italia conquistando il quarto scudetto della sua storia, mentre Maresca ha guidato il Chelsea a una stagione straordinaria, vincendo la Conference League e il Mondiale per Club. La concorrenza è agguerrita: tra i nomi più forti c’è Luis Enrique, trionfatore in Champions League con il PSG, Hansi Flick, campione di Spagna con il Barcellona, e Arne Slot, protagonista del successo del Liverpool in Premier League. Sorprende, invece, l’assenza di Simone Inzaghi, passato all’Al-Hilal dopo aver condotto l’Inter fino alla finale di Champions.

Per il Premio Yashin 2025, dedicato al miglior portiere, figurano due volti noti della Serie A: Gianluigi Donnarumma, protagonista con il PSG e la Nazionale italiana, e Yann Sommer, pilastro dell’Inter. Accanto a loro, anche Alisson, Bounou, Courtois, Chevalier, Martinez, Oblak, Raya e Sels completano una lista di altissimo livello.

Spazio anche ai giovani con il Premio Kopa 2025, dove tra i protagonisti figura Kenan Yildiz della Juventus. Il talento turco è uno dei nomi più interessanti del calcio europeo. Con lui in nomination anche Dean Huijsen, ex Juve e Roma, oggi al Real Madrid. Il favorito rimane però Lamine Yamal del Barcellona. Presenti anche Pau Cubarsi, Bouaddi, Doué, Estevao, Lewis-Skelly, Joao Neves e Rodrigo Mora.

Il Pallone d’Oro 2025 si preannuncia quindi ricco di talenti, sorprese e sfide internazionali. Una celebrazione del calcio globale in cui l’Italia, ancora una volta, recita un ruolo da protagonista.


Vuoi che prepari anche un’analisi sui favoriti per il Pallone d’Oro maschile?

Calciomercato Como: rifiutata offerta da 40 milioni per Nico Paz. Costa 70

Calciomercato Como: rifiutata offerta da 40 milioni per Nico Paz. Il talento argentino secondo la società lariana ha una valutazione di 70 milioni

Il Como si dimostra una società ambiziosa e determinata a mantenere i suoi talenti. A testimonianza di ciò, il club lariano ha recentemente rifiutato un’offerta monstre da 40 milioni di euro proveniente dal Tottenham per il giovane gioiello Nico Paz. Una mossa che sottolinea la ferma volontà del Como di non cedere i propri pezzi pregiati a cuor leggero, soprattutto dopo la promozione in Serie A.

Secondo fonti vicine alla società, la valutazione del club italiano per il fantasista argentino è di ben 70 milioni di euro. Una cifra che fa capire l’enorme potenziale che il Como vede in Nico Paz, considerato un elemento chiave per il futuro della squadra. L’offerta del Tottenham, seppur molto alta, non è stata ritenuta sufficiente per avviare una trattativa.

Pochi mesi fa, il nome di Nico Paz era stato accostato anche all’Inter. I nerazzurri avevano mostrato un timido interesse per il giocatore, ma le voci si sono affievolite con il passare del tempo. Al momento, l’Inter ha spostato il proprio focus su altri obiettivi di mercato, lasciando al Como la possibilità di blindare il proprio talento.

La decisione del Como di respingere l’assalto del Tottenham non è solo un segnale di forza economica, ma anche una dichiarazione d’intenti. La società vuole costruire una squadra competitiva per la Serie A e intende farlo trattenendo i suoi migliori giocatori. Nico Paz, con la sua classe e le sue abilità, è il simbolo di questo progetto. La richiesta di 70 milioni di euro è un chiaro messaggio a tutti i club interessati: per strappare il giocatore al Como servirà un’offerta irrinunciabile.

Trofeo Yashin: Donnarrumma favorito, c’è anche Sommer. Tutti i candidati

Trofeo Yashin: Donnarrumma favorito, c’è anche Sommer. Tutti i candidati alla vittoria finale del premio di miglior portiere

Dopo una stagione da protagonista assoluto, Gianluigi Donnarumma si candida con forza per la vittoria del Trofeo Yashin 2025. Il premio, assegnato al miglior portiere dell’anno durante la cerimonia del Pallone d’Oro, sembra destinato all’estremo difensore del Paris Saint-Germain, che ha dominato la stagione 2024/2025.

Con il PSG, Donnarumma ha conquistato la Ligue 1, la Coppa di Francia, la Supercoppa di Francia e la prestigiosa Champions League. Un palmarès impressionante, al quale si aggiungono la finale del Mondiale per Club e la prossima sfida per la Supercoppa Europea contro il Tottenham a Udine. Numeri e trofei che lo rendono il favorito indiscusso per il riconoscimento.

Non è la prima volta che il nome di Donnarumma viene associato al Trofeo Yashin. Già nel 2021, dopo la vittoria dell’Europeo con l’Italia, l’ex portiere del Milan si aggiudicò il premio con 594 punti, superando Édouard Mendy e Jan Oblak. Dopo quattro anni, il portiere italiano è pronto a tornare sul gradino più alto del podio, dopo un periodo in cui il premio è andato a Thibaut Courtois e due volte a Emiliano “Dibu” Martínez. Tra i candidati di quest’anno c’è anche l’interista Yann Sommer.

Pur essendo stato costantemente tra i candidati al Trofeo Yashin, Donnarumma non era più riuscito a salire sul podio dal 2021. La sua straordinaria annata con il PSG, dove ha brillato in tutti i maggiori trofei, lo pone ora in primissima fila per il riconoscimento, superando la concorrenza degli altri portieri nominati che, pur avendo disputato un’ottima stagione, non possono vantare un palmarès così ricco e prestigioso.

TUTTI I NOMINATI AL YASHIN

  1. Alisson (Liverpool e Brasile)
  2. Yassine Bounou (Al-Hilal e Marocco)
  3. Lucas Chevalier (Lille e Francia)
  4. Thibaut Courtois (Real Madrid e Belgio)
  5. Gigio Donnarumma (PSG e Italia)
  6. Dibu Martinez (Aston Villa e Argentina)
  7. Jan Oblak (Atletico Madrid e Slovenia)
  8. David Raya (Arsenal e Spagna)
  9. Yann Sommer (Inter e Svizzera)
  10. Matz Sels (Nottingham Forest e Belgio)

Trofeo Kopa: Yildiz in nomination. Lo juventino sfida Yamal, Doué e non solo

Trofeo Kopa: Yildiz in nomination. Lo juventino sfida Yamal, Doué e non solo… Ecco chi sono i migliori U21 al mondo

Kenan Yildiz, attaccante classe 2005 della Juve, è stato inserito tra i dieci finalisti per il Trofeo Kopa 2025, il prestigioso premio assegnato da France Football al miglior Under 21 dell’anno. Una candidatura di grande valore per il talento turco, che conferma il salto di qualità compiuto nella scorsa stagione, sia con la maglia della Juventus sia a livello internazionale.

l Trofeo Kopa, vinto nel 2024 da Lamine Yamal, ha visto crescere il livello anno dopo anno, diventando una vera e propria vetrina mondiale per le stelle emergenti del calcio. In questa edizione il grande favorito è Désiré Doué, protagonista assoluto con il Paris Saint-Germain nella stagione 2024/2025 culminata con la conquista della Champions League, del campionato e della Coppa nazionale. Il PSG, inoltre, è arrivato in finale al Mondiale per Club, dove Doué è stato uno dei migliori in assoluto.

I 10 CANDIDATI PER IL KOPA

  1. Pau Cubarsì (Barcellona e Spagna)
  2. Ayyoub Bouaddi (Lille e Francia)
  3. Desirè Doué (PSG e Francia)
  4. Estevao (Chelsea e Brasile)
  5. Dean Huijsen (Bournemouth, Real Madrid e Spagna)
  6. Miles Lewis Skelly (Arsenal e Inghilterra)
  7. Rodrigo Mora (Porto e Portogallo)
  8. Joao Neves (PSG e Portogallo)
  9. Lamine Yamal (Barcellona e Spagna)
  10. Kenan Yildiz (Juventus e Turchia)

Il Trofeo Kopa è stato istituito per onorare Raymond Kopa, il primo calciatore francese a vincere il Pallone d’Oro. Kopa si aggiudicò il prestigioso premio nel 1958 e, prima di ritirarsi dal calcio giocato, salì sul podio in altre due occasioni: terzo nel 1956 e secondo nel 1959.

Considerato uno dei più grandi talenti francesi di sempre, Kopa ha legato il suo nome al Real Madrid, con cui ha vinto tre Champions League. Fu inoltre nominato miglior giocatore del Mondiale 1958, competizione in cui la Francia ottenne un onorevole terzo posto.

Dopo il suo successo, la Francia dovette attendere a lungo prima di vedere un altro dei suoi atleti trionfare. Ci vollero infatti oltre due decenni, fino a quando Michel Platini conquistò il primo dei suoi tre Palloni d’Oro consecutivi nel 1983.

Alisha Lehmann lascerà la Juventus: ma resta in Serie A femminile

Alisha Lehmann lascerà la Juventus: ma resta in Serie A femminile. Cambio di maglia per la svizzera regina dei social che non ha inciso in bianconero

La Juventus Women e Alisha Lehmann si separano. L’attaccante svizzera, arrivata a Torino la scorsa estate dall’Aston Villa, è pronta a trasferirsi al Como Women in Serie A femminile. Secondo Mauro Munno di JuventusNews24, l’accordo tra i due club è totale e mancano solo le firme per ufficializzare il passaggio, previste per lunedì. Anche la giocatrice e il suo entourage hanno dato il loro benestare, spinti dalla volontà di trovare maggiore spazio in campo.

La parentesi bianconera di Lehmann si chiude dopo una stagione in cui ha collezionato 610 minuti, segnando 2 gol e fornendo 1 assist. Più che per le prestazioni in campo, la sua avventura alla Juventus sarà ricordata per l’enorme impatto mediatico e l’aumento di follower sui canali social del club, trasformandola in una vera e propria operazione di social marketing.

La cifra del trasferimento resta segreta, ma le indiscrezioni suggeriscono che la Juventus recupererà l’investimento iniziale, liberandosi anche dell’anno e mezzo di contratto rimanente. Se in campo l’attaccante non è riuscita a imporsi nelle partite che contano, fuori dal terreno di gioco ha sempre mantenuto un’attitudine positiva, facendosi ben volere da tutto lo spogliatoio.

La scelta di Lehmann è dettata dal desiderio di avere più opportunità, che la Juventus non poteva garantirle. A Como, invece, troverà un ambiente pronto ad accoglierla e a valorizzarla. Ironia della sorte, Lehmann potrebbe scendere in campo già il 14 agosto proprio contro le sue ex compagne, in un’amichevole che si preannuncia speciale. L’addio di Lehmann libera anche uno slot per le giocatrici straniere nel roster della Juve femminile, che ora ne ha ben tre a disposizione.

Calciomercato Lazio: Sarri si impone col club. Stop cessioni fino a questa data

Calciomercato Lazio, Sarri si impone: stop alle cessioni fino a questa data. Il motivo per cui il tecnico ora non vuole perdere nessuno

Il calciomercato Lazio è difficile, ma Maurizio Sarri non si fa trovare impreparato. Con il mercato in entrata bloccato, il tecnico toscano ha messo il veto su tutte le possibili cessioni, chiedendo alla società di aspettare la fine di agosto. La decisione, riportata dal Corriere dello Sport, nasce dalla volontà di mantenere la rosa al completo e non rischiare di trovarsi scoperti in caso di infortuni o imprevisti.

Nonostante la necessità di sfoltire l’elenco degli over per la Serie A, Sarri ha deciso di non privarsi di nessuno, almeno per il momento. Un esempio lampante è la situazione di Matteo Cancellieri: la sua permanenza sembrerebbe mettere in discussione quella di Tijani Noslin, ma l’incertezza sui tempi di recupero di Gustav Isaksen, fermo per mononucleosi, suggerisce prudenza. L’ex attaccante del Verona potrebbe quindi restare.

Anche in difesa la situazione è fluida. Samuel Gigot sembrava destinato a partire, ma l’infortunio di Patric e la squalifica di Alessio Romagnoli hanno spinto la Lazio a rallentare la sua cessione, anche per evitare minusvalenze. La prudenza di Sarri si estende anche agli esterni, dove ha bloccato l’uscita del giovane Ruggeri e ha confermato la fiducia in Elseid Hysaj, due pedine che offrono diverse opzioni tattiche.

A centrocampo, addirittura, il futuro di Toma Basic, dato per partente, non è più così scontato. Con il 4-3-3, il croato potrebbe rientrare nei piani del tecnico. Nonostante le pressioni economiche della società, il presidente Claudio Lotito ha concesso a Sarri il diritto di veto sulle cessioni, permettendogli di prendere tempo fino al 2 settembre, data ultima per la consegna delle liste. Un segnale di fiducia verso l’allenatore, che avrà bisogno di tutti i suoi uomini per affrontare la stagione e puntare a un posto in Europa.

Brunori: «Palermo, ora basta nascondersi. Inzaghi ci ha dato nuove idee. Sulla Serie A…»

Brunori: «Palermo, ora basta nascondersi. Inzaghi ci ha dato nuove idee. Sulla Serie A…». Le dichiarazioni del centravanti rosanero

Un gol che ha riaperto le porte della Serie B, una fascia da capitano al braccio e la responsabilità di guidare la rinascita del Palermo. Matteo Brunori è l’uomo simbolo del club rosanero, il bomber che, dopo stagioni da protagonista assoluto, è chiamato a trascinare la squadra di Filippo Inzaghi verso il sogno della Serie A. Alla vigilia di un’amichevole di lusso contro il Manchester City, che rievoca ricordi europei, il capitano si è raccontato a La Gazzetta dello Sport. Un dialogo a cuore aperto in cui analizza il nuovo corso targato Inzaghi, fissa gli obiettivi e suona la carica per una stagione in cui il Palermo non vuole più nascondersi.

DALLA FINALE PLAYOFF ALL’AMICHEVOLE CON IL CITY – «Ripensando a quel giorno mi vengono ancora i brividi. Io più che una chiusura del cerchio spero sia un inizio per quello che vogliamo fare in questa stagione. Sappiamo che dobbiamo riportare l’entusiasmo che è mancato, anche per colpa nostra, l’anno scorso. Dobbiamo farlo con le idee nuove e i concetti giusti che ha introdotto Inzaghi».

A QUALE GIOCATORE DEL CITY SI ISPIRA – «Per noi è un grande onore poter giocare una partita del genere. Beh, sarebbe un po’ ingeneroso fare certi accostamenti, però a me è sempre piaciuto Bernardo Silva».

IL SUO NUOVO RUOLO DA RIFINITORE – «A me piace anche uscire un po’ e legare il gioco con i compagni, è un ruolo in cui mi trovo bene. Ho sempre giocato da attaccante, però nel calcio moderno bisogna adattarsi. Poi, con Pohjanpalo c’è un bellissimo rapporto e un’intesa nata fin da subito che cerchiamo di affinare ogni giorno».

UN NUOVO BRUNORI DOPO UN’ESTATE DA SEPARATO IN CASA – «Nel calcio le cose possono cambiare rapidamente. Non mi va di ritornare su certi discorsi, ormai è andata, sono felice di essere qua, mi sento bene, ma soprattutto vedo una squadra contenta e questo mi inorgoglisce. Quanto ai gol come ogni anno non mi pongo limiti, vediamo che succede».

AVERE INZAGHI COME ALLENATORE – «Sai che ha fatto la storia del calcio, qualsiasi suggerimento arriva in modo diverso. Consigli? Per lui fino a quando la palla non è fuori è sempre buona e bisogna farsi trovare pronti».

CHE PALERMO SARÀ – «Un Palermo che non molla perché stiamo facendo un intenso lavoro fisico per avere benzina, gamba e per avere tutti quanti i 90 minuti. Bisogna andar più forti degli altri, nella fase di non possesso diventa fondamentale».

CHI TEME DI PIÙ NELLA CORSA ALLA A – «Noi stessi, non possiamo e non dobbiamo pensare agli altri ma solo a quello che è giusto per noi».

LA RESPONSABILITÀ DI PUNTARE ALLA PROMOZIONE – «Tutta la squadra ha voglia di prendersela, abbiamo anche una grande voglia di rivincita per quello che non siamo riusciti a fare negli ultimi anni. Sarà necessario un percorso in cui la mentalità dovrà fare la differenza e con Inzaghi stiamo lavorando molto sotto questo aspetto».

Calciomercato Fiorentina, assalto della Premier per Comuzzo: il club fissa il prezzo

Calciomercato Fiorentina, assalto della Premier per Comuzzo: il club fissa il prezzo a 40 milioni. I viola lo blindano dopo il rinnovo

Un gioiello incedibile, un muro da 40 milioni di euro contro le sirene della Premier League. Come riportato oggi da Tuttosport, la Fiorentina ha blindato il suo giovane difensore, Pietro Comuzzo, respingendo l’assalto dei club inglesi e ribadendo la sua centralità nel progetto tecnico di Stefano Pioli. Il centrale classe 2005, dopo una stagione da protagonista, è finito nel mirino di diverse squadre d’Oltremanica, dal Sunderland al Nottingham Forest, fino al prestigioso Manchester United. Ma la risposta del club viola è stata netta: per portarlo via da Firenze serve un’offerta fuori mercato, superiore ai 40 milioni.

La posizione della Fiorentina è rafforzata da due fattori chiave. Il primo è il rinnovo di contratto firmato a maggio, che lega Comuzzo al club fino al 2029, con un’opzione per la stagione successiva. Un segnale forte, che ha seguito il “no” secco detto a gennaio a un’offerta da 30 milioni più bonus presentata dal Napoli. Lo stesso giocatore, in una recente intervista, ha confermato il suo legame con la piazza: «Successe tutto in fretta, ci pensavo tanto. Poi, una volta tramontata la trattativa, sono ripartito per la mia strada per continuare a dare il massimo per la mia squadra. Firenze per me è una seconda casa».

Mentre si respingono gli assalti per Comuzzo, la dirigenza lavora per completare la rosa. Proseguono i colloqui per il rinnovo di Moise Kean, un’altra priorità assoluta. A centrocampo, si complica il prolungamento di Mandragora e si monitorano le piste che portano a Nicolussi Caviglia del Venezia e al giovane scozzese Lennon Lee Miller. In attacco, il sogno resta il greco Fotis Ioannidis, ma il Panathinaikos chiede oltre 25 milioni. Intanto, la squadra prosegue la sua tournée inglese, in attesa del test di lusso di sabato contro il Manchester United, dove potrebbe esordire il nuovo acquisto Simon Sohm.

Zazzaroni, attacco a Simonelli: «Il taglio stipendi in B? Un pastrocchio demagogico che penalizza i deboli. I giocatori migliori lo aggireranno in questo modo»

Zazzaroni, attacco a Simonelli: «Il taglio stipendi in B? Un pastrocchio». L’affondo del direttore del Corriere dello Sport

Un “pasticcio” demagogico che allarga la forbice tra ricchi e poveri. Nel suo editoriale per il Corriere dello Sport, Ivan Zazzaroni demolisce senza mezzi termini la nuova norma inserita nell’accordo collettivo tra Lega Serie A e Assocalciatori, quella che impone un taglio del 25% agli stipendi dei giocatori in caso di retrocessione. Lungi dall’essere un’«intesa storica», come l’ha definita il presidente Simonelli, per Zazzaroni si tratta di una misura populista che, invece di creare equilibrio, finirà per penalizzare i più deboli, lasciando intatti i privilegi dei più forti.

L’analisi del direttore è spietata nella sua logica. La regola, scrive, non toccherà minimamente i top player, i campioni che le squadre a rischio retrocessione cercano di ingaggiare per salvarsi. Il loro «potere contrattuale […] sarà verosimilmente esercitato in fase di contrattazione per aggirare l’ “ostacolo”». In altre parole, nessun giocatore di alto livello accetterà un contratto pluriennale con la spada di Damocle di un taglio così netto. La conseguenza è inevitabile e perversa: «Gli effetti ricadranno perciò sui meno “fortunati” che già oggi, per giocare, sono molto spesso costretti a firmare a condizioni economiche assai inferiori a quelle immaginabili». Un provvedimento che, invece di promuovere la sostenibilità, accentua le disuguaglianze.

Zazzaroni sposta poi la sua critica su un altro tema a lui caro: gli orari delle partite. Se da un lato si dice d’accordo con la proposta di Simonelli di anticipare le partite alle 20:00, dall’altro non nasconde il suo sconcerto per la direzione che il calcio sta prendendo, con le partite serali di Coppa Italia che inizieranno addirittura alle 21:15. La sua conclusione è una sentenza, una frase che è un manifesto d’amore per uno sport che rischia di perdere la sua anima: «Il calcio non è un programma dell’access». Un grido d’allarme contro la deriva di un gioco sempre più schiavo delle logiche televisive e sempre più lontano dalla sua gente.

Calciomercato Inter: Taremi vicino all’addio, ecco la squadra in pole

Calciomercato Inter: Taremi vicino all’addio, ecco la squadra in pole per l’attaccante iraniano che è ormai ai titoli di coda in nerazzurro

L’Inter accelera le operazioni in uscita per snellire la rosa e finanziare il mercato in entrata. Il reparto avanzato, in particolare, è al centro di una vera e propria rivoluzione. Dopo le cessioni di Valentin Carboni al Genoa e l’imminente addio di Sebastiano Esposito, anche il futuro di Mehdi Taremi sembra ormai segnato.

L’attaccante iraniano, arrivato a parametro zero un anno fa, non ha convinto nel suo primo anno in nerazzurro e ora è ai margini del progetto. Secondo il Corriere dello Sport, Taremi è vicino al trasferimento in Premier League, con il Leeds in pole position. Il club inglese avrebbe superato la concorrenza di West Ham, Fulham e Nottingham Forest. L’Inter, in ogni caso, trarrà un beneficio economico dall’operazione. Taremi ha già rifiutato le proposte di Botafogo e Flamengo, dimostrando di voler rimanere in Europa.

Un’altra situazione in fase di stallo, ma con risvolti diversi, è quella di Kristjan Asllani. Il centrocampista albanese, che non rientra nei piani del tecnico Cristian Chivu, ha rifiutato la proposta del Betis Siviglia. Il suo desiderio è quello di restare in Serie A, dove il Sassuolo rappresenta l’opportunità più concreta.

Il club nerazzurro, tramite i dirigenti Ausilio e Marotta, attende di finalizzare le cessioni per avere maggiore libertà d’azione sul mercato. Le recenti prove tattiche di Chivu, che sta sperimentando il 3-4-2-1, sembrano stringere ulteriormente gli spazi per Asllani, che in questi anni non ha mai convinto del tutto come vice-Calhanoglu. La volontà del giocatore di rimanere in Italia potrebbe facilitare l’accordo con il Sassuolo, permettendo all’Inter di sbloccare una situazione che, al momento, è in fase di stallo. La speranza è di chiudere in tempi brevi per poter concentrarsi sui prossimi acquisti.

Criscito si racconta: «Gasperini un secondo papà. Alla Juve mi sentii emarginato. Il calcioscommesse? Quella volta con la polizia a Coverciano…»

Criscito: «Alla Juve mi sentii emarginato. Il calcioscommesse? Quella volta con la polizia a Coverciano…» L’ex capitano del Genoa si racconta

Un viaggio in treno, di notte, da Napoli a Genova. Un ragazzino di quindici anni con un borsone pieno di sogni e la paura di un mondo nuovo. Inizia così la favola di Domenico “Mimmo” Criscito, una storia di cadute e rinascite, di addii dolorosi e ritorni trionfali, sempre con il Genoa nel cuore. Ex difensore, capitano e oggi allenatore dell’Under 17 rossoblù, Criscito è un simbolo del Grifone, ma la sua carriera è un romanzo che ha toccato piazze importanti come la Juventus e lo Zenit di San Pietroburgo, e ha vissuto il dramma di un’accusa infamante, quella del calcioscommesse, che gli ha tolto un Europeo ma non la dignità. Oggi, a 38 anni, si racconta a La Gazzetta dello Sport, un dialogo a cuore aperto in cui ripercorre le tappe di una vita spesa per il pallone, con un unico, grande maestro: Gian Piero Gasperini, il “secondo papà” che lo ha fatto rinascere.

LE ORIGINI E L’IDOLO MALDINI – «Sono cresciuto a Volla, nell’area metropolitana di Napoli. Papà Alfredo operaio in una fabbrica di plastiche, mia mamma Maria casalinga. Da ragazzino il mio idolo era Maldini: lo guardavo e pensavo che quell’eleganza, quella posa, quella personalità, ecco, avrei voluto averle io. Quando l’ho incontrato da avversario lo guardavo incantato».

IL RAPPORTO CON GLI ALLENATORI E GASPERINI – «Non sono così falso da dire che con tutti ho legato, ma a tutti devo qualcosa. Torrente mi fece esordire in B a dicianni, Ranieri mi lanciò in A, Lippi mi ha regalato la mia prima maglia azzurra, con Spalletti ho condiviso la favolosa esperienza a San Pietroburgo, ma più di tutti, è Gasperini che mi ha formato. È stato un secondo papà, mi ha dato fiducia quando tutti mi guardavano storto e non credevano in me».

LA RINASCITA DOPO LA JUVENTUS – «Sono alla Juventus, sbaglio un paio di partite, sì, anche quella del famoso gol di Totti, che mi manda fuori giri con una finta e segna. È vero, ero un pivello, ma mi sono sentito emarginato. La cosa che mi feriva di più erano le bugie sul mio conto. Quando tornai al Genoa Gasperini mi ridiede un equilibrio, mi cambiò ruolo, mi fece diventare il calciatore che poi sono diventato».

NESSUN RIMPIANTO PER LA JUVE – «No, è andata così. Ero giovane, si può sbagliare qualche partita a quell’età. Ma la Juve non ti aspetta, devi essere subito pronto».

IL DEBUTTO IN NAZIONALE CON PIRLO – «A Basilea, contro la Svizzera, a 22 anni. Nel tunnel ero tesissimo, mi si avvicina Pirlo e mi fa: allora Mimmo, quando vedi che mi arriva il pallone, tu comincia a correre, corri, corri, tanto, stai tranquillo, guardami, ti metto il pallone a cinque centimetri dal piede. L’aveva detto per allentare la tensione, c’era riuscito».

IL MOMENTO PIÙ CUPO: IL CALCIOSCOMMESSE – «Ero a Coverciano, erano le sei di mattina, arrivò la polizia, in stanza stavo con Ranocchia, non capivo cosa stava succedendo. Pensai che fosse successo qualcosa di brutto a mio figlio, aveva sei mesi. Nello stesso momento gli agenti entravano a casa mia, c’era mia moglie Pamela, aveva ventuno anni. In quei giorni mi crollò il mondo addosso. Lei mi è stata accanto, sono diciotto anni che stiamo insieme».

L’ASSOLUZIONE E IL RIMPIANTO – «Però è stata una storia lunga, che mi ha tolto l’Europeo del 2012 e mi ha tolto la serenità».

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