Pagina 82 – Calcio News 24

Calciomercato Milan: ufficiale il controriscatto di Camarda, Chaka Traorè ceduto al Partizan

Calciomercato Milan: Camarda e Chaka Traore al centro dei movimenti odierni del club rossonero. Ecco cosa è successo

Il calciomercato del Milan fa registrare due importanti operazioni ufficiali che ridisegnano le gerarchie del reparto offensivo rossonero. I vertici societari di via Aldo Rossi hanno deciso di riprendere il controllo del cartellino di Francesco Camarda, ponendo fine alla sua recente esperienza nel Salento. Parallelamente, il club milanese ha definito un’operazione in uscita, sancendo l’addio a titolo definitivo dell’esterno ivoriano Chaka Traorè, pronto a iniziare una nuova avventura calcistica lontano dall’Italia.

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Il meccanismo del riscatto: Camarda torna in rossonero

La nota ufficiale che certifica il ritorno a Milano del talentuoso attaccante classe 2008 è stata diramata direttamente dal club pugliese. La dirigenza giallorossa aveva inizialmente scelto di investire sul ragazzo, attivando la clausola in proprio favore per l’acquisto del cartellino. Tuttavia, la risposta della società milanese non si è fatta attendere: i rossoneri hanno fatto valere gli accordi pregressi esercitando la propria controopzione, una mossa strategica fondamentale per non perdere uno dei gioielli più lucenti della propria cantera.

A fare chiarezza sulla complessa dinamica burocratica è stato lo stesso club salentino con un comunicato stampa: L’U.S. Lecce comunica che, dopo aver esercitato il diritto di opzione per l’acquisizione a titolo definitivo del calciatore Francesco Camarda, l’A.C. Milan ha fatto valere il diritto di controopzione sul calciatore”.

I numeri della stagione di Camarda a Lecce

L’annata trascorsa nel campionato pugliese ha rappresentato una tappa cruciale per lo sviluppo e la maturazione professionale del giovanissimo centravanti. Nel corso dell’ultima stagione agonistica, la giovane promessa ha collezionato ben 23 presenze ufficiali sul rettangolo verde, accumulando un totale di 801 minuti complessivi di gioco. Nonostante la giovane età e la forte pressione della massima serie, Camarda è riuscito a dare il suo contributo sia in Serie A—competizione in cui ha firmato 1 gol—sia in Coppa Italia, dove si è distinto mettendo a referto un prezioso assist vincente.

Mercato Milan: Chaka Traorè saluta e va in Serbia

Contestualmente al rientro del classe 2008, il Milan ha formalizzato la cessione di un altro profilo cresciuto nel proprio settore giovanile. L’esterno offensivo Chaka Traorè è stato ceduto a titolo definitivo al FK Partizan Belgrado. Il calciatore si trasferisce nella massima serie serba per trovare maggiore continuità e minutaggio sia in campionato sia nelle competizioni europee.

Il club rossonero ha voluto congedarsi ufficialmente dal giocatore con un messaggio di ringraziamento pubblicato sul proprio portale: Il Club ringrazia Chaka per la professionalità dimostrata e gli augura le migliori soddisfazioni personali e professionisti.”

Chi è Leonardo Fajardo, il talento del Porto finito nel mirino della Roma. La sua storia e il suo identikit tecnico

Chi è Leonardo Fajardo, la storia e l’identikit tecnico del nuovo obiettivo della Roma. Tutto quello che c’è da sapere

Il calciomercato della Roma si arricchisce di un nome nuovo, futuribile e di grande prospettiva per il reparto avanzato. Sotto la guida strategica di Gian Piero Gasperini, la dirigenza giallorossa sta setacciando l’Europa alla ricerca di profili adatti a un sistema di gioco intenso, verticale e dinamico. Secondo le ultime indiscrezioni di mercato lanciate dal noto quotidiano portoghese A Bola, gli scout capitolini avrebbero messo nel mirino Leonardo Fajardo, giovanissimo e promettente attaccante di proprietà del Porto.

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Identikit di Leonardo Fajardo: chi è la giovane promessa lusitana

Ma chi è Leonardo Fajardo? Nato nel 2007, il ragazzo rappresenta uno dei profili più interessanti e monitorati del florido vivaio dei Dragões. Durante l’ultima stagione sportiva, il centravanti si è messo in grande mostra con la formazione Under 19 del Porto, evidenziando doti fisiche e tecniche fuori dal comune per la sua giovane età.

Dal punto di vista tattico, Fajardo si sviluppa come un centravanti moderno: abbina una struttura fisica importante a un’ottima coordinazione, qualità che gli permettono di far valere il proprio peso all’interno dell’area di rigore. Non si tratta però del classico attaccante statico; il classe 2007 si dimostra estremamente abile nel dialogare con i centrocampisti, nel ripulire i palloni sporchi e nel far salire la squadra. La sua dote principale risiede nella fulminea capacità di attaccare la profondità, una caratteristica che, unita a un ottimo fiuto del gol, lo rende un pericolo costante in contropiede e nelle transizioni offensive.

Le doti ideali per il sistema di gioco di Gasperini

Non sorprende, dunque, che un simile identikit abbia catturato l’attenzione di un maestro della valorizzazione dei giovani come Gasperini. L’allenatore della Roma predilige storicamente punte mobili, fisiche e disposte al sacrificio nella fase di pressing alto. Fajardo, grazie a margini di miglioramento impressionanti, potrebbe incarnare la perfetta scommessa a lungo termine da inserire nell’organico giallorosso per il futuro.

La concorrenza sul mercato: il pressing del Gil Vicente

La strada che conduce al talento del Porto, tuttavia, presenta già i primi ostacoli. La concorrenza per assicurarsi le prestazioni del giovane bomber si sta facendo agguerrita: in prima fila si registra infatti il forte interesse del Gil Vicente. Il club della massima serie portoghese avrebbe già avviato i primi contatti ufficiali con i vertici del Porto per studiare la fattibilità dell’operazione, offrendo al giocatore la certezza di un minutaggio immediato in prima squadra. La Roma continua a monitorare la situazione con massima attenzione, pronta a far valere il proprio blasone nelle prossime settimane di trattative.

Mondiali 2026, tegola Brasile: Neymar salta anche il match contro Haiti

Mondiali 2026, il Brasile dovrà fare a meno di Neymar anche nel match contro Haiti. Quali sono le sue condizioni

Il cammino del Brasile nella fase a gironi del Mondiali 2026 continua a essere privato della sua stella più splendente e attesa. Dopo aver dovuto rinunciare alla partita d’esordio della rassegna iridata, Neymar sarà costretto a guardare dalla tribuna anche il secondo impegno ufficiale della Seleção. L’attaccante verdeoro, infatti, non prenderà parte alla sfida valevole per il Gruppo C che vedrà i sudamericani opposti alla nazionale di Haiti, match in programma nella notte tra venerdì 19 e sabato 20 giugno. Si tratta di una notizia che frena l’entusiasmo dei tifosi brasiliani, i quali speravano in un recupero lampo del proprio numero dieci.

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La prudenza dello staff medico e il lavoro in New Jersey

Nelle scorse ore erano trapelate indiscrezioni parzialmente incoraggianti dal ritiro della nazionale: la stella del Santos aveva infatti ripreso a svolgere una parte del lavoro atletico sul terreno di gioco insieme al resto dei compagni di squadra. Tuttavia, la natura della lesione al polpaccio destro consiglia alla dirigenza e allo staff la linea della massima prudenza.

Per evitare pericolose ricadute che metterebbero a rischio l’intero prosieguo del torneo, l’équipe medica ha preferito non concedere il via libera per il campo. Neymar rimarrà in New Jersey per portare avanti il suo programma di riabilitazione personalizzato, concentrandosi su intense sessioni di fisioterapia e su un piano atletico specifico volto a favorire la totale guarigione muscolare e il riassorbimento dell’edema.

Mirino sulla Scozia: il piano strategico per il rientro

La strategia della federazione calcistica brasiliana e del giocatore è ormai proiettata verso una data ben precisa sul calendario. L’obiettivo primario di O’Ney è quello di ritrovare la migliore condizione fisica possibile in vista del terzo e ultimo match del raggruppamento. Il Brasile è infatti atteso dalla cruciale sfida contro la Scozia di Scott McTominay, un appuntamento che si preannuncia fondamentale per decretare il passaggio del turno e ottenere un posizionamento favorevole nella successiva fase a eliminazione diretta.

In attesa di riabbracciare il proprio leader carismatico sul rettangolo verde, la squadra dovrà affidare nuovamente le chiavi del reparto offensivo al talento di Vinicius Junior e Raphinha. La nazionale brasiliana ha l’obbligo di conquistare i tre punti contro la compagine caraibica, ma l’assenza prolungata del suo uomo simbolo continua a tenere in ansia l’intero Paese.

La Juventus Under 16 vola con Alessandro Gridel: «Guardiola e Simeone come riferimenti. Ecco in cosa la Juve mi ha aiutato a crescere» – PODCAST

Alessandro Gridel è stato intervistato dopo una stagione incredibile con la Juventus Under 16. Le sue dichiarazioni

Juventusnews24 ha intervistato in esclusiva Alessandro Gridel, allenatore della Juventus Under 16. Queste un estratto delle sue dichiarazioni (INTERVISTA COMPLETA NEL PODCAST AUDIO IN ALTO).

La carriera da allenatore inizia proprio al San Luigi a Trieste, inizialmente lei si alterna fra giocatore e allenatore e comincia ad allenare nelle varie under del settore giovanile. Sempre in alcune precedenti interviste, lei si definisce come allenatore un innovativo che cerca di prendere spunto da tutto ciò che vede, cerca di adattarsi alle caratteristiche di una squadra e dice che anche solo parlando con i giocatori si migliora. Dopo questa stagione, a prescindere dal risultato finale, in cosa pensa di essere migliorato rispetto alle precedenti esperienze?
«Sicuramente sono esperienze diverse, perché inizialmente al San Luigi è una realtà un po’ più piccola e infatti lì riuscivo a conciliare il fatto di giocare e allenare, dopo ho smesso di giocare proprio quando è arrivata la chiamata dell’Udinese. Lì ho dovuto prendere una decisione: se giocare o allenare, anche perché si può giocare e allenare solo nella stessa società e all’Udinese in Serie A non mi avrebbero fatto giocare. Quella lì è un secondo tipo di esperienza, comunque una società di Serie A però di un livello inferiore rispetto alla Juventus, su tutti gli aspetti. Soprattutto nel numero di persone che ci lavorano, di organizzazione, di quantità di informazioni, di persone coinvolte. Quindi penso che quest’anno, che è stata l’esperienza più grande, sia migliorato tanto nella gestione di rapporti con tante persone, che è una delle sfide più stimolanti in una società come questa, dove ci sono tante persone molto competenti anche con delle idee molto diverse. Il fatto di riuscire a confrontarsi con tante persone, quindi prendere da ognuno qualcosa è una bella sfida ed è stata una grande area di miglioramento. Sia internamente allo staff sia con gli altri staff, sia con i responsabili, sia con i giocatori visto che il livello si è alzato ancora di più e si parla di giocatori con ancora più qualità che hanno delle sfaccettature in campo ancora più sottili e se sono giocatori della Juventus e tanti sono giocatori della Nazionale, sono anche dei ragazzi intelligenti calcisticamente e non».

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Abbiamo visto durante l’anno una proposta di calcio avvolgente, fatto di possessi ma anche di momenti in cui la squadra avversaria fatica ad uscire letteralmente dalla propria area di rigore. Oltre alle figure che ha già menzionato, c’è un modello di allenatore che allena le prime squadre da cui ha preso riferimento, da cui ha preso ispirazione o a cui si sente molto vicino come idea di gioco e principi?
«Il riferimento massimo, ma non mi sento assolutamente vicino al riferimento massimo, penso sia Guardiola, che è un allenatore che mi sempre piaciuto vedere. Dal Barcellona, al Bayern Monaco, al Manchester City. Quindi è un allenatore che ho cercato di seguire molto nelle sue proposte, anche perché è molto innovativo. Credo che le innovazioni, le novità, vengano portate da pochi allenatori poi il resto si accodi a quello che viene portato da pochi geni che hanno la capacità di fare cose completamente diverse. L’idea, come dicevamo prima, è quella di cercare di prendere un po’ da tutti, non è che la nostra squadra gioca come il Manchester City, l’dea è di prendere alcune idee da Guardiola, altre magari da Luis Enrique, altre da Arteta piuttosto che da Simeone, nonostante siano molto diversi. Ci son tanti riferimenti e tante cose interessanti e poi la capacità e la cosa giusta da fare è di prendere delle idee e di adattarle a quello che è il proprio contesto sia come età dei ragazzi perché per Guardiola la cosa principale è vincere la partita, per noi che un giocatore continui il percorso alla Juventus e che cresca di anno in anno fino ad arrivare in Serie A. Quindi l’importante è cercare di non copiare e incollare ma di adattare in base a quello che si ha e all’obiettivo».

L’INTERVISTA COMPLETA AD ALESSANDRO GRIDEL SU JUVENTUSNEWS24

Perisic eterno, a 37 anni scrive ancora la storia ai Mondiali: agganciato il record di Messi

Perisic ha scritto un nuovo record ai Mondiali 2026 dopo l’assist contro l’Inghilterra, agganciando Messi in una speciale statistica

Il tempo sembra essersi letteralmente fermato per uno dei pilastri storici del calcio croato ed europeo. All’età di 37 anni, Ivan Perisic si sta confermando un leader intramontabile, capace di caricarsi sulle spalle il peso della propria selezione nazionale anche sul prestigioso palcoscenico dei Mondiali 2026. Nonostante la recente sconfitta subita dalla Croazia, battuta per 4-2 dall’Inghilterra al termine di un match scoppiettante, la classe cristallina dell’esterno offensivo ha brillato ancora una volta, lasciando un’impronta indelebile nella storia statistica della competizione più importante del pianeta.

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L’assist contro l’Inghilterra e il primato condiviso con Messi

Nel corso della sfida contro i britannici, il fuoriclasse croato ha sfornato l’ennesimo passaggio vincente della sua straordinaria parabola sportiva. Questo specifico assist con l’Inghilterra ha permesso al giocatore di raggiungere un traguardo leggendario, eguagliando una statistica d’élite fino a ieri riservata in solitaria a Lionel Messi. Perisic e il fuoriclasse argentino sono infatti diventati, da ieri, gli unici due calciatori nell’intera storia del calcio moderno capaci di confezionare almeno un assist in 4 Mondiali diversi. Un dato statistico impressionante, che certifica una continuità di rendimento spalmata nell’arco di oltre un decennio.

Una stagione da incorniciare in Eredivisie con il PSV

La straordinaria condizione atletica mostrata dal giocatore durante l’attuale rassegna iridata non è affatto casuale, ma rappresenta il naturale proseguimento di un’annata stredouble vissuta a livello di club. Il centrocampista è infatti reduce da una stagione sontuosa al Psv, compagine con la quale ha letteralmente dominato il calcio olandese conquistando una meritatissima vittoria dell’Eredivisie. Il suo contributo nell’ultimo campionato è stato a dir poco devastante, come testimoniano i numeri eccezionali messi a referto: ben 10 gol e 16 assist complessivi, cifre che lo hanno consacrato come uno dei profili più incisivi del panorama europeo.

I numeri della leggenda croata nelle competizioni iridate

Con l’ultimo passaggio decisivo registrato sul tabellino, l’ex Inter aggiorna ulteriormente i suoi incredibili score personali nei campionati del mondo. La leggenda balcanica vanta ora un bottino complessivo di 6 gol e 6 assist nelle competizioni iridate, consolidando la sua reputazione di uomo dei grandi appuntamenti. La Croazia sa di poter contare su un campione infinito, pronto a lottare su ogni pallone per superare la fase a gironi.

Jacobelli: «La battuta di Infantino sull’Italia ha fatto ridere solo lui. Mondiale a 48 squadre pura manovra elettorale» ESCLUSIVA VIDEO

Xavier Jacobelli, noto giornalista, ha parlato in esclusiva a Calcionews24 per analizzare le prime giornate del Mondiale 2026

Xavier Jacobelli ha parlato in esclusiva a Calcionews24: profonda analisi sulle prime giornate del Mondiale e una stoccata ad Infantino. Le sue dichiarazioni:

Che impressione le hanno lasciato queste prime partite del Mondiale? Quali nazionali l’hanno convinta di più e quali devono ancora entrare a pieno regime?

«Premesso che, come ha giustamente sottolineato Ancelotti in calce al pareggio del Brasile con il Marocco, i Mondiali non si vincono alla prima giornata. C’è una fase di rodaggio, peraltro, particolarmente lunga. Ricordo che per la prima volta ci sono 48 squadre nella fase finale di un torneo scattato l’11 giugno che si concluderà soltanto il 19 di luglio e, peraltro, al turno successivo passeranno le prime due di ogni girone e le terze migliori otto. Quindi c’è tempo e modo per guadagnare la migliore condizione. Di certo Inghilterra, Francia e Argentina hanno suscitato le migliori impressioni. Per contro Spagna e Portogallo hanno evidentemente ancora accusato una fase di rodaggio, mentre il Brasile, a mio avviso, carburerà perché è solo una questione di tempo considerato l’organico a disposizione di Ancelotti. Più in generale, comunque, è un Mondiale che dal punto di vista dei protagonisti sta rispettando le attese. Mi riferisco in ordine cronologico a Messi che ha eguagliato Klose quanto a numero di reti realizzate nei mondiali, 16, e 120 reti totali nelle 200 partite giocate con la nazionale argentina. Davvero un autentico marziano del calcio mondiale. Così come Haaland ha subito battuto due colpi, così come lo stesso Kane. Insomma, i protagonisti più attesi stanno rispondendo alle aspettative dei tifosi. Anche Cristiano Ronaldo, che abbiamo visto non particolarmente brillante contro la Repubblica Democratica del Congo, come del resto tutto il Portogallo, credo per lui sia soltanto una questione di tempo per entrare nella forma migliore».

Gianni Infantino ha scherzato sulla possibilità di avere in futuro un Mondiale a 64 squadre. Come giudica le sue dichiarazioni e, più in generale, l’organizzazione di questo torneo?

«Intanto Infantino si poteva risparmiare la sua battuta, che ha fatto ridere soltanto lui. Infantino ci dovrebbe parlare invece delle discriminazioni di cui sono stati oggetto gli atleti e i giocatori della delegazione iraniana, per non dire di ciò che è accaduto in sede di perquisizione alla frontiera all’Uzbekistan di Cannavaro. Al Belgio hanno ficcato un metal detector sotto le scarpe di De Bruyne, tanto per dire. Infantino ci aveva detto che questo sarebbe stato un mondiale aperto a tutti, che l’Iran sarebbe stata la squadra benvenuta e abbiamo visto. Stiamo parlando di una nazionale che è stata costretta ad acquartierarsi in Messico, che si è dovuta sciroppare 5 ore per andare a giocare a Los Angeles, che è stata immediatamente rispedita in Messico. Ora ci deve spiegare Infantino se siano queste le condizioni migliori per preparare una partita di una fase finale del mondiale. Per il resto è chiaro che l’allargamento a 48 squadre abbia risposto ad una manovra elettorale di Infantino. Siccome un voto equivale ad ogni nazione che è testerata alla FIFA, tante più nazioni anche di paesi che calcisticamente non hanno vissuto epopee mondiali, come quelle che la storia del calcio ci ha raccontato, hanno trovato il loro spazio. Ma questo è assolutamente positivo, perché evidentemente dimostra come il calcio attecchisca ad ogni latitudine. Ma basta dire le cose come stanno. Infantino, quando fa le battute sul Mondiale a 64, c’è anche un fondo di verità, perché se dipendesse da lui lo organizzerebbe anche domani, così sarebbe sicuro di essere eletto».

Quanto pensi che possa incidere sull’esito del torneo l’aspetto geografico di un Mondiale diviso tra Stati Uniti, Canada e Messico? Credi che il clima possa essere un aspetto decisivo?

«Beh, se non decisivo è certamente importante. E anche qui stiamo parlando dell’ipertrofia di un mondiale. Pensa che il prossimo nel 2030, con la scusa di celebrare il centenario, sarà organizzato da Spagna e Marocco, con puntate in Argentina, Brasile e Uruguay. Pensa che tipo di mondiale ci aspetta. Ma è il gigantismo di questo calcio business. E grazie a Dio a questa situazione risponde l’entusiasmo dei tifosi. Oggi vedo ciò che sta accadendo a Boston con la Tartan Army, i formidabili e appassionati tifosi scozzesi che hanno pacificamente invaso la città americana che li ha accolti a braccia aperte. Però al di là di questi aspetti che riguardano la passione, il tifo, l’entusiasmo dei sostenitori delle diverse squadre, c’è un dato di fatto che è quello di un sistema che pensa soprattutto al business. Se vogliamo parlare dei prezzi dei biglietti, che sono stati al centro di inchieste giornalistiche, di proteste legittime dei tifosi, tutto questo non appartiene al calcio che noi amiamo. Tutto questo appartiene al calcio business. Ma è un’altra cosa».

In queste prime giornate c’è qualche giovane rivelazione o qualche talento emergente che l’ha particolarmente colpita?

«Ma sai, è ancora presto. Perché il Mondiale, come l’Europeo storicamente, porta alla ribalta diversi giocatori. Ci sono stati degli acuti nelle prime partite. Però l’esperienza mi insegna che bisogna aspettare controprove assolutamente probanti. Fermo restando il fatto che alcuni Nazionali abbiano messo in mostra talenti interessanti. Però, ripeto, è ancora troppo presto per esprimere valutazioni a titolo definitivo su questo o su quel giovane emergente. Vedremo nelle prossime partite».


Siamo solo all’inizio, ma se dovesse sbilanciarsi oggi: quale finale sogna o quale finale ritiene più probabile il prossimo 19 luglio?

«Il 19 luglio. Noi siamo al 18 giugno, cioè tra un mese. È praticamente impossibile formulare questa previsione. Perché si sono giocate le partite della prima giornata e perché tante cose possono succedere. Perché dal punto di vista degli appassionati di calcio è chiaro che, per esempio, vedere Messi contro Ronaldo susciterebbe nuove opinioni, nuove scambi di pareri su chi sia il migliore e il più forte di tutti i tempi. Così come la Francia di Mbappé ci ha restituito il suo capitano in condizioni smaglianti. Kane ieri è arrivato a 63 gol stagionali fra Nazionale e Bayern a Monaco. C’è soltanto l’imbarazzo della scelta. Ma è troppo presto per formulare pronostici su chi disputerà la finale. Il cammino è molto, molto lungo».

SI RINGRAZIA XAVIER JACOBELLI PER LA DISPONIBILITA’ DIMOSTRATA IN QUESTA INTERVISTA

Paratici disegna la nuova Fiorentina: «Ecco cosa è successo con Vanoli e Grosso. Speriamo che Kean sarà il nostro numero 9 ma…»

Paratici è intervenuto in conferenza stampa per chiarire tutti i temi d’attualità in casa Fiorentina. Le sue dichiarazioni

La Fiorentina è pronta a voltare pagina e a inaugurare un nuovo corso sportivo. Dopo aver archiviato una stagione al di sotto delle aspettative, la dirigenza ha deciso di affidare la panchina a Fabio Grosso. Nella giornata odierna, il centro sportivo viola ha ospitato la conferenza stampa di presentazione della nuova annata, condotta dal Direttore Generale Alessandro Ferrari e dal Direttore Sportivo Fabio Paratici, i quali hanno tracciato le linee guida del progetto tecnico e societario.

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Le ambizioni del club e la scelta di Grosso

L’apertura è stata affidata a Paratici, che ha subito chiarito il mandato ricevuto dai vertici: La proprietà, che è forte e solida, ci ha ribadito la volontà di costruire una Fiorentina competitiva e duratura. Servirà tempo perché le cose non succedono in tre mesi. Dopo i doverosi ringraziamenti all’ex allenatore Paolo Vanoli, il DS ha spiegato il cambio di rotta in panchina: Grosso era l’unico candidato che avevamo in mente: ci piaceva il profilo.

Sulla mentalità da infondere alla squadra, il dirigente è stato perentorio: “La mia mentalità è molto competitiva, non accetto da me stesso arrivare 4 anni di fila ottavo o settimo. Non lo accetto da me stesso quindi non lo accetto dal mio club. Posso accettare un anno di arrivare quattordicesimo per mettere le basi per arrivare poi quarto o quinto”.

Calciomercato: il punto su Kean, Dodo e Comuzzo

L’attenzione si è poi inevitabilmente spostata sul calciomercato, con un focus speciale su Moise Kean. Paratici non si è nascosto: Siamo in un periodo di mercato e quindi ci sono delle interlocuzioni con gli agenti. Non sono qui a raccontarvi tutta la verità su quello che ci diciamo in questi incontri. Kean è un patrimonio dell’Italia e della Fiorentina a cui sono molto affezionato, speriamo e vogliamo che sia il nostro numero 9. Poi come tutti i club di calcio, tranne 4-5 club in Europa, non siamo totalmente padroni del nostro destino, è una considerazione su cui dobbiamo essere realisti e raccontare la verità ai nostri tifosi”.

Sulle strategie generali e sugli altri singoli, ha aggiunto: “Abbiamo la nostra idea e la nostra visione, ma dobbiamo avere l’elasticità di cambiare la nostra idea a seconda di quello che succede. Non possiamo sapere cosa succederà. Kean? Tutti sappiamo quanto sono affezionato a lui, ma vedremo. Dodo? Ha delle ambizioni, ha 28 anni. Non entro nello specifico, insieme valuteremo le situazioni per fare il meglio possibile per entrambi. Koleosho? I giocatori bravi piacciono a tutti, come ce ne sono altri. È un profilo che va attenzionato. Dobbiamo completare la rosa, agiremo di concerto con Grosso per cercare di dargli le migliori soluzioni possibili. Parole al miele, infine, per il giovane difensore Comuzzo: È un giocatore molto importante per la Fiorentina: è giovane, italiano e che ha una valenza in Serie A. Dobbiamo avere cura di lui, ossia cercare di fargli fare il miglior percorso possibile. Avremo molta attenzione”.

Stadio e solidità societaria: le rassicurazioni di Ferrari

A chiudere il cerchio è stato il DG Ferrari, che ha spazzato via le indiscrezioni su una possibile vendita del club: “Non voglio tornare sempre sulle stesse voci. La famiglia Commisso non vuole vendere la Fiorentina, ma creare una squadra che con tutti gli investimenti fatti possa farla tornare protagonista. Rocco voleva vincere e Giuseppe ha la stessa mentalità con lavoro”.

In merito all’annosa questione stadio, il manager ha fatto il punto sull’iter burocratico: “La famiglia Commisso ribadisce la lettera d’interesse. Abbiamo analizzato più nel dettaglio la fase 1 e 2, stamani è uscita una nota del Comune: prima c’era un discorso diretto tra pubblico e privato, ora c’è un altro percorso. Vogliamo andare avanti per trovare un intesa e chiudere lo stadio”.

Elezioni FIGC: l’ANAC dà il via libera a Giovanni Malagò, nessuna ineleggibilità

Elezioni FIGC: l’ANAC ha dato il via libera a Giovanni Malagò sul tema ineleggibilità. La nota ufficiale su quanto successo

A soli quattro giorni dalle attesissime elezioni FIGC, fissate per il prossimo 22 giugno, arriva una svolta cruciale per gli assetti del calcio italiano. Giovanni Malagò, ex presidente del CONI, ha ufficialmente la strada spianata: potrà concorrere senza alcun ostacolo giuridico alla presidenza. La tanto attesa fumata bianca è giunta direttamente dall’ANAC, l’Autorità Nazionale Anticorruzione, che ha spazzato via ogni dubbio normativo.

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Il nodo del ‘pantouflage’ e l’intervento di Abodi

Il caso era esploso nelle scorse settimane, sollevando diverse perplessità sulla legittimità della candidatura. A richiedere un intervento chiarificatore era stato direttamente il ministro dello Sport Andrea Abodi, il quale aveva interpellato l’Autorità per dirimere la delicata questione legata alla presunta ineleggibilità di Malagò. Il fulcro del dibattito istituzionale ruotava attorno alle rigide norme sul ‘pantouflage’ (le cosiddette “porte girevoli”), ovvero quelle regole nate per limitare e disciplinare l’assunzione di cariche apicali nel sistema sportivo e in enti privati per chi ha appena concluso mandati di vertice in istituzioni pubbliche.

I dettagli legali: perché la candidatura è legittima

Il pronunciamento dell’ANAC ha fornito una chiave di lettura inequivocabile e definitiva. Analizzando la disposizione che rinvia all’articolo 29-bis della legge n. 262/2005, l’ente ha chiarito che i divieti scattano esclusivamente qualora il nuovo incarico lavorativo rientri tra i “rapporti di collaborazione, di consulenza o di impiego“.

A tal proposito, la nota dell’Autorità precisa in modo perentorio la natura del ruolo in questione: “Considerato il tenore letterale della disposizione gli incarichi di presidente o di membro di organi collegiali degli enti privati in destinazione non sono riconducibili ad alcuna delle suddette categorie”.

Dunque, la carica di presidente federale non si configura come un normale rapporto di impiego o di consulenza. Di conseguenza, il documento formale dell’Anticorruzione chiude definitivamente il caso con queste esatte parole: “Ne consegue che, nel caso di specie, – conclude l’Anticorruzione – difetta uno dei presupposti di applicabilità della disciplina delle incompatibilità successive prevista dall’articolo 3, comma 3-bis, decreto-legge n. 25/2025, con ciò rendendo non necessario l’esame degli ulteriori presupposti richiesti dalla disposizione medesima”.

Verso il voto del 22 giugno

Questa delibera rappresenta un tassello fondamentale in vista dell’imminente tornata elettorale. Con la rimozione formale dell’ostacolo burocratico e legale, la corsa per la poltrona più importante del calcio italiano entra nel vivo. Malagò potrà ora concentrarsi esclusivamente sulle dinamiche politiche e sui programmi sportivi. Le elezioni della FIGC si preannunciano come un momento di snodo vitale per il futuro e la riorganizzazione dell’intero panorama calcistico nazionale.

Inchiesta arbitri: il PM Ascione all’Eppo, l’indagine su Rocchi passa a Ielo

Inchiesta arbitri: l’indagine su Rocchi passa dalle mani del PM Ascione a quelle di Ielo. I dettagli su quanto sta accadendo

Novità cruciali scuotono le aule di giustizia milanesi e il mondo del calcio italiano. Entro la metà del prossimo mese di luglio, il Pubblico Ministero Maurizio Ascione lascerà definitivamente la Procura di Milano per assumere un nuovo e prestigioso incarico istituzionale presso l’Eppo, la Procura europea. Questo trasferimento ha un impatto diretto sull’esplosiva inchiesta sul sistema arbitrale, un’indagine portata avanti dal Nucleo operativo metropolitano della Guardia di Finanza. Attualmente, il fascicolo conta cinque indagati appartenenti al mondo dei direttori di gara e dei tecnici video, tra cui spicca il nome dell’ex designatore della classe arbitrale Gianluca Rocchi.

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Il riassetto della Procura e il ruolo di Paolo Ielo

Per scongiurare qualsiasi rallentamento investigativo in vista dell’imminente partenza, l’ufficio inquirente ha già predisposto una staffetta. Come riferito da Calcio e Finanza, il procuratore aggiunto Paolo Ielo, figura di spicco a capo del pool specializzato nel contrasto ai reati contro la pubblica amministrazione, è subentrato ufficialmente come co-assegnatario del caso. A conferma della massima rilevanza del procedimento, l’intero incartamento è stato inoltre sottoposto alla supervisione del procuratore capo Marcello Viola per una valutazione strategica complessiva. Nel corso delle prossime settimane, Ascione e Ielo fisseranno una serie di vertici per stabilire la linea d’azione conclusiva, prima che la totale gestione dell’iter giudiziario passi esclusivamente nelle mani di quest’ultimo.

Le accuse di frode sportiva e le designazioni pilotate

L’impianto accusatorio al vaglio degli inquirenti risulta particolarmente complesso. La posizione di Rocchi appare delicata, essendo destinatario di tre specifici capi d’accusa per concorso in frode sportiva. Il primo episodio contestato ruota attorno a una controversa “bussata” avvenuta nei pressi della sala di controllo video durante la partita Udinese-Parma del torneo 2024/25. I restanti due capi d’imputazione si concentrano sulle presunte alterazioni delle scelte arbitrali: secondo l’accusa, sarebbero state effettuate nomine mirate di fischietti considerati “graditi” oppure “poco graditi” alla società dell’Inter, sempre con riferimento a quella specifica stagione.

Il filone VAR e il mistero della “combine” a San Siro

Prima dell’inizio della consueta pausa estiva, i magistrati milanesi dovranno prendere una decisione perentoria: confermare o meno l’impianto accusatorio legato ai condizionamenti e allo scandalo delle “bussate”. Proprio le indagini sulle anomalie tecnologiche hanno trascinato nell’elenco degli indagati anche l’ex responsabile dei monitor Andrea Gervasoni.

Le ombre, tuttavia, non si diradano qui. L’ex designatore è infatti attenzionato per una presunta “combine” che si sarebbe consumata sul prato di San Siro in data 2 aprile 2025, orchestrata in concorso con individui tuttora non identificati. Per ricostruire la fitta rete di contatti, gli investigatori hanno recentemente convocato svariati testimoni, tra cui Giorgio Schenone. Allo stato attuale, nessuno dei soggetti ascoltati come persone informate sui fatti ha subito variazioni di status, rimanendo estraneo al registro degli indagati.

Palestra ad un passo dall’Inter: affare da 50 milioni, incontro positivo con l’Atalanta e chiusura vicinissima! I dettagli

Palestra vicino all’Inter: operazione da 50 milioni, chiusura ad un passo dopo l’incontro con l’Atalanta.

Il calciomercato dell’Inter fa registrare un’improvvisa e potente accelerazione sul fronte delle entrate. La dirigenza di Viale della Liberazione ha infatti messo nel mirino Palestra, talento di proprietà dell’Atalanta, e l’affare sembra ormai indirizzato verso una felice conclusione. Nella mattinata odierna – come riferito da Sky – si è tenuto un vertice strategico tra i due club, un incontro andato a buon fine che ha sancito la reciproca intenzione di superare gli ultimi ostacoli economici. Entrambe le società si sono mosse dalle rispettive posizioni iniziali: i nerazzurri ha alzato la propria proposta finanziaria, mentre il club orobico ha mostrato una maggiore flessibilità, abbassando le pretese per favorire la fumata bianca. Ora le diplomazie sono al lavoro nei rispettivi quartier generali per sistemare le ultime formalità burocratiche.

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Cifre e bonus: la struttura dell’accordo economico

La distanza tra domanda e offerta si è ridotta sensibilmente nelle ultime ore. Il club milanese ha strutturato un’offerta complessiva che va a lambire la valutazione di 50 milioni di euro originariamente pretesa dai bergamaschi. La chiave per sbloccare definitivamente lo stallo risiede nell’architettura dei premi di rendimento: i parametri legati ai bonus e alle condizioni per il loro effettivo sblocco avranno un peso determinante in quest’ultima fase della negoziazione.

Inoltre, per tutelare il valore futuro del calciatore, l’Atalanta riceverà una quota legata a un’eventuale cessione successiva. La forte determinazione manifestata da entrambe le parti ha permesso di gettare fondamenta solidissime, tanto che l’operazione potrebbe essere formalizzata e conclusa già nei primissimi giorni della prossima settimana.

I protagonisti al tavolo delle trattative

A conferma della rilevanza strategica dell’affare, il tavolo negoziale ha visto la partecipazione dei massimi esponenti delle due società. Il retroscena evidenzia come la delegazione interista fosse guidata dal tandem composto da Marotta e Ausilio. I vertici di mercato del club lombardo hanno gestito in prima persona i passaggi più delicati del summit.

Dall’altro lato della barricata, a difendere gli interessi della società di Bergamo, si sono schierati la proprietà rappresentata da Percassi e il nuovo responsabile dell’area tecnica Giuntoli. La forte sinergia tra questi importanti manager del nostro calcio sta per produrre uno dei colpi più significativi e dispendiosi dell’intera sessione estiva.

Nuovo Stadio Roma a Pietralata: progetto, capienza e la Curva Sud più grande del mondo

Nuovo Stadio Roma a Pietralata: tutti i dettagli sul progetto del club giallorosso

L’iter per la costruzione del nuovo stadio dell’AS Roma a Pietralata è giunto alle fasi conclusive, avvicinandosi alla posa della prima pietra. Il sito del Comune di Roma ha pubblicato una dettagliata relazione tecnica che svela i segreti e i numeri dell’impianto.

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Il documento analizza non solo gli aspetti architettonici, ma anche le procedure di sicurezza, tra cui scanner ai tornelli e un controllo veicolare tramite speciali sensori sotto l’asfalto. Dal punto di vista delle metrature, il progetto prevede una superficie territoriale complessiva di 270.328 metri quadri, con una Superficie Utile Lorda (SUL) di 40.638 mq. Le cubature insediabili sfiorano i 130.042 metri cubi: le aree destinate ai servizi misurano 66.821 mc, le aree verdi 111.505 mc e i parcheggi si attestano a 93.826 mc. Grande attenzione all’ospitalità: il complesso museale e gli store supereranno i 3.600 mq, mentre l’area di accoglienza Premium si estenderà per oltre 20.000 mq.

Il progetto urbanistico si sviluppa attorno a due enormi polmoni verdi. Il “Parco Centrale” sarà uno spazio multifunzionale, accessibile e pienamente sostenibile, pensato per favorire la rigenerazione ecologica e per essere vissuto dalla comunità cittadina quotidianamente, alternando aree per il relax a zone puramente sportive. Adiacente ad esso sorgerà il “Parco dello Stadio”, la cui imponente struttura principale sarà circondata da un podio rialzato progettato appositamente per gestire i flussi dei tifosi in condizioni di massima sicurezza. L’accesso avverrà inoltre tramite il suggestivo “Boulevard Sud”, un lunghissimo percorso pedonale completamente immerso nel verde e ricco di comode zone d’ombra che collegherà la stazione Tiburtina direttamente al podio dell’impianto.

Il vero e proprio fiore all’occhiello voluto dalla famiglia Friedkin sarà però il catino interno e, in modo particolare, la nuova Curva Sud. È stata infatti progettata con l’ambizione di essere la più grande curva al mondo, prendendo ispirazione dal celebre “muro giallo” del Borussia Dortmund. Questo gigantesco settore unico ospiterà quasi 23.000 tifosi romanisti, suddivisi tra la porzione centrale da 9.517 posti e i due spicchi laterali Est e Ovest, da 6.626 posti ciascuno. Infine, la tribuna principale (denominata Monte Mario) accoglierà 4.572 spettatori nell’anello inferiore e 9.896 in quello superiore

Mondiali 2026: la Top 5 della prima giornata

Mondiali 2026: i 5 momenti che ricorderemo (a lungo?) della giornata inaugurale della competizione

Ecco la TOP 5 della prima giornata dei Mondiali 2026.

1. La “seconda vita” di Messi: tripletta da leggenda

L’Argentina ha iniziato il suo torneo travolgendo l’Algeria per 3-0. Il protagonista assoluto è stato Lionel Messi, con una prestazione da 9 in pagella (il 10 lo riserviamo per occasioni più importanti), autore di una clamorosa tripletta con reti arrivate al 17′, al 60′ e al 76′. Questa prestazione scintillante conferma la sua “seconda vita” calcistica in nazionale, un ciclo vincente cominciato nel 2021 con il trionfo in Copa America proprio in casa del Brasile.

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2. Il muro di Capo Verde e l’eroico Vozinha

All’Atlanta Stadium è andata in scena una delle più grandi sorprese del turno: la Spagna è stata clamorosamente fermata sullo 0-0 da un solido Capo Verde.

  • Il vero eroe dell’incontro è stato Vozinha: il quarantenne portiere capoverdiano è risultato letteralmente insuperabile, salvando il risultato su avversari del calibro di Laporte, Ferran Torres, Oyarzabal e Cucurella.
  • La Spagna ha faticato immensamente a creare gioco, confermando la regola del “no Yamal, no party”.
  • Il giovanissimo talento del Barcellona è entrato in campo solamente al 71′, e fino a quel momento la manovra offensiva iberica era parsa spenta e prevedibile.

3. Le due facce della Francia e il record di Mbappé

La Francia ha superato il Senegal 3-1, ma ha dovuto sudare ben più del previsto dopo un primo tempo da incubo.

  • I transalpini hanno chiuso i primi 45 minuti senza riuscire a effettuare un solo tiro in porta, stabilendo un record negativo che in un girone dei Mondiali non si registrava dal 1966.
  • Nella ripresa, però, si è acceso Kylian Mbappé, che ha deciso il match segnando una splendida doppietta al 66′ e al 96′ (con un capolavoro da 30 metri).
  • Con queste due reti, Mbappé è salito a quota 14 gol ai Mondiali e ha superato Olivier Giroud, diventando il miglior marcatore solitario nella storia della nazionale francese con 57 centri complessivi.

4. Il gol storico di Curaçao prima della valanga tedesca

La Germania ha schiantato Curaçao con un pesantissimo e tennistico 7-1, eppure l’isola caraibica ha vissuto un momento di gloria che resterà negli annali.

  • Al minuto 21, Comenencia ha segnato la rete dell’1-1 con un tiro dal limite beffando Neuer, regalando a Curaçao il suo primo e storico gol in una fase finale di un Mondiale.
  • A guidare i caraibici c’è Dick Advocaat, che a Houston è diventato ufficialmente l’allenatore più anziano nella storia dei Mondiali grazie ai suoi 78 anni.

5. Gli “Olè” del Marocco e l’astro nascente Bouaddi

La sentitissima sfida tra Brasile e Marocco si è chiusa in parità sull’1-1, con reti di Saibari al 21′ e pareggio di Vinicius al 32′.

  • Il Marocco ha approcciato la gara con grandissima personalità, al punto che i suoi tifosi hanno iniziato a intonare dei provocatori “olè” di scherno verso i brasiliani dopo appena 10 minuti di gioco, sul punteggio di 0-0, per marcare la propria superiorità in campo.
  • Tra le file marocchine ha brillato in modo particolare Ayyoub Bouaddi: il diciottenne in forza al Lilla ha giocato come un metronomo consumato, facendo sempre la giocata giusta nel breve e mostrando un’assoluta e glaciale calma anche all’interno dell’area di rigore.

Juventus Chelsea, asse caldo: Cambiaso al centro, Jackson possibile contropartita

Calciomercato Juve Chelsea in fermento: Cambiaso ago della bilancia, Jackson idea per il reparto offensivo

Calciomercato news: l’asse di mercato tra Juventus e Chelsea entra nella fase più intensa. Al centro dei colloqui c’è il futuro di Andrea Cambiaso, ma la discussione si è allargata fino a delineare uno scenario nuovo per l’attacco di Luciano Spalletti.

Tra gli esuberi dei Blues figura infatti Nicolas Jackson, classe 2001, reduce dal prestito al Bayern Monaco: un profilo che rispecchia perfettamente l’identikit tracciato alla Continassa — un finalizzatore fisico, strutturato, ideale per completare il reparto. Lo riporta Gazzetta.it.

Il caso Cambiaso: Chelsea e Barcellona in duello

La corsa a Cambiaso è diventata un vero braccio di ferro tra Chelsea e Barcellona.

  • Strategia Barça — I catalani propongono uno scambio di cartellini, offrendo alla Juve una lista di giocatori sacrificabili.
  • Rilancio Chelsea — I londinesi puntano sul cash, fondamentale per la Juventus entro il 30 giugno. A fronte di una plusvalenza necessaria tra 10 e 20 milioni (con Cambiaso che pesa a bilancio circa 6), il Chelsea mette sul tavolo 27‑28 milioni.

La Juventus però fa muro: per cedere il laterale chiede 35‑40 milioni.

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L’intreccio in attacco: Jackson, Vlahovic e gli equilibri economici

Le due società stanno valutando di collegare l’operazione Cambiaso alla gestione dei centravanti.

Il Chelsea è disposto a concedere il prestito di Jackson — valutato circa 15 milioni dal Bayern nell’ultima stagione — ma questo innesto avrebbe un impatto immediato sui conti bianconeri: il costo lordo del senegalese sarebbe simile a quello di Dusan Vlahovic.

In questo scenario, DV9 dovrebbe attendere gli sviluppi di luglio, restando in corsa con Kolo Muani per il ruolo di prima punta.

Prima la cessione di Jonathan David

Prima di chiudere per la seconda punta richiesta da Spalletti, la Juventus dovrà necessariamente definire la cessione di Jonathan David, passaggio chiave per liberare spazio economico e salariale.


Darmian dice no alla scrivania: priorità al campo e tre proposte dalla Serie A

Matteo Darmian non si ferma: niente incarico societario, il difensore punta a restare in campo con tre club interessati

La stagione di Matteo Darmian si è conclusa e con essa anche la sua avventura all’Inter. Per l’esterno classe 1989, però, non è ancora arrivato il momento di appendere gli scarpini al chiodo.

Secondo quanto riportato da Fabrizio Romano sul suo canale WhatsApp, Darmian avrebbe deciso di proseguire la carriera da calciatore e sta valutando diverse possibilità per il prossimo passo.

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🟡⚫ Udinese, Torino e Venezia: tre club su Darmian

Sul tavolo ci sarebbero già tre proposte concrete:

  • Udinese
  • Torino
  • Venezia

Altri club potrebbero inserirsi nelle prossime settimane, segno di un mercato ancora molto aperto attorno al giocatore.

🔵 Un futuro all’Inter? Sì, ma non subito

L’idea di un ruolo dirigenziale o tecnico all’Inter resta sullo sfondo, ma si tratta di un discorso per il futuro, non per questa estate. Darmian vuole ancora giocare e sente di poter dare un contributo importante in campo.

Fiorentina, Paratici costruisce il futuro: occhi sul talento argentino Giovanni Baroni

Fabio Paratici costruisce la nuova Fiorentina: occhi sul gioiello 2009 argentino Giovanni Baroni

Fiorentina news: il nuovo corso gigliato sta prendendo forma seguendo metodo e visione di Fabio Paratici, deciso a consolidare le certezze del gruppo e ad aggiungere profili di grande prospettiva utili anche in ottica player trading.

Il tema più caldo resta il futuro di Moise Kean, destinato a rimanere ma comunque valutabile in caso di offerte importanti. Nel frattempo, il dirigente viola ha riacceso i radar sul campionato argentino: secondo Sky Sport, nel mirino è finito un talento giovanissimo e molto promettente, Giovanni Baroni.

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Giovanni Baroni, il nuovo gioiello del Talleres: origini italiane e talento precoce

Giovanni Emir Baroni, classe 2009, è un trequartista atipico nato a Morteros, tra Córdoba e Santa Fe, sulle sponde della Laguna Mar Chiquita.

  • Nipote d’arte: lo zio Leonardo José Baroni ha giocato tra Racing e Talleres prima di diventare allenatore.
  • Origini italiane chiare, anche se al momento non possiede il doppio passaporto.
  • Fisico già imponente: oltre 1,86 m, longilineo e con struttura da giocatore maturo.
  • Paragonato a Nico Paz per stile e caratteristiche: qualità tecnica abbinata a forza e capacità di giocare tra le linee.

Clausola da 25 milioni, ma il prezzo può scendere

Nonostante la giovanissima età, Baroni ha già esordito in prima squadra: 15 presenze, 1 gol e 3 assist in stagione. Il suo contratto con il Talleres è blindato fino al 31 dicembre 2028, con una clausola rescissoria da 25 milioni di euro.

Secondo Sky Sport, il club argentino sarebbe disposto a trattare intorno ai 15 milioni + bonus, cifra comunque importante per un 2009.

Concorrenza internazionale: Dortmund e Chelsea in prima fila

La Fiorentina dovrà vedersela con una concorrenza di altissimo livello:

  • Borussia Dortmund
  • Chelsea

Entrambi i club seguono Baroni da mesi e sono pronti a muoversi per portarlo in Europa.

Paratici e l’Argentina: una storia che si ripete

Per Paratici non sarebbe una novità: già ai tempi della Juventus fu lui a spingere per i colpi Soulé, Barrenechea e Bentancur dal Boca Juniors. La caccia al talento argentino continua, e Baroni potrebbe essere il prossimo nome sulla lista viola.


Vlahovic Juve: oltre ai soldi vuole un ruolo da leader assoluto nel progetto bianconero

Rinnovo Vlahovic, non è solo una questione economica: il serbo chiede alla Juve uno status da “capitano”

La trattativa tra Juventus e Dusan Vlahovic resta congelata: entrambe le parti sono ferme sulle proprie posizioni, in attesa di un segnale che possa sbloccare il confronto. Nonostante lo stallo, il dialogo non è affatto chiuso.

L’arrivo del nuovo amministratore delegato Giovanni Carnevali ha infatti inaugurato una fase inedita: il dirigente ha preso in mano il dossier per capire se esistano margini per ricucire un rapporto interrotto in passato più per questioni economiche che per mancanza di volontà.

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Le ragioni del blocco e il piano economico

Il precedente tentativo di rinnovo si era arenato per due motivi principali:

  • le alte richieste economiche dell’entourage del giocatore
  • la mancata qualificazione in Champions League, che ha imposto alla Juventus una revisione delle risorse

Ora Carnevali sta cercando un nuovo spiraglio per formulare una proposta sostenibile. La base di partenza sarebbe un accordo oltre i 6 milioni a stagione, cifra che rappresenta il limite massimo dell’attuale strategia bianconera.

Le richieste di Vlahovic: leadership e centralità

Vlahovic sa di essere al centro del progetto tecnico di Luciano Spalletti, che lo considera la pietra angolare dell’attacco. Ma per arrivare alla firma, il serbo chiede anche un riconoscimento di status: vuole essere trattato come un leader, quasi un “capitano” del gruppo.

Sul tavolo resta l’ipotesi di un rinnovo biennale, formula che però costringerebbe le parti a tornare a discutere già tra un anno. Carnevali sta studiando l’ultima mossa per convincere DV9 e il padre Milos. Lo riporta Tuttosport.

Recupero fisico e obiettivo rilancio

Nel frattempo, Vlahovic è rimasto a Torino per completare un percorso di terapie mirate. L’obiettivo è arrivare all’estate con una condizione ottimale, lasciandosi definitivamente alle spalle il grave problema agli adduttori che lo ha tenuto fuori 100 giorni, facendogli saltare 21 partite.

Una volta ritrovata la piena forma, il serbo punta a riconquistare l’ambiente e a trasformare questo possibile “matrimonio ritrovato” in una nuova ripartenza bianconera.

Scaroni parla della scelta di Amorim: «Confido che Cardinale abbia un suo magic touch»

Scaroni sulla scelta di Ruben Amorim: «Confido che Cardinale abbia un suo magic touch». Le parole

Paolo Scaroni ha commentato la scelta di Rúben Amorim come nuovo allenatore rossonero, individuato da Gerry Cardinale per inaugurare il nuovo ciclo del Milan dopo l’esonero di Massimiliano Allegri, arrivato al termine di una stagione chiusa con un deludente quinto posto.

Scaroni ha sottolineato la fiducia nel progetto tecnico voluto dalla proprietà e nella capacità di Amorim di guidare la ripartenza rossonera

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PAROLE – «Io confido che Gerry Cardinale abbia un suo magic touch nella scelta degli uomini, lo ha dimostrato tante volte nella sua vita e spero che anche questa volta sia davvero un magic touch».

Una frase destinata ad alimentare il dibattito tra i tifosi rossoneri, già immersi in un clima di profonda sfiducia nei confronti della società Milan.

Ghana, vittoria allo scadere: Yirenkyi decide la sfida con Panama al debutto Mondiale

Colpo del Ghana nei minuti di recupero: Yirenkyi firma l’1‑0 su assist di Thomas‑Asante, Panama ko

Un gol di Caleb Yirenkyi regala i primi tre punti al Ghana nella gara d’esordio del Mondiale 2026. La squadra di Carlos Queiroz supera Panama per 1‑0 grazie alla rete del centrocampista classe 2006 del Nordsjaelland, arrivata nei minuti di recupero.

Al 95’, Yirenkyi ha appoggiato in rete da pochi passi il pallone servito da un cross basso dalla sinistra del numero 10 Brandon Thomas‑Asante, entrato nella ripresa. Per il giovane talento si tratta del primo gol in nazionale, mentre il premio di migliore in campo è andato ad Antoine Semenyo del Manchester City.

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Serie A: in campo solo Sulemana

L’unico rappresentante della Serie A tra campo e panchina era Kamaldeen Sulemana dell’Atalanta, schierato da trequartista alle spalle di Jordan Ayew nel 4‑4‑1‑1 di Queiroz. Il classe 2002 è stato sostituito dopo un’ora.

Il percorso del Ghana proseguirà contro l’Inghilterra martedì 23 giugno alle 22, prima della chiusura del girone contro la Croazia sabato 27 alle 23. Panama tornerà in campo nella notte tra il 23 e il 24 giugno contro la Croazia, poi affronterà l’Inghilterra il 27 giugno.

Chi è Yirenkyi: il nuovo talento che piace all’Europa

Il profilo di Yirenkyi è già finito sul taccuino di diversi club europei. A gennaio erano arrivate le prime proposte, ma il Nordsjaelland ha scelto di trattenerlo fino a fine stagione.

Classe 2006, è un centrocampista difensivo moderno:

  • mette ordine in mezzo al campo
  • ha visione di gioco da regista
  • può giocare da mediano puro
  • si adatta sia a un centrocampo a due sia a uno a quattro
  • nella seconda parte di stagione ha ricoperto anche il ruolo di braccetto in una difesa a tre

Ha un contratto fino al 2030 e una valutazione attuale tra 15 e 20 milioni.

Gravina: «Dovevo andarmene prima! Mancini mi chiese di tornare ma avevo già scelto Gattuso»

Gravina spiazza tutti: «Dovevo andarmene prima! Mancini mi chiese di tornare ma avevo già scelto Gattuso». Le parole

Si sta per chiudere un’era in FIGC: il presidente dimissionario Gabriele Gravina si prepara a lasciare l’incarico in vista del voto del 22 giugno. A pochi giorni dall’assemblea elettiva, il numero uno uscente ha svelato un retroscena significativo legato alla scelta del post‑Spalletti, aggiungendo un nuovo elemento al dibattito sul futuro della panchina azzurra. Le sue parole:

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PAROLE – «Mancini mi chiese di tornare e di riprendere un percorso interrotto. Ma avevo già scelto Gattuso, che per me sarebbe dovuto rimanere dopo la Bosnia. La scelta del ct spetta al mio successore. Baldini? È piaciuto molto agli italiani, ma bisogna valutare le conseguenze di certe scelte. Il suo focus è la qualificazione olimpica, dobbiamo stare attenti a non rovinare un progetto costruito con visione».

PRESIDENZA – «La prima è aver fatto ripartire il calcio dopo il Covid. Ma non posso non citare la vittoria dell’Europeo, la costruzione della filiera giovanile, il piano industriale, il nuovo codice di giustizia, il riconoscimento del professionismo femminile e la divisione paralimpica? Poi svela: «Dovevo andarmene prima, già a giugno-luglio 2025, una volta constato che ogni tentativo di riforma si sarebbe arenato. Mi fermò l’idea di poter dialogare con le componenti. Temevo poi che mi avrebbero accusato di fuggire dall’ipotesi di non andare ai Mondiali».

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PREMIO E DECRETO CRESCITA – «Siamo ultimi in Europa per minutaggio degli Under 21. Aggiungo un dato: il Portogallo, che due anni fa abbiamo battuto 3-0 nella finale Under 17, ha prodotto 14 calciatori con 200 presenze nelle prime squadre. I nostri? Giocano in 8 e appena 83 gare. Siamo campioni del mondo nel disperdere il talento che faticosamente costruiamo. Decreto crescita? Lo abbiamo giustamente criticato perché aveva portato il numero di stranieri dal 60% al 67%, poi è stato abrogato ma il dato è cresciuto al 70%. E la qualità di chi arriva non è più sempre così eccelsa. Età campionato U19 A U20? Quella è stata la mazzata. Pensate, nelle competizioni internazionali la tendenza è abbassare l’età per sviluppare il talento».

FEDERAZIONE E MONDIALI – «Lascio una Federazione in ottima salute e con una progettualità avanzata, nonostante le tante aggressioni subite che mortificano non solo il lavoro di una governance con il 98,7% di consensi, ma anche gli 1,4 miliardi di gettito fiscale assicurati dal calcio al Paese. Qualificazioni mancate ai Mondiali? Continuiamo a pagare un conto salato, anche con la sfortuna. Ma come ha detto il presidente del Coni, Buonfiglio, un risultato sportivo non crea i presupposti per un commissariamento»

“IO, UN BERSAGLIO” – «Mi sono dimesso perché non potevo continuare questo braccio di ferro per difendere una posizione personale. Continuerò a lavorare sulle competizioni, ma anche sulla mutualità e sulla solidarietà di un sistema che rischia di scollarsi»

CAMPIONATI – «È una delle soluzioni. Connessa ai meccanismi di promozione e retrocessione. Ogni stagione 9 club passano dai dilettanti ai professionisti. Tra questi, 7 ora rischiano di non avere uno stadio. La B cambia 7 squadre ogni volta, è il 35% dell’organico. Dalla Serie A e dalla B a 18. E poi dalla creazione di una B2, cioè una zona cuscinetto del professionismo dove potrebbero convergere tutte le seconde squadre. La Lega Pro dovrebbe confluire nei dilettanti e avrei riformato anche quest’ultimo mondo. Con il diritto di veto, però, si può fare ben poco»

Storico debutto dell’Uzbekistan ai Mondiali: gol all’esordio, ma la Colombia di Luis Díaz vince 3‑1

L’Uzbekistan di Cannavaro cade all’esordio mondiale contro la Colombia: Luís Díaz decisivo con gol e assist

Nonostante la sconfitta, è stata una giornata destinata a entrare nella storia per l’Uzbekistan: al debutto assoluto nella fase finale di un Mondiale, la squadra allenata da Fabio Cannavaro ha segnato il suo primo gol nella competizione, pur cedendo 1‑3 alla Colombia di un ispiratissimo Luis Díaz, premiato come migliore in campo.

Cannavaro e i suoi sono rimasti in partita per larghi tratti, dando la sensazione di poter scrivere un’altra pagina sorprendente della loro avventura.

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La partita: Muñoz apre, Fayzullaev fa la storia, poi Díaz e Campaz chiudono i conti

La Colombia ha sbloccato il match al 40’ con Muñoz, servito proprio da Díaz. Nella ripresa è arrivato il momento che l’Uzbekistan aspettava da una vita: il trequartista classe 2003 del Basaksehir, Abbosbek Fayzullaev, ha firmato il primo gol mondiale della storia del Paese.

A poco meno di mezz’ora dalla fine, Díaz ha riportato avanti la Colombia, mentre nel recupero Campaz – entrato al posto di James Rodríguez – ha fissato il 3‑1 finale.

Serie A rappresentata da Lucumí

L’unico giocatore della Serie A presente tra campo e panchina era Jhon Lucumí del Bologna, titolare al centro della difesa colombiana accanto a Davinson Sánchez. Lucumí ha disputato l’intera gara, distinguendosi con un paio di interventi decisivi.

Dall’altra parte non figuravano calciatori del nostro campionato, ma l’uomo più atteso era Abdukodir Khusanov del Manchester City, mentre in attacco Cannavaro ha scelto l’esperienza di Eldor Shomurodov, ex Roma, Cagliari, Genoa e Spezia.

Via del Mare in corsa per Euro 2032: il Lecce ufficializza la candidatura

Via del Mare tra gli stadi candidati a Euro 2032: il Lecce ufficializza la corsa per ospitare il torneo

C’è anche il Via del Mare tra gli stadi candidati a ospitare le partite degli Europei 2032, il torneo che l’Italia organizzerà insieme alla Turchia.

Il Lecce ha infatti annunciato ufficialmente la candidatura del proprio impianto, confermando la volontà di entrare nella lista delle sedi che la UEFA valuterà per la fase finale della competizione continentale.

COMUNICATO – “Quest’oggi nel primo pomeriggio, presso la sede del MIT (Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti), è stata ufficializzata la candidatura dello Stadio “Ettore Giardiniero – Via del Mare” per gli Europei di calcio del 2032 che si svolgeranno in Italia e in Turchia.

L’incontro si è svolto alla presenza del Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini, del Commissario Straordinario per gli Stadi Massimo Sessa, del Presidente della Commissione Sport e Cultura del Senato Roberto Marti e del Presidente del Club giallorosso Saverio Sticchi Damiani.

La candidatura è stata ufficialmente accettata perché lo stadio, per come verrà ristrutturato in funzione dei Giochi del Mediterraneo, rispetta tutti i parametri stringenti previsti dalla UEFA per questo tipo di competizioni.

In Italia gli stadi candidati sono undici e di questi ne verranno scelti cinque che ospiteranno le partite di EURO 2032.

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PAROLE STICCHI DAMIANI – “Si tratta di un lavoro senza sosta che stiamo svolgendo perché, dopo aver centrato l’obiettivo del finanziamento dell’Ettore Giardiniero – Via del Mare per ospitare i Giochi del Mediterraneo, ho ritenuto che potesse essere una grande occasione quella di poterci candidare ad EURO 2032.

È stata una corsa contro il tempo. Grazie alla grande collaborazione con il Comune di Lecce, con il Sindaco Adriana Poli Bortone ed il Vice Sindaco Roberto Giordano Anguilla, siamo riusciti a presentare per tempo tutta la documentazione necessaria per proporre la nostra candidatura. Oggi, questo lavoro silenzioso svolto negli ultimi 3 mesi ha trovato piena formalizzazione con l’accettazione della candidatura, tutt’altro che scontata in quanto subordinata al rispetto di numerosi parametri stabiliti dalla FIGC e dalla UEFA.

Si tratta di un passaggio propedeutico per entrare tra le poche strutture – solo undici – candidate ad ospitare EURO 2032. La possibilità di far rientrare lo stadio di Lecce tra le opere strategiche consentirebbe l’accesso ad una serie di benefici anche sul piano urbanistico non solo con riferimento allo stadio, ma anche a vantaggio dell’area circostante”.

Leao: «Amorim mi spinge a restare al Milan? Ora penso solo al Mondiale»

Leao lascia tutto aperto sul mercato? «Amorim mi spinge a restare al Milan? Ora penso solo al Mondiale». Le sue dichiarazioni

Il nome di Rafael Leao resta uno dei più discussi del mercato rossonero. L’attaccante portoghese, da tempo, ha manifestato la volontà di vivere una nuova esperienza lontano dal Milan, aprendo alla possibilità di un trasferimento già quest’estate.

L’arrivo di Rúben Amorim sulla panchina rossonera, però, potrebbe rappresentare una novità importante nelle valutazioni del numero 10.

🇵🇹 Leao parla dal Mondiale: “Il futuro? Vedremo…”

Impegnato con il Portogallo al Mondiale, Leao è stato intervistato dopo il pareggio contro la Repubblica Democratica del Congo.

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PAROLE – «Se l’arrivo di Ruben Amorim mi spinge a restare al Milan? Adesso penso solo al Mondiale e ad aiutare la mia nazionale».

Le prime pagine dei quotidiani sportivi – 18 giugno 2026

Le prime pagine dei quotidiani sportivi di oggi in edicola: Tuttosport, Corriere dello Sport e La Gazzetta dello Sport. I dettagli

Sono decine di migliaia le copie vendute tutte le mattine in edicola, ma un’anteprima dei principali contenuti può essere consultata già dalla sera precedente. Ecco, allora, le prime pagine dei Quotidiani Sportivi di oggi in edicola. Tuttosport, Corriere dello Sport e La Gazzetta dello Sport rappresentano i principali quotidiani sportivi in Italia.

Pagelle Inghilterra Croazia: i TOP E FLOP della sfida valida per la prima giornata del Mondiale

Pagelle Inghilterra Croazia: i voti e i giudizi ai protagonisti del match, valido per la prima giornata dei Mondiali 2026

Pagelle Inghilterra Croazia: i voti e i giudizi ai protagonisti del match, valido per la prima giornata dei Mondiali 2026, terminato 4-2 a favore della squadra di Tuchel.

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I Top

  • Harry Kane (Inghilterra): Una prestazione da vero capitano. Sbaglia il primo rigore (parato), ma rimane di ghiaccio sulla ripetizione spiazzando il portiere. Trova la doppietta con un colpo di testa imperioso su sviluppo di corner, eguagliando il record di Gary Lineker (10 gol ai Mondiali). Ciliegina sulla torta? Un salvataggio provvidenziale di pancia al 90′ su Gvardiol. Leader assoluto.
  • Jude Bellingham (Inghilterra): La stampa inglese esalta la sua “brillantezza, semplice ed efficace”. Segna il gol spacca-partita a inizio ripresa (il 3-2) con un bel colpo da biliardo e si rende costantemente pericoloso con i suoi inserimenti. Dinamismo puro al servizio di Tuchel.
  • Dominik Livakovic (Croazia): Può sembrare un paradosso inserire tra i migliori un portiere che ha subito quattro reti, ma i telecronisti inglesi hanno definito “magnifico” il suo lavoro. Tiene a galla la Croazia nel momento di massima spinta britannica con una tripla parata sensazionale (su O’Reilly, Gordon e Konsa) e aveva persino parato il primo rigore di Kane prima che l’arbitro lo facesse ripetere.
  • Marcus Rashford (Inghilterra): Menzione d’onore. Entra dalla panchina e chiude i giochi all’85’ con una freddezza glaciale, dribblando il diretto avversario e infilando il 4-2 definitivo. Impatto perfetto.

I Flop

  • La coppia difensiva centrale inglese (John Stones & Ezri Konsa): La critica inglese non ha usato mezzi termini, definendo il loro primo tempo “disastroso” e sottolineando come sembrassero “perfetti sconosciuti” in campo. Stones è stato considerato il principale colpevole sul pareggio di Baturina, mentre Konsa (insieme a Reece James) ha mostrato gravi disattenzioni in occasione del 2-2 di Musa. L’attacco brilla, ma dietro l’Inghilterra ha mostrato crepe evidenti.
  • Luka Modric (Croazia): Serata da dimenticare per il Pallone d’Oro. Causa ingenuamente il calcio di rigore nei primissimi minuti con un intervento in ritardo su Madueke e fatica a imporre le sue solite geometrie. Dalic lo sostituisce dopo neanche un’ora di gioco.
  • Jordan Pickford (Inghilterra): Anche se non è il peggiore in campo, è apparso nervoso ed esitante nelle fasi iniziali del match. Non impeccabile sul primo gol croato di Baturina, dove forse poteva fare qualcosa in più per respingere il tiro a incrociare.

Non solo Juventus: il Napoli valuta Vicario e può affondare il colpo

Il Napoli pensa a Vicario in caso di cessione tra Meret e Milinkovic‑Savic: la Juventus monitora

Il Napoli ha messo gli occhi su Guglielmo Vicario, portiere del Tottenham e della Nazionale italiana. Nelle ultime ore la dirigenza azzurra ha intensificato i monitoraggi sul profilo dell’ex Empoli, considerato un’opzione credibile per il futuro della porta. Lo riporta Di Marzio.

L’eventuale affondo, però, è strettamente legato al mercato in uscita: il Napoli si muoverà solo in caso di cessione di uno tra Meret e Milinkovic‑Savic.

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L’ombra della Juventus: Vicario resta un nome caldo

Sul portiere c’è anche la Juventus, che continua a tenerlo in considerazione. I bianconeri, però, hanno una priorità chiara: Emiliano “Dibu” Martínez, prima scelta per la porta.

Se l’argentino non dovesse arrivare, la Juve potrebbe tornare con decisione su Vicario, riaprendo un duello di mercato che coinvolgerebbe direttamente il Napoli.

Uno scenario in evoluzione

Vicario resta dunque un nome caldo per più club italiani, ma ogni mossa dipenderà da incastri e tempistiche. Il Napoli osserva, la Juventus valuta, il Tottenham attende: la partita è appena iniziata.

Moviola Inghilterra Croazia, gli episodi dubbi del match diretto da Turpin 

Moviola Inghilterra Croazia: gli episodi dubbi del match, valido per la prima giornata dei Mondiali 2026

Moviola Inghilterra Croazia: gli episodi dubbi del match diretto da Clement Turpin (Francia), valido per la prima giornata dei Mondiali 2026

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PRIMO TEMPO

Al 9′ Madueke guadagna un rigore anticipando Modric, il croato gli calcia la gamba, nessun dubbio. Kane se lo fa parare e protesta perché Livakovic a suo avviso si muove prima, il check Var dà ragione all’inglese perché il portiere croato è avanti al momento del tiro e non ha nessuno dei due piedi sulla linea, ingannato anche dalla rincorsa un po’ arrestatasi del bomber: sulla ripetizione il centravanti del Bayern non sbaglia più. Al 15′ il Var interviene per annullare un corner a favore della Croazia. Al 31′ su un cross di Madueke si avventa Bellingham tra due difensori croati, cade a terra senza però che ci sia un vero contatto. Il cooling break e la ripetizione del rigore determinano un extra-time di 5 minuti. Rete del 2-2 della Croazia a pochi secondi dal fischio di chiusura del tempo, gol confermato perché la posizione di Perisic che fa da sponda a Musa è regolare. Gara corretta: 11 falli, nessun cartellino, Turpin al suo terzo Mondiale molto sicuro nelle sue scelte.

SECONDO TEMPO

Prime polemiche per un contrasto tra Madueke e Modric dove Turpin dà ragione al croato. La sfida scorre liscia, non c’è mai alcuna situazione che dia adito a discussioni, le due squadre si comportano con grande correttezza nonostante il risultato non sia determinato e si rimanga sul filo. Sono 6 i minuti accordati dopo il novantesimo. La partita si chiude con 10 falli inglesi, 12 croati e nessun cartellino: Turpin promosso.

Portogallo Congo termina 1‑1! Flop di Cristiano Ronaldo che si ferma all’esordio

Il Portogallo inciampa nella partita d’esordio del Mondiale: contro il Congo (che scrive la storia) termina solo 1-1

A meno di 24 ore dalle prodezze di Mbappé, Messi e Haaland – rispettivamente doppietta, tripletta e doppietta con Francia, Argentina e Norvegia – è arrivato il turno di Cristiano Ronaldo.

Il debutto del Portogallo nel girone K però non segue lo stesso copione scintillante: la squadra di Roberto Martínez viene fermato sull’1‑1 dalla Repubblica Democratica del Congo, che conquista così il primo punto della sua storia ai Mondiali.

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Neves illude, Wissa risponde: il Congo scrive la storia

Il Portogallo era passato in vantaggio con João Neves, ma la risposta africana è arrivata con il colpo di testa di Wissa, protagonista di una serata memorabile per la sua Nazionale.

Un pareggio che pesa e che racconta due storie opposte:

  • il “piccolo gigante” che sorprende il mondo
  • il gigante che si fa piccolo, perché l’esordio mondiale di Ronaldo è l’esatto contrario di quello vissuto da Messi poche ore prima

Un debutto che accende il confronto con Messi

Mentre l’argentino aveva illuminato la scena con una tripletta, CR7 vive un esordio più complicato, meno incisivo, segnato da una gara bloccata e da un avversario capace di resistere e colpire.

Il Mondiale del Portogallo parte così in salita, con la necessità di ritrovare brillantezza e concretezza già dalla prossima sfida.

Lutto nel calcio francese: è morto Eric Roy, tecnico del Brest

Il calcio francese piange Eric Roy: scompare a 58 anni l’allenatore del Brest dopo una lunga malattia

Il calcio francese è scosso da una notizia terribile: Eric Roy, allenatore del Brest, è scomparso oggi – mercoledì 17 giugno – all’età di 58 anni. A comunicarlo è stata la famiglia con un lungo messaggio pubblicato su Instagram. Roy combatteva da tre anni e mezzo contro un tumore al pancreas, una battaglia che non è riuscito a vincere.

Una vita nel calcio: giocatore, dirigente, allenatore

Dopo una carriera da calciatore, Roy aveva intrapreso un percorso dirigenziale e tecnico di grande rilievo. Era stato direttore sportivo di Nizza, Lens e Watford, oltre che allenatore del Nizza.

Da luglio 2023 guidava il Brest, club con cui aveva costruito un progetto solido e riconosciuto in tutta la Ligue 1.

Un addio che lascia un vuoto profondo

La sua scomparsa priva il calcio francese di una figura competente, rispettata e molto amata. Il Brest e l’intera Ligue 1 perdono un protagonista capace di lasciare un segno sia in campo sia fuori.

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LA NOTA DELLA FAMIGLIA – “È con immensa tristezza che annunciamo la scomparsa del nostro padre e marito, Eric Roy. Negli ultimi tre anni e mezzo, papà ha combattuto contro un cancro al pancreas. Durante tutto questo tempo, ha continuato a vivere con una forza che ancora ci impressiona, sostenuto dall’amore della sua famiglia, dal calcio, dal suo lavoro e dalla passione che non lo ha mai abbandonato.

Ciò che ha realizzato negli ultimi anni rimarrà per noi eccezionale. Superare questa prova continuando a sostenere un club, una squadra e una storia così importanti dice molto sull’uomo che era. Amava il calcio in modo assoluto. Il periodo trascorso allo Stade Brestois è stato uno dei migliori della sua vita. Gli dava energia, gioia e una ragione per andare avanti, anche nei momenti più difficili. Aveva instaurato un legame raro e meraviglioso con i suoi giocatori. Li amava moltissimo ed era orgoglioso di essere il loro allenatore“.

UEFA, verdetti sul Fair Play Finanziario: Inter e Milan promosse. Roma sanzionata, stangata pesante per il Marsiglia

Fair Play Finanziario, la UEFA promuove Inter e Milan: Roma ancora sanzionata, Marsiglia colpito pesantemente

La UEFA ha pubblicato le nuove valutazioni della Prima Camera del CFCB sul rispetto dei parametri di Fair Play Finanziario. Il quadro che emerge è netto: alcuni club escono dal regime di settlement agreement, altri vengono colpiti da sanzioni significative.

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Inter e Milan promossi: fuori dal settlement

Buone notizie per Inter e Milan. Entrambi i club hanno raggiunto gli obiettivi finali previsti dagli accordi con la UEFA e vengono ufficialmente esclusi dal regime di settlement.

Con loro escono anche:

  • Monaco e Paris Saint‑Germain
  • Trabzonspor e Besiktas
  • Royal Antwerp

Un segnale di gestione virtuosa e di pieno allineamento ai parametri economico‑finanziari richiesti.

Roma ancora sotto settlement: doppia multa

Situazione diversa per la Roma, che resta soggetta al settlement agreement e incassa una doppia sanzione:

  • 2 milioni di euro per aver leggermente superato l’obiettivo intermedio dell’esercizio finanziario 2025
  • 4 milioni di euro per aver registrato un rapporto tra costi della rosa e totale del club oltre il 70% nel 2025

Una penalità significativa, che conferma come il club giallorosso debba ancora completare il percorso di riequilibrio economico.

Marsiglia, la stangata più dura: rischio esclusione dalle coppe

Il club più colpito è il Marsiglia, che non ha rispettato diversi obiettivi fissati dalla UEFA. Le conseguenze sono pesantissime:

  • possibile esclusione dalle competizioni UEFA per le prossime tre stagioni, salvo raggiungimento dell’obiettivo sui ricavi calcistici nel 2026/27
  • limitazioni alla Lista A per la prossima stagione
  • multa da 6 milioni di euro
  • ulteriore multa da 4 milioni per il rapporto costi rosa/totale club oltre il 70% nel 2025

Inter, colpo tra i pali: accordo totale per Provedel. Operazione lampo con la Lazio

Calciomercato Inter, colpo tra i pali: accordo totale per Provedel dopo la trattativa lampo con la Lazio

Il calciomercato dell’Inter si accende con un movimento decisivo per la porta. I nerazzurri hanno infatti raggiunto un accordo totale per l’arrivo di Ivan Provedel, al termine di una trattativa rapidissima con la Lazio.

L’incontro decisivo, andato in scena oggi, ha sbloccato definitivamente l’operazione, definendo i dettagli di un innesto considerato strategico dalla dirigenza di Viale della Liberazione.

L’Inter verserà 3 milioni di euro nelle casse biancocelesti. Per Provedel è pronto un contratto triennale, che lo legherà al club fino al 2029.

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Gerarchie chiare: Martínez titolare, Provedel vice di lusso

Le scelte tecniche per la prossima stagione sono già definite. Provedel arriva alla corte di Cristian Chivu con un ruolo preciso: sarà il vice di Josep Martínez, confermato come titolare per difendere i pali nerazzurri.

L’ex laziale rappresenta un’alternativa di alto livello, portando esperienza, affidabilità e profondità a un reparto che dovrà reggere il peso di campionato, Champions e coppe nazionali.

Tramonta la pista Vicario

Con la chiusura lampo dell’operazione Provedel, sfuma definitivamente la pista Guglielmo Vicario, a lungo accostato all’Inter nelle scorse settimane.

La società ha scelto di virare con decisione sul classe ’94, ritenuto il profilo ideale per completare il pacchetto portieri con un investimento contenuto e mirato.

Una strategia chiara: porta blindata, rosa più profonda

L’arrivo di Provedel si inserisce in una strategia precisa: garantire a Chivu una rosa profonda, competitiva e bilanciata in ogni reparto.

Un vice affidabile, un titolare già scelto, un investimento sostenibile: l’Inter chiude così uno dei dossier più importanti della sua estate.

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