Pagina 96 – Calcio News 24

De Siervo punge: «Stagione da record per la Serie A! Siamo lo sport più amato dagli italiani, ma la politica non ci aiuta da trent’anni»

L’amministratore delegato della Serie A, Luigi De Siervo, presente al Festival della Serie A a Parma, ha parlato così del campionato italiano

Il bilancio di fine stagione della Serie A è stato tracciato a Parma, scelta come sede per una valutazione approfondita sullo stato di salute del campionato italiano. La Lega, attraverso le parole dell’amministratore delegato Luigi De Siervo, riconosce il divario economico rispetto a colossi come la Premier League e la Liga, ma sottolinea i risultati raggiunti: «Vogliamo rilanciare un campionato che quest’anno ha battuto tutti i record, siamo a tutti gli effetti lo sport più amato dagli italiani».

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Competitività e infrastrutture – L’Amministratore Delegato ha evidenziato come i diritti televisivi assicurino introiti stabili, necessari per mantenere le squadre competitive su scala internazionale, ricordando che, al di fuori dei duopoli inglese e spagnolo, il gap con gli altri tornei europei non è marcato. Tuttavia, le infrastrutture restano il vero nodo critico: «Abbiamo gli stadi peggiori e più vecchi d’Europa, nonostante questo siamo competitivi, tra cinque anni avremo finalmente stadi all’altezza della situazione, riusciremo a quel punto davvero a recuperare il gap, perché se è vero come è vero che i diritti televisivi sono fermi, quello sta crescendo sono i ricavi da stadio e per poter cogliere questa corrente ascensionale dobbiamo essere pronti sugli stadi».

La stagione appena conclusa ha registrato grandi numeri e un campionato avvincente fino all’ultima giornata: «È stata una stagione di grandi numeri. Il campionato ha convinto fino all’ultima giornata con tante squadre a contendersi degli obiettivi, tranne l’Inter. Il giudizio del pubblico è positivo, poi è vero che ci sono tante polemiche. Da qui ripartiremo per una riflessione costruttiva. Cosa faremo per migliorare? Dal punto di vista tecnico rivendichiamo, come Lega e visti gli investimenti che abbiamo fatto, il primato. Questo è un paese di polemiche e creazione di storie, non esiste altro paese in cui tutta la tecnologia disponibile sia stata così testata e messa a disposizione. Credo ed esprimo massima fiducia alla classe arbitrale italiana, dobbiamo eliminare le polemiche sterili e vedere cosa accade realmente sul campo».

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Politica e stadi – Infine, De Siervo ha puntato il dito sulle responsabilità istituzionali: «Abbiamo accumulato ritardo per come la politica (sia di destra e sinistra) non ha supportato il mondo del calcio negli ultimi trent’anni, dobbiamo riuscire a superare questa fase di complessità per poi riprendere a volare, qui a Parma parlerà per la prima volta il nuovo commissario straordinario stadi Massimo Sessa, a lui la politica ha consegnato gli onori e gli oneri di essere l’elemento di accelerazione e risoluzione dei problemi generali».

L’analisi di Parma evidenzia come la Serie A possa vantare risultati sportivi e numeri di pubblico record, ma che il vero salto di qualità sarà possibile solo attraverso infrastrutture moderne e il supporto concreto delle istituzioni.

Italiano al Besiktas, tutto fatto! Oggi è il giorno delle firme sul contratto a Istanbul

Vincenzo Italiano nuovo allenatore del Besiktas: operazione completata, le firme sul contratto sono attese in giornata a Istanbul

Il passaggio di Vincenzo Italiano al Besiktas è ormai cosa fatta. Dopo l’intesa raggiunta nella giornata di ieri, l’operazione è entrata nelle battute finali: è in corso la revisione definitiva dei contratti, ultimo step formale prima della firma che sancirà l’inizio della nuova avventura del tecnico italiano.

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Italiano è atteso in Turchia nelle prossime ore. Il viaggio verso Istanbul avverrà direttamente a bordo dell’aereo del presidente del club, con la delegazione bianconera che si trovava a Roma da ieri per chiudere l’accordo.

Un segnale ulteriore della volontà del Besiktas di accelerare e portare subito a termine l’operazione.

Il tecnico ha già lasciato l’Italia e il suo arrivo a Istanbul è previsto a breve. Una volta atterrato, si procederà alla formalizzazione dell’intesa e alla definizione degli ultimi dettagli logistici legati al suo insediamento.

Con questo passaggio, si chiuderà ufficialmente la trattativa che porterà l’ex allenatore del Bologna a inaugurare il suo nuovo percorso nel campionato turco, pronto a guidare il Besiktas in un progetto ambizioso e già ben delineato.


Leao: «Ho bisogno di una nuova sfida. È stata una stagione difficile. Ho giocato infortunato per 4-5 mesi con una pubalgia, in una posizione che non è la mia»

Leao svela: «Ho bisogno di una nuova sfida. È stata una stagione difficile. Ho giocato infortunato per 4-5 mesi con una pubalgia…»

Rafael Leao torna a parlare del proprio futuro in un’intervista concessa al media portoghese SportTV. Nella seconda parte del colloquio, l’attaccante rossonero affronta anche il tema del suo rendimento nell’ultima stagione, offrendo una spiegazione chiara delle difficoltà incontrate sotto la gestione di Massimiliano Allegri.

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FUTURO: PERCHÉ VUOI LASCIARE IL MILAN E QUALI SONO LE TUE ASPIRAZIONI?

«Ho bisogno di una nuova sfida. Ho già vinto due trofei in Italia e ci sono stato per un po’. È un campionato che si sta evolvendo, ma per il mio calcio una Premier League o una Liga spagnola valorizzerebbe di più il mio talento e me come giocatore. Se dovesse arrivare l’opportunità della Premier, sarei molto contento: penso che il mio talento riuscirei a metterlo a confronto con giocatori che sono a un livello molto alto. Giocare in quel tipo di campionato valorizza molto il giocatore».

BILANCIO DELLA STAGIONE: COME GIUDICHI L’ANNATA APPENA CONCLUSA?

«È stata una stagione difficile. Non siamo arrivati in Champions League. Ho giocato infortunato per 4-5 mesi con una pubalgia, in una posizione che non è la mia. Il sistema tattico non mi aiutava. Sentivo di poter fare la differenza, ma il modo in cui la squadra giocava non mi ha messo nelle condizioni di riuscirci. Alla fine diventa logorante».

L’ARRIVO IN ROSSONERO: COSA RICORDI DEL CONTATTO CON MALDINI NEL 2019?

«C’era stato prima un interessamento dell’Inter. Luís Campos mi disse che stavano pensando di vendermi. Io dissi che volevo restare un altro anno. Poi qualche giorno dopo mi disse che il Milan si sarebbe fatto avanti con una proposta da 25 milioni. E mi disse che qualcuno voleva parlarmi. Qualche ora dopo mi passano un telefono e… Maldini, Maldini che parlava con me. Non potevo dire di no. Ho ricevuto una buona energia da parte sua».

RUOLO IN CAMPO: COME CAMBIA IL TUO MODO DI GIOCARE TRA FASCIA E SECONDA PUNTA?

«Come ala, dopo il dribbling, ho più tempo per pensare se tirare, dribblare di nuovo o crossare. Ma giocando come seconda punta sono più vicino alla porta e devo essere più concreto: o fai assist o tiri. È un dettaglio su cui devo lavorare. Alla fine il calcio oggi si basa sui numeri, ed è l’ultimo step che mi manca. Sulla fascia sono prevedibile? Le squadre si sono adattate. Quando la palla arriva all’ala, arrivano già due o tre difensori. Cambiando dalla fascia a seconda punta, o nelle zone centrali, mi avvicino due o tre volte alla porta durante la partita e poi torno aperto. Questo rende il mio gioco più imprevedibile».

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La Juve ha bloccato Brahim Diaz: l’ostacolo rischia di far saltare tutto

La Juventus aveva iniziato a muoversi con largo anticipo. Molto prima dell’apertura ufficiale del mercato estivo. Tra gennaio e febbraio, infatti, i dirigenti bianconeri avevano individuato in Brahim Diaz uno dei profili ideali per aumentare qualità e fantasia sulla trequarti, arrivando a costruire contatti concreti con l’entourage del giocatore. Un lavoro silenzioso. Costante.

L’idea era quella di farsi trovare pronti qualora il Real Madrid avesse aperto alla cessione o qualora il marocchino avesse deciso di cercare maggiore continuità altrove. Il problema è che, almeno per il momento, la volontà del giocatore sembra andare in una direzione completamente diversa.

Brahim Diaz pensa soltanto al Real

Nonostante gli interessamenti ricevuti negli ultimi mesi, Brahim Diaz continua a considerare il Real Madrid la sua priorità assoluta. Le richieste non sono mancate. Oltre alla Juventus, anche altri club europei hanno provato a capire se esistessero margini per una trattativa.

Le risposte, però, non hanno mai lasciato spazio a particolari interpretazioni. Il fantasista vuole restare a Madrid. Una posizione che inevitabilmente rallenta qualsiasi discorso di mercato. Perché una cosa è convincere un club a trattare, un’altra è convincere un giocatore che non sembra avere alcuna fretta di cambiare maglia. E qui nasce il vero ostacolo per la Juventus.

Brahim diaz
Brahim Diaz vuole restare al Real (Instagram Brahim Diaz) – Calcionews24.com

Brahim rappresenta esattamente il tipo di calciatore che manca in alcune zone del campo bianconere. Ha tecnica, accelerazione, capacità di saltare l’uomo e quell’imprevedibilità che spesso decide le partite bloccate. Caratteristiche che hanno spinto la Juventus a seguirlo con attenzione già durante la scorsa stagione.

Da Torino ritengono che possa inserirsi perfettamente nel progetto tecnico e diventare uno dei punti di riferimento offensivi della squadra. Non a caso i contatti erano stati avviati molto prima che il suo nome iniziasse a comparire con frequenza sulle pagine di mercato.

Brahim Diaz, la Juve spera in Mourinho

Paradossalmente non è nemmeno detto che il Real Madrid consideri Brahim un titolare inamovibile. La concorrenza nel reparto offensivo resta altissima e Mourinho potrebbe dare il via libera alla sua partenza.

Tuttavia il giocatore continua a sentirsi parte integrante del progetto madridista e questo, oggi, basta per congelare qualsiasi trattativa. La Juventus resta alla finestra. Non ha chiuso definitivamente il dossier e probabilmente continuerà a monitorare la situazione per tutta l’estate.

Rispetto a qualche mese fa però qualcosa è cambiato. Prima il nodo sembrava essere il Real Madrid. Adesso il vero ostacolo sembra essere proprio Brahim Diaz, convinto che il suo futuro debba ancora essere scritto al Santiago Bernabeu.

Como, assalto dalla Premier League per Baturina: il club resiste alle prime offerte

Calciomercato Como, interessi forti dalla Premier League per Martin Baturina: la società per ora resta irremovibile

Il talento di Martin Baturina non è passato inosservato. Il centrocampista croato classe 2003, protagonista di una stagione di altissimo livello, è finito al centro dell’interesse di diversi club europei pronti a muoversi con decisione per strapparlo al Como.

Le sue prestazioni hanno infatti acceso i riflettori internazionali, trasformandolo in uno dei profili più ricercati del mercato.

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Dall’estero è già partito un pressing concreto: due club di Premier League stanno preparando offerte comprese tra i 50 e i 55 milioni di euro.

Non è l’unico corteggiamento di prestigio: nei mesi scorsi anche il Bayern Monaco aveva effettuato un primo sondaggio per monitorare da vicino la situazione del giocatore, segnale di un interesse ormai diffuso tra le big europee.

La posizione del Como, però, è chiara e intransigente. Il club lombardo non ha alcuna intenzione di privarsi del suo gioiello e ha deciso di resistere alle sirene internazionali.

Per aprire una trattativa servirebbe un’offerta “fuori mercato”, nell’ordine degli 80 milioni di euro, cifra che al momento nessuno sembra disposto a mettere sul tavolo. Senza una proposta di quel livello, Baturina non lascerà la squadra.

Chiellini: «Tre non qualificazioni Mondiali in fila sono un peso difficile da sopportare e due di queste tre le ho vissute»

Chiellini ci ripensa ancora: «Tre non qualificazioni Mondiali in fila sono un peso difficile e due di queste tre le ho vissute»

In occasione della terza edizione del Festival della Serie A a Parma, Giorgio Chiellini – oggi director of football strategy della Juventus – ha offerto un’analisi lucida e autocritica sullo stato di salute del calcio italiano.

Come riportato da Italpress, l’ex capitano azzurro si è soffermato in particolare sulle recenti delusioni della Nazionale, evidenziando criticità strutturali e la necessità di un cambio di passo a livello di sistema.

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NAZIONALE – «Tre non qualificazioni in fila sono un peso difficile da sopportare e due di queste tre le ho vissute. Ieri abbiamo visto l’Under 17 che è arrivata in finale ed è dimostrazione della bontà dei giovani, è ovvio che un bel pezzo manca».

CALCIO ITALIANO – «C’è da scavare nel profondo per ritrovare un’identità smarrita, ma non è tutto da buttare. I ragazzi ci sono e il talento va coltivato meglio, più o meno abbiamo toccato il fondo e c’è la volontà di cercare un progetto più condiviso con le altre componenti. Adesso sarà compito di tutti noi e della governance del calcio italiano cercare, con un progetto serio, di cambiare marcia e non nascondersi dietro un dito».

RICORDO DEL 2021 – «Avevo già 37 anni e venivo da un infortunio importante”. Sull’importanza del gruppo che ha guidato al successo, ha poi concluso: “Quel gruppo lì è andato ben avanti anche senza di me, i capitani in quella squadra erano tanti e condividere oneri e onori fa parte di ogni gruppo sportivo»

Simonelli: «Il calcio italiano purtroppo sappiamo che non sta benissimo. Però devo aggiungere che la Serie A non è messa così male»

Simonelli: «Il calcio italiano purtroppo sappiamo che non sta benissimo. Però devo aggiungere che la Serie A non è messa così male». Le parole

Al via oggi, venerdì 5 giugno, la terza edizione consecutiva del Festival della Serie A a Parma. A inaugurare ufficialmente l’evento è stato l’intervento di Ezio Simonelli, presidente della Lega Serie A.

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PAROLE – «È un bellissimo evento, siamo grati al sindaco di Parma e alla città di Parma per averci ospitato per la terza volta. Vedo comunque una grande emozione da parte di tutta la gente. Ieri nella piazza principale, abbiamo visto una partecipazione incredibile alle attività allestite. Splendido il coinvolgimento di tutti i nostri sponsor. E poi il clou sarà questo evento stasera con l’annuncio del calendario di Serie A che un po’ tutti ci si aspettano»

CALCIO ITALIANO – «Il calcio italiano purtroppo sappiamo che non sta benissimo. Però devo aggiungere che la Serie A non è messa così male. Noi abbiamo da tre anni più di 30.000 spettatori di media a partita, che è un dato storico, non si registrava dagli anni ’90, quando avevamo i grandi campioni. Abbiamo un dato in innalzamento, vuol dire che il campionato italiano è apprezzato, è seguito. Abbiamo avuto un 14% di audience in più quest’anno. Trattiamo un problema a livello internazionale, perché non abbiamo più grandi campioni che diano appeal e che facciano anche crescere i nostri giovani. Io vedo un po’ tutto questo collegato».

NAZIONALE – «Tutti vogliamo che la Nazionale ritorni ai fasti del passato, c’è molto da fare. Con Malagò, nostro candidato come presidente federale, abbiamo condiviso un programma di rilancio del calcio italiano. Partirà dalle scuole, partirà dai ragazzini, ma secondo me deve partire anche dal fatto di poter attrarre i grandi campioni nel nostro campionato di Serie A che facciano un po’ crescere i ragazzi».

Milan Maignan: una storia già vista, il futuro del portiere è di nuovo un rebus

Milan Maignan: la storia si ripete! Adesso il futuro del portiere rossonero è di nuovo in dubbio. Cosa può succedere e gli scenari

A volte la storia nel calcio si ripete con una puntualità disarmante. Esattamente dodici mesi fa, l’avventura di Mike Maignan al Milan sembrava giunta ai titoli di coda: un contratto agli sgoccioli, rapporti congelati con l’AD Giorgio Furlani e le sirene del Chelsea che ammaliavano il portiere francese.

Poi, la svolta. Gli arrivi di Massimiliano Allegri in panchina e di Igli Tare in dirigenza avevano completamente ribaltato lo scenario, convincendo il numero uno a sposare il nuovo corso rossonero e a firmare, lo scorso gennaio, un blindatissimo rinnovo quinquennale.

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Oggi, però, l’ambiente rossonero si ritrova esattamente al punto di partenza. Il futuro di “Magic Mike” è tornato a essere un enorme punto di domanda.

Addio ad Allegri e Tare: crollano i pilastri del progetto

Il nucleo della nuova insoddisfazione del portiere ruota proprio attorno alle figure del tecnico livornese e dell’ex direttore sportivo albanese. L’anno scorso erano stati loro due, con un metodico lavoro di diplomazia e convincimento, a ricucire lo strappo tra il club e l’entourage del giocatore (indispettito dalla gestione iniziale di Furlani).

Con l’addio di Allegri e Tare al Milan, le certezze del capitano rossonero sono evaporate. Come riportato dal Corriere dello Sport, Maignan è fortemente preoccupato dalla direzione societaria e sportiva che si respira a Casa Milan.

I tre motivi che spingono Maignan lontano da Milanello

La stabilità tanto cercata sembra già un ricordo. Ad oggi, sono tre i fattori principali che stanno spingendo gli agenti del francese a guardarsi intorno:

  • L’addio dei suoi punti di riferimento: Il legame umano e professionale con Allegri e Tare era il vero collante della sua permanenza.
  • L’assenza della Champions League: Il quinto posto in campionato ha estromesso il Milan dalla massima competizione europea, una vetrina a cui il francese non vuole rinunciare.
  • Mancanza di chiarezza: In piena estate (siamo al 5 giugno), a Milanello non c’è ancora un progetto tecnico chiaro e delineato per il futuro.

Agenti al lavoro, ma il mercato è cambiato

Mentre Maignan è focalizzato sulla preparazione in vista dei Mondiali in Nord America, il suo entourage si è già attivato per sondare il terreno sul mercato internazionale. Rispetto alla scorsa estate, tuttavia, le pretendenti storiche hanno cambiato fisionomia: il Chelsea ha avviato un ennesimo processo di rifondazione, mentre il Bayern Monaco ha deciso di dare ancora fiducia a Manuel Neuer.

Resta da capire se la vetrina del Mondiale farà impennare ulteriormente le sue quotazioni, ma una cosa è certa: la permanenza a Milano non è più così scontata.

Napoli, Anguissa può partire: Rios e Javi Guerra tra i possibili sostituti

Il futuro del centrocampista camerunese Anguissa resta incerto: il club azzurro valuta già le alternative per la mediana

Il futuro di Frank Anguissa continua a essere uno dei temi più discussi in casa Napoli. Nonostante il prolungamento contrattuale fino al 2027, ottenuto grazie all’attivazione dell’opzione prevista nell’accordo, la permanenza del centrocampista camerunese non è più una certezza assoluta e una possibile cessione nel corso dell’estate resta un’ipotesi concreta.

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Negli ultimi mesi sembrava possibile un rinnovo più lungo e strutturato, ma le trattative non hanno registrato sviluppi significativi. I contatti tra le parti si sono progressivamente raffreddati e oggi il club valuta con attenzione ogni scenario legato al futuro di uno dei protagonisti dello storico ciclo vincente azzurro.

Molto dipenderà anche dalle scelte tecniche del nuovo corso guidato da Massimiliano Allegri, che avrà un ruolo importante nelle valutazioni sulla rosa. Tuttavia, la dirigenza partenopea non vuole farsi trovare impreparata e sta già monitorando diversi profili per un eventuale avvicendamento a centrocampo.

Tra i nomi maggiormente apprezzati figura Richard Rios, centrocampista colombiano capace di abbinare qualità tecniche, dinamismo e grande intensità nelle due fasi di gioco.

Nella lista del direttore sportivo Giovanni Manna c’è anche Javi Guerra del Valencia. Il giovane talento spagnolo, valutato oltre 30 milioni di euro, ha chiuso la stagione in grande crescita, mettendo insieme tre gol e tre assist nelle ultime quattro gare di campionato e attirando l’attenzione anche della nazionale spagnola. Lo riporta TMW.

Milan, Rangnick aspetta una risposta: ultimatum a Cardinale per il futuro rossonero

Il tecnico tedesco vuole pieni poteri e uomini di fiducia: decisione attesa nei prossimi giorni. Ultimatum di Rangnick a Cardinale

Il futuro del Milan potrebbe passare dalle prossime ore. Secondo quanto riportato da Calciomercato.com, Ralf Rangnick attende una risposta definitiva dal club rossonero entro l’inizio della prossima settimana, prima di prendere una decisione sul proprio futuro professionale.

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L’attuale commissario tecnico dell’Austria, impegnata presto al Mondiale negli Stati Uniti, si trova infatti davanti a un bivio. Da una parte c’è la possibilità di proseguire il proprio percorso con la federazione austriaca, che vorrebbe confermarlo anche nel ciclo che porterà agli Europei del 2028. Dall’altra, l’opportunità di tornare alla guida di un club accettando la sfida di rilanciare il Milan.

La condizione principale posta da Rangnick sarebbe però molto chiara: piena autonomia nella gestione dell’area sportiva. Il dirigente e allenatore tedesco vorrebbe intervenire in maniera profonda sull’organizzazione del club, inserendo figure di sua assoluta fiducia nei ruoli chiave.

Tra i nomi valutati spicca quello di Johannes Spors, attuale direttore sportivo del Southampton, che potrebbe occuparsi delle operazioni di mercato durante l’assenza di Rangnick per gli impegni mondiali. Nella nuova struttura potrebbe trovare spazio anche Christopher Vivell, oggi al Manchester United e già collaboratore di Rangnick in diverse esperienze precedenti.

La proprietà guidata da Gerry Cardinale è ora chiamata a una scelta rapida: accettare il progetto completo di Rangnick oppure percorrere altre strade. Un’eventuale rivoluzione potrebbe ridimensionare il peso operativo di figure già al lavoro sul futuro del club, come Jovan Kirovski e Vincenzo Vergine, attualmente impegnati nello sviluppo del settore giovanile e dell’Under 23.

Vincenzo Italiano verso il Besiktas: accordo totale, oggi l’arrivo a Istanbul. Biennale da 12 milioni

Firme arrivate, il tecnico Vincenzo Italiano pronto a iniziare la sua nuova avventura in Turchia: a Istanbul oggi alle 15

È ormai tutto definito per il trasferimento di Vincenzo Italiano sulla panchina del Beşiktaş. Secondo quanto riportato da Fabrizio Romano, sono già arrivate le firme sul contratto preliminare che sancisce l’intesa tra l’allenatore italiano e il club turco, un passaggio decisivo che avvicina ulteriormente l’annuncio ufficiale.

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L’operazione prevede un importante investimento da parte della società di Istanbul. Italiano percepirà complessivamente 12 milioni di euro netti nell’arco di due stagioni, confermando la volontà del Beşiktaş di affidargli un progetto tecnico ambizioso e di lungo periodo.

Non solo il tecnico: anche il suo gruppo di lavoro sarà parte integrante dell’accordo. Lo staff dell’allenatore riceverà infatti 5 milioni di euro netti complessivi nei prossimi due anni, a testimonianza della fiducia riposta dal club nell’intero team che accompagnerà Italiano in questa nuova esperienza professionale.

La giornata odierna potrebbe rappresentare un ulteriore passaggio chiave. Vincenzo Italiano è infatti atteso a Istanbul alle ore 15 locali, dove inizieranno le procedure finali prima della presentazione ufficiale ai tifosi e agli organi di stampa.

Il Beşiktaş accelera dunque per inaugurare una nuova era tecnica, affidando la guida della squadra a uno degli allenatori italiani più apprezzati delle ultime stagioni.

Marotta si muove per Palestra! Oggi l’incontro con Percassi: al ragazzo è stato già recapitato un messaggio

Marotta si muove per portare Palestra all’Inter! Oggi l’incontro con Percassi: al ragazzo è stato già recapitato un messaggio. Le ultime

Il Festival della Serie A di Parma sarà l’occasione per i club del massimo campionato e per i dirigenti di confrontarsi su tematiche chiave, dall’Assemblea di Lega alla compilazione del calendario della prossima stagione. Tra i temi caldi, come sottolineato dal Corriere dello Sport, ci sarà anche il futuro di Marco Palestra, giovane talento classe 2005 della Nazionale e uno dei profili più ambiti dell’estate.

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Alla kermesse emiliana parteciperanno anche i dirigenti Giuseppe Marotta e Antonio Percassi, pronti a valutare un nuovo confronto con l’Atalanta per la cessione del laterale. Finora l’Inter ha formulato un’offerta da 42 milioni di euro più bonus, respinta dai bergamaschi. Tuttavia, il club orobico non ha chiuso definitivamente alla cessione, confermando la disponibilità a trattare, ma sui propri termini. Come evidenziato dal quotidiano: «L’Atalanta è assolutamente aperta alla sua partenza. E, da questo punto di vista, c’è una netta differenza della vicenda Lookman di un anno fa. Vuole farlo, però, ai suoi numeri. Vale a dire 53 milioni».

Marco Palestra non rappresenta l’unico rinforzo nei piani dell’Inter, ma la sua acquisizione sarebbe strategica per due motivi principali. Innanzitutto, la società nerazzurra e l’allenatore hanno una visione condivisa sul ruolo del giocatore, ritenuto un innesto primario sia per il presente sia per il futuro del club. In secondo luogo, Palestra potrebbe sostituire un elemento chiave come Denzel Dumfries, assicurando continuità e qualità sulla fascia destra.

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Il messaggio di fiducia è stato recapitato anche al giovane giocatore, che si è mostrato favorevole a un possibile trasferimento a Milano. L’Inter, dal canto suo, continua a seguire la trattativa con attenzione, pronta a limare la proposta in base alla valutazione finale dell’Atalanta, ma convinta dell’importanza del giocatore nel progetto tecnico di Cristian Chivu.

Con il Festival della Serie A alle porte, Parma diventa così il punto di riferimento per le trattative estive, con Marco Palestra al centro dell’attenzione come uno dei tasselli principali per il mercato dell’Inter e per il rafforzamento della rosa in vista della stagione 2026/2027.

Lukaku e De Bruyne verso l’addio al Napoli? De Laurentiis e Allegri divisi, il tecnico spinge per la permanenza

Lukaku e De Bruyne verso l’addio al Napoli? De Laurentiis e Allegri divisi, il tecnico spinge per la permanenza: il punto sul loro futuro

Un duello interno si sta profilando in casa Napoli: da un lato il presidente Aurelio De Laurentiis, dall’altro il tecnico Massimiliano Allegri, ancora formalmente legato al Milan, ma già in contatto con il direttore sportivo Giovanni Manna per pianificare la prossima stagione. Al centro della contesa ci sono due giocatori di grande spessore: Romelu Lukaku e Kevin De Bruyne.

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Secondo quanto riportato da Sky Sport, De Laurentiis ha aperto all’eventualità di cedere i due nazionali belgi, mentre Allegri ha confermato la volontà di trattenerli negli incontri con Manna, sottolineando l’importanza di poter contare su giocatori di talento e qualità nella sua idea di squadra.

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Durante la conferenza stampa di presentazione della stagione, il patron azzurro ha commentato le dichiarazioni recenti dei due giocatori rilasciate dal ritiro del Belgio: «Hanno fatto delle affermazioni che possono essere accettabili o contestabili. Vedremo quando ci metteremo tutti a lavorare cosa succederà. Vedremo cosa ne penserà l’allenatore nuovo. Poi se dovranno andare via, andranno via. Qual è il problema? È pieno di calciatori nel mondo».

Il riferimento al parere del futuro allenatore rappresenta oggi l’unico punto di speranza per poter trattenere anche nella prossima stagione Lukaku e De Bruyne con la maglia azzurra addosso. In particolare, Allegri punta su De Bruyne, ex centrocampista del Manchester City, apprezzandone la qualità tecnica e la capacità di incidere sul gioco.

Tuttavia, il vero elemento ritenuto imprescindibile da Allegri per il Napoli che immagina è Romelu Lukaku. Secondo Sky, il tecnico livornese ha monitorato il centravanti durante l’amichevole del Belgio contro la Croazia e ne è rimasto impressionato, soprattutto per la condizione fisica attuale. Lukaku era già nel mirino di Allegri ai tempi della Juventus e oggi l’allenatore sarebbe felice di poterlo guidare a Napoli, considerandolo fondamentale per il progetto tecnico e l’equilibrio offensivo della squadra.

La situazione resta in evoluzione e la prossima stagione del Napoli dipenderà in larga parte dalle decisioni di Allegri e dalla disponibilità dei giocatori a restare, con De Laurentiis pronto a valutare le opportunità economiche senza compromettere la competitività della squadra.

Milan, Ferrari candidato al ruolo di ad? Lui risponde: «Non ho parlato con Cardinale, ma se ci fosse una chance la valuterei. Uno come Maldini deve stare in questo club»

Massimo Ferrari, manager e membro del CDA del Milan, è tra i candidati a diventare il prossimo amministratore delegato dopo l’addio di Furlani

Tra i possibili futuri amministratori delegati del Milan, dopo l’addio di Giorgio Furlani, spunta il nome di Massimo Ferrari, manager già presente nel CDA durante l’ultimo scudetto rossonero. Interpellato dalla Gazzetta dello Sport, Ferrari ha chiarito: «Con Cardinale non ho parlato. Se ci fosse una chance la valuterei».

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Il manager ha poi spiegato le cause del fallimento stagionale del club: «Sono un insieme di più fattori: forse un azionista mal suggerito, forse alcune figure troppo junior che conoscono poco il calcio, forse bisogna essere più presenti in Lega. Prendiamo anche Milanello: un tempo era all’avanguardia, deve tornare a esserlo. Come si riparte? Con un reset, ma non mi spendo in nomi. Ci vuole un allenatore leader e alla direzione tecnica qualcuno di credibile. Uno come Paolo Maldini penso che ci possa e debba stare dentro al Milan e poi mi piacerebbe coinvolgere Adriano Galliani, magari in un comitato consultivo».

Ferrari ha sottolineato l’importanza di riportare ambizione e obiettivi concreti: «Porsi l’obiettivo del quarto posto, cioè il minimo per la sopravvivenza, significa sbagliare tutto. La media di chi si pone l’obiettivo di arrivare quarto è tra il quinto e il settimo posto. Certo, la sostenibilità è imprescindibile, ma a volte spendere di più significa avere ritorni maggiori: il monte ingaggi dell’Inter è 50 milioni superiore di quello del Milan, ma genera 80 milioni in più. Così dove possiamo arrivare? È inutile dare false promesse, un orizzonte serio per tornare a vincere è di tre anni».

Secondo Ferrari, il rilancio del club rossonero passa da una gestione professionale e credibile in tutti i settori: dall’allenatore alla direzione tecnica, fino al ruolo chiave di figure come Maldini e Galliani. Solo così, a suo avviso, il Milan potrà tornare competitivo a livello nazionale e internazionale, costruendo una squadra che punti non solo alla sopravvivenza ma alla vittoria e a risultati sostenibili nel medio termine.

La riflessione di Ferrari evidenzia quanto il Milan debba agire con strategia e visione, combinando sostenibilità economica, gestione oculata del monte ingaggi e scelte tecniche coraggiose per ritrovare un percorso di successi in Serie A e nelle competizioni europee.

Chivu dice tutto: «Dopo i KO con Udinese e Juve ho pensato all’esonero. Dumfries? L’Inter non poteva fermarlo, Bastoni un nostro campione»

L’allenatore dell’Inter campione d’Italia in carica, Cristian Chivu, ha detto la sua sulla stagione appena conclusa e sul mercato

Intervistato dalla Gazzetta dello Sport, Cristian Chivu ha tracciato un bilancio della sua prima stagione alla guida dell’Inter, conclusasi con la vittoria dello scudetto e della Coppa Italia, per poi soffermarsi su alcuni temi di mercato riguardanti Dumfries, Bastoni e Palestra.

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SULLA SUA PERMANENZA E IL FUTURO DELL’INTER – «Se non perdo tre partite di fila, forse… (ride, nda). Bastano quelle e c’è il rischio che me ne vada a casa prima. Scherzi a parte, questa è la realtà del calcio, io l’ho accettata da tempo: ho capito perché ai giocatori si fanno cinque anni di contratto e agli allenatori solo due… L’allenatore è quello che paga per primo in tutto. Che sia giusto o meno, le cose vanno così».

SE HA MAI PENSATO AL SUO ESONERO DURANTE LA STAGIONE – «Qualche pensiero mi era venuto, soprattutto dopo le sconfitte con Udinese e Juve… Lì per un attimo ho pensato che potesse saltare il banco, ma poi ho visto che la società non aveva la stessa mia percezione. Anzi, mi ha subito sostenuto. Io ho sentito solo sostegno e vicinanza».

SULLA REAZIONE ALLE DIFFICOLTA’ E GLI ERRORI COMMESSI – «Abbiamo imparato a reagire alle difficoltà e alle sconfitte: lì sta la svolta. L’errore? Io sono il primo critico di me stesso, anche e soprattutto quando vinco. Ne ho fatti tanti di errori e tendo sempre a farmi domande, dopo le partite ma anche durante…».

SULL’ELIMINAZIONE IN CHAMPIONS LEAGUE CONTRO IL BODO GLIMT – «Avremmo dovuto e potuto fare meglio, però oggi è tardi ed è inutile rimuginare. Abbiamo analizzato ampiamente la doppia sfida col mio staff: tanti piccoli dettagli che hanno portato a quel risultato. Fa parte di un processo, di un percorso durante una stagione lunga».

COSA CAMBIA IN VISTA DELLA NUOVA STAGIONE – «Cambia che adesso è più difficile. Dobbiamo essere bravi a trovare anche in questa nuova condizione gli stimoli e la motivazione giusta. La stessa mentalità, la fame, l’equilibrio giorno dopo giorno. Non è mai semplice ripetersi dopo una vittoria, però ho a che fare con grandi campioni che sanno come si fa.

E poi abbiamo a disposizione una società che ci sostiene, uno staff in grado di capire e gestire determinati momenti. Il futuro nessuno può saperlo, ma ci impegneremo tutti per ripeterci e migliorarci. Ciò che mi fa ben sperare è che questo gruppo da sei anni viaggia sempre ad alto livello. E, vi assicuro, rimarrà là ancora: i miei sono uomini che mettono la faccia, che ci provano sempre e vogliono dimostrare che i cicli possono continuare. Ed evolversi, appunto».

Dumfries Inter Fluminense pullman1

SULLA CESSIONE DI DUMFRIES – «Denzel ha fatto il suo… Aveva una clausola e l’Inter non ha potuto fare niente per fermarlo. Noi dobbiamo essere pronti ad avere la soluzione, l’alternativa giusta, e capire ciò che ci fa fare il salto di qualità, nel futuro».

SULL’INTERESSE PER PALESTRA – «Palestra è un bel profilo ma oggi non è un mio giocatore, quindi non posso parlarne… Noi abbiamo già tanti italiani forti che sanno cosa significa l’Inter e si identificano nel club: questo è un bel vantaggio ed è una strada che vogliamo continuare a seguire. Però, è ovvio che ci sia bisogno anche di altri giocatori, di un misto che ti permetta di essere competitivo a tutti i livelli. C’è sempre bisogno di giocatori per migliorarsi e, perché no, dare segnali al gruppo e all’ambiente. Abbiamo pianificato tutto, ci sono piani A e piani B per ogni ruolo, ma poi arriva agosto e può succedere di tutto perché si possono creare situazioni che non ti aspettavi. Tra l’altro, nell’estate del Mondiale tutto può diventare un’agonia…».

SUI GIUDIZI NEI SUOI CONFRONTI – «Non mi interessa, non tutti sanno cosa voglia dire allenare una big come l’Inter, in cui l’obbligo non è solo il bel gioco, ma la vittoria. E noi abbiamo pure giocato bene, oltre a vincere! Di fronte ai miei ragazzi io voglio solo essere uomo, non una figura autoritaria. Poi è sempre un do ut des e dai giocatori ho ricevuto solo la stessa premura. In un club può venire anche il miglior allenatore del mondo, con le sue idee più evolute, ma se il gruppo non lo accetta è tutto inutile».

COM’E’ RIUSCITO A CONVINCERE TUTTI – «Probabilmente, ho convinto con la mia umanità, con le parole, col lavoro che conta molto di più del tirare pugni sul tavolo. Poi magari l’anno prossimo perdo tre volte e mi mandano via, ma sarò sempre fatto così. Io non mi esalto perché abbiamo vinto come non mi sono depresso quando mi hanno criticato. Sono uguale e aperto alla crescita. Posso anche cambiare, a partire anche dal sistema di gioco, ma quello per me conta poco. Ripeto, io voglio evolvermi, non cambiare. Ho avuto sempre le idee chiare e una giusta autostima: aspettavo solo un’opportunità e me l’ha data il Parma, poi mi sono subito ritrovato nel luogo in cui ho passato 20 anni. La mia casa. Non mi entusiasmo nemmeno ora che ho vinto, anzi penso che rientri nella normalità di un club così grande. Non ho mai parlato di altre squadre e non mi interessa farlo nemmeno nel futuro, ma io difenderò i miei fino alla morte».

SUL FUTURO DI BASTONI – «Bastoni è un nostro campione. È normale che girino storie di mercato attorno a lui perché per me è uno dei più forti centrali del mondo. So che uomo è Alessandro, ma so soprattutto cosa ha dato, cosa dà e cosa darà nel futuro per noi…».

SUL VANTAGGIO DELL’INTER SULLE AVVERSARIE – «Da una stagione all’altra cambiano tante cose e l’anno scorso eravamo noi a non avere per tutti stabilità. Si diceva fosse finito un ciclo, e invece… Siamo consapevoli che tutte le squadre ripartono da zero con tante incognite, quindi non vedo nessun vantaggio in partenza».

L’INTERVISTA COMPLETA A CHIVU

Sampdoria, è il momento delle risposte forti: continuità e chiarezza devono guidare il nuovo corso – VIDEO di Dario Bartolucci Lupi

Sampdoria, servono risposte immediate: continuità e chiarezza per ricostruire credibilità e futuro – VIDEO di Dario Bartolucci Lupi

La Sampdoria sta attraversando una fase di profonda riorganizzazione, segnata dall’uscita di figure chiave che avevano contribuito alla solidità del progetto in Serie B. Le partenze del direttore sportivo Andrea Mancini e dell’allenatore Attilio Lombardo aprono un vuoto significativo sia nella gestione tecnica sia nella pianificazione della rosa.

Come sottolineato dal nostro giornalista Dario Bartolucci Lupi, la società è ora chiamata a individuare profili di alto livello capaci di garantire continuità e una direzione chiara nel percorso verso il ritorno in Serie A.

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Il cambio ai vertici comporta scelte delicate e di grande responsabilità. La nuova dirigenza dovrà selezionare professionisti in grado di coniugare la strategia societaria con le aspettative della piazza, evitando decisioni frammentarie o incoerenti.

L’obiettivo è mantenere un filo conduttore nella gestione tecnica, assicurando che la crescita della squadra e la valorizzazione dei giocatori non vengano compromesse. Stabilità e coerenza saranno elementi fondamentali per costruire basi solide in vista della stagione 2026/2027.

Parallelamente, la Sampdoria dovrà affrontare il mercato con lucidità e rapidità, integrando nuovi dirigenti e uno staff tecnico dotato di esperienza e visione.

La priorità non sarà soltanto individuare giocatori competitivi, ma costruire una struttura organizzativa coerente, capace di sostenere un progetto credibile e sostenibile. La capacità di prendere decisioni mirate e tempestive sarà determinante per non perdere terreno rispetto alle dirette concorrenti.

In questo contesto, il club dovrà trovare un equilibrio tra valorizzazione del vivaio, inserimento di profili funzionali e gestione del rapporto con i tifosi, garantendo trasparenza e chiarezza nelle scelte.

La Sampdoria ha bisogno di un progetto concreto, riconoscibile e condiviso: solo così potrà ritrovare stabilità, ricostruire fiducia e rilanciare con ambizione il proprio percorso verso la Serie A.

Cardinale, il Milan e l’era delle macerie: una rivoluzione che rischia di diventare autodistruzione – VIDEO di Alberto Petrosilli

Milan, la gestione Cardinale nel caos: la rivoluzione che somiglia sempre più a una demolizione – VIDEO di Alberto Petrosilli

La ricostruzione emersa negli ultimi giorni, se confermata, delineerebbe una delle pagine più inquietanti della storia recente del Milan. L’uscita simultanea di allenatore, dirigenti e figure cardine dell’area sportiva appare come una vera e propria epurazione, che lascia aperta una domanda inevitabile: chi sta realmente guidando il club?

Perché una società può cambiare, può voltare pagina, può persino azzerare un progetto. Ciò che non può fare è distruggere tutto senza indicare immediatamente una direzione chiara.

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Il problema, infatti, non è il cambiamento in sé, ma il vuoto che si crea quando si smantella senza costruire. In un club del prestigio del Milan, ogni decisione genera conseguenze: se si sceglie di allontanare allenatore e dirigenti, bisogna presentare contestualmente una nuova struttura, un nuovo assetto, una nuova visione.

La sensazione, invece, è quella di una società che procede per strappi, reazioni e improvvisazioni, lasciando l’ambiente in una condizione di incertezza permanente. E un grande club non può vivere nell’incertezza.

Da tempo il Milan sembra trattato come un esperimento aziendale più che come una grande istituzione sportiva. Il calcio, però, non si governa con tabelle, algoritmi o consulenze esterne: vive di competenze specifiche, di uomini di campo, di dirigenti che conoscono mercato e spogliatoi.

L’uso ricorrente di cacciatori di teste per individuare figure chiave appare come il segnale di una dimensione sportiva smarrita. Il rischio è evidente: cercare il curriculum perfetto invece della persona giusta. E nel calcio, quasi mai le due cose coincidono.

Il Milan ha superato crisi, retrocessioni e rifondazioni, ma quasi sempre aveva una bussola. Oggi ciò che preoccupa non sono solo le decisioni prese, ma l’assenza di una rotta. Un club senza allenatore, senza riferimenti dirigenziali e senza una strategia comunicata è un club che naviga a vista.

E il Milan non merita di navigare a vista: merita leadership, competenza, rispetto. Perché quando si smantella tutto senza offrire una prospettiva credibile, non si costruisce il futuro: si alimenta il caos. E allora, inevitabilmente, nasce un pensiero amaro: Povero Diavolo, che pena mi fai.

Grosso saluta il Sassuolo: accordo per la risoluzione e attesa per la firma con la Fiorentina

Sassuolo Grosso, ufficiale la risoluzione del contratto: ora il tecnico è pronto a formalizzare con la Fiorentina

Si chiude ufficialmente l’avventura di Fabio Grosso sulla panchina del Sassuolo. Come anticipato nei giorni scorsi, l’allenatore ha firmato la risoluzione del contratto con il club neroverde, mettendo fine a un ciclo durato due stagioni e coronato dalla promozione in Serie A.

Con l’addio ormai formalizzato, Grosso è libero di definire il suo futuro: la Fiorentina lo attende per completare l’accordo e aprire un nuovo capitolo della sua carriera.

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COMUNICATO “Il Sassuolo Calcio comunica di aver raggiunto un accordo per la risoluzione consensuale del contratto di prestazione sportiva con l’allenatore della Prima Squadra Maschile Fabio Grosso e il suo staff.

La società desidera ringraziare il tecnico e il suo staff per la professionalità e il lavoro svolto durante le due stagioni in neroverde, e augura le migliori fortune professionali e personali per il prosieguo della carriera”.

Liverpool, ufficiale: Andoni Iraola è il nuovo allenatore dei Reds – VIDEO

Liverpool, è arrivata la conferma definitiva: Andoni Iraola prende posto sulla panchina dei Reds e succede a Arne Slot

Il Liverpool ha scelto: sarà Andoni Iraola il nuovo allenatore dei Reds. Il suo arrivo ad Anfield è ormai di fatto confermato, con il club inglese pronto ad aprire un nuovo ciclo tecnico dopo la separazione da Arne Slot.

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La dirigenza aveva individuato da tempo nel tecnico basco il profilo ideale per guidare la prossima fase del progetto sportivo, apprezzandone idee, metodo di lavoro e capacità di valorizzare la rosa.

Una decisione maturata progressivamente nelle ultime settimane e poi accelerata dall’addio dell’allenatore olandese, salutato con grande riconoscenza per il lavoro svolto nelle sue due stagioni alla guida del club.

Con Iraola, il Liverpool punta a inaugurare un percorso nuovo, ambizioso e in linea con la tradizione di gioco e competitività che caratterizza Anfield.

COMUNICATO – “Il quarantatreenne prenderà le redini dell’Anfield succedendo ad Arne Slot, che ha lasciato i Reds sabato.

Iraola arriva dopo tre stagioni di successo in Premier League con l’AFC Bournemouth, che ha guidato per la prima volta nella sua storia alla qualificazione in Europa grazie al sesto posto in classifica conquistato il mese scorso.

“Sono davvero emozionato, davvero emozionato”, ha dichiarato a Liverpoolfc.com. “Perché ovviamente conoscete il Liverpool, sapete che è un grande club, un club enorme, uno dei più grandi al mondo.”

“Ma sentendomi più a fondo e comprendendo un po’ meglio questo club, ho sempre pensato che sia un club speciale.”

“Non serve molto per essere attratti da Liverpool. Liverpool è Liverpool.”

“Ma ovviamente l’atmosfera, i tifosi, il club, i giocatori, l’opportunità per me di allenare giocatori di alto livello, la possibilità di lottare per i titoli. Penso che non ci possa essere niente di più allettante. È difficile trovare una situazione simile. Quindi, sono davvero entusiasta di iniziare.” Nato nei Paesi Baschi, nel nord della Spagna, Iraola ha avuto una lunga carriera da calciatore, giocando principalmente come terzino destro e collezionando oltre 500 presenze con l’Athletic Club in 12 stagioni.

Ha inoltre collezionato sette presenze con la nazionale spagnola prima di trasferirsi al New York City FC tra il 2015 e il 2016, anno in cui ha poi appeso gli scarpini al chiodo.

I primi passi di Iraola come allenatore risalgono all’estate del 2018, quando ha preso le redini dell’AEK Larnaca, guidandolo alla vittoria della Supercoppa cipriota.

Dopo un periodo al Mirandes, squadra della seconda divisione spagnola, è passato al Rayo Vallecano nel 2020, che ha guidato alla promozione in Liga nella sua prima stagione alla guida. Poi, appena tre anni dopo, arrivò la chiamata della Premier League e Iraola fu nominato allenatore del Bournemouth.

Il suo lavoro al Bournemouth ha attirato l’attenzione, culminando con la qualificazione alle competizioni europee la scorsa stagione, grazie a una straordinaria serie di 18 partite senza sconfitte nella seconda metà del campionato, che ha permesso alla squadra di conquistare il sesto posto.

Ora Iraola si unisce al Liverpool, dove inizierà a preparare i Reds per la prossima stagione.

Chi è Manga Foe Ondoa, il primo colpo del Monza dopo il ritorno in Serie A

Chi è Manga Foe Ondoa, il nuovo acquisto del Monza dopo il ritorno in Serie A. La sua storia e le sue caratteristiche tecniche

Il calciomercato del Monza si sblocca ufficialmente, dando il via alle operazioni estive per costruire un organico all’altezza delle impegnative sfide che attendono la squadra. In vista della prossima stagione calcistica, la dirigenza lombarda ha messo a segno la prima importante operazione in entrata per rinforzare il reparto mediano. Dopo la grande festa per il tanto desiderato ritorno in Serie A, i vertici societari hanno chiuso definitivamente l’accordo per assicurarsi le prestazioni sportive di un promettente talento transalpino. Si tratta di un innesto estremamente mirato, che unisce la freschezza della giovane età a un potenziale di altissimo livello per il futuro.

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A ratificare questa attesa mossa di mercato è intervenuto direttamente il club, attraverso una nota formale pubblicata sui propri canali istituzionali. Di seguito le parole diramate dalla dirigenza per annunciare l’acquisto:

“Manga Foe Ondoa è un nuovo calciatore del Monza. Il centrocampista francese, proveniente dall’Estoril Praia, ha firmato un contratto col Club biancorosso fino al 30 giugno 2030. Nato a Parigi il 12 dicembre 2005, cresce nel Valenciennes con cui esordisce tra i professionisti nel 2023-24, collezionando 15 presenze in Ligue 2. Nell’estate 2024 viene acquistato dall’Estoril Praia, con cui nella prima stagione viene impiegato con continuità nella squadra Under 23. La sua avventura in Portogallo prosegue con l’esperienza in prestito all’Oliveirense, con cui nella stagione 2025-26 colleziona 30 presenze e 3 reti nella seconda divisione portoghese. Una crescita costante, per un giovane centrocampista di grande forza e dinamismo che ha sposato il progetto del Monza neopromosso in Serie A. Benvenuto Manga Foe!”

Chi è Manga Foe Ondoa: l’identikit tecnico e tattico

Sotto il profilo strettamente tecnico e tattico, il ragazzo parigino classe 2005 rappresenta la perfetta incarnazione del centrocampista moderno. Dotato di un’imponente struttura fisica e di una notevole resistenza atletica, il transalpino predilige agire nel cuore del campo, svolgendo il ruolo di incontrista o mezzala di rottura.

La sua caratteristica principale risiede nella spiccata abilità di abbinare un’efficace fase di interdizione e recupero palla a rapide transizioni positive. Agendo come vero e proprio profilo box-to-box, garantisce un dinamismo incessante per tutti i novanta minuti, rendendosi estremamente prezioso nei contrasti aerei e nel pressing sul portatore di palla avversario. Inoltre, le statistiche maturate nell’ultima annata dimostrano una concreta attitudine ai repentini inserimenti offensivi, una qualità essenziale per scardinare le difese chiuse della massima serie italiana. Un prospetto di sicura prospettiva che si prepara a testare le proprie qualità in un campionato estremamente tattico.

Chivu blindato dall’Inter: accordo per il rinnovo dell’allenatore fino al 2028. Quando arriverà la firma

Chivu rinnova con l’Inter: accordo con l’allenatore romeno fino al 2028. Quando ci sarà la firma

Il connubio professionale tra la Milano nerazzurra e la sua guida tecnica è destinato a proseguire nel segno della continuità e dell’ambizione. Al termine di un’annata sportiva esaltante, i vertici societari hanno sciolto le ultime riserve strategiche per blindare la panchina. L’Inter e Cristian Chivu proseguono insieme, confermando la totale sintonia d’intenti nata e maturata nel corso dei mesi passati all’ombra di San Siro. Lo riporta Sky.

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Una conferma nel segno della continuità tecnica

La decisione della dirigenza di viale della Liberazione non giunge certo come un fulmine a ciel sereno, ma la definizione formale dei dettagli economici e della durata del nuovo vincolo sancisce in modo definitivo la centralità dell’ex difensore nel progetto sportivo del club. Sotto la sua gestione, la compagine ha mostrato un’importante crescita tattica, valorizzando le risorse della rosa e centrando gli obiettivi prefissati dalla proprietà a inizio anno con la vittoria di Scudetto e Coppa Italia.

La fiducia riposta nel lavoro dell’allenatore si traduce così in un prolungamento contrattuale mirato a dare serenità a tutto l’ambiente in vista dei prossimi appuntamenti calcistici, sia in ambito nazionale che europeo.

I dettagli del nuovo contratto: scadenza fissata al 2028

Entrando nel merito dei dettagli burocratici dell’affare, l’intesa raggiunta tra l’entourage del tecnico e i vertici di mercato nerazzurri delinea un percorso a lungo termine. Grazie a questo nuovo tassello temporale, la nuova scadenza viene fissata al 2028.

Questa estensione annuale dimostra la volontà reciproca di pianificare il futuro con calma e programmazione oculata, evitando di iniziare la prossima stagione con una scadenza troppo ravvicinata che avrebbe potuto alimentare pericolosi rumors di mercato.

Le tappe per la firma ufficiale

Per mettere nero su bianco ed espletare le ultime formalità burocratiche bisognerà tuttavia attendere ancora qualche giorno. Le parti hanno già definito ogni singolo aspetto economico e legale dell’accordo, ma il tutto verrà formalizzato al rientro del tecnico dopo qualche giorno di vacanza.

Il tecnico si sta godendo un meritato periodo di riposo per ricaricare le batterie dopo le fatiche del campionato. Al suo ritorno a Milano, la firma sul contratto darà il via ufficiale alla sessione estiva di calciomercato, durante la quale la dirigenza e l’allenatore lavoreranno a stretto contatto per puntellare l’organico e preparare l’assalto ai prossimi trofei.

Ufficiale la separazione tra Angelozzi e il Cagliari: avanza l’ipotesi Accardi per la successione. Ultimissimi sviluppi

Angelozzi e il Cagliari si separano: c’è l’ipotesi Accardi per la successione. Il comunicato e i dettagli in casa rossoblù

Il Cagliari vive una fase di profondo e radicale rinnovamento per quanto concerne le gerarchie dirigenziali. La società isolana ha infatti deciso di cambiare rotta in merito alla gestione sportiva e tecnica della prima squadra, interrompendo formalmente la collaborazione con l’uomo mercato che aveva gestito le operazioni in entrata e in uscita durante l’ultimo ciclo. Le strade della compagine sarda e di Guido Angelozzi si dividono così in modo definitivo, archiviando una parentesi professionale durata l’arco di una sola annata. L’esperto manager era stato accolto in Sardegna con l’arduo compito di assemblare una rosa solida, ma al termine delle valutazioni di fine campionato, le parti hanno optato per un netto taglio con il recente passato.

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La nota della società e il saluto al dirigente

A ratificare questa delicata decisione societaria è intervenuto direttamente il club, che ha congedato Angelozzi attraverso una comunicazione ufficiale. Nel testo diffuso ai media si legge infatti: Il Cagliari Calcio comunica la conclusione del rapporto professionale con il Direttore Sportivo Guido Angelozzi. Il Club lo ringrazia per il lavoro svolto nel corso del suo incarico e gli augura le migliori fortune professionali per il futuro”.

Si chiude in questo modo una stagione impegnativa, obbligando ora i vertici rossoblù a muoversi con estrema tempestività per riempire la casella vuota nell’organigramma. La sessione estiva di trasferimenti è alle porte e non sono ammessi ritardi nella programmazione.

La corsa alla successione: il profilo del nuovo manager

Messa in archivio l’ultima gestione, la proprietà si è immediatamente attivata sondando vari candidati per individuare la figura perfetta a cui consegnare le chiavi delle negoziazioni. La dirigenza ricerca un dirigente navigato, capace di scovare talenti funzionali al sistema di gioco, di valorizzare i giovani del vivaio e di far quadrare i delicati equilibri di bilancio in vista del futuro.

In pole position spicca il nome di Pietro Accardi

Per quanto riguarda l’attesa successione, le indiscrezioni delineano uno scenario piuttosto definito. A guidare saldamente la corsa per insediarsi sulla poltrona di nuovo responsabile dell’area tecnica è Pietro Accardi. L’operatore di mercato, forte di un bagaglio di grande esperienza maturato dietro le scrivanie di club di primo livello come l’Empoli e la Sampdoria, sembra aver sbaragliato la folta concorrenza.

Il suo identikit calcistico riscuote ampi e trasversali consensi all’interno dei corridoi societari, e i dialoghi per garantirsi la sua firma procedono a vele spiegate. Sarà con ogni probabilità lui l’architetto incaricato di ridisegnare il volto del Cagliari per le prossime, impegnative sfide nel massimo campionato.

Parma e Cuesta avanti insieme: l’allenatore spagnolo resta sulla panchina dei ducali. Cosa c’è dietro la sua conferma

Parma e Cuesta proseguono insieme: l’allenatore spagnolo rimane sulla panchina dei ducali anche nella prossima stagione.

Il Parma non riguarda unicamente i giocatori da schierare sul terreno di gioco, ma riparte dalla fondamentale e imprescindibile certezza della propria guida tecnica. Ora non ci sono più dubbi: il futuro di Carlos Cuesta sarà ancora sulla panchina della formazione crociata. Dopo giorni di riflessioni, analisi e attente valutazioni da ambo le parti, la dirigenza emiliana ha deciso di puntare con forza sulla continuità, blindando il proprio manager per dare linfa e stabilità al progetto tecnico in vista della prossima stagione.

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Il vertice decisivo e la fumata bianca

La tanto attesa fumata bianca è arrivata al termine di un incontro cruciale svoltosi nel quartier generale del club. Durante questo importante faccia a faccia, le parti hanno avuto modo di confrontarsi apertamente sulle strategie future, sul potenziamento della rosa e sui prossimi traguardi sportivi da raggiungere. Questo dialogo costruttivo ha permesso di allineare le visioni, gettando le basi per la permanenza dell’allenatore spagnolo. L’intesa raggiunta testimonia la forte e chiara volontà del club di non disperdere l’imponente lavoro tattico svolto finora e di costruire un organico sempre più competitivo e ambizioso.

L’annuncio social e l’entusiasmo della piazza

Nell’era della comunicazione digitale, i top club calcistici scelgono i nuovi media per dialogare in tempo reale con la propria tifoseria. La conferma è arrivata dal Parma, che ha annunciato sui social il 2.0 di Cuesta per il prossimo anno. Una comunicazione moderna e diretta che ha subito scatenato i like, l’entusiasmo e i commenti positivi della piazza parmense, da sempre desiderosa di certezze e chiarezza per il futuro della propria squadra del cuore.

Prospettive future e programmazione del mercato

Con il nodo legato all’allenatore definitivamente e felicemente sciolto, il Parma può ora concentrarsi a pieno regime sulle dinamiche operative della sessione estiva. La conferma di Carlos Cuesta permette all’area sportiva di muoversi sul mercato con indicazioni tattiche estremamente precise, andando alla ricerca dei profili ideali per assecondare le idee calcistiche del tecnico iberico. L’obiettivo primario del sodalizio crociato sarà quello di allestire una rosa profonda e ricca di talento. La scelta di proseguire insieme rappresenta un segnale inequivocabile per le dirette concorrenti: il progetto emiliano è solido ed è pronto ad affrontare da protagonista le avvincenti sfide del prossimo campionato.

Inacio e il suo amore per l’Italia: «Sono italianissimo. Il mio sogno è vincere il Mondiale con gli azzurri»

Inacio parla a cuore aperto: «Sono italianissimo. Il mio sogno è vincere il Mondiale con gli azzurri». Le sue dichiarazioni

Nell’intervista concessa a Gianluca di Marzio dopo Lussemburgo‑Italia, la stellina italo‑brasiliana Samuele Inacio ha ripercorso i mesi che gli hanno cambiato la vita.

Un periodo vissuto a velocità altissima: prima il debutto in Bundesliga con il Borussia Dortmund, poi la chiamata in Nazionale maggiore, che ha certificato la sua crescita esponenziale.

Per l’ex Atalanta si tratta di un percorso in piena ascesa, costruito passo dopo passo e culminato con una convocazione che rappresenta solo l’inizio di un cammino che promette ancora molto.

Ultime notizie Calciomercato LIVE: tutte le novità del giorno

PAROLE – «Sono sempre la stessa persona. Ho ancora gli stessi amici di prima e non voglio cambiare. Posso migliorare in allenamento e come calciatore, ma la mia personalità non cambierà mai»

ITALIA – «Sono italianissimo. Sono nato in Italia, mia madre è italiana e tutti i miei amici sono italiani. Mi sento più italiano che brasiliano»

MONDIALE – «Il mio sogno, come quello di tutti i miei compagni di squadra, è vincere il Mondiale e riportare l’Italia a qualificarsi per questo torneo»

De Laurentiis: «De Bruyne e Lukaku? Vedremo quando ci metteremo tutti a lavorare cosa ne penserà l’allenatore nuovo»

De Laurentiis svela a sorpresa: «De Bruyne e Lukaku? Vedremo quando ci metteremo tutti a lavorare cosa ne penserà il nuovo tecnico»

Aurelio De Laurentiis non usa giri di parole e rilancia le ambizioni del Napoli in vista della prossima stagione.

Il presidente azzurro guarda già al futuro con grande determinazione, convinto che la squadra possa tornare a competere ai massimi livelli sia in Serie A sia in Champions League.

Reduce da un secondo posto in campionato e dall’eliminazione nella League Phase della Champions, De Laurentiis è tornato proprio su questo tema, sottolineando come il club voglia ripartire con idee chiare, maggiore continuità e un progetto tecnico capace di riportare il Napoli stabilmente tra le grandi d’Europa. Le parole in conferenza:

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PAROLE – «Se punteremo più allo Scudetto o all’Europa? L’uno non esclude l’altro. Non è andata bene, ce ne siamo fatti una ragione ma siamo arrivati secondi»

ALLENATORE – «Posso presentare l’allenatore quando i regolamenti me lo concedono. Io non sono uno che va fuori dalle regole. Quando potremo annunciare l’allenatore, lo annunceremo»

LUKAKU E DE BRUYNE – «Hanno fatto delle affermazioni che possono essere accettabili o contestabili, dipende dai punti di vista. Vedremo quando ci metteremo tutti a lavorare cosa ne penserà l’allenatore nuovo. Poi se dovranno andare via, andranno via. Qual è il problema? È pieno di calciatori nel mondo»

Fiorentina, si pensa a Bento come erede di De Gea: primi ragionamenti sul portiere dell’Al‑Nassr

De Gea verso l’addio? La Fiorentina valuta il sostituto: spunta l’idea Bento dell’Al‑Nassr per aprire un nuovo ciclo tra i pali

In casa Fiorentina si guarda già al futuro tra i pali, soprattutto in caso di addio a David De Gea. Come riportato da Manuele Baiocchini di Sky Sport, il club viola ha messo nel mirino Bento, classe 1999, attualmente all’Al‑Nassr.

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Il portiere brasiliano non è un nome nuovo per il calcio italiano: già a gennaio era stato vicinissimo al Genoa, con una trattativa sfumata soltanto nelle ultime ore di mercato.

In quell’occasione Bento aveva scelto di restare all’Al‑Nassr, rinviando ogni discorso legato a un trasferimento in Europa.

Ora, però, lo scenario potrebbe riaprirsi: la Fiorentina valuta il profilo con grande attenzione e lo considera una delle prime opzioni qualora De Gea decidesse di lasciare Firenze.

Besiktas Italiano, contatti continui e pressing crescente: si lavora all’intesa per portare il tecnico in Turchia

Besiktas, avanti tutta su Vincenzo Italiano: confronto costante per chiudere l’intesa e definire il progetto tecnico

Il Besiktas continua a spingere con decisione per Vincenzo Italiano. Dopo i primi segnali di interesse emersi nei giorni scorsi, il club turco ha intensificato i contatti e ora il dialogo tra le parti è costante e molto fitto.

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La separazione tra l’allenatore e il Bologna ha accelerato ulteriormente le manovre del Besiktas, che sta provando a ottenere il sì definitivo del tecnico.

Dopo i primi sondaggi, infatti, il pressing si è fatto più concreto e le conversazioni proseguono per arrivare a un’intesa totale.

A riportarlo è Gianluca Di Marzio, secondo cui il club turco considera Italiano la prima scelta per la panchina e sta lavorando per chiudere l’operazione nel più breve tempo possibile.

Mercato Juve, Carlos Augusto nel mirino se parte Cambiaso: ecco cosa sta succedendo

Calciomercato Juventus, che incastro sulle fasce! Carlos Augusto è il nome forte dei bianconeri se Cambiaso saluta

Le grandi manovre della Juventus in vista del mercato estivo potrebbero presto coinvolgere anche le corsie esterne. L’eventuale cessione di Andrea Cambiaso all’estero — con il Barcellona molto attivo e diversi club di Premier League pronti a inserirsi — aprirebbe infatti la strada a un sostituto già individuato: Carlos Augusto, esterno brasiliano classe 1999 attualmente all’Inter.

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Secondo La Stampa, il giocatore è sotto contratto con i nerazzurri fino al 2028, ma non ha ancora trovato un accordo per il rinnovo. Una situazione che lo spinge a guardarsi intorno alla ricerca di un progetto che gli garantisca maggiore continuità da titolare, un ruolo che a Torino — sponda Juve — lo “affascina” particolarmente.

I dettagli del possibile affare

  • Flessibilità tattica — Nato come esterno a tutta fascia, può giocare sia a sinistra sia a destra e, all’occorrenza, adattarsi anche da braccetto sinistro in una difesa a tre.
  • Valutazione di mercato — Il suo cartellino è stimato intorno ai 23 milioni di euro.
  • La posizione dell’Inter — Il club non vorrebbe privarsene, ma potrebbe aprire alla trattativa se il giocatore dovesse chiedere esplicitamente la cessione.

La Juventus osserva con attenzione: se Cambiaso dovesse partire, Carlos Augusto rappresenterebbe un profilo già pronto, duttile e perfettamente inseribile nel sistema di gioco bianconero.

Manchester United, i Glazer aprono alla vendita: alcuni membri studiano la cessione delle partecipazioni

Quote Manchester United, alcuni Glazer sarebbero pronti a vendere: si apre adesso un nuovo fronte societario per il futuro

La famiglia Glazer sta valutando un possibile disimpegno dal Manchester United. Secondo quanto riportato da Bloomberg, alcuni membri del gruppo proprietario — titolari complessivamente del 48,9% delle quote del club — avrebbero avviato discussioni interne sulla possibilità di cedere in tutto o in parte le proprie partecipazioni nei Red Devils.

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Una famiglia divisa sul futuro

Il confronto, al momento, riguarderebbe soprattutto la vendita delle quote detenute da singoli componenti, che starebbero cercando di convincere anche gli altri azionisti a valutare un’uscita collettiva. Non esiste però una linea comune: all’interno della famiglia permangono posizioni differenti, con alcuni membri contrari a una cessione e intenzionati a mantenere il controllo.

Il nodo Old Trafford e il peso degli investimenti futuri

La riflessione arriva in un momento particolarmente delicato per il club. Nei prossimi anni lo United dovrà affrontare il maxi‑investimento per la riqualificazione di Old Trafford, un progetto dal forte impatto economico e simbolico. Lo stadio è parte integrante dell’identità del club e la sua modernizzazione rappresenta uno dei dossier più complessi per la proprietà.

Allo stesso tempo, la recente qualificazione alla UEFA Champions League ha riaperto prospettive economiche rilevanti, garantendo nuove entrate e maggiore visibilità internazionale. Proprio questo ritorno nel massimo palcoscenico europeo potrebbe spingere alcuni membri della famiglia a mantenere le proprie quote, convinti che il valore del club possa crescere ulteriormente.

Possibili investitori e valutazione di mercato

In caso di apertura formale del processo di vendita, il Manchester United potrebbe attirare l’interesse di investitori mediorientali e di grandi imprenditori statunitensi. Le azioni del club sono attualmente scambiate al New York Stock Exchange intorno ai 21 dollari, per una capitalizzazione complessiva di circa 3,6 miliardi di dollari.

Tuttavia, un’eventuale cessione delle quote dei Glazer avrebbe con ogni probabilità un valore ben superiore alla semplice quotazione di mercato, anche per il peso dei diritti di voto: pur detenendo meno della metà del capitale, la famiglia controlla il 67,9% dei voti.

Il titolo ha reagito immediatamente alle indiscrezioni, registrando un rialzo fino al 7,4% nel post‑market. Un movimento che riflette le aspettative degli investitori su un possibile nuovo ingresso nel capitale, a poco più di due anni dall’operazione che ha portato Jim Ratcliffe ad acquisire circa il 29% del club.

La struttura proprietaria attuale

L’accordo con Ratcliffe ha permesso al miliardario britannico di assumere il controllo delle operazioni calcistiche, pur lasciando la famiglia Glazer saldamente presente nella governance.

Oggi Avram e Joel Glazer ricoprono il ruolo di executive co‑chairmen, mentre Kevin Glazer, Bryan Glazer, Darcie Glazer Kassewitz ed Edward Glazer siedono nel consiglio di amministrazione.

Il futuro, però, potrebbe cambiare rapidamente: la discussione interna è aperta e il destino della proprietà dei Red Devils è più incerto che mai.


Cagliari, fari puntati su Berenbruch: il giovane nerazzurro torna nel mirino dopo l’interesse di gennaio

Cagliari, spunta l’idea Berenbruch! L’interesse è rilanciato: il club rossoblù torna sul talento dell’Inter dopo gennaio

Il Cagliari sta entrando nella fase decisiva della propria rivoluzione dirigenziale in vista della prossima stagione. La società rossoblù è orientata a puntare con decisione su Pietro Accardi come nuovo direttore sportivo, figura chiamata a guidare un mercato ambizioso e a costruire una squadra competitiva e sostenibile nel medio periodo.

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Il nome nuovo: Thomas Berenbruch

Tra i primi profili finiti sul taccuino del club spicca quello di Thomas Berenbruch, centrocampista classe 2006 cresciuto nel settore giovanile dell’Inter. Il suo nome era già stato accostato ai rossoblù durante la sessione invernale, ma ora la pista appare più concreta.

Reduce da una stagione importante con l’Inter U23, Berenbruch ha collezionato 29 presenze tra Serie C e Coppa Italia di categoria, mostrando continuità, personalità e una notevole capacità di adattarsi a diversi contesti tattici. Un profilo giovane ma già abituato al calcio dei grandi.

Cagliari, strategia chiara: giovani di prospettiva e identità tecnica

Il mercato rossoblù, sotto la guida di Accardi, punta a costruire una rosa equilibrata tra esperienza e giovani talenti. Berenbruch incarna perfettamente questa filosofia: un giocatore ancora in crescita, ma con un minutaggio significativo tra i professionisti e caratteristiche utili al progetto tecnico della prima squadra.

L’interesse per il centrocampista conferma la volontà del club di rafforzare il reparto centrale con prospetti italiani, pronti a crescere all’interno di un ambiente che vuole tornare a programmare con continuità.

Berenbruch come primo tassello del nuovo centrocampo

Il possibile arrivo del classe 2006 potrebbe rappresentare il primo passo di una strategia più ampia, mirata a consolidare il centrocampo e gettare basi solide per la prossima stagione. Accardi avrà il compito di monitorare il mercato dei giovani, individuare i profili più adatti e integrare calciatori pronti a fare il salto di categoria.

L’attenzione verso talenti come Berenbruch conferma un progetto di lungo periodo: valorizzare giovani in grado di crescere, strutturarsi e diventare protagonisti con la maglia rossoblù.

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