Pagina 794 – Calcio News 24

Calciomercato Como, i lombardi per Gila fanno sul serio. Ecco l’offerta lanciata alla Lazio

Calciomercato Como: 20 milioni per Gila, ma la Lazio dice no. Nuovo assalto della squadra lombarda. Le ultime novità

Il calciomercato Como continua a sorprendere con ambizioni da grande. Dopo la promozione in Serie A, il club lariano ha messo nel mirino profili di spessore, puntando anche su giocatori già affermati nel campionato italiano. Tra questi, spicca il nome di Mario Gila, difensore spagnolo della Lazio, diventato rapidamente uno dei punti fermi della squadra biancoceleste sotto la guida di Maurizio Sarri.

Secondo quanto riportato dal Corriere dello Sport, il Como avrebbe presentato un’offerta importante per il centrale: ben 20 milioni di euro sul piatto, con l’obiettivo di strappare Gila a Formello e inserirlo come pilastro difensivo nel nuovo progetto tecnico. Una mossa ambiziosa che testimonia la volontà del club lombardo di non limitarsi a una semplice salvezza, ma di costruire una squadra competitiva già dal primo anno nella massima serie.

Tuttavia, la risposta della Lazio è stata netta: no secco, senza margini di trattativa. Il club capitolino considera Gila un elemento fondamentale per il futuro, non solo per il valore tecnico, ma anche per la continuità tattica offerta al fianco di Romagnoli. Sarri ha chiaramente espresso la volontà di ripartire dalla coppia centrale che ha dato solidità alla squadra nella scorsa stagione.

Il rifiuto dell’offerta del calciomercato Como si spiega anche per ragioni economiche. Esiste infatti una clausola secondo cui il 50% di un’eventuale futura rivendita del difensore andrebbe al Real Madrid, ex club del giocatore. Di conseguenza, la cifra proposta dal Como viene considerata insufficiente rispetto alla valutazione reale di Gila, che la Lazio stima intorno ai 40 milioni di euro.

A rendere più complesso il quadro, c’è la questione legata al rinnovo. Il contratto di Gila è in scadenza, e finora il giocatore non ha manifestato l’intenzione di prolungare. Nonostante ciò, la società biancoceleste resta fiduciosa di poterlo trattenere almeno per un’altra stagione.

Il calciomercato Como ha dunque subito una battuta d’arresto, ma resta vigile. Il club lombardo ha dimostrato di avere forza economica e visione chiara: il nome di Gila è stato solo il primo segnale di un’estate destinata a essere protagonista.

Calciomercato Napoli, spunta fuori un grande retroscena sulla trattativa Garnacho. Le ultime

Calciomercato Napoli: Garnacho sfumato, gli azzurri guardano altrove. Nel mezzo anche un grande retroscena

Il calciomercato Napoli di gennaio non ha lasciato grandi ricordi tra i tifosi partenopei. Dopo la cessione eccellente di Khvicha Kvaratskhelia al Paris Saint-Germain, il club di Aurelio De Laurentiis non è riuscito a colmare adeguatamente il vuoto lasciato dal georgiano. L’arrivo di Okafor, infatti, si è rivelato poco incisivo, anche a causa delle condizioni fisiche non ottimali del giocatore al momento del trasferimento.

Uno dei nomi più caldi accostati agli azzurri nel corso della sessione invernale è stato quello di Alejandro Garnacho. L’esterno offensivo argentino, in forza al Manchester United, era tra i profili più apprezzati dallo staff tecnico guidato da Antonio Conte. Il nuovo allenatore del Napoli aveva espresso entusiasmo per l’eventuale arrivo del giovane talento e sembrava pronto a inserirlo subito nel suo progetto tecnico.

Anche Garnacho, da parte sua, aveva mostrato apertura verso un trasferimento a Napoli. La possibilità di giocare in Serie A, in una piazza ambiziosa e sotto la guida di un tecnico di livello internazionale come Conte, lo aveva incuriosito. Tuttavia, l’operazione non si è concretizzata.

Il motivo? Come riportato da AreaNapoli, le elevate richieste del Manchester United. Il club inglese valutava Garnacho oltre 60 milioni di euro, una cifra ritenuta eccessiva dalla dirigenza partenopea. Nonostante il forte interesse, il calciomercato Napoli ha scelto di non forzare una trattativa economicamente rischiosa. Col senno di poi, la decisione sembra essere stata corretta: Garnacho ha chiuso la stagione in Premier League senza particolari exploit, e la sua valutazione si è ridimensionata.

Ora, con l’estate alle porte, il calciomercato Napoli guarda ad altri obiettivi per rinforzare le corsie esterne. La priorità resta quella di offrire a Conte giocatori funzionali al suo sistema di gioco, ma senza cadere in eccessi di spesa. Garnacho resta un talento interessante, ma il tempo ha dato ragione alla prudenza del club partenopeo.

Castellanos shock: «Futuro? Vorrei giocare tanto per quella squadra, ma con la Lazio penso che…»

Castellanos sorprende tutti! Vorrebbe giocare per quella squadra e la Lazio viene (in parte) spiazzata

L’attaccante argentino Castellanos ha rilasciato dichiarazioni sorprendenti riguardo al proprio futuro, accendendo l’interesse dei tifosi e degli addetti ai lavori. L’attuale centravanti della Lazio ha infatti espresso, senza troppi giri di parole, il desiderio di vestire un giorno la maglia del River Plate, il club per cui prova un legame affettivo profondo.

Durante un’intervista rilasciata a un’emittente argentina, Castellanos ha raccontato un retroscena importante legato al suo passato recente: «Essere chiamato dallo staff del River, e soprattutto da Gallardo, con tutto quello che aveva vinto, è stato qualcosa di molto bello e una grande emozione per me», ha dichiarato. «Ho molti familiari e amici che sono tifosi del Club, e ancora oggi ricevo messaggi affettuosi da parte loro. È per questo che spero di poter indossare un giorno la maglia del River Plate».

Nonostante l’interesse reciproco, però, il trasferimento non si è concretizzato per motivi legati alle trattative tra le società: «A causa di questioni tra i club non è stato raggiunto un accordo, ma io ero disponibile al trasferimento», ha ammesso Castellanos, lasciando intendere che le porte per un futuro in Argentina potrebbero riaprirsi.

Castellanos ha comunque tenuto a precisare di essersi ambientato positivamente nel contesto italiano: «Per me sarebbe stato importante anche crescere lì. Non è successo, ma la verità è che mi sono trovato molto bene con le persone, con il presidente e con il Club. Vedremo in futuro cosa succederà».

Le parole di Castellanos non devono però allarmare i tifosi della Lazio. L’attaccante è legato al club capitolino e ha dato segnali importanti di crescita durante la stagione. Tuttavia, è chiaro che il richiamo del River Plate rimane forte nel cuore del giocatore, che non esclude un ritorno in Sud America nel medio o lungo termine.

Il futuro di Castellanos resta dunque aperto: oggi è concentrato sulla Lazio e sul campionato di Serie A, ma domani potrebbe essere pronto a inseguire il sogno di una vita con la maglia biancorossa del River Plate.

Mourinho vuole beffare la Juve! Lo sgarbo arriverebbe sul mercato cercando di acquistare quel giocatore

Mourinho vuole Sancho: Fenerbahce minaccia la Juventus sul mercato. Mourinho vuole beffare la squadra bianconera

Il calciomercato estivo si arricchisce di un nuovo scenario: José Mourinho è pronto a inserirsi con forza nella corsa a Jadon Sancho. Il tecnico portoghese, appena approdato sulla panchina del Fenerbahce, ha indicato l’esterno inglese come uno dei principali obiettivi per rafforzare la rosa in vista della nuova stagione. Un ostacolo non da poco per la Juventus, da tempo interessata al talento del Manchester United.

Secondo quanto riportato dal The Telegraph, Mourinho avrebbe già dato mandato alla dirigenza del club turco di avviare i contatti per Sancho. L’attaccante, classe 2000, è reduce da una stagione complicata, segnata dalla rottura con ten Hag e da un lungo periodo fuori squadra. Nonostante ciò, resta un profilo di altissimo livello, e il suo futuro è tra i più discussi di questa finestra di mercato.

Mourinho, l’uomo che cambia le regole del gioco

Non è una novità che Mourinho abbia un’influenza enorme sui giocatori. La sua reputazione, il suo carisma e la sua capacità di rigenerare talenti in crisi fanno spesso la differenza. Per Sancho, scegliere di lavorare con uno degli allenatori più vincenti degli ultimi vent’anni potrebbe rappresentare una svolta nella carriera. Non solo per motivazioni tecniche, ma anche per la fiducia che Mourinho riesce a trasmettere.

Il Fenerbahce, con un progetto ambizioso e il sostegno economico della sua proprietà, punta a diventare protagonista in Europa. E con Mourinho al timone, il club sta attirando l’attenzione di molti calciatori in uscita dai top club del continente.

Mourinho fatale per la Juve? Le ultime

La Juventus aveva messo gli occhi su Sancho già da tempo, valutando soluzioni economicamente sostenibili come il prestito con diritto di riscatto. Tuttavia, l’ingresso in scena del Fenerbahce e soprattutto di Mourinho rende la trattativa molto più complessa. Il club turco potrebbe offrire condizioni più vantaggiose al Manchester United, oltre a garantire al giocatore un ruolo centrale nel progetto.

La minaccia è concreta: il fascino di Mourinho, unito alla solidità economica del Fenerbahce, potrebbe spingere Sancho lontano dall’Italia. Per la Juventus, sarà fondamentale muoversi con rapidità e decisione, se vorrà davvero portare a Torino uno dei profili più intriganti di questo mercato.

Calciomercato Atalanta, Daghim ancora nel mirino dopo il tentativo di gennaio. Ecco le novità

Calciomercato Atalanta, Daghim fortemente nel mirino della squadra nerazzurra per rinforzare l’attacco. Ecco le novità

Il calciomercato Atalanta punta ovviamente anche sull’attacco, e aspettando novità sull’offerta per Sulemana, dall’altra i nerazzurri hanno nel mirino anche un altro giocatore importante per rinforzare il reparto offensivo.

Secondo quanto raccolto da CalcioNews24, l’Atalanta rimane sempre vigile sull’attaccante Daghim: un profilo offensivo molto attenzionato. Il Salisburgo tuttavia pretende una cifra che si aggira sui 18 milioni di euro.

Calciomercato Pisa, si complica la trattativa Simeone? Parti a lavoro per la fumata bianca. Il punto

Calciomercato Pisa: vertice per Simeone e altre trattative strategiche per riuscire ad arrivare ad un grande acquisto

Nel vivo del Calciomercato Pisa, è previsto un vertice importante tra i dirigenti del club nerazzurro e i rappresentanti del Napoli per discutere l’operazione legata a Giovanni Simeone, oltre a valutare altre trattative connesse come quelle su Zerbin, Obaretin e Mazzocchi. Fonti napoletane confermano che l’incontro vedrà la partecipazione dello stesso tecnico Gilardino, insieme al direttore sportivo Davide Vaira e a Giovanni Corrado, con l’obiettivo di fare il punto sulle possibilità di chiudere alcune trattative chiave per la prossima stagione.

SestaSportnotizie infatti sottolinea che l’incontro con Giovanni Manna, direttore sportivo del Napoli, sarà fondamentale per capire la fattibilità dell’operazione Simeone e le modalità contrattuali più adatte. Si punta a raggiungere una fumata bianca che possa consentire al Pisa di portare il centravanti argentino in Toscana in vista del campionato 2025-26. Qualora si trovasse un accordo, la trattativa potrebbe accelerare e andare verso una conclusione positiva.

Il Calciomercato Pisa aveva già mosso i primi passi qualche settimana fa, subito dopo la storica promozione in Serie A, sondando il terreno per un profilo di alto livello come quello di Simeone. L’idea di arricchire il reparto offensivo con un attaccante di qualità è stata confermata dallo stesso direttore sportivo Vaira in un’intervista a Finestra Sull’Arena. Nonostante l’interesse concreto, la trattativa si presenta complessa: l’ingaggio elevato di Simeone (circa 3,1 milioni di euro lordi), la concorrenza di altri club italiani e stranieri, oltre alle valutazioni del Napoli, rappresentano ostacoli da superare.

Calciomercato Pisa, la situazione intorno all’estate nerazzurra

Al momento non c’è ancora stata un’offerta formale, ma il Pisa valuta un’operazione di prestito con parte dell’ingaggio coperta dal club toscano, possibilmente inserendo un diritto di riscatto o un obbligo condizionato al termine della stagione. La società sta comunque attenta alla sostenibilità economica dell’intero mercato, consapevole che ogni mossa deve essere pianificata con equilibrio.

Il nome di Simeone rimane quindi nel taccuino del Pisa, che – in linea con le strategie del tecnico Gilardino – potrebbe concretizzare questo colpo di prestigio nel caso in cui si presentassero le condizioni ideali. Nel frattempo, il vertice di mercato sarà un passaggio chiave per definire il futuro del club e rafforzare la rosa in vista della Serie A.

Hojlund-Inter, nerazzurri vicini all’attaccante dello United? La situazione particolare con lo United

Hojlund-Inter: la pista si scalda, l’Inter fiuta il colpo dal Manchester United. La situazione sulla trattativa

Il nome di Rasmus Hojlund torna prepotentemente al centro delle voci di mercato, e il binomio Hojlund-Inter inizia a prendere forma con crescente concretezza. L’attaccante danese, attualmente al Manchester United, potrebbe presto lasciare la Premier League e tornare in Serie A, accendendo l’interesse dell’Inter, che monitora con attenzione gli sviluppi.

Secondo quanto riportato da TalkSPORT, il nuovo allenatore dei Red Devils, Ruben Amorim, avrebbe espresso una netta preferenza per Joshua Zirkzee come nuovo perno offensivo. Una scelta tecnica che potrebbe cambiare radicalmente il destino di Hojlund, arrivato appena due stagioni fa dall’Atalanta per una cifra vicina ai 75 milioni di euro.

Hojlund-Inter, i motivi della trattativa

Nonostante le dichiarazioni pubbliche del giocatore, che ha più volte ribadito la volontà di restare a Old Trafford e dimostrare il proprio valore, il nuovo orientamento tattico dello United mette in dubbio il suo ruolo nella squadra. Proprio da qui nasce la possibilità Hojlund-Inter, che potrebbe rappresentare una delle operazioni più intriganti del mercato estivo.

L’Inter è alla ricerca di un attaccante giovane, esplosivo e con margini di crescita, caratteristiche che rispecchiano perfettamente il profilo di Hojlund. Il club nerazzurro valuta attentamente l’operazione: tutto dipenderà dalla disponibilità del Manchester United a trattare, e da eventuali formule favorevoli come il prestito con diritto o obbligo di riscatto.

Hojlund-Inter, la situazione della trattativa

La strategia dell’Inter è chiara: cogliere l’opportunità nel momento giusto, senza forzare i tempi. Il rapporto qualità-prezzo sarà decisivo, ma la voglia di riportare in Italia un talento come Hojlund è reale. In caso di permanenza allo United, il danese potrebbe avere un’ultima chance per convincere Amorim. Tuttavia, se il tecnico portoghese dovesse insistere sul cambio di rotta offensivo, allora lo scenario Hojlund-Inter diventerebbe sempre più concreto.

Al momento non ci sono trattative avanzate, ma i contatti tra le parti potrebbero intensificarsi nelle prossime settimane. I tifosi nerazzurri iniziano a sognare: l’ipotesi Hojlund-Inter non è più solo una suggestione, ma una potenziale operazione in grado di infiammare il calciomercato estivo.

Calciomercato Lecce, le novità intorno a Krstovic: rimarrà in Italia o andrà all’estero? Ecco le ultime novità

Calciomercato Lecce: Krstovic in bilico. Quale sarà il futuro del centravanti giallorosso? Ecco le novità

Nel panorama del Calciomercato Lecce, uno dei protagonisti è senza dubbio Nikola Krstovic, il giovane attaccante montenegrino che sta facendo parlare di sé per le ultime vicende legate al suo futuro. Nonostante le numerose voci che lo vedrebbero ormai vicino a un trasferimento al Leeds United, la situazione potrebbe prendere una piega diversa, soprattutto per la volontà dello stesso giocatore.

Il Lecce ha infatti raggiunto un’intesa di massima con il club inglese per la cessione di Krstovic in Premier League. Dal punto di vista della società salentina, la trattativa con il Leeds sembrava quasi definita, segnando un passaggio importante nell’ambito del Calciomercato Lecce estivo. Tuttavia, la volontà del bomber montenegrino non sembra allineata con quella del club: Nikola infatti non sarebbe entusiasta all’idea di trasferirsi in Inghilterra e preferirebbe restare a giocare in Serie A.

Secondo quanto riportato da calciomercato.com, Krstovic sarebbe attratto dalla possibilità di rimanere nel campionato italiano e, più precisamente, di vestire la maglia di una squadra di primo livello. Il nome che circola con più insistenza è quello della Juventus, una big italiana che potrebbe rappresentare la sfida ideale per il giovane attaccante. Questo desiderio di proseguire in Serie A complica dunque i piani del Lecce nel concludere rapidamente l’affare con il Leeds.

Il Lecce si trova quindi a dover gestire una situazione delicata nel Calciomercato Lecce, dovendo bilanciare gli interessi economici derivanti da una cessione importante con quelli di un giocatore che aspira a un percorso diverso. La società salentina dovrà valutare se insistere per il trasferimento in Premier o trovare una soluzione alternativa che possa accontentare Krstovic, mantenendo intatti i rapporti con tutte le parti in gioco.

In ogni caso, il futuro di Nikola Krstovic resta uno dei temi più caldi del Calciomercato Lecce e nelle prossime settimane potrebbero esserci sviluppi decisivi, con possibili novità sul fronte delle trattative sia in Italia che all’estero. Il Lecce punta a valorizzare al meglio il proprio gioiello, consapevole che le scelte di mercato avranno un impatto importante per la squadra e per il club.

Dybala, rimarrà l’attaccante argentino alla corte della Roma di Gasperini? Ecco il punto sul rinnovo

Dybala, allenamenti a Miami e futuro in bilico alla Roma. L’attaccante argentino rimarrà alla corte giallorossa di Gasperini?

Paulo Dybala continua a lavorare intensamente in vista del suo ritorno in campo, allenandosi durante la vacanza soprattutto sulle spiagge di Miami. Accanto a lui c’è Giorgio Bortolone, preparatore fornito dalla Roma, che sta seguendo da vicino la sua preparazione fisica. A poco più di due mesi e mezzo dall’intervento al tendine, il numero 21 giallorosso è ormai clinicamente guarito, come sottolinea il Corriere dello Sport. Ora l’obiettivo principale è recuperare pienamente l’equilibrio muscolare e la condizione ottimale prima di iniziare il ritiro estivo.

La Roma riprenderà ufficialmente la preparazione a metà luglio, quando la squadra si radunerà a Trigoria per dare il via a una nuova stagione sotto la guida di Gasperini. A quel punto, l’ex Juve Dybala potrà finalmente tornare ad allenarsi con il gruppo e lavorare con continuità per tornare a livelli competitivi, dopo un periodo complicato dal punto di vista fisico.

Parallelamente al recupero atletico, sul fronte contrattuale si muovono già importanti riflessioni. La Roma, che nelle ultime stagioni ha dovuto fare i conti con un bilancio complicato, si trova ora a dover gestire l’ingaggio di Dybala, che per la prossima stagione percepirà circa 15 milioni di euro lordi. Questa cifra rappresenta un peso notevole per il club, che sta cercando di raggiungere un equilibrio finanziario più sostenibile.

Per questo motivo, il ds Massara ha intenzione di aprire al termine della sessione estiva un dialogo con l’entourage di Dybala per discutere un possibile rinnovo contrattuale con cifre più calmierate. L’idea sarebbe quella di prolungare il contratto per altre due stagioni, portando la scadenza al 2028, ma con uno stipendio netto ridotto a circa 5 milioni all’anno rispetto agli 8 attuali.

Questa soluzione potrebbe rappresentare un vantaggio per entrambe le parti. Per la Roma, consentirebbe di alleggerire il bilancio e pianificare meglio il futuro, mentre per Dybala significherebbe chiudere la sua esperienza in Italia a 34 anni e mezzo, con la prospettiva di tornare in Argentina per vestire la maglia del Boca Juniors, club che lo aspetta a braccia aperte. Le sirene degli Emirati Arabi, che avevano tentato il giocatore nel 2024, non hanno avuto successo e non sembrano oggi più un’opzione concreta per l’attaccante argentino.

In sintesi, il percorso di Dybala alla Roma entra ora in una fase cruciale tra recupero fisico e trattative per il futuro.

Calciomercato Sassuolo, Rugani obiettivo concreto. Cosa bisogna fare per arrivare alla fumata bianca con la Juve?

Calciomercato Sassuolo: Daniele Rugani nel mirino per rinforzare la difesa. La situazione della trattativa

Il Calciomercato Sassuolo inizia a prendere forma e guarda con decisione all’esperienza e alla solidità per affrontare al meglio il ritorno in Serie A. Uno dei primi obiettivi identificati dalla dirigenza neroverde è Daniele Rugani, difensore della Juventus attualmente impegnato nel Mondiale per Club. Secondo quanto riportato dal Corriere dello Sport, il Sassuolo avrebbe già avviato i primi contatti con il club bianconero per sondare la disponibilità al trasferimento.

L’idea del Sassuolo è chiara: inserire un elemento di esperienza e affidabilità al centro della difesa, capace di guidare il reparto in un campionato competitivo come quello di Serie A. Rugani, classe 1994, ha vestito a lungo la maglia della Juventus e conosce bene le dinamiche del massimo campionato italiano, oltre ad aver accumulato esperienza anche a livello internazionale.

Nel corso degli ultimi anni, Rugani ha alternato momenti di buona continuità ad altri di minore impiego, ma resta un profilo molto apprezzato da tecnici e dirigenti per professionalità, duttilità tattica e senso della posizione. Per questo motivo, il suo nome è tornato d’attualità nel Calciomercato Sassuolo, che punta a costruire una rosa solida e competitiva per centrare la salvezza.

I contatti tra Sassuolo e Juventus sono già partiti, ma molto dipenderà anche dalla volontà del giocatore. Rugani avrebbe ricevuto anche altre richieste, sia da club italiani che esteri, e nei prossimi giorni si prenderà del tempo per valutare con attenzione tutte le opzioni a disposizione. La proposta del Sassuolo, però, potrebbe rappresentare una soluzione interessante per rilanciarsi da titolare in una squadra che lo metterebbe al centro del progetto tecnico.

Il Calciomercato Sassuolo, dunque, si muove con intelligenza, puntando su profili di esperienza per affiancare i giovani cresciuti nel vivaio e i nuovi innesti. Portare Rugani in neroverde sarebbe un colpo importante, non solo dal punto di vista tecnico, ma anche per l’equilibrio e la leadership che il difensore potrebbe garantire in una stagione fondamentale per il futuro del club.

La trattativa è appena iniziata, ma Rugani è già uno dei nomi caldi del Calciomercato Sassuolo estivo.

Morata-Como, fumata bianca vicina! L’attaccante perfetto per Fabregas è in dirittura d’arrivo

Morata-Como: trattativa in corso, si lavora all’intesa. L’attaccante ex Juve è sempre più vicino alla corte lombardo

Il clamoroso asse Morata-Como potrebbe presto diventare realtà. Secondo quanto riportato da Gianluca Di Marzio, noto esperto di mercato, il club lariano è fortemente interessato ad Álvaro Morata, attaccante spagnolo dell’Atlético Madrid e della Nazionale iberica. Le parti hanno già avviato i primi contatti, e ci sarebbero le basi concrete per arrivare a un’intesa nelle prossime settimane.

Il Como, autore di un grande campionato in Serie A e ora ambizioso protagonista della nuova stagione, sta cercando di costruire una squadra competitiva e di grande visibilità. Il progetto della società – con il supporto di una proprietà solida e una visione internazionale – punta a sorprendere e ad attrarre giocatori di livello assoluto. In quest’ottica, il nome di Morata rappresenta molto più di un sogno: è un’operazione che unisce qualità, esperienza e marketing.

L’interesse per Morata-Como non nasce per caso. L’attaccante spagnolo conosce molto bene il calcio italiano, avendo già militato con successo sia nella Juventus che in Serie A. La sua capacità di adattarsi al campionato, unita alla professionalità e alla duttilità tattica, lo rendono un profilo ideale per guidare il reparto offensivo del Como nella stagione del ritorno nella massima serie.

Morata-Como, la situazione attuale della trattativa

Il club lombardo avrebbe già presentato un primo progetto al giocatore e al suo entourage. L’operazione resta complessa, soprattutto per motivi legati all’ingaggio e al contratto attualmente in essere con l’Atlético Madrid, ma la trattativa Morata-Como è tutt’altro che utopica. Lo spagnolo, attualmente impegnato anche con la Spagna agli Europei, potrebbe essere attratto dalla possibilità di tornare in Italia e vestire i colori di una squadra ambiziosa, in un contesto meno pressante ma stimolante.

Il Como, dal canto suo, vuole regalare ai tifosi un colpo di mercato che segnerebbe un punto di svolta nella storia recente del club. L’eventuale arrivo di Morata sarebbe un segnale fortissimo: la società non punta solo alla salvezza, ma vuole affermarsi stabilmente in Serie A.

Nei prossimi giorni, nuovi contatti sono previsti per approfondire i dettagli. La pista Morata-Como è calda e potrebbe infiammare il mercato estivo.

Calciomercato Parma, Leoni abbandonerà l’Emilia? Una squadra potrebbe comprare il difensore crociato

Calciomercato Parma: Giovanni Leoni nel mirino dei top club, ma il club vuole trattenerlo. La situazione attuale

Il Calciomercato Parma si accende attorno al nome di Giovanni Leoni, difensore classe 2006 che ha già attirato le attenzioni dei più importanti club italiani. Leoni rappresenta una delle promesse più brillanti del calcio italiano, grazie a un mix eccezionale di doti atletiche, tecniche e fisiche, unite a una personalità rara per un giocatore così giovane.

Il Parma, che ha creduto in lui e ne sta curando la crescita, si trova ora di fronte all’interesse concreto di squadre come Inter, Napoli, Juventus e soprattutto il Milan, che sembra voler accelerare i tempi per assicurarsi il giovane talento. Leoni ha già dimostrato maturità e qualità da categoria superiore, riuscendo a tenere testa ad attaccanti di spessore internazionale come Romelu Lukaku e Randal Kolo Muani. Prestazioni che non sono passate inosservate e che lo hanno reso uno dei profili più seguiti del Calciomercato Parma.

In particolare, il Milan avrebbe già inserito Leoni tra le sue priorità di mercato. Secondo le indiscrezioni, il progetto di rilancio del reparto difensivo rossonero passa anche attraverso figure giovani e dal grande potenziale, come appunto il centrale romano. La coppia Massimiliano Allegri – Igli Tare, in contatto per delineare i nuovi obiettivi del club, avrebbe individuato in Leoni un profilo ideale per garantire futuro e qualità alla difesa.

Tuttavia, nonostante l’interesse dei big, il Parma non ha alcuna intenzione di lasciar partire il suo gioiello in questa finestra di mercato. Il club emiliano è consapevole di avere tra le mani un talento fuori dal comune e vuole proteggerlo, almeno per un’altra stagione. Solo un’offerta economicamente “follia”, ben al di sopra dei 15 milioni di euro, potrebbe convincere la dirigenza a sedersi al tavolo delle trattative.

Il Calciomercato Parma, quindi, non riguarda solo le entrate, ma anche la difesa dei propri talenti. Trattenere Leoni sarebbe un segnale importante: il club vuole costruire un progetto solido e sostenibile, basato su giovani promettenti cresciuti in casa. E per ora, Giovanni Leoni è destinato a rimanere il pilastro del futuro gialloblù.

Ricci-Milan, chiusura molto vicina per il centrocampista del Torino. I dettagli dell’affare rossonero

Ricci-Milan: trattativa sempre più calda, intesa vicina con il Torino. La situazione attuale intorno all’affare rossonero

Il binomio Ricci-Milan si fa ogni giorno più concreto. Secondo quanto riportato da Gianluca Di Marzio, la trattativa tra il club rossonero e il Torino per Samuele Ricci ha vissuto oggi una giornata molto positiva. I contatti tra le due società sono stati frequenti e proficui, al punto che le parti si sarebbero avvicinate notevolmente alla definizione dell’accordo.

Il centrocampista classe 2001, da tempo nel mirino di diverse big italiane, è considerato uno dei profili più interessanti e futuribili del panorama nazionale. Il Milan, che in questa sessione di mercato punta a rafforzare con decisione il proprio centrocampo, vede in Ricci un giocatore perfettamente compatibile con il nuovo progetto tecnico.

Nonostante l’ottimismo crescente attorno all’operazione Ricci-Milan, la dirigenza rossonera sta gestendo la situazione con strategia e cautela. Infatti, l’intenzione del club di via Aldo Rossi è quella di chiudere prima un’altra operazione a centrocampo — su cui si sta lavorando in parallelo — prima di finalizzare l’affare con il Torino. Tuttavia, le condizioni dell’accordo sono ormai ben delineate: si parla di una cifra complessiva intorno ai 25 milioni di euro, bonus inclusi.

Il Torino, dal canto suo, ha finora resistito alle proposte arrivate per Ricci, ma il pressing del Milan e la volontà del giocatore di compiere un salto di qualità potrebbero rivelarsi determinanti per sbloccare la trattativa nelle prossime ore. Ricci è affascinato dall’idea di giocare la Champions League e di essere protagonista in un club storico come il Milan.

L’operazione Ricci-Milan rappresenterebbe un colpo importante anche in ottica italiana: giovane, talentuoso, con esperienza in Serie A e già nel giro della Nazionale, Ricci potrebbe diventare uno dei perni del centrocampo rossonero del futuro. La sua capacità di dettare i tempi, unita alla visione di gioco e alla qualità nel palleggio, lo rendono un profilo ideale per il calcio che il Milan intende sviluppare nella nuova stagione.

I prossimi giorni saranno decisivi. Se il Milan chiuderà il primo obiettivo a centrocampo, l’accelerata su Ricci-Milan potrebbe arrivare immediatamente, portando il talento granata a vestire il rossonero.

Torino, Ludergnani: «Vittoria figlia della programmazione. Robaldo e Under 23? Ecco a che punto siamo»

Torino, Ruggero Ludergnani parla in conferenza stampa, ecco le dichiarazioni del responsabile del settore giovanile granata dopo i successi con l’Under 17 e 18

(Lorenzo Bosca – Inviato allo Stadio Filadelfia). Giornata di conferenza stampa in casa Torino. Oggi, mercoledì 25 giugno, presso lo Stadio Filadelfia avrà luogo un incontro tra il responsabile del settore giovanile dei piemontesi Ruggero Ludergnani e i media. L’occasione è figlia dei recenti risultati inanellati dal manager ex Spal insieme ai propri collaboratori. Ricordiamo infatti che il Torino ha da poco conquistato il campionato Under 17 e quello Under 18. Vediamo dunque le dichiarazioni raccolte LIVE da CalcioNews24 presente all’evento, microfoni aperti a partire dalle ore 12: 

Due scudetti nel Settore giovanile mancavano a Torino da più di 30 anni: cosa significa per lei?

«Ce ne stiamo rendendo conto col passare dei giorni. Non sapevo di questa cosa dei 30 anni, ma vincere due scudetti nella stessa stagione è qualcosa di difficile realizzazione. Ne parlavamo già la sera della cena con lo staff dell’Under 18. È una vittoria figlia di una programmazione iniziata quattro anni fa. Mi dispiace che il nostro lavoro venga esaltato solo quando si vince: se avessimo perso ai rigori o preso un gol con la Roma, magari non si sarebbe parlato di tutto il lavoro fatto. Sicuramente è qualcosa di grande. Più passerà il tempo e più ci si renderà conto di quello che è stato fatto.»

Quanto è importante avere un ritiro condiviso con la Prima squadra? E ha già parlato col nuovo tecnico del Torino Baroni?

«Siamo stati molto impegnati e fino a dieci giorni fa eravamo poco a Torino, quindi ho avuto solo modo di conoscere Baroni. Il ritiro condiviso è un’idea nata l’anno scorso, e rappresenta la continuità di un lavoro di condivisione partito tempo fa. L’obiettivo primario per chi lavora nel Settore giovanile dev’essere quello di produrre giocatori, non cambierà nulla ora che abbiamo vinto. La mia comunicazione resta la stessa: parlano i numeri, non le chiacchiere. Vincere fa piacere a tutti, ma il focus resta sullo sviluppo dei calciatori.»

Quanti di questi giocatori scudettati potranno arrivare in Serie A?

«È una domanda a cui è impossibile rispondere. Io posso avere delle idee, ma ognuno fa valutazioni soggettive. Alcuni credo abbiano questa possibilità, ma da qui al realizzarla c’è un grande passo. Sono ragazzi giovani, e bisogna spegnere un po’ i riflettori su di loro per permettergli di crescere e lavorare. Alcuni possono fare un percorso simile a quello fatto dai sei che hanno già esordito in Serie A. Prendiamo Cacciamani: è partito con l’Under 18 e ha esordito in Serie A a fine stagione, senza che nessuno lo citasse a inizio anno. È difficile fare nomi ora, anche perché magari ne emergono altri dopo. La cosa più difficile per noi è far capire ai ragazzi che la strada è lunga. È fondamentale che restino coi piedi per terra.»

A che punto sono i lavori del centro sportivo Robaldo?

«Il Robaldo è molto discusso in questi mesi, ma abbiamo un cronoprogramma chiaro. Da agosto, con la ripartenza della stagione, le squadre dall’Under 16 all’Under 13 si alleneranno e giocheranno lì, perché gli spogliatoi dei campi 3 e 4 sono già operativi. Le tre squadre maggiori – Under 17, Under 18 e Primavera – ripartiranno invece a Orbassano fino al completamento della struttura più corposa, con palestra, uffici e aule video. L’obiettivo è che da gennaio 2026 tutte le squadre si trasferiscano al Robaldo. Ci sono dei tempi tecnici, ma quella è la nostra scadenza ideale.»

Avete già deciso quali saranno gli allenatori del Settore giovanile per la prossima stagione?

«Sì. Faccio però una premessa: in dodici anni non avevo mai dovuto sollevare un allenatore dal suo incarico, e mi è dispiaciuto farlo con Tufano, al quale ho anche chiesto scusa. È una cosa che eticamente non mi piace. Abbiamo fatto delle scelte rischiose, stravolgendo due o tre gruppi, ma avevo grande fiducia negli allenatori coinvolti in questo passaggio. Queste decisioni hanno pagato. Ripartiremo da Fioratti in Primavera, da Vegliato in Under 18 e da Rebuffi in Under 16. Stiamo ancora valutando qualcosa sull’Under 16, anche considerando La Rocca, ma la continuità è importante. Non si tratta solo di vittorie, ma del valore umano e professionale di queste persone, con cui si lavora bene e ci si confronta con fiducia.»

Qual è la cosa che le ha dato più soddisfazione in questi quattro anni?

«Io in questi quattro anni ho parlato poco, sapevo che dovevo solo lavorare, insieme al mio gruppo e al mio braccio destro Caprari. La cosa che mi rende più felice è che i fatti hanno dimostrato che abbiamo lavorato tanto. Lo scudetto con l’Under 18 è arrivato con il primo gruppo che avevamo ereditato, e questo ha un significato particolare. In questi anni abbiamo perso una semifinale scudetto, una finale al Viareggio, una finale di Coppa Italia, ma il lavoro non è mai mancato. Il destino ha voluto che vincessimo con quel gruppo, ed è la dimostrazione concreta del percorso fatto.»

Che valore aggiunto porterà il Robaldo al Settore giovanile del Torino?

«Entreremo in una nuova dimensione. Due anni fa avevamo già investito su Orbassano per avere un maggior controllo sulle squadre e permettere di lavorare bene. Ora il Robaldo ci permetterà di aprire una finestra e vedere i ragazzi allenarsi sotto i nostri occhi. Lo staff potrà confrontarsi in ogni momento, i ragazzi di diverse squadre potranno conoscersi, cosa che prima era complicata. Gli allenatori potranno condividere più idee, e allenarsi in un ambiente granata – anche visivamente – farà la differenza. Non è solo immagine: è identità, funzionalità, e un vero impulso alla crescita.»

Il gap con la Juventus a livello giovanile si è accorciato?

«Ricoprendo questo ruolo ho capito bene quanto sia forte la rivalità con la Juve, specialmente a livello giovanile. Ma io dico sempre ai ragazzi: facciamo la nostra strada. Se guardiamo gli altri, perdiamo tempo ed energie. Rispetto a quattro anni fa i derby sono più combattuti, oggi possiamo giocarli alla pari. È cambiata tanto la percezione, oggi siamo sempre in partita. Questo dice che il gap si è ridotto».

La seconda squadra è una possibilità concreta anche per il Torino?

«Non è una scelta che spetta a me, dovrebbe partire dal presidente o dal direttore. Il focus dev’essere alzare ancora il livello del Settore giovanile. Ora serve produrre giocatori che entrino dalla porta principale in Serie A o facciano un percorso in B. La seconda squadra è un discorso profondo: perché poi c’è un meccanismo per cui devi essere pronto».

Calciomercato Verona, si punta al grande ritorno di Kumbulla per la difesa. Il punto sulla trattativa

Calciomercato Verona: contatti per il ritorno di Kumbulla, l’ostacolo è l’ingaggio. Il punto sulla trattaiva

Il Calciomercato Verona potrebbe presto arricchirsi con un ritorno di grande valore. Secondo quanto riportato da L’Arena, Marash Kumbulla è finito nuovamente nel mirino dell’Hellas Verona. Il difensore albanese, oggi 25enne, potrebbe fare ritorno al club che lo ha lanciato nel grande calcio, dopo alcune stagioni complicate alla Roma e una recente esperienza positiva in Spagna con l’Espanyol.

Il primo passo è stato fatto: c’è stato un contatto tra l’agente del giocatore e il direttore sportivo gialloblù Sean Sogliano. Kumbulla, legato alla Roma da un contratto in scadenza nel 2027, è rientrato nella Capitale dopo un’annata finalmente convincente con la maglia dell’Espanyol, dove ha ritrovato continuità e fiducia nei propri mezzi.

Il club catalano, tuttavia, sembra indeciso sul da farsi. Secondo le indiscrezioni, avrebbe offerto circa 7 milioni di euro per il cartellino del giocatore, cifra ritenuta insufficiente dalla Roma, che non vuole svendere un calciatore ancora nel pieno della maturità. Ed è proprio in questo scenario che si è inserito il Verona, pronto a sfruttare la situazione per riportare Kumbulla al Bentegodi.

Il vero ostacolo, al momento, riguarda l’ingaggio. L’attuale stipendio percepito da Kumbulla è superiore ai parametri economici del Verona, ma le parti stanno valutando diverse formule per colmare la distanza. Un prestito con opzione o obbligo di riscatto, magari con parte dell’ingaggio coperto dalla Roma, potrebbe essere una soluzione percorribile.

Il Calciomercato Verona sta dunque lavorando per compiere un colpo che sarebbe molto più di un semplice rinforzo difensivo: riportare a casa un talento cresciuto nel vivaio significherebbe investire su un profilo motivato, conosciuto dalla piazza e pronto a rilanciarsi nel campionato italiano.

Kumbulla, dal canto suo, ha grande voglia di rimettersi in gioco in Serie A e di tornare protagonista in Italia. Il suo ritorno a Verona potrebbe rappresentare l’ambiente ideale per ritrovare stabilità e visibilità, elementi fondamentali anche in ottica nazionale.

Il Calciomercato Verona è solo agli inizi, ma l’operazione Kumbulla potrebbe essere una delle mosse simbolo dell’estate gialloblù.

Calciomercato Genoa, Vasquez incedibile? No, una nuova big italiana vuole comprare il difensore rossoblu

Calciomercato Genoa: Johan Vásquez nel mirino della Roma di Gasperini. I tifosi rossoblu preoccupati per la situazione

Il Calciomercato Genoa entra nel vivo e uno dei nomi più caldi in uscita è quello di Johan Vásquez, difensore centrale messicano reduce da un’ottima stagione con la maglia rossoblù. Secondo quanto riportato dall’edizione odierna de La Gazzetta dello Sport, il giocatore sarebbe finito nel mirino della Roma, ora guidata da Gian Piero Gasperini, intenzionato a rinforzare il reparto arretrato con profili affidabili e già rodati in Serie A.

La crescita di Vásquez negli ultimi mesi non è passata inosservata: il centrale classe 1998 ha offerto prestazioni solide e continue, imponendosi come punto fermo della difesa del Genoa e guadagnandosi anche spazio con la Nazionale Messicana. Nel sistema di gioco di Gasperini, che richiede difensori dinamici e abili sia in marcatura che nella costruzione dal basso, Vásquez potrebbe trovare la collocazione ideale.

Per il Calciomercato Genoa, l’interesse della Roma rappresenta un’opportunità importante sia in termini economici che di visibilità del progetto tecnico. Il club ligure, tuttavia, non intende svendere il giocatore e valuta con attenzione le possibili offerte. La dirigenza rossoblù sa di avere tra le mani un elemento di valore, e un’eventuale cessione dovrà avvenire solo alle giuste condizioni.

Inoltre, il Genoa ha già dimostrato nelle ultime stagioni di saper lavorare con intelligenza sul mercato, reinvestendo in maniera efficace le risorse derivanti dalle cessioni. Se Vásquez dovesse partire, è probabile che il club rossoblù abbia già in mente alternative valide per sostituirlo senza abbassare il livello qualitativo della rosa.

Il Calciomercato Genoa, quindi, si conferma come uno dei più attivi in questa fase iniziale, sia sul fronte delle entrate che su quello delle uscite. Con giocatori come Vásquez nel mirino di club di prima fascia, il Genoa può guardare al futuro con fiducia, consapevole del valore del proprio progetto tecnico e della capacità di attrarre l’interesse delle big.

La trattativa tra Roma e Genoa è ancora in una fase preliminare, ma potrebbe accendersi nei prossimi giorni, diventando uno dei temi caldi del Calciomercato Genoa estivo.

Calciomercato Fiorentina, pressing totale per comprare Bennacer. Quell’ostacolo però potrebbe complicare tutto

Calciomercato Fiorentina: priorità a centrocampo, Bennacer resta il sogno. Quali sono gli ostacoli sulla trattativa?

Il Calciomercato Fiorentina entra nel vivo e la dirigenza viola ha le idee chiare: l’obiettivo è consegnare al nuovo tecnico Stefano Pioli una rosa il più possibile completa entro metà luglio, in modo da iniziare la preparazione estiva con una base già solida. Dopo le prime operazioni di assestamento, ora tutte le attenzioni sono rivolte al centrocampo.

Il reparto nevralgico è infatti al centro delle riflessioni di Daniele Pradè e del suo staff, che vogliono regalare a Pioli un regista in grado di impostare il gioco con qualità e personalità. Il nome in cima alla lista resta quello di Ismael Bennacer, centrocampista algerino del Milan. Il profilo è considerato perfetto per le esigenze tattiche della nuova Fiorentina: dinamico, intelligente, capace di costruire e di recuperare palloni.

Tuttavia, come sottolinea Il Corriere dello Sport, l’ostacolo principale per il Calciomercato Fiorentina è legato all’ingaggio del giocatore. Bennacer ha percepito 4 milioni di euro netti nell’ultima stagione rossonera, una cifra fuori portata per le attuali politiche salariali del club gigliato. Al momento, questa distanza economica rende l’operazione molto complicata, se non addirittura irrealizzabile.

Nonostante ciò, la Fiorentina non molla. Il mercato è lungo e le situazioni possono evolversi, soprattutto se il Milan dovesse aprire alla cessione in prestito con opzione o se Bennacer dovesse accettare un ridimensionamento dell’ingaggio. Intanto, la dirigenza valuta anche profili alternativi, ma Bennacer resta il sogno di questa sessione.

Il Calciomercato Fiorentina si conferma ambizioso e attento alla qualità. Dopo l’arrivo di Pioli, il club vuole costruire un progetto tecnico all’altezza delle aspettative europee. Un regista di spessore sarà fondamentale per alzare il livello del gioco, e Pradè sta lavorando in questa direzione con determinazione.

Il nome di Bennacer è solo il primo di una lista che potrebbe regalare sorprese: la Fiorentina vuole farsi trovare pronta.

Calciomercato Bologna, Ndoye dice addio ai rossoblu? Arriva una mossa a sorpresa da parte di quella big

Calciomercato Bologna: Ndoye, il Napoli si allontana e punta Noa Lang. Un sospiro di sollievo per la squadra rossoblu

Il nome di Dan Ndoye continua a tenere banco nel calciomercato Bologna, ma l’affare con il Napoli sembra destinato a sfumare, almeno per ora. Secondo quanto riportato da La Gazzetta dello Sport, edizione nazionale, la trattativa tra il club partenopeo e il calciomercato Bologna per l’esterno svizzero si è complicata ulteriormente, fino a portare il Napoli a virare su un altro obiettivo: Noa Lang del PSV Eindhoven.

La richiesta economica avanzata dal Bologna per Ndoye, giudicata troppo alta dalla dirigenza campana, ha spinto il direttore sportivo Giovanni Manna a cambiare strada. Lang, ala offensiva classe 1999, era già da tempo nel mirino del Napoli: secondo Gazzetta, era il vero primo obiettivo del DS, seguito per oltre cinque mesi. Il suo costo si aggira attorno ai 25 milioni di euro, cifra che il Napoli sembra disposto a investire pur di evitare ulteriori ostacoli.

Il calciomercato Bologna, dunque, resta in primo piano non solo per le entrate, ma anche per le cessioni, con la società che non sembra intenzionata a svendere i suoi pezzi pregiati. L’approccio del Bologna è chiaro: chi vuole Ndoye dovrà pagare caro. Per questo motivo, Gazzetta scrive che il Napoli si è trovato “frenato dal desiderio del Bologna di mettere a bilancio una specie di biglietto della lotteria”.

Nonostante il raffreddamento della pista, il nome di Ndoye non è del tutto uscito dai radar del Napoli. L’esterno rossoblù resta nella lista dei possibili colpi futuri, assieme ad altri profili come Federico Chiesa e Jadon Sancho, ma al momento l’attenzione si è spostata sul più accessibile Noa Lang.

Per il calciomercato Bologna, la situazione è tutt’altro che negativa: mantenere giocatori come Ndoye in rosa o cederli a condizioni favorevoli rafforza la posizione del club sul mercato. Il Bologna conferma così la propria linea: valorizzare i talenti e monetizzare solo a fronte di offerte realmente vantaggiose.

Il mercato è ancora lungo, e Ndoye potrebbe essere uno dei nomi caldi fino alla fine della sessione. Intanto, il calciomercato Bologna continua a far parlare di sé come uno dei più strategici e attivi in Serie A.

Pioli saluta l’Arabia: il saluto di Cristiano Ronaldo nei confronti del nuovo allenatore della Fiorentina

Ronaldo saluta Pioli su Twitter. Le parole del fuoriclasse ex Juve e Real Madrid. La situazione

Cristiano Ronaldo torna a far parlare di sé anche fuori dal campo, questa volta per un messaggio carico di rispetto e gratitudine. Il fuoriclasse portoghese, attraverso un post su Twitter (ora X), ha voluto salutare Stefano Pioli dopo l’addio ufficiale del tecnico all’Al-Nassr. Il messaggio è semplice, ma significativo: “Grazie per tutto! 🙏🏽”.

Un gesto che ha fatto rapidamente il giro dei social, testimoniando il legame che si è creato tra Ronaldo e Pioli durante la loro breve ma intensa esperienza insieme in Arabia Saudita. Il tecnico italiano, dopo aver lasciato il Milan a fine stagione 2023/2024, aveva accettato la sfida Al-Nassr, trovandosi così ad allenare uno dei calciatori più iconici della storia.

La convivenza tra Ronaldo e l’ex Milan Pioli è stata contraddistinta da grande professionalità e rispetto reciproco. Nonostante la pressione mediatica e le aspettative altissime, il tecnico ha saputo gestire lo spogliatoio con equilibrio, valorizzando anche la presenza del cinque volte Pallone d’Oro. Ronaldo, dal canto suo, ha continuato a collezionare gol e prestazioni da leader, contribuendo al secondo posto del club in campionato e a un percorso positivo in AFC Champions League.

Il saluto pubblicato da Ronaldo ha un peso specifico notevole, visto che raramente il campione lusitano interviene personalmente sui social per omaggiare allenatori. Questo conferma la stima nei confronti di Pioli, apprezzato per i suoi modi, la competenza tattica e la gestione umana del gruppo.

Con l’addio di Pioli, si apre ora una nuova fase sia per l’Al-Nassr che per Ronaldo, che resta il punto di riferimento assoluto della squadra. Il club saudita è al lavoro per individuare un nuovo tecnico all’altezza delle ambizioni, e il futuro del fuoriclasse portoghese continuerà a essere centrale nei piani della dirigenza.

Una cosa è certa: anche a 39 anni, Ronaldo non smette mai di sorprendere, sia con i piedi che con i gesti.

Calciomercato Lecce, grande colpo quello di Camarda. Tutti i dettagli dell’affare dei giallorossi

Calciomercato Lecce: Camarda sarà il colpo per il 2025/2026. I dettagli dell’affare

Il Calciomercato Lecce si infiamma con un colpo a sorpresa: Francesco Camarda vestirà la maglia giallorossa nella stagione 2025/2026. L’attaccante classe 2008, talento purissimo del Milan, approderà in Salento per fare esperienza in Serie A, ma senza che il club rossonero perda il controllo sul suo futuro.

L’operazione ricalca quella già vista in passato con Lorenzo Colombo, ceduto temporaneamente prima di essere richiamato alla base. Anche in questo caso, infatti, si tratterà di un prestito con diritto di riscatto a favore del calciomercato Lecce, ma con l’aggiunta di un controriscatto per il Milan, che potrà riacquistare Camarda al termine della stagione.

Una formula che permette al Lecce di investire su un giovane di grande prospettiva, mentre il Milan monitora da vicino la sua crescita, consapevole di avere in mano un attaccante dal potenziale straordinario. Camarda, autore di record precoci e prestazioni di alto livello con il Milan Futuro e le giovanili, sarà uno dei nomi più attesi della prossima annata di Serie A.

Il Calciomercato Lecce dunque segna un colpo importante per il reparto offensivo: Camarda sarà un riferimento tecnico e mediatico, oltre che una scommessa da valorizzare. Il club giallorosso spera che l’attaccante possa contribuire in modo decisivo alla conquista della salvezza, magari con gol pesanti e prestazioni da protagonista.

Al momento non sono noti i dettagli economici dell’operazione, ma si ipotizza un accordo simile a quello che riguardò Colombo: riscatto intorno ai 2,5 milioni di euro e controriscatto da parte del Milan per circa 3 milioni. Sul fronte stipendio, Camarda dovrebbe percepire circa 1 milione di euro per la stagione a Lecce.

In sintesi, il Calciomercato Lecce si arricchisce con un investimento mirato sul futuro: Camarda rappresenta una scommessa ad alto potenziale, che potrebbe rivelarsi decisiva per la crescita del club e del giocatore stesso.

Chelsea maestra della zona Cesarini: tre gol tutti nel recupero, i precedenti

Il Chelsea batte l’Esperance 3-0 al Mondiale per Club, con tutti i gol che sono arrivati nei minuti di recupero: ecco alcuni illustri precedenti

C’è un vecchio adagio nel calcio che recita come le partite durino “novanta minuti più recupero“. Stanotte, nella sfida del Mondiale per Club FIFA 2025, il Chelsea di Enzo Maresca ha deciso di prendere questo concetto alla lettera, trasformandolo in una legge assoluta. Il 3-0 finale con cui i Blues hanno superato i campioni d’Africa dell’Esperance Tunisi è un risultato netto, ma la sua genesi è una delle più bizzarre mai viste a questo livello: una partita intera, 90 minuti di tattica e sbadigli, è stata decisa unicamente nei minuti addizionali dei due tempi.

Per 45 minuti, la gara è stata un blocco monolitico. L’Esperance, organizzato e combattivo, ha imbrigliato un Chelsea lento e prevedibile, incapace di trovare varchi. Lo 0-0 sembrava la degna conclusione di una frazione soporifera. Poi, l’incredibile. Al terzo dei tre minuti di recupero concessi, il difensore Tosin Adarabioyo, salito per un corner, ha trovato la zampata vincente, rompendo l’equilibrio. Sembrava finita, ma neanche il tempo di rimettere la palla al centro che, su un’azione di rimessa fulminea, l’attaccante Liam Delap ha firmato il raddoppio al 45’+5′, mandando in tilt la difesa tunisina e chiudendo di fatto il match in 120 secondi di pura follia.

Il secondo tempo è stato la logica conseguenza: una squadra in estasi e in controllo contro un avversario psicologicamente annichilito. Il Chelsea ha gestito le energie, l’Esperance ha provato una reazione d’orgoglio senza mai impensierire veramente la porta dei Blues. Quando anche la ripresa sembrava destinata a finire senza reti, ecco il terzo sigillo, quasi per sigillare la stranezza della serata: al 90’+7′, il giovane George ha fissato il definitivo 0-3, rendendo questa partita un pezzo da collezione per gli amanti delle statistiche e delle anomalie.

Quando il gol arriva solo alla fine: i precedenti della “Zona Cesarini” estrema

Trovare un’altra partita di questo livello con tre o più gol, tutti segnati esclusivamente nei minuti di recupero, è un’impresa quasi impossibile. L’evento di stanotte è un unicum che porta all’estremo il concetto di “Zona Cesarini“, quel periodo finale di una partita che prende il nome da Renato Cesarini, autore di diversi gol negli ultimi istanti di gara con la Juventus negli anni ’30.

Se una partita come Esperance-Chelsea è una rarità assoluta, la storia del calcio è però ricca di finali decisi da gol pesantissimi arrivati in pieno recupero, capaci di ribaltare destini e riscrivere la storia.

Il caso più emblematico resta la finale di Champions League del 1999: il Bayern Monaco conduceva 1-0 sul Manchester United fino al 90′. Nei tre minuti di recupero, le reti di Teddy Sheringham (90’+1′) e Ole Gunnar Solskjær (90’+3′) regalarono una coppa insperata agli inglesi in quello che è forse il finale più famoso di sempre.

Più recentemente, come dimenticare il gol di Sergio Agüero al 93:20 di Manchester City-QPR del 2012, che consegnò la Premier League al City a scapito dei rivali dello United? O la folle semifinale playoff del 2013 tra Watford e Leicester, con il rigore parato da Almunia al 90’+7′ e il contropiede vincente di Troy Deeney venti secondi dopo, che mandò il Watford in finale a Wembley.

Questi episodi, pur non replicando l’anomalia statistica della gara del Chelsea, ne condividono lo spirito: la dimostrazione che nel calcio non è mai finita finché l’arbitro non fischia tre volte. La partita di stanotte, però, si spinge oltre: non ha avuto un finale thrilling, ha vissuto unicamente nel suo finale. Un’intera narrazione compressa in una manciata di minuti che la consegneranno alla storia del torneo.

Foti, il vice di Mourinho, si racconta: «A Roma due finali e poi cacciati. Per Budapest non ho dormito per 20 giorni»

Le parole di Salvatore Foti, storico collaboratore e secondo di Jose Mourinho sia alla Roma che al Fenerbahce

Conosciuto come “l’ombra” di José Mourinho, Salvatore Foti è molto più di un semplice vice. Il suo fedelissimo collaboratore, che lo ha seguito dalla Roma alla nuova avventura al Fenerbahçe, si è raccontato in una lunga intervista concessa oggi al Corriere dello Sport. Le sue parole aprono uno spaccato inedito sul rapporto con lo Special One e svelano retroscena vissuti nello spogliatoio giallorosso.

LA TELEFONATA – «Mourinho mi ha telefonato il giorno di Natale del 2021. Per me era come Santa Claus. “Vuoi seguirmi?”, mi ha chiesto. Io ho accettato, ma gli ho detto “non posso fermarmi a pensare a cosa tu rappresenti, sennò non farei bene il mio lavoro”. L’ha apprezzato. Infatti gli ho sempre detto quando non ero d’accordo con lui»

IL PLAUSO AI GIOVANI TECNICI – «Sono felicissimo per Cuesta. Come lo sono per Ole Werner, un allenatore che ha 37 anni come me e sta andando al Lipsia dopo il Werder».

COSA HA IMPARATO DA MOURINHO – «L’importanza di creare una mentalità collettiva vincente. Unire le persone in un’idea non solo di campo è la cosa più difficile. Noi a Roma ci siamo riusciti e qualcuno l’ha pure minimizzato. Ricordo solo le due finali europee in due anni: una vinta e l’altra… beh sappiamo tutti cosa ci hanno fatto».

LA FERITA DI BUDAPEST E L’ESONERO «Io per 20 giorni sono rimasto chiuso in casa, rivedevo nel sonno le situazioni di gioco e mi svegliavo come negli incubi. Siamo ripartiti con il fardello del fair play finanziario. In un momento di difficoltà, con 6-7 partite e 14 giocatori a disposizione, ci hanno mandato via. A dicembre eravamo quarti. Non ho mai visto una cosa del genere. Non so quale fosse il rapporto del mister con la proprietà, di sicuro era diventato un parafulmine».

GIAMPAOLO E MOURINHO SONO GLI OPPOSTI – «Forse sì. Marco mi ha insegnato tutto, José ad andare in battaglia per lui».

IL CLIMA INFUOCATO DEL CAMPIONATO TURCO – «Ci sono 7-8 squadre forti, stadi pieni, tre squadre della stessa città con 20 milioni di abitanti che si giocano il titolo. E quando non vinci tu, vince la tua rivale. Noi abbiamo giocato un derby con il Galatasaray con 70 mila spettatori allo stadio e 15 mila poliziotti. Il clima è infuocato, però ti forgia».

Christian Gray, segna il prof! La storia di dell’insegnante di educazione fisica, autore del gol del pari di Auckland contro il Boca

Mondiale per Club, Christian Gray protagonista nello storico pareggio di Auckland contro il Boca Juniors: nella vita di tutti i giorni è un professore

Christian Gray, 28 anni, insegnante di educazione fisica in Nuova Zelanda, ha vissuto il suo momento di gloria durante il Mondiale per Club 2025. Il suo gol contro il Boca Juniors ha regalato all’Auckland City un incredibile pareggio per 1-1, un lampo di orgoglio in un torneo altrimenti segnato da pesanti sconfitte: un 10-0 contro il Bayern Monaco e un 6-0 subito dal Benfica.

«Vengo da una piccola città, molto lontana da qui e molto diversa da questo ambiente. È un sogno», ha raccontato Gray a DAZN, che insegna all’Auckland Grammar School.

A rendere ancora più speciale l’impresa, il fatto che l’Auckland City sia composto da giocatori dilettanti: insegnanti, autisti, operai. Molti hanno pagato di tasca propria per partecipare al torneo, divisi tra il lavoro quotidiano e l’impegno sportivo. Un abisso rispetto ai milionari contro cui si sono trovati in campo.

Il club ha chiuso il girone all’ultimo posto con un solo punto, ma per l’allenatore Paul Posa quel risultato rappresenta una vittoria contro ogni pronostico: «Il nostro club è minuscolo, ma ha un cuore enorme. Quel punto è una ricompensa per tutto il lavoro fatto dietro le quinte».

Nonostante le batoste iniziali, Posa ha sempre creduto che la sua squadra potesse segnare: «Abbiamo lavorato duramente e oggi è arrivata la nostra occasione».

Per Gray, il torneo è stato il culmine di quattro anni di sacrifici con una squadra gestita quasi esclusivamente da volontari. Ora lo attende un ritorno alla normalità tutt’altro che banale: una montagna di compiti da correggere accumulati durante le vacanze scolastiche. Ma con nel cuore il ricordo di aver scritto una pagina indimenticabile per il club dilettantistico più famoso del mondo.

Bologna, nodo Fabbian: i rossoblù vogliono ripartire da lui, ma le insidie non mancano

Giovanni Fabbian è uno dei tasselli da cui Italiano e la dirigenza del Bologna vuole costruire la prossima stagione: i dettagli

Il Bologna spera fortemente di trattenere Giovanni Fabbian e, al momento, ha motivi concreti per crederci. L’Inter, che avrebbe la possibilità di riscattarlo entro il 1 luglio per 12 milioni di euro (dopo averlo ceduto in prestito biennale a fronte di 5 milioni), avrebbe infatti fatto sapere ai dirigenti rossoblù di non voler esercitare l’opzione. Questo significherebbe la permanenza del giovane trequartista classe 2003, protagonista di una crescita costante nell’ultima stagione e titolare anche nella finale di Coppa Italia contro il Milan.

Fabbian, stimato sia da Vincenzo Italiano che dalla dirigenza felsinea, è ritenuto pronto per prendersi sempre più spazio. Tuttavia, nel calcio nulla è definitivo fino all’ultimo minuto: ecco perché a Bologna si attende con cautela la conferma ufficiale entro la data fatidica. Qualora l’Inter dovesse tornare sui suoi passi, forte anche dell’interesse di Fiorentina e Lazio per il giocatore, il Bologna si troverebbe costretto a cercare un sostituto.

In quel caso, le alternative sono già state individuate: la pista italiana porta a Fabio Miretti, rientrato alla Juventus dopo il prestito al Genoa. L’opzione estera è Sven Mijnans, trequartista dell’AZ Alkmaar classe 2000, già osservato dai dirigenti emiliani in occasione delle partite dell’AZ per seguire altri obiettivi (Wolfe e Van Bommel). Quest’ultimo, esterno d’attacco olandese, è uno dei primi nomi in caso di partenza di Ndoye.

Dunque, se nulla cambierà da qui a luglio, Fabbian sarà parte integrante della rosa di Italiano per la nuova stagione. Altrimenti, si attiverà il piano B. Ma a Casteldebole, per ora, si respira ottimismo.

Emanuele Dotto, la voce del grande sport si racconta: «La sclerosi, mia moglie e quella volta con Galeazzi. Ho visto, raccontato e mi sono divertito»

Le parole di Emanuele Dotto, voce storica del calcio italiano per Tutto il Calcio Minuto per Minuti a la Repubblica

Emanuele Dotto, una delle voci leggendarie del calcio italiano, si è raccontato in una lunga intervista a la Repubblica. Di seguito le sue parole.

LA MALATTIA E UN MONDO PIÙ PICCOLO – «Un mese dopo essere andato in pensione mi è stata diagnosticata la sclerosi multipla progressiva. Avevo 67 anni e 6 mesi, ora ne ho appena compiuti 73 e ogni giorno è un giorno guadagnato. Sono stato sette volte in Australia e altrettante in Cina, ma adesso il mondo lo vedo come il giardino della scuola elementare di Genova Quinto, dove trascorro il tempo in carrozzina ascoltando musica, leggendo e sopravvivendo. Ho avuto molto, e molto mi è stato tolto, però nel cambio ci guadagno. E ora trovo bella anche Alessandria».

L’IRONIA E IL SOSTEGNO DELLA FAMIGLIA – «Bisogna scherzarci un poco. Peggioro lentamente, ma senza prospettiva, e non ce la farei senza mia moglie Marina e mia figlia Emanuela. Il corpo sta andando dove vuole, la mente e la memoria per fortuna no».

I MAESTRI DI “TUTTO IL CALCIO – «A Tutto il calcio minuto per minuto c’erano maestri veri. Roberto Bortoluzzi: capace, colto e gentile. Massimo De Luca, un signore. Enrico Ameri, con quell’incredibile rapidità di parola e duttilità nel racconto. Sandro Ciotti, che commentando un clamoroso errore commesso in un Lazio-Milan disse: “Ha arbitrato il signor Lo Bello di Siracusa davanti a 80 mila testimoni”. Fuoriclasse. Oggi urlano tutti troppo, in radio e in tivù».

LA MESSA CANTATA DELLA DOMENICA – «Perché il campionato era la messa cantata della domenica, con tutte le partite in contemporanea: prima si andava in chiesa, poi il pacchetto dei pasticcini, infine il pomeriggio allo stadio o alla radio».

L’ESORDIO NELLA NEBBIA (CON MAROTTA) – «Varese-Lazio 1-1, gennaio ’82: una nebbia spaventosa impedì di vedere i gol. Domandai la cortesia al dirigente del Varese, di nome Beppe Marotta, di scendere negli spogliatoi e informarsi sui marcatori. Così cominciò la nostra grande amicizia: sono il padrino dei suoi figli».

LA SECONDA RADIOCRONACA (DA CASA) – «Non proprio. Milan-Pro Cavese in B, peccato che nessuno mi avesse avvertito che ero incaricato del servizio. Bortoluzzi chiamava “Milano, Emanuele Dotto”, e io ero a casa mia. Papà stava ascoltando la radio e si spaventò a morte».

I MOMENTI DRAMMATICI AL MICROFONO – «Mi toccò annunciare, per primo, che a Marassi era morto un tifoso del Genoa, Vincenzo Claudio Spagnolo detto Spagna, accoltellato da un ultrà del Milan: era il 29 gennaio 1995. Oppure, dopo un Atalanta-Avellino, primo tempo 3-0, risultato finale 3-3, alcuni esagitati bergamaschi misero a ruote all’aria l’auto della Rai. La Rai: ci sono rimasto dal 1980 al 2019».

L’INCIDENTE CON GALEAZZI “AIRBAG” – «A Maceió, in Brasile, dove eravamo per il tennis, la nostra Dune Buggy diede il giro: bisteccone Galeazzi fece da airbag umano, lui, il sottoscritto e il collega Marco Fiocchetti la scampammo bella».

GLI INIZI: LE BR E IL GETTONE TELEFONICO – «Era il giugno 1976, collaboravo con il Corriere Mercantile di Genova e arrivai per caso in Vespa insieme a mio fratello Matteo sul luogo dove le Brigate Rosse avevano appena ucciso il giudice Francesco Coco e due uomini della scorta, in salita Santa Brigida. Presi di tasca il gettone telefonico e dettai il servizio al giornale, a braccio, cioè senza scrivere».

L’ASSUNZIONE DI MONTANELLI – «No, il Giornale di Montanelli, edizione genovese. Nella lettera di assunzione, il direttore fece scrivere: “Si assume il giornalista professionista Emanuele Dotto…”. Dissi garbatamente che non avevo ancora superato l’esame, e Montanelli rispose: “Se non lo passi non ti prendo”. Lo passai».

LE CITAZIONI COLTE E CARAVAGGIO «Ho sempre amato visitare musei e chiese. A Lerma, il mio paese, c’è un meraviglioso dipinto quattrocentesco di Barnaba da Modena: mi chiedo perché la gente vada alle Maldive, invece di visitare la chiesa di San Secondo ad Asti. Il giorno della finale di Usa ’94 non ero di servizio, però avevo l’accredito: preferii noleggiare un’auto e raggiungere il Kimbell Art Museum di Fort Worth, nel Texas, per ammirare I bari di Caravaggio. Ricordo le carte nella fusciacca di un baro: 7 di cuori e 6 di fiori».

IL RICORDO DI MOANA POZZI – «Una ragazza sveglia e bravissima, andava sempre a messa. La sua mamma Rosanna, la donna più bella di Lerma, era amicissima di mia mamma Rosetta. Moana a 14 anni vinse il suo primo concorso di bellezza: Miss Fungo. Voleva fare l’attrice, era molto intelligente».

LA VOCAZIONE NATA IN PARROCCHIA – «Tutto merito di zio Emanuele, sacerdote. Era anche detto “il prete del giornale rosa” perché leggeva sempre la Gazzetta. Quando c’erano il Giro o il Tour, dall’altoparlante della parrocchia di Orsara Bormida si alzavano le voci dei radiocronisti che riempivano la valle».

LA SINTESI DI UNA VITA – «Ho visto, ho guardato, ho raccontato, mi sono divertito».

Milan Tare: «Idee chiare sul mercato, non sarà rivoluzione; ecco cosa mi ha detto Modric»

Le parole di Igli Tare, nuovo direttore sportivo del Milan, nella conferenza stampa di presentazione del nuovo dirigente rossonero

Igli Tare, nuovo ds del Milan, si è presentato in conferenza stampa. Di seguito le sue parole.

A che punto ti senti e quali caratteristiche pensi che avrà la squadra a fine mercato?

«Ho avuto modo di conoscere da vicino tutte le problematiche dell’anno passato ma non mi piace tornare indietro: vorrei solo prendere spunto dagli errori dell’anno passato per cercare di trasformare in una situazione che non si ripeta più. Da questo punto di vista, in questa prima fase di mercato abbiamo cercato di capire quali sono le uscite di questa squadra, quali sono i giocatori che possono arrivare. Abbiamo fatto tante riunioni insieme allo staff, con Zlatan, Moncada, con Allegri. Ci siamo visti diverse volte e penso di avere le idee chiare: non sarà una rivoluzione della squadra ma sarà un modo di cercare di puntualizzare dei ruoli specifici per cercare di tornare a essere competitivi per la prossima stagione dove avremo più tempo per lavorare durante la settimana, cosa utile anche per creare le basi per il progetto futuro di questa squadra».

Cosa è mancato l’anno scorso alla rosa: hai cercato di scoprirlo? Modric arriverà?

«Abbiamo analizzato questa cosa qua e una delle mancanze dell’anno scorso è stata una leadership chiara nella squadra. Magari non conosco le dinamiche da vicino ma penso che l’acquisto di Modric serve proprio a questo: è un giocatore che è una figura importante nel calcio mondiale. Ho parlato con lui di persona e l’ho visto ancora un ragazzo che ha ancora tanta voglia per essere competitivo. Il suo arrivo è fondamentale per essere un punto di riferimento per una squadra che ha bisogno di giocatori di questa forma. Non ci sarà solo lui ma anche uno o due acquisti che faranno parte di questi giocatori esperti ma saranno da traino per giocatori giovani e di grande prospettiva».

Cosa ne pensi di Xhaka e Jashari?

«Il punto di partenza è che il centrocampo sarà il reparto dove interverremo di più. Questa è una cosa che abbiamo analizzato con l’allenatore sui profili e caratteristiche che servono a questa squadra. I nomi che hai fatto sono delle alternative, giocatori di grande valore ma alla fine dobbiamo fare la scelta giusta in base a cosa serve a noi. Riteniamo sia importante aumentare la qualità di gioco di questa squadra».

Il punto su Theo Hernandez: qual è stata la riflessione in merito?

«Le qualità di Theo si sanno, un giocatore che ha dato tanto a questa società. Tutte queste valutazioni partono anche da una volontà, da parte sua, di cercare una nuova esperienza. Noi abbiamo accolto con una cosa normale per il fatto che con l’arrivo mio e di un nuovo allenatore si cercherà di costruire una squadra diversa dagli anni passati. La sua cessione non è ancora definita, stiamo lavorando: capisco che c’è la fretta per dare la notizia ma dovete capire le nostre difficoltà, le cose cambiano ogni minuto e ogni ora. È una cosa in essere ma non è ancora chiusa, dobbiamo aspettare».

CONTINUA A LEGGERE LE PAROLE DI TARE SU MILANNEWS24.COM

Alessio Lisci all’Osasuna: un nuovo italiano in Liga

Alessio Lisci approda in Liga, è il nuovo allenatore dell’Osasuna: partito dal settore giovanile della Lazio, ore è il decimo italiano ad allenare in Spagna

Alessio Lisci è il nuovo allenatore dell’Osasuna. Romano, 40 anni a novembre, ha firmato un biennale con il club navarro dopo l’ottima stagione in Segunda División con il Mirandés, portato a un passo dalla promozione in Liga nonostante una rosa giovanissima e un budget tra i più bassi del campionato. Una vera impresa, culminata con la finale playoff persa ai supplementari contro l’Oviedo.

La carriera di Lisci è una storia di passione, sacrificio e ambizione. Laureato all’IUSM di Roma, inizia allenando i bambini della Lazio. Poi l’idea folle: inviare mail a venti club spagnoli. Rispondono in tre, e il Levante gli offre un’opportunità. Lisci parte per Valencia nel 2011, senza certezze, vendendo prodotti italiani ai ristoranti per mantenersi. Da lì, una lenta ma costante scalata nel settore giovanile del Levante fino ad arrivare alla prima squadra nel 2021. In una situazione disperata (22 gare senza vittorie), mostra personalità e idee, guadagnandosi il rispetto della Liga, pur senza riuscire a evitare la retrocessione.

Dopo un anno sabbatico, riparte da Miranda de Ebro e costruisce un piccolo miracolo. Ora la chiamata dell’Osasuna: una società solida, con una forte identità territoriale, un bel vivaio e un pubblico caloroso. Lisci ha conquistato i navarri anche con il suo spagnolo fluente, con accento romano, e ha promesso di proseguire il buon lavoro di Arrasate e Vicente Moreno.

È il decimo italiano ad allenare in Liga, già davanti a nomi come Sacchi, Montella e Ancelotti per numero di panchine. Dalla Promozione laziale alla Liga, passando per la Segunda: la parabola di Lisci è quella di un uomo che non ha mai smesso di crederci. E ora si prepara a scrivere un nuovo capitolo, tra i Pirenei e i ricordi di Pompeo.

Lione in Ligue 2, due leggende del club contro Textor

Lione retrocesso in Ligue 2: l’ex presidente Aulas e l’ex attaccante Sidney Govou all’attacco della proprietà Textor

L’Olympique Lione è stato ufficialmente retrocesso in Ligue 2 per motivi amministrativi, una decisione che ha scatenato forti reazioni da parte di due figure simbolo del club: Jean-Michel Aulas, storico presidente, e Sidney Govou, ex attaccante. Entrambi hanno espresso un mix di dolore, incomprensione e rabbia, puntando il dito contro l’attuale proprietario, John Textor.

Aulas, che ha guidato il club per oltre trent’anni, ha condiviso sui social un messaggio carico di tristezza e incredulità, ricordando il suo impegno nel costruire un club solido e rispettato. Pur mantenendo un tono cauto per rispetto delle istituzioni e in segno di lutto per la recente scomparsa di un suo caro collaboratore, Aulas spera che l’OL riesca a ribaltare la situazione grazie al ricorso e alle garanzie che Textor e i suoi soci potranno fornire.

TWEET AULAS – «È uno shock. Un duro colpo per tutti coloro che amano profondamente l’Olympique Lione.
Penso prima di tutto ai giocatori, agli allenatori, ai dipendenti del club, ai nostri fedeli sostenitori e a tutti coloro per i quali l’OL è molto più di una semplice squadra.
Per 36 anni ho fatto in modo che una situazione del genere non si verificasse mai. Ho dato tutto per costruire un club forte, rispettato, ambizioso e finanziariamente solido.
Oggi prevale la tristezza. E una grande mancanza di comprensione.
Per rispetto delle istituzioni e per il ritegno impostomi dalla scomparsa di Bernard Lacombe, non commenterò ulteriormente in questa fase.
Non sono ancora a conoscenza dell’esito della decisione. Spero sinceramente che il ricorso e le garanzie che l’OL può fornire, in particolare quelle di John Textor e dei suoi soci di Eagle Football Holding, ci consentano di ribaltare questa situazione senza precedenti.
Resterò, come ho sempre fatto, vigile e profondamente legato al futuro del nostro club
».

Sidney Govou, invece, non ha trattenuto la sua frustrazione. Intervistato da Le Parisien, ha attaccato duramente Textor, definendolo un «bel parlatore» ma incapace di mantenere le promesse. Per l’ex giocatore, il proprietario americano ha perso qualsiasi credibilità agli occhi dei tifosi e non sarebbe all’altezza di guidare una società storica come l’OL. Govou ha accusato apertamente Textor di essere più interessato al business che al destino del club, con il rischio che lo stesso scenario si ripeta anche in Brasile, dove Textor è coinvolto con il Botafogo.

Nonostante la retrocessione, il club ha già annunciato l’intenzione di fare appello, sperando di evitare la caduta effettiva in seconda divisione. Tuttavia, il danno d’immagine per Textor è evidente, e all’interno e all’esterno della società si percepisce una profonda spaccatura tra il progetto attuale e la tradizione storica dell’Olympique Lyonnais.

Inter, Pio Esposito e Carboni sfidano Mastantuono, ma il loro futuro è tutto da scrivere

Inter, questa notte Pio Esposito e Carboni sfidano Mastantuono: i due sono ad un bivio: futuro dei nerazzurri o cessione?

Pio Esposito e Valentin Carboni rappresentano due delle più promettenti risorse dell’Inter, veri talenti su cui i nerazzurri stanno costruendo il futuro, ma che nel presente già fanno gola al mercato internazionale. Mentre Franco Mastantuono, stella del River Plate, ha già firmato con il Real Madrid per 63 milioni, i due interisti si stanno facendo strada con percorsi più graduali ma altrettanto promettenti.

Esposito, classe 2005, è considerato il miglior talento italiano della sua annata: dopo l’esperienza allo Spezia, è entrato nel gruppo dell’Inter con rispetto e umiltà, trovandosi a condividere l’avventura con il fratello Sebastiano. Già a segno al Mondiale per Club, ha raccontato con emozione il contatto con Lautaro Martinez e l’importanza dell’esperienza nel gruppo nerazzurro: «Mi concentro solo su questo torneo, il resto verrà».

Valentin Carboni, prestato all’Olympique Marsiglia, ha vissuto una stagione complicata per un infortunio con la nazionale argentina, ma è tornato protagonista con un gol decisivo contro l’Urawa. Stimato da Scaloni, vanta già tre presenze con l’Albiceleste e, pur non tifando River Plate, affronterà con determinazione la squadra argentina. Anche lui guarda a Lautaro come punto di riferimento: «È il capitano, ci aiuta tantissimo».

Il futuro di entrambi è legato a doppio filo all’Inter, ma in un calcio dove i vivai sono spesso fonte di guadagno, il rischio cessione esiste. Tuttavia, la dirigenza sembra intenzionata a proteggerli, salvo offerte clamorose. Tra valutazioni di mercato e prospettive tecniche, Esposito e Carboni valgono già oltre 50 milioni in due. E Oaktree, il fondo proprietario dell’Inter, non può che essere soddisfatto.

Calciomercato Serie A: le squadre devono decidere per i prestiti; chi è confermato e chi lascia

Calciomercato Serie A, il 30 giugno scade il limite per i prestiti: ecco chi sarà confermato e chi tornerà nella sua squadra

Con lo scoccare della mezzanotte del 30 giugno si chiuderà il termine per il riscatto dei prestiti, segnando un’ondata di rientri ai club d’origine. Alcune trattative, come riportato da la Gazzetta dello Sport, resteranno vive con formule alternative, ma tanti volti si congedano, almeno per ora.

Il Parma non ha riscattato Alessandro Vogliacco dal Genoa (clausola da 4 milioni), ma tenterà una nuova trattativa. Stessa sorte per Matteo Cancellieri, tornato alla Lazio dopo tre gol poco convincenti. Il Milan ha lasciato partire tutti i prestiti di gennaio: Joao Felix, Sottil (Fiorentina) e Walker (Manchester City). Risparmiati 5 milioni su quest’ultimo. Anche Okafor rientra, dopo un passaggio opaco al Napoli, così come Billing, autore di un gol pesante all’Inter ma non riscattato.

Nella Lazio si registrano pochi movimenti: la società ha completato gli obblighi per Rovella, Gigot e Pellegrini, mentre Arijon Ibrahimovic (Bayern) è rientrato dopo due presenze. La Roma non ha trattenuto Nelsson e Gourna-Douath (19,6 milioni richiesti dal Salisburgo), ritenuti troppo costosi. L’Atalanta saluta Posch, mentre il Bologna ha detto no a Pedrola e Pobega.

Tra gli altri: il Sassuolo ha riscattato Tarik Muharemovic (3 milioni), ma ha lasciato partire Moldovan e Velthuis. Il Genoa ha rinunciato a Pinamonti (14 milioni), Zanoli, Onana e Kassa. Il Pisa cambia guida tecnica (arriva Gilardino) e saluta cinque prestiti. La Cremonese invece ha investito 5 milioni su Fulignati e Vandeputte, autore di 15 assist. Il Como conferma Perrone dal Manchester City e investe 11 milioni nei terzini Valle e Van Der Brempt. Infine, il Verona ha esercitato gli obblighi per Niasse e Bernede e ha confermato Bradaric e Sarr, mentre salutano Tengstedt, Okou e Daniliuc.

×