Pagina 763 – Calcio News 24

Calciomercato Sassuolo, Adli come biglietto da visita per il ritorno in Serie A? Colpo da non sottovalutare

Calciomercato Sassuolo: nel mirino tre giocatori del Milan, e non solo. La situazione dei neroverdi

Il Calciomercato Sassuolo inizia a prendere forma con obiettivi ben precisi. Secondo quanto rivelato da Matteo Moretto sul canale YouTube di Fabrizio Romano, il club neroverde avrebbe puntato gli occhi su tre giocatori attualmente sotto contratto con il Milan, con l’intento di rinforzare sia il centrocampo che l’attacco in vista della prossima stagione.

Per il reparto di centrocampo, due nomi emergono con forza: Tommaso Pobega e Yacine Adli. Entrambi piacciono per caratteristiche tecniche e fisiche, e rappresenterebbero profili ideali per il gioco che il Sassuolo intende sviluppare. In particolare, Adli ha recentemente rifiutato una proposta arrivata dalla Russia, manifestando la volontà di rimanere in Italia. Questo dettaglio potrebbe favorire un’eventuale trattativa con il club emiliano.

Ma il Calciomercato Sassuolo non si ferma al centrocampo. Anche per l’attacco ci sono movimenti importanti in corso. Tra i nomi seguiti spiccano Giovanni Simeone, attualmente al Napoli, e Lorenzo Colombo, giovane attaccante di proprietà del Milan che ha già avuto diverse esperienze in Serie A e viene considerato un talento in crescita. Entrambi i giocatori sono valutati attentamente per completare un reparto offensivo che ha bisogno di nuove energie e soluzioni.

Le prossime settimane saranno cruciali per capire se il Sassuolo riuscirà a trasformare questi interessamenti in operazioni concrete. La società vuole costruire una rosa competitiva, capace di affrontare la prossima stagione con l’ambizione di risalire dopo l’amara retrocessione.

Il Calciomercato Sassuolo si preannuncia dunque attivo e strategico, con l’obiettivo di individuare giocatori motivati, giovani ma già pronti per il salto di qualità. Le trattative con il Milan potrebbero rivelarsi fondamentali per gettare le basi della nuova rosa neroverde, puntando su profili che vogliono rilanciarsi e crescere in un ambiente che storicamente valorizza i talenti.

Torino, allenamento a porte aperte: data e orari. Ecco poi il programma del ritiro – VIDEO

Allenamento a porte aperte per il Torino al Filadelfia, ecco data e orari della seduta, vediamo poi il programma completo del ritiro 

«Siamo pronti e felici», è iniziata con queste parole, rilasciate dal tecnico Marco Baroni all’entrata dello Stadio Filadelfia, la stagione del Torino Fc. Da martedì i granata hanno iniziato infatti ad allenarsi senza soluzione di continuità tra le mura del centro sportivo, imboccando – come si evince nel video diramato dalle telecamere di CalcioNews24 e qui riportato – ogni mattina l’ingresso dello Stadio che si affaccia su Via Spano a bordo delle rispettive vetture. 

Test atletici, visite mediche, massaggi, prove e tanta corsa per Adrien Tameze e compagni. Con loro anche il capitano dei granata, al rientro dal lungo infortunio, Duvan Zapata e i due nuovi acquisti arrivati negli ultimi giorni dal mercato Tino Anjorin e Ardian Ismajli. Bene, sabato 12 luglio ad unirsi alla seduta ci saranno anche…i tifosi. 

«Il Torino Football Club comunica che l’allenamento di sabato 12 luglio allo stadio Filadelfia si svolgerà a porte aperte. I tifosi potranno assistere alla sessione mattutina accedendo all’impianto dall’ingresso di via Filadelfia a partire dalle ore 9.45» si legge nella nota diramata dal club di Via Viotti questa mattina sui propri portali ufficiali e sulle rispettive pagine social. Una scelta in linea con quanto effettuato già l’anno scorso, quando – allora alla guida della compagine piemontese sedeva Paolo Vanoli – venne organizzato un allenamento a porte aperte proprio il sabato antecedente alla partenza per il ritiro. 

Già, il ritiro. Dal 14 al 26 di luglio il Torino farà tappa in Val Venosta, presso la località di Prato allo Stelvio. Due le amichevoli in programma per Nikola Vlasic e i suoi per l’occasione. La prima con l’FC Ingolstadt il 19 e la seconda con la Cremonese il 26. Prevista con ogni probabilità (in attesa di un comunicato ufficiale il condizionale rimane comunque d’obbligo) proprio durante il ritiro in Alto Adige la presentazione della squadra e del neo allenatore Baroni.

Albertini: «Vlahovic? Lo prenderei a occhi chiusi. Ricci è come me, Modrić un leader. Su Camarda…»

Le dichiarazioni dell’ex giocatore della Lazio Demetrio Albertini sulla situazione attuale di emrcato


Il metronomo, il cervello, il numero 4 che ha dettato i tempi di un Milan leggendario. Quando parla Demetrio Albertini, il popolo rossonero si ferma ad ascoltare, perché la sua analisi unisce la saggezza di chi ha vinto tutto e la lucidità critica di un osservatore attento. In una lunga intervista concessa a La Gazzetta dello Sport, l’ex centrocampista della Lazio scandaglia il nuovo Milan di Massimiliano Allegri, promuovendo le prime mosse di mercato e indicando la via per il futuro.

Dall’investitura per il suo erede designato, Samuele Ricci, alla benedizione per l’arrivo di un fuoriclasse come Luka Modrić, Albertini non si nasconde. Esprime un giudizio netto sulla necessità di un nuovo numero 9, lanciando un appello per Dušan Vlahović e una critica costruttiva sulla gestione dei giovani come Camarda.

UN PARAGONE CON IL GIOVANE ALBERTINI – «Per quel che riguarda l’opportunità che ha a disposizione sì. Quando sono arrivato al Milan, giocavo qualche metro più avanti, ma poi sono arretrato e sono diventato un metronomo come lui. Io forse avevo più lancio lungo e più filtranti, ma Ricci è bravissimo a dettare i tempi alla squadra».

L’OPERAZIONE MODRIĆ – «Come potrei dire di no? Magari farà quello che ho fatto io quando sono andato a Barcellona, ovvero porterà esperienza all’interno dello spogliatoio, aiuterà i giovani talenti che ci sono e sarà pronto in qualunque momento per aiutare la squadra a vincere. Chi ha già alzato trofei importanti trasmette la mentalità giusta agli altri e ciò che ha chiesto ai dirigenti, ovvero se avrebbero costruito una rosa importante, fa capire che ha ancora fame».

39 ANNI – «Non credo che il problema sia questo. Paradossalmente penso che sia più complicato abituarsi a un calcio diverso da quello spagnolo, ma non ho dubbi sul fatto che sarà importante per il Milan: ha vissuto tanti spogliatoi vincenti, sa gestire i momenti chiave dei match e ha lampi di classe pura. Con lui il rendimento di Fofana, Ricci e degli altri centrocampisti crescerà. È un ex Pallone d’oro. Uno da Milan».

LE AMBIZIONI SCUDETTO – «Il Milan deve avere grandi ambizioni. Non giocherà le coppe europee e questo sarà un vantaggio del quale io avrei fatto volentieri a meno. La cosa importante è il fatto che il Milan abbia iniziato a lavorare sul campo con un bel vantaggio soprattutto su Inter e Juve. Se Allegri, come credo, sarà bravo a farsi seguire, penso che la stagione sarà importante».

IL NOME È VLAHOVIC – «A me non dispiace. Il Vlahovic che ho visto alla Fiorentina lo prenderei a occhi chiusi. Ripeto: a occhi chiusi. Dopo l’esperienza alla Juventus, qualche dubbio in più mi è venuto, ma uno come Vlahovic, se messo nelle condizioni giuste, al Milan sono convinto farebbe bene. I centravanti costano parecchio e quelli di valore che si muoveranno non sono tanti».

LA GESTIONE DI CAMARDA – «Io lo avrei tenuto e lo avrei fatto giocare. All’estero ai giovani di talento le grandi squadre danno fiducia: il Barcellona fa scuola con l’utilizzo di Iniesta, Xavi, Jamal e tanti altri. Noi invece preferiamo mandarli in squadre più piccole. Io mi domando: ma non sarebbe stato meglio se avesse giocato 15-20 partite al Milan?».

Da Zirkzee a Lucca fino al ritorno di Hojlund: i nomi desiderati dai tifosi dell’Atalanta per sostituire Retegui

Dopo il certo addio di Mateo Retegui la domanda sorge spontanea: chi sarà il suo erede? Ecco l’opinione dei tifosi dell’Atalanta

Mateo Retegui con grande probabilità dirà addio all’Atalanta, e a fronte della grande cifra incassata sul mercato (intorno ai 70 milioni) la domanda sorge spontanea: chi sarà il suo erede? Aspettando ulteriori riscontri ecco il pensiero dei tifosi nerazzurri sui social.

La lista dei desideri nerazzurri è lunghissima così come i nomi: da Krstovic (Lecce) a Castro (Bologna), dal ritorno di Zirkzee a Kean pagando la clausola da 52 milioni, da Lucca a Vlahovic, da Pinamonti a Gyokeres, da Mikautaze a Daghim fino ad arrivare addirittura al ritorno di Rasmus Hojlund a Bergamo. In questi casi non resta che aspettare.

Calciomercato Milan, Jashari spinge per vestire rossonero. La risposta del Club Brugge spiazza tutti!

Calciomercato Milan: Jashari vuole i rossoneri, ma il Club Brugge alza il muro. Sentite cosa hanno detto i nerazzurri

Il calciomercato Milan continua a muoversi con decisione, ma si trova di fronte a una trattativa complessa che coinvolge uno degli obiettivi principali del centrocampo: Ardon Jashari. Il talento svizzero, attualmente in forza al Club Brugge, è da tempo nel mirino della dirigenza rossonera, che vede in lui un profilo ideale per rinforzare la mediana. Tuttavia, il club belga si sta rivelando un osso duro.

Secondo quanto riportato da Gazzetta.it, il Milan avrebbe già raggiunto un’intesa di massima con Jashari su un contratto quinquennale. Il giocatore, classe 2002, avrebbe manifestato con forza la propria volontà di trasferirsi a Milano. Un dettaglio non secondario, che rappresenta un punto a favore dei rossoneri nella trattativa. Ma dall’altra parte, il Club Brugge sembra intenzionato a difendere il proprio gioiello a ogni costo.

Bob Madou, amministratore delegato del Brugge, ha dichiarato ai media belgi che, pur avendo incontrato il Milan, non è stata presentata un’offerta ritenuta adeguata. “Ci siamo seduti a parlare per cortesia, ma non abbiamo discusso di cifre”, ha detto con un sorriso, lasciando intendere che l’attuale proposta del Milan non soddisfa le richieste del club.

Il calciomercato Milan, quindi, si trova a dover alzare l’asticella se vorrà strappare Jashari al Brugge. Il club belga non ha alcuna intenzione di svendere il giocatore, considerato centrale nei progetti futuri. “Non è la fine di un ciclo per lui”, ha aggiunto Madou, chiudendo per ora ogni spiraglio.

Dévy Rigaux, responsabile dell’area sportiva del Brugge, ha rafforzato il concetto: “Se arriva un’offerta adeguata da un top club e il giocatore ha completato il suo percorso, allora se ne può parlare”. Un chiaro messaggio al Milan: serve un rilancio concreto. Rigaux ha anche avvertito che un altro anno in Belgio potrebbe far aumentare il valore di Jashari e attirare nuovi interessi.

In questo momento, il calciomercato Milan è chiamato a una scelta strategica: puntare tutto su Jashari con un’offerta convincente o virare su alternative. Ma una cosa è certa: il centrocampista svizzero vuole vestire il rossonero. Resta da capire se il Milan riuscirà a sbloccare l’operazione.

Calciomercato Juve, la situazione dei bianconeri per comprare Adeyemi. Cosa manca ancora?

Calciomercato Juve: occhi puntati su Karim Adeyemi del Borussia Dortmund. La situazione attuale dei bianconeri

Il calciomercato Juve entra nel vivo, e tra le tante piste esplorate dalla dirigenza bianconera torna a circolare con insistenza il nome di Karim Adeyemi, giovane attaccante del Borussia Dortmund. Il talento tedesco, classe 2002, è da tempo nei radar della Juventus, e le sue prestazioni convincenti in Bundesliga e in Europa non hanno fatto altro che rafforzare l’interesse.

Adeyemi ha vissuto una stagione complessa ma positiva: nonostante un infortunio muscolare che lo ha tenuto ai box per alcune settimane, è riuscito comunque a chiudere l’annata con 12 gol e 10 assist. Numeri importanti per un giocatore che ha mostrato grande duttilità offensiva, riuscendo a rendersi pericoloso sia da esterno che da attaccante centrale. Le sue qualità tecniche, unite alla rapidità e all’intelligenza tattica, lo rendono un profilo ideale per il gioco di Igor Tudor.

In un’ottica di costruzione a medio-lungo termine, il calciomercato Juve valuta Adeyemi come un investimento sostenibile. Con un ingaggio ancora relativamente contenuto e una valutazione di circa 45-50 milioni di euro, il suo arrivo non sarebbe fuori portata per la società bianconera, che cerca di rinforzare l’attacco senza compromettere l’equilibrio economico.

Adeyemi potrebbe rivelarsi un’arma preziosa per Tudor, grazie alla sua capacità di adattarsi a più ruoli offensivi. La Juventus lo vede come un potenziale “jolly” in grado di garantire qualità, imprevedibilità e profondità. La giovane età del tedesco è un altro punto a favore: a soli 22 anni ha già maturato esperienze importanti tra Bundesliga, Champions League e nazionale tedesca.

Secondo quanto riportato da La Gazzetta dello Sport, la Juve seguirà con attenzione l’evolversi della situazione, pronta a intervenire se si dovessero aprire spiragli concreti. Il calciomercato Juve è in pieno fermento, e il nome di Adeyemi resta uno dei più caldi per rinforzare il reparto offensivo bianconero. Anche il giocatore, secondo fonti vicine all’ambiente tedesco, non sarebbe insensibile all’idea di un trasferimento a Torino.

Calciomercato Bologna, per Ndoye i rossoblu sparano ancora alto! 50 milioni chiedono a quella big

Calciomercato Bologna: rilancio per Ndoye, offerta da 50 milioni per resistere all’assalto del Napoli

Il calciomercato Bologna si accende attorno al nome di Dan Ndoye, esterno offensivo protagonista di una grande stagione e ora finito nel mirino di diversi club, tra cui il Napoli. Secondo quanto riportato dal Corriere dello Sport, la società rossoblù avrebbe alzato sensibilmente la valutazione del giocatore, portando il prezzo a 50 milioni di euro. Una cifra importante che dimostra la volontà del Bologna di trattenere uno dei suoi talenti più promettenti, o comunque di monetizzare al massimo in caso di addio.

Dan Ndoye, classe 2000, ha vissuto un’annata di crescita esponenziale sotto la guida di Italiano, mostrando grande duttilità tattica, velocità e intelligenza nel gioco offensivo. Le sue prestazioni non sono passate inosservate, attirando l’interesse di club italiani ed esteri. Il Napoli, in particolare, avrebbe manifestato un forte interesse per l’esterno svizzero, individuandolo come uno dei rinforzi ideali per l’attacco del futuro.

Proprio per resistere all’assalto dei partenopei, il calciomercato Bologna si muove con decisione: il club ha fissato il prezzo a 50 milioni, segnale chiaro che il giocatore non partirà a meno di un’offerta davvero irrinunciabile. Una mossa strategica, anche per avere il pieno controllo della situazione e disincentivare offerte al ribasso.

Va ricordato che Ndoye è arrivato al Bologna dal Basilea nel 2023 per circa 9 milioni di euro: una valutazione quintuplicata in meno di due stagioni dimostra non solo la qualità del lavoro fatto dal club felsineo sul mercato, ma anche l’importanza crescente che il giocatore ha assunto all’interno della rosa.

Nel frattempo, la dirigenza rossoblù lavora anche su altri fronti del calciomercato Bologna, consapevole che la prossima stagione sarà densa di impegni, soprattutto con l’imminente debutto in Europa League. Riuscire a trattenere i pezzi pregiati, come Ndoye, significherebbe garantire continuità e competitività, ma tutto dipenderà dalle prossime mosse delle squadre interessate.

Il Napoli non molla, ma il Bologna ha alzato la posta. La situazione resta calda e in continua evoluzione. Nel frattempo, Ndoye si gode le vacanze, ma il suo nome è destinato a restare uno dei più discussi nel calciomercato Bologna estivo.

Calciomercato Fiorentina, Dodo in bilico. Occhio all’interesse di quella rivale storica per il terzino

Calciomercato Fiorentina: Dodo in bilico, la Juventus osserva con attenzione. La situazione attuale

Il calciomercato Fiorentina entra nel vivo con una situazione che potrebbe scuotere l’ambiente viola: il futuro del terzino brasiliano Dodo è tutt’altro che certo. Secondo quanto riportato dal Corriere dello Sport, il laterale destro potrebbe non rinnovare il contratto con la Fiorentina, alimentando le voci di una possibile cessione. E tra i club interessati ci sarebbe proprio la Juventus, da tempo a caccia di rinforzi sulle corsie difensive.

Dodo, arrivato a Firenze dallo Shakhtar Donetsk nel 2022, ha alternato buone prestazioni a qualche passaggio a vuoto, anche a causa di un lungo infortunio che lo ha tenuto fuori per diversi mesi. Nonostante ciò, il suo profilo resta interessante per molti club italiani ed europei. La Fiorentina, dal canto suo, non ha ancora trovato un accordo per il rinnovo del contratto, e la trattativa appare al momento in stallo.

Il nome di Dodo è diventato quindi uno dei più caldi nel calciomercato Fiorentina, con i dirigenti viola chiamati a una decisione importante: trattenere il giocatore, rilanciando le trattative per il prolungamento, oppure aprire alla sua cessione per fare cassa e reinvestire in altri reparti. Il contratto attuale scade nel 2027, ma l’incertezza sulle intenzioni del giocatore e del suo entourage complica la situazione.

Nel frattempo, la Juventus osserva con interesse l’evoluzione della vicenda. Il club bianconero sta cercando un’alternativa affidabile per la fascia destra, e Dodo rappresenta un profilo giovane ma già esperto, con un buon margine di crescita. In caso di apertura da parte della Fiorentina, la Juve potrebbe presentare un’offerta concreta già nelle prossime settimane.

Il calciomercato Fiorentina si annuncia quindi movimentato, con la possibile partenza di Dodo che potrebbe aprire nuovi scenari anche in entrata. La società toscana dovrà valutare attentamente le proposte in arrivo, tenendo conto delle esigenze del nuovo allenatore e della volontà di rafforzare la rosa in vista della stagione 2025/26. L’eventuale addio del brasiliano costringerebbe i viola a intervenire nuovamente sul mercato, cercando un sostituto all’altezza per un ruolo chiave nello scacchiere tattico.

In attesa di sviluppi concreti, il nome di Dodo resta al centro delle trattative: il calciomercato Fiorentina ruota anche intorno al suo futuro.

Le prime pagine sportive nazionali – 10 luglio

Le prime pagine dei quotidiani sportivi di oggi in edicola: Tuttosport, Corriere dello Sport e La Gazzetta dello Sport. I dettagli

Sono decine di migliaia le copie vendute tutte le mattine in edicola, ma un’anteprima dei principali contenuti può essere consultata già dalla sera precedente. Ecco, allora, le prime pagine dei Quotidiani Sportivi di oggi in edicola. Tuttosport, Corriere dello Sport e La Gazzetta dello Sport rappresentano i principali quotidiani sportivi in Italia.

Calciomercato: Pessina nel mirino di diversi club di Serie A! Le ultime sull’ex Monza

Calciomercato: Matteo Pessina nel mirino di alcune squadre di Serie A! Le ultimissime sull’ex centrocampista del Monza

Il futuro di Matteo Pessina, centrocampista classe 1997 e capitano del Monza, è sempre più incerto dopo la retrocessione del club brianzolo e il recente cambio di proprietà, con il passaggio al fondo statunitense Beckett Layne Ventures. Nonostante le nuove ambizioni dichiarate dalla dirigenza, il nome di Pessina è tra i più caldi del mercato estivo, con diversi club di Serie A pronti a contenderselo.

Un profilo d’esperienza e duttilità tattica

Pessina, mediano duttile e con una solida esperienza nel massimo campionato italiano, ha collezionato 87 presenze e 12 reti in Serie A con la maglia del Monza. Campione d’Europa con l’Italia nel 2021, è apprezzato per la sua intelligenza tattica, la capacità di adattarsi a più ruoli nella zona centrale del campo e la leadership maturata negli anni. Queste caratteristiche lo rendono un obiettivo appetibile per diverse squadre in cerca di rinforzi a centrocampo.

Sassuolo, Genoa e Torino sulle sue tracce

Tra i club più attivi sul fronte Pessina c’è il Sassuolo, che sotto la guida dell’allenatore Fabio Grosso — ex tecnico del Frosinone e campione del mondo 2006 — è alla ricerca di un elemento esperto per rafforzare la mediana. Anche il Genoa e il Torino hanno manifestato interesse per il centrocampista, valutandolo come un potenziale titolare in grado di alzare il tasso tecnico e tattico della rosa.

Il Cagliari fa sul serio

Secondo quanto riportato da La Nuova Sardegna, anche il Cagliari si è inserito con decisione nella corsa al giocatore. Il club sardo, affidato per la prossima stagione a Fabio Pisacane — ex difensore rossoblù e ora al debutto in panchina — vede in Pessina un elemento chiave per costruire una squadra competitiva e pronta a lottare per la salvezza.

Con il mercato in pieno fermento, il nome di Matteo Pessina resta uno dei più seguiti tra i centrocampisti italiani. La sua esperienza, unita alla versatilità e alla leadership, lo rendono un profilo ideale per molte squadre di Serie A. Il futuro del capitano del Monza potrebbe presto prendere una nuova direzione.

PSG Real Madrid: tre cose che non hai notato della super sfida del Mondiale

PSG Real Madrid: tre cose che non ha notato della sfida valida per la seconda semifinale del Mondiale per Club 2025. I dettagli

Il 4-0 con cui il Paris Saint-Germain ha demolito il Real Madrid in semifinale racconta di una superiorità tecnica, tattica e mentale quasi imbarazzante. Ma oltre la cronaca di un dominio assoluto, la notte del MetLife Stadium è stata un palcoscenico di episodi curiosi e momenti simbolici che hanno svelato l’essenza più profonda della partita. Dalla colonna sonora che ha accompagnato il crollo dei Blancos al gesto di frustrazione di un campione, fino al tributo finale di un giocatore al suo amico scomparso, ecco tre istantanee che raccontano la vera storia di una semifinale indimenticabile.

1. Il “Bernabéu” che si ammutolisce e il canto degli ultras del PSG. Dal 1′ al 90′. Sembra di essere al Bernabéu. Ci sono maglie bianche ovunque. Lo stadio è una marea madridista, che fischia il possesso palla parigino e incita i propri beniamini. Ma dopo i due gol subiti in otto minuti, quel boato si trasforma in un silenzio assordante. Con il passare dei minuti, l’unica colonna sonora della partita diventa il canto incessante degli ultras del PSG, che picchiano sui loro tamburi senza sosta. È l’inversione sonora del potere: il silenzio della delusione madridista viene sovrastato dal rumore della gioia parigina, un’istantanea perfetta del trasferimento di dominio avvenuto in campo.

2. La furia solitaria di Bellingham: il campione che si ribella al nulla. Per più di un’ora, Jude Bellingham è un fantasma. Annullato, frustrato, incapace di incidere. Poi, all’improvviso, un lampo d’orgoglio. La sua azione sembra quella di un uomo che finalmente si è svegliato. Prende palla a centrocampo, ignora i compagni e si lancia in una progressione solitaria e rabbiosa verso la porta, calciando con forza ma trovando la respinta di Donnarumma. Quell’azione non è un semplice tiro: è il simbolo della frustrazione di un campione che, di fronte all’impotenza collettiva, decide di fare la guerra da solo. Un gesto individualista che è la fotografia perfetta di un Real Madrid incapace di reagire come squadra. Un minuto dopo, Xabi Alonso lo sostituisce, non è proprio giornata.

3. L’esultanza per Diogo Jota: il tributo che chiude la partita. Sul risultato di 3-0, con la partita ormai in archivio, arriva il quarto gol. Lo segna Gonçalo Ramos, ma è la sua esultanza a catturare l’attenzione. Invece di celebrare in modo convenzionale, mima il gesto di giocare a un videogioco. Naturalmente c’è un perché: è un tributo al compianto Diogo Jota, suo compagno di nazionale, noto per la sua passione per i videogiochi e per celebrare i gol in quel modo. In una serata di dominio sportivo, l’ultimo gesto significativo è di affetto e memoria.

Pagelle PSG Real Madrid, i TOP e i FLOP del match

I top e i flop e le pagelle del match valido per la seconda semifinale del Mondiale per Club: pagelle PSG Real Madrid

I TOP e i FLOP del match valido valevole per la prima semifinale del Mondiale per Club: pagelle PSG Real Madrid.

Una lezione di calcio, una dimostrazione di superiorità totale che annichilisce i campioni e proietta il Paris Saint-Germain in finale del Mondiale per Club. La semifinale del MetLife Stadium non è mai stata in discussione: la squadra di Luis Enrique ha letteralmente demolito il Real Madrid di Xabi Alonso con un 4-0 senza appello, frutto di un primo tempo da incubo per gli spagnoli, chiuso sotto di tre gol. Il PSG ha dominato in ogni zona del campo, sfruttando due errori difensivi imperdonabili dei Blancos nei primi otto minuti per indirizzare la partita e gestendola poi con una qualità di palleggio e una fluidità di manovra che hanno lasciato il Real inerme, “toccato e affondato”.

I TOP

FABIÁN RUIZ (PSG) È il protagonista assoluto della semifinale. Sblocca la partita dopo 5 minuti con il fiuto del rapace d’area, avventandosi su una respinta di Courtois. Raddoppia al 23′ concludendo un’azione meravigliosa, tutta verticale e di prima, dimostrando un tempismo perfetto nell’inserimento. Domina il centrocampo, detta i ritmi e si toglie la soddisfazione di una doppietta pesantissima contro i rivali spagnoli. Dominante.

OUSMANE DEMBÉLÉ (PSG) Una spina nel fianco costante, un incubo per la difesa del Real Madrid. È lui a creare il panico in occasione del primo gol, rubando palla ad Asencio e costringendo Courtois alla parata. All’8′, approfitta di un liscio clamoroso di Rüdiger per involarsi verso la porta e segnare con la freddezza del campione il gol del 2-0. Ogni sua accelerazione crea superiorità numerica e la standing ovation del MetLife al momento della sua sostituzione è il giusto tributo a una prestazione sontuosa. Imprendibile.

I FLOP

RAÚL ASENCIO (Real Madrid) La sua partita è un disastro che dà il via al crollo dei Blancos. Sul primo gol, si “addormenta” in fase di costruzione, perdendo un pallone sanguinoso al limite della sua area che porta alla rete di Fabián Ruiz. Un errore gravissimo, non da giocatore del suo livello, che lo manda in tilt psicologico per il resto della sua permanenza in campo, tanto da essere sostituito al 64′ dopo una prestazione da incubo. Sciagurato.

ANTONIO RÜDIGER (Real Madrid) Se Asencio ha aperto la voragine, lui l’ha resa una fossa invalicabile. Il suo errore sul secondo gol è, come lo definisce la stampa spagnola, “imperdonabile”. Un liscio completo a molti metri dalla porta che regala a Dembélé una prateria per il 2-0. Un’incertezza tecnica inspiegabile per un difensore della sua esperienza, che ha affondato la sua squadra dopo appena otto minuti di gioco. Irriconoscibile.

Calhanoglu Inter, ecco la svolta sul futuro! C’è la risposta al Galatasaray: decisione presa, lo scenario

Calhanoglu Inter, arriva la svolta sul futuro! C’è la risposta al Galatasaray: decisione ormai presa, lo scenario clamoroso

Hakan Calhanoglu, centrocampista turco classe 1994 e pilastro del centrocampo dell’Inter, non lascerà il club nerazzurro. È questo l’esito dell’incontro tenutosi oggi a Milano tra i dirigenti dell’Inter e una delegazione del Galatasaray, interessata al giocatore. Nonostante il forte pressing del club di Istanbul, la trattativa si è conclusa senza un accordo.

Inter-Galatasaray: trattativa chiusa, Calhanoglu resta a Milano

Secondo quanto riportato da Gianluca Di Marzio, l’incontro tra le due società non ha prodotto i risultati sperati dal Galatasaray. Le condizioni economiche proposte non hanno soddisfatto le richieste dell’Inter, che ha deciso di non cedere il proprio regista. Calhanoglu, arrivato in nerazzurro nel 2021 dopo l’esperienza al Milan, è diventato un punto fermo della squadra grazie alla sua visione di gioco, precisione nei calci piazzati e leadership in mezzo al campo.

L’Inter punta su Calhanoglu per la stagione 2025/2026

La società nerazzurra ha ribadito la volontà di trattenere il centrocampista anche per la prossima stagione. Con l’addio di alcuni veterani e l’arrivo di nuovi innesti, la conferma di Calhanoglu rappresenta un segnale chiaro: l’Inter vuole mantenere alta la competitività in Serie A e in Europa. Il nuovo tecnico Chivu, alla guida della squadra, potrà quindi contare ancora su uno dei suoi uomini chiave per affrontare le sfide della stagione 2024/2025.

Calhanoglu centrale nel progetto tecnico nerazzurro

La chiusura della trattativa con il Galatasaray rafforza la posizione di Calhanoglu all’interno del progetto tecnico dell’Inter. Nonostante l’interesse di altri club, soprattutto turchi, la dirigenza ha scelto di blindare il giocatore, considerandolo fondamentale per l’equilibrio tattico della squadra.

Con questa decisione, l’Inter conferma la propria strategia: valorizzare i talenti già presenti in rosa e costruire una squadra solida attorno a figure di esperienza e qualità come Calhanoglu.

Fluminense Chelsea, ascolti record per TV Globo in Brasile nonostante la sconfitta

Fluminense Chelsea, ascolti da record per TV Globo in Brasile nonostante la sconfitta dei brasiliani del tecnico Renato Portaluppi

La semifinale del Mondiale per Club fa il botto di audience: a San Paolo è il miglior risultato del martedì da tre anni, a Rio de Janeiro crescita dell’88%.
Una sconfitta amara in campo, ma un trionfo assoluto in termini di ascolti televisivi. La semifinale del Mondiale per Club tra Fluminense e Chelsea, terminata 2-0 per gli inglesi, ha incollato il Brasile davanti agli schermi, regalando all’emittente TV Globo numeri da record e confermando l’enorme impatto della nuova competizione sul pubblico sudamericano. Un successo di audience che, pur non consolando i tifosi del Tricolor, dimostra la passione viscerale che accompagna le squadre brasiliane sui palcoscenici internazionali.


I dati sono davvero impressionanti. A San Paolo, la metropoli più grande del Brasile, la partita ha registrato 19 punti di audience, un risultato che non si vedeva in quella fascia oraria del martedì da quasi tre anni, precisamente da dicembre 2022. Un segnale fortissimo dell’interesse generato dal torneo, capace di catturare l’attenzione anche in una città non direttamente coinvolta a livello di tifo.


Ma è a Rio de Janeiro, la casa del Fluminense, che i numeri esplodono. La partita ha toccato i 32 punti di audience, con una crescita sbalorditiva del +88% rispetto alla media delle quattro terze serate precedenti. Milioni di tifosi si sono sintonizzati per sostenere la propria squadra, assistendo alla beffa di un’eliminazione decisa dalla doppietta di un loro connazionale, l’ex di turno João Pedro. Questi dati non solo certificano il successo del format del nuovo Mondiale per Club, ma ribadiscono ancora una volta come il calcio, in Brasile, sia molto più di un semplice sport: è un evento sociale capace di fermare un intero paese, nel bene e nel male.

Da disciplina sportiva a show da indotti milionari, ecco com’è cambiato il gioco del calcio

È davvero difficile ignorare quanto il calcio sia cambiato negli ultimi decenni. E non solo il calcio come gioco, ma tutta l’industria che vi gravita attorno. È cambiata la fisicità degli atleti, il numero di eventi nazionali e internazionali proposti, così come sono incredibilmente aumentati i compensi relativi agli ingaggi dei giocatori. Persino il mondo delle scommesse sportive ha subìto considerevoli mutazioni nel corso del tempo. 

Basta pensare al fatto che in passato le schedine venivano giocate nella parentesi domenicale del Totocalcio. Oggi, invece, è possibile scommettere in qualsiasi momento accedendo ad una delle tantissime piattaforme di gioco online. Portali come BonusFinder, addirittura, permettono di venire a conoscenza dei migliori casinò virtuali e dei bonus più vantaggiosi da sfruttare per le proprie giocate. 

Ma qual è stata la spinta propulsiva che ha trasformato il calcio nella colossale industria milionaria che è oggi? La causa è da ricercare sicuramente nell’incessante sviluppo tecnologico, ma anche e soprattutto nel modo in cui i tifosi si sono trasformati sempre più in consumatori.

L’accento sull’intrattenimento

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Come già accennato, l’avvento della televisione è stato il primo passo verso la trasformazione degli incontri calcistici in eventi mediatici. Oggi, grazie alle pay tv e ai social media, non solo è possibile assistere ai propri match preferiti in diretta, ma si può anche commentare i momenti salienti condividendo istantaneamente le proprie considerazioni con il mondo intero.

Questo, in primis, il cambiamento che ha reso il calcio non solo un appuntamento domenicale, ma un elemento da vivere costantemente nell’arco della propria quotidianità. Di conseguenza gli incontri e i campionati sono diventati sempre di più, motivo per cui i calciatori professionisti devono necessariamente essere più atletici e resistenti rispetto a quelli del passato. 

In virtù dell’intrattenimento, è facile notare come le strategie in campo siano sempre più orientate verso approcci offensivi, mentre l’assetto difensivo è stato ridotto in maniera sempre più decisiva. Del resto, il famoso catenaccio all’italiana, che un tempo fu l’arma vincente del calcio nazionale, oggi porterebbe i tifosi alla noia assoluta. 

Stipendi e compensi più elevati 

Pensare che Francesco Totti, nel corso delle sue 25 stagioni alla Roma, abbia guadagnato 85 milioni di euro, fa certamente sorridere. L’ingaggio di Cristiano Ronaldo da parte dell’Arabia Saudita, per fare un esempio, ha portato al calciatore portoghese una cifra monstre pari a 200 milioni di euro. Al Real Madrid, Mbappè percepisce uno stipendio che si aggira tra i 25 e i 30 milioni netti all’anno. 

Che ci sia un distacco netto rispetto al passato, insomma, lo testimoniano i numeri. A generare questo incremento nei compensi dei calciatori concorrono una grande varietà di fattori. Le società di calcio, infatti, percepiscono entrate significative sia dalla vendita dei biglietti quanto anche dalle sponsorizzazioni e dalle royalties legate ai diritti televisivi. Il fatto che la fanbase legata al calcio sia ogni anno più consistente, dunque, porta a guadagni via via più elevati. 

Che lo si voglia considerare un bene o un male, insomma, attorno alle società calcistiche circolano giri d’affari significativamente più importanti rispetto al passato. A ciò si aggiunge il fatto che i moderni giocatori, complice la propria fama e visibilità, sono diventati veicoli perfetti per spot televisivi e pubblicità, i cui compensi si sommano ai già faraonici stipendi che percepiscono. 

Uno sport globale 

La globalizzazione, che ha investito la quasi totalità dei settori della produzione mondiale, ha chiaramente influito parecchio anche sull’industria calcistica. Il mercato, come è facile vedere, è diventato un mercato internazionale, e oggi la competizione per accaparrarsi i giocatori migliori è spostata su un piano decisamente più ampio rispetto a 30 anni fa.

Una delle evidenze maggiori è riscontrabile dal fatto che, ormai, anche nei campionati nazionali come la Serie A o la Serie B, i giocatori in campo sono principalmente stranieri. Allo stesso modo, tantissimi giocatori italiani varcano i confini internazionali raggiungendo club di eccellenza come il Paris Saint Germain, Newcastle o Tottenham. Gianluigi Donnarumma e Sandro Tonali sono soltanto due esempi che descrivono perfettamente questo fenomeno. 

Da gioco a show miliardario 

È impressionante, in effetti, notare come la disciplina calcistica abbia cambiato la propria forma in poco meno di 30 anni. C’è chi pensa che i soldi abbiano ormai un ruolo troppo centrale, e chi invece gioisce per la maggiore competitività e la migliore fruibilità degli eventi rispetto al passato. Ciò che è certo, è che come tutti i fenomeni umani, anche il calcio si evolve continuamente, adattandosi ai tempi e alle circostanze che incontra. 

Questo significa che sicuramente, nel giro di altri 30 anni, questo sport continuerà a cambiare e a mutare in base al nuovo tipo di società che verrà formandosi. Conviene, a tal proposito, tenere gli occhi puntati sulle moderne tecnologie legate alla realtà virtuale e alla realtà aumentata. Gli esperimenti effettuati con le body cam, in effetti, lasciano presagire che un domani, molto probabilmente, gli eventi sportivi potranno essere offerti anche in modalità POV (Point of view). Ma queste sono soltanto speculazioni. 

Calciomercato Napoli, Beukema a un passo! Domani la giornata decisiva? Tutti gli aggiornamenti

Calciomercato Napoli, Sam Beukema è a un passo! Domani sarà la giornata decisiva? Tutti gli aggiornamenti

Il Napoli è vicino a chiudere un’importante operazione di mercato in entrata: Sam Beukema, difensore centrale olandese classe 1998, è pronto a vestire la maglia azzurra. Il giocatore, attualmente in forza al Bologna, è stato individuato da Antonio Conte — nuovo allenatore del Napoli e tecnico dal profilo vincente, noto per la sua attenzione alla fase difensiva — come rinforzo ideale per la retroguardia partenopea in vista della prossima stagione.

Beukema-Napoli: ci siamo

Secondo quanto riportato da Sky Sport, nelle ultime ore Napoli e Bologna hanno intensificato i contatti per definire gli ultimi dettagli dell’operazione. La trattativa, già ben avviata da giorni, dovrebbe concludersi ufficialmente domani con la tanto attesa fumata bianca. L’accordo prevede una base fissa di 30 milioni di euro, con una piccola parte variabile legata a bonus ancora da definire.

Nel frattempo, il Bologna si è già mosso per sostituire Beukema: è stato infatti ufficializzato l’arrivo di Martin Vitik, giovane centrale ceco proveniente dallo Sparta Praga. Il classe 2003, considerato uno dei prospetti più interessanti del calcio europeo, sarà affidato alla guida di Vincenzo Italiano, nuovo tecnico rossoblù noto per il suo gioco propositivo.

Napoli attivissimo sul mercato: Lang e Juanlu in arrivo

Parallelamente all’affare Beukema, il Napoli continua a lavorare su più fronti. In uscita, è ormai imminente la cessione di Victor Osimhen al Galatasaray: l’attaccante nigeriano, capocannoniere della Serie A 2022/23, è pronto a iniziare una nuova avventura in Turchia.

In entrata, invece, il club partenopeo è vicino a chiudere per Noa Lang, esterno offensivo olandese del PSV, noto per la sua velocità e abilità nel dribbling, e per Juanlu Sánchez, terzino destro spagnolo del Siviglia, apprezzato per la sua spinta sulla fascia e la duttilità tattica.

Giornata decisiva in arrivo

La giornata di domani si preannuncia cruciale per il mercato del Napoli, con più operazioni pronte a essere ufficializzate. Il club azzurro, sotto la guida di Conte, sta costruendo una rosa competitiva per tornare protagonista in Italia e in Europa.

PSG Real Madrid, un altro primo tempo da incubo per i blancos: 3-0. Da Shakhtar a Siviglia, tutte le volte che il Real è crollato nei primi 45 minuti

PSG Real Madrid, un primo tempo da incubo per le merengues. Da Shakhtar a Siviglia, tutte le volte che il Real è crollato nel primo tempo

Un primo tempo da incubo, un 3-0 che gela il sangue e che riapre ferite antiche. Il Real Madrid di Xabi Alonso va al riposo nella semifinale del Mondiale per Club contro il Paris Saint-Germain sotto i colpi di un devastante Fabian Ruiz, autore di una doppietta, e di Ousmane Dembélé. Un parziale pesantissimo e inaspettato, che ricorda ai tifosi blancos altre notti da incubo, serate in cui la squadra più titolata del mondo si è scoperta improvvisamente fragile, crollando prima dell’intervallo.


La storia recente, infatti, è ricca di precedenti che raccontano di primi tempi disastrosi per il Real. Uno dei più clamorosi risale all’ottobre 2020, in Champions League: in casa, contro lo Shakhtar Donetsk, la squadra allora allenata da Zidane si ritrovò sotto per 0-3 dopo i primi 45 minuti, travolta dalla velocità degli ucraini. Un altro crollo memorabile avvenne in Liga nel settembre 2018, quando il Siviglia annichilì i campioni d’Europa in carica con un 3-0 nel solo primo tempo, grazie a una doppietta di André Silva e a un gol di Ben Yedder.


Anche lo stesso PSG era già stato carnefice in passato: nel 2019, nella fase a gironi di Champions, i parigini si imposero per 3-0 in una partita dominata dall’inizio alla fine. Queste disfatte parziali raccontano di una squadra che, a volte, soffre cali di concentrazione o approcci sbagliati alle grandi partite, venendo travolta dall’intensità avversaria.


Eppure, la storia del Real Madrid è anche e soprattutto la storia delle sue epiche remontadas. Dalle incredibili rimonte in Champions contro lo stesso PSG, il Chelsea e il Manchester City nel 2022, fino alle serate magiche del Bernabéu, i blancos hanno costruito la loro leggenda sulla capacità di non arrendersi mai. La domanda, ora, è se questo nuovo Real, sotto shock e privo di alcuni dei suoi vecchi leader, avrà la forza mentale e tattica per ribaltare un passivo così pesante o se la notte del Mondiale si aggiungerà alla lista delle sue peggiori performance europee.

Ederson Inter, l’Al Hilal di Inzaghi piomba sul di lui: è una richiesta dell’ex allenatore nerazzurro, i dettagli

Ederson Inter, l’Al Hilal di Simone Inzaghi piomba sul calciatore dell’Atalanta: è una richiesta dell’ex tecnico Inter, le ultime

La notizia lanciata dall’emittente araba SBA Sport ha acceso i riflettori sul futuro di Ederson, centrocampista brasiliano classe 1999, protagonista di ottime stagioni con l’Atalanta. Simone Inzaghi, ex tecnico dell’Inter e attuale allenatore dell’Al-Hilal, avrebbe indicato il giocatore come rinforzo prioritario per il centrocampo del club saudita.

La richiesta di Inzaghi all’Al-Hilal

Secondo le indiscrezioni, Inzaghi – che ha appena iniziato la sua avventura in Arabia Saudita – avrebbe chiesto alla dirigenza dell’Al-Hilal un investimento importante per assicurarsi Ederson. L’obiettivo è costruire una mediana di altissimo livello nella Saudi Pro League, affiancando il brasiliano a Sergej Milinkovic-Savic, già colonna del club saudita.

Le trattative tra Al-Hilal e Atalanta sarebbero già in fase avanzata, anche se non è ancora stato definito l’importo dell’offerta. Il club di Riad è determinato a chiudere l’operazione, ma dovrà fare i conti con la concorrenza dell’Inter.

L’Inter osserva: Ederson possibile erede di Calhanoglu

A Milano, la dirigenza nerazzurra segue con attenzione l’evolversi della situazione. Ederson è infatti uno dei nomi in cima alla lista per il centrocampo, soprattutto in vista di una possibile partenza di Hakan Calhanoglu. Il regista turco, classe 1994, è stato un punto fermo della squadra di Simone Inzaghi, ma il suo futuro è incerto: il Galatasaray e altri club europei sarebbero interessati al suo cartellino.

In caso di addio, l’Inter potrebbe accelerare i contatti con l’Atalanta per provare a superare la concorrenza saudita e portare Ederson a Milano. Il brasiliano, apprezzato per la sua fisicità, visione di gioco e capacità di inserimento, rappresenterebbe un profilo ideale per il centrocampo nerazzurro.

Il futuro di Ederson tra Arabia e Serie A

Il destino di Ederson resta dunque in bilico tra la Saudi Pro League e la Serie A. L’Inter non intende restare a guardare e valuta ogni mossa con attenzione. Il centrocampista dell’Atalanta potrebbe diventare una pedina chiave nel futuro del club nerazzurro, soprattutto se Calhanoglu dovesse davvero lasciare Milano.

Calciomercato Milan, il Gent fissa il prezzo per Brown! Il ds Tare vuole sorprende tutti: ecco il nome in lista

Calciomercato Milan, il Gent fissa il prezzo per Archie Brown! Il ds rossonero Tare vuole sorprende tutti: ecco il nome clamoroso in lista

Il Milan si prepara a un’estate di grandi cambiamenti, e il primo colpo di scena riguarda Theo Hernandez. Il terzino sinistro francese, classe 1997, saluterà i rossoneri dopo sei stagioni ad altissimo livello, impreziosite dalla conquista dello Scudetto 2021-22 e della Supercoppa Italiana. La sua prossima destinazione sarà l’Al Hilal, ambizioso club saudita protagonista del mercato internazionale.

Accordo definito: cifre e dettagli

Il trasferimento di Hernandez in Arabia Saudita è ormai imminente. L’accordo prevede un corrispettivo di 25 milioni di euro più 5 milioni di bonus. Ma a far notizia è soprattutto l’ingaggio: 20 milioni netti a stagione, cifra che lo proietta tra i difensori più pagati al mondo. Un addio pesante per il Milan, che ora dovrà colmare un vuoto tecnico e carismatico sulla fascia sinistra.

Il Milan alla ricerca del nuovo terzino sinistro

Il responsabile dell’area tecnica, Igli Tare, è già al lavoro per individuare il sostituto ideale. L’obiettivo è trovare un profilo che possa garantire qualità immediata o, in alternativa, un talento con margini di crescita. Tra i nomi più caldi figura Miguel Gutierrez, classe 2001 del Girona, ex canterano del Real Madrid. Il terzino spagnolo si è distinto in Liga per la sua capacità di spinta e solidità difensiva, attirando l’interesse di diversi top club europei.

Archie Brown: la scommessa low-cost

Un’altra opzione valutata è Archie Brown, terzino inglese classe 2002 attualmente in forza al Gent. Il suo profilo rappresenta una scommessa a basso costo (circa 8 milioni di euro), in linea con la strategia rossonera di puntare su giovani promettenti. Brown è dotato di buona corsa e tecnica, ma avrebbe bisogno di tempo per adattarsi al livello della Serie A.

Un nome top secret nella lista di Tare

Oltre a Gutierrez e Brown, Tare tiene nascosto un terzo nome, definito “top secret”. Potrebbe trattarsi di un profilo già affermato a livello internazionale, in grado di garantire un impatto immediato. Il mistero alimenta l’attesa tra i tifosi, ansiosi di scoprire chi sarà il nuovo padrone della fascia sinistra. Con il mercato appena iniziato, il Milan è già al centro di una delle operazioni più delicate della sua estate.

Moviola PSG Real Madrid, l’episodio chiave del match del Mondiale

Moviola PSG Real Madrid, l’episodio arbitrale chiave del match valido per la semifinale del Mondiale per Club 2025. I dettagli

L’episodio chiave della moviola del match PSG Real Madrid valido per la prima semifinale del Mondiale per Club 2025. Arbitro della sfida Szymon Marciniak.


L’EPISODIO CHIAVE

PRIMO TEMPO

Bravo Marciniak ad aspettare lo sviluppo dell’azione e non fischiare il fallo di Courtois su Dembelé, permettendo a Fabian Ruiz di sbloccare il risultato. Sul 3-0 scatta il primo giallo per un intervento deciso di Tchouameni su Hakimi volto a interrompere il lungo possesso parigino. Mbappé rimane a terra in area per un contrasto di Joao Neves, Marciniak lascia correre per poi andare a vedere le condizioni dell’attaccante francese. Nei minuti di recupero anmonito Joao Neves per fallo tattico. Partita così sbilanciata tra le due squadre che i falli sono pochi, solo 7 dopo 45 minuti: Marciniak impeccabile nelle sue (poche) decisioni.

SECONDO TEMPO

Al 3′ della ripresa il Psg buca la difesa alta del Real ma Dembélé – che serve il pallone a Doué per il gol – è di poco oltre la linea difensiva. Bravi Marciniak a individuare istantaneamente un tocco di braccio di Barcola proiettato verso l’area di rigore madridista. Appena entrato Carvajal che ostacola Barcola, rapido nel fargli un sombrero raccogliendo un appoggio corto di Valverde. Il 4-0 induce l’arbitro a non dare neanche un secondo di recupero! Si chiude con 9 falli a testa.

Mercato Udinese, il giovane portiere Tumaku annuncia l’addio ai bianconeri: «Dopo tre anni si chiude un capitolo molto importante della mia vita»

Mercato Udinese, il portiere Tumaku saluta i bianconeri: «Dopo tre anni si chiude un capitolo molto importante della mia vita»

Niccolò Tumaku saluta l’Udinese. Il promettente portiere classe 2009, Niccolò Tumaku, lascia l’Udinese dopo una stagione da protagonista. Estremo difensore titolare dell’Under 16 bianconera, ha contribuito in modo decisivo a rendere la sua squadra la miglior difesa del campionato.

Il suo talento non è passato inosservato nemmeno a livello nazionale: Tumaku ha infatti collezionato diverse convocazioni con le selezioni giovanili dell’Italia. Ad annunciare l’addio è stato lo stesso Niccolò, con un messaggio condiviso sui suoi profili social, salutando così il club che lo ha visto crescere.

PAROLE – Dopo tre anni si chiude un capitolo molto importante della mia vita. In questi anni sono cresciuto sia in campo che fuori. Ogni allenamento, ogni partita, ogni consiglio ricevuto dai mister e dai miei compagni ha lasciato un segno dentro di me fortificandomi. Grazie alla società che ha sempre creduto in me e non mi ha mai fatto mancare nulla anche se ci sono state occasioni in cui la mia prospettiva si discostava da quella adottata, ma ho sempre cercato di dare il mio contributo in modo propositivo.

Qui ho conosciuto persone vere che mi hanno fatto capire che il calcio va oltre a quello che si fa in campo. Infine vorrei ringraziare tutti i miei compagni che per me sono stati come una seconda famiglia, insieme abbiamo affrontato molte battaglie..a volte abbiamo vinto e a volte abbiamo perso, ma nonostante tutto siamo sempre rimasti uniti e non abbiamo mai perso la voglia di imparare e rimetterci sempre in gioco, grazie a loro ho stretto amicizie vere che mi porterò per tutta la vita.

Qui sono cresciuto, ho imparato, ho sognato…ma come tutte le cose belle c’è sempre un inizio e una fine. Grazie di tutto Udinese

Vlahovic Juventus: c’è un’altra pretendente per il serbo! L’indiscrezione dall’Inghilterra non lascia dubbi

Vlahovic Juventus: ecco un’altra pretendente per l’attaccante serbo! L’indiscrezione dall’Inghilterra non lascia dubbi! Le ultimissime

Il futuro di Dusan Vlahovic, attaccante serbo classe 2000, sembra sempre più lontano dalla Juventus. Dopo due stagioni altalenanti a Torino, l’ex centravanti della Fiorentina è finito nel mirino di diversi top club inglesi, con il Manchester United in prima fila. Secondo quanto riportato dal tabloid britannico The Sun, i Red Devils sarebbero pronti a lanciare l’assalto decisivo per assicurarsi il bomber bianconero.

Manchester United: Vlahovic per rilanciare l’attacco

Il Manchester United, reduce da una stagione deludente sul piano offensivo, è alla ricerca di un attaccante di peso. I giovani Rasmus Hojlund, danese classe 2003, e Joshua Zirkzee, olandese del 2001, non hanno convinto pienamente. Inoltre, la pista che porta a Viktor Gyokeres, punta svedese dello Sporting Lisbona, si sta raffreddando. Per questo motivo, il tecnico Ruben Amorim – portoghese, noto per il suo gioco offensivo e la valorizzazione dei giovani – avrebbe indicato in Vlahovic il profilo ideale per guidare l’attacco.

Il club inglese starebbe valutando due opzioni: attendere una possibile rottura tra il giocatore e la Juventus per ingaggiarlo a parametro zero, oppure presentare un’offerta concreta già nelle prossime settimane. La situazione di stallo tra il serbo e la dirigenza bianconera potrebbe favorire un’uscita anticipata.

Anche l’Arsenal resta alla finestra

Non solo United: anche l’Arsenal di Mikel Arteta, tecnico spagnolo noto per il suo calcio propositivo, continua a monitorare la situazione. I Gunners avevano già tentato di acquistare Vlahovic prima del suo trasferimento alla Juventus nel gennaio 2022. Se la trattativa per Gyokeres dovesse complicarsi, il club londinese potrebbe tornare alla carica.

Juventus pronta all’addio: incontri con club inglesi in agenda

La Juventus, dal canto suo, sembra ormai rassegnata a perdere il suo numero 9. Con 43 gol in 104 presenze in maglia bianconera, Vlahovic ha lasciato il segno, ma il rapporto con l’ambiente si è incrinato. La prossima settimana sono previsti incontri tra la dirigenza juventina e diversi club di Premier League per discutere della cessione.

Con l’interesse crescente di Manchester United e Arsenal, e una Juventus pronta a trattare, il trasferimento di Dusan Vlahovic in Premier League appare sempre più probabile. La destinazione? Con ogni probabilità, Manchester.

Atletico Madrid, Correa lascia i Colchoneros e va a giocare in Messico: ufficiale l’accordo con il Tigres

Atletico Madrid, Correa lascia i Colchoneros e andrà a giocare in Messico: è ufficiale l’accordo con il Tigres. Il comunicato del club

Dopo oltre dieci stagioni con l’Atlético Madrid, Angel Correa saluta la Liga spagnola e si prepara a una nuova avventura in Messico. Il campione del mondo argentino ha firmato con il Tigres UANL, diventando uno dei colpi di mercato più importanti del torneo Apertura 2025.

Nato a Rosario il 9 marzo 1995, Correa è cresciuto calcisticamente nel San Lorenzo, con cui ha debuttato tra i professionisti. Nel 2015 è approdato all’Atlético Madrid, dove ha saputo conquistarsi un posto importante grazie alla sua duttilità offensiva, alla rapidità e alla capacità di incidere anche a gara in corso.

COMUNICATO – L’Atlético de Madrid e il Tigres UANL hanno raggiunto un accordo per il trasferimento di Ángel Correa al club messicano.

L’attaccante argentino affronta così una nuova sfida nella sua carriera sportiva e chiude un percorso di dieci stagioni e mezzo con la maglia biancorossa. In questo periodo, ha disputato 469 partite ufficiali con la nostra maglia, diventando il sesto giocatore – e il secondo straniero – con più presenze nella storia del club.

Con 88 gol e 65 assist, due gol rimarranno impressi nella memoria: l’ultimo nella storia del Vicente Calderón, contro l’Athletic Club, e il “puntín” che ha sancito la nostra rimonta a Valladolid, diventando campioni della Liga nella stagione 2020/21. Correa ha aggiunto un trofeo alla sua bacheca dopo aver vinto l’Europa League 2017/18 e la Supercoppa Europea 2018; successi che hanno preceduto la tripla corona conquistata con l’Argentina (Coppa America 2021, Finalissima 2022 e Coppa del Mondo FIFA 2022).

L’Atlético de Madrid desidera ringraziare Ángel Correa per la dedizione e l’impegno dimostrati in tutti questi anni nel nostro club e gli augura la migliore fortuna per i suoi futuri impegni personali e professionali.

Formazioni ufficiali PSG Real Madrid: le scelte di Luis Enrique e Xabi Alonso

Formazioni ufficiali PSG Real Madrid: le scelte di Luis Enrique e Xabi Alonso. Così le due squadre si fronteggeranno al Mondiale per club

Questa sera, al MetLife Stadium di East Rutherford (New Jersey), andrà in scena una delle sfide più attese del calcio mondiale: Paris Saint-Germain contro Real Madrid, semifinale del Mondiale per Club FIFA 2025. Fischio d’inizio alle ore 21:00 italiane, in diretta su Canale 5 e in streaming gratuito su DAZN e Mediaset Infinity.

Il match ha il sapore di una finale anticipata. Da una parte il PSG, fresco vincitore della Champions League, dall’altra il Real Madrid, club più titolato della storia europea. Ma c’è di più: sarà la prima volta che Kylian Mbappé affronterà il suo ex club dopo il clamoroso trasferimento a Madrid nell’estate 2024.

Il cammino delle due squadre è stato brillante. I parigini hanno dominato Inter Miami (4-0) e Bayern Monaco (2-0), mostrando solidità e spettacolo. Il Real, ora guidato da Xabi Alonso, ha superato Juventus (1-0) e Borussia Dortmund (3-2) in una rocambolesca rimonta.

Luis Enrique dovrà fare a meno degli squalificati Pacho e Lucas Hernandez, ma recupera Hakimi e Fabian Ruiz. Il PSG si affiderà al talento di Dembélé, Kvaratskhelia e al giovane Doue. Il Real Madrid, invece, schiera un tridente da sogno: Bellingham, Vinícius Jr. e Mbappé, supportati da un centrocampo giovane e dinamico.

I bookmaker prevedono equilibrio, con il PSG leggermente favorito. L’Over 2.5 è quotato a 1.55, segno che ci si aspetta una gara ricca di gol.

IL PRIMO INCROCIO DIRETTO NEL PASSATO

Il primo incrocio risale alla Coppa UEFA 1992-93, quando il PSG riuscì in una delle rimonte più iconiche della sua storia. Dopo aver perso 3-1 al Bernabéu, i parigini ribaltarono tutto al Parco dei Principi con un clamoroso 4-1, eliminando i blancos e accedendo alle semifinali.

LE FORMAZIONI UFFICIALI:

PSG (4-3-3): Donnarumma; Hakimi, Marquinhos, Beraldo, Nuno Mendes; Neves, Vitinha, Fabian Ruiz; Doue, Dembelé, Kvaratskhelia. All. Luis Enrique.

REAL MADRID (4-3-3): Courtois; Valverde, Rudiger, Asencio, F. Garcia; Tchouameni, Arda Guler, Bellingham; Vinicius Junior, G. Garcia, Mbappé. All. Xabi Alonso.

ARBITRO: Marciniak 

Felipe Melo critica la Juve: «Mondiale? Mi aspettavo molto di più dai bianconeri. I nerazzurri? Devono cambiare mentalità»

Felipe Melo critico nei confronti della Juve: «Mondiale? Mi aspettavo di più dai bianconeri. I nerazzurri devono cambiare mentalità». Le parole

Felipe Melo, ex centrocampista di Juventus e Inter, ha commentato con toni critici l’eliminazione delle sue due ex squadre dal Mondiale per Club. Intervistato da Diretta.it, il brasiliano non ha nascosto la delusione per la prestazione dei bianconeri nella sfida contro il Manchester City, definendola “il punto più basso” della loro avventura nella competizione.

CRITICHE ALLA JUVE – «Mi aspettavo molto di più dai bianconeri perché sono una grande squadra. Poi quando ho visto la partita Juve-City davvero mi ha fatto male. I nerazzurri credo che debbano cambiare un po’ la mentalità. Dopo quello che è successo in finale di Champions League non si aspettavano di perdere la partita così come hanno perso».

INTER – «Il cambio di allenatore è troppo importante. Simone Inzaghi giocava in una maniera, adesso Cristian Chivu gioca in un’altra maniera. Quindi credo che ci voglia anche tempo per loro per tornare a essere quelli che aspettavano. Il tecnico rumeno? Non lo so, è poco per dire perché non ho visto quello che ha fatto l’anno scorso».

IL PERCORSO DAL MONDIALE PER CLUB DI JUVE E INTER

La Juventus, inserita nel Gruppo G con Manchester City, Al Ain e Wydad Casablanca, ha superato la fase a gironi con due vittorie (5-0 contro Al Ain e 4-1 contro il Wydad) e una sconfitta contro i Citizens. Seconda nel girone, ha incrociato agli ottavi il peggior avversario possibile: il Real Madrid, che ha eliminato i bianconeri con un secco 1-0. Nonostante l’uscita precoce, il club ha incassato circa 27,6 milioni di euro dal torneo.

Percorso simile per l’Inter, che ha vinto il Gruppo E davanti a Monterrey, River Plate e Urawa Reds. Ma agli ottavi, la squadra di Cristian Chivu è caduta contro il Fluminense, perdendo 2-0 al Bank of America Stadium di Charlotte. Un’eliminazione che ha lasciato l’amaro in bocca, soprattutto considerando che il Manchester City, potenziale ostacolo nei quarti, era già stato eliminato.

Cagliari, i convocati per il ritiro estivo: ecco la lista completa dei calciatori a disposizione del tecnico Pisacane – FOTO

Cagliari, i nomi dei convocati per il ritiro estivo dei rossoblù: la lista completa dei calciatori a disposizione del tecnico Fabio Pisacane

Il Cagliari ha diramato la lista ufficiale dei convocati per il ritiro precampionato in vista della stagione di Serie A 2025-2026. Il neo tecnico Fabio Pisacane ha selezionato un gruppo di 28 giocatori che si ritroveranno al CRAI Sport Center per i test fisici e medici, prima della partenza per Ponte di Legno, sede del ritiro estivo.

COMUNICATO – Al via la nuova stagione del Cagliari: i rossoblù di mister Fabio Pisacane si raduneranno domani, giovedì 10 luglio, al CRAI Sport Center di Assemini. L’appuntamento è alle ore 19: sarà la prima occasione per stare tutti insieme, calciatori e staff. Il gruppo squadra si ritroverà poi l’indomani per effettuare visite mediche e i primi test biomeccanici e atletici, che proseguiranno anche nella giornata di sabato 12. I primi giorni nell’Isola saranno così propedeutici all’inizio della vera e propria preparazione precampionato estiva, che quest’anno comincerà tra le montagne del comprensorio Pontedilegno-Tonale, in Lombardia.

Ventinove i calciatori convocati, tra cui i classe 2006 in forza alla Primavera Joseph Liteta, Ivan Sulev e Yael Trepy. Yerry Mina si unirà al gruppo direttamente nella prima settimana di ritiro a Ponte di Legno.

Domenica 13 luglio i rossoblù partiranno al mattino alla volta dell’Alta Val Camonica: la squadra alloggerà al “Blu Hotel Acquaseria” e sarà in campo già nel pomeriggio (ore 17.30) per il primo allenamento nell’impianto comunale di Temù. Previste doppie sedute di lavoro quotidiane (ad eccezione di mercoledì 16, quando il gruppo si allenerà solo al mattino, e domenica 20, unica giornata di riposo) con inizio alle 10 e alle 17.30. Giovedì 17, al pomeriggio, ci sarà un allenamento congiunto con una rappresentativa locale. I tifosi avranno la possibilità di assistere a tutte le sessioni di allenamento e non solo: venerdì 18, nella centrale piazza XXVII Settembre di Ponte di Legno, è previsto l’incontro con la squadra, una festa tutta a tinte rossoblù.

Sabato 19 (ore 17) si terrà la prima amichevole: l’avversario sarà l’Ospitaletto Franciacorta, neo promossa in Serie C. Mercoledì 23 il gruppo lascerà Ponte di Legno per giocare in serata a Linz, in Austria, il primo test internazionale contro i campioni di Turchia del Galatasaray (qui le amichevoli pre-campionato).

Gattuso, il ct per portare l’Italia ai Mondiali 2026

Il suo nome circolava oramai da diverse ore, ma si aspettava ancora la conferma ufficiale, arrivata sul sito della FIGC solo domenica 15 giugno: Gennaro Gattuso avrà l’arduo compito di traghettare l’Italia ai prossimi mondiali di calcio in Nord America.

Il presidente Gravina ha scelto “ringhio” Gattuso, in quanto «simbolo del calcio italiano», dotato di «professionalità ed esperienza». Ma tutti sanno che in realtà si tratta di un ripiego, un secondo nome, tirato fuori dal cappello, solo dopo la rinuncia di Claudio Ranieri, che ha preferito rimanere ad onorare il suo impegno con la Roma e, ovviamente, dopo l’esonero di Luciano Spalletti, seguito alla figuraccia contro la Norvegia.

Per sapere che direzione prenderà l’Italia di Gattuso dovremo attendere il giorno della sua presentazione, giovedì prossimo a Roma, anche se probabilmente ne sapremo di più dopo i prossimi due impegni della nazionale nelle qualificazioni per i mondiali: il 5 settembre contro l’Estonia e l’8 settembre contro Israele. A quel punto, essere un simbolo avrà contato poco, avranno avuto più rilevanza la professionalità e l’esperienza del c.t. e la sua capacità di fare squadra in poche settimane.

Dalla Svizzera al mare di Palermo e di Creta

Anche se Gattuso non è alla prima esperienza come allenatore, la sua carriera fino a questo punto è costellata di alcuni successi, ma anche di diversi insuccessi e incomprensioni.

Tutto inizia nel febbraio 2013 in Svizzera, nel Sion, quando Gennaro indossa ancora la maglia da giocatore e la fascia da capitano: a Gattuso, in squadra da pochi mesi, a seguito di una sconfitta contro la capolista Grasshoppers, viene chiesto di sedere in panchina. È una collaborazione brevissima, solo tre mesi, di cui due come secondo allenatore, durante la quale il Sion ottiene 2 vittorie, 4 pareggi e 4 sconfitte in Super League, cui vanno aggiunte 1 vittoria e 1 sconfitta in Coppa Svizzera.

Dalle Alpi al mare di Palermo: i rosanero di Zamparini, appena retrocessi in Serie B, ingaggiano Gattuso, ma anche quest’avventura dura poco: per l’esonero, basteranno sei partite, di cui 1 pareggio, 2 vittorie e 3 sconfitte.

Dopo un periodo di assenza dai campi da gioco, a giugno 2014 Gattuso ottiene un ingaggio a Creta, per la panchina dell’OFI, squadra che milita nella massima divisione nazionale della Grecia. Nemmeno il Mar Egeo porta bene a Gattuso: in seguito ad una serie di insuccessi, rassegna le dimissioni dopo sette giornate, viene reintegrato a seguito delle pressioni dei tifosi, ma il club interrompe definitivamente la collaborazione a dicembre dello stesso anno.

Ritorno in Italia: Pisa, Milan e Napoli

Questa volta trascorre un anno, prima che Gattuso trovi una nuova panchina su cui sedersi: si tratta di quella del Pisa, che milita in Lega Pro. Integrato nel team nell’agosto del 2015, a giugno dell’anno successivo, arriva il primo grande successo: la promozione in serie B, in finale play-off contro il Foggia.

Il Pisa però ha problemi societari, gestisce male giocatori, staff tecnico e stipendi; e questo a Gattuso sta stretto, perciò, quando nel maggio 2017 la squadra retrocede nuovamente in Serie C (la Lega Pro, nel frattempo, aveva cambiato nome), Gennaro se ne va.

È il momento di tornare a Milano, città che lo ha sempre adorato: viene scelto per allenare i ragazzi della Primavera rossonera, ma pochi mesi dopo, quando Montella viene esonerato, Gattuso prende il suo posto in prima squadra. Nel girone di ritorno, il Milan ottiene 39 punti, un sesto posto e la finale di Coppa Italia. Nella stagione successiva, Gattuso si piazza al quinto posto in campionato, arriva in semifinale di Coppa Italia, in finale di Supercoppa italiana e ad un solo punto dalla qualificazione in Champions League.

Ancora una sostituzione, questa volta a Napoli, a posto di Ancelotti; sarà la prima volta di mister Gattuso in Champions (pareggio in casa contro il Barcellona) e della conquista della Coppa Italia sulla Juve. La stagione 2020-21, dopo una serie di infortuni di prestigio (incluse le 19 partite saltate da Osimhen), eliminazioni da Supercoppa, Coppa Italia e Europa League e un quinto posto in classifica, sarà l’ultima a Napoli.

Gli ultimi anni molto convulsi

Segue, a questo punto, un’alternanza di esperienze brevi e anni sabbatici: nel 2021, un mese alla Fiorentina (interrotto per divergenze con la dirigenza); nel 2022, sei mesi a Valencia (20 punti in 18 partite); nel 2023, cinque mesi all’OM (21 punti in 16 partite); tra il 2024 e il 2025 una stagione intera a Spalato: terzo posto in classifica, quarti di finale in Coppa di Croazia, 20 vittorie, 14 pareggi e 9 sconfitte.

Ora è arrivato il momento, per Gattuso, di sedersi sulla panchina più prestigiosa (ma anche più calda) di tutta Italia, quella della nazionale. Non è sicuramente un compito facile, e gli scommettitori già puntano sulle partite con Estonia e Israele, sui siti dei bookmakers non AAMS.

Ottenere sei vittorie su sei partite non sarà di certo facile: serviranno impegno e sacrifici, da parte di tutti, allenatore, giocatori e staff.

Retegui, in chiusura l’affare tra Al Qadisiya e nerazzurri. Da limare gli ultimi dettagli con l’Atalanta. Ecco le cifre

Retegui pronto a lasciare l’Atalanta per volare in Arabia: affare verso la chiusura. Ecco tutti i dettagli dell’affare nerazzurro

Novità di mercato molto importante per quanto riguarda il futuro di Mateo Retegui all’Atalanta: considerando soprattutto lo sprint avvenuto in queste ore da parte della squadra araba Al Qadisiya.

Secondo quanto raccolto da CalcioNews24, Retegui ha l’accordo totale con gli arabi: 20 milioni più bonus per 4 anni.

Con l’Atalanta da limare il complessivo tra parte fisa e variabile: la cifra totale dovrebbe essere sui 62-65 milioni di euro. Questione di ore e poi Mateo Retegui sarà pronto a lasciare Bergamo

Calciomercato Arsenal: offerta da 50 milioni di sterline per Madueke del Chelsea

Calciomercato Arsenal: offerta da 50 milioni di sterline per Madueke del Chelsea. L’esterno ha già un accordo con i Gunners

L’Arsenal ha fatto la sua prima mossa significativa per l’esterno del Chelsea, Noni Madueke, presentando un’offerta iniziale per rinforzare le proprie opzioni offensive. I Gunners avrebbero messo sul piatto un’offerta strutturata come un pacchetto totale del valore di circa 50 milioni di sterline. Lo riporta Fabrizio Romano.

Un dettaglio fondamentale è che, secondo quanto riferito, Madueke ha già raggiunto un accordo sui termini personali con l’Arsenal, un segnale del suo desiderio di trasferirsi all’Emirates Stadium. Questo sviluppo mette pressione sui club affinché trovino una soluzione per il costo del cartellino.

Il Chelsea vuole una cifra fissa garantita, le trattative continuano

Sebbene l’offerta dell’Arsenal sia consistente, il Chelsea insiste per una valutazione più alta. Il club di West London vorrebbe una cifra fissa garantita superiore ai 50 milioni di sterline, escludendo i bonus. La posizione del Chelsea nella trattativa si basa su recenti affari di mercato per giovani esterni di alto potenziale, come il trasferimento di Anthony Elanga al Nottingham Forest, che viene usato come punto di riferimento per la valutazione.

Nonostante la distanza iniziale tra l’offerta e la richiesta, il trasferimento rimane una forte possibilità. I rapporti tra Arsenal e Chelsea sono considerati buoni e le trattative sono destinate a continuare tra i due rivali londinesi.

Quali sono i prossimi passi?

Con il giocatore desideroso di trasferirsi e un dialogo positivo avviato tra i club, l’attenzione si sposta ora sul tavolo delle trattative. L’Arsenal dovrà decidere se ristrutturare la propria offerta o aumentare la parte fissa per soddisfare le richieste del Chelsea. I prossimi giorni saranno cruciali per determinare se si potrà raggiungere un compromesso per portare l’esplosivo esterno di 23 anni nel Nord di Londra per la prossima stagione.

Calciomercato Fiorentina: Mandragora verso il rinnovo. Decade un obiettivo

Calciomercato Fiorentina: Mandragora verso il rinnovo. Decade un obiettivo in entrata per la Viola. Le ultime sul futuro di Dodo

Il calciomercato della Fiorentina secondo Sky Sport vive ore di grande fermento, con la dirigenza viola impegnata su più fronti per definire la rosa della prossima stagione. Dopo i primi acquisti, il club lavora sia sulle trattative in entrata che sulla gestione dei giocatori chiave. Emergono novità importanti su tre fronti caldi: si raffredda la pista che porta ad Adrian Bernabè, si accelera per blindare Rolando Mandragora e si delinea il futuro di Dodô.

Pista Bernabè in salita: i motivi del rallentamento

L’interesse per Adrian Bernabè, talentuoso centrocampista del Parma, sembra essersi raffreddato nelle ultime ore. L’operazione appare ora più complicata per due ragioni principali. In primo luogo, le richieste economiche del club emiliano sono ritenute troppo elevate dalla Fiorentina. In secondo luogo, lo stesso giocatore non sarebbe del tutto convinto, poiché a Firenze non avrebbe la garanzia di un posto da titolare fisso, un aspetto fondamentale per la sua crescita.

Mandragora, la Fiorentina fa muro e punta al rinnovo

Situazione opposta per Rolando Mandragora. Il centrocampista è un obiettivo concreto del Real Betis, che nei giorni scorsi ha messo sul piatto un’offerta da 6 milioni di euro. La Fiorentina, tuttavia, ha respinto la proposta senza esitazioni, considerandolo un elemento centrale del progetto tecnico. Anzi, per allontanare definitivamente le sirene spagnole, la dirigenza sta ora lavorando attivamente per trovare un accordo sul rinnovo del suo contratto, un segnale forte della volontà di puntare ancora su di lui.

Capitolo Dodô: la permanenza è più probabile

Infine, giungono notizie rassicuranti sul fronte Dodô. La situazione del terzino brasiliano, spesso al centro di voci di mercato, appare oggi più tranquilla. Con ancora due anni di contratto che lo legano al club viola, il giocatore sembra ora più propenso a rimanere a Firenze, allontanando, almeno per il momento, l’ipotesi di una cessione.

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