Pagina 84 – Calcio News 24

Arsenal Koné, c’è l’accordo? Adesso la Roma aspetta l’offerta da 50 milioni e l’Inter…

Arsenal in accelerazione per Koné? Sembrava esserci l’accordo col giocatore ma la Roma chiede 50 milioni e l’Inter…

L’Arsenal sembra far sul serio per Manu Koné. Il centrocampista della Roma, impegnato questa sera nella gara inaugurale della Francia al Mondiale contro il Senegal, sarebbe diventato il primo obiettivo dei Gunners di Mikel Arteta. Il giornalista Moretto, pochi instanti fa, ha affermato che non è un obiettivo dell’Arsenal

Il gradimento del giocatore per un trasferimento in Premier League è forte e le voci su una sua possibile partenza — già circolate prima del Mondiale — si stanno intensificando. La Roma, infatti, deve completare una cessione entro il 30 giugno per rispettare il settlement agreement con la UEFA.

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Secondo Gazzetta dello Sport, l’Arsenal avrebbe già raggiunto un’intesa con l’entourage di Koné per portarlo a Londra, nella squadra campione d’Inghilterra e finalista di Champions.

Il classe 2001 preferisce la sfida inglese sia all’Atlético Madrid sia all’Inter, che già un anno fa aveva provato a prenderlo. Nessuna fretta, però: il giocatore e il suo entourage restano concentrati sul Mondiale e non escludono nemmeno un eventuale interesse del PSG.

Roma obbligata a vendere entro il 30 giugno

Il club giallorosso deve chiudere almeno una cessione entro il 30 giugno, data che segna la fine del settlement agreement. I Friedkin non vogliono rinviare l’operazione: farlo limiterebbe il mercato in entrata di luglio e agosto, scenario che Gian Piero Gasperini non gradirebbe.

La richiesta: 50 milioni per lasciarlo partire

L’idea della Roma è chiara:

  • provare a cedere Matías Soulé come prima scelta
  • valutare eventuali offerte irrinunciabili per Koné solo a fine Mondiale

Ma Borussia Dortmund e Aston Villa, interessate all’argentino, non hanno ancora presentato offerte concrete. Per questo la pista Koné in uscita può diventare prioritaria, se l’Arsenal metterà sul tavolo i 50 milioni richiesti.

Il piano giallorosso: sacrificio per finanziare il mercato

L’ammortamento residuo di Koné è di circa 12 milioni: una cessione a 50 garantirebbe una plusvalenza da 38 milioni. Gasperini è disposto al sacrificio del francese per arrivare ai suoi obiettivi:

  • Mason Greenwood
  • Summerville
  • e, per sostituire Koné, il profilo ideale sarebbe Ismael Koné del Sassuolo

Un incastro complesso, ma potenzialmente decisivo per costruire la Roma che Gasperini ha in mente.

Lecce, riscatto ufficiale di Camarda: ora il Milan può esercitare la contro‑opzione

Camarda è del Lecce, ma il Milan ha l’ultima mossa: contro‑opzione dal 18 al 20 giugno. Tutti i dettagli

Il Lecce ha ufficialmente riscattato Francesco Camarda, arrivato in prestito lo scorso luglio 2025. Il club giallorosso ha comunicato di aver esercitato il diritto di opzione per l’acquisizione definitiva del giovane attaccante.

Nel comunicato si legge che l’AC Milan mantiene la possibilità di esercitare la contro‑opzione tra il 18 e il 20 giugno, finestra nella quale potrà riportare il giocatore in rossonero.

La situazione: Lecce avanti, ma il Milan può ribaltare tutto

Il riscatto del Lecce non chiude la partita. Il Milan, infatti, ha ancora la facoltà di riacquistare Camarda in quella breve finestra temporale, elemento che rende la vicenda tutt’altro che definita.

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COMUNICATO – L’U.S. Lecce comunica di aver esercitato il diritto di opzione per l’acquisizione a titolo definitivo del calciatore Francesco Camarda dall’A.C. Milan, che ha la facoltà di esercitare la controopzione dal 18 al 20 giugno”.

Cagliari, linea verde tracciata: tre giovani nel mirino per il nuovo corso – VIDEO di Elia Serra

Nuovo Cagliari, progetto giovani al centro: tre profili per il futuro rossoblù – VIDEO di Elia Serra

Il Cagliari accelera sul progetto giovani e prepara le prime mosse in vista del mercato estivo. La strategia delineata dal presidente Tommaso Giulini e dal ds Pietro Accardi è ormai chiara: costruire una squadra sostenibile, competitiva e ricca di profili capaci di crescere nel tempo. In quest’ottica rientrano tre nomi che stuzzicano particolarmente il club: Mattia Liberali, Vasilije Adžić e Thomas Berenbruch.

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Tre profili per tre zone chiave del campo

Si tratta di tre talenti nati tra il 2005 e il 2007, cresciuti nei vivai di Milan, Juventus e Inter. Un segnale evidente della volontà rossoblù di puntare su giovani formati in contesti d’élite ma ancora alla ricerca della definitiva consacrazione tra i professionisti.

  • Mattia Liberali e Vasilije Adžić sono due profili offensivi, ideali per dare qualità tra trequarti e attacco: tecnica, fantasia, imprevedibilità.
  • Thomas Berenbruch ha invece caratteristiche da centrocampista di costruzione: mediano o mezzala, potrebbe alternarsi o affiancare Gianluca Gaetano nella gestione del gioco.

Liberali, la pista più complicata: concorrenza forte

Tra i tre obiettivi, Liberali è il nome più difficile. Su di lui ci sono anche Como e Sassuolo, oltre ad altri club pronti a inserirsi. La concorrenza potrebbe far lievitare la trattativa e rendere più complesso l’inserimento del Cagliari.

Adžić e Berenbruch: piste più percorribili

Più accessibili, almeno in questa fase, sembrano le situazioni legate ad Adžić e Berenbruch. Il Cagliari valuta formule flessibili — come il prestito con diritto di riscatto — per favorire tutte le parti coinvolte. È ancora presto per definire le modalità, ma i primi contatti sono in preparazione.

Una direzione chiara: investire sui giovani

Il club osserva, studia e pianifica. La linea verde non è uno slogan, ma una scelta precisa: puntare su giovani di qualità per costruire una squadra più dinamica, futuribile e coerente con il nuovo corso tecnico.

Roma, affondo per Greenwood: accordo con l’entourage, ora serve l’intesa col Marsiglia

Roma, passo decisivo per Mason Greenwood: spunta il sì del giocatore, trattativa aperta col Marsiglia. Cosa manca

La Roma accelera per consegnare a Gian Piero Gasperini il rinforzo offensivo più desiderato. Il nome indicato dal tecnico è sempre lo stesso: Mason Greenwood, esterno inglese classe 2001 di proprietà dell’Olympique Marsiglia, deciso a trovare una squadra che gli garantisca la vetrina della Champions League.

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Secondo Corriere dello Sport, nelle ultime ore il club giallorosso e l’entourage del giocatore hanno compiuto un passo decisivo, avvicinandosi fino a trovare un’intesa di massima.

C’è l’accordo: stipendio a salire per cinque anni

Roma e agenti hanno raggiunto un principio di accordo sull’ingaggio. Il contratto previsto è quinquennale, con una struttura economica crescente stagione dopo stagione, sul modello già utilizzato per Paulo Dybala.

La base fissata è di 4,5 milioni di euro più bonus, alcuni facilmente raggiungibili, fino ad arrivare nell’ultimo anno a cifre da vero top player.

Cosa manca per chiudere: distanza sul cartellino

Il nodo ora è tra i club. Secondo Tuttosport, la Roma non vuole superare:

  • 35 milioni fissi
  • bonus per arrivare eventualmente a 40 milioni

Il Marsiglia parte invece da una richiesta più alta: 40 milioni fissi più bonus molto consistenti. La distanza non è enorme, ma serve ancora un lavoro diplomatico per trovare la formula giusta.

Soulé può finanziare Greenwood?

La Roma deve comunque generare plusvalenze per sistemare il bilancio in ottica Fair Play Finanziario. Oltre ai noti possibili partenti — Manu Koné, Ndicka, Svilar — nelle ultime ore si è aggiunto anche Matías Soulé.

L’argentino ha molto mercato in Premier League e, con l’arrivo di Greenwood, rischierebbe di perdere spazio e gerarchie. Una sua cessione potrebbe diventare il tesoretto decisivo per chiudere con il Marsiglia.

Un gioco a incastri approvato da Gasperini

Il piano è chiaro: accordo con il giocatore, pressione sul Marsiglia e cessioni mirate per finanziare l’operazione. Un incastro complesso ma già approvato da Gasperini, mentre il ds Tony D’Amico — operativo ufficialmente dal 1° luglio — sta lavorando per trasformarlo in realtà.

Rúben Amorim è il nuovo allenatore del Milan, adesso è ufficiale! Il comunicato

Rúben Amorim è ufficiale! Sarà il nuovo allenatore del Milan per la prossima stagione. Il comunicato del club rossonero

Il Milan volta pagina e nomina ufficialmente il tecnico per la prossima stagione: Ruben Amorim sarà il prossimo allenatore dei rossoneri. Il comunicato:

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COMUNICATO – “AC Milan comunica di aver affidato la guida tecnica della Prima Squadra maschile a Rúben Amorim.

Amorim inizia la carriera da allenatore nel 2018, dopo aver concluso il percorso da calciatore professionista, durante il quale ha indossato le maglie di Belenenses e Benfica, oltre a quella della Nazionale portoghese.

Dopo le prime esperienze in panchina al Casa Pia e al Braga, nel 2020 assume la guida dello Sporting CP, dando inizio a un ciclo caratterizzato da una forte identità di gioco, innovazione e valorizzazione dei calciatori. Un percorso che si traduce in risultati concreti: due titoli di campione del Portogallo, due Coppe di Lega e una Supercoppa. Prima di approdare al Milan, ha ricoperto il ruolo di allenatore del Manchester United.

Nel corso della sua carriera, Amorim ha sviluppato un approccio tattico moderno e offensivo, supportato da una solida organizzazione di gioco, dimostrando una particolare capacità nel valorizzare i giovani talenti e accompagnarli nel loro percorso di crescita.

“Seguiamo Rúben da anni. Il suo percorso allo Sporting è stato straordinario e rispecchia esattamente lo stile di gioco che stiamo cercando. È uno dei tecnici più preparati e innovativi della nuova generazione europea: giovane, ambizioso, con una chiara identità calcistica e un approccio tattico ben definito”, ha dichiarato Gerry Cardinale, Managing Partner di RedBird Capital Partners. “Rúben crede in un calcio offensivo e ad alta intensità. La sua filosofia si sposa perfettamente con la nostra visione, e le sue qualità di leadership, unite alla capacità di far crescere i calciatori, ci hanno colpito profondamente. Crediamo in lui e siamo entusiasti di accoglierlo nel Club”.

“Ci sono ambizioni che ti accompagnano per tutta la carriera e, per me, allenare il Milan è sempre stata una di queste”, ha dichiarato Rúben Amorim“So perfettamente cosa rappresenta questo Club: storia, prestigio e una tifoseria straordinaria in tutto il mondo. È una sfida che affronto con orgoglio ed entusiasmo, con la piena consapevolezza di ciò che significano questi colori. Non vedo l’ora di iniziare e di vivere ogni giorno la passione che anima il Milan”.

AC Milan porge un caloroso benvenuto a Rúben e al suo staff”.

Juventus, nodo Thuram: tra conferme, dubbi e primi sondaggi dalla Premier

Calciomercato Juve, caso Khéphren Thuram: dubbi sulla permanenza e primi movimenti dall’Inghilterra

Il futuro di Khéphren Thuram è uno dei dossier più delicati del prossimo mercato bianconero. Il centrocampista francese è finito nel mirino di diversi club europei, pronti a muoversi qualora la Juventus aprisse alla cessione.

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A fare chiarezza sullo scenario è stato l’esperto di mercato Matteo Moretto. In un intervento su YouTube, il giornalista ha spiegato che la dirigenza non ha ancora deciso se considerare Thuram un pilastro del progetto o una pedina strategica per finanziare altre operazioni. Una posizione attendista, che lascia aperte tutte le possibilità.

Premier League in pressing: Sunderland e Nottingham si muovono

L’interesse dall’Inghilterra è concreto. Dalla Premier sono arrivati i primi sondaggi esplorativi, non ancora vere trattative ma contatti utili a capire le richieste economiche della Juve.

Le due società che si sono mosse con maggiore decisione sono:

  • Sunderland
  • Nottingham Forest

Entrambi i club hanno avviato i primi dialoghi per valutare la fattibilità dell’operazione.

La volontà del giocatore resta un fattore decisivo

Resta da capire quale sia la posizione del centrocampista. Non è scontato che Thuram accetti destinazioni che, pur garantendo la vetrina della Premier League, non offrono il palcoscenico della Champions League. Un elemento che potrebbe pesare molto nella scelta finale.

Settimane decisive

Le prossime settimane saranno cruciali per delineare il destino del francese. Solo allora si capirà se l’avventura di Thuram in Italia proseguirà o se il richiamo della Premier diventerà qualcosa di concreto. Di certo, i sondaggi inglesi confermano una cosa: il valore del giocatore resta altissimo sul mercato internazionale.

Chi è Kacper Kozlowski? Il trequartista polacco, che condivide un record con Yamal, è nel mirino del Venezia

Il Venezia mette gli occhi su Kacper Kozlowski, il trequartista polacco del Gaziantep FK che nel 2020 anticipò un record di Yamal: ecco chi è

Il Venezia di Giovanni Stroppa continua a muoversi sul mercato con l’obiettivo di costruire una rosa competitiva per il ritorno in Serie A. Dopo l’arrivo ufficiale di Toma Basic dalla Lazio, il club lagunare guarda ora a un profilo giovane, tecnico e con margini di crescita importanti. Secondo quanto riportato da Sky Sport, il direttore sportivo Filippo Antonelli avrebbe messo gli occhi su Kacper Kozlowski, trequartista polacco classe 2003 attualmente in forza al Gaziantep FK.

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Il nome di Kozlowski rientra perfettamente nella linea scelta dal Venezia: un calciatore ancora giovane, già con esperienza internazionale e reduce da una stagione importante in Süper Lig. Nell’ultima annata ha collezionato 31 presenze e 2653 minuti, mettendo a referto 6 gol e 2 assist. Numeri rilevanti, soprattutto per un centrocampista offensivo, che hanno contribuito alla salvezza del Gaziantep, arrivato al dodicesimo posto con 37 punti.

Chi è Kozlowski, ruolo e caratteristiche del classe 2003

Kacper Kozlowski è nato a Koszalin il 16 ottobre 2003 ed è cresciuto come uno dei talenti più interessanti del calcio polacco. Alto 1,82 metri, nasce come trequartista, ma nel corso della carriera ha dimostrato di poter agire anche da esterno offensivo o da mezzala avanzata. Una duttilità che può renderlo prezioso per Stroppa, soprattutto in un contesto tecnico in cui serviranno soluzioni tra le linee e qualità negli ultimi metri.

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Il suo profilo è quello di un giocatore dinamico, portato alla conduzione palla al piede e alla rifinitura. Non è un regista classico, ma un elemento che ama ricevere in posizione avanzata, puntare l’uomo, creare superiorità numerica e attaccare gli spazi. La produzione offensiva dell’ultima stagione conferma una crescita importante anche in zona gol, aspetto che lo rende particolarmente interessante per una squadra neopromossa.

Chi è Kozlowski, carriera tra Polonia, Brighton e Turchia

La carriera di Kozlowski è iniziata in patria, prima nel Bałtyk Koszalin e poi nel Pogoń Szczecin, club con cui si è imposto giovanissimo. Nel gennaio 2022 è arrivato il trasferimento al Brighton, passaggio che lo ha proiettato nel calcio inglese senza però garantirgli continuità in prima squadra. Da lì sono arrivati i prestiti all’Union Saint-Gilloise e al Vitesse, esperienze utili per completarne la formazione.

La vera ripartenza è arrivata con il Gaziantep FK, dove il centrocampista polacco ha trovato minuti, responsabilità e continuità. Con il club turco ha saputo aumentare il proprio impatto offensivo, confermandosi come un giocatore ancora giovane ma già pronto per un campionato competitivo.

Chi è Kozlowski, il record con la Polonia e la pista di mercato

Yamal Spagna Francia Euro

Il nome di Kozlowski è diventato noto anche a livello internazionale durante Euro 2020, quando con la Polonia è diventato il più giovane calciatore nella storia degli Europei a scendere in campo, a 17 anni e 246 giorni, record poi superato da Lamine Yamal a Euro 2024.

Per il Venezia, si tratterebbe di un’operazione ambiziosa ma coerente con la necessità di inserire qualità e prospettiva nella rosa. Antonelli osserva e valuta la fattibilità: Kozlowski può diventare uno dei nomi caldi del mercato lagunare.

Puggioni a SampNews24: «Già durante il Mondiale in Sudafrica uscì il problema dei giovani, prima i ragazzi giovano in piazza»

Il responsabile del settore giovanile della Sampdoria, Christian Puggioni, ha analizzato diversi problemi legati al calcio italiano

Intervistato in esclusiva da SampNews24, Christian Puggioni, responsabile del settore giovanile blucerchiato, ha risposto a diverse domande legate alla crisi del calcio italiano, a partire proprio dal mondo giovanile.

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SULLA CRISI DEL CALCIO ITALIANO«Io credo che la la problematica sia più di ampio spettro. Il fatto è che oggi i giovani devono giocare perché c’è un’obbligatorietà in base all’età, questo penso che sia altamente controproducente per loro. Questo perché? Perché non potranno giocare solo i giovani bravi di quell’età, ma giocheranno anche dei giovani di quell’età che non sono bravi. Questo va a livellare verso il basso la qualità del campionato dove questi ragazzi si affacciano. E quindi io mi chiedo: se abbassiamo verso il basso la qualità dei nostri campionati, come possiamo pensare di formare dei giocatori che poi debbano fare la differenza in Serie A e in panorama europeo? Bisogna tornare alla meritocrazia tecnica. Inoltre oggi con la globalizzazione, i nostri giovani che sostanzialmente vivono un benessere generale, devono confrontarsi con giovani di paesi esteri che hanno realtà sociali ben più complesse. Tutto questo crogiolo di situazioni, di fatto produce quello che poi stiamo vedendo: un’assenza di giovani di talento.

Se vogliamo riflettere, nel 2010, durante il mondiale in Sudafrica, uscì il problema dei giovani e la politica sportiva iniziò a fare delle riforme per risolvere il problema. Diciamo che nel 2026, 16 anni dopo, le misure forse non sono state corrette visto il risultato. Bisogna partire proprio da lì, da una ristrutturazione del sistema e da una riorganizzazione dei settori giovanili, delle priorità generali, senza derogare dalle competenze. Ma questo deve coinvolgere anche i dilettanti, non possiamo solo pensare ai settori giovanili professionistici, perché se i settori giovanili professionistici pescano dai dilettanti fino al quattordicesimo anno di età, anche le società dilettantistiche devono essere messe nelle condizioni di poter formare i giocatori».

IN TANTI HANNO POSTO L’ACCENTO SUL FATTO CHE NON NASCONO PIÙ I DEL PIERO, TOTTI, CASSANO E DI NATALE. COME MI SPIEGO QUESTA COSA? – «Questo è un altro tema. Cosa succedeva mille anni fa? I ragazzi erano liberi di andare al campetto e in piazzetta. Ma qual era la specificità del campetto e della piazzetta? Che trovavi un bambino che aveva 6 anni più di te e vedevi le skill che faceva. Vedevi che usava il muretto per fare l’uno-due, faceva un trick, e il bambino a 6-7 anni era ricettivo e copiava. Lo faceva, si confrontava con quelli molto più grandi perché al campetto c’era eterogeneità, non c’era omogeneità. Oggi invece inserendoli nei contesti delle scuole calcio, i bambini sono tutti, non dico standardizzati, ma sono inseriti in un contesto che è abbastanza uniforme. Dovremo essere bravi noi adulti a diventare meno protagonisti, lasciando i ragazzi liberi di esprimersi».

SE CONDIVIDO LA SCELTA DEL PASSAGGIO DEL CAMPIONATO PRIMAVERA DA U19 A U20?«Per me i ragazzi si devono cimentare in un campionato formativo, e torniamo al capitolo uno della storia precedente. Per campionato formativo intendo campionato con i grandi con una qualità alta, che sia eccellenza, promozione, Serie D, Primavera o Serie C. Un ragazzo che a 20 anni è ancora nella Primavera, che esperienza ha vissuto? Poca. Sarà meglio che a 18 a 17 vada a calcare i campi di eccellenza con qualcuno che gli dà degli insegnamenti veri. In questo modo può imparare che ci sono certe partite che son più pesanti e altre meno, che fare una cosa all’85° è diverso da farla al 23°. Per me l’innalzamento dell’età della Primavera è controproducente nella formazione del calciatore».

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Il Milan guarda in prospettiva: occhi su Guernier del Birmingham City, ecco chi è

Il Milan guarda in prospettiva: occhi su Guernier del Birmingham City, ecco chi è. Caratteristiche, ruolo e numeri in carriera

Il calciomercato è ormai alle porte e il Milan, pur non avendo ancora definito ufficialmente una guida dirigenziale centrale per orientare tutte le strategie estive, si muove già sui profili di prospettiva. In questo contesto va letta l’attività di Jovan Kirovski, direttore sportivo di Milan Futuro, sempre attento ai giovani talenti da inserire in un percorso parallelo tra seconda squadra e prima squadra.

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Secondo quanto riferito da Gianluca Di Marzio, i rossoneri avrebbero avviato i contatti per Aurelien Guernier, classe 2007 del Birmingham City. Il giocatore non ha ancora compiuto 18 anni, ma il suo profilo ha già acceso l’interesse di diversi club europei. Sul talento inglese ci sarebbero infatti anche Chelsea e Strasburgo, due società legate dalla stessa proprietà e potenzialmente in grado di muoversi in modo coordinato per anticipare la concorrenza.

Guernier Milan, chi è il talento seguito dai rossoneri

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Guernier Milan, chi è il talento seguito dai rossoneri – CalcioNews24.com

Aurelien Guernier è un profilo offensivo moderno, cresciuto nel settore giovanile del Birmingham City. Nato il 2 dicembre 2007, ha doppia cittadinanza inglese e francese, è alto 1,84 metri e viene considerato un giocatore ambidestro. Il suo contratto con il club inglese è in scadenza il 30 giugno 2026, elemento che può rendere la sua situazione particolarmente interessante in chiave mercato.

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Il ruolo principale è quello di esterno offensivo, con la possibilità di agire sia a sinistra sia a destra. Per caratteristiche può essere impiegato anche in zone più interne, vicino alla trequarti, grazie alla capacità di muoversi tra le linee e di attaccare gli spazi negli ultimi metri. La sua duttilità rappresenta uno degli aspetti più apprezzati dagli osservatori rossoneri.

Guernier Milan, caratteristiche e numeri del classe 2007

Guernier è un giocatore di strappo, dotato di buona struttura fisica per l’età e con margini di crescita importanti. Sa puntare l’uomo, condurre palla in progressione e creare superiorità sulla corsia. Il fatto di essere ambidestro gli permette di giocare sia a piede naturale sia a piede invertito, aumentando le soluzioni tattiche per chi dovesse inserirlo nel proprio progetto.

Nella stagione 2025/26 ha giocato tra Under 18 e Under 21 del Birmingham City, trovando spazio soprattutto nella seconda parte dell’annata. I numeri disponibili parlano di 15 presenze, 1 gol e 2 assist in una rilevazione complessiva, mentre in ambito Under 21 risultano anche 3 gol e 1 assist in Premier League 2.

Per il Milan si tratterebbe di un investimento in prospettiva, perfettamente coerente con il lavoro di Milan Futuro: prendere talenti giovani, formarli in un contesto competitivo e prepararli gradualmente al salto nella prima squadra.

Sfortuna Livramento, infortunio in allenamento a ridosso dell’esordio e salta il Mondiale! L’Inghilterra chiama Chalobah

Sfortuna Livramento, infortunio in allenamento a ridosso dell’esordio e salta il Mondiale! L’Inghilterra chiama Chalobah al suo posto

Continua il complicato avvicinamento dell’Inghilterra all’esordio nei Mondiali. Dopo giorni già segnati da episodi extracampo, tra furti e tensioni attorno al ritiro, la nazionale dei Tre Leoni deve fare i conti anche con una pesante tegola tecnica: Tino Livramento ha lasciato il gruppo a causa di un infortunio rimediato in allenamento.

Ultime notizie Calcio Estero: tutte le novità del giorno provenienti da tutto il mondo

Il terzino del Newcastle si è fermato nelle ultime ore e le prime valutazioni avrebbero evidenziato un problema abbastanza serio da costringerlo ad abbandonare immediatamente il ritiro. Una perdita significativa per il commissario tecnico inglese, arrivata proprio a ridosso del debutto nella competizione.

Inghilterra Mondiali, Chalobah pronto a prendere il posto

Fortunatamente per l’Inghilterra, i tempi permettono ancora di intervenire sulla lista dei convocati. Al posto di Livramento dovrebbe essere chiamato Trevoh Chalobah, difensore del Chelsea, pronto a raggiungere il gruppo e offrire una nuova soluzione alla retroguardia dei Tre Leoni.

Calciomercato Atalanta: rivoluzione a centrocampo. Da Gaetano a Raskin, tutti i nomi nella lista di Giuntoli

Calciomercato Atalanta: l’obiettivo della Dea sarà quello di rivoluzionare il centrocampo. Ecco tutti i nomi in lista

Il calciomercato dell’Atalanta entra nel vivo con un obiettivo primario ben delineato: attuare una vera e propria rivoluzione a centrocampo. La dirigenza bergamasca è al lavoro senza sosta per assecondare le richieste tecnico-tattiche del nuovo allenatore Maurizio Sarri, alla ricerca di profili in grado di esaltare le sue geometrie. In queste ore, la lista della spesa nerazzurra si è arricchita di numerosi nomi, confermando la ferma volontà del club di investire nel reparto nevralgico del campo.

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Gianluca Gaetano il prescelto per la regia

Per il ruolo cruciale di regista, sta rapidamente scalando le gerarchie Gianluca Gaetano secondo Alfredo Pedullà. Il talentuoso classe 2000, attualmente in forza al Cagliari, si trova ora saldamente al primo posto della lista dei desideri della Dea. Nonostante l’ex centrocampista del Napoli sia stato accostato a diverse squadre, l’Atalanta ha mosso i passi più significativi per assicurarsene le prestazioni.

Il club sardo non vorrebbe privarsene a cuor leggero e valuta il giocatore almeno 15-16 milioni più bonus. Tuttavia, la società orobica è pronta a entrare nel vivo della trattativa: vuol spendere 10-12 milioni per aggiudicarsi il cartellino di un giocatore ritenuto l’ideale per i complessi schemi di Sarri. L’Atalanta si è già informata in modo approfondito e farà a breve un tentativo concreto.

Da Rovella alle altre piste in Serie A e all’estero

Le manovre dei bergamaschi non si fermano qui. Negli ultimi giorni, sempre secondo Pedullà, sono stati registrati alcuni sondaggi esplorativi in direzione di Nicolò Rovella, un mediano che Sarri stima senza dubbio. La posizione del giocatore, però, è abbastanza chiara: non vuole lasciare la Lazio, una decisione comunicata apertamente anche a Gattuso. La sua priorità è ripartire al meglio nella Capitale, mettendosi alle spalle una stagione di contrattempi e di infortuni.

Parallelamente, la dirigenza valuta altre piste. Piace sempre Jashari, sebbene si tratti di una trattativa non semplice per caratteristiche e costi. I tentativi esplorativi per Da Cunha sono stati respinti settimane fa, mentre la valutazione odierna di Atta è giudicata proibitiva. Restano invece sotto stretta osservazione Samuele Ricci e soprattutto Mandela Keita, quest’ultimo dotato di qualità diverse rispetto a Gaetano.

Spunta il profilo internazionale: fari su Nicolas Raskin

Allargando i propri orizzonti, secondo Gianluca Di Marzio, l’Atalanta ha messo gli occhi su Nicolas Raskin. Si tratta di un dinamico mediano belga classe 2001, attualmente in forza ai Glasgow Rangers. Con la maglia della formazione scozzese, il centrocampista ha collezionato ben 48 presenze in tutte le competizioni in questa stagione. L’ex giocatore di Standard Liegi e Gent ha inoltre beneficiato di una preziosa vetrina internazionale, essendo già stato protagonista in questo Mondiale: il mediano è infatti sceso in campo nel secondo tempo del match disputato tra il Belgio e l’Egitto. Un innesto di sicuro respiro europeo che andrebbe a completare la profonda ristrutturazione della linea mediana atalantina.

Bernardo Silva è un nuovo giocatore del Real Madrid: il portoghese ha firmato con i Blancos! Tutti i dettagli

Bernardo Silva è un nuovo giocatore del Real Madrid: è arrivata la firma del portoghese ex Manchester City con i Blancos

La notizia era nell’aria da giorni, ma ora è giunta l’attesa fumata bianca: Bernardo Silva ha ora ufficialmente firmato il suo contratto con il Real Madrid, sancendo l’inizio di una nuova e affascinante avventura sportiva nella capitale spagnola. Dopo anni di straordinari trionfi in Inghilterra, il fuoriclasse lusitano ha deciso di cambiare aria, accettando la corte serrata del club più titolato d’Europa. Un’operazione magistrale da parte della dirigenza dei Blancos, capace di assicurarsi uno dei migliori interpreti del ruolo nel panorama calcistico mondiale. Lo riferisce Fabrizio Romano.

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Le cifre e la struttura dell’accordo

Il dettaglio che rende questo affare un vero e proprio capolavoro strategico di calciomercato è senza dubbio la formula del trasferimento. Il talentuoso fantasista, infatti, ha lasciato il Manchester City a parametro zero, svincolandosi definitivamente al termine del suo precedente legame con la compagine inglese. Sbarcato a Madrid senza alcun costo per il cartellino, il centrocampista portoghese ha firmato un contratto di due anni più opzione per una terza stagione. Una scelta dirigenziale oculata, che garantisce alla società spagnola un innesto di enorme qualità tecnica, tutelandosi al tempo stesso con una durata contrattuale flessibile e bilanciata.

La regia tecnica di José Mourinho

Dietro questo prestigioso approdo al Santiago Bernabéu c’è una precisissima indicazione tattica e manageriale. Il giocatore è stato infatti fortemente voluto da José Mourinho. L’esperto tecnico connazionale, tornato alla guida della corazzata madrilena, ha individuato nell’ex Monaco il profilo perfetto per innalzare il tasso di creatività, palleggio ed esperienza del proprio reparto mediano. Il carisma e il fascino dello Special One sono risultati fattori assolutamente decisivi per convincere il trequartista ad abbracciare il progetto del Real Madrid, superando la spietata concorrenza di altri top club europei come Atletico Madrid e Juventus.

L’addio al Manchester City e la nuova sfida nella Liga

La firma con gli spagnoli sancisce il definitivo addio al Manchester City, segnando la fine di un’epoca indimenticabile per la sponda Sky Blue della città. Con la maglia dei Citizens, il portoghese ha sollevato ogni trofeo possibile, diventando un idolo assoluto della tifoseria e un perno insostituibile del ciclo vincente di Pep Guardiola. Ora, però, la sua attenzione è totalmente rivolta alla Liga spagnola. La sua rinomata duttilità tattica gli permetterà di agire sia come mezzala di possesso che come esterno offensivo, fornendo a Mourinho innumerevoli soluzioni per dominare il gioco. Madrid è pronta ad accogliere il suo nuovo Galactico: la corsa verso i prossimi traguardi europei è ufficialmente iniziata.

Zoff consiglia il colpo: «Dibu Martinez fa i balletti ma para come Dio comanda. La Juve è sulla strada giusta, su Berardi…»

Zoff, ex portiere della Juve, ha parlato così del momento vissuto dal club bianconero. Le sue dichiarazioni

Portiere per 11 anni, dal 1972 al 1983, allenatore per due, dal 1988 al 1990: Dino Zoff ha legato il suo nome alla Juventus e oggi la guarda da lontano con affetto. Ecco le sue parole a Tuttosport, in un’intervista esclusiva.

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SEGUE IL MONDIALE «Naturalmente! Anche se siamo solo all’inizio, ho già adocchiato un paio di squadre tra le meno quotate che potrebbero arrivare fino in fondo».

MANCA LA JUVE ALLA NAZIONALE «Direi di sì, ma è solo una parte di un problema più esteso. Non esagererei nell’esaltarlo. La Juve, storicamente, ha sempre rappresentato molto per la nostra nazionale. Negli ultimi anni questo aspetto si è un po’ perso, ma non è mai troppo tardi per rimediare».

FRATTESI, LIBERALI, LEONI «Sono tutti buonissimi giocatori, di prospettiva. Ma la discriminante sta tutta nel capire se possano inserirsi bene nel calcio di Spalletti. Se possano convivere con la base organica della Juve».

LE FONDAMENTA DELLA ROSA «Che sono buone, in ogni zona del campo. Se arriveranno i giusti innesti potranno alzare il livello. Ma credo che la società sia sulla strada giusta per costruire un organico da Champions e, chissà, magari pure da scudetto».

SI ASPETTAVA LA JUVE SESTA «A dir la verità no. Sapevo che non sarebbe stato semplice qualificarsi in Champions. Con Spalletti i bianconeri hanno inscenato una rincorsa notevole, se consideriamo dove si trovavano prima del suo arrivo. Lucio è un grande allenatore e penso che abbia fatto il possibile. Specie con Vlahovic ai box per gran parte della stagione. L’impressione è che non avessero piena consapevolezza della loro forza».

BERARDI HA PERSO IL TRENO PER UNA BIG «Assolutamente no. Nel contesto di una Juve ambiziosa può dire ancora la sua. È un ottimo giocatore e dubito che possa avere problemi a calarsi nella parte».

DIBU MARTINEZ «Alla Juve conta il risultato e i giocatori sono liberi di fare quello che vogliono in campo, a patto che diano il proprio contributo alla causa. Non importa se un portiere è eccentrico o schivo: basta che sappia parare come Dio comanda. E l’argentino ha dimostrato di saperlo fare in Premier come in nazionale. Mi esalta».

VICARIO «Ripeto: non voglio sostituirmi a chi si occupa di mercato perché non ho alcuna qualifica per poterlo fare. L’azzurro certamente mi piace: è un portiere completo e credo che l’esperienza in Inghilterra lo abbia fatto crescere tantissimo».

Luca Zidane a poche ore dal debutto al Mondiale: «L’Algeria? Lo faccio per il nonno, da papà Zizou ricevo consigli preziosi»

Luca Zidane, portiere dell’Algeria e figlio di Zinedine, ha parlato in vista dell’esordio ai Mondiali

Figlio del grande Zinedine, Luca Zidane ha scelto di giocare per l’Algeria e non per la Francia e come tale affronterà l’Argentina campione del mondo nel suo debutto Mondiale. Tuttosport ne ospita le impressioni per quello che sarà un grandissimo appuntamento.

LA SCELTA DELL’ALGERIA «Penso subito a mio nonno in una circostanza come questa. Fin da piccoli, abbiamo avuto una forte influenza culturale algerina in famiglia. Ne ho parlato con lui prima di fare questo passo, quando l’ha saputo era orgoglioso di me. Ogni volta che vado in nazionale mi chiama e mi dice che ho preso una buona decisione. Poterlo rendere felice è molto importante per me. Gli regalerò la mia maglia, sono momenti che non si possono dimenticare».

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HA GIOCATO ALLO STADIUM CON LA NAZIONALE «Giocare nella Juve, in un club così grande, non può che essere un vero piacere. La Juve è la storia, ha un peso enorme nel calcio europeo. Mio padre ha avuto la fortuna di giocare lì e per me è un orgoglio poter seguire le sue orme. Fin da piccolo ne sento parlare, era qualcosa che faceva parte della nostra storia familiare. Ero già stato allo Stadium col Real Madrid, ma non avevo giocato. Aspettavo da tanto un momento come quello, ma ora guardo avanti e penso all’Argentina, il debutto che attendiamo da tempo».

L’OBIETTIVO «Cerchiamo di fare un passo per volta: prima pensiamo all’Argentina. Poi vedremo strada facendo che tipo di cammino faremo. Siamo tutti competitivi, vogliamo dare il massimo per portare l’Algeria più in alto possibile».

IL RUOLO DEL PADRE «Mi ha sempre dato consigli preziosi. Per lui è un piacere vedere che sto costruendo mattoncino dopo mattoncino la mia carriera e per me è importante avere tutto il suo sostegno. Ha vissuto momenti anche complessi nel calcio e cerco di imparare dalla sua esperienza, sempre preziosa per un ragazzo come me».

Canada ad immagine e somiglianza della Juventus: David stecca all’esordio Mondiale. Quella speranza che riscrive il futuro – VIDEO di Marco Baridon

David delude con il Canada come alla Juventus: esordio Mondiale da dimenticare. E il futuro sembra scritto – VIDEO di Marco Baridon

Oltreoceano non arrivano buone news Juventus, specialmente riguardo la situazione legata a Jonathan David, che si fa sempre più spinosa. L’attaccante ha steccato clamorosamente la sua prima apparizione al Mondiale con la maglia del Canada, non andando oltre un modesto pareggio per 1-1 contro la selezione della Bosnia. Questa prestazione decisamente opaca rappresenta un duro colpo non solo per le ambizioni di qualificazione della sua nazionale, ma anche per le precise strategie finanziarie e sportive della Juventus in vista dell’imminente sessione estiva di calciomercato.

Un esordio internazionale da dimenticare

L’ombra del bomber ammirato in passato sembra ormai un lontano ricordo. Durante la gara inaugurale della competizione iridata, la punta di diamante nordamericana ha palesato le medesime criticità tattiche che hanno caratterizzato i suoi ultimi mesi. Il calciatore è apparso totalmente isolato dal gioco di squadra, mostrando una preoccupante mancanza di lucidità negli ultimi sedici metri. A pesare in modo negativo sul giudizio complessivo è soprattutto un clamoroso errore a tu per tu con il portiere avversario: un’occasione sprecata che certifica un momento di profondo appannamento psicofisico. JD ha vanificato una chance colossale all’interno dell’area di rigore, confermando una pericolosa involuzione tecnica.

Ultime Notizie Serie A: tutte le novità del giorno sul massimo campionato italiano

Il bilancio in Serie A e la caccia ai sostituti

Questo grave passaggio a vuoto sul palcoscenico globale non fa che ricalcare l’annata ampiamente insufficiente vissuta all’ombra della Mole. I tifosi non hanno mai avuto il privilegio di ammirare quel giocatore capace di siglare oltre 100 gol durante la sua militanza nel campionato francese, al Lille. La sua esperienza in Italia si è rivelata ampiamente sotto le aspettative e, vista la crisi senza fine, la dirigenza della Vecchia Signora ha ormai preso la decisione definitiva: le strade vanno verso la separazione. Il club sta infatti setacciando l’Europa alla ricerca di alternative per il reparto offensivo. I profili maggiormente accreditati per rimpiazzare il partente sono attualmente quelli di Alexander Sorloth e Randal Kolo Muani, ritenuti i tasselli perfetti per dare nuova linfa all’attacco.

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Qatar e Svizzera: le ultime speranze per il bilancio

Nonostante la rottura appaia ormai indirizzata, i vertici juventini nutrono ancora una speranza legata al torneo in corso. L’auspicio ai piani alti della Continassa è che David riesca a ritrovare lo smalto perduto nelle prossime due decisive sfide del girone eliminatorio contro Qatar e Svizzera. Una reazione d’orgoglio e qualche segnale importante risulterebbero infatti fondamentali per attrarre pretendenti e stimolare offerte concrete (sopra i 30 milioni). Solo attraverso una cessione remunerativa il club potrà sbloccare il tesoretto necessario per affondare il colpo sui nuovi innesti desiderati.

Ruben Amorim è il nuovo allenatore del Milan, firma arrivata e dettagli dell’accordo tra il portoghese e il Diavolo

Ruben Amorim al Milan, è lui il nuovo allenatore: il tecnico ha firmato con i rossoneri, ecco tutti i dettagli

Inizia ufficialmente una nuova ed entusiasmante era sportiva per il Milan. La dirigenza rossonera ha infatti concluso l’iter formale per affidare la guida tecnica della prima squadra a Ruben Amorim, che diventa a tutti gli effetti il nuovo allenatore del Diavolo. L’intesa, che era già stata concordata verbalmente nelle scorse giornate, è ora stata ratificata a livello documentale, chiudendo definitivamente la ricerca dell’erede per la panchina milanista.

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L’accordo definitivo e la chiusura della burocrazia

A svelare la tanto attesa fumata bianca ci ha pensato Fabrizio Romano. I vertici societari di Via Aldo Rossi hanno completato con successo l’intera trafila burocratica necessaria per assicurarsi le prestazioni del brillante manager lusitano. Nelle ultime ore, infatti, è arrivato il via libera definitivo attraverso l’apposizione della firma sui documenti, sigillando così un matrimonio tecnico fortemente voluto da entrambe le parti per rilanciare le ambizioni della compagine lombarda.

I dettagli economici: stipendio e durata del contratto

La struttura dell’intesa economica rispecchia in modo fedele la pianificazione strategica elaborata dal management. L’obiettivo della dirigenza era quello di garantire stabilità al nuovo progetto tecnico, mantenendo al contempo una preziosa flessibilità contrattuale in vista degli anni a venire. A rivelare i termini esatti dell’operazione è stato proprio il giornalista sportivo, delineando il quadro completo della trattativa:

«Ruben Amorim ha appena firmato in via telematica il suo contratto da nuovo allenatore del Milan. Durata confermata: 2 anni, opzione per il terzo, poco più di 3 milioni netti a stagione più bonus».

Il comunicato ufficiale e la rivoluzione tattica

Conclusa la moderna procedura di sottoscrizione digitale del contratto, l’intero ambiente calcistico attende unicamente la diramazione del comunicato ufficiale da parte della società. L’importante investimento economico sostenuto dal club testimonia l’assoluta fiducia riposta nel tecnico portoghese, considerato l’uomo giusto per aprire un ciclo vincente.

La dirigenza ha scelto l’ex allenatore dello Sporting con uno scopo ben preciso: avviare una radicale rivoluzione tattica e infondere una mentalità dominante all’interno dello spogliatoio. Ora non resta che attendere il giorno del raduno estivo, momento in cui il nuovo condottiero inizierà a plasmare il Milan a sua immagine e somiglianza per affrontare da protagonista le imminenti sfide stagionali.

I Mondiali di Simon Kuper: l’impatto di Trump, la geopolitica e l’iper-mercificazione del calcio

Il giornalista Simon Kuper analizza il torneo negli USA: dagli stadi mezzi vuoti per il caro biglietti alle critiche alla FIFA di Gianni Infantino

Il giornalista e studioso Simon Kuper, autore del recente libro “World Cup Fever“, traccia un bilancio netto delle prime fasi dei Mondiali, evidenziando luci e ombre di un torneo profondamente intrecciato con dinamiche politiche ed economiche. La Stampa ha ospitato la sua analisi

Lo spettacolo sul campo e la crisi degli spalti

Dal punto di vista puramente sportivo, Kuper elogia con sorpresa l’attitudine offensiva delle squadre, un gradito cambio di rotta rispetto ai noiosi tatticismi difensivi visti in molti tornei precedenti. Tuttavia, il rovescio della medaglia è rappresentato dalle tribune: gli stadi mezzi vuoti confermano che i prezzi eccessivi dei biglietti e l’iper-mercificazione del calcio stanno progressivamente allontanando i veri tifosi.

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Il “Mondiale MAGA” e il ruolo di Trump

Kuper definisce senza mezzi termini questa edizione come i “Mondiali MAGA“, considerandoli coerenti con la retorica dell’attuale amministrazione americana. Sebbene Donald Trump non si sia ancora palesato negli stadi—situati prevalentemente in città a guida democratica dove rischierebbe i fischi—ha già raggiunto il suo scopo politico. Le severe azioni della polizia di frontiera, che hanno causato respingimenti e ritardi per arbitri, giocatori e squadre, servono a riaffermare su scala globale il suo duro messaggio contro l’immigrazione.

A fargli da sponda, secondo lo scrittore, c’è il presidente della FIFA Gianni Infantino. Kuper lo descrive come un leader che “gestisce la FIFA allo stesso modo autoritario” degli autocrati che tanto ammira, criticandolo aspramente per non aver difeso un arbitro somalo respinto al confine e per le sue battute fuori luogo sull’allargamento del torneo.

Geopolitica in campo e il dibattito italiano

La presenza contemporanea di Stati Uniti e Iran è, per Kuper, la prova del periodo storico “folle e malsano” in cui viviamo. La nazionale iraniana, confinata in Messico e costretta a faticose trasferte per sfuggire a un clima teso (con la diaspora che non riconosce la squadra come propria), dimostra come il Mondiale agisca da lente d’ingrandimento sulle realtà sociopolitiche globali.

Confrontando le nazionali, lo studioso nota come la Francia multietnica e l’Italia “autarchica” riflettano le rispettive composizioni sociali del Paese. Riguardo alla perdurante crisi azzurra, Kuper smonta la teoria secondo cui i troppi stranieri in Serie A danneggino la Nazionale: citando l’esempio della Premier League britannica, sostiene che l’apertura agli stranieri costringe i giocatori locali a migliorarsi affrontando una concorrenza più agguerrita.

Il business americano vs. l’anima del calcio

L’espansione del torneo a 48 squadre e il caro biglietti si scontrano frontalmente con la tradizione calcistica. Mentre negli Stati Uniti lo sport è culturalmente permeato da un “ethos affaristico” accettato dal pubblico, nel calcio globale elitizzare l’accesso agli stadi per assistere a partite iniziali di basso valore tecnico finisce per svilire la competizione stessa.

Eppure, nonostante le pesanti ingerenze politiche e le logiche commerciali, Kuper chiude con un messaggio di ottimismo: «Quando l’arbitro fischia l’inizio della partita non contano più Trump o Infantino, solo la qualità delle squadre e del gioco». Come tifosi, ci attende comunque un mese di grande calcio da godere.

«Un doppio salto nel vuoto»: la dura sentenza di Capello sul nuovo Milan di Amorim

L’ex tecnico rossonero, Fabio Capello, analizza la scelta dell’allenatore portoghese, il mercato e il futuro di Leao e Modric

Ex allenatore del Milan, nel quale ha fatto anche una parte della sua carriera da giocatore, Fabio Capello è opinionista fisso de La Gazzetta dello Sport. Come tale, non poteva esimersi dal commentare la clamorosa decisione del club di affidarsi ad Amorim dopo avere sondato diversi altri profili.

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LA SCELTA «Ho sentito tantissimi nomi, tutti diversi tra loro. Nazionalità, stile di gioco, idee. Credo sia il manifesto della confusione che aleggia in casa Milan. L’Amorim visto a Lisbona mi aveva convinto, certo si deve considerare anche il lavoro fatto a Manchester. Non so, mi sembra un po’ tutto lasciato al caso».

CI SONO STATI FINORA DUE AMORIM «Eh… sì. Dovranno spiegargli che il Milan è un club con una storia da onorare e rispettare. E che bisogna portare risultati all’altezza. Allo United non è riuscito a entrare nella testa dei giocatori, al Milan dovrà riuscirci. Poi, la differenza la faranno anche gli uomini che avrà a disposizione. Posso dire che è un salto nel vuoto per entrambi. I rossoneri prendono un allenatore che non conosce il campionato e lui… deve riscattarsi dopo un’esperienza fallimentare».

PUO’ PAGARE LA POCA CONOSCENZA DEL NOSTRO CAMPIONATO «Sì… e credo anche che in Inghilterra sia stato quello uno dei fattori negativi. È molto diverso se una squadra la conosci o se l’hai vista solamente in video. Cambia tutto. È differente l’approccio che hai alle partite e pure al mercato, così come il modo di prepararle. Per questo penso che sia un po’ un azzardo, ma vedremo tra qualche mese…».

CHE MILAN SI ASPETTA «Auguro ad Amorim di tornare quello dello Sporting. Dovrà avere coraggio, imporsi e far valere le sue idee. Penso che poi servano acquisti all’altezza del Milan: mi aspetto un centrale di difesa, una mezzala, un esterno sinistro e un centravanti. Non bisogna spendere tanto per farlo, servono grandi giocatori per ritornare a vincere. Resta un dubbio: con chi parla Amorim? Mi sembra che ci sia un bel po’ di confusione sui ruoli…».

DS E DT TEDESCHI «Penso che pasteggeremo con la birra e chiuderemo il pasto con un buon Porto! Scherzi a parte, non ho un’opinione chiara perché non li conosco. Mi sorgono un po’ di dubbi dal momento che si dovranno ambientare e sbarcheranno su un pianeta nuovo. Chissà. Lasciatemi avere qualche perplessità, almeno per ora».

CHI COMANDA «Sento parlare di tante riunioni, molti nomi e idee confuse. Chi comanda? Chi prende le decisioni? Chi sta facendo il mercato? Ci sono tanti punti interrogativi, come vede. Non c’è programmazione. Sembra tutto fatto alla rinfusa».

LEAO PUO’ RESTARE «Non so, soprattutto dopo le dichiarazioni fatte negli ultimi giorni. Penso che indipendentemente da chi ci sia in panchina Rafa debba tornare quello di due anni fa. Deve lavorare sulla testa e sul suo atteggiamento. Se non cambierà, la storia sarà sempre la stessa. Al Milan ma anche da un’altra parte».

MODRIC «Luka deve restare, pure senza Champions. È un esempio, una guida per tutta la squadra. Anche per l’allenatore può essere fondamentale. Servirà a tirare fuori il meglio dai compagni. I leader sono così, maestri e riferimenti. È serissimo, intelligente e completo. Il nuovo Milan deve ripartire anche da lui».

Mondiali, polemica sul Var Evans: la FIFA indaga e poi lo assolve dopo il gesto di presunta natura nazista in tv

Mondiali, polemica sul Var Evans: la FIFA indaga e poi lo assolve dopo il gesto di presunta natura nazista in tv. La ricostruzione

Nuova polemica ai Mondiali. Al centro del caso è finito Shaun Evans, arbitro Var australiano, finito nel mirino dopo quanto accaduto prima della sfida tra Germania e Curaçao. Durante il collegamento televisivo dalla sala Var, il direttore di gara avrebbe mostrato un gesto ritenuto da alcuni riconducibile ad ambienti neonazisti e di estrema destra. La FIFA, preso atto della segnalazione, avrebbe inizialmente aperto un’indagine interna, come confermato da alcune fonti a The Athletic, per poi assolvere il fischietto 38enne.

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Mondiali, cosa è successo prima di Germania-Curaçao

Prima della partita, come previsto dal protocollo televisivo, la regia ha inquadrato la sala Var. In quel momento Evans, in piedi con il braccio lungo il fianco, ha mimato con le dita della mano destra un segno simile all’«OK» rovesciato, unendo pollice e indice con la mano capovolta e lasciando le altre dita distese.

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A segnalare l’episodio è stato il Fare Network, organizzazione che collabora con la FIFA per monitorare e denunciare comportamenti discriminatori. Secondo Fare, quel gesto sarebbe associato a simboli usati da ambienti suprematisti bianchi, perché nella sua forma richiamerebbe le lettere W e P, riferimento a «White Power». Il segno è inoltre presente nella lista dei simboli d’odio dell’Anti-Defamation League.

Mondiali, la spiegazione di Evans e la decisione FIFA

Dopo un primo silenzio, lo stesso Evans ha chiarito la propria posizione con una nota ufficiale: «Non ho fatto quel gesto intenzionalmente e non volevo comunicare alcun messaggio. L’unica spiegazione che posso dare è che si sia trattato di un gesto involontario». Una spiegazione che ha portato poi anche la FIFA a pronunciarsi sul caso.

La Disciplinare ha infatti comunicato: «Nessuna evidenza che abbia violato il codice Fifa». Una decisione che ha chiuso, almeno sul piano formale, le richieste di un possibile allontanamento dell’arbitro dalla competizione.

Evans è un direttore di gara esperto: ha debuttato nel 2008, è stato premiato come miglior arbitro della A-League nella stagione 2018/19 ed era già stato selezionato per i Mondiali quattro anni fa come addetto al Var.

Dopo l’episodio, la FIFA avrebbe modificato il protocollo di regia: nelle gare successive, gli arbitri Var non sono più stati inquadrati frontalmente in posa, ma ripresi mentre analizzano i monitor di gioco.

Chi è Renard, dall’impresa contro l’Argentina ai Mondiali del 2022 alla nuova missione con la Tunisia

Chi è Renard, dall’impresa contro l’Argentina ai Mondiali del 2022 alla nuova missione con la Tunisia: è lui il sostituto di Lamouchi come ct

La Tunisia cambia commissario tecnico a Mondiali 2026 in corso. Dopo la pesante sconfitta all’esordio contro la Svezia, la Federazione tunisina ha scelto di interrompere il rapporto con Sabri Lamouchi, protagonista di un avvio estremamente complicato sulla panchina delle Aquile di Cartagine. Una decisione clamorosa, ma maturata rapidamente dopo il ko che ha aperto il torneo e alimentato dubbi profondi sulla gestione tecnica della squadra.

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L’annuncio è arrivato attraverso un comunicato ufficiale della Federazione: «La Federazione calcistica tunisina annuncia la risoluzione consensuale del rapporto contrattuale con il commissario tecnico Sabri Lamouchi e gli augura il meglio per i suoi futuri successi professionali». Una formula diplomatica per chiudere un’esperienza durata poco e terminata nel momento più delicato possibile: durante una competizione internazionale.

Tunisia, Renard nuovo ct fino al termine dei Mondiali

Lamouchi screen conferenza

Il sostituto sarà Hervé Renard, tecnico francese con grande esperienza nel calcio africano e internazionale. L’ufficialità è arrivata in questi minuti con una nuova nota della nazionale: «La Federazione tunisina di calcio annuncia la nomina di Hervé Renard come commissario tecnico della Nazionale fino al termine dei Mondiali 2026. L’allenatore inizierà il proprio incarico a partire dalla serata di oggi, mantenendo le stesse condizioni economiche. L’accordo prevede inoltre l’apertura di una trattativa al termine della partecipazione ai Mondiali, con l’obiettivo di avviare una collaborazione a lungo termine basata su precisi traguardi sportivi. Il nuovo commissario tecnico terrà un incontro con la stampa presso il campo di allenamento, mezz’ora prima dell’inizio della seduta».

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Per la Tunisia si tratta di una scelta forte: affidarsi a un allenatore abituato ai tornei brevi, capace di incidere rapidamente sui gruppi e di lavorare in contesti complessi.

Tunisia, chi è Hervé Renard: trofei e imprese internazionali

Hervé Renard, nato il 30 settembre 1968 ad Aix-les-Bains, è uno degli allenatori più riconoscibili del calcio internazionale. La sua carriera è legata soprattutto alle nazionali africane. Dopo le prime esperienze tra Draguignan, Cambridge United, Nam Dinh e Cherbourg, ha iniziato il proprio percorso ad alto livello come assistente di Claude Le Roy nel Ghana.

Il primo grande capolavoro arriva nel 2012, quando guida lo Zambia alla vittoria della Coppa d’Africa, primo titolo continentale nella storia della nazionale. Nel 2015 si ripete con la Costa d’Avorio, diventando il primo tecnico capace di vincere la competizione con due selezioni diverse.

Dal 2016 al 2019 ha guidato il Marocco, portandolo al Mondiale 2018, poi nel 2019 è passato all’Arabia Saudita. Proprio con i sauditi ha firmato una delle imprese più iconiche del calcio moderno: il successo per 2-1 contro l’Argentina di Lionel Messi nel match inaugurale del Mondiale 2022, contro la squadra poi diventata campione del mondo.

Dopo l’esperienza con la Francia femminile e il ritorno in Arabia Saudita, Renard riparte ora dalla Tunisia. La missione è complicata, ma il suo profilo da specialista dei tornei può rappresentare la scossa necessaria per provare a raddrizzare un Mondiale iniziato nel peggiore dei modi.

Il Tottenham piomba su Tonali! De Zerbi spinge per il colpo: gli Spurs preparano l’assalto al Newcastle

Il Tottenham piomba su Tonali! De Zerbi spinge per il colpo: gli Spurs preparano l’assalto al Newcastle. Il punto sulla trattativa

News calciomercato: Sandro Tonali è il grande desiderio di Roberto De Zerbi per il nuovo Tottenham. Dopo aver evitato la retrocessione accettando la panchina degli Spurs nel finale di stagione, il tecnico italiano sta già lavorando alla ricostruzione della squadra in vista della prossima annata. L’obiettivo è cambiare identità al club londinese, partendo da un centrocampo più tecnico, intenso e adatto alle sue idee di gioco.

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Dopo le indiscrezioni legate a Nicolò Fagioli della Fiorentina, il Tottenham avrebbe messo nel mirino un altro profilo italiano: Tonali, oggi al Newcastle e tornato protagonista dopo la squalifica della stagione 2023/24. Il centrocampista della Nazionale italiana è seguito da tempo da diverse big inglesi, in particolare Manchester City e Manchester United, ma nelle ultime ore sarebbe proprio il club del Nord di Londra ad aver mosso i passi più concreti.

Tonali Tottenham, il giocatore apre alla destinazione

Secondo quanto riportato da Fabrizio Romano e Matteo Moretto, lo stesso Tonali sarebbe aperto alla possibilità di trasferirsi al Tottenham dopo tre stagioni al Newcastle. Per il centrocampista si tratterebbe di un nuovo passaggio importante della carriera, in un progetto tecnico nel quale potrebbe diventare il riferimento assoluto della mediana.

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De Zerbi vorrebbe affidargli le chiavi del centrocampo, costruendo intorno a lui una squadra più coraggiosa, aggressiva e orientata al possesso. Un profilo come Tonali, per caratteristiche, intensità e conoscenza del calcio europeo, rappresenterebbe un rinforzo ideale per il nuovo corso degli Spurs.

Tonali Tottenham, Newcastle valuta alto il centrocampista

La trattativa, però, si preannuncia complessa. Il Newcastle ha già realizzato una cessione importante con Anthony Gordon, passato al Barcellona per 70 milioni di euro più 10 di bonus. Proprio per questo i Magpies non avrebbero necessità di abbassare le pretese per Tonali.

Acquistato dal Milan per circa 59 milioni di euro, il centrocampista oggi avrebbe una valutazione superiore. Il Newcastle potrebbe chiedere una cifra molto alta, forse vicina ai 100 milioni, per lasciarlo partire. Il Tottenham osserva, De Zerbi spinge: il dossier Tonali può diventare uno dei più caldi dell’estate.

Stadio Roma, Pietralata fa un passo avanti: avviata la Conferenza dei Servizi

Stadio Roma, Pietralata fa un passo avanti: avviata la Conferenza dei Servizi. Le prossime tappe per la costruzione dell’impianto

Il progetto del nuovo stadio della Roma a Pietralata compie un passaggio fondamentale. Secondo quanto riportato da La Gazzetta dello Sport, l’avvio della Conferenza dei Servizi rappresenta un nuovo avanzamento nell’iter per la realizzazione dell’impianto giallorosso, considerato strategico non solo per il club, ma anche per la candidatura italiana a Euro 2032.

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I tempi restano molto stretti. Entro metà settembre, infatti, il dossier sugli impianti dovrà essere inviato a Nyon per la valutazione delle strutture e per garantire che possano essere cantierabili entro marzo 2027. Proprio per questo, l’ordinanza firmata dal commissario straordinario Massimo Sessa assume un peso rilevante: l’obiettivo è accelerare la procedura di valutazione e approvazione del Progetto di Fattibilità tecnico-economica già presentato dalla Roma.

Stadio Roma, l’ordinanza accelera l’iter

Il provvedimento permette di coordinare le norme esistenti e ridurre alcuni termini procedurali. Il ministro per lo Sport e i giovani Andrea Abodi ha commentato così: «Un’ordinanza che rappresenta un passaggio decisivo per semplificare e accelerare l’iter relativo alla realizzazione dello stadio di Pietralata – ha commentato Andrea Abodi, ministro per lo Sport e i giovani – un’opera dichiarata di interesse strategico nazionale e inserita anche tra gli interventi funzionali all’organizzazione di Euro 2032».

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L’ordinanza riduce a 90 giorni complessivi l’intero procedimento per l’autorizzazione unica, compresa la Valutazione di Impatto Ambientale, rispetto ai tempi ordinari che possono superare i sei mesi.

Stadio Roma, i prossimi passaggi

Il nuovo calendario prevede cinque giorni per verificare la completezza della documentazione, altri cinque per eventuali integrazioni, trenta per osservazioni e verifiche tecniche, ulteriori trenta per controdeduzioni e dieci per la seduta conclusiva della Conferenza. Altri dieci giorni serviranno presumibilmente al commissario per armonizzare i provvedimenti.

Anche il sindaco Roberto Gualtieri ha sottolineato l’importanza del passaggio: «L’avvio della Conferenza dei Servizi è un passaggio fondamentale per lo stadio – dice il sindaco di Roma Roberto Gualteri – Una struttura che sarà moderna, sostenibile e pienamente integrata con il territorio. Continueremo a lavorare tutti insieme con l’obiettivo di realizzare un’opera strategico anche per Euro 2032».

Per la Roma e per il progetto di Pietralata, ora l’iter entra davvero nel vivo.

Cambiaso Juventus, futuro da monitorare: dopo il Barcellona anche il Chelsea sul laterale bianconero

Il futuro di Andrea Cambiaso potrebbe essere lontano dalla Juventus: dopo le voci sull’interesse del Barcellona, arrivano quelle del Chelsea

Il futuro di Andrea Cambiaso potrebbe diventare uno dei temi più caldi del calciomercato della Juventus. Le ottime prestazioni offerte dal laterale azzurro hanno inevitabilmente attirato l’attenzione di diversi top club europei, pronti a valutare un possibile assalto nelle prossime settimane. Secondo quanto riportato dalle ultime news Juventus de La Gazzetta dello Sport, il Barcellona è stata la prima società a muoversi concretamente per sondare il terreno, individuando nel giocatore bianconero un profilo ideale per rinforzare la corsia difensiva.

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La Juventus considera Cambiaso un elemento importante del proprio progetto tecnico, grazie alla sua duttilità e alla capacità di interpretare più ruoli sulle fasce. Tuttavia, davanti a una proposta economica particolarmente importante, la posizione del club potrebbe essere rivalutata. La dirigenza non avrebbe intenzione di svendere il calciatore, ma le dinamiche del mercato internazionale possono cambiare rapidamente gli scenari.

Cambiaso Juventus, l’effetto domino dopo Cucurella

A incidere sul futuro di Cambiaso potrebbe essere anche il trasferimento di Marc Cucurella dal Chelsea al Real Madrid. Un’operazione che rischia di generare un effetto domino importante sul mercato dei terzini sinistri. Il club londinese, infatti, avrebbe ora la necessità di individuare un sostituto di alto livello e il nome dell’ex Genoa sarebbe finito in cima alla lista dei profili monitorati.

Il nuovo allenatore dei Blues, Xabi Alonso, apprezzerebbe molto le qualità tecniche e tattiche del laterale bianconero. Cambiaso può giocare su entrambe le corsie, garantisce spinta, qualità nel palleggio e intelligenza nelle letture: caratteristiche che lo rendono un profilo particolarmente moderno e adatto a contesti di alto livello.

Cambiaso Juventus, servirà un’offerta importante

La situazione resta in evoluzione e le prossime settimane saranno decisive per capire se il Chelsea passerà dal semplice interesse a un’offerta ufficiale. La Juventus non chiude a priori alla possibilità di una cessione, ma per far vacillare il club servirà una proposta davvero significativa.

Un eventuale addio di Cambiaso potrebbe garantire una plusvalenza rilevante e permettere ai bianconeri di reinvestire in altri reparti. Per ora i dialoghi restano sullo sfondo, ma il mercato estivo è pronto a entrare nel vivo.

Nasce il nuovo Milan di Amorim: modulo, idee e giocatori chiave

Nasce il nuovo Milan di Amorim: modulo, idee e giocatori chiave. Tutto ciò che c’è da sapere su come potrebbero giocare i rossoneri

News Milan – Il nuovo corso targato Ruben Amorim prende forma attorno a concetti molto chiari: intensità, verticalità, pressione alta e ricerca immediata del recupero palla. Secondo quanto analizzato da La Gazzetta dello Sport, il tecnico portoghese porterà a Milanello un’idea di calcio molto diversa rispetto a quella vista con Massimiliano Allegri, con il 3-4-2-1 e il 3-4-3 come sistemi di riferimento.

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La filosofia di Amorim è offensiva e moderna: la squadra deve iniziare a difendere nella metà campo avversaria, correndo in avanti e cercando di riconquistare il pallone nel minor tempo possibile. Un cambio netto di prospettiva per il Milan, chiamato però a costruire una rosa adatta a sostenere questo tipo di calcio. In questo momento, tra scadenze, possibili partenze e dubbi legati alla rivoluzione societaria, il gruppo rossonero resta ancora un cantiere aperto.

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Amorim Milan, difesa a tre e ruolo centrale di Pavlovic

Pavlovic 16 06
Amorim Milan, difesa a tre e ruolo centrale di Pavlovic – CalcioNews24.com

Uno dei giocatori che potrebbe beneficiare maggiormente dell’arrivo di Amorim è Strahinja Pavlovic. Il difensore serbo è considerato una delle basi da cui il club vuole ripartire e il sistema a tre potrebbe esaltarne caratteristiche fisiche e aggressività. Con Allegri è cresciuto molto, ma in una linea a quattro il suo rendimento avrebbe potuto generare più interrogativi.

Il problema principale riguarda però la costruzione dal basso. Il calcio di Amorim richiede difensori centrali capaci di impostare con qualità. Matteo Gabbia può garantire affidabilità, mentre Fikayo Tomori non ha nella tecnica la propria arma migliore. Per questo il mercato potrebbe diventare decisivo, con Koni De Winter tra i profili che potrebbero avere maggiori chance nel nuovo scenario.

Amorim Milan, esterni aggressivi e trequarti tecnica

Nel sistema del tecnico portoghese gli esterni hanno un peso fondamentale. Devono spingere, creare superiorità e diventare quasi attaccanti aggiunti. In questo senso Alexis Saelemaekers potrebbe trovare una collocazione ideale, mentre sull’altra corsia resta da capire la situazione di Bartesaghi e quella di Estupinan.

A centrocampo, Jashari rappresenta un profilo interessante per età, intensità e capacità di unire quantità e gestione del pallone. Sulla trequarti, invece, l’ipotesi con Christian Pulisic e Christopher Nkunku alle spalle della punta appare particolarmente intrigante: entrambi sanno muoversi tra le linee e interpretare gli spazi intermedi, zona chiave nel calcio di Amorim.

Amorim Milan, il nodo Leao resta aperto

Il grande tema resta Rafael Leao. Il portoghese vorrebbe lasciare il Milan e il club sarebbe disposto a cederlo davanti a un’offerta importante, intorno ai 50 milioni di euro. Al momento, però, proposte concrete a quelle cifre non sarebbero arrivate.

Se Leao dovesse restare, Amorim potrebbe anche provare a inserirlo in un 3-4-3, chiedendogli movimenti più interni e maggiore partecipazione collettiva. Sarebbe una suggestione, ma non un’ipotesi da scartare del tutto. Il nuovo Milan è ancora da costruire, ma l’idea tattica è già chiara: più ritmo, più aggressività e un’identità completamente nuova.

Le prime pagine dei quotidiani sportivi – 16 giugno 2026

Le prime pagine dei quotidiani sportivi di oggi in edicola: Tuttosport, Corriere dello Sport e La Gazzetta dello Sport. I dettagli

Sono decine di migliaia le copie vendute tutte le mattine in edicola, ma un’anteprima dei principali contenuti può essere consultata già dalla sera precedente. Ecco, allora, le prime pagine dei Quotidiani Sportivi di oggi in edicola. Tuttosport, Corriere dello Sport e La Gazzetta dello Sport rappresentano i principali quotidiani sportivi in Italia.

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Pagelle Belgio Egitto: Salah faro, personalità Ashour. Delude Doku – TOP E FLOP

Pagelle Belgio Egitto: i voti e i giudizi ai protagonisti del match, valido per la prima giornata dei Mondiali 2026

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I Top

  • Emam Ashour (Egitto): assoluto protagonista per i Faraoni. Sblocca la gara al 19′ con un missile dal limite imparabile per Courtois e si fa notare per il grande dinamismo, ripiegando con ottime chiusure anche in fase difensiva. Sfiora persino la doppietta nella ripresa, dove invece non è altrettanto preciso e calcia addirittura in fallo laterale. In ogni caso, grande personalità.
  • Thibaut Courtois (Belgio): se il Belgio resta in partita fino al pareggio, gran parte del merito è del suo portiere. Si supera con interventi provvidenziali nel primo tempo (su Zico e Marmoush) e tiene a galla i suoi anche nella ripresa respingendo un colpo di testa insidioso di Salah con uno stile non ortodosso, inconsueto per uno come lui
  • Mohamed Salah (Egitto): il faro della manovra offensiva egiziana. Fornisce l’assist al bacio per il gol di Ashour, sfiora la rete di testa ed è una spina nel fianco costante in contropiede fino al momento della sua sostituzione, salutata dal pubblico con vari cartelli che inneggiano al suo compleanno. Di giocatori capaci di fare cambi di gioco in velocità come lui non ce ne sono molti.
  • Mostafa Shobeir (Egitto): Ii portiere egiziano risponde colpo su colpo al collega belga. Decisivo all’81’ quando con la mano sinistra compie un “paratone” sul colpo di testa a botta sicura di Mechele, salvando l’1-1.

I Flop

  • Amadou Onana e Timothy Castagne (Belgio): entrambi vengono sostituiti al 56′ da Rudi Garcia perché considerati tra i peggiori in campo. Onana commette diversi e gravi errori in fase di impostazione, mentre Castagne rimedia subito un cartellino giallo per fermare le ripartenze avversarie e va in costante affanno.
  • Thomas Meunier (Belgio): una prestazione da dimenticare. Commette numerosi errori tecnici e di posizionamento che fanno spazientire visibilmente il ct Rudi Garcia.
  • Jeremy Doku (Belgio): si accende a sprazzi procurando qualche fallo, ma pesa come un macigno il gol clamorosamente divorato allo scadere del primo tempo: tutto solo in area, calcia malissimo sparando il pallone in curva. Meglio nella ripresa quando conquista diverse punizioni posizionato al centro dell’attacco. Si sono viste, comunque, versioni migliori di lui, più effervescenti ed efficaci.
  • Mohamed Hany (Egitto): fino al 65′ gioca un’ottima gara contenendo bene Doku, ma rovina tutto con la sfortunata deviazione nella propria porta. Nel tentativo di anticipare il neo-entrato Lukaku, inganna Shobeir e regala il pareggio al Belgio. Colpevole, ma assolvibile…

Belgio Egitto, la partita di De Ketelaere: il focus sulla prestazione del trequartista

Belgio Egitto, la partita di De Ketelaere: ecco l’analisi completa della prestazione del trequartista nella gara d’esordio al Mondiale 2026

Uno dei protagonisti annunciati di Belgio Egitto, la gara del primo turno del gruppo G al Mondiale 2026, è senza dubbio Charles De Ketelaere, autore di una stagione altalenante quest’anno con la maglia dell’Atalanta. Ecco la nostra analisi sulla sua partita.

PRIMO TEMPO

L’atalantino viene schierato da Garcia come punta centrale nel 4-2-3-1. Dopo 2 minuti tocca il primo pallone su un lancio in profondità, tenta un colpo di tacco senza successo. Al 6′ va a fare una sponda aerea per Doku. Al 10′ CDK ritenta un colpo di tacco e stavolta riesce a servire bene Trossard. Al 12′ lancio di Courtois, De Ketelatere vince il duello su Yasser, ma l’egiziano riesce a recuperare. Tendenzialmente l’attaccante belga viene cercato sulle rimesse laterali. Al 31′ prova ad allargarsi sulla destra, viene fermato in maniera decisa. Poco dopo su un tocco di testa in area di Tielemans tenta un improbabile aggancio di tacco. Al 37′ CDK prova a venire incontro per cercare un nuovo spazio dove rendersi utile con piccole sponde. Al 39′ un suo ottimo recupero su Salah avvia un’azione tambureggiante del Belgio, deciso ad ottenere il pareggio prima dell’intervallo. Al 43′ viene colpito da una conclusione di De Bruyne da fuori area, quasi un simbolo della gara deficitaria del Belgio. Un minuto dopo lavorta benissimo un pallone sullo stretto e lo fa passare con un cucchiaio. Al 46′ in area stoppa di coscia e apparecchia per Doku, conclusione altissima del compagno da posizione favorevole. Un brivido all’ultimo secondo, quando un suo colpo di testa anticipa Courtois in un corner dell’Egitto che stava creando un pericolo.

SECONDO TEMPO

Garcia cambia posizione a De Ketelaere, spostando Doku a prima punta e mettendo il numero 17 un passo indietro, sulla trequarti. Al 51′ come d’abitudine si fa trovare pronto per la spizzata di testa su lancio di Courtois. Al 54′ libera l’area di testa su un corner egiziano sul primo palo. Al 57′ prende un fallo nella propria metà campo in fase di protezione palla. Successivamente tenta un tocco d’esterno partendo molto defilato dalla destra, si conferma che finora non è la sua giornata migliore. Al 65′ ancora una volta svetta nel gioco aereo in difesa, un contributo continuo che ha dato. La sua gara termina qui: Garcia punta su Lukaku per provare a rimediare allo svantaggio e Big Rom partecipa immediatamente alla rete dell’1-1! CDK viene bocciato e non solo perché il suo cambio è decisivo. Non ha mai calciato una volta, ha toccato 44 volte il pallone, gli è riuscito solo un dribbling su 3 tentati.

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Moviola Belgio Egitto: gli episodi dubbi del match diretto da Abatti

Moviola Belgio Egitto: gli episodi dubbi del match, valido per la prima giornata dei Mondiali 2026

Moviola Belgio Egitto: gli episodi dubbi del match diretto dal brasiliano Ramon Abatti, valido per la prima giornata dei Mondiali 2026

PRIMO TEMPO

Il primo fallo lo commette Onana dopo appena 25 secondi. Al 9′ lo stesso centrocampista rimane per terra per un colpo al tendine da parte di Salah. Al 12′ il Var cancella un corner al Belgio secondo il nuovo protocollo. Al 13′ giallo per Attia che sgambetta Mechele in proiezione centrale. Decisione opposta un minuto dopo con cartellino per Castagne falloso su Salah, bravo in una sua consueta accelerazione. Errore dell’arbitro che non sanziona un tackle di Fatouh su Doku. Primo quarto d’ora con diverse interruzioni, le due squadre sono protagoniste di diversi contrasti. Doveroso il cartellino al 34′ per Fatouh che ostacola una ripartenza di Doku originata da un corner battuto molto male dall’Egitto. Canonici i 4 minuti di extra-time. Non pochi i falli nella prima frazione di gioco, sono già 16.

SECONDO TEMPO

Nei primi 10 minuti Doku guadagna due punizioni in zona centrale. Al 60′ lo stesso Doku si lascia andare in area di rigore, l’arbitro vede bene e lascia correre. Cartellino per il neo-entrato De Cuyper che perde palla sull’attacco di Ziko e lo atterra per impedire che se ne vada. All’81’ perdonato Hany che aggancia nettamente Doku, bravo a spostare palla con la consueta destrezza. All’89’ proteste egiziane per un’ostruzione di De Cuyper su Zizo in area, non sembra esserci nulla di così grave per determinare l’assegnazione di un rigore, peraltro sarebbe stato fuori area. I minuti di recupero sono 5. Gara con non pochi falli, 30, equamente spartiti tra le due formazioni, esattamente come i cartellini (2 a testa)

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Nico Paz più vicino alla permanenza al Como: Real Madrid orientato a non esercitare la clausola di recompra

Nico Paz è sempre più vicino a rimanere al Como: Real Madrid può non esercitare la clausola di recompra

Il destino di Nico Paz è ancora tutto da scrivere, ma sulle sponde del Lario si respira un’aria di forte positività in vista della riapertura del mercato. La dirigenza del Como, infatti, nutre una speranza sempre più concreta di poter contare sulle prestazioni del suo gioiello argentino anche nel corso della prossima stagione secondo Gianluca Di Marzio. Trattenere il talentuoso trequartista classe 2004 significherebbe dare continuità a un ambizioso progetto tecnico che ha saputo esaltare al meglio le sue innate doti balistiche e di palleggio.

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Le trattative con i Blancos e la ricerca dell’intesa

I discorsi diretti tra la società lombarda e i vertici del Real Madrid procedono senza sosta e il tavolo delle contrattazioni appare in continua evoluzione, ricco di scenari aperti. Se in un primo momento sembrava piuttosto probabile un suo rientro immediato alla casa madre nella capitale spagnola, le dinamiche di mercato hanno progressivamente rimescolato le carte sul tavolo. Attualmente, l’ipotesi più accreditata suggerisce che il club iberico sia fortemente propenso a concedere al fantasista un ulteriore prezioso anno di maturazione in Lombardia, per fargli accumulare esperienza in Serie A e in Champions League. L’unico vero nodo nevralgico ancora da sciogliere riguarda la formula del trasferimento: le due società stanno lavorando instancabilmente per trovare il giusto incastro contrattuale che tuteli i rispettivi interessi economici e sportivi.

Le voci internazionali e la reale posizione del Madrid

Nelle scorse ore, la nota emittente internazionale ESPN ha diffuso un’indiscrezione particolarmente rilevante, affermando che la dirigenza dei Blancos avrebbe già deliberato internamente di non attivare la clausola di riacquisto in questa specifica sessione. Tuttavia, analizzando attentamente la situazione, emerge come ai piani alti del Santiago Bernabéu non sia stata presa ancora alcuna decisione definitiva. Lo scenario, dunque, rimane totalmente fluido: le Merengues non avevano mai blindato la certezza assoluta di un suo rientro immediato, e parimenti oggi non hanno escluso a priori la possibilità di riportarlo in patria. Il dialogo tra le parti resta sereno e le valutazioni strategiche sono ancora pienamente in corso.

La volontà del giocatore: l’ago della bilancia

In questa complessa scacchiera internazionale, un fattore determinante promette di sbloccare in via definitiva l’affare. Nel corso dei ripetuti vertici tra i club, l’obiettivo condiviso sembra infatti essere quello di garantire al giovane talento un percorso di crescita armonico e senza brusche interruzioni. La spinta decisiva per il buon esito dell’operazione arriva proprio dalle preferenze del diretto interessato. Il giovane argentino avrebbe comunicato a chiare lettere al suo entourage il proprio desiderio di restare al Como, un ambiente ideale in cui ha trovato da subito massima fiducia, un grande calore da parte dei tifosi e un minutaggio elevato. Questa netta e inequivocabile presa di posizione pesa enormemente sull’ago della bilancia e regala all’intera piazza lariana il fondato sogno di poter ammirare ancora a lungo le sue giocate al Giuseppe Sinigaglia.

Calciomercato Atalanta: il sogno per il centrocampo di Sarri è Hojbjerg. È un pallino di Giuntoli, svelato il piano della Dea

Calciomercato Atalanta: Hojbjerg è il sogno per il centrocampo di Sarri. Svelata la strategia di Giuntoli

L’inizio di un nuovo e affascinante capitolo sportivo in casa nerazzurra è ormai realtà. Proprio oggi, 15 giugno, il club orobico ha inaugurato ufficialmente un’era inedita: Maurizio Sarri è diventato a tutti gli effetti il nuovo allenatore dell’Atalanta. Con l’arrivo in panchina del tecnico toscano, la dirigenza bergamasca si è immediatamente messa all’opera per pianificare le mosse della sessione estiva, con l’obiettivo di consegnare al mister una rosa altamente competitiva e adatta ai suoi complessi dettami tattici.

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Il faro per la mediana: il sogno Hojbjerg

Per innalzare il tasso tecnico e la caratura internazionale della squadra, il grande sogno dell’Atalanta a centrocampo porta un nome ben preciso: Pierre-Emile Hojbjerg. Secondo Gianluca Di Marzio, il talentuoso e roccioso mediano, attualmente in forza all’Olympique Marsiglia, rappresenta il profilo ideale per dare geometrie ed equilibrio al nuovo scacchiere tattico di Sarri. La società nerazzurra ha già iniziato a lavorare sotto traccia in vista del futuro per rinforzare il reparto, sondando il terreno per capire la fattibilità di un’operazione che si preannuncia comunque complessa. Al momento, infatti, dalla Francia non risultano aperture da parte del centrocampista danese a un possibile trasferimento in Serie A. Proprio per questo motivo, l’arrivo del giocatore a Bergamo resta attualmente relegato alla categoria dei grandi sogni di mercato.

Un vecchio pallino di Cristiano Giuntoli

Ad orchestrare le ambizioni della Dea c’è un uomo che conosce benissimo le qualità del calciatore scandinavo. Hojbjerg, infatti, è un vecchio e dichiarato pallino del direttore sportivo nerazzurro Cristiano Giuntoli. Il navigato dirigente aveva già provato a portarlo in Italia in passato, seguendolo con estrema attenzione durante la sua precedente esperienza lavorativa ai tempi della Juventus. Giuntoli apprezza da sempre la leadership e la fisicità del centrocampista e spera di poter trovare, con il passare delle settimane, lo spiraglio giusto per tentare l’affondo. Tuttavia, come anticipato, per l’Atalanta al momento la trattativa rimane in una fase di puro desiderio.

I numeri della stagione e i dettagli del contratto

Strappare il giocatore ai transalpini sarà un’impresa ardua anche dal punto di vista economico e contrattuale. Arrivato all’Olympique Marsiglia nel corso dello scorso mercato estivo, il classe 1995 si è subito imposto come un leader assoluto. Il danese è blindato da un contratto fino al 30 giugno 2028, dettaglio che garantisce al club transalpino un forte potere contrattuale. Inoltre, i suoi numeri recenti testimoniano una continuità di rendimento impressionante: in questa stagione ha giocato in tutto 43 partite, segnando 5 reti e servendo 5 assist ai compagni. Cifre importanti che confermano il valore di un centrocampista totale, che farebbe la fortuna del nuovo centrocampo di Maurizio Sarri.

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