Pagina 80 – Calcio News 24

Il ritorno del “Dinho”: Ronaldinho al Ravenna e il fascino dei brasiliani Over 40 nelle serie minori

Dalla Serie C ai campionati dilettantistici, la “saudade” del prato verde spinge i grandi campioni verdeoro a rimettersi in gioco in provincia

La notizia del clamoroso ritorno in campo di Ronaldinho, pronto a illuminare la Serie C con la maglia del Ravenna alla veneranda età di 46 anni, ha un sapore squisitamente romantico. È il trionfo della passione sulla carta d’identità, il richiamo insopprimibile per quel pallone che gli ha regalato la gloria eterna.

Ultime Notizie Serie A: tutte le novità del giorno sul massimo campionato italiano

Eppure, il Pallone d’Oro non è il primo fuoriclasse verdeoro a cedere al fascino della provincia. La storia recente e passata del calcio è costellata di campioni brasiliani che, superata la soglia dei 40 anni, hanno deciso di allacciarsi nuovamente gli scarpini lontano dalle luci dei grandi stadi, mossi solo dall’amore per il gioco.

Ecco i casi più celebri di questa affascinante tendenza:

  • Maicon: l’indimenticato “Colosso” dell’Inter del Triplete, arrivato alla soglia dei 40 anni, ha stupito tutti accettando nel 2021 l’offerta del Sona, formazione veronese di Serie D. Un’esperienza vissuta con umiltà sui campi di periferia, seguita da una successiva parentesi a San Marino con il Tre Penne.
  • Ferreira Pinto: un autentico highlander del calcio italiano. L’ex esterno di Atalanta e Lecce ha fatto della dedizione la sua bandiera, continuando a correre ininterrottamente sulla fascia del Ponte San Pietro, in Serie D, fino all’età record di 44 anni.
  • Aldair: lo storico “Pluto” della Roma, pilastro della difesa scudettata, a 41 anni suonati non seppe dire di no al Murata. Con la squadra del campionato di San Marino si tolse persino lo sfizio di disputare i turni preliminari di Champions League, affiancato dall’amico Massimo Agostini.
  • Jeda: l‘ex attaccante di Cagliari e Lecce, una volta salutato il calcio professionistico, ha girovagato a lungo nei campionati dilettantistici lombardi (tra Vimercatese e Muggiò), dispensando colpi di tacco e gol d’autore ben oltre la quarantina.
  • Sócrates: allargando lo sguardo oltre i confini italiani, è impossibile non citare il “Dottore”. A 50 anni compiuti, nel 2004, scese in campo per una leggendaria apparizione con il Garforth Town, squadra amatoriale della nona divisione inglese. Un cameo di pura poesia calcistica.

La scelta di Ronaldinho di ripartire da Ravenna conferma una regola non scritta dell’anima brasiliana: il calcio, prima di essere un lavoro, è allegria primaria. Quando l’eco dei grandi stadi svanisce, resta il bisogno fisico di sentire l’erba sotto i tacchetti e vivere l’abbraccio della gente. In fondo, la magia non ha età. E tanto meno categoria.

Offerta shock del Liverpool per Diomande ma il Lipsia dice no: la cifra richiesta è da capogiro!

Il Liverpool ha visto rifiutata la sua offerta per Diomande: ecco quanto chiede il Lipsia per lasciar partire il suo attaccante

Il calciomercato della Premier League si accende improvvisamente con una trattativa miliardaria destinata a infiammare l’estate calcistica europea. Il Liverpool, fortemente intenzionato a rinnovare le proprie corsie offensive con investimenti mirati e di altissimo profilo, ha rotto gli indugi per uno dei talenti più cristallini ed esplosivi che si stanno mettendo in mostra nel panorama internazionale. I Reds hanno presentato una proposta economica da capogiro per rompere gli indugi, ma la risposta arrivata dalla Germania ha momentaneamente congelato le ambizioni della dirigenza di Anfield, confermando quanto sia bottega cara il club tedesco detentore del cartellino.

Ultime notizie Calciomercato LIVE: tutte le novità del giorno

L’offerta dei Reds e il secco no della dirigenza tedesca

Nel dettaglio, Liverpool ha messo nel mirino Yan Diomandé, individuando nel giovane calciatore l’innesto perfetto per mantenere il reparto avanzato competitivo ai massimi livelli sia nei confini britannici che nelle competizioni europee. Per sbaragliare sul tempo la folta concorrenza straniera, il club del Merseyside ha formulato una proposta ufficiale da ben 87 milioni di sterline, una somma astronomica che al cambio attuale corrisponde all’importante cifra di 100 milioni di euro.

Eppure, nonostante la straordinaria portata del budget messo sul piatto, l’esito della negoziazione ha preso una piega inaspettata. Come riportato in prima battuta dalle indiscrezioni di Sky Sports UK e successivamente rivelato con ulteriori dettagli dal quotidiano locale Liverpool Echo, il Lipsia l’ha rifiutata senza troppe esitazioni, rispedendo al mittente la ricchissima offerta formale dei Reds.

Le richieste del Lipsia e la successione di Mohamed Salah

La ferrea resistenza del sodalizio teutonico è legata a una valutazione ancora più elevata del proprio gioiello, ritenuto un elemento insostituibile nel breve periodo. Il Lipsia vuole 113 milioni di sterline, una cifra monumentale pari a 130 milioni di euro circa, come base fissa e irrinunciabile per lasciar partire l’esterno ivoriano classe 2006.

Una richiesta monstre che fotografa l’assoluto valore tecnico dell’ala ivoriana. Ad Anfield, d’altronde, la fretta di stringere i tempi e la disponibilità a spendere cifre a nove zeri sono motivate da una necessità generazionale ben precisa: il talentuoso calciatore africano è infatti considerato il perfetto sostituto di Salah. Raccogliere l’eredità dell’egiziano richiede un profilo di immenso spessore, e Diomandé possiede la velocità, il dribbling e il fiuto del gol ideali per raccogliere questo pesante testimone. Nelle prossime settimane bisognerà capire se il Liverpool deciderà di assecondare le esorbitanti richieste economiche del Lipsia effettuando un imminente rilancio.

Olanda Svezia, tra presente e leggenda: quando la muraglia scandinava bloccò Cruijff

Olanda Svezia, la storia risalente al 1974 in vista del match di questa sera valido per i Mondiali 2026. Cosa successe

Oggi i riflettori si accendono su un Olanda-Svezia che promette scintille. Gli Oranje si presentano all’appuntamento in cerca di riscatto dopo il rocambolesco pareggio contro il Giappone, mentre gli scandinavi volano sulle ali dell’entusiasmo grazie al roboante 5-1 inflitto alla Tunisia. Ma incrociare queste due maglie in un Mondiale rievoca inevitabilmente i fantasmi di un passato epico, riportando la memoria all’edizione del 1974 in Germania Ovest. All’epoca andò così.

Era il 19 giugno 1974, e a Dortmund si giocava la seconda partita della fase a gironi. La formidabile Olanda del “Calcio Totale” di Rinus Michels, reduce dal successo contro l’Uruguay, sbatteva clamorosamente contro una Svezia tatticamente perfetta, orchestrata dal tecnico Eriksson. Finì 0-0, un risultato ineccepibile che premiò l’incredibile organizzazione difensiva scandinava.

Ascolta le nostre notizie!

Non hai tempo di leggere? Scopri la nuova sezione Podcast di Calcio News 24 e ascolta i nostri approfondimenti audio.

La Svezia eresse un’autentica muraglia: due liberi, marcature asfissianti sui fuoriclasse avversari e una grinta fuori dal comune. L’eroe assoluto di quella giornata fu il portiere Ronnie Hellstrom, autore di interventi miracolosi che frustrarono ogni assalto arancione. La retroguardia, guidata dalla roccia Larsson e dall’irriducibile Nordqvist, riuscì nell’impresa di far innervosire talenti cristallini come Neeskens e Johan Cruyff.

Ecco i momenti chiave di quella battaglia:

  • Il primo tempo: l’Olanda tenne il pallino del gioco, ma l’inserimento a sorpresa del veterano Keizer rallentò i ritmi dell’Arancia Meccanica. Rep sciupò malamente un assist d’oro di Cruyff da due passi, mentre dall’altra parte solo un prodigioso riflesso d’intuito di Jongbloed negò il vantaggio al volo allo svedese Sandberg.
  • La ripresa: Ii secondo tempo si trasformò in un autentico assedio olandese, sfociato in mischie furibonde, interventi ruvidi e un valzer di cartellini gialli. Cruyff seminò il panico a più riprese, ma trovò sempre i guantoni di un insuperabile Hellstrom. Al 79′, la clamorosa occasione sciupata ancora da Sandberg, che a tu per tu con Jongbloed strozzò troppo la conclusione, graziando i favoriti.

Quello 0-0 inatteso complicò il cammino della grande Olanda, che pure sarebbe arrivata fino alla finale, rivelandosi come una delle nazionali più belle dell’intera storia del calcio. Una lezione di tattica e resistenza che, oggi come allora, ricorda quanto questa sfida possa rivelarsi imprevedibile.

Il piano di Boban per Bennacer: la Dinamo Zagabria punta al colpo a parametro zero

Niente riscatto a 10 milioni per Bennacer. Il Milan spera di monetizzare, ma i croati attendono la risoluzione del contratto

Nessun riscatto a dieci milioni di euro, eppure il futuro calcistico di Ismael Bennacer potrebbe continuare a parlare croato. La Dinamo Zagabria, infatti, non è disposta a versare nelle casse del Milan la cifra pattuita la scorsa estate per l’acquisto a titolo definitivo del centrocampista algerino, ma le porte per una sua permanenza restano ampiamente aperte.

Ultime notizie Calcio Estero: tutte le novità del giorno provenienti da tutto il mondo

A fare chiarezza sulla situazione è intervenuto direttamente Zvonimir Boban. L’attuale presidente della Dinamo Zagabria, che i tifosi rossoneri ricordano benissimo sia per il suo glorioso passato da calciatore che per la sua parentesi da dirigente in via Aldo Rossi, ha svelato le reali intenzioni del club balcanico: “Noi vogliamo trattenere Ismael Bennacer, ma aspettiamo che possa risolvere il proprio contratto con il Milan. Dovesse risolvere la questione coi rossoneri, saremmo la squadra ideale per proseguire la carriera“.

Lo scenario di mercato e i piani del Milan

  • Le condizioni economiche: la strategia di Boban è estremamente chiara. L’obiettivo è trattenere il giocatore senza intaccare minimamente il budget destinato ai cartellini, puntando sull’ottimo rapporto personale con l’algerino. Fu proprio Boban, del resto, a volerlo fortemente e a portarlo a Milano nell’ormai lontano 2019.
  • Il rendimento in Croazia: durante questa stagione in prestito, Bennacer non ha trovato un impiego continuo o da titolare inamovibile, collezionando appena diciannove presenze complessive tra campionato e coppe. Nonostante un minutaggio ridotto, la stima della dirigenza croata e del suo presidente è rimasta del tutto intatta.
  • L’ostacolo ingaggio e contratto: il nodo principale di questa intricata operazione riguarda l’accordo ancora in essere con il club milanese. Il centrocampista percepisce un ingaggio piuttosto pesante per i parametri della Dinamo, pari a circa quattro milioni di euro netti a stagione, con un vincolo contrattuale valido per un ulteriore anno.
  • La posizione del Diavolo: nel progetto tecnico del Milan, Bennacer è ormai fuori dai radar da diverso tempo. La sua ultima apparizione ufficiale con la maglia rossonera risale a oltre un anno e mezzo fa, precisamente al derby del 2 febbraio 2025.

Il costo del suo cartellino è ormai totalmente ammortizzato a bilancio per la società meneghina. Tuttavia, l’ipotesi di una risoluzione consensuale anticipata del contratto, fortemente auspicata a Zagabria, non rappresenta al momento la via prioritaria per il Milan. La dirigenza rossonera cercherà in prima battuta di sondare il mercato internazionale, nel tentativo di trovare un acquirente che permetta di monetizzare, seppur minimamente, dalla cessione a titolo definitivo. Soltanto se questa via dovesse rivelarsi del tutto impercorribile, la risoluzione consensuale diventerebbe un’opzione concreta, permettendo finalmente a Zvonimir Boban di riabbracciare il suo pupillo a parametro zero.

Da Cristiano Ronaldo a…Messi! Casemiro passa all’Inter Miami a parametro zero, tutti i dettagli

Casemiro all’Inter Miami a parametro zero. Dal giocare con Cristiano Ronaldo a farlo con Messi: i dettagli del colpo a centrocampo

Il mercato internazionale riserva un colpo di scena straordinario, destinato a ridefinire gli equilibri della MLS e a unire idealmente le più grandi leggende del calcio contemporaneo. Il futuro di Casemiro è infatti ormai delineato: Come riferito da Fabrizio Romano, il fortissimo mediano brasiliano si appresta a salutare definitivamente il calcio europeo per iniziare una nuova e affascinante avventura oltreoceano. La destinazione scelta è la Florida, dove ad attenderlo ci sono le ambizioni dell’Inter Miami, club che continua a portare avanti una campagna di rafforzamento stellare.

Ultime notizie Calcio Estero: tutte le novità del giorno provenienti da tutto il mondo

La fine del ciclo a Old Trafford e lo sbarco in MLS

La notizia sancisce la conclusione di un percorso importante nel calcio inglese. Dopo 4 stagioni vissute ad alta intensità con la maglia dei Red Devils, tra grandi battaglie in Premier League e un contributo fondamentale in termini di leadership, il calciatore giunge al naturale termine del contratto che lo legava alla società di Manchester. Rifiutate le ricche lusinghe provenienti da altri campionati esotici, il brasiliano ha deciso di rimettersi in gioco negli Stati Uniti a 34 anni, un’età che lo vede ancora integro e voglioso di vincere. Casemiro lascerà il Manchester United a parametro zero, rappresentando un autentico capolavoro di mercato per la dirigenza di Miami, capace di assicurarsi un vincente nato senza sborsare un euro per il cartellino.

In un club d’élite: compagno di Cristiano Ronaldo e Leo Messi

L’aspetto più romantico e suggestivo di questo trasferimento risiede in una statistica incredibile, che proietta il mediano in una cerchia ristrettissima di eletti nella storia del calcio. Sbarcando negli States, infatti, il pluripremiato centrocampista brasiliano giocherà al fianco di Lionel Messi. Questo incredibile sodalizio si concretizzerà dopo aver trascorso 5 stagioni con Cristiano Ronaldo al Real Madrid, un ciclo d’oro in cui il brasiliano e il portoghese hanno cannibalizzato l’Europa sollevando molteplici Champions League. Casemiro diventa così uno dei pochissimi giocatori ad aver condiviso lo spogliatoio con i due monarchi assoluti del calcio mondiale.

La testa ai Mondiali prima della nuova avventura

Prima di indossare la nuova maglia rosa e iniziare a dominare i campi della MLS, il calciatore ha però un obiettivo primario da raggiungere con la propria terra d’origine. Il focus del regista è infatti interamente rivolto al presente, dato che è attualmente impegnato con il Brasile ai Mondiali, dove sta guidando la linea mediana della Seleção con la consueta autorità. Soltanto al termine della rassegna iridata il campione volerà negli Stati Uniti per le visite mediche e la firma sul contratto.

Tare esce allo scoperto: «Spero che il Milan trovi equilibrio e un progetto serio per il futuro. Il ciclo di Leao è chiuso per questo motivo»

Tare, ex direttore sportivo del Milan, ha parlato così del momento vissuto dai rossoneri e di Rafael Leao. Le dichiarazioni

A quasi quattro settimane dal suo addio alla dirigenza rossonera, l’ex direttore sportivo del Milan, Igli Tare, ha rotto il silenzio. Il dirigente albanese ha concesso un’importante intervista ai microfoni di SportMediaset, tracciando un bilancio sul suo complicato e recente passato, analizzando i temi caldi del calciomercato e commentando il futuro della Serie A e della selezione azzurra. Nell’immediato post-licenziamento, l’ex DS ha voluto innanzitutto fare chiarezza sul suo attuale stato d’animo: Sto abbastanza bene, adesso voglio stare un po’ con la famiglia, cosa che aiuta a riprendersi”.

Ultime Notizie Serie A: tutte le novità del giorno sul massimo campionato italiano

Allegri al Napoli: la benedizione di Igli Tare

Uno dei temi centrali dell’intervista ha riguardato l’ormai imminente sbarco di Massimiliano Allegri sulla panchina del Napoli. Un matrimonio calcistico che, secondo l’ex dirigente milanista, poggia su basi solide e rappresenta una garanzia assoluta per le prossime stagioni del club partenopeo: È un top, quella del Napoli è stata una scelta saggia, in linea con le ambizioni che il club ha e deve continuare ad avere per la prossima stagione. Sono situazioni che fanno parte del nostro gioco e del nostro mestiere, già l’anno scorso Allegri era uno dei possibili candidati per il Napoli, hanno così mantenuto vivo il rapporto. Io e Max ci sentiamo spesso ogni due o tre giorni ci telefoniamo: qualche errore lo abbiamo fatto, ma Allegri è un allenatore che ha fatto benissimo nella storia del calcio italiano e continuerà a farlo”.

Il momento del Milan e il nodo di mercato legato a Rafael Leao

L’attenzione si è poi inevitabilmente spostata sulle dinamiche interne a Milanello. Tare ha analizzato la necessità di ritrovare stabilità societaria e ha commentato le indiscrezioni sul destino della stella portoghese Rafael Leao, il cui ciclo in rossonero potrebbe essere giunto ai titoli di coda: Spero che il Milan possa trovare equilibrio e un progetto serio per il futuro. Leao? Non so se fa bene o male a desiderare nuove esperienze, ma quando uno ha questo desiderio significa che il rapporto è arrivato alla fine, che il ciclo si è chiuso. Le sue qualità sono indiscutibili, deve solo trovare continuità nella partita perché è uno che può deciderle da solo, quest’anno non è successo anche per i problemi fisici che ha avuto“.

Il rilancio dell’Italia: la fiducia a Roberto Mancini

In conclusione, l’ex volto del mercato del Milan ha allargato lo sguardo al panorama della Nazionale italiana, indicando nella gestione del commissario tecnico la via maestra per avviare una rifondazione basata sul coraggio e sul talento: L’Italia può certamente ripartire dall’esperienza di Mancini, l’ultimo ct che ha vinto che ora può riprendere il lavoro interrotto. Questo è il momento di fare scelte coraggiose e di puntare sui giovani: ce ne sono di prospettiva, basta vedere i risultati delle formazioni giovanili, bisogna però avere coraggio, dar loro fiducia e saperli aspettare”.

Miccoli a cuore aperto: «Tutto quello che ho vissuto mi ha aiutato a diventare una persona migliore. Palermo? A volte penso perfino di non aver restituito abbastanza»

Miccoli, ex attaccante tra le altre di Palermo, Juventus e Fiorentina, si è raccontato in questa toccante intervista

La parabola umana e sportiva di Fabrizio Miccoli sintetizza un percorso di smarrimento e riscatto. Il fantasista salentino, che ha regalato magie con le maglie di Juventus, Fiorentina, Benfica, Lecce e soprattutto Palermo, ha affrontato anni bui dopo il ritiro, segnati dalla detenzione nel carcere di Vicenza per una condanna per estorsione e dalle dolorose dichiarazioni contro il giudice Giovanni Falcone.

Ultime Notizie Serie A: tutte le novità del giorno sul massimo campionato italiano

Oggi quel capitolo è chiuso, sostituito da un cammino di redenzione intrapreso proprio insieme alla Fondazione Falcone, grazie al sostegno di Maria Falcone e di suo figlio Vincenzo. Ai microfoni di Gianlucadimarzio.com, l’ex capitano rosanero ha espresso la sua ritrovata serenità:

“Oggi finalmente sto bene. Si è chiuso un cerchio che era rimasto aperto per tanti anni e mi sento in pace con me stesso. Tutto quello che ho vissuto mi ha aiutato a diventare una persona migliore. Ho imparato che spesso le cose più belle si trovano nella semplicità dei gesti. Ho avuto la fortuna di avere accanto la mia famiglia e quei pochi, veri amici che non mi hanno mai abbandonato nei momenti più difficili. Questa è stata la mia più grande fortuna”.

I progetti sociali a Palermo e il riscatto alla Kalsa

La svolta ufficiale è avvenuta nella primavera del 2025 a Palazzo Jung, dove l’ex attaccante ha presentato la sua autobiografia alla presenza di Vincenzo Di Fresco. Da quel momento è nata una profonda sinergia:

“Oggi posso dire che si è chiuso un cerchio, perché con loro ho costruito un rapporto bellissimo che porto nel cuore. Quell’incontro ha rappresentato l’inizio di una nuova vita. Non è stato un punto d’arrivo, ma un nuovo punto di partenza. Da quel momento è cambiato tanto dentro di me, in senso positivo, e questo mi fa stare bene con me stesso e con la mia famiglia, che mi è sempre stata vicina”.

Tra le iniziative più concrete figura la costruzione di un impianto sportivo nel cuore di Palermo:

“Vogliamo offrire ai bambini del quartiere l’opportunità di allenarsi e crescere attraverso lo sport, in un campetto che speriamo di riuscire a realizzare presto. L’obiettivo è dare ai ragazzi una possibilità concreta”.

La partita d’addio allo Stadio Renzo Barbera

Il prossimo 26 settembre segnerà il ritorno di Miccoli sul prato dello Stadio Renzo Barbera per una speciale partita d’addio, il cui ricavato sosterrà le attività della Fondazione. Un’occasione per salutare una piazza rimasta indissolubilmente legata al suo idolo:

“La verità è che non ricordo nemmeno quale sia stata la mia ultima partita. È una cosa che mi dispiace, perché ogni calciatore immagina il giorno del proprio addio e si prepara a quel momento. Io non ho avuto questa possibilità, perché ho dovuto interrompere la mia carriera per dedicarmi ad altre vicende della mia vita. Grazie al Palermo, a Sikania Eventi e a tanti amici avrò finalmente l’opportunità di salutare il calcio come non ero riuscito a fare. Sarà una serata all’insegna del divertimento, insieme a tanti ex compagni e amici”.

Il legame viscerale con la Sicilia e i progetti futuri

La scelta della location sottolinea l’affetto reciproco con la tifoseria siciliana:

“Palermo ha sempre rappresentato un punto di riferimento nella mia vita, per la città, per i tifosi, per le persone e per il club. Qui mi sento davvero a casa. Non è una frase fatta, è ciò che provo ogni volta che torno. Palermo continua a emozionarmi. A volte penso perfino di non aver restituito abbastanza rispetto all’affetto che i tifosi continuano a dimostrarmi. Per questo ogni ritorno qui è qualcosa di speciale”.

Attualmente, Miccoli gestisce la sua scuola calcio a San Donato Leccese e guida un club di calcio femminile di successo:

“Abbiamo vinto la Coppa e il campionato regionale e ora siamo impegnati nei playoff nazionali. Speriamo di conquistare la Serie C. Il mio sogno è poter giocare un giorno qui a Palermo contro il Palermo Women e poi ospitare la squadra nel mio paese”.

Un presente sereno per un uomo che ha trovato la pace:

“Immagino il mio futuro pieno di serenità, tranquillità e amicizie vere. È tutto ciò che desidero: vivere in pace con me stesso e con le persone che amo”.

Calciomercato Fiorentina: mirino su Noa Lang, è la prima richiesta di Fabio Grosso

Calciomercato Fiorentina: Fabio Grosso avrebbe chiesto Noa Lang del Napoli per rinforzare il suo attacco. Ecco tutti i dettagli

Il calciomercato estivo della Fiorentina entra ufficialmente nel vivo con una trattativa di primo piano per il reparto avanzato. Secondo quanto rivelato nell’edizione odierna del quotidiano La Nazione, la dirigenza toscana avrebbe individuato un rinforzo ideale per elevare il tasso qualitativo della squadra. Gli occhi degli uomini di mercato gigliati sono finiti su Noa Lang, estroso esterno offensivo olandese che possiede le caratteristiche perfette per infiammare la Fiesole e aggiungere imprevedibilità alla manovra offensiva.

Ultime notizie Calciomercato LIVE: tutte le novità del giorno

La richiesta di Grosso: l’identikit perfetto per i viola

La candidatura dell’ala olandese non è affatto casuale, ma nasce da un’esplicita indicazione della nuova guida tecnica. Fabio Grosso, infatti, ha inserito il calciatore in cima alla lista dei desideri per l’attacco della Fiorentina, ritenendolo il profilo più adatto a interpretare le sue esigenze tattiche. Grazie alla sua velocità, all’abilità nel dribbling e alla capacità di agire su entrambe le corsie esterne, Lang viene considerato dal mister il tassello ideale per completare il tridente in vista della nuova e impegnativa stagione agonistica.

Il passato al Napoli e la parentesi al Galatasaray

Attualmente il cartellino del giocatore è di proprietà del Napoli, che lo aveva prelevato soltanto un anno fa dal PSV Eindhoven a fronte di un investimento pesante, pari a circa 25 milioni di euro. Le aspettative attorno al suo arrivo in Italia erano altissime, ma la sua prima annata all’ombra del Vesuvio non ha rispettato le premesse iniziali: frenato da un difficile ambientamento, l’esterno ha collezionato 27 presenze complessive tra campionato e coppe, mettendo a referto soltanto 1 gol e 2 assist.

Per ritrovare minutaggio e fiducia, durante la sessione invernale di gennaio il club azzurro lo aveva girato in prestito in Turchia, tra le fila del Galatasaray. Anche l’esperienza a Istanbul, tuttavia, ha vissuto di alti e bassi, concludendosi con un bottino di 2 reti e 3 passaggi vincenti in 19 apparizioni, spingendo i partenopei a valutare una nuova sistemazione estiva.

La formula del trasferimento: asse Paratici-Manna

La Fiorentina vede in questa situazione un’opportunità di mercato intelligente e a basso rischio finanziario. La strategia imbastita dalla società viola prevede l’acquisizione di Lang in prestito fino al termine della stagione, una formula che permetterebbe al ragazzo di rilanciarsi in Serie A e ai campani di non svalutare l’investimento fatto.

I canali diplomatici tra le due società sono già operativi: si registrano infatti i primi importanti contatti tra Fabio Paratici, responsabile dell’area tecnica dei toscani, e Giovanni Manna, direttore sportivo dei partenopei. I dialoghi proseguiranno nei prossimi giorni per analizzare la fattibilità dell’operazione e l’eventuale inserimento di un diritto di riscatto.

Calciomercato Juventus: mirino su Marmoush e Pepi, il piano di Carnevali per l’attacco

Calciomercato Juventus: Marmoush e Pepi sono i due nomi per l’attacco bianconero, il piano di Carnevali è stato rivelato

La Juventus accelera i tempi per ridisegnare i propri equilibri offensivi e si muove con grande dinamismo sul fronte del calciomercato. Con la rassegna iridata in pieno svolgimento oltreoceano a fare da ideale vetrina per i migliori talenti globali, il direttore sportivo Marco Ottolini e il nuovo amministratore delegato Giovanni Carnevali stanno studiando soluzioni strategiche. L’obiettivo primario è quello di consegnare al tecnico Luciano Spalletti un reparto avanzato duttile, potente e compatibile con le rigide esigenze di bilancio del club.

Ultime notizie Calciomercato LIVE: tutte le novità del giorno

L’occasione Omar Marmoush in prestito dal Manchester City

Nelle ultime ore, come riportato dalle colonne di Tuttosport e La Stampa, i bianconeri hanno effettuato un sondaggio esplorativo per Omar Marmoush. L’attaccante egiziano, da tempo punto fermo della propria selezione nazionale al fianco di Mohamed Salah, vive una situazione di stallo al Manchester City. I Citizens lo avevano acquistato a gennaio per la cifra monstre di 75 milioni di euro, ma lo spazio ridotto a causa della spietata concorrenza di Erling Haaland ne ha parzialmente frenato l’esplosione in Premier League.

Nonostante l’ottimo avvio nel Mondiale a Seattle contro il Belgio, il giocatore non sembra essere centrale nei piani tattici di Enzo Maresca. Per evitare un pericoloso deprezzamento del cartellino, il club inglese apre ora all’idea di una cessione in prestito, una formula che farebbe gola alla Juventus per rinforzare il proprio instant team senza intaccare pesantemente il budget.

Kolo Muani in pole position, rallenta la pista Sorloth

Se l’egiziano rappresenta la grande opportunità dell’ultima fase estiva, il vero fulcro del mercato bianconero rimane Randal Kolo Muani. La dirigenza torinese insiste per regalare a Spalletti l’attaccante francese, una pista caldissima che non ha subìto rallentamenti nemmeno dopo il recente avvicendamento societario alla Continassa. Resta invece in una fase di totale stallo il dossier relativo ad Alexander Sorloth: l’accordo con il gigante norvegese è blindato da tempo, ma la fumata bianca con l’Atletico Madrid è ancora lontana a causa delle elevate pretese economiche dei colchoneros.

La carta Ricardo Pepi e il nodo delle cessioni

Sullo sfondo rimane caldissima la candidatura di Ricardo Pepi, giovane stella degli Stati Uniti di proprietà del PSV Eindhoven. Sponsorizzato caldamente dal compagno di nazionale Weston McKennie e autore di 16 reti nell’ultima Eredivisie, il classe 2003 ha una valutazione sostenibile che oscilla tra i 25 e i 30 milioni di euro. Il giovane bomber, capace di impressionare persino Antonio Conte nello scontro diretto di ottobre, rappresenta la perfetta alternativa futuribile. Il suo eventuale arrivo a Torino, tuttavia, resta subordinato alle uscite: oltre alla complessa gestione del futuro di Vlahovic, la priorità della squadra mercato è ora quella di trovare una sistemazione sia per David che per Openda.

Tacconi a Juventusnews24: «Il calcio italiano deve ritrovare i valori persi per strada. Alle nuove generazioni dico di non pensare ai soldi!» – VIDEO

Tacconi, ex portiere della Juventus, ha inquadrato lo stato del calcio italiano in questa intervista a Juventusnews24. Le sue parole

(inviato a Carrù) – A margine dell’evento “Storie di Serie A” a Carrù, organizzato da Nicolò Bono all’interno del calendario della rassegna “Piacere Carrù”, l’ex portiere della Juventus Stefano Tacconi ha parlato ai microfoni di Juventusnews24. Le sue dichiarazioni.

RINASCITA DEL CALCIO ITALIANO – «Sono argomenti delicati per il calcio italiano che attraversa un periodo non bello. Non siamo andati ai Mondiali, questo sicuramente deve portare una rivoluzione generale. Bisogna tornare un po’ indietro a dei valori importanti che si sono persi per strada. Cerchiamo di avere le persone giuste nel posto giusto cercando di cambiare il calcio italiano. Questo potrebbe portare a un profitto».

CONSIGLIO ALLE NUOVE GENERAZIONI – «Non pensare ai soldi, oggi c’è il Dio Denaro. Oggi i ragazzi di 18 anni hanno un milione in banca ma non la fame necessaria per crescere e fare esperienze importanti».

L’INTERVISTA COMPLETA DI TACCONI A JUVENTUSNEWS24

Infortunio Raphinha: il Brasile strapazza Haiti, ma Ancelotti ‘trema’ per il suo attaccante. Le sue condizioni e cosa è successo

Infortunio Raphinha: le condizioni dell’attaccante del Brasile, che si è fermato nel match contro Haiti. Cosa è accaduto

Il Brasile centra i tre punti e ritrova il sorriso nella sua avventura iridata. Nel suo secondo incontro della fase a gironi ai Mondiali 2026, la corazzata guidata da Carlo Ancelotti ha superato agilmente l’ostacolo caraibico. Questo verdetto del campo sancisce una sentenza amara per Haiti, che deve salutare aritmeticamente la competizione intercontinentale.

Ascolta le nostre notizie!

Non hai tempo di leggere? Scopri la nuova sezione Podcast di Calcio News 24 e ascolta i nostri approfondimenti audio.

I verdeoro hanno archiviato la pratica già nel corso del primo tempo, imponendo un ritmo insostenibile per gli avversari. A trascinare la squadra ci ha pensato uno scatenato Matheus Cunha, protagonista con un’ottima doppietta personale. Al festival del gol ha partecipato anche la stella del Real Madrid Vinicius Jr., bravissimo a trafiggere la rete avversaria a coronamento di una rapida azione in contropiede. Forte di un triplo vantaggio, nella ripresa la Seleçao si è limitata a gestire le energie e amministrare il possesso palla.

Apprensione in campo: lo stop improvviso del numero 11

Nonostante l’eccellente prestazione di squadra, il clima di festa è stato raggelato da un episodio che ha tenuto col fiato sospeso i tifosi verdeoro. Intorno al minuto 40, l’arbitro Hernández Hernández ha dovuto interrompere bruscamente il gioco. Le telecamere hanno subito stretto sul volto sofferente di Raphinha, accasciatosi al suolo nella zona centrale del terreno di gioco.

Le dinamiche dell’azione hanno evidenziato come l’esterno offensivo si sia fermato spontaneamente, senza alcun contatto con i difensori haitiani, richiamando immediatamente l’intervento dello staff medico. Dopo un breve consulto, il forfait è apparso inevitabile: il commissario tecnico ha effettuato il primo cambio della partita, inserendo al suo posto il promettente classe 2006 Rayan. Sebbene il giocatore abbia abbandonato il manto erboso camminando, tutto lascia presagire un fastidioso problema muscolare.

Il precedente in Spagna e l’attesa per l’esito degli esami

L’ansia che serpeggia nel ritiro brasiliano è giustificata dai recenti trascorsi clinici dell’atleta. Nello scorso mese di aprile, infatti, l’attaccante aveva riportato una seria lesione al bicipite femorale della coscia sinistra, un guaio fisico che gli aveva impedito di concludere la stagione regolare con la maglia del Barcellona.

Consapevole di tale fragilità, lo staff di Ancelotti lo aveva gestito con la massima cautela durante gli impegni amichevoli precedenti alla spedizione mondiale. Ora non resta che attendere i risultati degli accertamenti strumentali, fondamentali per stabilire l’esatta entità del danno e capire se il Brasile dovrà rinunciare a lungo a una delle pedine più preziose del proprio arsenale offensivo.

Calciomercato Genoa, doppia pista all’estero: Meichtry e Stroud nel mirino. Occhi anche su Kjærgaard

Mercato Genoa, strategie internazionali: Meichtry e Stroud osservati speciali, fari puntati su Kjærgaard

Il Genoa continua a scandagliare il mercato internazionale per rinforzare la rosa in vista della prossima stagione. Tra i profili seguiti con maggiore attenzione c’è Meichtry, centrocampista classe 2005 del Thun, reduce da un’annata di grande crescita in Super League: 35 presenze, 8 gol e 3 assist per il ventenne svizzero, considerato un prospetto di forte interesse.

Ultime Notizie Serie A: tutte le novità del giorno sul massimo campionato italiano

Stroud per le fasce: il Genoa valuta l’affondo

Il lavoro del club rossoblù non si limita però alla mediana. La società sta infatti spingendo anche per Elliot Stroud, esterno sinistro svedese classe 2002 del Mjällby, seguito con attenzione per aggiungere un’alternativa di qualità sulle corsie.

Un profilo giovane, dinamico e in linea con la strategia del club di inserire giocatori di prospettiva.

Priorità centrocampo: resta viva la pista Kjærgaard

L’obiettivo principale del Genoa resta comunque il centrocampo. Nella lista continua a figurare anche Kjærgaard del Salisburgo, giocatore molto apprezzato ma finito nel mirino anche di Sassuolo e Udinese, aumentando così la concorrenza.

Il club rossoblù monitora la situazione e valuta i margini per un possibile affondo, consapevole che la competizione per il danese è tutt’altro che semplice.

Materazzi: «Bastoni? Non ha commesso qualcosa di così grave. Mi sono rivisto un po’ in lui»

Marco Materazzi si racconta al Corriere dello Sport: «Bastoni? Non ha commesso qualcosa di così grave. Mi sono rivisto un po’ in lui»

Intervistato dal Corriere dello Sport, Marco Materazzi ha raccontato il suo rapporto con Cristian Chivu e ha analizzato il momento dell’Inter, soffermandosi sia sulle possibili mosse in entrata sia sulle uscite che potrebbero ridisegnare la rosa nerazzurra. Le sue parole anche su Bastoni:

Ultime Notizie Serie A: tutte le novità del giorno sul massimo campionato italiano

SU CHIVU «Da giocatore non parlava continuamente di tattica, ma evidentemente aveva dentro questa vocazione. Dopo il ritiro l’ho visto molto coinvolto nel lavoro con i giovani. A Cristian tutti hanno voluto bene. Io, lui e Stankovic abbiamo ancora una chat comune. Nel giorno dell’infortunio alla testa andammo tutti in ospedale perché eravamo preoccupati, poi tornammo più volte a trovarlo: questo racconta bene il rapporto che avevamo». 

PALESTRA – «Penso sia pronto. Ha già dimostrato di avere personalità e coraggio. Si può inserire molto bene in un gruppo che considero ancora il più forte». 

SU BASTONI – «Non ha commesso qualcosa di così grave. Mi sono rivisto un po’ in lui. A livello mediatico c’è stata un’esposizione eccessiva. Dal punto di vista personale, però, queste situazioni ti rafforzano. La sua fortuna, come fu per me, è avere alle spalle un ambiente che gli vuole bene». 

MILAN – «Anche se avessi la soluzione, da interista, non te la direi». 

MOURINHO «È l’allenatore giusto per il Real. Il suo gioco magari non entusiasma a livello estetico, ma porta risultati. Romperà gli equilibri e metterà pressione al Barcellona che ha tante certezze». 

MANCINI «Mancini? Lasciò la Nazionale qualche anno fa. Se ha voglia di tornare e di assumersi una grande responsabilità, allora può essere una soluzione importante». 

Napoli Gila, accelerata decisiva: accordo verbale con il difensore della Lazio

Napoli, primo passo fatto: accordo verbale con Mario Gila in attesa del via libera della Lazio per il centrale difensivo

Il futuro di Mario Gila entra in una fase sempre più calda. Secondo quanto riportato da Gianluca Di Marzio, il Napoli avrebbe raggiunto un accordo verbale con il centrale della Lazio, mettendo sul tavolo una proposta di cinque anni di contratto per convincerlo a sposare il progetto azzurro.

Un’intesa non ancora definitiva, ma significativa: testimonia la volontà del club partenopeo di muoversi con decisione prima di affrontare il passaggio più complesso, quello con la società biancoceleste.

Ultime Notizie Serie A: tutte le novità del giorno sul massimo campionato italiano

Strategia Napoli: prima il sì del giocatore, poi l’assalto alla Lazio

La linea del Napoli è chiara: costruire una base solida con il giocatore per presentarsi al tavolo con maggiore forza negoziale.

Gli azzurri, infatti, hanno lavorato negli ultimi giorni sui dettagli dell’accordo personale con Gila, ritenuto un profilo ideale per rinforzare la difesa. Ora l’obiettivo è trasformare rapidamente l’intesa verbale in un’operazione concreta, cercando un punto d’incontro con la dirigenza biancoceleste.

Lotito resta il nodo: il presidente non ha ancora aperto alla cessione

Il passaggio più delicato riguarda la posizione di Claudio Lotito. Il presidente della Lazio, dopo le resistenze delle ultime settimane, non avrebbe ancora dato un via libera definitivo alla cessione.

Il Napoli, però, resta fiducioso: la disponibilità già ottenuta dal giocatore rappresenta un vantaggio importante nella trattativa.

La sensazione è che l’operazione sia destinata a entrare in una fase decisiva nelle prossime ore, con gli azzurri pronti a insistere per chiudere un affare considerato strategico.

Un affare che può cambiare il mercato di entrambe

L’eventuale arrivo di Gila sarebbe un segnale forte per il mercato del Napoli, alla ricerca di un difensore affidabile e con margini di crescita.

Per la Lazio, invece, la sua uscita aprirebbe inevitabilmente riflessioni sul reparto arretrato e sulle possibili mosse in entrata. Tutto dipenderà dalla disponibilità di Lotito ad abbassare il muro e accettare la proposta azzurra.


Mondiali, prima applicazione della “legge Prestianni”: rosso ad Almirón in Turchia Paraguay

Turchia Paraguay, ecco il primo caso della “legge Prestianni”: Almirón è stato espulso dopo il VAR

La “legge Prestianni” debutta ufficialmente ai Mondiali. Nel finale del primo tempo di Turchia‑Paraguay, sul prato del Levi’s Stadium, scoppia un parapiglia tra campo e panchine: tensione altissima e un battibecco che coinvolge soprattutto Miguel Almirón e Mert Muldur.

Le immagini mostrano il paraguayano avvicinarsi al rivale, coprendosi la bocca mentre gli rivolge alcune parole. Muldur se ne accorge, corre dall’arbitro Barton e riproduce il gesto. Dopo pochi secondi arriva il richiamo del VAR per un On Field Review: il direttore di gara osserva le immagini, torna in campo ed espelle Almirón per comportamento antisportivo.

Ultime notizie Calciomercato LIVE: tutte le novità del giorno

Il precedente: il caso Prestianni‑Vinicius

L’introduzione di sanzioni specifiche per questo tipo di comportamento nasce dal celebre episodio tra Prestianni e Vinicius, avvenuto a febbraio in Benfica‑Real Madrid, playoff di Champions League.

In quell’occasione l’argentino aveva usato la maglia per coprirsi la bocca mentre parlava al brasiliano, che lo aveva immediatamente segnalato all’arbitro denunciando un presunto insulto razzista (“mi ha detto ‘mono’”). L’arbitro Letexier aveva interrotto la gara con il gesto della X e, dopo l’indagine, ad aprile era arrivata la squalifica: sei giornate UEFA, poi estese anche dalla FIFA, per un’espressione ritenuta di stampo omofobo.

La stretta FIFA e il nuovo protocollo IFAB

La FIFA, dopo quel caso, ha deciso di intervenire con una linea molto più rigida. Il nuovo protocollo prevede l’utilizzo del VAR per individuare e valutare episodi in cui un calciatore copre volontariamente la bocca per nascondere insulti o comportamenti discriminatori.

Il regolamento IFAB stabilisce che un giocatore può essere espulso se il gesto viene interpretato come un tentativo di occultare parole offensive o discriminatorie, oppure come un modo per impedire la lettura del labiale in situazioni sospette.

Il cartellino rosso è previsto “per i casi più gravi”, come accaduto in Turchia‑Paraguay.

Fine del sogno: la Turchia di Montella eliminata dal Mondiale! Al Levi’s Stadium passa il Paraguay

Turchia fuori dal Mondiale: ko anche col Paraguay e Yıldız saluta la competizione, la sua partita nel dettaglio

Il sogno della Turchia si spezza sul prato del Levi’s Stadium di San Francisco. La generazione d’oro allenata da Vincenzo Montella saluta il Mondiale dopo la seconda sconfitta consecutiva, piegata da un Paraguay cinico, compatto e rigenerato.

A decidere la sfida è un gol lampo al 2’, firmato da Galarza, che con un sinistro chirurgico gela i piani dei turchi e indirizza un match che si trasforma presto in una battaglia ad altissima tensione. L’Albirroja si chiude con linee strettissime e riparte affidandosi alla velocità di Enciso, trasformando ogni transizione in un potenziale pericolo.

Ultime notizie Calciomercato LIVE: tutte le novità del giorno

Nervi tesi e un rosso storico: Almirón lascia il Paraguay in dieci

Sotto di una rete, la Turchia fatica a trovare sbocchi. Arda Güler e Kenan Yıldız sbattono contro il muro sudamericano: lo juventino resta in campo 90 minuti, tenta sei conclusioni ma paga poca lucidità e ben 17 palloni persi.

La sfortuna completa il quadro quando un colpo di testa di Muldur, su punizione di Çalhanoğlu, colpisce traversa e palo nello stesso istante.

Nel recupero del primo tempo arriva l’episodio che cambia l’inerzia: Almirón, rivolgendosi a Muldur con la mano sulla bocca, viene richiamato dal VAR. L’arbitro Barton applica il nuovo regolamento sul comportamento verbale e sventola un rosso diretto che lascia il Paraguay in dieci per oltre metà gara.

Assalto finale e rammarico: Gül spreca il match point

Nella ripresa Montella si gioca tutto: dentro Yılmaz, Uzun e Gül. La pressione aumenta, ma la frenesia porta imprecisione. Enciso sfiora il raddoppio in contropiede, mentre la Turchia si riversa in avanti con la forza della disperazione.

Il dramma sportivo si consuma nel finale: su una respinta corta del portiere Gill, Gül fallisce un tap‑in a porta vuota da un metro, l’occasione più clamorosa della partita. L’ultimo tentativo è un tiro debole di un opaco Çalhanoğlu, simbolo di una Nazionale che si spegne proprio nel Mondiale più atteso.

Il Paraguay vola a giocarsi il passaggio del turno con l’Australia. La Turchia, invece, torna a casa tra rimpianti e recriminazioni.

Openda pronto a lasciare la Juventus? Il Lione si aggiunge alla corsa

Lois Openda, pista francese in apertura: il Lione valuta l’affondo per l’attaccante della Juventus

Il futuro di Loïs Openda potrebbe presto entrare in una fase decisiva. L’attaccante belga della Juventus continua a raccogliere interesse in Europa e nelle ultime ore anche il Lione avrebbe manifestato attenzione concreta, monitorando da vicino la situazione e valutando un possibile affondo. Lo riporta Di Marzio.

Ultime notizie Calciomercato LIVE: tutte le novità del giorno

Non solo Lione: diverse squadre sulle tracce del belga

Prima dell’inserimento del club francese, su Openda si erano già mosse altre società europee. Nelle scorse settimane l’attaccante era finito nel mirino di:

  • Eintracht Francoforte
  • Monaco
  • Nottingham Forest

Un ventaglio di opzioni che conferma quanto il profilo dell’ex Lipsia resti appetibile sul mercato internazionale.

Futuro aperto: il Lione valuta l’affondo

Resta ora da capire se il Lione deciderà di trasformare l’interesse in una proposta concreta. Il futuro di Openda, infatti, è ancora tutto da scrivere: la Juventus osserva gli sviluppi, mentre attorno al belga cresce la concorrenza e si moltiplicano le possibilità per la prossima stagione.

Le prime pagine dei quotidiani sportivi – 20 giugno 2026

Le prime pagine dei quotidiani sportivi di oggi in edicola: Tuttosport, Corriere dello Sport e La Gazzetta dello Sport. I dettagli

Sono decine di migliaia le copie vendute tutte le mattine in edicola, ma un’anteprima dei principali contenuti può essere consultata già dalla sera precedente. Ecco, allora, le prime pagine dei Quotidiani Sportivi di oggi in edicola. Tuttosport, Corriere dello Sport e La Gazzetta dello Sport rappresentano i principali quotidiani sportivi in Italia.

IMG
IMG
IMG

Pagelle Stati Uniti Australia, brillano Balogun e Mckenne! Boccati Burgess e Circati – I VOTI

Pagelle Pagelle Stati Uniti Australia: i voti e i giudizi ai protagonisti del match, valido per la prima giornata dei Mondiali 2026

Pagelle Stati Uniti Australia: i voti e i giudizi ai protagonisti del match, valido per la seconda giornata dei Mondiali 2026, terminato 2-0 a favore della squadra di Pochettino, protagonista di un grande primo tempo

Ascolta le nostre notizie!

Non hai tempo di leggere? Scopri la nuova sezione Podcast di Calcio News 24 e ascolta i nostri approfondimenti audio.

I Top

  • Folarin Balogun (Usa): un incubo costante per la difesa dei Socceroos. Sgasa sulla fascia sinistra e propizia il “goffo” autogol di Burgess che sblocca la partita. Sfiora anche la rete personale nel secondo tempo e lascia il campo accompagnato da una meritatissima standing ovation del pubblico di Seattle. Anche quando sbaglia, e qualche approssimazione tecnica a onor del vero c’è, offre la sensazione di una tale generosità da meritare comunque un plauso.
  • Weston McKennie (Usa): assoluto padrone del centrocampo, soprattutto in avvio di gara. Si dimostra subito incontenibile, fa ammonire Bos, scambia a meraviglia con i compagni e tenta persino una spettacolare rovesciata, impossibile ma che denota il suo stato di grazia. Nella ripresa può limitarsi a una funzione di semplice controllo. Esce tra gli scroscianti applausi dei tifosi.
  • Le fasce statunitensi (Dest e Robinson): una spinta inesauribile. Antonee Robinson innesca l’azione del vantaggio ed è solidissimo, mentre Sergiño Dest ara la fascia destra e propizia, con un suo tiro, il tap-in del raddoppio di Freeman. Entrambi sostituiti all’80’ dopo una prova eccellente.
  • Cristian Volpato (Australia): l’unica vera luce nella difficile serata australiana. Subentra al 61′ a un acciaccato Leckie e si dimostra subito il più intraprendente dei suoi, vivacizzando la manovra offensiva e creando le uniche vere occasioni per provare a riaprire il match. Doveva entrare prima, se non addirittura far parte dell’undici titolare, che si è mostrato alquanto timido nel primo tempo.

I Flop

Alessandro Circati (Australia): una prestazione a due volti, ma con sbavature che pesano. Rimedia un’ammonizione per un brutto fallo su Tillman ed è protagonista di una grave incomprensione in fase di impostazione con Italiano che regala un corner agli Usa. Si riscatta parzialmente nella ripresa negando il 3-0 a Balogun con un grande intervento, ma nel complesso la difesa ha ballato troppo e il giocatore del Parma non è riuscito a elevare il suo rendimento.

Cameron Burgess (Australia): un primo tempo da dimenticare in fretta. Il suo clamoroso e goffo autogol all’11’ minuto spiana la strada agli Stati Uniti e fa crollare psicologicamente i suoi. Il ct Popovic lo boccia, sostituendolo direttamente all’intervallo. N

L’approccio e il centrocampo dell’Australia: nel primo tempo c’è stata una sola squadra in campo. L’Australia si è mostrata totalmente in balia del ritmo avversario, arrivando costantemente in ritardo sui palloni e dovendo spendere molti falli (e cartellini gialli). Centrocampo disordinato e incapace di innescare gli attaccanti.

De Vrij verso l’addio all’Inter: il Panathinaikos accelera

Inter, addio vicino per Stefan De Vrij: il Panathinaikos adesso spinge forte e attende la risposta dell’olandese

L’avventura di Stefan de Vrij all’Inter sembra ormai ai titoli di coda. Dopo otto stagioni in nerazzurro, il difensore olandese appare orientato a non rinnovare il contratto in scadenza con i campioni d’Italia. Sul tavolo ha diverse proposte, ma quella del Panathinaikos è al momento la più concreta.

Ultime notizie Calciomercato LIVE: tutte le novità del giorno

Nonostante un minutaggio ridotto rispetto agli anni precedenti, De Vrij ha confermato anche in questa stagione la sua affidabilità, attirando l’interesse di più club. Tra le opzioni, la pista greca è quella che sta avanzando con maggiore decisione.

Panathinaikos in pressing: biennale da 3 milioni a stagione

Secondo quanto riportato da Sky Sport, il Panathinaikos ha messo sul tavolo un’offerta importante: contratto biennale da 3 milioni netti a stagione. Una proposta che ha colpito il centrale olandese, descritto come molto attratto dalla destinazione.

Nelle prossime ore sono attesi nuovi contatti e le prime bozze di accordo.

Inter, tentativo tardivo: l’olandese vede chiusa l’esperienza nerazzurra

L’Inter ha provato a riaprire il dialogo per una possibile permanenza, ma De Vrij — che si è preso un paio di giorni per dare una risposta definitiva ai greci — considera ormai concluso il suo ciclo a Milano.

Per il Panathinaikos sarebbe un colpo di grande spessore: un difensore che fino all’ultimo ha lottato per un posto nella rosa dell’Olanda ai Mondiali e che arriverebbe a parametro zero.

La stagione di De Vrij

Classe 1994, De Vrij ha totalizzato 1166 minuti in 17 presenze tra:

  • Serie A
  • Champions League
  • Coppa Italia
  • Supercoppa Italiana

Numeri che confermano come, pur non essendo più un titolare fisso, abbia mantenuto un rendimento solido ogni volta che è stato chiamato in causa.

Ronaldinho torna a giocare! Clamoroso accordo con il Ravenna! L’annuncio a Miami

Ronaldinho torna a giocare in Italia: c’è il clamoroso accordo con il Ravenna, annuncio in grande stile a Miami

Mentre gli Stati Uniti vivono l’entusiasmo del Mondiale casalingo, dagli States arriva una notizia destinata a scuotere il calciomercato: Ronaldinho è pronto a tornare in campo e lo farà in Serie C, firmando con il Ravenna di Ignazio Cipriani.

Ultime notizie Calciomercato LIVE: tutte le novità del giorno

Un colpo clamoroso, destinato a diventare ufficiale il 23 giugno durante un evento in grande stile a Miami, dove verrà presentata anche la nuova maglia del club.

Il fuoriclasse brasiliano ha accompagnato l’annuncio con parole che hanno immediatamente acceso l’entusiasmo: “Nuovi colori, stesso sorriso. Non vedo l’ora di poter tornare a danzare sul pallone per scrivere una nuova storia insieme a Ignazio e a tutta la famiglia Cipriani. Il calcio è sempre stato una fonte di gioia per me, voglio portare lo stesso spirito a Ravenna”.

Ravenna, ambizioni altissime: Ronaldinho sarà in ritiro con la squadra

Il Ravenna FC, reduce da una stagione in cui ha sfiorato la promozione, si presenterà ai nastri di partenza del prossimo campionato con ambizioni ancora più elevate.

L’arrivo di Ronaldinho, 46 anni compiuti a marzo, rappresenta un innesto senza precedenti per la categoria: il brasiliano sarà in ritiro fin dal precampionato, a disposizione dello staff tecnico per dare un contributo concreto anche sul campo.

Un evento storico per la Serie C e per tutto il movimento

L’annuncio di Miami non sarà soltanto una presentazione spettacolare: l’evento avrà anche una forte valenza sociale. Il club e la famiglia Cipriani effettueranno infatti una donazione a Street Soccer USA, ente benefico partner anche della Lega Serie A, impegnato nella crescita sportiva e sociale di giovani e comunità in contesti difficili.

Portare una leggenda come Ronaldinho sui campi della Serie C significa aprire una nuova era per il calcio ravennate e regalare visibilità internazionale a tutto il movimento.

PAROLE CIPRIANI – «Ho passato 24 anni della mia vita negli Stati Uniti ma considero comunque Ravenna la mia casa. Acquisire Ronaldinho è qualcosa di assolutamente straordinario per il club, era il mio idolo e il suo impatto sul calcio va al di là di quello che ha fatto sul campo».

Il calcio piange Igor Protti: il ricordo commosso di Cristiano Lucarelli: «Mi manchi di già»

Il calcio ricorda Protti: la lettera commovente di Cristiano Lucarelli: «Ora fratello riposa in pace. Mi manchi di già»

La notizia della scomparsa di Igor Protti, morto a 58 anni a causa di un tumore al colon, ha scosso profondamente il mondo del calcio. Un lutto che colpisce non solo chi lo ha ammirato in campo, ma anche chi ha condiviso con lui un pezzo importante di vita e di carriera.

Tra questi c’è Cristiano Lucarelli, compagno di mille battaglie e partner d’attacco nella storica coppia gol del Livorno. L’ex attaccante, legatissimo a Protti, ha affidato ai social una lettera toccante, raccontando gli ultimi momenti vissuti insieme e il valore umano di un amico che per lui è stato molto più di un collega.

Un ricordo che aggiunge ulteriore emozione a una giornata già segnata dal dolore di tutto l’ambiente calcistico, unito nel saluto a una figura simbolo di generosità, umiltà e attaccamento ai colori.

Ultime Notizie Serie A: tutte le novità del giorno sul massimo campionato italiano

Venerdì 12 giugno, ore 9:42. Mentre sono in scooter, mi squilla il telefono. È Igor. “Cri, sono arrivato. E io: “Come, scusa?” “Cri, sono arrivato”. “Scusa, in che senso?” Lui: “Nel senso che l’arbitro sta per fischiare la fine. È questione di ore o di giorni. Se puoi, vieni a casa“.

Sento qualcosa stringermi lo stomaco, un peso improvviso. Fatico a respirare. Vado subito a prendere la macchina e volo da lui. Entro e lo trovo sdraiato sul letto, in soggiorno, con lo sguardo rivolto verso la finestra. La dolcissima Daniela mi dice: “Vi lascio soli”, come se già sapesse che Igor avesse bisogno di parlarmi senza nessun altro presente”.

“Cri, quando succederà, voglio che tu faccia tre cose per me. La prima: voglio che tu riprenda la poltrona che mi hai regalato e la porti a casa tua. Vorrei che, ogni giorno, ti ricordi di quello che siamo stati io e te. La seconda e la terza, insieme a tutto il resto, per ora restano con me …Metterci a piangere, abbracciati su quel letto per diversi minuti, è stato un attimo. Eri leggerissimo: i segni della battaglia contro quella m***a di tumore erano visibilissimi sul tuo corpo. Ma tu non hai mai mollato. Hai portato la tua cucciola all’altare come un leone ferito, proprio come nella doppia finale dei playoff contro il Como: zoppicante, ma presente, perché fino alla fine si resiste“.

Ora fratello riposa in pace. Goditi l’abbraccio con tuo papà, ma subito dopo lassù cerca e saluta anche Miguel il Moro, il Nassi e tutti gli amici della Curva Nord “Paradiso”, compreso gli altri tifosi del Livorno e non solo , che ti hanno amato ma che ci hanno lasciato anche loro negli ultimi anni, e soprattutto domani da Sopra lo stadio goditi lo spettacolo che la città  giustamente ti tributerà , mi manchi di già permalosone….

Moviola Stati Uniti Australia: tutti gli episodi dubbi del match diretto da Felix Zwayer

Moviola Stati Uniti Australia: gli episodi dubbi del match, valido per la seconda giornata dei Mondiali 2026

MoviolaStati Uniti Australia: gli episodi dubbi del match diretto da Felix Zwayer , valido per la seconda giornata dei Mondiali 2026.

Ultime notizie Calcio Estero: tutte le novità del giorno provenienti da tutto il mondo

PRIMO TEMPO

Il primo fallo lo commette McKennie al 4′. Al 7′ calcione di Leckie in netto ritardo su Adams, fallo sì, cartellino no anche se sarebbe stato giusto. Il primo ammonito è Bos al 15′, reo di fermare irregolarmente McKennie sulla fascia, un giallo assolutamente giusto. Non mancano i fischi del direttore di gara nella prima parte perché la sfida è vivace e combattuta. Al 32′ ammonito Circati per imprudenza, strisciata del suo piede su quello di Tillman che lo stava superando sull’interno. Al 38′ scontro testa contro testa tra Freeman e Okon, il gioco si arresta perché entrambi restano a terra. Al 44′ gli Usa raddoppiano con Freeman, segnalazione di fuorigioco sulla risalita della difesa australiana: molti compagni sono oltre la linea, lui no e il 2-0 viene convalidato dal controllo del Var. Cooling break e interruzioni portano a determinare 7 minuti di extra-time. Non poche volte il fischietto tedesco ha visto falli in occasione dei calci d’angoli, quasi sistematicamente interrotti. Polemica al fischio del riposo tra Bos – piuttosto nervoso – e Richards. Si va al riposo con 8 falli a testa, i cartellini sono tutti degli australiani.

SECONDO TEMPO

Il calcio d’inizio degli Usa viene battuto due volte, in entrambe le circostanze viene calciato fuori per guadagnare terreno. Prima lamentela subito di O’Neill che si rivolge all’assistente che non segnala un intervento di Robinson. Anche nella ripresa testata tra due giocatori, sono Balogun il parmense Circati. Primo cartellino per gli Usa a Robinson al minuto 55. Corner per l’Australia, Ream non è d’accordo e il Var gli dà ragione. All’ora di gioco iniziano a vedersi giocatori australiani con i crampi. Qualche contatto di troppo dopo l’hydration break, l’Australia è nervosa perché gli sforzi fatti per rientrare in partita non stanno producendo effetti. Pallone inaspettato, il braccio di Berhalter non viene considerato punibile. Sbracciata di Robinson su Volpato che resta a terra, nessuna sanzione. Irankunda cade in area, un tocco di Richards c’è e rischia qualcosa. A 2 minuti dal 90′ si allacciano Balogun e Souttar, si accendono gli animi, vengono ammoniti entrambi e anche Italiano che si inserisce nella contesa con toni non pacificanti andando a spingere un avversario. Molti capannelli a ogni fischio, la sfida sta sfuggendo di mano all’arbitro proprio nelle battute conclusive. Sono 6 i minuti di recupero, potevano anche essere di più. Al 93′ ammonito Richards che va a tamponare Irakunda, bravo ad auto-lanciarsi. Crampi anche per Zwayer, anche lui ha corso molto. La gara si chiude con questo bilancio: 12 i falli per i padroni di casa, 4 in più da parte degli sconfitti.

Konè dopo l’infortunio: «Questa battaglia è una prova della mia fede e del mio carattere. Sono pronto ad affrontarla»

Konè parla dopo l’infortunio shock: «Questa battaglia è una prova della mia fede E del mio carattere. Sono pronto ad affrontarla»

Dopo il netto 6‑0 del Canada sul Qatar nella seconda giornata del gruppo B dei Mondiali, Ismael Koné ha pubblicato un messaggio sul proprio profilo Instagram per aggiornare i tifosi sulle sue condizioni dopo l’infortunio rimediato durante la gara.

Il centrocampista canadese, di proprietà del Sassuolo, era stato costretto a lasciare il campo nel secondo tempo: un impatto durissimo lo aveva fatto crollare a terra, rendendo necessario l’intervento dello staff medico e l’uscita in barella.

L’immagine del suo abbandono anticipato aveva immediatamente fatto temere il peggio, ma il post pubblicato dal giocatore rappresenta il primo segnale diretto dopo il brutto episodio.

Ultime notizie Calciomercato LIVE: tutte le novità del giorno

LE PAROLE DI KONÉ SUI SOCIAL – «Allah non mi ha mai deluso. Nel corso della mia vita, nemmeno una volta. Quindi perché dovrei dubitare di Lui adesso? Soprattutto sapendo questo. Lui conosce e vede ogni cosa ancora prima che accada. Ha un piano e una visione per ognuno di noi. Questa battaglia è una prova della mia fede in Lui e del mio carattere. E sinceramente sono pronto ad affrontarla, perché Allah non ti darà mai una sfida che non puoi superare, e essere messo alla prova è uno dei doni più grandi che Dio possa concedere. 

Ho sentito tutto il vostro affetto e il vostro sostegno, e sinceramente vi ringrazio di cuore. Non potete nemmeno immaginare quanto io sia grato a tutti coloro che mi hanno scritto e che mi tengono nelle loro preghiere. Ringrazio Dio per questo, perché non tutti hanno la fortuna di ricevere tanto affetto. Ai miei fratelli canadesi: mentre mi sono trasformato in assistente allenatore per sostenervi dalla panchina, volevo farvi sapere che vi voglio bene dal profondo del cuore e che il nostro legame fraterno significa tutto per me. Quello che avete fatto ieri resterà con me per sempre. Tornerò molto presto e continueremo a creare altri ricordi insieme».

Sergio Pellissier sarà il nuovo club manager del Chievo Verona

Sergio Pellissier nuovo club manager del Chievo Verona: il simbolo gialloblù torna per guidare il progetto di rilancio

Il Chievo Verona prosegue nella costruzione dell’organigramma in vista della prossima stagione. Il club scaligero, oggi in Serie D, ha ufficializzato la nomina di Sergio Pellissier come nuovo club manager, aggiungendo un’altra figura di peso dopo l’arrivo del direttore sportivo Matteassi.

Una scelta che rafforza ulteriormente il progetto di rilancio della società gialloblù, pronta a programmare il futuro con una struttura tecnica sempre più definita.

Ultime notizie Calciomercato LIVE: tutte le novità del giorno

COMUNICATO – “L’A.C. ChievoVerona prosegue il proprio percorso di crescita nel segno della continuità e dell’identità che da sempre contraddistinguono il Club. Per questo motivo, Sergio Pellissier, leader carismatico dentro e fuori dal campo e figura di riferimento della storia gialloblù, continuerà a mettere esperienza, competenza e senso di appartenenza al servizio della Società assumendo il ruolo di Club Manager, mantenendo al contempo la carica di Presidente Onorario.

Nella sua nuova veste, Pellissier sarà il punto di raccordo tra società, area sportiva e prima squadra, coordinando i rapporti tra le diverse componenti organizzative, rappresentando il Club nelle attività istituzionali e supportandone lo sviluppo delle relazioni sportive e societarie. Punto di riferimento per giocatori, staff e tifosi, collaborerà con tutte le aree della Società, contribuendo a rafforzare l’unità d’azione e a trasmettere quotidianamente i valori che rappresentano l’essenza del ChievoVerona.

La storia di Sergio Pellissier si intreccia indissolubilmente con quella del ChievoVerona. Con la maglia gialloblù ha disputato oltre 500 partite ufficiali, realizzando 139 reti e diventando il simbolo di un’intera generazione di tifosi. Tra i ricordi più prestigiosi restano le storiche partecipazioni alle competizioni europee, culminate nelle sfide contro Levski Sofia e Stella Rossa, apice del percorso sportivo del Club.

Terminata la carriera da calciatore, Sergio ha continuato a dimostrare il proprio attaccamento ai colori gialloblù, contribuendo in maniera determinante alla rinascita dell’A.C. ChievoVerona e alla costruzione di un progetto ambizioso, fondato sui valori che hanno reso questa realtà un esempio nel panorama calcistico italiano.

Con questo nuovo incarico, il Club rafforza ulteriormente il legame con una delle figure più rappresentative della propria storia, certo che la passione, la competenza e la leadership di Sergio Pellissier continueranno a essere un patrimonio fondamentale per il presente e per il futuro del ChievoVerona”.

Como, Kaiki è a un passo: accordo trovato con il Cruzeiro

Como vicino al colpo Kaiki: accordo definito con il Cruzeiro per il terzino del 2003, ora si limano gli ultimi dettagli

Il Como è ormai ai dettagli per l’arrivo di Kaiki dal Cruzeiro. La trattativa, inizialmente rallentata dai termini di pagamento, si è riaperta nelle ultime ore e ha portato alla definizione della formula: prestito con obbligo di riscatto attorno ai 14‑15 milioni di euro.

Secondo le ultime indiscrezioni, l’intesa tra i due club è totale e il terzino sinistro classe 2003 è pronto a diventare un nuovo giocatore dei lariani.

Ultime notizie Calciomercato LIVE: tutte le novità del giorno

Kaiki, il profilo: 129 presenze col Cruzeiro

Già seguito dal Como nell’ultima sessione invernale, Kaiki è un terzino sinistro del 2003 che in Brasile ha accumulato numeri importanti:

  • 129 presenze
  • 2 gol
  • 10 assist

Nell’ultima stagione si è messo particolarmente in mostra con 32 partite e 4 assist, confermandosi uno dei prospetti più interessanti del Cruzeiro.

Ultimi dettagli e formula dell’operazione

Il Como di Cesc Fàbregas sta per piazzare il primo colpo del mercato estivo. Dopo una fase di stallo, le parti hanno superato gli ostacoli legati ai pagamenti e agli agenti.

Le versioni convergono su una chiusura imminente:

  • prestito con obbligo di riscatto
  • cifra tra 14 e 15 milioni

Un investimento significativo per un giocatore che il Como segue da mesi e che ora è pronto a sbarcare in Serie A.

Malagò incassa anche il sì di AIAC e AIC, Abete duro: «Comunicato di vuoto assoluto»

AIAC e AIC si schierano con Giovanni Malagò, Giancarlo Abete attacca: «Vuoto assoluto nel loro comunicato»

Si avvicinano le elezioni per il nuovo presidente della FIGC: il 22 giugno verrà scelto il successore di Gabriele Gravina, chiamato a raccogliere un’eredità pesante in uno dei momenti più delicati per il calcio italiano.

La corsa potrebbe trasformarsi in una formalità. Dopo la Serie A, anche AIC e AIAC hanno infatti annunciato il loro appoggio a Giovanni Malagò, rafforzandone ulteriormente la candidatura.

Ultime Notizie Serie A: tutte le novità del giorno sul massimo campionato italiano

La reazione di Abete: “Il loro comunicato era il vuoto assoluto”

Lo sfidante Giancarlo Abete ha espresso il proprio disappunto in un’intervista al Corriere della Sera, sottolineando come le due associazioni fossero storicamente vicine alla sua figura.

Senza toccare il virgolettato: “Non so se sono più sorpreso o deluso su una scelta che hanno spiegato con poche parole senza nessun costrutto. Il loro comunicato era il vuoto assoluto”

Parole che fotografano la tensione crescente attorno a una sfida che, numeri alla mano, sembra già indirizzata.

Il bilancio post‑2014 e il crollo della competitività

Abete ha poi ricordato il momento delle sue dimissioni nel 2014, dopo l’eliminazione dell’Italia ai gironi del Mondiale. Da allora, gli Azzurri non hanno più partecipato a una Coppa del Mondo.

Il virgolettato resta invariato: “Se me lo sarei mai immaginato? Neppure nel peggiore degli incubi. Ma con Prandelli, che era il mio ct, avevamo capito che il calcio italiano stava perdendo competitività”

Un passaggio che riporta al centro il tema più urgente per chi guiderà la Federazione: ricostruire un sistema che da anni fatica a ritrovare identità e risultati.

Nuovo Direttore Sportivo Milan: spunta l’idea Domenico Teti, Cardinale e Ibrahimovic valutano il profilo. Ecco chi è

Nuovo Direttore Sportivo Milan: Domenico Teti è l’ultima idea di Cardinale e Ibrahimovic. Chi è, la sua storia

Il rinnovamento dei quadri societari in casa rossonera è uno dei temi più caldi in vista della pianificazione della prossima stagione sportiva. Secondo Gianluca Di Marzio, il Milan sta valutando con grande attenzione l’inserimento di un profilo italiano per assumere la carica di direttore sportivo. L’obiettivo della proprietà è quello di affidare la gestione dell’area tecnica a un professionista che possieda una profonda conoscenza delle dinamiche del calcio nostrano, ma che al contempo vanti un solido bagaglio di relazioni a livello internazionale.

In cima alla lista dei desideri dei vertici di via Aldo Rossi è spuntato nelle ultime ore il nome di Domenico Teti, dirigente di lungo corso reduce da un’importante avventura calcistica nel Regno Unito. La sua candidatura è attualmente oggetto di attente riflessioni da parte del patron Gerry Cardinale e del consulente speciale Zlatan Ibrahimovic, entrambi impegnati in prima persona nel delineare il futuro assetto dirigenziale del club.

Ultime Notizie Serie A: tutte le novità del giorno sul massimo campionato italiano

Le alternative sul tavolo: le piste estere e l’opzione Milan Futuro

La corsa alla poltrona di uomo mercato del club milanese non si limita tuttavia a un solo candidato. La dirigenza rossonera tiene infatti sotto osservazione anche profili internazionali di grande spessore, tra cui spiccano i nomi di Krosche e Ozek, manager stimati per il lavoro svolto nei rispettivi club europei.

Allo stesso tempo, la proprietà non esclude una clamorosa soluzione interna: la scelta potrebbe infatti ricadere su Jovan Kirovski, attuale responsabile e supervisore del progetto Milan Futuro. Una promozione del genere garantirebbe la totale continuità con il lavoro già avviato con la seconda squadra rossonera, valorizzando una risorsa interna già integrata nell’ambiente.

Il profilo di Domenico Teti: i successi in Italia e le esperienze all’estero

Il curriculum professionale di Domenico Teti descrive la figura di un manager eclettico e vincente. Il suo incarico più recente si è sviluppato nella prestigiosa Premier League inglese tra le fila del Wolverhampton, sodalizio in cui ha operato in stretta sinergia con la guida tecnica portoghese Vítor Pereira.

Le sue prime mansioni operative nel mondo del calcio risalgono ai tempi del vivaio dell’Hellas Verona, una fondamentale palestra professionale che ha anticipato il suo trasferimento oltre i confini nazionali per sposare il progetto svizzero del Lugano. In seguito, Teti ha collezionato tappe importanti nei campionati italiani:

  • Sampdoria (2011-2013): ha ricoperto il ruolo di direttore tecnico, contribuendo in modo decisivo all’immediato ritorno dei blucerchiati in Serie A.
  • Novara (2014-2018): ha guidato il mercato della compagine piemontese, centrando la vittoria del campionato di Serie C.

Conclusa la parentesi in Piemonte, il dirigente ha intrapreso un lungo percorso internazionale. Prima dell’approdo in Inghilterra, ha arricchito la propria bacheca conquistando il titolo nazionale a Cipro con l’APOEL Nicosia e ha successivamente svolto compiti di rilievo nei quadri dell’Al-Shabab in Arabia Saudita. Nelle prossime settimane il Milan scioglierà definitivamente le riserve sulla scelta finale.

Baroni nuovo allenatore del Verona, è ufficiale: i dettagli del contratto e il comunicato del club

Baroni nuovo allenatore del Verona, il tecnico torna sulla panchina gialloblù. I dettagli e il comunicato ufficiale

È ormai ufficiale: Marco Baroni torna ad allenare il Verona, sancendo un graditissimo e atteso ritorno che ha subito riacceso l’entusiasmo della tifoseria scaligera. La trattativa, che era nell’aria da diverse settimane, ha trovato la sua definitiva e formale conclusione nel corso delle ultime ore, regalando al club veneto la nuova guida tecnica per i prossimi anni.

Ultime Notizie Serie A: tutte le novità del giorno sul massimo campionato italiano

La risoluzione con il Torino: il passo decisivo per il ritorno

La strada che ha ricondotto il tecnico toscano all’ombra dell’Arena ha richiesto un delicato e preventivo passaggio burocratico con la sua precedente società. L’allenatore ha dovuto formalizzare la risoluzione contrattuale con il Torino, club con cui ha interrotto consensualmente il proprio rapporto lavorativo. Questo accordo di sblocco con la dirigenza granata rappresentava di fatto l’ultimo step prima di tornare a Verona, l’ostacolo formale necessario per potersi legare legalmente e senza vincoli alla sua nuova e vecchia squadra.

L’annuncio sui social e la nota ufficiale dell’Hellas Verona

La società ha voluto gestire l’annuncio della firma in grande stile, sfruttando l’impatto dei canali digitali. I gialloblù hanno annunciato la notizia tramite un post su Instagram di seguito riportato, catturando immediatamente l’attenzione dei supporter e degli addetti ai lavori con una grafica dedicata. Pochissimi minuti dopo l’apparizione del contenuto social, la dirigenza ha provveduto a pubblicare anche il comunicato ufficiale sul proprio portale web, specificando la durata e i dettagli dell’intesa:

“Hellas Verona FC comunica di aver affidato, a partire dal 1° luglio, la conduzione tecnica della Prima Squadra a Marco Baroni, che si è legato al Club fino al 30 giugno 2028, con opzione fino al 2029”.

Fiducia e stabilità: le prospettive del nuovo ciclo scaligero

I termini dell’accordo svelano la chiara intenzione del club di inaugurare un progetto a lungo termine, basato sulla stabilità tecnica e sulla programmazione societaria. Un legame contrattuale fino al 30 giugno 2028, con una clausola che permette il prolungamento per un’ulteriore stagione, dimostra l’assoluta fiducia riposta nelle doti umane e tattiche del mister. Baroni, dal canto suo, conosce già alla perfezione le dinamiche e le ambizioni dell’ambiente veronese. Il tecnico si metterà al lavoro per plasmare la rosa fin dal prossimo ritiro estivo, con l’obiettivo prioritario di tornare in Serie A e valorizzare i giovani talenti a disposizione nell’organico.

Atletico Madrid, colpo in arrivo: accordo totale per Alejandro Grimaldo. Tutti i dettagli sul nuovo acquisto in fascia

Atletico Madrid, Alejandro Grimaldo è pronto ad abbracciare i Colchoneros. Cosa filtra sul nuovo acquisto per la fascia

Il calciomercato estivo internazionale entra improvvisamente nel vivo con una trattativa di primissimo piano sull’asse Spagna-Germania. Come riferito da Fabrizio Romano, l’Atlético Madrid è infatti vicinissimo alla chiusura definitiva del contratto per assicurarsi le prestazioni sportive di Alejandro Grimaldo. Il club colchonero ha accelerato in modo deciso nel corso delle ultime ore per regalare alla guida tecnica un rinforzo di assoluto spessore internazionale sulla fascia sinistra, muovendosi d’anticipo per sbaragliare la folta concorrenza dei principali top club europei.

Ultime notizie Calcio Estero: tutte le novità del giorno provenienti da tutto il mondo

Accordo totale con il giocatore: Grimaldo sposa il progetto dei Colchoneros

I dettagli dell’operazione rivelano che il club spagnolo ha già superato lo scoglio più importante, ovvero quello relativo alle richieste economiche dell’entourage dell’atleta. L’accordo sui termini personali è raggiunto al 100%, sancendo una totale fumata bianca tra i vertici dirigenziali dell’Atlético e gli agenti del calciatore nativo di Valencia.

Grimaldo ha detto sì al progetto tecnico proposto dalla società madrilena, affascinato dall’opportunità di tornare a giocare nella Liga spagnola e di misurarsi con la mentalità e l’agonismo di una squadra costantemente in lotta per i vertici del campionato e per le fasi finali della Champions League. Il giocatore considera la corte dei madrileni come lo snodo ideale per il proseguimento della propria carriera.

Trattativa con il Bayer Leverkusen: cifre e dettagli dell’operazione

Con il totale benestare del terzino spagnolo in tasca, la dirigenza dell’Atlético è ora in trattativa serrata con il Bayer Leverkusen per definire i dettagli burocratici dell’operazione e sigillare definitivamente il trasferimento. I due club stanno discutendo la valutazione del cartellino per trovare la quadra definitiva; l’obiettivo condiviso è quello di raggiungere la fumata bianca sulla base di una cifra superiore ai 10 milioni di euro. I colloqui procedono spediti e in un clima di totale ottimismo, con la sensazione diffusa che gli ultimi dettagli legati ai bonus possano essere limati già nei prossimi giorni.

Un innesto di spessore per lo scacchiere tattico di Madrid

L’innesto del calciatore rappresenterebbe un autentico capolavoro strategico per la formazione di Madrid. Reduce da stagioni straordinarie vissute in Bundesliga, l’esterno abbina una straordinaria qualità tecnica in fase di impostazione a una spiccata propensione offensiva, caratteristica che lo ha reso uno dei laterali più prolifici d’Europa. Per lo scacchiere tattico dei Colchoneros, un profilo con queste caratteristiche garantirebbe una spinta costante sulla corsia mancina, ideale sia per una linea difensiva a quattro che per agire da esterno a tutta fascia a centrocampo. Il conto alla rovescia per l’annuncio ufficiale è ormai iniziato.

×