Pagina 97 – Calcio News 24

Manchester United, i Glazer aprono alla vendita: alcuni membri studiano la cessione delle partecipazioni

Quote Manchester United, alcuni Glazer sarebbero pronti a vendere: si apre adesso un nuovo fronte societario per il futuro

La famiglia Glazer sta valutando un possibile disimpegno dal Manchester United. Secondo quanto riportato da Bloomberg, alcuni membri del gruppo proprietario — titolari complessivamente del 48,9% delle quote del club — avrebbero avviato discussioni interne sulla possibilità di cedere in tutto o in parte le proprie partecipazioni nei Red Devils.

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Una famiglia divisa sul futuro

Il confronto, al momento, riguarderebbe soprattutto la vendita delle quote detenute da singoli componenti, che starebbero cercando di convincere anche gli altri azionisti a valutare un’uscita collettiva. Non esiste però una linea comune: all’interno della famiglia permangono posizioni differenti, con alcuni membri contrari a una cessione e intenzionati a mantenere il controllo.

Il nodo Old Trafford e il peso degli investimenti futuri

La riflessione arriva in un momento particolarmente delicato per il club. Nei prossimi anni lo United dovrà affrontare il maxi‑investimento per la riqualificazione di Old Trafford, un progetto dal forte impatto economico e simbolico. Lo stadio è parte integrante dell’identità del club e la sua modernizzazione rappresenta uno dei dossier più complessi per la proprietà.

Allo stesso tempo, la recente qualificazione alla UEFA Champions League ha riaperto prospettive economiche rilevanti, garantendo nuove entrate e maggiore visibilità internazionale. Proprio questo ritorno nel massimo palcoscenico europeo potrebbe spingere alcuni membri della famiglia a mantenere le proprie quote, convinti che il valore del club possa crescere ulteriormente.

Possibili investitori e valutazione di mercato

In caso di apertura formale del processo di vendita, il Manchester United potrebbe attirare l’interesse di investitori mediorientali e di grandi imprenditori statunitensi. Le azioni del club sono attualmente scambiate al New York Stock Exchange intorno ai 21 dollari, per una capitalizzazione complessiva di circa 3,6 miliardi di dollari.

Tuttavia, un’eventuale cessione delle quote dei Glazer avrebbe con ogni probabilità un valore ben superiore alla semplice quotazione di mercato, anche per il peso dei diritti di voto: pur detenendo meno della metà del capitale, la famiglia controlla il 67,9% dei voti.

Il titolo ha reagito immediatamente alle indiscrezioni, registrando un rialzo fino al 7,4% nel post‑market. Un movimento che riflette le aspettative degli investitori su un possibile nuovo ingresso nel capitale, a poco più di due anni dall’operazione che ha portato Jim Ratcliffe ad acquisire circa il 29% del club.

La struttura proprietaria attuale

L’accordo con Ratcliffe ha permesso al miliardario britannico di assumere il controllo delle operazioni calcistiche, pur lasciando la famiglia Glazer saldamente presente nella governance.

Oggi Avram e Joel Glazer ricoprono il ruolo di executive co‑chairmen, mentre Kevin Glazer, Bryan Glazer, Darcie Glazer Kassewitz ed Edward Glazer siedono nel consiglio di amministrazione.

Il futuro, però, potrebbe cambiare rapidamente: la discussione interna è aperta e il destino della proprietà dei Red Devils è più incerto che mai.


Cagliari, fari puntati su Berenbruch: il giovane nerazzurro torna nel mirino dopo l’interesse di gennaio

Cagliari, spunta l’idea Berenbruch! L’interesse è rilanciato: il club rossoblù torna sul talento dell’Inter dopo gennaio

Il Cagliari sta entrando nella fase decisiva della propria rivoluzione dirigenziale in vista della prossima stagione. La società rossoblù è orientata a puntare con decisione su Pietro Accardi come nuovo direttore sportivo, figura chiamata a guidare un mercato ambizioso e a costruire una squadra competitiva e sostenibile nel medio periodo.

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Il nome nuovo: Thomas Berenbruch

Tra i primi profili finiti sul taccuino del club spicca quello di Thomas Berenbruch, centrocampista classe 2006 cresciuto nel settore giovanile dell’Inter. Il suo nome era già stato accostato ai rossoblù durante la sessione invernale, ma ora la pista appare più concreta.

Reduce da una stagione importante con l’Inter U23, Berenbruch ha collezionato 29 presenze tra Serie C e Coppa Italia di categoria, mostrando continuità, personalità e una notevole capacità di adattarsi a diversi contesti tattici. Un profilo giovane ma già abituato al calcio dei grandi.

Cagliari, strategia chiara: giovani di prospettiva e identità tecnica

Il mercato rossoblù, sotto la guida di Accardi, punta a costruire una rosa equilibrata tra esperienza e giovani talenti. Berenbruch incarna perfettamente questa filosofia: un giocatore ancora in crescita, ma con un minutaggio significativo tra i professionisti e caratteristiche utili al progetto tecnico della prima squadra.

L’interesse per il centrocampista conferma la volontà del club di rafforzare il reparto centrale con prospetti italiani, pronti a crescere all’interno di un ambiente che vuole tornare a programmare con continuità.

Berenbruch come primo tassello del nuovo centrocampo

Il possibile arrivo del classe 2006 potrebbe rappresentare il primo passo di una strategia più ampia, mirata a consolidare il centrocampo e gettare basi solide per la prossima stagione. Accardi avrà il compito di monitorare il mercato dei giovani, individuare i profili più adatti e integrare calciatori pronti a fare il salto di categoria.

L’attenzione verso talenti come Berenbruch conferma un progetto di lungo periodo: valorizzare giovani in grado di crescere, strutturarsi e diventare protagonisti con la maglia rossoblù.

Baldini, la rivoluzione silenziosa: dall’Under 21 alla Nazionale maggiore. Confermarlo è la scommessa che serve all’Italia

La scalata di Baldini: dalla rinascita dell’Under 21 alla guida dell’Italia, perché confermarlo sarebber la scelta giusta in questo momento

Baldini ha già cambiato la Nazionale con scelte nette: ha convocato in blocco la sua Under 21, portando in azzurro 19 giovani alla prima chiamata e un’età media di appena 20 anni e 6 mesi; la domanda non è più se il progetto funzioni sul campo, ma se la Federazione abbia il coraggio di trasformare l’interim in continuità.

La rivoluzione silenziosa di Baldini

Silvio Baldini è arrivato come ct ad interim dopo le dimissioni di Gennaro Gattuso e ha scelto una strada chiara: convocare il gruppo dell’Under 21 che già allena, integrandolo con poche eccezioni come Gianluigi Donnarumma e Pio Esposito.

La scelta è stata motivata dalla volontà di testare il vivaio azzurro e di dare spazio a chi, fino a oggi, non aveva avuto chance nella Nazionale maggiore. Baldini stesso ha spiegato che non si è trattato di un capriccio ma di una scelta ponderata per valutare il futuro del movimento.

Numeri e fatti che pesano

  • 19 su 24 convocati sono alla prima chiamata con la Nazionale maggiore; l’età media del gruppo è 20 anni e 6 mesi.
  • Baldini ha ribadito pubblicamente la sua critica al sistema: «Il calcio italiano è in mano a dirigenti che pensano ai propri interessi», denunciando la preferenza per giocatori anziani rispetto ai giovani.
  • Otto dei convocati provengono da Serie B e C, segnale della volontà di esplorare tutto il territorio nazionale per talenti utili.

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Perché confermare Baldini potrebbe avere senso

Primo, Baldini ha già un gruppo coeso che conosce i suoi metodi: la continuità tecnica riduce i tempi di adattamento e massimizza il rendimento dei giovani.

Secondo, il contesto attuale — un anno zero per il calcio italiano dopo la mancata qualificazione mondiale — è l’occasione per un reset che privilegi la crescita interna piuttosto che soluzioni tampone.

Terzo, i segnali concreti (ampio ricambio generazionale e sperimentazione su giocatori di Serie B/C) mostrano un piano che va oltre le due amichevoli estive.

Rischi e considerazioni

Confermare Baldini significherebbe accettare un percorso di rinnovamento graduale con possibili passi falsi nel breve periodo; scegliere un ct esterno garantirebbe esperienza ma rischierebbe di interrompere il lavoro sul vivaio.

La FIGC deve valutare non solo il profilo tecnico, ma anche la visione strategica: se l’obiettivo è ricostruire il sistema, la continuità con Baldini è una scelta coerente; se si cerca un rilancio immediato, serve un profilo con esperienza internazionale.

Baldini ha già dimostrato di non avere paura di “sporcarsi le mani” e, per ora, i numeri e le scelte parlano a favore della sua idea di calcio.

L’Inter fa la spesa alla Juve: Chivu ne prende due

Inter e Juventus. Basta accostare questi due nomi a una trattativa di mercato per accendere immediatamente il dibattito tra tifosi e addetti ai lavori. Negli ultimi anni gli affari diretti tra i due club sono stati rarissimi, ma questa estate potrebbe riportare in primo piano uno scenario che sembrava difficile anche solo da immaginare.

Secondo le indiscrezioni lanciate nelle ultime ore da La Stampa, l’Inter starebbe monitorando con attenzione due giocatori attualmente considerati importanti all’interno della rosa bianconera. Due profili diversi, ma accomunati da una caratteristica: entrambi potrebbero rappresentare un salto di qualità immediato per la squadra guidata da Cristian Chivu.

Il primo nome è quello di Andrea Cambiaso. L’esterno azzurro piace da tempo per la sua capacità di interpretare più ruoli. Può giocare a destra, a sinistra, da terzino o da esterno di centrocampo. Una versatilità che nel calcio moderno vale tantissimo e che inevitabilmente attira l’interesse delle grandi squadre.

L’Inter, che continua a valutare rinforzi sulle corsie laterali, avrebbe inserito il suo nome tra quelli da seguire durante l’estate.

Bremer e Cambiaso: l’Inter pensa al doppio colpo

L’altro profilo osservato con interesse sarebbe Gleison Bremer. Il brasiliano rappresenta uno dei difensori più affidabili del campionato e, nonostante i problemi fisici che hanno rallentato il suo percorso negli ultimi mesi, continua a godere di una reputazione molto alta sul mercato internazionale.

Andrea Cambiaso
Inter, tentazione Bremer e Cambiaso (Instagram Andrea Cambiaso) – Calcionews24.com

Per caratteristiche tecniche e fisiche sarebbe il classico centrale in grado di migliorare immediatamente qualsiasi reparto difensivo. L’Inter osserva. Senza affondare il colpo, almeno per ora. Il motivo è piuttosto semplice. La Juventus potrebbe anche prendere in considerazione offerte importanti per entrambi i giocatori, ma preferirebbe evitare di rafforzare una diretta concorrente.

Ed è qui che la vicenda si complica. Cambiaso continua ad avere estimatori all’estero e nelle ultime settimane sarebbe finito anche nei radar del Barcellona. Un interesse che potrebbe trasformarsi in qualcosa di più concreto nei prossimi mesi.

La situazione di Bremer è simile. Diversi club di Premier League continuano a seguirlo con attenzione e anche il Bayern Monaco viene accostato al difensore brasiliano. Una concorrenza che mette la Juventus in una posizione piuttosto comoda.

Se dovesse arrivare il momento di cedere, a Torino preferirebbero quasi certamente aprire una trattativa con società straniere piuttosto che sedersi al tavolo con l’Inter. Per questo motivo le possibilità di vedere entrambi in nerazzurro restano oggi piuttosto ridotte.

Ma il fatto stesso che l’Inter stia osservando due titolari della Juventus racconta bene quanto il mercato possa diventare imprevedibile quando entrano in gioco esigenze tecniche, grandi investimenti e rivalità storiche che sembrano invalicabili fino al giorno prima.

Barcola strega l’Europa: occhio Psg, sirene dalla Premier League per il francese. Permanenza o addio (costoso)?

Barcola ha stregato l’Europa: sirene dalla Premier League per l’esterno del Psg. Cosa succederà in estate

Il calciomercato estivo si preannuncia rovente per i top club europei e il Paris Saint-Germain si prepara a difendere i propri gioielli dai continui assalti internazionali. Tra i nomi più chiacchierati delle ultime settimane spicca senza dubbio quello di Bradley Barcola. L’esterno offensivo transalpino ha attirato su di sé le attenzioni delle principali big del continente, pronte a scatenare una vera e propria asta. Secondo Fabrizio Romano, i prossimi mesi saranno assolutamente decisivi per delineare il futuro del talentuoso attaccante, attualmente al centro di fitte e complesse trame di mercato.

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L’interesse della Premier League: Arsenal e Liverpool in prima fila

Già da maggio, i movimenti più concreti e insidiosi attorno al giocatore arrivano direttamente dall’Inghilterra. Le sirene della Premier League suonano forti per la talentuosa ala del PSG. In cima alla ristretta lista delle pretendenti figurano infatti due colossi assoluti del calcio britannico: l’Arsenal e il Liverpool.

I Gunners sono alla costante ricerca di pedine veloci, giovani e tecniche per arricchire il proprio scacchiere offensivo, mentre i Reds valutano profili di spessore per garantire continuità ad altissimi livelli. Oltre a queste due superpotenze, Romano conferma il forte inserimento di un terzo club misterioso, il cui nome rimane per ora sotto stretto riserbo, ma che potrebbe clamorosamente sparigliare le carte sul tavolo delle trattative.

Il nodo della procura: Moussa Sissoko è l’agente ufficiale

In un panorama calcistico costantemente dominato da speculazioni e mezze verità, è fondamentale fare chiarezza sulle figure chiave che gestiranno l’eventuale colossale operazione. Nelle ultime ore, infatti, sono circolate diverse false notizie in merito alla rappresentanza legale del calciatore.

Il noto giornalista ha confermato in via definitiva che l’agente di Barcola è e rimane Moussa Sissoko, il procuratore che gestisce ufficialmente gli interessi dell’ala francese già dal 2025. Una precisazione vitale per l’ambiente e per qualsiasi società intenzionata a intavolare una reale trattativa con i vertici parigini.

Gli scenari futuri: permanenza a Parigi o nuova avventura?

La palla passa ora alla dirigenza del Paris Saint-Germain e al giocatore stesso. L’esterno ha dimostrato di possedere colpi da campione, divenendo in breve tempo una risorsa tattica inestimabile. Tuttavia, il fascino, il blasone e le ricchezze del campionato d’Oltremanica rappresentano una tentazione fortissima per chiunque. Le prossime settimane di contrattazioni delineeranno la scelta finale: blindare il gioiello all’ombra della Torre Eiffel o cedere alle ricchissime lusinghe inglesi.

Borja Valero racconta un retroscena su Conte all’Inter: «Con lui mi aiutò la terapia. Disse di trovarmi squadra, ma così gli feci cambiare idea»

Borja Valero, ex centrocampista di Inter e Fiorentina, ha rilasciato questa intervista nella quale ha ripercorso la sua carriera

A La Gazzetta dello Sport, Borja Valero ha riavvolto il nastro della sua carriera. Le sue dichiarazioni.

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CHI LO PORTO’ AL REAL MADRID – «Mi notò un tecnico quando giocammo contro di loro. Con la nascita di mia sorella mia madre non poteva più farsi 40 km per accompagnarmi, così mi spostarono in una scuola calcio più vicina. All’inizio m’allenavo col Real solo una volta a settimana, poi mi presero e nel 2006 esordii in prima squadra. Per me era un sogno. I miei genitori lavoravano nel ristorante di mio zio, dove venivano spesso i giocatori. Ricordo Hugo Sanchez, spettacolare in campo e carismatico dal vivo. A 4 anni mio padre mi portò al Bernabeu: rimasi a bocca aperta».

CI SI SENTE COME A X FACTOR«All’inizio la vivi con spensieratezza, poi subentrano ansia e stress. Ogni anno a fine stagione c’era la riunione in cui ti dicevano se ti confermavano o no. Ho visto tanti miei amici andare via, tristi e con i sogni in frantumi. Io ho capito di avercela fatta quando mi sono ritrovato nello spogliatoio con Zidane, Guti e altri campioni che avevo visto solo alla Playstayion. Zizou l’ho vissuto poco, è alla mano e di poche parole. Guti arrivava dalla cantera e capiva i giovani, ho un grande ricordo di Raul ma quello che interagiva di più con noi era Van Nistelrooy. Mi resta il dispiacere di non aver esordito al Bernabeu, dove ho avuto la fortuna di giocare solo con la squadra B, e la soddisfazione di aver segnato un gran gol da ex quando ero al Maiorca».

TROPPA CONCORRENZA IN NAZIONALE«Credo che in qualsiasi altra nazionale avrei giocato di più ma in Spagna il livello era altissimo, abbiamo vissuto un periodo incredibile. L’Italia mi chiamò prima del Mondiale in Brasile ma non c’erano i presupposti giuridici per naturalizzarmi. Sarebbe stata una tentazione forte, ma credo che avrei comunque scelto la Spagna: in nazionale va chi merita».

RETROCESSIONE AL VILLARREAL «È stata una batosta incredibile, giocavamo la Champions ed eravamo partiti con altre ambizioni, non ce l’aspettavamo. A questo s’è aggiunta la malattia di mia madre. Sono andato in crisi e ne sono uscito con l’aiuto di professionisti. Lì ho cambiato il modo di vedere la vita: le botte forti ti svegliano».

CHI LO PORTO’ A FIRENZE – «Eduardo Macia, il dt spagnolo che lavorava con Pradé. Venivo da due anni molto buoni a livello personale e non volevo lasciare il Villarreal. Avevo un’offerta dal Fenerbahçe che faceva la Champions e puntava allo scudetto, la Fiorentina invece lottava per la salvezza. Mi convinse il progetto e quella scelta mi ha cambiato la vita. Il 4-2 sulla Juventus resta un momento indimenticabile. A Sassuolo un tifoso mise uno striscione con la mia faccia e la fascia tricolore: così sono diventato “sindaco”. Chi viene eletto sa che deve condividere la carica con me. In tanti mi chiedono di candidarmi… Per la Fiorentina ho detto no alla Cina, ma non giudico nessuno. In Inghilterra da giovane andai per soldi e non mi vergogno a dirlo».

COME CONVINSE CONTE ALL’INTER – «Mi ha aiutato la terapia. Prima ero insicuro, negativo e non credevo in me. Il mister mi invitò a trovarmi squadra, io risposi che gli avrei fatto cambiare idea. Tempo dopo mi chiamò nel suo ufficio e mi disse: “Ti stai allenando bene, arriverà la tua occasione”. Così è stato. Antonio ha un’ossessione maniacale per la vittoria ma non guarda in faccia a nessuno, decide solo in base alla meritocrazia. Tra i tecnici più importanti della mia carriera metto pure Montella, che mi ha permesso di esprimermi come volevo, Paulo Sousa, allenatore diverso come idee, e Spalletti che mi ha sorpreso in positivo».

Conte e il Napoli si separano: ufficiale la risoluzione consensuale tra l’allenatore e il club azzurro. Il comunicato

Conte lascia ufficialmente il Napoli: comunicata la risoluzione consensuale del tecnico con il club azzurro. Il comunicato ufficiale

Il Napoli ha annunciato in via ufficiale la fine del rapporto con il proprio tecnico. Attraverso una nota diffusa sui propri canali, il club partenopeo comunica di aver risolto consensualmente ed in anticipo rispetto alla naturale scadenza il contratto che legava la società ad Antonio Conte e a tutti i Suoi collaboratori. Si chiude così, di comune accordo, una parentesi straordinariamente vincente per la storia recente della squadra campana.

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Due stagioni di trionfi: dal quarto Scudetto alla Supercoppa Italiana

L’avventura del tecnico salentino all’ombra del Vesuvio resterà per sempre incisa a caratteri cubitali negli annali della società azzurra. Nelle due stagioni trascorse alla guida tecnica della prima squadra, il condottiero ha saputo plasmare il gruppo, capace di dominare in Italia con grinta e organizzazione tattica. Il vertice assoluto di questo indimenticabile percorso è stato raggiunto il 23 maggio 2025, giornata storica in cui Conte ha condotto il Napoli alla conquista del quarto scudetto. Un trionfo ampiamente meritato, celebrato da un’intera città in delirio, che ha certificato il livello di eccellenza raggiunto dalla rosa.

L’eco dei successi, tuttavia, non si è fermata al solo campionato. La mentalità vincente impressa dall’allenatore ha spinto la formazione partenopea ad alzare al cielo anche la Supercoppa Italiana, vinta trionfalmente lo scorso 22 dicembre. Due trofei importantissimi che arricchiscono la bacheca del club e testimoniano l’impatto tecnico e motivazionale che l’ex CT ha avuto su tutto l’ambiente.

I ringraziamenti del club e i nuovi scenari sportivi

Nel proprio comunicato, la dirigenza campana ha tenuto a esprimere tutta la propria profonda gratitudine per i traguardi raggiunti insieme, rivolgendo all’allenatore e al suo intero staff: “i nostri ringraziamenti per l’eccellente lavoro svolto, oltre ai migliori auguri per il futuro e per le prossime sfide professionali che decideranno di affrontare“. Il congedo ufficiale si è poi chiuso con una frase semplice ma densa di riconoscenza: “Grazie, mister!”.

Adesso si spalancano scenari affascinanti e complessi per entrambe le parti coinvolte. Il Napoli lo sostituirà con Max Allegri, capace di raccogliere un’eredità tanto prestigiosa quanto pesante. Dall’altra parte, Antonio Conte torna a essere il pezzo più pregiato tra i manager attualmente liberi, pronto a intraprendere l’ennesima grande avventura della sua scintillante carriera.

Rudi Garcia presenta il suo Belgio: «Lukaku? Pensavo di trovarlo peggio. De Bruyne un genio, per questo motivo non ho convocato Openda»

Rudi Garcia, ct del Belgio, ha rilasciato queste dichiarazioni sulla sua Nazionale in vista dell’inizio dei Mondiali

A La Gazzetta dello Sport, il ct del Belgio Rudi Garcia ha presentato così la sua Nazionale in vista dell’inizio dei Mondiali.

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BELGIO AI MONDIALI – «Intanto vogliamo passare il primo turno: sarebbe già un miglioramento rispetto al 2022. Poi vedremo, dipenderà anche dagli avversari che incontreremo. Come spirito, puntiamo ovviamente a restare in corsa fino a New York».

PRIMA ESPERIENZA DA CT – «Che può essere frustrante lavorare con i giocatori per pochi giorni e poi salutarli. Ho appena il tempo di dare due indicazioni e comunicare la formazione. Ma ci sono dei lati positivi: posso trascorrere con loro del tempo di qualità quando vado a trovarli nei rispettivi club e ho più spazio anche per me».

LUKAKU – «Sono sincero, pensavo di trovarlo peggio dopo la lunga inattività. Al Napoli non ha avuto spazio, spero che in futuro possa giocare con continuità. Ma sono contento che sia guarito, perché un altro come lui nel Belgio non c’è. Andrà dosato, comunque. Capisco che tutti ora lo vogliano vedere titolare già al debutto contro l’Egitto. Ma non sarà così. Andiamo per gradi».

DE BRUYNE SI E’ LAMENTATO DI CONTE «A Napoli si sta benissimo, i tifosi e la città sono meravigliosi. I problemi non sono quelli… Ma non voglio riaccendere il juke box della polemica rispetto alla mia vecchia esperienza. Per me conta solo che De Bruyne, un genio del calcio, sia felice di giocare con il Belgio».

SAELEMAEKERS «Anche De Winter… Ma so per certo che quando arriva il Mondiale certi ricordi sbiadiscono e si pensa solo alla nazionale. Alexis per me è un giocatore molto prezioso, perché sulla fascia destra può giocare dappertutto: come Florenzi nella mia Roma. In Francia diremmo che è un coltello svizzero. Punto anche su De Ketelaere, che quest’anno ha segnato meno ma è stato più continuo nel rendimento».

OPENDA – «È stato doloroso escluderlo. Ma non potevo convocare due attaccanti che non giocavano nel club: ho scelto Lukaku. Per forza».

SVILAR GIOCHERA’ UN GIORNO PER IL BELGIO? – «No. La vicenda è chiusa. Non si può fare niente perché ha debuttato con la Serbia. Gli ho anche parlato. Comunque non ho problemi in porta: dietro a Courtois, che è ancora il migliore del mondo, sta crescendo un gruppo di giovani che mi danno grandi garanzie».

Roma, in arrivo 6 milioni di euro dal Basilea per il caso Calafiori: cosa sta succedendo

Roma pronta a guadagnare 6 milioni di euro dal Basilea per il caso Calafiori: la ricostruzione di quanto successo

Come ormai consuetudine al termine di ogni campionato, il calciomercato della Roma entra nel vivo con una priorità assoluta: formalizzare le cessioni entro la scadenza cruciale del 30 giugno. L’obiettivo della dirigenza capitolina è registrare nel bilancio 2025/26 le plusvalenze necessarie per rispettare i rigidi parametri del Settlement Agreement stipulato con la UEFA. Si tratta di un passaggio contabile e strategico obbligato per garantire la stabilità finanziaria del club e muoversi liberamente sul mercato.

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Verso la risoluzione del caso Calafiori con il Basilea

Mentre la società si prepara ad annunciare ufficialmente l’arrivo del nuovo direttore sportivo Tony D’Amico, in arrivo dall’Atalanta, l’attenzione legale del club è fortemente concentrata su un intricato contenzioso internazionale. La Roma è infatti a un passo da un’attesa svolta legale contro il Basilea, riguardante la complessa e fruttuosa cessione di Riccardo Calafiori.

Secondo quanto ricostruito dal quotidiano Il Messaggero, nel 2022 i giallorossi cedettero il difensore agli svizzeri per 2,5 milioni di euro, inserendo a proprio favore una clausola del 40% sulla futura rivendita. Al momento del passaggio di Calafiori al Bologna, la Roma ha regolarmente incassato 1,5 milioni di euro. Tuttavia, l’accordo tra il Basilea e il club rossoblù prevedeva a sua volta un’ulteriore percentuale del 50% sulla futura vendita.

Quando il difensore è approdato all’Arsenal, il club elvetico ha incassato questa ricca quota. È esattamente qui che è scoppiato il caso: il club capitolino ritiene di aver pieno diritto a una quota anche su questa seconda rivendita, calcolando un incasso mancato pari a ulteriori 6 milioni di euro. Di fronte all’inadempienza degli svizzeri, la società giallorossa si è rivolta al Tribunale dello Sport di Losanna. Il pronunciamento definitivo sembra essere ormai imminente e, secondo quanto filtra dagli ambienti legali, dovrebbe sorridere alla proprietà della famiglia Friedkin.

Le prime mosse in uscita e l’orizzonte Champions League

Nel frattempo, per iniziare concretamente a centrare l’obiettivo fissato dalla UEFA, la dirigenza ha già chiuso un’importante operazione in uscita. Il giovane difensore classe 2007 Aboubacar Sangaré è stato ufficialmente ceduto alla formazione spagnola dell’Elche. Questa mossa ha generato un’immediata plusvalenza di 3,8 milioni di euro, segnando il fondamentale punto di partenza per il risanamento dei conti estivi.

La strada verso la sostenibilità economica prosegue dunque a ritmi serrati, sostenuta da una grande certezza a fare da sfondo al progetto: la consapevolezza che nel bilancio 2026/27 il club potrà finalmente beneficiare del sostanzioso ritorno dei ricavi legati alla ricchissima Champions League.

Morleo: «La scomparsa di Oikonomou mi ha messo molta tristezza, vi racconto un aneddoto su di lui. Tedesco? Perfetto per il post Italiano a Bologna» – ESCLUSIVA

Morleo, ex calciatore del Bologna e non solo, ha parlato in esclusiva a Calcionews24: le sue dichiarazioni

Archimede Morleo, ex calciatore del Bologna tra le altre, è intervenuto in esclusiva a Calcionews24. Di seguito le sue dichiarazioni:

Ciao Archimede, vorrei iniziare con te con un pensiero sulla scomparsa di Oikonomou e magari un ricordo o un aneddoto che ti lega a lui…

«Con Marios abbiamo condiviso lo spogliatoio quasi 3 anni tra Bologna e Bari, già dal primo anno del suo arrivo abbiamo legato subito. Mi ha messo molta tristezza la sua scomparsa e soprattutto per come è arrivata. Più che un aneddoto se penso a lui la prima cosa che mi viene in mente è la sua imprecazione o modo di salutarti che era con un bel “MALAKA” parola greca che non tradurrò, tanto che noi alla fine lo chiamavamo così».

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Passando ad analizzare la stagione del Bologna, come analizzi il percorso dei felsinei quest’anno e cosa ne pensi dell’addio di Italiano?

«Negli ultimi 2 anni ci aveva abituato a cose fantastiche, devo dire che per quanto mi riguarda forse è mancato il fattore Dall’Ara visto che ha raccolto pochi punti in casa. Quei punti che servivano per agganciare l’Europa. Per me italiano è un grande allenatore, dispiace il suo addio».

Pensi che Domenico Tedesco, da poco ufficializzato, sia la scelta giusta per sostituirlo?

«Parliamo di un tecnico giovane e già con un bel curriculum. Credo sia la scelta giusta per Bologna».

Dove vedrebbe bene Italiano e, se potesse parlare con lui, gli consiglierebbe un’esperienza all’estero?

«Non sono certo la persona giusta per dare consigli a Italiano ma una big italiana o estera la meriterebbe».

SI RINGRAZIA ARCHIMEDE MORLEO PER LA DISPONIBILITA’ DIMOSTRATA IN QUESTA INTERVISTA

Chivu rinnova con l’Inter e attende i suoi regali: via ai primi tre colpi di Marotta per accontentare l’allenatore

Chivu rinnova con l’Inter e aspetta i primi tre colpi di mercato. Ecco i giocatori pronti a soddisfare le sue richieste

Il calciomercato dell’Inter non si concentra esclusivamente sui giocatori, ma riparte dalla propria guida tecnica. La dirigenza nerazzurra è ormai pronta a formalizzare un passo fondamentale per la programmazione sportiva a lungo termine del club, blindando il proprio allenatore per dare continuità e solidità al progetto tecnico.

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I dettagli del rinnovo contrattuale

Secondo Tuttosport, il club è pronto a ufficializzare il rinnovo di Cristian Chivu. L’attuale accordo, la cui naturale scadenza era fissata per giugno 2027, verrà prolungato di un’ulteriore stagione, arrivando fino al 2028, con l’inserimento di una opzione fino al 2029. Questo importante attestato di stima da parte della società passerà anche attraverso un sostanzioso adeguamento economico: l’ingaggio dell’allenatore subirà un incremento significativo, passando dagli attuali 2,5 milioni di euro (bonus compresi) a una cifra di poco meno di 4 milioni. La definitiva firma ufficiale sui contratti è attesa nei prossimi giorni, a coronamento delle proficue trattative condotte dall’agente Pietro Chiodi.

Il progetto tattico e l’innesto di Palestra

Durante i recenti vertici operativi con l’area sportiva, l’allenatore ha tracciato con precisione i contorni della squadra che verrà. L’obiettivo manifesto del tecnico è: «Creare un’Inter più europea, verticale, intensa e di qualità». Per assecondare questa ambiziosa metamorfosi tattica, l’arrivo in nerazzurro di Marco Palestra rappresenta un tassello fondamentale. L’esterno si profila come un interprete profondamente diverso rispetto a Denzel Dumfries, ma decisamente più funzionale e congeniale alle nuove idee di gioco del tecnico romeno, potendo vantare il dribbling e l’imprevedibilità come assoluti punti di forza.

Le priorità sul mercato: da Solet a Curtis Jones

Oltre al restyling sulle corsie laterali, Chivu ha dettato linee guida molto chiare per le prossime mosse. Per puntellare il pacchetto arretrato, la dirigenza punta a rinforzare la difesa con almeno un centrale di livello internazionale: al momento, la primissima scelta sul taccuino porta al nome di Oumar Solet.

Salendo in mediana, l’urgenza è quella di reperire un centrocampista spiccatamente fisico e di rottura, in grado di fare filtro e garantire equilibrio. Infine, per quanto riguarda il reparto offensivo, l’allenatore è alla ricerca di un elemento di pura fantasia, un profilo in grado di sparigliare le carte e offrire nuove soluzioni nel collaudato ma rigido 3-5-2. Per questo specifico ruolo di raccordo e invenzione, potrebbe essere seriamente considerato l’inserimento di Curtis Jones. L’obiettivo globale del club meneghino è chiaro: costruire una squadra competitiva e giovane, pronta a confermarsi protagonista ai vertici del calcio italiano e ad alzare l’asticella nei grandi palcoscenici europei.

«Perché dovrei essere pagato come David?»: retroscena sulla frase della rottura tra Vlahovic e la Juventus

Vlahovic e la frase sulla rottura con la Juventus: «Perché dovrei essere pagato come David?»: ecco il retroscena sull’attaccante serbo

Dopo quattro anni e mezzo vissuti tra alti e bassi, l’avventura di Dusan Vlahovic con la maglia della Juventus è arrivata ufficialmente al capolinea. Una separazione che, stando alle ultime indiscrezioni svelate da Tuttosport, si consuma in un clima di reciproca e apparente soddisfazione. Da una parte, i vertici della Continassa tirano un sospiro di sollievo per aver schivato un rinnovo contrattuale economicamente pesantissimo; dall’altra, il centravanti serbo è sicuro di poter trovare a breve un progetto tecnico e finanziario di altissimo livello.

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Le origini della rottura: dall’era Comolli alla rinascita con Spalletti

Le prime vere crepe nel rapporto tra il club e il giocatore risalgono alla scorsa estate. Con l’insediamento di Damien Comolli, all’entourage del serbo fu subito suggerito di cercare una nuova destinazione per liberare spazio all’acquisto del grande obiettivo Jonathan David. Nonostante i fischi estivi dei tifosi e le iniziali incomprensioni con l’allenatore Igor Tudor, Vlahovic decise di impuntarsi, rimanendo a Torino e rispondendo alle critiche a suon di reti.

Il successivo approdo in panchina di Luciano Spalletti ha poi restituito all’attaccante la centralità perduta. Il tecnico toscano gli ha garantito totale fiducia, frenata purtroppo solo da un grave infortunio muscolare all’adduttore che ha costretto il giocatore ai box per ben tre mesi.

Il muro economico e la frase della discordia

Sotto la spinta dell’allenatore, la dirigenza ha riaperto le negoziazioni a inizio anno, dialogando in un clima più disteso con il padre del giocatore, Milos. Se in una prima fase l’accordo sembrava raggiungibile sulla base di 6 milioni più bonus, le pretese dell’ex Fiorentina sono successivamente lievitate. Forte dei numeri registrati a maggio, Vlahovic ha alzato la posta chiedendo 8 milioni netti a stagione, sfondando di fatto il tetto salariale societario fissato a 7 milioni. Durante questa fase di stallo, l’attaccante ha chiarito la sua posizione con una frase diventata emblematica:

«Ma perché dovrei essere pagato come David?»

L’epilogo e le piste estere per il futuro

I rapporti con Comolli, ormai ridotti ai minimi termini, hanno sancito la rottura definitiva la sera del 2 giugno, quando la punta ha lasciato il centro sportivo dopo le terapie senza incrociare alcun dirigente. A commentare questo amaro epilogo è intervenuto anche Giorgio Chiellini, evidenziando il lato umano e le prospettive di mercato:

«A me dispiace molto, fino all’ultimo ha tenuto alla Juve. È una persona seria. A queste cifre non rimarrà in Italia, ma è comunque legittimo che cerchi un altro tipo di ingaggio»

Per quanto riguarda il domani del giocatore, è da escludere la permanenza in Serie A, nonostante un timido sondaggio da parte del Napoli. Il destino di Vlahovic parla straniero: in pole position per accaparrarselo a parametro zero ci sono top club europei come Bayern Monaco, Atletico Madrid e Chelsea.

Real Madrid Haaland, il Manchester City smentisce tutto: pronto anche il ricorso alle vie legali

Dura presa di posizione dei Citizens sulle indiscrezioni provenienti dalla Spagna: nessuna possibilità di vedere Haaland al Real Madrid

Il Manchester City ha deciso di intervenire pubblicamente per fare chiarezza sulle recenti indiscrezioni riguardanti il futuro di Erling Haaland. Nelle ultime ore, infatti, diversi rumors provenienti dalla Spagna avevano ipotizzato un possibile trasferimento dell’attaccante norvegese al Real Madrid, alimentando speculazioni e dibattiti tra tifosi e addetti ai lavori.

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Attraverso un comunicato ufficiale, il club inglese ha però respinto con fermezza ogni voce, definendo tali ricostruzioni completamente prive di fondamento. La società inglese ha inoltre sottolineato che non esiste alcun presupposto contrattuale che possa favorire un’operazione di questo tipo.

Questo il testo integrale diffuso dal Manchester City:

“Le storie emerse dalla Spagna riguardo al futuro di Erling Haaland al Real Madrid sono FALSE”.

“NON c’è alcuna possibilità che questo accada e non esiste alcuna clausola contrattuale che lo consenta”.

“Stiamo valutando AZIONE LEGALE per l’uso dell’immagine del nostro giocatore in questo contesto”.

Una presa di posizione netta e decisa che chiude, almeno per il momento, qualsiasi scenario legato a un possibile addio di Haaland. Il messaggio del City è chiaro: il centravanti norvegese resta al centro del progetto e le indiscrezioni circolate non trovano alcun riscontro nella realtà.

Koman: «Vedere la Sampdoria lottare in Serie B fa male. Serve stabilità per tornare in alto» – ESCLUSIVA

L’ex centrocampista blucerchiato Koman ripercorre il suo esordio da sogno contro il Torino e indica la strada per il rilancio del club

Vladimir Koman è cresciuto nel settore giovanile della Sampdoria, vincendo campionato e Coppa Italia U19, il tutto per poi completare la scalata e giocare in prima squadra. Per lui 46 presenze e un gol prima di varie esperienze tra Monaco, Krasnodar, Adanaspor, Diósgyőri non solo! L’ex centrocampista dei blucerchiati ha parlato in esclusiva con noi di SampNews24 sulle scelte del club di Joseph Tey e del suo periodo a Genova. Le sue parole:

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Vladimir, ricordi il tuo esordio in campionato con la Sampdoria contro il Torino nel 2007? Sei stato protagonista con un assist decisivo: cosa ti rimane di quella giornata e come ti ha influenzato nelle stagioni successive?

«Ricordo benissimo che in campionato rimanevano 4 partite dalla fine del campionato. Walter Novellino era l’allenatore e ha chiesto qualche ragazzo dalla primavera per andare ad allenarsi con la prima squadra. Ho fatto solo 5-6 giorni di allenamento e poi ha ci ha convocato, ma non pensavo che mi avrebbe buttato dentro come titolare. Ero molto nervoso, ma comunque con un mio assist a Bonazzoli abbiamo vinto la partita e mi sono sentito in paradiso. Nella stagione successiva Mazzarri non usava nessuno del settore giovanile, cosi abbiamo fatto la storica annata in primavera quel anno».

Qual è stata la tua esperienza in merito al campionato di Serie B? Cosa serve alla Samp per fare un ulteriore step?

«Dopo quell’anno con la primavera, in cui abbiamo vinto tutto, io sono andato al Avellino. Per me é stato molto difficile, perché la squadra è partita con un -7, il che vuol dire che il nostro obbiettivo era la salvezza. Ogni partita é stata difficile per me perché eravamo sotto pressione, per un giovane non é la cosa migliore. Comunque sono stato un titolare stabile e ho segnato quattro gol e uno di questi nel derby contro la Salernitana. Il campionato di Serie B é stato molto più difficile rispetto alla Serie A. Vedere La Samp che l’altro anno andato in C é che fa fatica questi giorni in B é molto doloroso. Bisogna costruire un club stabile in tutte le componenti e dopo quello si può andare avanti».

L’INTERVISTA ESCLUSIVA DI KOMAN A SAMPNEWS24

Roma Greenwood, contatti avviati: c’è apertura del giocatore, ma serve attendere luglio

I giallorossi seguono l’attaccante inglese Greenwood con attenzione, ma i vincoli di bilancio rallentano l’operazione

Secondo quanto riportato da Nicolò Schira, la Roma continua a monitorare con interesse la situazione di Mason Greenwood, profilo che piace alla dirigenza giallorossa in vista della prossima stagione. Nelle ultime settimane ci sarebbe stato un contatto diretto tra il club capitolino e gli agenti del calciatore inglese, dal quale sarebbe emersa una disponibilità di massima da parte del giocatore a valutare un possibile trasferimento nella capitale.

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Nonostante i segnali positivi registrati nei primi colloqui, la trattativa non sarebbe destinata a entrare nel vivo nell’immediato. La società giallorossa, infatti, deve fare i conti con alcune esigenze legate alla gestione del bilancio e alle scadenze economico-finanziarie previste nelle prossime settimane.

Per questo motivo, eventuali sviluppi concreti potrebbero arrivare soltanto a partire dal 1° luglio, data considerata strategica per programmare eventuali investimenti sul mercato in entrata. Nel frattempo, la Roma prosegue il proprio lavoro dietro le quinte, mantenendo vivi i contatti e raccogliendo informazioni utili.

L’impressione è che il club stia procedendo con prudenza e gradualità, senza accelerazioni improvvise, ma con la volontà di farsi trovare pronto qualora si creassero le condizioni giuste per affondare il colpo su Greenwood.

Milan, pronto il rinnovo per Pulisic: i rossoneri vogliono costruire il futuro con l’americano

Il club punta a prolungare il contratto di Pulisic fino al 2030 e prepara un importante adeguamento economico. I dettagli

Il Milan è determinato a trattenere Christian Pulisic e starebbe lavorando per definire una strategia che possa garantire la permanenza del talento statunitense anche nelle prossime stagioni. La dirigenza rossonera considera il numero 11 un elemento centrale del progetto tecnico e avrebbe intenzione di proporre un nuovo accordo con condizioni economiche migliorate.

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L’idea del club sarebbe quella di offrire a Pulisic uno stipendio da circa 6 milioni di euro netti a stagione, cifra che testimonia la volontà della società di valorizzare il giocatore e consolidarne il ruolo all’interno della rosa. L’obiettivo è quello di arrivare a un’intesa che possa legare l’ex Chelsea ai colori rossoneri fino al 2030.

Nelle ultime settimane non sono mancati interessamenti provenienti dalla Premier League. In particolare, alcuni apprezzamenti sarebbero arrivati da Arsenal e Tottenham, due club che seguono con attenzione la situazione del calciatore. Tuttavia, al momento, non risultano essere state presentate offerte ufficiali alla proprietà milanista.

Le parti avrebbero intenzione di affrontare concretamente il tema del rinnovo dopo la conclusione del Mondiale, con l’obiettivo di trovare un accordo definitivo. Il messaggio del Milan appare chiaro: Pulisic è considerato una pedina fondamentale per il presente e per il futuro della squadra. Lo riporta Nicolò Schira.

Baldini: «Sono molto soddisfatto. Sapevo delle insidie. La squadra in fase offensiva è in grado di far meglio»

Baldini parla alla Rai dopo il successo contro il Lussemburgo: «Sono soddisfatto. Sapevo delle insidie. La squadra in attacco può far meglio»

Si è appena conclusa l’amichevole tra Italia e Lussemburgo, un test fondamentale soprattutto per il morale degli Azzurri, reduci da settimane in cui servivano segnali di ripartenza.

La squadra di Silvio Baldini ha risposto presente, imponendosi 1‑0 grazie al colpo di testa di Pio Esposito, ancora una volta decisivo.

Un successo prezioso, che non solo restituisce fiducia all’ambiente, ma valorizza anche le qualità dei tanti giovani scesi in campo. Una vittoria che profuma di ripartenza e che conferma la voglia della nuova Italia di rialzarsi, passo dopo passo. Le parole alla Rai:

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PAROLE – «Sono molto soddisfatto. Sapevo delle insidie, poi quando giochi fuori casa soprattutto. Non è nulla di scontato, ma sapevo che oggi avrebbero vinto, e che le stelle sarebbero state dalla nostra parte»

ATTACCO – «La squadra in fase offensiva è in grado di far meglio. Ci sono meccanismi che a volte vengono naturali, ma oggi tante volte questi movimenti non li facevano e quindi difficile arrivare al tiro»

EMOZIONI – «La mia emozione? Ad essere sincero io sono un po’ strano. In questo contesto non sento una grande emozione. Sento soprattutto una grande preoccupazione. Quando parli devi sapere veramente quello di cui quel giocatore ha bisogno. Quindi parlo di preoccupazione quando dico che ho paura di non essere di aiuto per loro»

Pagelle Lussemburgo Italia, brillano i ragazzi ‘terribili’ di Baldini! La stella più lucente è Pio Esposito

Pagelle Lussemburgo Italia, i voti agli azzurri guidati da Baldini dopo la vittoria in amichevole. Brilla la stella più di Pio Esposito

L’Italia supera il Lussemburgo nel primo dei due test internazionali, regalando a Silvio Baldini una serata di sorrisi e indicazioni incoraggianti.

A decidere il match è Pio Esposito, protagonista del gol che ha sbloccato la gara in avvio di ripresa, in una notte segnata da una lunga serie di debutti per una Nazionale giovanissima e tutta da scoprire.

Buona la prima, dunque, per la giovane Italia di Baldini: gli Azzurri espugnano lo Stade de Luxembourg grazie alla rete del centravanti, confermando entusiasmo, freschezza e personalità.

Un successo che apre nel migliore dei modi questo mini‑ciclo di amichevoli e che offre al CT ulteriori spunti in vista del secondo test.

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ITALIA (4-3-3): Donnarumma sv; Favasuli 6,5, Chiarodia 6, Comuzzo 6, Bartesaghi 6,5; Ndour 6, Lipani 6, Pisilli 6; Cherubini 6,5, Esposito 7, Koleosho 6. CT: Baldini.

Panchina: Camarda 6, Fini 6,5, Dagasso 6, Mane 6, Fortini 6

LUSSEMBURGO (4-5-1): Moris 6; Jans 6, Korac 6, Carlson 5,5, Pinto 5,5; Thill V. 6 (dal 77’ Thill S. Sv), Martins 5,5, Olesen 5,5, Moreira 5,5, Bonhert 5,5; Sinani 5,5. CT: Strasser. 

Panchina: Kamadani 5,5, Mahmutovic 5,5, Thill S. sv,

Abate e Aquilani al centro del mercato allenatori: Torino e Sassuolo accelerano

Asse Abate Aquilani, doppio incastro tra Torino e Sassuolo: il punto sulla corsa alle panchine delle due squadre di Serie A

Sassuolo e Torino continuano a lavorare per definire il proprio futuro tecnico, con un intreccio sempre più evidente sull’asse Ignazio AbateAlberto Aquilani. Lo riporta Di Marzio.

Le due società stanno infatti muovendosi sugli stessi profili, e l’incastro finale dipenderà dalle scelte che matureranno nelle prossime ore.

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Nella giornata del 3 giugno, il Sassuolo ha incontrato Abate, mentre domani è previsto un colloquio con Aquilani, attualmente alla guida del Catanzaro. I neroverdi vogliono accelerare per chiudere il prima possibile e impostare la nuova stagione.

Sul fronte Torino, invece, è in corso proprio oggi un incontro con Aquilani, dopo i dialoghi avuti nei giorni scorsi con Abate. Il club granata dovrà tirare le somme e scegliere il profilo ideale per sostituire Fabio Grosso — ormai vicinissimo alla Fiorentina — e Roberto D’Aversa.

Le prossime ore saranno decisive per capire come si chiuderà il doppio incastro e quale dei due tecnici prenderà posto sulle panchine di Sassuolo e Torino.


Lussemburgo Italia 0-1: decide la sfida il gol di Pio Esposito

Lussemburgo Italia LIVE: cronaca, sintesi e risultato dell’amichevole che si giocherà allo Stade de Luxembourg

La sfida tra Lussemburgo e Italia andrà in scena questa sera alle 20.45 allo Stade de Luxembourg: sarà il debutto ufficiale della Nazionale di Silvio Baldini e, soprattutto, la prima uscita della giovanissima selezione azzurra dopo la pesante debacle nei playoff Mondiali.

Un appuntamento che segna l’inizio di un nuovo ciclo, con tanti volti nuovi e la volontà di ripartire subito con energia e identità. L’amichevole contro il Lussemburgo diventa così il primo banco di prova per misurare entusiasmo, qualità e tenuta mentale di un gruppo che vuole lasciarsi alle spalle le delusioni recenti e aprire una fase completamente diversa per il calcio italiano.

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49′ GOL ITALIA! – Francesco Pio Espositostacca bene nel tentativo di colpire di testa il pallone calciato dalla bandierina da Niccolo Pisilli. Il colpo di testa è preciso, non da scampo al portiere e termina in rete sulla sinistra.

INIZIA LA SFIDA!

Formazioni ufficiali

ITALIA (4-3-3): Donnarumma; Favasuli, Chiarodia, Comuzzo, Bartesaghi; Ndour, Lipani, Pisilli; Cherubini, Esposito, Koleosho. CT: Silvio Baldini

LUSSEMBURGO (4-5-1):Moris; Jans, Korac, Carlson, Michael Pinto; V. Thill, Martins, Olesen, Moreira, Bohnert; Sinani. Ct: Jeff Strasser.

Dumfries Real Madrid, ci siamo davvero: visite completate e clausola da 20 milioni già pagata

Real Madrid, Denzel Dumfries adesso è pronto: superate le visite mediche e attivata la clausola rescissoria. Le ultimissime

L’operazione che porterà Denzel Dumfries al Real Madrid è ormai alle battute finali. Come riportato da Fabrizio Romano, l’esterno olandese ha sostenuto e completato oggi le visite mediche nei Paesi Bassi, ultimo step prima della definizione formale del trasferimento ai Blancos.

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Il club spagnolo ha inoltre attivato la clausola rescissoria da 20 milioni di euro, comunicando ufficialmente all’Inter la volontà di procedere con l’acquisto. Una mossa che chiude ogni margine di trattativa e sancisce la separazione definitiva tra il laterale e la società nerazzurra.

Secondo Romano, l’annuncio ufficiale non arriverà subito: il Real lo renderà pubblico soltanto dopo le elezioni presidenziali, passaggio istituzionale che precederà la presentazione del nuovo acquisto.

Per l’Inter si chiude così l’avventura di uno dei protagonisti delle ultime stagioni. Dumfries lascia Milano dopo aver contribuito in modo significativo ai successi recenti, confermandosi come uno degli esterni più affidabili del panorama europeo.

La notizia conferma integralmente le indiscrezioni delle scorse ore: Dumfries è pronto a iniziare una nuova esperienza in Spagna, mentre il club nerazzurro dovrà ora concentrarsi sulla ricerca del sostituto ideale per la fascia destra.


Rangnick sempre più vicino al Milan: manca solo la definizione degli ultimi dettagli decisivi

Rangnick adesso è a un passo dal Milan: trattativa avanzata, mancano gli ultimi passaggi prima della fumata bianca in rossonero

Secondo quanto riportato in esclusiva da MilanNews24, il futuro di Ralf Rangnick sembra avvicinarsi sempre più ai colori rossoneri. I contatti tra le parti sono proseguiti anche nelle ultime ore e avrebbero prodotto passi avanti significativi, al punto che l’intesa risulterebbe ormai raggiunta su gran parte dei temi discussi.

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Il nodo delle garanzie operative

L’unico vero ostacolo ancora sul tavolo riguarda le garanzie operative richieste dal tecnico tedesco. Rangnick vuole la certezza di poter lavorare con piena autonomia, senza interferenze esterne nelle scelte tecniche e gestionali. Un punto che, secondo le indiscrezioni, non sarebbe stato ancora definito in modo completo.

Il ruolo di Ibrahimovic e il caso Kirovski

Al centro della questione c’è anche la posizione di Zlatan Ibrahimovic, che continuerebbe a spingere affinché Jovan Kirovski mantenga un ruolo di rilievo e con potere decisionale nell’area sportiva.

Una prospettiva che non convincerebbe del tutto Rangnick, da sempre fautore di una struttura chiara, con responsabilità ben definite e senza sovrapposizioni.

Sensazioni positive, distanza ridotta

Nonostante questo nodo ancora da sciogliere, il clima resta molto positivo. I dialoghi procedono in maniera costruttiva e la distanza tra le parti si è ridotta sensibilmente.

Ad oggi, come evidenziato da MilanNews24, Milan e Rangnick non sono mai stati così vicini a un accordo definitivo.

Chiellini parla di Vlahovic: «Fino all’ultimo ha tenuto per la Juventus. A queste cifre non rimarrà in Italia»

Chiellini su Dusan Vlahovic: «Fino all’ultimo ha tenuto per la Juventus. A queste cifre non rimarrà in Italia». Le parole

Il calciomercato della Juventus è stato scosso dalla notizia del mancato accordo per il rinnovo di Dusan Vlahovic. Una svolta pesante, che ha portato all’intervento pubblico di Giorgio Chiellini, oggi Director of Football Strategy del club bianconero.

L’ex capitano ha espresso rammarico ma anche grande rispetto per la conclusione di un rapporto sportivo che ha segnato gli ultimi anni della Vecchia Signora.

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Le parole di Chiellini sulla fine dell’avventura

A margine di un evento allo Juventus Club Montecitorio, Chiellini ha parlato all’agenzia AGI, commentando apertamente la fumata nera e il futuro dell’attaccante. «A me dispiace molto, fino all’ultimo ci ha tenuto per la Juve», ha dichiarato, sottolineando l’attaccamento mostrato dal serbo nonostante la complessità della trattativa.

Perché si arriva alla separazione

Come emerso nelle ultime ore, la richiesta economica avanzata dall’entourage del giocatore è stata giudicata troppo alta rispetto ai parametri fissati dalla società.

Da qui la decisione inevitabile: la separazione avverrà il 30 giugno, quando il contratto di Vlahovic scadrà e il centravanti potrà trasferirsi altrove a parametro zero.

La Juventus guarda avanti

Nonostante la perdita a costo zero di un asset di grande valore, la dirigenza bianconera mantiene lo sguardo rivolto al futuro.

Chiellini ha voluto lanciare un messaggio chiaro all’ambiente della Continassa e ai tifosi: «La Juve tornerà a essere un punto di riferimento. Dobbiamo imparare dagli errori commessi».

Una dichiarazione che traccia la linea del nuovo corso, tra ricostruzione tecnica, identità e volontà di tornare competitivi ai massimi livelli.


Dumfries saluta l’Inter: un addio inevitabile, tra clausola decrescente e il precedente Hakimi – VIDEO di Giuseppe Colicchia

Inter, il caso Dumfries: perché l’addio era un male necessario tra clausola e storia che si ripete dopo Hakimi – VIDEO di Giuseppe Colicchia

La notizia del passaggio di Denzel Dumfries al Real Madrid ha inevitabilmente diviso il tifo interista. Da un lato c’è l’amarezza per l’addio di uno dei protagonisti delle ultime stagioni; dall’altro, analizzando il percorso che ha portato a questa separazione, emerge chiaramente come il destino del laterale olandese fosse segnato da tempo.

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Tutto parte dall’autunno 2024, quando Dumfries si avvicinava alla scadenza del contratto fissata per il 2025. L’Inter si trovò davanti a un bivio: rischiare di perderlo a zero oppure accettare alcune condizioni imposte dall’entourage per arrivare al rinnovo. Tra queste, la più delicata fu l’inserimento di una clausola rescissoria decrescente: inizialmente 25 milioni, destinati a scendere progressivamente fino agli attuali 20 milioni. Una cifra che oggi appare contenuta, ma che allora rappresentò il compromesso necessario per evitare una separazione immediata e senza indennizzo.

Un addio scritto da tempo

Nel corso degli anni Dumfries non ha mai nascosto la volontà di misurarsi in un altro grande campionato europeo. Seguito da diversi procuratori e osservato da vari club, il suo percorso professionale è sempre rimasto aperto a nuove esperienze.

La scorsa estate la clausola era ancora fissata a 25 milioni, ma nessuna società decise di affondare il colpo. Il Barcellona mostrò interesse, impressionato dalle sue prestazioni europee, ma non si arrivò mai a una trattativa concreta.

Per questo motivo, l’ultima stagione disputata da Dumfries in nerazzurro può essere considerata quasi un “bonus”: il giocatore ha continuato a garantire rendimento, professionalità e continuità, risultando prezioso sia con Simone Inzaghi sia con Cristian Chivu.

Da questa prospettiva, i 20 milioni incassati dall’Inter non rappresentano una mancata plusvalenza, ma un’entrata che – senza quella clausola – rischiava di non arrivare mai.

L’Inter ha già vissuto addii pesanti

La delusione dei tifosi è comprensibile, ma la storia recente insegna che il club sa reagire. Nel 2021 l’addio di Achraf Hakimi generò un clima simile, e proprio Dumfries fu individuato come sostituto ideale, rivelandosi una scelta vincente.

Oggi la sfida si ripresenta: l’Inter dovrà trovare un nuovo interprete per la fascia destra, ma può contare sull’esperienza e sulla visione di Beppe Marotta e Piero Ausilio, dirigenti che negli anni hanno trasformato momenti complessi in opportunità di crescita.

Un passaggio doloroso, ma necessario

L’addio di Dumfries può dunque essere letto come un passaggio inevitabile, frutto di scelte strategiche compiute anni fa. Un momento doloroso, certo, ma anche l’inizio di un nuovo capitolo che l’Inter dovrà costruire con la stessa ambizione che ha caratterizzato l’ultimo ciclo vincente.

Romagnoli, è davvero finita: l’addio alla Lazio è definitivo e ora lo attende l’avventura all’Al Sadd

Alessio Romagnoli chiude definitivamente il capitolo Lazio: tutto pronto per iniziare la sua avventura con l’Al‑Sadd. Tutti i dettagli

La storia tra Alessio Romagnoli e la Lazio si chiude dopo mesi di attesa e incertezze. Il difensore classe 1995 è pronto a iniziare una nuova avventura all’Al‑Sadd, che lo accoglierà con un contratto triennale.

Come riportato da Di Marzio, l’ex capitano biancoceleste ha scelto di intraprendere un percorso internazionale, lasciandosi alle spalle una stagione segnata da dubbi e momenti complicati.

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La sua partenza rappresenta una svolta per la Lazio, costretta ora a ridisegnare il reparto arretrato. L’addio di un leader tecnico ed emotivo come Romagnoli apre scenari di mercato e obbliga il club a individuare nuovi innesti capaci di garantire solidità e continuità.

Il vuoto lasciato dal centrale non è solo tattico, ma anche carismatico, e la società dovrà colmarlo con scelte mirate.

Il trasferimento all’Al‑Sadd offre a Romagnoli una sfida completamente diversa: un campionato nuovo, dinamiche inedite, un contesto internazionale e un progetto ambizioso nel panorama asiatico.

Non solo un’opportunità economica, ma anche un modo per arricchire il proprio bagaglio tecnico e umano, lontano dal calcio italiano.

Per il difensore si apre dunque un capitolo inedito, mentre la Lazio dovrà ripartire senza uno dei suoi punti di riferimento. I tifosi salutano un giocatore che ha incarnato professionalità e appartenenza, mentre Romagnoli si prepara a scrivere il suo futuro lontano dalla Capitale.

Formazioni ufficiali Lussemburgo Italia, le scelte del ct Baldini per l’amichevole

Formazioni ufficiali Lussemburgo Italia: le scelte del c.t. ad interim Silvio Baldini per il match, valido per l’amichevole

Lussemburgo Italia va in scena oggi alle 20.45 allo Stade de Luxembourg, è la gara d’esordio degli Azzurri di Baldini e la prima partita della giovanissima Nazionale italiana dopo la debacle ai playoff Mondiali.

Ultime Notizie Serie A: tutte le novità del giorno sul massimo campionato italiano

Di seguito, le scelte ufficiali dei due CT:

ITALIA (4-3-3): Donnarumma; Favasuli, Chiarodia, Comuzzo, Bartesaghi; Ndour, Lipani, Pisilli; Cherubini, Esposito, Koleosho. CT: Silvio Baldini

LUSSEMBURGO (4-5-1):Moris; Jans, Korac, Carlson, Michael Pinto; V. Thill, Martins, Olesen, Moreira, Bohnert; Sinani. Ct: Jeff Strasser.

Allarme Argentina: le condizioni di Nico Paz preoccupano Scaloni, partecipazione al Mondiale in bilico

Argentina in apprensione: il problema al ginocchio mette a rischio il Mondiale di Nico Paz. Spunta il nome del possibile sostituto

Nonostante sia già volato negli Stati Uniti con il resto della squadra, non è ancora certo che Nico Paz sarà a disposizione dell’Argentina per l’inizio del Mondiale. A mettere in dubbio la sua presenza è il problema al ginocchio accusato contro il Verona, che lo ha costretto a saltare anche le ultime due gare di campionato con il Como.

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Il trequartista, promesso sposo del Real Madrid, sperava di risolvere il fastidio prima della Coppa del Mondo, ma – secondo AS – nel ritiro dell’Albiceleste cresce la preoccupazione sulle sue condizioni.

Al momento la partecipazione di Paz al Mondiale resta in bilico. Per questo Emiliano Buendía, trequartista dell’Aston Villa, si mantiene pronto: in caso di forfait sarebbe lui il sostituto designato.

Il CT Scaloni dovrà comunque decidere in tempi stretti: la lista dei convocati può essere modificata fino a 24 ore prima della gara inaugurale del torneo.


Luis Suarez lascia lo Sporting CP: colpaccio del Fenerbahce ma prima…Un ultimo ostacolo prima della fumata bianca!

Luis Suarez lascia lo Sporting CP: colpo Fenerbahce però serve superare un ultimo ostacolo prima della fumata bianca!

Il calciomercato è pronto ad accendersi con un’operazione che potrebbe infiammare la prossima sessione estiva. Al centro delle cronache c’è il Fenerbahce, storico club turco, che ha messo nel mirino uno degli attaccanti più prolifici e incisivi dell’intera stagione europea in corso. Stiamo parlando di Luís Suárez, il cui futuro potrebbe tingersi molto presto di gialloblù.

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L’intesa con il giocatore e il fattore politico: l’ombra di Hakan Safi

Secondo Fabrizio Romano, l’entourage dell’attaccante ha già raggiunto un accordo sulle condizioni personali per il trasferimento in Turchia. Il nuovo ambizioso progetto tecnico ed economico proposto ha convinto il giocatore a sposare la causa della compagine di Istanbul. Tuttavia, c’è un nodo politico cruciale che tiene ancora tutto in stand-by: questa imponente operazione di mercato è fortemente e direttamente sostenuta da Hakan Safi, uno dei principali candidati alla presidenza della società turca.

Di conseguenza, il definitivo via libera per il trasferimento rimane condizionato all’esito delle elezioni presidenziali del club, che si terranno nel corso dei prossimi giorni. Soltanto in caso di vittoria ufficiale del candidato Safi, l’accordo preliminare stretto tra il talentuoso centravanti e il Fenerbahçe diventerà a tutti gli effetti operativo.

Lo scoglio Sporting CP e i numeri di una stagione da incorniciare

Superato l’eventuale ostacolo politico interno, ci sarà poi un’altra montagna da scalare: sarà necessario trovare una definitiva e complessa intesa sul costo del cartellino con lo Sporting CP. La prestigiosa squadra portoghese è la legittima detentrice dei diritti sportivi del giocatore e non è certamente disposta a concedere sconti. Il motivo di questa inevitabile rigidità al tavolo delle trattative è spiegato dai numeri mostruosi registrati dal calciatore nell’ultima annata.

Nel corso di questa incredibile stagione, l’attaccante ha infatti collezionato ben 53 presenze complessive, trascinando costantemente il proprio club. Il suo personale bottino offensivo è semplicemente devastante: ha messo a referto la bellezza di 38 gol in tutte le competizioni disputate, impreziosendo il suo straordinario score individuale anche con 9 assist totali.

L’attesa dei tifosi per la fumata bianca

Cifre da vero e proprio fuoriclasse che confermano il suo dirompente impatto e che giustificano pienamente le alte richieste lusitane. Ora, tutti gli occhi degli appassionati sono rivolti verso le urne di Istanbul. I tifosi turchi sognano già di poter abbracciare il loro nuovo e letale finalizzatore, ma le prossime ore si preannunciano decisive per sbloccare definitivamente l’asse Turchia-Portogallo.

L’era Vlahovic alla Juventus è finita: amore e odio, gol e fischi. 4 anni e mezzo dopo, si apre ora un grande problema per i bianconeri – VIDEO di Marco Baridon

Vlahovic chiude la sua era alla Juventus dopo 4 anni e mezzo: una storia di amore e odio quella del serbo coi bianconeri – VIDEO di Marco Baridon

La parabola di Dusan Vlahovic alla Juventus è giunta ai titoli di coda. Un rapporto vissuto costantemente sull’altalena delle emozioni, iniziato in un freddo mese di gennaio 2022 con immense aspettative e destinato a chiudersi con un doloroso addio a parametro zero.

Dagli inizi da sogno al peso della maglia numero 9

Tutti ricordano il suo magico esordio contro il Verona: un morbido pallonetto, la corsa sfrenata verso la curva e il gesto delle dita portate alla testa e al cuore. Una favola calcistica che sembrava aver trovato la sua consacrazione immediata in Champions League, quando gli bastarono appena 32 secondi per far tremare la difesa del Villarreal. Un impatto devastante, tanto che in molti pensarono: ‘Abbiamo trovato il nostro nuovo Re’. A suggellare quell’entusiasmo generale arrivò anche la celebre dichiarazione di Andrea Agnelli: “Dobbiamo prendere il prossimo Cristiano Ronaldo, ma questa volta a 25 anni”.

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Tuttavia, la maglia numero 9 della Juventus comporta pressioni enormi e l’entusiasmo iniziale si è progressivamente trasformato in incomprensione. La sua irrefrenabile foga agonistica è spesso sfociata in un eccessivo nervosismo, ben testimoniato dai battibecchi con i tifosi dopo il pareggio contro il Venezia o dai pesanti fischi incassati allo Stadium durante l’amichevole contro la Next Gen.

I numeri dell’attaccante e l’ultimo lampo nel Derby

Nonostante i periodi più complessi, l’istinto del bomber non è mai svanito. Il destino ha voluto che il suo ultimo, grande squillo arrivasse proprio nel Derby contro il Torino, chiudendo il cerchio con un’esultanza identica a quella del suo primissimo giorno. A livello statistico, l’impronta lasciata dal centravanti serbo resta innegabile:

  • 168 presenze totali collezionate in maglia bianconera.
  • 68 reti decisive messe a segno tra campionato e coppe.
  • Un impatto fisico sempre e comunque dominante all’interno dell’area di rigore.

La rottura sul rinnovo: l’ostacolo dei bilanci

Nel calcio di oggi, però, i bilanci finanziari contano quanto i gol. La dirigenza della Juventus ha concretamente tentato di prolungare l’accordo, mettendo sul tavolo un’offerta importante pari a 6 milioni netti più bonus. Le richieste della controparte sono risultate tuttavia irremovibili: 8 milioni più un ricco premio alla firma. Questa distanza economica, giudicata incolmabile e insostenibile, ha decretato la separazione definitiva.

Il futuro dell’attacco: flop interni e nuovi obiettivi

Ora la società deve affrontare un gigantesco rebus tecnico: chi segnerà i gol nella prossima stagione? La prospettiva di arrivare a Kolo Muani stuzzica la piazza e la dirigenza, ma il vuoto al centro del reparto avanzato è evidente. La cruda realtà, infatti, è che chi è rimasto ha fallito: scommesse e investimenti come David, Openda e Milik hanno finora profondamente deluso le aspettative. Vlahovic fa le valigie, ma il tempo per trovare un nuovo vero terminale offensivo è già agli sgoccioli.

Fiorentina, la lettera di Giuseppe Commisso: «Ci sono stagioni che si misurano con la classifica e altre che si misurano con il cuore. Anche in una stagione di sofferenza questo club non si è abbandonato»

Fiorentina, la lettera di Giuseppe Commisso: ecco le parole del presidente del club viola. Cosa ha scritto

Una stagione complessa, vissuta sul filo del rasoio e segnata da sfide sia sportive che personali. Il presidente della Fiorentina, Giuseppe Commisso, ha scelto il sito ufficiale del club per pubblicare una lunga e toccante lettera rivolta alla piazza. Un bilancio a cuore aperto di un’annata in cui la squadra, inizialmente partita per lottare per grandi traguardi, si è ritrovata a battagliare fino alle ultime giornate per evitare l’incubo della retrocessione.

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Il numero uno della società gigliata ha voluto innanzitutto sottolineare la resilienza mostrata dall’intero ambiente:

“Ci sono stagioni che si misurano con la classifica, e ci sono stagioni che si misurano con il cuore. Questa stagione ha messo alla prova la nostra pazienza, il nostro orgoglio e la nostra unità. Sappiamo molto bene che la Fiorentina deve avere standard più alti, prestazioni più forti e ambizioni degne della storia di questo club. Ma anche in una stagione di sofferenza, c’è una verità che deve essere detta chiaramente: questo club non si è abbandonato. Ha continuato a lavorare. Ha continuato a credere. E nel momento più difficile, ha trovato la forza di rialzarsi”.

Il dolore per la scomparsa di Rocco Commisso

Oltre alle enormi difficoltà sul terreno di gioco, l’annata è stata profondamente segnata da un dolorosissimo lutto. Il presidente ha ricordato il legame viscerale del padre con la città:

“per me e per la mia famiglia, questa stagione è stata anche dolorosa in modo molto più profondo, perché è arrivata durante la scomparsa di mio padre, Rocco B. Commisso. Chiunque abbia conosciuto mio padre sapeva quanto la Fiorentina significasse per lui e quanto fortemente credesse in questo club, in questa città e nella sua gente”.

La riorganizzazione e l’arrivo di Fabio Paratici

Per invertire la rotta e gettare nuove basi, la proprietà ha deciso di compiere una mossa strategica drastica. Un passaggio cruciale per il progetto sportivo:

“nel momento più difficile della stagione, ho creduto che la Fiorentina avesse bisogno di un cambiamento importante e necessario nella sua organizzazione sportiva: non un piccolo aggiustamento, ma un vero passo avanti per darci la migliore possibilità di uscire dalla minaccia della retrocessione e iniziare a ricostruire con maggiore forza. Durante quelle settimane difficili, mentre la salute di mio padre peggiorava e la pressione sul club era al massimo, sono stato il primo a chiedere che alla Fiorentina arrivasse un direttore sportivo di altissimo livello”.

Un chiaro riferimento all’ingaggio di Fabio Paratici, a cui sono andati i ringraziamenti della società, estesi al meticoloso lavoro del direttore generale Alessandro Ferrari e alla tenacia sul campo dell’allenatore Paolo Vanoli.

Il messaggio per il popolo Viola

La lettera si chiude guardando al futuro calcistico, con un forte appello all’unità rivolto a tutti i sostenitori:

“La salvezza non può essere la destinazione della Fiorentina. Deve essere il punto da cui rialzarci. Dobbiamo prendere il dolore di questa stagione, trarne insegnamento e usarlo per costruire un futuro più forte. Lo dobbiamo ai nostri tifosi. Lo dobbiamo a questa città. E lo dobbiamo a tutti coloro che hanno lavorato per la Fiorentina con amore e sacrificio”.

Infine, il congedo denso di speranza:

“Credete nella Fiorentina. Credete nel lavoro. Credete nei giovani che stanno crescendo con questi colori. Credete nelle fondamenta che stiamo costruendo. Credete che il dolore possa diventare forza, che l’unità possa diventare progresso e che Firenze possa sempre dare bellezza e significato a questi colori. Mai divisi. Mai rassegnati. Sempre Viola”.

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