Pagina 98 – Calcio News 24

L’era Vlahovic alla Juventus è finita: amore e odio, gol e fischi. 4 anni e mezzo dopo, si apre ora un grande problema per i bianconeri – VIDEO di Marco Baridon

Vlahovic chiude la sua era alla Juventus dopo 4 anni e mezzo: una storia di amore e odio quella del serbo coi bianconeri – VIDEO di Marco Baridon

La parabola di Dusan Vlahovic alla Juventus è giunta ai titoli di coda. Un rapporto vissuto costantemente sull’altalena delle emozioni, iniziato in un freddo mese di gennaio 2022 con immense aspettative e destinato a chiudersi con un doloroso addio a parametro zero.

Dagli inizi da sogno al peso della maglia numero 9

Tutti ricordano il suo magico esordio contro il Verona: un morbido pallonetto, la corsa sfrenata verso la curva e il gesto delle dita portate alla testa e al cuore. Una favola calcistica che sembrava aver trovato la sua consacrazione immediata in Champions League, quando gli bastarono appena 32 secondi per far tremare la difesa del Villarreal. Un impatto devastante, tanto che in molti pensarono: ‘Abbiamo trovato il nostro nuovo Re’. A suggellare quell’entusiasmo generale arrivò anche la celebre dichiarazione di Andrea Agnelli: “Dobbiamo prendere il prossimo Cristiano Ronaldo, ma questa volta a 25 anni”.

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Tuttavia, la maglia numero 9 della Juventus comporta pressioni enormi e l’entusiasmo iniziale si è progressivamente trasformato in incomprensione. La sua irrefrenabile foga agonistica è spesso sfociata in un eccessivo nervosismo, ben testimoniato dai battibecchi con i tifosi dopo il pareggio contro il Venezia o dai pesanti fischi incassati allo Stadium durante l’amichevole contro la Next Gen.

I numeri dell’attaccante e l’ultimo lampo nel Derby

Nonostante i periodi più complessi, l’istinto del bomber non è mai svanito. Il destino ha voluto che il suo ultimo, grande squillo arrivasse proprio nel Derby contro il Torino, chiudendo il cerchio con un’esultanza identica a quella del suo primissimo giorno. A livello statistico, l’impronta lasciata dal centravanti serbo resta innegabile:

  • 168 presenze totali collezionate in maglia bianconera.
  • 68 reti decisive messe a segno tra campionato e coppe.
  • Un impatto fisico sempre e comunque dominante all’interno dell’area di rigore.

La rottura sul rinnovo: l’ostacolo dei bilanci

Nel calcio di oggi, però, i bilanci finanziari contano quanto i gol. La dirigenza della Juventus ha concretamente tentato di prolungare l’accordo, mettendo sul tavolo un’offerta importante pari a 6 milioni netti più bonus. Le richieste della controparte sono risultate tuttavia irremovibili: 8 milioni più un ricco premio alla firma. Questa distanza economica, giudicata incolmabile e insostenibile, ha decretato la separazione definitiva.

Il futuro dell’attacco: flop interni e nuovi obiettivi

Ora la società deve affrontare un gigantesco rebus tecnico: chi segnerà i gol nella prossima stagione? La prospettiva di arrivare a Kolo Muani stuzzica la piazza e la dirigenza, ma il vuoto al centro del reparto avanzato è evidente. La cruda realtà, infatti, è che chi è rimasto ha fallito: scommesse e investimenti come David, Openda e Milik hanno finora profondamente deluso le aspettative. Vlahovic fa le valigie, ma il tempo per trovare un nuovo vero terminale offensivo è già agli sgoccioli.

Fiorentina, la lettera di Giuseppe Commisso: «Ci sono stagioni che si misurano con la classifica e altre che si misurano con il cuore. Anche in una stagione di sofferenza questo club non si è abbandonato»

Fiorentina, la lettera di Giuseppe Commisso: ecco le parole del presidente del club viola. Cosa ha scritto

Una stagione complessa, vissuta sul filo del rasoio e segnata da sfide sia sportive che personali. Il presidente della Fiorentina, Giuseppe Commisso, ha scelto il sito ufficiale del club per pubblicare una lunga e toccante lettera rivolta alla piazza. Un bilancio a cuore aperto di un’annata in cui la squadra, inizialmente partita per lottare per grandi traguardi, si è ritrovata a battagliare fino alle ultime giornate per evitare l’incubo della retrocessione.

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Il numero uno della società gigliata ha voluto innanzitutto sottolineare la resilienza mostrata dall’intero ambiente:

“Ci sono stagioni che si misurano con la classifica, e ci sono stagioni che si misurano con il cuore. Questa stagione ha messo alla prova la nostra pazienza, il nostro orgoglio e la nostra unità. Sappiamo molto bene che la Fiorentina deve avere standard più alti, prestazioni più forti e ambizioni degne della storia di questo club. Ma anche in una stagione di sofferenza, c’è una verità che deve essere detta chiaramente: questo club non si è abbandonato. Ha continuato a lavorare. Ha continuato a credere. E nel momento più difficile, ha trovato la forza di rialzarsi”.

Il dolore per la scomparsa di Rocco Commisso

Oltre alle enormi difficoltà sul terreno di gioco, l’annata è stata profondamente segnata da un dolorosissimo lutto. Il presidente ha ricordato il legame viscerale del padre con la città:

“per me e per la mia famiglia, questa stagione è stata anche dolorosa in modo molto più profondo, perché è arrivata durante la scomparsa di mio padre, Rocco B. Commisso. Chiunque abbia conosciuto mio padre sapeva quanto la Fiorentina significasse per lui e quanto fortemente credesse in questo club, in questa città e nella sua gente”.

La riorganizzazione e l’arrivo di Fabio Paratici

Per invertire la rotta e gettare nuove basi, la proprietà ha deciso di compiere una mossa strategica drastica. Un passaggio cruciale per il progetto sportivo:

“nel momento più difficile della stagione, ho creduto che la Fiorentina avesse bisogno di un cambiamento importante e necessario nella sua organizzazione sportiva: non un piccolo aggiustamento, ma un vero passo avanti per darci la migliore possibilità di uscire dalla minaccia della retrocessione e iniziare a ricostruire con maggiore forza. Durante quelle settimane difficili, mentre la salute di mio padre peggiorava e la pressione sul club era al massimo, sono stato il primo a chiedere che alla Fiorentina arrivasse un direttore sportivo di altissimo livello”.

Un chiaro riferimento all’ingaggio di Fabio Paratici, a cui sono andati i ringraziamenti della società, estesi al meticoloso lavoro del direttore generale Alessandro Ferrari e alla tenacia sul campo dell’allenatore Paolo Vanoli.

Il messaggio per il popolo Viola

La lettera si chiude guardando al futuro calcistico, con un forte appello all’unità rivolto a tutti i sostenitori:

“La salvezza non può essere la destinazione della Fiorentina. Deve essere il punto da cui rialzarci. Dobbiamo prendere il dolore di questa stagione, trarne insegnamento e usarlo per costruire un futuro più forte. Lo dobbiamo ai nostri tifosi. Lo dobbiamo a questa città. E lo dobbiamo a tutti coloro che hanno lavorato per la Fiorentina con amore e sacrificio”.

Infine, il congedo denso di speranza:

“Credete nella Fiorentina. Credete nel lavoro. Credete nei giovani che stanno crescendo con questi colori. Credete nelle fondamenta che stiamo costruendo. Credete che il dolore possa diventare forza, che l’unità possa diventare progresso e che Firenze possa sempre dare bellezza e significato a questi colori. Mai divisi. Mai rassegnati. Sempre Viola”.

Calciomercato Juventus: caccia al dopo Vlahovic. Da Kolo Muani a Icardi, l’analisi completa su tutti i nomi per l’attacco

Calciomercato Juventus: chi sostituirà Vlahovic? Da Kolo Muani a Icardi, ecco tutti i nomi per l’attacco in sostituzione del serbo

Con l’ormai conclamata fumata nera per il rinnovo di Dusan Vlahovic, in casa bianconera è ufficialmente scattato il valzer delle trattative per individuare il nuovo bomber. La dirigenza della Vecchia Signora è attivamente al lavoro per scovare il centravanti ideale che, a partire dalla prossima stagione sportiva, avrà il gravoso e affascinante compito di raccogliere la pesante eredità del serbo al centro del reparto offensivo.

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Kolo Muani in pole position per l’attacco

Attualmente, in cima alla lista dei desideri del management, spicca con forza il profilo di Randal Kolo Muani. L’attaccante francese ha letteralmente scalato in tempi record le gerarchie di gradimento all’interno della dirigenza della Juventus. Il transalpino rappresenta una scelta prioritaria: è un profilo che conosce già le dinamiche interne del club e, almeno fino a questo momento delle contrattazioni, non presenta particolari controindicazioni tecnico-ambientali che possano frenare l’affare.

La suggestione Osimhen e l’opzione low cost Icardi

Un’alternativa decisamente affascinante, ma al contempo estremamente complessa, porta direttamente al nome di Victor Osimhen. Il centravanti nigeriano rappresenta un vecchio pallino di mercato della società. Il punto di forza assoluto di una simile e clamorosa operazione sarebbe la sua totale e collaudata compatibilità con mister Luciano Spalletti, conoscendo alla perfezione i meccanismi di gioco e le richieste del tecnico. Tuttavia, la strada verso Torino è in forte salita: lo svantaggio principale è legato ai costi alti dell’operazione, ulteriormente aggravati dalla pesante penale economica che il Galatasaray dovrebbe obbligatoriamente corrispondere al Napoli in caso di cessione a una squadra di Serie A.

Se lo sguardo si sposta esclusivamente sul bilancio finanziario, l’autentica occasione per le casse societarie è rappresentata da Mauro Icardi. Il navigato bomber argentino arriverebbe alla Juventus a parametro zero, essendo in naturale scadenza di contratto con i turchi del Galatasaray. Se il fattore puramente economico gioca nettamente a suo favore, la complessa gestione dello spogliatoio potrebbe trasformarsi in un pericoloso rebus: la sua firma metterebbe infatti a dura prova la serenità dell’ambiente, visti i vecchi e noti attriti avuti proprio con Spalletti ai tempi dell’Inter.

Le piste internazionali: Sorloth e Mateta

Sullo sfondo, attentamente monitorate dagli scout bianconeri, restano vive altre due piste internazionali. La prima conduce ad Alexander Sorloth, centravanti norvegese in forza all’Atletico Madrid. La Juventus lo valuta come un’opzione concreta, pur nutrendo qualche incognita legata al suo rapido adattamento tattico alla Serie A e agli elevati costi dell’affare.

La seconda alternativa porta in Premier League, precisamente a Jean-Philippe Mateta del Crystal Palace. Il francese resta un’ottima idea per rimpolpare l’attacco, ma, anche in questo caso, le esose richieste per il cartellino e i fisiologici dubbi sul suo immediato inserimento nel calcio italiano spingono i vertici bianconeri alla massima prudenza. La caccia al nuovo numero nove è ufficialmente aperta.

Divorzio Icardi Wanda Nara: il Tribunale respinge la maxi richiesta di mantenimento provvisorio

Divorzio Icardi Wanda Nara: il Tribunale ha respinto la maxi richiesta di mantenimento provvisorio per la separazione tra l’attaccante e l’ex moglie

Il primo round della complessa e mediatica battaglia legale per il divorzio sorride all’attaccante in forza al Galatasaray. Mauro Icardi ha vinto la contesa cautelare contro l’ex compagna: non dovrà versare alcun assegno di mantenimento provvisorio per Wanda Nara. Lo storico e travagliato scontro in tribunale tra la nota showgirl argentina e il centravanti sudamericano si risolve, in questa delicata fase preliminare, a favore del calciatore, secondo quanto riportato dall’agenzia di stampa Adnkronos. L’ex capitano dell’Inter, dunque, non sarà costretto a sborsare la massiccia somma economica richiesta dalla procuratrice e imprenditrice, dalla quale si è separato ufficialmente a marzo 2025 dopo una lunga crisi relazionale.

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La richiesta di Wanda Nara e la sentenza del Tribunale di Milano

Il caso giudiziario ha attirato immediatamente l’attenzione dei media internazionali. Secondo le informazioni diffuse, il giudice del Tribunale di Milano, la dottoressa Anna Cattaneo, ha respinto fermamente la pretesa della showgirl attraverso un’ordinanza emessa lo scorso 1° giugno. La richiesta avanzata dai legali dell’argentina era a dir poco sostanziosa e mirava a ottenere un assegno di mantenimento provvisorio di 250mila euro. Una cifra che, tuttavia, non ha trovato alcun accoglimento da parte delle autorità competenti, le quali hanno analizzato a fondo le carte processuali prima di emettere il loro verdetto respingendo l’istanza.

Le motivazioni: una situazione patrimoniale “molto florida”

A pesare in modo decisivo sulla decisione del magistrato sono state le reali condizioni finanziarie della donna. Nelle motivazioni del rigetto si legge, infatti, che il Tribunale ha ritenuto che Wanda Nara disponga attualmente di una situazione patrimoniale e reddituale “molto florida”. Di conseguenza, la corte ha stabilito in modo netto che non sussistano assolutamente i presupposti legali per riconoscerle un contributo economico provvisorio a carico del marito.

L’ordinanza del giudice milanese evidenzia chiaramente un profilo di assoluta indipendenza economica e lavorativa: la showgirl viene descritta come una donna giovane, professionalmente qualificata e, soprattutto, pienamente in grado di produrre reddito autonomamente attraverso le sue innumerevoli e note attività televisive, commerciali e imprenditoriali.

Il ruolo della difesa e l’attesa per la sentenza definitiva

Alla luce di questi solidi elementi, il Tribunale di Milano ha quindi escluso categoricamente l’urgenza di attribuirle un sostegno finanziario immediato. Questo importante risultato legale è stato ottenuto anche grazie all’imponente e accurata documentazione prodotta da Mauro Icardi e dalla sua squadra di difensori, composta dagli avvocati Valeria De Vellis e Raffaele Rigitano.

Al momento, dunque, non vi sarà nessun assegno. La partita giudiziaria, però, non è ancora giunta al triplice fischio: le parti restano ora in attesa della sentenza definitiva di separazione che verrà emessa e depositata dalla corte nel corso dei prossimi mesi.

Pescara, primi contatti per trattenere Lorenzo Insigne: ma la Serie B osserva. Cosa sta succedendo per il suo futuro

Pescara, Lorenzo Insigne potrebbe rimanere al Delfino: avviati i contatti per la permanenza ma la Serie B osserva. Cosa succede

Il calciomercato regala da sempre intrecci suggestivi e inaspettati ritorni di fiamma. In vista della programmazione della prossima annata sportiva, i riflettori si accendono con forza sul futuro di Lorenzo Insigne. Secondo Sky, sono stati infatti avviati i primi contatti tra i vertici dirigenziali del Pescara e l’entourage del talentuoso fantasista napoletano. L’obiettivo della società è tanto chiaro quanto ambizioso: blindare il fuoriclasse e convincerlo a sposare il progetto biancazzurro anche per la prossima stagione di Serie C.

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Il sogno del club abruzzese: un leader per la promozione

Il club abruzzese non nasconde in alcun modo la ferma volontà di voler continuare a puntare sull’esperienza, sulla leadership e sull’estro dell’ex capitano del Napoli. Trattenere un giocatore di questa caratura tecnica rappresenterebbe un lusso assoluto per la terza serie italiana. La dirigenza del Delfino sta lavorando sotto traccia per presentare un’offerta in grado di soddisfare le ambizioni dell’attaccante, facendo leva anche sul fortissimo legame affettivo esistente. Per i tifosi pescaresi, il nome di Insigne rievoca ricordi dolcissimi, legati indissolubilmente alla storica e spettacolare promozione del 2011-2012. Oggi, ripartire dal suo talento significherebbe lanciare un segnale inequivocabile a tutte le dirette concorrenti.

Le riflessioni del fantasista: il richiamo del campionato cadetto

Dall’altra parte del tavolo delle trattative, la situazione richiede fisiologicamente tempo e valutazioni estremamente ponderate. Il classe 1991 si trova in una fase nevralgica della propria carriera. Le riflessioni del fantasista partenopeo sono in pieno svolgimento: scendere o restare sui campi della terza serie richiede motivazioni altissime.

Nonostante il profondo attaccamento alla piazza adriatica, il giocatore e i suoi procuratori mantengono le porte aperte a diverse soluzioni. Il talento campano, infatti, potrebbe valutare anche una nuova chiamata dalla Serie B. Il torneo cadetto, vetrina da sempre prestigiosa e altamente competitiva, stuzzica non poco l’orgoglio del giocatore, desideroso di misurarsi ancora in un campionato di categoria superiore.

Gli scenari futuri: i prossimi passi

Nelle prossime settimane sono previsti aggiornamenti decisivi per sciogliere le riserve. Il destino del “Magnifico” ruota attualmente attorno a due direttrici ben precise:

  • La permanenza in Abruzzo: Il Pescara spingerà sul proprio progetto tecnico, offrendogli un ruolo da trascinatore indiscusso per inseguire il salto di categoria.
  • Il ritorno nel calcio che conta: Qualora si concretizzassero offerte economicamente e sportivamente stimolanti dalla Serie B, per il sodalizio adriatico diventerà un’impresa titanica riuscire a trattenerlo.

Il futuro dell’attaccante è un rebus che accende l’estate: trionferà il richiamo del cuore in riva all’Adriatico o la voglia di una nuova avventura nel campionato cadetto?

Bonetti a SampNews24: «Beccalossi un fantasista mostruoso, se a 8 anni gli avessero detto di passare la palla avrebbe smesso di giocare»

L’ex calciatore della Sampdoria, Ivano Bonetti, ha fatto una disanima sul mondo blucerchiato in rivoluzione e ha detto la sua sulla Nazionale

Intervistato in esclusiva da SampNews24, l’ex calciatore Ivano Bonetti ha detto la sua sulla Sampdoria, per poi spostarsi sulla giovane Italia di Baldini.

LE VOCI SULLA POSSIBILE CESSIONE DELLA SAMPDORIA?«Non si va da nessuna parte in questo modo, ci sono dei rumors in giro di gente interessata alla Sampdoria. Questa è una situazione delicata, perché una volta ero rimasto anch’io incagliato dentro con la speranza che ci fosse davvero qualcuno che la voleva perché mostravano documenti e incontri seri, fatti veramente, ma poi dopo siamo andati avanti e non si è concretizzato niente. In questi modo fai anche brutte figure, però si sente il rumorío che ci sia qualcuno interessato, ma io ho sentito anche il rumorío di porte chiuse subito, senza dare la possibilità, della serie “no, noi non vendiamo”. E allora capisci bene che se dicono di non voler vendere, già è difficile trovare le situazioni giuste. E poi dopo se questi sono chiusi a riccio, ci sarebbe da chiedergli “se ci fosse un acquirente vendereste, ma qual è il vostro programma? Volete andare in Serie A? Scusa ma quand’è che impara l’italiano perché noi vorremmo anche comunicare in italiano, siamo in Italia? Come fa a parlare alla squadra, a trasmettere le situazioni parlando?. Ma c’è la, ma la società ha intenzione di vendere? No. E no allora qual è l’intenzione?».

LA SCELTA DI BALDINI DI AFFIDARSI AI GIOVANI DELL’U21 PER LE AMICHEVOLI DELL’ITALIA CONTRO LUSSEMBURGO E GRECIA«Io quello di Baldini lo prendo come un segnale provocatorio. Una cosa fatta come per dire mettiamo i giovani perché è giusto che i giovani vengano considerati di più, solo quello. Poi dopo, sotto il profilo della costruzione di una nuova Nazionale, non è che serve, però io penso che l’obiettivo suo era questo, di dare un segnale provocatorio per dire che i giovani ci sono. Dopo queste due partite si comincerà a costruire qualcosa che vada in questa direzione. Ma c’è da preoccuparsi perché il problema parte dal basso, dai dilettanti, dal settore giovanile e risalendo su in tutto, funziona tutto al contrario.

Se tu pensi che nella primavera del Lecce sono tutti stranieri. Qui ci vogliono delle riforme assolutamente valide, quando ero in Inghilterra gli stranieri che potevano venire da extracomunitari dovevano avere dei requisiti molti stringenti. Qui il problema è grosso, cosa che io vedo perché tanto il mio compito è proprio quello di fare il formatore, e lo faccio da tanti anni. Il problema dei giovani è proprio questo, quando sono piccoli trovano dei formatori che non sono formatori, ma sono allenatori, e un allenatore non può allenare i ragazzini perché allena già come se fosse una squadra grande. Non stanno a curare le individualità, ma curano più che altro il lavoro di squadra e di conseguenza. Cominciano già a dire che “passala, scarica, dalla lì, dalla là”, indicazioni che a un ragazzino non si devono assolutamente dare, perché il ragazzino deve giocare e cercare di esprimere il talento e la visione che ha. Se ha voglia di dribblare, dribbla, se ha voglia di calciare, calcia.

I bambini devi formarli nelle abilità, quello sì, ma la libertà del gioco, il talento esce fuori solo esclusivamente se al bambino gli dai l’opportunità di fare delle scelte. Non lo puoi indurre tu a a fare quello che che vuoi tu, perché poi dopo dobbiamo aprire una parentesi: ovvero quello che vuoi tu e chi sei? Il formatore deve essere per forza un ex giocatore perché gli ex giocatori che hanno giocato, quantomeno 15 anni, 20 anni, anche a livello di Serie C, vengono tutti da un percorso dove sono stati formati individualmente, quindi capiscono sta situazione della scelta. E gli altri no, gli altri lo fanno, copiano di grandi allenatori, quindi guardano le partite e poi dopo vanno sui libri, vanno su internet e vedono il possesso palla a due tocchi. Ma si può far fare una cosa del genere a un bambino di 10, 12 o 13 anni?

Da poco è morto un caro amico che era Beccalossi, lui era un fantasista mostruoso, di un livello alto ed era anche ribelle. Se a otto anni gli avessero detto: !Becca, passala! Non fare questo, non fare quello”. Beccalossi, a 15 anni avrebbe smesso di giocare a calcio. E questo perché un bambino viene per giocare, viene perché ha dentro di sé una voglia di esprimersi. È questo il vero male. Qui ci sono allenatori in Italia, ne sono rimasti pochi, che sono dei formatori. E uno di questi è Gasperini, o anche se non simpatico, ma Gasperini è uno che migliora anche i trentenni, perché lui è un formatore, perché lui continua a lavorare nelle individualità, chi ha bisogno di imparare a marcare, chi ha bisogno di dribblare, chi ha bisogno di stoppare.

Adesso ti mettono lì a tre, a quattro, fai la diagonale, mettiti lì, passala, gira, scambi di posizioni, destra, sinistra, e lo fanno coi ragazzini. Quindi, come fa uno a emergere e diventare un 10? Se non c’è più un 10, ci sarà un motivo. I 10 di prima, i numeri 10, ce li avevano in B e in C, te ne potrei nominare tantissimi. Adesso non esistono più perché se uno dribbla un po’, diventa esterno, gli dicono di andare largo per rientrare. Bisogna che prendano in mano gente competente di livello mondiale per il nostro calcio, perché altrimenti si deve cambiare totalmente l’approccio dell’educazione dei ragazzini».

L’INTERVISTA COMPLETA A BONETTI SU SAMPNEWS24.COM

Il genio (imprenditoriale) di Hazard: lancia una nuova linea di hamburger in omaggio al panino che mangiò a bordo campo 15 anni fa

Il genio (imprenditoriale) di Hazard: lancia una nuova linea di hamburger con Quick, in omaggio al “burger-gate” di 15 anni fa

A 15 anni da uno degli episodi più discussi della sua carriera, Eden Hazard torna protagonista, questa volta lontano dal campo, come testimonial di una linea di hamburger. L’ex stella del Chelsea e della nazionale belga, ritiratosi nel 2023, ha siglato una collaborazione con la catena Quick per il lancio di prodotti alimentari a suo nome.

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Il progetto, chiamato “L’Eden”, propone tre varianti: pollo, manzo e pesce, disponibili in tutti i ristoranti Quick del Belgio. L’iniziativa segna una nuova tappa nella vita post-calcio di Hazard, che oggi si avvicina al mondo del marketing e delle sponsorizzazioni, trasformando in opportunità un episodio controverso della sua carriera.

La particolarità dell’operazione sta nella data di lancio, scelta non a caso: esattamente 15 anni dopo il cosiddetto “burger-gate” del 2011. In quell’occasione, Hazard fu ripreso mentre mangiava un hamburger a bordo campo poco dopo essere stato sostituito durante una partita della nazionale contro la Turchia, scatenando critiche e discussioni in Belgio. Oggi, lo stesso episodio viene reinterpretato in chiave autoironica, trasformandolo in un’operazione di marketing che celebra la leggerezza e il lato goliardico del calcio.

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L’ex attaccante ha sottolineato anche l’aspetto sociale del progetto: parte dei ricavi della linea “L’Eden” sarà destinata a QuickFix, un’iniziativa dedicata al restauro e alla manutenzione di campi sportivi per i giovani in Belgio. Un modo concreto per contribuire alla crescita dello sport giovanile nel suo paese, mentre allo stesso tempo Hazard celebra la sua carriera e si reinventa come figura pubblica fuori dal rettangolo di gioco.

Con questa iniziativa, Hazard dimostra come sia possibile riappropriarsi di un episodio controverso, trasformandolo in simbolo di leggerezza, ironia e iniziativa imprenditoriale. L’operazione evidenzia anche l’interesse dei campioni di calcio nel creare progetti socialmente utili e nel consolidare la propria immagine attraverso collaborazioni strategiche con brand importanti.

Il progetto ha già suscitato curiosità tra tifosi e media belgi e promette di diventare un simbolo di come lo sport e il marketing possano intersecarsi in maniera creativa, trasformando un ricordo del passato in un’opportunità attuale e concreta.

No a 50 milioni, così il Milan perde Maignan

La storia potrebbe partire da Roma e finire a Milano. Negli ultimi giorni il Chelsea avrebbe provato a mettere le mani su Mile Svilar, presentando un’offerta vicina ai 50 milioni di euro. Una cifra enorme per un portiere. Eppure la risposta della Roma sarebbe stata negativa, come riferito dal Corriere dello Sport.

Il club giallorosso considera il serbo uno dei pilastri del progetto e non avrebbe alcuna intenzione di aprire una trattativa, almeno alle condizioni attuali. Una presa di posizione molto chiara.

Quando una grande società come il Chelsea si vede chiudere una porta in faccia, però, difficilmente smette di cercare. Semplicemente cambia obiettivo. Ed è qui che entra in scena il Milan.

Mike Maignan non è un nome nuovo per il Chelsea. Già nelle scorse finestre di mercato il portiere francese era finito nei radar del club londinese, che ha sempre apprezzato le sue qualità tecniche e la sua esperienza internazionale. Alla fine non se ne fece nulla.

Oggi, però, lo scenario potrebbe essere diverso. Il Milan sta vivendo una fase di ricostruzione e nessun giocatore viene considerato totalmente intoccabile davanti a offerte fuori mercato. Soprattutto se si parla di cifre che permetterebbero di finanziare più operazioni in entrata.

Maignan al Chelsea grazie a Svilar

Per questo motivo il rifiuto della Roma a cedere Svilar potrebbe avere conseguenze indirette anche sui rossoneri. Naturalmente non esistono trattative ufficiali. Ma è facile immaginare che, dopo aver valutato un investimento da 50 milioni per Svilar, il Chelsea possa prendere in considerazione una proposta simile per Maignan.

A quel punto il discorso cambierebbe. Il francese resta uno dei migliori portieri d’Europa quando è al massimo della condizione, ma il Milan dovrebbe inevitabilmente fare delle valutazioni economiche.

Maignan esulta
Il Chelsea può tornare su Maignan (Instagram Mike Maignan) – Calcionews24.com

Cinquanta milioni per un portiere rappresentano una cifra che pochi club possono permettersi di rifiutare senza riflettere. Anche perché il mercato moderno impone spesso scelte meno romantiche e più strategiche.

Maignan continua a essere un leader dello spogliatoio e uno dei volti più rappresentativi della squadra. Nessuno a Milanello starebbe pensando di cederlo a cuor leggero. Allo stesso tempo, però, il mercato insegna che ogni giocatore ha un prezzo.

Il no della Roma per Svilar potrebbe quindi innescare un effetto domino inatteso. Il Chelsea dovrebbe individuare un nuovo obiettivo e il nome di Maignan tornerebbe inevitabilmente tra i primi della lista. C’è poi un altro aspetto da considerare.

Un’offerta di quel livello consentirebbe al Milan di finanziare gran parte del mercato estivo, intervenendo in più reparti e accelerando la ricostruzione tecnica che la società ha in mente. Per ora si resta nel campo delle ipotesi. Ma quando in Premier League iniziano a circolare cifre da 50 milioni per un portiere, anche le certezze più solide possono improvvisamente vacillare.

Napoli, Manna a lavoro per accontentare Allegri: occhi su Dodò, sprint per Javi Guerra in caso di addio di Anguissa

Napoli, Manna a lavoro per accontentare Allegri: occhi su Dodò, sprint per Javi Guerra in caso di addio di Anguissa. Le strategie dei partenopei

Il Napoli è attivo sul mercato in vista della prossima stagione, con la necessità di rinforzare alcuni reparti chiave. In particolare, il club partenopeo cerca un terzino destro che possa affiancare Di Lorenzo, che ad agosto compirà 33 anni e, dopo una stagione segnata da diversi infortuni, necessita di un’alternativa di spessore.

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Tra i nomi più caldi per il ruolo ci sono Anan Khalaili, esterno dell’Union Saint Gilloise, e il brasiliano Dodo. Per Khalaili, il club belga ha fissato una valutazione di 25 milioni di euro, cifra che appare difficile da raggiungere per il Napoli. Di conseguenza, la società di De Laurentiis ha spostato l’attenzione su Dodo, il cui contratto con la Fiorentina scade tra un anno, permettendo di contenere il prezzo tra 12 e 15 milioni. Il brasiliano, inoltre, è motivato a giocare la Champions League, ma anche la Roma segue da vicino il numero 2 viola, approfittando della sua amicizia con Wesley, come riportato da La Gazzetta dello Sport.

Javi Guerra Slovacchia Spagna

Sul fronte del centrocampo, se Zambo Anguissa dovesse lasciare Napoli, il suo sostituto ideale potrebbe essere Javi Guerra del Valencia, in cima alla lista del direttore sportivo Giovanni Manna. Il giocatore spagnolo ha chiuso il campionato in crescendo, con tre gol e tre assist nelle ultime quattro partite, e figura anche nelle riserve della nazionale spagnola. La sua valutazione resta elevata, oltre 30 milioni di euro, e il Valencia ha confermato di non voler cederlo facilmente. Come dichiarato dallo stesso centrocampista: «Ho un contratto. L’ho rinnovato l’anno scorso ed è chiaro che voglio restare qui. Sono felice, perché è un sogno che ho fin da piccolo e me lo godrò».

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Nel frattempo, Anguissa è seguito dal Galatasaray, che gli offre un contratto da circa 5 milioni di euro netti, quasi il doppio rispetto all’ingaggio percepito in azzurro, come riportato da TMW. La sua eventuale partenza aprirebbe nuovi scenari per il Napoli, che potrebbe accelerare le trattative per Javi Guerra, pur consapevole delle difficoltà economiche e della concorrenza sul mercato.

Tra la ricerca di un terzino affidabile e un centrocampista in grado di sostituire Anguissa, il Napoli lavora con attenzione, valutando costi, opportunità e prospettive di lungo periodo. La strategia della società sarà determinante per consolidare la rosa in vista della prossima stagione europea e nazionale, bilanciando esperienza, talento e sostenibilità economica.

Pinna a CagliariNews24: «I bambini fanno giocate schematiche, all’estero invece giocano a chi fa più gol! Avere Canzi è stata una fortuna per me»

L’ex calciatore del Cagliari, cresciuto nel settore giovanile del club sardo, Simone Pinna, analizza i problemi del movimento calcistico italiano

Intervistato in esclusiva da CagliariNews24, l’ex giocatore del Cagliari, reduce dalla grande cavalcata in Serie D con la maglia del Monastir, Simone Pinna, ha parlato dei suoi ricordi legati al club sardo per poi soffermarsi sui problemi che portano alla poca produzione dei giovani talenti in Italia.

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IL RICORDO DELL’ESORDIO COL CAGLIARI«Quel giorno ho fatto il mio esordio in Coppa Italia, poi il 25 agosto ho fatto anche l’esordio in Serie A. Quelle sensazioni è come se le avessi sempre vive. Nel senso che ricordo ogni particolare, ogni sensazione di quel giorno, perché è andata proprio come l’avevo immaginato».

I PROBLEMI DEI SETTORI GIOVANILI IN ITALIA«Io ho avuto l’esempio la settimana scorsa quando sono andato a vedere una partita di bambini tra gli otto e i nove anni. Il portiere e il difensore centrale senza ricevere pressione fissavano la palla sotto la suola del piede e aspettavano che uscisse una pressione per poi fare determinate giocate schematiche.

Io penso che, chiedendo di giocare a due tocchi, di non portare la palla, dandogli quelle indicazioni e quegli ordini, sia limitante per quanto riguarda la la qualità dei giocatori. E’ una cosa che magari favorisce i bambini che hanno normali qualità tecniche, ma limitano molto i ragazzi che hanno spunto, che hanno l’uno contro uno. Questo è sicuramente un fattore determinante all’inizio del settore giovanile. E poi per quanto riguarda il complesso io penso che si dia sempre troppo valore a quello che è il risultato finale.

Nel senso tutto viene determinato dal risultato. Quando invece nelle altre nazioni le partite finiscono 3-3, 4-4, 5-5 e si parla di spettacolo puro, non si parla del fatto che quelli hanno preso cinque gol. All’estero si gioca a chi fa più gol, lo sport è spettacolare per quello, non le partite che finiscono 0-0 con un tiro in porta. Quindi si, quello sicuramente fa la differenza.

Io ricordo quando l’Italia ha giocato contro la Bosnia e il loro esterno d’attacco della Bosnia, un ragazzino, prendeva la palla e puntava Dimarco o Bastoni. Ricordo che è rientrato e ha fatto un cross di rabona che è finito in curva. Va bene, non succede niente. Il pubblico ha applaudito il gesto tecnico, ha applaudito il ragazzo.

Il ragazzo l’azione dopo prende, guarda in faccia il difensore, lo punta senza nessuna pietà diciamo o timore. Mentre noi sbagliamo una giocata e allora arrivano i fischi, oppure non puoi inventare mai niente perché dicono “guarda questo cosa sta combinando”. Quella è la differenza sostanziale».

TRA LE MOTIVAZIONI, ANCHE QUELLA DI PREFERIRE I GIOCATORI FISICI RISPETTO A QUELLI BRAVI TECNICAMENTE? «Eh, sicuramente, perché adesso l’evoluzione del calcio è arrivata proprio a un livello fisico esasperato, diciamo, e dunque non conta più se tu sei capace di saltare l’uomo. Conta se tu nei dati fai 12 km a partita, quanta alta intensità fai, la verità è questa. Quanti centimetri hai, quanto sei alto, cioè è diventato molto più importante il fisico e questo va a discapito soprattutto dei giocatori che hanno qualità, perché spesso poi la qualità viene sovrastata dalla fisicità o meglio, viene preferita la fisicità alla qualità molto spesso. Io l’ho vissuto sulla mia pelle nel settore giovanile, fino alla Primavera ho giocato relativamente poco. Poi ho avuto la fortuna di avere Max Canzi il secondo anno di Primavera e ho fatto sei mesi dove ho giocato con fiducia e consapevolezza e questo mi ha dato il via alla carriera. E questo nonostante io fossi magari 30 cm più basso, pesassi 10 kg in meno rispetto al mio antagonista».

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Vlahovic Juve, è finita: nessun accordo per il rinnovo, il serbo lascia i bianconeri a zero!

Vlahovic Juve: non è stato trovato l’accordo per il rinnovo, l’attaccante serbo lascia i bianconeri a scadenza di contratto

Il tanto atteso incontro andato in scena nelle scorse ore alla Continassa tra i vertici dirigenziali della Juventus e l’entourage di Dusan Vlahovic ha sancito la parola fine sulla permanenza dell’attaccante a Torino. Il vertice, considerato da addetti ai lavori e tifosi come l’ultima spiaggia per delineare il futuro del bomber serbo, si è infatti concluso con una definitiva e irrimediabile fumata nera. Nessun accordo, nessuna stretta di mano: le strade della Vecchia Signora e del suo numero nove sono destinate a dividersi per sempre.

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Il nodo economico: le richieste di Vlahovic e l’offerta bianconera

Lo scoglio insormontabile che ha fatto naufragare l’atteso prolungamento del contratto è rimasto, come prevedibile, di natura strettamente economica. Nel corso del delicato summit, svoltosi alla presenza del padre del giocatore, Milos, le distanze sono parse fin da subito troppo ampie per trovare un compromesso. Le richieste avanzate dalla punta sono risultate nettamente superiori rispetto ai parametri e all’offerta formulata dalla dirigenza bianconera, rendendo di fatto impossibile siglare l’intesa.

Nello specifico, per apporre la firma sul nuovo contratto, il giocatore chiedeva 8 milioni di euro netti a stagione, più un ricco bonus alla firma. Dal canto suo, la Juventus si era spinta a mettere sul tavolo una proposta massima di 6 milioni di euro più bonus legati al rendimento.

Separazione a fine mese e caccia al sostituto

Questa profonda distanza tra le parti è ormai giudicata incolmabile, tanto che i vertici del club hanno deciso di non programmare ulteriori appuntamenti negoziali. Lo scenario per le prossime settimane è dunque tracciato e non ammette ripensamenti: Vlahovic e la Juventus si separeranno ufficialmente al termine dell’attuale stagione, rispettando la naturale scadenza del rapporto.

I bianconeri si ritrovano così ad affrontare il peggiore degli scenari finanziari: perderanno il proprio centravanti titolare a parametro zero a fine mese. Una situazione che obbliga inevitabilmente la società piemontese a riorganizzare le proprie strategie e a virare subito su profili alternativi per consegnare a Spalletti un nuovo finalizzatore (Kolo Muani in pole position).

La professionalità al centro sportivo

Nel frattempo, nonostante la rottura formale sul fronte del rinnovo, il clima lavorativo resta all’insegna del rispetto. Nelle ultime ore, infatti, il giocatore si è presentato regolarmente al centro sportivo della Continassa. L’attaccante serbo ha varcato i cancelli della struttura esclusivamente per svolgere alcune terapie fisiche e proseguire il proprio percorso di lavoro individuale, in attesa di scoprire quale sarà la sua prossima destinazione europea a partire da luglio.

Calciomercato Atalanta, Sarri vara il 4-3-3. Addio Ederson, scatta la caccia ai nuovi rinforzi a centrocampo. C’è il nome dal Brasile!

Calciomercato Atalanta, c’è un nome nuovo dal Brasile per rinforzare il centrocampo della Dea. Di chi si tratta

Il calciomercato dell’Atalanta entra ufficialmente nel vivo con l’inizio di una nuova e affascinante era tecnica. L’approdo di Maurizio Sarri sulla panchina nerazzurra porta con sé un inevitabile e radicale stravolgimento tattico: la squadra bergamasca saluterà infatti la storica impostazione del passato per passare in modo stabile e definitivo al 4-3-3. Questa profonda rivoluzione filosofica, incentrata sul possesso palla e sulla rapidità di palleggio, impone alla dirigenza orobica una meticolosa ristrutturazione della rosa, con un focus assoluto e prioritario sul settore nevralgico del campo.

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Ederson verso il Manchester United: cantiere aperto in mediana

La prima grande manovra, ormai giunta alle battute finali, riguarda l’uscita di scena di Ederson. Il mediano brasiliano si appresta a salutare l’Italia per volare in Premier League, destinazione Manchester United. La sua imminente cessione garantirà un incasso multimilionario vitale per le casse del club, ma obbligherà la società a intervenire massicciamente in entrata. Per assecondare i rigorosi dettami del nuovo allenatore e garantire le giuste rotazioni durante la stagione, dovranno infatti arrivare a Bergamo almeno 2/3 centrocampisti centrali dotati di grande intelligenza tattica e qualità nel palleggio.

La gestione dei senatori: De Roon e Pasalic sotto esame

Parallelamente alla ricerca di nuovi innesti, lo staff tecnico sta effettuando attente e profonde valutazioni sulla gestione sportiva di Marten de Roon e Mario Pasalic. L’olandese e il croato sono indiscussi leader dello spogliatoio e colonne portanti dei recenti successi internazionali della Dea, tuttavia l’età anagrafica che avanza impone una fisiologica riflessione. In un 4-3-3 che richiede ritmi vertiginosi e coperture repentine, la loro tenuta atletica andrà gestita con cura chirurgica, calibrandone il minutaggio per preservarne il prezioso carisma e l’esperienza.

Gli obiettivi in entrata: da Ricci al talento brasiliano Martinelli

Tra i nomi finiti sul taccuino della dirigenza bergamasca figurano già diversi profili affermati e pronti al grande salto. Per quanto riguarda le opzioni in Italia, piacciono moltissimo Samuele Ricci, regista puro e metronomo ideale per dettare i tempi di gioco, il solido mediano Ardon Jashari e l’estroso Gianluca Gaetano, considerato una mezzala dalle spiccate doti di inserimento offensivo.

Tuttavia, non mancano le affascinanti piste internazionali. Direttamente dal Sudamerica, come scrive il quotidiano Tuttosport, rimbalza infatti il forte interesse per Matheus Martinelli, giovane e talentuoso perno del Fluminense. Una traccia esotica che conferma la ferma volontà del club di monitorare costantemente diversi mercati globali, alla continua ricerca delle occasioni migliori per regalare a mister Sarri un organico di altissimo livello.

Hojlund è ufficialmente del Napoli! Attaccante acquistato a titolo definitivo dal Manchester United, quanto spendono gli azzurri

Hojlund è ufficialmente un nuovo giocatore del Napoli! Acquisto a titolo definitivo dal Manchester United, ecco le cifre dell’affare

Il calciomercato regala una notizia attesissima per la tifoseria partenopea. Il Napoli ha comunicato in via ufficiale che sono finalmente maturate tutte le condizioni necessarie per l’acquisizione a titolo definitivo delle prestazioni sportive di Rasmus Højlund. L’attaccante danese, sbarcato originariamente in prestito dal Manchester United, diventa così a tutti gli effetti un patrimonio al cento per cento della società campana. Si tratta di una mossa strategica fondamentale per blindare il reparto offensivo e garantire una solida continuità al progetto tecnico azzurro. Le cifre dell’operazione: 44 milioni dopo i 6 per il prestito della scorsa stagione.

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Un impatto devastante: dall’esordio al Franchi ai numeri stagionali

L’avventura del promettente centravanti scandinavo all’ombra del Vesuvio era iniziata nel migliore dei modi. I sostenitori azzurri ricordano bene lo scorso 13 settembre, giorno in cui il numero 19 bagnò il suo esordio assoluto nel campionato italiano con una rete pesantissima. In quell’occasione, il giocatore mise subito la sua prima firma nella preziosa vittoria esterna per 1-3 conquistata al cospetto della Fiorentina, espugnando il difficile e insidioso prato del Franchi. Da quel momento, il feeling con il gol e con l’intera piazza è andato costantemente in crescendo.

Analizzando il suo percorso stagionale, il bilancio dell’ex gioiello dell’Atalanta è di altissimo profilo. Nel corso di questa intensa annata in maglia azzurra, ha collezionato ben 44 presenze complessive tra campionato e coppe. Il suo apporto sotto porta è stato a dir poco determinante: ha messo a referto la bellezza di 16 reti, dimostrando una grande lucidità negli ultimi sedici metri e una straordinaria capacità di integrarsi nei collaudati meccanismi tattici della squadra.

La firma sulla Supercoppa Italiana e il futuro partenopeo

Tra i momenti più esaltanti e decisivi della sua prima parentesi napoletana spicca, senza ombra di dubbio, il trionfo nella Supercoppa Italiana. Hojlund ha contribuito in maniera sostanziale alla vittoria dell’ambito trofeo, lasciando un segno indelebile in una delle sfide più delicate del torneo. Risulta infatti indimenticabile il gol messo a segno nella tiratissima semifinale vinta contro il Milan, un guizzo da vero opportunista d’area di rigore che ha spianato la strada verso la conquista del prestigioso titolo nazionale.

Con l’avvenuto riscatto dai Red Devils, la società campana si assicura uno dei centravanti più moderni e fisici del panorama calcistico continentale. Il comunicato ufficiale diramato dal club si chiude con un semplice, ma significativo, messaggio di bentornato: Congratulazioni, Rasmus!”. Ora, per il talentuoso classe 2003, si apre un nuovo ed entusiasmante capitolo, con la consapevolezza di essere diventato il perno centrale dell’attacco del Napoli per gli anni a venire.

Baturina si racconta: «Ogni giocatore sogna la Champions, arrivarci è incredibile. Grande stagione del Como grazie al nostro gruppo!»

Baturina, protagonista del Como in questa grandissima stagione, ha rilasciato queste dichiarazioni tra Mondiale e Champions League

Tra le grandi rivelazioni dell’ultima stagione calcistica spicca indubbiamente il nome di Martin Baturina. Il talentuoso trequartista del Como si appresta a vivere un’estate da protagonista assoluto, preparando i bagagli per disputare l’imminente Mondiale 2026 con la maglia della sua nazionale. Intervistato da La Gazzetta dello Sport, il fuoriclasse balcanico ha ripercorso le tappe fondamentali di un’annata sportiva indimenticabile, volgendo lo sguardo verso gli ambiziosi traguardi futuri che lo attendono.

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Il sogno iridato e il prestigio di imparare da Luka Modric

L’imminente rassegna iridata rappresenta per il fantasista croato il coronamento di un lungo e faticoso percorso sportivo. Indossare la casacca a scacchi bianchi e rossi della Croazia è un traguardo dal valore inestimabile. Riguardo a questa immensa emozione, il gioiello lariano ha dichiarato con orgoglio: Ogni calciatore professionista sogna di arrivare al Mondiale di poter rappresentare il proprio Paese su questo palcoscenico. Faccio fatica a dire esattamente cosa significa per me, ci sono orgoglio, eccitazione e gratitudine.

All’interno del ritiro croato, Baturina ha il privilegio di condividere il terreno di gioco con una vera e propria leggenda vivente, un faro per tutti i giovani talenti internazionali. A proposito del capitano storico della selezione, ha aggiunto: Modric è un modello per qualsiasi giocatore croato. Poterlo vedere da vicino, poter imparare da lui, è un onore, è una fonte d’ispirazione. E’ uno dei più grandi calciatori di tutti i tempi. Mi sento fortunato”.

L’impatto con la Serie A e la forza del gruppo al Como

Gran parte di questa clamorosa crescita tecnica e mentale deriva dall’eccellente campionato disputato in Italia. Il salto nella spietata e tattica Serie A ha forgiato il carattere del ragazzo, trasformandolo in un centrocampista moderno e completo. Sull’impatto con la nostra lega, il giocatore ha voluto sottolineare l’importanza del collettivo azzurro: “Giocare in Serie A mi ha insegnato tanto su disciplina, concentrazione e continuità. E’ un campionato che da un centrocampista come me pretende tanto, sia a livello tattico che mentale. La grande stagione è stata possibile grazie al nostro gruppo, davvero speciale, per tutta la stagione”.

Lo sguardo verso il futuro: la vetrina della Champions League

Parlando della qualificazione in Champions League, Baturina ha concluso ribadendo la sua assoluta determinazione: Ogni giocatore sogna di giocare in Champions, quindi arrivarci è incredibile. E’ un livello che non voglio mai dare per scontato.

Corvino annuncia l’addio al Lecce: «6 anni fa ho accettato la sfida del presidente, rimettere in salute il club: posso dire di averlo fatto. Oggi non ho più la forza di una volta»

Corvino ha annunciato l’addio al Lecce: le parole in conferenza stampa dell’ormai ex responsabile dell’area tecnica dei salentini

Il Lecce segna la fine di un’era. Le strade del club e di Pantaleo Corvino si separano in via definitiva. Il responsabile dell’area tecnica ha infatti maturato la dolorosa scelta di fare un passo indietro, chiudendo la sua trionfale avventura in Serie A. In una conferenza stampa tenutasi questa mattina in un albergo del centro, il navigato dirigente e il presidente Saverio Sticchi Damiani hanno sancito ufficialmente questo addio, mettendo fine a un ciclo sportivo ed economico ricchissimo di soddisfazioni.

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Le motivazioni del vertice societario

L’incontro con i media è stato aperto dal numero uno della società salentina, che ha contestualizzato questa precoce separazione: Questa è una conferenza che avrei voluto tenere nel giugno del 2028, alla naturale scadenza del contratto del nostro responsabile dell’area tecnica, Pantaleo Corvino. Invece ci troviamo ad anticiparla al giugno del 2026. Lo facciamo al termine di un percorso straordinario, sei anni vissuti insieme all’insegna del lavoro, dei risultati sportivi e di quelli economici.” Il patron ha poi svelato i retroscena dell’epilogo, maturato dopo l’ultima fatica agonistica: Martedì, dopo Lecce-Genoa, il direttore Corvino mi ha chiesto un incontro. In quell’occasione mi ha comunicato una richiesta che, per quanto dolorosa da accettare, ho ritenuto assolutamente comprensibile: la stanchezza. Una stanchezza legittima. In questi anni non si è mai risparmiato, e sottolineo mai, nel perseguire gli interessi del Lecce.” Nonostante le controfferte presentate dal management, la compagine direttiva ha dovuto arrendersi all’evidenza: Arriva un momento in cui il fisico, la mente e la famiglia ti chiedono di fermarti. C’è un punto in cui bisogna dire basta.”

Il commosso saluto dello storico manager

Visibilmente emozionato, il celebre talent scout pugliese ha preso la parola per salutare la sua piazza. “Non è facile essere qui oggi. Tredici anni di storia d’amore non si possono raccontare in pochi minuti. Spero soltanto di riuscire a trasmettere qualcosa a chi mi ha voluto bene, sostenuto e aiutato in questo percorso, ma anche a chi magari ha pensato che in qualche momento non sia stato all’altezza. Il motivo per cui siamo qui oggi riguarda me e il Lecce, riguarda questi tredici anni vissuti insieme. In questi giorni avevate già percepito qualcosa. Io parlo poco, ma quando l’ho fatto l’ho sempre fatto pensando ai tifosi.” Corvino ha voluto rassicurare l’ambiente sulle solide fondamenta lasciate in eredità: “Sei anni fa avevo ancora due anni di contratto altrove e ho accettato la sfida proposta dal presidente: rimettere in salute il Lecce, la squadra della mia città. Oggi posso dire di lasciarla in salute.” A dettare i tempi dell’uscita di scena è stato il totale esaurimento delle energie psico-fisiche: Oggi però non ho più la forza di una volta. Le ultime energie le ho trovate nell’ultimo periodo per difendere il lavoro fatto, perché ci sono partite che si vincono in campo e altre che si vincono fuori. E io e il presidente, fuori dal campo, siamo stati una squadra incredibile.

Indagini e l’omaggio a Graziano Fiorita

Prima di congedarsi, l’ottantenne manager ha voluto blindare la sua reputazione in merito alle recenti indagini extra-calcistiche: Voglio rassicurare i tifosi: l’inchiesta sul sistema calcio è totalmente priva di fondamenta. Situazioni del genere possono essere pericolose perché finiscono per coinvolgere anche i familiari e mettere in discussione il lavoro di una vita.” L’atto conclusivo è stato un commosso omaggio al compianto fisioterapista della formazione giallorossa: Graziano era come un figlio per me, ma era anche un figlio di questa società. La sua scomparsa è stata una ferita enorme per tutti noi. Senza dubbio è stato il momento più difficile di questi anni.”

Allegri Napoli, è il grande giorno: risoluzione col Milan, poi l’incontro con il club azzurro. Durata, ingaggio e bonus: i dettagli sulla firma

Allegri Napoli, è il giorno della risoluzione col Milan, poi avverrà l’incontro con Manna. Durata, ingaggio e bonus: tutti i dettagli sulla firma

È arrivato il giorno dei saluti definitivi tra Massimiliano Allegri e il Milan. Dopo un epilogo burrascoso, culminato con il doloroso quinto posto in campionato, la clamorosa esclusione dalla prossima Champions League e il conseguente esonero, le due parti sono pronte a deporre le armi. A differenza della pacifica separazione avvenuta recentemente tra Aurelio De Laurentiis e Antonio Conte, la rottura in casa rossonera è stata figlia di mesi di profondi contrasti interni. Oggi, però, la tregua conviene a tutti: al Diavolo per riorganizzarsi e al tecnico per volare verso la panchina del Napoli. Lo riporta La Gazzetta dello Sport.

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Il vertice decisivo a Casa Milan per la buonuscita

Nelle prossime ore andrà in scena a Casa Milan un vertice cruciale tra l’entourage dell’allenatore livornese e Massimo Calvelli, membro del Cda rossonero in possesso delle deleghe operative. Sul tavolo c’è la delicata risoluzione del contratto, che lega ancora il tecnico al club meneghino per un’altra stagione.

La trattativa si gioca sulle cifre della liquidazione. Il Milan ha aperto alla possibilità di versare un indennizzo pari alla differenza tra il vecchio stipendio rossonero e quello che l’allenatore percepirà in Campania. Ballerebbe circa un milione di euro: se le parti colmeranno questa distanza, si arriverà subito alle firme.

Il dibattito sulle responsabilità dell’ultima annata resta acceso ma ora la priorità del mister è liberarsi per iniziare il suo nuovo capitolo.

Le cifre dell’accordo azzurro: l’attesa di De Laurentiis

Sullo sfondo attende Aurelio De Laurentiis, che ha fretta di ufficializzare il nuovo allenatore prima di partire per gli Stati Uniti. Dopo anni di lungo corteggiamento, l’operazione è ormai in dirittura d’arrivo.

I legali stanno già lavorando ai dettagli del nuovo vincolo contrattuale:

  • Durata: Accordo per le prossime due stagioni, con un’opzione per un terzo anno a favore della società.
  • Ingaggio base: Stipendio fissato a 4,5 milioni all’anno.
  • Bonus: Incentivi legati ai risultati, tra cui un premio speciale in caso di vittoria dello scudetto.

Moduli e mercato: il piano per la rinascita

Una volta formalizzato l’addio al Milan, Allegri fisserà un incontro operativo con il ds azzurro Giovanni Manna. L’allenatore apprezza molto l’attuale organico partenopeo e lo ritiene assolutamente competitivo, pur necessitando di qualche alternativa di qualità sul mercato.

Dal punto di vista tattico, Max potrebbe esplorare diverse soluzioni, dal 3-5-2 al 3-4-3, ma si fa largo l’ipotesi di un ritorno al 4-3-3, lo stesso modulo che lo lanciò nel grande calcio. Dopo le scorie di Milanello, Allegri è pronto a trasformare la delusione in energia positiva: Napoli rappresenta l’occasione perfetta per dimostrare all’Italia di essere ancora un allenatore vincente.

Scoppia il caso Embolo! La Svizzera parte per gli USA senza di lui: il blocco tra autorizzazione sospesa e minacce passate

Scoppia il caso Embolo! La Svizzera parte per gli USA senza di lui: il blocco tra autorizzazione sospesa e minacce. Cosa sta succedendo

Un imprevisto dell’ultima ora ha colpito la nazionale svizzera a pochi giorni dall’inizio del Mondiale 2026 negli Stati Uniti. Breel Embolo, uno degli uomini più rappresentativi della squadra elvetica, non ha potuto imbarcarsi sul volo diretto a Los Angeles a causa di un problema legato all’autorizzazione ESTA, necessaria per l’ingresso negli Stati Uniti nell’ambito del programma di esenzione dal visto.

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L’attaccante del Monaco era inizialmente in possesso di un’autorizzazione regolarmente approvata, ma poche ore prima della partenza la situazione è cambiata. A chiarire l’accaduto è stata la Federazione svizzera, che ha precisato: «L’autorizzazione ESTA del giocatore risultava approvata in mattinata, ma alle 10.30 siamo stati informati che il dossier necessita di ulteriori verifiche». Al momento non sono stati forniti dettagli ufficiali sulle ragioni di questa decisione da parte delle autorità statunitensi, ma la Federazione resta ottimista e confida in una rapida soluzione: «Siamo in contatto con le autorità competenti e riteniamo che Breel possa raggiungere la squadra già oggi o al più tardi domani».

Secondo quanto emerso, la vicenda potrebbe essere collegata a una sentenza pronunciata dai tribunali svizzeri: lo scorso 21 aprile, infatti, Embolo è stato condannato in via definitiva, con pena sospesa, per alcune minacce risalenti al 2018, quando militava nel campionato svizzero.

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Nonostante il contrattempo, la squadra mantiene la serenità. I compagni hanno sdrammatizzato l’accaduto sui social: l’account ufficiale della Svizzera ha pubblicato una foto della squadra a bordo dell’aereo con il messaggio: «Un posto vuoto, ma non per molto. Ci vediamo presto, Breel». Anche Manuel Akanji ha scherzato sulla situazione, condividendo una storia Instagram insieme a Granit Xhaka e Noah Okafor, disegnando una figura stilizzata al posto del compagno assente e taggando Embolo.

Nato in Camerun ma nazionale svizzero, Embolo vanta 85 presenze e 23 reti con la Svizzera e si prepara a disputare il suo terzo Mondiale. Inserita nel Gruppo B con Canada, Bosnia ed Erzegovina e Qatar, la squadra punta a migliorare il proprio record storico, rappresentato dai quarti di finale raggiunti nelle precedenti edizioni. L’auspicio è che il numero 7 possa unirsi al più presto ai compagni e contribuire alla corsa della Svizzera in questa competizione internazionale.

Tentazione Muharemovic per il Como: i lariani pronti ad iscriversi alla corsa per il difensore

Tentazione Muharemovic per il Como: i lariani pronti ad iscriversi alla corsa per il difensore del Sassuolo già conteso da Juve e Inter

Il mercato del Como si accende con un nuovo obiettivo per il reparto arretrato: si tratta di Tarik Muharemović, giovane difensore centrale del Sassuolo che negli ultimi mesi sta attirando l’attenzione per le sue qualità tecniche e la prospettiva di crescita. Secondo quanto riportato da Sky Sport, la società biancoblù sta valutando con attenzione il profilo del calciatore bosniaco, intenzionata a rafforzare la rosa in vista della prossima stagione, dopo la straordinaria qualificazione in Champions League ottenuta dalla squadra.

Il Como segue con interesse il giovane centrale, che rappresenterebbe un investimento di prospettiva per la difesa. Al momento, però, la trattativa è in una fase di standby, principalmente a causa dei costi dell’operazione, considerati elevati. La dirigenza del club resta alla finestra, pronta a capire se ci saranno margini per ridurre le richieste economiche del Sassuolo e portare avanti la trattativa in maniera concreta.

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L’interesse del Como è significativo, soprattutto considerando la folta concorrenza sul calciatore. Muharemović è da tempo nei radar delle principali squadre di Serie A: l’Inter aveva manifestato un interesse concreto già nelle scorse sessioni di mercato, mentre la Juventus continua a monitorare attentamente la situazione, valutando il giovane come un rinforzo per il futuro. La presenza di club così importanti aumenta il valore del giocatore e rende più complesso per il Como chiudere l’operazione a condizioni sostenibili.

Il giovane difensore bosniaco, nato nel 2003, ha dimostrato in questa stagione di possedere caratteristiche fisiche e tecniche in grado di inserirsi rapidamente in contesti competitivi di alto livello. La scelta del Como di puntare su un profilo emergente riflette l’intenzione della società di costruire una squadra competitiva, con una base solida di giovani talenti da valorizzare.

Il club biancoblù dovrà quindi valutare attentamente tempi e modalità dell’operazione, cercando di conciliare ambizioni sportive e sostenibilità economica. Se la trattativa dovesse andare in porto, Muharemović diventerebbe uno dei pilastri della difesa del Como per la prossima stagione, contribuendo a consolidare il percorso di crescita del club in Serie A e in Europa.

Milan, cercasi allenatore: Cardinale a cena con Glasner, Pochettino resta il piano B

Milan, cercasi allenatore: Cardinale a cena con Glasner, Pochettino resta il piano B. Svelate le prossime mosse dei rossoneri

Il Milan è ancora alla ricerca del nuovo allenatore e nelle ultime ore si sono intensificati i contatti con i principali candidati. Secondo quanto riportato dalle news Milan sulla Gazzetta dello Sport, la cena di ieri con Oliver Glasner rappresenta un primo approccio concreto tra il tecnico austriaco e il club rossonero. Glasner, ex Crystal Palace, ha già salutato il club inglese con una lettera nella quale ha ringraziato la società per l’esperienza vissuta: «È stato un privilegio lavorare per questa società calcistica e questo periodo lo porterò con me per il resto della mia vita».

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Il tecnico austriaco, nonostante tre trofei vinti tra cui l’ultima Conference League, è alla ricerca di un progetto ambizioso, poiché nelle passate esperienze il club non ha seguito le sue ambizioni. Glasner, nel mirino del Bayer Leverkusen e apprezzato in Premier League, vuole confrontarsi con la proprietà del Milan per capire le reali prospettive future. Rangnick, in qualità di potenziale direttore dell’area tecnica, ha indicato come alternativa a Glasner Jaissle, tecnico dell’Al Ahli, il quale però percepisce 12 milioni netti a stagione e difficilmente accetterebbe una riduzione significativa.

Pochettino 3 06
Madrid (Spagna) 01/06/2019 – finale Champions League / Tottenham-Liverpool / foto Imago/Image Sport
nella foto: Mauricio Pochettino

Se la scelta non dovesse ricadere su Glasner, la pista alternativa porta ad Mauricio Pochettino, argentino con una carriera da giocatore tra Rosario, Barcellona, Parigi e Bordeaux, e una carriera da allenatore con Espanyol, Southampton, Tottenham, PSG e Chelsea. Attualmente guida la Nazionale degli Stati Uniti e ha già avviato contatti con il Milan: «Io personalmente non ho incontrato il Milan, ma i miei rappresentanti forse sì», ha dichiarato Pochettino. L’accordo di massima per un contratto da 5 milioni netti a stagione è già stato definito, vicino allo stipendio percepito da Allegri.

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Pochettino porterebbe un approccio diverso rispetto a Glasner e Rangnick, basato su principi di calcio posizionale, equilibrio tattico e gestione diplomatica dello spogliatoio. Non si concentra su tutti i processi come Rangnick, ma cura la squadra e la preparazione in campo, valorizzando giocatori con spiccata intelligenza tattica. La scelta definitiva del tecnico influenzerà anche l’assetto dell’area tecnica, con la possibile collaborazione di Ramon Planes e altri dirigenti.

Il Milan valuterà attentamente tra un progetto più esteso e integrato come quello di Glasner e l’esperienza internazionale e la gestione dello spogliatoio offerta da Pochettino. La decisione sarà presa nei prossimi giorni, con l’obiettivo di definire la panchina prima dell’inizio della preparazione estiva e del mercato.

Dumfries al Real Madrid, l’Inter era già stata avvisata da un mese: a muovere i fili dell’operazione è stato Ali Barat. Ecco chi è

A portare Denzel Dumfries dall’Inter al Real Madrid è stato Ali Barat: ecco chi è il manager e mediatore, tra i più influenti a livello mondiale

Denzel Dumfries è pronto a trasferirsi dal l’Inter al Real Madrid, con i madrileni che pagheranno la clausola rescissoria da 20 milioni di euro, inferiore ai 25 inizialmente previsti. Come riportato dalle ultime Inter news della Gazzetta dello Sport, la decisione del giocatore era nota all’Inter già da un mese, quando attraverso il proprio entourage Dumfries aveva informato Cristian Chivu e i dirigenti della volontà di sfruttare la clausola valida fino a metà luglio per cogliere l’ultimo grande contratto della carriera.

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Il trasferimento, definito nelle scorse ore, è stato seguito direttamente da Dumfries dal ritiro della Nazionale olandese, mentre l’Inter si è già mossa per assicurarsi il suo successore: Marco Palestra, giovane talento italiano, è diventato il principale obiettivo del club per la fascia destra. La società ha già formulato un’offerta da 40 milioni più 5 di bonus all’Atalanta, che però è stata respinta; servirà un ulteriore sforzo per completare l’operazione.

A guidare la trattativa per Dumfries è stato l’agente iraniano Ali Barat, fondatore della società di mediazioni Epic Sports, con sede in Inghilterra e uffici in tutta Europa, incluso Milano. Barat, 46 anni, è considerato uno dei manager più influenti del calcio mondiale: tra le sue operazioni più importanti figura il trasferimento di Moises Caicedo dal Brighton al Chelsea per 115 milioni di sterline nell’estate 2023. Nel 2025, sotto la supervisione di Barat, si sono mossi calciatori per un totale di circa 400 milioni di euro.

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Jorge Mendes

Il terzino olandese ha scelto di affidarsi a Barat lasciando la scuderia di Jorge Mendes, motivato da un progetto ambizioso più che dalla componente economica. Anche Barcellona e Liverpool avevano manifestato interesse nelle ultime settimane, ma il Real Madrid si è mosso con maggiore decisione, convinto del potenziale del giocatore. Se confermato Florentino Pérez presidente, il club spagnolo completerà l’affare insieme all’arrivo di José Mourinho, pronto a valorizzare Dumfries come un riferimento della fascia destra, prendendo il posto di Carvajal.

Formalmente, l’Inter riceverà a breve la comunicazione ufficiale da Dumfries, che annuncerà via email l’intenzione di pagare la clausola, mentre il Real Madrid provvederà a saldare l’importo in un’unica soluzione. La chiusura dell’operazione anticiperà il Mercato estivo e permetterà al club nerazzurro di concentrarsi sul colpo Palestra, garantendo continuità tecnica e rinforzi per la prossima stagione, pur con la necessaria cautela vista l’esperienza passata con Lookman.

Vlahovic e la Juve, il giorno della verità: oggi il faccia a faccia definitivo per il dentro o fuori! Le sensazioni

Vlahovic e la Juve, oggi il faccia a faccia definitivo tra la dirigenza e l’attaccante serbo per il dentro o fuori! Le sensazioni

La telenovela legata al futuro di Dusan Vlahovic sembra arrivata alla sua fase conclusiva. A soli dieci giorni dalla fine del campionato, la Juventus e il bomber serbo, accompagnato dal padre Milos, si incontreranno alla Continassa per un summit decisivo. Sul tavolo ci saranno l’amministratore delegato Damien Comolli, Giorgio Chiellini e il direttore sportivo Ottolini, pronti a presentare l’ultimo aut-aut al classe 2000, il cui contratto scadrà tra soli 27 giorni, liberandolo a parametro zero. Lo riporta La Gazzetta dello Sport nelle sue pagine dedicate alle news Juventus.

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L’offerta bianconera rappresenta un vero e proprio “prendere o lasciare”: un prolungamento di uno o due anni a 6 milioni di euro più bonus, circa la metà dell’attuale ingaggio del giocatore. La proposta non è condizionata dalla retrocessione in Europa League, ma dalla nuova politica aziendale del club. Spalletti, principale sponsor del centravanti, sottolinea l’importanza di Vlahovic: «La mancanza di **Dusan l’abbiamo sofferta come il pane. Non si può giocare senza un terminale fisico, forte, che fa gol». Se l’accordo dovesse saltare, la dirigenza ha già riallacciato i contatti con il PSG per Randal Kolo Muani, considerato il favorito per raccogliere l’eredità del serbo.

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Nonostante una stagione segnata da un grave infortunio all’adduttore e quattro mesi di stop, Vlahovic ha chiuso il campionato in crescendo, realizzando 10 reti complessive, un bottino equivalente a quello di David e Openda messi insieme ma ottenuto in minor tempo. Questo finale ha attirato l’interesse di club come Bayern Monaco, Chelsea, Barcellona e Newcastle, pronti a offrirgli un contratto a parametro zero. Nessuna società, però, ha ancora soddisfatto le richieste economiche dell’entourage, fissate a 8 milioni di euro di stipendio.

Ora Vlahovic si trova di fronte a un bivio cruciale: accettare la riduzione economica per rimanere a Torino, cuore del progetto di Spalletti — tecnico che in passato ha valorizzato bomber come Dzeko, Icardi e Osimhen — oppure voltare pagina dopo una parentesi in bianconero caratterizzata da 168 presenze, 68 gol e la conquista di una Coppa Italia. Nelle prossime ore, Juventus e Vlahovic sveleranno le proprie carte, decretando così il futuro dell’attaccante serbo.

Il retroscena sul mercato della Roma: no alla maxi offerta del Chelsea per Svilar! Tutti i dettagli

Il Chelsea aveva messo gli occhi su Mile Svilar, a tal punto da arrivare a mettere sul piatto 50 milioni di euro per la Roma: la risposta dei giallorossi

La Roma ha deciso di resistere alle offerte per Mile Svilar, respingendo il tentativo del Chelsea di assicurarsi il portiere belga. Come riportato dalle ultime Roma news sul Corriere dello Sport, il club giallorosso considera Svilar un elemento insostituibile tra i pali e rifiuta di cederlo, nonostante la proposta economica molto allettante, valutata intorno ai 50 milioni di euro. Il portiere, arrivato a parametro zero nel 2022, ha dimostrato di essere un perno fondamentale della difesa, garantendo prestazioni di altissimo livello sia in Serie A che in Europa.

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Secondo il quotidiano sportivo, l’offerta inglese è stata respinta in pieno accordo con il nuovo direttore sportivo, D’Amico, che ha confermato la linea del club: “No, Mile non lo vendiamo”. La decisione non è solo economica, ma anche tecnica e strategica, considerando l’importanza di Svilar nel consolidare la solidità difensiva della squadra e la sua affidabilità nelle partite decisive. La Roma, infatti, ha faticato negli anni a trovare un portiere capace di sostituire Alisson, e Svilar ha colmato questo vuoto, chiudendo la stagione con 18 clean sheet in Serie A e altre 3 gare senza subire gol in Europa.

Il belga ha registrato 50 clean sheet in 130 partite con la Roma, realizzando parate decisive in partite chiave contro squadre come Genoa, Inter, Juventus, Milan e Sassuolo. Il suo rendimento ha contribuito a mantenere la squadra tra le migliori difese della Serie A, con soli 31 gol subiti rispetto ai 41 previsti dagli xG della stagione. Le statistiche evidenziano come Svilar sia tra i portieri più efficienti del campionato, insieme a Mike Maignan e Carnesecchi.

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Il club giallorosso, inoltre, deve rispettare il settlement agreement UEFA, che richiede plusvalenze significative, ma la scelta di trattenere Svilar dimostra come la qualità e la stabilità della squadra prevalgano su interessi puramente economici. La Roma continua a valutare cessioni di altri giocatori per completare il bilancio, ma la porta resta saldamente affidata al portiere belga, il cui valore tecnico e umano è considerato imprescindibile per la crescita del progetto sportivo.

Con la difesa guidata da Svilar, la Roma può contare su un punto di riferimento affidabile e un leader silenzioso, capace di ispirare fiducia all’intera squadra e garantire continuità tra i pali. La dirigenza, pur sotto pressione per gli equilibri di mercato, ha ribadito che Svilar non è in vendita e che il club punterà a costruire intorno a lui la prossima stagione europea.

Le prime pagine dei quotidiani sportivi – 3 giugno 2026

Le prime pagine dei quotidiani sportivi di oggi in edicola: Tuttosport, Corriere dello Sport e La Gazzetta dello Sport. I dettagli

Sono decine di migliaia le copie vendute tutte le mattine in edicola, ma un’anteprima dei principali contenuti può essere consultata già dalla sera precedente. Ecco, allora, le prime pagine dei Quotidiani Sportivi di oggi in edicola. Tuttosport, Corriere dello Sport e La Gazzetta dello Sport rappresentano i principali quotidiani sportivi in Italia.

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Addio all’Inter, c’è la fumata bianca per Dumfries al Real Madrid: accordo totale e clausola pagata

Addio all’Inter, c’è la fumata bianca per Dumfries al Real Madrid: accordo totale e clausola pagata. Ecco quando arriverà la firma

Denzel Dumfries è virtualmente un nuovo giocatore del Real Madrid. Come riportato in esclusiva dal giornalista Fabrizio Romano, il terzino olandese ha raggiunto un accordo totale con il club spagnolo. Il Real verserà 20 milioni di euro nelle casse dell’Inter per la clausola rescissoria, permettendo così la chiusura dell’operazione.

Il contratto di Dumfries con il Real Madrid è già pronto, ma le firme ufficiali saranno apposte dopo le elezioni presidenziali del club, con Florentino Pérez pronto a consolidare il doppio colpo: Dumfries e Konaté, a completamento della strategia tecnica insieme all’allenatore José Mourinho.

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L’arrivo di Dumfries rappresenta un rinforzo importante sulla fascia destra per il Real Madrid, garantendo esperienza, fisicità e capacità di spinta offensiva. L’olandese, dopo un biennio all’Inter, approda così in uno dei club più prestigiosi d’Europa, pronto a competere sia in Liga sia nelle competizioni continentali.

L’operazione segna un passaggio chiave del mercato estivo europeo, con il Real Madrid che chiude in anticipo una trattativa di alto profilo e rafforza la rosa in vista della nuova stagione.

Juventus, il mercato si tinge di “Fattore K”: da Kluivert a Cambiaso tra entrate e uscite

Juventus, il mercato si tinge di “Fattore K”: da Kluivert a Cambiaso tra entrate e uscite. Occhio alle mosse dei bianconeri

Il mercato della Juventus sembra caratterizzarsi sempre più dal cosiddetto Fattore K, con una lettera ricorrente nei rinforzi che la società vorrebbe regalare a Spalletti. In difesa, il fedelissimo Kim; a centrocampo, il veterano vincente Koke; in attacco, il tanto desiderato Kolo Muani. Ora, secondo quanto riportato da La Gazzetta dello Sport, nella lista dei desideri della società bianconera si inserisce anche Justin Kluivert, esterno offensivo pronto a candidarsi per la trequarti juventina.

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Kluivert ha già vissuto una parentesi in Serie A con la maglia della Roma, esperienza non memorabile, ma la sua carriera negli ultimi tre anni ha registrato una svolta. Dopo diversi prestiti tra Lipsia, Nizza e Valencia, il vero salto è arrivato con il Bournemouth, che nell’estate 2023 lo ha acquistato per 11 milioni. Lì, con Iraola, Kluivert è stato valorizzato come trequartista, esaltando inserimenti, progressione e senso del gol. Il verdetto del campo non ha tardato: oltre dieci reti stagionali e la convocazione ai Mondiali con l’Olanda, nonostante un’operazione al ginocchio che ne aveva limitato parzialmente l’impiego.

Nel frattempo, sul fronte uscite, la Juventus valuta il sacrificio di Andrea Cambiaso, esterno sinistro che ha attirato interesse internazionale. La necessità di autofinanziare le operazioni in entrata e di incrementare il budget per nuovi innesti porta la dirigenza a considerare l’offerta migliore per l’ex Genoa. Secondo la stampa, il Chelsea monitora con decisione il laterale, in caso di addio di Marc Cucurella, mentre anche il Barcellona ha effettuato sondaggi nelle scorse settimane. La duttilità tattica e l’intelligenza calcistica di Cambiaso lo rendono adatto a diversi schemi, e la società catalana continua a osservare la situazione con attenzione.

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Al momento, la Juventus non ha preso decisioni definitive: la strategia alla Continassa verrà delineata in base all’entità economica delle offerte che arriveranno nelle prossime settimane. La società è pronta a valutare ogni proposta ritenuta irrinunciabile, reinvestendo immediatamente il capitale in rinforzi mirati per completare il progetto tecnico di Spalletti.

In questo scenario, il mercato della Juventus si muove tra conferme di talenti, possibili partenze e l’inserimento di profili come Kluivert, pronti a diventare protagonisti di un club intenzionato a rafforzare ogni reparto. La combinazione tra giovani emergenti, giocatori già affermati e una gestione oculata del budget sarà fondamentale per affrontare la prossima stagione con ambizioni nazionali ed europee.

Probabili formazioni Lussemburgo Italia, Baldini sorprende: Inacio verso la panchina

Probabili formazioni Lussemburgo Italia, Baldini sorprende: Inacio verso la panchina. Queste le idee del ct ad interim per l’amichevole di domani

Silvio Baldini è stato scelto come commissario tecnico ad interim dell’Italia, dopo le dimissioni di Rino Gattuso, e guiderà gli Azzurri nelle due amichevoli contro Lussemburgo e Grecia. Gli incontri, in programma prima dell’inizio dei Mondiali dall’11 giugno al 19 luglio tra Stati Uniti, Canada e Messico, rappresentano dei test importanti, anche se l’Italia non parteciperà alla competizione dopo la sconfitta ai rigori contro la Bosnia, che ha sancito la terza esclusione consecutiva dai Mondiali.

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Per inviare un segnale chiaro al mondo del calcio, Baldini ha deciso di convocare una rosa composta in gran parte da giovani talenti, molti dei quali militano all’estero. Gli unici “senior” presenti nel gruppo sono Gigio Donnarumma, capitano della squadra, e Pio Esposito, già inserito nelle rotazioni azzurre. L’obiettivo del ct è dare spazio ai giovani e valutare nuovi elementi in vista dei prossimi impegni internazionali.

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Tra i profili più attesi figura Samuele Inacio, classe 2008, attaccante del Borussia Dortmund e considerato uno dei migliori prospetti del calcio italiano. Cresciuto nelle giovanili dell’Atalanta, Inacio si è trasferito in Germania nell’estate 2024, in un passaggio che ha creato tensioni tra i due club. Nella stagione in corso ha esordito in Bundesliga, segnando anche il suo primo gol tra i professionisti. L’esordio con la maglia dell’Italia è imminente, ma per la gara contro il Lussemburgo il giovane attaccante dovrebbe partire dalla panchina, con il tridente composto da Fini-Pio Esposito-Koleosho favorito per l’avvio dal primo minuto.

Come anticipato, molte novità caratterizzano sia la rosa che il modulo di gioco. Baldini lancerà numerosi ragazzi alla loro prima presenza in azzurro, testando il loro inserimento in un contesto internazionale. La squadra scenderà in campo con il classico 4-3-3, alternando giocatori esperti e giovani pronti a farsi notare.

Le probabili formazioni per l’amichevole di mercoledì 3 giugno alle 20.45:

LUSSEMBURGO (4-3-3): Moris; Jans, Korac, Carlson, Bohnert; Martins, Olesen, Barreiro; Thill, Sinani, Dardari. Ct: Strasser.

ITALIA (4-3-3): Donnarumma; Palestra, Comuzzo, Chiarodia, Ahanor; Pisilli, Lipani, Dagasso; Fini, Pio Esposito, Koleosho. Ct: Baldini.

Con questa scelta, la Federcalcio italiana punta a valorizzare il vivaio e dare continuità alla costruzione di un gruppo giovane, pronto a rappresentare l’Italia nelle prossime sfide internazionali.

Dumfries vuole il Real Madrid, contatti con gli agenti! Bastano 20 milioni per l’addio all’Inter: la situazione

Dumfries vuole il Real Madrid, contatti con gli agenti! Bastano 20 milioni per l’addio all’Inter: la situazione sul futuro dell’olandese

Emergono ulteriori dettagli riguardo al futuro di Denzel Dumfries, esterno dell’Inter, e alla sua clausola rescissoria. Secondo quanto riportato da Fabrizio Romano, la reale clausola che permetterebbe il trasferimento dell’olandese non è di 25 milioni di euro, come ipotizzato in precedenza, ma ammonta a 20 milioni.

Il giocatore è finito nel mirino di diversi top club europei. Il Real Madrid sembra in vantaggio e ha già avviato contatti con gli agenti di Dumfries per valutare un possibile trasferimento nella capitale spagnola. Il club madrileno rappresenta al momento la priorità del calciatore, almeno stando alle informazioni trapelate.

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Anche il Liverpool resta un club fortemente interessato all’esterno nerazzurro, confermando il proprio interesse nonostante l’addio di Arne Slot. Dumfries, grazie alla sua fisicità, capacità di spinta e duttilità sulla fascia, continua a essere uno dei profili più ricercati per rinforzare i reparti esterni di grandi squadre europee.

L’Inter monitora la situazione con attenzione, consapevole che la clausola rescissoria relativamente contenuta potrebbe agevolare il passaggio di Dumfries in caso di offerta concreta da parte dei club interessati. La prossima finestra di mercato sarà quindi determinante per definire il futuro dell’olandese.

Baldini alla vigilia di Lussemburgo Italia: «Gruppo stupendo, Donnarumma e Pio Esposito mi hanno sorpreso»

Baldini alla vigilia di Lussemburgo Italia: «Gruppo stupendo, Donnarumma e Pio Esposito mi hanno sorpreso». Le parole del ct azzurro

L’Italia Under 21 si prepara alle amichevoli in programma nel mese dei Mondiali, con la prima sfida contro il Lussemburgo. Il match si disputerà mercoledì 3 giugno alle 20.45 in casa dei biancorossi. Alla vigilia dell’incontro, il Commissario Tecnico Silvio Baldini ha parlato a Sky Sport delle sensazioni legate a un gruppo così giovane e del futuro della Nazionale.

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Le sensazioni del CT – Baldini ha sottolineato l’emozione provata sin dall’arrivo a Coverciano: «Sì, l’emozione c’è stata prima di arrivare a Coverciano, in quel mese in cui mi è stato detto che avrei fatto queste partite. Una volta messo piede a Coverciano era inutile farsi prendere da certe emozioni, ora dobbiamo giocare. I ragazzi si sono allenati benissimo, sono un gruppo stupendo ma lo sapevo perché ce l’ho in mano da quasi un anno. Siamo rimasti veramente sorpresi dall’atteggiamento di Donnarumma e Pio Esposito che si sono messi a disposizione e hanno ringraziato il gruppo di essere stati accettati. Vederli così umili e allo stesso livello degli altri è bellissimo».

Il CT ha poi aggiunto: «Normale che ci sia emozione, le emozioni sono quelle che danno un senso alla tua vita, alla tua parte spirituale. Senza emozioni che persona sei? La tua sensibilità di fa vivere la tua vita al massimo, ma senza emozioni non esisti».

Futuro della Nazionale – Baldini ha evidenziato come il gruppo possa rappresentare una base solida per il futuro azzurro: «Secondo me c’è tanto in questo gruppo, perché sono giocatori bravissimi, che già giocano in Serie A e sono nel momento in cui possono esplodere, come successo a Palestra e a Pisilli, che sono entrati nel grande calcio e facevano parte del nostro gruppo».

Con questa rosa, Baldini punta a valorizzare i giovani talenti italiani, integrando giocatori già affermati in Serie A con promesse emergenti, per costruire un progetto di lungo termine. La partita contro il Lussemburgo rappresenta dunque un banco di prova per testare la maturità dei ragazzi, il loro atteggiamento in campo e la capacità di rispondere alle sfide internazionali.

Le amichevoli saranno un’occasione anche per monitorare il percorso di crescita dei giovani, consolidando una base tecnica e tattica sulla quale costruire il futuro della Nazionale italiana.

Allegri al Napoli, ci siamo quasi: nelle prossime ore la separazione dal Milan! Le prossime tappe

Allegri al Napoli, ci siamo quasi: nelle prossime ore la separazione dal Milan! Le prossime tappe verso l’ufficialità dell’operazione

Dopo giorni di trattative, indiscrezioni e confronti sulla risoluzione del contratto, Massimiliano Allegri sembra ormai a un passo dal chiudere definitivamente il suo capitolo con il Milan. L’allenatore livornese, esonerato dalla società rossonera la scorsa settimana, dovrebbe trovare nelle prossime ore l’accordo definitivo per separarsi formalmente dal club di via Aldo Rossi, sistemando gli ultimi dettagli burocratici.

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Con la formalizzazione della separazione, Allegri potrà legarsi ufficialmente al Napoli, con cui avrebbe già raggiunto da tempo un’intesa di massima insieme al presidente Aurelio De Laurentiis. La società partenopea punta a capitalizzare l’esperienza e la conoscenza tattica del tecnico toscano per costruire un progetto tecnico ambizioso in vista della prossima stagione.

Secondo quanto riferito da Luca Marchetti nel corso di un intervento su Sky Sport 24, la giornata di domani potrebbe essere particolarmente importante non solo per la firma del nuovo contratto, ma anche per avviare la programmazione concreta del futuro del Napoli. È infatti previsto un incontro tra Allegri e il direttore sportivo Giovanni Manna, nel quale verranno affrontati i primi temi legati al mercato estivo, con l’obiettivo di delineare le strategie per rinforzare la rosa e consolidare il progetto tecnico.

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Tra i nomi che potrebbero finire sul tavolo c’è anche quello di Adrien Rabiot, centrocampista molto stimato da Allegri, già allenato con ottimi risultati in passato. Il club partenopeo cerca così di anticipare i tempi, gettando le basi per una stagione competitiva e organizzando al meglio la campagna acquisti.

In un Milan ancora alle prese con una fase di profonda riorganizzazione e con la necessità di ridefinire la propria struttura tecnica e dirigenziale, il Napoli prova a muoversi con decisione. Allegri rappresenta per i campani la figura ideale per riportare la squadra a livelli di competitività elevata, sia in Serie A sia nelle competizioni europee, con un approccio pragmatico e orientato ai risultati.

La conclusione del rapporto con il Milan e l’avvio dell’esperienza partenopea segna così un passaggio cruciale nella carriera di Allegri e apre ufficialmente il nuovo ciclo tecnico del Napoli, destinato a caratterizzare la stagione 2026/2027.

Venezia pronto a infiammare il mercato: obiettivo Ché Adams in attacco, in difesa spunta un nome dall’Olanda

Venezia infiammerà il mercato estivo grazie a questi colpi. Quali sono i nomi nel mirino del club lagunare

Il mercato è pronto a entrare nel vivo e il Venezia, fresco di una meritata e ampiamente festeggiata promozione in Serie A, è già al lavoro per costruire una rosa estremamente competitiva. La dirigenza lagunare è alla ricerca di innesti di spessore per affrontare al meglio le insidie della nuova categoria. Tra i vari nomi appuntati sul taccuino degli operatori di mercato spiccano due profili ben precisi: per il fronte offensivo l’obiettivo è Ché Adams, attuale centravanti di proprietà del Torino, mentre per puntellare il pacchetto arretrato gli occhi sono puntati su Anselmo García MacNulty, in uscita a parametro zero dal PEC Zwolle.

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Un centravanti d’esperienza per il reparto avanzato

Per quanto riguarda la zona nevralgica dell’attacco, la compagine veneta ha individuato nell’esperto bomber scozzese un potenziale leader tecnico. Al momento, stando agli ultimi aggiornamenti di Luca Cilli di Sportitalia, non è stato ancora avviato alcun contatto ufficiale con la società piemontese, attuale detentrice del suo cartellino. Tuttavia, le indiscrezioni confermano che l’attaccante britannico sia un elemento estremamente gradito all’area scouting arancioneroverde. La sua indiscussa fisicità, l’abitudine a giocare sotto grande pressione e il suo innato senso della posizione potrebbero rivelarsi pedine fondamentali per le ambizioni di mantenimento della categoria della squadra neopromossa. Il club cerca infatti un finalizzatore scafato per non farsi trovare impreparato al cospetto delle corazzate del prossimo campionato nazionale.

Un colpo a parametro zero per blindare la retroguardia

Spostando l’attenzione sulla difesa, il sodalizio del Penzo segue con vivissimo interesse il promettente marcatore di origini irlandesi secondo Sky. Il roccioso centrale mancino classe 2003 rappresenta un’opportunità di contrattazione decisamente ghiotta sotto il profilo economico, poiché si svincolerà senza alcun costo di cartellino al termine del proprio accordo. L’addio arriverà dopo aver messo in cascina tre ottime e continue annate disputate nel massimo torneo dei Paesi Bassi. Nel corso della sua militanza con la maglia della formazione olandese, l’atleta ha evidenziato una maturazione tattica costante. Le sue doti atletiche e la qualità in fase di impostazione dal basso lo rendono un candidato ideale per affrontare con personalità l’impegnativo e prestigioso palcoscenico tricolore.

Le strategie per la nuova stagione

L’approdo nei vertici calcistici della penisola impone ai piani alti societari scelte strategiche oculate e investimenti mirati. L’intento primario del management è quello di consegnare alla guida tecnica un organico duttile e pronto a dare battaglia fin dalle battute iniziali della nuova annata. Se i sondaggi dovessero materializzarsi in veri e propri accordi formali, un eventuale doppio innesto di questa caratura rappresenterebbe un messaggio di grande ambizione lanciato a tutte le dirette concorrenti. I tifosi restano in trepidante attesa per i prossimi sviluppi.

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