Pagina 79 – Calcio News 24

Yamal difende la Spagna: «Giornalisti troppo frettolosi, volete già darci per spacciati»

Il talento del Barça verso una maglia da titolare contro l’Arabia Saudita dopo il pari con Capo Verde. L’attacco alla stampa: “Non capite di calcio”

Lamine Yamal è, senza ombra di dubbio, il nome più pronunciato e discusso dell’intero ambiente iberico in questi Mondiali del 2026. L’opinione pubblica e gli addetti ai lavori sono concordi su un punto focale: qualsiasi velleità di sollevare la Coppa del Mondo passa inevitabilmente per le giocate e il talento cristallino dell’esterno del Barcellona.

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In vista della seconda e cruciale giornata del girone contro l’Arabia Saudita, le aspettative sul suo impiego crescono a dismisura. Il grande interrogativo che tormenta il commissario tecnico Luis de la Fuente è legato al suo utilizzo dal primo minuto. Se da un lato il selezionatore ha rassicurato tutti sulle condizioni del ragazzo, dall’altro l’entourage medico e i media vicini alla squadra invitano alla massima prudenza: Yamal non ha ancora i novanta minuti nelle gambe e l’intenzione iniziale era quella di gestirlo con estrema cautela. Tuttavia, la pressione generata dal deludente e inaspettato pareggio all’esordio contro Capo Verde potrebbe costringere lo staff tecnico a forzare i tempi e a gettarlo nella mischia dall’inizio per raddrizzare immediatamente la rotta.

Proprio questo passo falso inaugurale ha scatenato un vero e proprio processo mediatico in patria. Stampa e tifosi hanno immediatamente messo in discussione il reale livello della Roja, alimentando polemiche roventi dopo appena una partita di torneo. Un clima di disfattismo generale che non è affatto piaciuto al gioiello di Mataró.

In un’intervista esclusiva concessa a El País, Yamal ha risposto a tono alle critiche, mostrando una personalità debordante e non lesinando frecciate velenose ai giornalisti sportivi: “Traggo una conclusione molto semplice: voi giornalisti avete troppa fretta di finire il vostro lavoro. Siamo letteralmente alla prima giornata. La Spagna e il Portogallo hanno ottenuto un punto, mentre Argentina e Francia hanno vinto e la gente pensa già che arriveranno entrambe in finale. È una cosa che proprio non riesco a comprendere“.

Il talento spagnolo ha poi rincarato la dose, difendendo a spada tratta il gruppo e respingendo le stroncature: “Invece di godervi semplicemente le partite, volete trarre subito delle conclusioni. Per voi la Spagna è malissima, ma per chi capisce veramente di calcio non è affatto così. Ricordatevi bene che fino al 19 luglio non saprete chi vincerà la coppa, mentre voi pretendete di saperlo già oggi“.

Eloy Room nella leggenda: 15 parate contro l’Ecuador e record assoluto eguagliato

Il portiere di Curaçao regala il primo storico punto alla sua nazionale nello 0-0 contro i sudamericani e scherza: “Credo di meritare una statua”

Eloy Room è entrato di diritto nella storia della Coppa del Mondo. Con una prestazione ai limiti del paranormale, il portiere trentasettenne ha trascinato Curaçao a uno storico pareggio per 0-0 contro l’Ecuador, regalando alla nazione caraibica il primissimo, indimenticabile punto in una rassegna iridata. Un riscatto clamoroso per il Gruppo E, soprattutto dopo il pesante 7-1 incassato all’esordio contro la Germania. Ma a rubare letteralmente la scena sono i numeri irreali dell’ex estremo difensore del PSV, oggi in forza al Miami FC (nella seconda divisione statunitense): 15 parate in una sola partita.

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Questo dato eguaglia il record assoluto in un match dei Mondiali, stabilito dall’eroe americano Tim Howard negli ottavi di finale del 2014 contro il Belgio. Tuttavia, l’impresa di Room ha un sapore ancora più eccezionale: a differenza di Howard, che accumulò le sue 15 parate includendo i tempi supplementari e subendo due reti, il portiere di Curaçao ci è riuscito nei classici 90 minuti di gioco e mantenendo la porta inviolata. Un muro insuperabile contro cui si è schiantato l’attacco ecuadoriano, capace di scagliare ben 25 tiri e generare un incredibile dato di Expected Goals (xG) pari a 3.08.

Nominato inevitabilmente Player of the Match – il primo nella storia del suo Paese – Room non ha perso il senso dell’umorismo a fine gara: “Sono un po’ seccato per non aver superato il record di Tim Howard, ma credo che stesse sudando freddo davanti alla TV perché ci sono andato davvero vicino! A questo punto credo di meritarmi una statua“.

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Oltre ai toni scherzosi, il portiere ha voluto esaltare lo sforzo collettivo dei compagni guidati da Dick Advocaat: “Non avrei mai potuto farcela da solo, abbiamo lottato uniti: difensori, centrocampisti e attaccanti. Questo primo punto significa tutto per noi, ha il sapore di una vittoria. Considerando il lungo viaggio che abbiamo affrontato per arrivare fin qui, aver dimostrato un cuore del genere è semplicemente irreale“.

Ora Curaçao può sognare l’impossibile: il risultato tiene incredibilmente vive le speranze di qualificazione agli ottavi di finale, a patto di trovare un’altra impresa nell’ultima, decisiva sfida contro la Costa d’Avorio.

Milan, stallo dirigenziale e mercato fermo: Amorim attende una struttura chiara. Kirovski fatica a parlare con Ibrahimovic!

Milan, stallo dirigenziale e mercato fermo: Amorim attende una struttura chiara, mentre Kirovski non riesce a mettersi in contatto con Ibrahimovic

È una fase di forte incertezza per il Milan. Con l’estate ormai iniziata e il ritiro distante circa 20 giorni, il club rossonero continua a non avere una struttura dirigenziale completamente definita. Ruben Amorim è stato ufficializzato come nuovo allenatore, ma restano ancora scoperte figure centrali come quelle del direttore tecnico e del direttore sportivo.

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Una situazione che inevitabilmente si riflette anche sul mercato, ancora fermo e senza una linea operativa chiara. Secondo quanto riportato da La Gazzetta dello Sport, in casa rossonera non si muove praticamente nulla, al netto delle operazioni legate a Milan Futuro, come l’arrivo di Guernier, e del rientro di Francesco Camarda alla base per quanto riguarda la prima squadra.

Milan, mercato bloccato e nodo bilancio

Il quadro è reso ancora più complesso dalla mancata qualificazione alla prossima Champions League, che priverà il Milan di introiti fondamentali. Per evitare un possibile rosso di bilancio, il club potrebbe essere costretto a cedere alcuni giocatori prima di poter affondare su nuovi acquisti.

In questo scenario, il mercato rischia di restare sospeso tra idee, contatti e valutazioni non ancora trasformate in trattative concrete. La presenza di Zlatan Ibrahimovic, senior advisor di RedBird, non sembra al momento bastare per dare una direzione immediata alla quotidianità rossonera.

Milan, Kirovski e il vuoto di potere

La Gazzetta dello Sport racconta anche un retroscena legato a Jovan Kirovski, candidato a una promozione in un ruolo più centrale nella dirigenza. Lo stesso dirigente starebbe però faticando ad avere contatti costanti con Ibrahimovic, attualmente impegnato come opinionista televisivo durante i Mondiali.

Il risultato è una sensazione di vuoto gestionale che coinvolge anche i rapporti istituzionali. Non è ancora chiaro chi rappresenterà il Milan all’assemblea elettiva della FIGC per la scelta del nuovo presidente. Dovrebbe esserci Paolo Scaroni, mentre la presenza di Gerry Cardinale non è confermata.

Nessun vertice rossonero, inoltre, dovrebbe partecipare alla cena informale tra club che precederà l’assemblea, alla quale hanno invece aderito le altre big della Serie A. Un altro segnale di una fase delicata, in cui il Milan deve ancora ritrovare riferimenti, chiarezza e operatività.

Antognoni consiglia Vlahovic: «Resti alla Juve! Nico Paz interessante, Yildiz ha qualità importanti»

Antognoni consiglia Vlahovic: «Resti alla Juve! Nico Paz interessante, Yildiz ha qualità importanti». Le parole dell’ex Fiorentina

Giancarlo Antognoni torna a parlare del suo rapporto con la Fiorentina e lo fa in un’intervista concessa a La Stampa. L’ex bandiera viola ha spiegato i motivi della sua assenza al centenario del club, una scelta maturata da tempo e legata al rapporto con l’attuale proprietà.

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Antognoni ha chiarito la propria posizione con parole nette: «Non è una decisione presa oggi. L’avevo già maturata cinque anni fa, quando sono andato via. Mi ero detto che non sarei tornato finché fosse rimasta la stessa proprietà. La proprietà è la stessa e quindi la mia posizione non cambia».

Antognoni Fiorentina, il legame con i tifosi resta forte

L’ex campione viola ha ammesso che la sua decisione potrebbe dispiacere a una parte della tifoseria, ma ha ribadito che il suo rapporto con la Fiorentina non verrà mai meno. Sull’eventuale delusione dei tifosi ha aggiunto: «Qualcuno sicuramente sì, e mi spiace. Però spero capiscano anche il mio stato d’animo. Il mio legame con la Fiorentina non cambierà».

Parole che confermano una frattura ancora aperta con la società, ma non con la città e con il popolo viola, a cui Antognoni resta profondamente legato.

Antognoni, da Nico Paz a Yildiz: il giudizio sui giovani talenti

Nel corso dell’intervista, Antognoni ha parlato anche dei talenti più interessanti del calcio italiano, soffermandosi su Nico Paz e Kenan Yildiz. Il suo giudizio è stato chiaro: «Nico Paz è un giocatore molto interessante, Yildiz ha qualità importanti: finale di stagione difficile e mondiale sfortunato, ma è uno dei talenti tecnici più promettenti. Può fare il 10, l’11, può giocare praticamente ovunque».

Antognoni, il consiglio a Vlahovic

Chiusura dedicata a Dusan Vlahovic, vicino alla scadenza contrattuale con la Juventus. Antognoni gli ha dato un consiglio molto diretto: «Di restare alla Juventus! Dusan è un giocatore importante, uno che fa gol. Attaccanti con quelle caratteristiche non se ne trovano tanti. Ma bisogna saperlo prendere. Farlo sentire importante. Coccolarlo anche dal punto di vista umano. Non credo sia una questione economica, per lui. E’ un ragazzo che ha bisogno di fiducia».

Roma, Davis tra le opzioni per completare l’attacco

Il centravanti dell’Udinese Davis piace ai giallorossi: può essere l’alternativa ideale a Malen per Gasperini

La Roma continua a muoversi sul mercato per costruire una rosa competitiva in vista della prossima stagione. Dopo aver concentrato le proprie attenzioni sugli esterni offensivi e sulla trequarti, il club giallorosso sta valutando anche l’inserimento di un nuovo attaccante che possa affiancare Donyell Malen e offrire a Gian Piero Gasperini maggiori soluzioni nel reparto avanzato.

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Tra i profili finiti sul taccuino della dirigenza capitolina c’è quello di Keinan Davis, attaccante di proprietà dell’Udinese. Secondo quanto riferito da La Gazzetta dello Sport, l’inglese rappresenterebbe una soluzione con caratteristiche differenti rispetto a quelle dell’attaccante olandese.

Davis conosce già molto bene la Serie A, un aspetto che potrebbe favorire un inserimento rapido all’interno del gruppo. La sua struttura fisica e la capacità di giocare spalle alla porta lo rendono un attaccante utile nel lavoro di sponda, nella protezione del pallone e nel creare spazi per gli inserimenti dei compagni.

L’obiettivo della Roma non sarebbe quello di acquistare un titolare, bensì un elemento affidabile e pronto ad accettare il ruolo di alternativa. Con una stagione ricca di impegni e il ritorno in Champions League, avere ricambi di qualità sarà fondamentale per mantenere alto il livello della squadra.

Al momento non risultano trattative avanzate con l’Udinese, ma il nome di Davis resta tra le opzioni concrete valutate dalla società per rinforzare il reparto offensivo.

Manchester City Rodri, rinnovo congelato: il futuro resta un rebus

Trattativa in pausa, lo spagnolo Rodri potrebbe lasciare il club a parametro zero nel 2027 senza accordo sul rinnovo

Il futuro di Rodri al Manchester City è ancora tutto da definire. Nonostante il club inglese abbia presentato una proposta di rinnovo diversi mesi fa, le parti non hanno ancora raggiunto un’intesa definitiva. Una situazione che mantiene aperti numerosi scenari in vista delle prossime stagioni.

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Secondo quanto riportato da Fabrizio Romano, il dialogo tra il centrocampista spagnolo e la società campione d’Inghilterra non si è interrotto, ma al momento sarebbe entrato in una fase di stand-by. Nessuna rottura, dunque, ma nemmeno sviluppi concreti che possano avvicinare la firma sul nuovo accordo.

Il fattore tempo, in questo caso, gioca a favore di entrambe le parti. L’attuale contratto di Rodri con il Manchester City scadrà infatti nel giugno del 2027, una data che consente ancora ampi margini di manovra per trovare un punto d’incontro e programmare il futuro con serenità.

Tuttavia, l’assenza di un accordo potrebbe inevitabilmente attirare l’attenzione dei principali club europei. Se la situazione dovesse rimanere invariata nei prossimi mesi, il regista della nazionale spagnola avrebbe la possibilità di valutare nuove opportunità e, nello scenario più estremo, lasciare il City da svincolato alla scadenza del contratto.

Per ora non ci sono decisioni definitive, ma il dossier rinnovo resta aperto e continua a essere uno dei temi più delicati in casa Manchester City.

Napoli in pole per Norton-Cuffy: il Genoa fissa il prezzo

Il club azzurro accelera per l’esterno inglese Norton-Cuffy, seguito anche dalla Fiorentina. Servono 20 milioni di euro

Il futuro di Brooke Norton-Cuffy potrebbe essere lontano dal Genoa. Dopo una stagione caratterizzata da una crescita costante e da prestazioni sempre più convincenti, il giovane esterno inglese è diventato uno dei profili più apprezzati sul mercato italiano. Le sue qualità atletiche, unite alla capacità di coprire tutta la fascia, hanno attirato l’attenzione di diversi club di Serie A.

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Tra le società maggiormente interessate figurano Napoli e Fiorentina, entrambe alla ricerca di rinforzi per la prossima stagione. Tuttavia, nelle ultime ore, il club partenopeo sembra aver compiuto passi concreti in avanti nella corsa al giocatore, posizionandosi davanti alla concorrenza.

Secondo le ultime indiscrezioni di TMW, la dirigenza azzurra starebbe valutando seriamente l’investimento per regalare a Massimiliano Allegri, indicato come futuro allenatore del Napoli, un elemento giovane ma già pronto per il massimo campionato. Norton-Cuffy rappresenterebbe infatti un’opzione importante per aumentare qualità e profondità sulle corsie esterne.

Dal canto suo, il Genoa non avrebbe intenzione di fare sconti. La valutazione del cartellino si aggira infatti tra i 18 e i 20 milioni di euro, cifra ritenuta congrua per un giocatore dal grande potenziale. L’eventuale trasferimento avverrebbe esclusivamente a titolo definitivo, senza formule alternative.

Germania in ansia per Schlotterbeck. Nagelsmann: «La situazione non promette bene»

Il difensore del Dortmund ha stretto i denti dopo un infortunio alla caviglia al 13′ del match contro la Costa d’Avorio. Sostituito all’intervallo, ora si attende l’esito della risonanza magnetica

La vittoria in extremis per 2-1 contro la Costa d’Avorio, nel secondo match della fase a gironi dei Mondiali, lascia uno strascico di profonda preoccupazione in casa Germania. L’allarme riguarda le condizioni fisiche di Nico Schlotterbeck, vittima di un infortunio che rischia di comprometterne seriamente il prosieguo del torneo.

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Tutto è accaduto al 13′ del primo tempo. Durante un contrasto di gioco con l’ivoriano Amad, il difensore in forza al Borussia Dortmund ha subìto una brutta torsione della caviglia sinistra. Lo staff medico tedesco è intervenuto tempestivamente, applicando del ghiaccio sulla zona dolorante. Mentre dagli spalti piovevano cori di incoraggiamento col suo nome, Antonio Rüdiger ha iniziato a scaldarsi a bordo campo, pronto a subentrare.

Tuttavia, dimostrando un attaccamento alla maglia encomiabile, Schlotterbeck ha deciso di stringere i denti ed è rimasto sul terreno di gioco. Con il passare dei minuti, però, la sua andatura claudicante ha reso evidente a tutti quanto stesse soffrendo. Durante il primo cooling break, il centrale ha ricevuto ulteriori cure e tutto lasciava presagire un cambio imminente. Il commissario tecnico Julian Nagelsmann si era già confrontato con Rüdiger, eppure il difensore ha resistito stoicamente fino al fischio di fine primo tempo, rendendosi persino protagonista di un eccellente intervento difensivo su Bonny al 45’+4′.

Rientrati negli spogliatoi, la sostituzione con il centrale del Real Madrid è diventata inevitabile. Nel post-partita, ai microfoni della ZDF, Julian Nagelsmann ha tracciato un quadro poco confortante: “Ha un problema al legamento collaterale mediale, domani dovrà sottoporsi a una risonanza magnetica. Di certo la situazione non sembra per niente buona, purtroppo“.

Il CT ha anche spiegato i motivi che hanno spinto lo staff a mantenere in campo il giocatore per quasi quaranta minuti dopo l’infortunio iniziale: “Alla fine, la scelta di restare sul terreno di gioco e la valutazione su quanto si possa ancora performare spettano in gran parte al giocatore stesso. E devo dire che, fino all’intervallo, Nico si è comportato in modo eccellente“.

Ora tutta la Germania attende col fiato sospeso il verdetto strumentale: il rischio di aver perso un perno della difesa è concreto.

Spagna Arabia Saudita, crocevia Mondiale: quando Juanito regalò il punteggio pieno alle Furie Rosse

A 20 anni dalla sfida in Germania, Spagna e Arabia Saudita si ritrovano appaiate a un punto. Nel 2006 fu il difensore del Betis a decidere il match

Oggi i riflettori si accendono su una sfida cruciale per le sorti di questo torneo: Spagna e Arabia Saudita si affrontano in un match che non ammette ulteriori passi falsi. Entrambe le formazioni si presentano all’appuntamento con un solo punto in classifica, rendendo questa partita un vero e proprio scontro ad altissima tensione per il prosieguo del Mondiale. Un copione decisamente più drammatico e teso rispetto all’incrocio di esattamente vent’anni fa.

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Bisogna infatti riavvolgere il nastro fino al Mondiale del 2006 in Germania per ritrovare questo affascinante testa a testa. All’epoca, il contesto era radicalmente opposto. Le due squadre si affrontarono nella terza e ultima giornata del Gruppo H. La Spagna, guidata dal saggio Luis Aragonés, era già aritmeticamente sicura della qualificazione agli ottavi e scese in campo con una formazione ampiamente rimaneggiata per far rifiatare i titolarissimi. L’Arabia Saudita, dal canto suo, cercava l’impresa impossibile. Nonostante il massiccio turnover, le Furie Rosse riuscirono a imporsi di misura per 1-0, chiudendo il raggruppamento a punteggio pieno, con tre vittorie su tre, e confermandosi tra le schiacciasassi della prima fase.

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A decidere quella sfida di Kaiserslautern non fu uno dei tanti fuoriclasse offensivi a disposizione della Roja, bensì un difensore: Juanito. Al secolo Juan Gutiérrez Moreno, Juanito era un centrale difensivo roccioso, affidabile e tremendamente efficace. Autentica bandiera e capitano del Real Betis di Siviglia—con cui aveva sollevato la Coppa del Re l’anno precedente—rappresentava la quintessenza del difensore “operaio”: grinta inesauribile, intelligenza tattica e, soprattutto, un’eccellente abilità nel gioco aereo.

E fu proprio la sua specialità della casa a sbloccare e decidere il match. Al 36′ del primo tempo, sfruttando una perfetta punizione tagliata calciata dal compianto José Antonio Reyes, Juanito svettò imperiosamente a centro area, trafiggendo il portiere saudita con un colpo di testa potente e preciso. Quel gol rimane la sua gemma più preziosa in maglia nazionale, il meritato premio per un gregario di lusso in una generazione ricca di talenti stellari. Oggi, con l’urgenza assoluta di fare tre punti, la Spagna va a caccia di nuovi eroi.

Elezioni FIGC, Abete va dritto: «Mancato un programma condiviso, resto in corsa»

L’attacco di Abete al governo sui fondi giovanili: «Sottratti 10,8 milioni a pochi giorni dal voto. In LND solo un comitato per Malagò, attendo l’esito»

Si avvicinano le elezioni in FIGC. Uno dei due candidati, Giancarlo Abete, ha concesso un’intervista a La Gazzetta dello Sport.

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É PRONTO «Certamente, non è la prima assemblea elettiva alla quale partecipo. Spesso sono incontri piuttosto movimentati, quello di domani mi auguro sia l’occasione per un confronto in cui possano emergere contenuti più che persone. Di certo questa assemblea evidenzia una situazione in movimento sul versante del rapporto fra le componenti: venivamo dall’unanimità per Gravina eletto con il 98%, adesso si riprende un percorso più dialettico che spero promuova una logica di sistema meno corporativista».

C’É STATO UN CONFRONTO «No ed è stata per me un’occasione persa, sarà necessario farlo dopo. Anche per questo porterò avanti la mia candidatura fino alla fine: se ci fosse stato un percorso condiviso avremmo potuto individuare un’unica persona, ma così non è stato».

AIC E AIAC CON MALAGO’ «Dopo le elezioni cercheremo di capire il perché di questa scelta, visto che finora non lo hanno spiegato. Se mi sono fatto un’idea delle motivazioni? Diciamo che penso alcune cose, ma mi astengo dal dirle».

IL PASSO INDIETRO «Premesso che non c’è un rapporto tra la mia candidatura e un’idea di scontro personale con Malagò, è mancato un programma condiviso, un’assunzione di responsabilità delle componenti e visto che siamo in una logica democratica io vado dritto, fino alla fine. Punto a dare contenuto a una proposta di politica sportiva e favorire, a questo punto a posteriori, il confronto. E poi c’è gente che è partita dal 5-6% e adesso governa l’Italia, altrimenti che democrazia sarebbe?».

SARA’ ALL’OPPOSIZIONE «Si va in Consiglio federale in una logica sempre propositiva, vogliamo tutti il bene del calcio. Ovviamente saremo pronti a dare il nostro contributo per restituirgli una dimensione vincente e una reputazione migliore».

IL GOVERNO HA TOLTO FONDI AI VIVAI «Non posso che criticarlo, questo provvedimento ha drenato l’1% delle risorse dei diritti tv per darlo alla Serie A femminile, dove 9 delle 12 società sono le stesse che quei soldi li erogano. Sono allineato con il vicepresidente della Lega Pro Zola, servono interventi mirati per i giovani. Il ministro Abodi ha fatto sapere che ci saranno opportunità nei prossimi mesi, ma lo sentiamo dire da qualche anno e non abbiamo visto niente. Certo, se a pochi giorni dalle elezioni esce fuori che alla federazione viene meno l’1% dei diritti tv e che la finalizzazione è riservata a 12 squadre, uno alza le mani e dice “signori, io vivo in un mondo diverso”… Chiunque diventerà presidente non ne sarà contento, visto che si troverà 10,8 milioni di euro in meno».

LA LND HA Il 34% «Tolta la dichiarazione di voto di uno dei comitati regionali (la Lombardia, ndr) che si è espresso per Malagò, a me non risultano altri tipi di situazioni. Io ho operato come mia abitudine spiegando a tutti nel dettaglio il mio programma, non ho inseguito nessuno e non ho fatto inseguire nessuno da parte di amici, perché io credo nella libertà di voto dei soggetti. Non ho stressato nessuno creandogli disagio a livello personale, cosa quanto mai spiacevole, quindi attendo serenamente il risultato del voto. Io cerco di dare un contributo al sistema, poi è naturale che nel momento in cui il risultato fosse di un certo tipo lo rispetterò. Spero solo che qualunque sia l’esito si cominci davvero a parlare dei problemi e non si facciano solo comunicati e proclami».

L’Inter di Chivu prende forma: assalto a Ndicka per blindare la difesa

Chivu disegna il 3-5-2 della prossima stagione. La Roma valuta l’ivoriano 40 milioni per fare cassa entro il 30 giugno. Sul taccuino avanzano Palestra e Solet

L’Inter della prossima stagione, sotto la nuova guida di Cristian Chivu, sta prendendo forma partendo dalle fondamenta: le manovre di mercato più imponenti stanno infatti ridisegnando la difesa.

La Gazzetta dello Sport scrive oggi che il reparto arretrato dovrà essere la base solida su cui la squadra campione d’Italia punterà per confermarsi in patria e per cercare il rilancio in Champions League. In quest’ottica, il profilo considerato più convincente per sostituire il probabile partente Stefan De Vrij è quello di Evan Ndicka.

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Il centrale ivoriano della Roma rappresenta una scelta di primissima fascia per la dirigenza nerazzurra. Conosce molto bene la Serie A, campionato in cui milita da tre stagioni dopo essere stato prelevato dall’Eintracht Francoforte per 28 milioni di euro, e vanta una solida ed estesa esperienza in campo continentale, con 58 presenze in Europa League e diverse apparizioni in Champions League.

Destinato a compiere 27 anni il prossimo 20 agosto, Ndicka si trova nel pieno della sua maturità calcistica e possiede le caratteristiche fisiche e tecniche perfette per il modulo di Chivu: 192 centimetri di altezza, piede sinistro educato e grande abilità come colpitore di testa.

La potenziale operazione si intreccia inevitabilmente con le stringenti necessità finanziarie della società giallorossa. Entro lo spartiacque del 30 giugno, la dirigenza americana deve registrare 60 milioni di euro in plusvalenze per rispettare i rigidi paletti imposti dal Fair Play Finanziario.

Il cartellino di Ndicka è valutato intorno ai 40 milioni di euro, una cifra importante che tiene conto anche di una percentuale sul prezzo di vendita destinata al giocatore stesso e al suo entourage.

Nel frattempo, l’Inter si conferma una delle società più attive in questa fase di mercato e non si ferma a un solo obiettivo. Per il reparto difensivo si continua a lavorare su Oumar Solet dell’Udinese, con un gap di circa 5 milioni considerato ampiamente colmabile. Sulla corsia di destra, per sostituire il vuoto lasciato da Dumfries, l’arrivo di Marco Palestra sembra ormai in fase di chiusura.

A centrocampo, infine, il mirino è puntato su Curtis Jones: l’affondo decisivo per il britannico scatterà non appena si riuscirà a sbloccare l’uscita di Davide Frattesi in direzione Nottingham.

Savicevic tra Milan e Mondiale: «Ronaldo lasci la Nazionale. Leao? Non lo capisco»

L’ex fuoriclasse a ruota libera in formato intervista: boccia l’indennizzo per il nuovo ds, elogia la Francia di Mbappé e avverte l’Italia sui veri problemi del calcio

Sul campo era il Genio. Dejan Savicevic ha regalato momenti di calcio incantevole (su tutti il gol al Barcellona nella finale Champions del 1994), nel Milan e non solo. Ecco le sue opinioni espresse a La Gazzetta dello Sport.

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IL MILAN FUORI DALLA CHAMPIONS «Non me l’aspettavo. Consideravo scontato entrare in Champions, poi mi sono ritrovato quinto all’improvviso».

LA COLPA «Mah, la colpa per me è stata più dei giocatori che dell’allenatore. Mi spiace per Allegri che sia finita così: è bravo, non meritava tutto questo».

L’ERRORE PRINCIPALE «Non vendere Leao».

NON ARRIVANO GRANDI OFFERTE «Sì, ma io non capisco quel ragazzo. Dicono sia interessato più alla musica che al calcio, non so se sia vero. Di sicuro, lo lascerei andare. Mi sembra che sarebbe meglio per tutti».

KROSCHE «Pagare per Krösche? Andiamo… non è mica Ancelotti».

IL MONDIALE «Sì. Voglio aspettare a giudicare questa formula, ma alla fine contano i guadagni. Non si può accontentare tutti».

CHI GLI PIACE «La Francia. E vedo sempre volentieri Mbappé: mi sembra sempre il più forte».

MESSI «Non pensavo potesse ancora giocare così. Ha avuto ragione lui, anche se due gol su tre sono errori del portiere dell’Algeria, il figlio di Zidane».

CR7 «Se non capisci questo, non capisci di calcio. Messi è 70% talento e 30% applicazione, Cristiano il contrario. Con l’età il fisico cala e solo il talento ti tiene in piedi».

DEVE SMETTERE «Con la Nazionale sì. Potrebbe concentrarsi sul club e fare mille gol. La gente ricorda sempre l’ultima cosa che hai fatto».

MONTELLA «Mi dispiace per Montella. È uno dei pochi tecnici italiani con mentalità offensiva».

LE ELEZIONI IN FIGC «Non cambierà nulla. Il problema non è il presidente, sono i giocatori e il modo di allenarli. I ragazzi non dribblano più, fanno due tocchi e vanno sull’esterno. E i grandi difensori italiani di una volta dove sono finiti?».

ADZIC «C’era Adzic, ma ha giocato troppo poco nella Juve. Dopo il gol all’Inter mi aspettavo diventasse titolare, invece nulla».

É LENTO «Calma. Prima facciamolo giocare, poi vediamo».

I SUOI DRIBBLING «Io ho sempre dribblato, molto più in strada che in campo. Ho cominciato a giocare per davvero solo a 15 anni».

Tottenham all’assalto di Tonali: prima offerta da 75 milioni, il Newcastle ne chiede 85

Sandro Tonali nel mirino del Tottenham: prima mossa è da 75 milioni, il Newcastle non scende da 85

Sandro Tonali rischia di diventare uno dei nomi più caldi dell’estate. Il centrocampista italiano è finito al centro delle strategie del Tottenham, che ha già avviato i contatti con il Newcastle e ora è entrato in una fase più avanzata della trattativa.

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Gli Spurs hanno presentato una prima offerta da 75 milioni di sterline, mentre il Newcastle valuta il giocatore intorno agli 85 milioni. La distanza non è enorme e, secondo le sensazioni, nei prossimi giorni potrebbe arrivare un’intesa attorno agli 80 milioni.

City e Arsenal osservano: possibile rilancio?

Non c’è però solo il Tottenham. Anche Manchester City e Arsenal seguono con attenzione l’evoluzione della situazione. Entrambi i club apprezzano il profilo del classe 2000 e restano alla finestra per capire se sarà necessario intervenire e rientrare nella corsa.

Una trattativa destinata a scaldarsi

Con tre big inglesi interessate e il Newcastle pronto a monetizzare, il dossier Tonali è destinato a diventare uno dei temi centrali del mercato Premier League. Il Tottenham è in vantaggio, ma la partita è tutt’altro che chiusa.

Mondiali, Curaçao fa la storia: primo punto contro l’Ecuador. Il Giappone travolge ed elimina la Tunisia

Mondiali, Curaçao riscrive la storia: primo punto contro l’Ecuador. Giappone travolgente, Tunisia eliminata

Nuova sorpresa ai Mondiali. Curaçao, la nazione più piccola mai qualificata alla competizione, conquista il primo punto della sua storia fermando l’Ecuador sullo 0‑0. Il Giappone invece ha sconfitto 4-0 la Tunisia eliminandola dalla competizione.

La firma sul risultato è tutta di Eloy Room, 37 anni, autore di 15 parate: il secondo dato più alto mai registrato in un match mondiale. Una prestazione monumentale che tiene in vita la squadra di Dick Advocaat dopo il pesante 7‑0 incassato dalla Germania all’esordio.

Entrambe le nazionali salgono a quota 1 punto: l’ultima giornata sarà decisiva per una qualificazione in salita.

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Ecuador sprecone: 27 tiri, 15 nello specchio, zero gol

Le statistiche raccontano una partita a senso unico, ma senza reti. L’Ecuador chiude con 27 conclusioni, di cui 15 in porta, senza riuscire a superare il portiere del Miami FC, club che milita nella seconda divisione statunitense.

Room è decisivo su Enner Valencia, mentre nel finale è la traversa a negare il gol a Preciado. Male Pervis Estupiñán, mentre Curaçao festeggia un punto storico che ribalta il morale dopo il debutto traumatico.

Giappone travolgente: 4‑0 alla Tunisia e record asiatico

Nell’altro match del girone, il Giappone domina la Tunisia con un netto 4‑0, firmando la vittoria più ampia mai ottenuta da una nazionale asiatica ai Mondiali.

La squadra di Moriyasu indirizza subito la gara con Kamada e Ueda, poi dilaga nella ripresa con Junya Ito e la doppietta dello stesso Ueda. Prestazione totale: controllo del gioco, ritmo alto e tante occasioni create.

Per la Tunisia arriva invece l’eliminazione matematica: due sconfitte, nove gol subiti e nessuna possibilità di rientrare in corsa.

Pagelle Germania Costa d’Avorio: Undav eroe dalla panchina, Adingra spreca il match point! I TOP e i FLOP

Pagelle Germania Costa d’Avorio, i Top e i Flop tra i protagonisti del match, valido per la seconda giornata dei Mondiali 2026

Pagelle Germania Costa d’Avorio: i Top e i Flop dei protagonisti del match, valido per la seconda giornata dei Mondiali 2026, vinto dalla formazione di Nagelsmann nel finale col punteggio di 2-1

I TOP

  • Deniz Undav (Germania): + l’eroe assoluto della serata. Entra al 60′, sul risultato di 1-0 per la Costa d’Avorio, e spacca letteralmente la partita. Prima firma il pareggio al 68′ insaccando al volo un cross di Amiri, poi fa esplodere i tifosi tedeschi al 94′ con il gol del definitivo 2-1, dimostrando grande freddezza in area. Man of the match. Partirà titolare alla prossima visto che è il capocannoniere della squadra?
  • Yahia Fofana (Costa d’Avorio): Il portiere ivoriano disputa una grande partita, tenendo a galla i suoi in più di un’occasione. Da segnalare i suoi interventi decisivi su Havertz (al 10′), il salvataggio sul tiro a incrociare di Brown (all’89’) e un’altra parata importante su Amiri nel finale (90′). Cade solo sotto i colpi di un inarrestabile Undav.
  • Yan Diomande (Costa d’Avorio): l’esterno ivoriano del Lipsia è una spina nel fianco per la difesa tedesca, in particolare per Kimmich, che fatica costantemente a contenerlo. È lui a propiziare il gol del vantaggio ivoriano: sgasa sulla fascia sinistra, supera Kimmich e mette in mezzo il pallone che, dopo un batti e ribatti, Kessié spedisce in rete. Un fattore sulla fascia sinistra. Cala decisamente nella ripresa, posizionato sulla destra non è altrettanto convincente e fisicamente ne ha sempre di meno
  • I cambi di Julian Nagelsmann: il commissario tecnico azzecca la mossa vincente. Il triplo cambio al 60′ (dentro Undav, Amiri e Leweling per Musiala, Sané e Pavlovic) cambia l’inerzia della gara. Il gol del pareggio è confezionato interamente dai subentrati: cross di Amiri e gol di Undav.

I FLOP

  • Joshua Kimmich (Germania): serata da dimenticare per il capitano tedesco, che va clamorosamente in affanno contro la velocità di Diomande. In occasione del gol ivoriano si fa saltare troppo facilmente dal diciannovenne del Lipsia. Una prestazione difensiva al di sotto dei suoi standard, che fa arrabbiare anche il c.t. Nagelsmann (vistosamente nervoso a bordocampo).
  • Simon Adingra (Costa d’Avorio): Il suo ingresso in campo al 75′ (al posto di Amad Diallo) non porta i frutti sperati. All’88’, in una fase cruciale del match in cui la Costa d’Avorio avrebbe bisogno di pungere per alleggerire la pressione, compie un clamoroso errore: servito da Pepé in ottima posizione, invece di calciare di prima intenzione decide di stoppare il pallone, facendosi recuperare dalla difesa tedesca e vanificando una potenziale occasione da gol.
  • Aleksandar Pavlovic (Germania): centrocampista del Bayern Monaco, incide poco nella manovra tedesca. Si fa notare più per un gol annullato al 22′ per una carica sul portiere Fofana che per il suo apporto in cabina di regia. Viene sostituito al 60′ in blocco con Musiala e Sané per dare una scossa alla squadra.

Germania Costa D’Avorio, la partita di Kessié: il focus sulla prestazione del centrocampista

Germania Costa D’Avorio, la partita di Kessié: ecco l’analisi completa della prestazione del centrocampista nella seconda gara del Mondiale 2026

Uno dei protagonisti annunciati di Germania Costa d’Avorio, la gara del secondo turno del gruppo E al Mondiale 2026, è senza dubbio Frank Kessié, centrocampista ivoriano che in Italia ha indossato le maglie di Cesena, Atalanta e Milan. Ecco la nostra analisi sulla sua partita.

PRIMO TEMPO

Campione d’Italia con il Milan nel 2022, Kessie da 3 anni gioca in Saudi Pro League e non è un segreto che la Serie A lo attragga per una nuova esperienza. Nella Costa d’Avorio, Il Presidente gioca in mezzo accanto a Sangaré nel 4-4-2. Il primo pallone lo tocca andando in profondità, la partenza è però oltre la linea di difesa tedesca, fuorigioco visto dall’assistente. Ottima chiusura su un’avanzata di Brown al 7’, lettura esemplare. Poco dopo controllo non perfetto in area di rigore su un cross di Diomande, si conferma in ogni caso la propensione all’inserimento come attaccante aggiunto. Nella zona dove agisce Kessie la Germania agisce molto e bene, trovando scoperta la fascia ogni qualvolta la Costa d’Avorio prova una pressione più alta. A dimostrazione, Franck tocca solo 6 palloni nella metà iniziale del primo tempo. Alla mezzora improvvisa accelerazione di Diomande, palla in mezzo, Diallo da pochi passi calcia e Brown respinge miracolosamente, si fa trovare pronto a ribattere in rete Kessie e lo fa con successo: Costa d’Avorio in vantaggio alla prima occasione maturata dopo che la Germania ne ha avute 3. Dopo il gol gli africani sembrano avere più energie e il numero 8 è pienamente nel vivo del gioco. Al 39’ accorcia e commette fallo su Musiala. Ottima una chiusura di Kessie in zona centrale su uno scambio veloce della Germania. Al quarto di recupero grande giocata dell’ex Atalanta, che esce da un’aggressione benissimo anche se sembrava in caduta e offre a Bonny un’idea verticale

SECONDO TEMPO

Kessie partecipa con tocchi precisi a un inizio di ripresa offensivo della sua squadra. Un inserimento sulla destra trova la chiusura di Tah. Al 50’ strepitosa uscita personale con una torsione, va via a Pavlovic, strappo che mette in difficoltà la Germania, dialogo con Diallo e una volta arrivato in area al momento del tiro viene contrato. Al 54’ ancora un tocco nello stretto di tacco, da giocatore di livello e in particolare felicità creativa: sullo sviluppo dell’azione, riceve nuovamente in area, stop leggermente lungo e Nmecha riesce a chiudere in angolo. Come capitano Kessie va a protestare con l’arbitro per un contatto di Undav su Singo. Al momento dell’1-1 tedesco il capitano invita i compagni a continuare a giocare, uscendo dal momento di difficoltà tradottosi in un baricentro molto più basso. La soluzione è un possesso palla più ragionato, al quale McKennie partecipa occupando una posizione centrale. Al 92’ lotta ancora sull’out, anche se è molto stanco e si tocca i flessori. La rete finale di Undav determina la sconfitta, ma non svilisce la bontà della prestazione del Presidente (40 i palloni giocati) e della sua nazionale.

Juventus, incontro di mercato col Bologna per Lucumí: c’è ancora distanza sulla valutazione

Juventus, incontro di mercato col Bologna per Lucumí: c’è ancora distanza sulla valutazione. Ecco come sta procedendo la trattativa

Il calciomercato Juventus continua a muoversi anche sul fronte difesa. I bianconeri sono alla ricerca di un nuovo centrale e tra i nomi presenti nella lista della dirigenza resta quello di Jhon Lucumí, difensore del Bologna. Nelle ultime ore c’è stato un incontro tra i due club per fare il punto su diverse opportunità di mercato, compreso proprio il profilo del colombiano.

A raccontare i dettagli è stato Fabrizio Romano sul proprio canale YouTube, sottolineando come i rapporti tra Juventus e Bologna restino positivi nonostante il cambio di riferimento dirigenziale in casa bianconera, con il passaggio dalla gestione Comolli alla nuova fase guidata da Giovanni Carnevali.

Calciomercato Juventus, Romano fa il punto su Lucumí

Fabrizio Romano ha spiegato: «Durante questa settimana c’è stato un incontro tra la Juventus e il Bologna per discutere di diverse opportunità di mercato, a metà settimana. Juventus e Bologna hanno un ottimo rapporto, poi chiaramente è cambiato il riferimento dirigenziale da Comolli a Giovanni Carnevali, ma questo non cambia i rapporti. Mi raccontano che in questo incontro fosse presente Marco Ottolini, direttore sportivo della Juventus, quindi con un senso di continuità rispetto a gennaio, quando Juventus e Bologna hanno fatto un’operazione legata al doppio scambio di prestiti di Joao Mario e Holm».

Il giornalista ha poi aggiunto che il nome di Lucumí è stato uno degli argomenti trattati nel corso del confronto tra le due società.

Calciomercato Juventus, il Bologna chiede oltre 25 milioni

La pista, al momento, non è però semplice. Secondo Romano, la Juventus valuta il difensore meno rispetto alla richiesta del Bologna, che pretende una cifra superiore ai 25 milioni di euro. Per questo non ci sarebbero ancora le condizioni per una chiusura imminente.

Sul centrale colombiano restano inoltre gli occhi di alcuni club esteri, fattore che potrebbe complicare ulteriormente la trattativa. La Juve ha comunque avviato i contatti e continua a monitorare il dossier: Lucumí resta un nome concreto, ma servirà avvicinare le valutazioni per trasformare l’interesse in una vera operazione.

Moviola Germania Costa d’Avorio: tutti gli episodi dubbi del match diretto da Juan Gabriel Benitez

Moviola Germania Costa d’Avorio: gli episodi dubbi del match, valido per la seconda giornata dei Mondiali 2026

Moviola Germania Costa d’Avorio: gli episodi dubbi del match diretto da Juan Gabriel Benitez, valido per la seconda giornata dei Mondiali 2026.

Ultime notizie Calcio Estero: tutte le novità del giorno provenienti da tutto il mondo

PRIMO TEMPO

Veloce check all’11’ su un eventuale tocco di mano di Brown in area di rigore, non c’è assolutamente nulla. I primi soccorsi in campo sono per Schlotterbeck, il difensore tedesco accusa un problema alla caviglia. Al 22′ la Germania passa in vantaggio su un corner dove Pavlovic anticipa Fofana, il gomito però lo disturba e il portiere africano resta a terra: giusto annullare, anche se Nagelsmann fa segno che non è così. Un solo fallo a testa a metà primo tempo, gioco estremamente fluido. Al 38′ proteste tedesche per una ripartenza avversaria nata da una pressione troppo sostenuta. Gol annullato ad Havertz, in precedenza c’è un fallo netto di Musiala in precedenza, l’arbitro poteva fischiare prima, era molto evidente. Extra-time di 7 minuti. Molto permissiva la direzione arbitrale, come si evince dal dato macroscopico di sole 5 interruzioni con le quali si va al riposo.

SECONDO TEMPO

La ripresa si conferma nella sua fase iniziale con la stessa dinamica: grande ritmo, contatti accettati, gioco estremamente fluido. Gomito alto di Sangare su Havertz su un calcio d’angolo, troppo poco perché ci sia un intervento sanzionatorio. Fallo da ammonizione di Sangare su Amiri, regola del vantaggio applicata e non fermandosi mai il gioco il cartellino viene “dimenticato”. Protesta vivace di Nagelsmann perché Fofana rimane a terra su un corner, effettivamente si scontra con un compagno: da questo momento in poi le sue giocate verranno accompagnate da fischi dal pubblico tedesco che lo accusa di essere un simulatore. Non poche volte l’accettazione di contrasti duri porta a vedere due giocatori a terra senza che ci siano interruzioni. Il ct tedesco si infuria nuovamente perché Singo rientra in campo per stare a terra e perdere tempo a suo giudizio. Sono 6 i minuti di recupero, forse avrebbero potuto essere di più. Gol regolare di Undav nel finale, Konan lo tiene in gioco non facendo il passo in avanti necessario. Bilancio finale: 5 falli dei tedeschi, 7 della Costa d’Avorio, Benitez non ha estratto mai il cartellino.

Inghilterra, Saka lavora a parte ma filtra ottimismo verso la sfida col Ghana: novità anche su Rashford

Inghilterra, Saka lavora a parte ma filtra ottimismo verso la sfida col Ghana: novità anche su Rashford. Il punto sull’infermeria inglese

Dopo la vittoria all’esordio contro la Croazia, l’Inghilterra prosegue la preparazione in vista della sfida contro il Ghana. Nella giornata di oggi, sabato 20 giugno, la squadra guidata da Thomas Tuchel si è allenata regolarmente, ma non tutti i giocatori hanno lavorato in gruppo.

All’appello mancava Bukayo Saka, ancora alle prese con un fastidio al tendine d’Achille che lo aveva già condizionato nell’ultima parte della stagione. Come riportato da Sky Sport UK, l’esterno dell’Arsenal ha svolto una seduta individuale, seguendo un programma personalizzato.

Inghilterra Mondiali, Tuchel rassicura su Saka e Rashford

Nonostante il lavoro a parte, filtra ottimismo sulle condizioni di Saka. La sua presenza contro il Ghana non dovrebbe essere in dubbio, anche se lo staff inglese continuerà a monitorarlo con attenzione. Tuchel ha spiegato: «Saka sta sempre meglio, credo che per l’ultima gara del girone sarà pronto per partire titolare».

Buone notizie anche per Marcus Rashford. L’attaccante del Barcellona ha superato le noie fisiche accusate durante la gara d’esordio del Mondiale ed è tornato ad allenarsi con il gruppo.

Pagelle Olanda Svezia: Brobbey, Gakpo e Dumfries si prendono la scena! I Top e i Flop della sfida stravinta da Koeman (5-1)

Pagelle Olanda Svezia, i voti e i giudizi ai protagonisti del match, valido per la prima giornata dei Mondiali 2026

Pagelle Olanda Svezia: i Top e i Flop dei protagonisti del match, valido per la seconda giornata dei Mondiali 2026, terminato 5-1 a favore della debordante squadra di Koeman, che a questo punto si candida come una delle nazionali che possono lasciare un segno nella competizione.

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I TOP

  • Brian Brobbey (Olanda): un impatto devastante. Segna una doppietta nei primi 17 minuti che indirizza irrimediabilmente la partita. Entra di diritto nella storia della nazionale olandese: è il secondo giocatore a segnare una doppietta al debutto da titolare ai Mondiali (dopo Johnny Rep nel 1974) e firma la doppietta più veloce degli Oranje nel torneo dal 2014 (quando ci riuscì Van Persie). Incontenibile.
  • Cody Gakpo (Olanda): letale. Chiude definitivamente i conti a inizio ripresa con un uno-due mortifero nel giro di sette minuti (47′ e 54′). Il quarto gol, in particolare, è un gran tiro da fuori area su cui la difesa svedese rimane letteralmente “in bambola”.
  • Bart Verbruggen (Olanda): se l’Olanda vince con questo scarto, molto del merito è del suo portiere. Nel primo tempo, sul risultato di 2-0, la Svezia crea parecchio, ma lui alza un vero e proprio muro. Respinge colpo su colpo i tentativi di Gyokeres e Ayari, dimostrando grandissima affidabilità.
  • Anthony Elanga (Svezia): l’unica vera luce nel buio totale della Svezia. Entra nella ripresa e ha un impatto devastante: prima segna il gol della bandiera (4-1) in contropiede, poi fa impazzire il pubblico americano di Houston con un colpo di tacco magistrale impreziosito da tunnel per liberarsi di van de Hecke. Entrato troppo tardi.
  • Denzel Dumfries (Olanda): due assist a referto (tra cui quello per il 2-0 e il 3-0), eguagliando il suo stesso record personale ai Mondiali del 2022 contro gli Stati Uniti. Un treno sulla fascia destra.

I FLOP

Viktor Gyökeres (Svezia): rimandato. È paradossale inserirlo nei flop perché è l’unico dei titolari a provarci costantemente (ci prova al 7′, al 33′, al 37′, al 45’+3′), ma da un bomber del suo calibro ci si aspetta cinismo. Invece, ingaggia un duello personale con Verbruggen e ne esce sconfitto, sprecando troppe occasioni (spesso calciando debolmente o con troppa fretta) nel momento in cui la Svezia poteva ancora riaprire la gara.

La difesa della Svezia: un vero e proprio disastro, nessuno si salva. Si fa bucare sistematicamente fin dai primissimi minuti, lasciando praterie agli attaccanti di Koeman. L’atteggiamento passivo condanna la nazionale svedese a un passivo pesantissimo, speculare a quello che avevano determinato nella gara d’esordio con la Tunisia. E la differenza reti potrebbe contare molto per la qualificazione…

Yasin Ayari (Svezia): nervoso e impreciso. Al 28′, sul punteggio di 2-0 per l’Olanda, spreca una clamorosa occasione a centro area per riaprire il match sbagliando malamente lo stop su un grande invito di Gyokeres. Nel secondo tempo corona la sua brutta prestazione con un’ammonizione ingenua per una trattenuta vistosa su Gravenberch.

Paura per Gago! Malore durante la conferenza stampa e poi l’operazione d’urgenza

Paura per Gago! Malore durante la conferenza stampa e poi l’operazione d’urgenza: la ricostruzione e gli aggiornamenti sulle condizioni di salute

Grande apprensione in Cile e in Argentina per le condizioni di Fernando Gago. L’allenatore dell’Universidad de Chile è stato colpito da un improvviso malore dopo la vittoria della sua squadra contro l’O’Higgins, episodio che ha reso necessario il ricovero e un successivo intervento chirurgico d’urgenza a Santiago.

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Secondo quanto riportato dal quotidiano argentino Clarín, l’ex centrocampista di Real Madrid e Boca Juniors avrebbe accusato forti dolori al petto nelle ore successive alla partita. Una situazione che ha immediatamente spinto lo staff medico a intervenire, disponendo accertamenti e poi l’operazione per complicazioni di natura cardiovascolare.

Fernando Gago, le condizioni dopo l’intervento

Il club cileno ha rassicurato tifosi e ambiente, spiegando che Gago si trova ora in condizioni stabili e sotto costante monitoraggio medico. Anche Olé ha confermato la forte preoccupazione iniziale, riportando però la nota dell’Universidad de Chile, che definisce buono il quadro clinico dell’allenatore argentino dopo l’intervento.

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La notizia ha inevitabilmente scosso il calcio sudamericano, considerando il profilo di Gago, protagonista da calciatore con club di altissimo livello e oggi impegnato nella sua carriera da tecnico.

Fernando Gago, i segnali durante la conferenza stampa

All’inizio della conferenza stampa post partita nulla sembrava far presagire quanto sarebbe accaduto poco dopo. Gago appariva sereno, scherzava e interagiva normalmente con i presenti. Poi, intorno al minuto 7:23 del video pubblicato su YouTube, si è notato il primo segnale di difficoltà: un respiro più affannoso e un’espressione di evidente fastidio.

Il tecnico ha provato a resistere fino alla fine dell’incontro con i giornalisti, ma nei secondi conclusivi il dolore è diventato più chiaro. Quello che doveva essere un semplice ringraziamento finale si è trasformato in uno sforzo fisico evidente, prima del successivo ricovero.

Ora l’attenzione resta concentrata sulle sue condizioni e sui tempi di recupero, con l’Universidad de Chile che continua a monitorare da vicino l’evoluzione del quadro medico.

Hjulmand sempre più vicino al Milan? Dal Portogallo sicuri: ha già salutato compagni e staff allo Sporting!

Hjulmand sempre più vicino al Milan? Dal Portogallo sicuri: ha già salutato compagni e staff allo Sporting! Il punto sulla trattativa

Morten Hjulmand rischia di diventare uno dei nomi più caldi dell’estate del Milan. L’arrivo di Ruben Amorim sulla panchina rossonera ha inevitabilmente riacceso i riflettori sul centrocampista danese dello Sporting Lisbona, già protagonista in Serie A con la maglia del Lecce e oggi considerato uno dei profili più interessanti per rinforzare la mediana.

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Secondo quanto riportato da Record, Hjulmand avrebbe già salutato compagni di squadra e staff tecnico, segnale di una possibile partenza sempre più concreta. Il classe 1999 sarebbe infatti pronto a vivere una nuova avventura dopo l’esperienza in Portogallo, dove è cresciuto in maniera significativa fino a diventare capitano dello Sporting proprio sotto la guida di Amorim.

Hjulmand Milan, il legame con Amorim può pesare

Il rapporto tra Hjulmand e Amorim è uno degli elementi centrali di questa possibile operazione. Il tecnico portoghese ha sempre avuto grande stima del centrocampista, al punto da affidargli la fascia da capitano dopo appena una stagione insieme. Non è quindi un mistero che, nei primi confronti di mercato con il Milan, l’allenatore abbia indicato anche il suo nome tra i profili graditi.

Già la scorsa estate il danese avrebbe voluto lasciare lo Sporting, quando su di lui si era mosso il Manchester United dello stesso Amorim. Il club portoghese si oppose alla cessione, ma il giocatore avrebbe ottenuto la promessa di poter partire un anno più tardi a condizioni più favorevoli.

Hjulmand Milan, prezzo e concorrenza: il nodo centrocampo

La valutazione di Hjulmand si aggira oggi intorno ai 35-40 milioni di euro, cifra importante ma non fuori mercato per un giocatore con esperienza internazionale, leadership e conoscenza del campionato italiano. Il precedente di Gyokeres, liberato dopo una promessa simile per 65 milioni più 10 di bonus, conferma però che lo Sporting non farà sconti eccessivi.

Il Milan può inserirsi nella corsa, ma resta da capire quanto spazio ci sia realmente in rosa. I rossoneri hanno infatti una mediana già molto affollata e prima di affondare potrebbe servire qualche uscita. Hjulmand piace, Amorim lo conosce bene e lo vorrebbe: ora toccherà al club valutare se trasformare l’idea in una vera trattativa.

Il Real Madrid allontana con fermezza le voci su Olise: il comunicato a difesa dei rapporti col Bayern Monaco

Il Real Madrid allontana con fermezza le voci su Olise: il comunicato del club spagnolo a difesa dei rapporti col Bayern Monaco

Il Real Madrid interviene in modo ufficiale per spegnere le indiscrezioni di mercato legate a Michael Olise. Dopo le voci circolate nelle ultime ore su un presunto interesse dei Blancos per il giocatore del Bayern Monaco, il club spagnolo ha scelto di pubblicare una nota sul proprio sito per chiarire la posizione e smentire ogni contatto.

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La società madrilena ha spiegato di non aver avuto alcun tipo di rapporto con l’entourage dell’attaccante francese, né in forma diretta né indiretta. Una presa di posizione netta, arrivata anche per tutelare i rapporti con il club bavarese e chiudere il caso prima che le indiscrezioni potessero alimentare nuove tensioni.

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Olise Real Madrid, il comunicato ufficiale dei Blancos

Nel comunicato, il Real Madrid ha scritto: «Di fronte alle informazioni apparse su diversi mezzi di comunicazione riguardo a un presunto interesse del nostro club per il giocatore del Bayern Monaco Michael Olise, il Real Madrid C.F. desidera precisare di non aver mantenuto alcun contatto, né diretto né indiretto, con il suddetto calciatore, i suoi rappresentanti o persone del suo entourage».

Una smentita molto chiara, che arriva dopo giorni di rumors su una possibile offensiva del club spagnolo per il talento del Bayern Monaco. Il messaggio dei Blancos punta a ribadire il rispetto delle procedure e la volontà di non alimentare ricostruzioni considerate lontane dalla realtà.

Olise Real Madrid, il rapporto con il Bayern Monaco

Il Real Madrid ha poi voluto sottolineare anche l’eccellente rapporto istituzionale con il Bayern Monaco: «Il Real Madrid desidera inoltre sottolineare l’eccellente rapporto istituzionale che mantiene con il Bayern Monaco, con il quale condivide una lunga storia di rispetto reciproco, collaborazione e ammirazione, e si rammarica per la diffusione di speculazioni che non corrispondono alla realtà».

Infine, il club ha ribadito che ogni eventuale interesse per un giocatore del Bayern passerebbe prima da un confronto tra società: «Entrambi i club hanno sempre mantenuto una relazione basata sulla fiducia e sul rispetto reciproco, che si riflette, tra gli altri aspetti, nella convinzione condivisa che qualsiasi eventuale interesse per un giocatore appartenente all’altro club debba essere trattato innanzitutto tra le due società stesse, in conformità ai principi di lealtà istituzionale che hanno storicamente caratterizzato i rapporti tra il FC Bayern Munich e il Real Madrid CF».

Moviola Olanda Svezia: tutti gli episodi dubbi del match diretto da Michael Oliver

Moviola Olanda Svezia: gli episodi dubbi del match, valido per la seconda giornata dei Mondiali 2026

Moviola Olanda Svezia: gli episodi dubbi del match diretto da Michael Oliver , valido per la seconda giornata dei Mondiali 2026.

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PRIMO TEMPO

All’8′ segnalato un fuorigioco svedese su un corner mosso, non sembra esserci. Al 16′ il portiere Nordfelt fa cambiare il pallone dopo una verifica della pressione. Gara senza alcuna situazione minima dal punto di vista disciplinare. A un minuto dal riposo la Svezia accorcia le distanze con Lagerbielke, ma sulla punizione viene ravvisata una sua posizione di fuorigioco, si resta sul 2-0. Sono 4 i minuti di recupero. Solo 9 i falli in una partita davvero molto corretta, priva di situazioni di tensione.

SECONDO TEMPO

La ripresa si apre col 3-0 di Gakpo, sul cross di Dumfries si valuta la posizione dell’attaccante ed è regolare. Al 53′ scatta il primo cartellino ed è per Gudmundsson che taglia nettamente la strada a un effervescente Summerville. A metà del secondo tempo si conferma la tendenza assolutamente tranquilla della sfida, sono solo 12 i falli complessivi. Secondo giallo per la Svezia ad Ayari, reo di un incrocio di gambe con Gravenberch che possiede un altro passo. Prende un cartellino anche Bergwall, che arriva nettamente sul piede di Gakpo in gioco pericoloso. A dimostrazione dell’andamento placido del match, anche per il netto scarto nel punteggio, sono solo 5 i minuti di recupero, 3 dei quali conteggiati nell’Hydration break. Colpo in faccia involontario a Summerville, una ginocchiata che lo lascia a terra per tutti i minuti finali, l’Olanda chiude con un uomo in meno. Sono 9 i falli degli Orange, 3 in più della Svezia che raccoglie tutti i cartellini (3) assegnati da Oliver.

Mercato Milan: Amorim ha preso una decisione su Loftus-Cheek, svelato il futuro del centrocampista inglese

Mercato Milan: le strade tra Ruben Loftus-Cheek e i rossoneri sono destinate a separarsi in estate. Cosa filtra sul suo futuro

L’era di Rúben Amorim al Milan è ufficialmente cominciata, portando con sé una ventata di freschezza ma anche le prime, drastiche decisioni destinate a sconvolgere gli attuali equilibri della rosa rossonera. Il tecnico portoghese si è subito insediato a Milanello con le idee chiarissime su come plasmare la squadra in vista della prossima stagione agonistica. Il suo scacchiere tattico richiede interpreti molto specifici, dotati di grande intensità, rapidità di pensiero e totale dedizione al sacrificio, motivo per cui la dirigenza ha concesso totale fiducia al nuovo mister per avviare un profondo restyling.

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La sentenza di Amorim: l’inglese è fuori dal progetto

La prima vittima illustre di questo nuovo corso tecnico è, a sorpresa, Ruben Loftus-Cheek. A fare luce sulla situazione è stato Fabrizio Romano, il quale ha rivelato che il centrocampista britannico è stato ufficialmente inserito nella lista degli elementi cedibili della rosa del Diavolo.

Si tratta di un’esplicita indicazione tattica arrivata direttamente dal campo: l’allenatore portoghese ha già indicato il suo nome come uno dei possibili partenti. Il neo tecnico del Milan reputa le caratteristiche fisiche e la tendenza a proteggere la sfera dell’ex Chelsea poco compatibili con il calcio verticale, dinamico e aggressivo che intende proporre a San Siro. Di conseguenza, per il gigante inglese non ci sarà spazio nelle rotazioni della mediana del futuro.

Scenari di mercato: obiettivo plusvalenza in Premier League

L’esclusione immediata dai piani del tecnico spinge inevitabilmente l’entourage del calciatore e gli uomini mercato rossoneri a cercare una soluzione in tempi brevi. La destinazione più probabile per il classe 1996 rimane la Premier League.

Il Milan punta a chiudere l’operazione esclusivamente a titolo definitivo, con l’intenzione di incassare una cifra importante che possa generare una preziosa plusvalenza. La rivoluzione a Milanello è appena iniziata.

Caos Brasile ai Mondiali 2026: lo scandalo del presidente federale travolge la Seleção

Brasile nel caos ai Mondiali 2026: uno scandalo ha riguardato il presidente federale della Seleçao. Cosa è successo

Il Brasile avanza ai Mondiali 2026, ma il vero spettacolo, come spesso accade quando si parla della Seleção, si sta consumando lontano dal rettangolo verde. Dopo il frustrante 1-1 all’esordio contro il Marocco, i verdeoro hanno ritrovato certezze calcistiche travolgendo Haiti per 3-0. Eppure, in patria, il calcio giocato è stato brutalmente spazzato via dalle cronache extracalcistiche.

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L’ambiente era già saturo di tensioni a causa delle ironie pubbliche del presidente della Repubblica Lula nei confronti di Neymar, assente nel match contro i caraibici. Carlo Ancelotti, maestro nella gestione delle pressioni, stava lavorando sottotraccia per assorbire i colpi e ricreare una bolla protettiva attorno al gruppo. Una bolla che, improvvisamente, è esplosa sotto il peso di uno scandalo ai vertici della federazione.

Protagonista della bufera è Samir Xaud, il presidente della Confederação Brasileira de Futebol (CBF). I media nazionali hanno diffuso le foto di una sua cena a Manhattan in compagnia di un’imprenditrice, Camila Cristina Andrade. Il gossip, tuttavia, si è trasformato in un caso istituzionale quando sono emerse le accuse sui pagamenti: soggiorni in hotel di lusso a New York, voli e trasferte per una cifra superiore ai 16.000 dollari che, secondo le inchieste, sarebbero stati saldati con i fondi della Federazione.

Nonostante le smentite immediate e categoriche della CBF, il clima nel ritiro nordamericano si è fatto pesantissimo. L’onda d’urto ha disturbato giocatori, staff e famiglie, vanificando gli sforzi di Ancelotti per isolare la squadra. Xaud ha abbandonato momentaneamente l’entourage della nazionale per rifugiarsi a Orlando, dove ha tenuto incontri d’emergenza per salvare la sua presidenza. Secondo la stampa, il dirigente sarebbe persino scoppiato in lacrime, negando ogni appropriazione indebita.

Mentre si tenta una disperata operazione di salvataggio politico e d’immagine, la preziosa vittoria contro Haiti è già finita nel dimenticatoio. Nel momento più delicato del quadriennio, il Brasile si ritrova a dover rincorrere il suo sesto titolo mondiale lottando non solo contro le avversarie, ma contro i fantasmi di un sistema dirigenziale perennemente sotto osservazione.

Il Real Madrid di Mourinho blinda Camavinga: respinto l’assalto del Paris Saint-Germain

Niente Psg per Camavinga: il Real Madrid ha respinto l’offensiva dei francesi e ha blindato il suo centrocampista

Il Real Madrid non ha perso tempo. Dal clamoroso ritorno in panchina di José Mourinho per il suo secondo mandato, il club spagnolo ha subito impresso una forte accelerazione sul mercato, chiudendo ben quattro acquisti in tempi record. L’obiettivo è chiaro: prepararsi al meglio per un’altra stagione che si preannuncia estenuante e ricca di pressioni, rafforzando i reparti chiave individuati dal tecnico portoghese. Lo “Special One” è tornato al Santiago Bernabéu con le idee chiare e la dirigenza lo sta assecondando per costruire una rosa capace di dominare in Spagna e in Europa.

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Tuttavia, quando un top club investe in modo così massiccio e avvia una rivoluzione tecnica, si possono creare dei margini di incertezza attorno ad alcuni elementi della rosa. È proprio in queste fasi di transizione che le altre superpotenze europee fiutano l’affare e iniziano a monitorare la situazione dei grandi nomi. Secondo quanto riportato dal quotidiano spagnolo AS, il Paris Saint-Germain avrebbe tentato un approccio informale per sondare la disponibilità di Eduardo Camavinga. La dirigenza parigina, sempre alla ricerca di profili di altissimo livello per puntellare il proprio centrocampo, sperava di insinuare qualche dubbio nella mente del giocatore.

La risposta del centrocampista, però, non si è fatta attendere ed è stata tanto perentoria quanto rassicurante per i tifosi madrileni: Camavinga non ha alcuna intenzione di lasciare il Real Madrid. Nonostante le lusinghe dei campioni di Francia, il giocatore ha fermamente declinato l’offerta. Questa presa di posizione rappresenta una vera iniezione di fiducia per il club. Camavinga resta uno dei giovani più preziosi e ammirati della rosa.

Il suo rifiuto svuota di fatto ogni trattativa. Senza la volontà del diretto interessato, per il PSG diventa impossibile forzare la mano. Nonostante questo scampato pericolo, il Real Madrid e José Mourinho dovranno far sentire il francese al centro del nuovo progetto tecnico. Le attenzioni dei grandi club, infatti, raramente svaniscono dopo un solo tentativo. Per il momento, però, i transalpini si ritrovano in un vicolo cieco: il futuro di Eduardo Camavinga sarà ancora a lungo a tinte blancas.

Gundogan fa scudo attorno a Sané: «La gente non lo capisce, le critiche in Germania sono ingiuste»

Gundogan ha difeso Leroy Sané: queste le dichiarazioni sull’esterno tedesco

Nonostante la travolgente vittoria per 7-1 della Germania contro Curaçao, le critiche non hanno risparmiato Leroy Sané, additato da molti tifosi come l’unico “sconfitto” della serata e al centro di polemiche che chiedono a Julian Nagelsmann di escluderlo dall’undici titolare. Per la verità, il ct oggi dovrebbe ancora puntare su di lui per la gara contro la Costa d’Avorio, fondamentale per conquistare il primo posto nel girone. A prendere le difese dell’esterno ci ha pensato İlkay Gündoğan, con parole cariche di empatia e lucidità analitica.

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Avendo trascorso molto tempo con Leroy, posso dire di conoscerlo bene. Mi colpisce vedere con quanta severità e con quale occhio critico venga costantemente giudicato in Germania“, ha esordito Gündoğan. Secondo il centrocampista, il compagno è vittima di un accanimento: “La gente non lo capisce e gli fa un torto. So che è una figura che polarizza l’opinione pubblica, ma per un calciatore affrontare tutto questo a livello mentale è incredibilmente difficile“.

Gündoğan ha evidenziato come questa pressione limiti le potenzialità di Sané: “Spesso Leroy ha la sensazione che la gente aspetti solo un suo passo falso. Noto che non è mentalmente libero come dovrebbe essere per il suo stile di gioco. Lui ha bisogno di avere il margine per sbagliare; solo così può brillare davvero. Come può avere un rendimento costante se vive con l’ansia che il suo primo errore scatenerà critiche immediate?”.

Il dito è poi puntato contro la fruizione del calcio moderno, dove i tifosi si limitano a guardare gli highlights ignorando i 90 minuti complessivi. In questo contesto, un attaccante senza gol o assist viene bollato rapidamente come un fallimento. “Ma noi compagni vediamo le cose in modo completamente diverso“, ha spiegato Gündoğan. “Guardate bene la partita contro Curaçao: ha fatto scatti all’indietro di 60 metri per aiutare Joshua Kimmich in difesa. È questo che conta per la squadra: l’etica del lavoro, creare spazi, esserci nel momento del bisogno. E in quella partita, Leroy ha dato tutto“.

Pur riconoscendo che Sané sia un giocatore molto emotivo, che tende a scoraggiarsi facilmente dopo un proprio errore in campo – un aspetto su cui Gündoğan gli consiglia spesso di lavorare – l’appello finale è chiaro: “Spero che le persone guardino più da vicino chi è veramente Leroy Sané. Tutti noi dobbiamo fare di più per supportarlo“.

Cristao in esclusiva a Milannews24: «Amorim non si dimetterà ma è rimasto spiazzato. Su Krosche e quant’altro siamo un po’ fermi»

Cristao a Milannews24: «Amorim non si dimetterà ma è rimasto spiazzato. Su Krosche e quant’altro siamo un po’ fermi»

Il Milan continua ad attraversare settimane delicate, tra la ricerca di una nuova figura dirigenziale, il nodo legato al futuro di Rafael Leão e la costruzione della rosa in vista della prossima stagione.

In un’intervista esclusiva concessa a MilanNews24, Simone Cristao, direttore di Radio Rossonera, ha analizzato i principali temi dell’attualità rossonera: dalla situazione societaria al ruolo di Rúben Amorim, fino alle priorità di mercato individuate per il nuovo ciclo.

Un quadro che mette in evidenza come, a oggi, restino ancora molte incognite sia sul piano organizzativo sia su quello tecnico, mentre l’avvio della nuova stagione si avvicina.

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D: C’è il rischio che le difficoltà societarie possano mettere in discussione anche la posizione di Amorim?

R: «Parto dalla coda, non penso che in questo momento ci siano grossi problemi per quanto riguarda Amorim sul fatto che quantomeno inizi la stagione. Quello no. Anche se è ovvio, evidente, che sarà rimasto anche lui un filino spiazzato dal fatto che i dirigenti che dovrebbero essere protagonisti in questa fase siano di fatto tagliati fuori. Per volontà di RedBird non c’è la necessità di far partire una stagione monca con dirigenti che andrebbero via oltre la metà di giugno».

D: A che punto è la trattativa per Krosche?

R: «Su Krosche e quant’altro siamo un po’ fermi. Siamo all’ultimo, forse disperato, tentativo del Milan per provare a portarlo a casa in questo weekend, ma è veramente l’ultimissima spiaggia. Mi viene da dire quasi un tentativo disperato per le possibilità di riuscita che ci sono».

D: Le dichiarazioni di Leao possono aver segnato la fine del suo ciclo al Milan?

R: «Credo che sia terminato il ciclo di Rafa. Un po’ perché sono dichiarazioni che difficilmente riesci a rimangiarti. Mi metto nei panni dei tifosi alla seconda giornata in casa contro il Venezia, dopo un errore o una prestazione negativa: i mugugni e i fischi arriverebbero subito, perché la gente si ricorda determinate dichiarazioni».

D: Quali sono le priorità del Milan sul mercato?

R: «Fatto salvo il portiere, che resterà dov’è, uno tra Pavlovic e Gabbia rimarrà sicuramente. Gabbia serve anche per una questione di liste europee».

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Il ritorno del “Dinho”: Ronaldinho al Ravenna e il fascino dei brasiliani Over 40 nelle serie minori

Dalla Serie C ai campionati dilettantistici, la “saudade” del prato verde spinge i grandi campioni verdeoro a rimettersi in gioco in provincia

La notizia del clamoroso ritorno in campo di Ronaldinho, pronto a illuminare la Serie C con la maglia del Ravenna alla veneranda età di 46 anni, ha un sapore squisitamente romantico. È il trionfo della passione sulla carta d’identità, il richiamo insopprimibile per quel pallone che gli ha regalato la gloria eterna.

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Eppure, il Pallone d’Oro non è il primo fuoriclasse verdeoro a cedere al fascino della provincia. La storia recente e passata del calcio è costellata di campioni brasiliani che, superata la soglia dei 40 anni, hanno deciso di allacciarsi nuovamente gli scarpini lontano dalle luci dei grandi stadi, mossi solo dall’amore per il gioco.

Ecco i casi più celebri di questa affascinante tendenza:

  • Maicon: l’indimenticato “Colosso” dell’Inter del Triplete, arrivato alla soglia dei 40 anni, ha stupito tutti accettando nel 2021 l’offerta del Sona, formazione veronese di Serie D. Un’esperienza vissuta con umiltà sui campi di periferia, seguita da una successiva parentesi a San Marino con il Tre Penne.
  • Ferreira Pinto: un autentico highlander del calcio italiano. L’ex esterno di Atalanta e Lecce ha fatto della dedizione la sua bandiera, continuando a correre ininterrottamente sulla fascia del Ponte San Pietro, in Serie D, fino all’età record di 44 anni.
  • Aldair: lo storico “Pluto” della Roma, pilastro della difesa scudettata, a 41 anni suonati non seppe dire di no al Murata. Con la squadra del campionato di San Marino si tolse persino lo sfizio di disputare i turni preliminari di Champions League, affiancato dall’amico Massimo Agostini.
  • Jeda: l‘ex attaccante di Cagliari e Lecce, una volta salutato il calcio professionistico, ha girovagato a lungo nei campionati dilettantistici lombardi (tra Vimercatese e Muggiò), dispensando colpi di tacco e gol d’autore ben oltre la quarantina.
  • Sócrates: allargando lo sguardo oltre i confini italiani, è impossibile non citare il “Dottore”. A 50 anni compiuti, nel 2004, scese in campo per una leggendaria apparizione con il Garforth Town, squadra amatoriale della nona divisione inglese. Un cameo di pura poesia calcistica.

La scelta di Ronaldinho di ripartire da Ravenna conferma una regola non scritta dell’anima brasiliana: il calcio, prima di essere un lavoro, è allegria primaria. Quando l’eco dei grandi stadi svanisce, resta il bisogno fisico di sentire l’erba sotto i tacchetti e vivere l’abbraccio della gente. In fondo, la magia non ha età. E tanto meno categoria.

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