Pagina 83 – Calcio News 24

Costa d’Avorio, esplode il caso Wahi: arresto per presunta combine e inchiesta in corso a pochi giorni dal Mondiale

Scoppia il caso Elye Wahi, scossa alla vigilia del Mondiale: arresto per sospetta combine, indagini in corso

L’attaccante della Costa d’Avorio Elye Wahi è finito al centro di un caso delicatissimo a due settimane dall’inizio del Mondiale. Come riportato da The Athletic, il giocatore è stato arrestato in Francia il 29 maggio con l’accusa di aver tentato di combinare il risultato della partita contro il Metz del 17 maggio, quando vestiva la maglia del Nizza.

L’indagine mira a chiarire se Wahi abbia intenzionalmente cercato un cartellino giallo durante quel match, un comportamento che rientrerebbe nelle dinamiche delle scommesse irregolari.

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Indagine in corso: nessuna accusa formale, ma il caso resta aperto

Dopo l’arresto, Wahi è stato rilasciato e ha raggiunto la Nazionale in America per il Mondiale. Al momento:

  • non è stato formalmente accusato di alcun reato
  • resta sotto inchiesta
  • le autorità francesi stanno valutando ulteriori elementi

La situazione è quindi in evoluzione e potrebbe avere ripercussioni sulla sua partecipazione al torneo.

Mondiale in bilico: dopo l’esordio, resta da capire se giocherà ancora

Wahi ha già esordito contro l’Ecuador, ma la sua presenza nelle prossime partite dipenderà anche dall’evoluzione dell’indagine. La Costa d’Avorio monitora con attenzione il caso, consapevole che ogni sviluppo potrebbe cambiare lo scenario.

Neymar torna a sorridere: rientro in gruppo e spiragli per la fase a gironi

Neymar torna a lavorare in gruppo: segnali incoraggianti e spiragli per rivederlo già nella fase a gironi

Il Brasile ritrova il suo numero 10. Secondo quanto riportato da Sky Sport, Neymar è tornato ad allenarsi con il resto della squadra nella seduta odierna, un segnale incoraggiante dopo le settimane di lavoro individuale dovute al problema muscolare accusato prima della partenza per gli Stati Uniti.

La cautela, però, resta d’obbligo: lo staff medico non intende forzare i tempi e monitorerà passo dopo passo le risposte del giocatore.

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Obiettivo Scozia: possibile rientro alla terza giornata

L’ipotesi più concreta è quella di rivedere Neymar a disposizione di Carlo Ancelotti per il terzo match della fase a gironi, la sfida contro la Scozia in programma il 25 giugno alle 00:00 italiane.

Un rientro graduale, programmato e gestito con attenzione, per evitare ricadute e permettere al Brasile di riavere il suo leader tecnico nel momento decisivo del girone.


Jacobone: «Krosche ha detto no al Milan. Ora c’è solo il 25% del lavoro fatto» ESCLUSIVA e VIDEO

Jacobone analizza il caso Krosche: «Ha avuto ripensamenti. A pochi giorni dal ritiro manca ancora tutta la dirigenza»

Alessandro Jacobone è intervenuto in esclusiva a Milannews24 per analizzare il momento dei rossoneri:

Ciao Alessandro. Dopo l’ufficialità di ieri dell’arrivo di Amorim in panchina, dalla Germania è arrivata la doccia gelata per il Milan: Krosche non si muove. Cosa ne pensi a riguardo?

«Alle 14 di oggi è arrivata la notizia dalla Germania. Una notizia che parla addirittura di una rottura, il fatto che Krosche abbia rifiutato la corte del Milan a seguito dell’incontro con la dirigenza dell’Eintracht Francoforte. Io fin da subito avevo sollevato dubbi e perplessità perchè il rapporto tra le parti era forte. Peraltro non più di due settimane fa lo stesso Krosche aveva convinto Hutter a firmare per il club tedesco come allenatore pianificando già alcune mosse di mercato. Tutto questo mi faceva sollevare diversi dubbi: è vero che il Milan è il Milan ma è anche vero che questo Milan non ha lo stesso fascino di un tempo. Le notizie che arrivavano però erano positive, Amorim è arrivato con l’avallo dei due dirigenti tedeschi… Krosche però ci ha ripensato e non perchè il Milan non voglia pagare la clausola ma perchè lo stesso dirigente ha avuto dei ripensamenti. Il Milan si trova ora a 26 giorni scarsi dal ritiro con solo il 25% del lavoro fatto perchè a parte l’allenatore manca tutta la dirigenza. Ora bisognerà riaprire la ricerca e soprattutto fare molta attenzione alle notizie che escono su cose già fatte o accordi chiusi perchè poi tutto si dissolve come neve al sole».

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Vista la vicinanza col ritiro da te menzionata è possibile che si proceda ad una soluzione interna che preveda la promozione di Kirovski a DS con Amorim direttamente coinvolto nel mercato, un ruolo più da manager che da allenatore?

«Mi sembrerebbe una cosa tirata per i capelli onestamente. Molti tifosi addirittura accusano Ibrahimovic di aver tramato affinché, per mancanza di alternative, Kirovski rivestisse proprio il ruolo di DS. Io oggi ho twittato e paradossalmente ho anticipato quanto poi è arrivato dalla Germania perchè sono sicuro al 200% che Kirovski e Calvelli a Casa Milan hanno incontrato diversi procuratori, tra cui quello di Zaniolo, e hanno parlato anche della prima squadra. Quindi in questo momento Calvelli è l’AD ad interim del club, e questa notizia mi rincuora perchè lo stesso Calvelli, memore dell’esperienza di Furlani, ha capito che fare l’AD di una squadra che ha milioni di tifosi non è come farlo per qualsiasi altra azienda».

L’INTERVISTA COMPLETA DI JACOBONE A MILANNEWS24

Lionel Messi, la leggenda infinita: da capro espiatorio dell’Argentina a re assoluto del calcio mondiale – VIDEO di Chiara Aleati

Lionel Messi e l’Argentina: una storia di dolore, riscatto e grandezza eterna

C’è stato un momento in cui tutto sembrava finito.

Un momento in cui Lionel Messi, con il volto segnato dalla delusione e gli occhi pieni di lacrime, annunciava il suo addio alla Nazionale argentina. Convinto di essere diventato il simbolo di un fallimento, il bersaglio perfetto per un popolo che non riusciva ancora a liberarsi dall’ingombrante eredità di Diego Armando Maradona.

Molti lo consideravano incapace di trascinare l’Argentina nei momenti decisivi. Per anni, infatti, la critica più frequente è stata sempre la stessa: “Con la maglia della Nazionale non fa la differenza come nel club”.

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Oggi quelle parole suonano lontane come un ricordo sbiadito.

A quasi 39 anni, Messi continua a stupire il mondo intero, aprendo il suo sesto Mondiale con una prestazione destinata a entrare nella storia. Un’altra dimostrazione di come il talento autentico non conosca età.

Il Mondiale del 2022 ha cambiato tutto

La vittoria del Mondiale in Qatar ha rappresentato molto più di un semplice trofeo.

È stata la consacrazione definitiva di un campione che aveva già vinto tutto, ma che aveva ancora bisogno dell’unico titolo capace di mettere a tacere ogni discussione.

Quel trionfo ha dimostrato una verità che molti si ostinavano a ignorare: Messi ha sempre dato tutto per l’Argentina.

Con la maglia della Selección ha costruito un’eredità impressionante, fatta di numeri che sembravano impossibili da raggiungere:

  • 200 presenze
  • 120 gol
  • 64 assist

Statistiche che certificano il suo impatto unico nella storia del calcio argentino e mondiale.

Messi riscrive la storia dei Mondiali

Ma per un giocatore come lui i record non bastano mai.

Vent’anni dopo il suo debutto assoluto in Coppa del Mondo, Messi si presenta all’esordio contro l’Algeria e regala uno spettacolo che lascia tutti senza parole.

La tripletta che entra nella leggenda

Tre gol.

Tre capolavori.

Una prestazione che scatena l’ammirazione di tifosi, addetti ai lavori e colleghi da ogni angolo del pianeta.

Una tripletta che gli permette di raggiungere un altro traguardo straordinario: diventare ufficialmente il miglior marcatore nella storia dei Mondiali.

Quando il pallone arriva tra i suoi piedi, il tempo sembra rallentare.

Ogni giocata trasmette la sensazione che stia osservando il campo da una prospettiva diversa rispetto a tutti gli altri. Vede linee di passaggio invisibili, spazi che nessuno nota e soluzioni che sembrano appartenere a un’altra dimensione.

È questo che rende Messi speciale.

Non si limita a giocare a calcio.

Trasforma il calcio in arte.

Messi o Cristiano Ronaldo? Una rivalità che ha segnato un’epoca

Eppure, nonostante tutto, il dibattito continua.

Basta aprire un social network per ritrovarsi davanti all’ennesimo confronto tra Lionel Messi e Cristiano Ronaldo, una rivalità che ha caratterizzato gli ultimi vent’anni di storia del calcio.

Ma oggi forse la domanda è un’altra.

Perché non goderci entrambi?

Siamo stati privilegiati testimoni di un’epoca irripetibile.

Due campioni straordinari hanno ridefinito il concetto stesso di grandezza, infrangendo record che sembravano destinati a resistere per sempre.

Per questo motivo, più che alimentare una guerra infinita tra tifoserie, sarebbe il caso di apprezzare quello che potrebbe essere il loro ultimo grande ballo con le rispettive Nazionali.

Io me li godo entrambi.

Ma se devo scegliere, la mia risposta non cambia.

Per me Lionel Messi rappresenta il punto più alto che il calcio abbia mai raggiunto. Un giocatore capace di trasformare ogni partita in uno spettacolo, ogni tocco in emozione e ogni gesto tecnico in poesia.

Perché Messi non appartiene a una generazione.

Messi appartiene all’eternità.

Di Francesco e il Lecce vanno avanti insieme: ufficiale il rinnovo del tecnico fino al 2028

Di Francesco Lecce avanti insieme: è stato ufficializzato il rinnovo dell’allenatore fino al 2028

Lecce news calcio: il calciomercato della squadra salentina si apre con una fondamentale e attesa conferma per il futuro del progetto tecnico. Eusebio Di Francesco resta a Lecce e rinnova ufficialmente il proprio legame con il club salentino. La dirigenza pugliese ha deciso di puntare con estrema decisione sull’esperto allenatore, scegliendo di affidare nuovamente a lui la guida della panchina giallorossa per le prossime sfide. Dopo una serie di incontri ampiamente positivi andati in scena negli scorsi giorni, le parti hanno trovato l’accordo definitivo per il rinnovo di contratto, blindando la direzione tecnica in vista dell’imminente inizio della preparazione estiva.

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La salvezza conquistata e la programmazione per il futuro

La società di via Colonnello Costadura si prepara così a vivere la seconda stagione consecutiva sotto la sapiente gestione tattica dell’ex tecnico di Roma e Sassuolo. L’allenatore abruzzese è stato uno degli assoluti e indiscussi protagonisti della preziosa salvezza conquistata sul campo dai salentini. Un traguardo sportivo sudato e festeggiato con merito all’ultima giornata di campionato, riuscendo a spuntarla in una tesissima bagarre finale contro la Cremonese. La permanenza in massima serie aveva già fatto scattare una prima opzione formale, ma le ambizioni del club si sono spinte ben oltre.

I dettagli dell’accordo e il comunicato del club

Attraverso una nota ufficiale pubblicata sui propri canali, il club ha comunicato di aver prolungato l’accordo con il manager fino al 30 giugno 2028. Di seguito si riporta integralmente il testo diffuso dalla dirigenza per annunciare la felice conclusione dell’operazione:

“L’U.S. Lecce comunica di aver prolungato il rapporto contrattuale con l’allenatore della Prima Squadra Eusebio Di Francesco. Il tecnico, il cui contratto si era già automaticamente rinnovato fino al 30 giugno 2027 a seguito del raggiungimento della salvezza, ha sottoscritto un nuovo accordo fino al termine della stagione sportiva 2027/2028”.

Le parole di Di Francesco: gratitudine e nuovi obiettivi

All’interno della medesima nota stampa diffusa dalla società, hanno trovato spazio anche le sentite dichiarazioni dell’allenatore, pronto a ripartire con un entusiasmo persino maggiore. Il mister ha voluto esprimere a caldo la propria immensa gioia: “Sono estremamente felice di aver prolungato la mia avventura con questa società”.

Il tecnico ha poi proseguito il proprio intervento sottolineando l’importanza del supporto ricevuto dall’intero ambiente, dalla piazza fino ai vertici dirigenziali: “Ringrazio per questo attestato di stima il Presidente Saverio Sticchi Damiani, tutti i soci ed il Responsabile dell’Area Tecnica della Prima Squadra Stefano Trinchera. Le mie motivazioni saranno massime al pari di quelle del mio arrivo a Lecce. Ho ancora negli occhi la spinta dei tifosi giallorossi nell’ultima sfida casalinga con il Genoa e l’esodo di tifosi salentini al Mapei Stadium. Siamo chiamati a continuare a scrivere la storia di questo Club come abbiamo fatto nella scorsa annata, sapendo che ci sarà da soffrire, ma restando tutti uniti potremo raggiungere il traguardo”.

Provedel a un passo dall’Inter, l’agente Rava conferma la trattativa: «Siamo molto vicini al trasferimento!»

Provedel è prossimo a diventare il nuovo portiere dell’Inter. L’agente Rava conferma la trattativa: ecco le sue dichiarazioni

Il calciomercato dell’Inter si accende con una notizia destinata a infiammare l’entusiasmo della tifoseria nerazzurra. La dirigenza milanese è infatti al lavoro per rinforzare il proprio organico e, in particolare, per blindare il reparto arretrato in vista della prossima e impegnativa stagione. Il nome in cima alla lista dei desideri per la porta è quello di Ivan Provedel. Le news Inter delle ultime settimane hanno trovato oggi una clamorosa e definitiva conferma ufficiale. Intervenuto ai microfoni di Sportitalia, Rava, procuratore del forte estremo difensore, ha fatto il punto della situazione, rivelando come il passaggio del suo assistito all’ombra della Madonnina sia ormai prossimo alla chiusura.

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Le dichiarazioni dell’agente: operazione in fase avanzata

Le parole del procuratore non lasciano spazio a dubbi o a interpretazioni fumose, confermando l’ottimo lavoro svolto dalla dirigenza di Viale della Liberazione. L’agente ha infatti dichiarato in diretta televisiva: Siamo molto vicini al trasferimento all’Inter.

Questa affermazione così netta e perentoria lascia chiaramente intendere come la complessa trattativa di mercato sia giunta in una fase estremamente avanzata. I contatti tra l’entourage del portiere e il club si sono intensificati nelle ultime ore, portando le parti a un accordo di massima che attende solo di essere formalizzato. L’Inter è pronta ad accogliere un profilo di assoluta affidabilità, capace di garantire sicurezza ed esperienza tra i pali.

Il sogno nel cassetto: una questione di cuore e tifo

Oltre agli aspetti puramente tecnici e alle logiche finanziarie, l’operazione nasconde un risvolto romantico di grande impatto. Nel corso della lunga intervista concessa a Sportitalia, Rava ha poi aggiunto un dettaglio umano e personale particolarmente significativo, svelando il profondo legame tra il giocatore e i colori milanesi. Il procuratore ha infatti sottolineato: Provedel è tifoso dell’Inter da sempre e penso che per lui sia la chiusura di un cerchio”.

Si tratta di parole profonde, che evidenziano non soltanto la solidità e la concretezza dell’operazione di calciomercato, ma anche e soprattutto il grandissimo valore emotivo che l’eventuale approdo a Milano avrebbe per l’estremo difensore. Vestire la maglia della propria squadra del cuore rappresenta il coronamento di una carriera costruita con estremo sacrificio e infinita dedizione.

Gli ultimi dettagli prima dell’ufficialità

La macchina organizzativa dell’Inter continua dunque a lavorare sotto traccia, senza alcuna sosta, per definire gli ultimissimi dettagli burocratici dell’affare. L’intesa economica sembra ormai blindata, e restano da limare le ultime questioni formali per giungere alla tanto attesa fumata bianca. L’ambiente nerazzurro è in totale fibrillazione, mentre cresce vertiginosamente l’attesa per quella che potrebbe diventare, a stretto giro di posta, una delle prossime e più importanti ufficialità del mercato estivo. Il puzzle tattico per la nuova stagione prende forma, e la porta interista si prepara ad accogliere il suo nuovo guardiano.

Calciomercato Napoli: Beukema blindato, niente cessione per il difensore. Decisione presa da parte del club azzurro!

Calciomercato Napoli: Beukema rimane, il club azzurro ha blindato il difensore anche per la prossima stagione

Il calciomercato del Napoli inizia a delineare in maniera chiara i propri punti fermi in vista della prossima e attesissima stagione sportiva. Dopo un’annata caratterizzata da alti e bassi, la società partenopea lavora per costruire fondamenta solide, partendo proprio dal reparto arretrato. Tra le certezze incrollabili della retroguardia spicca a chiare lettere il nome di Sam Beukema. Nonostante i numerosi rumors circolati nelle ultime settimane, che lo vedevano come possibile pedina di scambio per sbloccare altre trattative, il centrale difensivo è stato ufficialmente rimosso da qualsiasi scenario in uscita. La dirigenza azzurra ha deciso di blindare il proprio tesserato, confermando la ferma volontà di puntare sulle sue qualità per il nuovo e ambizioso progetto tecnico. Lo riportano le news Napoli calcio di Gianluca Di Marzio.

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La volontà del giocatore e l’attesa per il nuovo tecnico

Le indiscrezioni confermano una totale sinergia di intenti: Beukema non è nella lista cessioni del Napoli. Il difensore olandese ha espresso in maniera lucida e inequivocabile il forte desiderio di voler restare a giocare nella magnifica e passionale cornice dello stadio Maradona. L’imminente approdo in panchina di Massimiliano Allegri, ormai designato come prossimo allenatore azzurro, rappresenta per l’ex Bologna uno stimolo professionale enorme. Il centrale pensa di poter dare un contributo fondamentale e ritiene che le proprie caratteristiche fisiche, tecniche e di leadership siano perfette per inserirsi nello scacchiere tattico del tecnico toscano, storicamente noto per la sua eccezionale capacità di organizzare ed esaltare i movimenti del pacchetto arretrato.

La strategia del club: nessuna contropartita tecnica

Le forti motivazioni espresse dal calciatore classe ’98 combaciano alla perfezione con la visione strategica della società campana. Il Napoli concorda con Beukema e ha tracciato una linea dirigenziale netta e inamovibile in vista delle prossime settimane di trattative: il direttore sportivo Manna e lo staff manageriale non inseriranno il giocatore in ipotetici scambi con altri club. Negli scorsi giorni si era ipotizzato un suo potenziale coinvolgimento come contropartita in complesse operazioni sull’asse di mercato con la Lazio, ma le porte per un suo addio sono state sbarrate con decisione. Il club considera l’olandese un vero e proprio patrimonio tecnico e finanziario incedibile.

Verso il ritiro estivo: il momento delle valutazioni sul campo

Il programma a stretto giro di posta è dunque già delineato in ogni dettaglio operativo. Tra poche settimane, Beukema si metterà a disposizione di Allegri in ritiro, pronto a lavorare con la massima dedizione per assimilare i nuovi dettami tattici e scalare rapidamente le gerarchie della squadra. Questa cruciale fase di preparazione estiva, nota per l’altissima intensità imposta dallo staff del mister, servirà a compattare il gruppo in vista del debutto ufficiale. La sua permanenza avverrà, come di consueto nel calcio moderno, al netto di ulteriori valutazioni future, ma il punto di partenza odierno è inequivocabile: il Napoli e Beukema proseguiranno il loro cammino sportivo fianco a fianco per riportare il tricolore in alto.

Krosche dice no al Milan, avanza l’ipotesi Ozek per la dirigenza. Cosa sta succedendo nel terremoto rossonero

Krosche rifiuta il Milan, è forte l’ipotesi Ozek per la dirigenza rossonera. Gli ultimissimi sviluppi

Arriva un clamoroso e inaspettato colpo di scena a frenare bruscamente i piani di ristrutturazione societaria in casa rossonera. Secondo quanto rivelato dalle news Milan di Sky Sport Deutschland, Markus Krösche ha clamorosamente rifiutato la proposta formale avanzata dai rossoneri. La sua scelta di declinare l’importante offerta è stata fortemente condizionata dalle pesanti pressioni esercitate dal suo attuale club di appartenenza, l’Eintracht Francoforte, che ha fatto muro per trattenerlo in Germania.

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Il rifiuto che spiazza Cardinale e il nodo Amorim

Questo imprevisto passo indietro genera un vero e proprio terremoto sportivo. Soltanto nella giornata di ieri, infatti, dagli ambienti vicini al club filtrava la notizia di un manager ormai attivamente coinvolto nelle decisioni chiave. Era persino emerso che Krösche avesse già fornito il suo benestare strategico all’ingaggio di Ruben Amorim come nuovo allenatore, un’ipotesi e una programmazione che, alla luce dei fatti odierni, andranno totalmente verificate e forse ridiscusse.

Dopo il lungo e infruttuoso tira e molla che aveva portato nel recente passato al rifiuto di Ralf Rangnick, il numero uno rossonero Gerry Cardinale incassa così un altro doloroso “no” che fa tantissimo rumore e complica enormemente la programmazione. Il Milan si ritrova infatti in una situazione di allarme: a meno di due settimane dal fischio d’inizio ufficiale del calciomercato (fissato per il prossimo 29 giugno), la squadra è priva di una definita struttura dirigenziale e di una guida solida per l’area sportiva. Questa perdurante paralisi organizzativa sta inevitabilmente disorientando diversi giocatori della rosa, in attesa di garanzie sul nuovo progetto tecnico.

Le alternative sul tavolo: in pole position c’è Devin Özek

Saltata in modo definitivo la pista legata a Krösche, la società di via Aldo Rossi è costretta a rimettersi immediatamente alla ricerca, per la terza volta, di un nuovo direttore dell’area tecnica. Le indiscrezioni confermano che sono in netta e rapida risalita le quotazioni di Devin Özek, talentuoso e giovanissimo dirigente tedesco di 31 anni.

Il suo profilo è considerato tra i più brillanti e innovativi dell’intero panorama calcistico europeo. In Germania è stato un grandissimo protagonista dietro le quinte del Bayer Leverkusen durante la storica stagione 2023-24, un’annata perfetta in cui le Aspirine hanno dominato vincendo campionato e coppa nazionale, cedendo il passo solamente all’Atalanta nella finalissima di Europa League. Nell’ultima stagione ha invece ricoperto l’importante incarico di direttore sportivo del Fenerbahce in Turchia. L’esperienza a Istanbul si è conclusa con la rescissione del contratto a fine maggio, ma ha lasciato in dote la vittoria della Supercoppa Turca e un eccellente secondo posto in campionato. Ora, Özek rappresenta l’alternativa più calda per prendere finalmente in mano le redini del nuovo corso manageriale del Diavolo.

Gasperini vuole Greenwood e Summerville per una Roma da Champions: intanto si studia la cessione di Dovbyk

Due ali per sognare: Greenwood e Summerville nel mirino della Roma di Gasperini. Dovbyk, si parte da 23 milioni

Per Gian Piero Gasperini la ricetta è chiara: per volare in Champions servono due esterni offensivi veri. È il tema che l’allenatore ripete da un anno, da quando chiedeva Sancho e ha dovuto aspettare sei mesi per Zaragoza e Venturino, due innesti che non hanno inciso.

Nei colloqui post‑campionato, Gasperini è stato diretto: «Non commettiamo lo stesso errore». Ryan Friedkin gli ha promesso due colpi importanti in attacco. E due nomi rispecchiano perfettamente i suoi desideri: Mason Greenwood e Crysencio Summerville. Lo riferisce il Corriere dello Sport nelle sue ultime news Roma calcio.

Due profili esplosivi, tecnici, capaci di creare superiorità sull’esterno, accentrarsi, dialogare con Malen — appena riscattato per 25 milioni — e attaccare la profondità. Malen, tra l’altro, è uno dei principali sponsor di Summerville, compagno di nazionale.

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Summerville: concorrenza feroce, ma la Roma gioca le sue carte

La Roma deve superare due ostacoli:

  • la concorrenza del PSG, molto interessato
  • l’inserimento del Manchester United

Come contrastare club più ricchi? Con un progetto che garantisca titolarità, crescita tecnica e un allenatore noto in Europa per migliorare i giocatori che allena.

Nei primi contatti con l’entourage di Summerville, la Roma ha messo sul tavolo proprio questi elementi. Parallelamente si è mosso anche Malen, che ha un rapporto eccellente con l’olandese.

Il West Ham, retrocesso, venderà al miglior offerente, ma rispettando la volontà del giocatore. La trattativa è complessa e richiede ancora tempo.

Greenwood: trattativa avanzata, accordo vicino

Con Greenwood la Roma è più avanti. Il giocatore ha dato disponibilità a un contratto da 4,5 milioni più bonus, con crescita progressiva fino a cifre da top player.

Friedkin sta preparando un’offerta complessiva da 40 milioni bonus inclusi, con percentuale sulla futura rivendita superiore al 10%. Il Marsiglia parte da una valutazione di 55 milioni, ma la Roma prova a chiudere con una formula articolata:

  • prestito oneroso da almeno 5 milioni
  • obbligo di riscatto a 25
  • 10 milioni di bonus garantiti

Una struttura che avvicina le richieste francesi senza compromettere il bilancio.

Gasperini li vuole entrambi: Soulé il sacrificabile

Gasperini considera Greenwood e Summerville indispensabili per completare il reparto offensivo. Lo ha detto chiaramente: «Il nostro obiettivo dipenderà da quanto sapremo rafforzarci in attacco».

Su Dybala e Pellegrini è stato categorico: devono restare. Il sacrificabile, per caratteristiche e valore di mercato, è Matías Soulé: può portare oltre 40 milioni e generare una plusvalenza importante.

Dovbyk: la Roma valuta la cessione

La Roma ha speso 38 milioni per Dovbyk tra parte fissa e bonus. Considerando l’ammortamento delle due stagioni, qualsiasi offerta sopra i 23 milioni genererebbe un guadagno.

Nonostante le 30 assenze dell’ultima stagione, Betis e Villarreal hanno già chiesto informazioni. Anche la Bundesliga potrebbe muoversi a breve.

Una Roma che cambia volto

Due ali top, una cessione pesante, un centravanti in bilico: la Roma sta ridisegnando l’attacco per consegnare a Gasperini una squadra finalmente adatta al suo calcio.

Napoli McTominay, trattativa continua: rinnovo fino al 2030, ottimismo nonostante la distanza sull’ingaggio

Napoli e McTominay trattano senza sosta: prolungamento al 2030 sul tavolo, resta da colmare il gap economico

Il Napoli e Scott McTominay continuano a lavorare al rinnovo del contratto. Né il Mondiale né la distanza geografica hanno rallentato i contatti: dopo gli incontri diretti fino a maggio, il ds Giovanni Manna e l’agente del giocatore, Colin Murdock, non hanno mai smesso di confrontarsi per limare gli ultimi dettagli. Lo riporta Il Corriere dello Sport.

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Sul tavolo c’è un accordo fino al 2030, due anni in più rispetto alla scadenza attuale, con relativo adeguamento dell’ingaggio. La quadra definitiva però non è ancora stata trovata: resta una distanza economica, ma il clima è positivo. McTominay è considerato un pilastro tecnico — lo era per Conte, lo è per Allegri — e il giocatore vive benissimo a Napoli, città che ama profondamente.

La cena simbolo e i contatti continui: volontà comune di chiudere

Qualche settimana fa, a fine campionato, McTominay e Manna hanno cenato insieme in centro, nello stesso ristorante in cui un anno prima era stato sancito il patto della ripartenza post‑scudetto con Conte. Un segnale chiaro della volontà di proseguire insieme.

L’agente Murdock è stato a Napoli almeno due volte da febbraio per discutere i dettagli della bozza di rinnovo e del progetto tecnico. L’attuale contratto, firmato dopo l’acquisto dal Manchester United nell’estate 2024 per circa 30 milioni, scade nel 2028. Il nuovo accordo prevede un prolungamento fino al 2030, con possibile opzione al 2031, elemento considerato secondario ma comunque sul tavolo.

Cosa manca: la distanza sull’ingaggio

Per chiudere serve allineare domanda e offerta sullo stipendio annuale. È l’ultimo nodo da sciogliere. Il resto è già scritto da risultati e rendimento:

  • Scudetto 2024‑25
  • MVP della Serie A alla stagione d’esordio
  • Supercoppa Italiana 2025
  • 80 presenze in due anni tra Serie A, Champions, Coppa Italia e Supercoppa
  • 27 gol complessivi (13 al primo anno, 14 al secondo), suo record personale

McTominay è stato un insostituibile per Conte e si sta confermando fondamentale anche per Allegri.

Vita a Napoli: integrazione totale

A Napoli, McTominay ha trovato una dimensione da leader. Vive in un parco di lusso vicino al centro sportivo, la compagna e la famiglia si sono integrate perfettamente e il giocatore guarda al futuro con serenità.

Ora è concentrato sul Mondiale con la Scozia — il primo della sua carriera a 29 anni — ma il suo agente continua a lavorare con Manna. La volontà comune è chiudere il rinnovo al più presto, magari già al rientro dagli Stati Uniti.

Atlético Madrid, ritorno storico: Gabi entra nello staff di Simeone

Atlético Madrid, ritorno di peso: Gabi entra nello staff di Simeone per raccogliere l’eredità di Nelson Vivas

L’Atlético Madrid riabbraccia una delle sue bandiere. Gabi tornerà infatti nel club come membro dello staff tecnico a partire dalla prossima stagione, andando a colmare il vuoto lasciato da Nelson Vivas, vice allenatore uscente dopo otto anni di lavoro al fianco di Diego Simeone. Lo riporta Marca.

Già in campo considerato un’estensione naturale del Cholo, l’ex centrocampista — leggenda con la maglia numero 14 — continuerà a esserlo ora dalla panchina.

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Fine dell’era Vivas: otto anni da braccio destro del Cholo

Vivas ha diretto la sua ultima partita con l’Atlético contro il Villarreal, chiudendo un ciclo iniziato nel 2018, proprio nella prima estate senza Gabi in rosa.

La sua lunga esperienza come assistente di Simeone — dal Racing all’Estudiantes, dal River Plate al San Lorenzo fino al Catania — è stata determinante per la sua crescita interna. Dopo l’addio di Mono Burgos nel 2020, Vivas era diventato il vero braccio destro del Cholo.

Una ventata d’aria fresca nello staff: Gabi figura ideale

Lo staff tecnico resterà composto da Hernán Bonvicini, Gustavo López e dal preparatore dei portieri Pablo Vercellone, ma Simeone cercava una figura capace di portare energia, identità e conoscenza profonda del mondo Atlético.

Gabi incarna tutto questo: passione, appartenenza e una comprensione totale di ciò che rappresenta il club. Un profilo destinato a integrarsi immediatamente, dopo aver vissuto da protagonista l’epoca d’oro rojiblanca.

Non è la prima volta: Gabi ha già allenato nell’Academy

Oltre alla carriera da giocatore, Gabi ha già maturato esperienza in panchina. Dopo il ritiro in Qatar con l’Al‑Sadd, ha iniziato nel settore giovanile dell’Atlético, entrando nello staff del Juvenil A e diventando poi vice allenatore della prima squadra B (2021‑2023) guidata da Tevenet, oggi nello staff del Cholo.

Successivamente il Getafe gli ha offerto la prima panchina da capo allenatore, portando la squadra riserve ai playoff di Primera RFEF nel 2024. Un trampolino che lo ha condotto al Saragozza, dove ha vissuto entrambe le facce del calcio: una salvezza al suo arrivo e un esonero nell’ultima stagione, senza riuscire a evitare la retrocessione.

Una storia che continua: Gabi e Simeone di nuovo insieme

Dopo la chiamata del Cholo, Gabi non ha avuto dubbi: la scelta migliore per la sua carriera è tornare a scrivere nuovi capitoli della loro storia comune. Una storia coronata da:

  • 1 Liga
  • 1 Coppa del Re
  • 1 Supercoppa di Spagna
  • 1 Europa League
  • 1 Supercoppa Europea
  • e la Europa League 2018, penultima partita di Gabi con la maglia rojiblanca

Un ritorno che profuma di identità, continuità e ambizione.

Sassuolo, confermato Walukiewicz dopo l’ottima stagione: operazione da 5 milioni. Tressoldi saluta

Sassuolo, riscatto da 5 milioni per Walukiewicz: il difensore resta in neroverde. Ufficiale anche la cessione definitiva di Tressoldi all’Atlético Mineiro

Il Sassuolo riparte da Sebastian Walukiewicz. Il club neroverde ha infatti riscattato il difensore polacco dal Torino, chiudendo un’operazione da circa 5 milioni di euro. Una scelta convinta, frutto dell’ottimo rendimento del classe 2000 nell’ultima stagione.

Sotto la guida di Fabio Grosso, Walukiewicz ha collezionato 36 presenze tra Serie A e Coppa Italia, diventando una pedina fondamentale della retroguardia emiliana. Prestazioni che hanno spinto il club a puntare ancora su di lui.

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Un segnale forte nel nuovo corso post‑Carnevali

Il riscatto del difensore rappresenta anche un messaggio chiaro da parte della società, nonostante la fine dell’era Giovanni Carnevali, passato alla Juventus.

La macchina neroverde continua a muoversi con il direttore sportivo Francesco Palmieri e, da ieri, con Veronica Squinzi nel ruolo di amministratore delegato, figura centrale del nuovo assetto societario.

L’obiettivo è evidente: garantire ad Alberto Aquilani una squadra competitiva per affrontare la prossima Serie A. La conferma di Walukiewicz va esattamente in questa direzione.

Ufficiale anche la cessione di Ruan Tressoldi

Parallelamente, il Sassuolo ha annunciato la cessione a titolo definitivo di Ruan Tressoldi all’Atlético Mineiro.

Questo il comunicato del club: “L’U.S. Sassuolo Calcio comunica che si sono verificate le condizioni per la trasformazione da temporanea a definitiva della cessione delle prestazioni sportive del calciatore Ruan Tressoldi all’Atletico Mineiro. La società augura al calciatore le migliori fortune umane e professionali”.

Una doppia operazione che ridisegna il reparto difensivo neroverde: continuità con Walukiewicz, addio definitivo a Tressoldi.

Portogallo, tegola a poche ore dal debutto: Rúben Dias out contro il Congo

Portogallo, tegola pesantissima alla vigilia del debutto mondiale: Rúben Dias fuori contro il Congo per un problema fisico

Brutte notizie per Roberto Martínez a ridosso dell’esordio del Portogallo al Mondiale 2026. Rúben Dias non sarà a disposizione per la prima gara del Portogallo nel Gruppo K contro la RD Congo, in programma questa sera alle 19:00 italiane all’Houston Stadium.

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Il difensore del Manchester City non ha ancora recuperato dal problema fisico accusato nei giorni scorsi e lo staff tecnico ha deciso di non correre rischi. A confermare il forfait è stato lo stesso commissario tecnico nella conferenza stampa della vigilia.

Un’assenza pesante per la retroguardia lusitana

L’assenza di Dias rappresenta un problema significativo per la formazione lusitana, che dovrà rinunciare a uno dei suoi leader difensivi e a uno degli elementi di maggiore esperienza nel reparto arretrato proprio nel debutto mondiale contro la RD Congo.

Stop precauzionale: obiettivo recupero per le prossime gare

Le parole del CT lasciano però intendere che si tratti di uno stop a scopo precauzionale. L’obiettivo dello staff è infatti quello di riavere Dias a disposizione già dalle prossime partite della fase a gironi, evitando rischi inutili nella gara inaugurale.

“L’unica nota negativa è che Rúben Dias non è ancora al 100%, quindi non è pronto per giocare. Non è il momento di prendere rischi: stiamo lavorando con lui e ha più senso che continui il suo percorso di recupero piuttosto che scendere in campo domani”.

Arthur torna (di nuovo) alla Juventus: rientro alla Continassa e futuro da decidere

Arthur torna alla Juventus dopo il prestito al Gremio: rientro alla Continassa e nuovo giro di valutazioni per il futuro

Arthur si prepara a fare ritorno, ancora una volta, alla Juventus. Dopo la parentesi in prestito al Gremio, il centrocampista brasiliano rientra ufficialmente in Italia a causa del mancato accordo per il prolungamento del prestito.

COMUNICATO GREMIO –Il Gremio Foot-Ball Porto Alegrense comunica che il centrocampista Arthur non rinnoverà il contratto dopo la scadenza del prestito dalla Juventus, prevista per il 30 giugno 2026. A fronte dell’interesse manifestato per la permanenza del giocatore, il club ha formalizzato una proposta per un nuovo contratto. Tuttavia, non è stato raggiunto un accordo economico tra le parti coinvolte, nonostante la volontà reciproca di proseguire il percorso del giocatore all’Arena. Il Gremio ringrazia il giocatore per i servizi resi e gli augura successo nel prosieguo della sua carriera sportiva“.

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La sua ultima apparizione in bianconero risale all’11 maggio 2022, nella finale di Coppa Italia persa contro l’Inter. Acquistato nel 2020 nell’operazione con il Barcellona, Arthur ha collezionato 63 presenze, con 1 gol e 1 assist, prima di vivere tre esperienze in prestito: Liverpool, Fiorentina, Girona, e infine il ritorno in Brasile.

Nessun accordo sul cartellino: rientro obbligato

Sul piano internazionale non è stata trovata la formula economica per chiudere l’operazione. La Juventus aveva ipotizzato una cessione tra gli 8 e i 10 milioni, ma l’intesa non è mai arrivata.

Arthur farà quindi ritorno alla Continassa per incontrare il nuovo amministratore delegato Giovanni Carnevali e il tecnico Luciano Spalletti, così da valutare il suo futuro.

Le opzioni: Serie A, Turchia o nuovo ritorno in Brasile

Le possibilità restano molteplici:

  • permanenza in Serie A
  • offerte dalla Turchia, con il Besiktas particolarmente interessato
  • un nuovo trasferimento in Brasile

La sensazione, però, è che Arthur sia destinato a partire ancora una volta.

Spalletti non lo vede come regista: la Juve deve investire

Il brasiliano non rientra nei piani tecnici di Spalletti: non può essere il regista richiesto dal nuovo allenatore e non rispecchia le caratteristiche necessarie per guidare la manovra bianconera.

La Juventus dovrà quindi investire su un centrocampista di spessore, mentre Arthur — mai davvero convincente a Torino — sembra avviato verso un nuovo prestito o una cessione definitiva.

Calciomercato Lazio: Gila rompe con Lotito, accordo col Napoli ma c’è il muro dei 30 milioni. E Gattuso pensa a queste contropartite del Napoli

Calciomercato Lazio: accordo tra Gila e il Napoli, Gattuso però pensa a queste contropartite per i biancocelesti

Il futuro di Mario Gila è sempre più lontano dalla Capitale. Nella giornata di oggi, l’agente del difensore, Alejandro Camaño, incontrerà la dirigenza della Lazio per ribadire uno scenario ormai nitido e definitivo: il calciatore spagnolo non ha alcuna intenzione di estendere il proprio contratto in scadenza nel 2027 e spinge per la cessione immediata. L’obiettivo dell’ex Real Madrid è chiaro: interrompere l’esperienza in biancoceleste per intraprendere una nuova avventura professionale che gli consenta di calcare nuovamente il palcoscenico della Champions League. Lo riporta il Corriere dello Sport.

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Il Napoli in pole position: il gradimento di Allegri

Sulle tracce del centrale iberico c’è da tempo il Napoli. Se inizialmente il profilo del difensore era stato caldeggiato nell’ottica di un possibile approdo di Maurizio Sarri in azzurro, oggi l’interesse è persino più concreto. Massimiliano Allegri, nuovo tecnico in pectore dei partenopei, ha infatti promosso a pieni voti l’investimento. Nonostante il forte pressing del Brighton in Premier League, la preferenza di Gila è tutta per la maglia azzurra. I contatti tra il direttore sportivo dei campani, Giovanni Manna, e l’entourage del giocatore hanno già prodotto un’intesa totale e non in discussione.

La strategia di Lotito e il fattore Real Madrid

Il vero nodo della trattativa è rappresentato dalle rigide pretese economiche di Claudio Lotito. Il patron biancoceleste ha alzato un vero e proprio muro, valutando il cartellino del difensore non meno di 30 milioni di euro. Una richiesta considerata altissima dal mercato, specie alla luce della situazione contrattuale che vede lo spagnolo esposto al rischio concreto di svincolarsi a parametro zero a partire dal gennaio successivo.

La fermezza della Lazio è tuttavia legata a un preciso vincolo del passato: al momento del suo acquisto nel 2022, il Real Madrid ha conservato il 50% sulla futura rivendita. Di conseguenza, intascando 30 milioni, a Formello ne rimarrebbero soltanto 15. Una liquidità comunque vitale per il club, che in questa sessione estiva di calciomercato deve operare sotto il rigido vincolo del saldo zero tra entrate e uscite.

Le idee di Gattuso: l’ipotesi contropartite

Il neo-allenatore della Lazio, Gennaro Gattuso, ha fatto quadrato con la presidenza, accettando la linea dura su Gila. Per sbloccare lo storico stallo tra Lotito e Aurelio De Laurentiis, che non hanno mai concluso affari diretti, si valuta l’inserimento di alcune contropartite tecniche gradite a Gattuso. I profili monitorati sono quelli di Sam Beukema, Rafa Marín e Lorenzo Lucca.

La strada resta però in salita: il Napoli intende valorizzare Rafa Marín per sostituire il partente Juan Jesus, e ha investito pesantemente un anno fa sia sul centrale olandese (33 milioni) sia sul centravanti italiano (35 milioni). Le diplomazie sono al lavoro, ma per sbloccare l’affare servirà molto ingegno.

Calciomercato Juventus: sempre viva la suggestione Salah. C’è un ‘alleato’ speciale per portare alla fumata bianca il colpaccio

Calciomercato Juventus: suggestione Salah che non tramonta per i bianconeri. Cosa c’è dietro il possibile colpo

Nonostante un quadro economico che impone grande prudenza e un bilancio da tenere sotto stretta osservazione, le dinamiche del calciomercato della Juventus continuano a regalare indiscrezioni di altissimo profilo. La suggestione più clamorosa per rinforzare il reparto offensivo porta il nome di Mohamed Salah. L’ambiziosa idea nasce da una precisa richiesta tecnica di Luciano Spalletti, che immagina il fuoriclasse egiziano come leader assoluto e protagonista indiscusso del nuovo corso bianconero. Sebbene si tratti di un’operazione complessa, la dirigenza piemontese non ha ancora accantonato il sogno. Dopo il doloroso e storico addio al Liverpool, l’esterno offensivo sta valutando con grande attenzione tutte le opportunità disponibili, senza aver ancora preso una decisione definitiva sul prosieguo della sua straordinaria carriera. Anche il recente riassetto societario, che ha visto l’approdo di Giovanni Carnevali alla gestione delle complesse trattative di mercato, non ha affatto scalfito questa affascinante ambizione sportiva.

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Le sirene dalla Turchia e la volontà del fuoriclasse

Come prevedibile per un atleta di tale caratura, le offerte faraoniche per Salah non mancano. In modo particolare, i top club della Turchia come Galatasaray e Fenerbahce si sono mossi con estrema decisione nelle ultime settimane. Le società di Istanbul avrebbero garantito al talento nordafricano uno stipendio in linea con quello percepito in Inghilterra, mettendo sul piatto cifre superiori ai 12 milioni netti a stagione. Nonostante il fascino economico di queste proposte, il giocatore sta riflettendo a fondo. Prima di accettare un trasferimento dorato ma lontano dai cinque campionati top, l’attaccante vorrebbe capire se esista ancora un progetto tecnico capace di offrirgli forti ambizioni e grande competitività in Europa.

Il legame speciale con Spalletti: una stima inossidabile

A mantenere vive le speranze della Juventus è il solidissimo legame umano e professionale costruito negli anni tra l’asso egiziano e l’attuale allenatore bianconero. I due hanno condiviso un’indimenticabile esperienza alla Roma, periodo cruciale in cui il rendimento dell’esterno fece un definitivo salto di qualità. A testimoniare questo rapporto di assoluta stima sono le inequivocabili dichiarazioni rilasciate in passato dal calciatore: «Luciano è il miglior allenatore che abbia mai avuto. Con lui sono migliorato tantissimo, sia dal punto di vista tattico che mentale. Mi ha dato la possibilità di esprimere il mio talento».

I nodi economici e le strategie per il colpo

Per trasformare questo incredibile sogno in una solida e concreta realtà, serviranno però delle condizioni finanziarie estremamente favorevoli. La Juve dovrà necessariamente alleggerire il proprio monte ingaggi e completare al più presto alcune fondamentali cessioni, creando così i preziosi margini finanziari per proporre un contratto adeguato allo status della stella ex Reds. Al momento, non risultano esserci trattative in fase avanzata, ma la dirigenza monitora l’evolversi dello scenario con massima allerta. L’arrivo dell’egiziano in Serie A resta comunque un’ipotesi molto difficile da concretizzare, considerando sia la spietata concorrenza internazionale sia gli altissimi costi complessivi dell’operazione.

Messi da leggenda nell’esordio Mondiale con l’Argentina. Tripletta, record di gol e le lacrime: «Sono stati giorni difficili»

Messi ha segnato una tripletta nell’esordio Mondiale con l’Argentina contro l’Algeria. Il racconto della sua partita

L’esordio della nazionale argentina ai Mondiali 2026 si è trasformato in una notte magica e indimenticabile per tutti gli appassionati di questo sport, firmata ancora una volta dal suo leader indiscusso. Lionel Messi ha inaugurato il suo personalissimo cammino iridato trascinando la formazione albiceleste a un netto e convincente successo per 3-0 contro l’Algeria. Una prestazione assolutamente superlativa sul terreno di gioco, impreziosita da una tripletta decisiva che proietta il fuoriclasse sudamericano sempre più nell’Olimpo sportivo e nella leggenda assoluta del calcio internazionale.

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I record storici: tripletta a 39 anni e vetta dei marcatori

Nonostante la carta d’identità segni ormai i 39 anni, il capitano dell’Argentina continua inesorabilmente a riscrivere le statistiche e i libri di storia. Quella messa a segno contro la compagine nordafricana è la sua prima storica tripletta in un Mondiale, un traguardo impressionante raggiunto in un’età in cui la stragrande maggioranza dei calciatori ha già concluso la propria carriera agonistica. Tuttavia, il dato più clamoroso della serata riguarda il tabellino delle reti complessive: grazie ai tre palloni depositati in rete, la “Pulce” ha toccato l’incredibile quota 16 gol nella competizione, raggiungendo l’ex attaccante tedesco Miroslav Klose come miglior marcatore di tutti i tempi nella prestigiosa storia del torneo intercontinentale.

L’emozione e le lacrime: il retroscena personale

Oltre ai numeri straordinari, la partita ha regalato al pubblico un momento di profonda e umana liberazione emotiva. Tutto lo stadio e le telecamere delle emittenti globali hanno notato le lacrime dopo il primo gol del campione argentino. Presentatosi ai microfoni della stampa nel post-partita, l’attaccante ha voluto spiegare in prima persona il motivo di quel pianto liberatorio, chiarendone la natura privata: «Ho pianto dopo il primo gol, sì… ma era qualcosa di completamente estraneo al calcio».

L’atmosfera attorno alla squadra è parsa fondamentale per permettergli di superare le recenti avversità personali. Ringraziando pubblicamente l’intero ambiente per l’immenso affetto ricevuto, ha infatti aggiunto con sincera commozione: «Ho passato alcuni giorni difficili, ma sono grato a tutta la delegazione e ai miei compagni di squadra perché sono sempre stati al mio fianco, dandomi molta forza».

Una longevità da record e l’importanza della prima vittoria

La fame di successi per questo ennesimo torneo rimane intatta. Quello attuale rappresenta un traguardo di longevità atletica senza precedenti, come sottolineato con fierezza dallo stesso numero dieci: «Questa è la mia sesta Coppa del Mondo, e mi sento ancora in buona forma».

Concludendo l’intervista, il capitano albiceleste ha poi spostato l’attenzione sull’importanza tecnica del successo ottenuto per il prosieguo del girone: «Fortunatamente sto bene, siamo riusciti a vincere una partita difficile. È importante iniziare il torneo con una vittoria nella prima partita, perché non è mai facile in una Coppa del Mondo».

Calciomercato Milan: caccia a Gonçalo Ramos per il dopo Leao. Amorim fa altri due nomi per il Diavolo

Calciomercato Milan: Gonçalo Ramos è il rinforzo individuato per sostituire Leao. Quali sono gli obiettivi di Amorim

Nel mondo del calcio, le logiche matematiche faticano a trovare spazio. L’insediamento di Ruben Amorim sulla panchina del Milan, ufficializzato dal club attraverso una nota sul proprio portale, non rappresenta affatto una mossa strategica per blindare Rafa Leao. Il fantasista ha infatti ribadito a più riprese la propria intenzione di lasciare Milano durante la prossima sessione estiva. Tuttavia, il neo-allenatore lusitano potrebbe esercitare una forte attrattiva verso alcuni connazionali di spicco. Considerata la stringente necessità di un nuovo centravanti, il nome caldo è quello di Gonçalo Ramos, un profilo che il tecnico conosce bene per averlo affrontato nei caldi derby di Lisbona. Lo riporta La Gazzetta dello Sport.

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I dettagli dell’accordo e le prime parole del tecnico

A sorpresa, l’intesa siglata con la proprietà guidata da Gerry Cardinale prevede un contratto triennale con opzione per il quarto anno, a testimonianza di una programmazione a lungo termine. Un segnale di fiducia importante, che coincide con la possibile rivoluzione societaria che vedrà l’ingresso di Markus Krösche come Ceo of football e Timmo Hardung come suo vice. Subito dopo la firma, il tecnico ha espresso tutto il suo orgoglio:

«Ci sono ambizioni che ti accompagnano per tutta la carriera e, per me, allenare il Milan è sempre stata una di queste».

Il manager ha poi proseguito delineando la propria responsabilità verso l’ambiente:

«So perfettamente cosa rappresenta questo club: storia, prestigio e una tifoseria straordinaria in tutto il mondo. È una sfida che affronto con orgoglio ed entusiasmo, con la piena consapevolezza di ciò che significano questi colori. Non vedo l’ora di iniziare e di vivere ogni giorno la passione che anima il Milan».

Strategia Gonçalo Ramos: la formula per il colpo dal PSG

Nelle prime consultazioni di mercato, il tecnico ha promosso l’attuale rosa ma ha richiesto innesti mirati. L’obiettivo principale è Gonçalo Ramos, reduce da stagioni da comprimario al Paris Saint-Germain sotto la guida di Luis Enrique. Il potente agente Jorge Mendes è già al lavoro per intavolare un trasferimento. La valutazione dei francesi si attesta sui 40 milioni di euro, una cifra complessa per un Milan che dovrà fare a meno dei ricavi della Champions League. La dirigenza punta quindi a un prestito con diritto o obbligo di riscatto dilazionato al 2027, riducendo l’impatto immediato sul bilancio.

Le altre piste e i nodi in uscita: la situazione dei big

La lista della spesa rossonera non si ferma all’attacco. Piace moltissimo Manuel Ugarte del Manchester United, già fedelissimo del mister, mentre restano più defilate le opzioni Morten Hjulmand e Gonçalo Inácio per via dei costi proibitivi. In difesa si valuta António Silva del Benfica, mentre sulla trequarti resistono le candidature di Francisco Trincão e del giovane talento Can Uzun dell’Eintracht.

Sul fronte cessioni, l’Intero mercato in entrata dipenderà dai fondi generati dai partenti. Se per Leao non sono ancora pervenute offerte ufficiali a Casa Milan, restano da decifrare le posizioni di pilastri come Maignan e Rabiot, poco inclini a una stagione senza palcoscenici europei, mentre Loftus-Cheek, Fofana e Tomori verranno valutati attentamente nelle prossime settimane.

Calciomercato Fiorentina, rebus Kean: tra il rilancio con Grosso e le mosse di Paratici. L’ultimo indizio

Calciomercato Fiorentina, quale sarà il futuro di Moise Kean? Gli ultimi aggiornamenti e sviluppi sull’attaccante

Le vacanze estive di Moise Kean procedono all’insegna del lavoro individuale e del recupero fisico, documentate costantemente dal giocatore attraverso i propri canali social. Il centravanti della Fiorentina è stato purtroppo costretto a vivere il finale della passata annata sportiva ai box, frenato dal persistente problema alla tibia che ne ha pesantemente condizionato il rendimento stagionale. L’obiettivo primario dell’attaccante è ora quello di smaltire definitivamente l’infortunio, per presentarsi ai nastri di partenza del nuovo campionato in condizioni atletiche perfette. Nel frattempo, sul fronte del calciomercato, il suo procuratore Alessandro Lucci si prepara a incontrare la dirigenza toscana per pianificare le prossime mosse secondo La Gazzetta dello Sport.

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Il summit di mercato: clausola e valutazioni

Allo stato attuale, le intenzioni del giocatore e della società convergono verso un’unica chiara direzione: proseguire insieme l’avventura calcistica a tinte viola. Il vertice odierno tra le parti servirà a tracciare le linee guida strategiche per l’immediato futuro. Il quadro contrattuale parla chiaro: Moise Kean possiede una clausola rescissoria da 62 milioni di euro, attivabile esclusivamente dal 1° al 15 luglio. Tale cifra monstre era stata fissata l’anno scorso, sulla scia di un’annata straordinaria chiusa con ben 25 reti complessive. Considerando la recente stagione al di sotto delle elevate aspettative, appare oggi altamente improbabile che qualche top club decida di sborsare una simile somma. Allo stesso modo, difficilmente arriveranno sul tavolo della Fiorentina offerte da oltre 40 milioni in grado di far vacillare la ferma resistenza della dirigenza.

Il fattore Fabio Grosso e la fiducia tattica

A blindare ulteriormente la permanenza della punta sulle rive dell’Arno è stato il recente approdo in panchina di Fabio Grosso. Il nuovo tecnico gigliato, che ha già avuto modo di conoscere e allenare il ragazzo durante la trafila nelle giovanili della Juventus, lo considera un assoluto incedibile. L’allenatore Campione del Mondo nel 2006 è intimamente convinto che l’attaccante titolare della Nazionale azzurra possa esaltarsi in modo definitivo all’interno del suo scacchiere tattico, il 4-3-3, tornando a essere quel terminale offensivo esplosivo e decisivo di cui la calda tifoseria toscana si era perdutamente innamorata.

Le dichiarazioni societarie e un legame solido

L’armonia tra il club e l’entourage del calciatore resta totale. Il direttore sportivo Fabio Paratici, forte di un ottimo rapporto con l’agente del classe 2000, proporrà di continuare questo percorso comune. Il ragazzo è di fatto la grande stella della squadra, nonché il tesserato più retribuito con un ingaggio pari a 4,5 milioni annui: a Firenze si trova benissimo e non ha alcuna intenzione di cambiare maglia.

Nella giornata di domani, lo stesso diesse parlerà in conferenza stampa insieme al direttore generale Alessandro Ferrari per tracciare un bilancio dell’annata passata e presentare i nuovi orizzonti societari, allargando le riflessioni anche al sistema calcio. A tal proposito, proprio il dirigente ha recentemente sottolineato: “Il problema del calcio italiano non è la scelta di un ct o di un presidente”. Una visione lucida per programmare il futuro, un futuro in cui la Fiorentina e Moise Kean continueranno a camminare mano nella mano.

Calciomercato Inter, irrompe Mourinho! Lo Special One vuole portare Bastoni al Real Madrid. Cosa sta succedendo

Calciomercato Inter, Mourinho vorrebbe portare Alessandro Bastoni al Real Madrid. Ultimissimi aggiornamenti

Un nuovo asse di mercato si infiamma tra l’Italia e la Spagna. Questa volta, le sirene iberiche per Alessandro Bastoni non provengono da Barcellona, bensì dalla capitale: il Real Madrid è tornato alla carica per il forte difensore centrale dell’Inter. I rapporti tra i due prestigiosi club sono eccellenti, come dimostrato dalla recente fumata bianca per Denzel Dumfries, sbarcato in Spagna tramite il pagamento della clausola rescissoria da 20 milioni di euro. L’occasione ideale per riaprire i tavoli di trattativa si è presentata pochi giorni fa al Santiago Bernabeu, in occasione del prestigioso “Corazon Classic Match”, la sfida benefica tra le leggende delle due formazioni.

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Il summit tra Perez e Marotta: le richieste per la cessione

A margine dell’evento, che ha visto scendere in campo anche icone come Javier Zanetti, il neo ri-eletto presidente madridista Florentino Perez ha pranzato con Beppe Marotta, a capo della delegazione nerazzurra. Durante l’incontro – secondo La Gazzetta dello Sport – si è parlato concretamente del futuro del centrale azzurro. L’Inter ritiene il classe ’99 un asset fondamentale, blindato da un contratto in scadenza nel 2028, ma di fronte a un’offerta congrua i piani potrebbero cambiare. La base d’asta invalicabile per il difensore mancino è fissata a 70 milioni di euro, la stessa quota minima richiesta mesi fa ai blaugrana.

Il mercato nerazzurro è in pieno fermento, tanto che sui possibili colpi in entrata lo stesso Marotta ha rilasciato una battuta emblematica su Palestra: “Ci piace, ma…”, confermando le attente valutazioni della società per il futuro della rosa.

Il nuovo Real di Mourinho e le riflessioni del difensore

A guidare la rivoluzione del Real Madrid ci sarà una vecchia e vincente conoscenza interista: José Mourinho. Lo Special One, tornato sulla panchina delle Merengues a tredici anni di distanza dal suo addio, avrà l’ultima parola sull’operazione. Il club iberico è protagonista di una sessione faraonica, avendo già chiuso gli acquisti di Cucurella, Konatè e Bernardo Silva. Mourinho apprezza moltissimo l’esperienza internazionale di Bastoni (61 presenze tra Champions ed Europa League), ritenendolo perfetto per il suo scacchiere.

Il giocatore è reduce da una stagione trionfale, coronata dalla doppietta scudetto-Coppa Italia sotto la guida di Cristian Chivu, ma anche da alcune tensioni post Inter-Juventus che lo avevano portato a valutare un clamoroso addio alla Serie A.

Gli scenari in entrata per la difesa nerazzurra

Una cessione di Bastoni al Real Madrid per 70 milioni stravolgerebbe totalmente il calciomercato dell’Inter, garantendo un budget vitale per la ricostruzione. Per colmare l’eventuale vuoto di una colonna da 298 presenze e 9 trofei, la dirigenza monitora sempre Oumar Solet. L’Udinese attende un rilancio a quota 25 milioni di euro, ma è evidente che, in caso di partenza del proprio baluardo difensivo, la società meneghina sarebbe costretta a operare più acquisti di spessore per blindare la retroguardia.

Arnautovic (quasi) da record: l’Austria vince 3-1 con la Giordania e l’ex Inter sfiora un traguardo clamoroso

Arnautovic ha quasi scritto un record nella vittoria per 3-1 della sua Austria contro la Giordania. Di cosa si tratta

Nel match valido per il Gruppo J, l’Austria ha conquistato una vittoria fondamentale superando la Giordania con il punteggio finale di 3-1. Al termine di una partita intensamente combattuta e ricca di colpi di scena prolungati fino al fischio finale, la compagine europea è riuscita a imporre la propria superiorità tecnica, portando a casa tre punti preziosissimi per il prosieguo del torneo iridato.

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La cronaca del match: botta e risposta prima dell’allungo decisivo

La sfida si è sbloccata nella prima metà della frazione iniziale. Esattamente al 21′ Schmid ha portato in vantaggio la selezione austriaca, concretizzando al meglio una pregevole manovra offensiva. La reazione della squadra asiatica, tuttavia, non si è fatta attendere e si è materializzata in avvio di ripresa: al 50′ Olwan ha trafitto il portiere avversario, siglando la rete del momentaneo pareggio che ha riaperto totalmente i giochi.

L’equilibrio sul terreno di gioco è stato spezzato nuovamente soltanto nell’ultimo quarto d’ora della gara. Al 76′ uno sfortunato autogol di Al-Arab ha riportato in vantaggio l’Austria, piegando la resistenza giordana e indirizzando l’inerzia dell’incontro in favore dei biancorossi.

Il record di Marko Arnautovic nella storia della Coppa del Mondo

Il momento più memorabile e iconico della serata, destinato ad aggiornare gli almanacchi sportivi, è arrivato nei minuti finali di un lunghissimo recupero. Il gol su rigore di Marko Arnautović al 101’47’’ ha sigillato il risultato sul 3-1, ma ha soprattutto proiettato l’attaccante nella leggenda statistica della competizione. La rete trasformata dal dischetto dal navigato centravanti austriaco, infatti, è la 2° più tardiva realizzata nei tempi regolamentari di un match dei Mondiali negli ultimi 60 anni, prendendo come riferimento tutte le edizioni disputate dal 1966 a oggi (dato Opta).

Un traguardo sfiorato: il primato resta a Taremi

Spulciando i dati storici del calcio mondiale, si nota come questa marcatura si posizioni unicamente alle spalle di un altro evento recentissimo. Il rigore di Arnautovic si piazza infatti subito dopo quello di Mehdi Taremi contro l’Inghilterra, realizzato durante l’edizione qatariota il 21 novembre 2022. In quell’occasione, l’attaccante iraniano fermò il cronometro sul tempo record di 102’30’’.

Al 102′ Arnautovic non solo iscrive a caratteri cubitali il proprio nome nella centenaria storia dei Mondiali, ma regala alla propria nazione la sicurezza aritmetica di una vittoria fondamentale per affrontare i prossimi impegni con il massimo dell’entusiasmo.

Haaland risponde a Mbappé, la Norvegia cala il poker contro l’Iraq: e c’è una particolarità che riguarda Ostigard e la Serie A…

Haaland trascina la Norvegia nella vittoria per 4-1 contro l’Iraq: come è andata la sfida e quella curiosità di Ostigard

Il cammino della nazionale scandinava nella prestigiosa competizione iridata prende il via nel migliore dei modi. La Norvegia ha vinto 4-1 contro l’Iraq all’esordio Mondiale, mettendo in mostra una straordinaria prova di forza e confermando sul campo tutte le aspettative della vigilia. Una vittoria schiacciante che permette alla selezione europea di incamerare i primi tre punti fondamentali per il passaggio del turno nel girone eliminatorio, grazie a una prestazione offensiva spumeggiante e a una netta superiorità tecnica ed atletica evidenziata per l’intero arco dei novanta minuti di gioco.

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Haaland risponde a Mbappé: duello a distanza tra stelle

Il protagonista assoluto della sfida non poteva che essere il fuoriclasse del Manchester City. Sul rettangolo verde si è abbattuta la furia di Erling Haaland, autore di una splendida doppietta che ha letteralmente spianato la strada ai compagni. Il centravanti di punta della formazione nordica ha risposto presente fin dai primi minuti, ingaggiando una sorta di entusiasmante duello a distanza con l’altra grande stella del calcio globale: con questa grande prestazione, infatti, il bomber ha risposto alla doppietta di Mbappé con la Francia, infiammando fin da subito la corsa al titolo di capocannoniere del torneo.

La firma della Serie A: gioia per Ostigard

Il tabellino del match, tuttavia, riserva una statistica di grande rilievo anche per il calcio di casa nostra. Oltre alle straordinarie marcature del proprio numero nove, la retroguardia irachena è capitata sotto i colpi dei difensori scandinavi. Tra i marcatori della serata figura infatti il gol di Ostigard, abile a sfruttare le proprie doti aeree sugli sviluppi di una palla inattiva. Per il centrale difensivo si tratta di una gioia immensa, che coincide con un primato statistico di questa edizione: la sua firma rappresenta di fatto il primo gol di un giocatore di Serie A realizzato fin qui al Mondiale, portando un pizzico di orgoglio italiano all’interno della manifestazione.

Un successo netto completato dall’autogol di Hussein

A completare la giornata da incubo per la rappresentativa asiatica e a sigillare definitivamente la larghissima vittoria della compagine guidata dal commissario tecnico Solbakken è stato lo sfortunato autogol di Hussein. L’episodio ha di fatto chiuso ogni tentativo di rimonta avversario, certificando una serata storta per la retroguardia dell’Iraq. Con questo rotondo quattro a uno la Norvegia lancia un segnale chiaro e inequivocabile a tutte le dirette concorrenti: la formazione nordeuropea ha le idee chiare e i mezzi necessari per recitare un ruolo da assoluta protagonista in questa caldissima estate di grande calcio.

Calciomercato Serie A: Milan su Trincao e Hjulmand, Juve su Elmas. Le novità su Fiorentina, Como, Torino e Atalanta

Calciomercato Serie A: ultimissimi aggiornamenti su Milan, Juve, Fiorentina, Como, Torino e Atalanta

Il mercato estivo entra nel vivo, con le principali squadre di Serie A pronte a ridisegnare le proprie rose. Dalle ambizioni del nuovo ciclo rossonero alle strategie mirate di bianconeri, viola e bergamaschi, ecco il quadro completo delle trattative più calde di Gianluca Di Marzio a L’Originale.

Ultime Notizie Serie A: tutte le novità del giorno sul massimo campionato italiano

Milan: Amorim punta sui suoi fedelissimi

L’ufficialità di Ruben Amorim come nuovo allenatore del Milan, legato al club da un contratto triennale, ha subito delineato le prime strategie di mercato. Il tecnico portoghese guarda in casa dello Sporting Lisbona, puntando su due profili a lui molto graditi: Morten Hjulmand e Francisco Trincao. Il centrocampista classe ’99, già noto in Italia per i suoi trascorsi al Lecce, è cresciuto esponenzialmente fino a diventare capitano sotto la gestione Amorim, tanto che quest’ultimo lo avrebbe voluto persino al Manchester United. Trincao, anch’egli del ’99, è molto apprezzato per la sua capacità di svariare su tutto il fronte offensivo dietro la punta centrale.

Juventus: duello Vicario-Martinez e le manovre in uscita

In casa Juventus prosegue la ricerca di un nuovo estremo difensore. Il ballottaggio principale è tra Guglielmo Vicario ed Emiliano Martinez. Il portiere del Tottenham rappresenta un’opzione con un ingaggio più economico, ma un costo del cartellino superiore rispetto all’argentino. I due provengono da annate diametralmente opposte: l’italiano ha sofferto per un infortunio alla mano lottando per la salvezza, mentre il Dibu ha conquistato l’Europa League e l’accesso in Champions con l’Aston Villa. Parallelamente, per l’attacco bianconero spunta il nome di Elmas, profilo che gode dell’approvazione di Spalletti. Sul fronte uscite, il Chelsea ha bussato alla porta per Andrea Cambiaso per sostituire Cucurella, inserendosi in una corsa che vede già attivi Barcellona e Como.

Le strategie di Fiorentina e Atalanta

La Fiorentina lavora intensamente sugli esterni. I viola hanno riallacciato i contatti per Brooke Norton-Cuffy, classe 2004 reduce da un’ottima annata al Genoa (27 presenze, 2 reti). Contestualmente, prosegue il pressing su Luca Koleosho (di proprietà del Burnley, in prestito al Paris FC). L’operazione sfiora i 9-10 milioni di euro e il giocatore, in cerca di continuità, gradirebbe un ritorno in Italia.

L’Atalanta ha invece messo nel mirino Costantino Favasuli. L’esterno classe 2004 del Catanzaro si è messo in grande evidenza nello scorso campionato di Serie B e rappresenta la primissima alternativa per la squadra di Sarri, specialmente in caso di partenza di Bellanova o per cautelarsi vista la scadenza contrattuale di Zappacosta.

Torino e Como: si cerca tra i pali e in difesa

Il Torino sonda il terreno per un nuovo portiere e pensa a Federico Ravaglia. Il classe ’99, affermatosi come solido vice al Bologna (17 presenze nell’ultimo campionato), potrebbe arrivare in granata con la formula del prestito con diritto di riscatto. Infine, il Como vira con decisione su Jaouen Hadjam, terzino sinistro in forza allo Young Boys, in seguito alle complicazioni insorte per il brasiliano Kaiki a causa di problematiche legate ai termini di pagamento con il Cruzeiro.

Francia Senegal, Mbappè scrive la storia: il focus sulla prestazione dell’attaccante, ora miglior marcatore della sua Nazionale

Francia Senegal, la partita di Mbappè: ecco l’analisi completa della prestazione dell’attaccante nella gara d’esordio al Mondiale 2026

Uno dei protagonisti annunciati di Francia Senegal, la gara del primo turno al Mondiale 2026, è senza dubbio Mbappè, protagonista quest’anno con la maglia del Real Madrid. Ecco la nostra analisi sulla sua partita.

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PRIMO TEMPO

Primo lancio per lui da parte di Rabiot, lo stop è tutt’altro che perfetto, bene però che sia partito in posizione assolutamente regolare. Altro controllo approssimativo al 12′, stavolta più grave perché in area di rigore, Koulibaly approfitta dell’errore dell’attaccante. Al 14′ Dembélé prova a lancarlo nello spazio, servizio troppo lungo. Nel lungo giro-palla della Francia talvolta viene chiamato a un lavoro di sponda nel corto, niente di particolare. Al 23′ raccoglie un pallone recuperato da Rabiot, i due partono insieme e guadagnano un corner. Al 25′ Mbappé perde palla tra le linee aspettando di capire il da farsi con i compagni, il Senegal velocemente riparte e colpisce il palo con Jackson. Al 30′ viene fermato in un tentativo di contropiede. Subito dopo altro errore in appoggio a Theo, brutta prima mezz’ora per la stella del Real Madrid con tanta approssimazione tecnica. Al 43′ ancora una volta viene incontro, riceve palla ma si fa aggredire e la perde. Poco dopo buono spunto sulla sinistra, passa in mezzo a due e viene stoppato da Koulibaly con un tempestivo tackle. Primo tempo negativo, Kylian nonha inciso in nulla, non ricevendo neanche troppi palloni giocabili.

SECONDO TEMPO

Primo tentativo al 52′, parte da sinistra e si accentra per cercare lo spazio dal quale calciare, operazione che non gli riesce, Mbappé non sembra oggi possedere lo spunto necessario. Al 56′ riceve un ottimo servizio da Olise, si presenta da solo e calcia di piatto, grande risposta di Mendy con il piede: occasione enorme, che segnala la crescita della Francia nella ripresa. Al 58′ Kylian va via sulla destra, Mané interviene in spaccata, l’arbitro lascia correre: check del Var, il penalty sembra esserci, Faghani viene richiamato al monitor ma non opta per il dischetto, generando ben più di una perplessità. 64′: Francia in cattedra, Olise va via con stop orientato, filtrante a tutta velocità sul taglio di Mbappé che non riesce a controllare il pallone per poco. Al 66′ gol meraviglioso: Olise danza sulla trequarti, il numero 10 detta il passaggio con un taglio perfetto, la sfera gli arriva pulita e girata di Kylian per un diagonale sul quale Mendy non può opporsi. Francia in vantaggio, Mbappé raggiunge al primo posto Giroud per numero di gol in nazionale, sono 57. Al 75′ giochini da fermo sulla fascia con Kounde, palla persa. Al 77′ parte da lontano, lascia sul posto Koulibaly che comunque riesce a disturbarlo nella corsa e a permettere il recupero di Diarra. Qualche secondo dopo sempre Diarra lo ferma, stavolta fallosamente. Sul 2-0 di Barcola, Mbappé si allarga contribuendo a determinare uno spazio che Rabiot è bravissimo a cogliere disegnando un filtrante perfetto. All’85’ conclusione di prima di sinistro, Mendy blocca senza problemi. Sul 2-1 del Senegal lo si vede invitare i compagni alla calma. Una falsa impressione: inventa un gol pazzesco dalla lunga distanza con una conclusione che va a insaccarsi sotto la traversa e diventa il miglior goleador della storia della Francia. Bilancio finale della sua super prestazione: 37 palloni toccati; 4 tiri, la metà dei quali tradotta in gol; un fallo subito e 2 commessi; un primo tempo incolore e una ripresa da fuoriclasse assoluto.

Moviola Francia Senegal: gli episodi dubbi del match diretto da Faghani 

Moviola Francia Senegal: gli episodi dubbi del match, valido per la prima giornata dei Mondiali 2026

Moviola Francia Senegal: gli episodi dubbi del match diretto da Alireza Faghani dall’Australia, valido per la prima giornata dei Mondiali 2026

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PRIMO TEMPO

Primo intervento dell’arbitro ad avvertire Jackson che su un corner del Senegal disturba Maignan. Gara corretta nella prima parte, non ci sono situazioni particolari per il direttore di gara. Poche interruzioni, Faghani fa giocare, accetta un buon livello di agonismo le poche volte che si manifesta. Al 40′ gioco interrotto per Sarr che rimane a terra, vittima di uno step on foot non visto dall’arbitro. I minuti di recupero sono 6. Si va al riposo con un bilancio disciplinare irrisorio: solo 7 falli, assolutamente nessuno meritevole di un’ammonizione: arbitare una partita così, finora, è semplicissimo.

SECONDO TEMPO

Al 58′ Kylian Mbappé va via sulla destra, Mané interviene in spaccata, l’arbitro lascia correre: check del Var, il penalty sembra esserci e Faghani viene richiamato al monitor, l’anca del giocatore del Senegal va a impattare sul piede del francese ma il direttore di gara non cambia idea. Un episodio molto dubbio, che genera molte perplessità in Deschamps che va a protestare col quarto ufficiale. Al 67′ grande gol di Jackson, scattato però in fuorigioco evidente, prontamente segnalato dall’assistente. Sono 8 i minuti di recupero, ovviamente incidono sempre i 3 canonici del cooling break. Nessun ammonito, 14 falli, 5 della Francia, 9 del Senegal e un rigore non accordato che genera molte critiche (Adani sulla Rai ha definito Faghani il peggiore arbitro finora visto al bilancio): questo il bilancio della sfida.

Sampdoria, Americo Branco alla guida dell’area sportiva per la rinascita blucerchiata – VIDEO di Dario Bartolucci

Sampdoria, la rinascita blucerchiata passa da Americo Branco. L’analisi – VIDEO di Dario Bartolucci

La Sampdoria sembra finalmente aver imboccato una nuova e promettente strada strategica per costruire una squadra competitiva e pronta a tornare grande protagonista. Dopo diverse stagioni turbolente, profondamente caratterizzate da pesanti incertezze societarie e da evidenti difficoltà sul rettangolo di gioco, il club blucerchiato può finalmente fare affidamento su una guida chiara e decisa in ambito dirigenziale. La tanto attesa stabilità coincide con l’arrivo di Americo Branco, giovane e talentuoso direttore sportivo portoghese, reduce da interessanti e formative esperienze europee al timone del Fortuna Sittard e dell’Olhanense.

L’esperienza internazionale di Branco tra Portogallo e Olanda

Il nuovo dirigente porta con sé a Genova un solido bagaglio di esperienza, maturata operando con successo nei club lusitani e nel massimo campionato dei Paesi Bassi. In questi contesti, Branco ha dimostrato eccellenti capacità di gestione dell’area tecnica e di costruzione oculata della rosa. La sua carriera manageriale è stata finora caratterizzata da una rapida e costante crescita e da ottime performance in club europei di fascia media. Un risultato emblematico del suo ottimo lavoro è rappresentato dal Fortuna Sittard, che nella prestigiosa Eredivisie 2025/26 ha chiuso al settimo posto, conquistando una posizione di assoluto rispetto in Olanda.

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L’esperienza vissuta all’Olhanense e in altre compagini del suo Paese d’origine lo ha invece visto affrontare contesti sportivi e finanziari decisamente più complessi. Avendo gestito con lucidità periodi di retrocessione e rose numericamente limitate, il dirigente ha accumulato un bagaglio di competenze estremamente utile per affrontare le rigide pressioni tattiche e ambientali della Serie B italiana.

La grande sfida: mercato, giovani e budget in Serie B

Oggi Branco si trova di fronte alla sua prima vera sfida manageriale di altissimo livello: operare all’interno di una società dal blasone storico, con aspettative elevatissime ma dotata di un budget limitato. L’obiettivo primario sarà quello di trattenere e riscattare i giocatori chiave, per poi costruire una formazione ambiziosa. La sua delicata missione consisterà nel bilanciare le risorse finanziarie con l’urgente necessità di rafforzare il gruppo, scoprendo nuovi talenti e consolidando l’ossatura della rosa, strizzando sempre un occhio di riguardo alla fondamentale valorizzazione dei ragazzi provenienti dal settore giovanile.

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Un punto di svolta per il futuro della Sampdoria

Il suo insediamento segna un autentico punto di svolta per la Sampdoria: il club ha finalmente superato quella delicata fase di stasi e incertezza che lo ha frenato negli ultimi anni. Da questo momento in poi, il tempo e il campo saranno i veri e unici giudici delle sue scelte, delle operazioni in entrata e delle lungimiranti strategie di mercato che verranno adottate. Gli occhi appassionati dei tifosi sono tutti puntati sul nuovo direttore sportivo, chiamato a trasformare la visione a lungo termine della proprietà in risultati concreti sul campo. Americo Branco rappresenta, dunque, non solo il primo tassello della rinascita doriana, ma anche la grande speranza di un ciclo sportivo finalmente più stabile, ambizioso e vincente.

Pagelle Francia Senegal: Mbappé mattatore, Olise motore, Barcola devastante. C’è però una delusione sorprendente – TOP E FLOP

Pagelle Francia Senegal: i voti e i giudizi ai protagonisti del match, valido per la prima giornata dei Mondiali 2026

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I Top

  • Kylian Mbappé (Francia): inizia al rallentatore, sbagliando appoggi e controlli, ma nel secondo tempo si accende e decide la partita da solo. Segna una doppietta decisiva, prima con un diagonale su un taglio dai tempi perfetti che Olise capisce, poi chiudendo i giochi con una magia da 30 metri nel recupero. Con queste reti supera Olivier Giroud, diventando il miglior marcatore solitario nella storia della nazionale francese. Fuoriclasse.
  • Michael Olise (Francia): il vero motore della manovra offensiva transalpina. Nel secondo tempo prende in mano la squadra, sfiora il gol impegnando severamente Mendy e serve l’assist al bacio che sblocca il risultato per l’1-0 di Mbappé. Sembra uno di quei play del basket che quando porta palla può inventare qualsiasi cosa.
  • Nicolas Jackson (Senegal): nel primo tempo è il migliore in campo in assoluto. Un incubo per Upamecano e Saliba: colpisce un palo clamoroso, si vede annullare un grandissimo gol al volo per fuorigioco e fa respirare costantemente l’attacco senegalese. Da controllare con attenzione per i prossimi appuntamenti.
  • Bradley Barcola (Francia): impatto devastante. Entra all’80’ e impiega solamente due minuti per trovare la via della rete, segnando il gol del momentaneo 2-0 con un delizioso tocco sotto a scavalcare il portiere. Se questo è una riserva…

I Flop

  • Ismaïla Sarr (Senegal): gli errori pesano come macigni. Nel primo tempo, nel momento di massima spinta del Senegal, si divora due occasioni gigantesche, in particolare una a ridosso dell’intervallo dove calcia altissimo da due passi. Imperdonabile.
  • Ousmane Dembélé (Francia): partita anonima, nervosa e imprecisa. Sbaglia misure, dosaggi dei passaggi e non riesce mai a incidere sulla trequarti. Viene sostituito nel finale da Barcola, che invece fa subito centro.
  • L’approccio della Francia nel primo tempo: una frazione di gioco disastrosa e quasi inquietante. Gli uomini di Deschamps chiudono i primi 45 minuti senza fare un solo tiro in porta (un record negativo in un girone Mondiale dal 1966, da quando si raccolgono i dati) e vengono tenuti a galla solo dagli errori sottoporta degli attaccanti senegalesi.
  • Mike Maignan (Francia): meno decisivo e sicuro del solito. Nel primo tempo rischia la clamorosa autorete dopo il palo colpito da Jackson, e nel finale si fa sorprendere in modo non impeccabile facendosi bucare sul primo palo in occasione del gol del 2-1 di Mbaye. Deschamps si arrabbia, forse non solo con lui, ma certamente il milanista non è innocente nella circostanza

Gravina: «Non sono d’accordo sul fatto che il calcio italiano sia arrivato al livello più basso»

L’ex presidente FIGC Gabriele Gravina è tornato a parlare del momento del calcio italiano, intervenendo come spettatore alla presentazione del libro di Ivan Zazzaroni “Per vincere domani”.

«Non sono d’accordo sul fatto che il calcio italiano sia arrivato al livello più basso», ha dichiarato, respingendo l’idea di un movimento in caduta libera.

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«Valutare il nostro calcio basandosi su un singolo risultato è un errore»

Gravina ha invitato a non fermarsi alla delusione per l’ultimo fallimento della Nazionale: «Valutare il nostro calcio basandosi su un singolo risultato è un errore; dobbiamo uscire dall’ipocrisia».

Ha poi rivendicato il lavoro svolto sulle giovanili: «Prima del 2018 le nazionali giovanili non arrivavano mai in finale: oggi l’Under 17 vince il campionato europeo, così come l’Under 19».

«Ma è mai possibile che non riusciamo ad analizzare la storia della nazionale maggiore con oggettività?»

L’ex numero uno federale ha ricordato anche i risultati ottenuti dalla Nazionale maggiore negli ultimi anni: «Dal 2018, con Mancini, l’Italia ha raccolto 37 risultati utili consecutivi; nel 2021 abbiamo vinto l’Europeo: sono risultati straordinari».

Non ha nascosto l’amarezza per le mancate qualificazioni ai Mondiali: «Kean e Pio Esposito hanno sbagliato gol che potevano essere decisivi, e per questo siamo rimasti fuori. Ma se avessero segnato? Avremmo riaperto tutti gli oratori e risolto, magicamente, ogni problema del calcio italiano».

«Dobbiamo credere nel sistema e investire di più, con coraggio»

Gravina ha poi elencato alcune possibili soluzioni per uscire dalla crisi, rivolgendosi anche al possibile successore Giovanni Malagò: «Dobbiamo superare certe contraddizioni. Dobbiamo credere nel sistema e investire di più, con coraggio: se raccontiamo il problema in modo errato, non troveremo mai la soluzione».

E ha aggiunto un auspicio preciso: «Auguro a Giovanni, come primo impegno, di battersi per scardinare quella che, tra virgolette, viene presentata come “intesa tra le componenti”: non è possibile che una riforma venga bloccata se il 3% non è d’accordo. È antidemocratico e contrario a ogni senso di ragionevolezza. Io non ci sono riuscito».


Frosinone, svolta societaria imminente: in arrivo investitori internazionali

Frosinone, pronto una clamorosa svolta societaria: in arrivo gli investitori dell’Ipswich Town. Cosa sta succedendo

Grandi manovre in casa Frosinone, ma questa volta lontano dal campo. Il club ciociaro si prepara infatti a una possibile svolta societaria: nei prossimi giorni è atteso l’ingresso di nuovi e importanti investitori internazionali, pronti a rilevare una quota del club e inaugurare un nuovo capitolo gestionale.

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Chi sono i nuovi soci: il gruppo che controlla l’Ipswich Town

Secondo Sky Sport, il gruppo pronto a entrare nel Frosinone è lo stesso che detiene la proprietà dell’Ipswich Town. L’operazione avverrebbe tramite Gamechanger, la società veicolo utilizzata per l’acquisto del club inglese.

A guidare la trattativa c’è l’imprenditore Johnson, figura di rilievo nel panorama degli investimenti sportivi globali. Johnson è fondatore e presidente di:

  • Fortuitous Partners — fondo d’investimento specializzato nel settore sportivo
  • Benevolent Capital Partners — società di private equity con un portafoglio già ricco di asset sportivi

Un profilo che testimonia la solidità e l’ambizione del progetto.

Tempistiche: fumata bianca possibile a breve

La chiusura dell’operazione potrebbe arrivare a stretto giro. Già nei prossimi giorni l’interesse potrebbe trasformarsi in un ingresso ufficiale nella società gialloblù.

Restano da definire:

  • le quote esatte che passeranno di mano
  • la percentuale del club destinata alla nuova cordata
  • gli ultimi dettagli finanziari e operativi

Una volta completato il quadro, per il Frosinone potrebbe aprirsi una fase completamente nuova, con risorse fresche e una visione internazionale.

Sassuolo, ecco l’erede di Carnevali! Si tratta di Veronica Squinzi

Sassuolo, ecco l’erede di Carnevali! Veronica Squinzi assume la doppia carica di Amministratore Delegato e Direttore Generale

L’assemblea di Mapei SpA ha definito il nuovo assetto societario del Sassuolo, segnando una svolta significativa nella governance del club. Dopo l’addio dello storico dirigente approdato alla Juventus, la famiglia Squinzi ha scelto di assumere un controllo operativo diretto, puntando su compattezza e continuità interna per ridisegnare il vertice manageriale.

Al centro della riorganizzazione c’è Veronica Squinzi, che assume formalmente la doppia carica di Amministratore Delegato e Direttore Generale, diventando la figura cardine della nuova struttura.

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Una transizione pesante: il dopo‑Carnevali

L’insediamento di Veronica Squinzi rappresenta uno snodo cruciale. Il suo ruolo servirà a colmare il vuoto lasciato da Giovanni Carnevali, passato alla Juventus dopo anni in cui ha incarnato il motore sportivo, commerciale e comunicativo del club neroverde.

Di fronte alla sua partenza, la famiglia Squinzi ha scelto una strada chiara: non cercare un sostituto esterno, ma rafforzare la guida interna, mantenendo identità e continuità.

Il nuovo organigramma: continuità ai vertici

La riorganizzazione approvata da Mapei consolida le posizioni chiave:

  • Veronica Squinzi — Amministratore Delegato e Direttore Generale
  • Carlo Rossi — confermato Presidente del Consiglio di Amministrazione
  • Marco Squinzi — nuovo Vicepresidente e Consigliere, a supporto della governance

Un assetto che punta a stabilità, controllo diretto e visione familiare per guidare il Sassuolo nel nuovo ciclo post‑Carnevali.

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