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Calciomercato Genoa: mirino su Hamed Traoré, si tenta il ritorno in Serie A. Svelato il piano del Grifone

Calciomercato Genoa: i rossoblù vogliono riportare in Serie A Hamed Traoré. I dettagli del possibile colpo del Grifone

Genoa news: il calciomercato estivo si preannuncia particolarmente vivace per i liguri, intenzionato a puntellare la propria rosa con innesti di qualità e di provata esperienza internazionale. La dirigenza del Grifone è costantemente al lavoro per individuare profili che possano elevare il tasso tecnico della squadra e, secondo le ultime indiscrezioni, un’affascinante suggestione sta prendendo corpo nelle ultime ore. L’idea del Genoa è di riportare in Italia Hamed Traoré, talento puro che andrebbe a rinforzare in maniera considerevole la trequarti campo a disposizione di De Rossi. Lo riferisce Gianluca Di Marzio.

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Il centrocampista offensivo ivoriano, classe 2000, risponde perfettamente all’identikit tracciato dalla società ligure: un calciatore estroso e duttile, abile sia nella rifinitura che nell’inserimento, capace di agire in diverse zone del fronte d’attacco. Attualmente, il cartellino del giocatore è di proprietà del Bournemouth, ma la prospettiva di una nuova avventura nel massimo campionato italiano potrebbe rappresentare lo stimolo ideale per il prosieguo della sua carriera calcistica. Traoré, infatti, conosce già alla perfezione i ritmi e le dinamiche della nostra penisola.

Il passato in Serie A: una crescita costante

La storia sportiva del fantasista africano nel Belpaese è ricca e profonda. Prima di intraprendere le sue recenti esperienze lontano dall’Italia, ha giocato in 3 squadre di Serie A. Questa trafila ad alti livelli gli ha permesso di imporsi, fin da giovanissimo, come uno dei prospetti più interessanti e monitorati del panorama europeo.

L’avventura italiana di Traorè è partita ufficialmente nel 2018 all’Empoli, club da sempre rinomato per la sua capacità di lanciare giovani promesse nel calcio che conta. Le sue ottime prestazioni in terra toscana hanno successivamente attirato le attenzioni del Sassuolo, piazza ideale in cui Traoré ha vissuto la sua definitiva consacrazione a suon di gol e grandi giocate. Dopo l’esperienza in Emilia, per lui si sono spalancate le porte di un top club grazie al prestigioso trasferimento al Napoli, un’avventura che ha arricchito ulteriormente il suo bagaglio di conoscenze.

I passaggi all’estero e l’opportunità rossoblù

In seguito, la carriera del classe 2000 si è sviluppata fuori dai confini italiani, attraverso tappe significative vissute prima al Bournemouth in Premier League, poi all’Auxerre e infine, come detto, all’Olympique Marsiglia. Ora, però, le strade del mercato potrebbero nuovamente ricondurlo laddove ha mostrato il suo calcio migliore.

I contatti tra i vertici societari liguri e l’entourage del calciatore potrebbero intensificarsi sensibilmente nei prossimi giorni per valutare la fattibilità dell’affare. Resta da capire la formula dell’operazione e la reale apertura del club francese a concedere un prestito o una cessione a cifre contenute. Vedremo se i rossoblù riusciranno a riportarlo in Italia, regalando alla tifoseria un elemento di assoluto spessore in grado di accendere l’entusiasmo allo stadio Luigi Ferraris.

Bortolo Mutti: «Igor Protti era un grande uomo e un grande giocatore: ovunque è passato ha lasciato un ricordo bellissimo» – ESCLUSIVA

Bortolo Mutti, ex allenatore, ha voluto dedicare in esclusiva a Calcionews24 un pensiero allo scomparso Igor Protti

Intervenuto in esclusiva a Calcionews24, Bortolo Mutti ha voluto dedicare un pensiero allo scomparso Igor Protti:

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PAROLE – «Con Igor Protti abbiamo avuto un rapporto molto bello, franco, in un periodo molto difficile sia per me, anche per lui come diceva, che per le difficoltà che ha incontrato ad affrontare la piazza di Napoli, ho trovato un ragazzo veramente di grande spessore sotto l’aspetto umano e caratteriale. Le cose non sono andate per il verso giusto, però ce l’abbiamo messa tutta in quel periodo che abbiamo convissuto. Tengo un grande ricordo come persona e come calciatore, posso solo dire che le sue qualità tecniche erano rare. Peccato che quell’annata sia stata una annata pesante per lui, perché magari ci si aspettava qualcosa di più e anche per me che ho avuto l’esonero dopo poche partite. Un grande uomo soprattutto e un grande giocatore, dopo che ha fatto una carriera importante e dove è stato, ha lasciato un ricordo veramente bellissimo, parli di Messina, Livorno, Bari e così via».

Icardi e il rebus sul suo futuro: sondaggio di un club a sorpresa per l’ex Inter, ecco dove potrebbe trasferirsi

Icardi può davvero lasciare il Galatasaray, futuro incerto per l’attaccante. Spunta il sondaggio di una big europea

Il futuro di Mauro Icardi si tinge improvvisamente di giallo, aprendo scenari di mercato del tutto inaspettati a livello internazionale. Nonostante l’attaccante argentino sia diventato a tutti gli effetti un idolo indiscusso per la caldissima tifoseria di Istanbul, il suo legame con il Galatasaray attraversa una fase di profonda incertezza. Il nodo principale è legato alla situazione contrattuale: il vincolo che lo lega al club turco è infatti in imminente scadenza e, contrariamente alle aspettative iniziali, le parti non hanno ancora trovato un punto d’incontro strategico per sancire il tanto atteso rinnovo di contratto.

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Il sondaggio del Benfica e i movimenti in attacco

Questo momento di stallo prolungato ha inevitabilmente attirato l’attenzione delle principali big europee, pronte ad approfittare di una potenziale occasione di calciomercato. Nelle ultime ore, secondo Alfredo Pedullà, si è registrato un forte e concreto sondaggio del Benfica. Il prestigioso club portoghese si sta muovendo sotto traccia per valutare la disponibilità del centravanti ex Inter e PSG.

La strategia delle Aquile di Lisbona è legata a un preciso effetto domino: l’assalto definitivo al bomber di Rosario potrebbe concretizzarsi nel caso in cui la società lusitana dovesse definire un’uscita importante nel reparto offensivo. Bisognerà attendere i prossimi giorni per capire se i portoghesi deciderà di insistere con determinazione, presentando una proposta economica strutturata in grado di convincere definitivamente l’entourage del calciatore.

I vecchi retroscena con la Juventus e il mercato globale

Quella del Benfica non è l’unica pista di rilievo emersa nell’ultimo periodo attorno al profilo del numero nove. Il nome dell’attaccante, infatti, continua a circolare con insistenza anche nei radar della nostra Serie A. Un importante retroscena di mercato rivela come, durante la sessione di calciomercato dello scorso gennaio, la Juventus avesse effettuato seri e approfonditi ragionamenti sul calciatore, valutando l’opportunità di riportarlo in Italia. La dirigenza della Continassa scelse poi di non approfondire il discorso, ma la stima per il giocatore resta intatta.

Una cosa appare comunque certa: in caso di fumata nera definitiva per il prolungamento in Turchia, il futuro di Icardi si trasformerà in una vera e propria attrazione estiva. La sua straordinaria capacità di finalizzazione lo rende un profilo appetibile ovunque, capace di accendere l’interesse di numerosi club sparsi per il mondo.

Mondiali 2026, “Ma che Mondiale hai visto?”: LIVE il commento della 1ª giornata su Juventusnews24 – VIDEO

“Ma che Mondiale hai visto?”: il commento LIVE della 1ª giornata dei Mondiali 2026 su JuventusNews24

La 1ª giornata dei Mondiali 2026 è ormai in archivio e ora i riflettori si spostano sull’analisi. È LIVE il dopo‑gara sui canali YouTube, Instagram, Facebook e Twitch di Juventusnews24, insieme a Paolo Rossi, Chiara Aleati, Marco Baridon, Andrea Bargione, Giuseppe Colicchia e Francesco Calabrò per commentare tutto ciò che è accaduto nella giornata inaugurale della competizione.

Commenti, analisi, opinioni e tanto divertimento in diretta su quello che sono stati i match giocato dalle nazionali al Mondiale! E una chicca per i tifosi: lo spazio è anche – e soprattutto – vostro! Collegatevi per farci sentire la vostra voce: potrete intervenire in DIRETTA assieme a noi.

Mondiali 2026, Algeria furiosa: ricorso alla FIFA per la mancata espulsione di Messi

Polemica ai Mondiali 2026: l’Algeria denuncia l’arbitraggio e fa ricorso per l’intervento ‘da rosso’ di Leo Messi

La Federazione algerina (FAF) ha presentato un ricorso formale alla FIFA per contestare la direzione arbitrale della sfida persa 0‑3 contro l’Argentina ai Mondiali 2026.

Secondo quanto riportato dai principali media locali, tra cui il quotidiano sportivo Compétition, al centro delle proteste c’è la gestione dell’arbitro polacco Szymon Marciniak, accusato di decisioni ritenute determinanti nell’andamento della gara del gruppo J.

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Il caso Messi: “Mancava l’espulsione”

Il primo episodio contestato riguarda Lionel Messi. Al 31’, dopo aver già segnato il gol dell’1‑0, il capitano argentino avrebbe colpito con i tacchetti il polpaccio del difensore algerino Aïssa Mandi.

La FAF sostiene che l’intervento fosse da cartellino rosso, ma Marciniak non ha estratto alcuna sanzione. Le immagini sono diventate virali sui social, alimentando un’ondata globale di polemiche arbitrali.

Il secondo episodio: gomitata di Mac Allister su Maza

Il ricorso segnala anche un altro episodio:

  • al 74’, il centrocampista argentino Alexis Mac Allister avrebbe colpito con una gomitata l’attaccante algerino Ibrahim Maza, rimasto a terra dopo l’impatto al volto
  • anche in questo caso, nessun intervento da parte dell’arbitro né del VAR

La FAF ritiene che entrambe le situazioni abbiano inciso pesantemente sull’equilibrio della partita.

Ricorso depositato: ora la parola alla FIFA

Il dossier è stato ufficialmente inviato alla FIFA, che dovrà ora valutare la documentazione e decidere se aprire un’indagine formale.

Brasile, dopo il pari col Marocco cresce la pressione: Ancelotti cerca risposte contro Haiti e studia l’attacco a 4

Brasile, dopo il pari col Marocco cresce la pressione: Ancelotti cerca risposte contro Haiti e studia l’attacco a 4. Le idee di formazione

Il Brasile si ritrova già davanti a un primo bivio nei Mondiali 2026. Dopo l’1-1 contro il Marocco all’esordio, l’ambiente attorno alla Seleção ha cambiato improvvisamente tono: dall’euforia per la possibile conquista dell’Hexa ai dubbi su una squadra ancora alla ricerca del proprio equilibrio. A raccontare il clima nel ritiro verdeoro è La Gazzetta dello Sport, che sottolinea come la sfida contro Haiti sia passata in poche ore dall’essere considerata una formalità a diventare una partita da non sbagliare.

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Il pareggio contro una nazionale solida come il Marocco, campione d’Africa e semifinalista all’ultimo Mondiale, ha tolto certezze a un ambiente storicamente abituato a vivere di entusiasmo e pressioni estreme. Carlo Ancelotti, però, resta il principale punto fermo: la CBF gli ha rinnovato il contratto fino al 2030, segnale di fiducia in un progetto pensato anche sul lungo periodo.

Brasile Mondiali, Ancelotti prepara i cambi

In campo, il ct sta valutando alcune modifiche. Il primo cambiamento dovrebbe riguardare la corsia destra difensiva, con Danilo favorito su Ibañez. In mezzo al campo possibile gestione per Casemiro, già ammonito, con Fabinho o Danilo Santos pronti a prendere spazio.

Anche il sistema di gioco potrebbe cambiare: il 4-2-3-1 visto contro il Marocco potrebbe lasciare spazio al 4-2-4, con il ritorno di Luiz Henrique sulla destra al posto di Paquetá, apparso poco incisivo nella gara d’esordio.

Brasile Mondiali, il nodo centravanti e il caso Endrick

Il tema più caldo resta il ruolo di centravanti. Contro il Marocco ha giocato Igor Thiago, poi sostituito da Matheus Cunha senza grandi effetti. In Brasile cresce la richiesta popolare per vedere titolare Endrick, considerato da molti il talento capace di accendere la squadra.

Ancelotti, però, non sembra intenzionato a farsi condizionare dal rumore esterno. Al momento Matheus Cunha resta in vantaggio per il ruolo di numero 9, con Raphinha e Vinicius ai lati. Contro Haiti il divario tecnico appare netto, ma il Brasile ha bisogno di una vittoria convincente per ritrovare serenità. L’unica vera certezza, in mezzo alla confusione, resta il carisma di Ancelotti.

Materazzi torna a pungere Ibrahimovic: «Per quello che sta combinando è il più grande interista di sempre»

Materazzi punge Ibrahimovic: «Per quello che sta combinando è il più grande interista di sempre». L’ex difensore torna sulla rivalità tra loro due

In un’estate già complessa per il Milan, segnata da incertezze, rifiuti e un clima tutt’altro che sereno attorno al progetto rossonero, arriva anche la battuta di Marco Materazzi. L’ex difensore dell’Inter, simbolo nerazzurro e storico rivale di tante battaglie in campo, ha parlato a La Gazzetta dello Sport del suo rapporto con Zlatan Ibrahimovic, oggi consigliere di RedBird e figura centrale nell’area tecnica milanista.

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Materazzi Ibrahimovic, la battuta dell’ex Inter

Tra i due, nel corso degli anni, non sono mancati duelli duri, tensioni e momenti di grande intensità agonistica. Materazzi, però, ha ricondotto tutto alla dimensione del campo, senza trasformare quella rivalità in qualcosa di personale. Poi è arrivata la stoccata, destinata a far discutere soprattutto in ambiente rossonero.

Queste le sue parole: «Per me erano solo cose di campo, ma non posso dirgli niente perché è il più grande interista della storia con quello che sta combinando».

Milan, clima pesante attorno al progetto rossonero

La frase di Materazzi arriva in un momento delicato per il Milan, con Ibrahimovic finito spesso al centro del dibattito per il ruolo ricoperto all’interno del progetto targato RedBird. L’ex attaccante svedese, protagonista da calciatore anche con la maglia rossonera, viene ora osservato con attenzione per le scelte dirigenziali e per la gestione di una fase estiva considerata particolarmente complicata.

La battuta dell’ex difensore nerazzurro aggiunge così un nuovo capitolo alla storica rivalità tra Inter e Milan, con Ibrahimovic ancora una volta al centro della scena.

Pedersen, prima il Mondiale e poi l’incontro col Torino per il rinnovo: futuro in stand-by

Pedersen, prima il Mondiale e poi l’incontro col Torino per il rinnovo: futuro in stand-by per l’esterno, il cui contratto scadrà tra un anno

Toro news: i granata guardano già oltre i Mondiali e preparano le prossime mosse per blindare Marcus Pedersen. Il terzino norvegese è attualmente impegnato negli Stati Uniti con la Norvegia, anche se nella gara d’esordio vinta per 4-1 contro l’Iraq è rimasto in panchina. La priorità del giocatore, in questo momento, resta naturalmente la competizione iridata, ma in casa granata il tema del suo futuro è già stato messo sul tavolo.

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Secondo quanto riportato da Tuttosport, nelle prossime settimane, una volta concluso il percorso mondiale della Norvegia, il club affronterà il dossier legato al rinnovo del contratto. L’attuale accordo di Pedersen con il Torino scadrà il 30 giugno 2027, una data che impone alla società alcune valutazioni strategiche.

Pedersen Torino, il club vuole evitare rischi contrattuali

L’idea del Torino è quella di arrivare a un prolungamento prima che la situazione possa diventare più delicata. Iniziare la prossima stagione con un giocatore in scadenza nel giro di pochi mesi rappresenterebbe infatti un rischio concreto, soprattutto per un elemento considerato utile all’interno della rosa.

La dirigenza granata non vuole trovarsi nella condizione di dover gestire un possibile addio a parametro zero o una trattativa condizionata dalla scadenza ravvicinata. Per questo il rinnovo di Pedersen è già stato inserito tra le operazioni da programmare dopo il Mondiale.

Pedersen Torino, c’è anche il diritto di prolungamento

Il Torino ha comunque una tutela importante. Nel contratto del terzino norvegese è presente un diritto di prolungamento fino al 2028, che permette al club di mantenere un margine di controllo sulla situazione.

La volontà, però, sembra quella di impostare un discorso più ampio direttamente con il giocatore e il suo entourage. Prima il Mondiale con la Norvegia, poi il futuro granata: Pedersen resta nei piani del Torino, che vuole muoversi per tempo.

Dopo Palestra l’Inter non vuole fermarsi! Provedel, Solet e Jones nel piano per Chivu

Dopo Palestra l’Inter non vuole fermarsi! Provedel, Solet e Jones nel piano per Chivu: le prossime mosse dei nerazzurri per l’estate

Il calciomercato dell’Inter entra in una fase sempre più intensa. I nerazzurri si avvicinano alla chiusura per Marco Palestra dall’Atalanta, ma l’esterno non è l’unico obiettivo della dirigenza. Secondo quanto riportato da La Gazzetta dello Sport, il club vuole costruire un vero instant team, consegnando a Cristian Chivu diversi rinforzi già per il ritiro estivo in Germania, in programma dal 16 al 25 luglio a Donaueschingen.

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L’idea è chiara: intervenire subito nei reparti considerati più delicati, così da permettere al tecnico di lavorare con gran parte della nuova rosa fin dai primi giorni di preparazione. Se Palestra andrà a rinforzare la fascia destra, gli altri nomi più caldi restano Ivan Provedel, Oumar Solet e Curtis Jones.

Calciomercato Inter, Provedel scelto come vice Martinez

La promozione di Josep Martinez a nuovo titolare dopo l’addio di Yann Sommer ha permesso all’Inter di evitare un investimento pesante tra i pali. Il budget inizialmente pensato per un nuovo primo portiere potrà così essere dirottato su altri reparti.

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Per il ruolo di vice, il profilo scelto è quello di Ivan Provedel. Il portiere dovrebbe arrivare dalla Lazio per una cifra vicina ai 3 milioni di euro e potrebbe essere subito a disposizione di Chivu in ritiro. L’ex Spezia non partirebbe però con l’idea di essere soltanto una riserva, ma proverebbe a giocarsi le proprie carte per ritagliarsi spazio.

Calciomercato Inter, Solet per la difesa e Jones per il centrocampo

In difesa, il nome più forte resta Oumar Solet dell’Udinese. Il francese è considerato il profilo giusto per aprire un nuovo ciclo nel reparto arretrato, anche alla luce degli addii ormai vicini di Acerbi e Darmian e dei dubbi sul futuro di De Vrij.

A centrocampo resta viva la pista Curtis Jones. Il Liverpool chiede circa 30 milioni di euro e una percentuale sulla futura rivendita, mentre l’Inter è ferma attorno ai 20 milioni, forte della volontà del giocatore e del contratto in scadenza tra un anno. Il progetto è ambizioso: dare a Chivu una squadra già pronta e profondamente rinnovata.

Carnevali vuole una Juve più italiana: da Frattesi a Liberali, passando per Kayode. Tutti i nomi

Carnevali vuole una Juve più italiana: da Frattesi a Liberali, passando per Kayode. Tutti i nomi sul taccuino del nuovo ad bianconero

Il calciomercato della Juventus potrebbe vivere una svolta netta con l’avvento di Giovanni Carnevali al comando delle operazioni dirigenziali. Dopo una stagione segnata da una gestione orientata soprattutto verso l’estero, il mondo bianconero si aspetta ora una linea diversa, più attenta al mercato italiano e ai profili già abituati al contesto della Serie A.

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La precedente gestione legata a Damien Comolli aveva seguito una traccia molto chiara: cercare rinforzi quasi esclusivamente fuori dai confini nazionali. Da Lois Openda del Lipsia a Edon Zhegrova e Jonathan David del Lille, fino a Jeremie Boga del Nizza, la Juventus aveva guardato soprattutto ai campionati esteri per ricostruire la rosa.

Calciomercato Juventus, la nuova rotta passa dalla Serie A

Con l’arrivo di Ottolini, l’unica vera eccezione era stata Emil Holm, arrivato dal Bologna nella sessione invernale attraverso uno scambio di prestiti con Joao Mario. Ora, però, lo scenario potrebbe cambiare in modo più profondo.

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Secondo quanto riportato da La Stampa, la Juve potrebbe tornare a pescare con maggiore convinzione nel mercato italiano. Tra i nomi monitorati ci sarebbe Domenico Berardi del Sassuolo, profilo che Carnevali conosce molto bene. Attenzione anche a Cher Ndour della Fiorentina e a Mattia Liberali del Catanzaro, giovani considerati interessanti per il presente e per il futuro.

Calciomercato Juventus, Frattesi e gli italiani all’estero

Un altro nome da seguire è quello di Davide Frattesi dell’Inter, con i bianconeri che potrebbero intrecciare il discorso anche con Carlos Augusto. Si tratta di piste complesse, ma indicative della volontà juventina di tornare a ragionare su calciatori già inseriti nel calcio italiano.

Nel mirino restano anche diversi italiani oggi all’estero: Destiny Udogie del Tottenham, Michael Kayode del Brentford, Federico Chiesa del Liverpool, Matteo Ruggeri dell’Atletico Madrid e il giovane Luca Koleosho, messosi in evidenza al Paris FC. La nuova Juventus potrebbe ripartire da una base più italiana.

Chi è Luis Milla? Il figlio d’arte del centrocampo voluto fortemente da Fabregas: colpo in arrivo per il Como!

Chi è Luis Milla? Il figlio d’arte del centrocampo voluto fortemente da Fabregas: colpo in arrivo per il Como! Tutto sul regista del Getafe

Luis Milla è pronto a diventare un nuovo giocatore del Como. Secondo quanto riportato da Marca, il centrocampista spagnolo del Getafe, classe 1994, firmerà nelle prossime ore con il club lombardo dopo l’intesa raggiunta tra le parti. Un’operazione ormai indirizzata, destinata a rinforzare in modo significativo la mediana della squadra allenata da Cesc Fàbregas.

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Il Getafe incasserà circa 6 milioni di euro dalla cessione del suo regista, reduce da una stagione brillante in Liga e chiusa da secondo miglior assistman del campionato spagnolo. Per il club madrileno si tratta di un addio pesante, soprattutto dopo la partenza di Mauro Arambarri, destinato al River Plate. Con l’uscita di entrambi, si scioglie una coppia di centrocampo che negli ultimi anni era diventata uno dei riferimenti tecnici e caratteriali della squadra.

Luis Milla Como, scelta fatta: decisiva la volontà di Fàbregas

Cesc Fabregas, allenatore del Como
Luis Milla Como, scelta fatta: decisiva la volontà di Fàbregas – CalcioNews24.com

Nel corso dell’estate Milla aveva attirato l’interesse di diversi club. Tra le proposte ricevute c’era anche quella dell’Al-Nassr, ma il trasferimento in Arabia Saudita non si è concretizzato. Alla fine, il centrocampista ha scelto il progetto del Como, dove ritroverà anche diversi connazionali e un ambiente in forte crescita.

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L’interesse del club lariano non nasce adesso. Già durante il mercato invernale il Como aveva provato a portarlo in Italia, ma il Getafe aveva scelto di trattenerlo perché ritenuto fondamentale nella corsa alla salvezza. In quella fase, però, società e giocatore avevano trovato un’intesa per ridurre la clausola rescissoria da 20 a 6 milioni di euro, anche alla luce del contratto in scadenza nel 2027.

Tra le alternative valutate dal calciatore c’era anche il Villarreal, ma la forte volontà di Fàbregas di averlo a disposizione ha inciso in maniera decisiva sulla scelta finale.

Luis Milla Como, ruolo e caratteristiche del centrocampista spagnolo

Luis Milla Manzanares, nato a Madrid il 7 ottobre 1994, è un centrocampista centrale destro naturale, alto 1,75 metri. Il suo profilo è quello di un regista dinamico: un giocatore capace di dare ordine alla squadra, gestire il ritmo e aiutare nella costruzione bassa.

Non è un mediano puramente difensivo, ma un centrocampista di governo, intelligente nella lettura delle seconde palle e prezioso anche nella rifinitura. La sua qualità sui calci piazzati lo ha reso particolarmente incisivo nell’ultima stagione, chiusa con 1 gol e 10 assist in 37 presenze e oltre 3.200 minuti giocati.

Luis Milla Como, esperienza e qualità per il salto di livello

Cresciuto nei settori giovanili di Atlético Madrid, Rayo Vallecano e Fuenlabrada, Milla si è poi affermato tra Tenerife, Granada e Getafe, fino a diventare uno dei centrocampisti più affidabili del club madrileno.

Per il Como si tratta di un innesto di esperienza, tecnica e personalità. Un giocatore nel pieno della maturità calcistica, pronto a portare equilibrio, assist e gestione in mezzo al campo.

David nella storia della Serie A! Tripletta col Canada ai Mondiali, prima di lui l’ultimo a riuscirci fu Batistuta

David nella storia della Serie A! Tripletta col Canada ai Mondiali, prima di lui l’ultimo a riuscirci fu Batistuta: il dato record

Notte da protagonista assoluto per Jonathan David. Dopo una prima stagione complicata con la maglia della Juventus, l’attaccante canadese ha ritrovato il sorriso nel modo più spettacolare possibile: una tripletta nel netto 6-0 del Canada contro il Qatar, nella seconda giornata del gruppo B dei Mondiali 2026.

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Una prestazione che pesa anche dal punto di vista simbolico. In una sola partita, David ha realizzato la metà dei gol messi insieme in un intero campionato con i bianconeri, regalando una serata da incubo ai tanti fantallenatori che lo avevano aspettato a lungo senza grandi soddisfazioni. Contro il Qatar, però, il centravanti della Juventus ha mostrato tutto il proprio repertorio.

David Canada, numeri storici e paragone con Batistuta

La tripletta di Jonathan David assume un valore ancora più importante se letta in prospettiva storica. L’ultimo giocatore della Serie A capace di segnare tre gol in una partita di Coppa del Mondo era stato Gabriel Omar Batistuta a Francia 1998, quando l’ex attaccante argentino firmò il tris contro la Giamaica.

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Per il Canada si tratta invece di una vittoria storica: il 6-0 contro il Qatar rappresenta il successo più largo mai ottenuto da una nazionale Concacaf in un Mondiale. La partita è stata indirizzata presto dalla squadra di Jesse Marsch, favorita anche dalle espulsioni qatariote: prima Al-Amin, poi Madibo, punito per il durissimo intervento su Koné del Sassuolo.

David Canada, show nel 6-0: Larin apre, poi il tris

A sbloccare il match è stato Larin al 16’, alla seconda rete consecutiva dopo quella realizzata contro la Bosnia. Poi è iniziato lo show di David, autore di due gol prima dell’intervallo e del terzo nei minuti di recupero della ripresa.

Un destro al volo, una rete da attaccante d’area e il sigillo finale: tre gol diversi, tutti pesanti, per una notte che il centravanti canadese difficilmente dimenticherà. Il Canada vola, mentre David si riprende la scena mondiale.

Hakimi, rinvio a giudizio confermato per l’accusa di violenza sessuale: il messaggio social durante i Mondiali 2026

Hakimi, rinvio a giudizio confermato per l’accusa di violenza sessuale: il messaggio social del terzino del Marocco durante i Mondiali 2026

La Corte d’Appello di Versailles ha confermato il rinvio a giudizio di Achraf Hakimi davanti alla corte penale degli Hauts-de-Seine nell’ambito del procedimento per l’accusa di violenza sessuale. Una decisione arrivata in un momento particolarmente delicato per il calciatore, attualmente impegnato ai Mondiali 2026 con il Marocco.

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Il caso resta al centro dell’attenzione mediatica e giudiziaria, mentre il difensore ha scelto di rompere il silenzio attraverso un messaggio pubblicato sui social. Una presa di posizione pubblica arrivata nonostante le indicazioni della sua avvocata, che gli avrebbe consigliato di mantenere il massimo riserbo in attesa del processo.

Hakimi, lo sfogo su X dopo la decisione della Corte

Sul proprio profilo X, Hakimi ha affidato a un lungo messaggio la sua reazione alla vicenda. Il giocatore ha scritto: «La giustizia mi ha guardato negli occhi e mi ha detto: ‘Se non fossi famoso, non ci sarebbe mai stato un caso’». Parole forti, con cui il difensore ha espresso tutto il proprio disagio rispetto alla situazione.

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Nel suo intervento, Hakimi ha spiegato di aver scelto per anni la strada del silenzio, della discrezione e dell’attesa, confidando nel lavoro della giustizia. Lo stesso calciatore ha aggiunto: «Ho pensato che restare dignitoso, paziente e fidarmi della giustizia avrebbe portato alle decisioni giuste».

Hakimi, l’attesa del processo e la posizione del giocatore

Il difensore marocchino ha poi sottolineato di sentirsi travolto da una ricostruzione che, a suo dire, non rispecchierebbe la realtà dei fatti. Nel messaggio pubblicato sui social ha scritto ancora: «Una storia che non è la mia viene raccontata a danno della mia famiglia, della mia vita e soprattutto della verità. A volte ho la sensazione di essere diventato un bersaglio facile».

In chiusura, Hakimi ha ribadito la volontà di affrontare il processo e di poter finalmente esporre la propria versione: «Aspetto questo processo dal primo giorno. Ora lo attendo ancora di più. Finalmente potrò parlare». La vicenda giudiziaria resta dunque aperta, mentre il giocatore continua il proprio percorso con il Marocco ai Mondiali 2026.

Baldanzi resta al Genoa: ufficiale il trasferimento in prestito con obbligo di riscatto dalla Roma!

Baldanzi resta al Genoa: ufficiale il trasferimento in prestito con obbligo di riscatto dalla Roma! Il comunicato del club rossoblù

Tommaso Baldanzi resterà al Genoa anche nella stagione 2026/2027. Il club rossoblù ha definito con la Roma il ritorno del centrocampista classe 2003, attraverso la formula del prestito con obbligo di riscatto.

Arrivato a gennaio in prestito con opzione, Baldanzi si era ritagliato uno spazio importante nel girone di ritorno, diventando una soluzione utile nel gioco offensivo del Grifone. Con la maglia rossoblù ha collezionato 8 presenze e 2 assist, convincendo la società a puntare ancora su di lui per il nuovo corso.

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IL COMUNICATO – «Il Genoa CFC comunica di aver definito con l’AS Roma il ritorno di Tommaso Baldanzi. Il trasferimento è stato perfezionato con la formula della cessione temporanea con obbligo di riscatto.

Il centrocampista classe 2003, arrivato in prestito con opzione di riscatto dai giallorossi nella finestra di calciomercato invernale, nel girone di ritorno si è rivelato una figura importante nel gioco offensivo della squadra e nei momenti decisivi, collezionando 8 presenze e 2 assist con la maglia rossoblù. Tommaso sarà un tassello significativo per la stagione 2026/2027 del Grifone.

Lo Chief of Football Diego Lopez: “Le squadre competitive che aspirano a migliorare hanno giocatori di qualità che conoscono il campionato in cui giocano. Tommaso rappresenta la nostra ambizione di migliorare stagione dopo stagione”.

Le parole di Tommaso Baldanzi: “Sono felicissimo di poter proseguire l’avventura con la maglia del Grifone, non vedo l’ora di ricominciare con questi colori. Sento di poter dare e so di dover dimostrare ancora molto ai tifosi rossoblù, che mi hanno fatto sentire a casa fin dal primo giorno qui a Genova. Qui ho capito di essere nell’ambiente giusto per il mio percorso di crescita, in costante sintonia e sinergia con tifoseria, allenatore e dirigenza. Sono orgoglioso di far parte di questa famiglia”».

In bilico il futuro di Nico Paz! Lui vuole restare al Como, il Real Madrid chiede 60 milioni per la cessione: è scontro

In bilico il futuro di Nico Paz! Lui vuole restare al Como, il Real Madrid chiede 60 milioni per la cessione e guarda alla Premier League

Il futuro di Nico Paz rischia di diventare uno dei dossier più caldi del prossimo calciomercato. Il talento argentino vorrebbe restare al Como anche nella prossima stagione, proseguendo il percorso di crescita avviato sotto la guida di Cesc Fabregas. Una volontà chiara, che però deve fare i conti con la posizione del Real Madrid, ancora pienamente centrale nella gestione del suo cartellino.

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Secondo quanto riportato da Il Corriere dello Sport, il club spagnolo non avrebbe alcuna intenzione di facilitare l’operazione a condizioni favorevoli per i lariani. La risposta arrivata da Madrid sarebbe stata netta: per acquistare Nico Paz a titolo definitivo servirebbero circa 60 milioni di euro. Una cifra molto alta, destinata a complicare i piani del Como.

Nico Paz Como, le clausole del Real Madrid

Il Real Madrid conserva una posizione di forza grazie agli accordi stabiliti al momento della cessione. Il club di Florentino Perez potrebbe esercitare entro il 30 giugno il diritto di recompra per 10 milioni di euro, riportando il giocatore in Spagna per poi rivenderlo a una cifra nettamente superiore.

Qualora Nico Paz restasse al Como, i Blancos manterrebbero comunque il 50% sulla futura rivendita e la possibilità di pareggiare eventuali offerte presentate da altri club. Non solo: se il giocatore dovesse disputare un’altra stagione in riva al lago, il Real potrebbe riacquistarlo il prossimo anno per appena 11 milioni di euro.

Nico Paz Como, tensione con Madrid e occhi sulla Premier

A Madrid non sarebbe piaciuto il fatto che la volontà di Nico Paz di restare al Como sia emersa pubblicamente prima di essere comunicata direttamente al club spagnolo. Un passaggio che avrebbe irrigidito ulteriormente la posizione del Real Madrid, deciso a mantenere il controllo totale sul futuro del giocatore.

In questo scenario resta da monitorare soprattutto la Premier League, uno dei pochi mercati in grado di avvicinarsi senza grandi difficoltà alla richiesta da 60 milioni di euro. Il Como spera, il Real detta le condizioni: il futuro di Nico Paz resta tutto da scrivere.

Quanto costa nel concreto la mancata partecipazione dell’Italia ai Mondiali? L’abbiamo chiesto alla società di consulenza AgentScout

L’attesa è finalmente terminata e domani i riflettori di tutto il pianeta si accenderanno ufficialmente sui Mondiali 2026, la prima storica edizione a quarantotto squadre ospitata congiuntamente da Stati Uniti, Messico e Canada.

Per gli appassionati di calcio si tratta del momento più importante del quadriennio, il picco massimo dell’intrattenimento sportivo globale, ma in Italia l’atmosfera è inevitabilmente tinta di una profonda, frustrante e persistente amarezza.

La ferita è ancora più profonda se si considera che l’Italia non partecipa alla fase finale di un Mondiale dal lontano 2014, un digiuno che dura ormai da dodici anni e che ha letteralmente spento l’entusiasmo delle nuove generazioni di tifosi, privando il Paese di quel rito collettivo che storicamente unisce la popolazione e accende l’economia nei mesi estivi.

A peggiorare il clima di incertezza e delusione generale, le indiscrezioni di corridoio confermano che tra pochissimo tempo cambierà l’allenatore della Nazionale, l’ennesimo ribaltone tecnico volto a rifondare un progetto sportivo in crisi di identità, nel disperato tentativo di tracciare la rotta verso i prossimi Europei.

Nei mesi scorsi, le voci giornalistiche e le complesse valutazioni legali della FIFA attorno a una clamorosa esclusione della federazione dell’Iran avevano riacceso una flebile, ma concretissima speranza nel cuore dei tifosi e degli analisti geopolitici: un potenziale ripescaggio della Nazionale italiana che avrebbe avuto il sapore del miracolo burocratico e sportivo.

Per fare luce sulle conseguenze reali di questo scenario, abbiamo chiesto un parere alla nota società di consulenza commerciale AgentScout, da anni specializzata nello sviluppo e nel potenziamento delle reti di vendita aziendali.

Secondo gli analisti di AgentScout, quella complessa suggestione, che ha tenuto banco per settimane sui tavoli delle diplomazie sportive internazionali, era una carta importante, ma è ormai definitivamente sfumata con la conferma ufficiale dei gironi d’inizio, costringendo il sistema Paese a fare i conti con la terza, dolorosissima assenza consecutiva dalla fase finale della Coppa del Mondo.

Al di là del profondo sconforto sportivo e generazionale, l’esclusione dell’Italia rappresenta un problema di natura prettamente economica, finanziaria e commerciale, capace di generare un effetto domino negativo su una vasta serie di comparti industriali e strategici del tessuto produttivo nazionale, rallentando la ripresa dei consumi e modificando i piani di investimento delle imprese.

I numeri del danno: quanto costa l’esclusione all’economia nazionale

Quantificare nel concreto l’impatto finanziario di una mancata qualificazione mondiale è un esercizio complesso che unisce la macroeconomia applicata alla psicologia dei consumi di massa e ai trend della raccolta pubblicitaria.

Grandi eventi sportivi di questa portata fungono da veri e propri moltiplicatori anticiclici del Prodotto Interno Lordo (PIL), capaci di stimolare la fiducia delle famiglie e dare una spinta immediata, concentrata e violentissima ai consumi domestici.

Si tratta di un fenomeno ampiamente analizzato nelle metriche economiche ufficiali rilasciate nei report congiunturali di istituti di ricerca del calibro della Fondazione Edison, che da sempre mappa le performance del sistema produttivo italiano in relazione ai mercati internazionali.

La sola assenza della Nazionale azzurra dai campi di gioco americani comporta una perdita diretta e indiretta stimata in diverse centinaia di milioni di euro, un buco di bilancio che investe l’intera catena del valore dei consumi interni.

I settori più immediatamente colpiti sono quelli legati al comparto dei media, dell’emittenza televisiva e degli investimenti pubblicitari globali.

Durante i mesi del torneo, i colossi del broadcasting e delle piattaforme streaming registrano una drastica contrazione della vendita degli spazi promozionali e dei pacchetti premium.

Le grandi aziende inserzioniste, infatti, riducono sensibilmente i propri budget sul mercato italiano a causa del minor coinvolgimento emotivo del pubblico, che senza l’Italia in campo riduce drasticamente i tempi di permanenza davanti agli schermi.

A cascata, il contraccolpo investe con violenza il settore del commercio al dettaglio, della grande distribuzione organizzata (GDO), dell’industria del food & beverage, del food delivery e di tutto il mercato legato al merchandising ufficiale.

Si tratta di comparti che, storicamente, vivono una vera e propria stagione d’oro indotta delle serate di gara, trainando in parallelo l’elettronica di consumo, tradizionalmente stimolata dalla corsa all’acquisto di nuovi dispositivi televisivi, proiettori e sistemi tecnologici domestici acquistati appositamente per seguire le imprese della Nazionale.

L’analisi di AgentScout: la contrazione dei consumi e la reazione delle PMI

Per comprendere a fondo come questo scenario di stagnazione emotiva stia modificando le strategie di investimento a medio termine e lo sviluppo delle imprese sul territorio, l’osservatorio privilegiato di AgentScout sulla stabilità, sulla contrattualistica e sulla crescita delle reti di vendita delle piccole e medie imprese italiane mostra un quadro estremamente chiaro.

La mancata partecipazione ai Mondiali si traduce in un freno psicologico per il mercato interno, che impone alle aziende un cambio di rotta immediato nella pianificazione aziendale.

Quando la fiducia dei consumatori subisce un rallentamento, anche indiretto come quello causato da una delusione sportiva collettiva, le imprese tendono a diventare improvvisamente prudenti, congelando i piani di espansione più ambiziosi e riducendo l’esposizione finanziaria.

Lo scenario ideale ipotizzato nei mesi scorsi, in cui un eventuale ripescaggio dell’Italia ai Mondiali 2026 avrebbe potuto generare una fiammata immediata nei consumi interni e una crescita stimabile fino a due punti percentuali di PIL indotto tra turismo, retail e indotto pubblicitario, è ormai del tutto archiviato.

Oggi, la vera priorità delle aziende italiane deve essere quella di non subire passivamente questa contrazione psicologica della domanda domestica.

Il management deve reagire attraverso una ristrutturazione agile, aggressiva e scientifica della propria forza vendita esterna, andando a intercettare la domanda reale laddove essa è ancora forte, dinamica e in espansione, indipendentemente dalle vicende calcistiche.

Riorganizzare le reti commerciali per superare la crisi della domanda interna

Di fronte a un mercato interno che non può beneficiare del volano economico ed emotivo della Coppa del Mondo, la sopravvivenza e la crescita delle PMI passano inevitabilmente dalla capacità di riposizionare i propri prodotti e servizi su canali alternativi, mercati esteri emergenti o segmenti di clientela business meno esposti alle fluttuazioni dei consumi di massa.

Questa necessità strategica impone alle direzioni commerciali di abbandonare l’improvvisazione e avviare piani rigorosi per la ricerca agenti e di profili commerciali di alto livello, in grado di penetrare contesti industriali complessi, stabili e anticiclici.

Un’azienda che desidera difendere la propria marginalità nel corso di quest’anno non può più permettersi il lusso di mantenere una rete di vendita passiva o legata a vecchie logiche di pura attesa del cliente.

Gli agenti sul territorio devono trasformarsi in veri e propri consulenti di business, capaci di mappare i bisogni reali dei clienti industriali e di proporre soluzioni su misura che prescindano dall’andamento generale dell’economia interna.

La selezione di professionisti della vendita qualificati, dotati di una solida preparazione contrattuale e già capillarmente introdotti nei mercati chiave, rappresenta l’unico vero scudo per neutralizzare i costi occulti della mancata partecipazione mondiale.

La resilienza del sistema produttivo italiano oltre il calcio basterà?

I Mondiali di calcio che iniziano domani rimarranno a lungo una ferita aperta per il sistema sportivo italiano e, indubbiamente, un’immensa opportunità mancata per il rilancio a breve termine di molti settori commerciali domestici che avevano già pianificato scorte e campagne a tema.

Tuttavia, la storia economica e industriale del nostro Paese dimostra che il tessuto imprenditoriale delle piccole e medie imprese possiede una straordinaria, innata e quasi unica capacità di resilienza e di adattamento di fronte agli shock esterni e alle delusioni macroeconomiche globali.

Senza la spinta emotiva e il vento in poppa garantito dagli azzurri in campo, la crescita economica e il consolidamento del fatturato dovranno essere conquistati metro dopo metro sul territorio, investendo massicciamente sulla qualità dei processi industriali, sulla digitalizzazione dei flussi informativi e sul potenziamento strategico delle strutture di vendita esterne.

Solo quelle imprese che sapranno guardare oltre l’orizzonte ristretto della delusione sportiva, strutturando reti commerciali solide, flessibili, contrattualmente protette e orientate all’eccellenza consulenziale, saranno in grado di trasformare questo momento di contrazione interna nella base di partenza per un successo duraturo, solido e completamente indipendente dalle dinamiche alterne di un campo di calcio.

Il dramma dell’infortunio di Kone in Canada Qatar: gamba spezzata! Il centrocampista si opera

Il dramma dell’infortunio di Kone in Canada Qatar: gamba spezzata! Il centrocampista del Sassuolo si opera: cosa filtra sull’entità

Il Canada ha travolto il Qatar con un netto 6-0, ma la serata di Vancouver è stata segnata soprattutto dal grave infortunio subito da Ismael Koné. Il centrocampista canadese, oggi al Sassuolo dopo l’esperienza al Marsiglia, è stato costretto a lasciare il campo in barella al 51’ dopo un intervento durissimo di Assim Madibo.

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L’arbitro non ha avuto esitazioni ed ha estratto immediatamente il cartellino rosso nei confronti del giocatore qatariota. Le immagini hanno subito fatto temere il peggio: la gamba sinistra di Koné è apparsa in una posizione innaturale, gelando lo stadio e i compagni di squadra.

Canada Qatar, Koné fuori in barella tra applausi e commozione

Koné, 24 anni, ha compreso immediatamente la gravità dell’infortunio. Soccorso dallo staff medico, è stato stabilizzato in campo e poi trasportato fuori in barella, aiutato da un antidolorifico e da una maschera per l’ossigeno. Prima di lasciare il terreno di gioco, il centrocampista ha comunque trovato la forza di salutare i tifosi, ricevendo una lunga ovazione da tutto lo stadio.

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A fine partita, il commissario tecnico del Canada, Jesse Marsch, ha raccontato la durezza dell’episodio: «L’abbiamo sentito tutti: si è sentito chiaramente l’osso spezzarsi». Il tecnico ha poi spiegato che Madibo si è recato negli spogliatoi per scusarsi personalmente con il giocatore canadese: «Non credo volesse causare un infortunio così grave. Non gli porto rancore».

Canada Qatar, Saliba dedica il gol al compagno

Secondo le prime informazioni, Koné avrebbe riportato una doppia frattura di tibia e perone e sarà operato nelle prossime ore. Una notizia pesante per il Canada, che perde uno dei suoi elementi più importanti proprio nel pieno del percorso mondiale.

L’emozione ha attraversato tutta la squadra. Nathan Saliba, entrato pochi minuti dopo l’infortunio, ha trovato il gol su calcio di punizione e lo ha dedicato al compagno mostrando la sua maglia. Anche Marsch ha sottolineato il peso dell’assenza: «Ismaël è un pilastro della nostra squadra, la sua assenza sarà pesantissima».

Addio a Igor Protti, l’ex bomber si è spento all’età di 58 anni: lo straziante messaggio d’addio affidato ai familiari

Addio a Igor Protti, si è spento all’età di 58 anni, lo straziante messaggio d’addio affidato ai familiari: «Questo viaggio è arrivato al fischio finale»

Il calcio italiano piange Igor Protti, morto all’età di 58 anni dopo una lunga battaglia contro un tumore al colon, aggravatosi negli ultimi mesi. L’ex attaccante aveva raccontato pubblicamente la propria malattia, affrontandola con la stessa sincerità e il coraggio che lo avevano contraddistinto per tutta la carriera.

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Con la sua scomparsa se ne va uno dei protagonisti più amati del calcio italiano tra anni Novanta e Duemila. Protti è stato molto più di un bomber: è stato il simbolo di due piazze, Bari e Livorno, dove ha lasciato un segno profondo diventando una vera bandiera.

Igor Protti, il comunicato della famiglia

Attraverso il profilo pubblico dell’ex calciatore, la famiglia ha diffuso un messaggio di addio: «Con immenso dolore la famiglia comunica che Igor stanotte ci ha lasciati. Ha voluto lasciarvi questo saluto che come da sue volontà condividiamo: ‘Questo splendido viaggio, come ogni partita, è arrivato al fischio finale. Difficile provare parole che possano spiegarlo, l’unica cosa che posso fare è ringraziare la mia grande e meravigliosa famiglia che ho adorato. Tutte le persone che mi hanno voluto bene e che mi sono state vicino, tutti i tifosi delle squadre nelle quali ho giocato per l’affetto e l’amore sempre dimostratomi e totalmente ricambiato. Sperando che sia un arrivederci e non un addio’. Per chi volesse porgere l’ultimo saluto dalle 15 di oggi si troverà presso la stanza del commiato Frongillo al cimitero di Cecina, Via della Rimembranza».

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Igor Protti, una carriera da bomber e un record unico

Protti Livorno
Igor Protti, una carriera da bomber e un record unico – CalcioNews24.com

Nato a Rimini il 24 settembre 1967, Igor Protti iniziò la propria carriera nelle categorie inferiori prima di affermarsi con il Messina e, soprattutto, con il Bari. In biancorosso visse la stagione più straordinaria della sua carriera, laureandosi capocannoniere della Serie A 1995/96 con 24 reti, a pari merito con Giuseppe Signori.

Un’impresa resa ancora più particolare dalla retrocessione del Bari al termine di quel campionato: Protti resta infatti l’unico capocannoniere della Serie A ad aver vinto il titolo marcatori con una squadra poi scesa di categoria.

Dopo le esperienze con Lazio, Napoli e Reggiana, la seconda grande parte della sua carriera si legò al Livorno. In amaranto diventò un simbolo assoluto, trascinando il club dalla Serie C1 fino alla Serie A e conquistando l’affetto di un’intera città.

Igor Protti, il ricordo di una figura romantica del calcio italiano

Soprannominato «lo Zar», Protti era una punta centrale intelligente, fredda in area e dotata di un senso del gol fuori dal comune. Non era il centravanti da grande club stabile, ma un attaccante capace di segnare ovunque e in ogni categoria.

Insieme a Dario Hübner, è l’unico calciatore ad aver vinto la classifica marcatori in Serie A, Serie B e Serie C1. Un primato che racconta la sua straordinaria continuità realizzativa e il valore di un bomber rimasto nel cuore del calcio italiano.

Venezia all’assalto di Ché Adams, prima offerta ufficiale al Torino. Cosa sta succedendo

Venezia vuole Ché Adams, offerta al Torino. Novità importanti per l’attaccante scozzese

Il calciomercato del Venezia entra nel vivo con una mossa concreta e ufficiale volta a potenziare in maniera significativa il proprio reparto avanzato. La dirigenza arancioneroverde è attivamente al lavoro per regalare alla guida tecnica un profilo di spessore internazionale, capace di garantire gol, fisicità ed esperienza in vista della prossima e impegnativa stagione nel massimo campionato. Tra i vari profili monitorati con attenzione dagli osservatori della laguna, in cima alla lista dei desideri figura ora il nome di Ché Adams, centravanti di proprietà del Torino. I contatti tra le parti si sono intensificati nelle ultime ore, portando alla formulazione di una vera e propria proposta formale. Lo riporta Gianluca Di Marzio.

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Le cifre sul tavolo e il muro alzato dal Torino

La società lagunare ha deciso di rompere gli indugi presentando una prima proposta economica per assicurarsi le prestazioni sportive del calciatore scozzese. Nello specifico, il Venezia ha offerto 4/5 milioni di euro per rilevare a titolo definitivo il cartellino della punta. Si tratta di un investimento importante per le casse del club arancioneroverde, a testimonianza della ferma volontà di inserire in rosa un elemento di sicuro affidamento per raggiungere gli obiettivi stagionali.

Tuttavia, la risposta arrivata dalla dirigenza piemontese non è stata quella sperata. Il club granata chiede di più per privarsi del proprio giocatore e ha momentaneamente rispedito al mittente la proposta, giudicandola distante dall’effettiva valutazione di mercato. La società torinese non ha alcuna intenzione di concedere sconti, forte anche della stabilità contrattuale del ragazzo e della necessità di non indebolire il proprio pacchetto offensivo senza un adeguato corrispettivo economico.

L’identikit di Ché Adams: l’innesto ideale per la salvezza

La forte insistenza dei veneti per l’attaccante classe 1996 è legata alle sue indiscusse qualità tecniche e atletiche. Nell’ultimo campionato disputato sotto la mole, Ché Adams ha dimostrato di potersi adattare perfettamente ai ritmi e alle ruvide difese del calcio italiano, collezionando un bottino personale di 6 reti e 3 passaggi vincenti. Centravanti potente, mobile e dotato di una notevole progressione palla al piede, il nazionale scozzese—attualmente nell’organico della propria selezione ai Mondiali 2026—rappresenterebbe il tassello ideale per far compiere un salto di qualità all’attacco della squadra.

I dialoghi non si sono comunque interrotti. Nonostante il primo no da parte dei piemontesi, i canali di comunicazione tra le due società rimangono aperti. Il Venezia sta studiando i margini per un imminente rilancio economico, valutando l’inserimento di consistenti bonus legati al rendimento individuale o al raggiungimento della salvezza, nel tentativo di colmare la distanza residua e sbloccare l’affare.

La Roma pensa a Dodò e il Napoli si defila: due sostituti per la Fiorentina in caso di partenza del brasiliano. Ultimissimi sviluppi

La Roma pensa a Dodò per rinforzare la fascia destra. In caso di partenza del brasiliano, la Fiorentina ha in mente due sostituti

Le grandi manovre sulle corsie esterne stanno entrando nel vivo della sessione estiva. La Roma ha messo nel mirino un obiettivo ben preciso per potenziare la propria catena laterale e non ha alcuna intenzione di mollare la presa su Dodô. Il forte laterale difensivo, di proprietà della Fiorentina, rappresenta una specifica richiesta del tecnico giallorosso Gian Piero Gasperini, da sempre un maestro nell’esaltare le doti atletiche e qualitative dei calciatori di fascia all’interno del suo iconico scacchiere tattico. L’allenatore vede nel brasiliano il profilo ideale per aggiungere spinta, imprevedibilità e fisicità alla manovra della formazione capitolina, motivo per cui la dirigenza a Trigoria sta continuando a tessere i fili della complessa trattativa. Lo riporta Gianluca Di Marzio.

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Il Napoli si defila: priorità assoluta alla trattativa per Gila

Nelle scorse settimane l’affare sembrava destinato a trasformarsi in un accesissimo duello di mercato tra diverse big del nostro campionato. Oltre ai giallorossi, infatti, anche il Napoli aveva mostrato un fortissimo interesse nei confronti dell’ex giocatore dello Shakhtar Donetsk, effettuando i primi sondaggi esplorativi con l’entourage del calciatore e con la dirigenza toscana.

Nelle ultime ore, tuttavia, questa specifica pista di mercato ha subìto un netto rallentamento. Il club azzurro ha scelto di congelare temporaneamente i contatti per il brasiliano, preferendo concentrare le proprie risorse economiche e le energie dei propri uomini di mercato sul fronte difensivo centrale. La priorità assoluta all’ombra del Vesuvio in questa fase iniziale della sessione è diventata la negoziazione per assicurarsi Mario Gila. Questo cambio di rotta dei partenopei ha di fatto spianato la strada alla dirigenza romana, che ora si ritrova in una posizione di netto vantaggio per chiudere l’operazione.

I sostituti per la Fiorentina: Arnau Martínez e Norton-Cuffy

A Firenze, nel frattempo, la società viola non vuole farsi trovare impreparata di fronte a una potenziale cessione del proprio gioiello e sta già studiando le mosse correttive per la corsia di destra. Qualora l’accordo tra la Roma e il brasiliano dovesse concretizzarsi, la Fiorentina ha già messo sotto osservazione due profili internazionali di grande prospettiva.

Il nome che sta scalando rapidamente le gerarchie della dirigenza toscana porta direttamente in Spagna, sponda Girona, dove si sta mettendo in mostra il talento di Arnau Martínez. L’esterno spagnolo viene considerato un’idea di mercato importantissima e di assoluto spessore, ideale per raccogliere l’eredità sulla fascia destra in caso di addio. Insieme a lui, sul taccuino dei toscani resta viva anche la candidatura di Brooke Norton-Cuffy, altro profilo giovane e di grande spinta atletica. I prossimi giorni saranno determinanti per comprendere se la Roma sferrerà l’assalto definitivo a Dodô, innescando un vero e proprio effetto domino sulle fasce della Serie A.

Juventus scatenata sul mercato! Dall’intreccio Vicario-Meret alla doppia pista Lucumi-Muharemovic in difesa: il punto

Juventus scatenata sul mercato! Dall’intreccio Vicario-Meret alla doppia pista Lucumi-Muharemovic in difesa: le ultime sulle mosse dei bianconeri

Il calciomercato Juventus entra in una fase sempre più delicata, con diversi dossier aperti tra porta, difesa e attacco. Secondo quanto riportato da Sky Sport, il club bianconero sta continuando a lavorare per definire il profilo del nuovo portiere in vista della prossima stagione, senza perdere di vista anche l’obiettivo Randal Kolo Muani e le possibili mosse per rinforzare il reparto arretrato.

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Il nome più caldo resta quello di Guglielmo Vicario. L’estremo difensore del Tottenham è ancora considerato una pista concreta per la Juventus, che al momento sarebbe avanti rispetto alla concorrenza. Sullo sfondo resta però il Napoli, interessato al portiere ma costretto prima a chiarire il futuro del proprio reparto. Proprio da qui potrebbe nascere un gioco di incastri destinato a coinvolgere anche Alex Meret.

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Calciomercato Juventus, Vicario resta avanti ma occhio a Meret

La situazione dei portieri resta aperta. Se le richieste del Tottenham per Vicario dovessero essere considerate troppo alte, la Juventus potrebbe valutare con maggiore attenzione il profilo di Meret, protagonista con Luciano Spalletti nell’anno dello scudetto del Napoli. Al momento non risultano contatti diretti tra le due società, ma lo scenario resta da monitorare.

In caso di affondo bianconero su Meret, si potrebbe liberare proprio la strada di Vicario verso il Napoli. Un possibile effetto domino che rende il mercato dei portieri uno dei tavoli più interessanti delle prossime settimane.

Più complicata, invece, la pista legata a Emiliano Martinez. Nella giornata di giovedì 18 giugno, l’Aston Villa avrebbe comunicato le condizioni per lasciar partire l’argentino: 10 milioni di euro più bonus non semplici. Una richiesta ritenuta alta, che avrebbe portato a un raffreddamento della pista.

Calciomercato Juventus, Lucumí e Muharemović per la difesa

Lucumi Bologna Inter
Calciomercato Juventus, Lucumí e Muharemović per la difesa – CalcioNews24.com

Oltre alla porta, la Juventus lavora anche per rinforzare la difesa. I nomi principali sono due: Jhon Lucumí e Tarik Muharemović, entrambi osservati con grande attenzione dalla dirigenza bianconera.

Per Lucumí, classe 1998 del Bologna, sono già stati avviati contatti diretti con il club rossoblù. La distanza economica, però, resta significativa: la Juve sarebbe arrivata a una valutazione tra 15 e 18 milioni di euro, mentre il Bologna parte dalla clausola da 28 milioni.

Diverso il discorso per Muharemović, classe 2003 passato al Sassuolo proprio dalla Juventus. I bianconeri conservano il 50% sulla rivendita, dettaglio che potrebbe permettere di riportarlo a Torino a condizioni favorevoli. L’idea di Giovanni Carnevali resta sul tavolo: ora servirà capire quale pista verrà portata fino in fondo.

Pagelle Svizzera Bosnia: brilla la stella di Manzambi, Muharemovic condanna i suoi. I VOTI

Pagelle Svizzera Bosnia: i voti e i giudizi ai protagonisti del match, valido per la seconda giornata dei Mondiali 2026

Pagelle Svizzera Bosnia: i voti e i giudizi ai protagonisti del match, valido per la seconda giornata dei Mondiali 2026. Gli elvetici si portano a casa il match col risultato finale di 4 a 1: doppietta per Manzambi, gol per Vargas e Xhaka. A nulla serve il gol della bandiera firmato da Mahmic, ma pesa molto sul risultato finale il cartellino rosso rimediato da Muharemovic per i bosniaci.

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SVIZZERA (4-3-3): Kobel 6; Widmer 6 (86′ Jaquez sv), Elvedi 6, Akanji 6.5, Rodriguez 6; Aebischer 6 (71′ Sow 6.5), Xhaka 7, Freuler 6; Ndoye 6.5 (71′ Manzambi 8), Embolo 6.5 (89′ Itten sv), Rieder 5 (71′ Vargas 7). Ct. Yakin

BOSNIA (4-4-2): Vasilj 6.5; Dedic 6, Katic 5.5, Muharemovic 4, Kolasinac 6; Sunjic 6, Tahirovic 5.5 (63′ Basic 5.5), Memic 6, Alajbegovic 5.5 (91′ Mahmic 6.5); Demirovic 5.5, Dzeko 5.5 (64′ Bajraktarevic 5.5). Ct. Barbarez

Moviola Svizzera Bosnia: il rosso a Muharemovic condiziona il match, dubbi sul rigore finale

Moviola Svizzera Bosnia: gli episodi dubbi del match, valido per la seconda giornata dei Mondiali 2026

Moviola Svizzera Bosnia: gli episodi dubbi del match diretto da Joao Pedro Silva Pinheiro (Portogallo), valido per la seconda giornata dei Mondiali 2026.

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La sfida tra Svizzera e Bosnia, diretta dall’arbitro portoghese João Pinheiro, si è chiusa con il successo svizzero per 4-1. Una partita segnata da alcuni episodi arbitrali importanti, soprattutto nel finale, quando la nazionale bosniaca ha perso definitivamente equilibrio dopo l’espulsione di Tarik Muharemović.

Svizzera Bosnia, l’episodio chiave all’80’

Il momento che ha indirizzato la gara è arrivato all’80’, con il risultato ancora sull’1-0 in favore della Svizzera. Muharemović, difensore bosniaco del Sassuolo, ha fermato irregolarmente un attaccante avversario lanciato verso la porta, commettendo un fallo da ultimo uomo.

Per João Pinheiro non ci sono stati dubbi: cartellino rosso diretto e Bosnia costretta a chiudere la partita in inferiorità numerica. Una decisione pesante, ma coerente con la dinamica dell’azione e con la chiara occasione da gol interrotta dal difensore.

Svizzera Bosnia, rigore nel recupero e dubbi sul contatto

A rendere ancora più pesante il passivo bosniaco è stato il calcio di rigore assegnato nei minuti di recupero per il contatto tra Memic e Itten. L’episodio è stato controllato e confermato dal Var, anche se resta qualche dubbio sulla reale entità del fallo.

Dal dischetto è arrivata la rete che ha contribuito al definitivo 4-1, risultato severo per la Bosnia, ma maturato anche a causa degli episodi decisivi della ripresa.

Sergi Roberto saluta il Como con un’emozionante lettera social: il bilancio dei suoi anni in Italia

Sergi Roberto saluta il Como con un’emozionante lettera social: il bilancio dei suoi anni in Italia. Tutti i numeri sull’ex Barcellona

Sergi Roberto saluta il Como dopo due stagioni vissute tra ambizione, leadership ed esperienza internazionale. Il centrocampista spagnolo, arrivato nell’estate 2024 dopo l’addio al Barcellona, ha affidato a un post su Instagram le parole del proprio congedo dal club lariano, al termine di un percorso che lo ha visto accompagnare la squadra dalla promozione in Serie A fino alla qualificazione in Champions League.

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Il contratto del giocatore è in scadenza e il mancato accordo per il rinnovo avrebbe portato alla separazione. Nel suo messaggio, Sergi Roberto ha voluto sottolineare soprattutto il valore umano dell’esperienza vissuta a Como, oltre al traguardo sportivo raggiunto dal gruppo guidato da Cesc Fabregas.

Sergi Roberto Como, il messaggio d’addio sui social

Queste le parole pubblicate dal giocatore: «Sono arrivato quando il club aveva appena conquistato la promozione in Serie A, pieno di entusiasmo per una nuova sfida. Oggi lascio il Como, qualificato per la Champions League, un traguardo che all’inizio di questo percorso sembrava solo un sogno. Guardando indietro, sono incredibilmente orgoglioso di tutto ciò che abbiamo raggiunto insieme».

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Poi il ringraziamento alla città, alla squadra e ai tifosi: «non solo per i risultati in campo, ma soprattutto per le persone che ho incontrato lungo il cammino. Fin dal primo giorno, io e la mia famiglia ci siamo sentiti accolti e amati. Como è diventata la nostra casa, e questi anni avranno sempre un posto speciale nei nostri cuori. Abbiamo creato ricordi e amicizie che rimarranno con noi per sempre. Voglio ringraziare i miei compagni di squadra, lo staff tecnico, tutte le persone che lavorano dietro le quinte e tutti i tifosi per il vostro sostegno, la vostra fiducia e il vostro affetto in questo viaggio. Como sarà sempre una parte molto importante della mia vita e della mia carriera. Vado via con solo gratitudine e con la certezza che questo club ha un futuro luminoso davanti a sé. Grazie di tutto».

Sergi Roberto Como, due stagioni tra esperienza e problemi fisici

Da Cunha Sergi Roberto Caqueret
Sergi Roberto Como, due stagioni tra esperienza e problemi fisici – CalcioNews24.com

L’avventura di Sergi Roberto al Como si chiude con un bilancio complessivo di 37 presenze, 1 gol e 1 assist. Numeri contenuti dal punto di vista offensivo, ma accompagnati da un ruolo importante nello spogliatoio. Il primo anno, nella stagione 2024/25, lo spagnolo ha collezionato 13 presenze in Serie A, senza gol e con 1 assist, in un’annata condizionata anche da problemi fisici e da un adattamento non immediato al calcio italiano.

Nel 2025/26 il suo impiego è stato più limitato: 20 presenze in campionato, 535 minuti, 5 gare da titolare e 15 da subentrato. Nonostante un ruolo più da rotazione che da protagonista fisso, Sergi Roberto ha fatto parte del gruppo che ha centrato una storica qualificazione alla Champions League.

Sergi Roberto Como, un addio tra gratitudine e futuro

Il bilancio finale resta quindi agrodolce. Sul campo, l’ex Barcellona non ha inciso come titolare strutturale. Fuori dal campo, però, ha rappresentato un riferimento di esperienza, professionalità e cultura internazionale. Il suo addio chiude una parentesi breve, ma significativa, dentro una fase storica per il Como.

Il Real Madrid vuole Olise, Perez non si arrende: pronto un assalto da 220 milioni al Bayern

Il Real Madrid vuole Olise, Perez non si arrende: pronto un assalto da 220 milioni al Bayern Monaco. I dettagli sulla controfferta in arrivo

Il Real Madrid continua a inseguire Michael Olise, grande sogno di mercato per completare una campagna acquisti già ricchissima. Secondo quanto riportato da Marca, il club spagnolo non avrebbe ancora rinunciato all’idea di strappare il talento francese al Bayern Monaco, nonostante la posizione molto rigida del club bavarese.

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Dopo gli arrivi di Denzel Dumfries, Ibrahima Konaté e Bernardo Silva, i Blancos vorrebbero aggiungere un altro colpo di livello assoluto al reparto offensivo. Il nome in cima alla lista resta quello di Olise, reduce da una stagione straordinaria con 22 gol e 31 assist in 52 presenze. Numeri che spiegano l’interesse del Real e la volontà del Bayern di non aprire facilmente alla cessione.

Olise Real Madrid, l’exploit con la Francia accende il mercato

A rendere ancora più forte l’eco attorno al giocatore è stata la prestazione con la Francia contro il Senegal. In appena 45 minuti, Olise ha cambiato il volto della partita, servendo l’assist per il primo gol dei Bleus e mettendo in mostra giocate di altissimo livello.

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Una prova che ha confermato la crescita del francese, oggi considerato uno dei profili più brillanti del calcio europeo. Per Florentino Perez, il suo acquisto rappresenterebbe il classico colpo galactico, utile anche a rilanciare entusiasmo dopo due stagioni complicate.

Olise Real Madrid, Bayern fermo sul no e possibili sacrifici

Il Bayern Monaco ha già fatto sapere di non voler trattare, soprattutto davanti a una prima ipotesi da 150 milioni di euro, considerata insufficiente. Il Real, però, sarebbe pronto ad alzare la posta fino a 220 milioni, cifra faraonica anche per un club della sua dimensione.

Per finanziare l’operazione, secondo Marca, potrebbero essere valutate uscite pesanti a centrocampo. I nomi più caldi sono quelli di Aurelien Tchouameni e Federico Valverde, già al centro di tensioni interne dopo la lite dello scorso maggio. Sullo sfondo resta anche l’interesse per Enzo Fernandez del Chelsea. La priorità, però, è chiara: regalare a José Mourinho un altro fuoriclasse per il nuovo Real.

Chivu ha rinnovato! Ufficiale il prolungamento di contratto del tecnico dell’Inter fino al 2028: il comunicato

Chivu ha rinnovato! Ufficiale il prolungamento di contratto del tecnico dell’Inter fino al 2028: il comunicato del club nerazzurro

Cristian Chivu e l’Inter avanti insieme. Dopo la straordinaria stagione chiusa con il double Scudetto-Coppa Italia, il club nerazzurro ha deciso di premiare il tecnico con il rinnovo del contratto e un adeguamento dell’ingaggio. Di seguito la nota del club.

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IL COMUNICATO – «FC Internazionale Milano è felice di comunicare il rinnovo di contratto dell’allenatore Cristian Chivu. Grazie al nuovo accordo, il tecnico sarà alla guida dei nerazzurri fino al 2028.

Quella di Cristian Chivu è una storia diversa da tutte le altre: una storia di passione e sacrificio, una saga che al suo interno racchiude episodi e momenti unici. Una storia legata a doppio filo con i colori nerazzurri che hanno attraversato tutte le vite del tecnico. Il 9 giugno 2025 Chivu è diventato il nuovo allenatore dell’Inter. Da quel momento ha guidato l’Inter dalla panchina in 58 partite, nel corso di una stagione intensa e impegnativa, diventata indimenticabile con il passare dei mesi. Il 21° Scudetto, la Decima Coppa Italia della storia dell’Inter, un Double storico e meraviglioso: trionfi di un gruppo speciale, che portano la firma del tecnico romeno, nominato anche Coach of The Season per il 2025/26 da Lega Calcio Serie A.

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Orgoglio, lealtà, Interismo: con queste parole Chivu si era presentato al mondo nerazzurro all’inizio della sua terza vita con l’Inter. Parole che sono diventate un mantra, parole che hanno guidato quotidianamente il lavoro dei nerazzurri, vere e proprie basi sulle quali costruire un anno meraviglioso. Valori che il tecnico ha trovato nei suoi giocatori, componenti di un gruppo speciale che ha portato a successi straordinari. Chivu ha sempre sottolineato i meriti della sua squadra, cercando sempre di fare un passo indietro anche nei momenti più belli: come a Roma per la premiazione della Coppa Italia quando il tecnico ha lasciato il palco ai calciatori, come avrebbe fatto anche a San Siro con il trofeo dello Scudetto se i suoi giocatori non l’avessero spinto a sollevare la Coppa insieme a capitan Lautaro. Forse il riconoscimento più bello e significativo, quello di un gruppo che riconosce in Chivu il suo leader ed esempio.

Una guida capace di leggere ogni momento, un maestro che ha saputo trasmettere e ravvivare i valori dell’Interismo più profondo, da sempre coltivati da un gruppo che nel corso degli anni ha saputo portare sempre più in alto i colori nerazzurri. Una componente che ha fatto la differenza nel cammino dell’Inter: una leva che ha regalato un nuovo sogno ai giocatori e che ha permesso loro di rialzarsi ogni volta che ci si è trovati a terra, una leva pronta a spingere il gruppo verso nuove sfide, verso nuovi obiettivi: dalla Champions League al campionato, passando per la Coppa Italia e la Supercoppa Italiana.

Una stagione che porta con sé anche diversi primati per l’allenatore romeno: Chivu ha conquistato la Serie A in panchina dopo aver vinto tre Scudetti da giocatore, traguardo raggiunto solo da Armando Castellazzi nel 1937/38, dopo aver trionfato nel centrocampo dell’Inter dello Scudetto 1929/30, mentre il leggendario Virgilio Fossati aveva vinto da giocatore-allenatore il primo campionato della storia nerazzurra. Non è l’unico dato impressionante di questa impresa: Chivu è diventato il quinto allenatore della storia dell’Inter a vincere lo Scudetto nella sua prima stagione nerazzurra, dopo Árpád Weisz nel 1929/30, Alfredo Foni nel 1952/53, Giovanni Invernizzi nel 1970/71 e José Mourinho nel 2008/09. I primati di Chivu però non sono ancora finiti: il tecnico nerazzurro è diventato anche il secondo allenatore ad aver vinto lo Scudetto con la Prima Squadra e con la formazione Primavera. L’allenatore romeno aveva trionfato con i giovani nerazzurri nel 2022: come lui anche Invernizzi, che oltre al titolo del 1971 aveva collezionato tre Scudetti Primavera nel 1964, 1966, 1969. Chivu è diventato così il primo a vincere lo Scudetto in ognuna delle sue tre vite nerazzurre: inoltre aggiungendo anche la Coppa Italia il tecnico ha riscritto ancora una volta il libro dei record, diventando l’unico nella storia dell’Inter a conquistare entrambe le competizioni nello stesso anno sia da giocatore che da allenatore.

Trionfi e traguardi incredibili, raggiungibili solo da chi ha capito davvero cosa sia l’Interismo più puro e profondo, lo stesso portato avanti nel corso di tutta la stagione e che guiderà nuovamente Cristian Chivu fino al 2028.»

Pagelle Repubblica Ceca Sudafrica: delude Schick, Mokoena eroe dal dischetto. I VOTI

Pagelle Repubblica Ceca Sudafrica: i voti e i giudizi ai protagonisti del match, valido per la seconda giornata dei Mondiali 2026

Pagelle Repubblica Ceca Sudafrica: i voti e i giudizi ai protagonisti del match, valido per la seconda giornata dei Mondiali 2026.

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REPUBBLICA CECA (3-5-2): Kovar 5.5; Coufal 6, Hranac 6, Holes 6; Darida 5.5 (55′ Sulc 5), Cerv 6 (78′ Zima sv), Sojka 6 (55′ Zeleny 6), Sadilek 7 (67′ Soucek 6), Krejci 6.5; Hlozek 6 (67′ Provod 6), Schick 5. Ct. Koubek

SUDAFRICA (4-2-3-1): Williams 5.5; Mudau 5.5, Mbokazi 5, Okon 5, Modiba 5; Adams 5 (46′ Mofokeng 5.5), Mbatha 5.5; Appollis 6, Mokoena 7.5, Maseko 6.5 (84′ Sebeleke sv); Rayners 5.5 (66′ Makgopa 5.5). Ct. Broos

Moviola Repubblica Ceca Sudafrica, dubbi sul rigore del pareggio? Gli episodi del match

Moviola Repubblica Ceca Sudafrica, gli episodi dubbi del match, valido per la seconda giornata dei Mondiali 2026

Moviola Repubblica Ceca Sudafrica: gli episodi dubbi del match diretto da Tori Penso (Stati Uniti d’America), valido per la seconda giornata dei Mondiali 2026.

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La sfida tra Repubblica Ceca e Sudafrica, valida per il secondo turno dei Mondiali 2026, si è chiusa sul risultato di 1-1. Una gara intensa, equilibrata e segnata anche da una designazione arbitrale storica: a dirigere l’incontro è stata Tori Penso, arbitra statunitense di 39 anni, originaria della Florida.

Per lei si è trattato della prima designazione femminile in una partita dei Mondiali 2026. Al suo fianco le assistenti connazionali Brooke Mayo e Kathryn Nesbitt, mentre in sala Var hanno operato i neozelandesi Campbell-Kirk Kawana-Waugh e Isaac Travis.

Repubblica Ceca Sudafrica, gli episodi principali della gara

La partita si sblocca già al 6’, quando Sadilek porta avanti la Repubblica Ceca. Il centrocampista dello Slavia Praga riceve un ottimo assist da Sojka e batte Williams con un sinistro preciso, firmando l’1-0.

Il pareggio del Sudafrica arriva invece al 38’. L’episodio chiave nasce da un tiro di Maseko verso la porta: il pallone colpisce la mano di Sulc all’interno dell’area di rigore e Tori Penso assegna il penalty. Dal dischetto si presenta Mokoena, che spiazza il portiere e realizza il gol dell’1-1.

Repubblica Ceca Sudafrica, falli e cartellini

Dal punto di vista disciplinare, la gara è rimasta sotto controllo. La Repubblica Ceca ha commesso 12 falli, mentre il Sudafrica ne ha totalizzati 10. Nel computo dei cartellini, un solo giallo per i padroni di casa e due ammonizioni per la squadra sudafricana.

La direzione di Penso si è concentrata soprattutto sull’episodio del rigore, scelta decisiva ai fini del risultato finale.

Messi, la famiglia fa chiarezza sulle condizioni di Jorge: il comunicato ufficiale

Messi, la famiglia fa chiarezza sulle condizioni di salute di Jorge, padre della stella dell’Argentina: il comunicato ufficiale

La famiglia Messi interviene per fare chiarezza sulle condizioni di salute di Jorge Messi, padre di Lionel Messi. Nelle ultime ore erano circolate diverse indiscrezioni sul suo stato fisico e sul momento personale vissuto dal capitano dell’Argentina, apparso particolarmente emozionato dopo il gol segnato nella gara d’esordio ai Mondiali 2026 contro l’Algeria.

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Proprio per mettere un freno a rumors, ricostruzioni non confermate e speculazioni, l’entourage familiare ha diffuso una nota ufficiale. Il comunicato conferma che Jorge Messi sta affrontando un problema di salute, ma precisa anche che si trova sotto controllo medico e che il quadro clinico generale è in evoluzione favorevole.

Messi, il comunicato integrale sulle condizioni del padre Jorge

Di seguito la nota completa diffusa dalla famiglia Messi, che ha chiesto rispetto, prudenza e riservatezza in un momento considerato strettamente privato.

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IL COMUNICATO – «La famiglia Messi informa che Jorge sta attraversando un problema di salute. In questo momento si trova sotto controllo medico, si sta riprendendo e sta evolvendo favorevolmente nel quadro clinico generale. Di fronte alle indiscrezioni, ai rumors e alle speculazioni circolati nelle ultime ore, la famiglia desidera esprimere il proprio profondo disappunto per la mancanza di sensibilità, rispetto e scrupoli con cui alcune persone hanno trattato una situazione strettamente privata e familiare. La famiglia desidera inoltre chiarire che solo i parenti più stretti dispongono di informazioni reali e precise sullo stato di Jorge. Pertanto, qualsiasi ricostruzione, dichiarazione o informazione che non provenga dalla famiglia stessa e dai relativi canali ufficiali non deve essere considerata valida né veritiera. In momenti come questo, chiediamo responsabilità, prudenza e umanità. La salute di una persona e la tranquillità di chi le sta vicino non dovrebbero essere oggetto di speculazione né di un irresponsabile interesse mediatico. Ringraziamo sinceramente per le dimostrazioni di affetto, rispetto e vicinanza ricevute, e chiediamo che vengano preservate la privacy, la riservatezza e l’intimità di Jorge e di tutta la sua famiglia durante questo percorso. Qualsiasi novità rilevante sarà comunicata a tempo debito dalla famiglia attraverso i canali corrispondenti. Grazie per la comprensione».

Messi, richiesta di privacy durante i Mondiali

La presa di posizione della famiglia arriva in una fase delicata anche dal punto di vista sportivo, con Lionel Messi impegnato nel percorso mondiale con l’Argentina. Il messaggio è chiaro: ogni aggiornamento attendibile arriverà soltanto dai canali ufficiali della famiglia, mentre viene chiesto di evitare speculazioni su una vicenda personale e privata.

Niente Germania per Wahi: negato l’accesso in Canada all’attaccante della Costa D’Avorio!

Niente Germania per Wahi: negato l’accesso in Canada all’attaccante della Costa D’Avorio! Il motivo ha a che fare con l’indagine per calcioscommesse

Tegola per la Costa d’Avorio in vista della seconda partita dei Mondiali. Dopo essere partito titolare nella gara d’esordio vinta contro l’Ecuador, Elye Wahi non potrà prendere parte alla sfida contro la Germania, in programma sabato 20 giugno a Toronto. Il motivo è legato al mancato ottenimento del visto d’ingresso in Canada, necessario per seguire la delegazione ivoriana nella trasferta.

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L’attaccante di proprietà del Nizza, classe 2003, era stato arrestato a fine maggio nell’ambito di un’indagine per un caso di scommesse in Francia. Dopo l’interrogatorio era stato rilasciato, ma resta comunque indagato. Una situazione che avrebbe inciso sulle procedure amministrative per l’ingresso nel territorio canadese.

Costa d’Avorio Mondiali, il comunicato della Federazione

A confermare l’assenza è stata la Federcalcio ivoriana. Secondo la FIF, «le necessarie autorizzazioni amministrative per il suo ingresso in territorio canadese non sono state ottenute in questa fase». La federazione ha poi aggiunto: «Non potrà viaggiare con la delegazione in Canada», senza specificare ulteriormente le ragioni del rifiuto.

Il caso di Wahi è il secondo registrato in questo Mondiale dopo quello di Thomas Partey, centrocampista del Ghana, a cui il Canada aveva negato l’ingresso dopo l’accusa di stupro nel Regno Unito.

AGGIORNAMENTO: Arriva il visto. L’attaccante riesce ad arrivare in Canada e prenderà regolarmente parte alla sfida contro la formazione tedesca.

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